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MARX

1. Vita e opere
Il marxismo rappresenta una delle componenti intellettuali e
politiche pi importanti dell'et moderna. E Marx, oltre che essere
stato il filosofo del comunismo, anche un classico della
cultura, il cui pensiero riveste quindi una portata universale. La
figura di Marx la ritroviamo non solo in filosofia ma in un ampio
spettro di discipline (economia, sociologia).
Marx nasce a Treviri, la pi antica citt della Germania, nel 1818
da una famiglia ebrea, la quale, bench convertitasi al protestantesimo per ragioni di opportunit politica, era di fatto su
posizioni agnostiche. Per mezzo del padre, avvocato brillante e
colto, Marx riceve un'educazione di stampo razionalistico e liberale.
1830 Si iscrive al Liceo-ginnasio di Treviri. Si dedica agli studi
classici e letterari, trascurando la storia. 1835-1836 Inizi gli studi
giuridici a Bonn; si trasfer poi a Berlino e si laure in filosofia a Jena
(1841) con una tesi sulla Differenza tra la filosofia della natura di
Democrito e quella di Epicuro. A Berlino frequent gli hegeliani di
sinistra (amicizia con Bauer) il che gli precluse la carriera
accademica. In seguito alla politica sempre pi reazionaria del
governo prussiano, si dedica al giornalismo politico : capo
redattore della Gazzetta renana, di impostazione radicale, chiuso
dal governo nel 1843. Si trasferisce a Parigi, ove dirige, con Ruge,
gli Annali Franco-Tedeschi sui quali appaiono due importanti saggi,
che testimoniano l'esplicito passaggio di Marx al comunismo: La
questione ebraica e Per la critica della filosofia del diritto di Hegel.
Introduzione. Nel frattempo si sposato con Jenny von Westphalen,
una giovane appartenente all' aristocrazia, che sar la compagna
preziosa della sua vita travagliata.
Sempre nel 1843 termina la stesura della Critica della filosofia
del diritto di Hegel, in cui comincia a misurarsi polemicamente con i
problemi della filosofia politica moderna.
A Parigi
Entra in contatto con vari esponenti socialisti (Proudhon, Blanc e
Bakunin).
stringe amicizia con Friederich Engels un'amicizia che durer
tutta la vita e che gli sar di conforto intellettuale, morale e
materiale.
Prosegue le sue ricerche di filosofia ed economia politica (scrive i
Manoscritti economico-filosofici del 1844, pubblicati postumi) e
continua lattivit di giornalista.
Espulso dalla Francia,
su insistenza del governo prussiano, si trasferisce a Bruxelles

Dove in collaborazione con Engels Matura il distacco dagli


hegeliani con:
La Sacra famiglia (1845),
le Tesi su Feuerbach (1845),
e Lideologia tedesca (1845-46) (scritta in collaborazione con
Engels e rimasta inedita, in cui vengono poste le basi della
concezione materialistica della storia).
Nel 1847 si tiene a Londra il primo Congresso della 'Lega dei
Comunisti e Marx, che non pu parteciparvi, viene rappresentato
da Engels.
In questo periodo pubblica la Miseria della filosofia, che rappresenta il polemico e totale distacco da Proudhon e attacca il
socialismo utopistico.
Su incarico della Lega dei comunisti Marx ed Engels pubblicano il
Manifesto del partito comunista (1848, Londra).
Nel 1849 la vittoria della controrivoluzione tedesca provoca
l'espulsione di Marx dalla Germania, che intanto, a Colonia, aveva
fondato la Nuova gazzetta renana che per avr vita brevissima.
Rifugiatosi a Parigi, in seguito a difficolt sorte con il governo
francese, che vorrebbe concedergli asilo solo a patto del suo
trasferimento a Morbihan, una zona paludosa della Bretagna,
emigra a Londra.
A Londra
Lavora come giornalista e, tra grandi difficolt finanziarie, porta
avanti ricerche in economia, storia e politica, pubblicando:
Per la Critica delleconomia politica (1859);
Il primo volume de Il Capitale (1867, Amburgo) (il secondo ed
il terzo volume, grazie al lavoro di Engels, che ne decifrer i
manoscritti, appariranno postumi nel 1885 e nel 1894).
Nel 1850 scrive degli articoli sulla rivoluzione del 1848, che in
seguito saranno ripubblicati da Engels con il titolo Le lotte di classe
in Francia dal 1848 al 1850.
Dopo un tentativo di riorganizzazione della Lega, che si conclude
per con il suo scioglimento, nel 1851 Marx si ritira dalla politica
attiva ed inizia a lavorare al British Museum. Per lui e la sua ormai
numerosa famiglia sono anni difficili, tormentati da problemi
economici, cui Marx sopperisce in parte con i benevoli aiuti di
Engels.
Nel 1864 viene fondata l'Associazione Internazionale dei
Lavoratori, nella quale Marx figura dominante.
GLI ULTIMI ANNI
Continua a lavorare intensamente fino alla morte (1883):
nel 1875 pubblica la Critica al programma di Gotha (in

occasione dell'unificazione dei socialisti tedeschi a Gotha,


all'insegna di una strategia politica che a Marx sembrava poco
rivoluzionaria).
Nel 1881 muore Jenny, e a distanza di due anni, nel 1883, anche
Marx la segue nella tomba, compianto da Engels e dal movimento
operaio internazionale. Una delle tante corone di fiori, inviata da
studenti moscoviti, reca l'emblematica scritta: A colui che ha
difeso i diritti dei lavoratori nella teoria e li ha fatti valere nella
pratica.

LE CARATTERISTICHE GENERALI DEL


MARXISMO
Il primo contrassegno del pensiero di Marx il suo porsi
come analisi globale della societ e della storia da cui ne
deriva limpossibilit di ridurlo alla dimensione puramente
filosofica, sociologica o economica.
Il secondo contrassegno rappresentato dallideale, che
segu per tutta la vita, dellunione tra teoria e prassi. Marx
ha la tendenza a dare uninterpretazione delluomo e del
mondo che sia anche impegno di trasformazione
rivoluzionaria.
Nel discorso pronunciato sulla tomba di Marx, il suo amico
Engels afferma che lo scienziato non era neppure la met
di Marx [] perch Marx era prima di tutto un rivoluzionario.

LE INFLUENZE CULTURALI CHE STANNO


ALLA BASE DEL MARXISMO:
1. La filosofia classica tedesca (da Hegel a Feurebach)
2. Leconomia politica borghese (da Smith a Ricardo)
3. Il pensiero socialista (da Saint Simon a Owen)
Marx ripensa queste tre esperienze mettendo a punto una sintesi
creativa e procede criticamente oltre i loro risultati, aprendo una
nuova visione del mondo.

LA CRITICA AL MISTICISMO LOGICO


DI HEGEL

Misticismo:

Atteggiamento spirituale, e conseguente pratica di vita, che tende


all'unione con l'assoluto mediante il superamento dei limiti dell'esperienza sensibile.

Anche se il pensiero di Marx si forma nellambito dellhegelismo (ed


innegabile che questo abbia esercitato un notevole influsso su
Marx), Marx, sin dal 1843 (La critica della filosofia del diritto di
Hegel), riconosce i limiti di Hegel e ne prende le distanze.
Lerrore di Hegel il misticismo logico:
egli capovolge il rapporto tra lindividuo concreto e
luniversale astratto: fa del concreto la manifestazione
dellastratto.
E definito da Marx misticismo logico perch compie
medesimo rovesciamento che Feuerbach aveva rimproverato
alla religione. E in virt di esso le istituzioni anzich apparire
per ci che sono, finiscono per essere la personificazione di
una realt spirituale.
Come non la religione che crea luomo, ma luomo che crea la
religione, cos non la costituzione che crea il popolo, ma il popolo
la costituzione.
Lesempio della frutta:
per luomo comune:
esistono anzitutto i frutti concreti: mele, pere, susine e mandorle
e da questi si ricava lastrazione frutta.
Per il filosofo speculativo (=hegeliano):
ci che esiste realmente lessenza frutta. I singoli frutti concreti
non sono che transitorie determinazioni in cui vive lunica vera
sostanza.
Questa impostazione si traduce in conservatorismo:
facendo del dato presente e concreto una manifestazione
necessaria dellidea, Hegel finisce col santificarlo.
Egli tende al giustificazionismo politico: allaccettazione
acritica dellordine vigente, comprese le istituzioni (tutto ci
che esiste giusto e razionale per questo positivo).
Per questo se Hegel un conservatore, Marx un reazionario.
Marx oppone al metodo mistico di Hegel il suo metodo
trasformativo che consiste nel ricapovolgere ci che lidealismo
ha capovolto, ossia nel riconoscere ci che soggetto nel soggetto
e ci che predicato nel predicato, trasformare il concreto in
concreto e lastratto in astratto.
La dialettica
Marx riconosce invece ad Hegel il merito di aver introdotto la

concezione dialettica della realt, riconoscendo limportanza delle


opposizioni
Hegel per ha giocato pi sulle opposizioni concettuali che su
quelle reali ed ha cercato una troppo facile mediazione tra gli
opposti che nella realt non conoscono sintesi, ma solo lotta
ed esclusione.
Marx e la sinistra hegeliana: Rivoluzionari ma ideologi
La Sinistra hegeliana ha avuto per Marx il merito di
trasformare lidealismo in materialismo,
individuare le radici umane della religione,
esprimere in politica istanze democratiche.
Tuttavia i giovani hegeliani, nonostante la loro intenzione rivoluzionaria,
esprimono un pensiero ideologico.
Come liberare luomo
Gli hegeliani sono convinti che per liberare luomo basti un cambiamento
di idee
Ad esempio: per superare la religione basta capire che essa un prodotto
delluomo. In realt con le loro frasi rivoluzionarie combattono solo frasi,
non contro il mondo reale di cui quelle frasi sono riflesso. La liberazione
delluomo un atto storico, non ideale.

Critica della civilt moderna e del


liberalismo:
emancipazione politica e umana.
Alla base della teoria di Marx e della sua adesione al comunismo vi
la critica globale della civilt moderna e dello Stato liberale.

Comunismo:

Dottrina che, sulla base delle formulazioni teoriche di K. Marx e F.


Engels, propugna un sistema sociale nel quale sia i mezzi di produzione sia i mezzi di consumo sono
sottratti alla propriet privata e trasformati in propriet comune, e la gestione e distribuzione di essi
viene esercitata collettivamente dallintera societ nellinteresse e con la piena partecipazione di tutti i
suoi membri.
STATO LIBERALE: basato sul liberalismo: Movimento di pensiero e di azione politica che riconosce
allindividuo un valore autonomo e tende a limitare lazione statale in base a una costante distinzione
di pubblico e di privato.

Il punto di partenza del discorso di Marx la convinzione che la


categoria del moderno si identifica con quella di scissione, che
si realizza nella frattura tra societ civile e Stato. Come esempio
prende la Plis greca dove non esisteva la propriet privata, quindi cera un
identit tra ego pubblico e ego privato
e tutti partecipavano alla vita pubblica.

Nel mondo moderno luomo costretto a vivere due vite,


una in Terra come borghese (nellambito dellegoismo degli
interessi della societ civile)
e unaltra in cielo come cittadino (nella sfera dellinteresse
comune)
Tuttavia lo Stato (il cielo), che sostiene di perseguire linteresse comune,
illusorio, perch persegue linteresse di pochi. Anche luguaglianza formale di
tutti di fronte alla legge in realt una diseguaglianza
Sostanziale.
Quindi la civilt moderna rappresenta la societ dellegoismo e delle particolarit
reali, e della fratellanza e delluniversalit illusorie.
I tratti essenziali della civilt moderna sono
lindividualismo e latomismo
-> separazione del singolo dalla comunit.
Lo Stato post-rivoluzionario ha legalizzato questa situazione (oltre alla
propriet privata e alla libert individuale), quindi esso la
proiezione politica di una societ strutturalmente contro-sociale.
Ci si comprende del tutto solo in rapporto con lideale di societ di Marx
che :
democrazia sostanziale o totale, dove ciascuno
un momento dell intero dmos
, ovvero che rappresenta se stesso e la societ allo stesso tempo.
Marx ritiene che questo si pu realizzare solo eliminando le
diseguaglianze reali e la
propriet privata (che il principio della diseguaglianza).
Il mezzo da usare la
rivolta sociale
da parte del
proletariato : poich priva di propriet lunica che pu realizzare la
democrazia comunista.

Critica delleconomia borghese e Problematica


dellalienazione.
Il primo approccio di Marx alleconomia politica segnato dai Manoscritti
economici-filosofici (1844, Parigi).
Nei confronti delleconomia borghese Marx ha un duplice atteggiamento, essa:
Da un lato espressione teorica della societ capitalistica
Dallaltro fornisce una falsa immagine del mondo borghese, dovuta allincapacit
di pensare in modo dialettico: leconomia borghese non si colloca in una posizione
storico-processuale ma, anzi, eternizza il sistema capitalistico considerandolo
lunico modo di produrre e distribuire ricchezza; inoltre non vede il conflitto tra
borghesia e proletariato, ovvero in ci che nei Manoscritti viene definito
alienazione.
Alienazione per:
Hegel

: il concetto di alienazione affonda le sue radici in Hegel, per costui lalienazione il


movimento stesso dello Spirito, che si fa altro da s, nella natura e nelloggetto,
per poi tornare in modo arricchito. Quindi, per Hegel lalienazione ha sia carattere
negativo che positivo.
Feuerbach
: la situazione in cui luomo
religioso si sottomette a una potenza estranea (Dio) che egli stesso ha posto.
Significato negativo.

Marx
: si rif a Feuerbach. Per Marx una condizione di scissione, dipendenza e
autoestraniazione;
la condizione del salariato nella societ capitalistica. Se per Feruerbach,
per, lalienazione era un fatto coscienziale, per Marx un fatto reale, di
natura socio-economica.
Lalienazione delloperaio ha 4 aspetti:
1.Lavoratore alienato rispetto al prodotto
della sua attivit in quanto egli produce un oggetto che non gli appartiene e si
costituisce come una potenza dominatrice nei suoi confronti.
2.Lavoratore alienato rispetto alla sua stessa attivit : un lavoro forzato,
si sente bestia quando dovrebbe sentirsi uomo (svolgendo un lavoro utile alla
societ)
3.Lavoratore alienato rispetto alla propria essenza (Wesen): costretto a un
lavoro ripetitivo e unilaterale.
4.Lavoratore alienato rispetto al prossimo perch questultimo
soprattutto il capitalista, uno che lo tratta come semplice macchina.
La causa dellalienazione la propriet privata dei mezzi di
produzione, grazie alla quale il capitalista pu sfruttare i salariati per
aumentare la propria ricchezza secondo la dinamica di sfruttamento e
logica del profitto.
Questa situazione pu essere superata
solo con labolizione della propriet privata e lavvento del comunismo.
La storia il luogo della perdita e della riconquista da parte delluomo e
della propria essenza, e il comunismo la
soluzione dellenigma della storia (dialettizzazione della storia); luomo,
dopo aver smarrito se stesso nella
civilt di classe, ritrova se stesso nel comunismo.

Marx e Feuerbach: la critica della religione.

Meriti e limiti
Feuerbach ha avuto il merito di rivendicare la concretezza dellindividuo
umano contro Hegel che aveva ridotto luomo a manifestazione di un
soggetto spirituale infinito. Ma Feuerbach, per Marx, non ha spiegato
adeguatamente lorigine della religione pur avendo scoperto il meccanismo
generale dellalienazione religiosa e cio che non Dio a creare luomo, ma

luomo a proiettare Dio. Perch, al contrario di Hegel, Feuerbach perde di


vista la storicit delluomo: non esiste lUomo in astratto, bens luomo
prodotto di una determinata societ storica. A produrre la religione non un
soggetto astratto ma un individuo concreto, un prodotto sociale.
E le radici del fenomeno religioso non vanno cercate nelluomo in quanto tale
ma in una determinata tipologia storica di societ. La religione una
coscienza rovesciata del mondo, proprio perch il mondo rovesciato, cio
irrazionale e ingiusto.

LOPPIO DEI POPOLI


Marx ha elaborato la sua nota teoria della religione come oppio dei popoli
secondo la quale la religione, il sospiro della creatura oppressa, ossia il
prodotto di unumanit alienata, di una societ che cerca nellaldil ci che le
viene negato nellaldiqu.
L oppio inteso in duplice senso:
ci che annebbia la coscienza;
ma anche ci che conforta dal dolore.
In Marx non c disprezzo:
la religione non un inganno che serve per dominare gli
uomini
ma sorge dallumanit sofferente bisognosa di qualche
consolazione.
Come superare la religione?
Ma questo significa che per superare lalienazione religiosa
non basta denunciarla (come ha fatto Feuerbach)
ma occorre rimuovere le condizioni che la determinano che
non sono di carattere religioso, ma materiale; la religione il
frutto malato di una societ malata e per sradicarla bisogna
distruggere le strutture sociali che la producono e abbattere la
societ di classe.

LA CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA


Dallideologia alla scienza

La critica a Feuerbach segna il passaggio di Marx dall umanismo al


materialismo storico (dallantropologia speculativa ad un sapere reale della
storia). Questo processo di concretizza nell ideologia tedesca , dove Marx
cerca di cogliere il movimento reale della storia. Questo approccio
storico-materialistico ha alla base una contrapposizione tra scienza reale e
positiva e ideologia (falsa rappresentazione della realt).
Lintento di Marx di svelare, al di l delle ideologie, la verit sulla storia e
descrivere gli uomini non per come appaiono, ma percome sono realmente.
Questo implica labbandono della vecchia filosofia idealistica e la nascita di
una nuova scienza.
Lumanit, intesa in modo scientifico e non ideologico, secondo questa nuova
concezione,
una specie evoluta i cui individui lottano per la sopravvivenza.
Quindi la storia un processo materiale basato sulla dialettica bisognosoddisfacimento, che umanizza luomo; infatti, luomo si distingue dall
animali quando comincia a produrre i suoi mezzi di sussistenza, quando
comincia a lavorare. Quindi attraverso il lavoro, creatore di civilt e
cultura, luomo si rende tale.

Struttura e sovrastruttura

Nellambito della storia (produzione sociale dellesistenza)


bisogna distinguere due elementi di fondo:
Forze produttive
Che sono tutti gli elementi necessari al processo di produzione:
1.Forza lavoro(gli uomini che producono)
2.Mezzi di produzione
3.Conoscenze tecniche e scientifiche per migliorare la produzione.
Rapporti di produzione
Per rapporti di produzione si intende i rapporti tra gli uomini che si formano
durante il processo di produzione, regolano il possesso e limpiego dei mezzi e
la ripartizione dei prodotti; giuridicamente sono i rapporti di propriet
Linsieme dei rapporti di produzione costiruisce
struttura
(scheletro economico della societ), il piedistallo su cui poggia una
sovrastruttura giuridico-politico-culturale, ovvero un insieme di
rapporti giuridici, forze politiche, dottrine, che deve essere inteso come
espressione dei rapporti che definiscono la struttura di una societ
(materialismo storico).
Di conseguenza, non sono le leggi, lo Stato, le forze politiche, le religioni, le
filosofie ecc. a determinare la struttura economica della societ (idealismo
storico), ma la struttura economica della societ a determinare le leggi, lo
stato, le religioni, le filosofie ecc. (materialismo storico)

Per Marx lunico elemento veramente determinante della storia la struttura


economica, mentre la sovrastruttura ne unicamente un riflesso.
Materialismo in Marx =
Le vere forze motrici della storia non sono di natura spirituale, ma di natura
socio-economica.

LA DIALETTICA DELLA STORIA


La concezione materialistica di Marx non si limita a descrivere staticamente le
societ, ma evidenzia lelemento propulsivo della loro trasformazione: la
contraddizione. Pur capovolgendone il soggetto, Marx si mantiene fedele alla
impostazione dialettica hegeliana. (materialismo dialettico)
Forze produttive
si sviluppano pi velocemente dei rapporti di produzione che tendono a
rimanere statici; le prime rappresentano sempre una classe in ascesa, i
secondi una classe dominante alla sua fine.
Ne segue una situazone di contraddicione che generera unepoca di
inevitabili scontri (periodici) spesso vinti dalla classe in ascesa. E che si
risolve con ladozione di nuovi rapporti di produzione e con la trasformazione
della sovrastruttura.
Un esempio laFrancia del 700
: dove vi fu uno scontro aperto tra borghesia e aristocrazia. Alla fine vinse la
borghesia che impose i propri rapporti di propriet e la propria visione del
mondo.
Nel capitalismo moderno si delinea una contraddizione.
La fabbrica moderna (di un solo capitalista o di un gruppo di azionisti)
produce solo grazie ad un lavoro collettivo di operai, tecnici, impiegati,
dirigenti ecc. Questo significa che il capitalismo porta in s, come esigenza
dialettica, il socialismo. Il capitalismo la basestessa del socialismo.
Marx individua le principali formazioni economico-sociali che si sono
succedute nella storia:
comunit primitiva (comunista)
societ asiatica (fondata su forme comunitarie di propriet)
societ antica (schiavistica)
societ feudale
societ borghese
Futura societ socialista
Queste epoche sono i gradini di una
sequenza che va dallinferiore al superiore; la storia procede dal
comunismo primitivo

al comunismo futuro.
Il comunismo unico sbocco possibile della dialettica storica.
La Storia per Marx e Hegel la totalit processuale diretta dalla forza della
contraddizione e con a capo un risultato finale. Marx ha fatto camminare la
dialettica di Hegel sui piedi invece che sulla testa poich:
Soggetto della dialettica storica non pi lo Spirito, ma la struttura
economica e le classi.
L essere dialettico del processo storico empiricamente e
scientificamente osservabile attraverso i fatti stessi
Le Opposizioni che muovono la storia non sono pi astratte e
generiche ma concrete e determinate
IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA (1848)
Il Manifesto un testo che analizza i metodi dellazione rivoluzionaria e i
movimenti socialisti precedenti al comunismo. Ha tre punti salienti:
1.Analisi della funzione storica della borghesia
2.Concetto di storia com lotta di classe e rapporto tra proletari e comunisti
3. Critica dei socialismo non- scientifici
La prima parte dellopera enuncia i meriti e i limiti della borghesia.
Meriti
non una classe come le classi dominanti del passato a cui appartiene la
staticit dei modi di produzione; mentre la borghesia rinnova in
continuazione questi modi.
E una classe dinamica, elimina idee e credenze tradizionali.
Limiti
La borghesia assomiglia allo stregone che non riesce pi a controllare le forze
che ha evocato; le moderne forze produttive, sempre pi sociali, si rivoltano
contro i vecchi rapporti di propriet ancora privatistici e sottomessi alla logica
del profitto personale.
Da classe oppressa alla borghese, il proletariato attua una dura rivolta di
classe con il fine di superare il capitalismo.
Nel Manifesto Marx individua il Soggetto autentico della storia nella
lotta di classe.
Per Marx la dialettica tra forze produttive e rapporti di produzione=lotta di
classe (sono la stessa cosa) perch le forze produttive e i rapporti di
produzione non sono strutture senza soggetto ma sono composti dalle
classi (gruppi umani viventi).
La lotta proletaria internazionale
Marx dice:proletari di tutti i paesi, unitevi!

Critica dei falsi socialismi


Marx divide letteratura socialista e comunista in tre gruppi:
1.Socialismo reazionario
: attacca borghesia con metodi conservatori anzich con schemi rivoluzionari
che guardano al futuro con il fine di far girare indietro la ruota della storia.
Si presenta in 3 modi:
FEUDALE: mira allabolizione della societ capitalistica moderna e a un
ritorno a unepoca pre-rivoluzionaria, pre-borghese, pre-industriale. I feudali
cercano aiuto del proletariato contro capitalismo,
ma vogliono solo passare da unalienazione presente a una passata, mentre il
proletariato vuole il superamento di ogni alienazione. Assieme al socialismo
feudale c il socialismo pretesco.
PICCOLO-BORGHESE: punto di vista della piccola borghesia manifatturiera
rovinata dal capitalismo industriale; anche loro vogliono ritorno ad un
economia pre-borghese.
TEDESCO: vero socialismo; rappresenta la germanizzazione del
socialismo francese; per la sua avversione alla borghesia finisce per sostenere
governi tedeschi della reazione, opponendosi alle conquiste della borghesia
che anche il proletariato vorrebbe ottenere.
2.Socialismo conservatore (borghese)
: sositene che possibile rimediare agli inconvenienti sociali del capitalismo
senza eliminare il capitalismo stesso.
Vorrebbe la borghesia senza il proletariato, cio il lato positivo del
capitalismo senza quello negativo. Il principale esponente di questa corrente
Pierre-Joseph Proudhon.
Questo non comprende la dialettica; non
vuole abolire la propriet privata ma soltanto distribuirla.
3.Socialismo e comunismo critico-utopistici : comprende le idee premarxiane di Simon, Fourier, Owen i quali non ammettono la lotta di
classe, fanno appello a tutti i membri della societ per una pacifica azione di
riforme, muovendosi in una dimendione moralistica ed utopistica.
Il socialismo utopistico il socialismo Scientifico di Marx, che considera
proletariato la forza rivoluzionaria destinata a sconfiggere la borghesia.

Il Capitale
Marx, nel saggio intitolato il capitale (1867), esamina le leggi economiche
che regolano lo sviluppo del capitalismo, dalle quali dipende destino della
borghesia.
Marx ritiene che gni societ storica ha caratteri e leggi specifici.
La societ borghese ha in s le contraddizioni che la faranno crollare.
Marx prende le distanze dai teorici delleconomia borghese, in quanto:
hanno trasformato in fatti naturali, prodotti contingenti della storia (ad
es.: la propriet);

non hanno compreso la natura conflittuale del sistema capitalistico.


Marx rivela la sua contrapposizione alleconomia classica negando
lesistenza di leggi universali delleconomia e sostenendo che ogni
formazione sociale ha leggi storiche specifiche.
Il metodo che Marx segue quello di isolare gli elementi di fondo del
capitalismo, studiarli, formulare delle previsioni (non profezie).
Quindi il Capitale non un libro di predizioni circa i destini futuri del
capitalismo moderno, ma una fotografia critica della civilt
capitalistica come struttura complessiva.
La metodologia scientifica di Marx pu essere compresa nella concreta
applicazione nel Capitale e pu vantare tre tappe fondamentali:
1La ricerca della documentazione
2Lanalisi del materiale raccolto
3L individuazione di un principio generatore (che non universale e
astratto ma una concreta forza storica che, tuttavia, la riflessione
trasforma in un modello generale; si tratta di una forma assimilabile
ad un principio ideale)
In un testo che non vuole essere una storia delleconomia, ma che intende
cogliere lessenza del modo di produzione capitalistico nella sua universalit,
Marx necessita della dialettica come forma per conferire i fatti.
Nel Capitale Marx perviene , attraverso il suo metodo danalisi,
allindividuazione di un unico concetto base che il fondamento del modo di
produzione del capitalismo: il concetto di valore a cui ogni altro aspetto del
sistema riconducibile.

Merce, lavoro e plusvalore


Secondo Marx la caretteristica specifica del modo di produzione capitalistico,
rispetto alle societ precedenti, la merce.
La merce:
deve possedere un valore duso (devessere utile, altrimenti nessuno la
comprerebbe)
Deve possedere un valore di scambio che le garantisca la possibilit di essere
scambiata con altre merci.
Per Marx, come gli economisti classici, vale lequazione
valore = lavoro,
quindi pi lavoro necessario a produrre la merce, pi essa vale.
Tuttavia
valore prezzo
perch il prezzo variabile in base ad altri fattori (come abbondanza merce).
Anche se il prezzo pu essere o al di sopra o al di sotto del valore effettivo, di
solito

la somma dei prezzi delle merci = somma del loro valore (lavoro contenuto in
esse).
Nelle relazioni di mercato il valore non si presenta mai allo stato puro ma
come
prezzoche non valore,ma ha il valore alla sua base.
Il Feticismo delle merci consiste nel dimenticarsi che le merci sono frutto
di lavoro, e dimenticarsi che queste non hanno valore di per s.
Nel capitalismo laproduzione
ha come fine laccumulazione di denaro, non il consumo.
Il ciclo capitalistico nella forma
D.M.D
(denaromerce pi denaro)
Anzich
M.D.M
(mercedenaro - merce),
tipica delle societ preborghesi.
Il capitalista investe denaro in una merce per ottenere pi denaro di quanto
abbia investito.
Ci potremmo chiedere com possibile che qualcuno acquisti una merche che
gli procuri pi denaro (e visto che il denaro corrisponde al valore) e pi
valore.
Qual l origine del plusvalore? Lorigine del plusvalore non sta nello
scambio, ma direttamente nella produzione della merce.
Il capitalista usa la merce umana
(che produce valore), compra la sua forza lavoro e la paga come qualsiasi altra
merce (salario). Tuttavia loperaio produce pi valore di quanto gli viene
retribuito con il salario.
Il plusvalore il valore offerto gratuitamente dalloperaio al capitalista.
Il capitalista ha i mezzi di produzione
Loperaio ha solo la sua forza lavoro, quindi costretto a vendersi in
cambio del salario.
Dal plusvalore si ricava il profitto
Tuttavia il
plusvalore profitto
in quanto il profitto pur presupponendo il plusvalore non conincide
totalmente con esso.
Perch?
Per comprenderlo importante la distinzione marxista tra
Capitale variabile (cos chiamato perch coincide con il capitale mobile
investito nei salari) e
Capitale costante (che coincide con il capitale investito nelle macchine e in
tutto ci di cui la fabbrica ha bisogno).
Il plusvalore nasce dal capitale variabile.

Poich il plusvalore nasce solo in relazione ai salari (ossia il capitale variabile


in quanto pi aumenta il pluslavoro pi aumenta il plusvalore), il saggio (o il
tasso) del plusvalore il rapporto tra plusvalore e capitale variabile.
Saggio del plusvalore = Plusvalore
Capitale variabile
Per il capitalista deve investire anche in impianti oltre che in salari.
Quindi il saggio del profitto il rapporto tra plusvalore e capitale variabile
+capitale costante.
Saggio del profitto = plusvalore
Capitale variabile+capitale costante
Quindi il Saggio del profitto sempre minore del saggio del plusvalore ed
il guadagno del capitalista.
Tendenze e contraddizioni del capitalismo
La societ capitalista retta dalla logica del
profitto privato, non del bene collettivo.
Per Marx i modi per alimentare questo sistema generano la sua
autodistruzione (come?).
Allinizio il capitalista cerca di aumentare il plusvalore aumentando il
numero di
ore di lavoro.
Anche se non oltre un certo numero, altrimenti gli operai smettono di essere
produttivi.
Riducendo il tempo necessario alloperaio per procurarsi il salario la
produzione pi veloce. Il capitalista fa investimenti in mezzi e metodi di
produzione nuovi. Storicamente, il processo di produzione del plusvalore
relativo passa attraverso 3 fasi successive
1Cooperazione semplice
2Manifattura
3Grande industria
La grande svolta del sistema capitalistico lintroduzione della macchina
(miglior cosa per accorciare e semplificare il lavoro.
Cos il plusvalore assoluto aumenta. E si presenta la possibilit di utilizzare
anche donne e bambini ( a cui si offrono salari pi bassi).
Tuttavia a causa delleccessivo aumento di produttivit si entra in una crisi
di sovrapproduzione. Mentre in precedenza le crisi erano causate dalla
mancanza di merci.
Questo dovuto alla cos detta anarchia della produzione ovvero i
capitalisti investono nei settori dove c pi guadagno, finch non c un
eccesso di offerta rispetto alla domanda.
La necessit di un continuo rinnovamento tecnologico genera la caduta
tendenziale del saggio di profitto; con questespressione Marx intende la

legge per cui, per laumento smisurato del capitale costante (costituito dalla
macchina e dalle materie prime) rispetto al capitale variabile, diminuisce il
saggio di profitto.
Per comprendere ci bisogna tenere presente che:
Il plusvalore non generato da macchine ma da lavoro vivo che viene
ricompensato con il capitale variabile.
Il saggio del plusvalore dato dal rapporto tra il plusvalore e il capitale
variabile
Il saggio di profitto dato dal rapporto tra il plusvalore e il capitale
variabile+ il capitale costante.
se il capitale variabile (salari) rimane costante ma se il capitale costante
(macchinari) aumenta, il
saggio di profitto diminuisce: legge della caduta tendenziale del saggio
di profitto.
Questo il vero tallone dAchille del capitalismo.
Questa legge pi l anarchia della produzione provocano la tendenza
a una scissione della societ in due classi antagoniste. Con la
conseguente
diminuzione dei capitalisti, aumentosmisurato di salariati,
occupati e disoccupati.

Rivoluzione e dittatura del proletariato


Le contraddizioni della societ borghese stanno alla base della rivoluzione
del proletariato, che segna il passaggio dal capitalismo al comunismo.
Il proletariato ha una missione storico-universale: abolire ogni forma di
propriet privata, di divisione del lavoro e di dominio di classe (a differenza
delle rivoluzioni passate) e dare origine ad una
nuova epoca storica.
Lo strumento della rivoluzione la socializzazione dei mezzi di
produzione e il mettere fine al plusvalore e allo sfruttamento.
Come?
Marx ritiene che una rivoluzione implichi forme violente, ma nei suoi ultimi
anni ammette una via pacificaal socialismo
Obiettivo: abbattimento dello Stato borghese e delle sue forme istituzionali
N.B: il proletariato non deve impadronirsi della macchina statale borghese,
ma distruggerla dai meccanismi di fondo. Questa macchina non pu essere
utilizzata da chiunque a proprio piacimento, perch ogni classe dominante
crea un meccanismo statale che possa soddisfare le sue esigenze. La lotta di
classe e il rifiuto dello Stato borghese porta necessariamente alla dittatura
del proletariato, unasituazione di transizione tra capitalismo e
comunismo, caratterizzata dalla presa di potere di una maggioranza di ex
oppressi su una minoranza di ex oppressori. Lobiettivo il superamento di
ogni forma di Stato.