Il giornale degli Universitari

Even better than the real thing... Relativamente parlando, non credo che questo giornale possa interessare a molti, ma è solo una mia opinone... Poiche tutto è relativo, è possibile, anzi probabile, che in una dimensione alternativa Inchiostro il giornale degli universitari piaccia e sia letto dagli studenti universitari e non solo da loro. Accetando questa ipotesi come probabile, il nostro, il vostro giornale continuerà a vivere e prosperare anche in Atenei alternativi. Corre l'anno 2005, l'anno mondiale della fisica; esattamente 100 anni or sono un giovane impiegato dell'ufficio brevetti di Berna con un paio di articoletti si apprestava a dar il la ad una rivoluzione scientifica e culturale che ancora oggi fa sentire i suoi effetti: il giovane impiegato si chiamava Albert Einstein e per qualche tempo della sua gioventù gli capitò in sorte di vivere a Pavia. Inchiostro dedica questo numero, il 16° del decimo anno, alla fisica e alle sue scoperte. Cento anni per Einstein e dieci per inchiostro, fatte le dovute differenze, sono entrambe un bel traguardo. Noi lo stiamo già festeggiando: ci siamo regalati, in collaborazione con il laboratorio Camminare Domandando, un ciclo di conferenze sul futuro dell'Univeristà: sono già intervenuti il prof. Maurizio Ferraris, ontologo torinese, il prof. Cajani, classicista pavese, la prof.ssa Poggiolini, docente di Integrazione Europea; il 21 marzo interverrà la prof.ssa Signori, con una relazione sulla storia dell'Università e, dulcis in fundo, ad Aprile, il prorettore della Biccoca, prof. Guido Martinotti, tirerà le fila del discorso in una serata che si preannucia imperdibile per tutto quello che stiamo preparando (per informazioni http// inchiostro.unipv.it). Il prof. Carfora, intervistato da Lorenzo, ci illustra cosa si fa a Pavia per celebrare l’anno mondiale della fisica. Alba, Mattia, Luca e Nicola si sono cimentati nel difficile compito di rendere appetibile la fisica a tutti; ci sono riusciti? Giudicate voi. Nicola delinea un breve, ma preoccupante quadro per gli studenti italiani di fisica. Ovviamente non mancano le nostre classiche rubriche: il Dito puntato s'interroga sulla gestione imprenditoriale dell'Ateneo, leggete, leggete e fateci sapere la vostra opinione. Elisa ci delizia con i suoi calembours di parole e Fabrizio continua nei sui viaggi fuori dai paraggi. Giulio ci illustra la sua esperienza nella creazione dell' Energy Meeting: serie di conferenze sulle energie alternative. Luna e Matteo hanno intervistato per voi Andrea de Carlo, scrittore che non ha certo bisogno di presentazioni. La sesta puntata di Facoltà in Autoscatto è dedicata a Lettere&Filosofia: Ilaria ha incontrato per voi il prof. Francioni, preside della Facoltà. Cultura, eventi, l'agenda completano il numero; il prossimo sarà dedicato ai nostri primi dieci anni, iniziate a prenotarlo. Buona lettura Marzio Remus

Numero 16 - 21 marzo 2005 - Distribuzione gratuita

Intervista ad Andrea De Carlo
pagine 6 e 7

Università in autoscatto Cultura e spettacoli

pagina 3

2005 anno mondiale della fisica
Vademecum per smarrirsi lungo il sentiero einsteniano pagine 4 e 5

pagine 6-7-8

PaviaLiveU

Tutti i Martedì ore 15 e tutti i Giovedì ore 21 sulle frequenze di Radio Ticino fm 91.8/100.5

Relativamente parlando...

Il giornale degli studenti universitari

Pronta Mente

Corsi e ricorsi nel marasma scientifico

University bar o bar university
di Marzio Remus
Personalmente ci sono piaciute le recenti iniziative di aprire un bar dell’Ateneo e una boutique d’articoli con il logo dell’ateneo. Il merchandising rientra nella comunication mix degli atenei come notato dal prof. Boldrini nel suo interessate articolo: “Dalla torre d’avorio alla comunicazione integrata: il caso dell’Università di Siena”. Anche se avremmo preferito che non fosse fatto a discapito d’aule universitarie ancora oggi strumenti essenziali alla didattica frontale. Ma il marketing, un’adeguata strategia d’impresa non si possono fare solo con un Bar e ed un negozio, questi debbono essere un mezzo e non un fine “La competizione - sostiene Boldrini - si svolge su molteplici fronti. Innanzi tutto sul reclutamento di studenti; si tratta di un fenomeno molto importante dato che il calo demografico – il così detto baby sboom porterà una diminuzione nel numero totale degli iscritti negli atenei nel medio periodo. Per le università si pone dunque l’esigenza di risultare appetibili per gli studenti perché un numero maggiore di iscritti significherà maggiori entrate tramite le tasse di iscrizione. La competizione si svolgerà sicuramente sul piano quantitativo ma non dobbiamo tralasciare la dimensione qualitativa, la capacità cioè di attrarre i migliori e brillanti studenti provenienti dalle scuole superiori. Per questo gli atenei dovranno essere in grado di offrire una didattica di alta qualità, strutture per lo studio, servizi aggiuntivi per qualificarsi come istituzioni customer oriented”. L’era dei servizi universitari ad “utente in ostaggio” di cui parlava Raffaele Simone nell’ottimo e mai abbastanza letto “l’Università dei tre tradimenti” edito per i tipi della Laterza nel 1993 dovrebbe volgere al termine: “Gli studentiprosegue Boldrini - e le loro famiglie stanno prendendo coscienza dei propri diritti e verificano se vi sia un corrispettivo reale tra l’entità delle spese sostenute e la qualità dei servizi erogati, ponendo in secondo piano quei fattori, quali la prossimità geografica al luogo di residenza, che fino a qualche anno fa rappresentavano le ragioni principali della scelta della sede universitaria. In altre parole, gli studenti sono sempre meno utenti passivi del sistema educativo e sempre più clienti che rivendicano la soddisfazione delle proprie esigenze e dei propri bisogni”. Gli studenti pavesi non rivendicano sicuramente tra le loro priorità l’aumento spropositato delle sedie e dei tavolini del bar universitario: vedere da un giorno per l’atro un cortile della Facoltà di Scienze Politiche reso de facto quasi impraticabile e quindi inadeguato al suo scopo primario ci fa temere che si confonda la forma con la sostanza e si privilegi la prima a discapito della seconda. Una didattica degna di questo nome non si può certo fare quando uno storico cortile si trasforma in una piazza da bar!! Ci auguriamo che quanto prima sia ridotta “in pristino” e l’ateneo sappia dedicarsi con maggiore solerzia ad effettivo miglioramento dei servizi.

Il dito puntato

“L’origine del mondo” è salva!
L’appello, partito dai Darwin-day, ha ottenuto risposta: Il Darwinismo e la teoria dell’evoluzione devono tornare a scuola.
di Andrea Pozzi
Il 15 e 16 febbraio 2005 al Museo di Storia Naturale di Milano si è tenuto il 2° Darwin day, ospite di spicco è stato il Professor Richard Dawkins, il quale ha presentato il suo ultimo lavoro: “Il cappellano del diavolo”; ma dove nasce l’idea dei Darwin-day? Il Ministro Moratti, il 19 febbraio 2004, con un colpo di spugna, cancellava dai programmi scolastici l’evoluzionismo. La comunità scientifica e accademica fu profondamente scossa, si temette una regressione al Medioevo. Per il mondo scientifico l’evoluzionismo è un fatto, non un’ipotesi discutibile; è il fondamento su cui si basa tutta la biologia moderna. Per questo motivo, il dissenso scientifico generale si era mobilitato. Una prima reazione fu l’istituzione dei “Darwin-day”, appuntamenti di divulgazione scientifica dedicati all’evoluzionismo, dalla prima edizione partì l’appello al Governo per rivedere la propria posizione. Il governo decise di istituire una “commissione” con il compito di stabilire il da farsi. Ad un anno di distanza, però, ancora silenzio. Arriviamo al 2° Darwin-day. Nella tavola rotonda “Evoluzione: parliamone”. Dawkins ha puntualizzato alcuni temi trattati nel suo recente lavoro: un capitolo sottolinea l’importanza di limitare qualsiasi forma di ciò che ha definito “indottrinamento”, che significa inculcare a qualcuno qualcosa, prima che egli sia in grado di decidere. Quello di non essere indottrinati, nel suo libro emerge come uno dei diritti, che l’atteggiamento scientifico ha il dovere di difendere. Nella serata si riconferma che i cosiddetti “conflitti” tra Dawkins e il compianto S.J. Gould (altro grande divulgatore dei temi dell’evoluzionismo), di fatto erano sfumature; disquisizioni su finezze all’interno di un costruttivo dibattito scientifico. Ben diversa la posizione dei cosiddetti “creazionisti”, che tentarono a volte di strumentalizzare questo confronto. Come ricorda e sottolinea il Professor Carlo Alberto Redi (direttore del Laboratorio di biologia dello sviluppo dell’Università di Pavia), nessuno dei due scienziati accettò mai un confronto evoluzionismocreazionismo, proprio perché non vi nessun punto di partenza comune da cui poter iniziare a discutere. Mercoledì 23 febbraio 2005, finalmente la notizia che il mondo scientifico Italiano aspettava, dopo un anno di attesa, la commissione di “saggi” istituita dal Governo ha espresso il proprio parere e, come era inevitabile, ha vivamente sottolineato l’importanza di riinserire al più presto l’evoluzionismo nei programmi Ministeriali, nella scuola primaria e in entrambi i cicli di quella secondaria. Per chi volesse approfondire i temi legati all’evoluzione umana, è nato PIKAIA, il portale dell’evoluzionismo, l’indirizzo è www.eversincedarwin.org/ darw/

Energy Meeting: storia di un evento
di Giulio Assanelli
Siamo una compagnia di studenti e da molti anni andiamo a fare i volontari al Meeting di Rimini dove, quest’anno, siamo rimasti molto colpiti dall’incontro: “H2: la sfida possibile” . Dopo l’inizio dell’anno accademico, su invito del nostro docente di chimica organica, siamo andati a Fiorenzuola d’Arda per assistere a un reportage su Chernobyl, seguito da un dibattito sul nucleare. Questi due incontri hanno maturato in noi le seguenti esperienze: 1. abbiamo compreso come “il problema energetico” sia di estrema attualità e importanza; 2. abbiamo capito come su questo tema pochi abbiano una chiara posizione cosicché il giudizio rischia di essere dato in base a un’ ideologia; 3. abbiamo preso coscienza di come tale argomento parta da un ambito prettamente scientifico fino ad estendersi e diventare problema di carattere politico, economico e sociale. Da questi fatti è nato il desiderio di approfondire il problema. Ed ecco nascere il nostro Energy Meeting: energia ieri, oggi e domani. Presso l’Università siamo presenti come Ateneo Studenti, associazione di studenti universitari, che diviene l’ente organizzatore, dal quale parte il coinvolgimento nei confronti della Provincia di Pavia e dell’intera Università. Dato lo spessore dell’iniziativa (tra i relatori ci sarà anche il presidente e professore Carlo Rubbia e il presidente ECODECO ing. Natta), ci siamo sentiti quasi in obbligo di estendere il nostro invito il più possibile, ecco perché scriviamo anche al giornalino della nostra Università. Il primo incontro si è tenuto lunedì 7 Marzo. La sala dell’Annunciata era inaspettatamente piena. Io che scrivo ho partecipato direttamente all’organizzazione di tale evento, perciò vorrei descrivere brevemente quanto emerso durante il primo incontro non tanto dal punto di vista scientifico (i contributi sono reperibili registrandosi alle serate), quanto da quello dell’esperienza personale. Il fatto più bello della serata oltre ai preziosi interventi dei relatori è stato vedere come in “questa terra di nessuno” (la situazione in cui sembra vivere l’Università di oggi) si può invece creare un posto all’interno del quale si può iniziare a valorizzare ciò che esprime una passione, un desiderio, che muove le persone ad elaborare una proposta seria e costruttiva. Contattando e incontrando successivamente uno ad uno i relatori mi ha colpito soprattutto la loro umanità, ed è stata proprio questa che ha fatto progredire l’iniziativa, e che mi ha portato a documentarmi sempre di più sulla tematica delle energie alternative, confrontandomi, così in maniera sempre più completa con l’argomento. Questo è anche, in certo qual senso, il modo originario in cui nacquero le Università medioevali. Luoghi in cui imparare veramente era un processo che si sviluppava nel rapporto tra discepolo e maestro in una comunità autonormantesi: l’Universitas Magistrorum Scholarumque. Idrogeno: da vettore energetico a possibile energia alternativa Lunedì 21 Marzo ore 21:00 sala dell’ Annunciata di Pavia Moderatore: Ing. Paolo Alli (Membro dell’Advisory Council Europeo sull’Idrogeno) Relatori: Prof. Carlo Rubbia (Presidente dell’ENEA) Prof. Amedeo Marini (docente di Chimica Fisica presso l’Università di Pavia) Ing. Sergio De Sanctis (componente del Comitato Tecnico Scientifico della Regione Lombardia) Carlo Rubbia

Mostra “Paesaggi del corpo”
di Daniela Scanu
Clergue, Dunas, Navarro, Ken Damy e Fontana: sono questi i cinque autori scelti per rappresentare il tema della mostra "paesaggi del corpo", ovvero il nudo come reinterpretazione del paesaggio naturale, una lettura inedita del tema scelto dalla città di Pavia, il paesaggio, e riproposto in dialogo e interazione con la mostra "Paesaggi. Pretesti dell'anima" presso le sale del castello visconteo. La mostra propone un viaggio attraverso scatti in bianco e nero e a colori volti a ridisegnare paesaggi mentali fatti di colline di carne e percorsi nella dinamicitàdel corpo. Corpo che si presta ad essere simulacro delle fattezze della natura o che viene in questa inserito seguendo una sua naturale predisposizione. L'inaugurazione della mostra, realizzata dall'Alef e promossa dal Comune di Pavia, si terrà negli spazi dell'EX convento dei crociferi in via Cardano 8 e avverrà in data 8 Marzo alle ore 18.00. Un' occasione veramente rara di poter ammirare opere altrimenti lontane, soprattutto da una città come Pavia che non offre così spesso l'opportunità di accedere a lavori di grandi maestri della fotografia contemporanea e allo stesso modo riserva spazi troppo angusti a quella che oggi la copiosa e stimolante produzione di tutta l'arte contemporanea. L'interesse per questo tipo di esposizioni sicuramente esiste nei giovani (universitari e non) di Pavia, seppur ignorato e malnutrito. Dimostriamo quindi che c'è ed è ancora vivo nonostante il suo evidente stato di latenza, per fare s che questi eventi diventino sempre più numerosi in città. Paesaggi del corpo 8 Marzo 10 Aprile orari Lunedì-Venerdì 10.00-18.30 Sabato e Domenica 15.30-19.30 ingresso 3 euro Tutte le domeniche sarà possibile effettuare una visita guidata gratuita alle 17.00 e alle 18.00

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Il giornale degli studenti universitari

Università in autoscatto
Sede: Palazzo Centrale, Strada Nuova 65/Palazzo San Tommaso, Piazza del Lino-Pavia/Palazzo San Felice, Piazza Botta 6. Sito internet: http://lettere.unipv.it Preside di Facoltà: Giovanni Francioni Orari della segreteria: 9.30-12.00. OFFERTA DIDATTICA Corsi di laurea triennali Antichità classiche e orientali (Classe 5); Filologia e storia dal Medioevo all'età contemporanea – Lettere moderne (Classe 5); Lingue e culture moderne (Classe 11); Scienze dei beni culturali (Classe 13); Comunicazione interculturale e multimediale (Classe 14); Scienze filosofiche (Classe 29); Scienze e tecniche psicologiche (Classe 34). Corsi di laurea specialistica Archeologia classica (Classe 2/S); Scienze archivistiche, documentarie e biblioteconomiche (Classe 5/S); Editoria e comunicazione multimediale (Classe 13/S); Filologia e letterature classiche (Classe 15/S); Filologia moderna (Classe 16/S); Teorie filosofiche (Classe 18/S); Culture europee e americane (Classe 42/S); Linguistica teorica e applicata (Classe 44/S); Psicologia (Classe 58/S); Storia e civiltà del mondo antico (Classe 93/S); Storia dell’Europa moderna e contemporanea (Classe 94/S); Corso di laurea specialistica interfacoltà: Storia dell’Europa Moderna e Contemporanea; Storia dell'arte (Classe 95/S). Tradizione e innovazione. Così si può riassumere la peculiarità di Lettere e Filosofia, la Facoltà per eccellenza, che, dal Medioevo in poi, si perpetua nel tempo, prestigiosa per il suo bagaglio culturale “classico” - per secoli fulcro del pensiero umano. Catapultata nel mondo scientifico contemporaneo, Lettere e Filosofia non ha perso però il suo fascino persuasivo. Lo dimostrano i numeri: 3.654 sono gli iscritti, per un “offerta didattica” amplissima. Con questo numero di Inchiostro, iniziamo l’analisi dell’anima unica e molteplice delle Lettere pavesi in una fotografia “aerea” introduttiva, seguita da due “polaroid” di storici “sentieri” di studio, Scienze Filosofiche e Antichità Classiche e Orientali. Quale, quindi, la chiave del successo di Lettere e Filosofia? Lo chiediamo direttamente a Gianni Francioni, docente di Storia della Filosofia Moderna e, da quest’anno, al suo secondo “mandato” nel ruolo di Preside della Facoltà. «Si è cercato di adeguare la tradizione culturale che la Facoltà vanta all’innovazione specifica dei nostri tempi, adottando il progresso tecnologico anche nell’insegnamento più tradizionale. Così l’Archeologia, per fare un esempio, può esser appresa attraverso il computer. I “servizi agli studenti”, tuttavia, vanno ancora migliorati e stiamo lavorando per fornire loro maggiori spazi ed attrezzature. Uno dei problemi della nostra Facoltà è l’assenza di un numero adeguato di aule; purtroppo i fondi stanziati sono limitati e la possibilità di costruire ulteriori aree per le Facoltà umanistiche è vincolata dalla struttura del centro storico». Molti, però, sono anche i punti di forza, dal piacevole ambiente di lavoro, al rapporto diretto studenti-insegnanti, possibile grazie ad ambienti non sovraffollati, che permettono una maggiore interazione; i momenti di approfondimento, gestiti autonomamente dagli studenti, che invitano professori da tutt’Italia per ampliare le loro conoscenze relative ad argomenti di spiccato interesse. «Il nostro obiettivo – precisa Francioni – è di giungere a considerare l’Università come una comunità di studio. Progetto realizzabile, in una realtà a misura d’uomo come la nostra.» Una delle critiche più frequenti rivolte a questa Facoltà, al di là del prestigio culturale, riguarda però la precarietà di sbocchi lavorativi. A ciò il Preside prontamente ribatte: «I nostri studenti non hanno difficoltà a inventarsi un lavoro! Ogni corso offre svariate possibilità: biblioteche, archivi, istituzioni, libera professione, settore del turismo, imprese… Inoltre, oggigiorno, parallelamente alla crisi che si riscontra nel mondo dell’insegnamento si ha una rivalutazione di uno studio come quello della filosofia, come risorsa da impiegare anche in campi pratici: imprese, selezione del personale… Questo rafforza l’idea di tradizione-innovazione della facoltà, sottolineando, grazie al prezioso contributo di Psicologia, di lingue e beni culturali, il suo primato». Altra particolarità del modello tradizione-innovazione, riguarda la famose riforma del “3+2”.

Sesta puntata - Facoltà di Lettere e Filosofia (prima parte)
a cura di Luna Orlando, Anna Chiara Prato e Ilaria Bonfante. Fotografie di Simone Leddi
a causa dei 300 crediti complessivi. Nel futuro non sarà più così. I primi tre anni, poi, spesso non sono sufficienti allo studente per giungere a una completa formazione: è il caso di Filosofia, Lettere e degli altri corsi non professionalizzanti; per Psicologia, Lingue, Beni Culturali, invece, il percorso professionalizzante è attuabile: quindi al posto del ciclo unico potranno avere la cosiddetta “Y”. Certo, l’attuazione perfetta richiede molto tempo, siamo ancora in fase sperimentale, ed occorre un cambio di mentalità... equilibrare crediti, difficoltà dei temi e materie nei singoli anni… Per cercare di limitare gli errori, cerchiamo d’altra parte la collaborazione con gli studenti stessi, formando una “Commissione paritetica” al fine di aumentare la produttività e la valutazione oggettiva.» «Il mio atteggiamento è pragmatico: bisogna far in modo che le cose funzionino nel migliore dei modi, salvando i contenuti valutativi alti precedenti e distribuendoli adeguatamente nell’Offerta Didattica». Futuri letterati, non temete, quindi, la modernità, la tecnologia, le riforme; niente di tutto ciò è riuscito ad inclinare la Facoltà classica per eccellenza. Essa si trasforma a pari passo col mondo, salvaguardando la sua prestigiosa tradizione, per offrirla a chiunque di voi ne sia interessato. Scienze filosofiche Classe 29, Scienze Filosofiche. Il nome ha già tutto il sapore di una sfida: cosa hanno a che fare l’una con l’altra Filosofia e Scienza, cosa avrà mai di scientifico una disciplina "composita" e mai "compiuta" (e "vaga", "oscura", "contraddittoria" diranno il matematico e l’uomo con i piedi per terra) come il sapere filosofico? L’esigenza di metodo, forse, rimasta però esigenza: diamo uno sguardo, per quanto manualistico, alla storia della filosofia ed avremo l'eterno scenario di una battaglia (kampfplatz, nella celebre immagine kantiana), costituzionalmente irrisolta, tra idee, correnti, singoli, visioni del mondo. Tra "metodi", e modi di intendere la disciplina stessa. Sull’altro versante, a guardare sospettosamente il matematico e l’uomo "pragmatico", si difende l’anima umanista. Rimanga la Scienza fuori dal raggio d’azione della Filosofia, sapere disinteressato per eccellenza, che non può né deve dare risposte, perché non si occupa di informazioni ma della formazione dell’uomo nella sua interezza e del suo modo di guardare al mondo. La filosofia come una forma un po’ speciale di "letteratura", o meglio di "critica letteraria", con tanto di strumentazione filologica e storiografica si consideri qui un luogo comune che ha molto di veritiero: l’indagine storiografica in Italia predominante rispetto alla filosofia intesa come ricerca originale, come svolgimento attivo e creativo di teorie filosofiche. A questa opposizione un po’ schematica, Scienza o Humanae Litterae, e stereotipata (stereotipi fondamentali, fondanti di molte diffuse immagini dei corsi di laurea "filosofici") la Facoltà di Pavia sceglie deliberatamente di non credere. O almeno prova a metterla in discussione, con un percorso di studi che, insieme all’insistenza (dai toni un po’ ministeriali, ma in questo caso legittima) sullo studio delle lingue straniere (due lingue obbligatorie nei 5 anni) e sull’acquisizione di competenze informatiche (i "filosofi" avranno al primo anno un corso dal nome straordinario di "Informatica di base per le discipline umanistiche"), prevede più corsi obbligatori di matrice scientifica, almeno sulla carta. Accanto ad insegnamenti di Letteratura Italiana – Storia – Scrittura, abbiamo quindi Logica – Storia della Scienza e della Tecnica – Epistemologia, che incontrano qualche resistenza tra i “ginnasiali cresciuti” non pratici di numeri o nucleotidi. Evidentemente, l’offerta didattica è quanto di più vario vi possa essere, quasi disorientante. Se, infatti, il primo anno è caratterizzato da una maggioranza di esami comuni a tutti gli studenti, la maggior parte degli insegnamenti del corso di laurea sono invece "a scelta", e i cosiddetti "curricula" (Storico-filosofico, Filosoficoteorico, Filosofia e scienze sociali, Filosofia e storia, Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione) sono poco più che "etichette" che s’intersecano in moltissimi tratti ed orientano solo a grandi linee un percorso di studio e ricerca (da approfondire nel Corso di Laurea Specialistica, Teorie Filosofiche) che a filosofia è soprattutto un tracciato personale. www.unipavia-dipfilosofia.com Antichità classiche e orientali Aspiranti scopritori di tesori sepolti? Accaniti studiosi di Cicerone, Virgilio, Orazio? Questi potrebbero essere alcuni dei vostri requisiti d'ingresso per percorrere con serietà,passione e - perchè no - un pizzico di spirito d'avventura l'iter umanistico alla riscoperta delle Antichità Classiche. Demodé il luogo comune che asserisce a gran voce: "Latino e greco come lingue morte!" Esso costituisce solamente il manifesto di coloro che tendono a promuovere il progresso tecnologicoscientifico in ogni settore, anche culturale, schiacchiando inesorabilmente e senza remore le tracce del nostro passato, le radici della cultura occidentale riducendole semplicisticamente a vacue "anticaglie" e miraggi. Purtroppo nell'era della globalizzazione quest'orientamento di pensiero tende a diffondersi a macchia d'olio: ne è chiara espressione il sistema scolastico superiore. Nel corso degli ultimi decenni le cattedre di latino e greco sono progressivamente diminuite e lo studio della classicità è stato notevolmente ridotto a poche ore settimanali, se non addirittura scomparso dai programmi! Alla luce di questa situazione, ha ancora senso interrogarsi sul "Perchè studiare la storia antica"? (Interrogativo rivolto dal celebre storico A. Momigliano a studenti liceali durante una lezione di orientamento universitario). Il Classico rappresenta il nostro passato: ecco la risposta. Per scoprire noi stessi quali individui ed entità facenti parte di un complesso organismo, il mondo attuale, dobbiamo inevitabilmente rispolverare l'antico, ponendoci un preciso obiettivo: la costruzione di solide basi per le generazioni future. Si richiede un minimo sforzo, un cambiamento di prospettiva nella valutazione della classicità: occhi puntati non più su un'ostica materia di studio, ma su una chiave di accesso per l'interpretazione delle molteplici culture che vivono accanto a quella occidentale. Rivisitazione, senza dubbio, molto stimolante e allettatante!

«Inizialmente vi erano troppi limiti e vincoli imposti dalla legge, inerenti alle materie d’insegnamento e ai “crediti”. Inoltre, noi abbiamo attuato la riforma ancor prima che fosse resa nota quella per la Laurea Specialistica, per cui il punto interrogativo alla fine dei tre anni era una difficoltà ulteriore.» «La riforma ha sfaccettature positive (un’offerta formativa più specifica e varia, la diminuzione dei laureati fuori corso, ad esempio) ed altre negative. Queste ultime potranno esser eliminate dalla nuova riforma, che subentrerà a breve. E’ necessario intervenire laddove l’attuale sistema non ha avuto risvolti del tutto ottimali. Ad esempio, con la riforma del “3+2” gli studenti sono molto condizionati dal Triennio per proseguire nella Specialistica,

Organizzazione e Servizi Il corso di laurea in Antichità Classiche ed Orientali offre cinque percorsi diversi, i cosiddetti curricula: Filologico/letterario, Archeologico, Glottologico, Orientalistico, Storico. Al fine di fornire un'ottimale ed omogenea base culturale, gli insegnamenti del primo e secondo anno risultano comuni, mentre i caratterizzanti il curriculum prescelto (decisione effettuata preferibilmente all'inizio del secondo anno) sono inseriti in larga percentuale nel piano di studi dell'ultimo anno del triennio. Ogni anno, durante i mesi di giugno, luglio e settembre, grazie ai preziosi finanziamenti dell'Università di Pavia, i docenti organizzano campagne di scavo in Italia (Val Padana) e all'estero (Siria, Medio Oriente). Oltre ad offrire agli studenti crediti universitari necessari, gli scavi costituiscono un momento di grande collaborazione non solo con i docenti, ma soprattutto tra gli studenti alle prime armi (anzi alle prime cazzuole!) e giovani con alle spalle anni di esperienza! L'atmosfera è stimolante e nonostante il sole cocente l'entusiasmo è alle stelle quando dal terreno emergono anche solo piccole evidenze materiali (frammenti di ceramica o resti di ossa combusti!). Momenti formativi sono costituiti anche da viaggi di istruzione, dalle mete più varie: si spazia da Roma, alla Grecia, dall'Etruria alla Sicilia! Personalmente, come studentessa al terzo anno di corso (quasi a metà dell'opera, direi!) penso che questo percorso di studi possa offrire molto ai giovani studenti. I continui aggiornamenti e l'introduzione di sofisticati strumenti informatici rendono queste materie sofisicate ed avanzate dal punto di vista tecnologico. E' bene che i futuri maturandi non accantonino in un angolino l'iter umanistico per timore di mancanza di un impiego lavorativo: purtroppo gli sbocchi nel campo degli adulti sono ristretti per ogni laureato proveniente da ogni facoltà! L'importante è seguire le proprie passioni, i propri interessi e coltivarli con grande entusiasmo!

Non riuscirò mai a credere che Dio giochi a dadi col mondo (Albert Einstein)

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Il giornale degli studenti universitari

2005 anno mondiale della fisica - Vademecum
di Alba Chiara De Vitis e Lorenzo Fermi
2005 anno mondiale della fisica, centenario della formulazione della relatività einsteniana, punto di contatto e di demarcazione, in bilico tra l'era classica, caratterizzata da una visione rassicurante del cosmo, in cui l'uomo puntava il suo cannocchiale al cielo e cercava sistemi di equazioni che descrivessero un universo semplice ed elegante, e l'era quantistica sviluppatasi nel Nove2005 è stato proclamato dall'Unione Internazionale della Fisica Pura e Applicata e dall'Unesco Anno Mondiale della Fisica per celebrare il centenario dell'annus mirabilis di Albert Einstein. Pavia si presenta all'appuntamento con un congresso all'altezza delle aspettative. Si può già tracciare un bilancio del suo successo sulla base delle adesioni ricevute? Prof. Carfora: Direi di sì. Sedicenne, Einstein trascorse un breve periodo, prima di iscriversi al solo da quella scientifica. Non possiamo dividere le due cose, come infatti si è cercato di mettere in evidenza nelle presentazioni del congresso. I: In questo secolo la relatività è entrata in tutti i campi dalla fisica e in particolare, come è ovvio, nella fisica teorica. I vari relatori di “Spacetime in Action” si occupano professionalmente di teorie, come la teoria delle stringhe e la Loop Quantum Gravity, che cercano di conciliare relatività generale e meccanica quantistica pur essendo a volte in contrasto fra di loro. E' possibile far convergere teorie che partono da presupposti così diversi? C: Questa è una domanda molto interessante. Noi abbiamo nella conferenza volutamente messo insieme scienziati sì di grande valore, ma anche su fronti opposti. Questi due approcci, appunto, si “pizzicano” tra loro nel tentare di unificare tutte le forze note in natura. Secondo la teoria delle stringhe l’interazione gravitazionale nasce dall’esistenza e dalla quantizzazione degli altri campi: un approccio estremamente ambizioso e, si deve dire, più seguito. Non potendo noi sondare sperimentalmente, per ovvi motivi, le enormi energie coinvolte nei processi che la chiamano in causa, si può dire per ora che essa ha dato grandi successi dal punto di vista matematico, siamo quasi nell’ambito della scienza speculativa. È un approccio affascinante perché riproduce la teoria della relatività generale contenendola come limite alle basse energie. La loop quantum gravity (LQG), sebbene presenti punti di contatto, è concettualmente di approccio diverso perché tratta il campo gravitazionale separatamente senza coinvolgere gli altri campi fisici. La LQG - semplificando al massimo - è un approccio molto affascinante ed elegante da un punto di vista matematico che ha dalla sua una relativa semplicità nell’ottenere risultati ma presenta lo svantaggio di essere difficilmente ricondotto alla teoria classica, anche se si ottengono risultati squisitamente non perturbativi, quindi molto interessanti. La verità è che nessuno ha in mano la teoria quantistica della relatività. Essa è il vero e proprio Sacro Graal della fisica teorica, ed è estremamente importante, ad esempio per capire cosa è successo nei primi momenti di vita dell'Universo. Quando si hanno gli elementi per capire certe cose è inevitabile volerle capire fino in fondo. Tra i relatori saranno presenti anche cosmologi che basano il loro expertise sulla loop quantum gravity, come M. Bojowald, premiato come giovane scienziato dell'anno. Vedremo un po’ che succede! I: Ci sono ancora margini di dubbio sulla relatività, se e a che livello essa è violata sperimentalmente? C: Sì, certo, come avete visto c’è una conferenza in cui Damour parlerà di questo. In realtà ci sarebbe da preoccuparsi se la risposta fosse no. Non mettere in discussione la teoria vuol dire avere una scienza sacerdotale. Ad esempio è sbagliato dire che la fisica newtoniana è sbagliata. Noi costruiamo modelli matematici. Il modello matematico della fisica newtoniana è perfettamente valido nell’ambito di certi limiti - tanto è vero che mandiamo in orbita sonde, satelliti, ecc.- Ci aspettiamo che anche la teoria della relatività abbia forti limiti di validità – ad esempio nell’ambito della teoria delle stringhe ci sono indicazioni speculative concettuali secondo cui la Relatività Generale sia solo un limite a bassa energia - che speriamo vengano messi in evidenza quanto prima. In fin dei conti un fisico è contento quando una teoria acclamata e ben accettata viene falsificata, perché significa che viene creato spazio per una nuova fisica, e quindi per un nuovo interesse. Le stesse considerazioni che hanno portato Einstein alla formulazione della Relatività Speciale sono dopo un secolo leggibili in termini più generali Il fine ultimo della fisica è proprio di fare a meno, per quanto possibile, di principi partendo da considerazioni più generali. I: Gli scienziati apprezzano la relatività anche per la sua bellezza. Nell'evoluzione storica delle teorie i principi di eleganza e semplicità sono stati alla base di quelle idee che hanno permesso il netto salto concettuale. Qual è l'idea che si sta aspetta oggi? C: Questo è un punto chiave. E' vero che c'è questa esigenza nelle teorie fisiche c'è, e lo stesso Einstein ne era un paladino: la relatività nel suo complesso è il trionfo dell' eleganza fisica e formale. Sostenere che quello della bellezza è un requisito indispensabile di validità di una teoria sarebbe una forzatura, ma il criterio bellezza uguale semplicità concettuale è una molla molto forte anche adesso. Pensiamo al Modello Standard che governa la fisica delle alte energie: esso registra un enorme successo sperimentale ma non si riscontra un'analoga bellezza concettuale: è infatti troppo ricco di parametri liberi sulla cui origine la teoria non dice nulla e ciò lo rende insoddisfacente. Confrontiamo i tentativi di quantizzare della gravità nella teoria delle stringhe e la LQG. La prima è, per certi versi, più semplice, ma ha un problema fondamentale: ad essa manca ancor un principio primo, come nelle teoria di gauge è l'invarianza di gauge, nella gravità è il principio di equivalenza, anzi è difficile persino stabilire quale si il problema in quel contesto, insomma quella cosa semplice che fa dire “ma perchè non ci si è pensato prima”, che permette di inquadrare

cento, che ha visto finire in frantumi quell'universo ed allontanarsi sempre di più il sogno deterministico. Il 1905 è l'anno della definitiva affermazione dello spaziotempo, in cui le 3 dimensioni spaziali e quella temporale si fondono in un tutt'uno inscindibile, che da lì a 10 anni si sarebbe curvato nella teoria della relatività generale (RG) per dare origine alla gravità. Il principio alla base dalla versione ristretta, l'invarianza delle leggi fisiche per osservatori inerziali (che si muovono di moto rettilineo uniforme), sarà infatti esteso nel principio di equivalenza anche a sistemi accelerati, che risultano così indistinguibili da sistemi immersi in un campo gravitazionale (motivo per cui per simulare l'assenza di gravità si possono usare aerei in caduta libera!) . Ciò deriva dalla proporzionalità tra massa inerziale e massa gravitazionale che, sebbene concettualmente distinte - la prima è indice della resistenza di un corpo a porsi in una condizione di moto, la seconda è la "carica" che sente l'azione del campo gravitazionale - si compensano determinando una accelerazione di gravità indipendente dalla massa del corpo: fortunata coincidenza che permette di descrivere gli effetti gravitazionali come dovuti alla curvatura dello spaziotempo, senza ricorrere a ulteriori forze. "La materia dice allo spaziotempo come curvarsi e lo spaziotempo curvo dice alla materia come muoversi". (Wheeler). Inchiostro: Professor Carfora, il

politecnico di Zurigo dove poi si laureò, qui a Pavia, dove il padre e lo zio possedevano una fabbrica di motori elettrici (il cui edificio è ancora esistente). Pavia occupa quindi un posto particolare nella gioventù dello scienziato. Con questo spunto di carattere storico io e mia moglie, Annalisa Marzuoli, abbiamo pensato di contattare i nostri colleghi sparsi per il mondo per dare vita ad un congresso che desse una celebrazione, del resto doverosa, alla figura di Einstein. La risposta è stata molto positiva da parte di tutti quanti e nel giro di pochissimo tempo avevamo già un nutrito gruppo di conferenzieri importanti e famosi. Pavia dà infatti inizio al grand tour dei congressi internazionali dedicati all’Anno Internazionale della Fisica: Berna (nel cui ufficio brevetti sono stati scritti tutti e cinque i lavori del 1905), Parigi, Londra, Berlino (dove a maggio si terrà la grandiosa mostra “Albert Einstein ingegnere dell’Universo” che si trasferirà a Pavia in autunno grazie, tra gli altri, al Prof. Bevilacqua)... Pavia assume anzi un ruolo leader nelle celebrazioni: i relatori presenti al congresso sono le maggiori personalità mondiali nel campo della relatività. Si è pensato anche al grande pubblico (sono previste conferenze libere, ndr) perché proprio quello è l’obiettivo dell’Anno della Fisica: coinvolgere le persone, oltre che gli addetti ai lavori. Viviamo in un periodo di fortissima pressione negativa sul mondo della cultura, con fanatismi religiosi e di altro tipo lontanissimi dalla cultura, direi, umana, non

L’anno della fisica all’ombra del Ticino
di Mattia Quattrocelli
Nel 1905, Einstein profondeva le sue energie in quello che sarebbe stato definito più avanti come il suo “annus mirabilis”, quello in cui dava luce alla teoria della Relatività, a quella del Moto Browniano e a quella dei Quanti. A cento anni di distanza, associazioni come l’Unesco indice, insieme a tutte le Università, gli enti di ricerca e le associazioni come la EPS (European Physical Society), l’Anno Mondiale della Fisica. Quali le motivazioni? E, soprattutto, quali i fini? Dalle dichiarazioni di questi ed altri enti, si legge chiaramente la denuncia di una grave disattenzione, negli ultimi anni, nei confronti di questa scienza, in particolare nella percezione pubblica. L’insieme immenso di iniziative messo in campo quest’anno, dunque, vuole esplicitamente riportare i fari sul mondo della ricerca fisica contemporanea e corroborare di nuovo il dibattito sulla sua sconfinata interdisciplinarità e sulle nuove sfide in campo teorico e applicativo. E noi? Come si pone il nostro Ateneo Ticinense sotto il vessillo dello sguardo compiaciuto di Einstein? Gli eventi in programma, organizzati principalmente dall’Università e dall’INFN, sono molti: SPACETIME IN ACTION- 100 ANNI DI RELATIVITA’ 29 Marzo – 2 Aprile Conferenza internazionale, con interventi pubblici di scienziati del calibro di Tullio Regge, sulla storia e le sfide future della relatività. NEW TRENDS IN NUCLEAR PHYSICS APPLICATIONS AND TECHNOLOGY 5-9 Settembre Meeting sui percorsi e gli orientamenti delle applicazioni tecnologiche della fisica nucleare, figlia prediletta delle teorie einsteiniane. ALBERT EINSTEIN INGEGNERE DELL’UNIVERSO 25 Ottobre – 31 Dicembre presso il Museo della Tecnica Elettrica in Via Ferrata Questa esposizione è stata promossa dall’Istituto di Storia della Scienza Max Plance di Berlino: è una mostra prestigiosa che, dopo aver girato per molte Università e centri, arriverà anche a Pavia. FISICA IN AUTOBUS : da Giugno in poi, sugli autobus cittadini, troveremo una serie di fumetti e locandine, ognuno con un “fatto” o un personaggio della Fisica. Si cerca così di interessare anche il grande pubblico e di stimolarlo con quesiti divertenti. Segnaliamo inoltre un importante simposio, che si terrà a Venezia, alla cui organizzazione contribuisce l’INFN di Pavia: 14th SYMPOSIUM ON MICRODOSIMETRY Venezia 13-18 Novembre Meeting internazionale su radiazioni ionizzanti, meccanismi molecolari, effetti cellulari e rischi da esposizione. Insomma, il quadro che esce è estremamente ricco e differenziato. Come al solito, è importante partecipare con la mente e con l’interesse e non soltanto con una firma o dei dépliants… dunque, sta a noi rendere anche questo centenario mirabilis come l’anno da cui trae origine.

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Il giornale degli studenti universitari

m per smarrirsi lungo il sentiero einsteiniano
di Luca Barzé
In questo cinquante-centenario tutto dedicato ad Einstein volevo stuzzicarvi un po', vedere di ribaltare un po' il vostro modo di vedere le cose con una piccola provocazione. Ok, cominciamo. Einstein viene tutt'oggi considerato uno dei più grandi geni di tutti i tempi, e via dicendo, le solite frasi fatte insomma. Voglio però porvi una domanda. Dopo cent'anni abbiamo imparato qualcosa da questo personaggio di cui tutti si riempiono la bocca? So già cosa state pensando. Einstein era troppo “oltre”. Spetta agli accademici capirlo e a noi tocca solo aspettare di comprare qualche nuovo aggeggio tecnologico di marca derivato da qualche ricerca. Ebbene, io vi dico che invece per quanto Einstein sia stato un genio nulla ci vieta di capire le sue teorie. Non è mica niente di nuovo, sapete? Ci siamo adattati a Galilei, a Newton, ad un sacco di gente. Credevamo nell'Iperuranio e abbiamo visto la Terra girare intorno al Sole. Nessuno sapeva cos'era l'elettricità ed ora sto scrivendo con un computer. Non solo la comunità scientifica, ma la società tutta ha ribaltato più e più volte il proprio modo di vedere il mondo in seguito ad alcuni grandi geni che in vita saranno apparsi geniali ed astrusi almeno quanto lo scienziato tedesco. Continuo. Un'affermazione pesante. Fino a che la società intera non capirà i ragionamenti di fondo, le basi, della teoria einsteiniana dubito tutto nello stesso scenario. C'è una piccola indicazione di tutto ciò nella teoria delle stringhe, cioè il principio olografico introdotto dal brillante teorico argentino Juan Maldacena, che richiama l'idea di Platone delle ombre nella caverna ... Diciamo quindi che oltre al lavoro teorico che mira alla piena comprensione dei dettagli tecnici, importante per l'avanzamento delle teorie, c'è proprio la ricerca dei principi ultimi che ci stanno dietro. I: La Relatività Generale è una specie di grande unificazione tra geometria e Fisica. Ormai la nozione di spaziotempo incurvato dalla gravità è quasi entrata nell'immaginario comune. Secondo lei potrà succedere lo stesso con gli sviluppi più esotici della teoria di cui si parlava prima? C: Io penso di sì. In generale non apprezzo molto quel giornalismo scientifico italiano, in particolare quello televisivo, perché sembra dar per scontato che il grande

E = mc . Quindi?
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che una qualche scienza possa andare da una qualche parte. Spiegazione lunga che parte da lontano in stile noioso. Stacco. La Scienza è quell'attività dell'intelletto umano che si occupa di descrivere ciò che esiste e di spiegare come avvengono i fenomeni che compongono la realtà. Scopo della scienza non è dunque quello di registrare osservazioni, ma di concatenare queste ultime usando ragionamenti facilmente concepibili da esseri umani. Col passare del tempo si rende disponibile un numero sempre maggiore di osservazioni ed è dunque necessaria una costante modifica di ciò che la scienza è. Fin qui tutti d'accordo, no? Com'è logico, quando per spiegare fenomeni mai osservati prima non sono più sufficienti teorie già esistenti, sono necessarie nuove spiegazioni. Queste nuove spiegazioni sono la maggior parte delle volte perfettamente in accordo con lo schema concettuale preesistente. Ovviamente non è tutto così lineare e semplice. Ovviamente. A volte succede l'imprevisto. In alcuni particolari momenti storici, saltano fuori nuovi fenomeni che non si possono adattare a teorie precedenti. È in questi tempi particolari che vengono proposte nuove interpretazioni dell'intero mondo. È qui che la Scienza si fa sul serio. Breve parentesi esplicativa. (Se ci fate caso quasi tutti i grandi personaggi occidentali sono contempubblico in media sia molto meno interessato e molto più ignorante di quanto in realtà non sia. Come dicevate l'idea dello spaziotempo curvo è non soltanto accettata, ma banalizzata. Quello che insegna la natura, in genere, è che se una cosa è possibile, succede. Anche se la teoria delle stringhe ha molti punti inspiegati penso che alla fine anche questa farà breccia - anche grazie ad alcuni ottimi testi divulgativi già a disposizione. Siamo abituati ad articoli di letteratura o altre discipline che spesso sono poco più che parole in libertà, per di più difficili da tradurre in lingue diverse dall'italiano, in cui spesso è più apprezzato ciò che suona meglio piuttosto che quello che è più significativo. Penso che la cultura scientifica ci insegni una sorta di nuovo umanesimo della lingua: si ridarà dignità alla lingua e al significato di quello che si dice e si scrive. I: Tra fisica e matematica c'è sempre stato un interscambio molto proficuo per entrambe. poranei o quasi). D'un botto cade lo schema concettuale al quale tutte le teorie scientifiche fanno riferimento, il cosiddetto paradigma. La totalità dei fatti viene reinterpretata in una maniera totalmente diversa. Gergo tecnico, ma particolarmente espressivo: “Rivoluzione scientifica”. Nel momento in cui avviene una rivoluzione scientifica, gli scienziati cominciano a vedere il mondo in un modo totalmente diverso. Libri di testo, pubblicazioni ed invenzioni conterranno in un qualche modo i concetti fondamentali delle nuove teorie. La società tutta sarà quindi lentamente portata a modificare la sua visione del mondo ed a adattarsi al modo di pensare del nuovo paradigma. Se tutto questo non accade significa che una serie di fenomeni vengono analizzati in modo sbagliato. Arriviamo al giorno d'oggi. In campo ingegneristico, medico, biologico e via dicendo, nei grossi settori di ricerca contemporanei per intenderci, i concetti fisici di fondo sono esattamente quelli antecedenti ad Einstein. A questi immensi settori della vita comune si devono adattare gli insegnamenti di grado medio-basso, nonché la maggior parte degli insegnamenti di alto livello. Nessuno pensa in termini einsteiniani, in parole povere. Dopo Newton la Terra cominciò a girare intorno al sole. Dopo Einstein cosa s'è fatto? Fine stile noioso. Poi le conclusioni. Siamo forse in un momento in cui le idee fisiche richiedono alla matematica una nuova potenza. Quali necessità in tal senso si presentano attualmente? C: Non credo sia proprio così. Noi fisici non andiamo all'emporio della matematica: tra fisica teorica avanzata e matematica ormai non c'è più distinzione. Non a caso ad esempio Ed Witten, uno dei max teorici della teoria delle stringhe, sia stato insignito della medaglia Fields (massima onorificenza per i matematici, ndr)

E allora perché non si vuole insegnare questo Einstein? La risposta non è tanto complicata. Ragionare secondo nuovi schemi costa. C'è poco da fare. Modificare strutture preesistenti costa, stampa di nuovi libri di testo, aggiornamenti e ricircolo della classe docente e via dicendo. Per di più è un'enorme perdita abbandonare ragionamenti consolidati e già pronti per l'uso in funzione di altri che nemmeno si sanno sfruttare al massimo delle loro potenzialità. I guadagni futuri sono ovviamente tanti e assicurati. Ma ce lo vedete un qualche governante mettere nella “finanziaria” la voce “insegnamento”? La cultura, e tanto meno la scienza, soprattutto in Italia non sono di moda, non fanno voti, solito discorso, non a breve termine. Fintanto che la situazione permane in questo stato nessuno capirà realmente i fenomeni che lo circondano quando Einstein li ha già spiegati. Diretta conseguenza di ciò è che la scienza nei suoi concetti fondamentali rimane come fossilizzata. Scommetto che ben pochi fra voi riescono a farmi un nome di un fisico successivo ad Einstein famoso quanto è stato lui, eppure si dice che siamo nell'era della tecnologia e della scienza. Dovremmo essere pieni di scienziati, non credete? Concludo infine con un punto di domanda con cui spero di darvi qualcosa su cui riflettere. Se non capiamo ciò che è stato detto cento anni fa, come speriamo di capire qualcosa di nuovo, come possiamo pensare di andare da qualche parte? nel 1990. Oltre tutto è richiesto un backup matematico notevole: il ruolo di quest tipo di fisico di punta, che richiede un intuito e un'immaginazione davvero sorprendenti, è di formulare congetture che spesso spetta ai matematici dimostrare. In tali settori di frontiera si vede come tra fisica e matematica le cose vadano di pari passo. I matematici stessi sperano in evoluzioni della teoria delle stringhe, perché esse inevitabilmente portano con sé stimoli e indicazioni per battere nuove strade nello sviluppo degli stessi strumenti matematici, che

diventano via via più potenti. Si possono fare addirittura esempi di sviluppi squisitamente matematici (penso, per rimanere nell'ambito delle stringhe, a quelli in geometria algebrica) sviluppati prima in ambito fisico e solo dopo presi in considerazione dai “professionisti”. C'è insomma, per usare una parola un po' inflazionata, una sinergia tra i due ambiti, come del resto è tipico in generale di tutti i settori di frontiera. La fisica teorica moderna (non uso l'aggettivo “speculativa”, a volte connotato negativamente...) è per certi versi, al pari della matematica, una forma raffinata d'arte. Essa richiede una dose di fantasia creativa che va ben oltre quella del più bravo pittore o del più bravo letterato, fantasia che deve rispettare criteri di scientificità ben precisi ma sicuramente molto ampi, addirittura più ampi di quelli bene o male imposti ad un'opera d'arte dal milieu sociale che circonda l'artista. La separazione tra arte e scienza è un fatto relativamente recente ed è un prodotto dei vincoli posti non tanto alla scienza quanto all'arte. Cosa è arte è molto rigidamente stabilito ormai di anno in anno: fare arte rispettando i criteri di 20-30 anni fa anziché quelli odierni non è più fare arte, ma è fare kitsch. La fisica odierna è veramente “fantasia al potere”, e i suoi risultati non possono non colpire chi ha un animo artisticamente sensibile I: Si torna quindi al discorso della bellezza delle teorie fisiche... C: Certamente, ma si tratta di un bello in senso molto ampio, il bello della creatività dell' ingegno umano. Senza voler dare un'immagine retorica, voglio mettere in evidenza il fatto che io come altri colleghi mi sento colpito da come certa filosofia anche recente spiana la fisica su categorie puramente tecnologiche, senza rendersi conto della potenza creativa non tanto della scienza, ma dello stesso pensiero umano di cui la scienza è una delle frontiere. Quindi parliamo pure di senso estetico, non in senso artistico, ma in un senso forse più vasto. così come la latitanza di quella pubblica, derivano, a mio parere, dal radicamento, nella maggioranza della popolazione, del pregiudizio secondo il quale se non ci sono ricadute pratiche immediate un investimento è del tutto futile. Spesso “l’italiano medio” considera, infatti, una laurea in Fisica o in Matematica come poco più una stramberia alla cui “utilità” non vale la pena nemmeno di pensare. Sfatiamo, allora, questo falso mito che costringe una buona maggioranza dei miei compagni di studi a far finta di nulla quando, dopo aver dichiarato l’oggetto dei propri studi, notano, sulla faccia dell’interlocutore occasionale, un’espressione mista fra sconcerto e orrore. Physics is like sex. Sure, it may give some practical results, but that's not why we do it. (Richard Feynman)

I Panda della scienza
di Nicola Bassan
Gli studenti in fisica sono ormai considerati “in via d’estinzione” in Italia. Il Ministero mette a disposizione ogni anno un fondo che sovvenziona anche le immatricolazioni agli svariati corsi di laurea in Fisica presenti nel nostro paese. La Fisica nel paese dei Ragazzi di via Panisperna è una delle materie più ignorate dagli studenti (1500 immatricolazioni circa) e questo in prospettiva si tradurrà probabilmente in una enorme perdita di competitività dell’Italia. Risulta necessario domandarsi quali siano le cause di un disinteresse verso materie così affascinanti come Fisica, Matematica, Chimica e Statistica. Una motivazione, spesso citata dai più, sono le scarse possibilità di impiego. In effetti un fisico che, effettivamente, voglia fare il suo lavoro ha ben poche alternative. Innanzitutto i posti in università e negli enti di ricerca sono ben pochi; i primi, poi, sono in continua contrazione, per rispettare i tetti di spesa e i vincoli di bilancio. La ricerca pubblica, insomma, anche a causa dell’assoluto disinteresse di chi ci governa, è ormai ridotta ad accontentarsi di poche briciole. Inoltre, a causa dell’assenza dell’industria italiana in questo settore (troppo impegnata in operazioni finanziarie di dubbio esito) a chi ha appena concluso i suoi faticosi studi si prospetta o una carriera universitaria quasi impossibile o l’insegnamento nelle scuole oppure la scelta della fuga all’estero (scelta che tutti gli studenti attuali sanno di poter essere chiamati a compiere prima o poi). L’assenza della ricerca privata,

Smettila di dire a Dio cosa deve fare (Niels Bohr)

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Il giornale degli studenti universitari

Paroliere
Amici?
di Elisa Perrini
Meditando su cosa scrivere quest’oggi, ho iniziato a pensare ai falsi amici, meglio conosciuti come false friends, ma anche faux amis o falsos amigos. Subito mi è venuto in mente il classico ingl. cold, ted. kalt che tutti sappiamo significare il contrario di caldo, ciononostante ogni tanto ci scappa nel posto sbagliato… Proseguendo negli strani sentieri della mente ho incontrato ingl. compass, ted. Kompass che vogliono dire bussola, in spagn. brújula – da non confondere ovviamente con la nostra brugola. Spero che in questo marasma di parole non stiate perdendo l’orientamento (ma che simpatica!). Nel caso steste cominciando a credere che tra inglese e tedesco non ci sia alcun tranello, eccovi la smentita: cosa ne dite di hell? Sì, forse l’inferno è molto chiaro a causa del fuoco che l’illumina, ma se volete mandarci qualche “crucco” dite Hölle: vi capirà certamente meglio. Mi sono poi imbattuta nel ted. Regal che vuol dire scaffale, ma regalo in ingl. si può dire gift, che maiuscolo in tedesco significa veleno, oppure present che mantiene la stessa polisemia che in italiano e in spagnolo (tempo e regalo). Magari adesso vi siete convinti che l’italiano e lo spagnolo, essendo così simili (solo per i profani!!), non creino alcun problema nell’apprendimento dei vocaboli: “ma sì, è come in italiano!”. Ragazze, quando diventate tutte rosse, non sapete cosa dire e vi vergognate tantissimo non usate il termine embarazada: potrebbe portare a spiacevoli equivoci. Per non parlare di salir, che detto da una parte dei Pirenei significa sporcare e dall’altra uscire; salire, invece, si traduce monter e, rispettivamente, subir: una catena di falsi amici, insomma! Per rimanere in tema, concludiamo con un’altra catena. L’inglese canteen e il francese cantine significano mensa, la cantina in francese è la cave, da non confondere con cava che in spagnolo vuol dire spumante. Ma ora vi saluto con qualcosa di quasi internazionale e inequivocabile: ciao!

Andrea De Carlo - Int
di Matteo Pellegrinuzzi
Il 2 marzo scorso Andrea De Carlo è tornato dopo dieci anni a Pavia, e lo ha fatto con un incontro tra musica e parole durante il quale, accompagnato dall’amico Arup Kanti Das, ha eseguito una decina di pezzi tratti dai suoi due CD. È stata l’occasione per il pubblico universitario, ma non solo, di incontrare uno degli autori più amati dai giovani. Nel corso della serata Andrea ha risposto alle domande ed ha presentato il suo nuovo libro: Giro di Vento. Noi di INCHIOSTRO lo abbiamo incontrato per voi. Inchiostro: A ormai 25 anni dal primo romanzo, Treno di Panna, considera il “mestiere” di scrivere come un lavoro o come un divertimento? De Carlo: Entrambe le cose. Chiaramente è un lavoro perché si tratta di imparare un mestiere, quindi c’è una componente artigianale, come in qualunque lavoro uno faccia. Però poi, in questo caso, è anche un piacere, naturalmente; sono due aspetti che si mescolano. Inchiostro: Quali sono le attività di Andrea De Carlo tra la fine di un libro e l’inizio di un altro? De Carlo: Di solito faccio tutto salvo che scrivere: mi piace andare in giro, viaggiare. Questi incontri, ad esempio, sono pretesti per andare in giro. Poi fare musica con un amico come Arup Kanti Das, che è poi un grande musicista; perciò c’è anche il piacere di condividere un’esperienza con altri e non piacciono molto, però, vanno dai grandi russi dell’800, Tolstoj, Dostoievskji, poi Kafka, fino a Scott Fitzgerald, e agli scrittori contemporanei nordamericani… insomma un cocktail abbastanza vario! Inchiostro: E quali invece i film del cuore - esclusi quelli a cui lei stesso ha lavorato? De Carlo: Mah, sono tanti: da 8 e ½ di Fellini, Blow Up di Antonioni, Nashville di Altman… Inchiostro: Questi elementi influenzano, in qualche modo, la sua scrittura? De Carlo: Sì, credo che il linguaggio del cinema influenzi qualunque scrittore viva oggi: se una persona scrive, non può non tener conto dell’esperienza del cinema, mezzo che ha un linguaggio molto innovativo; lo scrittore, quindi, non è influenzato solamente da altri scrittori, ma anche da tutti i differenti linguaggi che vi sono. Inchiostro: Ma, in particolare, i suoi gusti a livello più personale, cinematografici o letterari che siano, ovviamente influenzano la sua scrittura… De Carlo: Sì, ma non nel senso che costituiscono dei modelli. Questo l’ho capito da subito: non ha senso avere un modello da tentare di riprodurre perché comunque sarebbe soltanto una copia miserevole. Secondo me, uno scrittore assimila una serie di influenze e poi lavora in un altro modo, questo è il rapporto secondo me sano.

Il viaggiatore
di Fabrizio Vaghi
Capita spesso che un viaggiatore si innamori di un luogo, di una località, di un Paese, ma mai come in Islanda potrà innamorarsi di un solo suo aspetto tralasciando tutte le svariate sfaccettature di questa incredibile e meravigliosa isola. Nota spesso con l’appellativo “isola di ghiaccio e di fuoco” per la sua sorprendente dualità, l’Islanda contrappone agli scorci tipicamente artici (popolati da ghiacciai e iceberg), una intensa attività vulcanica che si manifesta in superficie con spettacolari fenomeni geologici (geyser, solfatare, vulcani attivi, campi lavici, canyon). Un viaggio in Islanda significa un idilliaco percorso attraverso la natura di uno dei luoghi più belli del mondo, situata appena al disotto del circolo polare artico e relativamente a pochi chilometri dalla Groellandia. Percorrendo il perielio dell’Isola ci si trova di fronte a bellissime cascate colorate da velati arcobaleni (Gullfoss, Skogafoss, Svartifoss, Godafoss, Dettifoss); all'enorme ghiacciaio Vatnajokull, il più grande d'Europa; allo Skeidararsandur, ovvero il più grande sandur (delta glaciale) d'Islanda; allo Jokulsarlon, un azzurissimo lago disseminato da iceberg che galleggiano e affondano fragorosamente nel lago; si può camminare sui diversi campi lavici e nella caldera dei vulcani, vicini alla lava fumante e a bacini d'acqua sulfurea; si può assistere (ogni 8 minuti) alle regolari esplosioni di uno dei Gayser della località Geyser. A ciò si contrappone la presso-

Meraviglie d’Islanda
minazione con lingue straniere. La grammatica è molto rigida, ricca di dittonghi e coniugazioni, perfino i nomi propri e i sostantivi vengono coniugati. L’attenzione alla propria identità linguistica si manifesta nel divieto di battezzare un bambino con un nome straniero; in aggiunta a questo c'è da sottolineare che in Islanda non esistono i cognomi, ogni persona costruisce il proprio cognome con il metodo patronimico, ovvero con il nome di battesimo del padre con l'aggiunta del suffisso "son" se si tratta di un maschio (significa infatti figlio) oppure "dottir" se si tratta di una femmina. Ciò significa che i membri di una stessa famiglia avranno lo stesso cognome solo se sono fratelli o sorelle. Considerando il fatto che la popolazione islandese si aggira intorno alle 170.000 persone, esiste soltanto una guida telefonica per tutta l'Islanda, in cui le persone vengono ordinate alfabeticamente per nome di battesimo, non per patronimico. Se per caso voleste diventare cittadini islandesi ricordate che la cittadinanza viene rilasciata a patto che il vostro cognome venga cambiato, adottando un cognome islandese. Sicuramente, a mio avviso, uno degli stati più fantastici d’Europa, di cui conserverò sempre vivo uno straordinario ricordo che spero serva a illustrarvi quanto sia splendido viaggiare, consapevole che uno svariato numero di aggettivi non basterebbero a descrivere le entusiasmanti meraviglie d’Islanda.

ché assenza di città, difatti soltanto due centri abitati superano i 20.000 abitanti, gli altri centri (collocati in prossimità delle coste) hanno una popolazione inferiore ai 3.500 abitanti, di cui la maggior parte conta solo poche centinaia di persone. Un altro aspetto piuttosto controproducente per qualsiasi viaggiatore è l’onere monetario, difatti l’Islanda è considerata uno degli stati più cari al mondo, i prezzi del cibo, degli alloggi e di ogni bene di prima necessità sono veramente proibitivi e un viaggio di una settimana in Islanda può risultare un vero e proprio salasso. Un viaggio che seppur carissimo appaga il cuore del viaggiatore, lo cattura e lo seduce con le differenti meraviglie che l’Islanda offre. A prescindere dagli scenari lunari che si incontrano (distese a perdita d’occhio di campi lavici coperti da soffice muschio) ci si ritrova a percorrere la strada circolare numero 1, l’unica strada completamente asfaltata (salvo pochi tratti) che percorre il perimetro dell’isola. Le altre strade sono quelle che portano verso i centri abitati limitrofi alla strada circolare; vi sono poi strade sterrate che conducono all’interno dell’isola percorribili soltanto dai fuoristrada (e contrassegnate dalla lettera F). Una ulteriore curiosità sull’Islanda può riguardare la sua lingua: l’islandese (molto simile al norvegese antico, il norreno, la lingua dei colonizzatori vichinghi). Gli islandesi amano a tal punto le proprie tradizioni da difendere il proprio patrimonio linguistico dalle conta-

Andrea de Carlo e Arup Kanti Das essere di nuovo da soli a parlare. E poi… leggo, vedo film, viaggio. Inchiostro: Quello che accade in questo lasso di tempo contribuisce alla nascita del romanzo successivo? De Carlo: (ridendo) Sì, infatti non ho mai capito gli scrittori che finito un libro “attaccano” subito con l’altro, perché poi di cosa scrivono?!? Inchiostro: Nei suoi libri, compaiono spesso citazioni musicali, mentre la letteratura non è mai citata, se non per i libri pubblicati dai protagonisti; ma nella sua biblioteca quali sono i libri principali? De Carlo: Sono molto eclettico nelle letture; gli autori che mi Inchiostro: I suoi romanzi le suscitano sensazioni diverse, mentre vi lavora? De Carlo: Ah, sì, questo senza altro! Sì, anche perché, da un lato, nascono da un clima diverso ad ogni nuovo romanzo; poi la storia che comincio a scrivere, a sua volta, produce un clima, un’influenza. Inchiostro: Ce n’è uno che l’ha fatta divertire scrivendolo o che l’ha fatta soffrire, magari per i ricordi che andava a rivangare? De Carlo: Ma, non so; per esempio Due di Due è un libro che mi ha fatto anche soffrire, anche perché era un arco di tempo molto lungo; lavorare su vent’anni della vita di due persone era anche un impegno

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Il giornale degli studenti universitari

tervista all’autore di Due di Due
quasi ossessivo che costava molta fatica e sofferenza. Poi ci sono libri diversi… per esempio, è molto divertente lavorare con personaggi un po’ antipatici, per esempio, in quest’ultimo, Giro di Vento, ce n’è un paio che erano personaggi volutamente antipatici e mi divertiva moltissimo lavorare con loro. Inchiostro: La sua attività in questi ultimi tempi si è mescolata con elementi di altre arti. Nell’ultimo libro, in particolare, con la musica (dopo I Veri Nomi) e con l’immagine fotografica… Come si intersecano queste attività? Ad esempio, nei suoi romanzi ci sono spesso citazioni di musiche molto diverse da quelle che lei compone e suona. De Carlo: Mah… credo che faccia bene a chiunque faccia qualcosa di creativo frequentare altri linguaggi: il rischio è sempre quello di stare chiusi in un solo ambiente e pensare che quello sia il mondo, pensare che sia tutto. Invece, quando si frequentano altri campi si sa che non è affatto così. È in più puoi prendere da questi altri campi degli elementi che usi nel tuo campo, quindi è una ricchezza, ma anche un modo di “nutrire” quello che fai. Inchiostro: In molti suoi romanzi, c’è una forte amicizia tra due protagonisti pensabili come quelle che potrebbero essere le due facce della stessa persona. Questo genere di amicizia è esistita anche nella sua realtà? De Carlo: Sì, anche se nella realtà poi è sempre un affare diverso, perché un romanzo non fa che selezionare alcuni elementi della realtà; per cui, per esempio, un’amicizia è sempre più pura, un amore più essenziale ed è più analizzabile. Mentre nella vita tutto tende un po’ a disperdersi; i tempi si allungano. I rapporti, ad esempio di Guido e Mario (Due di Due) o di Livio e Marco (Di Noi Tre), sono in un certo senso un po’ idealizzati, poi nella vita non è quasi mai così. Inchiostro: Per quanto nei suoi libri non si possa riconoscere un filo conduttore che leghi tutta la carriera, ce n’è uno che più si discosta dal suo stile, che è poi quello che è stato meno apprezzato dal pubblico, Pura Vita. De Carlo: Sì, sicuramente è quello che è stato apprezzato meno, nel senso che è un po’ anomalo rispetto agli altri. È scritto in un modo diverso perché è un libro costruito solo da dialoghi. Ha pochissimo di quella che è forse la mia caratteristica principale, le descrizioni. Anche perché avevo voglia di prendermi una vacanza anche da me stesso, quindi ho scritto un libro che avesse degli elementi diversi da quelli che avevo utilizzato fino ad allora. Inchiostro: È nato in un contesto diverso, in un momento particolare? De Carlo: È nato dalla vita, nel senso che era un libro basato molto sui fatti, su delle cose vere ed era nato anche dalla voglia, non solo di liberarsi dall’abituale, ma dal desiderio di uno scrittore di sperimentarsi su strade diverse, perché è troppo facile andare dove sai che tutto funziona bene. Inchiostro: Dopo le varie esperienze e soprattutto dopo la realizzazione filmica di Treno di Panna, pensa di tornare un giorno alla regia di un film? De Carlo: Sì, adesso ho un progetto di un film proprio da Giro di Vento, però non è mai facile montare un film, perché ha bisogno di soldi, a breve saprò se ho avuto quel finanziamento ministeriale che di solito è la base per costruire tutto, e poi vederemo. Il progetto c’è e la sceneggiatura è pronta da tempo. Inchiostro: Qual è la percentuale di scrittura istintiva rispetto a quella di lavorazione e rielaborazione ragionata? Detto più semplicemente, le pagine vengono scritte istintivamente e lasciate tali e quali o sono successivamente riscritte cambiando elementi, allungando e rivedendo la lavorazione iniziale? De Carlo: Il mio è proprio un misto di istinto e di razionalità. Una scrittura a passaggi successivi, quindi ci sono sempre varie stesure e via via riesco poi a raggiungere quello che volevo, però non è affatto una cosa che succede immediatamente. Inchiostro: Ci sono due personaggi che credo le abbiano dato tanto dal punto di vista sia professionale che personale: Federico Fellini e Italo Calvino. Come li ricorda? De Carlo: Calvino è stato fondamentale perché senza di lui non avrei probabilmente mai pubblicato niente, nel senso che lui è stato l’unico a rispondermi quando faceva il consulente siamo visti spesso anche dopo. È stata un’amicizia molto più vissuta, mentre con Calvino, non è stata un’amicizia, ma un incontro fondamentale. Inchiostro: Prima di Treno di Panna, lei ha scritto due romanzi. Questi sono tuttora inediti, sono stati distrutti, sono diventati parte di qualcos’altro? De Carlo: No, sono rimasti lì e credo che rimarranno sempre lì, proprio perché erano due primi tentativi che dovevo fare. Inchiostro: Come dove e quando scrive De Carlo? Su carta o direttamente in digitale? De Carlo: Scrivo con un computer portatile. In orari più o meno normali, non scrivo mai di notte, ma l’unica cosa di cui ho bisogno è di avere uno spazio silenzioso intorno, poi mi sono abituato a scrivere più o meno dappertutto, l’unica cosa che non posso sopportare è di stare in mezzo al caos mentre scrivo, questo è abbastanza normale, credo. Inchiostro: Lei è un difensore della natura, almeno così traspare dai suoi libri e dalle sue attività, l’adesione alla campagna di Greenpeace, per esempio. A questo proposito: è o è mai stato vegetariano? De Carlo: Diciamo che sono tanti anni che ci sto pensando e mi ci sto avvicinando sempre di più, però non sono totalmente vegetariano, anche se mangio pochissima carne. Comunque lo sono stato per due anni, in passato. Inchiostro: Dopo aver viaggiato per il mondo ed aver vissuto in moltissimi posti per più o meno tempo, ha trovato un suo equilibrio o è ancora un vagabondo? De Carlo: Un posto definitivo non l’ho ancora trovato, ma ho

Quattro mesi di MU.SA a Cremona
di Emma Stopelli
No, non è il titolo di un nuovo film e neppure si tratta di un evento fieristico. Quattro mesi è il tempo stimato per la fase sperimentale del progetto “MUsicologia a favore della SAlute”, in arte MU.SA, che vede coinvolta dal 18 Gennaio 2005 proprio la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia a fianco dell’Azienda Ospedaliera di Cremona. La cultura dunque a Cremona veste il camice bianco e si avvia a turni nei reparti di Pneumologia, Medicina Trasfusionale, Medicina Oncologia e Radioterapia dell’Ospedale cittadino. Ma quali gli obiettivi e le modalità? Naturalmente il primo scopo di questa importante iniziativa è “fare cultura in modo socialmente utile” e in questo caso l’obiettivo è il miglioramento della qualità della degenza dei pazienti ospedalizzati, colmando in primo luogo gli abbondanti tempi vuoti nelle giornate dei ricoverati con arricchenti proposte formative, esperienze di scambio e confronto, di riflessione. Attorno al tema centrale della leggerezza, scelto come “contrappasso” alla vocazione del luogo prescelto, la Facoltà di Musicologia ha formulato quattro proposte d’intervento partendo da alcuni ambiti disciplinari previsti all’interno della propria offerta formativa: letteratura italiana, cinema, musica e arte. Le proposte, animate in questi quattro mesi dai docenti delle rispettive materie e da un numero ristretto di studenti, spaziano dalla contestualizzazione e lettura di classici della letteratura, alla introduzione, visione e analisi di film, da guide all’ascolto musicale a lezioni-concerti. Qualora al termine del periodo di prova la risposta fosse positiva e l’iniziativa venisse promossa a pieni voti, MU.SA potrebbe estendersi dal prossimo autunno a altri reparti dell’Ospedale e strutturarsi in maniera più articolata così da richiedere anche l’adesione di quanti altri, docenti e studenti della Facoltà pavese sita in Cremona, fossero interessati a prenderne parte. Non uno dunque, ma quattro in bocca al lupo al neonato MU.SA, perché la sua riuscita potrebbe forse significare e manifestare concretamente che la salute e il benessere oggi giorno non sono solo fattori fisici. Già Italo Calvino d’altronde venti anni fa, nelle sue Lezioni americane, suggeriva che solo tramite un “agile salto improvviso del poeta-filosofo” ci si può sollevare dalla “pesantezza del mondo” (e dei corpi, aggiungiamo noi) e, in qualche modo, sopravvivergli.

La cognizione dell’odore
Alla fine del fuoco. E poi, c'erano stati gli anni della città del fuoco. Gli anni del salto nel cerchio di fuoco che divide, con acuminate lingue di imperativi strani, il pantano verminoso e buchiforme e linguacciuto del potere dall'isola perduta del rifiuto, l'isola di Bartleby scrivano, l'isola del NO. Anche l'università era finita, con il suo pezzo di inutile carta, e le sue notti di non inutile studio e sacrificio, di sonno diottrie capelli e illusioni. Non finirono le città del fuoco che rendono puri i già puri, e li abbrustoliscono, e li scarnificano, negli uguali giorni che li dividono dall'ultimo uguale giorno, uguale approdo di giusti e ingiusti, di bruciacchiati e illesi, fino all'ultimo istante che tutti i fuochi vanifica nell'uguale paura. La vita era quasi passata. Sarebbe andata anche lei sotto la terra dei vivi. Anche lei calpestata dopo aver calpestato: incredibile. La legge era, per la prima volta, ingiustamente uguale per tutti. Alla fine del fuoco era l'applauso del silenzio a ridere dell'improbabile acrobazia. S.N.

Piazza del Lino - Pavia - tel. 0382.984759 email: redazione@inchiostro.unipv.it - internet: inchiostro.unipv.it Numero 16 - 21 marzo 2005 - Il giornale degli Universitari Iniziativa realizzata nell’ambito del programma dell’Università di Pavia per la promozione delle attività culturali e ricreative degli studenti (A.C.E.R.S.A.T.) Direttore: Luna Orlando (luna@) Hanno collaborato: Emma Stopelli, Lorenzo Fermi, Luca Barzé, Nicola Bassan, Ilaria Bonfante, Anna Chiara Prato, Simone Leddi, Daniela Scanu, Andrea Pozzi, Giulio Assanelli, Sara Natale. Disegni: Nemthen Immagine di copertina: artist's concept by Douglas Johnston (JPL) Grafica: Alessio Palmero Stampa: Industria Grafica Pavese s.a.s.
Registrazione n. 481 del Registro della Stampa Periodica Autorizzazione del Tribunale di Pavia del 23 febbraio 1998 Tiratura: 2000 copie Questo giornale è distribuito con la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike. Stampato su carta riciclata. Fondi Acersat “Inchiostro”: 10.000 Euro annui.

Andrea de Carlo e Arup Kanti Das editoriale di Einaudi. Personalmente ci siamo visti molto poco perché era molto schivo, ed io anche. Ero molto timido. Ci siamo visti in realtà soltanto tre o quattro volte e abbiamo parlato pochissimo, perché lui non parlava quasi. Era invece molto esuberante al telefono oppure per lettera. Con Fellini, invece, è stata molto più una “frequentazione” nel senso che siamo stati molto amici, e ci siamo molto visti, perché ho lavorato con lui per il film E la nave va, ma poi ci un posto che mi piace, che è la campagna delle Marche dove sto di base da un po’ di anni, quindi… diciamo che quello è il posto più vicino al mio “ideale”, però poi sono sempre alla ricerca di altro. Matteo Pellegrinuzzi ringrazia Andrea De Carlo per la disponibilità dimostrata, la cortesia del suo ufficio stampa, Luna Orlando e Stefano Caneva per il supporto tecnico.

Redazione: Valerio Ciampi Nicola Cocco Alba Chiara De Vitis (alba@) Tommaso Doria Antonio Lerario Pierluigi Malangone Laura Omodei Alessio Palmero (alessio@) Federica Pauletich Matteo Pellegrinuzzi Elisa Perrini (elisa@) Leonardo Pistone (leo@) Mattia Quattrocelli (mattia@) Marzio Remus Antonella Succurro (anto@) Maria Chiara Succurro (mari@) Fabrizio Vaghi (fabri@) Stefano Valle (stefano@) dopo @ ci va inchiostro.unipv.it

Non solo Dio gioca a dadi, ma li getta laddove non possiamo vederli (Richard Feynman)

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AGENDA dal 21 marzo al 10 aprile
CINEMA
Martedì 22 marzo 2005 - Ore 22.30 INFERNO Di Dario Argento, 1980 Versione incensurata di 107’ CSA Barattolo - via dei Mille 130, Pavia Per informazioni: tel. 0382-21293, www.ecn.org/barattolo Mercoledì 23 marzo INDIE 9 - Desideri Ore 20 MARE DENTRO di Alejandro Amenabar Ore 22 CONFIDENZE TROPPO INTIME di Patrice Leconte giovedì 24 marzo - ore 20.00 MAI MORTI con Bebo Storti Introduce la serata: Sergio Fogagnolo (presidente del Comitato dei 15 di P.le Loreto). CSA Barattolo - via dei Mille 130, Pavia Per informazioni: tel. 0382-21293, www.ecn.org/barattolo martedì 29 Marzo - ore 22.30 IL VENTRE DELL’ARCHITETTO Di Peter Greenaway, 1987 CSA Barattolo - via dei Mille 130, Pavia Per informazioni: tel. 0382-21293, www.ecn.org/barattolo Mercoledì 6 aprile INDIE 9 - Est est est Ore 20 FERRO 3-LA CASA VUOTA Kim Ki-duk Ore 22 2046 di Wong-Kar Wai

MUSICA CLASSICA
Lunedì 21 Marzo 2005 ore 21.15 NOTE MINIATE Rifiorir d'antichi suoni Maria Cecilia Farina, organo Con la partecipazione del Coro del Collegio Ghislieri Chiesa di S. Luca – Corso Garibaldi, Pavia Martedì 5 aprile 2005 Ore 21.00 Stagione Teatrale 2004-2005: Operetta La Compagnia Corrado Abbati in: SOGNO DI UN VALZER di Felix Dormann e Leopold Jacobson Regia di Corrado Abbati Musiche di Oscar Straus Per Informazioni: Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 – Pavia tel. 0382-371202 www.teatrofraschini.it Venerdì 8 aprile 2005 ore 21.00 Stagione 2004-2005: Musica Sinfonica Concerto dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali Direttore: Gabor Otvos Oboe: Paolo Mandelli Musiche di: Bartòk,Strauss, Mozart Teatro Cagnoni - Corso Vittorio Emanuele II, 45 - Vigevano Per informazioni: Pro Loco, tel. 0381-690269

DANZA
Giovedì 31 marzo 2005 - Ore 21.00 Stagione Teatrale 2004-2005: Danza Stanislavskij Ballet presenta: DON QUIXOTE musiche Ludwig Minkus coreografie Alexander Gorsky Balletto in 3 atti e 7 scene Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 - Pavia Per Informazioni: tel. 0382-371202 www.teatrofraschini.it 9 - 10 aprile Sabato 9, ore 21.00 Domenica 10, ore 15.00 Stagione Teatrale 2004-2005: Danza Ballet de l'Opéra de Nice presenta: COPPELIA musiche Léo Delibes coreografie Marc Ribaud Balletto in due atti e tre scene Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 - Pavia Per Informazioni: tel. 0382-371202 www.teatrofraschini.it

CONFERENZE
Lunedì 21 Marzo 2005 - Ore 21.15 FINALITÀ DI ACCERTAMENTO E GARANZIE COSTITUZIONALI NEL PROCESSO PENALE: QUALI RIFORME? a cura di Vittorio GREVI DISCIPLINA DELLA PRESCRIZIONE DEL REATO E «RAGIONEVOLE DURATA» DEL PROCESSO Giovanni KESSLER, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Giorgio MARINUCCI, dell'Università di Milano Gaetano PECORELLA, presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati AULA GOLDONIANA DEL COLLEGIO Ghislieri – Piazza Ghislieri 5, Pavia Martedì 22 Marzo - ore 15,00-17,00 Incontri formativi TRAUMA E MEMORIA: DISTORSIONI METACOGNITIVE Prof. T. Vecchi - Università degli Studi di Pavia Aula Magna della Questura di Pavia Via Rismondo 68 - Pavia Martedì 29 Marzo - Sabato 2 Aprile Sede Convegno Internazionale SPACETIME IN ACTION. Aula del ‘400, Cortili del Palazzo Centrale e Saloni del Rettorato del Palazzo Centrale dell'Università di Pavia Per informazioni: 0382/987442 giovedì 31 marzo - ore 18.00 “A. Einstein: un universo da scoprire”: LA RELATIVITÀ: SPAZIO E TEMPO IN AZIONE prof. T. Regge Sala Bianca dell'Almo Collegio Borromeo – Piazza Borromeo 9, Pavia Mercoledì 6 aprile 2005 - ore 17.30 I mercoledì filosofici del Maino Laura Valentini (University College of London) LA NATURA DELLA GIUSTIZIA Collegio Universitario Giasone del Maino-Via Luino, 4 - 27100 Pavia Tel. 0382.376511 www.collegiodelmaino.com Mercoledì 6 Aprile ore 21.00 Dipartimento di Filosofia, Dipartimento di Psicologia e Collegio Ghislieri Ciclo di Seminari Marzo-Novembre 2005 ATTACCAMENTI MULTIPLI COME CONTESTI DI OSSERVAZIONE Ne discutono: Rosalinda Cassibba, Università di Bari Maria Assunta Zanetti, Università di Pavia Daniela Scotto diFasano, Società Psicoanalitica Italiana Collegio Ghislieri - Aula Goldoniana - Pavia Mercoledì 6 Aprile - ore 21,0023,00 Ciclo di conferenze QUATTRO PASSI NEL MISTERO organizzato dal Comitato Italiano Controllo Affermazioni sul Paranormale, gruppo Lombardia LA SPADA NELLA ROCCIA Relatore: Luigi Garlaschelli, CICAP Aula del '400 del Palazzo Centrale dell'Università di Pavia Giovedì 7 Aprile Seminario Internazionale LA COMUNE DE PARIS: CAUSES ET CONSEQUENCES. Aula Foscolo del Palazzo Centrale dell'Università di Pavia Per informazioni 0382/984514 Giovedì 7 Aprile - ore 15,00-17,00 Incontri formativi ASCOLTO NECESSARIO: UN’ESPERIENZA DI PERIZIA MINORILE Dott.ssa Rostagno - Psicoterapeuta - Perito presso il Tribunale Minori di Torino Aula Magna della Questura di Pavia Via Rismondo 68 - Pavia Lunedì 11 aprile 2005 Ore 21.00 “Procreazione Assistita” ETICA DELLA FECONDITÀ Relatore Prof. Carmelo Vigna Almo Collegio Borromeo – Piazza Borromeo 9, Pavia http://www.collegioborromeo.it/ mercoledì 13 aprile ore 17.00 Comune di Pavia - Settore Cultura Biblioteca Bonetta, Sezione Ragazzi "Paternicò Prini" “QUATTRO CHIACCHIERE CON...” Terza edizione Incontri con gli autori, per parlare di letteratura, matematica, teatro,poesia, musica, fumetto e illustrazione BEATRICE SOLINAS DONGHI Scrittrice, presentata da Franca Lavezzi Santa Maria Gualtieri - Pavia

Tutti i Martedì ore 15 e tutti i Giovedì ore 21 sulle frequenze di Radio Ticino fm 91.8/100.5

TEATRO
Martedì 22 marzo 2005 Ore 21.00 Stagione Teatrale 2004-2005: Altri Percorsi La Contemporanea 83 presenta: TERRA DI LATTE E MIELE di Manuela Dviri con Ottavia Piccolo, Enzo Curcurù Regia di Silvano Piccardi Musiche Luigi Cinque Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 - Pavia Per Informazioni: tel. 0382-371202 www.teatrofraschini.it Giovedì 31 marzo 2005 Ore 21.15 “Buio in sala”: Stagione di Prosa 2004-2005 UOMINI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI di A.Capone e R.Galli Con Gianni Garofalo e Miriana Trevisan Teatro San Rocco - P.zza Provenzal, 3 - Voghera Per Informazioni: tel. 0383-332323 Sabato 2 Aprile Ore 21.30 Stagione Teatrale 2005 La compagnia teatrale "Gli Antinati" - Vigevano in: TWIST di C. Exton Cine-Teatro Verdi - Cassolnovo Per Informazioni: tel. 349-3912531 - www.assocallerio.it 5-6-7 aprile ore 21.00 Stagione 2004-2005 : Invito a Teatro LA PULCE NELL'ORECCHIO di Georges Feydeau Con Paolo Bonacello, Patrizia Milani, Carlo Simoni Regia di Marco Bernardi Teatro Cagnoni - Corso Vittorio Emanuele II, 45 - Vigevano Per informazioni: Pro Loco, tel. 0381-690269 6-7-8 aprile 60 ANNI DALLA LIBERAZIONE - LA STORIA DI CARLO E LUIGIA di M. Sorrentino - Compagnia Teatroincontro (Vigevano) Per la prima volta ospitata a MOTOPERPETUO, la compagnia di ricerca lomellina, presente da anni sulla scena nazionale, arricchita di giovani talenti, propone un’appassionante epopea familiare, tratta da una storia vera, all’epoca della Seconda Guerra Mondiale MOTOPERPETUO - Viale Campari 72 - PAVIA www.motoperpetuo.org Informazioni: tel. 0382-572629

MOSTRE
20 novembre - 3 aprile martedì-venerdì: 10.00 - 18.00 sabato e domenica: 10.00 - 19.00 PAESAGGI: PRETESTI DELL'ANIMA Visioni ed interpretazioni della natura nell'arte italiana dell'Ottocento Castello Visconteo - Pavia Informazioni: 02/89677703 www.mostrapaesaggi.comune.pv.it Per informazioni: Comune - Musei Civici, tel. 0382-33853 8 marzo - 10 aprile Lunedì-Venerdì 10.00-18.30 Sabato e Domenica 15.30-19.30 PAESAGGI DEL CORPO Ex convento dei Crociferi - via Cardano 8 - Pavia ingresso 3 euro Tutte le domeniche sarà possibile effettuare una visita guidata gratuita alle 17.00 e alle 18.00 Organizzazione: ALEF Fino al 28 maggio 2005 dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30 Ingresso: gratuito NELLA CUCINA DEI ROMANI Museo Archeologico Nazionale della Lomellina c/o III Scuderia del Castello, Piazza Ducale - Vigevano Per informazioni: tel. 02/89400555 Martedì 22 marzo 2005 Ore 21.00 12^ RASSEGNA OBIETTIVO IMMAGINE Diaproiezioni - Incontri PARLIAMO DI FOTOGRAFIA Dibattito dal tema: lo sguardo fotografico, sguardo creativo. Circolo Lo Stanzone, via XX Settembre, 92 - Voghera Per Informazioni: tel. 0383-365446 31 marzo - 04 aprile CASA DOLCE CASA 9^ ed. Rassegna merceologica e di servizi per la casa Palaexpo - Piazzale Europa – Pavia Per Informazioni: Paviamostre , tel. 0382 - 393237 paviamostre@pv.camcom.it

MUSICA LEGGERA
mercoledì 23 marzo 2005 ore 21.00 "DIALOGHI: JAZZ PER DUE" Rassegna internazionale di musica jazz Tromba: Giovanni Falzone Chitarra: Roberto Cecchetto Santa Maria Gualtieri, Pavia Per informazioni: Settore Cultura Comune di Pavia, tel. 0382-399337 giovedì 31 marzo 2005 ore 21.00 "DIALOGHI: JAZZ PER DUE" Rassegna internazionale di musica jazz Pianoforte: Stefano Bollani Sassofono: Mirko Guerrini Aula Magna Collegio Ghislieri, Pavia Per informazioni: Settore Cultura Comune di Pavia, tel. 0382-399337

MERCATINI E FIERE
Domenica 27 marzo 2005 - Ore 8.30 STRASS OSS E FER RUT Mercatino delle vecchie cose P.zza Giovanni Repossi - San Genesio ed Uniti Per informazioni: tel. 0382-586023 Domenica 27 marzo 2005 - Ore 8.00 MERCATINO DELL'ANTIQUARIATO Oggettistica, mobili, curiosità Piazza del Duomo – Voghera Per informazioni: Comune, tel. 0383-336407 Domenica 3 aprile - Ore 8.30 L'ANTICO SOTTO LA CUPOLA ARNABOLDI Mercatino di antiquariato selezionato Cupola Arnaboldi - C.so Strada Nuova - Pavia Per informazioni: tel. 333-2976076 Domenica 3 aprile 2005 - ore 8.30 MERCATINO PAVESE DELL'ANTIQUARIATO Mobili, quadri, oggetti da collezione Piazza della Vittoria, Pavia Per informazioni: Ascom, tel. 0382372511 Domenica 3 aprile 2005 - Ore 14.30 IL BAULE DELLA NONNA Mercatino dell'antiquariato Oratorio di S.Andrea - Retorbido Per informazioni: Conf.S.Andrea, tel.0383-74059/74031 7 – 17 aprile XXI MOSTRA MERCATO DI ANTIQUARIATO Mobili, dipinti, stampe, maioliche, gioielli, tessuti, vetri e complementi d'arredamento Castello di Belgioioso Per informazioni: Ente Fiere dei Castelli di Belgioioso e di Sartirana, tel. 0382-970525 www.belgioioso.it Sabato 9 aprile - ore 8.30-18.00 ANTIQUA e STRABÍO Mercatino dell'antiquariato e dei prodotti biologici Allea Mariano Dallapè e p.zza Trieste – Stradella Per informazioni: Comune, tel. 0385-246821 Domenica 10 aprile 2005 - Ore 7.30 MERCATINO DELL'ANTIQUARIATO Mobili, quadri, oggetti vari Piazza Garibaldi - via Emilia – Broni Per informazioni: Comune, tel. 0385-257036-257011

film@inchiostro.unipv.it

Inchiostro sta lavorando alla realizzazione di un film. Ti piacerebbe partecipare? Scrivi a

Hai mai recitato?

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