Pensionamento: scampare alla frode ed

affrontare la realtà
di Francesco Simoncelli
( http://francescosimoncelli.blogspot.it/ )
L'esperienza è un fattore cruciale che ci permette di modificare situazioni
potenzialmente dannose e trasformarle in modo permanente in vantaggi per il nostro
tornaconto. Nel corso della mia, seppur breve, carriera di scrittore ho imparato quanto
sia importante andare dritti al punto per attrarre l'attenzione del lettore. Qui farò lo
stesso. Questo report, analizzando il sistema pensionistico statale, si focalizzerà su tre
punti fondamentali: la natura truffaldina degli schemi pensionistici, la loro inevitabile
bancarotta e la maniera che abbiamo per proteggerci da questo fato.
Andremo nel dettaglio di ognuno in modo da fornire al lettore un quadro più chiaro
possibile di come la propaganda autoreferenziale dello stato sia stata imbastita per
accecare il più a lungo possibile gli individui che gli prestano orecchio (volenti o
nolenti).
Il buon economista, come sosteneva anche Frederic Bastiat, cerca sempre di prestare
attenzione a quegli episodi che sono celati rispetto a quelli più palesi, scava in fondo
a quello che si vede per estrarre quello che non si vede. Era un ottimo esercizio
quando, ad esempio, Rothbard guardava le persone che correvano come "api" nella
metropolitana di New York. Gli studiosi di prasseologia hanno questo “vezzo” e
studiano l’azione umana quando possono e quando intuiscono che la situazione che
osservano avrà un certo valore esplicativo e didattico. L’esempio di Rothbard ci aiuta
ad assimilare meglio la lezione enunciata in precedenza dal suo mentore, Ludwig von
Mises: l’essere umano è un soggetto agente. Nessuno puo’ leggere nella mente
altrui quindi, a prima vista, potrebbe sembrare che certe persone che fanno
determinate cose non sappiano in realtà cosa stiano facendo. In metropolitana, infatti,
le persone sembrano impazzire tutte in una volta. Forse potrebbe trattarsi di un caso
di empatia portato agli estremi, ma ognuno di noi sa quello che vuole. Ed agisce
conformandosi ai propri desideri per raggiungerlo.
Questa semplice riflessione serve a ricordare al lettore distratto come nessuno puo’
sapere cosa vorrà un’altra persona, quindi non puo’ prendere decisioni per lui. Da qui
ne consegue che il mercato (l’insieme di tutte le azioni di ogni singolo individuo) è
l’unica entità in grado di allocare correttamente ed efficacemente le scelte dei

partecipanti al suo interno. Se ci pensate, è un ottimo escamotage della natura per
tenere a bada il lato oscuro degli individui.
Quello che la natura non puo’ impedire è la truffa. Ci vuole talento anche in questo,
non è facile manipolare il pensiero altrui al fine di farlo cadere in una spirale
distruttiva che lo porterà a cedere con l’inganno parte del suo guadagno a qualcuno
che non lo meriterebbe affatto. Poiché gli uomini intuiscono che è impossibile
controllare il mercato, quello che invece è possibile, è manipolare il pensiero altrui
facendo credere con l’inganno che ci sono alcuni in grado di controllarlo. Insomma,
un bluff. E’ lo stesso scenario che abbiamo all’interno dell’attuale sistema bancario
centrale: il corso del fiume è estraneo all’influsso dei sassi lanciati nel suo letto dai
banchieri centrali, questi ultimi possono solo influenzare temporaneamente il suo
corso.
I pianificatori centrali gestiscono molti artifizi mentali con cui tentano di imbrigliare
il pensiero comune in uno schema più vicino possibile alla prevedibilità. Questo
permette loro di prolungare l’illusione e restare al comando il più a lungo possibile.
La loro posizione è ambita, ma pochi riescono ad annichilire la loro coscienza a tal
punto da arrivare lì in cima. C’è chi direbbe che ricoprire quel ruolo significa perdere
progressivamente ogni briciolo di empatia umana e buon senso. Puo’ darsi, ma cio’
non toglie che essere pianificatori centrali non vuol dire altro che essere ladri. E non
tutti sono abili ladri.
Sanno che prima o poi finirà. Ma cercano di farlo durare fintanto che sono al
comando. Mediante ulteriori artifizi? Potete scommetterci! Poi il testimone passerà
alla nuove generazione di ladri, e se saranno tanto abili da far perdurare ancora un po’
la truffa buon per loro, altrimenti addio.
La truffa prevede il raggiro di un individuo e la relativa cessione dei suoi asset al
truffatore. E' semplice, e per questo è efficace. Perché? Perché la truffa che più è
resistita nel tempo si basa proprio su questo schema, conosciuto anche come schema
di Ponzi. In realtà questa truffa coinvolge anche tratti psicologici dell'animo umano, i
quali hanno un effetto predominante in qualsiasi schema di Ponzi. Questa sorta di
catene di San Antonio sono condannate a rompersi sin dall'inizio e lungo la loro scia
lasciano solo devastazione e lacrime. Chi riesce ad uscirne prima risulta vincitore, gli
altri soffriranno grandi perdite. Che si tratti di Bernie Maddoff o Gianfranco Lande,
la storia finisce quasi sempre allo stesso modo: il suo ideatore finisce in prigione.
Questa "tradizione" venne inaugurata dallo stesso Charles Ponzi.
Se si fosse limitato a prendere i soldi dal suo bacino di babbei e fosse scappato,
sarebbe stato di sicuro vincitore. Oltre all'apparente inspiegabilità della volontà degli
ideatori degli schemi di Ponzi di rimanere e credere alle proprie promesse fantasiose,
c'è anche l'inspiegabilità di come così tanti boccaloni siano disposti a cedere i propri
asset in cambio di ritorni esorbitanti. Su quali premesse? Non si sa. Un po' quello che
promise John Law quando invitò i propri investitori e creditori ad investire nella

Mississippi Inc. La storia è pingue di esempi simili, grandi e piccoli, e tutti
coinvolgono elementi psicologici. Infatti, nonostante ci possa essere qualcuno che
voglia informare coloro che sono finiti nella rete di uno schema di Ponzi, egli non
riceve altro che porte in faccia; in uno schiocco di dita la realtà diventa
apparentemente irrilevante, mentre i sogni sono da difendere a tutti i costi.
Sono ingenui. Non c'è altro modo di definirli. Di chi è la colpa? Loro, ovviamente.
Nessuno li costringe, la loro rivalsa giudiziaria rappresenta una speranza di vittoria
morale contro la loro ingenuità. Ma questo non risolve il problema: sono degli
ingenui pronti a credere alle favole dei truffatori. Ma anche i truffatori credono alle
proprie favole perchè non scappano prima. Credono di aver trovato la pietra filosofale
della ricchezza infinita, credono che stavolta sia diverso. Ecco la formula
dell'ingenuità: stavolta è diverso.
Ma gli schemi di Ponzi tradizionali non coinvolgono coercizione, a differenza degli
schemi di Ponzi degli stati che invece coinvolgono anche pistole e distintivi. Infatti la
maggior parte delle persone pensa che pagando oggi una somma di soldi, riceverà in
cambio qualcosa di prezioso una volta che abbandonerà la forza lavoro per vivere di
rendita; ovvero, pensa che il sistema previdenziale statale sarà in grado di fornirgli
quelle risorse per cui ha duramente lavorato e pagato per tutta la sua vita. Questo non
lo credono solo i vecchi, ma anche i giovani che oggi sono nella forza lavoro.
Non vogliono essere dei perdenti, quindi continuano a finanziare il sistema credendo
di poterne usufruire quando si ritireranno. Ascoltano i media parlare di "riforme" dei
sistemi pensionistici, credono che riusciranno a fregare il sistema andando in
pensione prima che esso salti in aria. Sono coscienti che salterà in aria, ma pensano
che sia una data lontano nel tempo. Perché? Perché i media mainstream raccontano
questa favola: "Il sistema così com'è è insostenibile, ma se si agisce subito c'è
speranza di farlo andare avanti ancora per un po'. Abbiate speranza, date fiducia ai
pianificatori centrali."
Lo schema prosegue. Ma la domanda che non viene mai posta è questa: A che
prezzo? I fondi delle pensioni pubbliche sono fondamentalmente costituiti da una
pila di bond statali che fruttano un interesse. Di conseguenza questo meccanismo è
totalmente dipendente dal finanziamento statale, ovvero, da come lo stato riesce e
finanziarsi. Problema: la maggior parte degli stati mondiali si sta avvicinando
rapidamente alla soglia dei rendimenti decrescenti1, ovvero, il punto in cui il debito
che continua ad accumulare per le sue spese non rende più come prima (es. Se
incassa 1 ne spende 3).
Ad esempio, il debito totale dello zio Sam raggiunge attualmente i $16 bilioni, ma il
vero gap finanziario che affrontano gli USA totalizza i $222 bilioni. Questi soldi
rappresentano il valore presente di tutte le spese future secondo le stime del
1 Per ulteriori delucidazioni su questo argomento consultate il mio blog alla seguente pagina: Deformazioni,
Distorsioni e Frammentazioni, Francesco Simoncelli's Freedonia, 14 giugno 2013.

professore dell'Università di Boston Laurence Kotlikoff.2 Il governo dovrebbe trovare
suddette risorse ADESSO, investirle ed ottenere come minimo un ritorno del 5% per
sostenre questo grande apparato sforna-promesse. Impossibile. Soprattutto al giorno
d'oggi con tassi di interesse reali negativi. Eppure si fa finta che sia possibile
nascondendo la vera natura ed i costi veri di queste promesse.
Perché di questo si tratta: promesse. Il fondo da cui la Previdenza Sociale, ad
esempio, effettua i pagamenti non ha al suo interno denaro. Ci sono solo una pila di
bond statali e l'illusione propagandata dai media secondo cui ogni persona ha un
conto presso una banca sconosciuta in cui una cassetta di sicurreza al suo interno reca
il porprio nome. In questo modo le persone vanno a dormire tranquille.
Ma i problemi rimangono perché il settore pensionistico è una promessa di lungo
termine che non può essere cancellata, solo un default palese potrebbe farlo ma verrà
spinto il più a lungo possibile lontano nel tempo. Perché? Politicamente inaccettabile.
Quindi che si fa? La stessa storia che finora ha caratterizzato questo schema di Ponzi:
si calcia il barattolo lungo la strada, cercando in tutti i modi di far aumentare le
entrate. Ciò pero' è in antitesi con la salute globale dell'economia: stagnazione ai
minimi storici del Baltic Dry Index, disoccupazione rampante, pressione sui tassi
d'interesse dei bond statali, aumento della dipendenza dal welfare statale, sofferenze
bancarie, incagli bancari, asset non performanti, ecc. Questo a sua volta si riverbera
sullo stato di salute dello stato e del fondo generale legato alle pensioni, i quali hanno
entrambi i conti in rosso.
Sono due zoppi che camminano reggendosi ad una stampella: il contribuente.
Entrambi prendono in prestito coattamente dai contribuenti e si rimpallano i fondi di
cui dispongono per mentenere in vita l'illusione di un ripagamento costante nel lungo
periodo. Prendono in prestito a breve e spendono a breve, promettendo di ripagare a
lungo. Non funziona.3 Perché? Perché c'è bisogno di nuove leve da far entrare nello
schema, le quali al momento latitano. Scrive Oskari Juurikkala:
«[...] Gli schemi della previdenza sociale in tutto il mondo sviluppato stanno
affrontando una grave crisi dovuta alla maggiore longevità, all'età pensionabile
declinante e – evviva! – a quozienti di fecondità al di sotto del livello di ricambio.
Quello che il buon statista non aveva realizzato è come il nuovo sistema avrebbe
interessato le motivazioni degli individui per lavorare, risparmiare e per avere
bambini. I tassi di partecipazione alla forza lavoro fra gli operai più anziani sono
declinati drammaticamente dagli anni 60 in tutto il mondo occidentale. Le regole di
indennità della previdenza sociale nella maggior parte dei paesi significano che
2 Per ulteriori delucidazioni vedi: Detroit Today, Washington Tomorrow, Laurence Kotlikoff, PBS, 4 agosto 2013.
3 Per ulteriori delucidazioni consultate il mio blog alla seguente pagina: Il Fondo Pensione da $4.4 Bilioni in
Bancarotta, Francesco Simoncelli's Freedonia, 14 aprile 2012. Consultare anche: Pension Funds: The $4 Trillion
Problem, Eric Boehm, Laissez Faire Today, 18 settempre 2013.

lavorare, semplicemente, non paga. In questo modo, gli schemi di previdenza sociale
prepagata contribuiscono al loro proprio fallimento.
Ma i disincentivi a lavorare non sono l'unico problema con gli schemi di previdenza
sociale del governo. Anche il cambiamento demografico è un risultato di quei
sistemi, perché la previdenza sociale obbligatoria penalizza la condizione di genitore
e la gravidanza. Purtroppo, i bassi quozienti di fecondità non accelerano soltanto
l'insolvibilità degli schemi pubblici prepagati, ma la mancanza di prole implica
anche il declino di nazioni vecchie di secoli.
Il declino della fertilità nel ventesimo secolo è una triste realtà. I quozienti di
fecondità erano superiori a 5 sia Europa che negli Stati Uniti appena cento anni fa,
ma entro l'anno 2000, erano scesi fino intorno a 1.5 in Europa e 2.0 negli Stati Uniti.
Molte nazioni europee sperimentano quozienti di fecondità molto al di sotto del
livello di ricambio: la Spagna, l'Italia e la Grecia si tuffano fino a 1.3. La Germania
– dove secondo Adenauer la gente avrebbero sempre avuto bambini – raggiunge la
cifra ugualmente tetra di 1.4. Secondo alcune valutazioni l'Italia ridurrà la relativa
popolazione della metà durante i prossimi 50 anni.»4
Aggiungeteci anche le spese mediche al quadro generale previdenziale ed avrete
chiaro come questa situazione sia equivalente ad un treno in corsa che si dirige verso
un cavalcaia in fiamme. Una volta che lo attraverserà le conseguenze saranno
imprevedibili e soprattutto devastanti per coloro che si faranno trovare impreparati.

4 Making Kids Worthless: Social Security's Contribution to the Fertility Crisis, Oskari Juurikkala, Mises.org, 24
gennaio 2007.

Comunque esistono già esempi di sistemi alternativi ad un sistema pubblico, basati
fondamentalmente sulla soliderietà volontaria e sulla libera scelta del proprio
avvenire.5 Ciò che è importante è che non vengano soffocati dal clietelismo statale
che, come per le società di mutuo soccorso,6 distrugge tutto ciò che gli può fare
concorrenza.
La burocratizzazione, il monopolio e l'aumento inevitabile dei costi sono il prezzo da
pagare quando si permette di amministrare a dei freddi burocrati, snodi cruciali della
nostra esistenza. Peccato che per quanto siano calcolati e "precisi" i trucchi contabili
con cui prolungare l'agonia di questi sistemi, la realtà, o per meglio dire il mercato,
5 Per ulteriori delucidazioni vedi: Obamacare vs. Samaritan Health-Care Ministry: A Case Study, Jim Epstein, Reason
Magazine, 1 ottobre 2013.
6 Per ulteriori delucidazioni su questo argomento vedi: Il Welfare Prima del Welfare State, Joshua Fulton, Mises Italia,
21 febbraio 2013.

scopre sempre il vaso sotto cui c'è una pila di vermi. La sua dinamicità lo rende un
avversario impossibile da battere per l'immobilismo marmoreo della pianificazione
centrale.
Ma per il momento siamo impantanati nel bel mezzo della propaganda statalista che
ha lavorato molto tempo affinché venisse creata questa truffa. Esattamente sin dal
1880, sin da quando fu ideato da Otto von Bismarck. La parola d'ordine era la
seguente: pianificazione e controllo sociale centrale. Vengono finanziati apparati
che tengono sotto controllo, col paravento delle elemosine, per assicurarsi una
sottoclasse comodissima per gli scopi di controllo sociale governativo e della classe
dirigente. Infatti i programmi previdenziali non vengono pagati dai ricchi, bensì dalla
classe media e dalla classe operaia.

L'unico modo che hanno i super ricchi di conservare la loro ricchezza è attraverso
l'espansione del potere statale, il quale può ampliare la sua sfera d'azione ed
introdurre più norme. Quali sono quelle norme amate dai super ricchi? Barriere

all'ingresso, una volta raggiunto l'apice il modo migliore per non farsi scalzare
dall'efficienza competitiva del libero mercato è rappresentato da una serie infinita di
legacci burocratici destinati a congelare il mercato stesso.
I super ricchi sono spaventati a morte dal laissez-faire, la sua presenza li porterebbe
di nuovo a competere sul mercato. E' un'anatema davanti ai loro occhi, perché il
libero mercato punisce coloro che non innovano e non soddisfano i desideri dei
consumatori. Per questo i super ricchi sono disposti a finanziare una piccola parte del
welfare state in modo da tenere sotto controllo (il più a lungo possibile) il resto della
popolazione, il cui onere è proporzionalmente maggiore: tassazione regressiva.7 Per i
super ricchi è un buon affare: il potere dello stato si amplia ed il loro portafoglio
anche. Infatti, come si vede dal grafico qui sopra, l'1% ha i propri risparmi investiti
nel mercato azionario il quale ha beneficiato enormemente dalla politica di
quantitative esaing della FED.

7 Per ulteriori spiegazioni su come siano i poveri a sovvenzionare la maggior parte delle spese statali, consultate il
mio blog alla seguente pagina: Spennare il Povero, Francesco Simoncelli's Freedonia, 3 marzo 2012.

Un chiaro svantaggio per le tasche della classe media ed operaia che si vedono
spiazzate da rendimenti esigui, se non addirittura nulli. L’ondata di tassi bassi,
originata dalla politica monetaria della banca centrale, coinvolge ogni tipo di
investimento, in particolar modo quello nel settore delle assicurazioni e delle pensioni
integrative. Per via di alcuni obblighi di legge, compagnie assicurative e fondi
pensionistici devono infatti investire una parte del portfolio in titoli di stato. La stessa
cosa vale anche per le banche ed i loro clienti. La conseguenza è che i margini di
guadagno si assottigliano e la propensione al risparmio cala.8
La presunta lungimiranza dei pianificatori centrali, intenti a salvaguardare gli ineressi
di una ristretta cerchia di individui, si infrange contro la loro limitata capacità di
influenzare solo il breve termine; effetti secondari ed indesiderati scaturiti dalle loro
presunte politiche "salvifiche," smonteranno pezzo per pezzo i loro piani ben
congeniati. Pensate ad esempio a Detroit. Per molto tempo questa città ha
rappresentato la proverbiale "scritta sul muro". Ma per molto tempo si è fatto finta
che non esistesse, che i problemi potessero essere rimandati nel tempo ab libitum; che
il governo locale potesse accumulare debiti su debiti per pagare pensioni e
programmi sanitari, come se nulla fosse; in sostanza, che esistessero i cosiddetti pasti
gratis.
La realtà ci ha dimostrato ancora una volta che non è così, e l'anno scorso la città di
Detroit è andata in bancarotta. Tutti coloro che negl ianni passati sminuivano la
8 In merito a questo punto, leggere con attenzione le risposte date dal Professor Kotlikoff in questa intervista.

situazione con un semplice ed irrisorio "Nessun problema", oggi dicono la stessa cosa
per quanto riguarda tutti gl ialtri problemi della maggior parte degli altri stati
mondiali. Sebbene Detroit può essere considerato come un esempio su scala ridotta,
esso può benissimo essere preso come monito per lo stato delle finanze della maggior
parte degli stati mondiali. Il risultato finale sarà lo stesso: default. I pensionati che ora
rischiano di essere lasciati con un pugno di mosche in mano, gridano allo scandalo.
Ma per tutta la loro vita hanno vissuto nell'illusione che il governo mantenesse le sue
promesse. Questa illusione è stata cullata sin da quando venne introdotto il sistema
della Previdenza Sociale e Roosevelt inculcò nella mentalità dell'elettore medio l'idea
dei pagamenti mensili. Il suo stratagemma era tanto diabolico quanto subdolamente
geniale: se fosse riuscito a far pagare mensilmente gli elettori, essi si sarebbero
assuefatti a questo sistema ed avrebbero richiesto in futuro di essere pagati
(comprendendo, di conseguenza, l'importanza di quanto avevano sborsato).
"E' il nostro denaro! Abbiamo una lavorato tutta una vita!" Al grido di queste frasi
avrebbero sostenuto il sistema previdenziale e pensionistitico statale. Entrambi
avevano l'essenza psicologica e truffaldina di uno scehema di Ponzi qualsiasi. Infine i
lavoratori si scrolleranno di dosso il fardello di un sistema pensionistico
insopportabile. Leggiamo cosa scrive il New York Times:
«Negli ultimi anni le pensioni del settore pubblico sono diventate sempre più spesso
terreno di scontro, guadagnandosi il disprezzo dei contribuenti che lavorano nel
settore privato, in cui sono diventate sempre più rare le pensioni che forniscono un
flusso concreto di guadagni durante l'età pensionabile.»9
Ma questa è solo la punta dell'iceberg, perché una ad una le varie città ed i vari stati
dovranno affrotnare le conseguenze dello schema di Ponzi delle pensioni. E' l'unico
modo in cui si concluderà questo dramma. Non ne esistono altri. Sta già accadendo.10
L'America Latina ha portato avanti questo giochetto per molti anni, lasciando
costantemente i propri obbligazionisti con un pugno di mosche in mano. Beh, ci sarà
un motivo se lo schema di Ponzi è la truffa più vecchia della storia dell'umo e quella
che ha sempre più successo. Almeno fino a quando non esplode. Durante il suo
periodo di splendore ha sempre difensori che vogliono credere all'illusione; poi,
quando arriva il giorno della resa dei conti, la realtà li mette davanti ad uno specchio
davanti al quale osservano la loro sciocca stupidità.
Accadrà anche negli Stati Uniti. Accadrà anche al suo sistema pensionistico ed al suo
sistema previdenziale. La percezione di questa sensazione sta serpeggiando tra la
popolazione, e secondo una ricerca recente del Pew Research Center il 53% degli
9 Cries of Betrayal as Detroit Plans to Cut Pensions, Steven Yaccino & Michael Cooper, New York Times, 21 luglio
2013.
10 Per avere un'idea della portata reale di questo fenomeno vedi: Detroit not alone under crushing pension obligations,
USA TODAY, 21 luglio 2013.

americani afferma che non riuscirà ad aver denaro durante gli anni del
pensionamento. Il 66% invece si dice preoccupato di non riuscire ad avere abbastanza
denaro durante gli anni del pensionamento. Non solo, ma ogni giorno la generazione
dei "baby boomer" si assottiglia sempre di più ed insieme ad essa anche la forza
lavoro che dovrebbe mantenere in piedi i loro anni di pensionamento. Le giovani
leve, gravate da debiti impagabili legati alla bolla dei prestiti studenteschi, stanno
facendo fatica a trovare lavoro a causa di un ambiente di mercato distorto dagli
interventi dei pianificatori centrali che impediscono una sana pulizia del mercato da
quegli investimenti improduttivi che drenano risorse dal resto delle attività.
In un libero mercato, non esiste qualcosa come la piena occupazione, perché ognuno
di noi, per un motivo o per un altro, può scegliere di restare senza lavoro e non darsi
la pena di cercarlo. Chi siamo noi per interferire con una scelta simile? Non
dovremmo. Questo tipo di disoccupazione volontaria fu definito da Ludwig von
Mises disoccupazione catallattica.11 Il suo opposto, invece, fu chiamato
disoccupazione istituzionale. L’emersione di questo tipo di disoccupazione è legata a
un intervento positivo (es. attivo) nell’economia.
Infatti, a séguito d’un’espansione artificiale dell’offerta di moneta, si creano attività
in bolla che attraggono risorse materiali e umane. Finché l’espansione va avanti,
queste bolle continuano a gonfiarsi, e i settori in cui vengono impiegate le suddette
risorse scarse sembrano produttivi come qualsiasi altro. Quando l’espansione
s’arresta, queste bolle scoppiano, e restano inoccupate quelle risorse ch’esse avevano
attratto artificialmente. Affinché la struttura del mercato riallochi tali risorse in
accordo con le forze di mercato, c’è bisogno di tempo. Tempo affinché possano
sorgere nuove attività in grado d’assorbire le risorse disoccupate. Ma, soprattutto, c’è
bisogno che il mercato sia lasciato in pace, affinché esso possa pulire gli errori
commessi in precedenza.

11 Per ulteriori delucidazioni su questo argomento consultate il mio blog alla seguente pagina: La Disoccupazione
Catallattica, Francesco Simoncelli's Freedonia, 4 novembre 2010.

Sempre più persone che raggiungeranno l'età del pensionamento vedranno infrante le
promesse fatte dal governo. I contributi ceduti non saranno più lì una volta che
arriverà l'età pensionistica.

Come riporta anche il sito web online di USATODAY:
«E' difficile dire quanti lavoratori anziani siano costretti alla pensione. Ma negli
Stati Uniti c'è un numero crescente di lavoratori anziani che non sono andati in
pensione e stanno cercando un lavoro. Il numero di disoccupati americani con età
superiore o uguale ai 75 anni è salito dalle 11,000 unità nel 1990 alle 75,000 nel
2012, secondo l'AARP.»12
Ovviamente questo non è solo un problema statunitense, vale per tutti i paesi del
mondo. Anche l'Italia, ad esempio.13 Il nostro presente ci dice che l’INPS è in rosso di
14 miliardi d’euro. Ma non è finita qui. L’anno scorso, è stata conclusa la fusione
dell’INPS coll’INPDAP e altri enti pensionistici14 — operazione che non ha fatto
altro che portare passività. Sarà questa la causa dello schianto del sistema
pensionistico? No, anche perché solo nel 2011 la sola INPS aveva spese per 283
miliardi d’euro. (Ed è una cifra destinata ad aumentare.) Ma questo macigno ha dato
una sonora botta ai conti — macigno iniziato a rotolare tra gli anni Settanta e Ottanta,
e che ora ha raggiunto vette spropositate, se si considerano i pensionati statali e i
12 More Americans 75 and older keep working, Christine Dugas, USA TODAY, 14 gennaio 2013.
13 Inps, conti in rosso per 14 miliardi, crolla il numero delle nuove pensioni, La Stampa, 4 febbraio 2014.
14 Ecco come le pensioni pubbliche e quelle dei dirigenti d'azienda affossano i conti dell'Inps, Fabio Pavesi, Il Sole 24
Ore, 11 agosto 2013.

lavoratori statali.

E il rapporto di questo grafico continuerà a peggiorare nel tempo. Qual è stato
l’approccio adottato dal governo per tentare di "risolvere" il problema? Leggiamo:
«In materia previdenziale, il governo fa un colpo doppio: da una parte, attraverso
una «regolarizzazione contabile», fa sparire il «buco» denunciato dal presidente
dell’INPS, a séguito della fusione dell’INPDAP; dall’altra, aumenta i contributi per
gli autonomi. Con un emendamento, il governo dichiara che non esiste alcun «buco»
dell’INPS — come, invece, aveva segnalato nei giorni scorsi Antonio Mastrapasqua.
Il presidente dell’istituto previdenziale aveva lanciato un «allarme» a séguito del
peggioramento dei conti del suo istituto conseguente alla fusione coll’INPDAP
(l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici). In realtà, il governo sostiene che
questo «buco» non esiste piú. Tant’è che l’emendamento non prevede alcuna forma
di copertura. Come dire: il governo ha offerto la reale interpretazione degli effetti
della fusione tra i due istituti. E il «buco» è scomparso. Una «regolarizzazione
contabile» che vale 25,2 miliardi.
In compenso, aumentano le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi.
Nel 2014, sarebbero dovute passare dal 20 al 21%; nel 2015, salire al 22%; nel
2016, al 24%. Con un emendamento, il governo ha deciso di portare dal 20 al 22%
quella del prossimo anno; al 23,5% quella del 2015; resterà al 24% quella del
2016.»15

15 Il mago Letta fa sparire il buco Inps, Fabrizio Ravoni, Il Giornale, 16 dicembre 2013.

Fumo negli occhi. Pattume spazzato sotto il tappeto. Siccome queste storie possono
spaventare l’opinione pubblica, la classe dirigente corre al riparo, dicendo: "Se
agiamo súbito, è possibile riformare il sistema e far sí che vada avanti". Forniscono
una speranza, lasciano che l’elettore venga trasportato dalle correnti del tempo verso
futuri lontani, e lo lasciano in balía di sogni d’agiatezza e tranquillità garantiti
solamente da un mucchio di cambiali. Il sistema pensionistico non ha bisogno di
riforme: il sistema pensionistico è fallito. Fin dalla nascita. Perché? Perché è uno
schema Ponzi. I soldi versati in contributi non sono al sicuro in una cassetta di
sicurezza col vostro nome scritto sopra. Sono stati spesi. Sono andati. È cosí che
agisce lo Stato: prende in prestito a lungo termine e spende a breve. Ecco perché ha
bisogno di continui finanziamenti. Dietro al fondo delle pensioni c’è solo una pila di
pagherò del governo — cartastraccia.
Data la sua natura di schema Ponzi, il sistema sta implodendo. Guardiamo il seguente
grafico, che mette in relazione i costi delle pensioni rispetto al PIL, il livello di
disoccupazione e la percentuale di pensionati rispetto alla popolazione in età
lavorativa:

Secondo i dati OCSE del 2011, l’Italia aveva un tasso di disoccupazione pari
all’11,1%, e la percentuale di pensionati rispetto alla popolazione in età lavorativa era
del 33% (peggio solo il Giappone). Questo significa che l’11,1% dei contribuenti esce
dall’equazione, e s’inserisce molto probabilmente in quei programmi assistenziali
dello stato che prevedono benefíci e vantaggi per i disoccupati. Con una spesa
pubblica di circa il 50,4% del PIL, 3,3 milioni di scoraggiati, una disoccupazione
giovanile al 41,6% e quella totale al 12,7%, i contribuenti in grado di pagare il
sistema stanno finendo. (Senza contare l’oppressione fiscale e burocratica, nonché i
dipendenti pubblici, che non creano entrate.) Diminuendo le persone in entrata, quelle

in uscita si vedono ridotta la capacità da cui attingere per beneficiare delle pensioni.
Di conseguenza, questo sistema (definito "pay as you go") ha bisogno d’un riassesto
dei parametri per sopravvivere — ossia d’un cambio di contratto unilaterale che
aumenta l’età cui si potrà andare in pensione. Lo Stato infrange la propria promessa
parzialmente.
Chi ha vinto? Chi è morto e ha incassato gli assegni. Non conosco esempi italiani, ma
ricordo il nome della prima beneficiaria del sistema pensionistico degli Stati Uniti:
Ida May Fueller. Questa donna fu la prima a ricevere l’assegno della previdenza
sociale (Social Security), il 31 gennaio 1940. Visse altri 35 anni, e in tutto quel tempo
incassò gli assegni provenienti dallo stato. Nel 1937 iniziò a versare i contributi, e tre
anni dopo raggiunse l’età per andare in pensione. Immise nel sistema 24,75 dollari;
ne incassò 22.888,92. È questa l’essenza contabile di qualsiasi schema Ponzi: i
guadagni dei primi investitori vengono finanziati coi fondi degli ultimi arrivati. Ma, a
differenza d’un classico schema Ponzi, come quello per cui è andato in galera
Madoff, quello dello stato ha una particolarità: è un’offerta che non potete rifiutare.
Le persone sono coercitivamente costrette a finanziare un sistema palesemente
truffaldino, e chi osa opporsi finisce in galera.
Poi, ricordiamolo, c’è l’essenza psicologica degli schemi Ponzi: sono come una
droga. La visione che gl’individui hanno della realtà viene completamente distorta, e
finché non rientreranno in possesso dei soldi spesi continueranno a credere nella sua
fattibilità. È questo che induce le persone a esser fiduciose nel futuro ignorando il
presente. Pensano di riuscire a riottenere i propri soldi, in un modo o nell’altro.
Pensano di potercela fare. Sono ingenue. Credono nelle favole. Credono che lo stato
sia venuto da loro con le migliori intenzioni, promettendo di condurle verso una
pentola piena d’oro. Seguono un arcobaleno fasullo per tutta la vita, pensando che
infine arriveranno all’agognato premio. Col passare degli anni, quest’arcobaleno s’è
fatto sempre piú lungo da percorrere, e sta sbiadendo. L’impossibilità statistica su cui
sono fondati tutti gli schemi Ponzi rappresenterà un brusco risveglio per coloro che
vedranno infrangersi in mille pezzi le promesse fatte dallo stato. E stavolta
completamente.
L'Italia, insieme a Polonia e Spagna, rappresenta la biblica "scritta sul muro".
Leggiamo da Reuters:
«La Polonia trasferirà al proprio stato molti degli asset posseduti dai fondi pensione
privati, riducendo il debito pubblico ma mettendo in dubbio il futuro dei conti (molti
dei quali posseduti da stranieri) in questi fondi. [...]
L'organizzazione dei fondi pensione polacchi affermano che la manovra è
incostituzionale perché il governo sta sequestrando asset privati senza offrire alcuna
compensazione.

Annunciando la tanto attesa revisione delle pensioni garantite dallo stato, il Primo
Ministro Donald Tusk ha detto che i fondi privati all'interno del sistema garantito
dello stato potrebbero veder trasferiti i loro bond al sistema previdenziale statale, ma
continuare a possederne l'equity.
Ha affermato anche che quello che è rimasto nei fondi pensione privati dei cittadini
sarà gradualmente trasferito nelle casse statali nei 10 anni prima che i risparmiatori
raggiungano l'età pensionabile.»16
I titoli finiti sotto l'egida pubblica verranno successivamente annullati. In sostanza, lo
stato polacco cancella una porzione (es. all'incirca l’8%) del proprio debito pubblico,
con conseguente riduzione della spesa per interessi, e “promette” ai futuri pensionati
che pagherà loro la pensione. Con un tratto di penna, le cifre del debito e del deficit
miglioreranno, rimandando nel futuro (e ad immancabili riforme del sistema
previdenziale) la resa dei conti. Questo mix di contabilità creativa e repressione
finanziaria è stato implementato anche dalla Spagna, nel vano tentativo di rallentare
in ogni modo il proprio inevitabile default. Leggiamo sempre da Reuters:
«Per la seconda in un mese, la Spagna ha intaccato il proprio fondo di riserva
previdenziale per adempiere ai pagamenti delle pensioni, ha riferito il Ministro del
Lavoro, mentre i costi della disoccupazione e dei pensionamenti drenano i fondi
statali.
Il primo di luglio governo ha preso da questo fondo €3.5 miliardi ($4.6 miliardi),
poi lo scorso lugli ha preso un ulteriore miliardo di euro. I pensionati spagnoli
ricevono due assegni in estate e durante le feste natalizie.
La Spagna è stata costretta ad intaccare questo fondo l'anno scorso per soddisfare i
costi delle pensioni, i quali ammontavano a circa €7 miliardi.
Un tasso record della disoccupazione, che ha superato il 27% nel primo trimestre, ed
un numero crescente di pensionati a carico dello stato, rappresentano un fardello
non indifferente sulle spalle dei fondi previdenziali spagnoli.
Dopo l'ultimo raid, il fondo possiede un patrimonio di €59.3 miliardi, o il 5.65% del
prodotto interno lordo, ha riferito il Ministro.»17
In questo articolo apprendiamo come la dura realtà vada a smascherare tutte le favole
raccontate dai pianificatori centrali che cercano di vendere fumo al proprio elettorato.
16 Poland reduces public debt through pension funds overhaul, Dagmara Leszkowicz & Chris Borowski, Reuters, 4
settembre 2013.
17 Spain taps social security reserve fund to pay pensions, Reuters, 22 luglio 2013.

Disegnano un quadro roseo della situazione per guadagnare tempo. Quello che
abbiamo di fronte non è altro che uno stato insolvente che pur di sopravvivere un
altro po', è costretto a condurre raid nei fondi pensione per continuare a pagare le
pensioni. E ricordiamo che quasi tutto il denaro presente in questi fondi è investito in
bond statali (per quanto riguarda la Spagna la percentuale è del 97%,18 ad esempio);
questo significa che non appena salta uno di questi paesi, seguono a ruota tutti gli
altri.
Più in generale, è inutile domandarsi se lo stato andrà in bancarotta o no: è
sicuro che accadrà. La vera domanda da porsi è: come accadrà? Chi sopporterà il
dolore economico? I pianificatori centrali saranno in grado d’aumentare il tasso
d’inflazione a tal punto da eliminarle gradualmente? O dichiareranno ufficialmente
bancarotta? Si rifiuteranno di pagare i pensionati o i possessori di bond?
Il tempo stringe. Ma la maggior parte delle persone non se ne rende conto,
confidando di poter rimandare nel tempo gli obblighi che si ritrova davanti. Quando
si è giovani, infatti, si tende a guardare al tempo in modo diverso. Si è orientati al
presente. Si pensa, quindi, di avere tutta la vita davanti per decidere circa questioni
importanti. In un lampo passano 10 anni e ci si ritrova di nuovo con queste scelte
pendenti che richiedono una decisione. Sono pochi i giovani che comprendono il
valore effettivo del tempo, ovvero, sono pochi i giovani orientati al futuro. Qualcuno
riesce ad essere l'eccezione a questa regola quando coltiva i propri talenti in giovane
età, ma è davvero raro vedere una cosa simile riguardo il denaro.
Il tempo è una componente importante della nostra vita. Prima impariamo questa
lezione, prima possiamo sfruttare questa conoscenza per diventare ricchi passo dopo
passo. Poco a poco. E' questa la strategia per sedimentare una consistente quantità di
denaro per vivere i nostri anni di pensione nel modo più sereno possibile. Questa
bassa preferenza temporale, la quale predilige un accumulo di capitale lento e
costante nel tempo, tiene conto di come la parsimonia giochi un ruolo fondamentale
nella nostra vita, a differenza di un'alta preferenza temporale che invece richiede
soddisfazioni immediate. La prima è una visione orientata al futuro, la seconda
orientata al presente.
Quella persona che è disposta a posticipare le spese presenti in cambio di guadagni
futuri, avrà a disposizione la possibilità di poter accumulare capitale e si ritroverà in
una posizione di vantaggio. Colui che invece preferirà spendere adesso, negherà a
stesso la possibilità di guadagni futuri. Al di là di qualsiasi investimento (azzeccato o
meno), l'accumulo di capitale è la strategia che ha permesso agli individui di
sperimentare quella crescita sensazionale che ha aperto all'Occidente le porte del
benessere. Il XIX secolo è stato stupefacente per la crescita dell'essere umano, in un
batter d'occhio le classi più povere si ritrovavano a poter accedere a beni che in
precedenza erano accessibili solo alle classi privilegiate. Fu, in sostanza, l'accumulo
18 Spanish Pension Fund Profits From Draghi After Rajoy Raid, Angeline Benoit, Bloomberg/Businessweek, 4 aprile
2013.

di capitali ad influire su questa trasformazioen della società, i quali misero a
disposizione delle persone gli strumenti per avere successo nella vita.
Sebbene sia un requisito cruciale, non basta solo questo. Per avere successo ed avere
denaro c'è bisogno di un piano, disciplina e passione. Nel nostro caso non c'è piano
migliore di quello chiamato compounding. Questo processo è qualcosa di fantastico
quando ci si pensa. Nonostante la sua semplicità, la maggior parte delle persone lo
ignora. Perché? Perché quando si parla di denaro la maggior parte delle persone è
orientata al presente. E' scarsametne interessata a risparmiare. E' scarsamente
interessata a rispettare i piani. Il compounding, infatti, richiede disciplina; richiede
una conoscenza di cosa si sta facendo. Quest'ultima caratteristica non è così
largamente diffusa come qualcuno può pensare. La scuola, ad esempio, insegna tante
cose tranne quelle di base: configurazione del proprio scopo e gestione del tempo.
Essenziali nella vita, ci aiutano a far germogliare le nostre capacità in modo da poter
essere il più affidabili possibile. La divisione del lavoro, infatti, è stata la
quintessenza del nostro successo come specie, elevando in tal modo i nostri standard
di vita mentre elevavamo le nostre capacità. Divisione del lavoro significa anche
responsabilità. Significa potersi fidare del prossimo. Significa assegnare un compito
ad un individuo ed aspettarsi che egli lo porti a termine nei termini temporali e
pecuniari concordati.
Malgrado queste parole possono sembrare banali, la maggior parte delle persone la
maggior parte delle volte fallisce nell'adattarsi a queste aspettative. Soprattutto ad
una: svolgi un compito senza essere monitorato e senza che ti venga ricordato. Gli
impiegati sotto i 30 anni falliscono spesso nel conformarsi a questa spettativa.
Qualunque giovane, invece, soddisferà i requisiti sopra elencati, avrà un netto
vantaggio rispetto ai suoi pari. Sarà difficile competere con lui. Se poi ci
aggiungiamo la passione, abbiamo un cocktail esplosivo che renderà la persona in
questione non solo determinata, ma anche non rimpiazzabile.
Oltre a questi atteggiamenti mentali, tratti caratteriali e psicologici, il processo di
compounding necessita anche di una piccola infarinatura di matematica per rendere
agevole la sua comprensione. Facciamo, quindi, un esempio. Immaginiamo due
investitori: A e B. Decidono entrambi di accendere un conto nel quale verseranno i
soldi della loro pensione. Il primo non verserà denaro fino all'età di 26 anni; il
secondo invece inizierà a versare denaro all'età di 19 anni. Poniamo che l'investitore
B versi in questo conto l'ammontare di €2,000 per sette anni consecutivi (ad un tasso
di rendimento del 10%). Dopo questo periodo non dovrà versare più un centesimo,
il compounding farà tutto il resto. Per contro, l'investitore A inizierà a versare lo
stesso ammontare di denaro (allo stesso tasso di rendimento) quando B ha finito i suoi
versamenti.
Per quanto possa sembrare incredibile, B avrà più soldi di A il quale avrà effettuato 40
versamenti. La differenza la ritroviamo nel fatto che B ha sfruttato 7 anni in più di
compounding rispetto ad A, ma questi anni sono risultati più efficaci rispetto agli altri

33 anni di versamenti di A.

Market Logic, FT Lauderdale, FL 33306

Il successo economico ha un prezzo, come tutte le cose. Più presto lo si inizia a
pagare, prima se ne potranno cogliere i frutti. Il momento giusto per iniziare è durante
la propria adolescenza.
Ovviamente essere a conoscenza di un metodo attraverso il quale potersi garantire un
futuro sicuro dal punto di vista economico, non basta per proteggersi contro eventuali
ingerenze dello stato quando si troverà nella condizione ossessiva di raccattare a
destra ed a manca fondi da dilapidare. Le sue manie di finanziamento hanno già
distrutto la resa della maggior parte di quegli asset che potevano garantire un tasso di
rendimento alto in sintonia con un compounding come presentato nell'esempio

precedente, ovvero, nel range di un interesse al 10% (azioni, bond, settore
immobiliare, fondi del mercato monetario). Da questo punto di vista bisogna essere
lesti a cogliere le occasioni, ma ciò richiede, oltre all'esperienza, anche una tempistica
notevolmente precisa. Ma più di tutto bisogna comprendere un'altra cosa: non
bisogna aspettarsi che sia il mercato a fare qualcosa per voi. Come abbiamo visto
nel grafico poco sopra, i ricchi detengono asset mentre le persone comuni detengono
maggiormente debito; questo perché non si lasciano trascinare dalla foga di fare soldi
e farli in fretta, bensì scandagliano il mercato e puntano su quei valori che ritengono
più consoni per il loro portfolio.
Come fanno? Semplice, si adeguano a quanto abbiamo appena detto: non spendono
più di quello che guadagnano, lasciano che i loro risparmi fruttino attraverso un
processo di compounding, individuano titoli proficui in cui investire. Comprensione
del tempo e disciplina. Sebbene questi consigli possano sembrare banali, a prima
vista, invece rappresentano un piccolo tesoro da riscoprire data la triste situazione in
cui langue la classe media. Prima di concludere questo saggio voglio lasciarvi con un
ultimo consiglio.
La presentazione di questa opera ha analizzato, nell'ordine, la natura truffaldina del
sistema pensionistico statale, la sua bancarotta finale e le strategie da adoperare per
uscirne (il più possibile) indenni. Come è stato spiegato in precedenza, prima di
esalare il suo ultimo respiro l'apparato statale farà di tutto per restare in vita e
sopravvivere anche un'ora in più. Questo significa che i conti privati di coloro che
tentano di fuggire alla morsa statale potrebbero essere a rischio di confisca,
vanificando il lavoro di tutta una vita. Come proteggersi contro questa eventualità?
Come schermare il più a lungo possibile i propri possedimenti dall'ingordigia fiscale
dello stato?
Per prima cosa, evitare di aprire un conto che si configura come piano pensionistico
(negli USA, ad esempio, questi fanno riferimento ai conti 401(k) o ai conti IRA);
questo è il modo più sicuro per sottomettere i propri fondi all'occhio del fisco. Aprite,
invece, un semplice conto in banca o un conto di brokeraggio ed assicuratevi che esso
vi consenta di possedere e vendere titoli. Cosa più importante, il conto di per sé non
deve fruttare un interesse, deve semplicemente contenere denaro. In questo modo i
gestori del vostro fondo non dovranno compilare scartoffie per soddisfare l'occhio
indagatore del fisco. Le uniche tasse di cui ci si deve preoccupare, a questo punto,
sono quelle sui dividendi dei titoli investiti e sulle plusvalenze derivate dalla loro
eventuale vendita. Ma se si deve rinunciare ad un interesse per ottenere vantaggi
fiscali, perché pagare tasse su dividendi e plusvalenze?
Le cose da qui si fanno interessanti, perché esistono determinati titoli che vi possono
garantire dividendi senza sottoporli alla scrematura del fisco, ed evitare addirittura le
plusvalenze. Quindi rivolgeremo la nostra attenzione a questa classe di asset,
cercando di sostituire l'investimento regolare con la nostra strategia. Sto parlando dei

titoli legati alle publicly traded partnership.19
Visto che il nostro scopo è quello di replicare il metodo di investimento connesso al
compounding, gli interessi con cui far fruttare il capitale devono saltare fuori da
qualche parte e negli ultimi dieci anni la maggior parte di quegli asset che avrebbero
potuto garantirvi un esisto simile sono scoppiati, quindi ora bisogna cercare delle
alternative tali che non solo vi assicurino un risultato simile (o superiore) ma che
mettano al sicuro il vostro patrimonio. Le PTP, sebbene assomigliono alle azioni
ordinarie, sono diverse poiché la loro struttura permette la detrazione degli
ammortamenti sui dividendi ed il costo base dei titoli azionari ad esse legati è
ripristinato al valore originale qualora lasciaste in eredità questo strumento
finanziario. Facciamo un esempio. Acquistate un'azione di una PTP a 50x ad azione.
Mettiamo che il dividendo che vi restituisce sia di 5x e che gli ammortamenti dovuti
al degrado di alcuni asset della PTP superino questi 5x. Secondo il fisco non sarete
tenuti a pagare alcuna tassa sul vostro dividendo, ma il risvolto della medaglia
prevede che il costo base della vostra azione venga diminuito dell'ammontare
guadagnato, ovvero di 5x, raggiungendo la cifra complessiva di 45x. Quindi, un costo
di base minore significa profitti più grandi (ma qualora fossero vendute le azioni,
tasse maggiori).
Se in questo stesso periodo decideste di vendere tale azione, il fisco calcolerebbe il
vostro profitto a 5x e vi tasserebbe di conseguenza; quindi le azioni PTP si
configurano come uno strumento finanziario che può essere conservato molto a
lungo. Se nel frattempo, voi doveste malauguratamente venire a mancare, il costo
base verrebbe resettato a 50x (a prescindere dai dividendi accumulati) ed i vostri
eredi guadagnerebbero una nuova e fresca opportunità di profitto.
In conclusione, aggiungere questo tipo di asset al vostro conto di risparmio per il
futuro vi permetterà di ottenere un modo "legale" per evitare tutte quelle rogne che si
annidano nelle imposte sui redditi, lasciandovi l'unico grattacapo a cui pensare
relegato alle tasse sui dividendi (qualora vendeste le azioni PTP). E in caso di morte,
nessuno dovrebbe pagare tasse sulla quantità di dividendi accumulati. In ogni sistema
esiste una falla, in ogni sistema esiste un'opportunità da sfruttare. Ciò vale anche per
il fisco. Bisogna semplicemente essere ababstanza attenti da notarla.20 L'analisi e i
consigli (che non rappresentano assolutamente un'intimazione all'investimento) che
avete letto in questo saggio servono principalmente a fornire al lettore una visione
epistemologicamente chiara della realtà economica che ci circonda, in modo da poter
discernere, diversamente da altri studiosi, quale percorso personale sia meglio
perseguire al fine di equipaggiare con un solido scudo coloro che non vogliono farsi
trovare impreparati quando il Grande Default busserà alle porte.

19 Publicly traded partnerships (PTP), Investopedia: http://www.investopedia.com/terms/p/ptp.asp
20 Per ulteriori delucidazioni su questo argomento consultate il mio blog alla seguente pagina: Tre regole essenziali
quando si ha a che fare con lo stato, Francesco Simoncelli's Freedonia, 16 giugno 2014.

Conclusione
Città dopo città, nazione dopo nazione, stato dopo stato assisteremo ad una sequenza
di default. Le promesse che sono state fatte risulteranno troppo grandi per essere
mantenute. Pochi vi diranno la verità su come il sistema pensionistico è condannato
alla bancarotta, molti invece continueranno a vendere la luna. Diranno alle persone di
credere ad una salvezza attraverso lo stato. Credo che ci saranno individui che
finiranno scioccamente in questa trappola, per l'ennesima volta.
Ma la realtà sta facendo la sua entrata trionfale. Siamo solo all'inizio.21 Come soleva
ripetere Herbert Stein: " Se qualcosa non può più andare avanti, si fermerà." La
maggior parte delle persone preferirà protestare, incapace di vedere oltre il loro naso.
Non si preparerà adeguatamente a cosa li aspetta. Dopo aver letto questo saggio
confido che voi agiate diversamente, in modo da prendere in mano il vostro destino
piuttosto che lasciarlo in mani altrui.

21 Christie: N.J. pension promises can't be kept, USA TODAY, 30 luglio 2014.