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L’USO DELLA LACCA NELL’ARTE CINESE

Nascita, sviluppo ed evoluzione nel corso dei secoli
• Definizione di “Lacca”
• L’arte della laccatura
• La lacca in Cina
• L’ “esportazione” nei vicini Paesi: Giappone e Corea
• La lacca in occidente
• Bibliografia

N.B. : in allegato troverà un cd-rom contenente la presentazione grafica del lavoro e
le immagini relative agli argomenti trattati.

DEFINIZIONE DI “LACCA”

esposta all’ossigeno questa sostanza si polimerizza spontaneamente costituendo così la più antica sostanza plastica nota all’uomo. Per seccare effettivamente la lacca necessita di un’atmosfera umida e di una temperatura oscillante fra i 21° e i 26° C. Per merito di queste ed altre qualità (come la resistenza al caldo e agli acidi).Parola di origine hindi (lakh) che indica il lattice ottenuto mediante l’incisione del tronco della specie Rhus vernicifera (pianta della famiglia delle Anarcadiaceae). emerge fresca e forte come non mai. Dal XVII secolo. mentre il resto è formato per il 20% di acqua. Dopo essere stato filtrato più volte attraverso un telo di canapa. viene poi conservato in vasi impermeabili all’aria. Allora è pronto per l’uso. ma si potrebbe fare una categoria a sé per la lacca intarsiata (dipinta e intagliata). nerofumo e altre sostanze. tradizionalmente suddivise in due classi principali: lacca dipinta (hua ch’i) e lacca intagliata (tiao ch’i). è un idrocarburo con formula chimica C14H18O2. sono ricavate dalla gommalacca. L’operaio che lo applicava era uno specialista chiamato nelle iscrizioni shang kung. d’estate vengono incisi. entra in azione il laccatore o hsiu kung. birmane e cingalesi. Lo strato superiore di lacca era di importanza cruciale perché dalla sua levigatezza dipendeva la brillantezza e il lustro dell’articolo finito. “lacca”. e per quella in cui la decorazione a rilievo è realizzata con uno stucco di lacca. LA LACCA IN CINA . tale prodotto fornirà la base alle vernici utilizzate dagli artigiani europei per imitare le lacche dell’Estremo oriente. Un oggetto di lacca può stare sepolto nella terra umida o essere inondato per anni (e forse secoli) eppure. L’ARTE DELLA LACCATURA Finita la preparazione. Finora abbiamo parlato della cosiddetta ‘lacca orientale’. L’urushiol forma il 74% del volume del succo di lacca. la lacca eccelle sia come copertura protettiva che come mezzo per decorare le superfici. L’oggetto passava ora nelle mani del hua kung o pittore. ma le sue origini provengono più precisamente dalla Cina. sostanza resinosa prodotta dalla secrezione deposta da alcuni insetti ( Tachardia lacca) sugli alberi. cresciuta e si è sviluppata nell’estrema area orientale del globo. La lacca resiste all’acqua in modo quasi incredibile. e di altri che avevano il compito di decorarlo. a meno che non abbia subito danni esterni per cui il legno o il tessuto al di sotto è esposto all’azione dell’umidità. 2% di albume e 4% di gomma simile alla gomma arabica. Fin qui possiamo dedurre che l’arte della decorazione con la lacca è nata. con o senza l’aggiunta di sostanze coloranti. il succo di lacca viene riscaldato a fuoco lento così da perdere l’eccesso di umidità. in queste condizioni gli oggetti laccati conseguivano la massima resistenza e conservabilità. le lacche indiane. Gli alberi. ovvero quella di origine naturale. ognuno dei quali era lasciato seccare prima di applicarcene sopra un altro. di composizione differente (cosiddetta ‘lacca di resina’). emettono allora un succo grigio e sciropposo il cui elemento essenziale chiamato urushiol dal giapponese urushi. Applicava diversi successivi strati di lacca. ‘operaio (che lavora lo strato) superiore’. carbone. la cui vita media è fra i 15 e i 20 anni. Sulle lacche dell’Estremo oriente troviamo diverse tecniche di decorazione delle superfici. originaria della Cina e diffusa in tutto l’Estremo oriente. di conseguenza le lacche appena dipinte venivano poste di solito in una fossa umida scavata nella terra e chiamata ‘casa dell’ombra’.

La lacca è.C. in Corea e in Giappone (dove fu introdotto dal continente nel III sec. ma il Yu kung probabilmente non risale oltre il IV sec. È anche adattissima per l’esportazione essendo forte e leggera. era vicina se non addirittura nella località di Ch’eng-tu. L’intarsio torna ad esser di nuovo di moda nei bronzi della Terza Fase e oltre alla lacca viene adoperata la malachite.C. il turchese. Nonostante gli alti e bassi. dobbiamo ugualmente riconoscere che gli stili e i motivi caratteristici di questi bronzi si trasmisero a loro volta all’arte Han di qualunque tipo. Il periodo Han è pervaso da una certa aria di urbanità. IN Cina il suo confine settentrionale è oggi costituito dall’area fra i fiumi Wei e Han nel Shensi meridionale. a. la fabbrica n. ad esempio per intarsiare i bronzi. la regione interna all’attuale Huai-ch’ing nel Honan settentrionale. Inoltre il capitolo Yu kung dello Shu ching. a. ispirati ai bronzi dell’epoca. Il riferimento più antico al ch’i shu si trova in una canzone dello Shih ching. Un noto gruppo di vasi di bronzo della Prima Fase. e fecero la loro apparizione in quasi tutte le sostanze.La lacca in Cina era già utilizzata in epoca Shang. Yen e Yu erano parti dell’odierno Honan centrale e sud-orientale. assai probabilmente Shang-Yin. 7 era nel dipartimento di Ho-nei. ‘lacca’. l’oro e l’argento (lo stile dei bronzi della Terza Fase è generalmente considerato curiosamente ibrido). chih e chu) provenienti da Yu. non reca iscrizioni e possiamo quindi dedurne. nessun’altra fabbrica è nominata in queste iscrizioni. 9 era nel dipartimento di Kuanghan a circa 30 miglia a nord-est di Ch’eng-tu. sappiamo che le fabbriche 8 e 9 producevano veramente la lacca in epoca Han. piantasse nel giardino del suo palazzo degli alberi fra cui il ch’i. la lacca fu adoperata per moltissimi usi. Personaggi e animali sono presenti unitamente a motivi a volute e triangoli. . 8 nel dipartimento di Shu. La lacca Han. c’è richiesta proprio di questi evidenti segni di ricchezza e di solidarietà di classe. Non c’è da stupirsi dunque che trovasse ben presto la via dei mercati stranieri quando. del Hopei meridionale e del Shantung sud-occidentale.C.C. decorati da arabeschi e motivi fantastici. a. Si può dire che questo era un tipo di preparazione non dissimile a quella in uso nella pittura europea. La parola huan è talvolta usata in testi pre-Han con lo stesso significato di ch’i. presenta un caratteristico intarsio di una sostanza scura entro le cavità dello stampo. giallo e talvolta in verde su fondo nero. e la fabbrica n. “Libro delle Storie”. fine a se stessa. ma ciò non vuol dire che il luogo d’origine dell’industria della lacca fosse nella Cina meridionale. Se perciò i bronzi intarsiati della Terza Fase contengono echi di una precedente tradizione di pittura in lacca.C. d. la Cina cominciò per la prima volta a partecipare direttamente al commercio mondiale. forse un po’ vuoto.C. un lusso. A parte varie altre prove letterarie che attestano la presenza nel Huai-ch’ing della fabbrica 7. nei documenti giunti fino ai nostri giorni.C. come la pittura in lacca. producevano tutte lacca e. e si è generalmente creduto che questa sostanza sia lacca. Assai prima del periodo Han si sapeva che si poteva migliorare la qualità delle lacche introducendo una sostanza intermedia fra la lacca e la base di legno.) che ritroviamo gli esemplari più preziosi poiché in questo periodo divennero estremamente popolari oggetti con fondo scuro e figurazioni in rosso. strumenti musicali e oggetti rituali laccati in rosso. intorno al 300 a.. Dice che il sovrano di un piccolo stato occupante parte dell’odierno Honan nord-orientale. scudi. dà i nomi di dieci fabbriche di stato che producevano diversi oggetti d’uso al tempo degli Han anteriori. formano un legame con cui possiamo connettere la cultura materiale con la vita sociale economica di quei tempi. e tutto ciò che possiamo ricavare da questo passo è che l’albero cresceva press’a poco quando fu scritto il libro e che esisteva allora una tradizione di età incerta secondo cui era sempre esistito. dalle iscrizioni su oggetti di lacca ritrovati di recente.C. “Libro delle Odi” ritenuto del VII sec. con un certo fondamento che almeno queste erano di fabbricazione privata. Ma è sotto la dinastia Han (205 a. Queste tre fabbriche secondo il commentatore Ju Shun (c. Gli scavi effettuati soprattutto nella regione di Changsha.C. E proprio allora esisteva una simile classe sociale. – 220 d.C. Li Ch’i. elencando i tributi inviati dalle Nove Province al leggendario Yu del III millennio a. l’attuale capitale della provincia del Szechwan. nella Cina meridionale. insieme con la seta. nel capitolo Ti li chih della Storia della dinastia degli Han anteriori. e si prestavano a una manifattura su grande scala e una standardizzazione delle qualità. d.). Anche in epoca pre-Han. parla di ch’i e di seta provenienti dallo Yen. stili e tecniche tipici di diverse arti del bronzo. fra le quali la lacca. In epoca Han i centri principali della produzione della manifattura si erano spostati verso ovest e sud-ovest. Dovunque si trovi una larga classe dirigente. e col legno facesse dei liuti. Un commentario di uno studioso del III sec. e raggiunse in epoca Han un culmine di eccellenza tecnica e artistica. L’albero della lacca (ch’i shu) cresce oggi solo nell’Annam. 189-265 d. nonostante la sua magnificenza. in cui trovarono espressione. Comunque alcune danno il nome di artigiani e registrano la data della fabbricazione senza specificare la località. le ribellioni interne e la minaccia contro la sua stessa esistenza da parte dei nomadi del nord durante i primi cento anni. . ma dalle citazioni Han risulta chiaro che il huan era in realtà una tecnica primitiva . però. vi si sente un’insistenza sui valori materiali e sul benessere mondano che sembra andare d’accordo con la fiducia burocratica. Ma se l’arte del bronzo della Terza Fase è un insieme comprendente motivi. erano ambedue costose. e di ch’i seguito da tre varietà di canapa (hsi. la fabbrica n. per consenso generale. all’inizio del I sec.). hanno portato alla luce alcune suppellettili. nell’Hunan. è però il canale principale attraverso cui passarono tutte le caratteristiche che si disseminarono poi fra la molteplicità delle arti di epoca Han. non si può pensare al periodo Han come a un periodo drammatico: un periodo civile cosciente di sé. La maggior parte della lacche Han. ma l’uso a scopo decorativo risale alla fine della dinastia Zhou. eppure.

Forse c’era un componente chimico nel rosso chelo rendeva inadatto per dipingerci sopra con la lacca nera. è difficile dire quale fosse esattamente il compito del su kung. l’uso della lacca nera per l’esterno e di quella rossa per l’interno. a. su ognuna delle quali un disegno a tre cerchi concentrici che racchiudono un punto centrale è ripetuto così esattamente da far pensare che dovette essere usato un ausilio meccanico. gialli dal cadmio e dall’ocra. forse era incaricato di fare l’armatura di canapa se non veniva utilizzata alcuna base di legno. o sul legno coperto di tela. ma non viceversa. risalente a quel periodo. e il sole e la luna dipinti rispettivamente in oro e in argento. Ma ora è convinzione generale che t’ung sia in realtà una variante di tiao. ‘intagliare. oro.C. È infatti possibile che in tarda epoca Chou venissero usati stampini e sigilli per laccare sui vasi di bronzo o sui loro modelli in cera. sembra divenisse una regola fin dal IV sec. Il significato originario di su era ‘stoffa grezza’. ‘rosso’ o ‘dipingere di rosso’. L’operaio nominato dopo lo shang kung è il t’ung erh k’ou huang t’u kung. oppure solamente su una pezza di canapa. specialmente per la decorazione dei sarcofagi. i rimanenti 79 sono laccati direttamente sul legno. Comunque il Huai nan tzù dice:” Il tintore poteva tingere di blu sul nero. il primo derivato probabilmente da un solfato di ferro o dal nerofumo. aveva dei vasi per i sacrifici laccati in nero dentro e fuori. Generalmente parlando. huan. Queste antiche tecniche di laccatura sembra si siano evolute secondo stadi perfettamente corrispondenti a quelli registrabili nella storia della pittura a olio o a tempera presso i pittori europei. segretario del grande governatore di Lo-lang.Dobbiamo quindi concludere che le lacche provenienti da avamposti coloniali (molte delle quali anche notevolissime) non rappresentano affatto tutta la produzione del periodo. argento e tartaruga. tecnica che presso i giapponesi veniva chiamata kanshitsu. ‘tre volte huan’. la laccatura infine sulla canapa sola sarebbe l’equivalente della pittura a olio su tela. abbiamo però esemplari di lacche Han con disegni che sono intagliati fino a uno strato sottostante di colore più chiaro oppure sono riempiti di un pigmento bianco e talvolta rosso. incidere’ e che il tiao kung sia l’operaio il cui lavoro più importante era di incidere l’iscrizione e di armonizzarla piacevolmente col resto della decorazione. e anche le iscrizioni sono intagliate in questo modo. I disegni non venivano sempre dipinti col pennello. l’artigiano poteva dipingere di rosso sul nero. Nel cap. Un carattere presente in alcune iscrizioni su lacche Han e che nomina un operaio a cu venivano passati gli oggetti laccati dopo essere passati per le mani del hua kung. ma non viceversa”. e il blu si trovano tutti su lacche Han e forse non erano noti prima. ovvero ‘doratore del manico di bronzo’. Dapprima viene il su kung. erano quelle decorate con intarsi di bronzo. ma possiamo affermare che il lavoro di . Forse il nero è precedente al rosso. a. la laccatura su canapa preparata e applicata su una base di legno sarebbe praticamente identica alla tecnica europea di pittura a olio o a tempera su una tela stesa sul legno. ma su una base di tela di canapa ruvida che lo ricopriva. Nel periodo Han gli utensili di lacca si dividevano ormai in tre gruppi. Con questa varietà di significati per la parola su. se i due colori sono usati insieme. un grigio azzurro chiaro e un’altra sfumatura di rosso si erano aggiunti sulla tavolozza del laccatore. corrisponderebbe alla tavoletta di legno mesticata. ma la parolaassunse ben presto il senso metaforico di ‘nudo’. secondo cui la lacca non veniva applicata direttamente sul legno. forse era responsabile dell’applicazione della canapa sulla base di legno. con manici dorati e i piedi e altri accessori di metallo. incisa o intagliata con la stessa precisione dell’avorio. come abbiamo osservato. a seconda se la lacca veniva applicatasela sul legno. il secondo dal cinabro (solfuro di mercurio) e dal cartamo (carthamus tinctorius) o dallo zafferano (crocus sativa). Il nero e il rosso sembra siano stati i più antichi pigmenti di lacca usati in Cina. veniva lasciata asciugare e poi lavorata fino a formare una superficie adatta per applicare la lacca sola. Assai probabilmente questa mescolanza veniva spalmata come gesso sul supporto di legno. con i tour de force delle botteghe di Pechino. In tarda epoca Chou una sfumatura di bianco ricavata dal piombo bianco. perché si trovano su lacche provenienti dalle ‘tomba del cesto dipinto’ a Lo-lang. mentre sulle pareti esterne apparivano un drago verde (ch’ing) e una tigre bianca. Le iscrizioni. Così la base di legno. o su un’armatura di sola tela. solo 5 rivelano la tecnica chia chu. di qui il termine t’ung kung è stato tradotto con ‘ decoratore in (lacca) rossa’. è stato a volte detto t’ung. due ciotole di lacca trovate a Tunhuang. Questo genere di lavoro raggiunse la perfezione nel XVIII sec. In tutto il Turchestan cinese è stato trovato finora un solo vaso in cui la lacca è applicata sulla sola armatura di canapa.che forse aprì la via al chia chu (tecnica in uso in Cina verso il IV sec. di 84 vasi di lacca trovati nella tomba di Wang Kuang. 93 del Ch’ien han shu leggiamo che il sarcofago dell’imperatore era dipinto di vermiglio al di dentro. Comunque fosse.’bianco’ o ‘non ricamato’. Ci sono. Il leggendario Shun. danno spesso i nomi degli artigiani (kung) responsabili dei vari stadi della manifattura del vaso. forse era incaricato della superficie di preparazione. questo processo era evidentemente riservato agli oggetti più belli e costosi. mentre quelli commissionati dal suo successore Yu erano neri fuori e rossi dentro. Questi ultimi pigmenti erano certamente in voga ne II sec. La lacca quando è dura può essere tagliata. La grande maggioranza appartiene al primo gruppo. Lo Shuo wen lo definisce ‘lacca con polvere (in particolare polvere di ossa) mescolata e applicata’. e questi sono laccati su un panno applicato a una base di legno. venendo così ad indicare la base su cui era applicata la decorazione. Anche i vasi di lacca provenienti dal confine Niya nel Turchestan cinese sono laccati direttamente sul legno e contrastano con quelli provenienti dalla più prospera e vicina Lou-lan dove invece è usata la canapa fra il legno e la laccatura. . Fra le lacche più belle e costose del periodo Han. ‘lacca secca’).C. ci dice il Han fei tzù. d. ad esempio. I veri capolavori probabilmente non lasciarono mai la Cina. il rosso è applicato sopra il nero e non viceversa.C. Un verde ricavato da un composto di cromo. Non ve ne sono tracce anteriormente al periodo Han.

nel Ch’ien han shu si legge che Kung Yu aveva costatato che oltre 5 milioni di denaro veniva sprecato annualmente nelle lacche di Shu e Kuang-han e che aveva seguito l’imperatore durante una cerimonia dentro il palazzo dell’imperatrice e vi aveva scorto piatti riccamente decorati e dipinti in lacca.) per aver rinunciato alle lacche Szechwan dai bordi di bronzo dorato. L’ “ESPORTAZIONE” NEI VICINI PAESI: Il Giappone e la Corea LA LACCA IN GIAPPONE La lacca si sviluppa in Giappone a partire dall'esempio cinese e i primi esemplari rimasti risalgono al VI secolo . così Fan Yeh nel suo Hou han shu elogia l’imperatrice Teng. E come gli storici romani approvavano la frugalità degli imperatori che si astenevano dai lussi come le sete cinesi. Assai raramente sono intarsiati d’oro e d’argento. l’incisore). Ma ne complesso la maggior parte dei reperti giunti fino ai nostri giorni non sembrano affatto gli oggetti di lusso di cui si parla tanto nei testi. Alcuni di questi vasi dovevano essere assai stravaganti.questo operaio comprendeva tutti gli abbellimenti del tipo sopra ricordato. attraverso la leggenda di Yamatotakeru. moglie dell’imperatore Hsiao-ho (89-106 d. I primi documenti storici risalgono all'editto per . Proprio come Plinio attaccava i gusti costosi che mandavano in fallimento la Roma dei suoi tempi. il laccatore dello strato esterno. i giapponesi abbiano voluto accreditarne una origine autoctona. espressione di solito tradotta con ‘pulitore’ (forse ‘lustratore’). pur se anche in questo caso. il pittore. forse riflettono i gusti meno esigenti di oggetti di lusso. Con ogni probabilità ciascuno di loro aveva degli apprendisti che lavoravano sotto di lui e col cui lavoro la produzione era mantenuta costante. l’altro il tsao kung che era forse il capo-operaio o la persona responsabile del controllo dell’articolo finito. il laccatore. ma il semplice fatto che i loro nomi fossero registrati sull’articolo finito per mostrare di chi era la responsabilità di ogni momento della manifattura. il doratore. nel cosiddetto ‘processo produttivo’ di una fabbrica di lacche ve ne erano altri due: uno era il ch’ing kung. Prima di concludere questa parte relativa alle lacche cinesi è bene ricordare che oltre ai sei operai di cui abbiamo parlato (l’operaio che prepara il fondo.C. dimostra che ogni settore della produzione doveva essere controllato personalmente e con molta severità. e tavole di lacca decorate in oro e in argento. risalente al II secolo. Huan K’uan e Kung Yu criticavano la moda cinese delle lacche di lusso.

della lacca incisa vera e propria.
 Periodo Edo: fino al 1630 domina ancora Kyoto con una produzione di pezzi in oro su fondo nero. In generale si nota una maggiore forza decorativa e una maggiore indipendenza fra la decorazione e la forma dell'oggetto. Nel 701 il governo incoraggiava addirittura la popolazione a coltivare alberi di lacca. Il secondo periodo vede Edo sede di una produzione ufficiale che usa tutte le tecniche con sfatzo. Il secondo gruppo (XI-XII secolo). Da loro prendono le mosse altri artisti rinomati come Ritsuoo e Mochizuki Hanzan. In generale lo stile più originale è anche nel campo della lacca. L'oggetto tipo è una scatola piatta da toeletta e in generale i contorni sono più spigolosi rispetto al periodo Heian. Nasce anche il negoro-muri e da metà periodo si usa prevalentemente oro. di circa 12 pezzi rimasti. Un esempio notevole è la scatola di Taira no masako con alberi uccelli a leggero rilievo dato da un doppio strato di lacca e con onde. quest'arte non ha pìù mecenati e ha un evoluzione simile a quella delle alltre arti. dove vi sono numerosi oggetti ad incrostazione di madreperla (raden). il kamakura bori che però si diffonde realmente solo più tardi.
 Nel periodo Heian. E' da ricordare per la profusione di madreperla e lacca dorata insieme. In questo periodo. Kajikawa. I primi esemplari sono dodici scatole del santuario Hatayama di Kumano donate da Yoshimitsu e che presentano anche parti con la nuova tecniche delle lamine di metallo intagliate. fra cui gli inro (ne riparleremo). La lacca è ora usata per una grande varietà do oggetti. Il makie è cosi famoso che sotto l'imperatore Hsuan-te (1426-1435). Kenzan e Koetsu. con soggetti ispirati all'Occidente e un quarto gruppo che comprende gli oggetti monocromi di uso quotidiano e che prosegue invariato in periodo Edo. con foglie e piante autunnali disposti in campi contrastanti. ma di cui alcune parti si conservano nel tempio di Kyoto da cui prende nome lo stile. lo stile namban. servendosui di spesse lamine di piombo e madreperla. che è andato distrutto. Sempre in questo periodo si diffonde la tecnica cinese della lacca intagliata e la sua versione economica. mentre accanto a un makie-e primitivo (il makkinru). sono molto usate le tecniche cinesi T'ang. Le lacche di questo periodo sono prevalentemente di soggetto religioso. dove il disegno è graffito sulla lacca umida e le linee così ottenute sono riempite d'oro. Le principali famiglie di laccatori ufficiali sono Kouma. Koami. Il makie resta sinonimo di lacca giapponese anche se vi si usano un po' tutte le tecniche.
 Dal periodo Meji. datati 1176. LA LACCA IN COREA . Yamaguchi e Odawara.
 Nel periodo Nara il primo esempio di lacca dipinta è il reliquiario Tamamushi del tempio Horyuji ed è attribuito ad artista coreano. 
 Nel periodo Muromachi i centri di produzione principali sono Sakai. Alla fine del periodo domina il nome di Koetsu. Sotatsu. quello di Korin. A Kanazawa si ha una produzione autonoma con la scuola degli Igarashi che presenta un elegante bilanciamento tra parti decorate e non e a volte occupanti solo metà della superficie. Con Yoshimasa si hanno come laccatori ufficiali le famiglie Koami e Igarashi i cui pezzi sono caratterizzati da decorazioni calligrafiche di passi poetici in stile molto corsivo e a volte illustrazioni delle posie stesse. come si vede dagli oggetti del magazzino imperiale. fra cui la custodia per manoscritti del buddismo esoterico fatta per l'imperatore nel 919. una ripresa del raden e qualche rara opera in chinkin bori (qianjin). per poi scadere nell'inventiva del disegno a scapito dei virtuosismi. in cui appare in letteratura nel IX secolo. lo shoso-in. proprio il termine di makie. un terzo. si ha una grande diffusione del makie con le tecniche del chiriji. l'interno del konjikido del chuusonji di Hiraizumi (nell'attuale prefettura di Iwate). Come già nel tardo Heian i motivi decorativi prevalenti sono elementi della natura presi isolatamente e disposti sulla superficie in modo da evitare simmetrie. L'hira makie si sviluppa alla fine del periodo e gli esemplari più antichi sono dei contenitori per sutra con gruppi buddisti in rosso e oro. E' così possibile spargere le polveri in diversi tipi e spessori e lacche hanno così decorazioni meno rigide e più pittoriche. oltre al continuo favore del raden. il tutto su fondo oro. In uno stesso pezzo spesso vengono usate più tecniche contemporaneamente e vi si nota spesso l'influenza della pittura Yamato-e e Kara-e sui motivi figurati.l'istituzione della Fabbrica Imperiale della lacca del 645. distribuendo dei terreni e ricevendo in cambio la resina ottenuta. Le sculture in lacca secca invece sono più opere di vera scultura in quanto la lacca è solo un legante. seguono fino al X secolo i modelli del periodo Nara. Si hanno anche stili regionali che riprendono lo stile di origine cinese della pittura su lacca per oggetti di uso quotidiani. con fondo di polvere d'oro e di altre tecniche a spruzzatura d'oro. si hanno due gruppi di oggetti. un artista cinese è inviato in Giappone per imparare la tecnica!
 Nel periodo Momoyama si ha un primo gruppo di oggetti che continua gli stili precedenti. La maggiore virtuosità tecnica si ha nell'era Genroku.
 In stile koudaiji erano per esempio l'interno e i mobili del castello Momoyama.
 Il periodo Kamakura è molto importante per l'arte della lacca perchè nasce il taka makie in cui il disegno risulta rilievo grazie a un metodo nuovo di esecuzione. con scheletro ligneo. con una ripresa a partire dagli anni '50 anche se con semplificazione dei motivi. oltre che di polvere d'oro. Si ha anche la diffusione del kamakura bori. ottenuta spruzzando l'oro sulla superficie per mezzo di una canna di bambù tagliata in diagonale. artista eclettico che tratto i suoi soggetti con fantasia e audacia. un secondo che è tipico di Hideyoshi (stile Koudaiji). fiori a corolle doppie e personaggi cinesi in foglia d'argento. Tale stile si diffonde a Edo nel '700 e vi si usano per lo più colori ad olio. Il primo. vede lo sviluppo di nuove tecniche e una maggiore produzione che comprende la laccatura delle strutture lignee degli edifici. rocce e terra in hira makie. La tecnica makie utilizza nuovi impasti densi di lacca e polvere di ocra ottenendo uno spessore maggiore.

gli artisti e gli artigiani tradizionali che usano i metodi antichi mentre sperimentano nuove tecniche. Firenze 1963. a fiori o a volute. A Venezia si produssero mobili e piccoli oggetti (cornici. Durante la successiva dinastia Koryô (918-1392) fu incoraggiata la piantagione di alberi della lacca e questo portò alla creazione di lavori in lacca con intarsi in madreperla. 182 delle 335 contee pagarono le tasse con lavori in lacca. La lacca. la lacca è stata a lungo usata dalla medicina tradizionale coreana basata sulle erbe. sostituendo alla decorazione pittorica diretta l'applicazione di apposite stampe. Portogallo e Paesi Bassi. cofanetti. oltre che per impreziosire oggetti di uso casalingo. I veneziani idearono inoltre la "lacca povera" o "falsa lacca". . il metodo della laccatura tornò in voga nel Novecento per la decorazione degli oggetti in cartapesta. quattordicesimo anno del regno di Sejong della dinastia Chosôn. Gli oggetti in lacca si dividono grosso modo in tre tipi: hûkch'il. che venivano colorate e ricoperte di una vernice chiamata sandracca. e kônch'il.In Corea l’arte della lacca fu introdotta pressappoco nello stesso periodo dell’introduzione in Giappone (non bisogna dimenticare infatti che la Corea ha sempre svolto un ruolo di ‘ponte’ fra le due culture cinese e giapponese). che non viene danneggiata dall'inquinamento. oggi trova applicazione in molte altre circostanze. e poi gli stessi vengono coperti con dieci o più strati di lacca: ne risulta una delicata armonia di colori che è veramente bella. Francia. che sono oggetti di lino. Per esempio. viene anche utilizzata nelle pitture isolanti per i circuiti elettrici e anche per i cavi sottomarini a fibre ottiche. che non possono essere raggiunte dalle pitture sintetiche. ed è attualmente usato nella bigiotteria per rendere i gioielli più eleganti e duraturi. ramiè o carta dipinti con vari strati di lacca e poi ripiegati per creare cesti o altro. LA LACCA IN OCCIDENTE Le lacche orientali cominciarono a essere imitate in Europa verso la fine del Seicento. Siccome il colore del ch'aehwa ch"ilgi raggiunge il massimo del suo splendore all'incirca dieci anni dopo che è stato creato l'oggetto. dove le differenze di temperatura fra il giorno e la notte sono alte. Inghilterra. viene usata nella pittura delle auto Mercedes Benz per creare una brillantezza elegante e di lunga durata. La tecnica che mette meglio in risalto la bellezza della lacca è il ch'aehwa ch'ilgi. i principali centri di sviluppo furono Italia. allora una merce importante che veniva anche esportata in Cina e nel Medio Oriente. E tuttavia la quantità di linfa che si raccoglie è poca. servizi da toeletta) ornati con motivi astratti. per cui la lacca risulta molto cara. che rappresenta il massimo raggiunto da quest'arte. Nonostante questo. continuano a cercare la lacca naturale per la sua bellezza e ricchezza. Attualmente i migliori oggetti vengono da Hoengsông e Wônju nell'area del monte Ch'iaksan. ad alte temperature. oggetti rossi. BIBLIOGRAFIA Willets. Anche se i test e le ricerche in proposito non sono ancora terminati. W. Nel periodo di Silla Unificato (668-935) vi era un funzionario addetto alla supervisione di tutte le questioni riguardanti i lavori in lacca e la raccolta della linfa della lacca. chuch'il.. Negli annali storici coreani viene perfino annotato che nell'anno 1432. oggetti neri. Arte cinese. A causa della sua resistenza al calore. la tecnica richiede una grande abilità ed esperienza. Dopo essere caduto in disuso nel XIX secolo. Sansoni. Recentemente sembra che possa essere dimostrato che la lacca ha anche effetti terapeutici: secondo certe fonti sarebbe efficace in vari casi. Vengono tracciati dei motivi con lacca mischiata a pigmenti colorati. nella provincia del Kangwôndo. che era tradizionalmente usata per gli utensili di uso comune in casa.

Tregear. Alberto Peruzzo Editore Microsoft. Encarta 2005.it www. La Cina antica. Microsoft® Encarta® Enciclopedia. Milano 1994. S.nipponico.Gernet. Torino 1992.. Murase. Novara 1993. De Agostini.. Storia universale dell'arte. New York 1942.com . J. M. Peruzzo Larousse. e Vainker. UTET. Dalle origini all'impero. Arte cinese e giapponese... Grolier.corea. Il Giappone. M. www. M. La grande enciclopedia. Luni. Tesori d'arte in Cina. Sullivan.