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Raccolta esami a.a. 2002/3/4/5/6/7/8 Mat.

3 (Forme Quadratiche e Geometria Proiettiva)

temi M3M

Sono raccolti gli esami dei corsi di Matematica 3 del Corso di Laurea Triennale in Matematica dell’Universit`a
di Padova negli anni accademici della riforma secondo il D.M. 509/1999. I contenuti dei corsi riguardavano
l’algebra quadratica e la geometria proiettiva.
Docenti di quei corsi sono stati: Valentino Cristante, Maurizio Candilera, Maurizio Cailotto, Alessandra
Bertapelle.

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marzo 2009

Universit`
a di Padova

Dip.Matem.P. & A.

prima prova parziale Mat Tre - 21 maggio 2002
Esercizio 1.
(1) Siano r ed s due rette sghembe in P3 (K), e sia P un punto di P3 (K) non appartenente n´e ad r n´e ad
¯
¯
s. Dimostrare che esiste una unica retta h passante per P ed incidente sia r che s.
(2) Se r = P1 ∨ P2 , s = Q1 ∨ Q2 ove
 
 
 


1
1
1
1
3
1
0
 0 
P1 =   , P2 =   , Q1 =   , Q2 = 
 ,
2
0
1
1
2
2
1
−1
e P = (1, 1, 1, 1)t , verificare che r ed s sono sghembe, che P non appartiene a nessuna delle due rette, e
trovare equazioni cartesiane per la retta h del punto (1).
(3) Dualizzare l’asserzione del punto (1).
Soluzione.
(1) Poich´e P non appartiene ad r, esiste un unico piano ρ = P ∨ r contenente P ed r; e necessariamente la
retta h cercata deve appartenere a ρ (deve passare per P e per un punto di r). Analogamente, poich´e
P non appartiene ad s, esiste un unico piano σ = P ∨ s contenente P ed s; e necessariamente la retta h
cercata deve anche appartenere a σ. Ora abbiamo ρ 6= σ, altrimenti r ed s sarebbero complanari, contro
l’ipotesi che siano sghembe. Allora una facile applicazione della formula di Grassmann assicura che la
dimensione di h = ρ ∧ σ `e 1; quindi si tratta di una retta, unicamente definita dalle condizioni poste.
Certamente poi h contiene P (poich´e P appartiene sia a ρ che a σ), ed interseca sia r che s essendo
complanare con entrambe le rette (su due piani diversi!).
(2) Le rette r ed s sono sghembe se e solo se i quattro punti P1 , P2 , Q1 , Q2 generano una variet`a lineare di
dimensione 3, cio`e se e solo se i quattro vettori rappresentanti sono linearmente indipendenti, ovvero se
e solo se la matrice


1 1 1 1
3 1 0 0 
A=

2 0 1 1
2 2 1 −1
ha rango 4; ci`
o `e vero, poich´e det(A) = 8 6= 0.
Il punto P non appartiene ad r se e solo se i punti tre punti P, P1 , P2 generano una variet`a lineare di
dimensione 2 (un piano), ovvero se e solo se la matrice


1 1 1
1 3 1


1 2 0
1 2 2
ha rango 3; ci`
o `e vero, poich´e le prime tre righe danno una sottomatrice quadrata di determinante non
nullo.
Analogamente Il punto P non appartiene ad s se e solo se i punti tre punti P, Q1 , Q2 generano una
variet`a lineare di dimensione 2 (un piano), ovvero se e solo se la matrice


1 1 1
1 0 0 


1 1 1
1 1 −1
ha rango 3; ci`
o `e vero, poich´e le ultime tre righe danno una sottomatrice quadrata di determinante non
nullo.
Come spiegato nel punto (1), la retta h si ottiene intersecando i due piani ρ = P ∨ r = P ∨ P1 ∨ P2 e
σ = P ∨ s = P ∨ Q1 ∨ Q2 , di equazioni rispettivamente




X0 1 1 1
X0 1 1 1
X 1 3 1
X 1 0 0 
det  1
e
det  1
=0
=0
X2 1 2 0
X2 1 1 1
X3 1 2 2
X3 1 1 −1
1

ma non vi `e alcuna retta passante per P . ma sono due nozioni equivalenti in P3 (K).prima prova parziale Mat Tre . s = he3 . D’altra parte possiamo dare un controesempio diretto: sia r = he1 . Da notare che questo enunciato `e molto pi` u facile da dimostrare: la retta h `e unicamente definita dai due punti di intersezione del piano π con le due rette r ed s. uno opposto dell’altro. Determinare il quarto armonico dopo i punti P1 . 1 −5 ¯ ¯ (3) Poich´e φ `e involuzione. 1) = (1. come si pu`o osservare facilmente dal fatto che l’enunciato duale ¯ diventa falso: una retta ed un piano che non si appartengono non hanno necessariamente un punto in comune. Il polinomio caratteristico di A `e X 2 + det(A) = X 2 − 9. −5)). Il punto (3) pertanto non ha pi` u senso: per calcolare il quart’armonico bisogna avere 3 punti distinti (in ogni caso. D’altra parte sappiamo che una ¯ proiettivit` a non identica della retta `e involuzione se e solo se la traccia di una qualunque applicazione lineare sovrastante `e nulla. −2 Dimostrare che si tratta di una involuzione. notare che siccome 1 = −1 in caratteristica 2. come pure “due rette si incontrano in ¯ un punto” e la duale “due rette sono complanari”). Il facile calcolo d`a A2 = 9I2 . dunque basta verificare che A2 `e un multiplo della matrice identica. Dimostrare che possiede due punti uniti P1 e P2 e trovarne le coordinate nel riferimento canonico. r ed s (dovrebbe passare per 3 punti indipendenti). poich´e Q `e il punto “di mezzo” tra P1 e P2 (la (semi)somma dei due). ci` o `e evidente per la matrice A. dunque troveremmo un solo autovalore (3 = 1 = −1 = −3) e un solo autovettore ((1. dunque gli autovalori di A sono ±3. 2 . si ha che il quarto armonico dopo tre punti distinti `e necessariamente il terzo punto: la nozione di armonia non `e pi` u interessante!). e dunque due autovettori indipendenti che corrispondono a due punti uniti distinti di φ. 5 −2 −2 9 1 Nel riferimento scelto si tratta del “punto all’infinito”. quando si disomogenezzi rispetto e X0 . e4 i e P = he5 i (usiamo la base canonica di K 5 ). e2 i. Sia data la proiettivit` a φ della retta  2 A= 5 (1) (2) (3) (4) P1 (R) che nel riferimento canonico ha matrice ¯ ¯  1 . e i punti uniti P1 e P2 di φ sono gli autospazi di A:     1 1 ker(A − 3I2 ) = h i e ker(A + 3I2 ) = h i. (3) L’enunciato duale `e il seguente: siano r ed s due rette sghembe in in P3 (K). dunque il quarto armonico cercato `e        2 1 1 0 0 φ(Q) = h i=h i=h i. −2)t .21 maggio 2002 da cui si ottiene (quasi) subito:  X0 − X1 − X2 + X3 = 0 X0 − X2 = 0  ovvero X1 − X3 = 0 X0 − X2 = 0 . Dimostrare che esiste una unica retta h contenuta in π ed incidente sia r che s (osserviamo solo che nozione duale di “due rette sghembe (intersezione vuota)” sarebbe “due rette che generano lo spazio”. dunque un unico punto unito (questo per il punto (2)). (4) Rimane certo vero che si tratta di una involuzione (punto (1)). come `e invece necessario per l’esistenza di h (vedi punto (3)). (4) L’enunciato in P4 (K) diventa falso. P2 e Q = (1. (1) Una involuzione `e una proiettivit` a non identica di quadrato l’identit`a. questo `e giusto. abbiamo (P1 P2 Q φ(Q)) = −1. d’altra parte in caratteristica 2 una proiettivit` a della retta `e involutiva se e solo se `e parabolica. Che cosa cambierebbe se invece di R si usasse un corpo K di caratteristica 2? ¯ Soluzione. siamo evidentemente nelle ipotesi dell’enunciato (1). e sia π un piano di P3 (K) ¯ ¯ non contenente n´e r n´e s. A possiede due autovalori distinti. Esercizio 2. (2) Trattandosi φ di una involuzione.

4 Dunque le parabole si ottengono per λ2 − µ2 /4 = 0. λ = 1) X02 + X12 + X22 − 6X0 X1 − 2X0 X2 + 2X1 X2 = 0 . (4) Descrivere il luogo dei punti del piano dato dai centri delle coniche a centro del fascio. 1. in particolare scrivere esplicitamente tutte le parabole del fascio e dire se ogni conica del fascio si pu`o scrivere come combinazione di parabole. (3) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio. Per λ = −µ/2 sappiamo. µ) = λ λ + 2 ed otteniamo due coniche degeneri: (a) per λ = 0. Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0. −λ µ/2 λ (1) Per trovare le coniche degeneri. i. per λ = µ/2 troviamo una parabola non degenere di equazione (poniamo µ = 2. (3) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto. ovvero per |λ| < |µ|/2. La matrice del fascio di conice `e   λ −λ − µ −λ A(λ. µ) = λ2 − µ2 T0. studio per quali valori dei parametri si annulla il determinante di A(λ. (2) Come gi` a detto il fascio `e bitangente. poniamo µ = 1 e si ha la conica X1 (X2 − 2X0 ) = 0. non possiamo scrivere tutte le coniche del fascio come combinazioni di parabole non degeneri: si tratta di descrivere una retta nello spazio proiettivo di dimensione 5 delle coniche. e per descrivere una retta servono due punti distinti. trattarsi di una conica degenere (la doppia retta). µ):  µ 2 det A(λ. (2) Trovare il ciclo base del fascio. si trovano i sistemi ( ( X1 = 0 X2 − 2X0 = 0 e X0 + X1 − X2 = 0 X0 + X1 − X2 = 0 da cui i punti P = (1. ed una delle due `e una retta doppia.e. dunque il ciclo base sar`a del tipo 2P + 2Q ove P e Q sono i due punti che si ottengono intersecando per esempio le coniche degeneri. 2). poniamo µ = −2. Sia dato in P2 (R) il fascio di coniche di equazione ¯ ¯ λX02 + λX12 + λX22 − 2(λ + µ)X0 X1 − 2λX0 X2 + µX1 X2 = 0 (1) Trovare tutte le coniche degeneri del fascio e scriverle esplicitamente. ne concludiamo che si tratta di un fascio bitangente: tutte le coniche del fascio saranno tangenti in due fissati punti alle rette di equazioni X1 = 0 e X2 − 2X0 = 0. per λ = ±µ/2. Siccome nel fascio abbiamo solo una parabola non degenere.seconda prova parziale Mat Tre . Soluzione. µ) =  −λ − µ λ µ/2  . (b) per 2λ + µ = 0. Le iperboli del fascio si ottengono per λ2 − µ2 4 < 0. Poich´e vi sono solo due coniche degeneri. basta considerare la loro intersezione con X0 = 0.7 giugno 2002 Esercizio 1. 1) e Q = (1. cio`e tutti i punti del piano (con relative molteplicit`a) per cui passano tutte le coniche del fascio. 3 . e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A∞ (λ. ovvero per |λ| > |µ|/2. 0. dal primo punto. λ = 1 e si ha la conica (X0 + X1 − X2 )2 = 0. µ): la conica `e ( ellisse parabola iperbole a seconda che det A∞ (λ. 2 Le ellissi del fascio si ottengono per λ2 − µ4 > 0.

2) per la coppia di rette. 0. µ) = λ(λ + µ/2)2 6= 0) abbiamo la retta di equazioni parametriche  µ    x0 = λ − 2 x1 = λ    x2 = λ − µ e di equazione cartesiana 2x0 − x1 − x2 = 0. Conclusione: i centri dele coniche a centro del fascio descrivono i punti della retta appena identificata. dunque la forma bilineare possiede sottospazi isotropi di dimensione 2. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione ¯ Q(X0 . µ). (2. Pi` u geometricamente. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. ed intersecando le rette polari di due punti distinti della retta all’infinito. Soluzione. µ)−1 ovvero (a meno di proporzionalit` a). Esercizio 2. Osservando la matrice. (3) Si classifichi Q ¸ come quadrica affine dello spazio affine complementare di X0 = 0. (2) Sia Q ¸ la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. specificando qual’`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale contenuta in Q ¸. dunque le coordinate x di C soddisfano all’equazione xt A(λ. Scegliendo i due punti fondamentali. si arrivava agli stessi calcoli. (4) Trovare per quali valori di α il piano X1 = αX0 taglia su Q ¸ una conica degenere. 1. 0)A(λ. −1)). si poteva calcolare i centro applicando il principio di reciprocit`a. X3 ) = 2X12 + X22 + X0 X1 + X0 X2 + 2X1 X2 + 2X2 X3 nella base canonica. usando i complementi algebrici:    µ µ µ2 λ µ/2  2  = (λ + )(λ − ) x = det = λ −  0  µ/2 λ 4 2 2       λµ µ −λ − µ −λ x1 = − det = λ2 + = (λ + )λ µ/2 λ  2 2      2   λµ µ µ −λ − µ −λ   x2 = det =− − + λ2 = (λ + )(λ − µ) λ µ/2 2 2 2 da cui (per ipotesi det A(λ. la dimensione massima dei sottospazi isotropi `e 4 . 0. vediamo che il primo e l’ultimo vettore della base data sono isotropi tra loro ortogonali per la forma bilineare. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. per calcolare il centro basta dunque calcolare la prima riga della matrice inversa di A(λ. 0. 0). che ha equazione X0 = 0. X2 . ovvero coordinate (1. (1) La matrice della forma in questione `e 0 1/2  A= 1/2 0 1/2 2 1 0  1/2 1 1 1  0 0  1 0 Prima soluzione: strategia astuta. 3) per la retta doppia) e alla parabola (il punto all’infinito (0.7 giugno 2002 (4) Il centro C di una conica a centro `e il polo dell’iperpiano all’infinito. classificare proiettiva¯ ¯ mente Q ¸ . Poich´e `e non degenere (un facile sviluppo mostra det(A) = 1/4 6= 0). per esempio quello generato da questi due vettori.seconda prova parziale Mat Tre . 1. 0. µ) = (1. eccetto i tre punti corrispondenti alle coniche degeneri ((1. X1 . 0) xt = (1.

essendo tangente al piano all’infinito). 5 . 0. Abbiamo   2 1 0 det  1 1 1  = 2 6= 0 0 1 0 e dunque si tratta di un iperboloide (iperbolico). Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica rigata di P3 (R). X2 . Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel modo seguente (parto da X2 perch´e `e pi` u facile): X0 X2 Q(X) = (X2 + + X1 + X3 )2 − 0 + X12 − X32 − X0 X3 − 2X1 X3 2 4  2 X0 = Z02 − + X3 + X12 − 2X1 X3 2 = Z02 − Z12 + (X1 − X3 )2 − X32 = Z02 − Z12 + Z22 − Z32 ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da  X0  + X1 + X2 + X3 Z0 =    2    X0 + X3 Z1 = 2     Z2 = X1 − X3    Z3 = X3 Ne concludiamo che la forma ha rango 4. 2). oppure no (e allora si tratta d’un iperboloide). Seconda soluzione: strategia dei quadrati. la quadrica in questione `e non degenere. Si tratta dunque di vedere quando si annulla il determinante della matrice   0 α(2α + 1) 1+α 2 1+α Qα =  1 1 2 0 1 0 e un facile sviluppo d` a det Qα = α(2α + 1).7 giugno 2002 esattamente 2: questo ci permette di concludere che si tratta di una forma di segnatura (2. e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X1 +X2 = 0 e X1 = 2X3 nelle coordinate originali (ho scritto questo svolgimento solo perch´e non avevo mai usato a lezione le trasformazioni di coordinate per trovare dei sottospazi isotropi). (4) Sostituendo X1 = αX0 nella Q(X) = 0. si guadagna un sacco di conti da fare (legge del contrappasso). X3 ). Senza indugio. 0) e (0. Un sottospazio isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni Z0 = Z1 e Z2 = Z3 . 0. si tratta dunque di decidere se `e un paraboloide o un iperboloide. dunque non `e degenere. per questo basta vedere se la matrice della conica tagliata su X0 = 0 `e degenere (allora si tratta d’un paraboloide.seconda prova parziale Mat Tre . Terza soluzione: strategia dell’ingegnere. Quindi ivalori cercati sono α = 0 e α = −1/2. in cui possiamo usare le coordinate proiettive (X0 . e segnatura (2. (2) Siccome la forma bilineare era non degenere. 2). (3) Sappiamo gi` a che la quadrica contiene rette (e dunque non pu`o essere un ellissoide). 0. troviamo l’equazione α(2α + 1)X02 + X22 + (1 + α)X0 X2 + X2 X3 = 0 di una conica nel piano dato. e il suo vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo). si applica il metodo: si passa subito a torturare (induttivamente) la matrice per farle confessare una base ortogonale. 1) nel ¯ ¯ riferimento iniziale `e contenuta nella quadrica. per esempio la retta congiungente i punti di coordinate (1. e quello prima evidenziato era un sottospazio isotropo massimale (uno dei tanti). 0.

(2) Trovare i punti uniti e le rette unite per φ. vi sono due punti uniti P e Qr di cui uno `e indipendente dalla retta r. 0. `e centro d’un fascio di rette unite. Studio subito l’autospazio di 2. 0) che `e punto fisso (appartiene all’asse) e (0. e allora tutta la retta a che li congiunge (di equazione X0 + X2 = 0) `e fatta di punti uniti (in particolare `e una retta unita). 0. a2 ). X1 . 0)i. che si vede subito avere rango 1. −1). calcolare il birapporto (P Qr R φ(R)). Svolgimento. ognuna delle quali interseca a in un punto. (1) La matrice `e  3 A= 1 −1  0 −1 4 1  0 3 poich´e si controlla subito che φ(X) = AX. (2) Per vedere le sottovariet` a unite. Sia dato in P2 (R) il fascio di coniche di equazione 2µX02 − (λ + µ)X12 + (λ − µ)X22 − 2λX0 X1 − 2λX0 X2 = 0 (1) Trovare tutte le coniche degeneri del fascio e scriverle esplicitamente. che non appartiene ad a. uniti relativamente allo stesso autovalore. −1. 1. (4) Sia ora r la retta di equazione X0 = 0. e per la retta t tale che φ(t) = r. si trova la retta di equazione 3X0 + X2 = 0. L’autospazio relativo a 4 si trova studiando la matrice 4I3 − A. come gi`a detto). La proiettivit` a in questione `e dunque una omologia generale di asse a: il punto fisso P . Per calcolare s. 0. La proiettivit`a indotta sulla retta r ha punti uniti P (di autovalore 2) e Qr (di autovalore 4). allora r contiene P (le rette unite diverse dall’asse sono solo quelle del fascio di centro P . (3) Dimostrare che. 1. si trova P = h(1. e dunque identifica un punto fisso P . dunque l’autospazio ha dimensione 2. e determinare le relazioni d’appartenenza reciproche. la sua immagine tramite φ ha coordinate pl¨ uckeriane aA−1 . piuttosto che calcolare (la prima riga di) A−1 . si scrive     X0 3X0 − X2 φ  X1  =  X0 + 4X1 + X2  −X0 + 3X2 X2 (1) Scrivere la matrice di φ nel riferimento dato. dunque il birapporto richiesto `e il rapporto 2/4 = 1/2. possiamo usare (0. che avr`a necessariamente dimensione 1. che non sia di punti uniti. Questo termina la discussione su punti e rette unite e loro appartenenze reciproche. −1)i e Q2 = h(0. questo ci permette subito di trovare t poich´e basta calcolare (1. 3). per ogni retta unita r. usando coordinate nel riferimento canonico.primo appello Mat Tre . e interseca a in un punto Qr che `e un punto unito (perch´e appartiene all’asse). altrimenti la retta stessa sarebbe di punti uniti. 1) la cui immagine `e (−1.10 giugno 2002 Esercizio 1. 1. Sia data la proiettivit` a φ del piano P2 (R) in s´e che. 0)A = (3. Dare equazioni cartesiane per la retta s = φ(r). (3) Sia r una retta unita distinta dall’asse di omologia. generato per esempio da Q1 = h(1. 0. 6 . Esercizio 2. dunque si tratta di due punti del piano proiettivo. Per ogni punto R ∈ r. (4) Data una retta di coordinate pl¨ uckeriane a = (a0 . 1)i. studiamo gli autovalori di A:  x−3 0 1 det(xI3 − A) = det  −1 x−4 −1  = (x − 4)((x − 3)2 − 1) = (x − 2)(x − 4)2 1 0 x−3  e dunque trovo gli autovalori 2 (di moltepicit`a 1) e 4 (di molteplicit`a 2). possiamo congiungere l’immagine tramite φ di due qualsiasi punti di r. a1 . X2 ). ove X = (X0 . e dunque dedurre l’equazione cartesiana 3X0 − X2 = 0. non vi sono altri punti uniti appartenenti ad r.

(2) Come gi` a detto il fascio `e osculatore. di equazione (2X0 + X1 − X2 )(X1 + X2 ) = 0. per esempio quella di equazione 2X02 − X12 − X22 = 0 (ottenuta con λ = 0 e µ = 1). µ) = (1. si trovano i sistemi ( ( 2X0 + X1 − X2 = 0 X1 + X2 = 0 e 2 2 2 2X02 − X12 − X22 = 0 2X0 − X1 − X2 = 0 da cui i punti P = (1. Poich´e vi `e solo una conica degenere. (4) Descrivere il luogo dei punti del piano dato dai centri delle coniche a centro del fascio. La matrice del fascio di coniche `e  2µ A(λ. e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A∞ (λ. 1) e (0. usando i complementi algebrici:    −λ − µ 0   x = det = −(λ + µ)(λ − µ)  0  0 λ−µ       −λ −λ x1 = − det = λ(λ − µ) 0 λ−µ         −λ −λ   x2 = det = −λ(λ + µ) −λ − µ 0 7 . (3) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto. dunque le coordinate x di C soddisfano all’equazione xt A(λ. per λ = ±µ. (3) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio. in corrispondenza del valore µ = 0. µ): det A(λ. 1) (con molteplicit`a 3) e Q = (1. possiamo scrivere ogni conica del fascio come combinazione di esse. −1). Le iperboli del fascio si ottengono per λ2 − µ2 > 0.e. 0 λ−µ (1) Per trovare le coniche degeneri. −1. iperbole Dunque le parabole si ottengono per λ2 − µ2 = 0. Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0. µ) = 2µ3 ed otteniamo una sola conica degenere. 0. basta considerare la loro intersezione con X0 = 0. cio`e tutti i punti del piano (con relative molteplicit`a) per cui passano tutte le coniche del fascio. 0. µ). µ) =  −λ −λ  −λ −λ −λ − µ 0  . µ) = −λ2 + µ2 T 0 . µ)−1 (a meno di proporzionalit` a). (4) Il centro C di una conica a centro `e il polo dell’iperpiano all’infinito. 0)A(λ. Soluzione. per calcolare il centro basta dunque calcolare la prima riga della matrice inversa di A(λ. 0). le cui equazioni si possono scrivere ponendo λ = 1 e µ = ±1. 0). µ): la conica `e ( ellisse parabola a seconda che det A∞ (λ. Troviamo: X02 − X12 − X0 X1 − X0 X2 = 0 e X02 − X12 + X0 X1 + X0 X2 = 0 i cui punti sulla retta all’infinito sono (0.10 giugno 2002 (2) Trovare il ciclo base del fascio. Siccome nel fascio abbiamo due parabole non degeneri. Si tratta di due parabole non degeneri. 1. Le ellissi del fascio si ottengono per λ2 − µ2 < 0. poniamo λ = 1. i. 0) ovvero xt = (1.primo appello Mat Tre . ovvero coordinate (1. in particolare scrivere esplicitamente tutte le parabole del fascio e dire se ogni conica del fascio si pu`o scrivere come combinazione di parabole. dunque il ciclo base sar`a del tipo 3P + Q ove P e Q sono i due punti che si ottengono intersecando per esempio la conica degenere con una qualsiasi altra conica del fascio. 0. che ha equazione X0 = 0. studio per quali valori dei parametri si annulla il determinante di A(λ. ne concludiamo che si tratta di un fascio osculatore. ed essa si spezza in una coppia di rette distinte. 0. ovvero per |λ| < |µ|. ovvero per |λ| > |µ|. 1.

classificare proiettivamente Q. (4) Trovare per quali valori di α il piano X1 = αX0 taglia su Q una conica degenere. 0 sulla diagonale). 1. 1. dunque la forma `e degenere. 1).10 giugno 2002 da cui. Seconda soluzione: strategia di ricerca di una base ortogonale. −1. 1. Prima di tutto osserviamo se la forma `e non degenere: una facile riduzione di Gauss mostra che la matrice ha rango 3. Sia allora v4 = (0. X3 ) = X02 + 2X12 + 2X0 X1 − 2X0 X3 − 2X1 X2 − 2X1 X3 + 2X2 X3 nella base canonica. dunque `e degenere. Esercizio 3. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . osservando che x1 x2 = λ2 x0 e 2λ2 = x1 − x2 . specificando qual’`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale contenuta in Q. X1 . (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. 1). L’ortogonale della forma `e data dalle equazioni Z0 = Z1 = Z2 = 0. che sostituendo e risolvendo d`a lo spazio generato dal vettore (0. (3) Si classifichi Q come quadrica affine dello spazio affine complementare di X0 = 0. 1. e il nucleo della forma bilineare `e dato dal sottospazio generato da (0. la matrice `e diagonale con 1. Allora: 8 . 1)t . (1) La matrice della forma in questione `e  1 1 0 −1 2 −1 −1   1 A=  0 −1 0 1 −1 −1 1 0  Prima soluzione: strategia dei quadrati. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel modo seguente: Q(X) = (X0 + X1 − X3 )2 + X12 − X32 − 2X1 X2 + 2X2 X3 = Z02 + (X1 − X2 )2 − X22 − X32 + 2X2 X3 = Z02 + Z12 − (X2 − X3 )2 = Z02 + Z12 − Z22 ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da  Z0 = X0 + X1 − X3     Z1 = X1 − X2   Z2 = X2 − X3   Z3 = X3 Ne concludiamo che la forma ha rango 3 (perch´e abbiamo trovato solo tre quadrati: nel riferimento nuovo. X2 . 1. e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X0 + X1 − X2 = 0 e X1 = X2 nelle coordinate originali (ho scritto questo svolgimento perch´e non avevo mai usato a lezione le trasformazioni di coordinate per trovare dei sottospazi isotropi).primo appello Mat Tre . (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. Conclusione: i centri delle coniche a centro del fascio descrivono i punti della conica irriducibile appena identificata. 1) nel riferimento iniziale. che possiamo scegliere come il sottospazio di equazione X3 = 0. per esempio. Un sottospazio isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni Z0 = Z2 e Z1 = 0. 1. Soluzione. eccetto i tre punti corrispondenti alla conica degenere (il punto triplo del ciclo base) e alle due parabole (i due punti sulla retta all’infinito). in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. e di segnatura (2. 1. otteniamo l’equazione quadratica 2x1 x2 = x0 (x1 − x2 ). e cerchiamo una base ortogonale di un complementare W .

1) (nella base data da v1 . X0 + X1 − X3 = 0 e X1 − X2 = 0. 1. per esempio la retta congiungente il vertice (0. −1. e sul piano all’infinito taglia una coppia di rette distinte. v3 . −1. X3 ). 0.primo appello Mat Tre . 0)t . (3) Siccome il vertice `e un punto dell’iperpiano all’infinito. v4 la matrice diventa diagonale con 1. Si tratta dunque di vedere quando si annulla il determinante della matrice   2α2 + α + 1 −α/2 −α − 1 Qα =  −α/2 0 1  −α − 1 1 0 e un facile sviluppo d` a det Qα = −α2 − 1. (2) Siccome la forma bilineare era degenere. e il suo vertice `e il punto di coordinate proiettive (0. diciamo v1 = (1. dunque Q `e un cilindro a base iperbolica. 0. 1. −1. considerando l’intersezione con il piano X1 = 0 (scelto perch´e faccio sparire molti termini). 1)) `e contenuta nella quadrica. e uno `e per esempio quello generato da v4 e v1 − v3 . 1). 1. Ne concludo che la forma in questione ha segnatura (2. dunque soggetto a X3 = 0 e X0 + X1 − X3 = 0. la quadrica in questione `e degenere. v2 . (4) Sostituendo X1 = αX0 nella Q(X) = 0. 0) e noto che Q(v2 ) = −1. 1. Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di un cono di P3 (R) contenente infiniti punti reali. X2 . in cui possiamo usare le coordinate proiettive (X0 . allora nello spazio affine dato la quadrica si presenta come un cilindro. 0. per esempio v2 = (1. e noto che Q(v1 ) = 1. per esempio v3 = (1. −1. 0 nella diagonale) quindi i sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. 1): per tagliare coniche degeneri bisogna che il piano “contenga quella direzione”). 0. si vede facilmente che viene indotta una iperbole. (ii) scelgo un vettore non isotropo in W che sia nell’ortogonale di v1 . v2 i. Quindi non esistono valori di α con la propriet`a cercata (d’altra parte la quadrica `e un cilindro con l’asse in direzione (0. 1. 0) e noto che Q(v2 ) = 1. (iii) scelgo un vettore (non isotropo) in W che sia nell’ortogonale di hv1 . 9 . 1) e un qualsiasi punto della quadrica (per esempio (2. 1. 0. 1. troviamo l’equazione (2α2 + α + 1)X02 − αX0 X2 − 2(α + 1)X0 X3 + 2X2 X3 = 0 di una conica nel piano dato.10 giugno 2002 (i) scelgo un vettore non isotropo in W . dunque soggetto a X3 = 0.

1) (che `e (1. 1) alla retta di equazione X0 + 2X1 − X2 = 0. e determinare le relazioni d’appartenenza reciproche. La proiettivit`a in questione `e dunque una omologia generale di asse a: il punto fisso P . 1)i (che d’altra parte era evidente dalla definizione essere un punto fisso).secondo appello Mat Tre . 0. poich´e basta calcolare (1. e dunque identifica un punto fisso Q0 . (1) Osserviamo subito che i punti P1 . Svolgimento. a2 ). Siano dati i seguenti punti del piano P2 (R)   2 P1 = h −2 i. siccome i tre coefficienti sono tutti e tre non nulli. 0. dunque si tratta di due punti del piano proiettivo. 0)A = (1. 0. dunque l’autospazio ha dimensione 2. 0)i e Q2 = h(1. che non appartiene ad a. e allora tutta la retta a che li congiunge (di equazione X0 − X1 + X2 = 0) `e fatta di punti uniti (in particolare `e una retta unita). altrimenti pu`o essere che P o Q coincidano con il centro di omologia (e l’altro punto unito dev’essere allora nell’asse): si avr`a rispettivamente (P Q R φ(R)) = (Q0 Q R φ(R)) = 1/2 e (P Q R φ(R)) = (P Q0 R φ(R)) = 2 (rapporti degli autovalori). Scrivere la matrice di φ nel riferimento canonico. −1)). e nel punto di coordinate (1. −1)i. il pi` u facile `e quando P e Q appartengono entrambi all’asse a ed in tal caso risulta (P Q R φ(R)) = (P Q R R) = 1. Si consideri nel piano P2 (R) il fascio delle coniche che sono tangenti nel punto di coordinate (1. si trova Q0 = h(1. e dunque esiste unica la proiettivit`a φ richiesta (dati due riferimenti proiettivi. 0. ognuna delle quali interseca a in un punto. 1   1 P3 = h 1 i. Per calcolare invece l’immagine richiesta possiamo congiungere l’immagine tramite φ di due qualsiasi punti della retta X0 = 0. e che il punto P4 si scrive come 21 P1 + P2 − P3 . (4) Data una retta di coordinate pl¨ uckeriane a = (a0 . −2   1 P2 = h 3 i. 1 (1) Dimostrare che esiste una unica proiettivit`a φ del piano P2 (R) in s´e che manda ordinatamente i punti fondamentali del riferimento canonico nei punti dati. 1. uniti relativamente allo stesso autovalore. −1). (4) Calcolare immagine ed antimmagine tramite φ della retta di equazione X0 = 0. P2 . studiamo gli autovalori di A:   x−1 −1 1 det(xI3 − A) = det  1 x−3 1  = (x − 1)(x − 2)2 1 −1 x−1 e dunque trovo gli autovalori 1 (di moltepicit`a 1) e 2 (di molteplicit`a 2). 1. (3) Abbiamo essenzialmente tre casi possibili. La matrice `e  1 A =  −1 −1  1 −1 3 −1  1 1 (2) Per vedere le sottovariet` a unite. 1. L’autospazio relativo a 2 si trova studiando la matrice 2I3 − A. per costruzione conosciamo le immagini di (0. Questo termina la discussione su punti e rette unite e loro appartenenze reciproche. Esercizio 2. 3. che avr` a necessariamente dimensione 1. calcolare il birapporto (P Q R φ(R)). 1. generato per esempio da Q1 = h(1. (3) Per ogni coppia P e Q di punti uniti distinti. Studio subito l’autospazio di 1. P3 sono indipendenti (basta vedere il determinante della matrice che li ha come colonne). ne concludiamo che i quattro punti dati formano un riferimento proiettivo del piano. 1. la sua immagine tramite φ ha coordinate pl¨ uckeriane aA−1 .25 giugno 2002 Esercizio 1. a1 . e per ogni punto R appartenente alla retta generata da P e Q. −1   1 P4 = h 1 i. esiste una unica proiettivit` a che manda ordinatamente uno nell’altro). e dunque dedurre l’equazione cartesiana X0 + X1 − X2 = 0. `e centro d’un fascio di rette unite. 10 . 1)) e di (0. che si vede subito avere rango 1. Si trova la retta di equazione 2X0 − X1 + X2 = 0. 1. 0) (che `e (1. (2) Trovare i punti uniti e le rette unite per φ. questo ci permette subito di trovare l’antimmagine richiesta. 0) alla retta di equazione X0 − X1 + 2X2 = 0.

Quindi la sua equazione `e    1 1 1 X0 (0. si determinino asse e vertice della parabola. µ) = − µ(4λ + µ) T 0 . (2) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio. µ): la conica `e ( ellisse parabola iperbole 9 det A∞ (λ. si determinino centro e raggio. e si ottiene il punto (1. basta considerare la loro intersezione con X0 = 0. −1) (direzione ortogonale all’asse). X2 )  1 −3 3   X1  = X02 − 3X12 − 3X22 + 2X0 X1 + 2X0 X2 + 6X1 X2 = 0 . l’equazione della parabola `e quindi    1 1 1 X0 (X0 . ma questo d`a solo la direzione dell’asse della parabola. dunque vi sono solo due coniche degeneri. Allora le ellissi del fascio si ottengono per λ > −1 e le iperboli del fascio si ottengono per λ < −1 (µ = 4 e λ = −1 corrisponde alla parabola non degenere). dotato della usuale metrica euclidea. Per calcolare veramente l’asse usiamo la polarit`a rispetto alla parabola: l’asse contiene il punto all’infinito e il vertice. −1)  1 −3 3   X1  = 0 1 3 −3 X2 ovvero X1 − X2 = 0 . 1. 4 a seconda che Dunque le parabole si ottengono per µ = 0 (ma allora `e una conica degenere) e per µ = −4λ (e si tratta dell’unica parabola irriducibile). µ) =  −2λ+µ 2 −2λ+µ 2 −2λ+µ 2 λ − 2µ 2λ+5µ 2 −2λ+µ 2 2λ+5µ 2   . 1. e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A∞ (λ. −1/4). (3) Mostrare che nel fascio esiste una unica parabola non degenere e se ne scriva esplicitamente l’equazione. X1 . una `e data dalla unione delle due rette “tangenti”. (4) Mostrare che nel fascio esiste un unico cerchio. 11 . poich´e la parabola vi `e tangente) e del vertice (che `e la retta tangente nel vertice. l’altra `e data dalla retta congiungente i due punti “di tangenza” (di equazione X0 − X1 − 2X2 = 0) contata due volte. 1). 1 3 −3 X2 Il punto all’infinito della parabola (intersezione con X0 = 0) si vede subito essere (0. e porre µ = 4. Soluzione. in corrispondenza dei valori λ = 1 e µ = −4 dei parametri.25 giugno 2002 (1) Scrivere esplicitamente tutte le coniche degeneri del fascio e dare l’equazione generale del fascio. Ora possiamo supporre µ 6= 0. dunque `e la retta polare del punto dato dalla intersezione delle rette polari del punto all’infinito (che `e la retta all’infinito stessa.secondo appello Mat Tre . Il vertice si trova intersecando l’asse con la parabola. −1/4. λ − 2µ (2) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto. usando il metodo degli invarianti ortogonali. infine. si determini l’equazione canonica della parabola. Quindi l’equazione generale del fascio `e λ(X0 − X1 − 2X2 )2 + µ(X0 + 2X1 − X2 )(X0 − X1 + 2X2 ) = 0 e la matrice del fascio di coniche `e  λ+µ A(λ. 1. e se ne scriva esplicitamente l’equazione. per definizione ortognale all’asse): quindi l’asse `e la retta polare del punto (0. (3) Abbiamo gi` a visto che nel fascio esiste una sola parabola non degenere. (1) Si tratta di una fascio di coniche bitangenti. Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0.

0).25 giugno 2002 Per prevedere l’equazione canonica usiamo il metodo degli invarianti ortogonali: sappiamo che esiste una trasformazione di coordinate ortonormale P tale che   ! 0 0 p 1 0 0 t P BP = a  0 1 0  con P = x e P 0t = P 0−1 . da cui ricaviamo p2 = 2. 1. i). X3 ) = X02 − X12 − X22 − X32 − 2X0 X3 − 2X1 X2 − 2X1 X3 nella base canonica.secondo appello Mat Tre . ove abbiamo posto X = X1 /X0 e Y = X2 /X0 . 6. ovvero 2λ + 5µ = 0. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. 0. e possiamo pigliare λ = 5 e µ = −2. specificando qual’`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale contenuta in Q. e si determini l’intersezione Q ∩ π. 6). Soluzione. X2 . Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . (4) I cerchi sono le coniche passanti per i punti ciclici dell’infinito. X2 )  −6 1 0   X1  = 3X02 + X12 + X22 − 12X0 X1 − 12X0 X2 = 0 . P0 p 0 0 y ove B `e la matrice della parabola. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. Si dimostri che P appartiene a Q. X1 . Dunque l’equazione canonica della parabola `e X 2 + 2 2Y = 0. −6 0 1 X2 In termini di coordiante affini X = X1 /X0 e Y = X2 /X0 si riscrive subito come (X − 6)2 + (Y − 6)2 = 69 da cui si vede che il centro `e il punto (1. (1) La matrice della forma in questione `e  1 0 0 −1  0 −1 −1 −1  A=  0 −1 −1 0 −1 −1 0 −1  Prima soluzione: strategia dei quadrati. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel modo seguente: Q(X) = (X0 − X3 )2 − X12 − X22 − 2X32 − 2X1 X2 − 2X1 X3 = Z02 − (X1 + X2 + X3 )2 − X32 + 2X2 X3 = Z02 − Z12 − (X3 − X2 )2 + X22 = Z02 − Z12 + Z22 − Z32 12 . X1 . (4) Si consideri ora il punto P di coordinate (1. uguagliando traccia della sottomatrice “all’infinito” e determinante (sono gli invarianti ortogonali per la parabola) abbiamo a = trB∞ = −6√e −ap2 = det B = 12. imponendo il passaggio per il punto (0. vediamo subito che deve essere nullo il termine che moltiplica X1 X2 . Esercizio 3. si calcoli l’equazione del piano π tangente a Q in P . 1. e il raggio `e √ 69. classificare proiettivamente Q. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. Otteniamo la conica di equazione    3 −6 −6 X0 (X0 . (3) Classificare Q come quadrica affine dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0.

Cerchiamo allora una base ortogonale del nostro spazio: (i) scelgo un vettore non isotropo. per esempio v2 = (0. oppure no (e allora si tratta d’un iperboloide). che l’intersezione di π e Q sar`a formata da due rette contenute in Q. dunque soggetto a X0 − X3 = 0. 1) e noto che Q(v4 ) = 2. 0) e noto che Q(v2 ) = −1. 2. v4 la matrice diventa diagonale con 1. 2 nella diagonale) quindi i sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. X1 + X2 = 0 e X1 + 2X3 = 0. 0. (2) Siccome la forma bilineare era non degenere. 0. diciamo v1 = (1. per esempio v4 = (1. dunque soggetto a X0 − X3 = 0. e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X0 − X1 − X2 − 2X3 = 0 e 2X2 − X3 = 0 nelle coordinate originali. dunque soggetto a X0 − X3 = 0 e X1 + X2 = 0. e segnatura (2. 0)t . −2. 0. (iv) scelgo un vettore (necessariamente non isotropo) che sia nell’ortogonale di hv1 . Ne concludo che la forma in questione ha segnatura (2. v2 . poich´e si tratta di una quadrica rigata. v3 i. per questo basta vedere se la matrice della conica tagliata su X0 = 0 `e degenere (allora si tratta d’un paraboloide. Abbiamo  1 1 det  1 1 1 0  1 0  = −1 6= 0 1 e dunque si tratta di un iperboloide (iperbolico). 0. 1. v2 . Sappiamo gi` a. Seconda soluzione: strategia di ricerca di una base ortogonale. e uno `e per esempio quello generato da v1 + v2 e v3 + v4 . 0. il piano tangente π si scrive dunque   X0 1 0 0 −1  0 −1 −1 −1   X1  (1. −1. . 1. dai risultati del punto (1) si ricava subito una retta contenuta in Q. 1) e noto che Q(v3 ) = −2.secondo appello Mat Tre . Mettendo a sistema le equazioni di π e Q e sostituendo X0 = X1 + X2 + X3 nell’equazione di Q si trova l’equazione quadratica X3 (X1 − X3 ) = 0. si tratta dunque di decidere se `e un paraboloide o un iperboloide. 2). (ii) scelgo un vettore non isotropo che sia nell’ortogonale di v1 . dunque le due rette sono   X0 − X1 − X2 = 0 X3 = 0 e 13 X0 − 2X1 − X2 = 0 X1 − X3 = 0 . 0. dunque la forma `e non degenere. v3 . (3) Sappiamo gi` a che la quadrica contiene rette (e dunque non pu`o essere un ellissoide). dunque non `e degenere.25 giugno 2002 ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da  Z0 = X0 − X3    Z = X + X + X 1 1 2 3  Z2 = X2    Z3 = X3 − X2 Ne concludiamo che la forma ha rango 4. v2 i. 0. (iii) scelgo un vettore (non isotropo) che sia nell’ortogonale di hv1 . Un sottospazio isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni Z0 = Z1 e Z2 = Z3 . e il suo vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo). (4) Si verifica immediatamente che il punto P = (1. per esempio v3 = (1. la quadrica in questione `e non degenere. 0)  =0  X2 0 −1 −1 0 X3 −1 −1 0 −1  ovvero X0 − X1 − X2 − X3 = 0 . 2) (nella base data da v1 . −2. e noto che Q(v1 ) = 1. essendo tangente al piano all’infinito). 0) soddisfa alla equazione della quadrica. 1. Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica rigata di P3 (R). Prima di tutto osserviamo se la forma `e non degenere: una facile riduzione di Gauss mostra che la matrice ha rango 4.

si scrivano le matrici di tali proiettivit` a. e che il punto P4 si scrive come 14 P1 + 14 P2 + 12 P3 . P2 . (3) Per ogni coppia P e Q di punti uniti distinti. (2) Per vedere le sottovariet` a unite. −1)i. siccome i tre coefficienti sono tutti e tre non nulli. e determinare le relazioni d’appartenenza reciproche. e di conseguenza tre rette unite (ognuna delle quali congiunge due dei punti uniti e non contiene il terzo): questo determina tutta la struttura dei sottospazi uniti. studiamo gli autovalori di A:   x−3 −3 −2 det(xI3 − A) = det  −1 x − 1 2  = (x − 4)(x + 2)(x − 2) 1 3 x e dunque trovo gli autovalori 4. 0 −1 0 −1 0 1 14 . −1 (1) Dimostrare che esiste una unica proiettivit`a φ del piano P2 (R) in s´e che manda ordinatamente i punti fondamentali del riferimento canonico nei punti dati. La matrice `e   3 3 2 A= 1 1 −2  −1 −3 0 (ricordiamo che `e definita a meno di moltiplicazione per scalari non nulli. 3). e per ogni punto R appartenente alla retta generata da P e Q. . Scrivere la matrice di φ nel riferimento canonico. Svolgimento. (2) Trovare i punti uniti e le rette unite per φ. ne concludiamo che i quattro punti dati formano un riferimento proiettivo del piano. 1. P3 = h −1 i. per l’autovalore −2 si trova Q3 = h(−1. siano rj ed rk le rette unite che lo contengono (dunque Qi = rj ∧rk ). (3) Abbiamo cinque casi possibili. 2 e −2 tutti di molteplicit`a uno. −1 −3 0   2 P4 = h 0 i. esiste una unica proiettivit` a che manda ordinatamente uno nell’altro). . notiamo che la proiettivit`a φ induce una involuzione con due punti uniti sulla retta congiungente Q2 e Q3 ). I punti uniti si trovano studiando gli autospazi dei tre autovalori: per l’autovalore 4 si trova Q1 = h(1. Siano dati i seguenti punti del piano P2 (R)       3 3 1 P1 = h 1 i. 1)i. che essenzialmente si riducono a tre: (Q1 Q2 R φ(R)) (Q1 Q3 R φ(R)) (Q2 Q3 R φ(R)) = 2 = 1/(Q2 Q1 R φ(R)) = −2 = 1/(Q3 Q1 R φ(R)) = −1 = (Q3 Q2 R φ(R)) (abbiamo semplicemente calcolato i rapporti degli autovalori. per l’autovalore 2 si trova Q2 = h(1. (4) Per ognuno dei punti uniti Qi . 1)i. calcolare il birapporto (P Q R φ(R)). quindi       1 0 2 0 2 0 . 2. (1) Osserviamo subito che i punti P1 . si dimostri che la proiettivit`a φ induce una proiettivit`a del fascio di rette di centro quel punto in s´e. allora il fascio di rette di centro Qi ha quelle due rette unite sotto la proiettivit`a φ. sia λrj + µrk . Possiamo dunque dire che la proiettivit`a φ possiede tre punti uniti distinti e indipendenti.terzo appello Mat Tre . (4) Per ognuno dei punti uniti trovati. dunque ne approfitto per eliminare i denominatori). viene trasformata da φ nella retta φ(r) = λφ(rj ) + µφ(rk ) = aj λrj + ak µrk (ove gli ai sono i tre autovalori per i = 1. −1. scegliendo opportuni riferimenti proiettivi su tali fasci.18 luglio 2002 Esercizio 1. Di conseguenza ogni retta di quel fascio. che `e un’altra retta dello stesso fascio. 1. Scegliendo come riferimenti nei tre fasci le rette unite. e dunque esiste unica la proiettivit`a φ richiesta (dati due riferimenti proiettivi. P3 sono indipendenti (basta vedere il determinante della matrice che li ha come colonne). le proiettivit`a indotte hanno matrici diagonali aventi in diagonale gli autovettori corrispondenti alle rette unite. P2 = h 1 i.

−1). (1) Scrivere esplicitamente tutte le coniche degeneri del fascio e dare l’equazione generale del fascio. X3 ) = X02 − X12 − X0 X3 − X1 X2 − X1 X3 − X2 X3 nella base canonica. 1) e (1. Q3 (riferimento nel fascio: r1 . (4) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio nel piano affine complementare della retta di equazione 2X0 + X1 + X2 = 0. X2 . i). 15 . ellissi per i valori compresi i due dati. e che devono essere uguali i coefficienti dei termini quadratici X12 e X22 . specificando qual’`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale contenuta in Q. classificare proiettivamente Q. µ) = −( λ2 − 5λµ + µ2 ) T 0 . −1) alla retta di equazione 2X0 +X1 +X2 = 0. −1. Esercizio 2. (4) Quest’ultimo punto `e facile: per costruzione tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta data. quindi nello spazio affine complementare esse si presentano tutte come parabole (a parte eventualmente le due degeneri). ovvero −3λ + 2µ = 0. X1 . Soluzione. (1) Si tratta di una fascio di coniche tangenti. Si consideri nel piano P2 (R) il fascio delle coniche che sono tangenti nel punto di coordinate (1. Quindi l’equazione generale del fascio `e λ(2X0 + X1 + X2 )(X0 − 2X1 − X2 ) + µ(X0 + 2X1 − X2 )(X0 + X2 ) = 0 e la matrice del fascio di coniche `e  2λ + µ A(λ. Esercizio 3. (3) I cerchi sono le coniche passanti per i punti ciclici dell’infinito. r3 ). in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. r3 ). imponendo il passaggio per il punto (0. e nel fascio non vi sono cerchi. r2 ). una `e data dalla unione della retta “tangente” con la retta congiungente gli altri due punti (di equazione X0 −2X1 −X2 = 0). l’altra `e data dalla unione delle rette congiungenti il punto “di tangenza” con gli altri due punti (equazioni sono X0 + 2X1 − X2 = 0 e X0 + X2 = 0). ovvero 2λ = λ + µ. e allora dobbiamo studiare il segno di −(1 −√ 10µ + µ2 ) al variare di µ. 1. Si trova facilmente che abbiamo due parabole non degeneri per i valori 5 ± 2 6. 1. (3) Determinare se nel fascio esistano cerchi del piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0 dotato della usuale metrica euclidea. (2) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio nel piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0. µ): la conica `e ( ellisse parabola iperbole 1 det A∞ (λ.terzo appello Mat Tre . 4 a seconda che Siccome per λ = 0 abbiamo una conica degenere. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . possiamo supporre λ = 2. 0. basta considerare la loro intersezione con X0 = 0. vediamo subito che deve essere nullo il termine che moltiplica X1 X2 . (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. Q2 (riferimento nel fascio: r1 .18 luglio 2002 rispettivamente per Q1 (riferimento nel fascio: r2 . e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A∞ (λ. ed iperboli per i valori esterni. Dunque unica possibilit` a `e λ = µ = 0. dunque vi sono solo due coniche degeneri. µ) =  −3λ+2µ 2 −λ/2 −3λ+2µ 2 −2λ −3λ+2µ 2 −λ/2 −3λ+2µ 2   . e passanti per i punti di coordinate (1. −λ − µ (2) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto.

−1. 1)t . e poi verificare che il punto trovato appartiene al piano stesso (polo e polare si appartengono se e solo se il piano polare `e tangente alla quadrica. (3) Sappiamo gi` a che la quadrica contiene rette (e dunque non pu`o essere un ellissoide). Abbiamo dunque visto che il piano `e tangente. e il punto di tangenza. dai risultati del punto (1) si ricava subito una retta contenuta in Q. che come si `e detto si calcola intersecando le due rette. 1). si tratta dunque di decidere se `e un paraboloide o un iperboloide. e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X0 − X1 − X2 /2 − X3 = 0 e 2X2 − 3X3 = 0 nelle coordinate originali. visto che si tratta di una quadrica rigata. Si dimostri che π `e tangente a Q. Abbiamo   2 1 1 det  1 0 1  = 0 1 1 0 e dunque si tratta di un paraboloide (iperbolico). −1)t . 2). Soluzione. Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica rigata di P3 (R). e il punto di intersezione sar` a allora dato dalla intersezione delle due rette).18 luglio 2002 (3) Classificare Q come quadrica affine dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0. (4) Si consideri ora il piano π di equazione X0 − X1 − X2 − X3 = 0. e si determini il punto di tangenza. (2) Siccome la forma bilineare era non degenere. 0. dunque π ∩ Q `e dato dalle due rette   X0 − X1 − X3 = 0 X0 − X3 = 0 e X2 = 0 X1 + X2 = 0 . dunque non `e degenere. e il suo vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo). `e (1. (1) La matrice della forma in questione `e  1 0 0 −1/2 −1 −1/2 −1/2   0 A=  0 −1/2 0 −1/2 −1/2 −1/2 −1/2 0  Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel modo seguente: Q(X) = (X0 − X3 /2)2 − X12 − X32 /4 − X1 X2 − X1 X3 − X2 X3 = Z02 − (X1 + X2 /2 + X3 /2)2 + X22 /4 − 3X2 X3 /4 = Z02 − Z12 + (X2 /2 − 3X3 /4)2 − 9X32 /16 = Z02 − Z12 + Z22 − Z32 ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da  Z0 = X0 − X3 /2     Z = X + X /2 + X /2 1 1 2 3  Z = X /2 − 3X /4 2 2 3    Z3 = 3X3 /4 Ne concludiamo che la forma ha rango 4. la quadrica in questione `e non degenere. Sostituendo X0 = X1 + X2 + X3 nell’equazione di Q si trova l’equazione quadratica X2 (X1 + X2 ) = 0. −1. Alternativamente si poteva procedere nel modo seguente: calcolare il polo P del piano π rispetto alla polarit`a indotta da Q. per questo basta vedere se la matrice della conica tagliata su X0 = 0 `e degenere (allora si tratta d’un paraboloide. (4) Studiamo l’intersezione della quadrica con il piano dato. 0. oppure no (e allora si tratta d’un iperboloide). 0. Un sottospazio isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni Z0 = Z1 e Z2 = Z3 . 16 . Per calcolare P si risolve il sistema P t A = (1. e segnatura (2. essendo tangente al piano all’infinito). che d`a subito P = (1. e in quel caso il polo `e il punto di tangenza). il piano risulta tangente se la conica intersezione `e degenere (in questo caso necessariamente l’unione di due rette. 0.terzo appello Mat Tre .

Sia ora r la retta di equazione X0 = 0. u1 . X2 ). 1. la sua immagine tramite φ ha coordinate pl¨ uckeriane uA−1 . Per trovare P possiamo per esempio intersecare due qualsiasi rette unite. generato per esempio da Q1 = h(0. u0 + u1 + 2u2 ) (a mano di un fattore di proporzionalit`a). Svolgimento. 1)i e Q2 = h(1. le cui coordinate pl¨ uckeriane si ottengono come autovettori della matrice trasposta: troviamo che si tratta del punto P di coordinate h(1. per una retta r di coordinate pl¨ uckeriane u. (2) Per vedere le sottovariet` a unite. 0) e otteniamo coordinate pl¨ uckeriane (3. usando coordinate nel riferimento canonico. dunque equazione X0 + X1 − X2 = 0. La proiettivit`a in questione `e dunque una omologia speciale di asse a: l’asse a contiene un punto (fisso) P . u2 ). che si vede subito avere rango 1. −1)i. −u0 + u1 . In generale. Esercizio 2. si tratta di due punti del piano proiettivo. Sia data la proiettivit` a φ del piano P2 (R) in s´e che. altrimenti la proiettivit`a indotta su r ha un unico punto unito (esattamente P ). studiamo gli autovalori di A:  x−1 −1 1 det(xI3 − A) = det  1 x−3 1  = (x − 2)((x − 1)(x − 3) + 1) = (x − 2)3 0 0 x−2  e dunque trovo l’unico autovalore 2 (di moltepicit`a 3). Discutere se esistano. −1. e dunque non pu`o essere una involuzione (le involuzioni sulla retta proiettiva reale devono avere o due o nessun punto unito: non esistono involuzioni paraboliche). 1). allora r `e una retta del fascio per P : se `e l’asse di omologia allora φ induce la proiettivit` a identica. e determinare le relazioni d’appartenenza reciproche. 0. il facile calcolo della matrice inversa di A d`a per la retta immagine φ(r) le coordinate pl¨ uckeriane (3u0 + u1 . ora basta sostituire u = (1.quarto appello Mat Tre . si scrive     X0 X0 + X1 − X2 φ  X1  =  −X0 + 3X1 − X2  X2 2X2 (1) (2) (3) (4) Scrivere la matrice di φ nel riferimento dato. 0)i Questo termina la discussione su punti e rette unite e loro appartenenze reciproche. Sia dato in P2 (R) il fascio di coniche di equazione (λ + µ)X02 + 2λX22 − 2(λ + µ)X0 X2 + (λ − µ)X1 X2 = 0 (1) Trovare tutte le coniche degeneri del fascio e scriverle esplicitamente. e per la retta t tale che φ(t) = r. 17 .10 settembre 2002 Esercizio 1. 0. che `e centro d’un fascio di rette unite. dunque l’autospazio ha dimensione 2. o meno. che per definizione non `e una involuzione. e allora tutta la retta a che li congiunge (di equazione X0 −X1 +X2 = 0) `e fatta di punti uniti (in particolare `e una retta unita). uniti relativamente allo stesso autovalore. e dunque equazione 3X0 − X1 + X2 = 0. studiando la matrice 2I3 − A. Cerco subito l’autospazio di 2. Dare equazioni cartesiane per la retta s = φ(r). (1) La matrice `e  1 A =  −1 0  1 −1 3 −1  0 2 poich´e si controlla subito che φ(X) = AX. rette unite su cui φ induca una involuzione. Trovare i punti uniti e le rette unite per φ. Per calcolare t basta calcolare le coordinate pl¨ uckeriane (1 0 0)A = (1 1 − 1). Per calcolare s. 1. (3) Sia r una retta unita. ove X = (X0 . (4) Data una retta di coordinate pl¨ uckeriane u = (u0 . X1 . determinare le coordinate pl¨ uckeriane della retta immagine tramite φ.

18 . ovvero per |λ| > |µ|. µ) = − (λ − µ)2 (λ + µ) 4 ed otteniamo due coniche degeneri. 1) (entrambi con molteplicit`a 2) . (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. −1. La matrice del fascio di coniche `e  λ+µ A(λ. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. µ) che si ottiene cancellando riga e colonna centrali di A(λ. µ): la conica `e ( ellisse parabola iperbole a seconda che det B(λ. e per questo `e sufficiente controllare il determinante della matrice B(λ. X3 ) = 11X12 + X22 + X32 + 2X0 X1 − 2X1 X2 − 6X1 X3 nella base canonica. µ): 1 det A(λ. Classificare affinemente tutte le coniche del fascio. Esercizio 3. eccettuati i casi degeneri (il valore λ = µ darebbe una parabola. studio per quali valori dei parametri si annulla il determinante di A(λ.10 settembre 2002 (2) Trovare il ciclo base del fascio. µ): la conica `e ( ellisse parabola iperbole a seconda che 1 det A∞ (λ. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . µ) =  0 −(λ + µ)  0 −(λ + µ) 0 (λ − µ)/2  . 0) e Q = (1. cio`e tutti i punti del piano (con relative molteplicit`a) per cui passano tutte le coniche del fascio. (3) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto. (4) In questo caso bisogna considerare l’intersezione dele coniche del fascio con X1 = 0. si trovano i sistemi ( ( X0 − X2 = 0 X0 − X2 = 0 e X2 = 0 X1 − X2 = 0 da cui i punti P = (0. X2 . (2) Come gi` a detto il fascio `e bitangente. in corrispondenza dei valori λ = µ = 1 e λ = −µ = 1. µ) = λ2 − µ2 T 0 . X1 . e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A∞ (λ. Classificare affinemente tutte le coniche del fascio. le equazioni sono rispettivamente (X0 − X2 )2 = 0 e X2 (X1 + X2 ) = 0. ma `e degenere).quarto appello Mat Tre . (λ − µ)/2 2λ (1) Per trovare le coniche degeneri. Poich´e si tratta du una retta doppia e di una coppia di rette. Dunque le parabole del fascio sono degeneri. ne concludiamo che si tratta di un fascio bitangente. µ) = − (λ − µ)2 T 0 . 4 Dunque nel fascio vi sono solo iperboli. le iperboli del fascio si ottengono per λ2 − µ2 < 0. le ellissi del fascio si ottengono per λ2 − µ2 > 0. ovvero per |λ| < |µ|. basta considerare la loro intersezione con X0 = 0. (3) Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0. dunque il ciclo base sar`a del tipo 2P + 2Q ove P e Q sono i due punti che si ottengono intersecando le coniche degeneri. Soluzione. 1. (4) Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X1 = 0.

0. Diciamo solo che un’occhiata alla matrice mostra che gli ultimi due vettori della base canonica sono tra loro ortogonali. e dunque di centro (1. ed eventualmente calcolare il punto di tangenza. 0. oppure degenere). e il punto di tangenza `e (1. calcolando i determinante delle matrici associate vediamo che si tratta di coniche non degeneri. (1) La matrice della forma in questione `e  0 1 0 0  1 11 −1 −3  A=  0 −1 1 0 0 −3 0 1  Prima soluzione: strategia dei quadrati. Per gli altri piani coordinati. non degenere con punti reali. eventualmente specificandone il centro. specificando qual’`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale contenuta in Q. quindi nessuno dei due piani `e tangente a Q. e per X3 = 0 troviamo 11X12 + X22 + 2X0 X1 − 2X1 X2 . e anzi l’intersezione (reale) con essa `e vuota. 0). sappiamo gi` a che la quadrica non `e rigata. e il suo vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo). (4) Determinare se qualcuno dei piano coordinati `e tangente a Q. quindi in soli due passi si potrebbe ricavare una base ortogonale. 19 . Per X1 = 0 troviamo X22 + X32 = 0. (3) Si classifichi Q come quadrica affine dello spazio affine complementare di X0 = 0. Per X2 = 0 troviamo 11X12 + X32 + 2X0 X1 − 6X1 X3 = 0. (2) Siccome la forma bilineare era non degenere. si trova facilmente che Q `e un ellissoide. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel modo seguente: Q(X) = (X2 − X1 )2 + 10X12 + X32 + 2X0 X1 − 6X1 X3 = Z22 + (X3 − 3X1 )2 + X12 + 2X0 X1 = Z22 + Z32 + (X1 + X0 )2 − X02 = −Z02 + Z12 + Z22 + Z32 ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da  Z0 = X0    Z = X + X 1 1 0  Z2 = X2 − X1    Z3 = X3 − 3X1 Ne concludiamo che la forma ha rango 4. 0. 0). Seconda soluzione: strategia di ricerca di una base ortogonale. la quadrica in questione `e non degenere. (3) Osservando che la trasformazione che abbiamo usato nel punto (1) `e una trasformazione affine (tiene fisso il piano all’infinito) possiamo subito dedurre che la quadrica in questione `e un ellissoide con centro nell’origine per le coordinate Z. (4) Del piano X0 = 0 abbiamo gi` a detto: non `e tangente alla quadrica Q. Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica non rigata di P3 (R) avente punti reali (per esempio appunto quello di coordinate (1. classificare proiettivamente Q. e vediamo se la conica intersezine `e degenere o no. dunque non `e degenere. −1. 0. 0. −3) nelle coordinate originali. 0)). e si calcola il centro risolvendo il sistema che si ottiene imponendo che sia il polo del piano di coordinate pl¨ uckeriane (1. e segnatura (3. e dovremmo controllare la conica che si ottiene intersecando Q con il piano all’infinito (Q sar`a un ellissoide. 1). dunque una conica degenere: il piano `e tangente. 0.quarto appello Mat Tre .10 settembre 2002 (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. poich´e il primo vettore della base canonica `e isotropo. Alternativamente. sostituiamo nell’equazione della quadrica. un iperboloide o un paraboloide a seconda che la conica disegnata sull’infinito sia non degenere senza punti reali. Soluzione. Un sottospazio isotropo massimale (dunque di dimensione 1) si pu`o vedere immediatamente dalla matrice. −1.

q. Sia data la proiettivit`a φ dello spazio P3 (R) che nel riferimento canonico ha matrice ¯ ¯   α 0 0 0  2α −α 2α −4α  A=  . Q2 . rette e piani uniti di φ. P ) appartiene al fascio di rette di asse C = p ∧ q (cio`e `e concorrente con p = P1 ∨ P2 e q = Q1 ∨ Q2 ). P e il quarto armonico M2 su r2 dopo P2 . diminuita di 5 e sostituito con 6 se il risultato `e nullo. q1 . γ−5 (3) S`ı. Q2 . abbiamo 5−γ  0  γ che M1 = γP2 + Q2 = . q1 . Q. la quaterna di rette P ∨ S. P . Q1 . sia C. (2) Trovare il quarto armonico M1 su r1 dopo P1 . R2 = p2 ∧ q2 e p = R1 ∨ R2 . q2 in posizione generale del piano proiettivo reale. q = Q1 ∨ Q2 e h appartengono ad un fascio? Per ogni retta s passante (3) E per P (tranne una: quale?). P ) e M2 (su r2 dopo P2 . Enunciato duale: date quattro rette p1 . (1) La retta r1 ha equazione (2γ − 5)X  0 − X1 − X2 = 0. siano r1 = P1 ∨ Q1 . la quaterna p ∧ s. q ∧ s. P . 20 . Q ∨ S. p `e armonica. la retta r2 ha equazione (γ + 5)X0 − 2X1 + X2 = 0 1 γ e il punto P ha coordinate . −4α 0 −3α 4α −2α 0 −2α 3α ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? (1) Trovare punti. diminuita di 5 e sostituito con 6 se il risultato `e nullo. Il punto di intersezione delle tre rette. Q1 . q2 . Q1 in P. E (2) Siano P0 e P1 due punti uniti distinti di φ. H ∨ S. γ−5  1  (2) Siccome P = (5 − γ)P1 + Q1 . h ∧ s. Esercizio 2. Q2 in posizione generale nel piano proiettivo.. si dimostri che h ∧ s `e il quarto armonico dopo p ∧ s. h ∧ s. Sia α la penultima cifra del proprio numero di matricola. siano R1 = p1 ∧ q1 . perch´e la proiettivit`a di r1 su r2 che manda ordinatamente i punti P. q ∧ s. q2 in posizione generale del piano proiettivo reale. ` vero che le rette p = P1 ∨ P2 . p) e m2 (in R2∗ dopo p2 . i punti di intersezione p ∧ s. l’equazione di h `e pertanto 2(2γ + 5)(5 − γ)X0 + (γ − 5)X1 − γX2 = 0. e sia P ∈ P0 ∨ P1 . P `e armonica. Risultati. p. P2 . e le coordinate del punto P = r1 ∧ r2 . e per ogni punto S di p diverso da p ∧ c. essa `e la quarta armonica del fascio dopo p. Q2 `e una proiezione (l’intersezione P `e fissata) e manda M1 in M2 (perch´e conserva i birapporti). e dunque per ogni retta s passante per P . scrivere l’equazione della retta h = M1 ∨ M2 . p2 . N. h. siano . Questo non vale per la retta P ∨ C.. Determinare il valore del birapporto (P0 P1 P φ(P )) al variare dei tre punti scelti. (4) Dualizzare l’esercizio: date quattro rette p1 .prima prova parziale Mat Tre . q ∧ s. q e h appartengono ad un fascio. P2 .20 maggio 2004 Esercizio 1. e su ogni retta s passante per P diversa da P ∨ C. I punti tre e quattro si potevano risolvere ricorrendo alla nozione di quadrangolo/quadrilatero piano completo. q1 . r2 = P2 ∨ Q2 e P = r1 ∧ r2 . (4) Possiamo riassumere l’esercizio cos`ı: dati quattro punti P1 . C ∨ P formano una quaterna armonica. `e il centro della proiezione detta. Sono dati i seguenti quattro punti del piano proiettivo P2 (R): ¯ ¯         0 1 0 −1 P1 =  1  Q1 =  2γ − 5  P2 =  1  Q2 =  0  . p) appartiene alla retta c = P ∨ Q (cio`e `e allineato con P = p1 ∧ p2 e Q = q1 ∧ q2 ). p ∧ c. Allora la retta h passante per i quarti armonici M1 (su r1 dopo P1 . P ∨ C. esso `e il quarto armonico su c dopo P. P formano una quaterna armonica (perch´e l’applicazione di C ∗ in s che manda ogni retta nel punto di intersezione con s `e una proiettivit`a e dunque conserva i birapporti).B. Sia γ l’ultima cifra del proprio numero di matricola. q. abbiamo che M1 = (5 − γ)P1 − Q1 = 3γ+10 . nel fascio di rette di centro C le rette p. p2 . Ora. da P = γP1 − Q1 . P1 . −1 0 2 γ+5 (1) Si trovino le equazioni delle rette r1 = P1 ∨ Q1 e r2 = P2 ∨ Q2 . Allora il punto H intersezione delle quarte armoniche m1 (in R1∗ dopo p1 . Q1 .

con due autospazi complementari di dimensione 2 ciascuno. Se P0 e P1 appartengono ad una delle rette di punti uniti abbiamo φ(P ) = P e allora il birapporto vale 1.). ¯ ¯ ¯ ¯ Esercizio 3. v3 i e u `e qualsiasi vettore con forma negativa. Risultati. u) < 0 (si osservi che l’insieme {u ∈ R4 : g(u. a parte quelle di punti uniti. ed eventualmente trovarli tutti. sono quelle dei fasci del centro di omologia su ciascuno dei piani uniti: si ottengono congiungendo un punto di una delle rette di punti uniti con un punto dell’altra. I punti uniti sono tutti e soli quelli di due rette (sghembe tra loro. scelti in modo che la matrice della forma sia diagonale con termini diagonali 1. e su ciascuno di essi φ induce una omologia involutoria (dunque generale. N. 1. 21 . allora il birapporto vale −1.. la seconda `e φ. cio`e con g(u. (1) Classificare la forma bilineare. `e vero che P ∨ φ(P ) `e retta unita per φ? E ∗ ∗ ∗ proiettivit` a P → φ(P ) (ove P `e la stella dei sottospazi contenenti P )? Risultati. E ¯   1 0 0 β 1 β−1 0 0  G=  . evidenziarne ¯ una e scrivere la matrice di g in quella base. v3 i⊥ ). e2 i⊥ ¯ e v4 ∈ he1 .prima prova parziale Mat Tre . relativi ad autovalori opposti. Le rette unite. segnatura (3. (1) Si vede facilmente che la forma ha rango 4 (non degenere). Sia β la terzultima cifra del proprio numero di matricola. sono infiniti e si trovano tutti con generatori del tipo α1 v1 + α2 v2 + α3 v3 + v4 ove α12 + α22 + α32 = 1. cio`e non speciale) . detto Q = φ(P ). −1 nell’ordine. scelto σ un piano unito non contenente P .B. vi sono infiniti piani iperbolici. segnatura e una base ortogonale. ¯ (3) Dire se `e possibile trovare una base di R4 fatta di vettori isotropi per g. La forma `e definita positiva su sottospazi di dimensione massima 3. v3 . u) < 0} dei vettori di forma negativa non `e un sottospazio vettoriale. (2) S`ı. 0 β − 1 β 2 − 2β + 2 β β 0 β 2β 2 − 1 nella base canonica. consideriamo P ∗ → σ → σ → φ(P )∗ ove la prima funzione manda s in s ∧ σ (sezione di P ∗ con σ). su ciascuna di tali rette φ induce una involuzione. Che dimensione hanno i sottospazi isotropi massimali? Qual `e la massima dimensione di un sottospazio in cui la forma sia definita positiva? (2) Dire se in R4 dotato della forma g vi sono piani iperbolici. v2 = e2 e per opportuni v3 . Vero: si tratta della composizione di tre proiettivit`a. poich´e sulla retta P0 ∨ P1 viene indotta una involuzione. se invece non succede. ma non omologia (non c’`e un piano di punti uniti). v2 . da questo si deduce subito che φ `e involuzione. quindi quella retta `e unita e contiene φ(P ). allora una applicazione lineare sovrastante ψ : P ∗ → φ(P )∗ `e l’applicazione indotta f : R4 /hvi → R4 hf (v)i dalla sovrastante f : R4 → R4 di φ (si ¯ ¯ ¯ ¯ identifichi P ∗ con P(R4 /hvi) e φ(P )∗ con P(R4 /hf (v)i). (2) Trascuriamo i casi degeneri in cui P sia P0 o P1 . abbiamo che. come pure ¯ non lo `e l’insieme dei vettori di forma positiva). 1) e che una base ortogonale pu`o essere data da v1 . infatti per ogni retta s ∈ P ∗ . diminuita di 5 e sostituito con ` data su R4 la forma bilineare g che ha matrice 5 se il risultato `e 0 o 1. i piani uniti sono tutti e soli quelli dei fasci di asse le due rette di punti uniti. 1. corrispondenti agli autospazi). e che gli autospazi hanno entrambi dimensione 2. trovandone rango. sia s = P ∨ S con S ∈ σ si ha φ(s∧σ)∨φ(P ) = φ(S)∨φ(P ) = φ(S ∨P ) = φ(s). e si possono ottenere tutti usando come generatori due vettori v e u ove v ∈ hv1 .20 maggio 2004 ` vero che φ induce una (3) Sia P punto non unito per φ. v4 ∈ R4 (v3 ∈ he1 . e2 . v4 con v1 = e1 . In realt` a la priettivit` a non dipende da α: perch´e? (1) Si vede facilmente che la matrice A ha polinomio caratteristico (X − α)2 (X + α)2 . Se P = hvi.. Si tratta di tre proiettivit`a e la composizione manda s in φ(s). (3) Vero: per il punto P passa una (unica) retta che interseca le rette di punti uniti (sghembe tra loro). oppure: visto che φ `e involuzione. risulta φ(Q) = P e dunque φ(r) = φ(P ∨ Q) = φ(P ) ∨ φ(Q) = Q ∨ P = r. v2 . la terza manda s0 in s0 ∨ φ(P ) (proiezione di σ da centro φ(P )). dunque si tratta di una matrice diagonalizzabile. in caso affermativo. I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 1.

20 maggio 2004 (3) S`ı. v3 + v4 e v1 − v4 . poich´e la forma non `e definita. possiamo trovare una base di vettori isotropi. 22 . per esempio la base formata dai vettori v1 + v4 . rispetto alla quale la matrice della forma diventa   0 −1 −1 2 −1 0 −1 1 −1 −1 0 1 2 1 1 0 .prima prova parziale Mat Tre . v2 + v4 .

Quindi vi sono due coniche degeneri nel fascio che si ottengono per λ = µ = 2 (e risulta (αX0 − X1 )(αX0 − X2 ) coppia di rette reali). una equazione canonica. α α (quest’ultimo `e punto doppio.    Intersecando le due coniche degeneri si trova il ciclo base che `e formato dai tre punti α0 . e raccogliendo un fattore). Esercizio 2. Sia α l’ultima cifra del proprio numero di matricola. e le coniche del fascio sono tutte tangenti in tale punto alla retta di equazione 2αX0 − X1 − X2 ). ma in questo caso di tratta di una conica degenere del fascio (unione di due rette tra loro ortogonali). e per λ = 3. Le iperboli equilatere si ottengono imponendo che i punti di intersezione con la retta impropria X0 = 0 siano direzioni tra loro ortogonali. Risultati. La matrice della conica `e  2 3β − 4β + 2 −3β A= −3β 1 −3β + 2 −1  −3β + 2 −1  1 e il suo determinante `e −4(3β − 1)2 . vertice. centro. Si tracci infine un disegno indicativo della curva. la trasformazione ortogonale di coordinate opportuna. dire se esistono nel fascio cerchi e iperboli equilatere. α0 . determinare le coniche degeneri e il ciclo base. Risultati. (b) Classificare affinemente le coniche del fascio nei piani affini complementari dei tre assi del riferimento canonico. quindi non `e mai degenere. ovvero intersecando con la retta 23 . l’unica parabola non degenere si ottiene per µ = 2λ. (c) Sul piano affine complementare di X0 = 0. altra coppia di rette reali). Nel piano euclideo `e data la conica di equazione X 2 + Y 2 − 2XY − 6βX − 2(3β − 2)Y + 3β 2 − 4β + 2 = 0 Si dica se si tratta di una conica non degenere e se ne determinino il tipo. poich´e β `e intero. Nel piano affine complementare di X2 6= 0 la classificazione `e identica al caso precedente. questo capita se µ = 0. si ottiene sono per λ = µ.17 giugno 2004 Esercizio 1. gli eventuali assi. Nel piano affine complementare di X1 6= 0 la classificazione dipende dal determinante α2 µ(λ − µ) − α2 λ2 /4 = −α2 (µ−λ/2)2 che `e sempre negativo (dunque identifica iperboli) tranne per λ = 2µ (parabola). (a) La matrice del fascio `e  α2 µ  −αλ/2 −αλ/2 −αλ/2 (λ − µ) µ/2  −αλ/2 µ/2  (λ − µ) 2 e il suo determinante `e − α4 (2λ − 3µ)(λ − µ)2 (si ottiene facilmente sottraendo la seconda colonna alla terza. diminuita di 5 e sostituito con 6 se ` dato il fascio di coniche di P2 (R) di equazione il risultato `e nullo.seconda prova parziale Mat Tre . e allora possiamo usare λ = 1 e otteniamo la conica X + Y 2 − αX − αY = 0 che `e un cerchio con centro  α/2 in α/2 e raggio la radice di α2 /2. con l’usuale struttura euclidea. µ = 2 (e risulta (αX0 − X1 − X2 )(2αX0 − X1 − X2 ). Sia β la penultima cifra del proprio numero di matricola. nullo o positivo. E α2 µX02 + (λ − µ)X12 + (λ − µ)X22 − αλX0 X1 − αλX0 X2 + µX1 X2 (a) Scrivere la matrice del fascio. asintoti. Poich´e il determinante di A∞ (sottomatrice ottenuta eliminando la prima riga e la prima colonna.   (c) I cerchi sono le coniche passanti per i punti ciclici 0 1 ±i 2 del piano proiettivo. parabole o ellissi a seconda che il determinante (λ − µ)2 − µ2 /4 = (λ − µ/2)(λ − 3µ/2) sia negativo. diminuita di 5. (b) Nel piano affine complementare di X0 6= 0 si ha che le coniche sono iperboli.

−2). in caso affermativo si determini il luogo formato dai centri di tali circonferenze. assi. si tratta di una parabola non degenere. Quindi la condizione richiesta `e −γ 1 0  0 X data.17 giugno 2004 X0 = 0) `e nullo. e quindi l’asse −1 1 a della parabola ha equazione di coordinate pl¨ uckeriane (0. ` vero che ci sono circonferenze su Q che hanno il centro nel centro della quadrica? In caso affermativo (d) E si dica quante sono e si determini il loro raggio. (c) Si determinino. 0  1   0  γ (a) La retta r `e data da 0 + h 0 i e la retta s da −2 + h 0 i. visto che la sua polare (direttrice 2 2 della parabola) non interseca la parabola stessa in punti reali. Nello spazio euclideo tridimensionale si considerino le rette r ed s di equazioni cartesiane   γX − 2Y + Z = 0 X − 3Y − γZ = 6 r: ed s: . se esistono. 4 2√ √2 β−3 2 2 − 4 2 2 Le seguenti figure si riferiscono a β = ±2: F F V V d d Esercizio 3. 1. dei piani che tagliano su Q delle circonferenze e.seconda prova parziale Mat Tre . ed `e V + 14 3β−1 3β−1 = β−1 . Quindi la trasformazione di coordinate richiesta ha matrice   1 0 0 √ √ 2 2   β+1 . Risultati. sia γ = γ 0 . Il riferimento canonico avr` a l’origine in V e come assi la tangente in V alla parabola e l’asse a della parabola. ponendo P = Y . formato dai punti P dello spazio la cui distanza da r `e il doppio della distanza da s. Il fuoco si trova Intersecando a con la conica otteniamo le coordinate del vertice V che risulta 14 β−3   β 1 √ sull’asse a a distanza 2p = |3β−1| dal vertice. (b) Si verifichi che Q `e un iperboloide non degenere e lo si classifichi. diminuita di 5 se `e maggiore di 6. la direzione ortogonale `e P∞ = 1 . cono asintotico e matrice canonica. 0  0  ⊥ Il punto improprio della parabola `e P∞ = 1 . 2. dunque p = |3β−1| . Sia γ 0 la terzultima√cifra del proprio numero di matricola. sostituita con 5 se `e nulla. ovvero X − Y = 1. da Z k  X Y Z  ×  1 0 −γ  2 k = 4k  X Y +2 Z  × γ 0 1 2 k  cio`e k −γY γX+Z −Y  2 k = 4k  Y +2 −X+γZ+2 −γ(Y +2)  k2 che restituisce l’equazione (4 − γ 2 )X 2 + 3(1 + γ 2 )Y 2 + (4γ 2 − 1)Z 2 − 10γXZ + 16(1 + γ 2 )Y + 16(1 + γ 2 ) = 0 24 . −1)A = (−2. 2γX − γY + 2Z = 0 2X − Y − 2γZ = 2 (a) Scrivere le equazioni cartesiane dell’insieme. Q. e la sua equazione canonica sar`a 2Y 02 = pX 02 ove √ 2 p2 = −(trA∞ )3 / det A.  β+1 . determinando centro.

seconda prova parziale Mat Tre . Per classificarlo basta quindi vedere se `e a punti ellittici o iperbolici. 0. 2 t 2 2 Tenendo conto che C t A = (− 16 3 (1 + γ ). 0 Il cono asintotico `e il cono tangente dal centro C. (b) La quadrica Q `e dunque non degenere. il luogo descritto dai centri sar`a dato dalle due rette polari rispetto a Q delle due rette improprie assi dei due fasci di piani. 0. 4(1 + γ ). e il determinante di A∞ (sottomatrice di intersezione con il piano improprio) vale −12(1 + γ 2 )3 : possiamo quindi concludere che la quadrica non `e un paraboloide (non essendo tangente al piano improprio). e risulta il punto C = −8/3 . 2) e dunque l’iperboloide `e iperbolico. Poich´e la retta X = Z = 0 passa per il centro e sta nella giacitura di entrambi i piani. 1−2γ 0 1+2γ 0 Poich´e i piani che intersecano cerchi sono quelli di due fasci impropri. 1 i. possiamo anche dedurre che la forma quadratica da essa determinata `e non definita. Quindi i piani che intersecano Q in cerchi sono quelli contenenti i 0  γ+2   0   γ−2   0  0 0 punti ciclici di Q. 1 0 −γ . basta intersecarla con 25 . essi sono i quattro punti 0 e √γ−2 5(1+γ 2 ) 1+2γ  0  0 γ+2 . 1 ieh . ovvero calcolando la prima riga 0 della matrice inversa di A. (d) Vi sono due piani tra quelli trovati che passano per il centro della quadrica.17 giugno 2004 e quindi indica la quadrica di matrice 16(1 + γ 2 ) 0  A= 8(1 + γ 2 ) 0   8(1 + γ 2 ) 0 0 −5γ   3(1 + γ 2 ) 0 2 0 4γ − 1 0 4 − γ2 0 −5γ il cui determinante `e 64(1 + γ 2 )4 . −γ 3 + 8γ 2 − γ − 8. e dunque i cerchi richiesti sono due. Poich´e la matrice A∞ ha evidentemente un autovalore positivo (e determinante negativo). 0) otteniamo l’equazione 3X AX + 16(1 + γ )X0 = 0. 0. 3. 01 . Il centro della quadrica si trova calcolando il polo  della retta  impropria. il loro raggio si pu` o trovare trovando un qualsiasi punto dei cerchi in questione. possiamo concludere che la segnatura `e (2. e i centri dei cerchi sono i poli della retta impropria (di quei piani). 2 2 2 Calcoli di routine mostrano che gli  autovalori    di A∞ sono dati da 3(1 + γ ). −γ 3 + 12γ 2 − γ − 8. e per questo basta vedere la segnatura della forma quadratica determinata da A. 0. 01 0 1−2γ 0 ±i ±i √γ+2 5(1+γ 2 ) 1−2γ ! . −4γ 3 − γ 2 + 12γ − 1) e (0.  (c) Intersecando nel piano X0 = 0 la quadrica Q ¸ con l’assoluto euclideo di equazione X 2 +Y 2 +Z 2 = 0 otteni! 0 amo i punti ciclici (cio`e dell’assoluto) per cui passa la quadrica. γ 0 1 (ortogonali tra loro e che danno le direzioni degli assi per il riferimento in cui la quadrica si diagonalizza). L’equazione canonica di Q nel riferimento con origine nel centro e avente come assi i tre assi della 9 3 quadrica `e 43 X 02 + 16 Y 02 − 16 Z 02 = 1 ove i tre coefficienti sono i tre autovalori di A∞ divisi per il fattore ρ = − det A/ det A∞ = 16 (1 + γ 2 ). 0. −(1 + γ ) con autovettori rispettivamente 0 1 0 . e quindi Q dev’essere un iperboloide. che sono a coppie coniugate e determinano le due rette reali improprie generate da  0 γ−2 0 1+2γ  0 e . Poich´e det A era positivo. 0) con i piani di coordinate pl¨ uckeriane (0. La matrice del cambiamento di coordinate `e 3 1  0   8  −3 0  0 0 0 0 √1 2 1+γ √γ 2 1+γ 1 0 0 −√ γ 1+γ 2 0 √ 1 1+γ 2     . 8γ 3 − γ 2 + 8γ − 1) rispettivamente. e dunque sono i fasci impropri di piani di giaciture h . Si tratta delle rette date dalle intersezioni del piano di coordinate pl¨ uckeriane (8. e ha quindi equazione (C t AX)2 −(C t AC)(X t AX) = 0.

e da cui possiamo determinare il raggio che `e 4/3.17 giugno 2004 la quadrica per trovare due punti diametralmente opposti sui cerchi in questione  0  (ed  0in effetti la loro 2 intersezione): risolvendo l’equazione 3Y + 16Y + 16 = 0 si trovano i punti −4 e −4/3 il cui punto 0 0 medio `e giustamente il centro C della quadrica (e dei cerchi). 26 .seconda prova parziale Mat Tre .

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2004
` data la proiettivit`
Esercizio 1. E
a φ di P3 (R) di matrice
2
0
 −1 1
A=
−1 3
1 −3


0 0
2 −1 

0 −1
2 3

nel riferimento canonico.
(1) Determinare i sottospazi uniti per φ e le reciproche relazioni di appartenenza.
(2) Vi sono sottospazi uniti su cui φ induce una involuzione?
(3) Determinare immagine ed antimmagine tramite φ del piano π di equazione X0 + X1 + X2 + X3 = 0.
Risultati.
(1) Gli autovalori della matrice A sono 2 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e0 + e1 + e2 e e0 − e3 ),
−2 (di molteplicit`
a 1 e autospazio generato da e1 − e2 + e3 ) e 4 (di molteplicit`a 1 e autospazio generato
da e1 + e2 − e3 ). Dunque abbiamo una retta di punti uniti (r = P0 ∨ P1 ove P0 = he0 + e1 + e2 i e
P1 = he0 − e3 i) e due punti uniti distinti P2 = he1 − e2 + e3 i e P3 = he1 + e2 − e3 i non appartenenti alla
retta r. Sono uniti i piani del fascio di asse la retta s = P2 ∨ P3 (associati all’autovalore 2) e i due piani
π = r ∨ P2 (autovalore 4) e σ = r ∨ P3 (autovalore −2). Le rette unite sono r, s, e le rette dei fasci di
centro P2 nel piano π e di centro P3 nel piano σ.
(2) La proiettivit`
a induce una involuzione sul piano π (ed `e una omologia involutoria di asse r e centro P2 )
e su ogni retta unita del fascio di centro P2 di tale piano; infatti r e P2 sono associati ad autovalori
opposti.
(3) φ(π) ha coordinate pl¨
uckeriane (5, −1, 8, 5) mentre φ−1 (π) ha coordinate pl¨
uckeriane (1, 1, 4, 1).
Esercizio 2. Nel piano euclideo, sia C una conica a centro e siano C il suo centro, r un diametro e P ,
P 0 due punti distinti di r che si corrispondono nell’involuzione indotta su r dalla conica.
(a) Indicati con R un punto di intersezione tra r ed il supporto di C e con R∞ il punto improprio di r, si
dimostri che (R∞ , C, R, P )(R∞ , C, R, P 0 ) = 1.
0
(b) Si deduca dal punto precedente chekR − Ck2 = kP 
− Ck kP − Ck.
a
−a
(c) Nel caso in cui r : Y = 0 e P =
, P0 =
(a > 0), si determini la famiglia dei cerchi,C , aventi
0
0
0
il centro su r e tali che P e P si corrispondano nell’involuzione indotta da C su r.
` vero o falso che tutti i cerchi del punto precedente appartengono ad uno stesso fascio di coniche? In
(d) E
caso affermativo determinare i punti base e le coniche degeneri del fascio.
Soluzione.
(a) Indicata con ρ : r → r l’involuzione indotta su r dalla conica C , si ha ρ(R∞ ) = C e ρ(R) = R. Poich´e
le proiettivit`
a conservano i birapporti, si ha
(R∞ , C, R, P ) = (ρ(R∞ ), ρ(C), ρ(R), ρ(P )) = (C, R∞ , R, P 0 ) =

1
(R∞ , C, R, P 0 )

che dimostra quanto richiesto.
(b) Fissiamo un riferimento sulla retta r, mettendo l’origine in C e fissando un vettore di lunghezza unitaria.
Indichiamo con p, p0 , r le coordinate dei punti P , P 0 ed R rispetto a tale riferimento. In tal caso, si ha
(R∞ , C, R, P ) = (∞, 0, r, p) =

p
r

e, analogamente,

(R∞ , C, R, P 0 ) = (∞, 0, r, p0 ) =

p0
.
r

Dalla relazione al punto precedente, si deduce che pp0 = r2 e, ricordando che le coordinate su r sono
riferite adun vettore
unitario, si conclude che kR − Ck2 = kP − Ck kP 0 − Ck. 

x0
(c) Sia C =
un punto della retta. Per quanto visto nel punto precedente, C `e il centro di una
0
circonferenza di raggio r, appartenente alla famiglia se, e solo se, r2 = (x0 − a)(x0 + a) = x20 − a2 .
27

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2004
Dunque un cerchio (reale) di centro C esiste se, e solo se, |x0 | ≥ a e, in tal caso, ha raggio
Dunque, al variare di x0 , si ha la famiglia di cerchi di equazioni (X − x0 )2 + Y 2 = x20 − a2 .
(d) Le matrici dei cerchi del punto precedente sono
 2

a
−x0 0
 −x0
1
0
0
0
1

p
x20 − a2 .

al variare di x0 , e quindi fan tutte parte del fascio di matrice generica
 2

λa −µ 0
A(λ,µ) =  −µ λ 0  .
0
0 λ
Le coniche degeneri si hanno quando det A(λ,µ) = λ(a2 λ2 − µ2 ) = 0. Quindi si tratta di tre coniche
distinte, ovvero le due coppie di rette isotrope (X1 + aX0 )2 + X22 , (X1 − aX0 )2 + X22 , e le due rette reali
X0 X1 . Dunque, i punti base del fascio sono
   
  

0
0
1
1
i punti ciclici  1  ,  1  e  0  ,  0 
i
−i
ia
−ia
Ci`o conclude la discussione.
Esercizio 3. Nel piano euclideo si considerino le coniche (degeneri) di equazioni
C1 : (X − Y )2 = 4

C2 : (X + Y )2 = 9.

e

(a) Si determinino (nel piano proiettivo) i vertici P, Q, R, S ed i punti diagonali A, B, C del quadrangolo
piano completo avente come lati le quattro rette del supporto di C1 e C2 .
(b) Si determini (se esiste) un cerchio C nel fascio determinato da C1 e C2 e si verifichi se il triangolo di
vertici A, B, C `e autopolare rispetto a C . Si ricorda che un triangolo si dice autopolare se ciascuno dei
vertici `e il polo del lato opposto.
` vero o falso che il triangolo A, B, C `e autopolare per ogni conica del fascio fascio determinato da C1
(c) E
e C2 ?
Soluzione.
(a) I quattro lati del quadrangolo sono le rette
l1 : X − Y = 2,

m1 : X − Y = −2,

e quindi i quattro vertici del quadrangolo sono 
1 
5
l1 ∩ l2 = P = 21 , m1 ∩ l2 = Q = 25 ,
2

ed 

m1 ∩ m2 = R =

2

m2 : X + Y = −3.

l2 : X + Y = 3,

− 52
− 12  

,

l1 ∩ m2 = S =

− 12
− 52 

.

I punti diagonali sono le intersezioni dei lati opposti e delle due diagonali principali e quindi sono i punti
di coordinate omogenee
 
 


1
0
0
A = 0, B = 1, C =  1 .
0
1
−1
(b) I quattro vertici del quadrangolo
sono i punti base del fascio determinato da C1 e C2 e quindi il cerchio

C ha equzione X 2 + Y 2 = 226 . La verifica che il triangolo di vertici A, B e C `e autopolare `e immediata.
` vero e lo si pu`
(c) E
o verificare direttamente usando la matrice della generica conica del fascio. ...Lo si
poteva dedurre dalle propriet`
a del quadrangolo piano completo?
28

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2004
Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = X02 + X12 − 6X0 X1 − X0 X2 + 2X0 X3 + X1 X2 − X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando qual’`e il suo vertice e determinando eventualmente le rette in essa contenute.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0, determinandone centro e cono asintotico.
Risultati.
(1) La matrice `e
1
 −3

−1/2
1


−3 −1/2
1
1
1/2
0 

1/2
0
−1/2
0 −1/2
0

e si vede subito che la forma `e non definita (ammette vettori isotropi). Trovando una base ortogonale,
oppure completando i quadrati, oppure osservando che gli ultimi due vettori della base canonica formano
un piano iperbolico e lo spazio a loro ortogonale (per la forma data) pure, si conclude che la forma ha
segnatura (2, 2) (e dunque rango 4). I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2.
(2) La quadrica Q `e una quadrica rigata, non degenere e quindi il vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo);
dalla soluzione del punto precedente `e facile ricavare le schiere di rette in Q. Per esempio tramite il
completamento dei quadrati
1
1
Q(X) = (X1 − 3X0 + X2 )2 − ( X2 − 2X0 + X3 )2 + (X3 − X0 )2 − 5X02
2
2
si ottiene la√forma canonica Z0 Z1 = √
Z2 Z3 , con Z0 = X1 + X2 + X3 − 5X0 , Z1 = X1 − X3 − X0 ,
Z2 = X3 + ( 5 − 1)X0 , Z3 = −X3 + ( 5 + 1)X0 da cui le schiere di rette si scrivono subito come  


λZ0 = µZ2
λ(X1 + X2 + X3 − 5X0 ) = µ(X√
3 + ( 5 − 1)X0 )
cio`e
µZ1 = λZ3
µ(X1 − X3 − X0 ) = λ(−X3 + ( 5 + 1)X0 )
e 

λZ0 = µZ3
µZ1 = λZ2 

cio`e


λ(X1 + X2 + X3 − 5X0 ) = µ(−X
√ 3 + ( 5 + 1)X0 )
µ(X1 − X3 − X0 ) = λ(X3 + ( 5 − 1)X0 )

al variare di λ, µ non entrambi nulli. Se si era trovata una base ortogonale v0 , v1 , v2 , v3 in cui la matrice
di Q fosse diagonale con termini 1, −1, 1, −1, allora le schiere di rette si trovano facilmente considerando
le basi v0 ± v1 e v2 ± v3 di due piani iperbolici ortogonali:
hλ(v0 + v1 ) + µ(v2 + v3 ), µ(v0 − v1 ) + λ(v2 − v3 )i
e
hλ(v0 + v1 ) + µ(v2 − v3 ), µ(v0 − v1 ) + λ(v2 + v3 )i
al variare di λ, µ non entrambi nulli.
(3) La classificazione affine, sapendo gi`
a che si tratta di quadrica di tipo iperbolico, si ottiene osservando
se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o un iperboloide
rispettivamente). Siccome la matrice A∞ ha determinante non nullo, si tratta di un iperboloide iperbolico. Questo si poteva dedurre anche dal completamento dei quadrati, visto che la forma si diagonalizza
senza alterare l’equazione X0 = 0 del piano improprio. Il centro `e il punto di coordinate affini (2, 2, 1)t
e il cono asintotico ha equazione Q(X) + 5X02 = 0.
Errata. Per un errore di stampa, nei fogli del compito Q(X) cominciava con 7X02 ; in tal caso, la
segnatura di Q(X) risulta (3, 1) e la quadrica associata risulta un iperboloide ellittico, quindi non contenente
rette. L’esercizio risulta decisamente pi`
u facile.
29

Q3 sono allineati e. per il teorema di Desargues.secondo appello Mat Tre . B = 0 . i tre punti Q1 . si dica se i tre punti Q1 . e solo se. C= 0 1 1 0 . ` data la proiettivit` Esercizio 2. B e C. B 0 = φ(B). C 0 = φ(C) e si verifichi che non sono allineati. (b) Dati i tre punti       1 0 1 0 A= . x3 µ = (x0 − 2x1 + x2 − x3 )λ e quindi  x0  φ(X) = x1 x2 x3 + (x0 − 2x1 + x2 − x3 ) 1 0 1 0 −4x1 +2x2 −2x3 x0 −x1 +x2 −x3 x2 x0 −2x1 +x2  3x 2 =  e quindi φ `e un’applicazione proiettiva che ha come soprastante l’applicazione lineare di matrice  3 −4 2 −2  1 −1 A = 10 −1 . come si verifica facilmente calcolando i minori di ordine tre estratti dalle tre colonne di coordinate. E a φ di P3 (R) di matrice  −4 −2 −6 −2  −3 −1 0 −3  A=  0 0 4 0 3 −1 6 1  nel riferimento canonico.  x0  (a) Sia X = xx12 un punto di P(R4 ). per ogni punto X 6= P . si scrivano le equazioni cartesiane della retta passante per quei punti. in caso affermativo. 2 1 1 I tre punti non sono allineati. Q2 . Nello spazio proiettivo reale si considerino il punto P = ed il piano σ : X0 − 2X1 + X2 − X3 = 0 e sia φ : P(R4 ) → P(R4 ) l’applicazione definita da φ(X) = (P ∨ X) ∩ σ. (1) Determinare i sottospazi uniti per φ e le reciproche relazioni di appartenenza. Q2 = (A0 ∨ C 0 ) ∩ (A ∨ C). Svolgimento. (c) Posto Q1 = (B 0 ∨ C 0 ) ∩ (B ∨ C). (c) I triangoli ABC ed A0 B 0 C 0 sono prospettivi e quindi. (a) Si mostri che φ `e un’applicazione proiettiva esibendo la matrice di una sua soprastante. B= 0 1 0 1 . 30 . Q3 = (A0 ∨ B 0 ) ∩ (A ∨ B). Risultati. ovvero n x0 − 2x1 + x2 − x3 = 0 s: x0 + x1 − x2 − x3 = 0 . 0 1 0 1 −2 1 0 (b) Applicando la matrice A si determinano le immagini dei tre punti. Q2 .5 luglio 2004 2 1 0 1 Esercizio 1. si determinino le coordinate dei punti A0 = φ(A). ovvero 5 3  2  0 0 0 2 1 0 A = 1 . Q3 sono allineati e la retta s. Il generico punto λX + µP appartiene al piano σ se. (2) Vi sono sottospazi uniti su cui φ induce una involuzione? (3) Si determini l’immagine tramite φ dei piani coordinati del riferimento canonico. passante per quei punti `e l’intersezione tra il piano σ ed il piano per A. C = −1 .

si classifichi la conica C . asintoti passanti per il centro e direzioni 2 e 3 .5 luglio 2004 (1) Gli autovalori della matrice A sono 2 (di molteplicit`a 1 e autospazio generato da e1 − e3 ). (3) Si tratta dei piani passanti per i punti immagine di tre punti fondamentali del riferimento canonico. gli eventuali assi. µ) =  −57λ−48µ 2 33λ+42µ 2 10λ + 64µ 5λ−112µ 2 33λ+42µ 2 5λ−112µ 2   . −1)A(λ. nel punto P (infatti P ∈ s e la tangente in un vertice `e ortogonale all’asse). µ) = ρ(0. Svolgimento. ovvero al fascio di equazioni λ(x + y − 6)(10x − 5y + 3) + µ(8x − 7y − 3)2 = 0 La matrice del fascio `e dunque data da  −57λ−48µ 2 −18λ + 9µ A(λ. Quindi si 02 tratta della equazione 18 x02 − 25 e 8 y  = 1. e si ottengono unendo due punti uniti distinti. e dunque sono i punti di coordinate x = y = 1 ± 52 26. Sono uniti i quattro piani che si ottengono unendo tre punti uniti (due a due distinti). −5λ + 49µ La retta s `e l’asse di C se. I fuochi si trovano sull’asse s (contenente il vertice P ) a distanza 45 13 1 2/2 2/2 √ dal centro. con centro nel punto di coordinate affini 11 . −9/5 In caso positivo. La trasformazione di coordinate per ottenere la forma canonica ` 1 0 0 √ √ √ data dalla matrice 1 √2/2 −√ 2/2 . ovvero il punto improprio di coordinate omogenee P∞ = 0 1 −1 . La conica C appartiene al fascio delle coniche tangenti ad r nel punto Q e tangenti alla retta r0 : x + y − 6 = 0.secondo appello Mat Tre . ilpolo della retta s `e la direzione ortogonale a s. fuochi. poich´e −1 e 25 sono gli autovalori di A∞ . 1. Dunque abbiamo quattro punti uniti distinti corrispondenti ai quattro autovettori. passante per il punto P = 33 . una conica C . Nel piano euclideo si determini. (2) La proiettivit` a induce una involuzione su due rette. assi passanti per il centro e di direzioni 11 e    1 3 2 e proporzionale −1 .  Esercizio 3. 1. Se ne tracci infine un disegno approssimativo. determinando se `e degenere.   tangente alla retta r : 10x − 5y + 3 = 0 nel punto Q = −6/5 ed avente come asse la retta s : x − y = 0. e −4 (di molteplicit` a 1 e autospazio generato da 2e0 + e1 − e3 ). qual `e il suo tipo. ortogonale alla retta s. L’equazione canonica della conica ` a −x02 + 25y 02 = c. un’equazione canonica e l’opportuna trasformazione di coordinate. se esiste. centro. −2 (di molteplicit` a 1 e autospazio generato da e0 −e3 ). e solo  se. quelle generate da punti uniti associati ad autovalori opposti. e c = − det(A)/ det(A∞ ) = −8. le coordinate di tali punti sono le colonne della matrice A. Un disegno approssimativo `e il seguente: 6 F1 C F2 31 .  1 1 La matrice della conica `e A = 1 12 −13 da cui risulta che si tratta di una iperbole non degenere (det A∞ = 1 −13 12   −25 `e negativo). −1) otteniamo che λ = −µ e la conica cercata ha equazione C : 6x2 + 6y 2 − 13xy + x + y + 3 = 0. Le rette unite sono sei. 4 (di molteplicit`a 1 e autospazio generato da e0 −e2 −e3 ). asintoti. Imponendo allora che (0. ovvero intersecando due piani uniti distinti.

(1) La matrice `e  3 3 −1 0  3 2 0 0 A=  . 1) (e dunque rango 4). (2) La quadrica Q `e una quadrica con punti ellittici. I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 1. specificando qual’`e il suo vertice. determinandone centro e cono asintotico. (3) La classificazione affine. ed eventualmente se ha punti reali o meno sul piano improprio (per distinguere iperboloidi ed ellissoidi). 3 + 5 e 3 − 5.5 luglio 2004 Esercizio 4. (4) Determinare equazione canonica e assi di Q come quadrica dello spazio euclideo usuale. oppure e0 ed e3 che sono gi`a ortogonali). (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. Risultati. X3 ) = 3X02 + 2X12 + 2X22 + 4X32 + 6X0 X1 − 2X0 X2 + 4X2 X3 nella base canonica. e il cono asintotico ha equazione Q(X) + 25 X02 = 0. (3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . Questo si poteva dedurre anche dal completamento dei quadrati 5 3 Q(X) = (2X3 + X2 )2 + (X2 − X0 )2 + 2(X1 + X0 )2 − X02 2 2 visto che la forma si diagonalizza  senza alterare l’equazione X0 = 0 del piano improprio. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. non degenere e quindi il vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo). −1/2 1  0  √ √ √ (4) Gli autovalori di A∞ sono 2. si ottiene osservando se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o meno rispettivamente). 1− 5 0 −2   0√ e 1+ 5 (gli assi sono le rette per il centro ed aventi queste tre direzioni). classificare proiettivamente Q. e gli autovettori corrispondenti sono 0 . 32 . X2 . Il centro `e il −3/2 1 punto di coordinate affini . oppure completando i quadrati. −1 0 2 2 0 0 2 4  Trovando una base ortogonale (conviene forse partire da e1 ed e3 . non si tratta di un paraboloide. sapendo gi` a che si tratta di quadrica di tipo ellittico. L’equazione canonica `e −2 √ √ proporzionale a (3 + 5)X 02 + 2Y 02 + (3 − 5)Z 02 = c.secondo appello Mat Tre . non rigata. Siccome la matrice di A∞ ha determinante non nullo. ove c = − det(A)/ det(A∞ ) = 20/8 = 5/2. X1 . ne concludiamo che si tratta di un ellissoide. Osservando che A∞ `e matrice di una forma quadratica definita positiva. si conclude che la forma ha segnatura (3.

P3 . abbiamo visto che vi sono due spazi complementari di punti uniti relativi ad autovalori opposti. ovvero equazione 3X0 − 3X1 + 5X2 − X3 = 0. P2 . r2 . 3. r3 : X0 − 3X1 + 2X2 = 0. φ : r → r. . (a) Verificare che i punti P1 . Svolgimento. P4 ) = −3. Q3 . d’altra parte. Determinare l’equazione di r e calcolare il birapporto (P1 . ciascuno appartenente ad una delle rette di punti uniti (su ogni piano unito vi `e un fascio di rette unite non di punti uniti). Q3 . Nel piano proiettivo reale si considerino i punti 1 1 1 P1 = 2 . . 1 (c) La retta r non passa per P e quindi le intersezioni ri ∩r. Q2 . r3 . Sono uniti i piani dei fasci di asse le rette di punti uniti. poich´e `e diagonalizzabile con due autovalori uno opposto dell’altro. . Q2 . (1) Gli autovalori della matrice A sono −2 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e0 − e2 e e1 − e3 ). . ma. La proiettivit` a non `e una omologia. non speciale) su ogni piano unito. 4. r4 ) = −3. poich´e non ha un piano di punti uniti. Q2 . r4 ) = −3 ed essendo Q1 . . (c) Si dica se esiste una proiettivit` a della retta r in s`e che mandi Pi 7→ ri ∩ r. Q2 . per i = 1. D’altra parte. Poich´e le proiettivit` a conservano i birapporti. P3 . . r2 . e 2 (di molteplicit` a 2 e autospazio generato da 5e0 − e2 e e1 − 5e3 ). Dunque una tale conica non pu`o ` data la proiettivit` Esercizio 2.9 settembre 2004 Esercizio 1. P3 = 1 . P3 e Q1 . in alternativa. φ(P4 ) = r ∩ r4 = esistere. r3 . descritta al punto (c). P4 ) = −3. r3 . `e invece una involuzione. (b) Le quattro rette passano tutte per il punto P = 1 e (r1 . Risultati. per i = 1. 3 7 10 6= P3 e quindi φ non `e un’involuzione. P2 . sono quattro punti (a due a due) distinti. immagine e controimmagine coincidono. Q1 . P2 .terzo appello Mat Tre . Q3 sono riferimenti sulla retta proiettiva r e perci`o esiste una proiettivit` a. e le rette r1 : 2X0 − 5X1 + 3X2 = 0. P4 ). . (b) Verificare che le rette r1 . Q3 un riferimento su r. (3) Siccome φ2 `e l’identit` a. 4. per i = 1. r4 appartengono ad uno stesso fascio di centro P . r2 . P2 . P2 . φ(P4 )) = (P1 . (d) Se esistesse una conica con le propriet`a richieste. la proiettivit`a φ. si conclude che φ(P4 ) = Q4 . che manda ordinatamente Pi su Qi . Determinare le coordinate di P e calcolare il birapporto (r1 . r4 ). . e il piano controimmagine ha coordinate pl¨ uckeriane date da ( 1 1 0 0 ) A = ( 3 −3 5 −1 ). r4 : 3X0 − 7X1 + 4X2 = 0. ` vero che φ `e omologia (1) Determinare i sottospazi uniti per φ e le reciproche relazioni di appartenenza. quelle che si ottengono congiungendo due punti. . a parte quelle di punti uniti. P2 = 0 . r2 : X1 − X2 = 0. Q3 . Q4 ) = (r1 . Con  un calcolo diretto si verifica che φ(P3 ) = Q3 = r ∩ r3 = P4 . . (d) Si dica se esiste una conica del piano proiettivo tale che la retta ri sia la polare del punto Pi . . P3 . 33 . . P4 appartengono ad una stessa retta r. Le rette unite sono. 4. P3 . E a φ di P3 (R) di matrice   3 0 5 0  0 −3 0 −1  A=  −1 0 −3 0 0 5 0 3 nel riferimento canonico. 3 1 2 P4 = 1 3 4 . per i = 1. (2) La proiettivit` a induce una omologia (involutoria. Dunque abbiamo due rette (sghembe tra loro) di punti uniti. 2. Q2 . Quindi le terne P1 . deve aversi (Q1 . r2 . dovrebbe essere un’involuzione (perch´e?). Q4 . r3 . (a) I quattro punti appartengono tutti alla retta r : X  10 + X1 − X2 = 0 e (P1 . avendosi (Q1 . E e/o involuzione? (2) Vi sono piani uniti su cui φ induce una omologia? (3) Si determini immagine e controimmagine tramite φ del piano di equazione X0 + X1 = 0.

(3) La retta P ∨ Q `e tale che ogni conica non degenere del fascio la interseca in due punti distinti (P e Q appunto). ` vero si dica in particolare se esistono parabole. (2) Si classifichino affinemente nel piano complementare di X0 = 0 tutte le coniche non degeneri del fascio. Questo `e vero per altre rette: per esempio tutte quelle per P diverse da r (nel piano complementare di r tutte le coniche non degeneri sono viste come parabole). E che tutte le coniche a centro del fascio sono concentriche? (3) Determinare. e quindi per λ = −µ = 1. ovvero (X − 1/2)2 + (Y − 1/2)2 = 1/2. (1) Le due coniche degeneri del fascio sono l’unione di r ed s. ci`o succede a seconda che λµ sia positivo. nullo o negativo. Affinch´e si abbiano dei cerchi dev’essere λ + µ = 0.terzo appello Mat Tre . −µ λ + µ −λ + µ (2) Nel piano affine X0 6= 0 le coniche del fascio sono ellissi. e se esistono cerchi (per l’usuale metrica euclidea). Si vede subito che ( 1 1/2 1/2 ) A(λ. In particolare le uniche parabole si ottengono per i valori dei parametri che danno le coniche degeneri del fascio. che `e un cerchio di centro  il punto C = 1/2 . equazione (−X0 + X1 + X2 )2 = 0. La matrice del fascio `e dunque data da   λ+µ −µ −µ A(λ. rette tali che nel piano affine complementare tutte le coniche non degeneri del fascio siano classificate come iperboli (rispettivamente ellissi).9 settembre 2004 Esercizio 3. si ottiene la conica di equazione affine X 2 + Y 2 − X − Y = 0. Svolgimento. 1/2 Per vedere se tutte le coniche a centro del fascio hanno lo stesso centro. µ) =  −µ −λ + µ λ + µ  . basta controllare se C `e polo della retta X0 = 0 indipendentemente dai parametri λ e µ (a parte le degeneri. Non esistono invece rette tali che nel piano affine a loro complementare le coniche del fascio siano classificate tutte come ellissi: infatti basta notare che per ogni punto del piano proiettivo passa almeno una conica del fascio. 1 1 0 alla retta 1 (1) Scrivere le coniche degeneri e l’equazione generale del fascio. parabole o iperboli a seconda che il determinante (−λ + µ)2 − (λ + µ)2 sia maggiore. se esistono. uguale o minore di zero. e quindi la risposta `e s`ı. Si consideri nel piano proiettivo reale il fascio delle coniche tangenti in P = 1 r : X0 − X1 + X2 = 0 e in Q = 0 alla retta s : X0 + X1 − X2 = 0. quindi nel piano affine complementare tutte le coniche non degeneri sono classificate come iperboli. equazione (X0 − X1 + X2 )(X0 + X1 − X2 ) = 0 e la retta P ∨ Q contata due volte. 34 . µ) = ( λ 0 0 ). sono tutte coniche a centro).

Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . non degenere. sapendo gi` a che si tratta di quadrica di tipo iperbolico. X3 ) = 3X02 − 4X12 + X22 + X32 − 4X0 X3 + 2X2 X3 nella base canonica. Quali sono le rette di questo spazio affine non tangenti a Q e che intersecano Q in un solo punto? Risultati. v3 = v/2 3 possiamo evidenziare due sottospazi isotropi complementari usando per esempio hv0 +v1 . classificare proiettivamente Q. Per trovare le schiere di rette contenute in Q usiamo il riferimento con punti fondamentali hvi i prima trovati. v2 = e2 . le rette richieste sono tutte quelle che giacciono su piani paralleli ai due piani ±2X + Y + Z = 0 e che non siano contenute in Q. v2 + v3 i e hv0 + v2 . Per ogni punto P ∈ Q vi sono due piani. (2) La quadrica Q `e una quadrica con punti iperbolici. specificando eventualmente le rette in essa contenute. si tratta di un paraboloide. si conclude che la forma ha segnatura (2. Siccome la matrice di A∞ ha determinante nullo. Posto v0 = e0 / 3. (3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0.9 settembre 2004 Esercizio 4. X1 .√I sottospazi √ isotropi massimali hanno dimensione 2. si ottiene osservando se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o un iperboloide rispettivamente). allora le due schiere sono date da hλ(v0 + v1 ) + µ(v2 + v3 ). v1 + v3 i sono rette di Q appartenenti a schiere diverse). e calcolare v t Av = −12). Le rette dello spazio affine X0 6= 0 che non siano tangenti a Q e che abbiano un unico punto di intersezione sono quelle che intersecano Q nei suoi punti impropri. µ(v0 − v1 ) − λ(v2 − v3 )i e hλ(v0 + v1 ) + µ(v2 − v3 ). sono gi`a ortogonali e quindi basta com 2 0 pletare questi vettori con v = −3 per avere una base ortogonale. rigata. (3) La classificazione affine. X2 . v1 = e1 /2. v2 −v3 i (sono rette di Q appartenenti alla stessa schiera. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. 35 . Poich´e l’intersezione di Q con X0 = 0 `e data dalle due rette ±2X1 + X2 + X3 = 0 = X0 .terzo appello Mat Tre . invece hv0 + v1 . 2) (e dunque rango 4). µ(v0 − v1 ) − λ(v2 + v3 )i al variare dei parametri λ e µ non entrambi nulli. v2 +v3 i e hv0 −v1 . esistono sottospazi isotropi per Q che siano complementari? (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. (1) La matrice `e  3 0 0 −2  0 −4 0 0  A=  . oppure 3 completando i quadrati. tali che le rette per P su quei piani intersecano Q solo in P (e in punto all’infinito) tranne le due rette contenute in Q. Questo si poteva dedurre anche dal completamento parziale dei quadrati Q(X) = (X3 + X2 − 2X0 )2 − X12 − X0 (X0 − 2X2 ) . 0 0 1 1 −2 0 1 1  Trovando una base ortogonale (conviene notare e1 e2 ed e3 . contenenti le due rette per P delle schiere di Q.

e−f =0 b − 2d + e = 0 Si ottiene un sistema di quattro equazioni in sei incognite. in caso affermativo. Le coniche degeneri del fascio sono la retta r contata due volte. r2 . Q3 . P3 . r2 : X0 − X1 = 0. Q4 ) = (r1 . P2 . P3 . P4 ) = 2/3. 4 ed. r2 . . Q2 . P2 . 3 0 0 1 1 1 36 . Quindi le terne P1 . si conclude che φ(P4 ) = Q4 . In tal caso esiste un fascio di coniche soddisfacente alla condizione posta. r2 . Q3 un riferimento su r. D’altra parte. P4 =  2 −1 −1  . Q3 . P2 . µ).b = 1 si ottengono due soluzioni indipendenti. .20 settembre 2004 Esercizio 1. P2 . P3 =  1 −1 0  . Si tratta quindi del fascio di matrice generica 0 3 3 1 1 1  −1 1 0  λ 1 1 1 + µ 1 2 3 al variare dei parametri omogenei (λ. Poich´e le proiettivit` a conservano i birapporti. P4 appartengono ad una stessa retta r. al variare dei parametri omogenei (λ. Q2 . Q2 . . di matrice 1 2 3 . P4 ) = 2/3. Q2 . ovvero il fascio  di coniche √  2+ 3 bitangenti alle rette passanti per P nei punti fissi dell’involuzione su r. determinare una tale conica. Determinare l’equazione di r e calcolare il birapporto (P1 . a due) distinti. e che P2 S sia proporzionale a ( 1 −1 0 ) d`a le due equazioni . per i = 1. . P2 =  0 1 −1  . Si tratta del fascio di matrice 4 2 3 1 1 1 generica λ 2 1 0 + µ 1 1 1 . Q2 . (b) Verificare che le rette r1 . 3. P3 e Q1 . di facile soluzione. per i = 1. per i = 1. 4. r3 .quarto appello Mat Tre . . che manda ordinatamente Pi su Qi . sono quattro punti (a due. µ). `e un’involuzione perch´e φ(P3 ) = Q3 = r ∩ r3 = P4 e φ(P4 ) = r ∩ r4 = P3 e quindi esiste una coppia di punti involutoria per φ. usando per esempio f = 0. r4 ). e 1 1 1 −1  −1 1 0  l’unione delle rette P ∨ R1 e P ∨ R2 . Q3 . Q3 sono riferimenti sulla retta proiettiva r e perci` o esiste una proiettivit`a. r4 ) = 2/3 ed essendo Q1 . Nel piano proiettivo reale si considerino i punti P1 =  1 −2 1  . (d) Si dica se esiste una conica del piano proiettivo tale che la retta ri sia la polare del punto Pi . r3 . P2 . (a) Verificare che i punti P1 . di matrice 1 1 1 . Q1 . r4 : X0 + X1 + 2X2 = 0. Determinare le coordinate di P e calcolare il birapporto (r1 . φ(P4 )) = (P1 . P4 ). e le rette r1 : X0 + X2 = 0. r3 . . che sono R1 = −2−√3 e −1  √  1 1 1 2− √3 R2 = −2+ 3 . . 4. r4 ) = 2/3. avendosi (Q1 .b =2 e f= 1. per i = 1. descritta al punto (c). r2 . . (a) I quattro punti appartengono tutti alla retta r : X  01+X1 + X2 = 0 e (P1 . Svolgimento. . 2. r4 appartengono ad uno stesso fascio di centro P . (b) Le quattro rette passano tutte per il punto P = 1 e (r1 . (c) Si dica se esiste una proiettivit` a della retta r in s´e che mandi Pi 7→ ri ∩ r. r3 : 2X0 + X1 + 3X2 = 0. . 1 1 1 0 3 3   a b c In alternativa possiamo imporre direttamente alla generica matrice simmetrica S = b d e di sodc e f P1t S disfare alle condizione poste di polarit`a: che sia proporzionale a ( 1 0 1 ) d`a le due equazioni n b − c = −b + d a − 2b + c = c − 2e + f t . deve aversi (Q1 . −1 (c) La retta r non passa per P e quindi le intersezioni ri ∩ r. . Q4 . P3 . (d) La proiettivit` a φ. φ : r → r. P3 . . r3 .

Sulle rette unite: in P ∨ Q `e indotta una omologia involutoria. (3) Il piano controimmagine ha coordinate pl¨ uckeriane date da ( 1 0 0 1 ) A = ( 9 −1 6 2 ). in ogni caso non `e diagonalizzabile). ovvero equazione 9X0 − X1 + 6X2 + 2X3 = 0. −3 (di molteplicit` a 1 e autospazio generato da 5e1 + e3 ). e quindi il piano richiesto ha equazione X0 + X1 + 2X2 − 4X3 = 0. E e/o involuzione? (2) Vi sono piani uniti su cui φ induce una omologia e/o una involuzione? ` vero che i (3) Si determini immagine e controimmagine tramite φ del piano di equazione X0 + X3 = 0. 37 . che a meno di proporzionalit` a ha come soluzione ( 1 1 2 −4 ). Dunque abbiamo tre punti uniti P. E a φ di P3 (R) di matrice  9 0 6 0  0 −4 0 5  A=  −6 0 −3 0 0 −1 0 2  nel riferimento canonico. Vi sono per dualit`a tre piani uniti: quello che unisce i tre punti uniti. Il piano immagine ha coordinate pl¨ uckeriane che si trovano risolvendo il sistema ( a b c d ) A = ( 1 0 0 1 ). e 1 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e1 + e3 ). e i due che si ottengono congiungendo la retta unita s con ciascuno dei punti uniti che non gli appartiene (Q e R). n´e una involuzione (non ha solo due autovalori opposti. R corrispondenti ai tre autovettori. non speciali). La proiettivit` a non `e una omologia. Q. Vi sono le tre rette unite ottenute congiungendo i punti uniti a due a due.20 settembre 2004 ` data la proiettivit` Esercizio 2. che si ottiene come nucleo di (A − 3)2 . in P ∨ R e Q ∨ R sono indotte omologie (non involutorie.quarto appello Mat Tre . sul terzo non `e diagonalizzabile). poich´e non ha un piano di punti uniti. e vi `e una ulteriore retta unita s. in s `e indotta una omologia speciale (quindi non involutoria). (2) Sui piani uniti non viene indotta nessuna omologia (non vi sono rette di punti uniti). contenente P . (1) Gli autovalori della matrice A sono 3 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e0 − e2 ). E tre piani stanno in un fascio? Risultati. ` vero che φ `e omologia (1) Determinare i sottospazi uniti per φ e le reciproche relazioni di appartenenza. generato da e0 ed e2 . n´e alcuna involuzione (su due ha autovalori non opposti.

(3) Si dimostri che i centri delle coniche a centro del fascio giacciono tutti su una retta. poich´e un punto del ciclo base `e improprio). (3) Le coordinate dei centri delle coniche a centro si ottengono tramite la prima riga! della matrice inversa  µ  −µ2 −2µ 2µ2 di A(λ. che non `e mai (multipla di) 1 qualunque siano i valori dei parametri. Si consideri ora il piano complementare di X0 = 0 con l’usuale metrica euclidea. e se ne trovino le ` vero che questa retta `e asse per tutte le coniche a centro del fascio? equazioni. Si −4λ−2µ 4λµ+2µ2  1  0 tratta chiaramente di punti della retta −2 ∨ 0 di equazione 2X0 + X1 = 0. e risultano essere = −µ . E 4λX02 + (λ + 2µ)X12 − (4λ − 4µ)X0 X1 − 4µX0 X2 − 2µX1 X2 = 0 (1) Determinare le coniche degeneri e i punti base del fascio. di ortogonale 1 la cui polare ha coordinate pl¨ uckeriane date 1 0 2 dalla seconda riga di A(λ. parabole o iperboli a seconda che il determinante −µ2 sia maggiore. Intersecando  le rette   si trovano due punti base (entrambi di molteplicit`a due: si tratta di un fascio bitangente): 0 0 1 e 1 2 2 . uguale o minore di zero.20 settembre 2004 ` dato nel piano proiettivo reale il fascio di coniche di equazione Esercizio 3. µ) = 4λ −2λ+2µ −2µ −2λ+2µ λ+2µ −µ −2µ −µ 0  il cui determinante `e −16λµ2 (si osservi che il fattore µ2 `e evidente dalle ultime riga e colonna per multilinearit`a). D’altra parte il suo punto all’infinito `e 0 . µ). 0 38 . −2 1 Questa retta `e un asintoto per tutte  0 le iperboli del fascio.  (1) La matrice del fascio `e data da A(λ. Si ottengono due coniche degeneri: per µ = 0 (la retta doppia (2X0 − X1 )2 = 0) e per λ = 0 (la coppia di rette (2X0 + X1 )(X1 − X2 ) = 0). dunque si tratta sempre di iperboli. (2) Classificare affinemente tutte le coniche non degeneri del fascio.quarto appello Mat Tre . µ) (si tratta dei poli della retta impropria). E Svolgimento.  0 e quindi non `e asse per nessuna di esse. (2) Nel piano affine X0 6= 0 le coniche del fascio sono ellissi. esclusi i casi degeneri (d’altra parte era chiaro.

(2) La quadrica Q `e un cono con vertice V = hv0 i. Si classifichino affinemente le coniche che si ottengono intersecando Q con i piani del fascio di asse la retta n Y =0 s: . se α 6= 0. e quindi la forma degenere. e si trova Q(v1 ) = −1. Si ottiene una  1 base ortogonale usando v0 = 10 (generatore del nucleo). Si osserva subito che il determinante `e zero. 1). Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . classificare proiettivamente Q. (3) La quadrica `e un cono con vertice proprio (quindi non un cilindro). quindi non possono esisterne di complementari. X1 . non `e di rotazione (gli autovalori della sottomatrice A∞ sono distinti).   (1) La matrice `e A = 0 0 −1 0 0 4 1 −2 −1 1 1 0 0 −2 0 1 . v2 = e2 . esistono sottospazi isotropi per Q che siano complementari? (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. ellissi per valori β < 0 o β > 4/3. Le rette contenute in Q sono le rette della stella di V che passano per i punti di C. Dobbiamo studiare le intersezioni dei piani del tipo αY + βZ con la quadrica Q e classificare affinemente le coniche trovate. parabola per β = 4/3 e degenere per β = 0. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. Z=0 Risultati. Osservando il determinante 4(1 + β 2 ) − (−β − 2)2 = β(3β − 4) abbiamo che le coniche tagliate sono iperboli per 0 < β < 4/3.quarto appello Mat Tre . (3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0. sostituendo Y = −βZ troviamo la conica che nelle coordinate X. X2 . il rango `e 3 poich´e  le prime tre righe e colonne danno un minore non nullo. 39 . ma contengono tutti il nucleo. 0 I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. v3 = e3 e v1 ∈ he2 . Quindi la forma ha segnatura (2. specificando eventualmente il vertice e le rette in essa contenute.20 settembre 2004 Esercizio 4. che proietta la conica non degenere C del piano X1 = 0 di equazione X22 + X32 − 2X0 X2 = 0. e3 i⊥ (ma non  21  del nucleo). X3 ) = 4X12 + X22 + X32 − 2X0 X2 + 2X1 X2 − 4X1 X3 nella base canonica. ma qui vogliamo solo una classificazione affine) ha matrice 0 0 β 0 4 −β−2 β −β−2 1+β 2 . per esempio v1 = 01 . Z (non   sono ortogonali in generale.

0 1 −1 . Q2 . P3 . che `e         0 1 1 (r1 . tra le proiettivit` a. Q3 . P3 . si ha (P1 . r3 = P1 ∨ P3 . si ha P1 = 0. P3 . P3 . P4 . Si calcoli il birapporto (P1 . P2 = 1. e della retta r1 . Q4 i quattro vertici consecutivi di un quadrato nel piano di Gauss. (b) Il piano di Gauss `e una retta affine su C e la si consideri immersa. P2 . si ha (Q1 . Si calcoli il birapporto (r1 . . P2 . Q4 ) = (P1 . P4 ) se esiste una proiettivit` a di P1 (C) che mandi ordinatamente P1 . P3 . E una quaterna armonica? In caso affermativo indicare le due coppie che si separano armonicamente. P4 ) e lo si confronti con il birapporto ` vero che i quattro punti dati. 0 1 0 = 2. r4 = P1 ∨ P4 . r2 . Le rette cercate sono r2 : y = 0. P3 . P4 ) =  1 0  . r3 . r4 : x = 0 ed r1 : x + y = 0. (a) Si determinino le equazioni cartesiane delle rette r2 = P1 ∨ P2 . le rotazioni. P1 ) = 2 =2 2−1 e quindi il birapporto tra quattro vertici consecutivi del quadrato dato non cambia n´e se si cambia l’ordine con cui si prendono i vertici. Si considerino nel piano di Gauss i quattro punti P1 = 0 0  . vi sono le traslazioni del piano di Gauss. Q3 . 40 . (∗) Si ricorda che la retta tangente in un punto P di una circonferenza di centro C `e perpendicolare al raggio CP . dati i quattro vertici consecutivi di un quadrato. di matrice 10 e0iϑ . e le dilatazioni. P4 ) = 1 − 2 = −1 e quindi le coppie di vertici non consecutivi (ovvero quelli che stanno sulla stessa diagonale del quadrato) si separano armonicamente. Ricordando come si modifica il birapporto cambiando l’ordine dei punti. (a) I quattro punti sono i vertici consecutivi di un quadrato e quindi il centro della circonferenza circoscritta `e il punto di intersezione delle diagonali. Associando al punto z del piano di Gauss le coordinate omogenee z1 . formano calcolato nel punto precedente. r3 . 1 1  . ed il birapporto coincide con quanto calcolato nel punto precedente. P2 . con ρ e θ numeri ` chiaro che componendo opportunamente trasformazioni di questo tipo si possono mandare reali. Q2 . P2 . P4 . P4 su quattro vertici consecutivi del quadrato Q1 Q2 Q3 Q4 . 1 i  = 2. si ha (P1 . P4 = i. P1 . 1 1+i  . nel piano di Gauss. r4 ) = 0 0 1 . P2 = 1 0  . tangente in P1 alla circonferenza passante per i quattro punti dati(∗) . P2 . P2 . E ordinatamente i punti P1 .19 maggio 2005 Esercizio 1. di matrice a1 10 con a     numero complesso. P4 )? Risultati. nel modo consueto (punto improprio di equazione x0 = 0) in P1 (C). r3 : x − y = 0. Q1 . Dunque. (b) Nell’usuale corrispondenza tra punti del piano di Gauss e numeri complessi. r4 ). P4 su quattro vertici consecutivi  del quadrato Q1 Q2 Q3 Q4 . Q2 . Q3 . di matrice 10 ρ0 . Le quattro rette passano tutte per l’origine. Q2 . e quindi ha senso calcolare il birapporto tra le coordinate pl¨ uckeriane. P2 ) = 2 =2 2−1 e (P2 .  osserviamo che. r2 . ` vero che (c) Siano Q1 . opportunamente riordinati. E (Q1 . Q4 . P3 . P3 . 1 1 P3 =  . 0 1 P4 =  . Q4 ) = (P1 . (c) Sempre ricordando come si modifica il birapporto cambiando l’ordine dei punti. P2 . n´e se si cambia il punto iniziale. P3 = 1 + i. Q3 .prima prova parziale Mat Tre . Si ha quindi (P1 . P3 .

U un riferimento in cui l’applicazione abbia matrice di Jordan.19 maggio 2005 Esercizio 2. e sia Q ∈ Q0 ∨ Q1 . e che gli autospazi hanno dimensione 2 e 1. e il piano P0 ∨ P1 ∨ P2 (su cui `e indotta una omologia speciale). P2 . 0 0 α 0 2α+1 2α 1 α+1 (1) Trovare punti. φ induce una proiettivit`a che non `e n´e involutoria n´e omologica). dunque si tratta di una matrice non diagonalizzabile. Su quali elementi uniti φ induce involuzioni e/o omologie? (2) Siano Q0 e Q1 due punti uniti distinti di φ.prima prova parziale Mat Tre . altrimenti P appartiene ad un unico piano unito che `e P ∨ D ∨ C. allora il birapporto vale −1. 41 . P3 . rette e piani uniti di φ. poich´e sulla retta Q0 ∨ Q1 viene indotta una involuzione. sulle ultime (a parte la retta di punti uniti) delle omologie speciali. Sul piano P0 ∨ P1 ∨ P2 corrispondente all’autospazio generalizzato dell’autovalore di molteplicit` a tre viene indotta una omologia speciale di asse la retta di punti uniti P0 ∨ P1 e di centro C = P1 . Sia data la proiettivit`a φ dello spazio P3 (R) che nel riferimento canonico ha matrice ¯ ¯   −α−1 −2α −1 −1 α 1 1   1 A=  . Determinare il valore del birapporto (Q0 Q1 Q φ(Q)) al variare dei tre punti scelti. Le rette unite (compresa quella di punti uniti) sono quelle dei fasci dei centri di omologia su ciascuno dei piani uniti P0 ∨ P1 ∨ P3 (centro P3 ) e P0 ∨ P1 ∨ P2 (centro P1 ). con due autospazi relativi ad autovalori opposti. Sia α l’ultima cifra del proprio numero di matricola. diminuita di 5 e sostituito con 3 se il risultato `e nullo. da questo si deduce subito che φ induce una involuzione sul piano P0 ∨ P1 ∨ P3 generato dai due autospazi e anzi vi induce una omologia (c’`e una retta di punti uniti) involutoria. (2) Trascuriamo i casi degeneri in cui Q sia Q0 o Q1 . Se Q0 e Q1 appartengono alla retta di punti uniti abbiamo φ(Q) = Q e allora il birapporto vale 1. (3) Se P appartiene alla retta D ∨ C. Detti P0 . I piani uniti sono tutti e soli quelli del fascio di asse la retta D ∨ C (e su ciascuno di essi. (1) Si vede facilmente che la matrice A ha polinomio caratteristico (X − α)3 (X + α). I punti uniti sono tutti e soli quelli della retta di punti uniti P0 ∨ P1 e un punto ad essa esterno D = P3 . P1 . allora appartiene ad infiniti piani uniti (tutti quelli del fascio di asse D ∨ C). (3) Sia P punto non unito per φ. con  rispettivamente  forma di Jordan α 0 0 0 0 α 0 0 0 0 1 0 α 0 0 −α . `e vero che P appartiene ad un (unico?) piano unito per φ? Risultati. tranne P0 ∨ P1 ∨ P3 . Sulle prime vengono indotte da φ delle omologie involutorie (quindi non speciali). se appartiene al piano P0 ∨ P1 ∨ P2 allora appartiene ad esattamente due piani uniti (P0 ∨ P1 ∨ P2 stesso e al piano P ∨ D ∨ C). se invece non succede.

e4 i (direttamente dalla matrice G). (1) Scrivere la matrice G in base canonica della forma bilineare g associata a Q. Risultati. (2) Che dimensione hanno i sottospazi isotropi massimali? Dire se in R4 dotato della forma g vi sono piani ¯ iperbolici. La matrice di g in tale ! 1 0 0 0 base risulta essere 0 −β 2 0 0 0 0 β2 0 0 0 0 −4β 2 e quindi la segnatura `e (2. Agli stessi risultati si arrivava con un completamento dei quadrati: Q(X) = X12 − 2βX1 X2 − 2βX2 X3 + 4X3 X4 = (X1 − βX2 )2 − β 2 X22 − 2βX2 X3 + 4X3 X4 = (X1 − βX2 )2 − (βX2 + X3 )2 + X32 + 4X3 X4 = (X1 − βX2 )2 − (βX2 + X3 )2 + (X3 + 2X4 )2 − 4X42 Y  Y2 Y3 Y4 −β 0 0 0 β 1 0 0 0 1 2 0 0 0 2 1 1 e il cambiamento di coordinate = X  1 X2 X3 X4 . 3. e3 . v4 in modo che hvi : i ≤ ji = hei : i ≤ ji per j = 1. e2 . Una base ! ortogonale pu` o essere data dalle colonne della matrice 1 0 0 0 β β 2β 1 1 2 0 −β −2β 0 0 β ottenuta cercando una base or- togonale v1 . per esempio la base 1 e2 . diminuita di 5 e sostituito con ` data su R4 la forma quadratica 5 se il risultato `e 0. possiamo trovare una base di vettori isotropi. poich´e la forma non `e definita. e2 i (direttamente dalla matrice G). (3) S`ı. v2 . v3 . oppure V 0 = hv1 . (1) Risulta G = 1 −β 0 0 −β 0 −β 0 0 −β 0 2 0 0 2 0 ! . poich´e risulta R4 = ¯ 0 a 0 0 V 0 ⊕ V 00 . non pu`o essere 2.prima prova parziale Mat Tre . in questo caso la matrice di g risulter`a essere del tipo G00 = a0 00 00 0b con ab 6= 0. che dimensione pu` o avere l’intersezione U ∩ V ? 4 (3) Dire se `e possibile trovare una base di R fatta di vettori isotropi per g. in caso affermativo. Classificare la forma bilineare g. Una base ortogonale si trova usando le colonne della matrice inversa di quella del cambiamento di coordinate. X3 . Si vede facilmente che la forma ha rango 4 (non degenere). evidenziarne ¯ una e scrivere la matrice di g in quella base. 4. Sia β la penultima cifra del proprio numero di matricola. Se U `e un sottospazio isotropo massimale e V un piano iperbolico (sottospazi di R4 con la ¯ forma g). per esempio V = he1 . trovandone rango. 2v3 + v4 i o anche U 00 = h2βv1 + v4 . oppure trovando basi isotrope per i piani iperbolici V 0 e V 00 . Si trovano anche piani iperbolici. La dimensione richiesta pu`o essere 0 (per esempio per U 00 ∩ V 0 ) oppure 1 (per esempio per U ∩ V ). X2 . oppure U 0 = hβv1 + v2 . v2 + v3 i (usando la base ortogonale trovata). 2). X4 ) = X12 − 2βX1 X2 − 2βX2 X3 + 4X3 X4 . e per esempio possiamo considerare U = he2 . segnatura e una base ortogonale. v2 i e V 00 = hv3 . 0 0 b 0 42 .19 maggio 2005 Esercizio 3. (2) I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. E ¯ Q(X1 .! abbiamo solo cambiato il primo) nella quale la matrice di g risulta essere G0 = 0 −β −1/2 0 −β −1/2 0 0 −β 0 −β 0 2 0 2 0 . v4 i che sono anche ortogonali tra loro. 2. altrimenti la forma sarebbe nulla su un piano iperbolico (dove non `e nemmeno degenere). e4 (sfruttando il fatto che gi`a tre vettori della base canonformata dai vettori e1 − 2β ica sono isotropi.

considerando le due rette S1 ∨ R1 ed R2 ∨ S2 . si consideri il quadrangolo R1 . S2 . (b) Si mostri analogamente che (S2 . si ha πR1 (A) = A. G2 . D). S1 . R1 . e si ricordi che (A. Analogamente. G2 . si conclude che la polare di D `e la retta G1 ∨ G2 = C ∨ E. C. (d) Il ragionamento fatto nel punto precedente vale per ogni conica (non degenere) del fascio avente R1 . B. C. D) = −1 = (S1 . R2 ). C. C. B. hanno matrice diagonale? In caso affermativo. B. purch´e non appartenente ai lati del triangolo CDE) tutte le coniche del fascio hanno matrice diagonale. R1 . F1 ). Analogamente. B. R2 . R2 . indicare i punti fondamentali ed il punto unit` a. D) = (S1 . C. si ha −1 = (A. ci`o significa che. S1 . 43 . C. B. E.seconda prova parziale Mat Tre . S2 in figura. G1 . R2 . passante per E. taglia su R1 ∨ R2 il quarto armonico dopo i punti R1 . Svolgimento. Infine. la polare di E rispetto a C . S2 ) = −1 = (E. D) = −1. R2 . ci d`a −1 = (A. ovvero il punto B. Di nuovo la proiezione di centro E tra le rette A ∨ B ed S2 ∨ R2 . S2 ed E. ci d`a −1 = (A. D) = (E. in un qualsiasi riferimento che abbia C. (c) Consideriamo la retta R1 ∨ R2 . B. D) = (S2 . C. S2 ) = (A. C. G1 . S1 . si conclude che la polare di C `e la retta F1 ∨ F2 = D ∨ E e quindi il triangolo CDE `e autopolare. R1 . B. si ha −1 = (A. D) = (S1 . la polare di E `e la retta A ∨ B = C ∨ D. taglia su S1 ∨ S2 il quarto armonico dopo i punti S1 . πR1 (C) = S1 . la proiezione di centro E tra le rette A ∨ B ed S1 ∨ R2 . πR1 (D) = S2 . E come punti fondamentali (il punto unit`a pu`o essere scelto ad arbitrio. F2 ). D. C. Nel piano proiettivo reale. ci d`a −1 = (A. (a) Indicata con πR1 la proiezione di centro R1 tra la retta A ∨ B e la retta A ∨ E. R1 . R2 . B. S2 . R1 . R1 . (b) Considerando la proiezione di centro E tra le rette A ∨ B ed R1 ∨ S2 . considerando le due rette S1 ∨ R2 ed R1 ∨ S2 . e quindi il triangolo CDE `e autopolare per tutte le coniche del fascio. Dunque. di centro S1 . si mostri che il triangolo CDE `e autopolare per C (ovvero che ogni vertice `e il polo del lato opposto). (c) Sia C una conica passante per i punti R1 . D) e che (S2 . S1 . R2 ed E. D) = −1. D).16 giugno 2005 Esercizio 1. F2 ) = −1 = (S1 . considerando la proiezione πS1 : A ∨ B → E ∨ B. ed infine la proiezione di centro E tra le rette A ∨ B ed S1 ∨ R1 . ovvero il punto A. la proiezione πR1 conserva i birapporti e quindi si ha (A. ` vero che esiste un riferimento proiettivo rispetto a cui tutte le coniche del fascio avente come punti (d) E base R1 . S1 . πR1 (B) = E. R2 . Analogamente. Allo stesso modo. D) = (S2 . La polare di E rispetto a C . B. C. R1 G2 S2 F1 E S1 F2 G1 A C B R2 D (a) Si mostri che (A. R2 . C. S2 come punti base. R2 ). E. R2 . F1 ). S1 .

Il determinante vale (λ − µ)((4 − a2 )λ + (4 + a2 )µ). Descrivere il sottoinsieme di A dato dai centri delle coniche a centro del fascio. come si pu`o verificare imponendo le condizioni a11 = a22 e a12 = 0. e per λ = −µ otteniamo X1 (X1 − aX2 ). (d) I centri essendo i poli della retta impropria. parabole o iperboli a seconda che il determinante di −a(λ−µ) 2(λ+µ) sia positivo. 0 e a .seconda prova parziale Mat Tre .16 giugno 2005 ` dato il seguente Esercizio 2. 1 1 Vi sono quindi due punti base. cio`e λ − µ = λ + µ e λ − µ = 0. Esistono rette tangenti a tutte le coniche del fascio? Classificare affinemente le coniche del fascio nel piano A complementare alla retta di equazione X0 = 0. 1 1 Si quindi di un fascio bitangente. D’altra parte un fascio bitangente contiene cerchi se e solo se i due punti di bitangenza sono equidistanti dal punto di intersezione delle tangenti. E fascio di coniche del piano proiettivo reale: (λ + µ)X02 + (λ − µ)X12 + (λ + µ)X22 − 2(λ + µ)X0 X2 − a(λ − µ)X1 X2 . Sia a l’ultima cifra del proprio numero di matricola aumentata di 1. Quindi le coniche degeneri sono due: per λ = µ otteniamo (X0 − X2 )2 . determinarne centro e raggio. si tratta quindi dei punti di coordinate 4(λ−µ)(λ+µ)−a2 (λ−µ)2 2a(λ−µ)(λ+µ) 4(λ−µ)(λ+µ) ovvero 4(λ+µ)−a2 (λ−µ) 2a(λ+µ) 4(λ+µ) da cui si vede che sono tutti punti della retta di equazione 2X1 = aX2 (ma due punti della retta corrispondono a “centri” delle coniche degeneri). iperboli per gli altri valori (tra questi valori c’`e la seconda conica degenere del fascio). (a) La matrice del fascio `e  2(λ+µ) 0 −2(λ+µ) 0 2(λ−µ) −a(λ−µ) −2(λ+µ) −a(λ−µ) 2(λ+µ)  e il suo determinante risulta 2a2 (λ + µ)(λ − µ)2 . Risultati. (a) (b) (c) (d) Trovare le coniche degeneri e i punti base del fascio. nullo o negativo. entrambi di molteplicit`a 2. e tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X1 = 0 in  1tratta  1 0 e alla retta X1 − aX2 in a . Se nel fascio esistono cerchi per l’usuale struttura euclidea di A. ellissi per valori dei parametri che rendono concordi i due fattori. 44 . 1 1   2(λ−µ) −a(λ−µ) (b) Le coniche si classificano come ellissi. λ): λ parabola parabola degenere ellissi µ iperboli iperbole degenere (c) Nel fascio non esistono cerchi. le loro coordinate sono date dalla prima rigadella matrice in-   versa del fascio. I risultati possono essere riassunti nel seguente diagramma del piano (µ. e quindi abbiamo parabole per λ = µ (degenere) e (4 − a2 )λ + (4 + a2 )µ = 0.

e la sua !  0  0 α2 +bα3 0 intersezione con la quadrica nell’iperpiano improprio `e data dai due punti e . cio`e µZ2 = λZ1 µ(X0 + bX1 + X2 ) = λX1  −2b b −1  b 0 0 `e nullo. Sia b la penultima cifra del proprio numero di matricola. (c) Nello spazio A complementare di X0 = 0. E proiettivo reale standard di equazione X02 − bX12 + bX0 X1 + X0 X2 + bX1 X2 − X1 X3 = 0 . −α1 +2bα3 α3 −α2 −b(α1 +2α2 ) Queste sono le direzioni degli asintoti della iperbole tagliata sulla quadrica dal piano. γ usando gli invarianti ortogonali di A. e3 i). e det A = −γ 2 (αγ)(βγ). v. (d) Vi sono almeno due strategie possibili. La sua equazione canonica ha matrice della forma P t AP = γ 0 0 0 −1 0 α 0 0 0 0 β 0 −1 0 0 0 . ci riconduciamo alla forma canonica Z0 Z2 − Z1 Z3 osservando che la quadrica si scrive nella forma X02 + bX0 X1 + X0 X2 − bX12 + bX1 X2 − X1 X3 = X0 (X0 + bX1 + X2 ) − X1 (bX1 − bX2 + X3 ) . (b) Per determinare le due schiere di rette. Z2 = X0 + bX1 + X2 e Z3 = bX1 − bX2 + X3 abbiamo la forma voluta e le schiere di rette si scrivono come   λX0 = µX1 λZ0 = µZ1 cio`e µ(X0 + bX1 + X2 ) = λ(bX1 − bX2 + X3 ) µZ2 = λZ3 e   λZ0 = µZ2 λX0 = µ(bX1 − bX2 + X3 ) . α3 ). i primi due non entrambi nulli e v + w 6= 0 (perch´e?). (d) Determinare. Prima strategia: nell’iperpiano improprio la quadrica   taglia le due rette di equazioni X0 = 0 = X1 0 0 e X0 = 0 = 2bX1 − bX2 + X3 . e per semplicit`a trascuriamo di distinguere i casi di iperboli equilatere degeneri (coppie di rette complanari ortogonali). Risultati. tutti i piani π di A tali che la quadrica disegna su π una iperbole equilatera (cio`e con asintoti ortogonali). Seconda strategia: un piano `e determinato dalle sue coordinate pl¨ uckeriane (α0 . 45 . Infatti αγ e βγ sono autovalori non nulli di A0 . Z1 = X1 . Questo identifica i piani richiesti come quelli le cui coordinate pl¨ uckeriane appartengono al supporto del cono quadratico descritto da quest’equazione nello spazio proiettivo duale. w. il√prodotto degli autovalori `e −(b2 + 1). Quindi i piani cercati hanno equazioni della forma det X1 0 (u+v)/2 X2 bu v X3 v −bu = wX0 al variare dei parametri u. 2 (a) Dalla matrice della quadrica A = b 1 0 b −2b b −1 1 b 0 0 0 −1 0 0  si osserva subito che la quadrica `e non degenere (il determinante `e 1) e contiene rette (per esempio σhe2 . cio`e rigata. Dunque si tratta di quadrica non degenere a punti iperbolici. Quindi ponendo Z0 = X0 . β. Infine gli autovalori sono −b ± 2b2 + 1. det A = 1 e si ricava γ = √b12 +1 . da cui si ricavano α e β (positivo e negativo rispettivamente). (a) Classificare proiettivamente la quadrica (b) Determinare le eventuali rette in essa contenute. la quadrica `e tangente all’iperpiano (c) Poich´e il determinante della matrice A0 = −1 0 0 improprio. α2 . e tutti i piani contenenti questi due v −bu punti (cio`e paralleli tra loro e che intersecano la retta congiungente nell’iperpiano improprio) tagliano   la quadrica in iperboli equilatere. Per ogni punto bu della prima retta vi `e solo un punto dell’altra v  0  (risulta essere (u+v)/2 ) tale che le due direzioni siano ortogonali. e possiamo determinare α. essi sono ortoganali se e solo se il prodotto scalare si annulla.seconda prova parziale Mat Tre .16 giugno 2005 ` data la quadrica dello spazio Esercizio 3. dotato della struttura euclidea usuale. classificare la quadrica e determinare gli eventuali cerchi in essa contenuti. ovvero se e solo se 2bα22 + 2bα32 − bα1 α2 − α1 α3 = 0. ed `e quindi un paraboloide  iperbolico. α1 . se esistono.dunque non contiene cerchi. Il polinomio caratteristico di A0 `e X(X 2 + 2bX − (b2 + 1)).

a2 = P ∨A2 = (0. distinto dai precedenti. Si concluda che. Si verifichi che (A1 . S del piano euclideo. b1 . (b) Nel piano euclideo. j20 . posto i1 = Y ∨ I1 . j20 . y −1 . j2 . j2 . I2 . in una circonferenza. b01 . b2 ). Ricordando che il birapporto tra quattro punti di una conica `e uguale al birapporto tra le quattro rette di un fascio P ∗ passanti per i quattro punti ed avente il centro in un qualunque punto P . nella base associata al riferimento. b1 = C ∨ B1 . qualunque sia P . j2 = C ∨ I2 . b01 . si ha (i1 . A2 non sono allineati e quindi possono essere presi come punti base di un riferimento e si  pu`o scegliere il punto unit` a di modo che la matrice di C . l’angolo alla circonferenza `e la met` a dell’angolo al centro. −y). nel supporto di C . Per quanto visto. (a) Siano C una conica non degenere nel piano proiettivo e P un punto non appartenente al supporto di C . b2 = C ∨ B2 . 1. b2 ) = (y/x)2 . r. C il centro. b02 ). 0. (c) Nelle notazioni del punto precedente. b1 . Sia P un qualsiasi punto della circonferenza. A2 . b2 = P ∨B2 = (0. b02 = P ∨ B2 . s = Y ∨ S. si ha (j10 . Indicate con A1 ed A2 le intersezioni tra C e la polare di P e dati due punti B1 . R. b01 . (Sugg. b02 )2 = e4iα ed `e quindi il doppio dell’angolo al centro. Dunque.primo appello Mat Tre . r = Y ∨ R. 1). A1 ∨ A2 = (1. a2 = P ∨ A2 . A1 ∨ A2 . B2 )2 = (j1 .) (b) Nel piano euclideo si consideri una circonferenza (non degenere) C . (c) Ricordiamo che. 0. sia   1  x Due punti di C . a2. e siano I1 . Le y −1 rette hanno quindi coordinate pl¨ uckeriane a1 = P ∨A1 = (0. ove ϑ `e l’angolo tra le rette r ed s. b01 . B1 . si conclude che (I1 . e C : X02 − X1 X2 [perch´e?]. per quanto visto al punto precedente. fissato l’arco di estremi B1 e B2 . ovvero (A1 . A1 . e detto α l’angolo alla circonferenza. 0). (a) I tre punti P. I2 i punti ciclici. j20 = P ∨ I2 .21 giugno 2005 Esercizio 1. a2 . b02 ) = e2iα . i2 = Y ∨ I2 . distinti dai precedenti. 0. si ponga a1 = P ∨ A1 . dati i punti ciclici I1 . B1 . A2 = 0 0 1 b2 = P ∨ B2 . 1). Si pu` o supporre P = 1 0 0 . −x). A1 ∨ B2 ) = y/x. A1 ∨ B1 = (1. A2 . B2 ) = (j10 . l’angolo al centro `e (j1 . b1 . x−1 . A1 = 0 1 0 . Si verifichi che (j1 . B2 ) = (πC (A1 ). b2 ). −x). Svolgimento. I2 . 0. 0. si ha (I1 . Confrontando le due uguaglianze trovate si ottiene il risultato richiesto. A1 ∨ B1 . B1 . ed il birapporto `e quindi (a1 . −y). i punti ciclici sono l’intersezione tra la circonferenza e la polare del centro C. i2 . b01 = P ∨ B1 . b 1 = P ∨ B1 . distinti dai precedenti. b1 . j2 . e B1 . 0). j20 . B2 punti reali distinti di C . e si ponga j1 = C ∨ I1 . Il birapporto tra i quattro punti della conica `e il birapporto tra le rette πC (A1 ) = (0. avranno coordinate omogenee B1 = e B2 = −1 x −2 0 0 0 0 1 . b1. b2 ) = (j10 . s) = e2iϑ . 46 . b2 ) = (j10 . j10 = P ∨ I1 . j20 . b02 )2 . A1 ∨ B2 = (1. I2 e tre punti distinti Y . b1 = P ∨B1 = (0. B2 del supporto di C . B2)2  = (a1 . B1 . 0  1 0 1 y .

siccome poi si tratta di una affinit`a di quadrato identico (perch´e φ `e involuzione) abbiamo sempre delle simmetrie. la matrice `e √  nel punto 3/10 e raggio 13 2/10.21 giugno 2005 ` data la proiettivit` Esercizio 2. C i tre punti degeneri del fascio sono (A ∨ B) ∪ t  12  nell’ordine. determinare il luogo descritto dai centri delle coniche a centro del fascio. le  2coniche  1 1 1 1 (di matrice 1 −2 −2 ) e (A ∨ C) ∪ (B ∨ C) (di matrice 1 −12 13 ). Esercizio 3.   (3) La parabola non degenere prima trovata ha matrice √ ha parametro p = 10 2. Ognuno dei piani uniti contiene una delle rette di punti uniti: per lo spazio affine complementare questa retta identifica la giacitura della direzione di simmetria. ha polinomio caratteristico (X + 1)2 (X − 1)2 e due autospazi complementari di dimensione 2 ciascuno. (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. Da questo si deduce −2t+13 −2t−12 che le coniche sono iperboli per t < 1/4. e t la tangente in C. (2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0. B. 1 −2 −2 1 13 −12  12 1 1   2 1 1  (2) Escludendo una delle coniche degeneri. Induce delle omologie involutorie (dunque non speciali) su tutti gli elementi uniti che non siano tutto lo spazio. 1 1 2 e 1 2 1 −1 (1) Determinare le coniche degeneri del fascio e scrivere l’equazione generale del fascio. classificare le coniche del fascio. sono uniti tutti e soli i piani dei due fasci di assi le rette di punti uniti. ellissi per t > 1/4 e che c’`e una parabola non degenere per t = 1/4. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale passanti per i punti  1  e tangenti alla retta 2X0 + X1 + X2 = 0 nel suo punto −1 . (3) La proiettivit` a induce una affinit` a nei complementari di tutti i piani uniti. I centri descrivono la retta X1 = X2 . (1) Detti A. Proiettivamente. moltiplicata per 1/3. (2) La proiettivit` a `e una involuzione ma non una omologia. (1) La matrice. E a φ di P3 (R) in s`e di matrice  0 3 −3 3 0 3 −3   3 A=  −3 −3 0 −3 −3 −3 −3 0  nel riferimento canonico.primo appello Mat Tre . si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli eventuali cerchi del fascio. 3/10 47 da cui si ricava che l’equazione canonica  −32 −3 −3 −3 10 0 −3 0 10  da cui si ricava che ha centro . ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie su qualcuno degli elementi uniti? (2) E (3) Esistono dei piani π tali che nello spazio affine complementare φ induce una affinit`a? Si tratta di simmetrie? Eventualmente trovarne assi e direzioni. (3) Con l’usuale struttura euclidea. 4 1 1 1 10 −10 1 −10 10 Nel fascio vi `e una circonferenza per 2t = 13. la matrice del fascio `e A(t) = t 1 −2 −2 + 1 −12 13 e il 1 −2 −2 1 13 −12   −2t+13 2 2 determinante di A0 (t) = −2t−12 vale (2t + 12) − (2t − 13) = 25(4t − 1). Risultati. L’asse di simmetria `e dato dall’altra retta di punti uniti. perch´e?). vi sono due rette di punti uniti (determinate dai due autospazi). e sono unite tutte e sole le rette che uniscono due punti uniti. tolti i punti corrispondenti alla parabola (punto improprio) e alle due coniche degeneri (C = (A ∨ C) ∩ (B ∨ C) e il punto medio tra C e il punto d’intersezione con t. Risultati.

Osservando la forma indotta sul sottospazio generato dai vettori secondo e quarto della base canonica.21 giugno 2005 Esercizio 4. X1 . 48 .primo appello Mat Tre . cerchiamo le intersezioni sul piano improprio (X0 = 0) dell’assoluto euclideo (X12 + X22 + X32 = 0) con la nostra quadrica. del fascio di coniche sul piano improprio generato dall’assoluto euclideo e dall’intersezione col paraboloide). 1). e dunque non contiene rette reali. Quindi α = 3/2 e β = 3 3/2. Siccome il determinante di A `e −4. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. sitratta di un  paraboloide ellittico. n. 1) oppure (1. si deduce che la segnatura `e (3. che si spezza in due rette reali. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. X2 . si ottiene osservando se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o un iperboloide rispettivamente). I sottospazi isotropi massimali hanno quindi dimensione 1. specificando qual’`e il suo vertice e determinando eventualmente le rette in essa contenute. La forma canonica di un paraboloide ellittico `e data dalla matrice 0 0 0 −1 0 α 0 0 0 0 β 0 −1 0 0 0 a meno di una costante γ. sapendo gi` a che si tratta di quadrica di tipo ellittico. si trova una equazione X2 (X2 + 2X1 − 2X3 ) = 0 (`e la conica degenere. Quindi i piani cercati hanno equazioni proiettive X2 = mX0 e X2 + 2X1 − 2X3 = nX0 al variare dei parametri reali m. (3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della usuale metrica euclidea. (2) La quadrica Q `e una quadrica non degenere a punti ellittici. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. e il sottospazio generato dal primo vettore della base canonica ne `e un esemplare. Per determinare i piani che tagliano cerchi sul paraboloide (ci aspettiamo due fasci di piani. Sottraendo a questa l’assoluto. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . visto che il paraboloide non `e di rotazione). (1) La matrice `e A = 0 0 0 0 1 1 0 1 2 2 0 −1 2 0 −1 1  e si vede subito che la forma `e non definita (ammette vettori isotropi). 3). Risultati. classificare proiettivamente Q. X3 ) = X12 + 2X22 + X32 + 4X0 X3 + 2X1 X2 − 2X2 X3 nella base canonica. la forma `e non degenere e la segnatura (3. I parametri si possono determinare osservando che αγ e βγ sono gli autovalori non nulli di A0 (1 e 2 3 rispettivamente) √ √e γ vale 4/3 (opposto di det(A) diviso per il prodotto dei due autovalori). determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti. (3) La classificazione affine. Il suo vertice `e il vuoto (proiettivo). Siccome la matrice A0 ha determinante nullo.

centro P l’autospazio di −3. P3 = −7 del piano affine reale A ¯ ¯ 1 che sar`a identificato alla retta affine complessa A (C) (quali sono le loro coordinate in quanto punti di ¯ ¯ quest’ultima?). mentre ovviamente l’autospazio di −3 ha dimensione 1. (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. cio`e il punto di coordinate −2 −1 3  1/3 2 di A (R ). P2 = −1 (R) 3 . che ha matrice scalare non nulla in qualsiasi riferimento si scelga. cio`e esattamente il corrispondente del punto P4 nella ¯ ¯ identificazione canonica di A2 (R) ∼ = R2 con A1 (C) ∼ = C. φ `e omologia ma non involuzione poich´e −2/3 6= −1 (rapporto degli autovalori). −1/3 ¯ ¯       1 1 1 (2) Pensando P1 . allora conviene scegliere come riferimento in Q∗ due rette distinte di π per Q. poich´e risulta che α1 1 x1 y1 + α2 1 x2 y2 = 1 x3 y3 se e solo se α1 1 x1 +iy1 + α2 1 x2 +iy2 = 1 x3 +iy3 . oltre a π stesso) e gli elementi della stella di P (rette e piani contenenti P . ¯ ¯ ¯ ¯ 1 2 ` vero in generale che dati tre punti allineati di A (R) ∼ (3) E = A (C). da cui segue l’uguaglianza dei quart’armonici. 49 . (2) Come detto. mentre il quart’armonico P40 in P1 (C) `e il punto improprio (l’unico) della retta P1 (C). abbiamo 2 1−2i − −1+3i = 3−7i (si tratta di tre punti ¯ ¯       1 1 1 3 0 = 1−i . allineati. P3 come punti di P2 (R). ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie su qualcuno degli elementi uniti? (2) E (3) Per ogni punto Q unito per φ.  Risultati. 3 − 7i ove ¯ ¯ i `e l’unit`a immaginaria (una radice quadrata di −1). la matrice della proiettivit`a indotta sar`a  un quarto  un multiplo di 2 0 0 0 2 0 0 0 −3 .secondo appello Mat Tre . E a φ di P3 (R) in s`e di matrice A =   nel 0 0 2 0 −5 −5 −5 −3 riferimento canonico. P2 . −1 + 3i. comunque si scelga elemento unit`a per il riferimento. la matrice risulta diagonalizzabile. Pertanto si tratta di omologia non speciale con asse (piano di punti uniti) π l’autospazio di 2. 1 (2) Determinare il quarto armonico dei tre punti dati in quanto punti di P (C) (tramite l’usuale immersione ¯ ¯ A1 (C) ⊆ P1 (C) e confrontarlo con il punto trovato precedentemente. si descriva la proiettivit`a indotta da φ sulla stella Q∗ dei sottospazi di P3 (R) passanti per Q. e il quart’armonico P4 risulta 2 + −1 = 1 . poich´e gli elementi scelti del riferimento sono uniti (con autovalori di rapporto −2/3). se abbiamo tre punti di A2 (R) tali che P3 = 21 P1 + 12 P2 (somma baricentrica. visto che P (C) `e una retta!) e il quart’armonico P4 risulta 2 1−2i + −1+3i ¯ ¯ 1 cio`e il punto di coordinate 1/3 − i/3 di A (C). e la retta Q∨P .       1 1 1 (1) Pensando P1 . ovvero iduequart’armonici siano punti P4 =  quando     affini. abbiamo 2 1 − −1 = 3 da cui si vede che si tratta ¯ ¯  −2   13   −7  1 3 1 di tre punti allineati. ¯ ¯ significa che P3 `e punto medio tra P1 e P2 ).  7 5 5 5  −5 −3 −5 −5  ` data la proiettivit` Esercizio 2. alloranecessariamente   P40 . ¯ ¯ ¯ ¯ Escluso questo caso. (1) Il polinomio caratteristico di A `e (X −2)3 (X +3). il loro quarto armonico in quanto punti ¯ ¯ ¯ ¯ di P2 (R) corrisponde al loro quarto armonico in quanto punti di P1 (C)? ¯ ¯ ¯ ¯ Svolgimento.5 luglio 2005    1 3 2 Esercizio 1. P2 . ¯ ¯ ¯ ¯ ¯ ¯ (3) Non necessariamente. Sono dati i seguenti punti P1 = −2 . per esempio specificandone la matrice in un opportuno riferimento. oltre a P stesso). allora il quart’armonico P4 in P2 (R) `e il punto improprio ¯ ¯ della retta P1 ∨P2 . (1) Mostrare che i tre punti sono allineati come punti di P2 (R) (tramite l’usuale immersione A2 (R) ⊆ P2 (R)) ¯ ¯ ¯ ¯ ¯ ¯ e determinarne il quarto armonico sulla retta su cui giacciono. P3 come punti di P1 (C). (3) Se il punto unito `e P (centro di omologia) allora la proiettivit`a indotta su Q∗ `e l’identit`a. Le coordinate in quanto punti di A1 (C) sono rispettivamente 1 − 2i. Inoltre induce delle omologie non speciali e non involutorie su tutti gli elementi uniti. Se invece il punto unito Q appartiene a π (asse di omologia). ovvero l’autospazio di 2 ha dimensione 3. Gli elementi uniti sono tutti e soli gli elementi del sottospazio π (rette e punti contenuti in π.

Esercizio 4. µ) `e −(λ+µ)3 . 1) oppure (1. (3) Con l’usuale struttura euclidea. (2) La quadrica Q `e una quadrica non degenere a punti ellittici. det A0 = −8. classificare le coniche del fascio. X1 . I parametri √ √si possono determinare osservando che aγ. si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli eventuali cerchi del fascio. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. µ) = (λ + µ)X02 + (λ − µ)X12 + (λ + µ)X22 − 2λX0 X1 − 2(λ + µ)X0 X2 − 2µX1 X2 . I centri delle coniche a centro descrivono una iberbole. Risultati. Se una retta la interseca in due punti reali del supporto. dunque la retta di equazione X1 = 0. si vede che la segnatura effettivamente `e (3. X3 ) = 4X02 + X12 + X22 − X32 − 2X0 X2 + 2X1 X3 nella base canonica. e determinare punti e tangenti comuni a tutte le coniche del fascio. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. determinare il luogo descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.  si trattadi un iperboloide ellittico. La forma canonica di un iperboloide ellittico `e data dalla matrice −1 0 0 0 0 a 0 0 0 0 b 0 0 0 0 c a meno di una costante γ = − det A/ det A0 = 0 1/3. e dunque non contiene rette reali. 0 triplo e 2 semplice. che `e 1 1 la polare comune nel punto triplo. √ 2 (2) Poich´e il determinante di A0 (λ. 3). allora la retta polare `e intersezione dei due piani tangenti in quei due punti. come assi. 1 . (1) Poich´e il determinante di A(λ. abbiamo due parabole non degeneri per λ = ± 2µ. det 10 −1 e −1. Le parabole si ottengono per λ = ± 2. √  (3) Si ottiene un cerchio per µ = 0. ed essa ha intersezione vuota con il supporto (reale) della quadrica. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale di espressione A(λ. bγ e cγ sono gli autovalori di A . in quanto gli unici punti reali della quadrica nei piani tangenti sono i punti di tangenza. (2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. X2 . l’unica conica degenere del fascio si ottiene per λ = −µ = 1 e risulta spezzata inuna coppia  di  rette X1 (X0 + X1 − X2 ). ellissi per |λ| > 2|µ| ed iperboli per |λ| < 2|µ| (tra cui quella degenere). Risultati. 0 0 1 0 1+ 2 Per determinare i piani che tagliano cerchi sull’iperboloide (ci aspettiamo due fasci di piani. µ) `e λ2 − √ √2µ . classificare proiettivamente Q. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . Si trova 50 . Si tratta quindi di un fascio osculatore con 1 1 due punti base. determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti. Siccome la matrice A0 ha determinante non nullo. cerchiamo le intersezioni sul piano improprio con l’assoluto euclideo.5 luglio 2005 Esercizio 3. Siccome il determinante di A `e −6. Se una retta interseca il supporto della quadrica in due punti distinti. I sottospazi isotropi massimali hanno quindi dimensione 1. Osservando la sequenza dei segni di det A = −4.secondo appello Mat Tre . e una tangente comune a tutte le coniche del fascio. (3) La classificazione affine si ottiene osservando se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica. √ √ µ = 1 e i loro parametri hanno quadrati uguali a (±2 2)3 /(1 ± 2)3 . e il sottospazio generato  da e0 + 2e3 0 ne `e un esemplare.   (1) La matrice `e A = 4 0 −1 0 0 1 0 1 −1 0 1 0 0 1 0 −1 e si vede subito che la forma `e non definita (segni positivi e negativi sulla diagonale). visto che non `e di rotazione). 2. cosa si pu`o dire dell’intersezione della retta polare con il supporto (reale) della quadrica? (3) Classificare Q come quadrica dello spazio complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della usuale metrica euclidea. la forma `e non degenere e la segnatura (3. Il riferimento in cui l’equazione si ottiene usando il centro  √ diviene   quella  canonica   0  1 0 1+ 2 0√ C = 1/4 come origine e le rette di direzioni . rispettivamente − 2. 1) (dal teorema di Jacobi). 1. ha centro in 11 e raggio 1. (1) Dimostrare che esiste una unica conica degenere nel fascio.

51 .5 luglio 2005 una equazione X3 (X3 − X1 ) = 0 e quindi i piani cercati hanno equazioni proiettive X3 = mX0 e X3 − X1 = nX0 al variare dei parametri reali m. n.secondo appello Mat Tre .

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005    

Esercizio 1. Sono dati i seguenti punti P1 = 10 , P2 = 01 , P3 = 23 , P4 = 00 del piano affine reale
A2 (R) che sar`
a identificato alla retta affine complessa A1 (C) (quali sono le loro coordinate in quanto punti
di quest’ultima?).
(1) Si determini il birapporto dei quattro punti in quanto punti di P1 (C) (tramite l’usuale immersione
A1 (C) ⊆ P1 (C)).
(2) Si determini il fascio delle coniche di P2 (R) contenenti i quattro punti, e per ciascuna di tali coniche
si calcoli il birapporto dei quattro punti in quanto punti di quella conica. Esiste una conica per cui il
birapporto coincide con quello calcolato in (1)?
` vero in generale che dati quattro punti distinti di A2 (R) ∼
(3) E
= A1 (C), esiste un’unica conica del piano
proiettivo reale contenente quei punti e tale che il birapporto dei quattro punti sulla conica sia uguale
al loro birapporto in quanto punti di P1 (C)? Eventualmente, sotto quali condizioni ci`o `e vero?
Svolgimento. Le coordinate in quanto punti di A1 (C) sono rispettivamente 
 
1,1i, 2 + 3i, 0.
1
(1) I quattro punti hanno coordinate proiettive complesse date da 11 , 1i , 2+3i
, 0 rispettivamente. Nor  

1
1
1
malizziamo i primi tre tramite la condizione α0 1 + α1 i = 2+3i , sistema che risolto (per esempio
tramite la regola di
d`
a i coefficienti α0 = 2i e α1 = 1 − 2i. Esprimendo il quarto punto tramite 
Cramer) 

2+i
x0 α0 11 + x1 α1 1i = 10 troviamo (per esempio ancora tramite la regola di Cramer) che x0 = 2i(1+3i)
1
e x1 = − 1+3i
. Il birapporto `e quindi x0 /x1 = − 12 + i.
0−i
1
In alternativa si poteva calcolare (1 i 2+3i 0) = 2+3i−1
2+3i−i 0−1 = 2 (−1 + 2i).
(2) Siccome il birapporto dei quattro punti in quanto punti di una conica del piano proiettivo reale sar`a
necessariamente un numero reale, possiamo gi`a rispondere no alla domanda posta. Il fascio richiesto
`e generato per esempio dalle due coniche degeneri X1 (3X0 − 3X1 + X2 ) (rette per P2 , P4 e P1 , P3 ) e
(−X0 + X1 + X2 )(3X1 − 2X2 ) (rette per P1 , P2 e P3 , P4 ). Quindi la prima riga della matrice del fascio,
che rappresenta anche le coordinate pl¨
uckeriane della tangente in P4 `e data da (0 3(λ+µ) 2µ) al variare
di λ, µ in R non entrambi nulli. Ora, il birapporto richiesto `e quello delle tre rette per l’origine e i punti
P1 , P2 , P3 con la tangente nell’origine appena trovata. Poich´e le coordinate pl¨
uckeriane delle prime tre
µ
rette sono (0 0 1), (0 1 0) e (0 3 − 2), abbiamo che il birapporto vale − λ+µ
al variare di λ, µ in R non
entrambi nulli.
(3) Come sopra detto, in generale la risposta `e no. In primo luogo perch´e se tre dei quattro punti sono
allineati, allora le coniche del fascio sono tutte degeneri, e non `e definito il birapporto in quanto punti
di una conica degenere. In secondo luogo, se i punti sono a tre a tre non allineati, affinch´e esista una
conica per cui il birapporto sia quello in quanto punti della retta proiettiva complessa, una condizione
necessaria `e che tale birapporto risulti reale, e tale condizione `e anche sufficiente, come si capisce subito
dal fatto che al variare della conica nel fascio definito dai quattro punti il birapporto assume tutti i
possibili valori reali.

52

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005
` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a φ di P3 (R) in s`e di matrice

3
0 1 0
 0 −3 0 1 
A=

−1 0 1 0
0 −1 0 −1

nel riferimento canonico.
(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ.
` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Per ogni punto Q unito per φ, si descriva la proiettivit`a indotta da φ sulla stella Q∗ dei sottospazi di
P3 (R) passanti per Q, per esempio specificandone la matrice in un opportuno riferimento.
Risultati.
(1) Gli autovalori della matrice sono ±2 entrambi di molteplicit`a due e nullit`a 1. La forma di Jordan ha
quindi due blocchi d’ordine due non diagonali; vi sono due punti uniti corrispondenti agli autovalori, e
per dualit`
a due piani uniti; le rette unite sono tre: quella che unisce i due punti uniti (ed `e l’intersezione
dei due piani uniti) e quelle corrispondenti agli autospazi generalizzati.
(2) La proiettivit`
a non `e n´e omologia (non ha un piano di punti uniti) n´e una involuzione (non `e diagonalizzabile). Sulla retta congiungente i due punti uniti viene indotta una omologia involutoria; sulle altre
due rette vengono indotte delle omologie speciali.
(3) Per esempio, considerando il punto unito corrispondente all’autovalore 2 della matrice data, possiamo
scegliere nella sua stella di rette il riferimento formato dalle due rette unite per qual punto, e una
ulteriore retta (distinta dalle precedenti e) passante per un punto della terza 
retta unita; in tal caso la
matrice della proiettivit`
a indotta si pu`o presentare nella forma 
−2 0 0 
punto unito si potr`
a trovare una matrice del tipo 0 2 1 .
0 0 2

53

2 0 0
0 −2 1
0 0 −2

. Analogamente per l’altro

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005
Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale di espressione
A(λ, µ) = µX02 + λX12 + λX22 + (λ + µ)X0 X1 + (λ + µ)X0 X2 + 2µX1 X2 .
(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e punti e tangenti comuni a tutte le coniche del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Con l’usuale struttura euclidea, si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli
eventuali cerchi del fascio.
Risultati.
(1) Poich´e il determinante della matrice del fascio `e −4(λ+µ)(λ−µ)2 , le coniche degeneri si ottengono
per λ = µ = 1 (ed `e una retta doppia, (X0 + X1 + X2 )2 ) e per λ = −µ = 1 (ed `e una coppia di
rette (X0 + X1 −X2 )(X
1 + X2 )). Intersecandole otteniamo i punti base del fascio, entrambi di 
0 − X
molteplicit`
a due,

1
−1
0

e

1
0
−1

. Trattandosi d’un fascio bitangente, le tangenti comuni sono le polari

dei punti base, e sono le rette che formano la seconda conica degenere.
(2) Le coniche sono iperboli, parabole o ellissi a seconda che λ2 − µ2 sia positivo, negativo o nullo, cio`e a
seconda che |λ| sia maggiore, uguale o minore di |µ|. In particolare leparabole 
sono solo degeneri. Tutte
le coniche a centro del fascio hanno lo stesso centro, che `e il punto

1
−1/2
−1/2

; infatti la prima riga della

matrice inversa della matrice del fascio non dipende a meno di multipli dai parametri.
(3) Come gi`
a detto, le parabole sono solo degeneri; l’unico cerchio si ottiene per µ = 0 e la sua equazione `e
(X + 1/2)2 + (Y + 1/2)2 = 1/2.

54

20 settembre 2005 Esercizio 4. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. si pu`o scrivere che p rette √ √ √ 2 3 − 5 = 2 (1 + 5). La matrice del fascio essendo λ 0 µ 0 λ+µ 0 µ 0 λ−µ 2 2 abbiamo che le coniche degeneri sono determinate dai valori dei parametri √ per cui (λ+µ)(λ −λµ−µ ) = 0. e quindi contiene due famiglie di cerchi. Si dia una descrizione geometrica di tutti i sottospazi isotropi massimali per Q. L’unica che si spezza in due rette reali corrisponde a 2λ = (1 − 5)µ. oppure trovando una base ortogonale si vede che la segnatura `e (2. I sottospazi isotropi massimali corrispondono alle rette contenute nel cono. Comple- tando i quadrati. consideriamo il fascio di coniche sul piano X0 = 0generato daX22 − X32 + 2X1 X3 e dall’assoluto euclideo X12 + X22 + X32 . I sottospazi isotropi massimali hanno quindi dimensione 2 e si ottengono usando un generatore del   1 nucleo.terzo appello Mat Tre . Per chi ricordasse qualcosa sui radicali doppi. determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti. Per trovarle. −1   0 0 1 per esempio 0 oppure 01 ). e quindi la forma `e degenere. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . con un qualsiasi vettore isotropo indipendente (non appartenente al nucleo. 1) e dunque il rango `e 3. X1 . (3) Classificare Q come quadrica dello spazio complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della usuale metrica euclidea. Non `e di rotazione (gli autovalori della conica intersezione con X0 = 0 sono tutti semplici). infatti troviamo in tal caso la conica √ √ 5)X12 + (−1 − 5)X32 + 4X1 X3 + (3 − 5)X22 = 2 q q √ √ √ =− −1 + 5X1 − 1 + 5X3 + (3 − 5)X22 = q  q  q q q q √ √ √ √ √ √ = 3 − 5X2 + −1 + 5X1 − 1 + 5X3 3 − 5X2 − −1 + 5X1 + 1 + 5X3 (1 − √ da cui si deduce che le due famiglie di piani cercati sono quelle dei fasci impropri determinati dalle due improprie identificate. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. (3) Si tratta di un cono con vertice affine. X3 ) = 5X02 + X22 − X32 + 2X0 X1 + 4X0 X2 + 2X1 X3 nella base canonica. per esempio −1 −2 . (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. e si ottengono dalla congiunzione del vertice con un qualunque punto della conica non degenere che si ottiene intersecando il cono con un piano complementare al vertice (per esempio X0 = 0). (1) La matrice `e 5 1 2 0 1 0 0 1 2 0 1 0 0 1 0 −1  Il determinante della matrice `e nullo. X2 . classificare proiettivamente Q. 0 1 (2) La quadrica `e un cono irriducibile con vertice formato da un punto. Risultati. 55 .

`e indotta da f un’omologia speciale che ha come unico punto unito s ∩ r. Scelta la base v1 = −3e1 − 2e2 + 2e3 − 3e4 . 56 . di matrice  −2 −3 −3 −1  1 −5 −2 −1  A=  −1 2 −1 1 1 −3 −3 −4  nel riferimento canonico.b) = hav1 + bv3 i. perch´e gli unici punti uniti di f appartengono alla retta r e quindi sono al di fuori dello spazio affine. a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica. Un generico piano unito `e quindi τ(a. Su un tale piano sono unite tutte le rette del fascio passante per il centro dell’omologia. rette e piani uniti rispetto ad f . Risultati. distinta dalla retta r. perch´e sono uniti tutti e soli i punti della retta r che `e l’asse di omologia e deve quindi contenere il centro. s. (∗) La conoscenza del polinomio caratteristico e del polinomio minimo garantiscono dell’esistenza di una tale base e la sua determinazione non `e necessaria nel seguito. (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. f : P3 (R) → P3 (R). v3 = e1 + e2 − e3 + e4 . una generica retta di τ(a. (a. passante per tale punto `e s = hav1 + bv3 . la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base (∗) `e   −3 1 0 0 0   0 −3 0 J =  0 0 −3 1 0 0 0 −3 Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = hv1 . (c) Si determinino tutti i piani π tali che f induca un’affinit`a priva di punti uniti nello spazio affine formato dai punti che non appartengono a π. (c) Perch´e f induca un’affinit` a nel complementare di π. π deve essere un piano unito. Infatti.quarto appello Mat Tre . xv1 + yv3 + z(av2 + bv4 )i e la sua immagine tramite f `e la retta h−3(av1 + bv3 ). av2 + bv4 i ed il centro dell’omologia `e P(a.9 gennaio 2006 Esercizio 1. (a) Si determinino punti. v3 .b) . v3 i che `e anche l’asse di un fascio di piani uniti. Si consideri la proiettivit`a. Su ognuno dei piani uniti. v2 = e2 . ovvero uno dei piani del fascio di asse r e qualsiasi piano del fascio soddisfa alle condizioni poste. −3(xv1 + yv3 + z(av2 + bv4 )) + z(av1 + bv3 )i = s. f induce un’omologia speciale. v4 = e4 . non essendovi altri punti uniti.b) = hv1 .b) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x + 3)4 ed il polinomio minimo `e (x + 3)2 . Su ogni retta unita.

P3 = 11 . (2) Vi sono punti uniti (reali) per la proiettivit`a φ? Eventualmente trovarli. esiste una coppia di punti Qche soddisfano alla condizione richiesta. La matrice si ottiene normalizzando P1 . P2 . e si trova (proporzionale a)   2 −1 . cio`e (2a2 − 5)b2 + 6ab − 5a2 + 2 = 0. (1) Il facile conto dei birapporti mostra che (P1 P2 P3 P4 ) = −1 = (Q1 Q2 Q3 Q4 ). (3) Di solito. per ogni punto P . 57 . allora φP = −1 e φQ = −1+2b e la condizione di armonia porta all’equazione 2  2 b − b − 3 = 0. che ammette soluzioni reali in b per qualsiasi valore (reale) di a. Infatti.9 gennaio 2006     1 1 3 Esercizio 2. P2 = −1/2 .   2−b se P = 01 e Q = 1b . e quindi vi sono due punti uniti distinti. P2 . P2 .    1 nei punti P1 . allora la condizione di armonia diventa 2a2 b2 − 5a2 − 5b2 + 6ab + 2 = 0. −1 2 (2) Trattandosi di una matrice reale simmetrica. che visibilmente ammette soluzioni reali.quarto appello Mat Tre . ed eventualmente scriverne la matrice nel Q2 = 10 . Q3 = 11 . P4 . Q2 . Q4 = −1 riferimento canonico. P3 .  (1) Determinare se esiste una proiettivit`a φ di P1 (R) in s`e che manda ordinatamente i punti Q1 = 01 . d’altra parte `e chiaro per costruzione che P3 e P4 sono entrambi punti uniti. Si considerino i punti P1 = −2 . Q3 in P1 . Q di punti di P1 (R) tali che la quaterna (P Q φ(P ) φ(Q)) sia armonica? Risultati. P3 . (3) Esistono coppie P. P4 = −3 della retta proiettiva 1 reale standard P (R). si tratta di una matrice diagonalizzabile. Se invece P = a1 `e un punto affine. P3 (si tratta di due riferimenti) manda Q4 in P4 e la risposta alla domanda `e affermativa. e quindi l’unica proiettivit` a che manda Q1 .

9 gennaio 2006 Esercizio 3. −1 (1) Determinare le coniche degeneri del fascio e scrivere l’equazione generale del fascio. classificare le coniche del fascio. (2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0. 1 1 0 e 1 0 1 . (3) Con l’usuale struttura euclidea. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale passanti per i punti  1  e tangenti alla retta 2X0 + X1 + X2 = 0 nel suo punto −1 . determinare il luogo descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.quarto appello Mat Tre . (1) Le coniche degeneri sono (2X0 + X1 + X2 )(−X0 + X1 + X2 ) = −2X02 + X12 + X22 + X0 X1 + X0 X2 + 2X1 X2 e . si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli eventuali cerchi del fascio. Risultati.

X .

X0 .

X1 2 .

.

.

1 1 .

.

X0 1 1 .

1 −1 .

· .

X1 0 −1 .

.c.s. λ + 2µ (2) Si tratta di  ellissi  parabole  iperboli a. 0 −1 X2 1 −1 = (−X0 +X1 −2X2 )(X0 +2X1 −X2 ) = −X02 +2X12 +2X22 −X0 X1 −X0 X2 −5X1 X2 e dunque l’equazione generale del fascio ha matrice   −2λ − µ λ−µ 2 λ−µ 2 λ−µ 2 λ + 2µ 2λ−5µ 2 λ−µ 2 2λ−5µ 2   .

.

.

λ + 2µ 2λ−5µ .

> 2 .

2λ−5µ .

=0 .

λ + 2µ .

avente centro nel −1/6 punto −1/6 e raggio 56 2.c. Per 2λ − 5µ = 0. otteniamo l’unica circonferenza del fascio.s. 2λ − µ/2 concordi µ = 0 oppure 2λ − µ/2 = 0  µ. (3) Per µ = 0 si ottiene una parabola √ degenere. 2λ − µ/2 discordi I centri delle coniche a centro del fascio descrivono la retta X1 = X2 (tranne l’origine affine e il punto improprio: corrispondenti ad una conica degenere e alla parabola non degenere del fascio). < 2 a.   µ. per λ = 1 e µ = 4 si ottiene una parabola non degenere la cui equazione canonica `e 2Y = 6 2X 2 . diciamo √ λ = 5 e µ = 2. 58 .

Il vertice `e vuoto. Gli assi hanno come direzioni i vettori 0 0 1  1  0 1 . determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti. (1) La matrice `e  0 0 −1 0 4 0 −2   0   −1 0 1 0 0 −2 0 4  e completando i quadrati della forma Q (prima X1 e poi X2 ) si ottiene l’espressione (2X1 − X3 )2 + (X2 − X0 )2 + 3X32 − X02 da cui si vede che il rango `e 4 e la segnatura (3. in particolare non `e rigata (non contiene rette reali).9 gennaio 2006 Esercizio 4. essendo la forma non degenere. dotato della usuale metrica. (autovettori della restrizione della matrice a X0 = 0). in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. 59 . (2) Si tratta di una quadrica a punti reali ellittici. (3) Classificare Q come quadrica dello spazio euclideo complementare del piano di equazione X0 = 0. ne risulta l’equazione 3X12 + 3X32 + 4X1 X3 = 0 da cui si vede che i piani cercati√sono quelli dei fasci di asse le rette improprie determinate √ 3+ 57 dai due piani X1 + 6 X3 = 0 e X1 + 3−6 57 X3 = 0. Per trovare i piani che intersecano la quadrica in circonferenze bisogna intersecare la quadrica stessa con il piano improprio X0 = 0 e l’assoluto euclideo X12 + X22 + X32 = 0. classificare proiettivamente Q. specificando qual’`e il suo vertice e determinando eventualmente le rette in essa contenute. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. I sottospazi isotropi massimali hanno chiaramente dimensione 1. 0 . X3 ) = 4X12 + X22 + 4X32 − 2X0 X2 − 4X1 X3 nella base canonica. e l’equazione canonica `e 0 1 −1 X 2 + 2Y 2 + 6Z 2 = 1 (nell’opportuno riferimento).quarto appello Mat Tre . X1 . (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. X2 . (3) Dal completamento dei quadrati (fatto senza modificare  l’iperpiano improprio) possiamo dire che la  0 quadrica `e un ellissoide a punti reali con centro nel punto 1 . e quello generato dal primo vettore della base canonica ne `e un esempio. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . Risultati. 1).

e quindi in un opportuno  0 riferimento la matrice della proiettivit`a indotta sul fascio `e diagonale. 0 0 0 60 −7 8 . proporzionale a α0 α−7 (basta scegliere i due piani uniti come primi due punti del riferimento). v3 . Q ∈ s se P ed r sono associati allo stesso autovalore). D’altra parte abbiamo r = P(hv1 . mentre nelle rette unite r ed s induce due omologie speciali e sulla retta P ∨ Q induce un omologia non speciale. con J = . v4 la matrice `e quindi e la matrice della proiettivit`a ristretta a 0 α−7 . inoltre P ∈ r. usando come base di questo spazio le classi dei vettori v2 . i fasci per r ed s possiedono ciascuno un solo pianounito. v2 . v2 i). allora la α−7 1 0 α−7 proiettvit` a su (P ∨ Q)∗ = P(R4 /hv1 .  e in un opportuno riferimento la matrice della proiettivit`a indotta sul fascio `e proβ 1 porzionale a 0 β (con β 6= 0) (basta quasi prendere il piano unito come primo punto del riferimento). Vi sono quindi due soli punti uniti P e Q relativi ad autovalori distinti e non opposti. α (3) Vi sono solo due punti uniti. due piani uniti (sono P ∨ s. v3 i)) `e sovrastante della applicazione lineare di R4 /hv2 . E α 0 A= 1 0  1 0 α−7 0 1 α 1 0  1 0   1 α−7 nel riferimento canonico. e per ogni punto R ∈ P ∨ Q. v4 `e una base jordanizzante per A. e questo `e giusto in quanto essendo r ed s complementari. Risultati. questa ` s = P(hv3 . Sia α l’unico intero tra 1 e 5 congruo modulo 5 all’ultima cifra del proprio numero di ` data la proiettivit`a φ di P3 (R) in s`e di matrice matricola. s corrispondenti agli autospazi generalizzati dei due autovalori. (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli (2) E elementi uniti? (3) Per ogni coppia P. ciascuno di molteplicit`a 2 e nullit`a 1: la sua forma di Jordan possiede dunque un blocco d’ordine 2 per ciascun autovalore. (4) Vi sono solo tre rette unite. Per inciso. α 1  0 α Pi` u precisamente: se v1 . e i valori del birapporto possono essere α−7 oppure α−7 α a seconda dell’ordine con cui si prendono. v4 i in s`e indotta da A. v4 i). (1) La matrice ha due autovalori distinti e non nulli (α e α − 7). v3 i) (nota che P ∨ Q = P(hv1 . associati rispettivamente agli autovalori di P e Q). per esempio specificandone la matrice in un opportuno riferimento. In nessun elemento unito indice delle involuzioni. la proiezione di centro r `e una proiettivit` a che identifica s con r∗ . quindi r∗ = P(R4 /hv1 . (4) Per ogni retta r unita per φ. v2 i in s`e indotta da A. tre rette unite (P ∨ Q e r. n´e omologia (non ha un piano di punti uniti). nella base data dalle classi α−7 1 di v3 .9 maggio 2006 Esercizio 1. (2) La proiettivit` a non `e involuzione (dovrebbe essere diagonalizzabile con due autovalori uno opposto dell’altro).S. Q di punti uniti per φ. il fascio per P ∨ Q possiede due piani uniti. v2 i). Una possibile base di Jordan `e data da 01 6/7 −1/49 . 01 1  0  0 −7 0 P. si determini il birapporto (P Q R φ(R)).prima prova parziale Mat Tre . si descriva la proiettivit`a indotta da φ sul fascio r∗ dei sottospazi di P3 (R) contenenti r. v4 si vede subito che la matrice associata `e quella detta. con inversa la sezione di asse s (da r∗ a s). Q ∨ r. e la proiettivit`a indotta su r∗ ha 4 come sovrastante l’applicazione  linearedi R /hv1 .

z2 . z1 . si ha (z1 z2 z3 z4 ) = (z1 − z z2 − z z3 − z z4 − z) e (z1 z2 z3 z4 ) = (z1 /z z2 /z z3 /z z4 /z) se z 6= 0. dato z ∈ C. indichiamo con (z1 z2 z3 z4 ) il loro birapporto quali punti di A1 (C) ⊂ P1 (C). ζ1 .] Risultati. (a) Le due formule seguono dal fatto che i birapporti sono invarianti per proiettivit`a. Dati 4 numeri complessi. 61 . (a) Si verifichi che. mentre le circoferenze si ottengono come |z −C|2 = r2 . punto secondo). Che i due quadrilateri siano simili (cio`e si ottengono uno dall’altro tramite isometrie del piano e dilatazioni) `e chiaro dal fatto che uno si ottiene dall’altro tramite traslazione seguita da una rotodilatazione (moltiplicare per un numero complesso significa “ruotare dell’argomento e moltiplicare per il modulo”). ζ1 . (c) Si ottiene dal calcolo diretto: detti ζ1 = ξ1 + iη1 e ζ2 = ξ2 + iη2 risulta che (0 1 ζ1 ζ2 ) = ζ1 ζ2 − 1 1 1 1 1 · = ζ1 (ζ 1 − 1)(ζ2 − 1)ζ 2 = (|ζ1 |2 − ζ1 )(|ζ2 |2 − ζ 2 ) 2 2 2 ζ1 − 1 ζ2 |ζ1 − 1| |ζ2 | |ζ1 − 1| |ζ2 |2 da cui si deduce =(0 1 ζ1 ζ2 ) =  1 1  2 2 η (|ζ | − ξ ) − η (|ζ | − ξ ) . 2B. z4 stanno in uno stesso cerchio o in una stessa retta se e solo se 1 det  11 1 <z1 <z2 <z3 <z4 =z1 =z2 =z3 =z4 |z1 |2 |z2 |2 |z3 |2 |z4 |2  = 0 (perch´e?). se e solo se det 1 0 0 0 1 1 0 1 1 <ζ1 =ζ1 |ζ1 |2 1 <ζ2 =ζ2 |ζ2 |2 = 0 (per il suggerimento). 2 1 1 1 2 2 |ζ1 − 1|2 |ζ2 |2 D’altra parte abbiamo  det 1 0 1 ξ1 η1 |ζ1 |2 ξ2 η2 |ζ2 |2  = η1 (|ζ2 |2 − ξ2 ) − η2 (|ζ1 |2 − ξ1 ) (sviluppo sulla seconda colonna. [sugg. z3 . zi /z). Ora.9 maggio 2006 Esercizio 2. z4 . ζ1 e ζ2 . (c) Si verifichi  che la parte immaginaria del birapporto (0 1 ζ1 ζ2 ) `e nulla se e solo se il determinante della matrice 1 0 1 <ζ1 =ζ1 |ζ1 |2 <ζ2 =ζ2 |ζ2 |2 `e nullo. la matrice scritta ha chiaramente come soluzione tali c. per esempio). z3 . c come sopra tale che i punti soddisfino all’equazione sopra scritta. e dal fatto che traslazioni (di vettore −z) e omotetie (di rapporto 1/z) sono affinit`a e dunque (particolari) proietz4 −z2 1 e invariante sostituendo tivit`a. a (se essi esistono) dunque la condizione `e equivalente a che la matrice dei coefficienti scritti abbia determinante zero. z3 . In alternativa si vede immediatamente che (z1 z2 z3 z4 ) = zz33 −z −z2 · z4 −z1 ` zi con zi − z (risp. ovvero (z −C)(z −C) = r2 con C ∈ C. z4 `e simile al quello di vertici 0.prima prova parziale Mat Tre . z2 . ζ2 . B. per confronto delle due espressioni si ottiene subito il risultato richiesto. z2 . la matrice del suggerimento ha necessariamente rango almeno tre. (b) Si mostri che esistono due numeri complessi. 1. z3 . abbiamo che z1 . tali che (z1 z2 z3 z4 ) = (0 1 ζ1 ζ2 ) e che il quadrilatero di vertici z1 . ζ2 stanno in!una retta o un cerchio (per similitudine. (d) [Rette e circonferenze hanno equazioni del tipo azz + Bz + Bz + c = 0 con a. quattro numeri complessi stanno su una retta o una circonferenza se e solo se esistono a. (b) Segue dal punto precedente osservando che (z1 z2 z3 z4 ) = (0 z2 − z1 z3 − z1 z4 − z1 ) = (0 1 z3 − z1 z4 − z1 ) z2 − z1 z 2 − z 1 z4 −z1 1 (prima traslazione di −z1 . z4 stanno in una retta o un cerchio se e solo se 0. poich´e con a = 0 otteniamo le rette. c ∈ R e B ∈ C. poi omotetia di rapporto 1/(z2 − z1 )) usando quindi ζ1 = zz32 −z −z1 e ζ2 = z2 −z1 . z2 . Si noti che se i punti sono a due a due distinti. (d) Si dimostri che i quattro numeri complessi stanno in uno stesso cerchio o in una stessa retta se e solo se (z1 z2 z3 z4 ) ∈ R.: siusi che z1 . a due a due distinti. ] Ora. 1.

se e solo se =(z1 z2 z3 z4 ) = 0 (i birapporti sono uguali per il punto secondo). 62 .9 maggio 2006 se e solo se =(0 1 ζ1 ζ2 ) = 0 (per il punto terzo). cio`e se e solo se il birapporto (z1 z2 z3 z4 ) `e reale.prima prova parziale Mat Tre .

3 (questo si vede anche dal minore non nullo dato dalle ultime tre righe e colonne). (4) Poich´e la forma non `e definita. per esempio Q(X0 . se usiamo le coordinate date da Y2 = 0 1 0 −β X2 Y3 α 0 0 −β X3 2 2 2 si tratta dei vettori che soddisfano all’equazione ! Y1 + Y2 − Y3 = 0 che non siano del nucleo. cio`e Q(Z0 . (1) Scrivere la matrice della forma bilineare simmetrica B associata a Q. poich´e il determinante `e zero. (2) Per determinare la segnatura possiamo completare i quadrati. X3 ) = 2X12 + X22 + 2αX0 X1 − 2αX0 X2 + 2αβX0 X3 − 2X1 X2 − 2βX1 X3 nella base canonica. 1). dunque 1 0 λ sono i sottospazi del tipo h 00 . `e vero che la loro unione insiemistica `e un sottospazio? (4) Determinare. ! e certamente contengono il generatore del nucleo. √ µ2 2 i. nel qual caso la 0 0 0 0 0 0 0 2 2 0 0 1 1 matrice di B diventa 0 2 0 2 = 2 0 1 0 1 . e il rango. 0 0 0 β β . poich´e lo spazio da essa generato `e tutto E R4 . u2 = v1 − v3 . una base di R4 fatta di vettori isotropi per B. 1 e −β 2 . quindi sono tutti e soli i piani del tipo h β αβ 2αβ α . si possono trovare basi di vettori isotropi.seconda prova parziale Mat Tre . chiamando v0 un generatore del 0 0  0  1 0 1 nucleo. 0 2 2 0 0 1 1 0 63 . X1 . possiamo 1 0 0 1/β usare come base isotropa 0 = v0 . X2 . penultima) cifra ` data la forma quadratica su R4 di espressione del proprio numero di matricola. e descrivere tutti tali sottospazi. (3) Determinare la dimensione dei sottospazi isotropi massimali per B. (3) La dimensione dei sottospazi isotropi massimali `e 2 (dimensione del nucleo pi` u il minimo della segnatura). Esplicitamente. normalizzata. In ogni caso si conclude che la forma B ha (rango 3 e) segnatura (2. Z2 . X2 . v3 = la base ortogonale prima trovata. β) l’unico intero tra 1 e 3 congruo modulo 3 all’ultima (risp. se esiste. u3 = v2 + v3 . E Q(X0 . del sottospazio X0 = 0 (generato dagli ultimi tre vettori della base canonica). si tratta di una forma degenere? (2) Classificare B determinandone rango e segnatura. generato da β αβ 2αβ α . X3 ) = (X2 − αX0 − X1 )2 + (X1 − βX3 )2 − (αX0 − βX3 )2 . e v1 = 1 .26 maggio 2006 Esercizio 1. vi. u  0 0i 0vettori  u 1 = v1 + v3 . v2 = 1 . dove v `e un vettore isotropo non del nucleo. 0 0 oppure cercare una base ortogonale di un complementare del nucleo. e scrivere la matrice di B in tale base. cio`e un vettore non del nucleo le cui coordinate ! siano Y   1 0 0 0 X0 0 −α −1 1 0 Y1 X1 soluzione di Q(X) = 0. Z3 ) = 4(Z1 Z2 + Z1 Z3 + Z2 Z3 ). la forma `e degenere e una facile ! riduzione di Gauss della matrice permette di determinarne il nucleo. 11 . di forma rispetti1 vamente 1. 0 ± λ +µ ` chiaramente falso che l’unione insiemistica sia un sottospazio. per esempio la base 01 . (1) La matrice richiesta `e 0 α −α αβ α −α αβ 2 −1 −β −1 1 0 −β 0 0 ! . Z1 . Sia α (risp. X1 . Risultati.

u3 = v2 . Quindi. v4 i sono le soluzioni del sistema lineare omogeneo  −ix1 + x2 + ix3 = 0 . Infatti. E vero che π `e una trasformazione autoaggiunta? (d) Si determini. avendo come ⊥ spazi di autovettori W = hv2 . ⊥ (b) Si determini la segnatura di h ed una base ortogonale del sottospazio hv2 . w2 = √ u . (1 + 2i)x1 − 3x3 = 0 e quindi possiamo prendere u2 = 3v1 + (2 + 2i)v2 + (1 + 2i)v3 − 2v4 . v4 ) = 1. w1 ) = h(v1 + v2 . h(v1 . w) = h(v1 . u2 . v4 ) = 1 + i.seconda prova parziale Mat Tre . (a) La matrice richiesta `e  0 i 0 1+i 1 i 0   −i H= . v4 ) = 0. w4 } di V fatta di autovettori di π. si ha π(v) = au1 + bu2 . v2 = v − π(v). una base ortogonale W = {w1 . (c) Si tratta di proiettare su W parallelamente a W ⊥ . relativo all’autovalore 0. . .V (π) =  0 −1 + i  0 0 0 −i 0 1 0 −1 − i  0 0 .e si ha h(u1 . h(v2 . si ha h(π(v). si ha v = v1 + v2 . u4 = v4 sono una base ortogonale di V e si conferma l’indice di inerzia calcolato in precedenza. perch´e il sottospazio hv1 . e W ⊥ = hv2 . . relativo all’autovalore 1. 0 −i 0 1−i 1−i 0 1+i 1  e det H = 4. v4 i . Sia V uno spazio vettoriale di dimensione 4 sul corpo C e sia V = {v1 . Soluzione. w ∈ V . w1 ) = h(v. ⊥ unito a u1 dia una base ortogonale di hv2 . π(w)). h(v2 . dato un generico vettore v = z1 v1 + z2 v2 + z3 v3 + z4 v4 ∈ V . . Si consideri la forma hermitiana h : V × V → C definita da h(v1 . w2 ) = 0 = h(v2 . v2 ) = 1. Dunque. tale che h(wi . ove v1 = π(v). 3 2 3 2 64 . h(v3 . v4 ) = 1 − i. . v3 ) = 0. h(v3 . 2). v4 i . w3 = v2 . h(v1 . v3 ) = i. v3 ) = 0. ⊥ ` (c) Sia π : V → V la proiezione ortogonale sul sottospazio W = hv2 .26 maggio 2006 Esercizio 2. v1 ) = 0. . Si scriva la matrice αV. . (a) Si scriva la matrice di h e si verifichi se `e non degenere. Le ⊥ coordinate dei vettori di hv2 . dati v. v4 } una sua base. h(v4 . Dunque una base ortogonale di autovettori con le propriet`a richieste esiste e basta prendere w1 = 1 √1 u1 . u1 ) = −3. . .V (π). e si ha h(u2 . v4 i `e una soluzione del sistema lineare omogeneo ( −ix + x + ix = 0 1 2 3 (1 − i)x1 + (1 + i)x3 + x4 = 0 . v2 ) = i. h(v2 . w1 ) (d) Essendo una proiezione (π 2 = π) l’applicazione ha gli autovalori 0 ed 1 ed `e diagonalizzabile. v3 i `e un sottospazio isotropo di dimensione 2. Si trova quindi a = z3 − 1+2i e 3 z1 e b = 3 z1 e la matrice ` 1  i αV. (b) La segnatura di h `e (2. 4. se esiste. . per ogni vettore v ∈ V = W ⊕ W ⊥ . w4 = v4 . . Quindi h `e non-degenere. h(v1 . ove a e b sono determinati dalla condizione v − π(v) ∈ W ⊥ = 1 hv2 . v4 i. v4 i. perch´e h(v1 . Osserviamo infine che i vettori u1 . 0 0 L’applicazione `e autoaggiunta. u2 ) = −12. v4 i . wi ) = ±1 per i = 1. (1 − i)x1 + (1 + i)x3 + x4 = 0 Una di queste corrisponde al vettore u1 = −iv2 + v3 − (1 + i)v4 . Un vettore che. w1 + w2 ) = h(v1 . .

punti e tangenti comuni alle coniche del fascio.  4λ (1) La matrice `e −5λ−2µ −5λ−2µ 2λ+2µ 3λ+µ 0 2λ+2µ 0 −λ−µ  . chiedere che siano polari di P `e incompatibile con il fascio di coniche dato. i punti P del piano che abbiano la stessa retta polare per tutte le coniche (non degeneri) del fascio (sugg. Per essere pi` u precisi: per un fissato punto P . Addirittura. (4) Un tale punto `e gi` a noto. (3) Classificare affinemente le coniche del fascio nel piano complementare di X0 = 0. e le eventuali parabole (con vertice e asse) del fascio. b. Vi `e una sola parabola non degenere. la cui retta polare `e la retta dei centri. E 4λX02 + (3λ + µ)X12 − (λ + µ)X22 − 2(5λ + 2µ)X0 X1 + 4(λ + µ)X0 X2 (1) Determinare le coniche degeneri del fascio. a cui corrispondono le due coniche degeneri (X1 + X2 − 4X0 )(X1 − X2 ) = 0 (per λ = 0) e (X  11 − X0 )(X1 − 2X0 ) = 0 (per λ = −µ = 1). `e falso: imporre che una fissata retta sia polare d’un fissato punto d`a due condizioni lineari indipendenti. che quindi ha centro in 12 e raggio 1. c) 4λ −5λ−2µ 2λ+2µ −5λ−2µ 3λ+µ 0 2λ+2µ 0 −λ−µ  = λ(4a − 5b + 2c. si tratta di una caso speciale: perch´e? e cosa succede in generale per un fascio tangente?). ha equazione Y 2 + X − 4Y + 2 = 0. e quindi in generale saranno incompatibili con le quattro condizioni che definiscono il fascio. 2a − c) + µ(−2b + 2c. 1 3 (2) Vi `e un cerchio per 2λ + µ = 0. per tutte le altre rette del piano. se esistono. si tratta di cercare i punti b tali che la riga c  (a. (3) Si tratta di ellissi o iperboli a seconda che i fattori 3λ + µ e −λ segno concorde o discorde. e si tratta di X 2 + Y 2 − 2X − 4Y + 4 = 0. e quindi ha vertice in 22 e asse parallelo all’ascissa. si determinino gli eventuali cerchi (con centro e raggio). ovvero (X − 1)2 − (Y − 2)2 = 1. (5∗) No. In generale. (2) Nell’usuale piano euclideo complementare di X0 = 0. 65 . solo una retta `e possibile come polare. e quindi sono rette di un fissato fascio (dipendente da P ).. Questo infine d`a un sistema di tre equazioni quadratiche (annullamento dei minori d’ordine 2) che fornisce   c = b = 2a (quindi il punto di tangenza comune). 2a − c)   4a−3b −3a+2b 0 sia indipendente (a meno di un multiplo) da λ e µ. (5∗) Fissati un punto P e una retta r. −5a + 3b. le rette che compaiono come polari di P per qualche conica del fascio hanno coordinate pluckeriane dipendenti linearmente dai parametri λ e µ del fascio. `e vero che esiste sempre una conica del fascio per cui r `e polare di P ? Risultati.: basta imporlo per due coniche.). il cui determinante `e λ2 (λ+µ). e descrivere il luogo dei centri delle coniche a centro del fascio. ed `e il punto di tangenza del fascio  a(la  polare `e la tangente comune a tutte le coniche del fascio). (4) Determinare. oppure a = b = 0 (quindi il punto improprio 0 0 1 .  − µ abbiano  Il luogo dei centri `e descritto parametricamente da −(λ + µ) 3λ+µ 5λ+2µ 2(3λ+µ) e quindi descrive quasi tutti i punti della retta di equazione X2 = 2X0 (quali no?). per i due punti trovati in (4).terza prova parziale Mat Tre . e quindi la matrice −2b+2c abbia −2a+b 2a−c rango 1 (la prima riga `e stata semplificata per differenza).. −2a + b. ovvero (Y − 2)2 = −(X − 2). per 3λ + µ = 0.16 giugno 2006 ` dato il fascio di coniche di P2 (R) di equazione Esercizio 1. Si tratta quindi d’un fascio di coniche tangenti nel punto 2 alla retta X1 − 2X0 = 0 e passanti per i 2 1 1 punti 1 e 1 .

X. 1. a(−x0 + x2 + 4x3 ) + b(−x0 − x2 ) = 0 al variare dei parametri omogenei (a. Il polinomio caratteristico di A0 `e p(λ) = (λ − 1)(λ2 − 4) e quindi vi 1 D 1 E D 0 E D 1 E 0 0 1 sono gli autovalori −2. Dunque. 1 −1 0 L’equazione canonica di Q `e quindi 2X 2 + Y 2 − 2Z 2 = 1. Supponiamo. e si ha det A = 4. Nello spazio euclideo tridimensionale si considerino le rette di equazioni    x−z =0 2x + 1 = 0 2z − 1 = 0 p: . x22 − 4x1 x3 = 0 ! 0√ −2− 3 √ √ . r: . Q(a. per tali punti. Q √0 √3−2 −2i √ 2− 3 1 ! . 2x − y = 0 2x + y = 0 y + 2z = 0 (a) Si verifichi che le tre rette sono a due a due sghembe e si scriva l’equazione della quadrica. (a) Le rette sono a due a due sghembe ei sistemi si ottengono  1 0perch´  1 0che   0 0 hanno  la matrice completa di −1 0 −1 0 2 −1 2 −1 0 0 2 −1 0 0 0 1 2 0 rango 4. Q `e un 0 0 1 0 −1 −2 0 0 iperboloide iperbolico. ovvero Q : 2x0 x1 − 2x0 x3 + x22 −4x1 x3 = 0. (d) Consideriamo le intersezioni della quadrica con l’assoluto. Dunque. i punti di Q sono le soluzioni dell’equazione (x0 + x2 )(2x1 + x2 − 4x3 ) − (2x1 − x2 )(−x0 + x2 + 4x3 ) = 0. Ci`o significa che per tali punti il sistema precedente ha soluzioni non banali nelle incognite a e b e quindi che. si scriva l’equazione del cono asintotico. Soluzione. √ √ σk : x + (2 + 3)z = k e τh : x + (2 − 3)z = h 66 . e quindi le famiglie di piani che tagliano cerchi sulla quadrica Q sono i due fasci di piani paralleli di ¯ ovvero giacitura P ∨ P¯ e Q ∨ Q. P¯ = x21 + x22 + x23 = 0 . .16 giugno 2006 Esercizio 2. visto  che  ci sono punti reali sul piano improprio. Q.b) ) ∩ (r ∨ Q(a. (c) Il cono asintotico `e il cono tangente a Q uscente dal centro della quadrica ovvero la quadrica degenere di equazione (tCAX)2 − (tCAC)(tXAX) = 4x20 + 8x0 x1 − 8x0 x3 + 4x22 − 16x1 x3 = 0. appartenenti alle rette (p ∨ Q(a. che si appoggia sulle tre rette. Se Q `e un paraboloide.  0 1 0 −1 1 0 0 −2 (b) La matrice di Q `e quindi A = . (d) Si determinino i piani che tagliano cerchi sulla quadrica Q e le equazioni del luogo formato dai centri di tali cerchi. Q= −2i 2+ 3 1 √0 √3−2√ 2i 2− 3 1 ! ¯= . . (c) Se Q `e una quadrica a centro. b). assi ed equazione canonica. come di 0 0 2 −1 2 0 0 1 2 1 0 0 0 1 2 0 2 1 0 0 consueto.terza prova parziale Mat Tre . 2. Infatti sono le matrici 2 0 0 1 . La quadrica cercata 0 1 `e il luogo dei punti. e det A0 = −4. q: . e . lo spazio euclideo immerso nello spazio proiettivo prendendo  2  il piano  0  x0 = 0 come piano −1 improprio e consideriamo il generico punto della retta q. il determinante della matrice dei coefficienti si annulla. (b) Si classifichi la quadrica Q e se ne determinino centro o vertice. si scriva l’equazione del piano tangente a Q nel vertice. ovvero le soluzioni del sistema (x = 0 0 Q∩H : Sono i quattro punti P = 0√ −2− √ √3 2i 2+ 3 1 ! . a cui corrispondono i sottospazi di autovettori . Il centro di Q `e il punto di 2 −1 coordinate omogenee C = 0 .b) = a 2 + b 00 .b) ) e sono quindi le soluzioni dei sistemi  a(−2x1 − x2 + 4x3 ) + b(2x1 − x2 ) = 0 .

16 giugno 2006 al variare di h e k in R. y=0 y=0 Fine della discussione. 67 . ovvero le due rette   √ √ √ √ 3)z = 3 + 3 −2x + 2(2 + cσ : e cτ : −2x + 2(2 − 3)z = 3 − 3 .terza prova parziale Mat Tre . I luoghi dei centri sono le polari delle due giaciture indicate sopra.

S. U0 . U1 . P1 . P1 = 1 ... U2 `e autopolare. etc. 0. U2 = 1 . V1 = (U0 ∨ U2 ) ∩ (P0 ∨ P2 ). V1 ) = (P1 . P2 U1 U U0 V2 P0 U2 P1 V0 V1 Ad esempio. U ? ` vero che il riferimento nel piano proiettivo duale corrispondente alle rette P1 ∨ P2 . P2 . ` vero che (P1 . P2 . V1 . P2 ed U0 . P2 . V2 = (U1 ∨ U0 ) ∩ (P1 ∨ P0 ). 1. U2 = (P2 ∨ U ) ∩ (P1 ∨ P0 ). che non sono allineati. (c) Il fascio di coniche di punti base P0 . U2 `e autopolare per ogni conica (non degenere) del fascio di punti base (c) E P0 . Risultati. P2 . Il fatto che certi punti formino quaterne armoniche si pu`o dedurre dalle propriet`a dei quadrangoli piani completi. (a) I quattro punti P0 . U1 . Nel piano proiettivo siano dati quattro punti P0 . V2 = −1 . P1 . P0 ∨ P2 . (0. a tre a tre non allineati (sugg. V1 e V2 ha equazione x0 + x1 + x2 = 0 e quindi il riferimento associato alle rette date `e associato alla base (1. (d∗) E V1 ∨ V2 `e associato alla base duale della base associata al riferimento P0 .: si usino coordinate nel riferimento dato da questi punti). P1 . P.22 giugno 2006 Esercizio 1. U sono un riferimento sulpiano possiamo supporre che le 1  proiettivo  0 e quindi   0 1 loro coordinate omogenee siano P0 = 0 . U1 = (P1 ∨ U ) ∩ (P0 ∨ P2 ). U = 1 . V0 ) = (P0 . U ?. V2 ) = −1? E ` vero che il triangolo U0 . µ). P1 . 0. 1) dello spazio duale . U . (b) Si verifichi che i seguenti punti sono allineati: V0 = (U1 ∨ U2 ) ∩ (P1 ∨ P2 ). La matrice della generica conica del fascio `e quindi   0 µ λ−µ µ 0 −λ A(λ. P2 = 0 . V1 = 0 . U1 . P2 . (a) Si verifichi che i seguenti punti non sono allineati: U0 = (P0 ∨ U ) ∩ (P1 ∨ P2 ). 1  0 0  1 0  1 1 Con calcoli diretti. 1 0    1 0  1 1 (b) Con calcoli diretti. P1 . i tre punti V0 . 0). Gli stessi risultati si potevano ottenere con ragionamenti sintetici sul disegno che riportiamo qui sotto. P2 . (0. U2 sono prospettivi e quindi omologici.primo appello Mat Tre . V2 sono allineati perch´e i due triangoli P0 . 68 . 0). U1 . U contiene le coniche degeneri (P0 ∨ P1 )(P2 ∨ U ) e (P1 ∨ P2 )(P0 ∨ U ) e quindi ha equazioni λx2 (x0 − x1 ) + µx0 (x1 − x2 ) = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. P1 . U2 . P0 . P0 ∨ P1 . si ottiene V0 = 1 .µ) = λ−µ −λ 0 e si verifica con un calcolo diretto che il triangolo U0 . che sono allineati e danno il −1 −1 0 valore cercato del birapporto. (d∗) La retta per V0 . U1 = 0 . P2 . si ottiene U0 = 1 .

due piani uniti e tre rette unite (quella che unisce i due punti uniti. oppure scrivendo 69 . Risultati. C ∨ E ed una retta passante per D. E hanno come polari rispettivamente r. (1) La matrice ha (due) autovalori ±2. Infatti si  λ −3λ+µ tratta dei punti che soddisfano al sistema ( X0 X1 X2 ) −2λ−µ 3λ−µ = 00 . classificare le coniche del fascio. −3λ+µ 3λ−µ √ −4λ (2) Si tratta di coniche a centro per λ 6= (5 ± 2 6)µ (per questi valori√sono due parabolenon degeneri). determinare il luogo descritto dai centri delle coniche a centro del fascio. B. queste due sono ovviamente complementari). (4∗) Esiste un riferimento proiettivo in cui tutte le coniche del fascio si diagonalizzano? Che forma assume la matrice del fascio in un riferimento avente come punti fondamentali C.primo appello Mat Tre . e le due associate agli autospazi generalizzati. e scrivere l’equazione generale del fascio. e sono ellissi o iperboli a seconda che i segni dei termini λ − (5 ± 2 6)µ siano concordi o discordi. D? Risultati. mentre i quattro piani immagine hanno coordinate pluckeriane date dalle righe della matrice A−1 . che `e il punto di intersezione della 3 tangente comune con l’altra retta della sua conica tangente: la polare `e passa per il punto di tangenza e per il quarto armonico sull’altra retta. 1 Esercizio 3. (4∗) No. ha soluzioni non nulle nei parametri λ. ovvero per cui il sistema 3λ−µ −4λ     λ X0 −2X1 +3X2 −X1 −X2 0 µ = 0 . La condizione a + c = 0 = −b − c ritorna di nuovo il secondo punto. bisognerebbe avere un triangolo autopolare. c abbia polare indipendente dai parametri λ. e omologie speciali sulle altre due rette unite. (2) La proiettivit` a non `e n´e involuzione. Con una riduzione per colonne si trova a+c −b−c a−b    1  4a+b−3c a−2b+3c −8a+4b−4c da cui si ricava che −2a + b − c = 0 e a = b (dunque il punto 1 che era a+c −b−c 0 −1 1 punto di tangenza comune). se esistono. B = −1 e tangenti alla retta r : 2X0 − X1 + X2 = 0 nel suo punto C = −1 0 (1) Determinare le coniche degeneri del fascio. dopo i due punti di passaggio per tutte le quadriche e il punto trovato). i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del fascio. µ. (3) Determinare. D. (2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0. (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. Tenendo conto che C. µ. I 2 2 centri si distribuiscono sulla conica di equazione X02 +  5X1 − 4X2 −6X0 X1 − 4X1 X2 = 0. il che `e escluso dal punto precedente. oppure 5a − b = 0 (dunque il punto 5 . (3) I quattro piani antimmagine hanno coordinate pluckeriane date dalle righe della matrice A. ma induce una omologia involutoria nella retta con due punti uniti. Vi sono due elementi uniti complementari? ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli (2) E elementi uniti? (3) Determinare immagine e antimmagine tramite φ dei quattro piani coordinati del riferimento canonico.  4 1 −3   1 0 1  (1) Le due coniche degeneri hanno matrici (proporzionali a) 1 −2 3 e 0 −1 −1 e dunque l’equazione −3 3 −4 1 −1 0   4λ+µ λ −3λ+µ λ −2λ−µ 3λ−µ del fascio `e data dalla matrice . E a φ di P3 (R) in s`e di  2 0 0  0 −2 0 A= 1 1 2 0 1 0 matrice  1 0   1 −2 nel riferimento canonico. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale passanti per i punti A = 1 e 1  1   1  1 . ed `e anche intersezione dei due piani uniti. troviamo che a−2b+3c −3a+3b−4c la matrice 4a+b−3c deve avere rango 1.22 giugno 2006 ` data la proiettivit` Esercizio 2. n´e omologia. D = r ∩ (A ∨ B) e il quarto armonico E su A ∨ B dopo A.b. −3X0 +3X1 −4X2 X0 −X1 (3) Imponendoche il punto di coordinate a. Dunque vi sono due punti uniti. entrambi di molteplicit`a 2 e nullit`a 1.

primo appello Mat Tre . 70 0 0 α 0 β 0 α 0 −β  (con la opportuna . si ottiene una matrice del tipo scelta del punto unit` a).22 giugno 2006  le coniche degeneri nel nuovo riferimento.

Dire quali tra gli assi intersecano Q in punti di coordinate reali. Poich´e i vettori v2 e v3 sono ortogonali e q assume valore positivo su entrambi. Il centro `e il punto di 1 coordinate omogenee C = 10 . (d∗) Si trovino le eventuali giaciture di cerchi sul supporto di Q ed il luogo dei loro centri. Risultati. (b) La quadrica Q `e quindi non-degenere ed a punti ellittici. I sottospazi isotropi massimali hanno perci`o dimensione 1. z=0 z=0 Fine della discussione. Si consideri la forma quadratica q(x0 v0 + x1 v1 + x2 v2 + x3 v3 ) = x20 − 2x0 x2 + 2x1 x2 + 6x22 + x23 . (a) Determinare il rango e la segnatura di q e la dimensione dei sottospazi isotropi massimali di V . v1 + (3 − 10)v2 . assi. sitratta  di un iperboloide ellittico e det A = det A = −1. Gli autovalori di A0 sono le radici del polinomio caratteristico. e le√direzioni degli assi sono gli autovalori corrispondenti ovvero i sottospazi v1 + (3 + 10)v2 . ovvero 0 √ √ 10)(x−3+ p(x) = (x−1)(x−3− √ 10). In P(V ) r π dobbiamo vedere quale conica sia data dall’intersezione tra Q e π. L’equazione canonica `e ( 10−3)X 2 −Y 2 −( 10+3)Z 2 = 1. v2 . (c) Studiare la quadrica Q nello spazio euclideo complementare al piano π0 e con l’assoluto  x0 = 0 H : . (b) Classificare la quadrica. la segnatura deve essere necessariamente (3. (d) Per trovare i cerchi dobbiamo trovare le rette reali contenute nel piano improprio che contengono le intersezioni tra Q e l’assoluto.22 giugno 2006 Esercizio 4. (x = 0 0 Q ∩ H : 2x1 x2 + 6x22 + x23 = 0 x21 + x22 + x23 = 0 ovvero le due rette  x0 = 0 √ x1 − (1 + 6)x2 = 0  x0 = 0 √ . dobbiamo studiare l’intersezione tra Q ed il piano all’infinito. (a) La forma quadratica q ha matrice  1 0 −1 0  0 0 1 0 A=  −1 1 6 0 0 0 0 1 e det A = −1. Gli assi sono quindi le rette di equazioni affini    √ √ x−1=0 x + (3 − 10)y = 1 h1 : h2 : h3 : x + (3 + 10)y = 1 . Considerando il sistema tra le due equazioni   x20 − 2x0 x2 + 2x1 x2 + 6x22 + x23 = 0 x20 + 8x22 + x23 = 0 Q∩π : ovvero x0 − x1 + x2 = 0 x1 = x0 + x2  si vede che si tratta di una conica senza punti reali e quindi `e un ellissoide nello spazio affine P(V ) r π. ovvero le rette di equazioni affini   √ √ x + (1 + 6)y = 1 x + (1 − 6)y = 1 . con segnatura (3. Si ha quindi un iperboloide in P(V ) r π0 . Nei rispettivi piani affini. x1 − (1 − 6)x2 = 0 I centri sono contenuti nelle rette polari di queste due rette. 71 . Quindi si tratta di una forma quadratica non degenere (rango 4). Q. 1) o (1.primo appello Mat Tre . centro o vertice. x21 + x22 + x23 = 0 Si determinino. in particolare. v3 } una sua base. Sia V uno spazio vettoriale reale e V = {v0 . 1). 3). y=0 z=0 z=0 L’asse h3 ha come direzione lo spazio di autovettori corrispondente all’unico autovalore negativo e quindi √ √ interseca il supporto di Q in due punti reali. equazione canonica di Q. 0 (c) Come abbiamo gi` a visto. v1 . hv3 i. determinata da q in P(V ) e negli spazi affini che si ottengono togliendo a P(V ) rispettivamente il piano π0 : x0 = 0 ed il piano π : x0 − x1 + x2 = 0.

(b) Nei riferimenti dati al punto precedente si scriva la matrice della proiettivit`a f : R∗ → S ∗ che manda ogni retta di R∗ nella retta ortogonale passante per S. 0. sono a due a due distinte e quindi formano un riferimento nel fascio S ∗ a cui `e associata la base formata dai due vettori w0 = (1. µ). s1 . Quindi i punti di C sono determinati √ dall’equazione x(x − 1) − y(1 − y) = 0. s1 : y = 1 − x. ru : x − y + 1 = 0 sono un riferimento nel fascio R∗ e si scrivano le coordinate omogenee della retta r : 3x + y − 1 = 0 in questo riferimento. rispettivamente.4 luglio 2006   Esercizio 1. f (σ hv0 + v1 i) = σ hw1 i . f (σ hv1 i) = σ hw0 − w1 i . r1 . su : y = 0 sono un riferimento nel fascio S ∗ e si scrivano le coordinate omogenee della retta s : x + 3y − 1 = 0 in questo riferimento. la matrice di una soprastante `e 11 −1 1 .secondo appello Mat Tre . −1. r0 . −1) ∈ h−3v0 + v1 i e quindi le sue coordinate omogenee R3 . −1. I punti di C sono quindi le soluzioni del sistema lineare  λx + µ(1 − y) = 0 λy + µ(x − 1) = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. 1) dello spazio vettoriale duale di R3 . v1 = (1. Si tratta quindi del cerchio di centro (1/2. Risultati. 1/2) e raggio 1/ 2. su . −3) ∈ hw0 + 2w1 i e quindi le sue coordinate omogenee  sono 12 . Quando i punti appartengono a C il sistema omogeneo ha soluzioni non banali nelle incognite λ e µ. −1) dello spazio vettoriale duale di uckeriane (1. r1 : y = 1. 1). (c) Si scrivano le equazioni cartesiane del luogo C = { r ∩ f (r) | r ∈ R∗ } e si classifichi questo sottoinsieme dello spazio euclideo. (b) Si ha f (σ hv0 i) = σ hw0 + w1 i . 1. Si verifichi che le rette s0 : y = x − 1. 1. ru . (a) Si verifichi che le rette r0 : x = 0. s0 . sono a due a due distinte e quindi formano un riferimento nel fascio R∗ a cui `e associata la base formata dai due vettori v0 = (0. (a) Le tre rette. La retta s ha coordinate pl¨ uckeriane (1.  Dunque. La  retta  r ha coordinate pl¨ 3 sono −1 . Nel piano euclideo si considerino i fasci di rette di centri R = 01 ed S = 10 . Le tre rette. 0). w1 = (−1. (c) La generica retta λx + µ(1 − y) = 0 del fascio R∗ ha come immagine la retta λy + µ(x − 1) = 0 del fascio S ∗ . −3. 72 .

φ−1 (π3 ) : X0 − 4X3 = 0. su quelle di centro P0 sono indotte delle omologie involutorie.secondo appello Mat Tre . φ−1 (π2 ) : X1 − 3X2 + X3 = 0. φ(π3 ) : 00 ∨ 31 ∨ −3 −1 0 0 −1 0 0 73 . sono piani uniti P1 ∨ P2 ∨ P3 e tutti quelli del fascio di asse la retta P0 ∨ P2 . Risultati. e sono φ−1 (π0 ) : 2X0 + X3 = 0. Se P0 . le rette di centro P2 nel piano P1 ∨ P2 ∨ P3 (vi `e indotta una omologia speciale di centro P2 e asse P1 ∨ P2 ). P1 . ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli (2) E elementi uniti? (3) Determinare immagine e antimmagine tramite φ dei quattro piani coordinati del riferimento canonico. E a φ di P3 (R) in s`e di matrice  2 0 0 1  0 3 0 0 A=  0 1 −3 1 −1 0 0 4  nel riferimento canonico. e una omologia involutoria nel piano P0 ∨ P1 ∨ P2 . Sulle rette unite di centro P2 sono indotte omologie speciali. (2) La proiettivit` a non `e n´e omologia. (3) Le antimmagini si ottengono dalle righe della matrice A. (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. (1) La matrice ha autovalori a 3 e nullit`a 2) e −3 (molteplicit`a e nullit`a 1). P3 sono i punti fondamentali di un riferimento (associato ad una base) jordanizzante. sono rette unite P1 ∨ P2 (retta di punti uniti). e le rette di centro P0 nel piano P0 ∨ P1 ∨ P2 (vi `e indotta una omologia involutoria di centro P0 e asse P1 ∨ P2 ). ma induce una omologia speciale nel piano P1 ∨P2 ∨P3 . Le immagini si possono calcolare usando le righe della l’immagine di tre punti:  matrice   inversa   diA. φ−1 (π1 ) = π1 . oppure   guardando     φ(π0 ) = 0 3 1 0 ∨ 0 0 −3 0 ∨ 1 0 1 4 = 0 1 0 0 ∨ 0 0 1 0 1 0 0 4 ∨ : 4X0 − X3 = 0. P2 . φ(π1 ) = π 1 .4 luglio 2006 ` data la proiettivit` Esercizio 2. sono punti uniti P0 e tutti quelli della retta P1 ∨ P2 .2   0   1  φ(π2 ) = 00 ∨ 31 ∨ 01 : X0 + 3X1 − 9X2 + 2X3 = 0 (calcolando  2−1  0 0  04   2   0   0  0 = 00 ∨ 10 ∨ 01 X0 + 2X3 = 0. n´e involuzione. e quindi la matrice  3 (molteplicit`  −3 di Jordan associata `e 3 3 1 3 .

X .

X0 .

X1 .

X2 3 2 0 0 −1 0 3 1 0 .

1.

0.

1.

4 = 0). .

secondo appello Mat Tre - 4 luglio 2006
Esercizio 3. Si
il fascio di coniche del piano proiettivo reale tangenti alla retta r : X0 +X1 = 0 
consideri 

1
1
nel suo punto A = −1 , e tangenti alla retta s : 2X0 − X1 + X2 = 0 nel suo punto B = 1 .
−1

1

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e scrivere l’equazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Determinare, se esistono, i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del
fascio.
(4∗) Esistono riferimenti che diagonalizzano tutte le coniche del fascio? Che forma assume la matrice del
fascio in un riferimento avente come punti fondamentali A, B e r ∩ s?
Risultati. 
4 1 1 0 0 0
(1) Le due coniche degeneri hanno matrici (proporzionali a) 1 −2 1 e 0 1 1 e dunque l’equazione del
1 1 0
0 1 1  


λ
λ
λ
−2λ+µ
λ+µ
fascio `e data dalla matrice
.
λ

λ+µ

µ

(2) Si tratta di coniche a centro per λ 6= 0, −4µ (per questi valori sono due parabole, la prima degenere), e
sono ellissi o iperboli a seconda che i segni dei termini λ e λ + 4µ siano concordi o discordi. I centri si
distribuiscono sulla retta di equazione 3X1 − X2 = 0.
(3) Imponendoche il punto di coordinate
a, b, c abbia polare indipendente dai parametri λ, µ, troviamo che 

4a+b+c
a−2b+c
a+b
la matrice
deve avere rango 1. Si ricava che 4a + b + c = 0 e a − 2b + c = a + b
0
b+c
b+c 
1 
(dunque il punto −1 che `e il punto r ∩ s di intersezione delle tangenti comuni, con polare A ∨ B),
−3

oppure b + c = 0 (dunque i punti della retta A ∨ B, le cui polari passano per il punto r ∩ s e per il loro
quarto armonico su A ∨ B dopo A e B per tutte le coniche del fascio).
(4∗) Si, per avere un triangolo autopolare (ogni vertice polare del lato opposto), basta scegliere r ∩ s, un
punto C su A ∨ B distinto da A e B, e come terzo punto l’intersezione della polare c di C con A ∨ B (si
tratta di scegliere due punti su A ∨ B che separino armonicamente A e B, cosicch´e la polare di ciascuno
dei due passi per l’altro).
Tenendo conto che A, B, r ∩ s hanno come polari rispettivamente r, s e A ∨ B, oppure scrivendo le
coniche degeneri nel nuovo riferimento, si ottiene una matrice del tipo

0 α 0
α 0 0
α 0 β

. Si noti la somiglianza

con la matrice standard di una parabola: A, B, r ∩ s formano un triangolo in cui ogni lato `e polare di
un vertice, ma solo per un vertice si tratta del lato opposto.

74

secondo appello Mat Tre - 4 luglio 2006
Esercizio 4. Sia V uno spazio vettoriale reale e V = {v0 , v1 , v2 , v3 } una sua base. Si consideri la forma
quadratica
q(x0 v0 + x1 v1 + x2 v2 + x3 v3 ) = 4x0 x1 + 2x0 x2 + 2x0 x3 − x21 + 2x1 x3 + 2x22 + x23 .
` vero
(a) Determinare il rango e la segnatura di q e la dimensione dei sottospazi isotropi massimali di V . E
che esiste una base di V fatta da vettori isotropi?
(b) Classificare la quadrica, Q, determinata da q in P(V ) e negli spazi affini che si ottengono togliendo a
P(V ) rispettivamente il piano π2 : x2 = 0 ed il piano π : 2x1 + x2 + x3 = 0.
(c) Studiare la quadrica Q nello spazio euclideo complementare al piano π0 : x0 = 0 e con assoluto 

x0 = 0
.
H :
x21 + x22 + x23 = 0
Si determinino, in particolare, centro o vertice, equazioni degli assi, ed equazione canonica di Q. Dire
quali tra gli assi intersecano Q in punti di coordinate reali.
(d∗) Si trovino eventuali schiere di rette sul supporto di Q. Si caratterizzino i piani che tagliano parabole
sul supporto di Q.
Risultati. 

0

(a) La forma quadratica q ha matrice A =

2 1 1
2 −1 0 1
1 0 2 0
1 1 0 1 

e det A = 4. Quindi si tratta di una forma quadratica

non degenere (rango 4), con segnatura (2, 2), perch´e il vettore v0 `e chiaramente isotropo e quindi q non
pu`o essere definita. I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. Poich´e q `e non degenere e non
definita esiste una base di vettori isotropi.
(b) La quadrica Q `e quindi non-degenere ed a punti iperbolici. Nei rispettivi piani affini, dobbiamo studiare
l’intersezione tra Q ed il piano all’infinito. Si ha un iperboloide in P(V ) r π2 ed un paraboloide in
P(V ) r π.
(c) Si tratta di un 
iperboloide
iperbolico e det A = 4, det A0 = −4. Il centro `e il punto di coordinate 

2

1
. Gli autovalori di A0 sono le radici del polinomio caratteristico, p(x) = (x −
omogenee C = −1
−3


√ − 2)(x + 2),
e√le direzioni degli

2)(x
assi sono gli autovettori corrispondenti ovvero i sottospazi hv2 i,
( 2 − 1)v1 + v3 , ( 2 + 1)v1 − v3 . Gli assi sono quindi le rette di equazioni affini
( √
( √ 

( 2 + 1)x − z = √12 + 2
( 2 − 1)x + z = √12 − 2
x = 1/2
h1 :
h2 :
h
:
.
3
z = −3/2
y = − 12
y = − 12

Gli assi h1 ed h3 hanno come direzione i due spazi di autovettori corrispondenti agli autovalori dello
stesso segno
e quindi
intersecano entrambi il supporto di Q in due punti reali. L’equazione canonica `e


2X 2 + 2Y 2 − 2Z 2 = 1.
(d∗) Completando i quadrati si ricava


1
1
q(x0 v0 + x1 v1 + x2 v2 + x3 v3 ) = (x0 + x1 + x3 )2 + ( 2x2 + √ x0 )2 − ( 2x1 − √ x0 )2 − x20 =
2
2
= (2x0 + x1 + x3 )(x1 + x3 ) + 2(x1 + x2 )(x0 − x1 + x2 ).
Dunque le due schiere di rette si possono scrivere come  



α(2x0 + x1 + x√
γ(2x0 + x1 + x√
3 ) − β 2(x1 + x2 ) = 0
3 ) − δ 2(x0 − x1 + x2 ) = 0
r(α,β) :
s(γ,δ) :
.
β(x1 + x3 ) + α 2(x0 − x1 + x2 ) = 0
δ(x1 + x3 ) + γ 2(x1 + x2 ) = 0
I piani che tagliano parabole sul supporto di Q devono intersecare il piano improprio in una retta
tangente alla conica Q ∩ π0 . Indicate con a = (a0 , a1 , a2 , a3 ) le coordinate pl¨
uckeriane di un tale piano e
−1
con a0 = (a1 , a2 , a3 ) la componente omogenea di grado 1 dell’equazione
affine,
deve aversi a0 A0 ta0 = 0 

0
(infatti, vogliamo caratterizzare gli a per cui esiste un punto P = P 0 che appartenga al piano aX = 0,
dunque a0 P 0 = 0, e tale che la polare di P 0 per la conica indotta A0 su π0 sia proprio a0 , dunque
a0 = tP 0 A0 ; eliminando P 0 dalle due condizioni si trova il risultato voluto). Si tratta quindi di un cono
quadrico (di rango 3) nello spazio proiettivo duale; si osservi che il vertice di questo cono ha le coordinate
pl¨
uckeriane del piano improprio, e che le rette contenute in questo cono corrispondono a fasci di piani
paralleli che tagliano parabole su Q con un fissato punto improprio.
75

terzo appello Mat Tre - 19 settembre 2006
Esercizio 1. Nel piano proiettivo
le due rette di equazione r : X1 = 0 e s : X1 = X2 e 
x0  si considerino 
x2 
0
x
l’applicazione φ : r → s data da φ x = x0 .
2

0

(1) Si verifichi che φ `e proiettivit`
a specificandone una matrice dopo aver scelto dei riferimenti proiettivi su
r e su s.
` vero che φ `e una proiezione (da r a s di centro un punto)? E composizione di due proiezioni?
(2) E
(3) Determinare la conica C che ammette come insieme delle tangenti quello formato dalle rette P ∨ φ(P )
` vero che r ed s sono tangenti a C (eventualmente in che punti?)?
al variare di P in r. E
(4∗) Viceversa: `e vero che date una conica non degenere e due rette tangenti r ed s, l’applicazione di r in s
che manda P nella intersezione della tangente (diversa da r) a C per P con s d`a una proiettivit`a?
Risultati. 
1 0 1 
1 0 1
(1) Scegliendo come riferimenti i punti 0 , 0 , 0 su r e 0 , 1 , 1 su s, si vede subito che
0
1
1
0
1
1 

la matrice di φ `e 01 10 . Dunque `e una proiettivit`a, poich´e `e invertibile: che fosse una trasformazione
proiettiva era evidente dalla espressione lineare nelle coordinate.
(2) Non `e una proiezione, perch´e se cos`ı fosse risulterebbe φ(r ∩ s) = r ∩ s, che `e falso. D’altra parte, essendo
r ed s distinte, ogni proiettivit`
a tra di loro `e composizione di al pi`
u due proiezioni (da rette a rette di
centro punti), come conseguenza del teorema dell’asse di collineazione.
(3) Una retta ` di coordinate pl¨
uckeriane
`e tangente 
(l0 , l1 , l2 )  
 alla 
conica cercata se e solo se esistono z
e y non entrambi nulli tali che ` =

z
0
y

∨φ

z
0
y

=

z
0
y

y
z
z

. Dunque se e solo se esistono z e y 

z y

non entrambi nulli tali che il sistema (l0 , l1 , l2 ) y0 zz = (0, 0) abbia soluzioni, ovvero che il sistema  

 

z
l 0 l2
= 00 abbia soluzioni non nulle in z, y. Questo `e equivalente all’annullamento del
y
l1 +l2 l0  

l2
0
determinante di l1 l+l
, dunque a l02 − l22 − l1 l2 = 0. Quindi la conica duale di quella cercata ha
2 l0 
2 0 0 
matrice 0 0 −1 , e di conseguenza la matrice della conica richiesta nel riferimento dato `e proporzionale
0 −1 −2 
1 0 0 
all’inversa, cio`e per esempio 0 4 −2 .
0 −2 0

Chiaramente sia r che s per costruzione sono tangenti alla conica descritta, e per 
trovare 
0  i punti di
0
tangenza basta usare la polarit`
a (per esempio sulla conica duale): sono i punti 0 e 1 .
1

1

Provando a disegnare alcune delle rette P ∨ φ(P ) della costruzione proposta nel piano affine usuale, si
riconosce subito il profilo d’un’iperbole approssimata dalle tangenti: `e un tipico disegno da bambini.
` vero, perch´e si tratta della costruzione duale della proiettivit`a (indotta dalla conica) tra fasci di rette
(4∗) E
di due punti di una conica non degenere.

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o come intersezione dei piani di coordinate pl¨ uckeriane eti ed etj dove {i. (1) La matrice ha autovalori 2 (molteplicit` a 1). k. ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli (2) E elementi uniti? (3) Determinare immagine e antimmagine tramite φ delle sei rette coordinate del riferimento canonico (sono le rette Xi = 0 = Xj per 0 ≤ i < j ≤ 3). e quindi la  a 2 e nullit`a 1) e −2 (molteplicit`a 2 e nullit` matrice di Jordan associata `e 2 1 2 2 1 2 .terzo appello Mat Tre . (3) Ogni tale retta si scrive come congiungente dei punti di coordinate ek ed el . sono punti uniti P0 e P2 . E a φ di P3 (R) in s`e di matrice −5  0 A= −3 0  0 3 0 1  3 0 0 −1   1 0 0 1 nel riferimento canonico. sono piani uniti P0 ∨ P1 ∨ P2 e P0 ∨ P2 ∨ P3 . 77 . j. P3 sono i punti fondamentali di un riferimento (associato ad una base) jordanizzante. 2. sono rette unite P0 ∨ P2 . Se P0 . l} = {0. P1 . P0 ∨ P1 e P2 ∨ P3 . (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. (2) La proiettivit` a non `e n´e omologia. La sua immagine `e la congiungente del punti Aek ed Ael (sono le colonne di A) . Risultati.19 settembre 2006 ` data la proiettivit` Esercizio 2. 3}. 1. mentre la sua antimmagine `e l’intersezione dei due piani di coordinate pl¨ uckeriane eti A ed etj A (sono le righe di A). P2 . e una omologia involutoria nella retta P0 ∨ P2 . ma induce omologie speciali nelle rette P0 ∨ P1 e P2 ∨ P3 . n´e involuzione.

e passanti per il punto B = 0 . B e l’intersezione delle tangenti a C in A e B? Risultati. Si ricava 1 che −a + b = 0 e c = 0 (dunque l’unico punto 1 che `e il punto di osculamento).  4 −4 −1  (1) L’unica conica degenere del fascio si spezza in A∨B e la tangente in A a C. 0 2 (1) Determinare le coniche degeneri del fascio. 0 (4∗) No. µ non entrambi nulli tali 2     −4µ −µ  λ 1 −4x0 +4x1 +x2 che ( x0 x1 x2 ) −4λ+4µ µ = ( 0 0 ).  0 0autopolari  0 Nel riferimento proposto. i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del fascio. e scrivere l’equazione generale del fascio.19 settembre 2006 Esercizio 3. determinare il luogo descritto dai centri delle coniche a centro del fascio. parabole o ellissi a seconda che il prodotto dei termini 2λ−(1− 2)µ e 2λ−(1+ 2)µ sia positivo. 0 β α 0 0 1 78 . classificare le coniche del fascio. Si consideri il fascio di conichedel  piano proiettivo reale osculatrici  1  alla conica C di 1 2 2 2 equazione 4X0 − 4X1 − X2 = 0 nel suo punto A = 1 . ovvero se e solo se il sistema −4x = 00 µ −x2 −x0 +x1 µ −λ ammette soluzioni   non nulle in λ. dal punto precedente si ricava che non esistono triangoli comuni alle coniche del fascio.terzo appello Mat Tre . la conica degenere ha matrice 0 0 1 . se esistono. Quindi si tratta dei punti per cui0 si2 annulla  il determinante di −2 4x1 −4x2 −x2 ovvero dei punti della conica irriducibile di matrice 2 −4 2 (a parte un punto). quindi il fascio si scrive . µ. c abbia polare indipendente dai  parametri λ. quindi ha matrice −4 4 1 . x0 Un punto xx1 `e centro di una conica del fascio se e solo se esistono λ. µ. Dunque l’equazione del fascio `e data dalla matrice −µ µ −λ √ √ (2) Si tratta di iperboli. −1 1 0   4λ+4µ −4µ −µ −4µ −4λ+4µ µ . (3) Determinare. o lo stesso per 4a−4b−c 0 −a+b . troviamo  4a a−4b −c 4a 4a−4b −c la matrice 4a−4b−c −4a+4b+c −a+b deve avere rango 1. mentre la conica irriducibile data ha 0 1 0  0 1 0 0 α 0 α 0 β matrice 1 0 0 (questione di polari). b. (4∗) Esistono riferimenti che diagonalizzano tutte le coniche del fascio? Che forma assume la matrice del fascio in un riferimento avente come punti fondamentali A. (2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0. nullo  o negativo. x2 x0 −x1 −2 2 1 (3) Imponendoche il punto di coordinate che  a.

le rette in essa contenute sono quelle che uniscono il vertice con un qualsiasi altro punto della quadrica. iperboli e parabole su Q. si trova facilmente che i piani dei fasci X3 = α e X3 + 2X2 = β tagliano circonferenze su Q. (4) Sempre nel complementare di X0 = 0. parabole o iperboli a seconda che l’intersezione del piano con la conica indotta da Q sul piano improprio abbia nessuno. a3 ). si possono ottenere le classiche sezioni coniche: dunque coniche di tutti e tre i tipi. X3 ) = 4X02 + X12 + X22 + 2X0 X1 + 4X0 X2 − 2X0 X3 − 2X2 X3 nella base canonica. La nullit`a di questa espressione descrive un cono quadrico dello spazio duale: sono i piani che tagliano parabole (eventualmente degeneri) si Q. Descrivere le eventuali rette contenute in Q. a1 . X1 . dato un piano di coordinate pl¨ uckeriane (a0 . Un facile conto dice che questo `e equivalente al fatto che a21 − 2a2 − 1 sia negativo. (1) La forma quadratica Q ha matrice A =  4 1 2 −1 1 1 0 0 2 0 1 −1 −1 0 −1 0  e det A = 0. Si tratta di una forma quadratica degenere (rango 3). con segnatura (2. I cerchi si ottengono tramite l’intersezione con l’assoluto euclideo sul piano improprio. Risultati. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. (3) Come detto.terzo appello Mat Tre . (4) Trattandosi di un cono. esso taglia ellissi. 1). (3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della usuale metrica euclidea. X2 . dunque non cilindrico. e un esempio ne `e il sottospazio contenente (il nucleo e) il quarto vettore della base canonica (che `e isotropo). Trascurando i casi degeneri.19 settembre 2006 Esercizio 4. determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti. a2 . si tratta di un cono quadrico con vertice affine. nullo o positivo. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale.  (2) La quadrica Q `e un cono quadrico. contengono  il nucleo della forma che `e generato da 1 −1 −1 1 . uno o due punti reali. I piani per cui l’espressione `e positiva tagliano iperboli (eventualmente degeneri). con vertice nel punto 1 −1 −1 1  e avente punti reali diversi dal vertice. caratterizzare quali piani sezionano ellissi. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. 79 . classificare proiettivamente Q. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 .I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. gli altri tagliano ellissi (oppure il vertice del cono).

che manda R su S. ad esempio αE. Q= 0 1 2 . 80 1 1 0 −1 0 2 0 1  e αE. R.  1  1 0 1 0 1 Dunque il punto di intersezione `e A = −1 = 0 − 1 e quindi C = 0 + 1 = 1 . f (P ). C) = (P. S= 0 1 1 . . si ricava che f 2 (P ) = −1 e quindi che f `e un’involuzione e quindi i due autovalori delle soprastanti di f devono avere segno opposto. C) = −1.quarto appello Mat Tre . 1 (b) I sottospazi e sono spazi di autovettori per le soprastanti di f . 2 4 0 2 2 2 D 1 E D 1   0 E 1 0 .W (ψ) = 1 0 0 0 1 −1 0 0 1  .V (1) =  −2 −1 1 −1 −2 1 −4 −4 3  1 2  −1 3 1 −1 1 1 −1 3 −1  . A. A.9 gennaio 2007 Esercizio 1. risulta αW. g. .W (1) =  −1 −1 1 0 −1 0 2 2 1  .E (φ) = αV. dalla relazione (P. ψ. scegliendo come base W i rappresentanti scritti dei tre punti P. si ha quindi αV.V (φ)αE. Detta φ una soprastante di f .E (ψ) =  −1 2 0 −2 1 3 −1 0 1  .E (1) = 1 1 0 1 0 1 4 1 1  e da cui si conclude che αE. Infatti. f .V (φ) = 1 0 0 0 −1 0 0 0 −1  . si considerino i quattro punti P = 1 0 2 . αV. di asse P ∨ Q e centro A. R ∨ S : x0 + x1 − x2 = 0. di asse R ∨ S e centro C. Q. (c) Con calcoli analoghi si determina la matrice di una soprastante.E (1)αV. (c) Si scriva la matrice dell’omologia. C) = −1. Inoltre. sia V la base costituita 4 1 1 da questi tre vettori. che manda P su Q. Nel piano proiettivo. αW. A. A. e per il terzo si ha ψ(R) = S = R − A (evidente abuso di linguaggio). Q.E (1) = 1 e ci`o conclude la discussione.V (1) = αE. Risultati. (b) Si scriva la matrice dell’omologia. (a) Le due rette hanno equazioni cartesiane P ∨ Q : 2x0 + 2x1 − x2 = 0. (a) Si determinino il punto A = (P ∨ Q) ∩ (R ∨ S) ed il punto C ∈ P ∨ Q tale che (P. dell’omologia speciale g. 1 R= 0 1 . e tenendo conto che i primi due sono fissi.

e nel piano P0 ∨ P1 ∨ P2 .9 gennaio 2007 ` data la proiettivit` Esercizio 2. Se P0 . E a φ di P3 (R) in s`e di matrice 5  3 A= −1 −2  0 1 1 3 2 1  0 2 0 0 −1 2  nel riferimento canonico. (2) La proiettivit` a non `e n´e omologia.  allora abbiamo che φ (Q) `e la quadrica che nel riferimento canonico ha matrice (At )A = 81 39 9 11 4 9 9 6 1 11 6 10 1 4 1 1 6 . P1 .   3 (1) La matrice ha unico autovalore 3 (molteplicit`a 4 e nullit`a 2) e la matrice di Jordan associata `e 3 1 3 1 3 .quarto appello Mat Tre . n´e involuzione. sono rette unite tutte quelle del fascio per P1 nel piano P0 ∨ P1 ∨ P2 . Risultati. . −1 (3) Sia Q la quadrica di matrice identica nel riferimento  canonico. (1) Si determinino tutti gli elementi uniti per φ. P2 . ` vero che φ `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli (2) E elementi uniti? (3) Determinare l’antimmagine tramite φ della quadrica di P3 (R) avente matrice identica nel riferimento canonico. ma induce omologie speciali su tutte le rette unite. P3 sono i punti fondamentali di un riferimento (associato ad una base) jordanizzante. sono punti uniti tutti quelli della retta per P0 e P1 . sono piani uniti tutti quelli del fascio di asse P1 ∨ P2 .

con il centro nel punto 1 . 1 Sono tutte concentriche. (3) Determinare. Si consideri il fascio di coniche delpiano  proiettivo reale iperosculatrici alla conica C di 0 2 2 equazione X1 − 2X0 X1 − X2 = 0 nel suo punto P = 1 . Dunque l’equazione del fascio ` e data dalla matrice −λ−µ λ+µ −µ . B e P dove A (diverso da P ) appartiene alla polare di P rispetto a C.  2α 0 0 Nel riferimento proposto il fascio si scrive 0 β −α . e B `e l’altro punto di interzezione di C con la polare rispetto ad A? Risultati. c abbia polare indipendente dai parametri λ. sia il centro comune del fascio).9 gennaio 2007 Esercizio 3. determinare il luogo descritto dai centri delle coniche a centro del fascio. (4∗) Esistono riferimenti che diagonalizzano tutte le coniche del fascio? Che forma assume la matrice del fascio in un riferimento avente come punti fondamentali A. e scrivere l’equazione generale del fascio. poich´e sono tutte tangenti a una retta propria in un punto improprio (hanno tutte un asintoto in comune?).quarto appello Mat Tre . classificare le coniche del fascio. dal punto precedente si ricava che nonesistono triangoli autopolari comuni alle coniche del fascio. (1) L’unica conica degenere del fascio `e la tangente in P a C (contata due volte). se esistono. (2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0. 0 (3) Imponendo che il punto  di coordinate a. b. (4∗) No. µ. 1 (1) Determinare le coniche degeneri del fascio. 0 −α 82 0 . tutti i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del fascio.  quindi ha matrice   1 −1 1  µ −λ−µ µ −1 1 −1 . 1 −1 1 µ −µ −λ+µ (2) Si tratta di iperboli. troviamo tutti i punti del tipo b−c b c (in particolare si ritrovano sia il punto di iperosculamento.

Risultati.9 gennaio 2007 Esercizio 4. (1) La forma quadratica Q ha matrice A =  0 −1 0 1 −1 2 0 2 0 0 1 0 1 2 0 2  e det A 6= 0. I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 1. (4) Sempre nel complementare di X0 = 0. con segnatura (3. Si tratta di una forma quadratica non degenere (rango 4). i piani che tagliano parabole sono tutti e soli quelli paralleli all’asse. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione Q(X0 . classificare proiettivamente Q. (4) Trattandosi di un paraboloide ellittico. determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti. (3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della usuale metrica euclidea. in particolare si trovi un sottospazio isotropo massimale. (3) Si tratta di un paraboloide ellittico. (2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico. cio`e quelli della stella di centro il punto improprio del paraboloide. (2) La quadrica Q `e una quadrica a punti ellittici. i cerchi si ottengono tramite l’intersezione con √ l’assoluto euclideo sul piano improprio. (1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata. si trova facilmente che i piani dei fasci λX0 + µ(X1 − (2 ± 3)X3 ) = 0 tagliano circonferenze su Q. 83 . caratterizzare quali piani tagliano parabole su Q. per esempio quello generato dal primo vettore della base canonica (che `e isotropo). 1).quarto appello Mat Tre . X1 . Descrivere le eventuali rette contenute in Q. X3 ) = 2X12 + X22 + 2X32 − 2X0 X1 + 2X0 X3 + 4X1 X3 nella base canonica. X2 . quindi non contiene rette reali.

Q. (c) Per ogni coppia di punti uniti. Q. asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti della retta r. f : P3 (R) → P3 (R). v1 = 4e0 − 6e1 − 10e2 + 6e3 . f (X))) = (P . rette e piani uniti rispetto ad f . della retta di punti uniti. Su ogni retta unita. 15 10 15 25 0 0 0 0  Il rango di A − 21 `e uguale a 2 e quindi. X. Q. v1 . su entrambo i piani resta indotta da f un’omologia di asse r. v4 = 2e0 − 5e2 . a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica. Si tratta di un’omologia speciale sulle rette del piano π per P1 che ne `e l’asse (ed `e l’identit`a sulla retta r). (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. Q. garantiscono dell’esistenza di una tale base e la sua determinazione non ` e necessaria nel seguito. X. v2 i. (c) Presi due punti distinti. esterno alla retta r. f (X)) = −2. (a) Si determinino punti. (b) Il piano π ed il piano τ = σ hv0 . f (X)) per ogni punto X della retta P ∨ Q. X. `e indotta da f un’omologia. e3 }. il polinomio minimo `e (x + 1)(x − 2)2 . X. Svolgimento. Dunque. I piani uniti. r. Nel primo caso `e un’omologia speciale. Si consideri la proiettivit`a. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x + 1)(x − 2)3 e si ha  2 0 2 2 2 0 2   0 A − 21 =   −5 0 −5 −5 0 −2 0 −2   −6 −4 −6 −10 0 0 0   0 (A − 21)2 =  . X) = 1. . nel secondo.  (∗) La conoscenza del polinomio caratteristicoe della dimensione dello spazio degli autovettori. per ogni punto X ≤ r. Se prendiamo P3 = σ hv3 i ed un punto qualsiasi. X. . . P 6= Q. un’omologia non–speciale. v1 . 84 . sono tutti quelli del fascio di asse s = σ hv1 . r. v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti. v3 i (retta unita). P3 . si determini il birapporto (P . la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base(∗) `e   2 0 0 0 0 2 1 0  J =  0 0 2 0 0 0 0 −1 Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = σ hv0 . P e Q. si ha f (X) = σ h−av3 + 2bvi e quindi (P3 . v2 = 2e0 − 3e1 . X = σ hav3 + bvi della retta P3 ∨ Q. si ha (P . di centro P1 . Q = σ hvi della retta r. v1 i ed un ulteriore punto unito. f (X)) = −1/2 e (Q. . Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano π ed i piani del fascio di asse s (ovvero le rette del piano π passanti per P1 = σ hv1 i. di centro P3 . P3 = σ hv3 i. di matrice  4 0 2 2 4 0 2   0 A=  −5 0 −3 −5 0 −2 0 0  nel riferimento canonico {e0 . Scelta la base v0 = e0 − e2 . tra queste c’`e r) e tutte le rette che congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c’`e s). mentre si ha un’omologia non–speciale (due punti uniti.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 18 maggio 2007 – Compito A ESERCIZIO 1. oltre al piano π = σ hv0 . essendovi almeno un punto unito. per ogni punto.

u2 ) = 5 e g(u2 . g(w4 . P∞ ). P4 ). r3 = C ∨ P3 . w3 ) = −4. P2 . P3 . per ogni v ∈ R4 . (c) Dato H = he1 . (a) Si scriva la matrice. r2 ). quindi. x2 . w3 i = he1 . nel piano proiettivo. u2 ) = 0. Si calcoli il birapporto (P1 . t1 ) = 0 = g(e1 . Si consideri la forma quadratica reale q(x1 . t2 ) = 1 = g(e1 . Svolgimento. r2 = C ∨ P2 . w4 = 10e1 − 3e2 + 5e3 + 4e4 . e1 ). t2 = 15 u2 . Si consideri il piano affine. . w2 i = he1 . ove P∞ `e il punto improprio della retta r. tale che hw1 . W = {w1 . w2 ) = −2.Matematica 3 – Compitino del 18 maggio 2007 – Compito A 85 ESERCIZIO 2. passante per P2 . (b) Si determini. P3 = 3 . e2 i. w3 = 2e1 + e2 + e3 . sgng = (2. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee 1 1 P1 = 1 . (c) H ⊥ = hu1 . (c) Si considerino le rette r1 = C ∨ P1 . quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale. e2 i . −1 −2 0 1 2 0 1 0  Si ha det G = 25. t2 ) = 0 = g(e2 . g(w2 . un’isometria φ : H → H ⊥. w1 ) = 2. g(w3 . se esiste. P2 . x3 . Si determini la segnatura di g. si dica se R4 = H ⊕ H ⊥ e si determini. e si determini l’equazione omogenea del completamento di r in P2 (R). 0 1 1 P3 = 7 3 . la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale. e2 ). w2 = e1 − e2 . se esiste una base ortogonale. 2) ed uno spazio isotropo massimale ha dimensione 2. Si dica se g `e non degenere e si determini l’eventuale nucleo. l’applicazione lineare φ : H → H ⊥ . Presi i vettori t1 = u1 + 52 u2 . Si ha g(u1 . . e hw1 . si ottiene una base ortogonale (g(wi . rispetto alla base canonica E = {e1 . Svolgimento. r1 . .  usuale   immerso  nel modo 7 1 3 (a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 0 . u2 i. e si calcoli (r4 . P3 . si verifichi che appartengono ad una stessa retta. u1 ) = −4. e4 }. e2 ). dell’applicazione bilineare simmetrica g : R4 × R4 → R tale che g(v. E vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 ∨ Q si incontrano in un punto. del piano affine? Sia X un punto di s tale che X − P2 = −2(Q − P2 ). come si ottiene da un calcolo diretto. . x4 ) = 2x1 x2 − 2x1 x3 + 4x1 x4 − 4x2 x3 + 2x3 x4 . Dunque. . e4 i `e un tale spazio. Posto P4 = (C ∨ X) ∩ r in P2 (R). wj ) = 0 se i 6= j) con g(w1 . (a) La matrice cercata `e  0 1 −1 2 0 −2 0   1 G= . con u1 = 2e1 + e2 + e3 ed u2 = −2e2 + e4 . ` (b) Sia s una qualsiasi retta. A2 (R). e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. r. distinta da r.  ESERCIZIO 3. e2 . (b) Posto w1 = e1 + e2 . r3 . P2 = 3 . r4 = C ∨ P4 . g(t1 . w4 ) = 100. ad esempio U = he2 . w2 . si calcoli (P1 . e3 i . . si ha g(t1 . g(t2 . g(u1 . . P2 = 1 . si determini H ⊥ . w4 }. v) = q(v). C. definita da φ(e1 ) = t1 e φ(e2 ) = t2 `e l’isometria cercata. .

P2 . Ricordando l’effetto dei singoli scambi sul birapporto (cf. quindi (r4 . P3 . π : r → s. Allora si ha (P1 . X) = (∞. ∞) = 3/2. ove Q∞ `e il punto improprio della retta s. . P2 . P2 . −2) = −2. π(P4 ) = X. P2 ) = 1  1 − x−1 x = x. ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (14)(12)(13). 3. Ai quattro argomenti del birapporto (P1 . e π(P1 ) = Q∞ . (b) La retta P3 ∨ Q non pu` o essere parallela ad s (perch´e?) e quindi interseca la la parallela ad s passante per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene n´e ad r. Il punto improprio di r `e P∞ = 2 1 e si ha (P1 .4. 1. P1 . P3 . P4 ) = x `e stata applicata la permutazione (1324).86 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA 0 ed appartengono alla retta di equazione r : x0 − x1 + 2x2 = 0. P1 . P3 . P3 . 1. r1 . Si ha π(P2 ) = P2 . si conclude che (P4 .3 delle dispense). Q. P∞ ) = (0. r2 ) = (P4 . n´e ad s. r3 . π(P3 ) = Q. P4 ) = (Q∞ . (c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a. P2 . P3 . Proposizione VI. Si consideri la proiezione di centro C. P2 ). 0.

f (X)) = 1/3. (b) Il piano π ed il piano τ = σ hv0 . il polinomio minimo `e (x−3)(x−1)2 . v3 i (retta unita). Nel primo caso `e un’omologia speciale. f (X)) per ogni punto X della retta P ∨ Q. P 6= Q. Si tratta di un’omologia speciale sulle rette del piano π per P1 che ne `e l’asse (ed `e l’identit`a sulla retta r). Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano π ed i piani del fascio di asse s (ovvero le rette del piano π passanti per P1 = σ hv1 i. della retta di punti uniti. oltre al piano π = σ hv0 . e3 }. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x − 3)(x − 1)3 e si ha  4 2 −8 −2  0 3 0 −1  A − 11 =   2 1 −4 −1 0 3 0 −1 0 0  (A − 11)2 =  0 0   0 6 0 6  0 0 0 −2  . v2 i. 87 . Su ogni retta unita. si ha (P . Dunque. v4 = e1 + e3 . Scelta la base v0 = e0 +e1 +3e3 . . v1 . di centro P3 . r. Q. . garantiscono dell’esistenza di una tale base e la sua determinazione non ` e necessaria nel seguito. Q. Svolgimento. esterno alla retta r. su entrambo i piani resta indotta da f un’omologia di asse r. sono tutti quelli del fascio di asse s = σ hv1 . . di matrice  5 2 −8 −2  0 4 0 −1  A=  2 1 −3 −1 0 3 0 0  nel riferimento canonico {e0 .  (∗) La conoscenza del polinomio caratteristico e della dimensione dello spazio degli autovettori. nel secondo. I piani uniti. X. Q. la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base(∗) `e 1 0 J = 0 0  0 1 0 0 0 1 1 0  0 0  0 3 Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = σ hv0 . X. Q. v1 = 4e0 + 2e2 . si determini il birapporto (P . f (X))) = (P . f (X)) = 3 e (Q. v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti. (a) Si determinino punti. P3 . v1 . essendovi almeno un punto unito. X. r. P3 = σ hv3 i. f : P3 (R) → P3 (R). . Si consideri la proiettivit`a. X = σ hav3 + bvi della retta P3 ∨ Q. `e indotta da f un’omologia. (c) Presi due punti distinti.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 18 maggio 2007 – Compito B ESERCIZIO 1. asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti della retta r. un’omologia non–speciale. tra queste c’`e r) e tutte le rette che congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c’`e s). si ha f (X) = σ h3av3 + bvi e quindi (P3 . per ogni punto X ≤ r. Se prendiamo P3 = σ hv3 i ed un punto qualsiasi. v1 i ed un ulteriore punto unito. (c) Per ogni coppia di punti uniti. v2 = e0 . Q = σ hvi della retta r. X) = 1. rette e piani uniti rispetto ad f . X. di centro P1 . mentre si ha un’omologia non–speciale (due punti uniti. a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica. (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. 0 0 0 −2 Il rango di A−11 `e uguale a 2 e quindi. per ogni punto. X. P e Q.

Presi i vettori t1 = u1 . P∞ ). Si consideri il piano affine. e3 ). e2 . per ogni v. E vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 ∨ Q si incontrano in un punto. del piano affine? Sia X un punto di s tale che X − P2 = 2(Q − P2 ). si calcoli (P1 . se esiste. P2 = 2 . e3 i. (a) Si scriva la matrice. C. (a) La matrice cercata `e  0 −1 1 0 1 2   −1 0 G= . si verifichi che appartengono ad una stessa retta. dell’applicazione bilineare simmetrica g : R4 × R4 → R tale che g(v. . Si consideri la forma quadratica reale q(x1 . w4 = 3e1 − e2 − e3 + 2e4 . u1 ) = 0. distinta da r.  ESERCIZIO 3. Posto P4 = (C ∨ X) ∩ r in P2 (R). . P2 . e4 i `e un tale spazio. t1 ) = 0 = g(e1 . w ∈ R4 . (c) Dato H = he1 . e hw1 . . r2 = C ∨ P2 . si determini H ⊥ . nel piano proiettivo. u2 ) = 1 e g(u2 . P3 . Svolgimento. t2 = −2u1 + u2 . e si calcoli (r2 . g(t1 . w1 ) = −2. w2 . se esiste una base ortogonale. t2 ) = 0 = g(e3 . w2 = e1 − e2 . . w3 i = he1 . e si determini l’equazione omogenea del completamento di r in P2 (R). Si determini la segnatura di g. P3 = 4 . g(w4 . (c) H ⊥ = hu1 . si ottiene una base ortogonale (g(wi . r4 = C ∨ P4 . P3 = 7 4 . Si calcoli il birapporto (P1 . r3 = C ∨ P3 . Si ha g(u1 . u2 ) = 4. w3 ) = 2. la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale. . 2) ed ogni sottospazio isotropo massimale ha dimensione 2. sgng = (2. (b) Si determini. . Dunque. e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. g(u1 . r4 .  immerso  nel modo  usuale  1 3 7 (a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 1 . W = {w1 . A2 (R). g(w3 . w4 ) = −2. r1 . l’applicazione lineare φ : H → H ⊥ . quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale. . (b) Posto w1 = e1 + e2 . si ha g(t1 . definita da φ(e1 ) = t1 e φ(e2 ) = t2 `e l’isometria cercata. ` (b) Sia s una qualsiasi retta. si dica se R4 = H ⊕ H ⊥ e si determini. g(t2 . e2 i . un’isometria φ : H → H ⊥. tale che hw1 . x4 ) = −x1 x2 + x1 x3 + x2 x3 + 2x2 x4 − x3 x4 . ove P∞ `e il punto improprio della retta r. P4 ). w2 ) = 2. e4 }. Svolgimento. P2 = 3 2 1 . P3 . Si dica se g `e non degenere e si determini l’eventuale nucleo. w3 = e1 + e2 + e3 . r3 ). g(w2 . con u1 = e1 + e4 ed u2 = e2 + e3 + e4 . x2 .88 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA ESERCIZIO 2. x3 . ad esempio U = he1 . w) = q(v + w) − q(v) − q(w). . come si ottiene da un calcolo diretto. quindi. passante per P2 . w4 }. t2 ) = 1 = g(e1 . (c) Si considerino le rette r1 = C ∨ P1 . e1 ). P2 . e3 ). w2 i = he1 . rispetto alla base canonica E = {e1 . 1 1 0 −1 0 2 −1 0  Si ha det G = 1. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee 1 P1 = 1 1 1 . r. wj ) = 0 se i 6= j) con g(w1 . e3 i . u2 i.

ove Q∞ `e il punto improprio della retta s. 1. P4 ) = (Q∞ . Ricordando l’effetto dei singoli scambi sul birapporto (cf.3 delle dispense). r4 . 0.4. ∞) = 3/2. n´e ad s. r1 . Il punto improprio di r `e P∞ = 2 1 e si ha (P1 .  . (c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a. P3 ). P3 . π(P4 ) = X. ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (12)(14)(13). P1 . e π(P1 ) = Q∞ . Si consideri la proiezione di centro C. r3 ) = (P2 . Allora si ha (P1 . Proposizione VI. Si ha π(P2 ) = P2 . P2 . quindi (r2 . si conclude che (P2 . P4 . P2 . P4 . 1. Q.89 Matematica 3 – Compitino del 18 maggio 2007 – Compito B 0 ed appartengono alla retta di equazione r : x0 + x1 − 2x2 = 0. 3. (b) La retta P3 ∨ Q non pu` o essere parallela ad s (perch´e?) e quindi interseca la la parallela ad s passante per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene n´e ad r. π(P3 ) = Q. π : r → s. P3 ) = 1 − x. P2 . P2 . Ai quattro argomenti del birapporto (P1 . P3 . P∞ ) = (0. 2) = 2. P3 . X) = (∞. P1 . P4 ) = x `e stata applicata la permutazione (1342).

P3 = σ hv3 i. v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti. di matrice  1 1 3 1 0 0 2   0 A=  −3 −1 −5 −1 0 2 0 0  nel riferimento canonico {e0 . r. v3 i (retta unita). la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base(∗) `e  −2 0 0 0  0 −2 1 0  J =  0 0 −2 0 0 0 0 2  Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = σ hv0 . sono tutti quelli del fascio di asse s = σ hv1 .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 18 maggio 2007 – Compito C ESERCIZIO 1. su entrambo i piani resta indotta da f un’omologia di asse r. esterno alla retta r. I piani uniti. 0 −4 0 8 Il rango di A − 21 `e uguale a 2 e quindi. x4 ) = 4x1 x2 + 2x1 x3 − 2x1 x4 + 4x2 x3 + 4x3 x4 . (c) Sul piano τ resta indotta un’omologia involutoria. garantiscono dell’esistenza di una tale base e la sua determinazione non ` e necessaria nel seguito. cos`ı come resta indotta un’involuzione su ogni retta unita passante per P3 . a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica. nel secondo. 90 . essendovi almeno un punto unito. (a) Si determinino punti. rette e piani uniti rispetto ad f . x2 . Nel primo caso `e un’omologia speciale. Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano π ed i piani del fascio di asse s (ovvero le rette del piano π passanti per P1 = σ hv1 i. Svolgimento. v2 = e0 . Su ogni retta unita. un’omologia non–speciale. tra queste c’`e r) e tutte le rette che congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c’`e s). v1 = 3e0 − 3e2 . v2 i. (∗) La conoscenza del polinomio caratteristico e della dimensione dello spazio degli autovettori. asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti della retta r. (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. (b) Il piano π ed il piano τ = σ hv0 . Si consideri la proiettivit`a. Dunque. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x − 2)(x + 2)3 e si ha  3 1 3 1 2 0 2   0 A + 21 =   −3 −1 −3 −1 0 2 0 2 0 4 0 8  (A + 21)2 =  0 −4 0 8    0 4 0 8  . . e3 }. Si consideri la forma quadratica reale q(x1 . `e indotta da f un’omologia. Si tratta di un’omologia speciale sulle rette del piano π per P1 che ne `e l’asse (ed `e l’identit`a sulla retta r). v4 = e0 + 2e1 − e2 + 2e3 .  ESERCIZIO 2. mentre si ha un’omologia non–speciale (due punti uniti. f : P3 (R) → P3 (R). (c) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’involuzione. v1 i ed un ulteriore punto unito. di centro P3 . v1 . Scelta la base v0 = e1 − e3 . . di centro P1 . x3 . . v1 . il polinomio minimo `e (x + 1)(x − 2)2 . oltre al piano π = σ hv0 . .

r1 ). Dunque. si determini H ⊥ . (b) Si determini. passante per P2 . t2 = 13 u2 . e3 i . . se esiste una base ortogonale. dell’applicazione bilineare simmetrica g : R4 × R4 → R tale che g(v. si calcoli (P1 . . ove P∞ `e il punto improprio della retta r. P2 = 2 . (c) Si considerino le rette r1 = C ∨ P1 . Svolgimento. . del piano affine? Sia X un punto di s tale che X − P2 = −3(Q − P2 ). l’applicazione lineare φ : H → H ⊥ . w2 . r4 = C ∨ P4 . si dica se R4 = H ⊕ H ⊥ e si determini. P2 = 2 . r3 = C ∨ P3 . per ogni v ∈ R4 . v) = q(v). 3. g(w2 . e4 ). ` (b) Sia s una qualsiasi retta. e3 ). w3 = 2e1 + e2 − 2e3 . u2 ) = 0. . P3 . e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. P4 ).91 Matematica 3 – Compitino del 18 maggio 2007 – Compito C (a) Si scriva la matrice. P2 . t1 ) = 0 = g(e3 .  ESERCIZIO 3. e2 i . Si calcoli il birapporto (P1 . Si ha g(u1 . r2 = C ∨ P2 . definita da φ(e3 ) = t1 e φ(e4 ) = t2 `e l’isometria cercata. r. Si dica se g `e non degenere e si determini l’eventuale nucleo. si ha g(t1 . (a) I tre punti hanno coordinate omogenee 1 1 P1 = 0 . . e si calcoli (r3 . P2 . come si ottiene da un calcolo diretto. A2 (R). la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale. g(w3 . e4 i. t2 ) = 0 = g(e4 . C. nel piano proiettivo. 1 2 1 P3 = 6 4 0 ed appartengono alla retta di equazione r : 2x0 + x1 − 2x2 = 0. w1 ) = 4. Si determini la segnatura di g. P3 . 2 1 e si ha . P3 . 2 0 2 0 2 0 Si ha det G = 36. P∞ ) = (0. w4 }. w2 i = he1 . P2 . quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale. e4 }. E vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 ∨ Q si incontrano in un punto. (c) Dato H = he3 . quindi. wj ) = 0 se i 6= j) con g(w1 . u1 ) = −8. r2 . (a) La matrice cercata `e 0  2 G= 1 −1   2 1 −1 0 2 0  . sgng = (2. Il punto improprio di r `e P∞ = (P1 . (c) H ⊥ = hu1 . e4 ). e hw1 . w4 ) = 72. se esiste. Svolgimento. g(t1 . w3 ) = −8. . 2) ed uno spazio isotropo massimale ha dimensione 2. Posto P4 = (C ∨ X) ∩ r in P2 (R). u2 ) = 6 e g(u2 . e2 . un’isometria φ : H → H ⊥. Si consideri il piano affine. . g(u1 . W = {w1 . Presi i vettori t1 = u1 + 23 u2 . ad esempio U = he2 . ∞) = 3/2. t2 ) = 2 = g(e3 .  immerso  nel modo  usuale  0 2 6 (a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 1 . w2 ) = −4. u2 i. 1. si verifichi che appartengono ad una stessa retta. (b) Posto w1 = e1 + e2 . tale che hw1 . distinta da r. rispetto alla base canonica E = {e1 . r4 . e si determini l’equazione omogenea del completamento di r in P2 (R). P∞ ). con u1 = 2e1 − e2 + e3 ed u2 = e2 − e4 . w2 = e1 − e2 . w3 i = he1 . . e4 i `e un tale spazio. P3 = 4 . w4 = 6e1 + e2 − 6e3 − 4e4 . g(w4 . si ottiene una base ortogonale (g(wi . g(t2 .

(c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a. Ai quattro argomenti del birapporto (P1 . ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (13)(12)(14). P4 ) = x `e stata applicata la permutazione (1423). P2 .92 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA (b) La retta P3 ∨ Q non pu` o essere parallela ad s (perch´e?) e quindi interseca la la parallela ad s passante per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene n´e ad r. Si ha π(P2 ) = P2 . r1 ) = (P3 . P2 . P3 . Proposizione VI. n´e ad s.3 delle dispense). r4 . 1. π(P4 ) = X. Si consideri la proiezione di centro C. si conclude che (P4 . quindi (r3 . P3 .  . P2 . 0. P3 . π(P3 ) = Q. e π(P1 ) = Q∞ . P1 ). ove Q∞ `e il punto improprio della retta s. Allora si ha (P1 . P2 ) = x1 . P2 . π : r → s. Ricordando l’effetto dei singoli scambi sul birapporto (cf. P4 ) = (Q∞ . −3) = −3. X) = (∞. P1 .4. r2 . P4 . Q.

mentre si ha un’omologia non–speciale (due punti uniti. di centro P3 . la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base(∗) `e   3 0 0 0 0 3 1 0  J =  0 0 3 0 0 0 0 −3 Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = σ hv0 . Si consideri la proiettivit`a. (∗) La conoscenza del polinomio caratteristicoe della dimensione dello spazio degli autovettori. (a) Si determinino punti. esterno alla retta r. 0 1 0 −3 0 −6 0 18  2 1 2 2 9   0 −3 0 A − 31 =   −2 −1 −2 −2 0 1 0 −3   Il rango di A−31 `e uguale a 2 e quindi. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x + 3)(x − 3)3 e si ha  0 −1 0 3  0 18 0 −54  (A − 31)2 =  . `e indotta da f un’omologia. Svolgimento. garantiscono dell’esistenza di una tale base e la sua determinazione non ` e necessaria nel seguito. Si consideri la forma quadratica reale q(x1 . Nel primo caso `e un’omologia speciale. e3 }. v1 . v3 i (retta unita). Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano π ed i piani del fascio di asse s (ovvero le rette del piano π passanti per P1 = σ hv1 i. v1 i ed un ulteriore punto unito. v2 i. v2 = e0 . (c) Sul piano τ resta indotta un’omologia involutoria. x3 . il polinomio minimo `e (x+3)(x−3)2 . un’omologia non–speciale. (b) Il piano π ed il piano τ = σ hv0 . v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti. r. (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. (c) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’involuzione. f : P3 (R) → P3 (R). rette e piani uniti rispetto ad f . di matrice 5 1 0  0 A= −2 −1 0 1   2 2 0 9   1 −2 0 0 nel riferimento canonico {e0 . su entrambo i piani resta indotta da f un’omologia di asse r. a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica. 93 . oltre al piano π = σ hv0 . I piani uniti. P3 = σ hv3 i. tra queste c’`e r) e tutte le rette che congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c’`e s). sono tutti quelli del fascio di asse s = σ hv1 . v1 . nel secondo. cos`ı come resta indotta un’involuzione su ogni retta unita passante per P3 . Dunque. . Scelta la base v0 = 6e1 −5e2 +2e3 . di centro P1 . x4 ) = 6x1 x2 + 2x1 x3 + x22 + 4x2 x4 − x23 + 2x3 x4 . x2 . Si tratta di un’omologia speciale sulle rette del piano π per P1 che ne `e l’asse (ed `e l’identit`a sulla retta r). v3 = −e0 + 18e1 + e2 − 6e3 . essendovi almeno un punto unito. Su ogni retta unita. asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti della retta r. .  ESERCIZIO 2.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 18 maggio 2007 – Compito D ESERCIZIO 1. . v1 = 2e0 − 2e2 . .

ove P∞ `e il punto improprio della retta r. E vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 ∨ Q si incontrano in un punto. P2 . 2) ed uno spazio isotropo massimale ha dimensione 2. con u1 = e1 − e4 ed u2 = 3e1 − e2 + 3e3 . r4 = C ∨ P4 . t1 ) = 0 = g(e1 . g(w4 . P∞ ). definita da φ(e1 ) = t1 e φ(e3 ) = t2 `e l’isometria cercata. u1 ) = 0. . passante per P2 . Si dica se g `e non degenere e si determini l’eventuale nucleo. . si ottiene una base ortogonale (g(wi . −3 (a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 01 . si calcoli (P1 . Dunque. (b) Si determini. g(u1 . g(w3 . w ∈ R4 . e3 ). del piano affine? Sia X un punto di s tale che X − P2 = 3(Q − P2 ). ∞) = 3/2.  ESERCIZIO 3. e3 ). . P3 . P∞ ) = (0. e si determini l’equazione omogenea del completamento di r in P2 (R).94 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA (a) Si scriva la matrice. 3. w4 }. e4 i `e un tale spazio. . e Si determini la segnatura di g. wj ) = 0 se i 6= j) con g(w1 . u2 i. e3 i. r4 . C. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee 1 P1 = 0 1  . P2 = −1 . w1 ) = 2. t2 ) = 2 = g(e1 . P2 . r3 . come si √ ottiene da un calcolo diretto. e3 i . se esiste. r. g(t1 . P = . Svolgimento. si ha 2 2 g(t1 . distinta da r. w2 i = he1 . quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale. (b) Posto w1 = e2 . ad esempio U = he1 . A2 (R). 0 1 −2  e si . e1 ). tale che hw1 . rispetto alla base canonica E = {e1 . . Si ha 1 g(u1 .  immerso  nel  modo usuale  nel piano proiettivo. e2 i . e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. l’applicazione lineare φ : H → H ⊥ . si dica se R4 = H ⊕ H ⊥ e si determini. w4 = 5e1 + e2 − 3e3 − 8e4 . P2 . P4 ). t2 ) = −2 = g(e3 . w) = q(v + w) − q(v) − q(w). 2 0 Si ha det G = 16. r3 = C ∨ P3 . ` (b) Sia s una qualsiasi retta. . w3 i = he1 . u2 ) = −2 e g(u2 . Si calcoli il birapporto (P1 . P2 = 1 −1 3   . r2 = C ∨ P2 . (c) Si considerino le rette r1 = C ∨ P1 . P3 . sgng = (2. g(w2 . per ogni v. g(t2 . si verifichi che appartengono 3 3 7 ad una stessa retta. Presi i vettori t1 = −2 2u1 . w3 ) = −144. (c) H ⊥ = hu1 . Si consideri il piano affine. P3 = 1 −3 7   ed appartengono alla retta di equazione r : x0 − 2x1 − x2 = 0. w2 = e1 − 3e2 . hw1 . Svolgimento. un’isometria φ : H → H ⊥. e2 . si determini H ⊥ . Posto P4 = (C ∨ X) ∩ r in P2 (R). se esiste una base ortogonale. w3 = e1 − 3e2 + 9e3 . quindi. la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale. . W = {w1 . . 1. w4 ) = 16. (c) Dato H = he1 . u2 ) = −16. w2 ) = −18. t2 = 2√ u . e4 }. w2 . dell’applicazione bilineare simmetrica g : R4 × R4 → R tale che g(v. P3 . Il punto improprio di r `e P∞ = ha (P1 . (a) La matrice cercata `e 0 6 G= 2 0  6 2 2 0 0 −2 4 2  0 4 . e si calcoli (r2 . r1 ).

π(P3 ) = Q. r4 . π(P4 ) = X. Ricordando l’effetto dei singoli scambi sul birapporto (cf. quindi (r2 . P3 . Proposizione VI. P2 .4. P2 . P3 . ove Q∞ `e il punto improprio della retta s. r1 ) = (P2 . X) = (∞. 0. P3 . ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (12)(13)(14). P3 . e π(P1 ) = Q∞ . P4 ) = x `e stata applicata la permutazione (1432). P4 ) = (Q∞ . Si ha π(P2 ) = P2 . π : r → s. Q. 3) = 3. Ai quattro argomenti del birapporto (P1 . n´e ad s.3 delle dispense).Matematica 3 – Compitino del 18 maggio 2007 – Compito D 95 (b) La retta P3 ∨ Q non pu` o essere parallela ad s (perch´e?) e quindi interseca la la parallela ad s passante per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene n´e ad r. . (c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a. r3 . P4 . P2 . P1 ). si conclude che (P2 . Si consideri la proiezione di centro C. P4 . 1. Allora si ha (P1 . P1 ) = x 1 − x−1  x = x−1 .

b : X2 + 3X1 − 5X0 = 0. la matrice di cambiamento di coordinate ed i fuochi. tra la conica e la retta r : X1 − X2 = 0. Y1 . Si tracci un disegno indicativo di C . l’equazione canonica. (a) Si classifichi la conica nel piano affine che si ottiene togliendo la retta di equazioni omogenee X1 +2X2 = 0. Svolgimento. (b) Si classifichi la conica nel piano euclideo. Trovare il polo della retta impropria. Y2 ) = −1 = (Q1 . I due punti impropri di C sono A =   0 3 1 eB= 0 1 −3 . gli assi e gli eventuali asintoti. Si determinino i punti di intersezione. X2 5 − Y2 5 = 1. 2 2/ 5 1/ 5 96 . Y2 ). 1 L’intersezione tra la conica e la retta `e costituita dal punto P = 0 0 con molteplicit`a 2. In particolare si determinino il centro o il vertice. Si tratta quindi di un’iperbole equilatera. Y1 . (c) Si determinino i punti di intersezione. si ha det A0 =  −25 e quindi C `e un’iperbole in questo piano affine. Q2 . F1 2 La matrice A0 ha i due autovalori ±5. e gli spazidi autovettori  0 ⊥ 2 corrispondenti sono i due punti impropri P∞ = e P∞ = −1 0 1 det A0 1 . P1 e P2 . Si ha − det A = − 25 e quindi gli assi sono le rette C O F2 C 2 h1 : X2 − 2X1 = 0 [asse focale]. L’equazione canonica di C `e cambiamento di coordinate `e h2 : 2X2 + X1 − 5X0 = 0. in un opportuno riferimento ortonormale. e la matrice di   1 0√ 0√ X =  1 1/√5 −2/√ 5  . (b) Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene cancellando la prima riga e la prima colonna di A. (a) La conica ha matrice   0 5 10 A= 5 3 −4  10 −4 −3 con det A = −625 e quindi si tratta di una conica non degenere. tra la conica e la retta s : X0 − X1 = 0. Si consideri la conica di equazione omogenea C : 10X0 X1 + 20X0 X2 + 3X12 − 8X1 X2 − 3X22 = 0 nel riferimento canonico di P2 (R). ottenuto togliendo la retta X0 = 0 ed utilizzando il consueto prodotto scalare. Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e il centro di C . che rappresentano due direzioni ortogonali. Si determinino (se esistono) due punti. Si tratta quindi di una parabola e P `e il polo della retta X1 + 2X2 = 0. ovvero a : 3X2 − X1 − 5X0 = 0. Y1 ed Y2 . Q1 e Q2 . del supporto di C tali che (P1 . 1 C= 1 .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 15 giugno 2007 – Compito A ESERCIZIO 1. P2 .

 ESERCIZIO 2. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. rappresenta i valori per cui si ottengono ellissi. mentre le coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le coppie di rette reali possono essere pensate come iperboli degeneri). (a) La generica conica del fascio ha matrice  A(λ.97 Matematica 3 – Compitino del 15 giugno 2007 – Compito A I fuochi sono sull’asse focale. si determinino eventuali cerchi o iperboli equilatere appartenenti al fascio. sono quindi i punti F1. √ (2 2−3)λ−µ λ √ (2 2+3)λ+µ . µ). si verifica che non ci sono cerchi nel fascio. e Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio.0) : (4X0 − X1 − 2X2 )(2X0 − X1 − X2 ) = 0.2 = 1 8 (c) La retta r interseca C nei due punti P1 = 0 e P2 = 30 . I punti base del fascio sono 1 P = 0 2 1 (molteplicit`a 2). Q= 2 0 1 . µ). (a) Si determinino i punti base. si ha un fascio di parabole. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. (c) Si scriva l’equazione di una curva. R= 4 0 . ovvero C(0.   ovvero l’una contiene il polo dell’altra. Imponendo il passaggio di C(λ. 13 13 Ricordiamo che due rette (non tangenti) tagliano sulla conica due coppie di punti che si separano armonicamente se. C(1. e solo se.1) : X1 X2 = 0. mentre la zona bianca. se esiste. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 = 0. ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio. sono due rette coniugate.µ) 16λ =  −6λ −8λ  −6λ −8λ 2λ 3λ + µ  3λ + µ 4λ det A = −16λµ2 . Nel piano proiettivo reale. Svolgimento.µ) : 8λX02 − 6λX0 X1 − 8λX0 X2 + λX12 + (3λ + µ)X1 X2 + 2λX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. µ). nel piano affine che si ottiene mandando all’infinito la retta x1 = 0. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. il tipo di conica 2λ 3λ+µ `e determinato dal segno del det 3λ+µ 4λ = 8λ2 − (3λ + µ)2 . Al variare di (λ. Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X1 = 0 nel punto P . 1√ 1± √2 2±2 2  . (b) Al variare di (λ. Dunque. a distanza √  10 dal centro. taglia su C i due punti cercati.µ) per uno dei punti ciclici. µ (b) Nel piano affine che si ottiene  togliendo la retta X0 = 0. µ) per cui si ottengono iperboli. contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio. Si ha 8λ2 − √ √   (3λ+µ)2 = (2 2−3)λ−µ (2 2+3)λ+µ e quindi la situazione `e descritta nel diagramma a fianco. 30  0 √  √  −6−√75 −6+√75 La retta s interseca C nei due punti Q1 = −6+ 75 e Q2 = −6− 75 . Le rette r ed s si intersecano nel punto T = 1 1 1 (che non appartiene al supporto di C ) e quindi la sua polare t : 15X0 + 4X1 + 3X2 = 0.

In P3 (R). x1 . Posta la consueta metrica euclidea. ovvero P1 = 0! 0 . E ` vero che questi piani tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio determinato anche sul cono V ? E da Q ed V ? Ci sono sfere in questo fascio? Svolgimento. (c) Al variare di (λ. i piani che tagliano cerchi su Q. prodotto dei due assi coordinati. che determinano le direzioni degli assi. 2 .µ) abbia autovalori opposti e quindi traccia nulla. Si tratta quindi di una quadrica non degenere. (b) Si determini l’equazione del cono. 1. ad esempio t 0 (0. 1 0 P2 = ! 0 √ 1+ 17 .µ) = 6λ e quindi l’unica “iperbole equilatera” `e la conica degenere. µ) per cui la sottomatrice A0(λ. µ). si osserva che tali coniche si hanno per valori di (λ. 0 −4 P3 = ! 0 √ 1− 17 . a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali. Si determinino le eventuali rette contenute nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. (a) La quadrica ha matrice −2 0 0  0 A= 1 0 2 −2   1 2 0 −2   1 0 0 −1 e det A = 12. (a) Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. Deve quindi aversi  det 3x2 + 2x1 − 6x0 4x2 + 3x1 − 8x0 x2 x1  = 2x21 − 6x0 x1 − 4x22 + 8x0 x2 = 0 che ci da l’equazione di una conica contenente i centri delle coniche (a centro) del fascio. 0)). √ 17+1 − 2 . ! Si ha det A = −4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. del sistema x2  (3λ + µ)X2 + 2λX1 − 6λX0 = 0 . a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. µ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta impropria `e la  x0  soluzione. ` vero che questi piani tagliano cerchi (c) Si determinino. V . Il polinomio caratteristico det(A0 − λ13 ) = (λ − 1)(λ2 + λ − 4) e quindi gli autovalori sono 1.98 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dell’equazione canonica opposti tra loro. se esistono. Il centro `e il punto C= 1 1 −1 0 . 0.  ESERCIZIO 3. tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. per tali valori il sistema  λ(3x2 + 2x1 − 6x0 ) + µx2 = 0 λ(4x2 + 3x1 − 8x0 ) + µx1 = 0 ha soluzioni non banali nelle incognite (λ. 4λX2 + (3λ + µ)X1 − 8λX0 = 0 Dunque. 0 −4 √ 17−1 . si consideri la quadrica Q : −2X02 + 2X0 X2 + 4X0 X3 − 4X1 X3 + X22 − X32 = 0. Si ha trA0(λ.

l’equazione canonica `e 31 X 2 + 17−1 6 6 (b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea V : (−3X0 )2 − (−3)(−2X02 + 2X0 X2 + 4X0 X3 − 4X1 X3 + X22 − X32 ) = 0. al variare di s e t in R. Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini τt : x + (2 − 2)z = t e σs : x + (2 + 2)z = s. −i 7−4 2 1 0√ H2 = −2− √ i 2 √ ! 7+4 2 1 . Infine. la sua intersezione con Q `e una conica degenere. (c) Le intersezioni tra Q e l’assoluto sono le soluzioni del sistema    X0 = 0 Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0   4X1 X3 − X22 + X32 = 0 ovvero i quattro punti impropri 0√ H1 = −2+ √ i 2 √ 7−4 2 1 ! . Poich´e V `e il cono asintotico. √  −d (2 + 3)X0 − 2X1 + c(−X0 + 2X1 − X2 + X3 ) = 0 Se un piano contiene una di queste rette. −i 7+4 2 1 ¯ 1 ed H2 ∨ H ¯ Le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica sono quindi √ le rette H1 ∨ H √ 2 . o considerando la matrice P = definiscono una base ortogonale rispetto all’applicazione bilineare di matrice A 0 00 1 −1 0 0 −1 0 1 0 ! e la sua inversa. Le colonne di P 0 −2 0 1 (tP AP ` e una matrice diagonale). 4x + (1 + 17)z − 4 = 0 √ h3 : y+1=0 √ . z=0  h2 :  y+1=0 √ .99 Matematica 3 – Compitino del 15 giugno 2007 – Compito A Gli assi hanno quindi equazioni affini  h1 : x−1=0 . 4x + (1 − 17)z − 4 = 0 √ Y 2 − 17+1 Z 2 = 1 in un opportuno riferimento ortonormale. osserviamo che non ci sono sfere nel fascio di quadriche perch´e in nessun caso l’intersezione tra la quadrica ed il piano improprio coincide con l’assoluto. Dunque.d) : . Dunque i piani in questione tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio.  1 (∗) O con il completamento dei quadrati. ¯1 = H ! 0√ −2+ √ 2√ . nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. Infine. essendo Q un iperboloide. ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio e ci`o vale per ogni quadrica del fascio.b) : √  −b (2 + 3)X0 − 2X1 + a(3X0 − 2X1 − X2 − X3 ) = 0 √   c (2 − 3)X0 − 2X1 + d(3X0 − 2X1 − X2 − X3 ) = 0 s(c. ¯2 = H ! 0√ −2− √ 2√ . . L’equazione omogenea di Q si pu` o scrivere nella forma(∗) Q : 4(X0 − X1 )2 − 3X02 + (X0 − X2 )2 − (2X0 − 2X1 − X3 )2 = 0 Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono √   a (2 − 3)X0 − 2X1 + b(−X0 + 2X1 − X2 + X3 ) = 0 r(a.

Y2 ) = −1 = (Q1 . b : X2 + 3X1 + 5X0 = 0. si ha det A0 =  −25 e quindi C `e un’iperbole in questo piano affine. ovvero a : 3X2 − X1 − 5X0 = 0. Si determinino (se esistono) due punti. 0 0  eQ= 1 10 10  . In particolare si determinino il centro o il vertice. Si tratta quindi di un’iperbole equilatera. Si consideri la conica di equazione omogenea C : 10X0 X2 − 20X0 X1 − 3X12 + 8X1 X2 + 3X22 = 0 nel riferimento canonico di P2 (R). (a) Si classifichi la conica nel piano affine che si ottiene togliendo la retta di equazioni omogenee X1 −X2 = 0. Y1 . 1 L’intersezione tra la conica e la retta `e costituita dai punti P = 3 una iperbole e il polo della retta X1 − X2 = 0 `e il punto 1 .  1  C = −2 . tra la conica e la retta r : X1 + X2 = 0. (a) La conica ha matrice  0 −10 A =  −10 −3 5 4  5 4 3 con det A = −625 e quindi si tratta di una conica non degenere. e gli spazi  di autovettori  0 ⊥ corrispondenti sono i due punti impropri P∞ = 1 e P∞ = 2  0  A0 1 2 . (c) Si determinino i punti di intersezione. 1 −1/ 5 2/ 5 100 . l’equazione canonica. Si ha − det det A = − 25 e quindi gli assi sono le rette C C O F1 −1 h1 : 2X2 + X1 = 0 [asse focale]. Y1 ed Y2 . la matrice di cambiamento di coordinate ed i fuochi. Svolgimento. Q2 . I due punti impropri di C sono A =   0 3 1 eB= 0 1 −3 . Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e il centro di C . Si determinino i punti di intersezione. in un opportuno riferimento ortonormale. Trovare il polo della retta impropria. ottenuto togliendo la retta X0 = 0 ed utilizzando il consueto prodotto scalare. F2 1 La matrice A0 ha i due autovalori ±5. gli assi e gli eventuali asintoti. P2 . Si tratta quindi di 2 (b) Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene cancellando la prima riga e la prima colonna di A. P1 e P2 . Y2 ). Q1 e Q2 . che rappresentano due direzioni ortogonali. del supporto di C tali che (P1 . e la matrice di   1 0√ 0√ X =  −2 2/ √5 1/√5  . (b) Si classifichi la conica nel piano euclideo. L’equazione canonica di C `e cambiamento di coordinate `e h2 : X2 − 2X1 − 5X0 = 0. Si tracci un disegno indicativo di C . Y1 . X2 5 − Y2 5 = 1. tra la conica e la retta s : X0 − X2 = 0.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 15 giugno 2007 – Compito B ESERCIZIO 1.

e solo se. rappresenta i valori per cui si ottengono ellissi. µ). Si ha 8λ2 − √ √   (3λ+µ)2 = (2 2−3)λ−µ (2 2+3)λ+µ e quindi la situazione `e descritta nel diagramma a fianco. µ). µ (b) Nel piano affine che si ottiene  togliendo laretta X0 = 0. sono quindi i punti F1.0) : (4X0 + 2X1 − X2 )(2X0 + X1 − X2 ) = 0. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. ovvero C(0. Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X2 = 0 nel punto P . le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. ovvero l’una contiene il polo dell’altra.µ)  8λ −6λ 4λ −3λ − µ  −3λ − µ 2λ 16λ =  8λ −6λ det A = −16λµ2 . I punti base del fascio sono  P = 1 −2 0  1 (molteplicit`a 2). Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio. mentre le coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le coppie di rette reali possono essere pensate come iperboli degeneri). contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio. 6+ 75 Ricordiamo che due rette (non tangenti) tagliano sulla conica due coppie di punti che si separano armonicamente se. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X2 = 0. (c) Si scriva l’equazione di una curva.   Le rette r ed s si intersecano nel punto T = 1 −1 1 (che non appartiene al supporto di C ) e quindi la sua polare t : 15X0 − 3X1 + 4X2 = 0. R= 0 4 .  ESERCIZIO 2. ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. a distanza √  10 dal centro. e Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. Imponendo il passaggio di C(λ. (a) La generica conica del fascio ha matrice  A(λ.101 Matematica 3 – Compitino del 15 giugno 2007 – Compito B I fuochi sono sull’asse focale. il tipo di conica `e 4λ −3λ−µ determinato dal segno del det −3λ−µ 2λ = 8λ2 −(3λ+µ)2 . se esiste. µ). Svolgimento. µ) per cui si ottengono iperboli.2 = 1  8  (c) La retta r interseca C nei due punti P1 = 0 e P2 = 30 . si verifica che non ci sono cerchi nel fascio. Q= 0 2 1 . Al variare di (λ. sono due rette coniugate. mentre la zona bianca. Nel piano proiettivo reale.µ) : 8λX02 + 8λX0 X1 − 6λX0 X2 + 2λX12 − (3λ + µ)X1 X2 + λX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. C(1. 13 13 2 √ √ 6− 75 1 √ −2±2 √ 2 1∓ 2  . taglia su C i due punti cercati. si ha un fascio di parabole. (b) Al variare di (λ. √ (2 2−3)λ−µ λ √ (2 2+3)λ+µ . −30  √  √  0 −6+ 75 −6− 75 La retta s interseca C nei due punti Q1 = e Q = . (a) Si determinino i punti base. si determinino eventuali cerchi o iperboli equilatere appartenenti al fascio.µ) per uno dei punti ciclici. nel piano affine che si ottiene mandando all’infinito la retta x2 = 0.1) : X1 X2 = 0. Dunque.

ad esempio t 0 (0. a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. 1. 0)).µ) = 6λ e quindi l’unica “iperbole equilatera” `e la conica degenere. E ` vero che questi piani tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio determinato anche sul cono V ? E da Q ed V ? Ci sono sfere in questo fascio? Svolgimento. si osserva che tali coniche si hanno per valori di (λ. V . µ) per cui la sottomatrice A0(λ. In P3 (R). Il polinomio caratteristico det(A0 − λ13 ) = (λ + 1)(λ2 − λ − 4) e quindi gli autovalori sono −1. Il centro `e il punto C= 1 1 1 0 . ! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. 17−1 4 √ 1− 17 . ovvero 2 P1 = 0! 1 . che determinano le direzioni degli assi. Si determinino le eventuali rette contenute nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. se esistono. 0. µ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta impropria `e la  x0  soluzione. 0 0 P2 = ! 0 0 √ . i piani che tagliano cerchi su Q. (b) Si determini l’equazione del cono. (c) Al variare di (λ. √ 1+ 17 . µ). Deve quindi aversi  det 3x2 − 4x1 − 8x0 2x2 − 3x1 − 6x0 x2 −x1  = 4x21 + 8x0 x1 − 2x22 + 6sx0 x2 = 0 che ci d`a l’equazione di una conica contenente i centri delle coniche (a centro) del fascio. per tali valori il sistema  λ(3x2 − 4x1 − 8x0 ) + µx2 = 0 λ(2x2 − 3x1 − 6x0 ) − µx1 = 0 ha soluzioni non banali nelle incognite (λ. tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. prodotto dei due assi coordinati. (a) La quadrica ha matrice 2 1  1 −1 A= 0 0 −2 0   0 −2 0 0   0 2 2 1 e det A = 12. ` vero che questi piani tagliano cerchi (c) Si determinino.102 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dell’equazione canonica opposti tra loro. Posta la consueta metrica euclidea. x1 . si consideri la quadrica Q : 2X02 + 2X0 X1 − 4X0 X3 + 4X2 X3 − X12 + X32 = 0. del sistema x2  (3λ + µ)X2 − 4λX1 − 8λX0 = 0 . 2 . a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali. Si tratta quindi di una quadrica non degenere. (a) Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.µ) abbia autovalori opposti e quindi traccia nulla. 2λX2 − (3λ + µ)X1 − 6λX0 = 0 Dunque.  ESERCIZIO 3. 17+1 −4 P3 = ! 0 0 √ . Si ha trA0(λ.

essendo Q un iperboloide. −2+ 2 1 √ H2 = i 0 √ ! 7−4 √ 2 . Infine.103 Matematica 3 – Compitino del 15 giugno 2007 – Compito B Gli assi hanno quindi equazioni affini  h1 : y−1=0 . Infine. −2+ 2 1 ¯1 = H √0 √ ! −i 7+4 √ 2 . osserviamo che non ci sono sfere nel fascio si quadriche perch´e in nessun caso l’intersezione tra la quadrica ed il piano improprio coincide con l’assoluto. ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio e ci`o vale per ogni quadrica del fascio.d) : . Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini τt : y + (2 − 2)z = t e σs : y + (2 + 2)z = s. −2− 2 1 ¯ 1 ed H2 ∨ H ¯ Le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica sono quindi √ le rette H1 ∨ H √ 2 . 4y + ( 17 + 1)z − 4 = 0 √  h3 : x−1=0 √ . Poich´e V `e il cono asintotico. 4y − ( 17 − 1)z − 4 = 0 √ Y 2 − 17+1 Z 2 = 1 in un opportuno riferimento ortonormale. L’equazione omogenea di Q si pu` o scrivere nella forma Q : 4(X0 − X2 )2 − 3X02 + (X0 − X1 )2 − (2X0 − 2X2 − X3 )2 = 0 Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono √   a (2 − 3)X0 − 2X2 + b(−X0 − X1 + 2X2 + X3 ) = 0 r(a. −2− 2 1 ¯2 = H √0 √ ! −i 7−4 √ 2 . √  −d (2 + 3)X0 − 2X2 + c(−X0 − X1 + 2X2 + X3 ) = 0 Se un piano contiene una di queste rette.b) : √  −b (2 + 3)X0 − 2X2 + a(3X0 − X1 − 2X2 − X3 ) = 0 √   c (2 − 3)X0 − 2X2 + d(3X0 − X1 − 2X2 − X3 ) = 0 s(c. l’equazione canonica `e 13 X 2 + 17−1 6 6 (b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea V : (3X0 )2 − (3)(2X02 + 2X0 X1 − 4X0 X3 + 4X2 X3 − X12 + X32 ) = 0. Dunque. Dunque i piani in questione tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio. z=0  h2 : x−1=0 √ . nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. la sua intersezione con Q `e una conica degenere. (c) Le intersezioni tra Q e l’assoluto sono le soluzioni del sistema    X0 = 0 Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0   4X2 X3 − X12 + X32 = 0 ovvero i quattro punti impropri √ H1 = i 0 √ ! 7+4 √ 2 .  . al variare di s e t in R.

Svolgimento. tra la conica e la retta s : X0 + X2 = 0. Trovare il polo della retta impropria. −1 1/ 5 2/ 5 104 . tra la conica e la retta r : X1 − X2 = 0. (b) Si classifichi la conica nel piano euclideo. e gli spazi  di autovettori  0 ⊥ corrispondenti sono i due punti impropri P∞ = 2 e P∞ = 1  0  A0 1 1 . (c) Si determinino i punti di intersezione. P1 e P2 . Y1 . Si ha − det det A = 25 e quindi gli assi sono le rette F1 C F2 C −2 h1 : 2X2 − X1 = 0 [asse focale]. Si determinino (se esistono) due punti. I due punti impropri di C sono A = 0 3 −1 eB= 0 1 3 .  1  C = −2 . X2 5 − Y2 5 = 1. Y1 ed Y2 . In particolare si determinino il centro o il vertice. b : X2 − 3X1 − 5X0 = 0. Y1 . in un opportuno riferimento ortonormale. si 0 ha det   A = −25  e quindi C `e un’iperbole in questo piano affine. l’equazione canonica. 0 0  eQ= 7 60 −30  . Si tratta quindi di un’iperbole equilatera. O −1 La matrice A0 ha i due autovalori ±5. ottenuto togliendo la retta X0 = 0 ed utilizzando il consueto prodotto scalare. ovvero a : 3X2 + X1 + 5X0 = 0. Q1 e Q2 . Y2 ) = −1 = (Q1 .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 15 giugno 2007 – Compito C ESERCIZIO 1. Q2 . Si tratta quindi −6 (b) Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene cancellando la prima riga e la prima colonna di A. e la matrice di   1 0√ 0√ X =  −2 2/√5 −1/√ 5  . P2 . Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e il centro di C . gli assi e gli eventuali asintoti. del supporto di C tali che (P1 . (a) Si classifichi la conica nel piano affine che si ottiene togliendo la retta di equazioni omogenee X1 +2X2 = 0. la matrice di cambiamento di coordinate ed i fuochi. che rappresentano due direzioni ortogonali. Si consideri la conica di equazione omogenea C : 20X0 X1 + 10X0 X2 + 3X12 + 8X1 X2 − 3X22 = 0 nel riferimento canonico di P2 (R). Si tracci un disegno indicativo di C . 1 L’intersezione tra la conica e la retta `e costituita dai punti P =  4  3 di una iperbole e il polo della retta X1 + 2X2 = 0 `e il punto . Y2 ). L’equazione canonica di C `e cambiamento di coordinate `e h2 : X2 + 2X1 + 5X0 = 0. Si determinino i punti di intersezione. (a) La conica ha matrice  0 A =  10 5  10 5 3 4  4 −3 con det A = 625 e quindi si tratta di una conica non degenere.

si determinino eventuali cerchi o iperboli equilatere appartenenti al fascio. rappresenta i valori per cui si ottengono ellissi.105 Matematica 3 – Compitino del 15 giugno 2007 – Compito C I fuochi sono sull’asse focale.   Le rette r ed s si intersecano nel punto T = 1 −1 −1 (che non appartiene al supporto di C ) e quindi la sua polare t : 15X0 − 3X1 − 4X2 = 0. si ha un fascio di parabole. (c) Si scriva l’equazione di una curva. µ). le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio.µ) per uno dei punti ciclici. Svolgimento. il tipo di conica 4λ 3λ+µ `e determinato dal segno del det 3λ+µ 2λ = 8λ2 − (3λ + µ)2 . µ) per cui si ottengono iperboli. I punti base del fascio sono  1  P = −2 (molteplicit`a 2). µ). contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio.µ) : 8λX02 + 8λX0 X1 + 6λX0 X2 + 2λX12 + (3λ + µ)X1 X2 + λX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. e solo se. µ (b) Nel piano affine che si ottiene  togliendo la retta X0 = 0. (b) Al variare di (λ. taglia su C i due punti cercati. Si ha 8λ2 − √ √   (3λ+µ)2 = (2 2−3)λ−µ (2 2+3)λ+µ e quindi la situazione `e descritta nel diagramma a fianco. Nel piano proiettivo reale. C(1. 13 13 2 √ √ 6− 75 1 √ −2±2√ 2 −1± 2  . (a) Si determinino i punti base. se esiste.2 = 1  8  (c) La retta r interseca C nei due punti P1 = 0 e P2 = −30 . Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. e Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio. Dunque. sono quindi i punti F1.µ) 16λ =  8λ 6λ  8λ 6λ 4λ 3λ + µ  3λ + µ 2λ det A = −16λµ2 . 6+ 75 Ricordiamo che due rette (non tangenti) tagliano sulla conica due coppie di punti che si separano armonicamente se.0) : (4X0 + 2X1 + X2 )(2X0 + X1 + X2 ) = 0. µ). si verifica che non ci sono cerchi nel fascio. ovvero l’una contiene il polo dell’altra. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X2 = 0 nel punto P . R= 1 0 −4  . Imponendo il passaggio di C(λ. (a) La generica conica del fascio ha matrice  A(λ. mentre la zona bianca. ovvero C(0. a distanza √  10 dal centro. nel piano affine che si ottiene mandando all’infinito la retta X2 = 0. ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. 0  Q= 1 0 −2   . mentre le coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le coppie di rette reali possono essere pensate come iperboli degeneri). −30  √  √  0 −6+ 75 −6− 75 La retta s interseca C nei due punti Q1 = e Q = . √ (2 2−3)λ−µ λ √ (2 2+3)λ+µ .  ESERCIZIO 2.1) : X1 X2 = 0. Al variare di (λ. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X2 = 0. sono due rette coniugate.

Si determinino le eventuali rette contenute nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. (c) Al variare di (λ. ! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. del sistema x2  (3λ + µ)X2 + 4λX1 + 8λX0 = 0 . Posta la consueta metrica euclidea. prodotto dei due assi coordinati. µ) per cui la sottomatrice A0(λ. che determinano le direzioni degli assi. 0 0 P2 = ! 0 0 √ −4. si consideri la quadrica Q : 2X02 + 2X0 X1 + 4X0 X3 + 4X2 X3 − X12 + X32 = 0. x1 . ovvero 2 P1 = 0! 1 . per tali valori il sistema  λ(3x2 + 4x1 + 8x0 ) + µx2 = 0 λ(2x2 + 3x1 + 6x0 ) + µx1 = 0 ha soluzioni non banali nelle incognite (λ. ` vero che questi piani tagliano cerchi (c) Si determinino. µ). √ 1+ 17 . (a) La quadrica ha matrice 2 1  1 −1 A= 0 0 2 0   0 2 0 0  0 2 2 1 e det A = 12. 17+1 0 P3 = ! 0 0 √ . Il polinomio caratteristico det(A0 − λ13 ) = (λ + 1)(λ2 − λ − 4) e quindi gli autovalori sono −1. si osserva che tali coniche si hanno per valori di (λ. V .106 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dell’equazione canonica opposti tra loro. µ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta impropria `e la  x0  soluzione. 1. Si ha trA0(λ.µ) abbia autovalori opposti e quindi traccia nulla. ad esempio t 0 (0. Si tratta quindi di una quadrica non degenere. 17−1 4 √ 1− 17 . Deve quindi aversi  det 3x2 + 4x1 + 8x0 2x2 + 3x1 + 6x0 x2 x1  = 4x21 − 4x22 − 6x0 x2 + 8x0 x1 = 0 che ci d`a l’equazione di una conica contenente i centri delle coniche (a centro) del fascio. 0)). a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali. 2λX2 + (3λ + µ)X1 + 6λX0 = 0 Dunque. E ` anche sul cono V ? E vero che questi piani tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio determinato da Q ed V ? Ci sono sfere in questo fascio? Svolgimento. (a) Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. se esistono. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. 2 . a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. In P3 (R).µ) = 6λ e quindi l’unica “iperbole equilatera” `e la conica degenere.  ESERCIZIO 3. Il centro `e il punto C= 1 1 −1 0 . 0. (b) Si determini l’equazione del cono. i piani che tagliano cerchi su Q.

Infine. Dunque. 4y + ( 17 + 1)z + 4 = 0 √  h3 : x−1=0 √ . la sua intersezione con Q `e una conica degenere. Infine. l’equazione canonica `e 13 X 2 + 17−1 6 6 (b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea V : (3X0 )2 − (3)(2X02 + 2X0 X1 + 4X0 X3 + 4X2 X3 − X12 + X32 ) = 0. L’equazione omogenea di Q si pu` o scrivere nella forma Q : 4(X0 − X2 )2 − 3X02 + (X0 − X1 )2 − (2X0 − 2X2 + X3 )2 = 0 Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono √   a (2 − 3)X0 − 2X2 + b(−X0 − X1 + 2X2 − X3 ) = 0 r(a.107 Matematica 3 – Compitino del 15 giugno 2007 – Compito C Gli assi hanno quindi equazioni affini  h1 : y+1=0 . osserviamo che non ci sono sfere nel fascio si quadriche perch´e in nessun caso l’intersezione tra la quadrica ed il piano improprio coincide con l’assoluto. ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio e ci`o vale per ogni quadrica del fascio. essendo Q un iperboloide. −2− 2 −1 ¯2 = H √0 √ ! −i 7−4 √ 2 .b) : √  −b (2 + 3)X0 − 2X2 + a(3X0 − X1 − 2X2 + X3 ) = 0 √   c (2 − 3)X0 − 2X2 + d(3X0 − X1 − 2X2 + X3 ) = 0 s(c. −2− 2 −1 ¯ 1 ed H2 ∨ H ¯ Le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica sono quindi √ le rette H1 ∨ H √ 2 . 4y − ( 17 − 1)z + 4 = 0 √ Y 2 − 17+1 Z 2 = 1 in un opportuno riferimento ortonormale. Poich´e V `e il cono asintotico. al variare di s e t in R. Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini τt : y − (2 − 2)z = t e σs : y − (2 + 2)z = s.  . nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. z=0  h2 : x−1=0 √ . −2+ 2 −1 ¯1 = H √0 √ ! −i 7+4 √ 2 . √  −d (2 + 3)X0 − 2X2 + c(−X0 − X1 + 2X2 − X3 ) = 0 Se un piano contiene una di queste rette. Dunque i piani in questione tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio.d) : . (c) Le intersezioni tra Q e l’assoluto sono le soluzioni del sistema    X0 = 0 Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0   4X2 X3 + X12 − X32 = 0 ovvero i quattro punti impropri √ H1 = i 0 √ ! 7+4 √ 2 . −2+ 2 −1 √ H2 = i 0 √ ! 7−4 √ 2 .

E (b) Si consideri l’applicazione X2 3X0 affermativo si scriva la matrice di φ nelle basi determinate nel punto precedente. associata dato. 1 1 1 0 0 (a) Dati i tre punti. rette e piani uniti rispetto ad f . . . 5 5 25 25 25 (a) Si determinino rango e segnatura di q(X). . (a) Si determinino tutte le coniche non degeneri tali che r1 sia la polare di P1 ed r2 sia la polare di P2 . si scrivano le equazioni cartesiane della retta unita passante per P = σ he2 − e3 i. r2 : X1 + 2X2 = 0. Si determinino l’equazione canonica. ESERCIZIO 3. l’asse. 1  X −3  X  0 0 2 ` vero che si tratta di una proiettivit`a φ : r → s? In caso 0 7→ 3X0 . si verifichi che apparten3 2 1 gono ad una stessa retta.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 19 giugno 2007 ESERCIZIO 1. Q3 = 1 . Si dica se φ `e una prospettivit` a e si determini l’eventuale asse di collineazione. Si determini la massima dimensione dei sottospazi isotropi . Si faccia lo stesso per la  sostegno   al riferimento  1 1 1 retta. (c) Si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. di matrice  1 1 −2 −1 0 −4  0 7 A=  2 −1 5 1 0 4 0 −1  nel riferimento canonico {e0 . evidenziando l’eventuale nucleo. P2 = . In R4 . r1 : X1 − 2X2 = 0. P . s. determinata da Q1 = −3 . (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. ` vero che tutte queste rette sono (c) Si considerino le rette P ∨ φ(P ). di P3 (R) che non sia unito. il fuoco e la direttrice per le parabole del fascio ESERCIZIO 4. Nel piano proiettivo reale. si consideri la forma quadratica 8 6 7 48 7 q(X) = −2X02 + X0 X1 + 4X0 X2 − X0 X3 + X12 − X1 X3 − 2X22 − X32 . e formano un sistema di riferimento proiettivo su tale retta. e3 }. E tangenti ad una conica? In caso affermativo si trovi la matrice della conica in questione e si dica di quale conica si tratta. Si consideri la proiettivit`a. di coordinate omogenee P1 = . (b) Si determinino i punti base. P2 = 1 2 . Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. ` vero che per ogni punto. Si mostri che fan tutte parte di un fascio di coniche. Si determini una base dello spazio vettoriale di  r. P3 = 0 . (a) Si determinino punti. . passa una ed una sola retta unita? In caso (c) E affermativo. f : P3 (R) → P3 (R). Q2 = 0 . r. al variare di P tra i punti di r. . si determinino eventuali cerchi o parabole appartenenti al fascio. si considerino i punti e le rette  P1 = 1 −1 2  1 . le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. Si consideri il piano proiettivo P2 (R). ESERCIZIO 2.

(b) Si classifichi la quadrica. gli assi e l’equazione canonica di Q. Q : q(X) = 0. (c) I vertici di Q sono i punti reali di intersezione tra la quadrica ed i suoi assi. si determinino il polo del piano improprio. nello spazio proiettivo P(R4 ). In particolare. X di P3 (R). tali che il cono tangente a Q uscente da X contenga i vertici. . nello spazio affine complementare al piano X0 = 0 e nello spazio euclideo. Si descriva un tale cono nello spazio affine. Si determinino i punti.

` vero che s contiene necessariamente un punto unito? Si risponda alla (c) Sia s una retta unita per f . sono unite le rette che si ottengono congiungendo il punto P2 con un qualsiasi punto X di r (e coincidono con le rette che si ottengono intersecando con π i piani del fascio di asse s). (a) Si determinino punti. tutte le rette unite per f contengono almeno un punto unito. rette e piani uniti rispetto ad f . . (b) f induce un’omologia non speciale. scelta la base v0 = e0 − e2 . Dunque il polinomio minimo `e (x − 2)2 (x + 2) e. Il centro `e il punto P2 e si tratta di un’involuzione. come accade per la retta σ he2 . v3 i ed il piano π = σ hv0 . la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base `e   −2 0 0 0  0 −2 0 0  J =  0 0 2 1 0 0 0 2 da cui si vede facilmente che vi `e la retta di punti uniti r = σ hv0 . (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x − 2)2 (x + 2)2 e si ha  3 0 7 7 3   0 −3 0 A−21 =   −3 0 −7 −3 0 1 0 −1   −12 7 −28 −7 12 0 −12   0 (A−21)2 =   12 −3 28 3 0 −4 0 4  7  0 A+21 =  −3 0   0 7 7 1 0 3   0 −3 −3 1 0 3 con rk (A − 21) = 3 e rk(A − 21)2 = 2 = rk (A + 21). E stessa domanda per una generica proiettivit`a di P3 (R). per la proiettivit`a di matrice   1 0 0 0 0 1 0 0 B=  0 0 0 1 0 0 −1 0 rispetto alla base canonica. di asse e centro i due punti uniti. mentre Su ogni altra retta unita. involutoria. Sulla retta r. . v1 = e0 + 3e1 − e3 . sul piano π. Su tutti gli altri piani uniti non resta indotta n´e un’omologia. P2 ed X ∈ r. f induce l’identit` a. (c) Per quanto visto. (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. e3 }. Oltre alla retta di punti uniti. di matrice  5 0 7 7 3   0 −1 0 A=  −3 0 −5 −3 0 1 0 1  nel riferimento canonico {e0 . v1 . `e indotta da f un’omologia non speciale. P2 = σ hv2 i.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 3 luglio 2007 ESERCIZIO 1. e3 i. s. v4 = e1 + e3 . v2 i. I piani uniti sono quelli del fascio di asse s = σ hv2 . . Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’involuzione. Si consideri la proiettivit`a. ed all’asse del fascio di piani uniti. f : P3 (R) → P3 (R). v2 = 7e0 − 3e2 . v1 i ed un altro punto unito. . sulla retta s un’omologia speciale di asse e centro in P2 . Svolgimento.  110 . L’affermazione `e falsa per una generica proiettivit` a di P3 (R) perch´e potrebbe esserci una retta unita generata da due autovettori (complessi) relativi a due autovalori complessi coniugati. n´e un’involuzione. di asse r. r.

Ovvero ω(X) = f (X). Q = −7 . (b) Si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. 0 2 1 ed R = 0 0 . si ha che ω(X) `e il punto (C ∨ X) ∩ r0 .µ) : −2(λ − µ)X0 X1 − 2µX0 X2 + 2(λ + µ)X12 − 2µX1 X2 + µX22 = 0. Si determinino l’equazione canonica. P . (a) pol caratteristico (X − 1)(X + 1)(X − 2) Punti uniti P = 1 .−1) : (2X0 − X2 )(2X1 − X2 ) = 0. con molteplicit`a 2. La retta r : X1 − X0 = 0 `e . perch´e X appartiene ad r = X0 ∨ P e quindi ω(X) appartiene ad f (X0 ) ∨ P = r0 . Vi sono quindi due coniche degeneri nel fascio. 1 ed i punti base sono P = 1 2 1 . Si verifichi che f|r `e una prospettivit`a e si determini il centro di proiezione.111 MATEMATICA 3 – prova scritta del 3 luglio 2007 ESERCIZIO 2.0) : X1 (X1 − X0 ) = 0. ovvero C = −2 . (a) Si determinino un punto unito. e C(1. l’asse. di centro C. (b) Si consideri la restrizione f|r : r → r0 . (c) Si determinino eventuali cerchi o parabole appartenenti al fascio. si determinino eventuali iperboli equilatere appartenenti al fascio e se ne scrivano il centro e gli assi. Si conclude che ρ = ω −1 ◦ f `e un’omologia di asse r. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. di matrice   0 −1 1 2  0 3 −2 A= 1 4 rispetto al riferimento canonico. 4X0 − 8X1 + 5X2 = 0 −4 (c) Dato un qualunque punto X di r. Preso S = 1 si ha C = (T ∨f (T ))∩(S∨f (S)) : 0   1  2X0 + X1 = 0 . appartenente alla retta r : X0 − 2X1 = 0 e l’equazione cartesiana della retta r0 = f (r). Si consideri la proiettivit`a f : P2 (R) → P2 (R). Si mostri che ρ = ω −1 ◦ f `e un’omologia e se ne determini l’asse. il fuoco e la direttrice per le parabole del fascio. Nel piano proiettivo reale. (a) La generica conica del fascio ha matrice  A(λ. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. ovvero C(1. le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. (a) Si determinino i punti base.µ) 0 = µ − λ −µ  µ−λ −µ 2(λ + µ) −µ  −µ µ e det A(λ.µ) = −µ(λ + µ)2 . ∗ ` vero che ogni (d) Dai punti precedenti si concluda che f = ω ◦ ρ `e composizione di due omologie. (c) Sia ω : P2 (R) → P2 (R) l’omologia di centro C ed asse P ∨ C che manda un punto Y0 6= P di r in f (Y0 ). R = 1 .  ESERCIZIO 3. Svolgimento. visto che f|r `e la proiezione su r0 . −2 −4 0 0 P ≤ r e T = 0 ≤ r. Q = tangente a tutte le coniche del fascio nel punto P . Quindi r0 = P ∨ f (T ) : 7X0 − 4X1 + 5X2 = 0. 1 2 (b) f|r `e prospettivit` a perch´e P = r∩f (r) `e un punto unito. E 2 2 proiettivit` a g : P (R) → P (R) `e composizione di al pi` u due omologie?  2   1  0 Svolgimento. C.

(c) La parabola (non-degenere) del fascio `e la conica C(1.   0 −5 2 ` qundi la conica di matrice A(3. Esistono piani che tagliano su Q delle coniche senza punti reali? 1 0 Svolgimento. si determinino il polo del piano improprio. (b) Considerando lo spazio euclideo immerso nello spazio proiettivo nel modo consueto (piano improprio π∞ : X0 = 0). 2 2 Elevando al quadrato ambo i membri. (a) La retta r passa per P = 1 ed `e parallela al vettore v = 0 . Nello spazio euclideo tridimensionale si considerino le due rette  r: x−1=0 x−y =0  e s: y+z =0 . µ) appartenenti alla regione evidenziata in grigio. r) = k(X − P ) × vk k(X − Q) × wk =2 = 2d(X. ovvero la retta di equazione affine 4x − 4y + 5 = 0. ed iperboli nella regione in bianco.112 ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA (b) det A0(λ. si classifichi Q nello spazio proiettivo. Il vertice `e il punto −1 8  16  √ 2 15 V = e l’equazione canonica `e 2Y − 4 2X = 0. Le coniche degeneri corrispondono all’asse µ = 0 ed alla retta tratteggiata. 1/2 z 0 d(X. . Il fuoco `e il punto F = 7 e la direttrice `e la sua 17 35 polare. La retta s passa per 0  0  1 x 1 Q = −1/2 ed `e parallela al vettore w = 0 . 2z − 1 = 0 (a) Si determini l’equazione del luogo. Si hanno ellissi per valori di (λ.−2) = 2 ed autovalori di A0(3.  ESERCIZIO 4. ovvero per 2λ+3µ = 0. e solo se. La direzione dell’asse `e il punto P∞ = 1 e l’asse `e 1  0  ⊥ 1 la polare del punto P∞ = .−2) .µ) = µ(2λ + µ). (c) Si determinino rette e cerchi contenuti nel supporto di tale quadrica. La retta 2λ + µ = 0 indica l’unica parabola non degenere del fascio. dei punti X dello spazio. la cui distanza da r `e il doppio della distanza da s e si verifichi che si tratta di una quadrica. Si ha un’iperbole equilatera quando trA0(λ. s) kvk kwk ovvero r p (x − 1)2 + (y − 1)2 =2 1 1 (y + )2 + (z − )2 .−2)  0 −3 2 =  −3 −2 2  2 2 −2 0 con det A(3. 0 e −4. nello spazio affine e nello spazio euclideo.−2) =  −5 2 E 2 . In particolare.−2) . ovvero la retta 4x + 4y − 13.µ) = 0. Un generico punto X = y appartiene a Q se. il cui centro `e il 2 2 −2 4 √ punto C = 3 e gli assi sono le rette h1 : (4x − 3) − ( 2 + 1)(4y − 7) = 0 7 √ (asse focale) ed h2 : ( 2 + 1)(4x − 3) + (4y − 7) = 0. Q. si ottiene la quadrica di equazione affine Q : x2 − 3y 2 − 4z 2 − 2x − 6y + 4z = 0. di matrice µ λ λ+µ=0 2λ+µ=0  A(3. gli assi e l’equazione canonica di Q.

σk : 2X1 + X3 − kX0 = 0. Si deducono nel modo consueto le equazioni delle schiere di rette contenute in Q. ovvero una conica a punti reali. di centro C =  h1 : y+1=0 2z − 1 = 0  h2 : x−1=0 2z − 1 = 0  h3 : 1 −1 1/2 ed assi le rette x−1=0 . Si tratta quindi di una quadrica non degenere che ha!punti reali e quindi ha 1 punti iperbolici.113 MATEMATICA 3 – prova scritta del 3 luglio 2007 (b) La quadrica ha matrice  0 −1 −3 2 0 0   −1 1 A=  −3 0 −3 0 2 0 0 −4  con det A = 36 e det A0 = 12. poich´e la forma quadratica che definisce Q ha segnatura (2. Nello spazio affine `e un iperboloide iperbolico. L’intersezione tra Q e l’assoluto H `e data dalle soluzioni del sistema    X0 = 0 Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0 .   2 X1 − 3X22 − 4X32 = 0 Il fascio di coniche su π∞ . in un opportuno riferimento ortonormale. Infine. y+1=0 L’equazione canonica `e X 2 + 34 Y 2 − 13 Z 2 = 1. determinato da Q ∩ π∞ e dall’assoluto H contiene la conica degenere reale 4X12 − X32 = 0 e quindi le due famiglie di piani che tagliano cerchi sulla quadrica Q sono τh : 2X1 − X3 − hX0 = 0.  . 2). resta indotta sul sostegno di ogni piano (sottospazio vettoriale di dimensione 3) una forma quadratica non definita. (c) L’equazione omogeneizzata di Q si scrive nella forma √ √ √ √   Q : (X1 −X0 )2 −3(X2 +X0 )2 −(2X3 −X0 )2 +X02 = X1 −(1− 3)X0 + 3X2 X1 −(1+ 3)X0 − 3X2 −2X3 (2X3 −2X0 ) = 0.

di asse r. scelta la base v0 = e0 + e2 . con w1 = a0 v0 +a1 v1 +a2 v2 ed a2 6= 0. f (Q)) = − a22 . v1 = −10e1 − 10e3 . (b) La proiettivit` a f induce un’omologia speciale. passanti per il centro dell’omologia. Determinare i punti Q ∈ r tali che (P . (c) Un punto appartenente ad una retta unita e non unito `e del tipo P = σ hw1 i. Con un facile calcolo si ottiene (P . l’asse `e la retta r. . . v1 i. di equazioni omogenee r :  0! X0 − X2 = 0 . f (P ). . v4 = e0 . v2 i. Svolgimento. Sul piano π = σ hv0 . Q. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1−A) = (x−4)4 ed (A−4)2 6= 0 = (A−4)3 . Q. di asse r. Si consideri la proiettivit`a.  114 . e3 }. . v1 . la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base `e 4 0 J = 0 0  0 4 0 0 0 1 4 0  0 0  1 4 Da cui si vede facilmente che vi `e la retta di punti uniti r = σ hv0 . con w0 = w1 + tv1 (t ∈ R r {0}). e solo se. e sia f (P ) 6= P . v2 = −3e0 + e1 − 3e2 − e3 . (c) Sia P un punto appartenente ad una retta unita. di matrice  1 0 3 0  1 −1 −1 5  A=  −3 0 7 0 −1 −5 1 9  nel riferimento canonico {e0 . v2 i resta indotta un’omologia speciale. f (P ). che `e anche centro ed asse delle omologie indotte X1 − X3 = 0 1 sulle rette. di centro P1 = σ hv1 i. r. t = ± 2a√22 . (b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino l’equazione cartesiana dell’asse e le coordinate omogenee del centro dell’omologia nel riferimento canonico. quindi vi `e un fascio di rette unite. mentre il centro `e il punto P1 = 10 . sul piano π e su tutte le rette di tale piano. Dunque il polinomio minimo `e (x − 4)3 e. f (Q)) = −1. f : P3 (R) → P3 (R). Nel caso del piano π. Lasciamo al lettore di completare il calcolo quando w1 = v2 . Si determinino tali punti (se esistono) quando P = σ h3e0 − e1 + 3e2 + e3 i. rette e piani uniti rispetto ad f . − a22 16t2 Quindi i quattro punti sono una quaterna armonica se. Allora f (P ) = σ 4w1 + at2 (w0 − w1 ) ed f (Q) = σ 4w0 + at2 (w0 − w1 ) .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 17 settembre 2007 ESERCIZIO 1. I piani uniti sono tutti quelli del fascio di asse s = σ hv1 . Un generico punto della retta unita contnente P `e Q = σ hw0 i. (a) Si determinino punti.

Si tratta quindi di due punti reali distinti e quindi   la conica `e un’iperbole non-degenere. e (P1 ∨ P3 )(P2 ∨ G) : (y − x 3 − 3)(y + √x3 − √13 ) = 0. Nel piano euclideo. (c) Si determini l’equazione della curva contenente i centri delle coniche non degeneri del fascio. si considerino i punti P1 = −1 e P = . (b) Una genericaretta. ovvero deve aversi   2x0 −x1 x2 det x0 −2x = 2x20 − x0 x1 − x0 x2 + 2x1 x2 − 3x22 = 0.115 MATEMATICA 3 – prova scritta del 17 settembre 2007 ESERCIZIO 2. Quindi in una base associata al riferimento dato. di coordinate a−b 2a−b a . prendendo la retta t come retta impropria e si trovi l’eventuale centro. Il centro della conica `e il polo della retta t.      1 ESERCIZIO 3. La conica `e non degenere ed interseca la retta t nei punti uniti P3 e P4 di σ. 1 0 ∗ ∗ (b) Siano P e Q i fasci di rette di centri P = 2 e Q = 3 . ovvero la retta di coordinate pl¨ uckeriane (a + b. . lo stesso x2 sistema ha soluzioni non banali nelle incognite a e b. Si scriva la matrice della generica conica del fascio che ha i punti P1 . una 0 1   matrice di σ `e uguale a 01 10 . 3a). Si verifichi che si tratta di una proiettivit` a e si determini l’immagine della generica retta r del fascio P ∗ . Si classifichi nel piano euclideo la conica del fascio  fascio 1 passante per il punto Q = √3 e la si disegni. Si classifichi dal punto di vista affine tale conica. 1 . sostituendo le coordinate di un generico punto x1 di S. ad esempio . (a) Detta t la retta che contiene i quattro punti. sia σ : t → t l’involuzione che ha P3 e P4 come punti uniti e manda P1 su P2 . ci`o significa che deve annullarsi il determinante della matrice dei coefficienti. il punto  1mentre   0  1 unit`a `e un punto unito.  r. rispettivamente. Dunque. del fascio P ∗ ha coordinate pl¨ uckeriane (2a. Svolgimento. +3x x 1 2 0 Questa `e l’equazione della conica cercata. G come punti base. Trattandosi di un sistema omogeneo. due coniche degeneri del fascio sono le due coppie 3 di rette √ √ (P1 ∨ P2 )(P3 ∨ G) : xy = 0. −a. −2a. Si scriva una matrice di σ nel riferimento di t che ha P1 . ovvero il punto P0 = 1 5 2 . P2 = 1 . Ad r corrisponde quindi la retta s = Q ∨ σ(R) = 0 3 2 ∨ a−b 2a−b a . b)  ed  interseca laretta t nel punto  R. P3 . P3 = 2 . Si tratta quindi di una proiettivit`a tra i due fasci di rette. (a) Si ha P3 = √3 e G = √1 . (c) L’insieme S `e formato dalle soluzioni del sistema omogeneo  2aX0 − aX1 + bX2 = 0 (a + b)X0 − 2aX1 + 3aX2 = 0  x0  al variare dei parametri a e b. P2 . Nel piano proiettivo reale si considerino i punti 1 0 1 P1 = 1 . (c) Si verifichi che l’insieme S = { r ∩ φ(r) | r ∈ P ∗ } `e il supporto di una conica e se ne scriva l’equazione nel riferimento dato. (b) Si classifichino le coniche del  nel piano affine. Si indichi con φ : P ∗ → Q∗ 0 2 l’applicazione che manda la retta r di P ∗ sulla retta s = σ(r ∩ t) ∨ Q. 0 1  P4 = 1 1 0 −1  . P2 come punti base e P3 come punto unit` a. Che dire del fascio di coniche e del luogo dei centri se P10 P20 P30 `e un qualsiasi triangolo e G0 il suo baricentro?    0  0 Svolgimento. 2 0 0 (a) Si determinino il punto P3 del semipiano superiore tale che il triangolo P1 P2 P3 sia equilatero ed il baricentro G di tale triangolo. (a) I punti base del riferimento vengono scambiati tra loro dall’involuzione. Dunque.

116

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

Quindi la generica conica del fascio ha matrice

λ


−√
3

0


A(λ,µ) =  0

−√
3

−λ
µ−

λ

3

λ

3

µ−



.

λ


− µ) e quindi vi sono tre coniche degeneri nel fascio. Per ogni valore dei parametri
(b) det A(λ,µ) = λµ( √
3

omogenei (λ, µ) si ottiene det A0(λ,µ) = −λ2 − ( √λ3 − µ)2 < 0 e quindi tutte le coniche del fascio sono iperboli.
La condizione di passaggio per il punto Q determina
la conica, C , di matrice
 √
0√
2 3
−2 3
= 0
−4
1

A = A(2√3,3)


−4
1 .

2 3


Si hadet A = 6 3, det A0 = −13 ed il centro ha coordi√
4/13
nate 8√3/13 . Gli autovalori di A0 sono ± 13, a cui cor 

0
1
rispondono le due direzioni degli assi
. Quindi
√ √

C

2 3∓ 13

si tratta di un’iperbole
equilatera di equazione canonica

6√3
2
2
X − Y = 13 13 ed avente come assi le rette

13)(x −

4
13 )



h2 : (2 3 + 13)(x −

4
13 )

h1 : (2 3 −

+ (y −


8 3
13 )

=0

+ (y −


8 3
13 )

= 0.

F1

P3

P4

C

F2

che `e l’ asse focale, ed
O

P1

P2

(c) Quando la conica `e non degenere, il centro `e la soluzione del sistema
(

λx + ( √λ3 − µ)y = 0
( √λ3

− µ)x − λy =


−√
3

(
ovvero

λ(x +
λ( √x3

√y )
3

− µy = 0

−y+

√2 )
3

− µx = 0

.

Quando (x, y) sono le coordinate del centro il sistema ha soluzioni non banali nelle incognite (λ, µ) e quindi
il suo determinante deve annullarsi, per cui i centri delle coniche del fascio stanno nella conica di equazione
det

x + √y3
x

− y + √23
3

−y
−x

!
= x2 + (y −

√1 )2
3

1
3

=0

ovvero la circonferenza di centro G e tangente ai tre lati del triangolo.
Dato un triangolo qualsiasi, esiste un’affinit`a del piano che porta ordinatamente i tre punti P1 , P2 , P3
nei vertici del triangolo P10 P20 P30 e le affinit`a rispettano le coordinate baricentriche, ovvero G, viene mandato
nel baricentro G0 . Dunque si ha ancora un fascio di iperboli ed il luogo dei centri `e un’ellisse che interseca
la retta impropria nei due punti (complessi coniugati) immagine dei punti ciclici nell’affinit`a data. 

117

MATEMATICA 3 – prova scritta del 17 settembre 2007 

1
ESERCIZIO 4. Nello spazio euclideo tridimensionale, si considerino il punto P = 1 e la retta r :
0 

x−y+z =0
.
y−z =0
(a) √
Si determinino le equazioni cartesiane del luogo, Q, formato dai punti, X, dello spazio tali che d(X, r) =
3d(X, P ).
(b) Si classifichi la quadrica Q nello spazio euclideo. In particolare, si determinino il polo del piano improprio, gli assi e l’equazione canonica di Q.
(c) Si determinino eventuali rette o cerchi giacenti su Q. Si determinino in particolare i punti in cui il piano
tangente a Q `e parallelo ai piani che tagliano cerchi su Q. 
0 
0 
x
Svolgimento. (a) La retta r passa per l’origine, O = 0 ed `e parallela al vettore v = 1 . Sia X = y
0

z

1

un generico punto dello spazio. Si ha quindi
d(X, r) =

k(X − O) × vk
= d(X, P )
kvk

ovvero Q : (y − 2z)2 + 2x2 = 6[(x − 1)2 + (y − 1)2 + z 2 ].

(b) Si tratta quindi della quadrica di matrice

12 −6 −6 0
0 0
 −6 4
A=
,
−6 0
5 1
0
0
1 5

con det A = −24 33 e det A0 = 25 3 ed `e perci`o uh ellissoide
a punti!+
reali. Gli
di A0 sono 4, con
* 0!
* autovalori
0 !+
0
1
0
0

molteplicit`a 2 e 6, a cui corrispondono le direzioni σ

,

0
1
1

e σ

0
1
−1

(lo spazio euclideo `e 

immerso nel modo consueto nello spazio proiettivo). Il centro ha coordinate affini C = 

h1 :

y = − 41
,
z = 54 

h2 :

x = 32
,
y − z = − 32 

h3 :

3/2
−1/4
5/4 

, gli assi sono

x = 32
,
y+z =1

e l’equazione canonica di Q `e 89 X 2 + 89 Y 2 + 43 Z 2 = 1.
(c) Q `e un ellissoide di rotazione e quindi non ci sono rette sul supporto e vi `e una sola famoglia di cerchi,
tagliata dai piani perpendicolari all’asse relativo all’autovalore di molteplicit`a 1, ovvero i piani πt : y − z = t.
I punti di tangenza di questa famiglia di piani (gli ombelichi !
di Q) vengono perci`o a coincidere con i vertici
relativi all’asse h3 . Si ottengono cos`ı i punti V1,2 =

3
2

21
3√
−3± 21
3
6∓

. 

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)
prova scritta del 18 dicembre 2007

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) → P3 (R), di matrice

−1 −4 4
4
 0 −2 0 −1 
A=

−1 2 −5 −2
0
1
0 −4

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.
(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino l’equazione cartesiana dell’asse e le coordinate omogenee del centro dell’omologia nel riferimento
canonico.
` vero che `e unita ogni retta dello spazio
(c) Si determini, se esiste, una retta unita passante per σ he0 i. E
` vero che una retta che contenga due punti uniti ha tutti i punti
che contenga almeno un punto unito? E
uniti?
ESERCIZIO 2. In P3 (R) si considerino le rette 

r: 

x0 = 0
x1 − x3 = 0

ed

s:

x2 = 0
.
x1 + x3 = 0

(a) Si verifichi che r ed s sono sghembe e che i punti

R0 =

0!
2
,
0
2

R1 =

0!
0
,
1
0

Ru =

0!
1
1
1

ed S0 =

1!
0
,
0
0

0 !
3
,
0
−3

S1 =

sono dei riferimenti sulle due rette. Si calcoli (R0 , R1 , Ru , P ), ove P =

Su =

2 !
−2
0
2

0 !
3
.
−2
3

(b) Si scriva la matrice nei riferimenti dati della proiettivit`a f : r → s tale che

f (R0 ) =

1 !
1
,
0
−1

f (R1 ) =

−4 !
−2
,
0
2

f (Ru ) =

3 !
2
.
0
−2

` vero che f `e la proiezione da un punto? In caso affermativo si determini un tale punto.
E
`
(c) Si determini l’equazione del luogo dei punti appartenenti alle rette P ∨ f (P ), al variare di P in r. E
vero che f `e la proiezione da una retta? In caso affermativo si determini una tale retta.
ESERCIZIO 3. Nel piano proiettivo reale, si considerino i punti e le rette 

P1 =

2
−1
3  

2
,

P2 =

1
3

,

r1 : X1 + 3X2 = 0,

r2 : X1 − 3X2 = 0.

(a) Si determinino tutte le coniche non degeneri tali che r1 sia la polare di P1 ed r2 sia la polare di P2 . Si
mostri che fan tutte parte di un fascio di coniche.
(b) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio.

(b) Si classifichi la quadrica Q nello spazio euclideo. una retta. X. se esiste. dello spazio tali che d(X. Si determini. gli assi e l’equazione canonica di Q. si considerino il punto P = 1 e la retta r : 1  x−y+z =0 . Nello spazio euclideo tridimensionale. tale che le coniche del fascio diventino iperboli concentriche nel piano P2 (R) r r. P ). . r. si determinino il polo del piano improprio. In particolare. r) = 3d(X. (c) Si determinino eventuali rette o cerchi giacenti su Q. Q. x−y =0 (a) √ Si determinino le equazioni cartesiane del luogo. Si determinino i punti ciclici affinch´e tutte le iperboli siano equilatere? 0 ESERCIZIO 4. Si determinino in particolare i punti in cui il piano tangente a Q `e parallelo ai piani che tagliano cerchi su Q.(c) Si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta r1 . formato dai punti.

la matrice di una soprastante di f . Lo stesso accade anche se x3 = 0. . ovvero un piano del fascio di asse s.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 7 maggio 2008 – Compito A ESERCIZIO 1. (a) [6 punti] Si determinino punti. X. su π resta indotta da f un’omologia speciale. Su ogni retta unita. Se. (b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. e3 }. v2 = −3e1 − 3e3 . v2 i `e unito e contiene la retta di punti uniti. ma x2 6= 0 (perch´e?). Il polinomio minimo `e quindi (x − 2)2 . Come varia il limite. allora P `e un punto unito per f e quindi la successione `e 120 . individua insieme ad essa un piano unito. `e indotta da f un’omologia speciale di asse (e centro) il punto Q1 . Dunque. Dunque. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x − 2)4 e si ha 1 0 A − 21 =  1 0   2 −1 0 3 0 −3   2 −1 0 3 0 −3 0 0 2 (A − 21) =  0 0  6 0 6 0  0 −6 0 0   0 −6 0 0 (A − 21)3 = 0. se x3 6= 0. di asse r e di centro Q1 = σ hv1 i. Dunque ogni retta unita `e contenuta nel piano r ∨ s = π. si pu` o ragionare cos`ı: Una retta unita deve contenere almeno un punto unito (perch´e?). al crescere di n. (c) Dato un generico punto P = σ hx0 v0 + · · · + x3 v3 i. 2 2 Dunque. di matrice 3 0 A= 1 0   2 −1 0 5 0 −3   2 1 0 3 0 −1 nel riferimento canonico {e0 . Scelta la base v0 = e1 + 2e2 + e3 . e. per ogni intero n ≥ 1. Per convincersi che non ci sono altre rette unite. r. v1 i ed i piani uniti sono tutti e soli quelli del fascio di asse s = σ hv1 . `e 2 0 J = 0 0  0 2 0 0 0 1 2 0  0 0  1 2 da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti. (b) Il piano π = σ hv0 . . se non coincide con r. ovvero un punto della retta r. . f : P3 (R) → P3 (R). rispetto a tale base. si ha     n f n (P ) = σ 2n (x0 v0 + · · · + x3 v3 ) + 2n−1 n(x2 v1 + x3 v2 ) + 2n−2 x3 v1 = 2 * + 2 2 2n   =σ n (x0 v0 + · · · + x3 v3 ) + n (x2 v1 + x3 v2 ) + x3 v1 . v2 i (retta unita). ! (c) [4 punti] Dato il punto P0 = 1 2 2 1 sia Pn = f n (P0 ). Si mostri che la successione converge ad un punto X di P3 (R). il punto tende a Q1 = σ hv1 i. sono unite tutte (e sole) le rette del piano π passanti per P1 . invece x3 = x2 = 0. . v1 = −6e0 − 6e2 . r = σ hv0 . rette e piani uniti rispetto ad f . Si consideri la proiettivit`a. Fa eccezione la retta r su cui viene indotta l’identit`a. v3 = e3 . v1 . La determinazione delle ulteriori rette unite `e posta alla fine della risposta successiva. al variare di P0 ? Svolgimento.

In caso affermativo. U 0 . v2 } una base associata al riferimento {P0 . Quindi si ha X = σ h2v0 + v1 i =   −1 ! 2 0 1 . Il punto T . possiamo prendere P0 come centro e la retta P1 ∨ P2 come asse. r. di asse H e centro C e dati due punti P e Q non appartenenti ad U . possiamo estendere l’omologia prendendo lo stesso centro e prendendo come asse il piano P1 ∨ P2 ∨ T . appartenente a P2 ∨ U . P0 . U } della proiettivit` a. Sia {v0 .  ESERCIZIO 2. del piano π = P0 ∨ P1 ∨ P2 che coincida con f sui punti di r e lasci unito il punto P2 . Osserviamo che (P1 . P2 . in quanto `e il quarto armonico dopo P0 . P0 . P1 . su un iperpiano U di Pn (R) (n ≥ 3). e solo se. P . P1 . U 0 ∈ / {P2 . ! che lascia fissi P0 e P1 e manda U su X. ρ. si 0 0 1   2 0 0 prendeva P1 come centro e la retta P0 ∨ P2 come asse. possiamo tracciare l’asse di omologia ed abbiamo in evidenza il centro. del punto U . U . X. X) = −1. U ed un punto Y di π. P1 . X) = 1/2 ⇐⇒ (P0 . P1 . U e P1 . Si scriva la matrice nel riferimento {P0 . si otteneva l’omologia di matrice B1 =  0 1 0 . 2X0 − 7X1 − X2 = 0 Una base associata al riferimento {P0 . il vettore v2 `e un autovettore relativo allo stesso  autovalore  di v1 e quindi 2 0 0 la matrice cercata `e (a meno di moltiplicazione per una costante non nulla) B0 =  0 1 0 . r = σ he1 + 2e2 + e3 . −9 0 1 1 (b) f `e un’omologia non-speciale della retta r ed ognuno dei due punti uniti pu`o essere preso indifferentemente come centro o asse. P1 . centro.Matematica 3 – Compitino del 7 maggio 2008 – Compito A 121 costantemente uguale a P . Fissato un punto unit`a. P2 . U 0 }. che contiene i tre punti e si determini un punto X di r tale che (P1 . ed osserviamo che. si scriva la matrice di g nel riferimento {P0 . v1 . g. Dati i punti P0 . f : r → r. e quindi il limite cercato `e Q1 = σ hv1 i. `e possibile costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono i punti non costruibili) ! ! 0 0 0 1 (c) [4 punti] Si considerino i punti P = e Q = 1 0 2 6 e si dica se esiste un’omologia di P3 (R) che coincida con g su π e mandi P su Q. (c) I punti P e Q sono allineati con P0 . si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R). L’omologia `e completamente determinata perch´e sappiamo anche che U 7→ X. 0 0 2 Dati i punti P0 . `e vero che ρ si estende ad un’omologia di Pn (R) che manda P su Q se. Quindi possiamo costruire con la riga l’immagine di qualsiasi punto se riusciamo a costruire l’immagine. U . P2 . Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti P0 = 1! 0 . (d) [4 punti] Data un’omologia. P1 . Per estenderla ad un’omologia del piano π. P1 . −1 1 U= 1 ! 1 . si determinino. (b) [4 punti] Sia P2 = 0 1 1 1 e si determini un’omologia. Il punto P0 non appartiene alla retta di punti uniti. U . quindi il punto X `e costruibile con la sola riga. P2 . in caso negativo. U . Q e C sono allineati? Svolgimento. invece. Se. La matrice cercata (a meno di moltiplicazione per una costante non nulla) `e A = . indipendentemente dalla scelta del punto unit` a. −5 1 (a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta. ove T = (P ∨ U ) ∩ (Q ∨ X). (a) La retta r = P0 ∨ P1 ha equazioni cartesiane  r: X1 − X3 = 0 . e0 + e2 i. quindi se questo era il centro di g. 2 0 P1 = 3 ! 1 . U }. asse dell’omologia. X) = 1/2. U } `e costituita dai vettori v0 = −2e0 − 4e2 e v1 = 3e0 + e1 − e2 + e3 ed il punto X = σ hx0 v0 + x1 v1 i `e determinato dalla condizione xx01 = 12 . U 0 }.

per cui `e necessario che P . il suo centro deve essere sempre C ed `e vero che coppie di punti corrispondenti in un omologia sono allineate con il centro. presa una coppia X 6= ρ(X) di punti di U e preso come asse l’iperpiano H ∨ T . Q e C siano allineati. invece. per cui nella base {v0 . le proiettivit`a che estendono g hanno matrici del tipo 2 0  0 0  0 1 0 0 0 0 2 0  c 0  0 c al variare di c tra le costanti non nulle. come si `e visto nel punto precedente. si ha P1 ∨ P2 ∨ T = P1 ∨ P2 ∨ T 0 perch´e la retta T ∨ T 0 contiene il punto (U ∨ V ) ∩ (X ∨ Z). Z. si ha un’omologia che estende ρ e la cui definizione `e indipendente dalla scelta di X. ρ. per cui. Inoltre. su un iperpiano U di Pn (R) (n ≥ 3). i triangoli U V P e XZQ sono prospettivi in P0 e quindi sono omologici (Teorema di Desargues). v3 }. perch´e le due rette giacciono nel piano P0 ∨U ∨P . v2 . ove T = (P ∨ X) ∩ (Q ∨ ρ(X)). Se ρ si estende ad un’omologia di Pn (R). V. possiamo supporre P = σ hv3 i e Q = σ hv0 + v3 i. Infatti. per quanto visto sopra.  . di asse H e centro C e due punti P e Q non appartenenti ad U . il piano P1 ∨P2 ∨T non dipende dalla scelta della coppia di punti corrispondenti U.122 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO esiste. presa un altra coppia. D’altra parte. era stato scelto P1 come centro di g. (d) Siano dati un’omologia. X di π. che `e un punto di P1 ∨ P2 . posto T 0 = (P ∨ V ) ∩ (Q∨ Z). Se. v1 .

P1 . U . U 0 }. Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti P0 = 2! 1 . P0 . asse dell’omologia. (b) [4 punti] Sia P2 = 2 −1 1 1 e si determini un’omologia. Si consideri la proiettivit`a. P . (b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro ! dell’omologia. al variare di P0 ? ESERCIZIO 2. r. . su un iperpiano U di Pn (R) (n ≥ 3). Come varia il limite. In caso affermativo. . Fissato un punto unit`a. (c) [4 punti] Dato il punto P0 = 1 2 −2 1 sia Pn = f n (P0 ). (a) [6 punti] Si determinino punti. U } della proiettivit` a. di asse H e centro C e dati due punti P e Q non appartenenti ad U . Q e C sono allineati? . del piano π = P0 ∨ P1 ∨ P2 che coincida con f sui punti di r e lasci unito il punto P2 . P2 . f : P3 (R) → P3 (R). 0 0 P1 = 0 ! 2 . f : r → r. in caso negativo. rette e piani uniti rispetto ad f . P1 . e3 }. P .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 7 maggio 2008 – Compito B ESERCIZIO 1. `e possibile costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono i punti non costruibili) ! ! (c) [4 punti] Si considerino i punti P = 0 0 −1 0 eQ= 2 1 −6 0 e si dica se esiste un’omologia di P3 (R) che coincida con g su π e mandi P su Q. Dati i punti P0 . per ogni intero n ≥ 1. P1 . Si scriva la matrice nel riferimento {P0 . g. . ρ. −1 1 (a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta. U ed un punto Y di π. (d) [4 punti] Data un’omologia. . Si mostri che la successione converge ad un punto P di P3 (R). si determinino. appartenente a P2 ∨ U . si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R). di matrice  −3 1 2 −1  0 3 0 −4  A=  −2 1 1 −1 0 4 0 −5  nel riferimento canonico {e0 . si scriva la matrice di g nel riferimento {P0 . P2 . centro. che ! lascia fissi P0 e P1 e manda U su X. e solo se. U 0 . `e vero che ρ si estende ad un’omologia di Pn (R) che manda P su Q se. X) = 2. che contiene i tre punti e si determini un punto X di r tale che (P1 . −1 1 U= −4 ! 0 .

ρ. P2 . Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti P0 = −1 ! 0 . appartenente a P2 ∨ U . P . Fissato un punto unit`a. U . . per ogni intero n ≥ 1. Si consideri la proiettivit`a. che contiene i tre punti e si determini un punto X di r tale che (P1 . del piano π = P0 ∨ P1 ∨ P2 che coincida con f sui punti di r e lasci unito il punto P2 . (d) [4 punti] Data un’omologia. `e possibile costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono i punti non costruibili) ! ! (c) [4 punti] Si considerino i punti P = 0 1 1 0 eQ= −1 6 6 1 e si dica se esiste un’omologia di P3 (R) che coincida con g su π e mandi P su Q. . U } della proiettivit` a. asse dell’omologia. di asse H e centro C e dati due punti P e Q non appartenenti ad U . si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R). e3 }. r. (b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro ! dell’omologia. e solo se. P2 . `e vero che ρ si estende ad un’omologia di Pn (R) che manda P su Q se. P0 . U 0 . (b) [4 punti] Sia P2 = −1 1 2 1 e si determini un’omologia. P1 . U 0 }. rette e piani uniti rispetto ad f . Si mostri che la successione converge ad un punto P di P3 (R). X) = 1/2. . P1 . P1 . Come varia il limite. In caso affermativo. P . Q e C sono allineati? . in caso negativo. di matrice  −1 1 1 −1 1 0 −3   0 A=  −1 −1 −3 1 0 3 0 −5  nel riferimento canonico {e0 . centro. (c) [4 punti] Dato il punto P0 = 1 −2 2 1 sia Pn = f n (P0 ). U ed un punto Y di π. che ! lascia fissi P0 e P1 e manda U su X. 2 2 (a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta. al variare di P0 ? ESERCIZIO 2. f : P3 (R) → P3 (R). 0 1 P1 = 4! 1 . 2 4 U= 6! 1 . su un iperpiano U di Pn (R) (n ≥ 3). si scriva la matrice di g nel riferimento {P0 .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 7 maggio 2008 – Compito C ESERCIZIO 1. (a) [6 punti] Si determinino punti. . Dati i punti P0 . si determinino. f : r → r. g. Si scriva la matrice nel riferimento {P0 .

Si consideri la proiettivit`a. e3 }. `e possibile costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono i punti non costruibili) 0 ! −1 ! (c) [4 punti] Si considerino i punti P = 0 1 −1 eQ= 2 4 −6 e si dica se esiste un’omologia di P3 (R) che coincida con g su π e mandi P su Q. U } della proiettivit` a. P0 . centro. Si scriva la matrice nel riferimento {P0 . Come varia il limite. P . asse dell’omologia. P2 . si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R). −2 0 P1 = 2 ! 2 . P1 . (a) [6 punti] Si determinino punti. (b) [4 punti] Sia P2 = 1 0 0 −1 e si determini un’omologia. g. che ! lascia fissi P0 e P1 e manda U su X. Si mostri che la successione converge ad un punto P di P3 (R). di matrice −1 1 5  0 A= −2 1 0 −4   2 0 0 4   3 0 0 −3 nel riferimento canonico {e0 . Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti P0 = −1 ! 2 . di asse H e centro C e dati due punti P e Q non appartenenti ad U . U . al variare di P0 ? ESERCIZIO 2. In caso affermativo. P1 . . f : r → r. appartenente a P2 ∨ U . (d) [4 punti] Data un’omologia. . in caso negativo. U 0 . si determinino. su un iperpiano U di Pn (R) (n ≥ 3). −2 1 U= 0 ! 6 . P1 . che contiene i tre punti e si determini un punto X di r tale che (P1 . (c) [4 punti] Dato il punto P0 = 1 2 2 −1 sia Pn = f n (P0 ). . ρ. del piano π = P0 ∨ P1 ∨ P2 che coincida con f sui punti di r e lasci unito il punto P2 . (b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro ! dell’omologia. X) = 2. rette e piani uniti rispetto ad f . r. f : P3 (R) → P3 (R). P2 . U ed un punto Y di π. −6 1 (a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta. per ogni intero n ≥ 1. Fissato un punto unit`a. `e vero che ρ si estende ad un’omologia di Pn (R) che manda P su Q se. Q e C sono allineati? .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 7 maggio 2008 – Compito D ESERCIZIO 1. e solo se. si scriva la matrice di g nel riferimento {P0 . U 0 }. Dati i punti P0 . . P .

5 5 5 −4 −2 P e tori corrispondenti sono i due punti impropri P∞ = √ 1 5−2  0  5 A0 ⊥ P∞ = √−1 . (a) [4 punti] Si determinino i punti base e le coniche degeneri del fascio. Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e il centro di C . e la conica `e un’iperbole equilatera se. O 5+2 4 2 h1 : ( 5 − 2)(x + ) − (y + ) = 0 [asse focale].Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova di accertamento del 16 giugno 2008 – Compito A     1 ESERCIZIO 1. 5 5 √ 4 2 h2 : ( 5 + 2)(x + ) + (y + ) = 0. gli autovalori della sottomatrice A0 sono opposti. Nel piano euclideo si considerino i punti P = 12 e Q = −1 e le rette r : 2x − y = 0 ed s : x + y = 0. (b) [4 punti] Si determinino asintoti centro ed assi di C e se ne scriva l’equazione canonica. La conica ha matrice  −2 A= 2 0  2 0 2 1  1 −2 con det A = 18 e quindi si tratta di una conica non degenere. µ). e gli spazi  di autovet 0 C L’equazione canonica di C `e coordinati.   A. Svolgimento. La conica cercata ha equazione affine C : x2 + xy − y 2 + 2x − 1 = 0. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. (b) Supponiamo lo spazio euclideo immerso nello spazio proiettivo nel modo consueto ed utilizziamo coordinate omogenee. √ √ √ b : ( 5 + 5)X2 + 2 5X1 + (2 5 + 2)X0 = 0 √ La matrice A0 ha i due autovalori ± 5. Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene 0 cancellando la prima riga e la prima colonna di = −5 e si conferma il fatto che C `e un’iperbole. e solo se. (a) C appartiene al fascio di coniche bitangenti alle rette r ed s nei punti P e Q. (2λ+µ)−λ = 0. nel riferimento ortonormale che ha gli assi come assi  ESERCIZIO 2. 126 . Si tracci un disegno approssimativo della curva. che rappresentano due direzioni ortogonali. si hadet A  I due punti impropri di C sono A = √0 5−1 2 eB= √0 5+1 −2 . ovvero √ √ √ a : ( 5 − 5)X2 + 2 5X1 + (2 5 − 2)X0 = 0. µ). L’equazione della generica conica del fascio `e quindi C(λ.µ) : −2λX0 X1 − 6µX0 X2 + λX12 + µX1 X2 + 2µX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. Nel piano proiettivo reale. e solo se. C . (a) [4 punti] Si determini l’equazione dell’iperbole equilatera. tangente ad r in P ed a s in Q. √ 5 5 2 18 (X  . si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 + X2 = 0. Si ha − det det A = 18 e quindi gli assi sono le rette √  C= Q C − Y 2 ) = 1.µ) : λ(2x − y)(x + y) + µ(x − 1)2 = 0. ovvero se. Al variare di (λ.

si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dell’equazione canonica opposti tra loro. µ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta X1 + X2 = 0 `e la soluzione. con l’eccezione di una parabola. C(1. del sistema  2λX1 + 6µX2 = 0 . µ (b) Nel piano affine che si ottiene la retta X0 = 0. Imponendo il passaggio di C(λ. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. Deve quindi aversi   x1 3x2 det = 6x0 x1 − 6x0 x2 − x21 − 9x1 x2 = 0 2x1 − 2x0 6x0 − x1 − 3x2 . x0 x1 x2 . il tipo di conica `e  togliendo  2λ µ determinato dal segno del det µ 4µ = µ(8λ−µ). I punti base del fascio sono 1 P = 0 0 1 .127 Matematica 3 – Compitino del 16 giugno 2008 – Compito A (b) [4 punti] Al variare di (λ. (c) [4 punti] Si scriva l’equazione di una curva contenente i poli della retta X1 + X2 = 0 rispetto a tutte le coniche (non degeneri) del fascio.µ) per uno dei punti ciclici. appartenente alla retta X1 + X2 = 0. Svolgimento. costituita dalla conica tangente in P alla retta data (trovarla!).µ) = −16λµ(λ + 3µ). Dunque.0) : X1 (X1 −2X0 ) = 0 C(3. si determinino eventuali cerchi o iperboli equilatere appartenenti al fascio.−1) : (X1 −X2 )(3X1 +2X2 −6X0 ) = 0. (−2λX0 + 2λX1 + µX2 ) − (−6µX0 + µ)X1 + 4µX2 ) = 0 Dunque. µ) µ=0 per cui si ottengono ellissi.µ) abbia autovalori opposti e quindi traccia nulla. Dunque vi sono tre coniche degeneri distinte nel fascio. una delle quali `e degenere. Q= 2 0 1 . si osserva che tali coniche si hanno per valori di (λ. rappresenta i valori per cui λ si ottengono iperboli. (c) Al variare di  (λ. (a) La generica conica del fascio ha matrice   0 −2λ −6µ A(λ.µ) =  −2λ 2λ µ  e −6µ µ 4µ det A(λ. S= 2 2 . per tali valori il sistema  λx1 + 3µx2 = 0 λ(−2x0 + 2x1 ) + µ(6x0 − x1 − 3x2 ) = 0 ha soluzioni non banali nelle incognite (λ. si verifica che non ci sono cerchi nel fascio. µ). La situazione `e descritta nel diagramma a fianco.1) : X2 (X1 +2X2 −6X0 ) = 0.µ) = 2λ + 4µ e quindi vi `e un’unica iperbole equilatera (non degenere)nel fascio ed `e la conica C(2. mentre la zona bianca. Le altre coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le coppie di rette reali non parallele possono essere 8λ−µ pensate come iperboli degeneri). Si conclude che tutte le coniche del fascio passano per il punto P . ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. ovvero C(0. nel piano affine che si ottiene mandando all’infinito la retta x1 + X2 = 0. R= 0 3 1 . Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio.−1) . µ) per cui la sottomatrice A0(λ. µ). si ha un fascio di iperboli. Si ha trA0(λ.

L’equazione omogenea di Q si pu` o scrivere nella forma Q : (4X0 − X2 )X2 + X1 (X1 − 4X3 ) = 0 Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono   b 4X0 − X2 − aX1 = 0  r(a. h3 . h2 . l’equazione canonica `e 41 X 2 + 17−1 8 8 h1 . a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. cX2 + dX1 = 0 . Svolgimento. come assi coordinati.128 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO che ci da l’equazione di una conica contenente i poli della retta data rispetto alle coniche (non degeneri) del fascio.d) : . tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali. Gli assi hanno quindi equazioni affini   x=0 y−2=0 √ h1 : . 0. In P3 (R). (b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea V : (4X0 )2 − 4(4X0 X2 + X12 − 4X1 X3 − X22 ) = 0. Y 2 − 17+1 Infine. Il polinomio caratteristico det(A0 − λ13 ) = (λ + 1)(λ2 − λ − 4) e quindi gli autovalori sono −1. siano P3 = r1 ∩ s2 e P4 = r2 ∩ s1 . Si determinino le eventuali rette contenute nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.  ESERCIZIO 3.  X1 − X2 = 0 e si determinino i punti P1 e P2 di intersezione tra t ed il supporto di (c) [4 punti] Sia t : X2 + X3 = 0 Q.b) : aX2 + b X1 − 4X3 = 0    d 4X0 − X2 − c X1 − 4X3 = 0 s(c. (b) [4 punti] Si determini l’equazione del cono. Determinare le equazioni cartesiane della retta u = P3 ∨ P4 e dire che relazioni ha con t. ovvero 2 ! ! 0 0 0! P1 = 0 1 0 . 2 . 0)). Si tratta quindi di una quadrica non degenere. Indicate con r1 ed s1 le rette sulla quadrica passanti per P1 e con r2 ed s2 quelle passanti per P2 . P2 = √ 1+ 17 0 −4 . z=0 4x + (1 + 17)z = 0 √ P3 = √ 1− 17 0 −4  h3 : √ 1− 17 . si consideri la quadrica Q : 4X0 X2 + X12 − 4X1 X3 − X22 = 0. V . ad esempio t 0 (1. √ 1+ 17 . Il centro `e il punto C= 1 0 2 0 . ! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. 4x + (1 − 17)z = 0 √ Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha le rette. y−2=0 √ . (a) La quadrica ha matrice   0 0 2 0 0 −2  0 1 A=  2 0 −1 0 0 −2 0 0 e det A = 16. h2 : . 0. che determinano le direzioni degli assi. Posta la consueta metrica euclidea. (a) [4 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.

(c) [4 punti] Si scriva l’equazione di una curva contenente i poli della retta X1 + X2 = 0 rispetto a tutte le coniche (non degeneri) del fascio. µ). ESERCIZIO 3. In P3 (R). Al variare di (λ. ovvero P2 AX = 0 −2X0 − 3X1 + 3X2 + 2X3 = 0 ! ! 1 −5 ed i due punti sono P3 = 0 0 1 . Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. Dunque. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. si consideri la quadrica Q : 2X0 X2 − 2X0 X3 + X12 + 4X1 X3 − 2X22 + 4X32 = 0. a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 + X2 = 0. Si determinino le eventuali rette contenute nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. (a) [4 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. µ). ESERCIZIO 2. Posta la consueta metrica euclidea. X3 = 0 Indicate con r1 ed s1 le rette delle due schiere sulla quadrica passanti per P1 e con r2 ed s2 quelle passanti per P2 . µ). (b) [4 punti] Al variare di (λ. 1! 1 ! (c) Si ha P1 = 0 0 0 e P2 = −1 −1 1 P1 . C .  X1 = 0 (c) [4 punti] Sia t : e si determinino i punti P1 e P2 di intersezione tra t ed il supporto di Q. e P2 . essendo Q un iperboloide. Determinare le equazioni cartesiane della retta u = P3 ∨ P4 e dire che relazioni ha con t. nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio. si determinino eventuali cerchi o iperboli equilatere appartenenti al fascio. Le equazioni cartesiane son quindi t  P1 AX = 0 X2 = 0 u: t .  Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 16 giugno 2008 – Compito B     ESERCIZIO 1. tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. (b) [4 punti] Si determini l’equazione del cono. (b) [4 punti] Si determinino asintoti centro ed assi di C e se ne scriva l’equazione canonica. (a) [4 punti] Si determini l’equazione dell’iperbole equilatera. (a) [4 punti] Si determinino i punti base e le coniche degeneri del fascio. la sua intersezione con Q `e una conica degenere. Nel piano proiettivo reale. P4 = 4 0 1 . si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. Nel piano euclideo si considerino i punti P = 12 e Q = −2 e le rette r : 2x − y = 0 2 ed s : x + y = 0. siano P3 = r1 ∩ s2 e P4 = r2 ∩ s1 . Si tracci un disegno approssimativo della curva. tangente ad r in P ed a s in Q. V .Se un piano contiene una di queste rette.µ) : −3λX0 X1 − µX0 X2 + λX12 + 2(λ + µ)X1 X2 − 2µX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. . La retta u `e la polare di t = P1 ∨ P2 (perch´e?) e quindi `e l’intersezione dei piani polari dei due punti.

di asse r e centro P2 . I piani uniti sono quelli del fascio di asse s = σ hv2 . r. 0 −4 0 −8 0 0 0 16  Il polinomio minimo `e quindi (x − 2)2 (x + 2). Se. Si consideri la proiettivit`a. Le stesse rette si ottengono anche intersecando i piani del fascio di asse s con il piano π. Le rette unite. n n Dunque. allora o Q `e un punto unito (x2 = 0 = x3 o Q = P2 ) e quindi la successione `e costantemente uguale a Q. Svolgimento. distinte da r ed s. v2 i.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 18 giugno 2008 – Compito A ESERCIZIO 1. (a) [3 punti] Si determinino punti. `e −2 0  0 −2 J = 0 0 0 0  0 0 2 0  0 0  1 2 da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti. v2 i `e unito e contiene la retta di punti uniti. la matrice di una soprastante di f . se x3 6= 0. Tutte le omologie indotte su piani e rette. al variare del punto Q. (c) [3 punti] Dato un punto Q ∈ P3 (R) sia Qn = f n (Q). invece x3 = 0. si ottengono unendo P2 = σ hv2 i con i punti della retta r. v1 . v1 . v1 i ed il punto unito P2 = σ hv2 i. `e indotta da f un’omologia non speciale di asse P2 e centro il punto di intersezione con la retta di punti uniti. . Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’involuzione. rispetto a tale base. v3 i ed il piano π = σ hv0 . Dunque. (b) Il piano π = σ hv0 . sono involutorie perch´e diagonalizzabili e con gli autovalori opposti tra loro. ad eccezione di r ed s. . di matrice  6 1 −4 2 0   0 −2 0 A=  4 1 −2 2 0 0 0 −2  nel riferimento canonico {e0 . si ha f n (Q) = σ (−2)n (x0 v0 + x1 v1 ) + 2n (x2 v2 + x3 v3 ) + 2n−1 nx3 v2 =   2 n2 = σ (−1) (x0 v0 + x1 v1 ) + (x2 v2 + x3 v3 ) + x3 v2 . Scelta la base v0 = e0 − 4e1 + e2 . Fanno eccezione la retta r su cui viene indotta l’identit` a e la retta s su cui viene indotta un’omologia speciale di centro ed asse P2 . rette e piani uniti rispetto ad f . . (c) Dato un generico punto Q = σ hx0 v0 + · · · + x3 v3 i. f : P3 (R) → P3 (R). v3 = e1 . oppure il punto Q non `e unito ed i termini della successione oscillano tra Q = σ hx2 v2 + (x0 v0 + x1 v1 )i e Q1 = f (Q) = σ hx2 v2 − (x0 v0 + x1 v1 )i. Si discuta il limite della successione di punti. v1 = e0 + e2 − 2e3 . (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x + 2)2 (x − 2)2 e si ha 8 0 A + 21 =  4 0  1 −4 0 0 1 0 0 0  2 0  2 0  4 1 −4 2 0   0 −4 0 A − 21 =   4 1 −4 2 0 0 0 −4  e  0 −4 0 −8  0 16 0 0  (A − 21)2 =  . (b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. . per ogni intero n ≥ 1.  130 . e3 }. r = σ hv0 . al crescere di n. il punto tende a P2 = σ hv2 i. v2 = 4e0 + 4e2 . Su ogni retta unita. su π resta indotta da f un’omologia non-speciale.

C e C. µ). I punti diagonali sono 1 D1 = (P1 ∨P2 )∩(P3 ∨P4 ) = 4 1 1 . indicata con x la −5 relativa coordinata affine. le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. ovvero se prendiamo come retta impropria una retta che contenga due punti diagonali (lato diagonale del quadrangolo). tale che le coniche non degeneri del fascio siano tutte iperboli aventi lo stesso centro in P2 (R) r r. e solo se. se esiste. vertice. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. 1 (a) [3 punti] Si determinino le equazioni cartesiane delle rette. ` vero o falso che il fascio di coniche di punti base P1 P2 P3 P4 `e formato da coniche concentriche (c) [3 punti] E nel piano affine P2 (R) r r? In caso affermativo. Nel riferimento che ha come punti base D3 . D2 = (P1 ∨P3 )∩(P2 ∨P4 ) = 0 0  . (b) Per fissare le idee. µ). ovvero r = D1 ∨ D2 : X1 − 4X2 = 0 ed s = D2 ∨ D3 : 5X1 + 4X2 = 0. P4 = 1 0 −3  . D3 = (P1 ∨P4 )∩(P2 ∨P3 ) = 1 −4 5  . Le direzioni dei lati consecutivi   5 sono i due punti diagonali su s. qual’`e il centro comune alle coniche non degeneri del fascio?. D3 `e autopolare per ogni conica del fascio (perch´e?) e tutte le coniche non degeneri del fascio sono a centro. x(Q −1. una retta. r.µ) : 36µX02 − 2λX0 X1 − 24µX0 X2 + (λ − µ)X12 + 4µX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ.  x(Q2 ) =  1−4i 1+4i −4 −4 devono quindi avere coordinate affini i e −i. (a) I quattro punti sono i vertici di un quadrangolo piano completo e le coppie di lati opposti si incontrano nei tre punti diagonali del quadrangolo che diventa un parallelogramma se. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. In P2 (R) si considerino i punti  P1 = 1 −2 1  1 . r. D2 . (c) [3 punti] Si determini.  ESERCIZIO 3. (b) [3 punti] Al variare di (λ. non degeneri. del punto precedente e si determinino due punti (complessi coniugati) C e C tali che il quadrilatero P1 P2 P3 P4 sia un quadrato per la metrica euclidea sul piano affine P2 (R) r r che ha C e C come punti ciclici. appartenenti al fascio. µ). P3 . equazione canonica e fuoco per le le eventuali parabole. P4 siano i vertici di un parallelogramma nel piano affine P2 (R) r r.131 MATEMATICA 3 – prova scritta del 18 giugno 2008 – Compito A ESERCIZIO 2. x(D3 ) = 0. che quindi coincide con il punto D1 . In P2 (R). scegliamo come retta impropria la retta s. (a) [3 punti] Si determinino i punti base. 5 5 (c) Il triangolo di vertici D1 . 1 ) = 1. quindi si ha C = eC= . P2 = 0 1  . i lati opposti sono a due a due paralleli. lasciando al lettore lo svolgimento dei calcoli nell’altro caso. e quindi solo due lati diagonali passano per P0 . passanti per P0 = 0 0 . I punti ciclici. Svolgimento. P2 . Al variare di (λ. D2 e come punto unit`a Q1 . tali che P1 . si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 − 2X0 = 0. Un quadrangolo `e un quadrato se i lati che congiungono vertici consecutivi sono a due a due ortogonali cos`ı come i rimanenti due lati che congiungono i vertici opposti. si determinino asse. r. (b) [3 punti] Si fissi una delle possibili rette. mentre le intersezioni dei rimanenti lati con s sono i punti Q1 = −4 e 5  3  4 Q2 = . P3 = 1 2 −1   . si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. . si ha x(D2 ) = ∞.

. se esistono. equazione canonica 2Y = 2X 2 e fuoco nel punto F = 4 1 12 µ µ=0 λ λ−µ=0 . i piani che tagliano cerchi su Q. (a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. (a) La generica conica del fascio ha matrice  A(λ.132 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO Svolgimento. Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X1 = 0 nel punto P . E  ESERCIZIO 4. il punto P . V . Dunque ha asse h : 3X0 − X 2 =0. mentre la zona bianca. e quindi si ha un fascio di iperboli.1) : X12 − 2X0 X1 = 0. I punti base del fascio sono 1 P = 0 3 1 (molteplicit`a 2). ovvero X0 X1 = (3X0 − X2 )2 . delle quali una `e degenere (µ = 0).0) : (6X0 − 2X2 )2 − X12 = 0. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. i cerchi su Q ed i cerchi su V han gli stessi centri? Svolgimento. (b) [3 punti] Si determini l’equazione del cono. Quindi la situazione 0 4µ `e descritta nel diagramma a fianco. C(1. il tipo di conica  togliendo λ−µ 0 `e determinato dal segno di det = 4µ(λ − µ). e Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio. (b) Nel piano affine che si ottiene  la retta X0 = 0. In P3 (R). Q= 2 2 1 . La parabola non degenere `e C(1. Posta la consueta metrica euclidea. ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio.1) : 36X02 − 4X0 X1 − 24X0 X2 + 4X22 = 0. E cerchi anche sul cono V ? In tal caso. E forma diagonale anche l’equazione del cono V ? ` vero che questi piani tagliano (c) [3 punti] Si determinino. tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. vi sono due punti base all’infinito. R= 2 4 . 0 (c) La retta r : 3X0 − X2 = 0 `e la polare di R = 0 1 per tutte le coniche non degeneri del fascio e contiene ` questa la retta cercata.µ)  36µ −λ −12µ =  −λ λ−µ 0  −12µ 0 4µ det A = −16λ2 µ. vertice in P . Quindi ogni conica del fascio interseca r in due punti reali. Q ed R. a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. µ) per cui si ottengono ellissi. ovvero C(0. Si dica quali tra gli assi intersecano ` vero che gli assi di Q formano un sistema ortonormale che porta in il supporto di Q in punti reali. (a) La quadrica ha matrice  0 0 1 0 0 −2  0 3 A=  1 0 −1 0 0 −2 0 3  e det A = −5 = det A0 . Nel piano affine che si ottiene mandando all’infinito la retta X1 − 2X0 = 0. rappresenta i valori per cui si ottengono iperboli. si consideri la quadrica Q : 2X0 X2 + 3X12 − 4X1 X3 − X22 + 3X32 = 0.

 . 5. ad esempio t (1. 0)). x+z =0 Infine. al variare di s e t in R. (c) Le intersezioni tra Q e l’assoluto sono le soluzioni del sistema    X0 = 0 . l’equazione canonica `e X 2 − Y 2 − 5Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha gli assi della quadrica come assi coordinati. Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0   2 2 2 3X1 − 4X1 X3 − X2 + 3X3 = 0 Il fascio di coniche determinato da Q ed H sul piano improprio contiene la conica  X0 = 0 (X1 − X3 )2 − X22 = 0 che si spezza nel prodotto di due rette reali che danno quindi le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica. 0 1 P3 = 0 ! 1 . ovvero P1 = 0! 0 . che determinano le direzioni degli assi. I tre assi sono tali anche per il cono asintotico (perch´e?) che ha equazione canonica X 2 − Y 2 − 5Z 2 = 0 in quel sistema di coordinate (spiegare il perch´e!). ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio. dunque i piani in questione tagliano cerchi anche sul cono ed i luoghi dei centri sono le stesse due rette per il centro di Q (perch´e? Scrivere l’equazione delle due rette!). a punti ellittici (dato che vi sono dei punti reali. (b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea V : (X0 )2 − (2X0 X2 + 3X12 − 4X1 X3 − X22 + 3X32 ) = 0. la restrizione al ! piano improprio non `e definita. Poich´e V `e il cono asintotico. 0. 1. 1 0 P2 = 0! 1 .MATEMATICA 3 – prova scritta del 18 giugno 2008 – Compito A 133 Si tratta quindi di una quadrica non degenere. quindi nel piano affine `e un iperboloide ellittico. x−z =0  h3 : y−1=0 . z=0  h2 : y−1=0 . Il centro `e il punto C = 1 0 1 0 . 1! 0 0 0 L’asse h1 interseca la quadrica nei punti e 1! 0 2 0 mentre gli altri due assi la intersecano in punti non reali. 0 −1 Gli assi hanno quindi equazioni affini  h1 : x=0 . 0. Il polinomio caratteristico det(A0 − λ13 ) = (λ + 1)(λ − 1)(λ − 5) e quindi gli autovalori sono −1. Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini τt : x + y − z = t e σs : x − y − z = s.

µ) : −3λX02 + 2(λ − 3µ)X0 X1 − 2λX0 X2 + (λ + 4µ)X12 + 2(2µ − λ)X1 X2 + λX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. (b) [3 punti] Si fissi una delle possibili rette. . Si consideri la proiettivit`a. al variare del punto Q. Si discuta il limite della successione di punti. tali che P1 . per ogni intero n ≥ 1. se esiste. equazione canonica e fuoco per le le eventuali parabole. le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. vertice. si determinino asse. Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’involuzione. (a) [3 punti] Si determinino i punti base. ` vero o falso che il fascio di coniche di punti base P1 P2 P3 P4 `e formato da coniche concentriche (c) [3 punti] E nel piano affine P2 (R) r r? In caso affermativo. P2 . Posta la consueta metrica euclidea. rette e piani uniti rispetto ad f . si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. µ). si consideri la quadrica Q : 2X0 X2 + X12 − 4X1 X2 − 2X1 X3 + 4X22 + 4X2 X3 + 2X32 = 0. f : P3 (R) → P3 (R). e3 }. r. ESERCIZIO 3. (b) [3 punti] Al variare di (λ. In P2 (R). si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 − 2X0 = 0. non degeneri. passanti per P0 = 0 0 . . P3 . qual’`e il centro comune alle coniche non degeneri del fascio?. In P2 (R) si considerino i punti  1  1 P1 = −1 . P4 siano i vertici di un parallelogramma nel piano affine P2 (R) r r. del punto precedente e si determinino due punti (complessi coniugati) C e C tali che il quadrilatero P1 P2 P3 P4 sia un quadrato per la metrica euclidea sul piano affine P2 (R) r r che ha C e C come punti ciclici. (c) [3 punti] Dato un punto Q ∈ P3 (R) sia Qn = f n (Q). r. tale che le coniche non degeneri del fascio siano tutte iperboli aventi lo stesso centro in P2 (R) r r. In P3 (R). si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 18 giugno 2008 – Compito B ESERCIZIO 1. una retta. (c) [3 punti] Si determini. Al variare di (λ. . (a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. P2 = 1 . ESERCIZIO 4. di matrice  3 0 −1 1  0 3 0 −1  A=  5 0 −3 5 0 1 0 1  nel riferimento canonico {e0 . ESERCIZIO 2. . (b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. µ). Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. r. 1 (a) [3 punti] Si determinino le equazioni cartesiane delle rette. 0 2 1 P3 = 3 0  . . (a) [3 punti] Si determinino punti. µ). si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. appartenenti al fascio. P4 = 1 −1 −2  .

Si dica quali tra gli assi intersecano ` vero che gli assi di Q formano un sistema ortonormale che porta in il supporto di Q in punti reali. E cerchi anche sul cono V ? In tal caso.(b) [3 punti] Si determini l’equazione del cono. se esistono. V . i cerchi su Q ed i cerchi su V han gli stessi centri? . tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q. a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. i piani che tagliano cerchi su Q. E forma diagonale anche l’equazione del cono V ? ` vero che questi piani tagliano (c) [3 punti] Si determinino.

e3 }. rispetto a tale base. Su tutte le rette unite resta indotta un’omologia speciale di centro ed asse nel punto P1 = σ hv1 i. rispettivamente. f : P3 (R) → P3 (R).Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 3 luglio 2008 – Compito A ESERCIZIO 1. v1 i ed un fascio di piani uniti. . r e π come elementi uniti. v2 i. resta indotta un’omologia (necessariamente) speciale. v3 = e3 . v2 i. Quindi sono unite tutte le rette del piano σ. . la matrice di una soprastante di f . su cui resti indotta un’omologia.   X2 = 0 Si determinino le matrici di tutte le proiettivit`a di P3 (R) che hanno P . Si consideri la proiettivit`a. v1 = 2e2 . .0) ed r(0. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x + 3)4 e si ha 0  −1 A + 31 =  1 0   0 0 0 0 0 1  . di asse la retta s = σ hv1 . r = σ hv0 .b) = σ hv1 . ovvero r(a. (c) [3 punti] In P3 (R) si considerino gli elementi P . Si caratterizzino quelle che li hanno come unici elementi uniti. 2 0 −1 0 0 0 0  0 2 (A + 31) =  −2 0   0 0 0 0 0 0  0 0 2 0 0 0 (A − 21)3 = 0. le rette r(1. (c) Le proiettivit` a cercate hanno matrici del tipo a00  a10  a20 a30  (∗) 0 a11 a21 a31 0 0 a22 a32  0 0   0 a33 Le rette r ed s descritte sopra sono. r: X0 = 0 .1) di questo fascio. r e π. diversi da σ. passanti per P1 . rette e piani uniti rispetto ad f . . (b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. X1 = 0    X0 = 0 P : X1 = 0 . Svolgimento. `e  −3 0 0 0 0   0 −3 1 J =  0 0 −3 1 0 0 0 −3  da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti. (a) [3 punti] Si determinino punti. di matrice  −3 0 0 0 1   −1 −3 0 A=  1 2 −3 −1 0 0 0 −3  nel riferimento canonico {e0 . Scelta la base v0 = e0 + e3 . v1 . di asse r e centro nel punto P1 = σ hv1 i. 136 . av0 + bv2 i(∗) (b) Non vi sono piani. Sul piano σ = σ hv0 . v2 = e1 − e2 . di equazioni cartesiane  π : X0 = 0. Il polinomio minimo `e quindi (x + 3)3 .

ove si sono usate le relazioni (0. ovvero l’unico punto tale che (P∞ . ∞. si indichi con Px il punto di coordinata affine x nel riferimento dato. per ogni numero razionale. `e costruibile con la sola riga a partire dai punti del riferimento. e (P0 . P0 e P1 . P−x ) = (∞. si pu`o costruire dapprima Pm e poi determinare Pm/n costruendo il punto di coordinata affine 1/n nel riferimento {P∞ . P1 . P0 . r e π come unici elementi uniti. P0 . (c) [3 punti] Perch´e non si pu` o usare il procedimento duale sui fasci di rette per dividere un angolo in tre parti uguali? Svolgimento. si consideri il riferimento {P∞ . 1/2.µ) : 2λX0 X1 + 4λX0 X2 + µX12 + 2µX1 X2 − 2λX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. Un esempio di applicazione dei procedimenti del punto precedente si pu` o vedere nel disegno qui a fianco. Px ) = x. usando ricorsivamente quella costruzione e le relazioni stabilite sopra. r ed s. 1/2) = −1. . (a) [3 punti] Si mostri che. n − 1. 0. n + 1) = −1 (P0 . (a) Sia n > 1 e si osservi che si ha (P∞ . Px . (0. P0 . 1/3) = −1 e (1/3. Pm }. soddisfano alle ulteriori condizioni: a00 = a11 = a22 = a33 ed a10 a21 a32 6= 0 (perch´e?). Si descriva un procedimento che utilizzi solo la riga per dividere in tre parti uguali il segmento P0 P1 . Pn+1 ) = −1. P1/(n−1) .  ESERCIZIO 3. ove l’uguaglianza nella seconda riga si poteva dedurre da quella della prima. quelle che hanno P . `e sufficiente osservare che (P∞ . per ogni numero naturale. Si verifica facilmente che le uguaglianze restano vere anche nel caso in cui n = 1. −x) = −1 per ogni x ∈ Q. P1/(n+1) ) = −1.  ESERCIZIO 2. ricordando che la trasformazione x 7→ x1 si estende ad una proiettivit` a della retta. Poich´e il quarto armonico dopo tre punti dati `e costruibile con la sola riga. P1/(n−1) . per n = 1. n. 1. Tra queste. (b) [3 punti] Siano date nel piano affine due rette parallele.137 MATEMATICA 3 – prova scritta del 3 luglio 2008 – Compito A con a00 a11 a22 a33 6= 0 e determinate a meno di un fattore di proporzionalit`a (sono quindi i punti di un P9 (R) che stanno nel complementare dell’unione di 4 iperpiani). ed una coppia di punti distinti. x. 1. `e possibile costruire ogni punto del tipo Pm/n con m ≥ 0 < n. Pn−1 . Ad esempio. s 0 1 3 1 2 2 3 1 r (b) Avere le due rette parallele equivale ad avere in evidenza il punto improprio (P∞ ) della retta r e quindi si possono usare i procedimenti descritti in precedenza per determinare i punti di coordinate affini 1/3 e 2/3 nel riferimento {P∞ . per costruire Px con 0 > x ∈ Q. su r. In P2 (R). P1 } e. 1/(n + 1)) = −1. Pn+1 ) = (∞. P1/n . P0 . (c) Non `e possibile perch´e la misura dell’angolo non `e una coordinata affine in un fascio di rette del piano (che relazioni ci sono?). si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. Pn . 1/n. µ). 1/(n − 1). 2/3) = −1. al variare di x in Q. x. Si concluda che ogni punto Px . P0 . ∞. n. 1. si ha (P∞ . Pn−1 . Su una retta proiettiva (reale). P1/(n+1) ) = (0. ove si `e usata la convenzione 1/0 = ∞. P1 } su r. P1/n . Pn . Infine.

Le coniche C(1.µ)  0 λ 2λ µ  = λ µ 2λ µ −2λ det A = 2λ3 . Ha asse h : −3X0 +4X1 +4X2 =  16`e √ 0. µ). e quindi le coniche non degeneri sono tutte iperboli ed uno degli asintoti coincide con la retta r. il fascio ha un punto base all’infinito. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea.  . si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X2 − 2X1 = 0. non degeneri. Una parabola non degenere `e C(1. (a) La generica conica del fascio ha matrice  A(λ. ma non appartiene al fascio. Al variare di (λ. Dunque ha asse h : y = 1. appartenenti al fascio. contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio. λ(2x0 − 2x2 ) + µx1 = 0 ha soluzioni non banali. ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. si determinino asse. che sono 1 P = 0 0 1 (molteplicit`a 3). Che relazioni ha tale curva con i punti base del fascio? Svolgimento. se esiste. e Dunque vi `e una sola conica degenere nel fascio.1) : X1 (X1 + 2X2 ) = 0. vertice in V = 15 . per cui deve aversi x0 x1 − (x1 + x2 )(2x0 − 2x2 ) = 0 che `e l’equazione di una conica contenente i centri delle coniche del fascio. (b) [3 punti] Al variare di (λ. µ) per cui si ottengono ellissi.1) si intersecano nei punti base del fascio. Anche questa conica `e tangente in P alla retta r. Dunque.2) : −2X0 X1 −4X0 X2 +2X12 +4X1 X2 +2X22 = 0. µ (b) Nel piano affine che si ottiene la retta X0 = 0.138 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO (a) [3 punti] Si determinino i punti base. mentre la zona bianca. Tutte le coniche passano per l’origine e sono tangenti alla retta r : X1 + 2X2 = 0 in quel punto. rappresenta i valori per cui si ottengono iperboli. L’altra parabola C(−1. vertice in 1 −1 1 2λ+µ=0 µ=0 λ . equazione canonica 2Y = 2X 2 .0) : X0 X1 + 2X0 X2 − X22 = 0 e C(0. ovvero C(0. per tali valori delle Xi . −3  x0  (c) I centri sono i punti propri x1 che sono soluzioni di uno (almeno) dei sistemi lineari x2  λX0 + µX1 + µX2 = 0 . µ).0) : X0 X1 + 2X0 X2 − X22 = 0. il tipo di conica  µ togliendo  µ `e determinato dal segno di det µ −2λ = −µ(2λ + µ). le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio. (c) [3 punti] Si scriva l’equazione di una curva. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. Quindi la situazione `e descritta nel diagramma a fianco. P . µ). il sistema lineare omogeneo  λx0 + µ(x1 + x2 ) = 0 . ovverox =(y − 1)2 − 1 in coordinate affini. vertice ed equazione canonica per le eventuali parabole. 2λX0 + µX1 − 2λX2 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. e Q= 0 2 . Nel piano affine che si ottiene mandando all’infinito la retta X2 − 2X1 = 0. equazione canonica 2Y = 4 2X 2 .

Si determini il luogo formato dai centri dei cerchi tagliati su Q. Posta la consueta metrica euclidea. (a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. i piani che tagliano cerchi su Q. (c) Le intersezioni tra Q e l’assoluto sono le soluzioni del sistema    X0 = 0 . P3 = Gli assi hanno quindi equazioni affini   (x − 2) + (z + 1) = 0 y=0 h1 : . Che relazione ha questo luogo con il punto (improprio) di intersezione delle due giaciture che tagliano cerchi su Q? Svolgimento. Con il cambiamento di coordinate √ √ Y0 = X0 + (3 + 6)X3 . l’equazione canonica `e X 2 + 21 Y 2 − 32 Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha gli assi della quadrica come assi coordinati. si consideri la quadrica Q : −X02 − 6X0 X3 + X12 + 4X1 X3 − 2X22 + X32 = 0. Non possono esistere proiettivit` a (reali) che trasformino Q in un ellissoide perch´e la quadrica data ha punti iperbolici (sgn(2. Il centro `e il punto C = 1 2 0 −1 . (x − 2) − (z + 1) = 0 Infine. (b) Con il completamento dei quadrati l’equazione di Q si pu`o scrivere nella forma 6X32 − (X0 + 3X3 )2 + (X1 + 2X3 )2 − 2X22 = 0. Y3 = X1 + √ 2X2 + 2X3 . det A0 = 6. P2 = 1 0 −1 . 3. se esistono.139 MATEMATICA 3 – prova scritta del 3 luglio 2008 – Compito A ESERCIZIO 4. Si tratta quindi di una quadrica non degenere. h2 : . quindi nello spazio affine `e un iperboloide iperbolico. ovvero 0 ! 0! 0! P1 = 0 1 0 . In P3 (R). ` vero che esiste un’affinit`a (b) [3 punti] Si determinino le equazioni di rette contenute nel supporto di Q. da cui si deducono con procedimenti standard le equazioni delle due schiere di rette su Q. −1. l’equazione prende la forma Y0 Y1 + Y2 Y3 = 0.  h3 : y=0 . a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali) e la sua restrizione al piano improprio `e non ! definita e non degenere. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. (a) La quadrica ha matrice  −1 0 0 −3 2   0 1 0 A=  0 0 −2 0 −3 2 0 1  e det A = 12. che determinano le direzioni degli assi. E 3 ` che trasforma Q in un ellissoide? E vero che esiste una proiettivit`a di P (R) che trasforma Q in un ellissoide? (c) [3 punti] Si determinino. Y1 = −X0 − (3 − 6)X3 . Il polinomio caratteristico di A0 `e det(A0 − λ13 ) = (λ + 2)(λ + 1)(λ − 3) e quindi gli autovalori sono −2. Tanto meno possono esistere delle affinit` a. 2)) e nessuna proiettivit`a reale pu`o trasformarla in una quadrica a punti ellittici. Y2 = X1 − √ 2X2 + 2X3 . (x − 2) − (z + 1) = 0 (x − 2) + (z + 1) = 0 1 0 1 . Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0   2 2 2 X1 + 4X1 X3 − 2X2 + X3 = 0 .

√Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini τt : 2x + y + 2z = t e σs : 2x − y + 2z = s. al variare di s e t in R. I luoghi dei centri sono due rette per il centro di Q contenute nel piano polare del punto di intersezione tra le due giaciture (perch´e? Scrivere l’equazione delle due rette!).140 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO Il fascio di coniche determinato da Q ed H sul piano improprio contiene la conica  X0 = 0 2(X1 + X3 )2 − X22 = 0 che si spezza nel prodotto di due rette reali che danno quindi le giaciture dei piani √ che tagliano √ cerchi sulla√quadrica.  .

f : P3 (R) → P3 (R). si indichi con Px il punto di coordinata affine x nel riferimento dato. P1 } e. ESERCIZIO 2. `e costruibile con la sola riga a partire dai punti del riferimento. µ). (b) [3 punti] Al variare di (λ. (a) [3 punti] Si mostri che. Si descriva un procedimento che utilizzi solo la riga per dividere in tre parti uguali il segmento P0 P1 . (a) [3 punti] Si determinino i punti base. per n = 1. Pn+1 ) = −1. Si caratterizzino quelle che li hanno come unici elementi uniti. di matrice 3  −2 A= 2 0  0 0 0 3 0 2   1 3 −2 0 0 3  nel riferimento canonico {e0 . ove si `e usata la convenzione 1/0 = ∞. P1/(n−1) . r e π come elementi uniti. P0 . le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. Pn−1 . contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio. P0 e P1 . P1/(n+1) ) = −1. (c) [3 punti] In P3 (R) si considerino gli elementi P . P0 . Al variare di (λ. si consideri il riferimento {P∞ . si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. P1/n . si determinino asse. ovvero l’unico punto tale che (P∞ . per ogni numero razionale. per ogni numero naturale. . al variare di x in Q.   X3 = 0 Si determinino le matrici di tutte le proiettivit`a di P3 (R) che hanno P .Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 3 luglio 2008 – Compito B ESERCIZIO 1. . ed una coppia di punti distinti. si ha (P∞ . In P2 (R).µ) : 2λX0 X1 + 2λX0 X2 + 2µX12 + 2µX1 X2 − λX22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. Su una retta proiettiva (reale). µ). e3 }. appartenenti al fascio. su r. (c) [3 punti] Perch´e non si pu` o usare il procedimento duale sui fasci di rette per dividere un angolo in tre parti uguali? ESERCIZIO 3. (b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. . vertice ed equazione canonica per le eventuali parabole. non degeneri. r: X2 = 0 . Che relazioni ha tale curva con i punti base del fascio? . r e π. di equazioni cartesiane  π : X3 = 0. Si concluda che ogni punto Px . P1 . se esiste. Pn . Px ) = x. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X2 − 2X0 = 0. (b) [3 punti] Siano date nel piano affine due rette parallele. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. e (P0 . . n. Si consideri la proiettivit`a. X3 = 0    X1 = 0 P : X2 = 0 . (c) [3 punti] Si scriva l’equazione di una curva. µ). si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. x. (a) [3 punti] Si determinino punti. r ed s. rette e piani uniti rispetto ad f .

` vero che esiste un’affinit`a (b) [3 punti] Si determinino le equazioni di rette contenute nel supporto di Q. E 3 ` che trasforma Q in un ellissoide? E vero che esiste una proiettivit`a di P (R) che trasforma Q in un ellissoide? (c) [3 punti] Si determinino. si consideri la quadrica Q : −2X0 X2 − 6X0 X3 + 2X12 + 2X1 X3 − X22 + 2X32 = 0. Si determini il luogo formato dai centri dei cerchi tagliati su Q. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. Che relazione ha questo luogo con il punto (improprio) di intersezione delle due giaciture che tagliano cerchi su Q? . i piani che tagliano cerchi su Q. In P3 (R).ESERCIZIO 4. (a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. se esistono. Posta la consueta metrica euclidea.

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 23 settembre 2008 ESERCIZIO 1. di asse la retta r. `e  −2 1 0 0 0   0 −2 0 J =  0 0 −2 1 0 0 0 −2  da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti. C . B e K. di matrice  2 −1 4 3 9   0 −5 0 A=  −4 1 −6 −3 0 −1 0 1  nel riferimento canonico {e0 . rispetto a tale base. av1 + bv3 i del fascio di ase r. di centro K. Su ogni piano π(a. ABC.  ESERCIZIO 2.b) . r = σ hv0 . v2 . sono unite tutte le rette passanti per P(a. e3 }. . (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 − A) = (x + 2)4 e si ha  4 −1 4 3 9   0 −3 0 A + 21 =  . (c) Alla prima domanda abbiamo gi` a risposto sopra. Sulla retta r resta indotta l’identit`a. X. di asse r e centro nel punto P(a. (b) [3 punti] Si mostri che vi `e una sola conica degenere reale nel fascio generato da C e P. Il polinomio minimo `e quindi (x + 2)2 . passante per A.b) = σ hav0 + bv2 i. ` vero che per ogni punto unito passano infinite rette unite? E ` vero che per ogni punto non (c) [3 punti] E unito passa ! un’unica retta unita? Si determinino le equazioni cartesiane delle rette unite passanti per P = 1 1 1 1 . resta indotta un’omologia (necessariamente) speciale. resta indotta un’omologia speciale di asse e centro nel punto di intersezione con r. Nel piano euclideo si consideri un triangolo equilatero. Si consideri la proiettivit`a. Svolgimento. ed avente asse perpendicolare al segmento AK. Scelta la base v0 = 4e0 − 4e2 . rette e piani uniti rispetto ad f . sta in uno solo dei piani del fascio di asse r ed `e quindi contenuto in un’unica retta unita. f : P3 (R) → P3 (R). Lasciamo al lettore i calcoli nel caso proposto. v3 = e1 . la matrice di una soprastante di f . (a) [3 punti] Si mostri che esiste un’unica parabola. diversa da r. (b) [2 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’omologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dell’omologia. 143 . π(a. . .b) .b) = σ hv0 . Ogni punto non unito. Su ogni retta unita. −4 1 −4 −3 0 −1 0 3  (A + 21)2 = 0. v2 = −e0 − 3e1 + e2 − e3 . Quindi in ciascuno dei piani uniti. . P. inscritto in una circonferenza. (b) Abbiamo gi` a visto nel punto precedente quanto riguarda i piani uniti. v2 i ed un fascio di piani uniti. v1 = e0 . (a) [3 punti] Si determinino punti.

Dunque. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. se esiste. B. Al variare di (λ. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0.µ) =  6λ −3λ −λ  3µ − 4λ −λ λ − 2µ e det A = 27λµ(2λ + µ). ma cos`ı non `e.0) : (3X0 + 3X1 − X2 )(5X0 − X1 − X2 ) = 0. Consideriamo quindi il sistema di quarto grado  2 x + y2 = 1 √ . (c) [3 punti] Si scriva l’equazione di una curva.144 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO (c) [3 punti] Il fascio contiene altri cerchi diversi da C ? Vi sono cerchi nel fascio di coniche passanti per A. Ci`o risponde completamente alla prima domanda.−2) : (15X0 − 3X1 − 5X2 )(X0 + X1 − X2 ) = 0. P4 = 2 3 . B. (a) La generica conica del fascio ha matrice   15λ 6λ 3µ − 4λ A(λ. µ). C(1. 0 0 1 P3 = 0 3 1 . . In P2 (R).1) : X2 (3X0 − X2 ) = 0. (b) Per determinare le coniche degeneri. possiamo scegliere un riferimento ortonormale in cui C : x2 + y 2 = 1. C e K? Svolgimento.µ) : 15λX02 + 12λX0 X1 − (8λ − 6µ)X0 X2 − 3λX12 − 2λX1 X2 + (λ − 2µ)X22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. tutte le coniche del fascio sarebbero cerchi. K = e 1 0  √  − 23 B= . P2 = 5 . Dunque vi sono tre coniche degeneri nel fascio. (b) [3 punti] Al variare di (λ. C(1.  ESERCIZIO 3. ovvero C(0. µ). si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 + X1 − X2 = 0. Tutte le coniche passano per i quattro punti base  1  1 P1 = −1 . Che relazioni ha tale curva con le coniche degeneri del fascio? Svolgimento. A = . vi `e un’unica coppia di rette reali passante per questi quattro punti. contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio. appartenenti al fascio. due dei quali ci sono gi`a noti (A e B). si determini l’equazione canonica delle eventuali iperboli equilatere. 3x − 2 3(y − y 2 ) = 0 Sostituendo nella prima equazione l’espressione di x in funzione di y ricavata dalla seconda equazione e tenendo conto dei due punti di intersezione A e B. (y − 1)(2y + 1)(2y 2 − 3y + 3) = 0 che ha come soluzioni. si ottiene il sistema ( x = √23 (y − y 2 ) . Il fascio di coniche passanti per A. (c) Se vi fosse un’altro cerchio. (a) [3 punti] Si determinino i punti base. C e K `e costituito solo da iperboli equilatere (perch´e?). imponendo le condizioni di − 12 √ passaggio per A. cerchiamo i quattro punti di intersezione tra C e P. µ). non degeneri. Allora l’asse della parabola P `e parallelo all’asse orizzontale e. (a) Non `e restrittivo supporre che la circonferenza circoscritta ad ABC abbia    raggio unitario 0 0 e inoltre. oltre ai due punti detti. due punti di coordinate complesse coniugate. le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. si ottiene l’equazione P : 3x − 2 3(y − y 2 ) = 0. B e K.

−1) : 15X02 + 12X0 X1 − 14X0 X2 − 3X12 − 2X1 X2 + 3X22 = 0. In P3 (R).  ESERCIZIO 4. µ 2λ−3µ=0 √ 27 10 100 . Dunque. Questa conica contiene i tre vertici delle coniche degeneri del fascio (perch´e?). (b) Nel piano affine che si ottiene togliendo   la retta X0 = 0. Quindi la situazione `e descritta nel diagramma a fianco. rappresenta i valori per cui si ottengono iperboli.145 MATEMATICA 3 – prova scritta del 23 settembre 2008 La retta X0 + X1 − X2 = 0 contiene due punti base del fascio e quindi. mentre la zona bianca. (a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. una delle quali `e degenere. µ) per cui si ottengono ellissi. per tali valori delle Xi . Posta la consueta metrica euclidea. (−4λ + 3µ)X0 − λX1 + (λ − 2µ)X2 = 0  al variare dei parametri omogenei (λ. (a) La quadrica ha matrice 1  0 A= −2 0   0 −2 0 2 0 2  0 −1 0 2 0 5 e det A = −30. ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (λ. λ(−4x0 − x1 + x2 ) + µ(3x0 − 2x2 ) = 0 ha soluzioni non banali. il sistema lineare omogeneo  λ(6x0 − 3x1 − x2 ) = 0 . det A0 = −6. Si determini il luogo formato dai centri dei cerchi tagliati su Q. se esistono. L’iperbole equilatera `e λ λ=0 C(1. di equazione canonica X 2 − Y 2 =  x0  (c) I centri sono i punti propri x1 x2 che sono soluzioni di uno (almeno) dei sistemi lineari 6λX0 − 3λX1 − λX2 = 0 . a punti ellittici e la sua restrizione al piano improprio `e non 1 ! definita e non degenere. quindi nello spazio affine `e un iperboloide ellittico. il tipo di conica `e −3λ −λ determinato dal segno di det −λ λ−2µ = 2λ(3µ−2λ). µ). . Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole del fascio. si determinino l’equazione canonica e gli assi di Q. ` vero che esiste un’affinit` ` vero che esiste una proiet(b) [2 punti] E a che trasforma Q in un paraboloide? E 3 tivit`a di P (R) che trasforma Q in un ellissoide? (c) [3 punti] Si determinino. Che relazione ha questo luogo con il punto (improprio) di intersezione delle due giaciture che tagliano cerchi su Q? Svolgimento. nel piano affine che si ottiene mandandola all’infinito. il fascio `e costituito tutto da iperboli con gli asintoti paralleli alle direzioni corrispondenti ai due punti base impropri. si consideri la quadrica Q : X02 − 4X0 X2 + 2X12 + 4X1 X3 − X22 + 5X32 = 0. i piani che tagliano cerchi su Q. Si tratta quindi di una quadrica non degenere. per cui deve aversi (6x0 − 3x1 − x2 )(3x0 − 2x2 ) = 0 che `e l’equazione di una conica degenere contenente i centri delle coniche del fascio. Il centro `e il punto C = 0 −2 0 .

I luoghi dei centri sono due rette per il centro di Q contenute nel piano polare del punto di intersezione tra le due giaciture (perch´e? Scrivere l’equazione delle due rette!). (b) Non possono esistere affinit` a (reali) che trasformino Q in un paraboloide perch´e una tale applicazione induce una proiettivit` a nel piano all’infinito che non pu`o quindi trasformare una conica non degenere in una degenere. 6. ad esempio il piano X2 = 0. 0 2 P3 = Gli assi hanno quindi equazioni affini  h1 : x=0 . (c) Le intersezioni tra Q e l’assoluto sono le soluzioni del sistema    X0 = 0 Q ∩ H : X12 + X22 + X32 = 0 . al variare di s e t in R. z=0  h2 : y = −2 . ovvero P1 = 0! 0 . x + 2z = 0  h3 : y = −2 . l’equazione canonica `e 51 X 2 − 15 Y 2 − 65 Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha gli assi della quadrica come assi coordinati.  . 1. che determinano le direzioni degli assi.   2 2 2 2X1 + 4X1 X3 − X2 + 5X3 = 0 Il fascio di coniche determinato da Q ed H sul piano improprio contiene la conica  X0 = 0 (X1 + 2X3 )2 − 2X22 = 0 che si spezza nel prodotto di due rette reali che danno quindi le giaciture dei piani che√tagliano cerchi sulla quadrica. Per trovare delle proiettivit` a che trasformino Q in un ellissoide. 1 0 P2 = 0 ! 2 . 2x − z = 0 Infine.146 MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO Il polinomio caratteristico di A0 `e det(A0 − λ13 ) = (λ + 1)(λ − 1)(λ − 6) e quindi gli autovalori sono −1. 0 −1 0! 1 . Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini τt : x + 2y + 2z = t e √ σs : x − 2y + 2z = s. basta trovare delle proiettivit`a che mandano all’infinito un piano che intersechi Q solo in punti non reali.

(c) [3 punti] Considerando lo spazio euclideo immerso nel modo consueto nello spazio proiettivo. ESERCIZIO 4. . . si considerino le tre rette    x+y−z =0 x+y+z =0 x − 3y + z + 1 = 0 r: s: t: . µ). sghembe. a due a due. Al variare di (λ. π2 : X2 − X3 = 0. 2x − 2y − 1 = 0 2x − 2y + 1 = 0 x − 3y − z − 1 = 0 (a) [2 punti] Si verifichi che le rette sono. contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio.Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica) prova scritta del 11 dicembre 2008 ESERCIZIO 1. non degeneri. che sia il quarto armonico dopo π1 . e3 }. π4 . di matrice  1 0 −2 1 1   0 −2 0 A=  2 0 5 −1 0 −1 0 −4  nel riferimento canonico {e0 .µ) : −(4λ + µ)X02 + 4λX0 X2 (λ + µ)X12 − 2µX1 X2 + (µ − λ)X22 = 0 al variare dei parametri omogenei (λ. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta 2X0 + X1 − X2 = 0. f : P3 (R) → P3 (R). le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche del fascio. π2 . appartenenti al fascio. . Quante sono le proiettivit` a soddisfacenti a questa condizione? Come determinarle tutte? ESERCIZIO 3. π3 . E asse P ∨ Q? ESERCIZIO 2. In P2 (R). (c) [3 punti]Si consideri l’involuzione sul fascio di asse r che lascia uniti π1 e π2 e manda π3 su π4 . si determini l’equazione canonica delle eventuali iperboli equilatere. (b) [2 punti] Si determini un piano. Nello spazio euclideo. (b) [3 punti] Al variare di (λ. si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. Q. µ). Si scriva la matrice di una proiettivit` a f : P3 (R) → P3 (R) che induca l’involuzione data sul fascio. . rette e piani uniti rispetto ad f . (a) [3 punti] Si determinino punti. Si considerino in P3 (R) i tre piani di equazioni omogenee π1 : X0 − X1 + X2 = 0. (b) [3 punti] Si determini l’equazione di una quadrica. si consideri il fascio di coniche di equazioni C(λ. se esiste. µ). (a) [3 punti] Si determinino i punti base. (c) [2 punti] Si scriva l’equazione di una curva. . Ponendo su questo piano l’usuale metrica euclidea. contenente le tre rette nel supporto. affine e metrico. π3 : X0 − X1 − X2 + 2X3 = 0. Si consideri la proiettivit`a. (a) [3 punti] Si verifichi che appartengono ad uno stesso fascio di piani e si scriva una rappresentazione parametrica dell’asse. si classifichi Q dal punto vista proiettivo. (b) [2 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce un’involuzione e si determinino in ogni caso gli elementi uniti. ` vero che f induce un’involuzione nel fascio di piani di (c) [3 punti] Siano P e Q due punti uniti per f .