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Non so se questo articolo uscirà
nel mentre o successivamente al cor-
so di scrittura creativa che abbiamo
organizzato con Inchiostro, e che si
sta tenendo in questi giorni nel - per
me - affascinantissimo collegio Chi-
sleri. E ciononostante, non credo che
riuscirò a parlare d'altro. vista l'ener-
gia, l'attenzione e la presenza che
tanti studenti di facoltà così diverse
stanno dimostrando per l'iniziativa. E
visto che si sta lavorando insieme, e
mi sembra bene.
Cualche considerazione di chi
è nel mezzo di un'avventura. Sin-
ceramente, non mi aspettavo tanto
interesse. E - sempre sinceramente
- neppure tanta gioia da parte degli
scrittori - invitati speciali - nel rap-
portarsi all'Accademia di una picco-
la città come Pavia. E' evidente che
La copertina vi ricorda qualcosa7 Andate su HIIP: JJincbiostro.unipv.itJarcbivio.pbp
e controllate tra i veccbi numeri...lNCHl05Ik0 N0N 0lMENIlCA...
#RIATIVITY
oi Crisrira Si.iori Tagliabuo
se da una parte ci sono giovani alla
ricerca di approfondimento, di una
ri-lettura (oltre che scrittura) delle
proprie capacità in chiave creativa
e narrativa, dall'altra artisti anche
affermati traggono nutrimento dal
dialogo e del confronto con un pub-
blico ancora alla ricerca di senso
(purtroppo, sempre in decrescita.).
L'incontro poteva anche non riu-
scire, e invece ha funzionato. Forse
anche grazie alla belle mura di un
edihcio che, anche se non è l'Uni-
versità, un poco - per storia e pre-
stigio - ci assomiglia. Ne sono felice.
Un'iniziativa voluta dal giornale let-
terario dell'Università è stata seguita
- nonostante non preveda nessun
attestato né riconoscimenti di genere
- da tanti studenti (abbiamo purtrop-
po dovuto selezionare, tanta è stata
la richiesta) e - non meno importante
- hnanziata dall'Ateneo. Cuesto, per
me che vengo da "fuori" e guardo ai
fenomeni "dall'alto" di un giornale, si-
gnihca attenzione e lungimiranza. Una
politica di apertura nei confronti di chi
- come Inchiostro - contribuisce atti-
vamente alla vitalità del non-scolasti-
co. Che in una città universitaria in cui
l'ultimo treno per Milano è alle undici
di sera, è assolutamente necessaria.
Insomma. Per fare lezione la sera,
ho dovuto chiedere in prestito una
macchina. Ed erano anni che non
guidavo. L'ho fatto volentieri, anche
se per la sanità di tutti i pavesi spero
cambino gli orari dei treni. Nel frat-
tempo, spero di poter portare tanti
personaggi - e tante diverse visioni
del mondo - qui in città. Forse non ce
n'è bisogno. Ma forse sì.
L'immagine dell'Università, la no-
stra, quella italiana, è un poco sfuo-
cata. Martoriata dalle riforme e dalle
controriforme, dagli sprechi e dalle
conventicole, dai hnanziamenti pro-
messi e poi sempre mancati è come
un negativo di una fotograha che
fatica ad essere sviluppato. A volte
sembra che addirittura faccia fatica
a sopravvivere. Ma questo già lo sap-
piamo tutti. La soluzione è difhcile,
almeno hnché si ragionerà solamen-
te sul piano "politico", ovvero quello
degli interessi più o meno palesi, più
o meno in buona fede, di partiti e sin-
dacati vari senza distinzioni di schie-
ramenti. A Pavia, dove le cose funzio-
nano ancora in un modo o nell'altro,
ci sentiamo quantomeno al sicuro.
Almeno per ora. Poi si vedrà. Intan-
to le code agli sportelli, gli sprechi di
risorse - vistosi o meno - e le incon-
gruenze burocratiche (mai provato un
emozionante giretto tra gli ufhci am-
ministrativi!) sembrano farsi sempre
più insistenti. Che fare allora! ßeh,
magari sarebbe il caso di iniziare ad
interessarsi dei problemi e scoprire le
ombre dell'Università in generale e di
quella Pavese, in particolare. Certo, vi
chiederete, a noi che già ci stiamo nel
sistema e che nel giro di tre massimo
cinque anni ne saremo fuori cosa può
interessare dell'Università del futuro!
Ma la risposta è hn troppo facile. Im-
maginate che hne possa fare un Pae-
se senza una scuola adatta a prepa-
rare i suoi cittadini ad ogni livello. La
risposta è hn troppo banale e si può
dare per scontato che ognuno di noi
la conosca. Spero. Per sicurezza farò
un esempio semplicissimo: uno stu-
dente su tre è convinto che la plastica
venga dalle foreste dell'Amazzonia e
sarebbe pronto a scommettere che
il polo nord sia più lontano del sole.
Ipotesi affascinanti, nulla da dire, ma
certamente sintomo di gravi proble-
mi. Interessarsi è già un primo passo
assai importante considerando che
per le istituzioni il primo problema (e
quindi il primo interesse) sembrano
le poltrone e null'altro, come da sem-
pre a questa parte del resto. Mi fer-
merò qui. Essere negativi non aiuta.
Iniziate liberando un po' di creatività.
Fotografatela davvero questa nostra
Università. Se aspettiamo ancora po-
trebbe essere troppo tardi.
lmmagini da
meIIere a fuoco
oi Alborro Biarc|i
ANCORA...
...UNA VOLTA
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íl Profossoro Anoooo Mariri
|¯)¯ .| u¯-¯ |^
)NCHIOSTRO tre µµnt/ che vorrebbe
cqrqtter/zzqssero // sµo mqndqto/
Professor A.Marini:
1. Riequilibrio. E un argomen-
to delicato ma ineludibile.
La mia idea è semplice:
uniformare i criteri in base
ai quali l'Ateneo ripartisce
il fondo di hnanziamento
ordinario (FFC) tra le sue
Facoltà a quelli utilizzati
dal MIUR per assegnare lo
stesso FFC.
2. e-learning. Non penso alla
didattica a distanza ma a
uno strumento per miglio-
rare la qualità della didat-
tica in presenza e, più in
generale, i servizi didatti-
ci offerti agli studenti. Lo
vedo come un obiettivo di
medio-lungo periodo, che
richiede la realizzazione
di numerose, non banali e
"time consuming" condizio-
ni al contorno. Non credo
che l'obiettivo potrà essere
compiutamente raggiunto
nel corso del mio manda-
to, ma sono certo che, con
l'aiuto di tutti i colleghi, la
Facoltà percorrerà un lungo
tratto della via che conduce
al suo raggiungimento.
3. Finanziamenti alla ricerca.
L'argomento richiederebbe
lunghi discorsi. In sintesi: le
fonti tradizionali di hnanzia-
mento alla ricerca (Ateneo e
)NCHIOSTRO. //e c0n// c|e .c//e||e co·
/o//e//ccosse/c /| s0c monJo/c:
Professor L. Ioma:
Sono numerose le shde che nei pros-
simi anni attendono il sistema univer-
sitario italiano, il nostro Ateneo e, in
particolare, la Facoltà di Scienze Ma-
tematiche, Fisiche e Naturali. La prima
e più importante sarà la riorganizza-
zione degli ordinamenti didattici pre-
vista dal decreto 270/2004 da attuare
presumibilmente a partire dall'anno
accademico 2008/09. L'introduzio-
ne del cosiddetto 3 + 2 ha portato,
accanto ad indubbi vantaggi, alcune
distorsioni che avremo la possibilità
di correggere se sapremo sfruttare al
meglio questa occasione.
Alla luce del fatto che la maggior par-
te dei laureati triennali nelle discipli-
ne scientihche si iscrive alla laurea
specialistica (in futuro denominata
magistrale) occorre rendere più hui-
do il passaggio dal triennio al bien-
nio. Tirocinio e tesi di laurea triennale
devono rimanere importanti per quei
pochi studenti che si fermano dopo
tre anni, ma non devono rappresen-
tare una frattura nel corso degli studi
per la maggioranza che continua iscri-
vendosi alla laurea magistrale.
Di fondamentale importanza è inoltre
la necessità di contenere il numero
di esami. Al di là del fatto che i nuo-
)NCHIOSTROHAINTERVISTATOTRENUOVIPRESIDIDELL!TENEOPAVESE)NQUESTAPAGINAEMEZZALELORORISPOSTE
Amedeo Morini, docente di chimico hsico, nuovo preside deIIo FocoIto di Formocio.
PRIN) sono sostanzialmen-
te inaridite o divenute mar-
ginali. Altre fonti nazionali e
internazionali (FIRß, FISR,
Progetti Strategici, Progetti
e Programmi Cuadro UE)
richiedono: a) dimensione
sovracritica e multidiscipli-
nare dei gruppi proponenti;
b) disponibilità e capacità
di operare in contesti di ri-
cerca hnalizzata o applicata.
La Facoltà di Farmacia è,
per sua natura, portatrice di
competenze multidiscipli-
nari e ha le potenzialità per
dare luogo a un network di
ricerca che potrebbe opera-
re con successo negli ambiti
sopra esposti e, non meno
importante, nell'ambito
delle interazioni Università
- Sistema Produttivo.
) // rqµµorto Cens/s 2006 hq co//o-
cqto /q /qco/tq d/ Fqrmqc/q µqvese
q/ µr/mo µosto ne//q c/qss/hcq nq-
z/onq/e: µn trqqµqrdo rqqq/µnto o
µnq µos/z/one dq d//endere/ // re-
cente qµmento de//e mqtr/co/e q/
cors/ é dovµto q qµesto trqqµqrdo
e/o q//q /eqqe v/sco - 8ersqn//
Professor A. Marini:
Da diversi anni la nostra Facoltà
è molto ben piazzata nei rapporti
Censis-La Repubblica e l'aver rag-
giunto, nel 2006, il primo posto
costituisce coronamento dell'impo-
nente lavoro di riforma e riorganiz-
zazione didattica che la Facoltà ha
intrapreso e sviluppato hn dall'an-
no accademico 2000/2001 sotto la
Presidenza del Prof. Caccialanza e
consolidato, negli ultimi tre anni,
sotto la Presidenza della Prof. Ca-
ramella. Ciò detto, osservo che né
io, né i colleghi che rappresento
abbiamo in animo di sederci sugli
allori: siamo ben consapevoli del
fatto che sono ancora numerosi gli
aspetti del "funzionamento" della
Facoltà che possono e devono es-
sere migliorati e faremo del nostro
meglio perché il livello qualitativo
della formazione, della ricerca e dei
servizi offerti dalla Facoltà cresca e
rimanga adeguato alle necessità,
alle aspirazioni dei suoi docenti e
alle aspettative dei suoi studenti.
Cuanto all'aumento delle matrico-
le, si è effettivamente verihcato per
CTF e per le lauree di I livello in Tec-
niche Erboristiche e in Informazio-
ne Scientihca sul Farmaco (Corso
Interfacoltà). Si è trattato, in tutti i
casi, di aumenti percentualmente
importanti, dell'ordine del 100%,
ma basati su numeri assoluti trop-
po piccoli per poterne trarre indica-
zioni statistiche attendibili. Credo,
tuttavia, che - almeno nel caso di
CTF - l'aumento delle immatrico-
lazioni abbia origine locale e sia in
relazione con il numero chiuso a
ßiotecnologie.
) /q /qco/tq d/ Sc/enze M.F.N. é
stqtq µnq de//e µr/me qd qdottqre
µnq rete w/re/ess µer q// stµdent/ e
/ dottorqnd/ /n comµne con /q Fq-
co/tq d/ /nqeqner/q. Mo/t/ sµqz/ d/
qµeste Fqco/tq sono /n comµne con
/e Fqco/tq d/ Fqrmqc/q e Med/c/nq
non sqrebbe µoss/b//e. q//qrqqndo
/´es/stente. creqre sµb/to µnq so/q
rete w/re/ess comµne q//e qµqttro
Fqco/tq Sc/ent/hche/
Professor A. Marini:
Tra le condizioni al contorno da rea-
lizzare per perseguire l'obiettivo e-
learning di cui ho parlato in prece-
denza, c'è proprio la realizzazione
di un'adeguata rete wireless. Senti-
rò i colleghi di Scienze e Ingegneria
e sarò ben lieto di collaborare con
loro alla copertura wireless dei siti
di comune interesse.
Lucio Tomo, Preside di 5cienze MMFFNN, docente di chimico orgonico.
vi decreti ministeriali prevedono dei
limiti, è necessario porre rimedio in
alcuni casi alla eccessiva frammenta-
zione degli insegnamenti. Un loro più
ampio respiro può permettere un più
razionale bilanciamento tra la fase di
costituzione di solide basi disciplinari
e la successiva fase di specializzazio-
ne.
Da ultimo, pur nell'ambito dell'am-
pia autonomia di ciascun Consiglio
Didattico, va fatto un decisivo passo
verso una armonizzazione dei diversi
corsi di studio della Facoltà. Un esem-
pio per tutti: la lingua inglese. I cre-
diti assegnati a questo insegnamento
sono diversi in ciasun corso di laurea
così come le modalità di valutazione.
Mi impegno, a stimolare la ricerca di
un punto di convergenza tra i diversi
corsi di laurea su questo come su casi
simili.
). ¬ccessc o||o |o0/eo moo/s//o|e. ./
scnc //ccce J///e/ence //o |e .o//e |o·
cc|/o e /n co///cc|o/e o Sc/ence VV||/
//o / s/noc|/ cc/s/ J/ |o0/eo
¬ /noeone//o o|/ s/0Jen// scnc esen/o//
Jo| cc||co0/c/c/c.o J/ omm/ss/cne ccn
0n .c/c J/ |o0/eo s0ce//c/e/0o0o|e o
92/110 e cc|c/c c|e c/e.eJcnc J/ |o0·
/eo/s/ ccn |o c/eceJen/e .c/oc/cne sc//c
|o c/cc//o /esccnso|/|//o ccsscnc ncn
/sc//.e/s/ o||o c/c.o ¬ C/0//sc/0Jenco
/0/// o|/ s/0Jen// scnc esen/o// Jo||o c/c·
.o ¬ sc/ence VV||/ |o .c/oc/cne m/·
n/mo com|/o Jo cc/sc o cc/sc e ncn
semc/e e c|/o/o |o mcJo|//o Je||´esen·
c/cne /cn so/e||e necesso//c 0n n0c·
.c /eoc|omen/c c/ec/sc e Je//oo|/o/c:
Professor L.Ioma:
Condivido pienamente questa ne-
cessità che rientra nel discorso sulla
armonizzazione che ho appena fatto.
Inoltre, la dehnizione di un nuovo re-
golamento di accesso alla laurea ma-
gistrale è reso necessario dalle tabel-
le ministeriali che dehniscono queste
lauree come un percorso a sé stante
non ricomprendendo, come nel caso
delle specialistiche, i 180 crediti della
precedente laurea triennale. Ciò au-
menta la hessibilità poiché rende più
facile passare da una classe di laurea
triennale ad una classe di laurea ma-
gistrale diversa ma richiede l'adozio-
ne di precise norme regolamentari
che devono essere, tutttavia, il più
possibile omogenee e condivise da
tutta la Facoltà.
) |o /occ|/o J/ Sc/ence V|/ /n cc||o·
|c/oc/cne ccn |o |occ|/o J/ |noeone//o
e s/o/o 0no Je||e c//me oJ oJc//o/e 0no
/e/e ¤//e|ess ce/ o|/ s/0Jen// e / Jc//c·
/onJ/ Vc|// scoc/ J/ en//om|e |e |occ|/o
scnc /n ccm0ne ccn |e |occ|/o J/ |o/·
moc/o e VeJ/c/no ncn so/e||e ccss/|/·
|e o||o/oonJc |´es/s/en/e c/eo/e s0|//c
0no sc|o /e/e oce//o o||e o0o///c |occ|/o
Sc/en///c|e:
Professor L.Ioma:
Il progetto di estensione della rete
wireless continua a fare passi avanti a
partire dall'iniziale accordo tra Scien-
ze ed Ingegneria per la zona Cravino.
Sono auspicabili altri accordi tra Fa-
coltà laddove essi possono portare ad
un effettivo miglioramento del servi-
zio nel rispetto, tuttavia, delle esigen-
ze di controllo degli accessi e di salva-
guardia e tutela delle informazioni.
íl Profossoro Lucio Tona
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|¯)¯ .| u¯-¯ |^
)NCHIOSTRO I tre punti che vorrebbe
caratterizzassero il suo mandato!
Professor C. Biancbi:
Preliminarmente vorrei osservare che
le strategie e le scelte future della
Facoltà si inseriscono in un quadro
di riduzione consistente delle risor-
se hnanziarie e umane disponibili, a
seguito delle decisioni deliberate a li-
vello di governo centrale e di Ateneo.
Nel prossimo triennio non si potrà
quindi procedere, come auspicabi-
le, ad un ampliamento dell'offerta
formativa e didattica, ma bisognerà
piuttosto procedere ad un utilizzo più
razionale delle risorse esistenti, pur
salvaguardando gli standard qualita-
tivi che da sempre caratterizzano la
nostra Facoltà.
Ciò premesso considererei come
prioritari i seguenti punti:
1) modihca della struttura e del-
l'organizzazione dei corsi im-
partiti, alla luce delle nuove
disposizioni ministeriali sui
percorsi di laurea e sul nume-
ro massimo di prove d'esa-
me che gli studenti possono
sostenere in corso d'anno.
Il nuovo ordinamento dovrà
rihettere in maniera coeren-
te e trasparente gli obiettivi
formativi proposti, dehniti
con la collaborazione fattiva
degli studenti e volti al per-
seguimento delle loro hnalità
professionali, attraverso una
funzionale differenziazione
Se passeggiando tra le strade
del centro dovesse pervenire alla
tua vista un gruppo di ragazzi do-
tati di divisa gialla huorescente,
non iniziare a correre nella loro
direzione pensando ad una scu-
sa plausibile che giustihchi il tuo
parcheggio selvaggio o l'assenza
del ticket, ma avvicinati lentamen-
te per far tornare a valori normali
l'adrenalina che hai in circolo. Non
si tratta, infatti, di spietati ausiliari
del trafhco, ma di studenti della
facoltà di ingegneria che avranno
il piacere di porti un interessante
questionario sulle barriere archi-
tettoniche.
Cuesto è solo un aspetto del
progetto "Pavia - Città per Tutti"
portato avanti dal comune di Pa-
via, Assessorato ai Servizi Sociali
e ai Lavori pubblici, in collabora-
zione con la facoltà di Ingegneria,
Corso di Laurea Specialistica in In-
gegneria Edile/Architettura. Si trat-
ta di uno studio sull'abbattimento
íl Profossoro Carluccio Biarc|i
CorIuccio ßionchi, docente di PoIitico Lconomico e oItre moterie doi nomi stroni e
offoscinonti (oImeno per iI Iettore quodrotico medio di inchiostro). Nuovo Preside deIIo
FocoIto di Lconomio.
dei programmi e una calibra-
ta graduazione dell'impegno
richiesto per seguirli.
2) Promozione della qualità
della ricerca e della didattica
di Facoltà, nella convinzione
che la ricerca scientihca sia
premessa essenziale per una
offerta formativa di livello ele-
vato. Deve inoltre proseguire
il processo di internazionaliz-
zazione della Facoltà, sia at-
traverso un ampliamento dei
programmi di doppia laurea
sia tramite una intensihcazio-
ne degli scambi di docenti e
studenti con Atenei stranieri.
3) Azione di stimolo nei con-
fronti degli organi decisionali
di Ateneo e della Segreteria
studenti al hne di snellire le
procedure burocratiche oggi
esistenti, attraverso un mag-
giore ricorso all'informatizza-
zione nei servizi di supporto
amministrativo.
) Accesso alla laurea specialistica:
vi sono troppe differenze tra le varie
Facoltà. Ciurisprudenza ha abolito
il colloquio/prova di ammissione;
Ingegneria, invece, l'ha limitato agli
studenti che si laureano con un voto
inferiore a 92/110 senza però limiti
di tempo: coloro che prevedono di
laurearsi con la precedente votazio-
ne possono, sotto la propria respon-
sabilità, non iscriversi alla prova;
Scienze MMFFNN ha scelto come
limite la votazione di 100/110 ma
non in tutti i corsi di laurea e i modi
cambiano da corso a corso. Econo-
mia, inhne, esonera dal sostenere la
prova di ammissione (e quindi dal-
l'obbligo di pre-iscrizione e del rela-
tivo versamento per la suddetta pro-
va) tutti coloro che sono in possesso
di un diploma di Laurea triennale
conseguito presso l'Università di Pa-
via e prodromico rispetto alla Laurea
Specialistica a cui intendono iscriver-
si (così come prescritto dai relativi
Regolamenti), purché abbiano con-
seguito il diploma di laurea triennale
entro la sessione di laurea del mese
di ottobre con votazione hnale non
inferiore a 95/110. Non trova che
sia necessario un unico standard per
tutte le Facoltà!
Professor C. Biancbi:
Una standardizzazione dei criteri e dei
requisiti deliberati dalle varie Facoltà
è certamente auspicabile, peraltro
all'interno di criteri di massima che
sono in corso di elaborazione a livello
ministeriale. In maniera del tutto ana-
loga sarebbe auspicabile la dehnizio-
ne di criteri standard di Ateneo per il
numero di crediti riconosciuti ai vari
corsi a parità di ore di insegnamento
e per l'organizzazione del calenda-
rio delle attività accademiche. Tale
standardizzazione appare oltremodo
necessaria se si vuole rafforzare la
cooperazione tra le varie Facoltà e la
valorizzazione delle competenze di-
sciplinari specihche.
l: Che cosa pensa della rete wireless!
Non sarebbe opportuna la creazione
di una sola rete accessibile a tutti gli
studenti, indipendentemente dalla
Facoltà d'appartenenza!
Professor C. Biancbi:
Come già accennato in precedenza,
lo sviluppo delle risorse informatiche
è certamente auspicabile, non soltan-
to a livello amministrativo, ma anche
didattico e di ricerca. La nostra Facol-
tà, peraltro, si è già dotata di una rete
wireless che consente agli studenti di
collegarsi alla rete e svolgere le pro-
pria attività di navigazione tramite
personal computer praticamente in
qualsiasi punto di Palazzo San Felice.
h0AVIAn#ITTÌPER4UTTIv
delle barriere architettoniche, con
la hnalità di rendere la città ac-
cessibile ad ognuno senza alcuna
J/sc//m/noc/cne J/ o|/|//o sessc eJ
e/o La /e/e pavese si articolerà in
isole e percorsi s/on//co//./, ed è
questa la nuova chiave di lettura
ideata dai professori Cian Luigi
Pietra e Alessandro Creco, del Di-
partimento di Ingegneria Edile e
del territorio. Cli studenti saranno
così operativi nei punti cardini del-
la città, da ottobre di quest'anno a
febbraio 2007. Il loro compito sarà
di rilevare dati ed informazioni uti-
li alla realizzazione del progetto,
tenendo in considerazione l'opi-
nione pubblica. Si tratta quindi di
un'opera realizzata in sinergia da
Comune e Università, con il fon-
damentale contributo del singolo
cittadino, che attraverso i questio-
nari potrà avanzare proposte per
rendere la Sua Pavia una "Città
per Tutti". Una volta raccolti dati e
informazioni, gli studenti presen-
teranno i loro elaborati all'interno
di un "Concorso di Idee", in cui
una giuria nominata dal Comu-
ne, selezionerà quattro proposte,
con la hnalità di svilupparle entro
dicembre 2007. Anche se non in-
vestendo l'intero comprensorio
cittadino, saranno portati avanti
principi di eoo|//e in relazione al-
l'utenza delle più importanti strut-
ture pubbliche e private. Cuesta
iniziativa è un'occasione per av-
vicinare gli studenti e soprattutto
la cittadinanza o|/|e alle possibili
problematiche di chi invece lo è
diversamente.
Lra .ooura oi Pa.ia
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C'era una volta un farmaco.
Appena nato, i suoi genitori in cami-
ce bianco, gli dissero trionfanti: "Farai
grandi cose, sconhggerai un virus po-
tentissimo, che uccide milioni di perso-
ne nel mondo".
C'è in questo momento, in un qualche
luogo, nella parte ricca del mondo quel-
lo stesso farmaco che si sta chiedendo:
"Perché un farmaco essenziale alla so-
pravvivenza di così tante persone non è
utilizzato!"
l fatti
Evitiamo i numeri. Cuanti sono i milio-
ni di morti nei Paesi in via di Sviluppo
per malattie infettive, o quanti miliardi
sono, invece, le persone che non hanno
accesso a cure adeguate!
Concentriamoci su un unico dato: oggi,
nel mondo, ci sono persone che muoio-
no a causa di malattie curabili con far-
maci per il cui acquisto mancano i sol-
di. Cueste malattie sono mortali e non
rare. Si chiamano AIDS, tubercolosi, ma-
laria e morbillo, per citare le più note.
Ma non dimentichiamo le altre, quelle
per le quali non vale la pena neanche
di cercare una cura perché quei malati
non potrebbero mai essere acquirenti.
Cueste malattie hanno nomi più affa-
scinanti: Malattia del Sonno, Malattia
di Chagas, Leishmaniosi. Si chiamano
"malattie trascurate". Hanno periodica-
mente le dimensioni di vere e proprie
epidemie. Interessano interi continenti:
i farmaci per curarle dovrebbero essere,
secondo la dehnizione dell'CMS, farma-
ci essenziali. Ma così non è.
ll diritto alla salute.
Il diritto alla salute fu sancito per la
prima volta nel 1946 dall'CMS e con-
fermato due anni dopo nella Dichiara-
zione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Tale diritto dovrebbe comprendere an-
che l'accesso ai farmaci essenziali come
ha sottolineato un gruppo di ricercatori
dell'CMS con un'analisi pubblicata sul
"Lancet", su 71 cause giudiziarie avan-
zate da cittadini, associazioni, CNC, in
dodici paesi diversi che non assicurano
l'accesso ai farmaci vitali.
Al primo posto nelle cause intentate ne-
gli ultimi dieci anni nei Paesi in via di
Sviluppo - in particolare Sudafrica, ve-
nezuela, Argentina e Colombia - si tro-
vano le richieste per l'accesso ai farmaci
retrovirali per l'AIDS.
Ecco alcune delle più recenti denunce
avanzate da Medici Senza Frontiere:
"8qnq/o//New ¥or//Romq. 6 /µq//o
2006 - La multinazionale farmaceutica
Abbott continua a negare a troppi ma-
Per saperne
di più.
I FARMACI ESSENZIALI secondo
l'CMS sono i farmaci che sodd/-
s/qno / b/soqn/ de//q mqqq/orqn-
zq de//q µoµo/qz/one /n mqter/q
d/ cµre sqn/tqr/e: devono dµn-
qµe essere semµre d/sµon/b/// /n
qµqnt/tq sµ/hc/ente e sotto /q /or-
mq /qrmqceµt/cq qµµroµr/qtq.
Nella lista dei farmaci essenziali,
pubblicata nel 1977 e successiva-
mente aggiornata (ultima revisio-
ne marzo 2005), non sono stati
inclusi molti dei farmaci salvavita
coperti da brevetto perché troppo
costosi e pertanto non accessibili
nei paesi poveri.
Il prezzo dei farmaci è determi-
nato dal brevetto, dal diritto di
produzione e da strategie di ven-
dita di stampo occidentale.
Il brevetto, cioè il diritto alla
proprietà intellettuale, è qua-
si sempre possesso di aziende
farmaceuticbe e ha una validità
- solitamente - di vent'anni. Suc-
cessivamente il farmaco diviene
generico e può essere prodotto
da altre ditte. La concorrenza pro-
voca generalmente un drastico
abbassamento del prezzo.
Alcuni Paesi in via di Sviluppo,
come ßrasile e Thailandia dispon-
gono di una valida produzione di
farmaci generici di qualità, ma
hno al 2005 soprattutto l'India
(anno della ratihca degli accordi
TRIPS) è stata indiscussa protago-
nista del "libero" mercato interna-
zionale del farmaco generico.
/ ^ | ¯ ^
,ESSENZIALEÒINVISIBILE
AGLIOCCHI
oi Maria Luisa Forro
lati la nuova versione di un importan-
tissimo farmaco contro l'AIDS: il lopina-
vir/ritonavir".
"New De/h/. 26 settembre 2006 - La
compagnia farmaceutica Svizzera No-
vartis ha presentato un ricorso contro
la legge indiana sui brevetti. La causa
sarà discussa oggi presso l'alta corte di
Madras. Il ricorso della Novartis riguar-
da una parte cruciale della nuova legge
indiana sulla protezione della proprietà
intellettuale che impedisce di brevetta-
re come nuovi farmaci i banali miglio-
ramenti apportati su principi attivi già
noti".
Ma ridurre il problema dei farmaci es-
senziali a una favola in cui c'è un unico
lupo cattivo, è un modo per non vedere
la complessità di un problema.
l lupi cattivi.
Anche nella nostra Europa, hno al seco-
lo scorso una delle principali cause di
morte erano le malattie infettive. Senza
andare troppo indietro nel tempo, ba-
sta chiedere ai nostri nonni cosa dicono
sulla "spagnola". Dunque, cosa ha per-
messo all'uomo occidentale di frenare
tali epidemie!
Molti studi sui cambiamenti nella po-
polazione e sul controllo delle malattie
negli ultimi 150 anni affermano che i
miglioramenti sono legati per lo più
a fattori estranei alla pratica medica.
Sono, infatti, imputabili alla disponibili-
tà di cibo, alla depurazione delle acque
e alle migliorate condizioni igieniche.
E risaputo che i Paesi in via di Sviluppo
vivono ancora in condizioni di scarsa o
nulla igiene e che l'acqua potabile co-
stituisce un privilegio ancora per molti.
Insomma, il dislivello economico che
pare insanabile entra ancora una volta
tra i protagonisti. Se un popolo muore
di fame, potrà forse mettersi a produr-
re farmaci! Che dire poi di coloro che
trovano il mondo che muore di fame
e malattie un ottimo campo per spe-
rimentare farmaci senza limitazioni e
controlli! Cosa importa se un condan-
nato a morte non morirà fra due giorni
per la sua malattia, ma oggi per gli ef-
fetti collaterali di un nuovo farmaco!
Parliamo allora dello schizofrenico
comportamento dei governi occidenta-
li: appartengono all'CNU, organizzazio-
ne altisonante e politically correct, ma
nessuno annulla il debito.
Ma non dimentichiamo il comporta-
mento di molti governi locali corrotti e
collusi, che guardano la propria gente
morire di fame. Esatto. Come sempre.
A valutare i problemi da più punti di
vista si scoperchia un vaso di Pandora.
Le case farmaceutiche non sono che la
punta dell'iceberg.
Disrribuzioro oi farnaci ir íroia
Alcune soluzioni.
Uno dei principali problemi è che i
titolari dei brevetti dei farmaci - so-
prattutto cioè, le grandi aziende far-
maceutiche - devono avere a che fare
con il mercato di Paesi in cui i prezzi
dovrebbero essere drasticamente ri-
dotti. L'Crganizzazione mondiale del
Commercio (CMC), ha regolato il bre-
vetto dei prodotti e dei processi di fab-
bricazione, per impedire il commercio
di beni contraffatti. L'accordo del 1996
sugli aspetti dei diritti di proprietà in-
tellettuale - TRIPS (Trade-Related As-
pects of Intellectual Property Rights)
- riguarda anche i farmaci: si vieta la
produzione locale e si vincolano im-
portazione, uso e vendita all'autoriz-
zazione del titolare del brevetto. Ma
i TRIPS prevedono anche che, in caso
di emergenza sanitaria, un Paese pos-
sa produrre in proprio i farmaci senza
chiedere l'autorizzazione al titolare
del brevetto (licenze obbligatorie) op-
pure importarli come generici a prezzi
inferiori (importazioni parallele). La
possibilità di produrre "in proprio" i
farmaci di cui si ha bisogno è certa-
mente un'opportunità di arricchimen-
to e autonomia per le popolazioni dei
Paesi in via di Sviluppo.
Tuttavia tutto questo può concretamen-
te realizzarsi solo in pochissimi Paesi,
principalmente in India, ßrasile, Suda-
frica: una netta minoranza rispetto ai
paesi che effettivamente necessitano
di questi farmaci. ßisogna inoltre ricor-
dare che qualsiasi prezzo economica-
mente efhciente (che copra interamen-
te i costi di produzione e preveda un
sia pur modesto margine di guadagno)
anche se legato ai costi e ai prohtti
dalle industrie locali dei Paesi in via di
Sviluppo, potrebbe essere inaccessibile
per una popolazione il cui reddito pro-
capite è di uno-due dollari al giorno.
Il maggior rischio con le licenze obbli-
gatorie è quello di riesportazione dei
farmaci a basso prezzo verso i mercati
più ricchi. Una soluzione interessante
è il regolamento UE n. 953 del 2003
che incoraggia i produttori farmaceuti-
ci a mettere a disposizione di 72 paesi
in via di sviluppo farmaci essenziali per
le malattie epidemiche a prezzi forte-
mente ridotti e in volumi signihcativa-
mente aumentati. Il Regolamento assi-
cura inoltre l'intervento da parte della
Commissione contro le reimportazioni
non autorizzate e allo stesso tempo
consente che gli stessi farmaci, una
volta introdotti sul mercato di Paesi in
via di Sviluppo, circolino liberamente
in tutti gli altri, in una sorta di "mercato
comune degli ultimi".
5eguire un buon esempio
La recente assegnazione del premio
Nobel per la Pace a Muhammad Yu-
nus, fondatore del microcredito, in-
segna un'importante lezione. Non è
vero che è impossibile trovare nuove
soluzioni.
Non è vero che problemi molto com-
plessi come una povertà tanto eviden-
te che tocca contemporaneamente la
coscienza ma anche il portafoglio del
mondo ricco, sono irrisolvibili.
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Dopo Klimt il Castello visconteo di
Pavia apre le sue sale al Dadaismo, det-
to Dada. Il movimento nasce in Svizze-
ra durante gli anni della prima guerra
mondiale per mano di un gruppo di ar-
tisti in fuga dall'Europa, e dalla Cuerra:
Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel !anco,
Richard Huelsenbeck, Hans Richter, e il
loro esordio ufhciale viene hssato al 5
febbraio 1916.
Scopo dei dadaisti è stupire, provo-
care, sperimentare sempre nuove tec-
niche. La parola stessa del movimento
non signihca nulla, è come la lallazione
di un bambino. Il motto è "uscire dai
canoni".
La corrente dadaista si siffonde pre-
sto in tutta Europa, a cominciare dal-
la Cermania e dalla Francia, in special
modo Parigi, anche se vi aderiscono ar-
tisti anche in Spagna e negli Stati Uniti.
Nella sua corsa a uscire dal predesti-
nato e predeterminato il Dada incontra
un alleato: il "ready- made", usato per
la prima volta da Marcel Duchamp. Si
tratta di utilizzare componenti già pron-
ti ed assemblarli o distuggerli per crea-
re qualcosa di nuovo ed assolutamente
no-sense, almeno a prima vista. Cuan-
do l'intento è stupire ad ogni costo, tut-
to viene fatto, utilizzato e provato.
Non si deve tuttavia pensare al da-
daismo come a una corsa che hnisce
sempre sbattendo contro un muro: non
è assolutamente futile, poiché è solo il
tentativo di trovare, durante e dopo gli
anni della guerra, un modo per comu-
Durante il salone dello studente, che
si svolgerà a Cremona il 16, 17, 18 no-
vembre, si terrà l'incontro tra le Consul-
te Universitarie di alcuni fra i maggiori
atenei italiani ed europei. L'incontro ha
il titolo di Consulte a confronto e si
terrà il giorno di giovedì 16 alle ore
15:00 presso la sala Monteverdi.
L'incontro offre l'opportunità di con-
frontarsi con realtà molto diverse da
quella universitaria cremonese, e non
mancherà inoltre l'occasione, per di-
scutere della competenza, degli svilup-
pi organizzativi e la criticità di tali orga-
nismi di rappresentanza studentesca, in
un periodo in cui, il disinteressamento
e l'affezione politica è dilagante fra i
giovani, soprattutto in facoltà, come
quelle cremonesi, distaccate dalla sedi
principali. voglio ribadire l'importan-
za di questo incontro, in cui sarà fon-
damentale la presenza di un pubblico
¯..|.-^. ^||.^. |^
DADA O.DLLLA 5PLRlMLNTAZlONL
oi Maruola Ragri
Mar Ray, caooau - ¡º2¡
nicare le proprie ansie, paure e il biso-
gno di fantasia che ogni cuore prova
dopo l'orrore.
Il movimento si spegne presto una
volta esaurito il suo compito: tra il 1922
e il 1924 cessa di esistere e viene sosti-
tuito dal surrealismo.
La piccola mostra a Pavia ne rico-
struisce il percorso partendo con le ope-
re di Sandor ßorthynk e !ean Crotti, che
ancora si attengono a hgure realistiche
o vagamente stilizzate usando tecniche
come la china o l'acquerello per poi
passare alle opere ben più signihcative
di Marcel Duchamp, a cui è dedicata
tutta le seconda parte della mostra: "La
Marieè mise à nu par ses celibataires"
(acquaforte su japon) e di Man Ray, cui
è dedicata la terza parte, l'artista che
sicuramente esprime al meglio l'idea
centrale del movimento tramite opere
come "Cuartet 1" del 1917 e a una se-
rie di pitture in cui centrale è l'elemento
del colore "Decanter", "Crchestra", "The
meeting", "Legend", "Shadows" e "Long
Distance": risalenti al 1926 ed eseguite
a pochoir (colorazione a mano tramite
ausilio di stampini).
Il dadaismo non è stato solo pittura
in senso stretto: tramite le più svariate
tecniche, dall'olio al collage, alla foto-
graha, ha tentato di cogliere anche le
emozioni che può dare una musica o
un' opera cinematograhca. Esaustiva in
questo caso è il pannello di Hans Richter
"Astrazione cinematograhca" (1923,
acrilico su tela): sullo sfondo nero si
può seguire passo passo la creazione di
un immagine. L'uso di pochissimi colori
a contrasto e di linee semplici, ma for-
ti, dà il senso del movimento, come se
davvero si trattasse di una pellicola che
scorre dinanzi ai nostri occhi.
Nonostante l'intento sia provocare
ad ogni costo, pochissimi sono i nudi e
anche quando sono rappresentati non
provocano nulla: le linee sono semplici
e marcate e non traspare nulla di sen-
suale. In compenso, sono molto più
frequenti i riferimenti politici (i dadaisti
erano notoriamente pacihsti) e psicolo-
gici: i turbamenti dell'animo e la futilità
degli oggetti dinanzi al sentimento e al-
l'emozione.
Durante il percorso è possibile per
il visitatore ascoltare musica dadaista,
in un sottofondo che non abbandona
mai: una vera novità per una mostra di
pittura, poiché di solito sono votate al
più religioso silenzio.
Unico appunto che mi sento di fare:
è davvero breve, e le spiegazioni dida-
scaliche sono poche anche se mirate.
Le opere sono tante, ma ognuna meri-
terebbe una recensione a se in special
modo quelle di Ray e Duchamp. Lo spa-
zio piccolo causa un "sovraffollamento"
di quadri, per cui lo sguardo non sem-
pre riesce a focalizzarne uno per volta,
perdendo così particolari interessanti.
Un consiglio: non date mai uno
sguardo superhciale a un quadro da-
daista, poiché racconta molto di più di
quel che sembra
Via Vcntana, 4 - Pavia - tc|. 333.195075ó
cmai|: rcdazionc©inchiostro.unipv.it - intcrnct: inchiostro.unipv.it
Anno 11 - Humero 3ó - 13 novembre 200ó
I| g|orna|e deg|| Student| de||'un|vers|tà d| Pav|a
|niziativa rca|izzata con i| contriouto conccsso da||a commissionc
A.C.L.k.S.A.J. dc||'univcrsità di Pavia
nc||'amoito dc| pro¤ramma pcr |a promozionc dc||c attività cu|tura|i c ricrcativc dc¤|i studcnti.
0|segn|
Pcdcrica ßcrtoncini, ka||ac|c 0'An¤c|o
Stampa:
|ndustria Granca Pavcsc s.a.s.
kc¤istrazionc n. 481 dc|
kc¤istro dc||a Stampa Pcriodica
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kedaz|one:
koocrto ßonacina, wa|tcr Patrucco,
||aria Picchi, Pranccsco kossc||a,
L|isaoctta kossi ßcrarducci Vivcs, A|ocrta Sprcanco,
Cristina Sivicro Ja¤|iaouc, |rcnc Stcrpi
ConsuIto Universitorio
Cremonese
oi Luca Marciri¹
numeroso, attento e partecipante,
perché gli argomenti che saranno trat-
tati ci interessano e devono interessar-
ci. Il futuro dell'Università e soprattutto
il ruolo e la funzione che hanno e che
avranno in futuro organismi di rappre-
sentanza studentesca dipendono dagli
studenti di oggi e di domani, ed è per
questo che saranno invitati a partecipa-
re come pubblico anche i ragazzi degli
ultimi anni delle scuole medie superiori
cremonesi.
voglio spendere ancora due parole e
rivolgermi a te che stai leggendo queste
righe, e che magari di queste cose non
ti sei mai interessato o al contrario vuoi
saperne di più, e vuoi smettere di essere
uno spettatore passivo dello spettacolo,
lascio a te giudicare se bello o brutto,
che ci sta intorno, e diventarne un at-
tore protagonista e cercare di cambiare
qualcosa o per lo meno iniziare a farci
sentire. ßeh, questa è l'occasione giusta.
Non è difhcile, l'importante è ESSERCI.
kicordati 0l0VE0l 16 N0VEMBkE
presso il 5AL0NE 0ELL0 5IU0ENIE
0kE 15:00 sala M0NIEVEk0l.
Mi perdonerete se prendo un piccolo
cantuccio per parlare un po' della Con-
sulta e dei suoi progetti di quest'anno.
La Consulta Universitaria città di Cre-
mona, questa è il suo nome per intero,
è un soggetto giuridico autonomo do-
tato di statuto ed organismi liberamen-
te eletti possono parteciparvi studenti
universitari che studiano a Cremona. Fin
dai suoi primissimi passi la Consulta è
stata accompagnata dall'Amministrazio-
ne Comunale di Cremona e dalle sedi
universitarie presenti in città, Politecni-
co Agraria e Musicologia.
Fin da subito i suoi passi sono stati
mossi dalla voglia di fare e dalla volon-
tà di creare un clima di cooperazione
tra gli studenti e la città che li ospita e
di favorire la partecipazione attiva alla
vita sociale e politica, ma intento anco-
ra più ambizioso di far diventare Cre-
mona una piccola città universitaria.
Cuest'anno la Consulta ha diverse at-
tività da proporre agli studenti alcu-
ni delle quali sono ancora in fase di
progettazione, come la creazione di
un torneo di calcetto fra le univer-
sità, con la partecipazione del CU5 e
dell'Avis comunale, ed incontri nelle
università fra Avis e gli studenti su i
temi di salute, igiene e malattie ses-
sualmente trasmissibili. Dopo l'utile
anche il dilettevole: Festa e concerto
studentesco.
L'appuntamento di esordio di que-
st'anno della Consulta è da segnare
sul calendario; il giorno 0l0VE0l 23
N0VEMBkE 0kE 20:45, presso il ci-
nema teatro Monteverdi, lNlZlEkA'
il primo Cineforum della consulta a
cui è invitata a partecipare tutta la
cittadinanza. 5eguirà la proiezione
di altri tre ñlm.
Per saperne di più scriveteci a consul-
tauni.cr©libero.it vi aspettiamo nu-
merosi.
*Pres/dente de//q Consµ/tq Cremonese
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¯..|.-^. ^||.^. |^
Da qualche tempo nella nostra società si è intrufolato un virus subdolo
e maligno. Cuesto virus - sintetizzato, secondo una gola profonda, in
alcuni laboratori segreti americani - ha contaminato per primi i mezzi
di comunicazione di massa, arrivando così ad ogni singolo individuo. La
sindrome provocata da questo virus è doppiamente maligna, in quanto
i contagiati additano i sani come esseri da disprezzare, in un sistema
di untori al contrario che spesso convince i non ancora contagiati ad
assumere volontariamente i comportamenti dei malati.
Il virus del politicamente corretto ha conquistato il mondo. Cli effet-
ti devastanti che ha causato sono sotto gli occhi di tutti: livellamento
culturale imperante, toni ipocritamente sopiti, frotte di smentite del-
l'ultimo minuto. All'inizio c'era ancora qualche Cassandra che ci am-
moniva dal cadere nelle trappole vischiose generate da questo virus.
Non soltanto non l'abbiamo ascoltata, ma anzi l'abbiamo tacciata di
razzismo, egoismo, insensibilità. Abbiamo preferito la scialba corret-
tezza del grigio alla splendente problematicità del nero e del bianco.
Cuesto terribile virus, dopo aver sclerotizzato il nostro cer-
vello, ha corrotto anche l'apparato fonatorio. Il linguaggio
è ormai il campo dove il politicamente corretto spadro-
neggia a suo piacimento, soprattutto in alcuni ambiti. La-
sciando da parte il politichese (linguaggio a sé stante, dove
da millenni si esercita il gioco ipocrita degli equilibrismi
lessicali), il virus ha particolarmente colpito le parole utiliz-
zate per identihcare i "diversi". In un rigurgito di pudore,
gli handicappati sono diventati d/versqmente qb///, i ciechi
non-vedent/, i neri µersone d/ co/ore. Tutto questo quando
i primi a rihutare questa falsa pietà linguistica sono proprio
i (presunti) diversi.
Tra qualche tempo, non invieremo più una persona parti-
colarmente antipatica ad qndqre q qµe/ µqese per paura di
offendere qualche non meglio precisato extracomunitario;
per non ferire l'emotività delle prostitute cancelleremo dai
vocabolari gli insulti a loro più professionalmente vicini;
per non urtare la sensibilità dei coprofagi non daremo più
a nessuno dello stronzo. In pubblico, ovviamente. Nel pri-
vato, quando nessuno potrà sentirci, saremo più scurrili e
sconci e offensivi che mai.
vorrei tanto che chi pronuncia parole come d/versqmen-
te qb//e fosse condannato alla stessa gogna mediatica del
pubblico bestemmiatore. Perché l'offesa non è nella
parola, ma nell'atteggiamento con cui questa viene pro-
nunciata. Insomma, in questo mondo di piatto asservimen-
to culturale e buonismo ipocrita, un po' di sano politica-
mente scorretto non può che fare bene. A tutti quanti.
Ancora mi sorprendo nel vedere
come la gioventù studentesca
più intrinsecamente attiva ed
attenta alle dinamiche univer-
sitarie si stia ulteriormente invi-
schiando nell'ennesimo malde-
stro tentativo di farsi garante di
diritti inconsistenti e incostitu-
zionali, palesemente irrazionali
se non addirittura deleteri. La
critica all'adozione sempre più
diffusa di piani d'accesso pro-
grammato ai corsi universitari
pare sia una nuova e terribile
piaga sociale, rea di distruggere
sogni e speranze di migliaia di
giovani. E non starò certo a sot-
tolineare come l'offerta didattica
e professionalizzante di un ate-
neo debba scontrarsi, o meglio
confrontarsi, con l'offerta lavora-
tiva di settore e gli sbocchi che
la società offre in quel contesto.
Non lo farò perché, pur essen-
do questo a parer mio il motivo
primo di disillusione se questa
campagna andasse a buon hne
(mille psicologi all'anno solo a
L'ero deI diritto &
iI numero chiuso
oi Marroo Borrari
Pavia, per esempio, che non si
sa come, dovrebbero esercitare
la professione che desiderava-
no, vedendo così coronati i loro
sogni di gloria), sarei vittima di
ragionevoli e semplicistiche criti-
che: che l'Università è al servizio
del sapere e del popolo e non
delle imprese, che la sete di cul-
tura va soddisfatta per diritto, e
simili.
Allora dico io, chi davvero vo-
lesse ampliare le proprie cono-
scenze per puro spirito persona-
le, potrebbe farlo indipenden-
temente dai risultati di un test
d'ammissione e dall'ufhcializza-
zione della sua carriera universi-
taria. Non ho mai visto nessuno
essere allontanato da un corso
perché non iscritto all'Università.
Primo punto.
Secondo: essendo il metodo di
giudizio per l'accesso fondato
sul merito e sulle conoscenze
personali a priori (poi quello
che succede va eventualmente
corretto, non eliminato), credo
che chi avesse davvero questa
smania di cultura, sarebbe per
certo accolto come risultato ul-
timo e diretto del suo impegno
pregresso.
Ammettendo che gli altri pos-
sano essere non meno lodevoli
e degni d'attenzione in quanto
esseri umani, evidentemente in
quell'ambito sono stati supe-
rati, e spesso questo accade a
ragion veduta. Se non ci si hda
del giudice non ci si hda della
legge: come si può pretendere
di dettarla!
Perché qui il rischio è di passa-
re dal diritto allo studio, intoc-
cabile e sacrosanto, alla laurea
per diritto, per tutto e per tutti.
Diciamoci la verità: c'è chi corre
e c'è chi zoppica, ma non è pos-
sibile, in nome dell'uguaglian-
za, costringere tutti a diventare
storpi.
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[.] Sono sempre fermo.
Da quando Anna è caduta in
questo stato vegetativo dal
quale sembra non dover rie-
mergere più io sono costretto
a vegliarla, qui a casa, attraver-
so una sarabanda di riti sem-
pre uguali: il bagno, il pranzo,
il cambio, la cena, il cambio, il
sonno. Non posso lasciarla or-
mai neanche per un attimo, lei
dipende da me. Ho imparato
così ad accontentarmi di poco:
tutti i giorni, seduto davanti
alla hnestra, osservo il piccolo
mondo del cortile e i ritmi e le
abitudini di tutti. C'è il signor
Salvo, che esce la mattina alle
sette e rientra un'ora dopo
quando il campo è sgombro, la
moglie al lavoro e i hgli a scuo-
la, abbracciato alla sua amante
ventenne; la signora Russo, di
notte, quando crede che tutti
stiano dormendo, scende fur-
tiva nel parcheggio e riga la
macchina dei Pollini perché è
convinta che due anni fa le ab-
biano rubato un numero del
Corriere dalla cassetta della
posta. C'è poi lui, Roberto, lui
che è uguale a me quand'ero
giovane. [.] Abbiamo iniziato
a frequentarci, noi tre, lui fa il
muratore e dedica tutto il suo
tempo libero alla scrittura di
un saggio politico di cui spes-
so mi racconta, e lei lavora
come impiegata e dà lezioni
private di matematica a quasi
tutti i bambini del condomi-
nio. Cgni tanto suonano alla
Spesso sono le coincidenze a determinare il destino delle perso-
ne: è proprio il fato a far incontrare (e innamorare), davanti alle
mura di una prigione, Zsuzsa e Sucus, i due giovani protagonisti
del romanzo.
Lei è una ragazza misteriosa e sensuale, che vive sul Colle dei ratti,
nella periferia più degradata della città di Troia. Lui è un bullet-
to abituato a cavarsela da solo, inventandosi nuovi mestieri per
guadagnare qualche soldo. Insieme, si divertono a immaginare
di vivere una vita diversa, facendolo con tanta forza che il lettore,
spesso, è indotto a credere che i loro sogni siano realtà.
Col passare del tempo, il legame tra i due protagonisti si rafforza,
ma a Troia non c'è spazio per i loro desideri: i problemi economici
spingono i ragazzi al furto, e questo è l'inizio della hne...
Il hnale apparentemente sembra tragico, segnato dalla prematura
morte di Sucus, ma questo è un modo per far capire che si pos-
sono realizzare veramente i propri sogni solo dopo la morte. E'
così per il ragazzo, che si ritrova a bordo di una misteriosa nave,
destinata a salpare per l'eternità, trasportando un carico di anime
desiderose di godere, hnalmente, di pace e serenità interiore, sen-
za più doversi preoccupare dei tanti, troppi problemi della vita.
Manca il classico lieto hne, dato che la bella storia d'amore viene
spezzata con il suicidio del protagonista; inoltre, la conclusione
non è assolutamente ben dehnita. Infatti, restano molte domande
insolute, prima fra tutte quella sul destino di Zsuzsa, rimasta sola.
L'intero romanzo è narrato da una sorta di voce fuori campo: si
tratta di una vecchia, che sembra conoscere i segreti di tutto e
tutti. E' lei a presentare al lettore i tanti personaggi, descrivendone
i tratti salienti attraverso pochi episodi signihcativi della loro esi-
stenza. Sono proprio queste storie a fare da cornice alle vicende
di Zsuzsa-Lillà e Sucus-ßandiera, proiettando il lettore all'interno
della realtà dinamica e variegata di Troia, metropoli immaginaria,
eppure così simile alle città contemporanee.
L'abile penna di !ohn ßerger sa dehnire con frasi scarne ed essen-
ziali i tratti più caratteristici di ciascun personaggio, raccogliendo
tra le pagine del romanzo un campionario di umanità povera ma
dignitosa. Lo scrittore, inoltre, fa di ognuno di essi un rappresen-
tante di vizi e virtù universalmente noti, anche se non sembra ci
sia una netta divisione tra buoni e cattivi: il giudizio hnale è, come
sempre, lasciato al lettore.
Avete letto la recensione del libro "LILLA' E ßANDIERA" di !ohn
ßerger, ed. ßollati ßeringhieri, gentilmente offerto dalla libreria "Il
Delhno", Piazza vittoria, Pavia.
Potete trovarlo libero in giro per la città grazie al bookcrossing di
Inchiostro!
$UENDE
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te/o e /qsc/qte // vostro seqno!
porta, sono gentili con me,mi
portano sempre qualcosa: il
panettone a Natale, la colom-
ba a Pasqua, una fetta di torta
il giorno del loro compleanno.
Spesso le mie giornate trascor-
rono in attesa di una loro visita,
strano per me che da giovane
non sono mai stato in casa per
più di dieci minuti al giorno.
Avevo un lavoro alla Stazione
Centrale di Milano, tutti i miei
colleghi lo odiavano, immerso
com'era in una routine sem-
pre uguale, ma a me piaceva,
mi dava tempo per pensare,
fare il telegrahsta. Ero uno dei
pochi in quella stazione a sta-
re sempre fermo, a non partire
mai, ma andava bene così, mi
piaceva e mi bastava guardare
gli altri andare via. C'erano uo-
mini elegantissimi, già stanchi
e scuri in volto la mattina pre-
sto, c'erano famiglie chiassose
con bambini, gatti rinchiusi
in piccole gabbie di plastica
e due valigie per ogni mano,
mi ricordo un uomo che aveva
pianto tutto il giorno seduto su
una delle panchine del binario
tre. Poi ho inventato il gioco.
Cgni giorno sceglievo un viag-
giatore e, dopo averlo seguito
per scoprire la sua destinazio-
ne, mi immaginavo il suo viag-
gio [.] Ho viaggiato ovunque,
per tutta la vita e adesso, co-
stretto qui dalle circostanze ad
aspettare che il campanello
suoni, faccio continuare il gio-
co nel cortile mentre le stagio-
ni passano, io invecchio, tutti
invecchiano, Anna invecchia,
o almeno il suo corpo invec-
chia, mentre la sua mente
rimane intrappolata nell'om-
bra di quel giorno di 10 anni
fa, davanti ai miei occhi vigi-
li shlano paramenti funebri,
hocchi rosa e azzurri, ambu-
lanze nel cuore della notte.
E, un giorno, qualcosa cam-
bia.
.., ¬---., ..·.,
oi íroro Srorpi
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Classe: mammiferi;
Crdine: primati;
Famiglia: in genere facoltosa.
Cli ingegneri sono curiosi animalet-
ti dall'aria impacciata, spesso dotati di
ventiquattrore, che vivono in branchi di
migliaia di individui. Facili da allevare.
Sono raccolti in gran numero nelle ore
diurne in una struttura piuttosto ampia
denominata Facoltà di Ingegneria ove
sono segregati in gruppi in alcuni recinti
denominati aule. Comunicano tra loro
attraverso un ricco repertorio di suoni
di gesti e con la mimica facciale (Rossi
ßerarducci vives, 1982).
L'uomo, nel corso della storia, ha
selezionato numerose razze di inge-
gneri per poter meglio soddisfare i suoi
bisogni: edili, meccanici, elettrici, infor-
matici, etc. Negli ultimi anni l'uomo ha
provato ad ibridare l'ingegnere con l'ar-
chitetto: è nato l'archignegnere. La nuo-
va razza, contrariamente ai dati noti in
letteratura per le altre sottospecie (Pal-
mero, 2006), presenta un elevatissimo
numero di esemplari femminili.
I motivi sono ancora oggi ignoti alla
scienza. Nonostante l'aspetto sono i
più intelligenti tra i primati: grandi os-
servatori e abili imitatori. E possibile
insegnare loro molte nozioni e appli-
cazioni che ripetono meccanicamente
all'inhnito, non comprendendone il si-
Classe: mammiferi;
Crdine: primati;
Famiglia: sconosciuta
A prima vista sembrano essere dei
mansueti ed eleganti animaletti do-
mestici, strano non trovarli al guinza-
glio di alcune vecchiette in giro per la
strada. Essi sono abili oratori, sono ge-
neralmente di bell'aspetto e conosco-
no i posti più chic della città (Congi,
1997). Si trovano però un po' spiazzati
appena si allontanano dal centro sto-
rico o da un bar alla moda e iniziano a
comportarsi come uno struzzo al polo
nord.
Molti studiosi si sono stupiti per
via della totale erroneità della prima
impressione che ci si potrebbe fare: in
verità sono animali molto pericolosi,
in alcuni casi una vera e propria piaga
della natura (D'Angelo, 1991).
Le varie sottospecie si distinguono
per tipologia di danni in grado di com-
piere.
Cli avvocati, ad esempio, sono in
grado, durante il periodo di studio, di
corrodere la pazienza di chiunque con
discorsi interminabili basati su articoli
elencati a memoria, mentre da adul-
ti sanno rendersi più pericolosi degli
squali tigre da cui pare discendano:
le branchie, secondo gli studi più re-
centi, sarebbero nascoste sotto la toga
(Usai, 2002).
I hlosoh invece sono in grado di
elaborare pensieri che fortunatamente
comprendono solo loro. Cuesti stessi
Nel dipartimento di h-
sica una leggendaria aula a
mezzaluna da una ventina
di posti è adibita da tempo
immemore a spazio per gli
studenti; essa è dotata di
prese per la corrente, rete
wireless, luce artihciale al
neon, e prende il nome di
Auletta di Fisica (per gli ami-
ci "Lauletta").
Nel marzo del 2006 il bi-
sogno di esternare i risultati
di uno spettacolare torneo
a quattro squadre di scopa
d'assi ha dato l'input a un
paio di membri della compa-
gine aulettiana di dar vita a quello che
è il blog dedicato a tutto ciò che orbita
attorno alla piccola aula di via ßassi. Il
suo indirizzo è http://laulettadihsica.
blogspot.com, dove potrete scoprire
come in questi mesi Lauletta sia diven-
tata stato indipendente, stesse per es-
servi fondata una squadra di curling, sia
stata sede di memorabili questioni quali
"se in bicicletta devi affrontare una cur-
va a destra è vero che giri il manubrio
a sinistra!" o "la Smart è un'auto sicura,
e se sì quanto!" o ancora "ehi, quella
ragazza di biologia sembra Shakira!".
Potrete inoltre trovare le recensioni
a cura di alcuni aulettiani sugli eventi
mondani più rilevanti del pavese, come
la notte bianca (all'interno del festival
dei saperi), l'autunno pavese d.o.c. o
come la ben più famosa Sagra della
).'%'.%2%365,'!2)3
oi Doc Marural
5-!.)34)365,'!2)3
oi Doc Marural Jr
pensieri sono spesso la causa della
loro dipartita, solitamente avvenuta
per overdose di seghe mentali: prima
diventano ciechi, poi iniziano a reci-
tare frasi senza senso e inhne si im-
molano stoicamente (Remus, 1984).
La scienza si chiede come mai non si
siano ancora estinti.
Ultima delle sottospecie principa-
li è il letterato, o meglio, la letterata,
in quanto questa categoria è costitui-
ta per la maggior parte da esemplari
femminili. Cli unici esemplari maschi
appartengono a tale specie per pura
convenienza, ma dopo un po' si stan-
cano (o si convertono.).
Esse sono una grande attrattiva agli
occhi delle loro prede ma dopo qual-
che tempo tendono a prosciugare la
pazienza, le forze e la mastercard del
malcapitato. Cuesto parrebbe il loro
vero metodo di sopravvivenza una
volta lasciata la tana dei genitori. Pare
che discendano dalle sirene decantate
da omero (ßertoncini 1979).
Cra sapete la verità e dunque
fate molta attenzione quando trova-
te qualcuno di questi esemplari per
strada. I placidi ingegneri e scienziati
hanno trovato rifugio all'esterno della
città, lontano dal territorio umanisti-
co, per nascondersi da queste terribili
razze di predatori. Pare che ora stiano
per essere raggiunti anche dai medi-
ci, spaventati dal dilagare di queste
creature.
L'umanista: se lo conosci lo eviti, se
non lo conosci peggio per te!
gnihcato (Canestrari, 1982). Privi di ca-
pacità razionali, hanno un meccanismo
di apprendimento alquanto elementare
basato sulla memoria e sull'imitazione.
Cuando hanno bisogno di cibo escono
in branco dalla Facoltà dirigendosi nei
posti più disparati, in genere nelle im-
mediate vicinanze della struttura che li
accoglie.
La quotidiana migrazione crea
notevoli problemi agli esseri uma-
ni costretti a tollerarli. Cli ingegneri
possono trasmettere all'uomo il virus
della S.I.D.A. (Sindrome da Immane
Dehcienza Acquisita), molto comune
tra i primi ma non particolarmente
pericolosa per gli esseri umani (ßian-
chi, 1934). Ciononostante l'ingegnere
deve poter condurre una normale vita
sociale: la S.I.D.A. non si trasmette
dividendo la stessa mensa o usan-
do gli stessi servizi igienici (Fonte,
1938). L'ingegnere deve manifestare
la propria solidarietà verso gli altri
evitando di sporcare e tenendo com-
portamenti che rendano difhcoltoso
il contagio. Emarginare un ingegne-
re è una ingiustizia odiosa ed inu-
tile ma è anche pericoloso perchè
l'emarginazione può indurre l'anima-
le alla negazione del proprio stato.
Contribuisci anche tu alla campagna
di sensibilizzazione: adotta un inge-
gnere! (ma a distanza, è meglio.)
La souaora oi rugby fonnirilo
ll blog dell'Auletta
oi Jac|
L`Aulorra
cipolla rossa di ßreme Lomellina.
Inhne le relazioni esterne, tenute
con i rappresentanti politici dei hsici,
gli studenti indipendenti, con gli ami-
ci bloggers alessandrini della Culanda,
con un gruppo musicale non ancora
esistente, con un altro blog musicale e
con il portale studentipavia!
Altri importanti link fanno sì che il
blog sia scelto come pagina iniziale da
alcune tra le più amate personalità del-
lo star system; lo hanno scelto, tra gli
altri, Peter Parker, la Fata Turchina e il
maestro Cbi-Wan Kenobi. Saluto tutti e
vi invito a movimentare ulteriormente
questo spazio multimediale lasciando
commenti o inviando qualche e-mail.
Naturalmente se frequentate un'auletta
come la nostra, fatecelo sapere al più
presto! A risentirci!
Se fossi imperatrice salderei il debi-
to con la sorte che tanto m'ha premia-
ta, organizzando mille tornei di rugby.
Risolverei le guerre con partite: Francia
20 - Cermania 25. ßenissimo: Alsazia e
Lorena alla Cermania. Feriti: 1ginocchio
sbucciato.
Se il cane del vicino ti lascia i suoi
profumati omaggi davanti alla porta,
piove, è hnito il caffè, la zia ce l'ha con
te, sei caduto nel bidè.ebbene que-
sti non sarebbero più problemi, perché
ognuno se li scrollerebbe di dosso al
campo, e in un'oretta ritroverebbe tutto
l'ottimismo, tutta la carica che sembre-
rebbe di essere hniti in una pubblicità
della ßarilla: quelle shlate di sorrisi a 42
denti, dietro cui ogni tanto si intravedo-
no anche delle persone.
Mentre giochi non hai tempo di
pensare ad altro, sei tutto preso dalla
lotta. Lotta dove non ci si fa male, per-
ché il rugby è uno sport da signori, e
correttezza e rispetto delle regole sono
fondamentali. E poi, come sempre
quando si "fatica" insieme, i valori sono
determinazione e hducia nelle persone
3%&/33))-0%2!42)#%
oi Luisa Morrosior
che ci aiutano, che tradotto in linguag-
gio rugbystico signihca AvANZARE e
SCSTECNC.
In fondo al campo c'è la Meta. Per
raggiungerla devi mettere in gioco tutte
le energie, perché davanti hai 15 avver-
sari ad ostacolarti. Dalla tua però hai 14
compagni su cui sei certo di poter con-
tare. Sai che ti seguiranno qualunque
cosa farai, quando toccherà a te avere
la palla in mano. Tutti per uno, uno per
tutti.
L'entusiasmo poi per una meta rea-
lizzata! Esperienza che si può solo pro-
vare.
E alla hne.vittoria o sconhtta pas-
sano in secondo piano rispetto alla
soddisfazione di aver lottato. Le squa-
dre si danno la mano e si passa in alle-
gria al 3° tempo. Cioè la squadra che ha
giocato in casa offre birra e salamelle
all'altra.
Ma allora il rugby è la più bella me-
tafora della vita, anch'essa battaglia per
raggiungere obiettivi. Cli avversari: le
sventure. I compagni: gli amici veri.
Insomma, se fossi imperatrice, il
mondo sarebbe migliore. Da
semplice studente mi limite-
rò a passare la voce.
Soprattutto alle ragaz-
ze: questo non è uno sport
violento, ma semplicemen-
te per gente di carattere,
che abbia ancora voglia di
prendere la vita a due mani
e dipingerla coi propri colo-
ri. Lunedì ore 19.00 campo
Cravino.
Una volta nella vita, biso-
gna provare!
Luisa (3335225906)