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“Qualcosa” che non va

il punto di vista di un normale cittadino: analisi, idee, proposte per cambiare

a cura di Giuseppe Carpentieri
http://peppecarpentieri.wordpress.com/




né destra e né sinistra, ma per il bene comune





Dedicato a tutti quei cittadini che lottano isolati e che riversano troppa fiducia a leader temporanei anziché riporla in
se stessi e nell'opportunità di cambiare costruendo percorsi democratici dal basso.
Il reale cambiamento inizia prima dentro di noi, e da come costruiamo il pensiero e gli schemi mentali.




prima edizione febbraio 2010
seconda edizionegiugno 2013
terza edizione gennaio 2014




“Qualcosa” che non va, testo scritto e composto da Giuseppe Carpentieri
Approccio multi-culturale per mostrare e descrivere la società com’è e come immagino dovrebbe
essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, diritto, moneta, democrazia, psicologia,
comunicazione, energia, territorio, permacultura, decrescita felice, consumo, stili di vita, felicità,
democrazia diretta, architettura ed ingegneria.
Consigliato per trarre ispirazione e usare i suggerimenti per cambiare lo status quo, per le scuole
medie superiori ed agli studenti universitari. Ricco di schede tecniche che trattano temi e materie
scolastiche ed universitarie col fine di integrare i programmi didattici ed avviare “nuovi” metodi di
studio.
richiesta di attribuzione inviata il 14 ottobre 2010:
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«Nella realtà, i nostri diritti di apprendere sono già circoscritti»
(Robert B. Laughlin, premio nobel per la fisica)

«se uno si mette a trasmettere energia senza fili il contatore dove lo mette? E quella è l’energia
adatta per una società che si fonda sul regalo e non sulla vendita..»
(Emilio Del Giudice, fisico e ricercatore sulla fusione fredda)

«la moneta è un bene immateriale di valore convenzionale, e allo stato attuale dei regimi monetari,
gravata di debito. La moneta ha valore perché misura il valore dei beni. Poiché ogni unità di
misura è convenzionalmente stabilita, la fonte dello strumento monetario è la convenzione.»
(Giacinto Auriti)

«Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi.
Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete
comprarli da noi?»
(Capo dei Pellirossa Caprilo Zoppo, 1854, al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce)

«L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di
moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto»
(Maurice Allais, premio nobel per l’economia)

«il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non
mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”»
(dal film documentario “Zeitgeist addendum” di Peter Joseph, 2008)

«Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale questo capitalismo
finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.»
(Giorgio Ruffolo)

«L’attuale forma di produzione della “ricchezza” sta conducendo la Terra verso la distruzione e
questo pensiero sta avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del
sistema capitalistico»
(Emanuele Severino)

«il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo
spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove»
(Norberto Bobbio)

«Senza regole morali siamo tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti
e compiacenti della cupola di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella
scientifica) che la ricchezza globale»
(Marco Pizzuti)

«Il più potente mezzo di dominio del Nord sul Sud è oggi il servizio del debito»
(Jean Ziegler)

“No, no la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del
debito che il conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito
che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto.“
(dal film “The International” di Tom Tykwer, 2009)
«lei è un vecchio che pensa in termini di nazioni e di popoli. Non vi sono nazioni, non vi sono
popoli, non vi sono russi, non vi sono arabi, non vi sono terzi mondi, non c’è nessun Ovest; esiste
soltanto un unico, un solo sistema di sistemi uno vasto ed immane, interdipendente, intrecciato,
multivariato, multinazionale dominio dei dollari. Petroldollari, elettro-dollari, multi-dollari, frank-
marc, sterline, rubli[…] E’il sistema internazionale valutario che determina la totalità della vita su
questo pianeta. Questo è l’ordine naturale delle cose, oggi. Questa è l’atomica e subatomica.»
(tratto dal film “Quinto potere” di Sidney Lumet, 1976)

«non si può combattere il governo della città; tasse sicure come la morte; non si parla di politica o
di religione; questo è l’equivalente della propaganda nemica scandita a voce alta dai picchetti:
arrenditi soldato, arrenditi soldato! A questo ci ha abituati il XX secolo. Ma adesso nel XXI secolo,
è ora di alzarsi e capire che non dobbiamo farci ammassare in questa trappola per topi, non
dobbiamo sottometterci alla disumanizzazione. Non so voi ma a me preoccupa quello che sta
succedendo nel mondo, mi preoccupa molto la struttura, mi preoccupano molto i sistemi di
controllo, quelli che controllano la mia vita e quelli che vogliono controllarla ancora di più. Io
voglio la libertà, questo voglio e, anche voi dovreste volerla! Ognuno di noi deve assolutamente
sbarazzarsi dell’avidità, dell’odio, dell’invidia e anche dell’insicurezza perché è questo il modo in
cui ci controllano, ci fanno sentire patetici, piccoli, in modo che spontaneamente cediamo la nostra
sovranità, la nostra libertà, il nostro destino. Dobbiamo assolutamente capire che finora siamo
stati condizionati a livello di massa e sfidare lo stato schiavo delle multinazionali.»
(tratto dal film “Waking life” di Richard Linklater, 2001)

«La parola ‘segretezza’ è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci
opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. […]
Non c'è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. […]
Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a
dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura
ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile.[…]»
(John Fitzgerald Kennedy, presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York, 27 Aprile del 1961)

«Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero
perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo
misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base
del prodotto nazionale lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la
pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei
fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni
per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza
per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e
testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste
bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che
aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto
della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti
di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari,
l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della
giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra
arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra
compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita
veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere
orgogliosi di essere Americani.»
(Robert Kennedy, Università del Kansas,18 marzo 1968)
1
Indice

Introduzione ......................................................................................................................................................................... 2
Chi comanda nell'UE? ....................................................................................................................................................... 11
Tasse e conti pubblici .................................................................................................................................................... 31
Proposta di politica economica ................................................................................................................................ 39
Paesi "emergenti" e ipercapitalismo. ........................................................................................................................ 42
Scheda tecnica, Moneta e moltiplicatore monetario ................................................................................................. 48
Scheda tecnica, Immaginare il cambiamento ........................................................................................................... 51
Bolle e balle: finanza. ........................................................................................................................................................ 54
Indicatori di povertà secondo l'ISTAT ..................................................................................................................... 59
L'invenzione della finanza contro madre Natura e contro i popoli ........................................................................... 62
Benvenuta Prosperanza ................................................................................................................................................. 64
Dittatura SpA vs esseri umani ........................................................................................................................................... 69
Scheda tecnica, filosofia del diritto e contraddizioni ............................................................................................... 82
Scheda tecnica, a chi serve il Trattato di Lisbona?................................................................................................... 84
Affari ed ambiente ........................................................................................................................................................ 85
Nel concreto: azioni che si possono fare. ........................................................................................................................... 89
Cittadini al potere, una priorità su tutto: la scuola politica. .......................................................................................... 94
Uno strumento di accesso diretto alle informazioni. ................................................................................................ 97
Leggere atti, bilanci e valutare ...................................................................................................................................... 98
Scheda tecnica, amministrazione digitale............................................................................................................... 100
Energia e tecnologie .................................................................................................................................................... 101
Mobilità sostenibile (tecnologie della decrescita felice) ........................................................................................ 101
Opportunità ................................................................................................................................................................. 107
Consapevolezza è libertà ................................................................................................................................................. 112
La propaganda ............................................................................................................................................................. 119
Scheda tecnica, manipolazione attraverso i mass media ........................................................................................ 122
I temi della politica contemporanea: democrazia diretta, sovranità monetaria, salute, acqua ed energia. .................. 132
Energia e salubrità in edilizia. ..................................................................................................................................... 139
Energia. ....................................................................................................................................................................... 147
Energia basta poco ................................................................................................................................................. 148
Dalla resilienza alla rigenerazione ................................................................................................................................... 154
I costi della rigenerazione ...................................................................................................................................... 162
"Nuovi" valori in economia e beni comuni ................................................................................................................. 164
Scheda tecnica, pompe di calore ............................................................................................................................ 170
Scheda tecnica, rendimenti, consumi e costi energetici ......................................................................................... 172
Scheda tecnica, democrazia diretta ........................................................................................................................ 174
Scheda tecnica, acqua ............................................................................................................................................. 178
Scheda tecnica, Reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo ........................................................................ 179
Risveglio etico ................................................................................................................................................................. 180
Indice dei nomi ........................................................................................................................................................... 194
Internetgrafia: ......................................................................................................................................................... 196















2
Introduzione
In questi ultimi due anni assisteremo ad una serie di cambiamenti, anche se continuasse la politica
dell’austerità imposta dall’élite attuale. Oltre ai limiti dello sviluppo, siamo giunti ai limiti della
pazienza ed ai limiti della sopravvivenza quotidiana. Il 28 agosto 2012 abbiamo superato il limite di
risorse non rinnovabili che la Terra riesce a generare entro un anno (overshoot day), mentre nel
2013 l'overshoot è stato raggiunto il 20 agosto. In soli otto mesi abbiamo esaurito le scorte, e per i
successivi quattro rubiamo risorse al futuro.
1
Questo testo cerca di raccontare quanto il "nostro" sistema (istruzione, istituzioni pubbliche e
pensiero dominante) sia obsoleto, fuorviante e dannoso poiché costruito su un insieme di credenze
inutili agli esseri umani. L'evidenza più clamorosa della stupidità umana è rappresentata dal
confronto con le altre specie viventi. Tutte le altre specie sono interconnesse rispettando le leggi
della fisica, come la fotosintesi clorofilliana, creando scambi virtuosi. Le società militarizzate degli
esseri umani hanno inventato istituzioni e sistemi di scambio costruiti su credenze e dipendenze
psicologiche, come la finanza, la moneta debito creata dal nulla, e le fonti energetiche fossili non
rinnovabili: gli idrocarburi. Siamo a cavallo di un'epoca, è finito l'impero dell'era industriale.

L'unica forza che tiene in piedi l'impero dell'immoralità è il condizionamento psicologico e
l'ignoranza collettiva. La nostra obbedienza e la nostra ignoranza sono le infrastrutture dell'impero.
Da diversi anni è in corso un'operazione politica molto complessa che coinvolge l'intero pianeta,
nello specifico per i paesi cosiddetti occidentali, ed in Europa nell'area euro, si consolida il
processo di ri-feudalizzazione della società. In Italia, tutte le organizzazioni politiche con l'aiuto del
mainstream stanno distruggendo l'idea di democrazia come noi crediamo di conoscere, a favore di
un sistema verticistico autoritario più forte di quello attuale. Per l'élite degenerata è importante che i
cittadini continuino a credere di essere liberi, credere di poter scegliere, e credano di poter incidere
sui temi rilevanti della politica (diritti, commercio e risorse). L'apatia e l'indignazione collettiva
consentiranno di far crescere la sfiducia verso se stessi, ma soprattutto la sfiducia verso l'opportunità
di cambiare radicalmente lo status quo. Nuovi modelli di partiti leaderistici, più "leggeri",
consentiranno di selezionare parlamentari cooptati, inadeguati per tutelare la Costituzione, meglio
addomesticati rispetto al passato, poiché totalmente privi di un'autonomia di pensiero, fintamente
rivoluzionari, e privi di un'adeguata cultura politica, e col vantaggio di un minor costo. In Italia,
organizzazioni politiche e media non pensano di promuovere una classe politica libera dai
condizionamenti delle corporation, anzi se facciamo attenzione, le organizzazioni politiche e i
consensi ruotano intorno a leader carismatici e capricciosi che non hanno interessi pubblici, ma sono
la maschera dello status quo. Leader autoritari servono per teleguidare i propri galoppini ansiosi di
partecipare al banchetto dell’avidità e perseguire interessi personali.
Dal dopo guerra in poi manager, politici e banchieri si scambiano le poltrone fra SpA e istituzioni
politiche al fine di perseguire gli interessi del proprio gruppo di riferimento. «La corruzione è più
sottile e meno identificabile, i politici vengono ricompensati per il fatto di ricoprire determinate
posizioni, il che li spinge a ricoprirle con più determinazione, finché non si convincono di non
essere stati comprati»
2

1

.E' già in corso d'opera l'adeguamento dei vecchi partiti, quelli che formavano
la classe politica, partiti popolari scomparsi poiché trasformatisi in avidi gruppi di potere. Essi non
hanno saputo e non hanno voluto stimolare la partecipazione, anzi l'hanno osteggiata, e pertanto
saranno sostituiti da aziende leggere. Le idee costruite dai think tank finanziati dalle banche private,
quelle che perseguono la religione neoliberista saranno sostenute da burattini meglio addomesticati.
In questo modo l'élite italiana, copiando il sistema americano, potrà garantirsi demagoghi
consapevoli e inconsapevoli ancora più efficaci rispetto al passato, e garantiranno gli interessi
http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/world_footprint/
2
Paul Krugman, Fuori da questa crisi adesso, Garzanti, 2013, pag.104
3
particolari delle multinazionali, che sapranno ricompensarli coi soliti sistemi elusivi dei paradisi
fiscali tramite il supporto specializzato di "colletti bianchi" addomesticati nelle università.
Mentre l'élite persegue i suoi interessi, cresce anche un dissenso consapevole, basti notare che in
Italia il primo partito è quello del non voto. Questo periodo politico italiano è uno dei più degradanti
della storia repubblicana, sotto ogni aspetto. Stiamo vivendo un periodo di involuzione umana da un
lato e di risveglio dall'altro. Le istituzioni sono piene di persone inadeguate, incapaci, arroganti,
ignoranti, e imbroglioni di ogni genere, e sono ampiamente descritte, commentate e criticate dai
media, che in questo modo aumentano la visibilità e quindi gli introiti pubblicitari. Lo
“sputtanamento” fa aumentare l’apatia politica fra la maggioranza degli italiani, che in buona parte
commettono l’errore di criticare senza impegnarsi in prima persona, senza cambiare il proprio stile
di vita. In un sistema democratico rappresentativo, seppur finto come il nostro, il “dissenso
consapevole” del “partito del non voto” deve necessariamente organizzarsi e auto promuoversi;
ahimé, è un passo obbligatorio se non vogliamo favorire l’involuzione umana che stiamo assistendo.
Mai smettere di sognare un mondo migliore, e mai smettere di credere che noi possiamo cambiare la
realtà, anche e soprattutto di fronte a questa realtà illusoria ed ingannevole, ove chi si mostra come
un salvatore è incapace di agire per il bene comune. Analizzando bene i fatti in maniera razionale,
possiamo affinare le nostre capacità di scegliere e valutare, e quindi di evolverci. Dobbiamo mettere
fine alle nostre incapacità di scegliere perché la maggioranza degli italiani è fatta di persone oneste,
e non ci meritiamo l’indegno spettacolo a cui dobbiamo assistere. Abbiamo la responsabilità di aver
scelto sempre i peggiori, è ora di finirla! Secondo il Presidente dell'Uruguay, J osé Mujica, «il potere
non cambia le persone, mostra come sono veramente», pertanto siamo noi a sbagliare i
rappresentanti, soprattutto quando rieleggiamo personaggi notoriamente incapaci e compromessi.
La scelta volontaria di vivere diversamente dagli schemi mentali imposti dal potere attuale si fa
sempre più diffusa. Aumentano i cittadini sani, quelli che decidono di cambiare stile di vita ed
optano ad un ritorno al buon senso. Aumenta la crisi di nervi dei cittadini non sani, quelli che
rimangono nell’obsoleto paradigma culturale e che continuano a servire il sistema attuale. Fuori
dalla crisi di nervi, accelerata dall’insicurezza economica, gli abitanti riscoprono le opportunità
suggerite anche dalle proposte del Movimento per la Decrescita Felice (MDF) che ha la virtù di
mettere insieme tutte quelle categorie di persone che ritengono prioritario il benessere delle persone,
la felicità, l’uomo al centro della polis. Aumenta il numero di cittadini consapevoli del fatto che gli
indicatori finanziari (debito/PIL, spread) divulgati dai media non misurano il benessere, ed MDF
suggerisce di affidarsi ad indicatori e criteri qualitativi per misurare la crescita di una comunità che
non dipende esclusivamente dal numero di merci vendute/acquistate, ma prioritariamente
dall'accesso alla conoscenza e dall'utilità sociale delle scelte politiche: produrre, trasformare,
muoversi, consumare e convivere in armonia con le leggi della natura. Si tratta di ridurre il consumo
di merci che non sono beni perché non soddisfano bisogni reali, ma l'acquisto compulso indotto
dalla pubblicità. Le tecnologie odierne consentono di auto produrre una parte di cibo (orti sinergici)
e di energia (abitazioni auto sufficienti) che fanno ridurre il PIL, e aumentano la qualità della vita.
In sostanza è possibile ridurre selettivamente il consumo di merci, e produrre autonomamente una
parte di quei beni di cui necessitiamo. Cambiando i paradigmi culturali della società possiamo
renderci conto che stiamo vivendo in una gabbia psicologica, illusi da idee malsane che ci fanno
sprecare importanti energie mentali. L'obsoleto pensiero dominante ha progettato istituzioni secondo
il criterio dell'avidità. Noi esistiamo grazie al Sole e alla fotosintesi clorofilliana, e possiamo
costruire relazioni umane utili a scambiare conoscenze tecnologiche per vivere facendo meno e
meglio.
Le future coalizioni politiche ed i partiti che godono del maggiore consenso elettorale si rifiutano di
cambiare rotta, tutti parlano di crescita, ma è dimostrato che questa strada politica si regge su di una
mera credenza religiosa e distrugge risorse finite per le future generazioni. Secondo l'OCSE, nei
4
primi mesi del 2012, la disoccupazione giovanile in Spagna e in Grecia ha raggiunto il 51,1% ed il
51,2%, mentre in Italia ha raggiunto il 35,9%
3
Meccanismo Europeo di Stabilità
. I partiti siedono tutti nel treno del liberismo e della
dittatura europea, tutti. I binari conducono questo treno dei partiti nel burrone ed inevitabilmente
danneggia la società ed il futuro delle famiglie. Il sistema non democratico dell’UE comincerà a
mostrarsi meglio nel 2013, quando il fiscal compact ed il (MES)
4
Solo una volontà popolare, che ha la titolarità giuridica della sovranità, può ripristinare la
Costituzione e promuovere una politica monetaria e industriale socialmente utile. La nostra Nazione
ha l’opportunità di affrontare e risolvere il problema dell’occupazione, dell’istruzione e della
ricerca. Le nostre risorse culturali e ambientali richiedono conoscenza, capacità e tecnologie
adeguate per essere tutelate, e tali caratteristiche sono presenti nel nostro paese, ma osteggiate dal
treno dei partiti che ovviamente include media e mainstream. L’intero territorio nazionale richiede
risorse per prevenire dissesti e degrado.

avranno riscontro in una serie di provvedimenti che sostanzialmente sono la cancellazione dello
Stato sociale, cioè la struttura portante della Costituzione italiana tradita dai parlamentari che hanno
votato l’immorale Trattato di Lisbona. Quel crimine consumato nel luglio del 2008 va giudicato
come un tradimento alla Repubblica, poiché l’Ue e le sue attuali politiche di austerità violano i
diritti umani.
Il treno dei partiti ha deciso di non occuparsi della Nazione privilegiando il pensiero dell’élite che li
retribuisce tramite i paradisi fiscali, l’elusione e la corruzione.
Spetta ai cittadini risvegliarsi e smettere di sostenere un sistema palesemente contrario all’interesse
pubblico. Spetta ai cittadini organizzare una proposta politica alternativa e seria, e raccogliere
consenso intorno ad essa. Credo sia prioritario diffondere il cambio di paradigma culturale e
indirizzare le attuali risorse verso tecnologie intelligenti che cancellano sprechi e migliorano la
qualità della vita. Tutto ciò deve avere un’energia popolare.
Priorità politiche:
Cambiare i paradigmi dell’istruzione. Transitare dal modello ideato per addomesticare gli
individui (censura di conoscenze) a un modello creativo consentendo il libero accesso a tutti livelli
di conoscenza, e lo sviluppo di programmi educativi innovativi per la nascita di idee socialmente
utili. Sostituire il modello d’istruzione industriale con l’istruzione creativa e dare spazio al "pensiero
divergente”.
Sconfiggere l’ignoranza di ritorno. Stimolare la lettura di saggi e divulgare le conoscenze
scientifiche di base. Avviare un programma divulgativo per gli adulti al fine di consentire a tutti i
cittadini di elaborare nuovi schemi mentali e valutazioni più mature sui temi legati alla tutela degli
ecosistemi e del territorio.
Restituire sovranità alla Repubblica. Nel luglio del 2008 il Parlamento ha tradito la Repubblica
ed il popolo sovrano votando l’anti democratico Trattato di Lisbona che viola i principi

3
http://www.repubblica.it/economia/2012/05/15/news/ocse_disoccupazione_record-35180370/
44
Fonte Wikipedia: Il Meccanismo europeo di stabilità (MES) ha assunto la veste di vera e propria organizzazione
intergovernativa (sul modello dell'FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da
rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di
imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.
In Rivoluzione non autorizzata di Marco Pizzuti, pag. 125: "Dall'art. 32 del Trattato i beni, le sedi e i membri del MES
godono di privilegi e immunità da ogni forma di giurisdizione. I locali del MES sono definiti "inviolabili". L'art. 35
conferisce l'immunità di giurisdizione del personale del MES per gli atti da loro compiuti nell'esercizio ufficiale delle
loro funzioni e dell'inviolabilità per tutti gli atti scritti e i documenti ufficiali redatti."
5
fondamentali della Costituzione italiana. La Repubblica ha l’obbligo di tutelare il credito, il
risparmio e la sovranità monetaria. I dipendenti eletti hanno l’obbligo di adottare una politica
monetaria nazionale e una politica industriale tutelando l’interesse pubblico consentendo ai cittadini
di accedere alla proprietà delle infrastrutture strategiche (democrazia economica). Sostituire le SpA
locali che gestiscono i servizi pubblici locali con società no-profit ad azionario diffuso popolare.
Introdurre la democrazia. Sperimentare tutti i sistemi di partecipazione: diretta tramite gli
strumenti referendari e assembleare tramite i processi partecipativi. La democrazia migliora la
qualità della vita. Sperimentare processi decisionali creativi e partecipativi ove i cittadini possano
accedere ai bilanci pubblici e possano pianificare la politica. Introdurre società ad azionariato
diffuso popolare per la gestione dei servizi pubblici locali sottraendoli all’avidità delle SpA.
Adottare nuovi indicatori. Adottare il Benessere Equo e Sostenibile (BES) come indicatore
principale. Le “dimensioni” usate dal BES aggiungono informazioni importanti per valutare la
società e la qualità della vita.
Finanziare la prevenzione primaria. Spostare risorse su attività socialmente utili: l’agricoltura
sinergica, il rischio sismico, la tutela del patrimonio storico e culturale, l’efficienza energetica, i
parchi naturali e la biodiversità.
Sufficienza energetica. La Repubblica con un piano nazionale di decrescita energetica può
raggiungere l’auto sufficienza cancellando gli sprechi e l’adozione di un mix tecnologico con fonti
alternative.
Sovranità alimentare. La Repubblica deve tutelare la natura ed il paesaggio con la sostituzione
dell’obsoleto modello agri-industria, sorto con la chimica-industriale, con il modello virtuoso
agricoltura naturale sinergica e progettare una rete di comunità autosufficienti.
Governo del territorio. La Repubblica ha l’obbligo di tutelare la sicurezza, la vita umana, e
pertanto è necessario finanziare l’adeguamento e il miglioramento sismico degli edifici esistenti.
Cambiare l’estimo introducendo l’analisi del ciclo vita, cambiare la rendita immobiliare ed arrestare
i piani urbanistici in espansione per trasformarli in piani di rigenerazione urbana investendo sui
suoli costruiti. Avviare piani per introdurre l’agricoltura naturale nelle città.
Introdurre la class action efficace. Il legislatore deve modificare l’attuale legge denominata “class
action” con una vera class action introducendo il danno punitivo. E’ necessario consentire a
qualsiasi cittadino, tramite un legale, di “istruire” un’azione di classe e porre istanza al giudice.
Ripensare il diritto societario. Il legislatore deve cancellare il sistema delle scatole cinesi e vietare
gli accordi denominati patti di sindacato.
Adeguare pene e reati ai comportamenti. Il legislatore deve modernizzare il codice penale
cancellando reati socialmente poco pericolosi e dannosi, e introdurre reati nuovi o adeguando le
pene attuali ai comportamenti sociali maggiormente dannosi, quelli compiuti dai colletti bianchi, ad
esempio, l’evasione e elusione fiscale, il riciclaggio, i comportamenti legati alle società SpA ed ai
danni ambientali.
Una grande ricchezza non adeguatamente tutelata (Fonte: Istat e Cnel, BES 2013, pag. 186)
Il patrimonio culturale del nostro Paese, frutto congiunto di una straordinaria stratificazione
di civiltà e della ricchezza e diversità dei suoi quadri ambientali, rappresenta un valore
inestimabile per la collettività. La lunga e complessa continuità storica dell’insediamento
6
umano su un territorio relativamente piccolo e fortemente eterogeneo del punto di vista
climatico e geomorfologico ha prodotto, infatti, un’accumulazione di beni culturali e un
mosaico di paesaggi umani unici al mondo per consistenza e rilevanza. Tuttavia, il
patrimonio storico e artistico soffre, oltreché delle contenute risorse economiche destinate al
settore, di un insufficiente rispetto delle norme e di una non puntuale azione di controllo da
parte delle Amministrazioni: il paesaggio è minacciato da una continua e spesso incontrollata
espansione edilizia, cui si aggiungono le conseguenze negative determinate dalle radicali
trasformazioni dell’agricoltura, con l’abbandono di ampie porzioni del territorio rurale.
Il disagio che ne deriva è avvertito da una quota non marginale della popolazione italiana, in
termini di insoddisfazione per il paesaggio nel luogo di vita e, più generale, di
preoccupazione per il depauperamento delle risorse paesaggistiche: un segnale allarmante
per quello che per secoli è stato identificato come “il giardino d’Europa”.

Le persone percepiscono che c’è qualcosa che non va, lo sentono e lo vedono nel quotidiano,
sentono che i politici sono dei bugiardi, ma difficilmente si spingono verso la ricerca di una verità.
Le persone sono continuamente minacciate e ricattate sul lavoro, non si fidano di nessuno e cresce
l’apatia politica. Paure ed insicurezza vengono indotte sin dai tempi scolastici attraverso una
diseducazione decisa dai Governi ed, i docenti si limitano ad applicare i programmi calati dall’alto.
«Nella realtà, i nostri diritti di apprendere sono già circoscritti», afferma il premio nobel Robert B.
Laughlin
5

.
Michel Foucault: «Sappiamo bene che l’università e in generale tutto il sistema scolastico, in
apparenza fatto per distribuire il sapere, è fatto per mantenere al potere un certa classe sociale e per
escludere dagli strumenti del potere tutte le altri classi.»
6


Può capitare di reagire e svegliare la propria coscienza quando siamo coinvolti in prima persona, e
questo può avvenire se percepiamo un abuso di potere da parte di un’autorità o di un Ente. Alcuni
esempi possono essere: una multa contestata, un furto subito, un’ingiustizia subita ad un concorso
pubblico ed altri ancora. In questi casi sentiamo la nostra indignazione ancora più forte perché un
nostro interesse personale è osteggiato da quello altrui.
Non riusciamo a comprendere pienamente dove sia il collegamento fra un’amministrazione ingiusta
ed i nostri disagi quotidiani circa il costo della vita, per cui spesso torniamo ad essere egoisti e
cinici: domani è un altro giorno.

La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla
superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si
aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se
“fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda tragedia
sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni
consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.
Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi
del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe
totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la
ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la
vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro
disgrazia.
7



5
ROBERT B. LAUGHLIN, crimini della ragione, Bruno Mondatori, 2009
6
estratto dal video condiviso in youtube: Foucault - Chomsky: PARTE I - Potere e Società Futura (ita)
http://www.youtube.com/watch?v=8dgtXCTmAoI
7
http://www.delaservitudemoderne.org/testo.html
7
L'attuale società è governata da un insieme di consuetudini obsolete (democrazia rappresentativa),
da credenze (neoliberismo) e regole immorali (economia del debito, PIL, petrolio, riserva
frazionaria), i popoli non sono affatto consapevoli di ciò che ruota intorno a loro, e questa ignoranza
collettiva è il cemento che salda una società profondamente sbagliata in ogni ambiente. L'insieme di
queste credenze e consuetudini hanno costruito l'idea di società immorale che vediamo, e la grande
apatia dei popoli, nei confronti della politica, ha consentito che un'élite degenerata potesse
progettare istituzioni (WTO, UE, banche commerciali) che rubano risorse ed il futuro delle
generazioni che verranno.

Nonostante il processo deliberativo del Parlamento italiano sia condiviso interamente nella rete di
internet ancora non esiste una massa critica che abbia la forza per cambiare la società odierna, ma si
tratta di una questione di tempo. Cittadini informati sulle procedure possono cercare e trovare i
responsabili dei provvedimenti incostituzionali, illegittimi e privi di etica. Alcuni giornalisti
indipendenti fanno ampio uso della rete per cercare atti pubblici e commentarli col fine di spiegare
gli emendamenti non corretti.
Altri cittadini ben informati conoscono l’influenza politica di riunioni "segrete" circa gruppi
sovranazionali e non rappresentativi degli interessi pubblici quali, il Gruppo Bilderberg, la
Commissione Trilaterale
8
investigatori , ed il Council on Foreign Relations (CFR). Giornalisti ed
cercano di raccontare le decisioni prese in queste riunioni che determinano le linee politiche nel
mondo, considerato che vi partecipano le più influenti corporazioni, SpA, ministri, banchieri,
giornalisti e tanti politici. In questi incontri è stato deciso di imporre la religione neoliberista,
volgarmente chiamata globalizzazione e, stiamo parlando di incontri i cui contenuti non vengono
divulgati ufficialmente - Bilderberg - perché i promotori non vogliono far conoscere all’opinione
pubblica quali interessi siano in gioco. Il semplice fatto che i popoli siano tenuti all’oscuro di tutto
ciò è una chiara violazione dell’etica e della democrazia rappresentativa, soprattutto se pensiamo
alle persone che ricoprono incarichi pubblici.
Esistono altri gruppi internazionali che influenzano le scelte, alcuni sono ufficiali ed altri meno.
Pochi cittadini sono informati sul fatto che esistono banche internazionali come la BIS, Banca dei
regolamenti internazionali, che è al vertice della Banca Mondiale (BM) e del Fondo Monetario
Internazionale (FMI) è tramite di tutte le Banche centrali
9
Nel corso dell'ultimo discorso tenuto a Montreal per il Consiglio per le Relazioni Estere, Zbigniew
Brzezinski, co-fondatore della Commissione Trilaterale e membro stabile del gruppo Bilderberg, ha
ammesso che "un risveglio globale", unitamente ad alcune lotte intestine alla élite, minacciano di far
deragliare il processo di instaurazione di un unico governo mondiale. «Il mondo intero sembra essere
diventato consapevole - ha proseguito Brzezinski - delle ingiustizie globali, le disuguaglianze, la
mancanza di rispetto, lo sfruttamento. Questo elemento, in combinazione con le fratture in seno alla
élite rende la situazione molto complicata per ogni grande potenza, tra cui gli stessi Stati Uniti, prima
potenza mondiale.»
. I membri esecutivi di queste banche
partecipano ad incontri più o meno ufficiali e determinano ricchezza e povertà dei popoli. Queste
persone non rispondono alla democrazia, ma ad interessi particolari di varie SpA multinazionali.

10



8
da wikipedia: La Trilateral Commission (Commissione Trilaterale) è un'organizzazione fondata il 23 giugno del 1973
per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e
del Council on Foreign Relations, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. La Trilaterale conta come membri più
di 300 influenti privati cittadini (uomini d'affari, politici, intellettuali) dall'Europa, dal Giappone e dal Nord America,
con l'obiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree. Ha sede sociale a New York.
Come il gruppo Bilderberg, si tratta di un'organizzazione dall'ideologia mondialista, a cui alcuni attribuiscono
l'orchestrazione della mondializzazione economica
[senza fonte]
. La ragione della sua creazione è stato il declino temporaneo
dell'influenza del think tank americano Council on Foreign Relations a causa della sua politica sulla guerra del Vietnam
che scontentò molti americani.
9
MARCO SABA, o la banca o la vita, Arianna editrice 2008
10
J OSEPH P. WATSON http://www.prisonplanet.com/brzezinski-decries-global-political-awakening-during-cfr-
speech.html 19 maggio 2010; video sotto titolato in italiano http://www.youtube.com/watch?v=jm6ouAh646g
8
Nella scena teatrale della democrazia rappresentativa i candidati si mostrano interessati e discutono
a volte dei problemi dei popoli, ma nessun media nazionale italiano ha mai approfondito l’influenza
delle società segrete e dei gruppi internazionali che ricattano i Governi. Mai nessun programma
televisivo, in prima serata, e per lunghi periodi ha investigato sul ruolo e sulla funzione di persone
non elette dai popoli, ma che determinano la vita dei cittadini.
La privatizzazione del mondo è stata decisa da queste persone ed indicata ai Governi col fine di
usurpare i beni demaniali dei popoli, ed ancora, le guerre per gli idrocarburi, i diritti di copyright ed
i brevetti sulla ricerca scientifica. La privatizzazione della salute e la privatizzazione delle guerre
sono tutte linee politiche non ideate dai Parlamenti, ma avviate da gruppi sovranazionali come il
Bilderberg, la Trilaterale ed il CFR dove alcuni banchieri ed imprenditori si dividono le risorse del
pianeta. Dove nacquero queste idee? Nei think tank
11
Ogni anno, sin dal 1971, l'ideologia capitalista trova lo sviluppo dei suoi interessi elitari nel World
Economic Forum (WEF) e discutono sulla gestione delle risorse secondo i desideri del World Trade
Organization (WTO). Ogni anno, dal 2001, nello stesso periodo si promuove il World Social Forum
(WSF) in antitesi all'ideologia materialista del capitalismo contemporaneo: il liberismo. Il WSF
promuove modelli economici alternativi al pensiero dominate (liberismo) col fine di gestire le
risorse in maniera razionale secondo i diritti umani.
, serbatoi di pensiero, che hanno influenzato e
formato generazioni di economisti, giuristi, politici e giornalisti adepti alla religione neo-liberista.
Ovviamente non tutti i think tank propongono soluzioni ispirate dal pensiero liberista di Friedrich
Von Hayek e Ludwig von Mises.

La dittatura SpA finirà quando i cittadini smetteranno di lasciarsi dividere fra “destra” e “sinistra”, e
quando adotteranno un approccio pragmatico dei problemi attraverso la "scienza della sostenibilità".
Non dare più fiducia alla televisione, smettere di sostenere il sistema, cancellare l'invidia, l'avidità e
l'insicurezza indotta dal potere invisibile può essere un buon inizio. Partecipare attivamente alla vita
della propria comunità entrando nel merito delle questioni e documentarsi da fonti indipendenti è un
modo corretto per orientarsi e farsi un’idea. Discutere, confrontarsi e cooperare per il bene comune
può aiutare chiunque di noi ad ottimizzare i tempi in un percorso di conoscenza non condizionata
dai dogmi del potere.

Le organizzazioni sovranazionali hanno un’evidente influenza psicologica sugli stili di vita di tutti i
cittadini eppure non rispondono di fronte alle legge circa le loro scelte, poiché i media più influenti
hanno costruito una maschera nel corso degli anni, ed i Parlamenti hanno introdotto leggi che
tutelano gli affari, e non l'ambiente, non la salute e la vita degli esseri umani. Un esempio è la
mancata introduzione della vera class action
12
, voluta solo da liberi cittadini ed osteggiata sia da
Romano Prodi, noto manager banchiere ed amico dei massoni
13

11
Nel mondo sono 6.305 i think tank. Ben 428 operano in Cina, secondo paese sul pianeta per numero di istituzioni. Un
think tank su tre ha sede nel Nord America (con 1.815 enti negli Usa), il 28% in Europa, il 19% in Asia, il 10% in Sud
America. In vetta alla classifica mondiale la Brookings Institution di Washington. Di ispirazione liberal, concentra
l'attività su welfare, sanità, sviluppo della democrazia. Delle 88 istituzioni che lavorano in Italia (il nostro paese è
all'undicesimo posto per numero di fondazioni) ben quattro sono menzionate dalla classifica che nasce dal giudizio di
tutti i presidenti degli enti considerati: al 36° posto in Europa si trova l'Istituto Bruno Leoni di Torino, al 33° della
graduatoria dei centri non americani l'Istituto affari internazionali di Roma (Iai). Gli altri due think tank italiani
considerati sono l'Aspen Institute e il Centre for Economic and International Studies (Ceis). Fonte:
, e sia da Silvio Berlusconi noto
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/27-gennaio-2010/cina-think-
tank.shtml?uuid=3eb24252-0b11-11df-8e59-6b66dae07f89&DocRulesView=Libero
12
Un'azione collettiva (negli Stati Uniti d'America conosciuta come class action), è un'azione legale condotta da uno o
più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga
con effetti super partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe. Gli altri soggetti della medesima possono
chiedere di non avvantaggiarsi dell'azione altrui (esperendone una propria) esercitando l'opt-out right, oppure possono
rimanere inerti avvantaggiandosi dell'attività processuale altrui che avviene sulla base del modello rappresentativo.
13
RITA PENNAROLA, Massoni? No problem, in La Voce delle Voci, gennaio 2008, pag. 3
9
imprenditore legato alla massoneria e vicino all’Opus Dei
14

. A novembre 2011, la nomina di Mario
Monti, uomo della Commissione Trilaterale, come primo ministro è stato l'atto politico più chiaro
dell'élite autoritaria per tutelare le SpA, e non i popoli.
Inoltre, la maggioranza dei cittadini non è minimamente a conoscenza del reale concetto di
ricchezza e di economia, non conosce il meccanismo di creazione della moneta e neanche i principi
elementari della Costituzione. La nostra ignoranza è questo enorme muro di gomma che il potere ha
saputo costruire nel tempo con programmi scolastici diseducativi.

In questi anni di movimenti di civici (dal 2005 nei social network “meetup”-“incontrarsi”
15

) ho
potuto incontrare, conoscere, ascoltare e condividere numerose problematiche sociali con cittadini
di tutta Italia, entusiasti, vogliosi di agire e fare qualcosa di concreto per cambiare la politica.
Spesso ci mancava la competenza, la conoscenza e l’organizzazione. L’improvvisazione e
l’inesperienza ed il deficit culturale non ci consentiva di avere una visione di insieme sui problemi e
si guardava in una sola direzione. La determinazione e la voglia di cooperare, può far sorgere
ragionevoli dubbi sul sistema attuale. Siamo completamente immersi in credenze obsolete e bisogna
trasformare la crisi in opportunità e per farlo bisogna mutare alcune percezioni-mito sull'economia.
Non importa se una stretta minoranza sia informata sui meccanismi criminali che tengono in
schiavitù i popoli, ciò che conta per il potere è avere il controllo delle masse per mezzo di strumenti
persuasivi
16
E’ sufficiente comparare le organizzazioni (Statuti) degli Enti territoriali
(scuola, televisione, cinema, internet) che incidono sugli stili di vita, e così in tutte le
città vi sono piccoli vassalli, Sindaci e Presidenti, che sono parte di una casta auto-conservatrice che
sfrutta la maggioranza dei propri concittadini, e che ogni tanto include nei club nuove forze per
continuare a rubare a norma di legge. Diceva Giovanni Giolitti: «Il miglior sedativo per le smanie
rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate ..»,
cantava Rino Gaetano: «Partono tutti incendiari e fieri , ma quando arrivano sono tutti pompieri».
17

di oggi con quelle
medioevali per comprendere in che società viviamo.
Assistiamo a una ri-feudalizzazione del mondo. E il nuovo potere feudale ha il volto delle società
transnazionali private. Ricordiamolo: le cinquecento più grandi società capitaliste transcontinentali
del mondo controllano oggi il 52% del prodotto interno lordo del pianeta. Il 58% di queste società è
originario degli Stati Uniti. Insieme danno lavoro all’1,8% della manodopera mondiale. Queste
cinquecento società controllano ricchezze superiori a tutti i beni dei centotrentatre paesi più poveri
del mondo messi insieme.
Essendo depositarie delle più avanzate conoscenze tecnologiche, elettroniche e scientifiche, e
controllando i principali laboratori e centri di ricerca del mondo, le società transcontinentali
indirizzano il processo di sviluppo materiali della condizione umana. E i vantaggi che offrono a
coloro che possono assicurarsi i loro prodotti e servizi è indiscutibile. Ma il controllo privato che
esercitano su prodotti e scoperte scientifiche per natura destinate al bene comune ha conseguenze
disastrose, perché l’unico motore di questi nuovi feudatari è l’accumulo del massimo guadagno nel

14
RITA PENNAROLA, vademecum dell’elettore, allegato de La Voce delle Voci, marzo 2008
15
Mi sono iscritto al forum meetup il 27 dicembre 2005, ma nei mesi precedenti iniziai a partecipare ad alcuni incontri
nel gruppo denominato “Amici di Beppe Grillo di Salerno”. Nel giugno 2006 invitai a Salerno il ricercatore Stefano
Montanari per acquisire conoscenze sui temi ambientali. In quell’ occasione insieme al forum promuovemmo "la
scienza in piazza", ideata da Beppe Grillo, per raccogliere fondi a sostegno della libera ricerca. A Salerno, il 3 settembre
2006, ho promosso un’Assemblea popolare di Zona per condividere informazioni sull’inquinamento causato anche dalle
vicine fonderie. A Salerno il 7 settembre 2007 tramite il comitato CAAL ho promosso un incontro sulla gestione dei
rifiuti, all’inquinamento ed alla class action, invitando come relatori: Roberto Cavallo, Benedetto De Vivo e Lorenzo
Carmassi. A Parma ho co-fondato l'Ass. ParmainMoVimento che ha vinto le elezioni amministrative nel maggio 2012
grazie al sostegno di Beppe Grillo.
16
MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni 2008
17
MARCO CAMMELLI, la pubblica amministrazione, in farsi un’idea [104], il Mulino, 2004
10
minor tempo possibile, la continua estensione del loro potere e l’eliminazione di qualsiasi ostacolo
sociale che si opponga alle loro decisioni.
18


Il 10% della popolazione detiene il 44% della ricchezza. Anche se Gesualdi osserva come la povertà
assoluta in altre parti del mondo assuma i caratteri di estrema drammaticità e si manifesta come
“condizione di chi non riesce a soddisfare nemmeno i bisogni fondamentali: il cibo, l’acqua potabile,
il vestiario, l’alloggio, l’istruzione di base. Le statistiche al riguardo sono impressionanti: 840 milioni
di persone soffrono la fame e 25 mila muoiono ogni giorno per inedia. Più di un miliardo di persone
non ha accesso all’acqua potabile. Due miliardi e mezzo non dispongono di servizi fognari. Due
miliardi non usufruiscono di corrente elettrica. Circa un miliardo non sa né leggere né scrivere.
Pensare che sarebbero sufficiente 40 miliardi di dollari per rendere accessibili a tutti i servizi sociali
essenziali. Quest’anno se ne spenderanno, in Europa e negli USA, almeno 20 per alimentare cani e
gatti: con appena il doppio si otterrebbe la somma necessaria per annullare una delle più gravi
patologie a livello planetario.
19


Uno studio dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo ha analizzato le relazioni tra 43
mila aziende e ha identificato un gruppo relativamente piccolo di 147 compagnie, in prevalenza
banche, che formano una sorta di super-entità in grado di controllare il 40 per cento della ricchezza
globale.
20


Il sistema di governo politico feudale ha una forma piramidale ed al suo vertice vi è un capo barbaro
circondato da fedeli. I vassalli del signore portavano in dono i benefici del feudo, il vassallaggio è
un rapporto di tipo personale. Il Parlamento italiano ha attuato una “riforma” amministrativa negli
anni ’90 che ha introdotto l’uso del diritto privato in ambito pubblico ed applica pedissequamente
tale sistema feudale. Presidenti e Sindaci sono il signore e le nomine discrezionali nelle SpA
gestrici, tramite concessione, dei beni demaniali sono i vassalli, siamo tornati nel X secolo.

Dunque se il potere è un’idea che ha sedotto le maggioranze tramite il nichilismo, oggi bisogna
svegliare le coscienze addormentate cambiando paradigma culturale e mostrando la reale natura
umana fatta di cooperazione, relazione, creatività, reciprocità, passioni, amore e saper fare.

Stiamo vivendo la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova. E' finita la rivoluzione industriale figlia
della termodinamica mentre la finanza ha accelerato il processo di distruzione degli ecosistemi a
danni dell'umanità intera. La rete di internet, accesso gratuito alle conoscenze, sta ribaltando la
piramide di potere perché le comunità diventano consapevoli circa gli inganni dello status quo,
grazie a nuove forme di condivisione delle esperienze e di partecipazione politica.
La bioeconomia e le nuove tecnologie legate a trasformazioni energetiche non inquinanti rendono le
comunità autonome. La riscoperta della democrazia diretta aiuta i popoli a prendere decisioni
migliori delle finte democrazie rappresentative, poiché gli eletti spesso sono solo burattini di lobbies
avide e senza scrupoli.

«Oggi, abbiamo gli strumenti per riconoscere questi errori e per progredire verso una reale crescita
passando per una fase storica chiamata “decrescita felice”, sviluppando la resilienza necessaria e
approdare ad una società della “prosperanza”».
21






18
J EAN ZIEGLER, l’impero della vergogna, Marco Tropea editore, 2005, pag. 177
19
GIAMPAOLO FABRIS, la società post-crescita, Egea 2010, pag. 49
20
Emanuela Di Pasqua, in Corriere della Sera on-line, 22 ottobre 2011, Individuato il network capitalista che fa
«funzionare» il mondo, http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_22/network-capitalista-banche-di-
pasqua_59331d88-fca3-11e0-92e3-d0ce15270601.shtml
21
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/10/19/decrescita-e-architettura/
11
Chi comanda nell'UE?
Il potere è sempre esistito o nella forma truculenta della tirannide o in quella legale dello Stato. In
entrambi i casi si tratta di un potere visibile, a cui ci si può opporre oppure riconoscerlo. Oggi il
potere è diventato più subdolo, più mascherato, più nascosto, ma proprio per questo più pervasivo,
fino a permeare il nostro inconscio, al punto da farci apparire ovvia quella che in realtà è una sua
imposizione.
Per rendercene conto dobbiamo domandarci se a volte non abbiamo del potere un concetto troppo
grossolano al punto da non riconoscerlo proprio là dove ci assedia. Il potere non si presenta mai
come tale, ma indossa sempre i panni del prestigio, dell’ambizione, dell’ascendente, della
reputazione, della persuasione, del carisma, della decisione, del veto, del controllo, e dietro queste
maschere non è facile riconoscere le due leve sui ci fonda: il controllo assoluto delle nostra
condizioni di vita e la massima efficienza delle prestazioni che ci sono richieste.
22


Ci accorgeremo subito che mentre l'Europa è un continente studiato in geografia, l'Unione Europa
(UE) con l'euro zona è un progetto politico. Il piano politico ha radici culturali lontane, ambizioni,
desideri e interessi contrastanti. I sogni di uguaglianza, pace e libertà rimangono molto lontani
rispetto all'evidente influenza dell'avidità di lobbies che determinano le direttive politiche nell'UE
attraverso le istituzioni non elettive facilmente manovrabili, controllabili e influenzabili dall'élite.
Teniamo presente che l'UE non è un organizzazione democratica rappresentativa poiché il
Parlamento europeo, unico organo elettivo, non ha il potere esclusivo di promulgare le direttive
(leggi) che condivide con l'atra Camera, Consiglio d'Europa (bicameralismo imperfetto). L'UE
promulga le direttive attraverso il principio di co-decisione fra Commissione, Parlamento e
Consiglio.
Facendo un confronto con l'Italia, basti ricordare che solo il Parlamento italiano promulga le leggi.
Anche se, negli ultimi anni il vizietto costante di porre la fiducia
23
sulle proposte del Governo ha
raggiunto livelli incostituzionali. Secondo un'analisi di Openpolis emerge «la riduzione
dell'incidenza dei lavori del Parlamento e, sostanzialmente, la mortificazione dell'azione legislativa
delle Camere», praticamente un Parlamento senza poteri e solo il 9% degli emendamenti sono
accolti.
24
E da quando l'Italia ha aderito all'UE il Parlamento si limita a ratificare le direttive
europee abdicando il potere legislativo a favore di organi non eletti dai popoli (Commissione e
Consiglio) e condizionati dai mercati finanziari. In questo contesto parlamentari, Governi e partiti
non esercitano più una politica monetaria e industriale nell'interesse dei cittadini elettori, ma si
limitano a ratificare le indicazioni della Commissione, della BCE e del nuovo organo chiamato
MES; indicazioni nate nei think tank e nei gruppi sovranazionali. Per l'èlite di banchieri,
multinazionali e politici rappresentati nel famigerato club Bilderberg, nella Commissione
Trilaterale, nel CFR, nel WTO, nel FMI è solo una questione di tempo affinché le proprie direttive
diventino primadirettive dell'UE e poi leggi degli Stati membri. Ad esempio, la spinta lobbistica dei
trattati transpacifici e transatlantici
25
sostiene gli interessi privati delle multinazionali desiderose di
far circolare le proprie merci affinché i consumatori europei siano indotti a preferire i loro prodotti a
"buon mercato". Fra i sostenitori
26

22
UMBERTO GALIMBERTI, i miti del nostro tempo, Feltrinelli 2009
di questi accordi commerciali ci sono le più potenti SpA. La
contraddizione di principi e valori sta nel fatto che mentre l'Unione Europea favorisce logiche di
23
Quando il Governo chiede al Parlamento di votare a fiducia i propri provvedimenti, lo fa per togliere il potere ai
parlamentari di porre emendamenti, modifiche, sui testi proposti dal potere esecutivo contraddicendo il principio
democratico circa la separazione dei poteri.
24
http://www.fanpage.it/parlamento-senza-poteri-solo-il-9-degli-emendamenti-accolti/
25
Transatlantic Trade Investment Partnership http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/
26
Lista di alcuni sostenitori del Transatlantic Policy Network: Allianz, Amgen, BASF, Boeing, CocaCola, Citigroup,
Deutsche Bank, Dow Chemical, J P Morgan, IBM, Microsoft, Nestlé, Pfizer internazionale, Time Worner, UPS,
http://www.tpnonline.org/organisation/business-members/
12
"libero" di mercato, le Costituzioni degli Stati membri, giustamente, privilegiano autoderminazione
dei popoli, diritti dell'uomo, uguaglianza, trasparenza, tutela della salute e dell'ambiente, e
patrimonio culturale compresa la sovranità alimentare. Oltre a questa evidente usurpazione dei
diritti sanciti dalle nostre Costituzioni, c'è da registrare la prevalenza di direttive europee che hanno
inquinato la contabilità pubblica degli Enti locali con criteri a dir poco stupidi e irrazionali.

Il sito ufficiale della Banca Centrale Europea (BCE) ha condiviso un cartone animato e dei
documenti
27

per spiegare a docenti ed allievi la propria funzione all’interno dell’Unione Europea. Il
video propaganda della BCE dice che: per mantenere la stabilità dei prezzi a medio termine sotto il
2% gli amministratori della banca centrale seguono due fattori:
1) crescita economica (PIL
28
2) quantità di moneta circolante
) e prezzo del petrolio

E’ interessante questo discorso poiché la BCE ammette, in sostanza, che si punta ad una reale
stabilità dei prezzi, ma si prova a conservarla sotto il 2% a medio termine.
Prendiamo in considerazione i due fattori: 1) il PIL come indicatore economico non misura la
qualità della vita, ma la produttività industriale. Esso fu criticato già quando fu ideato
29
. Più malati
di cancro ci sono e più sale il PIL, più armi si vendono e più sale il PIL. Le spese sanitarie
partecipano positivamente al PIL, tanto più sono numerose e costose. Il PIL considera quindi come
entrate ciò che tutte le contabilità d’impresa catalogano nelle uscite. Al contrario, elementi di
ricchezza incontestabile come il volontariato, il lavoro domestico, la trasmissione di conoscenze o la
nascita di un essere umano non saranno contabilizzate nel PIL
30

. E’ evidente che la crescita del PIL
è legata all’aumento dei consumi misurabili della vendita delle merci.
I costi sociali occulti delle preferenze dei consumatori non vengono considerati né dalla coscienza
dei consumatori (le auto col motore a combustione inquinano e producono danni sanitari) né negli
indici statistici del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, e nemmeno – del resto – nelle relazioni
dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI).
Qui, il consumatore è radicalmente individuato piuttosto che socialmente integrato e, di conseguenza,
meno libero, anziché il contrario. Può scegliere da un menu di opzioni offerte dal mondo, ma non
alterare o migliorare né il menu né il mondo. In questo la dinamica del consumo rende l’individuo
più vulnerabile al controllo anziché no, proprio come accade al bambino che, malgrado tutto il suo
senso di potere, è di fatto inerme in un mondo dal quale non sa distinguersi.
31


Da tempo ormai studiosi e analisti sostengono che come misura del benessere, il PIL,è inesatto e
persino fuorviante. Più recentemente alcuni leader di diversi paesi, soprattutto europei, e
organizzazione internazionali come l’Ocse l’hanno messo apertamente in discussione. […] La
commissione Stiglitz-Sen-Fotoussi (ma il nome ufficiale è commissione sulla misurazione della
performance economica e del progresso sociale) ha più di venti componenti, e nel 2008 e nel 2009 si
è riunita varie volte, in Europa e negli Stati Uniti. Nel settembre del 2009 la commissione ha

27
http://www.ecb.int/ecb/educational/pricestab/html/index.it.html
28
fonte wikipedia: Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un
Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti,
esportazioni nette); non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il
valore dei beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.
29
Kansas 18/03/68, discorso di Robert Kennedy: «Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale
soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo
misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-J ones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno
Lordo. […]Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei
loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del
nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né
dell'equità nei rapporti fra di noi.»
30
NICOLAS RIDOUX, la decrescita per tutti, J aca book, 2008, pag. 32
31
BENJ AMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 55
13
pubblicato un rapporto di quasi trecento pagine con un elenco di suggerimenti, alcuni metodologici e
altri filosofici, per misurare i progressi nazionali del ventunesimo secolo.
32


Petrolio: nessuno al mondo può conoscere e comprendere il prezzo del petrolio perché, nessuno al
mondo conosce il quantitativo di greggio nei giacimenti e dove siano i nuovi con esattezza. La
teoria più affidabile, ma per l’appunto si chiama teoria, è il picco di Hubbert che si basa sulla
domanda e sull’offerta di petrolio. Essa dice che se la richiesta (consumi) di greggio supera l’offerta
(giacimenti, estrazione) allora ci troviamo in un punto di picco (di massimo), questo punto dovrebbe
rappresentare un periodo di crisi economica.

La curva di produzione. La teoria di Hubbert non si applica soltanto a qualcosa che accadrà, o
potrebbe accadere, nel futuro. Piuttosto, è una descrizione di casi storici ben noti. Più di una volta è
stato possibile osservare sperimentalmente che la produzione di una risorsa esauribile segue una
“curva a campana”. Storicamente, forse il primo di questi è stata la produzione di olio di balena negli
Stati Uniti nel secolo diciannovesimo.
33


Le aziende petrolifere non hanno interesse nel dichiarare con esattezza la reale capacità produttiva
(giacimenti). Esistono solo stime (ipotesi) diffuse fra i media e nel mercato turbato periodicamente
da queste dichiarazioni. Anzi, il prezzo degli idrocarburi (petrolio e gas) è strettamente legato ad
interessi bellici
34

col fine di controllare e scoprire nuovi giacimenti.
Non è un caso che l’11 settembre 2001 abbia portato enormi profitti alle SpA petrolifere.
Ricordiamo che l’attentato di New York è la
prova certa che i degenerati governano il
mondo pronti a compiere crimini contro
l’umanità pur di controllare una fonte
energetica. Non è un caso che il prezzo dei
barili di greggio salga e scenda
continuamente con differenze anche di 100
dollari e che lo stesso coinvolge anche il
prezzo del gas anche se non dovrebbe farlo
poiché sono fonti energetiche diverse. Le
ragioni sono politiche e non scientifiche.
L’energia – le fonti energetiche (petrolio
35
,
gas, carbone…) è stata trattata per troppo
tempo come un bene economico analogo agli
altri.
36

32
J ON GERTNER, The New York Times Magazine, USA, la ricchezza delle nazioni, in Internazionale N.850, 11 giugno
2010, pag. 36

33
ASPO Italia, di UGO BARDI http://www.aspoitalia.it/introduzione-alla-teoria-di-hubbert-mainmenu-32
34
Alessandro Marescotti, La guerra e il petrolio: le ragioni strutturali dell'aumento dei prezzi, 21 agosto 2004. Le
guerre imperiali nell'antichità miravano alla conquista degli schiavi. Oggi, scrive J eremy Rifkin, "l'americano medio
dispone ogni giorno di una quantità di energia che potrebbe essere prodotta da 58 schiavi". Benito Li Vigni, nel suo
libro "Le guerre del petrolio" (Editori Riuniti, 2004), ha svelato i retroscena di molte guerre, fra cui quella in Iraq del
2003.
35
Un’inchiesta “caccia al petrolio: 700 trivelle bucano l’Italia” di Luigi Carletti ha documentato il boom delle trivelle
per l’estrazione degli idrocarburi in Italiacon tutti i rischi ambientali che si possono calcolare, altro che il paese del sole
e del mare. Il Governo – Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente - ha rilasciato 95 nuove trivellazioni di
cui 71 a terra (25000 kmq, un’area grande come la Sicilia), 24 a mare (11000 kmq), 65 istanze per nuove ricerche 24 a
terra (7000 kmq) e 41 a mare (23000 kmq). Le compagnie italiane e straniere (Shell, Audax, San Leon Energy,
Bombora Energy Pty Lmt, Puma petroleum) si sono messe in fila, dalla pianura padana alla Sicilia, parchi e zone
tutelate dall’Unesco.
http://tv.repubblica.it/le-inchieste/caccia-al-petrolio-700-trivelle-bucano-l-italia/49154?video
36
ANTONIO ZECCA, CHRISTIAN ZUBERTI, cambiare la testa è possibile anzi inevitabile, in Limes N.6 2007
14
La domanda e l’offerta di petrolio. Possiamo elencare cinque grossi problemi causati dalla dipendenza dal
petrolio come fonte principale di energia e come materia prima fondamentale:
1. il petrolio è il prodotto di processi geologici che hanno avuto termine circa 86 milioni di anni fa, pertanto sul
pianeta ne è presente un quantitativo finito;
2. è distribuito nel mondo in giacimenti sotterranei che variano in dimensione ed accessibilità, quindi pur se
abbiamo delle stime abbastanza precise, non sappiamo veramente quanto petrolio ci sia in realtà fino a che
questo non sarà stato estratto;
3. esiste un intervallo di tempo tra la scoperta di un giacimento petrolifero ed il momento in cui il
petrolio in esso contenuto diviene disponibile sul mercato globale, tempo che generalmente è ben superiore
a tre anni. Inoltre, più un giacimento ètecnologicamente difficile da sfruttare, maggiore è il tempo necessario
per metterlo in produzione. Per i progetti più complessi, in particolare quelli offshore, oggi passano da6 a 9
anni, dal momento della scoperta del pozzo, all’avvio della produzione.;
4. quasi il 50% della fornitura mondiale di petrolio viene da circa 120 giacimenti “giganti” (di cui almeno la
metà sono già in esaurimento) sparsi in giro per il mondo, ognuno dei quali presenta una sua serie di fattori
tecnologici, ambientali e politici che potrebbero causare l’interruzione delle forniture;
5. il prezzo del petrolio dipende dal flusso di greggio che raggiunge il mercato globale partendo dai
giacimenti e dalle riserve. Questo flusso dipende a sua volta dalle strategie dell’OPEC come da eventi
geopolitici e da altri fattori. Gli stati membri dell’OPEC, per evitare che le quotazioni petrolifere scendessero
troppo, hanno per anni fissato un tetto alla propria produzione. Nel corso di buona parte del 2005 e del 2006,
sembrache tutti i produttori dell’OPEC, forse con l’eccezione dell’Arabia Saudita, abbiano invece prodotto a
piena capacità per evitare che il prezzo salisse eccessivamente.
Questi cinque punti compongono assieme le basi del ragionamento che porta sempre più persone a
preoccuparsi dell’incombenza del picco e del successivo declino della produzione mondiale di petrolio.
Vediamo di addentrarci un po’ più profondamente nelle questioni economiche e geologiche che stanno alla
base di queste preoccupazioni.
37


2) Moneta circolante. Secondo le definizioni che vengono raccontate negli studi economici la
moneta misura una certa quantità di beni e servizi che si possono acquistare, secondo la formula
MV =PQ. M =quantità di moneta scambiata, V =velocità di circolazione della moneta, P =livello
generale dei prezzi e Q =quantità delle merci scambiate. Come vedremo le banche controllano
direttamente il circolante mentre il livello dei prezzi può essere manipolato
38
La realtà dei fatti fa emergere diverse incongruenze rispetto alle formule idealizzate usate dagli
economisti, dato che oggi chi accede al controllo della borsa telematica
dalla inadeguatezza o
la scarsità di dati considerati.
39
E’ noto che la moneta dovrebbe conservare nel tempo la ricchezza (riserva di valore) che le
famiglie e le imprese possono accumulare con i risparmi, ma non può accadere dato che l’inflazione
può avere un quantitativo
illimitato di moneta “creata dal nulla” e acquistare ogni tipo di merce, o ricattare i Governi senza
produrre, volendo, iperinflazione (valore degli strumenti derivati) e comunque può tenere in
schiavitù i popoli agendo direttamente sul potere d’acquisto degli stipendi medi e medio-bassi
(inflazione, stagflazione, deflazione, recessione).

37
DANIEL LERCH, post carbon cities, (a cura di Transition Italia), Post Carbon press, California USA, 2010,
38
L’ISTAT, come ogni anno, ha aggiornato il paniere degli indici dei prezzi al consumo. Tra le differenze rispetto allo
scorso anno, l’ingresso di nuove posizioni, Colf e l’intervento medico in regime privatistico, e di nuovi prodotti, gli
smartphone e i nettop, mentre nella posizione relativa ai Viaggi aerei nazionali vengono introdotti i voli low-cost.
Escono dal paniere la lampadina ad incandescenza, i fiammiferi, e la riparazione orologio. Ma il paniere Istat è davvero
lo specchio della realtà? Al Centro Nord si può dire di sì, mentre copre solo il 60% del Sud e delle Isole. Il rilevamento
Istat, infatti, viene fatto nei comuni capoluogo: Al Nord Ovest partecipano 23 capoluoghi su 24 (98,8%), al Nord Est
tutti e 22 (100%), al Centro 17 su 21 (87,7%), al Sud 15 su 23 (69,5%, sotto il 50% in Puglia e Abruzzo, dove però è
uscita L’Aquila per gli effetti del terremoto), nelle Isole solo 7 su 17 (64,6%). Insomma, il paniere copre l’86,1%
dell’Italia, poco più di otto capoluoghi su dieci.
39
La Borsa valori italiana è un mercato organizzato dai pubblici poteri per disciplinare e controllare la compravendita
dei valori mobiliari e dei cambi, la cui negoziazione rientra nella specifica competenza di qualificati operatori in
possesso di precisi requisiti. Dal 1998 la gestione della Borsa è affidata alla Borsa italiana SpA autorizzata dalla
CONSOB e la conduzione tecnica è affidata al CED Borsa. Gli unici soggetti autorizzati ad operare in borsa (brokers o
intermediari finanziari sono: le Società d’Intermediazione Mobiliare (SIM), le banche della UE e le banche autorizzate
dalla CONSOB, gli agenti di cambio iscritti all’albo.
15
è sistemica, per questa ragione è morale cambiare paradigma culturale e tutti gli indicatori della
crescita poiché non rispondono ai bisogni reali.
In tutti i libri di economia si spiega la domanda e l’offerta di moneta
40
moltiplicatore monetario
e la relativa formula
( )
41
riserva frazionaria
che regola l’espansione monetaria, essa non tiene minimamente conto
dell’obiettivo della stabilità dei prezzi anzi, è formulata con l’obiettivo contrario per una banale
ragione, le banche sono SpA e l’interesse degli azionisti è uno solo: prestare soldi e creare debito. Il
sistema a – metodo del prestito – consente di creare moneta “infinite” volte col
conseguente aumento generalizzato dei prezzi e la creazione certa di inflazione
42
Ecco una semplificazione del funzionamento della riserva frazionaria: un signore A deposita 100
euro in banca, un signore B può chiedere in prestito 92 euro (riserva frazionaria all’8%, accordi
Basilea II)
. In sostanza,
impoverimento sicuro del salario di tutti i dipendenti pubblici.
43
. Ora nella banca risultano esserci 100 euro di A (lavoro) più 92 prestati a B, “creati dal
nulla” e caricati di interessi. Se A tornasse indietro per ritirare 100 euro fisici (di carta) non li
troverebbe. Cosa significa “creati dal nulla”? La moneta è stampata senza alcun equivalente
controvalore, una volta era l’oro fino al 1971.
44
La banca commerciale (SpA) emette un prestito per mezzo di una riserva minima obbligatoria
stabilita per legge, ma nel contratto di prestito non esiste l’equo scambio. Ad esempio, in un
contratto di mutuo la banca non garantisce uno scambio, non mette qualcosa in conto mentre al
mutuatario vengono chieste garanzie che egli potrebbe perdere: la casa (economia reale) che sta
comprando col suo sudore; tali contratti si definiscono “

impossibili”. Tu chiedi pezzi di carta
caricati di interessi e rischi economia reale, la banca rischia aria fritta. Tali enormi anomalie sono
consentite perché se la banca fallisce la copertura dovrebbe essere garantita dallo Stato. Ma ecco
l’inflazione, tassa occulta: in termini quantitativi, la ripetizione di tale processo è stabilita dal
“moltiplicatore monetario” e, non dalla ragionevolezza che potrebbe derivare dalla misura di un
certa produzione o dai bisogni reali, è sufficiente ricordare la diffusione dei mutui subprime (2008)
per capire le reali intenzioni dei banchieri: indebitare lo Stato con crisi finanziarie studiate a
tavolino. Mentre nel gioco del monopoli non è possibile inflazionare la moneta poiché essa è stabile,
è fissa, nel sistema inventato dalla FED la tassa occulta dell’inflazione è garantita.


40
Olivier Blanchard, in Macroeconomia, http://www.scribd.com/doc/6429107/Olivier-Blanchard-Macro-Eco-No-Mia
41
Fonte: wikipedia. Il moltiplicatore monetario è il rapporto tra l'offerta di moneta e la base monetaria esistenti in un
determinato momento nel sistema economico. L'offerta di moneta, intesa come quantità di moneta esistente in un
determinato momento nel sistema economico, è pari alla moneta legale in circolazione (il circolante), detenuta dal
pubblico e dalle banche, più i depositi del pubblico presso le banche, mentre la base monetaria è pari al circolante più le
riserve depositate dalle banche presso la banca centrale, obbligatoriamente a fronte dei depositi raccolti (riserve
obbligatorie) o in eccedenza rispetto a tale obbligo (questi depositi in eccedenza costituiscono le riserve libere delle
banche unitamente alla cosiddetta cassa contante, ossia al circolante da esse detenuto). In tutte le economie il
moltiplicatore monetario ha un valore superiore a 1, il che vuol dire che l'offerta di moneta è maggiore della base
monetaria o, in altri termini, che l'offerta moneta, oltre che dalla base monetaria, creata dalla banca centrale, è costituita
dalla cosiddetta moneta bancaria, creata dalle banche raccogliendo depositi e concedendo prestiti o acquistando titoli
(prestiti e titoli che, nel loro complesso, costituiscono il credito bancario).
42
Fonte; ISTAT: L'inflazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento
statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo
degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno. http://www.istat.it/prezzi/precon/aproposito/
43
Successivamente viene siglato l'accordo Basilea III, http://www.bis.org/bcbs/basel3_it.htm
44
Nixon, sopprimendo la convertibilità aurea del dollaro, commise un atto gravissimo contro gli interessi del mondo
bancario e fu, poco dopo, punito con lo scandalo Watergate che lo costrinse a dimettersi. Quella dichiarazione,
ribadendo che il valore del denaro non è dato dalla copertura aurea, smascherava il segreto dei banchieri; faceva capire
che non è la banca, ma il lavoro, a dare valore al denaro (o al credito) e che il costo di produzione delle risorse
monetarie è pressoché nullo. Questa realtà delegittima, come mera frode o rapina sul lavoro, la pretesa della banche di
farsi pagare interessi sulle risorse monetarie che esse creano praticamente dal nulla. (NINO GALLONI, MARCO DELLA
LUNA, La moneta copernicana, Nexus, 2008, pag. 42)
16
Possiamo concludere con estrema certezza e “confortati” dalla realtà che la BCE poggia le sue
analisi e l’obiettivo della stabilità dei prezzi su dati contraddittori ed incerti, non misurabili
scientificamente per tante ragioni. Ciò che essi comunicano nelle propria propaganda è l’esatto
contrario di quello che accade da sempre. I prezzi aumentano sempre, l’inflazione aumenta sempre,
i popoli si impoveriscono ed i banchieri si arricchiscono. Ma in generale vi è un aspetto politico che
non viene mai dibattuto pubblicamente ed apertamente poiché considerato dall’élite “non
importante” per l’opinione pubblica, e cioè la pretesa di voler governare milioni e milioni di persone
con un unico strumento: l’Unione Europea, privandole della libertà di iniziativa e di agire in
maniera autonoma. I paesi membri sono 28 con una popolazione di circa 500 milioni di abitanti.
Negli USA la popolazione arriva a 314 milioni di abitanti. Le regole economiche: patto di stabilità,
fiscal compact, MES e la BCE sono il centro di potere poiché condizionano i diritti dei popoli
aderenti ai Trattati. All'interno dell'UE esiste l'euro zona, che raggruppa 17 Stati rispetto ai 28
membri dell'UE, e racchiude 329 milioni di cittadini. Il sogno di poter controllare milioni e milioni
di persone è sempre stato l’immaginario di dittatori, delle monarchie e dell’élite. Perché si tratta di
regime autoritario? Poiché l'UE non è un'organizzazione democratica rappresentativa per violazione
del principio di separazione dei poteri (esecutivo e legislativo), e poiché le regole fiscali sono
vincolanti nonostante le economie delle Nazioni presenti nell'UE siano diverse fra loro. Il progetto
di politico dell'euro zona è un sistema monetario a cambio fisso, un mercato unico basato sul sulla
crescita e la stabilità dei prezzi attraverso l'obbligo del pareggio di bilancio e la progressiva
diminuzione del debito. Si tratta di criteri contabili che ignorano le singole realtà industriali, che
ignorano le diversità e le caratteristiche dei Paesi aderenti al sistema euro. Criteri contabili che
ignorano la bioeconomia. L'aspetto burocratico e contabile più stupido dei trattati europei e delle
inadeguate istituzioni europee è che non sono previsti periodi di stagflazione, deflazione e
recessione. Come in una religione si crede esista solo la crescita illimitata.
Tale dittatura potrà terminare solo quando i sudditi divenuti cittadini saranno informati e
consapevoli di quello che sta accadendo. Oggi esiste molta disinformazione televisiva ma non è
vero che non ci sia la corretta informazione, in senso assoluto. La rete di internet non è accessibile a
tutti e la maggioranza dei cittadini non sa usarla (digital divide), infine sono pochi i cittadini che
abitualmente si recano presso biblioteche ed emeroteche pubbliche per attingere a tutti i livelli di
informazione e soprattutto pochi fanno un approfondimento (lettura di libri) degli argomenti che
riguardano tutti, educazione civica.

Bisogna tener presente un aspetto quanto meno contraddittorio circa l’attuale sistema di misura del
“benessere” e della crescita. Le cronache politiche, sociali ed economiche commentano e registrano
il fenomeno della delocalizzazione produttiva
45

dell’industria. Il PIL nazionale come potrebbe avere
un segno positivo se i Governi, le banche e le organizzazioni sovranazionali fanno di tutto per
spostare la produzione in luoghi privi di regole (deregulation)?
Un sistema sociale, che misura la ricchezza con una moneta, è giusto se e solo se questa
convenzione misura il valore con regole etiche e controllate dal sovrano, cioè dal popolo. Un
sistema che abbia come costante e che preveda sia l’inflazione che la deflazione
46

45
fonte wikipedia: La delocalizzazione produttiva è un fenomeno legato al sistema produttivo moderno, sviluppatosi
nell’ultimo ventennio dello scorso secolo e divenuto uno dei pilastri portanti della nostra economia. […]La motivazione
che spinge i produttori verso la delocalizzazione produttiva è essenzialmente una massimizzazione dei profitti ed una
minimizzazione dei costi che nello specifico si riferisce a manodopera a basso costo, materie prime a basso costo, sgravi
fiscali, ecc.
è immorale
poiché sposta ricchezza dai molti, il popolo, verso i pochi. In un sistema monetario i limiti alla
libertà sono posti da una domanda immorale: quanto costa? Tutto viene ridimensionato e condotto
in termini di costi e quindi monetari, compresa la corruzione resa più facile ed a buon mercato con
46
La deflazione è, in macroeconomia, una diminuzione del livello generale dei prezzi, l'opposto dell'aumento generale
dei prezzi che si definisce inflazione. La deflazione non dovrebbe essere confusa con la disinflazione, che descrive
semplicemente un rallentamento del tasso di inflazione.
17
l’invenzione della moneta. L’assenza di chiarezza, cioè di dialogo e corretta informazione ed il
disinteresse, forse sono le ragioni principali che sostengono la criminosa condotta di banchieri e di
dipendenti eletti (amministratori pubblici) circa il meccanismo moderno di creazione di moneta,
oggi, generatore delle azioni politiche dell’élite.
L’attuale crisi
47

non è un aspetto temporaneo, ma il risultato di un sistema immorale ben disegnato,
preparato nel corso dei decenni affinché l’élite potesse rubare sovranità ai popoli.
Thomas Sankara
48

: «Noi pensiamo che il debito si analizza prima di tutto dalla sua origine. Le origini
del debito risalgono alle origini del colonialismo. Quelli che ci hanno prestato danaro, sono gli stessi
che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le nostre economie. Sono i
colonizzatori che indebitavano l’Africa con i finanziatori internazionali che erano i loro fratelli e
cugini. Noi non centravamo niente con questo debito.[…]»
Esiste una triade di poteri monetari che governa le operazioni monetarie globali: il Fondo Monetario
Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca dei Regolamenti Internazionali.
49


In una società dove regna la logica della truffa per mezzo di malsane idee economiche dove si
impone un’idea di profitto data dal “produttivismo contabilmente artificioso” e senza tener conto
dei limiti della natura (energia, leggi della fisica) non ci sarà mai democrazia e quindi libertà. Ecco
cosa ci dice il Prof. Emilio Del Giudice circa le censure avvenute nel corso della storia: « [...] non
solo la fusione fredda, molte scoperte già fatte, per esempio Tesla, ottanta anni fa scoprì un modo
per trasmettere l’energia elettromagnetica senza fili e questo fu l’origine della sua disgrazia, per le
banche che lo finanziavano in quel momento e lo avevano aiutato. Lui è stato il fondatore della
Westinghouse, una grande compagnia, le banche gli tagliarono i fondi dalla sera alla mattina perché
se uno si mette a trasmettere energia senza fili il contatore dove lo mette? E quella è l’energia adatta
per una società che si fonda sul regalo e non sulla vendita...».
50
La censura avvenuta in Italia e documentata nell’inchiesta RAInews24
51
circa il famoso “Rapporto
41” dimostra che non c’è alcuna volontà politica di lasciare liberi i cittadini di autoprodursi
l’energia necessaria. Per tanto la fusione nucleare fredda (zero scorie) viene portata avanti da alcune
SpA
52

47
Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia, il 6 marzo 2009 spiega al TG1 com’è nata la crisi mondiale: «la crisi c’è, in
America inizia e speriamo finisca, negli anni ’90 inizia una moneta diversa da quella buona. Gli Stati spesso rinunciano
alla sovranità monetaria consentono che a fianco della moneta buona, quella sovrana, nasca una moneta privata,
commerciale parallela, fondata sul nulla, è quello che ha causato la crisi, è quello che si comincia a capire, la causa della
crisi. Credo che abbia ragione il Presidente americano, più Stato, più decisamente»
e non più dallo Stato. La fusione fredda è una fonte attiva e non può essere collegata al
concetto di moneta poiché la natura non soggiace a convenzioni arbitrarie dei banchieri. In sostanza
l’energia esiste in natura e la conoscenza ci consente di usarla come vogliamo e per tanto viene a
decadere il concetto economico e schiavista della “produttività” e del “costo di produzione”. Le
48
Thomas Sankara è stato l’eroe della rivoluzione popolare che nel 1983 cambiò i destini del Burkina Faso, che da
decenni vedeva accrescere una miseria devastante sotto l’alternarsi di colpi di Stato. In soli quattro anni di governo,
riuscì a realizzare riforme sociali epocali cambiando il volto del Paese, lasciando un segnale indelebile nelle coscienze
politiche di tutti i popoli africani.
49
Anche se i tre lavorano assieme appassionatamente, è necessario distinguere quale ruolo essi svolgano nel processo di
globalizzazione. Il FMI e la BM interagiscono solamente con i governi, mentre la BIS interagisce solamente con le altre
banche centrali. Il FMI presta soldi ai governi nazionali, e spesso questi Paesi sono in qualche crisi fiscale o monetaria.
Il FMI, inoltre raccoglie fondi, ricevendo una quota di contribuzione dai suoi 184 Paesi membri. Anche se questi ultimi
possono prendere soldi a prestito i soldi per ottemperare al pagamento della loro quota, si tratta sempre, in realtà, di
soldi presi ai contribuenti, ovvero a quanti pagano le tasse. La Banca Mondiale presta soldi ai governi ed ha 184 Paesi
membri. All’interno della BM ci sono due entità separata: la “Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo”
(IBRD) e la “Associazione per lo Sviluppo Internazionale” (IDA). La IBRD si orienta verso i Paesi poveri di medio
reddito e solvibili, mentre l’IDA si focalizza sui Paesi poverissimi. Fonte: MARCO SABA, o la banca o la vita, Arianna
editrice 2008, pag. 36
50
Emilio Del Giudice, intervista tratta da youtube: http://www.youtube.com/watch?v=m1XX_CYDJ fY
51
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp
52
http://www.progettomeg.it/ffstoria.htm
18
piante vivono perché c’è il sole e non perché si scambiano una moneta, non esiste alcun costo.
L’uomo vive perché si nutre del cibo offerto dalla natura e non perché un banchiere gli presti del
denaro. Noi tutti siamo schiavi perché abbiamo lasciato che qualcuno ci programmasse per esserlo.
Nel corso della storia ci sono stati tanti “scienziati” che hanno negato il problema dell’amianto,
hanno negato che la Terra ruotasse intorno al Sole, hanno negato l’impatto sanitario degli
inceneritori, hanno negato l’esistenza della fusione fredda etc. Le trasformazioni energetiche
maggiormente usate per la produzione industriale sono figlie della fisica classica, usiamo ancora i
motori figli della termodinamica per la mobilità privata, ma come tutti i fisici sanno bene, la
meccanica quantistica completa le leggi dell’universo
53
e tenta di rispondere a fenomeni ancora
“ignoti”
54

.
Nel secolo scorso Alexander Del Mar dimostrò quanto fossero fantasiose e maliziose certe teorie
economiche, oggi tradotte e stampate anche in Italia, in Storia dei crimini monetari: «La pietra
angolare di questa teoria secondo cui “il valore di ogni oggetto o servizio richiesto dipende dal costo
di produzione o di approvvigionamento dello stesso»
55
(Londra, Camera di Commercio, estratto
dalla replica dell’on. Del Mar al prof. Rogers, 1890). Nel caso del signoraggio
56

(profitto derivante
dall’emissione di moneta) o demonetizzazione dei soldi si dimostrava quanto e come chi avesse il
potere di emettere moneta rubava ricchezza attraverso la differenza fra il valore nominale ed il costo
di creazione delle monete.
Nel 2002 l'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti propose di stampare banconote da 1 e 2
euro. Il 12 settembre l'allora presidente della BCE Wim Duisenberg in una conferenza stampa, in
risposta a Tremonti, disse: «Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne
abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di
introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo
valutando le implicazioni e spero che Mr. Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse
essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli,
come Ministro dell'economia, ne sarebbe contento non lo so. »
57

53
ROGER PENROSE, la strada che porta alla realtà, BUR 2005

54
http://www.eppursifonde.it/home-page.html Dalla fusione fredda alla reazioni piezonucleari. Centro congressi
Milano 20 novembre 2009. Ricercatori italiani hanno scoperto come ottenere reazioni nucleari senza usare materiali
radioattivi e senza generare scorie. Nascono nuove applicazioni, si possono inertizzare le scorie radioattive prodotte
dalle centrali a fissione? Nasce un “nuovo nucleare” veramente pulito? Nasce un Nuovo Paradigma scientifico? Si
dibatte nel mondo della fisica, il modello standard è messo in discussione. La questione Fusione Fredda si riapre
completamente alla luce delle nuove scoperte. La stampa scientifica ufficiale pubblica le scoperte. Andiamo incontro ad
una stagione italiana di ricerca e sviluppo ai vertici mondiali? Presentazione del portale www.eppursifonde.it. La
comunicazione della scienza di frontiera dà valore alla ricerca italiana. Focus sulla necessità di operare scouting
tecnologico tra i ricercatori istituzionali ed indipendenti per far emergere “vera innovazione” e “dare valore” alla
creatività scientifica italiana sommersa.
55
ALEXANDER DEL MAR, storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2009
56
(Fonte: wikipedia) è l'insieme dei redditi derivante dall'emissione di moneta. Gli economisti intendono per
signoraggio i redditi che una banca centrale ed uno stato ottengono grazie alla possibilità di creare base monetaria in
condizioni di monopolio. Negli stati moderni, solitamente, una banca centrale stampa le banconote mentre lo stato (ad
esempio tramite una zecca) conia le monete, ed entrambi hanno un reddito da signoraggio.
Signoraggio primario: Art. 32 del SEBC (Sistema Europeo della Bance Centrali). Distribuzione del reddito monetario
delle Banche centrali nazionali. http://www.ecb.int/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf
32.1. Il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC (qui
di seguito denominato reddito monetario) viene distribuito alla fine di ciascun esercizio in conformità delle disposizioni
del presente articolo.
32.2. Fatto salvo l'articolo 32.3, l'importo del reddito monetario di ciascuna banca centrale nazionale è pari al reddito
annuo che essa ottiene dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e dei depositi costituiti dagli
enti creditizi. Questi attivi sono accantonati dalle banche centrali nazionali in conformità degli indirizzi determinati dal
consiglio direttivo.
Signoraggio secondario: Il signoraggio secondario consiste nella moltiplicazione da parte delle banche dei depositi che
loro detengono per mezzo del sistema della riserva frazionaria.
57
http://www.ecb.int/press/pressconf/2002/html/is020912.en.html
19
Le dimostrazioni pubbliche di Del Mar non devono far indurre in errore il lettore circa la teoria del
valore di Karl Marx secondo cui la fonte ultima del valore è il lavoro, ma ci dovrebbero far riflettere
maggiormente quanto influisca sulle nostre vite spostare ed accentrare poteri (emissioni monetaria,
prestito ed interessi). I cittadini maggiormente defraudati dal sistema monetario moderno sono
proprio i lavoratori dipendi, pubblici e privati, perché la fonte della ricchezza, per le SpA, è creata
dal nulla. Anzi, leggendo meglio le teorie di Marx sul capitale ci accorgiamo come egli sia stato un
precursore della globalizzazione (mercato mondiale) oggi governata dagli algoritmi matematici
finanziaria nelle borse telematiche, e certamente non dal costo di produzione.
Secondo una definizione classica di economia - amministrazione della casa - essa studia la condotta
umana come relazione tra fini determinati e mezzi scarsi applicabili a usi alternativi (Robbins,
1932).
Come vedremo, oggi, l’economia non solo non viene più studiata seriamente, ma è stata sostituita da
strumenti matematici – hedge fund
58
, credit default swap
59
Il problema della scarsità delle risorse e del benessere emerse subito e Arthur Cacil Pigou (1877 –
1959) iniziò a distinguere tra benessere sociale, esprimibile con la qualità della vita, dal benessere
economico, che è misurabile solo con la moneta. Secondo Frederick Soddy (1877 - 1956) la reale
ricchezza dipende dai flussi di materia e di energia prodotti dalla natura, e pertanto il danaro non
può comportarsi come una macchina perpetua poiché contraddice il principio termodinamico
dell'entropia
- non per pubblica utilità, ma per
manipolare, nascondere, ingannare, truffare i popoli ed arricchire una ristretta élite.
60
La nascita della bioeconomia mostra i limiti delle astrazioni economiche moderne e liberiste, poiché
ignorano le leggi della natura, le uniche da rispettare. Nessun Governo politico vorrà produrre
norme rispettando la biologia fino alla nascita recente di un metodo, oggi chiamato analisi del ciclo
vita che misura gli impatti del consumo di risorse naturali.
. Nicholas Georgescu-Roegen (1906 - 1994) ideò il concetto di bioeconomia, una
pietra fondante della decrescita, il quale fece notare che l'economia deve tener conto della
ineluttabilità delle leggi della fisica, ed in particolare del secondo principio della termodinamica.
Storicamente il meccanismo di creazione della moneta è sempre stato truffaldino, e non ha mai
tenuto conto delle leggi della natura. Con la nascita dell'informatica le banche hanno saputo affinare
questa truffa, ed oggi la velocità di creazione delle moneta è incredibilmente sfuggente a qualsiasi
cognizione logica e di buon senso.

«Il danaro serve a misurare il valore con precisione, e deve essere definito chiaramente e in modo
trasparente e soprattutto non deve essere sottoposto a manipolazioni da parte di terzi».
Il tema del denaro, di come esso venga creato e di come ne debba essere regolamentata la quantità e
la distribuzione è infatti attualissimo.
E come ha scritto Luciano Gallino nel suo ultimo, documento saggio dedicato alla speculazione
finanziaria, «al fine di porre rimedio ai fallimenti che l’affliggono, l’economia reale del mondo
avrebbe bisogno di altri criteri, altre misure e forse altri soggetti della creazione di denaro,
pubblicamente più responsabili».
61

58
Fonte Wikipedia: I fondi speculativi (in inglese hedge funds) detti anche in italiano fondi hedge, nascono negli Stati
Uniti negli anni 50. La definizione di "

finanza creativa" è spesso associata alle operazioni speculative che tali fondi
possono consentire. Il primo fondo hedge fu fondato da Alfred Winslow J ones nel 1949.
59
Fonte Wikipedia: Il credit default swap (CDS) è uno swap che ha la funzione di trasferire l'esposizione creditizia di
prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato. È un accordo tra un acquirente ed un venditore per
mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di
un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito. Il CDS viene
spesso utilizzato con la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione. Tipicamente
la durata di un CDS è di cinque anni e sebbene sia un derivato scambiato sul mercato over-the-counter (non
regolamentato) è possibile stabilire qualsiasi durata.
60
Frederick Soddy, L'economia cartesiana, 1922
61
nota del traduttore Luca Gallesi in ALEXANDER DEL MAR, crimini monetari, in cerchi dell’acqua [4]. Excelsior
1881, 2009, pag. 31
20
Nel merito della crisi finanziaria europea che si è evoluta nell’agosto 2011 J ean Claude Trichet è
intervenuto pubblicamente, tramite una lettera
62
, dettando la linea politica al Governo italiano e il
docente di economia politica di Pavia, Andrea Fumagalli, commenta: «[…]Il raggiungimento del
bilancio in pareggio dell’Italia o degli altri paesi europei non interessa. Ciò che a loro interessa [la
BCE] è, in primo luogo, che lo spazio per la speculazione finanziaria rimanga sempre aperto e in
secondo luogo che nuova liquidità venga continuamente e costantemente iniettata nel circuito dei
mercati finanziari, al fine di accrescere la solvibilità delle transazioni. Infine, in terzo luogo, si vuole
che venga garantito il pagamento delle tranches di interessi. La Bce mente sapendo di mentire.»
63
Il 12 settembre 2011, Fumagalli viene invitato, per le sue proposte politiche circa “il diritto al
default”, in una trasmissione televisiva di La7, l’Infedele, condotta da Gad Lerner, il quale giudica
illegale la famosa lettera di Trichet.

Alcuni mesi dopo l'èlite europea getta via la maschera delle democrazie rappresentative, e nomina
(Golpe bianco) ben due capi di Governo attraverso la manipolazione informatica finanziaria,
spread
64

62

ed il terrorismo mediatico con la ripetizione ossessiva nei telegiornali di termini tecnici
http://www.corriere.it/economia/11_agosto_08/lettera-trichet_238bf868-c17e-11e0-9d6c-129de315fa51.shtml
63
Andrea Fumagalli: « La favola dei mercati finanziari concorrenziali, imparziali e neutri. Il biopotere dei mercati
finanziari si è grandemente accresciuto con la finanziarizzazione dell’economia. Se il Prodotto interno lordo del mondo
intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95
mila miliardi di dollari, le borse di tutto il mondo 50 mila miliardi, i derivati 466 mila miliardi. Tutti insieme (al netto
delle attività sul mercato delle valute e del credito), questi mercati muovono un ammontare di ricchezza otto volte più
grande di quella prodotta in termini reali: industrie, agricoltura, servizi. Tutto ciò è noto, ma ciò che spesso si dimentica
di rilevare è che tale processo, oltre a spostare il centro della valorizzazione e dell’accumulazione capitalistica dalla
produzione materiale a quella immateriale e dello sfruttamento dal solo lavoro manuale anche a quello cognitivo, ha
dato origine ad una nuova “accumulazione originaria”, che, come tutte le accumulazioni originarie, è caratterizzata da
un elevato grado di concentrazione.
Per quanto riguarda il settore bancario, i dati della Federal Reserve ci dicono che dal 1980 al 2005 si sono verificate
circa 11.500 fusioni, circa una media di 440 all’anno, riducendo in tal modo il numero delle banche a meno di 7.500. Al
I° trimestre 2011, cinque Sim (Società di Intermediazione Mobiliare e divisioni bancarie: J .P Morgan, Bank of America,
Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Usa) e cinque banche (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch,
Bnp-Parisbas) hanno raggiunto il controllo di oltre il 90% del totale dei titoli derivati (fonte:
http://www.occ.treas.gov/topics/capital-markets/financial-markets/trading/derivatives/dq111.pdf).
Nel mercato azionario, le strategie di fusione e acquisizione hanno ridotto in modo consistente il numero delle società
quotate. Ad oggi, le prime 10 società con maggiore capitalizzazione di borsa, pari allo 0,12% delle 7.800 società
registrate, detengono il 41% del valore totale, il 47% del totale dei ricavi e il 55% delle plusvalenze registrate. In tale
processo di concentrazione, il ruolo principale è detenuto dagli investitori istituzionali (termine con il quale si indicano
tutti quegli operatori finanziari – da Sim, a banche, a assicurazioni,– che gestiscono per conto terzi gli investimenti
finanziari: sono oggi coloro che negli anni ’30 Keynes definiva gli “speculatori di professione”) . Oggi, sempre secondo
i dati della Federal Reserve, gli investitori istituzionali trattano titoli per un valore nominale pari a 39 miliardi, il 68,4%
del totale, con un incremento di 20 volte rispetto a venti anni fa. Inoltre, tale quota è aumentata nell’ultimo anno, grazie
alla diffusione dei titoli di debito sovrano (mai nome è più mistificatorio nell’epoca della crisi della sovranità
nazionale!). Ad esempio, per quanto riguarda il debito pubblico, italiano, circa l’87% è detenuto da investitori
istituzionali, per oltre il 60% all’estero (a differenza di quanto avviene in Giappone).
Da questi dati, possiamo arguire che in realtà i mercati finanziari non sono qualcosa di imparziale e neutrale, ma sono
espressione di una precisa gerarchia: lungi dall’essere concorrenziali, essi si confermano come fortemente concentrati:
una piramide, che vede, al vertice, pochi operatori finanziari in grado di controllare oltre il 70% dei flussi finanziari
globali e, alla base, una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva. Tale struttura di
mercato consente che poche società (in particolare le dieci, tra Sim e banche, citate in precedenza) siano in grado di
indirizzare e condizionare le dinamiche di mercato. Le società di rating (spesso colluse con le stesse società finanziarie),
inoltre, ratificano, in modo strumentale, le decisioni oligarchiche che di volta in volta vengono prese.
Quando si leggono affermazioni del tipo “sono i mercati a chiederlo”, “è il giudizio dei mercati” e amenità del genere,
dobbiamo renderci conti che tali cosiddetti mercati, presentati ideologicamente come entità metafisica, non sono altro
che espressione di una precisa gerarchia e potere. E la Bce lo sa bene. » (pubblicato in Il Manifesto, 1 settembre 2011,
http://mobile.ilmanifesto.it/archivi/forum-economia/andrea-fumagalli/
64
Il termine spread può essere inteso anche come credit spread che denota il differenziale tra il tasso di rendimento di
un'obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento; in questo secondo caso, ad esempio, se un BTP con una
certa scadenza ha un rendimento del 7% e la corrispettiva Bundesanleihe Tedesca con la stessa scadenza ha un
rendimento del 3%, allora lo spread sarà di 7 − 3 = 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base.
21
incomprensibili per la maggioranza dei cittadini; in Italia, Silvio Berlusconi si dimette e Giorgio
Napolitano nomina Presidente del Consiglio dei Ministri il referente europeo della Commissione
Trilaterale, Mario Monti. In Grecia diventa premier un altro amico dei banchieri: Lucas Papademos,
tutto ciò per "tranquillizzare" i famigerati "mercati", nella realtà, per attuare l'agenda politica delle
SpA, ad esempio introdurre il fiscal compact
65
e fare una riforma del lavoro iniqua, che contraddice
la Costituzione italiana, e quindi si mira a far cedere altra sovranità dai popoli all'UE, controllata
direttamente dall'élite, poiché il Parlamento non promulga leggi, le propone alla Commissione ed al
Consiglio. In Italia il Governo Letta nomina commissario alla spending review Carlo Cottarelli
66

,
uomo del Fondo Monetario Internazionale sin dal 1998 occupandosi proprio di privatizzazioni. La
religione liberista mette i suoi uomini dove meglio crede.
A partire dai tempi più antichi e fino al XVII secolo, il diritto di battere moneta e di regolarne il
valore attribuendole tagli diversi, e di limitarne o di aumentarne la quantità in circolazione, era
prerogativa esclusiva dello Stato.
“Crimine del 1666”, caso mixed moneys, la Compagnie delle Indie Orientali corrompe il
Parlamento, nella dissolutezza di Carlo II e grazie all’influenza di Barbara Villiers ebbe come
risultato la legislazione della zecca del 1666/67, che di fatto, consegnò, o cedette per quattro soldi, a
una classe di usurai nelle cui mani è rimasta da allora, lo strumento più potente di cui lo Stato può
disporre per influire sulla felicità dei cittadini, accanto al diritto di dichiarare guerra o pace.
67
Lo stesso crimine venne introdotto in America, nella zecca con la legge 1790/92.


A quei tempi, circa il signoraggio, si trattava di quanto oro ed argento ci fosse realmente nelle
monete circolanti in rapporto al valore nominale. Le Zecche stabilivano un rapporto ed il crimine
era perfetto, pochi rappresentanti politici capivano come funzionava la truffa. Del Mar dimostrò in
sedi pubbliche quanto tale crimine influenzasse l’economia del popolo americano poiché nessuno
poteva stabilire con certezza il reale costo di estrazione (produzione) dell’oro e dell’argento,
nessuno conosceva la quantità di materia prima che poteva essere estratta. Del Mar dimostrò che
erano i banchieri attraverso trucchi contabili e col signoraggio a stabilire la Misura del Valore delle
monete e non la malsana teoria economica del costo di produzione.

Da allora fino ad oggi le analogie dei crimini monetari sono impressionanti poiché da quando
(1971) la moneta si stampa senza alcun controvalore in oro, il nuovo riferimento è il petrolio. Ma
oggi come allora nessuno può stabilire il reale costo di produzione, nessuno. Cambiano i riferimenti,
ma i crimini continuano, con mezzi più efficaci (moltiplicatore monetario), internet (moneta
elettronica) e, studi in economia. Oggi rubare a norma di legge è diventata persino un’aspirazione
per taluni economisti ed avvocati. Nei secoli passati il banchiere era visto, giustamente, come un
mestiere non nobile, egli è un usuraio, in Italia abbiamo avuto banchieri diventati Capi di Stato. Nel
Regno d’Italia creare moneta dal nulla era un gravissimo reato penale, oggi, si insegna
all’università. Lo scandalo della Banca Romana (1893) racconta di crimini monetari come stampare

65
Il Fiscal compact, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e
monetaria, noto anche come Patto di bilancio, è il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'unione
economica e monetaria che è stato firmato il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell'Unione europea.
66
Il decreto legge 69/2013, convertito dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, ha potenziato l’istituto del Commissario per la
spending review. La durata dell’incarico è fissata in tre anni, configurando così una struttura stabile, dotata di poteri
d’ispezione e ampia capacità di proposta e intervento nei confronti delle amministrazioni centrali e periferiche. L’attività
del Commissario riguarderà le spese delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, nonché della società
controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche che non emettono strumenti finanziari quotati in
mercati regolamentati. Potrà disporre ispezioni e verifiche a cura dell’Ispettorato per la funzione pubblica e del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, e potrà richiedere la collaborazione della Guardia di Finanza.
67
ALEXANDER DEL MAR, crimini monetari, in cerchi dell’acqua [4]. Excelsior 1881, 2009, pag. 39
22
moneta dal nulla per speculazioni edilizie e da lì a poco nacque
68
la Banca d’Italia che coprì lo
scandalo. Oggi, nel nostro sistema bancario, inventato dalla FED, il denaro è debito ed il debito è
denaro. Maurice Allais
69

dice: «L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario
è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro
che ne traggono profitto».
Nel 1969 ci fu una causa nel tribunale del Minnesota che coinvolse un uomo, J erome Daly, che fece
opposizione al rifiuto della cancellazione dell’ipoteca sulla sua casa da parte della banca che gli
aveva concesso il mutuo per comprarla. La sua difesa verteva sul fatto che il contratto di mutuo
richiedeva da ambo le parti, cioè da lui e la banca, l’uso di proprietà legittime per lo scambio.
Giuridicamente questa viene chiamata la ‘causale’ del contratto [CAUSALE: elemento fondamentale
che si fonda sullo scambio di una prestazione di una parte in cambio di un corrispettivo dall’altra.] Il
signor Daly, spiegò che il danaro non era in realtà di proprietà della banca, in quanto era stato creato
dal nulla nel momento in cui il contratto venne sottoscritto. Ricordate cosa diceva “Il funzionamento
moderno della moneta” sui prestiti? Quello che fanno quando concedono un prestito è di accettare
della cambiali in cambio del credito concesso. Le riserve non vengono modificate direttamente dalle
operazioni di prestito. Ma i prestiti che vengono depositati incrementano l’ammontare dei depositi
bancari. In altre parole, il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta
semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica,
“sulla carta”. Nel prosieguo del processo il Presidente della banca, il sig. Morgan si presentò al banco
dei testimoni e dalle memorie personali di un giudice egli ricordò che Plaintiff (un presidente della
banca) ammise che, congiuntamente con la FED, aveva creato denaro e il credito dei suoi impieghi
attraverso un’iscrizione contabile; cioè che il denaro e il credito iniziarono ad esistere nel momento
in cui loro li avevano creati. Il sig. Morgan ammise che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati
Uniti che gli dava il diritto di farlo. Per legge deve esistere una forma di corrispettivo legittima che
viene offerta in pagamento a sostegno della banconota. La giuria ritenne che non c’era alcuna causale
legittima, e sono d’accordo. Poeticamente ha anche aggiunto: “Solo Dio può creare qualcosa di
valore dal nulla”. E sulla base di questa rivelazione, la Corte non riconobbe il diritto della Banca di
rifiutare la cancellazione dell’ipoteca e il sig. Daly tenne la sua casa. Le implicazioni di questo caso
giuridico sono immense, in quanto ogni volta che prendi denaro in prestito da una banca sia con
mutuo o in altro modo, non solo il denaro che ti viene dato è fittizio, ma è anche una forma di
controprestazione illegittima. E rende nullo il contratto che obbliga la sua restituzione, in quanto la
banca non ha mai avuto la proprietà del denaro necessaria per poterlo stipulare.
Sfortunatamente queste considerazioni sono tenute nascoste ed ignorate e continua il ciclo continuo
del trasferimento di ricchezza e di debito. E questo ci conduce alla domanda finale: Perché?
[…]
Quindi, a fine giornata, per chi stai lavorando veramente? Per le banche. Il denaro viene creato dalle
banche e li deve finire. Loro sono i veri padroni, insieme alle multinazionali ed ai governi che le
sostengono. Nella vecchia schiavitù era obbligatorio che le persone avessero una casa e del cibo. La
schiavitù economica, invece, obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole. E’ una delle truffe
più ingegnose per la manipolazione sociale che si siano mai create. E intrinsecamente, è una
guerra invisibile contro il popolo. Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere schiava la
società, e l’interesse è il suo sparo. E mentre la maggioranza delle persone continua a vivere ignara di
tutto questo, le banche, con la collusione dei governi e delle multinazionali, continuano a
perfezionare ed espandere le loro tecniche di guerra economica, creano nuove basi, come la Banca

68
SALVATORE TAMBURRO, tesi di laurea in Economia e Commercio, La Banca d'Italia, il Signoraggio e il Nuovo
Ordine Mondiale, 29 luglio 2007: «La Banca d’Italia nacque con la legge 10 agosto 1893, n. 449, in cui venne sancita la
fusione della Banca Nazionale del Regno d’Italia con le due banche di emissione toscane: la Banca Nazionale Toscana e
la Banca Toscana di Credito per le industrie e il commercio d’Italia, al fine di costituire un istituto di emissione nuovo,
in forma di società anonima (l’odierna società per azioni). Bisogna prima fare, però, un passo indietro nella storia e
risalire al 1849, quando si costituiva in Piemonte la Banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata. Il maggiore
interessato, Cavour - che aveva interessi propri in quella banca - impose al Parlamento savoiardo di affidare a tale
istituzione compiti di tesoreria dello Stato. Si ebbe così una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato. A
quei tempi l'emissione di carta moneta veniva fatta solo dal Piemonte. Il Banco delle Due Sicilie emetteva invece
monete d'oro e d'argento. La carta moneta del Piemonte aveva anch'essa una riserva d'oro - circa 20 milioni di lire - ma
il rapporto era: tre lire di carta per una lira d'oro, dunque una sorta di "convertibilità in oro".»
69
Maurice Allais (Parigi, 31 maggio 1911) è un ingegnere, fisico ed economista francese, Premio Nobel per l'economia
1988 per i suoi contributi determinanti per la teoria dei mercati e l'utilizzo efficiente delle risorse.
23
Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, ed anche inventando un nuovo tipo di soldato: il
“killer economico”.
70


In Italia il prof. Giacinto Auriti, ha saputo dimostrare anche nelle sedi giudiziarie che non è chiara la
proprietà della moneta. Dopo la sua scomparsa, nel 2006, i giudici hanno ribadito
71
Auriti, come accennava
che la
Repubblica ha il potere di emettere e controllare la moneta, come prescrive l’art. 47 della nostra
Costituzione. Ma anche Del Mar ha ristabilito un principio giuridico ed
economico: «la moneta è un bene immateriale di valore convenzionale e, allo stato attuale dei
regimi monetari, gravata di debito. La moneta ha valore perché misura il valore dei beni. Poiché
ogni unità di misura è convenzionalmente stabilita, la fonte dello strumento monetario è la
convenzione».

La conferma della corretta interpretazione di Auriti è scritta nei Trattati internazionali, dal
funzionamento del prestito monetario, dal funzionamento delle borse telematiche e dal ruolo delle
agenzie di rating. L’insieme di queste norme e dei comportamenti reali delle SpA determinano
l’usurpazione della sovranità popolare e la compiacenza o la stupidità degli amministratori pubblici
che rappresentano il tradimento alla Repubblica italiana. L’inerzia politica dei dipendenti eletti è
un’insopportabile immoralità che travolge soprattutto i milioni di italiani che non arrivano alla fine
del mese. La crisi progettata da un'élite degenerata, controllata da politici e media, colpisce
direttamente i redditi delle imprese e dei lavoratori aumentando le ineguaglianze. Nel 2010, secondo
l’Istat i poveri “assoluti” sono circa 3 milioni a cui vanno aggiunti i poveri che sono circa 8 milioni
e 272 mila e rappresentano il 13,8% del popolo italiano
72
. Secondo l'Eurostat la disoccupazione
nell'Unione è in aumento al 10,9% (marzo 2011), mentre l'ISTAT informa che un giovane su tre non
ha un lavoro fisso (marzo 2012). Ad aggravare la situazione, maggiore impoverimento ed incertezza
economica, si aggiunge l'aumento delle bollette energetiche, a gennaio 2011 c'è stato un rincaro del
23,7%
73
che si contrappone ad una riduzione dei consumi (7,4% metano)
74
L’ultima teoria economia sulle asimmetrie informative
.
75
di Stiglitz
76
A dar ragione allo scomparso Giacinto Auriti, dopo anni di ritardo, nel 2012, è persino il Presidente
del Parlamento europeo, Martin Schulz, il quale in un convegno pubblico, rispondendo ad una
domanda di Cristian Licata che ricorda un fatto: la proprietà dell'euro non è chiara, la BCE stampa
euro e lo cede all'1% alle banche commerciali che decidono se acquistare Titoli di Stato, al tasso
variabile dal 4% al 7%, e fa notare se questo sistema non sia una delle più grandi truffe delle
consorterie bancarie e finanziarie a danno dei cittadini. Schulz risponde: «Sono d'accordo. Lo
statuto della banca centrale europea è molto simile allo statuto della banca centrale tedesca sulla
filosofia tedesca. Questa condizione è stata accettata. [...] La Germania non sarebbe d'accordo nel
cambiare le regole. Comunque sono d'accordo [con la critica posta nella domanda]».
è solo la ciliegina sulla torta
dell’immoralità dei banchieri e delle SpA.
Mentre destra e sinistra accettano l'usurpazione della sovranità monetaria accade che il sistema
delle borse telematiche, alias i "mercati", penalizzi il potere d'acquisto dei salari pubblici con gli
indicatori finanziari (spread, interessi sul debito) e tolga il potere d'acquisto alle Nazioni tramite il

70
PETER J OSEPH, Film documentario: Zeitgeist Addendum, 10 febbraio 2008, http://www.zeitgeistmovie.com/ - video
doppiato in italiano: http://video.google.com/videoplay?docid=968243479249159958#
71
Suprema Corte di Cassazione SS.UU civili, sentenza 21 luglio 2006 con n. 16751: “[...] lo Stato esplica le proprie
funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria [...]“;
http://www.altalex.com/index.php?idnot=34581
72
http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_15/istat-poverta-famiglie_e5dfcb62-aec1-11e0-82fd-68e04dbc5f96.shtml
73
Sergio Rizzo, 6 gennaio 2013, http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_06/costi-occulti-bollette-gas-
aumento_01abaff0-57db-11e2-9a31-1eca72c52858.shtml
74
http://www.trend-online.com/risparmio/istat-consumi-080812/
75
fonte Wikipedia: L' asimmetria informativa è una condizione in cui un'informazione non è condivisa integralmente
fra gli individui facenti parte del processo economico, dunque una parte degli agenti interessati ha maggiori
informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa configurazione.
76
http://it.wikipedia.org/wiki/J oseph_Stiglitz
24
prestito di una moneta debito indebolita per l'assenza di una vera banca centrale (prestatore di ultima
istanza), dalla manipolazione svolta proprio nelle borse telematiche a vantaggio delle SpA,
indebolita dall'eccesso di finanza con gli strumenti derivati (scommesse) e dagli algoritmi
matematici (manipolazione dei prezzi delle materie prime), sempre a vantaggio delle SpA. Da
decenni destra e sinistra raccontano di voler tagliare la spesa pubblica per ridurre il debito pubblico.
Destra e sinistra attraverso le tasse rastrellano danaro - potere, energia - creato dal lavoro, mentre le
banche, le SpA, creano valore dal nulla senza lavorare. Il dibattito politico fra destra e sinistra si
limita alla finta diatriba più o meno tasse. Con la sinistra che dice: "devono pagarle tutti", e con la
destra che dice: "meno tasse alle imprese". Entrambe hanno ragione, ma nessuno intende restituire
la sovranità monetaria allo Stato, la vera energia che darebbe sollievo allo Stato ed alle famiglie
poiché l'intera società da fiducia ad uno strumento: la moneta, distribuita a corso forzoso.
Notiamo a cosa serve parte delle tasse: «dal 2000 al 2011 l'Italia ha contribuito ai bilanci UE con
145,11 miliardi di euro. Di contro, ha beneficiato di fondi UE per 120,29 miliardi. Abbiamo regalato
a questa Europa ben 25 miliardi di euro: 50mila miliardi di lire»
77
Il primo ministro Mario Monti, il 27 novembre 2012, afferma: «Il nostro Sistema sanitario
nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità
di finanziamento»
.
78
. E' noto che gli sprechi del sistema sanitario siano dovuti agli scarsi controlli
circa la congruità dei prezzi d'acquisto sulle forniture dei materiali, le attrezzature e sui servizi ove
le imprese private speculano a danno dello Stato per l'assenza di prezzi standard fra le varie Regioni.
Problema che può essere risolto confrontando i prezzi, operazione in corso d'opera, e stabilire prezzi
standard nazionali a prezzo di mercato e non più a convenienza dei privati. Una drammatica
relazione del Commissario Bortoletti per l'Azienda Sanitaria Locale di Salerno rappresenta un
quadro criminale circa la gestione della res pubblica, nelle sue conclusioni cita Cassese: chi vuole
lavora, chi no se ne astiene"
79
I Governi sembrano essere deboli con le influenti imprese private nel settore sanitario ed il sistema
fiscale sembra essere forte contro i deboli, i cittadini, ad esempio col cosiddetto redditometro che
impone a tutti di dimostrare da dove provengono i risparmi. Siamo al paradosso, Governi e
amministratori locali non dimostrano come spendono le nostre tasse ed il popolo deve dimostrare
come fa sacrifici?
. Sui problemi della pubblica amministrazione esistono due rapporti
determinanti, il primo del 1979 redatto da Massimo Severo Giannini, ed il secondo del 1993 di
Sabino Cassese. A seguito dei rapporti cominciò una riforma amministrativa per introdurre sistemi e
processi diversi, per introdurre merito, trasparenza e partecipazione dei cittadini.
Secondo la Corte dei Conti il business delle slot machine ruba allo Stato una cifra astronomica di
ben 88 miliardi
80
, mentre le banche evadono altri 5 miliardi
81
Ancora una volta è sufficiente unire pezzi del puzzle per comprendere l'inganno di questa élite,
ministri e media, insieme, comunicano al popolo che non ci sono soldi per i diritti: lo stato sociale,
mentre con le tasse si finanzia un'organizzazione non democratica chiamata Unione Europea.
, ed i cittadini dovrebbero fare il
redditometro che presume, non accerta, ripeto presume un'eventuale evasione.

Il fallimento del “sistema” basato sull’economia del debito credo sia sotto gli occhi di tutti. Ben
sette premi nobel per l’economia - P.Krugman, M.Friedman, J .Stigliz, A.Sen, J .Mirrless,
C.Pissarides, J .Tobin - criticano il funzionamento e le rigide regole dell’euro zona per i suoi effetti
depressivi. Se è vero che l’euro zona non funziona bene, non bisogna dimenticarsi cheè l’intero
sistema capitalistico che sta crollandopoiché cedono le sue fondamenta: economia del debito,
sistema bancario, creazione della moneta dal nulla, picco del petrolio, e ideologia della crescita

77
http://www.byoblu.com/post/2012/11/22/Siamo-noi-che-li-salviamo-altro-che-balle.aspx
78
http://www.repubblica.it/politica/2012/11/27/news/monti_servizio_sanitario-47544859/
79
Maurizio Bortoletti, Commissario straordinario, "relazione sulle performance", 28 giugno 2012,
(http://www.aslsalerno.it/images/DOC/TrasparenzaVM/relazione_2011/relazione%20performance%202011.pdf)
80
Ferruccio Sansa, 8 ottobre 2010, http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/08/slot-88-miliardi-in-nero/69963/
81
http://www.investireoggi.it/attualita/il-tesoretto-delle-banche-tutti-i-guai-fiscali-di-unicredit-intesa-e-mps/
25
(PIL). Dal punto di vista culturale appare evidente che siamo a cavallo di un’epoca (fine dell’era
industriale) e che le rappresentanze politiche, per unaserie di ragioni, non hanno la capacità e la
forza di cambiare radicalmente le fondamenta delle regole economiche, nonostante questa sia la
priorità assoluta, poiché le istituzioni continuano a dare importanza ad indicatori obsoleti (PIL) e
non valorizzano gli indicatori alternativi (BES) molto più precisi e seri. La ricchezza delle nazioni
non è nel petrolio, non è nel PIL e non è nella moneta.

Secondo l'economista Loretta Napoleoni
82
per l'Italia sarebbe meglio uscire dall'euro e stampare
moneta della Repubblica, a suo avviso il costo dell'uscita sarebbe inferiore al costo sociale della sua
permanenza. Il premio nobel dell'economia, J oseph Stiglitz, propone che sia la Germania ad uscire
dall'euro
83
onde evitare politiche di austerità che danneggiano i paesi periferici (Grecia, Spagna,
Italia, Portogallo ed Irlanda). Sull'efficacia di una moneta a cambi fissi controllata dai "mercati",
l'euro zona, per economie e paesi diversi ci sono diverse critiche ponderate, sono di questo avviso
gli economisti, Alberto Bagnai
84
e persino il premio nobel (2008) Paul Krugman. Questi economisti
evidenziano il fatto l'euro zona è un sistema liberista che sostituisce gli interessi della democrazia
rappresentativa con gli interessi delle SpA, quelle che giocano nelle borse telematiche. Per cercare
liquidità le Nazioni svendono il proprio patrimonio, ma dovrebbero riprendersi la politica monetaria
ed industriale al fine di restituire libertà allo Stato, unico soggetto portatore dell'interesse pubblico.
Il sistema euro e le misure di austerity distruggono le imprese poco flessibili, possono essere grandi
o medie imprese, tant'è che le imprese con costi prevalentemente fissi sperimentano ampie
oscillazioni dei risultati economici con il variare del volume delle vendite. Conseguono redditi
molto alti nei periodi di prosperità e devono invece affrontare gravi crisi economiche nei momenti
congiuntura sfavorevole e di contrazione delle vendite.
85
Secondo Salvatore Settis esiste «in tutto il mondo, un duro scontro fra i professionisti della politica,
quasi sempre complici di chi devasta la Terra e i diritti, e chi combatte in difesa del bene comune. E'
uno scontro che ha a che fare con l'essenza stessa della democrazia, con il diritto dei cittadini di
prendere la parola, di proporre visioni alternative»
L'austerità ha causato una riduzione della
domanda interna e pertanto molte imprese chiudono e/o delocalizzano, oppure licenziano per
diventare flessibili. Secondo Bagnai il problema dell'Italia non dipende dal debito, ma dal sistema
euro che ruba ricchezza ai Paesi periferici per darla ai centrali (Germania), cioè la ricchezza della
Germania è proporzionale alla povertà della Grecia, dell'Italia e della Spagna, tant'è che il
differenziale del valore dei titoli obbligazionari degli Stati sui mercati si misura rapportandolo ai
bund tedeschi, maggiore è lo spread e maggiore sono gli interessi che pagano i cittadini. Oltre a
questo aspetto fra i paesi "centrali" e "periferici" c'è differenza fra stipendi pubblici, differenza di
peso circa il cosiddetto "cuneo fiscale", differenza di prezzi al consumo, differenza fra sistema
industriale-produttivo che genera la bilancia commerciale. L'Italia prima di aderire allo SME aveva
una bilancia commerciale positiva, dopo lo SME comincia a perdere, mentre le imprese
preferiscono delocalizzare. La Germania rinnova alcuni ambiti industriali e comincia a migliorare la
propria bilancia commerciale. Si verifica una strana coincidenza e si ha quasi l'impressione che il
progetto politico dell'euro zona sia servito a pagare la ricostruzione dei tedeschi.
86
La politica dell'UE sta trasformando la Grecia in un paese distruggo da un conflitto bellico, e
persino Amnesty Iternational denuncia la violazione dei diritti umani a causa di torture dopo gli
arresti figli del caos sociale innescato dalla crisi
. Settis parla di «dispotismo antipolitico dei
mercati».
87

82
LORETTA NAPOLEONI, Democrazia vendesi, Rizzoli, 2013
.
83
Alberto Bagnai, http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/17/ue-salva-solo-se-berlino-lascia-leuro-lidea-del-nobel-
stiglitz/624169/#.UjITVmaUdsc.facebook
84
ALBERTO BAGNAI, Il tramonto dell'euro, Imprimatur editore, 2012
85
R. H. Anthony, Analisi dei costi, 2Edizione, McGraw Hill, 2008, pag. 68
86
SALVATORE SETTIS, Azione popolare, Einaudi, 2012, pag. 205
87
http://www.amnesty.it/europa-non-picchi-manifestanti, comunicato stampa 25 ottobre 2012
26

L'austerità voluta da tutti i Governi dell'UE è stata sostenuta da diversi studi di macro economia. Di
recente è accaduto un fatto a dir poco imbarazzante, un giovane dottorando Thomas Herndon stava
studiando un rapporto di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, “Growth in a Time of Debt” (2010).
In quel testo vi era la “prova scientifica”, secondo gli autori, che se il debito pubblico di una nazione
raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita. Quella cifra
“magica” venne adottata come un dogma, istantaneamente ripresa da organizzazioni internazionali e
governi: da Angela Merkel alla Commissione europea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti.
Herndon scoprì due categorie di errori, grossolani e dalle conseguenze disastrose. La coppia di
grandi economisti aveva banalmente commesso una svista di “allineamento” nelle colonne delle
cifre da addizionare usando il software Excel della Microsoft. Sicché alcuni calcoli erano sbagliati.
In più — questo forse è lo sbaglio più imperdonabile — Reinhart-Rogoff avevano omesso di
includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia, Nuova Zelanda) in cui la crescita
economica non è stata affatto penalizzata da un elevato debito pubblico.
C'è un economista che aveva previsto l'instabilità del capitalismo, Hyman Minsky, uno dei pochi
controcorrente che aveva spiegato come poteva crearsi la recessione che stiamo vivendo, iniziata nel
2008. Secondo Minsky elevati livelli di indebitamento rispetto al reddito possono creare instabilità
del sistema capitalistico. Secondo Irving Fischer «i debitori non possono spendere e i creditori non
vogliono spendere» (momento di Minsky) ed è ciò che sta succedendo nell'euro zona, e «più i
debitori pagano e più saranno indebitati». E' noto che i sistemi capitalisti sono iniqui ed inefficienti
dal punto di vista della democrazia e dei diritti civili, e l'aumento delle diseguaglianze (povertà e
ricchezza) all'interno dell'euro zona fra i paesi periferici era un problema previsto sin dal momento
in cui venne proposto un sistema a cambi fissi fra economie differenti (paesi centrali e paesi
periferici).

Gli effetti della religione liberista sono talmente chiari ed evidenti che la Corte dei Conte ha stimato
un danno erariale di circa 120 miliardi di euro
88

. E' piaciuta proprio tanto questa religione dato che
gli amministratori locali hanno usato ed abusato del potere politico e del diritto privato in ambito
pubblico, scommettendo con il patrimonio dello Stato. E le regole immorali dell'UE, patto di
stabilità e fiscal compact, sono talmente stupide - minori investimenti per i servizi - che persino
l'ANCI chiede una revisione delle stesse. Nella sostanza principi e regole contabili sono
palesemente sbagliate che persino i politici locali, facenti parte dei partiti liberisti (PD, PDL e
UDC), evidenziano le contraddizioni dell'euro zona.
Ricordiamoci che l’economia e la moneta sono invenzioni
89
. «Ma come potete comprare o vendere
il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della
freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?»
90
“Ecuador: stop del governo alla restituzione del 'debito illegittimo'.”


91
Il Presidente dell'Ecuador, Rafael Correa ha ribadito ieri l’intenzione di non ripagare i 30,6 milioni di
dollari di cedole sulle obbligazioni in scadenza oggi, lunedì, in quanto il debito estero del suo Paese è
"illegittimo" e "immorale". Rafael Correa ha inoltre sottolineato che non intende assumersene la
responsabilità poiché contratto prima che lui arrivasse alla Presidenza.

Nei giorni scorsi, in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo, i movimenti sociali dell’Ecuador (in primis Grupo Nacional de Deuda de Ecuador) hanno
manifestato nel centro di Quito per “difendere e appoggiare l’azione di auditing integrale del debito
dell’Ecuador e per non pagare il debito illegittimo”. Il Presidente della coalizione dei popoli indigeni

88
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-21/corte-conti-contro-agenzie-
231024.shtml?uuid=AbXqJ GwF
89
SERGE LATOUCHE, l’invenzione dell’economia, Arianna editrice, 2002
90
Estratto dal discorso di Capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce
91
Fonte: unimondo.org, 15 dicembre 2008, http://www.unimondo.org/Guide/Economia/Debito-estero/Ecuador-stop-del-
governo-alla-restituzione-del-debito-illegittimo
27
Ecurunati, Humberto Cholango, ci ha dichiarato: “Appoggiamo la decisione del Governo Correa di
non pagare il debito estero visto che è illegittimo e corrotto. Per questo da 20 anni i movimenti
indigeni e sociali hanno sempre denunciato questa ingiustizia del sistema finanziario internazionale.

Durante la trasmissione televisiva “Annozero” del 26 novembre 2009, si confrontano Pier Luigi
Bersani (PD) ed il Ministro dell’economia Giulio Tremonti e quest’ultimo si lascia scappare una
considerazione, evidente a chi conosce l’usurpazione della sovranità monetaria, «ma che fai stampi
moneta, fai debito […] dove trovi i soldi?» esclama Tremonti a Bersani, col chiaro intento di
contraddirlo. Bersani, per un attimo guarda il conduttore Michele Santoro, e sorridendo risponde a
Tremonti: «ma sei forte… ». Con gli immensi problemi economici dell’Italia di cui tutti dibattono,
nessuno dei presenti ha voluto approfondire il significato giuridico e politico di quell’affermazione
così forte: «ma che fai stampi moneta, fai debito». Tremonti non è nuovo ad affermazioni forti ed
esoteriche, sempre ad Annozero
92
conversando con Fausto Bertinotti, Presidente della Camera,
lanciò un’accusa molto forte (6 marzo 2008) contro il Governo del premier Romano Prodi, egli
disse che stava arrivando una grande crisi e che «il superfluo (viaggi) costa meno del necessario
(cibo), c’è una crisi della globalizzazione». Tremonti disse che un gruppo di Illuminati ha predicato
il mito della globalizzazione, «tecnofinanza, il meccanismo è saltato». Ad “Annozero” affermò:
«Solo dei pazzi illuminati, se vuole le dico anche i nomi italiani ma è meglio di no…» e, nessuno
dei presenti ebbe la curiosità di chiedergli il significato di tali accuse. Tremonti parla di «pazzi
illuminati, fanatici» anche nella trasmissione “Porta a Porta” (febbraio 2008)
93
Chi volesse approfondire il significato esoterico e politico di tali affermazioni può leggere il libro
inchiesta, Fratelli d’Italia, BUR di Ferruccio Pinotti a cui dedica un intero capitolo: Illuminati della
finanza. Clinton fu il Presidente che nel 1999 abolì la separazione fra banche d'investimento
(speculazione) e banche del risparmio.
, cita una “terza via
di Clinton”, e fra gli ospiti presenti c’è anche Massimo D’Alema (PD) ed il conduttore Bruno Vespa
non chiede conto di tali affermazioni.
E’ buffo leggere le opinioni dei teorici della “terza via” di Blair e Clinton (Policy Nertwork) e
dell’Ulivo mondiale, quelli delle speculazioni finanziarie per intenderci (ad esempio, quelli vicini a
Goldman Sachs o quelli del caso Mps in Italia), leggerli nel proporre maggiore “democrazia”
nell’UE. Com’è buffo leggere che i socialisti francesi giudicano di “destra” la “terza via” inglese. I
gruppi politici si muovono su parole d’ordine e slogan per semplificare la realtà, entrambi i gruppi
politici si muovono nel piano ideologico della crescita: la “sinistra” intende tornare ad un
capitalismo degli anni ’80, mentre la “destra” ignora gli effetti di una “globalizzazione finanziaria”
e persegue sulla stessa strada. Nei dibattiti pubblici si possono vedere gli stessi uomini
94
La cosiddetta "terza via" è la proposta di creare un movimento politico che unisca liberali e
socialisti, nacque negli anni '80, ed in Italia è stato creato appositamente il Partito Democratico. La
"terza via" comprendeva come obiettivo le privatizzazioni, in Italia, avviate dai Governi Amato,
D'Alema, Ciampi e Prodi, e come possiamo notare ha avuto un grande successo fra l'élite poiché
l'idea di conciliare gli opposti è stato il cavallo di troia per il neoliberismo ed entrare nei partiti di
sinistra. «Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo ma
che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei
Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il
politici che
hanno introdotto gli algoritmi matematici che hanno accelerato una crisi del sistema capitalistico e
propugnano soluzioni per tutti, questi individui hanno lo stesso grembiulino di oltre oceano.

92
http://www.youtube.com/watch?v=wepXuMd7Y-4
93
http://www.youtube.com/watch?v=ZcakY-gJ pbA
94
Enrico Franceschini, in La Repubblica web, 16 novembre 2012: Bill Clinton e Tony Blair tornano in campo, mettendo
a disposizione la loro esperienza per aiutare una nuova generazione di leader a lanciare una nuova "Terza Via", come
fu chiamata la svolta riformatrice che portò al potere le forze progressiste negli Stati Uniti e nella maggior parte
d'Europa negli anni '90.
28
cuore», lo scrive Matteo Renzi su Il Foglio
95
Questa strana idea di conciliare gli opposti si trova soprattutto nei Trattati europei, tant'è che
Trattato di Lisbona si legge: l’UE si adopera per “un’economia sociale di mercato fortemente
competitiva“, ed è palesemente incompatibile con la nostra Costituzione poiché poggia su principi
opposti, tant'è che articolo 41 della Costituzione recita: “L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla
libertà, alla dignità umana“. Il Trattato di Lisbona è come lo sviluppo sostenibile, è un ossimoro.
poi eletto segretario nazionale del Partito Democratico
l'8 dicembre 2013.

L'11 gennaio 2013, durante la trasmissione televisiva "Servizio pubblico" in onda su La7, condotta
da Michele Santoro, e con ospite Silvio Berlusconi, un'imprenditrice suggerisce la soluzione del
debito pubblico: restituire la sovranità monetaria alla Nazione.

E’ la storia maestra di vita che dovrebbe consigliarci di cancellare gli orrori del passato. Come
avveniva nell’ambiente dell’Europa feudale e dell’Italia, pure feudale nel suo insieme, i capi di
queste compagnie (Siena, Firenze, e di altre città evolute d’Italia, il cui sostentamento era
rappresentato dai fondi monetari e dalle operazioni monetarie) e i loro membri dirigenti più ricchi,
di regola parenti o rappresentanti di famiglie imparentate o amiche dei capi della compagnia, non
erano certo i Rothschild del medioevo, ma per il proprio tempo ne svolgevano il ruolo
96
Un precursore dei mercati internazionali e dello scambio tramite le borse telematiche fu lo scozzese
J ohn Law (1671-1729) che ideò tecniche di regolazione della moneta atte creare fortune personali
impensabili e scatenare guerre altrettanto inimmaginabili. L'invenzione della banca è senza dubbio
italiana (i Banchi di Venezia e Genova), mentre il sistema dei pagherò convertibili nella moneta
metallica consegnata alla banca come capitale o come deposito a risparmio, è di ispirazione
americana. Questa carta poteva essere scambiata fra i cittadini mentre la banca faceva profitto
tramite interessi sul prestito originario.
.
L'idea di Law, che ebbe successo in Francia, era quella di creare una banca che rilasciasse
banconote a chi chiedeva prestiti garantite dalle proprietà terriere nazionali. Un regio decreto del 2
maggio 1976 concesse a Law e suo fratello di fondare una banca ed avere il diritto di emettere
moneta con valuta legale, e con lo Stato primo cliente.
97


C' è qualcuno (il cliente) che affida a qualche altro (la banca) i suoi risparmi. E invece di pagarlo per
il disturbo, si fa pagare. C' è la banca che, invece di custodire gelosamente quella somma, se ne libera
al più presto possibile prestandola ad altri, perché la investano in attività lucrose. E non si limita a
prestare la somma ricevuta, ma l' aumenta emettendo banconote, come si faceva una volta, o assegni,
o semplicemente registrando scritture contabili. La follia si spiega quando si consideri che lo scopo
di quel traffico di denaro non è di conservarlo, ma di accrescerlo. Non è frutto della prudenza ma
della scommessa. O almeno di un mix tra le due che assume, nell' antichità e nel medioevo,
connotazioni religiose: come nella Mesopotamia e in Egitto, come nella Grecia antica, dove i templi
fungevano da banche (trapezai) e i sacerdoti da banchieri; affiancati da trapezisti cambiavalute che
garantivano i trasferimenti, firmando lettere di credito (assegni) che liberavano mercanti e sovrani dal
rischio di portare con sé denaro contante, e prestandogli le somme necessarie alle loro spese militari e
politiche e ai loro consumi cospicui. Furono gli italiani a sviluppare laicamente queste attività
promuovendo una classe specializzata di mercanti banchieri, come i Salimbeni di Siena, come i
Medici di Firenze. E in Italia fu fondata, nel 1406, a Genova, la prima banca del mondo, il "banco di
San Giorgio". Banco era la parola che allora si usava e che alcuni attribuiscono all' uso di una
tavoletta coperta da un drappo verde per effettuare le transazioni, mentre altri la ritengono sinonimo
di "monte", le somme originariamente depositate da istituti di natura religiosa per tutelare i risparmi
popolari. Queste attività erano alimentate dal versamento ai creditori di prezzi del denaro (tassi
d'interesse) per lungo tempo drasticamente interdetti dalle autorità ecclesiastiche sulla base del

95
http://www.ilfoglio.it/soloqui/13721, 8 giugno 2012
96
RUGGERO ROMANO e UGO TUCCI (a cura di), Storia d’Italia Annali VI Economia naturale, economia monetaria.
Monete e lotte sociali, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. 120
97
J ohn Kenneth Galbraith, Soldi, conoscere le logiche del denaro per capire le grandi crisi, BUR Rizzoli, 2013
29
principio di inammissibilità dell' usura (produzione di denaro a mezzo di denaro). Era proprio da
quella scommessa e da quel rischio che nacque il finanziamento del capitalismo moderno. Senza di
quello, come spiegò soprattutto J oseph Schumpeter, non si sarebbero potute realizzare quelle grandi
innovazioni, senza le quali l'inventiva tecnica non poteva essere posta al servizio della produzione:
ciò che aveva impedito lo sviluppo del capitalismo nell'antichità. Grazie alle banche, il sistema
produttivo dispose, nella sua pienezza storica, di un formidabile fattore propulsivo che si sviluppò
soprattutto nei secoli dal Seicento, con i genovesi alla testa, all'Ottocento, con le grandi dinastie
finanziarie, i Rothschild, i Warburg. E creò al suo centro il suo comando supremo, la Banca Centrale,
l'Antica Signora, la Banca d'Inghilterra, regolatrice della moneta, prestatore di ultima istanza,
garanzia superiore del sistema. Ma l'Ordine bancario ha nella sua potenza il suo disordine: il rischio
di valicare i limiti che ne fanno il sistema sanguigno del capitalismo, per diventare una causa fatale di
pressione arteriosa. Il sistema bancario ha assunto una grave responsabilità nella crisi, che sta
infuriando.
98


Questi ricordi ci mostrano dove risiede il reale potere in un sistema socio-politico governato dal
monetarismo.
George Orwell in 1984 diceva: «chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente
controlla il passato». Questa funzione la svolgono i Governi e per questa ragione che difficilmente
troveremo la verità nei libri scolastici, gli stessi testi che servono al potere invisibile per psico-
programmare giovani obbedienti.
Un esempio? Le istituzioni scolastiche accolgono e promuovono concorsi europei denominati
“conoscere la Borsa” all’interno degli Istituti Tecnici Commerciali.
Dai siti della propaganda si legge: «“Conoscere la Borsa” coinvolge numerosissimi studenti delle
superiori in un'entusiasmante competizione internazionale su temi borsistici e finanziari dando un
importante contributo nell'ambito dell'educazione economico-finanziaria giovanile».
99
Le scuole, anziché, diffondere responsabilità, etica ed educazione civica obbediscono agli ordini del
potere invisibile ed applicano programmi a sostegno dell’élite e del pensiero dominante.


«E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario,
perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina» (Henry Ford)

[…] è giunto il momento per i popoli di ribellarsi a una situazione che, se non fosse così drammatica,
si potrebbe definire surreale. È, infatti, talmente assurdo che siano i banchieri a creare la moneta e a
«prestarcela», che non c’è nessuna spiegazione logica, e tanto meno storica o economica, che possa
giustificare una dipendenza del genere. La Costituzione italiana parla chiaro: la «sovranità»
appartiene al popolo, ed è potere esclusivo del sovrano battere moneta. È ovvio, poi, che siamo noi a
dare valore al denaro nel momento stesso in cui lo accettiamo e lo mettiamo in circolazione. Se fino
ad oggi i politici si sono associati ai banchieri, delegando loro il potere di creare il denaro e di
«prestarlo» allo Stato, riducendoci così tutti quanti a «debitori», è giunta l’ora di smetterla. È chiaro a
tutti che la libertà, l’indipendenza di cui ci vantiamo e che i nostri politici esaltano ogni giorno come
nostra massima conquista, sono e rimarranno sempre un’illusione fino a quando saranno i banchieri, i
veri padroni degli Stati.
100


Chi ha la proprietà del danaro possiede tutto. Per cui la violazione della sovranità monetaria
sancisce la morte della democrazia rappresentativa europea. In Italia, si è partiti nel 1981 col ministro
del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il
Tesoro e la Banca d’Italia, l’obiettivo finale di privatizzare la Banca d’Italia è stato raggiunto negli
anni successivi. Se oggi possiamo ancora rivendicare l’usurpazione della proprietà della moneta è
grazie alla nostra Costituzione che afferma: “la sovranità appartiene al popolo” (compresa quella
monetaria ovviamente) e “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme;
disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito” (art. 47 Cost.). Tali principi sono palesemente

98
GIORGIO RUFFOLO, un sistema di scommesse, 27 gennaio 2009 tratto dal sito web de “La Repubblica”
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/27/un-sistema-di-scommesse.html
99
http://www.planspiel-boerse.com/toplevel/italienisch/spiel/kurzbeschreibung/index.htm
100
Redazionale, IL GIORNALE, la proposta liberiamoci dello strapotere dei banchieri, 10 maggio 2010,
http://www.ilgiornale.it/interni/la_proposta_liberiamoci_strapotere_insostenibile_banchieri/10-05-2010/articolo-
id=444198-page=0-comments=1
30
violati dall’articolo 105/A del Trattato di Maastricth “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare
l’emissione di banconote all’interno della Comunità” che di fatto usurpa i diritti dei popoli sovrani
europei. Banca d’Italia e BCE sono di fatto società indipendenti e fuori dal controllo del popolo. E’
sufficiente leggere la natura ed il numero dei soci partecipanti dal sito di Bankitalia, e si percepisce
che essa è stata privatizzata dove lo Stato è relegato con INPS ed INAIL a 42 voti contro 540 delle
banche private SpA (2008). Ed è stata relegata ad un ruolo di secondo piano come si legge
dall’articolo 1 del suo Statuto: “Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante
del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le
competono, nel rispetto dello statuto del SEBC“.
101


Il quadro politico che si presenta non è affatto incoraggiante e positivo dato che i dipendenti eletti
rappresentano gli interessi particolari di alcune SpA.

La soluzione all’attuale crisi risiede nella conoscenza e nella consapevolezza. Investire nella cultura
e nello sviluppo delle reali capacità umane che possono emergere in un clima di reale libertà.
Organizzare le comunità applicando metodi e strumenti di democrazia diretta è un modo ragionevole
di attuare l’autoderminazione dei popoli e consente a tutti di poter crescere dal punto di vista umano
e non materiale.
I cittadini possiedono il potere supremo – sovranità popolare - e pertanto sono già legittimati
nell’auto-gestirsi i territori applicando il buon senso e decidendo direttamente come e dove destinare
i soldi delle proprie tasse. Questo sta già accadendo in almeno 500 città del mondo
102
Le reti sociali presenti in internet sono i nuovi “laboratori” di pensiero, condivisione e conoscenza
che stanno aiutando la crescita collettiva su argomenti tenuti nascosti alle masse dal potere invisibile.
Questi sono alcuni aspetti che stanno costruendo una nuova partecipazione politica “dal basso”,
libera dalle vecchie ed obsolete ideologie utili al divide et impera dei prezzolati partiti tradizionali.
, ed avviene da
molto più tempo in Svizzera.
Ovviamente la rete di internet non è una vera socializzazione poiché priva di quegli elementi umani
determinanti per avere una reale empatia, genuina, sincera, ma offre una “diversa” socializzazione,
è solo uno strumento, una macchina virtuale, una “mente virtuale collettiva” che può essere
percepita o usata per scopi socialmente utili oppure inutili. E’ già accaduto che social network
abbiano stimolato nuove energie tradotte in azioni pratiche nel mondo reale.
Un documentario di Aleks Krotoski e prodotto dalla BBC fa il punto della situazione di internet
dopo 20 anni. E' interessante registrare l'opinione dell'inventore del world wide web, Tim Berners-
Lee che nel 1980 quando era al CERN ha ideato il sistema per condividere i file. Secondo Tim,
internet nata libera per avviare un processo di innovazione culturale, uno spazio creativo, ma
potrebbe diventare un sistema di controllo globale poiché pochi soggetti si sono avvicinati al web
per vendere, e per controllare il "traffico" influenzando e condizionando gli utenti. Berners-Lee a
creò l'Uniform Resource Locator (Individuatore di risorsa uniforme, Url), cioè la struttura
dell'indirizzo delle pagine web, il protocollo Hypertext Transfer Protocol (il protocollo di
trasferimento dell'ipertesto) a cui fa riferimento quell'http che c'è davanti a tutti gli indirizzi, e i
primi standard html (Hypertext Markup Language), il linguaggio di base nel quale sono scritte le
pagine web. Venticinque anni dopo, l'infrastruttura della Rete è rimasta sostanzialmente la stessa.
L'ideatore dei social network, Steward Brand, esprime un'analoga riflessione e preoccupazione circa
il rischio di controllo globale e l'enorme influenza di google, facebook, youtube, amazon nei
confronti dei cittadini. I pionieri del web cercavano un'alternativa al sistema di potere offrendo
maggiori libertà di opinione e di condivisione senza censura, ed essi crearono il web affinché i
cittadini potessero avere libero accesso alla conoscenza, non per dare potere ai pochi o per fare soldi
attraverso internet, o creare monopoli, oligopoli come hanno fatto Bill Gates e Mark Zuckerberg. I
pionieri del web non sono elitari milionari che controllano la rete, mentre altri attraverso
l'imposizione del copyright hanno creato imperi per cercare di controllare e influenzare gli utenti

101
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/10/08/la-vera-democrazia/
102
PAOLO MICHELOTTO, democrazia dei cittadini, Troll edizioni 2008
31
della rete. Le informazioni gestite dai giganti del web sono usate per logiche mercantili ed a volte
sono usate anche per scopi politici a servizio dei Governi.
Wikipedia nata per condividere e costruire la conoscenza dagli utenti stessi, contributi anonimi, in
seguito ha assunto una conduzione gerarchizzata. Steward Brand nel 1985 creò The Well il primo
social network, il primo forum ove ognuno poteva dire quello che voleva e nessuno giudicava gli
altri, introdusse l'idea che tutto era concesso e da li nacque una sorta di costituzione radicale grazie
a J ohn Perry Barlow, ex autore del gruppo musicale Greatful Dead.
Sicuramente internet rimane una grande opportunità per i cittadini, ma non c'è dubbio che sia un
ambiente controllato e chi lo gestisce ha l'opportunità di sfruttare per il proprio torna conto le
informazioni che i cittadini condividono.
Le preoccupazioni di Tim Berners-Lee, Steward Brand e J ohn Perry Barlow, i pionieri di internet,
sono ampiamente legittime dato che per manipolare gli ignari navigatori della rete è possibile
comprare i "mi piace" su facebook ed i "followers" su twitter per millantare un gradimento
inventato dal nulla
103
Da diversi anni le SpA che controllano internet hanno messo in atto diversi esperimenti atti a
manipolare il mercato delle emozioni, e Yahoo, Microsoft e Twitter hanno ammesso di aver svolto
studi sui propri utenti, Google conduce fino a 20 mila test all'anno sui risultati di ricerca, e così
fanno Yahoo, Microsft e Twitter con l'obiettivo di modificare i comportamenti di chi naviga. Per
Facebook gli studi avevano «il fine esplicito di aumentare il fatturato», dichiara lo psicologo Tal
Yarkoni. Il risultato di questi esperimenti è che i social sono in grado di condizionare gli utenti e
quindi aumentare il proprio fatturato. L'aspetto più inquietante della vicenda è la capacità dei social
media di orientare le preferenze degli elettori durante le campagne elettorali
, altre società assoldano prezzolati giovani gruppi di influencer travestiti da
"fake" per manipolare le opinioni all'interno di forum e social network, con lo scopo di vendere
merci ed orientare consensi politici.
104
Tasse e conti pubblici
.
Negli ultimi anni sembra prevalere una strana idea, sembra sia consuetudine dell'immaginario
collettivo credere che l'obiettivo di un bilancio pubblico sia quello di far pareggiare i conti, oggi si
ritiene che sia una pratica virtuosa. Destra e sinistra ripetono il mantra: la crescita. Questo obiettivo
aritmetico nasconde una triste realtà o una cinica perversione degli economisti ortodossi
addomesticati, che hanno trasformato l'azione politica degli Enti locali facendole perdere l'obiettivo
dei principi costituzionali: servire i cittadini con spirito di uguaglianza e tendere al benessere
collettivo. Le direttive europee condizionano la pubblica amministrazione violando i principi
costituzionali, e imponendo sciocche convinzioni come il Patto di stabilità e crescita, e l'immorale
pareggio di bilancio, il fiscal compact, ed in fine l'invenzione di un ente autoritario e non
democratico come il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), una vera mostruosità composta da
soggetti che godono di immunità rispetto alle loro scelte politiche che toccano le tasche dei cittadini.
Il MES e questi sciocchi criteri si traducono in tagli alla spesa pubblica, e quindi un danno
economico concreto ai ceti meno abbienti, facendo aumentare la depressione in Italia. Nella
letteratura politica quest'azione viene comunemente valutata come la distruzione dello Stato sociale,
il pilastro della nostra Costituzione. Ogni pezzo dello Stato sociale viene trasformato in merce e
venduto, un'aberrazione che viola i diritti universali dell'uomo sanciti nel 1948. La conclusione di
questa convinzione mentale ragionieristica è solo il frutto di una lenta e ossessiva programmazione
mentale che ignora la bioeconomia, ignora l'economia e le esigenze reali dell'umanità. Su questo
pianeta le leggi per la sopravvivenza umana si leggono con la fisica, la chimica, la biologia,
l'agronomia e la geologia, non con la finanza. Una risposta ragionevole alle regole immorali della
finanza pubblica è l'introduzione del principio di "non equilibrio di bilancio" per la spesa
sull'istruzione, per la cultura e il sociale; cioè fare l'esatto opposto delle politiche di austerità

103
Luca Salvioli, 16 maggio 2012, http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-16/ecco-come-comprare-50mila-
161429.shtml?uuid=AbQ44RdF
104
Fabio Chiusi, "Il mercato delle emozioni", in La Repubblica, martedì 8 luglio 2014, pag. 28.
32
introdotte dai neoliberisti inseriti nei Governi nazionali tramite le organizzazioni sovranazionali. La
ragione etica di questa scelta radicale è semplice, nel periodo storico che stiamo attraversando, la
moneta va percepita come strumento, e non come valore di ricchezza. L'obiettivo è puntare
all'evoluzione della società con lavori utili e cancellare le disuguaglianze attraverso scelte
coraggiose per aiutare i popoli, e non per opprimerli con l'austerità.
Nel 2010, l'ammontare dei residui passivi degli Enti locali è di circa 120 miliardi, si tratta di debiti
della pubblica amministrazione verso imprese che hanno già lavorato e che potrebbero essere
ripagate se i Governi decidessero di stampare moneta sovrana a credito
105
Da diversi anni il potere invisibile ha diffuso, con successo, il mantra privato meglio del pubblico,
dando un forte contributo alla distruzione dello Stato sociale e spostando la sovranità dalle
istituzioni alle banche SpA, dagli Stati all'UE. Un grande contributo a sostegno di questa credenza è
venuto dai media, pubblicazione ossessiva di scandali, dall'aumento dell'apatia politica dei cittadini,
e dal comportamento immorale sia dei dipendenti eletti che dei dirigenti pubblici, e dai sindacati che
hanno impedito e rallentato il rinnovamento meritocratico di funzionari e dirigenti nel settore
pubblico.
.
Il dogma privato meglio del pubblico ha trovato il suo apice con l'introduzione del diritto privato in
ambito pubblico, ed il risultato è stato che le maggioranze politiche vincenti negli Enti locali hanno
rubato e rubano a norma di legge grazie all'uso delle SpA che gestiscono i servizi pubblici locali e le
nomine discrezionali presso questi Enti. Non bisogna dimenticare che la classe politica dirigenziale
corrotta fu defraudata, dal 1981 in poi (Governo Forlani), del potere politico di promuovere una
politica monetaria (cessione sovranità monetaria e Trattati internazionali) ed industriale pertanto i
politici si concentrarono sulla gestione dei servizi e sulle privatizzazioni. La corruzione è stata
legalizzata e si sono moltiplicati gli sprechi frutto di ruberie, moltiplicazione delle "poltrone", e
negligenze di persone incapaci in ruoli importanti per la gestione del bene comune. Nel settore delle
forniture ospedaliere, secondo la Corte dei Conti il danno erariale è di 1648 milioni di euro.
106


Buona parte degli sprechi è costituita da scelte dirigenziali e politiche per sostenere con soldi
pubblici gli interessi particolari delle SpA locali. Queste scelte politiche sono insindacabili e grazie
all'assenza di trasparenza i cittadini non hanno informazioni per valutare e scegliere.
La stesura del bilancio spetta al
Governo mentre al Parlamento è
attribuito il compito di approvarlo.
Il bilancio dello Stato può essere
preventivo o consuntivo
(rendiconto generale). La
differenza tra entrate e spese al
termine di un esercizio
concretizzerà un avanzo di
bilancio, se il saldo è negativo,
come avviene di solito, si avrà un
disavanzo (o deficit) di bilancio.
L’avanzo o disavanzo del settore
pubblico si definisce come:
Avanzo/disavanzo =G + TR - TA,
dove G = spesa pubblica; TR
trasferimento dallo Stato ai privati

105
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-18/prassi-danneggia-fornitori-stessa-
063809.shtml?uuid=AbrtDQVH
106
Gianluca De Feo, in L'Espresso, 14 febbraio 2013, pag.50
33
(pensioni, sussidi alle imprese e alle famiglie e interessi sul debito pubblico); TA trasferimenti dai
privati allo Stato (imposte dirette, indirette, contributi sociali)
107

.
Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato fornisce i dati ufficiali
108
Nel 2011 lo Stato paga 84 miliardi di interessi sul debito, e nel 2012 gli interessi sono 88 miliardi.
. La cassa ci dice che
nel 2011 entrano con le tasse 411 miliardi e si spendono 500 miliardi, si ricorre all'indebitamento
verso i mercati per 310 miliardi. Nel 2012 entrano con le tasse 449 miliardi e si spendono 527
miliardi, si ricorre all'indebitamento verso i mercati per 324 miliardi. Per il 2013 si prevedono con le
tasse 475 miliardi di entrate e si spenderanno 527 miliardi, mentre l'indebitamento dovrà essere di
246 miliardi. Leggiamo chi mantiene lo Stato: nel 2011 i lavoratori pagano 161 miliardi e le imprese
33 miliardi, mentre nel 2012 i primi versano 177 miliardi e le imprese versano 41 miliardi.

Entriamo subito nel merito, c’è una voce immorale nel bilancio sopra sintetizzato: interessi sul
debito pubblico. Nella consuetudine anticostituzionale figlia del Trattato di Lisbona accade che lo
Stato, abdicando al ruolo di controllore del credito (art. 47 Cost.), chiede moneta debito in prestito
dalla BCE e dal mercato delle borse telematiche ove SpA comprano i Titoli di Stato per riempire la
differenza avanzo/disavanzo. I cittadini che pagano le tasse sono costretti a pagare anche gli
interessi immorali di un sistema abbastanza sciocco, inutile e dannoso poiché è matematicamente
impossibile un equilibrio, tant'è che debito e interessi sono inestinguibili. Nel sistema attuale
l'indicatore principale è il rapporto debito/PIL, non il benessere dei cittadini.
Il debito pubblico non potrebbe esser cancellato, perché l'Italia perse la seconda guerra e gli accordi
di Bretton Woods stabilirono un nuovo ordine mondiale. Chi ha la curiosità di leggersi i Trattati
internazionali potrà rendersi conto dell'invenzione del debito, problema giuridico e non economico.
E' sufficiente riempire quella differenza - avanzo/disavanzo - con moneta sovrana per evitare debito
pubblico ed interessi. Come hanno fatto altre Nazioni (Argentina, Ecuador, Islanda) è sufficiente
riprendersi la sovranità monetaria per ridare respiro alle famiglie, "congelare" l'attuale "debito
estero" e valutare le responsabilità civili e penali per l'uso di trucchi contabili e strumenti finanziari
che hanno favorito illecitamente banchieri e gruppi di potere. I cittadini non sono colpevoli dei
comportamenti di amministratori corrotti, ma oggi le tasse arricchiscono anche una parte di un'élite
criminale.
Parlamenti e Governi italiani hanno deciso di occuparsi prioritariamente di riduzione della spesa
pubblica e fiscalità pubblica, lasciando all’UE l’opportunità di fare la politica con la “P” maiuscola.
Il fatto che nei capitoli di spesa pubblica ci siano sprechi evitabili, è una realtà assodata. Sprechi che
fanno lievitare il debito pubblico, ma è un problema politico che serve a giustificare la riduzione del
potere politico dello Stato, e preferire la privatizzazione dei servizi. Sarebbe sufficiente adottare
"prezzi standard" e un sistema punitivo efficace anziché la riduzione generalizzata della spesa
pubblica che danneggia i ceti meno abbienti. I Ministri succedutisi sono ben consapevoli che
bisogna controllare i contratti e le modalità di appalto per l’erogazione dei servizi pubblici. Da circa
15 anni Governi ed amministratori locali, fateci caso, non si comportano come politici ma come
ragionieri, essi non dibattono circa la tutela dei nostri diritti, ma di fiscalità, essi non chiedono
l’ampliamento dei diritti costituzionali, ma la riduzione, la sospensione o la soppressione: è
accaduto per il lavoro, per l’istruzione ed accadrà per la salute.
109


Le Nazioni sono state private di una moneta della Repubblica, e sostituita da una moneta debito
controllata dalla BCE e condizionata dalle SpA che scommettono nelle borse telematiche. Organi
non elettivi sovranazionali usurpano l’articolo 1 e l’articolo 47 della Costituzione. Il credito è
controllato da SpA commerciali e non più dallo Stato. Nel sistema odierno il potere di acquisto dei

107
STEFANO AMICABILE, Corso di economia ed estimo, Hoepli, 4 ediz. 2010, pag 159
108
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Bilancio-s/Novembre2011/
109
Tabella 3, Fonte: Ministro per i rapporti con il Parlamento delegato per il programma di Governo, Analisi di alcuni
settori di spesa pubblica, Marzo 2013
34
salari è condizionato dalle borse telematiche, dalle agenzie di rating e dallo spread, quindi i cittadini
sono tassati dai Governi e ricattati dalle SpA, tutto ciò perché il Parlamento nel luglio del 2008 ha
approvato l'antidemocratico Trattato di Lisbona accettando di sostituire lo Stato sociale
costituzionale col "libero" mercato delle SpA.
Il sistema finanziario e monetario è subordinato ai capricci di pochi banchieri che usano strumenti
per scommettere sulla vita dei popoli. In questo sistema la ricchezza e la povertà non sono più in
mano alle istituzioni democratiche rappresentative, ma in mano a individui inumani, tecno-cratici
non eletti, che adottano consuetudini e comportamenti immorali dove l’avidità premia gli
imbroglioni a scapito dei diritti umani.
Il popolo italiano al pari degli altri popoli, contrariamente a quanto è sancito dalla Costituzione non
è libero. L’intero sistema bancario è un’invenzione a servizio dell’élite e il sistema del prestito è un
metodo immorale, ma legalizzato, per tenere i popoli in schiavitù.
I cittadini italiani onesti sono doppiamente vessati poiché l'evasione e l'elusione fiscale sono
contigue al sistema fiscale, e le regole europee sembrano costruite appositamente per rubare
ricchezza ai paesi "periferici", denominati PIIGS, per sostenere l'economia dei paesi "centrali":
Germania, Svezia, Olanda, Austria, e Gran Bretagna, quest'ultima socia della BCE, ma non usa
l'euro.
Multinazionali come Apple, Google, Amazon, E-bay, Facebook e le banche non pagano tasse, non
versano l'IVA, oppure pagano una percentuale ridicola, si parla di cifre astronomiche grazie alle
larghe maglie dell'elusione e dei paradisi fiscali. Eric Schimdt, amministratore delegato di Google,
dichiara: «orgogliosi di non pagare le tasse»
110
. Il fisco italiano contestò a Banca Intesa 1,65
miliardi di elusione (bilancio 2010) quando al vertice c'era l'ex Ministro Corrado Passera
111
Dopo il controllo della moneta debito, l’obiettivo dell’élite è semplice, controllare con lo stesso
metodo dei “mercati” le società che gestiscono i servizi pubblici locali usando l’arma
dell’invenzione del debito pubblico. Sono già pronti piani per svendere le SpA locali; dopo aver
rubato le infrastrutture nazionali (Banca d’Italia, autostrade, ferrovie e telecomunicazioni). I loro
adepti ed emissari sono ampiamente diffusi in tutte le università e nei media, banali ripetitori di
volontà decise nel famigerato club Bilderberg, nella Commissione Trilaterale e nel CFR.
. Al
sistema immorale si aggiungono consuetudini illegittime e le banche commerciali abitualmente
applicano l'anatocismo, interessi sugli interessi, contro Enti pubblici e cittadini. Una parte dei debiti
pubblici e privati è costituita dall'anatocismo che deve essere restituito.
In maniera del tutto inequivocabile e non poteva essere altrimenti si evidenziano gli interessi sul
debito pubblico frutto dell’usurpazione della sovranità monetaria decisa prima negli accordi di
Bretton Woods
112

110
, poi nel Trattato di Maastricht e poi ribadita nel Trattato di Lisbona, tutti accordi
internazionali che violano gli art.1 e 47 della Costituzione italiana, articoli che ordinano ai
dipendenti eletti di organizzare la Repubblica per emettere moneta, funzione determinante per la
libertà del popolo e figlia della sovranità popolare attraverso il controllo del credito. Purtroppo
essendoci accordi, trattati, internazionali illegittimi oggi vige un sistema europeo di banche con la
BCE al suo vertice e questa è la ragione principale per cui il debito è inestinguibile, e dunque,
“qualcuno” ha schiavizzato 17 popoli che usano l’euro stampato dal nulla ed illegittimamente
prestato a corso forzoso. E’ sufficiente rispondere ad una domanda per capire l’incantesimo del
monetarismo: se i soldi sono nostri perché ce li prestano? Per mezzo di questo incantesimo,
inganno psicologico, frutto di un’immorale ed illecita consuetudine numerosi dipendenti eletti
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/12/13/news/google_e_le_parole_di_schmidt_orgogliosi_di_non_pag
are_le_tasse-48660952/
111
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-07/intesa-laccordo-contenzioso-fiscale-
064156.shtml?uuid=Aata85RE
112
da wikipedia: La conferenza di Bretton Woods, che si tenne dal 1° al 22 luglio 1944 nell'omonima cittadina
appartenente alla giurisdizione della città di Carroll (New Hampshire, USA), stabilì regole per le relazioni commerciali
e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo. Gli accordi di Bretton Woods furono il primo esempio nella
storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato per governare i rapporti monetari fra stati
nazionali indipendenti.
35
corrotti col sistema dei trucchi finanziari, dei paradisi fiscali, da diversi decenni recitano il ruolo dei
rappresentanti del popolo ma in realtà curano gli interessi di pochi banchieri.

In una breve semplificazione l’inganno, la truffa, funziona così: Gli Stati per avere una moneta la
chiedono in prestito affidandosi ai Governi che decidono di emettere Titoli di Stato poi acquistati
nel mercato delle borse telematiche. La BCE scambia 500 miliardi di Titoli con 500 miliardi di euro,
lo scambio è un prestito caricato da interessi. Chi compra le obbligazioni - i Titoli - copre il valore
dell'euro, pertanto in questo sistema sono le SpA, e in piccolissima parte i cittadini a dare fiducia
alla moneta debito. Nella semplificazione appena decritta, cioè dell'economia del debito, il reale
interesse dei Governi non è restituire il debito, ma "valutarlo" rispetto un determinato rapporto
debito/PIL. Si chiama economia del debito poiché la creazione della moneta è frutto di accordi
politici e giuridici frutto della seconda guerra mondiale.
Il debito pubblico è intrinsecamente inestinguibile poiché, in queste condizioni capestro, esso
andrebbe ripagato con la medesima moneta, l'euro, presa in prestito, cioè si tratta di un inganno. In
questo sistema truffaldino le Nazioni che usano l'euro creano debito, cioè se hanno bisogno di
costruire un ospedale, una scuola o aiutare i ceti meno abbienti per cancellare disuguaglianze o per
creare lavoro aumentano la spesa pubblica e si indebitano.

L’elenco degli acquirenti dei Titoli di Stato è pubblico (dipartimento del Tesoro
113
Nel 22 gennaio 2010 il Dipartimento del Tesoro pubblica questa classifica
), ecco alcune SpA
che nel 2009 hanno acquistato Titoli italiani: Banca IMI S.p.A. , Barclays Bank PLC, BNP Paribas,
Calyon – Corp. Inv. Bank, Citigroup Global Markets Ltd. , Commerzbank A.G., Credit Suisse
Securities (Europe) Ltd., Deutsche Bank A.G., Goldman Sachs Int. Bank, HSBC France, ING Bank
N.V., J P Morgan Securities Ltd., Merrill Lynch Int., Monte dei Paschi di Siena Capital Services
Banca per le Imprese S.p.A., Morgan Stanley & Co. Int. PLC, Nomura Int. PLC, Royal Bank of
Scotland PLC, Société Générale Inv. Banking, UBS Ltd, UniCredit Bank A.G.
114

Tremonti, Ministro dell’Economia (25/10/09)
: 1. Barclays Bank plc,
2. Société Générale Inv. Banking, 3- Calyon – Corp. Inv. Bank, 4. Deutsche Bank A.G., 5. BNP
Paribas
115
Il debito pubblico è pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle
amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici). Il
debito è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni – esclusi gli strumenti
finanziari derivati – e prestiti, secondo le definizioni del SEC 95. Al 31 dicembre 2009 i titoli di
Stato rappresentano circa l'82% del debito pubblico
: «tanto per dirvi un dato noi ci abbiamo ogni anno
da emettere titoli pubblici per 500 miliardi di euro questo vuol dire che devi avere una domanda, una
richiesta per cifre di questo tipo.»
116
(totale: 1.760.765 milioni di €). Mentre il
rapporto deficit/PIL è pari al 115,8%.
117


Stiamo iniziando a comprendere l’inganno?
«Oggigiorno la differenza tra le entrate e le spese dello Stato viene coperta dall’emissione di titoli di
Stato, e cioè dal debito. È così che si crea moneta nel sistema. Da quando il valore del denaro è stato
sganciato dall’oro, si può aumentare la cartamoneta in circolazione solo grazie a un avanzo della
bilancia commerciale, e cioè i guadagni delle esportazioni, o attraverso l’indebitamento e cioè
l’emissione del debito pubblico. Assurdo? È quello che da tempo si chiedono molti economisti.»
118

113

http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialist
i_in_titoli_di_Stato_21_dicembre_2009.pdf
114
http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/graduatoria_specialisti/Graduatoriia
_Specialisti_in_Titoli_di_Stato_xgennaio_2010x.pdf
115
L’era del debito, di Stefania Rimini in Report del 29 ottobre 2009
116
Fonte: sito web del Dipartimento del Tesoro
http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/_link_rapidi/debito_pubblico.html
117
http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/risorse_correlate/Rapporto_Debito_
PIL_al_31-12-09.pdf
118
LORETTA NAPOLEONI, Democrazia vendesi, Rizzoli, 2013, pag. 66
36
Non è lo Stato che controlla il credito, non è lo Stato che determina e tutela il valore dei salari, ed il
risparmio dei cittadini, ma ci sono entità non elettive chiamate dai media: mercati, che usurpano
diritti e violano ogni principio di cooperazione ed equo scambio. Ripetiamo: Il bilancio dello Stato
può essere preventivo o consuntivo (rendiconto generale). La differenza tra entrate e spese al
termine di un esercizio concretizzerà un avanzo di bilancio, se il saldo è negativo, come avviene di
solito, si avrà un disavanzo (o deficit) di bilancio. Avanzo/disavanzo =G + TR - TA, dove G =
spesa pubblica; TR trasferimento dallo Stato ai privati (pensioni, sussidi alle imprese e alle famiglie
e interessi sul debito pubblico); TA trasferimenti dai privati allo Stato (imposte dirette, indirette,
contributi sociali). In questa equazione c’è un problema evidente che è di natura giuridica e non
economica. Se ogni anno dobbiamo pagare l’usurpazione della sovranità monetaria caricata di
interessi e dovremmo pagarla sempre con la moneta euro (a debito) è ovvio anche ad un bambino
che i conti non tornano. Paradossalmente anche se tutti pagassero le tasse esisterebbero sempre gli
immorali interessi da pagare ai creditori che sono SpA private. A questa palese incongruenza, debito
più interessi, dobbiamo aggiungere un altro recente debito: il finanziamento del MES attraverso le
tasse, 125 miliardi è lo quota versata dall'Italia, per sostenere i debiti degli Stati già indebitati (Italia
compresa), una follia; non è politica ma psichiatria. Una volta non era così, lo Stato stampava e
controllava la moneta e non esisteva debito pubblico, ma solo deficit pubblico. Poiché lo Stato non è
un’azienda e i soldi non sono ricchezza, ma solo la misura degli scambi, accadeva che lo Stato
emetteva moneta a credito per realizzare servizi ed opere utili. Invece, oggi, il bilancio di uno Stato
sovrano è condizionato dalla finanza privata e dai capricci dei mercati, spread (tassi di interesse), e
da valutazioni di agenzie di rating in palese conflitto di interessi, adesso saremo vincolati al MES. Il
fatto che il debito pubblico in un sistema economico sia un problema relativo è dimostrato
dall'esempio di USA e Giappone, che pur avendo un debito pubblico maggiore dell'Italia, decidono
autonomamente quando aumentare l'asticella del limite autodeterminato, e d'accordo con la banca
centrale stampano moneta quando ritengono sia opportuno farlo. Su questo aspetto molto importante
si dividono le visioni politiche fra UE (liberista) e USA (oggi meno liberista e più keynesiana).
Nell'UE la BCE non è un prestatore di ultima istanza come la FED americana, e le regole - patto di
stabilità, MES e fiscal compact - condizionano i Governi vietando le scelte politiche che possono
compiere USA, Giappone e Cina. La cosiddetta austerità europea ha recato danni sociali facendo
aumentare la disoccupazione, invece gli USA, senza le regole obsolete dell'UE, hanno potuto fare
una politica espansiva, cioè aumento della spesa pubblica riducendo il danno recessivo che subiamo
nell'euro zona. La storia ci insegna che la soluzione alla recessione del sistema non è la politica
economica espansiva che ha determinato danni ambientali e sociali che stiamo ancora pagando,
tanto meno la religione liberista o l'austerità. La soluzione non è di natura economica, ma politica e
si tratta di uscire da questi piani ideologici
per approdare ad un nuovo pensiero
politico che tenga conto delle leggi della
natura e dei diritti umani.

Nell'UE il sistema è diverso e il valore
dell'euro e la sua espansione sono
condizionati dai capricci delle SpA che
scommettono nelle borse telematiche
recando ingenti danni ai cittadini che
pagano le tasse, ma soprattutto ai salari
medi poiché perdono potere d'acquisto,
facendo impoverire le famiglie, che nel
corso dei decenni da monoreddito sono
passate a produrre due redditi, ma non
riescono ad arrivare a fine mese.
Nell'UE lo Stato è diventato il peggiore
Fonte: Paul Krugman, Fuori da questa crisi, Adesso!BUR, gen 2013
37
pagatore, infatti gli Enti locali non riescono a pagare le imprese che lavorano, e se pagano lo fanno
con ritardi talmente grandi che molte aziende falliscono a causa dei crediti. I motivi sono due: uno è
il patto di stabilità, e l'altro è l'incapacità di riscuotere i crediti, e gli effetti negativi sono la riduzione
delle spesa pubblica ed il fallimento delle imprese che lavorano con la pubblica amministrazione. E'
sufficiente che gli Stati si riprendano la sovranità monetaria per saldare i debiti verso i privati. Col
ripristino di un diritto costituzionale: moneta sovrana e controllo del credito bisogna aggiungere una
nuova economia politica figlia della bioeconomia per evitare di ripetere gli errori del passato. Il
dibattito politico sulla macro economia si divide fra liberisti e keynesiani, una facile semplificazione
per etichettare e comunicare sinteticamente due visioni “opposte”. Invece, secondo un’opinione
finora minoritaria di altri osservatori, il divide et impera sopra accennato rappresenta le due facce
della stessa medaglia, oppure, come preferisco dire, che si tratta di pensieri appartenenti allo spesso
piano ideologico, un piano sbagliato rispetto alle leggi che regolano la vita di questo pianeta. La
soluzione si trova su un altro piano e bisogna compiere un salto per uscire dal pensiero dominante
ed approdare ad un altro piano, completamente diverso, ordinato da leggi e regole diverse dal
sistema eonomico-politico attuale. Le leggi del nuovo piano sono famose, notissime, ma per un
errore ideologico non condizionano il sistema delle istituzioni. Un errore voluto perché fa comodo
allo status quo.
Non si contano più i casi in cui negli ultimi decenni, in nome della crescita, grandi gruppi di persone
sono stati cacciati dalla loro comunità e dalla loro terra. Per esempio, impianti industriali, miniere,
dighe, porti e grandi strade sono cruciali nelle strategie di crescita, con il risultato che spesso gli
abitanti devono abbandonare il proprio territorio.
119
La risposta alla recessione innescata dalla crisi del capitalismo non può essere una nuova politica
economica espansiva, ci siamo già passati negli anni '20 e '30 prima, e negli anni '50 e '60 dopo, e
stiamo ancora pagando i danni ambientali e sanitari di quella politica economica. Adesso stiamo
pagando l'austerità del periodo liberista. Il pensiero capitalista degli economisti ha distrutto
democrazia ed ecosistemi, bisogna uscire dall'economia del debito capitalista ed approdare su un
nuovo piano governato delle leggi della fisica, semplificando e razionalizzando la politica.


L'evidente controllo del capitale sulle istituzioni politiche si misura quando le SpA stesse coprono il
valore della moneta debito acquistando Titoli tramite le borse telematiche. Banche private,
assicurazioni straniere che acquistano Titoli di Stato e le stesse finanziano campagne elettorali dei
presidenti USA? In quale regime si consente un potere di ricatto così enorme e determinante?

L’8 aprile 2008 il sito de “ilSole24ore” titola
120

: “FMI: perdite di 1000 $ dalla crisi dei mutui” e poi
nell’articolo: “I tecnici dell'Fmi hanno elaborato queste stime basandosi su dati diffusi da Goldaman
Sachs, JPMorgan, Lehman Brothers, Merrill Lynch e Markit.com.”
Dal sito opensecrets.org ecco l’elenco dei finanziatori della campagna elettorale di Obama
121

:
University of California $1,591,395; Goldman Sachs $994,795; Harvard University $854,747;
Microsoft Corp $833,617; Google Inc $803,436; Citigroup Inc $701,290; J PMorgan Chase & Co
$695,132; Time Warner $590,084; Sidley Austin LLP $588,598; Stanford University $586,557;
National Amusements Inc $551,683; UBS AG $543,219; Wilmerhale Llp $542,618; Skadden, Arps
et al $530,839; IBM Corp $528,822; Columbia University $528,302; Morgan Stanley $514,881;
General Electric $499,130; US Government $494,820; Latham & Watkins $493,835.
Le stesse banche che acquistano Titoli negli Stati sono le stesse che vendono strumenti finanziari
acceleratori della crisi finanziaria mondiale e sono le stesse che forniscono i dati al FMI per analisi
sulla finanza globale, sono le stesse che pagano i partiti politici e che consigliano ai politici cosa fare.


119
Wuppert Institut, Futuro sostenibile, 2011, pag. 112
120
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/04/crisi-mutui-fmi-
perdite.shtml?uuid=6977d470-056e-11dd-bdea-00000e251029&DocRulesView=Libero
121
http://www.opensecrets.org/pres08/contrib.php?cycle=2008&cid=N00009638
38
Negli USA chi finanzia i partiti? Secondo Suketu Metha:« Nessun altro paese spende tanto per
finanziare gruppi di pressione o sostenere le campagne elettorali. Quelle presidenziali e politiche del
2012 costeranno 5,8 miliardi di dollari. La maggior parte di queste sovvenzioni è costituita da
denaro contante che le grandi aziende mettono a disposizione di candidati che si impegnano a
rappresentare i loro interessi. [...] La corruzione negli Stati Uniti è tanto più pericolosa in quanto è
legale. Qui, una grande impresa non ha bisogno di infrangere apertamente una legge. Basta pagare i
politici affinché scrivano le leggi che desidera, come dimostrano quelle che regolano le banche, e
che riguardano tutti noi.»
122


Il mainstream
123
ci vuole convincere che il problema sia quello di far quadrare i conti, e noi
dovremmo credere che non esistano persone capaci di fare somme e sottrazioni? Bhé, chiunque può
comprendere che è impossibile far quadrare i conti dove esistono metodi legali per far scomparire e
apparire ingenti capitali
124
Se il problema del bilancio italiano fosse quello di far quadrare i conti allora chiunque potrebbe
risolvere il problema delle risorse finanziarie.
in più parti del mondo senza che gli inquirenti possano capirne la
provenienza.
125

122
Suketu Metha, E li chiamano contributi, in L'Espresso N.44 1 novembre 2012, pag. 52

123
Fonte Wikipedia: Mainstream (in italiano corrente principale) è un termine che significa "una corrente conosciuta
dalle masse", di "tendenza". È usato in genere nelle arti, come la musica, nel cinema, nella letteratura e in molti altri
campi culturali in contrapposizione alle culture minoritarie.
124
Dimenticavo, siete ancora nell’illusione che il salario produce denaro e che questo serva a pagare le tasse e
mantenere lo Stato? Sveglia perché con la segretezza e l’informatica il crimine si è evoluto in un dittatura efficiente.
State ancora pensando che la ricchezza si produca col lavoro? Sveglia: tra il dicembre 2007 e il giugno 2010, senza che
nessuno sapesse niente, cioè segretamente, la Federal Reserve ha tolto dal brago banche, corporations, governi sotto
diverse latitudini e longitudini, dalla Francia alla Scozia, e chissà fin dove è arrivata la sua “beneficenza”, con la non
modica cifra di 16 mila miliardi di dollari, cioè sedici trilioni di dollari. Tutto questo ben di Dio sarebbe stato collocato
sotto la vocina di bilancio di un “programma onnicomprensivo di prestiti”. Ma nessuno, nemmeno il Congresso
americano ne è stato informato. Di quei 16 trilioni non un dollaro è ritornato indietro. Eppure sono stati prestati –
pensate o lettori ignari – a tasso zero, cioè gratis et amore dei. Per avere un’idea della cifra, se ancora non avete avuto il
capogiro, basti pensare che il prodotto interno lordo annuale degli USA si aggira attorno a 14,2 trilioni e che il debito
complessivo degli Stati Uniti viaggia sui 14,5 trilioni.
Avete letto bene. Nel “libero mercato”, i lavoratori precari muoiono per costruire infrastrutture e le SpA ricevono
capitali gratuitamente. Una giovane coppia paga un mutuo per avere una casa e le SpA ricevono capitali gratuitamente
per fare i comodi propri.
Secondo uno studio congiunto di Censis e Unipol il 60% delle giovani coppie resta a secco alla fine del mese e un 5%
finisce con l’indebitarsi. Causa: l’indebolimento economico dei lavoratori più giovani. Non solo: il 42,6% non ha nessun
patrimonio immobiliare e vive in case in affitto da privati.
Inoltre, dentro Montecitorio c’è uno sportello del Banco di Napoli, diventato famoso perché il consigliere Marco
Milanese ha movimentato, su un conto dell’agenzia di Montecitorio, qualcosa come 1,8 milioni di euro in pochi anni.
Non è il solo ad averlo aperto li, visto che gli onorevoli possono approfittare di tassi agevolati per mutui e prestiti. [...]
Per un mutuo di 150 mila euro a 5 anni il tasso è appena del 2,99%, uno o due punti sotto quello di mercato. (Fonte
Emiliano Fittipaldi, in L’Espresso, 28 luglio 2011)
125
Secondo le stime dell’Associazione Italiane Private Banking, sono 20mila gli italiani con un patrimonio finanziario
netto fra i 5 e i 10 milioni di euro e 8 mila quelli con patrimonio finanziario netto superiore a 10 milioni di euro
(Corriere Sera, 19 agosto 2011). Il 10% di 7,5 milioni dei 20mila produce 15 miliardi di euro. Il 15% di 10 milioni degli
8mila produce 12 miliardi di euro.
Nella sostanza, tassando leggermente i ricchi si hanno 27 miliardi di euro, e raddoppiando le percentuali avvicinandole
all’attuale pressione fiscale che varia dal 36% al 46% a seconda se si tratti di una srl o di una persona fisica, si potrebbe
persino raddoppiare la percentuale di prelievo (20% – 30%) e il ricavo sarebbe di 54 miliardi di euro. Lo stile di vita dei
ricchi non cambierebbe e lo Stato riuscirebbe a mantenere i servizi. Tutto ciò se il vero problema fosse quello di far
quadrare i conti. Ragionevolmente, secondo voi non esiste una persona capace di far quadrare i conti? Smettiamo di
credere alle favole e usiamo il buon senso.
Inoltre è moralmente doveroso tassare i capitali “scudati” dal 40% al 50% per ricavare i miliardi per far quadrare i conti.
Dopo lo scudo fiscale del 2009 con una tassa di appena il 5%, a metà febbraio 2010, secondo le stime governative, sono
rientrati solo 80 miliardi di euro, di cui ben 60 miliardi dalla sola Svizzera. Con questi semplici provvedimenti lo Stato
italiano potrebbe ricavare quei 120-180 miliardi di euro senza tassare i soliti dipendenti pubblici e i cittadini che
dichiarano 60 mila euro l’anno. Almeno per un anno le tasse le pagano i ricchi e gli evasori. Una parte di questi soldi
39
Come spiegato in precedenza il sistema di creazione della moneta a riserva frazionaria privo di un
equivalente controvalore, con la domanda e l’offerta regolata dal moltiplicatore monetario consente
ogni tipo di speculazione (derivati, mutui, tassi usurai..). Una volta tale sistema era illegale per
impedire l’inflazione (tassa occulta). Nella realtà le cose sono peggiori di questa semplificazione
perché ben il 97% della moneta circolante è elettronica e la rendita derivante dall’emissione di
moneta finisce nelle tasche dei banchieri. Per accordi stabiliti solo la rendita delle monete metalliche
ritorna allo Stato italiano.
Nella sostanza i banchieri usano la moneta come un’esca per i pesci o una trappola per polli che ha
consentito loro di rubare economia reale ai popoli e gestire indirettamente il reale potere. I polli,
cioè i cittadini che usano una moneta di proprietà privata non sanno di custodire un titolo di debito,
i polli credono di avere ricchezza mentre i banchieri sono ben contenti di dare loro più offerta, più
moneta, rispetto alla domanda. E’ sufficiente informarsi per non essere più dipendenti da questo
inganno psicologico e stamparsi una moneta pubblica per uscire dalla prigione che Governi corrotti
e banchieri usurpatori hanno costruito.
Per essere estremamente chiari con una moneta di proprietà pubblica non esisterebbero più i 70
miliardi di euro di interessi annui che gravano su tutti i cittadini ma soprattutto su quelli poveri e su
tutti gli stipendi salariati, non esisterebbe più il debito pubblico, non esisterebbe più una violazione
di sovranità “indiretta”, ricatto, da parte delle SpA straniere creditrici sui Titoli di Stato.
L’informazione c’è ma bisogna cercarla bene:

Roberto Reale conduce il programma televisivo “Scenari, inchieste dal web” in onda su Rainews24.
Reale, il primo agosto 2009, ha trasmesso l’inchiesta: “i padroni del denaro”
126
, traendo inspirazione
dal film documentario “Zeitgeist addendum” ed il 30 aprile 2010 torna sul tema con l’inchiesta “se la
banca ti truffa”
127

.
Maurizio Decollanz, ha ideato e condotto il programma “Rebus” andato in onda sulle televisioni
locali. In due puntate ha trattato il tema del signoraggio bancario, invitando a discuterne alcuni autori
di libri che trattano il tema e mandando in onda il documentario “Genius Seculi” versione italiana
ispirata a “Zeitgeist addendum”.

Esiste persino un disegno di legge che mira a chiarire un vuoto giurisprudenziale: Disegno di Legge
N.925 (XVI legislatura): “Proprietà popolare della moneta e istituzione del Fondo di cittadinanza”,
d’iniziativa dei senatori Lannutti, Belisario, Astore, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo,
Giambrone, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica e Russo, comunicato alla presidenza il 18 luglio
2008
128
Proposta di politica economica
.
La recessione innescata dall'industria finanziaria fuori controllo richiede un intervento radicale,
poiché l'aumento della disoccupazione è il frutto di un sistema immorale, obsoleto ed inefficiente se

deve essere investita in ricerca e innovazione per interventi strutturali socialmente utili (prevenzione primaria, energia,
risparmio, tutela del territorio), e soprattutto in controlli fiscali seri ed efficaci che possano far emergere altra “economia
nera”, stimata in 300 miliardi (Corriere della Sera, 20 settembre 2008). L’economia sommersa in Italia vale da un
minimo di 255 ad un massimo di 275 miliardi di euro ed e’ dovuta per il 37% a lavoro non regolare (Rainews 24, 2
giugno 2011).
Queste semplici considerazioni e i conti della serva dovrebbero indurre a riflessioni etiche che fanno intendere un
aspetto banale sull’invenzione della crisi e sulla disputa chiamata riduzione del deficit e cancellazione del debito.
Secondo voi perché in gergo si chiama economia del debito? Solo quando la moneta stampata riporterà la scritta
Repubblica italiana, non più Banca d’Italia e non più Banca centrale europea, allora sapremo che i soldi tassati (120-
180 miliardi di lire italiane) serviranno a coprire le spese poiché saremo liberi dal debito e dagli interessi (usura).
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/08/20/malati-di-mente-banchieri-manager-e-politici/

126
http://scenari.blog.rainews24.it/2009/08/01/i-padroni-del-denaro/
127
http://scenari.blog.rainews24.it/2010/04/30/se-la-banca-ti-truffa/
128
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=313236
40
si intende perseguire l'interesse pubblico, invece è efficace se si intende perseguire l'avidità dei
pochi. Gli Stati dovranno riprendersi il ruolo politico sottratto da Trattati internazionali frutto di
un'ideologia sbagliata, una credenza diffusa tramite il controllo dell'istruzione, buona parte dei
media e dei partiti.
I debiti pubblici non potranno essere ripagati poiché il sistema capitalistico è imploso, molto
preoccupante anche l'aumento dei debiti privati che creano i fallimenti delle imprese, mentre la crisi
della domanda interna innescata dall'aumento della disoccupazione ed i salari bassi hanno bloccato
l'economia reale. Secondo Minsky il sistema capitalistico in certe condizioni sarebbe diventato
instabile
129
e quindi insostenibile
130
Una maggioranza politica intellettualmente onesta, ed a servizio del popolo può intraprendere la
strada legale del debito odioso
. Pertanto si tratta di ripensare le regole ed i valori globali e
locali ove la rappresentanza politica torna a decidere la gestione della res pubblica senza
determinate regole e tecniche finanziarie palesemente truffaldine. Da tempo una parte del mondo
accademico chiede l'uso della scienza della sostenibilità e della bioeconomia nelle valutazioni
politiche dando priorità alla salute, l'ambiente e le relazioni sociali. Sono noti diversi indicatori
alternativi al PIL, come il BES per esempio, bisogna valorizzarli.
131
. L'Italia e gli altri "paesi periferici" possono valutare l'azione
legale nei confronti di chi ha truffato e rubato ricchezza ai popoli sovrani e "congelare" il debito
estero per negoziare la giusta somma da pagare. Nel corso della storia molti paesi hanno
ristrutturato il proprio debito estero, fra questi c'è anche la Germania
132

.
L'euro zona è un progetto politico che ha spostato ricchezze dai paesi "periferici" a quelli "centrali".
Prima dello SME la bilancia commerciale dell'Italia era molto più favorevole. Nell'ottocento per
fermare la ricchezza del Regno delle due Sicilie la massoneria inglese e francese ideò la propaganda
del Risorgimento, e comprò i graduati borbonici per compiere la guerra di annessione chiamata
Unità d'Italia. Il Regno delle due Sicilie era la Germania di oggi
133

129
Hyman Minsky, Keynes e l'instabilità del capitalismo, Bollati Boringhieri, 2009
. La storia insegna come unire
economie diverse con un cambio fisso (stessa moneta) sfavorisca i paesi periferici, a meno che non
si rubi la ricchezza altrui con una guerra. Processo analogo accadde per la guerra d'Indipendenza
americana.
130
Federico Fubini, 14 luglio 2013, in La Repubblica on-line. Da quando l'Italia fu ammessa nell'euro nel 1998 all'inizio
di quest'anno, il debito privato in Italia è salito di oltre il 130% del Pil. A dicembre 2012 gli oneri finanziari totali nel
Paese (pubblici e privati) erano arrivati al 400,95% del Pil, mentre all'inizio del '98 era al 264%. È su questa cifra che
banche, imprese, Stato e famiglie devono pagare un interesse reale che sale in proporzione a quanto scende il Pil. Certo
alcuni Paesi, la Spagna, la Grecia, il Portogallo, o anche l'Olanda, sono arrivati anche oltre. Ma l'Italia non era mai
giunta a questo punto nella sua storia unitaria. Gli oneri finanziari che gravano su quest'economia in contrazione da due
anni sono di circa 6.000 miliardi: l'equivalente di circa 100 mila euro per abitante, neonati, ultra-centenari e immigrati
inclusi. Peraltro l'unico settore che dal '98 ha aumentato la sua esposizione solo di poco è quello del quale ci si
preoccupa (comprensibilmente) di più: lo Stato.
http://www.repubblica.it/economia/2013/07/14/news/addio_al_tesoro_dei_privati_con_banche_famiglie_e_imprese_il_
debito_totale_al_400_del_pil-62946619/
131
Fonte wikipedia: Per debito odioso si intende quella teoria di diritto internazionale riguardante la successione tra
Stati nel debito pubblico. Con esso ci si riferisce al debito nazionale assunto per perseguire interessi diversi da quelli
nazionali nella piena consapevolezza dei creditori e nell’incoscienza dei cittadini.
132
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_sovereign_defaults
133
La prima cosa che balza agli occhi è lo spread (anche allora!) tra i rendimenti dei diversi gruppi di bond prima e dopo
l'Unità. Quelli del Regno delle Due Sicilie (che erano un quarto del totale) prima del 1861 pagavano i tassi più bassi:
4,3%, 140 punti base in meno delle emissioni papali e di quelle piemontesi (che rappresentavano rispettivamente il 29%
e il 44% del debito unitario dopo la conversione) e 160 in meno rispetto a quelle Lombardo-Venete (che però erano solo
il 2%). Insomma, a voler utilizzare le categorie di oggi, il Regno di Napoli economicamente era per l'Italia quello che
oggi la Germania è per l'Eurozona.
Giuseppe Chiellino, Ilsole24ore, 30 giugno 2012, http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-
30/eurobond-fecero-unita-italia-190357.shtml?uuid=AbDwao0F

41
O cambiano i paradigmi culturali dell'euro zona o l'attuale guerra economica interna all'euro zona
produrrà altra miseria com'è accaduto per i cittadini greci. La fase recessiva dell'Italia è una
situazione di lenta agonia. Se guardiamo il Giappone ci rendiamo conto che inseguire l'ideologia
della crescita è sbagliato. Il Giappone non è parte dell'euro zona ma non cresce più. Inoltre se
osserviamo i flussi finanziari europei (pubblici e privati), la delocalizzazione industriale e la scarsa
innovazione delle imprese, ci rendiamo conto che sembra esserci un disegno per distruggere
l'industria italiana ove i protagonisti sembrano essere imprenditori, politici e banchieri.

Per rimettere in moto l'economia reale cittadini ed imprese devono riprendersi il controllo dello
Stato attraverso la sovranità monetaria, lo Stato può avviare una "contabilità parallela" a quella
esistente per sostenere importanti capitoli di spesa pubblica (i diritti inviolabili) come: sussidi alle
famiglie meno abbienti e alle imprese che sviluppano le energie rinnovabili o tutelano il territorio e
il paesaggio. Attraverso una moneta sovrana a credito, Governo e Parlamento possono avviare un
piano industriale per "aggiustare" le città italiane (rigenerazione urbana con la scienza della
sostenibilità) e i piccoli centri: conservare e recuperare il patrimonio architettonico esistente e
realizzare "reti intelligenti" per rendere le comunità energeticamente auto sufficienti. Tali
investimenti possono essere misurati con moneta della Repubblica italiana, o in generale con
moneta sovrana, tramite l'elementare principio denominato fiat money, quindi fuori dal bilancio
attuale, e liberi dal debito poiché creata senza emettere obbligazioni. Questo principio, fiat money,
può essere affiancato dalla misura dei flussi di energia e di materia, cioè i limiti della terra.
E' sufficiente un software informatico per applicare questa proposta ed accreditare moneta ai ceti
meno abbienti, alle imprese. Col medesimo sistema lo Stato, a credito e senza creare debito, può
avviare programmi di prevenzione primaria per la salute pubblica. E' necessario avviare la domanda
interna verso una politica industriale che attua comportamenti virtuosi: eco-efficienza e scienza della
sostenibilità. Com'è già accaduto tramite l'approvazione del Benessere Equo e Sostenibile (BES), la
Repubblica può attribuire ai nuovi paradigmi di maggiore valore rispetto all'obsoleto debito/PIL, e
puntare alla felicità degli abitanti ristabilendo il fatto che la moneta non è ricchezza, ma un banale
strumento di misura, neanche il più importante poiché contano maggiormente i flussi di energia e di
materia.
Si tratta, da un lato ripristinare l'economia reale e da un altro lato associare gli indicatori scientifici
all'economia per gestire le risorse limitate. Economia alternative sono avviate in Sud America, in
Asia, mentre in misura ridotta persino in Europa tramite le monete complementari non convertibili
con l'euro è in corso una sperimentazione di economia solidale.
La predominante forza dell'economia reale esisteva prima della rivoluzione industriale poi distrutta
con la nascita delle società per azioni, poi con gli algoritmi finanziarie ed internet, le borse
telematiche, e regole del WTO e della BIS tramite la divulgazione della finanza internazionale, e
l'invenzione dei paradisi fiscali.
Il sistema non dipende né dalla Banca Mondiale, né del FMI, né dalle borse telematiche, né dalle
banche commerciali, né dalle banche centrali privatizzate, ma funziona unicamente dalla fonte
primaria di misura del valore, cioè dalla condivisione di conoscenze socialmente utili (uso razionale
dell'energia e beni comuni) che crea relazioni e fiducia nelle comunità e quindi scambi: economia
reale.
La scelta di ripristinare la sovranità monetaria, e quindi riavere una politica economica e industriale
nazionale lascia intendere che sia implicito un ragionamento politico: L'Italia, per tutelare l'interesse
pubblico ed i beni dei cittadini, dovrebbe rescindere il vincolo del Trattato di Lisbona. Altri Paesi
dell'UE non usano l'euro (Gran Bretagna), com'è noto, e perseguono una politica nazionale. La
Germania ha un'economia e un tessuto industriale profondamente diverso dal nostro e sfrutta il
potere del cambio fisso: l'euro, per conservare la propria crescita. In questi anni di euro, rimanendo
nei vincoli dell'UE, sta accadendo che la condizione economica degli italiani somiglia sempre più a
42
quella dei paesi in "via di sviluppo", i danni maggiori si vedono per i ceti meno abbienti. Secondo
l'Istat, nel 2011, 38 italiani su 100 non riescono ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro.
134


Come abbiamo visto dai fatti, gli studi economici ortodossi proposti nelle accademie non sempre
aiutano a comprendere seriamente ed eticamente la realtà circa i disagi attuali e la società odierna,
anzi, possono rappresentare un ostacolo, o una maschera per nascondere comportamenti immorali,
illeciti e reati. Possiamo asserire con una certa sicurezza che la soluzione della crisi non potrà esser
proposta dagli economisti ortodossi dato che questi ultimi sono gli ideatori di modelli finanziari
immorali sorti in alcuni think tank anglo-americani (Mont Pelerin Society
135
). Oggi è molto
influente il gruppo dei trenta
136

. Saranno i cittadini consapevoli e responsabili a proporre soluzioni
alternative, com’è successo in Islanda, grazie ad un artista ed alle manifestazioni, e come sembra
esser proposto in Grecia solo dopo il default, e le manifestazioni contro le assurde proposte del FMI.
Proposte di ristrutturazione del debito, per la Grecia, così assurde che sono state persino riviste,
proprio dal FMI stesso. L’Argentina, invece, rappresenta un esempio di distruzione calata dall’alto –
Fondo monetario e Banca mondiale – che ha fatto risvegliare le persone solo dopo il danno prodotto
dai sicari dell’economia. Il risveglio è partito anche da alcuni Governi, come l'Ecuador di Correa
uscito dal sistema bancario internazionale sfruttando il principio giuridico del "debito odioso". Il
modelli alternativi all'economia del debito esistono e stanno dimostrando di essere sistemi migliori
della religione neoliberista.
Un esempio? Sarebbe sufficiente adottare la politica delle risorse, cioè un approccio razionale ed
olistico al sistema del controllo delle risorse naturali e dei beni comuni affinché chiunque volesse
farlo possa fruire correttamente di energia, acqua, cibo e internet (accesso alla conoscenza). Per fare
questo è doveroso ribaltare il paradigma culturale, uscire dal monetarismo e formare una nuova
consapevolezza scientifica.
Paesi " emergenti" e ipercapitalismo.
Pensiamoci un attimo, sul fatto che noi europei siamo disinformati ed egoisti, per non pensare di
essere anche un po’ sciocchi. Tutti i giorni, i media dedicano tempo a comunicare circa l’economia
e la crescita di Cina ed India, questo accade tutti i giorni spesso con l’uso di termini tecnici
finanziari a noi incomprensibili. Infatti l’obiettivo del potere è programmarci senza far capire cosa
accade. Nonostante ciò, credo ed auspico che tutti abbiamo compreso una cosa: Cina, India ed est
europeo, in piccola parte, producono merci per tutto il mondo, infatti, ormai potremmo azzardare
che 9 imprese su 10, europee ed americane, abbiano trasferito la produzione in quei Paesi privi di
diritti umani per i lavoratori nelle catene di produzione. In Cina, nella regione del Wandong si
concentrano le multinazionali dello sfruttamento. Secondo Amnesty International esiste una
migrazione di massa per cercare lavoro, questa manodopera viene chiamata "sottoclasse urbana"
137
.
Ad esempio un bambino di 14 anni guadagna 45 centesimi per un paio di Timerland vendute in
Europa a circa €150. Anche la Apple che produce il popolare IPad è stata denunciata di violazione
dei diritti umani, nella fabbrica di Zhengzhou
138

134

. Rubare agli altri è la maniera capitalista per
http://www.repubblica.it/economia/2012/12/10/news/istat_quasi_tre_italiani_su_dieci_sono_a_rischio_povert-
48455617/
135
La Mont Pelerin Society è un'organizzazione internazionale composta da economisti, intellettuali e uomini politici,
riuniti per promuovere il libero mercato e la «società aperta».
136
http://www.group30.org/ E' un organismo internazionale di importanti finanzieri e accademici che si propone di
approfondire la comprensione di questioni economiche e finanziarie e di esaminare le conseguenze delle decisioni prese
nel settore pubblico e privato relativi a questi temi. Il gruppo è composto da 30 membri e comprende i capi delle grandi
banche private e banche centrali, così come i membri del mondo accademico e delle istituzioni internazionali. Si
tengono due riunioni plenarie all'anno e organizza anche seminari, simposi e gruppi di studio. Ha sede a Washington,
DC.
137
http://www.amnesty.org/en/library/info/ASA17/008/2007
138
http://www.repubblica.it/economia/2012/03/29/news/foxcomm_cox-32434290/
43
diventare ricchi, così le SpA e l'élite rappresentate dal WTO creano disuguaglianze violando i diritti
umani ed anche l'UE partecipa a questa violenza senza mettere dazi a chi produce merci in maniera
immorale
139
Quanti sanno che un Paese come la Cina adotta due sistemi economici allo stesso momento?
L'ipercapitalismo e la sovranità monetaria. Tutti hanno compreso che la Cina sia un paese
capitalista, ma quanti sanno che, contemporaneamente all’uso di una borsa telematica (scambi
finanziari nel mondo), le più grandi infrastrutture energetiche vengono finanziate da fondi sovrani?
Cosa significa? I cinesi non dipendono unicamente dal sistema schiavista della Banca Mondiale e
del Fondo Monetario Internazionale perché consapevoli dello stupido sistema basato sull’invenzione
del costo di produzione hanno ben pensato di continuare ad usare “moneta locale” libera dal debito
per costruire le infrastrutture necessarie alla vita del proprio popolo senza chiedere alcun prestito al
sistema finanziario mondiale, ma per l’appunto applicando il principio di autoderminazione. I cinesi
usano sia il sistema di scommesse (borse telematiche) per sostenere le SpA, (asiatiche, europee,
americane) e sia moneta sovrana per sostenere la reale crescita del paese in investimenti più seri e
concreti come la cultura (programma di alfabetizzazione del popolo), la sanità e l’energia.
.
Ricordate, Tremonti disse a Bersani: «ma che fai stampi moneta, fai debito […] dove trovi i soldi?».
Sull’elementare principio giuridico figlio della sovranità popolare i cinesi, essendo culturalmente
indipendenti, liberi da tutti e soprattutto consapevoli, usano una moneta di proprietà cinese e si
autofinanziano tutto quello che credono sia utile alla comunità.
Oggi il sistema economico mondiale è fallito ed infatti banchieri e governi stanno pensando ad una
nuova Bretton Woods (1944) o un nuovo ordine economico mondiale. Terminata la guerra gli USA
fecero prevalere i loro interessi creando dal nulla la ricchezza. Il dollaro fu la moneta di riferimento
per scambi internazionali, ricordate? Il petrol-dollaro! Unirono una fonte energetica con un pezzo di
carta poi sganciato dall’oro (1971). Adesso questo potere è in discussione, e si dibatte di introdurre
una nuova moneta di riferimento che potrebbe essere lo Yuan cinese, ¥. Nel frattempo gli USA
hanno già pianificato un piano di riserva sostituendo il dollaro con l’AMERO (unione monetaria fra
Canada, USA e Messico). La contrapposizione sul tema è forte poiché da un lato, molti sanno che
gli indicatori (PIL) ed i riferimenti concettuali dell’attuale sistema sono immorali poiché fondati
sull’inganno e sulla menzogna a scapito dei popoli che pagano le tasse. Altri si rendono conto che:
se il petrolio, uno dei “metri di riferimento”, venisse sostituito dalle energie rinnovabili non sarà più
possibile misurare o riusare la menzogna del costo di produzione. Mentre oggi la maggioranza degli
addetti ai lavori ripete in maniera ossessiva le parole: crescita, produzione, PIL, costo ed in tanti
credono ancora a questa religione, come faranno a far pagare un costo ai sudditi (cittadini
disinformati) tramite l’uso del sole, del vento? Ricordiamoci che i concetti immorali: produzione,
PIL, costo sono vincolati ai limiti fisici della terra, alle risorse naturali in esaurimento mentre il sole
non è in esaurimento, meglio ancora, l’energia non è in esaurimento ma grazie alla conoscenza, alla
cultura essa è ampiamente disponibile senza che qualche dittatore venga a raccontarci la
sciocchezza del costo di produzione.
Per intenderci ancora meglio, semplifichiamo e schematizziamo l’attuale sistema produzione
lineare: 1. estrazione delle risorse – materia prima – 2. trasformazione e 3. vendita. Come
suggerivano Soddy e Georgescu-Roegen, quando un sistema di produzione non tiene conto
dell'entropia e la moneta viene artificialmente diffusa da regolamenti che ignorano la fisica è logico
attendersi squilibri sociali, povertà e ricchezza. Questo sistema obsoleto e inefficiente, è imposto
anche con l’uso della forza militare – accaparramento ed accumulo delle materie prime – e diffuso
con l’aiuto di borse telematiche per produrre profitti artificiosi. Le multinazionali grazie alle maglie
larghe dei sistemi fiscali non pagano tasse, o versano percentuali ridicole (globalizzazione). Gli Stati
(scuole, ospedali, ambiente, beni culturali) sono mantenuti dalle tasse dei lavoratori dipendenti,
molto meno dalle imprese, mentre le società transnazionali violando i diritti umani sprecano risorse
finite distruggendo gli ecosistemi. Queste SpA scambiano ricchezze per trasferirle nei paradisi

139
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-16/stop-dazi-prodotti-tessili-153938.shtml?uuid=AasXprsE
44
fiscali utili a pagare campagne elettorali, e sostenere le famiglie delle oligarchie partitiche (destra e
sinistra = divide et impera). Questo sistema funziona anche con la programmazione neuro
linguistica usata in tutti gli ambiti: scuola, formazione e media per scoraggiare la nascita di un
pensiero diverso da quello dominante, e quindi assistiamo all’uso costante di “autorità
universitarie”, “intellettuali politicamente corretti”, che impediscono la diffusione di strumenti,
metodi, ed indicatori diversi da quelli odierni soprattutto questi “prezzolati pensatori” impediscono
che l’etica entri a far parte della progettazione di una società normale.
Una società fondata sull’etica non comprende l’uso della menzogna e di strumenti innaturali come
le borse telematiche e/o sistemi a riserva frazionaria usati dalle attuali banche centrali, non prevede
interessi sul prestito. La ricchezza è un bene non misurabile: amore, passione e cultura sono beni
immateriali, essenziali per gli esseri umani e non quantificabili. Altri beni essenziali come l’acqua,
il cibo, i vestiti e la casa non devono essere considerati merci e, soprattutto non possono essere
oggetti di scambi-speculazioni finanziari internazionali poiché sono parte della sovranità popolare
ed indispensabili per la dignità umana, quindi non quantificabili e non devono essere sottoposti a
regimi monetari effimeri come quelli attuali. La natura adotta un sistema di produzione circolare
dove gli scarti sono risorse per altre specie. Un sistema bioeconomico contempla i rischi degli scarti
ed usa strumenti di misura analitici per quantificare i danni. Cibo, vestiti e case possono essere
misurati con la bioeconomia, ad esempio l’analisi del ciclo vita ispirato al sistema circolare della
natura tende ad evitare e sconsigliare l’uso di sistema produttivi nocivi e sostanze chimiche non bio-
compatibili. L’etica consiglia di adottare tali strategie mentre gli azionisti delle borse lo vietano per
massimizzare i profitti effimeri figli del costo di produzione e della maggiore offerta rispetto alla
domanda (consumi indotti dai media =circolo vizioso =crescita illimitata senza ragione alcuna).
Bisogna uscire dall'invenzione finanziaria poiché è concretamente inefficiente, non riconosce le
leggi della fisica e produce enormi sprechi, e vedasi la distruzione di risorse non rinnovabili. Per
entrare nella politica delle risorse bisogna monitorare le risorse locali e globali, e ci sono gli
strumenti per farlo.

A questo fine Archibugi concentra l’attenzione sul peso e sul ruolo crescente di quella che definisce
“l’economia associativa”. Economia che, in sostanza, è costituita da imprese senza scopo di lucro e
da sempre più estese forme di volontariato….
……Perciò se riuscissimo a diventare tutti più ragionevoli dovremmo puntare con maggiore
impegno sull’economia solidale. Cioè sull’economia associativa di cui scrive Archibugi. Oltre tutto
non dovrebbe essere così arduo capire che i “lavori socialmente utili” sono sempre preferibili alla
produzione di “beni e consumi inutili”.
140


Linee guida per una nuova ricerca in materia di contabilità economica
141
Da molti anni la comunità scientifica degli economisti e degli studiosi sociali in generale, è sfidata
dal problema di rendere più efficaci gli strumenti conoscitivi di contabilità economica a disposizione
(in pratica il sistema di conti nazionali – SNA - ormai standardizzato a scala internazionale) allo
scopo di tener conto anche di aspetti ed obiettivi “non economici” che vengono formulati nelle
correnti scelte e decisioni di politica, a molti livelli decisionali (nazionali, internazionali, regionali e
locali).

In altri termini, la comunità scientifica è sfidata da molti anni dal problema di “estendere” il campo
stesso della contabilità economica per tener conto simultaneamente anche di valori sociali ed
ambientali che non vengono da essa valutati e perciò registrati e contabilizzati.
Insieme a questo sforzo di allargamento, si è iniziato anche a mettere in discussione il significato
stesso di alcuni aggregati della contabilità economica, soprattutto se posti in relazione a problemi di
scelta e decisione politica.
In altri termini si è constatato come gli aggregati stessi della contabilità nazionale, in quanto
aggregati (investimenti, consumi, pil o pin, scambi con l’estero, risparmio, spesa pubblica

140
http://www.francoarchibugi.it/pdf/%5BI%5D%20Welfare-Giudizi.pdf
141
FRANCO ARCHIBUGI, programmazione socio-economica e nuova contabilità, Centro di studi e piani economici,
2007 - http://www.francoarchibugi.it/pdf/2007_06_Progr_socioecn_nuova_contabilit%C3%A0.pdf
45
complessiva, debito pubblico, etc., insomma tutte le voci classiche della contabilità, anche quella
input-output, intersettoriale e interindustriale) avessero scarso significato operativo per la politica
economica se non conosciuti attraverso le loro componenti qualitative; componenti qualitative tanto
più percepibili e valutabili quanto più la contabilità fosse appropriatamente disaggregata.
Si è fatta così largo la convinzione che la stessa costruzione statistica dell’aggregato, delle sue voci,
dovesse rispondere agli obiettivi potenziali della politica sociale ed economica. E che perciò sia la
contabilità economica tradizionale che quella di cui si cercava l’“allargamento”, dovessero trovare:
• sia l’appropriata disaggregazione
• che l’appropriato “allargamento”
in funzione di un quadro programmatico di riferimento, in funzione cioè di obiettivi di politica, sia
economici che sociali e ambientali visti in un insieme integrato, così come era domandato di fare
sempre di più ai responsabili di decisioni politiche.
[…]L’intenzione ferma tuttavia dovrebbe essere quella già detta – e che qui ripetiamo - di studiare
una opportuna configurazione di un "sistema di modelli" (cioè un insieme coordinato di modelli) che
abbia la capacità di superare la dicotomia sopra menzionata fra modelli olistici e modelli parziali-
operativi e realizzare l'auspicato "raccordo" fra essi.

“La crescita è accusata di ingarbugliare le priorità nazionali, aggravare la distribuzione dei redditi e
alterare in maniera irrimediabile l’ambiente”.
Una prima direzione di ricerca sembra quindi necessaria, ovvero modificare il quadro contabile
esistente in modo che esso assuma meglio al suo interno le evoluzione dell’economia e della
società: prima di tutto le ineguaglianze, la sicurezza, i servizi pubblici (sanità, istruzione, ecc.).
Inoltre un certo numero di fenomeni che determinano il benessere delle popolazioni non sono
misurati dal nostro quadro statistico, soprattutto quelli relativi all’ambiente (qualità dell’aria,
dell’acqua, ecc.). Una seconda direzione di ricerca consiste allora nel cercare di proporre misure
accettabili. In fine, non disponiamo davvero di indicatori della qualità della vita, anche se diversi
lavori si sono coraggiosamente dedicati a colmare la lacuna (felicità, “capacitazioni”, tempo libero,
libertà, partecipazione alla vita della propria comunità ecc.). Bisogna sviluppare e affinare questi
indicatori, vista l’importanza che riveste la misurazione del benessere al fine di formulare politiche
efficaci.
142
L’amministrazione sprecona e virtuosa.

Per avere una migliore organizzazione politica bisogna ripensare la gestione della cosa pubblica ed
introdurre la misura di indicatori, criteri e dimensioni ideali per il benessere dei cittadini, come il
BES (Benessere Equo e Sostenibile). Solo dopo aver acquisito determinate informazioni e con
l'aiuto di metodi partecipativi possiamo cominciare a co-gestire la comunità. Oltre all'adozione di
indicatori corretti bisogna sostituire le SpA (ex-municipalizzate/partecipate) che gestiscono i servizi
locali con società senza profitto ad azionariato diffuso popolare.

Ad esempio, oggi la contabilità pubblica non assegna valore ai beni comuni (acqua, energia, cibo,
internet), bisogna mutare questo approccio. Lo Stato riconosce i beni privati e i pubblici ed il lavoro
è lo "strumento intermedio" che si relaziona a tali beni. E' necessario individuare un altro ente, la
comunità, e lo Stato deve riconoscere e tutelare i beni comuni attraverso il valore d'uso sociale,
metro non monetario.
La nuova amministrazione deve individuare un regolamento per riconoscere e tutelare i beni
comuni, così la comunità potrà prendersi cura di questi beni e attraverso il lavoro renderli fruibili a
tutti in maniera razionale e compatibile con la natura, liberi dal ricatto dei mercati e dall'avidità delle
SpA.
Un'amministrazione virtuosa misura le risorse naturali e sostiene la comunità nella tutela dei beni
comuni con nuove forme di democrazia diretta e partecipativa. In questo modo le risorse naturali
vengono co-gestite dai cittadini e si riducono gli sprechi causati da obsolete logiche mercantili.


142
J EAN-PAUL FITOUSSI, ELOI LAURENT, la nuova ecologia politica, in campi del sapere, Feltrinelli, 2009 pag. 82
46
In questa semplificazione potremmo intuire dove sia il problema: i dipendenti eletti non corrotti
difficilmente destinano le risorse rispetto ai bisogni reali, perché i dipendenti non conoscono i
bisogni reali e non potranno mai conoscerli poiché privi di strumenti di democrazia diretta e
partecipativa. Nell’attuale consuetudine le corporazioni consigliano i Governi come distribuire le
tasse ed il popolo intero non riesce ad organizzare le proprie idee poiché apatico, distratto e
manipolato. Le cronache di buone pratiche amministrative hanno dimostrato che gli sprechi sono
stati notevolmente ridotti o eliminati dove esistono strumenti efficaci di vera democrazia, circa 500
città nel mondo. Le caratteristiche fondamentali sono la trasparenza e la pianificazione. Trasparenza
degli atti, come la pubblicazione di bilancio pubblico esplicato ed i documenti di spesa degli organi
esecutivi (Piano Esecutivo di Gestione). La pianificazione intesa come partecipazione popolare ai
documenti programmatici (piani pluriennali). Solo il popolo sovrano conosce le proprie esigenze e
pertanto sono inutili gli interventi tradizionali di pianificazione che coinvolgono solamente le lobby
delle associazioni di categoria. Con la partecipazione di massa si risolve anche il problema
dell'accesso al credito, poiché banchieri, industriali, politici e giornalisti a servizio delle oligarchie,
non avranno modo di orientare il prestito verso i soliti gruppi di potere, in quanto la volontà
popolare ha un'energia di influenza maggiore, cioè la volontà popolare circa i singoli argomenti
(servizi, infrastrutture, energia etc.) rappresenta un gruppo di potere più esteso.
Un’organizzazione geniale ed efficace non risolve problemi, ma li previene. Le Regioni del Sud
Brasile hanno realizzato una riforma amministrativa che consente di far emergere la reale domanda
(bisogni dei cittadini) unita all’offerta (lavoro e produzione). Il popolo sceglie le “priorità” (servizi,
costruzioni, infrastrutture …) con strumenti di democrazia e le amministrazioni applicano e
controllano, insieme a portavoce dei cittadini, i lavori da eseguire.
I referendum propositivi sono strumenti di volontà popolare che destinano risorse rispondenti ai
reali bisogni.
Ad esempio, un’amministrazione ingiusta e sprecona di danaro pubblico divide la torta delle tasse
facendo cento diviso le dieci città anche se qualcuna di queste non ha reale bisogno di quella parte.
Al contrario, un’amministrazione etica e giusta lascia che la torta sia auto-divisa rispetto ai reali
bisogni conosciuti e pervenuti con strumenti di democrazia diretta così da eliminare
l’assistenzialismo e gli sprechi, ma stimolando la reale partecipazione democratica del popolo alle
decisioni collettive (responsabilità).
Lo Stato deve solo controllare che la domanda di moneta sia corrispondente alla reale produzione di
merci, beni e servizi così da evitare l’inflazione e tagliare la moneta in eccesso per lasciare i prezzi
stabili.
Lo stesso sistema di autocontrollo democratico fatto dai cittadini consente una maggiore
consapevolezza della produzione e della spesa pubblica, e questo alimenta un circolo virtuoso di
crescita, di maturità e responsabilità collettiva, come sta avvenendo ed accade nei territori dotati di
strumenti di vera democrazia.
Infatti dove esistono ambiti democratici, il singolo individuo può esprimere la propria opinione e
condividere la conoscenza gratuitamente, chi ascolta cresce e può comparare le opinioni divergenti,
può fare ricerche e comprendere errori, incomprensioni e cattiva fede. In assenza di tali metodi e
strumenti, i cittadini sono oppressi da scelte sbagliate dei dipendenti eletti.

Bisogna cambiare paradigma culturale e far amministrare gli Enti a esseri umani e quindi anche a
fisici, matematici, filosofi e biologi perché oggi il male è rappresentato proprio dai manager che non
hanno cultura umana essi “pensano” solo in termini di entrate ed uscite, e credono che l’efficienza
sia intesa come maggiore profitto. Secondo la religione dei manager l’azienda che non funziona
potrebbe funzionare meglio se il Consiglio d’amministrazione fosse stimolato coi premi, incentivi
(soldi), l’economista non riconosce i diritti umani ma i soldi. Il problema è culturale, la cosa
pubblica non può essere amministrata da persone che non hanno cultura ecologica, perché i manager
sono stati psico-programmati per diffondere la disumanizzazione mentre agronomi, biologici,
47
matematici, fisici e filosofi sono stati programmati per diffondere umanità. La società deve essere
amministrata dagli esseri umani. L’agricoltore produce vita, l’economista mangia carta.

Un amministratore dovrebbe tener conto di questo: “nei sistemi naturali sani e prosperi è chi si
adatta a viver meglio. L’adattamento implica un rapporto di interdipendenza tra l’essere vivente,
l’energia e i materiali del luogo in cui si trova a vivere”
143
Invece, il manager pensa prioritariamente in termini materialistici e monetari e tale pensiero oggi è
parte integrante dell’amministrazione pubblica, come ci insegna Latouche
. Questo ragionamento di buon senso
poggia sulla consapevolezza di chi siamo, esseri umani.
144

, l’economia e la
moneta sono invenzioni e pertanto possiamo cambiarle tornando anche a rileggere i consigli di
Aristotele che parla di economia per autoconsumo.
Maurizio Pallante, co-fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, : «una coppia di genitori
che, invece di dedicare tutto il proprio tempo lavorativo alla produzione di merci per avere il denaro
necessario a pagare degli estranei che si prendano cura dei propri figli, ne impegna una parte per
seguirli in prima persona, contribuisce a far decrescere il pil riducendo la propria dipendenza dalla
mercificazione e così facendo migliora la qualità della propria vita familiare: ha un reddito
monetario inferiore ma risponde in modo più adeguato a un bisogno essenziale per la serenità dei
figli e li mette in condizione di trasmettere nelle loro relazioni sociali l’empatia che hanno
sperimentato in famiglia. Contribuisce a migliorare il loro benessere individuale e il benessere
sociale. Il prodotto interno lordo non è un indicatore insufficiente, è un indicatore sbagliato per
misurare il progresso sociale e il benessere. Ogni volta che applicando tecnologie più evolute si
aumenta l’efficienza con cui si utilizzano le risorse, si riducono gli sprechi e si allunga la durata
degli oggetti, i miglioramenti della qualità della vita che si ottengono comportano una decrescita del
pil. Altri miglioramenti derivanti da una decrescita del pil si ottengono sostituendo l’acquisto di
alcune merci con l’uso di beni autoprodotti per autoconsumo ogni volta che sia più vantaggioso in
termini economici e ambientali. In termini generali, nei paesi industrializzati molti miglioramenti
del benessere si possono ottenere esclusivamente con una decrescita selettiva del pil, mentre nei
paesi poveri, impropriamente definiti sottosviluppati, molti miglioramenti del benessere si possono
ottenere solo se si evita di far crescere il PIL mercificando la produzione agricola e si valorizza
l’agricoltura di sussistenza. Una scelta di questo genere apporterebbe, del resto, miglioramenti alla
qualità della vita anche nei paesi industrializzati. […] I sette bisogni irrinunciabili dei bambini
individuati dai due pediatri sono: 1. Il bisogno di sviluppare costanti relazioni di accudimento; 2. Il
bisogno di protezione fisica e sicurezza; 3. Il bisogno di esperienze modellate sulle differenze
individuali; 4. Il bisogno di esperienze appropriate al grado di sviluppo; 5. Il bisogno di definire dei
limiti, di fornire una struttura e delle aspettative; 6. Il bisogno di comunità stabili e di supporto, e di
continuità culturale; 7. Salvaguardare il futuro (di tutti i bambini del mondo, cioè salvaguardare la
loro possibilità di sopravvivere e dare alla luce nuove generazioni, ndr.). […] Se si ritiene che il
benessere dei bambini dalla vita intrauterina ai 3 anni sia un buon indicatore di riferimento per
valutare il benessere e il progresso sociale, se si ritiene che i sette bisogni irrinunciabili dei bambini
indicati da Brazelton e Greenspan costituiscano validi indicatori del benessere dei bambini e si
adottano adeguate misure legislative per consentire ai genitori di dedicare la maggior parte del loro
tempo e delle loro energie a soddisfare quei bisogni, si riduce inevitabilmente il tempo che essi
possono dedicare alla produzione di merci. Per migliorare il benessere dei bambini e dei genitori,
per migliorare il benessere sociale derivante dal benessere delle famiglie, occorre ridurre il tempo
che si dedica alla produzione di merci e aumentare il tempo che si dedica alle relazioni umane.




143
WILLIAM MCDONOUGH, MICHAEL BRAUNGART, dalla culla alla culla, Blu edizioni 2003, pag. 116
144
SERGE LATOUCHE, l’invenzione dell’economia, Arianna editrice
48
Scheda tecnica, Moneta e moltiplicatore monetario Corso di Economia Politica -
MACROECONOMIA - (lezione n. 10)
fonte:
http://www.studiamo.it/dispense/economia_politica/introduzione_economia_politica/moltiplic
atore.php
In questa lezione si vedranno le caratteristiche della Domanda e dell’Offerta di moneta, compreso l’importante
meccanismo del “moltiplicatore monetario” in grado di amplificare gli interventi di Politica Monetaria (PM). Si
studieranno pure, conseguentemente, le modalità con cui gli impulsi di PM si trasmettono a tutto il sistema economico.

Definizione di moneta
La moneta (M) ha molteplici funzioni:
1) Unità di conto, perché è il metro di misura del valore dei beni;
2) Riserva di valore, perché permette di conservare e trasferire nel tempo la ricchezza;
3) Mezzo di pagamento, perché è utilizzata come strumento di intermediazione negli scambi.
Quest’ultima funzione è sicuramente la più importante e qualificante.
Da un punto di vista economico la M svolge un compito fondamentale, perché essa, essendo utilizzata in tutti i mercati del
sistema, permette il collegamento dell’intero circuito economico e di conseguenza ha l’imprescindibile ruolo di mezzo di
trasmissione degli impulsi di Politica Monetaria (PM). Infatti, è attraverso l’offerta di M che la Banca Centrale (BC) attua
le sue politiche monetarie espansive o restrittive.
Un modello di circuito monetario, con il quale si trasmettono al sistema economico gli impulsi di PM, è il seguente:


La moneta è così fondamentale in economia politica che
alcune scuole di pensiero hanno incentrato la loro visione
economica proprio sulla moneta, come i monetaristi
Passiamo ora alla definizione (anzi, alle definizioni) di
moneta.
Un primo importante concetto è quello di base
monetaria. Esso è essenziale per comprendere, nel
successivo paragrafo, l’intervento della Banca Centrale nel
sistema economico.
La base monetaria (BM) è uguale alla somma della moneta
in circolazione più la moneta utilizzata dalle banche come
riserva, per far fronte ai prelevamenti dei depositanti.

BM = circolante + riserve bancarie

Ora passiamo alle definizioni statistiche dell’offerta di
moneta in Italia.
L’offerta di moneta, cioè lo stock di moneta in Italia, è
misurabile mediante l’utilizzo di 3 grandezze:
· M1 = circolante + C/C
oltre alla moneta in circolazione, l’offerta di moneta M1
comprende tutti i C/C bancari e postali;
· M2 = M1 + DR + CD
essa identifica lo stock di moneta aggiungendo alla
componente M1 i depositi a risparmio (DR) ed i certificati
di deposito (CD) bancari e postali;
· M3 = M2 + titoli pubblici a breve termine (p. es. BOT)
la liquidità (M3) è definita (nel rispetto di un’armonizzazione comunitaria) aggiungendo a M2 i titoli pubblici a
breve, come i BOT, che sono quindi anch’essi considerati mezzo di pagamento.

E’ da notare che qualsiasi aggregato si utilizzi per definire lo stock di moneta esistente, esso non può prescindere
dall’esistenza del sistema bancario, per la presenza di C/C e DR.

Il moltiplicatore monetario
Abbiamo detto che la Banca Centrale influenza l’economia di un paese, attraverso l’attuazione della Politica Monetaria, la
quale può essere espansiva (e quindi: + PIL, + occupazione, + consumi, ma anche + inflazione) o restrittiva (e quindi: -
PIL, - occupazione, - consumi, ma anche – inflazione).
Vedremo adesso come si attua, in concreto, questa Politica Monetaria ed il ruolo fondamentale che svolge il sistema
bancario per trasferire nel sistema gli impulsi monetari provenienti dalla Banca Centrale.
In particolare, vedremo che il sistema bancario amplifica la portata della Politica Monetaria attuata, perché moltiplica la
quantità di moneta emessa o eliminata dalla Banca Centrale.
Innanzitutto diciamo che la Banca Centrale ad avere competenza in materia è attualmente quella europea (la BCE). Essa
ha vari strumenti per aumentare o diminuire lo stock di moneta del sistema economico:
· la manovra del TUR (Tasso Ufficiale di Riferimento, erede del vecchio saggio ufficiale di sconto utilizzato per
il risconto di portafoglio alle banche);
· le operazioni su iniziativa delle controparti;

49
· la variazione della riserva obbligatoria
· le operazioni di mercato aperto (cioè in Borsa).

Di questi strumenti, il primo (il TUR) ha un certo potere di “messaggio” agli operatori circa l’andamento dell’economia, il
secondo (le operazioni su iniziativa delle controparti) non è di grande rilievo quantitativo ed il terzo (la variazione della
riserva obbligatoria) non è più realizzato da molti anni ed esiste solo sui libri di economia.
Sono solo le operazioni di mercato aperto a costituire il vero mezzo attraverso cui la Banca Centrale svolge il suo compito
di soggetto decisionale di Politica Monetaria.

Con le operazioni di mercato aperto la Banca Centrale acquista o vende titoli di Stato nel mercato aperto (cioè in Borsa),
in modo da aumentare (quando acquista) lo stock di moneta o diminuire (quando vende) l’offerta di moneta.
Ciò è evidente se si pensa che, acquistando titoli, la Banca Centrale immette moneta in circolazione (la moneta
corrispondente al prezzo dei titoli acquistati), mentre, vendendo titoli, rastrella la moneta in circolazione (che è sostituita
dai titoli comprati dagli operatori di Borsa).
Questa iniziale variazione della Base Monetaria è già essa stessa una variazione di M2, ma non finisce qui, perché, alla
fine del processo, M2 varia molto di più della variazione iniziale di Base Monetaria, conseguenza, quest’ultima,
dell’operazione in Borsa della Banca Centrale.
Infatti, ipotizzando un aumento di Base Monetaria, la nuova moneta in circolazione è in parte depositata in banca dagli
operatori che l’hanno incassata, sotto forma di C/C o DR. Le banche che ricevono questi depositi non terranno
immobilizzati tutti i soldi versati, ma li utilizzeranno per concedere prestiti e finanziamenti. A loro volta, i beneficiari dei
finanziamenti faranno dei pagamenti con i fondi ottenuti in prestito e questi fondi saranno depositati, in parte, presso le
banche di cui i prenditori delle somme sono clienti. Queste ultime banche utilizzeranno, di nuovo, le somme versate sui
depositi dai loro clienti per fare altri prestiti e così via.
Il processo appena descritto prende il nome di moltiplicatore monetario, perché, attraverso le banche, la quantità di
moneta di un paese aumenta molto di più dell’iniziale aumento di Base Monetaria, operato dalla Banca Centrale.
Lo stesso avviene in caso di diminuzione di Base Monetaria (vendita di titoli in Borsa): lo stock di M2 diminuisce molto di
più dell’originaria diminuzione di Base Monetaria.

Il moltiplicatore monetario è influenzato da 2 valori:
· Moneta, che il pubblico detiene liquida e non versa in banca;
· Riserve bancarie, cioè la moneta che la banca detiene per far fronte ai prelevamenti dei depositanti e che, quindi,
non è data in prestito. Esse si distinguono in 2 componenti:
o riserva obbligatoria – che le banche devono detenere per legge, in percentuale dei depositi;
o riserva libera o facoltativa – che è l’ulteriore riserva che le banche preferiscono detenere per evitare spiacevoli
sorprese, quali le richieste di rimborso dei depositi per importi ingenti.

Se indichiamo con RB la % di riserva obbligatoria, con RL la % di riserva libera e con C (=circolante/depositi) la % di
moneta detenuta dalla collettività in forma liquida rispetto alla moneta depositata, avremo la seguente formula del
moltiplicatore monetario (MP):

MP = (100 + C) / (RB + RL + C)
Per cui:
variazione stock di M = variazione Base Monetaria x MP

Esempio: se C=20, RB=10, RL=5
Una diminuzione di BM di 100 milioni (vendita di titoli in Borsa da parte della BC) comporterebbe una restrizione della
Moneta nel paese di circa 343 milioni = 100 milioni x 3,43 (moltiplicatore).

L’amplificazione operata dal moltiplicatore monetario ci fa capire quanto sia importante l’attuazione di un’adeguata
Politica Monetaria, in un senso o nell’altro.
Prima di concludere, un’ultima considerazione.
La politica della Banca Centrale, oltre ad essere decisiva per la Politica Monetaria di un paese, può avere riflessi anche
sulla Politica Fiscale (PF) attuata dal governo centrale.
Infatti, il disavanzo o deficit pubblico, che è dato dalla differenza positiva fra le Spese e le Entrate dello Stato, può
essere finanziato in 2 modi:
· attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico (BOT), ma in questo modo aumenta il debito dello Stato verso i
cittadini, misurato appunto dalla quantità di debito pubblico, cioè di titoli da rimborsare più gli interessi (il debito
pubblico è generalmente misurato, non in assoluto, ma in percentuale sul PIL);
· attraverso l’emissione di moneta, con la quale la Banca Centrale finanzia il disavanzo dello Stato.

E’ chiaro che in quest’ultimo caso ci sono evidenti conseguenze sul sistema economico, in termini di trasmissione degli
impulsi monetari, accentuati dal moltiplicatore.

Mercato della Moneta e Investimenti
Vedremo, nella prossima lezione, in quale modo la Politica Monetaria della Banca Centrale è utilizzata per indirizzare
l’economia di un paese verso l’espansione o verso il contenimento (in quest’ultimo caso, generalmente, per problemi
legati all’inflazione).
50
Ma già adesso ci deve essere chiaro che il passaggio degli stimoli di politica economica, dal mercato monetario al mercato
reale (produzione, prezzi, ecc...), avviene attraverso gli investimenti (cioè la domanda di beni destinati alla produzione,
come le macchine).
Vediamo perché.
Prendiamo la figura seguente, raffigurante l’equilibrio nel mercato della moneta, con il valore d’equilibrio del tasso
d’interesse i*, corrispondente al punto E.


Nella figura l’offerta di M* è rigida (asse verticale) ed è
stabilita dalla Banca d’Italia.
Quest’ultima può variare la quantità di moneta offerta,
modificando la Base Monetaria, p.es. con un’operazione di
mercato aperto, instaurando cioè il processo visto nel
paragrafo precedente.
Il risultato di un aumento della BM, potrebbe essere, per
ipotesi, la quantità offerta M, più grande della precedente,
dove il nuovo stock di moneta è il risultato dell’azione del
moltiplicatore monetario. Pertanto, la maggiore offerta di
moneta determina una riduzione del tasso (da i* a i’,
corrispondente al nuovo punto di equilibrio E’).

Invece, la domanda di moneta proveniente dalla
collettività richiede qualche spiegazione.
Secondo la teoria economica la domanda di moneta di un
individuo è la risultante di 3 motivazioni:
· Domanda transazionale. E’ la domanda di
moneta legata alla necessità di avere una certa
liquidità per compiere le normali transazioni quotidiane,
cioè gli acquisti desiderati. Essa è direttamente
proporzionale al reddito, perché è plausibile ipotizzare che
l’aumento del reddito disponibile comporti una maggiore
spesa in beni di consumo. Per cui Dm = k(reddito), dove
Dm è la domanda transazionale e k è una costante
positiva.
· Domanda precauzionale. E’ la domanda di moneta legata agli acquisti eccezionali, che potrebbero sorgere
all’improvviso ed inaspettatamente. Anch’essa è legata in maniera diretta al reddito.
· Domanda speculativa. Questa è la domanda di moneta dovuta alla necessità di detenere sempre in portafoglio
una certa somma, da utilizzare qualora diventi appetibile acquistare un titolo particolarmente fruttifero d’interessi.
In altre parole, s’ipotizza che un individuo medio detenga una somma di denaro sempre pronta ad essere investita in
speculazioni, nel caso in cui l’interesse di un titolo di credito diventi vantaggioso. In questo movente la domanda di
moneta è in relazione inversa col tasso d’interesse (i), perché maggiore è il tasso d’interesse, maggiore sarà l’acquisto
speculativo di titoli e, di conseguenza, minore sarà la liquidità tenuta in tasca (la domanda speculativa di moneta). In
formula matematica: Ds = - k(i), cioè la domanda speculativa Ds è inversamente proporzionale al tasso d’interesse
(i), che rappresenta per la persona un costo-opportunità.










51
Scheda tecnica, immaginare il cambiamento
145


La mente è composta di due parti: la parte conscia e la mente inconscia. La prima analizza, critica e pensa in
modo logico per tutto il giorno. Si trova là, dove va la nostra attenzione. La seconda controlla le funzioni
biologiche, dal battito del cuore al respiro. E’ il luogo in cui sono immagazzinati i ricordi in cui risiedono
saggezza, creatività e la capacità di risolvere i problemi in modo creativo. Quando dormi, la mente conscia si
riposa, senza fare molto altro. L’inconscio, invece, lavora incessantemente, ti fa sognare e porta avanti il
processo di elaborazione di ciò che ti è accaduto durante il giorno.
Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni
che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove
abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.
Nella maggior parte dei casi, sono proprio le convinzioni a trasformare un problema in una prigione da cui
non si riesce più a evadere.
Per rendere possibile un qualsiasi cambiamento, è necessario cambiare le proprie convinzioni e costruirne di
nuove: convinzioni che aiutino a mantenere il cambiamento nel futuro. Dobbiamo prima scoprire come le
rappresentiamo nella nostra mente. (RICHARD BANDLER, vivi la vita che desideri vivere con la PNL,
Alessio Roberti editore 2009)

Fino ad oggi abbiamo subito una lenta e progressiva “invasione mentale” di non valori propagandati tutti
giorni in ogni ambito della società: scuola, università, media, politica. Sono solo tre gli strumenti che hanno
usato: misurare la ricchezza con indicatori fuorvianti: il PIL, la moneta debito e il petrolio, usare il
linguaggio per psico-programmarci al nichilismo e la televisione come ordigno di distrazione e
incentivo all’inutile consumismo compulsivo.
La nostra società è ingabbiata da una serie di credenze (istituzioni monetarie, religiose e politiche) che ci
obbligano a stare in un piano dove le persone sono oppresse da paure indotte e appunto false credenze.


Noi siamo i punti che sono all’interno di questo piano insieme alle nostre credenze e li rimarremo a meno ché
non facciamo un salto.


Una migliore valutazione circa la qualità della vita tiene conto, innanzitutto, dei consumi reali e del reddito in
vista di una sostenibilità economica e bisogna creare riserve di capitale fisico, naturale, umano e sociale
attribuendo dei valori corretti. Dunque, al centro della valutazione ci sono le famiglie monitorando anche i
servizi forniti dallo Stato, come l’assistenza sanitaria e i servizi educativi. Le informazioni sul reddito, sul
consumo e sulla ricchezza dovrebbero essere collegate fra loro ottenendo un’idea sul livello di vita delle
famiglie con riferimento alle diverse dimensioni degli standard materiali di vita: il reddito, il consumo e la
ricchezza. Infatti, può accadere che un nucleo familiare dal reddito basso che possiede una ricchezza
superiore alla media non ha necessariamente un livello di vita inferiore a quello di un nucleo familiare al

145
Giuseppe Carpentieri, http://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/06/14/immaginare-il-cambiamento/ 14 giugno
2011
52
reddito medio che non possiede alcuna ricchezza. In fine, i servizi che in passato venivano svolti da membri
della famiglia oggi vengono acquistati sul mercato; i servizi autoprodotti non sono considerati nelle
misurazioni ufficiali del reddito e della produzione.

Ecco, invece, alcuni indicatori per misurare la qualità della vita:
a) Salute, valutazione sulla mortalità e la morbilità e il rischio
b) Istruzione, misurare le competenze e le abilità intese come capacità personali
c) Attività personali: il modo in cui le persone impiegano il proprio tempo e la natura delle loro
attività personali incidono sulla qualità della vita, indipendentemente dal guadagno generato.
Inoltre misurare:
il lavoro retribuito e la qualità del lavoro
lavoro domestico non retribuito, fare acquisti e prendersi cura dei figli
Attività personali prese in considerazione: camminare, fare l’amore, l’esercizio fisico, giocare, leggere
(non per lavoro), mangiare, pregare, guardare la TV, riposarsi, cucinare, parlare (non per lavoro),
prendersi cura del proprio corpo, altro, lavori domestici, dormire, altri viaggi/spostamenti, fare
acquisti, usare il computer (non per lavoro), prendersi cura dei figli, compiere spostamenti da/verso
il lavoro, lavorare
d) Peso politico e governance: capacità di partecipare come cittadini a tutti gli effetti, di avere
voce in capitolo nella definizione delle politiche
e) Rapporti sociali: i rapporti sociali incidono positivamente sulla qualità della vita sotto vari
aspetti. (associazionismo, network di persone, sicurezza, protezione, sviluppo di scambi, attività
economiche)
f) Condizioni ambientali
g) Insicurezza economica

Possiamo ribaltare il sistema di potere piramidale partendo dal cambio di paradigma culturale.
Partiamo dai noi stessi e rispetto alle convinzioni che ci hanno indottrinato prendiamo bene la mira per
progettare una società umana. Come preannunciato dai nuovi indicatori possiamo sviluppare maggiore
autostima collettiva partendo dai rapporti sociali e dalla costruzione di nuove reti sociali che possono farci
attingere a nuove conoscenze e nuovi stili di vita in armonia con la natura proponendo modelli
virtuosi.

Liberandoci dalla condizione psicologica della moneta debito figlia dell’usurpazione della sovranità
monetaria e inventata per schiavizzare i popoli potremmo subito riappropriarci di una risorsa determinante:
il tempo. Dobbiamo avere maggiore tempo libero da dedicare alle attività umane creative e ai
rapporti sociali, determinanti per l’educazione civica e per stabilire nuovi affetti o conservare quelli
presenti.
Una società normale e tecnologicamente intelligente può usufruire delle comodità che la tecnica presenta:
uso razionale dell’energia e investire il tempo recuperato in attività umane soddisfacenti in linea con
l’etica e coi bisogni primari.

Agendo direttamente in ambito locale possiamo progettare la comunità che desideriamo, numerosi gruppi
sono riusciti a svincolarsi dal ricatto del lavoro e della moneta debito realizzando comunità efficienti
partendo proprio dai valori umani e riconoscendo l’importanza di fare squadra, sviluppando la resilienza,
uniti da esigenze comuni: vivere in armonia e serenità e non condizionati dalle SpA.
Questi esempi sono sparsi in tutto il mondo e poco dibattuti dai media per evitare una contaminazione
virtuosa che possa risvegliare l’autoderminazione dei popoli. La crisi finanziaria, invece, ha risvegliato molti
popoli (Islanda, Irlanda, Grecia, Spagna – PIIGS) sul tema della moneta e sulla reale capacità delle banche
private nel condurre l’economia degli Stati.
Molte comunità stanno chiedendo agli Stati di applicare tutte le sovranità affinché i diritti non siamo più
marginalizzati come, purtroppo sta accadendo in Italia e in tutto l’Occidente ed anche nel resto del mondo
dove i diritti umani sono abitualmente violati per sostenere un’obsoleta produzione finalizzata alla
crescita per la crescita per scopi puramente monetari, insomma nulla di etico e di intelligente.

Ricordiamo: “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far
manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste
nello sviluppar e nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare i l cervello
come noi desider iamo.“




53
Questo è un breve elenco che mostra le “frequentazioni” dei Presidenti del Consiglio dei Ministri e
dei Ministri che predispongono la legge finanziaria, cioè il Bilancio dello Stato poi approvato dal
Parlamento. Frequentare le riunioni di questi gruppi non è certamente un illecito o un reato, ma è
etico tenere la stampa fuori (club Bilderberg) da questi incontri? E’ democratico? La Costituzione
italiana vieta le associazioni segrete, e come vanno giudicati i politici italiani che hanno frequentato
il club Bilderberg? La domanda sorge spontanea: quanto incidono le organizzazioni sovranazionali
sull’economia degli italiani? I parlamentari amministrano senza vincolo di mandato, e se le volontà
dei frequentatori di tali incontri fossero vincolanti? Perché i media italiani non indagano su questi
gruppi èlitari? Le intenzioni di questi gruppi, i temi discussi si tramutano in leggi, norme? E quali
sono i loro effetti?

54
Bolle e balle: finanza.

“Questa crisi non è stata un incidente, è stata causata da
un’industria fuori controllo. Fin dagli anni ’80 la crescita del
settore finanziario statunitense ha portato a una serie di crisi [...]
mentre l’industria si è arricchita sempre di più.”
(dal film Inside job, di Charles Ferguson)


Nel 1998 un signore di nome Sandy Weill, sconosciuto ai cittadini italiani, riuscì a far cambiare una
legge americana per introdurre il Gramm-Leach-Bliley Act del 1999 sostenuto prima da un senatore
repubblicano, Gramm, che ricevette sostanziosi aiuti dal settore finanziario. La legge ebbe sostegni
politici anche dal democratico Rubin, già co-chairman di Goldman Sachs. La norma consentì la
nascita di Citigroup col fine di estendere le proprie attività finanziarie che precedentemente
costituivano illeciti. Questa storia insegna come sia stato facile far nascere le regole che hanno fatto
crescere l'industria finanziaria, quell'industria che ha distrutto migliaia di posti di lavoro per l'avidità
di pochi individui. La deregolamentazione ha consentito la diffusione di strumenti come le auction
rate securities che svolgono la stessa funzione del credito ordinario senza essere assoggettate alle
regole tradizionali, sono gli strumenti usati anche dalla Lehman Brothers. La recessione che stiamo
vivendo nasce, cresce e si sviluppa per l'effetto di questa deregolamentazione finanziaria che ha
consentito di truffare risparmiatori e investitori per accentrare ricchezze nelle mani di pochi. Nel
2007 il "sistema bancario ombra"
146

diventa molto più grande e pesante del sistema tradizionale, e
condiziona le scelte politiche globali e nazionali.
Senza alcun precedente nella storia repubblicana accade un evento straordinario: il Presidente del
Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, decide di dimettersi ed il Capo dello Stato, Giorgio
Napolitano, nomina primo ministro il referente europeo della Commissione Trilaterale, Mario
Monti, il 16 novembre 2011. Questo evento politico, senza precedenti, accade perché un indicatore
finanziario, lo spread, sembrerebbe dire che lo Stato italiano rischia una irreversibile crisi
finanziaria (terrorismo mediatico).
Un premier nominato da una maggioranza parlamentare viene sostituito da un indicatore
finanziario?! Tali comportamenti violano palesemente i principi delle democrazie rappresentative e
ricordano sempre più le regole dei feudi medioevali, ove i sovrani nominavano persone di propria
fiducia rispetto alle esigenze particolari delle oligarchie.

Successivamente le scelte politiche del Governo Monti
147
saranno in totale coerenza con la religione
neoliberista dei think tank americani, e non poteva essere altrimenti visto che lo stesso Monti è stato
psico programmato per questi obiettivi: meno Stato sociale, maggiori e migliori privatizzazioni a
favore delle SpA e riduzione della democrazia a favore del progetto europeo (accentrare poteri e
governo unico mondiale)
148

146

. Il 6 dicembre 2012 il centro destra decide di togliere la fiducia politica
http://en.wikipedia.org/wiki/Shadow_banking_system
147
Il Governo Monti riceve la fiducia della maggioranza delle forze politiche parlamentari: da PD, PDL, Idv, FLI,
Radicali italiani, Mpa, Fareitalia, SVP, Liberal democratici, Noi Sud, PSI, UV,PID, Forza del Sud
148
Ecco un altro esempio di come funzioni la truffa a danno di tutti i cittadini italiani, Il Governo emana il decreto 9
ottobre 2008 N.155 salva banche scambiando carta straccia con le ricchezze dello Stato. La pessima gestione del credito
fatta dai privati di BankItalia, Mario Draghi in testa, per mezzo di strumenti finanziari viene premiata dai camerieri dei
banchieri ed ecco la norma ad hoc per salvarli: Garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane
55
al Governo Monti, e pertanto si prospettano elezioni politiche con un paio di mesi in anticipo
(febbraio) rispetto alla naturale scadenza del mandato, prevista ad aprile 2013. Le scelte politiche
degli italiani determinano un terremoto politico poiché il MoVimento 5 stelle diventa il primo
partito alla Camera dei Deputati, e la coalizione di centro sinistra, data sempre in vantaggio, non
raggiunge la maggioranza al Senato. Il voto dei cittadini mostra una instabilità di Governo.

In pochi anni accade un altro evento straordinario, per la prima volta nella storia repubblicana il
Parlamento rielegge lo stesso Presidente uscente, Giorgio Napolitano. Il partito Democratico
insieme al partito di Silvio Berlusconi, PDL, e la lista, Scelta Civica, dell'ex premier Monti formano
una nuova coalizione a sostegno del nuovo Governo presieduto da Enrico Letta. Nella sostanza a
seguito del voto di febbraio la volontà degli elettori è stata tradita poiché la coalizione che ha
ricevuto il premio di maggioranza non esiste più, i partiti che si sono dichiarati battaglia in
campagna elettorale, PD e PDL, si sono uniti con Scelta Civica, mentre il primo partito alla Camera,
il MoVimento 5 stelle, ha deciso di ricoprire il ruolo dell'opposizione politica con Sinistra Ecologia
e Libertà, e Lega Nord.
Il 27 novembre 2013 a seguito del terzo grado di giudizio che conferma la condanna, decade il
senatore Silvio Berlusconi, giorni prima egli da nuovamente vista a Forza Italia, mentre altri
parlamentari dell'ex PDL fanno nascere il Nuovo Centro Destra che sostiene il Governo Letta. In
continuità col Governo Monti e per soddisfare l'élite liberista Letta nomina Carlo Cottarelli, uomo
del FMI, nel ruolo di commissario alla spending review e tagliare la spesa pubblica.

In questo clima di confusione politica condizionata dalla finanza ricordiamo che la Corte dei Conti
stima che le tre agenzie di rating americane, Fitch, Moodys e S&P, nel dare valutazioni errate o
forzate circa il debito italiano avrebbero prodotto un danno di circa 120 miliardi di euro.
149
Su
questo aspetto indaga la Procura di Trani con l'accusa di manipolazione del mercato azionario e
delle merci con giudizi falsati
150

,
Hans Magnus Enzensberger: «Da un bel po' di tempo in qua, i paesi europei non sono più governati
da istituzioni legittimamente democratiche. Ma da tutta una serie di sigle che ne hanno preso il
posto. Sono sigle come Efsf, Efsm, Bce, Eba o Fmi che ormai determinano qui in Europa il corso
degli eventi. [...] L'espropriazione politica dei cittadini europei ha in tal modo oggi raggiunto il suo
apice. Il processo di espropriazione è invero iniziato molto prima, al più tardi con l'introduzione
dell'euro. Questa valuta comune è il risultato di un mercimonio politico che con la massima
scioltezza, si è sbarazzato di tutti i criteri e presupposti economici. [...] Come ai tempi dei vecchi
regimi coloniali, questi burocrati si chiamano Governatori e, allo stesso titolo dei Direttori delle
banche centrali, non sono affatto obbligati a giustificare davanti alla pubblica opinione le loro
decisioni. Al contrario, loro sono espressamente vincolati al segreto. Ciò che ricorda molto il
principio dell'omertà, ossia quel codice d'onore a cui la mafia ubbidisce. I nostri "Padrini" europei
sono quindi oggi politici sottratti ad ogni controllo giuridico e ad ogni istanza legale. Anzi, godono
ormai di un privilegio che non spetta neanche a un boss della camorra: e cioè, l'assoluta immunità
giuridica (così almeno è scritto negli articoli 32 bis 35 del Trattato-Esm)» (in L'Espresso, 30 agosto

( Nicoletta Cottone, L'abc del decreto salva banche,
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/10/abc-decreto-salva-
liquidita.shtml?uuid=aebf39ee-99d2-11dd-8785-67fee42ff026&DocRulesView=Libero):
il ministero dell'Economia viene autorizzato a concedere, fino al 31 dicembre 2009, la garanzia dello Stato, a condizioni
di mercato, sulle passività delle banche italiane, con scadenza fino a 5 anni e di emissione successiva all'entrata in
vigore del decreto legge 157/2008, avvenuta il 13 ottobre 2008.
149
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00673508&part=doc_dc-
allegatob_ab&parse=no
150

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/08/20/news/trani_tre_indagati_per_l_inchiesta_fitch_l_accusa_manipolazione_d
ei_mercati-41241627/
56
2012, pag.34). Norberto Bobbio spiegò
151
egregiamente come la concentrazione dei capitali potesse
creare forme degenerate delle democrazia rappresentative: la videocrazia è conseguente alla
crescente manipolazione a livello mondiale e nazionalizzazione dell’informazione, la plutocrazia è
determinata dalla concentrazione del potere politico nelle mani di pochi detentori di smisurate
ricchezze personali e la cleptocrazia è quando quelle ricchezze sono il frutto di attività illecite. Di
recente Noam Chomsky dichiara
152

che «le nostre società stanno andando verso la plutocrazia.
Questo è neo-liberismo» e «la democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario
Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori».
La crisi trasformata in recessione è l’effetto di un sistema economico-finanziario obsoleto:
economia del debito, moneta debito, ed è sufficiente stampare moneta credito in maniera
proporzionale ai bisogni reali per ripristinare giustizia, equità e far ripartire il Paese. Nell’edilizia è
sufficiente ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistente anziché costruire nuove case. La
consuetudine storica del signoraggio dimostra come il concetto di ricchezza e di potere sia mutato
negli strumenti (da moneta metallica a moneta elettronica) ma anche come sia immutata la tipologia
di truffa che poggia anche sull’ignoranza, sull’indifferenza dei popoli circa questioni fondamentali
che li riguardano direttamente.

Un esempio virtuoso per la soluzione alla radice del problema economico: durante la guerra civile il
presidente Lincoln rifiutò l’offerta di un prestito ad alto interesse da parte della banche europee, e
decise di fare ciò che i padri fondatori rinunciarono di fare, cioè di creare una moneta indipendente e
intrinsecamente libera dal debito. “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che
implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il
lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. Non lo si potrà
fare consentendo l’ingresso della Greenback, in quanto non possiamo controllarla”. (The Hazard
circular, 1962)
153

.
Qualsiasi persona correttamente informata comprende che siamo di fronte ad una enorme truffa. Ma
il potere gioca bene le sue carte e pertanto non danno alcun fastidio alcuni cittadini informati e
consapevoli. Il controllo è ben conservato attraverso i media e la loro persuasione.

Obama e il team della Commissione Trilaterale. Nei primi dieci giorni dal suo insediamento il
Presidente Barack Obama ha nominato 11 membri della Commissione Trilaterale a incarichi di
massimo livello e di cruciale importanza nell’ambito della sua amministrazione, il che rappresenta
una fonte assai precisa di leadership internazionale all’interno dell’amministrazione stessa. Obama è
stato avviato alla presidenza da importanti membri della Commissione Trilaterale, fra cui spicca in
particolare Zbigniew Brzezinski, co-fondatore della suddetta Commissione nel 1973 assieme a David
Rockefeller, nonché principale consigliere di Obama per la politica estera.
154


La supremazia dell’alta finanza oggi si basa sul fatto che essa ricongiunge a un determinato luogo i
fattori di produzione mobili – il capitale mobile, il lavoro flessibile basato sul sapere e altamente
specializzato e la trasformazione mobile e standardizzata della natura – al fine di ottenere i prezzi
più bassi possibile su scala globale, eliminando così il capitale locale. […] Secondo Aristotele, la
distinzione fra la produzione del proprio fabbisogno (“economia”) e la produzione per il commercio
e il guadagno (“crematistica”) contiene secondo Polanyi l’indicazione indubbiamente più profetica
mai fornita nel campo delle scienza sociali. E’ la constatazione che l’approvvigionamento interno

151
Norberto Bobbio, in Imparare democrazia di Gustavo Zagrebelsky, Einaudi
152
Ansa, "Chomsky, stiamo andando verso la plutocrazia", 24 gennaio 2014,
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2014/01/24/-Chomsky-stiamo-andando-verso-plutocrazia-
_9957888.html
153
Tratto dal film documentario gratuito, Zeitgeist addendum,
154
Project censured, le 25 notizie più importanti in Nexus New Times N.84, feb-mar 2010, pag.18
57
non può essere subordinato alla produzione destinata all’export. “Aristotele insiste sul fatto che il
senso dell’economia è la produzione per il proprio fabbisogno, non quella a fini di lucro. Ma una
produzione destinata all’esportazione, secondo il filosofo, non mette in pericolo l’autosostentamento
fintanto che i prodotti destinati alla vendita, per esempio il grano o il bestiame, vengono comunque
coltivati nell’ambito di un’economia dell’autosussistenza; la vendita delle eccedenze pertanto non
deve distruggere la base dell’economia nazionale”.
155
Le tecnologie di oggi consentono di progettare la "civiltà contadina modernizzata", cioè comunità
libere perché autonome grazie alla sovranità alimentare ed energetica con fonti alternative e per
mezzo dell'economia della sussistenza, la politica delle risorse in maniera razionale.


Sembra che non ci sia alcuna differenza fra l’immediato dopoguerra, quando con “emendamenti
temporanei” si decise di mettere da parte la legge urbanistica del 1942 con piani di ricostruzione.
Ma questa prassi non è particolarità italiana, l’economia dello shock
156
, è una strategia per
assicurare appalti e favori in deroga alle regole che prevedono maggiore trasparenza. L’idea stessa
di “commissariare” pezzi di amministrazione pubblica persegue lo scopo di eliminare la democrazia
e questo avviene secondo uno schema preciso, elementare ed efficace: problema-reazione-
soluzione. Questo schema è del tutto coincidente col modus operandi delle associazioni per
delinquere (mafia, camorra, ‘ndrangheta). Il caso più evidente è stato l’11 settembre 2001 dove si è
deciso di demolire tre edifici a New York, dare la colpa a dei fantasmi (terrorismo: problema) ed
occupare l’Iraq (reazione) per rubargli il petrolio ed instillare un sistema con Banca centrale per
produrre debito pubblico (esportare democrazia: soluzione). Negli USA giornalisti indipendenti
hanno pubblicato ed indagato a fondo la vicenda ed è emerso il piano PNAC
157
Lo stesso schema si sta perseguendo a livello globale e soprattutto in Europa: crisi finanziaria
(problema), crisi occupazionale (reazione), spostare poteri (soluzione): Trattato di Lisbona.
dei neoconservatori
amici di Bush. In Italia c’è stata la “crisi” rifiuti (problema), commissariamento (reazione),
termovalorizzatore (soluzione). Le cronache giudiziarie hanno dimostrato che la crisi conveniva
all’Impregilo SpA di Romiti e del gruppo Fiat e, che il caos ha favorito anche la nascita di
discariche abusive volte ad occultare lo scarico di scorie radioattive nucleari proveniente dal Nord
Italia. I media italiani hanno creato un enorme danno economico e di immagine contro i cittadini
salernitani, avellinesi e beneventani, perché i giornalisti hanno fatto credere che Napoli e la sua
politica coincidesse con la Campania intera, e quindi la criminale gestione governativa ha causato
una crisi turistica senza precedenti danneggiando l’immagine di tantissimi piccoli paesi modello di
accoglienza e qualità della vita perché i tour operator preoccupati hanno disdetto prenotazioni
internazionali. Ancora una volta le SpA del Nord (Impregilo) sono causa di danni con l’aiuto dei
politici nazionali e locali (Sindaci).

Totalitarismo per gradi.
Consideriamo la politica dello shock quanto influenzi la sfera emotiva delle persone – clima di
incertezza - e quindi stili di vita, capacità di scegliere e di vivere una vita serena.
L’elevazione della competitività e della ricerca incondizionata del massimo profitto al rango di
criteri fondamentali (e persino monopolistici) di distinzione tra l’agire corretto e scorretto, giusto e
sbagliato, è in ultima istanza il fattore responsabile della «paura ambientale» che permea l’esistenza
della maggioranza degli uomini e delle donne della nostra epoca, del loro diffuso, forse universale,
sentimento di insicurezza. La società non garantisce più, e nemmeno promette, una risposta
collettiva alle disgrazie individuali. Agli individui è stata offerta (o, per meglio dire, assegnata) una
libertà senza precedenti, ma al prezzo di un’insicurezza altrettanto senza precedenti. E quando c’è
l’insicurezza, rimane poco per occuparsi di valori che si innalzino al di sopra del livello delle
preoccupazioni quotidiane o, quanto a questo, di qualsiasi cosa che possa durare più di un attimo

155
WUPPERTAL INSTITUT, per un futuro equo, Feltrinelli, 2007 pag. 112
156
NAOMI KLEIN, shock economy, Rizzoli 2007
157
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_per_un_nuovo_secolo_americano
58
fuggente. La vita frammentata tende a essere vissuta episodicamente, come una serie di eventi non
connessi.
158


Siamo a livelli di schiavismo e di feudalesimo avanzati poiché la pubblica amministrazione è
vincolata ad un patto tramite indicatori economici che violano i diritti umani, ad esempio la crisi
greca ha fatto introdurre l'uso di software per condizionare la spesa pubblica del Governo locale e
impedire lo sviluppo umano. L'UE è condizionata da gruppi non elettivi e la BCE agisce
prioritariamente sul tasso di interesse (debito e “contabilità creativa”). Addirittura la non cultura
umana, quella degli economisti, obbliga Enti pubblici a rispettare un patto di stabilità pena il
commissariamento. I Comuni che hanno contratti con le banche potenzialmente tossici sono 737,
oltre a 40 Province e 13 Regioni. Il debito complessivo dei Comuni con i prodotti derivati è di 27,2
miliardi: 1.429 euro per ognuno dei 19 milioni 75.781 abitanti compresi in quei territori
159
. La
conseguente necessità di reperire nuove risorse finanziarie, i precisi vincoli di bilancio imposti dalle
norme, e le continue limitazioni ai trasferimenti dalla finanza statale alla finanza locale,
costituiscono l’insieme delle cause che hanno indotto molte amministrazioni locali a ricercare nuove
soluzioni tanto innovative, quanto rischiose
160

. Di fronte a questo trionfo degli sprechi anziché
evitare altri debiti il Governo italiano di Monti ha deciso di prendere 125 miliardi dalla tasse per
finanziare un organismo che gode di privilegi ed immunità, appena inventato dall'UE, si chiama
MES, che presterà soldi agli Stati. Abbiamo capito bene, il MES nasce per prestare soldi agli Stati
indebitati, con i miliardi prelevati dai contribuenti, è pura follia, ma è così, a debiti si sommano altri
debiti creati dal nulla.
Non era mai accaduto, per la prima volta il mondo dell’edilizia manifesta contro il Governo e
chiedono, Paolo Buzzenti presidente ANCE: «è necessario inoltre un allentamento del patto di
stabilità per i Comuni perché non si possono far fallire le imprese per non far fallire uno Stato, che
non paga. Con questo immobilismo non si può andare avanti».
161
La crisi di sistema conduce persino i suoi sostenitori a ripensare e rivedere l’attuale modello di
sviluppo. Anche i costruttori che hanno distrutto il territorio italiano chiedono aiuto.


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Il Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio quattro banche e tredici
persone, imputati per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la vicenda dei derivati. Le banche in
questione sono Jp Morgan, Deutsche Bank, Ubs e la tedesca Depfa Bank, in riferimento a uno swap con scadenza
trentennale emesso nel 2005. Secondo l'accusa, gli istituti di credito avrebbero guadagnato illecitamente
dall'operazione circa 100 milioni di euro. Sono stati rinviati a giudizio anche 11 funzionari delle banche coinvolte -
per Ubs, Gaetano Bassolino, figlio del presidente uscente della Regione Campania, Matteo Stassano e Alessandro
Foti; Tommaso Zibordi e Carlo Arosio di Deutsche Bank; Antonia Creanza, Fulvio Molvetti, Simone Rondelli e
Francesco Rossi Ferrini di JP Morgan; Marco Santarcangelo e William Francis Marrone di Depfa Bank - e due del
Comune, l’ex direttore generale Giorgio Porta e il consulente Mauro Mauri, esperto della ristrutturazione del
debito comunale. L'inchiesta, che è la prima in Italia che riguarda una presunta truffa ai danni di enti pubblici
commessa da banche, è stata condotta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo.
162


In buona sostanza tutte queste norme, leggi e procedure di finanza pubblica vanno nella direzione
opposta indicata dalla Costituzione e cioè obbligare gli Enti pubblici ad usare una moneta privata ed
aumentarne la crescita nel suo utilizzo anche con mezzi tecnici finanziari incomprensibili ai più.


158
ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, il Mulino pag. 202
159
SERGIO RIZZO, Derivati, Comuni in rosso Debiti per 27,2 miliardi,
http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_09/derivati_comuni_rosso_6242ec20-9d03-11de-9e0f-
00144f02aabc.shtml
160
Corte dei Conti, http://www.corteconti.it/Relazioni-1/Contributi/Intervento-italiano-marrakech1.doc_cvt.htm IX
GLOBAL WORKING GROUP, Marrakech 2 -5 aprile 2008
161
http://www.edilportale.com/news/2010/12/lavori-pubblici/la-protesta-dei-costruttori-oggi-in-piazza-
montecitorio_20766_11.html
162
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_17/caso-derivati-banche-gup-rinvio-giudizio-comune-
1602671841146.shtml 18 marzo 2010
59
Le contraddizioni dei dipendenti eletti, essi svolgono anche manifestazioni pubbliche contro il patto
di stabilità ma non hanno il coraggio di deliberare monete pubbliche pur avendone diritto e potere:

La Lega porta i sindaci in piazza. «Il patto di stabilità ci ostacola». Sì da 400 primi cittadini: al
prefetto le fasce tricolore. Milano non c’è. I sindaci lombardi ci riprovano: stamattina alle 10 sono
scesi in piazza, prima per un faccia a faccia con i cittadini, poi in corteo fino alla prefettura di
Milano. Un breve corteo: pochi minuti a piedi separano piazza San Babila, luogo del
concentramento, da Palazzo Diotti in corso Monforte, dove alle 11 vengono consegnate
simbolicamente le fasce con il tricolore al prefetto Gian Valerio Lombardi. Le previsioni dicono che
potrebbero essere presenti, stamattina, da trecento a quattrocento sindaci. Dei capoluoghi di
provincia, quattro non saranno rappresentati: Milano, Como, Sondrio e Mantova. Milano è cosa nota.
Mantova ha un alibi: è in attesa di scegliere il sindaco, domenica, al ballottaggio. Il comasco, invece,
è teatro di un piccolo giallo: con il sindaco del capoluogo (Pdl) in vacanza alle Maldive e nessuno
delegato a rappresentarlo, e assenti dal corteo anche i comuni lariani a guida Lega. Da Sondrio,
invece, arriva la seconda defezione, dopo quella del sindaco Moratti, che fa discutere: a dichiarare il
dietrofront è stato Alcide Molteni, sindaco in quota Pd, che ha bocciato come «tardiva e ipocrita» la
manifestazione e ha attaccato il Carroccio: «La Lega è al governo e sta zitta quando si stanziano soldi
per Roma, per Napoli, per Catania. Fa gli show per dire che il Nord è virtuoso. Cosa aspetta, dunque,
a fare una leggina di due righe che premi i comuni virtuosi?». A lui come a Letizia Moratti risponde
con semplicità il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini (Pd): «Questa è un'occasione da non
perdere per ogni sindaco che voglia scegliere se rappresentare i suoi cittadini o la militanza di partito.
Noi siamo per la prima opzione». Presente oggi all'appello il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio
(Pdl): «Il trattamento che il governo riserva agli enti locali non è più accettabile. È vero che ci sono
già tavoli aperti dal governo con l'Anci, come dice il sindaco di Milano. Ma i risultati? Ad oggi sono
equivalenti a zero». (8 aprile 2010)

La protesta è stata organizzata dalle Anci regionali di Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Lazio,
Marche e Abruzzo. "In questi anni, i comuni sono stati gli unici enti pubblici a ridurre la spesa è l'ora
di dire basta" ha spiegato il sindaco di Livorno e presidente dell'Anci Toscana Alessandro Cosimi.
"Siamo arrivati al punto di non essere più in grado di garantire i servizi e così si va ad incidere sulla
carne viva dei diritti dei cittadini". Il vicesindaco di Firenze Nardella ha sottolineato come sia
necessario "dare una maggiore flessibilità ai comuni nella gestione dei loro budget" invitando il
governo "a non spalmare il debito pubblico solo in periferia". (20 maggio 2010)
163


Questi Sindaci “protestanti” e pessimi attori appartengono agli stessi partiti che all’unanimità hanno
tradito la Repubblica italiana ed il popolo sovrano, essi hanno votato (luglio 2008) a favore del
Trattato di Lisbona, quel documento che viola la democrazia rappresentativa e legalizza
l’usurpazione di sovranità monetaria, azione che inventa il debito pubblico ed opprime i popoli a
vantaggio della BCE e delle sue filiali, in Italia sono le banche commerciali SpA e, chi detiene i
Titoli di Stato; possono essere anche le stesse SpA che hanno speculato con i famosi mutui subprime
(nella sostanza moneta per tutti) e gli stessi che finanziano guerre e campagne elettorali negli USA,
SpA che a loro volta sono collegate a società creditrici di Titoli in Cina. Tutto ciò non è più gestione
della cosa pubblica, ma un delirio.
Indicatori di povertà secondo l'ISTAT
Mentre partiti politici e media distraggono le masse sui problemi reali, le decisioni dei Governi
deprimino i cittadini con l'introduzione della recessione economica al fine di alzare il livello di
incertezza e instabilità per raggiungere l'obiettivo politico di accentrare poteri in organizzazioni non
rappresentative dell'interesse dei popoli, ma dell'élite degenerata.


163
Cento sindaci al tappeto La protesta in piazza, in La Repubblica web 20 maggio 2010,
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/05/20/news/cento_sindaci_al_tappeto_la_protesta_in_piazza-
4209444/?ref=HREC1-5
60

Nel 2009 l’incidenza della povertà relativa è pari al 10,8%, mentre quella della povertà assoluta
risulta del 4,7%. Tenuto conto dell’errore campionario, la povertà risulta stabile rispetto al 2008.
Nel 2009, il Mezzogiorno conferma gli elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008
(22,7% per la relativa, 7,7% per l’assoluta) e mostra un aumento del valore dell’intensità della
povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%), dovuto al fatto che il numero di famiglie assolutamente
povere è rimasto pressoché identico, ma le loro condizioni medie sono peggiorate.
164


Nel 2011, l’11,1% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 8.173 mila
persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). La soglia di povertà relativa, per una
famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro.
165


Secondo l’Istat il paniere di povertà assoluta viene misurato così: rappresenta l’insieme dei beni e
servizi che, nel contesto italiano, vengono considerati essenziali per una determinata famiglia a
conseguire uno standard di vita minimamente accettabile.
Cosa significa questo? Che in un’area territoriale dove i servizi non esistono la povertà non può
essere rilevata.
Se siamo l’unico Paese in Europa in cui la frattura
166
(Nord-Sud) resta insanabile da un secolo e
mezzo, è perché su quella si regge il sistema economico italiano: le banche, la cassa depositi e
prestiti (oltre quaranta dei suoi cento miliardi sono risparmi dei meridionali) da sempre drenano
soldi da Sud a Nord. E' noto che la guerra e gli eccidi del Nord contro il Sud chiamati Unità d'Italia
furono ideati per rubare risorse, conoscenze e tecnologie spostandole al Nord e ripagare i debiti dei
Savoia. Una recente ricerca economica
167

164
ISTAT: La povertà in Italia 2009, 15 luglio 2010
conferma e ricorda che il Regno di Napoli
economicamente era per l'Italia quello che oggi la Germania è per l'Eurozona. «Come il Regno di
Napoli prima dell'integrazione del debito sovrano, la Germania di oggi è l'economia più forte
dell'eurozona e beneficia del costo del debito più basso in assoluto» scrive Collet.
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/povita/20100715_00/testointegrale20100715.pdf
165
ISTAT, La povertà in Italia 2011, 17 luglio 2012
166
Pino Aprile, Diventare meridionali, in Terroni, Piemme 2010. Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello
che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni “anti-
terrorismo”, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libertà di stupro sulle donne
meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico, o come i marocchini delle truppe francesi, in Ciociaria,
nell’invasione, da Sud, per redimere l’Italia dal fascismo (ogni volte che viene liberato il Sud ci rimette qualcosa).
Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali,
come i Lanzichenecchi a Roma. E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria,
Pinochet in Cile. Non sapevo che il Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi
piemontesi al Sud a quelle di «Tamerlano, Gengis Khan e Attila». Un altro preferì tacere «rivelazioni di cui l’Europa
potrebbe inorridire».
167
Stéphanie Collet, storica della finanza della Université Libre de Bruxelles, http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-
mercati/2012-06-30/eurobond-fecero-unita-italia-190357.shtml?uuid=AbDwao0F
61
Persino la statistica serve questo fine. Sentite come contano ora i disoccupati: «A partire dal 2004,
l’Istat inizia a considerare occupati tutti coloro che abbiano svolto “almeno un’ora di lavoro
retribuito (anche in natura) in una qualsiasi attività, o anche non retribuito nella ditta di un
familiare”» spiega, nella Lectio Magistralis tenuta per la sua laurea honoris causa, l’ingegner Luca
Matrone, fondatore della maggiore tv privata non nazionale. Così, se una volta al mese porti la spesa
a una cliente di tua cugina salumiera, non sei disoccupato, se lei ti dà un panino o ti fa toccare le
tette (è “in natura”, no?).
E, sempre a partire dal 2004, l’Istat considera disoccupati coloro che abbiano effettuato, nei trenta
giorni, un’azione attiva di ricerca di lavoro. Gli altri, no. Così, al Sud, dove la mancanza di lavoro è
tale che chi non ne ha, dopo troppi tentativi a vuoto, manco lo cerca più, i disoccupati spariscono
dalle tabelle Istat; e di dati ufficiali si dimezzano.
168


L'Italia detiene il record negativo in Europa della disoccupazione giovanile. Sono 1.138.000 gli
under 35 senza lavoro, è stato calcolato dall'Ufficio Studi dell'Associazione degli artigiani. A stare
peggio sono i ragazzi fino a 24 anni: il tasso di disoccupazione in questa fascia d'età è del 29,6%:
uno su 3 è senza lavoro, rispetto al 21% della media europea. Il primato negativo a livello nazionale
è della Sicilia con una quota di disoccupati under 35 oltre il 28%. E se la media italiana si attesta al
15,9%, va molto peggio nel Mezzogiorno dove il tasso sale a 25,1%, pari a 538.000 giovani senza
lavoro. Tra il 2008 e il 2011, anni della grande crisi gli occupati under 35 sono diminuiti di 926.000
unità. Nella classifica delle regioni seguono la Campania con il 27,6% di giovani senza lavoro, la
Basilicata (26,7%), Sardegna (25,2%). Conviene invece andare in Trentino Alto Adige dove il tasso
di disoccupazione tra 15 e 34 anni è contenuto al 5,7%, oppure in Valle d'Aosta con il 7,8%, Friuli
Venezia Giulia con il 9,2%, la Lombardia con il 9,3%. Ma non sono solo i giovani le vittime della
crisi del mercato del lavoro italiano.
169


Ed i Governi servono un’istruzione debole affinché non ci siano cittadini nel futuro ma sempre più
sudditi addomesticabili. Le performance dei ragazzi italiani in matematica e lettura sono
decisamente scarse. I nostri alunni rimediano una figuraccia anche rispetto ai loro coetanei irlandesi,
neozelandesi e polacchi
170
. Dirimere un’ambiguità lessicale è un problema per un laureato su
cinque. A dir la verità, anche solo comprendere la frase che avete appena letto è un problema per un
laureato su cinque
171

.
Delirio di onnipotenza
172

:
È il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare e,
dicono molti, è una forza politica più potente di qualsiasi governo. La gente che lavora oltre le porte
vetrate fa più soldi di molti stati. I beni ammontano complessivamente a 1 trilione di dollari, le
entrate annuali sono dell'ordine di decine di miliardi, i profitti, vari miliardi, vengono generosamente
ridistribuiti all'interno.

In quest'anno di crisi lo stipendio medio di ciascuno dei 30.000 dipendenti dovrebbe raggiungere la
cifra record di 700.000 dollari, con picchi di varie decine di milioni (centinaia di migliaia di volte più
di un inserviente della stessa impresa). E quando avranno finito di diventare "schifosamente ricchi a
40 anni", i funzionari non si ritroverebbero in brache di tela nemmeno se l'attività dovesse andare a
carte quarantotto; verrebbero paracadutati in uno dei prestigiosi posti politici negli USA o all'estero,
facendo nascere il sospetto che "governino il mondo". Il numero 85 di Broad Street è la sede della
Goldman Sachs.


168
PINO APRILE, terroni, Piemme 2010, pag. 160
169
Paola Pica, Corriere della Sera 24 agosto 2011, http://www.corriere.it/economia/11_agosto_24/disoccupazione-
giovani-italia-ue_65def2ec-ce30-11e0-8a66-993e65ed8a4d.shtml
170
SALVO INTRAVAIA, Tanti costi, pochi risultati l’OSCE boccia la scuola italiana, dal sito web de La Repubblica, 25
set 2006
171
MICHELE SMARGIASSI, nell’Italia dei laureati che non sanno scrivere, dal sito web de La Repubblica, 6 feb 2008
172
J OHN ARLIDGE in The Sunday Times, "STO FACENDO IL LAVORO DI DIO". INCONTRO CON LA GOLDMAN
SACHS, http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6597
62
[…]

Allora, affari come sempre, senza preoccuparsi della rabbia della maggior parte della gente?
Goldman Sachs, pilastro del libero mercato, creatore di supercittadini, oggetto d'invidia e timori,
continuerà a diventare più ricca di Dio? Un rapido ghigno sulla faccia di Blankfein. definitelo una
persona ricca e facoltosa che si burla della gente. definitelo un perfido. definitelo come volete. ma è
solo, ci dice, un banchiere che "sta facendo il lavoro di Dio".
L'invenzione della finanza contro madre Natura e contro i popoli.
Diversi economisti e premi nobel hanno evidenziato il fatto che certi strumenti finanziari furono
introdotti appositamente per aumentare ricchezze nelle mani di alcuni banchieri che hanno lucrato
sulla propria società a danno dei lavoratori dipendenti. Prima di tutto, attraverso la corruzione fu
consentita la deregolamentazione e successivamente l'uso dei mutui subprime avviò la crisi che ha
la recessione odierna.
Le leggi delle fisica si insegnano al quarto anno del liceo e mostrano i limiti del nostro pianeta. Gli
ecosistemi hanno capacità di autorigenerarsi con tempi diversi dal consumismo compulsivo degli
individui psico programmati dalla pubblicità.
Le risorse sono notoriamente finite e le fonti energetiche si definiscono rinnovabili o non
rinnovabili. Soddy e Georgescu-Roegen ci hanno insegnato che solo un'economia consapevole
dell'entropia (bioeconomia) può tendere ad un equilibrio che rispetti gli ecosistemi.
Il capitalismo figlio delle rivoluzioni industriali ha inventato un'economia sviluppata sulle fonti
fossili non rinnovabili. Negli anni '80 il sistema produttivo globale ha deciso di trasformare il
capitalismo in industria finanziaria, sganciando la ricchezza prodotta dal consumo, finora limitato
dalla scarsità di risorse. L'effetto è stato l'accelerazione della distruzione degli ecosistemi, l'aumento
della disoccupazione in Europa, l'aumento delle diseguaglianze, la sostituzione della democrazia
rappresentativa con il governo delle SpA, la miseria introdotta nel mondo occidentale e l'aumento
della ricchezza virtuale posseduta dall'élite e custodita nei paradisi fiscali.
La liberalizzazione dei mercati finanziari ha aumentato enormemente il potere di finanzieri e
investitori di ottenere l'esternalizzazione dei costi ecologici e sociali dai bilanci aziendali. Nel 1999
il Congresso americano a maggioranza repubblicana presentò una legge che sostituiva la legge
bancaria (Glass-Steagal
173
) e fu il Presidente Bill Clinton a dare il via libera all'industria finanziaria.
Le aziende, in particolare le società per azioni, dipendono dai mercati finanziari ancora più che dai
mercati di vendita. E' possibile corrispondere agli azionisti rendimenti superiori al 20% non solo
distribuendo le eccedenze derivanti dalla crescita, ma anche mettendo in moto un processo globale
di redistribuzione enorme e spesso violenta del patrimonio delle aziende a favore degli azionisti.
174


Riassumiamo: In Islanda sono stati incriminati i banchieri con l’accusa di aver prodotto il crack del
2008, e il popolo tramite un referendum decide di nazionalizzare le banche più importanti evitando
l’intervento del FMI che ha proposto di far pagare il debito e gli interessi ai cittadini, come per la
crisi Greca.
175

173
da wikipedia: Prevedeva l'introduzione di una netta separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di
investimento. Le due attività non potevano essere esercitate dallo stesso intermediario, avendo così la separazione tra
banche commerciali e banche di investimento. La ratio di tale provvedimento era quella di evitare che il fallimento
dell'intermediario comportasse altresì il fallimento della banca tradizionale, impedendo di fatto che l'economia reale
fosse direttamente esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari.
Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero
del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un
discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del
Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; durante la presidenza del Consiglio di
Aldo Moro (1974-1976), fu stampata una carta moneta, 500 lire, di proprietà della Repubblica
italiana, Moro fu assassinato nel maggio del 1978; J F Kennedy decise di stampare moneta pubblica
174
Wuppertal Institut, Futuro sostenibile, Edizioni Ambiente, 2011, pag. 254
175
Martina Strazzieri, http://vergognarsi.it/2011/08/14/islanda-arrestati-banchieri-della-crisi-del-2008/
63
(ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln
decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera
dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto
in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i
primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre
ricchezza reale ai popoli.
Report, il 30 maggio 2010, nelle Goodnwes ha usato parole “nuove”: moneta complementare
trattando il caso della WIR bank attiva dal 1934, in un’inchiesta passata trattò l’esempio della J AK
bank. Mediaset in Mistero, 1 giugno 2010, ha denunciato la truffa del signoraggio bancario, ma non
c’è nulla di misterioso è sufficiente cliccare sul sito di BankItalia.

Nell'agosto del 2012, la Presidente dell'Argentina Cristina Kirchner, dopo dieci anni, sconfigge la
crisi prodotta dal dollaro americano e restituisce il debito negoziato al FMI. L'Argentina rinuncia
alle politiche di austerità ideate dai neoliberisti ed esce dal sistema del debito internazionale
governato appunto dalla Banca Mondiale e dal FMI.

In sud-America esiste una proposta politica molto interessante, alternativa al sistema criminale
(usura) della Banca Mondiale e del Fondo Monetario, si tratta dell’Alleanza Boliviana per le
Americhe
176

(ALBA).
ALBA è basata sulla creazione di meccanismi finalizzati alla creazione di vantaggi cooperativi fra le
nazioni che permettano di compensare le asimmetrie (sociali, tecnologiche, economiche, sanitarie,
etc.) esistenti tra i paesi dell'emisfero. Si basa sulla cooperazione tramite fondi di compensazione
destinati alla correzione delle disparità che pongono in posizione di svantaggio i paesi deboli rispetto
alle potenze economiche.

In queste Nazioni è cresciuto e maturato un dibattito politico vitale per la sopravvivenza dei popoli:
i beni comuni. Da questi esempi virtuosi i popoli europei possono imparare e copiare modelli di
diritto e di gestione dei beni vitali per nostre comunità e sottrarre l'acqua, l'energia, il cibo ed
internet dalle logiche mercantili delle SpA che stanno distruggendo le risorse limitate del nostro
pianeta. Anche in Italia c'è stato un tentativo, in tal senso, attraverso la Commissione Rodotà del
2007
177
Su questi obiettivi è determinante avere politici indipendenti dalle SpA. Ad esempio è noto che 5
multinazionali fanno cartello per controllare il prezzo del grano. Questo cartello costringe a tenere
basso il prezzo del grano italiano danneggiando gli agricoltori, mentre alcune aziende di pasta
importano grano dalla Grecia e dall'Ucraina; durante lo stesso periodo multinazionali comprano
grano italiano per venderlo in Nord Africa, una parte viene stoccata e poi rivenduta nel mercato
italiano facendolo credere grano estero
.
178

.
In questo periodo di crisi anche in Europa ci sono politici informati sull’usurpazione della sovranità
monetaria e pertanto non vorrebbero cedere all’oppressione del Fondo Monetario Internazionale
onde evitare agitazioni e caos come quelle presenti in Grecia.

il Governo di Dublino non ha bisogno di aiuti finanziari e ha detto che i ministri delle Finanze «non
devono cadere in attacchi di panico. Non esiste alcuna ragione per un'operazione di salvataggio da
parte dell'Ue o dal Fmi»
179

176


http://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_Bolivariana_per_le_Americhe
177
http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.wp?previsiousPage=mg_1_12&contentId=SPS47617
178
Riccardo Iacona, Terra e cibo, in Presa diretta, 9/10/2011,
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9486082f-f08f-4608-a527-
a24986c19fb5.html?fb_comment_id=fbc_10150326223831299_21941089_10150705664561299#f28b68e0c8
179
VITTORIO CARLINI, http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-11-16/rompuy-eurozona-rischio-
alcuni-105419.shtml?uuid=AYpGu6jC 16 novembre 2010
64

Qual è il termine corretto per definire un Governo che usa i servizi segreti, l’esercito, per sovvertire
il controllo delle altre Nazioni? Governo terrorista?

Almeno sei paesi della Ue, tra cui l’Italia, collaborano con gli Usa nella raccolta di dati personali in
virtù di accordi internazionali di intelligence. Lo rivela il Guardian citando un ex luogotenente della
Marina Usa che ha lavorato per la Nsa, Wayne Madsen. Madsen cita oltre alla Gran Bretagna (la cui
collaborazione era già emersa) anche l’Italia, la Danimarca, l’Olanda, la Francia, la Germania e la
Spagna. Questi sette paesi avrebbero accordi segreti con gli Stati Uniti per il passaggio di dati.
180


La Storia mostra come, nei decenni passati, gli USA tramite la CIA
181
ed il Regno Unito (ex
colonie) abbiano usato la violenza per sovvertire i governi in sud america (Cile, Guatemala,
Nicaragua, Cuba …), in medio oriente (Iran, Iraq, Libano) in Africa (Congo, Burkina Faso…) ed in
Asia (Filippine
182
, Indonesia
183
Si tratta di Nazioni che fanno parte dell’ONU e della Corte internazionale contro i crimini umanitari
ma gli stessi sembrano essere i protagonisti di questi crimini unicamente a sostegno di SpA che
godono dei vantaggi contrattuali di dittature e guerre, spesso svolte con le armi prodotte proprio
dalle SpA.
) e lo stesso comportamento contro Paesi terzi possiamo verificarlo
da parte della Russia e della Cina.

Leggendo Confessioni di un sicario dell’economia ci si chiede: che differenza c’è tra i boss della
camorra e la CIA?

Il lavoro del sicario consiste quindi nel produrre proiezioni economiche a favore del finanziamento
americano, per lo più utilizzando i dati del PIL, un valore facilmente manovrabile che non rispecchia
mai le vere condizioni economiche del Paese. Anche oggi i governi ci danno in pasto dati
incomprensibili di cui non possiamo verificare l’attendibilità, perché non possediamo gli strumenti
necessari per farlo.
184
Benvenuta Prosperanza

L'ideologia scritta nei Trattati dell'Unione Europea è sbagliata e va sostituita. I Trattati stessi sono
scritti in maniera complessa, esprimono poco chiarezza e contraddittorietà con la Costituzione e la
democrazia rappresentativa, l’hanno capito tutti ormai, meno che il nostro Parlamento? Le regole
contabili e fiscali hanno generato problemi per la Pubblica Amministrazione e le imprese che hanno
contratti con gli Enti pubblici dai quali attendono pagamenti e i ritardi generano fallimenti per
crediti. L'impianto ideologico dell'Ue è l'obsoleta crescita accelerata dal neoliberismo suggerito
dalle SpA e dai serbatoi di pensiero – think tank – hanno indottrinato e diffuso con successo, un
pensiero dominante obsoleto frutto dell’avidità. Il termine crescita è stato completamente
edulcorato, manipolato ed è stato creato un mantra, un dogma ripetitivo ossessivo, dove i politici
attuali hanno potuto perseverare nell’obiettivo dell’avidità, cancellando la democrazia
rappresentativa e instillando un processo di rifeudalizzazione delle Nazioni sostituite dalla dittatura
SpA messa al vertice dell’Unione Europea. Essa è un’organizzazione non democratica poiché
l’organi tecnici come il MES, BCE e BEI insieme all'esecutivo hanno maggiori poteri del
Parlamento europeo, unico organo eletto dai popoli. Nel corso dei decenni l'ideologia della crescita
del PIL ha prodotto maggiore disoccupazione, maggiore precarizzazione, ha ridotto i diritti dei
cittadini europei, ha suggerito la delocalizzazione industriale nei paesi privi di adeguate

180
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2013/06/29/APQLyUrF-snowden_europa_spiata.shtml
181
http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_and_state_terrorism
182
http://en.wikipedia.org/wiki/Philippine%E2%80%93American_War
183
General Suharto took control, http://en.wikipedia.org/wiki/Communist_Party_of_Indonesia
184
LORETTA NAPOLEONI, in prefazione di J OHN PERKINS, Confessioni di un sicario dell’economia, Minimun fax,
2010
65
rappresentanze sindacali ed ha aumentato le disuguaglianze sociali ed economiche nell'euro zona.
La crescita ha reso le famiglie più povere e più insicure. Dopo quarant’anni di crescita i cittadini
italiani stanno decisamente peggio. Dal dopo guerra ad oggi il continuo ricorso al sistema del
debito, pubblico e privato, ha esaurito la spinta della crescita infinita ed il sistema divenuti
insostenibile è imploso su stesso. Da un capitalismo figlio dell’economia reale – dagli anni ’50 agli
anni ’70 – siamo entrati nell’era della finanza – anni ’80 e 2000 – che ha distrutto la democrazia
rappresentativa. Governi e Parlamenti non prendono decisioni politiche autonome, ma assecondano
i capricci del famigerato “mercato”, che non esiste nel senso proprio del termine, cioè non esiste un
luogo dove gli individui gestiscono le risorse, ma ci sono macchine elettroniche ove i broker e le
SpA perseguono i propri interessi con estrema avidità e basta.
In Italia la soddisfazione della vita è aumentata continuamente negli anni settanta e ottanta insieme
all'aumento del PIL; in seguito dal 1989 al 2003, la soddisfazione ha smesso di aumentare,
oscillando intorno al livello del 1989, nonostante il PIL sia aumentato da 944 a 1.564 miliardi di
dollari. In Europa l'economia è cresciuta del 75% negli ultimi 40 anni, ma la soddisfazione della vita
non è aumentata significativamente, come ha rilevato l'Happy Planet Index. In altre parole: la
crescita economica degli ultimi decenni ha contribuito poco alla qualità soggettiva della vita, ma è
stata "acquistata" a prezzo di un enorme incremento dei carichi ambientali.
185
Nel 2013 le decisioni più importanti per la specie umana non sono prese con metodi razionali,
scientifici, morali e democratici. La specie umana, quella che si ritiene migliore di tutte le altre,
subisce le decisioni politiche inventate dai capricci di un “mercato” che non esiste, cioè il nulla
governa la politica. Tutte le specie viventi di questo pianeta si godono la natura perché essa dona
ogni giorno i propri flussi di materia e di energia, e nessuna specie spreca risorse, mentre una
ristretta élite di quella umana ha bloccato l'evoluzione dei popoli, e sta gestendo la regressione delle
comunità per condurla allo stato infantile per addomesticarla meglio secondo i dogmi della religione
politica che adopera i propri mantra: crescita, PIL, competitività, avidità,

obsolescenza pianificata
etc.
La cosa più assurda della nostra specie è che esistono tutte le conoscenze per cogliere le
straordinarie opportunità delle tecnologie odierne, ma non riesce a vedere l’evoluzione poiché non
ha occhi per vedere, non ha cervello per vedere. Speriamo che il tempo sia favorevole a questa
generazione poiché è necessario transitare da un’epoca ad un’altra, altrimenti la nostra specie rischia
l’estinzione mentre la Terra continuerà a vivere senza di noi.
Questa transizione epocale deve avere i suoi "piloti", la sua classe dirigente capace di interpretare il
momento politico e ci vuole formazione e cultura adeguata per farlo. La cittadinanza deve
mobilitarsi per formare nuovi cittadini capaci di interpretare questo periodo denominato “decrescita
felice” ed approdare alla “prosperanza“.
Un politico serio e consapevole, cioè un politico italiano normale chiama i colleghi europei e dice
una cosa scontata: «l’invenzione dell’economia del debito non può essere il sistema su cui creare un
governo politico, le generazioni che stanno subendo questa scelta storica non hanno dichiarato
guerra a nessuno, la seconda guerra mondiale è finita, noi non siamo la colonia di nessuno. E’ giunta
l’ora di riconoscere politicamente ciò che tutti sanno: l’energia che da vita a noi tutti è gratuita.
Italia, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo non potranno mai ripagare il "debito pubblico estero", e
questo lo sapete bene tutti voi che pensate di poterci tenere schiavi in un sistema immorale ed
innaturale, poiché questo sistema non tiene conto delle leggi della fisica. Così come il sistema è
frutto di una convenzione, di un’arbitrarietà, imposta dalla storia dagli eventi bellici, oggi possiamo
riconoscere che quella scelta di colonizzare gli Stati fu sbagliata. Oggi possiamo stabilire una nuova

185
Wuppertal Institut, Futuro sostenibile, Edizioni Ambiente, 2011, pag. 100
66
convenzione su presupposti molto diversi e possiamo farlo partendo dalle leggi della natura, leggi
che abbiamo sempre ignorato dalle valutazioni politiche».
Col presupposto di ripensare i paradigmi del sistema politico economico le Nazioni potranno riavere
uno strumento, una moneta sovrana e non più a debito, e potranno stabilire una propria politica
industriale partendo dalle risorse reali e dai principi di bioeconomia per evitare i danni ambientali
prodotti dal nichilismo e dalla miopia di politici inadeguati e corrotti dalle SpA tramite il sistema dei
paradisi fiscali.
Bisogna integrare gli indicatori obsoleti con il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e far decrescere
gli sprechi figli di indirizzi politici sbagliati: ridurre le spese militari, sostituire le SpA che
gestiscono i servizi locali con società public company (azionariato popolare diffuso) senza scopo di
lucro, cancellare gli sprechi dell’inefficienza energetica con un piano di decrescita energetica delle
fonti fossili e progettare la diffusione di reti intelligenti (smart-grid) con fonti alternative, sostituire
gli inceneritori con gli impianti di riciclo totale, finanziare la prevenzione primaria nell’ambito
sismico e idrogeologico, sostituire l’agri-industria con l‘agricoltura naturale, ridurre il numero dei
motori a combustione per eliminare l’inquinamento da nanopolveri e ripensare la mobilità privata,
spostare i soldi di grande opere inutili verso la ricerca e l’innovazione. Introdurre la vera class
action. Bisogna adeguare la scuola e l’università ai nuovi paradigmi dell’educazione che non può
essere più di tipo militare-industriale, ma di sviluppo creativo lasciando libero il “pensiero
divergente”. E’ tempo di democrazia diretta!»
La ricchezza è la capacità creativa dell’uomo che progetta e trasforma le merci usando l’energia in
maniera razionale, compatibilmente coi limiti della natura e delle leggi che determinano la vita su
questo pianeta. La ricerca scientifica ci mostra quali tecnologie usare per evitare danni ambientali e
biologici. Nella sostanza non sono i politici che risolvono i problemi, e tanto meno sono pagati per
farlo, essi devono solo servire il popolo e fare in modo che cittadini, famiglie ed imprese abbiamo
leggi e regole per realizzare la transizione tecnologica. Abbiamo un democrazia rappresentativa
pagata col sudore dei lavoratori affinché i dipendenti in Parlamento diano risposte concrete ai
problemi della Nazione, nulla di più e nulla di meno. I cittadini hanno il dovere di pensare nuove
forme di partecipazione e riprendersi spazi decisionali per incidere direttamente poiché i partiti non
hanno svolto il loro ruolo, i danni si vedono, inutile fare l’elenco. I cittadini stessi sono responsabili
della crisi poiché l’apatia politica è servita ad alimentare feudi di potere che oggi vanno cancellati.
Un’intera classe dirigente ha inseguito un paradigma obsoleto: l’avidità e la stupidità, il liberismo
dell’Unione Europea e la sostituzione dello Stato con le SpA. Oggi bisogna studiare e applicare il
nuovo paradigma culturale attraversando un periodo denominato “decrescita felice” per arrivare alla
“prosperanza” per tutti. In questo percorso e nei progetti pratici della “decrescita felice” esistono
tante opportunità di ricollocazione nella formazione e nel lavoro, nuovi impieghi utili saranno
inventati per l’interesse pubblico. In diversi settori l’innovazione tecnologica consentirà la crescita
di nuove professioni, nuove abilità per costruire la comunità, nuove abilità nell’artigianato e nella
manifattura, e l’aumento dei salari consentirà una migliore distribuzione delle ore giornaliere da
dedicare alla famiglia, ai figli ed alla costruzione di un futuro più bello, più sereno.
La risposta alla crisi della democrazia rappresentativa non è la sua distruzione, ma nella sua
evoluzione. Se una maggioranza parlamentare riuscisse ad approvare efficaci strumenti di
democrazia diretta avremo un’opportunità straordinaria. E gli strumenti in se non sono la panacea di
tutti i mali, sono solo lo strumento efficace per migliorare la società.
Il reale cambiamento passa attraverso un cambio di mentalità e la sperimentazione concreta di stili
di vita diversi da quelli imposti dal “sistema”. Il cambiamento nasce in un progetto politico popolare
67
consapevole del fatto che bisogna riformare una nuova classe dirigente, libera e non condizionata
dall’élite odierna.
Dalla dissoluzione dei partiti che abbiamo assisto può nascere una maggioranza di cittadini che ha la
legittimità di cambiare regole e forme di partecipazione al processo decisionale della politica.
Aprendo spazi e luoghi di discussione, con un atteggiamento pragmatico ai problemi reali, ogni
cittadino può avviare progetti creativi per migliorare la qualità della vita, questa è l’essenza della
polis, politica. Istituzionalizzando questi processi le decisioni popolari avranno una legittimità
politica ed un riscontro pratico tangibile.




















68


Per conoscere i nomi dei burattinai è sufficiente ricercare in internet o nelle biblioteche i nomi di chi partecipa agli
incontri di questi gruppi e scoprire quello che i cittadini consapevoli già conoscono da tempo: viviamo in finte
democrazie rappresentative.
L’èlite ha già circoscritto i diritti ed i partiti politici sono solo ripetitori ossessivi di volontà decise in ristrette oligarchie. I
politici ed i giornalisti sono pappagalli delle volontà di alcuni banchieri ed imprenditori per conservare il controllo sui
sudditi.
Smettendo di sostenere il sistema illusorio è possibile progettare una società per gli esseri umani. Le soluzioni sono
semplici: la BCE accentra poteri? I popoli dovrebbero usare la democrazia diretta. La BCE presta moneta? Le Regioni
dovrebbero stampare moneta pubblica a credito. Le SpA stimolano sprechi e consumi inutili? I cittadini dovrebbero
consumare meno. I cittadini dipendono dall’energia venduta dalle SpA? I cittadini dovrebbero autoprodurre energia con
fonti alternative. La Grande Distribuzione vende cibi non sicuri? I cittadini dovrebbero realizzare un Gruppo di Acquisto
Solidale (GAS). Insomma, nella sintesi è sufficiente fare l’opposto di quello che il potere, o il sistema, propone ai sudditi.
Sconnettiamo la mente dal sistema indotto dal potere invisibile e cominciamo a partecipare direttamente alla vita della
nostra comunità cooperando fra noi, vivendo in armonia e reciprocità.


69
Dittatura SpA vs esseri umani
Nell'anno 2012 vi è stata una rapida accelerazione del processo di ri-feudalizzazione del mondo e
l'informatica finanziaria rappresenta il migliore strumento di controllo adoperato dall'elite.
Le crisi create ad hoc consentono l'introduzione di software negli uffici pubblici dei Governi e
controllare in maniera centralizzata le scelte dei Governi per ricattarli meglio, è la fine della libertà,
delle autonomie e delle sovranità nazionali, la fine della democrazia rappresentativa per un ritorno
ai comportamenti delle oligarchie feudali.

L’agenda prevede la sostituzione dei singoli Stati con un’entità superioreed è necessario distruggere
la Costituzione italiana, poiché risulta fastidiosa e pericolosa nei sui principi che parlano di priorità
politiche come uguaglianza, merito, tutela dell’ambiente e della salute, diritti del lavoro e
partecipazione politica. La Costituzione si contrappone all’ideologia liberista che governa l’Unione
Europea (UE), perché quest’ultima privilegia il mercato delle SpA meno i diritti dei cittadini, e non
prevede la democrazia, tanto meno la democrazia rappresentativa visto che il processo di
deliberazione delle direttive è nelle mani di organi non elettivi (MES, BCE, Commissione e
Consiglio). In un documento ufficiale della banca d'affari J P Morgan
186

si ritiene che bisogna
eliminare le costituzioni antifasciste affinché l'UE possa garantire crescita al sistema attuale.
Nel luglio del 2008 senza alcun dibattito pubblico, il Parlamento italiano approvò l’antidemocratico
Trattato di Lisbona. Nell’UE, Commissione e Consiglio hanno maggiori poteri rispetto al
Parlamento, unico organo eletto a suffragio universale e addirittura l’esecutivo promulga le leggi
violando il principio di separazione dei poteri, uno dei principi cardine delle democrazie
rappresentative. E' recente l'introduzione di organi come il MES che condizionano le regole fiscali e
contabili dell'UE e suoi Stati membri. Al fine di far approvare il Trattato, i governi hanno
deliberatamente disinformato i loro cittadini circa i contenuti e la necessità del Trattato di
Lisbona
187

. Nel Trattato si “legalizza” l’usurpazione della sovranità monetaria. Quando il potere
esecutivo ed il potere legislativo coincidono non esiste alcuna democrazia rappresentativa e si parla
di dittatura dell’oligarchia, di un regime totalitario, quali il fascismo o il comunismo sovietico-
cinese.
Un’inchiesta che deve far riflettere: “lotta di poteri” di Michele Buono e Piero Riccardi, andata in
onda su Report, RAITRE, il 22 novembre 2009. Buono: «il potere legislativo appartiene al
Parlamento, il Governo può proporre le leggi, i decreti legge per esempio ma senza esagerare
solamente in casi straordinari di necessità e urgenza, c’è scritto nella Costituzione. Il Presidente della
Repubblica vigila, il Governo gli presenta un decreto e il Presidente prima di firmare controlla che si
tratti di questioni veramente urgenti e circoscritte sennò sarebbe come se il Governo si sostituisse al
Parlamento e sarebbe la fine della democrazia». Milena Gabanelli in studio: «secondo i principi
universali della democrazia devono essere indipendenti, il potere del Governo si chiama esecutivo...»
I cittadini italiani non possono scegliere i candidati al Parlamento (non esiste una legge che introduca
le elezioni primarie vere) ed, i dipendenti eletti neanche discutono le proposte più importanti poiché
con lo “strumento di fiducia al Governo” non possono essere apposte modifiche dai parlamentari
cioè, l’esecutivo determina le leggi contraddicendo il principio classico della democrazia
rappresentativa sulla separazione dei poteri. Questo abuso di potere dove l’esecutivo fa le leggi è
contemplato nel Trattato di Lisbona approvato all’unanimità dal Parlamento italiano nel luglio
2008
188

.

186
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-
antifasciste/630787/
187
Attac Europei sul Trattato di Lisbona e l’UE, 31/12/2008 http://www.attactorino.org/documenti/criticaAttac.doc
188
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2009/11/24/la-democrazia-rappresentativa-che-non-ce/
70
Il giornalista Piovesana sul sito di Peacereporter, il 20 novembre 2009 ha documentato chiaramente
l’influenza delle organizzazioni sovranazionali: «La decisione di nominare presidente permanete
della nuova Unione europea disegnata dal Trattato di Lisbona il premier belga Herman Van
Rompuy – membro del partito dei Cristiani Democratici Fiamminghi e appassionato di poesia
giapponese – è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di
Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles. A organizzare la cena, cui ha partecipato lo stesso Van
Rompuy, il famoso Bilderberg Club: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato
del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi
occidentali.»
189
Su tutti i media rimbalzano le indicazioni del presidente della BCE J ean Claude Trichet e dello
stesso Herman Van Rompuy per cercare di contenere la crisi finanziaria mondiale ed il debito
pubblico della Grecia per evitare che qualcuno possa pensare di stampare moneta pubblica e non
della BCE. Ed anche in questo caso i truffatori sono sempre gli stessi. Ilsole24ore titola: “Wall
Street aiutò la Grecia a nascondere debito, lo dice il New York Times”

190
New York Times
. Marcello Foa commenta
così: Grazie al ora sappiamo che dietro la crisi greca, ci sono ancora una volta le
grandi banche di Wall Street, secondo le stesse modalità che hanno provocato il terremoto dei
subprime e il fallimento della Lehman: una truffa contabile realizzata con i derivati. E chi sono le
banche coinvolte? La solita Goldman Sachs, vera regina di Wall Street, da cui ranghi sono usciti ben
due segretari al Tesoro (Rubin e Paulson) e J P Morgan Chase, che come spiega Massimo Gaggi, è
da sempre la banca più vicina al governo americano ed è, ricordiamolo, l’istituto del banchiere più
potente della storia degli Usa, David Rockefeller, nonché cantore della globalizzazione
finanziaria.
191
Continua Foa: dall’articolo del New York Times emerge che anche il nostro Paese
nel 1996 è ricorso a trucchetti contabili simili a quelli greci. E chi era a Palazzo Chigi allora?
Romano Prodi
192
, ex consulente di Goldman Sachs. E chi era il direttore generale del Tesoro? Mario
Draghi
193

, che di Goldman Sachs è diventato consulente qualche anno dopo. E forse sarebbe il caso
che lo stesso Prodi chiarisse finalmente i suoi rapporti con lo stesso Rockefeller, che oltre ad essere
un banchiere, ha fondato il Club internazionale dei potenti, il Bilderberg. Prodi divenne a sorpresa
presidente della Commissione Ue un anno dopo essere stato ammesso nel Bilderberg. Solo una
coincidenza?
Rubare a norma di legge: Crisi economica: la Grecia mette in vendita le sue isole
194
Guardian
. Cessione
di alcune "perle", tra le quali anche parte di Mykonos e Rodi. Le più economiche a 2 milioni di euro.
Il Guardian anticipa il piano di Atene per ripianare i debiti. Cessione di alcune "perle", tra le quali
anche parte di Mykonos e Rodi. Le più economiche a 2 milioni di euro. ATENE - Come una
nobildonna caduta in disgrazia ha deciso di recuperare il blasone perduto vendendo i suoi gioielli più
preziosi. Secondo indiscrezioni apparse sul di Londra, la Grecia è pronta a mettere sul
mercato alcune delle sue isole più belle del Mar Mediterraneo. Altre potrebbero essere affittate per
lunghi periodi di tempo. Tutto per ripianare gli enormi debiti che il paese ha contratto negli ultimi
mesi con l’Unione Europea e con il Fondo monetario internazionale per evitare il collasso
economico. INVESTIMENTI PRIVATI - Il quotidiano britannico conferma che anche una grande
area nella splendida Mykonos, la principale destinazione turistica ellenica, sarà messa in vendita.
Questo territorio, di proprietà del governo, dovrebbe essere ceduto a un magnate straniero pronto a
investire diversi milioni di euro per la costruzione di un resort turistico iper-lussuoso. Altri lotti di
territorio in vendita si trovano sull'isola di Rodi e potrebbero essere comprati da acquirenti russi e
cinesi. Anche Roman Abramovich, il ricco proprietario del Chelsea, sarebbe interessato all'acquisto

189
http://it.peacereporter.net/articolo/19039/Mister+Bilderberg
190
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/02/grecia-new-york-times-wall-
street.shtml?uuid=d1d172ee-1997-11df-bf36-47a50d4abb32&DocRulesView=Libero
191
http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/02/15/grecia-goldman-e-prodi-le-domande-che-nessuno-pone/
192
Prodi partecipa al Bilderberg di Portogallo nel 1999
193
Draghi partecipa al Bilderberg nel 1997
194
Francesco Tortora, sito web del Corriere della Sera 25 giugno 2010,
http://www.corriere.it/economia/10_giugno_25/grecia-vendita-itol_7676922a-805e-11df-85d3-00144f02aabe.shtml
71
di una delle isole greche, anche se uno dei suoi portavoce - contattato dal quotidiano britannico - ha
smentito l'affare.

Mentre noi italiani affoghiamo nella nostra ignoranza circa i nostri diritti e doveri, in Europa ci sono
persone che si battono anche per le nostre libertà: «Lei è un silenzioso killer che sta ammazzando la
Democrazia in Europa». Con questa frase detta in direzione del Presidente del Consiglio Europeo
Van Rumpoy, il parlamentare inglese Nigel Farage ha aperto la seduta parlamentare al Parlamento
UE, come ben sappiamo Farage è un sostenitore della Libertà e Democrazia in Europa e quando
parla dice in faccia la verità a chiunque... ma veniamo al dibattito
195

.
Nel regime in cui viviamo nessun media italiano ha voluto mostrare al popolo sovrano la rivolta
svoltasi il 12 dicembre 2007 nel Parlamento di Strasburgo
196
Solo attraverso internet è possibile approfondire l’argomento col fine di crearsi una propria idea,
libera ed indipendente. Questo episodio dimostra lo scarso interessi dei "giornalisti" e alimenta
dubbi legittimi circa il loro ruolo nella società, sembra che siano servi del potere invisibile. Essi
cercano da un lato sminuiscono e demonizzano internet, e dall'altro sfruttano internet a loro
vantaggio. Cercano di non perdere la loro credibilità nata dai media tradizionali (televisione e
quotidiani) e per questa ragione cercano di limitare il dissenso politico verso un sistema che
funziona contro i diritti dei popoli.
, e nessuna trasmissione televisiva ha
mostrato pubblicamente l'accaduto e avviato un dibattito sul Trattato di Lisbona, e la relativa
approvazione avvenuta nel "silenzio", e senza referendum popolare.

Per buona parte di banchieri, grandi imprese e partiti otto-novecenteschi conta la crescita del PIL,
l’aumento dei consumi, e la competitività, concetti obsoleti che trovano ampio spazio all’università
e in televisione. Eppure, già nel 1972 istituti di ricerca sostenuti anche dai banchieri ipotizzarono un
rinnovamento coraggioso e profondo della società, attraverso trasformazioni ecologiche, culturali e
istituzionali volte a impedire il fatto che l’impronta ecologica superasse la capacità di carico del
pianeta Terra
197
. Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale
questo capitalismo finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.
198
L’attuale forma
di produzione della “ricchezza” sta conducendo la Terra verso la distruzione e questo pensiero sta
avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del sistema capitalistico
199

195
Farage: signor Presidente, lei ha il Carisma di uno straccio umido e la presenza di un apprendista di Banca, io chiedo
a lei facendogli una domanda a nome di tutti noi. Chi è lei? Io personalmente non ho mai sentito parlare di lei e
nemmeno in tutta l’Europa, le chiedo, signor Presidente, chi ha eletto la sua persona? Con quale meccanismo?
(nel momento in cui si alzavano le proteste) ..Farage ha risposto. Lo so ..da voi la Democrazia non è molto apprezzata,
continuando a parlare in direzione del Presidente, con quale meccanismo noi Europei possiamo allontanare lei da questo
Parlamento? E' questa la Democrazia Europea? Ritengo che lei sia competente ..astuto e pericoloso, non ho dubbi che
lei sia stato eletto per disintegrare in silenzio la democrazia e gli Stati nazionali in Europa, a quanto sembra lei odia che
in Europa ci siano più Stati Nazionali, probabilmente perché lei viene dal Belgio e come ben sappiamo il Belgio è uno
Stato NULLO e senza Costituzione, da quando lei è stato eletto Presidente la Grecia è diventata un Protettorato..Sir..lei
non ha nessuna Legittimità in questo lavoro e glielo posso garantire, io parlo per la maggioranza del Popolo Inglese, noi
non conosciamo lei. Noi non vogliamo lei... e prima scompare da questa scena il più lontano possibile tanto meglio sarà
per noi in Europa.
. La
tecnologia è capace del meglio (quando salva delle vite, per esempio), come del peggio (quando ne
distrugge). Nell’un caso come nell’altro, non fa le cose a metà, per via della sua potenza e della
rapidità del suo sviluppo. Il suo impatto è divenuto tale che la stima del rapporto costi/benefici delle
nuove tecnologie non può essere lasciata unicamente al mercato. L’innovazione tecnologica deve
essere inquadrata in un processo democratico in grado di consentire un ripensamento e di tener
http://www.youtube.com/watch?v=bypLwI5AQvY , 24 febbraio 2010
196
Rivolta al Parlamento Europeo: ciò che non abbiamo mai visto, http://www.youtube.com/watch?v=I0ldy6g8jEM
197
DONELLA MEADOWS, DENNIS MEADOWS, FORGEN RANDERS, i nuovi limiti dello sviluppo, Oscarmondadori
2006, pag. 6
198
GIORGIO RUFFOLO, élite da buttare, in L’Espresso N.42 anno LV, 27 novembre 2008, pag. 128
199
EMANUELE SEVERINO, tecnica e architettura, Raffaello Cortina editore, 2003
72
conto del bene comune (della salute pubblica o, per esempio, della biodiversità) meglio di qualche
attore privato.
200
Ad esempio, circa i consumi tanto auspicati da Mario Draghi, Presidente della BCE, bisogna
considerare che nei paesi industrializzati, i supermercati sono la formula più utilizzata per la spesa
quotidiana, ma gli stessi non sono stati studiati per migliorare la qualità della nostra vita, ma per
consentire ai proprietari di avere rendimenti più elevati. Tutto è studiato per il massimo incasso col
minimo di investimento. L’avvento dei supermercati ha fatto scomparire i piccoli dettaglianti ed i
piccoli luoghi di incontro

201

.
I politici, come hanno spiegato Alexander Del Mar, Ezra Pound, Abramo Lincoln, J F Kennedy,
Giacinto Auriti, J ean Ziegler, Thomas Sankara
202

sono i migliori camerieri dei banchieri ed essi
hanno conservato un potere poiché la maniera per comprarsi le persone è ben nota a chiunque abbia
l’umiltà, la passione e l’interesse di scoprire la verità del perché c’è “qualcosa” che non funziona
nella globalizzazione.
“In pressing su Unicredit”. Un documento rivela le deleghe del nuovo “country chairman” Piccini.
Che non includono i crediti, come invece chiedeva la Lega. La nomina era stata salutata con giubilo
dallo stato maggiore veneto della Lega Nord. Piccini, 54 anni, una vita passata in banca, nel nuovo
incarico di presidente e responsabile per l’Italia del gruppo Unicredit era il segnale che «la mia
fiducia era ben riposta», aveva dichiarato il neo-presidente regionale Luca Zaia, intervenuto a caldo
lo scorso 13 aprile subito dopo la designazione ufficiale di Piccini. […] Nell’ambito di questo
progetto, ora al vaglio di Banca d’Italia, uno degli obiettivi è spostare in periferia le decisioni su quali
imprenditori sono meritevoli di ottenere un prestito e su quali tassi d’interesse applicare loro.
203


I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce
e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e
controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive
director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che
offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci
sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non
si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema
mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”»
204
L’alta finanza ha creato paradisi bancari come Euroclear
.
205
e Clearstream
206
dove vige il segreto
assoluto, conti su cui è possibile far comparire e scomparire il denaro occultandone la fonte di
provenienza.
207
L'organizzazione taxjustice.net ha creato un indice delle segretezza finanziaria, una ricchezza
monetaria che sfugge alle regole fiscali nazionali, si tratta di un sistema globale che consente di non
pagare tasse o pagarne poche grazie alle maglie larghe di leggi deboli e inefficaci. Secondo l'indice
di taxjustice per il 2013 si è stimato che ci sono dai 21 ai 32 trilioni di dollari depositati nei paradisi
fiscali, e si ipotizza che ogni anno circa 1-1,6 miliardi di dollari transitano illecitamente fra uno stato
e l'altro. Si stima che, sin dal 1970, dall'Africa sono transitati senza pagare le tasse circa 1 trilione di
dollari. Nella classifica mondiale della segretezza finanziaria nascosta al primo posto c'è la Svizzera
con 2.000 miliardi di dollari confermandosi come il più grande centro off-shore al mondo con stime


200
NICOLAS RIDOUX, la decrescita per tutti, J aca book, 2008, pag. 47
201
Centro Nuovo modello di Sviluppo, Guida al consumo critico, EMI 2008, pag. 193
202
Thomas Isidore Noël Sankara (Yako, Alto Volta, 21 dicembre 1949 – Ouagadougou, Burkina Faso, 15 ottobre 1987)
è stato un politico burkinabè
203
Luca Piana, In pressing su Unicredit, in “L’Espresso”, N.19 anno LVI, 13 maggio 2010, pag. 130
204
FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354
205
www.euroclear.com
206
www.clearstream.com
207
MARCO PIZZUTI, Rilevazioni non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009 pag. 343
73
che arrivano a 7.000 miliardi di dollari, poi seguono Lussemburgo, Honk Kong, isole Cayman,
Singapore, USA, Libano, Germania, J ersey, Giappone, Panama, etc. L'Italia è al 54° posto.
J ohn Christensen:« [...] Secondo le ultime stime, il capitale di privato depositato offshore è pari a
11.500 miliardi di dollari. Che cosa significa una cifra del genere? Questo esempio può darci
un’idea della sua enormità: se questo capitale generasse un profitto modesto diciamo del 7% e se
questo reddito fosse tassato a un’aliquota molto bassa, ad esempio del 30%, i governi del mondo
avrebbero ogni anno un surplus di reddito pari a 250 miliardi di dollari, che potrebbero spendere per
alleviare la povertà e raggiungere gli obiettivi di sviluppo fissati dalle Nazioni Unite.»
208


I am lost in paradise, cantava nostalgicamente J ohanna Wang in una canzone divenuta famosa: mi
sono smarrita in paradiso. Suggerirei ai governi di adottarla all'apertura del prossimo G20, quando si
tratterà di affrontare il tormentato problema dei paradisi fiscali. Da quando il mondo è stato scosso
dalla più violenta crisi economica degli ultimi ottant'anni si susseguono le lamentazioni e le
indignazioni sul ruolo che nella crisi hanno svolto i circa 50 paradisi fiscali (anche il loro numero è
controverso) esistenti nel mondo, i quali - cito da una recente risoluzione del Parlamento europeo -
"incitano a praticare l'evasione fiscale, la frode fiscale e la fuga dei capitali". Tanto vibrata la
denuncia, quanto fiacca e irresoluta la risoluzione: l'Unione, afferma l'europarlamento, "condanna
con forza (tipica espressione usata da chi è consapevole di mancare di forze, ndr.) il ruolo svolto dai
paradisi fiscali". Che cosa propone il Parlamento europeo all'Unione? Assolutamente, niente:
"L'Unione è invitata a rafforzare la sua azione e a prendere misure concrete e immediate, come, ad
esempio, sanzioni contro i paradisi fiscali" (!). Immagino che i signori dei paradisi avranno tremato
leggendo queste righe. In un altro progetto di risoluzione, presentato da Cohn Bendit e Rebecca
Harms a nome del gruppo dei Verdi si leggono considerazioni più sensate. Si constata l'impotenza
della denuncia e il vuoto della volontà. In particolare, si rileva la scandalosa assurdità delle
conclusioni dell'Ocse che ha cancellato dalla sua "lista nera" la maggior parte dei paradisi contro la
semplice promessa di aderire ai principi relativi agli scambi di informazione: come dire, scagionare i
delinquenti mafiosi da ogni accusa in cambio della loro assicurazione di comportarsi bene. Il
prodotto lordo mondiale (Plm) ammonta a 4 mila miliardi di dollari. Il Plc, il prodotto lordo
criminale, a mille miliardi, un quinto del totale. Di che si tratta? Di tutto: droga, racket, rapimenti,
gioco d'azzardo, sfruttamento della prostituzione, traffico di rifugiati, di oggetti d'arte, di specie
protette, di organi umani... Il prodotto di questo enorme giro di affari bisogna, ovviamente, riciclarlo.
E a questo si provvede grazie all'anonimato dei paradisi, che si sottraggono ad ogni seria
informazione. Si calcola che il riciclaggio di denaro sporco ammonti a 600 miliardi di dollari
all'anno. Il giro d'affari dei paradisi fiscali è di 1.800 miliardi di dollari. Le società off shore
presenti in paradiso sono 680 mila. Le banche, attraverso le loro filiali sono, dichiaratamente, 10
mila. Ma esistono sistemi bancari paralleli che operano completamente al di fuori del sistema
ufficiale, sfuggono anche agli obblighi formali e agli ordinari strumenti di vigilanza e controllo delle
autorità competenti. Questi assumono denominazioni folkloristiche. In Cina si parla di sistema Chop
Shop. In India di sistema Hundi, in America latina di Stash house. L'Inghilterra è senza dubbio la

208
in Report, Let's make money, di Erwin Wagenhofer, andato in onda su RAITRE, 2012
74
madre di tutti i paradisi. La finanza britannica domina più di 20 paradisi dell'arcipelago off shore,
dalle lontane isole Cayman alla vicinissima isola di Man. Ed è istruttivo constatare come alle
denunce frementi di Blair del terrorismo, definito come la guerra del secolo, corrisponda il
protettorato britannico dei 20 casinò che lo finanziano. La doppiezza politica in tema di criminalità
internazionale non è però una prerogativa britannica. Non vi si sottrae certamente l'istituzione che
più di ogni altra al mondo ha a che fare col paradiso: la Chiesa cattolica. Nel Vaticano opera una
delle banche più misteriose del mondo, l'Istituto delle Opere di Religione, Ior. Le sue operazioni
sono identificate solo attraverso un codice. Non si rilasciano ricevute, non esistono assegni intestati
allo Ior. I suoi bilanci e i suoi investimenti sono noti solo al papa, al Collegio dei cardinali e,
naturalmente, alla direzione e ai revisori dell'istituto.
209


I banchieri non hanno bisogno di soldi: li stampano dal nulla. Anche Norberto Bobbio, nel 1984
disse chiaramente che qualcosa non funzionava: «il Parlamento non è più nella società industriale
avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni
prese altrove»
210
. Fu Bobbio, in Italia, a parlare di videocrazia, plutocrazia, cleptocrazia
211
e di
“potere invisibile”. Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia,
dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti
incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio,
visibilissima
212
Eppure è sufficiente un click del mouse per riscontrare in internet quanto Bobbio denunciava,
nell’indifferenza totale di allora quanto nell’apatia odierna. Come difendere l’industria nazionale
dalla speculazione e dalle svendite indiscriminate. Ampia rappresentanza delle forze politiche
italiane alla conferenza del Movimento Solidarietà e dell'EIR del 28 giugno 1993
.
213

. E’ lungo il
titolo di un dibattito che chiedeva conto circa l’incontro “segreto” del panfilo Britannia ed il relativo
rischio di un probabile comportamento eversivo di diversi partecipanti e non (decisioni prese
altrove). Si citano Carlo Azeglio Ciampi, Mario Draghi, Romano Prodi, Giuliano Amato,
Beniamino Andreatta che in quegli anni ricoprivano ruoli e funzioni strategiche per l’economia
italiana ma soprattutto per la ricchezza degli italiani. Le illazioni di Movisol sono pesantissime e se
ci fosse maggiore coscienza da parte delle Corti, Costituzionale e dei Conti, si potrebbe avviare un
processo per tradimento alla Repubblica italiana ed atti eversivi dell’ordine democratico poiché
leggendo l’ampio articolo il popolo sovrano sembra esser stato tradito, ingannato e privato di poteri
di controllo sulla cosa pubblica per favorire interessi privati: SpA straniere e non solo. Un piccolo
“stralcio” dell’articolo:
Invece il comportamento di Andreatta è la prova che esiste un legame, come è stato detto nella
introduzione, tra la strategia liberista, della "terapia d'urto" e delle privatizzazioni, e la geopolitica
applicata nei Balcani per intrappolare l'Europa in uno scenario di conflitti.

Per Prodi, e Draghi si evidenziano le loro “relazioni collaborative” con Goldman Sachs, stessa
relazione che deteneva Gianni Letta, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La prima parte dell’articolo di Movisol evidenzia anche l’influenza, negli anni ’90, dell’agenzia
americana di rating, Moody’s, in chiaro conflitto di interessi nel giudicare l’andamento del debito
italiano.

Agenzie di rating in oggettivo conflitto di interesse, responsabili di marketing che "aggiustano" i giudizi degli analisti
per «far felice il cliente» ed evitare che si rivolgano alla concorrenza, analisti visti come «piantagrane» e quindi

209
GIORGIO RUFFOLO, una vergogna chiamata off-shore, in l’Espresso 8 novembre 2010
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/una-vergogna-chiamata-off-shore/2137840
210
NORBERTO BOBBIO, l’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi Torino 1995
211
Videocrazia: conseguente alla crescente manipolazione a livello mondiale e nazionalizzazione dell’informazione;
Plutocrazia: determinata dalla concentrazione del potere politico nelle mani di pochi detentori di smisurate ricchezze
personali; Cleptocrazia: quando quelle ricchezze sono il frutto di attività illecite
212
NORBERTO BOBBIO, il futuro della democrazia (prima ediz. 1984), Einaudi, pag. 17
213
MOVISOL, http://www.movisol.org/draghi4.htm , Solidarietà, Anno I, Numero 2 (ottobre 1993)
75
«minacciati» o licenziati se non si adeguano. Questo, in sintesi, tutto il marcio delle agenzie di rating svelato dall'ex
vicepresidente di Moody's William J . Harrington, analista per 11 anni.
214


La procura di Trani ha avviato un'indagine
215
con l'accusa di aggiotaggio
216

e manipolazione del
mercato pluriaggravata.
Sembra esista un'élite che opera al di sopra del diritto internazionale e delle Costituzioni nazionali.
Il 25 novembre 2013 il programma televisivo Report, in onda su Rai Tre, condotto da Milena
Gabanelli mostra un'inchiesta di Paolo Mondani, L'ostaggio. Dall'inchiesta emerge un inquietante
intreccio fra primi ministri, SpA del petrolio e servizi militari. Si parte dalla vicenda di Alma
Shalabayeva e sua figlia Alua, e si scoprono i rapporti d'affari fra il dittatore kazaco Nursultan
Nazarbayev e «l'ex cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer, l'ex presidente polacco Aleksander
Kwaniewski e Romano Prodi che sono ufficialmente membri dell'International Advisory Board di
Nazarbayev. Ma ci sono altri buoni consiglieri del presidente kazako: oltre Silvio Berlusconi c'è l'ex
cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, l'ex ministro dell'interno tedesco Otto Schily e naturalmente
Tony Blair». Bakhytzhan Toregozhina – Fondazione “AR. RUKH. KHAK”: «qui il livello di
corruzione è impressionante, ma non mi aspettavo che succedesse la stessa cosa in Europa. Quando
vediamo che Nazarbayev, attraverso il suo ambasciatore riesce ad imporre al governo italiano la
deportazione di una donna e di una bambina, capiamo che noi oppositori non possiamo più
rifugiarci da nessuna parte. Neppure nella democratica Italia».
217


Ricordiamo cosa dice l’art. 416 (associazione per delinquere) del codice penale: I tratti caratteristici
di questa fattispecie di reato sono: la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo
destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il
programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del
reato permanente; l'esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità
indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame. Parte della
dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che
l’associazione sia dotata di una "organizzazione", anche minima, ma adeguata rispetto al fine da
raggiungere.
Per chi indaga sui reati finanziari è del tutto impossibile trovare le prove (soldi) del vantaggio
acquisito dato che le leggi consentono l’uso di società off-shore e, le stesse spesso conducono a
paradisi fiscali dove le leggi nazionali non hanno alcun valore e, quindi è totalmente inefficace il
potere investigativo degli inquirenti. Invece, sono evidenti a chiunque i vantaggi acquisiti di alcune
SpA dopo le cattive privatizzazioni avvenute in Italia. Sono numerose le testimonianze e gli articoli
di giornali che raccontano atteggiamenti e comportamenti eversivi da parte di banchieri, funzionari
pubblici e politici, che sembrano preoccuparsi ed occuparsi, principalmente, di arricchire le tasche
di talune SpA per trarne vantaggi personali a scapito dei popoli sovrani. Le privatizzazioni italiane
non hanno applicato il principio della democrazia economica, anzi lo stesso è stato eluso come
spesso accade quando si vuole aggirare la Costituzione italiana. Le norme italiane consentono di
acquistare quote azionarie delle ex-aziende di Stato, ma il controllo delle stesse anziché essere
trasferito ai cittadini (azionariato diffuso) e garantito da una mano pubblica con un arbitro
imparziale si è consentito ad alcune SpA di accentrare poteri e capitali (“scatole cinesi”) per passare
da legittimi monopoli di Stato ad immorali monopoli privati (plutocrazia e cleptocrazia)
contraddicendo la democrazia economica e rubare a norma di legge i beni dello Stato.

214
IlSole24ore, 23 agosto 2011, http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-23/vicepresidente-moodys-
agenzie-rating-174131.shtml?uuid=AaFluRyD
215
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/07/13/743573-moodys-inchiesta-procura-trani-informazioni-distorte.shtml
216
L'aggiotaggio è un reato, disciplinato dal codice penale, che all'articolo 501, intitolato "Rialzo e ribasso fraudolento
di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio"
217
Paolo Mondani, L'ostaggio, http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a86e8390-0d53-427e-bb6a-
1904dbbc1cfd.html
76
In questo incontro del 1993 si legge ancora:

Governi e banche centrali dell' Europa continentale hanno sin ora respinto le nuove tecniche
speculative della finanza derivata. Alcuni banchieri svizzeri e tedeschi sono convinti che l'offensiva
condotta dagli anglo-americani con la finanza derivata sia “più pericolosa di una guerra nucleare con
la Russia”. Il 24 novembre, poco dopo la crisi dello SME, il direttore generale della Banca per i
Regolamenti Internazionali di Basilea Alexander Lamfalussy ha dichiarato ad un gruppo di banchieri
a Londra: "Volete sapere perché molti colleghi delle banche centrali nutrono le mie stesse
preoccupazioni che queste attività possano rappresentare problemi di natura sistemica nel sistema
finanziario internazionale?" Lamfalussy teme il ripetersi del fenomeno verificatosi col crac borsistico
del 1987: "l'attività sui mercati derivati potrebbe avere notevoli ripercussioni nei sottostanti mercati
pronti, al punto da accentuare proprio quella instabilità dei prezzi contro la quale si pensava di dare
un'assicurazione con alcuni strumenti derivati". […]Anche un personaggio di spicco a Wall Street
come Henry Kaufman, che è stato il primo economista della Salomon Brothers, si è detto
preoccupato perché la speculazione "derivata" fa intravedere "una prossima catastrofe colossale per
le banche americane". Altri così bollano queste novità nel sistema finanziario: "ventiseienni con il
computer stanno costruendo la bomba all'idrogeno finanziaria." Tuttavia non fanno nulla per
controllare la situazione. La primavera scorsa Lamberto Dini condusse uno studio per il Fondo
Monetario Internazionale, ma il suo rapporto è stato praticamente censurato, la stampa non ha
ottenuto delle copie. Ad una mia domanda nel corso di una conferenza a febbraio, Lamberto Dini ha
risposto: "Le banche americane e londinesi svolgono il grosso delle attività in questo processo.
Dobbiamo determinare innanzitutto cosa stia effettivamente accadendo.

Nella sostanza, questo ampio articolo mostra con chiarezza e lucidità quanti sapevano cosa stesse
per accadere prima che i subprime fossero venduti, nel 2008, e soprattutto erano consapevoli del
processo di privatizzazione del mondo con strumenti finanziari progettati appositamente per rubare a
norma di legge. Si capisce bene quanto le istituzioni tradizionali, Parlamento, Governi, Presidenti
siano servitori di volontà altrui e che queste non siano volontà etiche, anzi.
In questo frangente si mostrano aspetti determinanti della società. La moneta, il capitale, sono mezzi
che determinano la vita dei cittadini e le scelte delle istituzioni nazionali e soprattutto locali,
Regioni, Province e Comuni poiché hanno la seria difficoltà di programmare e destinare i soldi utili
a creare sviluppo e crescita per i cittadini. Come può esserci democrazia rappresentativa o
democrazia diretta se i capitali possono apparire e sparire con un click di mouse? Come può esserci
dignità umana quando chi determina la creazione di ricchezza con la moneta non è stato mai eletto?
Quale cittadino ha eletto i membri della BCE, della Banca d’Italia, o i membri di un’agenzia di
rating, e/o della Commissione e/o del Consiglio europeo?
Il Comune della nostra città ha obblighi ben precisi dettati dal fiscal compact e dal patto di stabilità
e crescita che limitano gli investimenti. Questi vincoli contabili e il modello di programmazione
politica degli investimenti costringe gli Enti locali a chiedere prestiti bancari caricati da interessi,
ma di chi è la banca?
Come può un cittadino, partecipare alla vita politica del proprio Paese quando le principali
infrastrutture, telecomunicazioni, autostrade, acqua sono gestite da manager che non hanno interessi
pubblici, ma badano esclusivamente a massimizzare i profitti?
Studiare la gestione del proprio Comune suggerisce il fatto che Enti locali sono condizionati da
direttive europee e linee politiche provenienti da organizzazioni sovranazionali non rappresentative
degli interessi pubblici. L'influenza delle SpA che acquistano i Titoli di Stato è evidente. Le vicende
politiche hanno mostrato che i nostri amministratori si scambiano ruoli e funzioni coi banchieri e gli
stessi siedono nelle SpA che fanno i milioni con i servizi pubblici locali in regime di monopolio,
altro che libero mercato, sembra sia libero di rubare a norma di legge. Ma quanti hanno compreso
l’enorme potere di ricatto dei “capitali mobili”?

Nel mondo odierno la mobilità è divenuta il fattore di stratificazione più efficace e ambito, la materia
con cui sono quotidianamente costruite e ricostruite nuove gerarchie sociali, politiche, economiche e
culturali di portata sempre più mondiale. Attraverso la mobilità acquisita dai proprietari e gestori di
capitali passa una nuova – e senza precedenti nella sua radicale categoria – emancipazione del potere
dai suoi obblighi: nei confronti dei dipendenti ma anche nei confronti delle giovani e più deboli
77
generazioni e di quelle future e nei confronti dell’autoriproduzione delle condizioni di vita di tutti; in
breve, la libertà del dovere di contribuire alla vita quotidiana e alla perpetuazione della comunità.
[…] Non essere più responsabili delle conseguenze è il beneficio più ambito e apprezzato che la
nuova mobilità conferisce al capitale fluttuante e svincolato dalla dimensione locale. I costi per la
gestione delle conseguenze non devono essere più presi in considerazione nei calcoli sull’«efficacia»
degli investimenti. La nuova libertà del capitale richiama alla mente i proprietari assenteisti di un
tempo, famigerati per il modo in cui trascuravano, suscitando forti risentimenti, i bisogni delle
popolazioni che li nutrivano. L’unico interesse che il proprietario assenteista aveva per la terra che
possedeva consisteva nel «sovrappiù» che se ne poteva scremare. Ma nonostante le indubbie
analogie, il paragone non rende pienamente giustizia al tipo di libertà dalle preoccupazioni e dalle
responsabilità che il capitale mobile del tardo Novecento ha acquisito e che il proprietario assenteista
non poteva nemmeno sognarsi.
218


Un dato statistico, condiviso da Tullio De Mauro, indica che due italiani su tre non hanno capacità
di intendere quello che stanno leggendo, questo potrebbe aiutarci a capire perché la maggioranza del
popolo si limita a votare due coalizioni politiche, destra e sinistra, praticamente inutili allo sviluppo
umano.

Tullio De Mauro, principe dei linguisti italiani, torna alla carica con una nuova edizione del suo libro
“La cultura degli Italiani”. I suoi dati dicono che il 70% degli italiani è pressoché analfabeta o
analfabeta di ritorno: fatica a comprendere testi, non legge niente, nemmeno i giornali. Per il sapere
un 70% di somari è una maggioranza deprimente; e per la politica costituisce un’asinocrazia
travolgente e facile da travolgere.
219


Possiamo esser certi: i degenerati governano il mondo e l’Italia. Per porre rimedio alla
degenerazione potremmo iniziare a leggere più libri (solo il 34% degli italiani legge poco più di un
libro al mese)
220
, studiare meglio la nostra lingua; vi sono due romanzi molto utili che descrivono la
realtà illusoria: uno è 1984 di George Orwell e l’altro è fahrenheit 451 di Ray Bradbury entrambi
hanno ispirato il film Matrix che racconta il mondo come una realtà illusoria e come tornare a vivere
da esseri umani, bisogna sconnettersi da Matrix. Il film documentario Zeitgeist addendum, Il pianeta
verde, La crisi, The Corporation, Inside Job
221
, Diario del saccheggio
222

sono altre testimonianze
cinematografiche socialmente utili.
Globalizzazione tradotto in termini pratici ed etici, significa rubare i diritti umani per arricchire
un'élite e controllare i popoli. L’UE è fondata anche su questi principi. Senza regole morali siamo
tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti e compiacenti della cupola
di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella scientifica) che la ricchezza
globale
223

.
I Governi stanno facendo enormi passi avanti per impedire un libero sviluppo dei popoli e per
questo cercano di controllare internet e i social media, affinché possano monitorare le persone che si
scambiano conoscenze e opinioni politiche. I social media sono il Grande Fratello orwelliano.

218
ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, l’etica assediata, il Mulino pag. 237
219
Analfabeti di Ritorno Mauro e Sartori sugli Concittadini di oggi, 27 marzo 2010 -
http://a2e.de/phm/10/03/mauro/phm_pub_mauro1003.it.pdf
220
TULLIO DE MAURO, “Sete di informazione” e analfabetismo di ritorno,
http://www.riviste.provincia.tn.it/ppw/Trentino.nsf/0/0049BFFD7FA8B958C1257325003A6C89/$FILE/14tullio.pdf?O
penElement
221
I nside J ob è un film del 2010 prodotto, scritto e diretto da Charles Ferguson, che indaga le cause della crisi
economica del 2008-2010, vincitore dell'Oscar al miglior documentario nel 2011. L'autore ha spiegato che il film mette
a nudo "la corruzione sistemica negli Stati Uniti attuata dall'industria dei servizi finanziari e le conseguenze di questa
corruzione sistemica."
222
Un film di Fernando Ezequiel Solanas. Titolo originale Memoria del Saqueo. Documentario, durata 118 min. -
Argentina
223
MARCO PIZZUTI, rivelazioni non autorizzate, Ed. Il punto d’Incontro, 2009, pag. 370
78
Governi e media alimentano uno stato di tensione e paura poiché è utile al controllo delle messe ed è
uno dei più grandi affari del mondo. Con l’uso delle parole ripetuto decine e decine di volte nei
media si produce il consenso. E quindi come racconta G. Orwell nel suo famoso romanzo 1984
l’élite sta conducendo i popoli in una dittatura globale, un totalitarismo per gradi. Nella “dittatura
SpA”
224
degli USA due senatori, J ohn Rockefeller (partito democratico) ed Olympia Snowe (partito
repubblicano), hanno proposto il Cyber Security Act 2009 che trasforma il Presidente Obama nel
più grande dittatore del mondo di internet con poteri di spiare e censurare. Tutto in linea con quanto
già accadeva in passato circa un trucco rivelato cioè il ritrovamento di una chiave segreta nel
sistema OS (Operation System), che permetteva alla NSA (National Security Agency – organo
spionistico del Governo americano) di decriptare tutti i documenti criptati in ogni computer del
mondo. Microsoft aveva installato una porta di accesso alla NSA nel sistema Windows
225
Le decisioni dell’èlite in questi ultimi decenni hanno condotto i popoli in un recinto e chiuso il
lucchetto. Meno democrazia e più controllo popolare. In ambito europeo hanno accentrato poteri
decisionali nelle mani di persone (BCE, MES, BEI, Commissione e Consiglio) che non
risponderanno mai di fronte alle legge ed in ambito locale hanno reintrodotto un modello di
amministrazione medioevale per consentire assunzioni clientelari (voto di scambio) col fine di
gestire il consenso politico
.
226

.
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Intervista andata in onda su Report (19 nov 2006), MASSIMO VILLONE - Senatore DS:
«Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un
governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di
riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle
risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di
volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente
messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva
le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini
vorrebbero naturalmente, però per me è un problema. Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo
l’amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un’altra area. Le cose che mi
interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di
questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio.
Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti.
Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo
di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato,
in una SpA nella quale io partecipo come ente. Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di
amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e
poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un pò di assunzioni, faccio assumere
quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto
questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci
sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che è quello della produzione del consenso.»

Utilities, affari del potere locale. “Non si ferma la corsa delle SpA pubbliche”. Società e consorzi crescono del 5%
rispetto al 2008, quasi 25mila poltrone nel consiglio di amministrazione. Una lista di attività poliedriche, che
spesso servono a trovare una poltrona agli estromessi del giro della politica a chi nella politica c’è rimasto e non
disdegna i doppi e tripli incarichi.
227


«[…] lei è un vecchio che pensa in termini di nazioni e di popoli. Non vi sono nazioni, non vi sono
popoli, non vi sono russi, non vi sono arabi, non vi sono terzi mondi, non c’è nessun Ovest; esiste
soltanto un unico, un solo sistema di sistemi uno vasto ed immane, interdipendente […] E’il sistema
internazionale valutario che determina la totalità della vita su questo pianeta. Questo è l’ordine
naturale delle cose, oggi. Questa è l’atomica e subatomica».
228

224
Negli USA i candidati alla “Casa Bianca” percepiscono finanziamenti dalle stesse multinazionali SpA
Non esiste un Nord e non esiste un
Sud, non esistono “destra” e “sinistra”, non c’è alcuna differenza poiché la religione della crescita,
liberista o keynesiana, ha costruito un sistema del governo delle SpA che è più ricco degli Stati, una
ricchezza che si misura con la moneta creata dal nulla ed ha distorto il concetto di valore. Questo
225
VITTORIO MARCHI, la scienza dell’uno, Macro edizioni, pag.227
226
intervista di Bernardo Iovine all’on. Massimo Villone, in onda su RAITRE 19 nov 2006, in Cara politica, Report.
227
Antonello Cerchi Gianni Trovati, Non si ferma la corsa delle SpA pubbliche, in “IlSole24ore” 15 maggio 2010 pag. 3
228
tratto dal film “Quinto potere” di Sidney Lumet, 1976
79
sistema è imploso come preconizzò Minsky teorizzando il fallimento dell'economia del debito. La
bioeconomia chiarì i limiti di teorie politiche economiche, liberismo e keynes poiché ignorano le
leggi della fisica (economia reale). Solo la bioeconomia tiene conto dei danni ambientali sanitari,
ma non viene insegnata all’università.
I dipendenti eletti non rispondono ai bisogni o alla volontà popolare, e perseguono idee e strategie
programmate da organizzazioni e gruppi che hanno obiettivi opposti ai principi costituzionali.
Persino un’inchiesta di Riccardo Iacona mostra che a Milano l’Istituto Leone XIII, gestito
dall’Ordine dei Gesuiti, per scelta della Regione Lombardia riceve maggiori risorse pubbliche pro-
capite rispetto alla scuola pubblica, per formare l’élite
229
. Walsh studioso dell’Opus Dei ed ex
gesuita, scrive: «La Compagnia di Gesù e l’Opus Dei sono stati frequentemente comparati.»
Secondo molti osservatori è oggi l’Opus Dei un network di cooperazione intellettuale e
professionale, non dissimile dalla massoneria.
230
La giornalista, Francesca Barzini inviata da Riccardo Icona si avvale della ricerca effettuata da Tina
d’Amicis del gruppo di Rifondazione comunista, che mostra a tutti come l’Assessore all’Istruzione
Gianni Rossoni “giustifica” la scelta politica di destinare più fondi pubblici alle scuole private e
come la tendenza, iniziata nel 2001, sia andata aumentando nel tempo fino ad arrivare nel 2009 a 50
milioni di euro per le scuole paritarie (private). Nell’anno scolastico 2008/’09 ci sono stati, in
Lombardia, 965.755 studenti iscritti alle scuole statali che hanno ricevuto 24.589.000 euro, mentre
ci sono stati 98.392 studenti per le scuole private che hanno ricevuto 51.460.000 euro. I dati
mostrano come la popolazione studenti delle scuole pubbliche è circa 10 volte superiore rispetto a
quella privata e riceve la metà dei soldi rispetto a quanto ricevono gli studenti delle scuole private.
La Regione Lombardia destina €25,46 (pro-capite/studente) alla scuola pubblica e €523 ai privati
(pro-capite/studente), insomma cifre 20 volte superiori agli studenti delle scuole private rispetto a
chi frequenta la scuola pubblica.

La contrapposizione è fra un modello totalitario e centralizzato (dittatura globale), UE e BCE,
contro l’autoderminazione dei popoli (democrazia e libertà). Un mondo giusto è privo di Borse
telematiche e di governi centrali, in un mondo giusto le persone sono libere di accedere a tutti i
livelli di conoscenza col fine di perseguire scopi collettivi e non l’accumulo di ricchezze personali.
In un mondo giusto si coopera non si compete.

Costantemente cronache giudiziarie mostrano livelli di corruzione presenti nell’amministrazione
pubblica. Eppure i protagonisti delle vicende dichiarano che la corruzione è un modus operandi per
raggiungere obiettivi e questi sono ben visibili nel quotidiano: meno democrazia, meno libertà. Dal
punto di vista dell’etica, la corruzione come l’ambizione personale sono il sintomo dell'avidità,
dell'ego per soddisfare se stessi e i propri sodali, amici e parenti. Lo scambio di favori atto a violare
norme, procedure, principi di equità o libera concorrenza, è un comportamento immorale che è
sempre esistito e lo stesso viene favorito in ambiti non controllabili (assenza di trasparenza), ma è
anch’esso sostenuto dall’esistenza della moneta.
La trasparenza e soprattutto il controllo più efficace si ha con la partecipazione attiva dei cittadini,
con più democrazia. Numerose comunità nel mondo hanno saputo eliminare debiti e corruzione
introducendo strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli statuti degli Enti locali. Gli
italiani potranno diventare, se lo vorranno, un popolo civile e normale se, e solo se, avvieranno una
scuola politica di educazione civica per sperimentare processi partecipativi, dinamiche di gruppo, e
quindi essere più consapevoli nel deliberare scelte che riguardano il bene comune.

In una democrazia, la selezione delle idee è più efficiente. La democrazia non è altro che
l'elaborazione sociale delle idee individuali. Le nuove idee hanno origine sempre da individui, perché
solo gli individui possono pensare. Ma le idee individuali devono essere considerate, soppesate le
une con le altre e adattate alle condizioni della società. Si ha bisogno l'uno dell'altro per correggere le

229
RICCARDO IACONA, Presa diretta, la scuola fallita, in onda su RAITRE 14 feb 2010
230
FERRUCCIO PINOTTI, massoneria e Opus Dei in Fratelli d’Italia, BUR, 2007, pag. 658
80
imperfezioni di ogni idea altrui. Il cuore della democrazia è in realtà questo processo di formazione
delle idee sociali, in cui l'idea o la proposta di una singola persona, spesso già accettata da un gruppo
più piccolo (un partito politico, un gruppo d'azione o un gruppo di pressione), viene valutata nei suoi
pro e i suoi contro dall'intera società. Questo processo di formazione delle idee porta a una scelta. Ma
la scelta deve sempre essere vista in un contesto storico; la minoranza di oggi può essere la mag-
gioranza di domani. In rapporto al continuo sviluppo di idee le decisioni reali sono come battiti di
timpano all'interno di un'intera sinfonia.
231


Fra le varie organizzazioni sovranazionali, gruppi di potere e di influenza politica, ne esiste un’altra
che riporta un inquietante dibattito interno allo stesso fra Ivan Krastev & Mark Leonard circa i
risultati di un sondaggio, datato 24 ottobre 2007:

[...]The distinctive characteristic of the new world order seems to be that it will be determined not
simply by the balance of ‘hard power' (the ability to use economic or military power to coerce or
bribe countries to support you), but by the balance of what the American academic J oseph Nye has
called "soft power"- the ability to get what you want through attraction rather than coercion and
payment, arising from the appeal of your culture, political ideals, and policies. Paradoxically nothing
seems to erode soft power as much as the possession of military power. [...]

“Il Nuovo Ordine Mondiale non sarà determinato semplicemente dal dosaggio del “Potere Duro”
(l’abilità di usare la potenza militare ed economica per costringere o comprare gli stati in modo che ti
supportino), ma dal dosaggio di ciò che l’accademico americano J oseph Nye ha chiamato “Potere
Soft” – l’abilità di ottenere ciò che vuoi attraverso l’attrazione piuttosto che la coercizione e il
finanziamento, crescendo attraverso il richiamo della propria cultura, le idee politiche e le politiche”.

Questo è quanto si legge dal sito
232

dell’European Council on Foreign Relations (costola europea
del Council on Foreign Relations) e fra i membri leggiamo gli italiani: Giuliano Amato, Emma
Bonino, Massimo D’Alema, Marta D’Assù: consigliera personale di D’Alema sia come Ministro
degli esteri che come Primo ministro, ex direttrice del Centro studi per la politica internazionale,
direttrice generale per le attività internazionali del famigerato Aspen Institute, direttrice della rivista
Astenia, Gianfranco dell’Alba: direttore delle delegazione di Confindustria presso l’Unione Europea
a Bruxelles, Gianfranco Fini, Leoluca Orlando: ex democristiano, ex sindaco di Palermo, ex
dirigente del movimento-partito La rete, ora portavoce nazionale del partito di Di Pietro (Italia dei
Valori, ovvero "centro-sinistra"), Tommaso Padoa Schioppa.
La domanda ingenua sorge spontanea, perché i media italiani non riportano le opinioni o non sono
presenti nei dibattiti di questi gruppi?

Una moneta unica mondiale. La vogliono le 420 banche più potenti (12 ottobre 2010)
233


L'idea è che per evitare una incombente guerra delle valute è necessaria una coordinazione a livello
globale, gestita dal G20 e Fmi. Obiettivo: archiviare le tensioni che spingono i paesi a deprezzare la
propria moneta.
Un'unica valuta a livello globale. E' quanto chiedono 420 delle principali banche e istituzioni
finanziarie di tutto il mondo riunite nella più potente lobby del settore, The Institute of International
Finance, che ha sede a Washington.
"Un insieme di banche, le principali in tutto il mondo, hanno bisogno di giungere a una visione
comune", ha spiegato al Financial Times Charles Dallara, managing director dell'istituto. Insomma,
l'idea e' che per evitare una incombente guerra delle valute e' necessaria una coordinazione valutaria
a livello globale.
"Le politiche uni e bilaterali impiegate negli ultimi mesi - incluse le proposte riguardanti il fronte
commerciale, gli interventi sul mercato valutario e quelli di tipo monetario – hanno contribuito a

231
Appunti tratti da J os Verhulst e Arjen Nijeboer, Democrazia Diretta: Fatti e Argomenti sull'Introduzione
dell'Iniziativa e dei Referendum, traduzione: Emilio Piccoli, www.democracy-international.org, 2007
232
http://www.ecfr.eu/content/entry/commentary_gallup_poll_results/
233
http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1018624 , sito web Wall Street Italia, 12 ottobre 2010
81
peggiorare uno sbilanciamento macroeconomico già esistente", ha scritto Dallara in una lettera
datata 4 ottobre e indirizzata ai ministri delle finanze e ai governatori delle banche centrali che
avrebbe poi incontrato nel corso del weekend successivo a Washington, durante il meeting annuale
del Fmi (chiuso la scorsa settimana).
L'analisi di Dallara continua: "tutto ciò ha portato anche ad un crescendo di azioni protezionistiche
alla luce del fatto che i paesi stanno facendo di tutto per spingere sulle proprie esportazioni,
considerate il vero motore della crescita economica".
Dallara sembra volere premere affinché in futuro il G20 faccia in modo che il Fondo Monetario
Internazionale sfrutti speciali poteri per creare un'unica moneta valida in tutto il mondo e che funga
da alternativa al dollaro americano fino a diventare il nuovo standard per le riserve valutarie do ogni
nazione.
Queste indicazioni sembrano riecheggiare un report pubblicato lo scorso luglio dall'Onu in cui si
invocava la sostituzione del biglietto verde con una divisa unica gestita dal Fondo Monetario
Internationale. Il rapporto di 221 pagine, intitolato "United Nations World Economic and Social
Survey 2010" e' reperibile online sul sito delle Nazioni Unite.

La politica delle banche centrali viene coordinata dalla Bank of International Settlements (BIS, la
Banca dei Regolamenti Internazionali), fondata nel 1930, e dalla sua rete di associate. Lo statuto
della banca venne redatto durante la Conferenza Internazionale dei Banchieri. La BIS ha la sua sede
operativa in Svizzera, uno dei centri più importanti della rete finanziaria degli Illuminati, ed è per
questo che la Svizzera non è mai bersaglio delle guerre orchestrare dagli Illuminati. La Banca dei
Regolamenti Internazionali è collegata alla Banca Centrale Europea (fondata nel 1998 nella città
rothschildiana di Francoforte), alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale,
all’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) ed altre SpA ancora cui formano quella
morsa di ferro che controlla la finanza e il commercio globali e, di conseguenza, le scelte e le
opportunità di popoli e nazioni. I governi sono alla mercé del sistema finanziario e, a causa di ciò, i
banchieri controllano i governi. Essi vogliono centralizzare il sistema ancora di più per mezzo di
una banca centrale mondiale che controlli le banche centrali del superstato che, a loro volta,
avrebbero il predominio sulle banche centrali nazionali. Come disse Mayer Rothschild: «Datemi il
controllo della moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi».
234
























234
DAVID ICKE, la guida di David Icke alla cospirazione globale, Macro edizioni, 2009, pag. 263
82
Scheda tecnica, filosofia del diritto e contraddizioni

Tre anni or sono, al Convegno promosso dall’Institut international de philosophie sul «fondamento dei diritti
dell’uomo», avevo avuto occasione di dire in tono un po’ perentorio, alla fine della mia relazione, che
rispetto ai diritti dell’uomo il problema grave del nostro tempo era non già quello di fondarli
ma di proteggerli. (Norberto Bobbio, 1965, in L’età dei diritti, Einaudi)
Il Patto sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto sui diritti civili e politici, adottati entrambi
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 16 dicembre 1966 cominciano così: «tutti i popoli hanno il
diritto di autoderminazione»; e proseguono: In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro
statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.» L’art. 3 di entrambi
i patti incalzando afferma che «gli stati… debbono promuovere l’attuazione del diritto di autoderminazione
dei popoli» (Norberto Bobbio, L’età dei diritti, Einaudi pag. 31)
Bobbio è stato profetico infatti il cosiddetto potere invisibile nel corso degli anni ha approvato leggi immorali
che consente la gestione di beni demaniali alle SpA. E’ stata fatta un riforma amministrativa che ha introdotto
l’uso del diritto privato in ambito pubblico (anni ’90) per arrivare a trarre profitti tramite il controllo diretto
dello Stato ed i suoi beni.
Sempre Bobbio scrisse che ormai “il Parlamento è una camera di registrazione di decisioni prese altrove”.
L’influenza delle lobby e delle organizzazioni sovranazionali è ben tangibile: delocalizzazioni, privatizzazioni
e deregolamentazione cioè: uccidere, rubare e truffare a norma di legge violando sovranità, libertà e diritti
umani.
Ricordiamoci che: In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare
regime giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può
acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione. I beni demaniali sono infruttiferi: non
procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..
Rispetto a quanto su citato dagli scritti di Bobbio deve apparire evidente che qualsiasi gruppo sovranazionale
non rappresentativo dai popoli se compie azioni di lobby (occulta o non) sulle istituzioni pubbliche,
perseguendo particolari interessi economici attenta alla sovranità dei popoli, sinonimo
dell’autoderminazione. Ecco a cosa arriva il potere invisibile di BIS, BM, FMI, BCE, WTO, Aspen, Bilderberg,
Trilaterale: (ANSA) – ROMA, 22 LUG – ”Quel che dice Tremonti e’ corretto: questo referendum non sta in
piedi. L’acqua e’ e resta del popolo, ma i principi della gestione dell’acqua sono definiti da una direttiva
europea, quindi sono applicazione di un trattato e sui trattati non ci puo’ essere referendum abrogativo.” Cosi’
AcquaLiberAtutti, il comitato contro il referendum sull’acqua, commenta le parole del Ministro
dell’economia. ”Siamo lieti che anche il Ministro dell’economia si aggiunga alla lista di politici di entrambi gli
schieramenti, Della Vedova, Chiamparino, Cazzola, D’Ubaldo, Formisano, Bassanini, Susta, Pirillo, Treu,
Reggi, che aderiscono al ‘no’ al referendum lanciato da AcquaLiberAtutti.” ”In Italia dobbiamo imparare a
confrontarci, anche in modo serrato, sulle cose concrete: i referendari devono spiegare dove prenderanno i 60
miliardi di euro necessari per rifare gli acquedotti, e come scaricheranno questi costi sulla collettivita’. Finora
hanno cavalcato l’onda della paura, agitando lo spettro di multinazionali che compreranno sorgenti e di costi
che aumenteranno a dismisura, ma se personaggi politici di appartenenze cosi’ diverse si espongono su un
tema delicato come l’acqua, significa che i referendari hanno mentito e disinformato i cittadini. Questo e’ un
boomerang che gli si ritorcera’ contro”. (ANSA).

C’è un aspetto giuridico molto interessante:”Quel che dice Tremonti e’ corretto: questo referendum non sta
in piedi. L’acqua e’ e resta del popolo, ma i principi della gestione dell’acqua sono definiti da una direttiva
europea, quindi sono applicazione di un trattato e sui trattati non ci puo’ essere referendum abrogativo.”
Se fosse vero quanto detto da Tremonti allora significherebbe che ci troviamo in un regime totalitario comu-
nazi-fascista, cioè l’Unione europea, poiché la sovranità popolare sarebbe stata ceduta ad un’entità terza
senza chiedere nulla al sovrano. Qualcuno si ricorda un referendum sul Trattato di Lisbona? Cioè Tremonti
lascia intendere che il potere è stato spostato da Roma a Bruxelles (Strasburgo) e che il popolo non potrebbe
intervenire sulle deliberazioni calate dall’alto, l’opposto di quello che dice la nostra Costituzione. La domanda
sorge spontanea la nostra Costituzione è ancora in vigore? Se la risposta è SI, allora Tremonti dovrebbe
dimettersi poiché egli ha giurato su quella carta che obbligatoriamente deve difendere e diffondere. Il popolo
ha il potere di abrogare leggi o parti di esse: referendum abrogativo figlio della sovranità popolare e la
raccolta firme abroga leggi italiane e non direttive europee. Tremonti lascia intendere un altro aspetto
giuridico controverso: le direttive europee sono superiori alle leggi italiane. Questa contraddizione giuridica
ci riporta al punto di prima: la Costituzione è stata abrogata? Si può abrogare la Costituzione senza che il
popolo lo sappia? Un’altra domanda sorge spontanea: Tremonti fa gli interessi delle SpA o del popolo?

Rai educational le parole della Costituzione, i l r isparmio e il cr edito: Armando Lamberti, docente di
diritto costituzionale Università di Salerno: “[...] La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il
risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del
83
credito, favorendo attraverso il risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà
terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese. Si tratta di una
norma ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”. La Costituzione, si preoccupa, cioè di
difendere i piccoli risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa
ed il mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.[...]“

Come può uno Stato sovrano tutelare il credito quando il potere di emettere moneta è stato abdicato –
cessione di sovranità – a favore di un ente sovranazionale, la BCE, non controllato dal popolo sovrano? E
come può uno Stato tutelare il credito quando chi agisce è una banca, BankItalia, controllata e di proprietà di
banche commerciali SpA? Come può lo Stato tutelare il credito quando BankItalia è controllore e controllato
(conflitto di interessi)? Perché la Corte Costituzionale, come la Corte tedesca ha fatto, non interviene contro il
trattato di Lisbona?

Una “curiosità” sull‘iter dell’antidemocratico trattato di Lisbona, a parte i ricatti contro gli irlandesi e le tre
bocciature tramite referendum popolari (Francia, Olanda, Irlanda), gli unici parlamenti che hanno votato
all’unanimità sono due: Malta ed Italia.

Riflettiamo: la carta costituzionale sostiene l’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese
ma questo non è accaduto con l’introduzione di un azionariato diffuso con quote equamente distribuite e
limiti di acquisto per impedire il sistema a “scatole cinesi” e cioè per applicare la “democrazia economica” a
vantaggio dei cittadini ma al contrario le privatizzazioni hanno consentito che alcune SpA (oligarchia feudale)
potessero controllare, ricattare e massimizzare profitti rubando al popolo sovrano: moneta,
telecomunicazioni, autostrade, energia, acqua.
































84
Scheda tecnica, a chi serve il Trattato di Lisbona?

Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu, meglio noto unicamente come
Montesquieu (La Brède, 18 gennaio 1689 – Parigi, 10 febbraio 1755), è stato un filosofo, giurista, storico e
pensatore politico francese. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri.

La repubblica è la forma di governo in cui il popolo è al tempo stesso monarca e suddito; il popolo fa le leggi e
elegge i magistrati, detenendo sia la sovranità legislativa sia quella esecutiva.

La tesi fondamentale - secondo Montesquieu - è che può dirsi libera solo quella costituzione in cui nessun
governante possa abusare del potere a lui affidato. Per contrastare tale abuso bisogna far sì che "il potere
arresti il potere", cioè che i tre poteri fondamentali siano affidati a mani diverse, in modo che ciascuno di essi
possa impedire all'altro di esorbitare dai suoi limiti e degenerare in tirannia. La riunione di questi poteri nelle
stesse mani, siano esse quelle del popolo o del despota, annullerebbe la libertà perché annullerebbe quella
"bilancia dei poteri" che costituisce l'unica salvaguardia o "garanzia" costituzionale in cui risiede la libertà
effettiva. "Una sovranità indivisibile e illimitata è sempre tirannica".

Qui sotto sono riportati gli “estratti” di alcuni commenti, per la lettura integrale si consiglia di cliccare sulle
note.

Trattato di Lisbona: osservazioni critiche sulla procedura legislativa e sul ruolo del
Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali di Roberto Mastroianni
235
2. Il coinvolgimento dei parlamenti nazionali

Nessuna novità di rilievo, dunque, nella direzione di uno snellimento del principale procedimento di
adozione degli atti legislativi. Anzi, dalla lettura del testo del Trattato di Lisbona nonché dell’allegato
Protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità emergono elementi (ripresi, in
gran parte, dal Trattato costituzionale) che appaiono andare in direzione inversa. Preliminarmente, va
ricordato che uno degli aspetti tradizionalmente soggetti a critica nel sistema istituzionale comunitario
concerne il suo ridotto tasso di “democraticità”, posto che il potere legislativo è affidato (anche) ad istituzioni
– il Consiglio dei ministri, la Commissione – la cui attività è solo parzialmente o indirettamente soggetta al
controllo di organismi direttamente rappresentativi della volontà popolare. Il ruolo del Parlamento europeo,
pur accresciuto nel corso degli anni a seguito dell'elezione diretta con suffragio universale, non è ancora
paragonabile a quello dei Parlamenti nazionali, con la conseguenza che il trasferimento di competenze dalla
sede nazionale a quella europea ha inevitabilmente comportato la compressione del principio democratico. Si
è dunque fatta strada la proposta di aumentare le garanzie democratiche, mentre da altri ambienti – non
necessariamente coincidenti con i primi, anzi a volte a questi ultimi del tutto estranei – si insisteva sugli
eccessi di regolamentazione delle istituzioni europee, con sostanziale erosione della sovranità nazionale in
materie non formalmente o non completamente devolute alla competenza dell’Unione.

Breve commento al Trattato di Lisbona (13 dicembre 2007) alla luce della Costituzione
italiana, della prof. Alessandra Algostino.
236
Il Trattato di Lisbona, che modifica il trattato sull’Unione europea (Maastricht, 1992) e il trattato che
istituisce la Comunità europea (Roma, 1957), collide sotto più profili con la Costituzione italiana, come già in
precedenza il Trattato che adotta una costituzione per l’Europa, di cui riprende in gran parte il contenuto. Il
principio ordinatore è l’«economia sociale di mercato fortemente competitiva» (art. 2 TUE) e la formula sulla
concorrenza scompare dagli obiettivi ma riappare, con identico valore giuridico, nei protocolli («il mercato
interno…comprende un sistema che assicura che la concorrenza non sia falsata»). L’economia sociale di
mercato non è un’economia di mercato con finalità sociali, ma, nella prospettiva dell’ordoliberismo, una
società di mercato autosufficiente, dove l’eventuale benessere sociale discende dal funzionamento del
mercato. È evidente la distanza da una Costituzione che assume come principio fondamentale l’eguaglianza
sostanziale, ovvero una prospettiva nella quale la Repubblica ha il compito di «rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,
economica e sociale del Paese» (art. 3, c. 2, Cost. it.).

Sono vari i punti di tensione fra Costituzione italiana e Trattato di Lisbona; fra i più significativi: il rispetto
tout court della democrazia, la tutela dei diritti sociali e le limitazioni alle libertà economiche, il principio di
ripudio della guerra.

235
http://www.astrid-online.it/rassegna/Rassegna-25/13-03-
2008/Astrid_Mastroianni_Adozione_Attilegislativi_Rassegna.pdf
236
http://files.splinder.com/40caffae06b86ba9d13a6da175cc8e9d.pdf
85
Democrazia.
La cessione di competenze e sovranità all’Unione europea comporta l’attribuzione di una sfera di decisione ad
un governo sottratto sostanzialmente al controllo dei governati, contravvenendo il principio di sovranità
popolare e l’essenza della democrazia consistente nell’identità governanti governati (art. 1 Cost. it.).
Il Parlamento europeo, organo rappresentativo dei cittadini, è estremamente debole. Il Trattato di Lisbona
amplia le ipotesi di codecisione fra Parlamento e Consiglio, ma il potere legislativo, violando il classico
principio liberale della separazione dei poteri, resta sempre, non solo condiviso con l’esecutivo, ma vede in
posizione di preminenza l’esecutivo stesso, come è evidente solo che si consideri come titolare del potere di
iniziativa legislativa sia la Commissione. Viene violato altresì un altro classico principio della democrazia
liberale (borghese): no taxation whitout representation, visto la debolezza o l’esautoramento del Parlamento
nel controllo sul bilancio e nelle scelte relative all’imposizione fiscale, a favore dell’esecutivo e di una Banca
centrale politicamente irresponsabile e con l’obiettivo primario e imprescindibile del «mantenimento della
stabilità dei prezzi».
Essenziale poi per la garanzia delle libertà dei cittadini è l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo:
nell’Unione i giudici sono nominati dai governi degli Stati membri.
Non è solo la democrazia sociale che manca nell’Unione europea, ma quella liberale, ovvero l’Unione europea
non è tout court democratica (come osserva il liberale Dahrendorf: «se l’UE facesse domanda di essere
accolta nell’UE, questa domanda dovrebbe essere respinta per insufficienza di democrazia»).

Commento di Valéry Giscard d’Estaing sul futuro Trattato di Lisbona
237
Gli esperti giuridici non hanno proposto innovazioni. Sono partiti dal trattato costituzionale, da cui hanno
estratto gli elementi, uno per uno, inserendoli, come emendamenti, nei due trattati esistenti di Roma (1957) e
di Maastricht (1992). Il trattato di Lisbona si presenta quindi come una serie di emendamenti ai trattati
precedenti. E’ illeggibile per un normale cittadino, che deve costantemente avere sotto mano i testi dei trattati
di Roma e di Maastricht ai quali applicare gli emendamenti. Questo per quanto riguarda la forma.

Se si va ora al contenuto, il risultato è che le proposte istituzionali del Trattato costituzionale – le sole che
contavano per i membri della Convenzione – le ritroviamo integralmente nel trattato di Lisbona, ma in un
ordine differente e distribuite nei due trattati precedenti.
Affari ed ambiente
Il pensiero inumano dei banchieri influenza e ordina tutto, persino l’ambiente. Annie Leonard,
attivista americana, ha il grande pregio di spiegare le cose difficili con estrema semplicità. Annie è
autrice del documentario “La storia delle cose” (History of stuff
238

) che andrebbe trasmesso in tutte
le scuole d’Italia. Il secondo documentario “La storia del taglia&scambia” (History of cap&trade”)
sul mercato della CO
2
.
Annie Leonard:
[…] Tanti gruppi ambientalisti che io rispetto. Sanno che non è una soluzione perfetta e non amano
l'idea di affidare il futuro del nostro pianeta a questi tizi, ma pensano che sia un primo passo
importante e che sia meglio di niente. Io non sono così sicura. E io non sono la sola. Un movimento
crescente di scienziati, studenti, agricoltori, e lungimiranti imprenditori dicono "Aspetta un attimo!".
In realtà anche gli economisti che hanno inventato il "Cap & Trade" per affrontare problemi più
semplici come l'inquinamento da fertilizzanti e il biossido di zolfo, dicono che il "Cap & Trade" non
potrà mai funzionare per i cambiamenti climatici. Ecco perché penso che abbiano ragione. Quando
si tratta di qualsiasi tipo di truffa finanziaria, come mutui subprime o schema a piramide Madoff, il
diavolo si nasconde sempre nei dettagli. E ci sono un sacco di diavoli nei dettagli della proposta cap
& trade. Il Diavolo numero uno, ha il nome di Permessi Gratuiti, che è il motivo per cui alcune
persone chiamano questo sistema "Cap e Giveaway" (taglia e butta via). In questo schema, gli
inquinatori industriali otterranno la stragrande maggioranza di queste preziose autorizzazioni Gratis!
Quanto più essi hanno inquinato, più otterranno. E' come se li stessimo ringraziando per averci messi
nei guai. In Europa, dove hanno provato il sistema Cap & Giveaway, il valore dei permessi e'
rimbalzato come pazzi, i costi energetici sono saliti per i consumatori, e indovinate un pò? Le
emissioni di carbonio sono aumentate! L'unica parte che ha funzionato è stata che gli inquinatori
hanno fatto miliardi di dollari di profitti extra. Il diavolo numero due è chiamato compensazione. I
permessi di compensazione vengono creati quando una società apparentemente rimuove o riduce le
emissioni. Ottengono un permesso, che può essere venduto ad un inquinatore che vuole emettere più

237
http://fermi.univr.it/europa/servizi/Giscard.pdf
238
http://www.storyofstuff.com/
86
CO2. In teoria, uno compensa l'attività degli altri. Il pericolo è che è molto difficile garantire che il
vi sia una riduzione di emissioni reale per creare il permesso. Eppure tali permessi valgono soldi veri.
Questo crea un incentivo molto pericoloso a creare false compensazioni - per barare. In alcuni casi,
barare non è la fine del il mondo, ma in questo caso lo è. E ci sono già troppi imbrogli in giro. Ad
esempio, in Indonesia, dove la Sinar Mas Corporation ha tagliato foreste indigene, causando grande
distruzione ecologica e culturale. Poi, hanno preso il deserto che hanno creato e piantato palme
d'olio. Indovinate che hanno ottenuto? Yup, permessi di compensazione. Carbonio in meno? No.
Carbonio in più? Puoi scommetterci. Le aziende possono anche guadagnare compensazioni non
facendo nulla. Ad esempio, gli operatori di una fabbrica inquinante possono dire che stavano
progettando di espandere del 200%, ma ridotto i piani per espandere solo del 100%. Per tale
domanda senza senso, ricevono permessi di compensazione, che possono vendere a qualcun'altro per
inquinare! E' veramente stupido! L'elenco delle truffe va avanti e molte delle peggiori avviene nel
cosiddetto Terzo Mondo, dove le grandi imprese fanno quello che vogliono, a chi vogliono. E con le
norme permissive ed le regole in materia di compensazioni,possono ottenere permessi come niente
fosse. Diavoli uno e due, Cap e Giveaway e Compensazione, rendono il sistema ingiusto e inefficace.
Ma il diavolo ultimo, che io chiamo Distrazione, lo rende addirittura pericoloso. Ci sono soluzioni
reali là fuori, ma il "cap & trade" con le sue lacune e le promesse di ricchezze ha fatto dimenticare a
molte persone quali sono le reali soluzioni. Non abbiamo nemmeno trovato un accordo globale su un
tetto di emissioni di carbonio, e dunque, questo è il cosa conviene il cap and trade. Ma invece di
spingere per un accordo equo e forte, abbiamo deciso di mettere il carro davanti ai buoi e
concentrarci su schemi di scambi e compensazioni. Con tutti i progetti fasulli di compensazione,
omaggi a grandi inquinatori, e l'incapacità di affrontare le ingiustizie dei cambiamenti climatici come
pensiamo che il Terzo Mondo possa salire a bordo con un tetto globale? Ne dubito. Se un cap & trade
non ci farà ridurre le emissioni di carbonio, sarà una distrazione pericolosa. Non abbiamo bisogno
che questi tizi progettino una soluzione Noi, con i nostri governi, possiamo fare le leggi e farlo da
soli. Nel mio paese (USA), abbiamo già una legge, il Clean Air Act, che conferma che il CO2 è un
inquinante che la nostra agenzia ambientale può tagliare. Cosa stiamo aspettando? Vai EPA, vai!
Taglia le emissioni! Mentre, una proposta cap & trade statunitense del 2009 spazza via il Clean Air
Act, lasciando al mercato il compito di risolvere il problema. Se il cap & trade indebolisce la nostra
capacità di fare leggi forti, è una distrazione.
239


Chi inquina paga, sarà vero?
L’Unione europea e l’Italia hanno adottato il principio giuridico: chi inquina paga.

Un team di ricercatori ha esaminato gli effetti dell'inquinamento atmosferico
240

(progetto APHENA)
sulla salute umana utilizzando le banche dati di precedenti studi provenienti da Europa, Stati Uniti e
Canada ed ha concluso che il PM
10
e l’ozono sono associati ad un aumento della mortalità e che
diversi approcci di modellazione per analizzare i dati disponibili non influenzano significativamente i
risultati. I risultati dei ricercatori sono stati molto simili a quelli ottenuti da studi precedenti. Hanno
trovato una piccola, ma significativa, associazione tra gli effetti del PM
10
e dell'ozono sulla mortalità
e in misura minore sui ricoveri ospedalieri. Più specificatamente, un aumento del 10 μg/m3 del PM
10

è stato associato a tutte le cause ed alla mortalità cardiovascolare in Canada, Europa e Stati Uniti. È
interessante notare che gli impatti sulla salute dell'esposizione al PM
10
e all’ozono sono stati stimati
da due a tre volte superiori per il Canada che per l'Europa e gli Stati Uniti, confermando i risultati di
studi precedenti. Lo studio non è stato in grado di spiegare questo risultato. Tuttavia, ha individuato
alcuni fattori comuni, tra cui il tasso di occupazione, le concentrazioni delle sostanze inquinanti e la
struttura per età della popolazione che potrebbero potenzialmente influenzare l'effetto
dell'inquinamento sulla salute.
Che l’inquinamento sia causa di morte è intuibile per tutti, non c’era bisogno di una nuova indagine
conoscitiva. Queste ricerche non prendono in considerazione neanche le particelle (presenti nei gas)
più nocive e pericolose per la salute umana le nano-particelle e le ultra fini PM
(1 – 0,1)
infatti le più
piccole sono state fotografate nel nucleo della cellula (Nanopatholgy
241
- progetto DIPNA
242

239

) dove
http://cambiamoci.blogspot.com/2009/12/il-meccanismo-cap-trade-nel-trattato.html
240
http://www.arpat.toscana.it/arpatnews/2010/089-10-aphena/
241
ANTONIETTA GATTI, http://ec.europa.eu/research/quality-of-life/ka4/pdf/report_nanopathology_en.pdf
242
http://www.dipna.net/
87
risiede il nostro DNA. La letteratura medica sa bene che le dimensioni di particelle
243
organiche e
soprattutto inorganiche (non biocompatibili) sono molto più nocive delle polveri grossolane (PM
10
).
Un satellite controllato dall’ESA
244
consente a tutti di potere leggere un livello di inquinamento
atmosferico e dove esso si concentra. La pianura padana
245
è fra i siti più inquinati al mondo.
Nonostante la scienza sia consapevole dei rischi, le leggi, anziché prevenire e proibire tecnologie
obsolete consentono di emettere sostanze tossico-nocive ed addirittura, con l’attuale metodo di
indagine e prelievo, non sono per nulla ricercate le più nocive perché lo strumento di controllo
dell’inquinamento misura la massa ed il peso degli inquinanti (μg/m
3
) e non gli inquinanti stessi.
246


I dipendenti eletti, anziché proibire consentono di inquinare ad un certo orario del giorno
immettendo un determinato quantitativo di sostanze tossiche, essi dovrebbero dichiarare illegali le
attuali tecnologie e sostituirle con quelle non inquinanti perché le sostanze più nocive sono
contenute in quella masse di gas e fumi (μg/m
3
) immessi da inceneritori, cementifici, acciaierie,
automobili, cioè tutte trasformazioni energetiche figlie dell’obsoleta termodinamica della
combustione.
Uno studio
247

di Ron Law indica che la prima causa di mortalità è data da problemi cardiovascolari
(47%), cancro (22,11%), fumo (7,19%), medicinali autorizzati (5,18%), alcolismo (4,49%), errori
medici (2,40%), etc.
E’ sconvolgente, le principali cause di morte sono evitabili poiché seriamente connesse ad attività di
produzione delle SpA sostenute dalla Banca Mondiale, dal FMI, dal gruppo Bilderberg, dalla
Commissione Trilaterale e dai Governi.
Se fosse applicato il principio chi inquina paga, non ci sarebbero dubbi, tutte le SpA che realizzano
trasformazioni energetiche per produrre merci lo stanno facendo con tecnologie obsolete ed
inquinanti e dovrebbero pagare miliardi e miliardi di euro per risarcire danni ambientali e biologici,
esclusa la morte; la scomparsa di un caro estinto è un dolore umano non quantificabile.
L’industria automobilistica, grande produttrice di polveri sottili che noi respiriamo tutti i giorni,
dorme ancora sogni tranquilli nonostante tutto l’inquinamento immesso sia evitabile, infatti è

243
LUIGI AMBROSI, VITO FOA’, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pag. 315. Tossicocinetica.
Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella
a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è
l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e
assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro
solubilità.
244
http://www.esa.int/esaCP/SEMSLHZ990E_Italy_1.html
245
http://esamultimedia.esa.int/images/EarthObservation/pollution_europe_hires.jpg
246
I valori limite europei. La legislazione europea fissa due valori limite legalmente vincolanti per le concentrazioni
totali di particolato. Un livello medio annuale di 40 microgrammi al metro cubo (μg/m
3
) e un massimo di 50
microgrammi per metro cubo per non più di 35 giorni all’anno. Una nuova direttiva sulla qualità dell’aria è stata
adottata nell’aprile 2008. Per la prima volta si è stabilito un valore limite legalmente vincolante per quanto riguarda il
PM2,5 ovvero il particolato molto fine da raggiungere entro il 2015. Riguardo le concentrazioni di ozono a bassa quota
la legislazione europea fissa un valore che tuttavia non è legalmente vincolante: le concentrazioni medie in otto ore non
devono superaree i 120 microgrammi per metro cubo per non più di 25 giorni all’anno.
Oms: le linee guida sulla qualità dell’aria pubblicate nel 2005. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha
introdotto nel 2005 nuove linee guida sulla qualità dell’aria indicando obiettivi uniformi a livello mondiale. Sono stati
valutati gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute e raccomandati limiti di qualità dell’aria mirati a ridurre
significativamente i rischi per la salute. Riguardo il particolato l’Oms stabilisce che, ai fini della prevenzioni di rischi
alla salute, la media annuale non deve superare i 20 microgrammi al metro cubo. L’Oms ha inoltre ha inoltre ridotto i
livelli massimi per l’agente inquinante ozono che è passato da 120 a 100 microgrammi al metro cubo nelle 8 ore. Altra
riduzione dei limiti ha riguardato il biossido di zolfo: il limite Oms è passato da 125 a 20 microgrammi al metro cubo
per la media giornaliera. L’Organizzazione in sede di approvazione delle nuove linee guida sulla qualità dell’aria ha
osservato che il PM
2,5
, ovvero le polveri super sottili, possono essere più appropriate come indicatore di riferimento
rispetto al PM
10
anche in considerazione del fatto che la loro incidenza sulla salute umana è maggiore.
http://www.lamiaaria.it/rubriche/cosa-si-fa-in-europa/qual-%C3%A8-la-qualit%C3%A0-dell%E2%80%99aria.aspx
247
http://www.laleva.cc/petizione/ron_law_tables/tabella_it.html
88
sufficiente sostituire gli obsoleti motori a scoppio con motori elettrici. Il 13 novembre 2012 con una
sola carica di batteria, modificata da Marco Loglio, un'auto, in Cina, ha percorso 800 km fra
Shenzhen e Nanning
248
I Governi hanno ancora monopoli di tabacco, nonostante il fumo sia causa di morte e l’industria
farmaceutica uccide per il 5,18%, secondo lo studio di Ron Law. Nella sostanza per ogni problema
esiste una soluzione tecnica praticabile, ma non viene adottata poiché o non porta profitti desiderati
o li sposta dalle tasche di qualcuno a quelle di qualcun altro e questo non piace né ai banchieri e né
al WTO.
.
Lo strumento giuridico migliore per applicare tale principio si chiama azione collettiva efficace
(class action all’americana), accuratamente scartata dal Parlamento italiano.

Erin Brockovich è stata di parola. L'ambientalista resa famosa dall'omonimo film che fruttò a J ulia
Roberts un Premio Oscar, aveva preannunciato all'inizio di maggio che si sarebbe impegnata in una
nuova battaglia contro la Bp per la marea nera nel Golfo del Messico. E ora è sbarcata a Pensacola, in
Florida, per arringare centinaia di residenti e operatori economici locali e incoraggiarli a fare causa
alla compagnia petrolifera. «Affrontate la Bp e dite: 'non accettiamo più la vostra merdà», ha
affermato la Brockovich, 50 anni, che nel 1991, con le sue rivelazioni, diede il via ad una battaglia
legale in California contro la Pacific Gas and Electric per l'inquinamento di falde acquifere con
Cromo 6. La compagnia fu condannata a pagare risarcimenti per 333 milioni di dollari e la
Brockovich ci guadagnò un bonus di 2,5 milioni dallo studio legale per il quale lavorava.
249


Il famoso film è la descrizione di un’azione collettiva munita di danno punitivo, in Italia non esiste
tale strumento giuridico che fa risparmiare soldi ai Tribunali, incentiva gli avvocati a tutelare il
diritto e le SpA perdono per l’84% dei casi.

























248
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-11-24/vanadio-multipla-elettrica-corre-
150921.shtml?uuid=AbOof55G
249
Fonte ANSA, 22 maggio 2010 http://www.corriere.it/esteri/10_maggio_22/marea-nera-brocovicz_49cc3886-65b7-
11df-89b0-00144f02aabe.shtml
89
Nel concreto: azioni che si possono fare.

Consapevoli del sistema del credito i cittadini possono chiudere il conto corrente dall'agenzia/banca
che commercia in armi ed è parte del sistema obsoleto. I cittadini possono spostare il proprio conto
corrente nella banca che finanzia la rigenerazione del proprio edificio, quartiere, città, verso la
banca che finanzia promuovere l'efficienza energetica e l'agricoltura naturale. Com'è noto una banca
senza una riserva minima obbligatoria chiude, ma nella consuetudine dell'immoralità il sistema delle
banche sfrutta i soldi dei cittadini facendo speculazioni, anziché gestire i risparmi dei lavoratori per
il bene comune.
Nell'anno 2011 le manifestazioni di protesta contro il pensiero dominate dell’élite bancaria hanno
fatto la propria voce proponendo sistemi alternativi. Il 15 ottobre 2011 in circa 82 capitali i cittadini
manifestano apertamente contro la Banca Mondiale, contro il Fondo Monetario Internazionale e
contro l’élite dei banchieri che sfruttano i burattini addomesticati nei partiti politici. I cittadini
chiedono maggiore democrazia diretta, più diritti per i lavoratori, chiedono una vera giustizia e l’uso
di nuovi criteri per misurare la “ricchezza”.
Queste rivoluzioni non sotto tutte uguali, basti ricordare l’aggressione della NATO contro la Libia
per uccidere Gheddafi, messo li decenni prima proprio dagli USA, per rubare petrolio e controllare
l’acqua. Alcuni giornalisti presenti hanno apertamente dichiarato di aver visto agire “agenti speciali
occidentali” sia per mettere in scena la “ribellione dal basso”, e sia per addestrare gli avversari di
Gheddafi con armi costruite ed in uso alle forze occidentali.
Si tratta del sistema ampiamente descritto dal “sicario dell’economia” J ohn Perkins, dove prima
entrano in scena gli “esperti” economisti presentando studi manipolati per convincere i Governanti,
poi si tenta con la corruzione, ed in fine si prova con l’omicidio del leader. Se falliscono tutti questi
tentativi arrivano i militari. Questo schema è stato usato in Sud-America, in Afganistan e in Iraq, poi
in Libia.
In giugno 2013 scoppia lo scandalo datagate, un ex agente della National Agency Security, Edward
Snowden, rileva che sette paesi del'UE in accordo con gli USA spiavano i propri paesi. Secondo il
Guardian: "Spiate rappresentanze italiane sia a Washington che all'Onu". Secondo il giornale
tedesco Der Spiegel: “Sotto controllo mezzo miliardo di comunicazioni”.
Oltre a questi strumenti, per il controllo dell’Europa e per i Paesi ex-Urss, i think tank USA hanno
elaborato la strategia delle “rivoluzioni colorate”, dove esperti di comunicazione, informatica e
nuove tecnologie provano a psico-programmare giovani ingenui per avviare manifestazioni di
protesta. I media addomesticati daranno risalto a questi ragazzi per giustificare l’ingresso delle SpA
o un eventuale uso della violenza contro il “dittatore” di turno, se questi non si piegherà alla volontà
dell’élite bancaria l’uso della violenza, come si è visto, è ampiamente sperimentato in vari contesti,
il caso italiano più noto per orientare le scelte politiche è l’omicidio di Aldo Moro.
Da un lato assistiamo a rivoluzioni palesemente pilotate e dall’altro sono proprio i cittadini
americani che protestano contro i Governi, di destra o di sinistra, poiché, finalmente, esiste una
discreta parte della popolazione che ha compreso l’inganno delle finte democrazie rappresentative.
Da un lato l’élite si insinua fra cittadini psicologicamente deboli e li addomestica con le nuove
tecnologie, li controlla meglio con facebook (evoluzione moderna della moneta elettronica); da un
altro lato, cittadini consapevoli sfruttano le nuove tecnologie per condividere conoscenze tenute
nascoste ed utili a risvegliare le coscienze addormentate per raggiungere una massa critica
importante, per un’evoluzione antropologica, indispensabile, per progettare le nuove comunità
veramente libere, poiché, nella realtà pratica, è già possibile arrivare all’autosufficienza in armonia
con la natura, quindi liberi dalle SpA.

Fra esseri umani civili si scambiano merci, beni e servizi su condizioni di sussistenza e reciprocità
in equilibrio ecologico e non per profitto (politica delle risorse). La natura non conosce il profitto
90
(fotosintesi clorofilliana). La specie umana ha certamente bisogno di un riparo, cibo e vestiti. Queste
attività e funzioni si sono sempre svolte senza l’invenzione delle Borse telematiche e senza SpA.
Nella storia dell’umanità il maggior benessere si è avuto da altri esseri umani che hanno condiviso
conoscenze socialmente utili. Ad esempio durante il secolo scorso, il boicottaggio dei brevetti di
Tesla ha consentito lo sviluppo delle tecnologie inquinanti poiché sono legate a vettori energetici:
gli idrocarburi, che devono essere ricercati, estratti, trasformati e trasportati (costo di produzione),
mentre nella realtà fisica l’energia scoperta da Tesla, e di cui abbiamo bisogno è libera e gratuita
senza nessun costo di estrazione e trasporto. Se da duecento anni usiamo ancora automobili a
petrolio è perché in questo modo si creano consumi, cioè dipendenza. Se nelle nostre abitazioni si
usa scaldare i cibi col gas, la motivazione è la stessa, si diffondono tecnologie che creano consumi e
cioè dipendenza da qualcuno. Gli elettrodomestici sono progettati con regole di obsolescenza
pianificata, poiché quando rotti creano maggiori consumi e quindi dipendenza, addirittura il costo di
riparazione e prossimo al costo di un nuovo acquisto, aumento dei rifiuti. La specie umana, dopo le
rivoluzioni industriali è l’unica specie che si è inventata la schiavitù fra simili, poiché non tutti gli
individui, oggi, sono capaci di auto prodursi cibo e provvedere alla sopravvivenza.
Nelle università gli allievi sono psico-programmati al concetto fuorviante e, bugiardo, che con
l’aumento dei consumi si ha una maggiore crescita economia e questa porti ad un maggiore
benessere. Chi trasmette questo pensiero criminoso o è psico-programmato a sua volta o, è in mala
fede. La società è in crisi poiché si trasmettono dogmi figli di concezioni criminali che contemplano
l’egoismo, l’accaparramento di ricchezze nelle mani di pochi, e la crescita infinita ignorando alcune
leggi della natura, evitando deliberatamente di tutelare i diritti umani.

Oggi la corruzione a livello universitario è legata al fatto di trattare gli studenti stessi non come
discenti autonomi, bensì come liberi consumatori e acquirenti non ancora legati a marche particolari,
insomma clienti di servizi didattici. Le corporation vedono un mercato del valore di duecento
miliardi di dollari l’anno costituito da una fascia particolarmente interessante di giovani americani
che cercano ancora le marche e sono in grado di controllare un reddito disponibile molto elevato,
oltre ad influenzare le decisioni di acquisto dei loro genitori e di altri adulti. […] Le aziende non si
limitano tuttavia a trasformare l’istruzione in merchandising; infatti, convertono il merchandising in
istruzione, facendo di ogni momento della vita di un bambino un’occasione commerciale: pop-up su
internet – luogo dove i ragazzi di oggi, abbandonate le ben più sane biblioteche, fanno i compiti;
festività e ricorrenze originariamente di ispirazione religiosa trasformate in maratone dello
shopping.
250


Che differenza c’è fra chi ti spara un colpo di pistola e chi deliberatamente sta inquinando per avere
una maggiore produttività?
Ecco un esempio concreto circa gli effetti del pensiero produttivo: Eternit, definito come il processo
del secolo per il numero di parti civili coinvolte. Il miliardario svizzero Stephan Schmidhaeny e il
barone belga Louis De Cartier De Marchienne sono accusati delle morti legate alla lavorazione
dell’amianto nelle quattro sedi italiane di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria),
Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Secondo l’INAIL “basta il conteggio delle vittime per
dare la portata della tragedia: 1.378 a Casale Monferrato (più sedici di una ditta esterna), 118 a
Cavagnolo, due a Rubiera e 384 a Bagnoli. A questi si aggiungono 697 operai gravemente malati e i
privati cittadini: un deceduto a Cavagnolo, 252 a Casale Monferrato, quattro a Rubiera, tre a
Bagnoli. Un vero “disastro”, come si legge nel capo d’accusa, generato dalla dispersione nell’aria
delle fibre d’amianto. E non è dell’amianto che voglio scrivere perché la stampa ed i media faranno
la loro parte. Voglio solo manifestare la mia delusione perché questo processo come tanti altri
potevano esser già “vinti”, se così possiamo dire. Con lo strumento della VERA class action tutte le
parti lese avrebbero potuto creare una classe di cittadini. Sarebbe bastata una sola squadra di
avvocati con un semplice contratto fra lo studio di professionisti e l’intera classe. I professionisti si
sarebbero preoccupati di tutto: fare ricerche, analisi con i migliori medici specializzati col fine di

250
BENJ AMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 24
91
quantificare i danni biologici e morali ed i cittadini, i parenti delle vittime non avrebbe speso nulla,
perché la class action è gratis. Gli avvocati della classe, in sede stragiudiziale, avrebbero chiesto il
risarcimento del danno ipotizzato di 5 miliardi di euro. Insomma i Tribunali non sarebbero stati
direttamente coinvolti ma solo nel caso in cui la società avrebbe rifiutato la richiesta correndo il
rischio di pagare il doppio in caso di avvio di causa civile, cioè 10 miliardi di euro (danno punitivo).
Questo è ciò che avviene in Paesi dove esiste tale strumento giuridico e funziona ed, è quello che
sarebbe accaduto anche in Italia se negli anni passati il Governo Prodi prima e quello Berlusconi
dopo non avessero ostacolato il coordinamento nazionale “Reset Class Action” che raggruppa quasi
tutto il Terzo Settore, enti no-profit e comitati di cittadini. Gli italiani se non fossero così
disinformati e manipolati non dovrebbero sostenere un sistema (banche-partiti-SpA) che di fatto li
ha resi schiavi. Il dramma del nostro popolo è in queste cifre (elezioni politiche aprile 2008): PDL
Berlusconi coalizione 17.064.506 voti (PDL 13.629.464, Lega Nord 3.024.543, Mpa 410.599) PD
Veltroni coalizione 13.689.330 voti (PD 12.095.306, Idv 1.594.024). Tutti questi partiti hanno
osteggiato l’introduzione della vera class action, su 945 parlamentari solo 7 hanno dialogo con noi,
coordinamento
251

.
Purtroppo, in merito all’azione collettiva efficace gli aspetti corporativi degli Ordini professionali
giocano un ruolo a svantaggio dei cittadini. Il retaggio culturale della maggioranza degli avvocati
italiani è pesante. Essi ottengono profitti consistenti per mezzo di processi lunghi poiché la media
delle loro parcelle è più bassa rispetto ai colleghi europei, per cui se ci fosse la vera class action,
quella all’americana, essi si troverebbero nelle condizioni di dover tutelare realmente il diritto dei
propri assistiti perché scatta un meccanismo di competizione. Essi dovrebbero imparare a fare gli
avvocati ed avviare rapporti di consulenze affidabili, serie e precise per dimostrare la veridicità della
parte assistita e se dovessero fallire, come ogni vero imprenditore, rischierebbero di tasca loro. E’
paradossale ma gli avvocati combattano contro i propri interessi, poiché con lo strumento della vera
class action, quelli bravi, che sono la minoranza, avrebbero i loro compensi e quelli meno bravi
dovrebbero cambiare mestiere e, siccome la loro obsoleta corporazione tutela gli interessi di tutti,
essi sono contrari alla class action all’americana.

Il principio ispiratore delle scelte politiche non è il buon senso, non sono le leggi della natura,
poiché il cattivo rapporto col danaro non rispetta la vita umana. La maggioranza dei piani urbanistici
sono strumenti che consumano suolo e non sono pensati per soddisfare interesse pubblico e bisogni
reali. I Consigli comunali sono responsabili di disastri sanitari
252

251
Il coordinamento delle associazioni e dei comitati è stato promosso da Domenico Bacci (SITI) e curato da Lorenzo
Carmassi con la collaborazione di gruppi denominati “meetup”,
ed ambientali. E’ necessaria una
volontà politica popolare per introdurre l’etica nella politica e cambiare i paradigmi culturali della
società. Alcune buone pratiche amministrative sono documentate e si ispirano al concetto di
"territorialità", o a percorsi di "progettazione partecipata" dove i progettisti dialogano direttamente
con i cittadini. Ecco alcuni commenti: “tra i sistemi di pianificazione operanti nel mondo
occidentale quello italiano è forse uno dei più burocratizzati e più lontani dal mondo della vita
(Giusti, 1995). Colmare il burrone tra burocrazia del piano e corpo vivo della città è un compito così
grande che è meglio sperimentare e incominciare da tutte le parti. Accrescere il grado di
http://criminology.meetup.com/44/about/
252
«Complessivamente l’inquinamento ambientale urbano è responsabile di effetti nocivi sull’apparato respiratorio e
cardiovascolare, di effetti oncogeni e dell’aumento della mortalità generale. I principali studi condotti in Europa ed
U.S.A. sulla correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro al polmone sono concordi nel valutare che per ogni
10 µg/m3 di PM 2.5 si registra un incremento tra l'8% ed il 14% di neoplasie polmonari. Si ricorda che l'OMS ha
stimato la quota di decessi attribuibili a valori di PM10 oltre 20µg/m3 in 13 città italiane con oltre 200.000 abitanti sulla
base dei valori di PM10 registrati negli anni 2002-2004. La stima è di 8220 morti/anno di cui 742 morti/anno per cancro
del polmone.» Fonte: estratto dal Documento ambiente FNOM CeO – ISDE Italia,
http://www.isde.it/AMBIENTE/Documento_FNOMCeO_ISDE_Italia.doc
92
concretezza, vicinanza alla gente, e capacità di ascolto dei sistemi di pianificazione è quindi un
obiettivo che è possibile avvicinare in molti modi.”
253
Diego Caltana racconta di “35 anni di progettazione partecipata” a Vienna. “Un’esposizione
dedicata al modello viennese per il rinnovamento urbano racconta gli investimenti seguiti all’entrata
in vigore della legge per il risanamento urbano varata nel 1974. Per contrastare gli aspetti più
radicali di questo provvedimento legislativo un gruppo di sociologi, architetti e artisti, ma anche
tecnici comunali e politici locali, presentano un programma di dodici punti per indirizzare il
risanamento evitando che si trasformasse nella demolizione di intere aree degradate con la
conseguente dispersione dei loro abitanti. Questi vennero invece coinvolti nei processi decisionali,
dando vita ad un’esperienza apripista per la progettazione partecipata.”

254


Un’inchiesta di Riccardo Iacona: “Terremoto” in “Presa Diretta” andata in onda il 13 settembre
2009 su RAITRE
255
«…un tecnico regionale non è tenuto ad entrare nel merito, l'importante è che formalmente la
copertina di un elaborato prescrive relazione geologica, relazione geotecnica, calcolo sulle
fondazioni... ma poi dentro ci può essere... un calcolo di un altro fabbricato, una relazione di un'altra
struttura, questa è la verità... si una volta che avviene il deposito ormai è andata... si a costruire con
quello che è stato il deposito lei va al Comune e le rilascia il permesso per costruire ed è chiuso il
discorso»
ha mostrato un quadro a dir poco inquietante sui controlli, a monte, nelle
procedure di progettazione sulla sicurezza degli edifici. Un ingegnere del Genio civile calabrese
confessa a Domenico Iannacone, inviato da Iacona:
In Italia, la prevenzione primaria del territorio è stata sempre trascurata, nonostante sia la
pianificazione più importante poiché salva vite umane.
256
Lo schiaffo morale a questa malsana idea di derogare la democrazia viene proprio da quei Paesi che
noi chiamiamo in via di sviluppo. A Porto Alegre (Brasile), nelle favelas, dal 1989 è stato introdotto
il “bilancio partecipativo”

257

253
GIANCARLO PABA, ALBERTO MAGNAGHI (a cura di), in il territorio degli abitanti, Dunod Milano 1998, pag. 98
, ciclo di assemblee popolari tematiche, dove i cittadini possono
proporre come destinare parte del bilancio pubblico comunale. Questa procedura ufficializzata con
254
in il giornale dell’Architettura, dicembre 2009 n.79, Umberto Alemanni & C, pag. 26
255
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1c15a01a-ff3c-4fbb-be7a-7500796b79ca.html?p=0
256
Il 31 marzo 2009 si riunì la Commissione Grandi Rischi. Ma non prese decisioni. Ignorati gli allarmi del ricercatore
Giampaolo Giuliani e un dossier dell'Ingv. "La protezione civile sottovalutò gli allarmi". Dossier della Polizia accusa:
omicidio colposo. Giuseppe Caporale, la protezione civile sottovalutò gli allarmi
Ecco lo stralcio del racconto di Claudio Messora, alias Byoblu, dal suo blog: “L’Aquila. 6 aprile 2009. […] Un
operatore Rai mi si fa incontro. Mi racconta di un servizio realizzato una settimana prima, nello scantinato di una scuola
elementare che i bimbi avevano abbandonato in fretta, dopo che il tetto gli era caduto addosso. Là in fondo, nella
polvere, spasmodicamente intento a controllare e ricontrollare numeri, grafici e quaderni di appunti c’era un uomo.
Accanto a lui, attento e visibilmente preoccupato, il sindaco Massimo Cialente. Al telefono il commissariato di polizia,
in trepida attesa di notizie. Quell’uomo era Giampaolo Giuliani, ricercatore controverso, scienziato folle, inventore
geniale di una tecnica accreditata presso tutte le istituzioni locali. Quello era l’uomo che sapeva predire i terremoti.
Non voleva essere intervistato: aveva ricevuto un avviso di garanzia per un allarme che egli sosteneva non avere mai
dato. Qualcuno, diceva, voleva metterlo a tacere. Ma per chiunque glielo avesse chiesto in privato, ed erano veramente
in tanti, lui scioglieva ogni riserbo. Così fece quel giorno, il 31 marzo 2009, quel maledetto 31 marzo in cui la
Commissione Grandi Rischi dichiarava con certezza che nessuno poteva prevedere i terremoti e che quindi, veniva detto
in un comunicato sciagurato, non c’era nessun pericolo. […] Per quell’uomo invece, quello in fondo allo scantinato, il
pericolo c’era eccome. Lo andava dicendo a chiunque. Lo disse anche alla troupe della Rai, che registrava di nascosto.
Disse loro che entro una settimana sarebbe avvenuto un sisma di intensità superiore a quello che aveva appena fatto
piovere calcinacci sui banchi e sulle teste dei bambini. Ma poiché non c’era nessun pericolo, quella stessa scuola, la De
Amicis, avrebbe potuto riaprire l’indomani stesso. Fu una fortuna che il terremoto, quando venne, perché venne, scelse
le 3.32 del mattino. Quella scuola andò distrutta, lei e tutta la città che le era intorno.” Byoblu,
http://www.byoblu.com/post/2009/10/07/7-giorni-La-videocassetta-che-uccide.aspx#continue
257
GIOVANNI ALLEGRETTI, l’insegnamento di Porto Alegre, Alinea 2003
93
una riforma amministrativa ha dato luogo a trasformazioni urbane volte a cancellare anche le
favelas.
Ancora una volta la storia, maestra di vita, demolisce tutte le credenze indotte dal potere invisibile.
Dove c’è più democrazia c’è maggiore efficienza, più controllo, più trasparenza e meno corruzione.
Ma le prove sono un po’ ovunque, la Svizzera è la Confederazione democratica dove i cittadini per
mezzo di efficaci strumenti di democrazia diretta deliberano senza alcun intermediario su tutti i temi
che li riguardano
258

.
Nel sistema politico svizzero il popolo ha spesso l'ultima parola grazie alla possibilità di lanciare un
referendum o un'iniziativa.
259


Il potere supremo appartiene al sovrano, cioè al popolo (art.1 Cost.). Partendo da questa
consapevolezza in molte città, almeno 500 nel mondo, i dipendenti eletti usano strumenti
partecipativi pratici col fine di pianificare ed organizzare il territorio seguendo le direttive – priorità
– dei cittadini. Le pratiche partecipative vincolanti (e non consultive) stanno diventando ordinaria
gestione degli Enti locali, soprattutto nel resto del mondo. In Italia, i partiti politici, ottimi camerieri
del reale potere, fanno di tutto per scoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini per evitare di
perdere il controllo sui soldi pubblici. Persino il legislatore italiano (Parlamento) ha previsto
l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa ma i partiti si guardano bene
dall’introdurli negli statuti onde evitare che cittadini informati possano mettere il naso negli affari
del potere invisibile. I cittadini dovrebbero sapere che la democrazia non è delegare tutto ai
dipendenti eletti, quella è la democrazia rappresentativa, una forma di potere oggi degenerata anche
per mezzo dell’apatia politica dei popoli. Le persone socialmente più pericolose sono proprio quelle
che non vogliono occuparsi di politica, ma che conservano il diritto di voto.
La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al
termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini. (da Wikipedia)
«Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile.» (Pericle,
discorso alla città di Atene, V sec. a. C.)
Per cui, occuparsi del bene comune è la più alta e nobile aspirazione che l’essere umano possa
compiere, cioè la politica. Il degrado culturale del nostro Paese associa l’idea di politica ai partiti
degenerati poiché i cittadini italiani non si sono mai occupati direttamente del bene comune nel
corso dei decenni ed a causa di questa incivile consuetudine, nell’immaginario collettivo, si crede
che la politica sia una cosa sporca. Credo che per risolvere il problema bisognerebbe riformare il
pensiero collettivo per stimolare la partecipazione attiva di tutti col fine di tutelare la politica: il
bene comune.
Oltre al fatto che i cittadini dovrebbero smetterla di commiserarsi e lamentarsi ci sono altre buone
notizie che vengono dalle buone pratiche amministrative.

258
THOMAS BENEDIKETR, democrazia diretta, Sonda 2008
259
Accanto al Parlamento, la popolazione può attivamente contribuire a modificare la Costituzione o le leggi grazie agli
strumenti della democrazia diretta. Ogni anno, i cittadini svizzeri ricevono diverse buste da parte della Confederazione,
dei cantoni e dai comuni. In questo modo vengono invitati ad esprimersi sulle questioni politiche più disparate. A
differenza di ciò che accade nelle maggior parte delle democrazie rappresentative, il popolo non viene chiamato alle
urne soltanto a ritmo biennale o quadriennale, bensì molto più regolarmente. I cittadini svizzeri possono esprimersi in
qualità di ultima istanza politica anche su temi specifici e settoriali. In generale, ciò avviene attraverso delle schede di
voto compilate segretamente ed immesse nelle classiche urne. In alcuni cantoni e comuni, le votazioni si svolgono
invece pubblicamente durante delle assemblee popolari. Pure gli oggetti delle votazioni possono essere decisi dagli
stessi cittadini. In seguito alla revisione costituzionale del 1874, i diritti politici e la legge sul referendum furono
ampliati. Nel 1891 venne inoltre introdotto il diritto d'iniziativa
http://www.swissinfo.ch/ita/politica/La_democrazia_diretta:_lultima_parola_al_popolo.html?cid=469550
94
La notizia straordinaria è che l’istituzionalizzazione di queste pratiche è stata spinta dai movimenti
civici e non dai partiti; i cittadini hanno realizzato questa rivoluzione democratica. Il popolo ha
dimostrato che con più democrazia si affrontano e risolvono i problemi concreti e non al contrario
com’è avvenuto in Italia.

Nel concreto, attraverso liste civiche ben organizzate in senso democratico, i cittadini, fuori dal
sistema di potere delle SpA e dei partiti tradizionali, possono concorrere ad elezioni amministrative
e far introdurre tutti gli strumenti democrazia diretta, i più avanzati ed efficienti, per consentire a
tutta la cittadinanza di poter approvare delibere in ambito comunale, provinciale e leggi in ambito
ragionale senza l’intermediazione dei Consigli. In questo modo chiunque avrà il potere di
amministrare direttamente fuori dai ricatti del “potere invisibile” (lobby, banche ed SpA), come
avviene in Svizzera da più di un secolo, e come avviene in molti Stati del mondo (negli USA,
Brasile…)
Cittadini al potere, una priorità su tutto: la scuola politica.
Quando un gruppo genuino di cittadini liberi dai partiti e dai ricatti delle organizzazioni
sovranazionali arriva al potere dovrà misurarsi con l'obsoleto diritto amministrativo, con dirigenti e
funzionari figli del sistema. Dovrà misurarsi col governo della cosa pubblica, ma per fare cosa? La
risposta giusta dovrebbe essere: restituire la democrazia al legittimo proprietario: il popolo.

La più grande evoluzione culturale che bisogna realizzare in Italia è avviare una scuola politica
pubblica. Bisognerebbe istituire corsi per sconfiggere l'ignoranza di ritorno dei cittadini, e istituire
corsi per la classe dirigente: un anno di corso o due. In Italia ci sono circa 8092 comuni, di cui 5693
sono piccoli comuni, poi Province (in via di "chiusura") e Regioni. Credo sia necessario avvicinare
la pubblica amministrazione ai cittadini attraverso corsi ad hoc, che spieghino il funzionamento
della res pubblica, servono corsi apprendere abilità nuove e modelli organizzativi efficaci ed
efficienti per valorizzare le risorse umane. I cittadini non conoscono la democrazia e tanto meno la
gestione della cosa pubblica. E' necessario sviluppare la cultura organizzativa per apprendere abilità
del management: creatività, sensibilità, visione, versatilità, focalizzazione e pazienza. Credo sia
necessario sostituire tutti quei dirigenti che continuano, tutti i giorni, a portare avanti gli interessi
particolari delle SpA di turno e distruggono il territorio italiano.
Eleggere cittadini prestati alla politica privi di "competenze specifiche forti" e di "competenze
trasversali" non risolverà il problema dei politici inadeguati, ma se cominciassimo a controllare
direttamente gli atti della pubblica amministrazione, e a saperli interpretare, forse saremo anche
capaci di scegliere, attraverso il merito, candidati più adeguati. Col trascorrere del tempo il
legislatore ha approvato legge che direttamente e indirettamente hanno consegnato il reale potere
politico a dirigenti e funzionari pubblici attraverso procedure e regole complicate ed
incomprensibili, attraverso la creazione di un linguaggio e di una "forma burocretese" che
appartiene ai dirigenti e non ai politici scelti dal popolo. Il cittadino prestato alla politica privo del
linguaggio "burocratese" crederà di compiere scelte politiche autonome, ma in realtà sarà un
inconsapevole burattino nelle mani di dirigenti e funzionari allevati dall'élite locale che persegue
prioritariamente interessi privati. Edward Luttwak nel suo manuale Tecnica del colpo di stato spiegò
egregiamente come usare le leve del potere - dirigenti e burocrazia - per orientare le decisioni
politiche senza le cariche elettive
260

260
1968. Colpo di Stato: manuale pratico di
, è stato sufficiente trasformare le istituzioni in una macchina e
dare la patente a poche persone.
Edward Luttwak [...] “Il colpo di stato si attua traendo vantaggio da questo
comportamento meccanico: durante il golpe, perché usa parti dell’apparato dello stato per appropriarsi il controllo
delle leve; dopo, perché il valore delle leve dipende dal fatto che lo stato è una macchina“. Chi sono i congiurati
migliori? Ecco come li descrive Luttwak (p. 35): ” Tutto il potere, tutta la partecipazione, è nelle mani di una piccola
élite istruita, benestante e sicura, e quindi radicalmente differente dalla vasta maggioranza dei suoi concittadini,
95
La scuola politica pubblica è necessaria per creare una risorsa umana competente capace di
decodificare e consentire all'intera cittadinanza di selezionare nuova classe politica non controllata
dall'élite degenerata. Il legislatore dovrebbe introdurre leggi, procedure e regolamenti che
consentono a tutti i cittadini di poter promuovere liste autonome facilitandone la raccolta firme,
candidature al di fuori del sistema partitico tradizionale, imitando un pò il sistema delle liste civiche
locali, e favorire la promozione di liste analoghe anche per le Regioni, le politiche nazionali ed
europee. Coltivando la formazione culturale e l'autonoma formazione di liste sarà possibile favorire
un ricambio della classe dirigente politica estranea al sistema dei partiti otto-novecenteschi
addomesticati dalle lobbies SpA.

Negli ultimi anni si è sviluppato il dibattito politico sui beni comuni al fine di sottrarli alle logiche
mercantili dell'economia ortodossa, e individuare un "ente" (la comunità) diverso dallo Stato e dal
privato che possa gestire acqua, energia, cibo, internet per garantirne una fruizione alle future
generazioni. La risposta è: maggiore democrazia, e le società ad azionariato diffuso popolare, con
l'assenza del profitto, possono essere forme di governo locale sufficienti per tutelare l'interesse
pubblico. Si tratta di favorire la nascita di cooperative ove l'azionariato è diviso fra Enti pubblici e
cittadini per la gestione delle risorse idriche, la raccolta dei rifiuti, l'energia e dei trasporti. Ponendo
nello statuto vincoli di sostenibilità ambientale e di ridistribuzione degli utili sul territorio forse è
possibile ottenere servizi più efficienti. In questo modo i cittadini direttamente, ed in maniera eguale
e progressiva al reddito, si prendono carico del processo decisionale, dei costi e della gestione dei
servizi evitando le speculazione e l'inefficienza delle multiutilities SpA, che hanno priorità di fare
profitti. Le attuali competenze dei dipendenti delle ex municipalizzate possono essere recuperate e
valorizzate in nuove società ad azionariato popolare.

Un primo passo concreto dei cittadini al potere dovrebbe essere quello di imparare a misurare le
attività dei dirigenti pubblici e chiedere all'organo politico azioni di responsabilità per rimuovere
persone corrotte e incapaci.
Un altro passo importante è valutare, con l'aiuto di un esperto ed indipendente amministrativista, il
contenuto giuridico e contrattuale del piano regolatore comunale (il nome dipende dalle legislazione
regionale: piano urbanistico, piano strutturale, etc.), e l'aiuto di un urbanista il contenuto tecnico del
piano stesso.

Esiste un sistema dei controlli (nuclei di valutazione), e prima di concorrere per presentarsi al
governo degli Enti locali i cittadini devono conoscere quali leve utilizzare per "aggiustare" la
pubblica amministrazione che non funziona correttamente. I partiti, nel corso dei decenni, hanno
posizionato all'interno degli Enti le persone di loro fiducia possono fare ostruzionismo e continuare
a promuovere interventi che non corrispondono al mandato politico delle nuove maggioranze. E'
altresì importante individuare e riconoscere le competenze presenti per valorizzarle, e questo
obiettivo è raggiungibile solo con la conoscenza degli strumenti da usare. Non si tratta di diventare
esperti in materia, ma di capire come ci si comporta nelle istituzioni e come programmare la propria
attività politica.
Ad esempio: il programma elettorale diventa "linee programmatiche di mandato" approvate dal
Consiglio, comunale, provinciale o regionale e la Giunta traduce le linee in Piano Esecutivo di
Gestione (PEG) per assegnare incarichi ai dirigenti tramite il Piano Dettagliato degli Obiettivi
(PDO) e misurare la performance dei dirigenti. In tal senso non bisogna sottovalutare il potere e il
ruolo dei dirigenti che le riforme amministrative degli anni '90 hanno attribuito, creando a volte
scompensi non indifferenti fra il ruolo dell'organo politico e quello tecnico.

praticamente una razza a parte. Le masse riconoscono questa realtà e accettano il monopolio del potere dell’élite, salvo
che qualche esazione insopportabile porti a una rivolta disperata [...]

96
Tramite il PEG le idee politiche diventano atti operativi e tali documenti sono strumenti di indirizzo
e di controllo degli uffici dirigenziali e dei funzionari stessi.
E' importante padroneggiare certi strumenti per rendere concreta la rivoluzione culturale che mette
al primo posto la partecipazione popolare al processo decisionale.
Oggi la pubblica amministrazione, dirigenti e funzionari, non è pronta a questa rivoluzione e
pertanto un soggetto politico maturo e responsabile che intende porre dei cambiamenti radicali deve
necessariamente conoscere il funzionamento degli Enti locali.

Uno dei principi fondamentali è la trasparenza degli atti in maniera tale che il controllo sia diffuso
ed atto a comprendere e misurare con efficacia l'azione istituzionale grazie alle informazioni
concernenti ogni aspetto dell'organizzazione in ossequio al buon andamento e all'imparzialità
obbligataria negli Enti locali.

Un altro aspetto politico e strategico molto importante è quello di adattare la pubblica
amministrazione al cambio di paradigma culturale. Cosa significa? La preoccupazione principale
dell'attuale classe dirigente non è quella di mettere in pratica il programma elettorale, ma quella di
dare priorità gli indicatori economici: pareggio di bilancio, rapporto debito/PIL e patto di stabilità.
Ogni anno gli amministratori politici hanno l'obbligo del pareggio di bilancio altrimenti concludono
in anticipo il mandato elettorale attraverso un commissariamento, se non riescono a far quadrare i
conto possono scegliere il dissesto.
E' altrettanto noto che questi criteri sono obsoleti e fuorvianti, poiché una buona azione politica non
si misura con gli indicatori di bilancio, ma con la qualità e quantità dei servizi erogati rispetto a
progetti sostenibili. Il Benessere Equo e Sostenibile (BES) ci informa che gli Enti devono misurare
dimensioni come la salute, l'ambiente, il benessere economico, il lavoro e la conciliazione coi tempi
di vita, i rapporti sociali, il paesaggio e il patrimonio culturale. Tutte dimensioni importanti che
arricchiscono di valori importanti le comunità in cui viviamo. L'ISTAT e il CNEL hanno
individuato ben 134 indicatori raggruppati in 12 dimensioni (BES) che sono la sintesi della
complessità sociale. Per capire bene di cosa parliamo citiamone alcuni: i "siti contaminati", la
"qualità delle acque costiere marine", "l'energia da fonti rinnovabili", la "speranza di vita alla
nascita", la "soddisfazione delle relazioni amicali", la "percentuale di persone di 14 anni e più che si
dichiara molto soddisfatta per il tempo libero", la "preoccupazione per il deterioramento delle
valenze paesaggistiche", la "soddisfazione per il lavoro svolto", il "livello di competenza numerica
degli studenti", la "sedentarietà: persone di 14 anni e più che non praticano alcuna attività fisica", la
"preoccupazione per la perdita di biodiversità" ed i "flussi di materia".

La Corte Costituzionale ragionando sulla convergenza fra tutela del paesaggio (art. 9) e diritto alla
salute (art. 32) ha stabilito che anche la tutela dell'ambiente è un «valore costituzionale primario e
assoluto» in quanto espressione di interesse diffuso dei cittadini, che esige un identico livello di
tutela in tutta Italia, come mostra nell'art.9 il cruciale termine Nazione. Ambiente, paesaggio, beni
culturali formano un insieme unitario e inscindibile la cui estensione corrisponde al territorio
nazionale; fanno tutt'uno con la cultura, l'arte, la scuola, l'università e la ricerca. Con esse
concorrono in misura determinante al principio di uguaglianza di tutti i cittadini, alla loro «pari
dignità sociale» (art .3), alla libertà e alla democrazia: perciò la loro funzione è costituzionalmente
garantita.
261


Se pensiamo ai piccoli comuni, popolazione inferiore ai 5000 abitanti, che sono ben 5693 (70,3%
delle amministrazioni) secondo una ricerca ANCI del 2009, e dove risiede il 17,2% della
popolazione italiana (più di 10 milioni di abitanti), dovrebbe saltare alla nostra vista che è urgente
porre come priorità il rinnovo delle classe dirigenti pubbliche in questi piccoli enti. Bisogna avviare

261
SALVATORE SETTIS, Azione popolare, Einaudi, pag. 130
97
un ragionevole "piano di adeguamento" alle opportunità delle nuove conoscenze e tecnologie in
tema di organizzazione del lavoro tramite internet e per mezzo delle moderne pianificazioni
strategiche tramite l'approccio olistico. In questi piccoli enti è molto più semplice adottare il BES e
pianificare le idee politiche di una decrescita felice verso una prosperanza di questi territori. Questi
comuni possono essere un buon modello per quelli più grandi, pertanto è più semplice ed efficace
iniziare in ambiti territoriali più ricchi di risorse importanti, la storia contadina e la natura, e più
sensibili a raccoglie nuove risorse umane.
Uno strumento di accesso diretto alle informazioni.
Il codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 7-3-2005 n.82) finalizzato alla semplificazione e al
riassetto della normativa in materia di informatica nelle pubbliche amministrazioni
262
Sul diritto all’informazione: una sentenza della Corte dei Conti dell’87 così suonava: uno “degli
strumenti di prevenzione (dell’ambiente) è proprio quello della responsabilizzante informazione
dell’opinione pubblica sulle problematiche di tutela del bene ambiente“. Negli anni successivi si
affermò una corrente dottrinale, nota col nome di “dottrina dei nuovi diritti civici” [...] Il diritto
all’informazione ambientale è divenuto un “
. Con
l’applicazione del codice si possono effettuare seri controlli comodamente da casa, gli strumenti
digitali sostituiscono le lettere inviate con raccomandate che hanno stesso valore legale.
diritto pubblico soggettivo“
263
Ora, presso gli uffici dell’ACI e dell’INPS è possibile chiedere gratuitamente il rilascio della posta
elettronica certificata (PEC).
.
Il cittadino con l’uso della PEC, senza sprecare tempo e danaro, può verificare se le amministrazioni
applicano il principio di precauzione
264
Consigli pratici: se siete minacciati da rischi sanitari ed ambientali per mezzo di un’attività
industriale ed avete dubbi circa la regolarità dei permessi siete autorizzati e moralmente coinvolti
nel controllo del territorio poiché i primi ad agire devono essere i cittadini
: criterio base per una corretta valutazione ambientale.
265
A chi inviare richiesta di copia di atti e documenti? Al Sindaco, al direttore generale dell’azienda
sanitaria ed all’ufficio igiene e prevenzione, ed all’ARPA
.
266
Cosa chiedere? Chiedete se l’azienda ha depositato regolare copia della Valutazione dell’Impatto
Ambientale (VIA) e Autorizzazione Integrata (AIA), chiedete se sia stata effettuata anche una
.

262
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/01/16/cittadini-svegliamoci/
263
SIMONA ZATI, diritto all’informazione e alla partecipazione in materia ambientale: il quadro giuridico e normativo
di riferimento, in Valutazione Ambientale N.7, pag. 22
264
Comunicazione della Commissione europea: I responsabili debbono essere pienamente consapevoli del grado
d'incertezza collegato ai risultati della valutazione delle informazioni scientifiche disponibili. Giudicare quale sia un
livello di rischio "accettabile" per la società costituisce una responsabilità eminentemente politica. I responsabili, posti
di fronte ad un rischio inaccettabile, all'incertezza scientifica e alle preoccupazioni della popolazione, hanno il dovere di
trovare risposte. Tutti questi fattori devono quindi essere presi in considerazione. In alcuni casi la giusta risposta può
essere l'inazione o quanto meno la decisione di non adottare misure giuridicamente vincolanti. Un'ampia gamma di
iniziative è disponibile in caso di azione, da misure giuridicamente vincolanti a progetti di ricerca o a raccomandazioni.
La procedura di decisione dovrebbe essere trasparente e dovrebbe coinvolgere tutte le parti interessate, quanto più
precocemente e quanto più ampiamente possibile.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2000:0001:FIN:IT:PDF
265
Estratto dal Documento ambiente di FNOM CeO – ISDE Italia: «La dimostrazione che molti processi patologici
trovano una loro eziopatogenesi in cause ambientali, quali l'accumulo di inquinanti nell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel
cibo, e l'esistenza su scala mondiale di gravi e irreversibili dissesti ambientali, hanno sollecitato una crescente attenzione
verso questi temi. Ambiente degradato, esposizioni occupazionali a sostanze nocive e modelli di vita scorretti sono
responsabili del 75% delle patologie e delle cause di morte. Da decenni nei convegni medici si discute di salute, rischi
da lavoro, ambiente e inquinamento e i ricercatori si impegnano per evidenziarne le correlazioni. Queste attività che non
vanno certamente sottovalutate, non ci sono comunque sembrate espressione della intera potenzialità dei medici e degli
altri professionisti della salute nei confronti della popolazione e dei politici. Agli specialisti che tutti i giorni verificano,
per le loro specifiche competenze, i danni che l'ambiente inquinato determina nella popolazione devono affiancarsi i
medici del territorio che possono rappresentare la reale congiunzione tra sistema sanitario, popolazione e mondo
scientifico.» http://www.isde.it/AMBIENTE/Documento_FNOMCeO_ISDE_Italia.doc
266
Azienda Regionale per la Protezione Ambientale.
98
Valutazione dell’Impatto Sanitario (VIS), chiedete dove siano le centraline per il controllo delle
polveri sottili (PM
10
, PM
2,5
). Bisogna sapere che i Sindaci hanno responsabilità civili e penali sulla
sicurezza e sulla salute pubblica per cui le prime richieste vanno inoltrate a loro, le successive vanno
al Direttore generale dell’Azienda sanitaria poiché anch’egli ha responsabilità civili e penali,
egli/ella è stato/a nominato/a dal Presidente della Regione.
Inoltrate richieste al responsabile dell’ufficio di igiene e prevenzione dove potrebbero esserci delle
indagini epidemiologiche e tossicologiche, svolte in passato, utili a conoscere lo stato di salute della
popolazione nel corso degli anni. In fine per il monitoraggio ambientale chiedete informazioni
all’Agenzia regionale ambientale (ARPA) o al Ministero dell’Ambiente. Fate leggere i documenti
da specialisti, valutatori ambientali indipendenti, biologi, epidemiologi, tossicologi. Illeciti e reati
potrebbero essere diversi, omissioni di ufficio
267
o falsi ideologici
268
. Purtroppo non è difficile
riscontrare documenti pubblici firmati da tecnici compiacenti, distratti o corrotti. Purtroppo, bisogna
sapere in partenza che le attuali norme ambientali non tutelano efficacemente la salute poiché le
polveri più pericolose, le nanopolveri
269
(PM
1
-PM
0,1
), prodotte dai processi di combustione non
vengono monitorate. Nonostante questo sia ben conosciuto e studiato nella medicina del lavoro
270
Leggere atti, bilanci e valutare
.
La Costituzione parla del principio di trasparenza, ed in una democrazia vera è essenziale poter
sapere come vengono spese le tasse dei cittadini. Solo da un paio di anni circa possiamo comparare i
bilanci delle Regioni per renderci conto degli sprechi, ad esempio sui prezzi indicati nei contratti di
fornitura nel settore ospedaliero. Ci rendiamo conto che questa informazione è determinante per fare
comparazioni e valutare il giusto prezzo.
Secondo gli articoli 53 e 54 del D. Lgs del 7 marzo 2005 n.82 denominato codice
dell'Amministrazione digitale i siti pubblici devono essere accessibili da tutti, anche dai disabili,
reperibili, facilmente usabili, chiari nel linguaggio, affidabili, semplici, omogenei tra loro.
Per cominciare a fare politica con una certa consapevolezza esiste una strada molto semplice:
accedere al bilancio pubblico del proprio Comune, e successivamente scaricare dal sito istituzionale
il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) poiché è lo strumento redatto dalla Giunta comunale rispetto
alle linee programmatiche di mandato approvate dal Consiglio. Nel PEG sono indicati nomi dei
dirigenti responsabili e le attività da svolgere, per aree tematiche, e si trova il Piano Dettagliato
degli Obiettivi (PDO) per misurare la performance dei dirigenti pubblici tramite indicatori,
temporali, qualitativi e quantitativi. Questi documenti: linee programmatiche di mandato, bilancio,
PEG e PDO, sono pubblici e spesso si trovano on-line sul sito del proprio comune. In questo modo i
cittadini possono sapere come e dove sono state destinate le risorse pubbliche. Il cittadino elettore,
partendo dalle linee programmatiche può agilmente confrontarle con gli obiettivi indicati nel PEG e
nel PDO e fare una verifica di coerenza, promesse elettorale e attività dei dirigenti, poiché ciò che
non c'è scritto nel PEG non si farà. Studiare questi documenti è il modo più corretto per misurare

267
rifiuto od omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.): Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che
indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o
di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
268
Il falso ideologico è un reato dovuto alla presenza di menzogne in un documento. La giurisprudenza lo distingue,
quindi, dal falso materiale, che consiste nella creazione di un documento da parte di qualcuno che non ne è l’autore o
nell’alterazione di un documento originale.
269
STEFANO MONTANARI, il girone delle polveri sottili, Macro edizioni 2008
270
LUIGI AMBROSI, VITO FOA’, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315. Rischi e patologie da
metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione
nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali
fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica.
Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di
quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è
l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e
assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro
solubilità.
99
correttamente e nel merito il mandato elettorale dei dipendenti eletti, e proporre una verifica politica
utile a valutare politici e dirigenti pubblici. Un funzionario pubblico è in grado di aiutare i cittadini
nella lettura di questi documenti ed è sufficiente studiarli una volta per condividere lo schema di
lettura di questi atti, e avviare un processo virtuoso di comprensione dei metodi della pubblica
amministrazione utili a far funzionare un comune. Questo processo libero ed incondizionato è
determinante per qualsiasi società veramente democratica.
Il comportamento sopra descritto rientra persino negli obiettivi indicati dalla riforma della pubblica
amministrazione: trasparenza totale, valutazione e benchmarking attraverso una pluralità di
strumenti. Si intende perseguire il miglioramento delle performance, il soddisfacimento dei
destinatari dei servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni (P.A.) e la partecipazione dei
cittadini. Questi obiettivi devono essere perseguiti anche attraverso lo sviluppo di attività finalizzate
alla trasparenza, che consente di far conoscere ai cittadini l'attività amministrativa e i dati delle
performance della P.A. e quindi transitare da un ruolo passivo ad un ruolo di stimolo, di controllo e
di confronto.
271
Un'altra innovazione importante del processo amministrativo è l'adozione di criteri di qualità per
misurare le perfomance, e il coinvolgimento dei cittadini/utenti chiamati a valutare l'operato di
politici, dirigenti e funzionari. Sono i cittadini che attraverso l'uso dei servizi pubblici hanno il
diritto e l'opportunità di segnalare disservizi, e soprattutto giudicare l'intero operato
dell'amministrazione leggendo bilanci e obiettivi prefissati dagli organi politici. Questo processo di
valutazione dal basso fa parte del concetto di qualità insito nella pubblica amministrazione che
prevede la "partecipazione attiva" secondo la qualità percepita (soddisfazione/insoddisfazione) dai
cittadini/utenti. Secondo le norme attuali è persino previsto un servizio ove il cittadino possa
segnalare (telefono, web, sportello) il proprio giudizio, che dovrebbe servire ai processi di
autovalutazione dei dirigenti per migliorare il servizio stesso.

Le norme prevedono che dirigenti e funzionari pubblici debbano attenersi al codice di
comportamento
272
secondo principi di fedeltà alla Repubblica, imparzialità e buon andamento e
secondo diligenza, obbedienza e fedeltà. Il principio di responsabilità del dipendente pubblico (art.
28 Costituzione) è associato sia a sanzioni che a criteri per valutare il licenziamento
273
e fra questi
c'è l'insufficiente rendimento. Per avere buone performance è importante il giudizio di cittadini
consapevoli, circa le norme e il buon funzionamento della PA, poiché segnalando comportamenti
(qualità percepita) non adeguati essi contribuiscono a migliorare l'efficienza della pubblica
amministrazione. In questo modo chi valuta dirigenti e funzionari potrà avere un contributo dal
basso e possedere maggiori informazioni che contribuiscono a formare un corretto riconoscimento
del merito e corretta valutazione dell'operato del dipendente pubblico. Con questo tipo di supporto i
cittadini potranno influenzare il controllo strategico
274

interno e dare un contributo circa
l'adeguatezza e l'integrità delle scelte compiute in ambito di indirizzo politico, in termini di
congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti.
Dal punto di vista di una partecipazione popolare efficacie sarebbe molto importante apprendere i
metodi di coinvolgimento e deliberazione derivanti dai bilanci partecipativi, e introdurre le priorità
della cittadinanza attiva nei piani pluriennali pubblici.
E' scontato, forse non tanto, ma per fare una buona politica è necessario conoscere prima di
deliberare, ed oggi le istituzioni politiche sono piene di persone ignoranti, incapaci e corrotte. Un
buon servizio allo Stato è quello di cambiare la classe dirigente politica e tecnica con persone capaci
e preparate che adottino la Costituzione come programma politico e siano dotate di alto senso etico.
La semplice sostituzione di una classe dirigente corrotta con una classe dirigente non corrotta, lascia

271
Raffaele Palangeri, Domenico Pellerano, Tecniche di perfomance di management per migliorare la PA. Un percorso
di qualità per l'applicazione della riforma Brunetta, Franco Angeli editore, 2012, pag. 14.
272
D.M. 28/12/2000 e art.54 D.Lgs. 165/2001
273
art. 55quater T.U.
274
D. Lgs. 286/1999
100
il problema dell'ignoranza e dell'incapacità e determina un danno economico allo Stato poiché
l'immaturità e l'incapacità di governare rallentano e frenano le attività politiche - si ferma la
pianificazione - e peggiora la qualità dei servizi da erogare. Nella sostanza il cittadino qualunque
che non abbia svolto una scuola politica e di pubblica amministrazione non riesce a prendere
decisioni importanti per tutelare l'interesse pubblico, anzi, egli è facilmente raggirabile da dirigenti
esperti, ma corrotti. Se questo ragionamento appare persino banale, bisogna ricordarsi che in Italia
non esistono più i partiti popolari di massa che formano le classi dirigenti, e tanto meno esiste una
scuola politica pubblica. Il problema del rinnovo della degli amministratori del futuro è nodale per
un Paese che intende riprendersi il ruolo politico che gli spetta. Una Nazione priva di politici
preparati, capaci, responsabili ed eticamente corretti non ha futuro e pertanto la speranza di
cambiamento deve avere come priorità la formazione culturale, la buona volontà non è sufficiente,
bisogna sviluppare capacità di governo.
Scheda tecnica, amministrazione digitale
Ecco alcuni strumenti per incidere sui potenti di turno. Il codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 7-3-
2005 n.82) finalizzato alla semplificazione e al riassetto della normativa in materia di informatica nelle
pubbliche amministrazioni.

Nuovi diritti dei cittadini:
diritto all’uso delle tecnologie (art. 3)
Non sarà più possibile quindi per un’amministrazione o per un gestore di pubblico servizio obbligare i
cittadini a recarsi agli sportelli per presentare documenti cartacei
diritto alla partecipazione al procedimento informativo e all’accesso (art. 4)
In particolare i cittadini e le imprese hanno diritto di accedere a tutti gli atti che li riguardano e di
partecipare a tutti i procedimenti in cui sono coinvolti tramite le moderne tecnologie informatiche
diritto di effettuare qualsiasi pagamento in forma digitale (art. 5)
diritto all’utilizzo della posta elettronica certificata (art. 6)
diritto alla partecipazione (art. 9)
Lo Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei
cittadini
Diritto a trovare on line tutti i moduli e i formulari validi e aggiornati (art. 57)

Gli strumenti della P.A. digitale
Posta elettronica certificata (art. 6 e art. 48)
Firma digitale (art. 24)
Documenti informatici e il protocollo elettronico (artt. 30 ss., artt. 40 ss.)
I siti internet delle P.A. (artt. 53-54)
I siti pubblici devono essere accessibili da tutti, anche dai disabili, reperibili, facilmente usabili, chiari nel
linguaggio, affidabili, semplici, omogenei tra loro

Le carte elettroniche (art. 66)

Con l’applicazione del codice si possono effettuare seri controlli comodamente da casa, gli strumenti digitali
sostituiscono le lettere inviate con Raccomandate, hanno stesso valore legale:
richiesta bilancio del proprio Comune
richiesta di informazioni ed atti per la partecipazione in materia ambientale, ad esempio richieste alle
Aziende Sanitarie, alle Agenzie Ambientali Regionali

Richieste del genere – Valutazioni Ambientali, indagini epidemiologiche, tossicologiche – per tutelare
l’ambiente e la salute sono utilissime. L’Ente o il dirigente che non risponde compie una condotta omissiva
– un non fare – atti di omissione d’ufficio, in materia di salute ed ambiente gli Enti pubblici hanno l’obbligo
della risposta. Far leggere questi documenti ad esperti ci aiuterebbero a capire se tecnici e consulenti pagati
dagli Enti compiono un altro illecito: falso ideologico.

Una sentenza della Corte dei Conti dell’87 così suonava: uno “degli strumenti di prevenzione (dell’ambiente)
è proprio quello della responsabilizzante informazione dell’opinione pubblica sulle problematiche di tutela
del bene ambiente“. Negli anni successivi si affermò una corrente dottrinale, nota col nome di “dottrina dei
nuovi diritti civici” [...] Il diritto all’informazione ambientale è divenuto un “diritto pubblico soggettivo“.
101
Energia e tecnologie
La transizione che stiamo vivendo ci consente di fare una considerazione sul cambio di paradigma,
poiché la crisi energetica figlia del "picco del petrolio" mostra l'opportunità di sviluppare tecnologie
più eco-efficienti che consentono l'applicazione di una democrazia economica. Scaldare, raffrescare
e spostarsi potrà essere meno costoso, e potrà essere fatto in maniera indipendente, più efficiente
(solare, micro eolico, pompe di calore, smart-grid, bici pedelec, etc.). Con un piano industriale
nazionale per lo sviluppo di queste tecnologie potrà aumentare l'occupazione verso impieghi
socialmente più utili.

La noia ossessiva del teatrino politico ci ripete: non c’è lavoro? Il problema è la crescita! La
cronaca politica racconta un’altra realtà legata all’incapacità dei dipendenti eletti: “Il commissario
Ue alle Politiche regionali lancia l’allarme sullo scarso impiego dei fondi comunitari. Il rischio di
perdere ingenti finanziamenti per l’incapacità di spenderli riguarda in particolare la Campania.”
275
Quando il lavoro non c’è, si inventa, siamo esseri umani creativi. Numerosi addetti nascono
dall’indotto della ricerca e del riciclo dei materiali. Altri impieghi sono necessari nella riduzione
della domanda di energia e nella diagnosi energetica del patrimonio edilizio esistenze. I dati di
Terna

I fatti dimostrano che anche di fronte ad opportunità e strategie deliberate, esiste una problema
legato all’ignoranza dei dipendenti eletti che non informano adeguatamente i cittadini, e gli stessi
non si organizzano per crescere culturalmente e affrontare direttamente i problemi del territorio per
migliorare la qualità della propria vita.
276
E’ utile rivedere sul sito internet della RAI un’inchiesta di Michele Buono e Piero Riccardi, “a tutto
gas”, andata in onda su RAITRE il 29 ottobre 2006, in Report, consentì a tutti di capire il
“motivatore” della “produzione” energetica dell’ENI. Enzo Mangini, giornalista di “Carta”,
rispondendo alle domande di Buono, disse:« Stando a questo master plan è probabile che in Italia si
creerà una bolla di offerta di gas, cioè ci sarà più gas di quello che l’Italia sarà capace di
consumare». L’azienda mostrava che il loro interesse era produrre più energia rispetto al reale
fabbisogno: più offerta rispetto alla domanda, lo stesso modus operandi delle banche per mezzo del
moltiplicatore monetario. Tutto ciò per soddisfare gli interesse di azionisti (SpA) e non un interesse
pubblico. Inoltre è davvero interessante leggere un’inchiesta di Altreconomia
confermano che l’Italia non ha bisogno di importare energia: “quasi stazionaria la
domanda di energia elettrica in Italia: - 0,1% sul 2007” e, gli usi finali ci mostrano uno spreco
enorme per l’inefficienza dei volumi costruiti e dei trasporti.
277
Mobilità sostenibile (tecnologie della decrescita felice)
che documenta la
presenza di società off shore in paradisi fiscali riconducibili ad ENI ed ENEL, lo stesso sistema di
“scatole cinesi” adottato da Parmalat. Anche in questo caso è evidente che gli interessi privati degli
azionisti siano opposti agli interessi pubblici.
Ci sono diverse soluzioni e opportunità che ci consentono di migliorare la qualità della nostra vita, a
volte sono scelte di vita, cambi radicali, a volte sono scelte molto più semplici, alla portata di
chiunque, si tratta solamente di informarsi meglio e capire come stiamo sprecando i nostri soldi.
Una di queste scelte riguarda la mobilità individuale. E’ difficile che ognuno di noi ragioni in
termini di ciclo vita, ma per lo meno sarebbe ragionevole porsi una domanda semplice: quanto ci
costa possedere l’automobile? Se può essere utile avere un’indicazione, tempo fa ho svolto i miei
calcoli per la mia ex utilitaria e sono eloquenti, €35mila euro in dieci anni. Ebbene, sembra assurdo,
ma l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita (pedelec, federazione europea), di livello medio-
alto, si ripaga in uno o due anni al massimo. Il prezzo di una bici pedelec varia dai mille ai 2mila

275
Cristian Fruschetto, in “il denaro.it” 2 agosto 2011, http://denaro.it/blog/2011/08/02/53304/
276
Terna, comunicato stampa, Roma 16 luglio 2009,
http://www.terna.it/linkclick.aspx?fileticket=kC6jCJ sPHSw%3D&tabid=720
277
ANDREA BARANES e PIETRO RAITANO, un paradiso per tutti, in Altreconomia luglio-agosto 2008
102
euro, ma ritengo che tale prezzo debba essere almeno dimezzato grazie all’esplosione del mercato, e
grazie ad una normativa più intelligente – attualmente in discussione – che cancelli il limite della
potenza (250W). La scelta di questa tecnologia che sostituisce l’automobile riduce o cancella
sprechi e pertanto fa calare il PIL, ma produce una crescita della qualità della vita.
Gli italiani che vivono in città con salite e discese potranno godersi l’uso della bicicletta grazie alla
diffusione del “doping-meccanico”, stiamo parlando della bici elettrica? No, si tratta dell’aiuto di un
motore che si attiva pedalando e fare meno fatica, soprattutto in salita; in pianura lo sforzo è nullo.
Le tecnologie attuali consentono di dire addio all’uso quotidiano dell’auto e all’assicurazione, addio
ai distributori di benzina. Una scelta banale può farci conservare più soldi in tasca, più salute, zero
traffico e meno stress, zero parcheggi e un nuovo punto di osservazione delle nostre città, più
gradevole e sereno. La famiglia media di quattro persone con quattro automobili, può dismetterne
almeno due e usare l’auto familiare solo per necessità irrinunciabili e per i viaggi, com’era una
volta, e potrà usare quattro biciclette quotidianamente con l’evidente vantaggio per il bilancio
economico familiare e psicofisico, si torna alla mobilità ecologica degli anni ’50 col vantaggio delle
tecnologie degli anni duemila. Città con l’aria salubre, meno automobili e maggiori spazi aperti per
la convivialità. E’ altrettanto evidente che il minor numero di auto circolanti migliora il trasporto
pubblico urbano.
Ci sono diverse marche che producono e vendono tecnologie mature: Bionx, Stromer, e BH
emotion. “L’anomalia” dov’è? Sono tutte aziende straniere nonostante le migliori biciclette al
mondo siano italiane. Quale potrebbe essere il motivo? Le norme che limitano libertà e creatività,
combinate con la scelta delle aziende italiane di produrre prioritariamente bici per le corse, e meno
per i cittadini. E’ sufficiente cliccare sui loro siti – colnago, de rosa, pinarello, daccordi, bianchi,
olmo – per rendersi dell’alta qualità, ma dell’assenza di offerta di bici pedelec analoghe alle potenze
di Stromer. L’azienda Bosch, quella dei trapani, ha deciso di produrre motori per e-bike pedelec,
adottati anche da marche di bici italiane.
Fuori dall’UE non ci sono particolari limiti di potenza, e negli USA, in Canada ci sono e-bike
pedelec persino con 1000W di potenza, mentre in Italia la potenza è limitata a 250W, o al massimo
350W con velocità ridotta, sembra che l’UE stia decidendo di aumentare la potenza. Già nel 2003,
in Germania, si presentavano pedelec con potenze superiori ai 250W, ma si conservava il limite di
velocità dei 25 km/h. Nella vicina Svizzera non ci sono limiti di potenza e velocità. Nell’Italia
saccheggiata dalla religione delle SpA si vendono, da sempre, automobili che inquinano e riducono
l’aspettativa di vita, si vendono e si incentivano ancora automobili con l’obsoleto motore a scoppio,
che sfrecciano sopra i 200km/h, in questa Italia dove ci sono intere città che usano la bicicletta come
mezzo prioritario di trasporto siamo costretti a importare e-bike pedelec. Pertanto le norme sono
palesemente sbagliate, bisogna copiare le regole svizzere e incentivare le tecnologie del buon senso.
E’ sufficiente cancellare il limite della potenza per consentire di produrre bici pedelec adatte a
strade con pendenze del 25-30% e far crescere un’economia verde per migliorare la qualità della
vita anche nelle città. Il mercato delle bici e-bike pedelec è senza dubbio un’opportunità virtuosa del
presente-futuro.
103
T
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o
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e

Quali sfide dovranno affrontare le nostre città? Parlare di incertezza energetica significa riflettere sul fatto che non
sappiamo prevedere quale sarà l’andamento futuro dei prezzi dell’energia, né che effetto queste fluttuazioni
potranno avere, nel lungo periodo, sull’economia globale. Per i governi locali, responsabili della gestione dei
servizi pubblici, della pianificazione urbana e dei trasporti, oltre che della tutela della salute economica e sociale
delle proprie comunità, questa incertezza comporta un gran numero di rischi e criticità.
L’approccio che gli amministratori dovrebbero prendere nei confronti del doppio problema dell’incertezza
energetica e climatica seguirà idealmente quattro linee guida:
• Identificare i cambiamenti e le criticità sul piano locale provocati sia dalla presente incertezza
energetica, che da quella che potrà concretizzarsi in futuro;
• Mitigare quelle che sono le vulnerabilità locali, contribuendo allo stesso tempo agli sforzi globali
per affrontare il picco petrolifero ed il cambiamento climatico;
• Prepararsi in vista di possibili scenari avversi nel breve periodo, con eventi meteorologici
estremi o improvvisa scarsità di carburante;
• Pianificare per tempo quelli che sono gli inevitabili cambiamenti sul lungo termine,
riducendo al minimo i disagi ed approfittando delle opportunità che offrono.
Ogni passaggio qui indicato presenta una serie di sfide, ma il primo, “identificare cambiamenti e criticità”, sembra
particolarmente difficile da affrontare, poiché ci costringe ad analizzare quei sistemi complessi che reggono le
nostre comunità dalle fondamenta.
278


L’Italia deve ristrutturare l’esistente poiché progettato e costruito male. La maggioranza dei piccoli
comuni ha bisogno di mantenere, recuperare e tutelare i propri territori, difenderli dagli speculatori e
da opere costose ed inutili. Essi hanno bisogno di prevenzione primaria. Impiegare risorse umane in
queste idee significa creare nuovi addetti in attività virtuose ed utili al bene comune. I soliti
pessimisti e corrotti ci diranno: mancano i soldi. Bene, per la legge fondamentale della domanda e
dell’offerta si stampa carta pubblica, libera dal debito e dagli interessi, in maniera proporzionata
all’offerta di merci e servizi immateriali prodotti. La teoria del valore indotto (fine del Gold
Standard e creazione della moneta dal nulla) dimostra il valore della moneta viene attribuito quando
si riceve e non quando si crea.
Nonostante gli interessi di cartello dei monopoli nazionali esiste un modo per avviare la rivoluzione
energetica, si tratta “solo” di volerlo fare. Oggi le stesse SpA che inquinano hanno avviato società
Esco
279
Eliminare gli errori progettuali delle consuetudini sbagliate è un’opportunità positiva di
cambiamento che consente di applicare buon senso e ragionevolezza, niente di complicato e di
difficile. Anzi è sufficiente fare quello che bisogna fare applicando l’etica.
ma queste non funzioneranno mai. Cos’è una Esco? E’ un società che trae profitti attraverso
la ristrutturazione e la gestione energetica di grandi volumi con una particolarità, non guadagna dai
consumi ma dal risparmio, l’opposto di quello che fanno le attuali aziende monopoliste. Le Esco
italiane non hanno avuto il giusto successo perché gli istituti di credito condizionano il mercato.
Sono sempre le banche responsabili visto che emettono moneta

F
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b
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2
8
0
Un edificio è un sistema termodinamico con superfici di delimitazione coincidente con la superficie
esterna dell’involucro murario.


Energia entrante – Energia uscente + Energia sorgente = Energia accumulata

In questo caso il bilancio deve essere particolarizzato a seconda della stagione (invernale o estiva).

Energia entrante = irradiazione solare
Energia uscente = è l’energia che l’edificio disperde verso l’ambiente esterno
Energia sorgente = è la somma degli apporti interni (affollamento, lampade, motori vari …)
Energia accumulata = è l’energia accumulata nella massa dell’edificio solitamente nelle
murature interne ed esterne

278
DANIEL LERCH, post carbon cities, 2010, capitolo 3 pag. 21
279
Le Energy Service Company (anche dette ESCO) sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare
l'efficienza energetica, assumendo su di se' il rischio dell'iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere
organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra la ESCO ed il Cliente finale con
diverse tipologie di accordo commerciale.
280
GIULIANO CAMMARATA, fisica tecnica ambientale, McGraw-Hill
104
.
Il calore può essere trasmesso secondo tre modalità: conduzione, convezione, irraggiamento.
L’irraggiamento è l’energia emessa dai corpi sotto forma di onde elettromagnetiche (o fotoni) come
risultato delle modificazioni nelle configurazioni elettroniche degli atomi o delle molecole. La
massima potenza termica radiativa che può essere emessa da una superficie alla temperatura assoluta
T
s
è data dalle legge di Stefan-Boltzmann e cioè:
4
max , s s irr
T A Q σ =

; dove σ = 5,67x10
-8
W/m
2
K
4
è
la costante di Stefan-Boltzmann, A è la superficie.
La radiazione si propaga nel vuoto o in un mezzo di trasmissione trasparente sotto forma di onde
elettromagnetiche, la cui frequenza ν e la lunghezza d’onda λ sono legate dalla relazione λ = c/ ν,
dove c è la velocità della luce nel mezzo.
281


La quantità di energia che arriva ogni secondo sulla Terra è uguale al prodotto della costante solare
per l’area di un disco che ha raggio eguale a quello della Terra (6370 km = 6,37x10
6
m):
MW x m x
m
W
9 2 6
2
10 170 ) 10 37 , 6 ( 1350 ≅ π . La potenza solare intercettata dalla Terra è 170 miliardi di
megawatt.
282
Ergo? Non abbiamo bisogno di più energia, noi siamo energia, abbiamo bisogno di
usarla meglio con tecnologie che non prevedano la combustione e l’esempio Maglev (treno a
levitazione magnetica
283
Cittadini consapevoli possono decidere di spostare i propri risparmi ed aprirli in banche che
finanziano il progetto tecnico della Esco con l’obiettivo di ristrutturare gratuitamente i propri
condomini. Infatti i singoli condomini non devono spendere soldi per vedersi rivalutato l’intero
immobile poiché le Esco guadagnano dalla gestione energetica. Facciamo un esempio concreto: il
risultato di una diagnosi energetica svolta in un condominio di 4-5 piani composto da 8-16 famiglie
ci consente di capire che si stanno sprecando tot kW annui che corrispondono a 20-25mila euro
annui sprecati in consumi evitabili. Gli sprechi rappresentano il finanziamento della futura
ristrutturazione ed il contratto di conto energia
) dimostra a tutto il mondo che le intuizioni di Nikola Tesla non solo erano
e sono valide, ma sono la concreta progettazione industriale da condividere in ogni luogo.
284

281
YUNUS ÇENGEL, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, pag. 499
consentirà di “produrre” e vendere i surplus
energetici per 20 anni (profitto). La Esco gestisce l’intero processo senza coinvolgere il portafogli
dei condomini. Per avere una reale convenienza la Esco dovrebbe ristrutturare più di un condominio
poiché le condizioni non sono sempre favorevoli e, soprattutto le banche non sono ancora disposte a
sostenere tale mercato perché spesso finanziano obiettivi politici opposti. In questo ambito entra in
gioco la volontà popolare, com’è avvenuto in un caso famoso in Germania, dove i cittadini sono
diventati proprietari della rete elettrica locale facendo pressione alla banca del paese, Schönau.
Come abbiamo visto le banche vivono solo se hanno soldi in cassa. Fare massa critica e spostare i
propri conti correnti in maniera massiccia è un ottimo incentivo per finanziare idee virtuose.
282
UGO AMALDI, fisica: idee ed esperimenti, VOL.2 Zanichelli pag. 120
283
Fonte wikipedia: La levitazione magnetica, maglev o sospensione magnetica è un metodo con il quale un oggetto è
sospeso su di un altro oggetto senza un supporto oltre ai campi magnetici. La forza elettromagnetica viene usata per
contrastare gli effetti della forza gravitazionale. I superconduttori potrebbero essere considerati diamagneti perfetti (Χ
r
=
-1), che espellono completamente i campi magnetici a causa dell'effetto Meissner. La levitazione del magnete è
stabilizzata dal blocco del flusso all'interno del superconduttore. Questo principio è sfruttato dalle sospensioni
elettrodinamiche (EDS) dei treni a levitazione magnetica.
284
Conto energia è il nome comune assunto dal programma europeo di incentivazione in conto esercizio della
produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica.
Il meccanismo del conto energia prevede l’erogazione di un incentivo commisurato all’energia elettrica prodotta dagli
impianti. Le risorse per l’erogazione delle tariffe incentivanti sono coperte tramite il gettito della componente tariffaria
A3. Gli impianti devono avere una potenza minima di 1 kW, essere collegati alla rete elettrica ed entranti in esercizio
dopo il 30/09/2005 a seguito di nuova costruzione, potenziamento o rifacimento totale. Le tariffe incentivanti sono
costanti per 20 anni, si sommano ai ricavi derivanti dall’energia immessa in rete in caso di cessione oppure ai risparmi
sulla bolletta in caso di autoconsumo (possibilità di aderire al regime di “scambio sul posto” per gli impianti fino a 200
kW) – tratto da “FV fotovoltaici”, N.2 anno VII, Artenergy publishing, Cormano (MI), mar-apr 2010, pag. 93.
105
A Castelleone (CR) nasce "DOSSOenergia SRL": società ad azionariato diffuso, che tramite ben 64
soci finanziatori realizzerà e gestirà per 20 anni l'impianto fotovoltaico sul tetto della Palestra
Comunale Dosso in Castelleone, per la produzione di circa 64.000 KWh/anno di energia "pulita", da
fonte rinnovabile, prodotta in loco ed utilizzata per i servizi comunali. I 64 soci, per la maggior parte
cittadini di Castelleone e iscritti ai GAS del territorio, partecipano al progetto acquistando quote
unitarie minime di euro 1000, fino ad un massimo di 20 quote (equivalenti al valore di un impianto
domestico) e godranno per 20 anni dei benefici economici degli incentivi previsti da Conto Energia.
È il primo esempio di progetto di collaborazione tra pubblico/privato realizzato in Italia, su iniziativa
di GASenergia (Gruppi di Acquisto Solidale), totalmente a finanziamento privato.
285
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.



Più sistemi in si nergia per ottenere il massi mo dei vantaggi
286
. Edificio – condominio
sette unità – che integra l’impiego di tecniche bioclimatiche in provincia di Verona. 22 moduli
fotovoltaici connessi in rete 2,22 kWp che coprono il fabbisogno di due pompe di calore geotermiche
da 7,20 kW ognuna (pozzo di prelievo 95m), sei collettori solari piani (18 m
2
) per la produzione di
acqua calda sanitaria. Energia prodotta in un anno: 2500kWh circa. Tempi di ammortamento: 10
anni. Progettisti: arch.ti Massimiliano Vanella e Mauro Rossaro. Costi: impianto fotovoltaico 17.000
euro, centrale termica: 20.000 euro, impianto solare termico: 15.000 euro, impianto geotermico:
26.000 euro.

Le istituzioni hanno il dovere costituzionale e morale di adottare una moneta pubblica (a credito),
convenzione, che misura il valore dei progetti virtuosi e finanziare a deficit queste opere.
Ancora non ci siamo resi conto che questo modello può creare un indotto economico con almeno
mezzo milione di nuovi posti di lavori e rendere i cittadini liberi di auto-prodursi energia eliminando
la dipendenza (costi ed oppressione politica) da soggetti autoritari ed, i nemici politici che
osteggiano questa strategia sono ben noti, si chiamano: ignoranza collettiva, ENI, ENEL e Governi
compiacenti.

Vi ricordate il microcogenaratore in Germania? Il motore che fa insieme calore ed elettricità e non fa
sprecare niente? Se l’è inventato Mario Palazzetti, ingegnere, più di ottanta brevetti alle sue spalle;
negli anni ’70 lavorava al centro ricerche Fiat. E’ in pensione adesso l’ingegnere e abita in Val di
Susa. Il piccolo cogeneratore era un progetto Fiat, si chiamava Totem e fu presentato al Salone delle
tecnica di Torino del 1975. «Io mi interessavo dei problemi di fondo – racconta Mario Palazzetti - :
riciclo dei materiali, energia e mi era balzato all’occhio questo enorme mare di energia che veniva
dispersa di fronte alla produzione di energia elettrica e così che avevo coniato slogan “deve c’è una
fiamma deve esserci un motore”, ovvero la produzione di energia elettrica.
287


Capire quanto costa il gas che ci vedono ENEL e le monopoliste municipalizzate SpA è una
missione quasi impossibile se non impossibile per il cittadino che non ha pratica di alcuni termini
tecnici.

Quanto costa un metro cubo (mc) del gas? La tariffa del gas dipende da troppe variabili per poter
definire e calcolare il costo di un mc a livello nazionale: il costo del gas dipende dall’ambito di
distribuzione dove si trova la vostra abitazione, dall’altitudine della vostra città e anche dal vostro
consumo annuo in funzione dei diversi scaglioni di consumo. Prescindendo dagli scaglioni e
individuato il proprio consumo annuo del gas, si potrà senza dubbio definire quanto costa un mc: a
Roma un mc per un consumo di 1400 mc/anno costerà 0,45€/mc senta tasse ed iva mentre costerà
0,75€/mc incluse tasse ed iva.
Esistono le tariffe regolate anche per il gas? Sì, come per l’energia elettrica anche per il gas
l’Autorità per l’energia e il gas fissa trimestralmente le tariffe del gas. Chi non ha ancora cambiato
fornitore del gas passando nel mercato libero, paga il gas al proprio distributore locale proprio al
prezzo delle tariffe regolate.
288
La tariffa del gas è composta dalla componente di distribuzione, da una quota fissa annuale, da una
quota vendita al dettaglio (QVD), dalla quota fissa della QVD, dalla componente CCI sulla quale i


285
http://www.dossoenergia.it/dossoenergia/index.php 26 aprile 2010
286
ENERGIA SOLARE & RINNOVABILI N.1, Tecniche nuove, novembre 2010, pag. 80
287
MICHELE BUONO e PIERO RICCARDI, il mondo alla rovescia, Edizioni per la Decrescita felice, 2009, pag. 94
288
http://www.qualetariffa.it/quanto-costa-un-mc-di-gas/
106
fornitori possono agire per proporre un’offerta sul mercato libero, la quota trasporto e la quota
stoccaggio. Imposte ed Iva, del 10% e 20% a seconda dei consumi, sono infine da aggiungere.

A Parma, Enel gas, per l’anno 2010 ha venduto il gas al costo di €070/m
3
(consumo annuo 1743
m
3
).
Secondo l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, il servizio vendita
289
Il contratto di fornitura comprenderà comunque anche:
è il servizio che comprende
tutte le attività poste in essere dal venditore per acquistare e rivendere l'energia elettrica al cliente
finale (prezzo dell'energia). Il costo del servizio di vendita incide per circa il 64% della spesa totale
lorda di un cliente domestico medio.

i costi per i servizi di rete (distribuzione, trasporto e misura) che contano in media per il 15% della spesa totale
lorda per un cliente domestico. Questi costi sono coperti da tariffe stabilite dall'Autorità, che le imprese di
vendita pagano a loro volta al distributore locale;
gli oneri generali di sistema che contano in media per il 7% e sono dovuti per legge;
le imposte che contano in media per il 14%, e sono dovute per legge.

Il prezzo dell’energia è funzione del suo potere calorifico effettivo, cioè la quantità di calore
sviluppata dalla combustione (kJ /kg) da un m
3
del gas e varia trimestralmente.
bruciato le combustibi del calorifico potere
e combustion la durante liberata calore di quantità
PC
Q
e combustion
⋅ ⋅ ⋅ ⋅
⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅
= = η

η
complessivo
= η
combustione
η
termico
η
generatore
=L
netto,el
/ PCI
290

x m
netto
Consideriamo che il rendimento complessivo (η
complessivo
) è pari a circa il 26%-30% per i motori per
autotrazione a benzina, al 34%-40% per i motori diesel e fino al 60% per le grandi centrali
termoelettriche. Il rendimento di un fornelletto elettrico è il rapporto fra l’energia elettrica fornita e
l’energia termica trasferita dal fornelletto al cibo. Ad esempio 3kWh/5kWh =0,60; (2kWh è
l’energia dispersa).

Ragionando col buon senso delle odierne possibilità tecnologiche quanto descritto dall’Autorità ci
lascia intuire che il 36% del costo energetico è completamente evitabile (distribuzione, oneri,
imposte). Il popolo sovrano anziché sostenere la dipendenza dagli idrocarburi (petrolio e gas) se
fosse unito in una società ad azionariato popolare e decidesse di dotarsi di un sistema integrato di
trasformazioni energetiche alternative (smart grid
291
I costi da contratto (distribuzione, oneri, imposte) sarebbero del tutto cancellati puntando
all’indipendenza energetica con fonti alternative per ogni abitazione (utenza) senza ricordare che
l’altro 64% (costo) che comprende anche la materia prima è inesistente nel caso del Sole, del vento,
e della geotermia perché sono un dono della natura.
), con l’uso di motori magnetici permanenti,
micro-eolico, micro-pico idraulico, pompe di calore (geotermia), solare termico, eliminando gli
sprechi per mezzo di ristrutturazioni edilizie, il popolo potrebbe applicare un minimo di democrazia
economica, libero dai ricatti del mercato delle SpA.

La bolletta energetica (elettricità).
Alberto Nerazzini, in un’inchiesta denominata “Girano le pale” andata in onda su RAITRE in Report
del 28 novembre 2010 mostra con chiara evidenza il problema della trasparenza sulla bolletta
energetica.

289
http://www.autorita.energia.it/it/costi_ele.htm
290
PCI Potere Calorifico Inferiore (il PCI della benzina è 44000 kJ /kg)
291
Wikipedia: In ingegneria elettrica una smart grid è una rete cosiddetta "intelligente" per la distribuzione di energia
elettrica ovvero un sistema fortemente ottimizzato per il trasporto e diffusione della stessa evitando sprechi energetici:
gli eventuali surplus di energia di alcune zone vengono infatti redistribuiti, in modo dinamico ed in tempo reale, in altre
aree.
107
Poiché mancano alcune voci nelle bollette i cittadini non sempre possono informarsi e capire dove
vanno i nostri soldi. Nell’inchiesta, Nerazzini chiede conto a Stefano Saglia (Sottosegretario al
Ministero dello Sviluppo Economico) circa l’assenza di trasparenza perché non ci sono sempre tutte le
componenti e le voci A2, A3, A4, A5, A6 e Saglia “scarica” la responsabilità all’Agenzia per l’energia
che doveva intervenire. La compente A3 corrisponde a 3 miliardi e 200 milioni per le rinnovabili più il
miliardo per le assimilate del leggendario Cip6, con cui aiutiamo di fatto energia da fonti non
rinnovabili (residui petroliferi, oli, inceneritori). Poi c’è l’A2 che riguarda il nucleare (smantellamento)
e sono 500 milioni di euro, poi c’è l’A4: altri 400 milioni circa per garantire una tariffa agevolata alle
Ferrovie dello Stato. La compente A5 soldi con cui finanziamo la ricerca di sistema, solo 60 milioni.
L’A6 (si tratta di un ‘rimborso' alle imprese per gli investimenti fatti in epoca di monopolio per far
fronte a obblighi di servizio pubblico, e che non sono più recuperabili in condizioni di mercato
concorrenziale) non c’è più.
292


Dal sito dell’Autorità dell’energia è sufficiente cliccare sui costi del servizio elettrico per
approfondire l’argomento.
293


Gli attuali costi del gas non comprendono i costi bellici e l’impatto ambientale e sanitario. Dal punto
di vista del “mercato” il gas è venduto a un basso costo per mantenere l’attuale sistema di
dipendenza energetica che produce un enorme potere politico e di condizionamento verso i popoli.
Invece, le attuali conoscenze e tecnologie consentono di progettare reti intelligenti a “smart grid”
con le fonti alternative e annullano il ricatto politico delle SpA compresi i costi ambientali e sanitari.
Per produrre energia termica esistono le pompe di calore che trasferiscono energia dall’ambiente
esterno all’ambiente interno, attraverso un ciclo inverso, con rendimenti molto più convenienti
rispetto agli standard attuali. Interni quartieri possono tendere all’autosufficienza energetica
annullando i costi della dipendenza energetica sia elettrica e sia degli idrocarburi.

La libertà di pensiero ha consentito di far crescere in Giappone ed in Cina il treno a levitazione
magnetica
294
molto più efficiente ed ecologico dei treni ad alta velocità progettati prima in Francia e
poi diffusi in Spagna ed in Italia. Facciamo un confronto col treno a levitazione magnetica per
capire: “[…] esaminiamo brevemente la nozione di tecnologia a “impulso”. L’esempio più noto è il
sistema ferroviario Maglev, ampiamente utilizzato in Giappone e Cina, che sfrutta un sistema di
propulsione a impulso magnetico: è talmente efficiente che consente ai treni non solo elevate
velocità ma anche di scalare pendenze superiori al 10 per cento! I magnetici pulsanti inducono
correnti elettriche inverse nelle piastre di alluminio che costituiscono il binario. Le correnti indotte
creano i propri campi magnetici opposti a quelli del treno. Tramite l’ausilio di sensori ottici, i campi
pulsano in fase “on” proprio quando il magnete passa il punto mediano delle piastre e, per
repulsione, sospingono il treno avanti. La tecnologia Maglev opera con questa elettricità pulsata per
far procedere il treno, riducendo al minimo la quantità di potenza richiesta.”
295
Opportunità

Esiste una straordinaria opportunità di reale sviluppo per gli esseri umani. Un esempio: il territorio
del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (SA), circa 181.000 ettari con una bassa
densità di 84 ab/kmq, patrimonio dell'Unesco ed il più grande geoparco d'Europa. Il Cilento è luogo
della dieta mediterranea, della scuola eleatica, ricco di riserve naturali con piccoli centri da
conservare e rivalutare grazia al cambio di paradigma culturale.
Questo territorio potrebbe essere un esempio di reale crescita avviando un progetto di reti di
comunità e applicando la sovranità alimentare e l’indipendenza energetica con l’uso di fonti

292
ALBERTO NERAZZINI, girano le pale, http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-56b9b197-40cb-4d37-
90d6-58cdd84209a7.html?refresh_ce
293
http://www.autorita.energia.it/it/costi_ele.htm
294
http://it.wikipedia.org/wiki/Treno_a_levitazione_magnetica
295
J .J . HURTAK PhD e Desiree Hurtak PhD, propulsione ET e velivoli ad alta frequenza, in Nexus New Times N. 83,
2009 pag. 44
108
alternative. E' possibile prevedere uno piccolo incremento di popolazione, circa 20-30 mila abitanti
provenienti da ogni regione d’Italia e d’Europa per integrare la cultura contadina col know-how di
nuovi modelli organizzativi, gestionali e comunicativi (biblioteche civiche comunali, nuove agorà,
Esco, reti libere, autoproduzioni …). L’integrazione culturale può arrestare l’abbandono delle terre e
di territori non considerati dalla cultura demolitrice della crescita infinita e dell’ossimoro sviluppo
sostenibile. L’integrazione culturale può aiutare gli abitanti locali nel saper conservare e tutelare il
territorio alimentando la speranza di comunità non più isolate, ma vive, genuine e più felici grazie
alla prospettiva di un ritorno a casa di giovani emigrati abbagliati da un finto sviluppo e più felici
per le nascite di nuovi esseri umani in famiglie unite nei reali valori (etica). In questo territorio è
possibile far emergere il progetto beni comuni gestito da reti di comunità.
La storia ci insegna che durante la dominazione longobarda (fine VI secolo), quando non si
conosceva il possesso derivato dalla proprietà privata, l'economia cilentana divenne fiorente grazie
alla presenza di monaci italo-greci prima, e benedettini poi, e grazie l'assenza di oneri, tasse, per chi
volesse impegnarsi nell'agricoltura e nel dissodamento della terra. Fu in quel periodo che si sviluppò
la reciprocità grazie ai gruppi che partecipavano all'uso dei beni comuni, questo modello divenuto
consuetudine ricevette il riconoscimento giuridico negli Usi Civici. Fu allora che nacquero le prime
comunità rurali dette Consortia per la gestione dei beni comuni. Si trattava di un'unione di carattere
economico necessariamente vincolante per l'usufrutto della terra, ed ogni partecipante possedeva
una sors (quota di terra) avendo in comune anche gli attrezzi agricoli e gli animali da lavoro.
Anche oggi a distanza di secoli, il Governo per aiutare comunità in difficoltà costituisce zone free-
tax, cioè zone franche, ove le imprese non pagano tasse per consentire un periodo di crescita a
sostegno dell'economica locale, il rischio di questa strategia sta nell'assenza di controlli etici sui
progetti proposti dalle aziende private (conflitto di interessi). Nella sostanza è possibile valutare
progetti virtuosi di rigenerazione urbana e farli finanziare da imprese che non inquinano. Tali
imprese possono contribuire alla rigenerazione tramite il loro gettito fiscale sui progetti e/o la
classica defiscalizzazione dei costi sul salario.
Il Parco del Cilento potrebbe diventare un'entità fiscale autonoma, facendo rimanere le tasse sul
territorio, razionalizzando comuni e comunità montane riducendo il numero dei comuni stessi,
accorpando Sindaci e Consigli comunali. In questo modo lo Stato risparmia risorse e la riduzione
degli Enti potrà consentire l'accorpamento gestionale dei servizi locali con un ulteriore risparmio ed
efficienza dell'amministrazione stessa.

Bisogna evidenziare che tale prospettiva ribalta totalmente la cultura dominante che scambia la
crescita industriale, materialista, come progresso e disprezza la natura e la vita di campagna. Questa
prospettiva indica lo sviluppo fra le piccole comunità, in armonia con la natura, ma
tecnologicamente avanzate grazie all’uso di un mix-tecnologico e di reti di comunicazione avanzate
per scambiarsi e donare le conoscenze socialmente utili. Comunità che vivono la polis e decidono
direttamente. Comunità che si alimentano di cibi sicuri ed autoprodotti rispetto ai cittadini-
metropolitani che possono essere intossicati da cibi industriali e meno controllabili.

Nel 1891 (cioè dopo trent’anni di furti, tasse maggiorate al Sud, spesa statale solo al Nord) il reddito
pro-capite della Campania è ancora superiore a quello nazionale. […] «Da quasi tredici secoli i
Meridionali sono uniti, essi sono pacifici come i popoli veramente civili, il loro sistema economico
mira più al benessere sociale che al profitto di pochi, l’amministrazione pubblica è oculata e
ponderata, la pratica religiosa colora i loro caratteri» riassume Vincenzo Gulì (Il saccheggio del
Sud). […] I prodotti pregiati dell’agricoltura meridionale, per dire, son troppo cari per il resto
d’Italia. Solo 11,8% delle esportazioni e l’8,5% delle importazioni delle Due Sicilie è con gli altri
stati preunitari, perché «l’economia meridionale apparteneva al circuito commerciale che la
ricollegava saldamente ai paesi del Nord e del Centro Europa». Soltanto dopo l’occupazione, il
saccheggio e l’inutile resistenza armata, i meridionali cominceranno a emigrare, a milioni.
296



296
PINO APRILE, Terroni, Piemme 2010, pagg. 103, 106
109
La prima cosa che balza agli occhi è lo spread (anche allora!) tra i rendimenti dei diversi gruppi di
bond prima e dopo l'Unità. Quelli del Regno delle Due Sicilie (che erano un quarto del totale) prima
del 1861 pagavano i tassi più bassi: 4,3%, 140 punti base in meno delle emissioni papali e di quelle
piemontesi (che rappresentavano rispettivamente il 29% e il 44% del debito unitario dopo la
conversione) e 160 in meno rispetto a quelle Lombardo-Venete (che però erano solo il 2%).
Insomma, a voler utilizzare le categorie di oggi, il Regno di Napoli economicamente era per l'Italia
quello che oggi la Germania è per l'Eurozona. «Come il Regno di Napoli prima dell'integrazione del
debito sovrano, la Germania di oggi è l'economia più forte dell'eurozona e beneficia del costo del
debito più basso in assoluto» scrive Collet. Considerazioni, queste, che faranno storcere il naso a
molti, ma sicuramente non di parte. Del resto, come ricorda Collet, Napoli era di gran lunga la città
più importante del neonato Regno d'Italia. E le regioni del Sud avevano una discreta struttura
industriale, un'agricoltura fiorente sia pure basata sul latifondismo, e importanti porti
commerciali.
297


Secondo i dati ISTAT nelle quote di occupati per settore di attività economica
298
, in Italia, solo il
3,8% si occupa di agricoltura, il 29,2% è nell’industria e ben il 67% è occupato nei servizi. In
Campania il dato è diviso così: 4,1% agricoltura, 23,5 industria e 72,4% servizi. I dati sono ancora
più drammatici se andiamo a verificare le fasce di età. Esiste il serio rischio che fra 10 anni e poi fra
20 anni nessuno si occuperà della nostra alimentazione perché non sembra esserci un ricambio nel
settore agricolo. Il dato è drammatico sia per l’evidente squilibrio nelle proporzioni degli impiegati
nel mondo del lavoro e sia per la tipologia di attività a volte superflua, quella dei servizi. I dati
dicono che i cittadini non curano la propria alimentazione, preferiscono il superfluo (servizi) e
soprattutto non sanno prodursi il cibo. Questo dato inquietante può diventare la scommessa positiva
del presente-futuro avviando un processo culturale che conduca le comunità locali ed i cittadini
verso l’approccio permaculturale e trasformare i disagi in opportunità. Infatti è possibile creare
società agricole ad azionariato diffuso dove i cittadini possono acquistare terreni con vecchie
cascine per sperimentare orti sinergici
299
Il Parco è composto da 80 comuni e sarebbe saggio sviluppare un piano industriale con principi di
recupero, tutela, prevenzione e valorizzazione. Ad esempio, è ragionevole progettare la
conservazione dei centri abitati prevenendo il rischio sismico e quindi rendere gli abitati più sicuri,
più vivibili e più fruibili. Studiare la mobilità sostenibile e immaginare un gestione sostenibile del
patrimonio boschivo avviando un'industria del legno per impieghi nell'edilizia e nel design.
e scambiare le eccedenze in una “rete sociale rurale”.
Con le odierne tecnologie è concretamente possibile progettare intere comunità, partendo anche dai
piccoli comuni abbandonati, indipendenti dal punto di vista energetico ed economico applicando
anche la sovranità alimentare, si può partire dai bisogni primari: cibo, casa, energia, acqua,
istruzione (diritti dell’uomo). Oggi esiste anche una Rete nazionale per lo sviluppo rurale
300
Inoltre, esiste una rete denominata wwoof
che
potrebbe aiutare qualche cittadino seriamente intenzionato nell’innovare la propria azienda agricola.
301

297
Giuseppe Chiellino, Ilsole24ore, 30 giugno 2012,
: lo scopo di wwoof è di creare conoscenza e interesse
verso uno stile di vita biologico e biodinamico. Oltre a ciò wwoof offre la possibilità di viaggiare in
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-
30/eurobond-fecero-unita-italia-190357.shtml?uuid=AbDwao0F
298
ISTAT, rivelazione sulle forze lavoro, media 2009, 28 aprile 2010
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100428_00/testointegrale20100428.pdf
299299
L’ Orto Sinergico è un metodo elaborato dall’ agricoltrice spagnola Emilia Hazelip, attiva soprattutto nel centro
”Las Encantadas”, sui monti Pirenei, in Francia. L’ idea di creare un orto sinergico si ricollega al filone della
Permacoltura (coltura permanente, eterna, equilibrata ed inesauribile, non consumistica) ed alle ricerche relativamente
recenti sull’ impoverimento del suolo a causa dell’abuso-uso agricolo meccanico-chimico da parte dell’ uomo (per
esempio quelle dell’ agronomo giapponese Masanobu Fukuoka). Hazelip ha strutturato un metodo di coltivazione che
promuove meccanismi di autofertilità del terreno, senza bisogno di arare oppure di concimare, ne di separare le piante
(pur facendo attenzione a collegarle in modo compatibile e collaborativo tra loro).
A differenza delle usuali coltivazioni agricole industriali, in un orto sinergico le piante perenni convivono con le piante
stagionali, e la stessa verdura e’ presente contemporaneamente a diversi stadi (persino decomposta a nutrire uno stesso
esemplare in fiore).
300
http://www.reteleader.it/portal/page?_pageid=35,333145&_dad=portal&_schema=PORTAL
301
http://www.wwoof.it/it/aboutit.html
110
tutto il mondo in modo economico ed allo stesso tempo di dare un aiuto dove è richiesto e dove se
ne presenta la necessità.
In fine, per le comunità, intese come quartieri, piccoli centri abitati o intere città esistono i circoli
del Movimento per la Decrescita Felice che propongono il cambiamento di paradigma culturale,
riappropriarsi del territorio, trascorre più tempo con le persone che si amano, usare le tecnologie
della decrescita (quelle che fanno calare il PIL ma migliorano la qualità della vita), vivere
reciprocamente, riscoprire il saper fare, praticare la cultura della transizione energetica, cioè
liberarsi dalla dipendenza degli idrocarburi e vivere in armonia con la natura, sempre con un
approccio olistico e permaculturale.

Maria Concetta Manfredi nella relazione introduttiva circa le fattorie didattiche come modello di
economia sociale tra formazione e relazionalità
302

, cita: il Consiglio dei Giovani Agricoltori,
attraverso un’indagine, ha fornito dei dati inerenti la percezione da parte dei giovani riguardo
l’agricoltura e i prodotti della terra: il 50% dei giovani non sa da dove viene lo zucchero, il 75%
ignora l’origine del cotone, il 40% collega il pane al grano e alla farina. Nel caso dei ragazzi italiani,
quest’ultima percentuale scende al 12%. Inoltre il lavoro dell’agricoltore viene considerato dal 75%
dei ragazzi come un lavoro duro, sporco, anche se, di fatto, non sono mai stati in fattoria. Per cui lo
scenario che emerge da questo quadro è che le nuove generazioni, nate e cresciute in ambiente
urbano, ignorano quali siano le origini degli alimenti, quale sia il ruolo dell’agricoltore, non colgono
il legame che unisce ambiente, agricoltura, alimentazione e salute e non hanno il senso fisico della
conoscenza, ovvero quell’approccio sensoriale che consente di attuare esperienze concrete con la
realtà che ci circonda.


























302
RETE NAZIONALE PER LO SVILUPPO RURALE, l’altra agricoltura… verso un’economia rurale sostenibile e
solidale, Quaderni, ATI INEA Agriconsulting, maggio 2009, pag. 97
111
Ecco un esempio concreto progettuale per una comunità dove giovani agronomi, architetti, giuristi,
biologi e normali cittadini, con la sola volontà politica possono concretizzare un buon esempio di
vita conviviale in armonia con la natura. Lo schema energetico integrato è un’applicazione per una
fattoria, estratto dal testo di Luciano Paoli, energie rinnovabili impieghi su piccola scala.











112
Consapevolezza è libertà
L’uomo istruito è più libero.

"fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)

Attraverso una discreta conoscenza circa il funzionamento del nostro cervello e sui meccanismi che
influenzano le idee possiamo comprendere come modificare i nostri schemi mentali seguendo la
nostra coscienza piuttosto che l'ambiente (istituzioni, amicizie, media, relazioni) circostante che può
non piacerci.
La comunicazione che subiamo o riceviamo è fatta di segnali, noi possiamo spegnere quelli inutili
per ricevere quelle utili e concentrare le energie mentali su aspetti più importanti seguendo l'etica.

Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le
sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello
sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi
desideriamo.

La società attuale è stata progettata assecondando l'avidità delle rivoluzioni industriali ed ogni
attività è stata pensata secondo le logiche mercantili. Anche le forme di partecipazione politica,
soprattutto i partiti, sono state concepite per dare una risposta al bisogno indotto di produrre denaro
dimenticatosi della felicità degli esseri umani e ignorando le legge della fisica e della natura. Oggi
siamo a cavallo di un'epoca, la fine dell'industria e l'inizio di un periodo di transizione.

Conoscendo i nostri limiti e le debolezze della società possiamo riprenderci gli spazi necessari per
dare vita e respiro alle comunità. Secondo il primo rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES)
pubblicato dall'ISTAT
303

: "L’Italia è infatti uno dei paesi Ocse con i più bassi livelli di fiducia verso
gli altri, il che fa sì che le persone non si sentano sicure e tutelate al di fuori delle reti di relazioni
familiari e amicali. Viviamo, dunque, in una società in cui la presenza di reti sociali, familiari e di
volontariato non sono sufficienti a garantire un tessuto sociale forte a copertura dei bisogni primari
della popolazione e specialmente delle fasce sociali più deboli. Nel Sud e nelle Isole, in particolare,
tutte le forme di reti sociali appaiono più deboli rispetto al resto del Paese e la fiducia negli altri
raggiunge il minimo. Peraltro, un Paese con un problema di scarsa fiducia tra i cittadini può
incontrare maggiori difficoltà a creare le condizioni per una vita economica e sociale pienamente
soddisfacente. "
Questa insicurezza e diffidenza reciproca è il terreno fertile del potere invisibile (pubblicità,
televisione etc.) che alimenta il nichilismo e l'individualismo per orientare i consumatori, i clienti.
Ad esempio, in Europa siamo stati condizionati dagli industriali delle automobili e dalla loro
propaganda sul modello di società da idioti con auto che consumano sempre di più e che causano la
morte di migliaia di cittadini anche per mezzo dalle nanopolveri prodotte dalla combustione.
Eppure è stato un oncologo italiano, Lorenzo Tomatis, a condizionare positivamente la ricerca e la
scienza medica, infatti egli lavorò all’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro dell’OMS
(IARC) di Lione alla fine degli anni 60. Egli dirigeva l’Unità di Cancerogenesi e si pose subito il
problema della socializzazione delle osservazioni scientifiche sui rischi di cancro ambientale, per lo
più sepolte nelle biblioteche universitarie. Tomatis seppe introdurre due grosse novità: l’approccio
multidisciplinare e la coesistenza del rigore con trasparenza e comunicazione ai non addetti ai lavori
di certezze e incertezze scientifiche. La sua ricerca ha prodotto nuove conoscenze per la

303
ISTAT, Rapporto BES 2013, 11 marzo 2013
113
prevenzione primaria dei tumori e per convertire le nozioni acquisite in intervento operativo
304
. E’
stato anche Tomatis ad avviare la lotta contro i mostruosi inceneritori di rifiuti
305
Nel XVIII secolo il chimico, naturalista francese
, cinicamente
chiamati, in Italia, “termovalorizzatori”.
Antoine Lavoisier scoprì che in una reazione
chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti. Questa
osservazione venne resa pubblica come Principio di Conservazione della Massa, comunemente
conosciuta come Legge della Conservazione della Massa: la quantità di materia totale di un sistema
chiuso rimane costante. Questo principio viene studiato al quarto anno delle scuole medie superiori,
nei Licei. La Terra, il nostro pianeta, vive in un “sistema chiuso”, per cui qualsiasi combustione che
l’uomo produce rimane nel “sistema chiuso“, Terra. A scuola lo sanno tutti! E già, lo sanno proprio
tutti, tranne i nostri politici, o fanno finta di non saperlo per aiutare le lobby che li pagano, ed
insistono a bruciare i rifiuti prodotti dall’uomo. Gli impianti di incenerimento rientrano fra le
industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n.
220 del 20/09/1994 , s.o.n.129) e qualunque sia la tipologia adottata (a griglia, a letto fluido, a
tamburo rotante) e qualunque sia il materiale destinato alla combustione (rifiuti urbani, tossici,
ospedalieri, industriali, ecc) danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, di cui solo il 10-
20% è conosciuto. Le sostanze prodotte sono di diverso genere, quelle conosciute vengono
classificate con delle sigle: Policlorodibenzodiossine PCDD e TCDD (Diossina),
Policlorodibenzofurani PCDF, Policlorobifenili PCB, Policloroterfenili PCT, Policloronaftaleni PCN,
Idrocarburi policiclici aromatici IPA, tutte sostanze cancerogene classificate dall’IARC (Agenzia
Internazionale per la Ricerca sul Cancro) e proibite dalla Convenzione di Stoccolma. Poi ci sono le
sostanze inorganiche che si trasformano, diventano sempre più piccole a seconda della temperatura
d’esercizio del forno e vanno a finire ovunque, nel ciclo dell’acqua, nei nostri polmoni e nel cibo che
mangiamo, come ha dimostrato la ricerca dell’UE coordinata dalla dott.ssa Antonietta Gatti, dando il
nome di nanopatologie l’effetto di queste sostanze, polveri ultra fini, non compatibili col nostro
corpo. Incenerire i rifiuti, di ogni genere, è l’operazione più stupida che si possa fare, una volta
bruciato tutto non si può recuperare più niente, e rimangono ceneri altamente tossiche, che diventano
rifiuti speciali e vanno in discariche speciali, ed immissioni di gas nell’atmosfera non più gestibili
che fanno lievitare la CO2. Tutto ciò in palese contraddizione col Protocollo di Kyoto ratificato
anche dall’Italia. Inoltre, producono inquinanti dannosi come il particolato, famoso per la sua
incidenza sulla salute, ma gli inceneritori sono famosi anche per produrre sostanze sempre nuove e
sconosciute, poiché è inevitabile che quando butti di tutto in un forno escono sostanze tossiche
sempre nuove, poco conosciute. Quindi bruciare i rifiuti non risolve niente, anzi produce discariche
speciali e sostanze non gestibili che ci ritroviamo nei cibi, sulla nostra tavola. Stefano Montanari,
Direttore scientifico della Nanodiagnostics s.r.l., dice: «non esiste alcun tipo di filtro industriale
capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma in base alle leggi vigenti,
questo ha ben poca importanza: il “termovalorizzatore” produce pochissimo PM10 (la legge sugli
inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più errata)
e la quantità enorme di micro-particolato non rientra nelle valutazioni: per cui a norma di legge
l’aria è pulita…» Quindi bisogna intervenire sulla legge e far rilevare anche le PM0,1, che sono
quelle più pericolose. E raccogliere l’appello, del 31 ottobre 2005, di numerosi ricercatori europei per
cambiare la direttiva europea sul particolato atmosferico
306
Le leggi della natura non discutono di produttività esse esistono ed agiscono sempre. Gli scarti
nocivi del sistema produttivo uccidono tutti i giorni. I politici italiani in certi casi si distinguono per
la più grande forza criminale che si possa immaginare. L’Italia è l’unico Paese al mondo che
sovvenziona le macchine più stupide ed inutili del mondo: gli inceneritori di rifiuti. E’ sufficiente la
cultura di base del quarto anno, a 16-17 anni, del Liceo
.
307

304

per capire di cosa stiamo parlando. Di
fronte a deliberazioni politiche deliranti che mettono in pericolo la vita umana sarebbe scattata la
normale procedura di revoca del mandato elettorale. Purtroppo l’Italia è sprovvista di tali regole,
http://www.epidemiologiaeprevenzione.it/tomatis/page0.htm
305
i rifiuti da avviare allo smaltimento devono essere il più possibile ridotti potenziando la prevenzione e le attività di
riutilizzo, di riciclaggio e di recupero, in Scarichi industriali ed inquinamento di C. MICHELOTTI, FAG edizioni Milano
2002, pag. 73
306
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2007/04/28/la-storia-contro-gli-inceneritori/
307
Fisica classica: principio di conservazione di massa e principio di conservazione dell’energia, nulla si crea e nulla si
distrugge, tutto si trasforma.
114
che possono essere comunque introdotte con la modifica degli Statuti degli Enti locali. Il sistema
produttivo industriale prende risorse dalla Terra e le trasforma in merci da vendere (logica del
profitto). La maggior parte degli scarti viene riciclata ma l’invenzione del marketing pubblicitario
ha indicato di progettare sempre più imballaggi, dove mostrare il logo delle SpA, e materie che non
sono il prodotto ma scatole che lo accompagnano. Negli ultimi 40 anni è sorto il problema delle
discariche e dei rifiuti perché nessuno si è occupato dei principi chimici-fisici con cui si progettano
le merci e di raccogliere in maniera differenziata l’umido dal secco, nonostante le leggi indicassero
di farlo. Solo in Italia è stata manomessa una direttiva europea (il 7% dalle bollette energetiche),
inizialmente sorta per far nascere il mercato delle energie rinnovabili, per finanziare anche impianti
che bruciano rifiuti pur sapendo che sono riciclabili per il 90%.
308
Più di 40 miliardi di euro dal
1992
309
All’irrazionale condotta politica degli inceneritori di proprietà di potenti lobby si contrappongono
piani di maggiore buon senso. Persino il Giornale dell’Architettura parla, nel suo Rapporto
Infrastrutture del 2008
sono stati rubati all’indotto delle fonti energetiche rinnovabili. La cattiva gestione dei rifiuti
è la più grande prova sotto gli occhi di tutti che il pensiero produttivo dello sviluppo sostenibile
insito nell’élite sia la peggiore cultura che l’uomo abbia mai subito. Da decenni parole tossiche
come progresso, progressisti, crescita, sviluppo, sono servite per mascherare l’egoismo dell’élite e
per manipolare l’opinione pubblica.
310
, di generazione distribuita ed il ruolo dei prosumer ampiamente
anticipata ed auspicata dal Wuppertal Institut
311

e dal Movimento per la Decrescita Felice. I
prosumer sono i cittadini produttori e consumatori di energia ed il passo successivo è certamente
l’azionariato diffuso, un cittadino un’azione, per controllare e gestire direttamente i servizi pubblici
locali senza l’intermediazione delle multinazionali. Generazione distribuita significa passare dalle
grandi centrali elettriche a piccoli impianti di condominio o di quartiere che trasformano l’energia,
la gestiscono e la distribuiscono alle utenze finali.
In realtà esistono sia la conoscenza e sia le tecnologie, per una mobilità ecologica ma queste non
creano dipendenza e non consumano petrolio, e pertanto le lobby automobilistiche, prima che arrivi
il picco del petrolio, misurano i tempi per rubare tutte le risorse economiche possibili.
In Giappone l’Axle corporation
312
ha presentato una motocicletta ibrida con motore magnetico, la
Tesla motor
313
ha presentato un’auto roadster con tecnologia similare. Tutte tecnologie derivanti dai
brevetti di Nikola Tesla, colui che inventò la radio, la televisione, e la free-energy
314
. La Tesla
motor condotta da Elon Musk nel gennaio del 2014 annuncia il completamento di una rete di
distributori (supercharger)
315
In ambiti ristretti del mondo accademico c’è piena consapevolezza che sia possibile perseguire a
breve termine la piena indipendenza energetica sul reale fabbisogno dei volumi costruiti con
l’eliminazione degli sprechi e la produzione attiva con un mix-tecnologico da fonti rinnovabili, sole,
geotermia, acqua, vento. Con ritardo sta per iniziare anche in Italia la micro-trigenarazione diffusa,
cioè piccoli impianti per condomini e case che possono “produrre” sia calore e sia freddo. Alcune
comunità, comuni e paesi, stanno elaborando piani politici sulla transizione energetica.
per ricaricare le auto elettriche da costa a costa.
316

308
STEFANO MONTANARI (a cura di), rifiuto: riduco, riciclo, Arianna editrice 2008

309
http://ambientefuturo.org/wp-content/uploads/2008/11/ambientefuturo-ne30.pdf
310
http://www.scribd.com/doc/8256429/Rapporto-Infrastrutture-Ott-2008
311
Una produzione elettrica decentrata. La produzione elettrica diventa così un’attività economica regionale: i
consumatori si trasformano sempre più in produttori di energia. Si instaura un sistema che porta frutti anche a livello
sociale: piccole centrali elettriche, materie prime locali, reti di fornitura regionali richiedono la partecipazione della
cittadinanza, rafforzano le competenze del luogo e, comunque sono sistemi più democratici delle strutture centralizzate.
In WUPPERTAL INSTITUT, per un futuro equo, Feltrinelli, 2007 pag. 181
312
http://peswiki.com/index.php/Directory:Axel_Corporation%27s_Hybrid_Bike
313
http://www.teslamotors.com/
314
MASSIMO TEODORANI, Tesla lampo di genio, Macro edizioni
315
http://gas2.org/2014/01/27/tesla-supercharger-network-now-cover-coast-coast-drive/
316
ROB HOPKINS, manuale pratico della transizione, Arianna editrice, 2009
115

Il Picco del Petrolio fu teorizzato per la prima volta da King Hubbert nel 1956. Il picco avviene nel
momento in cui viene raggiunta la massima capacità di estrazione dai giacimenti disponibili nel
mondo. Una volta raggiunto il picco la produzione entra in una fase di declino progressivo e
definitivo. In termini pratici il raggiungimento del picco significa la fine della disponibilità di
petrolio a basso prezzo (a volte viene confuso con la fine del petrolio in quanto risorsa). Nelle società
industrializzate e fortemente dipendenti dal petrolio il raggiungimento del picco senza adeguata
preparazione potrebbe portare a una crisi energetica globale e al crollo del sistema economico.
317


Questo obiettivo già ideato ed ipotizzato negli anni ‘90 non può essere raggiunto con l’attuale classe
dirigente poiché significherebbe andare contro gli interessi dei grandi monopolisti che finanziano
tutti i partiti. Si ricordi che la prima legge sul risparmio energetico fu del 1991, se nel 2010 è
cambiato poco vuol dire che la volontà politica è conservare la dipendenza.

Sigmund Freud e, soprattutto il nipote Edward Bernays fu fra i primi ad insegnare alle corporations
SpA
318
Il corpo e il cervello sono matrici di frequenze che esistono nelle forme che vediamo solo quando
passano attraverso il medesimo sistema di decodificazione. I nostri 5 sensi: occhi, orecchie, naso,
lingua, pelle non sono altro che l’espressione fisica (decodificata) di campi di energia. Le orecchie
sono evidenti decodificatori di frequenze, poiché il timpano trasforma la vibrazione del suono in
segnali elettrici che vengono poi inviati al cervello. Gli occhi trasformano la luce (energie, campi di
frequenza) in segnali elettrici che poi il cervello interpreta attraverso la corteccia visiva in una realtà
apparentemente tridimensionale. In effetti non è solo il cervello a essere coinvolto nella
decodificazione della nostra realtà, ma anche l’intera rete del sistema informatico del DNA.
come manipolare le menti attraverso la pubblicità e creare bisogni indotti per fare incetta di
acquisti, ideò metodi per influenzare il subcosciente (l’inconscio) al fine di manipolare l’opinione
pubblica, egli ideò le locuzioni “mente collettiva” e “fabbrica del consenso” come raccontato nel
suo libro, Propaganda del 1928. J oseph Paul Goebbels, chiamato Herr Doktor, fu il “Ministro della
propaganda” del Terzo Reich che consentì l’ascesa al potere del partito nazista nel 1933. La
televisione ha un effetto ipnotico e condiziona i nostri stili di vita. La pubblicità, cioè le
multinazionali SpA, “educano” i popoli; la televisione “consiglia” chi votare e non lo fa in maniera
oppressiva ma usando la programmazione neuro linguistica (PNL) nel migliore dei modi, con il
suono, il colore, il gesto, in maniera inconscia e subdola anche con messaggi subliminali. La
pubblicità non ordina cosa fare, manipola e persuade le persone. Le SpA per ottimizzare i profitti
assumono psichiatri, psicologi, esperti della comunicazione per condizionarci usando le nostre
emozioni e la consapevolezza di come funzioni il nostro cervello. Un popolo che conosce la PNL,
riconosce e distingue la propaganda dal messaggio utile.
319
Il
mondo fisico è una minuscola gamma di frequenze
320
Ogni molecola, cellula, corpo vivente e oggetto è costituito da energia che si manifesta in forma di
materia fisica. Parte di tale energia è rilevabile come frequenze appartenenti a una o più bande di
radiazione dello spettro elettromagnetico
, o dimensione. Chi conosce le leggi che
governano il nostro “programma” può “modificarci” e condizionarci a suo piacimento.
321
; tali frequenze corrispondono a processi biologici e
biochimici dell’organismo.
322

317


http://scandianotransizione.wordpress.com/i-concetti-chiave/
318
Il secolo del se': macchine della felicità, http://www.youtube.com/watch?v=N3vAHoJ k8H8
319
DAVID ICKE, guida alla cospirazione globale, Macro edizioni 2009, pag.51
320
Per approfondire tale argomento si consiglia la lettura di RICCARDO TRISTANO TUIS, 432 Hertz: La rivoluzione
musicale, Nexus, 2010
321
http://it.wikipedia.org/wiki/Spettro_elettromagnetico Lo spettro elettromagnetico, anche abbreviato in spettro EM,
è l'insieme di tutte le possibili frequenze delle radiazioni elettromagnetiche. Le radiazioni elettromagnetiche sono onde
elettromagnetiche caratterizzate da una lunghezza d'onda e da una frequenza. Poiché la lunghezza d'onda e la frequenza
di una radiazione sono inversamente proporzionali, tanto minore sarà la lunghezza d'onda, tanto maggiore sarà la
frequenza e quindi l'energia.
322
NENAH SYLVER, guarire con l’elettromedicina e le terapie del suono, in NEXUS ago-set 2010 n. 87
116

La filosofia moderna ha in comune con la tradizione filosofica anche il principio della “recettività”, o
“passività” del soggetto (o dell’io) rispetto alla realtà esterna. Non solo la realtà vera e propria è
esterna alla mente ma è anche attiva sull’apparato percettivo-sensitivo dell’uomo. Si è già visto che
questo principio consente a Cartesio di dimostrare l’esistenza, nella realtà in sé, dei corpi.
Già Aristotele aveva inteso la realtà sensibile come motore (causa agente) delle nostre sensazioni.
Quando, ad esempio percepiamo un colore o un suono, o avvertiamo una resistenza, i nostri organi di
senso sono passivi o recettivi rispetto a una attività esercitata su di essi dalla realtà esterna. Anche il
modo in cui la scienza moderna (ad esempio nell’ottica o nell’acustica) spiega il prodursi di una
sensazione, conferma questa passività del soggetto rispetto alla realtà esterna.
In questa prospettiva, la passività è propria della sensibilità umana: noi non siamo liberi di sentire o
di non sentire, o di sentire diversamente, un certo contenuto sensibile (ad esempio un suono); siamo
invece liberi di pensare o di non pensare, o di pensare diversamente ciò che pensiamo. Il contenuto
sensibile si impone all’uomo; e gli si impone proprio perché è l’effetto dell’azione della realtà esterna
sugli organi di senso.
323


Rileggiamo queste testimonianze (Pierpaolo Pasolini, Silvano Agosti e Paride Allegri):

«Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l'intero paese che era così storicamente
differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni
autenticità e concretezza. Ha imposto cioè - come dicevo - i suoi modelli: che sono i modelli voluti
dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un "uomo che consuma", ma
pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.»
324


«Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è
semplicemente la peggiore. Bhè, gli effetti sono nel cuore di ognuno, per esempio, il fatto che la
gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si
fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta.»
325


«Ragionare con la propria testa e col proprio sentimento e non lasciarsi trascinare dalla propaganda
consumista, liberi dal condizionamento delle cose inutili»; analogie fra il fascismo ed oggi, «è molto
peggio adesso, sembra che ci sia la libertà. Ti ingannano, ti fanno credere di essere liberi ma siamo
dominati completamente dalle multinazionali. Allora (periodo fascista) era più facile fare un
ragionamento proprio perché c’era meno confusione».
326


Il dibattito politico di questo libro ispirato agli appunti del mio diario pubblico (blog) verte su come
dovrebbe essere gestita la società. Noi siamo esseri umani, entità biologiche e rispondiamo alle leggi
dell’universo. Credo che ormai non ci sia alcun dubbio riguardo al fatto che lo stile di vita della
maggioranza degli italiani sia del tutto condizionato dal pensiero dominante e, non sia né uno stile
umano e né saggio.

La politica delle SpA agisce per impedire un’evoluzione del pensiero con una comunicazione
martellante che propone comportamenti immaturi ed irresponsabili. Condizionare lo stile di vita di
un bambino è semplice per le SpA, l’obiettivo è infantilizzare gli adulti e ci stanno riuscendo molto
bene, dall’abbigliamento, ai comportamenti quotidiani fino alle scelte politiche immature.

La vera importanza del divertimento è rivelata dalla redditività della sua versione commerciale,
l’intrattenimento. I fornitori dell’intrattenimento talvolta fanno pagare un prezzo, ma la maggior
parte delle volte il loro scopo è attirare la nostra attenzione su qualche annuncio pubblicitario. E’ la
versione industriale della negoziazione commerciale personale che abbiamo evitato. Ma così non la
evitiamo affatto! Il vero scopo del divertimento è dunque facilitare il lavoro della pubblicità. La
situazione è effettivamente peggiorata dopo che l’industria pubblicitaria ha scoperto i media

323
EMANUELE SEVERINO, Razionalismo ed empirismo in La filosofia dai Greci al nostro tempo, BUR 2004, pag. 133
324
PIERPAOLO PASOLINI, "Corriere della Sera", 9 dicembre 1973
325
SILVANO AGOSTI, discorso tipico dello schiavo, http://www.youtube.com/watch?v=5YANjIKfNEo 9 marzo 2008
326
PARIDE ALLEGRI, comandante partigiano http://www.youtube.com/watch?v=PdUGmQoUqN4 , 18 aprile 2008
117
elettronici – gli steroidi del mondo degli affari. L’eliminazione della conoscenza non è solo
conveniente ma anche essenziale. Questa è un’affermazione controversa perché l’identificazione di
una certa conoscenza come frivola è scortese. L’etichetta ci impone di pretendere che tutta
l’informazione sia ugualmente importante, anche se tutti sanno che non lo è. Ma la controversia
manca il bersaglio. Una volta che tale conoscenza sia stata trasmessa per scopi di negoziazione
psicologica, ovviamente non può essere trasmessa una seconda volta per lo stesso scopo. Perciò
diventa obsoleta nel momento in cui viene trasmessa e non fa nulla per essere ricordata. Molta utile
conoscenza sociale consiste di informazioni che diventano istantaneamente ed evidentemente
obsolete, come il meteo. Il principio di obsolescenza funziona anche nel commercio. Non si può
trasformare la pura conoscenza in un prodotto di successo a meno che non sia usa e getta. La
conoscenza imbarazza le persone, che le allarma e le induce a negare la sua esistenza è in realtà il
solo tipo di conoscenza che abbia valore! Perché ciò accada è ben noto: se desideriamo far pagare
qualcosa deve essere desiderabile e scarso. Scrittori, artisti e altre persone che creano i prodotti della
conoscenza lavorano duramente per renderli desiderabili, ma la loro creazione chiaramente non può
rimanere scarsa per sempre.
327
I concetti appena espressi da Laughlin dovrebbero essere uno stimolo ancora più forte per i cittadini
verso la ricerca della verità e, cioè valutare, confrontare, approfondire e cogliere le tecniche di
comunicazione delle SpA, in generale, ma anche dei “paladini dell’antisistema” SpA, cioè sedicenti
personaggi pubblici che sembrano voler svegliare le coscienze addormentate, ma forse le intenzioni
sono diverse e, più semplici da comprendere, come il semplice accumulo di moneta.

Chiunque sia spinto da onestà intellettuale verifica banalmente i “paladini dell’antisistema” SpA
poiché essi comunicano, intrattengono e non producono conoscenza. La scuola, l’università
producono conoscenza, difficilmente può farlo un artista, come lascia intendere Laughlin, poiché
essi svolgono ruoli e funzioni opposte, un’istituzione dovrebbe occuparsi dello studio mentre l’altro
si occupa di affari.
In questa epoca di manipolazione alcuni “artisti” intendono far credere che si occupano di cultura e
di conoscenza e, le persone non sempre distinguono ruoli e funzioni, non sempre distinguono dove
finisce l’artista e dove inizia l’uomo/la donna di cultura. Anche in questo caso non dovrebbe esser
difficile cogliere le differenze per chi ha cultura e conoscenza delle tecniche di manipolazione e di
comunicazione, a parte la conoscenza, determinante, dei temi affrontati da certi personaggi.

Ci sono diverse parole chiave usate dai paladini dell’antisistema SpA come mafia, camorra,
‘ndrangheta poiché evocano e richiamano emozioni particolari nella mente collettiva. Mai nessuno
politico si dirà favorevole alla mafia, giusto? Tutto ciò è funzionale al marketing politico e
commerciale perché sarebbe sbagliato spiegare alle masse come funziona realmente il sistema e
soprattutto sconveniente per i paladini stessi che dal sistema traggono profitto, popolarità e
successo.
Un esempio? Ci sono molti politici e paladini che per mezzo delle parole mafia, camorra,
‘ndrangheta hanno costruito la loro ragione di vita, chi dal lato puramente delinquenziale e chi dal
lato puramente propagandistico (retorico), editoriale e politico.
Difficilmente queste persone sveleranno ed ammetteranno che la vera anti-mafia è rappresentata da
pochi cittadini, spesso tecnici che conoscendo il sistema prevengono le infiltrazioni mafiose negli
appalti perché non scelgono le imprese “ambigue” e spesso questi civili cittadini, anonimi, vengono
ignorati ed a volte uccisi.
La legge quadro in materia di lavori pubblici ha creato il ruolo del Responsabile Unico del
procedimento e questi ha responsabilità di vigilanza circa le fasi di progettazione, affidamento ed
esecuzione di ogni singolo intervento. Quanti paladini dell’antisistema hanno spiegato alle masse
che tale ruolo accentra tutte le responsabilità, civili e penali nelle mani di un "poveretto", possiamo
dirlo, che è a rischio diretto di minacce perché grazie al suo ruolo è possibile prevenire atti illeciti e

327
ROBERT B. LAUGHLIN, crimini della ragione, strategie occulte di protezione della conoscenza, in presente storico,
Bruno Mondatori, 2009, pag. 104
118
reati com’è possibile commetterli se il Responsabile fosse corrotto o incapace. La figura del
Responsabile Unico deresponsabilizza i politici eletti ed uccide dirigenti e tecnici perché
abbandonati al facile assedio di banche e mafiosi. Questo, i paladini non lo dicono, perché conviene
raccontare romanzi e produrre film sulla criminalità organizzata, magari con gli stessi soldi delle
SpA che traggono proventi illeciti e si mettono a produrre fiction, programmi televisivi, ed altro
ancora e magari pubblicano anche libri contro la mafia stessa. Capire la realtà è più difficile perché
ci vuole uno sforzo di conoscenza e di coscienza e purtroppo siano stati psico-programmati a
banalizzare gli eventi, abituati a credere che certe cose non ci coinvolgeranno mai, dimenticando di
vivere in un sistema unico, comunque connesso.
Sarebbe sconveniente raccontare alle masse che la vera anti-mafia è rappresentata da pochissimi
tecnici, persone normali, che quando si accorgano di imprese non proprio trasparenti chiedono al
Responsabile Unico di escluderle dagli appalti o consigliano di rifare il bando di gara.
Sarebbe sconveniente al mondo dello spettacolo rappresentare la realtà, la vera anti-mafia non è
fatta da scrittori e conduttori televisivi ma da normali cittadini che credono nei valori dell’onestà
soprattutto intellettuale, tecnici che ogni giorno dicono no ad “imprese anomale” e che a volte ci
rimettono la pelle perché hanno chiesto l’applicazione dell’etica e della legge stessa.
Tutto questo fa parte del sistema ben progettato per rendere sconveniente la legalità e si poggia su
una regola molto semplice: accentrare i ruoli di controllo nelle mani di una sola persona facilmente
ricattabile.
Oggi le norme italiane hanno messo in crisi il settore edile perché il sistema è stato progettato per
farlo. Ritardi nei pagamenti, ribassi anomali ed eccessivi nei concorsi di progettazione e chiusura
del credito hanno creato un paradosso: uno fallisce non per i debiti ma per i crediti è quanto afferma
un architetto in un’inchiesta andata in onda l’1 dicembre 2010 su Rainew24. Piccole impresi edili,
artigiani e progettisti denunciano l’insostenibilità del sistema concorsuale perché le norme non
misurano la qualità ma applicano criteri non etici sul “ribasso” che si aggravano sul “costo del
lavoro”, la conseguenza è che un tecnico progettista potrebbe anche guadagnare sette euro all’ora,
denuncia un ingegnere nell’inchiesta di Rainews24, «la soluzione sarebbe cambiare mestiere o
scappare all’estero».
Secondo l'Osservatorio Oice/Informatel: sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono
aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a settembre il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le
gare indette nel 2011 è al 39%. Meno forti invece sono i ribassi relativi alle gare indette nel 2012
che si collocano su una media pari al 34,1%.
328
Questi sono gli effetti dell’attuale legge quadro sui lavori pubblici e della liberalizzazione selvaggia
introdotta nel Codice dei contratti pubblici, situazione figlia della non cultura dei manager
(contabilità prima dell’etica) o meglio del pensiero criminale del produttivismo per cui secondo
questi “robot” è sufficiente avere un ribasso per risparmiare soldi (“efficienza”). Nella realtà la
liberalizzazione selvaggia ha causato concorrenza sleale, scarsa qualità progettuale, e aumentato
inefficienza e sprechi nella spesa pubblica. In queste prassi trovano spazio le imprese criminali
poiché possono sub-appaltare le opere e quindi impiegare schiavi per la costruzione delle stesse
perché i criminali traggono profitti in altre attività illecite e possono investire (riciclare) enormi
liquidità anche nell’edilizia oltre che nel commercio.

Questi rischi erano ampiamente noti prima che il Parlamento cancellasse l’etica dalle leggi, la teoria
di queste regole ha un nome molto conosciuto si chiama: liberismo e/o neoliberismo.







328
http://www.ingegneri.info/per-le-gare-di-ingegneria-e-architettura-e-il-peggior-risultato-dal-
1997_news_x_19881.html, 20 novembre 2013
119
La propaganda
Il fascismo creò l’Istituto Luce a servizio della propaganda con lo scopo di manipolare la percezione
dell’opinione pubblica, oggi accade ugualmente ed un articolo di Vladimiro Polchi titola: “la TV
italiana cancella la crisi anche se ora fa più paura del crimine”
329


La propaganda del regime si articola imbrigliando tutte le forme di comunicazione, dalle tradizionali
come la stampa e la fotografia ma anche emergenti come la radio ed il cinema. In entrambi gli ambiti
porta novità. Per la stampa nascono nuove testate dirette da fascisti. Per la radio si fonda l’EIAR, i
cui programmi di intrattenimento sono sviluppati con la supervisione dell’Ufficio per la Stampa e
Propaganda prima, dal Ministero della Cultura Popolare poi. Quelli di informazione supportati dalle
notizie diramate dalla Agenzia fascistizzata Stefani, a cui d’ora in poi devono attenersi anche i
giornali.
Per il cinema si compie una operazione doppiamente innovativa. Si inventa il cinegiornale italiano e
fascista, si crea una istituzione che lo produce: l’Istituto Luce, responsabile sia della immagine
cinematografica che fotografica di Mussolini, che si raccomanda debba essere centrale in ogni
circostanza della realtà. Anzi il Duce può essere fotografato solo in situazioni che lo rendono
protagonista, gli danno risalto e lo immergano nel proverbiale bagno di folla.
Gli ordini sono tassativi: evitare immagini poco significative o che addirittura lo vedano in situazioni
tragiche, per esempio alluvioni, terremoti, morti, o in momenti in cui compie gesti violenti di
rimprovero, tantomeno va ripreso accanto a monache e preti, essendo superstizioso. Tutte le
immagini di cui è protagonista devono essere positive. Non solo controllo dell’informazione. Ma
anche del cinema di evasione, commerciale, i cui contenuti non devono offendere il fascismo
tantomeno alludere indirettamente al suo capo in modo indegno. Al contrario di quanto avviene per
Stalin, la propaganda del regime ha la sottigliezza di non produrre alcun film in cui sia presente un
attore che interpreta Mussolini.
330


Gli strumenti informatici di oggi consentono di misurare il livello di propaganda usata dell’èlite,
sembrerebbe una contraddizione, ma non lo è, se pensiamo che la resistenza politica ed armata ai
tempi del nazi-fascismo era mossa da una minoranza di cittadini. Oggi la resistenza all’oppressione
si svolge anche con la cultura e la tecnologia, più o meno usando gli stessi strumenti dell’èlite.
Chiamiamo l’indagine “dittatura test” :

Google è il più grande strumento
di ricerca al mondo ed indicizza
qualsiasi cosa sia informatizzata.
Cioè, se un cittadino vuol ricercare
qualcosa scrive una parola chiave
e google la trova fornendo un dato:
il numero delle volte che la parola
viene ripetuta in un sito, una
pagina, video, qualsiasi cosa. In
questo modo sappiamo quante
volte è scritta la parola ricercata
oltre a sapere da chi (inteso come
sito web, pagina web … ). Con
questo semplice strumento un
cittadino può sapere se un
quotidiano abbia usato quella
parola e cercarla al proprio interno (sito web della testata), questo metodo è ottimo per sapere chi la
usa. Ora ricordiamoci che la Storia insegna un aspetto determinante circa la manipolazione della

329
in La Repubblica 5 giugno 2010, pag. 9
330
LA GRANDE STORIA, Propaganda, di Enzo Antonio Cicchino in onda su RAITRE,
http://www.lagrandestoria.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-07d81f56-20f9-4a6a-bcc0-
001654614023.html?refresh_ce
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digitiamo la parola chiave: “Bilderberg”
in Corriere della Sera: 5 risultati
in La Repubblica: 4 risultati
in IlSole24ore: 8 risultati
nel web in italiano: Circa 2.880.000 risultati (0,30 secondi)

parola chiave: “signoraggio”
in Corriere della Sera: 17 risultati
in La Repubblica: 16 risultati
in IlSole24ore: 42 risultati
nel web italiano: Circa 188.000 risultati (0,12 secondi)

parola chiave: "commissione trilaterale"
in Corriere della Sera: 3 risultati
in La Repubblica: 6 risultati
in IlSole24ore: 9 risultati
nel web italiano: Circa 42.600 risultati (0,21 secondi)

parola chiave: "decrescita felice"
in Corriere della Sera: 7 risultati
in La Repubblica: 2 risultati
in IlSole24ore: 4 risultati
nel web in italiano: Circa 90.400 risultati (0,23 secondi)
120
percezione dell’opinione pubblica: se i media non parlano di un argomento, non esiste perché
appunto la maggioranza degli italiani ha fiducia in quei media e da essi si informa.
Verifichiamo l’esperimento (svolto il 15 giugno 2010), prendiamo in considerazione i siti web dei
quotidiani più letti in Italia: Corriere della Sera, La Repubblica ed IlSole24ore.

Aprendo i collegamenti internet dei risultati legati alla ricerca avanzata svolta con google si scopre
che la parola chiave ricercata è stata scritta non da un’inchiesta giornalistica per informare, ma si
tratta di un commento che un lettore ha lasciato sotto l’articolo economico, politico. L’evidente
disparità fra i risultati ottenuti dai media ed i risultati ottenuti dal web (cittadini) parla chiaro: gli
editori non vogliono che si parli di Bilderberg, signoraggio, commissione trilaterale e di decrescita
felice mentre i cittadini di internet scrivono e parlano di questi argomenti. Qui sorge il problema e
l’evidente, assenza di democrazia poiché il resto dei cittadini italiani, cioè la maggioranza non usa
internet ed ha ancora fiducia verso i media tradizionali e da essi trae informazioni per compiere
scelte nel momento del voto.

La ripresa di un esperimento sociale misura quanto l’autorità, ed oggi quanto la televisione
modifichi la percezione umana costringendo persone normali a compiere azioni stupide.
Come nell'esperimento condotto dallo psicologo statunitense a Yale all'inizio degli anni 60, il
concorrente che infligge le scariche elettriche ma non sa che tutto è finto: le scosse, il pubblico che
aizza, la conduttrice e la morte del concorrente. L'esperimento di Milgram (1974) aveva come
obiettivo quello di studiare il comportamento di soggetti a cui un'autorità ordina di eseguire delle
azioni in contrasto con i valori etici e morali dei soggetti stessi. Lo studio dell'obbedienza da parte
del ricercatore è nato dal tentativo di spiegare l'obbedienza agli ordini durante l'Olocausto.

Milgram rilevò sorprendentemente che il 65% dei suoi soggetti erano disposti a dare scosse elettriche
fino a 450-volt a un'impotente vittima che non aveva fatto nulla per meritare tale pena. Addirittura
più incredibile è il risultato del Gioco della morte, in cui l'autorità era invece rappresentata da un
pubblico televisivo: ben l'81% dei partecipanti ha azionato la scossa da 460 volt provocando
virtualmente la morte del concorrente. La TV possiede un ruolo di diffusione, di amplificazione e di
dilatazione nei riguardi di atteggiamenti, norme e valori ma, in questo caso, è divenuta un'autorità
tale da legittimare la messa in atto di comportamenti dannosi per gli altri.
Lo studio di Milgram ha dimostrato con brutale chiarezza che le persone comuni potrebbero essere
indotte ad un agire distruttivo, anche in assenza di coercizione fisica, in una situazione in cui siano
presenti potenti vincoli sociali, in cui il nostro senso morale potrebbe venir meno per la fiducia
riposta in figure di autorità. La tendenza a obbedire agli ordini era già ben nota, ciò che non
sapevamo prima di Milgram era proprio quanto potente fosse questa tendenza (Blass, 2005).
331


Si può apprendere che cinismo, nichilismo e manipolazione della percezione della realtà sono
aspetti psicologici e “caratteriali” determinanti. Non cogliere questi aspetti vuol significare rimanere
inconsapevolmente schiavi di qualcuno, vuol dire non essere padroni di stessi. Continuamente i
politici, grazie ad “elementi ambientali” (televisione, apatia politica dei cittadini) di distrazione, di
dissimilazione, agiscono contro l’etica e contro i principi costituzionali (Trattato di Lisbona e leggi
ad hoc).

Emblematico l’esperimento realizzato in occasione delle presidenziali americane del 2004 dagli
psicologi Drew Western, Stefan Hamman e Clint Kilts. Selezionarono due gruppi rappresentativi,
uno di militanti democratici e l’altro di militanti repubblicani, li collegarono a una macchina capace
di registrare le loro reazioni cerebrali e li misero di fronte a immagini in cui i due candidati (il
democratico J ohn Kerry e il repubblicano George W. Bush) cadevano in evidenti contraddizioni.
Ebbene, le contraddizioni si rivelarono evidenti solo in teoria dal momento che il cervello degli

331
Obbedienza alla TV: da Milgram al “Gioco della morte”, http://psicheclick.altervista.org/index.php/attualita/94-
obbedienza-alla-tv-da-milgram-al-gioco-della-morte.html
121
elettori democratici rifiutò di registrare quelle di Kerry mettendo perfettamente a fuoco quelle
dell’avversario Bush. E viceversa.
[…] L’importante è suscitare emozioni forti perché «gli elettori decidono di votare sulla base di
meccanismi irrazionali che spesso hanno nell’universo magico che attiene al linguaggio del corpo
del leader un elemento decisivo. In una parola: empatia».
332


Gli studi e gli esempi sopra citati mostrano quanto e come lobbies, élite e potenti siano molto attenti
nel controllare le masse per orientarle a seconda dei propri scopi.
La delicatezza della questione e/o le "preoccupazioni" arrivano anche dalle neuroscienze, tant'è che
secondo gli studi odierni di psichiatria è noto che il cervello, ossia le strutture biologiche, sia
plasmabile dalla relazione con l'ambiente, la relazione fra l'individuo e gli altri, la società, il vissuto
biografico. Secondo il neuropsichiatra Piero Coppo: «parlando di salute mentale, il nodo centrale è
la relazione tra la nostra mente e l'ambiente in cui si sviluppa».
333
I ndagare sui significati nascosti.

334
“Ascolto attivo” significa ascoltare in modo “empatico” così da condividere, per quanto sia
possibile, l’esperienza dell’altra persona e ricevere la sua comunicazione esattamente nel modo in
cui è intesa. Questa è una pratica estremamente utile. Ma qui c’è un problema potenziale, anche se
riesci a ricevere il significato inteso dal parlante.

Il problema è che le persone non sono sempre consapevoli di quello che intendono dire, quando
fanno delle affermazioni.

Al pari delle censure medioevali e dei periodo nazi-fascista i Governi italiani tentano di introdurre
provvedimenti palesemente incostituzionali per opprimere meglio il popolo relegandolo nell’angolo
dell’ignoranza. La cosiddetta “legge bavaglio” non è un’idea proposta dall’odierno Berlusconi ma
dal Governo Prodi su iniziativa dell’allora ministro Clemente Mastella e firmato da Tommaso Padoa
Schioppa con relatore in Senato Felice Casson (“Disposizioni in materia di intercettazioni
telefoniche e ambientali e di pubblicità degli atti di indagine”, atto del Senato N. 1512 XV
legislatura, 19 aprile 2007
335

). L’intento è di vietare la pubblicazione di atti pubblici relativi alle
inchieste giudiziarie penali e quindi evitare che il popolo sovrano venga a conoscenza in tempo
reale degli illeciti e dei reati commessi da banchieri, politici ed imprenditori. Un disegno criminoso
per manipolare la percezione dell’opinione pubblica. Berlusconi ha ripreso l’iniziativa per condurla
al termine.














332
FRANCESCO COSSIGA, ANDREA CANGINI, fotti il potere, Aliberti editore 2010, pag. 228
333
Paola Emilia Cicerone, Etnopsichiatria, nella mente degli altri, in Mente&Cervello, N.104 agosto 2013, pag. 60
334
J ERRY RICHARDSON, introduzione alla PNL, Alessio Roberti editore, 2009, pag. 124
335
http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/28127.htm
122
Scheda tecnica, manipolazione attraverso i mass media

Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media.
Noam Chomsky - Tratto da www.vocidallastrada.com

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare
l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed
economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni
insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze
essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere
l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria
come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione”
prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle
misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana,
o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le
politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male
necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici. (“problema- reazione-
soluzione” è lo stesso schema che ha individuato il saggista David Icke)
3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte
durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in
massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una
rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
(David Icke lo chiama totalitarismo per gradi)
4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e
necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile
accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato
immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che
“tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al
pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una
intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una
creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad
usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno,
allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche
sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre
tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il
senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio
per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua
schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in
modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga
impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente
intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico,
123
l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è
l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del
pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la
psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma
fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si
conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un
gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso. (David Icke parla
di matrice, come sistema, e di segnali e frequenze)

Una violenta dittatura è già in corso, ma la sentono solo i corpi dei cittadini picchiati dai manganelli.
Poiché le legittime manifestazioni di dissenso non camminano nelle strade di tutti gli italiani la
dittatura non è percepita da tutti. Spesso il racconto di queste vite viene condiviso su Youtube ma
con la scusa del copyright le SpA intervengono chiudendo i canali aperti dai cittadini o cancellando
il singolo video che racconta fatti di cronaca, si tratta di un modo più semplice ed efficace per
prevenire il dissenso politico o la denuncia.
A Genova per il G8 viene ucciso un ragazzo e numerosi scontri si verificano per tutta la città
336
. A
Roma i lavoratori sardi dell’Alcoa vengono picchiati dalla polizia
337
. A Catania, alcuni ragazzi
manifestano contro lo sgombero di un centro sociale, interviene la polizia con la violenza. Caso
rifiuti in Campania: a Chiaiano (NA) i cittadini manifestano per il diritto alla vita e la polizia
interviene con la violenza
338
, a Savignano Irpino (AV) accade lo stesso
339
, così come a Serre
(SA)
340
. Durante le elezioni regionali del 2010 le coalizioni di centro sinistra e centro destra hanno
palesemente abusato del proprio potere ed hanno violato i principi delle leggi elettorali per
consentire ai propri candidati di candidarsi superando il limite loro consentito, due mandati
consecutivi e nel Lazio addirittura sono sorte contestazioni anche per la presentazione delle liste
poiché la coalizione di centro destra non ha rispettato i tempi di consegna presso i Tribunali.
341
A Palermo, addirittura la polizia di Stato entra in una libreria privata e sequestra cartelli che
parlavano del papa e della Chiesa.

342


Dovrebbe esser chiaro che democrazia, governo del popolo, ed ecologia sono sinonimi e non sono
compatibili col governo attuale (Unione europea, BCE, multinazionali). La Natura mostra
chiaramente il modello del governo giusto, etico, tutti gli esseri viventi sono interconnessi e non
condizionano la sopravvivenza di specie geograficamente distanti, proprio l’atteggiamento opposto
della Banca mondiale e del Fondo Monetario Internazionale che interferiscono negativamente sui
popoli violandone la sovranità.

Secondo il critico conservatore J oseph Epstein, sono sempre più numerosi gli adulti «prigionieri di
uno stato mentale assimilabile a quello dello studente di liceo, e questo li porta a mangiare cereali,
guardare ore e ore di televisione e sperare in conquiste sessuali», in una sorta di adolescenza
perpetua, svincolata da qualsiasi responsabilità, senza le vere pressioni da quel lavoro sporco che è la
vita». J uliet Schor, da sinistra, concorda sul fatto che siamo diventati una nazione che non ha più la
priorità di insegnare ai propri figli a crescere bene socialmente, intellettualmente e spiritualmente, ma
come obiettivo principale l’educazione al consumo». Norma Pecora osserva che «con la
consumerizzazione del bambino arriva la formazione ideologica dell’adulto». […] Ciò che viene
condizionato dall’ethos infantilistico riguarda proprio le nostre aspettative su come debba andare la
vita.
343

336


http://www.youtube.com/watch?v=xfIW7uLqYq8
337
http://www.youtube.com/watch?v=RsVM3_gCIgg
338
http://www.youtube.com/watch?v=IdGTFR0wuZ4
339
http://www.youtube.com/watch?v=Og1LWPVvVFk
340
http://www.youtube.com/watch?v=YQ7MrVEAVEs
341
http://www.youtube.com/watch?v=RA5FVdvWY8E
342
http://www.youtube.com/watch?v=ibWY686m0Wc
343
BENJ AMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 26
124
Secondo le leggi della biologia - la fisica - lo sviluppo si poggia su principi autarchici, di
autodeterminazione e, su sistemi autopoietici
344
Inoltre la biologia stessa non è determinata unicamente dal dogma newtoniano, ma anche dalla
meccanica quantistica, del resto come ogni forma vivente di questo Universo. La nostra reale natura
non è competitiva, ma cooperativa e ciò che determina il nostro stile di vita, la nostra condizione,
sono la capacità di adattarsi ai cambiamenti (resilienza) e la nostra percezione della realtà che può
essere programmata. Se finora eravamo legati alla credenza che il DNA, cioè i geni determinassero
la nostra vita oggi sappiamo che è la coscienza a darci l’energia necessaria per vivere, e noi
possiamo scegliere di essere co-creatori del nostro ambiente, o rimanere soggetti passivi e
condizionati dall’ambiente stesso. La scienza sa che è l’epigenetica
mentre l’attuale cultura dominante programma i
cittadini alla disumanizzazione del produttivismo e dello sviluppo illimitato stimolato dall’inganno:
maggiore offerta rispetto alla domanda. E’ questo l’inganno sul significato dei termini, mentre in
Natura lo sviluppo significa crescita delle biodiversità ed è democratico, in finanza lo sviluppo è una
truffa che sta distruggendo valori umani, condiziona le menti, distrugge gli ecosistemi, e crea forme
di schiavitù.
345

a progettare la vita. In natura
gli scambi energetici sono essenziali per vita e sviluppo, questi scambi sono segnali, informazioni.
In democrazia sono le informazioni - conoscenza - a consentire lo sviluppo fra esseri umani. Infatti
l’attuale sistema politico-criminogeno cancella informazioni determinanti dai programmi scolastici
e usa i media per distrarre i cittadini.
Un’altra prova dell’inutile sovra-produzione circa l’attuale modello sbagliato è la nascita dei
virtuosi last minute market
346

che recuperano cibo in scadenza che nessuno ha comprato dagli
ipermercati.
E’ straordinaria l’analogia biologica con le forme di democrazia diretta e partecipativa. Infatti i
migliori sistemi di amministrazione sono quelli dell’autogoverno presenti nella Confederazione
Svizzera per mezzo dell’iniziativa e del referendum presenti negli statuti dei Cantoni. Le buone
pratiche amministrative coincidono con autonomia ed autogestione in ambiti territoriali di
estensione provinciale (fateci caso molti intendono abolire le Province anziché le Regioni) poiché le
persone possano essere più vicine ai propri palazzi e possano avere contatti diretti con i dipendenti
eletti.

Non è un caso che la forma di governo federativa sia quella più democratica poiché come per le
leggi biologiche possano crescere più biodiversità (pluralismo), cioè maggiore creatività umana per
la soluzione dei problemi, maggiore ed efficace gestione delle risorse.
Non è un caso che la Province autonome, Trento e Bolzano siano quelle più sensibili ed efficienti in
materia ambientale, non è un caso che il Brasile (forma federale e riforma amministrativa col

344
Il termine autopoiesi è stato coniato nel 1972 da Humberto Maturana a partire dalla parola greca auto, ovvero se
stesso, e poiesis, ovverosia creazione. In pratica un sistema autopoietico è un sistema che ridefinisce continuamente se
stesso ed al proprio interno si sostiene e si riproduce. Un sistema autopoietico può quindi essere rappresentato come una
rete di processi di creazione, trasformazione e distruzione di componenti che, interagendo fra loro, sostengono e
rigenerano in continuazione lo stesso sistema. Inoltre il sistema si autodefinisce, di fatto, ovvero il dominio di esistenza
di un sistema autopoietico coincide con il dominio topologico delle sue componenti.
345
La scienza epigenetica riconosce che è l’ambiente, e non il DNA racchiuso nel nucleo, a determinare le azione della
cellula. Le informazione provenienti dall’ambiente sono tradotte in risposte biologiche attraverso l’azione della
membrana cellulare, che funge da pelle nonché da cervello della cellula. Un’osservazione interessante è che la
membrana è più precisamente un “cristallo semiconduttore con porte e canali”: queste stesse parole definiscono il chip
di computer, il che ci ricorda che tanto i computer come le cellule sono programmabili. E in entrambi i casi il
programmatore è sempre al di fuori del meccanismo! E così, chi o cosa è il programmatore biologico? (BRUCE LIPTON,
STEVE BHAERMAN, evoluzione spontanea, Macro edizioni, 2010, pag. 188)
346
http://www.lastminutemarket.org/index.htm
125
“bilancio partecipativo”) sia in crescita il civismo dei cittadini, non è un caso che in California ed
altre comunità abbiamo deliberato la strategia Rifiuti Zero
347
Un terreno è fertile, forte e rigoglioso poiché vi sono collegamenti nutrizionali nel sottosuolo, vi è
tanta biodiversità e questa è l’analogia con la rete di internet e con gli strumenti di democrazia
diretta che consentono lo sviluppo della creatività umana e quindi maggiori e migliori soluzioni per
la società umana. Oggi il potere nega i diritti referendari e quindi di partecipazione democratica per
tagliare i collegamenti fra gli esseri umani. La rete di internet è già sottocontrollo da parte del potere
e tenta in tutti i modi di impedire il dissenso politico ed osteggiare il cambiamento in senso
democratico che viene proposto dal basso dai movimenti.
.

P
e
r
m
a
c
u
l
t
u
r
a

Spiegare in poche parole cos'è la permacoltura non è semplice: diciamo che la permacoltura si orienta alla natura,
ma più che di copiare dalla natura si tratta di comprendere le complesse relazioni ed interazioni all'interno di un
sistema e di guidare intelligentemente le forze della natura in modo da rafforzare e sostenere quei processi
produttivi che ci interessano. Conseguenza logica di questo pensiero è lo sviluppo progressivo (dell'orto/giardino
come delle coltivazioni più vaste) verso il modello "foresta", perché tutti i metodi corretti di utilizzazione del suolo,
di interazione/relazione fra le piante e l'adozione di un sistema multi-dimensionale portano infine sempre ad un
modello simile a quello del bosco. Ciò non significa lasciar inselvatichire un ambiente ma ad esempio applicare la
dimensione verticale tipica della foresta per incrementare la produttività dello spazio, scegliere piante in modo che
in ogni stagione vegeti e fruttifichi qualcosa, sistemarle in modo da sfruttare al meglio tutte le situazioni (ombra,
forte insolazione, freddo, caldo, ecc.) Il concetto di agricoltura eco-compatibile di Mollison propone ovviamente
anche l'autosufficienza che è il presupposto per una maggiore decentralizzazione ed autonomia, che in generale
dovrebbero portare ad un miglioramento complessivo della qualità della vita. […] Applicare il concetto di
permacoltura nel proprio orto-giardino significa anche fare il primo passo nella limitazione dei propri consumi e
gestire la propria vita in un modo semplice, più creativo e indipendente
348


Pochissimi fanno notare quanto l’accentramento dei poteri nella mani dei Presidenti di Regioni sia
fonte di ingiustizia e diritti negati. Questi dipendenti eletti tutti giorni rubano, a norma di legge, la
vita e le risorse di territori importanti. L’attuale forma amministrativa è concepita per usurpare,
violentare ed uccidere gli esseri che invece sanno auto-governarsi e quindi la contrapposizione è
sempre la stessa totalitarismo contro democrazia, accentramento dei poteri contro
l’autoderminazione dei popoli e la sovranità popolare. La Storia maestra di vita ci insegna che la
forma di governo più etica e più giusta è data anche da un equilibrio fra numero di abitanti e
territorio e per “puro caso” il dibattito politico del pensiero dominante intende eliminare proprio la
Provincia, l’ente che riesce meglio ad organizzare il territorio. Una giusta riforma amministrativa
certamente andrebbe a razionalizzare le funzioni degli Enti eliminando le sovrapposizioni di
competenze, oggi presenti ma, soprattutto applicherebbe la sovranità popolare consegnando agli
Enti più vicini al popolo: Comune e Provincia, le più importanti funzioni: moneta e controllo del
credito ed efficaci strumenti di democrazia diretta copiando l’esperienza Svizzera e brasiliana col
chiaro intento di integrare la democrazia rappresentativa oggi degenerata. In fine, l’introduzione
delle vere elezioni primarie per legge con diritto di autocandidatura ed etiche norme di pubblicità

347
“I rifiuti non sono un problema tecnologico ma un problema di progettazione industriale“ (prof. Paul Connett). La
“natura” è un sistema in equilibrio, che si basa su di un modello a catena chiusa, detto anche di tipo circolare; quello che
si presenta come uno scarto di una pianta o di un’animale diventa il cibo per una altro organismo vivente. La natura non
conosce il concetto di rifiuto come noi umani lo consideriamo e prima delle rivoluzioni industriali neanche l’uomo
produceva rifiuti, parliamo di circa 150 anni fà. Quello che a noi viene propagandato come sviluppo e crescita in realtà è
un regresso, in quanto le attuali attività antropiche hanno creato un disequilibrio nell’ecosistema. Le merci che noi
compriamo sono frutto di un processo industriale di tipo lineare. Alla base della filosofia industriale il rifiuto non è
contemplato come voce di profitto e/o danno economico, lasciando ricadere gli effetti negativi sulle popolazioni e sui
consumatori. Estrazione delle materie prime, trasformazione (assemblaggio e produzione), commercializzazione,
utilizzo (consumo) ed infine “rifiuto”. Questo tipo di sistema ha creato uno stile di vita vizioso, non compatibile con la
natura. Noi umani abbiamo dimenticato che siamo parte della natura stessa. Per poter continuare a soddisfare i nostri
bisogni in questo modo abbiamo necessità di un altro pianeta Terra da cui approvvigionarsi delle materie prime. […]La
strategia proposta prende il nome di rifiuti zero (Zero Waste). Questo obiettivo esprime la necessità di progettare un
circuito chiuso per il sistema sociale/industriale. Con l’uso dei termini “rifiuti zero” si vuole esprimere anche “zero
rifiuti solidi”, “zero rifiuti pericolosi”, “zero sostanze pericolose” e “zero emissioni”.
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2009/05/28/rifiuti-zero/
348
http://www.permacultura.it/sarcletti.html tratto da "La casa sui campi", n.12-1997
126
per tutti i candidati portano quasi a zero i costi della campagna politica. In questo modo qualsiasi
cittadino potrà concretamente partecipare alla vita politica della nazione.

L'esperienza di ParmainMoVimento
349
Il disastro economico è scritto nella relazione del Commissario di Governo e nell'approvazione della
prima manovra di salvaguardia del bilancio pubblico, settembre 2012, e nel bilancio preventivo del
febbraio 2013, ove a causa di una politica "creativa" al limite della legalità sono stati prodotti debiti
nei confronti di fornitori e banche, e non è stato possibile inserire investimenti per le politiche della
nuova amministrazione.
, amministrative 2012, insegna tante cose per l'accesso alla
democrazia rappresentativa. Un gruppo di cittadini prestati alla politica ha vinto la gara elettorale
spendendo appena otto mila euro, avvalendosi di un lavoro civico iniziato sette anni prima, e grazie
all'energia del noto satirico Beppe Grillo. I punti di partenza sono stati: i valori condivisi,
l'autoderminazione con uno statuto e regole chiare, la sperimentazione di processi creativi, un
programma scritto insieme ai cittadini e l'uso di internet per condividere le priorità e gli obiettivi
programmatici. L'esperienza va inserita nel contesto ambientale e politico locale devastato da
scandali, inchieste, arresti e commissariamento, provocando un'enorme sfiducia dei cittadini verso i
partiti tradizionali e aprendo un vuoto di rappresentanza politica. Non c'è alcun dubbio che la grande
capacità attrattiva di Grillo ha alimentato il desiderio di cambiamento dei cittadini poiché
l'amministrazione precedente, di centro destra, si era dimessa lasciando il Comune di Parma in una
grave crisi economica. Il Commissario di Governo, Ciclosi, ha dovuto consegnare presso il
Tribunale di Parma tutti i bilanci della holding Stt controllata dal Comune di Parma. Stt
comprendeva ben 35 società per gestire i servizi locali. Al ballottaggio i cittadini hanno preferito
compiere «un salto nel vuoto» piuttosto che dare fiducia al Partito Democratico.
I vincoli imposti dai trattati internazionali quali il MES ed il fiscal compact hanno diminuito le
autonomie locali poiché incidono persino sui bilanci degli Enti locali. Si tratta di una violazione
della sovranità popolare che si ripercuote direttamente sullo Stato in maniera negativa circa la
qualità della vita.
I cittadini devono impegnarsi direttamente e devono uscire dalla cultura della delega, e prepararsi
per cambiare la classe dirigente poiché i governi attuali non rappresentano gli interessi pubblici.

Come scoprire il “segreto di pulcinella” e come verificare la PNL applicata per scopi politici.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) stila ogni anno una relazione
350

ed in
questo documento possiamo leggere i contenuti dell’offerta televisiva e come questa si concentri.
Ecco un esempio, nella tabella 2.10, in approfondimento, per RAIUNO si possono leggere ben 21
trasmissioni religiose andate in onda sul totale di 32. L’approfondimento, per intenderci, dovrebbe
essere il giornalismo di inchiesta come viene fatto da Riccardo Iacona o da un dibattito obiettivo,
libero ed indipendente, sui fatti di cronaca. In Italia, l’approfondimento del primo canale televisivo è
occupato da argomenti religiosi.
Un carrozzone, forse il più colossale dell’intera storia repubblicana, in cui si aggirano 297 persone
fra 12mila metri quadri a Roma e 15mila e passa a Napoli: 9 piani a via Isonzo, nella capitale, e ben

349
ParmainMoVimento è l'associazione politica che ho co-fondato insieme agli altri cittadini per dare concretezza,
valori e regole condivise al fine di praticare un cambiamento politico e sociale locale. In tale ambito abbiamo
sperimentato "nuovi" comportamenti politici, partendo dai percorsi culturali fino alle pratiche sperimentali partecipative
e creative come l'OST (Open Space). Per avere coerenza e integrità rispetto agli impegni presi è determinante la
formazione culturale degli eletti al fine di sviluppare capacità di governo. Non è affatto scontato che cambiando le
persone alla guida del governo locale si riesca nell'intento di avere amministratori migliori, il vero cambiamento è
l'evoluzione culturale dei cittadini legittimata da una partecipazione popolare con l'uso degli strumenti di democrazia
diretta. Per tanto, cambiare la guida politica senza un'adeguata formazione culturale si corre il rischio di bloccare la
pianificazione politica e produrre un danno economico alla comunità. Maggiore è la partecipazione dei cittadini al
processo di selezione e formazione degli eletti e minore è questo rischio.
350
Agcom, relazione annuale attività svolta e suoi programmi di lavoro, 2009, pag. 178 del file pdf condiviso in rete:
http://www.agcom.it/Default.aspx?message=viewrelazioneannuale&idRelazione=17
127
25, da 600 metri quadri ciascuno (esclusi parcheggi e seminterrati), al Centro direzionale partenopeo,
nella Torre Francesco di proprietà dei Caltagirone. Lo scandalo delle conversazioni fra Ciancarlo
Innoncenzi, uno dei Commissari Agcom, e il premier Silvio Berlusconi, porta oggi alla luce in
maniera dirompente quelle verità da tempo sottaciute sul fiume di danaro pubblico versato ogni anno
dagli italiani per mantenere l’Autorità che non riesce, di fatto, nemmeno a controllare fino in fondo
se stessa. […] Elio Lannutti: «l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è un carrozzone costoso
e pletorico, ideato per assecondare, già nella fase delle designazioni spartitorie con il “manuale
Cancelli”, gli appetiti dei partiti e degli apparati. L’Agcom non ha mai tutelato diritti ed interessi dei
cittadini nella delicata funzione delle difesa del pluralismo dell’informazione, né gli interessi dei
consumatori contro truffe, abusi e frodi del settore telefonico, come dimostra l’indagine Fastweb, con
milioni di famiglie truffate da telefonate satellitari mai effettuate». Ma l’autentica goccia che ha fatto
traboccare il vaso è oggi: «l’indagine avviata dalla Procura di Trani sulle carte di credito revolving a
tassi usurai.» Ed è stato proprio a partire da quelle indagini che la Procura Pugliese si è casualmente
imbattuta nelle conversazioni telefoniche fra Innocenzi ed il premier finalizzate alla chiusura di
Annozero.
351


In Italia la televisionedomina il panorama informativo. Secondo l’ISTAT nel 2005 solo il 58,1%
della popolazione italiana dichiarava di leggere i quotidiani almeno una volta alla settimana. Di
questi, solo il 43,9 % degli uomini e il 24,5% delle donne ha dichiarato di leggere quotidiani 5 o più
volte a settimana. Al contrario, il 94,5% dichiarava di guardare la TV. […] Un punto importante da
sottolineare: lo spartiacque fra l’informazione “seria” e il pettegolezzo è sempre più labile (in alcuni
casi inesistente), anche nel caso della TV pubblica, e i programmi istituzionalmente destinati ad
informare spesso dedicano tempo ed enfasi esagerate a notizie minori. Al contrario, sempre
considerando la percentuale di tempo dedicato alle categorie tematiche, nei telegiornali italiani
l’Economia ha uno spazio maggiore solo rispetto alle previsioni del tempo.
352
Ecco un esempio di comportamento criminoso della cultura dei consumi e della produttività vista
come “benessere”. Pensiamo al periodo natalizio e l’invenzione del “Babbo di Natale”, nel mese di
dicembre si verifica il massimo picco di consumi e crediamo che siano tutti voluti da noi e
indispensabili? Le famiglie affogheranno i bisogni insoddisfatti nell’

acquisto compulsivo di merce
inutile, a volte tossica, per riempire un senso di vuoto che tornerà il giorno dopo la fine delle
vacanze. I bambini diversamente dagli adulti non hanno ancora sviluppato la capacità di discernere
il bene dal male, ciò che utile dall’inutile. E’ noto che le SpA pagano ingenti consulenze a psichiatri
e psicologi per studiare metodi sempre più persuasivi col fine di “entrare nella testa” dei bambini
che a loro volta “costringeranno” i loro genitori a comprare quel prodotto grazie a piccoli “traumi”
indotti. Eppure il codice penale parla chiaro: Circonvenzione di persone incapaci : La
circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall’art.643 del codice penale. Consiste
nell’abusare dei bisogni, passioni o dell’inesperienza di persona minore o in stato d’infermità o
deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto.
Molte frustrazioni e conflitti interiori possono insorgere fra la coscienza e ciò che noi crediamo. Il
popolo italiano sembra essere molto stressato e nervoso quando si parla di politica, spesso ci si
lascia dividere, forse anche perché non riesce a distinguere bene le bugie dalla verità. Questa
incapacità di valutare è uno degli effetti dell’infantilizzazione degli adulti programmata dalle
multinazionali per privare le persone della libertà di scegliere e distinguere. Noi crediamo che ci
siano politici degni del nostro consenso e che questo basti a risolvere le questioni ma, forse, la
nostra coscienza sa che la verità è altrove e che noi non facciamo abbastanza per il bene comune,
forse la nostra coscienza sa che dovremmo cambiare atteggiamento ed essere più critici sulle nostre
credenze e verificare i numerosi dubbi che ci inseguono.

Il concetto di desiderio è sfuggente ed elusivo ma cruciale per comprendere le motivazioni e le scelte
del consumo, le sue dinamiche e le sue patologie. […] Mi baserò principalmente, per chiarirne il
senso, su due autori: lo psicologo Gianfranco Siri – uno dei più attenti sul fronte del consumo, che si

351
RITA PENNAROLA, la parentopoli, dentro clientele, sprechi e voragini dell’Agcom, in La Voce aprile 2010 pag. 4
352
Ambrosetti, il sistema (non) decisionale e il ruolo dei media, 2008
128
è a lungo soffermato sul passaggio nella società attuale del mondo dei bisogni a quello dei desideri
come driver al consumo – Zygmunt Bauman, un acuto critico e fustigatore della società dei consumi.
Siri osserva come “il concetto di desiderio mi è parso da tempo uno dei più provocatori proprio a
disgelare le incongruenze e le insufficienze della psicologia nei confronti della comprensione dei
fenomeni di consumo: anche perché, di fatto, il termine viene usato sia dai sociologi e dai semiologi
come parte del ‘senso comune’ per alludere a qualcosa di essenziale nell’ambito dei consumi… Ma,
ahimé, questo uso abbastanza intenso del termine non ha fin qui portato (nell’ambito della
psicologia, che pure dovrebbe occuparsi del desiderio!) ad alcun chiarimento. […] “il tempo dei
bisogni orrendamente costrittivi in quanto principale spinta del consumo è finito, ma anche i desideri
giunti a sostituirli non avrebbero abbastanza forza da tenere sempre in movimento le ruote della
società dei consumi… Oggi tocca al desiderio essere messo da parte. Il desiderio ha esaurito la sua
utilità una volta condotta la dipendenza del consumatore al suo stadio attuale, non riesce più a tenere
il passo. Occorre uno stimolante più potente e soprattutto più versatile per mantenere l’accelerazione
della domanda dei beni di consumi al passo con il crescente volume dell’offerta. E questo sostituito,
oltremodo necessario, è il capriccio: esso completa la liberazione del principio del piacere,
eliminando gli ultimi residui di impedimento del principio di realtà: la sostanza naturalmente gassosa
è stata fatta uscire dal contenitore… Alla base del capriccio non c’è assolutamente niente. L’acquisto
è casuale, imprevisto, compiuto di getto. Ha la fantastica qualità di esprimere ed esaudire un
capriccio e, come tutti i capricci, è insincero e infantile.
353


Le cattive intenzioni di partiti politici, banchieri ed SpA si manifestano tutti i giorni con strumenti
tecnologici sempre più efficienti per l’inumana cultura della sovrapproduzione e della crescita
infinita. Da sempre le carte di credito, gli assegni circolari ed i bancomat sono stati inventanti non
per una comodità dell’utente ma per tracciare i comportamenti e gli stili di vita, queste informazioni
finiscono in una banca dati e “vendute” alle SpA interessate per “consigliare acquisti”. Le banche
usano informazioni personali dei correntisti per progettare speculazioni edilizie fino a promuovere
piani di marketing di singole merci. Mentre da un lato le SpA educano docenti corrotti ed università
facendoli parlare di sciocchezze come competitività e libero mercato, da un altro lato i banchieri,
violando il diritto alla privacy dei cittadini, pianificano con i loro architetti addomesticati
costruzioni di ogni genere, poiché sanno bene chi può comprare e permettersi un appartamento
sull’area che essi immaginano e, conoscono sin dal principio la capacità produttiva e di spesa del
cittadino-compratore, ecco come nascono i quartieri ghetto per poveri e per ricchi. L’obiettivo
dichiarato di alcuni banchieri e multinazionali è quello di eliminare la moneta di carta per sostituirla
con un microchip RFID sottocutaneo
354
. Oggi la tecnologia RFID viene usata per tracciare le merci,
è una modernizzazione del codice a barre
355
Le multinazionali hanno già realizzato delle simulazioni in alcuni centri commerciali dotati di
videocamere e mostrano il funzionamento degli RFID: il segnale invia continuamente informazioni
alla banca, in tempo reale, che studia il comportamento del cittadino quando si avvicina alla marce
sapendo in anticipo se può comprarlo o meno. E’ lo stesso approccio analitico dei naturalisti con gli
animali. Questa volta è una banca che analizza l’uomo-compratore.
, e per tracciare anche gli animali domestici.

353
GIAMPAOLO FABRIS, la società post-crescita, Egea 2010, pag. 26
354
KATHERINE ALBRECHT LIZ MCINTYRE, spychips, Arianna editrice 2008
355
Fonte wikipedia: I codici a barre sono un insieme di elementi grafici a contrasto elevato disposti in modo da poter
essere letti da un sensore a scansione e decodificati per restituire l'informazione contenuta.
129

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Microchip sotto pelle per vivere 120 anni (ANSA) - VENEZIA, 15 GIU - Per sperare di vivere a lungo, anche 120
anni, si potrà andare in giro con un microchip che segnala la comparsa di qualsiasi anomalia. Anche l'anomalia di
una sola cellula cancerogena. A quel punto, in qualsiasi parte del mondo si trovi, il paziente verrà avvertito e
curato. Parola di don Luigi Verzé, al quale oggi il governatore Luca Zaia ha confermato l'impegno della Regione
Veneto per la realizzazione a Lavagno (Verona) di 'Quo Vadis', il centro di ricerca nel campo della longevità.
356


[…] E poi senza questa specie di sinistra rapace, traditrice, imbelle, inetta, arrogante, autoreferenziale e corrotta,
il signor B. sarebbe da un bel pezzo in galera. Addirittura un premio ma non solo – il cedro d’oro – accomuna
Berlusconi, Vendola e il reverendo Verzé. Urge un passo indietro – almeno due anni – nel paese degli smemorati.
Narrano le cronache o meglio i lanci delle agenzie di stampa (Agi) dell’1 giugno 2008: «Taranto sarà la sede di un
grande centro di eccellenza per la sanità. Sarà il San Raffaele del Mediterraneo e la prima pietra sarà posta prima
di Natale». Lo ha annunciato don Luigi Maria Verzè, presidente dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele,
a margine della terza giornata nazionale del malato oncologico, celebrata oggi presso l’IRCCS di Milano. Circa
due settimane fa, con Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, don Verzè ha firmato un protocollo d’intesa
per una joint venture, una fondazione no profit tra regione Puglia e il San Raffaele per realizzare il nuovo polo del
‘Mediterraneo’, come lo ha già battezzato don Verzè.
357


Un caso abbastanza clamoroso di disinformazione, e cattiva fede, programmata riguarda il racconto
della nostra storia: periodo risorgimentale. A chi serve creare miti anche quando non sono giusti? In
tutte le città italiane vi sono strade e piazze coi nomi di Garibaldi ed i Savoia. Tutti potremmo
ricordare il titolo di un paragrafo: Garibaldi l’eroe dei due mondi, ripetuto in maniera ossessiva alle
scuole elementari e medie (inf. e superiori). Perché far credere a giovani ragazzi che certi
personaggi si mossero da un sedicente spirito patriottico quando la realtà storica fu molto diversa?
Sono trascorsi ben 150 anni dall’unità d’Italia
358
Di solito chi muove guerra lo fa per rubare la ricchezza altrui e, non è un patriota. Questo è accaduto
nell’ottocento così come accade, oggi, nella società contemporanea per rubare risorse energetiche
altrui. I popoli non muovono mai guerre, sono l’èlite che lo fanno per ottenere propri vantaggi.
perché continuare a tramandare mezze verità fra i
banchi di scuola e nascondere ciò che la storiografia ben documenta nei testi universitari.

I primi nemici della democrazia e della libertà si possono vedere tutti i giorni: nelle università, al
lavoro, in famiglia e per strada. Non cambierà mai nulla, dicono. Sono persone avare, ipnotizzate,
pessimiste che rubano il presente ed il futuro alle nuove generazioni. Avvocati, economisti,
ingegneri, dottori ammaestrati dall’élite per l’élite pronti a calpestare i propri figli per mantenere il
“prestigio” di una cattedra, di un ruolo amministrativo in una SpA, in un Consiglio, in Parlamento.
Le nuove generazioni sono distratte e moralmente corrotte dalle luci dello spettacolo televisivo,
addirittura ipnotizzate dallo sport, adorano il mondo del calcio ed i suoi divi milionari senza merito.

Evasione fiscale per 60 milioni di euro contestata al campione di motociclismo Valentino Rossi. La
contestazione, da parte dell’Agenzia delle entrate di Pesaro, sarebbe relativa agli anni 2000-2004.
359

356


http://it.notizie.yahoo.com/10/20100615/tod-microchip-sotto-pelle-per-vivere-120-5946e98.html
357
GIANNI LANNES, Cedro d’oro a Berlusconi, Vendola, Don Verzè e Ligresti, in Terranostra, 7 set 2010,
http://www.italiaterranostra.it/?p=6682
358
MARCO PIZZUTI, rivelazioni non autorizzate, edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza 2009, pag. 81. Ma la pagina più
emblematica dell’epopea risorgimentale fu senz’altro la conquista del Sud, un regno rimasto libero e indipendente sin
dal 1734, con un re italiano alla sua guida, un popolo prosperoso e una flotta seconda in Europa solo a quella inglese. Il
regno del Sud insomma prima degli anni dell’unificazione era un paese florido, che contava ben 472 navi, un debito
pubblico minimo e notevoli riserve auree a cui facevano da cornice grandi opere civili e le tasse più leggere d’Europa.
La miseria toccò il Sud Italia solo dopo il processo di unificazione e comportò l’immigrazione disperata di 14 milioni di
meridionali tra il 1876 e il 1914. Il Sud cercò quindi di resistere con ogni mezzo al nuovo ordine imposto dalla
massoneria e dai libri di storia. E così tra il gennaio e l’ottobre del 1861, nell’ex Regno delle Due Sicilie si contavano
ben 9860 fucilati, 10.604 feriti, 918 case incendiate, sei paesi rasi al suolo, dodici chiese predate, quaranta donne e
sessanta fanciulli uccisi, 13.629 imprigionati, 1428 comuni insorti. Pertanto si trattò di un guerra di rappresaglia contro i
ribelli civili del Sud che proseguì per anni, provocando un numero superiore di morti a quello raggiunto durante tutte le
guerre risorgimentali messe insieme. Ma ciò che appare più paradossale in tutto ciò è che alcuni dei principali ideologi
del liberalismo illuminato piemontese furono proprio dei massoni napoletani: Francesco De Sanctis, elevato nel 1859 al
18° di rito scozzese, grado di cavaliere di Rosacroce, Bertrando Spaventa, Pasquale Stanislao Mancini, Silvio Spaventa,
Ruggero Bonghi, Camillo De Meis.
359
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/motomondiale/200708articoli/9953girata.asp
130

"Mi sento più leggero nell'animo e non solo...", disse ironico Luciano Pavarotti il 28 luglio 2000,
dopo aver patteggiato col fisco il pagamento di 25 miliardi di lire a chiusura di un lungo duello con
gli agenti delle tasse.
360


Un ricercatore percepisce circa 1200 euro al mese
361
, un insegnante di scuola riceve circa 1700 euro
al mese
362
, un libero professionista, che rischia di suo, arriva a lavorare circa 65 ore alla settimana,
mentre un semi analfabeta che rincorre un pallone è ricoperto di soldi e di attenzioni. Allarme Ocse
sul calcio: «Rischi di riciclaggio e di infiltrazione criminale»
363

. Il calcio andrebbe boicottato. La
vita di un essere umano vale quanto una partita di calcio? Il calcio è ancora un gioco? Perché ha
tanto seguito?
Infortuni sul lavoro: un conto da più 40 miliardi di euro l’anno. Nel 2008, gli infortuni sul lavoro
sono stati 874.940 (37 ogni 1.000 occupati). Considerando un costo per singolo infortunio di circa
50.000 euro, i costi economici e sociali hanno superato i 43,8 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil
italiano dello stesso anno
364

.
Anche per gli infortuni mortali il bilancio 2008 risulta numericamente favorevole: 1.120 morti sul
lavoro nel 2008 con una riduzione del 7,2% rispetto ai 1.207 dell’anno precedente. Pur nella
drammaticità dei numeri, che rimangono comunque inaccettabili, va fatto rilevare come si sia
conseguito un incoraggiante record storico: per la prima volta dal 1951 (primo anno per il quale si
dispone di statistiche attendibili e strutturate) nel nostro Paese il numero dei morti per infortunio sul
lavoro è sceso al di sotto della soglia dei 1.200 casi/anno
365

.
Nel 2007, in Italia, 975 mila famiglie si trovano in condizioni di povertà assoluta (il 4,1% delle
famiglie residenti). In queste famiglie vivono 2 milioni e 427 mila individui
366
. Nel 2008 cresce,
rispetto all’anno precedente, la quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con
molta difficoltà (il 17,0 per cento, contro il 15,4 per cento del 2007); inoltre, aumentano le famiglie
che non riescono a provvedere regolarmente al pagamento delle bollette (11,9 per cento, contro l’8,8
per cento del 2007) e all’acquisto di abiti necessari (18,2 per cento, contro il 16,9 per cento).
367
Nel 2011, in Italia, 1 milione e 297 mila famiglie (il 5,2% delle famiglie residenti) risultano in
condizione di povertà assoluta, per un totale di 3 milioni e 415 mila individui (il 5,7% dell’intera
popolazione).

368


Fra i popoli europei, gli italiani, forse, sono i più addomesticati, potremmo denotarlo anche
dall’assenza di partecipazione per la scelta dei propri dipendenti, ottimi cani da compagnia del
potere invisibile. I dipendenti italiani sono gli unici al mondo che non fanno stampare moneta
pubblica, in tutti i sensi. Quando i cittadini chiedono servizi essenziali, essi rispondono con la solita
canzone: non ci sono i soldi, siamo pieni di debiti. Potremmo anche immaginare che il Sindaco sia
ignorante, rispetto al Ministro corrotto, ma la risposta lascia presagire una lettera di licenziamento

360
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/persone/pavarotti-ricoverato/pavarotti-fisco/pavarotti-fisco.html
361
http://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/PostDoc/Italia.html
362
http://www.scuolaelettrica.it/guida/stipendi/2009/stipendi.php
363
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2009/07/ocse-calcio-riciclaggio.shtml?uuid=fcd1f598-6648-
11de-ba89-a7e6967b40ec
364
EURISPES, rapporto Italia 2010,
http://www.eurispes.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1095:rapporto-italia-
2010&catid=47:rapporto-italia&Itemid=222
365
INAIL, rapporto annuale analisi andamento infortunistico 2008,
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N584700625/RappAnnuale2008%28mod%29.pdf
366
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090422_01/
367
ISTAT, Condizioni di vita e distribuzione del reddito in Italia (Anno 2008), 29 dic 2009
368
ISTAT, La povertà in Italia anno 2011, in statistiche report, 17 luglio 2012
131
(revoca del mandato e tradimento alla Repubblica
369
In Islanda viene avviato un processo contro l’ex-premier
) perché i suoi colleghi stranieri accendono le
stampanti e tutelano interessi pubblici.
370
mentre in Italia il sistema di governo è
piegato al volere bancario. La Banca d’Italia è il più grande conflitto di interessi che si possa
immaginare e nessun soggetto politico immagina di farne una prioritaria battaglia etica e, nessuno si
batte per la sovranità popolare. Numerose comunità, nel resto del mondo, ovviamente stanno
emettendo monete complementari
371
per aiutare l’economia locale; di recente gli americani hanno
iniziato ad usare il barter dollar: da quando è arrivata la recessione le cose sono cambiate e ora a
farvi ricorso sono soprattutto aziende di piccola e media dimensione.
372
SIMEC
All’estero esiste una
maggiore consapevolezza circa la truffa del signoraggio e per questa ragione onesti rappresentanti
eletti hanno deliberato la stampa di monete complementari per liberare le comunità dal debito
pubblico e dagli interessi (usura). Ecco alcuni esempi: Worgl (1932), il Wara (1929), l’isola di
Guernsey, la WIR Bank (1934), Red Global de Tregue (1995), il (2000), Regio in Germania
(2003).

A livello locale, invece, i municipi della provincia di Buenos Aires, di Chabacano, Quilmes e
Avellaneda accettano i "credito" per il pagamento delle tasse. Dodici province, a loro volta, han già
dovuto far ricorso all'emissione di segni monetari locali per far fronte al mantenimento dei residuali
servizi sociali. Però la moneta di maggiore accettazione e circolazione é il "credito", perché ha la
credibilità fornita da alcuni milioni di persone che ne fanno regolarmente, o saltuariamente, uso.
Rispetto ai titoli emessi dalle province, sono più attrattivi perché presentano il gran vantaggio che

369
La Repubblicariconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove
si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e
sociale. Doveri inderogabili di solidarietà: posizioni giuridiche di obbligo a contenuto politico, economico e sociale
alle quali nessuno può sottrarsi. Esempi sono: la difesa della Patria, l’obbligo di contribuzione alle spese pubbliche, la
fedeltà alla Repubblica. L’adempimento di tali doveri trasforma l’individuo (volto al mero appagamento dei propri
bisogni individuali) in membro effettivo e responsabile di una comunità.
370
ANTONIO MARAFOTI, L’Islanda chiede il conto all’ex-premier, in peace reporter 29 set 2010,
http://it.peacereporter.net/articolo/24414/L%27Islanda+chiede+il+conto+all%27ex+premier - Geir Haarde, ex capo del
governo di centro destra, è stato deferito dal parlamento a un tribunale speciale per "negligenza" nel crack delle banche
nel 2008. E' la prima volta che un leader politico affronterà un processo simile.
L'ex primo ministro islandese Geir Haarde è stato deferito a un tribunale speciale con l'accusa di "negligenza" nella
prevenzione della crisi economica globale. È la prima volta nella storia che un ex capo di governo subirà un processo in
base a questo capo d'accusa.
Votazione. Dopo aver accolto all'unanimità le conclusioni del rapporto nero di 2,300 pagine, stilato da una commissione
governativa e che raggruppa tutti gli errori politici legati al crack bancario del 2008, i 63 parlamentari islandesi si sono
pronunciati sulla mozione di processabilità di Haarde. L'ex premier, a differenza di tre ministri del suo governo, ha
subito una sconfitta per 33 voti favorevoli all'impeachment contro 30 contrari. "Voglio rispondere a tutte le accuse
davanti al giudice e sarò vendicato" ha commentato a caldo l'ex leader del partito Indipendentista. Oltre alla sua
imputabilità i membri della Althingi, il parlamento islandese, dovevano anche pronunciarsi su quella di Arni Mathiesen,
Ingibjorg Gisladottir e Bjorgvin Sigurdsson, rispettivamente ex titolari dei dicasteri di Finanza, Affari Esteri e
Commercio. Le loro responsabilità sarebbero, secondo i legislatori, inferiori rispetto a quelle del loro ex numero uno
dimessosi lo scorso 25 gennaio all'indomani dello scoppio della crisi. La parola sulle sorti di Haarde, che nove mesi fa
aveva annunciato anche di essere affetto da un tumore maligno alla gola, passerà alla magistratura a cui, per ora, spetta
il compito di fissare la data della prima udienza del processo.
Tribunale ad hoc. Oltre l'inedito capo d'imputazione il processo prevede anche un'altra novità: il tribunale giudicante.
L'organo, chiamato a pronunciarsi sul caso, sarà composto da cinque giudici della Corte suprema, dal presidente di una
corte distrettuale, da un professore di diritto costituzionale e otto persone selezionate dal parlamento. In caso di
colpevolezza l'ex capo del governo di Reykjavík potrebbe essere condannato fino a due anni di reclusione. Pena che,
secondo i rappresentanti del popolo, sarebbe appropriata per chi ha permesso che lo Stato isolano passasse da una
situazione di crescita economica prodigiosa a un crack finanziario di proporzioni internazionali. Il fallimento di due
delle tre più grandi banche nazionali, la Kaupthing e la Landsbanki, aveva infatti coinvolto direttamente l'economia
della Gran Bretagna, dai patrimoni dei privati agli investimenti delle grosse società finanziarie. Solo i 300mila i
risparmiatori privati inglesi che avevano aperto un conto on-line, attratti dalle promesse dei loro alti tassi d'interesse,
hanno visto nel tempo sparire dalle casse delle loro banche di fiducia ben 4.5 miliardi di sterline.
371
MARGRIT KENNEDY, la moneta libera da inflazione e da interesse, Arianna editrice 2006
372
PAOLO PONTONIERE, natale in America: torna il baratto, in L'Espresso N47, 27 novembre 2008, pag. 158
132
non implicano ulteriore emissione di debito, che a sua volta genera ulteriore accumulazione di
interessi.
373


Anche Milena Gabanelli scopre la moneta complementare e documenta l’esperienza WIR in
Svizzera nella rubrica, di Report, Goodnews, in onda il 30 maggio 2010.

In un Paese normale, la moneta viene vista come strumento di scambio e non come ricchezza. In un
Paese normale i cittadini dovrebbero auto-prodursi tutto ciò che è possibile. Ad esempio, le
tecnologie ci aiutano ad autoprodurre energia necessaria e scambiarsi i surplus in una rete pubblica
ma, questa semplice affermazione si oppone alle attuali logiche del potere perché è dominato
dall’accentramento dei poteri nelle mani di pochi, oligarchia (UE) e, dall’usurpazione dei diritti
umani (privatizzazione) e, tutto ciò sta accadendo per mezzo del controllo del debito pubblico,
creato appositamente per ricattare i popoli e non i Governi, servitori del sistema. Persino i giudici
italiani hanno ammesso la truffa che va avanti per bieca consuetudine, cioè si è fatto sempre così
374

.
«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. «I partiti hanno degenerato e questa è
l'origine dei malanni d'Italia». I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela:
scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali,
programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i
più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni
umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura
organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo,
formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di
correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". […] Molti italiani, secondo me, si
accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle
discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma
ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di
non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato
in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai
referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non
mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte.
375


La forza degli interessi economici costituiti è stata sempre in grado di condizionare i governi. In
principio furono le grandi compagnie di navigazione e i potenti mercanti internazionali, poi i
banchieri, poi gli industriali, poi le multinazionali, in fine e di nuovo i banchieri. I quali ricorda
Cossiga, «hanno nel Council on Foreign Relations, nel gruppo Bilderberg e nella Trilaterale i loro
centri di potere influenti».
Del primo, nato nel ’19, tra gli altri fanno tradizionalmente parte anche i segretari di Stato americani.
Il Bilderberg, costituito nel ’54, riunisce i migliori cervelli della politica, dell’accademia e della
finanza di scuola liberal-liberista. La Trilaterale, fondata nel ’72 dal superpetroliere David
Rockefeller e dall’influente ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Carter,
Zbigniew Brzezinski, accomuna i vertici del potere statunitense, europeo e giapponese ed è
universalmente considerata il centro di prima elaborazione delle politiche che saranno poi seguite dal
Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale. I centri transnazionali del potere
economico, dunque, esistono sul serio.
376
I temi della politica contemporanea: democrazia diretta, sovranità
monetaria, salute, acqua ed energia.

Il tempo è ricchezza. Riprendersi il tempo necessario per riflettere, leggere, dialogare è una priorità
per la nostra sopravvivenza ed è determinante per riattivare le relazioni vitali con gli altri esseri

373
TITO PULSINELLI, il successo delle monete alternative in Argentina, 16/02/2005, in Nexus New Times,
http://www.nexusedizioni.it/apri/Notizie-dal-mondo/Ultimi-articoli/IL-SUCCESSO-DELLE-MONETE-
ALTERNATIVE-IN-ARGENTINA-di-Tito-Pulsinelli/
374
GENIUS SECULI - Zeitgeist Addendum in Italiano ITA,
http://video.google.it/videoplay?docid=6561068664203649137#docid=1395849087953543353
375
ENRICO BERLINGUER, la questione morale, intervista a La Repubblica 28 luglio 1981
376
FRANCESCO COSSIGA, ANDREA CANGINI, fotti il potere, Aliberti edizione 2010, pag. 52
133
umani rispetto ai valori dell'esistenza e del saper fare. Il tempo è importante per riequilibrarsi con la
natura e uscire dall'insensato consumismo compulsivo indotto dal sistema attuale. Se abbiamo
l'opportunità di cambiare vita, uscendo dalla routine di un lavoro che non amiamo, facciamolo
poiché possiamo auto produrre quasi ogni genere di prima necessità e possiamo farlo insieme agli
altri.

Autoderminazione dei popoli intesa come vera democrazia (diretta
377
e partecipativa), ripristino
delle monete libere dal debito
378
e senza interessi (banche controllate dallo Stato e non più SpA
private), diritto alla vita, tutela dell’acqua
379
Il raggiungimento di questi obiettivi passa attraverso la ricostruzione delle comunità locali intese
come riorganizzazione degli spazi pubblici, agorà per il dibattito libero, aperto e democratico. Le
persone devono poter condividere le idee e le esperienze per il bene comune. L’obiettivo è riscoprire
i reali bisogni umani: cibo, riparo sicuro, cultura, sport, amore e passioni.
ed autoproduzione energetica sono i temi che nessun
partito politico tradizionale farà suo come priorità assoluta.
E' necessario un cambio di paradigma culturale e transitare dall'inefficiente e immorale cultura degli
"economisti" attuali per approdare alla politica delle risorse, la domanda non sarà più quanto costa,
ma ci sono le risorse per farlo?

La democrazia diretta migliora le persone e le capacità collettive di prendere decisioni migliori, più
etiche e più sobrie rispetto a quelle imposte dall’élite degenerata. La felicità dei cittadini aumenta
direttamente quando il popolo è parte del processo decisionale. La condivisione di idee, modelli e
progetti rappresenta un ottimo punto di partenza per comparare, valutare e scegliere i progetti
migliori e adattarli alle comunità locali.
Il presente, futuro della polis è la co-gestione dei beni comuni dove i cittadini sono i primi attori,
mentre i dipendenti eletti sono i normali esecutori della volontà popolare, questo processo in
Svizzera è sorto nel 1860.
Dal punto di vista della sostenibilità è sufficiente leggere i programmi di numerose comunità: Clean
Cities
380
del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti, Energy Cities nell’UE e Solar City sono
tutti programmi che incentivano l’uso delle energie alternative rinnovabili e la riduzione
dell’inquinamento urbano. In Città tra passato e futuro
381
, La rivoluzione sostenibile
382
,
Ecocities
383
In ambito urbanistico, circa il governo del territorio, emerge l'idea di redigere piani di rigenerazione
urbana
troviamo procedure, metodi, modelli teorici, ricerche applicate, buone pratiche ed
esperienze progettuali mature, pronte all'uso per migliorare la qualità di vita degli abitanti.
384
I piani di rigenerazione dovrebbero usare meglio le risorse naturali, umane, economiche, incluse le
caratteristiche del territorio e dell’ambiente costruito e cercare di assicurare la più ampia
partecipazione e cooperazione degli utenti.
che guardano aspetti economici e alla fattibilità degli interventi. Questi piani dovrebbero
adottare strategie generali e integrate in accordo coi principi della sostenibilità ambientale.


377
THOMAS BENEDIKTER, democrazia diretta, Sonda 2008
378
come accennato più volte la questione non è economica ma giuridica, il mezzo di scambio di beni e merci, la moneta
deve essere di proprietà della Repubblica ed emessa da un ente pubblico come prevede la Costituzione. Applicando
questo principio elementare figlio della sovranità popolare si cancella il debito pubblico poiché non ci sarà più nessuno
che ti presta pezzi di carta stampati dal nulla caricati persino di interessi e ti ruba la vita, il presente ed il futuro dei tuoi
figli.
379
http://www.gruppo183.org/acqua/legislazione/direttiva.pdf
380
http://www1.eere.energy.gov/cleancities/
381
Claudio Saragosa, Città tra passato e futuro, un percorso critico sulla via di Biopoli, Donzelli editore, 2011
382
Matteo Clementi, Valentina Dessì, Monica Lavagna (a cura di), La rivoluzione sostenibile, Maggioli editore, 2009
383
Marco Maretto, Ecocities, il progetto urbano tra morfologia e sostenibilità, Franco Angeli, 2012
384
Il termine rigenerazione urbana appare nel lessico della pianificazione urbanistica inglese alla metà degli anni
settanta. Nel 1993 fu istituita un’agenzia a livello nazionale, Urban Regeneration Agency (URA) con competenze nel
tema della Rigenerazione Urbana.
134
La reale efficacia di tutte queste proposte è data non tanto dalle buone intenzioni, ma dalla loro
capacità di adottare strumenti scientifici per misurare l’azione e condividerla ai cittadini poiché essi
possano valutare i risultati. E parallelamente l'avvio di un percorso culturale che mostri l'opportunità
dei nuovi paradigmi liberi per uscire dal monetarismo e dall'avidità. Ancora oggi la maggioranza dei
comuni italiani non adotta tali strategie poiché l’élite sa bene che il potere si conserva soprattutto
evitando di misurare il proprio operato nascondendo dati che possono essere interpretati dal popolo.
Ad esempio, i comuni non condividono sul proprio sito internet gli impatti sanitari e le emissioni
gassose sia perché hanno un ridottissimo numero di centraline sul territorio e sia perché, nella realtà,
non rilevano efficacemente l’inquinamento stesso, che può essere facilmente manipolato mettendo
le centraline in luoghi poco significativi. Spesso i Sindaci scaricano la propria responsabilità ad Enti
superiori come la Regione poiché è l'Ente che legifera su salute ed ambiente, ed è lo stesso che
governa salute ed ambiente.
L’obsoleto pensiero della crescita determina il consumo del territorio, risorsa preziosa e finita, e
pertanto Sindaci, Consigli, progettisti, costruttori avari e desiderosi di profitto monetario
distruggono le risorse di tutti: la natura. La maggioranza degli Enti locali non vuole dare risposte
politiche di buon senso e si affida a logiche obsolete per non risolvere i problemi che si presentano.
Eppure, vi sono esempi di gestione etica del territorio: “piani a crescita zero” dove i Comuni
riutilizzano i volumi costruiti esistenti per concederli, con canoni agevolati, ai cittadini meno
abbienti: studenti, precari, giovani coppie, anziani. Il Comune di Parigi è un ottimo esempio ed altri
piccoli comuni italiani stanno rinunciando alla rendita monetaria derivante dagli oneri di
urbanizzazione per optare sui profitti realizzati in altro modo. La cancellazione degli sprechi è
"convertita" in profitto. Ad esempio, con la gestione diretta dei servizi pubblici locali tramite società
ad azionariato diffuso popolare si può gestire il risparmiano energetico (Esco) con maggiore
efficienza, il riciclo totale dei rifiuti è più conveniente, e l'offerta di nuove tecnologie sulla mobilità
sostenibile introduce un servizio migliore. Ridurre i flussi di materia consente di prevenire gli
sprechi e portare i costi quasi a zero. Ad esempio, introducendo l'agricoltura sinergica in città e
produrre per il cibo per le mense delle scuole primarie consente di cancellare l'acquisto di cibo
industriale. Possiamo immaginare di indirizzare i precedenti trasferimenti statali in investimenti per
conservare i beni culturali.
Le leggi prevedono prioritariamente la riduzione alla fonte dei rifiuti con la progettazione eco-
design in ambito industriale. Per interpretare correttamente il principio: chi inquina paga esiste un
metodo corretto ed efficace, e cioè misurare correttamente gli stili di vita attraverso il peso (o il
numero di svuotamento dei bidoncini) dei rifiuti indifferenziati conferiti dai cittadini, e stabilire il
giusto prezzo da pagare per ogni singola utenza rispetto ai kg/pro-capite, e non erroneamente come
avviene ancora in diversi comuni tramite i mq dell’abitazione e il numero dei componenti nucleo
familiare (Tares-Tarsu-Tia). L’obiettivo indicato dalle leggi è la prevenzione del rifiuto incidendo
sugli stili di vita, il dato da controllare è la produzione pro-capite dei rifiuti urbani (kg/ab/anno):
Belluno conferisce 393 kg/ab/anno mentre Salerno 533 kg/ab/anno (dati su Legambiente 2008/09).
Una corretta tariffa puntuale è applicata dal Consorzio Priula (Provincia di Treviso) dove i bidoncini
delle differenziate hanno microchips che trasmettono i kg di rifiuti conferiti (o il numero di
svuotamento). I cittadini dovrebbero sapere che le materie prime seconde differenziate (rifiuti) e
consegnate alle società di raccolta rappresentano una merce di valore nel mercato del riciclo, e
pertanto dovrebbero chiedere l’immediata pesatura dell’indifferenziato affinché vi sia una giusta ed
equa misura degli stili di vita ed eliminare sprechi che possono insinuare truffe legalizzate a danno
della maggioranza del popolo sovrano. Le statistiche hanno dimostrato
385

385
ROBERTO CAVALLO, in Rifiuti: che fare? E carta geochimica ambientale, convegno Salerno 7 settembre 2007,
che nei territori dove le
raccolte differenziate superano il 40% il costo medio della tariffa puntuale è più economico
dell’iniqua Tarsu, cioè i cittadini virtuosi pagherebbero meno rispetto a quanto pagano oggi, in fine
vi è un risparmio anche per il Comune che eroga il servizio di raccolta e che paga lo smaltimento.
http://caal.wordpress.com/2008/04/02/rifiuti-che-fare-e-carta-geochimica-ambientale/
135
Sono le leggi dello Stato che chiariscono definitivamente ruoli, funzioni e soprattutto responsabilità:
è il Comune a decidere sullo sconto: tra le ipotesi considerate le abitazioni per brevi periodi o i
single.
386

Dopo esserci informati, se pensiamo che la raccolta dei rifiuti e la relativa tassa sia
ingiusta è moralmente doveroso licenziare il Sindaco e nessun altro.
Secondo i dati dell'Istat rielaborati dal Cresme in Italia fra il 1946 ed il 1981si è costruito ben il 65%
del patrimonio abitativo
387

, e questo ambiente costruito, come si dice in gergo tecnico, è giunto a
fine ciclo vita, pertanto va valuto dal punto di vista statico (sismico), energetico ed urbanistico.
Questo patrimonio rappresenta la crescita urbana e le periferie ed in questi ambienti esiste tutta una
parte di edilizia pubblica di scarsa qualità. Questi edifici e quartieri possono essere studiati al fine di
migliorare la qualità urbanistica delle città e quindi migliorare la qualità di vita degli abitanti.
L’Italia, dal punto di vista dell’organizzazione territoriale e dal punto di vista della pianificazione
urbanistica, forse è il Paese che più di altri ha sofferto e soffre l’inutile e farraginosa burocrazia
legislativa con la sovrapposizione di leggi che trattano gli stessi argomenti o affini con l’effetto di
aumentare gli errori e la corruzione.
Si chiamano programmi complessi, e l’aggettivo già fa capire tanto, insieme di leggi che trattano la
materia urbanistica. Ecco l’elenco nominativo di “leggi”-piani approvati dal Parlamento: programmi
integrati di intervento(PII), interventi di recupero, programmi di recupero urbano (PRU),
programmi di riqualificazione urbana (PRiU), contratti di quartiere (CdQ), programmi di recupero
per la ricostruzione del territorio, programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile
del territorio (PRUSST), programmi di iniziativa comunitaria (Urban 1 e 2), progetti pilota urbani
II serie, programmi Interreg II, patti territoriali, contratti d’area, patti di pianificazione.

I programmi complessi nascono nel corso degli anni ’80 nell’ambito delle politiche per la casa, in
particolare all’interno delle linee di programmazione nazionale e regionali del CER (il Comitato per
l’Edilizia Residenziale), riformato dalle legge 457/1978, avendo come riferimento alcune tipologie
d’intervento nelle città che si erano diffuse negli anni ’70 nei contesti europei, soprattutto in Francia
e Inghilterra, nonché alcune sperimentazioni italiane a livello regionale.
388


Ci si può confondere anche fra piani e programmi, poiché un programma non è ancora un piano. La
riforma dell'art. 117 della Costituzione, del 18 ottobre 2001, ha conferito potere legislativo alle
Regioni anche in materia urbanistica, governo del territorio, e da quel punto in poi abbiamo assistito
a diverse leggi regionali con significative evoluzioni in termini tecnico-giuridici, ma le scelte
politiche locali hanno determinato un crescente effetto consumo del suolo poiché la maggioranza
dei piani è stata concepita nell'alveo culturale della crescita, del sovradimensionamento. Sin dagli
anni '80 l'ideologia liberista seduce il "governo del territorio" dando vita alla deregolamentazione
anche nell'urbanistica, con l'effetto di approvare piani comunali comunque sovradimensionati, come
accadeva negli anni '60, '70, ma questa volta non per soddisfare bisogni reali, piuttosto per dare
priorità e maggiore libertà d'azione ai bisogni particolari degli speculatori, e questa volta, attraverso
l'innovazione tecnologica della finanza e di internet per riciclare danaro proveniente anche da
attività illecite, anche attraverso le larghe maglie della finanza globale che impedisce di controllare
la provenienza dei capitali mobili. Oggi le scommesse finanziarie delle borse telematiche producono
una gigantesca concentrazione di capitali creata dal nulla, e con questi sistemi immorali si stanno
costruendo città per soddisfare i capricci dell'élite. E' sufficiente cancellare questa immoralità, uscire
dall'inganno psicologico della finanza, per tornare all'economia reale e restituire dignità agli esseri
umani capaci di costruire, riusare, conservare per soddisfare bisogni reali e non più per i capricci di
un'oligarchia elitaria degenerata.


386
in Casa, come risparmiare, N.3, ilSole24ore, inserto 18 maggio 2007, pag. 72
387
Laura Elisabetta Malighetti, Recupero edilizio e sostenibilità, ilsole24ore, 2004, pag. 96
388
SIMONE OMBUEN, MANUELA RICCI, ORNELLA SEGALINI, i programmi complessi, ilsole24ore, 2000, pag. 13
136
Così titola un paragrafo del testo 50 anni di urbanista in Italia 1942-1992: “La ricostruzione post
bellica al di fuori di una politica di piano generale”, solo il titolo lascia intendere in che modo si
siano costruite le città italiane. I piani di ricostruzione si caratterizzavano per l’assoluta permissività
urbanistico-edilizia e per la rapidità dei tempi di approvazione e di attuazione, garantiti anche da
“concessioni” dei poteri di intervento dello Stato a operatori privati per la realizzazione delle opere
di demolizione, ricostruzione e nuova costruzione
389
. Com’è ben testimoniato dalla storia, il ricorso
a procedure amministrative in deroga a quelle ordinarie è accaduto tutte le volte che si pensava di
poter agire in fretta. Gli effetti disastrosi sono percorribili tutti i giorni, la maggior parte delle città
italiane sono inospitali, irrazionali, spazi inadeguati, speculazioni edilizie, e tutto questo condiziona
in maniera determinante, ed in peggio, la vita dei suoi abitanti. Le città moderne sono state
progettate per le automobili e non per i cittadini. Ma in realtà, per avere una buona mobilità è
efficace il principio cardine: prima cammina, poi vai in bici e poi in macchina. Un’indagine
conferma il pessimo stile di vita degli italiani indotto dalla programmazione mentale della pubblicità
e rivela che il 65% usa l’auto per spostarsi.
390


Moriremo tutti sepolti dalle macchine: di questo passo l'iperbole rischia di avvicinarsi alla realtà
perché il nostro parco circolante auto continua a crescere senza fine: +4,92% negli ultimi cinque
anni. Un record inaudito non tanto per l'incremento percentuale (che comunque non si può ignorare
perché siamo passati dalle 34.636.594 auto del 2005 alle 36.339.405 del 2009...) ma perché in Italia
siamo già ampiamente oltre la soglia di guardia con la più alta concentrazione di macchine in Europa
grazie all'incredibile rapporto di 59 vetture ogni 100 abitanti. […] Tante tantissime e non solo in
rapporto alle strade che sono le stesse dagli anni Sessanta ma anche rispetto alla superficie della
nostra nazione le auto iniziano a diventare troppe: se saldassimo insieme tutte le carrozzerie delle
macchine in Italia arriveremmo all'incredibile numero di 248 mila ettari, ossia 248 chilometri
quadrati: come se Milano e Firenze fossero interamente ricoperte di lamiera. Il fenomeno, forse è
questa la cosa più strana, sembra sfuggito ai più.
391


Ciò può avvenire con un miglioramento della sicurezza stradale a favore di soggetti più
svantaggiati, con la costruzione di piste ciclabili e soprattutto una pianificazione urbanistica
integrata che non trascuri il traffico non motorizzato, ma lo metta in primo piano
392
Riccardo Iacona, nell’inchiesta “case da pazzi” in “Presa Diretta”, andata in onda su RAITRE il 13
febbraio 2010, mostra come il Comune di Parigi faccia l’opposto dei comuni italiani e cioè l’Ente
pubblico compra immobili, li ristruttura e li concede al popolo con tre modalità: un affitto sociale,
. Gli italiani non
hanno bisogno di nuove auto, ma di sostituire i motori a combustione con i motori elettrici, più
efficienti ed a zero emissioni gassose.

389
FEDERICO OLIVA, Le città e i piani, in 50 anni di urbanista in Italia 1942-1992, La Terza,, 1993, pag. 41
390
PINO FONDATI, il 65% degli italiani usa (solo) l’auto per spostarsi, 2 febbraio 2011,
http://www.motori24.ilsole24ore.com/Mercato/2011/02/direct-line-studio-italiani-auto-uso.php […] sta di fatto che il
65% degli italiani usa l'auto sempre e comunque, per qualsiasi spostamento. Solo il 34% sceglie la macchina
esclusivamente per il tempo libero. È quanto emerge dai dati rilevati su un campione di oltre un milione di automobilisti
dal Centro Studi e Documentazione di Direct Line, la compagnia di assicurazioni online auto e moto. Una ricerca che
non arriva da sola. Una indagine Aci/Censis 2010 conferma questo rapporto di forte dipendenza degli italiani nei
confronti dell'auto: è il veicolo preferito dal 90,4%, seguito dai mezzi pubblici cittadini (34,3%), da moto e scooter
(17,9%), da treno e bus per spostamenti extraurbani (13,4%), mentre le persone che si spostano frequentemente a piedi
sono il 35,5%, e quelli che vanno in bici il 18,7%. La ricerca di Direct Line prende in considerazione anche le diverse
regioni. Ebbene, il Veneto ha il più alto tasso di automobilisti "attivi" (71%), seguita dall'Emilia Romagna (70%, del
resto è la terra dei motori…) e dalle Marche (69%). Le regioni in cui si utilizza l'auto solo nel tempo libero sono
Campania (44%), Liguria (41%) e Lazio (40%). Un colpo al luogo comune del macho al volante viene assestato dalla
distinzione in base al sesso: il 66% delle donne ritiene l'automobile il mezzo di trasporto indispensabile per qualsiasi
tipo di spostamento, gli uomini le inseguono a distanza vicina con un 64%. Sperando che nel dato non ci siano sottese
considerazioni relative alla incolumità personale, per cui nella propria auto ci si sente più tranquille.
391
Vincenzo Borgomeo, parco auto, crescita infinita siamo oltre i 36 milioni, 12 maggio 2010,
http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2010/05/12/news/parco_auto_crescita_infinita_siamo_oltre_i_36_milioni-
3999787/
392
WUPPERTAL INSTITUT, per un futuro equo, Feltrinelli, 2007, pag. 184
137
uno agevolato ed uno calmierato a seconda dei redditi dichiarati per evitare che i cittadini, costretti
dal libero mercato, debbano lasciare la città. Funziona proprio così, nuove case popolari nel centro
di Parigi per garantire un giusto prezzo, il Comune deve soddisfare ben 115.000 domande per gli
alloggi e l’Assessore competente dichiara di aver soddisfatto 30 mila nuovi alloggi lo scorso
mandato mentre consegnerà altri 45 mila nel mandato in corso. L’ultimo anno hanno acquisto altri
12 mila appartamenti da ristrutturare e consegnare.
I cassetti degli uffici tecnici comunali sono pieni di progetti sostenibili, di buon senso. L’architetto
italiano Paolo Soleri è stato, nel periodo contemporaneo ed industriale, uno dei primi tecnici a
progettare e realizzare una città sostenibile: Arcosanti, in Arizona (1970). Nel volume "Arcologia:
la città ad immagine d'uomo", Soleri descrive le soluzioni per comprimere e compattare le strutture
urbane verso il tridimensionalismo e combattere l'espansione urbana bidimensionale
393
Il tema della città sostenibile torna di moda, ma la questione non è di natura tecnica, cioè il
problema non è saper progettare spazi adeguati e rispettare l’ecologia, ma la questione è di natura
politica ed economica. Anziché tutelare paesaggio ed ambiente attraverso la tradizione urbana
rinascimentale, l'innovazione tecnologica, la rigenerazione urbana, lo studio della "scienza della
sostenibilità", come ad esempio i modelli di Paolo Soleri, accade che i politici locali pianificano
speculazioni edilizie firmate anche dalle “archi-star” (usare l’autorità mediatica dei personaggi per
manipolare la percezione pubblica). Nel corso degli anni siamo passati dagli “standard minimi
quantitativi”
. Nel 1962 il
Ministro Fiorentino Sullo propose una soluzione radicale sul problema della rendita e del regime dei
suoli per evitare la speculazione edilizio, quella proposta fu scartata. In precedenza, Hans Bernoulli
pubblicò Die Stadt und ihr Boden (La città e il suolo urbano) nel 1946 denunciando i guasti dovuti
alla privatizzazione e all'eccessivo frazionamento dei suoli urbani, proponendo la gestione collettiva
del suolo attraverso l'uso generalizzato del diritto di superficie.
394

a principi di "eco-densità", raramente applicati.
Articolo 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il
paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Applicando l'articolo nove della nostra Costituzione possiamo risolvere buona parte dei problemi
occupazionali del nostro Paese. Secondo le stime dell'Unesco l'Italia possiede fra il 60 e il 70% dei
beni culturali mondiali (rapporto Eurispes 2006), mentre il paesaggio nostrano fu definito il
giardino d'Europa
395
Per pianificare una politica nazionale sui temi della prevenzione primaria, riduzione del rischio
sismico, il riuso, il recupero e la conservazione dei beni culturali è necessario riprendersi la politica
monetaria e industriale.
. Pertanto è del tutto ridicolo credere che una Nazione del genere possa
ritenersi in crisi o che non ci siano opportunità di lavoro, perché la ricchezza reale circonda i
cittadini italiani, forse incapaci di guardare e capire la bellezza che è intorno a loro. Tutti i Governi
che si sono succeduti hanno provveduto a smantellare la ricerca per favorire istituti stranieri, e le
SpA hanno potuto inquinare siti naturali recando danni biologici e morti per tumori e neoplasie.
Pubbliche amministrazioni, ingegneri strutturisti, architetti, geologi, agronomi, biologi e contadini
moderni sanno bene che è necessario tutelare il territorio, ma l'usurpazione della sovranità
monetaria, l'invenzione dell'economia del debito ed il sistema di creazione della moneta,
l'invenzione della spending review
396

, l'artificio mentale dell'efficienza economica, lo spread, le
borse telematiche sono maschere ben progettate e propagandate per distrarre i cittadini sui problemi
reali della Nazione.

393
http://it.wikipedia.org/wiki/Arcologia
394
D.M. 1444/68
395
J OHANN WOLFGANG GOETHE, Viaggio in Italia
396
revisione della spesa pubblica
138
Anche l'urbanistica ha la necessità di cambiare paradigma culturale, già negli anni '60, durante la
ricostruzione, emerse il problema del consumo del suolo, e la proposta efficace di Fiorentino Sullo
per sottrarre potere agli speculatori fu appositamente scartata grazie alla pressione dei costruttori
edili. E' necessario introdurre nella tradizionale zonizzazione
397
Agli standard urbanistici quantitativi bisogna associare il Benessere Equo e Sostenibile (BES), e le
amministrazioni devono essere liberate dall'immorale obbligo di pareggio di bilancio, poiché le
costringe a mercificare il territorio, così come bisogna ripensare il "patto di stabilità" che oggi limita
la capacità di stanziare investimenti per conservare i servizi indispensabili. L'urbanistica di oggi non
ha bisogno di piani di espansione, ma di piani di conservazione e contenimento finanziati con
moneta sovrana a credito e con indici di qualità non più di quantità. L'urbanistica di oggi dovrebbe
tornare a servizio della Costituzione tutelando il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della
Nazione. Può accadere se i cittadini comprendono di dover prendere parte ai processi di
trasformazione delle città e ricordando che la natura pone dei limiti ben precisi (entropia). Questo
processo civico oggi può avvalersi anche di criteri valutativi più significativi con l'approccio olistico
e della "scienza della sostenibilità".
, condizionata dalla logica
mercantile, l'uso di strumenti che misurano i flussi di energia e di materia, e riproporre
l'azzeramento dei regimi immobiliari e dei suoli dando priorità al riuso, ma consapevoli dell'entropia
ed al valor d'uso sociale, criterio non monetario. Il capitalismo fece sviluppare e crescere le città
sotto la spinta dell'avidità materialista tramite modelli industriali dipendenti da fonti non rinnovabili,
oggi una nuova domanda può e deve nascere grazie alla condivisione di nuove tecnologie con fonti
alternative, e sensibilità "nuove" che possano comunicare la reale crescita necessaria per le
comunità, che dipendono dalla fotosintesi clorofilliana e non dagli obsoleti valori immobiliari. Nella
consuetudine i piani e le trasformazioni urbanistiche misurano la convenienza economica facendo la
differenza fra il valore di mercato dei fabbricati e il costo di costruzione, o una valutazione fra costi
e benefici, tutti criteri monetari. Tradotto per le leggi della natura significa che il capitale ignora
l'entropia, e spinge i progettisti a progettare ampi spazi e volumi poiché la convenienza si misura in
mq/mc da vendere, o fittare, come le superfici abitabili, commerciali, industriali. Nell'ambito di
questi principi l'urbanistica del novecento e degli inizi del nuovo secolo duemila, prima è stata
soggetta all'interesse dello Stato e successivamente all'interesse del cosiddetto "libero mercato". In
tutto questo periodo i decisori politici hanno sempre ignorato la bioeconomia e la partecipazione
popolare al processo decisionale delle proprie comunità.
Ad esempio, l'approccio metabolico al progetto, sia esso urbano, sia di edificio, porta a sviluppare il
concetto di dematerializzazione, ossia la necessità di ridurre l'utilizzo di risorse nel ciclo di vita del
processo progettazione-realizzazione-gestione-demolizione (Benevolo, 2009).
398


La realtà ci informa che l'invenzione della moneta è utile come mezzo di scambio al fine di ottenere
un risultato: realizzare un bisogno primario, un interesse privato o un interesse pubblico. La realtà ci
informa che gli individui hanno le risorse, culturali e tecniche, per "aggiustare" ciò che si sta
consumando: gli edifici, i suoli etc. Destra e sinistra ci raccontano la storia che bisogna ridurre la
spesa pubblica e cancellare gli sprechi altrimenti non si trovano le risorse per finanziare gli
interventi utili. Gli sprechi nella pubblica amministrazione sono un problema noto, ma destra e
sinistra anziché intervenire sul malcostume, la corruzione, i favoritismi ed il clientelismo, tagliano
proprio i diritti inviolabili ed i servizi essenziali, e non propongono il ripristino della sovranità
monetaria utile a creare danaro senza debito per i bisogni reali. Destra e sinistra per applicare
l'agenda politica dell'élite usano l'apatia politica ed il malcostume per circoscrivere e ridurre i diritti
costituzionali, per usurparli, al fine di raggiungere altre tappe che conducono al un nuovo ordine
mondiale, quello orwelliano. Sono prove di queste tappe: le linee politiche di gruppi sovranazionali,
il "golpe bianco" (Monti in Italia e Papademos in Grecia), la rielezione di Giorgio Napolitano e la

397
http://it.wikipedia.org/wiki/Zonizzazione
398
Giuseppe Longhi in Sostenibilità urbana e territoriale, il Nuovo Manuale di Urbanistica, Leonardo Benevolo
(direttore scientifico), Mancosu editore, 2010, Vol. II, pag. D26
139
creazione di un "Governo del Presidente", e le odierne regole fiscali europee (fiscal compact e
MES) che rappresentano le ultime armi esposte pubblicamente.
Energia e salubrità in edilizia.
La progettazione e il mondo delle costruzioni rappresentano un settore, forse, il più avanzato e
consapevole di come si sprecano risorse poiché le costruzioni hanno sempre avuto un impatto
ambientale e in ragione di ciò, probabilmente, quest'ambito ha saputo proporre metodi per misurare
gli effetti dell'impatto ambientale e cercare di prevenire danni per le future generazioni.
Esistono ben 25 metodi per misurare l'impatto ambientale nell'edilizia fra questi, 5 sono italiani
(ITACA, SB 100, Torino Olimpica, Ecocity UNI GL4, Eco Quartiere Mediterraneo), 2
internazionali (GB Tool, SB Method) e 3 europei (Lense, HQR2R, Indicatori ICE).
Queste iniziative dimostrano le capacità dei tecnici progettisti che mettono a disposizione dei
dipendenti eletti conoscenze per scrivere norme e leggi, che diventano procedure standard per
migliorare la qualità della vita. Tali conoscenze andrebbero condivise direttamente nelle comunità al
fine di avviare un processo virtuoso di autoderminazione locale, e consentire ai cittadini di decidere
direttamente le linee politiche locali poiché gli amministratori, soprattutto italiani, non sono
culturalmente preparati alle sfide politiche. Spesso accade che i dipendenti eletti fra corruzione,
clientele, stupidità e alla loro inerzia causano danni economici
399
Ad esempio, il Comune di Salerno ha impiegato ben 19 lunghissimi anni per approvare un Piano
Energetico commissionato all’Università di Salerno al costo di centomila euro, nonostante la prima
legge italiana sia del 1991. In 19 anni un Ente pubblico avrebbe dovuto sviluppare competenze
interne tali sia da risparmiare centomila euro, e per presentare linee guida adeguatamente aggiornate
alla cultura tecnologica contemporanea, come fanno altri Enti pubblici italiani e stranieri. Esiste
un'enorme distanza fra le conoscenze scientifiche, gli strumenti tecnologici in uso, ed i dipendenti
politici, questi ultimi spesso sono in ritardo rispetto alle opportunità che l'innovazione presenta per
migliorare la qualità della vita dei cittadini, gli stessi che pagano le tasse e lo stipendio ai politici
inadeguati. Per trovare l'innovazione nel campo della politica bisogna guardare nei piccoli centri.
e culturali poiché non si adeguano
ai cambiamenti culturali e tecnologici.
Il piccolo comune di Torraca (SA), nel Cilento, è stata la prima città al mondo, nel 2007, a sostituire
l’illuminazione pubblica con la tecnologia LED
400
Già, nel 2006, una direttiva europea
garantendo una riduzione del 65% dei consumi
rispetto alle tecnologie tradizionali, un abbattimento dei costi di manutenzione del 50% e
dell'inquinamento luminoso del 90%. Questi fatti dimostrano una cosa, il buon senso, la cultura
politica e le buone pratiche non sono legate alle dimensione delle città o alla geografia.
401

399
Giuseppe Castiglione, Presidente Unione Province d’Italia: "Il Commissario europeo alle Politiche regionali ha ben
esplicitato la grande verità sull’uso dei Fondi comunitari in Italia: le amministrazioni regionali, e statali non hanno
difficoltà a scrivere i programmi e a individuare obiettivi plausibili. Non sanno invece realizzarli! Sono i dati che
parlano: a dicembre 2010, su un totale di 59,4 miliardi di euro, tra Fondi Comunitari e cofinanziamento nazionale, la
spesa è ferma al 12,2% (7,2 Miliardi di euro), mentre gli impegni sono al 22,7%(13,5 miliardi). Altrettanto grave la
rilevazione per il Mezzogiorno, dove, tra POIN POR e PON, di 47 miliardi se ne è spesi appena il 10% (4,8 miliardi),
mentre gli impegni in progetti operativi sono al 19% (8,9 miliardi di euro). 30 maggio 2011
prevedeva iniziative sull’uso razionale dell’energia: «Il
settore pubblico dovrebbe pertanto essere incoraggiato a integrare le considerazioni relative al
miglioramento dell'efficienza energetica nei suoi investimenti, ammortamenti fiscali e bilanci di
funzionamento. Inoltre, il settore pubblico dovrebbe sforzarsi di applicare criteri di efficienza
http://www.upinet.it/3506/sviluppo_economico/fondi_comunitari_inutilizzati_lallarme_di_castiglione_in_un_intervento
_su_il_sole_24_ore_del_30_maggio_2011/
400
Wikipedia: In elettronica LED è l'acronimo di Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa). Il primo LED è
stato sviluppato nel 1962 da Nick Holonyak J r..

Si tratta di un dispositivo optoelettronico che sfrutta le proprietà ottiche
di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni attraverso il fenomeno dell'emissione spontanea ovvero a partire
dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna.
401
DIRETTIVA 2006/32/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, del 5 aprile 2006, concernente
l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del
Consiglio
140
energetica in ogni procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici, pratica prevista dalla direttiva
2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure
di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e
servizi postali». Persino l’ultima direttiva europea (2012/27/UE) parla di un piano di decrescita
energetica che intende ridurre la dipendenza dagli idrocarburi per aumentare l’impiego delle fonti
alternative. «L’efficienza energetica costituisce un valido strumento per affrontare tali sfide. Essa
migliora la sicurezza di approvvigionamento dell’Unione, riducendo il consumo di energia primaria
e diminuendo le importazioni di energia». Questa norma prende consapevolezza del problema
causato dal "picco del petrolio" ed invita le amministrazioni a promuovere la cancellazione degli
sprechi energetici. I cittadini dovrebbero sapere che il tema della crisi energetica è vecchio, ed i
politici sono in grave ritardo, spesso condizionati dalle SpA piuttosto che dare priorità all'interesse
pubblico.
Quando una comunità dimostra volontà e consapevolezza non attende le direttive europee per
affrontare i problemi e li anticipa: l’esempio virtuoso della Provincia autonoma di Bolzano –
CasaClima - dimostra come un sistema federale sia più efficiente. Il termine federale in Italia è
stato manipolato, ma nella sostanza il federalismo è sinonimo di maggiore democrazia diretta,
maggiore controllo e trasparenza dove i cittadini hanno strumenti efficaci per proporre idee
(delibere, leggi) e per rimuovere i dipendenti corrotti (verifica del mandato elettorale).
Nel 2010 una nuova direttiva europea
402

stimola gli Enti locali a promuovere l’efficienza energetica
tramite strumenti finanziari ad hoc predisposti dalla Banca degli Investimenti europei e i fondi
strutturali.
BREAM (Building Research Estabilishment Assessment Method), LEED (Leadership in Energy
and Environmental Design), SBTool (Sustainable Building Toll), Protocollo ITACA, sono metodi di
valutazione della sostenibilità edilizia. POE (Post Occupancy Evaluation) è un criterio valutativo
che misura il comfort ambientale delle abitazioni.

A livello normativo è la norma ISO 14020 a stabilire le linee guida e i principi per lo sviluppo e
l’applicazione di etichette e dichiarazioni ambientali volontarie. Definisce tre tipi di etichette
ambientali
403
• ISO 14024 Ecolabel
:
404
• ISO 14021 autodichiarazioni del produttore
• ISO 14025 forniscono dati quantitativi sul profilo ambientale del prodotto
valutate secondo LCA
405

.
Uno standard italiano: il protocollo ITACA.
406
Sebbene alcuni protocolli internazionali si stiano affacciando sul mercato italiano, la tendenza da
parte delle Regioni è quella di adottare, anche se con adattamento locale, il protocollo Itaca che
nasce da un gruppo di lavoro interregionale per edilizia sostenibile dell’Istituto per l’innovazione e
trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale. Descriviamo questo protocollo anche con
l’obiettivo di far comprendere più nel dettaglio cosa sia una valutazione ambientale, quali elementi
consideri e con quali logiche si costruisce quell’integrazione che poi porta a un valore unico di
classificazione della qualità ambientale dell’edificio.



402
DIRETTIVA 2010/31/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, del 19 maggio 2010, sulla
prestazione energetica nell’edilizia
403
SARA SCAPICCHIO*, valutazione di sostenibilità etichette ecologiche e risorsa acqua in edilizia, in “Il Progetto
Sostenibile”, N. 24 ott-dic 2009, pag. 62; *Università degli Studi di Napoli Federico II
404
marchio europeo di qualità ecologica a prodotti che superino determinati esami relativi a diverse qualità ambientali
405
Analisi Ciclo Vita, ecobilancio
406
GIULIANO DALL’O’, ANNALISA GALANTE, abitare sostenibile, in farsi un’idea [182], il Mulino 2010, pag. 55
141
Il protocollo Itaca è stato elaborato sulla base della metodologia, sviluppata in ambito
internazionale, del Green building challenge (Gbc).
L’evoluzione normativa, e in
particolare la pubblicazione del d.lgs.
311/06 con le disposizioni sul
rendimento energetico in edilizia,
hanno determinato l’aggiornamento del
protocollo sintetico. Tale
aggiornamento è stato sviluppato da
iiSBE Italia, Itc-Cnr ed Università
Politecnica delle Marche e poi
approvato l’11 aprile 2007.
La valutazione della sostenibilità
ambientale dell’edificio è basata su
requisiti prestazionali a punteggio.
L’edificio può acquisire, per ogni
sotto-criterio un punteggio che va da -1
a +5 in funzione della prestazione. Lo
zero rappresenta lo standard di
paragone che si riferisce alla pratica
costruttiva corrente e al rispetto delle
norme vigenti.
[…]
Nel protocollo Itaca 2009 la prestazione degli edifici è valutata rispetto a 49 criteri raggruppati in 18
categorie aggregati in 5 aree di valutazione:
• qualità del sito;
• consumo delle risorse;
• cariche ambientali;
• qualità dell’ambiente interno;
• qualità del servizio.

Criteri e metodi su elencati individuano pratiche e linee guida per la progettazione e la costruzione
in termini qualitativi col fine di avviare una consuetudine virtuosa nel settore dell’edilizia per
tutelare la salute umana e l’ambiente. Rimangono le differenze culturali opposte poiché ecologia è
sinonimo di democrazia ed entrambi sono contrapposti alla massimizzazione del profitto. Nella
sostanza, con quale criterio di merito si stabilisce il prezzo di un’immobile? Oggi non esiste alcun
obbligo di adottare criteri di merito, è sufficiente che il cittadino sborsi la somma di danaro richiesta
dal venditore. L’anomalia è che il cittadino italiano sembra essere il massimo esperto quando parla
di calcio, di automobili ma non sa nulla circa la qualità delle civili abitazioni e la qualità del cibo.
Italiani esperti del superfluo ed ignoranti sul necessario?
Negli ultimi anni, dopo la disattesa legge 10/91 sul risparmio energetico e grazie alla spinta iniziale
della Provincia autonoma di Bolzano con la certificazione “Casaclima”
407

sui consumi energetici è
stata introdotta anche in Italia una norma che introduce le “classi di consumo” così come, già in
precedenza, avveniva per gli elettrodomestici. Gli italiani potranno sapere quanta energia consuma
la propria abitazione. Queste etichette sui consumi sono solo il primo passo che introduce
un’efficace concetto di qualità architettonica, altri parametri devono essere valutati e come spesso
accade i dipendenti eletti non sono capaci, sia per ignoranza e sia per corruzione, di introdurre ed
applicare la qualità architettonica già descritta in ambito accademico sin dagli anni ‘80.

407
NORBERT LANTSCHNER, CasaClima, vivere nel più, Raetia, Bolzano 2006
142
Obiettivo del POE è quello di porre in relazione la misurazione strumentale dei livelli prestazionali
con le aspettative degli abitanti e il livello di gradimento da parte dell’utenza, accertabile con buona
approssimazione mediante interviste; la documentazione raccolta costituisce un giudizio sui risultati
positivi o negativi dell’edificio e, fornendo indicazioni sulle nuove costruzioni o per la
riqualificazione delle esistenti, costituisce un contributo innovativo alla manualistica edilizia
408

.
Ecco l’elenco di alcuni criteri considerati dal metodo POE: salubrità del sito, distanza dalle attività
industriali, livello sonoro del sito, orientamento dell’edificio, strutture per servizi didattici e
culturali, rapporti socio/culturali, disponibilità di attrezzature per il tempo libero, efficacia dei
percorsi, eliminazione delle barriere architettoniche, ricambi d’aria, isolamento termico, efficacia
dell’illuminamento naturale, presenza di inquinanti chimici, ed altro ancora.

Materiale e prodotti edilizi, in condizioni di uso normale, sono cause potenziali di emissione delle
seguenti classi di inquinanti:
1. inquinanti di natura fisica: radon e suoi di prodotti di decadimento;
2. composti organici volatili (VOC) e semivolatili: formaldeide e antiparassitari;
3. inquinanti biologici: batteri, funghi, muffe;
4. fibre minerali naturali e artificiali: amianto e fibre minerali artificiali (lana di vetro, di roccia).
L’emissione di altre classi di inquinamento è legata a particolari condizioni o a fatti eccezionali quali
l’incendio, per quanto riguarda i prodotti della combustione (fumi tossici) o al dispersione di fibre e
polveri in caso di crolli dovuti a eventi sismi o altro.
Per quanto riguarda gli inquinanti biologici, il loro sviluppo è dovuto alla presenza di condizioni
particolari di temperature e di umidità e all’accumulo di sporco. Non sono quindi i materiali
direttamente responsabili, ma il loro uso in condizioni non adeguate.
I prodotti edilizi possono causare inquinamento dell’aria interna secondo tre principali modalità:
- direttamente, emettendo o rilasciando composti organici volatili, particolato respirabile, fibre;
- indirettamente, adsorbendo e rilasciando successivamente sostanze inquinanti provenienti da
altre fonti;
- favorendo lo sviluppo di inquinanti biologici.
Le scelte tecniche sono in grado di migliorare la qualità dell’aria in edifici esistenti o di prevenire
l’inquinamento nelle nuove costruzioni. L’intervento del progettista sul costruito può essere richiesto
a seguito di lamentele da parte degli occupanti e/o a seguito di indagini diagnostiche sull’edificio.
409


La letteratura giuridico-urbanistica è ricca di taluni esempi che mostrano da un lato le intenzioni di
tecnici capaci e preparati che hanno elaborato norme atte a prevenire problemi e dall’altro lato la
triste realtà italiana che mostra un territorio troppo antropizzato, urbanizzato, troppo costruito che
aggredisce l’ambiente e lo rende pericoloso in alcune aree notoriamente a rischio (terremoti e
rischio idrogeologico).
In Italia ci sono più di 42mila scuole pubbliche, tra scuole d’infanzia, primaria e secondaria. Di
queste, la metà circa sono ad alto rischio da un punto di vista sismico perché si trovano nelle zone 1
e 2 della mappa della pericolosità dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
410
Inoltre, esiste un'anagrafe dei siti inquinati da bonificare e sarebbero circa 57 sparsi in tutta Italia.
Nell'ottobre 2011 Greenpeace presenta il rapporto SIN Italy

411

ove mostra la drammatica situazione
dei Siti d’Interesse Nazionale (SIN), quelle aree in cui l’inquinamento di suolo, sottosuolo, acque
superficiali e sotterranee è talmente esteso e grave da costituire un serio pericolo per la salute
pubblica e per l’ambiente naturale.
I progettisti sono sollecitati a puntare l’attenzione sulla scelta di materiali e prodotti ad alta efficienza
termica per la realizzazione dell’involucro edilizio e sulla scelta di impianti ad alto rendimento,

408
Quaderni del MANUALE DI PROGETTAZIONE EDILIZIA (serie diretta da ARIE GOTTFRIED), I criteri di
progettazione e le verifiche, [Qualità & Manutenzione], HOEPLI, Milano 2006, pag. 104
409
MANUALE DI PROGETTAZIONE EDILIZIA, I criteri di progettazione e le verifiche, [Qualità & Manutenzione],
HOEPLI, Milano 2006, pag. 48
410
Elisabetta Tola, in Corriere Sera on-line, http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/scuole-nuove-tempo-
crisi/c812aaba-3d8f-11e2-b22e-27312368513d.shtml
411
http://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/5924-greepeace-rifiuti-sin
143
possibilmente basati sullo sfruttamento di risorse rinnovabili (solare, fotovoltaico, geotermico,
eolico). La corretta progettazione di forma e orientamento dell’edificio, abbinata a scelte tecnico-
costruttive che mirano all’incremento dell’isolamento e all’ottimizzazione dell’inerzia termica,
permettono di realizzare edifici con basso fabbisogno energetico. L’abbinamento, a questo punto, con
impianti a elevata efficienza, basati sullo sfruttamento di energie rinnovabili, permette di delineare
uno scenario futuro caratterizzato dall’autosufficienza energetica e dall’azzeramento delle emissioni
di CO2 (Zero Emission Building). Almeno in fase d’uso. Occorre altresì osservare come la spinta
verso la realizzazione di edifici a bassissimo consumo energetico in fase d’uso stia portando il
mercato ad una rincorsa a livelli prestazionali che vanno ben oltre quelli indicati dagli apparati
normativi: l’esibizione di elevate prestazioni energetiche è diventata un elemento di valorizzazione
economica considerato importante nel mercato immobiliare. […] Un’analisi ambientale corretta e
completa, relativamente ad una costruzione, dovrebbe basarsi, dunque, sul metodo LCA (Life Cycle
Assessment), andando a considerare tutte le fasi del ciclo di vita (produzione-usodismissione) e tutte
le sostanze/materiali coinvolte (e relativi impatti correlati). Ma la valutazione LCA è attività molto
complessa e, soprattutto, risulta spesso difficile spiegare i risultati espressi secondo indicatori
ambientali poco conosciuti. Per cominciare ad estendere lo sguardo oltre la sola valutazione
energetica della fase d’uso, può essere pertanto utile fare riferimento agli indicatori utilizzati nelle
procedure di certificazione energetica “correnti” (energia primaria PEI, espressa in MJ o kWh, ed
emissioni di CO2), valutando i consumi e le emissioni anche delle fasi a monte dell’uso di un
edificio. In tal senso, gli indicatori che possono essere presi in esame sono l’energia incorporata
(embodied energy) e le emissioni di CO2 incorporate (embodied carbon) nei materiali, considerando
l’estrazione delle risorse, il loro trasporto, la produzione e lavorazione di un prodotto. Nelle banche
dati vengono, in genere, riportati i valori di energia incorporata assumendo come confini la “culla” e
il “cancello” (dello stabilimento produttivo). A questi bisognerebbe, poi, sommare l’energia spesa dal
“cancello al cantiere” (andando a comprendere anche il trasporto fino al luogo della messa in opera e
la fase di messa in opera stessa).
412


Gli impegni non corrispondono ad una qualità architettonica ed urbanistica diffusa, anzi esistono
troppi volumi costruiti e male, soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico. Fino a quando
la ricchezza verrà misurata in moneta debito coi suoli e con l’espansione urbana si avranno altri
scempi da correggere.
Eppure basterebbe fare un piano di monitoraggio dell’ambiente costruito finalizzato al recupero
(riuso) per creare migliaia di posti di lavoro, ecco la vera sicurezza. L’Italia deve consolidare, dal
punto di vista statico, tutti gli edifici che abbiano dai 40 anni di “età” in su. L’Italia deve
ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistenze, altro che nuove case. E’ sufficiente mutare i
valori monetari – convenzione arbitraria - dell’attuale consuetudine progettuale e costruttiva: un
edificio di nuova costruzione dovrà valere meno di un edificio ristrutturato (sicurezza statica e
salubrità: metodi POE, BREAM, Protocollo ITACA). Quindi, la misura del valore non sarà indicata
dalla moneta, mezzo di scambio, ma dalla qualità e dal buon senso: volontà politica. Il risparmio
energetico potrebbe essere una moneta di scambio, la ristrutturazione potrebbe essere una moneta di
scambio, e così via; cioè è sufficiente una volontà popolare che indichi una nuova misura del valore
figlia della qualità e non più della quantità (lo stupido PIL) per migliorare le condizioni di vita di
tutti e soprattutto dei meno abbienti.
Facciamo un esempio sulla rendita: per costruire un edificio ex-novo si spende 1 e si vende a 3.
Quindi il rapporto è 1/3 con grande margine di guadagno. Ma se la rendita fosse la stessa per
ristrutturare? Se si spendesse meno per ristrutturare (vantaggio per il costruttore) e si vendesse a un
prezzo leggermente inferiore a quello di mercato?
Riflettiamoci un attimo, i prezzi delle case ristrutturate non sono associati ad indicatori di qualità
architettonica ma sono stabiliti da speculatori (immobiliaristi) senza scrupoli, i piani urbanistici
realizzano soprattutto espansioni, crescita perché il maggiore profitto deriva dalla rendita urbana
(nuove aree costruite e nuove case). Queste consuetudini progettuali esistono soprattutto perché il
profitto maggiore deriva da una cultura obsoleta figlia della produzione e del costo di produzione
allora ribaltiamo il paradigma: misuriamo il valore sul risparmio, riciclo ed il riuso, accadrà che

412
Andrea Campioli, Valeria Giurdanella, Monica Lavagna, Energia per costruire, energia per abitare, in “Costruire in
Laterizio” N.134, maz-apr 2010, pag. 60
144
progettisti e costruttori ignoreranno la rendita urbana, fondiaria e l’espansione urbana per
concentrarsi sulle trasformazioni urbane all’interno di aree già edificate ma abbandonate e
l’impegno si concentrerà sugli edifici costruiti dagli anni ’50 in poi per rivalutarli e riusarli
eliminando gli sprechi energetici e consolidando i volumi costruiti (sicurezza statica). In parte sta
già accadendo, trasformazioni urbane in ex aree industriali ma quasi tutti i piani urbani perseguono
ancora l’obsoleta crescita con la perdita di importanti suoli agricoli. Nella sostanza se abbiamo
compreso chela fonte del valore monetario è la convenzione e, se siamo consapevoli che l'attuale
sistema sta distruggendo risorse ed il bene comune è quindi moralmente doveroso mutare
convenzione.
Essendo la moneta debito misura della ricchezza accade che le accademie si auto-promuovono come
le corporations SpA secondo logiche di profitto e così il know how formato e pagato con le tasse
degli italiani migra nei territori dove la moneta circola più velocemente, non si tratta di fuga dei
cervelli ma di uso commerciale della presunta autorevolezza dell’ente Università, altro che libero
mercato:

Un accordo siglato alla fine del 2008, tra la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Architettura
italiane e la direzione delle costruzioni e dell’urbanistica del Guangdong, vede attualmente molti
degli atenei italiani cimentarsi in consulenze e studi sul fronte delle risorse ambientali e culturali,
nelle città di Guangzhou, Foshan, Zhongshan, Huizhou e Zhaoqing.
413


L’evidente concorrenza sleale: docente-professionista contro il singolo libero-professionista è
sempre stata argomento di accesi dibattiti e divisioni, ma le corporazioni degli Ordini professionali
ed i dipendenti eletti non hanno mai voluto abolire enti obsoleti e generatori del malcostume.
In tal senso arriva una Sentenza del Consiglio di Stato. I giudici dicono stop alle università attive nel
mercato dei servizi. Esultano Oice e gli Ordini di ingegneri e architetti: «Era concorrenza sleale». Il
Consiglio di Stato boccia l'attività imprenditoriale di mercato a scopo di lucro, ammettendo solo
quella «strettamente strumentale alle finalità istituzionali dell'Ente, che sono la ricerca e
l'insegnamento, nel senso che giova al progresso della ricerca e dell'insegnamento, o procaccia
risorse economiche da destinare a ricerca e insegnamento». Il contenzioso parte nel 2005, con
quattro ricorsi complessivi, che solo ora approdano a una conclusione. «Il Consiglio di Stato ha
definitivamente escluso le Università da qualsiasi attività che non sia istituzionale, di studio, ricerca
e insegnamento - sottolinea Ceola -. Basta con le attività professionali e concorrenziali nei confronti
di ingegneri e società».
414


Il fatto che la maggioranza degli architetti non abbia etica è tristemente noto, «sono disposto a
lavorare per il diavolo in persona, se costruisce», scherzava Philip J ohnson. Gli architetti hanno
avuto un rapporto lungo e non privo di difficoltà con il potere. Lo apprezzano. Un po’ di dittatura
aiuta sempre con i permessi urbanistici. Vi è un ampio articolo, gli oligarchitetti
415

, che elenca gli
ultimi progetti di alcune archistar: Norman Foster per Salva Chigirinsky [Isola di cristallo] e per
Vladimir Putin [RMUM], Rem Koolhass per la sede della CCTV di Pechino, Zaha Hadid per
Heydar Aliyev defunto dittatore dell’Azerbijan, Foster & Partners per Nursultan Nazarbaev in
Kazakistan; insomma uomini politici o istituzioni che “non figurano bene” fra gli auguri natalizi di
Amnesty International secondo il Magazine dell’Architettura.
Il rapporto fra finanza, banchieri ed architetti è praticamente storico, non solo perché l’élite ha
sempre usato i progettisti per rappresentare il proprio potere, praticamente da sempre, ma anche
perché oggi il sistema delle fondazioni, che raccolgono almeno il 3% del signoraggio bancario, ha il

413
IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N.84 mag-giu 2010, pag. 16
414
http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/13609.aspx
415
in il Magazine dell’architettura, N. 8, aprile 2008, pag. 4
145
potere di promuovere l’architettura “sociale”. Un’inchiesta su “Piano casa e social housing”
416
Vediamo quanti siano i fondi privati e pubblici: circa 298 mln sono dello Stato, 273 mln fondi
regionali, 165 mln altri fondi pubblici e ben 1.979 mln sono privati, con totale di circa 2. 717 mln Di
questi interventi solo 3.009 rappresentano unità abitative da recuperare (ristrutturazioni) mentre ben
12.057 sono nuove costruzioni. Nella sola Campania si concentrano 6749 nuovi alloggi e solo 310
sono recupero, finanziati con circa 181 mln di soldi pubblici e 1366 con soldi privati (Fonte:
Gazzetta Ufficiale n.215 del 15 settembre 2011). Questa è la “green economy” figlia dell’obsoleto
sistema della rendita; consumo del suolo anziché intervenire sul patrimonio edilizio esistente.

pubblicata su “Il Giornale dell’Architettura” ci informa quali siano i più grandi gruppi atti a
promuovere la crescita urbana: Polaris Investment Sgr (a Parma con 850 alloggi, a Milano con 580
alloggi, a Roma con 1000 alloggi, in Toscana con 500 alloggi, a Bologna e Ravenna con 950
alloggi), EstCapital sgr, Investire Immobiliare Sgr, Focus Gestioni Sgr, Beni Stabili Gestioni Sgr.
Dietro queste società oltre agli Enti pubblici ci sono: Fondazione Cariparma, Intesa San Paolo,
Banca Popolare di Milano, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione di
Venezia, Fondazioni Bancarie del Monte di Bologna e di Ravenna, Cassa di Risparmio di Modena,
Associazione delle Fondazioni delle Casse di Risparmio piemontesi, Cassa di Risparmio di Rimini
etc.

Lo schema sintetico sopra esposto mostra quanto interesse e potere bancario ci sia dietro il mondo
delle costruzioni. E’ probabile che un certo numero di questi alloggi corrisponda anche al reale
fabbisogno di nuove famiglie, ma la domanda sorge spontanea: avevamo bisogno di tutte queste
nuove case? Molto probabilmente no, ma la rendita immobiliare è un pensante incentivo per
distruggere il territorio.
Esistono modi per prevenire il consumo ingiustificato? Certamente! Mentre l’Italia, negli anni ’90,
tornava al sistema dei feudi introducendo l’uso del diritto privato in ambito pubblico, altri Paesi
hanno preso la strada opposta: maggiore democrazia. Ormai, è cosa certa che una riforma
amministrativa che introduca la democrazia diretta e partecipativa consente di prevenire la
corruzione, ridurre i costi e non sprecare risorse, migliorare la qualità delle decisioni e aumentare la
felicità dei cittadini.

416
Marina Dragotto, Umberto Visconti di Massimo, l’affitto social tra 200 e 580 euro, in Il Giornale dell’Architettura
N.99 novembre 2011, pag.16-17
146
Il “Piano casa” è l’ennesima prova che i Governi lasciano spazio agli interessi particolari dei
costruttori; non è difficile scoprire che i consigli di amministrazione delle banche siano
l’espressione degli imprenditori e non la volontà di filantropi per il bene comune.
Si rinnova il “segreto di Pulcinella”, e dunque, ecco a cosa serve controllare una banca: concentrare
i proventi attivi del signoraggio per autofinanziare gli amici, da notare che le banche concentrano i
finanziamenti al Nord per un motivo banale, i banchieri e le banche sono nordiche, gestite da
persone nate e che vivono al Nord. Gli interventi al Sud hanno, ugualmente, raccolto fondi privati
ma in altro modo, per la maggior parte sono normali cooperative edilizie che rischiano il proprio
capitale direttamente.

L’articolo 41 della Costituzione lascia libertà all’iniziativa privata, ma non per distruggere il
territorio che secondo l’articolo 9 deve essere conservato e tutelato.
La concentrazione di questi capitali deve far riflettere sul fatto che l’attuale pensiero dominante
pone la moneta al di sopra dei diritti e sembra inutile progettare spazi ideali poiché la rendita piega
le buone idee a servizio dell’avidità.
Tutti i progettisti sanno bene la sostenibilità urbana è il frutto di spazi ben armonizzati fra distanze,
percorsi pedonali, servizi ben distribuiti e ambiente. Alcune norme hanno introdotto l’uso del Piano
dei Servizi da inserire in una procedura chiamata pianificazione strategica, per considerare il
territorio nel suo insieme al contrario di quello che accade sistematicamente quando si presentano
società di trasformazioni che garantiscono ingenti capitali privati per realizzare interventi pubblici e
privati. Il problema è che probabilmente questi capitali provengono dal sistema delle società off-
shore e dei paradisi fiscali impiegati nell’edilizia per riciclare proventi illeciti.
Nella sostanza, col sistema dell’economia del debito lo Stato viene costretto a fare due passi indietro
con la scusa: non ci sono soldi. Dove trovare risorse? Ecco i capitali insanguinati delle società
finanziarie che non hanno limiti di azione, dalla droga alle armi, allo smaltimento di rifiuti
pericolosi in Africa. Queste SpA grazie alla copertura dei servizi segreti e dei militari possono
illecitamente raccogliere milioni e milioni di dollari da investire ovunque e quando questi non
bastano, la FED è disposta a stampare moneta gratuitamente per le banche amiche.

In Italia la criminalità organizzata, aiutata da servizi deviati ed SpA amiche del Governo di
Washington nel riciclare i soldi prodotti con la droga, controlla, sistematicamente, la maggioranza
degli appalti pubblici più importanti dal punto di visto economico e riesce ad infiltrare, col sistema
lecito del subappalto, la maggioranza degli appalti di “media-dimensione”. La criminalità ignora
solo gli appalti dei piccoli paesi poiché ritenuti irrilevanti.

Sull’argomento servizi pubblici locali: acqua, energia, mobilità, le multinazionali coordinate nei
gruppi sovranazionali: WTO, BCE, Bilderberg e Trilaterale, sono riuscite anche in Italia a far
introdurre il diritto privato in ambito pubblico e privatizzare la gestioni di servizi essenziali (acqua,
energia, rifiuti, trasporti e beni demaniali) per la vita dei cittadini. Per mezzo dell’economia del
debito le SpA controllano tutto, a partire dalla scelta dei candidati politici fino al controllo del
servizio stesso. Mentre la maggioranza dei popoli è incollata davanti un televisore gruppi “nascosti”
sono riusciti a far passare l’immorale concetto: privato meglio del pubblico, per rubare ai cittadini.

L’emergenza. “Black-out a singhiozzo, mezza giornata di panico e caos”. Tempestate di chiamate le
stazioni di vigili del fuoco e polizia municipale, una donna incinta finisce in ospedale.
Il primo improvviso black-out alle quattro di ieri pomeriggio, poi altri, a ripetizione fino a sera. In tilt
l’intera città di Salerno, Pellezzano, molte zone di Cava dè Tirreni e dell’area dei Picentini, Tutti al
buio, panico e disagi.
417


“Black-out, tre ore senza luce”. Salerno resta la buio per un guasto alla centrale di Rovella. Ieri
pomeriggio Salerno è rimasta paralizzata da un black-out per quasi tre ore.
418

417
Luciana Mauro, in “Il Mattino” edizione Salerno, 28 aprile 2010, pag. 37

147
Energia.
L’energia esiste in natura e l’uomo nel corso dei secoli ha scoperto come trasformarla per scaldare
le case (Irradiazione solare – onde elettromagnetiche, energia termica), illuminare senza Sole
(energia elettrica) e muoversi (energia cinetica e lavoro termodinamico). Gli editori italiani che
producono testi per scuola ed università pubblicano solo teorie, esercizi dei cicli termodinamici
(motori a combustione), gli editori censurano la letteratura ed i brevetti di motori alternativi figli del
genio di Tesla. Solo da alcuni anni in letteratura si trovano applicazioni che riguardano tecnologie
solari ma si continua a censurare il motore magnetico
419

. Le migliori scoperte e tecnologie
ecologiche sono state messe da parte per manipolare l’opinione pubblica dal punto di vista
scientifico-culturale e diffondere tecnologie obsolete che creassero dipendenze dalle multinazionali
degli idrocarburi (petrolio e gas) nonostante sia semplice “scoprire l’acqua calda” da un testo
scolastico:
r
e
n
d
i
m
e
n
t
o

d
i
s
p
o
s
i
t
i
v
i

valori indicativi del rendimento (η) di diversi dispositivi
420
macchine termiche
:
• macchina a vapore di Watt (η) 0,01
• locomotiva a vapore 0,08
• motore a benzina 0,2 – 0,3
• centrale nucleare 0,3 -0,35
• centrale termoelettrica convenzionale 0,3 – 0,4

dispositivi elettrici
• cella fotovoltaica (η) 0,10 – 0,15
• lampada a fluorescenza 0,2
• lampadina a incandescenza 0,05
• accumulatore elettrico 0,7
• pila elettrica 0,9
• trasformatore elettrico 0,95 – 0,98
• motore elettrico 0,5 - 0,9

Le macchine termiche, che inquinano e/o possono inquinare hanno rendimenti meno efficienti dei
motori elettrici, è sufficiente comparare il rendimento (η) del motore a benzina (0,2 - 0,3) con quello
elettrico (0,5 - 0,9).

Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico quasi il 90% del patrimonio edilizio italiano (più o
meno 13,5 milioni di edifici) ha un fabbisogno energetico di circa 220-250 kWh/m² anno, ovvero
consumi di 25 litri di gasolio per m². Una quantità pazzesca di energia dissipata; il vero “buco nero”
del sistema energetico nazionale. Se si vuole incidere veramente sui consumi energetici bisogna
quindi pensare di ridurre innanzitutto i consumi termici delle preesistenze architettoniche. Il
problema non è certamente tecnico (come fare a risanarle?) anche se l’accademia italiana pochissimo

418
B. Cangiano, in “La Città”, 28 aprile 2010, pag. 1 e 13
419
TOM BOSCO: «Decisamente c’è gran fermento nel settore della cosiddetta “Free Energy”, soprattutto quella basata
sulla tecnologia dei magneti permanenti. Ultimamente si sono fatti avanti molti inventori e addirittura compagnie (come
l’irlandese Steorn) con eclatanti dimostrazioni pubbliche e televisive, ma ritengo che quella proposta da Muammer
Yildiz, un inventore turco che da tempo si cimenta nella ricerca (in particolare sui lavori e le scoperte di Nikola Tesla) e
che ha costruito negli ultimi nove anni ben 34 prototipi funzionanti, segnerà un punto assai importante a favore di questo
tipo di tecnologia. Si presume che quello presentato il 21 aprile 2010 dall’inventore di fronte a una platea di studiosi e
professori dell’Università di Delft, in Olanda, sia il suo ultimo prototipo dotato di 140 magneti. Al momento non sono
ancora disponibili i dati delle misurazioni. Come si può vedere, al termine della dimostrazione la macchina è stata
smontata davanti a tutti ed è stato permesso di esaminarla liberamente, con grande soddisfazione di tutti i convenuti. Il
fatto che una dimostrazione di questo genere abbia potuto avere luogo in ambito accademico fa ben sperare per il futuro,
anche se dubito se ne sentirà parlare molto attraverso i canali di informazione “ufficiali”.»
http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Scienza-del-futuro/Free-energy-e-generatori-a-magneti-permanenti-
finalmente-ci-siamo---di-Tom-Bosco/
420
UGO AMALDI, Fisica: idee ed esperimenti, Volume Secondo, Zanichelli 2005, pag. 173
148
si occupa di queste cose, al contrario di quello che avviene oltralpe. Il problema è economico (come
finanziare gli interventi?).
421


Un’altra improprietà di termine sta nel fatto che noi non utilizziamo quasi mai l’energia, a parte
qualche caso eccezionale, ma utilizziamo sempre trasformazioni di energia. L’energia è quella che è,
noi non possiamo mai modificarne la quantità in senso assoluto, ma utilizziamo dei passaggi di
energia da uno stato a un altro, da un livello a un altro.
A questo punto possiamo mettere a fuoco realmente il problema: non dobbiamo pensare a
disponibilità di energia, perché come abbiamo detto tutto ciò che abbiamo attorno è energia, noi
stessi siamo energia. Non è che manchi energia, energia ce n’è: tutto è energia. Il problema è un
altro: reperire le fonti di energia nelle forme da noi utilizzabili, cioè quelle manifestazioni
energetiche che noi siamo capaci di utilizzare, quelle da cui siamo capaci di trarre ciò che ci serve.
422


Nikola Tesla, l’inventore più importante della storia umana (radio, televisione e persino internet…),
intuì come usare l’energia senza produrre inquinamento alcuno. Il motore magnetico è solo una
delle tante applicazioni evolute dai brevetti di Tesla, una fonte attiva di energia priva della stupida
combustione, senza carburante, molto economica e figlia dei principi dell’elettromagnetismo. Il
treno maglev
423
La fusione nucleare fredda, dimostrata in questi decenni, è un’altra fonte energetica attiva che non
produce inquinamento, molto più economica della fissione e non crea dipendenze.
è uno degli esempi concreti già commercializzati ed usati in Giappone e Cina, più
efficiente e sicuro degli obsoleti “treni alta velocità” venduti in Francia, Spagna ed Italia.
Energia basta poco
Premessa: partendo da un ragionamento di pura sostenibilità col fine di evitare lo spreco di risorse
non rinnovabili garantendo un futuro alle prossime generazioni, per un’analisi in chiave di
“decrescita felice” bisogna tener presente i principi di eco-efficienza e di sufficienza energetica
previa analisi del reale fabbisogno energetico. Allo stato attuale dei flussi energetici è
importante ridurre la domanda di energia da fonte fossile (petrolio e gas) perché esistono sprechi
evitabili con l’impiego di diversi “accorgimenti” e l’uso di nuove tecnologie.
Risparmiare energia è così semplice che forse ci lascia davvero perplessi, a volte. Quando siamo
andati a scuola il professore nelle ore di fisica parlava anche di trasmissione del calore e
delle capacità termofisiche dei materiali, se non lo ricordiamo è sufficiente rileggere i testi,
comprarne uno o usare internet cercando le parole giuste.
Anche se in grande ritardo, oggi il risparmio energetico è argomento quotidiano, spesso amici e
conoscenti mi pongono quesiti, legittimi, per capire come applicare il risparmio. Mi preme
sottolineare che le cose sono molto più semplici e banali di quanto si possa immaginare. Prima di
tutto non c’è alcun bisogno di inventarsi tecnici specializzati perché i progettisti sono pagati per
risolvere problemi.


421
Stefano Fattor, "Obiettivo 2018: risanare le preesistenze a costo zero", in CasaClima N.1, 2009, pag.20.
422
G.A. BECCHI, Le energie rinnovabili e la politica energetica, in LUCIANO PAOLI, Energie rinnovabili impieghi a
piccola scala, Editrice Il Rostro, Milano 2007, pag. 83
423
Fonte wikipedia: Le tecnologie che si possono usare per realizzare un maglev sono tre:
Sospensione elettromagnetica (EMS): utilizza elettromagneti convenzionali montati sull’estremità di una coppia di
strutture poste sotto il treno che avvolgono i fianchi e la parte inferiore della guidovia. I magneti, attirati verso i binari
laminati in ferro, sorreggono il treno. Questo sistema però è instabile, perché bisogna controllare costantemente la
distanza tra il treno e il binario, che deve essere sempre di 1 cm.
Sospensione elettrodinamica (EDS): il treno ottiene la levitazione sfruttando le polarità opposte dei magneti del veicolo
e gli avvolgimenti siti sul binario.
Un esempio di treno basato su tale tecnologia è il Chuo Shinkansen.utilizzano magneti raffreddati fino alla
superconduzione, montano a bordo refrigeratori e criostati.
Magneti permanenti (Inductrack): è la tecnologia più economica e promettente, e si basa sull'effetto di repulsione di
elementi magnetici permanenti posti sul veicolo.
149
Dunque, consiglio banalmente di rispolverare la cultura di base che il liceo ci ha dato. I materiali
hanno caratteristiche termofisiche e per farsi un’idea corretta è sufficiente comprendere queste
misure. Vediamo se questo ragionamento può aiutare tutti: un edificio che disperde energiatermica
produce un costo/spreco e questo può rappresentare la base economica per finanziare la
ristrutturazione edilizia. E’ il tipico ragionamento economico-finanziario delle ESCo (Energy
Service Company) che realizzano profitti tramite progetti finalizzati all’efficienza energetica e l’uso
degli incentivi delle fonti alternative. I cittadini potrebbero avviare una ESCo, tramite la banca
locale, e finanziare la ristrutturazione edilizia dei volumi esistenti con l’obiettivo di realizzare una
“smart grid“. In questo modo diventeranno produttori e consumatori (prosumer) di energia ma
soprattutto liberi e indipendenti dalle SpA.
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno provveduto, tramite la Banca degli investimenti
europei, a deliberare diverse direttive per incentivare l’efficienza energetica e ridurre l’uso degli
idrocarburi (petrolio e gas). Più in generale, oggi i tecnici hanno l’opportunità di puntare all’auto
sufficienza energetica, ma per realizzare questo importante obiettivo è determinante una volontà
politica popolare, “dal basso”.

Le nostre case devono raggiungere l’obiettivo del comfort, cioè percepire la sensazione soggettiva
di non sentire freddo d’inverno e non sentire caldo d’estate: benessere. Il comfort è figlio della
progettazione architettonica e dei materiali impiegati. Se la vostra casa è progettata male, senza
dubbio, raggiungere il comfort ideale richiede, rispetto agli errori del passato, un consistente esborso
economico. Invece, nella maggioranza dei casi è possibile intervenire sulla coibentazione (“cappotto
termico” dell’edificio) e sugli infissi, tutti interventi detraibili, e poi se ancora non avete impianti
tecnologici adeguati vi sono numerose soluzioni con l’uso di un mix da fonti alternative (solare
termico, fotovoltaico, micro eolico, geotermico).

Prima di tutto bisogna prendere familiarità con la conducibilità termica λ [W/mk] (capacità di un
materiale a condurre calore) e questa caratteristica deve essere ben evidenziata. Più la conducibilità
di un materiale è bassa e maggiore sarà il vostro risparmio. La resistenza termica s/λ [m
2
K/W] e in
fine bisogna conoscere la trasmittanza termica U=1/R
T
[W/m
2
K]. Ad esempio, le case certificate
come CasaClima Oro hanno U <0,15 W/ m
2
K sia per la parete esterna, sia per il tetto e U
w
≤ 0,80
W/m
2
K per i serramenti. Solitamente, dopo una diagnosi energetica utile a rilevare dispersioni
lungo i “ponti termici” (nodi strutturali, finestre …) i progettisti intervengono con materiale
coibente e con infissi migliori per ridurre la domanda di energia termica (gas metano) e poi
integrano la domanda di energia elettrica con l’impiego di un mix tecnologico rispetto alle risorse
locali (sole, vento, acqua, geotermico).
Un buon progettista, considerando attentamente le opportunità del luogo, riesce a far captare la luce
solare invernale, utile fonte di calore e conservare un buon equilibrio termoigrometrico estivo
evitando di consumare fonti attive di energia (termosifoni o condizionatori). Oggi, vi sono pompe di
calore che riescono a scaldare e raffrescare (micro-trigenerazione) usando, l’aria esterna, la
temperatura del sottosuolo, o la temperatura dell’acqua di falda.
I committenti dovrebbero sapere che oggi si può vivere in ambienti interni più sani e salubri per
mezzo di materiali naturali e controllo dell’aria aumentando la qualità della propria vita, ed essi
possono rivalutare il valore del proprio immobile, anche con alcune agevolazioni fiscali o addirittura
con l’opportunità di guadagno diventando prosumer: produttore e consumatore di energia.
Ricordiamolo, a scuola si parlava di conduzione,convezione ed irraggiamento. Gli edifici
sono sistemi termotecnici e quelli che non disperdono energia (bassa trasmittanza termica)
facendoci stare bene anche d’estate sono i migliori. Oggi possiamo far certificare i consumi delle
nostre case, come indicano anche le etichette degli elettrodomestici e sapere quanti soldi
sprechiamo o risparmiamo.

150
L’attuale consuetudine costruttiva sia per le civili abitazioni e sia per i mezzi trasporto adotta ancora
pratiche progettuali obsolete, insalubri e figlie delle guerre per gli idrocarburi (petrolio e gas). Le
nuove applicazioni energetiche stanno rimuovendo i retaggi culturali di progettisti insensibili mentre
le nuove generazioni, più aggiornate, non riescono a liberare idee socialmente più utili osteggiati
dalle lobby che finanziano le università italiane, atte a prevenire una competitività virtuosa e,
sostenere indirettamente le ricerche avviate dalle multinazionali localizzate negli USA. La
cosiddetta “fuga dei cervelli” non è un effetto casuale delle scelte dei Governi. La ricerca è
determinante per sviluppare la resilienza e ridurre le dipendenze.

Il grafico mostra i flussi di capitale per
ricerca e sviluppo, da parte
dell’industria privata, tra USA,
Giappone ed Europa (fonte OECD,
2001, cifre spese in milioni di euro). In
un sistema sociale dove la moneta ha
più valore degli esseri umani, l’uso del
copyright sulla ricerca è un efficace ed
agile strumento per accentrare poteri ed
orientare le economie di scala. In questo
modo i dati dell’OECD mostrano una
chiara volontà di far crescere una parte del mondo e schiavizzarne l’altra parte attraverso una
“nuova” forma di dipendenza-dittatura: il sapere al “giusto” prezzo (brevetti e copyright).
Nonostante questi abusi palesi ed immorali conoscenze importanti sono già condivise in internet e le
comunità possono usare i brevetti scaduti per produrre energia libera dal condizionamento delle
royalties.
424


Le giuste manifestazioni di massa degli studenti che chiedono maggiori fondi per la ricerca, proteste
che si svolgono da circa 30 anni in Italia, sembrano del tutto inutili all’interno di questo sistema
finanziario. Il sistema accademico che consegna titoli per accedere al mercato del lavoro è
palesemente immaginato per asservire le SpA e non per formare cittadini impiegati in lavori
socialmente utili, il dogma è la massimizzazione dei profitti. Bisognerebbe protestare contro le
royalties perché è quella la radice dello spostamento dei capitali dall’Università pubblica verso le
SpA multinazionali. Se la ricerca non fosse soggetta al profitto chiunque potrebbe svolgerla a casa
propria e potrebbe aiutare veramente il prossimo. L’obiettivo dei Governi condizionati dalle SpA
non è aiutare il prossimo, ma renderlo dipendente da farmaci ed merci di consumo che abbiano una
breve durata, perché consumare significa acquistare e crea dipendenza. L'obsolescenza pianificata è
palesemente insegnata all'Università, i dipartimenti universitari e le tecnologie acquistate con le
tasse dei cittadini sono chiaramente impegnate nella creazione di brevetti utili alle SpA. Da qualche
decennio per riempire il vuoto dei trasferimenti statali sono proprio le SpA che finanziano progetti
di ricerca utili ai loro interessi monetari. Quando lo Stato abdica al suo ruolo politico il vuoto che
lascia è riempito dall'avidità e non dall'interesse pubblico.

Tornando nel mondo delle costruzioni, nei settori: case e trasporti, si parla di sistemi termodinamici
che possono ridurre l’attuale domanda energetica con benefici immediati per tutti i popoli, è
sufficiente volerlo fare, ci vuole una volontà politica popolare, consapevole di risparmiare soldi e
vivere in maggiore equilibrio con la natura. I cittadini, con l’uso delle tecnologie odierne, possono
diventare proprietari delle reti locali, produttori e consumatori di energia.


424
Con il termine royalty si indica il pagamento di un compenso al titolare di un brevetto o una proprietà intellettuale,
con lo scopo di poter sfruttare quel bene per fini commerciali. Le royalty sono applicate in campo industriale per la
remunerazione di diritti derivanti da brevetti che possono essere ceduti, dietro contratto, in licenza a terzi
151
Si può definire un rendimento anche per gli apparecchi domestici di cottura perché essi convertono
energia elettrica o energia chimica in calore impiegato per la cottura dei cibi. Il rendimento di un
apparecchio di cottura è, per definizione, il rapporto tra l’energia utile trasferita al cibo e l’energia
assorbita dall’apparecchio. I piani di cottura elettrici sono più efficienti (hanno un maggiore
rendimento) rispetto ai piani di cottura a gas, ma costa molto meno cucinare con il gas naturale che
con l’energia elettrica, in virtù del costo più basso costo unitario del gas naturale.
425


La nota su esposta tratta da un testo universitario di Fisica Tecnica insegna come le anomalie degli
indirizzi politici ed economici, costo unitario del gas, influenzino gli stili di vita, creando dipendenze
economico-politiche che non poggiano sul buon senso ma sui costi, sui soldi. La nota ingegneristica
indica chiaramente quale sia la tecnologia migliore, più efficiente, per scaldare i cibi - piastre
elettriche - e lascia intendere quale sia il motivo della sua scarsa diffusione. In fine, questa
informazione va completata con gli impatti ambientali e sanitari, informazioni mediche e biologiche,
costi non calcolati dall’economica classica. La combustione del gas è notoriamente nociva e dannosa
alla salute umana, altro costo non calcolato dall’economica classica, invece l’uso delle piastre
elettriche non crea impatti sanitari; l’estrazione ed il trasporto del gas comportano ingenti impatti
ambientali e complicazioni belliche per la ricerca della fonte energetica stessa, altri costi non
calcolati dall’economia classica.
Al contrario, applicando il buon senso politico la potenza elettrica necessaria a far funzionare le
piastre elettriche può essere prodotta da fonti energetiche rinnovabili: sole, vento, micro-idraulica,
geotermia, tutte fonti gratuite che non creano dipendenze dalle multinazionali. In conclusione,
l’opinione del costo minore del gas naturale è l’ennesimo inganno psicologico inventano dal “libero
mercato” a danno dei popoli che al contrario potrebbero auto-prodursi l’energia di cui hanno bisogno
senza recare danno a se stessi (impatti sanitari) e agli altri con l’uso di un mix-tecnologico di fonti
rinnovabili.
Facciamo due conti.
Le materie che si studiano a scuola, soprattutto nei Licei, dovrebbero avere uno scopo: stimolare la
creatività umana per il bene comune. Invece i Governi con la consuetudine schiavista del
produttivismo conserva ancora scuole medie superiori professionali per indirizzare nuovi schiavi
verso l’industria e privare le persone della necessaria cultura di base che si crea studiando anche
fisica, chimica, filosofia ed educazione civica. Consideriamo un aspetto, in Italia l’utenza normale di
un appartamento chiede 3 kW di energia alla rete elettrica.

E
s
e
r
c
i
z
i

f
i
s
i
c
a

t
e
c
n
i
c
a

In una località il vento soffia stabilmente a 10 m/s. Ecco l’energia meccanica per unità di massa
dell’aria che si potrebbe generare con un turbina eolica con pale del diametro di 60 m. La densità ( ρ)
dell’aria pari a 1,25 kg/m
3
.
( )
kg
kJ
s m
kg kJ s m w
e e
c mecc
050 , 0
1000
1
2
10
2
2 2
2 2
= ⋅ = = = ; energia meccanica = energia cinetica
s
kg m
s
m
m
kg
A
D
w wA m 35340
4
) 60 (
10 25 , 1
2
3
2
= ⋅ ⋅ = = =
π π
ρ ρ  ; portata massica
kW e m E W
mecc mecc
1767 050 , 0 35340
max
= ⋅ = = = 
 
; potenza generata
La potenza generata dalla turbina eolica è proporzionale al cubo della velocità del vento e
quindi la potenza generata varierà notevolmente in funzione delle condizioni di vento.
426

Un fiume che scorre con una portata d’acqua costante pari a 240 m
3
/s viene preso in considerazione
per la produzione di energia idroelettrica. Si stabilisce che è possibile costruire una diga per
raccogliere l’acqua sfruttando una differenza di quota di 50 m per produrre potenza. La densità
dell’acqua ρ=1000 kg/m
3
.

425
YUNUS A. ÇENGEL, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill 2009, pag. 84
426
YUNUS ÇENGEL, esercizio 3.3 in termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, 2009, pag.99
152
kg
kJ
s m
kg kJ
m
s
m
gz e e
p mecc
4905 , 0
1000
1
50 81 , 9
2 2 2
= ⋅ ⋅ = = = ; energia meccanica =
energia potenziale
s
kg
s
m
m
kg
V m 240000 240 1000
3
3
= ⋅ = =

 ρ ; portata massica
MW kW e m E W
mecc mecc
118 117720 4905 , 0 240000
max
≅ = ⋅ = = = 
 

Si osservi che la potenza in uscita da una turbina sarà inferiore a 118 MW a causa delle
presenze di perdite e irreversibilità.

Solo da pochi anni iniziano a vedersi maggiormente strumenti come le pompe di calore
427
per
scaldare e raffreddare le case nonostante tali piccoli impianti siano figli della elementare
termodinamica (cicli di Carnot - 1824
428

, cicli frigoriferi…) che si insegna al quarto anno dei Licei.
Una pompa di calore può funzionare ad energia elettrica e questa può essere trasportata da fonti
rinnovabili non inquinanti. Inoltre esistono pompe di calore geotermiche che sfruttano la differenza
di temperatura fra quella del sottosuolo, costante, e quella esterna dell’ambiente (estate-inverno). Le
ultime tecnologie consentono di integrare le trasformazioni energetiche non inquinanti e cioè è
possibile avere pannelli solari ed un boiler a pompa di calore per ridurre al minimo la dipendenza
dal gas come combustibile usato dalla caldaia a condensazione per avere acqua calda sanitaria.
Questi impianti gestiti elettronicamente fanno entrare in funzione la caldaia solo se la domanda di
calore non possa essere prodotta dal sole (giornata nuvolosa) e dalla pompa di calore (aria esterna
eccessivamente fredda).
Innanzitutto, eliminando gli attuali sprechi con un buon audit energetico
429
Entrando nel merito degli sprechi in Technology Review è stata pubblicata un’interessante mappa
(il risparmio è la primaria
fonte energetica), bisogna riconoscere che la potenza di 118 MW calcata nell’esercizio corrisponde
al fabbisogno di 39.240 alloggi (una città di 196.200 abitanti) e può essere “captata” dalle risorse
locali (geotermia, vento, sole, acqua) con l’uso di un mix-tecnologico da fonti rinnovabili a piccola
scala (unità di quartiere e/o condominiale) evitando l’acquisto di idrocarburi dalle solite SpA.
430

che mostra come si consuma e si disperde l’energia negli Stati Uniti e questo conferma quanto già si
sapeva e cioè l’inutile e l’evitabile spreco dell’energia
431
Nexus New Times N86
. Come si evince dal grafico di David
Bussett le obsolete tecnologie della termodinamica classica non possono evitare la dispersione del
calore. Matt Mahoney titola: “una mappa preoccupante dei flussi energetici” ma quello che
dovrebbe preoccupare non è la normale dispersione e perdita dell’energia figlia delle leggi della
fisica e figlia di obsolete tecnologie ma la reticenza del mondo politico e l’ostracismo immorale
verso nuove tecnologie e, la mancanza di buon senso nella società. Facendo un semplice confronto
fra le riviste di libera informazione si può leggere in a pag. 55 che la Bloom
Energy lancia celle a combustibile all’avanguardia. Si legge: ciascun Bloom Energy Service
fornisce 100 kW di energia con un ingombro approssimativo pari all’area di un parcheggio per

427
Un’apparecchiatura che trasferisce calore da un ambiente a bassa temperatura a uno ad alta temperatura è detta
pompa di calore. Le macchine frigorifere e le pompe di calore lavorano secondo lo stesso ciclo termodinamico
perseguendo obiettivi differenti. (YUNUS ÇENGEL, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, pag. 241)
428
http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Carnot
429
http://it.wikipedia.org/wiki/Energy_audit Si basa sul raccogliere e analizzare tutti i dati provenienti dall'utilizzo
energetico dei vari utilizzatori; tali dati (che successivamente verranno analizzati per studiare il consumo specifico)
possono essere reperiti principalmente nelle fatture o nelle bollette. Le misurazioni sono effettuate basandosi su precisi
criteri economici. Le migliori misurazioni effettuate, vanno successivamente a far parte del “Piano di Azione” (Action
Plan), dal quale poi nascerà un report per l'Energy Audit che raccoglie tutte le misure e tutti i parametri necessari per
prendere una decisione.
430
MATT MAHONEY, una mappa preoccupante dei flussi energetici, Technology Review N4 2010,
http://www.scribd.com/doc/34370488/Matt-Mahoney-mappa-Flussi-Energetici-TRN4-2010
431
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2010/01/25/proposta-energetica/
153
automobile. Ciascun sistema genera energia sufficiente a soddisfare le necessità di circa un
centinaio di abitazioni medie o di un piccolo edificio adibito a uffici.
Gli esercizi svolti, nelle pagine precedenti, sono utili per formarsi un’idea di quanta energia pulita
esista e che attualmente non viene usata per autoconsumo anziché rimanere dipendenti dalle
multinazionali monopoliste degli idrocarburi. Un impianto di micro-eolico (piccole pale di circa 1,5
m di diametro) costa circa 7000-8000 euro (potrebbe costare di meno se fosse più diffuso) e può
produrre circa 2 kW; l’impianto che si ripaga col conto energia di 15 anni, 0,30 centesimi per kWh
prodotto (incentivi diversi dal fotovoltaico). L’atlante eolico
432
Analogamente si può ragionare per il micro (P<100kW) e pico (P<5kW)-idraulico ancora più
economico (costo delle turbine) da sfruttare per i corsi d’acqua. Esiste uno studio realizzato da ERSE
in cui viene classificato il territorio nazionale del potenziale idroelettrico suddiviso per aree
geografiche e consultabile via web
ci consente di capire come si
distribuisce la forza del vento sul territorio nazionale (velocità media annua m/s).
433

.
Nonostante in Italia ci sia un lunga tradizione della geotermia, l’uso di tale risorsa non è ancora ben
distribuita sul territorio, dove ci sono i “pozzi” geotermici (Campi Flegrei Deep-Drilling PROJ ECT
434
).
Mancano impianti geotermici in diverse regioni
435

.
In conclusione, si torna al punto di partenza, l’energia esiste, tutto è energia, ma non viene usata
razionalmente, quindi da questo punto di vista c’è molto da fare poiché conoscenza e tecnologie ci
sono manca la volontà politica.

























432
http://www.ricercadisistema.it/pagine/notiziedoc/61/index.htm
433
http://minihydro.erse-web.it/mappe/mappePotenzialeIdroelettricoSpecifico.asp
434
http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2007/riassunti/tema-1/1-sess-3/13-dena.pdf
435
http://www.sito.regione.campania.it/energia/energia_studi/20.%20Analisi%20relativa%20alla%20produzione%20%2
88%29.pdf
154
Dalla resilienza alla rigenerazione
L'intero sistema educativo è stato ideato secondo un modello sociale figlio della concezione
l'illuministica e del mondo industriale, attraverso la diffusione del ragionamento deduttivo e lo
studio dei classici. Scuola e università di basano su un modello cognitivo che sviluppa
esclusivamente un'abilità di tipo accademica, e in questo modo il modello educativo esprime giudizi
errati su individui brillanti (pensiero divergente) che si convincono di non essere intelligenti, perché
giudicati da un modello obsoleto che distrugge la creatività anziché riconoscerla. Siamo a cavallo di
un'epoca e il nostro modello educativo è obsoleto rispetto al processo di cambiamento che stiamo
vivendo. Ad esempio, l'arte è penalizzata dall'odierno modello educativo poiché anestetizza i
giovani che subiscono un'istruzione stile linea di fabbrica (crescita standardizzata e conformizzata),
divisi per classi ed età. Questo approccio sbagliato è stato accettato da buona parte delle università
per logiche di profitto (copyright, brevetti, royalties), e così un'obsoleta cultura industriale ha
prodotto convenzioni economiche (estimo, creazione della moneta dal nulla, borse telematiche)
prive di valenze scientifiche, biologiche e fisiche in maniera tale da condizionare le scelte politiche
che governano il territorio e l'ambiente.
La storia ci insegna che l'umanità ha saputo realizzare un ottimo equilibrio fra città, abitanti e
ambiente, un equilibrio durato circa sei millenni fino alla prima rivoluzione industriale, cioè fino
alle metà del XVIII secolo. Le innovazioni tecnologiche delle rivoluzioni industriali sono dipese
dalle fonti energetiche fossili (petrolio e gas) determinando una dipendenza delle comunità dalle
stesse. Queste innovazioni hanno stimolato l'aumento della popolazione nelle città e un aumento
dell'inquinamento atmosferico, delle acque potabili e dei suoli prodotto dagli scarti di queste
tecnologie, poiché non biocompatibili. I sistemi di comunicazione hanno trasformato i valori delle
comunità attraverso la programmazione mentale (pubblicità e istruzione). Grazie alle innovazioni
tecnologiche in poco meno di 200 anni le città sono transitate dalle fonti rinnovabili alle fonti fossili
tramite le reti del gas. Carbone e carbonella furono sostituite dal gas, si diffuse la rete elettrica e le
automobili sostituirono i cavalli, poi nacquero i sistemi di trasporto pubblici. All'inizio del secolo
scorso si costruirono reti fognarie, reti idriche e sistemi di raccolta dei rifiuti urbani. Si stima che
l'umanità abbia raggiunto il primo miliardo di abitanti intorno al 1830 impiegando due milioni di
anni, il secondo miliardo è stato raggiunto nel 1930, mentre si è giunti a sei miliardi nel 1999.
Un'altra teoria calcola che dodicimila anni fa, quando nacque l'era agricola, la popolazione mondiale
era stimata in circa 10 milioni di abitanti, con l'avvento dell'era cristiana si arrivò a 250 milioni ed
alla fine del XVIII secolo si sfiorava il miliardi di abitanti. Con l'accelerazione post industriale, dal
1950 al 2000, si passò da 2,5 a 6,1 miliardi di abitanti.
All'esplosione demografica ha corrisposto un aumento dei consumi e la crescita illimitata di merci
inutili. L'onnipotenza di tale sviluppo è prodotta dalla sinergia tra l'innovazione permanente della
tecnoscienza, la globalizzazione mercatista e la pervasività mondiale della finanza, senza frontiera,
anonima e on-line. Essa è giunta a un supersfruttamento biotech della terra al punto da distruggere
un terzo dei prodotti annuali; e una sterminata produzione di merci che invade ogni angolo del
globo
436

.
L'intero sistema culturale costruito in questi secoli ha sostituito i valori umani e le leggi della natura
con un'ideologia dannosa e obsoleta. In biologia l’autopoiesi è la capacità di riprodurre sé stessi che
caratterizza i sistemi viventi in quanto dotati di un particolare tipo di organizzazione, i cui elementi
sono collegati tra loro mediante una rete di processi di produzione, atta a ricostruire gli elementi
stessi e, soprattutto, a conservare invariata l’organizzazione del sistema (dizionario Treccani). Il
termine resilienza viene usato in meccanica, in ingegneria per indicare la capacità dei materiali a

436
Manifesto UIA, "Dalla crisi di megacity e degli ecosistemi verso eco-metropoli e l'era post-comunista", in Per
un'architettura come ecologia umana, (a cura di) Antonietta Iolanda Lima, J aca Book, pag. 260, 2010
155
resistere, mentre in psicologia indica la capacità umana ad adattarsi e di affrontare le avversità della
vita.
Mentre per rigenerazione si intende nel senso sociale, morale o religioso, rinascita, rinnovamento
radicale, redenzione che si attua in una collettività: rigenerazione morale, civile, politica di un
popolo, di una nazione, della società (dizionario Treccani). Il termine “rigenerazione urbana”
appare nel lessico della pianificazione urbanistica inglese alla metà degli anni settanta. Nel 1993 fu
istituita un’agenzia a livello nazionale, Urban Regeneration Agency (URA) con competenze nel
tema della “rigenerazione urbana”. In ambito urbanistico è possibile individuare una
periodizzazione del concetto di “rigenerazione urbana” che parte dal dopoguerra – piani di
ricostruzione – fino agli anni novanta, cioè dalla ricostruzione dei centri storici ed urbani promossa
dallo Stato fino alla nascita delle agenzie pubbliche-private degli anni ottanta.

Prima della “rigenerazione”, l’urbanistica conobbe un concetto simile: il “rinnovamento urbano”
(urban renewal) che nacque in Inghilterra come reazione alle cattive condizioni igieniche degli
abitanti nel periodo della rivoluzione industriale del XIX secolo. In Italia venne approvata la legge
2359/1865 che riguardava l’espropriazione per pubblica utilità ed intervenire per risanare le città,
poi la legge 2892/1885 per risanare Napoli. In quel secolo Ildelfons Cerdà nel 1854 pubblicò
la teoria dell’urbanizzazione prima, e nel 1867 la teoria generale dell’urbanizzazione. Dello stesso
secolo la pubblicazione di Camillo Sitte, Der Städtebau nach seinen künstlerischen Grundsätzen
(1889), L’arte di costruire la città. Nel 1898 Ebenezer Howard pubblica Tomorrow, a peaceful path
to real reform, poi ripubblicato col titolo Garden cities of tomorrow. Lo scopo di Howard era
migliorare le condizioni abitative attraverso il controllo della densità, l'affollamento e trasferendo
parti delle città grandi in piccole città più equilibrate. Il finanziamento di questa operazione si
reggeva sulla rendita fondiaria mescolando cooperazione e competizione per trasferire i profitti alla
comunità. Nel 1915 Patrick Geddes pubblica Cities in evolution una sorta di manuale per guardare e
progettare le città cogliendone lo spirito e la bellezza, capace di alimentare l'interesse e la volontà
collettiva, dove ogni problema trova la sua soluzione.
Negli USA, nel 1958 venne approvato un programma per il rinnovamento urbano (Federal Urban
Renewal programm) e favorire le trasformazioni urbanistiche per migliorare le condizioni
ambientali nelle città. In Italia, ci furono i piani di ricostruzione – D.L. 145/1945 – per soddisfare il
fabbisogno abitativo (dagli anni ’50 fino agli anni ’70), poi ci fu la L.457/1978 con le zone di
recupero ed i piani per il recupero del patrimonio edilizio esistente, poi vennero i “programmi
complessi” e la “programmazione regionale”, cioè “interventi di recupero” e “riqualificazione”
urbana attraverso diversi strumenti tecnico-giuridici. Cittadini e istituzioni hanno la grande
opportunità di rigenerare le città. Si potrebbe ri-adottare il metodo ideato da Saverio Muratori per i
centri (Lettura dell’edilizia di base), e la "scienza della sostenibilità" per quelle parti di città ove
sono stati costruiti edifici pubblici INA e PEEP.
Nel 2000 Peter Roberts e Hugh Sykes pubblicano il “Manuale della rigenerazione urbana” (Urban
regeneration, a handbook). Attualmente, in Inghilterra il legislatore promuove Agenzie di
Rigenerazione Urbana (URCs) per fornire una rigenerazione sostenibile e stimolare gli investimenti
nelle città, mentre negli USA il Metropolitan Istitute at Virginia Tech promuove ricerche e
programmi concreti sulla “rigenerazione urbana”: Vacant Property Research Network Background
(VPRN). Nella ricerca emerge il tema del giusto dimensionamento delle città abbandonate, o di parti
di esse che sono diventate obsolete rispetto ai cambiamenti in corso: recessione e crisi energetica.
Nel 2008 Path Murphy pubblica Plan C per chiunque sia interessato a vivere con un consumo
energetico più basso, più sano ed uno stile di vita più sostenibile. Nel 2012 il Metropolitan Istitute
Virginia Tech pubblica una guida per i pianificatori: Cities in Transition: a guide for practicing
planners.

Nel mondo professionale esiste una competenza, una strategia per uscire dalla recessione, e ci sono
numerosi casi studio che mostrano buoni e cattivi esempi, buoni e cattivi modelli. La
156
sperimentazione e gli errori hanno consentito di migliorare le proposte progettuali, così come
migliorare i modelli gestionali, amministrativi, economici e politici. Il patrimonio edilizio italiano
che va dagli anni ’50 sino agli anni ’80, dimostra che non c’è tempo da perdere, e bisogna
intervenire per prevenire danni (rischio sismico, idrogeologico) e sprechi evitabili (efficienza
energetica), e ripensare l’ambiente costruito di quelle città e di quei quartieri ove la qualità di vita è
ancora bassa (servizi, comfort, ambiente e mobilità sostenibile).

Dal punto di vista della resilienza urbanisti, progettisti, sociologi, agronomi, geologi, biologi e fisici,
possono informarci sul fatto che le città e le loro istituzioni non stanno governano luoghi e risorse in
maniera responsabile ed equilibrata, poiché abitanti ed ambiente si trovano in condizioni di forte
disarmonia dal punto vista ecologico, sociale ed economico. Dal punto di vista sanitario secondo
l'OMS i fattori che determinano uno stato di benessere sono biologici, ambientali, sociali, culturali,
economici; lo stato di salute è condizionato da un equilibrio psicofisico del soggetto in sé e nel suo
rapporto con l'ambiente che lo accoglie
437
. Secondo l'OSCE e l'TTI
438
uno degli aspetti che
determina l'aumento delle patologie
439
(decessi, disturbi respiratori, disturbi cardiovascolari) nelle
città è l'inerzia politica che fa aumentare la complessità del problema (congestione del traffico). Da
questo punto di vista Amburgo e Copenaghen rappresentano esempi da seguire poiché puntano a
ridurre drasticamente l'uso delle automobili per favore pedoni e biciclette
440
Si rende necessario pensare ed organizzare le istituzioni in maniera resiliente per affrontare
correttamente i momenti di crisi, e attivare risorse utili a raggiungere l’equilibrio: ecologico, sociale,
ed economico. Una progettazione resiliente, tramite l’approccio olistico, si occupa di stimolare
l’organizzazione necessaria per realizzare città sostenibili e prosperose, non più dipendenti da
minacce esterne o interne (crisi morale, d’identità, culturale, alimentare, energetica, ambientale ed
economica). Dal punto di vista della decrescita, una progettazione resiliente è l’opposto
dell’obsolescenza pianificata
.
441
. Una città o una società progettata male spreca risorse e fa
aumentare il PIL
442
quando non sarebbe affatto necessario, una città resiliente è una comunità del
buon senso, una città “durevole” ed equilibrata, poco energivora
443
I piani di ricostruzione (anni '50) e le espansioni delle città progettate male durante le speculazioni
edilizie, quelle del boom economico degli anni ’60 e le espansioni urbanistiche degli anni recenti dal
1996 al 2007, sono poco resilienti, fanno aumentare il PIL poiché sprecano risorse e peggiorano la
qualità della vita. Così come sono state poco resilienti le costruzioni abusive "sanate" a partire dagli
anni '80. Per nulla resiliente l'ideologia dell'ossimoro sviluppo sostenibile che sorregge l'impianto
e riduce il PIL selettivamente
poiché non prevede gli sprechi delle città progettate male.

437
Stefano Campolongo (a cura di), Qualità urbana, stili di vita, salute, Hoepli, 2009, pag. 3.
438
Texas Transportation Institute
439
OMS, ANPA, ITARIA studio del 1998 su Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, in
Qualità urbana, stili di vita, salute, Hoepli, 2009, pag. 165.
440
Marta Albè, "Amburgo addio alle auto entro 20 anni. Sarà la prima città car-free d'Europa",
<http://www.greenme.it/informarsi/citta/12213-amburgo-car-free>(ultimo accesso 10 gennaio 2014)
441
Fonte Wikipedia: L'obsolescenza programmata o pianificata (in inglese: planned obsoloscence o built-in
obsolescence) in economia industriale è una politica volta a definire il ciclo vitale (la durata) di un prodotto in modo da
renderne la vita utile limitata a un periodo prefissato. Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure
semplicemente "fuori moda", in modo da giustificare l'entrata nel mercato di un modello nuovo.
<http://it.wikipedia.org/wiki/Obsolescenza_programmata>(ultimo accesso 31/12/2013)
442
Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico quasi il 90% del patrimonio edilizio italiano (più o meno 13,5
milioni di edifici) ha un fabbisogno energetico di circa 220-250 kWh/m² anno, ovvero consumi di 25 litri di gasolio per
m². Una quantità pazzesca di energia dissipata; il vero “buco nero” del sistema energetico nazionale. Se si vuole incidere
veramente sui consumi energetici bisogna quindi pensare di ridurre innanzitutto i consumi termici delle preesistenze
architettoniche. Stefano Fattor, "Obiettivo 2018: risanare le preesistenze a costo zero", in CasaClima N.1, Agenzia
CasaClima, 2009, pag.20.
443
Persino l’ultima direttiva europea (2012/27/UE) parla di un piano di decrescita energetica che intende ridurre la
dipendenza dagli idrocarburi per aumentare l’impiego delle fonti alternative. «L’efficienza energetica costituisce un
valido strumento per affrontare tali sfide. Essa migliora la sicurezza di approvvigionamento dell’Unione, riducendo il
consumo di energia primaria e diminuendo le importazioni di energia».
157
culturale delle prime direttive europee circa la valutazione ambientale
444
. La tutela del paesaggio
445
Una parte della ricerca architettonica e urbanistica ritiene che bisogna "riprogettare" l'isolato

se continua ad essere concepita nel piano ideologico della crescita difficilmente troverà un vera
tutela, che può essere tradotta in azioni efficaci se il legislatore compie un salto culturale adottando
principi di bioeconomia e nuovi paradigmi culturali, non più mercantili.
446
Ripensare quelle espansioni in maniera resiliente significa prevedere una riduzione del PIL nel
luogo periodo e garantire una qualità della vita alle future generazioni, garantire subito nuova
occupazione utile e creare prosperità. Una comunità è resiliente quando l’intero patrimonio
culturale, storico, artistico, architettonico non subisce gravi danni dall’azione del sisma e dal rischio
idrogeologico poiché la comunità ha saputo realizzare un adeguato piano di conservazione e
riuso. Rigenerare pensando alla resilienza significa che i cittadini insieme alle istituzioni diventano
produttori e consumatori di energia grazie alla “generazione distribuita” che sfrutta lefonti
energetiche

controllando la densità al fine di migliorare la qualità urbana, ed evitare di sprecare risorse.
Attraverso la corretta comprensione dell'isolato si possono immaginare strategie di ri-costruzione
per periferie, centri e parti di città.
447
alternative, significa che gli abitanti si spostano prevalentemente a piedi, con "bici
pedelec" (a pedalata assistita) o con i mezzi pubblici, significa che una parte del cibo è auto
prodotta, o proviene dall’ambito regionale grazie all’agricoltura sinergica, significa che le città
hanno giacimenti di risorse regionali provenienti dalle demolizioni selettive
448
Ecco un esempio pratico di processo resiliente, creativo e razionale: scuole, università, cittadinanza
ed istituzioni si concentrano a sviluppare “competenze specifiche forti” per gli individui circa il
tema dell’eco-efficienza (scienza della sostenibilità), mentre istituzioni, imprese e associazioni
sviluppano “competenze traversali” attraverso un’organizzazione e un metodo di lavoro
per processi, sui progetti; il risultato sarà una facile rigenerazione territoriale. Tutte le energie
mentali si concentrano sui progetti, e si attivano modalità di lavoro condivise per tendere
all’obiettivo comune: prosperità attraverso la rigenerazione. Sarebbe saggio istituire una cabina di
regia nazionale per garantire copertura finanziaria valutando la qualità dei progetti di rigenerazione
urbana e rispettare i tempi prefissati.
e che tutte le materie
prime seconde (i rifiuti) sono riciclate e riutilizzate; significa che l’acqua è pubblica. Una comunità
resiliente è equilibrata, e pertanto si cancellano le disuguaglianze dando un’opportunità a tutti gli
abitanti.

Alcuni casi studio circa interventi di “recupero edilizio e sostenibilità“: in Francia (Operation
Programmée d’Amelioration de l’Habitat, fine anni settanta) con il quartiere Perseigne nel Comune
di Alençon in Normandia con un intervento di recupero di un quartiere di edilizia sociale con le
teorie della partecipazione, il quartiere Bethoncourt intervento di recupero con piccole demolizioni e
ricostruzioni, il complesso residenziale Quai de Rohan a Lorient con un intervento di rimodellazione
con aggiunta e sottrazione di volumi; in Germania (Istitut fur Erhaltung und Moderniieung von
Bauwerken, primo progetto del 1991 su Berlino Est): edifici residenziali in Büchnerstrasse a
Leinefelde in Thüringen; e in Danimarca (Urban Renewal Company, 1994): blocco residenziale
Hedebaygade sito in Outer Vesterbro a Copenaghen, per quanto la città danese stessa rappresenta un
modello di architettura sostenibile, tutela del paesaggio urbano e mobilità urbana ove la bicicletta è
l'alternativa costante all'automobile. Questi casi studio rappresentano un miglioramento della qualità
funzionale e spaziale con strategie di riqualificazione alla scala di quartiere, dell’edificio e

444
D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152
445
art.10 Legge 6 settembre 2002 n. 137 e D.Lgs. 22 gennaio 2004 n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
446
Luca Reale, La città compatta, Gangemi editore, 2012
447
Giuseppe Carpentieri, "energia basta poco", 28 marzo 2011, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com
<http://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/03/28/energia-basto-poco/> (ultimo accesso 31/12/2013)
448
Giuseppe Carpentieri, "società e lavoro", 26 settembre 2013, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com
<http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/09/26/societa-e-lavoro/>(ultimo accesso 31/12/2013)
158
dell’alloggio e l’impiego di tecnologie con sfruttamento dell’energia solare con sistemi passivi ed
attivi.

Esempi concreti sono presenti in diverse città europee
449
. Le rivoluzioni industriali hanno
trasformato le nostre città in ambienti per le automobili
450
, adesso bisogna ridisegnare i luoghi
urbani partendo dall’uomo
451
piste
ciclabili
e quindi notiamo l’aumento delle aree pedonalizzate, e delle
. Quando i motori a combustione saranno sostituiti con i più efficienti motori elettrici
avremo anche un’aria più pulita. Gli edifici hanno le forme che gli architetti preferiscono ma
sembrano prevalere rapporti e forme “classiche”. Densità ragionevoli affinché si prevenga la
sovrappopolazione.
Uso del suolo, acqua, rifiuti, energia, biodiversità, mobilità, sociale e morfologia urbana sono i
paradigmi di una città sostenibile.
Citiamo alcuni esempi: Hammarby Sjöstad (Stoccolma): un quartiere per 25 mila abitanti che
recupera un’area industriale e portuale, Hafen city (Amburgo): prevede anche la realizzazione di
aree a tutela della biodiversità, Rieselfeld (Friburgo) l'area di 70 ettari con 4200 alloggi e 12.000
abitanti comprende anche il quartiere Vauban di 34 ettari ove, fra il 1998 e il 2006, si riqualifica
un'area militare dismessa e si insediano 5000 abitanti con servizi pubblici, verde pubblico, attività
commerciali, artigianali e industriali; GWL (Amsterdam): recupero di un’area urbana
precedentemente occupata da un’azienda, Bo01 (Malmo), recupero di una vasta area portuale. A
San J ose, California nel 1995 sorge un progetto di rivitalizzazione di un'area produttiva dismessa
(30 ettari) e si interviene con alta densità e mixitè funzionale e sociale; in località Bremerton
Dowtown, Washington si recuperano quartieri ("città della marina e centro culturale") con alta
densità, mix di funzioni e spazi pubblici di qualità; a Parigi su un'area di 50 ettari nel quartiere
Bercy (realizzazione 1988-1992) intervenendo con mixitè sociale, social housing e nuovi spazi
pubblici; in Scozia a Glasgow nel quartiere Gorbals progettazione di funzioni miste (realizzazione:
2002): abitazioni, attività direzionali e commerciali, residenze per studenti, usi alberghieri, attività
artigianali e verde pubblico. Un altro esempio paradigmatico è la rigenerazione del quartiere
francese nella cittadina di Tübingen in Baden-Württemberg (Germania), un'area di 60 ettari
riprogettata da cooperative edilizie puntando alla densità edilizia con mixitè funzionale, uso di
energie rinnovabili e filiera corta.

Ci sono state diverse esperienze e buone pratiche di recupero urbano, dal punto di vista energetico
ed urbano, con l’obiettivo di migliorare la qualità tecnologica delle abitazioni e la qualità urbana
degli spazi aperti. Anche in Italia, metà anni ’90 (“programmi complessi”), abbiamo avuto casi di
recupero nei centri storici attraverso specifici piani e strumenti legislativi, e riqualificazione delle
aree urbane degradate.

I modelli più recenti e interessanti sono rappresentati da “progetti di comunità” e di “pianificazione
partecipata“. La ricaduta positiva di questi interventi è il soddisfacimento del bisogno di casa,
l’offerta di lavoro, e la realizzazione di spazi comfortevoli. Da un lato ci sono i metodi di
ispirazione liberista ove i progetti sono sostenuti dal capitale privato che trasforma interi quartieri
secondo logiche speculative, e da un altro lato ci sono i “progetti di comunità” tramite progetti che
puntano alla sostenibilità, alla coesione sociale e alla tutela di tutti gli abitanti.
Un’interessante visione è raccontata da Claudio Saragosa in Città tra passato e futuro, altri
suggerimenti sono espressi nella collana Natura e artefatto di Donzelli editore; altrettanto

449
Giuseppe Carpentieri, "città sostenibile 2", 20 marzo 2013, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com
<http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/03/20/citta-sostenibile2/>(ultimo accesso 31/12/2013)
450
Giuseppe Carpentieri, "possedere un'auto", 12 aprile 2011, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com
<http://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/04/12/possedere-un-auto/>(ultimo accesso 31/12/2013)
451
Giuseppe Carpentieri, "decrescita e architettura", 19 ottobre 2011, dal diario peppecarpenteiri.wordpress.com
<http://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/10/19/decrescita-e-architettura/>(ultimo accesso 31/12/2013)
159
interessante la proposta di rileggere I classici dell’urbanistica moderna al fine di interpretare
correttamente il cambiamento necessario che avvolge i temi del territorio, l’abitare e gli
insediamenti umani.

Verso la fine del 2010, Legacoop lancia una suggestione denominata “cooperative di comunità” per
affrontare l’attuale recessione e tentare di soddisfare i bisogni dei cittadini. Lo scopo è mantenere
vive e valorizzare comunità locali a rischio di deperimento, quando non di estinzione. Alcune per
far fronte alla mancanza o al venir meno di servizi basilari per la comunità, come scuole, negozi,
servizi socio-assistenziali. Altre da motivazioni ambientalistiche e di valorizzazione delle risorse del
territorio. Altre ancora dalla necessità di rispondere a crisi occupazionali determinatesi nelle aree
circostanti.

Come abbiamo potuto leggere il mondo professionale ha soluzioni, mentre in questa fase del
dibattito politico, sembra che l’approccio italiano
452
E' altrettanto noto che lo Stato dispone ancora dello strumento giuridico dell'esproprio per pubblica
utilità, sempre meno utilizzato per favorire logiche politiche ispirate dal liberismo per soddisfare
interessi e capricci privati che spesso usurpano diritti, ambiente e territori.
al tema sia alquanto immaturo ed anacronistico:
“stop al consumo di suolo” (auspicio condivisibile, ma strano e tardivo), poiché il consumo
indiscriminato del suolo c’è già stato, ed ha visto l’apice della battaglia negli anni ’60 con la
sconfitta della proposta dell’allora Ministro, Fiorentino Sullo, che mirava a risolvere il problema
della speculazione edilizia legata alla rendita e al “regime dei suoli”. Già nel 1946 Hans Bernoulli
affrontò il tema pubblicando Die stadt und ihr Boden e denunciando i guasti provocati dalla
privatizzazione dei suoli che determina l'impossibilità di una gestione collettiva della pianificazione
urbana.
L'atteggiamento immaturo dei politici italiani circa il governo del territorio si riscontra anche nelle
recenti proposte di legge che assecondano il desiderio delle lobbies, riproponendo gli strumenti della
crescita che auspicano lo "stop al consumo del suolo" attraverso la spinta della rendita immobiliare,
perché considerano corretto assegnare premi volumetrici al fine di realizzare progetti convenienti
attraverso la rendita stessa. Tutt'oggi la convenienza economica dei progetti non si misura con
l'etica, l'ecologia e la qualità urbana. L'economia ortodossa ed i criteri estimativi non conoscono la
bioeconomia
453
, e nella consuetudine politica si continua a confondere i concetti di valore e prezzo,
ignorando cosa sia la reale ricchezza
454

: capacità creativa, flussi di energia e materia, paesaggio e
patrimonio.
Una seconda fase di speculazione c'è stata fra il 1996 ed il 2007 attraverso un'espansione edilizia
con un'enorme concentrazione delle risorse verso il mattone, operata da famiglie, imprese e settore
pubblico. Fra il 2007 e il 2013 il valore delle costruzioni perde il 30% e il mercato crolla del 50%,
gli occupati si riducono di 400mila unità. In Italia ci sono 250-300mila nuove abitazioni invendute e
le imprese falliscono
455
. Secondo l’Osservatorio Oice/Informatel le gare di ingegneria e architettura
mai così male dal 1997
456

452
Giuseppe Carpentieri, "sul governo del territorio", 13 luglio 2013, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com
<
, questo dato drammatico mostra la possibile distruzione di un ambito
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/07/13/sul-governo-del-territorio/>(ultimo accesso 31/12/2013)
453
Nicholas Georgescu-Roegen (1906 - 1994) ideò il concetto di bioeconomia, una pietra fondante della decrescita, il
quale fece notare che l'economia deve tener conto della ineluttabilità delle leggi della fisica, ed in particolare del
secondo principio della termodinamica
454
Secondo Frederick Soddy (1877 - 1956) la reale ricchezza dipende dai flussi di materia e di energia prodotti dalla
natura, e pertanto il danaro non può comportarsi come una macchina perpetua poiché contraddice il principio
termodinamico dell'entropia
455
Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, in Il giornale dell'architettura N.116, inverno 2013
456
Olimpia Ogliari, "Osservatorio Oice gare di ingegneria e architettura mai così male dal 1997",
(http://www.edilone.it/osservatorio-oice-gare-di-ingegneria-e-architettura-mai-cosi-male-dal-
1997_news_x_19880.html), 21 novembre 2013
160
strategico: la progettazione. Il paradigma della crescita ha indirizzato i progettisti verso soluzioni
insostenibili e creato questa eccessiva produzione edilizia in maniera analoga al boom della
speculazione degli anni '60, creando il paradosso di una nuova domanda abitativa per i ceti meno
abbienti. Se queste risorse fossero state finalizzate all'eco-efficienza attraverso la rigenerazione,
oggi non avremmo alloggi invenduti, ma quartieri migliori, non avremmo disoccupati, ma imprese
più qualificate attraverso l'innovazione richiesta dall'impiego delle nuove tecnologie necessarie per
migliorare gli edifici esistenti. A questa inadeguatezza culturale rispetto alla transizione epocale che
stiamo vivendo, si aggiunge il danno economico dell'incapacità amministrativa, tant'è che in ambito
locale Regioni e Comuni non riescono a spendere i soldi pubblici dei Programmi Operativi
Regionali e dei Programmi Operativi Nazionali, e così in Provincia di Salerno solo l’11% dei fondi
disponibili è stato erogato
457
Secondo l'Istat nell'ottobre 2013 il tasso di disoccupazione è giunto al 12,5% , quella giovanile è al
41,2% (15-24 anni), e l'inattività 36,4% (15-64 anni). Nonostante i dati allarmanti Parlamento e
grandi imprese non sembrano capaci di stimolare la creazione di lavoro utile. L'espansione
urbanistica è condizionata da un paradigma culturale obsoleto, la crescita, e dalla finanza locale
snaturata dall'uso del diritto privato in ambito pubblico, dall'obbligo del pareggio bilancio e l'uso di
oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, con la conseguenza di distruggere ambiente e
paesaggio, di fatto violando la Costituzione.
, 129 milioni su 1,2 miliardi disponibili.
Il legislatore ha indirizzato Regioni, Sindaci e Consigli comunali nel dare priorità alla ragioneria
contabile attraverso la svendita della ricchezza e del valore unico dello Stato: acqua, cibo,
paesaggio, patrimonio architettonico, storico ed ambientale. Il problema culturale degli
amministratori è confondere il concetto di valore col concetto di prezzo e costo, così che la reale
ricchezza viene distrutta.

Oggi, gli stessi costruttori edili hanno dubbi circa l'espansione urbanistica per ovvie ragioni,
nessuno comprerebbe le nuove case per la perdita di potere d'acquisto dei salari. Negli anni duemila,
parlare di "stop al consumo di suolo" non serve, poiché la recessione ha fatto implodere il sistema
delle costruzioni, e le città italiane presentano molti problemi: alcuni omogenei come la
consuetudine a deliberare piani urbanistici sovradimensionati, e molti altri problemi eterogenei
(cattiva progettazione degli spazi urbani, assenza e/o cattiva distribuzione di standard e servizi, alta
densità, bassa densità, inquinamento atmosferico, degrado urbano, etc.), grazie a cattive decisioni
politiche del passato, e all’obsoleta cultura della crescita per la crescita
458
La religione della finanza, non solo ha distrutto il capitalismo, ma anche la democrazia
rappresentativa favorendo una recessione legata ad obsoleti paradigmi: PIL, petrolio ed espansione
monetaria (rapporto debito/PIL e spread). E’ giunto il momento di distinguere il concetto di lavoro
dal concetto di utilità. Per creare lavoro utile bisogna fare un'evoluzione culturale e ridurre gli
sprechi, e questa idea di buon senso entra anche nel campo urbanistico ed edilizio. Si tratta di avere
il giusto atteggiamento verso il danaro, strumento di misura, e finalizzare il lavoro in obiettivi
precisi ed utili.
fine a se stessa.
Sul piano culturale i progettisti stanno sperimentando la "scienza della sostenibilità", ed il ruolo
delle committenze pubbliche e private deve cogliere questa opportunità per realizzare soluzioni
migliori. Finalizzando il lavoro sulla rigenerazione urbana attraverso la sostenibilità è possibile
creare occupazione virtuosa avendo cura degli ambienti costruiti e garantendo un prolungamento di
vita delle città, consentendo alle future generazioni di crescere in ambienti migliori dal punto di
vista ecologico, culturale, sociale e occupazionale.


457
Ansa, "Fondi UE speso solo l'11%, 1mld bloccato", (http://www.ansa.it/web/notizie/notiziari/oec/2013/11/04/Fondi-
Ue-speso-solo-11-1-mld-bloccato_9565943.html), 4 novembre 2013.
458
Giuseppe Carpentieri, "questa crescita è distruttiva", 8 maggio 2013, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com
<http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/05/08/questa-crescita-e-distruttiva/>(ultimo accesso 31/12/2013)
161
Dal punto di vista dell'urbanistica una direzione giusta, molto nota, è la discussione decennale
intorno agli standard (quantitativi e qualitativi). La Legge Urbanistica Nazionale (LUN, L.
1150/1942) ed il noto D.M. 1444/68 introdussero le cosiddette dotazioni minime (attrezzature e
servizi) da garantire agli abitanti delle città (18 mq/ab per i Comuni che hanno una previsione di
abitanti superiore ai 10mila). Tutti i Comuni hanno l'obbligo di garantire questi spazi minimi, ma è
altrettanto noto il fatto che gli standard non considerano le peculiarità locali: ad esempio i flussi
turistici e il pendolarismo, ed in questo modo la valutazione fatta sugli abitanti residenti risulta
sottodimensionata. Nel corso del tempo la cultura cambia, e mutano i bisogni della popolazione con
un incremento della domanda di servizi legati alla cultura e al tempo libero. Il dibattito suggerisce di
introdurre uno strumento denominato Piano integrativo dei Servizi Urbani (PSU), per assecondare
sia le capacità creative progettuali, e sia i bisogni reali dei cittadini individuando le giuste misure
(dimensionamento), le giuste densità e la corretta distruzione funzionale, morfologica, tipologica,
ambientale ed ecologica degli standard considerando le caratteristiche dei luoghi. Mentre la prassi
progettuale si occupa dei numeri (la quantità minima: 18 mq/ab), da diversi anni si parla di standard
qualitativi. L'obiettivo è progettare piani urbanistici con servizi di qualità e non solo di quantità.
Alcune Regioni si sono dotate della possibilità di un piano dei servizi, ma il PSU non è previsto
dalla LUN, pertanto il legislatore dovrebbe introdurre il PSU al fine di garantire maggiore
flessibilità ai piani mirando alla qualità dei servizi minimi necessari.

Dal punto di vista culturale, la scelta politica di puntare sulla bellezza dell’Italia
459
rete rurale nazionale”
è un insieme di
strategie che vanno nella direzione di migliorare la qualità della vita, e per farlo bisogna agire
parallelamente in tanti ambiti finora sottovalutati o ignorati. Esistono diverse linee politiche in
ambito europeo: “Patto dei Sindaci”, “ , “smart cities“, “european green
capital” che possono essere adottate, queste vanno nella direzione giusta, ma l’UE è un blocco
giuridico, poco democratico, e burocratico molto lento rispetto alle esigenze di cambiamento dei
Paesi periferici che abbisognano di piani nazionali urgenti, con moneta sovrana libera dal debito
immediatamente disponibile, come fanno USA e Giappone. Cittadini e progettisti devono produrre
soluzioni credibili, suggerire modifiche sulla fiscalità e indirizzare il credito pubblico e privato
verso la qualità ecologica della rigenerazione.
Per fortuna nostra la Costituzione è ancora in vigore, inapplicata, ed obbliga legislatore e istituzioni
nell'intervenire per soddisfare la domanda di abitazione e servizi per tutti i cittadini. L'esperienza
dimostra che in passato lo Stato, attraverso i Comuni, ha soddisfatto il bisogno dell'alloggio (anni
'60), ma non ha saputo tutelare l'ambiente; per evitare gli stessi errori bisogna finanziare l'idea
culturale: la rigenerazione urbana, anziché l'alloggio. Bisogna stimolare i Comuni nel cambiare i
propri piani regolatori prevedendo la qualità urbana, architettonica ed ecologica dei progetti
attraverso la sostenibilità, così da un lato si evita il consumo del suolo e da un altro si prevede il
sostegno alla qualità urbana rispettando il territorio e migliorando la qualità di vita degli abitanti,
ove mancano ancora gli standard urbanistici e gli standard di qualità del BES
460

459
Giuseppe Carpentieri, "Bellezza e lavoro, rigenerare i piccoli centri", 7 maggio 2013, dal diario
peppecarpentieri.wordpre.com, <
. Il 15 giugno 2013
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/05/07/bellezza-e-lavoro-rigenerare-i-
piccoli-centri/>(ultimo accesso 31/12/2013)
460
Istat e Cnel, BES 2013, pag. 186. "Una grande ricchezza non adeguatamente tutelata". Il patrimonio culturale del
nostro Paese, frutto congiunto di una straordinaria stratificazione di civiltà e della ricchezza e diversità dei suoi quadri
ambientali, rappresenta un valore inestimabile per la collettività. La lunga e complessa continuità storica
dell’insediamento umano su un territorio relativamente piccolo e fortemente eterogeneo del punto di vista climatico e
geomorfologico ha prodotto, infatti, un’accumulazione di beni culturali e un mosaico di paesaggi umani unici al mondo
per consistenza e rilevanza. Tuttavia, il patrimonio storico e artistico soffre, oltreché delle contenute risorse economiche
destinate al settore, di un insufficiente rispetto delle norme e di una non puntuale azione di controllo da parte delle
Amministrazioni: il paesaggio è minacciato da una continua e spesso incontrollata espansione edilizia, cui si aggiungono
le conseguenze negative determinate dalle radicali trasformazioni dell’agricoltura, con l’abbandono di ampie porzioni
del territorio rurale. Il disagio che ne deriva è avvertito da una quota non marginale della popolazione italiana, in termini
di insoddisfazione per il paesaggio nel luogo di vita e, più generale, di preoccupazione per il depauperamento delle
risorse paesaggistiche: un segnale allarmante per quello che per secoli è stato identificato come “il giardino d’Europa”.
162
ISTAT e CNEL pubblicano il primo rapporto UrBES
461
E’ evidente che le città italiane presentano ancora diversi problemi che non sono stati risolti
e possono avere una buona soluzione con un cambio di paradigma culturale, attraverso il
, cioè il benessere equo e sostenibile nelle
città. Se il 5% dei prossimi finanziamenti europei 2014-2020 andranno per un "piano città", bisogna
cogliere l'opportunità di migliorare l'ambiente costruito e desiderare di progettare dentro i quartieri
dell'edilizia pubblica degli anni '50, '60, '70 privi di qualità.
ripristino
della sovranità degli Stati.
Inoltre sappiamo bene che non esistono solo le città, ma anche i piccoli centri urbani e pertanto
abituati a credere che le città siano il centro dell’universo abbiamo commesso l’errore di trascurare i
piccoli centri e la campagna
462
La crisi industriale innescata dai processi di globalizzazione e dall’assenza di piani e di politiche
monetarie adeguate ai cambiamenti in corso, la disoccupazione creata dalle imprese che
preferiscono delocalizzare per massimizzare i profitti (violando palesemente la Costituzione), la
crisi della manifattura e dall’artigianato suggeriscono che bisogna ripartire dai piccoli centri e da
piani città per riusare e recuperare quartieri e luoghi urbani aumentando il comfort e la qualità della
vita. Un’adeguata politica agricola a sostegno delle tecniche naturali e della qualità dei prodotti, ed
un riuso dei luoghi urbani abbandonati con l’inserimento di servizi culturali, e la qualità degli spazi
urbani, potrebbero rappresentare una strategia efficace per nuova occupazione e migliorare le
condizioni di vita per circa dieci milioni di italiani che vivono nei piccoli comuni.
. Se ci pensiamo bene negli ultimi quarant’anni abbiamo trascurato e
danneggiato un immenso patrimonio culturale ed ambientale. Rafforzare la politica dei parchi e
adottare il concetto rigenerativo per i piccoli centri rappresenta un'opportunità per le piccole
comunità e transitare verso la "civiltà contadina modernizzata" con le tecnologie alternative e la
sovranità alimentare.
I costi della rigenerazione
La bioeconomia ci informa che bisogna tener conto di costi che l'economia classica ignora sempre:
gli effetti collaterali di cattive progettazioni e trasformazioni che fanno aumentare l'entropia. Le città
costruite stanno facendo pagare i danni ambientali, sanitari, e sociali a tutti i cittadini. Un esempio
banale per capire di cosa parliamo è l'effetto di una pessima mobilità, cattiva distribuzione dei
servizi che peggiora la nostra qualità di vita poiché trascorriamo ore nel traffico consumando
idrocarburi inquinanti. Come misurare il danno economico per l'assenza di biblioteche civiche?
Come misurare l'infelicità per l'assenza di teatri? L'assenza di piste ciclabili? Come misurare
l'infelicità per l'assenza di parchi, spazi aperti e il mare pulito? Come non tener conto della felicità
di coltivare un orto sinergico? Come ignorare l'opportunità di realizzare quartieri autosufficienti
energeticamente? L'economia classica ignora questi costi mentre l'approccio multi-criteria considera
anche questi aspetti che fanno comprendere l'importanza di rigenerare le città costruite male.

461
Istat e Cnel, rapporto UrBES, giugno 2013, pag. 6. Il nucleo centrale del Rapporto è costituito dai 15 capitoli redatti
dai Comuni, con i quali si è voluto fornire una prima descrizione delle tendenze e dei livelli di benessere nelle città
italiane, applicando in termini omogenei i concetti e le metodologie del Bes. Ogni città è stata chiamata a leggere i dati
che la riguardano, in modo da fornire una rappresentazione multidimensionale dello stato del benessere nella propria
realtà locale e delle linee di evoluzione che si sono manifestate nel periodo dal 2004 al 2011-2012, in modo da includere
la crisi economica iniziata nel 2008 che rappresenta un preciso momento di demarcazione. A differenza di altri approcci
molto diffusi nella letteratura sulla qualità della vita, non si è voluto dare un rilievo specifico alle graduatorie tra
territori; l’accento, invece, è stato posto prioritariamente sulle dinamiche di sviluppo in direzione di un crescente
benessere nonché sulle criticità e i margini di miglioramento che ogni territorio presenta nei diversi ambiti del Bes. Ciò
ha comportato una sfida impegnativa sul piano delle scelte concettuali e degli indicatori da utilizzare. Gli indicatori del
Bes erano stati pensati in modo da essere disaggregabili a livello regionale e, quindi, è stata necessaria una riflessione
attenta su quali informazioni potessero essere adottate per descrivere il benessere delle città. Pertanto, il Rapporto UrBes
si basa su un sottoinsieme di indicatori Bes disponibili a livello comunale o almeno provinciale.
462
Giuseppe Carpentieri, "I luoghi della decrescita felice", 21novembre 2012, dal diario
peppecarpentieri.wordpress.com <http://peppecarpentieri.wordpress.com/2012/11/20/i-luoghi-della-decrescita-felice/>
(ultimo accesso 31/12/2013)
163
Le pubblicazioni di Kevin Lynch
463
e Gordon Cullen
464

ci insegnano che oltre alle analisi funzionali
le città possono essere studiate attraverso le emozioni, le percezioni soggettive che ci consentono di
aggiungere qualità all'idea di città. Si tratta di dare maggiore attenzione ai valori percettivi della
forma urbana dando valore agli interessi locali e sociali. L'economia ortodossa e l'estimo non
contemplano le interpretazioni suggerite da Lynch e Cullen, e questo aspetto suggerisce il fatto che
ragionando in termini di costi non potremmo avere indicazioni utili e corrette.
In generale si tratta di usare le tasse per un interesse pubblico: rigenerare. Lo Stato deve promuovere
una politica economica espansiva associata alla bioeconomia, progetti di qualità compatibili con le
risorse finite. Il legislatore può modificare il "patto di stabilità e crescita" interno e liberare
investimenti, aumentando la spesa pubblica (il deficit) per l'obiettivo della rigenerazione. Governo e
Parlamento possono coordinare una nuova politica economia insieme ai paesi "periferici" e far
modificare/cancellare il "patto", e creare nuovi investimenti utili per creare nuova occupazione
verso strategie virtuose. L'euro può diventare moneta sovrana a credito.
Possiamo immaginare un finanziamento pubblico diretto tramite Cassa Depositi e Prestiti
controllata dal Governo e quindi usata come banca pubblica, poiché la maggioranza delle quote
azionarie di Banca d'Italia sono nelle mani dei privati.
Possiamo usare la Banca Europea degli Investimenti (BEI) poiché ha strumenti finanziari ad hoc per
politiche di efficienza energetica degli edifici.
I Comuni potrebbero adottare una "tassa di scopo" (un referendum decide se finanziare l'intervento
con una tassa ad hoc). Un'altra soluzione per finanziare la rigenerazione urbana è la costituzione di
"aree libere da tasse" o "aree di federalismo fiscale" (le tasse di cittadini e imprese non vanno allo
Stato centrale, ma finanziano il costo dell'intervento). La prima ipotesi, "aree libere da tesse" è
regolarmente usata per attrarre imprese che possono proliferare pagando poche tasse, e niente IVA.
Si tratta di uno scambio, e lo scopo è far costruire i servizi pubblici alle imprese. La seconda circa
"aree di federalismo fiscale" è l'ipotesi di versare direttamente le tasse agli Enti locali, al Comune,
per finanziare la rigenerazione. La prima ipotesi è di ispirazione liberista poiché le imprese private
condizionano i progetti, la seconda è nel solco dello Stato sociale previsto dalla Costituzione. Già
nel progetto "piani città" erano previste le "aree libere da tasse". Il legislatore può immaginare di
aprire una finestra temporale per cambiare il regime fiscale in quelle città che hanno deliberato
l'obiettivo: rigenerazione urbana.

Lo Stato, attraverso Governo, Parlamento e Comuni, può avviare un processo virtuoso di
responsabilizzazione delle comunità locali, poiché se la cittadinanza intende cogliere l'opportunità
straordinaria di "aggiustare" la propria città, deve incentivare un comportamento civile ed equo
affinché tutti, in maniera progressiva al reddito, paghino le tasse agganciate all'obiettivo della
rigenerazione e questo può avvenire con l'uso di strumenti di democrazia partecipativa ampiamente
usati in diversi paesi, ormai maturi in processi standardizzati. L'Italia è uno dei quei Paesi che li ha
usati meno, ma alcuni Comuni hanno usato la "pianificazione partecipata" per migliorare
l'organizzazione territoriale e pianificare interventi ad hoc di riqualificazione urbanistica. In Europa,
fuori dall'Italia, Vienna ha un'esperienza di ben 35 anni di processi partecipativi per osteggiare il
degrado urbano e riqualificare centro storico e città moderna
465
Inoltre per evitare processi speculativi sarebbe saggio che lo Stato imponesse la rigenerazione
rispetto al costo di costruzione (progettazione, demolizioni, ricostruzione) senza l'utile, anziché
ricorrere all'uso tradizionale della rendita attraverso la stima del prezzo di mercato. In questo modo
si avrà un ingente risparmio rispetto alle operazioni effettuate tramite il "libero mercato". Rimarrà
.

463
Kevin Lynch, The image of the city, 1960
464
Gordon Cullen, Townscape, 1961; traduzione italiana di Roberto D'Agostino, Il paesaggio urbano. Morfologia e
progettazione, Calderini, Bologna, 1976
465
Diego Caltana, "35 anni di progettazione partecipata", in Il giornale dell’Architettura, dicembre 2009 n.79, Umberto
Alemanni & C, pag. 26
164
solo la verifica circa la congruità dei prezzi per il costo di costruzione, controllo abbastanza
semplice da svolgere.
Una cabina di regia nazionale è in grado di misurare il gettito delle tasse rispetto all'area
considerata, e distribuire le risorse conservando il costo dei servizi pubblici locali, coprendo il costo
di costruzione della rigenerazione valutando le proposte progettuali dando vita all'equilibrio sociale,
ecologico ed economico dell'intero percorso.
Un insieme di operazioni potrà favorire il buon risultato: l'avvio di una comunicazione efficace circa
la cultura del cambiamento, il coinvolgimento attivo della cittadinanza che potrà conoscere come
migliorare la propria qualità di vita e partecipare al processo, l'avvio di nuova occupazione per
raggiungere l'obiettivo, l'adeguamento dei piani regolatori e l'uso di strumenti giuridici veloci per
l'acquisizione di aree, demolizioni e ricostruzioni di grande qualità, tutte queste operazioni favorite
da un regime fiscale vantaggioso potranno essere svolte in tempi adeguati per restituire velocemente
città migliori di prima ed abbattere definitivamente le diseguaglianze.

L'odierno sistema capitalistico è imploso su stesso
466
" Nuovi" valori in economia e beni comuni
poiché i suoi dogmi: moneta, petrolio e PIL
sono crollati. Questo cambiamento comporta un passaggio epocale e implica anche un processo
evolutivo di consapevolezza per migliorare la società secondo paradigmi nuovi, e in questa visione è
auspicabile che i sogni, le aspirazioni, le ricerche e i suggerimenti di Sitte, Howard, Geddes,
Bernoulli, Lynch e Cullen possano realizzarsi in questo secolo.
Secondo gli studi dell’economia classica circa la stima dei beni, ahimé, la biologia, la natura non
sono la “misura” corretta per valutare i beni, e soprattutto l’estimo non contempla il concetto di
bene comune. Gli economisti hanno previsto metodi di misura per i beni pubblici e privati, non
per il "bene comune". Solo negli ultimi anni si è “affermata” la disciplina della valutazione
dell’impatto ambientale, ma ancora non si usa in maniera prioritaria il concetto di valore d’uso
(criterio non monetario) per definire il valore attribuito a un bene affinché si possa fruire con un
approccio sostenibile. Com’è noto l’aspetto del valore dipende dal punto di osservazione. Nella
stima tradizionale si calcolano il più probabile valore di mercato e il valore di costo (fondamentali),
poi esistono altri quattro criteri. Nella consuetudine corrente il criterio di valutazione maggiormente
usato è l'analisi costi benefici, un criterio monetario. Nella teoria per la gestione e la decisione dei
processi amministrativi e privati esiste anche l'analisi multicriteria, usata raramente; si tratta di una
procedura migliore che tiene conto anche di altri valori, non necessariamente misurati con la
moneta.

Le politiche neoliberiste sorte nei think tank anglo-americani
467

466
Hyman Minsky, Keynes e l'instabilità del capitalismo, Bollati Boringhieri, 2009
e condivise nei gruppi
sovranazionali stanno proponendo, tramite l’Unione Europea, l’usurpazione dei beni pubblici.
Anche in Italia esistono noti gruppi di pensiero che producono soluzioni politiche adottate da tutti i
partiti, di destra e di sinistra. In Italia ci sono circa 95 think tank. Ci sono think tank personali come
Freefondation dell'ex Ministro Brunetta, Italia Futura di Montezemolo, Fondazione Cristoforo
Colombo dell'ex Ministro Scajola, I-Think Italia del senatore Ignazio Marino. Poi ci sono quelli
definiti policy oriented come l'Istituto Bruno Leoni, Avanzi, Osservatorio Asia, Think Foundation, e
poi ci sono i policy forum: Vedrò, Formiche, Progetto RENA. Attraverso il sito internet
467
La Mont Pelerin Society (1947) è un serbatoio di pensiero che ha raccolto fra i maggiori intellettuali aderenti alle
idee di Friedrich Von Hayek (Vienna, 1899 - Friburgo, 1992) e Ludwig von Mises (Lemberg, 1881- New York, 1973).
Von Hayek contrappone gli odierni modelli di ordinamento democratico, che egli reputa oggetto di una degenerazione,
ad un ipotetico modello demarchico da lui prefigurato, analizzando quella che secondo lui è una diversità di prospettiva
di fondo nell'approccio alla politica sottesa nel significato etimologico dei due termini. La sua proposta, chiamata
appunto demarchia, è di carattere minarchico (dal greco potere minimo) in cui il potere dello stato è ridotto al minimo
per evitare ingerenze lesive della libertà del cittadino e la costituzione di caste-gruppi oligarchici al potere. La proposta
è descritta in opere quali Legge, legislazione e libertà e Libertà economica e governo rappresentativo.
165
italiacamp.it è possibile leggere alcuni rapporti dei think tank italiani, per alcuni sapere chi li
finanzia, e quindi conoscere in anticipo le proposte dei partiti italiani prima che approdino in
Parlamento.

Ricordiamo che il concetto di valore è diverso dal concetto di costo e di prezzo, esso è più sfumato e
talvolta può comprenderli entrambi, infatti il valore non è legato necessariamente alla moneta,
come, per l’appunto la stima dei beni pubblici. Nelle valutazioni ambientali l’obbiettivo è stabilire
l’impatto: negativo o positivo, infatti lo scopo è razionalizzare l’uso delle risorse. Nonostante questi
concetti siano alla base di teorie economiche, ampiamente studiate nelle scuole, le istituzioni
propongono la cessione e la privatizzazione proprio dei beni pubblici e demaniali, violando concetti
elementari attraverso l’attribuzione di un valore monetario e regalare la gestione di questi beni alle
SpA, tramite il ricatto e l’invenzione dell’economia del debito. Un gioco di prestigio ben progettato
e propagandato dai media, nelle università e dai burattini inseriti nei partiti tradizionali.
Stimare, secondo i criteri standardizzati e tradizionali, significa dare un valore, dichiarato spesso in
moneta, e che sia rispondente allo scopo della stima. L’operazione della stima è complessa perché
non misura grandezze fisiche, ma esprime un giudizio fondato e credibile rispetto a dei riferimenti:
a) azione volontaria dell’uomo: convenzione, lo scambio; b) l’oggetto di giudizio della stima
rispetto alla quantità delle grandezze attribuibili al bene economico, ad esempio la quantità di
danaro che può scambiarsi con quel bene (prezzo di mercato), la quantità di danaro necessario a
produrlo (costo di produzione); c) sistema dei prezzi.
In buona sostanza i metodi maggiormente usati – valore di costo e di mercato – nella nostra
economia non contemplano la scienza ecologica e l’uso razionale delle risorse naturali. Non esiste
criterio riconosciuto e diffuso che sia rispettoso della natura, al contrario, i sistemi di stima
ampiamente diffusi e più in uso mirano alla monetizzazione dei beni per commerciali e/o trarne
profitto. Appositamente si scarta il concetto del valore d’uso perché costringe gli interlocutori a
scegliere fra valore monetario e utilità sociale. La scelta politica di boicottare il valore d’uso mostra
gli effetti in tutto il mondo: depauperamento delle risorse, inquinamento, aumento delle malattie
causate dai processi produttivi per l’uso di sostanze tossiche nei materiali, e nella diffusione delle
merci. Impoverimento delle terre coltivabili e perdita della sovranità alimentare.
La relazione che intercorre fra economia e metodi di stima sta nel fatto che mentre l’economia è
nata per gestire la “casa comune”, i criteri estimativi sono il frutto di una credenza, una religione
secondo cui ogni bene deve essere sfruttato, consumato, rubato, eroso, sottratto per un interesse
privato, anziché limitarsi alla gestione condivisa delle “risorse comuni”. E fino ad oggi l’economia è
cresciuta solamente con criteri estimativi quantitativi e non qualitativi. I risultati sono visibili al
mondo intero, anziché perseguire il reale benessere degli individui si persegue l’avidità di pochi
trasmettendo i non valori della competitività sia a scuola che nelle università.
Nel campo dell’edilizia, finalmente, cresce la diffusione dell’analisi del ciclo vita (LCA) che mette
in evidenza gli impatti ambientali causati dai flussi di materiali ed energia necessari alla produzione-
uso-dismissione dell’edificio, ma trascura gli aspetti macro-ambientali di relazione tra edifico e
contesto (comfort degli spazi aperti, accessibilità e rete infrastrutturali) e gli aspetti micro-
ambientali (comfort termico, luminoso, indoor air quality). Quando sarà completata la banca dati
LCA dei materiali i progettisti avranno un’informazione importante per la scelta dei materiali. Per
gli aspetti macro e micro ambientali vi sono altri metodi in uso e in sperimentazione che completano
le informazioni a sostegno dei progettisti. Si passerà dall’obsoleta rendita alla politica delle risorse.
La domanda non sarà più quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo?
166
Nel 1962 il Ministro Fiorentino Sullo propose una riforma urbanistica, mai approvata, che
affrontava e risolveva il problema della rendita urbana speculativa che mangiava i suoli agricoli e
distruggeva il territorio. I Comuni dovevano acquisire preventivamente le aree di espansione
individuate nei piani urbanistici con un indennizzo commisurato al valore agricolo, e
successivamente chi ne faceva richiesta aveva il "diritto di superficie" mediante asta pubblica e non
la proprietà. Per usare il suolo si pagava al Comune un prezzo corrispondente alla spesa dei servizi
necessari all'opera ("urbanizzazioni"). In questo modo si sottraeva al soggetto privato la possibilità
di trarre profitto proveniente dalla vendita del suolo divenuto edificabile. Le lobbies edilizie e
bancarie avviarono una campagna denigratoria contro Sullo ed attraverso i media deligittimarono la
figura del Ministro stesso impedendo l'approvazione della riforma. Negli anni duemila è abbastanza
agevole riconoscere la lungimiranza di quel provvedimento rispetto alla tutela dell'ambiente e
dell'interesse pubblico. Dal dopo guerra fino al 1981 lo Stato ha avuto l'opportunità di controllare il
credito e produrre politiche espansive pubbliche. Dal punto di vista dell'urbanistica i piani miravano
a soddisfare il reale bisogno abitativo, spesso di dubbio valore tecnico poiché la rendita ha prevalso
sulla qualità. Dagli anni '90 in poi spariscono le politiche abitative pubbliche ed iniziano le
trasformazioni finanziate dai privati, mentre i Comuni iniziano a pensare come le SpA a danno
dell'ambiente e del territorio, e l'offerta supera la domanda: alloggi vuoti. La storia ci insegna che un
bene comune come il territorio è stato considerato alla stregua di una merce privata, cioè in funzione
del prezzo di mercato. Ma il concetto di valore è diverso dai concetti di costo e di prezzo, strumenti
che oggi misurano le merci. Stimare significa attribuire un valore ed è un esercizio arbitrario,
dipende dalla cultura e dalle intenzioni di chi determina la stima. Se oggi il pensiero prioritario dei
Consigli comunali e dei Sindaci è quello di far quadrare il bilancio, altrimenti terminano il proprio
mandato, mi pare evidente che la sensibilità degli amministratori non sia quella di tutelare gli
ecosistemi, ma di comportarsi come dei ragionieri. Andando affondo, se i criteri di stima dei suoli
oggi in uso sono tutti monetari, mi pare altrettanto chiaro che il paradigma che condiziona il
governo del territorio siano la moneta e l’avidità, meglio conosciuti coi termini: speculazione e
rendita immobiliare e fondiaria. Pertanto, a mio modesto parere, è necessario introdurre un criterio
contabile opposto: il “non equilibrio di bilancio” per un periodo transitorio mirato a raggiungere un
obiettivo importante: consentire di variare il proprio piano urbanistico su progetti virtuosi come il
riuso, la rigenerazione urbana, l’auto sufficienza energetica con fonti alternative, il riciclo totale
delle materie prime seconde, la prevenzione del rischio sismico ed idrogeologico. Questi ultimi due
obiettivi: prevenzione primaria del rischio sismico ed idrogeologico non sono raggiungibili con
sistemi fiscali di incentivi o disincentivi, e neanche con un “conto energia”, ci vuole un pesante
intervento dello Stato centrale, ma senza ricorrere all’indebitamento, ci vorrebbe una moneta
sovrana a credito. Secondo una stima del Governo precedente, dell’ex Ministro Clini
468
: «servono
40 miliardi per 15 anni per tutelare il territorio». Dove prendere questi soldi? Parlando ancora di
soldi stanziati, il “piano città” approvava 28 progetti in 28 città diverse, che potevano usufruire di
appena 318 milioni
469
In questi anni, oltre al consumo del suolo, è emerso un altro tragico problema: l'assenza di un
intervento pubblico con alloggi a prezzi calmierati per le giovani coppie. Nel 1962 i Comuni
potevano acquisire terreni per costruire alloggi popolari. Sappiamo benissimo che nelle città vi sono
posizioni di rendite, alloggi sfitti, mentre la recessione attuale colpisce il diritto alla casa in quanto
chi ha un stipendio salariato ha un basso potere di acquisto. Se negli anni '60 lo Stato aiutava i ceti
meno abbienti, oggi sembra difficile garantire i diritti essenziali. Nella realtà Parlamento e Governi
possono recuperare somme importanti dagli sprechi presenti nella pubblica amministrazione,
dall'evasione fiscale e dal costo della corruzione, per investirli in politiche abitative ragionevoli.
Attraverso l'informatica lo Stato può garantire l'acquisto della prima casa e sostenere concretamente
le giovani famiglie in difficoltà. Comuni ed Agenzia delle entrate sono consapevoli delle difficoltà
.

468
http://www.lettera43.it/ambiente/nasce-il-fondo-per-tutelare-l-ambiente_4367575201.htm
469
http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&o=vd&id=2404
167
economiche e possono garantire mutui agevolati, nuova edilizia, espropri, riuso degli alloggi
esistenti. In definitiva è possibile unire bisogni reali con un'offerta compatibile alla capacità di
acquisto dei salari bassi, la differenza viene ricoperta recuperando somme dall'enorme evasione
fiscale e dalla cancellazione degli sprechi.
Le contraddizioni fra monetarismo ed ecologia: uno dei principi oggetto della stima è la
disponibilità monetaria oggi creata all’infinito (hedge fund, derivati). Nel 2006 i venticinque gestori
hedge fund meglio pagati si sono messi in tasca 14 miliardi di dollari, ovvero tre volte gli stipendi di
tutti gli 80 mila insegnanti di New York messi assieme
470
. Invece, possiamo notare che i flussi di
materia sono limitati e la capacità rigenerativa della natura ha tempi più lunghi rispetto alle
scommesse delle borse telematiche che spostano e concentrano ingenti capitali per produrre merci
inutili. Oggi, attraverso la matematica finanziaria gli azionisti possiedono un’enorme disponibilità di
moneta creata dal nulla che viola i principi di uno scambio equo usurpando i diritti inviolabili
dell’umanità. Per questo motivo è auspicabile una decrescita felice degli sprechi e una crescita
occupazionale in attività socialmente utili. Si tratta di avviare un periodo transitorio per un
riequilibrio del sistema fallito a causa di idee obsolete. L'economista Hyman Minsky spiegò le
ragioni dell'instabilità del capitalismo
471
e che sarebbe imploso attraverso un circolo vizioso di
indebitamenti creando la recessione che stiamo vivendo. Oggi il "sistema bancario ombra"
472
Una soluzione per la gestione dei beni (cibo, acqua, internet, energia) è quella di definirli comuni e
sottrarli al capitalismo dei mercati finanziari. Il cibo, l’acqua, internet e l’energia oggi sono fruibili
tramite la moneta debito e attraverso le SpA locali (a cui paghiamo le bollette) gestite dal sistema
finanziario che ricatta gli Stati. Le tecnologie odierne ci insegnano che le comunità possono
autoprodurre cibo a sufficienza (agricoltura sinergica e fattorie autosufficienti), gestire le risorse
idriche (l’acqua è vita), creare una rete internet (accesso alla conoscenza) e produrre l’energia
necessaria con fonti alternative, insomma comunità libere dal condizionamento delle multinazionali
e/o dei gruppi elitari sovranazionali. I beni comuni per definizione non sono beni privati o beni
pubblici, ma beni che possono e devono essere gestiti direttamente dai cittadini tramite “nuove”
forme di democrazia economica, che non hanno rilevanza di profitto monetario, ma puntano alla co-
gestione delle risorse per tenerle in equilibrio. La Costituzione italiana tutela questi beni, ma le
istituzioni non hanno ancora introdotto regole e norme che sottraggono questi beni alle logiche
mercantili delle SpA. Per la precisione l’art.47 invita le istituzioni a tutelare il credito affinché i
cittadini possano gestire direttamente le infrastrutture di Stato, i cittadini non le SpA; l’art. 41
dichiara che l’iniziativa privata deve rispettare la salute e i diritti dei lavoratori e l’art. 3 impone
l’uguaglianza fra tutti i cittadini a sostegno di una vera e piena partecipazione politica, e per
concludere secondo l’art. 1 ci informa che la titolarità giuridica della sovranità è in mano al popolo.
Tutti questi articoli sono ampiamente violati e/o non applicati.Riconoscendo l’importanza delle
leggi della natura si rende necessario aggiornare l’estimo e completarlo con i criteri di analisi del
ciclo vita e inserire nuovi principi per l’economia partecipata. Le tecnologie odierne consentono la
catalogazione delle risorse e degli ecosistemi per una gestione razionale della biodiversità, fuori da
malsane logiche mercantili, e lo Stato deve essere il garante di processi e controlli, non più le SpA,
non più la moneta debito, non più le banche private e commerciali. Esistono persino ricerche e studi
sull’urbanistica che suggeriscono l’abbandono della rendita e introducono l’ecologia come misura
del governo.
è
molto più prevalente di quello tradizionale, e l'assenza di regole di questo sistema ha incentivato
l'avidità di alcuni banchieri che hanno potuto speculare sulle proprie aziende col preciso obiettivo di
aumentare i profitti personali. Nel 1999 su insistenza della Citibank venne abrogato il Glass-Steagall
Act che consentì di sfruttare l'eccesso di fiducia facendo aumentare debiti e rischi tramite i
subprime.

470
http://www.nytimes.com/2007/04/24/business/24hedge.html?pagewanted=all&_r=0
471
Hyman Minsky, Keynes e l'instabilità del capitalismo, Bollati Boringhieri, 2009
472
http://en.wikipedia.org/wiki/Shadow_banking_system
168
Il dibattito sul controllo sui beni comuni è stato avviato da tempo nei confini ristretti delle
accademie, e senza dubbio possiamo tracciare un confine politico visibile fra i partiti che governano
questo Paese, l’Europa e il mondo intero, fra chi sta attuando una dittatura globale a servizio delle
SpA e fra chi chiede maggiore democrazia in Italia e in Europa. Ritengo sia giunto il momento che
tale dibattito si trasferisca nei luoghi più opportuni e corretti, cioè nelle piazze e nelle scuole poiché
è in gioco la libertà, la sopravvivenza e la sovranità dei popoli. Si tratta di transitare dall’attuale
schiavitù SpA alle reti di comunità. I beni collettivi possono essere amministrati da comunità che
vivono su principi cooperativi e di reciprocità, che implicano la capacità di valutare le ragioni di
tutti gli individui coinvolti tramite rapporti di fiducia, e la consapevolezza della scarsità della
risorsa. Queste comunità sono sempre esiste, ma sono state schiacciate dal modello istituzionale
Occidentale, ormai giunto al declino per implosione del sistema stesso. Internet ci ha consentito di
conoscere e riscoprire queste comunità.
Solo per citare un esempio, durante il periodo longobardo-romanico nel Sud Italia, si sviluppò e
crebbe un’economia reale efficiente perché i cittadini che ne facevano richiesta potevano gestire e
lavorare la terra senza pagare né dazio e né l’acquisto della proprietà. Non esisteva il concetto di
proprietà privata come noi lo conosciamo. I cittadini avevano l’opportunità di autogestire il
territorio e destinavano una piccola parte del raccolto, come paga al sovrano, solo dopo anni di
lavoro in proporzione alla produttività della terra. Ai sovrani non interessava accumulare ricchezza
come noi la immaginiamo oggi, ma interessava avere persone di fiducia che curassero i terreni.
Questo fu il modello economico e sociale che pose le basi per un territorio redditizio e avanzato che
successivamente consentì la nascita del principato Citra Superiore. Senza il concetto di possesso, lo
stesso modello economico era usato dagli indiani d’America poiché sfruttavano la terra solo per
necessità e non per sovraprodurre. Gli indiani non conoscevano la proprietà privata e neanche il
concetto di vendita o mercato come noi lo rappresentiamo. In sostanza alle comunità non
interessava conoscere quanta merce veniva prodotta poiché si lavorava per necessità e non per
avidità, ed i beni in eccesso si scambiavano nei mercati, le fiere, servivano per soddisfare bisogni
reali e non per accumulare merci inutili. Com’è noto a scomporre l’equilibrio fra uomo e natura fu
la nascita del sistema bancario e del prestito che consentì ai sovrani di accumulare ricchezze virtuali
atte a costruire armi ed eserciti da inviare sui territori per cercare nuove risorse, poi l’avvento delle
rivoluzioni industriali, la nascita delle televisione per far regredire i popoli con la manipolazione di
massa e l'invenzione del sistema educativo sul modello industriale-militare per assecondare gli
interessi privati delle corporazioni con l’occultamento delle tecnologie migliori, quelle eco-
efficienti, Tesla docet.
L’attuale sistema diseducativo ha cancellato dalla mente delle persone i valori di utilità sociale e di
condivisione che hanno determinato la vita nei comuni italiani. Facendo a meno di sovrani e feudi
che degenerano in oligarchie autoritarie, se ci pensiamo, gli Enti locali rappresentano bene queste
degenerazioni. Se fossimo consapevoli potremmo decidere di tornare ai principi economici che
fecero crescere nel benessere intere comunità col vantaggio delle conoscenze odierne e delle
tecnologie eco-efficienti, e gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa. Creso sia necessario
cogliere queste opportunità per cominciare a vivere da esseri umani. Esistono diversi gruppi in tutto
il mondo che stanno maturando l’attuazione di queste “nuove” forme “istituzionali” di co-gestione
dei beni comuni, dal Sud America fino in Europa. E’ un movimento politico senza struttura che
propone soluzioni concrete con idee radicali ed usa internet per condividere le conoscenze e far
sviluppare le comunità partendo da valori condivisi: i diritti dell’uomo e la natura.
Potremmo fare un elenco di obiettivi:
1. tutela della natura, agricoltura ecologica e turismo ecocompatibile
2. economia delle brevi distanze
3. sicurezza e approvvigionamento grazie alla proprietà pubblica e all'autoproduzione
4. cultura regionale

169
Dal punto di vista del governo del territorio e dell'urbanistica è possibile sconfiggere la rendita
parassitaria grazie all'uso di valori aderenti alla bioeconomia, e l'uso di una banca dati che rilevi le
risorse del territorio. Oggi con un software è tutto più semplice ed è sufficiente ripensare i valori
dando priorità agli ecosistemi, alla biodiversità, alla tutela dell'ambiente costruito. Si tratta di un
processo culturale che rimodula la domanda e l'offerta. Abbiamo assistito ad un offerta indotta
(crescita urbana), falsa, quando la reale domanda è curare il territorio, adeguare gli edifici al rischio
sismico, etc. Lo Stato riprendendosi la sovranità monetaria può rilanciare un'economia con criteri di
qualità e non più di quantità com'è accaduto, dagli anni del dopo guerra in poi. In questa fase storica
possiamo ridurre selettivamente il PIL eliminando gli sprechi e, parallelamente, usare gli sprechi per
finanziare interventi utili (conservazione, rigenerazione urbana, beni culturali, istruzione, etc.); ad
esempio, è utile spendere 22 miliardi per digitalizzare l'esercito?
473
E' utile spendere 14 miliardi per
l'acquisto di novanta F-35?
474
Ritengo che bisogna transitare dal fare a prescindere al saper fare, ed oggi bisogna fare meno e
meglio indirizzando le politiche pubbliche negli ambiti virtuosi sopra citati che creano nuova
occupazione in mestieri utili all’Italia.




































473
Gianluca De Feo, 2 maggio 2013, http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2206164
474
http://www.famigliacristiana.it/volontariato/news_3/articolo/f-35-l-italia-esca-dal-programma.aspx
170

Scheda tecnica, pompe di calore “estratta” da YUNUS ÇENGEL, termodinamica e
trasmissione del calore, McGraw-Hill, terza edizione 2009, Capitolo 9, pag. 397-405

Macchine frigorifere e pompe di calore.
E’ noto che il calore si trasferisce nel verso in cui la temperatura
diminuisce, cioè da zone a temperatura più elevata verso zone a
temperatura minore. Questo processo di trasferimento del calore si
verifica spontaneamente in natura, senza richiedere l’intervento di
alcuna macchina. Il processo inverso, invece, cioè il trasferimento di
calore a zone a temperatura più bassa verso a zone di temperatura
maggiore non si verifica spontaneamente e richiede l’impiego di speciali
macchine dette macchine frigorifere.
Le macchine frigorifere sono sistemi che operano secondo un ciclo
termodinamico inverso in cui il fluido evolvente prende il nome di
refrigerante. Qi è la quantità di calore in modulo che viene sottratta a
una sorgente a temperature inferiore Ti, Qs è la quantità di calore in
modulo ceduta a un pozzo a temperatura superiore Ts e Ln,e è il lavoro
netto fornito alla macchina frigorifera.
Un’altra macchina capace di trasferire calore da una sorgete a più bassa
temperatura a un pozzo a temperatura maggiore è la pompa di calore.
Una macchina frigorifera e una pompa di calore sono
fondamentalmente la stessa macchina poiché differiscono soltanto in ciò
che viene considerato effetto utile. Lo scopo di una macchina frigorifera
è mantenere l’ambiente refrigerato a una temperatura relativamente
bassa sottraendogli calore, che viene, poi ceduto a un pozzo a
temperatura maggiore. Lo scopo di una pompa di calore, invece, è
mantenere un ambiente riscaldato a una temperatura relativamente
elevata fornendogli il calore sottratto a una sorgente a temperatura
inferiore, come l’acqua di bacini, fiumi, o l’aria atmosferica. La
prestazione delle macchine frigorifere e delle pompe di calore è espressa
dal coefficiente di prestazione (COP), definito come:
e n
i
F
L
Q
COP
,
=
e n
s
PdC
L
Q
COP
,
=
Queste relazioni possono essere espresse anche in termini di potenze
sostituendo rispettivamente Qi, Qs e Ln,e con
i
Q

,
s
Q

e
e n
L
,

. Si osservi
che entrambi i coefficienti di prestazione COPF e COPPdC, possono essere
maggiori di 1.

Il ciclo inverso di Carnot
Poiché il ciclo di Carnot è completamente reversibile, tutte e quattro le
trasformazioni che lo costituiscono possono essere invertite con la
conseguenza che anche gli scambi di calore e di lavoro avvengono nei
versi opposti.
1
1
,

=
i s
Carnot F
T T
COP
s i
Carnot PdC
T T
COP

=
1
1
,


La sorgente termica più comunemente utilizzata dalle pompe di calore è l’aria atmosferica (sistemi aria-aria),
ma sono usati anche l’acqua di grandi bacini e il terreno. Il principale problema nei sistemi che utilizzano aria
come sorgente termica è l’accumulo di brina sulla serpentina dell’evaporatore, che si verifica nei climi umidi
quando la temperatura scende sotto i 2-5°C e determina una riduzione dell’efficienza poiché ostacola lo
scambio termico. Tuttavia, la serpentina dell’evaporatore può essere facilmente sbrinata invertendo il ciclo
della pompa di calore, cioè facendola funzionare da condizionatore d’aria. I sistemi che utilizzano acqua come
171

sorgente termica di solito operano nel sottosuolo, in profondità fino a 80 m, con intervalli di temperatura di
5-18°C e non sono soggetti ai problemi di accumulo di brina. Tali sistemi hanno valori tipici del COP più
elevati ma sono più complessi e richiedono un facile accesso a
grandi corpi d’acqua come quelli presenti nel sottosuolo. I sistemi
che utilizzano il terreno come sorgente termica sono anch’essi
complessi poiché richiedono lunghe tubazioni posizionate in
profondità nel terreno, dove la temperatura è relativamente
costante. Il COP delle pompe di calore di solito varia tra 1,5 e 4 in
base al particolare sistema utilizzato e dalla temperatura della
sorgente. Recentemente è stato sviluppato un nuovo tipo di
pompa di calore che utilizza motori elettrici a velocità variabile e
ha un’efficienza almeno doppia rispetto ai tipi precedenti.

Esempio 7.7, YUNUS ÇENGEL, termodinamica e trasmissione
del calore, pag. 262
Si intende usare una pompa di calore durante l’inverno per
riscaldare una casa. Se per mantenere la temperatura della casa a
20°C, con una temperatura esterna di -5°C occorre fornire una
potenza termica di 37,5 kW, si determini la minima potenza
meccanica richiesta dalla pompa di calore per soddisfare questo
fabbisogno di energia termica.
3 , 11
) 294 268 ( 1
1
1
1
,
=

=

=
s i
rev PdC
T T
COP
La potenza meccanica della pompa di calore reversibile,
kW
COP
Q
L
PdC
s
e n
32 , 3
3 , 11
5 , 37
.
,
= = =































172
Scheda tecnica, rendimenti, consumi e costi energetici

Rendimento = (risultato ottenuto)/(spesa per ottenere il risultato)
Il rendimento è una quantità adimensionata essendo data dal
rapporto di due grandezze fisiche omogenee, misurate con la stessa
unità.
La maggior parte dei combustibili contiene idrogeno, che forma
acqua quando essi vengono bruciati, e il potere calorifico di un
combustibile differirà a seconda che l’acqua nei prodotti di
combustione sia sotto forma di liquido o di vapore. Si distinguono
un potere calorifico inferiore PCI, quando l’acqua esce sotto forma
di vapore, e un potere calorifico superiore PCS, quando l’acqua
presente nei gas di combustione è completamente condensata e
quindi viene recuperato anche il calore di vaporizzazione. Per
esempio, il potere calorifico inferiore e il potere calorifico superiore
della benzina sono 44.000 kJ/kg e 47.300 kJ/kg, rispettivamente.
475


bruciato le combustibi del calorifico potere
e combustion la durante liberata calore di quantità
PC
Q
e combustion
⋅ ⋅ ⋅ ⋅
⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅
= = η



Esempio 3.7
476
Un motore elettrico di 60kW che ha un rendimento dell’89,9% si è usurato e deve essere sostituito con un
motore elettrico ad alto rendimento che ha un rendimento del 93,2%. Il motore funziona 2500 h/a (ore
all’anno) a pieno carico. Supponendo che il costo unitario dell’energia sia 0,08 €/kWh (euro al kilowattora),
si determinino la quantità di energia e il denaro risparmiato grazie all’installazione di un motore elettrico ad
alto rendimento al posto di un motore elettrico ordinario. Si determini in oltre il tempo di recupero del
capitale investito (PBP, payback period) se il prezzo di acquisto del motore elettrico ordinario e quello del
motore elettrico ad alto rendimento sono 4520€ e 5160€.
I risparmi di costi associati ai motori elettrici ad alto rendimento

ord ord
mecc
ordinario entrenate el
carico di fattore ale no potenza E
L
η η
) )( min (
,
⋅ ⋅ ⋅
= =




eff eff
mecc
efficiente entrenate el
carico di fattore ale no potenza E
L
η η
) )( min (
,
⋅ ⋅ ⋅
= =





475
YUNUS A.ÇENGEL, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, pag. 82
476
YUNUS A.ÇENGEL, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, pag. 90
173
Risparmio di potenza =
efficiente entrenate el ordinario entrante el
L L
, , ⋅ ⋅

 
= (potenza nominale)(Fattore di carico)(
eff ord
η η 1 1 − ), dove ηord è il rendimento del motore elettrico ordinario ed ηeff è il rendimento del motore
elettrico confrontabile ad alto rendimento.

Risparmio energetico = (risparmio di potenza) (tempo di funzionamento) = ( potenza nominale)
(tempo di funzionamento) (fattore di carico) (
eff ord
η η 1 1 − )=
60 x 3500 x 1 x ( 932 , 0 1 890 , 0 1 − ) = 10.634 kWh/a

risparmio di costi = (risparmio di energia) (costo unitario dell’energia) = 10.634 x 0,08 = 850,7 €/a

costo iniziale in eccesso = differenziale di prezzo acquisto = 5160 – 4520 = 640€

PBP = a
annuale ti di risparmio
eccesso in inziale Costo
75 , 0
7 , 850
640
cos
=
⋅ ⋅ ⋅
⋅ ⋅ ⋅


Si noti che il motore elettrico ad alto rendimento ripaga il suo differenziale di prezzo in 9 mesi (0,75a)

Esempio, riscaldamento di un edificio

Valutare il costo energetico di diverse soluzioni:
A) riscaldamento elettrico
B) pompa di calore reversibile

Ambiente esterno te = -5°C ed ambiente interno ti = 20°C

A) L’impianto di riscaldamento deve fornire una potenza
d
Q

al
fine di mantenere ti = 20°C costante.
Il costo energetico del caso A è
d el
Q L
 
= . Se
d
Q

= 1kW anche
el
L

= 1kW per ogni kW disperso
A è il costo energetico massimo

B)
el
L

viene impiegata per far funzionare una pompa di calore
che opera tra ti e te . Coefficiente economico della pompa εp
el
d
p
L
Q


= ε ; 72 , 11
268 293
293
=

=

=
k k
k
t t
t
e i
i
p
ε

085 , 0
7 , 11
1
≅ = =
p
d
el
Q
L
ε




C) pompa di calore accoppiata a sonda geotermica, il serbatoio freddo è il terreno (14°C)
83 , 48
287 293
293
=

=

=
terreno i
i
p
t t
t
ε
02 , 0
83 , 48
1
≅ = =
p
d
el
Q
L
ε



il costo energetico si è ridotto




174
Scheda tecnica, democrazia diretta

Bozza di una proposta per la modifica degli artt. 70-75 della Costituzione sull’istituzione
dell’iniziativa popolare, “estratto” da Thomas Benedikter, democrazia diretta, più potere ai cittadini
Sonda 2008 pag. 247

Art. 73
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi,
mediante la proposta da parte di un numero
minimo di cittadini, da determinare con la
legge dello Stato, aventi diritto al voto, di un
progetto redatto in articoli, da presentare
nell’arco di tempo di 18 mesi, e tenendo conto
che la proposta deve essere formulata secondo
il principio dell’unità della materia.
Il disegno di legge ad iniziativa popolare viene
presentato ad una Camera e segue l’iter
legislativo previsto dall’art.72.
Qualora questo iter in Parlamento di un
disegno di legge ad iniziativa popolare non si
concluda entro un congruo periodo di tempo
da stabilire per legge, o qualora il disegno di
legge ad iniziativa popolare sia respinto in
sede parlamentare, la proposta è sottoposta
alla volontà popolare deliberativa. Qualora il
Parlamento approvi una propria proposta di
legge in materia, il comitato promotore
dell’iniziativa popolare, composto da almeno
nove cittadini aventi diritto al voto, decide a
maggioranza se ritirare il disegno di legge ad
iniziativa popolare o far valere il diritto alla
votazione popolare deliberativa.
Hanno diritto di partecipare alla votazione
popolare deliberativo tutti i cittadini chiamati
ad eleggere la Camera dei deputati.
Se il parlamento sottopone alla consultazione
deliberativa una propria proposta di legge in
materia, le domande al cittadino sono tre: se
preferisce le proposta al diritto vigente; se
preferisce la controproposta del Parlamento al
diritto vigente; quale proposta deve entrare in
vigore se i cittadini preferiscono entrambe le
proposte al diritto vigente.
[…]

Lezioni dalla democrazia diretta nella
pratica
477


Gli strumenti
In Svizzera, a livello federale, con circa 4,8
milioni di persone abilitate al voto, i seguenti
tre strumenti di democrazia diretta sono i più
importanti. Tutti i referendum svizzeri sono obbligatori ad ogni livello. Il referendum obbligatorio venne
introdotto nel 1848. Per ogni emendamento alla Costituzione il governo è obbligato a indire un referendum,
come anche per l’adesione della Svizzera alle organizzazioni internazionali e leggi urgenti per le quali il
referendum facoltativo non è valido. Il referendum facoltativo risale al 1874. Se 50.000 cittadini danno la loro
firma entro cento giorni dopo la pubblicazione ufficiale di una legge parlamentare, essi possono imporre un

477 J os Verhulst & Arjen Nijeboer, democrazia diretta http://www.democracy-
international.org/index.php?eID=tx_nawsecuredl&u=0&file=fileadmin/pdfarchiv/di/democrazia_diretta_it.pdf&t=1287
780336&hash=e37951b6c5f3df117000fb40d4a6c210

175
referendum sulla legge. Inizialmente questo non si applicava alle leggi che il Parlamento aveva dichiarato
urgenti. Ma quando il Parlamento iniziò ad abusare di tale facilitazione e cominciò col dichiarare urgenti tutti
i tipi di leggi, un referendum stabilì che le leggi urgenti potessero essere immediatamente vigenti, ma
dovevano sempre essere sottomesse in seguito a un referendum obbligatorio.
L’iniziativa popolare costituzionale (in breve iniziativa popolare) introdotta nel 1891, dà ai cittadini la
possibilità di ottenere un referendum sulle loro proprie proposte scritte, se essi raccolgono 100.000 firme
entro 18 mesi. Tale proposta può essere formulata generalmente, e deve essere poi convertita in legislazione
da una commissione parlamentare, oppure in forma di paragrafi di legge precisamente definiti a cui il
Parlamento non può più apportare nessun emendamento. Se adottata, la proposta diviene parte della
Costituzione. In pratica, però, i cittadini possono anche utilizzare questo strumento per temi che vengono di
solito regolati dalla legislazione ordinaria. Per questo motivo la Costituzione svizzera risulta un notevole
miscuglio di principi nazionali e di politica «ordinaria». Gli Svizzeri stanno sormontando il problema con
l’introduzione dell’iniziativa popolare generale. Questa fu approvata nel referendum del febbraio 2003, ma fu
resa vigente solo dal 2006. Essa autorizza i cittadini, dopo la raccolta di 100.000 firme a favore, a presentare
una proposta generale al Parlamento, il quale ha in seguito la libertà di decidere se farne un disegno di legge
od un emendamento costituzionale. Questo poi è soggetto a un referendum. L’iniziativa popolare consente
agli Svizzeri di indire un referendum virtualmente su qualsiasi tema. Le sole eccezioni sostanziali sono alcune
disposizioni vincolanti di diritto internazionale, il divieto di genocidio e schiavitù. Inoltre l’iniziativa popolare
deve soddisfare requisiti d’unità di forma e di contenuto (ad esempio un’iniziativa popolare non può
racchiudere due temi). Infine la legge consuetudinaria fa sì che proposte inattuabili in pratica possano venire
rifiutate; una volta un’iniziativa popolare fu dichiarata non valida, perché proponeva di ridurre le spese per
anni che sarebbero già trascorsi prima che si fosse tenuto il referendum. Il Parlamento riesamina tutte queste
questioni. Ma le iniziative popolari, ad esempio su tasse, spese statali, questioni militari e anche sulla forma
di governo sono fatti normali in Svizzera. L’iniziativa popolare è dunque la pietra angolare della democrazia
diretta. Dopotutto, nel referendum facoltativo, i cittadini non fanno che rispondere ai provvedimenti del
Parlamento che sono ancora in fase di discussione. Tuttavia con l’iniziativa popolare essi determinano
attivamente l’agenda politica. In Svizzera non esistono referendum che siano stati formulati dal Parlamento o
dal governo – noti anche come plebisciti. I referendum o vengono prescritti dalla Costituzione, o sono indetti
dai cittadini, utilizzando il metodo della raccolta di firme. Con il sempre crescente numero di referendum che
si terranno in Europa, la forma internazionalmente più comune rimane purtroppo ancora quella del
plebiscito. Questi sono in genere referendum facoltativi, che vengono elaborati da uomini politici al potere,
per conferire alla loro politica una legittimità straordinaria, oppure perché coalizioni o partiti hanno un
disaccordo interno. Le regole del gioco vengono frequentemente adattate ad ogni caso, nel modo che sembra
migliore ai politici del momento. Questo ha veramente poco a che fare con la vera democrazia diretta.

Democrazia diretta
478
Anche in Italia cominciano a vedersi i primi esempi di vera democrazia “dal basso” e com’è ovvio
che sia non sono i partiti tradizionali a diffondere metodi e strumenti democratici ma singoli
cittadini e gruppi genuini che danno vita a vere liste civiche, cioè non maschere dei partiti.
.
Da diversi anni esistono associazioni culturali che diffondono tali metodi: i Democratici diretti ed il
Movimento partecipazione di Genova, a questi si aggiungono PartecipAzione cittadini Rovereto. In
Europa l’associazione democracy international controlla l’andamento politico e democratico degli
Stati chiedendo l’introduzione di strumenti di democrazia diretta anche nell’Unione europea poca
incline all’autoderminazione dei popoli.

La partecipazione e suoi strumenti sono di due tipi: la democrazia diretta pura e senza filtri e la
democrazia partecipativa applicabile in ambito locale col bilancio partecipativo inventato a Porto
Alegre dai movimenti cittadini ed istituzionalizzato con una riforma amministrativa.
Due libri raccontano molto bene le esperienze di partecipazione nel mondo: Paolo Michelotto,
democrazia dei cittadini, Troll e Thomas Benedikter, democrazia diretta, Sonda.
In questo periodo abbiamo assistito a due sperimentazioni molto interessanti, la Rete dei cittadini nel
Lazio che imita il progetto di Lista Partecipata ed ora il progetto di lista civica a Rovereto.
Inoltre, da diversi anni l’Associazione Rete Nuovo Municipio diffonde la conoscenza di strumenti
partecipativi agli Enti locali, soprattutto Comuni attraverso tecniche di pianificazione partecipata,
sempre derivanti dalle procedure deliberative del bilancio partecipativo.
Sintetizzando ecco gli strumenti del potere supremo, della sovranità popolare irrinunciabile ed
indispensabile per parlare di democrazia, governo del popolo, in assenza di tali strumenti si parla
giustamente di regime totalitario e di dittature.

478
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2010/04/19/la-vera-democrazia-“dal-basso”/
176
Gli strumenti:
iniziativa popolare
referendum abrogativo
bilancio partecipativo deliberativo
Per poter esser efficaci e non una presa in giro questi strumenti non devono avere i limiti presenti
nelle norme italiane.
L’iniziativa popolare deve essere vincolante per i dipendenti eletti, cioè essi devono avere l’obbligo
di valutarla in un tempo ragionevole e se non fossero d’accordo la decisione torna al popolo sovrano
con referendum confermativo senza quorum di validità.
Il referendum abrogativo non deve avere quorum di validità.
Il bilancio partecipativo deliberativo è quello strumento che consente ai cittadini di proporre e
decidere come spendere una parte o tutto il bilancio del proprio comune, le proprie tasse. Esso non
deve essere consultivo.
E’ determinante comprendere il concetto del quorum poiché è alla base dell’elementare principio
democratico: chi partecipa decide e mai il contrario. Si tratta delle regole elementari del metodo
democratico che poggia su criteri aritmetici: maggioranza, minoranza; e poi dialogo, informazione e
partecipazione al processo decisionale. In Italia, con l’inganno, i cittadini usano strumenti di
democrazia diretta inefficaci: l’iniziativa ed il referendum mentre in Svizzera gli stessi strumenti
sono alla base della vita politica condivisa. Solo in Italia esiste un quorum di validità del 50%+1
degli aventi diritto al voto e, solo in Italia numerose iniziative popolari giacciono nei cassetti senza
esser valutate dal Parlamento. Solo in Italia gli strumenti di partecipazione previsti per gli Enti locali
non fanno parte degli Statuti ma solo le ridicole Consulte, istituto giuridico scritto per distruggere la
partecipazione dei cittadini e far aumentare l’apatia politica che aiuta i partiti tradizionali prezzolati
dalle banche. In Svizzera accade il contrario per mezzo di strumenti efficaci, infatti i dipendenti eletti
contano molto meno dato che il popolo sovrano possiede strumenti decisionali e di controllo
realmente efficaci.
Negli USA esiste persino la revoca del mandato, utilissimo strumento di controllo sugli eletti per
mezzo del bilancio a metà mandato elettorale. Tale metodo di controllo sarebbe l’ideale in tutti gli
Enti territoriali e cioè la verifica a metà mandato elettorale sulle promesse fatte dai candidati tramite
il programma elettorale e la verifica delle stesse sul bilancio economico locale. Di solito è la Corte
dei Conti l’organo di controllo sulle casse locali e nazionali ma la lentezza della macchina non
consente un’efficace controllo se non ad errori già fatti. I cittadini sovrani hanno il diritto e dovere
morale di controllare i bilanci degli Enti locali e per tanto il bilancio di mandato sarebbe un
utilissimo strumento preventivo sulla corruzione. Per mezzo di un referendum popolare si potrà
revocare il mandato al Sindaco od al Presidente per truffa a danni dello Stato, per reale negligenza
sul programma elettorale ed associazione per delinquere prima che un giudice si possa pronunciare.
La vera democrazia è fortemente osteggiata dal potere invisibile (organizzazioni sovranazionali,
logge massoniche deviate, servizi segreti deviati, SpA e banche) per ovvie ragioni dato che attraverso
questa forma governativa le lobby perderebbero controllo sulle masse e quindi potere. Gli strumenti
servono ad integrare la democrazia rappresentativa e non vanno a sostituirla.
La democrazia rappresentativa non c’è più. La Costituzione italiana nonostante affermi che il potere
supremo appartenga al popolo, ha previsto troppi poteri per i dipendenti eletti e strumenti inefficaci
per il sovrano e; queste regole antidemocratiche, col tempo, hanno creato e stabilito una casta,
un’oligarchia autoritaria che opprime il popolo sovrano. Bisogna democratizzare sia la Costituzione e
sia tutti gli Statuti degli Enti territoriali inserendo i più avanzati strumenti di democrazia diretta per
integrare l’obsoleta democrazia rappresentativa. I fatti dimostrano che i partiti tradizionali, corrotti ed
immorali, non rappresentano la volontà popolare ma quella delle multinazionali.

Acqua
479
Il ruolo di avanguardia nello sviluppo di sistemi e tecnologie per il controllo degli squilibri
idrologici tipici degli ambienti urbanizzati (nel campo del controllo dell’inquinamento da fonti
diffuse prima e degli squilibri del bilancio ideologico successivamente) è vantato dalla ricerca nord
americana con la sperimentazione e la codifica di tecnologie a basso impatto ambientale (canali
inerbiti, fasce filtro vegetate, pavimentazioni permeabili, bacini di sedimentazione e
biofitodepazione). Ma è in Australia, con lo sviluppo di metodi innovativi di integrazione fra ciclo
delle acque ed ambiente costruito (Water Sensitive Urban Design) e in Europa con la realizzazione
.

479
FRANCESCA PERRICONE, Uni Roma “La Sapienza” Dip. ITACA, la gestione della complessità nel progetto
sostenibile del ciclo delle acque meteoriche urbane: tecnologie, strumenti e metodi, in “Il progetto sostenibile” N.24,
ott-dic 2009, pag. 24
177
di progetti pilota che, negli ultimi anni con l’utilizzo di questi stessi sistemi tecnici, si è arricchito di
nuove interpretazioni metodologiche ed applicative, arrivando a mettere in luce enormi potenzialità
della risorsa idrica. In Germania, ad esempio, oltre alle indicazioni contenute in un’ampia e
dettagliata normativa, sono di grande interesse le realizzazioni di quartieri ed edifici nelle quali il
rapporto tra acqua e città viene impostato non soltanto in funzione della tutela e del controllo della
risorsa, ma in relazione all’impatto dei sistemi utilizzati nei confronti del microclima, della
funzionalità, dell’estetica e della dimensione sociale dell’ambiente urbano (LID – Low Impact
Development).

Da qualche decennio, dopo l’introduzione dell’uso del diritto privato in ambito pubblico (L.241/90.
L.29/93, L.474/94, L. 104/96, L.104/97), L.448/98) e la modifica degli Statuti degli Enti territoriali
verso una maggiore feudalizzazione della società si assiste all’usurpazione dei beni demaniali (L.
36/94 Galli) per una più efficace massimizzazione dei profitti a sostegno delle SpA di controllo
privato e bancario.

La Costituzione non consente di trarre profitto monetario dalla gestione dei beni demaniali, lo
consente solo occasionalmente come accade ogni anno per le spiagge italiane in cambio di una
corretta manutenzione ed un affitto, a volte irrisorio e ridicolo. Comunque, in quel caso si tratta di
profitto occasionale per la durata della stagione estiva e gli Enti devono tener presente a chi
concedono annualmente l’usufrutto di tali beni onde evitare clientele e favoritismi non previsti dai
principi costituzionali.

In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime
giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può
acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione. I beni demaniali sono infruttiferi:
non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione.

Da diversi decenni le Regioni concedono eccessivi permessi ad alcune SpA, in regime di
monopolio, che imbottigliano l’acqua recando seri danni agli ecosistemi
480

. Da diversi decenni i
Comuni consentono ad SpA locali di gestire gli acquedotti costruiti con le tasse degli italiani e
lasciare il profitto ad alcuni soggetti privati. Presidenti, Sindaci e Consigli stanno palesemente
violando la costituzione italiana e stanno usurpando i diritti di tutti.
L’approfondimento e lo sviluppo di questi temi politici, sovranità monetaria, democrazia diretta,
salute, acqua ed energia, avvia il pensiero dell’autosufficienza e ci conduce verso una società
naturale. Nell’attuale periodo di crisi, di coscienze, e crisi economica è moralmente doveroso
riappropriarsi dei diritti naturali per ri-progettare la società in maniera ecologica e sinceramente
democratica, governo del popolo. Il potere supremo è nelle mani dei cittadini, oggi sudditi poiché
chiusi nel nichilismo, nel cinismo e nell’ignoranza collettiva. Per sciogliere l’attuale conflitto
interiore, crisi delle coscienze, è sufficiente studiare, leggere e scoprire la naturale connessione
uomo-natura-universo per iniziarne a prendere in considerazione sia i limiti delle risorse e sia le
potenzialità umane pronte a cambiare paradigma culturale.

Utilizzando i metodi usati dalla natura per creare e conservare energia, possiamo ricostituire il
capitale naturale dei territori a gestione permaculturale, in modo che possano fornire servizi
ambientali necessari e soddisfare i bisogni umani nel futuro. Le strategie permaculturali per catturare
e conservare energia possono essere raggruppate in quattro categorie principali: acqua, suolo vivente,
alberi e semi
481

.

480
GIUSEPPE ALTAMORE, Qualcuno vuol darcela a bere, Fratelli Frilli editore, 2003
481
DAVID HOLMGREN, Permacoltura, Arianna editrice, 2010, pag. 61
178
I semi e le sequenze di DNA isolate sono diventati soggetti a brevetto industriale. La protezione
delle varietà vegetali secondo il sistema mondiale Upov (protezione delle nuove varietà vegetali) è
anche stato allargato in modo da comprendere i costi per ripiantare i semi e incorporare i diritti di
brevetti industriale sugli OGM. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nell’ambito
dell’accordo per i diritti di proprietà intellettuali (DPI) inerenti al commercio obbliga gli stati
membri ad introdurre generici sistemi di DPI sulle piante.
482



Scheda tecnica, acqua

Dati estratti da Giuseppe Altamore, Qualcuno
vuol darcela a bere, Fratelli Frilli editore,
2005 (pagg. 40, 182)

“L’Italia è l’unico Paese fra quelli
economicamente avanzati a non disporre
assolutamente di un inventario esauriente, sia
livello centrale sia locale, sulla qualità e sulle
caratteristiche merceologiche delle risorse
idriche esistenti” , sottolinea il prof. Dall’Aglio.
Oltre ai problemi riguardanti la scarsissima
conoscenza sulla qualità delle acque naturali,
mancano dati aggiornati e completi sugli
aspetti quantitativi delle risorse idriche
potenziali.
Le acque sotterranee, insieme ai grandi laghi,
sono una risorsa strategica, parzialmente
rinnovabile con processi molto lunghi nel
tempo, di cui abbiamo conoscenze insufficienti
sia in termini di dimensioni e distribuzione
della risorsa sia in termini di qualità.





















482
Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, manifesto sul futuro dei semi,
Firenze, 2006

179
Scheda tecnica, Reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo, Principio 12
Permacultura, “estratto” da DAVID HOLMGREN, permacultura, Arianna editrice, 2010 pag. 245

a) progettare facendo uso del cambiamento in modo deliberato e cooperativo
b) reagire o adattarsi ai cambiamenti su larga scala che sono al di là del nostro controllo o la nostra
possibilità di intervento.
L’accelerazione della successione ecologica all’interno dei sistemi coltivati è l’espressione più comune del
principio 12 in permacultura, sia nei testi teorici che nella pratica effettiva. Tali concetti sono stati applicati
anche per capire come incoraggiare in modo creativo cambiamenti di tipo sociale e organizzativo. Oltre
all’utilizzo di una più vasta gamma di modelli ecologici per dimostrare come potremmo fare buon uso della
successione, oggi io vedo questo argomento in un più vasto contesto di risposta o uso dei cambiamenti.
In Permaculture One, la stabilità era da noi considerata un aspetto importante della permacultura; nel
contempo però, anche il cambiamento evolutivo veniva dichiarato indispensabile. La permacultura ha a che
fare con la stabilità e con la durata dei sistemi naturali viventi e della cultura umana, ma questa stabilità nel
tempo, paradossalmente, dipende in larga misura dalla flessibilità e dal cambiamento. Esistono molte storie
tradizioni che hanno come tema il seguente concetto: la maggiore stabilità è quella contiene i semi del
cambiamento. La scienza ha dimostrato che ciò che ci sembra apparentemente solido e permanente è in
realtà – a livello cellulare o atomico – una massa brulicante di energia in trasformazione, in modo analogo a
quanto traspare in alcune descrizioni di varie tradizioni spirituali.

La progettazione in permacultura come cambiamento top-down
L’approccio permaculturale a questi temi comincia col trattare gli aspetti più concreti e materiali della nostra
esistenza fisica, attraverso un processo di revisione della propria realtà e delle proprie azioni (già descritto nel
principio 4). Attuando piccoli cambiamenti, aumentiamo la nostra fiducia nel saper affrontare
cambiamenti ancora maggiori e più difficili. Non deve sorprendere se, da un processo di semplice revisione
delle proprie abitudini e dei bisogni personali, si passa poi a trattare le più astratte questioni legate a
motivazione, valori e significati dell’esistenza.
Il processo di progettazione permaculturale può essere pensato come un processo di mutamento gestionale
top-down. Potrebbe avere inizio concentrandosi su fattori esterni di natura fisica e biologica ma viene
costantemente collegato al processo di cambiamento a livello personale. Sia a livello di consulenza che nei
corsi di progettazione di permacultura da me diretti, ho avuto modo di capire che quando si inizia a pensare
in modo sistemico alla propria casa ed al proprio orto, entrano inevitabilmente in gioco le componenti legate
allo stile di vita. Come risultato di questo approccio più olistico, il cambiamento personale si dimostra spesso
un processo di miglioramento più felice e veloce, mentre il contrario avviene per i cambiamenti riguardanti
l’ambiente esterno (che avevano inizialmente motivato le richiesta di cambiamento). Molto spesso, la
massima “Per cambiare il mondo dobbiamo cambiare noi stessi” si dimostra vera.

La resilienza ai cambiamenti imposti dall’alto
A volte, ci troviamo a reagire a cambiamenti che arrivano dall’alto, mossi da forze al di là del nostro controllo
e della nostra comprensione. Gaia, la terra vivente, crea i mutamenti in varie forme: tramite forze tettoniche
come terremoti e vulcani, gli eventi atmosferici e ci cambiamenti climatici, le invasioni di specie infestanti e le
malattie. Governi e multinazionali prendono decisioni che non riusciamo a modificare in modo significativo.
Come e quanto queste forze superiori condizionano la nostra vita e i nostri ecosistemi, dipende dalla nostra
indipendenza e dalla resilienza e adattabilità a cambiamenti specifici o generali.
[…] La resilienza negli ecosistemi è la continuità delle funzioni basilari e degli elementi cruciali del sistema, a
prescindere da fluttuazioni nelle condizioni ambientali o dall’equilibrio interno tra le popolazioni di varie
specie.












180
Risveglio etico
L’etica
483
E’ altrettanto nota la ragione secondo cui la maggior parte degli individui ripone ancora fiducia
nelle istituzioni. E’ stato ripetuto l’
è l’atteggiamento giusto che misura la qualità della nostra vita, e se vale la pena o meno
di viverla. La democrazia è - l’agorà - quel metodo condiviso per deliberare scelte collettive dove il
singolo individuo può esprimersi liberamente, e in eguaglianza con gli altri. Le scelte sono
condizionate dall'etica, dal livello di coscienza, dalla cultura individuale e dal tempo dedicato alla
riflessione. In questi frangenti sappiamo se siamo liberi di comprendere e di scegliere per noi e per
gli altri, e questo aspetto è direttamente legato all’accesso della conoscenza. Chi controlla la
conoscenza e l’informazione determina il livello di democrazia di una comunità ed oggi esiste una
forte contraddizione data dal fatto che ognuno può accedere alla conoscenza senza “filtro” (internet
e biblioteche), ma pochi lo fanno. In sostanza, la cultura è anche “fondazione” di etica legata alla
coscienza umana, alla consapevolezza.
esperimento Milgram circa il comportamento degli individui
sottoposti ad una pressione dell’autorità. L’esperimento dimostra come funziona l’obbedienza, e
quanto sia “difficile” ribellarsi di fronte a comandi che recano danni agli altri individui;
l’esperimento mostra uno sconcertante aumento del cinismo. Se uniamo il problema dell’ignoranza
di ritorno coi risultati dell’esperimento Milgram possiamo renderci conto del perché sia difficile
realizzare un cambiamento in Italia, ma non impossibile. Consci di questa situazione
possiamo pianificare un’efficace rinascita delle coscienze addormentate, e pertanto sappiamo bene
quanto sia importante svelare le credenze (PIL, monetarismo, crescita, petrolio) di una società
immorale, e che l’evoluzione si realizza attraverso l’educazione e l’applicazione di modelli
sostenibili utili a mostrare un confronto (felicità, bioeconomia, fotosintesi clorofilliana, scienza della
sostenibilità). Il modello realizzato stimola curiosità, attenzione e riflessioni.

Se definiamo “lettori deboli” coloro che hanno letto al massimo 3 libri nei 12 mesi precedenti
l’intervista e “lettori forti” coloro che hanno letto 12 o più libri nello stesso arco temporale, i lettori di
libri si confermano fondamentalmente deboli: il 44,9% ha infatti dichiarato di aver letto fino a 3 libri
nell’ultimo anno, mentre solo il 15,2% ne ha letti 12 o più.
I lettori deboli sono soprattutto maschi (48,1%), bambini e ragazzi fino a 14 anni (più del 48%),
persone con 75 anni e più (49,5%), persone con la licenza media o titolo inferiore (più del 50%),
operai (55,3%), persone in cerca di prima occupazione e casalinghe (oltre il 51%), residenti nelle
regioni meridionali (57,6%).
Le quote maggiori di lettori forti si riscontrano, invece, tra le persone di 65-74 anni (19,8%), tra le
donne (16%), con un picco tra quelle di 65-74 anni (22,1%), tra i laureati (24,4%) e tra dirigenti,
imprenditori e liberi professionisti (19,8%) e i ritirati dal lavoro (18,7%). A livello geografico le
quote più alte di lettori forti si riscontrano nel Nord-ovest (19,5%) e nel Nord-est (18,3%).
Nel 2009 l’89,2% delle famiglie dichiara di possedere libri in casa: il 62,5% ne possiede al massimo
100 (il 28,9% fino a 25 libri, il 33,6% da 26 a 100 libri), poco più di un quarto dichiara di possederne
più di 100 (26,7%), mentre il 10,3% (pari a 2 milioni e 474 mila famiglie) dichiara di non possederne
affatto.
484


Solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare.
Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un'altra, una cifra
dall'altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare
qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi
fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e
scrittura, un grafico con qualche percentuale è un'icona incomprensibile. Secondo specialisti

483
dal dizionario Treccani su internet: s. f. [dal lat. ethĭca, gr. ἠϑικά, neutro pl. dell’agg. ἠϑικός: v. etico1]. – Nel
linguaggio filos., ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in
quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé
stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane.
484
ISTAT, famiglia e società, la lettura di libri in Italia, anno 2009, 12 maggio 2010
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100512_00/testointegrale20100512.pdf
181
internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi
indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in
diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a
questionari: uno, elementarissimo, di accesso, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute
osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda
indagine anche le capacità di problem solving. I risultati sono interessanti per molti aspetti. Sacche di
popolazione a rischio di analfabetismo (persone ferme ai questionari uno e due) si trovano anche in
società progredite. Ma non nelle dimensioni italiane (circa l'80 per cento in entrambe le prove). Tra i
paesi partecipanti all'indagine l'Italia batte quasi tutti. Solo lo stato del Nuevo Léon, in Messico, ha
risultati peggiori. I dati sono stati resi pubblici in Italia nel 2001 e nel 2006. Ma senza reazioni
apprezzabili da parte dei mezzi di informazione e dei leader politici.
485


L’attuale società sembra essere poco inclina alla cultura, all’etica ed alla coscienza, figuriamoci alla
democrazia.
Secondo uno studio pubblicato in Francia da Pascal Guibert e Christophe Michaud, dell'Università
di Nantes, la tendenza ad imbrogliare a scuola culmina con l'università. Una inchiesta retrospettiva
condotta presso alcuni studenti ha indicato che quasi il 5% di essi diceva di aver imbrogliato alla
scuola primaria, ma all'università questa cifra raggiungeva il 50%. Un terzo delle persone
interrogate aveva imbrogliato al ginnasio e un pò di più del 10% al liceo. Tuttavia un altro studio
condotto in 42 università di 21 paesi, che includeva 7213 studenti in economia e commercio, ha
fornito proporzioni superiori circa l'imbroglio dopo il diploma: il 62% dichiarava di aver
imbrogliato all'università. Ci sono però forti variazioni fra le varie nazioni: hanno imbrogliato l'88%
degli studenti dell'Europa orientale, il 50% degli africani e meno del 5% nei paesi nordici. Lo stesso
studio ha indicato che il livello di disonestà degli studenti è proporzionale agli indicatori di
corruzione del paese, riportati da analisti finanziari e imprenditori.
486


I dati sulla cultura degli italiani e l'imbroglio circa il profitto scolastico dimostrano la regressione
culturale della società, e la scarsa capacità di scegliere e valutare i propri dipendenti politici che
agevolmente manipolano gli elettori.

Nonostante questa crisi di coscienza, tante comunità nel mondo dimostrano una qualità civica
collettiva per mezzo di strumenti efficaci di partecipazione attiva. I cittadini hanno l’opportunità di
alzare il livello culturale ed etico delle proprie scelte grazie alla loro capacità di ascolto in
democrazia diretta. Il virtuosismo della condivisione di opinioni (pluralismo delle idee) in un
contesto ordinato e di uguaglianza aiuta la libera circolazione delle idee e stimola nuove ed
importanti energie mentali e creative. Conoscenze mai rilevate possono essere lette e discusse a tutti
e fra tutti. I libri ed internet sono strumenti di accesso alla conoscenza e come tali non devono essere
censurati, regolati o circoscritti, accadesse il contrario vivremmo in una dittatura che lede i diritti
universali dell’uomo.
La scuola, l’università ed i media sono quegli strumenti, controllati dai Governi e dalle SpA, che
formano il pensiero delle masse, ed il livello di credibilità che i popoli nutrono verso i Governi
influenza le nostre scelte finali. La fiducia riposta nelle istituzioni condiziona la qualità della vita.
Anche per queste ragioni il potere circoscrive e censura la conoscenza manipolata che diffonde
attraverso la scuola e l’università. Il dogma religioso della moneta e la massimizzazione dei profitti
orientano le leggi col fine di censurare il pluralismo delle idee e la conoscenza, per questo motivo
esistono brevetti, copyright e diritto d’autore. Una volta, la dittatura usava anche la violenza fisica
per vietare la libera conoscenza, oggi è sufficiente mettere un prezzo sopra un brevetto.
Quando la conoscenza viene secretata col copyright solo chi possiede ingenti capitali può farne uso.

485
TULLIO DE MAURO, ANALFABETI D'ITALIA, Internazionale 734, 6 marzo 2008
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-
1&mode=flat&order=0&sid=4403
486
Laurent Bègue, Piccoli inganni quotidiani, in Mente&Cervello, N.104 agosto 2013, pag. 26
182
Queste considerazioni dovrebbero farci riflettere e comprendere che oggi non c’è libertà per tutti e
nessuna giustizia, e né una sorta di democrazia rappresentativa. Se tutti i cittadini non avranno
libero accesso al pluralismo delle idee essi non potranno scegliere ma solo, essere psico-
programmati da dogmi imposti dal potere.
Cooperazione, reciprocità e senso civico della comunità sono stimoli positivi che possono aiutarci in
un percorso di conoscenza libero e non condizionato. Anche internet, con i social-network, può
essere utile. Una curiosità collettiva può aiutarci ad essere critici e costruttivi cogliendo utili
informazioni sui nostri consumi e comprendere i fattori che condizionano il nostro stile di vita.

Riassumendo e prendendo bene la mira, possiamo conoscere chi siano i burattinai ed i burattini. I
Governi scambiano Titoli di Stato, pezzi di carta, con la moneta della BCE. Le banche che
acquistano il debito pubblico italiano sono le SpA burattinaie
487
In un sistema immorale dove alcune SpA private approvano bilanci con profitti monetari almeno
100 volte maggiori degli Stati USA e dell’UE lo capisce anche un bambino che c’è qualcosa che
non funziona, perché gli italiani non lo capiscono? Craxi, in sede di tribunale – Milano, processo
Enimont, 1993 - era sorpreso di fronte alle domande “ingenue” del Pm Antonio Di Pietro: «perché
imprenditori, società, enti e cooperative sentivano il bisogno di pagare i partiti?» Bettino Craxi: «ci
sono gruppi industriali che in Italia sono una potenza, che sono più potenti dei partiti, potevano
spaventare e non essere spaventati, proprietari di giornali, di banche[…] loro incutevano timore
[…] ma si può immaginare che un gruppo come la Fiat non abbia mai dato contributi elettorali a
partiti, a candidati […] si può credere seriamente che un gruppo come la Fiat possa essere stato
concusso, spaventato?»
e chi controlla queste quote
azionarie determina le scelte dei popoli non i Parlamenti. Queste informazioni sono pubbliche, non
ci sono complotti, le persone operano alla luce del Sole, compreso il potere invisibile. Sono tanti i
giornalisti free-lance che hanno previsto la crisi finanziaria globale, ma la loro comunicazione non
passa tra i media ufficiali controllati dai Governi e dalle stesse multinazionali SpA amiche dei
banchieri. Persino la scena di un film spiega il sistema: dal film “The International”: [...] Agente
dell’Interpol (Clive Owen): “si ma miliardi di dollari investiti solo per fare il broker? Non ci può
essere tanto guadagno per loro.” Finanziere-politico (Luca Barbareschi): “No figuriamoci se
mirano a guadagnare dalla vendita di armi. Mirano al controllo.” Vice procuratore distrettuale
(Naomi Watts): “Controllo del flusso di armi, controllo del conflitto“. Finanziere-politico: “No, no
la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il
conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito che genera, se
controlli il debito, controlli tutto quanto.“
In questi anni la pressione delle multinazionali è ben visibile nei media e nelle università, nel luoghi
di dibattito politico, c’è un continuo martellamento nel proporre privatizzazioni in tutti gli ambiti, lo
scontro è su questi aspetti. Si vuole persuadere l’opinione pubblica sul fatto che “privato sia meglio
di pubblico” ed il potere invisibile lavora a questo, anche in Italia, dal dopo guerra in poi ed ha
raggiunto questi obiettivi con l’indottrinamento
488

di un pensiero nelle scuole e nelle università.
Quasi nessuno fa notare che l’introduzione dell’uso del diritto privato in ambito pubblico è avvenuto
con la riforma amministrativa degli anni ’90 e questo non destò fastidio, se oggi vi sono soggetti che
rubano a norma di legge la colpa è del Parlamento che aggirò la Costituzione italiana ed, oggi la
Corte Costituzionale è tragicamente silente mentre alcuni soggetti privati ricavano milioni con
l’acqua.
Il 12 e 13 giugno 2011 c’è stato un risultato politico storico, straordinario, da 16 anni non veniva
raggiunto l’antidemocratico quorum di validità per i referendum abrogativi
489

487

. Ebbene, il 95% dei
http://peppecarpentieri.wordpress.com/2010/01/14/ipocrisia-spa/
488
LEWIS F. POWELL, The Powell Memo, Powell Manifesto, 23 ago 1971,
http://reclaimdemocracy.org/corporate_accountability/powell_memo_lewis.html
489
http://referendum.interno.it/refe110612/RFT0001.htm
183
votanti, 25.216.418 di italiani, ha detto che l’acqua tramite la gestione degli acquedotti non deve
recare profitto per i privati, che non bisogna usare la fissione nucleare per “produrre” energia e che
il legittimo impedimento è immorale (norma ad hoc per salvare Silvio Berlusconi).
Il 15 ottobre 2011 in tutto il mondo, circa 82 capitali, ci sono state manifestazioni contro il FMI, la
Banca Mondiale, contro la finanza e contro l’attuale sistema organizzato e promosso dall’élite. A
Roma, una banda di teppisti denominati black bloc, e palesemente inviati dall’élite, ha impedito il
naturale svolgimento della manifestazione affinché gli altri italiani assenti non ascoltassero le
proposte di cambiamento.

Il pensiero dominante criminale del produttivismo e dello sviluppo sostenibile sono persino parte
integrante del processo deliberativo dell’amministrazione pubblica, una conferenza di servizi
490
di
fronte a scelte economiche fa pendere l’ago della bilancia su questioni di “efficienza” (profitto) e
non su questioni etiche (tutela della vita umana) e di buon senso. Queste persone non ragionano in
termini umani ma in termini di bilancio messo al di sopra del diritto alla vita. Quante volte avete
sentito dire che il lavoro viene prima di tutto? Credo tante, è il classico ricatto che si pone come
ostacolo insormontabile nel caso dell’industria metallurgica e chimica, poiché spesso i datori di
lavoro per massimizzare i profitti riducono i costi nella tutela della salute, essi ragionano in termini
di costi. Allora, chiariamo un aspetto fondamentale del diritto: la libertà di iniziativa economica
privata non è assoluta, ma incontra limiti oggettivi nel fatto che non deve porsi in contrasto con
l’utilità sociale e non deve recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
491
Il pensiero criminale fa parte dei criteri valutativi, ad esempio, gli stessi amministratori stanno
concedendo tramite le banche la gestione dei beni demaniali

492
A tutti dovrebbe essere chiara la distinzione fra ciò che è lecito, in termini legislativi e ciò che è
illecito in termini etici, morali e di filosofia del diritto. Oggi, facendo una valutazione etica, vi sono
tante leggi approvate che andrebbero cancellate immediatamente, poi vi sono altre leggi che
aggirano i principi etici costituzionali e, poi vi sono altre norme incostituzionali ancora non
denunciate o non prese in considerazione dalla Corte.
poiché essi misurano i consumi
legati al profitto, per cui i cittadini secondo loro devono pagare un costo. Essi non pensano in
termini di tutela dei beni comuni ma in termini di consumi e costi, persino sull’acqua, un diritto alla
vita considerato una merce di consumo come se qualche SpA l’avesse inventata, creata e prodotta. I
decisori politici usano spesso l'analisi costi benefici, un criterio monetario. Invece, l'analisi multi
criteri può contemplare altri valori non monetari. Si tratta di indicare all'interno delle analisi
valutative quanto "pesano" i dati inseriti, e spesso, in maniera del tutto convenzionale i dati si
misurano con la moneta, in costi. E' sufficiente cambiare convenzione per orientare analisi e
decisioni nella giusta direzione, verso l'etica, la tutela della salute e dall'ambiente, ed il rispetto dei
cicli naturali governati dalle leggi della fisica, della biologia e della geologia, e non dai costi.

Le opportunità per cambiare ci sono, vanno intraviste, studiate e condivise per progettare comunità
sostenibili. I buoni esempi esistono anche nel meridione, anzi ci sono eccellenze tenute nascoste e

490
La Conferenza di Servizi è un istituto della legislazione italiana di semplificazione amministrativa dell'attività della
pubblica amministrazione, volta ad acquisire autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta comunque denominati
mediante convocazione di apposite riunioni collegiali, i cui termini sono espressamente disposti dalla normativa vigente
(Legge 241/90 e s.m.i.). Le determinazioni della Conferenza di Servizi si sostituiscono alle autorizzazioni finali ed
hanno lo scopo di velocizzare la conclusione di un procedimento amministrativo, ad esclusione di concessioni edilizie,
permessi di costruire e DIA.
491
GIANGIULIO AMBROSINI, la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi, in ET Saggi [1306], Torino 2004, pag.50
492
“In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime giuridico, che li
pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può acquistare la proprietà a nessun titolo,
nemmeno per usucapione. I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando
siano dati per concessione. Il demanio necessario include quei beni che essendo idonei a soddisfare un interesse di cui è
esclusiva titolarità la collettività nazionale, non possono appartenere ad altri che allo Stato e di conseguenza sono
sempre demaniali” http://www.scribd.com/doc/22721251/diritto-acqua
184
poco valorizzate dai meridionali stessi. Torraca (SA) la prima "city led" al mondo è in provincia di
Salerno. Il luogo della dieta mediterranea è sempre nel Cilento, a Pioppi, Pollica (SA).
Le città medie meridionali per dimensione e territorio hanno maggiori opportunità rispetto a luoghi
svantaggiati da un clima più duro. Il cambio di paradigma culturale mostra la visione per redigere
piani d’azione proposti dai cittadini. Uno studio consapevole sul picco del petrolio consente di
valutare le risorse locali e scoprire le conoscenze del saper fare partendo dagli esseri umani.
Studiare la transizione significa sviluppare capacità creative verso l’autosufficienza e questo aspetto
moralmente intrinseco insegna ai cittadini come vivere in armonia con la natura e non dipendere dai
ricatti alimentari ed energetici dell’attuale sistema finanziario mondiale che viola i diritti umani.

C
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4
9
3
• Strutture politiche ed economiche locali e bioregionali

• Fertilizzazione incrociata di tipo biogenetico, razziale, culturale
intellettuale
• Accessibilità
• Accessibilità e scarsa dipendenza da costose tecnologie
centralizzate
• Possibilità di sviluppo in fasi graduali tramite feed-back e auto-
correzioni

Scatole cinesi e altri giochi di società.
Ma come si fa a controllare un’azienda pur possedendo effettivamente una minima parte del
capitale? Il diritto e la prassi societaria italiana offrono diversi strumenti che, più di trentenni fa,
permettevano a Enrico Cuccia di dire che «le azioni si pesano e non si contano». Il più noto di questi
strumenti sono le scatole cinesi espedienti societari che consentono il controllo di un impresa a chi
vi ha investito una quantità minima di capitale. Le scatole cinesi borsistiche funzionano così. La
società che chiameremo Alfa è controllata al 51% da Gamma, che a sua volta è posseduta al 51% da
Omega, a sua volta controllata al 51% da Delta, a sua volta al 51% da Zenit. La scatolina più piccola
Zenit si trova così a poter decidere i destini di Alfa pur avendo in mano il 51% del 51% del 51% del
51% del capitale. Basta un rapido calcolo per capire che così con il 6,7% del capitale si ha in mano
il 100% dell’azienda. Ancora oggi, tanto per fare l’esempio più grande e illustre, il controllo della
Fiat è in mano agli Agnelli grazie a un meccanismo di questo tipo.
Secondo strumento, i «patti di sindacato», vietati in molti Paesi del mondo. Si tratta di accordi tra
azionisti che hanno piccole quote e si coalizzano fra loro come fossero un unico grande azionista.
Al terzo posto, sono le «azioni di risparmio», titoli di proprietà di una società che garanti sono un
dividendo superiore, ma non danno diritto di votare alle assemblee nelle quali si decide il destino
dell’azienda. Le azioni di risparmio sono vendute a piccoli azionisti e a investitori istituzionali
(fondi, banche) che, in cambio di un dividendo più alto, non interferiscono nelle gestione, lasciata in
mano agli azionisti «di riferimento». Per fare un esempio la famiglia Pesenti controlla l’Italcementi
(maggior produttore italiano di cemento, uno dei primi al mondo) pur possedendo una parte minima
del suo capitale.
494
L’immoralità degli strumenti giuridici e finanziari su esposti è chiara a qualunque individuo dotato
di buon senso, ma tutto ciò è la pressi italiana. Tele prassi viola sia il principio di uguaglianza che la
democrazia economica. I dipendenti presenti in Parlamento potrebbero cancellare tali metodi con
una legge di due righe ma non pensano minimante di farlo perché dipendono dall’immoralità.


Pound, dai suoi scritti economici, ci concede un contributo documentato di come iniziò un certo
pensiero. C. H. Douglas, Arthur Kitson, Montagu Webb raccontano particolari. Gli Stati Uniti
furono venduti ai Rothschild nel 1863. Gli Americani ci hanno messo ottant’anni per scoprire fatti

493
DAVID HOLMGREN, permacultura, Arianna editrice 2010, pag. 187
494
FILIPPO ASTONE, il partito dei padroni, Longanesi 2010, pag. 321
185
che sono ancora ignorati dal pubblico europeo. Il padre di Lindberg ne rivelò alcuni al Congresso
americano, che furono più tardi raccolti dall'Overholser nella sua «History of Money in the U.S.».
Una lettera dei Rothschild alla ditta Ikleheiner in data del 26 giugno 1863 contiene le parole di
fuoco: «Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprendono saranno occupati nello
sfruttarlo, e il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi».
495


La soluzione è sotto gli occhi di tutti. I soldi non sono ricchezza ma un mezzo. Lo Stato deve auto-
governarsi, lo afferma la Costituzione: la sovranità appartiene al popolo e, pure se non lo dicesse
dovrebbe intervenire l’etica insita nella ragione per creare un mondo equo, giusto, dignitoso per
tutti.
Compreso il ruolo determinante di chi emette moneta, i rappresentanti eletti hanno l’obbligo di
applicare i principi costituzionali, cioè tutelare gli interessi pubblici del popolo sovrano e, non
possono continuare a recitare la parte degli ignoranti scaricando responsabilità sui banchieri
appoggiandosi sul fatto che una legge dello Stato – sul Trattato di Lisbona - ceda la sovranità
monetaria alla BCE perché il Parlamento con un’altra legge reintroduce la moneta pubblica libera
dal debito e dagli interessi.

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove
generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non
sull’amore. L’egoismo ed il materialismo sono i non valori che “uniscono” le coppie di
“innamorati” e trasmettono i non valori ai loro figli. I giovani sono programmati dai genitori e dalla
società (televisione, amicizie) per scegliere presunti percorsi produttivi e non secondo le proprie
capacità creative. I genitori non sono più un modello per i propri figli ma sono sostituiti dalla
televisione e, soprattutto dal pensiero dominante della competitività presente a scuola, nel tempo
libero ed nel lavoro. In maniera persuasiva i bambini e gli adolescenti non hanno modelli diversi
intorno a loro e, soprattutto i non valori (competizione) sono imposti con una violenza psicologica.
La maggioranza dei ragazzi non può scegliere o valutare poiché o, i genitori o, l’ambiente
(televisione, amicizie) non mostrano loro pensieri diversi e comportamenti diversi, “nuovi”. Ad
esempio, quando si presenta una nuova tecnologia per produrre qualcosa gli addetti ai lavori
possono compiere una valutazione poiché hanno due modi diversi di produrre. Questo semplice
esempio suggerisce come sia possibile un’evoluzione, un cambiamento perché qualcuno può
scegliere fra due modelli differenti. Oggi, sui comportamenti e sugli stili di vita la maggioranza dei
giovani non può evolversi poiché non ha modelli diversi da scegliere. E quindi, sui percorsi di
studio è sufficiente verificare il grande numero di iscritti a corsi socialmente inutili come economia
e giurisprudenza rispetto a quelli più rilevanti come fisica e matematica. Tale affermazione non
intende svilire gli studi economici e di diritto, ma prende atto del fatto che da diversi decenni
l’offerta didattica di questi corsi è volta a creare perfetti servitori delle multinazionali e non esseri
umani liberi. Gli studi economici si stanno trasformando in operatori di finanza e gli studi
giurisprudenziali in avvocati a tutela dei criminali. Solo per citare un esempio, gli avvocati hanno
studiato il diritto così com’è e non come dovrebbe essere. Oggi, per la piega che ha preso la
professione sembra esser sufficiente avere un “software data base” sui codici e sulle sentenze per
“risolvere il caso” dei clienti, non c’è nulla di creativo e di umano in questo aspetto. Anche le altre
libere professioni si sono disumanizzate e rese servili alle multinazionali, un triste aspetto riguarda
l’aggiornamento culturale dei medici proveniente soprattutto dall’industria farmaceutica
496

495
EZRA POUND, scritti economici,
. Nel
mondo della progettazione e delle costruzioni la professione del progettista, l’architetto, è stata
completamente svuotata del suo valore umanista per mezzo di riforme amministrative e di
spostamenti di competenze ad altri soggetti senza prevedere un’adeguata formazione. Non è raro
vedere Sindaci che si permettono il lusso di entrare nel merito di scelte tecniche. In generale tutte le
http://www.scribd.com/doc/9072115/Scritti-Economici-Ezra-Pound
496
MAURO DI LEO, malati di farmaci, Edizioni per la Decrescita Felice, 2010
http://www.librigei.com/product_info.php?products_id=401&osCsid=83210e6e94ef8635519d57e9908e6b5e
186
professioni sono state coinvolte da logiche devastanti di profitto ed i comportamenti etici sono
rimasti come baluardo fra la minoranza di alcuni cittadini sensibili. La degenerazione è così grande
che la società intera giudica le persone non per quello che sono realmente ma per i titoli che hanno
conseguito, la società vede medici, ingegneri e non persone.
Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire
secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo
confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta,
persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale
strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere
professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e
giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio
dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo
passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di
potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie
romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune
donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al
periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita
agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni
di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le
masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello.
E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e
violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione
esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo
di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui
viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello
spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché
ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi
specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la
quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la
cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e
motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione
nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia
sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio
497

.
Nel romanzo 1984 è la neolingua che programma le persone, oggi accade la stessa cosa. Il Partito
usa slogan come questi: La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza. In 1984 esiste il
Ministero della Verità, che si occupa dell’informazione, dei divertimenti, dell’istruzione e delle
belle arti; il Ministero dell’Amore, che mantiene la legge e l’ordine pubblico, il Ministero
dell’Abbondanza, responsabile degli affari economici.
La neolingua è un mezzo espressivo che sostituisce la vecchia visione del mondo e le vecchie
abitudini mentali per rendere impossibile ogni altra forma di pensiero se non quella del Partito.
Questo accade grazie alla cancellazione di parole e l’introduzione di altre, più brevi, aggregate per
impedire un corretto funzionamento della razionalità.
Nel romanzo Fahrenheit 451 il vigili del fuoco anziché spegnere incendi vanno in giro a bruciare
libri affinché le persone non possano crescere culturalmente.

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo
merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano

497
MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
187
essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla
competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le
persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente
tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie
competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte
le esigenze vitali. Farebbero decrescere il PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario,
migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico
498

.
Le corporation e gli esperti merchandising inseguono consapevolmente una fascia di consumatori
con il portafoglio pieno a tal punto da costruire un mercato molto interessante, ma al tempo stesso
immaturi quanto basta nei gusti per poter essere manipolati a dovere attraverso la pubblicità, il
marketing e il branding. Allo stesso tempo, questi avatar del capitalismo consumistico cercano di
incoraggiare la regressione degli adulti, sperando di riabituarli ai gusti e alle consuetudini dei
bambini e di riuscire a vendere loro quell’inutile miriade di giochi, gadget e beni di consumo di cui
nessuno ha realmente bisogno, ma che tutti acquistano per obbedire all’imperativo categorico del
capitalismo: vendere, vendere, vendere. Come sottolinea la psichiatra infantile Susan Linn nel suo
studio critico di quella che definisce «l’acquisizione ostile dell’infanzia», le aziende sono in gara tra
loro «in modo sempre più aggressivo, per conquistare il favore del consumatori più giovani», mentre
la cultura popolare «è sempre più soffocato dal cultura commerciale propinata senza sosta ai
bambini, che vengono tenuti in considerazioni solo in quanto consumatori».
499


La reale crescita in un individuo è quella culturale, come idealizzata nell'uomo vitruviano, un
equilibrio fra arte e scienza. Invece, attribuiamo valore ai nostri laureati specializzati quando essi
conoscono solo una piccola parte del mondo, a causa di una programmata formazione finalizzata
alla massimizzazione dei profitti di qualcuno, che non coincide con l’utilità sociale. L'intero sistema
educativo e formativo è stato immaginato per una società dell'avidità, della competitività, per
l'industria e non per la felicità degli esseri umani. Quest'epoca è terminata, arrivata al collasso,
implosa su se stessa. Si rende necessario cambiare i paradigmi dell'educazione, per una società della
cooperazione e della reciprocità. Un esempio? L’arroganza di certi ingegneri si misura dai danni
sanitari causati dai loro progetti, sottaciuti da medici corrotti
500
L’ignoranza diffusa sulle conoscenze scientifiche dimostra l’incapacità di valutare di fronte ad
evidenze sconcertanti come il caso dei rifiuti. E la maggioranza del popolo non è in grado di
valutare neanche le scelte energetiche.
poiché finanziati dalle stesse
multinazionali. Gli esempi più clamorosi sono le opinioni di alcuni economisti per imbrogliare
intere Nazioni. I soldi ricevuti per mezzo dei paradisi fiscali o da strumenti finanziari-informatici
creati ad hoc senza lasciare traccia, trasformano Sindaci, Assessori e dirigenti pubblici in attori da
premi oscar. In Italia abbiamo ascoltato sconcezze di ogni genere, poi verificate con semplici
domande ben documentate. Attraverso gli strumenti informatici le aziende private pagano il prezzo
della corruzione a dirigenti e funzionari pubblici senza che gli inquirenti possano trovarne le prove.
L'élite degenerata controlla la pubblica amministrazione anche senza il controllo dell'organo
politico, grazie alla riforma amministrativa degli anni '90, che concede enormi poteri al personale
tecnico che può influenzare le scelte politiche.

Valutare è uno sforzo di riflessione orientato a riconoscere il valore di oggetti e azioni: valori propri,
in sé, e valori relazionati a contesti e processi. In questo sforzo un ruolo importante è svolto dalla
comparazione. Comparare significa esercitare il giudizio personale, seguire convenzioni, applicare
norme, testare ipotesi in modo libero o vincolato.
501



498
MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81
499
BENJ AMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 11
500
RENZO TOMATIS, il fuoriuscito, Sironi editore 2005
501
DOMENICO PATASSINI, in Valutazione dell’impatto ambientale, a cura di VIRGINIO BETTINI, UTET 2002, pag. 22
188
Per questa ragione è doveroso un percorso di conoscenza condivisa affinché si possano riprendere le
elementari basi civili dettate dalla Costituzione e da un cultura figlia di un approccio olistico
502
,
libero e non condizionato dal potere invisibile. Vi sono strumenti efficaci come l’open space
technology
503

per raggiungere obiettivi che hanno permesso di avviare progetti creativi con ampia
partecipazione. La scienza dell’organizzazione sembra essere il tallone di Achille dei popoli ma
internet è lo strumento che può aiutare le comunità per condividere esperienze e conoscenze altrui.
La rete di internet è più di un semplice specchio della società, è una realtà virtuale che può dare una
visione futura del mondo poi, saranno i cittadini a scegliere in che società vivere, continuare con
l’attuale: immorale e nichilista, o una diversa poggiata sullo scambio, sul dono, sulla cooperazione e
sulla reciprocità?
E’ doveroso un cambio di paradigma culturale e questo può avvenire con una diffusa presa di
coscienza sulle reali capacità e potenzialità umane. Ciò che per decenni è stato chiamato “sviluppo,
crescita, progresso, produttività, sviluppo sostenibile” in realtà era una maschera per nascondere
obiettivi tesi per cancellare la democrazia ed accentrare ricchezze artificiali nelle mani di pochi.
Ormai il re è nudo. Conoscenza e coscienza useranno risorse e tecnica nella giusta misura per il
benessere collettivo. L’intelligenza umana, nel corso degli anni, è dinamica. Il potenziale intellettivo
dei giovani, spesso, è più alto dei docenti ed è difficile capire se contino di più i geni o l’ambiente.
Possiamo intuire che l’ambiente aiuti i talenti. La mente funziona secondo schemi che si ripetono
(imitazione) e la consuetudine errata può cambiare; questo dipende da diversi fattori: umiltà,
coraggio, sperimentazione, ricerca, studio, sacrificio, conoscenza, valutare, scegliere.
La mente, in realtà, è dotata di capacità: flessibilità, adattabilità e neuroplasticità che ci consente di
riformulare e rimodellare le nostre connessioni neurali per produrre le forme di comportamento che
desideriamo. Possiamo alterare comportamento, personalità e la nostra realtà.
Possiamo modificare il nostro cervello in modo da non ricadere più in quelle reazioni ripetitive,
abituali e insane che non sono il risultato della nostra eredità genetica e delle nostre esperienze
passate.
504
Il successo nella vita (e dunque della razionalità) di uomini e donne post-moderni dipende dalla
velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne
acquisiscono di nuove. La cosa migliore è non preoccuparsi di costruire modelli; il tipo di abitudine
acquisito con l’apprendimento terziario

505
consiste nel fare a meno delle abitudini.
506


Estratto dal film La belle verte, scena iniziale (dialogo nell'assemblea del pianeta), «Chi vuole andare
sulla Terra?» racconto di Osam circa il pianeta Terra: «è stato tanto tempo fa [...] sono tornati
indietro degli anni con dei capi, con dei presidenti […] la legge del più forte, donne sottomesse,

502
La posizione filosofica dell'Olismo (dal greco "holon", cioè tutto) è basata sull'idea che le proprietà di un sistema non
possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Relativamente a ciò che può essere chiamato olistico,
per definizione, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle
parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è l'organismo biologico, perché un essere vivente dato,
in quanto tale, va considerato sempre come un'unità-totalità non esprimibile con l'insieme delle parti che lo
costituiscono.
503
L’Open Space Technology è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare
workshop e meeting particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi
del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze
della durata di una, due o anche tre giornate.
504
J OE DISPENZA, evolvi il tuo cervello, Macro edizioni 2008, pag. 20
505
L’apprendimento terziario costituisce un processo di cambiamento del «deuteroapprendimento»: le premesse di
quest’ultimo divengono soggette ad esame e modifica. In altre parole, l’individuo impara a cambiare le proprie
credenze/abitudini pervenendo nello stesso tempo ad una «maggiore flessibilità nelle premesse acquisite mediante il
processo dell’apprendimento, a una liberazione della loro tirannia». Così le nuove credenze/abitudini sarebbero prive
della rigidità e della normatività di quelle sostituite: sarebbero più consapevoli, più flessibili, meno cogenti. (in A. DE
SIMONE, F. D’ANDREA (a cura di) La vita che c’è vol. 2, Modalità del cambiamento del senso comune pedagogico,
Franco Angeli, pag. 133)
506
ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, in biblioteca paperbacks [20] il Mulino, 2010, pag. 160
189
violenza, massacri, sentivamo che ci avrebbero messo dei secoli ad uscirne, avevano persino ancora
il sistema della moneta, prima di partire nascondemmo dell’oro per ogni eventualità.» «Che cos’è la
moneta?» Chiede un cittadino del pianeta verde. «Per esempio se tu vuoi qualcosa non lo puoi avere
se non hai una moneta.» «Nemmeno da mangiare?» Chiede un altro cittadino. «Soprattutto»,
risponde Osam. Interviene un giovane: «Mangiare è una necessita, si muore se non si mangia».
Osam risponde: «Se ne infischiavano, se non avevi moneta niente». Domanda: «E credi che ce
l’abbiamo ancora la moneta?» Osam: «O no, penso di no, ma quando siamo venuti via era l’inizio
dell’era industriale.» «E che cos’è?» Chiede un altro giovane. «Sembra che ci siamo passati anche
noi circa tremila anni fa. E’ la competizione, la contabilità, la produzione in massa di oggetti inutili,
le guerre, il nucleare, la distruzione della natura, le malattie senza rimedio, la preistoria insomma...»
«[...] La gerarchia sulla Terra è in qualunque cosa, tutti sono capi, tutti si credono superiori a qualche
cosa [...] le più degenerate si sono credute superiori ed è stato un massacro, adesso sono i degenerati
che comandano [...]», «loro non sanno comunicare [...] forse non sanno usare i loro cervelli»
507


E’ necessario ripartire dalle comunità a piccola scala, riallacciare rapporti e relazioni nel quartiere
su interessi condivisi, coinvolgere la scuola e le attività di base: autoproduzione del cibo, gruppi di
acquisto e ricostruzione dei mercati con prodotti locali, autoproduzione energetica. Le comunità con
un percorso di conoscenza e condivisione empatica possono sviluppare la resilienza necessaria per i
periodi di crisi come quella attuale. La resilienza è la capacità di reagire a momenti difficili, alle
avversità della vita, è la capacità di resistere o la capacità di ripararsi da un danno.

Le persone percepiscono che c’è qualcosa che non va, lo sentono ma dovrebbero porsi domande
semplici: se i soldi sono nostri perché ce li prestano? Ed andare fino in fondo nella ricerca delle
risposte ai mali che ci affliggono tutti i giorni. Ricordiamoci che la questione monetaria non è un
problema di natura economica ma di natura giuridica e l’inganno della moneta debito è una
consuetudine psicologica, mentale, un’abitudine legata ai tempi odierni. Le persone sono state
programmate nel pensare che il lavoro (produttività) nobilita l’uomo e la moneta (salario) sia
ricchezza, questo è il passaggio-sistema mentale che realizza l’attuale schiavitù. Robot-schiavitù che
non sanno più immaginarsi un mondo migliore, cioè un mondo dove ci sia libertà e creatività
umana. La soluzione è semplice: autoderminazione (sinonimo di sovranità popolare e quindi
libertà), moneta credito (reddito di cittadinanza) su principi etici di sussistenza, autoconsumo,
autoproduzione e reciprocità.
Le persone percepiscono che c’è qualcosa che non va, lo sentono e per questa ragione dovrebbero
riappropriarsi della vita e rifiutare di essere schiavizzati in stupidi mestieri pre-confezionati dalle
SpA ma riscoprire il piacere di vivere realmente, riscoprire chi siamo e dove stiamo. Noi abbiamo
bisogno di alimentarci con cibi sani e quindi dovremmo tutelare i nostri territori ed i nostri luoghi
partecipando direttamente
508

, dovremmo sapere che la Terra ha limiti fisici ben definiti. Siamo il
Paese del Sole e del mare e non sappiamo curare tali risorse poiché abbiamo delegato tutto ai nostri
amministratori impegnati a servire contratti ad un banchiere o per un costruttore. La Natura è già
interconnessa; banchieri, finanzieri ed amministratori non sono connessi con la Natura ma solo con
l’avarizia e da troppo tempo sfruttano l’umanità. Oggi, la reale contrapposizione politica non è fra
“destra” e “sinistra” ma, fra totalitarismo e democrazia e, libertà. Vi è un’élite che governa e
controlla i popoli e vi sono alcuni cittadini che tentano di condividere informazioni vitali per la
sopravvivenza e la libertà di tutti.
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Forse pochi lo pensano, ma esiste la più grande opportunità per risvegliare le coscienze addormentate
degli italiani: RAI ad azionariato diffuso. Gli abbonati RAI che pagano il canone dovranno essere gli
azionisti, proprietari, della RAI e potranno eleggere a mezzo internet, con l’uso della PEC il Presidente
ed il consiglio di amministrazione valutando curricula meritocratici. L’intera propaganda per
l’elezione del cda potrà svilupparsi, a costo zero, a mezzo internet con i video dei candidati e testi
scritti, si potrà prevedere il diritto di autocandidatura ed un mandato a termine e non rinnovabile.
Una riforma a costo zero che libera la più grande azienda di Stato di comunicazione pubblica dalle

507
COLINE SERREAU, il pianeta verde, (film) La belle verte Francia, 1996
508
PAOLO MICHELOTTO, democrazia dei cittadini, Troll edizioni 2008
190
mani dei Governi per consegnarla al legittimo proprietario, il popolo sovrano.
Tutte le forme di governo, dalle dittature alle democrazie rappresentative, sanno bene che la
comunicazione è la base indispensabile e determinante per gestire il consenso e manipolare l’opinione
pubblica.
I paganti del canone, proprietari della RAI, potranno indicare ai dipendenti eletti la linea editoriale da
seguire a mezzo internet con strumenti di democrazia partecipativa, potranno consigliare inchieste da
svolgere ed indirizzare gli argomenti e gli approfondimenti circa i programmi televisivi da
promuovere.


Impieghiamo diversamente le nostre energie mentali ed il nostro tempo: la curiosità nel vivere da
esseri umani è determinante. Uno dei perni centrali per massimizzare la manipolazione emotiva dei
membri è che devono essere sempre tenuti occupati a fare qualcosa, senza avere abbastanza tempo
per organizzarsi diversamente. Quindi, se vogliamo un certo livello di libertà, dobbiamo impegnarci
a favorire degli stili di vita in cui viene garantito un sufficiente spazio a qualsiasi attività non
pianificata, anche quelle non produttive. Nel mondo moderno si vive di corsa nella paura di perdere
il modello di vita imposto dalla propaganda.
509
Cambiare l’attuale società per democratizzarla ed umanizzarla è un progetto politico di ampio
respiro e, senza dubbio può avvenire se e solo se esiste un soggetto politico creato e progettato dai
cittadini per i cittadini su valori etici e veramente democratici.
Ascoltiamo la nostra coscienza e cerchiamo le
risposte alle nostre domande anche riusando un semplice dizionario della lingua italiana e passando
poi a dizionari tecnici di economia, linguistica ed altro ancora utili ad approfondire e spiegare le
informazioni che riceviamo, potremmo anche comprare i libri del vecchio liceo. Possiamo
comprendere meglio i vari punti di vista leggendo libri (saggistica) sugli argomenti che ci
interessano. Una volta ben informati sarà più difficile farci prendere in giro dai media. Dopo questo
piccolo passo, culturale, sorgerà spontanea l’esigenza di confrontarsi e proporre soluzioni creative
che sempre sognavamo ma non sapevamo a chi proporre e come proporle. In questo frangente, sia i
social network, che associazioni, comitati possono rappresentare quella piccola comunità dove poter
condividere i nostri sogni e le nostre aspettative. In queste comunità possiamo apprendere altri punti
di vista ed esperienze crescendo ed arricchendo il nostro modo di percepire la realtà.
L’immaginazione e l’intuizione sono peculiarità essenziali affinché tale progetto possa nascere,
crescere e trovare riscontro nella realtà. Molte piccole comunità nel mondo hanno già avviato tale
progetto – transizione energetica e politica - in modalità creative e vincenti, ed è bastato che alcuni
cittadini iniziassero a coinvolgere altri cittadini su obiettivi semplici, e condivisibili a tutela del bene
comune. Nella realtà non esistono obiettivi impossibili, difficili o facili. Tutto è possibile ma per
trasformare i bei sogni in realtà è importante comunicare e capire come gli altri percepiscono la
realtà.
Questo libro ha mostrato, in maniera documentale, come e perché la società sia iniqua ed immorale.
Umilmente ho provato ad esporre alcune idee e fare proposte per cambiarla su principi etici
partendo da noi stessi, dalla nostra cultura e dalla capacità di decodificare la comunicazione che
subiamo, scomporla e distinguere menzogne da verità e mezze verità. Il popolo deve evolvere le
proprie capacità intellettive, di discernimento, e potrà realizzare qualsiasi sogno per il bene comune.
Possiamo iniziare da fatti incontrovertibili: gli attuali dipendenti eletti non risolveranno mai i
problemi della società, non hanno capacità e volontà. Il PIL ha i giorni contati: gli economisti e i
governi sono in cerca di nuovi indicatori per valutare lo stato di salute di Paesi.
510

509
MARCO CANESTRARI,
Non bisogna
attendere le autorità per cambiare modo di pensare, cambiare stile di vita e ri-progettare comuni,
province e regioni, il popolo sovrano è l’autorità. Ogni azione politica deve nascere da un
paradigma culturale figlio delle leggi della fisica, cioè della natura biologica e quindi deve tener
conto delle conseguenze di scelte sbagliate prima che le stesse siano deliberate (principio di
http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/10/avere-tempo.html 28 ott 2009
510
J ON GERTNER, The New York Times Magazine, USA, la ricchezza delle nazioni, in Internazionale N.850, 11
giugno 2010, pag. 36
191
precauzione). La natura non può fallire perché non conosce la moneta e l’economia ma solo scambi
energetici utili a far crescere e/o modificare le specie viventi. La vita umana esiste perché noi siamo
energia e la felicità è una complessità che non ha nulla a che vedere con la schiavitù delle borse
telematiche, del lavoro e della moneta. La felicità probabilmente risiede nella consapevolezza di chi
siamo e questo percorso non è possibile nell’attuale società di schiavitù che alimenta nichilismo,
invidia e odio “nascosti” dallo squallido teatro di finte democrazie rappresentative prezzolate
dall’immorale ed ingannevole sistema bancario, che genera e trasmette la competitività contro
qualcuno sin dalle scuole elementari (avarizia, lussuria). Un essere umano consapevole non si lascia
ingannare dai segnali mediatici e vive in armonia con la natura, in comunità veramente libere di
agire in qualsiasi modo per sviluppare le creatività umane utili a sostenere i propri simili.

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La storia degli dèi, degli Anunnaki (“Coloro che dal cielo scesero sulla Terra”), come li chiamavano i
Sumeri, inizia con la loro venuta sulla Terra dal pianeta Nibiru in cerca di oro. La storia del loro
pianeta è stata narrata nell’antichità nell’Epica della creazione, un lungo testo redatto su sette
tavolette, è opinione comune che si tratti di un mito allegorico, il prodotto di menti primitive che
parlavano di pianeti come se fossero stati dèi viventi in lotta l’uno contro l’altro. Ma, come ho
dimostrato nel mio libro Il pianeta degli dèi, questo antico testo è, in realtà, una sofisticata
cosmogonia che narra di come un pianeta vagante, transitando nel nostro sistema solare, entrò in
collisione con un pianeta chiamato Tiamat, dando vita alla Terra e alla sua Luna, alla Fascia degli
asteroidi e alle comete, e alla cattura dello stesso invasore in una grande orbita ellittica, orbita che
ha durata di circa 3600 anni terrestri.
511


E’ stato ampiamente dimostrato e verificato che l’invenzione del concetto competitività, soprattutto
in ambito lavorativo e fra le aziende, non raggiunge l’obiettivo prefigurato della maggiore e/o
migliore produttività, anzi è accaduto il contrario. All’interno di un’azienda, i reparti messi in
competizione fra loro hanno iniziato a non comunicare più e diffidare dei colleghi perché l’obiettivo
non era più far crescere l’azienda ma prendersi il premio remunerativo, spesso monetario, e questo
anziché produrre un utile all’azienda ha causato l’indebolimento della motivazione (caso Ericsson).
Al contrario, chi ha adottato la cooperazione ha visto crescere la motivazione dei singoli e quindi
migliorato la produzione (caso Nokia).
512
Una facile soluzione economica: applicare la Costituzione.
Ricordiamoci che: Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale Università di Salerno: “[...]
La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e
controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il risparmio
l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà terriera da coltivare e all’acquisto
delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese. Si tratta di una norma ispirata ai principi
della cosiddetta “democrazia economica”. La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli
risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa ed il
mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.[...]“
Ed anche che: “[...] lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente
comprese quelle di politica monetaria [...]“ (Suprema Corte di Cassazione SS.UU civili, sentenza 21
luglio 2006 con n. 16751)
Domani mattina il Governo e Regioni, possono “stampare” moneta pubblica libera dal debito e dagli
interessi di proprietà della Repubblica per consentire alle famiglie povere indicate dall’ISTAT di
poter usufruire dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione: casa, cibo, vestiti,
istruzione, sanità. Si tratta di garantire ai ceti meno abbienti un reddito minimo proporzionale al
costo della vita, esattamente come prevede la Costituzione affinché chiunque possa avere la libertà
di esprimere se stesso e vivere dignitosamente.

511
ZECHARIA SITCHIN, Il giorno degli dèi, Piemme, 2009, pag. 10
512
RICHARD SENNETT, l’uomo artigiano, quinta edizione, Feltrinelli 2010, pag. 39
192
Più in generale, Governo e Parlamento hanno il diritto dovere di legiferare l’uso di uno strumento di
misura e di scambio che consenta al popolo sovrano di accedere ai servizi essenziali senza sottostare
all’inganno del debito, e quindi chi governa e amministra ha l’obbligo di stampare moneta a deficit,
perché questo non è un problema, il debito è un "problema". Tutti i paesi, cosiddetti "periferici"
dell'area euro, hanno il diritto di "ristrutturare" il proprio debito estero e possono proporre ai "paesi
centrali" di transitare da un paradigma obsoleto (rapporto debito/PIL, crescita) a nuovi paradigmi
che tendono alla felicità dei popoli, si tratta di uscire dall'economia del debito e dalla religione
monetarista e liberista, per uscire da un obsoleto piano ideologico e saltare ad un nuovo piano
chiamato: politica delle risorse, economia reale e comunità democratica.
Gli Stati ed i dipendenti eletti ed i popoli hanno il dovere di costruire istituzioni democratiche, più
semplici e maggiormente rispondenti alla realtà, ai bisogni degli esseri umani. Immediatamente
bisogna aiutare le famiglie povere sostituendo le regole del mercato con i diritti universali. Bisogna
riscrivere le regole di cre