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Saturno e Satyavrata, rinnovatori del cosmo

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dic 1st, 2014 | scritto da Antonella Bazzoli | inserito in Ritratto, Uomini e Miti

Nellantica Roma, tra le feste pi attese del calendario religioso vi erano


i Saturnalia. Si svolgevano dal 17 al 23 dicembre e in quei giorni, nella
citt, regnava il caos pi assoluto. Ce lo conferma Plinio il Giovane il
quale riferisce come in concomitanza con i Saturnalia fosse costretto a
lasciare Roma e a ritirarsi in un villino appartato, a causa della grande
confusione che non gli consentiva di studiare in pace (cfr. Epistole, II,
17, 24).

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RI V EL A Z I O NI

I festeggiamenti si svolgevano tra banchetti, danze ed eccessi di ogni


tipo. Anche i giochi dazzardo, proibiti nel resto dellanno, venivano
tollerati in questa settimana di fine dicembre. Caratteristica di questa
festa era la trasgressione delle norme e la mancanza di moderazione.
Erano giorni in cui persino i ruoli sociali si invertivano, tanto che agli
schiavi veniva consentito di prendere in giro i propri padroni e di sedersi
a tavola insieme a loro! Si trattava indubbiamente di concessioni
straordinarie, confermate peraltro dall epigramma di un calendario
romano del 354 d. C., in cui si legge: Dicembre procura monete doro
alla festa di Saturno, e a te o schiavo ora consentito giocare con il padrone [1].
In quei giorni di festa era usanza anche scambiarsi dei doni, in particolare pietanze, candele e sigilla.
rilievo rinasc imentale raffigurante il dio
Saturno

Questultimo termine stava ad indicare quelle statuette di cera (o di pasta) da cui deriva peraltro anche il

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termine sigillaria, ad indicare quella tradizione religiosa di Roma antica[2] da cui pare sia poi derivato il nostro
costume natalizio di scambiarci regali il 24 dicembre.
Nella festa dedicata a Saturno si svolgeva inoltre un rito, dal carattere fortemente simbolico, che si teneva nel
tempio intitolato al dio, situato nel foro romano alle pendici del Campidoglio. Allinterno del tempio, durante
tutto lanno solare, la statua del dio aveva i piedi legati con lacci di lana chiamati compedes, proprio come i
ceppi che vincolavano gli schiavi. Ebbene, solo durante la festa dei Saturnalia, il simulacro del dio veniva
liberato dal vincolo simbolico dei lacci. Il gesto del loro scioglimento stava a significare il ritorno all antico
tempo mitico noto come et delloro in cui Saturno avrebbe regnato senza guerre, e senza discriminazioni
tra liberi e schiavi. Un regno remoto e leggendario, quello di Saturno, nel quale la Natura avrebbe prodotto
spontaneamente i suoi frutti, senza che luomo dovesse faticare coltivando la terra con laiuto del bue (v.
Tibullo, Elegia I, 3, 35-50).
Non un caso che le feste dei Saturnalia si siano
svolte proprio nel lasso di tempo che nel
calendario agricolo segue la semina: infatti
questo il periodo dellanno solare in cui il lavoro si
ferma, ed questa la fase calendariale che
culmina nel solstizio invernale. Anche il sole
sembra morire, ma la sua solo una morte
apparente, proprio come quella del seme sotto
terra: una morte necessaria per consentire il
ritorno della luce e la rinascita della natura in
primavera.
Come riferisce Seneca (v. Apocol. 8,2), nel primo
giorno dei Saturnalia si nominava il Saturnalicius
I Saturnalia si svolgevano tra danze, banc hetti ed ec c essi di
princeps, una figura simbolica che per tutta la
ogni tipo
settimana doveva regnare nel caos della festa.
Noto anche con il nome di rex saturnaliorum, questo finto re potrebbe aver rappresentato lo stesso dio
Saturno. Una volta conclusi i festeggiamenti, il destino del re dei Saturnalia era quello di essere messo a
morte, tramite la rappresentazione di unuccisione simbolica. Strascichi di questo antico rituale forse

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V I SI T E GUI DA T E

sopravvivono ancora oggi, in alcune regioni dItalia, dove ancora viva la tradizione di dar fuoco ad un fantoccio
durante la notte di San Silvestro, oppure di far danzare in tondo, tra lo scoppiettio di petardi e mortaretti, una
figura burlesca nella piazza del paese.
Sempre a proposito di Saturnalia, mi sembra interessante

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riportare una tesi di Ren Gunon, il famoso assertore dellunit


e del sincretismo che lega le tradizioni pi diverse, quasi
sempre ricollegabili ad unorigine comune.
Secondo il noto studioso di simboli, vi sarebbe unanalogia
anche tra Saturno e Satyavrata, ovvero il No della tradizione
induista.
Si narra che il dio Vishnu sia apparso a Satyavrata sotto forma di
pesce per annunciargli che le acque stavano per distruggere il
mondo e per ordinargli di costruire unarca in cui chiudere i
germi della vita futura. Nel nuovo ciclo successivo al cataclisma,
sarebbe stato Satyavrata a consegnare agli uomini il Veda, cio
la rivelazione divina della religione induista. Satyavrata come
No, e come il Manu o Legislatore del ciclo attuale.
A parte le interessanti analogie tra la tradizione ind e i molti altri
mitemi che pure parlano di un diluvio universale, va notata la
radice comune dei due nomi Saturno e Satya (vrata). Entrambi
di sarc ofago romano c on figura
potrebbero rappresentare la stessa manifestazione divina che partic olare femminile
danzante
crea e ricrea il cosmo ad ogni ciclo. Il mito ind narra infatti che
Vishnu apparve a Satyavrata alla fine del ciclo cosmico che precede lattuale.
Ad ulteriore conferma di tale tesi, interessante notare che, sempre nella tradizione ind, la sfera del pianeta
Saturno venga chiamata Satya-Yuga.

UL T I M I A RT I C OL I

Una rondine non fa primavera


Il falso storico alle origini dell8 marzo
Festa delle donne alle calende di marzo
La fontana delle donne
I Lupercalia allorigine della festa degli
Innamorati
Ver sacrum sul sarcofago etrusco

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[1] cfr. J. Strzgowsky, Die Calendarbilder vom Jahre 354, in Jahrbuch des kaiserlich, deutschen
archaeologischen Instituts, suppl. I Berlin 1888, tav.X
[2] Secondo Macrobio (v.Saturnali, I, 10, 18) i sigillaria avrebbero avuto a che fare con un obbligo religioso.
Antonella Bazzoli - 7 dicembre 2010 (aggiornato il 1 dicembre 2013)
Da leggere:
Dario Sabbatucci, La religione di Roma antica. Dal calendario festivo allordine cosmico. ed. Seam, 1988
Ren Gunon, Simb oli della scienza sacra, Milano 1975
Margarethe Riemschneider, Saturnalia, I, in Conoscenza religiosa, n. 4, 1981 e n.1-2, 1982

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Tags: culti precristiani, dicembre, Natale, solstizio d'inverno

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