Numero 15 - 7 marzo 2005 - Distribuzione gratuita

Il ragazzo con lo zainetto sbrindellato si ferma sgranando gli occhi di fronte a Casa Milà, Barcellona. Si domanda se quella costruzione imponente che sbuca tra rami e lampioni sia veramente di pietra, e non piuttosto un sogno di Dalì o un castello di zucchero filato. Nel cuore della città spagnola, si sente viandante entusiasta e spaesato fratello di Gretel, con ogni mappa e manualetto di conversazione che sbuca dalla tasca dello zaino. Che il suo vero nome sia Hansel (Hans), John, o Giovanni, che sia un aspirante architetto, uno studente di arte o un medico eclettico, che provenga dall’Austria o dal Belgio, dalla Grecia o dalla Norvegia, il nostro giovane europeo è uno dei molti ventenni che hanno scelto di vivere e studiare - per un tratto - al di là dei confini del proprio Paese, nella nostra Europa allargata. Il 21 Marzo a Pavia scade il bando della domanda di Erasmus per il prossimo anno accademico: questo numero di Inchiostro, curato da alcuni inviati speciali "sul posto", diventa una Guida per orientarsi in Europa, senza perdere la bussola o la via. Certo non tutto è rose e fiori nel programma Erasmus, anzi a Pavia c’è ancora molto da fare per portare l’Università a livelli decenti. Pensate: solo l’anno scorso su ben 22.500 studenti quelli che riuscirono a partire non superavano le 150 unità. Tutt’altra situazione quella dell’Università di Trento ove l’anno scorso sono partiti 290 studenti su un bacino di utenti di 14.300 iscritti (decimale più, decimale meno). Nel conto non mettiamo tutte le altre possibilità che l’ateneo trentino offre ai suoi iscritti: ogni facoltà propone ai suoi studenti la possibilità di conseguire la doppia laurea (riconosciuta quindi in automatico nei due paesi) in cooperazione con un altro Ateneo europeo. Per non parlare del programma di Graduate Teaching Assistants presso la West Virginia University (Morgantown) – U.S.A. tramite il quale la West Virginia University (WVU) offre la possibilità a studenti laureati dell’Università di Trento di iscriversi con l’esenzione delle tasse di iscrizione ad uno dei suoi corsi di Master (si veda il sito: http://www.wvu.edu/Majors/) della durata di due anni. Lo studente straniero si deve impegnare a collaborare con il Dipartimento di Lingue Straniere della WVU nell’insegnamento della lingua italiana, per un carico di lavoro pari ad almeno 9 ore settimanali (6 per la

didattica e 3 per ricevimento studenti), sotto la supervisione di un coordinatore. Forse anche a Pavia esiste una simile possibilità, ma di certo nessuno o quasi lo sa, il che è come dire che di fatto non esiste. Basta semplicemente connettersi al sito www.unitn./internazionale/ e confrontarlo con www.unipv.it/ erasmus/index.php e anche con www.unipv.affint rendersi conto che se la presentazione web può dire molto, quella del nostro Ateneo dice ben poco, forse nulla, almeno per un’Università come quella ticinese che vanta secoli di storia alle spalle. Ma la storia da sola non basta a costruire il futuro. Una domanda, poi, sorge spontanea: perché due uffici, con tutti i problemi e i costi, invece che uno solo con l’ovvia razionalizzazione che ne conseguirebbe in termini di costi, efficienza ed efficacia? Luna Orlando e Marzio Remus

Erasmus for Dummies
Una guida per non perdersi in giro per l’Europa
pagine 4 e 5

Pronta Mente
pagina 2

Università in autoscatto
pagina 3

Idee, critiche, suggerimenti, temi che stimolino la vostra curiosità? Volete collaborare con la Redazione del giornale? Scrivete a

Scrivete per Inchiostro...

Cultura e spettacoli
pagine 6-7-8

redazione@inchiostro.unipv.it

PaviaLiveU

Tutti i Martedì ore 15 e tutti i Giovedì ore 21 sulle frequenze di Radio Ticino fm 91.8/100.5

Il giornale degli studenti universitari

Pronta Mente

PaviaLiveU raddoppia
di Pierluigi Malangone
Il programma radiofonico Pavia Live U, condotto dai ragazzi universitari del C.I.M. (Andrea, Chiara, Eleonora, Gigi, Riccardo e Sonia), si avvicina sempre di più alle esigenze dei suoi ascoltatori. Sono disponibili, infatti, ulteriori mezzi per interagire con il programma: oltre alla posta elettronica (posta@pavialiveu.com) ed al telefono (0382/20166), vi è un nuovo canale diretto in modalità sms (3351796864) e adesso è possibile anche navigare sul sito web www.pavialiveu.com. All’interno del sito sono evidenti i vari modi di rafforzare l’interazione con gli ascoltatori, tali da rendere sempre più stretto il contatto con il programma. Nella sezione “Articoli” verranno approfondite non solo le tematiche affrontate nell’ultima trasmissione mandata in onda, ma sarà fornita agli ascoltatori la possibilità di segnalare e comunicare gli argomenti di loro gradimento. La sezione “Extra”, invece, rappresenta un’opportunità per gli utenti di inviare e vedere le proprie foto e video. Infine, vogliamo segnalare l’importanza della sezione “Community”, all’interno della quale troviamo la classica “Bacheca” in cui inserire qualunque tipo di messaggio. Ma le novità non sono ancora finite perché il programma Pavia Live U dall’1 Marzo cambia orario; infatti, non andrà più in onda il mercoledì ed il venerdì, ma tutti i martedì alle ore 15.00 ed in replica il giovedì alle ore 21.00. Le ragioni del mutamento di palinsesto ce le spiega lo speaker Andrea Taccani: “Diversi ascoltatori ci hanno segnalato che non possono ascoltarci in diretta, perché ad esempio l’orario del nostro programma coincide con quello dei corsi; ci hanno anche segnalato la difficoltà di poter seguire la replica, essendoci a Pavia molti studenti fuori sede. In questo modo, cambiando giorno e orario, siamo venuti incontro a quella parte di ascoltatori che prima era tagliata fuori”.

Corsi e ricorsi nel marasma scientifico

Tsunami: cosa resta?
di Mattia Quattrocelli
Cosa resta a Sumatra e nell’Oceano Indiano dopo le devastazioni del 26 Dicembre 2004 e quel terribile terremoto? Quali sono i segni tangibili lasciati dal maremoto successivamente scatenato? Oltre che nei visi della gente del luogo e nei loro sguardi di povertà e miseria, oltre che nelle macerie accumulate e nelle falde acquifere inquinate, è logico cercare i resti delle lacerazioni nella crosta terrestre, in particolare nei fondali oceanici. Una settimana fa, infatti, una spedizione inglese ha iniziato a monitorare il letto marino nei dintorni delle coste di Sumatra , attraverso un sistema di scansione con sonar ad alta efficienza. Le immagini ottenute sono veramente drammatiche e danno una misura del livello energetico raggiunto dal sisma e delle sue dinamiche precise. Il sisma ha avuto il suo ipocentro 40 km al di sotto del fondale oceanico e la sua potenza è stata circa il doppio di quella inizialmente ipotizzata dai geologi: magnitudo 9.3, anziché 9, e, se pensiamo che la scala della magnitudo è una scala logaritmica, uno 0.3 di differenza significa circa il doppio. Le cause? La risposta è quantomai lapidaria: un improvviso scivolamento tra la faglia indiana e quella di Burma. Le conseguenze geologiche? Sono cresciute delle dorsali molto alte, prima inesistenti, che spesso sono collassate in smottamenti di anche alcuni km; sono stati aperti molti canion, lunghi anche una decina di km, in tratti lisci ed uniformi di costa, che, in alcuni casi, tra due insenature, si sono frastagliate, oppure canion già presenti sono stati forzati a cambiare percorso. I dati e le immagini raccolte dalla campagna di ricognizione – dicono gli organizzatori – aiuteranno a capire meglio le meccaniche generali di un terremoto e a valutare i futuri tassi di rischio. Proprio questa affermazione, in altri frangenti semplicemente banale, in questa situazione si rivela E, soprattutto, perché troppo spesso si arriva a conoscere dei dati fondamentali solo quando lo studioso in questione sia morto? Oltretutto, se pensiamo al possibile impatto della prevenzione, fondata su osservazioni scientifiche, su disastri del genere, queste domande risuonano ancora più importanti. E dunque cosa resta all’ombra delle grandi onde che hanno squassato l’arcipelago

Questo Canyon si è protratto dentro la linea costiera per circa 9 km particolarmente interessante. Nel bene e nel male. GEOSS (Global Earth Observation System of Systems) e NEON (Washington-based National Ecological Observatory Network), in un recentissimo meeting, hanno denunciato la carenza di un vero sistema di prevenzione e di dialogo tra i geologi e i centri scientifici di osservazione e monitoraggio e i cosiddetti non-competenti, ovvero le autorità e la popolazione. Queste due organizzazioni hanno, infatti, lamentato un confinamento sempre più insistente dei dati e delle valutazioni nei laboratori: a cosa serve tutta la tecnologia del mondo, se non puoi metterla in atto poiché manca la comunicazione scientifica di massa? indonesiano e l’India? Considerato che è impossibile tornare indietro, almeno guardiamo avanti con coscienza e con il mai troppo abusato senno-del-poi. NEON e GEOSS sostengono che è fondamentale impartire ai giovani scienziati il culto della divulgazione dei propri risultati come una parte remunerativa del proprio lavoro ed è quanto si sta facendo e quanto emerge dalla nuova generazione di studiosi. Speriamo che le lacerazioni nella crosta indonesiana e nelle popolazioni siano garanti del superamento di questo problema scientifico e sociologico, vecchio come il mondo.

La veste grafica del nuovo sito di PaviaLiveU

Addio a Francesco Rossolillo, rivoluzionario “in silenzio”
di Federico Butti
Grande commozione per la scomparsa di un grandissimo uomo, Francesco Rossolillo, notaio ed esponente di spicco del Movimento Federalista Europeo. Estremamente toccante il ricordo di Sante Granelli, amico e militante a fianco di Rossolillo da lungo tempo: “La sua militanza nelle file del Movimento federalista europeo si è caratterizzata per il rigore con cui ha saputo unire il pensiero e l’azione. Per Francesco Rossolillo l’azione politica aveva un senso compiuto solo se era capace di portare il suo granello di sabbia alla lenta e faticosa costruzione di un mondo nuovo, e perciò solo se era in profonda sintonia con il corso della storia. Ha incarnato in modo perfetto la figura del politico rivoluzionario che, come sottolineava Jean Monnet, non vuole essere qualcuno ma fare qualcosa”. Per questo suo essere rivoluzionario “in silenzio” lo ricordiamo con tanto affetto sperando di essere degni di portare avanti ciò che ha iniziato tanti anni fa, quando nel Collegio Ghislieri, insieme ad un gruppo di giovani incominciò la sua attività federalista sotto la guida di Mario Albertini, con gli ideali e i valori che fin da quei momenti lo hanno accompagnato lungo tutta la sua vita nella lotta per la Federazione europea.

Don Giussani: la morte di un padre
di Luca Speziale
La morte di Don Giussani è stata, per noi che lo abbiamo incontrato, la morte di un padre, perchè nessuno come lui ci ha accompagnato alla scoperta di ciò che nella vita vale veramente. Attraverso la sua instancabile testimonianza ci ha insegnato a «prendere sul serio la fede come “reagente” sulla vita concreta», ad affrontare lo studio in Università, i rapporti che nascono con i compagni di corso e i professori, con rinnovato gusto e profondo amore. E proprio il gusto delle cose era uno degli aspetti che più si imponevano della personalità di Giussani, un uomo che amava il buon vino, la buona musica e le montagne perché, diceva sempre, «la bellezza è segno del Mistero presente nella nostra vita». Proprio a questa Presenza amica il Gius ha dedicato tutta la sua vita, sfidando chiunque abbia incontrato sul suo cammino a riconoscere che l’unica risposta al desiderio del nostro cuore, a quell’insieme di esigenze di bontà, felicità e giustizia, è il rapporto vivo con Cristo, con chi crede in Lui, un rapporto capace di giudicare tutto: quello che siamo, quello che facciamo, la notizia del giornale, e l’ambiente universitario. In uno dei suoi ultimi interventi aveva detto: «la fede non ci è data per conservarla, ma per comunicarla», e chiunque lo abbia mai incontrato di persona o abbia letto un suo libro, non può che riconoscere che questa frase meglio di qualsiasi altra, descrive la sua vita e quello che ha sempre cercato di comunicare a chiunque abbia incrociato anche solo per un attimo nella sua esistenza. Non possiamo che dirci suoi figli, e colmi di gratitudine per il dono che ci ha fatto lo stesso Mistero che ora lo accoglie fra le sue braccia, come non possiamo dirci disperati, perché, ora che vede tutto ciò che ci ha insegnato ad amare e servire, la sua presenza fra noi è ancora più viva di prima.

Don Luigi Giussani

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Il giornale degli studenti universitari

Università in autoscatto
Sede: Strada Nuova 65, Pavia Sito internt: www.unipv.it/wwwscpol Preside di Facoltà: Salvatore Veca Orari della segreteria 9.30-11.30 OFFERTA DIDATTICA Corsi di laurea triennali Scienze Politiche (SP) – classe 15; Scienze Sociali per la Cooperazione e lo Sviluppo (CeSV) – classe 35 e Governo e Amministrazione (GeA) – classe 19. Corsi di laurea specialistica Economia, Politica e Istituzioni Internazionali – classe 60/S; Governo e Amministrazione Locale – classe 71/S; Storia dell’Europa Moderna e Contemporanea – classe 94/S; Studi Afro-asiatici – classe 60/S; Teoria Politica – classe 70/S Master di primo livello Ricerca su società, mercato, territorio Scienze politiche non è un gioco Una leggenda – e si sa che spesso le leggende sono pure invenzioni – narra che la specie “Studente di Scienze Politiche” non sappia esattamente per quale motivo sia stato gettato nel girone degli universitari e nemmeno perché continui a vagare senza meta nel più totale ozio mentale, intellettuale… e chi più ne ha più ne metta. La realtà quotidiana suggerisce invece che la vita di questi studenti sia tutt’altro paio di maniche rispetto a quella appena descritta. A Scienze Politiche, certo, si può scegliere di rilassarsi quanto si vuole – credo, però, che questo valga anche per una qualsiasi altra Facoltà. Il punto però non è questo: chi sceglie Scienze Politiche non è sempre in cerca di una “sistemazione provvisoria”, ma, molto più verosimilmente, una persona che si è posta dei problemi e che tenta di capire come affrontarli cercando gli strumenti giusti. Questi problemi sono davvero numerosi: integrazione europea e globalizzazione, conflitti sociali e divario ricchipoveri, passando per la cooperazione, l’evoluzione dei rapporti tra le culture, i rapporti internazionali, la solidarietà e lo sviluppo. Non è difficile capire l’importanza di cogliere tutte le sfumature che possono assumere le varie problematiche appena citate: è tutto sempre più vicino a noi e, anche se non vogliamo parlarne (forse perché abbiamo paura di confrontarci con esse e di mostrare i nostri limiti), non possiamo stare a guardare passivamente. A Pavia, la Facoltà di Scienze Politiche è davvero sensibile ai cambiamenti che sta attraversando l’umanità, ed è al contempo in grado di fornire strumenti adeguati per l’analisi di questi stessi fenomeni. Pensiamo ad esempio al caso delle lingue orientali. In alcuni corsi della Facoltà, lo studio di una lingua a scelta tra cinese, giapponese e arabo è obbligatorio. Questo è un punto a favore perché significa comprendere l’influenza sempre più importante delle culture orientali sulla nostra società occidentale e, allo stesso tempo, favorire la comprensione dei contrasti politici, sociali, religiosi oggi sotto gli occhi di tutti. A questa opportunità va aggiunta la ricchezza di seminari, incontri, dibattiti proposti dalla Facoltà al fine di sviluppare ulteriormente capacità critiche e di approfondimento grazie agli interventi di diverse personalità, tra cui ricercatori, diplomatici, politologi, esponenti di associazioni.

Quinta puntata - Facoltà di Scienze Politiche
a cura di Alberto Bianchi e Ilaria Bonfante
po, e infine Governo e Amministrazione. Il Corso di Laurea in Scienze Politiche si suddivide a sua volta in tre curricula: Scienze Politiche (SP), con la possibilità di scegliere tre percorsi lievemente differenti: politicoeconomico, politico-sociale e storico-politico. L’obiettivo è quello di fornire una preparazione generale nell’ambito delle scienze politiche, in previsione di un possibile impiego nella pubblica amministrazione e negli organismi internazionali oppure nelle imprese nell’ambito della gestione del personale e delle relazioni con il pubblico. Il corso inoltre permette di perfezionarsi nell’insegnamento delle scienze sociali nelle scuole medie superiori. Politica, Economia e Istituzioni Europee (PEIE), dedicato allo studio dei meccanismi che permettono il funzionamento e lo sviluppo dell’Unione Europea dal punto di vista economico-sociale, ha lo scopo di preparare persone in grado di trovare impiego nelle imprese, nelle amministrazioni pubbliche, nelle Organizzazioni Internazionali e nei settori della comunicazione. Scienze e Relazioni Internazionali (SeRI) – con la suddivisione, dal secondo anno in poi, in due percorsi: (A) Politica ed Economia Internazionale; (B) Studi AfroAsiatici. È il curriculum con la maggiore vocazione internazionale (nel percorso B è obbligatorio lo studio di una lingua orientale) e mira ad offrire competenze per lo svolgimento di attività di coordinamento e pianificazione all’interno di Organizzazioni Internazionali Governative e Non Governative. Di fondamentale importanza è la possibilità di intraprendere carriere diplomatiche o di assumere posizioni direttive nei ministeri del Commercio o dei Beni Culturali. Il corso CeSV propone due indirizzi differenti dal secondo anno: (A) Cooperazione Internazionale allo Sviluppo; (B) Sviluppo locale. Lo scopo del corso, probabilmente il più innovativo della Facoltà, è quello di affrontare tematiche legate al fenomeno della globalizzazione e ai divari tra regioni del mondo e all’interno dei singoli paesi. Il titolo permette di trovare impiego in tutte gli organismi nazionali ed internazionali che operano nel campo della cooperazione, del volontariato, dello sviluppo economico, sociale e politico sia a livello locale che a livello globale. Obbligatorio è lo studio di una seconda lingua dell’Unione Europea oltre all’inglese. Il corso GeA (fortunatamente) non si suddivide in ulteriori indirizzi o percorsi o quant’altro. È un Corso di Laurea che mira a fornire una preparazione utile a comprendere i risvolti del governo locale e ad affrontarlo sia dal punto di vista degli enti pubblici che da quello degli enti privati. Il percorso formativo è studiato per mettere in grado i laureati di inserirsi nel mondo delle amministrazioni pubbliche e in società di media e grande dimensione legate a queste ultime. Se qualche aspirante studente di Scienze Politiche leggesse questo articolo, non troverebbe, forse, indicazioni sufficienti per orientarsi e scegliere il corso più adatto alle sue inclinazioni ed aspirazioni. L’idea alla base è semplicemente quella di fornire un punto di vista “dall’interno” provando a trasmettere le impressioni che si sperimentano nella vita “in Facoltà”. I giudizi (anzi, i pregiudizi) di chi sta fuori si basano su luoghi comuni: Scienze Politiche non è un gioco…

Il cortile di Scienze Politiche Altri punti di forza della facoltà sono la biblioteca (abbastanza fornita), le aule studio (non sempre silenziose) e le aule informatiche (spaziose ed efficienti). Non va dimenticato (e questa è una curiosità spesso tralasciata) che esistono anche pubblicazioni di grande spessore legate alla Facoltà: le riviste Il Politico, una delle più antiche nel campo delle scienze politiche e Quaderni di Scienze Politiche, entrambe con lo scopo di approfondire ulteriormente tematiche economiche, sociali, storiche e politiche. Sembra quasi impossibile annoiarsi, quindi, a patto però di essere consapevoli che scegliere Scienze Politiche non significa perdere del tempo, non significa iscriversi all’Università così tanto per fare, ma piuttosto significa affrontare una scelta impegnativa. Almeno come tutte le altre. Visita guidata ai corsi Se molti pregiudizi sulla Facoltà sono spesso delle invenzioni, è anche vero che non tutto fila sempre liscio come dovrebbe. Scienze Politiche offre una gamma molto ampia di corsi ai quali potersi iscrivere; questo è positivo in quanto concede la possibilità di trovare un corso che risponda alle aspettative di ognuno, ma provoca anche dubbi e indecisioni di non facile risoluzione a causa dei molti “indirizzi” differenti. Per capire esattamente la differenza fra i diversi Corsi di Laurea è necessario armarsi di un po’ di pazienza e mantenere la calma. Per quanto riguarda le Lauree Triennali, la situazione è la seguente: a parte lievi differenze, il primo anno è comune a tutti i corsi. Dal secondo anno in poi i diversi tronconi si differenziano in un numero abbastanza elevato di ramificazioni. Vi sono tre corsi di laurea, in Scienze Politiche, Scienze Sociali per la Cooperazione e lo Svilup-

Un parere dall’alto
Per tutti coloro che tra pochi mesi diventeranno le nuove matricole universitarie, ma che viaggiano in una foresta di perplessità circa il loro futuro, questo articolo vuole essere un consistente aiuto per districarsi con maggior facilità nella scelta. Quale modo migliore se non quello di ascoltare direttamente le voci del corpo docente? Tra i vari componenti, ci siamo rivolti al Preside di Facoltà, prof. Veca, e allo stimatissimo prof. Cavalli. Il primo passo per compiere una scelta ottimale è l’auto-analisi: portare alla luce passioni ed esigenze personali. Per chi non sia riuscito a comprendere limpidamente i propri interessi, ecco i consigli del “padre degli Salvatore scienziati politici”, Veca. “Offriamo un’occasione unica di formazione a tutti coloro che hanno una vocazione mossa dall’interesse di capire in che mondo viviamo - dalle problematiche globali, all’interazione degli stati, all’approfondimento delle realtà sociali; a chi intende padroneggiare i fondamentali del convivere nello spazio e nel tempo, tramite discipline quali diritto, storia ed economia”. Concorde con tale affermazione è anche Cavalli, docente di Sociologia, materia base del primo anno: “Consiglio questa Facoltà a tutti coloro che vogliono crescere intellettualmente e conoscere più profondamente se stessi, prima di effettuare precoci scelte irreversibili inerenti una specifica professione”. “Spesso i nuovi arrivati non hanno idea di ciò che dovranno affrontare, le nostre discipline solitamente sono assenti nella formazione secondaria, perciò non diamo nulla per scontato. La funzione dei corsi basilari è proprio quella di accoglienza nel nuovo ambiente, indirizzando gli studenti al mondo universitario attraverso l’insegnamento del linguaggio specifico delle varie materie d’indirizzo (sociologia, economia, storia) e controllando la frequenza (comunque non obbligatoria), per arginare il fenomeno di prolungamento degli studi, che è spesso causato dal disorientamento iniziale. Dall’ondata nuova di libertà rispetto al tempo scandito e organizzato delle superiori. Abituando gli studenti fin da subito a quel ritmo efficace che permetterà loro di laurearsi nei tempi prestabiliti, si vuole ridurre il numero della casistica “fuori corso””. Una seconda questione rilevante riguarda il mercato del lavoro. “E’ bene esser sinceri fin dal principio”, così esordisce il Preside, ammirevole per la sua correttezza professionale in un ambiente in cui tutti sono disposti a far carte false pur di accaparrarsi la vostra iscrizione! - nel dire che Scienze Politiche è indirettamente professionalizzante. “Non vi è accesso immediato a una professione specifica, come accade altrove (medicina, ad esempio), bensì si aprono le porte a varie opportunità, a seconda delle proprie aspirazioni, nel campo dei media piuttosto che dell’amministrazione, imprese pubbliche, private, organizzazioni nazionali, internazionali”. “Questo – aggiunge - è il pregio della nostra Facoltà: fornire una preparazione globale, socio-giuridica e storicoeconomica, da spendere nel qual modo si voglia. Oggigiorno è un pregio non indifferente, considerate le dinamiche fulminee che rinnovano continuamente il mondo. Alle competenze statiche sul lavoro, si predilige maggior flessibilità e capacità di stare al passo con i tempi, trasformandosi coi processi di sviluppo in corso. Scienze Politiche forma laureati dalle menti assai elastiche, in grado di applicare il principio del learn-to-learn”. Personalmente, come studentessa Cesv, penso non vi sia altra facoltà così attuale, per offrirci l’opportunità d’imparare a convivere nel mondo che ci circonda senza esser soprafatti dagli eventi incontrollabili del progresso e della modernità. È giunto il momento di sconfessare la tesi secondo cui gli scienziati politici abbiano maggiori difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro (indagini effettuate dimostrano il contrario!) e di sfatare il mito per il quale se non si sa dove sbattere la testa ci si può buttare a capofitto su Scienze Politiche, tanto per conseguire una laurea. Non fatevi influenzare da vecchie dicerie, per altro smentite. Agite con la vostra testa: pensate sia così semplice diventare dei validi conoscitori del mondo?

Salvatore Veca

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Il giornale degli studenti universitari

Erasmus for Dummies - Una guida p
di Elena Marigo ed Elisa Perrini
Erasmus: questo sconosciuto. Dopo tanti dubbi, fraintendimenti e voci di corridoio, anche Inchiostro decide di fare la sua parte, per aiutarvi a non perdersi in questa grande Europa, sperando di riuscire a placare un po' gli attacchi di panico che precedono la partenza. E magari spingere fuori dalla routine dell'Università pavese non solo gli studenti più intraprendenti. L´European Action Scheme for the Mobility of University Students, o (in breve) Erasmus, è figlio della nostra nuova Europa Unita, che vuole vedere una fervida circolazione di studenti nelle sue università e far conoscere le sue lingue, anche le meno insegnate e diffuse. A questo scopo l´Unione mette a disposizione delle borse di studio per gli studenti che vogliano studiare o fare ricerche in un´università estera per un periodo che va dai tre ai dodici mesi, vedendosi riconosciuto questo lavoro dalla propria università. In questo modo, pagando le tasse alla propria università, se ne può frequentare una straniera usufruendo di tutti i servizi che essa offre ai suoi studenti. Per vincere una borsa bisogna partecipare a un concorso esposto nel bando di ogni facoltà. ALLOGGIO: Vogliamo esentarvi dal commettere l'errore di tanti studenti che si preparano per la partenza: svegliarsi una mattina insieme al sole che sorge, recarsi a smaltire un'interminabile coda all'ufficio della Mobilità, per giungere finalmente primi davanti allo sportello e porre la fatidica ingenua domanda: “Come faccio a trovare casa?”. Sappiate fin da subito che nessuno vi risponderà. Come troverete scritto più volte nel corso di questo articolo, soltanto la solidarietà tra studenti vi potrà aiutare: potete chiedere alla Mobilità gli indirizzi e-mail degli studenti già tornati o attualmente in Erasmus o entrare nel Forum degli studenti Erasmus su erasmus.indire.it. Alcune università poi offrono un numero di stanze riservate agli Erasmus nei propri studentati, che solitamente vantano prezzi vantaggiosi rispetto al mercato degli affitti e in cui divertimento e parties non mancano mai. Per questi sarà l'università ospitante a mandarvi la modulistica. ASSISTENZA SANITARIA:Anche in Italia è entrato in vigore un nuovo tesserino sanitario della Comunità Europea, la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia), che dovremmo ricevere tutti entro il 31 dicembre 2005. Tale tessera sostituirà i modelli E110, E111, E119 ed E128. In caso partiste prima di averla ricevuta potete chiedere alla vostra ASL il certificato sostitutivo provvisorio.

Dai nostri inviati in Erasmus (3)
Chiara Sileo - Parigi (Francia) Arrivare in un areoporto piccolo piccolo con un bagaglio da imbarcare che non puo' pesare più di 15 chili e con un bagaglio a mano che ne pesa troppi. ... E' metropolitana di Parigi e Cité Universitaire bella bella bella già all'inizio. E' camera grande per ospitare chi é rimasto in Italia e per cene e serate. E' ospedale alle 8 del mattino, con sala operatoria, con professore che ti parla metà in inglese e metà in francese (e nella mia testa solo grande confusione) e che quando é di buon umore ti accoglie con un "buon giorrrrrno, va bene?". E' laboratorio fotografico dove sviluppare foto di questa città e di quelle di cui rimangono i negativi. E' pranzi con belle persone. E' scoprire che per caso queste stesse le avresti potute incontrare dall'altra parte del mondo un anno prima perché nello stesso momento, pur non conoscendosi, ci si era interessati allo stesso progetto. E' feste con gente "bizarre" incontrata solo una volta o poi divenuta amica. E' volti di sconosciuti che mi piacciono un sacco. E che a volte divengono compagni di pranzo o di piccolo viaggio. E' marpioni che ti abbordano con le scuse piu' diverse. E' luoghi da percorrere di giorno o di sera con le luci gialle. E' panino lungo la Senna con le mani congelate per il vento. E' parchi con picnic e vino rosso. E' musica nelle mie orecchie, nei locali, nelle piazze. E' stazioni di treno... E... ho voglia di questi altri sei mesi...

sità del Nord Europa siano le più efficienti. ESAMI: Ovviamente le modalità d’esami sono piuttosto differenti nei vari Paesi meta dell’Erasmus. Il tipico esame orale italiano non è molto diffuso, spesso si tratta di prove scritte con domande aperte o a risposta multipla; potrebbe anche capitarvi di dover scrivere delle vere e proprie tesine magari anche di 20 pagine, lavoro sicuramente utile in vista della preparazione della tesi in Italia. Se incontrate docenti disponibili potete persino concordare con loro l’esame spiegando che siete Erasmus e avete bisogno di un esame particolare affinché vi venga riconosciuto il voto. Anche qui vale la regola di informarsi da chi è già stato nello stesso Paese o magari nella stessa università. ESSERE UNO STUDENTE ERASMUS: Anche se lo studente medio pavese non riesce a immaginarlo, in molte città gli Erasmus sono accolti da associazioni di exErasmus, che organizzano gite, feste e varie opportunità di incontro e di orientamento. In questo modo è facilissimo creare amicizie e alleanze di mutuo soccorso in quella selva di difficoltà che parrà intrappolarvi i primi giorni dall'arrivo. Tutto ciò però potrebbe andare a discapito delle amicizie autoctone e dare l'impressione di aver partecipato a una grossa gita liceale dal fitto programma predefinito. LEARNING AGREEMENT: (ovvero il programma di studio da svolgere all'estero). Nel punto in cui (ma non certo l'unico) l'ingranaggio di questo gigantesco macchinario si inceppa, vi ritroverete a vivere delle vicende interminabili con il vostro inseparabile amico Learning. Prima vi sentirete dire che è tanto inutile compilarlo prima della partenza, poi, in pieno agosto (e questa è storia vera, ragazzi!!), mentre ve ne state sdraiati sulla spiaggia, il vostro cellurare prenderà a emettere grida di impiegati inferociti che vi minacceranno di non poter più partire se non lo consegnate SUBITO; perché anche se non li trovate su internet i corsi del nuovo anno (che solitamente compaiono a settembre), voi qualcosa dovete scriverci su questo modulo, piuttosto inventateveli, basta che consegnate tutto entro le loro scadenze assurde. E se poi volete essere sinceri e aspettare settembre a consegnarlo, allora sarà matematicamente impossibile trovare i professori che ve lo devono firmare, perché saranno tutti per vari motivi dovuti partire per la Polinesia dove rimarranno un mese. Quando inizierete il vostro Erasmus poi, lì sì che ci sarà da ridere: solitamente dovrete rifare tutto il programma (perché vedere un elenco di corsi su internet non è esattamente come andare in Università), rintracciare voi stessi i professori a Pavia (e non chi ha l'ufficio a un isolato di distanza), attribuirvi dei CFU che nella nuova Università non avranno mai sentito nominare. Non spaventatevi, in Italia, ogni volta che dovete svolgere faccende burocratiche, la storia si ripete… LEONARDO E MAE-CRUI Per chi in Europa vuole fare il tirocinio è partito il progetto

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BORSE DI STUDIO: Possiamo in questo caso ritenere la nostra Università meritevole di lode: Pavia è infatti una delle università che stanziano più soldi per le borse Erasmus; la maggior parte degli istituti infatti rimborsa agli studenti 120 euro al mese, ovvero il finanziamento della Commissione Europea, mentre Pavia contribuisce con una borsa di 250 euro al mese: cifra non irrisoria, che in molti casi riesce a coprire almeno le spese dell'affitto. Inoltre al ritorno potrebbe attendervi una piacevole sorpresa: se a settembre, dopo il pagamento di tutte le borse di mobilità, “avanzano” soldi, questi vengono ridistribuiti e vanno quindi ad integrare i 250 euro iniziali. Anche l'I.S.U. assegna delle borse per gli studenti in mobilità internazionale: il bando esce nei mesi di giugno-luglio. Sottolineiamo che la borsa è cumulabile con altri aiuti finanziari purché non erogati dalla Comunità Europea. Va fatto notare che la nostra Università offre agli studenti anche delle borse di studio per l'estero che non sono legate al Progetto Erasmus: per queste è bene consultare www.unipv.it oltre che www.esteri.it.

Parigi - Sacre Coeur BUROCRAZIA: È la parte meno divertente dell'Erasmus. Esistono vari sostenitori della teoria secondo cui la maggiore azione forgiativa dell'esperienza-Erasmus consiste nel superare il lungo iter burocratico che lo precede. Ecco le fasi principali: innanzitutto all'uscita delle graduatorie bisogna recarsi alla Mobilità per accettare la borsa; lì vi verranno consegnati i moduli Modalità di pagamento della borsa (da consegnare quasi subito, azione importante, altrimenti non vi arrivano i soldi!) e il Learning Agreement. L'università estera vi invierà per posta o e-mail il modulo di richiesta di immatricolazione, le istruzioni con tutto il nuovo iter burocratico che dovrete svolgere all'arrivo una volta concluso quello italiano e eventualmente il modulo per la richiesta di un alloggio universitario. È bene che vi ricordiamo di passare dalla Mobilità prima di partire per firmare l'Accordo di Mobilità e ricevere il documento di Status Studente Erasmus, l'Attestazione del periodo di studio (da far firmare all'arrivo e prima della partenza per attestare quanti mesi effettivi avete trascorso all'estero) e il modulo Variazione del periodo di Mobilità (per il prolungamento o la riduzione). CONCORSO: Le modalità di assegnazione di un punteggio a ciascun candidato per la stesura della graduatoria sono riportate nei vari bandi di facoltà. Solitamente vengono considerati il numero degli esami superati, la media dei voti e il progetto di studio all'estero, in alcuni casi anche la conoscenza della lingua e un eventuale colloquio sostenuto con la commissione in cui vi verranno domandate le motivazioni. I primi otterranno la prima destinazione segnata sul modulo di partecipazione, gli altri la prima destinazione ad avere una borsa libera (se le tre destinazioni che avete segnalato sul modulo dovessero essere già state attribuite, vi verranno proposte altre possibilità tra le borse non assegnate). Se doveste aver richiesto una borsa non finalizzata al vostro corso di studi, l'attribuzione è oscura e non segue regole precise: solitamente passano prima in graduatoria gli studenti del corso per cui la borsa è pensata.

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Dai nostri inviati in Erasmus (1)
Emanuele Bon - Barcellona (Spagna) - “Cercare di vivere questa brevissima esperienza nella maniera più attiva possibile”. Sono stati mesi intensi per tutto quello che l’Erasmus mi ha offerto e per tutto quello che ho preso da questa esperienza. Una domanda fatta quasi per gioco, dalla quale non mi aspettavo niente, nessun obiettivo prefissato, un pizzico di incoscienza, voglia di mettersi in gioco, di imparare cose nuove e partire… penso siano questi gli ingredienti principali che hanno condito i miei quattro mesi a Barcelona. Un’esperienza vissuta attivamente dal primo all’ultimo giorno, consumata nelle strade della capitale catalana, sentendomi suo fin dal primo momento. Mi ricordo ancora il suo odore dolciastro, un misto tra mare e asfalto, il caldo atroce, la sensazione strana di girare per la città, sentire e non capire niente, il turbinio di pensieri che piano piano mi davano impulsi per cercare, capire, trovare, adattarmi, studiare, conoscere e imparare, tutte cose scontate se si fanno nel proprio Paese, ma che assumono un significato e un importanza totalmente differente quando ci si trova all’estero. Vivere, mandando avanti tutto senza problemi, cercando conforto nei momenti difficili in chi stava facendo la stessa esperienza e aveva o avrebbe provato le tue stesse emozioni/ sensazioni, cercare di esprimere le ansie, le paure in una lingua che non è la tua. E poi l’Università, già, il vero e unico motivo per il quale ero lì. E allora sotto a incastrare tutto, studio, tempo libero e amici, per passare gli esami e non doverli rifare in Italia… e la naturalezza con il quale tutto riusciva! Seduto sui banchi di una nuova Università, parlando e conoscendo ragazzi e ragazze di tutte le nazionalità che come me avevano deciso di provare a cambiare anche solo per un periodo, vivere immerso in una realtà del tutto nuova, io, studente tra i tanti, stranieri e non. Soddisfazioni ed esperienze che silenziose sottraevano giorni alla partenza e che avrebbero lasciato in me un’impronta indelebile.

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DESTINAZIONI: I Paesi che aderiscono al Programma sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria e Turchia. Ogni facoltà poi dispone di un elenco delle sue destinazioni che potete chiedere alla Mobilità o trovare sul sito www.unipv.it/erasmus. Per ogni destinazione è segnalato il corso di laurea ai cui studenti è finalizzata: questo non vuol dire che tra le tre destinazioni a scelta non possiate segnalare anche mete di altri corsi (anche se rigorosamente nell'ambito della propria facoltà), tenendo bene però in considerazione che ogni corso ha una propria commissione e, in caso di più richieste per la stessa borsa, partiranno preferibilmente gli studenti del corso per cui essa è finalizzata. Le destinazioni più gettonate in questi ultimi tempi sono quelle nella caliente Spagna, anche se pare che le Univer-

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Il giornale degli studenti universitari

per non perdersi in giro per l’Europa
Dai nostri inviati in Erasmus (2)
Elena Marigo - Monaco (Germania) - Poiché il terribile clima pavese, con quella sua dolce alternanza della più fitta nebbia e invasioni di zanzare e afa, non era una sfida degna al mio corpo, io l´Erasmus me lo sono scelta nella patria del gelo e della neve perenne (almeno finora); che poi sarebbe anche la patria di Derrick, dei topi, della birra, del pacchiano (qui con un eufemismo chiamato “rococò”), dei dolci e del bigottismo cattolico. Ovvero Monaco di Baviera. Ad imparare il tedesco un filosofo ci si sente quasi obbligato e quale miglior mondo che gettarcisi dentro fino al collo: così il primo di Ottobre, con i lacrimoni e i bagagli pesantissimi carichi di eccitazione e speranze, ho preso quel treno con l´idea di stare fuori casa sei mesi; già a Novembre i mesi che avrei trascorso in Germania erano diventati dieci. Le preoccupazioni che avevo le ho gettate in un cestino della stazione quando ho messo piede nella stazione di München e ho sentito la voce dell´Oktoberfest che mi chiamava. Non vi racconterò che è stato tutto bello e divertente fin dall´inizio, non vi racconterò che l´Erasmus è una vacanza: io non sapevo che quattro frasi in tedesco e, una volta conclusosi l´OktoberLeonardo: come per l’Erasmus si riceve una borsa per un periodo che va da tre a dodici mesi. Da vedere: www.programmaleonardo.net e europa.eu.int/comm/education/ leonardo.html. Di tre mesi invece è lo stage che neolaureati e laureandi possono fare all´estero presso le rappresentanze diplomatiche, consolati e Istituti di Cultura italiani con il programma Mae-Crui: www.crui.it/crui/tirocini1/ index.htm. LINGUA: Vi sentirete dire che una buona conoscenza della lingua del Paese in cui volete chiedere il vostro Erasmus è un prerequisito fondamentale per l'accettazione della vostra domanda: questo è vero solo in alcuni casi. Spesso la valutazione della conoscenza della lingua non è un criterio considerato nella graduatoria, inoltre alcuni studenti non sono sottoposti ad alcun test di lingua, altri solo a colloqui molto, molto formali (e questo grazie agli accesi sostenitori della teoria secondo cui la lingua si impara sul luogo in cui è parlata, ancora più accesi nel caso in cui lo studente sia meritevole): tutto dipende dalla commissione al cui cospetto dovrete presentarvi. È bene quindi che vi informiate da compagni di corso che sono già partiti per lo stesso Stato. Se avete la fortuna di avere una certificazione internazionale (tipo First Certificate o Zertifikat Deutsch per intenderci) o di avere già sostenuto un esame della lingua in questione all'università, non dovrete perdere tempo per il colloquio. Il fatto che possiate evitare un esame in più non significa che non sia utilissimo imparare prima di partire le frasi di base per la sopravvivenza: a questo scopo (ma non solo per gli Erasmus) l'Università di Pavia offre dei corsi di lingua gratuiti nell'ambito del progetto del Fondo Sociale Europeo (FSE): potete trovare le fest (la cui lingua ufficiale è l´italiano), questo ha rappresentato un problema non da poco; capire anche le cose più elementari era una fatica, perché non ricevevo altro che istruzioni in tedesco, spiegazioni in tedesco, moduli in tedesco, contratti in tedesco, volantini pubblicitari in tedesco… Volevo comunicare, fare amicizia, trovare sostegno, ma trovavo solo comunicazioni, amicizia e sostegno in tedesco. E avevo lasciato tutti i sentimenti in Italia, li potevo sentire solo attraverso la posta elettronica. Poi lentamente tutto è cambiato, diventavo sempre più sciolta nelle comunicazioni, ho conosciuto gente che proviene da tutto il mondo e che ha portato con sé un pezzo della sua terra pieno di racconti (e di nuove ricette con cui torturare i vecchi amici italiani!) e ho avuto la possibilità di frequentare un´Università che mi offre tantissimi insegnamenti ignoti a Pavia, nuovi approcci allo studio, una ricchissima biblioteca. E per i più festaioli, qui c´è un´organizzazione di accoglienza impeccabile: un gruppo di exErasmus si preoccupa perché non rimaniamo mai a corto di feste! Mi sembrano delle buone motivazioni per partire, no?!? ho accumulato molti più crediti di quanti ne valgano gli esami corrispondenti qui a Pavia). Procedimento riconoscimento esami: facile, non esiste!Ogni facoltà dovrebbe avere dei criteri ben definiti su cosa si possa fare all'estero e su cosa no, su come debbano essere riconosciuti i crediti e trasformati i voti (applicando possibilmente l'ECTS – ma nessuna università italiana possiede il “marchio ECTS”). Tutte queste informazioni le dovreste trovare nel bando integrativo della vostra facoltà, siete fortunati se vi dicono almeno quali esami non potete fare! Tirando le somme, i singoli professori hanno il coltello dalla parte del manico perché le facoltà non stabiliscono delle regole.

Monaco di Baviera PROLUNGAMENTO (O RIDUZIONE?!?): Altro punto a favore della nostra Università: a Pavia, purché mettiate sul modulo di richiesta una motivazione semi-seria (e ciò vuol dire di evitare frasi del tipo: “perché in Erasmus ci sono una cifra di feste!!”), le richieste di prolungamento del soggiorno vengono approvate e tutti i mesi effettivi trascorsi all'estero vengono coperti dalla borsa. Per quanto riguarda invece la riduzione del periodo, l'accettazione o meno varia a seconda delle destinazioni e degli scopi per cui si parte e comunque il soggiorno non può essere inferiore ai tre mesi. RICONOSCIMENTO DEGLI ESAMI:Il riconoscimento degli esami è sempre un tema un po' delicato. Essenzialmente dipende dai professori, quindi assicuratevi che firmino il piano di studi all'estero (quello da consegnare insieme al learning agreement). Sarebbe utile e consigliabile concordare con loro i corsi da seguire nell'università ospitante in modo che possano rispecchiare il programma d'esame in Italia. Attenzione: alcuni docenti sono

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informazioni su www.unipv.it/ ateneolingue/fse.html o al Centro Linguistico. L'unica pecca: gli orari (di solito venerdí pomeriggio o sabato mattina) e le lezioni da cinque ore. Se siete fortunati inoltre (e come potete notare da questo testo il fattore “fortuna” è termine ricorrente), verrete accolti da un'università che organizza corsi di lingua per studenti Erasmus; ma se la fortuna non dovesse esservi compagna e neppure il portafogli (corsi di lingua in enti privati possono essere molto cari), esiste una bellissima iniziativa nell'ambito dell'Unione Europea che si chiama Tandem: voi insegnate a un partner la vostra lingua e lui vi insegnerà la sua. Tutto questo senza iscrizioni e versamenti: ci sono siti internet che coordinano gli scambi-tandem, ma in realtà basta far girare la voce, basta un annuncio in bacheca o una puntatina all'Istituto di Italianistica. Un'ultima nota: per quel che riguarda Paesi in cui si parlano lingue meno studiate vi verrà richiesta e (forse) testata la conoscenza dell'inglese. È possibile – ma non altamente probabile che seguiate le lezioni in inglese, sarebbe bene comunque partire prima per seguire sul posto un corso della lingua del Paese che vi ospita. L'Agenzia Nazionale Socrates Italia eroga un contributo di € 500 per chi frequenta questi corsi della durata compresa tra 3 e 8 settimane. NOSTALGIA: Con la nostalgia della “casadolcecasa” tutti dovrete fare i conti, soprattutto i primi tempi, quando si sa bene che cosa ci si è lasciati alle spalle ma non si è ancora delineato bene che cosa se ne è ricavato in cambio, forse solo un mucchio di difficoltà in più. Ma vi avvertiamo: questa nostalgia non sarà neppure paragonabile alla nostalgia dell'Erasmus che dovrete sopportare al vostro rientro in Italia.

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molto rigidi, altri più elastici, ma non avete scelta, dovete rimettervi alla loro decisione. Sconsigliati gli esami che dovreste sostenere in parte all’estero e in parte in Italia: il loro riconoscimento è molto più complesso. Può anche accadere che troviate un corso particolarmente interessante mentre siete in Erasmus: frequentatelo e sostenete l'esame. Nel frattempo cercate un corso equiparabile nell'ateneo pavese, contattate il docente e convincetelo a riconoscervi l'esame – ricordate che spesso lo stesso corso è tenuto in edizioni diverse da docenti diversi, quindi non arrendetevi al primo no. Potrete poi inserire l'esame nel piano di studi dell'anno seguente o eventualmente nella modifica di quello in corso. Non fate troppo affidamento al sistema ECTS (European Credits Transfer and Accumulation System): 1) non è un sistema adottato in tutte le università; 2) non sempre vengono riconosciuti i crediti effettivamente ottenuti nell'università ospitante, bensì quelli dell'università italiana (per esempio, ad Heidelberg esiste un sistema di crediti applicato solo per gli scambisti, però

scadenze
21 marzo 2005 scadenza bando 20 aprile-6 maggio accettare il periodo assegnato 31 luglio 2005 scadenza consegna learning agreement (partenza 1° semestre) 2 dicembre 2005 scadenza consegna learning agreement (partenza 2° semestre) 15 gg prima ritirare personalmente i documenti c/o Ufficio Mobilità della partenza 21 settembre-5 ottobre eventuale riapertura del bando Per ulteriori info www.unipv.it/ erasmus/outgoing/scadenze.html

internet
www.indire.it/socrates erasmus.indire.it www.sportelloerasmus.it www.unipv.it/erasmus/ erasmus.php www.esn.org (inglese)

Nuova vita, vecchia Università
Come rituffarvi nella routine pavese senza sbattere la testa
di Elisa Perrini
Parlare di Erasmus non è facile, io vi posso raccontare il mio Erasmus ed in questo spazio voglio concentrarmi sul ritorno. Traumatico. Il semestre in Germania mi ha fatto conoscere un altro sistema universitario ed un altro modo di vivere ed affrontare i problemi. Sapere sempre a quale sportello rivolgerti per qualsiasi questione ed ottenere sempre una risposta precisa, la libertà nella scelta dei corsi e la partecipazione attiva alle lezioni sono cose che mi mancano molto. Per dire tutta la verità, aspetto di laurearmi per poter tornare ad Heidelberg e continuare gli studi. Insomma, l’Erasmus mi ha insegnato a guardare alla nostra università con occhi molto più critici e a non accontentarmi perché adesso so che c’è un modo diverso (forse migliore, o perlomeno più adatto a me) di organizzare gli studi. I primi mesi nel Bel Paese sono stati duri: reperire tutti i documenti, parlare con mille prof., arrivare a casa sbuffando e sognando la Germania… l’Erasmus mi ha lasciato come un bimbo senza il suo lecca lecca, ma con tanta voglia di andare a riprenderselo. Devo dire che è stata un’esperienza fantastica, se potessi la rifarei mille volte! Però non la consiglierei a tutti: ci vuole una buona dose di spirito di adattamento, magari un corso di sopravvivenza e tanta iniziativa – per conoscere molte persone, per avere il coraggio di parlare pur sapendo di dire qualcosa di ridicolo, per osare chiedere quello che agli indigeni sembra ovvio. Diciamo che ci sono tanti modi di vivere l’Erasmus, dipende da cosa ci si aspetta e da quanto si vuole ottenere. Al ritorno sicuramente ci si sente più arricchiti, anche dalle “brutte” esperienze o dalle difficoltà che si sono incontrate. Una delle domande del questionario finale recita “Dopo l’esperienza Erasmus sei più disposto ad affrontare un periodo di studio o lavoro all’estero?”, io rispondo con un convinto SÌ! Ma ora veniamo a qualcosa di più concreto e oggettivo. La prima cosa da fare al ritorno è consegnare il questionario (lo riceverete a casa verso la fine del periodo all’estero) e il modulo di exmatricolazione (neologismo creato ad hoc). La lista degli esami di cui si richiede il riconoscimento, integrata con i relativi certificati in originale, non ha una data ultima di consegna; ovvio che più tardi la consegnate, più tardi verrà vagliata ed eventualmente approvata – visto che tutti conosciamo i tempi della burocrazia italiana: the sooner the better. Se potete, fate in modo che sul vostro transcript ci siano: 1. voto dell’esame nella scala dell’università ospitante, 2. indicazione dei crediti ECTS, 3. equivalenza del voto nella scala ECTS (valutazioni in lettere) e sua frequenza. Queste informazioni potrebbero non essere facili da reperire (chiedete al delegato Erasmus straniero) o addirittura assolutamente irreperibili: no panic, servirebbero veramente se ci fosse una procedura seria per il riconoscimento degli esami, in realtà immagino che la maggioranza dei docenti non sappia neppure di cosa stiamo parlando. Comunque una volta consegnati tutti i documenti, non vi resta altro che attendere con pazienza il tanto sospirato riconoscimento, magari ogni tanto sollecitate, no si sa mai… Nota conclusiva: i voti non verranno registrati sul libretto, ma li potete vedere sul certificato degli esami di profitto.

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La violenza sulle donne
di Francesca Brandolini, vice-responsabile di Amnesty Pavia
La violenza sulle donne è forse la più diffusa violazione dei dritti umani, presente in tutti i Paesi e in tutte le culture; è il frutto di una cultura globale che nega pari opportunità e diritti e che legittima la violenza a scopo di soddisfazione personale o per fini politici. Possiamo individuare tre grandi aree di violenza alle donne. La prima è la violenza commessa da Stati o attori non statali come i gruppi armati. In questo caso la violenza è usata come arma bellica, per spargere il terrore e annientare la resistenza; le donne possono essere il “premio” da riservare ai combattenti o un utile mezzo per estorcere informazioni. Dalla ex Jugoslavia al Rwanda le donne sono state colpite in numero enorme, anche perchè simbolo delle comunità di appartenenza e sottoposte quindi a stupri di massa per “sporcarle col seme del nemiislamico della Nigeria per aver avuto rapporti sessuali al di fuori del matrimonio; la sua sentenza è stata sospesa anche grazie all’azione di pressione di Amnesty International e dell’opinione pubblica internazionale. Purtroppo quello di Amina è solo la punta dell’iceberg di questo fenomeno, che interessa in vario grado moltissimi Paesi. La nostra associazione si batte anche per porre fine all’usanza delle mutilazioni genitali femminili, praticate ogni anno su 2 milioni di bambine, soprattutto in Africa; non ci limitiamo a chiedere agli Stati di condannare come reato le MGF, ma lavoriamo anche con le comunità che le praticano, e questo approccio ha ottenuto risultati incoraggianti. Un’ultima grande area della violenza alle donne è quella della violenza domestica, globale e silenziosa. In questo caso gli abusi vengono perpetrati da chi è più vicino, da chi dovrebbe amare e invece si mostra carnefice. Le cifre sono spaventose: negli USA ogni 15 minuti una donna è picchiata; in Russia ogni anno 14000 donne vengono uccise dai loro socio-culturale basso, ai margini della società. In realtà colpisce donne di ogni ceto ed anzi, spesso la denuncia è più difficile per le donne colte, sposate a uomini socialmente affermati, che usano tipi di violenza che non lasciano segni, come l’abuso psicologico o economico. Come se non bastasse, le donne che denunciano si sentono circondate dall’ostilità di chi dubita della loro sincerità, chiedendosi ‘perchè non ha denunciato prima?’. Se credete di ignorare la risposta, vi invito a rivolgervi all’associazione Donne Contro la Violenza di Pavia (C.so Garibaldi,37; tel. 0382-32136), che da tempo assiste donne vittime di violenza e ci fornisce un dato su cui riflettere: ogni anno le richieste di aiuto nell’associazione sono 90 nella sola zona di Pavia e anche questa non è che l’ennesima punta dello stesso iceberg.

Cosa sta accadendo al patrimonio storico, archeologico, culturale iracheno?
di B. Bellucci e R. Fasani
"Il patrimonio dell'Iraq, l'antica Mesopotamia, ha subito colpi devastanti negli ultimi mesi e continua a subirne. Il saccheggio del Museo di Baghdad e dei musei regionali, la prosecuzione degli scavi clandestini nei siti archeologici, particolarmente nel sud del paese, stanno seriamente danneggiando un patrimonio culturale che può essere paragonato solo a quello di pochi altri paesi al mondo. Attraverso la diffusione di notizie nella stampa e nei siti web questi eventi sono conosciuti e quasi universalmente condannati, soprattutto perché evitabili." (Roger Matthews, Reader in Archaeology of Western Asia, Institute of Archaeology, UCL) L'idea di creare qualcosa di materiale che manifestasse l'indignazione comune verso lo scempio di cultura che sta avvenendo in Iraq è maturata col tempo ed è stata alimentata soprattutto dal susseguirsi di notizie di distruzioni, saccheggi, scavi clandestini e ritrovamenti di oggetti antichi trafugati. La sezione di Orientalistica del Dipartimento di Scienze dell'Antichità è impegnata da qualche mese nella realizzazione di un sito internet finalizzato alla diffusione di informazioni sulla situazione attuale dei beni archeologici iracheni attraverso fotografie e documenti. Il 15 Marzo, alle ore 17.30, presso l'Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri si terrà la presentazione del sito internet MESOPOTAMIA OGGI. Parleranno anche Gianni Vaggi, presidente CICOPS (Centro Interfacoltà per la Cooperazione con i Paesi in via di Sviluppo); Gianni Francioni, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia; Gian Battista Parigi, delegato CICOPS, Facoltà di Medicina e responsabile del "Progetto Iraq", Clelia Mora, delegata CICOPS, professore di Ittitologia e di Storia del Vicino Oriente Antico, due professori della Facoltà di Medicina dell'Università di Bassora. In tale occasione alcuni attori del Laboratorio di Teatro della Facoltà di Lettere e Filosofia interpreteranno brani tratti dalla letteratura mesopotamica.

familiari, che restano quasi sempre impuniti. Anche in Italia questa è la forma di violenza più diffusa e spesso ignorata o circondata da pregiudizi e minimizzazioni sulla sua frequenza; molti pensano che riguardi solo donne di livello

Che cos’è Amnesty International
Amnesty International è un movimento internazionale per la difesa dei diritti umani e la liberazione dei detenuti per motivi d’opinione nel mondo. L’episodio alla base della sua nascita ne dice già il senso profondo: siamo nel 1961 e nel Portogallo della dittatura militare due studenti brindano alla libertà ottenuta da due colonie nel Sud America e per questo gesto vengono incarcerati. L’avvocato inglese Peter Benenson, il 28 maggio di quell’anno, scrive sul “The Observer” un articolo dal titolo “I prigionieri dimenticati” denunciando l’arresto dei due ragazzi e dunque la violazione dei loro più elementari diritti. Lancia inoltre un appello ai lettori ad unirsi a lui per difendere i principi enunciati nella “Dichiarazione universale dei Diritti Umani” del 1948. Migliaia di persone di sesso, razza, fede ed estrazione sociale diverse rispondono al suo appello, scrivendo al governo portoghese, che si vede costretto da questa forte pressione a liberare i due studenti. Da qui il nome e il senso di Amnesty International, movimento di cittadini per i cittadini, basato su alcuni valori fondamentali: • Solidarieta' internazionale: proveniamo da culture e background diversi, ma diffondiamo uno stesso messaggio, in solidarieta' gli uni con gli altri. • Azione efficace per singole vittime: lavoriamo per individui: i loro volti, i loro nomi, le loro storie sono il cuore del nostro lavoro. • Copertura globale: lavoriamo per ogni vittima, sotto ogni governo, ovunque nel mondo, per coloro che sono sotto i riflettori dei media o per chi invece e' dimenticato in una prigione segreta. • Universalità e indivisibilità dei diritti umani: ci impegniamo a proteggere tutti i diritti umani di ogni individuo, indipendentemente dal suo paese o dalla sua cultura. • Imparzialita' e indipendenza: non supportiamo ne' ci opponiamo al alcun governo o sistema politico, ne' sosteniamo necessariamente le convinzioni di chi cerchiamo di proteggere. Siamo un movimento democratico che risponde solo dinnanzi ai suoi soci. • Democrazia e rispetto reciproco: aderiamo ai principi democratici del nostro movimento e rispettiamo i contributi di ognuno. Amnesty International si propone d accertare abusi dei diritti umani con accuratezza, tempestività e continuità nel tempo; si rivolge a governi, organizzazioni intergovernative, gruppi politici armati, imprese ed altri attori non statali. Dal 1961 la nostra associazione è cresciuta, fino a contare 2 milioni di soci e sostenitori in oltre 140 Paesi e territori, e la nostra azione si è ampliata con campagne mondiali non solo per il rilascio dei prigionieri di coscienza, ma anche contro la pena di morte, la tortura, le sparizioni, la discriminazione di genere e non solo. Alla base dell’azione di Amnesty International c’è il singolo gruppo di attivisti, che redige appelli su casi di violazione dei diritti umani, raccoglie firme, fa opera di sensibilizzazione attraverso le più disparate attività, dalle bancarelle in piazza all’organizzazione di eventi culturali. In più di quarant’anni di lavoro, siamo riusciti ad ottenere grandi risultati, dalla liberazione di prigionieri d’opinione come Luis Sepulveda, al cambiamento di sensibilità della società e di molti Stati riguardo il tema dei diritti umani e della giustizia internazionale; il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto in tempi in cui serpeggia l’idea assurda che si possa rinunciare a un po’ di diritti in cambio di un po’ di sicurezza. Gli attivisti di Amnesty International si armano ogni giorno in tutto il mondo di penna e buona volontà, consapevoli che ognuno può essere la libertà di un altro essere umano, lontano e sconosciuto, che vede calpestati i suoi più elementari diritti e che soprattutto nei tempi bui è meglio accendere una candela che maledire l’oscurità.

co”. Tutto ciò lascia enormi strascichi anche nel post-conflitto, quando queste donne si vedono rifiutate dalla loro comunità di appartenenza o non riescono ad ottenere nessun tipo di assistenza o giustizia per ciò che hanno subito; consce di ciò, spesso non confessano l’orrore che hanno vissuto. Le donne che riescono a fuggire dalle zone di guerra si trovano spesso a dover fare i conti con la cruda realtà dei campi profughi, dove possono essere costrette alla prostituzione per sfamare i figli, a volte con la complicità delle stesse forze di peace keeping. Non dimentichiamo poi le leggi per il controllo della sessualità e dell’abbigliamento, i test di verginità per passare alla tortura in detenzione e alla violenza da parte delle forze dell’ordine, diffuse anche in Paesi insospettabili come Francia, Italia, Spagna, USA, Russia. Le comunità di appartenenza delle donne spesso non sono da meno degli Stati nel violare i loro diritti, con usanze discriminanti e codici d’onore non scritti ma che non lasciano scampo alle ragazze che non vi si adeguano. Famoso è stato il caso di Amina Lawal, condannata alla lapidazione da un tribunale

La campagna “Mai più violenza sulle donne!”: i nostri obiettivi
La nostra campagna contro la violenza sulle donne è iniziata l’8 marzo 2004 e proseguirà fino all’8 marzo 2006. Durante questi due anni: · Porteremo solidarietà e aiuto alle donne e alle bambine vittime di violenza e alle numerose donne e uomini che in ogni parte del mondo le difendono, nonostante le minacce, il dileggio e le intimidazioni: · Ci occuperemo di concreti casi di violazione dei diritti umani delle donne, attraverso differenti modalità d’azione diretta per ogni singolo caso: · Promuoveremo un programma di educazione e formazione ai diritti umani con: - percorsi didattici per scuole medie ed il biennio delle superiori, più un video per il triennio - corsi di aggiornamento sugli strumenti internazionali in difesa delle donne indirizzato al personale umanitario OIM impegnato in operazioni di assistenza alle donne vittime di tratta e un corso di formazione docenti inserito all’interno del Programma Europeo Daphne Premeremo affinché l’Italia eserciti un ruolo importante per l’attuazione del diritto internazionale e per la piena conformità alle sue disposizioni in materia di diritti umani delle donne: - diffusione di 200.000 cartoline per chiedere all’Italia di ottenere la ratifica della Convenzione contro la discriminazione delle donne da parte dei seguenti paesi: Brunei, Emirati Arabi Uniti, Iran, Isole Marshall, Kiribati, Micronesia, Monaco, Nauru, Oman, Palau, Qatar, Santa Sede, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan, Swaziland, Tonga - azioni contro la violenza sulle donne in Iraq, Colombia, Turchia e Messico - azione per l’introduzione di una legge organica sul diritto d’asilo in Italia - azione per l’introduzione di una legge sul reato di tortura in Italia e per la ratifica dell’Italia al Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura · Solleciteremo gli enti locali affinché sostengano la campagna tramite accordi di cooperazione per l’attuazione di azioni in favore di donne e bambine, per una piena e reale parità, senza discriminazioni di genere: - accordi di cooperazione con istituzioni di parità per iniziative e progetti comuni - approvazione di ordini del giorno a sostegno della campagna Lanceremo giorno dopo giorno iniziative pubbliche di sensibilizzazione, per un totale di migliaia di eventi a sostegno dei diritti delle donne e delle bambine, a partire da: - iniziativa del Comune di Roma e di Amnesty International “Rome for wo· men” (6 - 8 marzo) - week-end di mobilitazione di tutti i Gruppi di Amnesty International (6 - 7 marzo) Collaboreremo con tutti coloro che vorranno impegnarsi contro la violenza sulle donne e che credono nei diritti umani: - alleanze con le organizzazioni che si occupano di diritti delle donne - partnership con imprese e soggetti economici e sociali a sostegno della campagna.

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Antigone di Sofocle
di Lorena Meola
Chiara Muti vestita con una tuta da lavoro arancione (sinistramente simile a quella dei prigionieri di Guantanamo) e le catene ai piedi: è l’Antigone che la compagnia Lombardi-Tiezzi ha offerto al pubblico del teatro Fraschini il 14 febbraio scorso. L’eroina di Sofocle si oppone alla legge della guerra che esalta l’eroismo e disprezza le fragilità dell’uomo, del fratello di Antigone, Polinice, che muore mentre fugge dalla battaglia, e proprio a causa della sua viltà, non merita di essere sepolto. La tragedia si svolge in uno spazio asettico, dalle luci fredde dei neon, in bilico tra l’atmosfera di un obitorio e quella di una macelleria. Dominano il bianco e il nero, non ci sono colori né sfumature. Allo stesso modo nette sono le contrapposizioni tra le parti: Creonte, signore di Tebe, che coinvolge la città in una guerra di conquista, assetato di potere ed espressione di uno Stato assoluto, divino, e Antigone che si sacrifica per affermare la prevalenza dell’uomo sullo Stato. Sia le parole di Creonte che quelle della nostra eroina risultano estremamente contemporanee alla platea: esiste una guerra e due modi di rapportarsi ad essa. Non importa se la guerra riguarda l’antica Grecia o l’Iraq, le tesi di chi vuole la guerra e chi la contrasta sono immutabili nel tempo. Creonte parla ai cittadini di Tebe dall’alto del suo trono composto da tubi metallici, freddi come il suo animo assetato di potere, inflessibile, deciso a punire ogni minima debolezza; egli è padrone, non padre del suo popolo. Antigone è rottura, contrapposizione estrema a questa concezione di Stato: pur essendo donna, perciò subordinata agli uomini nella società greca, non rispetta la legge dello Stato per seguire quelle divine. Ella ha pietà del fratello, comprende le ragioni della sua viltà, e lo seppellisce nonostante il divieto di Creonte. E’ consapevole delle conseguenze del suo gesto e, davanti al re di Tebe, afferma le sue ragioni, la sua richiesta di uno Stato umano, che agisce in favore dell’uomo, non contro di esso e perciò portatore di pace non di guerra. La tuta arancione, le catene ai piedi ed il cappuccio sulla testa ricordano immagini viste recentemente nei telegiornali. Ma mentre solitamente i protagonisti della Storia sono gli uomini, questa volta, ad essere prigioniera è una donna: la sua condizione di detenuta mortifica la sua femminilità; la tuta nasconde le curve del suo corpo, concepito per dare la vita, e annienta le sue peculiarità, tratto distintivo della specie umana. Ciò che colpisce lo spettatore è l’umanità di questa donna espressa in maniera estremamente emozionante attraverso l’uso della voce: Chiara Muti ne esplora tutte le potenzialità, passando da un canto estremamente dolce, commovente, alle grida di una disperazione consapevole di non poter cambiare gli avvenimenti. Eppure la sua morte, ennesima perdita di una guerra che risulta sempre essere contro gli uomini, riesce a cambiare l’animo di Creonte, il quale compie un percorso di conoscenza, confrontandosi dapprima con gli altri cittadini di Tebe e con il dolore per la morte in battaglia del figlio, infine con la disfatta della “sua” guerra. Brecht nel 1948 riscrisse quest’opera per dimostrare la follia della guerra nazista, noi guardiamola per capire la follia delle guerre del nostro tempo.

Jazz
E.S.P.
di Leonardo Pistone
La scorsa volta ci siamo ritrovati nel 1965, in un periodo di profondo rinnovamento, in cui già da qualche anno si parla di "musica free". Inoltre, da qualche tempo il jazz non era più musica da ballare (vedi: swing, musicals, dixie, ecc.) a causa della concorrenza agguerrita del rock&roll, una musica che, pur essendo una copia spudorata del blues - o r&b - che si faceva già dagli anni trenta, spopolava tra i giovani. Sto pensando a Elvis, per esempio. D'altra parte i jazzisti erano stufi di continuare a far ballare i bianchi e basta. Dieci anni prima, con i generi poi etichettati "cool" e "third stream", il jazz voleva avvicinarsi alla cultura europea, e, alla fine, spostarsi dai fumosi locali dei quartieri malfamati alle pulite sale da concerto europee. Insomma, tutti quegli aspetti che usereste per criticare il jazz erano ampiamente messi in discussione: ritmo sempre uguale di tipo tin-titin, uso eccessivo di canzoni sdolcinate anni trenta, assoli fatti a mo' di esibizione virtuosistica uno dopo l'altro, in cerchio, eccetera. Chiarito il contesto, torniamo a Miles: egli aveva formato questo gruppo già da due anni, ma ESP è il primo disco in studio. Ormai saprete che Miles aveva un caratteraccio, il che è solo un altro modo di dire che aveva eccezionali doti di leader: ancora una volta, forma un gruppo con giovani semisconosciuti, a parte il sassofonista Wayne Shorter, e molto giovani: addirittura il batterista Tony Williams è entrato nel gruppo da minorenne, tanto che all'inizio serviva un sostituto maggiorenne per suonare nei locali. E non è "un gruppo": è il migliore, o uno dei migliori, del jazz moderno. Partiamo proprio da questo batterista: oggi "ovviamente" uno dei migliori sulla piazza. La prima cosa innovativa da apprezzare in questo disco (o in tutti) è il ritmo: partiamo dal secondo pezzo del disco: Eighty-One. Ebbene, il tempo, mah, il tempo lascia un po' spiazzati: dov'è lo swing? Dove sono quegli accenti saltellanti, quel solito TiTin, con il basso che "cammina" da una nota all'altra? Non ci sono, anzi, Tony scandisce con il piatto gli ottavi, tutti uguali, cioè della stessa lunghezza. Parte l'assolo di Miles. Bene. Questo ritmo si chiama ufficialmente "jazz-rock", ma in modo più semplice e grezzo si dice "dritto", intendendo che gli ottavi, cioè i colpetti che scandiscono in tempo, sono tutti uguali. Il contrario di dritto è swing: se diete diplomati, vi basti sapere che nello swing tutto il jazz tradizionale - gli ottavi sono quasi "puntati" (in realtà sono terzine). Eppure, quando ci siamo quasi abituati al ritmo "dritto", ecco: ritorna lo swing. Negli altri pezzi abbondano sovrapposizioni ritmiche, gli assoli sono molto particolari, e se vorrete fare questo investimento, vi dico che nel libretto del disco abbondano le spiegazioni, anche abbastanza chiare. Alla prossima!

Donne d’età classica
di Davide Galli
Dall’orazione di Lisia, che porta il titolo di Difesa per l’uccisione di Eratostene, ricaviamo la dettagliata descrizione di un tradimento ateniese avvenuto nei primi anni del IV secolo a.C. La vicenda inizia durante un funerale: il playboy di turno, tale Eratostene, nota nel corteo funebre un’avvenente signora e, grazie alla collaborazione di un’ancella particolarmente servizievole, con il tempo la seduce. Il marito, di nome Eufileto, viene abilmente tenuto all’oscuro della tresca. Tutto procede senza intoppi per un certo tempo, finché una vecchia, mandata da un’altra amante del nostro playboy, rivela l’inganno al marito tradito. Egli, dopo aver costretto l’ancella complice della moglie a confessare la verità, con un’abile stratagemma riesce a cogliere in flagrante i due amanti e, come permesso dalla legge ateniese del tempo, alla presenza di testimoni uccide senza esitazione il seduttore. Ciò che colpisce di questo racconto, al di là dell’assoluta mancanza di scrupoli con cui Eufileto uccide il rivale, è la totale assenza di qualsiasi accenno ad un sentimento che legasse marito e moglie. Per Eufileto il dolore per l’adulterio consiste essenzialmente, ed unicamente, nelle ripercussioni sociali che questo comportava. Il tradimento non viene vissuto in alcun modo come una ferita interiore, ma solo come uno smacco inferto al buon nome ed alla reputazione dell’uomo. Particolarmente significativo risulta poi il passo dell’orazione in cui Eufileto ammette, con assoluto candore, che di tanto in tanto, nel rincasare dalle bevute con gli amici, non si trattiene dal “provarci” con l’ancella di casa. La moglie, ovviamente, non ha nessun diritto di opporsi a questa pratica: vale a dire che l’uomo può tranquillamente permettersi ciò che alla donna è severamente vietato. Una moglie adultera poteva infatti essere ripudiata dal marito e veniva privata dell’unico diritto civile riconosciutole, cioè quello di partecipare alle cerimonie pubbliche a lei riservate e di rappresentarvi la famiglia. Una considerazione non troppo positiva della propria moglie doveva forse avere Socrate, almeno da quanto si intuisce dal racconto delle sue ultime ore di vita, a noi note attraverso il Fedone di Platone. Siamo nel 399 a.C., Socrate si trova in carcere, in attesa che venga portata a termine la condanna a morte per lui sancita dal tribunale ateniese. Giunge il giorno dell’esecuzione: gli amici si recano all’alba alla cella del maestro e lo trovano in compagnia della moglie Santippe e del figlio minore. Non appena vede gli amici, Santippe prorompe comprensibilmente in pianto. A questo punto Socrate, infastidito dai lamenti della donna, chiede ad un amico di

riportarla a casa, mentre lei continua a gridare disperatamente e a percuotersi per il dolore. Ebbene, non credo che occorra aggiungere nulla per dimostrare come Socrate, anche negli attimi estremi, preferisse indubbiamente la compagnia di allievi ed amici a quella della lamentosa moglie. In fatto di differenze tra natura maschile e natura femminile un autore molto significativo ed estremamente esplicito è Aristotele. Egli infatti, in opere di carattere biologico come l’Historia Animalium e la Fisiognomica, teorizza una dicotomia che contrappone il maschio alla femmina, l’uno come depositario di tutte le qualità positive a livello sia fisico sia etico, l’altra come portatrice di tutto ciò che viene percepito come negativo. A riconferma del fatto che la communis opinio della Grecia antica fosse piuttosto “ostile” nei confronti del gentil sesso sta poi la mitologia. Esiodo tramanda infatti come Prometeo, volendo favorire il genere umano, rubi il fuoco agli dei e lo consegni ai mortali. Adiratosi per l’inganno, Zeus decide di vendicarsi mandando sulla Terra una terribile punizione. E che cosa sarà mai questa punizione? La donna, ovviamente. Gli dei plasmano ed inviano tra gli uomini Pandora, la prima donna, “alto inganno”, principio di una “stirpe nefasta”, “partecipe d’opere moleste” e “grande sciagura per i mortali”. Insomma… sono sicuro che dal punto di vista della cultura e della civiltà i greci antichi siano per vari aspetti maestri validi in ogni tempo, ma in quanto alla considerazione della donna penso che avrebbero avuto molto da imparare.

Piazza del Lino - Pavia - tel. 0382.984759 email: redazione@inchiostro.unipv.it - internet: inchiostro.unipv.it Numero 15 - 7 marzo 2005 - Giornale degli studenti universitari Iniziativa realizzata nell’ambito del programma dell’Università di Pavia per la promozione delle attività culturali e ricreative degli studenti (A.C.E.R.S.A.T.) Direttore: Luna Orlando (luna@) Redazione: Valerio Ciampi Nicola Cocco Alba Chiara De Vitis (alba@) Tommaso Doria Antonio Lerario Pierluigi Malangone Laura Omodei Alessio Palmero (alessio@) Federica Pauletich Matteo Pellegrinuzzi Elisa Perrini (elisa@) Leonardo Pistone (leo@) Mattia Quattrocelli (mattia@) Marzio Remus Antonella Succurro (anto@) Maria Chiara Succurro (mari@) Fabrizio Vaghi (fabri@) Stefano Valle (stefano@) dopo @ ci va inchiostro.unipv.it Hanno collaborato: Elena Marigo, Davide Galli, Lorena Meola, Francesca Brandolini, Alberto Bianchi, Ilaria Bonfante, Benedetta Bellucci, Raffaella Fasani, Chiara Sileo, Emanuele Bon, Luca Speziale, Federico Butti. Disegni: Nemthen Foto di copertina: Fabrizio Vaghi Grafica: Alessio Palmero Stampa: Industria Grafica Pavese s.a.s.
Registrazione n. 481 del Registro della Stampa Periodica Autorizzazione del Tribunale di Pavia del 23 febbraio 1998 Tiratura: 2000 copie Questo giornale è distribuito con la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike.

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AGENDA dal 7 al 20 marzo
MUSICA CLASSICA
lunedì 7 marzo ore 21.00 Stagione Teatrale 2004-2005: Musica Concerto dell’Orchestra "BERLINER SYMPHONIKER" Musiche di Beethoven, Chaikosvky Teatro Fraschini - Corso Strada Nuova, 136 (Pavia) Per informazioni: tel. 0382-371202 sabato 12 marzo Stagione teatrale 2004/2005: Musica KARMEN DI GORAN BREGOVIC CON LIETO FINE con Goran Bregovic Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 - Pavia Per informazioni: Teatro Fraschini, tel. 0382-371202 sabato 12 marzo ore 21.00 5° Stagione Concertistica 2005 CONCERTO CON L'ORCHESTRA DA CAMERA MILANO CLASSICA Armonica a bocca: Gianluca Littera Direttore: James Setapen. Musiche:Boccherini, Jacob, Moody, Walton, Respighi Teatro S.Rocco, P.za Provenzal, Voghera Per Informazioni: Comune-Assessorato alla Cultura; tel.0383-336316/9 lunedì 14 marzo ore 21.00 CONCERTO DI PASQUA Stefano Pagliani, violino Marco Vincenzi, pianoforte In programma musiche di L. van Beethoven Almo Collegio Borromeo Piazza Borromeo, 9 - Pavia Per informazioni: tel. 0382-3951, www.collegioborromeo.it mercoledì 16 marzo ore 21.00 L'Associazione "I Quattro Cavalieri" presenta: I SOLISTI DI PAVIA CONCERTO DI PASQUA Musiche di Bach, Corelli San Pietro in Ciel d'Oro - Pavia Per informazioni: Teatro Fraschini tel. 0382-371202 venerdì 18 marzo ore 21.00 5° FESTIVAL LIRICO SINFONICO CITTA' DI VOGHERA KATIA RICCIARELLI IN CONCERTO Coro di Craiova (Romania), tenore: Mauro Pagano, pianista: Leonardo Quadrini Duomo di Voghera Per informazioni: Soc.dell'Accademia e Comune, tel. 0383-336227 domenica 20 marzo ore 21,30 Stagione Teatrale 2005 L'Associazione Corale "A. Vivaldi" - Scaldasole in: CONCERTO LIRICO DELLE PALME Cine-Teatro Verdi - Cassolnovo Per Informazioni: tel. 349-3912531 www.assocallerio.it

MUSICA LEGGERA
martedì 8 marzo ore 21.00 Settore Cultura del Comune di Pavia, con la consulenza artistica di Roberto Valentino. DIALOGHI: JAZZ PER DUE, 7° edizione CLAUDIO FASOLI (sassofono) e GLENN FERRIS (trombone) Inedita coppia fiatistica formata da due musicisti accomunati da un mirabile rigore espressivo e dalla predilezione per un jazz audace ma nel contempo di forte presa comunicativa. Prezzi Biglietti: Euro 10 per i singoli concerti. Abbonamento a 4 concerti: Euro 30. Prevendite dal 1° marzo 2005 Santa Maria Gualtieri - Piazza della Vittoria, Pavia Per informazioni: tel. 0382-399337, email: aficara@comune.pv.it giovedì 10 marzo BLESSED CHILD OPERA Thunder Road - via Str. Voghera Menestrello 1, Codevilla (PV) tel. 0383-373064 sabato 12 marzo CARAVANE DE VILLE Spazio Musica - via Faruffini 5, Pavia tel. 0382-20198 sabato 12 marzo DIVINA Spazio Musica - via Faruffini 5, Pavia tel. 0382-20198 sabato 12 marzo LAURA FEDELE Thunder Road - via Str. Voghera Menestrello 1, Codevilla (PV) tel. 0383-373064 sabato 12 Marzo ore 22.30 BLESSE CHILD OPERA HAWAIIAN BABY WOOD ROSE CSA Barattolo - via dei Mille 130, Pavia Per informazioni: tel. 0382-21293, www.ecn.org/barattolo sabato 12 marzo ore 17/18 CHIMICHEMOZIONI, 6° edizione Rassegna che ha come oggetto le nuove sonorità elettroniche e la musica contemporanea, con attenzione alle arti visive. SP.3 EXTRA performance Compagnia "LE-GAMI" progetto di Luca Nava con Francesca Burzacchini e Andrea Del Bianco Breve incursione coreografica per due danzatori. Liberamente ispirata alla "Trilogia della città di K" di Agota Kristof. In uno spazio e tempo definiti, due danzatori procedono, ripetitivamente ed insistentemente, nella mera esecuzione dei loro "esercizi". Appaiono insieme, ma il passare del tempo e il ripetersi delle azioni evidenzia la loro distanza. Non si incontrano mai. Castello Visconteo - Pavia venerdì 18 marzo ore 22 CHIMICHEMOZIONI, 6° edizione Rassegna che ha come oggetto le nuove sonorità elettroniche e la musica contemporanea, con attenzione alle arti visive. ELASTIC SOCIETY Electronic set organizzato con ST.E.P. (Studenti Erasmus Pavia) ELASTIC SOCIETY è il nuovo progetto di Alberto Dati e Fonky-T. Il loro album d'esordio è "God Bless Electronic Music". Il dj.set di ELASTIC SOCIETY è fatto di drum'n'bass, breakbeats e 2step. I due produttori pugliesi non si limitano a mixare, ma manomettono il suono, lo dilatano, lo comprimono e scratchano, creando una mistura potente di ritmi potenti, veloci e coinvolgenti. Insomnia Café - via Strada Nuova, Pavia Ingresso gratuito venerdì 18 marzo TITTI TWISTER Thunder Road - via Str. Voghera Menestrello 1, Codevilla (PV) tel. 0383-373064 venerdì 18 marzo GROOVA Thunder Road - via Str. Voghera Menestrello 1, Codevilla (PV) tel. 0383-373064 sabato 19 marzo ore 21.00 Settore Cultura del Comune di Pavia, con la consulenza artistica di Roberto Valentino. DIALOGHI: JAZZ PER DUE, 7° edizione BEN ALLISON E MEDICINE WHEEL Al fianco del contrabbassista Ben Allison, figura di spicco della scena newyorkese, si ascolteranno a rotazione i componenti del suo gruppo Medicine Wheel: i sassofonisti Michael Blake (ex Lounge Lizards) e Jimmy Greene, il pianista Frank Kimbrough e il batterista Michael Sarin. Prezzi Biglietti: Euro 10 per i singoli concerti. Abbonamento a 4 concerti: Euro 30. Prevendite dal 1° marzo 2005 Aula Magna del Collegio Ghislieri (ex chiesa di San Francesco da Paola) Piazza Ghislieri, Pavia Per informazioni: tel. 0382-399337, email: aficara@comune.pv.it sabato 19 marzo DAVIDE VAN DE SFROOS Thunder Road - via Str. Voghera Menestrello 1, Codevilla (PV) tel. 0383-373064 domenica 20 marzo DEROZER Thunder Road - via Str. Voghera Menestrello 1, Codevilla (PV) tel. 0383-373064

CONFERENZE
lunedì 7 marzo ore 21.00 Conferenza organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio - UDU MAFIE: LEGALITA E ISTITUZIONI Partecipano Giovanni Impastato, Rocco Sciarrone, Vittorio Grevi, Lorenzo Frigerio. Aula del 400 - Palazzo Centrale dell'Università martedì 8 Marzo 2004 ore 16.00 Seminario permanente di Teoria Politica FURIO CERUTTI, Università di Firenze CHE COSA SONO LE SFIDE GLOBALI Dipartimento di studi politici e sociali http://cfs.unipv.it/ martedì 8 marzo ore 21.00 Martedì Culturali: Conferenza su L'INSIGNE COLLEGIATA: ANALISI STRUTTURALE Biblioteca Comunale, P.zza Italia, 2 Casei Gerola mercoledì 9 Marzo ore 21.00 Ciclo di Seminari Marzo-Novembre 2005 Osservare come preludio al Fare. La Psicoanalisi dialoga con la Clinica MENTALIZZAZIONE E MONDO ONIRICO NELL'ANALISI DI UNA PAZIENTE TRAUMATIZZATA Ne discutono: Vittorio Lingiardi, Università di Roma1, Lavinia Barone, Università di Pavia, Daniela Scotto di Fasano, Società Psicoanalitica Italiana Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri piazza Ghislieri, 5 (Pavia) giovedì 10 marzo ore 21 Aggiornamenti di Diritto LA COSIDDETTA ‘MORALE GIURIDICA’ E L’EQUIVOCO DEI CODICI ETICI GUIDO ROSSI, ex-Presidente della CONSOB e docente presso l'UniversItà VitaSalute San Raffaele di Cesano Maderno (MI) Almo Collegio Borromeo Piazza Borromeo, 9 - Pavia Per informazioni: tel. 0382-3951, www.collegioborromeo.it giovedì 10 marzo ore 21.00 - 23.00 Ciclo di conferenze QUATTRO PASSI NEL MISTERO organizzato dal Comitato Italiano Controllo Affermazioni sul Paranormale, gruppo Lombardia INDAGARE IL MISTERO relatore: Marco Morocutti, CICAP Aula '400 del Palazzo Centrale dell'Università Corso Strada Nuova, 65 - Pavia Per informazioni: tel. 0382/984202 martedì 15 marzo ore 21.00 Incontro con l'Autore ALBERTO ARECCHI presenta i suoi libri: 'Anonimo ticinese', 'Il Tesoro dell'Antipapa" e 'La maledizione di San Siro' Villa Imbaldi - Cura Carpignano martedì 15 marzo 2005 ore 21.00 Martedì Culturali: Conferenza su EDIFICI GOTICI DELLE DIOCESI DI TORTONA, PAVIA, VIGEVANO E L'INSIGNE COLLEGIATA Biblioteca Comunale P.zza Italia, 2 Casei Gerola martedì 15 Marzo ore 17.30 Presentazione del sito internet MESOPOTAMIA OGGI. Parleranno anche Gianni Vaggi, Gianni Francioni, Gian Battista Parigi, Clelia Mora e due professori della Facoltà di Medicina dell'Università di Bassora. Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri piazza Ghislieri, 5 (Pavia) martedì 15 marzo ore 15.00-17.00 Incontri formativi Analisi dei vissuti psicologici delle vittime di maltrattamento Dott. C. Foti - Presidente del Centro Studi Hansel e Gretel Aula Magna della Questura di Pavia - Via Rismondo 68 - Pavia mercoledì 16 marzo ore 21 INCONTRO CON GIUSEPPE DE CARLI, Responsabile della Struttura RAIVaticano in occasione della pubblicazione di “Eminenza, mi permette?“ (Piemme-ERI) Collegio Nuovo via Abbiategrasso 404 - Pavia Per Informazioni: http://colnuovo.unipv.it/ giovedì 17 marzo ore 21,00-23,00 Ciclo di conferenze QUATTRO PASSI NEL MISTERO organizzato dal Comitato Italiano Controllo Affermazioni sul Paranormale, gruppo lombardia LEGGENDE URBANE E NUOVE TECNOLOGIE Relatore: Lorenzo Montali, CICAP Aula '400 del Palazzo Centrale dell'Università Corso Strada Nuova, 65 - Pavia Per informazioni: tel. 0382/984202 20 -21 Marzo Università degli Studi di Pavia Corso Exeter sulle protesi cementate. Aula Foscolo del Palazzo Centrale dell'Università Corso Strada Nuova, 65 - Pavia Per informazioni: tel. 0382/526294

Tutti i Martedì ore 15 e tutti i Giovedì ore 21 sulle frequenze di Radio Ticino fm 91.8/100.5

TEATRO
martedì 8 marzo ore 21.00 Stagione 2004/2005: Altri Percorsi IL BACIO DELLA DONNA RAGNO di Manuel Puig Con Gaetano Callegaro e Arturo Di Tullio Regia di Antonio Syxty Teatro Cagnoni, Corso Vittorio Emanuele II, 45 - Vigevano. Per informazioni: Pro Loco, tel. 0381-690269 mercoledì 9 marzo ore 21.00 Stagione 2004/2005: Altri Percorsi La Compagnia Teatro della Tosse presenta:IL LIBRO CUORE di Tonino Conte da Edmondo De Amicis con Alberto Bergamini, Enrico Campanati, Massimo Di Michele Regia di Tonino Conte Musiche Franco Piccolo Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 - Pavia Per informazioni: Teatro Fraschini, tel. 0382-371202 sabato 12 marzo ore 21.00 3° Festival Provinciale del Teatro Dialettale La "Compagnia Dialettale dell'Oratorio" di Broni in: AL PAIS DI DU CAMPANEI Teatro De TOMMASI - via Montebello, 26 (Broni). Per Informazioni: tel. 038552184 / 0382-597415 / 227 sabato 12 marzo ore 21.15 Stagione Artistica 2005 L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO Commedia con Le Rane Allegre Sala Polifunzionale Pina Rota Fo - Sartirana Lomellina Per Informazioni: Comune, tel. 0384800810 sabato 12 marzo ore 16.00 Teatro dei ragazzi Cesare Volta MANOMANIAH Teatro Cesare Volta - Pavia martedì 15 marzo ore 21.00 12^ RASSEGNA OBIETTIVO IMMAGINE Diaproiezioni - Incontri IN GIRO PER IL MONDO Autore: Carlo Lenti Circolo Lo Stanzone, via XX Settembre, 92 - Voghera Per informazioni: Gruppo Fotografico L'Immagine, tel. 0383-365446 15 - 17 marzo Stagione Teatrale 2004/2005: Prosa Teatridithalia in: IL MERCANTE DI VENEZIA di William Shakespeare con Ferdinando Bruni, Ida Marinelli Regia di Elio De Capitani Traduzione di Ferdinando Bruni Teatro Fraschini, Corso Strada Nuova, 136 - Pavia Per informazioni: Teatro Fraschini, tel. 0382-371202 15-16-17 marzo ore 21.00 Stagione 2004/2005: Invito a Teatro PARENTI APPARENTI di Alan Ayckbourn Con Andrea Brambilla, Nini Formicola, Magda Mercatal Regia di Andrea Brambilla Teatro Cagnoni, Corso Vittorio Emanuele II, 45 - Vigevano Per informazioni: Pro Loco, tel. 0381690269 giovedì 17 marzo ore 21.15 LA VEDOVA SOCRATE di Franca Valeri da Friedrich Durrenmatt Con Franca Valeri Teatro S.Rocco, P.za Provenza, Voghera Per Informazioni: Comune - Fama Fantasma, tel. 0383-332323 venerdì 18 marzo ore 21.00 La "Compagnia Dialettale Gropellese" di Gropello Cairoli in: I TESTAMENT AD GIUSIPEI Teatro De TOMMASI - via Montebello, 26 (Broni) Per Informazioni: tel. 0385-52184 / 0382-597415 / 227 18-19 marzo ore 21.30 LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA - da Goldoni Compagnia In Scena Veritas Una delle più affermate realtà produttive della scena pavese si cimenta con un classico, riscrivendolo con la straordinaria energia fisica e creativa che caratterizza ogni suo percorso di lavoro. MOTOPERPETUO - Viale Campari 72 PAVIA www.motoperpetuo.org Informazioni: tel. 0382-572629 sabato 19 marzo ore 21,30 Stagione teatrale 2005 AMI-Gruppo teatrale Tromello in: ANIME INCANTATE di A. Castiglione Cine-Teatro Verdi - Cassolnovo Per Informazioni: tel. 349-3912531 www.assocallerio.it

CINEMA
8 Marzo ore 22.30 L'ANGELO STERMINATORE di Luis Bunuel, 1962 Versione in lingua originale con sottotitoli in italiano ed incensurata di 95'. CSA Barattolo - via dei Mille 130, Pavia Per informazioni: tel. 0382-21293, www.ecn.org/barattolo 9 Marzo INDIE 9 Ore 19.00 AURORA (1927) regia: Friedrich Wilhelm Murnau ore 21.00 LA SPOSA TURCA (2004) regia: Fatih Akin ore 23.00 29 TWENTYNINE PALMS (2003) regia: Bruno Dumont 15 Marzo ore 22.30 L'INQUILINO DEL TERZO PIANO di Roman Polanski, 1976 CSA Barattolo - via dei Mille 130, Pavia Per informazioni: tel. 0382-21293, www.ecn.org/barattolo

GEOTECNICA
Corso Garibaldi 55 - Pavia tel. 0382/301057 Fotocopie a 0,03 centesimi

PaviaLiveU

con scheda a 0,02 centesimi
Orario: lunedi martedi-sabato 14,30-19,30 8,30-12,30 14,30-19,30

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