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PROVINCIA DI PRATO

Comunicato stampa
Venerd 27 marzo 2015

Ricerca IRPET su imprenditoria cinese. Alla tavola


rotonda s di forze economiche e sindacali allo sviluppo
di progetti e relazioni, a patto che si intensifichino
sforzi contro l'illegalit. Il 10% delle aziende, dopo i
controlli e le multe, adesso in regola e il massiccio
cambio generazionale in corso metter al timone
imprenditori con pi strumenti, anche culturali. Sulla
chinatown

si

pu

lavorare

come

opportunit

di

marketing e turistica
PRATO Animata la tavola rotonda che a palazzo Buonamici ha commentato e
approfondito la presentazione del Rapporto IRPET 2015 per l'Osservatorio economico
della Provincia, condotta dal giornalista del Corriere fiorentino Giorgio Bernardini con
l'attenzione concentrata sul sistema di produzione e sulle complesse relazioni
economiche che legano le comunit.
Gi il presidente della Provincia Matteo Biffoni nel suo intervento all'inizio della
mattinata aveva sottolineato che la sfida riproposta dalla ricerca su quale futuro
vogliamo costruire per il distretto pratese e ribadito che la priorit assoluta il
rispetto della legalit, ma chi progetta, condivide, integra e si assume la responsabilit
del percorso di emersione ci deve vedere al suo fianco. E anche l'assessore regionale
allo Sviluppo economico Gianfranco Simoncini aveva parlato del distretto pratese
come di un motore dell'economia toscana nel quale le imprese cinesi sono una leva
importante per la conquista di nuovi mercati e la competitivit internazionale. Ma la
Regione sta investendo molto (unica in Italia) sul progetto Lavoro Sicuro col proposito di
essere intransigente riguardo alla legalit. Lo stesso Console generale della
Repubblica Popolare Cinese in Firenze Wang Fuguo ha poi ribadito che per

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l'integrazione serve tempo a pazienza, ma sulla legalit non si fanno sconti e sosterremo
senza riserve il Progetto Prato perch pone l'integrazione al centro di uno sviluppo
positivo per tutti.
Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio ha parlato di percorso non solo
repressivo, ma anche culturale perch l'azienda illegale fa danni a tutta la filiera,
distrugge il know-how del territorio, che ha rischiesto anni per formarsi e consolidarsi.
Gli investimenti nell'emersione sono pi importanti di quelli per aprire nuove aziende.
Paolo Crocetta, vice presidente dell'Unione industriale, partito dall'allarme lanciato
proprio quest'oggi dal presidente dell'Uip Andrea Cavicchi sulla crescente illegalit anche
in tintorie, rifinizioni, stamperie e filature orientali. Grazie al potenziamento dei
controlli 400 delle aziende cinesi intercettate e multate sono adesso regolari. E' un
numero piccolo, appena il 10%, ma un risultato da cui partire ha detto Crocetta La
mentalit per sta cambiando, ci sono imprenditori cinesi che avviano l'attivit
chiedendo subito le certificazioni. Quello che serve un patto per la filiera sicura e
contro la concorrenza sleale. Prato la fabbrica d'Europa dell'abbigliamento, dobbiamo
sfruttare questa opportunit, serve un percorso di emersione con l'obiettivo della
qualit.
Maria Coppola, vice presidente della Cna pratese, ha ricordato come in dieci anni di
sforzi per raggiungere la comunit cinese l'associazione abbia conquistato gli attuali 250
associati orientali. Siamo impegnati su percorsi culturali, importantissimi sulla strada
per l'integrazione. Anche Andrea Belli presidente della Confartigianato pratese ha
spinto il pedale sulla necessit dell'integrazione ma col fondamentale distinguo che sia
a parit di regola, altrimenti il sistema economico si sfascia.
I sindacati, prima con Angelo Colombo e poi con Massimiliano Brezzo, hanno invece
chiesto con forza che si faccia di pi per salvaguardare i diritti dei lavoratori. Il Pil
basato sull'illegalit e lo sfruttamento dei lavoratori non ci interessa, ha detto
Colombo, mentre per Brezzo necessario che tutti insieme chiediamo controlli rigorosi
su quella decina di grandi imprese tessili cinesi in cui finora non si mai entrati.
Junyi Bai, avvocato e presidente di Associna, ha sottolineato come nelle aziende cinesi
attualmente sia in corso un massiccio cambio generazionale, che metter al timone
imprenditori dotati di maggiori strumenti culturali e di relazione, ma con la stessa fame
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di fare dei loro padri. Quello che dobbiamo chiederci tutti insieme qual' la visione del
futuro di Prato. Cosa vogliamo che diventi fra cinque anni? Ad esempio chiamare
chinatown il macrolotto zero pu essere un'operazione di marketing e turistica
formidabile, se la abbiniamo all'arte contemporanea. Su questo tema poi intervenuta
l'assessore del Comune di Prato Daniela Toccafondi, che ha annunciato come
l'amministrazione pratese sia gi orientata su questa ipotesi. Noi la chiamiamo New
Soho e stiamo lavorando per portarci le istituzioni culturali, ma la comunit, soprattutto
le

associazioni

che

la

rappresentano,

devono

collaborare

per

trasformare

completamente la zona.
Ji Binbin (Gianni), imprenditore cinese uno degli intervistati della ricerca in Italia da
18 anni, ha ripercorso i tanti problemi di comunicazione fra italiani e cinesi di prima
generazione nel corso degli ultimi vent'anni. E' compito di chi, come me, fa parte della
seconda generazione prendersi la responsabilit di mediare perch le relazioni siano pi
facili.

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