You are on page 1of 9

Il romanzo di primo Novecento e la rottura con la narrativa

precedente
(Prof. Guido Mazzoni Università di Siena, 10 Novembre 2009)

Sintesi della trascrizione della lezione
IL ROMANZO OTTOCENTESCO
Che cos'è il romanzo ottocentesco? Come il romanzo del 900 definisce se stesso e la
propria rottura?
Innanzi tutto quando si parla di romanzo ottocentesco si ha in mente molto spesso il
predominio del cosiddetto realismo letterario.
Questa nozione è quantitativamente falsa ma qualitativamente vera, perché se
consideriamo il punto di vista numerico i romanzi usciti nel corso del diciannovesimo
secolo in Italia ed in Europa ci accorgiamo che anche in quell'epoca il numero di
romanzi considerati irrealistici superava di gran lunga il numero di romanzi realistici.
Quando si parla di romanzo si parla in realtà di un genere letterario composito che
accorpa in sé molti sottogeneri diversi.
La prima distinzione importante da fare è quella tra la tradizione del novel e la
tradizione del romance. Sono due parole inglesi; la prima deriva dall'italiano novella
e ancora più anticamente dal latino novus, la seconda, attraverso una serie di
passaggi, dall'italiano romanzo dal francese romance, il quale a sua volta deriva da
una locuzione latina medievale romanice loqui, che significa parlare e scrivere nella
lingua neolatina degli abitanti dell'impero romano.
Al di là delle questioni etimologiche, la distinzione tra novel e romance allude alla
distinzione tra un romanzo che fa riferimento a personaggi e situazioni simili a quelli
che noi viviamo quotidianamente (il novel) e un altro che invece si basa su situazioni,
personaggi, modi narrativi diversi da quelli a cui noi siamo per lo più abituati nella
nostra vita quotidiana (il romance).
Semplificando molto potremmo dire che il novel è il cosiddetto romanzo realistico, il
romance è il romanzo irrealistico.
Il romanzo ottocentesco vede il prevalere netto della tradizione del novel; come ho
già detto però è un prevalere di tipo qualitativo più che quantitativo, perché da un
punto di vista strettamente numerico è molto probabile che i romanzi irrealistici nel
corso del diciannovesimo secolo abbiano superato di gran lunga quelli realistici.
Tuttavia all'inizio dell'Ottocento il romanzo realistico acquista un'importanza
1

Uno dei testi di introduzione alla narrativa ed al romanzo più diffusi nelle università di lingua inglese. ma si mantiene un passo indietro rispetto al primo piano occupato stabilmente dai personaggi. Cerchiamo di definire i punti di questa differenza. temporale. Quali sono le caratteristiche del romanzo ottocentesco così come si configura in un testo come quello dei Promessi Sposi? Che tipo di narratore è il narratore manzoniano? E la stessa cosa si potrebbe dire anche per Walter Scott. molto presente. Se il concetto di narratore è chiaro a tutti. C'è qualcuno che ci racconta una storia. la presenza di personaggi e la presenza di una trama sono i tre elementi che caratterizzano un testo narrativo. 2 . crea la dimensione spaziale.straordinaria nella storia della letteratura e cambia la maniera di intenderla. In ciò che noi chiamiamo romanzo realistico ottocentesco ˗ per intendersi in Italia la tradizione letteraria che va da Manzoni a Verga ˗ che cosa succede a questi tre elementi? Separiamo per un attimo Manzoni da Verga. 2000) afferma che un'opera narrativa nasce dall'incrocio di due elementi: 1) la presenza di una storia 2) la presenza di un narratore Dunque. Innanzi tutto dobbiamo definire quali sono i tratti fondamentali di un testo narrativo in generale e di un romanzo in particolare. Personaggi e trama restano in primo piano al centro della scena narrativa. molto semplicemente e come tutti ci aspettavamo. Gli autori dicono che la storia a sua volta si compone di due elementi: 1) una trama 2) dei personaggi che compiono delle azioni (Le azioni che compiono i personaggi si intersecano tra di loro generando una trama) Quindi riassumendo: la presenza di un narratore. però esiste una forma di realismo novecentesco che è molto diverso dal realismo ottocentesco. Il Mulino. testo pubblicato anche in Italia con il titolo La natura della narrativa. Scholes. Il romanzo ottocentesco si configura quindi molto spesso come romanzo realistico. non lo è sicuramente quello di storia. sceneggia e commenta la storia senza mai prevaricare sull'autonomia dei personaggi. il narratore li introduce. Kellogg. una narrazione è un insieme storia-narratore. sociale in cui la storia dei personaggi è organizzata in trama. storica. R. (R. Che funzione esercita il narratore nei romanzi del Manzoni? Il narratore è sempre autorevole. uno dei romanzieri a cui Manzoni si è ispirato maggiormente o per Balzac.

E’ come se le persone fossero fili che si intessono a comporre un tessuto annodato. che però non prevarica sulla trama e sui personaggi. interpretante. nella vita quotidiana.”. cioè noi non diciamo come era vestita una persona ma abbiamo un'impressione sintetica di essa che attraverso le nostre categorie interpretative ci offre subito una comprensione del personaggio. il carattere di Renzo. Quindi abbiamo l'organizzazione della trama di tipo teatrale e dall'altra il fatto che le persone che entrano in scena intessono le loro traiettorie esistenziali in modo da creare quella che appunto. invece. come a teatro del resto. La storia. tant'è che il lettore sa bene qual è il carattere di Don Abbondio. Abbiamo dunque un narratore autorevole. Avete la presentazione immediata di una sorta di quinta spaziale all'interno della quale. Il carattere è dunque l'impronta che la vita. per Balzac. ma che sono organizzati intorno ad una nozione fondamentale come quella di carattere. autorevole ma che resta un passo indietro rispetto alla storia che racconta. perché ognuno di noi può dire come si comporteranno più o meno in determinate circostanze. intessuta da personaggi riconoscibili. in modo che accada davanti agli occhi del lettore-spettatore. organizzata in modo teatrale.Caratteristica del romanzo realistico ottocentesco è poi l' organizzazione teatrale della trama. il carattere di Lucia. alla fine si assiste allo scioglimento di questo tessuto. è come presentato dall'esterno. le persone arrivano sconosciute in scena e noi le interpretiamo anche da come sono vestite. Come andrà a finire la circostanza naturalmente no. Carattere deriva infatti da un verbo greco che significa imprimere. Ricordate per un attimo come cominciano i Promessi Sposi ”Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno. il carattere di Don Rodrigo e così via. è come se la trama sciogliesse i propri nodi e recuperasse la sua forma di partenza. Nel romanzo ottocentesco. le circostanze lasciano su ogni personaggio. I personaggi del romanzo di primo Ottocento hanno tutti un carattere. utilizzando una metafora tessile. complessi ma alla fine prevedibili. E' un tipico procedimento teatrale.. ma i 3 . il destino. I personaggi hanno un carattere ben definito... nella vita le persone ci arrivano già interpretate.. proprio come a teatro. un personaggio: Don Abbondio. per Scott. Il personaggio è descritto per come si veste. lasciare un'impronta. entra. altrimenti il romanzo sarebbe scontato. I personaggi entrano in scena dotati di caratteristiche che li rendono sempre ben riconoscibili. Questa è una caratteristica che prima della produzione di ManzoniScott-Balzac non esisteva in questa forma e dopo sarebbe stata trasmessa in una forma leggermente diversa. le persone presentate dall'esterno. noi non vediamo mai. Dunque riassumiamo ancora: un narratore interpretante. questo vale per Manzoni. ad un certo punto. una trama di tipo teatrale e dei personaggi con una loro complessità. noi chiamiamo trama. in italiano.

In un romanzo di primo Ottocento questo modo di fare sarebbe stato inconcepibile perché compito dello scrittore era di avvincere. inventa.personaggi non ci sorprendono mai veramente. Dico di primo Ottocento perché in realtà il romanzo ottocentesco non è assimilabile come un intero: esistono infatti “due Ottocento” nella narrativa europea. quella del conflitto tra persone. Introduce perciò delle parti narrative. dopo il 1848. Lukàcs. scritte per lo più all'imperfetto. Questa cosiddetta teoria dell'impersonalità della narrazione è un'idea che Verga desume da Flaubert e Zola. o meglio è un narratore che non interviene nella vicenda. oppure in cui i grandi spazi vuoti crescono di numero. IL ROMANZO DEL SECONDO OTTOCENTO Il primo Ottocento era caratterizzato da un romanzo che cercava di raccontare in modo teatrale grandi storie capitate a persone comuni. Nel secondo Ottocento. Il narratore verghiano si eclissa dietro la vicenda. Il narratore si ritira dietro la scena e rinuncia alla propria autorevolezza. Il naturalismo ed il verismo ne sarebbero le testimonianze. Flaubert. Il fatto che esistano “due Ottocento” è una teoria espressa da un critico letterario ungherese. che interviene per situare. Ancora più interessanti sono i cambiamenti che avvengono nella trama. dei meccanismi narrativi che surrogano la presenza di un narratore autorevole. in Madame Bovary (1857) introduceva spazi di narazione in cui voleva dare l'impressione della noia della vita di provincia. poiché la struttura fondamentale della narrativa precedente comincia a sfaldarsi. per giudicare e commentare. i grandi scrittori europei si sarebbero spesso allontanati da questo modello. altri anticipano nettamente Pirandello o Tozzi. In termini di letteratura italiana. in cui non succede mai niente. il quale affermava che il 1848 (anno delle fallite rivoluzioni europee) segna un momento particolare nella storia della cultura. due periodi e fra la primo e il secondo troviamo un salto chiaramente percepibile. meno centripeta rispetto a quella di primo Ottocento. Il narratore del naturalismo e del verismo è un narratore non autorevole. a differenza del narratore manzoniano. per così dire. delle arti e del romanzo europeo. Essa si fa infatti più divergente. tenere insieme le fila della trama in 4 . si può a ragione affermare che Verga è equidistante da Manzoni e da Pirandello nel senso che alcuni tratti della narrativa verghiana rimandano a Manzoni. in cui cerca di mimare quelli che lui chiama “i grandi spazi vuoti”. attraverso le quali i grandi conflitti storici si incarnavano in qualche modo e prendevano una forma finita. infatti. Sono infatti trame in cui i fili che portano in altre direzioni si moltiplicano. Queste le caratteristiche del romanzo di primo Ottocento.

è proprio come se la trama si concentrasse su eventi tra i quali non c'è nulla in comune. come slabbrature. Nei Promessi Sposi c'è un'organizzazione della trama di tipo teatrale e centripeta. che inizia a scrivere le sue opere più importanti negli anni ‘60 dell'Ottocento e segna profondamente la storia del romanzo europeo. è vero che esiste in questo romanzo una gerarchia ben precisa tra azioni importanti ed azioni secondarie. come abbiamo già accennato. che si scioglie bene. non è un personaggio interamente conosciuto dall'inizio alla fine o le cui azioni rientrano in un campo psicologico che noi possiamo prevedere. abbiamo nuovi elementi nel narratore. Flaubert adotta invece un'altra strategia: moltiplica per così dire le azioni che non portano a nulla. L'educazione sentimentale (1869). Nessun autore italiano del secondo Ottocento si avvicina al modo di Dostoevskij di dipingere i personaggi. Riassumendo. ambivalenze. contraddizioni. Se leggete Mastro Don Gesualdo (1889). passano rapidamente dal sentimento dell'amore a quello dell'odio. ma fino all'ultimo capitolo la trama converge. nuovi elementi nella trama e nuovi elementi nei personaggi. da voler fare una cosa a non volerla fare. Uno dei grandi autori di rottura è Dostoevskij. Ci sono nel personaggio lati oscuri. sono personaggi che dicono di se stessi di non conoscersi. secondo grande romanzo verista di Verga dopo I Malavoglia (1881) notate che alla fine l'azione si ricompone. La trama si fa iperepisodica. Quindi ci sono “due Ottocento”. non esistono azioni che si perdono nel nulla. noi ci accorgiamo che egli non si conosce interamente. IL ROMANZO DEL NOVECENTO 5 . ma fra capitolo e capitolo. Un processo simile a quello della trama avviene per i personaggi. In Mastro Don Gesualdo questo comincia a venire meno. Tuttavia. In un'altra sua opera. se guardiamo come agisce un personaggio come Rosso Malpelo nell’omonima novella di Verga del 1878.modo che il tessuto fosse il più possibile compatto. ha scatti di aggressività che lo trascendono. Nei Promessi Sposi. diversi da quelli della narrativa precedente. di essere animati da forze che non controllano. strappata. sempre tornando a fare il paragone. Ne L'educazione sentimentale è come se Flaubert avesse preso a mimare la casualità dell'accadere quotidiano e la trama comincia a divergere. I personaggi di Dostoevskij sono per la prima volta in modo clamoroso incoerenti. Dunque già nel secondo Ottocento la narrativa europea evidenzia elementi nuovi. addirittura fra episodio ed episodio ci sono spazi vuoti. romanzo realista.

Quando comincia la storia del romanzo di primo Novecento? In una prospettiva europea si fa iniziare di solito quel rivolgimento letterario chiamato modernismo negli anni ‘90 dell'Ottocento. che sono tra loro divergenti. Bene. molti concetti e molte idee. il narratore è cioè fortemente interventista. Senza dubbio è un narratore molto presente. Volendo accomunare gli scrittori tra di loro si potrebbe dire che Kafka sta con Tozzi e Proust e Musil stanno con Svevo e Pirandello. ne sanno molto poco della storia e soprattutto non capiscono il senso di quello che raccontano. ha una fortissima presenza saggistica. Portiamo questo discorso su scala europea. Quindi abbiamo narratori che intervengono molto o molto poco. che si dilunga in certi casi su questioni filosofiche. scrive di fatto un romanzo-saggio. sono tuttavia accomunati dal fatto di far “saltare” l'equilibrio ottocentesco tra il narratore che introduce la storia e l'autonomia dei personaggi. raccontano di azioni misteriose perché non riescono a spiegarle. le idee. in modo diverso ma sostanzialmente simile a quello di Proust. un'autobiografia-saggio. Prendiamo per esempio Il fu Mattia Pascal (1904) di Luigi Pirandello o La coscienza di Zeno (1923) di Italo Svevo e confrontiamo il narratore dei Promessi Sposi con il narratore di entrambi. Nella letteratura italiana la manifestazione del modernismo si ha nel primo decennio del '900. Confrontiamolo ora con il narratore di un altro romanziere fondamentale di quell'epoca: Federigo Tozzi. All'inizio del '900 si assiste ad un nuovo mutamento. il narratore di Proust commenta costantemente la storia. Un altro romanzo di primo Novecento è L'uomo senza qualità (1930) di Robert Musil. le argomentazioni e dall’altra un narratore che va verso la riduzione della comprensione. non è particolarmente precoce. autore che produce il grosso della sua opera narrativa nei primi due decenni del Novecento. le pagine finali della Coscienza di Zeno con la visione apocalittica che diventa un vero e proprio trattato sulla distruzione umana. è un narratore che ha una fortissima presenza saggistica: riflette molto. 1927) è uno degli esempi più celebri. quindi non può 6 . molto spesso. Kafka e narratori kafkiani sono. Stiamo andando in due direzioni diverse: da una parte un narratore che va verso il saggio. Questi movimenti. Se consideriamo il panorama letterario europeo di questo periodo sicuramente Proust (Alla ricerca del tempo perduto. che invece interviene molto poco. Abbiamo un narratore di fortissima presenza. interventista. invece. i concetti. narratori deboli. Consideriamo adesso Kafka. Il narratore usa la storia per appoggiarci sopra le proprie riflessioni come supporto di un movimento riflessivo erratico. Ne sono esempio le continue riflessioni di Mattia sulla vita. usa molte argomentazioni. Il narratore di Musil. oppure non capisce bene quello che sta succedendo.

Abbiamo un narratore che va in due direzioni divergenti. Pirandello. che ha un oggettivo significato collettivo perché sta sulla scena pubblica. spesso nei romanzi di primo Novecento acquistano peso e senso degli eventi di natura esclusivamente privata che acquistano un significato straordinario. Questi piccoli eventi privati si caricano di uno straordinario significato illuminante che Joyce chiama proprio epifanie. Il romanzo di primo Novecento sviluppa. che vanno in un certo senso dietro la direzione di Tozzi. il caso è signore delle trame. La coscienza di Zeno. Un altro elemento delle trame di primo Novecento è questo: in un romanzo di primo Ottocento gli eventi fondamentali hanno una natura pubblica. Al contrario. allontanandosi dall'equilibrio del romanzo di primo Ottocento che troviamo efficacemente rappresentato in Scott. Alcuni di voi potrebbero obiettare che anche la trama dei Promessi Sposi si scioglie per caso. Musil e Pirandello. governa. Abbiamo un doppio movimento: verso l'iper-riflessione o verso l'ignoranza. la decisione di smettere di fumare. anticipano i movimenti saggistici che poi ritroviamo in Proust. I punti in cui la trama si scioglie. portandoli all'estremo. comunque quell'equilibrio che caratterizzava la letteratura di primo Ottocento si perde. mentre Svevo non ci pensa nemmeno a dare un senso agli eventi casuali. scritto dal 1863 al 1869 inserisce una sorta di saggio di filosofia della storia. In questo periodo esistono però autori che anticipano in qualche modo Svevo. Per esempio. illuminante e decisivo. Passiamo a considerare i cambiamenti che avvengono alla trama. Per quanto riguarda il secondo Ottocento. Tolstoj.introdurlo. sotto gli occhi di tutti. una parola che deriva dalla poetica di James Joyce. Manzoni e Balzac. per esempio. il narratore manzoniano deve dare un senso a quell'elemento apparentemente casuale. in cui per pagine e pagine espone le sue teorie sul senso della storia e poi torna alle vicende dei personaggi. Proust e Musil. Analizziamo. nel suo romanzo Guerra e pace. Quelle pagine. il fatto che Don Rodrigo faccia rapire Lucia è un evento pubblico. avevamo parlato di narratori naturalistici e veristici che si ritirano dietro la storia. In realtà la peste ha intorno a sé un apparato di spiegazione teologica non da poco. Questo dilagare dei piccoli eventi privati prende il nome di procedimento narrativo delle epifanie. la scelta della moglie. due elementi che si trovavano già nel romanzo di secondo Ottocento. C'è una sorta di signoria del caso sugli snodi della trama che è straordinaria. l'autore di Ulisse (1922) e The Dubliners (1914). perché la peste è un evento casuale. 7 . che sono tante. come accadono? Semplicemente per caso. per esempio. i cosiddetti snodi narrativi: la morte del cognato-rivale Guido.

per Tozzi come del resto la psicanalisi di Sigmund Freud. ma anche straordinariamente complessi. ad esempio. Alcuni personaggi del romanzo di primo Novecento sono il prolungamento di questo modo dostoevskijano: pensiamo. allievo di Aristotele). La teoria dei “misteriosi atti nostri”. Questa. abbiamo delle pulsioni incontrollabili. poi i caratteri vengono riscoperti in Europa tra la fine del '500 e gli inizi del '600. momenti di essere. gli atti che noi compiamo quotidianamente sono misteriosi. All'inizio del '900 si diffondono personaggi con un grado di complessità interna e allo stesso tempo di destrutturazione che era ignoto alla narrativa di primo Ottocento. da ciò che si estende nel tempo e ciò che accade all'istante. Allargando lo sguardo al campo della poesia sono le stesse riflessioni private che Montale chiamerà occasioni. per il modo in cui agiamo e ci comportiamo ed è definita inconscio. Arriviamo ora ai personaggi. Nelle Novelle per un anno ogni tanto qualcuno si mette a ridere improvvisamente senza un perché o a giocare infantilmente dentro al proprio studio. In particolare ci sono psicologi francesi della prima metà dell'Ottocento che sono molto importanti. Nella cultura di primo Ottocento era diffusa una certa caratteriologia. Questo comporta una specie di “spostamento” dal pubblico al privato. a Tozzi: il centro della psicologia di Tozzi è la teoria dei “misteriosi atti nostri”. tutto questo ha a che fare con l'inconscio. il modo in cui prende moglie. è fondamentale per la costituzione della nostra vita individuale. Pensiamo ai personaggi di Pirandello. che sviluppa nuove idee sulla coscienza. nel panorama letterario italiano. che è diventato una costruzione così complessa da avere bisogno di molto spazio nella narrativa. Si sentono attraversati da una forza che non riescono a controllare. dimostrando che una parte di noi è sconosciuta a noi stessi. per esempio. che chiama intermittents du coeur. La vecchia teoria del carattere è di origine classica (il primo autore a cercare di definire il carattere è addirittura Teofrasto. Dunque personaggi sconosciuti a se stessi. L'autore cerca di illustrare le varie parti di sedimentazione dell'io.Proust ha il suo equivalente. Virginia Woolf. è quella per cui i personaggi pirandelliani si comportano non si sa come. Questa incoerenza è molto importante e ha a che fare soprattutto con il fatto che tra la prima metà dellOttocento e la prima metà del Novecento le conoscenze in ambito psicologico in Europa cambiano completamente. dal motivato al casuale. Abbiamo citato come esempio i personaggi di Dostoevskij. con la sua difficoltà nello smettere di fumare. i personaggi vengono attraversati da pulsioni che non fanno parte in teoria del loro carattere ma che emergono. quella di Zeno con i suoi lapsus. non solo perché incoerenti ma perché fatti di tante parti. che amano e odiano senza sapere perché. con una parte che resta in ombra. altra scrittrice molto importante in campo europeo. un modo di 8 . che segue una logica oscura. non sanno perché fanno determinate cose. le chiama moments of being. sappiamo quello che stiamo facendo solo in parte.

Questo è un punto decisivo. è un alone luminoso semitrasparente che avvolge la nostra coscienza dall’inizio alla fine”. Il carattere in questo periodo si evolve non soltanto perché i personaggi scoprono l'incoerenza. molto popolare. Come possiamo fissare il carattere? Il romanziere che pretende di fissare il carattere pretende di fissare quello che non esiste. Negli scritti di poetica di Virginia Woolf. le loro ragioni oscure. però l'idea era che un personaggio fosse definibile attraverso una serie di aggettivi: astuto.. c'è qualcosa di strutturalmente antropocentrico e pubblico. E' come se la vita che si svolge pubblicamente. Attraverso una serie di qualità si fissava dunque il carattere. si fosse impoverita(come avviene in Pirandello). che in realtà non spiega. Perché il romanzo ottocentesco adotta una struttura di tipo teatrale? Il teatro era un genere aggregante. come il cinema è per noi adesso. 9 . Essa afferma in un saggio della raccolta The common reader (1925): “La vita non è una serie di lampioni piantati in forma simmetrica. la polemica contro la fissità dei caratteri è una costante. per esempio introducendo categorie sociologiche e storiche piuttosto che statiche. gli strati molteplici di cui siamo fatti. stupido. Dobbiamo cercare invece di rappresentare la complessità che diviene. fondamentale.definire e rappresentare un carattere che aveva una tradizione antica riscritta ed interpretata nell'epoca moderna. furbo. di momento in momento. che tutti possono vedere. fosse diventata meno interessante. ma anche perché scoprono la straordinaria complessità e stratificazione nello spazio e nel tempo della vita individuale. noi cambiamo cioè da un istante all'altro. Abbiamo così nella letteratura novecentesca. Se consideriamo il movimento complessivo della letteratura tra l'Ottocento e il Novecento si vede che la parte delle azioni pubbliche. le parti nascoste della psiche.. per esempio. quella inter-umana. All'inizio del Novecento la polemica contro la fissità dei caratteri diventa un argomento di discussione letteraria intensa e diffusa. Allora perché il teatro era così popolare? A teatro i personaggi agiscono sulla scena in modo da creare delle situazioni significative per tutti. A tutto questo si possono dare due spiegazioni diverse. ma questa è una spiegazione solo meccanica. perdono spazio a favore della complessità e della contradditorietà della vita interiore e a favore di quegli aspetti della vita che si colgono solo attraverso la riflessione. buono. E' come se il senso della vita si fosse spostato sulla introspezione. Mutamenti che sono il prolungamento di trasformazioni che già avevano avuto luogo nel secondo Ottocento e che nel primo Novecento deflagrano. intelligente. ecc. rispetto a quella ottocentesca (a loro volta divisa in letteratura di primo Ottocento e letteratura di secondo Ottocento) mutamenti sia per il narratore che per la trama che per i personaggi.