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A.

COSA E`LA RETINA

Alla fine, la luce raggiunge la retina, un sottile tessuto che riveste la parte
più interna dell’occhio. La retina funziona quasi come la pellicola di una
macchina fotografica. Essa risponde ai raggi luminosi che la colpiscono,
attivandosi e convertendoli in segnali elettrici che sono portati dal nervo
ottico al cervello. Le parti più periferiche della retina sono responsabili
della visione periferica mentre l’area centrale, chiamata macula (di
colore giallo, larga circa 5mm) è usata per la visione centrale e dei
colori. Il centro della macula, la fovea, ha una concentrazione
molto alta di cellule specializzate chiamate coni, le uniche
responsabili dei 10/10 di vista.

B. DEGENERAZIONE MACULARE

B1. Definizione

La degenerazione maculare legata all’età è la causa principale di grave


ed irreversibile perdita della vista nel mondo Occidentale. Questa malattia
è in gran parte causata da un processo di invecchiamento, sebbene alcuni
pazienti possono avere anche una predisposizione genetica. La malattia
colpisce più frequentemente persone dopo i 50 anni di età ed aumenta
con frequenza maggiore nelle fasce di età più avanzate.

Altre forme, meno frequenti, di degenerazione maculare, possono


essere provocate da malattie che colpiscono pazienti anche al di
sotto dei 50 anni, come la miopia patologica, forme infiammatorie,
infettive, e idiopatiche che hanno tutte come denominatore
comune quello di provocare la crescita di vasi anormali al di sotto
della retina.

B2. Tipologie

Esistono due forme di degenerazione maculare legata all’età, una "secca"


ed una "umida" (Carla). Nella forma secca, depositi puntiformi giallastri
chiamati "drusen" sono presenti nella regione maculare e uno degli strati
della retina (l'epitelio pigmentato retinico) va incontro ad una progressiva
atrofia con conseguente perdita dei fotorecettori. In questa forma la vista
è di solito abbastanza ben preservata. Nella forma umida (Carla) o
essudativa le modificazioni degenerative della macula legate
sostanzialmente all’invecchiamento portano alla crescita di nuovi
vasi (“neovasi”). I neovasi hanno origine negli strati più profondi
della retina in una struttura denominata “coroide”, da qui il
termine neovascolarizzazione coroideale (NVC). La NVC nel giro di
poche settimane tende a crescere sotto la macula e a penetrarla
modificandone la propria struttura.
I vasi che costituiscono la NVC sono, almeno nelle fasi iniziali della loro
formazione, molto immaturi e come tali permeabili, per cui non riescono a
trattanere il sangue e il siero che per questo motivo fuoriescono e si
accumulano sia sotto (sollevamento sieroso) che nello spessore (edema)
della retina. Il tutto è complicato dal fatto che la NVC tende spesso
a sanguinare con conseguente formazione di emorragie retiniche.
Il processo della neovascolarizzazione se non viene bloccato porta
alla formazione di tessuto fibroso e quindi ad una grossa cicatrice.
Sebbene la forma "secca" è la più comune, la forma "umida" è la
responsabile principale della perdita irreversibile della vista. Si è
calcolato che circa il 10-20% dei pazienti è colpito dalla forma "umida"
che è causa di grave perdita della visione nel 90% dei pazienti.

Foto1-2: vista con NVC UMIDA (CARLA)

Video 1: CLICCA QUI from youtube.com

B3. Sintomi

Il sintomo più comune della anormale crescita di vasi sanguigni è la


comparsa di distorsioni e ondulazioni della visione centrale. I pazienti di
solito notano queste modificazioni quando guardano oggetti dai bordi
dritti come i palazzi o gli scalini. Spesso il paziente non si accorge dei
sintomi sino a quando non si copre l’occhio sano. Importante
mezzo preventivo è la periodica valutazione della visione per
mezzo della griglia di Amsler, un modo semplice per valutare la
comparsa di ondulamenti e distorsioni.

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C. ESAMI DIAGNOSTICI DELLA RETINA

C.1 Angiografia Oculare ( Retinica)

L'angiografia con la fluoresceina e il verde di indocianina sono degli esami


diagnostici che usano delle speciali macchine fotografiche per fotografare
le strutture situate nella parte posteriore dell'occhio. Questi esami sono
molto utili per trovare alterazioni della parete dei vasi sanguigni
che nutrono la retina. In entrambi i casi, una sostamza colorante è
iniettata nella vena del braccio. Il colorante viaggia attraverso la
circolazione sanguigna e raggiunge i vasi retinici e quelli situati in uno
strato più profondo, chiamato coroide.

Foto: Angiografia Oculare di Degenerazione Maculare Essuditiva

C.2 Oct

L'OCT è un nuovo esame, non invasivo che utilizza un fascio laser per
fotografare la retina. L'OCT altro non è che una TAC della retina senza
l'utilizzo di radiazioni ma di una sorgente laser che esegue delle scansioni
della retina. Il risultato è la rappresentazione di una o più sezioni della
retina. In questo modo è possibile valutare nei dettagli il profilo della
retina mentre l'angiografia valuta la retina solo sul piano frontale.
D. TERAPIA PER LA DEGENERAZIONE MACULARE ESSUDATIVA

Attualmente la ricerca sta progredendo verso altri metodi, ci sono


centinaia di sperimentazioni, e nuove tecniche disponibili. Molte
innovative, quali la sostituzione della retina o l`applicazione di elettrodi
dietro la cornea per la corretta interpretazione del segnale luminoso.

Per quanto riguarda la Degenerazione Maculare neovascolare o


essudativa (umida), forma associata ad una crescita anormale di nuovi
vasi sanguigni (neovasi), esistono a tutt'oggi tre differenti tecniche
di provata efficacia, applicabili esclusivamente da un Oculista
“retinologo”: lle iniezioni intraoculari di anticorpi anti-VEGF, la terapia
fotodinamica e la fotocoagulazione laser.

- INIZIEZIONI INTRAOCULARI DI ANTICORPI


- TERAPIA FOTODINAMICA
- FOTOCOAGULAZIONE LASER

Le iniezioni di anticorpi anti-VEGF sono oggi il trattamento di scelta


per le forme di neovascolarizzazione coroideale secondaria a
degenerazione maculare legata all'età. Per la prima volta questo
farmaci sono in grado non solo di rallenatare la progressione
della malattia ma anche di bloccarla portando in una significativa
percentuale di persone anche un miglioramento della vista. Il
VEGF è una proteina che stimola la crescita dei neovasi. Sono
solitamente necessarie diverse iniezioni intraoculari che devono essere
somministrate ogni mese o 6 settimane per un numero complessivo che
può variare ma che solitamente è in media 6-7 in un anno. Due sono gli
anticorpi approvati per l'utilizzo intraoculare Ranibizumab (Lucentis)
e Pegaptanib (Macugen). bevacizumab (Avastin) che pur non
essendo stato approvato e registrato per l'utilizzo intraoculare, viene
comunque somministrato in modalità off-label. Seppure l'efficacia di
quest'ultimo farmaco non sia stata testata mediante sperimentazioni
cliniche controllate, esistono in letteratura numerose serie di casi che
mostrano una buona efficacia di questo farmaco.

La terapia fotodinamica o PDT (PhotoDynamic Therapy) prevede


l'iniezione endovenosa di una sostanza fotosensibile (ossia sensibile alla
luce) in grado di concentrarsi esclusivamente all'interno dei vasi
sanguigni anomali da trattare. L'occhio del paziente viene poi illuminato
da una luce non termica che, attivando la sostanza fotosensibile, provoca
la chiusura dei neovasi senza deteriorare tutti gli altri tessuti sani.
L'arresto della progressione della malattia, obiettivo primario della PDT, è
talvolta associato ad un parziale recupero visivo.

La fotocoagulazione laser sfrutta il calore di una luce laser per


cauterizzare i neovasi prodotti dalla malattia. Quest'operazione risulta
efficace ma non priva di controindicazioni. Poiché il calore prodotto
danneggia in parte anche i tessuti sani della macula, la fotocoagulazione
può essere applicata soltanto a zone maculari "poco importanti" (lontane
dal suo centro) o di limitate dimensioni

D. Prevenzione

• Utilizzare occhiali da sole che taglino le lunghezze d'onda inferiori


ai 500 nm, cioè una parte del blu visibile e tutte le radiazioni
ultraviolette (A e B).

• Leggere in ambienti ben illuminati.

• Evitare situazioni che possono favorire il sanguinamento retinico,


come il fumo, lo sfregamento degli occhi e l'assunzione di
anticoagulanti o fluidificanti ematici (se necessari, utilizzare il
dosaggio minimo efficace).

• Assunzione di Vitamina A (carotenoidi), E, Selenio, Zinco

• Assuzione di Luteina - Nell’uomo, la Luteina si trova in particolare


nell’area centrale della retina dell’occhio, definita Macula (la
macchia gialla della retina dell’occhio), dove funge da filtro per la
protezione dell’occhio. Questo carotenoide sembra inoltre
possedere anche un’importante funzione preventiva della
degenerazione maculare senile – la causa numero uno della
progressiva perdita della vista in età senile.

• Consumare almeno 2 litri di acqua al giorno

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