L'ITALIA SENZA PIÙ MEMORIA

Un taglio alla storia
Spese folli e documenti inaccessibili
A rischio anche la Biblioteca nazionale
Un taglio alla Storia
di CARMEN GALZERANO
ROMA - E' un grido d'allarme. Un urlo, quasi disperato, per evitare la scomparsa
della nostra memoria collettiva. Quella costruita in decenni sulla base di
documenti che raccontano l'Italia. Un colpo di grazia alla sopravvivenza
dell'Archivio Centrale dello Stato. Per il sovrintendente Agostino Attanasio non
c'è dubbio: con questo ennesimo taglio ai fondi della cultura è la nostra storia, la
nostra cultura come uomini e come Paese, che rischia di scomparire. Una mole
imponente di documenti spesso rari e preziosi, come gli originali dei Quaderni
del carcere di Antonio Gramsci o le carte sul sequestro Moro, che testimoniano il
percorso fatto dall'Italia dall'unità ad oggi.
"L'Archivio Centrale dello Stato", spiega il responsabile della struttura, "ha un
fabbisogno minimo, quello che i ragionieri chiamano spese incomprimibili:
800mila euro all'anno. Con quella cifra possiamo sopravvivere, fare le operazioni
correnti. Nient'altro che il semplice ordinario. Nel 2013, invece, abbiamo ricevuto
650.000 euro, esattamente la metà dei fondi che avevamo avuto nel 2012". I
conti sono semplici e il risultato è drastico."Finora", insiste il sovrintendente

ma la guerra non permise di terminare tutti gli edifici. lasciando dei fondi a disposizione perché temevamo di andare incontro a periodi poco felici. Milioni di documenti da Crispi a Moro Con i suoi 120 chilometri di scaffali e una media di 36mila pezzi movimentati all'anno. se la situazione non cambierà in modo radicale. l'Archivio Centrale dello Stato rappresenta da oltre mezzo secolo la memoria storica e documentaria del nostro paese. Il primo sovrintendente. Fu istituito nel 1953 ma l'esigenza della nascita di un grande istituto archivistico di livello nazionale si era posta già nel 1943. Sin dall'inizio. l'Archivio Centrale dello Stato chiuderà. quando si comprese di dover garantire la sopravvivenza degli archivi fascisti per il loro valore di fonti storiche. all'indomani del 25 luglio. si pose però uno dei grossi problemi strutturali dell'Archivio Centrale: i depositi. "siamo sopravvissuti a questi tagli perché siamo stati pessimisti verso il futuro: abbiamo gestito all'insegna del risparmio. Già quest'anno non sarà semplice fare il bilancio". quello che oggi conosciamo come Eur. La sede fu progettata nell'ambito dei lavori per l'E42. prima ancora della sua apertura. Ma a partire dal prossimo anno. il punto di riferimento obbligato per ogni tipo di ricerca sull'Italia unitaria. .Attanasio.

lamenta Attanasio. "è una sede molto prestigiosa. tuttavia. In un Paese dove fosse davvero possibile fare le cose in modo organico. L'accessibilità alla documentazione sarà garantita da un servizio navetta serio ed efficiente che pagheremo con le economie che facciamo sull'affitto. per esempio. ma queste cose si decidono a livello politico e richiedono una visione d'insieme più ampia di quella che c'è stata in Italia in questi anni. ci sono delle vetrate enormi per cui d'estate fa molto caldo e d'inverno molto freddo: una realtà opposta a quelle che dovrebbero essere le condizioni per una corretta conservazione degli archivi. osserva ancora il sovrintendente. è immaginare dei depositi funzionali. Considerando tutto ciò la soluzione di Pomezia è la migliore possibile. La prospettiva fattibile. quella da perseguire. In questo modo noi possiamo garantire un servizio nettamente . "dobbiamo fare i conti con la realtà in cui viviamo. Su 120 chilometri di scaffalature che conserviamo". "Purtroppo". Avremmo potuto e dovuto fare questo. serio e con prospettive ampie e ambiziose. Per questo motivo il sovrintendente Attanasio sponsorizza l'idea del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo di trasferire una parte abbastanza consistente di documentazione in un deposito a Pomezia e trasformare quest'ala in un Polo Museale. "Ci saranno ovviamente delle spese a carico del ministero per i lavori di ristrutturazione . la sala convegni e gli uffici. propose al ministero dell'Interno di svolgere i lavori di adeguamento dell'edificio non ancora terminato in modo da renderlo idoneo a ospitare un istituto che avrebbe dovuto poi conservare masse notevoli di documentazione. che per essere consultata dovrebbe essere riportata ogni volta nella sede dell'Eur con un servizio di navetta. ma del tutto inidonea per la conservazione dei depositi archivistici. non accettò questa proposta: "Il risultato". Il ministero. lo Stato ragionerebbe in modo diverso. adeguatissima per quello che riguarda gli spazi pubblici. la sala studio.dice Attanasio .ma l'ACS risparmierebbe almeno un milione di euro".000 euro di energia elettrica. Nel nostro edificio laterale.Armando Lodolini. Sorgerebbe però il problema dell'accessibilità della documentazione trasferita a Pomezia. Potremmo creare un condizionamento ambientale. "direi che al massimo 40 chilometri sono in una condizione idonea. ma già oggi spendiamo 200. Avremmo potuto fare come a Barcellona o a Londra: costruire in una periferia romana una sede davvero avanzata e funzionale. commenta con una punta di amarezza il sovrintendente. moderni ed economici".

si difende il sovrintendente. storici. "Da parte nostra". dice Attanasio.in perfetto stato di conservazione . stazione di Bologna e rapido 904 finora coperti dal segreto di Stato. ma credo che il metodo sarà lo stesso che abbiamo usato con il versamento Moro: alcuni nomi e dati che appartengono alla realtà attuale verranno obliterati perché non possono essere consultati". Ma non è stato sostituito con nuovi ingressi. Nei faldoni conservati all'Archivio Centrale dello Stato si trova di tutto. semplici cittadini animati dal desiderio di consultare concretamente la documentazione raccolta attorno a singoli episodi e su questi costruirsi un giudizio oggettivo. Italicus. "Stiamo ancora definendo le procedure. anche soldi: nel fascicolo 89/A della Polizia Politica relativo a Michele Schirru. I turni giornalieri sono diventati 2 e le buste consultabili solo 6. L'assegno e milioni di altre carte sono custodite in grossi faldoni. c'è ad esempio . Negli ultimi anni il personale è diminuito costantemente. La carenza di personale ha avuto riflessi sull'organizzazione del lavoro.migliore di quello che c'è adesso sia sul piano della conservazione dei documenti sia sul piano dell'offerta che garantiamo agli studiosi". Appunto. un anarchico fucilato dal regime fascista per l'intenzione di uccidere Benito Mussolini. Sul piano della digitalizzazione ci sono stati notevoli progressi. "abbiamo fatto ciò che era possibile fare. Già in autunno l'Archivio centrale dello Stato riceverà le prime carte e si porrà un problema di collocazione per la loro conservazione e la loro sicurezza perché alcuni documenti contengono dati sensibili che non possono essere messi in consultazione. E' venuto così a mancare anche qui quel ricambio generazionale che ha più dimestichezza con le nuove tecnologiee potrebbe avere un impatto più produttivo con le realtà esterne: studiosi. Peteano. Piazza della Loggia. giornalisti. storico. Gioia Tauro.un assegno di duemila lire del Crédit Lyonnais datato 3 febbraio 1931 che fu sequestrato a Schirru. Il problema dello spazio diventerà ancora più pressante quando verrà attuata la direttiva Renzi che dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi di Ustica. Puntiamo a rendere tutti i 1500 inventari presenti in sala . I segreti di Stato saranno solo gli ultimi acquisti. Piazza Fontana. chiamati buste: fino a qualche anno fa ogni studioso poteva consultare un totale di 16 buste al giorno distribuite in 4 turni.

È una documentazione importante. sebbene dotato di una speciale autonomia) sta decidendo di sgomberare un'ala dell'Archivio per installarvi la Direzione Generale degli Archivi e il museo di Arte orientale. ma a fronte della quale il Ministero diventerebbe proprietario dell'attuale sede della DG Archivi e. Il contratto di locazione è in scadenza a ottobre e la proprietà vorrebbe vendere l'immobile. Totale: 9 milioni di euro.hanno un costo stimato di 5-10 milioni di Euro. Per settembre avremo a disposizione sulla rete tutto il fondo della segreteria particolare del duce". I lavori di ristrutturazione necessari al trasferimento . allo stesso tempo. Non solo per gli specialisti. paga un affitto annuale di 500mila euro per la sua attuale sede di via Gaeta. Ma poi tornerà inesorabilmente a pagare l'esoso affitto. il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT. per il cui affitto sborsa annualmente la cifra considerevole di 5 milioni di euro. Il prezzo di vendita sarebbe intorno agli 8 milioni di euro. . in considerazione delle ingenti spese di ristrutturazione. Spese folli e documenti inaccessibili di ANDREA FAMA* L'Archivio Centrale dello Stato (ACS) ha sede in un edificio monumentale di proprietà dell'Ente Eur. Essenziale per capire la nostra storia e il nostro paese. A questo si deve aggiungere che la Direzione Generale degli Archivi. Secondo fonti interne. che da 3 mesi è senza Direttore Generale. Finora ne abbiamo 120 e altri 350 circa sono in attesa di convalida. certo.a carico del ministero . In tempi di spietata spending review. il MIBACT. cui si aggiungerebbe circa 1 milione per i lavori di messa a norma dell'edificio (attualmente non è a norma). ma per tutti noi. Una cifra non da poco. a Roma. starebbe negoziando con l'Ente EUR una cessione in comodato gratuito per alcuni anni. Negli ultimi vent'anni i filoni di ricerca che hanno interessato l'archivio sono diventati molto più eterogenei: se prima si andava a fare una semplice ricerca storica ora si compiono anche studi amministrativi e ricerche per il restauro.studio consultabili online. eviterebbe un trasloco decisamente più costoso e dai risvolti deleteri per l'attività archivistica. cui l'ACS fa capo.

ma che . non è l'unica conseguenza di questo improvvido trasloco: l'altra riguarda la reale accessibilità della documentazione che sarà trasferita. già esigui. secondo quanto ci conferma anche Foia. poi. E lì resteranno. e se i ricercatori vorranno consultarla dovrà quindi essere a sua volta riportata presso l'ACS all'EUR. Come se non bastasse.Il fatto che il ministero dei Beni Culturali. In questo modo sarà vanificato.date le circostanze . Si tratta di una misura molto attesa. Tanto esigui che da tempo ormai l'ACS. A maggio il ministro Franceschini.rischia di avere un effetto boomerang: in moltissimi Archivi di Stato. non essendo in grado di ricevere nuovi versamenti di documenti. ma molto più costoso). lo sforzo affidato alla prima realtà italiana che promuove il diritto di accesso alle informazioni pubbliche dove sono concentrati i massimi esperti archivisti del Paese. non c'è più posto per accogliere nuova documentazione e. Ma il notevole esborso economico. it. le cui casse notoriamente languono. che punta ad accrescere il grado di trasparenza dell'operato pubblico. ha abbassato da 40 a 30 anni i termini per il trasferimento dei documenti pubblici di tutte le amministrazioni interessate agli Archivi di Stato. i nuovi versamenti saranno conservati direttamente a Pomezia. il ministero sottrarrà in via permanente buona parte dei depositi dell'Archivio Centrale dello Stato. con un 'pratico ed economicò servizio navetta. su decisione dell'intero governo. di fatto inaccessibili ai . ha trasferito a Pomezia (in locali presi immancabilmente in affitto) la documentazione che prima conservava in un deposito decentrato all'EUR (più vicino alla sede centrale e dotato di una sala di lettura. Ora.è già motivo di profonda indignazione. infatti. purtroppo. anche la documentazione oggetto dello sgombero sarà trasferita a Pomezia. nel caso dell'Archivio Centrale. in una situazione così paradossale anche una buona novella finisce per nuocere. spenderebbe (almeno in partenza) diversi milioni di euro per ristrutturare un edificio non suo .mentre un patrimonio come Pompei cade letteralmente a pezzi . Sgomberando e riconvertendo l'ala in questione. dove però non c'è sala lettura. al dichiarato fine di risparmiare.

. In caso contrario. Il primo passo in tal senso è sicuramente l'adozione del Freedom of Information Act (FOIA). Andrea Fama esprime molte opinioni su come organizzare i servizi archivistici. Piazza Fontana. Italicus. *L'autore dell'articolo è tra i promotori della Iniziativa per l'Adozione del Freedom of Information Act in Italia . come dimostra peraltro il commento di Andrea Fama (sopra pubblicato). stazione di Bologna. come ipotizzano fonti interne degli Archivi. Peteano. rapido 904" . anche perché non ci sono archivisti per inventariarli. ma si costruisce con atti concreti. egli non è mai venuto e. Gioia Tauro. invece. Anche come promotore della Iniziativa per l'Adozione del Freedom of Information Act in Italia. non va nella direzione auspicata né del risparmio né della trasparenza ma.ricercatori. ma bisognerebbe prendere atto che l'operazione sulla declassificazione è stata l'ennesimo fuoco di paglia. se la mole degli atti sarà ingente come promesso. Piazza della Loggia. forse per questo. Stessa sorte potrebbe toccare ai documenti oggetto della recente direttivaRenzi sulla "declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica.it La replica: ma un archivio non è un self service di AGOSTINO ATTANASIO * Chiederei ospitalità per una precisazione sulla circostanza che la sede dell'Archivio Centrale dello Stato potrebbe essere trasferita a Pomezia. rendendo materialmente più accessibile la documentazione dello Stato. fa molta confusione. gli stessi finiranno appunto a Pomezia. Questa operazione. ma da noi.a dispetto delle suggestioni che può evocare .foia. anzi. come più volte promesso dallo stesso Premier Renzi. Infatti. La trasparenza . inaccessibili.www. nella Sala di studio dell'ACS. ricorda piuttosto il passo del gambero: uno avanti e due indietro.non si fa con la volatilità delle parole. il problema dello spazio per l'archiviazione non si porrebbe. La chiedo perché su quest'ultimo punto si sta accendendo una interessante discussione.

infatti. ma le sue fonti "interne degli Archivi" avrebbero potuto spiegarglielo) che quando un istituto archivistico acquisisce nuovi fondi può effettuare. per tutti quei motivi che anche un sostenitore della libertà d'informazione riuscirebbe a comprendere. complicato e disagevole? Andrea Fama si preoccupa poi di che fine faranno i nuovi versamenti. ma ad alcuni anche le misure più semplici sembrano troppo complicate. Qualche dato. o dopo essere stati presi e portati con carrelli spinti a mano. facendo un percorso che. che la consultazione degli archivi si svolga come in una piccola biblioteca di pubblica lettura: "a scaffale aperto". al proprio interno. dico. gli spostamenti più opportuni della documentazione. se riguarda quell'edificio laterale di cui si parla. è capace di ricevere 38 chilometri di documentazione e costa 150. compresi quelli di guardiania). Egli non sa (forse non può saperlo.I suoi ragionamenti presuppongono. Egli immagina. con i lettori che accedono direttamente alle collezioni librarie poste sugli scaffali. è certamente lungo. Non è un nuovo .000 euro l'anno (inclusi tutti i costi aggiuntivi. Può insomma portare in un deposito secondario (se c'è) le carte che si consultano di meno e lasciare nella sede principale quelle "più frequentate": cose abbastanza banali ed elementari. come si fa in un supermarket self service. in particolare quelli che verranno fatti a seguito della Direttiva Renzi. così. E dal momento che nessuno ha mai pensato di aprire una sede a Pomezia. infine. che importa ad Andrea Fama se sul tavolo degli studiosi i faldoni ci arrivano con un servizio di navetta da un deposito esterno. ma di istituire una navetta giornaliera che porta da Pomezia nella Sala di studio dell'Eur i pezzi richiesti. Non è così: negli archivi agli studiosi non si consente mai di accedere direttamente al materiale archivistico e di "servirsi" da soli. e non sede) dista 20 chilometri dall'Eur (più o meno la distanza che c'è tra l'Eur e molti quartieri romani). tanto per rimettere i nostri ragionamenti con i piedi per terra: il deposito ACS di Pomezia (deposito. si scelgono il volume e se lo portano al tavolo. che le carte conservate in un deposito lontano qualche chilometro dalla Sala di studio di un istituto archivistico non siano consultabili.

450. abbiamo fatto fronte a ben DUE richieste di consultazione del materiale che vi è depositato. I costi per la riqualificazione del nostro edificio laterale a carico della DGA non supererebbero. "nel mattone".fitto: sostituisce una sede al Serafico che poteva ospitare 15 chilometri di carte e costava. quando davvero l'ACS non aveva spazi per poter ricevere i versamenti dovuti (per legge). è debole: l'immobile appartiene ad Eur spa. Che dire? Che tenevamo in locali molto costosi ingenti quantità di carte che.000 euro l'anno. ma l'affermazione di Andrea Fama sull'ipotesi alternativa (che la DGA spenda nove milioni nell'acquisto e sistemazione della sua attuale sede di via Gaeta) per evitare "un trasloco decisamente più costoso e dai risvolti deleteri per l'attività archivistica". non essendo descritte in modo adeguato. società a partecipazione interamente pubblica. abbiamo "perduto" parecchia documentazione? Che se non avessimo acquisito il deposito di Pomezia. è decisamente incomprensibile. che comunque si continuerebbe a pagare il canone per un immobile. di 300. ad occhio e croce. allora sì che non avremmo potuto ricevere la documentazione connessa alla Direttiva Renzi? Che con i risparmi realizzati (e con quelli che sarà possibile realizzare nei prossimi anni) sarebbe possibile "convertire" le risorse ora impiegate nelle locazioni passive.000 euro l'anno. L'obiezione. Problemi? Dall'ottobre 2013 ad oggi. nei dieci mesi trascorsi da quando è stato completato il trasferimento della documentazione a Pomezia. e le risorse che passano da un . non demaniale.000 mq) il solo Museo Nazionale d'Arte Orientale o anche la Direzione Generale per gli Archivi. quello dell'Eur. non poco in un periodo di ristrettezze come l'attuale. i due milioni: rispetto all'ipotesi dell'acquisto dell'edificio di via Gaeta si avrebbe quindi un risparmio di sette milioni. Un risparmio. in attività lavorative di inventariazione e restauro e in efficienti servizi archivistici? Sull'entità di questi possibili risparmi sarà ovviamente importante capire se il Mibact deciderà di portare in una parte del nostro edificio laterale (11. e se non avessimo potuto disporre dei suoi spazi. tra canone di locazione e costi di gestione. Non spetta a me entrare nel merito di questa questione. come si vede. sono di fatto inaccessibili? Non si chiamerebbe danno all'erario dello Stato? Che all'Eur c'è ancora molta documentazione che si potrebbe portare a Pomezia senza (quasi) colpo ferire? Che nel passato.

soggetto pubblico ad una società a partecipazione pubblica andrebbero valutate con ragionamenti leggermente più raffinati. tanto per fare un esempio. Pomezia è un ripiego.250. rinvio chi volesse approfondire per bene tutte queste questioni ad un dettagliato comunicato pubblicato nel sito web dell'ACS (www. alla fine il naufragio è garantito". . denuncia. meglio sarebbe stato. beniculturali."Vorrei che qualcuno mi spiegasse qual è il limite sotto al quale la barca affonda. la principale: i motivi della proposta di cui si discute (lo spostamento a Pomezia di una parte della documentazione che ora è all'Eur) sono spiegati nella mia intervista: a muovermi non è stato il desiderio di abbattere i costi sostenuti dal Mibact (comunque un nobile obiettivo. *Sovrintendente Archivio Centrale dello Stato A rischio anche la Biblioteca nazionale di CARMEN GALZERANO ROMA .000. ora siamo arrivati a 1. Un'ultima cosa. mette a rischio la memoria dei libri. it). almeno per una parte non trascurabile. dove non pagheremmo per l'energia elettrica. funzionale ed economicamente sostenibile.089. taglia domani. acs. in condizioni e ambienti inidonei. ai dati di fatto. Nel ringraziare per l'ospitalità. Perché taglia oggi. Io credo che il limite sia stato superato da parecchio tempo". Ma sono sicuro che di queste cose potremo ragionare sul serio solo quando ci saremo liberati di tanti pesi ideologici che impediscono di poter guardare alla realtà. ma il voler garantire la migliore conservazione della documentazione che ci è affidata e che ora è custodita. Osvaldo Avallone. pensare davvero ad una nuova sede dell'Archivio centrale dello Stato. 200. costretto a denunciare che l'austerità oltre a ridurre il numero delle persone. e sarebbe.000 euro l'anno. "Ricevevamo finanziamenti per 3. una sede moderna. soprattutto per quelli che pagano le tasse). È afflitto il direttore della Biblioteca Nazionale di Roma. e costituiscono una zavorra da cui non viene mai fuori alcuna soluzione ai problemi concreti e oggettivi che ci stanno davanti.000 euro.

"Il fatto che la Biblioteca non abbia ancora chiuso i battenti non significa che funzioni bene con 207 unità. ricercatori. appassionati e turisti. Chi studia o fa ricerca alla fine ottiene il servizio. Nessuno si preoccupa di questa istituzione se non a parole". Potrebbe . del resto.commenta il direttore . Secondo la pianta organica la Biblioteca dovrebbe poter contare su almeno 108 custodi: oggi ce ne sono appena 37. Ma come in tutte le crisi si deve anche compiere delle scelte: se si continua in questo modo tra cinque anni questo istituto chiude. ma questo allineamento sarà durato sei mesi. "La colpa sostengono sia la crisi economica .Sarà anche vero.La Biblioteca di Castro Pretorio è un palazzo con dieci piani di magazzini. la Biblioteca Nazionale di Roma ha subito nel corso degli anni costanti tagli al budget. Ma a pessime condizioni: se prima il libro chiesto si otteneva dopo mezz'ora ora ci vuole un'ora". A causa della penuria di risorse che da sempre tormenta il sistema culturale italiano. storico e sociale che ha reso la Nazionale un punto di riferimento per studenti. il personale. Anzi. il nostro orgoglio era la catalogazione. un vero fastidio. Abbiamo dovuto rinunciare alla distribuzione pomeridiana dei libri. Qui in Italia. Non lo dubito. I risultati ne risentono. non c'è ricambio. L'ultimo concorso rilevante di bibliotecari risale al 1984. la British Library in Inghilterra è conservata come un piccolo gioiello. gli Stati Uniti ne fanno un vanto. impegno gravoso. eravamo riusciti ad aggionarci dopo un lungo impegno personale: i nuovi libri venivano catalogati e messi a disposizione degli studiosi man mano che arrivavano. "In ogni Paese civile del mondo la Biblioteca Nazionale è l'emblema della nazione". e il sistema si disallinea". L'età media dei dipendenti di Castro Pretorio. ma c'è un solo custode che deve lavorare per due. Cosa vuol dire questo in termini di fruizione del servizio che l'ente offre? "È evidente che si lavora lo stesso. rappresentiamo un peso. osserva ancora il direttore. storici. Un patrimonio documentale di inestimabile valore artistico. Niente pause. "In Francia riveste un'importanza legata all'identità di un paese. si aggira intorno ai 57 anni. orari più lunghi. ai quali si sono accompagnate decurtazioni dei servizi e degli orari. dodici sale di lettura e sette milioni di unità bibliografiche. Il personale va in pensione. Intanto.

"Bisogna avere la volontà politica di trovarle e adattarle spiega ancora Avallone . . Eppure le soluzioni per evitare l'impensabile esistono. Si colpisce un po' ovunque per risparmiare. Rappresenta la nostra identità.Io mi auguro solo che cesserà questa politica dei tagli indiscriminati. Con politiche di assunzione e di formazione del personale mirata". Mai come in questo momento c'è bisogno di tutelarla. Per motivi anagrafici".accadere prima. La Cultura è un bene imprescindibile.