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Tema, autori, disegni sperimentali ed interpretazione con riferimento ai riferimenti teorici degli autori

PROCESSI COGNITIVI e STRATEGIE PER DARE SENSO AL MONDO SOCIALE
L'area di studio identificata come conoscenza sociale è quella attualmente più sviluppata in psicologia sociale ed ha avuto il suo inizio alla fine degli
anni 50, influenzato dalla psicologia cognitiva basata sulla metafora della mente come elaboratore di informazioni. Alla fine degli anno 80 c'è stata
una eccessiva focalizzazione su processi cognitivi chiamati "freddi" (cold cognitions), mentre negli ultimi anni invece ci si è spostati verso lo studio di
come gli scopi, i desideri e i sentimenti danno senso al mondo sociale, definiti "caldi" (hot cognitions).
Il continuum dello sforzo cognitivo: i due poli
Il continuum dello sforzo cognitivo parte dal presupposto che le persone possano applicare dei processi cognitivi di due tipi, sulla traccia del
modello a due vie sulla persuasione di Cacioppo e Petty. Il modello prevede che i processi possano essere collocati lungo un continuum, dove da
una parte del polo vi sono quelli che richiedono poco sforzo e si verificano quasi senza la consapevolezza della persona, quasi automatici, in cui gli
schemi cognitivi che già esistono si impongono sulla nuova informazione, mentre al polo opposto ci sono processi che richiedono uno sforzo
cognitivo dato dal considerare sia le informazioni stimolo sia da una valutazione accurata. I primi sono definiti processi top-down, dall'alto verso il
basso e guidati dalle teorie, cioè le strutture cognitive del soggetto (alte, teoria) danno un senso agli elementi informativi e agli oggetti percepiti
(basso) e sono rapidi e con poco sforzo cognitivo, mentre i secondi sono definiti bottom-up, cioè basso-alto e guidati dai dati, e indicano che
l'attività cognitiva parte da una nuova informazione (bassa) ed arriva a produrre una nuova struttura cognitiva, richiedendo uno sforzo elevato
cognitivo. Nella vita quotidiana i diversi episodi possono essere collocati da una parte o dall'altra del continuum in base a fattori personali Stili
cognitivi), temporanei (motivazione) o situazionali (ambiente). Secondo molti psicologi sociali l'essere umano è flessibile e in grado di operare sia in
modo automatico che consapevole, anche se in condizioni quotidiane una persona si orienta prevalentemente verso processi top-down cioè verso
il polo dello sforzo minimo seguendo, in qualche modo, quello che le teorie prevedono: le persone spesso ritengono di vedere la "realtà" come essa
è realmente, ovvero il realismo ingenuo.

PROCESSI AUTOMATICI E PROCESSI CONTROLLATI.
Parlando di processi inconsapevoli non si intende la prospettiva psicoanalitica, ma piuttosto quei processi di tipo automatico che possono divenire
consapevoli e quindi sottoposti al controllo cosciente. A partire dalle distinzioni già indicate nel 1866 da Helmholtz e riprese da Shiffrin e Schneider
nel 1977 è possibile fare delle descrizioni:
I processi automatici sono quelli che si verificano al di fuori della consapevolezza della persona e che si attivano senza intenzione, sono
particolarmente efficienti e sfuggono dal controllo dell'individuo.
I processi controllati richiedono un certo sforzo e tempo e quindi risultano essere meno efficienti, vengono attivati intenzionalmente e
consapevolmente dalla persona che può dunque controllarli; possono però essere disturbati sia da fattori personali come una scarsa motivazione o
un sovraccarico cognitivo, sia da situazioni come il rumore o la pressione temporale. Molti processi di conoscenza sociale derivano dall'interazione
di questi due processi.
Wegner (1994) studiò l'attività di soppressione dei pensieri indesiderati che sono tipici della vita quotidiana, come ad esempio non pensare al cibo
mentre si è a dieta. In maniera paradossale egli arrivò a postulare come a volte lo sforzo di ridurre i pensieri indesiderati in realtà ne rafforzano
l'attivazione, poiché per respingerli bisogna prima ricordarli.
Secondo Wagner ci sono due processi: la ricerca dei pensieri da evitare che si realizza tramite un processo automatico che richiede poco sforzo, e la
ricerca di pensieri sostitutivi che possano agire come dei distrattori e si realizza mediante il processo di controllo che richiede un certo sforzo
cognitivo. In caso di normale disponibilità di risorse cognitive la persona può far uso di entrambi i processi, ma nei momenti in cui prevale la
stanchezza o mentre siamo impegnati in altri compiti, il processo automatico continuerebbe nella sua attività mentre quella di controllo verrebbe
disturbata o inibita, il cui risultato sarebbe quello di una iperaccessibilità proprio nei confronti di quei pensieri che si voleva evitare. Lo stesso
Wegner assieme a Erber (1992) confermarono questa teoria con un esperimento in cui a dei partecipanti veniva chiesto di concentrarsi su alcune
parole, come ad esempio macchina oppure di evitare di pensare ad esse. Dopo di che veniva presentata una lista di parole da leggere, e che
potevano attivare la parola bersaglio, come ad esempio carrozzeria, volante ...) oppure essere neutre (lampada, cuscino...) e indicare quello che
veniva in mente. I partecipanti veniva dato un tempo brevissimo per rispondere cioè erano in una condizione di pressione temporale, per la prima
parte della lista, mentre per la rimanente il tempo era più lungo. I risultati mostrarono che nella condizione di evitamento veniva dato un numero
superiore di risposta associate alla parola bersaglio nella condizione di pressione temporale, confermando che in condizioni di ridotta capacità
cognitiva l'accessibilità alla parola che si voleva inibire in realtà tende paradossalmente ad aumentare.
L'influenza dei PROCESSI AUTOMATICI nella vita di tutti i giorni
E' stato dimostrato che esiste automaticità sia nei sentimenti che nel pensiero e sia nell'individuare scopi e intenzioni. Nella nostra esperienza
quotidiana le molte azioni che realizziamo possono essere imputabili ad uno dei due processi: automatici o controllati. Ad esempio nel guidare nel
traffico mentre faccio altre cose come pensare a come risolvere un problema, e in cui non mi rendo contro delle attività motorie che faccio, cioè
accelerare, frenare, ecc. che ho realizzato per larga parte con comportamenti automatici. Sono state fatte tante ricerche sperimentali sull'influenza
di processi automatici nella manifestazione di scopi e intenzioni riflesse nel comportamento, come quelli riguardanti l'effetto derivante dal priming
di tipo semantico.
Una ricerca sull'influenza del priming sul comportamento è stata condotta da Carver e soci nel 1983, dove ai soggetti venivano presentate una serie
di parole prime (a cui il soggetto non prestava attenzione) su uno schermo e successivamente prendere una decisione rispetto alle parole che
comparivano di seguito (su cui il soggetto prestava attenzione). Nell’esperimento, le parole prime appartenevano all’area dell’ostilità oppure
all’area della neutralità, ed evocavano quel tipo di concetto. Terminato il primo compito, in un altro contesto, i soggetti dovevano improvvisarsi
insegnanti e punire con scosse elettriche un falso allievo (un collaboratore dello sperimentatore che dava intenzionalmente risposte sbagliate)
quando commetteva un errore. L’insegnante era convinto di dare delle punizioni particolarmente dolorose inviando shock elettrici di intensità
crescente. La variabile dipendente è l’intensità dello shock elettrico inviato per punire l’allievo che sbaglia. I risultati furono che nella condizione
prime di controllo (neutro) i soggetti inviavano shock elettrici di intensità fino a 2,24, mentre invece i soggetti che avevano subito un priming basato
su concetti di ostilità inviavano shock fino al 3,31. Pur non essendoci consapevolezza nei soggetti, si realizzava proprio la relazione tra parole prime e
comportamento ostile.
Nel 1996 Bargh e collaboratori hanno fatto una ricerca sul priming semantico in relazione alle modalità di interruzione al dialogo dello
sperimentatore. Dopo essere stati sottoposti a un prime semantico, i soggetti dovevano completare delle frasi usando delle parole che avevano a
che fare con gentile o con rudezza o neutre rispetto al comportamento. Successivamente i soggetti venivano condotti in un altro laboratorio e
veniva detto loro che avrebbero dovuto aspettare che lo sperimentatore terminasse di parlare con un collega, il quale ovviamente non smetteva. La

variabile dipendente è il numero di interruzioni da parte dei soggetti che si intrufolano nella situazione di dialogo per fare presente che ci sono
anche loro. I risultati hanno mostrato che con l'attivazione del prime che riguarda il concetto della durezza, i soggetti interrompono più
frequentemente il colloquio dello sperimentatore, al contrario da quelli che avevano ricevuto parole prime che riguardavano la gentilezza. Sono
comportamenti di cui le persone non sono consapevoli, ma che sono l'evidente risultato del priming semantico realizzato precedentemente.
Un ulteriore esperimento di Bargh e collaboratori intendeva verificare la relazione del priming con la velocità di comportamento in cui i soggetti
venivano sottoposti a una serie di frasi che avevano a che fare con il concetto di vecchio o di giovane, e come si sarebbero comportati coloro che
subivano un priming basato sul concetto di
vecchiaia, rispetto a coloro che hanno ricevuto concetti di neutralità. Lo sperimentatore poi analizzava la velocità di deambulazione all’uscita del
laboratorio dopo aver effettuato l’esperimento.
I risultati mostrarono che chi aveva ricevuto il priming basato sul concetto di vecchiaia, era anche più lento ad attraversare il corridoio e quindi
impiegava anche più tempo rispetto alle altre persone, mostrando, di fatto, l'influenza del priming iniziale con l'attività del camminare.
Questi sono esempi ci dicono che ci sono sia i comportamenti sui quali non riusciamo ad esercitare un controllo di tipo strategico, sia che a volte
l’esito delle nostre decisioni è invece il risultato di meccanismi automatici.
Cosa si intende per processo automatico e che RUOLO hanno nel giudizio sociale
Gilbert (1991-1993) riprendendo la tesi fornita da Spinoza e contrariamente a Cartesio, sostiene che le persone tendono inizialmente a ritenere
come vero tutto ciò che vedono e che sentono per poi verificarne la veridicità ed eventualmente apportare delle correzioni, un fenomeno già
descritto anche dall'euristica dell'ancoraggio e aggiustamento. Secondo Gilbert ci sono tre fasi: la prima riguarda l'accettazione di tipo automatico e
non richiede sforzo, mentre le successive due, denominate verifica ed eventuale rifiuto, sono di tipo controllato e quindi richiedono sia sforzo che
tempo. Seguendo questa tesi si riesce bene a comprendere il perchè sia la correzione che il rifiuto possano essere insufficienti o anche assenti. Il
meccanismo del vedo e quindi è vero ha una grande utilità nel quotidiano perché per esempio ci permette di riconoscere il palo che vediamo come
vedo e quindi riuscire ad evitarlo.
Gilbert, Tafarodi e Malone (1993) chiesero a dei partecipanti di leggere su uno schermo dei rapporti di crimini e di stabilire per ognino di essi gli
anni di reclusione; veniva detto loro che i rapporti contenevano notizie false e che erano evidenziate in rosso, anche se in realtà venivano distribuite
a metà gruppo informazioni false che facevano sembrare il crimine più grave, mentre all'altra metà ne riducevano la gravità. Inoltre a metà gruppo
veniva detto di premere un pulsante non appena sullo schermo appariva il numero 5, e quindi una divisione di compito che avrebbe prodotto un
affaticamento cognitivo. I risultati mostrarono che in assenza di affaticamento cognitivo sia le affermazioni false aggravanti che quelle attenuanti
non presentavano significative differenze (7-6 anni reclusione), mentre nella condizione di affaticamento cognitivo le affermazioni false aggravanti
si mostrarono decisamente più salienti (6 e 11 anni di reclusione).
I processi automatici si attivano in maniera più immediata e forniscono con poco sforzo la prima risposta che eventualmente verrà corretta tramite
dei processi di controllo che invece richiedono più tempo e più sforzo cognitivo. Tipicamente le persone utilizzano i processi cognitivi controllati in
presenza di nuove informazioni che risultano incongruenti rispetto ai processi che guidano quelli automatici, oppure quando c'è l'interesse della
persona per i risultati del giudizio espresso (outcome dependency), oppure ancora quando c'è la percezione di dover rendere conto del giudizio
espresso (accountability).
Il ruoli che riguardano il processo automatico sono di vario tipo e vanno dagli stereotipi, cioè da formulazione di giudizi come esiti di attività
realizzata in maniera inconsapevole su una persona sulla base della consapevolezza che essa appartiene a un determinato gruppo sociale e che
grazie alle nostre esperienze passate ci fanno dedurre che quella persona di conseguenza ne possieda sia i tratti che i comportamenti, all'effetto
della mera esposizione dove uno stimolo più volte presentato verrà giudicato anche più positivamente in una sorta di ascesa nella scala di
valutazione, dalla consapevolezza degli stimoli ma non degli effetti dove uno stimolo ci appare più o meno gradevole in relazione agli stimoli
ambientali, fino al sovraccarico cognitivo che si realizza in base alla velocità di presentazione e alla quantità dell'informazione, nonché alla pressione
temporale e alla presenza in contemporanea di un altro compito.
I fattori motivazionali ed affettivi: le attività cognitive calde
La dissonanza cognitiva
Leon Festinger, allievo di Lewin, propose una delle teorie più famose (1957), quella della dissonanza cognitiva, secondo la quale se una persona
viene indotta a comportarsi in maniera contraria al proprio atteggiamento e se crede di farlo in totale libertà, esse stessa sperimenterà una
tensione cognitiva generato proprio dalla discrepanza tra comportamento ed atteggiamento, e per ovviare a questo stato spiacevole tenderà a
modificare il proprio atteggiamento e potrebbe finire col pensare che forse non era così contraria alla posizione presa.
In un esperimento condotto da Festinger e Carlsmith (1959) dei soggetti dovevano partecipare a delle prove di abilità motoria che erano studiate
per essere noiose e prive di interesse. Dopo di che veniva chiesto loro se volevano collaborare con lo sperimentatore il cui compito era di dire a un
successivo soggetto che la prova era interessante e stimolante la cui ricompensa per metà gruppo era di un dollaro e per l'altro 20 dollari. Dopo di
che passavano da un collega che fingeva di essere estraneo alla ricerca, il quale poneva loro la domanda cruciale sulla valutazione negativa o
positiva dell'attività motoria che avevano eseguito. I risultati mostrarono che colori i quali ricevevano un dollaro, quindi sperimentavano la
dissonanza cognitiva, pur di giustificare la menzogna manifestarono il cambiamento in direzione dell'atteggiamento, mentre i soggetti che
ricevettero 20 dollari, ritenevano il compenso come una giustificazione di per sé sufficiente e quindi non avevano nessuna motivazione nel
cambiare.
Per dimostrare che il cambiamento prodotto era determinato da fattori motivazionali, Zanna e Cooper (1974) sostennero che era necessario
soddisfare due condizioni: la prima che la persona deve sperimentare uno stato di attivazione, e la seconda che deve riconoscere il conflitto come
determinato dal comportamento in frizione con l'atteggiamento. Rifecero l'esperimento di Festinger aggiungendo la variante di somministrare una
pillola placebo in cui a metà gruppo ne veniva detta la verità, mentre all'altro che poteva produrre uno stato di attivazione il cui riflesso portava a
far percepire la pillola come la responsabile della tensione del proprio comportamento controattitudinale, e di conseguenza non avrebbero
modificato il proprio comportamento. Il risultato confermò questa ipotesi.
Secondo Claude Steele (1988) invece, le persone sperimentano la dissonanza cognitiva perché sono messi in una condizione di minaccia alla propria
immagine, dovuto proprio al comportamento controattitudinale, e che quindi come soluzione veniva modificato il proprio comportamento per
riaffermare la propria identità di persona corretta. La sua ipotesi era che in assenza di minaccia e quindi di soddisfacimento della riaffermazione di
sé, non si sarebbe verificata la dissonanza cognitiva. Per confermare la sua teoria, Steele e Liu (1983) fecero una ricerca con studenti interessati alla
politica e all'economia con la caratteristica di essere noti per la loro posizione di forte contrarietà all'aumento delle tasse universitarie, il cui
compito era appositamente quello di scrivere invece un testo a favore di un forte aumento, capace quindi di attivare in loro la dissonanza cognitiva.
Prima di scrivere il testo dovevano rispondere ad un altro questionario che riguardava in una caso l'economia e nell'altro la politica. Il risultato fu
che per il semplice fatto di compilare il questionario corrispondente ai propri interessi i soggetti non modificarono il loro atteggiamento, perché la
compilazione stessa sarebbe stata una modalità per riaffermare la propria identità e dunque soddisfare la motivazione all'affermazione di sé.

In una ricerca effettuata in Nord America in cui i partecipanti mostrarono un pregiudizio negativo ritenendo una donna ebrea meno competente di
una italiana, il fatto di poter far affermare i propri aspetti positivi inibivano tale pregiudizio.
I meccanismi grazie ai quali l'influenza si realizza suggerisce due possibilità: la prima vede la motivazione come orientamento di recupero mnestico
grazie al quale verrebbero richiamati esclusivamente dei contenuti verso la conclusione desiderata, mentre nel secondo caso la motivazione
sarebbe fonte di stimolo per creare teroie casuali coerenti con la conclusione desiderata.
Le persone tenderebbero a costruire questo tipo di teorie distorte maggiormente quando le persone hanno appena sperimentato un fallimento e
quindi sentono il bisogno di riparare la propria immagine. Questi processi vengono impiegati nella sola condizione in cui sono in grado di giustificare
le conclusioni alle quali giungono.
Influenze motivazionali non direzionali
La recente ricerca considera l'influenza esercitata sui processi cognitivi da motivazioni più generali quali la motivazione all'accuratezza, oppure da
motivazioni verso il raggiungimento di una conoscenza definita quale la motivazione alla chiusura cognitiva. Sono motivazioni che non spingono in
una direzione ma che sono in grado di determinare la quantità e la qualità dell'attività cognitiva.
Le prime ricerche sulla motivazione all'accuratezza sono state condotte da Phillips Tetlock (1985), che riprendendo la prospettiva interazionista
simbolica, affermava che gli esperimenti non mettevano i soggetti nelle stesse condizioni della vita quotidiana, e che l'individuo è sempre
consapevole del fatto che ciò che dice può essere contestato. Secondo tetlock la probabilità di commettere errori o distorsioni dipende dalla
percezione di dover rendere conto, che innescherebbe un bisogno di accuratezza per non far lievitare il timore di formulare dei giudizi non validi,
cioè la paura dell'invalidità. Più basso è percepito l'obbligo e minore saranno gli errori (bassa accountability), più è alto e più saranno probabili (alta
accountability). Le persone in questi casi tendono a fornire giudizi più complessi e articolati.
Tetlock e Kim (1987) fecero una ricerca in cui veniva chiesto a dei partecipanti di formulare dei giudizi sulla personalità di alcuni soggetti a partire
dalle loro risposte su un questionario comporto da 16 domande. A metà veniva detto che dovevano poi discutere e giustificare i loro giudizi (alta
accountability) mentre all'altra metà veniva detto che sarebbero rimasti anonimi (bassa). Inoltre dovevano prevedere come avrebbero risposto per
ulteriori 16 domande. I risultati ammisero che i giudizi formulati dai partecipanti alla prima condizione oltre a fare un uso maggiore di attributi per
descrivere ciascun individuo, erano in grado di formulare delle previsioni più accurate dimostrando così che l'elaborazione più accurata
dell'informazione aveva favorito il miglior svolgimento.
Secondo Kruglanski la motivazione alla chiusura corrisponde al doppio desideri delle persone di avere una risposta chiusura e di mostrare la loro
avversità nei confronti dell'ambiguità. La motivazione danza su un continuum che prevede un polo di minima motivazione alla chiusura e un
opposto di massima motivazione. Se è elevato il bisogno di chiusura, le persone danno segni di impazienza, impulsività e formulano i giudizi
mostrando una rigidità di pensiero e sono riluttanti ad accettare punti di visti differenti dai loro; invece se sussiste una motivazione ad evitare una
precoce chiusura le persone mostrano incertezza nell'impegnarsi per raggiungere una posizione definita sospendendo il giudizio e cercando di
produrre velocemente altre opzioni alternative. La motivazione alla chiusura può essere indotta dalle caratteristiche del contesto come
affaticamento, rumore, pressione temporale etc... oppure può essere una caratteristica disposizionale dell'individuo.
La motivazione alla chiusura può portare con sé due tendenze: la tendenza all'urgenza che consiste nell'afferrare la prima soluzione che
consentirebbe la chiusura del processo cognitivo, oppure la tendenza alla permanenza che consiste nel non modificare le decisione prese in
precedenza e congelare le posizioni già raggiunte.
Gli stati d'animo e la relazione con i processi cognitivi
Se si induce uno stato d'animo positivo questo si rifletterà sui giudizi che risulteranno quindi più positivi rispetto ad una induzione negativa o
neutra. L'effetto delle manipolazioni è stato riscontrato in una grande varietà di giudizi. L'influenza sui giudizi degli stati d'animo può essere spiegata
in due modi: la prima in cui si ipotizza che possa facilitare il recupero del materiale memorizzato con coerenza affettiva, e la seconda che possa
essere utilizzato come fonte di informazione. Nel primo caso lo stato d'animo innesca il fenomeno di priming nel processo di recupero delle
informazioni cosicchè una persona si sente felice in quanto si sarebbero stati attivati elementi cognitivi associati con tale stato affettivo: se al
momento della valutazione lo stato d'animo è positivo sarà più facile accedere agli elementi positivi, congruenti con lo stato affettivo e per effetto
della euristica della disponibilità questo porterà a ritenere che gli elementi positivi siano più frequenti degli altri e orienteranno verso una
formulazione globale più positiva. Stesso discorso quando valutiamo noi stessi in cui il giudizio globale sarà influenzato dallo stato d'animo in cui ci si
trova in quel determinato momento.
Nel secondo caso le persone usano gli stati d'animo come fonte diretta di informazione per dare un giudizio, come descrivere un dolce in un certo
contesto, con una certa persona etc... Per esempio gli spot pubblicitari non hanno lo scopo di migliorare il nostro stato d'animo, ma piuttosto che lo
usiamo per valutarne i prodotti pubblicizzati. L'erronea attribuzione dello stato d'animo verso l'oggetto si verifica solamente nella condizione in cui
non c'è consapevolezza della vera causa del proprio stato d'animo. In questo senso Schwarz e Clore (1983) hanno condotto delle ricerche sugli
effetti delle condizioni atmosferiche. Venivano contattati via telefono dei soggetti in giorni sia di cattivo che tempo buono e venivano fatte loro
delle domande sulla loro felicità in generale: in linea con quanto detto le persone contattate nei giorni di sole risultarono quelle più felici sia al
momento della giornata, ma anche a livello più globale. Creando una nuova condizione, ovvero chiedere esplicitamente come era il tempo in quel
momento avrebbe dovuto portare i soggetti alla consapevolezza che il loro stato d'animo era influenzato dal tempo: difatti le persone contattate
nel giorno di sole erano quelle che si dichiaravano più felici, ma era scomparsa invece la felicità globale.
Nel 1995 Forgas ha proposto il modello dell'infusione dell'affetto, che puntualizzava che l'influenza degli stati d'animo erano pressoché nulli sia nei
casi in cui il giudizio poteva essere espresso recuperando una valutazione già data in passato, sia quando il giudizio è fortemente influenzato da
motivazioni e scopi direzionali che dovrebbero sovrastare l'influenza dello stato d'animo.
Quando le persone usano dei processi di tipo euristico, gli stati d'animo sono utilizzati come fonti dirette di informazione e la relativa positività o
negatività viene attribuita all'oggetto, mentre per i processi più impegnativi e complessi il processo di recupero sarebbe influenzato dal processo di
priming.

Il continuum basato sul potenziale di inibizione
Ci sono strumenti che consentono di registrare le risposte delle persone di tipo implicito, legati all'inconscio,e di tipo esplicito più consci e
controllabili, e di cui è possibile analizzarne il grado di controllo da parte della persona in base alla risposta che viene data. Il Modello del
continuum del potenziale di inibizione mette in relazione i processi automatici con quelli strategici e tra misure di tipo implicito ed esplicito. Per
registrare le risposte degli individui ci si basa su una scala di strumenti utilizzati ad esempio nel caso di somministrazione di questionari, in cui si
passa da risposte deliberate e quindi esplicite e consapevoli a risposte man mano più implicite e meno consapevoli: ad esempio in una scala che da
facile e difficile vede rispettivamente il razzismo vecchia maniera, le nuove scale di razzismo moderno, scale di pregiudizio latente, seduta di
distanza fino ad arrivare al bias di tipo linguistico e al contatto oculare.
Si passa da risposte deliberate esplicite e consapevoli a risposte sempre meno deliberate meno esplicite meno consapevoli: per esempio l’inibizione
nel caso di un razzista prima maniera sarà molto facile perché se io non voglio manifestare il mio pregiudizio sarò sempre in grado di censurare le

mie risposte, mentre per le misure di tipo indiretto, risulterà sempre più difficile poter inibire le mie risposte perché ci stiamo spostando da processi
controllati a processi sempre più di tipo automatico.
Ci sono stati vari esperimenti sul continuum, come ad esempio il Chi ha detto che cosa, in cui presentare alla persona delle affermazioni prodotte
da membri sia dell’ingroup che dell’outgroup. In un tavolo di discussione tra bianchi e neri se una persona che ha una forte componente di
pregiudizio, sarà portato ad aumentare il numero di errori entro la razza e a diminuire il numero di errori tra le razze, quindi se ci saranno degli
errori da attribuire, questi errori saranno
prevalentemente all’interno degli stessi gruppi: se faccio un errore nell’attribuire una frase a un nero l’attribuirò ad un altro nero, se faccio un
errore nell’attribuire una frase a un bianco l’attribuirò ad un altro bianco.
Nel Compito della persona famosa viene chiesto a un gruppo di italiani del nord e del sud di riconoscere degli esemplari di persone famose che
tipicamente sono settentrionali o meridionali. Se ci sono casi in cui meridionali e settentrionali si percepiscono come appartenenti a due gruppi
diversi, quello che succede è cheognuno è bravo nell’individuare degli esemplari positivi del proprio gruppo (una persona famosa ammirevole
piacevole ecc...) con tempi di latenza molto bassi. Se invece una persona appartiene a un gruppo ma ha delle condotte di tipo negativo, più
difficilmente si riuscirà a riconoscerla come appartenente al medesimo gruppo: i risultati sono speculari per quanto riguarda il gruppo opposto.
In una ricerca sul Priming semantico i partecipanti bianchi e neri dovevano giudicare parole di tipo positivo e negativo dopo essere stati sottoposti
allo stimolo prime rappresentato da un volto di un nero e di un bianco. Il risultato ha messo in risalto che i volti di un nero attivano nel partecipante
bianco parole più facilmente parole tipo negativo, mentre impiegano più tempo e maggior difficoltà nel caso in cui la parola positiva sia preceduta
dal volto di un nero. I partecipanti neri, a loro volta, realizzano una prestazione che è speculare rispetto a quella dei partecipanti bianchi: hanno una
velocità alta nel riconoscere un termine di tipo negativo quando è preceduto dal volto di un bianco.
In ultima analisi i processi automatici influenzano in larga parte la nostra condotta, i nostri giudizi, e le nostre scelte anche sulla base di
meccanismi per i quali noi non abbiamo consapevolezza. E' possibile dunque asserire che qualche volta siamo convinti di agire sulla base di scelte di
tipo razionale, mentre in realtà le nostre scelte sono frutto di processi i cui prodromi sono per noi inconsapevoli.
PROCESSI DI ELABORAZIONE dell'informazione sociale
Bertlett (1932) fece degli studi sulla memoria a partire da un approccio non classico ma usando il metodo della riproduzione ripetuta: ai
partecipanti veniva presentato un brano estratto da un racconto popolare indiano, che dovevano leggerlo due volte e riprodurlo dopo 15 minuti la
prima volta, eppoi altre in occasioni successive. L'autore analizzò i risultati in chiave qualitativa esaminando le trasformazioni che il brano subiva
nelle differenti riproduzioni. e mise in luce alcuni punti: le riproduzioni accurate di un individuo sono l'eccezione e non la regola e possiedono una
struttura che persiste nel tempo; quelle a lunga distanza sono soggette a maggiori elaborazioni e l'inserimento di elementi estranei; viene fato uso
di inferenze; emergono dettagli che si uniformano agli interessi di chi legge, e infine, nomi, frasi, eventi comuni vengono modificati in direzione di
conformismo verso il contesto sociale di apaprtenenza del soggetto che sta leggendo. Le sue ricerche sono importanti perchè compare per la prima
volta il concetto di schema e vengono evidenziate sia il carattere ricostruttivo della memoria, sia una prima indicazione relativa a quella che è
l'origine culturale degli schemi.
Cosa è un concetto
Il concetto è una rappresentazione mentale soggettiva di una categoria dentro la quale c'è tutto quello che sappiamo sulla medesima categoria
associati grazie ad una similarità parziale, ivi compresi i propri membri. I concetti non sono solamente riferiti a soggetti, oggetti e a situazioni, ma
piuttosto a come noi crediamo che essi siano. Essendo quasi sempre delle rappresentazioni soggettive, in cui il grado di soggettività aumenta
passando da oggetti materiali (mela, tavolo)a persone (avocato, giovane) o situazioni sociali. Sono le teorie che abbiamo del mondo che ci guidano
nella scelta dei concetti e delle categorie che ci sembrano più salienti. Gli psicologi sociali preferiscono usare tipicamente il termine schemi,
indispensabili per poter dare un senso alla mole di stimoli nei quali siamo immersi.
Cosa è uno schema, definizione
Lo schema, che rappresenta sia oggetti che eventi, è una struttura di conoscenza astratta, le cui interconnesse informazioni risiedono nella
memoria a lungo termine, e ne rappresenta le proprietà generali, tralasciandone i dettagli poco importanti o irrilevanti in maniera tale da
evidenziarne le caratteristiche salienti. Grazie allo schema, tipicamente identificato con un'etichetta linguistica, possiamo da una parte poter
ordinare oggetti o eventi in categorie generali, mentre dall'altra possiamo riconoscere in maniera precisa gli elementi che essa stessa contiene
mediante proprio la codifica di quei tratti essenziali che la caratterizza... Un automobile la riconoscerò come tale anche se dovesse avere le ruote
gialle e i vetri azzurri. Quando un fenomeno si ripresenta con una certa frequenza, viene codificato in termini astratti, cioè ne vengono estratti i
tratti essenziali i quali ne diventano la caratteristica dello schema. Esempio, di una scatola posso riconoscerne i tratti di oggetto, di rigidità, di
qualcosa che contiene etc..., così come per un terrorista i tratti salienti saranno la pericolosità, l'essere armato ed essere incontrollabile.
Il RUOLO DEGLI SCHEMI NELL'INTERAZIONE SOCIALE il concetto di attivazione degli stessi, Le funzioni degli schemi
Il fatto il percepire un oggetto, una persona o un comportamento consiste nel vedere un insieme di stimoli sensoriali, un esemplare di una
categoria. Non noi vediamo una sfera, una superficie irregolare, il colore arancione ma vediamo un arancia, cioè l'insieme di queste percezioni, in
maniera indipendente dalla dimensione, dell'intensità del colore etc... Questa classificazione, tipicamente automatica, presenta la sua utilità nel
poter trattare oggetti in parti diverse, allo stesso modo (sbuccio tutte le arance nello stesso modo) e di avere una conoscenza generale della
categoria in modo da dare senso alle singole parti, agli esemplari (so, che le arancia possono essere spremute); inoltre possiamo andare oltre
l'informazione data e addentrarci nel campo delle inferenze, ovvero pensare che l'oggetto sia succoso, o avere la polpa gialla o rossa senza neppure
aprirlo o assaggiarlo. Grazie alla classificazione è possibile concentrarsi sulle informazioni salienti, dirigere l'attenzione sull'elemento rilevante per
quella categoria il che semplifica e rende veloce ed efficace l'attività cognitiva.
Gli schemi influenzano sia il processo di memoria in fase di archiviazione, che in fase di recupero dell'informazione e di conseguenza
l'interpretazione dipenderà da ciò che dell'evento ricorderemo: è evidente che il pianto può suscitare differenti interpretazioni se siamo a un
funerale o se siamo a un matrimonio, ovvero dolore e felicità. L'evento sarà archiviato assieme al significato che gli è stato attribuito, ma con il
tempo verrà separato da altre immagini osservate inizialmente, nel senso che ricorderemo che Tizio era commosso al matrimonio anche se non ne
ricordiamo più i dettagli. La comunicazione riguarda il fatto che gli schemi sono strutture socialmente condivise nella maniera in cui noi e gli altri
siamo in grado di usare gli stessi schemi, che possono essere astratti (amore, giustizia) visive (indico un bambino) oppure azioni (camminare,
leggere).
Le aspettative legate agli schemi trascinano l'attenzione in direzione degli elementi congruenti o incongruenti con le medesime aspettative,
piuttosto che su elementi neutri (sempre rispetto a tali aspettative). La focalizzazione su elementi congruenti con l'aspettativa permette una
maggiore frequenza di memorizzazione. Secondo Stangor e McMillan (1992) se le persone hanno una motivazione, e la piena capacità, tale da
consentire l'utilizzo di processi cognitivi accurati ed impegnativi, le informazioni incongruenti vengono maggiormente ricordate rispetto a quelle
neutre o congruenti, mentre quando la motivazione è assente, o non ci sono capacità necessarie, sono le informazioni congruenti ad essere
ricordate meglio. Gli schemi creano delle aspettative capaci sia di guidare al recupero delle informazioni memorizzate, sia nella fase iniziale di

codifica della nuova informazione. Pyszczynski e colleghi (1987) hanno letto a dei partecipanti una lista di comportamenti negativi e positivi di una
persona bersaglio e successivamente veniva fatto leggere anche una autodescrizione che a metà gruppo corrispondeva all'essere arrogante e
presuntuosa, e all'altra metà modesta e rispettosa. I risultati hanno confermato che in entranbe le condizioni i comportamenti che venivano
ricordati con maggiore frequenza erano proprio quelli congruenti suggeriti dallo schema dell'autodescrizione.
Gli schemi riescono anche a influenzare il modo in cui vengono interpretati i ricordi, o addirittura farci evocare cose che non abbiamo mai fatto: un
ritardo seguito da un regalo può essere visto come segno di attenzione, diversamente se precedentemente abbiamo tradito la persona, diverrà un
sinonimo di senso di colpa. In un esperimento Lotus e Palmer (1974) hanno dimostrato come gli schemi producano falsi ricordi: a due gruppi di
persone veniva fatto vedere il medesimo filmato relativo ad un incidente automobilistico e fatto loro una domanda che presentava una piccolissima
variazione: a un gruppo veniva chiesto "A quale velocità procedevano i veicoli che sono andati a sbattere l'uno contro l'altro?", mentre al resto la
domanda era "A quale velocità procedevano i veicoli quando sono venuti in contatto?". Questa lieve differenziazione semantica ha prodotto che nel
primo caso la media delle risposte era di 66 km orari, mentre nel secondo caso era circa 50 km orari. Questa ricerca, come molte altre, esplicitano
che schemi attivati anche in maniera inconsapevole durante il momento della rievocazione, possono portare alla costruzione di testimonianze che
non si limitano a distorcere gli eventi, ma in alcuni casi li creano.
In conclusione: gli schemi possono influenzare il modo con cui noi interpretiamo, filtriamo e memorizziamo la nuova informazione, mostrandosi
come elementi costruttivi di base del pensiero umano.
Inconvenienti che derivano dall'utilizzi degli schemi, effetti collaterali
Se da un lato è vero che gli schemi sono uno strumento indispensabile che permette di far fronte a una grande mole di informazioni in maniera
rapida e relativamente senza sforzo, dall'altra parte essi stessi possono portare alla formulazione di convinzioni, decisioni, giudizi su altre persone
che possono risultare inadeguate e potenzialmente dannose. Il primo aspetto è dato dalla perseveranza degli schemi, cioè da un notevole
attaccamento delle persone verso i propri schemi mentali considerandoli sempre validi e in presenza di informazioni che invece li contraddicono la
risposta è quella di forzare ed adattare gli stimoli nuovi all'interno di categorie già esistenti. Un esperimento di Bruner e Postman (1949) prevedeva
di far identificare a dei soggetti una serie di carte da gioco per un tempo brevissimo in cui, mischiate, c'erano carte anomale, come ad esempio il 4
di picche era rosso oppure il 2 di cuori era nero. Dopo diverse presentazioni, in cui veniva sempre più aumentato il tempo di esposizioni, i soggetti
dovevano riconoscere le carte. L'aspetto interessante era proprio la perseveranza con cui le carte anomale venivano identificate come normali
senza incertezza o perplessità: ad esempio il 2 di cuori nero veniva adeguato in una categoria preesistente come 2 di cuori o 2 di picche. Solo
aumentando il tempo i soggetti cominciavano a notare qualcosa che non andava anche se non ne scorgevano la motivazione. Gli schemi
influenzavano la percezione. A partire da questo esperimento Kuhn (1962) sostenne che gli schemi usino gli stessi meccanismi difensivi facendo
riferimento ai paradigmi dominanti rivolgendosi alla conoscenza scientifica; ci si rassegna a cambiare i propri paradigmi (schemi) solamente dopo
una prolungata esposizione ad una realtà esterna che non vi si adatta, come nel caso delle rivoluzioni scientifiche.
Molti studi hanno evidenziato come gli schemi possano produrre delle distorsioni influenzando sia ciò che vediamo, che ricordiamo e sia il modo
con cui ci comportiamo, in una tendenza alla conferma degli schemi, come creare aspettative e vedere quelle cose previste dallo schema e non
vedere quelle non previste.
Una influenza famosa è quella della profezia che si autoavvera, oppure nella strategia di verifica positiva o nella correlazione illusoria.
L'effetto della Correlazione illusoria evidenzia come un gruppo minoritario riceva una valutazione più negativa rispetto a quello maggioritario
nonostante le azioni possiedano lo stesso grado di positività o negatività (cambia solo la variabile numerica) e il cui risultato mostra come sia
sufficiente far parte di una minoranza per vedere sovrastimata la rilevanza delle proprie azioni da parte della maggioranza. Questo fenomeno varia
in base alla motivazione. Se il giudizio viene dato dagli stessi membri del gruppo di minoranza la correlazione illusoria tende a scomparire. Un
esperimento analogo con omosessuali ed eterosessuali ha confermato questo fenomeno evidenziando inoltre che la correlazione sulla scia di
processi motivazionali debba essere fatta a posteriori per poter essere corretta dalla minoranza. Il fenomeno della correlazione non è universale ma
deve prevedere un gruppo di dominanza.
Da un punto di vista clinico Loren e Jean Chapman (1969) hanno studiato la correlazione illusoria usando il famoso testi di Rorschach (tavolette con
macchie di inchiostro in cui riconoscere figure), a partire dall'ipotese che certe caratteristiche di personalità abbiano una certa tendenza a vedere
determinate figure, in particolare tra determinate risposte e omosessualità. Le correlazioni empiriche dicono che i soggetti omosessuali vedono, più
degli eterosessuali, figure mostruose e più ambigue metà umane e metà animali. Le due sperimentatrici presentarono a dei partecipanti le tavole di
Rorschach con le risposte date da alcuni soggetti diversi dei quali c'era una breve descrizione: alcune erano correlate con l'omosessualità, altre
erroneamente ritenute associate e altre ancora erano neutre. Il compito era stimare quale risposta era associata con ciascuna descrizione. Il
risultato fu che i soggetti riferirono di aver rilevato una correlazione tra le risposte erroneamente associate all'omosessualità e le persone descritte
come tali, evidenziando che drammaticamente molto di ciò che noi impariamo dall'esperienza riflette le precedenti teorie della realtà piuttosto che
sulla reale natura della realtà.
Impressione e realtà
Come le impressioni plasmano la realtà e resistono alle controprove
Le prime cose che scopriamo di una persona, cioè derivanti dal processo on-line, rappresentano un'ancora su cui agganciare altre informazioni che
pian piano veniamo ad apprendere di una persona. Le nuove informazioni possono essere congruenti o incongruenti: le prime rafforzano la prima
impressione, mentre le seconde fanno innescare dei processi di attribuzione tale per cui viene cercata una spiegazione, ovvero una difesa contro un
eventuale cambiamento, che cerchi di mantenere inalterata l'immagine iniziale, cioè coerenza e organicità. L'informazione iniziale è modificabile
esclusivamente quando i processi distribuzionali sono incapaci di riconciliare l'impressione iniziale con le nuove informazioni incongruenti.
La codifica in memoria, cioè lo spostamento dalla working memory alla memoria a lungo termine, passa attraverso strutture schematiche: ad
esempio nell'incontrare una persona si attiveranno immediatamente i meccanismi on-line che genereranno una prima impressione che verrà
eventualmente arricchita di nuove indicazioni, mentre le incongruenze verranno riconciliate grazie ai meccanismi attribuzionali, e infine l'immagine
della persona verrà trasportata nella memoria a lungo termine, ovvero ci sarà un'immagine che ci permetterà di riconoscere in futuro la persona
stessa. Nell'atto di codifica e utilizzando uno stereotipo, ad esempio l'impressione iniziale di Tizio e lo stereotipo dell'avvocato, tutto ciò che è
coerente con il suddetto stereotipo verrà trasferito anch'esso nella memoria a lungo termine, e in questo atto verranno trascurate invece le
informazioni che con lo stereotipo non sono coerenti. Nel momento in cui devo recuperare l'immagine di Tizio, le informazioni che non riescono ad
essere rievocate vengono compensate con informazioni generiche su come gli avvocati sono: questo accade quando non riesco a distinguere quale
caratteristica apparteneva al solo Tizio con quella attribuitegli dallo stereotipo dell'avvocato. Per poterlo diversificare rispetto alla categoria in cui è
incluso, necessito di informazioni dettagliate che lo possano distinguere come un avvocato atipico. E' un processo molto difficile perché le
informazioni incongruenti che lo renderebbero atipico devono contrastare il processo di riconciliazione della prima impressione.
La profezia che si autoavvera
Abbiamo constatato che il comportamento di un soggetto si orienterà sulla base della prima impressione che di una persona si è formato; questa
impressione può essere sia corretta, sia sbagliata, ma in ogni caso non c'è altra scelta che comportarci nei sui confronti in maniera coerente, cioè

celando la categoria dei falsi operati. cioè quelle informazioni che sono incoerenti con lo schema vengono perse se non sono fortemente evidenti e quindi l'informazione viene disattesa. Vennero variate le condizioni di lavoro nei vari reparti. e la relativa ostilità. sotto l'occhio di una telecamera che avrebbe registrato i comportamenti in seguito analizzati da sperimentatori che non erano al corrente dello scopo della ricerca. Quindi indipendentemente dalle reali condizioni fisiche del topo. ad esempio quando abbiamo molta fame. ovvero lo stato di attivazione. quindi la codifica segue la priorità della maggiore probabilità in quel momento specifico. Ratti intelligenti: In questo esperimento di Rosenthl e Fode (1963) chiamarono degli studenti a collaborare sui meccanismi di apprendimenti dei ratti nel percorrere un labirinto. si comportarono come se lo fossero realmente. comunicando loro che erano di due tipi: normali e geneticamente resi più intelligenti. Chen e Burrows (1966) dimostrando come lo stesso stereotipo sui afroamericani. Ricerche simili le hanno condotte anche Bargh. gli schemi sono conservatori. nel secondo caso una persona che indossa un cappello in una folla che ne è sprovvista. In ogni posto dove c’è interazione tra persone. ma le nostre impressioni influiscono sulla realtà. Il fatto che gli operai fossero a conoscenza di essere sotto osservazione. Tutti gli schemi possiedono uno stato di attivazione e per ogni oggetto (o evento) e ne possiamo dare differenti interpretazioni. I ratti ritenuti più intelligenti furono più veloci degli altri proprio per il fatto che gli studenti li trattavano implicitamente in maniera differente. poiché i collaboratori avevano aspettative più basse nei confronti dei ratti operati.. Cole e colleghi (1964) addestrarono un gruppo di medici a svolgere due ruoli e quindi anche due diversi atteggiamenti: il primo di orientamento verso la cura (fiducia nei confronti del farmaco). le persone inoltre mostrano un certo attaccamento agli schemi tale per cui tendono a mantenerli anche in presenza di elementi che li contraddicono. Il test era somministrato realmente. Nel terzo caso le caratteristiche dell'osservatore possono determinare l'accessibilità cronica quando si ripresentano sempre gli stessi schemi tipicamente usati per descrivere se stessi e che sono costantemente più accessibili di altri. Gli insegnanti si erano comportati con questi alunni. anche inconsapevolmente. Agli studenti veniva detto che i tipo potevano essere operati o no. Le nostre prime impressioni a un certo punto diventano realtà: non è la realtà che produce delle impressioni. LA conseguenza più diretta è il fenomeno chiamato come Profezia che si autoavvera o che si autoadempie: cioè si tende a sollecitare quel comportamento che risulta essere coerente con l'impressione che di quella persona si è formati. Effetto Hawthorne: A degli psicologi venne chiesto di condurre indagini per capire quali fossero le migliori condizioni psicologiche degli operai di questa ditta. ha portato ad un aumento del QI negli alunni inizialmente classiifcati come più intelligenti. in maniera diversa. Nel secondo caso il contesto è costituito sia da elementi presenti in un determinato momento in base alla salienza nella percezione degli altri e di noi stessi. mentre e all'altra di origine europea. i ratti ritenuti deficitari.come si immagina che la medesima persona debba essere. la cui selezione venne fatta sulla base di criteri intellettivi. come esemplificati in esperimenti qui spiegati e svolti rispettivamente a scuola. come ad esempio. Rosenthal (1968)somministrò agli alunni un test di intelligenza e comunicò agli insegnanti coloro i qual si collocavano nella fascia del 20% di QI più elevato. mi verrebbe spontaneamente di chiederle di raccontare una barzelletta o un aneddoto che fa ridere. Fish. mentre quando è coerente viene ricordata e notata. L'attivazione è la modalità con cui vengono selezionati i concetti da usare. il secondo orientato alla ricerca (si diceva che era un test). che percepiti prima di trovarsi di fronte allo stimolo. Effetto placebo: I pazienti tendono a rispondere a quelle che pensano siano le aspettative del medico. come un italiano del nord. Le persone esposte ai volti dei afroamericani avevano evidenziato una reazione significativamente più ostile. non faccio altro che produrre il comportamento atteso confermando la mia stessa impressione che su Maria mi ero fatto. di fatto. venivano indirizzati a tre corsi di studio differenti: rapido.. Dopo 6 mesi. e presenta tuttavia anche alcuni effetti collaterali: lo schema causa una minore attenzione verso l'oggetto (o evento) rappresentato poiché si smette di analizzare il contesto e quindi si hanno perdite di informazioni. come ad esempio è possibile interpretare il vigile urbano come un uomo. Dopo ben 130 prove a causa di un fittizio errore si diceva ai partecipanti che era necessario rifare il compito. i pazienti dei due gruppi reagirono differentemente: quelli orientati alla cura trovarono una riduzione significativa dei sintomi magiore rispetto agli altri. Wittgenstein (1953) propone una prospettiva probabilistica secondo la quale i concetti sono organizzati attorno a degli attributi che sono tipici ma che non li definiscono in maniera rigida e i cui confini non sono chiaramente distinti ma confusi: l'appartenenza di un elemento a una categoria è determinato dal numero di elementi che di quella categoria sono tipici. anche per una stessa persona. Tramite un noiosissimo compito sull'individuare il giusto numero di cerchi che apparivano su un monitor. l’effetto della profezia che si autoavvera. ad esempio il concetto di professore in sè contiene gli attributi necessari e sufficienti per definire un professore. operati con asportazione di una parte di corteccia cerebrale. Migliore è lo stato e più elevata sarà la probabilità di essere impiegata per l'elaborazione dell'informazioni in ingresso. ne diventavano anche i responsabili della variazione di produzione: ad esempio si era visto che il livello aumentava sia in condizioni di aumento che di diminuzione della luce. quando le esperienze precedenti tramite priming possono accrescere l'accessibilità a uno schema. quindi in base alla classificazione ne interpreterò il comportamento. i topi si conformavano alle aspettative dei collaboratori dello sperimentatore. venivano sottoposti a una presentazione subliminale di una foto che veniva mostrata a una metà di soggetti di origine afroamericana. 1 anno e due anni risomministrò il test e notò un marcato aumento proprio per quegli alunni che gli insegnanti ritenevano più intelligenti . in modo tale da aumentare il livello di produttività. medio e lenta. ovvero più sono gli elementi tipici posseduti e più è probabile che l'elemento appartiene proprio a . possa essere attivato anche dalla semplice presentazione subliminale di un volto. alla comunicazione intesa come struttura condivisa socialmente in modo tale che è possibile spartire le stesse esperienze in relazione al grado in cui è possibile usare gli stessi. come un europeo etc. noteremo attorno a noi con maggiore probabilità ristoranti e bar. proprio per il fatto che erano operati. Nell'interazione sociale gli schemi servono alla comprensione e alla memorizzazione (sia archiviazione che recupero) dell'informazione che si trova all'esterno da noi. Per esempio se io penso a Maria come una persona divertente. e così facendo. e fanno in modo che la realtà si conformi alle nostre impressioni. noi possiamo assistere al fenomeno della profezia che si autoavvera. renderà l'informazione più saliente. e operati ma senza asportazione (quindi falsi operati). oppure come bisogno di difendere se stessi. ma gli allievi furono sorteggiati a caso. Assumendo lo stesso farmaco ed avendo la medesima gravità di sintomi. in quello sanitario e nella ricerca. Struttura degli schemi Il punto di vista classico trova la sua radice in ambito filosofico e corrobora il fatto che i concetti sono definiti da un insieme di attributi necessari e sufficienti. producendo di fatto un aumento reale del QI in alunni che inizialmente partivano da una base analoga. o una semplice accessibilità situazionale. i partecipanti tutti non afroamericani. l'attivazione è motivata motivata da scopi. Si osservò che sia i ratti operati sul serio e quelli simulati avevano prestazioni uguali. dando loro più fiducia e facendoli sentire più importanti. Questo è l’effetto pigmalione. Un esperimento simile prevedeva tra tipi di topi: non operati. nella nostra cultura una persona con un gonna è molto probabilmente una donna. nell'ambiente di lavoro. L'attivazione avviene congiuntamente sia per gli aspetti dello stimolo. anche se si era già evidenziato che nelle classi lente era prevalente la percentuale di alunni provenienti da classi svantaggiate. Le persone possiedono tanti piccoli concetti a cui sono agganciate delle cariche. Effetto pigmalione: Degli alunni sia di elevata sia di svantaggiata condizione socioeconomica. del contesto e dalle caratteristiche dell'osservatore: nel primo caso le caratteristiche dello stimolo pongono una prima limitazione degli schemi applicabili. e per ognuna di queste corrispondeva un altrettanta variazione. si cerca quell'impressione che possa confermare lo schema attivato.

in cui i nodi corrispondono ai concetti mentre i fili sono i vari legami tra essi stessi: ad esempio il termine aggressività potrebbe attivare differenti concetti annessi come violenza. I sui risultati resero ben conto che chi aveva copiato numeri prevedevano più del doppio dei casi dei soggetti che avevano copiato semplicemente delle parole. Se devo decidere se un individuo è un avvocato o un ingegnere e sapendo che è una persona loquace. I primi contributi si devono a Simon (1957) che sostenne che le persone operano in maniera limitata da un punto di vista razionale e che in realtà si accontentino di soluzioni abbastanza buone per i loro problemi. Negli esperimenti di Gerbner è stata messa in evidenza come gli eventi che ricevono maggiore attenzione dai mass media vengano considerati più frequenti. Secondo recenti studi molti concetti contengono elementi di conoscenza circa relazioni causali che influenzano i processi di categorizzazione: a partire da questo punto di vista si parla dei concetti come basati sulla teoria laddove la relazione tra un concetto e un esempio di esso è simile a quella tra teoria e dati. evidenziò interessanti differenze: i dipendenti nordamericani e australiani sostenevano la sfida personale. come categorie intermedie le persone "fobiche" e come categorie di basso livello le persone "claustrofobiche". una categoria sovraordinata prevede "persone emotivamente instabili". la libertà individuale e il riconoscimento del valore personale. ad esempio più buono o cattivo rispetto a noi. Kahneman e Tversky ricordano che le persone giudicano la frequenza sulla base della facilità di immaginare esempi e quindi sulla disponibilità di essi. postulano l'esistenza di reti associative che vengono rappresentate come dei frammenti di una vera rete. dal contesto culturale in cui le persone vivono. come nel caso degli incidenti aerei e di come l'esposizione ai programmi violenti aumenti la sovrastima della reale frequenza di crimini violenti. Inoltre nel massimo individualismo troviamo Stati Uniti. e chi osserva ritiene queste caratteristiche come tipiche della categoria avvocati. cioè a un approccio ai problemi facendo ricorso all'intuito e allo stato temporaneo delle circostanze con l'obiettivo di generare una nuova conoscenza. Le ricerche fino ad oggi hanno portato a delle distinzioni. come ben evidenziato in un esperimento di Kahneman e Tversky i cui risultati mostrarono che le persone tendono ad ignorare le informazioni sui bassi tassi di frequenza e non tenere conto delle probabilità a priori di ottenere un certo risultato. Le euristiche nel giudizio sociale Nell'attività quotidiana gli individui utilizzano spesso vari tipi di euristica in differenti momenti e occasioni: Euristica della rappresentatività: riguarda il ritenere che le informazioni ritenute tipiche influenzino il giudizio più di quelle che non sono tipiche. I paesi orientali evidenziano un'immagine della persona caratterizzata dai legami di interdipendenza e ancorata alla rete delle relazioni sociali in cui le responsabilità individuali necessariamente sono collegate sempre al contesto sociale e dunque l'individuo è ritenuto meno responsabile delle proprie azioni e dei loro risultati. Le teorie più recenti. Nella vita quotidiana spesso un'affermazione iniziale. si consideri più assertivo di chi. Ecuador e Guatemala. Se precedentemente avrà portato in giro turisti americani avrà attivato lo schema dell'americano. Australia e Gran Bretagna. come ad esempio perdere l'autobus sotto il naso potrebbe portare a pensare che non bisognava fermarsi a salutare un amico. Al contrario un umore cattivo ci sta dicendo che ci sono dei problemi che devono essere analizzati attentamente e che si è ben disposti a praticare altre attività che possano distrarci. motivazioni e scopi usati universalmente. più difficilmente ne avrebbe dovuto ricordarne 12. uomini. dinamica. questo farà propenderà ad interpretare il soggetto come un avvocato. Si tratta di vere scorciatoie cognitive.quella categoria. Il termine euristiche è stato introdotto da Kahneman e Tversky nel 1973 e ne hanno illustrato le principali euristiche. Euristica del riferimento al sé: questa euristica parte dal fatto che le informazioni che riguardano noi stessi sono più facilmente accessibili. che diverrebbero più accessibili..000 questionari sui dipendenti dell'IBM al fine di comprenderne i fattori motivazionali. Euristica dell'ancoraggio e dell'aggiustamento: le persone tendono ad ancorare i propri giudizi a punti di riferimento di tipo arbitrario. Questo tipo di ragionamento è chiamato ragionamento controfattuale. Gli stati affettivi possono influenzare il tipo di strategia cognitiva. mentre immaginare eventi più negativi dell'evento reale (verso il basso) porterà a un miglioramento dello stato emotivo. Le ricerche sulle differenze tra culture individualiste e collettiviste forniscono un evidente esempio del fatto che schemi. e può avere risvolti sia negativi che positivi: immaginare svolgimenti più positivi dell'evento reale (ragionamento controfattuale verso l'alto) farà peggiore lo stato emotivo. Tipicamente un individuo usa le proprie capacità e le proprie conoscenze per risolvere i problemi e in generale utilizza due differenti strategie: compie un'analisi sistematica di possibilità (algoritmo) che consente di avere delle risposte accurate ed efficienti ma comporta anche un grosso dispendio di risorse. Un umore positivo ci sta informando che la situazione è gradevole e senza problemi e dunque da una parte non occorre analizzarla molto accuratamente e dall'altra non c'è nessuna motivazione a fare altre attività che potrebbero sporcare o distruggere il buonumore. anche a livello interpersonale. Questa euristica riguarda anche se stessi.. propenderà per vedere quella persona come un potenziale cliente. ritenute invece di poco conto dei dipendenti del Guatemala o della Corea del Sud. In generale ci si accorge di usare le euristiche nel momento in cui esse falliscono e portano quindi a un risultato inatteso. in differenti gradazioni. oppure si affida alle euristiche. allora sovente utilizziamo noi stesso come veri e propri standard di giudizio. scavalcando le altre. corroborando l'idea che vengano acquisite durante il corso della socializzazione. Da dove vengono i ruoli: il ruolo della cultura A partire dalla prospettiva evoluzionistica e da quella socio-culturale di Vigotskij si è cercato di analizzare se esistono schemi. Nei paesi occidentali prevale una visione della persona indipendente e unica con la tendenza di attribuire all'individuo una notevole libertà sulle proprie scelte vitali e di conseguenza anche ad attribuirgli le responsabilità delle proprie azioni indipendentemente che siano negative o positive. motivi e scopi derivino. Euristica della simulazione: Molti eventi ci spingono a immaginare dei risultati diversi da quelli che si sono in realtà verificati. immigrati etc. ma che a causa traffico arrivano con 30 minuti di ritardo. come è stato esplicitato dagli studi di Schwartz e colleghi in cui le persone che in un semplice compito in cui ricordare solo 6 episodi di assertività personale. e quindi ogni giudizio verrà emesso a partire da avere noi come riferimento. Spesso però ci si ancora a giudizi arbitrari che possono essere slegati dall'argomenti stesso di discussione come ben evidenziato da Wilson (1995) attraverso un esperimento in cui degli studenti dovevano scrivere parole o numeri e successivamente stimare la frequenza di persone che si sarebbero ammalate di tumore. Euristica della disponibilità: la facilità con cui le informazioni vengono recuperate dalla memoria vengono usate come indice di frequenza. Alcuni autori ipotizzano che le reti associative possano esercitare sia un'influenza inibitoria che si attivazione. amante dell'arte. inoltre da come è vestito potrà anche dedurre come poterci comunicare. Una ricerca condotta da Hofstede (1980) con l'ausilio di 80. .. viene usata come punto di partenza ed esercita una certa influenza tale per cui i successivi giudizi non si spostano più di tanto da esso. Nel primo caso un esempio classico è quello di due persone che prendono lo stesso taxi per andare insieme all'aeroporto il cui volo parte nello stesso momento. Esiste anche una classificazione di tipo gerarchico in cui prevedere livelli di categoria.. nel caso in cui a Tizio l'aereo è partito puntuale non ci saranno grosse ripercussioni emotive. armi. Ad esempio se un taxista in un aeroporto noterà una persona con aria smarrita che si guarda intorno con delle valigie a carico. mentre se a Caio l'aereo è partito da qualche istante poiché anch'esso era in ritardo. Il ragionamento euristico Le persone non sempre cercano la soluzione ottimale ma spesso si accontentano di trovare delle soluzioni rapide e poso dispendiose per raggiungere i loro scopi. ad esempio. soprattutto se espressa da una persona competente. mentre gli ultimi posti sono occupati da Panama.

la professione e che sentivano delle voci (ovvero un sintomo della schizofrenia). ma anzi una piccola bugia poteva metterla in scacco e può dare differenti risultati in base alle condizioni ambientali e alle strutture psicologiche. Accuratezza delle stime relative alle caratteristiche di gruppi o categorie di persone Nisbett e Kunda (1985). per ogni singolo argomento. come nell'esempio sopra. fino ad arrivare al 5 = mi piace molto). e inoltre si percepirono i membri dl gruppo esterno come più simili tra loro di quanto realmente non fossero: quest'ultimo viene chiamato Effetto di percezione di omogeneità dell'eso-gruppo. tale per cui non essere in grado di intendere e volere portava a una immunità rispetto ad eventuali punizioni giuridiche. I risultati. I risultati furono che i vincitori delle medaglie di bronzo risultarono più felici di colo che vinsero l'argenti proprio per il ragionamento controfattuale verso in basso per i primi e verso l'alto per i secondi che erano rammaricati nell'immaginare uno svolgimento differente che avrebbe potuto portarli alla medaglia d'oro. Il RUOLO DELLE ASPETTATIVE nella percezione sociale Le persone oltre ai dati sensoriali. cioè non è detto che una persona onesta sia anche generosa. Nel secondo caso il fatto di essere scampati da un incidente in autobus proprio perché mi son fermato a salutare un amico mi farà pensare di essere fortunato. Da una parte c'è l'indubbio vantaggio di facilitare la valutazione. efficace nell'adeguare il proprio comportamento e fornire un risultato attendibile anche in condizioni di scarse informazioni. I risultati evidenziarono che nello stimare caratteristiche personali di un gruppo diverso dal nostro con del quale conosciamo poco si fa affidamento sulle definizioni legate allo stereotipo (gli studenti di ingegneria ritenevano che quelli di economia fossero più estroversi ed impulsivi di quanto realmente fossero). L'aspettativa è influenzata da caratteristiche stereotipiche rispetto alla persona o al gruppo che abbiamo registrato in memoria. quindi analitico e riservato. la teoria implicita di personalità cioè il concatenamento. Ryan e Park (1991) fecero una ricerca analoga su studenti di ingegneria e di economia e commercio. sia immaginando. Caratteristiche fondamentali In ogni caso l'esperimento mostrò che il sistema con cui le persone basano la loro percezione sulle altre persone non è affatto uno specchio fedele della realtà. furono piuttosto accurati. In una ricerca di Medvec e colleghi hanno studiato le reazioni emotive di atleti che durante le olimpiadi vinsero la medaglia d'argento oppure quella di bronzo: vennero fatti valutare da studenti all'oscuro delle finalità dell'esperimento tramite videoregistrazioni.) per poi chiedere una stima personale sia riguardo la loro opinione. ma non può andare altrove e quindi non può prendersi carico di quelle incongruenti. come il fatto di aver dovuto dire al taxista di andare più veloce. prendere il taxi un'ora prima in modo tale da prevedere il traffico e non perdere nuovamente l'aereo. e per l'altra metà tipici di chi lavora nel commercio. Paradosso della percezione di persone David Rosenhan fece un esperimenti in cui i propri studenti venivano inviati in 12 strutture ospedaliere raccontando la loro vita senza censure tranne che per tre piccole bugie che riguardavano il vero nome. Judd. quindi creativo. mentre un terzo dei pazienti ebbero dubbi sulla loro condizione.. lavora sia a livello parzialmente consapevole sia con alcuni processi automatici che crescono grazie alla ripetizione di routine. utilizzano le esperienze depositate in memoria da cui attingere informazioni. In conclusione le informazioni in memoria che vengono attivate funzionano come delle aspettative: ci si aspetta di verificare quelle informazioni che fanno parte dello schema. Questo accade poiché la percezione sociale è governata da una serie di pensieri che sono efficienti ma imprecisi: il loro compito è raccogliere le informazioni che provengono dall'ambiente sociale. Le persone utilizzano spesso nel quotidiano questa teoria in cui prevedono anche assunzioni sulla covarianza tra tratti. originale etc.. Per poterne studiare il livello con cui le persone stimano le caratteristiche e i comportamenti delle altre persone è necessario confrontare i giudizi di frequenza generalmente appoggiandosi all'approccio oggettivo che si fonda proprio sull'assunto di ottenere una misura indipendente di una realtà oggettiva.. come quando si scopre una persona essere un musicista a cui automaticamente associare le caratteristiche stereotipiche della categoria del musicista. altrettanto mi aspetto che sia anche generoso e paziente. In questo modo è possibile non solo ottenere le stime sulla distribuzione delle opinioni degli studenti. il film star war etc. I medici. difatti le medie differivano rispetto a quelle reali di solo mezzo punto.. in categorie sociali che nella memoria diventano schemi contenenti tutte le informazioni tipiche sui comportamenti tipici di quella categoria. Il falso consenso . e da questa interazione la mente è equipollente a un sistema di elaborazione delle informazioni. in questo modo è possibile costruire un quadro di riferimento piuttosto ricco in cui collocare le nuove informazioni. Anche in questo caso il rischio dell'errore di sovra-generalizzazione è dietro l'angolo. Parliamo di un sistema che è flessibile poiché è in grado di valutare qualunque essere umano. tuttavia l'accuratezza si rivelò maggiormente nei confronti di quegli studenti che conoscevano meglio e verso i quali erano influenzati poiché erano membri del proprio gruppo. e dall'altro gli psicologi che affermavano che non era possibile trovare dei confini così netti per discriminare una malattia mentale dalla sanità mentale e quindi con problemi a livello legale. che erano ovviamente all'oscuro di tutto. sottoposero alcuni studenti dell'università del Michigan a temi diversi (mcDonalds. ma anche ottenere le distribuzioni effettive. chiedendo loro di fornire una stima sulla caratteristiche disposizionali proprio tra studenti di economia e ingegneria. la cui valutazione riguarda sia i gruppi e le popolazioni che i singoli individui. Quando l'attenzione va verso caratteristiche congruenti queste verranno notate e ricordate. Inoltre il ragionamento controfattuale negativo aiuta a preparare un'azione a futuro ed individuare i fattori che hanno prodotto l'evento e indurre a comportarsi diversamente. La psicologia giuridica ha due diverse posizioni e due relative conseguenze in merito: da un parte gli psichiatri asserivano che la malattia mentale era riconoscibile attraverso l'analisi dei sintomi. e c'è maggiore affidamento nell'uso di stereotipi che consentono di stimare velocemente le caratteristiche personali dei membri che appartengono a un gruppo sociale diverso dal nostro. Ogni individuo nell'atto di socializzare raggruppa delle informazioni in sistemi omogenei. Vennero usati tratti di personalità per metà tipici dello stereotipo dell'ingegnere. valutati in coefficienti di correlazione. La seconda fonte è data dall'includere uno stimolo entro una categoria sociale. ma dall'altra l'utilizzo di teorie implicite di personalità possono portare alla sovra-generalizzazione in cui vengono attribuite caratteristiche non possedute dalle persona.egli avrà più rimproverarsi da farsi. quindi estroverso e impulsivo. Ricerche sull'ACCURATEZZA Grazie all'accuratezza è possibile arrivare a conoscere le altre persone. geniale. calcolabili dalle risposte. Quello che osserviamo ha un senso proprio sulla base di quanto già sappiamo. cioè se penso a Tizio come a una persona gentile. come le opinioni di altri 100 studenti si fossero distribuite su una scala a 5 livelli (a partire dall'1 = non mi piace affatto. non riuscirono a capire che non fossero dei veri pazienti. l'associazione tra quelle caratteristiche psicologiche che frequentemente vengono registrate come congiunte: ad esempio se esiste un collegamento tra le parole generoso-onesto. sarà facile ritenere che una persona onesta sarà anche generosa e viceversa. La prima fonte di informazione è data dall'associazione fra caratteristiche psicologiche.

. mentre gli studenti si dichiaravano molto più a loro agio: si era prodotta quindi una interiorizzazione di questo fenomeno. mostrò aggiunsero 0. indicando che gli schemi che vengono condivisi all'interno di una cultura sono in qualche modo iscritti nella lingua. scoprì che durante le interviste individuali ognuno manifestava un certo disagio rispetto al proprio comportamento antisociale. quindi generoso e paziente: i tratti pare agiscano quindi come dei veri e propri schemi. di stimare la percentuale di coloro che avrebbero accettato il compito. Le teorie ingenue di personalità impiegate nella vita quotidiana per ottenere conoscenze sugli altri. analoghi ai propri. Teorie ingenue di personalità Le persone ingenue si formano un'idea degli altri a partire dall'uso dei tratti di personalità. nonostante si è consapevoli di come la situazione esterna influisca nei nostri comportamenti.. pernsato e desiderato una determinata cosa.4 per quelli shi gu.7 per i tratti artistici e 0.70) cioè il bambino come rubava un oggetto oggi lo faceva probabilmente anche nei giorni a seguire. Le ricerche sulla FORMAZIONE DELLE IMPRESSIONI INTEGRATE. Le teorie implicite di personalità sono largamente condivise all'interno di uno stesso ambito storico e culturale. che introdusse questo termine. all'inizio dell'anno. infatti coloro che accettarono (circa il 50%) pensarono che avessero accettato il 63% dei loro colleghi. ma che nessuno voleva farlo conoscere agli altri. e sarebbe un'abitudine ragionevole se l'assunto fosse che i comportamenti sono qualcosa di stabile a livello temporale e consistenti nelle situazioni. Il falso consenso è un fenomeno tale per cui viene sovrastimata la diffusione di scelte. il secondo gruppo erano coerenti con lo shi gu per l'1. e dall'altra c'è la consapevolezza che molti incidenti. anche mortali. ma in maniera mediamente maggiore di quanto stimarono per gli altri studenti.5 di tratti coerenti con il tratto artistico e lo 0. che da una parte viene esplicitata agli iscritti al primo anno. i propri atteggiamenti e le proprie scelte siano quelle più diffusi e più comuni. I risultati hanno constatato che in situazioni identiche ma occasioni diverse la stabilità era elevata ( correlazione . Risultati: gli studenti mostrati dagli studenti erano state influenzate dalle scelte personali. Le prime ricerche furono effettuate alla fine degli anni venti da Hartshorne e May dall'osservazione di bambini di una scuola elementare nelle situazioni differenti in cui la situazione offriva l'occasione di ingannare. allora l'esame era davvero difficile per tutti) L'ignoranza pluralistica L'ignoranza pluralistica consiste nel ritenere che siamo gli unici che hanno fatto. curioso. Matza (1964) studiando giovani delinquenti. In pratica ognuno dei delinquenti reputano che gli altri si comportino in maniera coerente con la norma del gruppo perché ne hanno una convinzione interna. come ad esempio il fatto di condividere la stessa percezione riguardo la stabilità di alcuni tratti di personalità. Alla fine tutti i soggetti scrivevano le impressioni che si erano formati sulle persone delle storie. alle matricole se si trovassero a loro agio con questa abitudine. mentre il comportamento dei bambini in differenti situazioni evidenziava una ridotta stabilità (. opinioni etc. mentre il loro medesimo comportamento è determinato dalla paura di non essere accettati o mostrarsi ridicoli nei confronti del gruppo cui si appartiene. Prentice e Miller (1993) hanno condotto una ricerca all'interno dell'università di Princetown in cui vige una norma che riguarda un grande consumo di alcol nelle interazioni sociali. L'accuratezza rispetto ai singoli individui Quando parliamo di altre persone tendiamo ad usare prevalentemente aggettivi che riguardano la loro personalità. Gilbert ed Heider che puntano a rispondere alla domanda in che modo le persone comuni costruiscono le conoscenze relative alle altre persone. e quanto invece lo sarebbero gli altri studenti dell'università. tale norma non viene rispettata. Quindi il comportamento pubblico delle persone non riflette affatto le proprie convinzioni personali e nelle situazioni pubbliche ci si adegua alla norma vigente favorendone il conformismo. Green e House (1977) all'interno dell'università di stanford.. indipendentemente dalla loro adesione o meno. I risultati indicarono che tutti gli studenti si percepivano a disagio. e altrettanto chi pensava non avessero accettato stimarono una percentuale del 23%. I risultati furono: il primo gruppo ebbero 1. questo fenomeno descrive la situazione in cui la maggior part dei membri di un gruppo pensa che una norma sia ormai superata ma che invece ciascuno ritiene che tutti gli altri pensano che sia ancora del tutto appropriata. come per esempio il termine shi gu per indicare persone che danno importanza alle cose concrete e alla propria famiglia. e quindi si crede che gli altri agiscano spinti da una convinzione interna. e di conseguenza nella relativa sottostima rispetto ai comportamenti differenti dal nostro.23) cioè un bambino che non rubava poteva mentire.14) attraverso uno studio sulla stabilità di 9 diversi tratti legati all'estroversione (chiacchierone. In una ricerca di Ross. cioè una persona sarà intelligente oggi come lo sarà domani e lo dimostrerà in differenti situazioni. poiché sarebbe stato percepito come un segno di debolezza. I ricercatori chiesero. A partire dal presupposto degli autori che ipotizzavano il fatto che gli schemi potessero influenzare la formazione di impressioni nei soggetti di differenti culture. I ricercatori. Studiare l'accuratezza significa fare dei confronti tra una persona comune e una misura oggettiva: non si può pensare che una caratteristica di personalità sia equiparabile alla misurazione di una caratteristica fisica come il peso o l'altezza.Il falso consenso consiste nel credere che le proprie idee. dove aver lasciato i partecipanti per mesi immersi nella vita sociale del campus. e al bisogno di convalidare le nostre scelte perché ci fanno sentire meglio (se gli altri scelgono come noi lo stesso telefonino allora vuol dire che abbiamo fatto una buona scelta. Per Allport. chiesero a degli studenti di se fossero disposti ad andare in giro per il campus con un cartello con scritto "pentiti" in cambio di crediti formativi.). Studi accurati di Hoffman e colleghi (1986) hanno messo in luce che esistono differenti etichette nelle diverse culture ricche di significato e usate per indicare i tipi di persone. L'ignoranza pluralistica si verifica quando.4 con quello shi gu. un gruppo cinese il lingua cinese.7 per il tratto artistico. e dall'altra prevedono anche delle assunzioni in merito alla covariazione tra i tratti. tra cui la propensione di attingere stime dalle nostre opinioni in caso di scarse informazioni. mentre il terzo gruppo la cui lettura in inglese avrebbe dovuto evocare lo schema del temperamento artistico nonostante l'origine culturale. Nelle culture occidentali ad esempio nel termine "temperamento artistico" vengono attribuiti altri significati come l'essere creativi o 'l'essere persone poco convenzionali e così via. e li sottoposero e partecipanti cinesi e inglesi in tre condizioni: un gruppo di inglesi leggevano le storie in inglese. sono proprio derivanti dal consumo di alcol. al ricordare più facilmente scelte simili alle nostre che porta all'euristica della disponibilità. se hanno ottenuto un basso volto in un esame. e un gruppo cinese che leggevano le storie in inglese. Specificarono inoltre che anche in caso di dinego avrebbero ottenuto lo stesso i crediti promessi ma che avrebbero perso l'opportunità di farsi un'interessante esperienza. mentire e rubare. e sulla attribuzione causale: L'APPROCCIO LOGICO Molte ricerche si appoggiano all'approccio logico con riferimento ad Asch. o lontani dal gruppo. Questa tendenza è dovuta a diversi fattori. Chiesero agli studenti. da una parte tendono a sottovalutare la variabilità del comportamento delle persone che deriva dai fattori situazionali. Anche Newcomb ha rilevato la poca stabilità del comportamento (. cioè se penso che una persona sia gentile mi aspetto che sia coerente con il medesimo tratto anche in differenti occasioni. mentre in privato. crearono delle storie con cui descrivere il comportamento di una persona con un temperamento artistico oppure shi gu. decisero di ricontattarli e notarono che nei confronti delle studentesse l'ignoranza pluralistica si era mantenuta se non accentuata. Modello di ricerca sulla personologia ingenua) di Solomon Asch .3 e lo 0.. le stesse parole in Cina invece non rendono la medesima idea di persona. ma ve ne saranno altre. si creda che non agisca nella stessa maniera per gli altri membri.

Per questo autore la percezione sociale altro non sarebbe che un'integrazione algebrica dei singoli elementi di informazione. Da questa prospettiva emergono due distinte teorie e dunque due approcci diversi di percezione sociale. Modello CONFIGURAZIONALE (SI) di Solomon Asch 1974 A partire da una prospettiva tipicamente gestaltista. A partire da pochi dati essenziali. Confronto dei due modelli di Asch e Anderson Il modello configurazionale di Asch viene formulato a partire da una prospettiva tipicamente gestaltista. In questo modello l'interazione tra i vari tratti e i diversi elementi informativi. Asch comunque non chiarisce il processo cognitivi di queste impressioni integrate. Buona parte dei nostri giudizi sono collocabili all'interno di un continuum bipolare di tipo approccio-evitamento. Lo scopo della persona determina il valore dei tratti. e il cui risultato è costituito da un unico percetto da cui non è più possibile distinguere i singoli elementi che lo hanno generato. ha confermato che ogni soggetto era riuscito a formarsi velocemente un'impressione complessa di una persona a partire proprio dai singoli tratti. al contrario di una priva di calore che verrà interpretata come astuzia. cioè più una persona si avvicina a un polo di evitamento più avrà una connotazione negativa. descrive la percezione sociale come l'integrazione algebrica dei singoli elementi di informazione retta da due caratteristiche: la prima è la prospettiva funzionale che fornisce un valore di rappresentazione. porta ad un'analisi dei valori. sia rispetto alle caratteristiche che la persona ci rivela di sé. legato alla teoria della psicofisica. la figura corrisponde all'immagine delle caratteristiche della medesima persona. ad esempio che l'intelligenza in una persona dotata di calore umano viene letta come saggezza. In un altro esperimento in cui venivano presentate due liste di aggettivi che differivano solo per l'ordine di presentazione. a seconda sia di come ci si pone nei confronti dell'altro. Asch affermava che i singoli elementi di una figura si integrano tra loro seguendo il principio della buona forma: nel percepire una persona. intendendo con questo non che ogni tratto possieda sempre il medesimo significato. sia rispetto alle caratteristiche che la persona ci rivela di sé. In questo modello l'interazione tra i vari tratti e i diversi elementi informativi. Asch comunque non chiarisce il processo cognitivi di queste impressioni integrate. sia quelle che arrivano dalle inferenze. Il risultato di un esperimento in cui dei soggetti dovevano leggere una lista di tratti e fornire una descrizione della persona. Il risultato dimostrava che tutte le persone erano in grado di formarsi un'impressione complessa di una persona proprio a partire dai singoli tratti ed era un compito svolto velocemente e in qualche modo definibile come naturale. In questo modello ci sono due caratteristiche fondamentali: La prospettiva funzionale fornisce un valore di rappresentazione e parte dal presupposto che i pensieri e le azioni hanno uno scopo e ciò che abbiamo in mente guida la percezione nella formazione della percezione sociale. Asch affermava che i singoli elementi di una figura si integrano tra loro seguendo il principio della buona forma: nel percepire una persona. . In un altro esperimento in cui venivano presentate due liste di aggettivi che differivano solo per l'ordine di presentazione. da parte dei soggetti. che invece. al contrario di una priva di calore che verrà interpretata come astuzia. L'interazione con una persona riceve un valore traducibile in peso algebrico. Non si parla più di fusione come con Ash. si costituisce un nucleo a cui si agganciano altre informazioni sia ambientali. L'interazione con una persona riceve un valore traducibile in numeri. ma completavano l'operazione di descrizione grazie al'uso di inferenze per produrre una personalità ricca e complessa. L'algebra cognitiva è un processo di integrazione di informazioni disponibili che sono descrivibili come calcoli e operazioni algebriche. influenza il significato attribuita a quella che segue.information integration theory) di Norman Anderson 1981 Un modello differente da quello proposto da Asch viene formulato per primo da Anderson nel 1981. L'algebra cognitiva porta ad un'analisi dei valori. LA FORMAZIONE DI INFORMAZIONI COMPLESSE Modelli configurazionali e modelli algebrici di formazione di impressione di personalità Ci si chiede se invertendo l'ordine dei fattori possa cambiare il giudizio che formuliamo di una persona. ma che sono proprio gli scopi della persona a determinarne il valore. Asch organizzò un esperimento in cui dei soggetti dovevano leggere una lista di tratti e fornire successivamente una descrizione della persona. a seconda sia di come ci si pone nei confronti dell'altro. E' un processo che avviene in modalità automatica. ma completavano l'operazione di descrizione grazie al'uso di inferenze per produrre una personalità ricca e complessa. il cui approccio era legato alla teoria della psicofisica. Il modello descritto da Anderson. espresso prima che gli stessi vengano usati per descrivere la persona. i soggetti non si limitavano all'uso esclusivo dei tratti. e la seconda è L'algebra cognitiva. come ad esempio nel modello del continuum di Fiscke e Neuberg. Il risultato dimostrava che tutte le persone erano in grado di formarsi un'impressione complessa di una persona proprio a partire dai singoli tratti ed era un compito svolto velocemente e in qualche modo definibile come naturale. Il modello ALGEBRICO (NO . la figura corrisponde all'immagine delle caratteristiche della medesima persona. ad esempio che l'intelligenza in una persona dotata di calore umano viene letta come saggezza. Il processo di interazioni delle informazioni non è un processo cosciente ma avviene in modalità automatica. influenza il significato attribuita a quella che segue. ma di addizione. egli concluse che l'informazione che precede. Ogni tratto riceve anche una valutazione non modificabile. in peso algebrico. il cui giudizio finale corrisponderà alla media ponderata dei singoli tratti attribuiti a questa persona. da cui è possibile ottenere un valore finale che costituirà il giudizio formulato sulla persona. La variante cruciale si basa sul giudizio che viene fatto sul valore del singolo tratto. i soggetti non si limitavano all'uso esclusivo dei tratti. il cui risultato è costituito da un unico percetto in cui non è più possibile distinguere i singoli elementi che lo hanno generato. E' stato dimostrato che questi due modelli non siano empiricamente confrontabili in maniera diretta ma hanno stimolato modelli più recenti che si basano sul fatto che la mente umana possa far funzionare le due modalità perlomeno in alcuni parametri. il cui risultato è costituito da un unico percetto in cui non è più possibile distinguere i singoli elementi che lo hanno generato. egli concluse che l'informazione che precede. si costituisce un nucleo a cui si agganciano altre informazioni sia ambientali. sia quelle che arrivano dalle inferenze. Il giudizio sarà quindi la media ponderata dei singoli tratti attribuiti a questa persona.A partire da una prospettiva tipicamente gestaltista. danno luogo a una configurazione in cui alcuni elementi assumono una posizione centrale e tendono a modificare l'interpretazione degli altri elementi: in un suo esperimento era risultato. Allora modificare l'ordine degli addendi non modifica il risultato finale (intelligente + tirchio + affettuoso = affettuoso + tirchio + intelligente). cioè l'impressione di personalità che una persona offre corrisponde esattamente alla somma del valore che deriva proprio da quei tratti e che noi riconosciamo in essa. ma di addizione. danno luogo a una configurazione in cui alcuni elementi assumono una posizione centrale e tendono a modificare l'interpretazione degli altri elementi: in un suo esperimento era risultato. Non si parla più di fusione come con Ash. Asch organizzò un esperimento in cui dei soggetti dovevano leggere una lista di tratti e fornire successivamente una descrizione della persona. A partire da pochi dati essenziali. come ad esempio buono-cattivo. e da cui si ottiene un valore finale che costituirà il giudizio formulato sulla persona. in cui i singoli elementi di una figura si integrano tra di loro seguendo il principio della buona forma: l'interazione tra i vari tratti e i diversi elementi informativi danno luogo a una configurazione che fa emergere le caratteristiche centrali della personalità di una persona centrali delineando un nucleo attorno al quale vengono agganciate altre informazioni sia ambientali che di derivazione inferenziale.

le forze personali sono pari a zero: la prima è il potere. sforzo e intenzione). La traccia si chiama esemplare in memoria. quali sono i suoi scopi. in quanto questi esemplari sono stati memorizzati non solo come un lista di caratteristiche (veste scuro. e dall'altra l'integrazione di informazioni individuali che richiede una maggiore attenzione alle caratteristiche specifiche). gli altri e nell'ambiente. prevedevano che l'anticipazione di uno stato di interdipendenza potesse spingere il soggetto in una elaborazione più dettagliata. e causazione personale che risulta essere autentica quando l'effetto deriva solamente da un'azione intenzionale diretta a provocalo. la motivazione all'accuratezza data dal grado di motivazione nell'ottenere un'informazione accurata. i suoi pensieri e così . ma contestuale: valuto le persone in anticipo per il fatto che assomigliano a persone che ho conosciuto in passato.). Questo tipo di meccanismo descrive come la mente cerchi sempre di capire che cosa succede alla persona osservata.Il modello del CONTINUUM di Fiske e Nueberg anni 90 Questi due autori hanno ipotizzato che il modello di Asch e Anderson potessero corrispondere ai due poli del continuum di un processo cognitivo per la formazione di impressioni: il modello configurazionale (Asch) evidenziava il bisogno di arrivare velocemente a una soluzione. L'attribuzione permette di assegnare agli oggetti. fiducia in se stessa. tale per cui formulo un giudizio su una persona. e queste sono definite come forza ambientali internalizzate poiché si configurano come dei doveri. questo è possibile perché ognuno conserva in memoria delle tracce più o meno ricche. con il pretesto di compilare dei questionari di personalità. sia le qualità che di essi si reputano tipiche. L'analisi ingenua parte dall'osservazione che ogni azione produce un effetto o un risultato che a sua volta dipende da forze personali oppure ambientali legate da una relazione additiva. I due autori. Nel giudicare Frank veniva valutato sia il rating di piacevolezza che il tempo di lettura del fascicolo (più leggevano e più mostravano interesse). venivano trattati male e lo sperimentatore era sgarbato. che da forze personali composte da potere (abilità e competenza) e dal tentare (motivazione. Nell'esperimento di Lewicki del 1986. legare tra loro gli eventi attraverso relazioni di causa-effetto che dipendono sia da fattori ambientali. Le forze personali sono costituite da due componenti unite tra di loro da una relazione moltiplicativa intendendo che all'assenza di una delle due. Dopo la compilazione dovevano riconsegnare i questionari a uno dei due collaboratori che era libero (in realtà lo erano entrambi) che erano ben differenti tra di loro. quindi. il giudizio che formulerò risentirà della somiglianza con Sergio poiché con lui ho più caratteristiche in comune rispetto agli altri due. quali sono i suoi scopi. che non si basa su una caratteristica fisica fissa.) e anche a quello che una persona possiede (per mettere in atto l'azione). quindi colui che era vestito. Le forze ambientali sono gli ostacoli che si possono presentare come difficoltà logiche o materiali. Questa permette l'identificazione delle caratteristiche personali che hanno determinato l'azione stessa. A metà gruppo veniva comunicato che c'era in palio un premio per la migliore interazione tra studente e paziente. Ci sono tre parametri che condizionano il modello: la disponibilità di attenzione. rispetto alla condizione di non interdipendenza. mentre se si tratta esclusivamente di una causazione personale autentica si procede alla seconda fase. A tutti veniva dato un fascicolo che riguardava la descrizione del paziente. i suoi pensieri e così via. Sergio. Le persone s'imbattono nella vita quotidiana in proibizioni o norme che riducono le possibilità di azione della persona. cioè un effetto è dato alle sole forze ambientali se quelle personali sono a zero e viceversa. Il terzo assunto dice che i soggetti (esemplari in memoria) che richiamo alla memoria per poter valutare chi ho di fronte vengono richiamati in abse alle caratteristiche di somiglianza. Se l'azione del soggetto ha una causazione esterna si avranno informazioni di causa-effetto che legano quel particolare stimolo a quella particolare azione. come ad esempio ostacoli. dovevano interagire con un paziente schizofrenico di nome Frank.. Il secondo assunto parte dal presupposto che il giudizio che esprimiamo su un esemplare dipenda dalla somiglianza con lo stimolo target. o che viene percepito come tale e quindi il locus causale è interno all'attore: diversamente la causazione è non-autentica. Per esempio se io conosco tre persone. Il modello del continuum prevede che la modalità di valutazione e di formazione del giudizio. Il motivo fondamentale capace di innescare i processi di attribuzione causale è la percezione di incongruenze.. ed è assimilabile a quella di causazione non-personale. L'osservatore ha una base solida per comprendere e prevedere il significato della persona osservata dando struttura e significato al mondo sociale. pettinato come lo sperimentatore sgarbato riceveva una considerazione implicita negativa sulla base della somiglianza con lo sperimentatore. cioè le caratteristiche disposizionali riscontrabili in noi stessi. Il modello basato sul RICORDO DI ESEMPLARI Questo modello prevede tre assunti: il primo riguarda la memoria come contenitore di rappresentazioni specifiche di esemplari che possono essere rivitalizzati. nel secondo gruppo. Il risultato fu che i soggetti del gruppo sperimentale preferivano riconsegnare il questionario all'assistente che non era simile allo sperimentatore. riferito alle abilità e alle competenze di una persona (intelligenza. possa essere descritta lungo un continuum. non c'è alcuna necessità di approfondire. e viceversa. oppure come fattori sociali. dei soggetti venivano divisi in due gruppi: nel primo venivano trattati in maniera cordiale. mentre di fronte a un comportamento inatteso e/o che non ci aspettavamo. più o meno vivide di tutte le persone che abbiamo incontrati. alle persone e agli eventi sia delle caratteristiche durevoli.. cioè la quantità di risorse di cui disponiamo in quel preciso momento. Il parametro fondamentale del modello è dato dalla somiglianza con esemplari già conosciuti in passato. interrogati e utilizzati per compiere una formulazione di giudizio anche senza che il soggetto ne sia consapevole. mentre il modello algebrico puntava ad esaminare accuratamente le informazioni e quindi più tempo disponibile. ai cui due estremi si posizionano da una parte l'utilizzo esclusivo di informazioni categoriali più veloce e senza sforzo cognitivo.. come di fatto venne dimostrato con un esperimento nel 1987 in cui degli studenti.) ma a ciascuno di essi è stato ancorato anche un giudizio. interna al soggetto. divisi in due gruppi. la motivazione e la quantità di informazioni e più l'elaborazione risulterà meno veloce e più dettagliata. cioè se le cose vanno nella maniera che ci si aspetta. Il processo di attribuzione avviene in due fasi: la prima consiste nello stabilire quale fattore può essere riferita un'azione osservata (causaleesterno. Heider parla anche di egocentrismo nell'attribuzione nell'esprimere quella tendenza che fa ritenere il proprio modo di pensare ed agire in un determinato momento come fosse una norma da adottare nei giudizi di azioni altrui. Questo tipo di meccanismo descrive come la mente cerchi sempre di capire che cosa succede alla persona osservata. I risultati mostrarono che nella situazione di dipendenza Frank veniva giudicato più positivamente e i soggetti passavano più tempo a leggere il fascicolo. mentre la seconda è il tentare cioè la spinta motivazionale distinta in intenzione e sforzo: ciò che si intende fare e l'energia fisica e psicologica per poterlo farlo. indipendente dalle sua intenzioni. Paolo e Anna con i quali ho avuto in passato delle esperienze. quello sperimentale. ovvero di non-interdipendenza. Cosa è l'attribuzione causale L'essere umano tende a correlare. cioè la quantità che la persona ci offre. mentre all'altra metà che l'assegnazione era individuale. e la quantità di informazione. chiamata attribuzione causale grazie al quale si individuano le cause delle azioni e degli eventi osservati. Le PERSONE COME VENGONO INTERPRETATE in base al loro comportamento L'approccio allo studio della personologia ingenua: analisi ingenua e attribuzione casuale Fritz Heider (1958) suggeriva che le persone comuni usano la logica e le regole per dare senso alla propria condotta e a quella degli altri e ne costituiscono una psicologia ingenua. cercheremo di scoprirne le cause e le motivazioni. Per Heider è fondamentale distinguere fra causazione non-personale che è esterna e situazionale. Ovviamente maggiore saranno le risorse. giuda con prudenza etc..

Associazione: l'attore non ha fatto nulla per impedire un evento ma anzi ne rimane un osservatore passivo: per esempio se di fronte a uno scippo rimaniamo immobili. Intenzionalità: l'attore ha agito intenzionalmente nell'azione. Il motivo fondamentale capace di innescare i processi di attribuzione causale è la percezione di incongruenze. Secondo l'autore il processo di attribuzione si distribuisce su tre variabili: le persone la cui azione può essere osservata. nel secondo da qualche fattore ambientale o cause esterne. Il concetto di personalismo implica quello di rilevanza edonica ed è riferito alla percezione di chi osserva. dalle informazioni fino a inferire le cause. è il grado di approvazione di un comportamento all’interno di un sistema culturale. o la tendenza. Sono gli effetti non comuni e quindi specifici per ogni azione che permettono di poter inferire la vera disposizione dell'attore e che è l'elemento indispensabile per la corretta attribuzione. In secondo luogo c'è la Desiderabilità sociale. mentre di fronte a un comportamento inatteso e/o che non ci aspettavamo. intenzionalità e giustificazione. le disposizioni etc. quindi la responsabilità sarà limitata poiché è assente qualunque intenzione: ad esempio un incidente in macchina verrà indennizzato dal terreno scivoloso. e a partire da queste alle disposizioni personali che quindi le sottendono. Causa: l'evento è prodotto dall'attore in maniera accidentale. sulla base dei comportamenti che osservano nelle altre persone e in base alle caratteristiche dei contesti. L'attribuzioni viene divisa in 2 fasi di processo: la prima è data dal riconoscimento del carattere intenzionale dell'azione che viene osservata (che dipende dalla certezza che la persona conosca gli effetti della sua intenzione e che ne possegga le capacità necessarie per dar luogo all'azione). . La rilevanza edonica indica il significato che una certa azione ha in termini di sostegno o di attacco ai valori dell'osservatore. i tempi e le modalità tra le persone e le entità-stimolo. la specificità è l'informazione. Il modello ANOVA esige la ripetizione delle osservazioni per poter stabilire le modalità attraverso le quali queste tre componenti covariano tra loro. perché è nel suo ruolo dare informazioni. come una norma o una inibizione.via. i gusti e le caratteristiche della medesima persona che ha effettuato la scelta (se scelgo una casa con giardino mi porterà a pensare che sia una amante della natura. E' necessario accertarsi che l'attore nel momento dell'azione si trovi in condizioni di libera scelta che si percepisca nella medesima condizione: sotto costrizione. cercheremo di scoprirne le cause e le motivazioni (un dirigente che gode di una certa professionalità che si infila le dita nel naso). Inferenze corrispondenti Le persone generalmente. ciò che contraddice un’aspettativa lo è molto di più. Il processo di vera inferenza si instaura confrontando gli effetti potenziali dell'azione scelta dalla persona. mentre è esterno quando le attribuzioni sono delegate a spiegazioni circostanziali. Locus della causalità Il locus può essere interno quando la spiegazione di ciò che è avvenuto viene ricondotto a motivazioni o abilità della persona che pratica l'azione. cioè quell'effetto che l'attore potrebbe perseguire per avere un effetto socialmente desiderabile. in questi casi tipicamente la responsabilità viene delegata e attribuita ad altri fattori.. della persona che viene osservata nel compiere la stessa azione (o risposta) verso uno stimolo-entità in differenti occasioni e con diverse modalità di rapporto. condizione ottimale di alta corrispondenza (pochi o solo un effetto comune e bassa desiderabilità): una solida attribuzione delle caratteristiche della persona osservata è data solo quando c'è un basso numero di effetti non comuni e una bassa desiderabilità di tali effetti. il comportamento è voluto. chiarezza banale (effetti non comuni pochi o uno e desiderabilità elevata). e quindi tanto più è alta e tanto più la risposta sarà generalizzata. Il modello ANOVA di Kelley Kelley è il primo a dare conto del processo di attribuzione come processo cognitivo dal basso verso l'alto. Modello DELL'INFERENZA CORRISPONDENTE di Jones e Davis Secondo questi autori sono proprio le caratteristiche disposizionali degli altri che forniscono quegli elementi necessari alla rappresentazione stabile e significativa del nostro mondo sociale: il processo attributivo è dato dal risalire al comportamento e agli oggetti osservabili in una persona. non è possibile che l'attore sia intenzionale: il processo di attribuzione è evidente soprattutto nei casi in cui l'azione osservata si discosta de quelle che sono le aspettative della persona stessa. dove se le cose vanno nella maniera che ci si aspetta non viene avvertita alcuna necessità di approfondire. dalla nebbia etc. o la tendenza. Risulta cruciale comprendere quali siano queste informazioni da cui trarre inferenze corrispondenti: La prima è data dagli Effetti non comuni quando il comportamento è la risultante di una scelta. Giustificazione: l'evento è stato dato come risposta a specifiche circostanze. di una persona piuttosto che una condotta desiderabile. ma anzi sono conferme attese: ci dice molto di più chi dal ruolo si discosta e non si conforma. Questa modalità permette di poter anticipare i probabili comportamenti di un individuo in analoghe circostanze. per spostare un cannone. tendono a produrre delle inferenze sul grado di responsabilità dell'attore e sulle sue disposizioni ritenute stabili. la tendenza di altre persone nel fare la stessa azione nei confronti dello stimolo. Secondo Kelly ci sono delle informazioni indispensabili per questo processo: il consenso. Ad esempio un vigile che dà informazioni a un turista non ci dice che il vigile è una persona gentile.. ovvero l'attore sociale (per Heider si parla di autenticità solo se è l'effetto di un'azione intenzionale). Si possono avere 4 diverse condizioni di inferenza: una condizione di ambiguità banale (effetti non comuni alti ed elevata desiderabilità di essi). Ciò che conferma un’aspettativa (culturale o di ruolo) è poco diagnostico. Questo processo lo rivolgiamo anche nei confronti di noi stessi. la consistenza è quell'informazione. Inoltre bisogna tener conto del principio della desiderabilità sociale. fino alle eventuali intenzioni. la valutazione fornisce informazioni sulle preferenze. poiché ci aspettiamo delle cose da noi piuttosto che altre e quindi ogni evento inatteso susciterà la voglia di capirne le motivazioni. quindi quanto più è alta tanto più la risposta dell'attore risulterà generalizzata. con quello delle altre azioni disponibili però non messi in atto dall'individuo stesso in quella specifica condizione: in questo modo si isolano gli effetti comuni e caratteristici solo dell'azione che sono privi di significato. e la seconda dall'inferenza proprio delle caratteristiche disposizionali dell'attore stesso. le entità-stimolo che caratterizzano la situazione di osservazione. come ad esempio quando una persona uccide un assassino per legittima difesa e viene giustificata nel suo comportamento.. Terzo i Ruoli sociali che confermano che l'essere conformati al proprio ruolo non specifica nulla delle disposizioni interne di una persona. e quindi affidarci a aspettative ritenute affidabili. come è caratteristico nei comportamenti devianti le convenzioni e le norme sociali. In un esperimento metà soggetti erano sottoposti all'ascolto di una storiella in cui un tenente. quindi un comportamento non desiderabile fornisce molte più informazioni rispetto al comportamento. come tirare uno schiaffo. ambiguità interessante (effetti non comuni pochi e desiderabilità bassa). chiedeva una mano a un sottoposto (sergente) o una persona di grado superiore (colonnello). mentre all'altra metà veniva narrata la stessa storia ma con i ruoli invertiti e veniva infine chiesta ai due gruppi quale persona era stata più gentile: i risultati mostrarono che nella stragrande maggioranza dei casi il colonnello veniva valutato più gentile del sergente poiché era essendo sottoposto era previsto dal suo ruolo e non viceversa.. che l'azione è intenzionalmente volta a favorirlo o danneggiarlo. ma sarebbe interpretato diversamente se fosse stato un impiegato di banca. è poco utile ai fini della ricerca di una spiegazione. siamo responsabili per associazione . causa. Nel primo caso l'osservazione dipende da qualche fattore interno della persona che ha agito. In base al locus che viene impiegato per spiegare un comportamento. corrispondono vari livelli di responsabilità riconosciute all'attore sociale: associazione. la consistenza e la specificità: il consenso è l'informazione.

Viene fatto leggere a dei soggetti un testo con un argomento a favore o contrario a una determinata questione (l'uso della droga) attribuito a un ipotetico partecipante di una ricerca precedente: vengono comunicate le condizioni. ma è possibile solamente cercare di correggerle. Queste informazioni vengono raccolte e analizzate e danno luogo a una configurazione che. ma dimostrava la validità della tesi gestaltista: l'intero è più della somma delle su parti. influenza di altre persone e così via. simile a quello per costruire i calcolatori elettronici.. Inoltre per Quattrone un ruolo importante lo gioca il contesto "occidentale" . e quindi più è alta e mano la risposta sarà generalizzata. e dall'altra le risposte che i partecipanti fornivano. delle scorciatoie cognitive per semplificare il problema e concentrarsi sul problem solving. la cui spiegazione data sia da Heider che Ichheiser. mentre gli insuccessi sono attribuiti a spiegazioni situazionali. sia modelli avanzati per l'attribuzione causale. Grazie a lui oggi è possibile formulare delle leggi che sintetizzano le relazioni che uniscono da una parte le caratteristiche dello stimolo. è che la persona è più saliente dei fattori situazionali. Ma si è visto che anche in queste condizioni le inferenze venivano attivate dagli osservatori. motivi dell'attore. o prigioni invisibili. ad alcuni studenti. e la formazione dell'impressione integrata sulla base delle diverse disposizioni inferite. le liste di tratti. male. La formazione di impressioni integrate. al contrario. in base alla presenza di questi criteri. cioè si crea una situazione che porterebbe il partecipante a percepire chiaramente l'assenza di libertà. Nella condizione di accordo forzato. di conseguenza. I fattori culturali sono dunque alla base degli errori disposizionali mentre la diffusione deriva da fatto che i fattori situazionali sono scarsamente visibili per la persona: per esempio non è possibile sapere cosa fa una persona quando l'osservatore non è presente o se la sua stessa presenza non influenzi la persona osservata. Gunter Bierbrauer nel 1979 cercò di eliminare la sottostima derivante dell'errore fondamentale di attribuzione. I suoi esperimenti indicano che per i comportamenti indesiderabili i soggetti nordamericani fornivano il doppio delle ragioni disposizionali. consiste nell'attribuire il comportamento di un'altra persona (attore) a partire dalla nostra osservazione. l'aggiustamento sulla base dei fattori situazionali o correzione. Nelle interazioni sociali le persone utilizzano le euristiche. cioè senza la libertà di scelta. ma non spiegava quali fossero i processi cognitivi usati dalle persone per giungere al prodotto finale. dove le assunzioni culturali condivise predispongono il soggetto ad ancorare l'atto alla persona piuttosto che alla situazione. circostanze. e Ragioni contestuali connesse a regolazioni normative. Questa visione rende conto del fatto che l'errore fondamentale non sia un errore quanto piuttosto una distorsione prodotta dall'uso di schemi tipici del contesto culturale di riferimento.dell'azione (risposta) nei confronti proprio di quell'entità-stimolo e in quelle diverse rispetto a quella presa in esame. quanto piuttosto una inevitabile conseguenza del sistema ideologico del 19° secolo. determinerebbero quale locus causale è più probabile in quel determinato caso e il suo relativo grado di stabilità (locus esterno = allo stimolo. Tramite l'euristica di giudizio tendiamo a dare la responsabilità all'attore. I fattori situazionali non fisicamente presenti sono quelli più influenti secondo Ichheiser a tal punto che li definì Catene sociali invisibili. in modo tale da spiegare come i processi automatici e controllati interagiscano tra loro per dare senso alle altre persone e quindi a ciò che fanno. o caratterizzazione (le disposizioni implicate nell'azione). in cui il soggetto ha scritto il testo e successivamente viene chiesto ai soggetti di valutare il vero atteggiamento dell'autore stesso. del prodotto che diventava una impressione integrata. che a loro volta fornivano il doppio delle ragioni contestuali rispetto agli americani. alle caratteristiche che sono proprie della medesima persona. mentre disposizioni esterne per non attribuirci gli insuccessi (spiegazioni situazionali). Oggi la modalità prevalente si basa su una sequenza di operazioni con caratteristiche determinate che possono essere rappresentate mediante un diagramma di flusso. In ognuno dei 10 esperimenti veniva manipolata una caratteristica dalla lista di tratti e usata come informazione stimolo con lo scopo di osservare le impressioni che i partecipanti si formavano. circostanze ambientali. inizialmente usato da Jones e Davis nella loro inferenza corrispondente. Il modello di Gilbert cerca di costruire un modello di sequenza cognitiva a partire dall'integrare sia le aree di ricerca dell'attribuzione e formazione delle impressioni. Ristagna quindi la convinzione che il successo o l'insuccesso sociale di ognuno dipenda fondamentalmente dalla proprie capacità personali. chi osserva dovrebbe astenersi dal fare inferenze sugli atteggiamenti dello stesso. Il modello prevede 4 fasi disposte in sequenza: Identificazione dell'atto o categorizzazione (La persona cosa ha fatto?). e di conseguenza il successo o l'insuccesso sociale dipende prevalentemente delle sue capacità personali. rispetto agli indiani. e quindi secondo la teoria dell'inferenza corrispondente. Differenza attore-osservatore Un comportamento specifico non ha sempre lo stesso significato. cioè le persone adotterebbero l'euristica di ancoraggio e aggiustamento: questa euristica non implica che l'ancoraggio necessariamente debba verificarsi nei termini di distribuzione causale. fondato sull'assunzione che il successo )o insuccesso) sociale dipenda prevalentemente dalle capacità personali di ognuno. vengono usate maggiormente le circostanze ambientali. come i paesi occidentali. cioè la caratteristica disposizionali personale. piuttosto che da fattori esterni e situazionali. l'inferenza di disposizioni stabili della persona. Il PROCESSO SEQUENZIALE nella percezione sociale Per Asch lo scopo degli esperimenti era quello di scoprire quale fosse il processo tramite il quale le persone si formano delle impressioni di personalità di altre persone a partire da frammenti di informazioni. locus interattivo = attore/stimolo o attore/circostanze). Nella valutazione del proprio comportamento. Un paradigma di ricerca è quello dell'accordo forzato. Quattrone (1982) fornisce una visione cognitiva differente. . L'errore fondamentale di attribuzione di Ross (1977). Secondo Ichheiser la tendenza a sopravvalutare nel comportamento degli altri la cause personali rispetto a quelle ambientali non è un errore commesso dalle persone poco colte. una vivida ricostruzione dell'esperimento di Milgram o di rivestire il ruolo dell'insegnante obbediente. cioè le impressioni di personalità. Secondo questo autore non è possibile evitare la formazione di inferenze disposizionali poiché si verificano in automatico. L'errore fondamentale sembra comparire maggiormente nelle culture che hanno una visione individualista. ovvero la differenza tra attore e osservatore. a partire dal presumere che le persone cattive facciano cose cattive e quelle buone azioni buone. Quando invece si valuta il proprio comportamento prevalgono caratteristiche situazionali. grazie ai quali gli psicologici sono riusciti a ricostruire i meccanismi di pensiero che generalmente sono coinvolti nelle interazioni sociali. E' una tendenza sistematica che ci riporta all'euristica di giudizio in cui tendiamo a dare all'attore le responsabilità. viene comunicato che il soggetto è stato oggetto di qualche costrizione indipendentemente dal suo atteggiamento.. In questo modello si ispira sia a Quattrone (processo a due stadi) che a Uleman e colleghi e Ichheiser (inferire disposizioni automatiche). locus interno = la persona-attore. ma che sia possibile anche il verificarsi di situazioni che inducono una ancoraggio su caratteristiche situazionali. Il Self serving bias è una distorsione sistematica del pensiero derivato dall'applicazione di quelle euristiche che si prefiggono lo scopo di salvaguardare la propria autostima: le disposizioni interne servono per attribuire i meriti del successo (spiegazioni disposizionali). I successi derivano da spiegazioni disposizionali. che venivano fatte variare in base a un grado di libertà. I risultati davano conto del risultato finale. L'autore concluse che la maggior parte delle persone continua a credere che le qualità interne rivelino la persona: quindi le persone buone si comportano bene e quelle cattive. e chiese di rivisitare. Questo può portare a degli errori. Le ricerche della Miller postulano che vi siano Ragioni disposizionali connesse a tratti. e ridotte nei contesti dove prevale una visione collettivista.

ottiene un importante risultato e intende comunicarlo a Caio responsabile del settore B di una stessa azienda. mentre la terza richiede uno sforzo cognitivo per portare a termine la correzione. Veniva mostrato a dei partecipanti. Dopo essere stati ricontattati dopo molto tempo veniva chiesto loro cosa si ricordassero del ragazzo: le descrizioni furono differenti a seconda del destino. ma se durante la prova gli stessi partecipanti dovevano contemporaneamente svolgere un compito di riconoscimento di suoni (ridotta capacità cognitiva). E' un compito delicato perché una persona mette in atto tanti comportamenti: ad esempio se Tizio. Il primo gruppo non aveva distrazioni ed quindi piena disponibilità di risorse cognitive. Questo accade quando l'attenzione è suddivisa in vari compiti e quando le risorse sono distribuite su più operazioni. responsabile del settore A. senza alcun suggerimento. La persona quindi si costituisce in forma preponderante dalle prima informazioni disponibili. Questo è sorretto da 4 principi. Se le risorse sono scarse la correzione non sarà possibile e ci si fermerà alle prime due fasi (alla prima impressione) e di conseguenza la valutazione sarà esattamente quella iniziale. dopo essere stati esposti a frasi semanticamente connesse. La persona che percepisce tende a crearsi un'impressione organica rispetto alla persona che si trova di fronte e lei. Principio 2. Da un punto evolutivo la correzione può avvenire solo nella fase che Piaget indicava come quella del pensiero logico-formale: il modello sequenziale dunque corrisponde a una ipotesi di tipo evolutivo. le cui prove erano intervallate da delle frasi che solo apparentemente servivano come elemento divisorio. detto effetto primacy. dimostrato anche dal fatto che solo i bambini più maturi riuscivano ad effettuare la correzione. In seguito veniva chiesto loro di ricordare le frasi in tre differenti condizioni: dopo essere stati esposti ai tratti. ma anche nei confronti alla situazione con suggerimenti associati semanticamente. . da Tulving e Thomson) i tratti avrebbero dovuto influenzare le risposte. Secondo Gilbert e colleghi l'inferenza avviene in un primo momento in maniera automatica. poiché richiede una analisi per effettuare l'eventuale correzione. Poi veniva chiesto quale fosse il reale atteggiamento della persona. cioè una correzione delle inferenze disposizionali. Uleman e colleghi hanno concluso che quando le persone leggono delle descrizioni di comportamento di altre persone formulano in maniera automatica delle inferenze sulle loro caratteristiche disposizionali. Una loro ricerca ha coinvolto degli studenti per la soluzione di compiti di matematica. Krull ed Erikson (1995) hanno dimostrato con un esperimento questa teoria. Il terzo stadio è data dalla eventuale correzione della prima impressione che segue l'analisi della situazione dove vengono modificate le conclusioni fino ad allora raggiunte. un filmato in cui una donna si comportava in modo ansioso mentre parlava con uno sconosciuto: a metà partecipanti veniva detto che la donna era calma di natura. Percezione di individui isolati di gruppi e categorie sociali Formazione delle impressioni di personalità di singoli individui Nel processo di formazione delle impressioni il postulato fondamentale è dato dall'assunzione del fatto che le personalità delle persone siano una unità caratterizzata da una elevata coerenza. esaminano il ruolo dei fattori situazionali e se necessario correggono l'iniziale attribuzione disposizionale). Le prime due operazioni avvengono in maniera automatica ed eseguite senza alcuno sforzo. mentre il secondo gruppo non arrivava a compiere l'intero iter ma si fermava ai due processi automatici non riuscendo a praticare la correzione e quindi non dando la giusta soluzione al compito. Zandy e Gerard (1974) realizzarono un esperimento in cui a tre gruppi di soggetti venivano fatte identiche descrizioni di un individuo. da una parte potrebbe rallegrarlo perché il successo riguarderebbe tutta l'organizzazione. Lo stadio della formazione di impressioni integrate è la quarta fase. sia tra le sue medesime caratteristiche di personalità: si dice coerenza diacronica quando il comportamento riflette i tratti di personalità della persona. tranne che per la destinazione futura universitaria. la valutazione degli argomenti non risultava diversa rispetto all'altro gruppo. le persone osservano i movimenti. e ultimamente anche quello del continuum di Fiske e Neuberg. cioè era nervoso e teso). Tutti erano tenuti a dare una valutazione su quanto gli argomenti discussi fossero ansiogeni: coloro i quali credevano che la donna fosse ansiosa considerarono gli argomenti molto meno ansiogeni rispetto all'altra metà. chimica o musica. Principio 1. caratterizzando e correggendo) ritenendo che la persona aveva avuto un atteggiamento contrario a ciò che aveva letto. a partire dai loro obiettivi conoscitivi: nei casi in cui è importante avere un'impressione di una persona (viaggiare o lavorare insieme) le inferenze automatiche riguarderebbe appunto la persona. ovvero ansiosa di natura all'altra metà. e riguarda il modello configurazionale di Asch e quello algebrico di Anderson. ma che in realtà erano costruite in modo da suggerire implicitamente un tratto (Tizio prima di entrare dal dentista continuava a tamburellare con il piede a terra. cioè non appena le informazioni risultano disponibili vengono immediatamente integrate con quello che già conosciamo di questa specifica persona. A conferma di quanto la correzione sia complessa. Il primo gruppo portava a termine l'intero processo sequenziale (categorizzando. ma potrebbe anche irritarlo perché potrebbe essere valutato come un atto competitivo. mentre si tratta di coerenza sincronica quando ci si aspetta che gli altri comportamenti siano congruenti con quella caratteristica. Principio 3. Gilbert divise in due gruppi delle persone e li sottopose alla visione di un filmato in cui osservare un individuo che scriveva e leggeva a voce alta un testo contro-attitudinale contenenti affermazioni opposte alle sue. tenta di dedurre le proprietà disposizionali che costituiscono il nucleo della personalità di un individuo: è un processo. i tratti avevano empiricamente influenzato i partecipanti nel compiere inferenze disposizionali. mentre al secondo veniva contemporaneamente fatto fare un compito interferente che sottraeva attenzione. mentre con quelle successive si aggiungono solo lievi aggiustamenti. che si basa sulla elaborazione on-line. ad esempio da un comportamento ne traiamo una atteggiamento.Il primo passo è quindi dato dall'identificazione dello stimolo per essere poi categorizzato ed inserito in uno schema. avrà alte probabilità di vedere un atto competitivo di Tizio. ridono?). La persona che percepisce si aspetta una forte coerenza sia tra i comportamenti di una persona. si costruiscono nella working memory e sono proprio queste prime impressioni a costituire il modello di riferimento a cui si aggregano tutte le informazioni. Krull (1993) ha ipotizzato che le persone formulino in maniera automatica e senza sforzo le inferenze sugli altri oppure sulla situazione. La persona che percepisce. Recenti autori hanno messo in campo una spiegazione basata sull'accessibilità degli schemi secondo la quale si tende a dare significato in base agli schemi che si usano con più frequenza. confermando la logica di Quattrone e la sua l'attribuzione all'euristica dell'ancoraggio e aggiustamento (le persone operano una inferenza in modo immediato per le disposizioni interne e se hanno il tempo e le capacità. Secondo Jones e Davis bisogna anche tenere conto della desiderabilità sociale proprio per escludere una interpretazione come intenzionale e irritante. in base a quello che osserva. Non essendo nelle frasi. che risultano essere i più accessibili e che avverrebbe in modo automatico: se Caio possiede uno schema competitivo cronicamente più accessibile. mentre se l'interesse è dato dall'importanza della situazione scatterebbero le deduzioni situazionali sul comportamento delle persone (devo scegliere un film al cinema e osservo la reazione delle persone che escono da una sala. Il secondo stadio è quello della caratterizzazione dello stimolo in cui vengono inferite le caratteristiche disposizionali che elicitano il comportamento osservato. cosa che avvenne effettivamente non solo rispetto alla situazione di controllo senza suggerimenti. Sulla base della specificità della codifica (gli eventi che vengono codificati allo stesso momento possono essere anche dei facilitatori dei ricordi stessi. e su si essa è successivamente possibile compiere una correzione. che poteva essere psicologia. denunciando come le informazioni disponibili orientino verso un'immagine coerente. ovvero essere impegnati con qualcos'altro significa fermarsi alla prima impressione. cioè viene data una spiegazione a ciò che si vede. i suoni delle altre persone e in generale preferiscono dare un nome alle azioni in base agli scopi e alle intenzioni dell'attore: ad esempio dall'apparenza fisico posso dedurne un comportamento.

l’aver a che fare con individui e l’aver a che fare con gruppi porta a risultati diversi. impressione organica. e questo fenomeno è più marcato nella condizione individuo rispetto a quella gruppo. . ovvero il rischio forte di confermare lo stereotipo grazie a noi stessi. è lecito aspettarsi che a livello di percezione i gruppi ad elevata entitatività si riconoscano cognitivamente come gli individui e in modo diverso da chi possiede una bassa corrispondenza. ma la cui proporzione di notizie negative totali risulti assolutamente identica. I risultati mostrarono che nelle storie imputate a un solo protagonista venivano valutate come più simili diversamente verso le persone diverse dello stesso gruppo. Principio 4. tentativi di spiegazione e un miglio ricordo. Gli esperimenti di correlazione illusoria comportano che vengano date una serie di informazioni. vale a dire che le ultime informazioni sono quelle più salienti della formazione dell'impressione collettiva di un gruppo. al contrario. il soggetto trascorreva più tempo nella lettura prima di premere il pulsante. Gli individui hanno molto in comune con i gruppi che possiedono una forte entitatività. questa verrà sperimentata con una sensazione di minaccia indotta dalla paura di confermare le credenza negativa: quindi per il fenomeno della profezia che si autoavvera il fatto di appartenere ad un gruppo ritenuto deficitario. Il risultato evidenziava che se l'informazione veniva valutata come incongruente. negativo. nei gruppi che presentano una bassa entitatività i destini sono indipendenti. proprietà disposizionali. che non coinvolge la memoria a lungo termine. Con questo termine si intende il grado con cui ogni gruppo viene interpretato come una unità. e questo costituisce un indice di come anche le procedure mentali sottendano una diversificazione percettiva. più viene trattato come singolo individuo e viceversa. nella fase di codifica in memoria.. coerenza attesa. Principio 2. discriminato può rendere possibile che gli altri si rivolgano a noi stessi proprio nella modalità da sollecitare la manifestazione di comportamenti coerenti proprio con le aspettative che ripongono nei nostri confronti. E' possibile prevedere un continuum ai cui poli colocare da una parte i gruppi molto entitativi come ad esempio i monaci residenti in una stessa abbazia. Questo esperimento è stato traslato anche nei confronti degli individui in cui si è osservato che l'effetto di correlazione illusoria si inverte: infatti se nella valutazione dei gruppi si nota una sovrastima in senso negativo verso i gruppi minoritari. e quando ne comprende le caratteristiche passa a quella successiva premendo un bottone. La conclusione è che i processi mentali coinvolti nelle rappresentazioni cognitive che si formano per gli individui e per i gruppi sono diversificate. un'analisi più dettagliata e un miglior ricordo. Il grado di similarità determinava la valutazione. Il risultato ha mostrato che si innescano dei comportamenti di tipo attribuzionale. da cui derivano tre conseguenze rispetto all'informazione: tentativo di fornire una spiegazione alla stessa incongruenza. e risulta essere una integrazione delle informazioni disponibili tale per cui le prime ricevute sono quelle determinanti nel configurare l'informazione globale. mentre. Metà gruppo veniva informato che il protagonista era sempre lo stesso. Nella percezione di persone si è visto che quando si incontrano informazioni discordanti rispetto all'informazione iniziale. Il tempo di lettura per ciascuna informazione veniva misurato. i risultati che seguirono mostrarono proprio la minaccia indotta dallo stereotipo: infatti. come ad esempio coerenza interna. Riguarda un compito di memoria. Quindi le stesse liste di tratti e le stesse informazioni riferite a individui o gruppi vengono riferite a gruppi si ha un effetto recency. Esperimento 1 (analisi di profondità): un soggetto legge una ad una delle descrizioni che potevano essere riferite sia a gruppi che individui. L'effetto recency è il contrario. Quando sono presenti delle informazioni discordanti. si attivano dei processo con l'obiettivo di ristabilire la coerenza nell'impressione globale. ovvero vengono date delle informazioni dicendo che le medesime descrivono un gruppo o un individuo. L'effetto primacy è vincolato alla formazione di impressioni di personalità a partire dalla modalità on-line. ovvero a un individuo l'effetto è quello di primacy. i neri che compilano il test di intelligenza rischiano di confermare lo stereotipo negativo e quindi le aspettative dei bianchi nei loro confronti. come le persone in attesa dell'autobus. Un classico esperimento che conferma la minaccia è stato organizzato da Steele e Aronson (1995) in cui diedero un test di abilità verbali tramite parole. e questo valeva indipendentemente se fosse gruppo o individuo. somiglianza interna. mentre all'altra metà che si trattava di differenti persone ma appartenenti allo stesso gruppo. sia negative che positive. Si fa una controprova usando un esperimento nato per gli individui e si applica ai gruppi. sistematica. ovvero un'analisi più dettagliata. cioè vengono date delle informazioni alle persone e poi si chiede loro di rievocarle liberamente senza essere sottoposti a domande specifiche.Principio 4. A partire dal fatto che lo stereotipo dei neri li presenta come meno dotati intellettivamente rispetto ai bianchi. ovvero un compito classico partendo dai tratti: Il risultato è che si ottiene un effetto recency per i gruppi e un effetto primacy per gli individui. Il metodo di analisi per i principi che seguiranno è lo stesso per tutti. che orienta sia il ricordo che il recupero dalla memoria di queste all'informazione in maniera più massiccia rispetto al ricordo delle caratteristiche del gruppo. intervallate da compiti interferenti (per svuotare la working memory) e il cui riferimento può indirizzarsi verso un gruppo o un individuo. in cui più un gruppo è essenziale e quindi più entitativo. distribuite sia a bianchi e sia a neri. quindi pur essendo un analogo processo di percezione sociale. cioè venivano completate le frasi inventando una spiegazione per l'informazione ritenuta incongruente. si attivano tre conseguenze. Principio 1. Vengono fatte leggere delle brevi storielle identiche di comportamenti a due gruppi di soggetti. Nonostante la ricerca sia ancora agli inizi. I tratti di un individuo o di un gruppo tendono ad essere ricordati a blocchi. di una struttura organica coerente.. mentre l'altro riguardava la valutazione del grado di intelligenza. e che poteva essere presentato con due differenti modalità: un test era descritto come un compito di problem solving. Entitatività E' una parola che non esiste nel vocabolario ed è una traduzione del vocabolo inglese entitatibity che Campbell coniò negli anni '50. Le conseguenze dell'appartenenza a gruppi discriminati La minaccia indotta dallo stereotipo Quando uno stereotipo negativo del proprio gruppo è anche applicabile a se stessi in una data situazione o contesto. Stereotipi di gruppi sociali nella percezione Il postulato base per la percezione di gruppi è che la persona che percepisce non si aspetta che i membri di un gruppo abbiamo un grado di coerenza come quello che si attendono dai tratti di personalità di un individuo. allora risulterà che con molta probabilità che i processi mentali coinvolti in entrambi i processi sono differenziati. quando ci si riferisce a due individui (stessa proporzione). I risultati indicavano che per l'individuo si verifica maggior ricordo. informazioni discordanti. se vengono evidenziate delle differenze. tale per cui la coerenza attesa per una persona risultava superiore rispetto a quella di un gruppo. relative a due gruppi di cui uno è molto più numeroso dell'altro. a cui successivamente si doveva far seguire una valutazione dell'impressione del protagonista. e successivamente chiediamo a dei soggetti di formarsi una impressione di un gruppo o di un individuo. Per il gruppo di minoranza le stesse informazioni negative avranno maggior salienza proprio come conseguenza di questo effetto. Esperimento 2: analogo al precedente ma stavolta i soggetti dovevano completare delle brevi frasi che terminavano con dei puntini di sospensione. che non avviene on-line ma comporta il ricorso alle strutture che risiedono nella memoria a lungo termine. e quindi vivono in uno stato di minaccia. E' possibile asserire che l'entitatività sia una variabile in grado di descrivere come variano i processi sociali. Principio 3. e questo fenomeno era più spiccato a favore dell'individuo. inoltre il miglior ricordo delle caratteristiche dell'individuo è determinato. e dall'altra semplici aggregati di persone. ciò che osserviamo è una sottostima dei comportamenti negativi negli individui.

in caso di minaccia la loro prestazione cala vistosamente proprio nei compiti che hanno a che fare con l'intelligenza. ovvero se le donne pensano che la valutazione scarsa provenga da un giudice pregiudiziale non hanno cali di autostima. in modo tale da mantenere salda l’autostima.Nello stereotipo della donna è presente l'essere scarse in matematica. Mentre se la scarsa valutazione proviene da un giudice con pregiudizi. Crocker e Major (1988) delle donne dovevano presentare un tema a un giudice di sesso maschile che esplicitamente mostrava di avere forti pregiudizi di genere. e quindi se viene loro presentato un compito di matematica e le induciamo in uno stato di minaccia. è una minaccia alla propria autostima. . oppure non averne. Un giudice senza pregiudizi fa calare l’autostima perché il fallimento può essere imputabile solo a loro stesse. Le conseguenze emotive dell’appartenenza ad un gruppo stigmatizzato. sul lato emotivo le cose vanno in un modo diverso contrariamente al senso comune. Se l'effetto di minaccia porta ad un calo di prestazioni. lo steso compito presenta prestazioni più basse che in condizioni normali. In un esperimento condotto da Testa. non sono negative in quanto i fallimenti possono essere imputati al fatto di essere stati discriminati. non minaccia l’autostima perché la donna può giustificarsi e quindi attribuire a cause esterne. Anche per gli anziani e gli individui con uno stato socioeconomico svantaggiato che hanno uno stereotipo legati all'essere meno dotati intellettualmente. Dopo di che veniva dato un test per misurare l'autostima. Il lato emotivo. contrariamente al senso comune. I risultati mostrarono una scarsa valutazione dell'autostima dovuta al fatto di immaginarsi se a giudicarle fosse stato il giudice che non aveva pregiudizi.

L'autrice riuscì a formulare dei questionari con i quali suddividere le persone in tre gruppi in base a come essi stessi si definivano: dipendente. Esistono tanti me sociali quante sono le opinioni che i gruppi nutrono su di noi e su cui noi possiamo fare riferimento: quindi io avrò un me sociale come lavoratore. Questo mostra in maniera lampante che esiste una . Il me materiale comprende come vedo le parti del mio corpo e i suoi prolungamenti come ad esempio le protesi. le parole che avevano a che fare con il concetto di indipendenza. e infine nell'ultimo gruppo si inserivano tutti coloro i quali non si riconoscevano in nessuna delle precedenti categorie. ai momenti che alla consapevolezza dell'essere umano stesso. l’essere interno o soggettivo di un uomo. per poi essere consapevole di se stesso a partire dal guardare il suo stesso comportamento grazie all'introduzione di regole del gioco. filosofo è riconosciuto come uno dei padri fondatori della psicologia sociale. Mead e la dimensione del gioco George Herbert Mead. cosa sto provando in questo momento? Allora è necessario capire cosa è il sé. postulava come questa stessa potesse influenzare la capacità di elaborazione delle informazioni delle persone e lo dimostro con un esperimento. a scuola. James e la divisione del sé Per William James il sé riguarda tutti aspetti affettivi ed emozionali: il me è quindi costituito da tutti quegli elementi con i quali una persona sviluppa una identificazione emotiva e “il Me di un uomo è tutto ciò che egli può chiamare Suo" il cui confine è quasi indistinguibile.. e che questa maggiore esperienza equivalesse alla differenziazione di quelle informazioni che non riguardava se stessi. Metodi del Sè Esiste il sé come conoscitore. una persona che si percepiva come tollerante nei confronti degli altri. le mie disposizioni e i miei valori.. quindi se un individuo si percepisce. tutte le azioni quotidiane si fondano proprio dalla risposta che definisce come riteniamo di essere. così come il sé fenomenico e il sé spontaneo sono diversi schemi che non sono sempre attivati contemporaneamente: il sé che diventa operante. grazie al quale ognuno si sente identico a se stesso. dal come gli altri mi percepiscono nei differenti contesti e come io mi percepisco in quel gruppo. Un ragazzo nero si può descrivere come ragazzo oppure come nero. quindi come siamo “riconosciuti” dagli altri.. diversamente in mezzo ai bianchi dirà nero.). Nel primo gruppo si sistemavano le persone che si definivano come tolleranti. chi sono io?. La conclusione è che effettivamente questi risultati caldeggiano la prospettiva della Markus poiché lo schema di noi stessi è una struttura in grado di facilitare o rendere difficile l'elaborazione di informazioni in ingresso. ad esempio. molto più degli altri. i tratti psicologici. per poi completare il suo percorso di sviluppo del sé quando diventa capace di osservarsi dal punto di vista della società più in generale. i vestiti. compiacenti e tutto ciò che equivalesse al sentirsi legato agli altri. le disposizioni psichiche. il sé oggettivo è percepito come qualcosa di assolutamente non stabile poiché varia con il variare delle condizioni intorno e dentro di me. ed è divisibile in tre parti. In un esperimento McGuyer chiedeva alle persone "chi sei?" e prendendo come variabile dipendente la prima risposta data per descriversi. come nell'ambito lavorativo. come l'orologio che quotidianamente indosso e che diventa una sorta di prolungamento di me stesso. e ne riconoscevano una struttura dinamica. La Markus presentò successivamente ai tre gruppi una serie di parole a cui i soggetti dovevano rispondere in un tempo brevissimo. anche quelle incoerenti e rende conto del fatto che le persone si descrivono diverse in differenti occasioni. con gli amici etc. come esperire che qualcosa è cambiato. le proprie proprietà come la casa. ad esempio. come amico. nel secondo gruppo si collocavano coloro che esperivano individualismo e assertività raccolte nell'indipendenza. intendeva lo sviluppo sé come qualcosa di legato indissolubilmente all'interazione sociale. di fronte ad aggettivi indipendenti le persone appartenenti al gruppo dipendente impiegavano molto tempo rispetto ai soggetti indipendenti che rispondevano molto velocemente nei confronti di un tratto che li descriveva. come familiare. lo è in quel momento per quelle determinate esigenze. e quindi legato alla capacità di usare simboli e in particolar modo il linguaggio: il bambino sviluppa il suo sé grazie al gioco che gli consentirà di mettersi nei ruoli degli altri e in tal modo comincerà a vedere se stesso dal punto di vista degli altri. Secondo James il livello di autostima è determinato da ciò con cui ci si identifica. come vedo gli oggetti attorno a me. ma strettamente connessi nella vita quotidiana. Il sé è l'insieme dei sentimenti e dei pensieri che ci dicono come noi pensiamo di essere.capitolo sul sé Il Sé come oggetto di conoscenza La percezione della parte di mondo che è dentro di noi la si esperisce nei momento in cui sinceramente ci domandiamo. oppure pensare che ci sia un obiettivo interno più forte tale per cui si ridimensionano e si superano. e quindi agisce. Quanti sé ci caratterizzano o siamo formati Esiste una sorta di continuità. cioè come un individuo che si sentiva legato agli altri. come quando cambiano le relazioni e il rapporto con gli oggetti materiali etc.. Questa prospettiva permette la coesistenza di differenti informazioni che riguardano noi stessi. soggetto (conoscitore) e oggetto. Il me sociale (che fu una grande innovazione) riguarda le immagini di come mi percepisco nelle interazioni con gli altri. Di conseguenza. e dire se la parola letta gli corrispondeva oppure no. ad esempio in situazioni difficoltose siamo consapevoli che andremo incontro a rischi anche pericolosi e a disagi. come quando guardo le foto di molto tempo fa. Per l'autrice il fatto di avere uno schema per una data dimensione corrisponde appunto nel sentirsi percepiti in quella medesima dimensione. I risultati mostrarono che le persone appartenenti al gruppo indipendente erano meno influenzabili e usavan. si sarebbe inserita nel gruppo dipendente. e nonostante il flusso degli eventi si continua a rimanere se stessi in maniera stabile. Sia James che Mead condividevano questo aspetto duplice del sé. Anche nei termini dei tempi di latenza. che riguarda l'elaborazione delle informazioni di se stesso. in mutamento in base sia alle situazioni.. psicologo. risponderà ragazzo. e così via… Il me spirituale è quella parte impalpabile che riguarda le mie motivazioni.. un cuoco la sua valutazione si baserà proprio su questo elemento e non sull'essere calciatore o sull'essere pianista. e si è evidenziato che la modalità di risposta varia in base ai contesti: se lo stesso ragazzo si trova in mezzo ai neri. come la parte del sé che vede la persona come capace di compiere azioni. i cambiamenti fisici. ci da la forma entro cui noi crediamo di essere. Ma è altrettanto vero che capitano situazioni in cui ci si sente non se stessi. in quello che Mead chiamava l'Altro generalizzato. le mie proprietà e in generale tutte quelle cose cui sento mi appartengono ivi compresi i propri genitori. produce conoscenza ed è la componente dell'Io attiva e che nell'agire è consapevole delle percezioni interne ed esterne. indipendente e aschematico. e attivavano ricordi personali per sostenerne la valutazione. Il sè si propone come oggetto di conoscenza ed è la componente del me nella prospettiva di essere l'oggetto delle propria consapevolezza. Il sé come STRUTTURA SCHEMATICA La ricercatrice americana Hazel Markus a partire dal definire il sé come una struttura schematica. Il sé operante. A partire dal fatto che James percepisce il pensiero come una corrente che si muove a varie velocità e che il pensiero stesso è "sensibilmente continuo".

poi recuperata e infine accettata. anzi è la cultura stessa a fornire dei modelli tra cui gli individui possono scegliere. ma neppure si avviliscono dopo un insuccesso. oppure ancora attraverso l'alimentazione compulsiva (evito di pensare a me mettendo attenzione al cibo). genere). Qui tipicamente c’è la situazione della persona che si sente rifiutata. Da questo presupposto portò avanti un esperimento in cui osservò analizzò che le persone possono dare due descrizione per descrivere i tratti di personalità: organizzare un'unico contenitore in cui una persona si sente descritta dai tratti collegati tra loro. Autoconsapevolezza L'autoconsapevolezza. dei propri ruoli sociali (insegnante. Queste ipotesi raccontano il ruolo degli schemi di sé operanti in quel momento. uomo) viene utilizzato il termine Teoria del sé. tramite tecniche di respirazione (focalizzare l'attenzione sul respisro per distoglierla da se stessi) oppure essere in situazioni patologiche come la depressione.rendere chiara la conoscenza del sé (riferimenti accurati) e indurre una maggiore aderenza agli standard personali di comportamento (coerenza con le nostre idee). poiché le persone sono più felici. quindi a seconda dei contesti. mentre tendono al confronto con il basso nei casi di difficoltà o di pericolo poiché è sempre preferibile un confronto che difenda la nostra immagine. La compartimentalizzazione porta dei vantaggi per le esperienze positive. che possono essere separati e organizzati in aree separate e omogenee. Se nel Medioevo l'identità delle persone possedevano degli attributi stabili (età. Secondo Greenberg e Pyszcynski è proprio l'incapacità delle persone di uscire dalla condizione di autoconsapevolezza negativa che le renderebbe depresse che di fatto ne prolungherebbero la condizione di malessere.differenza su come le persone vogliono descrivere se stesse. in caso di pericolo o difficoltà. in cui una persona si sente descritta solo da alcuni tratti. La complessità del sé La Linville ipotizzava che le persone che hanno un sé particolarmente semplice e poco articolato. che ha prodotto interessanti e allo stesso tempo inquietanti risultati. il che indica chiaramente che il sé è soggetto a mutamenti storico-culturali. se riguarda aspetti esterni e legata a come gli altri ci osservano o ascoltano allora parleremo di consapevolezza pubblica: l'autoconsapevolezza privata può portare a una intensificazione degli atti affettivi (se siamo felici la felicità verrà accentuata). in base alla minore o maggiore complessità degli schemi del sé. la cui situazione di crisi colpirebbe solo una parte o dei componenti e non l'intera struttura. in cui prevedere le prestazioni delle persone su una motivazione che dice che le persone tendono a farsi dare delle indicazioni sulla accuratezza ed affidabilità delle proprie opinioni e sulla sicurezza delle proprie abilità Questo è il caso in cui ci si apre al confronto. Le persone malate cercano il confronto consciamente con chi si trova in una posizione di salute peggiore della loro. ma presenta degli svantaggi per le esperienze negative perché non si riesce a mettere attenzione ai fattori positivi. diede un compito di ragionamento in cui veniva valutato l'umore che caratterizza le persone dopo aver ricevuto un feedback sia positivo che negativo. . far perdere temporaneamente l'autostima (quello che faccio non appare così come vorrei) e comporta maggiore aderenza con gli standard sociali di comportamento (cambiare linguaggio se veniamo osservati o registrati). il cui fenomeno è chiamato compartimentalizzazione. Le persone tendono a confrontarsi con l'alto (upward social comparison) con i superiori o per imparare. hanno concluso che le due consapevolezze sono tra loro indipendenti (ad esempio esistono persone che possiedono elevata consapevolezza privata e ridotta bassa pubblica). la persona non è tirata in ballo nella conversazione. Il sé oggetto di conoscenza e valutazione Per indicare l'insieme delle conoscenze che le persone hanno delle proprie caratteristiche personali (biondo. Se queste modalità non riescono ad attuarsi le persone possono cercare nel suicidio la soluzione a un'insostenibile autoconsapevolezza. in un approccio verso il basso. Fluttuazione del sé In un esperimento realizzato da Markus e Nurius. alto). Secondo Fenigstein e colleghi che hanno sviluppato uno scala di misurazione per valutarne la relativa stabilità. di controllo. di cancro. porterebbe il sistema del sé in uno stato di scacco e che quindi la persona avrebbe avuto una valutazione negativa di sé. poiché si sentono molto più confortate. Ad esempio degli studenti sotto esame si mettono in contatto per condividere le tensioni. in modo tale da garantirsi un'immagine di sé più positiva. Le persone infatti tendono a confrontarsi maggiormente con chi possiede le proprie opinioni. In generale una organizzazione più complessa e costituita da più parti distinte sembra possa garantire una maggiore stabilità affettiva. La condizione di autoconsapevolezza può portare le persone a una condizione di evitamento dalla stessa. mentre quella pubblica può indurre preoccupazione per la valutazione (preoccupazione su come gli altri ci guardano). sulle sue prospettive e se si sente desiderata. Mentre nella terza scena. non riguarda il sé astratto. La ricercatrice Shelley Taylor ha condotto delle ricerche sulla percezione del sé tra le persone malate terminali. e lo fanno confrontandosi e differenziandosi in relazione alla situazione in cui si trovano. gli appunti ma anche cercare un momento di conforto. In seguito. venne a studenti degli universitari di immaginare di trovarsi in biblioteca e di ascoltare una conversazione da cui si aprono tre differenti prospettive: la prima è che la persona ascolta una conversazione in cui si sente citata poiché coloro che stanno parlando stanno organizzando una festa ma si accorgono che tu non sei invitato e cercano di recuperare dicendo che bisogna invitarti. Il funzionamento dello schema del sé è dato dall'influenza sull'elaborazione delle informazioni e dalla unicità e pluralità del sé. nel senso che non si montano la testa dopo un seccesso. le idee. Il sé è il Confronto sociale Le persone in base alla situazione in cui si trovano possono avere voglia di confrontarsi oppure possono avere delle difficoltà nel farlo. ma piuttosto la coscienza di una attività specifica. ma in ogni caso per conoscere se stessi è necessario il confronto con il mondo sociale Festinger elaborò la Teoria del confronto sociale. Nella seconda situazione la scena è la stessa tranne il fatto che non viene invitata la persona che ascolta perché è una persona che non piace. Un'altra caratteristica dell'organizzazione delle conoscenze del sé è data dalla relazione tra gli aspetti negativi e positivi del sé. Possiamo avere consapevolezza in maniera indiretta nel senso che passa attraverso la consapevolezza delle attività nelle quali siamo impegnati e degli stati affettivi che proviamo: Se il fuoco attentivo è diretto su aspetti interni e privati parleremo consapevolezza privata. contrariamente a chi possiede un sé complesso e ben articolato. marito) o della propria appartenenza sociale (italiano. Ci sono diverse fonti di conoscenza che influenzano la produzione della conoscenza di sé. oppure tramite l'uso di tecniche di controllo dell'attenzione (in modo tale da concentrarsi su stimoli concreti e decostruendo e riducendo al minimo il sé). oppure essere presenti all'interno di un insieme ma distinti per settori. Quando la valutazione riguarda la componente rivolta a se stessi si parla di autostima. oppure organizzare più contenitori. Le FONTI della conoscenza del sé La cultura ove le persone vivono pone una limitazione alla conoscenza del sé. I risultato hanno messo in mostra che la persona che si sente rifiutata ha una valutazione di se stessa molto più negativa rispetto a quella che si è sentita prima dimenticata. In questo caso la persona inizialmente pensa che per errore non è stata invitata ma alla fine si sente desiderata. una componente del sé diventa operante. I risultati mostrarono che le persone con una bassa complessità sono felici dopo un successo e particolarmente infelici dopo un insuccesso. mentre le persone con alta complessità si mostrano più equilibrate. nelle culture moderne occidentali lo spazio di azione delle persone è aumentato. per esempio attraverso il consumo di alcol (che ostacola l'attività cognitiva complessa) soprattutto dopo un grande fallimento. La variabile dipendente è la valutazione che la persona che ascolta fa di se stessa e che deve emettere sul suo futuro.

OSSERVARE il nostro comportamento CONOSCERE GLI STATI INTERNI Per Bem le persone traggono dall'osservazione del proprio comportamento parecchie informazioni sui propri stati interni e. sono bionda). mentre alla rimanente metà non veniva detto nulla in merito. i propri sentimenti e le proprie motivazioni. cioè proprio da quel fattore che non faceva parte del loro repertorio di teorie causali. Anche Nisbett e Wilson. Diverse ricerche hanno corroborato la capacità di inferire stati interni a partire dall'osservazione del proprio comportamento. sia da un effetto di distorsione del giudizio simile a quella dell'euristica di ancoraggio e aggiustamento. Ovviamente le ricompense possono diventare positive nei casi in cui non vi sia alcuna motivazione intrinseca iniziale (far leggere i bambini che non leggono). Le ricompense possono essere date per il semplice svolgimento dell'attività (ricompense dipendenti dal compito). corroborarono questo risultato: chiesero a delle persone di valutare due calze in realtà identiche e poste una accanto all'altra. il che potrebbe portarlo a perdere il piacere di andare in bici. Hennessey e colleghi studiarono un modo per immunizzare dei bambini dagli effetti negativi della ipergiustificazione attraverso due fasi: nella prima di faceva vedere un video in cui i bambini che ricevevano la ricompensa erano anche ben consapevoli di avere piacere sia nell'essere premiati. osservazione dei propri comportamenti e interazione sociale. I risultati mostrarono che le storie inventate dai bambini non esposti al film immunizzante erano più creativi se non erano premiati rispetto a quelli che non lo erano. descrizioni in termini di attributi (sono intelligente. che le persone seguono teorie ingenue riguardo i fattori che possono influenzare l'umore. La cultura e le pratiche educative da essa influenzate forniscono i binari su cui poggiare l'elaborazione delle conoscenze sul proprio sulle persone stesse (teoria del sé). mostrarono che le persone possono essere influenzate nei loro giudizi da dati non riscontrabili: i partecipanti dovevano seguire un film sia in una condizione con un rumore sottofondo sia in assenza. In questa attività le persone non si adoperano molto. cioè introdurre un premio per incrementare la frequenza di un'attività. I risultati infatti videro i soggetto del primo gruppo soffermarsi alla rilettura solo per 55 secondi. ma senza averlo direttamente provato: chiesero a degli studenti di tenere un diario per 5 settimane su cui annotare i loro stati d'animo assieme a delle variabili. coloro i quali videro il film nella prima condizione riferirono di essere stati influenzati dal rumore. contro gli 88 secondi del secondo gruppo e i 118 secondi del terzo. ha evidenziato come le risposte fornite dagli studenti degli anni 50-inizio 60 erano diverse da quelli degli anni 70. anche se questi dati non emersero da nessuna indagine statistica. o per la qualità della prestazione della stessa (ricompense dipendenti dalla prestazione): le ricompense dipendenti dalle prestazioni tendono ad aumentare le prestazioni. Olsen verificò in maniera indiretta lasciando da soli i partecipanti con la possibilità di poter rileggere le stesse barzellette e ne veniva registrato il tempo di lettura: l'idea era che più i partecipanti impegnavano il tempo nella rilettura. decide di aumentare la sua frequenza. a fine periodo se avessero osservato qualche relazione tra stato d'animo e le medesime variabili considerate. e più si erano divertiti durante la prima lettura. da questi dati è possibile compiere inferenze. dare inizio all'azione nonché controllare e modificare i pensieri. mentre nei rimanenti due gruppi (influenza neutra e negativa) i partecipanti attribuirono le proprie risate proprio al leggere le barzellette. mentre gli anni 70 videro una grande attribuzione mediante attributi. sono timido). L'INTROSPEZIONE L'introspezione è quel processo con il quale le persone guardano al loro interno volti a conoscere i loro pensieri. La madre pensando che sia una attività salutare. nella seconda fase veniva chiesto ai bambini di inventare delle storie creative a partire da delle foto a cui metà veniva detto che era in vista una ricompensa. CONOSCERE LE MOTIVAZIONI Le diverse attività che compie una persona possono essere motivate da una libera scelta e dal piacere di farle dette di motivazione intrinseca. e possono anche annullare l'effetto della ipergiustificazione nel caso in cui i soggetti siano ben consci e consapevoli di esso. seguendo la Teoria dell'autopercezione. ma non di come il processo dei loro pensieri si sia sviluppato. dunque una tendenza più individualista. Le persone sistematicamente indicarono quella di destra. allora le persone non fanno inferenze sugli stati interni propri. sono uno studente). La risposta affermativa fu associata all'influenza sia del tempo che del sonno. Un ragazzo può avere piacere ad andare in giro in bicicletta e spendere molto del suo tempo libero in questa attività. Così come le culture collettiviste vede le pratiche educative tendono a sviluppare obbedienza. Quindi negli anni 50 prevalevano descrizioni sociali. che in quella senza. dipendenza. poiché in primo luogo il fatto di focalizzare l'attenzione su di sé potrebbe avere conseguenze negative. come ad esempio il fatto di provare una certa eccitazione . premiandolo ogni volta che va in bici. in maniera inversa. come sostenuto analogamente da Jones e Davis nonché Kelley. nel secondo veniva che non producevano effetti. Il ragazzo si trova a lungo andare nella condizione di capire se va in bici per piacere (intrinseca) o per il premio (estrinseca). Questo potrebbe accadere perché i partecipanti riferiscono ciò che si aspettano sia in base a teorie ingenue e fallaci. In un esperimento di Greene e colleghi venivano osservati per 13 giorni degli alunni di 4 e 5 elementare il cui scopo era osservare per quanto tempo ogni bambino giocava con ciascuno dei giochi. esattamente come si farebbero osservando il comportamento delle altre persone. Wilson. Laser e Stone mostrarono. oppure possono avere un valore strumentale che la attività stessa svolge per altri scopi. e di indicare quale fosse la migliore. quelle a stampo individualista sono volte alla promozione di fattori legati all'indipendenza. se le condizioni esterne riescono a spiegare il comportamento tale da giustificarlo. I partecipanti del primo gruppo attribuirono le risate all'influenza esterna e non al fatto che erano di per sé divertenti le barzellette. mentre al terzo gruppo che riducevano la tendenza a ridere. descrizioni sociali (sono un marocchino. e di riferire. detta motivazione estrinseca. come quelle differenziate rivolte a bambini e bambine per esempio. all'autonomia e al successo personale. al cui interno ci sono 3 elementi di conoscenza sul sé: introspezione. ma addirittura il tempo impiegato diminuì fino al di sotto del tempo impiegato durante la sola osservazione. sia di provare gusto nell'attività che stavano svolgendo. come ad esempio nelle ricerche di Olsen che divideva i partecipanti in tre gruppi i quali dovevano leggere delle barzellette e ascoltare delle risate in sottofondo a cui seguivano diverse spiegazioni: nel primo gruppo veniva detto che erano contagiose e inducevano a ridere. e in secondo luogo l'introspezione stessa non è uno strumento così potente ed accurato come invece si ritiene essere. La comprensione dei fattori emotivi richiede un processo in sequenza. cooperazione. mentre i bambini che erano stati esposti al film immunizzante risultarono più creativi nella condizione della ricompensa.Zurcher usando il test delle venti affermazioni. oppure da descrizioni globali. Ovviamente anche all'interno di una medesima cultura si possono avere differenti pratiche educative. Dopo di che veniva introdotto un premio per l'impegno nel gioco e si notò che i ragazzi aumentarono il loro impegno nei giochi matematici. Le persone di fatto sono consapevoli del risultato finale. Secondo Bem questo processo è maggiormente probabile quando gli stati interni sono deboli o ambigui. attraverso un esperimento. le emozioni e la condotta. Il Sé in azione La funzione principale del Sè è quella esecutiva. prendere decisioni. Ma una volta levata la ricompensa non solo i ragazzi smisero di impegnarsi. Seppur la valutazione complessiva sulla qualità era pressoché analoga. Questo effetto è conosciuto come effetto di ipergiustificazione. Gli stessi autori. mostrando di essere state influenzate inconsapevolmente proprio da dalla posizione. e che potessero derivare da 4 fattori: descrizioni fisiche senza interazioni sociali (sono una donna. che non rientrano nelle altre categorie (sono un essere umano).

e chiedendo di ricontattarla in caso di interesse. I due autori conclusero che l'esperienza emotiva si manifesta quando le persone non riescono a spiegare lo stato di attivazione che stanno provando e quindi non possiedono cause plausibili per una spiegazione. su deformità corporee sia ereditarie (handicap) o meno (obesità). poi venivano condotti in una stanza con un collega dello sperimentatore che veniva presentato come fosse un altro partecipante: con una metà dei soggetti di ciascun gruppo il complice si comportava in maniera euforica. ad esempio a causa delle regole della buona educazione. La ambiguità attributiva . hanno sostenuto che l'essere vittima dello stigma porti anche a una interiorizzazione dell'immagine negativa del proprio gruppo che a sua volta danneggia la personalità stessa dell'individuo. In questo contesto si configura un'intensa attivazione fisiologica grazie alla componente della paura. In una ricerca Gergen ha fatto intervistare dei soggetti da un'attraente collaboratrice la quale per metà soggetti doveva avere un comportamento positivo e quindi mostrare segni di approvazione (fare si con il capo. e nelle più redenti indicazioni come una valutazione riflessa. omosessuali. mentre gli altri due gruppi a cui mancava uno schema interpretativo esterno e plausibile del loro stato di attivazione. con il fine di ottenere una valutazione il più possibile positiva del proprio sé la cui conseguenza è quella di allontanare e danneggiare l'eso-gruppo e favorire il proprio. nella vita quotidiana tali stati di attivazione non vengono interpretati ma vissuti. La variabile dipendente era data dal tipo e dall'intensità dell'emozione durante la mezz'ora con il complice. Egli riconosceva tre tipi differenti di stigmatizzazione che si basavano: su attributi trasmessi da generazione a generazione (gruppi etnici o religiosi). I risultati hanno dimostrato che i partecipanti che avevano ricevuto un'informazione veritiera e che quindi potevano formarsi uno schema di spiegazione del loro stato di attivazione. minoranze etniche. L'idea era capire se producendo artificialmente uno stato di attivazione che tipo di emozione si sarebbe vissuta. Per studiare e dimostrare che esiste un processo interpretativo è necessario creare una situazione anomala in cui lo stato di attivazione e l'emozione non corrispondano. La variabile dipendente era data dal numero di contatti telefonici tentati. e dall'altra il bisogno di ricercare un'etichetta con cui definire la stessa eccitazione.. stordimento) mentre all'ultimo gruppo non veniva detto nulla. come la famiglia. di fatto. Successivamente i maschi si trovavano davanti una ragazza affascinante che chiedeva loro di compilare un falso questionario sulle bellezze della natura. erano poco influenzati dal comportamento del complice. I problemi si possono raggruppare in due distinte categorie: ambiguità attributiva e minaccia dello stereotipo. oppure ancora che non esistano delle procedure ritenute valide ed efficaci. Il SÉ RISPECCHIATO. sia osservando e categorizzando i comportamenti dei partecipanti. Secondo Dutton ed Aron è proprio a partire dall'arusal che le persone interpretano il vissuto emotivo e lo hanno confermato con un esperimento in cui hanno coinvolto dei maschi ad attraversare un ponte traballante su un canyon. criminali. batticuore). L'approccio avveniva subito dopo l'attraversamento del ponte (arusal molto attivo) oppure dopo che il partecipante aveva riposato (basso arusal). TEORIA BIFATTORIALE DELLE EMOZIONI Secondo Schachter e Singer è possibile conoscere le emozioni a partire dell'osservazione del comportamento e lo hanno sostenuto per primi con la Teoria bifattoriale delle emozioni. Molti autori. annuire) quando la persona si valutava positivamente. Molte ricerche confermano che chi appartiene a un gruppo stigmatizzato ne sia ben consapevole fin dalla tenera età. di cui il più noto è quello in cui dei partecipanti vengono coinvolti in una ricerca sugli effetti di una vitamina sulle capacità visive (Suproxin) che veniva iniettata e che nella metà dei casi era adrenalina ovvero placebo soggetti venivano divisi in tre gruppi: al primo venivano fornite le informazioni veritiere sull'effetto (tremore alle mani. e quindi c'è la presa di coscienza delle connotazione negative da parte degli altri che ne colpiscono l'autostima: donne. oppure dal fatto che le persone possono avere delle distorsioni nei messaggi che gli altri mandano. a cui seguiva una autovalutazione 20 minuti dopo finita l'intervista. Il fatto di appartenere o meno a un gruppo è molto importante perché una persona si descrive anche nei termini dei gruppi sociali in cui si riconosce e costituendone. tra cui Allport. i partecipanti attribuivano plausibilmente l'attivazione al grado di piacere che essi avevano di fronte ella ragazza. Agli stessi soggetti veniva spiegato che il tempo di attivazione era di mezz'ora. mentre con l'altra metà era aggressivo. e in generale fin dall'adolescenza. prima avvertiamo l'eccitazione poi ne cerchiamo un significato a partire dalle informazioni dalla situazione in cui ci troviamo. ovvero in termini di identità sociale come membri di gruppi o categorie sociali. sia chiedendo loro di fornire tramite una scala a 5 punti una descrizione delle loro emozioni in termini euforia-aggressività. una parte del proprio Sé e contribuisce all'autostima. al secondo gruppo venivano date informazioni non-veritiere (prurito. Appartenenza a gruppi stigmatizzati Il termine stigma deriva dal greco la cui traduzione è quella di un marchio inciso o bruciato sulla pelle che additava una persona da evitare e disprezzare. tendevano nettamente ad interpretare la stessa emozione del complice. I motivi possono essere dovuto sia dal fatto che la comunicazione non viene sempre espressa in maniera diretta.fisiologica attiva da una parte dei meccanismi fisiologici. tossicodipendenti). da James con il suo Sé sociale. Da questo principio i due autori hanno ingegnosamente creato delle ricerche. è stata espressa sia da Cooper con l'idea di un Sé rispecchiato. ovvero segni di disapprovazione se la valutazione era negativa. Quindi lo stato di arusal è qualcosa da spiegare anche con l'emozione. La letteratura contemporanea invece la definisce come una minaccia situazionale in cui le persone stigmatizzate. il gruppo religioso o sportivo. frequenza respiratoria in aumento etc. I risultati mostrarono che coloro i quali erano stati trattati più positivamente dall'intervistatrice avevano espresso più valutazioni positive che tendevano ad aumentare sia durante l'intervista. secondo la quale le persone interagiscono in termini di identità personale sulla base dell'appartenenza o meno a un gruppo specifico. In conclusione i partecipanti accettavano il punto di vista positivo della collaboratrice. Secondo gli autori esiste un processo cognitivo che permette di fare delle inferenze sullo stato emotivo a partire dall'analisi delle reazioni corporee.. adottino delle strategie di coping uguali a quelle dei gruppi non stigmatizzati e non ritenendo necessario l'esistenza di una qualsivoglia interiorizzazione o processo psicologico specifico. organizzati in pattern. Da questa prospettiva si fonda la Teoria dell'identità sociale di Tajfel e Turner. I risultati evidenziarono che in occasione di un'arusal intenso mentre si intergiva con la ragazza. in etichette. e su caratteristiche sia di personalità che comportamentale (omosessuali. Goffman lo usò invece come un attributo legato a una forte svalutazione e a una identità sociale negativa. Vennero confrontate da una parte le affermazioni positive durante l'intervista e dall'altra le autovalutazioni espresse. quindi battito cardiaco accelerato. per descrivere il particolare vissuto di tipo emotivo. Sharauger e colleghi hanno cercato di misurarne la validità di tali teorie e hanno riscontrato che il modo in cui le stesse persone vedono se stesse in realtà corrisponde ben poco a come gli altri ci vedono. sociale o le valutazioni riflesse L'idea che noi abbiamo nel credere che gli altri ci vedano come noi stessi ci vediamo. persone obese e persone mentalmente ritardate. ai quali viene associata l'emozione che in qualche modo danno senso e significato all'emozione provata. mentre da adulto i gruppi vengono scelti in base ai valori personali. alla pari delle altre minacce al Sé. mentre con l'altra metà aveva comportamenti neutri. e ne hanno individuato una estesa gamma di "cambiamenti corporei". sia anche nella fase successiva. Conoscenza di Sé appartenenza a gruppi sociali Le prime fonti di conoscenza del sé che riguarda i gruppi sono quelli in cui il bambino fin da piccolo può appartenere.

attivo) si differenziano da una parte per l'intensità dei termini con i quali ritengono di essere caratterizzati. In conclusione le persone stigmatizzate possono difendersi dagli attacchi alla loro autostima svalutando le reazioni in quanto espressione di un pregiudizio. Queen e Steele hanno fatto all'interno dell'università del Michigan . I risultati furono: gli studenti afroamericani che avevano ritenuto che il bianco non potesse identificarli avevano una diminuzione dell'autostima se il feedback era negativo. degli esperimenti sulle donne. facendoli accomodare in una stanza e dicendo loro che falsamente dietro a uno specchio unidirezionale c'era un bianco dello stesso sesso: a metà veniva detto che c'era una tenda che impediva all'altro di vederlo (non era possibile l'identificazione della razza). mentre gli studenti afroamericani cosci di essere osservati pensavano che il pregiudizio avesse condizionato sia in negativo che in positivo l'esito del feedback e mantennero una autostima pressoché uguale. ad esempio sul posto di lavoro. cioè di essere inferiori nell'abilità matematica rispetto agli uomini. e un incremento se positivo. mentre in quella di controllo i valori si equivalevano (8. l'errore non denuncerà solo una svalutazione personale. dall'altra in base all'importanza che danno ai diversi tratti per descrivere se stesse: per i tratti più importanti le persone hanno un numero ricco di credenze e ricordi. In generale l'ambiguità attributiva rende conto nelle persone stigmatizzate sia della riduzione dell'autostima delle di coloro che ricevono un aiuto non voluto da parte di persone non stigmatizzate. sia sottovalutata (la valutazione è positiva perché sono stati compassionevoli o per nascondere i pregiudizi). Una persona che si definisce sincera avrà molti ricordi specifici su tale caratteristica (gli ho detto quello che pensavo). riguarda quei soggetti che hanno acquisito una comprensione della propria identità etnica accompagnate da una valutazione positiva che permette loro di accettare gli aspetti positivi della cultura dominante e di respingere quelli oppressivi. Gli esiti del confronto sociale saranno diversi e dipenderanno dalle persone con le quali ci si confronta. i bianchi invece non mostrarono particolari differenze nelle due condizioni. gli afroamericani risposero esattamente in maniera significativa minore rispetto ai bianchi (4. I risultati evidenziarono che nella condizione in cui la prova veniva considerata come elementi di abilità. Ad esempio in un contesto pubblico alzare la mano per chiedere la parola è sempre un'azione sottoposta al giudizio degli altri. e ne riduce la motivazione perché è difficile far connettere i risultati che si ottengono con le proprie capacità e le proprie azioni. In un test di abilità linguistica promosso da Steele e colleghi. oppure che si trovano in una fase di ricerca della propria identità personale (adolescenza) e che possono sviluppare un'identità oppositiva sulle caratteristiche tipiche rispetto al gruppo dominante. gli stessi autori fecero un secondo studio in cui dopo aver avvisato i partecipanti che si trattava di una prova di abilità o un semplice test. e sullo stereotipo che subiscono. e un secondo test sull'autostima. Secondo questo autore le persone per poter avere una accurata valutazione delle proprie forse e debolezze. coinvolgendo studenti bianchi e afroamericani. Per conoscere l'altezza è possibile usare oggettivamente un metro. mentre all'altra metà veniva detto che era un semplice test di ricerca. è dato dalla teoria del confronto sociale di Festinger. chiedevano loro di completare delle parole a partire da dei frammenti. ma se a farlo sono le persone pressate dallo stereotipo. insufficiente).5). mentre all'altra metà si diceva che il bianco poteva. Prima dell'inizio della prova. Nei risultati positivi è possibile che si verifichi sia una reazione sopravvalutata (ce l'ho fatta malgrado mi giudicano). Quando si attiva la minaccia da stereotipo questa produce delle prestazioni inferiori. per avere un rinforzo positivo e un accrescimento della propria immagine si cercherà un confronto verso il basso (downward).La difficoltà nel dare a se stessi una spiegazione non ambigua rispetto a come reagiscono gli altri nei loro confronti costituisce una ambiguità attributiva. delle . ma avere un valore riguardo la mia aggressività non mi dirà nulla di significativo e risulterà fine a se stesso. Il numero dei completamenti di parole stereotipate era la prova dell'attivazione dello stereotipo. Crocker e colleghi hanno fatto un esperimento sullo sviluppo dell'amicizia. delle convinzioni generale nei modi di reagire dove è in gioco la sincerità.3 contro 8. Il terzo. Secondo l'autrice le persone quando devono descriversi in termini. detto dell'identità etnica acquisita. ma anche rispetto a quelle del gruppo di controllo. Conoscere noi stessi attraverso il confronto sociale Un classico procedimento tramite il quale le persone possono ottenere delle informazioni su loro stesse che in realtà è molto più frequente di quanto non si pensi. posso presentare un disorientamento rispetto alla causa dei risultati che ottengono. eccellente) o con le peggiori (sufficiente. mentre per puntare a delle mete più elevate si adotta un confronto verso l'alto (upward).5 contro 10. possono essere attribuiti sia alle proprie capacità insufficienti ma anche da una distorsione prodotta dal pregiudizio. in cui i soggetti hanno sperimentato qualcosa che li ha portati al rivedere la loro propria origine etnica (vittime di pregiudizio). si sentirà più o meno soddisfatta se si confronterà con i migliori della classe (ottimo. ad esempio aggettivi o nomi (intelligente. metà donne venivano informate che soggetti maschili e femminili ottengono risultati differenti (senza indicare la direzione ritenuta assodata!) e metà che tale prova non comportava differenze (gruppo di controllo). Gli effetti negativi dello stigma sono da considerare situazionali e non cronici. di fatto attivando la minaccia da stereotipo. Secondo gli studi di Major e Crocker le persone che appartengono a un gruppo stigmatizzato nelle situazioni in cui vengono giudicate da altri. Una studentessa che prende "buono" in geometria. Per sincerarsi che questo risultato era la conseguenza della Minaccia da stereotipo. La minaccia da stereotipo Claude Steele ha coniato l'etichetta Minaccia da stereotipo per indicare quella condizione in cui le persone esperiscono il timore che il loro comportamento possa confermare lo stereotipo negativo del proprio gruppo. I risultati mostrarono che ci fu un impatto molto forte dello stereotipo: le prestazioni delle studentesse nella prima condizione si rivelarono inferiori non solo a quelle degli studenti. Processo di acquisizione dell'identità etnica Secondo Phinney esisterebbero tre stadi per l'acquisizione di una identità etnica: Il primo è detto dell'identità etnica non considerata e corrisponde alle persone che non si sono focalizzate sulla propria identità etnica e che quindi possono aver assorbito quegli aspetti negativi legati allo stereotipo sul proprio gruppo etnico da parte della cultura dominante. I risultati mostrarono che gli afroamericani che si aspettavano di essere coinvolti nella prova di abilità mostrarono un numero superiore di completamento legato allo stereotipo rispetto agli altri partecipanti. e le persone possono usare differenti strategie per contrastare l'effetto negativo. ma pagano il fatto che svalutano anche le valutazioni positive. Le scelte che operiamo sono funzionali allo scopo che si intende perseguire: per avere un'informazione accurata ci si confronta con persone simili. venivano coinvolti soggetti afroamericani e bianchi: a metà soggetti veniva detto che il test riguardava l'abilità da cui ne sarebbe uscito un feedback che riguardava i loro punti di forza e e di debolezza. I risultati negativi. Il raggiungimento di questo stadio comporta dei grandi vantaggi in termini di salute mentale e di accrescimento della propria autostima e del proprio concetto di Sé. Gli schemi del Sé Per la Markus quando si parla di conoscenza di Sè bisogna far riferimento all'esistenza di più schemi di Sé i quali costituiscono la Teoria del Sé. Il secondo è chiamato ricerca dell'identità etnica. delle proprie abilità e opinioni attuano un confronto con le altre persone in mancanza di riferimenti a misure oggettive. Una volta tornato il responso veniva fatto compilare una altro modulo sulle reazioni legate alle risposte ricevute. la cui ricostruzione poteva portare a parole legate allo stereotipo ovvero neutre e che c''era un gruppo di controllo a cui non veniva detto nulla precedentemente. Veniva fatta una misurazione dell'autostima e compilare un modulo in cui elencare i punti di forza e quelli deboli da consegnare al bianco in modo tale che egli stesso potesse decidere se diventare amici o meno. cioè quelle che aiutano nell'incremento dell'autostima. Spencer.3). ma includerà anche l'inferiorità del gruppo di appartenenza.

Patricia Linville definirebbe Luca come una persona che possiede una organizzazione semplice della conoscenza del Sé poiché i diversi aspetti della medesima conoscenza sono strettamente legati tra di loro. grazie a uno studio longitudinale su eventi quotidiani. A livello cognitivo le persone con una autostima elevata possiedono una conoscenza di Sé più approfondita e in particolare: attribuiscono punteggi estremi su scale valutative (molto-niente) e si sentono sicure delle loro autovalutazioni e impiegano meno tempo per fornirle. Le motivazioni date da Campbell e colleghi si strutturano sul fatto che chi possiede bassa autostima ha anche una idea del proprio Sé confusa e sono quindi più influenzabili rispetto agli eventi (più persuasibili per effetto della plasticità comportamentale di Brockner). quindi per niente indipendenti o molto indipendenti. Paulhus ha elaborato la dissimulazione consapevole delle risposte per addurre ai motivi per i quali associamo la nostra immagine a tratti positivi. Secondo Showers esiste una relazione tra eventi positivi e negativi del Sé: possono essere organizzati in aree omogenee e separate (gli elementi positivi tutti da un lato e quelli negativi dall'altro). Nel ramo affettivo. La sua teoria del Sé quindi prevede il Sè ideale cioè come vorremmo essere e il Sé dovuto. ovvero negativo per chi ha una bassa autostima. mentre di fatto sono tendenziosamente favorevoli. cioè quello che vorremmo diventare. Negli eventi positivi le persone con una semplice organizzazione tendono ad avere reazioni più generalizzate e intense. . una sorta di autoinganno però inconsapevole. mentre per Eagly e Chaiken come un atteggiamento particolare che si esprime in valutazione rispetto al Sé. e infine un Sé futuro temuto. anche in contraddizione tra loro e rende conto del fatto che le persone possano descriversi in maniere differenti. A livello strategico chi ha una elevata autostima riesce a massimizzare i guadagni e ad affrontare obiettivi difficili con i rischi che gli stessi comportano pur di incrementare l'autostima e l'immagine personale. e di passare con facilità da segmenti ridoti a quelli più ampi. un Sé futuro desiderato. in grado di influenzare l'elaborazioni delle informazioni relative sia agli altri che a se stesse. e quindi si sentiranno più felici. come sosteneva Baumeister con la teoria del sociometro.classificazioni (nella media. Markus e Nurius corroborano una visione a futuro del Sé. quindi un Sé possibile che le persone sarebbero in grado di distinguere tra un Sé futuro probabile. sia dalle valutazioni che associamo ad essi. hanno più coerenza e stabilità nelle autovalutazioni e infine attribuiscono a loro stessi i risultati positivi e a fattori esterni quelli negativi. ma devono pagare il fatto che si sentiranno molto più infelici e avranno cambi di umore molto più bruschi. In tal senso impostò un esperimento sull'indipendenza in cui definì come schematiche le persone che si collocavano all'estremo negativo ovvero negativo della scala. cioè quello che probabilmente diventeremo. cioè quel costrutto formato sia dai sentimenti che definiscono il Sé. ma non nel primo. (relazioni con la famiglia. Organizzazione del Sé rispetto alla conoscenza Esistono delle differenze individuali rispetto alla complessità delle conoscenze del Sé: ad esempio Luca è uno studente e si sente principalmente tale in tutti i campi del suo agire ma sempre legati alla sua identità di studente. lo stesso dicasi per i membri di etnie diverse che tendono a far rilevare la caratteristica distintiva. riescono a dare più episodi personali a sostegno delle loro valutazioni e sono meno influenzabili anche in presenza di contraddizioni sulle autovalutazioni. si è arrivati alla conclusione che avere un basso livello di autostima corrisponde a maggiore variabilità nell'umore e ad esperire maggiormente stati negativi. ma cono consci del fatto che altrettanto sanno come vorrebbero essere e come dovrebbero essere. Queste fasi sarebbe particolarmente accentuate durante i vari cambi del Sè che avvengono nella vita. che porterebbero allo sperimentare sensazioni emotive negative specifiche. cioè quello che abbiamo paura di diventare e quindi non vorremmo mai divenire. mentre Marco si sente studente ma basa la sua definizione del Sè anche ad altri aspetti della sua vita che ritiene altrettanto importanti. ma anche degli svantaggi per le esperienze negative per la difficoltà di non focalizzare fondamentalmente solo i fattori negativi. cercano di difendere e di incrementare la propria autostima. mentre coloro che hanno una elevata autostima hanno una idea del Sè stabile e positiva e quindi sanno come proteggersi dalle implicazioni negative che tendono a interpretare a loro vantaggio. il secondo è che si è supportati a livello affettivo nel fronteggiare situazioni negative (come intuì Steele nella sua Teoria dell'autoaffermazione). Secondo Higgins le persone non solamente pensano a se stessi in termini di come sono e come gli altri ci vedono. Secondo McGuire la struttura sociale nella quale si trova un persona possa far emergere elementi diversi. mentre Marco possiederebbe una organizzazione complessa delle conoscenze del Sé per il fatto che i suoi aspetti del Sé sono largamente indipendenti. Sé operativo I diversi Sé non sono sempre contemporaneamente attivi. come ad esempio durante l'adolescenza. mentre le persone come Luca subirebbero le conseguenze nella sua intera organizzazione. il terzo perché si è in grado di generare uno stato affettivo positivo. nel suo tempo libero). Un'altra ricerca sulla mascolinità ha messo in luce che le persone schematiche riescono a identificare segmenti più ampi rispetto alle attività ritenute mascoline. con gli amici. Questa differenzazione porta a delle conseguenze rilevanti rispetto agli eventi negativi: le persone con una organizzazione complessa sono avvantaggiate nel senso che riuscirebbero a circoscrivere tale evento. In questo senso un insuccesso in campo professionale potrebbe contagiare anche la vita privata di una persona nel secondo caso. mentre chi possiede una bassa autostima tenderà a scegliere obiettivi facili da raggiungere in modo da evitare perdite e fallimenti e quindi a ridurre al minimo il rischio per il timore di non farcela. Il concetto di AUTOSTIMA Le persone. rispetto a quelle più contenute dell'organizzazione complessa. Perché preferiamo una ALTA AUTOSTIMA Ci sono fondamentalmente 4 motivi: il primo è che aiutano a ridurre il timore della morte. ma ognuno ne è consapevole sono in una porzione ridotta in una particolare situazione. secondo Kunda come un senso globale del nostro valore complessivo. in quello che viene chiamato Sé operativo. e infine perché ci rimanda il livello di gradimento ed accettazione degli altri. Questa organizzazione permette la coesistenza di molte informazioni. Nel primo caso l'autore parla di compartimentalizzazione. se rivolta a noi stessi: produciamo delle risposte sistematicamente positive in modo tale da convincere noi stessi della loro veridicità. Secondo Baumeister l'autostima è un aspetto valutativo della coscienza riflessiva. come ad esempio una ragazza si definirà ragazza se si troverà in mezzo ai ragazzi e bionda se in mezzo a brune. oltre ad attribuirsi delle caratteristiche. una sorta di ostentazione di presentazione. Se rivolto ad altri: presentiamo la nostra immagine per poterla valorizzare maggiormente anche rispetto a quanto non sia per noi. cioè l'attenzione si focalizza su elementi che hanno la stessa uguaglianza. In generale diversi livelli di autostima portano nelle persone reazioni differenti anche in situazioni piuttosto simili. Si tratta di un'attività tipicamente inconsapevole. oppure essere presenti ma in distinti settori differenti (nel Sé lavorativo possono coesistere aspetti negativi e positivi assieme). La Markus appurò che le persone schematiche sono più rapide ad esprimere una valutazione su quella specifica dimensione. cioè come dovremmo essere: questi due Sè costituirebbero le Guide del Sè che le persone confronterebbero con il Sé reale: in questa maniera sorgerebbero delle discrepanze. In conclusione avere una organizzazione più complessa può garantire una maggiore stabilità affettiva. Il sintesi le persone che sono schematiche in una campo ne diventano anche degli esperti e riescono a differenziare l'elaborazione di informazioni non relative a se stesse. Secondo Campbell e colleghi ci sono delle differenze anche nel campo delle attività cognitive ed emotive. e come non schematiche tutti coloro che l'indipendenza non è un valore importante e quindi gravitanti attorno alla media della scala. e questo porterebbe dei vantaggi in caso di esperienze positive perché proprio la focalizzazione si indirizzerebbe prevalentemente sugli aspetti positivi del Sé. troppo sincera): Per la Markus questa persone viene definita come schematica per la sincerità.

L'ambiguità dei risultati è un problema presente: secondo James le persone con una elevata e genuina autostima dovrebbero sopportare bene un feedback negativo. Cialdini ha chiamato questo processo come godere di gloria riflessa quando i successi o gli insuccessi delle persone vicine a noi. Difatti le persone riescono ad elaborare più facilmente e rapidamente i tratti di personalità . In un esperimento condotto da Swann e Read veniva somministrato ai partecipanti un questionario sulla dominanza-sottomissione in cui scegliere quelli con i punteggi più polarizzati sia verso la dipendenza che verso l'indipendenza per poi farli partecipare a una fase di gioco con un falso compagno di situazione (colalboratore). La tecnica del self-report consiste nel valutarsi con una serie di tratti che in qualche modo ci contraddistinguono e associarvi il grado positivo o negativo. Autostima nelle INTERAZIONI SOCIALI E' stata comprovata da studi anche una relazione tra autostima e violenza. Il secondo è il grado di sicurezza che una persona possiede sulle abilità in uno specifico settore: se non ci sono le condizioni di conoscere il proprio livello di sicurezza la persona si orienta nel migliorare quella conoscenza applicando il confronto sociale. è dato dal fatto che se le persone vicine a noi che ottengono un risultato migliore del nostro. Gli individui cercano la coerenza tramite delle strategie di azione che possano confermare le proprie convinzioni riguardo al Sé e di allontanarsi da quelle interazioni sociali che ne possano costituire una contraddizione. o che fanno parte del nostro Sé. di fatto questo accade perché percepiamo quelle persone come parte del nostro Sé. allora la persona attuerà probabilmente un processo di confronto sociale. MANTENIMENTO della propria autostima nel confronto sociale (confronto con gli altri) e riflesso sociale Tesser ha proposto un modello teorico che rendesse conto del fatto che esistono differenti legami tra l'autostima e le relazioni interpersonali: il modello del mantenimento dell'autostima grazie al quale è possibile integrare due processi importanti. è composta sa 10 semplici item. quello del confronto e quello del riflesso sociale. cioè conteneva una componente difensiva e non era una genuina e reale autostima. I risultati mostrarono che coloro che si erano definiti estroversi sovrastimavano in maniera sistematica il tempo. l'introspezione. prendendo preventivamente le distanze aumentando il rischio di allontanare il partner. il quale emetteva dei commenti da cui emergeva coerenza o incoerenza con il tipo di punteggio ottenuto: una persona dipendente si troverà a interagire con un compagno che conosce il risultato. mentre per quelli positivi aumenta. perché necessitano di approvazione dopo un insuccesso: l'autostima predetta in realtà era ostentata. e poi di interagire con altri a livello comunicativo. Di conseguenza tenterò di trovare un ambito di confronto in cui posso confermare l'immagine che ho di me stesso. il confronto con gli altri e il riflesso sociale. MOTIVAZIONI che guidano i processi di costruzione della conoscenza del Sé Le persone cercano di avere una conoscenza di Sé piuttosto accurata. è necessario l'individuazione di due fattori determinanti per adottare l'uno o l'altro processo. tuttavia ci sono persone che invece risultano sensibili alle valutazioni negative. quindi confutando l'idea di James. quindi la spinta è verso una coerenza che deriva dall'avere un concetto del Sé dal contorno preciso. Poi venivano convocati per riverificare il loro comportamento (variabile dipendente). diminuiscono o aumentano la nostra autostima. spesso adottano una condotta violenta. cioè tra coloro i quali hanno una elevata idea positiva di se stessi e incontrano qualcuno con idee differenti dalla loro. mentre se ne ricevono uno che li contraddice reagiscono accentuando le loro caratteristiche comportamentali. nelle loro scelte si orientano verso situazioni già note e acquisite e tentano di evitare le situazioni incerte e incoerenti. In un esperimento di Maler veniva chiesto a delle persone prima di dichiararsi introverse o estroverse. Il problema di validità delle misure riflette la maniera con cui le persone che hanno un'elevata autostima tendano ad accrescerla in maniera tendenziosa in modo da confermare le proprie aspettative.Nella scala di Rosemberg (Esteem scale) riguarda le possibili ambiguità. e la persona è consapevole di quanto viene a lei richiesto nel dichiarare quanto un determinato item la rappresenta. ovvero il riflesso sociale. ovvero se non è interessante si sposterà verso il processo di riflesso. ad una tendenza chiamata dell'autoaccrescimento. Dopo una settimana veniva chiesto loro di stimare il tempo con cui avevano parlato. Il primo è la rilevanza del settore di attività nel quale si verifica il successo o l'insuccesso di una persona vicina: se quel settore è importante per il proprio Sè. I risultati furono che i soggetti che ottengono un commento coerente con le loro concezioni non modificano il loro comportamento. Motivo di ACCRESCIMENTO Le persone mostrano un bisogno forte che le motivi costantemente sia nei processi di interazione della loro condotta. l'osservazione del proprio comportamento. Secondo Tesser per poter integrare i due processi nel suo modello. oppure rispondere a delle domande attraverso l'affermazione di opinioni che corrispondono agli stessi stati che le persona usano quando ragionano rispetto alla propria autostima. ovvero se sono sicure (sia alto che basso) le persone non ritengono importante un confronto ma preferiscono usare il processo di riflesso che è risulta essere meno faticoso. suscitano un confronto che produce un abbassamento della nostra autostima: se in uno stesso compito un nostro amico prende un volto più alto del nostro ci sentiremo meno bravi di lui. evitando quelle che possono essere in grado di inficiare la concezione che ho di me stesso. FONTI DELL'AUTOSTIMA La conoscenza del Sé altro non è che il risultato di un'attenta e profonda analisi delle informazioni che provengono da varie fonti: l'autoriflessione. Motivazione alla COERENZA Le persone in generale hanno una predilezione per le esperienze di tipo familiare. cioè la necessità di elaborare dei sentimenti positivi rispetto al Sé e quindi di salvaguardare. Sandra Murrey e colleghi hanno studiato i livelli di autostima attraverso le relazioni di tipo romantico quando persone si sentono vulnerabili e minacciate: chi possiede una elevata autostima e percepisce un discredito del loro valore. mentre chi si era definito introverso avevano un tendenza alla sottostima del tempo destinato a parlare. L'aspetto rilevante della teoria del confronto sociale. L'autostima si concretizza nel valore negativo o positivo che una persona attribuisce in generale a se stessa: per i valori negativi decresce. mentre chi ha una autostima bassa è portato a pensare che anche il partner ha perso interesse nei suoi confronti e per proteggersi da ulteriori svalutazioni tende a ridurre la valutazione positiva del partner attirando parasdossalmente il risultato temuto. corroborando quindi la proposta di Festinger. Il secondo processo si fonda sul fatto che noi esperiamo un certo orgoglio e quindi un innalzamento della nostra autostima quando le persone vicine a noi ottengono un bel risultato. I pericoli delle misure esplicite sono rappresentati dal fatto che esse stesse possono essere usate come una strategia di consapevole autopresentazione. e quindi non è possibile stabilire quanto il grado di discrepanza sia associata a una strategia di tipo consapevole oppure inconsapevole. stabile e positiva e si fanno perciò guidare da 3 motivi fondamentali: bisogno di accuratezza (essere certi delle proprie capacità) bisogno di stabilità (conferma e mantenimento della rappresentazione del Sé) e bisogno di accrescimento del Sé (rendere il più possibile positivo la rappresentazione del Sé). Per altri autori questo è vero solo se l'autostima è si elevata ma instabile tale per cui c'è il forte timore di attacchi esterni ritenuti temibili che scatenano reazioni di violenza. tende a rifugiarsi nella relazione valorizzando il proprio partner ivi compresa la relazione di coppia. prevedibili e stabili. difendere e aumentare l'autostima. sia in quelli di interazione con gli altri.

Dalle ricerche di Baumeister sulle ricerche sul tema dell'attribuzione causale.8) a differenza degli ansiosi che chiedono una maggiore quantità di strumenti per mettere in crisi lo strumento (2. nella modalità verso un un'azione che confermi tale conoscenza. Venne chiesto a delle persone. la somma non darebbe 100 poiché ognuno risulterà più convinto di impegnarsi maggiormente di quanto gli venga riconosciuto dal partner. Come difesa le persone hanno la tendenza a preferire informazioni che discreditano le fonti di feedback negativo nei contri confronti e in caso di minaccia o disagio preferiscono i confronti con il basso. La reazione positiva viene associata a un processo di tipo automatico. Le persone spesso considerano i propri tratti positivi come qualcosa di relativamente unico e rari (nessuno come me è sempre così puntuale) mentre considerano i tratti negativi come qualcosa di comune. nella ricerca di persone che ne confermino la propria immagine. quindi avere delle credenze su se stessi che non sono necessariamente veritiere. Questi risultati indicherebbero che il bisogno di stabilità sia prioritario rispetto a quello dell'accrescimento di Sé. cioè quel processo mediante il quale gli individui credono di avere delle capacità che invece non possiedono. Esistono delle vere e proprie strategie di autoinganno o delle distorsioni. Per programmare e poter prevedere con efficacia le azioni future. L'autoacccrescimento è una tendenza particolarmente forte nelle persone ansiose. Fronteggiare strategie con ESITI NEGATIVI del confronto sociale ovvero riflesso sociale Per ridurre l'impatto negativo per l'autostima in caso di eventi negativi derivanti dal confronto sociale le persone attuano tre tipi differenti di strategie: la prima concerne l'esagerare l'abilità della persone che ha ottenuto un punteggio superiore al nostro (è eccezionalmente bravo). mentre al'altra metà (controllo) si chiedeva di descrivere se vi fossero dei momenti di conflitto. una valutazione cognitiva controllata in cui prevarrebbe il bisogno di conferma dell'immagine di Sé. ovvero informazioni maggiormente accurate. ma non sono così acuti verso l'evidenza favorevole: è facile discutere il risultato di un test negativo negandone la validità piuttosto che manifestare dubbi sulla validità del medesimo test se questo porta a un risultato positivo. Risultati: le persone non ansiose non modificano le loro strategie comportamentali indipendentemente dal feedback riportando valori uguali (1. Il bisogno di CONTROLLO . Swann e colleghi si sono interessati al tema della stabilità e ne hanno confermato il valore di forte motivazione alla conferma del proprio Sé. La tendenza all'autoaccrescimento trova la sua realizzazione nella condivisione delle situazioni di insuccesso o negative. in maniera da incrementare la possibilità di utilizzare il processo di riflesso sociale positivo per l'autostima. segue una interpretazione su tale valutazione in modo da difendere il stabilità della propria conoscenza del Sé. oppure 1. invece. ma reazione negativa legata sul piano cognitivo il cui risultato mette in crisi ciò che si pensa di Sé (i miei scopi). In un processo di feedback positivo sarebbero ipotizzati tre passaggi sequenziali: una valutazione affettiva in cui prevarrebbe il bisogno di accrescimento del Sé. le persone con elevata autostima presentano gli stessi problemi con episodi negativi. le persone tendono a costruire quello che Taylor e Brown chiamavano illusioni positive. e una fase in cui il conflitto tra stabilità e accrescimento (gli eventi percepiti come positivi contraddicono la visione negativa di Sé) viene superata in base al cambiamento dell'immagine di Sé grazie allo stesso processo che è di tipo positivo. o le hanno solo in parte. Il bisogno di STABILITÀ nella conoscenza del Sé Le strategie di autoinganno possono anche essere usate come espediente per il mantenimento di un'autostima elevata. cioè con persone che hanno capacità inferiori alle nostre. Anche nei confronti degli stereotipi il bisogno di accrescimento del Sé può sia inibire l'attivazione dello stesso stereotipo. Se dovessimo chiedere separatamente a moglie e marito di descrivere il loro contributo nella gestione familiare sia di tipo materiale (buttare spazzatura) che immateriale (sforzi per andare d'accordo) tramite una scala da 1 a 10. e nel ricordare meglio i feedback che sono coerenti con tale immagine. se c'è tempo e motivazione. anche se questa immagine non corrisponde esattamente al vero. Per ovviare alle conseguenze negative. sia poter svalutare le critiche attribuendole ai pregiudizi delle persone che le emettono. Sono questi ultimi che utilizzano delle strategie comportamentali in base alla crisi della loro autostima. Per poter mantenere un livello elevato di autostima. In particolare persone con una bassa autostima gli episodi positivi danno luogo a una reazione affettiva sul piano affettivo (sono contento di aver ricevuto un complimento). Esiste una tendenza sistematica nel considerare più positivi gli aspetti di successo e come meno probabili quelli di insuccesso. in cui le persone sono convinte davvero delle loro idee su se stesse e che non sono il frutto di strategie atte a convincere gli altri del proprio valore. cioè che soddisfino il bisogno di una stabilità della conoscenza del Sé confermando la propria immagine. In una ricerca di Murray e Holmes.3 se peggiore feedback.3 se migliore). si impegnano nel sociale grazie al fatto che convivono con un'immagine positiva di loro stessi che danno origine a delle conseguenze positive in termini di umore e interazione. come testimoniato dalla verifica empirica di Frey. Chiedendo di giudicare il grado di semplice piacevolezza le lettere dell'alfabeto. le persone devono conoscere con accuratezza le proprie capacità. mentre la terza prevede il modificare la salienza dell'attività nella quale i risultati della persona vicina sono superiori dei propri. inoltre preferiscono ricordare di più i successi e giustificano il loro contributo più importante nella realizzazione di qualche successo. Inoltre gli individui sono bravi a individuare quelli che possono essere i punti deboli dell'evidenza empirica che le discredita. essi sostengono di dividerli con altri. lo psicologo Buiten arrivò a dimostrare che le persone tendono a valutare più positivamente proprio quelle lettere che compongono il proprio nome e cognome. Le persone potevano scegliere o meno di usare informazioni per discreditare l'uso del QI. Il bisogno di accrescimento e della stabilità agiscono in modo da bilanciarsi tra di loro. la seconda riguarda la ricerca di confronto verso il basso. Secondo Trope le persone si orientano verso quelle prove che possono fornire maggiori informazioni circa le loro possibilità. Per i tratti negativi. mentre quella cognitiva a un processo di tipo controllato e quindi più dispendioso e lento. Il fatto che le persone non cadano in errori derivanti da queste edulcorate credenze lo si deve a due fattori: il primo è che le illusioni positive in realtà non sono così discostanti dalla verità e vengono adottare per avere una immagine un pochino più migliore di come sono. e in secondo luogo perché quando devono prendere delle decisioni importanti riescano a disattivarne gli effetti. e nel considerare invece come specifiche i tratti che mi connotano a livello positivo. L'accrescimento ha un forte valore adattivo poiché le persone si mantengono sane. Le persone in generale usano un processo di recupero del materiale depositato in memoria in maniera selettiva in funzione del contesto che ne richiede l'evocazione. si è evinto che le persone hanno la tendenza a interpretare i propri successi in chiave personale e gli insuccessi in termini di fattori ambientali. precedentemente classificate come ansiose o non ansiose. i soggetti erano delle coppie a cui veniva detto in metà dei casi che la presenza di conflitto nella relazione di coppia era una cosa buona (condizione sperimentale). di fare una stima della propria intelligenza per poi partecipare a un ingannevole gioco che avrebbe sottostimato o sopravvalutato il feedback della prestazione. si prendono cura degli altri. I risultati hanno mostrato che il numero dei conflitti nelle coppie sperimentali era significativamente superiore. Alcune ricerche hanno mostrato che se le persone aventi una bassa autostima vanno incontro a problemi di salute nel fronteggiare problemi positivi. Quindi la reazione più immediata è quella di provare e manifestare un piacere e successivamente. che è possibile ritrovare in 4 condizioni in cui si manifestano: nella preferenze verso feedback coerenti con la propria conoscenza del Sè sia esso negativo che positivo. anche nel caso in cui la propria condotta sia moralmente discutibile. ricordandoli meglio. l'uno con l'altro e una rottura a questo equilibrio può portare a forme patologiche rispettivamente di delirio di grandezza o la depressione cronica.positivi.

di cui il primo gruppo (controllato) ne poteva far cessare gli effetti premendo 4 volte un pulsante. di come si vestono. In ultima analisi una moderata sopravvalutazione rispetto alla capacità di controllo porterebbe agli stessi risultati di una sopravvalutazione del proprio valore complessivo. a cui segue spesso una reazione aggressiva nei confronti di chiunque ne costituisca una minaccia. Da questa ricerca si è anche visto che essere informati sulle proprie condizioni di salute porta a non sentirsi responsabili delle cause ma piuttosto del decorso che aiuta nel percorso di guarigione. le altre tre emozioni. Il depresso invece usa una strategia che in qualche modo è distruttiva (sono io la causa dei miei insuccessi e non posso farci nulla). Le emozioni del Sé Le persone sono spesso preoccupate di cosa gli altri pensano di loro. Le persone tipicamente cercano di salvaguardare la loro immagine tale per cui in caso di successo si fa una attribuzione interna. ipotizza che le persone. oppure assumere il controllo del problema come stato reso evidente da Langer e Rodin. Il senso di colpa è in grado di stimolare l'individuo verso un comportamento prosociale. a tal punto che la percezione ne costituisca una misura necessaria al benessere. La teoria dell'impotenza appresa proposta da Seligman. gli anziani erano trattati in maniera tale da essere il balìa degli obblighi e dei comandi degli istruttori e infermieri oppure anche da anziani che venivano fatti partecipare attivamente alle decisioni riguardanti la loro vita quotidiana. Secondo Ausbel la vergogna si prova quando si è consapevoli di aver ricevuto una svalutazione da parte del gruppo. etici che la persone stessa ha interiorizzato. e quindi il giudizio è di tipo globale e non specifico a una situazione. I risultati mostrarono che nel caso di una forte preoccupazione di un insuccesso venivano scelti i farmaci inibitori in maniera tale da poter attribuire al farmaco l'esito dell'insuccesso. a un terzo gruppo non veniva somministrato rumore.Le persone sembra che desiderino il controllo almeno tanto quanto desiderano un'autostima elevata. In una ricerca dei due autori realizzata in una casa di cura. e dei successi come situazionali e instabili (sono riuscito perché mi hanno aiutato). cioè maggiore capacità di reagire allo stress e di mantenere uno stato di benessere psicologico. Possiamo anche crearci degli impedimenti: possiamo rendere difficile o impedirci volontariamente di reggiungere un obiettivo a causa della nostra convinzione di non poterlo raggiungere. la vergogna e l'imbarazzo e tutte ricoprono una funzione molto importante. Tutti i soggetti venivano sottoposti alla medesima prova che consisteva nel sentire un forte rumore che poteva essere interrotto semplicemente abbassando una levetta. sia essi siano negativi o positivi. Queste emozioni vengono definite emozioni riflessive basate sull'assunzione del ruolo dell'altro. Berglas e Jones hanno fatto partecipare delle persone nel risolvere un problema che appariva molto difficile e potevano aiutarsi con un farmaco che aumentava il loro rendimento cognitivo. E' un comportamento auto-lesionistico in cui faccio di tutto per avere un insuccesso. si creino una sorta di aspettativa di incapacità di poter controllare personalmente gli eventi. dei risultato che ottengono manifestando delle emozioni che sono strettamente legate all'impressione che gli altri si fanno di noi. Rotten stesso ha elaborato uno strumento che è stato largamente utilizzato. esercitano una resistenza per cercare di riaffermarne invece la propria capacità. Secondo Greenberg e Pyszcynski è proprio l'incapacità delle persone di uscire dalla condizione di autoconsapevolezza negativa che le renderebbe depresse che di fatto ne prolungherebbero la condizione di malessere. oppure possiamo ignorare la minaccia (realizzare condotte a rischio nel tentativo di cancellare le conseguenze) oppure minimizzare la minaccia stessa (accentuando i fattori positivi o ignorare quelli negativi). delegandone di fatto la responsabilità. I risultati furono che il gruppo sperimentale non fece nulla per interrompere il rumore subendone passivamente gli effetti. In generale la percezione di avere un maggior controllo viene associata a un generale benessere personale. Secondo Rotten esistono persone definite interne. religiosi. i fallimenti. mentre non vi era nessuna possibilità per il secondo (gruppo sperimentale). e persone definite esterne che invece ritengono che il controllo dipenda da fattori esterni a loro. sia interno alla persona e che quindi posseggano la capacità di poter controllare il proprio comportamento. Queste emozioni sono l'orgoglio. quella di essere dei segnali di condotta sociale. con cui rendere conto degli insuccessi in chiave di caratteristiche personali stabili e globali (non ce la faccio perché non sono intelligente). non ne è necessariamente implicata e potrebbe derivare da semplici comportamenti non funzionali. il senso di colpa. sulla base di esperienze pregresse di impotenza (quando non fanno nulla per evitare un fastidio o un dolore). E' una spiegazione cognitiva della depressione psichica. ma che piuttosto sia frutto dalle loro caratteristiche personali. La depressione clinica sembra essere l'esito di questa incontrollabilità. oppure la nostra condotta etc. con differenti sfumature. le quali ritengono che il controllo dei risultati. che si differiscono da quelle primarie. Una situazione è quella quando avvertiamo venire meno della nostra capacità di controllo. ci informano che qualcosa non va e che è necessario operare una correzione. ovvero in caso si insuccesso si ricorre ad una attribuzione esterna. ossia l'efficacia nel verificare in che modo sappiamo controllare la situazione. Eventi che minacciano il Sé Esistono nel quotidiano una serie di situazioni che dobbiamo fronteggiare e che sono minacciosi per il nostro Sé. oppure un farmaco che avrebbe interferito con lo stesso rendimento. Come DIFENDERCI da eventi minacciosi Possiamo farlo con interventi focalizzati sull'emozione in maniera tale da sfuggire alla minaccia per evitare l'autoconsapevolezza. a differenza degli altri due che immediatamente spostarono la levetta. ovvero in una sorta di incapacità legate alla depressione. Le persone che avevano capacità di controllo erano anche quelle che a distanza di tempo mostravano un numero inferiore di tumori e con condizioni migliori di salute. Il senso di colpa è un'emozione negativa che riguarda delle azioni specifiche e spesso intenzionali della persona e ne implica una valutazione rispetto a degli standard morali. La vergogna invece riguarda l'aspetto intero del Sé della persona. come anche la società. Possiamo anche farlo con interventi focalizzati sul problema attraverso la reinterpretazione dei fatti come suggerito da Pyszcynski secondo cui esse dipendono dalle conseguenze che possono derivare. Secondo la teoria della reattanza quando le persone sperimentano la sensazione di essere private del controllo della situazione e della libertà di scelta. Queste persone sono convinte che non esista alcuna relazione tra quello che loro fanno e quello che da tale azione ottengono. Ma mentre l'orgoglio segnala che la condotta è apprezzata e approvata dagli altri e non richiede modificazioni.. ma anche i fattori di stress e quindi qualcosa di esterno a noi. soprattutto nei confronti delle persone che sono più vicine a noi. Secondo Seligman e colleghi l'impotenza appresa porterebbe le persone a sviluppare una condizione di spiegazione causale verso i propri risultati denominato stile attributivo depressivo. La vergogna sebbene possa essere provocata da violazioni morali. come ad esempio le incongruenze. ovvero emozioni autocoscienti. Questa situazione (non avere controllo) potrebbe portare a situazioni negative. come il caso o la fortuna. come la rabbia e la gioia.. chiamato locus of control. persone potenti e dunque a forze impersonali. Un esperimento di Hiroto ha dimostrato un effetto analogo: degli studenti sono stati divisi in due gruppi sottoposti a un forte rumore. Chi la prova non ritiene di poter migliorare la situazione e non ha come conseguenza la stimolazione verso un'azione prosociale. ma anzi si tende a un ritiro dalla vita . con il quale è possibile stabilire e distinguere le persone in base alla prevalenza ad essere interne o esterne. perché si è in presenza di quell'autoconsapevolezza che permette di osservare e valutare se stessi dal punto di vista degli altri.

sarà orientata verso una alta attivazione di emozioni negative come l'ansia e il senso di colpa (non voglio imparare a suonare uno strumento ma i miei genitori credono che sia molto importante). oppure nei casi in cui si evince la reattanza come reazione alla minaccia della propria libertà. dopo circa dieci anni erano gli stessi che avevano ottenuto i migliori risultati scolastici e un maggior benessere. Esistono vari stili: ingraziamento quando si cerca di compiacere. come ad esempio il comportamento provocatorio degli adolescenti nei confronti dei genitori. Negli ultimi anni si è cercato di integrare quelli che sono i processi automatici con gli stati interni di una persona per comprenderne l'influenza reciproca. che dalle informazioni delle nostre presentazioni passate che il pubblico può o già conosce. se invece la persona esperisce una discrepanza tra Sè reale con il Sè dovuto. L'uscita può quindi verificarsi sia dopo la prima verifica che dopo un numero imprecisato di tentativi di correzione e verifica. la cui idea centrale era quella dell'esistenza di un circuito di controllo chiamato TOTE (test-operation test-exit) che si articola in 4 fasi: alla prima corrisponde al confronto che l'individuo fa della propria prestazione con uno standard di riferimento (primo test): se riscontra una discrepanza passa alla fase successiva che è quella di modificare il proprio comportamento proprio per adeguarsi allo standard. Secondo Schlenker le persone si autopresentano facendo però ben attenzione di rimanere nei limiti della plausibilità. Se una persona si rende conto di una discrepanza tra il Sè reale e il Sè ideale. La presentazione di Sé o autopresentazione Le persone da sempre esprimono il desiderio di poter gestire quella che è la propria immagine di Sé e quindi l'impressione nei confronti degli altri e questa è una caratteristica pervasiva e importante dell'interazione sociale. Le idee di Higgins sono state di importante applicazione nell'area di psicologia della personalità verso lo studio della focalizzazione cronica dell'attenzione su una guida del Sé e la relativa probabilità di provare depressione ovvero ansia. cioè di evitare di correre il rischio di non vedere confermata la propria immagine poiché risulta essere presentata troppo esageratamente positiva. L'AUTOREGOLAZIONE o STRATEGIE DI AUTOPRESENTAZIONE Le prime indagini empiriche sull'autoregolamentazione sono state svolte da Mischel e colleghi (Marshmallow test) sullo sviluppo dei bambini e nel valutarne la capacità di ritardare la gratificazione. L'autostima è importante per analizzare le reazioni degli individui riguardi ai successi ovvero insuccessi. anche se non ne viene spesso approvata dai genitori stessi. e nasce dai confronti con le diverse e possibili versioni del Sè e dalle eventuali discrepanze. Nei processi di autocontrollo un contributo importante lo hanno portato Carver e Scheider. come ad esempio tristezza e depressione (vorrei essere intonato ma anche se impegno non ci riesco). cioè di riuscire a rinunciare a un piccolo premio in previsione di uno più importante a lungo termine. L'autopresentazione strategica si attiva quando si ritiene che l'altra persona possegga il potere di rifiutare o concedere qualcosa e quindi è una autopresentazione strumentale allo scopo. ma comunque temporanea e legata a un preciso aspetto. delle comparazioni che danno luogo a possibili situazioni felici o tristi e se non si riesce a ridurre la discrepanza. una sorta di fuga. Le ricerche riportarono che i bambini che erano riusciti nell'intento a 4-5 anni. autopromozione quando si mostrano le proprie competenze e capacità. I risultati mostrarono che gli studenti che avevano coerenza tra il Sé affettivo e Sé dovuto vivevano bene la situazione. permette l'uscita dal circuito. Le persone quindi operano dei confronti. come sostengono Shott e Modigliani. supplica quando si fa percepire all'altro la propria condizione di bisogno e dipendenza. trascinando con se la piena consapevolezza di una discrepanza con il proprio Sé reale. la quale si ritiene sia valutata in maniera positiva dalle persone a cui viene indirizzata la autopresentazione: ad esempio mi presenterò come un alunno modello se so che l'insegnate preferisce questo tipo di alunni. riprendendo la prospettiva cybernetica della teoria dell'autoconsapevolezza di Wicklund e Duval. sperimenterebbe uno stato negativo associato a un livello basso di attivazione. intimidazione quando si vuol fare credere di avere il potere di danneggiare l'altro. secondo Higgins. ne derivano differenti vissuti di tipo emotivo diversi. Questo processo influenza anche gli scopi di una persona rendendoli prioritari: se l'attenzione si dirige verso il Sè ideale (come vorrei essere) allora risulteranno più salienti i possibili risultati positivi e conseguentemente dirigeremo la condotta nel raggiungere tale risultato (se voglio andare a una festa elegante e voglio essere il più distinto e signorile cercherò un modo per esserlo). L'autopresentazione espressiva si attiva per cercare di vedere confermata la propria immagine di Sé. ovvero di due tipi. Non sempre l'autopresentazione dell'identità viene ritenuta positiva dalle altre persone.sociale. in caso affermativo. mondo interno ed esterno. in cui si vuole fare una certa impressione verso l'altro. sia quella di incrementarne la discrepanza per allontanarsi da uno standard negativo. di mostrarsi gentili ed elogiativi. dell'autopresentazione: strumentale o strategia e espressiva. mentre lo stato di depressione era correlato tra il Sè affettivo e Sè ideale. Si è arrivati a due finalità. C'è da specificare che in questo modello vengono considerate sia la possibilità di riduzione della discrepanza tra prestazione reale e quella prevista. Tipicamente la persona non mostra la sua identità di Sé ma proietta piuttosto quella che ritiene più opportuna per influenzare l'altro. cioè è essere consapevole di non essere realmente come vorrebbe essere. E' quindi una sorta di interfaccia tra ciò che sta dentro di noi con quello che sta fuori di noi. mentre coloro che ne esperivano uno stato di incoerenza. di nascondimento che in alcuni casi può sfociare in rabbia o manifestazioni violente. Nella terza fase si effettua un secondo controllo con lo standard e viene verificato se la discrepanza precedente sia eliminata che. Verifica empirica: degli studenti dovevano creare una lista di attributi per descrivere i vari Sè usando la stessa lista di parole. a seconda del confronto. il cui scopo è quello di rendere esplicita la loro indipendenza che sentono in qualche modo minacciata. L'imbarazzo pare sia attivata fortemente dal fatto che vi sia la presenza di altri che osservano il comportamento delle medesima persona in un contesto specifico. La teoria di Higgins e la teorie del Sè: oppure la discrepanza tra Sé reale e Sè ideale Secondo la teoria del Sé. le cui coppie antagoniste ne avrebbero costituito il grado di incoerenza nella rappresentazione del Sé. Nell'idea degli autori esiste anche una gerarchia dei circuiti di controllo dove ciascun circuito è inserito in un circuito sovraordinato e che ne possiede uno sotto-ordinato. ma sarebbero altrettanto consapevoli del fatto che sanno come vorrebbero essere (Sè ideale) e come dovrebbero essere (Sè dovuto) cioè sono consci di quegli standard che configurano le Guide del Sè con i quali confrontare e valutare il proprio Sè reale. La plausibilità dipende sia dalle informazioni che il pubblico ha indipendentemente da noi. Secondo Kitayama e Matsumoto queste ultime reazioni sono particolarmente caratteristiche soprattutto nelle culture individualiste ed occidentali. calamitano la focalizzazione verso un tipo di guida del Sè. tale per cui al sorgere di un problema ci si sposta verso i livelli inferiori per indagare sull'origine del conflitto. se invece l'attenzione si focalizza sul Sé dovuto (come dovrei essere) la salienza è verso i possibili risultati negativi e la condotta viene orientata nel cercare di evitare tali risultati (se sono invitato alla stessa festa eviterò di andarci in pantaloncini corti per timore di essere giudicato male). sia quelle che può ottenere: quindi il grado di positività deve essere sempre limitato alla funzione del rischio di disconferme della propria identità del Sè che possono derivare sia da come noi ci presentiamo. rappresenta una reazione rispetto a una specifica perdita che può anche essere ritenuta grave. Higgins asseriva che in base ai contesti e alle norme prevalenti le persone non solo pensano a se stessi in termini di come sono e di come gli altri le vedono. quindi non totalizzante come per la vergogna. e infine quando si vuole essere un esempio morale. conseguirono un alto punteggio di ansia. I fattori situazionali e personali. . quindi una consapevolezza di non essere come realmente dovrebbe essere. L'imbarazzo viene spesso confuso con la vergogna ma invece. Dopo un mese risposero a due scale: depressione e ansia.

e che le interazioni si svolgono in un preciso contesto culturale che è ben conscio nelle persone tale per cui tentano sempre di armonizzare con essa la propria condotta. Secondo Snyder esistono persone che hanno più motivazioni nel presentarsi adeguandosi in base alla specifiche situazioni. Le persone con basso monitoraggio si percepiscono come persone non capaci. E' necessario ricordarsi che le persone possono agire in maniera imprevedibile. mentre altre preferiscono rimanere coerenti con i loro stessi standard: nel primo caso una persona potrebbe pensare di essere un buon attore. Autoregolazione come processo che consuma energia I processi di autoregolamentazione sono dei processi cognitivi che. probabilmente non riuscirà a resistere a farsi uno spuntino più tardi. Quando i valori del Sé diventano salienti è più probabile comportarsi in accordo con le norme sociali condivise. Da questi confronti possono scaturire considerazioni su se stessi sia positive che negative. appunto per diminuire l'autoconsapevolezza oggettiva.. e una volta introdotti all'interno di una stanza dove si sentiva un forte odore di dolci appena sfornati. mentre se viene richiesto loro di formulare un giudizio diventano non conformisti. cioè non riescono a celare la manifestazione della loro espressione. Non riescono a nascondere un comportamento che non rispecchi lo stato interno che stanno vivendo. a cui metà veniva successivamente detto che i risultati dicevano che non avrebbero avuto possibilità nell'area di studio che avevano scelto. sanno ben adattare il loro comportamento in funzione delle differenti situazione. Beaman ha notato che la presenza di uno specchio rende meno probabili i furti. in quanti tali richiedono e consumano energia poiché richiedono un certo sforzo e possono essere esercitati solo nella condizione in cui il soggetto possiede tali energie a disposizione. Lo stesso autore ha sottoposto a verifica la sua teoria in una ricerca sull'autocontrollo alimentare: invitò degli studenti a prendere parte a una ricerca sulla degustazione di cibi a condizione di saltare il pasto precedente. Di questo avviso è Baumeister e i suoi collaboratori che hanno proposto un modello teorico in cui inquadrare l'autoregolamentazione come un'attività che necessita di energia e che non sia semplicemente una abilità (skill). LA DIFESA DEL SÉ: strumenti e i rendiconti della CONDOTTA Le persone nell'interazione sociale. I discorsi sui motivi sono degli scambi di tipo conversazionale che si attivano nel caso in cui una condotta. La presentazione del Sé quindi può essere influenzata da motivazioni contrastanti ma sono coerenti con i propri valori. Snyder e colleghi hanno messo a punto uno strumento in grado di misurare lo stile di presentazione chiamato automonitoraggio. sia che risulti strana mentre qualche momento prima appariva del tutto giustificata: se una persona esce in bermuda mentre fuori nevica ci si chiede il perché. mentre la seconda è chiamata basso automonitoraggio e riguarda le persone che rimangono stabili nella loro presentazione. Le strategie messe in atto sono varie: se la situazione richiede conformismo tendono ad adeguarsi alle opinioni del gruppo. come nelle situazioni in cui ci rendiamo conto di noi stessi. ma piuttosto riaffermarono quella parte di identità che per loro era importante. tra cui i discorsi sui motivi e gli account o rendiconti. Le risposte tipicamente contengono definizioni verbali di motivi. Gli interazionisti simbolici fanno varie distinzioni. Le strategie messe in atto sono quelle di mantenere la loro opinione e comportamento anche in quelle situazioni in cui potrebbe risultare costosa. Venivano osservati nel loro comportamento attraverso due modalità: nella prima sulla parete di fronte c'era un grande specchio. I due autori ritenevano che quando le persone si trovano nella condizione di sperimentare una minaccia a una loro parte importante del Sé. Se l'obiettivo di coordinazione non riesce per come ci si aspetta. Le persone cercano di riparare o di ridurre le implicazioni negative compiendo azioni di allineamento. si possono configurare delle situazioni nelle quali l'identità personale può essere minacciata (fare brutta figura. da cui deriverebbero due autopresentazioni differenti: la prima è definita alto automonitoraggio e comprende quelle persone che cambiano la loro presentazione in base alle differenti situazioni. Sono persone abili nel cogliere le caratteristiche dell'ambiente e si impegnano a conoscere altre persone e a valutare il contesto sociale. il proprietario si allontanava e i bambini si ritrovano da soli con la tentazione di rubare dei dolci.La autopresentazione si può presentare in contrasto con ciò che il pubblico potrebbe approvare. così come una studentessa potrebbe ad un certo punto domandarsi sul perché continui a studiare certe materie. quindi non facilmente comprensibile. Finita questa fase a tutti veniva chiesto di risolvere dei puzzle in realtà non risolvibili. Le persone possiederebbero una certa energia per questo processo. cioè dei veri e propri tentativi verbali con i quali rendere la propria condotta più pertinente e desiderabile in termini culturali. reso possibile sia dalle conoscenze e condivisioni che riguarda una definizione delle differenti situazioni. fino al rinnovo della stessa energia: se consumo energia per un processo di autocontrollo mi troverò senza in un compito successivo. mentre i due rimanenti gruppi (assenza di tentazione) si impegnarono per circa 20 minuti. tipicamente perseguono l'obiettivo di una coordinazione reciproca delle linee di condotta. Tipicamente queste situazioni evidenziano una discrepanza tra i due Sé che potrebbe comportare a una diminuzione dell'autostima. dei giochi etc. all'interno di una determinata cultura. così una studentessa che impiega la sua energia nell'evitare di uscire con gli amici perché si trova sotto esame. dare un'immagine negativa di Sé). che il gruppo che aveva dovuto controllarsi per non cedere alla tentazione di mangiare i dolci (che possedevano una riserva limitata di energia) dedicarono poco tempo al compito (8 minuti). come sostenuto dalla teoria del completamento del Sé di Wicklund e Gollwitzer. mentre all'altra metà che potevano mangiare i dolci ma non i rapanelli. al cui esaurimento verrebbe meno la stessa capacità di autoregolarsi. sia essi siano momentanei o stabili. di fatto minacciando una loro importante dimensione dell'identità. I risultati mostrarono. e quindi è possibile essere l'oggetto dei propri pensieri. e come non motivate a modificare il loro comportamento espressivo. Un terzo gruppo (controllo) non veniva mostrato alcun cibo. Il concetto è ben esplicitato da una ricerca degli stessi autori. e nelle relazioni di coppia danno maggior salienza all'aspetto fisico che alla personalità del partner. L'autoconsapevolezza oggettiva Il me può diventare il fuoco dell'attenzione. Le persone con alto monitoraggio sono flessibili e capaci di dimenticare i loro tratti caratteristici se sono contrari alle richieste dell'ambiente. In seguito venivano lasciati da soli per 5 minuti dopo aver detto a metà di loro di non toccare i dolci ma di assaggiare i rapanelli. secondo la teoria dello sperimentatore. mentre nel secondo il pensiero potrebbe riguardare la difficoltà ad uniformare il cambiamento in base a fattori situazionali.. In presenza dello specchio i bambini compiono un numero significativamente inferiore di furti: i bambini equiparavano il Sé ideale (sono un bambino onesto) con quello reale (io mi comporto da onesto e quindi non rubo). Il suo esperimento prevedeva che dei bambini potessero entrare nelle case e chiedere ai proprietari dei dolcetti. nella seconda era assente. in cui veniva misurato il tempo di permanenza nella risoluzione del compito. I risultati confermarono che i soggetti che avevano ricevuto questa notizia si presentarono di fronte a Debbie non seguendo quelle che potevano essere le sue aspettative. all'interno di una interazione. e che sia motivato all'utilizzo delle stesse. in cui dei partecipanti maschili dovevano incontrare Debbie che preferiva persone sicure e positive. risulta poco chiara o ambigua. L'autoconsapevolezza può essere ridotta tramite l'uso di sostanze varie: ad esempio le persone che hanno un alto livello di consapevolezza sono quelli che bevono di più dopo un fallimento. In particolari occasioni le persone fanno un confronto tra il Sé attuale e quelli che sono i propri standard interni. Prima di questa presentazione i partecipanti dovevano compilare un questionario di personalità. che supervisionano non solo la loro condotta ma anche quella degli altri per capire le conseguenze rispetto alla propria identità personale. e sia dalla capacità di eseguire il proprio ruolo tenendo conto anche di quello altrui. per esempio quando ci osserviamo allo specchio. tale per cui le persone tendono a fare e farsi domande per poter dare alla medesima condotta sia un senso quando viene percepita come senza. quindi si riferiscono ad intenzioni legate . venivano fatti sedere di fronte a due vassoi contenenti dolci ovvero ravanelli. preferiscono stare con le persone simili a loro. esse vengono stimolate a cercare una forma di riconoscimento proprio in quella stessa dimensione della propria identità. Una volta entrati i bambini venivano condotti in una stanza dove al centro del tavolo c'era un cesto pieno di dolci.

che sarebbe una forma estrema usato in quelle interazioni che esulano da condizioni di non familiarità. Secondo gli interazionisti simbolici le persone quotidianamente forniscono spiegazioni rispetto alla propria condotta solo in caso di condotte problematiche nel qual caso il significato non è chiaro. L'illusione si può verificare anche nelle incomprensioni nelle situazioni impersonali: è sufficiente provare a chiedere ad una persona di esprimere. I comportamenti verteranno in una sorta di auto-presentazione della propria identità sociale e personale ostentata in varie situazioni. seguendo Goffman. ad esempio. Il dato che si ottiene è un chiaro e sistematico affetto di sovrastima. ma un pericolo percepito. e lo stile congelato. mentre i produttori più tradizionali usano etichette più sobrie poiché non hanno necessità di mostrare una identità professionale e sociale.). Tramite uno studio sui boy-scout si è visto che tanto più è bassa la posizione nella gerarchia e più si fa ricorso a simboli tipici degli stessi boy-scout. ma altrettanto si nega di esserne i personali responsabili. casuale. cioè un codice ristretto a una cerchia. e si dividono in 4 scuse: appello all'incidente (sono in ritardo perché un incidente ha bloccato il traffico). a una persona di descriversi come era vestito ieri. Anche qui ci sono 4 giustificazioni: la negazione del danno (io sono in ritardo ma tanto tu stavi facendo altro). appello alla motivazione biologica (mi sono dovuto fermare perché avevo troppa fame). egli riteneva che vi fossero differenti motivi per ambiti diversi. Secondo Wicklund e Gollwitzer quando non si è riusciti a raggiungere una specifica identità. competenze. quindi. Gli account o rendiconto tipicamente vengono forniti quando si è in presenza di una sorta di violazione di regole. Se io sono convinto di avere espresso con chiarezza un mio stato emotivo. Il fenomeno si traduce anche nelle situazioni sociali: nella situazione ansiosa di parlare in pubblico. a partire dalla teoria di Austin. e ci rende in qualche modo trasparenti nelle nostre emozioni e pensieri. Tramite le giustificazioni viene riconosciuta la responsabilità ma viene negata che sia sbagliata o offensivo. In realtà si tratta di una incapacità di codifica dei segnali. condanna dei supervisori (ci sono colleghi che arrivano sempre in ritardo e non vengono mai puniti) e infine l'appello alla lealtà nei confronti di un'altra relazione (dovevo rispettare l'impegno con mio figlio). per lasciare inalterata una relazione positiva tra le persone e preservarne l'identità. tipo il gergo dei pari. la persona ci risponderà.. in modo tale da neutralizzare un atto oppure cercare di far sembrare le conseguenze come positive o non così gravi come paiono. così come per categorie o per periodi storici (ad esempio in una riunione tra imprenditori potrebbe avere senso parlare di esubero dei lavoratori per aumentare dei profitti. Secondo Scott e Lyman i rendiconti possono essere accettati oppure respinti quando vengono reputati illegittimi (quando la gravità dell'azione supera quella dell'account o è inaccettabile) oppure irragionevoli (la dichiarazione è considerata impossibile da normalizzare). Un altro esperimento di Wicklund riguarda i produttori di vino tedeschi. ma se poi dovessimo chiedere ancora quante altre persone incontrate potrebbero ricordarsi in che modo era vestita. trae delle inferenze rispetto lo sviluppo delle capacità e da una visione coerente di come percepiamo il mondo. come la scelta del cibo al ristorante. E' una situazione in cui possono manifestarsi fenomeni di tipo patologico. tipico negli scambi di informazioni tecniche. ci tenta di aumentare la probabilità di ostentare simboli attributivi e così facendo si aumenta anche la distanza tra l'identità presente e quella auspicata. Il processo ricostruttivo può seguire la Teoria della stabilità oppure la Teoria del cambiamento. la persona stessa ha anche il timore che gli altri che la ascoltano e osservano possano capire l'ansia che sta provando (circolo vizioso). ma non lo sarebbe se usato in riunione con dei sindacalisti). negoziazione della condizione della vittima (tu sei sempre in ritardo. In una verifica sperimentale il soggetto doveva bere 5 bibite di cui una disgustosa ma non doveva manifestare alcuna reazione per poi stimare quante persone si fossero rese conto di quale bibita si era disgustato: le persone stimano 2 volte tanto la loro trasparenza nelle loro manifestazioni emotive. L'illusione di trasparenza ci fa sentire di vetro per così dire. I motivi sono affermazioni che riguardano una condotta e non sono delle motivazioni che invece sono stati interni della persona. Il fenomeno del COMPLETAMENTO SIMBOLICO Si tratta di un fenomeno che si attiva quando una persona desidera possedere una certa identità. Processi di recupero del sé nel passato: la MEMORIA AUTOBIOGRAFICA La memoria autobiografica è una ricerca di relazione di valori. finirò per interpretare una non adeguata risposta dell'interlocutore come una sorta di disinteresse nei mie confronti. come ad esempio "mi sento osservato e valutato" oppure "temo per la mia indipendenza". cioè quelle forme di conversazione quotidiana che vengono usate come espedienti o strumenti per raggiungere scopi socialmente desiderabili. Secondo Scott e Lyman. I risultati tipicamente mostrano una sovrastima.alle azioni e alle conseguenze che si ipotizzano possano avere. formulano due distinti tipi di atteggiamenti nei confronti di un'azione che viene messa in discussione (sia implicitamente che esplicitamente): le scuse e le giustificazioni. formale che riguarda non più il rapporto uno a uno ma un pubblico esteso. ma che in realtà non è un'osservazione reale e oggettiva. ma tu non reagisci in maniera adeguata perché tu non hai interesse verso di me. ci farebbe rendere conto dell'attenzione degli altri nei nostri confronti. L'illusione di trasparenza E' un fenomeno simile a quello dello spot-light ma speculare. Infine gli autori definiscono 5 stili di discorso adeguato da cui dipende il successo del rendiconto: intimo. ma anzi. L'attenzione che gli altri dedicano a noi L'effetto Spot-light è una caso sistematico di effetto di sovrastima: se chiediamo ad esempio. appello all'insuccesso (non mi sono reso conto dell'ora) e infine il ricorso al capro espiatorio (mi ha chiamato un amico proprio mentre stavo uscendo). In un qualche modo attiviamo un sorta di pensiero riguardante in che misura sono stato osservato mentre mi trovavo in un contesto. oppure. che sono più vistose e particolarmente colorate appunto per evidenziare che la produzione è delle loro cantine.. Il primo autore che per capire il perché una persona agisca in un determinato modo è necessario guardare al modo con cui la persona stessa parla di scopi e intenzioni è stato Mills. prestazioni tra il passato e l'immagine di sé al presente. e di chiedere alla stessa persona di fare una stima di quanti osservatori siano stati in grado di capire effettivamente le emozioni. Secondo gli autori le scuse servono per mitigare o ridurre la condotta messa in discussione. delle emozioni o dei sentimenti. Una persona che si è pienamente identificata e realizzata socialmente sa di appartenere a un gruppo e non ha bisogno di ostentare alcunché poiché è sicuro della sua identità. come tra pilota e torre di controllo. alias un codice ristretto condiviso solo da coloro che hanno una relazione intima. Egli introdusse il concetto di vocaboli di motivi per chiarire che la spiegazione di determinate condotte non siano da tutti condivise ed accettate. . individua le tendenze temporali. di consultazione. Essi sono gli ultimi ad essere entrati nel gruppo e sono anche quelli che ostentano maggiormente attraverso l'uso di etichette. come parlare in pubblico). da attività inattese oppure sconvenienti. Tramite le scuse viene riconosciuto che un determinato atto è sbagliato o indesiderabile. Io mi sono fatto capire bene. senza averne però completato il percorso con il quale ne viene garantito il conseguimento. e che si riferiscono sempre a scopi e non a cause. cioè si manifesta quando le persone sovrastimano in che modo gli altri capiscono quello che le persone stanno provando o sentendo. e che l'adeguatezza è di tipo sociale e non logico.

gli ERRORI DEL RICORDO NEL SÉ del passato Quando si adotta la teoria della stabilità i cambiamenti sono rivolti verso una sottostima. affermano che in base ai sé possibili che vengono evocati. ricordarsi il grado di abilità come lo ricordavano all'inizio e fare una previsione sui voti alla finali del semestre.. mentre coloro i quali ne erano forti consumatori avevano delle difficoltà ad ammettere un loro peggioramento. essa stessa farà un paragone tra due rappresentazioni di sé: quella del passato con quella del presente. e le prestazioni nel presente dipendono da come ci immaginiamo nel futuro. che i mezzi per raggiungerlo. le competenze. Gli errori del passato. ma è probabile che si ricordi il proprio orientamento politico come qualcosa di stabile e non mutato. è quindi possibile che non si ricordi come era politicamente. Una ricerca di McFarland e Ross sulla percezione interpersonale consisteva nel chiedere una valutazione. Quindi in tutti e due i casi si evidenziava una sistematica sottostima del cambiamento per mantenere una teoria della stabilità. il secondo si immaginarsi fortunato per aver realizzato i propri obiettivi. ovvero simile se adotta quella della stabilità. tipo voler essere come. mentre coloro i quali avevano peggiorato il loro giudizio in quel tempo. e il sé dovuto. tale per cui tendevano a ricordarsi come forti fumatori anche nel passato. In conclusione le persone modificano i ricordi sulla base della teoria della stabilità o del cambiamento. cioè tendevano a ricordare le prestazioni migliori di quanto non erano in realtà. La spiegazione è data dal fatto che il passato viene ricostruito a partire dal presente come punto di riferimento. I soggetti a cui era corrisposto un miglioramento nel giudizio verso il partner tendevano a sovrastimare anche la valutazione del ricordo. dovevano fornire anche un valutazione del partner. lo rinnegavano attraverso la ricostruzione di un'immagine del passato simile a quella del presente. la cui necessità deriva dalla spinta di un ricordo del sé passato che si impone sul sé presente e viene manipolato seguendo la teoria del cambiamento.. e quindi la caratterizzazione sarà come qualcosa di simile o diverso in base alla teoria che viene messa in atto: rispetto al presente quindi risulterà diversa se adotterà la teoria del cambiamento. con le stesse domande. . si modificano i toni di umore e le nostre capacità di interazione. il sé desiderato che contempla la realizzazione degli obiettivi che una persona si era prefissata (adolescenti) e il sé temuto che riguarda i timori sugli sviluppi (pensionati). tendevano anche a sottostimare la positività della relazione nella prima rievocazione. tanto più risulterà chiaro sia l'obiettivo a cui tendere. la stima. e infine di immaginarsi fallito negli scopi nonostante un grande impegno. Ross e Conway hanno usato il paradigma del far partecipare un gruppo di persone a un processo di apprendimento attraverso un gruppo sperimentale (che partecipava al programma) e uno di controllo. Il sé nel futuro: i SÉ possibili Le persone confrontano il sé con gli standard. Secondo la Markus e Nurius quanto più è messa a fuoco la propria rappresentazione a futuro. I sé possibili sono quello che una persona pensa di se stesso riguardo al proprio futuro: il sé probabile consiste nella proiezione di stati ipotetici. un giudizio tra due persone con un legame affettivo (relazione tra amici. coppia). le capacità vengono messe alla prova nel produrre modificazioni positive.. Le teorie del cambiamento riguardano un processo in cui le abilità. La condizione è che gli scopi siano proporzionati e ragionevoli. Il sé possibile è anche una rappresentazione rispetto alle aspettative dei altri che sono socialmente significativi per noi. spingiamo il soggetto a ricordare una rappresentazione di sé che lo collega al suo pensiero ideologico. L'obiettivo era capire quale fosse l'influenza di sapere di seguire un corso nel ricordare la competenze precedenti (l'inizio corso). ed è necessario focalizzarsi sul proprio sé e non su quello di altri. Venne quindi modificato il concetto di prestazione della partenza grazie al fatto di avere consapevolezza della situazione attuale. Dopo un anno venivano ricontattati e oltre a ricordarsi della valutazione precedente. Venne adottata la teoria del cambiamento e il programma di apprendimento non portò miglioramenti. cioè con il sé ideale e quindi come vorremmo essere. Il corso di apprendimento cui erano sottoposti prevedeva la realizzazione di obiettivi lungo tre settimana: autovalutare il grado di abilità raggiunto nello studio. Successivamente all'evocazione i partecipanti venivano sottoposti alla risoluzione di un compito non risolvibile.Se chiediamo a una persona di ricordarsi la propria posizione politica di 20 anni fa. Grazie a un paradigma di ricerca.. i cui soggetti venivano monitorati sulle conoscenze che possedevano al momento di attivazione del programma. I consumatori moderati riuscivano a ricordarsi bene il consumo passato. cioè dipendiamo dai nostri sé nel futuro. Sulla posizione politica sono stati fatti degli studi ad opera di Katz e colleghi. Sempre la Markus in compagnia di Ruvolo. Questi due sé corrispondono alle Guide del sé. come i genitori nei confronti dei figli etc. Magari non si ricorda con precisione ma sicuramente adotterà una teoria del cambiamento in cui possa identificarsi come diversa da prima. vennero coinvolte delle persone a cui venne fatto evocare un possibile futuro che poteva essere di tre tipi: il primo era di immaginare se stesso come una persona che ha avuto un grande successo. i quali hanno confermato che le persone che avevano effettuato un cambiamento nel loro orientamento. di fatto sottostimando e quindi edulcorando la modalità del consumo. L'idea era di dimostrare come la prestazione possa influenzare la percezione del consumo allo stato presente. Collin e colleghi hanno fatto delle interviste a degli studenti sul loro consumo di tabacco e marijuana a distanza di un anno. Se invece chiediamo a una persona di ricordarsi come era il suo corpo prima di aver intrapreso una dieta. cioè come dovremmo essere. in una sorta di ricostruzione tendenziosa del passato. nel senso che un obiettivo troppo ambizioso può produrre anche dei risultati negativi perchè non fattivamente raggiungibili. I partecipanti ricordavano le loro capacità iniziali come peggiori. la cui variabile era data dalla perseveranza dei tentativi fatti nella ricerca della soluzione: i risultati mostrarono che le persone a cui si era prospettato un futuro di successo erano anche quelli che mettevano più perseveranza e motivazione. Attraverso il confronto le persone possono elaborare le discrepanze tra il sé reale e le sue guide. mentre le persone che avevano evocato un insuccesso erano i primi a mollare il colpo e quindi con mino perseveranza.

Il punteggio scalare attribuito a un soggetto è dato dalla media. Mantenimento. VII fase. cosa non esistente per le tracce e le osservazioni nascoste. gli errori casuali si annullino reciprocamente. cioè delle iniziali 100 ne vengono scelti 20-30 eliminando gli item che presentano un basso accordo fra i valutatori. Per costruire una scala il primo passaggio è quello dalla definizione concettuale a quella operativa. mentre quando non c'è consapevolezza si parla di misure indirette.. Eliminazione degli item che risultano essere dotati di scarsa coerenza interna. della media dei giudizi espressi dai 300 partecipanti.. delle sue reazioni emotive. Selezione degli item. d. Presentazioni delle affermazioni. vetri unidirezionali etc. quindi: consapevole -> resoconti soggettivi -> osservazione visibile -> registrazione di comportamento pubblico inconsapevole -> tracce -> osservazione nascosta -> registrazione di archivio. per ogni voce. La logica che vi sottende è: risposte del soggetto = componente verbale. devono essere ripetute in modo chiaro e semplice. Analisi e selezione delle voci in cui vengono calcolati i coefficienti di correlazione tra ogni singola voce e il punteggio totale. barbara. III fase. né in accordo e né in disaccordo". il differenziale semantico le stime di grandezza o intensità).. dei valori scalari degli item che lo stesso soggetto ha scelto.LE SCALE E LE MISURAZIONI DEGLI ATTEGGIAMENTI Esistono due tipologie di tecniche di misurazione degli atteggiamenti: la prima è la dimensione della fonte dell'osservazione. Si assume che ripetendo infinite volte al misura. mentre le tracce sono dei segni lasciati in modo inconsapevole. quindi si attribuisce ad ogni item un valore scalare. Reclutamento di un campione di almeno 300 persone alle quali viene chiesto di raggruppare gli item in 11 mucchietti (categorie). in cui le 20-30 affermazioni selezionate. Calcolo. ma che non dicono poi molto dello stato interno della persona. da quelle più favorevoli a quelle più sfavorevoli. ad esempio il fatto di sentirsi osservato può interferire nel modo di comportarsi e di agire rispetto al quotidiano. Uso della scala. Le registrazioni di comportamento pubblico sono materiali che derivano appunto da comportamenti pubblici come i personaggi politici o sportivi che partecipano a trasmissioni televisive che sanno essere del tutto pubbliche. i quali indicheranno con quali item si sentono in accordo. Nell'osservazione visibile le persone sanno bene di essere osservate. e infine devono discriminare con precisione le persone con differente atteggiamento La scala ad intervalli equivalenti di Thurstone Thurstone è stato il primo a mettere a punto un metodo per la misura degli atteggiamenti che si articola in varie fasi: I fase. il cui dato è interpretato come una valutazione globale di un atteggiamento. I resoconti oggettivi sono tecniche di misurazione in cui il soggetto fornisce una testimonianza dei suoi pensieri. per ogni valore scalare. in cui si distinguono le misure nella quali c'è consapevolezza da parte dei soggetti nell'essere osservati e studiati. numerati da 1 = affermazioni più favorevoli fino ad arrivare a 11 = meno favorevoli con la possibilità di collocare le affermazioni neutre nel mucchietto 6. possono operare una interpretazione distorta delle stesse affermazioni. oppure tecniche in cui non c'è consapevolezza. sia in termini di sottovalutazione che sopravvalutazione. Questo metodo è ormai in disuso perché è molto oneroso in termini di tempo e di soggetti necessari. inoltre non è possibile essere sicuri che i valutatori non possano non influenzare con la loro opinione personale.. che può essere sia il soggetto stesso. come ad esempio le registrazioni di telefonate dei gestori telefonici. prima la somma dei punteggi parziali e poi quello del punteggio totale. . o dalla mediana. la cui risposta è considerata un indicatore dell'atteggiamento. c. e che risultano più omogenei con l'insieme della scala e che in definitiva contribuiscono in maniera consistente al punteggio finale. è un processo di selezione in cui vengono mantenuti quegli item che evidenziano una elevata correlazione. mentre le registrazioni di archivio vengono effettuate per altri motivi e sono sempre disponibili. Le tecniche possono essere intrusive quando si interferisce nell'operazione di misura con il comportamento normale di una persona. mozziconi di sigarette etc. disposte in senso casuale. in cui A = atteggiamento e R = errore di misura: quindi in due affermazioni avremo Cv1=A1+R1 e Cv2=A2+R2. l'operazione di attribuzione del punteggio scalare alle affermazioni: infatti secondo la teoria del giudizio sociale le persone quando hanno un atteggiamento positivo o negativo estremo. Si individuano poi le dimensioni del concetto lungo cui costruire le scale mentre gli items si formulano con le seguenti caratteristiche: devono riflettere accuratamente l'universo delle possibili affermazioni in riferimento all'atteggiamento. le quali devono essere pertinenti con l'atteggiamento che si intende misurare. che diventa il valore scalare della voce.caldarini@elfo Le scale di atteggiamento Una scala è composta da una serie di affermazioni che riguardano l'oggetto dell'atteggiamento: tipicamente le persone leggono delle affermazioni e ne esprimono il loro grado di accordo o disaccordo. In generale i resoconti soggettivi sono meno onerosi in termini di risorse necessarie e di complessità. di uno stesso numero di item. vengono presentate a quei soggetti in cui si vuole misurare l'atteggiamento. In questa scala l'affermazione viene scelta e accettata solo da persone che in qualche modo si collocano sulla stessa posizione nella dimensione dell'atteggiamento. mentre nell'osservazione nascosta non lo sanno e si usano espedienti di varia natura. ma non può essere riferito a caratteristiche delle persone singole. in cui i soggetti non devono necessariamente esprimere una posizione precisa ma leggere delle affermazioni e per ciascuna indicare il grado di disaccordo ovvero accordo. cioè la persona che osserva e registra. Formulazione delle affermazioni. IV fase. devono essere formulate in modo da non indurre un tipo particolare di risposta (risposta negativa o positiva). che nelle scale di atteggiamento corrispondono dalla definizione concettuale alle voci della scala. e la seconda è la dimensione della consapevolezza degli attori.. Cv = A + R. cioè le affermazioni che vengono anche chiamate items. V fase.. VI fase. "completamente d'accordo". "parzialmente d'accordo". "parzialmente in accordo". dei comportamenti passati e futuri etc. e selezionate in modo tale da rappresentare tutte le diverse posizioni di atteggiamento. Formulazione di un numero sufficientemente ampio (almeno 100) di affermazioni rilevanti per l'atteggiamento in questione. Si effettua il calcolo. cioè il punteggio che indica l'atteggiamento della persona. b. attraverso una scala in cui il soggetto può dire "sono completamente in disaccordo". La scala sommativa di Likert e le sue applicazioni Il metodo per la costruzione di scale di atteggiamenti messo a punto da Likert comprende le seguenti fasi: a. non sono accurati ed efficaci in quanto possono essere il frutto di atteggiamenti automatici. e in generale la convergenza di queste due valutazioni indipendenti ci può dare un dato più stabile e meno edulcorato... che il ricercatore o una terza persona. II fase. dopo essere stati somministrati a un nuovo campione in cui dovevano anch'essi esprimere accordo o disaccordo. Bisogna fare attenzione nella possibilità di accedere a contenuti diversi poiché i resoconti soggettivi che derivano dalla misurazione di una vasta gamma di variabili. ad esempio dimenticare in giro carte di cioccolatini. Nella consapevolezza della misurazioni si parla di avere misure dirette (come le scale. come ad esempio telecamere.

pulito/sporco. Differenziale semantico Strumento messo a punto da Osgood. mettendo in ogni cella 1 se la persona-riga è sovraordinata allo stimolo-colonna. di collegare i punti che rappresentano invece le medie delle risposte espresse per ciascuna scala.) su una scala bipolare ancorate ad aggettivi opposti (buono/cattivo.Una tipica voce in questa scala è formulata in modo che la parte dei soggetti che sono contrari sarà in disaccordo. una scala di gravità. La prima dimensione è quella sicuramente più importante ed è quella che viene maggiormente impiegata. usata solo in laboratorio per necessità di precisa strumentazione. In questa scala è necessario calcolare un coefficiente di riproducibilità che è dato da 1 meno P. in cui il valore prima sale con l'accettazione per poi scendere). e che una volta raggiunto il valore massimo resta costante (diversamente da quelli non-monotonici della scala di Thurstone. ed è una tecnica abbastanza veloce (e ciò ne spiega la diffusione nella ricerca applicata) per studiare l'atteggiamento nei confronti di oggetti diversi. La Dilatazione della pupilla. La scala cumulativa di Guttman Per la misurazione degli atteggiamenti Guttman si affida a una tecnica di interconnessione meglio spiegabile se facciamo riferimento alla competenza matematica. Ritenevano che il significato denotativo delle parole fosse invece chiaro ed evidente. C e così via. . Attingendo dagli aggettivi tipici che vengono classificati nella dimensione valutazione. Una scala perfetta esiste se e solo se è possibile riordinare le righe e le colonne in maniera tale da avere una distribuzione triangolare di "1". e 0 se non lo è.. Quindi l'atteggiamento nei confronti della persona. come ad esempio per misurare l'ansia.attività. rapido/lento. sono saltuariamente usati per sottoporre a verifica dei modelli o delle teorie del comportamento pianificato. Viene chiesto alle persone di scegliere "quali delle seguenti relazioni accetteresti un membro di una comunità.. sui televisori. In questa maniera è possibile controllare sia l'omogeneità degli item di una scala. che consente di identificare l'esistenza di una o più dimensioni principali. Per misurare il significato implicito o connotativo veniva chiesto alle persone di valutare un determinato termine (tavolo. soprattutto nella ricerca di base o che si svolge in ambito accademico. Attraverso l'analisi fattoriale dei giudizi espressi attraverso numerose scale. Un ulteriore vantaggio è dato al fatto che il ricercatore può utilizzare scale già utilizzate in ricerche precedenti e rivelatesi utili per concetti simili a quelli che si vogliono studiare. Ecco che risulta una matrice. accettarlo come turista) fino ad arrivare all'esclusione dal nostro paese anche come turista. ad esempio. b. Il risultato potrebbe essere rappresentato mediante un profilo grafico che collega tutti i punti nei quali il soggetto ha posto le crocette. ad esempio nella misurazione di una stessa popolazione nei confronti di differenti prodotti. pesante/leggero etc. Per costruire una scala di Guttman bisogna costruire una matrice soggetti per stimoli. come ad esempio i problemi matematici e contrassegnati da lettere minuscole come a. e raramente nella ricerca di base. sia l'ammissibilità dell'attribuzione ai soggetti dei punteggi-somma. mentre quelli che sono orientati positivamente potranno essere d'accordo anche se con diversa intensità (a differenza della scala di Thurstone in cui i soggetti saranno in accordo o in disaccordo).. In questi contesti è possibile registrare la dilatazione della pupilla che indica maggiore attenzione o registrare la risposta galvanica che indica attivazione emotiva.. Suci e Tannenbaum per la misura del significato implicito dei termini. Gli item della scala di Likert sono detti monotonici indicando con questo che "viene mantenuto l'ordine". cioè la probabilità di accettazione di una voce della scala man mano che si passa da soggetti con posizione più in basso (meno favorevoli) a soggetti con posizione più in alto (i più favorevoli) sul continuum dell'atteggiamento.)." ad esempio marocchino: queste relazioni sono ordinate in questo caso da quella con maggior intimità (matrimonio. bello/brutto. piacevole/spiacevole etc. a cui sottostanno le diverse voci. i cui aggettivi invece sono: forte/debole. facile/difficile. come ad esempio valutando l'intensità di luminosità di un oggetto nel qual caso esiste una misura oggettiva dello stimolo. ed è stata messa a punto da Bogardus per misurare l'atteggiamento nei confronti di membri di gruppi etnici. si possono costruire dei differenziali semantici per valutare l'atteggiamento. Questa scala è usata spesso per misurare la componente comportamentale degli atteggiamenti. non più di coppia. Negli anni 60 si è notato che la misura di intensità consente una valutazione su scla che riguarda una dimensione unica. libro. .. Misure di intensità Sono state introdotte sulla base dell'analogia con le misurazioni psicofisiche. vivere nella stessa strada. cosa non possibile per altre scale. divertente/noioso. Riprendendo l'esempio sopra citato. Vengono chiamate anche misure di intensità con item unico e vengono utilizzate soprattutto nei contesti applicati di ricerca sugli atteggiamenti. da molto critico a molto positivo facendo semplicemente una crocetta sulla risposta desiderata.. i cui aggettivi sono: attivo/passivo. le persone brave in matematica possono essere rappresentate in colonna dalle lettere maiuscole A. in cui una persona appone delle crocette sui numeri corrispondenti: poi si portano l medie in un grafico di cui otterremo due tracce distinte. i cui aggettivi tipici sono: buono/cattivo. B. Il grande vantaggio è rappresentato dal fatto di non poter essere controllato dal soggetto e permetterne direttamente la vera reazione della persona. o del gruppo sociale. Ad esempio per valutare uno smartphone possiamo chiedere alle persone di valutarlo su coppia utile/inutile. nel passaggio dal contesto degli stimoli psicofisici a quello degli atteggiamenti si perde la possibilità di ancorare i giudizi che le persone danno in termini di giudizi oggettivi e quindi di poter comparare i giudizi. se si tratta di un gruppo. è tanto più positivo quanto minore è la distanza sociale (intimità) che il soggetto vuole mantenere nei confronti di individui che appartengono al citato gruppo etnico. e che ciascun termine avesse anche una parte di significato implicito difficile da valutare e riconoscere. cioè quei concetti che non sempre il soggetto riesce ad esprimere. gli autori sono arrivati ad evidenziare che il significato implicito dei termini può essere ricondotto a tre fondamentali dimensioni: . viene impiegata nella ricerca di base e talvolta nei contesti applicati. amicizia personale. grande/piccolo. oppure. tipo quando si ricerca una valutazione di un atteggiamento nei confronti di messaggi pubblicitari. Oggi questa tecnica viene usata facendo una domanda unica. come ad esempio riguardo le persone che hanno una bravura in matematica crescente.potenza. una scala non è buona se bisogna modificare più del 10% delle risposte empiriche. del tipo "qual è il tuo atteggiamento verso gli smartphone?" a cui è possibile rispondere in 5 differenti modi. vivace/tardo. e quindi è possibile inferirne un'attivazione affettiva.. in cui i medesimi item vengono ordinati in funzione della loro crescente difficoltà. Misure indirette Sono misure che cercano di evitare la consapevolezza della persona e quindi usate raramente perché difficili da usare: . averlo come collega di lavoro. La scala Likert è la scala che viene impiegata più spesso nella ricerca sugli atteggiamenti. esigenza comune nei sondaggi e nelle ricerche di mercato. Dal punteggio totale è possibile capire in quali item il soggetto ha dato risposte affermative. mentre vengono posizionati su una riga gli item di difficoltà crescente. accettarlo come cittadino.. uno sul cellulare e l'altro. .valutazione. Thurstone voleva valutare la serietà dei crimini attraverso una comparazione a coppie in cui scegliere quello ritenuto più grave a cui seguiva un ordinamento rispetto alla gravità percepita.. c e così via.Misure fisiologiche: Risposta galvanica della pelle (GSR) questo potenziale cambia la trasmissibilità della frequenza. dove P indica la proporzione di risposte che devono essere cambiate per ottenere una matrice ordinata.. Attualmente l'analisi degli item con la scala Likert viene impiegata quasi sempre nell'analisi fattoriale esplorativa.

e quindi è una tecnica molto dispendiosa. per esempio nel re-test l'atteggiemento potrebbe essere modificato per effetto della prima misura. per ragioni non imputabili allo strumento. E' necessario anche ricordare che il punteggio è sempre inficiato da errori: Errori casuali: sono definiti in questo modo poiché la ripetizione infinita porterebbero all'annullamento dell'errore stesso. . il comportamento in uno spazio (lavoro) e si scrutano per molti giorni le loro attività. . ad esempio misurare in maniera lo stile di risposta e non l'atteggiamento ricercato.Tracce: è una misura usata a volte a livello applicativo. In questo caso si verifica l'unidimensionalità. se è elevata allora lo strumento ha una buona fedeltà.. riducono la fedeltà ovvero la stabilità dei punteggi in successive misurazioni poiché i molto errori potrebbero dar luogo a variazioni molto elevate. . cioè alla persona che risponde al questionario. oppure ancora alla tendenza nel rispondere in modo sistematico.Metodo delle forme parallele: vengono costruite due forme dello stesso strumento con caratteristiche psicometriche simili. Comunemente usato per la misura della validità.validità concorrente: confronto dello strumento con uno preesistente di validità nota. cioè la sicurezza che lo strumento misuri proprio ciò che intende misurare.validità predittiva: i punteggi della scala vengono relazionati con un criterio. . Sorgono due problemi: il primo che è poso economico costruire un'altra scala se ne esiste già una. In questo caso si verifica la ripetibilità. che potrebbe produrre reazioni non in termini del vero atteggiamento quanto piuttosto di una identità che si vuole proiettare. Si possono misurare le frequenze ma rimane una tecnica dispendiosa. Validità della misurazione Il problema è capire se le differenze ottenute derivino effettivamente dalla caratteristiche ch si vuole studiare.test-retest o metodo della somministrazione ripetuta: metodo di non facile applicazione. Fedeltà e validità nella misurazione degli atteggiamenti Sono caratteristiche essenziali per una buona misurazione psicologica e sono spesso usate nelle ricerche di base e non per quelle applicate. verifica la validità concettuale che viene confermata man mano che si va avanti nell'utilizzo dello strumento nelle successive ricerche. Si parla di una buona correlazione quando a punteggi alti nella prima misurazione ne corrispondono alti anche nella seconda. La difficoltà è legata alla costruzione di due strumenti paralleli. cioè ci possono essere delle persone che si collocano sempre in una posizione di neutralità e di incertezza.. cioè il valore della prima misurazione e quello della seconda.Divisione a metà o half-split: Invece di costruire due strumenti simili si divide a metà l'unica scala costruita mettendo gli item pari in una metà e quelli dispari nell'altra metà. oppure tendono a dare risposte esterne. quando lo manifesteranno etc.. da sottoporre alle persone nella medesima situazione per osservarne la relazione. può essere rappresentata da una retta (di regressione). In questo caso i verifica l'omogeneità. o quello che si trova nei rifiuti per inferire indirettamente quali sono i tipi di consumo. I vantaggi sono quelli di evitare appunto la consapevolezza del soggetto.validità concettuale: vengono sottoposte a verifica delle ipotesi che derivano dalla teoria di riferimento (detta anche tecnica del contrasto tra gruppi contrapposti).Le fonti di invalidità legate all'attore. e il secondo è che se la scala è vecchia potrebbe non essere più adatta alla situazione contemporanea. oppure alla modificazione di ciò che viene misurato. Verifica della validità .validità di contenuto: si basa sul giudizio di altri per avere delle conferme. dopo una settimana. una telefonata per verificarne l'acquisto o meno. Fedeltà della misura: il metodo tipico è quello della ripetizione della misura e della successiva correlazione tra due serie di punteggi. Richiede molto tempo e soprattutto non è possibile prevedere in anticipo le frequenza di comportamento di una persona. come ad esempio trovare un mozzicone di sigaretta ci induce a pensare l'atteggiamento di quella persona nei confronti del fumo. .Le fonti di invalidità legate al ricercatore. Si calcola il coefficiente di correlazione e se si presenta elevato allora esiste una buona fedeltà. mentre gli svantaggi derivano proprop dal legame meno diretto tra gli indicatori e gli atteggiamenti tale per cui è necessario un tempo di osservazione che può risultare anche molto lungo nella ricerca dei segni dell'atteggiamento che si intende osservare. Errori sistematici: sono errori che non si annullano e che riducono la validità. ma perché le misure psicologiche non sono come quelle fisiche e inoltre l'atteggiamento può essere cambiato. come strumento di misura. cioè porre il questionario in modo diverso in fasi diverse. cercando di fare inferenze dai loro comportamenti. . oppure il ricercatore può cambiare.Osservazioni dirette di indicatori di comportamento: si osservano le persone che agiscono. . sono: la consapevolezza dell'attore di essere osservato. Una buona ripetitività quindi è anche una buona fedeltà. il che potrebbe influenzare le risposte e dar luogo a punteggi edulcorati. che se trascritti in un piano cartesiano corrisponderebbero al punto di incrocio tra le ascisse e le ordinate. ad esempio un comportamento prevedibile sulla base dell'atteggiamento in cui viene misurato lo stesso nell'acquisto di un prodotto a cui segue. . . è possibile avere una distribuzione non correlata. Si usano in genere varie tecniche: . cioè legato al numero delle persone deputate alla raccolta dei dati (differenze tra operatori per esempio).

studiò la formazione spontanea di quelle norme verso le quali le persone si attengono. Condusse degli esperimenti classici legati al paradigma autocinetico sulla percezione di uno stimolo ambiguo. appunto per questo motivo.INFLUENZA SOCIALE Nail e le 4 aree Nail nel 1986 ha indicato le tipiche situazioni dell'influenza sociale grazie a una sistematizzazione che rendeva conto di esperimenti sul conformismo. A parere suo sia il successo che l'insuccesso potevano assumere vari significati: il successo può avvenire ad esempio tramite il cambiamento di una opinione (conversione) o da una acquiescenza opportunistica. poi in una seconda prova veniva sostituito con il vero soggetto sperimentale che veniva. ogni ripetizione di prova prevedeva l'ingresso di un "nuovo" membro che sostituiva quello più "anziano": in una prima prova un complice forniva una stima gonfiata della distanza che il puntino percorreva per poi andarsene. Egli richiamava l'attenzione sul fatto che i partecipanti potessero aderire a 4 aree ben precise: conversione (conformarsi sia pubblicamente che privatamente). mentre il gruppo di controllo (cioè senza compici) davano risposte corrette al 99%. Poi i soggetti fanno dei tentativi per giungere a una soluzione formulando spiegazioni ipotetiche. e un conformismo pubblico che altro non è quello che una persona dice nelle situazioni di gruppo. ad esempio. considerato uno dei fondatori della psicologia sociale. La stima iniziale gonfiata persisteva anche nelle rilevazioni dei veri soggetti per cinque generazioni di partecipanti. anche quando queste andavano in senso contrario ai fatti e all'evidenza percettiva. di difficoltà interpretativa ci lasciamo influenzare dagli altri. anti-acquiescenza (conformarsi privatamente ma non pubblicamente) e indipendenza (nessuna conformazione). fino a che si trovava d'accordo con la maggioranza era sicuro delle sua valutazioni (conferma del gruppo) ma quando il gruppo formulava giudizi opposti il soggetto si trovava esposto sia a una chiara evidenza percettiva che alla forza della risposta della maggioranza unanime. ma a una convergenza di opinioni. Risultato però drammatici furono rilevati da Phillips che confermò il comportamento suicidiario imitativo di quello che chiamo "l'effetto Werther". riferendosi al protagonista de "I dolori del giovane Werther" di von Goethe. Ripetendo l'esperimento spariva l'influenza e non vi era interiorizzazione. Dopo varie ripetizioni il soggetto (così come altri) cambiò la propria stima per conformarsi a quella degli altri. acquiescenza (conformarsi pubblicamente ma non privatamente). Con il persistere del conflitto subentra il dubbio delle proprie capacità percettive anche tra i soggetti più indipendenti (in questa fase si rendono esplicite le differenze individuali e i più indipendenti che cercano a fatica a riaffermare il proprio giudizio) e infine il disagio si manifesta con forza il desiderio di essere d'accordo con la maggioranza e quindi non percepirsi strani e assurdi di fronte a loro. che permaneva anche quando il soggetto veniva sottoposto di nuovo alla prova. Un soggetto veniva posto in una stanza oscura con un punto luminoso fermo che per effetto cinetico dopo qualche attimo appariva in movimento fino a sparire. Il risultato. Il soggetto si sedeva attorno al tavolo dove c'erano già 6-8 complici dello sperimentatore e veniva loro mostrato un cartone prima con una linea standard e in seguito un secondo cartone con tre linee di differenti lunghezze. Gli studi di Rohrer hanno confermato che i soggetti interiorizzano tali norme e usarle nei propri giudizi individuali a tal punto che dopo una anno erano ancora vigenti. con il passare della prove il soggetto tende a localizzare la difficoltà in se stesso per giustificare il proprio giudizio. che ognuno ha il medesimo obiettivo e la decisione unanime del gruppo deriva da posizioni indipendenti tra i vari elementi che lo compongono). sulla loro suggestionabilità. In secondo luogo si costituiva uno sforzo per ristabilire un equilibrio poiché i partecipanti si sentono confusi e perplessi. 2/3 giorni dopo l'esperimento veniva ripetuto però in compagnia di altre due persone complici la cui stima era volutamente errata. Questi risultati mostrano chiaramente che in situazioni di incertezza. i cartoni. Sherif mostrò come il contatto con gli altri possa influenzare la percezione dei soggetti. Totterdell e colleghi hanno asserito che essere circondati da persone felici. Dopo un paio di ripetizioni "normali" e aver collocato il soggetto ingenuo a rispondere solo dopo i complici. il che portava in confusione il soggetto. Nella vita quotidiana gli effetti della suggestionabilità possono anche essere divertenti. questi cominciavano a rispondere in maniera palesemente errata ma concorde. senza il concorso di premi o punizioni. : sottomissione dovute a deformazione del giudizio in cui i soggetti si attribuiscono la divergenza di giudizio a un proprio errore e quindi non si sentono obbligati ad essere sinceri per essere fedeli al compito assegnato. Sherif e la formazione delle norme di gruppo (effetto autocinetico) Muzafer Sherif. e l'indipendenza senza fiducia cui appartengono i soggetti che sono disposti a seppellire i loro giudizi per accodarsi a quelli della maggioranza ritenendo necessario essere sinceri per rispetto dell'esperimento. studiò quali erano le condizioni che inducevano gli individui a rimanere indipendenti o a cedere alle pressioni delle opinioni un gruppo. In questa direzione creò una situazione di influenza sociale percettiva non ambigua (al contrario di Sherif) in modo tale che i partecipanti non potessero avere alcun dubbio rispetto alla risposta giusta da dare. Secondo questo autore esiste un conformismo privato quando una persona si adegua alla maggioranza in modo privato. in cui i soggetti dovevano individuarne quella corrispondente. Sherif arrivò alla conclusione che il risultato non dipendeva da una tendenza a compiacere gli altri. sostituito da altri soggetti. mentre l'insuccesso potrebbe derivare sia da una vera indipendenza del soggetto che mantiene le sue personali convinzioni. i cui esprimenti sull'influenza della maggioranza costituiscono una vera pietra miliare. che esiste una unica risposta esatta. Anche Chartrand e Bargh nell'effetto da loro chiamato "effetto camaleonte" descrivono un comportamento involontario e automatico che si attiva per potersi "sincronizzare" su un comportamento. veniva chiesto di stimarne lo spostamento. fu che i soggetti spostavano il loro proprio giudizio in accordo con quello della maggioranza (37% risposte conformate e il 76% almeno una volta si conformò alla pressione del gruppo). Asch inoltre riconobbe alcune fasi della situazione dilemmatica: in primo luogo c'era la percezione di una difficoltà resa evidente dal fatto che tutti si rendevano conto della contraddizione tra la propria risposta e quella congiunta degli altri (tratta dal fatto che è un giudizio percettivo su una questione di fatto. creando una sorta di norma percettiva. può aiutare ad essere più felici. Asch definì due tipi di indipendenza: L'indipendenza con fiducia cui appartengono i soggetti che mostrano con il loro comportamento una grande convinzione nonostante vivano il disagio della situazione. Gli esperimenti dell'Olandese van Baaren ha mostrato che seguire gli altri in una sorta di imitazione ci farà diventare più simpatici e degni di essere aiutati. anche nel caso in cui il gruppo viene sciolto. : sottomissione dovute a deformazione dinamica in cui troviamo quei soggetti che non si pongono il problema della sincerità ma piuttosto da quello di non apparire diversi e . soprattutto se questi si mostrano sicuri di loro stessi e che l'influenza permane anche in assenza di quelle persone che ci hanno influenzato. Asch delineò anche una tipologia della sottomissione (oggi definito conformismo alla maggioranza) in tre forme: sottomissione dovute a deformazione della percezione in cui i soggetti sono scarsamente consapevoli della pressione della maggioranza e dichiarano d'aver risposto sinceramente secondo quanto vedevano. e lo stato d'animo li spinge a concentrarsi sull'oggetto del giudizio chiedendo di rivedere. Usando lo stesso paradigma di ricerca Jacobs e Campbell studiarono il processo di trasmissione delle norme e delle false credenze all'interno dei gruppi. Secondo Asch tutti i soggetti erano esposti a vari aspetti importanti: dovevano esprimere pubblicamente il loro giudizio percettivo (il compito era chiaro). a sua volta. la cui misurazione si assestava solo dopo aver eseguito varie esposizioni. chiamando il fenomeno "legami di stati d'animo" e dove gli amici funzionano come un sistema sociale. come quando una persona sbadiglia e gli altri fanno lo stesso. evidenziando una tipica norma di gruppo. e che il giudizio veniva usato come fonte di informazione in situazione di stimoli ambigui. Solomon Asch e l'influenza della maggioranza Asch. oppure da una forma di reattanza dove il soggetto non manifesta un cambio di opinioni avvenuto privatamente. come dondolare un piede in seguito allo stesso gesto eseguito da uno sperimentatore. la situazione era chiusa e non permetteva riferimenti esterni (ricorso alla esperienza) e infine il soggetto è obbligato a prendere una decisione e dare pubblica risposta.

sono esperimenti sul conformismo in cui è importante la fonte. Dopo aver interrotto l'esperimento veniva detta la verità. L'influenza normativa significa adeguarsi alla massa da una parte per il desiderio di ottenere conseguenze positive (approvazione ed accettazione sociale). Il conformismo si ottiene attraverso un processo di tipo percettivo (alterazione del giudizio) oppure attraverso uno di tipo affettivo ed emozionale. Kelley nel 1952 fece degli studi rispetti ai gruppi di riferimento. cioè quei gruppi verso i quali le persone si conformano e che prendono come riferimento per valutare se stessi e il mondo. a partire dagli studi sui vantaggi del conformismo di Festinger. prendendo spunto da Asch. Convocati individualmente in un elegante laboratorio. Secondo i due autori una volta resa pubblica una propria dichiarazione. Milgram e gli esprimenti sull'obbedienza Gli studi di Milgram. Lo sperimentatore incita i partecipanti con affermazioni di crescente pressione. mette l'accento sull'importanza dell'identità sociale e dell'appartenenza al gruppo (i partecipati vestivano i pensieri e le norme del gruppo). questa abbassa notevolmente l'influenza conformista. Dopo 270 volt si avvertono urla angoscianti mentre dopo la scossa di 330 volt cala il silenzio. non riconsiderano il loro verdetto. Deutsch e Gerard nel 1955 propongono. disoccupati. in cui le aspirazioni individuali sono minimizzati rispetto alle regole del gruppo sociale. individui a partecipare a uno studio su memoria e apprendimento incoraggiato da un piccolo rimborso spese. deve continuare". e dall'altra per evitare conseguenze negative (come la derisione. sia utilizzando persone differenti. ai cui polsi venivano messi gli elettrodi. Obiettivo di Milgram era quello di osservare fino a che punto l'insegnante avrebbe continuato a somministrare le presunte scariche elettriche. anche in presenza della evidente manifestazione del complice di porre fine al dolore che provava. Festinger getta le basi dell'ottica funzionale e riteneva che l'essere conformi porta a tre vantaggi: facilitazione della comunicazione e il conseguente raggiungimento dello scopo del gruppo. Chi rompe l'unanimità del gruppo.quindi non essere esclusi dal gruppo. l'opinione del gruppo più numeroso prevaleva sull'altro.tramite un avviso sul giornale. Infine è stata rilevata l'importanza della Discrepanza tra le risposta individuale e quella della maggioranza. e all'insegnante quello di punire gli errori (provocati apposta) commessi nell'apprendimento di tale lista trasmettendo una scarica elettrica di intensità crescente. l'isolamento e l'esclusione). Man mano che gli errori aumentavano aumentava l'intensità della scossa. L'influenza informativa induce le persone ad accettare nel loro privato l'influenza degli altri poiché vengono utilizzati i giudizi delle altre persone per avere delle fonti veritiere di informazioni e prove della realtà. Al soggetto veniva somministrata l'intensità minima di 15 volt per fargli percepire il realismo della prova. mentre invece sarebbero consapevoli di subire pressioni e esperire conflitti nel caso di influenza normativa. ne sminuisce il potere. Si ritiene che possa spiegare gli studi di Asch. il cui scopo è quello di guidarci per fare azioni e di orientarci nel mondo. Secondo Kelley questi gruppi da una parte svolgono una funziona normativa ove vengono fissati i criteri. Una nuova interpretazione degli anni 90 per voce di Turner. Il compito richiedeva che uno dei due avesse il ruolo di insegnante o allievo estraendo un cartoncino da un cappello. ha mostrato che quando un soggetto esprime in pubblico un giudizio e dopo aver sentito che gli altri hanno un parere contrario. Quando queste non sono basate sulla realtà ci affidiamo all'opinione degli altri per confermare le nostre credenze. da "per favore continui" fino a "Lei non ha scelta. Le dimensioni del gruppo sono importanti nelle situazioni in cui viene valutata una realtà sociale chiara e questo è in stretta relazione con una influenza di tipo normativo generata dal prevalere della maggioranza chiara. Nessuno negli esperimenti svolti in questa ottica. ma anche i gruppi ai quali le persone vorrebbero appartenere o essere simili ad essi. Infatti l'interdipendenza economica e il premio (libertà) portano verso un maggior conformismo. I risultato furono sorprendenti e allo stesso tempo agghiaccianti: il 65% dei soggetti arrivò a somministrare la scossa a 450 volt e obbedirono al . Questa influenza produrrebbe cambiamenti genuini e duraturi nella convinzioni delle persone. come studenti. un mite ragioniere di 47 anni. L'insegnante sente il complice borbottare nelle scosse che variano da 75 a 105 volt. Secondo gli autori le ragioni dell'influenza si ritagliano due differenti aree denominate influenza normativa e influenza informativa che nella vita reale spesso si presentano insieme.25 rispetto ai 4. dove è stato dimostrato che se all'interno della maggioranza viene fornita anche solo una risposta in contrasto con il gruppo (o in accordo con il soggetto bersaglio). L'esperimento consisteva nel leggere una lista di parole associate che l'allievo doveva memorizzare e riconoscere in un secondo tempo. In generale le persone sono inconsapevoli dell'influenza informativa sociale e non ne sentono la pressione. mentre il complice veniva fatto accomodare e legare su una sedia in un'altra stanza. anche all'interno di culture il conformismo è più probabile quanto più la società possiede una cultura collettivista. L'esperimento di Milgram consisteva nel reclutare. Un secondo fattore è dato dall'Unanimità del gruppo. le credenze e i comportamenti appropriati che in caso di adeguamento o meno portano a delle punizioni. a cui erano associate delle etichette che ne riportavano l'intensità. a gridare di dolore quando arrivano a 120. Perrin e Spencer hanno ripetuto gli esperimenti di Asch sia in condizioni geografiche differenti. una teoria della dipendenza secondo la quale i membri di un gruppo sono dipendenti l'uno dall'altro sia a livello cognitivo che sociale e dipendono anche dalle norme che il gruppo medesimo difende. mentre i disoccupati e i pregiudicati (con una media di errori 3. Dopo aver valutato i risultato i due studiosi arrivarono a delle conclusioni importanti: gli studenti non si conformavano poiché "vestivano" altre regole basate su un clima di anticonformismo. Gli effetti prodotti da questa influenza sono cambiamenti finalizzati ad evitare il conflitto. Ai partecipanti veniva mostrato un finto apparecchio che produceva shock elettrici in cui erano presenti una serie di interruttori graduati da 15 a 450 volt. cioè in l' Inghilterra. L'autore parte dai fatti tragici della seconda guerra mondiale e di come le persone non militari avessero eseguito compiti terribili e condusse 21 versioni differenti del suo paradigma. Al massimo il giudizio cambierà in una successiva situazione. Un primo fattore è dato dalla Numerosità della maggioranza stessa. mentre secondo un esperimento condotto da Abraham su due gruppi universitari di differenti facoltà.4 di Asch) erano più malleabili al conformismo a causa della pressione della necessità. il conformismo è maggiore nei casi di maggior tolleranza nei confronti del soggetto bersaglio e quando la posizione della maggioranza è ritenuta più credibile. una sorta di acquiescenza conformistica. in modo tale che il soggetto ingenuo fosse sempre l' insegnante. E' difficile tornare indietro dopo aver messo la faccia e aver preso una posizione. i soggetti ingenui trovavano sia lo sperimentatore che un altro soggetto che in realtà era un complice. dove i risultati indicano che la massima influenza la si ottiene con 3-4 persone e si mantiene costante con incrementi successivi numerici. e testano il potere che deriva da una autorità legittima e quello che succede quando questa pone richieste che entrano in collisione con la coscienza di chi le riceve. Questi gruppi non devono esclusivamente essere gruppi ai quali le persone appartengono. l'evitamento di esperienze di esclusione dal gruppo e quindi la protezione di sé. mentre a 150 sente che il complice urla di voler smettere e di non voler proseguire. la persona vi aderisce. SI finisce per produrre una risposta sviluppando una sorta di norma percettiva del gruppo. Fattori di influenza che favoriscono il conformismo Asch ha realizzati molti esperimenti con lo scopo di individuare quali fattori concorrono nel favorire il conformismo nei confronti della maggioranza. Di conseguenza le risposte della persona diventano conformi alle aspettative e alle attese dei membri del gruppo. ovviamente truccato. Anche nel percorso evolutivo di una persona ci sono momenti in cui si è più conformisti che in altri periodi. spesso determinate da situazioni ambigue. mentre dall'altra svolgono una funzione di confronto sociale. una situazione con una evidenza maggiore dell'errore dei complici i soggetti ingenui non variavano la loro opinione. e la facilitazione del processo di confronto sociale con cui raggiungere una visione corretta della realtà. Perché ci si conforma? Secondo Festinger esiste una costruzione sociale della realtà dove noi ci facciamo delle mini teorie sul funzionamento del mondo. minoranze etniche e pregiudicati a cui veniva fatto credere che la maggioranza potesse dare loro la libertà vigilata. come nell'età dei 11-13 anni dove in effetti il gruppo è molto importante. intendendo il fissare punti di riferimento rispetto ai quali le persone possono valutare sia se stessi che gli altri.

Occupare ruoli subalterni significa orientarsi in modo prevalente verso l'obbedienza e di conseguenza la non attribuzione di responsabilità personale. Milgram condusse degli esperimenti sul conformismo in condizioni di ambiguità. Milgram sostenne che l'obbedienza dipendesse da varie caratteristiche sperimentali: i soggetti avevano partecipato liberamente. sequenze vocali di dolore crescenti in relazione con le scariche elettriche. di un sostegno sociale permette di resistere alla pressione della maggioranza nel caso di Asch e a quella dell'autorità nel caso di Milgram. Secondo Milgram nelle relazioni gerarchiche esiste una forte potenzialità di obbedienza rilevata in termini di status inferiore che viene percepita come un annullamento della responsabilità personale per la propria condotta. si trovavano in una situazione ambigua. Struttura della situazione di influenza sociale. è stata riscontrata una leggera flessione dell'obbedienza (dal 65 al 48%). mentre dopo i 330 volt calava il silenzio. mentre in realtà era truccato in modo tale che toccasse sempre al soggetto fare l'insegnante. erano ignari del finto ruolo e dall'esistenza di un complice. anche con registrazioni. Veniva mostrato un apparecchio che produceva finti shock elettrici in cui erano presenti una serie di interruttori da 15 a 450 volt. ma fu accompagnata da angoscia. dove la sola presenza di dissidenti faceva crollare la percentuale di obbedienza (come diceva Asch sulla pressione della maggioranza). di tenere fede all'impegno preso. Prossimità dello sperimentatore. La riduzione è data dalla salienza e dalla prossimità. mentre sostituendo lo sperimentatore la riduzione era più vistosa (circa il 20%) il che permette di dire che il prestigio della persone è più rilevante del luogo. Alcuni studi sulle sperimentazioni di Milgram suggeriscono che i soggetti ingenui obbediscono. ne avevano accettato liberamente la scelta di partecipazione. e dalla struttura della situazione di influenza sociale. La percentuale di obbedienza sembra influenzata dal posizionamento fisico dello sperimentatore: se non si trova nella stanza ma per esempio impartisce ordini al telefono. come ad esempio "Lei non ha scelta. Obiettivo di Milgram era quello di osservare fino a che punto il soggetto avrebbe continuato a somministrare le presunte scariche elettriche. tendono ad avere una maggiore fiducia interpersonale che le porta a fidarsi dello sperimentatore. confermando quindi anche gli studi di Asch sulla pressione della maggioranza. Cosa genera l'obbedienza? Milgram e lo studio sull'obbedienza all'autorità Milgram nel 1963 sostenne che l'obbedienza dei partecipanti dipendesse da varie caratteristiche sperimentali: i soggetti sapevano della rispettabile finalità dell'esperimento confermato dallo svolgimento in una università prestigiosa. o sul dolore dell'orecchio di Cohen e Davis). rispetto a quelli che invece non lo fanno. Tuttavia è necessario che lo sperimentatore sia valutato come un'autorità legittima. tremori. la quarta. Grazie una serie di esperimenti che ricalcavano il paradigma dove però era prevista la figura di ben tre insegnanti (di cui due complici) si sono analizzati importanti effetti sul'obbedienza: quando i presunti partecipanti si ribellavano. Secondo Milton Rockeach gli individui hanno differenti approcci nei confronti dell'autorità: schematicamente. In questo senso Hamilton ha parlato di responsabilità di ruolo. Lo sperimentatore incitava i partecipanti con affermazioni di crescente pressione. deve continuare". di trovarsi in una situazione ambigua e che fino a 300 volt la vittima sembrava accettare le punizioni. L'esperimento consisteva nel reclutare individualmente dei soggetti a partecipare a uno studio su memoria e apprendimento incoraggiato da un piccolo rimborso spese. o si era in presenza di dissidenti. I risultato furono che nel primo caso la percentuale è del 65. in quella che viene definita stato di agente. Tuttavia l'obbedienza non fu una passeggiata. per tre motivi principali: sono persone caratterizzate da un più elevato autoritarismo con sottomissione acritica rispetto alle autorità morali del gruppo. Tutto questo suscitò critiche di natura etica. ci sono persone che riconoscono l'autorità in modo critico e aperto considerandola come relativa a partire da una convinzione razionale. In una serie di esperimenti veniva variato il livello di salienza della vittima in 4 condizioni sperimentali: la prima condizione è detta "vittima remota" e corrisponde al fatto che la vittima è in un'altra stanza rispetto al partecipante e manifesta il suo dolore attorno ai 300 volt. e tendono ad avere un locus of control esterno. la Prossimità fisica dello sperimentatore se valutato come un'autorità legittima (confermato dagli esperimenti sugli infermieri di Hofling. Occupare ruoli subalterni significa orientarsi in modo prevalente verso l'obbedienza e di conseguenza la non attribuzione di responsabilità personale. risate incontrollate. Questa sorta di giustificazione è stata spesso invocata come paravento da parte delle persone accusate di atroci delitti o gravi crimini di guerra. sia dell'università che soprattutto dello sperimentatore. intendendo che l'attribuzione della responsabilità avviene sulle aspettative relative al ruolo dell'attore. I soggetti si trovavano in una stanza con lo sperimentatore e un altro soggetto (complice). la seconda denominata "reazioni vocali di protesta" prevede che la vittima invii. mentre il complice veniva legato su una sedia in un'altra stanza. nel secondo circa 62. quindi. il partecipante prende la mano della vittima e la rimette con forza sulla piastra. la percentuale di obbedienza si riduce di poco più del 20%. anzi fu accompagnata da angoscia. Milgram e gli esperimenti sull'obbedienza riassunto Prendendo spunto da Asch. I risultato furono sorprendenti e allo stesso tempo agghiaccianti: il 65% dei soggetti arrivò a somministrare la scossa a 450 volt obbedendo al comando di continuare la procedura per due volte. e quindi abbassandone il prestigio. Prestigio. ma non quelli diretti di un sostituto per una esagerata somministrazione di farmaci). Milgram arrivò ad attribuire l'aumento o alla diminuzione all'obbedienza a 4 fattori generativi che ne favorivano l'insorgenza aumentandone o abbassandone la percentuale. in cui testare il potere che esercita un'autorità legittima quando pone delle richieste che entrano in collisione con la coscienza di chi le riceve. sudorazioni fino a delle vere crisi convulsive. Cambiando università da Yale a Bridgeport. L'estrazione del ruolo di insegnante o allievo sembrava avvenisse a caso. erano ignari del ruolo non assegnato casualmente e dall'esistenza di un complice. sudorazioni fino a delle vere crisi convulsive. in cui chi si sente inferiore si mette nelle mani del superiore percependosi come un oggetto all'interno di una struttura gerarchica che però avverte come legittima. e a ogni soggetto veniva somministrata una leggera scossa di 15 volt per accrescerne il realismo.comando di continuare la procedura per due volte. intendendo che l'attribuzione della responsabilità avviene sulle aspettative relative al ruolo dell'attore. Man mano che gli errori aumentavano aumentava l'intensità della scossa da 15 fino ad arrivare ai 450 volt mentre l'insegnante sentiva il complice borbottare. confermata dalle sperimentazioni sugli infermieri di Hofling (eseguivano gli ordini del medico anche se detti al telefono. La presenza. la terza detto di "prossimità" prevede che la vittima e il partecipante siano nella stessa stanza seduti vicini. In questo senso Hamilton ha parlato di responsabilità di ruolo. risate incontrollate. mentre altre che la riconoscono in modo . tendono ad avere una maggiore fiducia interpersonale che le porta a fidarsi dello sperimentatore. Alcuni studi sulle sperimentazioni di Milgram suggeriscono che i soggetti ingenui obbediscono per tre motivi principali: sono caratterizzati da un più elevato autoritarismo con sottomissione acritica rispetto alle autorità morali del gruppo. tremori. gridare e urlare di dolore. la salienza della prossimità della vittima che poteva portare a un crollo delle percentuali. dovevano tenere fede all'impegno preso. anche in presenza di manifestazioni di dolore del complice. La prossimità della vittima. la percentuale di obbedienza arrivava attorno al 10. Questa sorta di giustificazione è stata spesso invocata come paravento da parte delle persone accusate di atroci delitti o gravi crimini di guerra. e tendono ad avere un locus of control esterno. Milgram arrivò ad attribuire l'aumento o alla diminuzione all'obbedienza a 4 fattori generativi: il prestigio. o dal "dolore rettale dell'orecchio" di Cohen e Davis. la "prossimità di contatto" prevede che per essere punita la vittima metta la mano su una piastra metallica che trasmette la scossa: quando la vittima si rifiuta di proseguire. mentre nella terza 40 e il contatto fisico si abbassa fino al 3o%. La stessa l'obbedienza non fu una passeggiata.

viene anche più facile accordare al gruppo un certo potere. mentre se la nostra attenzione è più legata agli aspetti della nostra immagine pubblica. Culturali Il contesto culturale può favorire. ma anzi come segno di tolleranza. data una volta per tutte sulla base di considerazioni emotive e irrazionali. Ovviamente le culture possono cambiare. a fornire una risposta pubblica o privata. Le dimensioni del gruppo sono importanti nelle situazioni in cui viene valutata una realtà sociale chiara. Latanè rilevò nel 1981 che l'influenza sociale esercitata dalle persone dipende dal numero delle stesse (teoria dell'impatto sociale) oltre che dalla forza e della vicinanza. come la Cina. e quanto più è importante e saliente un certo oggetto di conflitto. significa essere maggiormente attratti da quelli che sono gli standard personali. Esistono delle variabili in grado di influenzare la tendenza a conformarsi: Autoconsapevolezza privata e pubblica. cioè la personale consapevolezza privata. Quando gli insegnasti chiedono pareri discordanti. Prevedendo un atteggiamento piuttosto benevolo. I risultati conclusero che nei primi 35 minuti l'attenzione del gruppo era concentrata sul membro deviante per poi essere ignorato negli ultimi 10 minuti. Anche Bond e Smith hanno confermato che i valori culturali influenzano il conformismo. culturali e personali. L'insieme delle qualificazioni che possiede una maggioranza (più o meno esperti in un settore ad esempio) influenza l'efficacia della propria influenza. una vivida ricostruzione dell'esperimento di Milgram o di rivestire il ruolo dell'insegnante obbediente. avverte meno la pressione delle possibili reazioni negative del gruppo. Wilder ha invece evidenziato come l'accordo di piccoli gruppi indipendenti rende una certa posizione più credibile. La ridotta unanimità della maggioranza riduce anche l'influenza normativa poiché il soggetto non percependosi più da solo. evidenziando come nelle culture collettiviste. la pressione che la maggioranza metterà nei confronti del membro deviante. più è facile aspettarsi. E' più facile opporsi a qualcosa se si riesce a trovare qualcuno che si oppone con noi. il secondo era il membro volubile che iniziava sostenendo la massima punizione fino a spostarsi alla posizione della maggioranza. ne sminuisce il potere. Milgram affermava che le persone di basso status accettavano più prontamente gli ordini dello sperimentatore. Questo secondo modo. ipotizzava che i membri della maggioranza avrebbero tentato sia di ricondurre i soggetti devianti a conformarsi. piuttosto che nel dare risposte private. male. di conseguenza. secondo cui si presume che le persone cattive facciano cose cattive e quelle buone azioni buone chiedendo di rivisitare. il conformismo nei confronti della maggioranza. è decisamente più facile dare risposte in forma anonima piuttosto che alzare la mano per chiedere la parola. Temendo di essere rifiutati dagli altri membri di un gruppo di cui si prova simpatia. o meno. dove è stato dimostrato che se all'interno della maggioranza viene fornita anche solo una risposta in contrasto con il gruppo (o in accordo con il soggetto bersaglio). rispetto a quelle più individualiste (come gli Stati Uniti) le persone tendono a cedere più facilmente alla pressione della maggioranza. La relazione tra coesione e conformismo si fonda sul fatto che le persone accettano più facilmente da una parte l'influenza delle persone che piacciono a loro. Un terzo fattore è la coesione del gruppo. sia a manifestare atteggiamenti di ostilità e rifiuto nei loro confronti. identificandola come una cosa assoluta. cioè la tendenza a interpretare le azioni altrui come espressioni delle loro disposizioni piuttosto che originati dalla situazione in cui sono. Le differenze culturali tra norvegesi e francesi si mostrarono coerenti agli occhi di Milgram in termini di cedimento di fronte alla pressione dalla maggioranza. l'autore inserì in ogni gruppo tre collaboratori che assumevano tre ruoli ben definiti che dovevano reggere per tutta la discussione: il primo era il membro deviante il cui ruolo sosteneva la necessità del massimo della pena. Un quarto fattore è dato dalla rilevanza dell'argomento: nella situazione di vita quotidiana i membri di un gruppo discutono tra di loro vari argomenti. difatti i suoi studi evidenziarono che le tradizioni culturali di maggior apertura critica dei transalpini oscillavano tra il 34 e il 59%. L'autore concluse che la maggior parte delle persone continua a credere che le qualità interne rivelino la persona: quindi le persone buone si comportano bene e quelle cattive. Questo fa si che la paura del rifiuto possa spingere gli adolescenti ad adottare condotte per loro a rischio che il gruppo assume e che considera come normali e positivi: maggiore è l'importanza che riveste il gruppo e maggiore sarà il timore del rifiuto e di conseguenza maggiore sarà anche la tendenza a conformarsi. Il rifiuto sociale è la manifestazione più estrema e più forte dell'influenza normativa della maggioranza. e infine il membro modale che assumeva sempre la posizione della maggioranza. Un quinto fattore è dovuto al prestigio della maggioranza. Infine il sesto fattore deriva da quanto i soggetti sono soggetti di fronte alla pressione della maggioranza. cioè consapevolezza pubblica. Situazionali Un primo fattore è dato dalla numerosità della maggioranza che esercita l'influenza: i risultati indicano che la massima percentuale di risposte di influenza la si ottiene con 3-4 persone e si mantiene costante con incrementi successivi numerici. Fattori che influenzano (predicono o favoriscono) il conformismo Tra le caratteristiche che influenzano il conformismo possiamo individuare tre categorie di fattori: situazionali. Il conformismo viene misurato proprio in base alla frequenza di tale risposta: difatti le persone tendono a conformarsi di più quando devono esporsi nel rispondere di fronte agli altri del gruppo. autocontrollo e maturità. vale a dire più le persone si sentono attratte dal proprio gruppo più sono soggette alla loro influenza: una elevata coesione corrisponde a un più probabile conformismo. ad alcuni studenti.chiuso e acritico. soprattutto tra epoche e periodi storici differenti. Un secondo fattore è dato dall'Unanimità del gruppo. come indicava Schacter. La reazione nei confronti di membri devianti Comportamento nei confronti di membri che non si conformano Schacter partendo dalla prospettiva funzionalista sostenuta da Festinger. Inoltre quando l'autore chiede a ciascuno del gruppo chi volevano che rimanesse nel gruppo il soggetto deviante ottenne il massimo del rifiuto. Secondo recenti studi il rifiuto o l'esclusione sono più probabili quando i soggetti devianti sono al massimo 2. Gunter Bierbrauer nel 1979 cercò di eliminare la sottostima derivante dell'errore fondamentale di attribuzione. da sottoporre al delinquente chiamato Johnny Rocco. trascinando con loro anche il fenomeno del conformismo. Questo anche perchè spesso nelle culture collettiviste il conformismo non viene valutato come qualcosa di negativo. e dall'altra che tutti tendiamo ad esercitare pressione proprio su quelle persone che ci piacciono per condividere opinioni e giudizi. mentre quelli più conservatori degli scandinavi andavano da 50 al 70%. cioè le persone di status più elevato tendono ad avere un impatto maggiore. saremo più preoccupati della valutazione degli altri e tenderemo ad essere anche più influenzati da standard sociali di comportamento. Le persone tendono ad allineare le proprie opinioni con quelle simili a loro. oltre a non cercare di essere in disaccordo. per l'autore. L'esperimento di Shacter consisteva nel riunite persone estranee in gruppi di 8-10 persone e farle discutere di una caso di delinquenza minorile nell'arco di 45 e di arrivare a una conclusione rispetto al trattamento sia benevolo che duro. A titolo di esempio si possono ricordare gli esperimenti del 1969 di Milgram a New York dove il fatto di convincere a guardare in alto i passanti di una strada rimaneva ininfluente se a farlo erano 5 persone o più. Chi rompe l'unanimità del gruppo. Studi confermano che dare una risposta privata riduce drasticamente la percentuale di risposte conformiste. Essere prevalentemente consapevoli degli aspetti privati della nostra immagine. Personali Le persone sono diverse l'una dall'altra e quindi è naturale attendersi che possano reagire diversamente a situazioni di influenza sociale. è caratteristico degli individui che hanno una mentalità chiusa o dogmatica. Una elevata autoconsapevolezza privata produrrà una minore tendenza al . questa abbassa notevolmente l'influenza conformista. dove più esso stesso è coeso e più ha potere sui suoi membri.

nel secondo aumenta la preoccupazione morale. Secondo questa teoria il conformismo sarà tanto più presente quanto più aumentano sia la forza che l'immediatezza. in una sorta di autopromozione innescato dal confronto interpersonale e una rappresentazione positiva di Sé. non appena inizia la discussione. I soggetti prima sceglievano singolarmente. non necessariamente quindi verso il rischio (si verificarono casi di polarizzazione senza rischio). come afferma Burger. La minoranza invece metterebbero il fuoco attentivo nella ricerca di informazioni che possono confermare la validità della tesi della maggioranza. e influenzarne la tendenza o meno alla sottomissione rispetto alla pressione della maggioranza: più forte è il bisogno di controllo personale tanto minore sarà il conformismo. ma poi si arrivò a definire che lo spostamento si verificava verso la direzione inizialmente prevalente. Snyder e Fromkin pensavano che le persone si sentissero meglio nel percepirsi moderatamente uniche e volevano vedere come esse stesse agiscono per affermare la propria unicità: in tal senso. gli atteggiamenti erano simili a quello di altri diecimila studenti. mentre se si fosse rivelato un fallimento avrà speso molto tempo. poi erano invitati a discutere e dare una risposta di gruppo. la fonte è più esperta e quando possiede più potere. Bisogno di individuazione. Si può ipotizzare che i processi informativi possiedano maggio peso nella decisioni di tipo intellettuale. cioè il grado di vicinanza del gruppo nel tempo e nello spazio intesa sia fisicamente (le persone se presenti possono influenzarci maggiormente di quelle assenti) e psicologicamente (siamo più facilmente influenzabili dall'ingroup. in un esperimento del 1980 crearono le condizioni di accentuato o ridotto bisogno di accettazione. Secondo la teoria della reattanza i soggetti quando sentono minata la loro libertà sperimentano uno stato di attivazione motivazionale tale per cui si verifica una spinta per tentare di ristabilire la libertà minacciata. ci sono più resistenze quando sono presenti altre persone della maggioranza. paura) e a generare un acquiescenza pubblica. secondo la quale l'influenza sociale esercitata dalle persone dipende dal numero stesso delle persone stesse.conformismo che una elevata pubblica. cioè da persone che non appartengono al nostro stesso gruppo) durante il tentativo di influenza. Teoria dell'impatto sociale di Bibb Latanè Latanè attraverso i suoi esperimenti arrivò a formulare nel 1981 la Teoria dell'impatto sociale. La polarizzazione dei gruppi In una discussione di gruppo è difficile pensare che tutti i membri possano avere la medesima opinione: quando si riesce a generare un compromesso la posizione del gruppo è più moderata rispetto alle posizione dei singoli individui e si verifica un effetto chiamato depolarizzazione. Latanè intendeva che l'entità dell'influenza che le persone esercitano in una determinata situazione può essere stimata in modo analogo a quella di un impatto fisico. l'impatto di una maggioranza di 4-5 persone non differisce in maniera significativa con l'aumentare del numero (tipo 6-8 persone) ma tende a stabilizzarsi. La relazione tra il numero delle fonti di influenza ed entità dell'impatto è positiva. ma non lineare poiché. confermarono che coloro che erano indotti a credere di avere degli atteggiamenti simili alle altre migliaia di studenti (alto bisogno di accettazione) si conformavano in maniera significativamente minore rispetto all'altra metà dei partecipanti che erano indotti a credere di avere atteggiamenti diversi (basso bisogno di accettazione). Recenti studi hanno confermato che la discussione di gruppo può ampliare posizioni negative quanto positive: nel primo caso il rafforzare la posizione porta verso la tendenza alla discriminazione. oppure 2/10 etc. mentre da un punto di vista sincronico (che avviene nello stesso tempo) deve essere compatta nell'espressione della propria posizione. cioè proprio sul numero delle persone che esercitano l'influenza. e indica come la polarizzazione sia un processo che porta i membri di un gruppo a spostarsi verso posizioni più vicine al polo estremo che sarebbe più valorizzato dei membri poiché ne rappresentano i valori sociali: le persone per guadagnare approvazione sociale tenderanno ad assumere posizioni più accentuate ed esagerate per dimostrare la loro totale adesione. e divisero i soggetti in due parti: a una metà veniva detto che su dieci temi rilevanti. Secondo degli studi quando più la consistenza. Questa teoria conferma anche la teoria dell'equilibrio poiché noi tendiamo ad essere più influenzabili da persone che fanno parte del nostro gruppo e che come conseguenza valutiamo positivamente. quando invece ci si avvicina a una posizione più estrema si verifica il processo di polarizzazione. Ai soggetti veniva chiesto di fare una valutazione ovvero se accettare o meno attraverso delle stime come ad esempio "deve accettare se la possibilità di successo è di 1/10?". l'autonomia e indipendenza. Una tipica situazione era quella di un insegnate di nome Carol il cui sogno era quello di aprire un ristorante. Le ricerche si sono focalizzate prevalentemente sull'efficacia della consistenza. Secondo questo autore la probabilità con cui rispondiamo alla pressione sociale proviene dagli altri ed è esprimibile in una formula che dice I = N x F x V. e quando l'atteggiamento della stessa maggioranza suggerisce che il cedimento verrebbe interpretato come una debolezza o una resa. Al contrario. Il comportamento della minoranza da un punto di vista diacronico (che si sviluppa lungo il tempo) deve essere sia ripetuto in modo sistematico che non contraddittorio. Un modello che segue questo principio è quello della teoria del confronto sociale. soldi e rimarrà senza lavoro. il cui confronto spinge ad osservare le conseguenze del conflitto (disagio. La maggioranza dovrebbe indurre a una comparazione tra i proprio giudizio con quello della minoranza. che quando una tale condotta potrebbe essere interpretata come intelligenza ed apertura mentale. l'effetto della minoranza sarebbe una effettiva conversione. ma se fosse andato tutto a buon fine lei avrebbe finalmente realizzato il sogno della sua vita e fare buoni guadagni. In termini di previsione dell'impatto. . F è la forza ovvero il grado di importanza che attribuiamo al gruppo. comprendano sia quale la direzione della maggioranza. e viceversa. Questo desiderio di controllo sulle proprie scelte può avere diverse intensità. I risultati. Nel 1961 Stoner fece degli esperimenti sulle scelte con diverse entità di rischio. ottenuti dopo aver affrontato un successivo esperimento sul conformismo. mentre la seconda si affida ai processi normativi in cui i membri cercano di conformarsi alla norma del gruppo e che. dove N è il numero di persone. Presentata l'occasione Carol doveva sia rinunciare al suo lavoro di insegnate che investire tutti i suoi risparmi. La forza delle fonti è maggiore quando lo status è elevato. Esigenza di autopresentazione. ovvero il gruppo si orienta nella direzione di atteggiamenti individuali prevalenti e che nelle discussioni di gruppo vengono più spesso ripetute argomentazioni in favore delle opinioni iniziali favorita dalla maggioranza. oltre che dalla loro forza e dalla vicinanza al bersaglio dell'influenza. il gruppo tenderà a prendere ancora più rischi. e quando questo accade. mentre quelli normativi riguardano decisioni che riguardano le opinioni.. La scelta di cedere alla pressione della maggioranza è più facile sia quando gli altri non sono presenti. Coloro che erano stati deprivati del loro senso di unicità erano quindi quelli che con maggiore probabilità facevano valere la loro individualità non conformandosi. che riprende le teorie di Festinger e altri autori.. Desiderio di controllo. sia che se viene assunta una posizione più estrema rispetto a quella favorita. più è probabile che la minoranza influenzi la maggioranza. l'influenza della maggioranza e quella della minoranza sono prevedibili sulla base della stessa variabile. Un comportamento indipendente è spesso fonte di preoccupazione per la maggioranza e l'individuo deve sempre valutarne i rischi. La polarizzazione può essere ricondotta a due forme di influenza: la prima di tipo informativo che fa riferimento alla teoria degli argomenti persuasivi di Burstein e Vinoukur del 1977.L'essere in disaccordo con gli altri può soddisfare il bisogno di avere una identità unica. in cui viene sottolineato il processo di persuasione reciproca. come già Asch aveva notato. la propria immagine viene valorizzata dal gruppo. e V è la vicinanza al target. mentre all'altra metà si diceva invece che erano diversi dagli altri studenti. cioè gruppi ai quali apparteniamo o a cui facciamo riferimento. Il risultato fu che inizialmente si pensò che le decisioni del gruppo si attivassero e di conseguenza si dirigessero più in direzione del rischio rispetto alle scelte individuali (assunse il nome di Spostamento verso il rischio). e la flessibilià sono salienti. piuttosto che dall'outgroup. oppure quando facciamo parte di un gruppo che non è il nostro ma di cui ne vorremmo fare parte. Si parla di polarizzazione delle decisioni del gruppo: se i membri tendono a prendere delle decisioni rischiose.

25%. come il femminismo. innovazione se prevale la minoranza. Con tempi ritardati. Livello privato che dice che per registrare l’influenza occorre raccoglierla in via privata. dopo aver visto le diapositive.. I risultati mostrarono che nella condizione di minoranza consistente la maggioranza ignara si accoda ai complici per l'8%. e infine il Modelling effect. soprattutto europei. Secondo Eagly e Chaiken alla minoranza più coerente vengono attribuite caratteristiche positive quali la sicurezza e la competenza e che questi processi dipendono dal messaggio che trasmette la stessa minoranza che a sua volta determinerebbe la misura in cui i membri della maggioranza tendono a ritenere che sia veridico.25%. Nella meta analisi di Wood su circa 100 esperimenti. Quindi si evince che la minoranza coerente (o consistente) influenza in maniera significativamente maggiore rispetto a quella incoerente. Modalità trasposta che evidenzia come la minoranza abbia poco effetto su argomenti specifici ma invece molta su argomenti vicini (poco effetto sull’interruzione di gravidanza ma l’influenza si traspone sull’argomento contraccezione). Confrontato con gli esprimenti di Asch che mostravano un 36% a conformarsi questi risultati sembrano una magra consolazione ma in realtà la forza del suo 8% era dato dal fatto che era stato ottenuto da una minoranza deviante contro una maggioranza di doppie dimensioni. Un'altra versione si basa sulla polarizzazione come differenzazione intergruppi. Tra le critiche a questa visione.. cioè la paura di essere etichettati come devianti. ma si può verificare in quelli ove si sia consolidato uno scambio relazionale. forse inconsapevole. voci dissidenti che inizialmente non vengono ascoltate ma che a poco a poco riescono a far sentire la loro voce e ad incidere sulla trasformazione sociale (es. (cioè su minoranze consce della loro posizione e su cui strutturano specifiche norme di condotta che portano a scopi coerenti). ma è presente). appariva l’immagine residua. vennero messe a confronto una fonte maggioritaria con una minoritaria che a livello manifesto (pubblico) dimostrarono che la fonte maggioritaria influenzava il 40%. di maggioranza ignara. mentre la fonte minoritaria provocava lo spostamento verso il complementare rosso/viola (influenza profonda. per il semplice fatto che in laboratorio non sempre viene riprodotta la complessità della rappresentazione reale. I risultati furono che la fonte maggioritaria non provocò cambiamenti nella visione dell’immagine residua. Più la minoranza è consistente tanto più la maggioranza la ritiene veridica. Per le sue ricerche Moscovici e collaboratori usarono quello che lui stesso definì come il Paradigma blu/verde che in qualche modo riformulava gli esperimenti di Asch: tra i soggetti che partecipano all'esperimento uno su cinque o due su sette sono complici che ricoprono il ruolo di minoranza attiva e gli altri. ma dall'altra conferma che lo stile coerente della minoranza esercita un'indubbia azione favorevole all'influenza. e nel gruppo di controllo l'errore era dello 0. La polarizzazione in generale si è visto che non funziona in quei gruppi composti da persone che non si conoscono o che non hanno un leader. E questa evoluzione è principalmente dovuta alle minoranze. i soggetti dovevano guardare delle strisce di colore che andavano dal blu al verde e dovevano determinarne la soglia di discriminazione. che quindi destinata a persistere anche in assenza della fonte. infine. Wetherell nel 1897 partiva dall'assunto che questo fenomeno si verifica quando emerge con forza l'aderenza dei singoli alle norme dell'ingroup tramite un adeguamento che li porta a difendere l'identità di gruppo nonché mettendo enfasi sulle differenze rispetto ai valori legati all'outgroup. Moscovici e l'influenza della minoranza Negli anni 50 e 60 i lavori che riguardavano l'influenza sociale si erano focalizzati in maniera prevalente sul conformismo che poteva produrre la maggioranza e che l'influenza stessa era prodotta solo dalla maggioranza in una sorta di fenomeno unidirezionale. Dopo questi lavori l'autore ha affrontato anche problemi non solamente percettivi. cioè l'influenza minoritaria non ha un effetto forte subito ma ha un effetto di modellamento del comportamento. e normalizzazione nel caos in cui c'è un adeguamento reciproco che tipicamente dà origine all'elaborazione di una norma. per dirla alla Asch. proponeva un approccio che lui stesso definì "genetico" e si focalizzava sull'influenza delle minoranze e di come queste siano portatrici di innovazione. Questo un effetto di persistenza è stato mutuato da Moscovici proprio dal linguaggio religioso perche parlando della teoria della conversione fa l’esempio . ma anche quello degli atteggiamenti. Picasso). non si può assumere che in un gruppo esista soltanto un tipo di influenza o normativa o informativa. uno dei personaggi più influenti è Serge Moscovici. Un innovativo esperimento condotto da Moscovici e Personnaz. l'omosessualità etc. In una prima prova i complici dovevano affermare in modo consistente per metà gruppo che le tutte le diapositive erano verdi (minoranza consistente). Secondo Moscovici una minoranza nella sua fase propositiva crea una condizione di incertezza nella maggioranza a tal punto che la porterebbe alla condizione di cercare più informazioni ed elaborarle in maniera più approfondita. Per questo autore il potere è determinato prettamente dallo stile di comportamento che ne rende efficace l'influenza e che riguarda tre fattori: la consistenza ovvero la capacità di mantenere un accordo unanime sulle proprie posizioni sia in differenti situazioni che in momenti diversi e quindi di rimanere coerenti al proprio interno nel tempo assicurandosi allo stesso tempo che la maggioranza non la consideri come una parte dissidente da espellere (la minoranza influenza proprio perché mette in crisi il consenso della maggioranza). I risultati furono che i partecipanti che non erano stati influenzati tendevano a virare la soglia più al verde (cambiamento indiretto) cioè vede il verde prima di quanto non avrebbe fatto se non avesse subito l’influenza minoritaria (cambiamento sottile.Non si tratta di direzioni alternative o di processi che si escludono a vicenda poiché quando vengono trasferiti i risultati sperimentali alle situazioni di vita reale. partiva dal fatto che dopo aver fissato un colore e spostando lo sguardo su uno schermo bianco. anche se non consapevole). In un secondo esperimento. mentre quella minoritaria il 10% (differenza qualitativa). Serge Moscovici. I partecipanti dovevano fissare una diapositiva blu e subire l’influenza (maggioritaria o minoritaria) che diceva che era di colore verde. Le minoranze intese da Moscovici non sono puramente numeriche. Il compito percettivo era di indicare il colore di una serie di diapositive che erano rigorosamente blu. A partire da queste considerazioni e sviluppando il suo pensiero Moscovici è arrivato ad individuare una sorta di modello a due vie legate all'influenza sociale: Da una parte vi sarebbe l'influenza della maggioranza che sarebbe prodotta da un processo di comparazione dove l'individuo confronta la propria risposta con quella della maggioranza e mette a fuoco le eventuali conseguenze che tale conflitto potrebbe produrre provando così sensazioni di disagio e tensione che portano alla compiacenza (faccio come gli altri senza esserne realmente convinto)evidenziando una adesione pubblica senza accettazione privata. Galilei. La prima caratteristica è quella che è stata maggiormente sviluppata e studiata. Secondo Moscovici se il processo di conformismo fosse l'unico processo di persuasione a livello sociale la società sarebbe dovuta essere connotata da staticità. Freud. in realtà i processi sociali sono processi di cambiamento costanti. dove l’influenza non viene recepita immediatamente dai soggetti e dove traspare una delle difficoltà che ha la minoranza. mentre dall'altra parte l'influenza della minoranza sarebbe prodotta da un processo di convalida in cui l’attenzione si concentra sull’oggetto tra il dibattito e la conversione privata non tanto sulla relazione con gli altri ma su che cosa effettivamente sta dicendo la minoranza che provoca una conversione. mentre per l'altra metà variavano casualmente la risposta sbagliata verde (minoranza inconsistente). cioè per il blu il giallo/arancio. interessato ai temi dei cambiamenti interni al gruppo. ma sono attive o nomiche. mentre per il verde il rosso/viola. intesa come disponibilità nel negoziare compromessi con la maggioranza in maniera ragionevole. mentre nell'altra metà del gruppo rispondevano sbagliato l'1. egli da una parte trova scarsa evidenza empirica sulla tesi di una differenza qualitativa tra maggioranza e minoranza. la capacità di mostrarsi autonoma e indipendente nell'affermare la propria posizione e. la flessibilità. Nella sua prospettiva funzionalista l'influenza sociale è vista come un conflitto tra maggioranza e minoranza la cui risoluzione può avvenire producendo conformità quando prevale la maggioranza. In un terzo esperimento condotto da Moscovici ed Elisabeth Lage. il colore complementare. Teoria della conversione di Moscovici Secondo questo autore la minoranza opera attraverso modalità indirette.

l'effetto di minoranza è indiretto. Queste due differenze sono anche state assimilate alla distinzione tra influenza normativa ed informativa. In un suo studio. DOT). L'autrice confutò che la maggioranza si trova spesso nella condizione di considerare più approfondite le questioni poste dalla minoranza riconoscendone le regioni come ragionevoli entrambe le posizioni. ovvero un pensiero orientato a una rapida e unica soluzione di accettazione della posizione magioritaria. rispettivamente per la maggioranza e la minoranza. I risultati furono che la maggioranza usava la modalità inversa (God). L'influenza minoritaria. una in Europa l'altra negli stati uniti. Confronto tra la teoria della conversione di Moscovici e il modello di probabilità di elaborazione di Cacioppo e Petty L'aspetto in comune è dato dal fatto che sono due teorie che si sono sviluppate più o meno nello stesso momento storico. Molti compiti di problem solving hanno evidenziato che i soggetti influenzati dalla minoranza avevano un numero maggiore di soluzioni corrette ed innovative rispetto a quelli sotto la pressione della maggioranza. senso di inferiorità ecc). contrariamente. La maggioranza porta ad acquiescenza (accettazione passiva). I soggetti erano sottoposti ad un feedbeck sia di maggioranza (god-dog-dog-dog) che di minoranza (god-god-god-dog). Le sentenze che seguivano questo riconoscimento riflettevano livelli più elaborati di pensiero. Secondo Kelman. L'influenza della maggioranza si orienta nel produrre prevalentemente un semplice fenomeno di acquiescenza pubblica. dove la minoranza sarà influente se non sarà psicologizzata. L'influenza delle minoranze Tra le varie teorie troviamo quella di Charlan Nemeth (1985-87) il cui modello si concentra sulla capacità rispetto alla motivazione di elaborazione. Dunque l'effetto della maggioranza sarebbe diretto. e la Categorizzazione sociale. la fine degli anni 70. Ci sono eccezioni. Sia la teoria di moscovici che quella di Nemeth ipotizzano processi di pensiero più attivi in presenza dell'influenza minoritaria. L'aspetto di diversità è dato dal fatto che per Petty e Cacioppo le condizioni necessarie per il percorso centrale sono la motivazione e la capacità. un processo euristico del tipo consenso-correttezza. mentre i soggetti della minoranza usavano tutte le modalità possibili (tOe. Quindi c’è un parallelismo tra queste due teorie che entrambe propongono due vie persuasive. al contrario di un livello elevato che produrrebbe interferenza. ma dall'altra conferma che lo stile coerente della minoranza esercita un'indubbia azione favorevole all'influenza. condusse esprimenti sul fatto che i soggetti esposti all'influenza della minoranza contribuiscano positivamente alla produzione di soluzioni corrette e innovative. a cercare soluzioni varie ed averne un miglio ricordo. . la Psicologizzazione. mentre il processo di convalida ha una connotazione accurata e sistematica e centrale. Secondo Nemeth dunque la fonte minoritaria porta a considerare diversi aspetti. euristica. Volpato nel 1990. il che corrisponderebbe a un livello medio dell'arousal (eccitazione) che faciliterebbe il rendimento cognitivo. latente e non riguarda in Secondo Eagly e Chaiken questo processo assimila il processo di comparazione a una elaborazione superficiale. I suoi risultati confermarono che quando gli studenti erano sotto l'influenza minoritaria riuscivano a fornire un numero significativamente maggiore di proposte di modifica rispetta a chi subiva una influenza maggioritaria. gay in un gruppo di gay) minoranze dissidenti dell’outgroup (il nemino del mio nemico è mio amico.della conversione di san Paolo poiché quello che succede è una vera e propria conversione quasi in termini religiosi. Minoranze rappresentative dell’outgroup (es. faciliterebbe una riflessione più libera e stimolerebbe un pensiero divergente. laddove quando una minoranza dice qualcosa in accordo con l’evoluzione delle norme sociali ha più successo. confermate da ricerche nel campo degli atteggiamenti e nell'utilizzo del brainstorming per la soluzione di problemi. una vera e propria conversione che si manifesta a livello latente ed indiretto. Le persone sarebbero concentrate sul messaggio senza considerare gli aspetti della situazione e si tenderà ad adottare ciò che dice la maggioranza indipendentemente dalla correttezza. Ella propose una differenziazione piuttosto netta rispetto al tema della creatività e dell'innovazione: l'influenza maggioritaria stimolerebbe l'attenzione verso le conseguenze di un eventuale dissenso con la maggioranza che favorirebbe un pensiero di tipo convergente. manifesto. l'Interesse personale ove una minoranza è più influente quando non si batte per se stessa (una minoranza non gay che si batte per i gay è più influente). per la seconda esistono processi divergenti che sviluppano posizioni diverse che possono essere anche diverse rispetto a quelle proposte dalla minoranza. Un altro autore italiano. ovvero un pensiero dinamico che ricerca differenti e possibili soluzioni che vanno al di là del messaggio e del suo contenuto orientandosi verso alternative che tendono ad essere corrette. mentre la minaccia dell’influenza minoritaria è costituita da problemi di tipo psicologico (invidia. mentre per Moscoviciì il fattore critico è il tipo di fonte (maggioritaria o minoritaria) Fattori che facilitano o ostacolano l’influenza minoritaria Tra i fattori che incidono maggiormente o ne ostacolano l'influenza troviamo la Coerenza. ma se per il primo ci si orienta verso una conversione privata. immaginare nuove strategie e migliorare la performance. Le decisioni prese dalla maggioranza possedevano maggiore complessità rispetto a quelle prese dall'unanimità. cioè una minoranza appartenente allo stesso gruppo che deve influenzare (ingroup) esercita maggiore influenza rispetto al dover influenzare appartenenti ad un altro gruppo (outgroup). lo Zeitgeist spirito dei tempi. Venivano mostrate poi altre 10 sequenze chiedendo ai partecipanti di elencare le parole usando però tutte e 5 le lettere. La teoria della conversione quindi si fonda sul fatto che le due influenze operano in maniera differente. osservabile immediatamente dopo l'esposizione alla pressione della maggioranza stessa nonché rilevabile direttamente tramite lo stimolo o al tema di discussione. Secondo Moscovici una minoranza nella sua fase propositiva crea una condizione di incertezza nella maggioranza a tal punto che la porterebbe alla condizione di cercare più informazioni ed elaborarle in maniera più approfondita. eGO. e uno che richiede maggior sforzo cognitivo attenzione all’oggetto generazione di argomentazioni rilevanti (centrale). l'autrice presentò ai soggetti delle sequenze di lettere tipo tDOGe chiedendo quale fosse la prima parola che percepivano nella sequenza. mentre a minoranza porta ad una interiorizzazione. questo autore da una parte trova scarsa evidenza empirica sulla tesi di una differenza qualitativa tra maggioranza e minoranza poiché la prima produce effetti anche in ambito privato e non solo limitato al pubblico. Ecco spiegato il perché la minoranza stimola la creatività e migliora le prestazioni. Egli chiese agli studenti di una scuola media superiore di valutare una proposta di modifica degli esami di maturità e di formulare delle proposte alternative. periferica. La conseguenza ipotizzata sarebbe che una fonte minoritaria influisca in maniera positiva sulla capacità di elaborazione. Entrambe propongono due processi: un processo superficiale (periferico). Questo punto è evidente negli esperimenti di Deborah Gruenfeld datati 1995 all'interno del mondo delle sentenze della Corte Suprema degli USA. Nella meta analisi di Wood e Lundgreen su circa 100 esperimenti. L'autrice parte dal presupposto che il disaccordo con una minoranza sia meno stressante rispetto a quello di una maggioranza. mentre l'influenza minoritaria produrrebbe un fenomeno di cambiamento delle convinzioni private. in maniera assolutamente indipendente come confermato dagli autori stessi.

sia a livello amicale. si riferisce a quelle persone che noi ammiriamo e a cui vogliamo assomigliare. molto diffuso. Questo deriva dall'assegnazione di potere che viene deciso all'interno di un gruppo all'agente. lo stile del leader che rende esplicita la sua decisione il che rende arduo il contrasto di opinioni da parte di altri membri. da una parte viene confermato il verificarsi del pensiero del gruppo. A dire il vero sono tesi che non hanno ottenuto una certezze empirica e hanno sollevato qualche controversia. come chiedere consigli di cuore all'amico fidato. Viste le conseguenze drammatiche a cui si può arrivare. Le idee di Janis godono di grande popolarità anche perchè riescono in qualche modo a rendere conto di errori politici e strategici altrimenti apparentemente inspiegabili. Infine gli altri 4 sintomi sono degli indicatori verso l'uniformità e possono essere rivolti verso l'Autocensura che funge da espediente per soffocare i pensieri critici dei membri dubbiosi ed evitarne la circolazione. e dall'altra la Credenza nella moralità del gruppo e di potersi così dimenticare dei principi etici e morali socialmente condivisi. come un medico. il potere di riferimento. Janis formulò delle strategie di contrasto: Limitare la ricerca prematura di consenso ed evitare l'isolamento del gruppo. 2. Altri due sintomi che possono essere espressi dai membri di un gruppo riguardano la ristrettezza mentale. Relazioni diadiche L'influenza delle relazioni di tipo diadico mettono una duplice attenzione che da una parte si dirige sulla relazione che intercorre tra l'agente e il bersaglio ovvero su chi esercita e chi subisce l'influenza. oppure come accrescere la compiacenza della persona bersaglio di Cialdini . Correggere le posizioni errate. Un esempio nel contesto occidentale sono i figli che riguardo l'istruzione si rivolgono agli insegnanti anziché ai propri genitori. magari contattando anche persone esperte esterne al gruppo. riconoscendo la proprie limitazioni e fallacità e considerando gli elementi di forza dell'avversario. facciamo ciò che ci chiedono per il semplice fatto che ci piacciono e che vorremmo essere proprio come loro. in modo tale da poterlo aiutare nel raggiungimento del suo obiettivo. la propensione è quella di ricercare il conformismo piuttosto che l'avere o l'ascoltare posizioni dissenzienti. mentre dall'altra guarda i fattori specifici e le strategie che favoriscono l'acquiescenza del bersaglio. ovvero un conformismo pubblico ma non privato. sia a livello professionale.Studio sul pensiero di gruppo di Janis Il sociologo Irvin Janis per studiare i processi decisionali di gruppo utilizzò il materiale di archivio relativoad alcune importanti descrizione prese dagli Stati Uniti che si rivelarono un clamoroso errore che ebbe negativi risvolti sugli interessi americani. 6. favorire in un certo senso il dissenso ad esempio istituendo la figura dell'avvocato del diavolo. il vivere in condizioni stessanti (stress della decisione) il cui il gruppo non riesca a dire con sicurezza e sotto la pressione di decidere in tempi rapidi. coercitivo e legittimo. 3. John French e Bertram Raven. 1. ad esempio che la coesione del gruppo non risultano sempre correlati ai sintomi descritti da Janis. vantaggi. come ad esempio le classiche minacce di un genitore su un figlio che non studia minacciandolo di non farlo uscire con gli amici. I poteri dell'agente di French e Raven Tra i diversi tipi di potere dell'agente due autori. In particolare negli studi di Tetlock e colleghi. le imitiamo. il potere informativo invece non dipende tanto dal come il bersaglio percepisce l'agente. ma dall'altra ci sono stati elementi in contrasto con esso. come quando i bambini più piccoli emulano le azioni dei fratelli più grandi . In conclusione quando un gruppo è coeso. di riferimento e dell'informazione. la struttura del gruppo che è isolato dai punti di vista dissidenti dal proprio creando un'assenza di comunicazione e di non avere consulenze e pareri critici. il potere dell'esperienza. Questo fenomeno si regge su alcune caratteristiche che si sviluppano maggiormente quando il gruppo è: coeso e quindi tende a rifiutare i membri dissenzienti poiché una coesione elevata favorisce il conformismo. che possono anche essere semplici sorrisi così come ingenti somme di denaro. Raven differisce anche un potere di riferimento negativo quando le persone evitano di comportarsi come le persone che loro stessi disprezzano e dai quali intendono prendere le distanze. dove il bersaglio in maniera cosciente riconosce che l'influenza esercitata dall'agente è legittima e quindi può fare ordini o prescrizioni. 6 tipi di risorse che l'agente può usare per influenzare il bersaglio. facciamo ciò che fanno loro. il potere legittimo. La persuasione. e l'Autosorveglianza dove alcuni membri del gruppo possono diventare guardiani della mente ovvero proteggere gli altri da informazioni indesiderate che potrebbero minare la fiducia o mettere in dubbio la moralità del gruppo. favorire uno scambio di opinioni e riducendo al minimo l'intervento del leader. valutati come troppo malvagi o troppo deboli. 5. Franzoi sostiene che sia possibile sostenere le tesi di Janis ma avverte anche sul fatto che è anche probabile che il funzionamento possa non essere esattamente nel modo previsto dall'autore. e di conseguenza nella seconda categoria accorpiamo il potere dell'esperienza. 4. un avvocato etcc. il potere di coercizione che riguarda le possibilità dell'agente di costringere di far accettare al bersaglio le proprie richieste. e dalla Stereotipizzazione dei gruppi esterni. la Pressione diretta sui dissenzienti che possono esprimere malcontento e indurli al conformismo. hanno sintetizzato il loro lavoro di ricerca in 6 basi di potere sociale. la guerra in Vietnam e il lancio del Challenger. che prevedano ricerche alternative e proporre soluzioni anche immaginabili tenendo sempre presente un'attenta valutazione dei pro e dei contro di ciascuna ipotesi prima di formulare la decisione definitiva. come quando un vigile fa una multa per una violazione del codice stradale. e quindi il pensiero indipendente viene soffocato e razionalizzato. tipicamente a livello fisico. oppure che deriva da norme sociali. deve prendere rapidamente una decisione e nel farlo si sente stressato. quanto piuttosto dalle informazioni che il medesimo agente trasmette ovvero una forma di influenza interpersonale. Questo potere funziona nel caso in cui le punizioni sono effettivamente possibili. Queste forme di potere possono essere distinte e classificate secondo l'influenza normativa o informativa: appartengono alla prima categoria il potere di ricompensa. vivendo così in una condizione di incertezza. stimolando l'autocritica. Il potere di ricompensa che si fonda sulla capacità da parte dell'agente di influenzare il bersaglio attraverso premi. Utilizzare tecniche di soluzione efficaci. che cosa sia la cosa giusta. ovvero una Razionalizzazione collettiva dove non viene dato credito ai vari punti di vista critici trovando giustificazioni collettive per rafforzare il consenso e non sottoporlo a verifica. facendo in modo che i partecipanti al gruppo possano sentirsi liberi di esprimere i loro eventuali dubbi e contrastando la pressione alla conformità. l'invasione della Baia dei Porci cubana. negoziazioni. usando la minaccia di una punizione nel caso venissero disattese le medesime richieste. ovvero promettere qualcosa alla persona che si vuole influenzare. l'Illusione di unanimità fondata sul meccanismo di falso consenso e forzando i dissidenti a stare in guardia pena l'esclusione. in modo da evitare che si percepisca una divergenza di opinioni all'interno del medesimo gruppo. cioè quando ci affidiamo ai consigli di persone più esperte di noi. Per l'autore il denominatore comune era che si era verificata una distorsione estrema del processo decisionale che chiamo Pensiero di gruppo o groupthink. come l'attacco di Pearl Harbour. Janis individuò otto elementi che chiamò sintomi del pensiero di gruppo (che indicava come una malattia) che appaiono quando ci si trova a far fronte a situazioni di minaccia e si cerca di mantenere un clima positivo: I primi due sintomi riguardano la sopravalutazione del gruppo e riguardano da una parte l'Illusione di invulnerabilità fatto di eccessivo ottimismo che rende ciechi nei confronti del segnale di pericolo.

. Inoltre i candidati avevano anche la caratteristica di avere elevate doti. un generale rifiuto.Il colpo basso. ovvero basse. ovvero candidati rispettivamente difficili e facili da ottenere. allora il favore verrebbe fatto. se pensano che questo sia qualcosa di raro o difficile da reperire. la seconda è quella di stimolare pensieri e ricordi positivi che a loro volta stimolerebbero un atteggiamento più favorevole verso le richieste. nel 1993. . ricerca di adepti religiosi etc. In generale la condizione primaria è determinata dallo stato d'animo della persona bersaglio. Il risultato fu che i secondi si presentarono in una percentuale elevata contro ai pochi della prima metà. . alla fine si cede all'acquisto. mentre dell'altra nessuna. A una metà veniva detto subito che l'inizio era fissato alle sette di mattina. Le richieste devono essere considerate valide dal bersaglio: una giustificazione legata al fatto di andare a divertirsi con gli amici verrebbe rifiutata in generale. negoziatori. l'impressione che gli altri si fanno di noi. il che porterebbe a un aumento delle probabilità di risposte positive. a partire dall'osservazione sistematica di quelle persone che hanno la capacità di indurre gli altri ad accettare le proprie richieste (venditori. oppure con tecniche indirette come il sorridere e annuire mentre l'altro parla: in ultima analisi adottare tutti quei comportamenti che possono infondere nell'altro uno stato d'animo positivo. come nelle relazioni tradizionali in cui le donne non mostravano il loro l'interesse verso il corteggiamento proprio per farne salire la desiderabilità. che verrebbe interpretata dalla persona bersaglio come una concessione dell'agente nei suoi confronti che lo spingerebbe a comportarsi di conseguenza ad accondiscendere alla seconda richiesta per reciprocità. Un'applicazione al mondo del lavoro arriva dagli studi di Williams e colleghi. studiò le tattiche più efficaci in grado di produrre acquiescenza negli altri. almeno il 50% accettò. Il colpo basso è stato anche confermato da una ricerca dello stesso Cialdini su studenti universitari a cui si chiedeva di partecipare a un esperimento. un optional gratuito. allora è più probabile che riesca nel suo intento. in modo tale che l'acquiescenza abbia un significato. ovvero il lodarne le caratteristiche fisico o intellettuali. lavorò direttamente in quei settori dove venivano usate le medesime strategie e realizzò un'indagine basata sull'osservazione partecipante. per influenzare un'altra persona una della strategie è quella di entrare nelle sue "grazie" e dunque di piacerle. I risultati furono che i candidati difficili da ottenere furono considerati quelli più desiderabili. e infine renderebbero meno probabile una elaborazione sistematica e critica delle informazioni. che porterebbe a tre principali facilitazioni: la prima è quella di favorire una maggiore disponibilità in diverse attività. per due ore al giorno e per due anni.Cercare di piacere agli altri. il colpo basso consiste in due fasi: nella prima si offre al bersaglio un prodotto a un prezzo sicuramente vantaggioso e una volta che ha deciso di comperare scatta la seconda fase. E' usata da quei venditori che non devono applicare un prezzo fisso.Dare l'impressione che ci sia poco tempo. l'agente dopo aver completato la descrizione di un prodotto offre unitamente anche un piccolo omaggio. .Robert Cialdini. per valorizzare l'immagine di noi stessi oltre che accrescere la capacità di ottenere dagli altri che facciano ciò che noi vogliamo: come confermato dal Potere di riferimento di French e Raven (tendiamo a fare ciò che ci chiedono le persone che ci piacciono e alle quali vogliamo somigliare) . . In un altro esperimento condotto da Cialdini veniva chiesto a degli studenti di occuparsi. anche se maggiormente quelli con alta qualificazione.. Cialdini. E' una strategia persuasiva che basa la sua ragion d'essere sul fatto che le persone tendono a valutare più positivamente un oggetto. allora devo acquistarne almeno una confezione). di qualificazione.Mettere il piede nella porta. mentre agli altri l'orario veniva dichiarato solamente dopo che essi avevano accettato. a condizione che queste appaiano ragionevoli e giuste.Questo non è tutto.Farsi sbattere la porta in faccia. in maniera tale da far apparire i candidati da una parte come persone che avevano ricevuto anche altre offerte di lavoro. sotto falsa identità.). Una maglietta scontata del 70% può ingolosire un acquisto e nonostante poi in cassa lo sconto sia solo del 20%. . Le principali sono: . Sempre sfruttando la norma della reciprocità. In pratica dopo aver risposto in maniera positiva ad una richiesta piccola (assaggiare un formaggio e riconoscerne la bontà) risulta di seguito molto difficile rifiutare la richiesta successiva anche che si presenta più impegnativa (se ho detto che è buono.Fornire delle ragioni. in modo tale che il bersaglio interpreti l'offerta come un dono nei suoi confronti che tenderà a farlo contraccambiare con l'acquisto del prodotto offerto. Le persone cercano sempre di influenzare. il cui esempio tipico è quello delle offerte promozionali o degli sconti eccezionali in cui il potenziale acquirente sente la pressione e la spinta di dover sfruttare il poco tempo dell'offerta. . E' il contrario della strategia di "mettere il piede nella porta" e consiste nello sfruttare la norma di reciprocità secondo la quale tutte le persone tendono a comportarsi con gli altri nella stessa maniera con cui gli altri si sono comportati con loro. ma se invece dichiarasse che deve tornare a casa per accudire una persona malata. Se una persone dietro di noi in fila ci chiedesse di passare davanti senza alcuna giustificazione potrebbe andare incontro a un rifiuto. L'agente parte con una richiesta iniziale piuttosto elevata prevedendone il rifiuto per poi formularne di conseguenza una molto più bassa e ragionevole. alla seconda richiesta in cui si chiedeva "semplicemente" di accompagnarli allo zoo. Sfruttando il bisogno di coerenza delle persone. Si basa sempre sul principio precedente (le cose rare valgono di più) ed è usato moltissimo nel settore commerciale. di alcuni giovani delinquenti che produsse. Essi diedero precise indicazioni a coloro che erano addetti alla selezione del personale di un'azienda. E' una strategia persuasiva che fa leva sia sul bisogno di una persona di apparire coerente sia di rispettare gli impegni presi. Questo principio si basa sul fatto che le persone bersaglio rispondano in maniera positiva se gli agenti forniscano anche una giustificazione delle loro azioni. e spesso anche di gestire. ad esempio attraverso l'adulazione.. . per il semplice bisogno di rimanere coerenti con la decisione di comperare il prodotto. come ad esempio regalare un oggetto se si supera una certa cifra. come previsto. ma nel caso in cui a cedere il posto sia un altro giovane con gli stessi valori. ovvero ci si finge ignari del fatto che l'offerta non era applicata su quale prodotto ma su un altro.Far apparire difficile da ottenere.

In tal modo il comportamento di una persona viene attribuito a caratteristiche specifiche in quella persona. Quindi lo stereotipo è costituito sia da delle conoscenze astratte sulle categorie (cosa fanno e come sono le donne) sia da individui conosciuti che appartengono alla categoria (mia madre. Un esperimento analogo con omosessuali ed eterosessuali ha confermato questo fenomeno evidenziando inoltre che la correlazione sulla scia di processi motivazionali debba essere fatta a posteriori per poter essere corretta dalla minoranza.) per poi diffonderli noi stessi quando entriamo in contatto con persone diverse. le nostre credenze e aspettative circa un gruppo sociale". Per Gordon Allport lo stereotipo è una "credenza esagerata associata con una categoria". Questo fenomeno varia in base alla motivazione. Lippman usò questo termine in riferimento al carattere rigido della tavoletta sulla quale venivano composti i caratteri tipografici (stereotipo appunto) per indicare metaforicamente la struttura rigida che utilizziamo per descrivere le categorie cui appartengono i gruppi sociali che abbiamo nella mente. oppure grazie ai Mass media (esempio lo stereotipo seducente. Per trasformare le descrizioni in indici quantitativi si usano vari strumenti come liste di aggettivi o attribuzione di tratti di personalità. le memorizziamo e le usiamo per individuare quelle esperienze simili che rientrano nella nostra categoria mentale. Modelli cognitivi degli stereotipi Gli stereotipi sono interpretati secondo differenti modelli cognitivi: Associazioni fra etichette e tratti: modello semplice ma efficace. Origine degli stereotipi Gli stereotipi non sono innati mn li acquisiamo tramite le nostre esperienze di relazioni e socializzazioni (compagni di scuola. focosa etc. mentre per Kunda (2000) si tratta di struttura cognitiva che contiene la nostra conoscenza. Le liste di aggettivi: se la maggioranza dei soggetti afferma che una categoria ha un determinato tratto. Se il giudizio viene dato dagli stessi membri del gruppo di minoranza la correlazione illusoria tende a scomparire. mia figlia. che la stima della % dei soggetti che avevano infranto la legge. Classi di esemplari noti: dalle esperienze che facciamo traiamo le caratteristiche più comuni. che evidenzia come un gruppo minoritario riceva una valutazione più negativa rispetto a quello maggioritario nonostante le azioni possiedano lo stesso grado di positività o negatività (cambia solo la variabile numerica) e il cui risultato mostra come sia sufficiente far parte di una minoranza per vedere sovrastimata la rilevanza delle proprie azioni da parte della maggioranza. casalinga della donna nella pubblicità). All'interno di un pregiudizio è possibile scorgere le credenze su un gruppo che costituirebbero lo stereotipo. La prima indagine empirica risale al 1933 ad opera di Kats e Braly nella quale venivano chiesti di descrivere dei tratti caratteristici di diversi gruppi razziali da un campione di 100 studenti. nomignoli). nel senso che i tratti dei membri più importanti riflettono l'immagine complessiva del gruppo. Schemi: un insieme di conoscenze caratterizzate da legami interpretati (come ad esempio amico di. Il fenomeno della correlazione non è universale ma deve prevedere un gruppo di dominanza. ne individuiamo gli individui più salienti. oppure attraverso meccanismi la cui funzione è quella di conquistare e mantenere l'identità sociale (barzellette. dalla cui diffusione si può studiare sia la funzione sociale degli stereotipi che lo studio su come gli stessi influenzano le norme sociali e di conseguenza i nostri comportamenti (non è chiaro se sono gli stereotipi a modificare le norme o viceversa). sono alla base dell'elaborazione delle informazioni che provengono dal mondo sociale e possono influenzare il funzionamento della mente sia sugli esiti sul suo stesso funzionamento che il relativo comportamento con gli altri. dove ad un'etichetta vengono associati i tratti (ad esempio l'italiano come persona artistica. le nostre credenze e le aspettative circa un gruppo sociale.. Per primo il giornalista Lippmann utilizzò questo termine nel 1922 usando l'espressione "immagini nella nostra testa". Nel 1978 Rothbart e Coll hanno condotto un esperimento che ha mostrato come membri di un groppo possano influenzare l'immagine collettiva: ai partecipanti vennero fornite informazioni sul 100 persone di cui 10 avevano avuto problemi con la legge. semantico (attivato un nodo ne vengono attivati anche altri. famiglia etc. Se nel gruppo di controllo veniva detto che avevano commesso piccoli reati minori. quindi le condotte di vera e propria discriminazione..Stereotipi e pregiudizi Cosa sono gli stereotipi e quali modelli esistono Gli stereotipi sono strutture cognitive (credenze e conoscenze) riferite a gruppi sociali il cui contenuto è largamente condiviso all'interno di una comunità. Ruoli sociali ed errore fondamentale di attribuzione: chi percepisce non prende in considerazione che le norme sociali influenzano il comportamento del gruppo stereotipato quindi pensa che quei comportamenti siano tipici del gruppo e non siano solo un riflesso del ruolo sociale. nel gruppo sperimentale si era specificato che si trattava di crimini violenti.). I risultati evidenziarono che il gruppo sperimentale stimò una percentuale più alta. figlio di.. Etichetta e tratto sono uniti da un legame di tipo associativo.. oppure per apprendimento sociale. Secondo Eagly e Chaiken il pregiudizio è una forma particolare di atteggiamento che indica la tendenza psicologica che viene espressa dalle persone al fine di indicare persone che appartengono a un gruppo sociale percepito come qualcosa di diverso da noi. con lo scopo di comprendere cosa nell'immagine statica descrivesse i gruppi o le categorie sociali. Misure esplicite Il metodo più semplice ed antico è quello di chiedere una descrizione verbale delle caratteristiche di un gruppo o di una categoria sociale: in questo modo è il soggetto stesso dell'indagine che in maniera cosciente fornisce contenuti dello suo stereotipo. Come si STUDIANO gli stereotipi Tipicamente gli stereotipi vengono misurati tramite l'uso di liste di aggettivi dei quali viene poi valutata la specificità per ogni categoria. Esperienza diretta: non tutti i membri di un gruppo sono ugualmente salienti da un punto di vista percettivo.). di fatto peggiorata in virtù della maggiore rappresentatività dei soggetti che avevano commesso crimini più violenti. La definizione attuale vede gli stereotipi come "strutture cognitive che contengono la nostra conoscenza. ovvero connessionismo)... Gli stereotipi sono considerati sia come un fenomeno individuale che collettivo: i primi risiedono nella testa delle persone. con la quale intendeva un'immagine semplificata dell'aspetto e del comportamento di altre persone.. i secondi sono una base comune di conoscenza e possono essere veicolati tramite le comunicazione linguistica. trascurando le condizioni sociali nelle quali la persona stata osservata (ad esempio dire rabbino a un ebreo perché si pensa che siano attaccati ai soldi e non dovuti a condizioni storiche) Nel caso di apprendimento sociale le caratteristiche si apprendono per imitazione (tifosi). Un altro effetto è quello della Correlazione illusoria.) che ci guidano nelle nostre interazioni sociali e permettono il recupero di informazioni della memoria a lungo termine. allora vuol dire che è reale che lo stesso . tipo i mass media. La creazione degli stereotipi nella memoria lungo termine avviene in due modi: per esperienze dirette attraverso esperienze personali con membri di gruppi discriminati. E' possibile farlo con misure esplicite o con priming semantico. La variabile dipendente era costituita sia dall'immagine globale del gruppo di 100 persone.

una descrizione molto più positiva di quanto non sia in realtà. una ad una su uno schermo. e il secondo è che un legame semantico comporta una facilitazione nell'immissione delle risposte. tendono a raccontare le opinioni condivise e non i propri contenuti di pensiero.. Effetto Stroop L'effetto Stroop si basa sul verificare in che colore è scritta una parola facendo uso dell'informazione ridondante. Ryan. in maniera tale da poterne osservare il comportamento. Chi è sottoposto alle domande dell'intervistatore tende a conformarsi. L'attivazione del prime semantico quindi ha portato alla luce aggettivi del tipo "demente" che difficilmente sarebbero emersi in maniera consapevole. poiché entrambi i processi sono in competizione in quanto si basano sulla stessa quantità di risorse di elaborazione. e la dispersione (la variabilità della distribuzione di una caratteristica attorno al valore di tendenza centrale. Queste 3 caratteristiche caratterizzano lo stereotipo di ciascun gruppo sociale. ovvero sottosoglia. sia di descrivere in modo questa è rappresentata all'interno del gruppo. Se dovessimo mostrare una foto di un nero sorridente a due soggetti in cui uno fa largo uso di stereotipi e l'altro molto meno. Sulla base di questo fenomeno è possibile attivare in sottosoglia. Una logica analoga guida l'impiego di ricerca basata sulla generazione di tratti su questionari standardizzati Distribuzione di caratteristiche peculiari: sono inchieste in cui viene chiesto ai soggetti sia di individuare le caratteristiche descrittive di un gruppo. esempio: la perversione dei pedofili ha poca variabilità = tutti pedofili sono altamente perversi). oppure possono avere una certa interferenza tra di loro. di cui la prima sottosoglia. e comportano.. mentre il compito sarà meno disturbato in chi fa poco uso di stereotipi poiché non "ingolferà" i propri processi di pensiero con l'automatizzazione del processo automatico di stereotipizzazione. cioè si rifiutava di pagare l'affitto fino anche l'appartamento non fosse stato ridipinto. Effetto sperimentatore: è la tendenza a rispondere in modo tale da non scontentare lo sperimentatore (variante della desiderabilità sociale). e chiedessimo loro che tipo di espressione ha la persona nella foto. Più una persona utilizza gli stereotipi per descrivere gruppi esterni. a livello di contenuti reali. Effettiva possibilità di descrivere i processi del proprio pensiero: la persona dovrebbe staccarsi da se stessa. L'esperimento di Perdue e Gurtman (1990) riguarda la modalità di decisione negativa o positiva rispetto al target. Un esempio è dato dal colore della pelle. Attraverso questo effetto è possibile indagare sulla struttura e sul funzionamento degli stereotipi. come formulare previsioni o giudizi. e dall'altra ci sono compiti da svolgere in maniera strategica. osservare il proprio pensiero e descriverlo all'intervistatore. in modo tale da preattivare una risposta più rapida e legata agli aggettivi tipicamente legati alla figura dell'anziano. Questo evidenziava in maniera lampante che era stato possibile preattivare il concetto di aggressività. per esempio in processi simili quando viene analizzata la stessa sorgente di informazione e quindi è richiesta di allocare in maniera ottimale la risorsa cognitiva. vedremmo due differenti velocità di risposta: la persona che è solita usare stereotipi nei processi di pensiero impiegherà molte delle risorse sottratte dall'elaborazione automatica dello stereotipo che verrà innescata alla comparsa di un individuo di pelle scura e tarderà la risposta. e quindi a spingersi verso le aspettative dello sperimentatore. Appaiono due parole in sequenza. Marcel 1983 era riuscito a capire che anche riducendo la permanenza del prime e del SOA a tempi brevissimi. Park e Judd nel 1996 hanno postulato 3 rappresentazioni dello stereotipo: Una tendenza centrale (riguarda il grado di polarizzazione del giudizio medio. Nella prima fase si presentava ai partecipanti una lista di parole rapidissimamente. spesso si scopre che questa parola è legata a termini negativi. al fine di innescare un processo automatico di elaborazione: da una parte ci sono processi iper-appresi tale per cui certe informazioni non possono essere né ignorate né bloccate poiché partono senza controllo. sviluppata in tre fasi. Questo paradigma prevede che gli stimoli veicolino delle informazioni in realtà ridondanti durante l'esecuzione di un compito. e dove entrambe erano suddivise in 3 caratteristiche positive e 3 negative. Problemi delle misure esplicite: questo modo di misurazione presenta alcuni problemi: Desiderabilità sociale delle risposte: è la tendenza a fornire risposte che sono socialmente desiderabili e che non urtano nessuno. la valenza (inerente al grado in cui il giudizio del gruppo riguarda caratteristiche positive o negative). sia possibile stimare le risorse che questo processo sottrae al compito strategico. ovvero la lettura del significato della parola stessa sottrae risorse al compito di denominazione del colore per il semplice fatto che di fronte a una parola sia impossibile non leggerla e ciò ne influenza il compito strategico. sotto controllo cosciente. Agli occhi dei partecipanti apparivano come fossero dei flash e il loro compito era semplicemente di dire in qualche parte dello schermo comparivano. ma che non veniva necessariamente descritto con un atteggiamento aggressivo. mentre il giudizio non variava in tutte le scale che non avevano avuto a che fare con l'aggressività. I risultati avevano mostrato come le persone a cui era stato preattivato il concetto di aggressività giudicavano Donald aggressivo sia per le caratteristiche negative che positive. Priming semantico Il priming semantico si basa su due aspetti: il primo sulla presentazione di 2 parole in rapida successione per poi chiedere l'esecuzione di un compito relativo alla parola presentata per prima con una modalità temporale rapidissima. (esempio omosessuali come estroversi) Maggiore è l'accordo su un tratto. Interferenza tra processi La mente è in grado di gestire in parallelo una certa serie di processi che possono andare in canali totalmente distinti. Le frequenze di scelta e gli indici di concordanza vengono utilizzati per definire i contorni dello stereotipo. ovvero all'80.. per esempio indicandoli come persone sagge. A cosa SERVONO gli stereotipi . Nella seconda fase leggevano una storia il cui protagonista. al 20 allo 0 %. di fatto. ovvero dopo l'attivazione sottosoglia dello stereotipo. e più questo medesimo processo sottrae risorse al compito in competizione. Se a livello esplicito il giudizio sulle persone anziane è generalmente positivo. rispettivamente vecchio e demente. il fenomeno si sarebbe verificato lo stesso. L'attivazione in memoria semantica è agevolata se quel nodo è già stato attivato dalla parola prime. degli sperimentatori Bargh e Pietromonaco (1982). Il paradigma postula che modificando l'informazione che innesca il processo automatico. come figure di riferimento etc. aveva un comportamento ambiguo. Se per esempio la seconda parola presentata è "giallo" ed è preceduta dalla parola sottosoglia "sole" che nella nostra memoria semantica viene attivata in maniera associativa. Caricare in nodi stereotipici in modo tale da farli perdurare per un certo lasso di tempo era l'idea. Donald. In questi esperimenti le parole vengono presentate in successione intervallate da un tempo brevissimo chiamato SOA. contenenti parole legate al concetto di aggressività in differenti percentuali. più è probabile che quel tratto sia un effettivo descrittore di quello che è lo stereotipo di quel gruppo sociale.tratto è caratteristico nell'immagine pubblica di questo gruppo sociale. Nella terza fase i partecipanti venivano coinvolti nella valutazione della personalità di Donald attraverso 12 scale. di cui 6 connesse al concetto di aggressività e 6 no. piuttosto che verde è un colore se questo è preceduto dalla parola sole che non possiede nessuna attivazione associativa di tipo semantico: sole attiva giallo ma non verde. Autori come Niesbeth e Winston hanno messo in luce che le persone che fanno operazioni di questo genere. ovvero quanto artistici sono gli italiani?). gli stereotipi senza che i soggetti siano a conoscenza dell'attivazione stessa. la velocità di risposta sarà minore per decidere se giallo è un colore.

Wegner (1992) introdusse il Concetto di monitor.). questo viene utilizzato per forza nel caso in cui scarseggiano le risorse cognitive. L'altra metà invece vedeva un'esposizione di parole connesse allo stereotipo solo per circa il 20%. anche senza la consapevolezza della persona. veniva istruita a non essere sessista. la cui rievocazione è facilitata dalla associazione e dal legame delle informazioni stesse. in cui i partecipanti venivano stimolati da contenuti di tipo sessista durante il completamento di frasi tendenziose. all'altra metà invece erano volti europei. seguita dalla fase strategica di inibizione dei contenuti. Si ebbero due risultati: il primo è che risultavano più ostili coloro che erano stati esposti ai volti afroamericani. Prima però gli stessi partecipanti erano sottoposti ad una lista di 100 parole presentate ognuna per non più di 80 millisecondi. conservati in memoria). Nel gruppo sperimentale compariva anche l'informazione stereotipata che la persona descritta era uno skinhead inglese. mentre all'altra non veniva data nessuna istruzione in merito. Patricia Devine nel 1989 ha realizzato una delle prime ricerche in cui è stato evidenziata la possibilità di un'attivazione di tipo automatico di uno stereotipo. il fatto di sapere che appartengono a una determinata categoria sociale ci potrebbe aiutare a capire con chi "abbiamo a che fare": lo stereotipo ha proprio la funzione di completare il quadro delle informazioni di cui si ha bisogno per poter pianificare il nostro comportamento (compresi anche quelli negativi o non allineati con la realtà. si avvia un processo di tipo strategico che attiva dei distrattori (tieni la bocca chiusa. In altre parole la semplice esposizione subliminale è in grado di attivare l'intero stereotipo che ha come tratto centrale l'aggressività sia la persona influenzata dalla fotografia. sia il partner che era esposto solamente alla condotta ostile del proprio compagno che lo porta a reagire in maniera ostile. A una metà la lista esposta conteneva circa l'80% di parole legate allo stereotipo di afroamericano. Tramite un noiosissimo compito sull'individuare il giusto numero di cerchi che apparivano su un monitor. I risultati della ricerca hanno confermato che coloro i quali erano stati esposti alla lista con maggiore percentuale di parole stereotipate si era verificata un'attivazione dell'intero stereotipo ivi compreso quello legato all'aggressività. soprattutto se le conosciamo poco. e che lo stimolo associato allo stereotipo attivi il costrutto presente in memoria. Il suo presupposto è che è impossibile vivere in una società senza conoscerne gli stereotipi condivisi (barzellette. La persistenza e la salienza degli stereotipi possono avere due tipi di spiegazione: una più cognitiva e l'altra più di ordine sociale. Dopo ben 130 prove a causa di un fittizio errore si diceva ai partecipanti che era necessario rifare il compito.Gli stereotipi possono certamente irrigidire le interazioni sociali. Le persone esposte ai volti dei afroamericani avevano evidenziato una reazione significativamente più ostile. ovvero non sessista e senza fretta. mentre chi usava il monitor per non essere sessista ma non aveva risorse (il tempo dato) risultavano i più sessisti. ritmo. Nell'esperimento di MacRae. Ricerche simili le hanno condotte anche Bargh. in quanto schema. risultato evidente dal fatto che queste persone bersaglio si erano mostrate decisamente più ostili rispetto all'altra lista più neutra. Possibilità di CONTROLLO del processo di stereotipizzazione Il modello della Devine sul funzionamento degli stereotipi prevedeva un tipo di inibizione attivo dei contenuti del pensiero non desiderato. cioè non individuabili dai soggetti che invece percepivano dei semplici fasci di luce. Inoltre la persona da descrivere tramite i tratti non era identificata in termini di etnia. una volta attivato lo stereotipo. mentre quelli di Bargh. Una parte. i partecipanti tutti non afroamericani. La capacità dello stereotipo di essere un valido strumento per ottimizzare la distribuzione delle risorse è stato ampiamente comprovato.. A metà coppie i ritratti erano di afroamericani. Quindi.. ma svolgono anche tutta una serie di funzioni molto importanti sia per la persona che per il contesto sociale in cui l'individuo agisce. venivano sottoposti a una presentazione subliminale di una foto che veniva mostrata a una metà di soggetti di origine afroamericana. Venivano poi registrati e valutato da sperimentatori all'oscuro della motivazione della ricerca. Quando si attiva uno stereotipo che non è desiderato. Si concluse che l'uso dello stereotipo aiuta il processo nmestico. dove però un membro dei due era stato precedentemente sottoposto alla visione subliminale di foto di persone. negro etccc che non erano collegate direttamente all'aggressività. pensa ad altro etc. Gli stereotipi come strumenti cognitivi Quando dobbiamo pianificare incontri o gestire interazioni con le persone. mass media. Le ricerche della Devine hanno messo in evidenza come lo stereotipo automatico possa influenzare i processi cognitivi. Milne e Bodenhausen (1994) ai partecipanti veniva chiesto di svolgere due compiti in contemporanea a partire da sue importanti assunti: il primo riguarda il fatto che le risorse sono variano nelle persone e sono in ogni caso limitate. soprattutto per il fatto che sembrano sostenere l'inevitabilità dell'attivazione e dell'applicazione degli stereotipi. cioè la modalità di guardare nella memoria di lavoro con automatismo e ciclicità. La mancanza di risorse cognitive può rendere inefficace la fase di inibizione. Quindi la ricerca dimostra che il modo in cui interpretiamo i comportamenti di un'altra persona può essere influenzato dallo stereotipo il quale può insinuarsi senza che ce ne rendiamo conto. .. Per Devine e Monteith (1999) il tema della controllabilità degli stereotipi deve tenere conto di alcuni importanti fattori a partire da tre temporalità differenti: successivamente all'attivazione per poter sostituire la risposta stereotipata con un'altra che sia basata sull'elaborazione più accurata. Le variabili erano sia il numero di tratti che venivano ricordati in maniera esatta e il numero di risposte corrette sul brano ascoltato. I compiti riguardavano la formazione di impressione di personalità dove da una parte veniva letto loro un brano tramite una cuffia ben sapendo che poi dovevano rispondere a domande in tema con l'ascolto. e secondo ne rimanevano colpiti anche i loro partner nonostante non fossero stati esposti alle foto. mentre nel gruppo di controllo il riferimento era omesso. oltre che più aggressive loro stesse. I risultati mostrarono che solo nel gruppo sperimentale si riscontrò una elevata performance sul ricordo dei tratti ricordati proprio perchè lo stereotipo. quello degli afro-americani in particolar modo. possa essere attivato anche dalla semplice presentazione subliminale di un volto. e la relativa ostilità. Le persone che hanno un elevato pregiudizio sono quelle che presentano una maggiore coerenza tra stereotipi ed opinioni personali. ghetto. Ci sono due fasi distinte: la prima è quella del monitor di attivazione automatico e dunque non dispendioso. Chen e Burrows (1966) dimostrando come lo stesso stereotipo sui afroamericani. la quale caratteristica era invece riconosciuta come un tratto centrale dello stesso stereotipo. Sempre Bargh e Chen hanno portato avanti un altro esperimento di gioco di coppia il cui scopo era quello di indovinare una lista di parole. era intervenuto sia nella fase di codifica delle informazioni prese dalla memoria a lungo termine. ed inoltre ad alcuni erano lasciati 10 secondi (minor risorse) per rispondere mentre altri non erano sottoposti ad alcuna restrizione temporale. sotto l'occhio di una telecamera che avrebbe registrato i comportamenti in seguito analizzati da sperimentatori che non erano al corrente dello scopo della ricerca.) in modo tale da mettere in atto una serie di strategie che liberano la memoria per questi contenuti indesiderati.. ed è questa la ragione per cui sono utilizzati in egual misura da chi condivide e da chi apertamente li disapprova. ripreso da altri autori per comprendere come questo potesse avvenire e in quali condizioni. Processi AUTOMATICI di stereotipizzazione Più gli stereotipi vengono utilizzati e maggiormente il loro uso diviene automatico. I risultati hanno mostrato che chi possiede risorse adeguate e una motivazione nel bloccare gli stereotipi otteneva un punteggio basso. Queste ricerche hanno destato molte preoccupazioni. mentre e all'altra di origine europea. L'esperimento consisteva nel chiedere ai partecipanti di fornire un'impressione su una persona sulla sola base di una descrizione composta da una serie di azioni compiute e valutate in termini di maggiore o minore ostilità. e la seconda che se le stesse risorse sono destinate a un compito non possono essere impiegate per un altro. Un altro esperimento riguarda la compilazione di un questionario sul machismo condotto nel 1993. mentre contemporaneamente apparivano su uno schermo una serie di tratti descrittivi di una persona. Chen e Burrows davano un lampante esempio di come tale attivazione influenzasse il comportamento. ovvero pigro.

non ne vogliono adottare un comportamento ritenuto indesiderabile o potenzialmente rischioso a livello sociale. Il Bis quindi produrrebbe un rallentamento del comportamento in atto. In questo modo l'esperienza associata a qualcosa di sgradevole risulterà un espediente tale per cui prima di applicare di nuovo la stessa risposta ci "penserà su due volte". oppure no. Devine quindi concluse che l'attivazione automatica degli stereotipi prevalenti in una cultura riguardano indipendentemente tutte le persone al di là se a livello cosciente condividono o meno lo stereotipo. Devine e Monteith (1999) hanno proposto un Modello di autoregolamentazione grazie al quale è possibile è possibile un controllo di tipo automatico capace di agire a livello di interruzione o inibizione completa della stessa attivazione. Differenze individuali nell'attivazione automatica degli stereotipi Devine ha sostenuto che non esistono differenze individuali rispetto all'influenza degli stereotipi nel senso che l'attivazione è automatica per tutti. o ancora quelle condizioni che rendono interdipendente la relazione con la persona che fa parte del gruppo stereotipato: queste condizioni accrescono la motivazione e inducono a una risposta più accurata. però. e infine deve sussistere una motivazione sufficiente. che consentirebbe da una parte l'interruzione dell'attivazione dello stereotipo. una volta consolidato. I risultati avevano indicato che nella prima prova non emersero significative differenze tra i livelli di pregiudizi dei partecipanti e quindi si era attivato lo stereotipo e il concetto centrale di ostilità indifferentemente in tutti i soggetti. quanto la presentazione sottostimolo di fotografie di afroamericani potesse ridurre o meno il riconoscimento di parole negative o positive rispetto a soggetti in condizioni normali (senza stimoli subliminali): ovvero quanto maggiore può essere l'effetto di facilitazione prodotto. mentre la seconda consisteva nell'elencare tutti i pensieri che venivano in mente se si consideravano cittadini afroamericani. aveva l'interesse di screditarne la fonte per evitare un impatto negativo sulla valutazione della propria stima e quindi di non ostacolarne l'attivazione. Va da sé che il numero dei completamenti connessi al medesimo stereotipo rappresenti una misura della sua stessa attivazione. Nelle sue ulteriori ricerche sempre sulle persone afroamericane. Nel frattempo un altro gruppo di partecipanti osservava un soggetto che riceveva la stima negativa o positiva da parte dell'afroamericano. Per evitare uno stereotipo già attivato si possono usare varie strategie: la ricerca di informazione aggiuntiva che permette di indagare su aspetti specifici della persona sotto il tiro dello stereotipo (richiede però uno sforzo e tempo). in termini di tempo. Di fatto diverse ricerche dimostrano che le persone (circa 80%) si rendano conto di reagire in base a pregiudizi valutati però come non giusti. sostituire direttamente la risposta coerente con lo stereotipo con un'altra di tipo egualitario con la condizione che sia chiaramente individuabile. Sinclair nel 1998 ha evidenziato come i fattori motivazionali possano inibire l'attivazione degli stereotipi e lo ha fatto con un esperimento. correzione della risposta fondata sullo stereotipo che dipende. Questo modello sarebbe anche facilmente applicabile nella vita quotidiana e non richiederebbe. prima dell'attivazione tramite la prevenzione dell'attivazione stessa. Coloro che invece si erano limitati all'osservazione non avevano nessun interesse nel difendere o screditare la fonte e quindi non sussisteva nessuna motivazione per impedire l'attivazione dello stereotipo. poiché era empiricamente già stato confermato come le reazioni affettive positive rendessero più veloce il riconoscimento di parole positive mentre reazioni affettive negative permettessero un più rapido riconoscimento di parole negative. Così nel 1989 dopo aver distinto i partecipanti in base al livello di pregiudizio. come ad esempio la salienza di alcune norme sociali che riflettono la non appropriata manifestazione di stereotipi nonché dei pregiudizi. contrariamente a chi. Ad esempio se in un centro commerciale nordamericano una persona bianca vedendo una persona nera le si rivolga pensando che fosse una commessa e scoprendo che non lo è. Inoltre le confermate ipotesi dei ricercatori portarono a concludere che ricevere una valutazione positiva portava a non avere l'interesse nello svalutare la fonte che lo aveva valutato. i cui partecipanti (tutti bianchi) ricevevano una valutazione delle lo prestazioni da un collaboratore afroamericano dello sperimentatore. Questo modello fa leva sul fatto che le risposte che discendono dall'attivazione automatica dello stereotipo possano essere in grado di produrre danni all'immagine della persona.durante il corso dell'attivazione stessa in modo tale da provocarne un'interruzione e poter così dare inizio a un processo controllato. aveva cercato di suddividere i partecipanti in coloro che avevano una alto pregiudizio con quelli che ne avevano uno basso o nullo. oppure gli espliciti inviti nel non usare gli stereotipi. nella valutazione negativa. usò la già sperimentata misurazione basata sulle reazioni affettive automatiche per differenziare i livelli di pregiudizio. In una seconda fase colori i quali avevano ricevuto la valutazione erano portati a credere di essere impegnati in un compito di semplice completamento di parole a partire da frammenti che potevano contenere. I soggetti erano divisi a metà nel ricevere una valutazione che poteva essere 50% negativa o 50% positiva. e dall'altra stimolerebbe la produzione di una risposta accettabile per gli standard personali. Fazio usò l'induzione della reazione affettiva tramite il metodo della sublimazione e ne misurò. che contestò i risultati della Devine per l'inadeguata scala di razzismo usata. possa portare in una sorta di reazione naturale e immediata che renderebbe automatico il processo di inibizione. Russel Fazio. In altri termini il risultato di un processo automatico può essere inibito. altrettanto maggiore . nessuno sforzo né l'utilizzo di particolari risorse cognitive. in secondo luogo è fondamentale avere disponibili delle risorse cognitive senza le quali non si riesce nella sostituzione della risposta accurata su quella coerente con lo stereotipo. mentre nella seconda prova i partecipanti che avevano evidenziato un basso razzismo erano quelli che indicavano anche un basso e significativo minor numero di tratti negativi e un numero maggiore di quelli positivi. e per far ciò aveva utilizzato una nuova scala di razzismo moderno in grado di captare anche forme sottili di discriminazione razziale in cui non erano contenute affermazioni che in maniera diretta ed esplicita si riferivano a reazioni ostili nei confronti degli afroamericani. dall'essere consapevoli della distorsione che comporta lo stereotipo e ne riconosca direzione e intensità. Esistono tre modalità per riuscire ad evitare quelle informazioni che derivano dallo stereotipo attivato automaticamente: in primo luogo è necessaria la consapevolezza dell'attivazione dello stereotipo. e sopprimere i pensieri che dallo stereotipo derivano con altrettanti con il rischio paradossale di aumentare l'accessibilità agli stessi pensieri stereotipati. Un'altra caratteristica del modello dell'autoregolamentazione si fonda sul concetto che una persona che ha interiorizzato il senso ugualitario e fa un'esperienza negativa utilizzando una risposta stereotipata. Questo modello si basa sul modello di autoregolamentazione di Gray secondo il quale una risposta discrepante rispetto ai propri standard è in grado di attivare il "sistema di inibizione comportamentale". grazie alla pratica fatta dall'interruzione quindi dell'attivazione automatica dello stereotipo in quei contesti simili all'esperienza iniziale avuta. e dove chi possiede un basso livello di pregiudizio può solamente controllare o inibire il manifestarsi dello stereotipo a condizione di essere cosciente della stesse manifestazione. La motivazione è stimolata da fattori situazionali. L'aspetto più innovativo e interessante di questo modello proposto dai due autori conduce. percepisce il senso di colpa come una punizione. Il fatto di poter controllare o meno gli stereotipi si intreccia con il complesso tema della relazione tra processi automatici e quelli controllati. detto BIS che porterebbe all'identificazione di quegli elementi che in un futuro potranno agire come indicatori di rischio di punizione. ovvero una prova esplicita di esibizione dello stereotipo. Inoltre i fattori situazionali tendono a far evitare la risposta allineata con uno stereotipo già attivato anche in quelle persone che nonostante lo condividano. commetterebbe una gaffe e di conseguenza sentirsi imbarazzata (è apparsa come una persona con pregiudizi e priva di tatto) o in colpa (ha avuto un comportamento riprovevole in contrasto con i propri principi morali). In effetti Monteith e Walter (1998) hanno evidenziato che le persone che hanno un basso pregiudizio esperiscono emozioni più negative ed intense per le proprie risposte stereotipate rispetto a chi ha un livello alto. dei termini connessi allo stereotipo legato allo stereotipo dell'afroamericano. li sottopose a due differenti prove sotto l'effetto del priming: la prima avrebbe attivato una impressione di una persona con comportamenti ambigui e riconducibili nei termini dell'ostilità e che quindi avrebbe permesso di rilevare in maniera automatica e indiretta l'attivazione dello stereotipo. I risultati mostrarono che i partecipanti che avevano ricevuto una valutazione positiva esibivano un numero significativamente inferiore rispetto a tutti gli altri partecipanti. a condizione di avere disponibilità di risorse e se il soggetto è motivato nel farlo. ma piuttosto avrebbe avuto motivazioni per inibire l'attivazione dello stereotipo.

mentre dall'altra gli stessi completamenti sotto il sovraccarico cognitivo non erano variati in base all'appartenenza etnica dell'assistente. Riferendosi agli americani di classe media propose 4 distanze o zone spaziali: La distanza minima (fino a 45 cm) caratterizzata dalle relazioni d'amore o di lotta. Radice antropologica e sociologica L'interesse degli antropologici è indirizzata alla struttura della comunicazione non verbale tra individui di differenti culture. La conclusione di questi esperimenti ci portano a fare due considerazioni: la prima evidenzia come l'attivazione automatica degli stereotipi non sia sempre e comunque inevitabile. la metà rimanente era impegnata in un compito di memorizzazione di un numero a otto cifre durante il completamento delle parole. I risultati indicarono che coloro che avevano un elevato pregiudizio erano stati sia meno amichevoli che meno interessati rispetto a coloro che avevano un basso pregiudizio. con quelli con bassa facilitazione. A dire il vero recenti ricerche ridimensionano questa visione asserendo che le persone riconoscono le emozioni non solo dal volto ma anche dagli elementi che sono presenti nel contesto ove l'espressione stessa si manifesta: una stessa espressione del volto può avere differenti interpretazioni in base alla cultura nella quale viene espressa. Inoltre Spencer e colleghi nel 1998 confermarono come il sovraccarico fosse in grado di bloccare anche l'attivazione automatica dello stereotipo sulle persone afroamericane. coloro che vivevano nei tipici quartieri della cultura di origine gesticolavano di più rispetto a coloro che si erano assimilati nel tessuto sociale. Nel 1941 Efron verificò le credenze comuni su ebrei ed italiani riguardo la loro maggiore capacità di gesticolare rispetto ai cittadini nordeuropei. e di sottoporli inizialmente alla compilazione di una scala di razzismo moderno. Diverse ricerche hanno confermato che l'espressione del volto è definita e riconosciuta anche in culture distanti tra loro. come conseguenza. Mentre metà dei soggetti dovevano affrontare questa prova. e inoltre gesticolavano di più mentre parlavano la loro lingua piuttosto che in inglese. Una linea di ricerca importante fu quella condotta da Hall sull'uso della distanza personale che lui chiamo "la dimensione nascosta" (hidden dimension). Trattando le radici sociologiche non si può non nominare Mead che vedeva l'interazione sociale come una "conversazione di gesti" grazie ai quali le persone potevano arrivare a capire sentimenti. i gesti. L'esperimento consisteva nel coinvolgere i partecipanti a ricomporre parole i cui frammenti erano presentati mediante un filmato nel quale un'assistente asiatica o bianca tenevano in mano dei cartoncini sui quali erano stampati i frammenti di parole. Uno di questi prevedeva l'interazione con un finto ricercatore afroamericano il cui comportamento di ogni singolo partecipante sarebbe poi stato valutato in termini di atteggiamento amichevole e di reale interesse. sorpresa e disgusto. come l'espressione del volto. e successivamente a una serie di compiti grazie ai quali si sarebbero potuti manifestare i pregiudizi. felicità. giudicata da Fazio e colleghi come una misurazione troppo esplicita e quindi inutilizzabile in contesti dove. I risultati evidenziarono due importanti aspetti: da una parte come i partecipanti esposti all'assistente asiatica avessero realmente formulato un numero maggiore di completamenti coerenti con il relativo stereotipo. dentro il quale le emozioni vengono viste come veicoli degli stati emotivi come denominatore comune a tutte le culture e sviluppare per la loro importanza in termini di sopravvivenza. decise di dividere in due i soggetti. in modo tale da generare una condizione di sovraccarico cognitivo.. come ad esempio il sorriso vissuto come un segnale positivo nelle culture occidentali ma diversamente in alcune culture asiatiche. . esibiti in situazioni dove non è presente l'intenzione esplicita di non voler comunicare ad altri le proprie emozioni. nonostante non si correlasse con la scala di razzismo moderno. come ad esempio la non consapevolezza o la non intenzionalità. Influenzato dall'interazionismo simbolico Goffman ha sviluppato un'analisi in cui gli elementi non verbali concorrono alla negoziazione sia delle identità. compiamo uno scambio dinamico di informazioni. e dalla reciproca percezione degli odori. l'espressione di pregiudizi era vista come una forma scorretta. che svolgono la funzione di esprimere le emozioni oppure manifestare atteggiamenti ed esibire tratti della personalità. La maggiore comunicazione porterebbe a un controllo del comportamento degli altri e quindi di sopravvivere. sia nel definire le situazioni quotidiane di interazione. polite = educato). Esperimenti sul sovraccarico cognitivo nell'attivazione automatica dello stereotipo Una linea di ricerca si era interessata ai quei fattori che potevano sia ridurre l'inevitabilità dell'attivazione automatica degli stereotipi e sia. e dall'altra con coloro che invece vivevano in differenti zone della città. mostrare come anche la stessa attivazione producessero uno sforzo cognitivo. Fece una ricerca in cui confrontò italiani ed ebrei di New York che. Con il termine "espressività" si intende il grado di facilità con cui i sentimenti delle persone possono venir letti grazie ai comportamenti espressivi non verbali. il numero di completamenti avrebbe rappresentato la misura dell'attivazione dello stesso stereotipo. e dove. sia da permettere la costruzione di vocaboli non connessi allo stesso stereotipo. Questa distinzione ha la caratteristica di essere applicata anche per effettuare confronti con differenti culture. Le abilità sociali non verbali focalizzano l'attenzione sulla comunicazione di emozioni e come tale l'abilità interagisce nell'ambito. oppure POLI_E. dagli sguardi ravvicinati. rice = riso in inglese.risulterebbe la reazione affettiva negativa indotta dalla presentazione di fotografie di persone afroamericane. ovvero tra coloro che avevano manifestato una elevata facilitazione e quindi elevato pregiudizio. e corrispondenti a 6 emozioni di base: rabbia. L'autore dopo aver osservato che tutti i partecipanti bianchi si differenziavano tra di loro per l'ampiezza manifestata dall'avvenuto effetto di facilitazione (reazione affettiva negativa). ad esempio. mentre la seconda denuncia come la messa in moto del medesimo processo richieda realmente uno sforzo cognitivo e dove un eventuale sovraccarico ne possa bloccare l'attivazione. di conseguenza. La comunicazione NON verbale Nella vita quotidiana abbiamo a disposizione varie modalità attraverso le quali basiamo le nostre impressioni. i pensieri e le emozioni dell'altro e di conseguenza poter orientare il proprio comportamento. Radice biologica Il primo contributo arriva sicuramente dalla pubblicazione di Darwin nel 1872 L'espressione delle e mozioni nell'uomo e negli animali. ovvero quanto la presenza dell'assistente asiatica o bianca potesse innescare lo stereotipo medesimo. come ad esempio tra Nord e Sud d'Italia. Gilbert e Hixon nel 1991 studiarono gli effetti in condizioni di sovraccarico cognitivo. da una parte vivevano a contatto con i membri tipicamente della propria cultura di origine (Little Italy o Jewish Lower Est Side). dove la distanza che consente il contatto verrebbe mantenuta come "personale" al Nord e diversamente come "intima" al Sud. la posizione del corpo. lo sguardo etc. paura. ma anzi ci portano a vedere che debbano soddisfare alcune condizione che definiscono il medesimo processo automatico.. La distanza pubblica (da 360 cm in poi) che consente da parte di terzi di osservare ed ascoltare l'interazione sociale e dove tipicamente si fa un grande uso dei gesti. I risultati descrissero che esisteva una significativa influenza nei gesti da parte sia della cultura che della lingua. tristezza. Metà dei frammenti erano stati creati in modo tale sia da elicitare il completamento connesso allo stereotipo di origine asiatica (come ad esempio la parola RI_E. La distanza personale (da 45 a 120 cm) contrassegnata da discussioni private che consente anche lo studio del volto ma non di quello del corpo. La distanza sociale (da 120 a 360 cm) identificata come area in cui avvengono la maggior parte di discussioni diadiche che diventano via via più formali con l'aumentare della distanza. Di conseguenza la misura di pregiudizio basata sulla reazione affettiva automatica si era rivelata un misura in grado di poter prevedere atteggiamenti legati all'espressione del medesimo pregiudizio.

Nel secondo livello si tratta della trasmissione di aspettative che si hanno durante l'interazione con persone che appartengono alle categorie associate a uno stereotipo negativo. sia di regolarle rispetto alle norme vigenti all'interno della cultura in cui i soggetti sono inseriti. Secondo Leary (1995) in base alle diverse situazioni. in cui l'imitazione reciproca e il contagio dei segnali altro non sarebbero che il risultato di un adattamento filogenetico ricolto alla comunicazione degli stati affettivi e motivazionali. I risultati hanno rivelato che quando la persona afroamericana era a colloquio. Word. velocità e volume della stessa comunicazione. e di cui ignorassero che le persone intervistate erano in realtà dei collaboratori allenati specificamente per rispondere in maniera standard. le cui ragioni sarebbero le seguenti: I segnali non verbali veicolano le informazioni socio-emotive in maniera più facile ed è altrettanto più comodo rispondere con segnali non verbali. quelli che trasmettono il calore affettivo degli insegnati dipendono dalla sofistificazione cognitiva e linguistica dei loro stesi allievi. sono state somministrate delle diapositive a dei soggetti in grado di suscitare delle reazioni emotive e contemporaneamente venivano registrati. quindi discriminanti. In ultima analisi i segnali non verbali subiscono l'influenza che derivano da come vengono gestite le impressioni. ad esempio. Diverse ricerche hanno indicato che anche la sola presenza di un'altra persona influenza il comportamento non verbale. seppur riguardi solo livelli medioalti di competenza. anche i loro volti con delle videoregistrazioni. quelli presenti nelle relazioni intime sono diversi da quelle di amicizie casuali o di quelle di incontri con sconosciuti. Nei casi di vera interazione è possibile osservare una progressiva convergenza nello stile della comunicazione. poiché quanto più una persona è espressiva. Le donne. passando dal "controllo preattenzionale" e dal "Controllo consapevole". dovevano simulare una situazione di intervista di selezione. Inoltre il controllo incrementa con l'età ed è maggiore quando la motivazione è moderata. le persone possono avere differenti livelli di consapevolezza rispetto a che tipo di impressione si fanno gli altri di loro. tanto più viene percepita in modo più positivo nel corso dell'interazione. gli intervistatori oltre a mantenere una maggiore distanza fisica. possa indurre anche in persone bianche. rispetto agli uomini pare posseggano maggiori capacità nel riconoscimenti di espressioni del volto spontanee. oppure quando chi sta fingendo ha una forte motivazione tale per cui finge in maniera esagerata. possiedono una base biologica che fa si che essi siano di natura automatica. con uno stile diverso. quelli emessi da giudici sono variabili in funzione sia dell'età che dal livello di istruzione dei giurati. solo nei casi di malattia quali l'autismo. ma meno accurate per quelle artefatte o ingannevoli. Per quello che riguarda in quale misura i segnali non verbali possono essere controllati. ovvero la spirale negativa che dell'attivazione automatica dello stereotipo. Tuttavia la semplice osservazione dell'espressione del volto non è sufficiente a riconoscere chi mente. tuttavia esistono degli indicatori che puntualizzano maggiori probabilità. sia con una persona bianca sia con una persona afroamericana. Pare sia più facile poter identificare una comunicazione menzoniera quando chi giudica ne conosce le motivazioni. di cui quello più usato è il PONS. I veri partecipanti (sempre tutti bianchi) si trovavano nel ruolo di coloro i quali devono affrontare un colloquio di lavoro e in maniera del tutto casuale. L'importanza di questa indagine sta nel fatto che è stato dimostrato che il trattamento normalmente riservato alle persone come gli afroamericani. ma è addirittura inevitabile. poiché i muscoli attorno agli occhi sono difficili da controllare. Se è vero che nella vita quotidiana è raro avere un livello di totale focalizzazione sulle impressioni prodotte negli altri (attori. conduce a produrre proprio nella persona bersaglio quello stesso comportamento negativo previsto dallo stereotipo in questione. oppure quello riservato al bianco. . ad esempio usando una uguale frequenza di sorrisi. ovvero quello brusco e distante dedicato alla persona afroamericana. a partire da una condizione di "totale dimenticanza dell'impressione". viene considerata più attraente e piace di più e infine cattura più facilmente l'attenzione. la cui espressività veniva valutata sia da altri che da autovalutazioni. Gli indicatori della comunicazione non verbale possono influenza le persone verso cui sono rivolti? Le ricerche mostrano che non solo è possibile. Due valutatori. spesso correlata con l'estroversione. in cui è anche prestabilito il come e il quando tali emozioni possono essere espresse. Si possono osservare due livelli: il primo in cui l'influenza reciproca del comportamento non verbale in una situazione di interazione o semplice co-presenza. invece. fino ad arrivare a una "totale concentrazione" sulle impressioni suscitate negli altri. in una modalità tale per cui non ne siamo tipicamente consapevoli né come attori e né come osservatori. Nel primo livello troviamo coloro che seguono una prospettiva evoluzionistica. I segnali non verbali aiutano a scoprire chi mente Le ricerche non hanno ancora individuato il segnale perfetto per individuare chi mente. e possono essere distinte in differenti gruppi di segnali non verbali: Quelli che vengono emessi nei confronti di persone esperte o di individui che hanno uno status lavorativo superiore. ma è possibile pure effettuare una misurazione con strumenti appositi. un comportamento che viene stimato come minore competente. come se se le aspettasse. Il primo esperimento prevedeva che i partecipanti. la comunicazione non verbale crea minore imbarazzo perché può essere negata (dire un no spesso è fonte di disagio). La variabilità dei segnali è data dalla relazione tra chi le riceve e chi le attua. lo sviluppo del linguaggio avviene dopo aver appreso la necessaria coordinazione della comunicazione non verbale. colloqui di lavoro) è altrettanto vero che sono molto comuni i livelli in cui la consapevolezza è intermedia. all'oscuro delle condizioni sperimentali. Zanna e Cooper nel 1974 hanno realizzato due indagini in successione: la prima con lo scopo di studiare come lo stereotipo possa influenzare la comunicazione non verbale. I risultati mostrarono che i soggetti che avevano subito il trattamento "da afroamericano" venivano significativamente valutati meno competenti rispetto agli altri soggetti. venivano sottoposti a uno dei due stili di trattamento. sono differenti da quelli emessi nei confronti dei pari o verso inesperti. Tipicamente le ricerche hanno evidenziato che l'espressività è uno stile personale relativamente stabile. portando a una sorta di imitazione reciproca o di effetto specchio. La mancanza di coordinazione la si osserva. non ci sono studi ben precisi ma attualmente l'interazione sociale richiede sia la capacità di esprimere le proprie emozioni. quindi discriminate. facevano più errori di linguaggio e cercavano di terminare prima l'intervista. esibire una contraddittorietà tra segnali di diversi canali (guardo negli occhi ma mi allontano dall'interlocutore) oppure essere più esitante nel parlare. avere un tono di voce più alto.Influenza della comunicazione non verbale Nelle ricerche di De Paulo e Friedman (1998) si è visto che le differenze individuali rispetto alla capacità di interpretare segnali non verbali non solo esistono. i comportamenti e le prestazioni delle persone bersaglio. Nel secondo esperimento i collaboratori conducevano le interviste adottando i due stili apparsi nel primo esperimento. Inoltre l'espressività rappresenta un'abilità sociale che trascina con se importanti conseguenze sociali. guardavano le relative videoregistrazioni con l'attenzione solo sul comportamento degli intervistati con il fine di dare loro un punteggio di competenza. la schizofrenia e la depressione. Secondo De Paulo e Freidman (1998) esiste un principio di reciprocità attraverso il quale a segnali non verbali si risponde con segnali altrettanto non verbali e non con parole. come ad esempio sia lo sbattere che avere le pupille dilatate. Tipicamente un sorriso "vero" presenta delle arricciature attorno agli occhi che quello "falso" non possiede. In uno studio di Buck nel 1976. e la seconda rispetto al ruolo di mediazione dei segnali non verbali capaci di influenzare le opinioni. la dominanza e l'impulsività. mentre il secondo l'effetto di due tipi di comunicazione non verbale visti nel primo esperimento. e questo fatto influenza la comunicazione non verbale. Bisogna concludere dicendo che diverse persone possono mentire in maniera differente. a loro insaputa. tutti di razza bianca. soprattutto se esse stesse derivano da situazioni dove è saliente la loro importanza: se dobbiamo chiedere un aiuto tendiamo ad imitarne i gesti e a dirigere con più frequenza lo sguardo nei suoi occhi oltre a sorridere di più.

le persone sono consapevoli del fatto che gli altri si formano un'idea di loro. vennero presentate delle barre di dimensione crescente e lineare. Il modello delle interazioni sociali consente di compiere varie misurazioni: la percezione che ciascuno ha dell'altro (il modo in cui Tizio giudica Caio e viceversa). Il pregiudizio. Secondo questo autore il metodo tradizionale ha il difetto di ridurre la percezione delle persone ad un semplice processo unidirezionale. Secondo Hamilton (1979) nei processi di attribuzione. Come gli stereotipi influenzano la valutazione delle altre persone e le loro condotte Gli stereotipi e la loro applicazione possono influenzare la nostra impressione nei confronti di altre persone e del loro modo di comportarsi sia condizionandone il significato. cioè facendo attribuzioni interne o esterne. rispetto allo stereotipo. con considerando le impressioni che le persone formano tra loro durante un'interazione.Le preoccupanti implicazioni sono confermate e attutite dalle ricerche di Chen e Bargh (1997) che mettono in risalto come effetti analoghi possano essere prodotti quando l'attivazione dello stereotipo avviene in modo automatico. viene connotato in maniera più temperata. In sintesi gli stereotipi hanno capacità di influenzare le valutazioni che vengono formulate verso persone appartenenti a diverse categorie . sulle attribuzioni di successo. di cui le prime 4 erano contrassegnate con la lettera A e le rimanenti con la B. la percezione che ciascuno ha di se stesso (come Tizio e Caio si valutano in termini di amichevolezza ad esempio). Per questo autore la percezione di oggetti è unilaterale mentre quello della persone non lo è (Tizio si fa un'impressione di una sedia. la misura oggettiva delle due persone (l'amichevolezza giudicata indipendentemente da più osservatori esterni. catalogare e incasellare tutte le informazioni che arrivano dal mondo. La categorizzazione sociale è l'inserimento di un individuo in una classe caratterizzata da una serie di tratti. che non conosco. ma bensì è la forma che corrisponde alla struttura delle nostre categorie. compie un'operazione di distorsione sul processo di attribuzione tale per cui lo percepisce sotto l'effetto di caratteristiche esterne. sostiene la necessità di usare i modelli che si appoggiano sulla differenza tra la percezione di persone con gli oggetti inanimati. le persone sono indubbiamente più mutevoli degli oggetti fisici. e cercano di conseguenza di immaginare e di influenzare l'impressione che gli altri si fanno. un'antipatia basata su una generalizzazione sbagliata e inflessibile. cioè sia le 4 barre A che le barre B venivano viste come simili tra loro. Categorizzazione: mi basta vedere un immigrato. Generalizzazione: vedo un cinese che ha un certo atteggiamento. da parte di una persona nei confronti della quale viene fatto aderire uno stereotipo negativo. il cui compito era quello di stimare una valutazione di grandezza. Le ricerche confermano che in presenza di un comportamento ambiguo. In questo senso Kelly ha elaborato un sistema statistico che rendesse conto dei diversi aspetti che concorrono alla formazione di impressioni nella vita quotidiana. Questo processo ha delle conseguenze importanti perché la struttura delle categorie si sovrappone alla percezione del mondo e gli conferisce una forma che non è la forma che ha il mondo. David Kelly (1994) nel suo Modello delle relazioni sociali. Deaux e collaboratori hanno messo a fuoco gli effetti degli stereotipi sul genere. a cui si aggiungono dei meccanismi di tipo motivazionale innescati dal fatto che ognuno di noi è. e il loro utilizzo influenza la qualità delle interazioni con il mondo sociale. Sono ricerche che rendono chiaro il fenomeno della profezia autoverificantesi. lo stesso comportamento viene interpretato da altre persone come qualcosa di negativo: basti pensare al nostro pensiero nel vedere una persona che cerca di aprire un lucchetto se questa è ben vestita e bianca oppure se è un immigrato mal vestito. A cosa servono gli stereotipi? Categorizzazione sociale e pregiudizi Allport affermava che il pregiudizio è come il pensar male degli altri senza una ragione sufficiente. meno negativa ed è soprattutto valutativo e quindi non strettamente automatico. i comportamenti allineati allo stereotipo (ovvero prevedibili proprio in base ad esso) vengono tipicamente attribuiti alle caratteristiche proprie del soggetto bersaglio e di conseguenza visti come interni. le nostre credenze e le aspettative circa un gruppo sociale. come riordinare una stanza. specialmente in funzione della persona con la quale si trovano. ovvero a caratteristiche legate all'attore oppure a fattori situazionali. avevano attribuito i comportamenti. Noi quindi possiamo dare forme alternative al mondo sociale a partire dal meccanismo della motivazione attraverso il mantenimento di un'immagine positiva di sé. riuscendo. mentre la generalizzazione è il processo che riconoscendo in un individuo tipico alcuni tratti. mentre agli insuccessi cause esterne e instabili come la sfortuna. Tajfel e Wilkes nel 1963 si occuparono di un esperimento su come l'uso delle categorie usate per mettere un ordine si sovrappone e influenza la variazione fisica. Lo stereotipo ha la capacità di influenzare anche in che modo spieghiamo un dato comportamento. comunque e sempre. e in seguito presentate in ordine casuale. l'immagine di Sé ha un ruolo ben importante che ovviamente non è presente negli oggetti inanimati. è il risultato della combinazione tra la stimolazione che ci arriva dal mondo esterno e il nostro sistema di categorie. Questo esperimento mette in luce che quello che noi percepiamo. ovvero maschile e femminile. desiderabili attuati da un Indu come stabili e interni mentre quelli indesiderabili dovuti a caratteristiche situazionali e quindi esterne. cioè vengono usate quelle informazioni verbali che si rivolgono alla persona bersaglio della quale i partecipanti si formano una impressione. Lo stesso Gordon Allport ha delineato i processi socio-cognitivi alla base degli stereotipi. la metapercezione (come ciascuno ritiene di essere valutato). attraverso il sistematizzare. in parallelo vedono i successi delle femmine come caratteristiche instabili ed esterne (delegate alla fortuna o al caso). o anche stabili come una grande difficoltà di un compito. sapendo di altri atteggiamenti affini a questo che appartengono ai cinesi. ad evitare il confronto tra le strutture stereotipate di conoscenza e quei dati espliciti che invece non le confermano. A dei partecipanti. mentre nella valutazione dei comportamenti di un musulmano quelli desiderabili erano attribuiti a cause esterne e quelli indesiderabili invece a caratteristiche interne e stabili dell'attore stesso. cioè i processi di categorizzazione e di generalizzazione. In linea con la tendenza dello stereotipo ai maschi vengono attribuite caratteristiche interne e stabili ai successi ottenuti (abilità e competenza). oppure interne (sforzo). i comportamenti contradditori sono attribuiti a fattori esterni al soggetto medesimo. sia inducendo una bassa o addirittura una nulla considerazione. in realtà. mentre in maniera opposta. ma sempre all'interno del contesto della situazione di laboratorio e quindi lontano dalle situazioni della vita quotidiana. per completare la mia impressione con tutti i tratti che rappresentano gli immigrati. Con questo modello si possono raccogliere misurazioni sia pere gruppi che per diadi e consentono di rispondere a complessi interrogativi in parte trascurati nella letteratura della personologia ingenua. penso che tutti i cinesi abbiano il tale atteggiamento. parte delle categorie che utilizza per organizzare ilo mondo sociale. in tal modo." una "credenza esagerata associata con una categoria". Pettigrew (1979) sostiene che un comportamento positivo di membri di un gruppo diverso risulta inconsistente e sotto un'eventuale percezione stereotipata negativa del gruppo stesso: l'osservatore nonostante la palese positività del comportamento. mentre per Kunda (2000) si tratta di struttura cognitiva che contiene la nostra conoscenza. ma la sedia non fa altrettanto su Tizio). Una caratteristica degli stereotipi è che mettono ordine dove non ce n'è. Anche nelle ricerche di Taylor e Jaggi nel 1974 si evincono gli stessi principi: in una ricerca in cui soggetti Indu dovevano valutare e giudicare le caratteristiche di Indu e Musulmani tramite l'uso di una serie tratti di personalità. ne estende l'appartenenza all'intero gruppo a cui questo afferisce. Il futuro della personologia ingenua La maggior parte delle ricerche nel campo della personologia ingenua segue il paradigma di ricerca di Asch. I risultati mostrarono una discontinuità percettiva proprio in corrispondenza del passaggio tra le due etichette.

Quattrone (1982) aveva già proposto nel suo modello. Il modello parallelo proposto da Kunda e Thagard (1996) prevede che l'utilizzo dei due tipi di informazione avvenga in contemporanea e che si influenzino l'un l'altro. ovvero la presenza dell'informazione situazionale si impone sullo stereotipo e ne neutralizza gli effetti. Un'altra situazione sperimentale è conosciuta con il nome di dilemma del prigioniero. che il giudizio iniziale. Biernat e Manis (1994) si posero l'obiettivo di capire come uno stereotipo in realtà influenzasse la valutazione di prestazioni. sia dall'alto verso il basso appoggiandosi su categorie ovvero gli stereotipi. che dunque lo potrebbe valutare con una B. In questo modello i processi cognitivi sono definibili seriali poiché possono corrispondere sia a uno sviluppo dal basso verso l'alto in cui il processo si basa sull'integrazione di elementi dell'informazione specifica. e a richiedere ulteriori informazioni sia sulla sua reputazione morale che un suo presunto comportamento situazionale di provocazione. la valutazione di una nuova macchina sportiva redatta da un uomo meritevole di una A. Le diverse conferme che arrivano da diverse ricerche. per rimanere nell'esempio. Le aspettative di ruolo sono importanti a tal punto che sono state evidenziate anche giuridicamente per episodi di responsabilità. Le persone possono affrontare le situazioni sulla base di un proprio orientamento personale che può essere cooperativo quando si cerca di rendere più elevato il guadagno comune. ovvero una A per un uomo che scrive qualcosa sul tema maschile. oppure individualistico per poter ottenere un . nella gestione di una compagnia di trasporti. esse stesse posseggano un'influenza più sottile e indiretta sia nell'interpretazione della specificità dell'informazione. tale per cui. porterebbe a una correzione dell'impressione iniziale. maggiormente se si accetta la stessa concezione. come ad esempio valutare un articolo su un tema femminile scritto dal giornalista e collocarlo nella scala con lettere. competitivo se l'obiettivo è guadagnare più degli altri (batterli). Ma nei casi di maggiore disponibilità cognitiva. oltre ad essere automatico e dunque non richiedente sforzi. oppure infine di tipo individualistico quando i risultati che possono ottenere i membri sono reciprocamente indipendenti. mentre all'altra parte si chiedeva un giudizio soggettivo ancorato ad aggettivi in cui estremi andavano da terribile ad eccellente. visto e considerato che non ci si aspetta che lei sia una esperta in quel settore. spesso in maniera automatica. due partecipanti si trovavano in stanze separate in un carcere per aver commesso un crimine. Attualmente sono in vigore due modelli: Modello seriale e Modello parallelo. oppure può essere di tipo cooperativo (interdipendenza cooperativa) quando il successo di un individuo dipende da quello degli altri. La polizia dichiarava di non avere prove della loro colpevolezza e i soggetti potevano scegliere tra due alternative: la prima era quella che nessuno dei due confessasse a cui non seguiva una condanna ma solo una pena minima. Il ruolo attivato dallo stereotipo tradizionale definisce il ruolo subordinato della donna rispetto all'uomo e dunque fornisce anche tutte le specifiche ipotesi che trascinano con sè sia la selezione delle informazioni che i giudizi espressi. La struttura di ricompense può essere di tipo competitivo in cui il guadagno di una persona corrisponde alla perdita dell'altra (detta relazione di interdipendenza competitiva). I risultati si conformarono le aspettative (ad esempio la giornalista era brava se l'articolo riguardava il tema femminile. I risultati hanno mostrato come i partecipanti adottassero raramente la strategia cooperativa più vantaggiosa e a maggioranza preferivano la strategia competitiva. meno brava se il tema era sul tema maschile e ugualmente brava se il tema era neutro) se queste riguardavano una valutazione oggettiva su una scala ancorata a lettere. mentre nella seconda potevano confessare ed essere condannati ma per il confessore il giudice prometteva di chiederne l'assoluzione. Ad esempio a partire degli stereotipi di una donna casalinga o di un operaio edile e messi all'interno di una stessa situazione di scortesia subita. i quali iniziano per primi. Uno dei primi studi è a opera di Deutch e Krauss (1960) tramite una procedura chiamata il gioco dei trasportatori in cui due partecipanti. percorsa alternativamente e in direzione opposta. Un esempio sono i giudizi forniti per uno stupro. si è poco o per nulla consapevoli di utilizzare degli standard diversi nel pesare le prestazioni di quelle persone che appartengono a categorie stereotipate. I giocatori ripetono varie volte il percorso. oppure usare una strada comune che. le persone si impegnano in un ulteriore processo che a partire dall'informazione del caso specifico. mentre dall'altra l'autore era un giornalista. rilevano che nel caso in cui le informazioni dello stereotipo non vengano integrate con quelle relative allo specifico caso. Da qui l'ipotesi che una eventuale violenza possa essere vissuta come qualcosa di cercato oppure di meritato dalla donna-vittima. nonostante possa possedere un lavoro che la rende indipendente: colei che rimane chiusa tra casa e chiesa. in modo tale che i partecipanti avessero casualmente a che fare con una delle dodici versioni del materiale e questionario. basati sulla concezione tradizionale in cui la donna debba essere circoscritta e limitata al ruolo di brava moglie. uno femminile e uno neutro.spingendoci ad assumere differenti criteri per giudicarne le prestazioni. che sia da imputare a lei medesima la corresponsabilità dell'evento. permette di guadagnare dei punti ma che entrambi possono decidere di bloccare con un cancello. era fattibile una correzione. mentre in generale. chiamato dell'ancoraggio e dell'aggiustamento. sulla base delle informazioni relative allo specifico caso e solo in presenza di capacità e motivazione. In linea con questa teoria anche Krueger e Rothbart (1988) hanno osservato che l'informazione relativa a uno specifico caso sembra prevalere sullo stereotipo nel caso in cui siamo in presenza di una forte informazione e di conseguenza. I modelli seriali sono proposti da due modelli simili tra loro: il modello del continuum di Fiske e Neuberg e quello di Brewer e il suo modello a due vie. Gli autori spiegarono questa particolarità concettualizzando che nella valutazioni soggettive è possibile. corrisponderebbe a una B per una donna che scrive sullo stesso tema. potrebbe essere definita come buono se dovesse essere scritto invece da una donna. orientamenti personali e comunicazione. cioè se si vogliono ottenere ricompense è necessario competere. Possono usare entrambi strade differenti più lunghe che però fanno perdere punti. cioè nell'essere insultati da una vicina e rispondere senza avere atteggiamenti aggressivi. In questa ricerca gli sperimentatori usarono tre differenti articoli suddivisi in un tema maschile. in tal senso chiesero ai partecipanti di valutare un articolo di un giornale dividendo in due i soggetti: da una parte veniva passata l'informazione che era opera di una giornalista. La ricerca ha evidenziato che c'è una tendenza significativa a valutare lo stupro come meno gravoso per la donna-vittima. in maniera inconsapevole. dove all'interno di una simulazione. I lavori di Locksley (1980) hanno portato a ritenere che gli stereotipi si attivino solo quando non sono disponibili atre informazioni sui casi specifici. di un debole stereotipo. è più probabile ritenere come probabile che l'operaio venga coinvolto in una rissa al bar e che faccia commenti pesanti sulle donne o esibisca altri comportamenti in linea con lo stereotipo. Inoltre a metà soggetti veniva chiesta una valutazione su una scala oggettiva in termini di lettere dalla A alle E. derivasse da uno stereotipo e che. che si prende cura dei figli ed esegue le mansioni da casalinga. Di conseguenza nella valutazione soggettiva lo stereotipo non aveva mostrato segni di influenza poiché sia la giornalista che il giornalista avevano ricevuto una uguale valutazione indipendentemente dal tema dell'articolo. Interazione NEI gruppi cooperazione o conflitto Interazione nei gruppi e gli studi in laboratorio Gli studi degli psicologi sociali si sono indirizzati verso le situazioni a motivazione mista ovvero quelle situazioni in cui i soggetto hanno sia delle buone ragioni per cooperare tra loro che per battere l'altro cercando di massimizzarne il proprio vantaggio. possono fare più o meno punti in base ai percorsi differenti che conducono in sede. usare criteri comparativi diversi. in una valutazione di previsione del futuro delle loro personalità in cui agisce lo stereotipo. mentre non lo era quando la valutazione veniva espressa su una scala che riguardava gli aggettivi. e in presenza di particolari motivazioni o scopi. come uomini e donne. cioè tutte quelle condizioni che escludono qualsiasi rischio di stupro. sia sulle aspettative che le persone formulano rispetto agli atteggiamenti futuri dell'individuo bersaglio. I partecipanti ripetono varie volte il gioco e il risultato finale conferma che nella maggior parte dei casi prevale una strategia competitiva anche se non è quella più vantaggiosa. La spiegazione dei risultati è data da vari fattori: la struttura di ricompense.

riprendendo il concetto di cultura collettivista o individualista. la cui conseguenza non cooperativa dei singoli può portare all'abolizione del servizio per tutti.la caverna dei ladri. come confermato da studi empirici di Sherif. Inoltre questo autore ha distinto le situazioni di interazione intergruppi da quelle di interazione interpersonale. Nella vita sociale ci sono varie situazioni in cui il singolo trae sempre vantaggio da una scelta non cooperativa indipendentemente dagli altri. superare le condizioni competitive Partendo dall'ipotesi del contatto di Allport. Allport (1954) segnalava che il semplice contatto possa essere la bacchetta magica che fa dissolvere pregiudizi e conflitti. ad esempio. I recinti collettivi nei quali i risultati negativi per il gruppo (e individuo) avvengono quando un numero sufficiente di individui evita comportamenti costosi per l'individuo. In ultima analisi nelle situazioni di dilemma sociale i fattori che sono di particolare interesse riguardano la numerosità del gruppo (le scelte non cooperative sono più frequenti ma anche meno dannose). in secondo luogo deve essere garantita l'opportunità. I fattori culturali confermano. L'ipotesi del contatto ha postulato una serie di condizioni che rendono in contatto efficace. Sherif e i suoi colleghi fecero un esperimento chiamato La caverna dei ladri realizzato in un campeggio estivo per ragazzi senza che questi fossero informati della natura sperimentale. anche se in alcune situazioni può far nascere o innescare conflitti. come ad esempio la tragedia dei pascoli comuni. Nella fase successiva l'esperimento prevedeva una riduzione del conflitto tramite l'introduzione di scopi sovraordinati. L'interazione FRA gruppi Tajfel sviluppando la concezione di Sherif immagina che le differenti interazioni umane si possano collocare su un continuum che prevede da una parte un estremo di un comportamento interpersonale (l'interazione è esclusivamente data dalle specifiche caratteristiche personali) mentre dall'altra il comportamento intergruppi (l'interazione è data esclusivamente in quanto membri di gruppi diversi). il tipo di relazione che esiste tra i gruppi (una scarsa identificazione dei membri porteranno a fare scelte non cooperative). Per Allport il contatto fra differenti gruppi può produrre effetti positivi se vengono rispettate alcune caratteristiche. così come quelli che vivono nei contesti urbani piuttosto che rurali. hanno fallito gli obiettivi della ricerca perché non vi era piacevolezza Il conflitto realistico . le norme del gruppo e la loro visibilità (sia nel senso di norme generali che favoriscono la cooperazione. Nelle ricerche si è visto che se viene proposta la possibilità di comunicare. in terzo luogo puntare a un'uguaglianza di status poiché una buona fetta di stereotipi negativi contengono credenze sulle capacità inferiori dei membri di minor status. I ricercatori avevano l'idea di generare una condizione di conflitto tra i gruppi. dalla ricategorizzazione (spostamento dell'attenzione su una categoria sovraordinata creando uno scopo comune. La riduzione del pregiudizio.maggiore guadagno personale. Un esempio efficace è dimostrato in situazioni tipo quella proposta da Glance e Huberman. dove i pastori di un villaggio fanno crescere il numero dei capi dei loro greggi fino al punto di esaurire lo spazio comune. Da una parte scatta l'idea di prendere qualcosa di costoso che verrebbe ammortizzato nel totale. una variabilità ridotta sia di atteggiamenti che comportamenti all'interno di uno stesso gruppo (scarsa varietà degli atteggiamenti degli studenti e anche degli insegnanti) e infine una ridotta variabilità di atteggiamenti e comportamenti di un individuo nei confronti degli altri membri del gruppo (uno studente si comporta similmente come un insegnante). la cooperazione tende a crescere. si è evidenziato che il conflitto è causato da una situazione di competizione nella quale i gruppi desiderano una stessa risorsa limitata ma che solo un gruppo può avere. in accordo con Sherif. I ricercatori ne valutarono gli effetti sia tramite tecniche di osservazione che mediante questionari redatti dagli stessi partecipanti. nomignoli) si arrivò all'ostilità aperta (distruzione di bandiere) che si associava allo sviluppo di stereotipi negativi verso l'eso-gruppo. dall'altra il timore che se tutti pensassero come lui alla fine il conto sarebbe salato per tutti. in base all'identità sociale degli individui e non in base alla propria identità personale. I dilemmi sociali si possono dividere in due categorie: Le trappole collettive nelle quali i comportamenti vantaggiosi per le persone producono un danno per il gruppo (e anche per l'individuo) se vengono messi in atto da un numero sufficiente di persone. come ad esempio quando si trae beneficio da un servizio pubblico e un numero significativo di persone decide di non pagare la corrispondente tassa. deve sussistere in primo luogo un esplicito sostegno sociale ed istituzionale per contribuire a creare nuove norme. per entrambi i due gruppi. I dilemmi sociali I dilemmi sociali sono interazioni connesso con la realtà. In una ricerca protestanti ed ebrei. In conclusione. oppure il danno totale per gli altri dettata da una scelta non cooperativa del singolo è sempre maggiore del vantaggio del singolo. dove un gruppo di amici si trova ad ordinare in un ristorante dopo aver condiviso che il conto verrà suddiviso in parti uguali. sia nel senso di norme relative alla specifica area comportamentale). La prima settimana i due gruppi casuali occuparono differenti aree del campeggio e non vennero avvisati dell'esistenza dell'altro gruppo e furono occupati con varie attività sportive e di gioco. Ma la cosa più importante è che il contatto deve essere piacevole (altrimenti tende a regredire). che le relazioni tra i gruppi siano date dalle relazioni tra individui. come evidenziato da Sherf nella Caverna dei ladri) e da un incremento della salienza di dimensioni di categorizzazione incrociata (una differenzazione di due gruppi di uguale importanza che riduce i fenomeni di favoritismo e discriminazione tra individui che hanno almeno un'appartenenza categoriale in comune. una maggiore competitività dei bambini nordamericani rispetto a quelli messicani. cioè mettere i gruppi di fronte a una situazione problematica la cui soluzione era data dall'unione delle forze dei due gruppi: infatti venne detto ai ragazzi che il camion delle provviste era guasto ed era necessario collaborare per rimetterlo in sesto. Cosa avviene con i rappresentanti dei gruppi soggetti a pregiudizio? L'idea che la tensione tra differenti gruppi possa essere ridotta grazie al contatto fra i membri di due gruppi è una delle strategie che vengono utilizzate per ridurre il pregiudizio. come ad esempio fare critiche distruttive che possono suscitare irritazione e voglia di rivincita. e che la riduzione può avvenire tramite uno scopo sovraordinato che infonde nei due gruppi la necessità di collaborare per raggiungere lo . ma vennero anticipati proprio dai ragazzi non appena questi scoprirono l'esistenza di un altro gruppo e di gareggiare con esso. sherif sperimenta come le condizioni competitive possano essere superate. proponendo alcune condizioni in grado di influenzare il tipo di categorizzazione di Sé che è reso saliente dalla decategorizzazione (riduzione della salienza per favorire le interazioni a livello personale). Dopo una serie di gare la relazione tra i gruppi andò deteriorandosi e dalle aggressioni verbali (insulti. sia dalle norme vigenti in cui tale relazione si sviluppa. e infine la presenza di uno scopo sovraordinato che richiede la cooperazione di membri dei diversi gruppi seguita però da un risultato positivo. dare maggiori affinità tra i differenti membri e dispensare informazioni che contraddicono lo stereotipo. L'autore conclude. cioè la presenza di almeno due categorie sociali facilmente distinguibili (professori e studenti). Durante gli anni 80 diversi autori hanno proposto delle nuove interpretazioni in cui il contatto viene visto come una strategia atta a modificare i processi cognitivi intergruppi. Sherif affermò che il fatto di introdurre uno scopo sovraordinato era risultato efficace per ribaltare una situazione di frizione tra i due gruppi poiché erano stati capaci di cooperare per raggiungere insieme allo scopo e che la medesima cooperazione aveva ridotto sia gli stereotipi sia i sentimenti negativi verso l'altro gruppo. il cui criterio sociale è dato dall'uniformità dei comportamenti dei diversi individui che ne farebbe presupporre l'agire in base all'appartenenza o meno a un gruppo. I ricercatori notarono invece una maggiore solidarietà e collaborazione all'interno di ciascun gruppo. di sviluppare relazioni interpersonali significative in modo tale sia da suscitare reazioni affettive positive. oppure compie una scelta non cooperativa che è sempre più dannosa per gli altri. I diversi tipi di orientamento possono derivare sia dal tipo della relazione. ma anzi in alcuni casi diventa il responsabile della maggiore salienza della minaccia rappresentata dall'altro gruppo. in cui l'interesse immediato del singolo è in contrasto con l'obiettivo a lungo termine del gruppo.

La categorizzazione a livello intermedio produrrebbe un processo di depersonalizzazione ovvero una sempre maggiore somiglianza tra i propri pensieri.stesso obiettivo. I soggetti. ma veniva fatto credere loro che l'assegnazione derivasse invece dalla similarità rispetto a della opinioni che loro stessi esprimevano sui pittori Klee e Kandiskij. seguendo alcune condizioni sperimentali: da una parte venivano divisi in due categorie diverse (categorizzazione) mentre nelle altre condizioni veniva introdotto un destino comune. tale per cui se riceveva delle scosse. La credenza in un mondo giusto. Secondo la sua teoria. mentre ai soggetti nella condizione di destino comune veniva promesso un premio però solamente assegnato ai membri di uno dei due gruppi. Quindi se una persona riceva un trattamento sgradito è lecito poter inferire che deve aver fato qualcosa di sbagliato. oppure " il mondo è così e quindi c'è una buona ragione di essere così". La teoria della categorizzazione del sé. Ai soggetti semplicemente "categorizzati" venivano dati solo i questionari. sia quelli dell'altro gruppo e sia l'atmosfera dei due gruppi. Tajfel asseriva che la semplice assegnazione in una categoria di per sé potesse originare il conflitto tra gruppi. Secondo questo autore la riduzione dell'incertezza configura un potente fattore motivazionale che permette di evitare o ridurre l'incertezza che riguarda la conoscenza del Sé. è quella credenza diffusa tale per cui "il mondo in cui viviamo è governato. Tajfel e la sua scuola sostengono che nonostante sia possibile collocare in differenti categorie i gruppi di persone. anche in assenza di competizione o di un destino comune. Nel gruppo di controllo veniva fornita una spiegazione per le scosse (esperimento per il dolore). Dove esistono delle disuguaglianze esplicite e palesi gli stereotipi possono anche essere costruiti in modo tale da mantenerle. venivano assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi. ovvero si attribuisce alla vittima la responsabilità di essere vittima. poichè essi avevano inferito che ci fosse stata una buona motivazione per erogare le scosse alla donna. scelta fatta arbitrariamente dallo sperimentatore. I risultati rilevarono un fenomeno di evidente favoritismo nelle condizioni di destino comune sia da parte del gruppo che aveva ottenuto il premio. Infine veniva chiesto a tutti i partecipanti di valutare sia i membri del proprio gruppo. quella minima che ci riteniamo unici rispetto al gruppo. noi tentiamo di usare una distinzione "sommaria" tra i membri del nostro gruppo con un quelli di un'altro. quindi. un processo che lui chiamò di differenzazione categoriale. a cui successivamente veniva detto loro di fare delle prove di percezione individuale senza però interagire con gli altri. La teoria di Tajfel. Anche gli stereotipi assolvono spesso alla funzione di giustificare uno stato di disuguaglianza e contribuiscono anche a farlo perdurare nel tempo: le persone tendono a favorire se stesse caldeggiando quindi le persone del gruppo di cui il soggetto stesso fa parte. cioè la semplice assegnazione a qualcosa di estemporaneo crea "l'appartenenza". questa donna aveva fatto qualcosa per meritarsele. Teoria dell'identità sociale di Tajfel La spiegazione iniziale di Tajfel è nota come Teoria dell'identità sociale che si base su tre assunzioni: in primo luogo le persone. Tuttavia sono emerse almeno due zone in cui il fenomeno del favoritismo in situazioni di gruppo minimale non si verifica o si riscontra solo in minima parte: la prima limitazione riguarda quelle situazioni in cui viene richiesta l'attribuzione di penalità o di stimoli negativi (testimoniata dagli esperimenti di Hewstone e colleghi nel chiedere a dei partecipanti di sottrarre una somma di denaro sia all'ingroup che . nella relazione tra gruppi. dovevano eseguire un compito di assegnazione di ricompense monetarie. In pratica i partecipanti reclutati per uno studio sui processi di decisione. In questo modo l'essere stati assegnati a un gruppo significava avere la possibilità di ricevere il regalo desiderato. grazie alla categorizzazione. cioè una modalità in cui si tende ad utilizzare categorie o concetti per costruire una rappresentazione del mondo sociale e fisico. come l'assegnazione a due gruppi.. diventa un mezzo efficace per ridurre l'incertezza. E questa distinzione di per sé sarebbe sufficiente a stimolare il favoritismo per l'ingroup e la discriminazione verso l'outgroup. La mancanza di spiegazioni ha permesso ai soggetti del gruppo sperimentale di farsi guidare dalla credenza del mondo giusto. in secondo luogo gran parte dell'identità sociale deriva dall'appartenenza a gruppi e categorie. possono distinguere facilmente membri dell'ingroup con quelli dell'outgroup. un "noi" e un "loro". fecero un esperimento con alunni olandesi che non si conoscevano. e infine le persone possiedono una motivazione tale da mantenere un'identità sociale positiva. sia da quello che non lo aveva ricevuto. Su questa concezione Lerner e Simmons hanno fatto nel 1966 un esperimento i cui partecipanti assistevano ad una seduta in cui venivano somministrate delle scosse elettriche a una donna. a quella media che siamo membri di un gruppo. In questo modo si viene a creare una relazione implicita tra quello che la persona si merita con quello che gli accade. uno blu e uno verde. le rivalità tra tribù africane etc. emozioni e comportamenti personali con quelli ritenuti tipici del gruppo di cui si fa parte. da regole di giustizia".. Una maggioranza potente mantiene le distanze dalla minoranza ritenuta minacciosa costruendo un sistema di stereotipi in funzione del mantenimento del proprio status. come confermano alcune ricerche che hanno mostrato la scomparsa del favoritismo se viene introdotta una fase di familiarizzazione. cioè una assimilazione del Sé al prototipo del gruppo. I risultati ha messo in evidenza che il 70% circa dei soggetti fece delle assegnazioni che favorivano il membro del proprio gruppo piuttosto che a quello dell'altro. oltre a non sapere chi erano i soggetti assegnati ai due gruppi e a non interagire mai faccia a faccia. i fenomeni di favoritismo e discriminazione sono un processo cognitivo normale. Campbell chiamò la teoria del conflitto quella frizione fra gruppi che viene causata dalla competizione per risorse limitate e dove la stessa relazione conflittuale ha lo scopo di ottenere le risorse desiderate per il proprio gruppo ed evitare che invece possano essere sottratte dal un gruppo esterno. tutto sommato. I risultato confermarono che la descrizione più negativa della donna si aveva nel gruppo sperimentale. La teoria della categorizzazione del sé evidenzia come le persone possano categorizzare se stesse e gli altri a livello di astrazione: ad un alta astrazione corrisponde il fatto che siamo tutti umani. Uno degli sviluppi è La teoria della categorizzazione del sé e l'Ipotesi dalla motivazione a ridurre l'incertezza soggettiva. Sempre questo autore sottopose le sue ipotesi a una procedura sperimentale meglio conosciuta come "paradigma del gruppo minimale". e l'Ipotesi dalla motivazione a ridurre l'incertezza soggettiva La teoria dell'identità sociale è stata oggetto sia di revisione che di critiche. grazie al confronto sociale (come diceva Festinger). I ricercatori volevano indurre la condizione di desiderio comune tramite tre condizioni di scelta del gruppo: scelta casualmente. oppure determinata dal voto dei partecipanti. mentre al gruppo sperimentale non vi erano indicazioni. Di conseguenza il favoritismo ingroup serve per migliorare la propria autostima e "giustifica" il bisogno di competizione. confermando quindi l'effetto del destino comune. Il processo di depersonalizzazione corrisponde al passaggio dalla maggiore salienza dell'identità personale alla maggiore salienza dell'identità sociale. Differenzazione categoriale e favoritismo endo gruppo Rabbie e Horwitz (1969) ne tentativo di definire le condizioni minime perché si sviluppi un conflitto tra gruppi. Nel paradigma del gruppo dei minimi le persone per soddisfare il bisogno di affermare un'identità sociale positiva tendono a valorizzare positivamente il proprio gruppo proprio grazie al confronto sociale. Il paradigma del gruppo minimale è stato reinterpretata da Hogg (2000) che ha posto l'accento sul bisogno di ridurre l'incertezza e di avere una chiara rappresentazione del mondo e quindi del posto che le stesse persone occupano. Questa spiegazione è stata applicata per spiegare ad esempio le ribellioni. Al termine veniva chiesto ai soggetti di valutare la donna attraverso una scheda standardizzata. assume l'esistenza di una relazione causale fra il bisogno di difendere la propria autostima e favoritismo per l'ingroup e quindi suggerisce indirettamente che la funzione principale che il gruppo svolge per l'individuo sia quella di fornire un'identità sociale. e quindi essere accumunati da una stessa sorte. Questa teoria si differenzia da quella dell'identità sociale in quanto riduce il peso della motivazione della difesa e attribuisce maggiore importanza al processo cognitivo del Sé. evitando l'assegnazione personale in modo da escludere un interesse personale. Allora il fatto che le persone entrano a far parte di un gruppo e la relativa identificazione con lo stesso.

dove sono più marcatamente negative. dopo 42 ricerche. categorizzazione: mi basta vedere un immigrato. ai ruoli e agli atteggiamenti su persone che conosciamo poco. viene estesa l'appartenenza di questi tratti all'intero gruppo a cui questo afferisce. sapendo di altri atteggiamenti affini a questo che appartengono ai cinesi. oppure no. che non conosco.all'outgroup). Poiché lo stesso stereotipo è in parte sanzionato. sul quale compariva una scritta attribuita a Marco che conteneva un riferimento esplicito ad uno stereotipo. Le variabili dipendenti erano sia la stima dei punti che il giudizio di affidabilità della fonte. La schermata era inoltre accompagnata da una indicazione che diceva che Marco (o il soggetto che aveva risposto prima) aveva stimato un certo numero. mentre il gruppo A poteva produrre solo uccelli e il gruppo C solo scatole. Secondo Tajfel e Turner (1986) la percezione di immutabilità dipende dalla facilità con la quale si pensa di poter passare da un gruppo ad un'altro (permeabilità dei confini del gruppo). In un esperimento dei soggetti dovevano stimare una serie di puntini che apparivano su uno schermo. L'asimmetria nel favoritismo perso l'endo-gruppo può essere favorevole all'ineguaglianza sociale. mentre la generalizzazione è il processo che riconoscendo in un individuo tipico alcuni tratti. La conclusione ci dice che quando qualcuno si rivolge a noi comunicando con degli stereotipi. L'obiettivo era esaminare l'impatto tra un semplice potere economico e un potere economico e coercitivo e veniva detto a tutti che i membri del gruppo B erano i più abili a dare soluzioni. LA fonte che viene esplicitamente giudicata come la meno affidabile è proprio la fonte che influenza il comportamento in maniera più saliente. ha mostrato che i membri dei gruppi ai quali è stato assegnato uno status elevato tendono a favorire il misura maggiore il proprio gruppo. I risultati evidenziarono che nella condizione di solo potere economico i tre gruppi mostrarono una elevata produttività che si tradusse ovviamente in un guadagno maggiore per il gruppo B. il cui pagamento era relativo al numero di insiemi di 4 figure e maggiormente pagato se erano diverse tra loro. . I risultati mostrarono che la fonte stereotipica era quella più influente per la valutazione dei puntini e mostrava anche una correlazione inversa tra l'influenza della fonte e il giudizio esplicito di attendibilità: i soggetti si erano fatti influenzare di più proprio dalla persona (Marco) che usava gli stereotipi. Generalizzazione: vedo un cinese che ha un certo atteggiamento. si evidenzia una dissociazione di comportamento: a un livello esplicito una disapprovazione e a livello implicito fiducia. Gli stereotipi come strumento di comunicazione Quando parliamo e quando ci esprimiamo. Es. i membri di gruppi di basso status sembrano indebolire i legami con il proprio gruppo e tentare di spostarsi verso un gruppo di status elevato. noi utilizziamo ampiamente degli stereotipi. dei giudizi. Nell'esperimento complesso di simulazione economica di Chet Insko e colleghi. Nella condizione di potere economico e coercitivo il gruppo B poteva anche confiscare dagli altri qualsiasi prodotto desiderassero. penso che tutti i cinesi abbiano il tale atteggiamento. e trasmettere in modo sintetico una serie di informazioni legate proprio allo stereotipo. la seconda invece riflette le sensazioni nel quale tra i due gruppi esiste una differenziazione di status (non si verifica con membri di gruppo di status inferiore). dalla stabilità attribuita alle differenze di status e dalla legittimità che viene riconosciuta alle differenze di status. cioè dei punti di riferimento per trasmettere delle impressioni. emerse poiché la differenziazione di status viene considerata come immutabile o meno. mentre nella medesima condizione. Lo stereotipo genera delle aspettative rispetto a dei comportamenti. ad esempio organizzando scioperi. più avverso diventa il pregiudizio verso un gruppo esterno e dunque più ripongo fiducia nella persona che fa uno esplicito di stereotipi. per completare la mia impressione con tutti i tratti che rappresentano gli immigrati. Nella condizione di solo potere economico unicamente il gruppo B aveva più potere e poteva produrre due oggetti. sono stati creati tre gruppi produttivi che potevano comunicare tra loro ed eleggere un rappresentante. mentre nella condizione di coercizione la produzione e il relativo guadagno si abbassò sia al gruppo B (grazie al potere di confisca) che agli altri due in maniera più significativa poiché manifestarono delle reazioni al loro sfruttamento. così come quando valutiamo o abbiamo un determinato comportamento. Poi compariva una schermata con una serie di puntini e si chiedeva ai partecipanti di stimarli senza però avere il tempo necessario per farlo. nonostante possiamo disapprovare. Dagli studi è apparso un favoritismo maggiore quando lo status quo a favore dei membri del gruppo di status elevato viene minacciato. barche e cappelli. Quali sono i processi cognitivi alla base dello stereotipo? Processi di categorizzazione e di generalizzazione: categorizzazione sociale è l'inserimento di un individuo in una classe caratterizzata da una serie di tratti. Distribuzione asimmetrica di STATUS di potere tra gruppi L'influenza dello status di potere. con il compito di produrre e vendere figure di carta tipo origami. in realtà la nostra mente in maniera del tutto automatica lavora in modo tale da utilizzare queste informazioni.

organizzazione gerarchica FUNZIONI DEGLI ATTEGGIAMENTI strumentale espressiva adattamento sociale Ego-difensiva (Adorno 1950 personalità autoritaria) FORMAZIONE E CAMBIAMENTO PROCESSI AFFETTIVI E MOTIVAZIONALI CONDIZIONAMENTO CLASSICO (Staats) di primo e secondo ordine Tasmer e primet Cacioppo (1992) Olandese e svedese (Staats e Staats 1958) CONDIZIONAMENTO OPERANTE Hildum e Brown (1957) telefonate agli studenti (bene. College Analisi ideologica. TRE COMPONENTI cognitiva----affettiva---comportamentale STRUTT. in termini probabilistici 1x1x1) MODELLO DELLA RISPOSTA COGNITIVA (Greenwald 1968) produzione attiva di pensieri: pensiero positivo= probabile persuasione pensiero negativo no distrazione riduce risp cognitive-attenzione e coinvolgimento le aumenta—dimostrazione con misure fisiologiche SCHEMA A DUE VIE-. I PROCESSI DI ATTRIBUZIONE CAUSALE Mod.ritenzione.INTRA-ATTITUDINALE continuum--due dimens.attenzione.accettazione. contrasto es del peso) I MODELLI ASPETTATIVA VALORE per rendere efficace modificare in positivo le aspettative peggiori (esempio del politico) PARADIGMA DI MC GUIRE (esposizione.comportamento. uhm) MERA ESPOSIZIONE INFLUENZE DEI PROCESSI AFFETTIVI E MOTIVAZIONALI SUI PROCESSI COGNITIVI Hovland (anni 50) atteggiamenti si stabilizzano se conseguenze positive appello alla paura INFLUENZA DEL COMPORTAMENTO SULL'ATTEGGIAMENTO Role playing Janis e king (1 oratore 2 uditori) Dissonanza cognitiva Festinger (1957) 1 dollaro o 20.INTER-ATTITUDINALE teoria dell'equilibrio cognitivo e Benn. ANOVA Kelley (consenso-consistenza-specificità) TEORIA DEL GIUDIZIO SOCIALE rifiuto-indifferenza accettazione e coinvolgimento dell'io distorsione percettiva (assimilazione.comprensione.ATTEGGIAMENTI: Tendenza psicologica che viene espressa valutando una particolare entità con unqualche grado di favore o sfavore (Eagly e Chaiken 1993).COGNITIVA VS EURISTICA Teoria della probabilità di elaborazione (Petty e Cacioppo) elaborazione centrale (qualità/importanza degli argomenti) elaborazione periferica (esperienza della fonte) Elaborazione euristico-sistematica (Chaiken) elaborazione possibile attraverso le due vie ma anche usando tutte e due contemporaneamente PROCESSI CHE OSTACOLANO IL CAMBIAMENTO CONGELAMENTO E SCONGELAMENTO (KRUGLANSKI 1996) ATTEGGIAMENTI COME SCHEMI maggiore attenzione verso oggetti per i quali abbiamo attegg positivo distorsione attenzione e giudizio verso oggetti per i quali abbiamo atteg negativo influenza su memorizzazione e ricordo da parte dell'atteggiamento TEORIA DELL'IMMUNIZZAZIONE MCGUIRE(1964) Virus= messaggi persuasivi che contrastano con atteggiamenti di 1 persona Immunizzazione= viene ottenuta esponendo la pers a forme indebolite del virus TEORIA DELLA REATTANZA (BREHM ANNI 60/70) attivazione motivazionale se si avverte minaccia alla libertà=reattanza la comunicaz persuasivà può portare a riaffermaz propri atteggiam (reattanza) o assunzione attegg ancora + distanti (boomerang) RELAZIONE TRA ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO . Judd e kulik Teoria giudizio sociale Modello aspettativa-valore Coerenza-ambivalenza STRUTT.

formula un'intenzione che realizza liberamente= che produce comportamento Teoria del comportamento pianificato (Ajzen 1991): aggiunge alla teoria dell'azione ragionata il fattore del controllo comportamentale percepito (sentirsi in grado) LE CARATTERISTICHE DELL'ATTEGGIAMENTO VERSO UN OGGETTO E L'INFLUENZA SUL COMPORTAMENTO linea di ricerca minoritaria Il legame A-C è più forte con atteggiamenti più accessibili e più forti.valuta le conseguenze sociali= credenze su approvazione o no di altri.valuta costi e benefici= credenze e valutazione delle conseguenze formano atteggiam verso il comportamento . accesso a diversi contenuti.Atteggiamento esercita un'azione causale sul comportamento=ipotesi forma forteatteggiamento e comportamento correlati= ipotesi forma debole Il primo studio. il MODE motivazione alta decisioni accurate—bassa motivazione= comportamento basato sull'atteggiamento più accessibile verso l'oggetto MISURA DEGLI ATTEGGIAMENTI Tecniche: fonte dell'osservazione.risp galvanica pelle) Tracce FEDELTA' E VALIDITA' . onerosità ed efficienza MISURE DIRETTE ED INDIRETTE DIRETTE Scale di atteggiamento obiettivo: assegnare al sogg una posizione su continuumCV= A+R Scale di: Thurnstone (1928). Fazio ha introdotto un modello integrativo. motivazione a compiacere aspettative di altri formano norme soggettive . Likert (1932). registrazione comportamenti pubblici Caratteristiche varie tecniche: intrusività. Guttman (1944) Il differenziale semantico= misura del significato implicito Misure di intensità INDIRETTE Misure fisiologiche (dilatazione pupille. consapevolezza degli attori Fonte= soggetto---soggetto consapevole abbiamo resoconti soggettivi se non lo è abbiamo tracce Fonte=ricercatore---osservazione visibile o nascosta Fonte= altri---dati d'archivio. sulla coppia di cinesi in viaggio (La Piere 1934)= comportamento diverso da atteggiamento TEORIA DELL'AZIONE RAGIONATA (Fishbein e Ajzen 1974) distinguere atteggiamento verso un comportamento da atteggiamento verso un oggetto Il soggetto che mette in atto un comportamento: .