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Esempi di esercizi risolti (III)

Esempio 1 (moto relativo)


Il nastro di un tapis roulant lungo 125 metri si muove alla velocit costante di 1.20 m/s. Una persona che cammina
speditamente ha rispetto al suolo una velocit di circa 2.00 m/s. In queste ipotesi quanto impiega la persona ad arrivare
in fondo al percorso coperto dal tapis roulant e tornare indietro?
Soluzione:
Chiamiamo vn la velocit del nastro e vp quella della persona rispetto al nastro. La velocit vt della persona rispetto a
terra sar v1 = vn+vp nel caso in cui la persona e il nastro viaggiano nello stesso verso, e v2 = vn - vp in caso contrario.
Chiaramente la persona riuscir a tornare indietro solo se v2 sar minore di 0, cio se vp > vn (la persona deve andare
pi forte del nastro!)
Se L la lunghezza del tragitto, il tempo di andata sar pari a t1 = L/|v1|, mentre quello di ritorno sar t2 = L/|v2|.
Il tempo di andata-ritorno sar dunque

t t1 t 2

2 Lv p
L L
L
L
L
L

2
=
v1 v2 v n v p vn v p
v p v n v p vn v p v n2

= 2 125m 2.00 m/s / (4.00 m2/s2 1.44 m2/s2) = 195 s


Esempio 2 (moto relativo)
La corrente di un fiume largo d = 60 m scorre a una velocit di 1.5 m/s. Un nuotatore olimpionico punta in direzione
perpendicolare alla riva e nuota con una velocit (rispetto allacqua) diretta perpendicolarmente alla riva e pari a 1.2
m/s.
a) Quanto tempo impiega il nuotatore per fare andata e ritorno?
b) A quale distanza dal punto di partenza arriver?
Soluzione.
a) La velocit del nuotatore rispetto alla riva data dalla somma vettoriale della sua velocit rispetto allacqua vn e la
velocit dellacqua rispetto alla riva va, che sono tra loro perpendicolari.
Poniamo per comodit lasse delle x parallelo alla riva del fiume e lasse y perpendicolare alla riva. Abbiamo che
vn ha solo componente y, mentre va ha solo componente x.
Dunque vn = (0, vn); va = (va, 0); v = vn + va = (va, vn).

y
d

(larghezza del fiume)

vn

traiettoria del nuotatore

va
x

Il tempo impiegato ad attraversare il fiume allandata quello tale che y = d. Ma y = vy t e vy = vn.


Quindi d = vn t cio t = d / vn = 50 s.
b) Durante il tempo t il nuotatore si sposta lungo x di x = vx t = va d / vn.
Al ritorno la situazione esattamente identica ma simmetrica, il tempo impiegato sar lo stesso e uguale sar la distanza
percorsa in x. Dunque alla fine della doppia traversata il nuotatore si trover spostato del doppio:
x AR = 2x = 2 d va / vn = 150m.
(Allo stesso risultato si poteva arrivare notando che, poich il moto del nuotatore a velocit costante, la sua traiettoria
un segmento di retta parallelo al vettore velocit. Si vede quindi geometricamente che, considerando il tragitto di
andata, deve essere x/d = va / vn .)
Esempio 1 (forza costante)

Unautomobile di massa 2.0 103 kg sta viaggiando a 50.0 km/h. Improvvisamente frena fino a fermarsi.
Schematizzando la frenata come conseguenza dellapplicazione di una forza costante, si determini:
a) quanto vale questa forza se lauto impiega 2.0 secondi per fermarsi:
b) quanto vale lo spazio di frenata, ossia la distanza percorsa da quando inizia la frenata a quando
lautomobile si ferma.
c) Se la forza frenante rimane la stessa ma lautomobile sta andando a 100 km/h anzich a 50 km/h, come
cambiano il tempo e lo spazio di frenata?
Soluzione
a) Durante la frenata, essendo sottoposta a una forza costante, lauto si muove di moto rettilineo
uniformemente accelerato. Poich passa da una velocit v0 = 50.0 km/h = 13.89 m/s a una velocit v1 = 0 m/s in un
tempo t = 2.0 s, la sua accelerazione vale
a = v/t = v0/t = ( 13.89 m/s)/(2.0 s) = 6.94 m/s2 6.9 m/s2
La forza che deve essere applicata all'automobile per imprimerle tale accelerazione vale (in modulo,
trascurando il segno negativo)

dunque

F = ma = ( 2.0 103 kg) (6.9 m/s2 ) = 13.9 103 kg m/s2 1.4 104 N
b) La distanza percorsa durante la frenata data dalla formula x = v0 t + (1/2) a(t)2 ovvero, sostituendo
a = v/t = v0/t dalla prima formula del punto a), x = v0 t . Notiamo che la distanza percorsa
anche pari allarea del triangolo nel grafico velocit tempo, di base t e altezza |v|=v0 . Procedendo in
questo secondo modo otteniamo subito che x = v0 t (ricavabile anche dalla formula di due righe
sopra, sostituendo). Abbiamo quindi x = v0 t = (13.9 m/s) (2.0 s) = 13.9 m
c)

A parit di forza e di massa dellautomobile, laccelerazione la stessa nei due casi. A parit di
accelerazione, il tempo di frenata proporzionale alla velocit iniziale.
Infatti, dalla definizione a = v/t abbiamo che t = v/a; dato che nel nostro caso |v|=v0, abbiamo
t = |v / a| = v0 / |a| (scriviamo i valori assoluti dato che sia a, sia v sono negativi). Quindi, a parit di |
a|, t proporzionale a| v0: se raddoppia v0, raddoppia t. Il tempo di frenata sar dunque doppio.
Lo spazio di frenata dato ancora una volta da x = v0 t. Essendo raddoppiati sia v0, sia t, lo
spazio di frenata quadruplica (infatti proporzionale al quadrato della velocit, ad accelerazione fissata:
x = v0 t, ma t = v0/|a|, dunque x = v02/|a|).
Ecco perch raddoppiando la velocit a cui si sta guidando non basta raddoppiare la distanza di sicurezza:
va quadruplicata!

Esempio 2 (forza costante)


Un corpo di massa m scivola (senza attrito) lungo un piano inclinato di un angolo di 30 gradi rispetto allorizzontale, in
presenza di gravit. Se parte da fermo, quale sar la sua velocit dopo 2.0 secondi?
Soluzione
La forza netta agente sulla massa m data dalla componente della forza di gravit parallela al piano inclinato, poich la
componente perpendicolare compensata dalla forza di reazione del piano. (Altrimenti detto: la massa si pu muovere
solo parallelamente al piano, e dunque le uniche forze da considerare sono quelle parallele al piano; lunica forza nel
problema che ha componenti parallele al piano la forza di gravit.). Chiamando x la coordinata lungo il piano abbiamo
Fx = mg sin
e dunque, dalla legge fondamentale della dinamica (F = ma)
ax = g sin
Il corpo si muove lungo x con una accelerazione ax = g sin 30 = g sin ( /6) = g (1/2) = 4.91 m/s2.
Dopo un tempo t = 2.0 s, la sua velocit sar v = a t = (4.91 m/s2)(2.0 s) = 9.8 m/s.

Esempio 3 (forza di attrito)

Un blocco di massa 2.8 kg appoggiato su un piano orizzontale in presenza di gravit. Se il coefficiente di attrito
statico vale S = 0.85 e quello di attrito dinamico vale D = 0.67,
a) Quanto vale la forza orizzontale minima che si deve applicare per muovere loggetto?
b) Quanto vale la forza orizzontale che si sta applicando se loggetto si muove sul piano a velocit costante?
Soluzione
a)

Ricordiamo la definizione di attrito statico: un corpo a contatto con una superficie scabrosa descritta da un
coefficiente di attrito statico S e fermo rispetto a questultima, soggetto a una forza parallela alla
superficie di contatto uguale e opposta a quella che viene applicata dallesterno (sempre parallela alla
superficie) sul corpo per cercare di smuoverlo, fintanto che questa forza esterna non superi un valore
massimo pari a Fm = SP, dove P il modulo della forza di reazione perpendicolare alla superificie (pari al
modulo della forza peso nel caso in cui il piano sia orizzontale e sul corpo non agiscano altre forze, ossia
nella maggior parte dei casi pratici). Questo valore massimo Fm dunque la minima forza che va applicata
(in direzione sempre parallela alla superficie di contatto) per riuscire a smuovere loggetto.
Nel nostro caso P = mg (la reazione verticale pari in valore assoluto alla forza peso) e dunque
Fm = SP= Smg = 0.85 (2.8 kg) (9.81 m/s2) 23 N.

b) Ricordiamo la definizione di attrito dinamico: un corpo a contatto con una superficie scabrosa descritta da
un coefficiente di attrito dinamico D e in movimento rispetto a questultima, soggetto a una forza
parallela alla superficie di contatto e diretta in verso opposto alla velocit del corpo rispetto alla superficie,
di modulo Fa = DP, dove P il modulo della forza di reazione orizzontale.
Nel nostro caso P = mg (la reazione verticale pari in valore assoluto alla forza peso) e dunque
Fa = DP= Dmg = 0.67 (2.8 kg) (9.81 m/s2) 18 N.
Esempio 4 (attrito)
Nel caso dellesercizio precedente, si determini langolo minimo a cui si pu inclinare il piano su cui si trova il blocco
senza che questo cominci a scivolare.
Soluzione
Se il piano viene inclinato, compare una componente della forza peso diretta lungo il piano: Fx = mg sin (la
stessa che, in assenza di attrito, farebbe scivolare loggetto con accelerazione ax = g sin vedi esempio 4). In
presenza di attrito statico (vedi sopra), il blocco non si smuover fintanto che la forza parallela al piano, Fx , rimarr
inferiore a Fm = SP, dove P il modulo della forza di reazione perpendicolare alla superficie. Nel caso del piano
inclinato, questa forza di reazione perpendicolare alla superficie non pi uguale alla forza peso come nellesempio
precedente, ma diventa P = mg cos (infatti quello il valore della componente della forza peso perpendicolare al
piano; ma siccome loggetto non si pu muovere in direzione al piano, questa componente della forza peso deve essere
bilanciata da unopportuna forza di reazione vincolare, il cui modulo sar dunque P = mg cos ).
Il corpo non si smuove se Fx < Fm = SP = S mg cos . Ma Fx = mg sin : la forza orizzontale dipende solo
dallangolo di inclinazione, e cresce al crescere di questultimo. A una forza minima corrisponde dunque un angolo
minimo di inclinazione. La forza minima per smuovere loggetto deve essere Fxmin = SP = S mg cos , ovvero
mg sin min
sin min

= S mg cos min
= S cos min
,

tan min

= S .

ovvero

Langolo minimo di inclinazione affinch loggetto inizi a scivolare lungo il piano deve essere dunque tale che
tan min= S, ovvero tan min = 0.85 . Langolo si determina usando la funzione inversa della tangente, ovvero
larcotangente 1 arctan(x): tan min = 0.85 equivale a dire min = arctan(0.85)

Larcotangente di x definita come quellangolo la cui tangente uguale a x (in modo analogo sono definite le
funzioni inverse di seno e coseno, che si chiamano arcoseno e arcocoseno). Sulle calcolatrici in genere la si ottiene
premendo il tasto INV e poi il tasto TAN (a indicare che si vuole eseguire la funzione inversa della funzione TAN).