Come strutturare una classe alla luce degli insegnamenti di Howard Gardner e di Maria Montessori

di Maria Gabriella Cinquetti ABSTRACT Ha scritto Maria Montessori che l’obiettivo principale di un insegnante (Montessori 1934):

… “è lo studio delle condizioni necessarie per lo sviluppo delle attività spontanee dell’individuo, è l’arte di suscitare gioia ed entusiasmo per il lavoro. L’interesse che spinge ad una spontanea attività è la vera chiave psicologica” dell’educazione. (...) Colui il quale nell’educare cerca di suscitare un interesse che porti a svolgere un’azione e a seguirla con tutta l’energia, con entusiasmo costruttivo, ha svegliato l’uomo”.

La scuola e l’insegnamento oggigiorno necessitano sempre più di questo entusiasmo costruttivo che stimoli l’apprendimento suscitando passione per lo studio. Ciò può realizzarsi unendo nella pratica quotidiana di insegnamento e apprendimento, le teorie di due grandi studiosi e pedagogisti: l’una italiana, Maria Montessori, e l’altro americano, Howard Gardner. Per affrontare questa esperienza è perciò necessario delineare le loro teorizzazioni.

1.1 LA METODOLOGIA MONTESSORIANA

Il metodo montessoriano è diffuso ed utilizzato in Italia e, sopratutto, all'estero, per il grande rispetto dei ritmi di apprendimento e per la grande attenzione all’uso di tutti i sensi nell’apprendimento. Tutto ciò si traduce dunque nel rispetto dei diversi stili cognitivi di ogni allievo e, al tempo stesso, nella stimolazione all’uso di diversi canali percettivi che rendono l’apprendimento fondato nella memoria.

Il principio fondamentale della metodologia montessoriana è la centralità e la libertà dell'allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività. Dalla libertà deve però emergere la disciplina, che ha il suo limite nell’interesse della collettività.

Maria Montessori aveva osservato che il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è una fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dell'ambiente circostante facendole proprie e senza dover compiere particolari sforzi cognitivi. Questo è possibile perchè ogni bambino attraverso questo metodo ha a disposizione materiale e strumenti per l’apprendimento che corrispondono al proprio stadio di sviluppo. Le fasi di sviluppo del bambino secondo la pedagoga sono così delineate:

• •

dai 0 ai 3 anni: il bambino ha una mente assorbente, la sua intelligenza opera inconsciamente assorbendo ogni dato ambientale. In questa fase si formano le strutture essenziali della personalità. dai 3 ai 6 anni: fase in cui inizia l'educazione prescolastica. Alla mente assorbente si associa la mente cosciente. Il bambino ha la necessità di organizzare logicamente i contenuti mentali assorbiti.

Da questa concezione la studiosa elabora del materiale didattico specifico per l’educazione prima sensoriale e poi linguistica e logico-matematica dell’apprendente.

1.2 IL MATERIALE DIDATTICO

Il materiale didattico è basato su principi definiti dal punto di vista psicologico quali identità, contrasto, gradazione e isolamento di uno stimolo. Maria Montessori organizza il materiale didattico suddividendolo in:

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materiale didattico analitico, incentrato su un'unica qualità dell'oggetto, per esempio peso, forma e dimensioni. Educa i sensi isolatamente. materiale didattico auto-correttivo, educa il bambino alla correzione ed al controllo dell’errore, senza l'intervento dell'educatore. materiale didattico attraente, costituito da oggetti di facile manipolazione e uso, creato per invogliare il bambino all'attività di gioco-lavoro.

Il bambino è libero nella scelta del materiale poiché tutto il lavoro deve scaturire dall'interesse spontaneo dell’alunno, sviluppando così un processo di auto-educazione e di autocontrollo.

La Montessori concepì anche materiali per l’apprendimento dell’aritmetica, della geometria, della musica oltre che, naturalmente, per la scrittura e la lettura. In questa sede si è ritenuto più importante fare cenno al materiale per apprendere queste ultime abilità.

Fra i materiali per apprendere la lettura creò cartellini che indicavano diversi oggetti o azioni da abbinare all’oggetto reale in miniatura, all’immagine corrispondente o da drammatizzare con il proprio corpo.

Per la scrittura Maria Montessori creò alfabetari mobili con lettere smerigliate (per la stimolazione della memoria cinestesica) dalle caratteristiche vocali rosse e consonanti blu (per la stimolazione della memoria visiva anche attraverso il colore).

Per l’apprendimento dell’analisi grammaticale e logica preparò scatole con bigliettini codificati attraverso il colore divisi in varie sezioni (nero il nome, rosso il verbo e così via) in modo da far osservare all’apprendente la concordanza fra articolo e nome, singolare e plurale, maschile e femminile, esercitando la memoria visiva e cinestesica e rinforzando il concetto di funzione delle parti del discorso.

1.3 L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

La Montessori pose particolare attenzione all’ambiente di apprendimento, poiché sosteneva che, se posto in un ambiente adatto, scientificamente organizzato e preparato con cura, ogni apprendente, seguendo il proprio disegno interiore di sviluppo e di conoscenza, attiva automaticamente il proprio interesse ad apprendere, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze, a misurarle e controllarle. Fece perciò preparare arredi a misura di bambino e classi accoglienti con il materiale disposto a portata di mano degli alunni perché potessero sceglierlo liberamente e autonomamente. Nella classe montessoriana inoltre premi e castighi sono banditi. I primi perché se il bambino è interessato non ha bisogno di un premio che gli ricordi le proprie capacità e i secondi perché il bambino che disturba non ha probabilmente trovato l’attività che lo soddisfi, quindi sarà invitato a riflettere su ciò e a scegliere un compito diverso.

1.4 IL RUOLO DELL’INSEGNANTE

Il compito dell'insegnante è l'organizzazione dell'ambiente: deve controllare che i bambini si concentrino su un determinato materiale, per poi dedicarsi all'osservazione dei comportamenti individuali. L’insegnante è dunque un punto di collegamento fra il materiale ed il bambino. Questo rende possibile una reale individualizzazione del lavoro che diventa adeguato alle capacità e alle esigenze di ciascuno. L'insegnante aiuta il bambino per condurlo ad uno sviluppo che deve compiersi secondo i ritmi naturali e in base alla personalità che ciascun individuo dimostra.

1.5 IL LAVORO LIBERO

Il lavoro libero è l’attività svolta dall’apprendente. Ciascuno può decidere di svolgere esercizi scegliendo da una delle tante scatole grammaticali, dal materiale sensoriale oppure dalle schede di lavoro preparate in precedenza dall’insegnante e disposte ordinatamente in appositi contenitori all’interno della classe. Con questo sistema di lavoro i bambini sono consapevoli di costruire la propria conoscenza, di integrare le informazioni nuove a quelle già possedute, esplorare e scegliere le strategie, anche alternative, per impadronirsi di una nozione, di un’operazione matematica, di un testo. Il loro lavoro è intimamente personale, essi esperimentano e raggiungono la propria autonomia e vera identità. Interesse, attività e sforzo sono i caratteri del lavoro spontaneo e autoeducativo nel quale il bambino si immerge con entusiasmo e amore, rivelando e costruendo. “Aiutami a fare da me” non è solo uno slogan pedagogico montessoriano, ma una domanda posta dalla natura stessa del bambino. Il compito dell’educatore è quello di liberare l’apprendente da ciò che ostacola il disegno naturale del suo sviluppo, della sua crescita intellettiva.

2. 1 LA TEORIA DELLE INTELLIGENZE DI GARDNER

Il padre illustre della teoria delle “intelligenze multiple” è Howard Gardner, il quale, con la sua teorizzazione, ha cercato di creare un ambiente favorevole all’apprendimento affinché l’esperienza dell’apprendimento fosse significativa, coinvolgente e rispettosa dei diversi stili di apprendimento e delle intelligenze di ciascuno. Gardner ha cercato di suggerire agli educatori come sviluppare le intelligenze degli studenti, insegnare loro il pensiero critico e creativo e verificare i loro apprendimenti in modo da promuovere un ulteriore interesse per la scoperta e lo studio. Anche questo è un modo per mettere l’apprendente al centro del processo educativo rispettando le differenze individuali di percepire il mondo, interiorizzarlo ed esprimerlo attraverso il proprio punto di vista e la propria sensibilità. Gardner ritiene che sia riduttivo pensare ad un concetto di intelligenza solo legato all’area logicomatematica o a quella linguistica, normalmente utilizzate a scuola per l’insegnamento e l’apprendimento; perciò egli teorizza diverse aree di azione dell’intelligenza specificando che la categorizzazione di otto o nove principali intelligenze da lui concepita non sia definitiva, poiché se ne potrebbero scoprire altre in futuro, e che questa separazione è usata solo per comodità di studio, poiché quasi sempre le intelligenze interagiscono le une con le altre.

2.2 LE OTTO PRINCIPALI INTELLIGENZE + UNA

Gardner sostiene che tutti possiedono e possono sviluppare ed ampliare la capacità di utilizzare diverse intelligenze e, se le condizioni favoriscono l’apprendimento, alcuni individui possono appropriarsi di tutte le intelligenze anche se con percentuali di preferenza diverse. Altri invece possono svilupparne alcune in modo più evidente, e altre, anche se non tutte, con soddisfacenti livelli di competenza. Le principali intelligenze delineate dallo studioso sono le seguenti:

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Intelligenza linguistica: implica la capacità e la padronanza di sintassi, fonologia e semantica (orale e scritta). Intelligenza logico-matematica: prevede una particolare attitudine nella risoluzione di calcoli, processi logici, principi e relazioni. Intelligenza corporeo-cinestesica: implica capacità manuali (costruire, produrre e trasformare cose) coordinazione, espressione di sentimenti attraverso il corpo. Intelligenza visivo-spaziale: comprende le abilità visive, la percezione del colore, della forma, dello spazio, senso dell’orientamento, senso grafico, capacità di percezione da angoli diversi. Intelligenza musicale: prevede una particolare memoria uditiva e sensibilità verso la discriminazione, il riconoscimento, la creazione e la riproduzione di suoni, toni e ritmi e di espressione con mezzi vocali o strumentali. Intelligenza intrapersonale: abilità di autodisciplina, coscienza dei propri sentimenti, intenzioni e desideri, concentrazione mentale. Intelligenza interpersonale: abilità a comunicare verbalmente e non verbalmente, a percepire sentimenti degli altri, capacità di lavorare in gruppo in modo cooperativo. Intelligenza naturalistica: sensibilità verso la natura, la flora, la fauna e l’ambiente in generale, capacità di prendersi cura degli esseri viventi e di classificarli (piante, animali, ecc.).

Oltre a queste intelligenze, in un secondo momento Gardner ha supposto un’ulteriore intelligenza, quella esistenziale: la quale prevede una capacità di ragionamento astratto e di riflessione sulle tematiche dell’esistenza.

3. LA FUSIONE DELLE DUE ESPERIENZE MONTESSORIANA E GARDNERIANA

3.1 ORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE MI [MULTIPLE INTELLIGENCES] SECONDO IL LAVORO LIBERO MONTESSORIANO.

Con questa nuova modalità di lavoro, l’esperienza in classe è libera da costrizioni: libertà di movimento e di scelta di lavoro permettono di sperimentare e scoprire nuove possibilità di conoscenza. Questa organizzazione del lavoro e del materiale, infatti consente agli alunni di lavorare singolarmente, a coppie o a piccoli gruppi e all’insegnante di individualizzare il percorso per consentire ad ogni alunno di esprimersi al meglio delle proprie capacità rispettando il proprio ritmo di apprendimento. In primo luogo ho predisposto del materiale per il “lavoro libero” montessoriano. In seguito ho suddiviso il materiale e le schede a seconda dell’intelligenza coinvolta disponendo tutto ciò nell’aula in otto diversi spazi, uno per ogni intelligenza:

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MUSICAL CENTER, dove si possono inventare canzoni, ascoltare cassette, fare giochi di discriminazione uditiva; BODILY-KINESTHETIC CENTER, dove poter drammatizzare, creare con le proprie mani, fare esperimenti, muovere il proprio corpo (miming, brain gym, ecc); INTERPERSONAL CENTER, dove poter lavorare con altri in gruppo, cooperative learning, ecc.; INTRAPERSONAL CENTER, dove poter lavorare indisturbati, leggere, progettare da soli ecc.; VERBAL-LINGUISTIC CENTER, dove poter raccontare storie, leggere ad alta voce, ricercare informazioni, scrivere, lavorare con scatole tematiche grammaticali di ispirazione montessoriana; LOGICAL-MATHEMATICAL CENTER, dove misurare, far di conto, risolvere problemi, giochi logici, puzzle ecc.; VISUAL-SPATIAL CENTER, dove si riordinano storie, si illustra, si visualizza, si compilano grafici, ecc.; NATURALISTIC CENTER, dove si piantano semi, si classificano piante, si osserva il tempo atmosferico, ecc.;

tutto questo con la lingua veicolare inglese. Vi assicuro che l’entusiasmo degli alunni e delle alunne per questo tipo particolare di lavoro è grande ed è naturale perché possono scegliere di esprimersi in prima persona manifestando le proprie emozioni nella realizzazione di un lavoro personale e collettivo, nell’interazione percettiva motoria-cognitiva con i materiali disposti in classe.

3.2 IL RUOLO DELL’INSEGNANTE

L’azione dell’insegnante perde il carattere di centralità, sia come soggetto di ‘docenza’ che come soggetto di controllo. Egli non impone, né dispone, né impedisce, ma propone, predispone, stimola ed orienta. Il ruolo dell’insegnante sarà dunque quello di accendere l’interesse degli apprendenti e tale compito, secondo la lezione montessoriana, si realizzerà costruendo un ambiente attraente che catturi l’interesse di tutti. Il docente prepara le schede che saranno poi disposte nei centri dedicati alle diverse intelligenze; quando ci sarà una reale necessità, senza disturbare lo svolgimento del lavoro pratico e psichico intrapreso dallo studente, potrà intervenire ed aiutare gli alunni nei personali percorsi di apprendimento. Per questo motivo l’insegnante è contemporaneamente assente e presente: è vicino al bambino che richiede la sua presenza. E, soprattutto egli stesso si concentra su:

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la capacità di osservazione dei bambini e delle interazioni tra loro e l’ambiente; l’analisi e l’utilizzo del materiale di sviluppo, il quale è sempre aperto a nuove e sorprendenti novità; il rispetto dei tempi e ritmi di apprendimento sempre collegato alle differenze e alle variabili individuali; il rispetto delle libere scelte del bambino quale presupposto di un ambiente psico-sociale calmo, tranquillo, pacifico; la misura dell’intervento diretto limitato all’essenziale e al necessario affinché non sia disturbato il lavoro individuale.

A lavoro concluso l’insegnante raccoglie i testi prodotti dagli alunni e nel raro caso di una scheda mal riuscita, non giudica i risultati conseguiti dal bambino, ma le cause che ne impediscono o ritardano l’ascesa provvedendo ad osservarle e capirle e a modificare le circostanze che ostacolano il normale sviluppo. Le canzoni prodotte al musical center e le drammatizzazioni del bodily-kinesthetic center verranno invece presentate oralmente davanti a tutta la classe che assiste come piccolo pubblico allo spettacolo prodotto.

3.3 UNA MODALITÀ DI LAVORO CHE FAVORISCE IL CLIL

Attraverso l’organizzazione del lavoro libero e dei centri di lavoro organizzati secondo le diverse intelligenze, lo studente assorbe gli elementi costitutivi che si fissano facilmente nella memoria perché libero di apprendere attraverso il proprio canale privilegiato. Inoltre, insegnare una seconda lingua spesso non è facile perché possono intervenire fattori disturbanti come problemi di ansia, di autostima ed emotivo-affettivi nei confronti della nuova lingua e dell’insegnante. Perciò è importante costruire percorsi di questo tipo, aperti, liberi ed individualizzati per aiutare gli apprendenti ad esprimere al meglio le loro potenzialità in un ambiente accogliente e sereno. Certo, è sempre possibile durante una lezione frontale presentare l’argomento attraverso una o due intelligenze e la lezione seguente incorporarne altre due e così via. Oppure si può chiedere agli apprendenti di eseguire i compiti a casa con una diversa intelligenza ogni settimana e di tanto in tanto far scegliere loro l’intelligenza preferenziale per l’esecuzione dei compiti. Per contro, preparare diversi centri in classe per ogni intelligenza ed impostando attività di lavoro libero montessoriane, permette invece di incorporare tutte le intelligenze ad ogni lezione. Ad esempio una lezione sul ciclo dell’acqua potrà essere approfondita per alcuni al centro linguistico leggendo una scheda su questo argomento, per altri al centro spaziale preparando uno schema o un poster riassuntivo; per altri potrà essere tradotto in una canzone o in un rap (musicale); altri ancora potranno preparare una drammatizzazione (bodily-kinesthetic) e i più riservati potranno leggere autonomamente secondo i propri ritmi un libro al riguardo e riflettere su ciò (intrapersonal). Tutto ciò significa integrare un processo di apprendimento interdisciplinare attraverso la L2 come lingua veicolare, ciò che viene comunemente denominato CLIL. Questa nuova sperimentazione è stata promossa

per facilitare l’uso della L2 come lingua viva e per migliorare la competenza comunicativa degli apprendenti. Si passa così da imparare la lingua ad una lingua per imparare nuove informazioni e discipline. Tutto questo lavoro è ancora più proficuo perché insegna agli alunni non solo contenuti ma anche un nuovo codice per esprimersi, a riflettere sulle proprie modalità di apprendimento, stimolandoli ad utilizzare la modalità preferita, potenziando la conoscenza di nuove intelligenze.

3. 4 I MATERIALI DI ISPIRAZIONE MONTESSORIANA

I materiali soddisfano i bisogni degli alunni poiché se essi sono ben organizzati permettono di sperimentare nuove situazioni e infinite combinazioni, di consolidare le proprietà degli stessi materiali, di consolidare schemi di azioni e acquisire stringhe linguistiche ampliando operazioni logico-matematiche, linguistiche interpersonali e intrapersonali. I materiali di ispirazione montessoriana preparati in classe si articolano in:

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schede graduate con attività per diversi stili cognitivi e con diverse aree di interesse che i bambini e le bambine potevano scegliere di eseguire liberamente senza alcuna assegnazione del lavoro da parte dell’insegnante; materiale che prevede flash cards raggruppate in diversi livelli di difficoltà, da un primo livello di parole foniche (es. pig) alle parole composte o con difficoltà diverse di pronuncia; scatole “grammaticali” contenenti stringhe linguistiche formate da bigliettini con le parti della frase codificate attraverso i colori (es. soggetto-viola, verbo-rosso, aggettivo-blu, ecc.) per permettere una riflessione grammaticale indiretta che sfrutta la tanto efficace memoria inconscia e che permette di memorizzare attraverso la memoria visiva e cinestesica (spostamento dei bigliettini per la formazione della frase); scatole con schede di role play; materiale vario per la drammatizzazione (costumi, realia, puppets).

3.5 TABELLA RIASSUNTIVA DELLE INTELLIGENZE E DELLE ATTIVITA’ CHE ESERCITANO LE DIVERSE ABILITA’

INTELLIGENZE DI GARDNER ASCOLTO

ABILITA’ PRODUZIONE ORALE LETTURA PRODUZIONE SCRITTA

CENTRO DELL’INTELLIGENZA MUSICALE

-ascolto di storie, racconti, ecc. -discriminaare suoni (riordinare coppie di scatoline contenenti sabbia, semi, acqua, spallette, ecc.) -libri raccontati

-inventare canzoni -collegare suoni per formare una storia -ascolto di programmi radiofonici

-leggere e capire il testo di una canzone -letture di testi o libri vari -lettura ad alta voce

-scrivere i versi di una canzone -esercizi di completamento “fill in the gaps” -scrivere dialoghi, drammatizzazioni, giochi di ruolo

-brani registrati con informazioni mancanti da inserire

CENTRO DELL’INTELLIGENZA CORPOREOCINESTESICA

-giochi di ruolo -seguire istruzioni

-giochi di ruolo -drammatizzazioni -simulazioni

-giochi di ruolo -cambio di situazione (leggi come se fossi...) -recitare una storia

-una persona mima e l’altra indovina e scrive la soluzione -diario o giornale di classe -scrivere copioni e recitarli

-eseguire comandi dati da un compagno(Total Phisical Response)”gioco sacco pieno, sacco vuoto”
-mimare un dialogo o una storia - esercizi di ginnastica mentale usando I due emisferi “brain gym” (vedi Dennison nella bibliografia) -progettare -preparare costumi e scenografie, flash cards, etc.

-attività che prevedono di lasciare la classe -uso di marionette o burattini a guanto o a dita

-charades
-leggere ad alta voce sezioni di dialoghi, esercizi che prevedono movimenti del corpo ed espressione di emozioni

CENTRO DELL’INTELLIGENZA LINGUISTICA

-attività varie di ascolto -raccontare storie

-Scatole grammaticali montessoriane per costruire frasi -giochi con le parole, cruciverba, anagrammi, ecc.

- Scatole grammaticali montessoriane per costruire frasi

CENTRO DELL’INTELLIGENZA LOGICOMATEMATICA CENTRO DELL’INTELLIGENZA VISIVA E SPAZIALE -schema visivo illustrato o con punti chiave della storia che sentiranno raccontata -illustrazioni di vocaboli nuovi

-contare -risoluzione di problemi

-contare -esperimenti scientifici

-attività varie di matematica e logica

-inventare una storia con immagini -riordinare la storia -descrivere immagini

-creare poster per la classe -attività di visualizzazione di immagini e parole, compitare

-riordinare immagini per formare storie -creare storie a fumetti -visualizzazioni scritte -grafici -attività di disegno

e colorazione CENTRO DELL’INTELLIGENZA INTERPERSONALE CENTRO DELL’INTELLIGENZA INTRAPERSONALE Ascolto di attività varie con le cuffie -diari e relazioni individuali -leggere libri -riassunti - progetti individuali -lavori di gruppo - attività cooperative -leggere coralmente -scrivere una storia

CENTRO DELL’INTELLIGENZA NATURALISTICA

-ascoltare la natura

-leggere istruzioni su come piantare semi e osservare la natura

-letture su natura piante e animali

-descrizione di ciò che hanno fatto: piantare semi, giardinaggio, ecc.

*CENTRO DELL’ODORATO *CENTRO DEL GUSTO

-riconoscere diversi odori e profumi (tombola degli odori) -discutere sui quattro sapori: dolce, salato, aspro e amaro

- leggere istruzioni su come annusare varie profumazioni -leggere le istruzioni su come percepire i diversi sapori degli elementi presenti all’interno di contenitori -reading instructions

-indovinare e scrivere ciò che hanno annusato - scrivere le proprie ipotesi e riassumere l’esperienza

*CENTRO DEL TATTO

-discutere sulle percezioni tattili di liscio e morbido -various activities - attività di vario genere

-riassumere l’esperienza - attività di vario genere

*CENTRO COMPUTER

-attività di vario genere

* Le intelligenze comprendono in sé le principali modalità di apprendimento: visiva, uditiva e cinestetica, ma a mio avviso non enfatizzano sufficientemente le modalità legate agli altri sensi. Per questa ragione ho pensato di creare anche centri specifici atti a sollecitare l’odorato, il gusto e il tatto. Ho inoltre aggiunto un “Computer Center, poiché questo strumento permette la summa di diverse modalità: uditiva, visiva e cinestesica.

3.6 ALCUNE SCHEDE OPERATIVE

Al fine di rendere più espliciti i materiali di lavoro usati nella classe con questa particolare organizzazione, seguiranno alcune schede, graduate secondo la difficoltà e codificate da tre diversi colori: verde facile, gialla un poco più impegnativa e meno guidata, rossa più difficile. Gli alunni avranno così la libertà di scegliere il livello di difficoltà senza sentirsi a disagio e saranno così liberi di affrontare un nuovo argomento solo quando avranno padroneggiato le difficoltà precedenti.1

Tutte queste attività sono state concepite per l’insegnamento della L2 (inglese) nella scuola primaria, ma è evidente che tutto ciò si può tradurre anche per l’insegnamento dell’italiano a stranieri adeguando attività e materiali a studenti adulti.2

CENTRO LOGICO MATEMATICO

CENTRO LOGICO MATEMATICO

SCRIVI ED ESEGUI LE OPERAZIONI SUL TUO QUADERNO

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NON CONTARE, INDOVINA! STIMA AD OCCHIO QUANTI SONO I BISCOTTI. DISEGNALI SUL QUADERNO E SCRIVI LA SOLUZIONE.

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1 + 3 = QUATTRO. 4 + 4 =…… 10 + 5……. 7 + 2…….. 11 + 6……. 12 + 1……. 4 + 6…….. 7 + 3…….. 5 + 7…….. 2 + 2……..

I BISCOTTI SONO 28, 38 O 48?

CENTRO LOGICO MATEMATICO

CENTRO LOGICO MATEMATICO

RICOPIA E COMPLETA SUL TUO QUADERNO

• • •

LEGGI IL GRAFICO. COPIALO SUL TUO QUADERNO. RISPONDI ALLE DOMANDE.

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10 + 6 = SEDICI. 12 + 4 =…… 10 + 5……. 7 + 2…….. 11 + 6……. 12 + 1……. 4 + 6…….. 7 + 3…….. 5 + 7…….. 2 + 2…….

1. CHI HA PIÙ FOGLIE? 2. 3. QUANTE FOGLIE IN PIÙ HA LEO RISPETTO AD ELISA?... DI QUANTE FOGLIE HA BISOGNO ALBERTO PER ARRIVARE A 30?

CENTRO VISIVO-SPAZIALE

CENTRO CORPOREO-CINESTESICO

COLLEGA LE FIGURE ALLA FRASE CORRISPONDENTE

METTI IN SCENA UNA STORIA

NEVICA.

• •

SCEGLI UN ARGOMENTO. DRAMMATIZZALO CON UN COMPAGNO.

PIOVE.

C’È VENTO.

C’È SOLE.

C’E NEBBIA.

CENTRO VISIVO-SPAZIALE

CENTRO VISIVO-SPAZIALE

LEGGI ED ILLUSTRA IL BRANO TRASFORMA LA FRASE DA AFFERMATIVA AD INTERROGATIVA E’ UNA GIORNATA DI SOLE. E’ AUTUNNO. GIADA E MOHAMED SONO AL PARCO.

• •

ANDREA STA STUDIANDO. ANDREA STA STUDIANDO?

MOHAMED INDOSSA UNA PAIO DI BLU JEANS, UN MAGLIONE VERDE, UN PAIO DI SCARPE MARRONI E UN BERRETTO GIALLO. GIADA INDOSSA UNA MINI GONNA ROSA, SCARPE BIANCHE, UNA CAMICIA ROSSA, UNA FELPA NERA E CALZE VIOLA. MOHAMED HA I CAPELLI NERI E GIADA È BIONDA. ESSI SONO MOLTO FELICI!

1. 2.

3.
4. 5. 6. 7.

IO STO MANGIANDO. TU STAI NUOTANDO. EGLI STA BALLANDO. ELLA STA CANTANDO. NOI STIAMO CAMMINANDO. VOI STATE BEVENDO. ESSI STANNO DIPINGENDO.

CENTRO NATURALISTICO

CENTRO NATURALISTICO

GIARDINAGGIO

GIARDINAGGIO

• • • • • •

SCEGLI ALCUNI SEMI DA PIANTARE. METTI DEL TERRICCIO NEL VASO. PIANTA I SEMI. METTI ANCORA UN POCO DI TERRICCIO. INNAFFIA I SEMI. DISEGNA E SCRIVI TUTTO CIO’ CHE HAI FATTO SUL TUO QUADERNO E DESCRIVI I SEMI CHE HAI PIANTATO3

• • • • • •

SCEGLI ALCUNI SEMI DA PIANTARE. METTI DEL TERRICCIO NEL VASO. PIANTA I SEMI. METTI ANCORA UN POCO DI TERRICCIO. INNAFFIA I SEMI. DISEGNA E SCRIVI TUTTO CIO’ CHE HAI FATTO SUL TUO QUADERNO E DESCRIVI I SEMI CHE HAI PIANTATO4

ESEMPIO: ESEMPIO:

• •

IO SCELGO FAGIOLI DI SOIA DA PIANTARE. IO METTO DEL TERRICCIO…

• •

IO SCELGO FAGIOLI DI SOIA DA PIANTARE. IO METTO DEL TERRICCIO…

CENTRO NATURALISTICO

SEGUI LE ISTRUZIONI E E PROVA A FARE QUESTO ESPERIMENTO

ECCO UN MODO PER PROVARE CHE LE PIANTE

BEVONO ACQUA.

1. 2. 3.

METTI UN FIORE BIANCO IN UN BICCHIERE CON UN POCO DI ACQUA. AGGIUNGI DELL’INCHIOSTRO ROSSO O DEL COLORE CHE PREFERISCI E AGGIUNGILO ALL’ACQUA DEL FIORE. OSSERVA CHE DOPO ALCUNE ORE IL FIORE E’ DIVENTATO ROSSO, QUINDI HA BEVUTO L’ACQUA COLORATA.

COMPUTER CENTER

CENTRO INTRAPERSONALE

LETTURA

• • •

ACCENDI IL COMPUTER SCEGLI UN CD ROM GIOCA.

• • •

SCEGLI UN LIBRO. LEGGILO. SCRIVI SUL TUO QUADERNO: 1. DATA 2. TITOLO DEL LIBRO 3. AUTORE 4. SCRIVI UN BREVE RIASSUNTO. 5. FAI UN DISEGNO CHE ILLUSTRI LA STORIA.

CENTRO LOGICO-MATEMATICO

CENTRO DEL TATTO

RICOPIA E SCRIVI LA SOLUZIONE ALLE SEGUENTI SOMME.

TOCCA E INDOVINA 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 10 + 6 = SEDICI. 12 + 13 =… 3 + 25… 8 + 42… 57 + 11… 72 + 44 … 12 + 16… 13 + 99… 7+8… 66 + 19… 89 + 12… 3 + 34… 27 + 23… 15 + 7… 1 + 22…

TOCCA GLI OGGETTI NELLA SCATOLA SENZA GUARDARLI E INDOVINA QUALI SONO.

CI SONO 12 OGGETTI NELLA SCATOLA.

ESEMPIO: C’è UN’AUDIOCASSETTA. C’è……..

_____________

SCHEDA DI AUTOCONTROLLO

CENTRO DEL TATTO

CENTRO DEL TATTO

TOCCA E INDOVINA _____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO

ALLA CACCIA DI TEXTURE

CERCA OGGETTI NELLA CLASSE CON DIFFERENTI TEXTURES E DESCRIVILI SUL TUO QUADERNO.

C’E UN’ AUDIOCASSETTA . C’E UN PAIO DI FORBICI . C’E UNA MONETA. C’E UN TEMPERINO. C’E UNA CASTAGNA. C’E UN BICCHIERE DI CARTA. C’E UNA PENNA. C’E UN CAPPUCCIO DI PENNA. C’E UN RIGHELLO. C’E UN PENNELLO. C’E UNA CHIAVE. C’E’ UNA CANDELA. _____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO ESEMPIO: IL PAVIMENTO E’ MARRONE E LISCIO. IL MURO E‘ BIANCO E RUVIDO.

CENTRO DELL’ODORATO

CENTRO DELL’ODORATO

ANNUSA E INDOVINA

ANNUSA E INDOVINA _____________

ANNUSA IL CONTENUTO DI OGNI SCATOLINA E SCRIVI COSA HAI ANNUSATO SUL TUO QUADERNO.

SCHEDA DI AUTOCONTROLLO

CHE COS’E’? LA SCATOLA A E’ CAMOMILLA. CHE COS’E’? LA SCATOLA A E’ CAMOMILLA. CHE COS’E’? LA SCATOLA B E’… CHE COS’E’? LA SCATOLA C E’……….. CHE COS’E’? LA SCATOLA B E’ CACAO. CHE COS’E’? LA SCATOLA C E’ CAFFE’. CHE COS’E’? LA SCATOLA D SONO FUNGHI. CHE COS’E’? LA SCATOLA E E’ EUCALIPTO. CHE COS’E’? LA SCATOLA F E’ THE. CHE COS’E’? LA SCATOLA G E’ VANIGLIA. CHE COS’E’? LA SCATOLA H SONO CHIODI DI GAROFANO. CHE COS’E’? LA SCATOLA I E’ ORIGANO. CHE COS’E’? LA SCATOLA J E’ NOCE MOSCATA. CHE COS’E’? LA SCATOLA K E’ SALVIA. CHE COS’E’? LA SCATOLA L E’ ZENZERO. CHE COS’E’? LA SCATOLA M E’ ACETO. CHE COS’E’? LA SCATOLA N E’ ZAFFERANO.

CHE COS’E’? LA SCATOLA O E’ MENTA. CHE COS’E’? LA SCATOLA P E’ CANNELLA. CHE COS’E’? LA SCATOLA Q E’ ROSMARINO. _____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO _____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO

CENTRO LINGUISTICO

COM’E’ STATO IL TUO 2006? COMPLETA OGNI FRASE CON L’ESPRESSIONE CHE DESCRIVE I TUOI SENTIMENTI .

IL MIO 2006 E’ STATO - UN ANNO MEMORABILE - UN ANNO IMPORTANTE PER ME - UN ANNO DAVVERO TERRIBILE

I MIEI DESIDERI - SONO DIVENTATI REALTA’ - SONO RIMASTI DESIDERI

- NON SI AVVERERANNO MAI

HO FATTO IN MODO DI FINIRE – TUTTE LE COSE CHE AVEVO DA FARE - LA MAGGIOR PARTE DELLE COSE CHE HO INIZIATO - LE COSE MI INTERESSANO

CENTRO LINGUISTICO

CENTRO LINGUISTICO

SCRIVI I NUMERI IN LETTERE

SCRIVI I NUMERI IN PAROLA

1 UNO 6………….. 7…………. 9…………… 10………… 3………….. 5…………. 12…………. 11…………

64 SESSANTAQUATTRO 88…………. 1…………. 100……….. 14………… 6………….. 7…………. 11…………. 92………… 9…………… 59………… 73…………. 10………… 12………… 16………… 3………….. 5…………. 15…………

CENTRO LINGUISTICO

CENTRO LINGUISTICO

SCRIVI I NUMERI IN PAROLA

POESIE-FILASTROCCHE IN RIMA

20 VENTI 8…………. 3…………. 14……….. 17………… 6………….. 4…………. 11…………. 1..………… 9…………… 55………… 41…………. 10………… 12………… 16………… 13………….. 5…………. 15………… 90………… 26………… 2…………. 33…………

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SCEGLI UN ARGOMENTO. SCRIVI UNA POESIA USANDO IL RIMARIO

ES: IL MIO CANE MANGIA SOLO PANE E DA SERA A MATTINA PENSA SOLO A SVUOTARE LA SUA CIOTOLINA

CENTRO MUSICALE

MUSICAL CENTER

COLLEGA LE SCATOLE

COLLEGA LE SCATOLE

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SCUOTI LE SCATOLE E ASCOLTA IL RUMORE CHE FANNO ORDINALE IN COPPIE SCRIVI SUL TUO QUADERNO E INDOVINA IL CONTENUTO DI OGNI SCATOLA

_____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO

ES: LETTERA B E G E’ RISO LETTERA ……………. LETTERA B E G E’ RISO. LETTERA C E D E’ MIGLIO. LETTERA I E E E’ ACQUA. LETTERA F E A SONO GRAFFETTE. _____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO _____________ SCHEDA DI AUTOCONTROLLO

CENTRO MUSICALE CENTRO MUSICALE

LA MIA CANZONE

STORIA

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SCEGLI UNA MELODIA CHE TI PIACE INVENTA NUOVE PAROLE E CANTA CON QUELLA MELODIA POI SCRIVILA SUL TUO QUADERNO:

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ASCOLTA LA CASSETTA E LA STORIA NARRATA USANDO LE CUFFIE. ASCOLTALA DUE O TRE VOLTE. SCRIVI UN BREVE RIASSUNTO DELLA STORIA SUL TUO QUADERNO.

ES:

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MELODIA: FRA MARTINO LA MIA CANZONE: TITOLO: COLORI

LE MIE PAROLE:

ROSSO E VERDE ROSSO E VERDE GIALLO E BLU GIALLO E BLU SONO I MIEI COLORI SONO I MIEI COLORI SONO COLORI SONO COLORI ……

CONCLUSIONI

Le discipline non devono essere viste come fini dell’insegnamento, bensì come mezzi di informazione. Alfabetizzazione linguistica, culturale e contenuti sono importanti, ma sono educativi in quanto favoriscono l’apprendimento e l’esercizio delle capacità cognitive nel rispetto del vissuto degli alunni e della loro maturazione, o esperienza di studio complessiva nel caso di apprendenti adulti. Per Bruner (1987: 93) l’obiettivo dell’insegnamento delle singole discipline non è quello di

“Creare piccole biblioteche viventi su tali discipline, bensì, ha lo scopo di portare lo studente a pensare (…), a partecipare al processo di creazione del sapere”5

Risulta perciò importante, al fine di ottenere un apprendimento duraturo e significativo, l’uso di tutte le intelligenze poiché prestando maggiore attenzione alle stesse, sarà possibile portare l’alunno all’autonomia di azioni e di giudizio e ad un equilibrio affettivo e sociale che permetterà una migliore alfabetizzazione culturale. Il successo di questa proposta di insegnamento6 che fonde la lezione montessoriana e quella gardneriana, non si colloca nella grande quantità di parole o stringhe linguistiche apprese, ma nella spinta motivazionale e nella creatività accesa, non nell’assorbimento passivo di informazioni bensì nel saper consultare e scegliere e nel capire che il fare a scuola è come per davvero nella vita di tutti i giorni, per un apprendimento collaborativo che migliora i rapporti interpersonali e collega naturalmente le diverse aree di insegnamento facilitando l’interdisciplinarità e il rispetto dei diversi tempi, stili cognitivi e intelligenze di ciascuno. I benefici vanno perciò al di là dell’apprendimento della L2 ma nella strutturazione di abilità cognitive che migliorano in generale la vita scolastica e personale degli apprendenti, contribuendo a sviluppare una maggiore consapevolezza metacognitiva fra gli studenti che finalmente imparano a capire il proprio personale modo di affrontare l’apprendimento che valorizza le proprie intelligenze. Questa esperienza è stata ed è tuttora per me un viaggio appassionante fra discipline, insegnamento e umanità al quale non potrei più rinunciare, che mi arricchisce ogni giorno e che stimola la mia costante sete di scoperta. Buon viaggio anche a tutti voi.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

M. G. Cinquetti, 1997, ”Letter Box. Un Canale di Comunicazione Privilegiato tra Insegnante e Alunni”, Diario Elle, 3, 8, pp. 19-20. M. G. Cinquetti, 1997,”Practical Cats for Practical Teaching. Uno Scorcio di Broadway in Classe ”, Diario Elle, 3, 9, pp. 13-18. P.E. Dennison, G.E. Dennison, 1989, Brain Gym, Educational Kinesiology Foundation, Ventura H. Gardner, 1987, Formae Mentis, Feltrinelli, Milano H. Gardner, 1988, La Nuova Scienza della Mente, Feltrinelli, Milano

H. Gardner, 1991, Aprire le Menti, Feltrinelli, Milano H. Gardner, 1993, Educare al Comprendere, Feltrinelli, Milano H. Gardner, 1994, Intelligenze creative, Feltrinelli, Milano H. Gardner, 1999, Sapere per Comprendere, Feltrinelli, Milano H. Puchta, M. Rinvolucri, 2005, Multiple Intelligences in EFL Exercises for Secondary and Adult students, Helbling Languages M. Montessori, 1950, Il Segreto del Fanciullo, Garzanti, Milano M. Montessori, 1952, La Mente del Bambino, Garzanti, Milano M. Montessori, 1934, Psicogeometria, R. Aluce, Barcellona M. Montessori, 1970, Dall’Infanzia all’Adolescenza, Garzanti, Milano M. Montessori, 1970, L’autoeducazione, Garzanti, Milano D. Covre, M. Segal,2005, Cook for Fun, ELI D. Covre, M. Segal, 2005, Green English, ELI D. Covre, M. Segal, 2005, Watch Out, ELI L. Lloyd, 1990, Classroom Magic, Metamorphous Press, Portland, OR M. Grinder, 1991, Righting the Educational Conveyor Belt, Metamorphous Press, Portland, OR G. Petracchi, 1987, La Scuola Ambiente di Apprendimento, Brescia, Editrice La Scuola J. Revell, S. Norman, 1997, In your Hands, Saffire Press, London M. C. Rizzardi, 1997, Insegnare la Lingua Straniera. Apprendimento e Ricerca, La Nuova Italia Editrice, Firenze.

1 Un alunno ha chiaramente espresso questo concetto dicendo all’insegnante che per una volta desiderava scegliere la scheda più facile, poiché stava lavorando solo e non in coppia come d’abitudine. 2 A questo riguardo è prezioso il testo di H. Puchta e Rinvolucri una vera e propria raccolta di attività ed esercizi per studenti adulti. Per la scuola Primaria sono invece più indicati i testi di D. Covre e M. Segal pubblicati dalla ELI

3 Le istruzioni sono qui illustrate per facilitare la comprensione della procedura da seguire. 4 Le istruzioni non sono illustrate. 5 Bruner in Petracchi, G., 1987, La Scuola Ambiente di Apprendimento, Brescia, La Scuola, pag. 93. 6 Seguono alcune lettere e commenti scritti al termine del primo anno di sperimentazione di questa metodologia effettuato presso la Scuola Elementare Alfieri- Istituto Comprensivo San Fruttuoso di Monza.

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Grazie ai “center”, attività scolastiche molto divertenti, ogni martedì ci rallegriamo la giornata. Il più bello per me è il “taste”dove si assaggiano cose strane e bisogna indovinare che gusto è (sweet, sour, bitter, salty and spicy). In fin dei conti sono tutti molto belli e penso che se li faresti fare anche l’anno prossimo ad altri bambini gli piaceranno perché legano molto di più i ragazzi all’inglese. I centri mi sono molto piaciuti perché sono rilassanti. A me piacciono tutti i centri, però non li ho ancora provati tutti. Innanzi tutto mi è piaciuto computer perché c’erano varie attività da fare. Invece il “linguistic center” mi ha un po’ annoiato perché non trovavo le parole. Io e Erika stiamo facendo il “naturalistic center” e a me sta piacendo un sacco! Non ho ancora provato il “logical.mathematical center" ma dall’apparenza non mi ispira. Mi piacerebbe fare il “musical center”, lo “smell”, il “taste” e il bodily kinesthetic center”.