Sommario settimanale (10.03-16.03.

2015)
Questo «Sommario settimanale» registra gli aggiornamenti riguardo la situazione in
Ucraina Orientale, evidenziandone l’implicazione sull’economia ucraina, l’implementazione
delle reforme in Ucraina, analizzando inoltre le dichiarazioni internazionali ed ucraine e le
tendenze del sostegno internazionale all’Ucraina.
Nell’area dell’operazione antiterrorismo il nemico continua a violare le disposizioni degli
accordi di Minsk. Le formazioni terroristiche continuano ad aprire il fuoco contro le posizioni
delle truppe ucraine, utilizzando obici da 122 mm e mortai da 120 mm, i quali avrebbero dovuto
essere ritirati dalla linea di contatto all’inizio di marzo. Inoltre, durante gli scontri a fuoco e' stata
usata l’artiglieria pesante (i carri armati vicino a Shyrokino). Dal canto suo, l'Ucraina continua a
rispettare la tregua e ha consegnato alla missione dell’OSCE la lista delle armi ritirate dalla
linea di contatto nel Donbass (rapporto dell’OSCE).
Nell’arco della settimana scorsa le linee delle forze dell’operazione antiterrorismo sono
state bombardate 208 volte; a conseguenza di cio' 3 militari ucraini sono morti e 16 sono rimasti
feriti. Si può constatare una diminuzione del numero e dell’intensità dei bombardamenti ma si
registra tuttavia un'intensa attività dei gruppi di esplorazione e diversione e di ricognizione aerea
(42 droni in una settimana).
All'interno del “convoglio umanitario” russo, che ha illegalmente attraversato il confine
ucraino il 13 marzo, sono arrivate 24 macchine, tra cui 11 autobotti per benzina e 11 camion con
contenuto ignoto (rapporto dell’OSCE). Secondo quanto riferiscono i servizi investigativi, alla
stazione di Krasnodon, arrivano ogni giorno dalla Russia treni con munizioni. Nel Donbass, tra
le forze della “DNR” e della “LNR”, combattono più di 43 mila terroristi, di cui circa 9 mila
sono militari russi (la dichiarazione del quartiere generale dell’ATO). Contemporaneamente, la
parte russa si serve attivamente dei servizi speciali al fine di rafforzare gli umori dei separatisti
nel sud-est dell’Ucraina e agisce come lobby a favore di essi per mezzo di alti funzionari
finanziati dal Cremlino.
I terroristi minacciano di mettere a rischio la realizzazione degli accordi di Minsk, nel
caso in cui la parte ucraina non definisse entro tre giorni le regioni del Donbass a cui sara'
conferito lo statuto speciale. Il rischio di un fallimento degli accordi e di un rinnovo delle
operazioni militari aumenta ancora di più a causa della richiesta preliminare di Kiev, confermata
dal segretario dell’ONU il 13 marzo, riguardo la spedizione di forze di pace nell’est
dell’Ucraina.
Petro Poroshenko ha dichiarato che gli accordi di Minsk si sono rivelati un fiasco
(nonostante alcuni segnali di de-escalation): dal 15 febbraio (l`inizio del cessate il fuoco
assoluto) la modalità "silenzio" è stata violata 1.100 volte. Contemporaneamente, il Presidente
ucraino ha informato rispetto al fatto che l'Ucraina aumenta attivamente il suo potenziale di
combattimento delle forze armate per colpire in risposta all'aggressione, in caso di neccesità.
Poroshenko ha ribadito inoltre che Unione europea e Stati Uniti sono disposti a fornire armi letali
e ad introdurre nuove sanzioni nel caso diventasse realta' una nuova aggressione. Il Ministero
degli Affari Esteri ucraino è profondamente preoccupato rispetto alla mancata partecipazione
della Russia alla riunione del Gruppo consultivo congiunto del Trattato sulle Forze Armate
Convenzionali in Europa (CFE). Inoltre, la diplomazia europea ha ricevuto una lettera ufficiale
dall'Ucraina, volta a conoscere la reazione di Bruxelles in merito alla confessione del presidente
russo, Vladimir Putin, sull'annessione pre-pianificata della Crimea.

L'Ucraina invita l'UE ad inviare una missione per la sicurezza e la difesa nel Donbass, la
quale deve essere la più numerosa nella storia dell'Unione europea. Kostiantyn Yelisieiev,
Ambasciatore ucraino presso l'Unione europea, ha osservato che la sicurezza garantita da
un'eventuale missione dell'Unione europea avrebbe diversi vantaggi rispetto alla missione
dell’OSCE, le cui azioni sono limitate.
I paesi occidentali sono preoccupati per le azioni provocatorie della Russia in
Ucraina e ai confini dei paesi membri della NATO. In particolare, il Segretario Generale
della NATO, Jens Stoltenberg, ha espresso la propria delusione rispetto alla minacciosa
decisione della Russia di ritirarsi dal Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (CFE).
Egli ha inoltre espresso preoccupazione per il "numero crescente di improvvise manovre" delle
forze armate russe, così come per la "presenza militare rinforzata" ai confini tra la Russia e i
paesi della NATO. David Cameron, Primo ministro del Regno Unito, è convinto che la Russia
possa non limitarsi all`aggressione contro l'Ucraina, attaccando oltre gli Stati baltici. Egli ha
inoltre aggiunto che, se la Russia vuole essere parte del mondo del XXI secolo, deve rispettare i
confini degli altri Stati.
Philip Hammon ha affermato che le azioni del presidente Putin (annessione illegale della
Crimea e uso di forze russe nella destabilizzazione dell'Ucraina orientale) minano in modo
significativo la sicurezza delle nazioni sovrane in Europa orientale. Secondo il rappresentante
americano, Vladimir Putin non ha intenzione di seguire le regole accettate dalla comunità
internazionale e volte al mantenimento della pace ma piuttosto cerca la loro distruzione.
D'accordo con lui è Donald Tusk, il quale ha dichiarato che "credere nella buona volontà di
Vladimir Putin è ingenuo o ipocrita. La politica del Cremlino è molto più semplice dei dibattiti
complicati in Europa e negli Stati Uniti. Il presidente russo è un degno discepolo di Karl
Schmidt: in primo luogo - deve avere nemici, in secondo luogo - essere più forte di loro, e in
terzo luogo - essere con loro in conflitto e alla fine distruggerli".
Donald Tusk ha sostenuto che la Russia mette in atto ripetuti tentativi al fine di dividere i
paesi dell’UE e, in ultimo, l’UE dagli Stati Uniti. Egli ha invitato a mantenere le sanzioni vigenti
fino alla fine dell’anno, dichiarando inoltre che esse potranno essere riviste solo qualora
l’Ucraina otterrà il controllo delle proprie frontiere.
Senz’altro, l’evento più clamoroso in Russia è stato l’uscita del documentario
propagandistico «Crimea. La strada verso la patria», in cui il presidente russo, Vladimir
Putin, ha pubblicamente ammesso la regia russa dietro l'anessione della Crimea e la
partecipazione dei militari e dei servizi speciali russi nell'ostacolare l'esercito ucraino nella
penisola. In particolare, il capo del Cremlino ha dichiarato come, dopo le vicende a Maidan
dell’inverno del 2014, le forze armate della Federazione Russa fossero pronte a qualsiasi
sviluppo degli eventi. Egli ha chiarito come Mosca fosse perfino pronta a mettere in assetto da
guerra le sue forze nucleari. In relazione a cio', il Ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che
Mosca ha il diritto di dislocare l’arma nucleare in Crimea.
Nell’economia dell’Ucraina si osservano le seguenti tendenze: 1) il deterioramento dei
parametri macroeconomici (un deficit del 5,1% del bilancio annuale dello Stato rispetto al PIL,
l'aumento dell’inflazione fino al 33,2%, una diminuzione del commercio al dettaglio del 21%);
2) la stabilizazzione del corso della grivnia (a 21,5 per il dollaro sul mercato interbancario) in
seguito alle misure amministrative della Banca Nazionale ucraina, la quale ha contribuito ad un
significativo abbassamento dei prezzi per la benzina; 3) la continua diminuzione di dipendenza
dal gas russo (la quota di importazione di gas dalla Russia costituirà non più del 40%, esso verra'
sostituito da un aumento della fornitura dall’Ungheria) e la diminuzione del transito di gas dalla

Russia all’Europa; 4) l’aumento del volume dell’assistenza finanziaria internazionale all’Ucraina
(la decisione di assegnare un credito di 17,5 miliardi di dollari dal FMI; 1,8 miliardi di dollari
dall’UE, 2 milliardi di dollari dal governo degli Stati Uniti e ulteriore assistenza finanziaria dalla
Svezia, dal Giappone, dal Canada) e l’aumento delle obbligazioni cambiarie fino a 15 miliardi di
dollari, oltre alla possibilità della loro ristrutturazione (dal fondo Franklin Templeton).
Riguardo all’implementazione delle riforme in Ucraina bisogna evidenziare: 1) la
riforma giudiziaria (un’investigazione dei crimini commessi durante la Rivoluzione di Dignità,
che favorisce la crescita della fiducia negli istituti giudiziari; durante questa settimana sono stati
arrestati 4 ex collaboratori di alto grado del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina; è stato inoltre
annunciato il sospetto e la ricerca degli ex deputati a causa della votazione del 16 Gennaio 2014
per le leggi “criminali”); 2) la riforma anti-corruzione (lo sradicamento della corruzione si
complica a causa delle azioni illegittime degli ufficiali; il primo Vice Ministro della Giustizia ha
illegalmente pubblicato la cosiddetta indulgenza “di lustrazione”, la quale in generale favorisce
la formazione di impressioni negative sull’attuazione delle riforme; 3) la decentralizzazione del
potere e la riforma amministrativa (l'analisi da parte del gruppo autorizzato di esperti di progetti
legislativi in merito alla decentralizzazione delle autorità e alla riforma dei governi locali); 4) la
riforma del sistema di ordine legale (la riforma della polizia municipale, in particolare la
pianificazione dell’attivazione del nuovo servizio di pattuglia a Kyiv; la firma dell’accordo con i
partner americani riguardo all’assistenza tecnica per creare un nuovo modello di polizia stradale
in Ucraina e per fare la riforma del Ministero degli Affari Interni; la fine della riforma del
Ministero della Difesa e del Comando Generale; la riforma della nomina dei procuratori locali, i
quali devono essere nominati tramite una trasparente competizione).
Possiamo essere sicuri che, qualora ci venissero forniti i fondi per le riforme, il FMI
forzerà i nostri politici ad attuare queste riforme, salvo posticipare l'assegnazione di nuove
tranche di finanziamento; l'Ucraina si trova infatti oggi priva di altre fonti di simile
finanziamento esterno.
Il vettore principale nel conferimento di aiuti internazionali rimangono gli Stati Uniti
(fornitura di vetture blindate Humvee, di aerei da ricognizione non pilotati Raven e di altre armi
non letali; assistenza nella riforma di polizia in merito alla giustizia criminale e alla lotta contro
la corruzione; la compagnia Westinghouse è pronta inoltre ad edificare in Ucraina un impianto
per la produzione di combustibile nucleare), la Svezia (il sostegno ad una missione di pace,
l’invio di convogli umanitari nel Donbas), la Germania, l’Australia, la Polonia, l’Inghilterra, la
Norvegia, la Francia, i Paesi Bassi e la Svizzera (l’aiuto umanitario), la Romania (l’assistenza
con l’implicazione delle riforme) e l’UE (approvazione di un nuovo ordine del giorno, il quale
favorirà il processo di riforma dell'economia ucraina; invio della missione civile dell’UE).
Per questa analisi sono state utilizzate le seguenti fonti: i siti ufficiali del governo
dell'Ucraina (il sito della Presidenza, del Consiglio di Sicurezza Nazionale, del Ministero degli
Affari Esteri, del Governo), il sito di notizie "Ukrainska Pravda", il blog di Dmytro Tymchuk
“Informatsiinyi sprotyv“, l’agenzia di stampa ucraina "Unian", il telegiornale ucraino "TSN", la
rivista politica settimanale "Korespondent", il quotidiano digitale "Novyny Krymu", la rivista
settimanale “Ukrainskyi Tyzhden” e altri.