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N.

1 anno LXX Gennaio - Marzo 2015

La Patrona dItalia e dEuropa


S.Caterina da Siena
anno lxx - n. 1 gennaio-marzo 2015
CONVENTO
DI SAN DOMENICO SIENA
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Fax 0577 219676
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Direttore esecutivo:
P. Lorenzo Fatichi o.p.

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Edizioni Cantagalli

Capo redattore:
Franca Piccini

Copertina
Giacomo Franci

Redazione:
P. Michele Corvelli, o.p.
P. Giuseppe Di Ciaccia, o.p.
P. Reinaldo Sanchez, o.p.
P. Alfredo Scarciglia, o.p.
P. Alfred White, o.p.
Prof.ssa Nara Coradossi

II e III di copertina

Veduta di Siena, foto di F. Muzzi

Sommario

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

Premura pastorale per la famiglia nella Chiesa odierna


e in S. Caterina P. Lorenzo Fatichi

pag.

Una lettura cateriniana del trittico

6
dellAnnunciazione di Merode P. Alfredo Scarciglia O.P.

Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa Maria Francesca Carnea


9

Spiritualit cateriniana (3): Luomo albero damore Gabriella Anodal


14

Papa Francesco al Parlamento Europeo Roberto Barzanti


17

Mercoled cateriniani

Incontro annuale dei caterinati Franca Piccini


22

Convegno regionale del CIF a Bari Mirena


25

Nutrita damore Franca Piccini


27

Due opere donate al convento di S. Domenico P. A.


28

Le guide spirituali di S. Caterina in una tesi di laurea Franca Piccini

29

Consolidamento del tetto della navata di S. Domenico

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La Redazione
augura
Buona Pasqua
Noli me tangere - Beato Angelico, Museo
di S. Marco - Firenze

21

Editoriale

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

Premura pastorale per la famiglia nella Chiesa odierna e in Santa Caterina

ari lettori e affezionati a Santa Caterina da Siena Madre e Maestra


di vita cristiana.
Oggi si assiste nella societ, globalmente indicata occidentale, ad un
cambiamento esistenziale etico-morale
profondo della famiglia, che presenta
unampia variet di complicate situazioni sia per lassetto civile e sia per la
Chiesa. Si riscontrano
infatti, convivenze di
vario tipo e un diffuso
guasto del matrimonio religioso e civile,
fino alle modalit tecniche della fecondazione artificiale ecc., che implicano un
difficoltoso argomento esistenziale, giuridico e religioso.
Di questa problematica e differenziata condizione della convivenza familiare,
Papa Francesco ha ritenuto doveroso per
la Chiesa attuale doversene occupare sul
piano pastorale.
Per questo motivo ha indetto un Sinodo Speciale riunitosi a Roma dal cinque
al diciannove ottobre 2014 per preparare
delle ipotesi da valutare e poi discuterle
al prossimo Sinodo Ordinario che si terr
a Roma nellottobre 2015, al fine di individuare le eventuali norme pastorali riguardo alla famiglia ferita da deviazioni
diverse e dolorose.
Papa Francesco nellomelia mattutina
in Santa Marta, ci ha invitati a considerare la nostra vicinanza verso tutti, perch ha detto la bont di Dio non ha
confini e non discrimina nessuno. Il regno di Dio non pu essere racchiuso nei

confini della nostra Chiesetta piccoletta,


ma deve dilatarsi nella Chiesa spalancandole le sue frontiere a tutti gli uomini.
Unica condizione per entrarvi quella di indossare labito nunziale, cio testimoniare la carit verso Dio e verso il
prossimo (LOsservatore Romano, 13-14
ottobre 2014, p.1).
Riguardo allo stato in cui versano numerose famiglie, stato proposto che bisogna curare le famiglie ferite, separati,
divorziati, non risposati, divorziati risposati. necessaria infatti, una dimensione
nuova della pastorale familiare che sappia nutrire anche le situazioni imperfette
per portarle a scelte di stabilit e responsabilit coniugando verit e misericordia (Cardinale Peter Erd, Relazione Sinodale sulla famiglia, post disceptationem,
in LOsservatore Romano, ut supra, p. 4).
Al riguardo, lArcivescovo Bruno Forte
(Segretario speciale del Sinodo), aveva gi
affermato, per fugare ogni arbitraria interpretazione, che non in discussione la
dottrina, ma oggi lurgenza soprattutto
pastorale (Avvenire, 30 settembre 2014,
p. 15). Santa Caterina, nonostante che i
comportamenti e i guasti della famiglia di
allora non fossero afflitti dai casi etici e religiosi di oggi, tuttavia si occup appassionatamente per la buona conduzione della
famiglia in tutti i suoi aspetti, dallapproccio (fidanzamento) per impiantare un
sicuro sposalizio, allaccortezza di saper
tutelare lo stato del matrimonio cristiano,
allimpegno di saper mantenere lamore
reciproco, alla sana educazione dei figli.
Purtroppo, dovette occuparsi anche delle
ferite inflitte allunione coniugale per via
dei tradimenti e infine raccomand alle

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Editoriale
Testatina

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vedove di vivere la loro condizione con


vigile prudenza. Cominciando dal desiderio di sposarsi, Caterina a Monna Niera
Gambacorta di Pisa che le chiedeva dei
consigli riguardo al matrimonio del figlio,
le risponde che il giovane e lei stessa, non
ricerchino una donna ben fornita di averi
e non guardino al prestigio della famiglia,
badino invece che sia una ragazza di buona formazione e guardino ai suoi pregi.
Quando vostro figlio entrer in rapporto con una tal ragazza simpegni per
giungere liberamente al matrimonio
escludendo ogni altra pretesa. (cfr. Lettera, 224). Quindi Caterina indica non un
matrimonio di convenienza ma ununione fondata sui valori spirituali e sulla
maturit umana.
Passando a trattare della vita matrimoniale, la Santa afferma che Dio non ci
vieta di amare, anzi ci comanda di amare
e lo sposo deve amarsi con la sua sposa e
con i suoi figlioli, con un amore sincero,
secondo Dio (Lettera, 299), infatti,il matrimonio esige un reciproco amore ordinato perch un sacramento (cfr. Lettera,
244). Raccomanda alla famiglia di evitare
leccessivo attaccamento di un coniuge
allaltro, si da farne un dio, o verso i figli o i
parenti e i piaceri mondani, perch questi
attaccamenti, perdendoli, procurerebbero
intollerabili sofferenze (cfr. Lettera, 264).
Santa Caterina si rivela particolarmente interessata alla formazione che
i genitori devono ai loro figli. A Ristoro
Canigiani da Firenze, scrive in modo imperativo: voglio che educhiate la vostra
famiglia nel timore di Dio (Lettera, 301).
E cos richiama Monna Pantasilea di Ranuccio Farnese: Curate i vostri figli nelle virt perch non basta ai genitori che
li nutrino soltanto nel corpo ma anche

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nello spirito, anche riprendendoli e se


necessario, castigandoli per i difetti ripetuti (cfr. Lettera, 116). Inoltre, aggiunge
che i figli e non i genitori devono scegliere il proprio stato, compresa la chiamata di Dio (cfr. Lettera, 247). Anche per la
situazione familiare delle vedove, Caterina indica sani consigli come evitare di
imbellettarsi, di non frequentare persone che non godono di buona reputazione, piuttosto curino la riservatezza (cfr.
Lettera, 166). Alla vedova Monna Tora
Gambacorti, le chiede di fuggire dalle
inutili chiacchiere con gente mondana,
piuttosto impegnati in azioni buone e
utili: preghiera, lettura e lavori manuali
(cfr. Lettera, 262). Affronta infine, il triste argomento del guasto familiare, cos
a Monna Lariella Caracciolo di Napoli,
rimprovera di trascurare la famiglia per
adornarsi e apparire piacevole, pi bella allesterno (cfr. Lettera, 357). Riprende
duramente Messer Trincio da Foligno per
la sua vita lussuriosa (cfr. Lettera, 253). A
Matteo di Tommaso da Orvieto scaglia
laccusa di comportarsi come fa il porco
che si rotola nel fango, guastando cos il
suo matrimonio (cfr. Lettera, 197).
In conclusione, si riscontra che la vita
familiare ha sempre incontrato delle difficolt. Certo che al tempo di Santa
Caterina la famiglia non viveva le circostanze sociali, culturali e religiose come
quelle alle quali si giunti attualmente.
Resta il fatto incoraggiante che anche
oggi si invitati, come ripete Papa Francesco, a percorrere la via che Cristo, a
rimeditare il suo misericordioso invito
evangelico: Venite dietro di me voi tutti
che siete affaticati e oppressi Io sono il
Buon Pastore (Mt. 11,28; Gv.10,11).
P. Lorenzo Fatichi O.P.

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UNA LETTURA CATERINIANA DEL TRITTICO DELLANNUNCIAZIONE DI MERODE

obert Campin (1378/1379 1444)


Pittore fiammingo lautore
dellannunciazione di Mrode.
un olio su tavola, conservato nel Metropolitan Museum di New York nella
sezione the Cloisters, databile al 1427.
La scena dominante che si svolge allinterno di una stanza, la classica annunciazione. Ma ci che pi colpisce non
la genuflessione dellAngelo bellissimo
di fronte alla Vergine, n lattenzione
con cui Maria si nutre della Parola, che
pure sono fondamentali. Bens una piccola figura di bimbo, che scende dal cielo su un raggio luminoso, correndo alla
velocit della luce, passando attraverso
una finestra chiusa. La finestra chiusa

Particolare del Bambino Crucifero del Trittico di


Merode

dal vetro, figura e rimando al concepimento verginale di Maria S.S. La luce infatti, attraversa il vetro senza romperlo.
I Santi Padri della Chiesa adoperavano
un vocabolo particolare, parlavano della
synkatabasis di Dio, che letteralmen6

te vuol dire: discesa precipitevolissima.


Dio che viene sulla terra vertiginosamente per liberare, precipitevolissimevolmente per incarnarsi. Se si osserva
bene, infatti, poco distante dallangelo,
vi si scorge un piccolo bimbo, che regge
tra le mani la croce. Ecco il vero particolare che ci interessa! Lartista col pennello, mette in modo davvero singolare
sotto i nostri occhi col colore, ci che il
teologo metterebbe per iscritto con la
penna; levento fondamentale della nostra salvezza. Quasi ferma la corsa del
bambino crucifero, affinch attraverso il
tempo luomo di tutti i tempi possa meditare su quellistante eterno! Vediamo
pertanto cosa direbbe la Santa Teodidatta di fronte a questo luogo teologico. Il 25 marzo 1379, Caterina da Siena,
pronunciava questa altissima orazione,
tanto alta quanto profonda per la dottrina che ne promana. Nella preghiera nel
d dellannunciazione cos si esprimeva
mentre era in estasi: Picchiava, o Maria,
alla porta tua la Deit eterna, ma se tu non
avessi aperto luscio della volont tua non
sarebbe Dio incarnato in te. Vergognati,
anima mia, vedendo che Dio oggi ha fatto
parentado con te in Maria. Oggi t mostrato che bench tu sia fatta senza te non sarai
salvata senza te; quindi, come detto , oggi
bussa Dio alla porta della volont di Maria
e aspetta che ella gli apra. O Maria, dolcissimo amore mio, in te scritto il Verbo dal
quale noi abbiamo la dottrina della vita; tu
sei la tavola che ci porgi quella dottrina. Io

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Trittico di Merode, Metropolitan Museum di New York

vedo questo Verbo, non appena egli scritto in te, non essere senza la croce del santo
desiderio, ma appena egli fu concepito in te
gli fu innestato ed annesso il desiderio di
morire per la salute delluomo, per la quale
egli si era incarnato; e perci grande croce
gli fu portare tanto tempo quel desiderio che
egli avrebbe voluto subito si fosse adempito (Orazione XI ). la nostra Santa che
nella sua esperienza mistica seleva e
prega, con la ferma volont di trascinare tutti con s per immergere lintera umanit nel sangue intriso di fuoco.
Nelle Orazioni che sono 26, esprime
cos una dottrina teocentrica. Poi ancora nel prezioso sangue del Redentore,
scriveva: Vedendo Dio che la sua volont
non poteva compiersi a causa del peccato,
costretto dallamore pazzo che aveva per
noi, mand lunigenito suo Figliolo a portare sul suo corpo le nostre iniquit. Onde,
non appena questo Verbo fu innestato nella

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carne nostra nel ventre di Maria, subito lo


condann allobbrobriosa morte della croce, ponendolo nel campo di questa vita a
combattere per la sposa sua per trarla dalle
mani del demonio che la possedeva come
adultera (L. 97). nella Lettera 138 che
Santa Caterina canta in modo mirabile
il fruttuoso innesto: O innesto piacevole, Verbo incarnato figliuolo di Dio, che
traesti el vermine del vecchio peccato dAdam, traestine el frutto salvatico, per che
lo peccato commesso era lorto nostro s inselvatichito che veruno frutto di virt poteva produrre che gli desse vita. O dolce fuoco
damore, i innestato e legato Dio ne luomo e luomo in Dio, s e per s fatto modo
che lo infruttuoso frutto che ci dava morte
fatto buono e fruttifero, in tanto che sempre
ci d vita, se noi vorremo usare sempre la
forza della ragione. Raguardate raguardate
lamore ineffabile che Dio vi porta, e la dolcezza del soave frutto dellAgnello immaco-

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lato, el quale seme seminato nel campo dolce di Maria! In una lettera diretta a un
gran prelato, cos scriveva in proposito
e approfondendo maggiormente questo
grande mistero: Signore mio dolce, quale ti fu maggiore pena, o la pena del corpo,
o la pena del desiderio?. Egli rispondeva
dolce e benignamente, e diceva: Figliola
mia, non dubitare; ch io ti fo sicura di questo: che veruna comparazione si pu fare
dalla cosa finita alla cosa infinita. Cos ti
pensa che la pena del corpo mi fu finita; ma
il santo desiderio non finisce mai. Per io
portai la croce del santo desiderio. E non ti
ricorda, figliola mia, che una volta, quando
ti manifestai la mia nativit, tu mi vedevi
fanciullo parvolo, nato con la croce al collo?
Perchio ti fo sapere, che come io, Parola incarnata, fui seminata nel ventre di Maria,
mi si cominci la croce del desiderio chio
avevo di fare lobbedienzia del Padre mio e

dadempire la sua volont nelluomo; cio,


che luomo fusse restituito a Grazia, e ricevesse il fine pel quale egli fu creato. Questa
croce mera maggiore pena che veruna altra
pena chio portassi mai corporalmente. E
per lo spirito mio esult con grandissima
letizia, quando mi vidi condotto allultimo; e specialmente nella cena del Gioved
santo. E per dissi: con desiderio ho desiderato di fare questa Pasqua; cio di fare
sacrificio del corpo mio al Padre (L. 16).
Per concludere, lArtista ha saputo mettere magistralmente in evidenza, linizio
del mistero della nostra salvezza, attraverso lincarnazione del Figlio di Dio e
nello stesso tempo, ha saputo eliminare
le distanze facendo cos gi pregustare
visivamente la Pasqua della nostra redenzione.
P. Alfredo Scarciglia priore e
parroco di San Domenico

Particolare dellAnnunciazione del Trittico di Merode

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SANTA CATERINA, DOTTORE DELLA CHIESA

anta Caterina da Siena, insieme


a San Francesco dAssisi, stata
proclamata Patrona dItalia. Pio
XII arriv a questa decisione pochi mesi
dopo la sua elezione a Sommo Pontefice
quando da tempo, secondo lattestazione
dello stesso Papa, si era maturata questa
decisione che si pu legittimamente far
risalire a Pio XI. Dopo solo 31 anni, Paolo VI, il 4 ottobre 1970, dichiarer Santa
Caterina da Siena Dottore della Chiesa. Insieme a Santa Teresa dAvila sono
le prime donne della storia della Chiesa
ad essere qualificate con questo titolo.
Sono passati 45 anni da quella data
e, senza attendere una celebrazione pi
larga che non potr mancare dopo i 50
anni, merita davvero di riflettere un po
su questo evento. La decisione di Papa
Paolo VI ci richiama ad un capitolo oltremodo interessante e importante della
Chiesa. Quello della dottrina. diventato un po di moda affermare che il cristianesimo si basa non tanto sulla dottrina,
ma sulla pratica della vita. E in certa misura giusto. Ma bisogna pur intendersi
bene se la prassi deve essere coerente coi
principi del Vangelo. Per cui la fedelt
allinsegnamento degli Apostoli come
testimoni dellinsegnamento del Signore
Ges, un punto obbligato di giudizio e
di convalida.
Dagli Apostoli ai Padri della Chiesa c
continuit, santit, dottrina e antichit.
Solitamente si ritiene, in Oriente
come in Occidente, che il titolo di Pa-

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dre della Chiesa si giustifichi fino al


secolo settimo. Di fatto San Gregorio
Magno al principio del secolo. I quattro
Padri pi conosciuti in Occidente sono
stati: SantAgostino, San Gerolamo,
SantAmbrogio e San Gregorio Magno. Nella Basilica Vaticana a reggere
la Cattedra di San Pietro, come si dice,
ci sono anche due colleghi orientali:
San Atanasio e San Giovanni Crisostomo. ovvio che sono ritenuti Padri
perch illuminati dallo Spirito Santo e
conseguentemente e legittimamente si
possono ritenere i grandi maestri delle
Fede, cio grandi dottori. Col tempo
per il dottorato divenne pi specifico
e pi allargato a quanti potevano vantare, oltre alla santit e unesperienza pi
sicura non solo nella fede ma nellinsegnamento.
I primi due dottori, proclamati tali
dalla Chiesa, sono stati San Tommaso
dAquino e San Bonaventura. Dal secolo
XVIII in poi i Dottori sono stati 19, da
SantAnselmo a SantAntonio da Padova (1946). Ci voleva il Concilio Vaticano
II (1962-1965) a rimescolare le carte e a
consentire a Papa Paolo VI non solo di
allargare la cerchia, ma di estenderla alle
donne. La prima beneficiaria, insieme a
Santa Teresa di Ges, stata proprio
Santa Caterina da Siena. Per lei, per la
Chiesa di Siena, per lOrdine domenicano di cui era discepola, un nuovo
titolo di gloria. Si pu forse intuire che
gi Pio XII nel discorso celebrativo te-

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nuto proprio a Santa Maria della Minerva nella celebrazione di Santa Caterina
come Patrona dItalia, aveva socchiuso
la porta.
Disse infatti: Tutto dolce per lei, che
di dolcezza insapora la croce e la morte, il cielo e la terra. in questo servigio
della Chiesa voi ben comprendete, diletti figli, come Caterina percorra i nostri tempi, con una azione che amplifica
lanima cattolica e la pone al fianco dei
ministri della fede, suddita e cooperatrice
nella diffusione e difesa del vero e nella
restaurazione morale e sociale del vivere
civile.
Bisogna attendere Paolo VI (19631978) che vuol essere fedele a Dio nella storia. Egli sa che il mondo cambiato ed nellordine delle cose che
cambi. Perci attento alle attese del
nostro tempo e desidera corrispondere
ai suoi interrogativi. Si pu capire San
Paolo, che vieta alle donne di parlare in

Chiesa, ma una elementare conoscenza


dellApostolo ci fa intendere che questo era un salto da fare per essere fedeli
alla Chiesa nel suo rapporto col mondo.
Paolo VI ha compreso bene la teologia della Chiesa e si mostrato pronto
ad aprire le porte alle donne. Un frutto
davvero storico e un motivo di gloria che
si aggiunge come aureola sul capo della
intrepida Vergine di Fontebranda, ma
in realt il riconoscimento dellortodossia e della sublimit e dellutilit di una
dottrina e di un apostolato sapienziale,
che vennero gi controllati da Vescovi e
da teologi mentre la Santa viveva e che
Pio II volle dichiarare nella stessa Bolla
di canonizzazione: nessuno si avvicin
mai a Lei senza divenire pi dotto e pi
santo; Essa apparve prima maestra
che discepola; La sua scienza non fu
acquisita ma infusa dallalto.
+ Gaetano Bonicelli

Veduta della Basilica di S. Domenico e della citt di Siena scattata dal drone

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Il bonum facere in Caterina da Siena:


amore per la verit, amore per la giustizia

a fede e la ragione sono come


le due ali con le quali lo spirito umano sinnalza verso la
contemplazione della verit. Dio ad
aver posto nel cuore delluomo il desiderio di conoscere la verit e, in definitiva, di conoscere Lui perch, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche
alla piena verit su se stesso(Giovanni
Paolo II , Fides et ratio). Di ci fu pienamente consapevole Caterina che pratic la carit nella verit e dolcemente la
chiese come parametro di giustizia per
il buon governo. La verit conosciuta e
accolta non pu essere tenuta nascosta
ma va comunicata agli altri, secondo
lespressione di S. Tommaso: Contemplare e trasmettere agli altri ci che si
contemplato, con lentusiasmo che ci
viene dalla consapevolezza che solo la
verit ci far liberi.
Il magistero politico della senese trova la pi genuina e perfetta espressione
in: Niuno stato si pu conservare nella
legge civile e nella legge divina in stato
di grazia senza la santa giustizia (Dial.,
c. 119).
Per Caterina, nella sua irresistibile
potenza creativa, la virt della giustizia
una margarita: La margarita della
giustizia sempre riluca nei petti vostri,
lavandovi da ogni amor proprio, attenendo al bene universale della vostra
citt e non propriamente al bene particolare di voi medesimi. (Lett. 367). Il
termine margarita, mutuato dal greco,

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significa perla, cio pietra preziosa con


cui edificare il costrutto della vita personale e sociale. la margarita, perla della
parabola evangelica, trovata nel campo
per il cui acquisto luomo vende tutto.
La senese non propone, data la sua
personalit volitiva, direi piuttosto che
con coraggio impone linee guida nella
santa, vera, divina giustizia, attraverso
esortazioni: Sia ciascuno signore di se
stesso, condizione indispensabile per
esserlo in rapporto con gli altri; non
potreste tenere giustamente la signoria
temporale, la quale Dio vi ha concessa
per sua grazia. Conviensi dunque che
luomo che ha a signoreggiare altrui e
governare, signoreggi e governi prima
s. (Lett. 121). E, avverte con netta decisione: Un cieco non pu guidare un altro cieco, e un morto non pu seppellirne
un altro. Per morte vale la mancanza di
vita nella grazia divina, per cecit il non
vedere oltre se stessi e il proprio tornaconto.
Lamor proprio, sostiene in modo fermo Caterina, fonte di tutte le ingiustizie e con tutta la passione che la contraddistingue, invita a superarne i limiti
che caratterizzano il viverlo: la sensualit, amore sensitivo nel senso ampio
di egocentrismo, fa luomo ingiusto e
verso Dio e verso il prossimo, perch
inverte lamore loro dovuto al proprio
ed esclusivo interesse. Lamore proprio,
detter nella lett. 268, guastamento
della citt dellanima, e guastamento e

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rivolgimento delle citt terrene. Onde io


voglio che voi sappiate, che nessuna cosa
ha posto in divisione il mondo in ogni maniera di gente, se non lamore proprio, dal
quale sono nate e nascono le ingiustizie.
Lattuale amministratore della cosa
pubblica, smarritosi rispetto al ruolo
nobile che lo caratterizza, lo potremmo definire antitesi della parabola del
buon samaritano, ovverosia colui che
responsabile della societ, fa confluire lenitivo nelle piaghe dei bisogni
umani invece di inciderle e curarle; di
fatto, mantella, vale a dire copre i loro
difetti, per paura di perdere lo stato di
potere. alta la struttura del pensiero cateriniano: il valore cristiano civile
della giustizia, virt cardinale, Caterina
la propone oggi, con cogente attualit e come Compatrona dItalia e come
Compatrona dEuropa, come se fosse
un membro del parlamento Italiano e
di Strasburgo: Lei ci ricorda che sono il
singolo e la societ a formare un corpo
etico politico, insieme; altres pensa e
sollecita, in modo socratico, al cognoscimento di s. Da educatrice, per un umanesimo di speranza, sa bene che tutti gli
uomini possono agire razionalmente se
posti in condizioni di farlo, cio se educati. La condizione fondamentale perch questo avvenga sta tuttavia nella
trasmissione non tanto del sapere, ma
del modo in cui si perviene al sapere,
cio facendo domande e ottenendo in
risposta una definizione esaustiva. La
domanda consiste nel chiedere: Che
cosa questo?, ergo: Che cosa la
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giustizia?. solo sapendo che cosa


, che possiamo comportarci giustamente. E, mentre giustizia intesa
come volont perpetua e costante di
dare a ciascuno quanto gli spetta, lautoconoscenza, nella luce della giustizia,
pone la persona nellappropriato rapporto con Dio e con gli uomini: esclude cio legoismo che forza centripeta, non coordinata con la propensione
allamore per Dio Padre, gli uomini e il
bonum facere.
La citt terrena una citt prestata ai politici dice Caterina, ma lo altres qualsiasi comunit di cui uno sia
responsabile. Non manca di dolcezza
limpulso reattivo di Caterina verso la
realt del quotidiano: La carit quello
dolce e santo legame che lega lanima
col suo Creatore; ella lega Dio nelluomo e luomo in Dio (Lett. 7).
Fervente damore Caterina sempre
prodiga di domande di cui cerca risposte
per il bene comune cui anelare, poich
della persona ununica grande sana
ambizione: edificare se stessa per edificare il prossimo, elevando umanamente
la societ. Leggiamo nel Dialogo al cap.
VII: Non si rist mai, lanima inamorata della mia verit, di fare utilit a tutto
il mondo, in Comune e in particulare,
poco e assai, secondo la disposizione di
colui che riceve e dellardente desiderio
di colui che d.Poi che egli fatto utilit per lamore unitivo che fatto in me,
per lo quale ama lui, disteso laffetto alla
salute di tutto quanto il mondo, sovenendo alla sua necessit, ingegnasi, poi

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che fatto bene a s per lo concipere la


virt, unde a tratto la vita della grazia, di
ponere locchio alla necessit del prossimo in particolare, poi che mostrando
l generalmente ad ogni creatura che
in s ragione, per affetto di carit come
detto . Onde egli sovviene quelli da
presso secondo diverse grazie che Io gli
dato a ministrare: chi di dottrina con
la parola, consigliando schiettamente
senza alcuno rispetto; chi con esempio
di vita, e questo debba fare ogni uno, di
dare edificazione al prossimo di buona e
santa vita.
Caterina esemplare nel suo prodigarsi
per la pace, per ledificazione delluomo,
mai si sottratta dal proclamare grandi
verit, anche se a volte scomode e sgradite ai potenti: La verit tace quando
tempo da tacere, e tacendo grida col
grido della pazienza, poich ella non
ignorante, anco discerne e conosce dove
pi sia lonore di Dio e la salute delle
anime. (Lett. 284). Nella verit Caterina
ha trovato alimento, nutrimento dellanima, si resa messaggera, testimone
di coerenza, di amore, di quel fare capace di generare giustizia, di cui oggi si
aspira presenza. Landare verso il prossimo il fondamento di questatteggiamento fortemente umano, mai monade
Caterina, sicura piuttosto dellessere in
nessun momento della sua vita da sola,
integralmente accompagnata dalla Verit dello spirito che ha saputo discernere
nel cognoscimento di s, magnificenza
in cui penetrata.

70

In netta consonanza con quanto affermava Aristotele: Ci che dobbiamo


imparare a fare, lo impariamo facendolo,
Caterina esorta allalterit poich lisolamento egocentrico, il non prendere responsabilmente posizione, non
solo un attentato verso gli altri, nella
societ, ma un attentato verso se stessi: linerzia del giusto comporta nocumento di amore verso Dio Padre, verso
se stessi, verso il prossimo. necessario
dunque impegnarsi con verit e carit
per la giustizia, mancare damore per
la verit mancare di giustizia e, con
Tommaso dAquino: come illuminare
pi che risplendere, cos donare ci che si
contemplato pi che solo contemplare.
E, poich non c niente di peggio che
labbandono alla povert intellettuale,
proviamo a tornare luce, a illuminare
culturalmente, spiritualmente lopera
uomo, nel creato, sullinsegnamento
testimoniato da Caterina da Siena: la
centralit della persona, la solidariet,
sono antinomie etiche prima che tecniche, e la loro soluzione devefondarsisu di una trasformazione etica,sulla
disposizione di mutare abiti mentali,
sulla consapevolezza che cultura sensibilit. Linsieme Vive, lanima chiamata a vivere, ad ardere come fuoco, e
a comunicarsi nel corpo, singolarmente
con le sue peculiarit, collettivamente
rendendosi unit che persegue lo stesso obiettivo: la salus animarum.
Maria Francesca Carnea

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Spiritualit cateriniana (3) Luomo albero damore

utta la vita spirituale viene da


Caterina sintetizzata con varie metafore tra le quali emerge
quella dellalbero damore, con cui la
Santa rappresenta simbolicamente la
vita delluomo. Utilizzandola, ella si
ispira in modo libero e senza citazioni
a vari passi della Scrittura, basterebbe pensare al Salmo 1 in cui luomo
paragonato ad un albero verdeggiante piantato lungo un corso dacqua e
allApocalisse, che conclude la rivelazione divina, con la visione di alberi
verdeggianti piantati lungo il fiume e
ricchi di frutti, mentre invece gli empi
sono paragonati ad alberi sterili e messi
a bruciare nel fuoco. Ges stesso aveva
fatto uso di questa metafora biblica sintetizzandola nella frase: Gli alberi si riconoscono di loro frutti e inoltre con il
paragone della vite e dei tralci applicato
s e ai suoi discepoli. Partendo da essa,
Caterina mette a confronto gli uomini
buoni e quelli malvagi paragonandoli
ad alberi di vita o di morte ciascuno con
diverse radici, rami, foglie, fiori e frutti.
Rintracciamo la metafora sia nel Dialogo (cfr. capp. IX-XI; XXXI e seg. ;XCIII)
sia nellEpistolario, in particolare nelle
lettere 113, 213, 363.
Scrive: Lanima uno arbore fatto per
amore e per non pu vivere altro che
damore. Ma, spiega la Santa, si tratta
di un amore vero, cio che nasce e cresce
nella Verit dellamore, Verit che lessenza stessa della natura divina, di Colui

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che a sua immagine ci ha dato lessere


e lesistenza. Perci, questalbero, che
ogni singolo uomo, se vive in s la vita
divina, Caterina lo chiama anche arbore della carit, poich si nutre soltanto
di amore, un amore nato nella terra del
conoscimento di s e di Dio, il duplice conoscimento che nella spiritualit
cateriniana costituisce il fondamento di
ogni costruzione spirituale e che Caterina paragona ad un cerchio senza fine
giacch una conoscenza richiama laltra
e viceversa.
Il lavoratore dellalbero il libero
arbitrio, esso illuminato dalla ragione e
dalla fede, vede dove deve essere piantato lalbero affinch produca frutti di vita,
cio vede che la terra buona lumilt.
La terra, in cui lalbero mette radici,
si trova, dunque, nella valle dellumilt, al riparo dai venti distruttivi e nocivi, che sono quelli delle tentazioni
provenienti dalle avversit, ma anche
dalle prosperit, e dal timore servile.
Caterina, infatti, nei suoi scritti mette
sullo stesso piano le persecuzioni che
lanima riceve, cio le avversit, con le
lusinghe e gli inganni piacevoli che il
demonio presenta per distoglierla dal
vero bene, come fece con Eva con la famosa mela. Il timore servile, invece,
quello che distogliere lanima dal bene
per paura di un danno o di una qualche sofferenza che potrebbe ricevere a
motivo della sua scelta di amare Dio e
il prossimo.

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

Le radici dellalbero damore sono


i buoni desideri, che fanno innalzare
lanima, o i buoni affetti e propositi,
che nascono dalla carit e la radicano
nel Bene. Il suo midollo la pazienza,
una pazienza che non rassegnazione allinevitabile o accomodamento e
compromesso per convenienza, ma
volont di unirsi attivamente al patire
redentivo di Cristo, comunione con la
sua croce e quindi una dimostrazione
che lanima vive secondo Dio e in Dio
ogni situazione difficile e penosa per la
sua natura.
Allora accanto allalbero cresce il pollone della prudenza o discrezione, scaturite dalla carit; grazie ad esse lanima
d a ciascuno ci che gli spetta: la gloria
a Dio e la fatica al prossimo; d a Dio
un amore senza misura e al prossimo
un amore con giusta misura e ordinata
carit e a se stessa lodio per la sua sensualit e lamore per le virt. Secondo
discrezione lanima devessere pronta
per amore del prossimo a perdere la sua
vita fisica ed ogni bene materiale, ma
non la sua vita spirituale, cio non deve
mai accettare di commettere un purch
minimo peccato per procurare allaltro
un vantaggio di qualsiasi tipo. Sul pollone della discrezione crescono i tre rami
di cui abbiamo parlato, da essi sgorgano
i frutti delle virt specifiche di ognuno,
secondo il suo stato di vita. Caterina ne
elenca in particolare alcune: lumilt, la
carit, lorazione, il rinnegamento della propria volont, la mortificazione, la
condivisione, il servizio del prossimo, il

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giusto distacco dalle cose e dalle persone, la fortezza e la perseveranza.


Le foglie verdeggianti sono i pensieri e
le parole che nascono dallamore di Dio
e del prossimo, i fiori profumati sono i
propositi del cuore, che portano allanima un accrescimento di grazia e giovano
al prossimo. Dio vuole per s i fiori, cio
la lode e gloria del suo nome, ma lascia a
noi i frutti, affinch ce ne nutriamo spiritualmente. I frutti soavi e di grandissima dolcezza sono le opere buone, azioni
che mettono in pratica l obbedienza, la
misericordia, la giustizia e ogni altra virt , essi fanno crescere lanima di chi le
compie e di chi le riceve e la rendono
degna del premio eterno, che Dio elargisce agli uomini buoni e retti di cuore.
Crescendo lalbero di vita protende i
suoi rami verso lalto, tanto che, per affetto damore unito alla carit infinita di
Dio, la sua cima tocca il cielo fin quasi
a confondersi con esso. Lalbero ha fatto dellamore loccupazione principale
della sua vita, il fine, lo scopo e la realizzazione di essa, somigliando sempre
pi al Verbo divino fatto carne e crocifisso per noi. La misura dellamore sar
anche quella del premio in questa vita e
nellaltra, esso dipender pi che dalle
opere realizzate dalla sua purezza, ampiezza e profondit.
Di contro allalbero di vita si contrappone lalbero di morte pieno di amor
proprio, piantato nella terra della superbia, fuori della conoscenza di s e
di Dio, percosso dai venti avversi. Esso
produce superbia, egoismo, ingratitu-

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

dine, impazienza, assoggettamento alle


passioni malvage. Le radici, corrotte
dallamor proprio sensitivo fanno crescere nellanima cattivi pensieri, desideri
e affetti, e malvagi propositi. Il suo midollo limpazienza e la schiavit alle
passioni cattive. Esso genera a lato il
pollone dellindiscrezione, che corrompe tutte le operazioni dellanima, verso
chiunque siano dirette: verso Dio, verso
di s e verso il prossimo. Produce sette
rami mortiferi, cio lascia spazio e sfogo a tutti i vizi capitali e a tutti i peccati,
anche mortali, ruba a Dio la gloria che
gli dovuta per attribuirla a s, opprime
il prossimo con iniqui giudizi, con odio
ed ingiustizie pur di accaparrarsi egoisticamente ricchezze, onori, potere, piaceri. I fiori puzzolenti e putridi sono i
pensieri e i propositi malvagi, i giudizi
falsi e miserevoli contro Dio e contro il
prossimo. Tutto ci che Dio opera per il
loro bene viene giudicato male. Le foglie
macchiatesono bestemmie e parole di
vituperio a Dio e dannose per il prossimo: calunnie, maldicenze, ipocrisie, falsit, e altre cose del genere. I frutti: omicidi, impurit, avarizia ecc sono tossici
e procurano morte a s, porgendo anche
al prossimo occasione di avvelenarsi e di
morire spiritualmente. I rami si chinano
a terra fino a toccarla, cio luomo si preoccupa solo di raggiungere e possedere
beni terreni e di soddisfare la sua fame
di felicit e di benessere, di ricchezze e

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di onori a scapito della sua stessa anima,


che per non mai soddisfatta e nella
quale si accresce il tormento e la pena,
fino a quando giunge alla morte eterna.
Lo sviluppo minuzioso di questa lunga metafora con molteplici e varie applicazioni, offre a Caterina, come avviene
per altre similitudini, cos frequenti nel
suo linguaggio, lo spunto per ribadire
alcuni concetti, linee guida, del cammino spirituale di cui maestra: la necessit fondare il rapporto con Dio e con il
prossimo sulla verit di una conoscenza
sempre pi profonda del mistero di Dio
e del suo amore, a cui lumana miseria
offre una loccasione di esplicitarsi e da
cui nasce e cresce nellanima lumilt e
lesigenza di corrispondere all amore
vero di Lui e le creature tutte, anchesse ugualmente oggetto della sua misericordia. In questa risposta personale di
amore, luomo chiamato a fare libero
uso di tutte le sue facolt producendo
rami, foglie, fiori e frutti, cio buoni pensieri, propositi e affetti, che si traducono
in opere virtuose e meritorie. La logica
stingente ed evidente della metafora, simile a quella delle parabole evangeliche,
offre un insegnamento profondo e coinvolgente, ma facile da capire e adatto a
tutti, a cui difficile sfuggire, purch ci
sia in chi legge e ascolta un minimo di
ragionevolezza e di buona volont.

Gabriella Anodal

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

PAPA FRANCESCO AL PARLAMENTO EUROPEO


I discorsi pronunciati il 25 novembre
2014 da Papa Francesco davanti al Parlamento europeo e al Consiglio dEuropa
hanno avuto un respiro straordinario e
meritano una riflessione non effimera.
Indubbia la crisi di fiducia che attraversa in questo travagliato periodo lUnione, e non solo per le spinose questioni finanziarie legate al futuro stesso
delleuro. Il processo di integrazione si
troppo squilibrato sul versante monetario dando peso eccessivo al cifrato automatismo dei parametri fissati una volta
per tutte a Maastricht. Anzich governare con solidale intelligenza uno scenario
mutevole nei rapporti interstatuali interni e nelle turbolente relazioni con il resto
del mondo, lUnione sembrata affidarsi
ad una concezione in prevalenza tecnocratica ed ha cos indebolito o smarrito
gli elementi fondamentali che possono
dare ridare alledificio basi solide e
finalit condivise. Papa Francesco a Strasburgo non si disperso in frammentarie
osservazioni n si chiuso allinterno di
tematiche a sfondo esclusivamente religioso. Ha scelto di mettere al centro del
suo dire un concetto che ha fatto da filo
rosso a tutto il ragionamento e allesortazione finale: la dignit umana. LUnione potr avere ancora un ruolo chiave, sia pure in unepoca che non tollera
pi la boria eurocentrica del passato, se
far dellimpegno per assicurare dignit
alle persone lobiettivo dominante delle
sue politiche sia allinterno dellarea dei

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28 Paesi che la compongono sia nei rapporti con quanti dallesterno continuano
a guardare allEuropa come forza civile, come potenza gentile. Oggi ha
scandito il Papa in unaula attenta e alla
fine plaudente con larga adesione , la
promozione dei diritti umani occupa un
ruolo centrale nellimpegno dellUnione
europea in ordine a favorire la dignit
della persona, sia al suo interno che nei
rapporti con gli altri Paesi. Aver scelto
questo asse attorno a cui tutto far ruotare
ha spinto il Papa a svolgere un discorso
rivolto contemporaneamente a chi deve
affrontare spinosi dilemmi politici e a chi
obbedisce ad un imperativo che va oltre
interessi particolari, persistenti egoismi,
esose egemonie. Mettere oggi al centro
di ogni preoccupazione la dignit da costruire con pienezza, da restituire o rafforzare, significa indicare un terreno comune di incontro al di l delle discordie
ideologiche o delle diverse appartenenze. E Papa Francesco ha chiaramente
storicizzato il suo richiamo, mettendo
in evidenza che dignit una parola che
ha acquistato nel secondo dopoguerra
un nuovo ascolto. Essa si rinviene, infatti, nel preambolo della Carta istitutiva dellONU e nella Dichiarazione universale dei diritti delluomo. La Carta dei
diritti fondamentali dellUE proclamata
a Nizza nel 2009 e ora inserita nei Trattati si apre proprio con il Titolo dedicato
alla dignit umana: La dignit umana
inviolabile. Essa deve essere rispettata

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

e tutelata. Sotto questa categoria sono


raggruppati diritti che precedono quelli
che articolano il concetto di libert e ne
formano le concrete precondizioni: il diritto alla vita, ad esempio, il diritto allintegrit fisica e psichica, il divieto di pratiche eugenetiche, il divieto di fare del
corpo umano e delle sue parti in quanto
tali una fonte di lucro. Si deve riconoscere, da questangolazione, che fu antiveggente la Costituzione della Repubblica Federale Tedesca del 49, assai pi
della Costituzione italiana la pi bella
del mondo? che allart. 3 afferma che
i cittadini hanno pari dignit sociale,
optando appunto per uninterpretazione
parziale e limitativa. Vien spontaneo far
cenno ad un interrogativo preliminare:
la dignit di cui tanto si parla un valore morale connaturato con luomo in
quanto persona, un valore o una conquista un diritto che distingue una
posizione posseduta o da conquistare?
Evidentemente la parola pu designare
i due aspetti. Il Papa ha sorpreso i parlamentari perch ha assegnato il primo
piano alle azioni da intraprendere o irrobustire per costruire dignit, affinch
nessuna creatura umana sia trattata
come oggetto, perch le leggi del mercato non prevalgano su ogni altro criterio:
Effettivamente si chiesto quale dignit esiste quando manca la possibilit
di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la
propria fede religiosa?. E tra le molte
inquietanti domande a seguire eccone
una che spinge ad assumere oggi im18

pegni non eludibili: Quale dignit potr mai trovare una persona che non ha
il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignit? . Bellissima
questultima formula, che d alla dignit
un senso di consacrazione: la nobilt di
un gesto di empatia secondo il quale laltro vissuto come lio, come il s. Certo
che Papa Francesco ha aggiunto, ovviamente, che nella concezione cristiana
corretto parlare di dignit trascendente
delluomo, quindi ancorandola ad una
sorgente oggettiva e universale. stranoto un passaggio della Bibbia: Dio da
principio cre luomo e lo lasc in balia del suo proprio volere (Sir. XV, 14).
Lautonomia della persona e della sua
razionalit innata alimentano la facolt
di discernere il bene dal male, di definire orientamenti e interventi, di sconfiggere la solitudine, che dilaga, secondo
Papa Francesco, come una delle pi disgreganti malattie dei nostri tempi. Ecco
che risuonano la pagine citatissime sulla
societ liquida e quelle sulle schiavit
che insorgono dalla distruttiva assolutizzazione della tecnica. Torna in mente
un paragrafo il 210 tra i pi schietti e semplici dellEvangelii gaudium:
indispensabile prestare attenzione per
essere vicini a nuove forme di povert
e di fragilit in cui siamo chiamati a
riconoscere Cristo sofferente, anche se
questo apparentemente non ci porta
vantaggi tangibili e immediati: i senza
tetto, i tossicodipendenti, i rifugiati, i
popoli indigeni, gli anziani sempre pi

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

soli e abbandonati, ecc.. E rilevante


anche per i dibattiti talvolta cos rissosi a
Siena il tema delle identit urbane da
proteggere e aprire: Come sono belle le
citt che superano la sfiducia malsana e
integrano i differenti, e che fanno di tale
integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le citt che, anche
nel loro disegno architettonico, sono
piene di spazi che collegano, mettono in
relazione, favoriscono il riconoscimento
dellaltro!.
Cos la diatriba sulle radici cristiane
dellEuropa, che secondo molti avrebbe dovuto essere formalmente inscritta
tra i principi dei Trattati, stata superata
con una procedura induttiva. Abbia o no
un fondamento trascendente, la dignit umana che deve essere il vessillo di
una nuova Europa eredit immessa dal
cristianesimo (nelle sue varie letture) in
un Continente agitato da sottaciute tensioni e violente contrapposizioni.
Papa Francesco non ha avuto, pertanto, bisogno di ribadire la distinzione tra
la dimensione laica della politica e com-

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portamenti che derivano dalladesione


ad una fede di ordine religioso, ai precetti di una comunit ecclesiale. nella
pratica che si verificheranno la fruttuosa
incidenza e le auspicate convergenze
delle convinzioni ideali. In questo quadro la dignit umana un valore non
negoziabile in quanto valore. Per dirla
con il Kant della Metafisica dei costumi
un valore che non ha nessun prezzo,
nessun equivalente con il quale si possa
scambiare loggetto dellestimazione.
Si tratta di uno dei raggiungimenti pi
alti del pensiero europeo, tante volte
contraddetto e negato: dalle discriminazioni pi o meno consapevoli alle brutali mire del colonialismo, dai totalitarismi
di opposto segno al razzismo ostile e
assassino.
Mantenere viva la realt delle democrazie ha detto Papa Francesco nel
passo di pi efficace sintesi dalla sua
testimonianza una sfida di questo
momento storico, evitando che la loro
forza reale forza politica espressiva
dei popoli sia rimossa davanti alla

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

pressione di interessi multinazionali


non universali, che le indeboliscano e
le trasformino in sistemi uniformanti di
potere finanziario al servizio di imperi
sconosciuti: questa una sfida che oggi
la storia vi pone. Come meglio riassumere la sfida che investe oggi lEuropa?
La democrazia non un paradigma raggiunto e pacificamente acquisito: da
aggiornare e riaffermare contro i poteri
che ne corrodono ambizioni e speranze. E lumanit si scopre fragile, in balia
non di volont sue proprie, ma di imperscrutabili disegni di imperi sconosciuti. Se il potere diventa sempre pi
impersonale non solo non pi trasparente e quindi controllabile, ma finisce
per delegittimare lautonomia della persona, la coscienza di s di chi per governare un popolo deve prima di tutto
saper governare se stesso. Per queste vie
il discorso di Papa Francesco ha incrociato gli impetuosi appelli che Caterina da Siena indirizz ai potenti del suo
tempo. Tra i titoli che sono stati attribuiti alla Santa quello di copatrona dEuropa ben le si attaglia. Non perch nei
decenni che ne registrarono la presenza
si discettasse di unEuropa distinta dal
resto del mondo, ma perch la sostanza
della sua vissuta dottrina poggia sui canoni di un cristianesimo assunto a guida
di reformazione e di riscatto. Sarebbe
esercizio vanamente erudito rintracciare
assonanze o analogie. Il lessico di Caterina dipende da un vocabolario lontano,
da penetrare oltre la superficie. Eppure
quante massime di verit contiene! E
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quanto sinterseca con temi sui quali tutti sono invitati a riflettere! E male
posseder ecco una frase dalla famosa
Lettera CXXIII ai difensori di Siena la
cosa prestata, se in prima non governa
o signoreggia s medesimo: se i governanti non riescono a dominare le
tentazioni di egoismo e corruttela nella
gestione del come potranno governare
i cittadini che loro si affidano perch sia
conseguito il desiderato bene comune?
E tanto meno potranno avere la dignit
a motivazione individuale e farne scopo pubblico generale: Sapete scrisse
lardimentosa ribelle di Fontebranda
ad un tizio del quale per rispetto non
rivel il nome (Lettera XXI) che siamo tutti debitori a Dio; perocch, ci
che noi abbiamo, labbiamo solo per
grazia e per amore inestimabile. Non
pregammo mai che ci creasse: mosso
dunque dal fuoco dellamore, creocci
allimmagine e similitudine sua. Creocci in tanta dignit, che non lingua
che il possa narrare, n occhio vedere,
n cuore pensare la dignit delluomo
quanto ell. La smisurata dignit della quale dotata ogni persona , per,
infeconda, se non stimola a impegnarsi nel promuovere le condizioni perch
essa sia anche conquista soggettiva. E
sia daiuto nel resistere ai cinici calcoli
funzionalisti che degradano la persona
a cosa, a strumentale bene di consumo, facendoci prigionieri di uneconomia dellesclusione e dellinequit, di
uneconomia che uccide.
Roberto Barzanti

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Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI CATERINIANI

Mercoled Cateriniani 2015

Le diverse vie nella Chiesa.


Discernimento
e accompagnamento vocazionale
in Caterina da Siena

4 febbraio

Diversit e fecondit delle virt (s. Caterina, Dialogo 7)


a cura di fra Antonio Cocolicchio, O.P.

11 febbraio

Riconoscere il bisogno proprio e altrui (s. Caterina, Lettera 213)


a cura di sr. Flora Zito, O.P.

25 febbraio

La gratuit dellamore (s. Caterina, Dialogo 105)


a cura di Vincenzo Romano Spica

4 marzo

In sintonia con la volont di Dio (s. Caterina, Lettera 39 e Orazione XIX)


a cura di Anisoara Tatar

11 marzo

Chiamata e risposta (s. Caterina, Lettera 43)


a cura di fra Fabrizio Cambi, O.P.

25 marzo

La vocazione laicale (s. Caterina, Lettera 193)


a cura di Federico Mazzetti

15 aprile

Vocazioni alla vita consacrata (s. Caterina, Dialogo 157-158)


a cura di Elena Malaspina

22 aprile

Una tentazione di sempre: la religione come benessere spirituale (s. Caterina, Lettere 326 e 328)
a cura di Rosita Casa

Roma, Salita del Grillo 37


(presso lOrdinariato Militare)

ore 18,00

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Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

INCONTRO ANNUALE DEI CATERINATI

uesto nostro appuntamento annuale, questanno ci


permette di andare alle sorgenti del pensiero cateriniano sulleucarestia, in quanto si vive nella nostra
Diocesi lanno eucaristico, con queste
parole larcivescovo, monsignor Buoncristiani ha aperto i lavori del consiglio
generale dellAssociazione dei caterinati
che si tenuto a Siena, nella sala del capitolo del chiostro di San Domenico il 7
e 8 marzo scorsi.
Circa una quarantina gli intervenuti,
provenienti da varie citt dItalia e dal
Belgio, hanno parlato sulle loro attivit
in loco e sulle iniziative future. Lassociazione dimostra vivacit per quanto riguarda la diffusione del pensiero
di Santa Caterina, senza distogliere lo
sguardo dalle iniziative a scopo benefico. Lattivit culturale dimostra essere
lasse portante dellattivit dellAsso-

ciazione che raduna i Figli spirituali di


Santa Caterina da Siena. Si registrano
infatti segnalazioni di importanti restauri, come a Pisa con la chiesa di Santa
Cristina, dove Caterina ricevette le stimmate, tornata a nuovo splendore grazie
al contributo della Fondazione Pisa. Da
segnalare il ritrovamento di una pittura
a Sens, in Borgogna raffigurante Santa
Caterina che recita il rosario, oppure lo
studio analitico del busto di Santa Caterina da Siena di Nicol dellArca, a San
Domenico di Bologna. Il Centro internazionale di Studi cateriniani, stato rappresentato al convegno dalla presidente,
professoressa Elena Malspina e dalla
professoressa Maria Grazia Bianco. La
professoressa Malaspina ha annunciato
che il Centro Studi sta collaborando col
professor Antonio Volpato alla elaborazione delledizione critica delle Lettere
di Santa Caterina, opera attesa da tem-

Da sn. il Cancelliere Paolo Martini, P. A. Scarciglia O.P., lArcivescovo di Siena Mons. A. Buoncristiani,
e il Priore Generale dellAss. Int. dei Caterinati P. Nardi

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La Patrona dItalia e dEuropa

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Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

po. Il gruppo di Varazze ha seguito un


progetto per far conoscere Santa Caterina ai bambini delle scuole elementari,
questo progetto ha interessato 120 bambini. Il gruppo di Trieste ha rappresentato lAssociazione allincontro, Insieme per lEuropa, tenutosi a Planina in
Slovenia. Sempre questo gruppo, nella
persona del suo assistente ecclesiastico
don Mario De Stefano, segue un progetto Mission Moldova, nella citt di
Vavareuca, attraverso il quale vengono
seguiti i bambini di strada. Per questo
progetto le signore della Caritas parrocchiale di San Domenico, hanno consegnato alla presidente del gruppo di
Trieste, una busta contenente unofferta
da destinare a questo progetto. Lattivit
del gruppo di Siena stata caratterizzata
da molte iniziative che sono culminate
con il convegno Virgo digna coelo. Caterina e la sua eredit, tenutosi a maggio scorso, ma non sono mancati incontri di forte spessore culturale e spirituale
come Leucarestia in Santa Caterina,

70

tenuto dal Rettore del Santuario di Santa Caterina, don Benedetto Rossi e dal
Priore generale dei caterinati, professor
Paolo Nardi, lincontro era organizzato
dalla Fondazione Donati.
Il fatto di avere gruppi presenti sul
territorio nazionale un grande vantaggio, ma questo vantaggio va sfruttato al
meglio creando sinergie con le altre associazioni operanti nelle singole citt,
ci auspicabile in questi tempi di crisi,

Da sn. la Prof. Gianna Fumo, Presidente del


Gruppo di Trieste, La sig. Maria Radi, Presidente
Caritas parrocchiale di S. Domenico e P. A. Scarciglia O.P.

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

Icone, raffiguranti S. Caterina, opera della Sig.ra


Alda Cusan Declercq benedette da P. Alfredo

affinch si possano realizzare iniziative


e progetti. Tra i progetti in programma
un convegno per il prossimo mese di ottobre da tenersi a Venezia, dal titolo:Discepoli di Santa Caterina, Patrona dEuropa; questa iniziativa stata proposta
dal gruppo di Roma. Il Priore generale,
professor Paolo Nardi, nella sua relazio-

ne, ha sottolineato limpegno di tutti che


emerge dai resoconti e come lattivit di
tutti i gruppi sia necessaria e indispensabile a sostenere gli intenti per i quali
lAssociazione fu fondata. Nel corso della relazione il Priore generale ha ricordato i caterinati defunti: Aldo Becatti, che
fu tra i fondatori dellAssociazione e del
gruppo romano, la professoressa Anna
Maria Balducci, gi presidente del Centro Studi di Roma e la dottoressa Stefania Bastagli del gruppo di Bologna, prematuramente scomparsa.
Durante i lavori del convegno, Padre
Alfredo Scarciglia O.P., ha benedetto
due icone, raffiguranti Santa Caterina,
realizzate dalla signora Alda Cusan Declercq del gruppo di Liegi-Bruxelles.
Franca Piccini

Un gruppo di caterinati nellOratorio del Crocifisso al Santuario Casa di S. Caterina

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La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

convegno regionale del cif a Bari

Bari il giorno 15 marzo 2015


presso la Sala Veritas dellIstituto SS. Rosario delle Suore
Domenicane, il CIF (Centro Italiano
Femminile) ha ricordato i suoi primi
70 anni di esistenza. Dopo il saluto del
consulente Don Salvatore Mileti, Padre
Alfredo Scarciglia, priore del Convento
di S.Domenico in Siena, ha tenuto una
lectio magistralis sul tema. Lattualit di
S. Caterina da Siena, dottore della Chiesae, a seguire, la vice presidente del Cif,
Renata Natili Micheli ha svolto una relazione ad intra, rivolta ai quadri e alla
base comunale - provinciale - regionale
dellAssociazione, tutta incentrata a cogliere, nella continuit di una identit
storica, la sua proiezione futura.

ancora attuale, in questo passaggio


storico del Paese - nel quale la funzione
dei corpi intermedi dello Stato sembra
aver perso valore e rilevanza civile e politica, una struttura associativa, formata
tutta e soltanto al femminile, e per di
pi cattolica? Questa la domanda, non
del tutto retorica, dalla quale ha preso
le mosse la conversazione della relatrice che non ha sottaciuto gli elementi di
difficolt che lAssociazione, come del
resto anche tutti gli altri soggetti collettivi, sta attraversando: come la diminuzione delle iscrizioni, linvecchiamento
delle associate, la perdita di rilevanza
nella individuazione, analisi, proiezione
delle problematiche attinenti alla donna e, in quanto tali, della intera societ.

Da sn. M. Stefania Caione Presidente regionale CIF Puglia, Don Salvatore Mileti, padre A. Scarciglia,
madre Concetta Pilo, La Teologa Renata Natili Micheli

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La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

E non ha sottaciuto come la questione


femminile oggi rischi o il settarismo o la
omologazione.
La societ liquida, per dirla con Z.
Baunman, non soltanto allenta i legami, annulla ogni modello di relazione
stabile e, realizzando nuove forme di
comunicazione, permette anche la loro
dispersione gi per i mille rivoli delle
empatie e simpatie momentanee.
C in questo magma in cui tutto
sembra confondersi, la possibilit di
un nuovo, ancora inedito, cui con passione lassociazione pu dedicarsi. In
fondo un nuovo
che sa di antico visto che la mission
associativa fu gi
dettata da Pio XII
quando, rivolgendosi alle donne
del Cif, le sollecitava a prendersi
cura della res pubLa Teologa Renata Natili Micheli, vice Presi- blica (res tua agidente nazionale del CIF tur). Lamore per
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la citt delluomo amore per la vita,


per le sue forme di convivenza e aggregazione, per la societ delluomo che,
pur tra mille rischi, avanza sulla strada
della realizzazione della giustizia. La
relatrice non ha mancato di sottolineare che non c giustizia senza la carit:
o meglio la carit pu fare a meno della
giustizia essendo la forma pi alta della convivenza allargata (scambio simbolico allargato), ma la giustizia che
senza la carit non serve luomo, bens
soltanto la lettera della legge.
Una identit dinamica quella che i
tempi richiedono ed insieme una governance su pi livelli perch, come del resto la questione femminile, la realt non
uniforme e nemmeno la democrazia
pu essere pi intesa come una semplice procedura.
La Celebrazione Eucaristica, officiata
da S.E. Mons. Francesco Cacucci Arcivescovo di Bari Bitonto, ha concluso
una mattinata densa di idee e fermenti
di novit.
Mirena

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

NUTRITA DAMORE

anta Caterina beve al costato


di Cristo il tema dellopera
dipinta da Francesco Vanni e
conservata nel convento di San Girolamo a Siena. Fu dipinta intorno al 1594 e
rimarr esposta, fino al 31 ottobre, nella
cripta del Duomo di Siena.
Lepisodio dipinto dal Vanni, si rif al
racconto di Raimondo da Capua nella
Legenda maior, dove si narra che Cristo apparve a Caterina con impresse

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nel corpo le cinque santissime piaghe.


Nel dipinto sono raffigurate anche le
stimmate di Caterina, per in modo diverso da quelle di Ges, quelle di Caterina infatti sono distinte da piccoli
raggi di luce. Questa raffigurazione
precedente al riconoscimento ufficiale
delle stimmate di Caterina da Siena da
parte della Chiesa, infatti solo nel 1630,
papa Urbano VIII, pose fine alla disputa
che vedeva contrapposti domenicani e
francescani, riconoscendo a
Caterina i segni della passione di Ges.
Lesposizione del quadro accompagnata da
una brochure in italiano e
in inglese e contiene due
saggi, uno introduttivo di
don Andrea Bechi, direttore dellUfficio Arte Sacra
e Beni Culturali dellArcidiocesi di Siena, Colle di
Val dElsa e Montalcino e
laltro di Marilena Caciornia, storico dellarte, che fa
unanalisi della pittura con
dovizia di particolari. Questo dipinto esprime tutta
la devozione di Caterina da
Siena al prezioso sangue
di Cristo, infatti le sue 381
lettere iniziano con la frase:
scrivo a voi nel prezioso
sangue suo.
(F.P.)

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

DUE OPERE DONATE AL CONVENTO DI S. DOMENICO

artista Rami ha voluto donare al


convento di San Domenico due
opere darte, scultoree, raffiguranti, una un busto di Santa Caterina e
laltra il castello interiore di Santa Teresa
dAvila. Questanno 2015 si ricordano il
V centenario della nascita di Santa Teresa e i quarantacinque anni del dottorato
delle due Sante, Teresa e Caterina, le prime donne ad essere incluse nel catalogo
dei Dottori della Chiesa, la prima detta
Doctor Spiritalis, la nostra Doctor Corporis Mystici. La spagnola era una monaca di clausura carmelitana, litaliana
era una terziaria domenicana.
Lesperienza interiore di Santa Teresa,
ci riporta con meraviglia e gratitudine a
Dio, allardente preghiera di Paolo per
i suoi cristiani: egli ci fa vedere molto
bene che necessario ricevere prima
di poter dare. Cos, la sua preghiera al
Padre si sviluppa in tre cardini, prima di
tutto una vita interiore profonda; il Padre, dice San paolo agli Efesini, vi
conceda di essere
potentemente rafforzati dallo Spirito nelluomo interiore, in secondo
luogo, che il Cristo
abita per la fede
nel vostro cuore,
infine, che siano
Castello interiore di S.
radicati,
fondati
Teresa DAvila. Scultura
dellArtista Rami
nella carit. In sin-

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tesi, c qui tutta la riforma che Santa Teresa realizzer per il Carmelo. Il castello
interiore non uno scritto autobiografico, n un resoconto di grazie mistiche,
ma vuole essere un insegnamento spirituale offerto alle carmelitane e poi a
chiunque. Santa
Teresa afferma
che Dio dimora
al centro della
nostra
anima,
ed possibile raggiungerlo
con una vita di
orazione.
Per
questo, rifacendosi ad una sua
Locchio dellintelletto di S. precedente viCaterina da Siena, altoriliesione, la Santa
vo dellArtista Rami
utilizza
lallegoria dellanima come un castello fatto
di sette dimore. Il castello interiore descrive quindi un viaggio spirituale il cui
scopo lunione damore con Dio. Il busto di Santa Caterina che annunziamo,
ha come titolo locchio dellintelletto,
orientaleggiante perch si voluto evidenziare lessere mistico di Caterina e il
mistico colui che lilluminato.
Pertanto quando si parla di illuminato
la mente corre in Oriente, ma loriente
di Caterina lo troviamo non tra i grandi fiumi orientali appunto, bens a pochi
passi da San Domenico, in Fontebranda
dove ella nata e vissuta!
P. A.

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2014

le guide spirituali di santa caterina in una tesi di laurea

stato pubblicato dallIstituto Storico Ceco di Roma, presso lIstituto Storico dellAccademia delle
Scienze della Repubblica Ceca, il volume Caterina da Siena e le sue guide
spirituali. Storia di una santit. Questo
libro la rielaborazione della tesi di dottorato della professoressa Katerina Cadkova, discussa nel 2011. Attualmente la
professoressa Cadkova assistente specialistica di Storia del medioevo e di lingua latina, presso la Facolt di Lettere e

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Filosofia dellUniversit di Pardubice. Il


libro frutto di uno studio approfondito
condotto sia su manoscritti, conservati
presso la Biblioteca Comunale di Siena
e su fonti dellArchivio generale dellOrdine dei Predicatori di Roma, sia su fonti
pubblicate riguardanti gli agiografi e le
persone che ruotavano intorno al mondo di Caterina Benincasa, in pi il testo
si avvale di una vastissima bibliografia.
Il libro focalizza lattenzione sul rapporto tra la pia donna e le sue guide
spirituali che la accompagnano nella vita e descrivono limmagine della Senese
affinch questo resti anche
dopo la morte di lei come
esempio per la gente.
Il rapporto di Caterina
con i suoi collaboratori diventa la base per quello che
nel libro viene definita la
seconda vita di Caterina,
cio per la sua immagine
di santa dopo la sua morte. Nel testo mette in luce
come i documenti agiografici su Caterina Benincasa,
trovino importante fondamento sulle fonti storiche,
pertanto la santit di Caterina, una santit concreta,
trovandosi inserita a tutti
gli effetti, nella vita pubblica
del XIV secolo.
Franca Piccini

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2015

consolidamento del tetto della navata di S. Domenico

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA CULTURALI


E DEL TURISMO
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PAESAGGISTICI
di Siena e Grosseto

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SIENA
BASILICA DI SAN DOMENICO
PROGETTO PER IL RESTAURO E LA MESSA IN SICUREZZA DELLA
COPERTURA DELLA NAVATA E IL CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DI DUE
PILASTRI DELLA CRIPTA
Finanziamento con:
Programmazione Integrativa dei Lavori Pubblici anno 2011 - D.L. n. 34/2011 per limporto
di 500.000,00=;
Rimodulazione dei D.M. 25/09/2008 e D.M. 03/04/2008 approvata con D.M. 23/01/2013 per
limporto di 432.595,00=.
IMPORTO COMPLESSIVO 932.595,00=
PERIZIA n. 2 del 17/03/2014
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------RELAZIONE TECNICA
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Brevi cenni storici


La basilica di San Domenico una delle pi importanti chiese di Siena e si trova tra il piazzale di
San Domenico e via della Sapienza. E stata eretta nel XIII secolo e nel secolo successivo fu
ingrandita. Al suo interno contiene la testa-reliquia di Santa Caterina da Siena, entro una
splendida cappella rinascimentale. Nel corso del Seicento e del Settecento il complesso sub
molti rimaneggiamenti, con laggiunta di altari barocchi laterali.
Dopo il terremoto del 1798 il campanile, gi fatiscente, fu abbassato allattuale livello e fu dotato
di un coronamento merlato, tuttoggi presente. Per analoghi motivi di stabilit, furono chiusi
locchio centrale della facciata e le finestre laterali. Gli ultimi interventi di rilievo sono stati
effettuati tra la fine degli anni 50 ed i primi di quelli 60, ed in quelloccasione furono tolte le
sovrapposizioni barocche, ripristinate in parte le forme gotiche antiche ed aggiunte le vetrate con
le Storie
di Santa
Caterina.
Lavori
in corso
in Basilica

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La Patrona dItalia e dEuropa

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DI SANTA CATERINA CHE, ALLINIZIO DEL TERZO MILLENNIO SI RIVELANO ESSERE DI GRANDE ATTUALITA.

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O CRITICHE, POTETE FARLO SCRIVENDO AL SEGUENTE RECAPITO:

FRANCA PICCINI FALORNI VIA E. CIACCI, 15 - 53100 SIENA


PER ULTERIORI NOTIZIE CONSULTARE I SEGUENTI SITI WEB:

PER SAN DOMENICO DI SIENA
www.basilicacateriniana.com

e-mail: info@basilicacateriniana.com

Per Associazione Internazionale caterinati
www.caterinati.org
www.santacaterinadasiena.org

e-mail: associazione_caterinati@virgilio.it

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possibile leggere la rivista collegandosi

al sito della Basilica www.basilicacateriniana.com

Basilica Cateriniana
di San Domenico - Siena
I nostri Orari

APERTURA
Da novembre ad aprile: ore 9 - 18
(Messe e celebrazioni nella Cripta)
Da Maggio ad ottobre: ore 7 - 19
(Messe e celebrazioni in Basilica)
SANTE MESSE
Giorni feriali: Conventuale ore 7,30 - 9 - 18
Giorni festivi: ore 7,30 - 9 - 10,30 Parrocchiale - ore 12 - 18
CONFESSIONI
Giorni feriali: prima delle Sante Messe
Giorni festivi: prima delle Sante Messe
LITURGIA DELLE ORE
Celebrazione delle Lodi ore 7,30 (durante la Messa conventuale)
Celebrazione dei Vespri ore 19,45
da novembre ad aprile in Cripta
da maggio a ottobre in basilica