Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Facoltà di Ingegneria di Modena "Enzo Ferrari"
Corso di Laurea Magistrale
in Ingegneria Civile

Comportamento sismico dell'accoppiamento
dei pannelli con elementi strutturali
nei prefabbricati industriali

Relatore:
Prof. Ing. Giorgio Serafini

Candidato:
Federico Oyedeji Falope
Anno Accademico 2013/2014

2

Indice
1 Introduzione

7

1.1

Le strutture prefabbricate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.2

I collegamenti nelle strutture prefabbricate . . . . . . . . . . . . . . . 14
1.2.1

Fondazione-pilastro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

1.2.2

Pilastro-trave . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

1.2.3

Trave-tegoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

1.2.4

Pannelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

1.2.5

Collegamenti secondari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24

2 I pannelli prefabbricati
2.1

2.2

27

Classificazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
2.1.1

Posizione d’impiego . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

2.1.2

Composizione e continuità del nucleo . . . . . . . . . . . . . . 34

2.1.3

Modalità d’ancoraggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37

2.1.4

Ruolo strutturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

2.1.5

Meccanismo resistente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45

Pannelli di tamponamento o pareti portanti? . . . . . . . . . . . . . . 47

3 Collegamenti dei pannelli
3.1

3.2

8

51

Tipologie di collegamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
3.1.1

Pannelli orizzontali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51

3.1.2

Pannelli verticali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55

Componenti del collegamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
3.2.1

Canali e teste d’ancoraggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
3

62 3. . . . . . . . . .3. . . . . . . . . . . . 65 3. . . . . . . . .6 Dispositivi di dissipazione . . . .M. . . . . . . . . . . . . . . 121 4 . . . . . 60 3. .2. .4 Squadrette e piastrine .2 Scatole di ancoraggio . . 104 3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3. . . . . .2. . . . . . . . . . . . . 103 3. . .2 Casi di studio . 118 4. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67 3. .1 Posa in opera . . . .2.2. . . . . . . . . . . .2 Eurocodici . . . .3 3.2. . .3 Codici statunitensi . . . . . . . . . .5 Elementi di fondazione . . . .4 3. . . . . . . . . . . . . . 64 3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3 Mensole .3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Problematiche . . . . . . .3 Risultati delle analisi . . . . . . . . . . . 108 117 4. . . . . . . . . . 121 4.1 Analisi condotte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65 Normative e codici nazionali . . . . . . . . . . . . .2 Sperimentazione e danni prodotti dal sisma 4 Caso studio . . . . . . Infrastrutture e Trasporti . . . . . . . . . . . .4. . . 63 3.1 NTC 2008: D. . . . . . . . . . . . . . . . . .3. . . . . . . . . . . . . . 72 3. . . .4. . . . . .

I ffi Figura 1: Pannello orizzontale [1] prefabbricati alleggeriti in cemento armato (pannelli sandwich) vengono impiegati quali elementi non strutturali di chiusura disposti lungo l’intera superficie perimetrale degli edifici prefabbricati. 'i.r' i.:. Il sistema di collegamento che sorregge ed ancora i pannelli prefabbricati alla struttura mostra come il pannello possa essere ancorato ad un qualunque elemento strutturale (elementi di fondazione.r.i. 5 .:. . !:.. i'.'.4Ìit .. la cui funzione principale risulta quella di coibente ed elemento divisorio degli spazi interni dall’ambiente esterno. ':j:.i:.'. I pannelli i ! !'i:..iii. attraverso un’analisi approfondita delle modalità di collegamento di questi agli elementi portanti. .:.alil ::r'.Premessa Il seguente studio ha come intento quello di analizzare il ruolo strutturale e non strutturale che i pannelli ricoprono nei prefabbricati industriali.ìi.....:':i ..

5 Albertoprefabbricata Dal Lago et al. Alberto Dal Lago et al. governate da spostamenti relativi dei propri punti d’ancoraggio. G. Le problematiche dei pannelli. nel pannello prefabbricato può influire sul comportamento strutturale o non strutturale che il pannello e l’edificio prefabbricato manifestano in risposta ad una sollecitazione. Criteri per il miglioramento e l’adeguamento di edifici in struttura – Prof. L’obiettivo è quello di far riflettere sull’importanza del ”dettaglio strutturale” che. Verranno affrontati esclusivamente pannelli prefabbricati in cemento armato i cui collegamenti saranno analizzati dal punto di vista delle sollecitazioni. Magliulo Alberto Dal Lago et al. travi e tegoli secondari Figura 2). Alberto Dal Lago et al. Pannelli verticali collegati in sommità alle travi Alberto prefabbricati Dal Lago et al.SAIE 2012 | FORUM Sicurezza & Sostenibilità Cinque mesi dopo il sisma -Tecniche innovative per una ripresa efficiente e sicura SAIE 2012 | FORUM Sicurezza & Sostenibilità Le unioni nelle strutture prefabbricate Pannelli orizzontali collegati ai prefabbricate pilastri Le prefabbricati unioni nelle strutture Cinque mesi dopo il sisma -Tecniche innovative per una ripresa efficiente e sicura pilastri. verranno trattate analizzando il problema della configurazione di vincolo e delle necessarie precauzioni da garantire affinché i collegamenti non vadano in crisi per eccesso di deformazioni. Dimensionamento e verifiche di tale Pannelli prefabbricati orizzontali collegati ai pilastri Alberto Dal Lago et al. Magliulo sistema di ancoraggio sono tipicamente assoggettati a quelle norme che definiscono carichi e sollecitazioni di progetto di elementi non strutturali. Figura 2: Ancoraggio dei pannelli alla struttura [2] 5 Criteri per il miglioramento e l’adeguamento di edifici in struttura prefabbricata – Prof. 6 . G. Pannelli prefabbricati verticali collegati in sommità alle travi Alberto Dal Lago et al. Alberto Dal Lago et al.

iL T dÈ E Figura 1.i :.ì:. l’affermazione e la diffusione dei prefabbricati cementizi rappresentarono il costante progredire di questo specifico 7 . furono tra i primi tentativi storici di produrre un elemento in cemento armato. in cui i primi sviluppi di prefabbricazione si ebbero già agli inizi del ’900. . per realizzare impalcati di limitate dimensioni.. realizzati con altezze variabili tra i (15÷40cm) e lunghezza massima di 10m.1: Travetti prefabbricati per solai [3]. '. "li::':: -: '1. In quel periodo furono realizzati i primi elementi prefabbricati in cemento armato (Figura 1..' . in un luogo diverso da quello in cui veniva posto in opera. ffiffiwffiffi '.Capitolo 1 Introduzione A differenza degli Stati Uniti.:i+- . la prefabbricazione strutturale cementizia ha dato via al suo sviluppo in Italia con ritardo rispetto ad oltre oceano.1 ) atti a sostituire i normali laminati in acciaio. nella seconda metà degli anni ’30...' e* . che ne permettesse un miglioramento qualitativo. [1] per solai.. a causa di eventi storici che avevano notevolmente penalizzato il paese in termini di investimenti destinati alle costruzioni.i .1 Ì Ìi. Questi travetti 'l' . Dal dopoguerra in poi. .r:: r ::.

I . .!]l*nll /(rjJ 1:. 'l:i" prírrcip*lÍ rucldeltl tielfe hll*reh[ers t RÈSóC'CIfittEt TA x Figura 1..rfi . ì.rp$sts slle Fiera d. euer interruzronr continue della sezione verticale del mr qualora si manifestino tensioni superiori alla resir trazrone e taglio della parete.:r\J4SiÉ:r cirri lì9 . tìIxlkcnè*ttx*t1'5iiu*.iia. I. i i e rcrfr{d-dyìi t'ht completi di pilastri. dalla resistenza a compressione e trazrone del cls del blocco..::r'ì} ii'&"{ f rr.l:.t. che conferiscono ad un qualunque elemento strutturale e non le 8 .-= . irri. . Il giunto."+:. .+ti lt:.ffi-t- ìliriErliiriq. .r{d Lùi f*ii. '.i:{ :'..'l l'importanza della corretta soluzrone.:Èia1. della resistenza di adesione della malta al blocco..li*cÌ+..r !}il..''.r:i+ liri*3 lii$*.lt<.i -iF .. (u: (u: IIJ : sistema costruttivo.. per la tenuta all'acqua vi sigillato con elastomeri. ltf'tl :' r r. i.a ' .À!ò{S"Ìlw flui :l&i.t . In seguito allo sviluppo economico del decennio successivo agli anni ’50 l’impiego della prefabbricazione si estese a molteplici campi dell’edilizia..q:.:Uilî liiergii Í'ft4ìÌ:ii metà degli anni ’60. Ad accelerare lo sviluppo della prefabbricazione..l. travi ed elementi di tamponamento.t I. 11 rt".ì.tlt.'+t.l. la crescita ed il bisogno di ampi spazi del settore industriale....:id*.. . per cor questi effetti.. determinano delle sollec rtazronr capact di innesc are nella parete fenomeni di cavillatura i quali. 5) La distan za fra r funzione dello spessore del muro e dei valori di n (u.. (fig. Inizialmente dedicata alle sole strutture di copertura atte a comporre impalcati (Figura 1.". .qhirr+ T. sia pubblici che privati accogliessero tale >.....iiliJ.li. questa modalità di lavorazione permette di controllare in maniera più efficiente quegli aspetti. i."r:i. \ fi'. verso la L+::íi jr:::- il.. i.'. . E' evidente. possono risultare scon sotto estetico e della durabilità. la prefabbricazione era in grado di proporre sistemi costruttivi ffi I orch ielrt #.hti:a i#t*ti**.lkrliaiil l'lri. in grado così di ottemperare il profilo to" dei blocchi costituenti. >: Il limite q. a differenza delle strutture i cui componenti strutturali vengono realizzati in opera mediante apposita casseratura e getto di calcestruzzo.ì:t..r. ìr.. altrr elementi di sostegno..' .l'. cr: (u! O-i o: stabilità dell a parete stessa.1ii14l ::. (fig.l.rn. della resistenzaa compressione della malta...i.*J... Il posizionamento dei awiene di regola in corrispon denza di vari azronr ( Le strutture prefabbricate La progettazione e l’impiego di strutture prefabbricate.rcn :. ..i'i+.l... I lllrrrj$1. '..li.s i.oii. . tl:uf{t. . Alla fine degli anni ’90.'t tt"t#.xt!i* . @: : !.. :ll{'.. iÌ. .í1ì.. _:*::-::: t*t:.". o-: miglioramento del pregio architettonico e della capacità portante dei prefabbricati =i t: o: 9: cementizi fece si che sempre più edifici. ridurre la stabilità dell a parete in corrisponden za d to si prevede di norma I'inserimento di un ferro corsi di malta.1:i.r.a:.{ì*ii I {}f.: ...J#.r\.f* "*rat . nello specifico...{+i*ra i..ii'is-i ji-*.. . dei più significativi dettagli costruttivi.'"tr: riiil.. a) Yanazioni di temperafura o di umidità..ií.1..i1. Per murature eccedenti la lunghe zza limite si dovranno inserire delle strutturazroni o.i fufil*. a livello progettuale ed esecutivo. lH::î. .:. ìl+utlyirrrltr l. $i*rcp."+''}r:ii -+ r|.: . comuneuo.1 materiali posti in opera.it1.settore industriale. ed anche per rispondere a precise nor di di alle richieste didi un qualunquei sistema edilizio.:. mixdesign dei materiali.t.qliairx .2 ).d'iard 1tìrrtl:'1ft*iri* àtr. ..r+++. formatura geometrica (comprensiva di tolleranze) e posizionamento dell’armatura.rrrlrxle ll*r*1..:-ir..i ii i.2: Primi edifici prefabbricati [1] lii.' .."tilll i)*i*rja*r*'xe.jrt . comporta l’enorme pregio di poter far affidamento su elementi la cui realizzazione viene effettuata in stabilimenti specializzati. fiai* l. .}[rwl. "l : îti"ra Èla'r. r'!ii. . nonchè movimenti trasmessi dagli elementi strutturuh principah. 1. permettono a queste ricarsi evitando di creare gli inconvenienti citati. ii:. fecero si che la prefabbricazione cementizia diede il suo massimo sfogo nella realizzazione di edifici industriali. #. non significativi per la è raccomandata I'esecuzione una serie pal costruttivi fra quali controllo. Àl111iEir: 'II{.ijd ':lgJar.r:.i!î if*ir-prn $l+r. della spinta orizzontale cui è sottoposta la muratura. il radicale di i giunti di : alla lungh ezza massima un tamponamento "lungh ezza massima concatenamento" è determinato dallo spessore della muratura.

si pensi infatti alla lavorazione di pannelli granigliati con finiture ad intarsi. ). • prestazioni illuminometriche. • isolamento termico. quelle del cantiere a cielo aperto.. A quasi un secolo dalle prime applicazioni. all’aperto risulterebbero impossibili o eccessivamente onerosi da realizzare (Figura 1. a causa della delicatezza degli impasti cementizi o delle finiture. porti. il miglioramento continuo del settore dei prefabbricati cementizi si traduce ad oggi in: • ampia gamma di componentistica di base. Il continuo e progressivo sviluppo dei materiali ha permesso l’impiego dei prefabbricati in qualunque ambito. • indiscutibile grado di dettaglio e capacità di produzione di ogni elemento strutturale e non strutturale. . consentita dall’assorbimento in stabilimento dei tempi di maturazione e finitura. non rappresenta l’unica variabile che spesso spinge committente e progettista verso la scelta di elementi prefabbricati.3). La notevole rapidità di realizzazione. industrie chimiche. • resistenza al fuoco.caratteristiche necessarie ad assolvere agli impieghi richiesti. Le principali funzioni richieste agli elementi prefabbricati cementizi sono: • resistenza strutturale. Il prefabbricato è in grado di andare incontro a richieste architettoniche di ogni tipo che.. anche ove le condizioni degli ambienti si presentino ricche di agenti degradanti (piscine. ma anche la possibilità di poter far affidamento su elementi la cui prefabbricazione in stabilimento garantisce il più delle volte risultati ottimali rispetto alla stessa struttura interamente gettata in opera in condizioni meno controllabili quali. • isolamento acustico. • pregio architettonico. 9 . il cui pregio architettonico e la cui regolarità dipende fortemente dalle condizioni di lavorazione.

componenti di rivestimento a geometria libera ed elevato contenuto formale. timpani. lastre.Figura 1. 10 . La domanda di componenti cementizi prefabbricati. • edifici per l’agricoltura (silos. • edifici per comunità (istruzione.. . alberghi.. tra i quali: • edifici industriali e per il settore terziario.. sport.. • elementi di completamento: gronde.. allevamenti. • elementi strutturali specializzati per grandi coperture: shed. microshad e tegoli alari. . velette. chiusure. riguarda i più svariati settori dell’edilizia.3: Finiture dei pannelli [1] • capacità di personalizzazione. scale. raccordi. geometrica e delle finiture di ogni elemento. musei. La vasta gamma di prodotti prefabbricati può essere catalogata come suggerito da Dassori [1] in: • elementi strutturali: plinti. travi... pilastri mono e pluripiano. . solai.). • elementi portati: pannelli di tamponamento bidimensionali. • edifici commerciali. chiese.). sanità.

affidabilità tempistica.5).4 ).6).4: Trasporto e fase di sollevamento pannelli [1] In materia di prefabbricazione l’aspetto delle fasi di vita (stoccaggio. livello di sicurezza del processo di trasporto e montaggio e riduzione della mano d’opera (Figura 1.7). la realizzazione di un organismo strutturale prefabbricato si basa sull’impiego di plinti prefabbricati (parzialmente o totalmente) posati in opera e dotati di armature di ripresa uscente dal collare del plinto per il collegamento reciproco tra plinti attraverso un cordolo di fondazione (Figura 1. I pilastri vengono prefabbricati con apposite mensole. Nella maggior parte dei casi. 11 . maturazione. vengono inseriti all’interno di questi pilastri monopiano o multipiano a seconda delle necessità realizzative (Figura 1. Figura 1.I più punti di forza più evidenti della prefabbricazione in calcestruzzo possono essere rapidamente riassunti in elevato grado di proiezione verso tecniche innovative volte a migliorare la qualità del prodotto (ramo di ricerca e sviluppo in forte ascesa). L’esecutività e la realizzabilità del progetto generale discerneranno da una completa e dettagliata conoscenza del know-how del manufatto da parte del progettista. vista l’enorme variabilità di sollecitazioni agenti e configurazioni di vincolo in cui il manufatto stesso si trova durante le sue varie fasi di vita. montaggio e condizioni in opera) che attraversa un manufatto prefabbricato giocano un ruolo cardine nell’efficienza dello stesso. avente funzione di trave porta pannello e regolarizzatore dei moti relativi tra gli elementi di fondazione. trasporto. inconfrontabile qualità tecnologica offerta da uno stabilimento di prefabbricazione. alle quote e delle geometrie richiesta dal progettista (Figura 1. Successivamente al tracciamento plano-altimetrico ed alla posa dei plinti.

6: Elementi di un tipico edificio pluripiano prefabbricato [1] 12 .P î88 E ÉsÉ=Í 88=58 Figura 1.5: Plinto prefabbricato con armatura di continuità per cordoli di fondazione [1] ELEMENTI DI COPERTURA 1 :-:nti prefobbricotíoersisfe mi strutturoli nunfuolí Figura 1.

ìili:iiì .r:n*:j: i:i!i:r.:.8). È. elementi speciali quali shed e micro-shed.8: Impiego elementi shed per necessità illuminometriche [1] 13 .1.r. tali elementi possono essere rappresentati da una vasta gamma di prodotti tra i quali tegoli sormontati da lastre o impiegati come elementi in accost.:# :$rt.Í:g lLrì:$i. su queste vengono posti elementi di orditura secondaria per la chiusura del manufatto.:. tipicamente richiesti per opere la cui luminosità interna ha un elevato grado di importanza (Figura 1.ì. 'E Figura 1.:1. Nel MENSOLA IN VISTA PILASTRO PREFABBRICATO Figura 1.7: Pilastro prefabbricato dotato di mensola d’appoggio [1] caso in cui i pilastri vengano accoppiati a travi principali.per l’appoggio di elementi di orditura primaria (travi o solai autoportanti).

La necessità di assemblaggio ed accoppiamento di elementi preesistenti. Nel successivo capitolo verranno mostrate alcune delle innumerevoli modalità di collegamento tra i vari elementi prefabbricati.10 ) e la possibilità di riempimento del bicchiere. 1.2. Si illustrano e descrivono nel seguito le principali connessioni tra elementi prefabbricati impiegati nella progettazione di edifici industriali prefabbricati. Una particolare attenzione sarà data alle connessioni dei pannelli prefabbricati. siano esse intese in ambito produttivo o di montaggio. governano l’assemblaggio e la realizzabilità di un qualunque sistema costituito da elementi prefabbricati. con gli elementi strutturali circostanti. Il 14 . fanno si che. lasciando uno spessore variabile (5÷10cm) tra l’interno del collo del bicchiere e il pilastro. 1. essendo queste realizzate in opera (”ad umido” o ”a secco”).9). Il ruolo delle tolleranze. il pilastro possa essere opportunamente posizionato plano-altimetricamente. Caso di plinto prefabbricato (totalmente o parzialmente) Nel caso in cui l’elemento di fondazione si costituito da un plinto a bicchiere (Figura 1.2 I collegamenti nelle strutture prefabbricate Come già annunciato in precedenza le unioni tra gli elementi strutturali e non rappresentano il principale elemento di fragilità degli edifici in prefabbricati. considerati elementi non strutturali in quanto non normalmente adibiti a portare carichi (se non peso proprio e carico da vento). determinando quindi il corretto funzionamento dell’opera.1 Fondazione-pilastro La connessione tra elementi di fondazione dipende prevalentemente dalla scelta progettuale del sistema fungente da organo di fondazione. come da progetto richiesto. fa si che l’elemento di fragilità delle strutture prefabbricate risieda nelle modalità di connessione tra gli elementi impiegati. tale elemento viene dimensionato in modo da permettere l’inserimento del pilastro. Il posizionamento di una boccola con collegamento maschio-femmina sul fondo del bicchiere (Figura 1. previo tracciamento della posizione del plinto.

10: Collasso tipo tr orccvHl-Nfc lc vlocco8 orNnd tfc VSOd IC ONVId a= trî !E OUISVIId If >o az -lm I C o vsod to oNvtd ruc 9'z t 'xvy\l urc g 'Nly\ LUc 'XVy\l 9'Nlt/\ LUc t 9'Z oHrsvtld LrJ E.9: Plinti a bicchiere totalmente e parzialmente prefabbricati [1] . tu O = I m g Figura 1.15 Figura 1.

Figura 1. previa l’opportuno dimensionamento del collare del bicchiere o. in maniera più accurata e rigorosa. tramite un sistema di incastro maschio-femmina (armotubo) tra pilastro e fondazione. Tale collegamento può essere strutturalmente considerato un incastro. f NOIZVCNOI or_svur_Noc IC VHISVId Figura 1. sia esso una trave rovescia di fondazione o una platea.11: Collegamento pilastro fondazione con tenone [1] stabilità in fase di posa al pilastro.11) che conferisce our_svrd CV 3UUV8 VZNfUSCV vlvHolte lt/\ fNONfI ffi #:È+*".margine rimasto tra pilastro e collare del plinto.12) è rappresentata dalla formazione di un collegamento mediante opportuni ferri di ripresa che. le alternative per il collegamento dei pilastri alla fondazione sono rappresentate da tre possibili scelte progettuali: la prima vede la presenza di ferri di ripresa sia sul pilastro che sull’elemento di fondazione ed un addizionale elemento maschio in cemento armato (tenone. si inseriscono reciprocamente tra gli elementi connessi. trave rovescia o platea di fondazione Qualora l’elemento di fondazione non sia costituito da un plinto prefabbricato. per conferire continuità strutturale al collegamento pilastro-fondazione. Caso di plinto gettato in opera. viene successivamente colmato con una malta antiritiro ad elevate prestazioni o con un calcestruzzo opportunamente scelto. una seconda alternativa (Figura 1. con un appoggio dotato di una molla rotazionale pari alla rigidezza rotazionale del collare del plinto. successivamente il margine circostante al tenone con ferri di ripresa viene riempito mediante opportuna casseratura.rr. successivamente 16 .

I tutti e tre i casi la presenza di una Figura 1. Si sottolinea come la verticalità del pilastro debba essere garantita da 17 . sulla base del pilastro.Sl/\l VUISVId f NOIZVCNOJ ilINS ol. conferendo continuità strutturale al nodo.|nefsf olNnd VUSdO NI E Figura 1. boccola e una rientranza cava (maschio-femmina) per ospitare la suddetta e la capacità di riempimento con materiale d’apporto permettono il corretto tracciamento del pilastro. caratterizzata dall’altro o dalla presenza di fori dentro i quali verranno inseriti e successivamente serrati i tirafondi uscenti dalla fondazione. in terzo ed ultimo luogo può essere prevista da un lato.12: Collegamento pilastro fondazione con armotubo [1] il contatto tra ferri di ripresa e le cavità atte ad ospitarli vengono colmati mediante getto di malte espandenti ad elevate prestazioni.13).rfc vt_ono ol-N3y\ltAVd ol-lNlJ VCIIIVI. un piastra opportunamente annegata nel calcestruzzo (Figura 1.13: Pilastro con piastra connesso in fondazione mediante tirafondi.

realizzato mediante semplice appoggio a secco (con resistenza di natura esclusivamente attrittiva) dei componenti prefabbricati (Figura 1. In entrambi i casi tra mensola e trave viene posizionato un cuscinetto in gomma di spessore variabile (1÷2cm). normalmente in strutture pluripiano può essere richiesta la presenza di nodi rigidi o semi-rigidi. Il collegamento tra pilastri e travi veniva. vietata dalle norme vigenti e le cui lacune sono state messe in evidenza dai sismi dell’Aquila e dell’Emilia.14: Collegamento pilastro trave eseguito a secco [1] pratica. posizionati nelle mensole del pilastro (giunti ad H) ed inseriti all’interno della trave.15) apposite barre filettate fissate tramite dado e rondella.14). Tale TRAVE A t NEOPRENE PILASTRO PREFABBRICATO Figura 1. 1.un opportuno sistema di ancoraggio (quale una gru o dispositivi di puntellamento) o da un elemento del pilastro che garantisca verticalità e stabilità. 18 . precedentemente all’entrata in vigore della nuova normativa tecnica sulle costruzioni [4].2 Pilastro-trave Il collegamento tra pilastri e travi prefabbricate cerca di simulare nella maggior parte dei casi un appoggio fisso o scorrevole. in alternativa successivamente alla posa in opera di pilastro e trave vengono inseriti in fori preesistenti in trave e pilastro(Figura 1. ottemperata dall’impiego di nodi a più vie prefabbricati posti in opera e richiedenti esclusivamente la disposizione di armatura aggiuntiva ed un getto di completamento.2. è stata sostituita da innumerevoli tipologie di assemblaggio. La connessione più diffusa è costituita da uno o più elementi di ripresa filettati o ad aderenza migliorata in acciaio. ai cui estremi saranno presenti fori complementari.

in corrispondenza dei quali vengono inserite barre filettate ancorate nella trave e fissate mediante serraggio dei dadi in sommità della barra (Figura 1.15: Collegamenti con inserti trave pilastro [5] Gli accoppiamenti precedentemente descritti tra trave e pilastro possono essere realizzati su mensole predisposte alla quota desiderata del pilastro in fase di produzione. è basata sulla presenza di due fori presenti ad ogni estremità del tegolo. o attraverso l’impiego di pilastri a forcella che subendo in sommità una repentina variazione della sezione trasversale vedono la formazione di rientranze per l’inserimento delle travi (Figura 1.14).16).2. secondo schemi riconducibili a due principali modalità. nella prima. la seconda alternativa è rappresentata da l’impiego Figura 1.3 Trave-tegoli La connessione tra trave ed elementi di orditura secondaria.Figura 1. 1. molto simile al sistema di fissaggio trave-pilastro.16: Collegamento trave-tegolo con inserti metallici [5] 19 . viene eseguita nella maggior parte dei casi.

con Squadrette ed accessori Edilmatic. A seconda dello specifico caso e delle esigenze progettuali.4 Pannelli La qualifica di elemento non strutturale non deve indurre. travi (Figura 1.18). ed in particolare il suo sistema di connessione agli elementi strutturali. vengono solidarizzati mediante la serratura di una vite o elemento speciale d’ancoraggio (M12-M16) opportunamente inserita nei canali passante per l’angolare (Figura 1.17).Profili con Zanche Saldate Z1 APPLICAZIONI SPECIALI ESEMPI DI APPLICAZIONE ESEMPIO 1 Ritenuta di Pannelli sottili a tegolo di copertura SHED nella zona dell’aletta con Piastrine TA ed accessori Edilmatic Ribassate di profili angolari che. Altra modalità di unione fondamentale è quella che vede l’accoppiamento 20 .17: Angolare e canali per il collegamento trave-tegolo [6] 1. tende facilmente ad andare in crisi sotto l’azione di carichi orizzontali. permettono di regolare il posizionamento effettivo tra gli elementi. venga posizionato un pilastro rompitratta o portapannello. ESEMPIO 2 Fissaggio di Coppone di copertura tipo “π” al Trave nella zona di nervatura. sono i casi in cui il pannello viene ancorato in sommità ai tegoli di copertura (Figura 1. Tra gli elementi a cui più spesso viene ancorato il pannello vi sono indubbiamente pilastri (Figura 1.2. esclusivamente per permettere l’ancoraggio del pannello. sfruttando la presenza di scanalature (canali di ancoraggio preinseriti negli elementi all’atto della prefabbricazione) o forature eseguite in opera. come per il resto degli elementi non strutturali. che una volta posti in opera. Ribassate EDILMATIC Ribassate 23 Figura 1. il pannello prefabbricato possiede la peculiarità di poter essere connesso ad un qualunque elemento strutturale determinandone quindi il grado di efficienza. a considerare in maniera superficiale i dettagli inerenti collegamenti e comportamento durante le fasi di vita dell’elemento stesso.19) ed un elemento di fondazione (Figura 1. nel caso di pannello orizzontale. Tale elemento.21) o.20). più rari dei precedenti ed applicati ai soli pannelli verticali.

) ed è fornito completo di Dado di serraggio (M24 classe 6s).Sistemi di Appoggio MENSOLA SPECIALE MOT6 ORIZZONTALE Figura 1.05 sono identiche a quelle disponibili per la standard e le asole poste nel piano d’appoggio consentono anche una regolazione angolare della mensola nel caso in cui la Piastra Zancata fosse posizionata in modo scorretto. 60 kN) viene proposta per il sostegno di elementi in CLS (in genere pannelli di tamponamento) dove si renda necessario collocare il punto di appoggio su estradossi di Travi e/o di Solai.FOTPMB .FOTPMB 0SJ[[POUBMF . La Mensola è ottenuta con acciaio di qualità e viene fornita zincata con zincatura elettrolitica secondo UNI EN ISO 2081.54UBOEBSE con Piastra Zancata MT6 e Ripartitore di Carico MT6 con -NN Le regolazioni a disposizione della .20: Collegamento trave di fondazione-pannello verticale [1] 21 .8 (UNI EN ISO 4017) Dado M24 classe 6s (UNI EN ISO 4032) Bulloni M18xL=50 classe 10. SPESSORAMENTO PER ALLINEARE GLI APPOGGI PIANO DI POSA q*- TRAVE DI FONDAZIONE CLS MAGRO 14 Nodo ponnello verticole I fondozione in opero Figura 1. Accessori per Descrizione e Figura 1.18: Collegamento pilastro-pannello orizzontale [1] CARATTERISTICHE La .9. per il fissaggio della Mensola con Tasselli contattare l’Ufficio Tecnico Edilmatic per approfondire le caratteristiche dell’applicazione. PILASTRO PREFABBRICATO I Bulloni per il serraggio della mensola sulla Piastra zancata sono M18x50 classe 10.FOTPMB0SJ[[POUBMF. Gli accessori necessari per l’esecuzione del nodo di sostegno sono gli stessi da utilizzarsi per la .9 (UNI EN ISO 4017) Rondelle d=18 Classe R40 (UNI EN 6592) Il Bullone di Regolazione è più lungo di quello standard per MT6 (M24x120 classe 8. non perfettamente in asse rispetto alla direzione longitudinale del Trave e/o del solaio.05 in proporzione alla Portata offre un ingombro in altezza estremamente ridotto (H = 85 mm) che consente di effettuare successivi getti integrativi senza particolari problemi rendendo totalmente a scomparsa la mensola. DIMENSIONI ED INGOMBRI La .8.05(Portata max. BulloniDELLA e Rondelle QUOTA di Serraggio PAVIMENTAZIONE Bullone e Dado di Regolazione tl "J iltl PANNELLO Tipo MT4 standard rl rl Bullone M24xL=120 DI TAMPONAMENTO VERTICALE classe 8.19: Collegamento trave-pannello orizzontale [1] MOT6 Tipologia Piastra Zancata Tipo MT6 standard Tipo MT6 standard o L = 250 mm Ripartitore di Carico La Piastra Zancata da utilizzare con la MOT6 è quella standard per Mensola MT6.

21: Collegamento trave di tegolo-pannello verticale [6] reciproco tra pannelli. Ribassate EDILMATIC LATO INTERNO EVENTUALE SIGILLATURA INTERNA LATO Ribassate ESTERNO 23 PANNELLO DI TAMPONAMENTO SUPERIORE SIGILLATURA IN SILICONE CARBONE RIGIDO #.i g:::::$ PANNELLO DI TAMPONAMENTO INFERIORE E qq'qerntí Figura 1.con Squadrette ed accessori Edilmatic.22). • efficace trasmissione delle sollecitazioni localmente previste e tempestivamente attivata senza la necessità di assestamenti. a meno che non siano previsti più gradi di vincolo tra i quali i principali (colleganti i pannelli agli elementi strutturali) non dovranno comunque plasticizzare. rappresentata solitamente da un sistema maschio femmina o in rari casi dall’impiego di canali d’ancoraggio e piastrine forate (Figura 1.=r. 22 . Figura 1. • permanenza in campo elastico.22: Sistemi di conessione pannello-pannello [1] Caratteristiche fondamentali che i collegamenti dei pannelli dovranno possedere saranno: • agevole e versatile grado di regolazione per la messa in opera del pannello.Profili con Zanche Saldate Z1 APPLICAZIONI SPECIALI ESEMPI DI APPLICAZIONE ESEMPIO 1 Ritenuta di Pannelli sottili a tegolo di copertura SHED nella zona dell’aletta con Piastrine TA ed accessori Edilmatic Ribassate ESEMPIO 2 Fissaggio di Coppone di copertura tipo “π” al Trave nella zona di nervatura.

connessi da un sitema di bulloni. tale elemento se posto in opera senza le opportune precauzioni rischia di andare ad assorbire un’imprevista aliquota di taglio sismico. atti a conferire alle connessioni del pannello capacità deformative tali da non provocare la rottura delle stesse. seppur non strutturale. piastrine. il drift di piano genera sui collegamenti dei pannelli devono essere attentamente valutati mediante opportuni accorgimenti. dovuta all’assenza di carichi portati al di fuori di peso proprio e vento.23). in caso di sisma. Gli effetti che. tale caratteristica fa si che le connessioni di tale elemento siano soggette a problemi oltre che di natura tensionale anche di natura deformativa. nel caso di tegolo. 23 . L’unione tra pannello prefabbricato ed un qualunque elemento fuori terra viene realizzata mediante l’impiego di canali di ancoraggio annegati nell’elemento portante Applicazioni Applicatio e nel pannello.23: Canali e profili d’ancoraggio per pannelli [7] invece direttamente ancorati al tegolo mediante opportuna foratura ed inserimento di tasselli di tenuta. introdotta dal possibile manifestarsi di spostamenti differenziali tra le varie zone alle quali si ancora il pannello. Nonostante la connotazione di elemento non strutturale.Il pannello prefabbricato è l’unico elemento. nei confronti del quale il più delle volte l’elemento non possederà e le caratteristiche resistenti necessarie. gli angolari vengono Figura 1. La connessione tra pannelli ed altri elementi verrà maggiormente approfondita entrando nel dettaglio dei componenti nel capitolo 3 . a poter essere in contatto con un qualunque elemento strutturale. angolari e speciali viti d’ancoraggio profili metallici (Figura 1.

può essere realizzata. tipica di strutture pluripiano.24). nel caso di strutture con grandi luci per le quali è prassi impiegare travi a doppia pendenza. • collegamento tegolo-tegolo: la connessione di tali elementi è realizzata mediante l’impiego di laminati metallici connessi mediante perni infissi nei due elementi (Figura 1. o per giustapposizione delle armature di ripresa e successivo completamento con getto di completamento. • collegamento pilastro-pilastro: tale connessione. per la ripresa dei componendi strutturali adiacenti. Tali collegamenti sono rappresentati da: • collegamento impalcato-trave o impalcato-tegoli: tale connessione viene comunemente realizzata lasciando fuoriuscire da entrambi gli elementi un’apposita armatura di ripresa. o qualora il grado di specializzazione del progetto lo richieda. solidarizzata a quella dell’altro elemento mediante un getto di cemento di spessore variabile tra i 3÷10cm. realizzato mediante fori nei quali verranno inseriti inserti metallici e successivamente riempiti con malta espansiva o con piastre presenti sulle travi opportunamente saldate tra loro. 24 .1. • collegamento trave-trave: questo tipo di unione risulta molto diffusa per strutture in cui la necessità di ottenere luci significative (30-40m) gioca un ruolo cardine. a seconda della scelta progettuale effettuata per il nodo. in ogni caso si ricorre tipicamente o ad un assemblaggio per conci. la tecnologia della post-tensione è in grado di connettere conci separati di trave.2. mediante nodi a più vie prefabbricati e richiedenti esclusivamente un getto di completamento nel nucleo.5 Collegamenti secondari L’appellativo secondari non è tanto da intendere dal punto di vista dell’importanza strutturale degli elementi connessi. quanto più dal meno diffuso impiego che tali connessioni trovano nei prefabbricati industriali (strutture offshore e prefabbricati pluripiano).

24: Collegamento tegolo-tegolo [5] 25 .Figura 1.

26

Capitolo 2
I pannelli prefabbricati
A partire dagli anni ’80, i pannelli prefabbricati, tipicamente di 2,5x10m e 20÷24cm
di spessore (Figura 2.1), vengono impiegati nell’edilizia prefabbricata come elemento

Figura 2.1: Pannelli prefabbricati e relativo impiego [1]
di chiusura, separante l’ambiente esterno da quello interno. L’isolamento termico
è la principale funzione alla quale il pannello dovrà provvedere. La produzione in
stabilimento (Figura 2.3 e 2.2) del pannello, in apposite casserature in posizione
orizzontale è schematizzabile nelle seguenti fasi:
• posizionamento delle sagomature necessarie per le finiture;
• posizionamento dell’armatura richiesta o di una rete elettrosaldata;
• getto della prima lastra di calcestruzzo
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Production of
Precast Concrete Insulated
Sandwich Wall Panels
Contributed by: Budd Hilgeman, Concrete Technology Inc., Springboro, Ohio.


Fig. 4.1.d. Placing 2 in. (51 mm) thick insulation;
insulation is pre-drilled at 16 in. (406 mm) on
center to accept pin style connectors.

Fig. 4.1.f. Insulation partially in place.

Fig. 4.1.h. Placing pin connector through insulation.

Fig. 4.1.j. Pin connectors in place.

Fig. 4.1.l. Blockout of foam around edge handling insert.

Fig. 4.1.e. Placing 2 in. (51mm) thick insulation;
insulation can go outer wythe to outer wythe, and/or can
incorporate certain areas of panels that are non-insulated,
depending on design criteria required.

Fig. 4.1.b. Concrete being placed as a part of face mix,
raking mix to cover all surfaces of form; concrete once
placed, will be vibrated with both external and internal
units; placement depth of 3 in. (76 mm) for face mix.

Fig. 4.1.c. Vibrating face mix using bull float vibrator.

Fig. 4.1.a. Basic form with reinforcement in place; exterior
side of panel is form surface; typically, architectural panels
indicated are 3 in. (76 mm) of face mix, 2 in. (51 mm) of
insulation, and 3 in. (76 mm) of back-up concrete.

38

PCI JOURNAL

Fig. 4.1.m. Vibration of backup mix
using pencil vibrator.

Fig. 4.1.k. Placement of concrete that
is back of panel, over insulation.

Fig. 4.1.i. Pin connector partially through insulation.

Fig. 4.1.g. Pin connector in place through
insulation and full pin connectors.

39

Figura 2.2: Ciclo produttivo di pannelli prefabbricati [8]

28

4). Cossero per produzione tegoli {I Vibrofinitrrce per rl getto in continuo del colcestruzzo per soloi alv: - - a) (- 'N 7 l- Pisfe e bsnchi bosculonti per la produztone di p0nnellr con sponde o movtmentazione rdraultcs e con clppe di riscsldomento. successivamente al getto ed in una qualunque sua fase di maturazione. • posizionamento di blocchi di alleggerimento che incrementino anche le proprietà coibenti. disposrtrvo pe r bonco di getto der solst olveolari. sarà la faccia superiore del pannello ad essere destinata alla superficie strutturale esterna permettendo così. di eseguire finiture quali graffiatura o creazione delle più svariate forme geometriche mediante applicazione di polveri lapidee (per strati di 2 ÷3mm) disposte su fogli con fori variabilmente sagomati che. sullo sfondo. in tal caso la faccia inferiore del pannello. Nel caso di trattamento a cassero.3: Casseri per produzione eil finitura pannelli prefabbricati [1] ro per pa n nel I Mocchinl per " toglto delle lastre e. di elementi passanti lo strato di alleggerimento connettenti gli strati di calcestruzzo. Le finiture del pannello possono avvenire a cassero o fuori cassero.Pisfe e bsnchi bosculonti per la produztone di p0nnellr con sponde o movtmentazione rdraultcs e con clppe di riscsldomento. a) (- • posa dell’armatura della seconda lastra di calcestruzzo e posizionamento dei 'N 7 l- canali d’ancoraggio. • posizionamento di speciali elementi connettori o di tralicci che accoppino i due {I Cossero per produzione tegoli strati di calcestruzzo o. Qualora la richiesta architettonica preveda opportune finiture superficiali (Figura 2. Mocchinl per il toglto delle lastre e. sullo sfondo. disposrtrvo pe r bonco di getto der solst olveolari. Attrezzotu i lovatr'! Figura 2. rispetto al fondo cassero è destinata alla superficie strutturale esterna. Attrezzotu ro per pa n nel I i " lovatr'! • getto della seconda lastra di calcestruzzo. può essere prevista la colorazione del calcestruzzo effettuata attraverso appositi pigmenti introdotti precedentemente al getto. stesi sul calcestruzzo 29 . se previsto dalla precedente fase.

.:. lr''* t: t rt t' :'... r'. ::' ì1." ::' il*"*uu** ':" itiil:ilìl:... 'fli# ..'..' .... .l.1: . "'=% ..' ìr.. ': \ ffi .t..i..1..1i. t. : t : ': " ": :....:-. ..:.4: Finiture superficiali dei pannelli prefabbricati [1] '''-=Jlm k4 .-..:i:.. :. .' .':: I l1'r .30 Figura 2. :. I .. . .

Si riportano di seguito le più comuni classificazioni attraverso le quali è possibile catalogare i pannelli. Le lavorazioni fuori cassero prevedono tipicamente l’aggiunta in fase di getto di un ritardante che permette al calcestruzzo di mantenere le caratteristiche d’impasto tali da permettere. lavorazioni quali sabbiatura o martellinatura (eseguite attraverso specifici impianti meccanizzati). ne permettono la decorazione.i:..5) • posizione verticale (Figura 2. Posizione d’impiego il* 2.. jl • posizione orizzontale (Figura 2. ii:i rl :' :: : :jr: :::+:. lavatura.5) Figura 2..1 Classificazioni La variabilità d’impiego del pannello..1.rtrrr'. fogli in gomma sagomata che permettano la creazione di superfici sagomate in rilievo. In alternativa è possibile prevedere sul fondo cassero la posa di matrici.:. levigatura o eventuali trattamenti chimici.j.1 n Il pannello può a seconda della scelta progettuale essere impiegato in: i_. orizzontale e verticale [1] 31 ..::. fa si che tale elemento possa essere assoggettato a diverse tipologie di classificazione dovute alle specificità progettuali che il pannello deve andare a soddisfare.ancora fresco.:r'_.5: Orientamento pannelli in opera.. 2.. successivamente alla scasseratura.

Il pannello orizzontale alla quota del piano campagna viene tipicamente posato direttamente a contatto con i plinti dei pilasti ai quali esso stesso in sommità è collegato (Figura 2.6: Tipico ancoraggio dei pannelli orizzontali [1] semplice appoggio mediante un sistema di’incastro maschio-femmina. inglobato nella geometria dei pannelli (Figura 1. L’appoggio inferiore può essere realizzato in due distinte modalità: il primo vede il +I PILASTRO PREFABBRICATO vEDl DETTAGLTO (l .22). atti a creare un sistema a mensola o a coltello (Figura 2. che fa si che il pannello superiore scarichi il proprio peso su quello inferiore. Il pannello presenta.Orizzontali I pannelli orizzontali possiedono la particolarità di essere ancorati tipicamente ai pilastri nella parte superiore e semplicemente appoggiati nella parte inferiore (Figura 2. una rientranza continua lungo il suo intero sviluppo a forma di C 32 .'l PANN ELL( TAPONAM ORIZZON' DETTAGLTO (A) PILASTRO PREFABBRICATO PROFILO METALLICO NEL PILASTRO ESEMPIO DI FISSAGG PAN N ELL TAPONAil ORIZZON Figura 2.8). Verticali I pannelli verticali risultano alla base sempre connessi ad un elemento di fondazione (tipicamente una trave portapannello fungente anche da cordolo di fondazione). sollevando il collegamento superiore con il pilastro da sollecitazioni taglianti.6). in corrispondenza della superficie inferiore a contatto con la fondazione.7) funzionante per attrito o per incastro maschio-femmina dei componenti. il secondo vede la predisposizione all’interno del pilastro di appositi elementi in acciaio posizionati in fase di getto del pilastro alle quote richieste.

''{.. + I ffi.'. -ì 5 f+ c c D = a c = c = a a_ î= c a = 5 D a_ a 5 3 c a a c a_ a tl \ ì3 ) Figura 2. rFo :::: ::: ::::::: ::: "/EE /9"Íí !-8 () o r :: m N lr I o 3 g9 qrj fro *J TT T_ :::l m> _-_lr -l 3 28= o g O O .. \ )f.=.8: Collegamento pannello orizzontale-plinto [1] m< o etÉ à filu E=# d #= Óg= -ím |o^-o.=. f. ì5 f.'. )t_ ) f. z.. 43 Figura 2. 45 f.Y g q o .'-.úJ rF-tT 2 =nn +>E v lio = ó=* ."'..?6 N== *. c) >o 1C po e in corrispondenza al nsentiti dalla normale astra pannello” per un devono utilizzare le Fig... -/t P .''i'' Fig. zz I' no @ @ -l ]U @ t nr m TT e=i . I I tl tl D ì > ì-f.. 'F ó> z '. a a f.-\ Éi 40 5 sP J.. D I 5 f. [1] .l = n= .it... > É..'.U t- aYt ult -D xz t $ ! o @ u Ó z t T m N_ \i .33 c 5 o N N..*.7: Ancoraggio del lembo inferiore del pannello orizzontale [9]..

10) eseguito in opera una volta posati ed ancorati i pannelli di chiusura.9).2 Composizione e continuità del nucleo La scelta dei materiali e degli strati attraverso i quali andare a comporre lo spessore del pannello risulta il più delle volte legata alla principale funzione che il pannello dovrà avere. Figura 2. Secondo tale criterio compositivo è possibile classificare i pannelli in: • monolitici o pieni • alleggeriti O sandwich • nervati • forati 34 . Può essere richiesto al pannello. di avere funzione prevalentemente di natura architettonica rispetto alla funzione coibente che in alcuni casi può essere demandata ad un eventuale coibentazione interna (Figura 2.1. tale cavità è realizzata per connettersi.9: Connessione pannello verticale-trave portapannello [5] 2. permettendo centraggio e messa in verticalità dell’elemento. infatti.o V. con un profilo laminato presente nell’elemento di fondazione (Figura 2.

= 'À -'lt (g *J (- :- = . è tipicamente composto approssimativamente per un terzo da blocchi di materiale isolante (Figura 2.EF.. E F . variabile tra 20÷24cm. = (g L--t-t \1 tz 3! = = = ='l OO E ù: o.r '8 -* =n i.Eg.ii 3: : 9i íi. È || à : I íEtilll=.E -'lt '8 H É g.EÉEÈ i== i = It i. E F .\v-- OO E ù: o.{ 35 íEtilll=.Fó:-u.i rlti i i. L--t-t \1 = = ='l = 3 !tz= È cs -l---- =ocî1 ó6's6 F .r= = F 5 -r b -F t =.r .EÉEÈ tiSsìo.r i. ==5. = : EÈT€È ÉaÉ || à : i = €g:E-. ÉaÉ 3: EÈT€È ÉaÉ 3: EÈT€È i.12: Pannelli alleggeriti e sandwich [1] 5=P\cf:€ì EeFÉlit s5ÉFg1=giÈEg -u E I pannelli alleggeriti sono costituiti da due lastre di cemento opportunamente connesse : : .'j J\:. 9i íi. Èó68.= = = '=.Eg 'À Èó68. i) '.$ezione orizzontole Figura 2.-.'j J\:.= =1'.= =1'. o. : i.lrz-'r-r---- -{6q È È = €g:E-.*'5+=== a.lrz-'r-r---- È -{6q È È = q =EE EE -l---- =ocî1 ó6's63 F È cs Figura 2.12). Il collegamento tra le due È È || à : i i.--.11: Pannello monolitico [1] .--.*'5+== = -î- -t É ó iiH É g.s-2F. ()Sóf. tipicamente richiesto in situazioni nella quali la funzione di resistenza al fuoco prevale sulle altre caratteristiche del pannello (Figura 2..= d Q 6 o". s-.í F 3j . L’impiego di tale elemento è. 9i íi.r-= v) c 2. cr É ó : ^ È éÉ. a causa delle carenti proprietà coibenti e dell’elevato peso. *J :- S€ éÉ.11).s-2F. = : Alleggeriti e sandwich EeFÉlit s5ÉFg1=giÈEg E = : : .i i EeFÉlit s5ÉFg1=giÈEg E .= '. ()Sóf.rQcl'J a.\v-r-(b0.i i rlti i . Lo spessore di tali pannelli. = =e-i. o.-. ..{ -u =n tiSsìo..a\-.= (g (g (- 5=P\cf:€ = F 5 -r =.= Lr ó.- =e-i. da nervature. Figura 2. ió ó ii: ?- =É O i ==5.E====-î-v O. E EE S€ F"4 F cgtrÈ=1.= Lr ó.= s-..= : =1'.= d Q 6 o".Fó:-u.= Ò ? r-cgtrÈ=1. separate da uno strato di materiale alleggerente e coibente. íEtilll=.a\-.10: Pannello privo di coibentazione affidata al cappotto interno [1] Monolitici Il pannello monolitico è composto da un’unica lastra di calcestruzzo di spessore variabile (10 ÷ 24cm).rv) c .rQcl'J O.E====-î-v r-(b0..

I2.m arcani an i.lastre di calcestruzzo è assicurato dalla presenza di connessioni A partire dalla metà degli anni '80 il pro_eeno del r namento prefabbricato ha acquistato noter-oli sr libertà affrancandosi nei suoi principi informatr modello di industrializzazione unicamente imperni concetto normalizzatore di standard.14) da separare nettamente le due lastre di calcestruzzo. mar parti singolari del prospetto ni. è i . ancorché riduttiva. Tale pannello è in grado di rispondere alle più diverse richieste di finiture superficiali e forme realizzative (Figura 2. risolvendo il costo del manufatto in t alleggerito. e vedremo anche materiche. (fig. (in genere rettangolare) .14). Il pannello sandwich si differenza dal pannello mini di lavorazioni "tradizionali". cornici. La filosc approccio al progetto dell'involucro esterno. la proposizione di locali (Figura 2. in tale caso i connettori La geometria bidimensionale.I3.13: Connettori di lastre dei pannelli sandwich [1] generalmente di tipo monolitico o alleggerito ed in bili da classificare proprio per la loro natura. la creazione di pannelli con nervature. stim. remo in seguito. Forati La creazione di aperture quali finestrature o portali. pannello verticale (appoggiato secondo il lato cr . La lastra bidimensionale risolve superficialm tamponamento mentre i componenti a geometria Figura 2. può connotare il prospetto: / per la sua posizione rispetto alla struttura vertical / per la generazione di direttrici verticali o oizzon / per il rapporto fra superfici piene e vuote Nervati { perle modalità di formazione delle aperture / per I'utilizzo combinato con€lementi a geometri a lastra bidimensionale Qualora le esigenze architettoniche richiedano particolari formera (del pannello. . alleggerito e sar in cui la valenza architettonica è principalmente den ta alle modalità di finitura superficiale. diventano il presupposto per il ritorno a formale un tempo esclusiva dei modi artigiar da poter prevedere il posizionamento di blocchi d’alleggerimento qualità disposti in maniera oggi perduta proprio per carenza di magistero ed e dei costi della dovranno mano d'opera. a geometria libera La lastra bidimensionale costituisce il classico pa prefabbricato nei tipi monolitico. poiché nel primo la funzione di coibente può essere talmente fondamentale industriali. la ricerca di soluzioni costruttive sempre più raffinr htnanzi tutto sembra opportuno suddividere i comp di tamponamento nelle due soluzioni geometriche mentali: . sono' palmente destinati alla connotazione architetton da tralicci presenti alle sole estremità o in tutta la superficie interna di contatto tra (portoni. Tali aperture vengono tipicamente realizzate attraverso due modalità: 36 . viene tipicamente realizzata mediante l’impiego di pannelli prefabbricati con apposita sagomatura cava interna al pannello. Alcune semplici considerazioni sulle geometrie c possono tuttavia aiutare a comprendere le poten compositive del tamponamento prefabbricato. del prospetto. cornicioni. paraste. timpani lastre e isolante (molto diffuso nella cultura anglosassone ove il pannello è impiegato componenti a geometria libera riescono oggi a ris soluzioni architettoniche difficilmente aftontabili con prevalente funzione portante).13) o per le soluzioni gec schematizzazioni tipologiche che. indipendentemente aspetti materici e coloristici della lastra esterna che essere opportunamente analizzati e dimensionati. Nei manr geometria libera sono invece compresi tutti i comp geometricamente non classificabili nella precedente glia. pannello onzzontale (appoggiato secondo il lato . rend difficile. I ansolarinaraste. angolari. Le tecniche dell fabbricazione.ti mnan - possibile. previa modifica delle casserature. parapetti.

15). ricavando vacanze di pannelli all’interno del tessuto superficiale perimetrale (Figura 2.i:. quali mensole metalliche o architravi.. attraverso le quali i pannelli vengono ancorati alla struttura: • pannelli portati da due ancoraggi portanti ed uno o più ancoraggi di scarico. E’ possibile classificare in funzione dei soggetti e delle modalità. jl Figura 2.. atte a permettere la formazione di aperture.:. fanno si che il sistema d’ancoraggio del pannello debba adattarsi da caso a caso alle specifiche posizioni degli elementi strutturali circostanti.rtrrr'.j.3 Modalità d’ancoraggio Le innumerevoli modalità d’impiego dei pannelli. 37 .. 2.16). • pannelli portati da quattro ancoraggi portanti ed uno o più ancoraggi di scarico.14: Pannelli nervati la prima vede la creazione di aperture preesistenti nel pannello in fase di prefabbricazione (Figura 2. ii:i rl :' :: : :jr: :::+:.1. opportunamente finite in opera.15: Pannelli prefabbricati con fori per aperture [1] posizionamento di elementi complementari. la seconda invece vede il il* n i_.:r'_.Figura 2...::...

18). [10] quali viene inserita una speciale vite serrata ad un elemento che la accoppia ad un’analogo sistema presente nella sommità del pannello (Figura 2. sono realizzati mediante appositi canali di ancoraggio annegati all’interno dei pilastri in fase di prefabbricazione (Figura 2.16: Aperture ricavate con elementi ausiliari [1] Due ancoraggi portanti ed uno o più ancoraggi di scarico Possono rientrare in tale categoria sia pannelli orizzontali che verticali. nei g I Figura 2. i due ancoraggi portanti.Figura 2. 38 . responsabili del trasferimento in fondazione del peso proprio del pannello. Nel caso di pannelli orizzontali. Gli ancoraggi di scarico.17: Accoppiamento con canali d’ancoraggio [1].17). ai quali è affidata la resistenza del collegamento pannello-struttura chiamata a resistere alle sollecitazioni orizzontali (prevalentemente vento e sisma).

max load 7. sempre in fase di Select washers according to • JORDAHL bolt R with right the table on page 7 for thread (1 piece) getto del pilastro. 150 mm).22.0 105 –125 SP 12 x un 50 JH-M 12 x elemento. Il collegamento di scarico è invece JSV-40-1 8. Type Load Wall Sleeve JORDAHL JORDAHL Nel caso di pannello verticale.38 .18: Accoppiamento pannello-pilastro con canali [11] Order example: JORDAHL superiore Clamp Connections JORDAHL clamp connections JORDAHL clamp con JORDAHL clamp connecmeans of the arrangement consist of: nection. l’ancoraggio portante è realizzato in sommità [kN] distance Bolt L Bolt R (1) Corresp.5 85 –110 SP 10 x 50 JD-M 10 x 50 JD-M 10 x 40 JTA K 28/15 questo può a seconda deiD casi.2 sono tipicamente realizzati sovrapponendo un pannello all’altro• Clamping secondo lo(1schema resistant connection bechannel (minimum length • JORDAHL bolt L with left tween two components. clamp sleeve) secco (Figura 2.0 105 –120 SP 16 x 50 JC-M 16 x 50 JC-M 16 x 50 JSV-40-2 125 –150 in SP 16 x 80 JC-M 16tra x 50 i plinti JC-M 16 x 50 realizzato a contatto con la trave porta-pannello presente fondazione attraverso un profilo metallico (Figura 2.4401 (A4). per i quali il progettista può. in alternativa è possibile prevedere. presenti ai 39 JTA K 40/25 . are supplied stainlessil steel 1 pieceviene to counter the saldabili ad una piastra presente sulleinquali pannello dilock norma fastener is safeguarded by 1. 50 JH-M 12 x 60 ad un secondo elemento dall’altro o ancorarsi esclusivamente ad unico JSV-38-2 115 –155 SP 12 x 80 JH-M 12 x 50 JTA K 38/17 JH-M 12 x 60 tipicamente una trave o all’ala di un tegolo. sional alignment ofnel the pilastro.4571/1. three-dimenJORDAHL clamp connections fastening to the channels.18 impiegato per i pannelli orizzontali.19). strength and pressure horizontal JORDAHL anchor sleeve piece) JSV. connettere il pannello ad un pilastro da un lato e JSV-28-2 110 –160 SP 10 x 80 JD-M 10 x 50 JD-M 10 x 60 L JSV-38-1 7. tions provide a clearancebetween a vertical and a for wall distance 120 free.® JORDAHL FIXING TECHNOLOGY JORDAHL® Anchor Channels and Access ‘T’ bolts and Acces a Clamp connection JSV Installation section Scoped’ancoraggio of supply Figura 2. Quattro ancoraggi portanti ed uno o più ancoraggi di scarico Rientrano in tale categoria esclusivamente i pannelli orizzontali. An exact. thread (1 piece) rappresentato in Figura 1.20). JSV-28-1 3. in rari casi.9) o inright alternativa da appositi profili angolari (1) The wall distances can be varied by adapted threaded bolts. metallici saldati su piastre predisposte sia sul pannello che sull’elemento di fondazione (Figura 2. il posizionamento o metalliche loading higher pressuredi for-speciali Materialmensole in calcestruzzo • Nuts (2 number for ces. Channels Short piece I = 150 – a [mm] attraverso lo stesso sistema descritto in Figura 2. decidere di affidare la portanza orizzontale del pannello a quattro ancoraggi analoghi a quelli descritti nel caso di due ancoraggi portanti.

si avrà . Altezza del pannello dal livello 0-0 (riferita alla parte inferiore) = 5 mt (5000 mm) /FMDBTPEJ.5 Posizionando il bullone di serraggio alla Quota V = 54 mm Data l’altezza di posizionamento del pannello (riferita alla sua parte inferiore)...19: Sistema d’appoggio inferiore pannelli orizzontali [5].Sistemi di Appoggio QUOTE DI POSIZIONAMENTO MENSOLE MENSOLE Figura 2.FOTPMB. basta sommare tale valore alla quota P1 per conoscere la quota P di posizionamento della Piastra Zancata (riferita al $FOUSP EFMMB 1JBTUSB in corrispondenza delle linee di riscontro . Pag. 3).&/40-".5 TDIFNBBEFTUSB MBRVPUB1 FMBRVPUB1TPOPSJGFSJUFBM$FOUSP'PSPEFM5POEP P1 = Centro Piastra Zancata – Fondo Pannello Nello schema riportato le Quote sono in funzione della posizione V del #VMMPOFEJ3FHPMB[JPOF -BRVPUB7ÒTUBUBDPOTJEFSBUBJOUFSNFEJBUSBJM NBTTJNP F JM NJOJNP SBHHJVOHJCJMF BHFOEP TVM CVMMPOFTUFTTP Es. [6] V = Quota indicativa media di regolazione #VMMPOF Tipo V P P1 T P = Quota di posizionamento 1JBTUSB..Rif. 1"MUF[[B1BOOFMMP. dal livello 0-0.. Posizione Piastra Zancata .BODBUB (con 0-0) MT2 54 ± 25 mm 85 85 95 MT4 54 ± 25 mm 90 90 95 MT6 64 ± 30 mm 110 110 100 T = Quota di ingombro orizzontale 3JQBSUJUPSF MT9 69 ± 30 mm 130 130 120 MT12 69 ± 30 mm 130 130 120 1FSMB.

1 1NU.

20: Collegamento di fondazione del pannello [5] 40 . 7 Figura 2.BODBta MT2 occorre far riferimento al Centro Foro del tondo (schema a destra).NN (P1) = 5.090 mt (5090 mm) (posizione della Piastra Zancata riferita al centro) Per il posizionamento corretto della 1JBTUSB.

21). i collegamento con le mensole può essere realizzato con l’aggiunta di elementi saldati da un lato ad una scatola metallica presente nel pannello e dall’altro ad un elemento metallico presente nella mensola del pilastro (Figura 2. Figura 2.quattro vertici del pannello.21: Pannello sostenuto da quattro ancoraggi di ritegno e saldatura della scatola dell’ancoraggio di sostegno [5] 41 . il ricorso ad essa in ambito progettuale ne ha visto uno scarso impiego.21). Nel caso in cui la resistenza dei collegamenti di scarico non voglia essere affidata a giunti di natura attrittiva. Sebbene scelta risulti da preferirsi alla precedente. I quattro ancoraggi di ritenuta possono essere realizzati mediante canali d’ancoraggio o inserti dotati di filettatura passanti pannello e pilastro oppotrunamente serrati (Figura 2.

4 Ruolo strutturale Il pannello prefabbricato può. atto cioè esclusivamente a coibentare. a seconda del ruolo conferitogli in fase progettuale. senza i quali il pannello vedrà l’assorbimento. Geometricamente e architettonicamente il pannello portante non differisce apparentemente in alcun modo dallo stesso prodotto impiegato a scopo non strutturale. posato direttamente a contatto con travi di fondazione. portare il peso proprio e a resistere al carico da vento.2. Elemento strutturale Sono assai rari in Italia i casi in cui il pannello prefabbricato viene impiegato come elemento strutturale.24). verrà tipicamente armato con una blanda armatura longitudinale di diametro variabile (φ10 ÷ 12) collaborante con una rete metallica elettrosaldata (φ4 ÷ 6/15) (Figura 2.1.23 ). quali elementi predisposti per l’appoggio diretto di travi di orditura primaria o direttamente elementi di copertura. La portanza del pannello. anche se in piccola parte. richiederà in fase progettuale alcuni accorgimenti di posa ben descritti dal PCI (precast/prestressed concrete institute).22 e 2. Le principali diversità che contraddistinguono il pannello strutturale da quello non strutturale possono essere schematicamente in: 42 . del taglio sismico per il quale potrebbe risultare inadeguatamente dimensionato. permette di non impiegare pilastri quali soggetti demandati al trasferimento in fondazione dei carichi verticali e orizzontali. Qualora l’impiego di tale elemento preveda la sua qualifica di elemento non strutturale. fungere da: • Elemento non strutturale • Elemento strutturale Elemento non strutturale Nel caso in cui l’impiego del pannello voglia essere considerato di natura non strutturale. L’utilizzo in qualità di elemento portante è permesso dalla creazione in fase di produzione di apposite mensole poste alla sommità del pannello (Figura 2.

t--l rrl (') l-c) 3 N0lz 3s Figura 2.. j /ml..Ég ! 2.. aE . 4....ru 1?5 Trbl? 15 x15 30 I I t 30 - -7 ionto | 19x15 E-- TIF{7 f x1b i=== l( orle'r PE TOr ftHl oddnlrÀs t.oo gg'l rz i rr o.aa2 lO. i K 2..ox svtLuPPo ==E TrF lv 1E TAgLIO CARATTERISTICHE lli:'lT''Io"" ACCtAtO TtPO Fr blfa uiFe bl RETE EL.8BEì t.l-cl r: fn 6 z.?î oristisl O.39Cl o9. iele'o x o$3d Pfi.....tf 3e'l zzlar ! fúlra f. ET&T 'oy Irmtl.?o trÉ PESO ql {ff.22: Sezione pannello sandwich 8?F ge"5 3 t4 3 t t s I g a r tu odrl orvt33? u?s lxullxeelNes "tI 3l3U lq 3J I q rJ Ig fJ r$nurlr -1of-J TT..23: Distinta ferri Figura 2.G" 96$'0 dt ?rial FAO. .22 43 IIUrÉOg l0. s2Klsaxl+1 Kl iletrllt @l * 9l''E og I fI- _ loe !r.rgì6....C17 Figura 2.s6{C.

1 may be used as a preliminary guide. with a water–cement ratio of 0.2. and when span-to-depth ratios are high.2. 3. was 24.2.2. the panel behaves as a cantilever deep beam. 3. The wall panel is placed in position and B wythes of concrete are applied to both sides. 3.5. exterior shear walls (Fig. Iran Fig. 58 582 1. Figure 1 125 shows schematically the 3D panel. • Quantitativo significativo di armatura longitudinale e presenza continua di connettori (shear-connector) tra le lastre di calcestruzzo (Figura 2. The wall panels can be selected from a variety of standard sections of flat panels and specially formed architectural precast concrete shapes. not limits.1 Single-story bearing-wall construction.11 precast concrete plants or specialty engineers. The required depth of beams and slabs is influenced by the magnitude and ratio of live load to total load. after moving from elastic zone at the load stage of 700 kg.3) and beamcolumn framing (Fig. 3. / Construction and Building Materials 22 (2008) 580–592 INTRODUCTION 40 A 125 3-D wall panels are used in the construction of exterior and interior bearing and non-load bearing walls and floors of building of all types of construction.4 Note that the function of the component must be considered. The diameter of plane steel bar was 6 mm. PCI JOURNAL A. 3. as this may have an effect on  ravity and Lateral-ForceG Resisting Systems A building system should be selected during the preliminary analysis. The bottom mesh is yielded and finally the crushing of concrete causes instability of system. Figura 2. deflections. AmirKabir University of Technology.1 and 3. at the level of 1200 kg load. cement: coarse aggregate: fine aggregate: 1:2. Side view of 3D Sandwich Panel. Québec. The gravity and lateral-force-resisting systems may function separately or they may be combined. 3. Figura 2.4) have been used successfully for total-precast concrete buildings of various heights. 3. The average of cube strengths of concrete. Test panels chosen for test as slabs.24: Pannelli prefabbricati ad uso strutturale [8] ABSTRACT: 3-D wall panels are used in construction of exterior and interior bearing and non3–3 load bearing walls and floors of building of all types of construction.10 Precast concrete walls Design Aid 3. moment frames (Fig.6). 120 Reinforcement Steel mesh Truss Shear Connectors A 2000 Section B-B (a) P11 & P12 details (one-way acting panels. Benayoune et al.51 N/mm2. or a combination of these. by tension failure in lower wythe of concrete.25).7 Stadium risers Design Aid 3.55 by weight.Stemmed floor components 25 to 30 Stemmed roof components 30 to 35 Beams and girders 10 to 20 Stairs Design Aid 3. span-to-depth ratios given in ACI 31805 Section 9. deeper sections may be needed. Tehran.0) (All dimensions in mm) Fig. These values are intended as guidelines. and it had yield 44 .2 and 3. Bearing-wall construction (Fig. In direct shear analysis. This combination produces a truss behavior.12.2. • Presenza nel collegamento con l’elemento di fondazione di opportuni accorgimenti. It is imperative that the foundation system and the vertical and lateral-force-resisting system that it supports are compatible.25: Pannelli sandwich strutturali [12]. Maximum loads in flexural tests both for the wall and floor panels are equal to the experimental ultimate loads.2.15 MPa. Wall panel receives its strength 750 and rigidity by the 250 diagonal cross wires welded to the welded-wire fabric on each side.12.5:4. A 150 250 1 B B 250 1500 1500 120 A Section A-A 1500 Section B-B (b) P21 & P22 details (two-way acting panels.2. Provides economy by eliminating the need for a structural frame at the perimeter. The present paper investigates the mechanical characteristics of 3D wall panels under static shear and bending loads in order to improve better understanding of their structural components. special attention to camber. PCI DESIGN HANDBOOK/SEVENTH EDITION First Printing/CD-ROM Edition • Mensole d’appoggio in sommità. 3. 3. Then the crack propagates to the upper layer.2. Refer to Chapter 4 for lateral-force-resisting-system analysis and design. The failure mechanism is started.7). The numerical model is loaded in increments to simulate the tests and to allow detection of failure in flexural tests for vertical and horizontal bearing panels and also for direct shear as well.12.2. 4e Conférence spécialisée en génie des structures de la Société canadienne de génie civil 4th Structural Specialty Conference of the Canadian Society for Civil Engineering Montréal. Canada 5-8 juin 2002 / June 5-8. and the potential for vibrations must also be considered. of Civil Engineering. For non-prestressed flexural components. The loaddisplacement curves resulting from finite element analysis are very similar to those tested specimens. [13] cement used.5). Resistance to lateral forces can be provided by interior shear walls (Fig. This system consists of a welded wire 250 space frame integrated Bwith a polystyrene insulation core.67) (All dimensions in mm) 40 Figure 1. Any standard precast concrete deck unit can be used for the roof system. The maximum load is reported as 2200 kg.2. which provides rigidity and shear terms for full composite behavior. Limitations of the diaphragm may dictate placement of lateral-force-resisting components.3 Connection Concepts The types of connections to be used should be determined during the preliminary analysis. Where this ratio is high. 2002 MECHANICAL PROPERTIES OF 3D WALL PANELS UNDER SHEAR AND FLEXURAL LOADING Mohammad Z. elastic modulus Ec 22. aspect ratio =2. Kabir & Mohsen Hashemi Nasab Dept. aspect ratio = 1.2.45 kN/mm2 and splitting strength fct 2. on the day of the PCSP slabs test.

27: Comportamento del pannello fully-composite [14] 45 . 2(b) describes the variation of strain across the panel thickness in such a case [6–8]. These six panels comprised two panels of size 2. Material properties • Partially-composite. The dimensions and the structural details of the test panels with aspect ratio 2. L’elevato grado di resistenza dei connettori a taglio è in grado di far si che la Figura 2.0 m · 0.25) che accoppia le due lastre di calcestruzzo.67 and 1 are given in Fig.75 m panels having aspect ratio of 2. In this case.5 m size with the aspect ratio of two were supposed to present the critical situation separating one-way behaviour from the two-way behaviour. where the included angle for each bent was 90 (Fig. 3. è possibile riconoscere tre tipologie di meccanismo resistente (Figura 2. wire mesh and polystyrene. the panel is designed such that only one wythe. The ratio of the weight of ingredient to the weight of the Concrete wythe Insulation layer Bending Moment Concrete wythe (a) Fully composite (b) Partially composite (c) Non-composite. The distance for each bent was 90 mm and the height was 90 mm. Strain distribution in PCSP under flexure. PCSP was made of two 40 mm thick reinforced concrete wythes and one 40 mm thick polystyrene layer in the middle. Precast concrete sandwich panel components. the load was increased in stages until specimens were failed.67 were expected to behave as one-way slabs. many sandwich panels in use in the North America and Europe are proprietary and the producers are thus reluctant to share information with their competitors [6–8]. 2.5 m panels with an aspect ratio of 1. One structural wythe Fig.26) dei pannelli: • Fully-composite. The remaining two panels of 1. A PCSP is considered to be non-composite if its concrete wythes are tied with connectors that do not have the capacity for longitudinal shear transfer. Two structural wythes (d) Non-composite. in case of non-composite panels is depicted in Fig. the 2. resists the applied load as shown in Fig.7 mm) diameter steel bar. 2(c).5 m. The use of PCSP as slab elements has rarely been attempted before [8. The variation of strains across the thickness. 2(d). and two panels of size 1. 2. plain steel bars. The reinforcement for reinforced concrete wythes were wire mesh with 100 mm · 100 mm openings and 6 mm (actual size 5.27).5 Meccanismo resistente A total of six specimens were tested under flexure. the uncertain role of the shear connectors and the interaction between various components has led researchers to rely on experimental investigations backed by simple analytical studies. A total of six PCSP specimens were cast and tested [9]. The deformations of specimens were recorded for every load increment stage. A PCSP is considered partially composite if its connectors can transfer only a fraction of the longitudinal shear as required for the fully composite action.0 were considered to be two-way slabs. river sand and pipe water. two panels of size 1. The complex behaviour of PCSP due to its material nonlinearity. The concrete cover for the wire mesh was 15 mm. • Non-composite. 4). 2. whereas the 1. It has been bent to zigzag shape. In some cases.0 m · 0.5 m · 1. Figura 2. called the structural wythe. the two wythes act independently. The continuous steel truss shear connector was made of 6 mm diameter plane steel bar. The series were so chosen as that as per the behaviour of the solid slabs. 10 mm size crushed aggregate.1. The materials used for casting the specimens were concrete.5 m · 1.5 m.0 m · 0. 2(a). Furthermore. The current paper aims to experimentally and theoretically investigate the structural behaviour of the PCSP under flexure and examines the effectiveness of the truss shear connectors and its role in ensuring composite behaviour. In this case.0 m · 0. This bent steel bar was tied to the wire mesh to form a continuous steel truss shear connector.Fig. In the experiment.26: Possibile comportamenti dei pannelli a flessione [13] Fully-composite Il pannello a comportamento fully-composite è in grado di sviluppare una resistenza basata sulla completa collaborazione delle due lastre di calcestruzzo (Figura 2. The lack of information on the behaviour of this important type of construction is due to the high cost of full scale testing and the extreme difficulty of fabrication of small-scale models. In funzione della resistenza del traliccio interno (Figura 2. Fig.9]. The reinforced concrete wythes were interconnected by the continuous steel truss shear connectors with 250 mm spacing. Fig. The ingredient of concrete were Ordinary Portland cement. Numerosi studi iniziati a metà degli anni ’90 presso l’università del Nebraska [14] hanno reso possibile una classificazione dei possibili meccanismi di trasferimento degli sforzi all’interno dei pannelli sandwich. 1.1.75 m. the connectors fail before concrete crushing or yielding of the reinforcement.

28: Comportamento pannello non-composite [14] dotata di sufficiente resistenza per trasmettere gli sforzi.28). Nei pannelli partially-composite 46 . denominata all’interno del pannello lastra portante. sottoposto a flessione fuori dal piano. capace quindi di sviluppare un momento resistente dotato del massimo braccio della coppia interna disponibile. reagiscano indipendentemente l’una dall’altra (Figura 2. Tale aspetto è rappresentabile in termini di costitutivi da una deformazione lineare in entrambe le lastre che.sezione della lastra possa essere considerata completamente reagente. il pannello può comportarsi in due diverse modalità: la prima prevede che entrambe le lastre reagiscano parzializzandosi (una lastra risulterà linearmente compressa nel suo spessore e l’altra tesa). La crisi di tali pannelli è governata dalla rottura lato calcestruzzo per elevati livelli di compressione o dallo snervamento dell’armatura longitudinale. In tali pannelli la connessione tra le due lastre non è Figura 2. ad un determinato spessore non verifica la congruenza deformativa tra le due lastre. il secondo caso contempla invece la presenza di un’unica lastra reagente. manifesta un meccanismo deformativo intermedio tra il fully ed il noncomposite (Figura 2. Non-composite Il comportamento non-composite prevede che le lastre di calcestruzzo del pannello. sottoposte a sollecitazione tagliante o flettente.29). non è prevista quindi rottura per taglio o dei connettori. Partially-composite Il pannello ha comportamento partially-composite se. L’andamento interno della deformazione può essere approssimato a lineare l’ungo l’intero spessore del pannello. A seconda della resistenza dei connettori a taglio.

2. hanno portato ogni elemento strutturale e non. I cambiamenti introdotti nelle ultime normative e l’aumento di incidenza che la progettazione sismica ha avuto nei primi decenni del secolo. Normative nazionali e codici non sentono la necessità di definire le caratteristiche che distinguono la strutturalità o meno di un elemento. tegoli. la strutturalità o meno dell’elemento sia implicita nella natura dell’elemento stesso. dispositivi di raccolta delle acque o impianti. nella maggior parte dei casi. L’impiego dei pannelli prefabbricati come elementi di chiusura e di coibentazione dell’ambiente interno ed il fatto che tali elementi non risentano. se effettuata a prescindere da quella serie di dettagli strutturali formanti il sistema di ancoraggio del pannello.Figura 2. Pensando a finestrature. fondazioni e pilastri il cui contributo governa invece il comportamento dell’organismo strutturale. Nel caso di pannelli prefabbricati. l’attributo non strutturale è ovvia conseguenza del contributo in termini di massa e rigidezze che caratterizzano tali elementi.2 Pannelli di tamponamento o pareti portanti? L’attributo strutturale è legato al comportamento di un elemento che. connesso ad altri.29: Comportamento pannello partially-composite [14] i connettori a taglio sono in grado di trasferire da una lastra all’altra esclusivamente un’aliquota del taglio sollecitante. in normali condizioni. fanno si che vengano comunemente classificati tra gli elementi non strutturali. L’attributo limitata sottolinea come. deve essere in grado di ricevere e trasferire i carichi gravanti sia indirettamente che direttamente su di esso o provenienti dagli elementi adiacenti. o travi. a vedersi attribuire un nuovo carico indotto 47 . opinabile sarebbe l’attribuzione della qualifica di elemento non strutturale. di carichi esterni di particolare importanza. lasciando così ”limitata” discrezione al progettista. solai.

dall’inerzia del corpo sottoposto alla forzante sismica. la funzione del pannello è riconducibile a quella di una parete portante. prerogative che possono determinare la non strutturalità o strutturalità del pannello. ma non le uniche. Per elementi strutturali (prevalentemente pilastri. ha fatto si che venisse tolto rilievo all’elemento di dettaglio non strutturale. componenti d’impiantistica. e correttamente in entrambi i casi. in Italia. le modifiche introdotte dal nuovo peso della progettazione sismica sono sin da subito state evidenziate e recepite. Per molti elementi strutturali. Il primo aspetto di dettaglio dei pannelli prefabbricati sul quale vale la pena soffermarsi riguarda le principali diversità compositive che differenziano il pannello non strutturale dal pannello strutturale. Nel caso di impiego strutturale. travi e tegoli e relativi collegamenti). nell’inserimento di nuovi limiti geometrici e di percentuale di armatura da rapportare alle nuove sollecitazioni. Aquila del 2009 ed ed Emilia 2012) che in molti casi hanno evidenziato crisi di dettagli strutturali (carenze di armatura nei nodi e resistenza delle connessioni) e non strutturali (tamponature in muratura.strutture a telaio. vista l’importanza del cambiamento da queste introdotto. assieme ad altri concetti quali gerarchie delle resistenze o capacità locale di dissipare energia da parte di un componente. Aspetti quali la presenza di mensole per l’appoggio di elementi di orditura primaria o la presenza interna di un’importante quantitativo d’armatura sono le più lampanti. Il pannello prefabbricato possiede le potenzialità per poter essere considerato a tutti gli effetti. pannelli prefabbricati). La consapevolezza dell’importanza del dettaglio strutturale si è diffusa largamente in Italia a seguito dei disastrosi eventi sismici riguardanti gli ultimi 50 anni del paese (terremoto del Friuli del 1976. proprio tale importanza probabilmente riferita ai comuni elementi strutturali. scaffalature. nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che 48 . in senso normativo. per la quale la normativa distingue chiaramente le tipologie strutturali : ” Le strutture sismo-resistenti in cemento armato previste dalle presenti norme possono essere classificate nelle seguenti tipologie: . un elemento strutturale o non strutturale. tale innovazione si è tradotta.

non portando il peso proprio di alcun elemento terzo. nelle quali la resistenza alle azioni verticali è affidata prevalentemente ai telai. singole o accoppiate. nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali è affidata principalmente a pareti. aventi resistenza a taglio alla base ≥ 65% della resistenza a taglio totale.] [4]” La norma riconosce l’importanza di una parete in funzione dell’aliquota di taglio sismico che. nei confronti della quale il pannello non risulta dimensionato. se più del 50% dell’azione orizzontale è assorbita dai telai si parla di strutture miste equivalenti a telai. . Il trasferimento di tale forza dal centro di massa del pannello agli elementi di fondazione avviene nella maggior parte dei casi attraverso poche (di norma due) e fragili connessioni schematizzabili come vincoli 49 . A differenza delle pareti o dei pannelli portanti.strutture miste telaio-pareti. . La realizzazione in opera dei massetti è uno di quei dettagli non strutturali che rendono possibile l’assorbimento da parte del pannello di un’aliquota di taglio sismico importante.orizzontali è affidata principalmente a telai spaziali. Il pannello prefabbricato viene connesso in fondazione riproducendo il vincolo di incastro o cerniera. tale vincolo viene ulteriormente irrigidito dal getto di una massetto interno (per la superficie di calpestio) e dalla presenza di un massetto esterno (per la formazione di un marciapiede). altrimenti si parla di strutture miste equivalenti a pareti. [. entrambi di spessore variabile di 10÷20cm.strutture a pareti.. La responsabilità della presenza di una forza sismica attribuita al pannello non strutturale spetta esclusivamente all’inerzia del corpo stesso. la parete assorbe andandone così a definirne il comportamento. entrambi in grado di trasmettere l’azione sismica. aventi resistenza a taglio alla base ≥ 65% della resistenza a taglio totale 4 .. il panello di chiusura. non è sismicamente sollecitato dalla massa inerziale di altri elementi. in aggiunta. singole o accoppiate. la resistenza alle azioni orizzontali è affidata in parte ai telai ed in parte alle pareti. per configurazioni di vincolo e caratteristiche geometriche.

puntuali realizzati con profili laminati (sia a caldo che a freddo) di classe C collegati da speciali viti e canali d’ancoraggio. anche in caso di esclusivo impiego di natura coibente o di chiusura. strutturalità o strutturalità secondaria (concetto meglio definito nel capitolo 3. rappresentante in maniera variabile a seconda dei casi dal 30% fino al 50% dell’intera massa strutturale.1). Il pannello prefabbricato si trova quindi ad essere impiegato con funzione non strutturale ma a dover assolvere a funzioni degne di un qualunque elemento strutturale quali: • dover essere in grado di sostenere deformazioni importanti indotte dal drift di piano (il pannello verticale) o da irregolarità strutturali (trave portapannello per il pannello orizzontale). 50 . • possedere una massa inerziale significativa (5÷7)t. ma quale elemento il cui grado di dettaglio del sistema di connessione in fondazione è in grado di determinarne la non strutturalità. Il pannello non dovrebbe essere considerato a priori quale elemento non strutturale. con la possibilità di assorbire una quota di sollecitazione sismica. • connettersi stabilmente in fondazione.3.

3.2). 3. le modalità d’ancoraggio e le configurazioni di vincolo del pannello. Si analizzeranno esclusivamente le connessioni a pannelli disposti in aderenza al filo esterno dei pilastri (Figura 3.1. a seconda che questo venga impiegato in posizione orizzontale o verticale cambiano completamente i soggetti strutturali d’accoppiamento. Per un qualunque 51 . La presenza di materiali diversi. la diversità tra sezioni e geometrie da connettere fanno si che il comportamento dei collegamenti debba essere scrupolosamente governato. vista la rarità d’impiego.1 Pannelli orizzontali I pannelli orizzontali necessitano della presenza di elementi portanti verticali ai quali ancorarsi e sono tipicamente collegati alla fondazione attraverso la diretta posa su plinti o in alternativa può essere evitato il contatto con la fondazione prevedendo una mensola nel pilastro alla quota desiderata (Figura 3.1 Tipologie di collegamento Le modalità di collegamento dei pannelli prefabbricati dipendono prevalentemente dal posizionamento del pannello in opera. di pannelli posizionati in asse o internamente alla linea dei pilastri. trascurando.1).Capitolo 3 Collegamenti dei pannelli Come in qualunque struttura i collegamenti tra elementi risultano essere un elemento da tutelare.

N Figura 3.JJ ós NE ulllÉ UI J NN o< m C) E cnFr I.2: Mensola a base per posa pannello [1] Nodo nlinto I nannello oizzontde con pilastro interoosto mensolo in ferro 52 .z< otr Nil cn É.IJ s ?>_ m 6" fr 83 rL< a uJ s J m f tr s c (4 *J e (U €+JO E c s O a E o rJ qJ q O t/) .1: Possibili posizionamenti dei pannelli rispetto ai pilastri [1] PILASTRO PREFABBRICATO PANNELLO DI TAMPONAMENTO ORIZZONTALE QUOTA DELLA PAVIMENTAZIONE 4**_QUOTA Dl USCITA DEL PLUVIALE Figura 3. Oa fL< zd |.

3: Canali d’ancoraggio nel pilastro e relativa vite [7]. nella posizione prestabilita per l’ancoraggio superiore del pannello. il pilastro risulterà dotato. vertici superiori del pannello a contatto con il pilastro.3). di un canale all’interno del quale è possibile inserire una vite a testa sagomata (Figura 3. a sostegno dei quali possono essere posti elementi che permettano il contatto puntuale delle lastre esterne dei pannelli sovrapposte e successivamente sigillate (esternamente ed internamente). rispettivamente il 53 . interfaccia inferiore del pannello a contatto con fondazione. posizionati all’atto della prefabbricazione del pilastro a contatto con la sua gabbia d’armatura (Figura 3. b. Le connessioni di tipo (c) vengono in tutti i casi effettuate attraverso canali d’ancoraggio dotati di due o più gruppi di ancoranti. comunemente denominato Locatelli o Halfen. c. Tale sistema. è possibile collocare le connessioni in quattro precise posizioni: a.22). [11] Design of JORDAHL® Anchor Channels Pro seguito al getto del calcestruzzo.3) successivamente serrata con relativo Technical Information anchored in quality dado. interfaccia superiore del pannello a contatto con il pannello sovrastante o libera (in caso di veletta o pannello sovrastante sorretto da mensola). In Figura 3.pannello disposto orizzontalmente. pannello sottostante o mensola di sostegno nel pilastro. FASTENING SYSTEMS REINFORCEMENT SYSTEMS CONNECTION SYSTEMS FACADE CONNECTION SYSTEMS MOUNTING TECHNOLOGY Anchor Channels Le connessioni tipo (a) e (b) possono vedere l’accoppiamento reciproco tra pannelli mediante appositi sistemi d’incastro maschio-femmina permessi dalla geometria dei pannelli (Figura 1.

2). da un lato mediante l’accoppiamento geometrico vite-canale d’ancoraggio. permette l’accoppiamento di elementi dotati di un canale d’ancoraggio.possessore del brevetto italiano il primo e tra i principali produttori leader mondiali il secondo.22. la seconda invece vede la posa diretta del pannello sul pannello sottostante Figura 1. e dall’altro attraverso l’impiego di speciali angolari (meglio approfonditi nel capitolo 3. 54 . ai quali la vite viene comunemente serrata mediante l’impiego di piastrina e dado.4: Mensola preesistente nel pialastro con pannello posato a secco [10] Il principio di funzionamento dei sistemi d’accoppiamento dei pannelli orizzontali cerca in tal modo di sollevare in maniera più o meno completa i collegamenti affidati a viti da carichi taglianti. Il pannello orizzontale disposto a contatto con l’elemento di fondazione è appoggiato direttamente sui plinti dei pilastri. per la successiva posa dei pannelli sovrastanti. affidando questi ultimi alle mensole o ai pannelli sottostanti ed attribuendo agli Halfen esclusivamente l’onere di ritegno strutturale. Figura 3. A partire dal pannello inferiore.4). vengono tipicamente a presentarsi due differenti modalità di accoppiamento: la prima è realizzata mediante la posa su mensole presenti nel pilastro (realizzate modellano la geometria del pannello in fase di casseratura o tramite dispositivi meccanici) sulla quale il panello viene appoggiato a secco (Figura 3.

ad una distanza dai vertici superiori tipicamente pari a ad 1/6 ÷ 1/10 l’altezza del pannello. qualora questo venga ancorato da un lato al pilastro.2 Pannelli verticali I pannelli verticali a differenza di quelli orizzontali vedono la necessità di posizionamento. Superiormente il pannello verticale è vincolato puntualmente.1. Il collegamento alla base può essere effettuato attraverso due distinte modalità: la prima vede il posizionamento di un profilo metallico a V dotato di zanche metalliche annegate nell’elemento di fondazione. Qualora il caso lo permetta. mediante armatura passante e getto di completamento. la seconda invece richiede un’apposito elemento di fondazione (trave portapannello) dotato di sponde fisse entro le quali viene inserito e fissato il pannello. La connessione al pilastro del pannello verticale risulta la più sconveniente da effettuare. di un elemento di sostegno (trave portapannello o cordolo di fondazione). La soluzione più conveniente e maggiormente adottata risulta quella che vede la connessione superiore del pannello alla struttura. sul quale viene posizionato il pannello a sua volta dotato di un cavità predisposta per l’accoppiamento con il profilo. risulterà sempre più conveniente connettere i pannelli verticali adiacenti allo stesso elemento strutturale (meglio trave che tegolo). travi principali e tegoli d’orditura secondaria. assenza di moti differenziali all’interno dello stesso pannello. fermo restando il vincolo di base a contatto con la fondazione. introduce 55 . accoppiando il pannello ad una trave perimetrale. al di sotto di ognuno di essi. attraverso l’impiego di profili tipo Halfen presenti nei pannelli e infissi nella trave. In tal caso al manifestarsi di un evento sismico il pannello si troverebbe superiormente vincolato a due elementi in grado di compiere moti relativi. Ulteriore e delicata alternativa consiste nell’ancorare superiormente il pannelli verticali alle ali dei tegoli in corrispondenza dei quali sarà necessario prevedere canali d’ancoraggio o inserimenti di angolari saldati o giuntati al tegolo. poiché possibile solo da un lato del pannello.3. A seconda della configurazione strutturale il pannello verticale. mediante i dispositivi d’ancoraggio Halfen precedentemente descritti. spesso in corrispondenza delle ali di questi. L’ancoraggio ai tegoli. in maniera tale da assicurare. il quanto più possibile. inducenti sul pannello sollecitazioni indesiderate fuori dal piano. superiormente può essere connesso a pilastri. dall’altro lato l’ancoraggio dovrà essere effettuato su un altro elemento strutturale orizzontale.

affetti da gravi problemi di resistenza a carichi asimmetrici nella sezione. risulterebbe delicato da gestire per governare a pieno il comportamento del tegolo.sollecitazioni su elementi. la cui cavità è tale da permettere l’inserimento di uno speciale elemento da accoppiare al profilo (Figura 3. • squadrette di collegamento per l’irrigidimento dei canali d’ancoraggio.2. La principale funzione del canale è rappresentata dalla possibilità che esso prevede di regolare il posizionamento dei pannelli secondo ampie tolleranze. sul suo 56 . • scatole d’ancoraggio presenti nel pannello.1 Canali e teste d’ancoraggio Il canale d’ancoraggio è un elemento in acciaio laminato a caldo o a freddo spesso soggetto a zincatura. 3. tipicamente shed o tegoli alari con rigidezze torsionali ridotte. bullone o baionette ad elevata resistenza.5). Il canale è dotato. composto da un profilo a C di geometria variabile. • mensole di sostegno per i pannelli orizzontali. • profili d’acciaio per la creazione di un perno alla base del pannello verticale a contatto con la trave porta-pannello. per l’accoppiamento con l’elemento strutturale. Il posizionamento di uno sforzo concentrato sull’ala del tegolo. rappresentato dal collegamento del pannello. • dispositivi di dissipazione presenti tra pannelli verticali.2 Componenti del collegamento E’ possibile distinguere e catalogare i componenti del collegamento che combinati permettono la realizzazione di una qualunque connessione pannello struttura secondo le seguenti categorie: • canali d’ancoraggio dotati di apposite teste d’ancoraggio con gambo filettato annegati negli elementi da connettere. 3.

but also future stress due to reconstruction phases should be taken into consideration.5 40 39.1 17.0 kN • suitable for installation in ceilings requiring fire 57 Planning observations The subsequent observations for choosing the correct 15.0 17.25 19703 20570 8547 4060 19759 19097 79 79 76 45 50 50 50 40 JORDAHL toothed JZA channels for withstanding loads in all directions • for loads in longitudinal channel direction from 3.2/20247 JORDAHL JSA channels for secondary applications • as profile K 38/17.0 to 35.0 5. With a full range of JORDAHL accessories almost every problem of fastening systems can be effectively solved.0 kN • for installation in tensile and compression zones • officially approved (certificate No.4-741) Application and Design Consideration JORDAHL cast-in channels are the originals and superior fastening system that withstands applied loads on reinforced concrete components.M 20 M 10 .4-151) • applicable for load ranges from 3. JORDAHL accessories ensure: • perfect compliance with the JORDAHL channels • accurate fit to connecting elements Examples of JORDAHL special channel applications As example design aids JORDAHL have prepared 7 .85 22.C E Visione complessiva dei profili HALFEN HTA-CE HTA-CE 50/30 HTA-CE 49/30 HTA-CE 40/22 HTA-CE 40/25 HTA-CE 38/17 HTA-CE 28/15 Laminati a caldo Formati a freddo Laminati a caldo Formati a freddo Formati a freddo Formati a freddo 49 50 18 18 12 Figura 3.2 11.0 956 504 276 17.0 22 28 38 23 30 7.M 20 M 10 . JORDAHL JTA channels for pull out and shear loading JORDAHL channels are manufactured: • with welded I-anchors or • with welded or clinched bolt anchors.5 to 5. Z-21. Ideally not only the live loads.M 16 M 10 .M 16 M 10 .2 22.1 10. JORDAHL Cast-in Channels Product Range ments ( page 15) Planning Channel selection should occur at the design stage and their type.25 17.6 6.5 25 18 5.5: Canali d’ancoraggio con relative teste d’ancoraggio [15] HS 50/30 HS 50/30 HS 40/22 HS 40/22 HS 38/17 HS 28/15 M 10 .6: Gruppi d’ancoraggio del canale [11] • fire protection requireJORDAHL ‘T’ bolts are per- Installation benefits • Accurate positioning of channels by simple attachment to formwork • Quick and easy installation of joining structures • Simple adjustment of joining structure • Construction tolerances can be balanced quickly • Easy installation without specialized tools Selection of products JORDAHL offers the channel system suitable for all applications of building construction and civil engineering. Z-21. Safety benefits • Fastening without damaging the structural body • Approved safety by building authorities • High loading capacity both in small or large reinforced components • Not affected by shrinkage or movement of concrete component • Suited for installation in component compression and tensile stress zones • Suited for components with fire protection requirements JORDAHL JRA channels for high static and dynamic loads • as profile W 74/48 with reinforced steel anchors • for single loads up to 40 kN • range of stress 38 kN • certificate AZ: 2. K 28/15 with strap anchors assembled on site Anchor profiles for JTA channels Accessories Figura 3.5 30 30 23 51904 41827 94 94 75 75 Basic Methods ® JORDAHL 40 25 FIXING TECHNOLOGY 38 28. length and location should be included in the concrete reinforcements drawings.5 15.M 12 81 81 65 65 52 42 11.39 30 7.M 16 M 6 .4 1772 JORDAHL® Anchor Channels and Accessories 14.4 1455 936 1810 1485 939 931 516 282 100 (161) 100 (161) 87 (87) 89 (89) 81 (82) 50 (79) 49 50 39. JORDAHL JTA channels are • officially approved (certificate No.P R OF I LI HA LFE N HT A .5 fectly designed to comply with the JORDAHL channel systems.

vengono inseriti. dopo il getto può essere facilmente rimossa anche a mano. A getto terminato. I sistemi EDILMATIC vengono proposti come soluzione per l’ancoraggio di elementi prefabbricati in calcestruzzo e per il montaggio di altri accessori a completamento degli edifici sia industriali che civili. delle zone di ancoraggio (vani incavi) atte ad ospitare una svariata gamma di accessori per la realizzazione degli ancoraggi previsti nella costruzione dei manufatti. di speciali gruppi d’ancoraggio di forma variabile (Figura 3. vengono a crearsi.Anchor Channels basamento. (DENSITÀ 25Kg/m3) per evitare l’infiltrazione della “boiacca” nel componente.8: Canali d’ancoraggio e riempimento protettivo [6] UNI CEN/TS 1992 4-1/4-3: Progettazione di attacchi da usare nel calcestruzzo Parte 4-1 e Parte 4-3 UNI EN 10346: Lamiere e nastri di acciaio per impieghi strutturali zincati a caldo in continuo UNI EN 10025: Prodotti laminati a caldo di acciai non legati per impieghi strutturali 58 anchored in quality . testimonia i controlli e la verifica cui il prodotto è stato sottoposto. Technical Information La spugna poliuretanica inserita nei profili è ad alta impermeabilità. I Sistemi di Ancoraggio EDILMATIC sono costituiti da Profili Incavi in Acciaio. EDILMATIC è azienda certificata UNI EN ISO 9001 con certificato rilasciato da ICMQ. Le forme e le dimensioni dei profili sono variabili in funzione delle portate.7: Solidarizzazione gruppi d’ancoraggio con l’armatura del pannello [11] ® Design of JORDAHL Anchor Channels Profili Incavi Per evitare l’inclusione di calcestruzzo in fase di getto nel canale d’ancoraggio.8). La gamma a disposizione consente applicazioni con carichi massimi da 6kN a 32kN. I gruppi d’ancoraggio vengono. Figura 3. All’interno di ogni profilo è stampigliato il codice lotto recante l’anno ed il mese di produzione con il riferimento al numero di colata del materiale. in fase di prefabbricazione. GENERALITÀ questo viene tipicamente riempito con un agente solido espandente (tipicamente polistirolo o silicone) rimovibile in fase di montaggio del pannello (Figura 3. in fase di getto. togliendo il riempimento poliuretanico. prima dei getti.7) che permette un miglior accoppiamento ancoraggio-elemento. nei vari elementi. riempiti con spugna Poliuretanica di diverse forme e dimensioni. Figura 3. da predisporre. La spugna è testata secondo i criteri di sicurezza CEE 91/155. Tutti i PROFILI sono sottoposti a collaudi periodici con cadenza stabilita da specifiche guide applicative ed il marchio di CONTROLLO QUALITÀ. presente su ogni confezione.6) che ne garantiscono la continuità e la solidarizzazione all’elemento nel quale. tipicamente solidarizzati ad un’apposita armatura presente nel pilastro o nel pannello (Figura 3.

10 .9 . • canale con bullone soggetto a taglio: tale collegamento richiede le verifiche riportate in Figura 3.Le capacità resistenti ed i relativi coefficienti di sicurezza del canale d’ancoraggio sono forniti dalle ditte produttrici del canale attraverso marcatura CE e relativa documentazione ETA (european technical approval). L’insieme delle verifiche da effettuare sul canale d’ancoraggio è definito in funzione della natura della sollecitazione: • canale con bullone soggetto a trazione: tale collegamento richiede le verifiche FACADE CONNECTION FASTENING SYSTEMS REINFORCEMENT SYSTEMS CONNECTION SYSTEMS MOUNTING TECHNOLOGY SYSTEMS riportate in Figura 3. nelle quali i valori caratteristici resistenti vengono 14 © JORDAHL GmbH and Decon USA Inc.9: Verifiche richieste al canale soggetto a trazione [11] definiti nelle CEN/TS o in alternativa dalle ETA del prodotto. [17]. 59 . [18]. nelle quali i valori caratteristici resistenti vengono   )LJXUH3RVVLEOHIDLOXUHPRGHVIRUDQFKRUFKDQQHOVXQGHUWHQVLOHORDG  Figura 3. [19]). | Design of JORDAHL® Anchor Channels | 06-2013 definiti nelle CEN/TS o in alternativa dalle ETA del prodotto. Le verifiche richieste dai canali d’ancoraggio vengono fornite dalle specifiche tecniche del eurocodice 4 ([16].

only shear loads acting perpendicular to the channel axis are taken into account. riguardanti il canale d’ancoraggio e le zone di calcestruzzo da esso interessate. | Design of JORDAHL® Anchor Channels | 06-2013  NEd NRd α VEd + VRd  α ≤1 con valore del parametro α tipicamente 1. The potential failure types under shear load are shown in figure 5. lines 1 to 7.2.6: Possible failure modes for anchor channels under shear load Figura 3. che normalmente governa le verifiche dell’ancoraggio. The necessary proofs concerning shear loads are listed in table 5. the proof concerning concrete edge failure is replaced by the proof concerning failure of the supplementary reinforcement.6. lines 1 to 6 and 8. quella maggiormente osservate è la rottura per flessione delle labbra del profilo. the verification is to be provided according to table 5. La cavità della scatola interna al pannello viene tipicamente colmata di polistirolo.11).2. For applications without supplementary reinforcement.5 ÷ 2.2. posizionati nei vertici superiori del pannello in fase di getto (Figura 3. Essa è composta da una coppia di armature opportunamente piegate fungenti da armatura di continuità con l’armatura dell’elemento nel quale 60 23 .In this section.10: Verifiche richieste al canale soggetto a trazione [11] • canale con bullone soggetto a taglio e trazione: nel caso di interazione tra gli sforzi viene tipicamente fornita dalle CEN/TS un dominio adimensionalizzato nella forma: © JORDAHL GmbH and Decon USA Inc. Figure 5. Tra le varie crisi possibili. 3. For applications with supplementary reinforcement. successivamente rimosso in fase di montaggio del pannello. the load-bearing capacity must be verified in accordance with table 5.2.2 Scatole di ancoraggio Le scatole d’ancoraggio sono appositi dispositivi di ritenuta.

Prima del serraggio definitivo con Dado e Rondella è opportuno verificare la posizione dell’intaglio.11: Scatole per pannelli prefabbricati [1] la scatola viene inserita.secondo UNI EN ISO 4042) a garanzia della qualità del prodotto e dei controlli eseguiti.. :::. Successivamente alla posa del pannello. .. Per maggiore conoscenza del prodotto nelle varie tabelle sono indicati anche i CARICHI MASSIMI APPLICABILI riferiti al prodotto “singolo”. I BULLONI EDILMATIC sono forniti con Zincatura Elettrolitica a frede serraggio avvenuti.. I BULLONI EDILMATIC sono ottenuti con acciao di qualità C21B-30MnB3. che deve essere ORTOGONALE rispetto all’asse di giacenza del profilo al fine di ottenere un corretto assemblaggio dei componenti. fuoriuscente dalla superficie esterna della piastra viene l’inserita nel canale d’ancoraggio dell’elemento strutturale Bulloneria GENERALITÀ (Figura 3. I BULLONI EDILMATIC sono tutti marchiati sulla parte anteriore della testa con l’identificativo del produttore (E = Edilmatic) e la classe di resistenza del bullone (classe 8. La forma particolare. la quantità ed il codice lotto di produzione. 2 61 A% (max)= 30 A RICHIESTA sono disponibili i certificati di collaudo della MATERIA PRIMA e dei controlli interni eseguiti sui Bulloni.::.. 24 . Per ogni tipo di Bullone sono indicate le coppie di serraggio da applicare per il bloccaggio dei Dadi..ttt:t:t :1 : t.. la cui testa sagomata per il canale d’ancoraggio. :. confezionati in scatole di cartone ondulato. consente il loro inserimento e il loro bloccaggio in qualsiasi punto del PROFILO con semplici rotazioni progressive di 90°.:.:: UJJSUIU UUJ ::r. La disomogeneità dei calcestruzzi con i quali la scatola risulta a contatto rende tale elemento tra i Tipo di Bulloni Materiale Caratteristiche Normative di riferimento Tipo di rivestimento Testa martello (M10-M12) C21B (N/mm2)= 491 A% (max)= 30 UNI EN 10263 Zincatura elettronica a freddo (UNI EN ISO 4042) Testa ancora (M14-M16) 30MnB3 ! (N/mm )= 440 UNI EN 10083-3 Spmin = 12 micron ! principali responsabili delle crisi deformative dell’ancoraggio. Sono suddivisi in 2 categorie: BULLONI TESTA A MARTELLO (TM) BULLONI TESTA ANCORA (TA) I primi idonei per PROFILI leggeri con carichi medio bassi.r:I':...A)u lllJuuuu JèU UJt t=. nella cui superficie interna al pannello è serrata una vite tramite un bullone.IL.:.:. UJU//UUù Uuluul.r. oltre ad una buona ripartizione delle forze in gioco sulle alette dei profili.:. t: :::t:t:: :.:.12:I carichi Accoppiamento vite-canale-pannello [6]. l’accoppiamento tra pilastro e pannello viene completato in do (UNI EN ISO 4042). i secondi per PROFILI pesanti con carichi applicati medio alti.:: :. UvUuwUJs U UIPUUUJUU IIJ j: ::. Ogni scatola è contrassegnata con l’indicazione della tipologia del materiale.:. a posizionamento del bullone I BULLONI EDILMATIC sono stati progettati per essere utilizzati con tutte le tipologie di PROFILI INCAVI..:::: :.r.- Figura 3.: :.:::. Per alcune tipologie sono disponibili anche BULLONI in ACCIAIO INOX e anche con filettatura sinistra..::. [1] applicabili sono in funzione del tipo di profilo utilizzato. La gamma di Rondelle standard è svariata e copre qualsiasi esigenza di utilizzo.|. Per un corretto utilizzo del prodotto è sempre consigliabile utilizzare Dadi e Rondelle forniti da Edilmatic.:. All’interno di ogni confezione sono inserite le istruzioni d’uso per un corretto utilizzo del prodotto. opera attraverso il getto di riempimento della cavità della scatola.8 .12).::::. Figura 3. le estremità di tali armature vengono saldate ad una piastra asolata. la loro forma particolare consente infatti di ottimizzare la trasmissione delle forze in gioco.1. posto nella parte finale del gambo.I.. utili in applicazioni particolari per le quali comunque consigliamo di consultare il nostro UFFICIO TECNICO.:1.::.

in corrispondenza del pannello. è in grado di sostenere con i coefficienti di sicurezza previsti dalla norma vigente. salvo pochi casi legati alla dissipazione. affidare i collegamenti a resistenze di natura attrittiva.3 RESISTENZA AL FUOCO Q filo inferiore Mensola GIRELLA S Piastra pannello PARTICOLARE 2 In base alle indicazioni standard di progetto. 1.1 RESISTENZA CARATTERISTICA DEL CALCESTRUZZO Si richiede per i pannelli una resistenza caratteristica: Rck ≥ 25 N/mm2 per pilastri e travi: Rck ≥ 25 N/mm2 utilizzando la mensola da 60 kN Rck ≥ 35 N/mm2 utilizzando la mensola da 120 kN. cioè il valore in kN stampigliato sulla mensola. 21 Figura 3. Di conseguenza.13: Sistema a mensola portapannelli per pilastri [9].3 Mensole La formazione di mensole previste per l’appoggio dei pannelli prefabbricati nei vertici inferiori può essere realizzato mediante tre analoghe ma diverse modalità: la prima vede la formazione nel pilastro di apposite mensole in calcestruzzo in fase di prefabbricazione.13). PARTICOLARE 1 1. [6] In tutti i casi tale sistema di collegamento prevede. la seconda prevede il posizionamento di piastre metalliche nel pilastro e successiva saldatura in opera di mensole metalliche. Girella S è disponibile in due valori di portata nominale: 60 kN (scheda tecnica 1) 120 kN (scheda tecnica 2) 1.2. la mensola si trova inserita in una nicchia e risulta del tutto protetta da uno spessore di calcestruzzo sufficiente a garantire R 180’. Sistema di appoggio MENSOLA MT proposto nell’applicazione standard per il supporto di pannelli montati esternamente ai pilastri con ritenuta del Pannello stesso con Scatola ST2 e Profili Incavi. Nonostante per i comuni elementi strutturali sia ormai vietato. La principale funzione delle mensole è il sostenimento dei carichi gravitazionali del pannello. è quel peso che la stessa.2 TRATTAMENTI PROTETTIVI Tutti i componenti della mensola Girella S sono protetti con zincatura elettrolitica da 25 μm.3. senza aggiunte di armatura e per una precisata resistenza caratteristica del calcestruzzo. la terza e più diffusa modaliSistemi di mensola Appoggio tà di creazione della riguarda l’impiego di mensole assemblabili mediante 4 ESEMPI DI APPLICAZIONE composizione di più elementi posizionate nel pilastro all’atto della prefabbricazione Mensola Girella S 1 PORTATA NOMINALE E RESISTENZE CARATTERISTICHE APPOGGIO E RITENUTA DI PANNELLO DI TAMPONAMENTO (APPLICAZIONE STANDARD) (Figura 3. un elemento metallico piano per la ridistribuzione dei carichi e per l’accoppiato a secco con la mensola sottostante. La portata nominale della mensola. le mensole sulle quali vengono posati i pannelli prefabbricati risultano il più delle volte essere solidarizzate al pannello mediante dispositivi di ritenuta a semplice incastro con ridotte inclinazioni (Figura 3. Girella S può essere esposta alle intemperie senza necessità di protezione.4) della 62 .

14: erivestimento piastrine Nelle applicazioni con PROFILI INCAVI il carico maggiori dettagli massimo da applicare è Per in funzione del tipo di proTecnico Edilmatic.. filo utilizzato. kN.1) duzione del particolare). nelle versioni standard. Sono disponibili CON o SENZA rinforzi laterali: PIATTI ZIGRINATI Squadrette EDIL. ma anche quello di modificare il comportamento a rottura del profilo Portate con fissaggi senza PROFILI INCAVI Tipo di squadretta Portata per flessione delle sue labbra. grezzi senza rivesti12 GL Locatelli Accessori Generalità mento superficiale ed a richiesta anche zincate a caldo (UNI EN ISO 1461). = 20ficiale.2) .mensola che. in rari casi possono essere presenti deboli saldature locali tra mensola e piastra posizionata Piastra PX46nel pannello (Figura 2. di applicazione.4 Squadrette e piastrine Il contatto tra il bullone che serra la speciale vite d’ancoraggio e le labbra del profilo è tipicamente assicurato dalla presenza di elementi quali squadrette o piastrine (Figura 3.anno di pro. 63 37 . sono disponibili 5 tipologie Diamoindi seguitodiveralcuni esempi di ANGOLARI rese. Zigrinato L = 388. menteSquadrette a freddo o grezzi senza super. incrementandone ! Portate con fissaggi con PROFILI INCAVI Tipo di squadretta Portata Zincatura elettronica a freddo (UNI EN ISO 2081) notevolmente la resistenza. di contatto. min. = 4.2 .Piatto Zigrinato L = 194 mm (Fig. per poter soddisfare alizzati a disegno più frequentemente con alcuni qualsiasi esigenza di regolazione nei casi di ritenuta esempi e collegamento di elementi in CLS. rimane implicito che il CARICO applicabile è in funzione della portata dei profili utilizzati. previsto CON rinforzi In base al tipo di profilo SENZA rinforzi 4. elementi contigui. comuni bullonature. assieme al peso proprio del pannello..0 kN 38 L’ufficio Tecnico è a disposizione per fornire A RICHIESTA i certificati di collaudo sia della MATERIA PRIMA che del PRODOTTO disponibili per ogni lotto acquistato. Tali elementi non hanno. zione delle Squadrette Standard e possono essere utilizzati anche nella forma originale per appliad esempio le giunzioni di Vengono fornite con Zincatura elettrolitica a freddo cazioni particolari quali (UNI EN ISO 2081) e a richiesta anche Zincate a Caldo (UNI EN ISO 1461). PX46 plate 3.4 con e senza rinforzi.Piatto Zigrinato L = 294 mm (Fig. è possibile ricavare Piatti “a misura” con Lunghezze diLe SQUADRETTE senzaverse RINFORZI haned LATERALI Asole e/o Fori in qualsiasi posizione utile no una Portata Massima applicabile di necessaria per l’applicazione.-R = con Rinforzi laterali Piatti Zigrinati vengono impiegati per la produPer un fissaggio correttoI delle Squadrette è sempre consigliato l’impiego delle Contropiastre Zigrinate. .per rinforzo del collegamento [7].Piatto Zigrinato L = 388 mm (Fig.CENNI Il loro impiego può essere considerato un dettaglio AI MATERIALI CON rinforzi 32 kN SENZA rinforzi 4. Le SQUADRETTE con I RINFORZI LATERALIessere utiPiatti possono lizzate senza profili incavi (fissaggio con tasselli chimici o meccanici) hanno una Portata Massima applicabile di Pmax.14).21). esclusivamente il compito di garantire una ottimale superficie Per maggiori dettagli tecnici contattare l’Ufficio Tecnico Edilmatic. in varie forme e dimensioni. tecnici in contattare l’Ufficio La configurazione per la Squadretta EDIL 5 è ottenibile con le Squadrette tipo EDIL 1 . Pmax. Squadrette ed Angolari SQUADRETTE Possono essere forniti Zincati elettroliticamente STANDARD a freddo (UNI EN ISO 2081).-SR = Senza Rinforzi laterali Squadrette EDIL. di conseguenza viene lasciata al Cliente stesso la determinazione delle portate massime applicabili. dal Piatto alla forma ed al tipo di ancoraggio utilizzato. Non sono previsti collaudi.0 kN. 388 mm Su ogni Squadretta è presente la marcatura di rinSono 3 diverse tipologie con 3 divertracciabilità del prodotto con disponibili l’identificativoindel produttore (EDILMATIC)se e l’indicazione del Codice lunghezze: Lotto (n° di colata del materiale. Nei casi in cui vengano utilizzati angolari abbinati a PROFILI INCAVI EDILMATIC.. mese . ne incrementano la resistenza attrittiva agli appoggi. come caso della rondella impiegata nelle Squadrette ednelAngolari ANGOLARI A RICHIESTA Oltre alle Squadrette standard sono disponibili a richiesta ANGOLARI da realizzarsi a misura su disegno fornito dal Cliente.0 kN Materiale Caratteristiche S355J2/G3 rott. Le SQUADRETTE Zigrinate Edilmatic.3) Portate Le SQUADRETTE hanno portate variabili in base A richiesta.= 490 N/ mm2 A%= 22 Tipo di rivestimento in grado di stravolgere il comportamento del canale d’ancoraggio. forniti Zincati elettrolitica- A richiesta possono essere fornite Squadrette speciali EDIL 5 con angolo di piega < 90° fino ad un massimo di =70°(in max base alle esigenze del Cliente). Prescrizioni e portate sono identiche a quelle indicate per le tipologie standard.2. [6] Figura 3. L’obbligo di serraggio controllato del bullone.. salvo richiesta specifica.

dalla certificazione ETA del prodotto, consente al labbro del profilo sollecitato a
flessione di comportarsi come una piastra, più o meno approssimativamente, vincolata
alle estremità con un incastro (nell’estremo in contatto con le sponde del profilo del
canale) e incastro scorrevole, rappresentato dalla condizione di vincolo data al profilo
da una parte dalla testa del bullone e dall’altra assicurata dal serraggio del bullone
agente sulla piastrina. Il mancato serraggio o l’assenza di squadrette o piastrine
comporterebbero rispettivamente la probabile trasformazione di un carico di natura
quasi-statica in carico impulsivo ed un’enorme perdita di resistenza a flessione delle
labbra del profilo (fino a valori massimi del 25%).

3.2.5

Elementi di fondazione

Il collegamento dei pannelli con elementi di fondazione può essere realizzato attraverso
l’inserimento del pannello in una trave di fondazione opportunamente sagomata
(Figura 3.15) o in alternativa mediante svariati sistemi d’incastro maschio-femmina;

Figura 3.15: Collegamento pannello-fondazione con trave portapannello cava [5]
tale sistema viene tipicamente realizzato mediante l’inserimento di un elemento che
simuli la continuità, più o meno rigida del pannello in fondazione (piastra, filettatura,
ancoraggio) o più frequentemente, per assicurare maggior mobilità al collegamento,
mediante zanche immerse nell’elemento di fondazione e saldate in superficie ad una
piastra dotata di una angolare fungente da perno per il pannello verticale (Figura 2.9
e 3.16).
64

Figura 3.16: Collegamento tipo pannello-fondazione [5]

3.2.6

Dispositivi di dissipazione

Il tentativo di attribuire ai collegamenti dei pannelli prefabbricati un ruolo dissipativo
è complicato dalla carenza di capacità deformative tipica del pannello stesso e dei
relativi collegamenti. Recentemente sono stati compiuti numerosi studi grazie ai quali
sono stati creati appositi dispositivi, realizzati mediante il posizionamento all’interno
del pannello verticale di cavi post-tesi ancorati in fondazione, che permettono, sotto
un’elevata domanda di spostamento, il distacco del pannello alla base e la sua
rotazione attorno al perno di fondazione. Lungo l’interfaccia di contatto tra pannelli
vengono poi posizionati appositi dispositivi in grado di dissipare per scorrimento
relativo tra i giunti verticali del pannello (Figura 3.17).

3.3

Normative e codici nazionali

I codici e le normative nazionali descrivono e definiscono i carichi sismici da attribuire
ai pannelli prefabbricati valutandoli come elementi non strutturali. Verranno di
seguito analizzate le modalità inerenti l’attribuzione della forza sismica al pannello.
E’ riconosciuta da tutte le normative e codici analizzati, la dipendenza di tale forza
”statica equivalente” rappresentante la sollecitazione sismica da:
• massa inerziale del pannello;
65

268268

Comportamentosismico
sismicodei
deicollegamenti
collegamenti nelle
Comportamento
nelle strutture
struttureprefabbricate
prefabbricate

analogo alla soluzione descritta per la connessione trave-colonna di sistemi a

analogo alla soluzione descritta per la connessione trave-colonna di sistemi a
telaio.
telaio.

Figura 237. Schema del sistema a muro (Pampanin 2001).

Figura 237. Schema del sistema a muro (Pampanin 2001).

Figura 238. Meccanismo di risposta del sistema a muro e dissipatori (Pampanin
2001).

Figura 3.17:
dotati
di sistema
di(Pampanin
dissipazione [20]
FiguraPannelli
238. Meccanismo
di risposta
del sistemaeadispositivi
muro e dissipatori
2001).

6.4 Elevate prestazioni sismiche

• configurazione di vincolo del pannello, rappresentata, all’interno delle formu6.46.4.1
Elevate
prestazioni
Sistema
a telaio sismiche

le fornite,Come
dalatteso
rapporto
tra periodo fondamentale della struttura e periodo
e confermato dalle prove sperimentali (Priestley et al. 1999), le
peculiari caratteristiche di tali connessioni asciutte a dissipazione concentrata,

6.4.1 Sistema a telaio
fondamentale
del pannello nella configurazione di vincolo fornita dagli ancoraggi;
Come atteso e confermato dalle prove sperimentali (Priestley et al. 1999), le
peculiari caratteristiche di tali connessioni asciutte a dissipazione concentrata,

• parametro di accelerazione sismica tabulato o ricavato mediante analisi di
natura probabilistica;
• quota relativa del baricentro dell’oggetto rispetto all’altezza massima dell’edificio;
• parametri del terreno.
In alternativa alla forza equivalente statica da applicare al pannello, generante le
sollecitazioni dei suoi ancoraggi, tutte le normative, anche se in maniera diversa,
permettono di dimensionare il pannello ed i suoi collegamenti mediante sollecitazioni
ricavate da analisi dinamiche.
Verranno di seguito illustrate le modalità ed i diversi parametri che alcune
normative e codici analizzati forniscono per la valutazione della forza sismica da
attribuire ai pannelli.
66

] I tramezzi e gli impianti leggeri di edifici per abitazioni e uffici possono assumersi. quali quelli relativi a tamponature esterne.] [4] ”. quale elemento non strutturale. quali definiti al capitolo 3.3. è da attribuire all’analogia che lega la funzione dei pannelli nelle strutture prefabbricate alle tramezzature ed ai tamponamenti di più diffusi sistemi strutturali dell’edilizia.3. includendo il volume significativo di terreno. pavimenti e rivestimenti del piano di calpestio.1 ed individuati riferendosi alle prestazioni della costruzione nel suo complesso.1.. intonaci. [. Il ruolo dei pannelli prefabbricati. in genere. Infrastrutture e Trasporti Le NTC 2008 all’interno del capitolo azioni sulle costruzioni. ancorché in qualche caso sia necessario considerare situazioni transitorie in cui essi non siano presenti. come carichi equivalenti distribuiti.2.2. massetti.3 Carichi permanenti non strutturali ”Sono considerati carichi permanenti non strutturali i carichi non rimovibili durante il normale esercizio della costruzione. forniscono un parziale elenco dei possibili elementi non strutturali: 3... In mancanza di espresse indicazioni in merito. gli elementi strutturali. gli elementi non strutturali. isolamenti. le strutture di fondazione.. gli impianti. deve essere garantito il rispetto degli stati limite ultimi e di esercizio. privando così l’attributo di elemento non strutturale di elemento di secondaria importanza. il rispetto dei vari stati limite si considera conseguito: . qualora siano rispettate le verifiche relative al solo SLD. i requisiti che ogni elemento deve possedere nei confronti dell’azione sismica: 7.1 NTC 2008: D. impianti ed altro. La normativa italiana evidenzia. controsoffitti. divisori interni.M.1 Requisiti nei confronti degli stati limite ”Sotto l’effetto delle azioni sismiche definite nel capitolo 3. purché i solai abbiano adeguata capacità di ripartizione trasversale [. 67 .nei confronti di tutti gli stati limite di esercizio.

quali i pannelli prefabbricati. considerati “secondari”.] [4]”.] [4] ”. Il mancato possesso di tale importante prerogativa da parte dei pannelli risulterà evidente nel caso analizzato da capitolo 4. e gli elementi non strutturali autoportanti (tamponature e tramezzi).). 7.6.7.3. Con tale asserzione la normativa intende ribadire l’importanza della progettazione di ogni elemento costruttivo.. considerando il loro contributo alla rigidezza e alla resistenza del sistema strutturale solo qualora essi possiedano rigidezza e resistenza tali da modificare significativamente il comportamento del modello. possono essere rappresentati unicamente in termini di massa. per gli elementi non strutturali e gli impianti delle quali è richiesto anche il rispetto delle verifiche di sicurezza relative allo SLO. sia esso di natura strutturale che non strutturale. sbalzi significativi..2. Nella definizione del modello alcuni elementi strutturali.7. La possibilità di trascurare la presenza di elementi non strutturali.3. con particolare attenzione alle situazioni nelle quali componenti orizzontali dell’azione sismica possono produrre forze d’inerzia verticali (travi di grande luce.3..2 e 7. 7. Fanno eccezione a quanto detto le costruzioni di classe d’uso III e IV. è resa lecita qualora tali elementi non posseggano rigidezze e resistenze tali da non modificare il comportamento del modello.3 Verifiche degli elementi non strutturali e degli impianti 68 ...6 Criteri di modellazione della struttura e azione sismica ”Il modello della struttura deve essere tridimensionale e rappresentare in modo adeguato le effettive distribuzioni spaziali di massa. rigidezza e resistenza.nei confronti di tutti gli stati limite ultimi. qualora siano rispettate le indicazioni progettuali e costruttive riportate nel seguito e siano soddisfatte le verifiche relative al solo SLV.[. etc. quali precisate nei capitoli 7.3 [.

distinzione tra le funzioni degli elementi e definisce il valore della forza equivalente statica da applicare ad un qualunque elemento: 7. insieme alle loro connessioni alla struttura.6.] 69 .2.3) corrispondente allo SLV.2.3 Criteri di progettazione di elementi strutturali ”secondari” ed elementi non strutturali ” Alcuni elementi strutturali possono venire considerati “secondari”.”Per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale debbono essere adottati magisteri atti ad evitare collassi fragili e prematuri e la possibile espulsione sotto l’azione della Fa (v. agli elementi “secondari” si applicano i particolari costruttivi definiti per gli elementi strutturali. Sia la rigidezza che la resistenza di tali elementi vengono ignorate nell’analisi della risposta e tali elementi vengono progettati per resistere ai soli carichi verticali. mantenendo la capacità portante nei confronti dei carichi verticali.. Con l’esclusione dei soli tamponamenti interni di spessore non superiore a 100 mm.2. né il contributo alla rigidezza totale sotto azioni orizzontali degli elementi secondari può superare il 15% della analoga rigidezza degli elementi principali. Qualora la distribuzione di tali elementi sia fortemente irregolare in pianta. Questo requisito si intende soddisfatto qualora si incrementi di un fattore 2 l’eccentricità accidentale di cui al capitolo 7.. Tali elementi tuttavia devono essere in grado di assorbire le deformazioni della struttura soggetta all’azione sismica di progetto. limitatamente al soddisfacimento di tale requisito. gli elementi costruttivi senza funzione strutturale il cui danneggiamento può provocare danni a persone. molto spesso non considerata. devono essere verificati. § 7. [. per l’azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati. In nessun caso la scelta degli elementi da considerare secondari può determinare il passaggio da struttura “irregolare” a struttura “regolare”. pertanto. [4]” Nei successivi sottocapitoli la normativa compie una forte. gli effetti di tale irregolarità debbono essere valutati e tenuti in conto.

per i diversi sistemi costruttivi. In mancanza di analisi più accurate Sa può essere calcolato nel seguente modo:   Sa = αS    3 1+ 1+ 1− Z H  Ta T1 2  − 0. 7.2.2. 5  (7. In assenza di specifiche determinazioni. Sa è l’accelerazione massima.2.1) e l’accelerazione di gravità g. S è il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche secondo quanto riportato nel capitolo 3. Ta è il periodo fondamentale di vibrazione dell’elemento non strutturale.2) dove: α è il rapporto tra l’accelerazione massima del terreno ag su sottosuolo tipo A da considerare nello stato limite in esame (capitolo 3. per qa si possono assumere i valori riportati in Tab. qa è il fattore di struttura dell’elemento.I.2. che l’elemento strutturale subisce durante il sisma e corrisponde allo stato limite in esame (capitolo 3. 70 .2.1) dove Fa è la forza sismica orizzontale agente al centro di massa dell’elemento non strutturale nella direzione più sfavorevole. adimensionalizzata rispetto a quella di gravità.1). Wa è il peso dell’elemento.1.2.2. Gli effetti dell’azione sismica sugli elementi costruttivi senza funzione strutturale possono essere determinati applicando agli elementi detti una forza orizzontale Fa definita come segue: Fa = Sa Wa qa (7.In ogni caso gli effetti degli elementi costruttivi senza funzione strutturale sulla risposta sismica dell’intera struttura vanno considerati nei modi e nei limiti ulteriormente descritti.3. nei paragrafi successivi.

particolarmente in prossimitàdidi elemenstrutturale o strutturale Vista la scarsadi diffusione del attributo utenze elettriche e materiali infiammabili. flessibili e vine quindi lasciata alla flessibili considerazione pannello quale debbono elemento non non possono far parte del meccanismo di vincolo.18:elemento Tabella 7. i cui collegamenti vengono tipicamente dimensionati secondo le sollecitazioni indotte dall’equazione 7.2.1 definita dalle NTC. elementi secondari può superare il 15% totale sotto degli della Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sull’effetto dell’attrito. non ricade nelle prescrizioni successive e richiede uno specifico studio. H èTal’altezza costruzione misurata a partire dal piano di fondazione. è la quota del baricentro dell’elemento non strutturale misurata a partire dal piano di fondazione PerZ le(v.2.2. Deve essere limitato ilsecondario.2. rischio di fuoriuscite incontrollate gas.0 CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI FiguraCiascun 3. è il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche secondo quanto riportato nel § 3. I tubi per la fornitura del gas.2.2.1.1s. particolare attenzione dovrà essere prestata ad edifici industriali con pannelli prefabbricati rigidamente vincolati in fondazione. in assenza di determinazioni più precise.4 qa 1. ”irregolarmente” disposte in 71 .2). è il periododella fondamentale di vibrazione dell’elemento non strutturale.2). debbono essere progettati per sopportare senza rotture i massimi spostamenti relativi costruzione terreno dovuti all’azione sismica di progetto.2. In L’effetto dell’azione sismica sull’impianto. Se si adottano dispositivi di vincolo i collegamentidel di servizio dell’impianto esserestrutturale. calcolata utilizzando le equazioni (7. ma non superiore a quella richiesta da un’analisi eseguita con azioni fattore di orizzontali struttura q pari ad 1.2. in cui la presenza ripetuta di importanti portali o finestrature. Il valore § 3. il componenti fragili debbono essere progettati per avere resistenza doppia di quella passaggioGlidaeventuali struttura “irregolare” a struttura “regolare”. né il contributo alla rigi- dezza degli eventuali elementi duttili ad essi contigui.0 2. antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole senza controventi per più di metà della loro altezza Pareti interne ed esterne Tramezzature e facciate Ciminiere. Gliriconosce elementi strutturali che sostengono e collegano i diversi elementi funzionali costituenti La norma l’esistenza di elementi strutturali secondari ai quali la norma l’impianto tra loro e alla struttura principale devono essere progettati seguendo le stesse regole adottate gli elementi icostruttivi senza funzione strutturale ed illustrate paragrafo precedente. anche mediante l’utilizzo di dispositivi di interruzione automatica della distribuzione del gas. il pannello viene nella maggior parte dei casi assoggettato costruzione. antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole non controventate per meno di metà della loro altezza o connesse alla struttura in corrispondenza o al di sopra del loro centro di massa Elementi di ancoraggio per armadi e librerie permanenti direttamente poggianti sul pavimento Elementi di ancoraggio per controsoffitti e corpi illuminanti 7.I – Valori elementi non strutturali a per di unNTC impianto che ecceda il 30%di del qcarico permanente totale del solaio su cui è [4] collocato o il 10% del carico permanente totale dell’intera struttura. strutture con isolamento sismico si assume sempre Z=0.1) e (7. Tabella 7. H è l’altezza della costruzione misurata a partire dal piano di fondazione del coefficiente sismico Sa non può essere assunto minore di αS”.2). può essere forza (Fa) applicata baricentro di ciascuno degli elementi funzionali nessunvalutato casoconsiderando la scelta una degli elementi daalconsiderare secondari può determinare componenti l’impianto.3. gli interpretazione impianti a analoga rigidezza degli elementi Libera dispositivi di vincolo flessibili sono quelli che hanno periodo di vibrazione T ≥ 0.2. Per le strutture con isolamento sismico si assume sempre Z=0. Z è la quota del baricentro dell’elemento non strutturale misurata a partire dal Spiano di fondazione (capitolo 3. a elemento non strutturale.2. In riferimento 231 all’impossibilità per un elemento strutturale secondario di determinare il passaggio da struttura regolare e irregolare. sottolinea: ”si per applicano particolari costruttivi definiti pernelgli elementi strutturali.I – Valori di qa per elementi non strutturale Elemento non strutturale Parapetti o decorazioni aggettanti Insegne e pannelli pubblicitari Ciminiere. Il valore del coefficiente sismico Sa non può essere assunto minore di αS. T1 è il periodo fondamentale di vibrazione della costruzione nella direzione considerata.” con dispositivi di vincolo ma rigidi”stingente” o flessibili.T1 è il periodo fondamentale di vibrazione della costruzione nella direzione considerata. al passaggio dal terreno alla to strutturale secondario. bensì debbono essere collegati ad essa principali.

In uno strato non strutturale di un pannello sandwich l’armatura può essere disposta su di un solo strato. ma maggiormente approfonditi tramite le CEN-TS in materia di progettazione degli ancoraggi.pianta. (103) I fenomeni di fatica devono essere presi in considerazione se rilevanti. riconosce la possibilità di funzione strutturale del pannello (come definito nel capitolo 2. risultano analoghi a quelli presenti nelle NTC italiane. 3cm2 /m. più in generale. 3. (104) Nei parapetti strutturali. non deve essere inferiore a 1. Deve essere fatto riferimento anche alle pertinenti norme di progetto del CEN.5.7 Pannelli sandwich P(101) Nel progetto dei pannelli sandwich si dovrà tener in considerazione degli effetti della temperatura.5. sotto tali ipotesi.1.3. possano essere motivo di effetti torsionali indesiderati. non è richiesta armatura di contorno (vedere ENV 1992-1-1. sia in direzione orizzontale che verticale. dell’essiccamento e del ritiro.7. dell’umidità. il minimo di armatura su ciascuna faccia.4. Il riferimento a strati non strutturali dei pannelli sandwich. 3. Come regola.16).5 Elementi non-strutturali 3.5). (102) Nei pannelli sandwich stratificati per le connessioni tra gli strati potranno essere utilizzati solo materiali resistenti alla corrosione. 3.2 Eurocodici All’interno dell’EC2 i riferimenti al pannello sandwich ed ai pannelli di tamponamento.1 Generalità 72 . fig 5. il pannello prefabbricato non potrà più risultare elemento strutturale secondario.

4 della ENV 1998-1-1). La richiesta di una modellazione realistica evidenzia.. ringhiere) che potrebbero.2 Analisi P(1) ”Si deve verificare che gli elementi non-strutturali. produrre rischi per le persone o influenzare il comportamento della struttura principale dell’edificio o la sua funzionalità. devono insieme ai loro supporti essere verificati nei confronti dell’azione sismica di progetto.. antenne. P(2) Nel caso di elementi non-strutturali di notevole importanza o di natura particolarmente pericolosa.13] dove: Fa è la forza sismica orizzontale applicata nel baricentro dell’elemento non-strutturale nella direzione più sfavorevole. in caso di crollo.] ”. tramezzi. l’analisi sismica deve basarsi su una modellazione realistica delle rispettive strutture e sull’utilizzo di appropriati spettri di risposta ottenuti dalla risposta degli elementi strutturali di supporto del meccanismo resistente principale. 73 . come compiuto anche dalle NTC.5. appendici ed equipaggiamenti meccanici. Sa è il coefficiente sismico relativo ad elementi non-strutturali [vedere punto (3)]. così come le loro connessioni ed attacchi o ancoraggi. 3. (2) Gli effetti dell’azione sismica possono essere determinati applicando agli elementi non-strutturali una forza orizzontale Fa definita come segue: Fa = Sa Wa γa qa [3. variabili e sismiche (vedere punto 4.[. muri divisori.P(1) ”Gli elementi non-strutturali degli edifici (come per esempio: parapetti. Wa è il peso dell’elemento. la necessità di tener conto dell’effetto che importanti elementi considerabili non strutturali potrebbero avere sulla struttura. siano in grado di sopportare le combinazioni delle rispettive azioni permanenti.

all’importanza per la sicurezza delle persone e alla possibilità di causare perdite di vite umane in caso di crollo.γa è il coefficiente di importanza dell’elemento (vedere 3.1).14] dove: α è il rapporto tra il valore di progetto dell’accelerazione del terreno.5: . (3) Il coefficiente sismico Sa può essere calcolato come segue:  Sa = α 3 1+  1+ 1− Z H  Ta T1 2 [3.5. Z è la quota dell’elemento non-strutturale rispetto alla base dell’edificio. ag è l’accelerazione di gravità g.3 Coefficienti di importanza e di comportamento P(1) Per i seguenti elementi non-strutturali il coefficiente di importanza γa non deve essere scelto con un valore minore di 1. Ta è il periodo di vibrazione fondamentale dell’elemento non-strutturale. T1 è il periodo di vibrazione fondamentale dell’edificio nella direzione in oggetto. 74 . 3.5. ritenute pericolose per la sicurezza delle persone.3). qa è il coefficiente di comportamento dell’elemento (vedere prospetto 3. H è l’altezza totale dell’edificio.serbatoi e contenitori di sostanze tossiche o esplosive. . al loro valore.7 Categorie di importanza e coefficienti di importanza P(1) Gli edifici sono generalmente classificati secondo 4 categorie di importanza in base alle dimensioni. 3.ancoraggi di macchinari ed equipaggiamenti necessari alla funzionalità dei sistemi di sicurezza.

6 3.3.1. - serbatoi e contenitori di sostanze tossiche o esplosive. . .ancoraggi per mobili e librerie sostenuti da pavimenti permanenti. 2.4 elementi della ENV 1998-1-1 2i [21] sono dati nella ENV 1991-1.prospetto 3.1 - ancoraggi di macchinari ed equipaggiamenti necessari alla funzionalità dei sistemi di sicurezza.19: del coefficiente qa per non-strutturali P(1) Valori I coefficienti di combinazionedi comportamento che compaiono nel punto 4. 0 è associato ad un evento sismico di progetto caratterizzato da un periodo di ritorno di riferimento come indicato nel punto 4. (3) I valori del coefficiente di comportamento qa per elementi non-strutturali sono riportati nel prospetto 3.1 Scopo 75 .4 della ENV 1998-1-1 per la valutazione degli effetti dovuti alle azioni di tipo sismico devono essere calcolati mediante la seguente espressione: P(2) Le diverse categorie di importanza sono caratterizzate da differenti valori del coefficiente di importanza γI così come è stato detto nel Pagina 15 di 26 UNI ENV 1998-1-2:1997 punto 2. . 1. contenitori e serbatoi su sostegni che si comportano come mensole libere per più di metà della loro altezza totale. .0 Coefficienti di combinazione per le azioni variabili Figura 3.ciminiere. (5) Valori diversi per γI possono essere necessari per le differenti zone sismiche di un Paese”.1.ciminiere. contenitori e serbatoi su sostegni che si comportano come mensole libere per meno di metà della loro altezza totale o vincolate alla struttura in corrispondenza o sopra il loro centro di massa. ritenute pericolose per la sicurezza delle persone.muri esterni ed interni. (2) In tutti gli altri casi il coefficiente di importanza a per elementi non-strutturali può essere assunto di valore pari al coefficiente di importanza dell'edificio in oggetto.1 della ENV 1998-1-1.parapetti a balzo o decorazioni. compensato però dal parametro (coefficiente d’importanza dell’edificio) presente nell’Eurocodice. (3) Il coefficiente di importanza γI = 1. Normalmente il valore fornito dall’EC8 per Fp risulta un 20 ÷ 30% maggiore rispetto a quello fornito da NTC. P(2) I coefficienti di combinazione Ei introdotti nel punto 4. .insegne e cartelloni pubblicitari. (4) Le definizioni delle categorie di importanza e dei relativi coefficienti sono riportate nel prospetto 3. data da prodotto tra massa ed accelerazione.ancoraggi per contro soffitti (sospesi) e dispositivi di illuminazione.1 Generalità B. [21] La prevalente differenza che tale codice presenta rispetto alle NTC italiane è rappresentata da un termine di sgravio dell’aliquota di forza sismica. Appendice B Progetto in zona sismica per edifici prefabbricati di calcestruzzo B. Valori del coefficiente di comportamento qa per elementi non-strutturali Tipologia di elementi non-strutturali qa .1(3) della ENV 1998-1-1.0 .

prospetto 3. 1. Nota Gli edifici industriali ad un solo piano con travi doppiamente incernierate devono essere distinti dai normali sistemi intelaiati.1. B. non riconducibili alle altre categorie. vengono anche trattati: . (3) Il coefficiente di importanza = 1.20: Categorie di importanza e coefficienti di importanza per gli edifici [21] (1) ”Questa appendice si occupa del progetto antisismico di strutture UNI ENV 1998-1-2:1997 Pagina 16 di 26 di calcestruzzo armato costruite parzialmente o interamente con elementi prefabbricati. ecc. B. valgono le disposizioni date nel punto 2 di questa parte e nella ENV 1992-1-3. 1. sale per convegni. ecc. stazioni dei pompieri.sistemi intelaiati. impianti per la produzione di energia.la possibilità di causare perdite di vite umane in caso di crollo.2 III Edifici ordinari. .sistemi doppi (con telai prefabbricati misti e pareti prefabbricate o monolitiche). come per esempio: costruzioni agricole.2 Riconoscimento della tipologia strutturale (1) Le seguenti tipologie strutturali. descritte nel punto 2. luoghi di culto. (4) Le definizioni delle categorie di importanza e dei relativi coefficienti sono riportate nel prospetto 3. Categorie di importanza e coefficienti di importanza per gli edifici Categorie di importanza (5) Edifici Coefficiente di importanza I Edifici la cui integrità durante i terremoti è di vitale importanza per la protezione civile.0 è associato ad un evento sismico di progetto caratterizzato da un periodo di ritorno di riferimento come indicato nel punto 4. possono essere necessari per le differenti zone sismiche di un Figura 3.1 della ENV 1998-1-1.8 Valori diversi per Paese.strutture cellulari (sistemi a celle monolitiche prefabbricate).3 P(2) Le diverse categorie di importanza sono caratterizzate da differenti valori del coefficiente di importanza così come è stato detto nel punto 2.3 Valutazione delle strutture prefabbricate 76 . 0.1.sistemi a pannelli. . (2) A meno che non sia diversamente specificato. ecc.1(3) della ENV 1998-1-1.3.4 II Edifici la cui resistenza all'azione sismica è importante rispetto alle conseguenze che un eventuale collasso potrebbe produrre come per esempio: scuole. .0 IV Edifici di minore importanza per la sicurezza delle persone. sono interessate da questa appendice: . (2) In aggiunta a questi sistemi.sistemi a pendolo. 1. come per esempio: ospedali.

come per esempio gli impalcati ed i solai.elementi resistenti solo nei confronti di azioni verticali.1a)].elementi in grado di fornire un adeguato collegamento fra diversi elementi strutturali. che non hanno influenza sulla capacità di dissipare energia da parte dell’intera struttura [vedere B.collegamenti posti al di fuori delle zone critiche (definite in 2.1. d) Riconoscimento dell’effetto dei collegamenti sulla capacità di dissipare energia da parte dell’intera struttura: .elementi resistenti sia nei confronti di azioni verticali che orizzontali.2). c) Riconoscimento degli elementi non-strutturali che possono essere: .sistemi prefabbricati in grado di soddisfare tutte quelle disposizioni. ma adeguatamente sovradimensionati in modo da poter trasferire il compor77 .sistemi prefabbricati che non rispettano quelle disposizioni e che perciò necessitano di altri criteri di progetto e ai quali vengono assegnati valori più bassi del coefficiente di comportamento. b) Caratteristiche sufficienti a soddisfare pienamente le disposizioni in materia di resistenza nei confronti dell’azione sismica date nel punto 2: .completamente disaccoppiati dalla struttura.collegamenti posti all’interno delle zone critiche.parzialmente resistenti nei confronti della deformazione degli elementi strutturali. .(1) Nel modellare le strutture prefabbricate si devono tenere presenti i seguenti criteri: a) Riconoscimento delle diverse funzioni degli elementi strutturali: .1 e per esempio figura B. . .1. come per esempio i telai o le pareti. .2. come per esempio le colonne incernierate disposte attorno ad un nucleo di calcestruzzo armato. .

il pannello sandwich. in grado quindi di alterare la risposta strutturale o di provocarne crisi locali.tamento anelastico al di fuori delle zone di collegamento [vedere B. risulta essere il principale referente della progettazione sismica e dei carichi per essa definiti. viene considerato a seconda degli impieghi come elemento strutturale o componete non strutturale. Di fondamentale importanza.2 e la figura B.collegamenti posti all’interno delle zone critiche che dovrebbero mostrare un comportamento duttile [vedere B. . l’enfasi data da tali codici ai dettagli strutturali che supportano le ipotesi strutturali fatte dal progettista.3 Codici statunitensi Tra i codici statunitensi generati da diversi organi competenti in materia di progettazione strutturale di elementi cementizi prefabbricati. 78 . ASCE/SEI 7 . 3.2.” [22] In tale appendice il codice sottolinea la necessità di individuare quegli elementi non strutturali il cui comportamento può essere disaccoppiato da quello della struttura o in grado di resistere parzialmente alle deformazioni degli elementi strutturali.3. Riconosce anche la pericolosità di collegamenti all’interno di zone critiche quali organi demandati alla dissipazione.2.1.02 Il codice prodotto dal ASCE (American Society of Civil Engineers). La non strutturalità di tale elemento (architectural component) o non sismo-resistenza (nonstructural wall element).1b)].1. Nel codice si evidenzia la descrizione di quei dettagli costruttivi che permettono. di sollevare tale pannello dal onere resistivo nei confronti del taglio sismico.3 e la figura B. viene affrontata indicando al progettista la forza sismica equivalente da considerare per il dimensionamento degli ancoraggi del pannello. in collaborazione con SEI (Structural engineering institute).1c)]. diversamente dalla cultura europea. ad un pannello con impiego strutturale.

] All architectural. ”Section 9.2 Component Force Transfer. and non-structural systems.6 establishes minimum design criteria for architectural. except that modifications to Fp and Rp due to anchorage conditions need not be considered. The design criteria establish minimum equivalent static force levels and relative displacement demands for the design of components and their attachments to the structure.3. and performance expectations.6. Local elements of the supporting structure shall be designed and constructed for the component forces where they control the design of the elements or their connections.1. and other non-structural components in structures shall be designed and constructed to resist the equivalent static forces and displacements determined in accordance with this Section. mechanical. A continuous load path of sufficient strength and stiffness between the component and the supporting structure shall be provided.1. mechanical.6. component toughness and weight. recognizing ground motion and structural amplification. welded. electrical.] 9.. and elements permanently attached to structures including supporting structures and attachments (hereinafter referred to as components).1 General. The design documents shall include sufficient information relating to the attachments to verify compliance with the requirements of this chapter” [23]. Components shall be attached such that the component forces are transferred to the structure. The design and evaluation of support structures and architectural components and equipment shall consider their flexibility as well as their strength.. 79 . electrical. mechanical.. Component seismic attachments shall be bolted. or otherwise positively fastened without consideration of frictional resistance produced by the effects of gravity. components. [.6: Architectural. [.Section 9. and electrical components and system 9.. The component forces shall be those determined in Section 9.6.

2 or 9. 9. Viene inoltre sottolineato di non far in alcun modo affidamento a collegamenti basati su resistenze attrittive indotte dal peso proprio degli elementi.4.1.6. 9.Il codice richiama all’attenzione del progettista le problematiche inerenti i collegamenti dei pannelli.2) Ip = component importance factor that varies from 1.1.2. short period. 3 SDS Wp Ip where Fp = seismic design force centered at the component’s center of gravity and distributed relative to component’s mass distribution SDS = spectral acceleration.00 to 2. as determined from Section 9.0 80 .1.6.00 to 1.00(select appropriate value from Tables 9.1.6.50 to 5.3-1: 0.3 − 3) Fp = 0. che doveranno esser presi in considerazione almeno quanto i problemi di resistenza.6.2.6. For items at or below the base.9. 6 SDS Wp Ip and Fp shall not be taken as less than: (Eq.50 (see Section 9. z shall be taken as 0.3.5 ap = component amplification factor that varies from 1.6.2 or 9.2. The value of z/ h need not exceed 1.50 (select appropriate value from Table 9.3 Seismic Forces. indotte dal raggiungimento di elevati livelli di deformazione.6.1.6.6.3.2) z = height in structure of point of attachment of component with respect to the base. ”Seismic forces (Fp ) shall be determined in accordance with Eq.3 − 2) Fp = 1.6.1.1.5) Wp = component operating weight Rp = component response modification factor that varies from 1.9.9. 4 ap SDS Wp Ip z 1+2 Rp h  Fp =  (Eq.3 − 1) Fp is not required to be taken as greater than: (Eq.

b. and laterally in combination with service loads associated with the component [.. warehouse retails stores) Ip = 1.6.2 Anchors embedded in concrete or masonry shall be proportioned to carry the least of the following: a.5 storage racks in structures open to the public (e. or shallow (low deformability) cast-in-place anchors.h = average roof height of structure with respect to the base” The force (Fp ) shall be applied independently longitudinally. a value of Rp = 1.6.1.1 The force in the connected part shall be determined based on the prescribed forces for the component specified in Section 9.6.3. shallow chemical anchors.]. 9.5 life safety component required to function after an earthquake (e.5 all components needed for continued operation of the facility or whose failure could impair the continued operation of the facility 9. for structures in Seismic Use Group III: Ip = 1. fire protection sprinkler system) Ip = 1.3 times the force in the connected part due to the prescribed forces.3 to determine the forces in the connected part.5 Component Importance Factor.6 Component Anchorage.1. The component importance factor (Ip ) shall be selected as follows: Ip = 1.g.0 all other components In addition.1.6.1. Where component anchorage is provided by shallow expansion anchors. The design strength of the connected part..5 component that contains hazardous content Ip = 1. 9.g.6.1. 1.5 shall be used in Section 9.1. 9.6... or 81 .6.6. Components shall be anchored in accordance with the following provisions.

1 General. Architectural components shall meet the force requirements of Section 9.3 Determination of forces in anchors shall take into account the expected conditions of installation including eccentricities and prying effects.6.1. 9.2 Architectural Component Forces and Displacements.2. 9. components.4.6.9.6. The support system shall be designed in accordance with the following: 82 .2.6.2.6. 9.2.1.2 through 9.” [. [.1. ”Architectural systems.3 and Table 9. 9.. The maximum force that can be transfered to the connected part by the component structural system.6.2 and their attachments shall meet the requirements of Sections 9.c.3-2.3-1 or 9. or temperature changes..6.2.6. Such elements shall be supported by means of positive and direct structural supports or by mechanical connections and fasteners.2.1.4 Exterior Nonstructural Wall Elements and Connections..2..1 General. and shall accommodate movements of the structure resulting from response to the design basis ground motion. 9.6. Dp .6.] [23] 9.4 Determination of force distribution of multiple anchors at one location shall take into account the stiffness of the connected system and its ability to redistribute loads to other anchors in the group beyond yield”. 9.6.] [23] 9.2 Architectural Component Design. ”Exterior nonstructural wall panels or elements that are attached to or enclose the structure shall be designed to resist the forces in accordance with Eq. or elements (hereinafter referred to as components) listed in Table 9.6.6.1.2.2.6.6.6.

inserts.7 D.6 The design strength of anchors in concrete shall be determined in accordance with the provisions of Section 9.2. (13 mm)..6.E.4 9. including anchorage A.D.1.9.1.3. combustible.2 applied at the center of mass of the panel.2.9.3.2 9. as indicated in Table 9. Project-specific requirements for mechanical and electrical components and their anchorage Minimum Design loads for Buildings and Other Structures 161 Figura 3.3. 9.9.9 No.D.10 No.times their operating load.9. b. including anchorage A. d.3.4.9.9.3.2 9.1.9 No. whichever is greatest.6.9 D.1.2..1. Table 9.S 9.3.F HVAC ductwork containing hazardous materials. or 112 in.4.6. 9.F Steel storage racks.3.3.6.3.6.3-2 with values of Rp and ap taken from Table 9.1O No.F A.6.2.3.10 D.E.6.3.3.E.3 C.F Suspended ceiling system.7 Construction Documents. including anchorage A.D.2.12 9. welds.9 No.6. and interior glazed partitions.3.13 C.3.] [23] 83 .3. Connections to permit movement in the plane of the panel for story drift shall be sliding connections using slotted or oversize holes. TABLE 9.9 No.10 No. or other connections that provide equivalent sliding or ductile capacity.6..F .E.14 C.6.9 No. All fasteners in the connecting system such as bolts. Architectural components that could pose a life safety hazard shall be designed for the seismic relative displacement requirements of Section 9.3.F Glass in glazed curtain walls.4. or highly toxic materials A.3. Construction documents shall be prepared to comply with the requirements of this Standard.9.F Anchorage of electrical equipment for emergency or standby power systems A.9.7 CONSTRUCTION DOCUMENTS Required Section Reference Quality Assurance Design Seismic Design Categories Exterior wall panels.6. I 9.6.3 Architectural Component Deformation.F Anchorage of all other electtical equipment A.3 9. c.1O No.6.2. 9.2 9.6.E. glazed storefronts.11 9. including anchorage A.6.E.6.7 Construction document [23] a.6.3. and dowels and the body of the connectors shall be designed for the force (Fp ) determined by Eq.3.3.6.21: ASCE/SEI 7-02.6 D.9.6. Connections and panel joints shall allow for the story drift caused by relative seismic displacements (Dp ) determined in Section 9.E.3.D.14 E.3.9.6.10 C. including anchorage A. 9.1.6.E Piping systems and mechanical units containing flammable. Architectural components shall be designed for vertical deflection due to joint rotation of cantilever structural members.3.2.3.1. including anchorage A.3.1 9.4 D.1.6.9.3 9.2 9. connections that permit movement by bending of steel.” [.7.E.6.F Component Description Access floors. The connecting member itself shall have sufficient ductility and rotation capacity to preclude fracture of the concrete or brittle failures at or near welds.

2. 9.5 2.4 Exterior Nonstructural WaH Elements and Connections.3-1 or 9.5 2.5 3.2.5 Signs and Billboards 2.5 Access Floors Special access floors (designed in accordance with Section 9.0 1.2 Architectural component coefficients [23] 9.5 2.7.5 Veneer Limited deformability elements and attachments Low deformability elements and attachments 1 Penthouses (Except when Framed by an Extension of the Building Frame) Ceilings All ] ] 2. See Section 9.5 Other Rigid Components High deform ability elements and attachments Limited deform ability elements and attachments Low deformability materials and attachments Other Flexible Components High deformability elements and attachments Limited defonnability elements and attachments Low deformability materials and attachments I I 1 2.5 is for equipment generally regarded as flexible or flexibly attached.5 2.5 1 2.5 2.25 2.2) All other I I 2.4.6.2. D p' or temperature changes. b Where flexible diaphragms provide lateral support for walls and partitions. The value of up = ] is for equipment generally regarded as rigid and rigidly attached. The value for a p shall not be less than 1. 9.5 2.5 2. Table 9.5 2.5 1.1 General.1.2.2.6.22: ASCE/SEI 7-02. The support system shall be designed in accordance with the following: Figura 3. accommodate movements of the structure resulting from response to the design basis ground motion.2 ARCHITECTURAL COMPONENT COEFFICIENTS Architectural Component or Element apa RP b Interior Nonstructural Walls and Partitions Plain (unreinforced) masonry walls All other walls and partitions 1 I 1.5 Exterior Nonstructural Wall Elements and Connections Wall element Body of wall panel connections Fasteners of the connecting system 1 1 1.6.5 2.5 Cantilever Elements (Braced to Structural Frame Above Its Center of Mass) Parapets Chimneys and stacks Exterior nonstructural walls 1.5 Cabinets Storage cabinets and laboratory equipment 1 2.6.1 for definitions of rigid and flexible.2.5 1.6.3-2. The value of a p = 2. Exterior nonstructural wall panels or elements that are attached to or enclose the structure shall be designed to resist the forces in accordance with Eq.5 a A lower value for a p shall not be used unless justified by detailed dynamic analysis.5 2.5.5 1. and shall 162 ASCE 7-02 84 .5 3. the design forces for anchorage to the diaphragm shall be as specified in Section 9.6.TABLE 9.5 2.5 2. Such elements shall be supported by means of positive and direct structural suppmts or by mechanical connections and fasteners.6.0 b 2.5 Cantilever Elements (Unbraced or Braced to Structural Frame Below Its Center of Mass) Parapets and cantilever interior nonstructural walls Chimneys and stacks when laterally braced or supported by the structural frame 2.0 1.5 Appendages and Ornamentations 2.5 2.2.00.6.5 3.5 2.1.5 2.

9. anche qualora questi non vengano impiegati con funzione strutturale.1.2. 3SDS Wp Ip (Eq.6.3 − 3) where: Fp = Seismic design force centered at the component’s center of gravity and distributed relative to component’s mass distribution.5.50 (select appropriate value from Table 6. Chapter 6 Architectural.6. forze e caratteristiche dimensionanti i collegamenti dei pannelli sandwich. 6SDS Wp Ip (Eq.1.3-1: z 0.In tale estratto il codice definisce l’importanza della capacità di spostamento che i collegamenti di un pannello prefabbricato strutturale e non sismoresistente devono possedere.2. as determined from Sec. short period.1. ap = Component amplification factor that varies from 1.00 to 2.3 − 1) Fp is not required to be taken as greater than: Fp = 1. and electrical components design requirements 6.6. 6. 4. SDS = Spectral acceleration. Si evidenza che tale capacità di resistere ad elevati spostamenti deve essere garantita ai pannelli.1.3 Seismic forces: ”Seismic forces (Fp ) shall be determined in accordance with Eq.3. FEMA 302 Analoghe indicazioni e richiami vengono effettuati tra i codici statunitensi. mechanical. 4 ap SDS Wp Ip Fp = 1+2 Rp h   (Eq.1.2 or Table 6.3 − 2) and Fp shall not be taken as less than: Fp = 0. La FEMA (Federal Emergency Management Agency) descrive nello stesso modo degli ASCE/SEI 7.1.9.2). 85 .

The reliability/redundancy factor.2). When positive and negative wind loads exceed Fp for nonstructural exterior walls.5. Apparentemente può sembrare che la formulazione impiegata oltreoceano per il calcolo della forza sismica sul non strutturale.0 to 5.3. Combine horizontal and vertical load effects as indicated in Sec. Similarly when the building code horizontal loads exceed Fp for interior partitions.2. non contenga alcuna dipendenza dal grado di vincolo dell’oggetto in questione.3 Seismic Demands on Nonstructural Components 86 . h = Average roof height of structure relative to grade elevation. z shall be taken as 0.00 or 1.2. risulta coerente e rappresentativo di quanto già descritto dalle ASCE/SEI. Wp = Component operating weight. FEMA P-750 Nel commentario della FEMA (commentary) vengono descritte e approfondite le origini di alcuni parametri fondamentali per il calcolo della forza statica equivalente sui componenti non strutturali. 2009 NEHRP Recommended Seismic Provisions C 13. Tale commentario evidenzia invece alcuni significati ed origini dei parametri della formula di riferimento. z = Height in structure of highest point of attachment of component. is permitted to be taken equal to 1. For items at or below the base. these wind loads shall govern the design. The force (Fp ) shall be applied independently longitudinally and laterally in combination with service loads associated with the component. these building code loads shall govern the design. [24]” Quanto indicato dalla FEMA302.Ip = Component importance factor that is either 1. Rp = Component response modification factor that varies from 1.2 or Table 6.50 (see Sec).0 (select appropriate value from Table 6.7 substituting Fp for the term QE .

5-1 and 13. toughness.”The seismic demands on nonstructural components. These Rp values. Rp . the component amplification factor. The forces prescribed in this section of the standard reflect the dynamic and structural characteristics of nonstructural components. the component importance factor. Acceleration demands are represented by equivalent static forces. the value of Rp for welded steel piping systems is increased from 3.0 to 2. in Tables 13. For example. The tabulated values are based on the collective judgment of the responsible committee. the component response modification factor. used to represent the energy absorption capability of a component and its attachments. Relative displacement demands are provided directly and are based on either the actual displacements computed for the structure or the maximum allowable drifts that are permitted for the structure. are acceleration demands and relative displacement demands. and the component acceleration at a point of attachment to the structure. The seismic design force for a component depends on the weight of the component. The 2005 edition of the standard includes significant adjustments to tabulated Rp values for certain mechanical and electrical systems.6-1 generally are smaller than R values for structures. At present these potentially separate considerations are combined in a single factor.5 to 9.3. and redundancy) that permit the use of greatly reduced lateral design forces.5. so while it might appear that forces on such piping systems have been reduced greatly. depend on both overstrength and deformability. the net 87 .1 Seismic Design Force. The ap value increased from 1. Thus values for the response modification factor. C 13. forces used for verification of component integrity and design of connections to the supporting structure typically are larger than those used for design of the overall seismic-force-resisting system. as defined in this section. Certain nonstructural components lack the desirable attributes of structures (such as ductility. As a result of these characteristics.

where the period of vibration of the fundamental mode is greater than 3. although this effect may not be significant depending on the ground motion. When components are designed or selected.6. the structural fundamental period is not always defined or readily available. which governs in many cases. The tabulation of assumed ap values is not meant to preclude more precise determination of the component amplification factor where the fundamental periods of both structure and component are available. is unchanged.06 seconds. Tabulated ap values are based on component behavior that is assumed to be either rigid or flexible. For most buildings. higher modes of vibration may have periods that more closely match the period of nonstructural components. The component fundamental period (Tp ) is usually only accurately obtained by shake-table or pull-back tests and is not available for the majority of components. This approach may be generalized by computing floor response spectra for various levels that reflect the dynamic characteristics of the supporting structure to determine how amplification 88 . the primary mode of vibration in each direction will have the most influence on the dynamic amplification for nonstructural components. it is recommended that amplification be considered using such higher mode periods in lieu of the higher fundamental period.3-3.5 times Ts . The NCEER formulation shown in Figure C13. dynamic amplification is not expected. Where the fundamental period of the component is less than 0.change is negligible. Dynamic amplification occurs where the period of a nonstructural component closely matches that of any mode of the supporting structure. as Rp /ap changes from 3. The minimum seismic design force of Equation 13. For long-period structures (such as tall buildings).5 to 3. and the component is considered rigid. For this case. The component amplification factor (ap ) represents the dynamic amplification of component responses as a function of the fundamental periods of the structure (T) and component (Tp ).3-1 may be used to compute ap as a function of Tp /T .

the attachment force Equation 13. Where more information is available.2S DS ). Equation 13.3-3. Work by Miranda and Singh suggest that. Calculation of floor response spectra can be complex. that is consistent with current practice. including site effects. for taller structures.3-1 through 13.3-3 establishes a minimum seismic design force. Fp .5 0. W p . for each point of attachment a force F p may be determined using Equations 13.will vary as a function of component period. Equation 13.3-4 permits an alternate determination of the component design forces based on the dynamic properties of the structure. but simplified procedures are presented in Kehoe and Hachem (2003).3-2 provides a simple maximum value of Fp Figure C13.3-2 illustrates the distribution of the specified lateral design forces. Figure C13.3-3. is available. with the portion of the component weight.3-1 represents a trapezoidal distribution of floor accelerations within a structure. 13.23:atFEMA P-750 figure C13. varying linearly from the Figura 3. Alternatively.3-1: formulation ap acceleration as function of accelerationNCEER at the roof (taken as 1. Consideration of nonlinear behavior of the structure greatly complicates the analysis.3-1 NCEER formulation for a p as function of structural and component periods. for taller structures. F p . it is 89 155 . Equation 13.5 NCEER study 1. For design of the component.4 2.4S SDS ) is intended to be the same acceleration used as design input for the structure itself.3-1 through 13.3-3 establishes a minimum seismic design force. the roof (taken as 1.0 0. Equation 13.4S DS ) to the (0.0 T p /T Figure C13. Where more information Figure C13. Equation 13.4S DS ) is intended to be the same acceleration used as design input for the structure itself. distribution of floor accelerations within a structure. Work by Miranda and Singh suggest that.3-2 provides a simple maximum value of F p that prevents multiplication of the individual factors from producing a design force the acceleration at the ground (taken as 0.2S SDS ). that To F p must be distributed relative to the component’s mass distribution over the area used to establish the tributary is consistent with current practice. it is recommended that design be based on the average of values of F p determined individually at each point of attachment (but with the entire component weight. The ground acceleration (0.7 1.4 S of support to the acceleration at that would be unreasonably high. For elements with points of attachment at more than one height.3-2 Lateral force magnitude over height. the amplification with height may vary significantly due to higher mode effects. the amplification with height may vary significantly due to higher mode effects. tributary to the point of attachment. Commentary ap 2. Thefor ground acceleration the ground (taken as 0.3-2 Lateral force magnitude over height. considering the expected nonlinear response DS and component.3-1 represents a trapezoidal Part 2.3-4 permits an alternate determination of the For elements with points of attachment at more than one height. including site effects. The roof acceleration is established as three times the input[25] ground acceleration based on examination of recorded in-structure structural and component periods acceleration data for short and moderate height structures in response to large California earthquakes. varying linearly from Equation 13. weight. W p ) using Equations component design forces based on the dynamic properties of the structure. The roof acceleration is established as three times the input ground acceleration based on examination of recorded in structure acceleration data for short and moderate height structures in response to large California earthquakes. Equation 13.

3-2:Lateral force magnitude over height [25] r elements with points of attachment at more than one height. Equation 13. multiplication of thepermits individual factors determination from producing design here more informationprevents is available. tributary must be distributed relative to theindividually component’satmass over the area used to establish determined eachdistribution point of attachment (but with the entirethe tributary weight. the amplification with height may vary significantly due to higher mode effects.3-3. consider a solid exterior nonstructural wall panel. varying linearly from the celeration at the ground (taken as 0.3-2 illustrates the ovides a simple maximum of F of p that prevents multiplication of the individual factors from producing a design force t would be unreasonably high. Wp ) using Equations 13. considering the expected nonliuation 13.3-3. tributary to the point of attachment. that is consistent with current practice. for each point of attachment a force Fp may be determined using Equations 13.3-3. For elements with points of attachment at more than one height. The ground acceleration 4S DS ) is intended to be the same acceleration used as design input for the structure itself.4S DS ) to the acceleration at the roof (taken as 1. For design the component.3-1 represents a trapezoidal distribution of floor accelerations within a structure. The values of Fp computed. supported top and bottom. F p . W p ) using Equations 3-1 through 13. for each point of attachment a force F p may be determined using Equations 13.3-1 through 13. For design of the component.3-4 an alternate of athe component design forces sed on the dynamic properties of the structure. including site effects.3-3. of F that Work by Miranda and ngh suggest that.3-3 establishes a minimum seismic design force. Equation 13. it ernatively.3-1 through 13. it is recommended that design be based on the average of ues of F p determined individually at each point of attachment (but with the entire component weight. The roof celeration is established as three times the input ground acceleration based on examination of recorded in-structure celeration data for short and moderatethat height structures in response large California recommended design be based on the to average of valuesearthquakes. To illustrate these options. considering the expected response of support and component.3-2 distribution of the specified lateralnonlinear design forces. the attachment force Fp must be distributed relative to the component’s mass distribution over the area used to establish the tributary weight. Figura 3.24: FEMA P-750 figure C13. for a one-story building with a rigid diaphragm. the attachment force rtion of the component W p .3-2 Lateral force magnitude over height.3-2 near value response support and component. with the is weight. force that would be unreasonably high.3-1 through 13. To component weight. Figure C13. 155 Alternatively. for the top 90 . Figure C13. Figure C13. recommended that to design be based on the average of of values of Fp the point of attachment. ustrates the distribution of the specified lateral design forces.3-1 NCEER formulation for a p as function of structural and component periods.2S DS ).Figure C13. for taller structures. uation 13. Wp . respectively. with the portion of the component weight.

tende a possedere un quantitativo d’armatura maggiore. 91 . che vede il pannello tendenzialmente poco armato.] [25] In primis viene evidenziato come il fattore di risposta. E’ lecito pensare che la concezione di pannello strutturale europea. in Figura 3. sono stati definiti da apposite equipe di esperti in materia.5 o maggiore di 2. l’amplificazione dinamica viene trascurata assumendo il coefficiente di amplificazione dinamica unitario. rispettivamente molto rigidi o molto deformabili. I valori di Rp . differisca significativamente da quella statunitense in cui il pannello. a uniform load is applied to the entire panel based on 0. Rp (response modification factor).39 SDS Ip Wp . anche se a scopo non strutturale.23. tabulati. attraverso il parametro di amplificazione dinamica ap .30 SDS Ip Wp at the bottom is applied. a trapezoidal load varying from 0. abbia valenza limitata sul territorio statunitense. tali valori saranno quindi validi ed applicabili presumibilmente ad elementi non strutturali ed per zone caratteristiche del territorio statunitense. Ciò implica che l’impiego della formula 6.1. [.3-1 through 13. In the alternative method.and bottom attachments using Equations 13. Each anchorage force is then determined considering static equilibrium of the complete component subject to all the distributed loads. Come rappresentato in Figura 3.. rappresenti la capacità di un elemento di assorbire energia e di deformarsi. da cui maggiore duttilità. la formulazione statunitense per la determinazione della forza sismica sui componenti non strutturali considera.48 SDS Ip Wp and 0.48 SDS Ip Wp at the top to 0. vista la probabile sua taratura su tale territorio e per i rispettivi elementi.. In the recommended method. attraverso la sua dipendenza dal rapporto periodo proprio dell’elemento su periodo fondamentale della struttura. sono i manuali prodotti dal PCI (precast/prestressed concrete institute). PCI Design Handbook Fonte di ulteriori ed analoghe indicazione per l’impiego di pannelli sandwich e per il loro progetto.3-3 are 0. i gradi di vincolo e la deformabilità dell’elemento. il fatto che per componenti in cui Ta /T risulti minore di 0.23.30 SDS Ip Wp .3-1 delle ASCE/SEI. Degno di nota.

2 Structural Design The structural design of sandwich wall panels is the same as the design of other wall panels once the section properties of the panel have been determined.11.11 Sandwich Panels 5. or they may act as beams. The two concrete layers act independently (Fig. Four different assumptions may be used for the properties. 2. are typically composed of two concrete wythes separated by a layer of insulation. They may be used only for cladding. Positive steps may be taken to ensure that one wythe does not bond to the insulation.5. or shear walls. 5. sandwich wall panels provide the dual function of transferring load and insulating the structure. although. The wythes are connected by ties that are flexible enough that they offer insignificant resistance to shrinkage and temperature movement between the wythes in the plane of the panel. Composite for full life cycle of panel. Non-composite for full life cycle of panel.2[b]). 5.11.2[a]). by applying a retarder or form release agent to one side of the insulation. One of the concrete wythes may be a standard shape (Fig. 5. The two wythes act as a fully composite unit for the full life of the structure (Fig. both during handling and in service. Typical techniques are by placing a sheet of polyethylene or reinforced paper over the insulation before the final concrete wythe is placed.1 General ”Insulated wall panels. or by placing insulation in two layers One wythe is usually considered to be structural and all loads are carried by that wythe. when designing for wind loads and slenderness effects. commonly known as sandwich wall panels.1) or any architectural concrete section produced for a single project. bearing walls. the panel may in some cases be designed as in assumption four below. and can provide the interior and exterior finished wall surfaces. In 92 . 5.11. depending on the construction: 1.11. In service.11.

the ties provide significant shear transfer between the wythes in the direction of the span. regions of solid concrete that join both wythes. ductility is achieved in design and subsequent detailing so steel devices yield prior to weld failure or 93 . Consult with the precast concrete producer for tie performance capabilities.] 6. In a partially composite panel. inelastic deformations without failure. Composite during handling.1).order to provide for composite behavior. longitudinal welded-wire trusses. 4. including those caused by restraint of volume change and those required to maintain stability. Composite action results largely because of early bond between insulation and adjacent wythes. For effects of slenderness. These criteria include: Strength.. Wind loads are distributed to each wythe in proportion to wythe stiffness. but non-composite during service life. Ductility. This is the ability to undergo relatively large. Consult with the precast concrete producer for tie performance capabilities. The bond is considered unreliable for the long term. in combination with flexible ties. 3. positive measures must be taken to ensure shear transfer between the wythes in the direction of panel span. but rather somewhere in between. The two wythes do not act independently nor as a fully composite unit. the sum of the individual moments of inertia may be used (Example 5.. In connections. This may be accomplished by rigid ties.3 Connection Design Criteria Precast concrete connections must meet a variety of design and performance criteria. [. and not all connections are required to meet the same criteria. A connection must have the strength to transfer the forces to which it will be subjected during its lifetime. the panel is considered as non-composite for service-life loads. or other tested methods. Partially-composite for full life cycle of panel. thus.11.

epoxy-coated. The designer should note that the anchorage strength depends entirely on the lateral force (wedge action) on the concrete. or earthquake loading is not sufficiently known. The performance of expansion inserts when subjected to stress reversal. 94 ..] 7. they must be considered in the design.5. except those noted in the following. It is usually better if the connection allows some movement to take place. The designer should carefully consider their use for these load conditions.. Exceptions: 1. Seismic design category A. which could jeopardize the structure’s stability if weakened by fire. painted. the hole size must be carefully controlled and the hole must be clean to achieve the published values for shear. If these stresses develop due to rigid connections. Durability. Stainless steel may also be used in aggressive environments or where corrosion cannot be tolerated due to limited access. [. vibrations.4. tension. thereby partially or fully relieving these stresses induced by volume-change strain.3 Seismic Loads Non-structural architectural components. or galvanized. Fire resistance. Connections. Restraint of creep. shrinkage.concrete failure. Thus. 6. Volume change accommodation. Concrete typically fails in a brittle manner unless it is well confined. or a combination of both.2). When a connection is exposed to weather or used in a corrosive environment. steel elements should be adequately covered by concrete. must resist seismic forces locally and be attached through a continuous load path to the seismic-force-resisting system. the direction of the edge should be avoided (Fig. and temperaturechange strains can cause large stresses in precast concrete components and their connections. should be protected to the same degree as required for the components that they connect.

5 (that is. For precast concrete cladding. 13.7 − 5) where ap and Rp are as defined previously” [26]. 3SDS Wp Ip (Eq.2.11.4. 13.3-1) within the limits given by Eq. 0. 95 .7 − 2) Fp is not required to be taken as greater than: Fp = 1. provided that the importance factor Ip is not equal to 1. (ASCE 7-05 Eq. Il PCI riporta in analogo modo quanto già definito dagli organi competenti in materia sismica.11. 7-4.7 − 3) Fp shall not be taken as less than: Fp = 0. 6SDS Wp Ip (Eq.1 Wp = component weight z = height in structure at attachment point h Equation 7-2 can be rewritten to establish the seismic cladding factor CSC as Fp = CSC Wp with: 0.10 SDS = as defined in Example 4.3-2 and 13. 7-2 (ASCE 7-05 Eq. Seismic design category B (other than parapets supported by bearing or shear walls). 4ap SDS Ip z = 1+2 Rp h  CSC  (Eq.10 Fp = seismic design force h = average roof height of structure Rp = component response modification factor from Design Aid 4. 7-3 and Eq.3-3. respectively). the force required for these components and connections is given in Eq. 4ap SDS Wp Ip z Fp = 1+2 Rp h   (Eq.1 ap = component amplification factor from Design Aid 4.2.11. the building is not a hospital or other vital structure).7 − 4) where: Ip = component importance factor from Design Aid 4.

the description of the details. [.. L’interpretazione di quanto segue se riallacciata all’ottica dei pannelli con funzione non strutturale.. is given followed by sketches of details. energy performance and load transfer paths.1. and each other. including features and considerations. serviceability and durability should also be considered.[.]. Selection of a connection detail for a specific project requires consideration of strength requirements. Consultation with local precasters is recommended when planning connection design. General ”This section includes examples of connection detail of sandwich wall panels to foundation.PCI Journal: State-of-the art of precast/prestressed sanwich wall panels 2. Within each category. from precasters’ standard connections and from actual construction project. può servire quantomeno al tentativo di realizzare per questi.. The details are included to present ideas an to illustrate connection commonly used. The detail included are neither all inclusive or necessarily the best possible arrangements. Production.. Precasters can advise which types of connection would be most appropriate and economical for a given sandwich wall panel application. un collegamento in fondazione in grado di fornire al pannello discrete capacità deformative. Most of the details come from sandwich wall panel system brochures.” The following detail sketches are arranged in groups according to the location of the connection on the panel and what the panel is connected to.10. to other framing members of structures. The details include the following categories: • Panel base to foundation connections • Panel top to roof connections • Panel to lintel beam connections 96 . erection.] [8]” Si pone in evidenza come tale estratto del PCI Journal stia argomentando in materia di pannelli con funzione strutturale.

The panels are set on shims and then the joint may be partially grouted for non-loadbearing panels or completed grouted for load bearing panels. The concrete foundations walls of footings have embedded weld plates or drill-in expansion anchor. Considerations: 97 .2 Panel Base to Foundation Connections Five types of panel base to foundation connections are illustrated and discussed: • Non-shear wall panels to concrete foundations • Panels connected to foundations and floor slabs • Slotted connection • Shear wall panels • Panel bracing 2. b.1 Non-Shear-Wall Panels to Concrete Foundations (Fig 2.2.10.a. d and e) The panels are cast with either embedded weld plates or slotted inserts.2. Features: 1.• Panel to intermediate floor connections • Corner panel connections • Panel to panel connections 2. 2.10.10. Panels support during erection is achieved by temporary bracing or attachment to a braced structure. c. Extending panels to footing eliminates cost of forming and pouring cast-in-place concrete wall. The sandwich wall panel can either extend underground to the footing or sit at the floor level on top of a cast-in-place concrete wall.1. Drill-in expansion anchors eliminate tolerance problem.

25: PCI Journal: Fig. 2. 2.Figura 3.10. Non-shear wall to foundation connections.26: PCI Journal: Fig.10. [8] 20 PCI JOURNAL Figura 3.1.2. 98 .2. Non-shear wall to foundation connections [8].1 (cont).

1 apply to this section also. S-clip and expansion anchor connections do not provides much uplift resistance. 6. presenza di elementi deformabili tra pannello e fondazione (utile anche per il tracciamento altimetrico). 99 . Features: 1. 2. Some panels may be cantilevered from the base and not connected to structure at top (eliminates wind bracing in the structure).10.” [8] Fondamentale risulta il dettaglio che in opera può trasformare un pannello da portante a portante e sismoresistente: posizionamento di uno spessore al di sotto del pannello in fase di posa.10.2 Panels Connected to Foundations and Floor Slabs (Fig. Moment resistance at panel base is achievable from forces developed at the foundation and at the floor level.2. 5. 2. Care needs to be taken concerning coordination and tolerances between embedded plates in cast-in-place wall or footings and embedded plates in precast panels.a and b) ”The comment in Section 2. the panels are connected to the floor slab with reinforcing bar. 2. or two cranes must be used simultaneously.10.305 m) or co] may reduce the insulating properties. Connection may not be concealed or needs to be protected from corrosion.2. getto di completamento non in aderenza del collegamento. A solid bottom eliminating insulation for 1 ft ( 0.2.2. The connections acting together can provide moment resistance. 3. 4.1. sia per motivi di livellamento che di deformabilità concessa. coil rods or threaded rods. Need temporary bracing if panel is erected before rest of structure. Need to grout under both wythes unless panel is designed to support outer wythe from inner wythe. In addition.

10. Connection to floor reduces unsupported panel height. 3.2. Extending panels to footing eliminates cost of forming and pouring cast-in-place concrete walls. Temporary bracing is needed until the floor slab is poured.2. 3. Panel moment at floor slab are resisted by strands that may not be fully developed. 2. The force in the floor slab connection may be quiet large.27: PCI Journal: Fig. Considerations: 1. Forces due to differential temperature and shrinkage between wythes should be 21 accounted for in addition to wind suction and axial load eccentricity. Sample connections for panel bases used for retaining wall [8]. 2.2. 100 . Figura 3.

10. Panel 101 . 6. 2. 5. Future removal of the floor slab. Shims and temporary wedges are used until the slot areas is grouted. Figura 3. 2. 2.10. Solid bottoms may reduce the thermal efficiency [8].28: PCI Journal: Fig.a and b) ”The panels are placed in continuous slot cast in the cast-in-place footing.2.2.” Il codice introducendo l’accoppiamento del pannello ad un solaio. thus eliminating the connection.4.3. richiama all’attenzione del progettista la presenza di solai che. potrebbero indurre sforzi localizzati sul pannello.10. o per accoppiamento o per spostamenti indotti.2.3. Care needs to be taken concerning coordination and tolerances between embedded plates in cast-in-place footings and embedded plates in precast panels.3 Slotted Connection (Figs. Slotted based connections [8].

il codice propone particolari quali: • getto di completamento (massetto) non in aderenza. Speeds up erection . Considerations: 1. No embedments. 2.no welding or bolting at foundation. Come già preannunciato. Features: 1. support during erection is achieved by temporary bracing or attachment to braced structure. Stability is depended on wedging panel in slot before grouting. especially fo uplift. • importante sistema di spessori e perni tra pannello e fondazione. Shear wall panel to foundation connection [8].10.2. 2.29: PCI 22 Journal: Fig. 102 . 2. There is no positive connection to footing.Figura 3.4. No coordination or tolerance problems with embedments not lining up.

Care needs to be taken concerning coordination and tolerances between embedded plates in cast-in-place foundations and embedded plates in precast panels. Several panels can be connected together to increase the lateral load resistance and structural stiffness..” [. A simple. Considerations: 1.2.] [8] La presenza di una connessione pannello-fondazione mediante l’impiego di piastre saldate fa si. 2. Panel support during erection is achieved by temporary bracing or attachment to a braced structure. per il PCI.2. 2. La richiesta di assenza di saldature o bullonature stanno ad enfatizzare la necessità di collegamenti dotati di elevato grado di deformabilità. or two cranes must be used simultaneously.La deformabilità del sistema in fondazione è il dettaglio costruttivo che può permettere al progettista di trascurare alcuni degli effetti indotti dal sisma.10.4 Shear Wall Panels (Fig.. 2. The panels and foundations and their connections are designed for the uplift forces and structural integrity requirements. 2. Features: 1. economical method to resist wind and seismic force. Temporary bracing is needed if the panel is erected before the rest of the structures.4) ”A welded connection between embedded plates in the cast-in-place foundation and the precast panel is used. 3. che il pannello sia chiamato a resistere al taglio sismico.4 Problematiche Il comportamento del collegamento dei pannelli prefabbricati è affetto da problematiche quali: 103 .10.

1. All’interno delle ETA dei profili d’ancoraggio dotati di marcatura CE ([27]. serraggio ”controllato” dei canali d’ancoraggio. create su superfici di appoggio formate da coltelli o mensole fuoriuscenti dal pilastro. per pannelli orizzontali intermedi. richiesto in posizioni in cui l’azione di serraggio può essere complicata. ridotte capacità deformative del pannello e dei relativi collegamenti. a seguito della presenza di ridotti spazi per l’assemblaggio delle connessioni. La richiesta di una precisa coppia di serraggio non è esclusivamente da attribuire alla progettazione del collegamento. impiego di sovrapposizioni a secco di elementi. prive o con con ridotte capacità di ritegno del pannello. 3. ma risiede più in alto. 6. è rappresentato dal serraggio dei bulloni che compongono il sistema di collegamento ai canali d’ancoraggio posti negli elementi strutturali. comuni alle ETA dei canali d’ancoraggio prodotti da diversi fornitori. [28]) sono infatti fornite una serie di indicazioni senza il rispetto delle quali il canale d’ancoraggio non sarà in grado di manifestare i valori resistenti caratteristici. Tra le principali indicazioni (dettagli progettuali). 7. getto eseguito in opera del calcestruzzo colmante la scatola d’ancoraggio. 2. 4. 3. è possibile trovare: • Indicazione per la resistenza esclusiva a carichi di natura statica o quasi-statica: ”The anchor channel is to be used only for anchorages subject to static or quasi-static loading in reinforced or unreinforced normal weight concrete of strength classes C12/15 at minimum and C90/105 at maximum according to EN 206-1.1 Posa in opera Sin dalla fase di montaggio il pannello. ridotto quantitativo di armatura all’interno del pannello 5. presenta una serie di dettagli spesso trascurati.4. ridotto grado di iperstaticità del sistema di collegamento alla struttura. trascurato in fase di ancoraggio alla struttura del pannello. Il primo e più evidente dettaglio.” [27] 104 . sistemi d’ancoraggio con sezioni sottili e canali aperti.

30: Influenza delle condizioni ambientali sulla scelta del canale d’ancoraggio [28] • Limitazione della durata di vita sotto le prestazioni fornite: ”The provisions made in this European Technical Approval are based on an assumed working life of the anchor of 50 years. ”The intended use of the anchor channel (channel profile. washer and nut) concerning corrosion is given in annex 3. special screw. ” [27] o restringenti le condizioni d’uso. Table 1 depending on the chosen material [28]” Figura 3. anchor. The indications given on the working life cannot be interpreted as a guarantee given 105 . ”The anchor channel may only be used in structures subject to dry internal conditions.• Limitazione delle condizioni dell’ambiente d’impiego: fortemente limitanti.

all’interno delle quali spiccano fortemente la necessità di assenza di movimento. . but are to be regarded only as a means for choosing the right products in relation to the expected economically reasonable working life of the works. .orientate the special screw rectangular to the channel axis. ” [27] 106 . .observation of the prescribed values of installation.setting torques given in Annex 5. .use of the anchor channel only as supplied by the manufacturer without exchanging any component.anchor channel installation in accordance with the manufacturer’s specifications and the design drawings.anchor channel fixing on the framework such that no movement of the channel will occur during the time of laying the reinforcement and placing and compacting the concrete. . .3 Installation of anchor channel The fitness for use of the anchor channel can only be assumed if the anchor channel is installed as follows: . the channel is to be protected from penetration of concrete into the internal space of the channel. . . Table 4 must not be exceeded.” [27] • Indicazioni sulla posa in opera.anchor channel installation carried out by appropriately qualified personnel and under the supervision of the person responsible for technical matters on site.by the producer or Approval Body.check of concrete under the head of the anchors being properly compacted. compattazione del calcestruzzo gettato in opera ed applicazione del serraggio controllato richiesto: ” 4.size and spacing of special screws corresponding to the design drawings.

Al contrario. potrebbe anche verificarsi un’insufficiente momento di serraggio fornito ai bulloni che. la fragilità dei dettagli progettuali evidenziati. ipotizzando questo orizzontale. Fig. Nel successivo capitolo verranno presentati casi di crisi dei pannelli. Essendo presente all’interno di questa un canale d’ancoraggio o un sistema funzionalmente analogo.s Ø of the special screw Setting torque Tinst General 1 Steel to steel contact 4. il calcestruzzo gettato in opera dovrebbe essere. non assicurando l’opportuno contatto tra le superfici in gioco.31: Coppie di serraggio richieste [27] GP54/33 anchor channel Annex 5 Materials and installation parameters of European Technical Approval ETA-12/0433 Proprio all’interno dei dettagli costruttivi forniti dai produttori.8 [mm] [mm] [Nm] 10 50 15 15 12 60 25 25 14 80 35 35 16 80 60 60 20 100 100 120 Acc. come detto in precedenza. non contemplati dalle ETA dei prodotti. 1 Acc. 107 .6.8 2 4. mostrando. il personale addetto al montaggio si troverà a dover eseguire l’assemblaggio e l’inserimento delle speciali viti d’ancoraggio con ridotti spazi di manovra per l’impiego di chiavi dinamometriche. carichi di natura impulsiva. to Annex 6. to Annex 6. come richiesto dalle ETA. Durante la fase di collegamento di un pannello prefabbricato. spesso trascurati in fase di montaggio e necessari per porre in essere il collegamento dei pannelli.Table 3: Installation parameters of anchor channel Anchor channel GP54/33 Minimum anchorage depth min hef [mm] 150 Minimum member thickness hmin [mm] 183 Minimum edge distance cmin [mm] 100 Table 4: Installation parameters of special screw Anchor channel GP54/33 1) 2) Minimum Special screw spacing smin. Questo può causare il più delle volte eccessi di serraggio che inducano imprevisti stati coattivi e crescite di rigidezza all’interno del collegamento. 2 Figura 3. 8. 8. connesso alla struttura mediante mensole preesistenti sul pilastro al lembo inferiore e superiormente mediante canale d’ancoraggio lato pilastro e scatola d’ancoraggio lato pannello.6. è possibile ritrovare le principali cause di collasso di tale elemento. opportunamente compattato. Altro aspetto cruciale della posa in opera riguarda il getto di completamento della scatola d’ancoraggio prevista in sommità del pannello. sarebbe in grado di generare in caso di sollecitazione sismica. Fig.

Miglioramento dello scorrimento rispetto al caso A mediante un film adesivo di PTFE e impiego di due controdadi per non applicare il serraggio ed aumento delle dimensioni delle rondelle. aumento dello spessore dei canali d’ancoraggio e impiego di serraggio controllato come previsto da ETA.A.2 Sperimentazione e danni prodotti dal sisma Un forte interesse in materia dei collegamenti di pannelli prefabbricati si è diffuso in Italia a seguito dei danni e della fragilità evidenziata dai pannelli dei capannoni prefabbricati colpiti dagli ultimi sismi. B. 108 .   la storia di carico riportata in (Figura 3.4. Riduzione della rigidezza flessionale delle mensole d’appoggio. alla cuialla  sommità è stata applicata Valutazione  dello  spostamento  rela*vo  tra  le  connessioni  del  pannello  ed  i  pilastri. Presso l’università P DELLA PROVA di Bergamo [29] sono state condotte quattro prove su pannelli orizzontali ancorati Due  pilastri  in  C. capacità delle asole o canali d’ancoraggio di permettere scorrimenti e capacità deformativa degli appoggi inferiori dei pannelli sono dettagli in ORZO  DEL  COLLEGAMENTO   DI  PANNELLI   E  SPERIMENTALI:   COMPORTAMENTO   DELLE  CONNESSIONI   grado di alterarne significativamente la risposta del collegamento. Connessioni superiori realizzate con serraggio maggiore di quello richiesto. atto a simulare le difficoltà del cantiere.   due pilastri.  collega*  con  un  pannello  prefabbricato  in  calcestruzzo.33): A.32: i  Bergamo   Figura Storia di carico sperimentazione Riva [29] di connessione (Figura 3.   Applicazione  di  uno  sa postamento   ciclico  orizzontale   quota  di  3  metri.3.  Università  degli   Studi  d3. compiuti presso l’univer- pi  di  intervento:     sità di Bergamo [29] sui collegamenti di  indirizzo  Protezione  Civile-­‐Reluis-­‐CNI-­‐  Assobeton  per  edifici  industriali   dei pannelli prefabbricati. C. hanno mostrato 54/83   che serraggio controllato. Importanti studi.32). In tale sperimentazione sono state impiegate quattro differenti tipologie Applied Displacement History 5 4 3 2 Drift 1 0 -1 -2 -3 -4 -5 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Cycles Storia di carico Setup della prova Dipar7mento  di  Ingegneria.

Analogo al C. riducano significativamente le capacità dissipative a taglio dei collegamenti. la lacunosa fragilità ed inadeguatezza resistente dei sistemi di collegamento agli elementi strutturali. In riferimento alle prove effettuate. Il miglioramento del comportamento del collegamento è stato ottenuto mediante l’induzione gerarchica della formazione di una cerniera plastica sulle viti di collegamento. Premessa la straordinarietà e singolarità dell’evento sismico in questione. ottimizzate invece nelle connessioni C e D. Il sisma in Emilia del 2012 ha messo in luce. Figura 3. le cui principali problematiche insorgono però a seguito di sollecitazioni fuori dal piano. attraverso l’impiego di asole o canali in grado di facilitare lo scorrimento orizzontale e distanziali per aumentarne la deformabilità.34) hanno evidenziato come la carenza di controllo sul serraggio e l’eccessiva rigidezza flessionale degli appoggi inferiori dei pannelli. si sottolinea come la capacità dissipativa per spostamenti nel piano del pannello. Escludendo le 109 . sia indubbiamente una proprietà apprezzata del pannello. ma con l’aggiunta di un distanziale tra i dadi per aumentare la capacità di scorrimento tra pilastro e pannello. per i pannelli prefabbricati di chiusura.D.33: Connessioni realizzate per le quattro prove [29] I risultati di tali prove (Figura 3. i sistemi di collegamento dei pannelli hanno manifestato crisi fragili sfociate nel distacco parziale o totale del pannello (Figura 3.35).

34: Risultati sperimentazione [29] Università di Bologna − CIRI Edilizia e Costruzioni Collasso di pannelli di tamponamento verticali non incastrati nel cordolo di fondazione Università Bologna − CIRIorizzontali Edilizia e Costruzioni Distacco delledipannellature a causa di carenti collegamenti ai pilastri Medolla Figura 3.  Università  degli  Studi  di  Bergamo   Figura 3.Esempi  di  intervento:     Linee  di  indirizzo  Protezione  Civile-­‐Reluis-­‐CNI-­‐  Assobeton  per  edifici  industriali   57/83   RINFORZO  DEL  COLLEGAMENTO  DI  PANNELLI   PROVA  SPERIMENTALE:  RISULTATI  DELLE  PROVE     Connessione A Connessione B 35 35 25 25 15 15 -40 -30 -20 -10 -5 0 10 20 30 40 Forza (kN) Forza (kN) 5 -50 50 -15 5 -50 -40 -30 -20 -10 -5 0 35 Connessione D 25 25 15 15 5 5 -20-5 0 20 40 60 80 100 120 -15 Forza (kN) Forza (kN) 50 Spostamento (mm) 35 -40 40 -35 -35 -60 30 -25 Spostamento (mm) -120 -100 -80 20 -15 -25 Connessione C 10 -120 -100 -80 -60 -40 -20 -5 0 20 40 60 80 100 120 -15 -25 -25 -35 -35 Spostamento (mm) Spostamento (mm) Paolo  Riva.35: Crolli parziali e totali dei pannelli prefabbricati [30] 110 .  Dipar7mento  di  Ingegneria.

slabbramento ed apertura dei canali dei canali d’ancoraggio. se presente un dispositivo metallico per l’appoggio della mensola. il distacco di pannelli è stato causato nella maggior parte dei casi dalla mancanza di duttilità richiesta al pannello ed ai suoi collegamenti di assecondare la domanda sismica. sottoposti a trazione del bullone d’ancoraggio hanno subito l’apertura delle labbra del profilo con conseguente fuoriuscita della testa d’ancoraggio. Le principali crisi dei pannelli possono essere attribuite a: 1. o debolmente vincolati mediante sistemi di ritenuta o saldature locali. attualmente non concesso da alcuna norma. 3. In molti casi i canali d’ancoraggio sia lato pannello che lato pilastro. ove invece l’appoggio inferiore era costituito da cuscinetti in gomma questi. La seconda tipologia di crisi è invece da attribuire alla mancanza di resistenza del canale d’ancoraggio nei confronti della trazione applicata alla speciale vite ad esso accoppiata.38) 111 . questo assieme alla zona di calcestruzzo circostante è stato strappato (FOF DA DISCUTERE CON PROF: NELLA PRIMA FIGURA è SALTATA LA SCATOLA SUPERIORE O è IL PEZZO INFERIORE?) (Figura 3. a seguito di questo o delle crisi di altri elementi. perdita del sistema d’appoggio alla base del pannello costituito da mensole in calcestruzzo o metalliche. nei quali il compito di sistema resistente ai carichi fuori dal piano era completamente o nella quasi totalità affidato agli ancoraggi superiori.36). in questi casi. Molti i casi in cui pannelli e pilastri si sono presentati con canali d’ancoraggio in vista e sensibilmente deformati (Figura 3. La prima tipologia di crisi si è manifestata nei collegamenti realizzati a secco. rottura delle viti o teste d’ancoraggio: 4.crisi dei pannelli indotte da moti o crolli degli elementi portanti ai quali risultavano ancorati.37). 2. comportamento d’inseme mal governato che. non hanno esercitato una resistenza appropriata permettendo così al pannello la caduta. ha esercitato azione di leva sui pannelli. lasciando la mensola danneggiata in posizione originale. dotati di una pressoché nulla resistenza attrittiva (Figura 3.

di tamponatura orizzontali a) (b) (a) Università di Bologna − CIRI Edilizia e Costruzioni (b) (c)di sopporto pannello e conseguente crollo del pannello Figura 36 .Rottura attacco mensola i della connessione di un pannello di tamponatura orizzontale nella sua parte superiore: (a) dettaglio uperiore realizzato tramite profilo a C in acciaio annegato nel pilastro che ha subito il fenomeno dello slabbramento. (b) squadretta di collegamento e (c) connettore con testa a martello a) 21 Mirandola Figura 3. Anche(a) in questo caso.37: Crisi appoggio pannello su mensola con cuscinetto in gomma [31] 112 . che presentano tamponatura inFigura laterizio. Anche per i sistemi di tamponatura si enzialmente collassi in strutture monopiano di tipo produttivo.(b) ostruzione.36: Crisi del sistema d’appoggio su mensola metallica [31] (b) (c) are della connessione al pilastro del pannello di tamponatura orizzontale nella sua parte inferiore: (a e b) sella nel pilastro e (c) sagomatura del pannello orizzontale per realizzare l’appoggio 16 (b) Figura 3. la 35 – (a) Crollo di pannelli orizzontali di tamponamento in un edificio monopiano prefabbricato: (b) dettaglio connessione in corrispondenza del pilastro spesso subito gravi danni (fessurazioni importanti per meccanismi in piano) oppure ribaltamento (meccanismi fuori dal piano).

Le connessioni negli edifici prefabbricati in zona sismica 9/71 INTRODUZIONE: DIAGNOSI SUGLI EDIFICI ESISTENTI (a) (b) (c) Figura 29 – (a) Crollo dei pannelli orizzontali di tamponamento: (b) dettagli profilo a C in corrispondenza del pi COLLASSO DI ELEMENTI DI TAMPONATURA VERTICALI dettaglio ancoraggio sul pannello (a) (a) (b) (b) (c) Figura 30 -in(a) dei pannelli orizzontali di tamponamento: (b) dettagli profili slabbrati o disconnessi Figura 35 – (a) Crollo di pannelli orizzontali di tamponamento un Crollo edificio monopiano prefabbricato: (b) dettaglio connessione in corrispondenza del pilastro del pilastro e (c) dettaglio profilo di acciaio slabbrato sul pannello in corr (b) (a) Paolo Riva. • prive di una qualsiasi forma di ritegno per le mensole d’appoggio.38: Canali d’ancoragio slabbrati [30] Figura 31 – Collasso incipiente dei pannelli orizzontali di tamponamento in un edificio monopiano prefabbr La terza tipologia di crisi ha visto la rottura fragile del gambo delle viti d’ancoraggio senza evidenziare la formazione di cerniere plastiche. Dipartimento Progettazione e Tecnologie. 113 .Rottura attacco mensola di sopporto pannello e conseguente crollo del pannello Dalle crisi osservate è potuto emergere quanto i sistemi di ancoraggio dei pannelli si presentassero: • privi di qualsiasi tipo di dettaglio in grado di permettere ridotti spostamenti e 21 dissipare energia. Mauro Torquati. 36 . per il sistema caratterizzato da canali d’ancoraggio. nei casi invece di dispositivi dotati di mensola metallica con accoppiamento di ritegno. il più delle volte le viti sono andate a rottura per tenso-flessione senza la possibilità di dissipare energia. rimossaFigura dall’assenza di distanziali per l’incremento della capacità di scorrimento. inadeguatezza dell’elemento di ritegno o del calcestruzzo in cui esso era annegato. Università degli Studi di Bergamo Figura 3. • privi della resistenza necessaria per contenere i pannelli fuori dal piano. nel caso di accoppiamento a secco.

La quarta crisi osservata è stata generata da elementi il cui spostamento ha indotto sollecitazioni inattese Lee connessioni indesiderate sul pannello (Figura negli prefabbricati ininzona sismica connessioni negli edifici edifici prefabbricati zona sismica 3. Questi si trovano a dover assecondare l’intero drift di piano. il pilastro rompitratta o portapannello. posizionato in appositi plinti. il cui spostamento massimo è definito da certificazione ETA (generalmente dell’ordine dei 0. è vincolato in maniera tale da non prendere massa sismica dalla struttura e di conseguenza prestarsi a spostamenti minori rispetto alle campate adiacenti. Dipartimento Progettazione e Tecnologie. non è in grado di fornire al pannello la capacità richiesta.39: Probabile crisi dei pannelli dovuta ad altri elementi [31] Elemento il cui posizionamento rappresenta motivo indispensabile per la posa del pannello. Università degli Studi di Bergamo Paolo Riva. Analogamente in termini di crisi indotte dal raggiungimento di deformazioni elevate. costituisce notoriamente un elemento introducente forti irregolarità e disomogeneità nel comportamento d’assieme di un edificio prefabbricato. sia in termini di resistenza che di spostamento. Mauro Torquati. dipendente dai singoli dispositivi impiegati. Università degli Studi di Bergamo Figura 3. PERDITA DI DI APPOGGIO APPOGGIO Paolo Riva. ma esente dalla funzione di supporto strutturale per travi. i pannelli verticali risentono costantemente di tale problema. Come evidenziato anche dalle linee di indirizzo per edifici industriali proposte in Emilia nel 2012 [32]. In tali situazioni la capacità di spostamento del collegamento dei pannelli. motivo per cui prassi comune vede il tentativo di riprodurre 114 4/71 4/71 . Tale situazione si è verificata in molti casi a seguito del raggiungimento di elevati valori di spostamento INTRODUZIONE: INTRODUZIONE: DIAGNOSI DIAGNOSI SUGLI SUGLIEDIFICI EDIFICIESISTENTI ESISTENTI da parte degli elementi strutturali ai quali il pannello era ancorato.39). Mauro Torquati. Dipartimento Progettazione e Tecnologie. la presenza di un pilastro portapannello.1÷1mm).

vedrà comunque il pannello andare in crisi nei collegamenti superiori a causa di limitate resistenze e spesso anche a causa di basse capacità deformative. aggravate dagli spostamenti degli elementi strutturali ai quali sono connessi.cerniere alla base che a meno di eventuali ed ulteriori accorgimenti. 115 .

116 .

Capitolo 4 Caso studio Per valutare gli effetti della variazione delle modalità realizzative del collegamento pannello-fondazione sulle sollecitazioni gravanti sui collegamenti dei pannelli e sui parametri modali della struttura. composta da 12 maglie rettangolari di 20x9m.1: Modello FEM del capannone industriale SAP2000 mensole di lunghezza paria a 30cm.5m. Alla quota di 6. alla cui mezzeria è stato creato uno spinotto 117 .1) presenta una pianta 40x54m.5m sono state create nei pilastri Z Y X Figura 4. in corrispondenza dei cui nodi sono stati disposti pilastri incastrati alla base in calcestruzzo C50/60. La struttura analizzata (Figura 4.9.2 della CSI. si è scelto di modellare un edificio industriale prefabbricato al quale è stata applicata un’analisi dinamica lineare (time-history priva di non linearità sia geometriche che del materiale) mediante il software ad elementi finiti SAP2000 Evaluation 16. sezione 50x60cm ed altezza 7.

definite come forze statiche equivalenti per elementi non strutturali. indicate rispettivamente da NTC2008 ed EC8 la prima e ASCE/SEI 7 la seconda. sezione ad I.3m. ad interassi regolari di 2.5m e 20cm di spessore sono stati realizzati in calcestruzzo C35/45. I pesi ed i moduli dei materiali sono stati assunti in accordo con quanto richiesto dalle NTC2008. alla quale il pannello è stato solidarizzato mediante un elemento beam a sezione snella. I pannelli prefabbricati 2. Il collegamento inferiore è stato realizzato creando una mensola nel pilastro. 60cm di base e 25cm d’anima.di sezione e rigidezza pari a quella di 2φ16. ma accoppiato ai tegoli di copertura. Le time-history. la cui massa ed il cui peso sono stati ridotti attraverso un apposito coefficiente moltiplicativo (Property/Stiffness Modificatoin Factor) posto pari a 0.66 per tenere in considerazione dello strato di alleggerimento all’interno dei pannelli. 4. sono state analizzate ed indagate mediante tre soluzioni: 118 . a partire dal quale sono state ordite le travi principali in semplice appoggio in direzione y. per evidenziare la deformabilità e ridotta rigidezza di tali collegamenti. Le travi sono state realizzate in calcestruzzo C55/67.4m. come permesso dal software. I pannelli verticali in sommità sono stati collegati con lo stesso sistema dei pannelli orizzontali. di 80cm di altezza. con base 1. I pannelli orizzontali sono stati disposti sul lato lungo della pianta quali elementi di chiusura vincolati ai pilastri mediante elementi beam di sezione pari a quella delle speciali viti d’ancoraggio (M12) che connettono i pannelli alla struttura di lunghezza pari a 3cm. applicando ai pannelli le forze Fa o Fp . tegoli a V in calcestruzzo C55/67. La determinazione dei periodi propri necessari per la valutazione delle forze statiche da applicare ai pannelli è stata effettuata mediante l’analisi modale risolta attraverso il software secondo i modelli risolutivi Ritz Vector ed Eige Vectors [33]. altezza 1m e spessore medio di 13cm.1 Analisi condotte Sono state svolte tre analisi statiche. Su queste sono stati semplicemente appoggiati.5x7.

1. 2÷4%. per il quale il software risulta gia essere predisposto. il primo relativo alla matrice delle masse. il software richiede due parametri di smorzamento. le soluzioni numeriche prevedono la formazione della matrice di smorzamento mediante combinazione lineare della matrice delle masse e delle rigidezze definita come: C = aM + bK in cui il rapporto di smorzamento ξi relativo al modo i-esimo della struttura è relazionabile ai parametri introdotti attraverso l’equazione matriciale 4. evidenzino valori di smorzamento inferiori. Linear direct integration history: in cui i risultati dell’analisi sono ricavati mediante integrazione diretta implementata con algoritmo HHT (Hilbert-HughensTaylor). Linear modal history (ritz): in cui i risultati dell’analisi sono ricavati prendendo in riferimento l’analisi modale risolta mediante i vettori di Ritz. A tale scopo il software contiene un’apposito convertitore che prende in input i valori richiesti di rapporto di smorzamento ξ per i primi due modi 119 .1) L’importanza di tale aspetto è da attribuire alla completa diversità ma correlabilità dei parametri di smorzamento introdotti nelle due modalità risolutive adottate (modale e numeriche). coerente per entrambe. il secondo a quella delle rigidezze. Si sceglie di impiegare il più tipico valore suggerito dalle NTC2008 [4]. 3. Come evidenziato sempre da [34].1. ξ = 5%. La principale problematica che si va ad affrontare cercando di confrontare i risultati ottenuti per mezzo di soluzioni modali o numeriche è la scelta.  1  ωi 1  2 1 ωj   ωi  a ωj    ξi  =  b ξj   (4. Linear modal history (eigen): in cui i risultati dell’analisi sono ricavati prendendo in riferimento l’analisi modale risolta mediante problema generalizzato agli autovalori-autovettori. ciò nonostante si sottolinea come importanti sperimentazioni su tavola vibrante di strutture mono-piano realizzate con pannelli prefabbricati cemetizi [34]. del parametro di smorzamento. Per l’analisi dinamica con integrazione diretta. 2.

3.e li trasforma nei corrispondenti parametri a e b. 120 .05 0. è stata inserita sottoforma di funzione impulsiva (Figura 4. La storia di carico. secondo il sistema di riferimento riportato in Figura 4. con l’analoga sollecitazione ottenuta mediante l’applicazione delle forze statiche equivalenti agli elementi non strutturali fornite dalle normative e codici discussi nel capitolo 3. responsabile dello slabbramento dei canali d’ancoraggio.2) di intensità massima pari a 0. inferiori ai T /20.5 4 4. da 0 a 5sec. rappresentata da un accelerogramma. di norma impiegati [35].2: Sollecitazione impulsiva corrispondenza di 0.5 5 T [sec] Figura 4.00 0 0.20 a [g] 0.5 1 1. A seconda dei collegamenti presi in esame di pannelli orizzontali o verticali.25 0. l’impulso verrà applicato rispettivamente nelle direzione X ed Y.15 0.25 sec. 025sec.5 2 2.1 per la successiva analisi della sollecitazione assiale del collegamento.2g in 0. analizzando come varia la sollecitazione assiale nei collegamenti ed i periodi vibrazionali della struttura.10 0. Vengono in seguito effettuate variazioni delle configurazioni di vincolo dei pannelli. Sotto tali ipotesi ed assunzioni si sono confrontati i massimi valori di sforzo assiale nel collegamento dei pannelli attraverso le diverse soluzioni Time-history.5 3 3. è stato discretizzato per l’analisi in intervalli ∆t = 0. Il dominio temporale.

2 Casi di studio Sono stati analizzati cinque casi. Verranno confrontate le sollecitazioni dei collegamenti dei pannelli centrali e di bordo posti a quote maggiori.1: Casi esaminati con notazione riferita al collegamento in fondazione ”P” perno centrale.3 Risultati delle analisi I risultati delle analisi di seguito riportati. Tali sollecitazioni verranno confrontate in fine con le sollecitazioni trasmesse ai collegamenti dall’applicazione delle diverse forze statiche fornite delle normative e codici precedentemente trattati. ”A” lato appoggiato ed ”I ” lato incastrato. Per le analisi time-history effettuate mediante i diversi solutori presenti nel programma si è scelta come riferimento l’eigen vector analysis (eig). Gli impulsi sismici applicati in direzione positiva daranno vita a sollecitazioni assiali rispettivamente ai collegamenti dei pannelli orizzontali se applicate in direzione X. ai cui risultati sono stati riferiti gli errori commessi dagli altri risolutori. illustrano l’incidenza che la configurazione di vincolo alla base del pannello induce sui modi vibrazionali della struttura e sulle sollecitazioni dei collegamenti. ”L” estremo libero. ai verticali se applicate in direzione Y. Si analizzeranno e confronteranno rispettivamente collegamento superiore di pannelli verticali esterni e centrali (Ve e Vc) ed analogamente quelli dei pannelli orizzontali (Oe ed Oc). Variazione configuralioni di vincolo Pannelli Verticale Pannelli orizzontali Caso 1 P L Caso 2 P A Caso 3 A A Caso 4 I A Caso 5 I I Tabella 4. Ritz 121 .1).4. 4. distinti l’uno dall’altro per le diverse configurazioni di vincolo dei pannelli in fondazione (tabella 4.

9306 0.2: Variazione periodi modali per i casi analizzati.8799 0.9306 0. Da tali tabelle è possibile notare come inaspettatamente. si riferisce alla prevalenza di percentuale di massa modale attivata durante il moto (direzione X o Y).8352 0.l’irrigidimento in fondazione del collegamento dei pannelli altera in maniera inconsueta la risposta strutturale provocando.6298 Caso 4 1. massime sollecitazioni di trazione raggiunte e andamento dello sforzo assiale nel tempo.8943 0.0765 0.vector analysis (ritz) e soluzione numerica con algoritmo Hilbert-Hughens-Taylor (HHT con α = 0).7559 Caso 2 1.1087 1. per il dimensionamento dei collegamenti dei pannelli. il periodo della struttura si riduca sino al caso 4 a seguito dell’irrigidimento del collegamento dei pannelli alla base.0321 0.4 e 4.8992 0.8811 0. notare che: . In riferimento ai grafici descriventi l’andamento dello sforzo assiale nei collegamenti dei pannelli al variare del tempo.6297 Caso 5 1.2256 1.7699 0. con pedici atti a rappresentare sfasamento tra gli spostamenti delle estremità superiori dei pannelli di bordo. ottenuti dalle time-history (Figura 4. coerentemente a quanto atteso nei primi quattro casi.7617 Caso 3 1. una riduzione del periodo della struttura.1097 1.9207 0. Xf i .3 e Figura 4.2.3 e Tabelle 4. 4.3. Si riportano in Tabella 4. Periodi vibrazionali T1 T2 T3 T4 T5 [sec] [sec] [sec] [sec] [sec] Caso 1 1. Fondamentale tra i suddetti risultati.0241 0. (f se in moto prevalente in fase ed a se in antifase) e i la tendenza all’irrigidimento (ridotta capacità di spostamento modale) delle pannellature disposte parallelamete alla direzione del moto.6739 Tabella 4.0765 0.8648 0.0209 0. mentre 122 .3 i risultati. La notazione impiegata in tabella 4.7924 0.7699 0.5) è possibile notare quanto le formule fornite da codici e normative nazionali per le forze statiche equivalenti mal si apprestino a rappresentare il comportamento dinamico colto da una time-history. in termini di periodi vibrazionali.

14 [%] Massa T4 Xai Xai Xai Xa Xa Moto Dir 3.70 64.3 59. 85E −16 2. 3E −10 8.04 82.84 4. 39E −16 1.3: Prevalenze delle forme modali e relativi fattori di partecipazione modale 63. 47E −10 1.03 64.03 8. 19E −9 2. 24E −7 3.22 81.17 8.92 60.47 4.9 [%] Moto Caso 1 Massa Dir T1 Contributi modali . 49E −16 1.54 [%] Massa T3 Xf i Xf i Xf i Yf i Yf i Moto Dir 8. 86E −15 2.67 60.123 Xf Xf Xf i Xf i Xf i Caso 2 Caso 3 Caso 4 Caso 5 Xai Xai Xai Xa Xa Moto Dir Moto Xf Xf Yf i Yf i Yf i 4. 67E −9 Dir [%] Massa T2 50. 67E −7 [%] Massa T5 Oltre 200◦ Modo 88◦ modo 88◦ Modo 3◦ Modo 3◦ Modo X in Dir 11◦ Modo 11◦ Modo 11◦ Modo 11◦ Modo 11◦ Modo Y in Dir Raggingimento 85 % Massa Tabella 4.17 59.

5 1 1 0.5 0.O(i) Tempo [sec] V(i) .5 1.5 00 -40 40 80 60 30 20 40 10 20 00 -20 -10 -30 -20 -40 -60 -40 80 60 80 40 60 20 40 0 20 0 4.5 2.5 Pannelli Orizzontali V(a) .5 -40 40 30 20 4010 300 -10 20 -20 10 0 0 0 0 0 -30 -40 -10 0 0.5 V(p) .5 1.5 4.5 3 3.5 Eig-Ve Ritz-Ve Ritz-Vc HHT-Vc Ritz-Ve HHT-Ve HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc 0 Eig-Ve 0 0.5 Pannelli Verticali V(i) .O(a) Tempo [sec] 2 2.5 2.5 4.O(a) Pannello verticale Pannelli Verticali Pannelli Orizzontali 1.5 0.5-40 0 0 -60 -20 -40 -60 80 80 100 1 1 1 1.5 1.5 2.5-20 20 0.5 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc 1Eig-Ve1.O(a) Tempo [sec] Tempo [sec] V(i) .5 -20 0 5 5 -30 30 20 0 10 -40 -30 -20 -10 4.5 3 Pannelli Verticali V(a) .O(i) Tempo [sec] 2 Tempo [sec] 4 4 4 -10 -30 -20 -40 -30 4.5 Eig-Oc HHT-Oe Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 40 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc 20 Ritz-Oe HHT-Oc 4.O(i) Tempo [sec] Tempo [sec] 4 4 55 5 5 4 5 5 4 4 4 5 80 60 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe Eig-Oc 1 1.O(a) Pannelli Orizzontali Pannello verticale V(i) .5 0.5 3.O(a) Tempo [sec] 2 2.5 1.O(a) V(a) .O(a) Pannelli Verticali 2.5 20 10 0 10 0 -10 -10 -20 -30 -20 -40 -30 5 -30 0.5 Pannelli Orizzontali V(i) .5 5 0.5 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 1 2 2 2 P Tem Tem 1.5 2.O(a) V(p) .5 HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve 2.5 15 3 3 3 4 4 3.5 Pannelli orizzontali V(i) .5 1.3: Sforzo assiale time-history SAP2000 sui collegamenti dei pannelli verticali Pannello verticale V(i) .5 0.5 1 1 1 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve 0.5 Pannelli Orizzontali V(p) .5 1 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve 0.O(i) Pannelli orizzontali V(i) .5 0.5 2 2.5 1.O(l) Temo [sec] Tempo [sec] 2 Tempo [sec] Pannelli Verticali V(p) .5 3.O(i) V(i) .5 5 0.5 -10 0 10 20 30 -20 4.5 1.5 3 3 2.5 5 0 0 Eig-Vc 0.5 -20 -30 -40 80 60 40 40 30 20 5 20 0 10 -20 0.5 1.5 Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe 1 HHT-Oc 1.5 1.5 5 Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve -60 80 100 60 40 20 4.5 Figura 4.5 HHT-Vc HHT-Ve 0.5 0.5 2.5 Tempo [sec] 3.O(a) Tempo [sec] 2 2.5 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 1 1 1 Tem Tem .5 3 4 3 Pannelli Verticali V(p) .5 -20 0 0 -40 -20 -60 -40 -60 80 60 80 100 60 40 40 20 20 0 00 0 -20 -20 -40 -40 -60 -60 5 0.5 3 3 4 4 4 4.O(a) 2 2 Pannelli Verticali 2.5 1.5 -60 80 60 40 20 5 Eig-Vc Eig-Ve Eig-Vc Ritz-Vc 5 0.5 4.O(l) 4 3.5 3 3 Tempo [sec] 2.5 2.5 2.5 Eig-Vc Eig-Ve Eig-Oc Eig-Ve -20 Ritz-Vc Eig-Oe Ritz-Vc Ritz-Ve Ritz-Oc Ritz-Ve HHT-Vc Ritz-Oe HHT-Vc HHT-Ve HHT-Oc 5HHT-Ve HHT-Oe -40 4.O(a) Tempo [sec] Tempo Tempo[sec] [sec] 2 2 Tempo [sec] Pannelli Orizzontali V(i) .5 -15 -10 -5 0 5 10 20 4.5 Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc Eig-Ve 1 1.5 3 3 3.O(a) Pannelli Verticali 4 25 0 0 5 5 5 4.5 4.5 5 4.5 1.5 3.5 0.5 Ritz-Vc Ritz-Ve -20 4.O(i) Tempo [sec] 2 Tempo [sec] 4 4 4 0 -4 0 -2 -4 -6 8 25 6 20 15 4 0 10 4.5 2.5 0.O(a) Tempo [sec] 2 33 Pannelli PannelliVerticali Verticali Pannelli Orizzontali V(a) .5 1 HHT-Oe 1.5 0.5 1.5 10 20 15 0 10 -10 5 -5 0 -20 -30 -10 -15 -20 30 30 20 0 0 4.O(a) Tempo [sec] 2 2.5 4.5 4.5 124 Sforz Sforzo normale Sforzo Assiale [kN] [kN] Sforzo normale Sforzo[kN] assiale [kN] Sforzo assiale Sforzo assiale [kN][kN] Sforzo normale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] normale [kN] Sforzo Sforzo normale [kN] Sforzo assiale [kN] Sfo Sforzo SforzoAssiale Assiale[kN] [kN] Sforzo AssialeSforzo [kN] Assiale [kN] Sforzo assiale Sforzo Assiale [kN] [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo normale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] [kN] Sforzo Assiale Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] 11 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 1.O(a) 3.5 2 3 2.5 2 2 V(a) .5 0 0 -20 -40 -60 4.5 1 1 4 3.5 0 -40 -10 -60 0.5 3.5 4 Pannelli verticali 2.5 3 3 3.5 3.5 3.5 4 4.O(a) 3 3 4.5 3.5 3.5 1 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve 0.5 0.5 3.5 3.5 -20 -30 -40 80 60 40 80 20 5 60 0 40 0.5 Pannelli Orizzontali V(i) .5 Pannello verticale V(i) .O(a) 3 Pannelli Verticali 2.5 Ritz-Vc Ritz-Ve Eig-Vc HHT-Vc Eig-Ve HHT-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc 1Ritz-Ve 1.O(a) Temo [sec] Tempo [sec] 2 2 V(a) .5 Pannelli Orizzontali V(a) .5 2 2 1.5 1.O(a)V(p) .5 1.5 1.5 3.5 0.5 Pannelli Verticali V(i) .5 3.5 2 2 Temo [sec] V(p) .5 1 1 1 1 1 1 1.O(a) Tempo [sec] 2 Tempo [sec] 2 Tempo [sec] 0.5 3 3 44 3.0 -4 8 6 4 82 60 4 -2 2 0 -4 0 -60 -2 -4 25 8 20 15 6 5 10 4 20 -5 0 -100 -2 -15 -20 -4 -6 30 20 10 25 0 20 0 15 -10 -20 5 10 0 -30 0 -5 -10 -15 -20 30 20 0.5 3.5 2 5 0 -5 -2 -10 -4 -15 -20 -6 30 20 0 0 25 4.5 2.5 1.5 1.5 3.5 3.5 5 HHT-Vc Eig-Vc HHT-Ve -40 Eig-Ve Ritz-Vc 4.5 2.5 Tempo [sec] V(i) .5 3.5 Tem P P Tem 22 2 P Tem Tem 1.5 2.O(a) Pannelli Verticali V(a) .

O(a) Tempo [sec] Tempo [sec] 2 V(p) .5 0.53.5 2030 30 -20 -15 -10 -30-5 -20 10 -10 0 150 25 10 4.5 1.5 0 -10 -20 0 10 20 20 4030 6040 80 -40 -30 -20 -10 -40 5 0.5 1.51.5 2.5 0.O(a) Pannello V(i) -verticale O(a) V(i) .O(i) Pannelli Orizzontali Pannelli orizzontali V(i) .5 1.5 4 4.54.5 -20 0.5 Pannelli Orizzontali Pannelli Verticali Pannelli Orizzontali V(a) .4: Sforzo assiale time-history SAP2000 sui collegamenti dei pannelli orizzontali -60 -60 -40 -40 -20 0 1 0 0 1 0 20 -20 0.5 -30 -20 4.5 2.5 4.O(a) Tempo [sec] Tempo [sec] 21 2 3 Tempo [sec] Temo [sec] Tempo [sec] Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve 1.5 20 20 30 -20 -6 -15-4 -2 -10 -5 0 4.O(a) Pannelli Orizzontali V(i) .5 2.50.5 2.5 3.53.5 Pannelli Orizzontali Pannelli orizzontali V(i) .5 2.5 3.O(i) Tempo [sec] 2 3.54.O(a) 4 3 4 3 4.5 1 00 0 10 20 30 40 -20-10 0.5 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 1.O(l) 2 4.5 0.5 Pannelli orizzontali V(i) .5 HHT-Ve 1.5 1.O(i) 3 3.5 3 3.5 Pannello verticale V(i) .5 4.5 2 HHT-Oe Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 3.O(i) Figura 4.5 Pannelli Orizzontali Tempo [sec] 2 3 Pannelli Orizzontali Tempo [sec] 2 2 3 V(i) .5 -15 -10 -5 0 4.5 HHT-Ve 5 4 HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc 4.5 2 Eig-Oe HHT-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe Pannelli Orizzontali V(a) .O(a) Tempo [sec] Tempo [sec] 4 4 4 4 4 4 4.5 2 2.5 5 Ritz-Vc Eig-Ve Ritz-Ve -20 Ritz-Vc HHT-Vc Ritz-Ve HHT-Ve 5 5 4 -40 4.5 20 4040 60 60 80 100 80 -60 -40 -20 -60 0 -40 0 4.5 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 2 2.5 3 2 2.5 3.5 2.5 1 1 1 1 1 1 1.5 20 40 60 80 5 4 5 40 60 80 100 -60 20 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Eig-Vc Ritz-Ve 0 5 Eig-Ve 0 HHT-Vc 0.O(i) Tempo [sec] 3 4 Pannelli Orizzontali Pannelli Verticali V(p) .52.5 2.5 3.5 0 5 10 15 20 5 5 0.5 -30 Sforzo Assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo normale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo normale [kN] Sforzo normale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sf Sforzo normale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo Sforzo normale [kN]assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo assiale [kN] 25 125 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Eig-Oc Ritz-Oe Eig-Oe HHT-Oc Ritz-Oc HHT-Oe Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe Eig-Oc HHT-Oc Eig-Oe HHT-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe HHT-Oc HHT-Oe Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Eig-Oc Ritz-Oe Eig-Oe HHT-Oc Ritz-Oc HHT-Oe Ritz-Oe .5 1.O(a) V(i) .53.5 2 2 3 3 3.5 2.O(a) Tempo [sec] 4 4 4 4 6 00 0 5 0 -30 -20 -40 -10 -30 -20 0 0 0 10 0 0 0 10 20 4.O(a) Pannelli orizzontali V(i) .5 5 0.5 4.5 0.5 5 5 5 5 5 5 100 80 Pannello verticale V(i) .5 3 2.O(i) Tempo [sec] Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Eig-Oc Ritz-Oe Eig-Oe HHT-Oc Ritz-Oc 1.5 1.5 20 40 40 60 60 80 80 -40 -60 -30 -40-20 0.5 3.5 52 10 15 20 258 -4 -6-2 -10 S Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] Sforzo assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] 5 5 0 20 1 1 1 1.5 .5 3.5 2.5 li .5 2.5 3 3 3.5 1.5 2 0.5 Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe HHT-Oc HHT-Oe 1.O(a) Tempo [sec] 4 4 0 -20 -60 -60 -40 -20 -40 0 0 -20 0 0 4 20 4.5 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve 0.5 ali 4 4 4 4 4 Sforzo Assiale [kN] Sforzo Assiale [kN] 4 Sforzo assiale [kN] 0 0 -40 4.5 Ritz-Ve HHT-Vc Eig-Vc HHT-Ve Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Ve Eig-Vc Eig-Ve 1 Ritz-Vc 1.5 1.5 3.5 4.5 -10 0 10 20 30 -20 4.5 Eig-Vc Eig-Ve Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Vc Ritz-Ve Ritz-Ve HHT-Vc HHT-Vc HHT-Ve HHT-Ve 1Eig-Vc1.5 5 0.5 3.O(a) Tempo [sec] Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Eig-Vc Ritz-Ve Eig-Ve HHT-Vc Ritz-Vc 1 HHT-Ve 1.O(a) 4 3 4.5 1.O(i) V(i) .5 Tempo [sec] Tempo [sec] 3 2 4 3 3 4 3.5 5 Ritz-Vc HHT-Ve -20 Ritz-Ve HHT-Vc 5 -40 4 4.5 Pannelli Orizzontali V(a) .5 Tempo [sec] 2 3 3.5 HHT-Vc HHT-Ve 2.O(a) Tempo [sec] Tempo [sec] 2 1 2 3.5 Eig-Vc Eig-Ve Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc 0.5 5 5 0.5 5 5 Eig-Ve -40 Ritz-Vc Ritz-Ve HHT-Vc -60 HHT-Ve -20 Eig-Vc Eig-Ve 0 Ritz-Vc 0 Ritz-Ve 0.5 Tempo [sec] Tempo [sec] 2.5 5 40 60 80 -40 -30 -40-20 -30 1 10 1 0 10 0 20 30 40 -10 0.5 li .5 40 0 0 20 -20 60 20 80 40 60 80 -40 -60 -30 -40 0 4.5 V(a) .3.5 4.5 Pannelli Verticali V(a) .5 3.5 2.5 li 3.5 2.5 2 Eig-Oe Ritz-Oe Ritz-Oc HHT-Oc Ritz-Oe HHT-Oe HHT-Oc HHT-Oe 3 V(i) .5 Pannelli Orizzontali Tempo [sec] Eig-Oc Eig-Oe Eig-Oc Ritz-Oc 1.5 20 40 60 80 -60 1 1 Eig-Vc 0 0 Eig-Ve 0.5 -10 0 10 20 30 40 -40 0.5 1 Eig-Vc 4 4.5 2 Ritz-Ve Pannelli Verticali V(a) .5 2.5 3.5 HHT-Vc 5 HHT-Ve 5 2.5 4.5 2.O(a) Pannelli Orizzontali Pannelli Orizzontali V(a) .5 2.5 5 5 0.5 4.5 3.5 4.5 2.5 0.5 0.5 Tempo [sec] 3 3 3.O(a) Tempo [sec] Tempo [sec] 32 3 2 V(p)Verticali .O(a) 2.5 1 1.5 -10 0 10 20 30 -30 -20 4.O(a) Pannelli Pannelli Orizzontali Pannelli Verticali Tempo [sec] 1 4 V(p) .5 3.5 V(p) .5 1.5 V(i) .5 3.5 1.O(a) Tempo [sec] Eig-Oc Eig-Oe Ritz-Oc Ritz-Oe Eig-Oc HHT-Oc 1.O(a) 4.5 Pannelli Verticali Tempo [sec] 2 3 V(i) .5 V(a) .

5,517

108

115,66

3,241

3,511

3,511

12,05

34,26

68,73

73,61

ASCE/SEI

Time-history eig

FN T C [kN ]

92,79

5,517

56

2,265

8,72

EC8

T

FT H [kN ]

4,426

86,66

5,298

20,53

2,266

NTC2008

[sec]

4,770

4,427

44,18

3,859

14,87

Configurazioni di vincolo
P.Oriz
1,1087

5,108

4,180

15,92

3,864

[%]

l
1,1097

9,461

2,993

11,53

FASCE
FT H

p
a
1,0765

18,799

2,996

[%] FASCE [kN ]

1
p
a

1,0765

25,985

FEC
FT H

2
a
a

1,2256

[%] FEC [kN ]

3
i
i

FN T C
FT H

4
i

Caso P.Vert

5

Tabella 4.4: Schematizzazione risultati pannelli verticali

126

127

p

p

a

i

i

1

2

3

4

5

Caso P.Vert

i

a

a

a

l

P.Oriz

Configurazioni di vincolo

76,821

64,054

64,052

30,772

31,564

FT H [kN ]

Time-history eig

7,061

6,904

6,905

6,262

5,388

FN T C [kN ]

EC8

9,2

10,8

10,8

20,3

8,420

8,230

8,231

7,470

7,464

[%] FEC [kN ]

17,1

FN T C
FT H

NTC2008

Tabella 4.5: Schematizzazione risultati pannelli orizzontali

1,2256

1,0765

1,0765

1,1097

1,1087

[sec]

T

10,96

12,85

12,85

24,28

5,856

5,727

5,728

5,190

4,619

[%] FASCE [kN ]
23,65

FEC
FT H

[%]

7,62

8,94

8,94

16,87

14,63

FASCE
FT H

ASCE/SEI

inaspettatamente nell’ultimo caso (il più rigido) il periodo risulta maggiore
di tutti i precedenti casi. Le motivazioni di tale fenomeno sono dovute alla
perdita assoluta di massa eccitata in direzione X, causata dall’irrigidimento
dei pannelli verticali, che induce la struttura, chiamata a dissipare sempre
lo stesso quantitativo di energia, a concentrare tale dissipazione su impronte
d’area coinvolgenti meno elementi strutturali a causa dei quali la struttura
compie oscillazioni maggiori;
- la determinazione della forza nei collegamenti del pannello alla struttura mediante l’impiego di forze statiche equivalenti, definite dalle normative e codici
risulta, nella maggior parte dei casi per pannelli verticali e sempre per gli
orizzontali sottostimare le sollecitazioni fornite da analisi dinamiche. Premessa
la non completa affidabilità degli algoritmi per la soluzione di problemi di
dinamica strutturale [35], vi è un eccessivo scostamento tra valori dinamici ed
analoghi valori ottenuti mediante formulazione statica del problema;
- i grafici riportati in Figura 4.3 evidenziano il fenomeno dell’indesiderato comportamento d’assieme che fa si che, all’irrigidirsi del collegamento alla base
dei pannelli orizzontali, la pilastrata centrale tenda a traslare in direzione Y,
in antifase rispetto alle pilastrate di bordo. Tale fenomeno risulta evidente
dal segno delle sollecitazioni dei collegamenti superiori dei pannelli di bordo e
centrali;
- in riferimento allo slabbramento dei canali d’ancoraggio, i valori massimi di
resistenza caratteristica dei prodotti disponibili sul mercato si aggirano attorno
ai 30 ÷ 60kN , da ridurre successivamente con coefficienti di sicurezza paria ad
1,8;
- il modello non contempla la presenza di portali o finestrature, capaci di
incrementare le sollecitazioni dei pannelli di bordo a seguito di effetti torcenti.

128

un elemento di 2. La pessima affidabilità di tali formule. appaiono inadeguati sia dal punto di vista delle resistenze e capacità deformative dei componenti del collegamento. gli ancoraggi di questi alla struttura risultano gravemente affetti da problemi di resistenza e fragilità. considerando l’effetto della crisi dei pannelli prefabbricati sul funzionamento strutturale e le ripercussioni di queste sulla sicurezza strutturale. In virtù della possibile connessione ad un qualunque elemento strutturale.Conclusioni Alla luce di quanto detto sui pannelli prefabbricati. non è degno dell’appellativo di elemento non strutturale. 129 . dimensionati secondo la qualifica di elemento non strutturale. quale il pannello prefabbricato.5x10m e 7t. probabilmente è dovuta alla forte natura empirica o evidenza sperimentale per mezzo delle quali sono state tarate. I collegamenti dei pannelli. che dalle perplessità mostrate dal confronto tra risultati dell’applicazione delle forze statiche equivalenti definite nei codici e una vera e propria analisi dinamica. della capacità di modifica dei parametri modali e dell’influenza sul comportamento strutturale.

130 .

per la disponibilità mostrata all’interno ed all’esterno dell’università. 131 . Ulteriori ringraziamenti al Professor Massimo Mancuso per gli innumerevoli consigli e chiarimenti. e per una nuova ottica fornitami in ambito progettuale.Ringraziamenti Un particolare ringraziamento al Professor Giorgio Serafini della Facoltà di Ingegneria ”Enzo Ferrari” di Modena.

132 .

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