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Effetto dei campi elettrico e di induzione magnetica nella materia

AVVERTENZA: le seguenti note non sono esaustive e sono da intendersi come schema nella guida
allo studio. In questo senso esse non si sostituiscono al testo di riferimento (C. Mencuccini, V.
Silvestrini, Fisica II, Ed. Liguori) a cui si rimanda per un maggiore dettaglio sugli argomenti
trattati.
Cosa accade ai campi elettrico e di induzione magnetica generati da distribuzioni di sorgenti
(cariche puntiformi o corpi estesi carichi, correnti o corpi magnetizzati) se lo spazio riempito da
un mezzo materiale?
Si vedr che le propriet del campo elettrico nella porzione di spazio in cui presente il mezzo si
possono descrivere introducendo una grandezza adimensionale, la costante dielettrica relativa che si
indicher con r ( ) , dove la frequenza angolare (pulsazione) del campo. Si ha per la prima
equazione di Maxwell:
E =

.
r 0

Analogamente, le propriet del campo di induzione magnetica nel mezzo sono descritte
introducendo una grandezza adimensionale r che prende il nome di permeabilit magnetica
relativa. La quarta equazione di Maxwell diviene:

B = J + ( )

E
t

dove ( ) = r ( ) 0 .
Le due grandezze adimensionali cos introdotte dipendono dalle propriet del materiale che riempie
lo spazio.
In ci che segue si fornisce lo schema concettuale per giungere alla scrittura della due equazioni di
Maxwell nella materia sopra riportate.
Campi elettrici nella materia

I materiali, che sono formati da atomi interagenti tra loro, sono suddivisi sulla base della loro
capacit di essere sede di una corrente elettrica in due categorie: isolanti (o dielettrci ) e conduttori1.
Conduttori2

Un tipico materiale conduttore rappresentato da un metallo. In un metallo gli atomi sono disposti a
formare un reticolo cristallino. Ogni atomo ai vertici di un reticolo poliedrico (ad esempio cubico)
di estensione spaziale molto grande rispetto al passo di ogni singola cella del reticolo.

1
I materiali possono anche essere classificati come semiconduttori o superconduttori. I semiconduttori sono degli
isolanti in cui la conduzione possibile grazie a processi di eccitazione termica degli elettroni, mentre i superconduttori
sono dei conduttori in cui tramite un meccanismo cooperativo di interazione tra lelettone di conduzione ed il reticolo
la conduzione avviene in assenza di resistenza elettrica.
2
Riferimento: C. Mencuccini, V. Silvestrini, Fisica II, Ed. Liguori, Cap.II.

Il potenziale che determina la forza che attrae gli elettroni ai singoli centri (potenziale con
andamento periodico, con periodicit fornita da quella del reticolo) tale che alcuni elettroni delle
orbite pi esterne (circa 1 o 2 elettroni per atomo) possono essere considerati sostanzialmente liberi.
Lenergia di legame abbastanza piccola da essere pi bassa dellenergia di agitazione termica a
temperatura ambiente. Gli elettroni pi esterni sono dunque assimilabili ad un gas di elettroni liberi.
Un campo E applicato, anche piccolo, mette in moto gli elettroni producendo una corrente.
In un conduttore3 la presenza di un campo elettrico E genera una densit di corrente J data da
1 n e 2
E =E
2 m

J = e nv =

dove rappresenta la conducibilit elettrica del materiale, in generale funzione della pulsazione
del campo.
Nel caso elettrostatico, anche in presenza di un campo elettrico esterno, il campo elettrico
allinterno del conduttore nullo. Se ci non fosse si avrebbe movimento di cariche allinterno del
conduttore, in contrasto con il fatto di essere in situazione statica. Quando un campo elettrico
esterno viene acceso, le cariche libere allinterno del conduttore rapidamente si ridistribuiscono in
modo da annullare il campo allinterno.
Conseguenza di questo fatto che la carica allinterno del conduttore nulla (si dimostra ci
utilizzando il teorema di Gauss) e le cariche si distribuiscono alla superficie.
Se Eint = 0

V = costante : il conduttore a potenziale costante.

Utilizzando il teorema di Gauss e la circuitazione di E , si verifica che allinterfaccia di separazione


tra due mezzi si ha
E2
En2

Et1 = Et1

1 En = 2 En
1

E1
Et2
En1

1
Et1

Ne consegue che se il campo elettrico interno nullo (in condizioni statiche), nulla la componente
parallela alla superficie. dunque nulla la componente parallela del campo anche allesterno della
superficie. Se ne ricava che il campo elettrico alla superficie esterna di un conduttore
perpendicolare alla superficie stessa.
Poich le cariche del conduttore si dispongono alla superficie in presenza di un campo esterno, si
ricava, utilizzando sempre il teorema di Gauss, che
Eext =

n .
0

Si vedano le dispense del corso di Fisica A Cap.9,

La ridistribuzione delle cariche di un conduttore che comporta la loro migrazione e localizzazione


alla superficie in presenza di un campo elettrico esterno prende il nome di polarizzazione.
E0

+
E =0

+
+

Dati due conduttori uno dentro laltro, se il primo carico, nel


conduttore 2 (neutro) le cariche si spostano (il conduttore si
polarizza): cariche con segno opposto a quelle del primo conduttore
migrano verso la superficie interna e cariche di ugual segno migrano
verso la superficie esterna. Il conduttore 2 si mantiene globalmente
neutro, ma le cariche si sono ridistribuite. Questo fenomeno detto di
induzione completa.
Dati due conduttori uno dentro laltro inizialmente neutri, se il
conduttore esterno viene caricato, quello interno non subisce effetti.
Il conduttore esterno costituisce uno schermo elettrostatico.

+_

_+

+
_
+

+_

_ 2
+
_

+ +
++
1

+ _
+

_
+

+
_

Due conduttori che realizzano il fenomeno dellinduzione completa costituiscono un condensatore.


I condensatori tipicamente possono essere di tipo piano (dati da due lastre conduttrici piane
affacciate), cilindrico (due cilindri conduttori uno dentro laltro) o sferico (due sfere conduttrici una
dentro laltra). Se su uno dei conduttori presente la carica +Q, sulla superficie del secondo
conduttore affacciata al primo si concentra una carica Q.
Si verifica che fissata la geometria del condensatore, il rapporto tra la carica immagazzinata e la
differenza di potenziale tra i conduttori costante
Q
=C.
V

Tale costante C prende il nome di capacit.


Dielettrici4

In un dielettrico gli atomi (o le molecole) hanno tutti gli elettroni legati ai rispettivi siti atomici. Tali
elettroni non migrano sotto leffetto dei campi elettrici tipicamente disponibili. Solo con forze
localizzate molto intense (strofinio, scariche elettriche,) pu accadere che gli elettroni meno
fortemente legati vengano strappati dal materiale lasciandolo carico positivamente localmente.
Qualora gli elettroni siano stati introdotti con forza si realizzer localmente una carica negativa.
Un dielettrico, pur rimanendo neutro, modifica il campo prodotto da distribuzioni di carica
localizzate esterne (campo elettrico esterno) se esso possiede un momento di dipolo diverso da zero.

Riferimento: C. Mencuccini, V. Silvestrini, Fisica II, Ed. Liguori, Cap.III.

Tale momento di dipolo non presente in generale in assenza del campo elettrico esterno (ad
eccezione dei materiali ferroelettrici o piezoelettrici, la cui trattazione al di fuori delle finalit del
presente corso). Il fenomeno per cui un dielettrico acquista un momento di dipolo elettrico detto
polarizzazione.
La polarizzazione elettrica pu essere di due tipi: per deformazione o per orientamento.
Polarizzazione per deformazione

Un atomo un sistema neutro schematizzabile come una nuvola di carica elettronica (negativa) al
centro della quale presente un nucleo di carica positiva di raggio molto pi piccolo rispetto a
quello totale atomico ( rnucleo / ratomo 105 104 ). Estremizzando, si pu considerare la densit di
carica elettronica negativa ( x, y, z ) a simmetria sferica attorno al nucleo (con diametro dell ordine
del decimo di nm).
Un atomo cos fatto non ha momento di dipolo intrinseco (i baricentri delle densit di carica
positiva e negativa coincidono).

QN = + Ze

Qe = Ze

Dove Z il numero atomico

Se latomo posto in un campo locale El , esso viene deformato ed acquista un momento di dipolo
p indotto.
Il nucleo subisce una forza f N = ZeEl ed il baricentro C della carica negativa subisce una forza
f C = f N = ZeEl .

fC

Una volta spostati per effetto del campo elettrico locale,


C ed N si attraggono con una forza pari ad f .

fN

El

Allequilibrio si ha che f = f N = f C .
Per campi El non molto intensi ci si attende che lo
spostamento r El , in base a un modello per cui gli
elettroni sono legati elasticamente ai nuclei.

Questo pu essere mostrato in modo semplice facendo la drastica approssimazione che la densit di
carica elettronica sia uniforme.
Per trovare f si noti che se r lo spostamento relativo tra i centri delle due cariche, il campo E
generato dalla densit di carica negativa in r dato da (utilizzando il teorema di Gauss)
E =

q (r ) r
4 0 r 2

dove q (r ) = Vsfera raggio r =


Da cui
E =

3
4 r 3 = Ze r .
4 R3 3
Rat3
3 at

Ze

Ze r
Ze r

=
=
r.
3
3
4 0 Rat
4 Rat 0
3 0

Si ottiene che la forza f che la carica elettronica esercita sul nucleo


f = ZeE =

( Ze )

4 0 Rat3

r.

Uguagliando f a f N si pu ricavare r .
r=

4 0 Rat3
El .
Ze

La condizione r El largamente soddisfatta per tutti i campi El realizzabili in pratica.


Una volta ottenuto r immediato determinare il momento di dipolo indotto. Si ha

p = Zer

p El

p = d El .

Il coefficiente di proporzionalit d chiamato polarizzabilit elettronica (o per deformazione).


La polarizzazione per deformazione presente anche in molecole poliatomiche: il campo pu
distorcere la forma della molecola spostando i baricentri delle densit di carica positiva e negativa.

Campo locale
Nelle precedenti espressioni si sempre parlato di campo elettrico locale El .
Il campo locale il campo che agisce sullatomo (o molecola) considerato. Esso determinato da
tutte le cariche esterne e da tutti i contributi dovuti ai dipoli indotti nel dielettrico ad eccezione
dellatomo (o molecola) in esame.
Il campo E macroscopico internamente al dielettrico include anche il campo generato dalla
porzione del materiale in cui il campo viene calcolato.

Polarizzazione per orientamento


Molte molecole poliatomiche sono dotate di un proprio momento di dipolo elettrico permanente p0 .
questo il caso ad esempio della molecola dellacqua.
Tali molecole, poste in un campo elettrico locale El tendono ad orientarsi nella direzione del
campo. Esse sono soggette ad un momento (della forza) che si dimostra essere pari a

M = p0 El

e posseggono nel campo una energia potenziale pari a

U = p0 El .
In assenza del campo elettrico tutti i dipoli sono orientati casualmente. A livello macroscopico non
si osserva alcun momento di dipolo elettrico. Ci dovuto allagitazione termica che tende a
disordinare i dipoli molecolari microscopici.
Quando presente un campo elettrico, i dipoli tendono ad orientarsi in accordo
con El . Statisticamente, i dipoli assumeranno una orientazione media rispetto ad

El che dipende dallequilibrio tra due tendenze contrastanti: da un lato


lagitazione termica che tende a disorientare i dipoli, dallaltra la forza elettrica
che tende ad allineare i dipoli ad El .
Utilizzando metodi statistici si deriva che

p02
p =
El
3 K BT

p02
p = o El , o =
3 K BT

dove KB = 1.38 10-23 J/K la costante di Boltzmann e T la temperatura assoluta. Si ha dunque


ancora che il momento di dipolo elettrico proporzionale al campo elettrico locale e la costante di
proporzionalit data da o , polarizzabilit per orientamento. Si noti che a differenza della
polarizzazione per deformazione, in questo caso il valore medio del momento di dipolo che
proporzionale a El . Si noti inoltre che per campi El sufficientemente intensi (e/o temperature
molto basse tali per cui leffetto dellagitazione termica influisce poco) tutte le molecole sono
allineate ad El . In questo caso p tende a p0 e cessa di essere proporzionale al campo locale. Si
realizza una condizione di saturazione.

Vettore di polarizzazione elettrica P


Da quanto sinora visto, dal punto di vista macroscopico conveniente introdurre un vettore di
polarizzazione elettrica P pari al momento di dipolo elettrico per unit di volume.

P = lim

V 0

pi

dove con n =

dN
p =n p
dV

dN
si indicato il numero di molecole per unit di volume.
dV

Bench allinterno del dielettrico le cariche non possono muoversi liberamente, il fatto che si
realizzi una situazione in cui P 0 per effetto di un campo esterno pu essere schematizzato
immaginando la presenza sulla superficie e nel volume del dielettrico di cariche elettriche
aggiuntive. Tali densit di carica vengono indicate con P e P per superficie e volume,
rispettivamente.

P < 0

Eext

+
+
+
+
+
+
+

+
+
+
+
+
+
+

P > 0
-

P = 0

+
+
+
+
+
+
+
P 0

P uniforme

P decrescente

+
+

Qualitativamente ci si attende
che se P costante (vettore
uniforme) la densit di carica
di polarizzazione di volume
P sia nulla e si abbia solo
una P 0 alle superfici
esterne del dielettrico. Se P
non uniforme, si ha non solo
una P 0 ma anche una
P 0 .

possibile dimostrare che valgono le seguenti relazioni:

P = P n
P = P
Queste relazioni legano P e P al vettore di polarizzazione P .
Calcolo del campo elettrico allinterno di una sfera dielettrica di raggio R dotata di polarizzazione
elettrica uniforme P0
Se P0 costante nella sfera, si ha che P nulla e

+
+
+
+

P0

r2

r1
C1
-

P0

P = P0 n = P0 cos .

C2
+

+
+
+
+

Si hanno solo cariche di


polarizzazione alla superficie.
Si pu pensare di realizzare tale distribuzione di carica
prendendo due sfere uguali di raggio R uniformemente
cariche, con densit di carica uguali in modulo ma
opposte in segno, spostate una rispetto allaltra di una
piccola quantit x lungo lasse x, parallelo alla direzione
di P0 .
Lo spostamento x da luogo a n dipoli per unit di
volume (dove n il numero di cariche per unit di volume
in ognuna distribuzione) ciascuno di momento pari a q x
(avendo indicato con q la carica puntiforme). Si ha

( )

P0 = n q x = x

P0
.
x

Per ottenere il campo elettrico interno, si pu utilizzare il principio di sovrapposizione, calcolando il


campo come somma dei campi dovuti alle due distribuzioni. Da quanto visto in uno dei precedenti
paragrafi

E1 =

r1 e E2 =
r2 , da cui
3 0
3 0

E = E1 + E2 =

( r2 r1 ) = x = 0 .
3 0
3 0
3 0

Il campo allinterno della sfera dielettrica dunque uniforme.

Suscettivit
possibile a questo punto mettere in relazione il vettore di polarizzazione P con il campo E
macroscopico nel dielettrico.
Come visto nei punti precedenti, si osservato che p = El , dove in generale = d + o . Ne
consegue che
P = n p = n El .

Occorre dunque stabilire la relazione tra E ed El .

In generale, per sostanze a bassa densit (come gas) di particelle poco interagenti

El

Per molecole polari (dove presente sia polarizzazione per orientamento che per
deformazione si ricava che

= d + o = d +

p02
,
3 K BT

da cui
P = n p = n El = 0 E .

In questa espressione si introdotta la grandezza =

detta suscettivit. Si vedr a breve


0
che la suscettivit legata alla costante dielettrica relativa del materiale da = r 1 .

Per liquidi densi e sostanze amorfe non si ha in generale E

El . Lazione delle molecole

circostanti al punto in cui E ed El sono calcolati non trascurabile.


Se il campo generato dalle molecole dovuto a soli dipoli, se la distribuzione dei dipoli
uniforme ( P uniforme), se il loro momento di dipolo diretto parallelamente al campo
esterno e i momenti delle molecole sono tutti uguali, vale la cosiddetta relazione di Lorentz:

El = E +

P
.
3 0

Per ricavare tale espressione si pu usare il principio di sovrapposizione, come illustrato in


figura. Si consideri un dielettrico in cui praticato un foro di piccole dimensioni. Il campo
elettrico nel foro corrisponde a quello locale.

+++
P EP +

El

Il campo totale E pu essere ottenuto come somma del campo elettrico nel foro ( El ) e il
campo elettrico della sfera di materiale dielettrico che stata tolta dal foro, uniformemente
P
polarizzata (ricavato in un precedente paragrafo 0 ).
3 0
Si pu quindi scrivere

P = np = n El = n E +

P
3 0

da cui

P 1

n
= n E
3 0

P=

n
E = 0 E
n
1
3 0

n
1
3 0

Poich, come si introdurr a breve, = r 1 , sostituendo si ottiene

3 0 ( r 1)
.
n ( r + 2)

Tale scrittura prende il nome di relazione di Clausius Mossotti. I dielettrici amorfi, i


dielettrici cristallini a struttura cubica ed i liquidi densi possono essere ben descritti da tale
relazione.
Dielettrici anisotropi

Alcuni solidi cristallini sono anisotropi. La loro reazione al campo E differente a seconda della
direzione lungo la quale il campo applicato rispetto agli assi cristallografici. In questo caso,
anzich parlare di polarizzabilit come quantit scalare, si introduce la polarizzabilit tensoriale. Si
ha
p= E

11 12 13
dove = 21 22 23 detto tensore di polarizzazione. Si ha
31 32 33
px = 11 Ex + 12 E y + 13 Ez
p y = 21 Ex + 22 E y + 23 Ez .
pz = 31 Ex + 32 E y + 33 Ez
Un dielettrico si dice perfetto quando gli elementi ij del tensore di polarizzazione (o per un solido
isotropo semplicemente la polarizzabilit ) sono costanti indipendentemente dal valore di E e
dalla posizione (in molti casi ad esempio P non varia linearmente con E a bassa temperatura
assoluta T).
Equazioni di Maxwell in presenza di dielettrico
Allinterno di un mezzo dielettrico, la prima equazione di Maxwell viene modificata dalla presenza
della densit di carica di polarizzazione.
E =

+ P
.
0

Poich P = P ne consegue che

E =

P
0

P + 0E =

Solitamente si introduce un nuovo vettore D = P + 0 E chiamato vettore spostamento elettrico (o


vettore campo esterno) tale per cui lespressione della prima equazione di Maxwell si riduce alla
forma estremamente compatta
D =

dove la sola densit di carica dovuta alle cariche esterne o libere (non dovuta agli effetti di
polarizzazione). Nel caso in cui il mezzo sia il vuoto, il vettore spostamento si riduce a D = 0 E .
Nel caso semplice in cui il dielettrico perfetto e isotropo, allora risulta

10

D = P + 0 E = 0 E + 0 E = 0 ( + 1) E .

( + 1)
relativa, r = ( + 1) .
La grandezza

adimensionale. Questa grandezza viene chiamata costante dielettrica

Da ci, per mezzi dielettrici perfetti e isotropi si ha


D = 0 r E = E
Avendo posto 0 r = , costante dielettrica del materiale.
La prima equazione di Mawell pu essere dunque posta indifferentemente nelle forme equivalenti

D =
E =

Campi di induzione magnetica nella materia5

Come accade per il campo elettrico, la presenza di materia modifica i valori del campo di induzione
magnetica e fa s che si generino azioni meccaniche sui materiali soggetti al campo.
La risposta di un materiale ad un campo magnetico dipende dal tipo di materiale. Essenzialmente si
distinguono tre classi di materiali: i) materiali ferromagnetici (che subiscono forze molto intense di
attrazione quando posti in un campo magnetico); ii) materiali paramagnetici (che subiscono deboli
forze di attrazione); iii) materiali diamagnetici (che subiscono deboli forze di repulsione).
Sostanze ferromagnetiche Ferro, Cobalto, Nikel,
Sostanze paramagnetiche Alluminio, Platino, Cromo,
Sostanze diamagnetiche Cloruro di Sodio, Rame, Piombo, Zolfo, Carbonio, Argento,
Linterpretazione dei fenomeni magnetici nella materia si basa sul teorema di equivalenza di
Ampre, secondo il quale a grande distanza una spira percorsa da una corrente si comporta come un
dipolo magnetico.
Un dipolo magnetico in presenza di un campo di induzione
magnetica tende ad allinearsi parallelamente alle linee di forza
del campo. In particolare esso soggetto ad un momento (di una
forza) pari a

m = IS
S

B
M = m B .
I

Allinterno del campo possiede anche unenergia potenziale data


da

U = m B
5

Riferimento: C. Mencuccini, V. Silvestrini, Fisica II, Ed. Liguori, Cap.VI.

11

Secondo il modello atomico semplificato di Rutheford (modello planetario), gli elettroni orbitanti
intorno al nucleo sono sede di correnti (formano spire microscopiche). Di conseguenza possono
essere visti come generatori di momenti di dipoli magnetici microscopici.
In modo simile a quanto visto per il campo elettrico, in assenza di un campo di induzione magnetica
esterno tutti i dipoli sono orientati casualmente (per effetto dellagitazione termica). In presenza di
un campo di induzione magnetica si generano fenomeni di polarizzazione. I dipoli elementari
tendono ad orientarsi nella direzione del campo, alterando gli effetti del campo stesso e producendo
azioni di tipo meccanico sul materiale.
Nelle equazioni di Maxwell per il campo di induzione magnetica, la modifica indotta dalla presenza
di materia relativamente semplice: accanto alla densit di corrente di conduzione J cond (ed
eventualmente del termine di spostamento) deve comparire un termine che rappresenta la densit di
corrente microscopica dovuta agli elettroni in moto nelle orbite atomiche J m . Si ha

B = 0
B = 0 J cond + 0 J m
Il problema consiste ora nella determinazione di J m , che in generale ignoto. Occorre dunque
trovare la relazione tra J m ed una grandezza macroscopica misurabile. Si vedr a breve che questa
data dal vettore di magnetizzazione M .

Fattori microscopici che determinano il magnetismo nei mezzi


Nella trattazione dei fenomeni magnetici in questa sede si fa riferimento al modello atomico di
Rutherford (modello planetario, con nucleo carico positivamente al centro ed elettroni carichi
negativamente che orbitano attorno su traiettorie ellittiche). Il modello di Rutherford
drasticamente semplificato ed una trattazione rigorosa richiede la meccanica quantistica. Tuttavia il
modello di Rutherford riesce a dar ragione di molti degli aspetti essenziali del magnetismo.
Si consideri un atomo di idrogeno sotto lipotesi che lorbita dellunico elettrone presente sia
circolare uniforme intorno al nucleo. Sia r0 il raggio di tale orbita. La forza di attrazione tra nucleo
ed elettrone quella elettrostatica. Lequazione del moto,
considerato che laccelerazione solo di natura centripeta (moto
e+
circolare uniforme) fornisce:
+
Fe

Ia

v0

Fe = me ac
e2
4 r

2
0 0

4 0 r02
= me

2
T0

= me

r0

dove me = 9.1 1031 kg la massa dellelettrone e T0 = 2

conto dei valori sperimentali per r0


T0

( r )
v02
= me 0 0 = me02 r0
r0
r0
2

e2

T0 =

4
0 me r03
e

0 il periodo di rivoluzione. Tenendo

0.5 1010 m si ottiene un periodo di rivoluzione dellordine di

1.5 10 16 s . Da ci risulta che la corrente microscopica I a associata alla spira elettronica vale
12

Ia =

e
T0

1 mA

Il momento magnetico associato vale di conseguenza


m = I a S = I a r02 =

e
r02 = 9.35 10 24 A m 2
T0

e tale momento risulta perpendicolare al piano dellorbita. considerevole il fatto che il valore
ottenuto sia in buon accordo con i valori sperimentali, nonostante le drastiche approssimazioni
eseguite e la semplificazione estrema del modello atomico.
Il momento magnetico m inoltre proporzionale al momento angolare (o momento della quantit
di moto) L dellelettrone rispetto al nucleo. Si ha

e+
+
m

L = r0 me v0 (perpendicolare allorbita).

r0

Dato il segno della carica dellelettrone (la carica e considerata


dotata di segno, negativa per lelettrone), si ha che L e m sono
antiparalleli.

Ia

v0

In modulo si ha
L = me v0 r0 = me (0 r0 ) r0 = me

2
2 2
r0 r0 = me
r0
T0
T0

che confrontato con lespressione sopra scritta per m =

( )

e
r02 fornisce
T0

e
m
.
=
L 2me

Da tutto ci si pu scrivere

(e ) L .
m=

2me

(e )

Il rapporto g =

viene chiamato fattore giromagnetico. degno di nota il fatto che a tale


2me
risultato si pervenga anche effettuando la corretta trattazione quantistica.
Se si effettuasse la trattazione quantistica si otterrebbe che il momento angolare orbitale
dellelettrone in un qualsiasi sistema atomico quantizzato. Esso pu assumere in modulo solo
valori discreti che siano multipli della costante universale = h 2 , dove h = 6.62 1034 J s la
costante di Planck.
13

L = l (l + 1) , con l = 0,1, 2,3,...


Di conseguenza anche il momento magnetico orbitale pu assumere solo valori che siano multipli
della quantit

(e )
=

mB

2me

chiamata magnetone di Bohr.

Si ha

(e )
l (l + 1)

m = l (l + 1)lmB =

2me

con l = 0,1, 2,3,...

Momento angolare di spin


Nei sistemi atomici il momento angolare (ed il relativo momento di dipolo magnetico) non dovuto
solo al moto degli elettroni di rivoluzione intorno ai nuclei. Protone, neutrone ed elettrone
posseggono anche un momento proprio, chiamato momento di spin (rispettivamente angolare e
magnetico). Da un punto di vista classico questo visualizzabile pensando alle particelle che
compongono latomo come a delle sferette che ruotano attorno ad un asse baricentrale.
un fatto sperimentale che il momento angolare di spin identico per protone,
neutrone ed elettrone e vale s = s ( s + 1) con s =1/2.
Il momento magnetico varia invece da particella a particella. I rapporti giromagnetici
sono
e
<0
2me

il momento magnetico di spin e quello

ELETTRONE

ge = 2

PROTONE

g p = 2.79

e+
>0
2m p

il momento magnetico di spin e quello

NEUTRONE

g n = 1.91

e
<0
2mn

il momento magnetico di spin e quello

angolare di spin sono antiparalleli


angolare di spin sono paralleli
angolare di spin sono antiparalleli

Come conseguenza di ci si noti che per lelettrone, il momento magnetico di spin vale
e
e = 2
3 mB .
2me
2
Il momento magnetico intrinseco dei nucleoni poi molto meno rilevante di quello degli elettroni
nella determinazione del comportamento magnetico del materiale (a causa della massa dei nucleoni,
di circa 2000 volte pi grande di quella degli elettroni). I momenti magnetici dei nucleoni possono
essere trascurati nella trattazione degli effetti magnetici nella materia.
Momento magnetico atomico totale

14

Il momento magnetico totale di ogni atomo si ottiene come somma vettoriale dei momenti orbitali e
di spin dei vari elettroni. Nel fare ci devono essere per considerate alcune regole fissate dalla
meccanica quantistica
1. Quantizzazione della proiezione del momento angolare orbitale L lungo un asse (ad
esempio quello individuato dal campo di induzione magnetica esterno). La componente di
L lungo lasse di quantizzazione pu assumere solo valori multipli interi di compresi tra
l e l . Lo spin degli elettroni pu essere solo parallelo o antiparallelo a tale direzione
2. Principio di esclusione di Pauli: in un sistema atomico non possono sussistere pi di due
elettroni nello stesso stato orbitale (nel qual caso i loro spin sono antiparalleli)
Da tutto questo risulta che molti atomi dotati di distribuzione spaziale simmetrica hanno momento
di dipolo magnetico nullo.
Anche quando il momento magnetico totale diverso da zero in generale lorientazione dei dipoli
microscopici del tutto casuale. Ogni porzione macroscopica di materia (in media) ha momento
magnetico risultante nullo.
Alcuni materiali (ferromagnetici) una volta che sono stati inizialmente polarizzati per effetto di un
campo magnetico esterno (i dipoli elementari sono stati orientati secondo la direzione del campo),
permangono in tale stato di magnetizzazione anche quando il campo esterno viene rimosso. In
questo caso si hanno dei magneti permanenti. Lallineamento dei dipoli persiste anche in assenza di
campo di induzione magnetica esterno.
In ogni caso, leffetto della presenza di un campo magnetico esterno quello di indurre nel
materiale un momento magnetico risultante diverso da zero.
Come nel caso della polarizzazione elettrica, anche per la polarizzazione magnetica il campo di
induzione magnetica locale ad agire sui dipoli microscopici.
Campo di induzione magnetica locale
Il campo locale Bl il risultante dei campi macroscopici applicati dallesterno sul materiale e dei
campi generati da tutti i contributi microscopici ad esclusione di quelli che di volta in volta vengono
considerati.
Il campo di induzione magnetica macroscopico B include invece tutti i contributi, compresi quelli
del sito in cui il campo viene preso in esame.
necessario a questo punto stabilire il legame tra campo locale e momento di dipolo magnetico.
Precessione di Larmor
Si trova che per qualsiasi atomo la presenza di un campo locale induce un momento di dipolo
magnetico (momento di dipolo magnetico di Larmor) che si oppone al campo. Tale contributo
piccolo e diviene trascurabile qualora latomo sia dotato di momento di dipolo magnetico
permanente. Qualora ci non si verifichi, allora il momento di dipolo di Larmor lunico momento
atomico presente. I materiali in cui ci accade sono detti diamagnetici.
Si consideri un atomo di idrogeno secondo il modello di Rutherford. Nellipotesi (verificata
sperimentalmente) che il campo di induzione magnetica induca nel moto dellelettrone solo una
piccola perturbazione, si pu mostrare che il suo momento angolare L compie un moto di
15

precessione attorno alla direzione del campo. Sia il campo Bl parallelo allasse Z di un sistema di
riferimento cartesiano ortogonale.
Lequazione del moto si scrive come
Z

L
Bl

M=

dL
dt

dL
= m0 Bl
dt

e
L il momento magnetico associato
2me
+
Y
e
+
allelettrone, come visto nei paragrafi precedenti (avendo
r0
posto il segno negativo, la carica e viene considerata in
modulo).
I a e v0
X
dL
perpendicolare
Lespressione sopra scritta implica che
dt
sia a L che a Bl . Ci comporta alcune importanti conseguenze:
dL
L
dt

dove m0 =

L = costante . L cambia nel tempo solo la sua direzione.

dL
dLz
Bl
= 0 . La componente di L proiettata lungo lasse individuato da Bl
dt
dt
rimane costante nel tempo.

Si ha allora che il momento angolare L compie un moto di precessione attorno all asse Z. Per la
determinazione della frequenza angolare di rotazione L si noti che, dalla formula di Poisson per
un vettore di modulo costante, si ha
dL
= L L
dt

da cui

L L = Bl

e
L
2me

L =

e
Bl
2me

Velocit angolare (o pulsazione) di Larmor.

Si osservi che L ha la stessa direzione e verso di Bl . L precede dunque in senso antiorario intorno
a Bl .
Il moto di precessione comporta una corrente elettronica di Larmor che, dato il segno dellelettrone,
circola in senso orario.
IL =

e 2 Bl
e eL
.
=
=
TL 2 4 me

A tale corrente associato un momento magnetico (diretto nel verso opposto a Bl ) in modulo pari a

16

mL = I L S z =

e 2 Bl
Sz
4 me

dove S z la proiezione della sezione dellorbita sul piano XY. Mediando su tutte le possibili
2
orientazioni nello spazio dellorbita, ipotizzando una distribuzione isotropa, si ottiene S z = r 2
3
dove r il raggio dellorbita.
Ne consegue che
mL =

e2 2
r Bl .
6me

Sommando su tutti i possibili raggi delle orbite elettroniche di un atomo con numero atomico Z si
ottiene
Z

e2
mL =
6me

Z
i =1

(r )
2

Ze 2 a 2
Bl =
Bl
6me

con a 2 =

i =1

(r )
2

Si cos trovato che il campo locale Bl induce un momento di dipolo magnetico mL opposto al
campo stesso. Ci vero per ogni tipo di atomo.
Polarizzazione per orientamento
Qualora gli atomi siano dotati di momento di dipolo magnetico proprio, questo tende ad allinearsi
alla direzione data dal campo locale Bl , in analogia con quanto visto per il caso elettrico.
In questo caso, attraverso metodi statistici si arriva a trovare che il momento di dipolo magnetico
medio lungo la direzione individuata da Bl dato da
m = L ( y ) = m0 coth y
y=

1
y

m0

y y3
+ + ...
3 45

(sviluppando in serie)

m0
Bl
K BT

L( y)
La funzione L(y) chiamata funzione di Langevin.
Si noti che la dipendenza del momento magnetico medio non
pi lineare in Bl .
y

Vettore di magnetizzazione
Procedendo in modo analogo a quanto visto per il caso del campo elettrico nella materia, si
introduce un vettore di magnetizzazione M , che rappresenta il momento di dipolo magnetico

17

medio per unit di volume. Esso mediato su una regione di spazio abbastanza grande da includere
il contributo di un numero molto grande di dipoli elementari.
M = lim
V 0

mi

dN
m =n m .
dV

M si misura in A/m. una grandezza macroscopica in quanto mediata su un volume


sufficientemente grande da includere molti contributi elementari.
possibile calcolare il legame che lega il vettore di magnetizzazione M alle densit di correnti
microscopiche nel materiale. Si ottiene che

J mv = M
J ms = M n
dove J mv e J ms sono le densit di corrente microscopiche di volume e di superficie6 rispettivamente
ed n il versore normale alla superficie esterna del mezzo magnetizzato.
Per visualizzare qualitativamente come M legato alle correnti microscopiche si consideri un
materiale a forma cilindrica magnetizzato lungo lasse del
cilindro.
M
In assenza di magnetizzazione le spire elementari sono orientate
casualmente.
Se
M 0 e costante indipendentemente dalla posizione,
internamente al materiale il valore medio delle correnti
microscopiche nullo. Tutti i dipoli sono parimenti orientati e si
ha perfetta compensazione in ogni punto tra le correnti circolanti
in spire adiacenti.
Si ha una corrente diversa da zero solo sulla superficie laterale
J ms
del cilindro (corrente descritta da J ms , densit di corrente
superficiale).
Se M 0 ma non uniforme nel materiale (ad esempio la
densit dei dipoli varia lungo una data direzione oppure le
correnti associate alle spire dei singoli dipoli elementari variano lungo una direzione) si avr una
densit di corrente J mv 0 .
Scrittura delle equazioni di Maxwell per il campo di induzione magnetica in presenza di materia
Nello scrivere le equazioni di Maxwell allinterno di un materiale le densit di corrente di superficie
non compaiono. Si ha
B = 0

B = 0 J cond + J mv = 0 J cond + 0 M

da cui
6
Si noti che la densit di corrente di superficie si misura in A/m, mentre la densit di corrente di volume si mostra in
A/m2.

18

B 0 M

= J cond

A questo punto si introduce solitamente il vettore ausiliario H =

B 0 M

, chiamato vettore campo

magnetico, per cui la quarta equazione di Maxwell assume la forma semplificata


H = J cond
Dove non compaiono i contributi microscopici.
ora necessario trovare la relazione tra M e B (ed in seguito quella tra B e Bl ).
Suscettivit magnetica
Per mezzi isotropi e omogenei i campi B e H sperimentalmente risultano paralleli. Ci implica il
parallelismo o anti-parallelismo di M e B .
In tali mezzi si usa scrivere
B = H = 0 r H
dove detta permeabilit magnetica e r (quantit adimensionale) detta permeabilit
magnetica relativa.
B 0 M
Mediante semplici passaggi sostituendo B = H nella espressione H =
si ricava

M=

( r 1) B = 1 H
( r )
0 r

che rappresenta la relazione tra M , B e H in mezzi omogenei e isotropi. In linea di principio non
detto che la relazione sia lineare, in quanto r pu dipendere dal campo di induzione magnetica
stesso.
Si introduce ora la grandezza suscettivit magnetica

m = r 1
per cui M = m H
Condizioni di raccordo tra i campi di induzione magnetica allinterfaccia tra due mezzi
Le equazioni di Maxwell sono scritte allinterno del materiale. Accanto alle equazioni di Maxwell
occorre dare le relazioni che esprimono le condizioni di raccordo tra i campi al passaggio tra due
mezzi differenti. Si ricava che

19

Bn1 = Bn 2
Bt1

Bt 2

con lusuale significato dei simboli al pedice come gi visto per il campo elettrico.
Relazione tra campo locale e campo macroscopico
In modo simile a quanto visto per il campo elettrico si dimostra che
Hl = H +

M
.
3

Nel caso di materiali diamagnetici e paramagnetici M di norma trascurabile e spesso si pu porre


Hl H .
Nel caso di materiali ferromagnetici la relazione su scritta invece inadeguata e va sostituita con la
seguente
Hl = H + M
dove 103 104 chiamata costante di Weiss.
Materiali diamagnetici
In questi materiali gli atomi sono privi di momento magnetico proprio. La polarizzazione magnetica
dovuta solo alla precessione di Larmor.
M = n mL = n

Ze 2 a 2
Ze2 a 2 n
Bl =
0 H l = d H l
6me
6me

avendo sostituito a Bl = 0 H l e avendo posto d =

Ze2 a 2 n
0 .
6me

Tenendo conto della relazione tra campo locale e campo macroscopico H l = H +


M=

3 d
H
(3 d )

e poich M = m H si ha m =

M
si ottiene
3

3 d
che rappresenta un valore molto piccolo dellordine di
(3 d ) d

10-5 e minore di zero.


La precessione di Larmor presente in tutti i materiali, tuttavia nei sistemi paramagnetici e
ferromagnetici dove si ha un momento di dipolo magnetico proprio degli atomi costituenti la
magnetizzazione per orientamento dominante.
Materiali paramagnetici
20

Nei materiali paramagnetici gli atomi possiedono un momento magnetico proprio, ma il suo valore
e la struttura del materiale fanno s che in generale il campo locale Bl non raggiunga mai valori
molto intensi. In questo caso, per temperature non troppo basse, la relazione tra m e Bl pu
essere arrestata al primo ordine nello sviluppo. Si ha
Hl = H +

M
3

M = nm0 = n

m0 m0
nm02
Bl =
0 H l = p H l
3 K BT
3 K BT

nm02
0 . Questo termine maggiore di zero ed in generale un valore piccolo.
3 K BT
Sostituendo il risultato nella prima relazione si ricava
avendo posto p =

M=

3 p

(3 )

in analogia con in caso diamagnetico e per la suscettivit di ha m =

3 p

(3 )

Materiali ferromagnetici
Nei materiali ferromagnetici la relazione tra H l e H data da H l = H + M . Inoltre non si pu
pi assumere che il campo locale sia piccolo nel materiale (a causa dellelevato valore di ). Per
queste ragioni la dipendenza di m da Bl non pu pi essere arrestata al primo ordine.
Hl = H + M
M = nm0 = nL ( y ) = nm0 coth y

1
,
y

y=

m0 Bl
K BT

Questo problema pu essere risolto graficamente. Si nota che la dipendenza di M da B non pi


di tipo lineare. Si trova inoltre che il valore di M dipende non solo dal valore di B ma anche dalla
storia di magnetizzazione del materiale. Tali argomenti non vengono approfonditi ulteriormente in
queste note.

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