EDIZIONE SPECIALE

NUMERO uno

5 aprile 2004

Editoriale
20 Marzo 2004: la prima copia del Numero Zero - Speciale Elezioni viene diligentemente recapitata all'ingresso del Collegio Volta. Galeotta una bici sfrecciante, la seconda copia approda invece in una sperduta auletta del Dipartimento di Matematica, dove occhialuti e sapienti custodi di formule misteriche (non può che apparire così chi discetta di derivate e di "alchemiche" matrici, ad occhi profani) osservano incuriositi le otto pagine fresche di tipografo. Sotto il sole di una giornata più che primaverile, la copia numero tre segue eroica il destino delle sue sorelle-di-stampa: nelle mani di informatici e architetti sarà sfogliata, consultata, commentata e glossata tra le panche erbose del polo d'ingegneria, la Nave. E poi via, di nuovo - e di corsa: tra i medici del bar del Cravino; su e giù per il Cortile delle Magnolie; uno slalom tra i bei chiostri di Piazza Botta; gradini in salita scalinate in discesa, sale studio, bar e biblioteche. Finché il nostro compito può dirsi concluso, finché Inchiostro ha raggiunto ogni anfratto dell'immenso Ateneo. Inchiostro? "Ma allora esiste ancora!" pensano gli studenti più "anziani", che delle maree dei flussi e riflussi - degli stravolgimenti redazionali e delle virate di rotta della nostra "storica" testata sono stati fedeli testimoni. Per altri, invece, è questa l'occasione per avere sotto il naso per la prima volta una pagina della testata che nasce per essere la loro voce; i più sospettosi si ritraggono circospetti di fronte all'eventualità di un qualche stratagemma propagandistico, colorato di una qualsiasi gradazione politica... Inchiostro - Numero Zero voleva essere vademecum nella fittissima, labirintica giungla delle elezioni universitarie. Ancora di più, lo sguardo di Inchiostro era fisso ad una meta: trasformarsi in “servizio d'informazione”, rigoroso e completo. Un'informazione che fosse in grado di rendere visibile l'attualità, sottolineando la rilevanza dell'esercizio personale del nostro diritto di voto. Saremo riusciti nel nostro intento? Se possiamo dirci soddisfatti del nostro lavoro è anche grazie alla consulenza di alcuni collaboratori: una menzione doverosa a Francesco Giambelluca, rappresentante ISU degli studenti , in grado di chiarire ogni dubbio da novizia della sottoscritta. Se poi vogliamo interrogare i freddi numeri: guidati dalle percentuali dell'affluenza alle urne (il nostro delfico responso) veniamo a scoprire che il numero dei votanti può dirsi praticamente raddoppiato. 2400, i coraggiosi elettori dell'anno accademico 2001-2002, sono ora 4100. Tra questi quattromila... quanti i lettori di Inchiostro? Luna Orlando

Elezioni Universitarie: tutti i risultati
Tre liste, più di duecento candidati, 4000 studenti nei seggi. Ciò che ha stupito maggiormente in queste elezioni non è stato il vincitore, ma l’affluenza alle urne. Facoltà per facoltà, gli scrutatori e i curiosi dell’una o dell’altra lista sono rimasti increduli nel vedere che più del 10% degli studenti ha voluto dedicare quei 10 minuti (non occorre di più) per esprimere il proprio voto. 10%... non sembra molto Purtroppo, come spesso accade nelle attività scolastiche del “tempo libero”, il menefreghismo prende il sopravvento, lo studio spaventa, il tempo è poco e la politica fa schifo. Il risultato? Poca gente va a votare. Nonostante questo fatto, però, si può ugualmente parlare di successo per vari motivi, in primis per l’affluenza delle scorse elezioni: in quell’occasione meno del 7% degli aventi diritto erano entrati in un seggio elettorale (poco più di 2000 studenti). In secondo luogo, le varie campagne elettorali, l’elevato numero di candidati, e un poco anche “Inchiostro” hanno migliorato l’informazione, decisamente carente nelle votazioni di due anni fa. Tre liste? I nostri lettori che sono andati a votare hanno sicuramente notato la mancanza del programma di Azione Universitaria sullo scorso numero. Mi preme sottolineare che tale lacuna non è stata una precisa strategia del giornale, ma semplicemente una precisa strategia della lista: Azione Universitaria non ha voluto la pubblicazione del proprio programma elettorale su “Inchiostro”.

IN QUESTO NUMERO
Leonardo Pistone e Mattia Quattrocelli ci fanno dono, a pagina due, delle loro nuove rubriche, dedicate rispettivamente al Jazz e all’alfabetizzatone scientifica. Luca Raineri ci parlerà invece di “No man’s land”, uno spettacolo teatrale nel cartellone di marzo del Teatro Fraschini. Aveva un carattere forte e idee precise sulla musica che voleva suonare; o in altre parole, era insopportabile. Kind of Blue Non è accettabile diffondere il panico, dando in pasto, indiscriminatamente, alla fobia generale l’idea che i test a disposizione non siano preparati a evidenziare composti nocivi sconosciuti. ... e il putiferio fu (dalle patate)! E nello spazio surreale della Terra di Nessuno ogni contatto umano [...] diventa istantaneamente un patto di solidarietà umana. La guerra che fa ridere

di Alessio Palmero
Chi ha vinto? La vittoria, a sorpresa, è andata per lo più al Coordinamento per il Diritto allo Studio - UDU, che ha conquistato la maggioranza al Consiglio di Amministrazione, al Senato Accademico e in quattro facoltà su un totale di nove. Azione Universitaria - lista Pesato ha avuto la maggioranza a Economia, Giurisprudenza e Farmacia. Ateneo Studenti ha confermato Ingegneria. Per la Facoltà di Musicologia sono saliti i rappresentanti delle liste autonome presenti solo a Cremona (sede unica della facoltà). Le nazionali Gli unici dati ancora mancanti sono quelli relativi al CNSU, anche se parlando con i candidati della varie liste, possiamo avere una stima abbastanza fedele del risultato effettivo. Anche in questo caso l’UDU ha la meglio, battendo Azione Universitaria, Ateneo Studenti e il Movimento Universitario Padano. A pagina 3 tutti i risultati, con percentuali e numero di candidati eletti.

In terza pagina prosegue, a cura di Alessio Palmero, la maratona di “Inchiostro” che racconta questa sessione di Elezioni Universitarie: contiene tutti i risultati, comprensivi di voti, percentuali e numero di candidati eletti. Un angolo è dedicato a “Chimichemozioni” e “Notemetropolitane”, due manifestazioni culturali di cui Stefania d’Andrea ci mette al corrente. È un progetto del tutto nuovo, nato quasi per caso, [...] che aspira a superare la concezione dell’arte in spazi istituzionali e ribaltare l’idea di museo Chimichemozioni e Notemetropolitane Prima il dovere e poi il piacere? Nemmeno per sogno! Quando si tratta di politica, per sicurezza, il piacere viene prima del dovere, e si chiama campagna elettorale. Elezioni Universitarie 2004: tutti i risultati

L’ultima pagina, come in tutte le riviste che si rispettino, è dedicata alla cultura. Maria Chiara Succurro ci presenta un pittore emergente pavese, Iucu, che ha intervistato in esclusiva per “Inchiostro”. Rimane, come di consueto, l’elenco degli eventi che accompagnano Pavia nei prossimi giorni, sezione neo-battezzata “Agenda”. In particolare vengono approfonditi due eventi di particolare rilievo: la mostra di incisioni organizzata dall’associazione Alef e l’esposizione di libri antichi ideata da Elisa Grignani. E dai quadri di Iucu straborda esattamente una forte personalità, e profondissime sono le suggestioni che traspaiono nei risvolti di colori molto accesi e di forme in costante variazione. Suggestioni: materia in movimento

Giornale degli studenti dell’Università di Pavia - Iniziativa realizzata nell’ambito del programma dell’Università di Pavia per la promozione delle attività culturali e ricreative degli studenti (A.C.E.R.S.A.T.)
5 Aprile 2004 - Numero 1 Direttore: Luna Orlando Redazione: Luca Cagnola Stefania d’Andrea Mario Farina Elena Marigo Alessio Palmero Leonardo Pistone Mattia Quattrocelli Maria Chiara Succurro Hanno collaborato: Luca Raineri Larry Disegni: Mari Silk Grafica: Alessio Palmero Stampa: Industria Grafica Pavese Registrazione n. 481 del Registro della Stampa Periodica Autorizzazione del Tribunale di Pavia del 23 febbraio 1998

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Kind of Blue
di Leonardo Pistone
Questa rubrica si chiama Jazz. Volete sapere cos'è il jazz? sento già gente urlare che i generi musicali non esistono, che tutta la musica è un po' contaminata, eccetera. Per me possiamo chiamare jazz tutto ciò che assomiglia in qualche modo a Charlie Parker. Contenti? Il disco di oggi si chiama Kind of Blue, è del '59, ed è

impossibile non averne una copia; qualcuno ha addirittura scritto un libro solo su questo disco (Ashley Kahn, “Kind of Blue”, Il Saggiatore). Tra l'altro, è molto facile capire nel dettaglio cosa succede. Prendete ad esem-

pio il primo brano, So What. Dopo l'introduzione c'è una frase al basso che si ripete per 16 battute, in re minore. Poi la stessa frase va avanti un po' più acuta (in mi bemolle minore) per 8 battute. Infine ci sono 8 battute della frase originaria, e si ricomincia. So What ha quindi solo due accordi. E l'improvvisazione che segue è semplicemente stupenda. Nel gruppo suonano grandi nomi come John Coltrane e Bill Evans, quando ancora non erano veramente famosi. Miles aveva un intuito fantastico nel trovare nuovi

talenti e durante la sua lunghissima carriera (è andato avanti fino al '91 suonando veramente di tutto) ha cambiato gruppo molto spesso. Aveva un carattere forte e idee precise sulla musica che voleva suonare; o in altre parole, era insopportabile. Fatto sta che quasi tutti i jazzisti famosi di oggi si sono fatti le ossa con Miles, da giovani. Come tutti i dischi di jazz vecchiotti, dovreste trovarlo a circa 10 euri. È ottimo per iniziare, ma lo riascolterete volentieri anche quando sarete esperti di jazz. Accorrete!

Un ideale non è altro che il nucleo di un omomorfismo tra anelli.
(Larry)

Corsi e ricorsi nel marasma scientifico

La guerra che fa ridere
Recensione dello spettacolo “No Man's Land” (nel cartellone di Marzo del Teatro Fraschini)
“No man's land” è un film dello sconosciutissimo autore macedone Danis Tanovic, che nel 2002 si è arrampicato in cima al mondo e ha vinto l'Oscar come miglior film straniero. No man's land è diventato, sull'abile penna di Sandro Veronesi, un divertente spettacolo teatrale, originale e fortemente provocatorio. Originale, perché lo spettatore non può fare a meno di notare il contrasto, fin troppo esibito, che nasce da un plot tipicamente cinematografico recitato sul palco del Fraschini, che di hollywoodiano ha ben poco, e ancor meno di balcanico. E ancor più appariscente è il contrasto fra il naturalismo tipico della recitazione cinematografica e l'ostentata artificiosità della tecnica teatrale: i dialoghi di Veronesi sono tutti un fiorire di “cazzo!”, “puttana”, “coglione” e simili amenità, roba che ci si stupisce di vedere fra i raffinati stucchi e la maschere pinguinate dell'aristocratico Teatro Fraschini. Marco Baliani, che interpreta il protagonista, e che il mio offuscato intelletto umilmente reputa un Genio, una semi-divinità del palcoscenico, fa quel che può per conciliare i due registri, che magari grazie alla sua mediazione non fanno proprio a pugni ma si insultano solo un po' dalla distanza: ma il contrasto rimane comunque, lo spettatore non può fare a meno di notarlo e di rifletterci su. Tanto meglio. No man's land è anche provocatorio, e attraverso l'accusa indirettamente rivolta all'ONU costringe lo spettatore a non essere neutrale, perché di fronte alla guerra anche la neutralità è una scelta ben precisa. Provocatorio anche perché parla di guerra. È vero, penserà il lettore avveduto (se mai esistono lettori avveduti che leggono questo giornale), ma ormai di guerra parla pure Emilio Fede, che non mi sembra esattamente l'emblema della provocatorietà eversiva. Sì, ma qui sulla guerra, sul dramma, sulla tragedia della guerra, qui si ride. Non c'è niente di eroico nella guerra. I protagonisti, che

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... e il putiferio fu (dalle patate)!
Nell’agosto 1998 Arpad Pusztai, del Rowett Intitute di Aberdeen, lanciò a gran voce, da uno studio televisivo inglese, un j’accuse formidabile contro i cibi OGM: secondo suoi esperimenti appena conclusi, alcuni topi presentavano una serie di infiammazioni e rigetti dovuti ad una dieta di patate transgeniche. Ovviamente la stampa si buttò a capofitto sullo scandalo, senza sapere, però, che il lavoro di Pusztai non era stato sottoposto ad alcun tipo di controllo scientifico e metodologico; varie commissioni indipendenti britanniche, dato lo scalpore suscitato, avviarono una serie di controlli sulle misurazioni di Pusztai, rivelando gravissimi errori di metodo e interpretazione: fu lanciato l’appello a proseguire gli esperimenti e, sulla base di controlli incrociati e statisticamente significativi, la ricerca ha mostrato che le patate incriminate lo erano ingiustamente. Le “patate di Pusztai” sono un caso particolarmente significativo di quanto il dibattito sugli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sia truccato e basato su tante paure e pochi dati. Un organismo OGM è un organismo superiore, come una pianta o un animale, sviluppatosi a partire da un manipolo di cellule, nel cui nucleo è stato iniettato un gene o una famiglia di geni estranei al corredo naturale. I geni cosiddetti “transpiantati”, inseriti in cellule in laboratorio, che, soltanto dopo, sono innestate in un embrione in formazione, servono per produrre una data proteina con una data funzione, magari (è l’indirizzo della ricerca degli ultimi due anni) soltanto in determinati tessuti dell’organismo ospite, come il latte di una mucca o i semi di una pianta di mais (transgenesi ad effetto mirato). Il dibattito sugli OGM (parliamo di quello vero, supportato da dati sperimentali accertati e ripetuti) verte soprattutto su quanto possiamo conoscere di quello che creiamo in laboratorio: occorre tener presente, infatti, che inserire dei geni animali in vegetali, o viceversa, è un’operazione inedita nell’evoluzione naturale. Per questo una moltitudine di commissioni di controllo vaglia costantemente tutti i brevetti OGM presentati ogni anno in Europa o USA o UK, autorizzandone il commercio soltanto per uno o due ogni due anni in tutto il mondo. È forse questa la sede, dunque, per sfatare alcuni miti mediati-

di Luca Raineri
più che spietate macchine belliche vendicatrici paiono bambini capricciosi, non possono non suscitare la compassione dello spettatore, quando sembra che l'unico scopo della loro carneficina fratricida sia di costringere l'avversario ad ammettere “Scusa, ho cominciato io”, con le buone o con il fucile spianato. C'è un solo fucile sul palco, che i protagonisti si contendono: lo spettacolo chiarisce in modo brillante e inequivocabile che il torto sta sempre dalla parte di chi è disarmato. Lo stereotipo dell'efferato battagliero invasato, del marine e del militante di Al Qaeda, si scoglie. E nello spazio surreale della Terra di Nessuno ogni contatto umano, sia esso con un compagno, un nemico o un funzionario dell'ONU diventa istantaneamente un patto di solidarietà umana. Nella profonda umanità delle persone comuni coinvolte in questa sporca guerra, è impossibile uccidere a sangue freddo, o peggio lasciar morire un uomo di cui si sono condivise, foss'anche involontariamente e per poche ore, le sofferenze e le aspettative, che si è toccato con mano, che finalmente si è visto da vicino, e non filtrato da un mirino, dall'altra parte della trincea. In questa contesa che si pretende seria, l'ONU dimostra tutta la sua inefficacia, paralizzata com'è dalle pastoie burocratiche, quando l'urgenza di salvare vite umane pretenderebbe interventi ben più seri ed energici; e soccorrere uomini inermi diviene riprovevole se prima non si ha compilato l'apposito protocollo. Questo è l'assurdo della guerra. E su di essa si ride, è vero, ma è un riso amaro, disincantato, per forza di cose umoristico, e tutta la vicenda pare catapultata in una cornice beckettiana. Ne risulta uno spettacolo che è certamente piacevole, ma di sicuro non immediato e né intuitivo: sconsigliabile assistervi dall'economico ma massacrante loggione al quinto anello, in piedi, dopo una cena al kebab (come ha fatto l'incauto autore di codesta recensione).

di Mattia Quattrocelli
ci: innanzitutto, gli OGM non hanno nulla in comune con diete e cure a base di ormoni, la cui nocività su allevamenti e coltivazioni è ormai largamente accettata; secondo, non è accettabile diffondere il panico, dando in pasto, indiscriminatamente, alla fobia generale l’idea che i test a disposizione non siano preparati a evidenziare composti nocivi sconosciuti: provate ad applicare questo timore, basato su una percentuale veramente irrisoria, ad ogni attività volta all’uomo, come la farmacologia o persino la cosmesi… I veri interrogativi da porsi sono, invece, sostanzialmente due, ed entrambi di natura più politica che scientifica: come controllare l’etichettamento? E soprattutto, dato che i geni, una volta transpiantati, sono trasmissibili alla progenie, per esempio, tramite impollinazione, vogliamo una volta per tutte deciderci sulla possibilità o meno di dare il via all’agricoltura GM? I cicli di riproduzione di batteri e piante GM non aspettano certo i tempi di un dibattito interessato e disinformato. Ah, dimenticavo: l’insulina che tiene in vita i diabetici è prodotta da batteri modificati artificialmente e, molto probabilmente, il pane che avete sbocconcellato a pranzo è fatto con farina di grano GM…

libri e riviste
LeScienze – gennaio 2004 pp. 56-66 A. Meldolesi – Organismi Geneticamente Modificati. Storia di un dibattito truccato – Ed. Einaudi – Torino 2001

internet
www.politicheagricole.it/info/ comunicati/home.asp Sito del nostro Ministero per leggere le motivazioni del nostro NO agli OGM www.isaaa.org Sito del Servizio Internazionale per l’acquisizione delle applicazioni biotecnologiche, per avere un’idea dell’estensione delle coltivazioni OGM nei vari Stati

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Elezioni Universitarie 2004: ecco i risultati finali!
E lo “Studente Indipendente” Matteo Bertani? Ha letteralmente spopolato! Dei circa 50 votanti nel cdl in Fisica, la lista “Studenti Indipendenti” ha raccolto 34 preferenze, il che significa la maggioranza assoluta. Diamo ora il significato del simbolo della sua lista. Esso ricalca l'intenzione della lista rivolta ai soli studenti di fisica: è una simpatica parodia della squisita metafora quantistica meglio nota come "gatto di Schrödinger", la cui formulazione matematica può ritenersi con buona approssimazione l'espressione del principio di indeterminazione di Heisenberg, riportata sul simbolo stesso.

di Alessio Palmero
candidato del Coordinamento si sveglia alle 4 e sa che dovrà correre più di quello di Azione Universitaria, altrimenti sarà lui a mettere le locandine; il candidato di Azione Universitaria si sveglia alle 4 del mattino e potrebbe correre più di quello del Coordinamento, ma sa che, aspettando le 6, può felicemente coprire le locandine del Coordinamento. Ora, però, torniamo alle calde giornate primaverili. Talmente calde che sui prati dell’Università gli studenti possono finalmente giocare e correre come piccoli cagnolini scodinzolanti... finché non mi arriva un frisbee sulla testa e i piccoli cagnolini scodinzolanti diventano razze miste (in parole povere: bastardi). Mi avvicino al banchetto che regala questi gadget e noto una splendida tazza in ceramica, accendini, addirittura profilattici... insomma, Bacco, Tabacco e Venere; tuttavia questo non placa l’afa che mi ha colto di sorpresa in una tranquilla mattinata di marzo. Ecco in lontananza il miraggio: un gruppo di ragazzi regala bibite e lecca lecca. Che sia il paese dei Balocchi? Mi devo fidare? Come prevedevo, sono quelli di Ateneo Studenti, forse non dovrei cedere, ma la sete supera ogni dignità. Guardo poi con simpatia qualcuno che rifiuta il bicchiere di plastica preferendo assaporare tali prelibatezze in una tazza firmata Coordinamento; tutto sommato quelli di Ateneo non se la prendono, e stanno al gioco. Sembrano invece meno serene le fanciulle di Azione Universitaria che, lasciato il banchetto in balia del Coordinamento per andare a pranzare, lo ritrovano ricoperto di adesivi con scritto “Vota Giordano”. La guerra è guerra.
UDU Azione Universitaria Ateneo Studenti Mov. Univ. Padano 1576 1198 750 50

CNSU
45% 34% 21% 1%

C.d.Facoltà - Scienze Politiche
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 246 98 0 67% 27% 0%

C.d.Facoltà - Medicina
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 318 283 167 40% 36% 21%

Numero seggi: Co 7, AU 2, AS 0

Numero seggi: Co 18, AU 16, AS 7

Senato Acc. - Area umanistica
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 847 542 349 45% 29% 19%

C.d.Facoltà - Lettere
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 276 45 89 65% 11% 21%

C.d.Facoltà - Ingegneria
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 158 148 257 27% 25% 44%

Numero seggi: Co 1, AU 1, AS 0

Numero seggi: Co 12, AU 2, AS 4

Numero seggi: Co 6, AU 6, AS 10

Senato Acc. - Area scientifica
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 760 714 628 34% 32% 28%

C.d.Facoltà - Giurisprudenza
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 153 170 95 36% 40% 22%

C.d.Facoltà - Farmacia
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 0 282 71 0% 72% 18%

Numero seggi: Co 1, AU 1, AS 0

Numero seggi: Co 3, AU 3, AS 2

Numero seggi: Co 0, AU 8, AS 2

Consiglio di Amministrazione
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 1638 1260 939 40% 30% 23%

C.d.Facoltà - Economia
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 192 250 117 33% 43% 20%

C.d.Facoltà - Scienze MMFFNN
Coordinamento Azione Universitaria Ateneo Studenti 260 47 150 52% 9% 30%

Numero seggi: Co 1, AU 1, AS 1

Numero seggi: Co 3, AU 5, AS 2

Numero seggi: Co 19, AU 2, AS 15

Chimichemozioni e Notemetropolitane
No, niente farneticazioni! Sono semplicemente due splendide iniziative artistiche organizzate dal Settore Cultura del Comune di Pavia, affiancato dal GAI; Circuito Giovani Artisti, che “invaderanno” letteralmente la nostra città da sabato 3 aprile a domenica 2 maggio. Sono due progetti che nascono e crescono parallelamente, ma che si compenetrano completandosi e hanno i medesimi scopi. Fare emergere e promuovere i giovani artisti che danno voce all’arte contemporanea sono i comuni presupposti e al tempo stesso i fini di entrambe le iniziative, che possono pertanto essere considerate due diversi aspetti di un medesimo progetto. Il Settore Cultura infatti si è promesso di fare in modo che il pubblico incontri l’arte nella quotidianità, in luoghi non consueti: è quindi l’opera stessa che si fa conoscere dalla gente, pubblico involontario e spontaneo dello spirito artistico che improvvisamente si manifesta. “Chimichemozioni” è una rassegna musicale e artistica, ormai alla sua quinta edizione, che propone una vera e propria panoramica sugli strumenti e le modalità di espressione degli artisti giovani e meno conosciuti. Avrà luogo a Spazio Musica e nella chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri e consisterà in una serie di concerti che spaziano dalla musica elettronica, prevalente nelle scorse edizioni, al jazz, al blues, ai ritmi popolari, per abbracciare stili diversi. Quest’anno, a questa consolidata rassegna si affianca per la prima volta “Notemetropolitane”, organizzata dal GAI di Pavia, il cui tema centrale verte sulla città e l’arte in essa, in tutte le sue manifestazioni. È soprattutto quest’iniziativa a portare le opere d’arte negli spazi cittadini considerati, di consuetudine, inadatti ad ospitare prodotti artistici. È un progetto del tutto nuovo, nato quasi per caso, ispirato dai propositi e dal senso di “Chimichemozioni”, che aspira a superare la concezione dell’arte in spazi istituzionali e ribaltare l’idea di museo: le opere dei giovani artisti partecipanti all’iniziativa verranno esposte in negozi e ristoranti, luoghi i cui fruitori sono abitualmente lontani dal pensiero di confrontarsi con una produzione artistica. Al contrario di “Chimichemozioni” questo progetto non ha un suo pubblico consolidato, le opere saranno viste da persone tra loro molto diverse sia per età che per attitudini. Dai cortometraggi girati da alcuni tra i giovani artisti di “Notemetropolitane” sono stati selezionati degli still frames che, insieme a opere fotografiche, verranno esposte nel negozio di abbigliamento Carlo Paveri, nel salone di parrucchiere di Luigi Andena, in uno spazio della Banca Regionale Europea - dove verrà presentata un’opera che sarà visibile anche di notte - e al ristorante Gran Bollito. Inoltre alla pellicceria Dellera saranno esposti dodici lavori dell’artista libanese Mayada Nazha in un site specific, ossia un’installazione studiata appositamente per il luogo. Inoltre il montaggio in sequenza degli still frames tratti dai cortometraggi verrà proiettato dopo i concerti a Spazio Musica e in Santa Maria Gualtieri e costantemente nel salone del parrucchiere Luigi Andena. Tra i lavori sono di grande impatto è da segnalare il video del giovane artista albanese Armando Lulja, intitolato “Brotherwood Phobia”, del 2003. Nel corso della sua partecipazione alla Biennale di Tirana Lulja si è reso conto della mancanza di lavori di artisti provenienti da Paesi del Terzo Mondo, traendo da questo fatto ispirazione per un video che intende sottolineare proprio la noncuranza abituale nei confronti di questi Stati. “Chimichemozioni” e “Notemetropolitane” vogliono quindi dare spazio ai giovani artisti e offrire una panoramica più completa dell’arte contemporanea, vista da varie prospettive, dalla musica, alla pittura, alla fotografia. Sono iniziative che non hanno bisogno di inviti veri e propri per incontrare il pubblico, perché senza difficoltà le opere dei giovani artisti, pavesi e non, cercheranno spontaneamente il contatto con la gente. Non resta altro che fermarsi a guardare l’opera che ci viene incontro!

di Stefania D’Andrea dove come quando
3 aprile 2004, ore 22.00 Spazio Musica Via Faruffini 5 - PAVIA
LAURA FEDELE Interpreta Tom Waits Canzoni di Tom Waits liberamente tradotte e riadattate da Laura Fedele con la supervisione di Tom Waits: il mondo notturno del musicista californiano prende vita attraverso uno spettacolo di sapore teatrale, dove la matrice jazzblues della cantante e pianista si colora di toni circensi e sperimentazioni elettroniche… Dallo spettacolo è tratto il CD "Pornoshow", uscito nel Maggio 2003. Laura Fedele, voce, piano e fisarmonica Francesco Licitra, sax e clarinetto Massimo Mariani, chitarra Marco Mistrangelo, contrabbasso Marco Castiglioni, batteria e percussioni

Cosa non fare per un voto... Prima il dovere e poi il piacere? Nemmeno per sogno! Quando si tratta di politica, per sicurezza, il piacere viene prima del dovere, e si chiama campagna elettorale. Come nel celeberrimo libro “La vera del Dottor Jekyll e del Signor Hyde”, anche a Pavia accadono mutamenti misteriosi. Di giorno i candidati delle varie liste hanno i loro banchettini in cui dicono come votare, cosa fare, spiegano che ci sono più liste e che “gli altri” non sono nemici, ma soltanto persone che la pensano in modo diverso. Ma di notte... scoppia la guerra fredda (più che altro a causa della temperatura): il

17 aprile 2004 , ore 22.00 Spazio Musica Via Faruffini 5 - PAVIA
THRUST Nato nel 2000 il gruppo composto da Pepe Ragonese alla tromba,Giovanni Giorgi alla batteria e Pancho Ragonese al piano e fender rhodes, si avvale di due situazioni musicali distinte, ma legata da una ricerca di atmosfere e beat particolari partendo da una matrice jazz. La formazone comprende Tonino De Sensi al basso,nella situazione elettrica e di Marco Vaggi al contrabbasso in quella acustica. Il repertorio è quasi completamente composto da brani originali in entrambe le situazioni. Abbiamo quindi una fusione di jazz,funk,drum&bass e jungle. Segnialiamo anche un album di prossima uscita dal titolo "We Love U". Pepe Ragonese, tromba Giovanni Giorgi, batteria Pancho Ragonese, piano e fender rhodes Tonino De Sensi, basso elettrico

Il dito puntato
SERVIZI O DISSERVIZI? Dal 15 marzo 2004 ha avuto inizio una raccolta di firme tra gli studenti dei Dipartimenti dislocati in Piazza Botta (Filosofia e Psicologia) per proporre un cambiamento strutturale della sede. La questione riguarda i servizi igienici del dipartimento, che arrecano svariati problemi, primo fra tutti l'assenza di servizi per disabili, e in secondo luogo la spiacevolezza della condizione igienica, che nei mesi più caldi si può toccare con mano (naso?). In più, i servizi, in conseguenza alla loro ubicazione (di fronte allo sportello della biblioteca), risultano gravemente fuori norma per quanto riguarda la privacy dei fruitori. Per mezzo della petizione viene proposto di spostare le strutture igieniche in altra zona del dipartimento (al posto dell'auletta Paideia, dove sono situati i computer), più confacente le esigenze sottolineate. Le firme vengono raccolte presso la segreteria di Piazza Botta sotto la supervisione del tutor Giovanni Mariani. Volete puntare il dito su ciò che non va nella nostra Università? Scrivete alla redazione di Inchiostro.

22 aprile 2004 , ore 21.30 Chiesa di S. Maria Gualtieri Piazza Vittoria - PAVIA
PEMM - Popular Electronic Music Mouvement Roberto Aglieri, flauti, armonium ed elettronica Stefano Faravelli, piffero ed elettronica Tony Rusconi, percussioni ed elettronica

Collabora con inchiostro
Idee, critiche, suggerimenti, temi che stimolino la vostra curiosità? Volete entrare a far parte della redazione? Scrivete all’indirizzo e-mail

26 aprile 2004 , ore 21.30 Chiesa di S. Maria Gualtieri Piazza Vittoria - PAVIA
Quartetto Barueco "ControVisioni" musiche di: Glass, Balakrishnan, Sabry Samy, Nocito

inchiostro@matita.net

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AGENDA dal 6 al 20 aprile
MUSICA
SPAZIO MUSICA Via Faruffini 5 mercoledì 7 aprile 2004 THEM
Live set con l'ex band di Van Morrison

Suggestioni: materia in movimento
Incontro con Iucu, giovane artista pavese Avanguardia tra scultura, design e sperimentazioni formali
E' straripante di idee e suggestioni di forme, colori e materiali, Radice, il laboratorio artistico di Iucu; eppure mantiene anche un gusto concreto di artigianato di buon livello e di creativà pratica, che porta l'impronta di una forza personalissima e originale. Membro del gruppo Arteaparte, associazione no profit formata da giovani artisti avanguardisti, Iucu è attualmente insegnante di disegno presso l'istituto Clerici; di sua produzione sono la maggior parte degli elementi d'arredo del Dalì, locale in cui ha da poco preso avvio il suo nuovo progetto espositivo, Mos3. Personalità forte che si riversa in molteplici generi di attività artistiche, Iucu è impegnato in vari progetti. Di uno soprattutto tiene a parlare: un concorso di pittura che si svolgerà a fine maggio, che vuole essere un caso “anche se c'è ancora molto da fare, si sente una forte risposta, e questo non tanto a livello delle organizzazioni quanto delle singole persone”. Non vi sono tanto spazi da sfruttare, quanto “spazi ancora tutti da creare, da convincere”. Così, ripensando alle difficoltà che comporta iniziare una carriera artistica e alla scarsa accoglienza che trovano le proposte, Iucu ora ha assunto il compito di supervisionare altri giovani artisti. Iucu, il cui primo amore dice essere sempre stata la pittura, ha iniziato come grafico, e in un momento successivo, dal-

MOSTRE
LA MASCHERA E GLI AFFETTI 25 anni di teatro a Pavia (1942-1967)
Mostra fotografica dalla raccolta di Erminio Maestri, a cura di Beppe Soggetti e Francesca Brignoli 3 aprile - 30 maggio nel ridotto del teatro Fraschini aperta dalle ore 17.00 nei giorni di spettacolo e negli orari 11.00-13.00 e 17.00-19.00 tutte le domeniche successive al Lunedì di Pasqua Ingresso gratuito

di Maria Chiara Succurro
ni trovino riscontro nel gusto del pubblico. Invece, quando si realizza qualcosa secondo il proprio gusto personale, si è di fronte ad una gigantesca incognita: ma è proprio il piacere che accompagna l'atto creativo il contrassegno intrinseco dell'originalità di un'opera. Perchè il mercato “non va subito, ma creato”. E il segreto è considerare l'arte un 'gioco', non un lavoro, riuscendo però al tempo stesso a prenderla seriamente, “trovando in ogni cosa che si fa un ritorno personale”, considerando il momento della creazione artistica un confronto con l'esterno in cui far sentire, forte, la propria presa di personalità. E dai quadri di Iucu straborda esattamente una forte personalità, e profondissime sono le suggestioni che traspaiono nei risvolti di colori molto accesi e di forme in costante variazione. L'elemento che si impone allo spettatore catturando fin da subito l'attenzione è l'occhio, sempre in primo piano, che Iucu ha voluto anche come proprio simbolo. Quando gli chiedo il motivo di tale iconografia, mi risponde che “l'occhio è l'unica parte della mimica che non può tradire”, e che proprio per questo gli è piaciuto sceglierlo come icona, come “espressione di massima potenza, essenziale nella rappresentazione dell'immagine”. Per il futuro, Iucu sta lavorando a progetti che lascino sempre più spazio all'idea di bottega, un'idea che lo affascina molto, fondata su una passione, quella per il Novecento, per Iucu il secolo che finalmente porta in primo piano l'artista rispetto all'opera, tanto che “non si può capire l'opera senza prima conoscere l'artista”. Per tutti questi aspetti, tanto per il suo straordinario talento quanto per l'impegno nell'apertura di uno spazio di visibilità per i giovani artisti, Iucu va tenuto d'occhio in quanto personaggio assolutamente di riferimento sulla scena della nostra città.

giovedì 8 aprile 2004 ARMONITE
Classic-prog rock

venerdì 9 aprile 2004 HAVANA CLUB
Latin groove

sabato 10 aprile 2004 ELISABETH REED
Riproposizione del monumentale "Live at Fillmore East" della Allman Brothers Band con il gruppo di Jaimie Dolce

IL GRANDE SOGNO Miti del cinema visti da Evaristo Fusar
8 aprile - 13 maggio nella Sala dell'Annunciata inaugurazione 7 aprile ore 17.00 proiezione in anteprima del film Fellini: sono un gran buguardo di Daniel Pettigrew al Cinema Corallo ore 21.00

http://inchiostro.unipv.it

giovedì 15 aprile 2004 LORENZO RICCARDI + WHA WHA BAND
Ospite speciale: Gioergio Cordini già collaboratore di Fabrizio De Andrè

MOS3
Giovanni Rossignoli, pittura realistica in acrilico su plexiglas Dalì - Viale Venezia 48 (zona confluente)

venerdì 16 aprile 2004 VIBE
Rock 'til u drop Da Santana agli Hypnotics

Capolavori incisi Dürer, Rembrandt e Goya
(Vedere box a destra)

Ad Publicam Utilitatem
(Vedere box in basso)

sabato 17 aprile 2004 THRUST
Funky-jazz, in collaborazione con il Comune di Pavia

CINEMA
CINEFORUM DEL BARATTOLO Via dei Mille 130a FILM BIANCO LO "SHINING" DEL GHIACCIO E DELLA NEVE AL CINEMA martedì 6 aprile 2004 ore 22.30 IL GRANDE SILENZIO (1967)
di Sergio Corbucci; versione restaurata

tutti i lunedì JAM SESSION tutti i martedì SOUND DIFFUSION BARATTOLO Via dei Mille 130a Ogni mercoledì dalle 21:30 alle 23:30 - Jam session di percussioni

martedì 13 aprile ore 22.30 SHINING (1980)
di Stanley Kubrick; versione in lingua originale e incensurata di 146 min.

TEATRO
TEATRO FRASCHINI Corso Strada Nuova, 136 mercoledì 14 aprile 2004 ore 21.00 TEA FOR TWO
musiche di Vincent Youmans adattata e diretta da Corrado Abbati

martedì 20 aprile ore 22.30 LA COSA (1982)
di John Carpenter; versione director's cut

CONFERENZE
mercoledì 7 aprile 2004 ore 21.00 FORME DELL'INTERPRETARE
Paolo Fabbozzi, Anna Ferruto, Paola Marion, Marco Francesconi Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri, Piazza Ghislieri 5

sabato 17 aprile 2004 ore 21.00 Orchestra sinfonica della Rai diretta da Rafael Fruhbeck De Burgos
Concerto per tre violini, archi e basso continuo di A.Vivaldi; Dead City Radio di Romitelli (prima esecuzione assoluta); Sinfonia n.2 in Re maggiore op.73 di Brahms

mercoledì 14 aprile 2004 ore 18.00 SHAKESPEARE'S PETRARCHAN HERITAGE
From the "Canzoniere" to the Sonnetts Anthony Mortimer (Università di Friburgo) Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri, Piazza Ghislieri 5

DANZA
BARATTOLO Via dei Mille 130a Ogni martedì dalle 18:30 alle 20:30 - Corso di Danza orientale

Ad Publicam Utilitatem
Libri del Seicento in mostra
Presso il Castello Visconteo dal 25 marzo al 2 maggio si terrà una mostra che riprende un piccolo ma prezioso evento della storia culturale pavese. A metà del Seicento, infatti, il frate agostiniano Filippo Lachini decise di fondare una biblioteca che fosse, fatto assolutamente raro per l'epoca, aperta alla fruizione pubblica, "ad publicam utilitatem" appunto. Le riforme teresiane di laicizzazione della cultura però travolsero la collezione che fu messa all'asta e dispersa. La professoressa di biblioteconomia Elisa Grignani è riuscita comunque a rinvenire nelle tre biblioteche pavesi 153 dei volumi originali, tuttora riconoscibili per il timbro e la nota di possesso del fondatore. L'esposizione ci mostra la grande modernità ed ampiezza di vedute del Lachini tanto nella scelta dell'apertura al pubblico quanto nella selezione dei testi.

unico a Pavia, città che si è finora approcciata nei confronti dell'arte in modo sì curioso, ma sempre molto conservatore. Solo che ora, mi dice Iucu, “la curiosità non basta, quello che serve è soprattutto un atteggiamento competente e libero da pregiudizi, capace di valutare tanto l'abilità tecnica quanto la portata contenutistica di un'opera”. Eppure mi colpisce con la sua determinazione quando gli chiedo come mai non ha deciso di andare a cercare possibilità al di fuori, magari in una grande città. Per quanto riguarda il suo rapporto con questa città, Iucu ha operato una scelta precisa fin dall'inizio: non ha voluto “'diventare grande fuori, per poi tornare a Pavia già 'grande'”, ma ha deciso di partire da zero proprio qui. Perchè

l'applicazione della scultura all'artigianato, sono nati quegli originalissimi pezzi d'arredamento con i quali allestisce i locali. Ogni singola creazione è pensata specificamente per il posto cui è destinata ed è impregnata da una fantasia creativa e da una praticità artigianale tale che ogni pezzo ne risulta unico. La singolarità di ogni opera mostra chiaramente come ciascuna di esse sia il frutto non di un lavoro meccanico, ma di un'operazione che in primo luogo diverte e coinvolge l'artista: “bisogna fare le cose come se non esistesse niente intorno” dice Iucu, e il mercato cui un'opera è destinata deve essere preso in considerazione solo in un momento successivo. Iucu mi fa infatti notare che, se l'interesse commerciale andasse a influenzare la creazione artistica, bisognerebbe allora procedere ad una sorta di "indagine di mercato" preliminare affinché le creazio-

internet
http://www.iucu.it Sito ufficiale di Iucu, con biografia e immagini varie. http://www.arteapartepavia.it Sito ufficiale dell’Associazione Artistica Arteaparte

Capolavori incisi. Dürer, Rembrandt e Goya
Approfondimento sulla mostra organizzata dall’Alef
Rimarrà aperta fino al 19 aprile la mostra Capolavori incisi. Dürer, Rembrandt e Goya allestita dall'Alef. La raccolta è composta da una serie di eccezionali opere incisorie realizzate da maestri quali Mantegna, Dürer, Rembrandt, Goya, Lucas Cranach il Vecchio, Stefano Della Bella, Jacques Callot, Andrea Andreani. Il percorso espositivo, impostato secondo un criterio cronologico, si propone di essere innanzitutto un viaggio nella storia dell'arte, per ripercorre la storia della tecnica incisoria seguendone l'evoluzione e offrendo un'esauriente panoramica delle tavole più significative. Alla mostra si accompagnano diverse attività finalizzate ad accompagnare il pubblico nella lettura delle opere. La mostra è realizzata in collaborazione con la Galleria d'arte milanese Salamon&C. proprietaria delle opere.

dove come quando
Ex convento dei Frati Crociferi Pavia, via Cardano 8 Centro Servizi per la conservazione e la gestione dei beni culturali 15 Febbraio 2004 - 19 aprile 2004 lunedi chiuso martedi - venerdi: 10.00 - 12.30 14.30 - 18.00 sabato e domenica: 15.30 - 20.00 Informazioni Tel 0382.24.376

dove come quando
25 marzo 2004 - 2 maggio 2004 Castello Visconteo

internet
http://www.alefcoop.it Il sito dell’associazione

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