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tudi e commenti |

TEOLOGIA

La negazione di Dio
e la questione
antropologica

N

Massimo Epis sugli argomenti
del nuovo ateismo

Le tesi del nuovo ateismo (new
atheism), propugnate da autori come
Richard Dawkins, Daniel Dennet, Sam
Harris e altri, sono rappresentative di
un modello scientifico di razionalità
che ripropone le idee sulla religione
come proiezione o alienazione, ma che
in ultima analisi arriva a dover fare i
conti con la comprensione della singolarità umana. E questo è il luogo dove
la questione di Dio si rivela ineludibile
sia per la filosofia sia per la teologia. La
riflessione del teologo Massimo Epis
su «La negazione di Dio e la questione
antropologica. Gli argomenti del nuovo
ateismo», nel corso del convegno di studio «Pensare Dio nell’era del disincanto» organizzato dalla Scuola di teologia del Seminario vescovile Giovanni
XXIII di Bergamo (22-24 marzo 2012),
mette in luce che «l’alternativa radicale non è tra teismo e ateismo, ma tra
un’ontologia dell’alterità (che muove
dalla fenomenologia della singolarità
umana, in specie come attestato nel dinamismo di responsabilità) e una metafisica monistica (in questo caso, nella
versione di un naturalismo materialista di stampo biologico-evolutivo)».
Stampa da supporto digitale in nostro possesso.
Gli atti del convegno saranno pubblicati prossimamente dall’editrice Glossa. Sottotitoli redazionali.

IL REGNO -

DOCUMENTI

7/2012

ello scenario caratterizzato da una parte dall’affermazione di un’indifferenza che rinuncia
alla militanza e sancisce l’inanità di ogni apologetica, e dall’altra da un ritorno del religioso
(«God is back») come fenomeno variegato e ambiguo, la letteratura genericamente classificata come
«nuovo ateismo» sembra occupare, a dispetto della sua
animosità, un posto di nicchia. La scelta di prenderla in
esame e di proporne una valutazione teologico-fondamentale non è preoccupata tanto di smascherarne le
incongruenze e di denunciare i pregiudizi e gli equivoci, quanto piuttosto di raccogliere la sfida epistemologica di una negazione di Dio che deve essere
indagata nel suo implicito antropologico.1 Il cosiddetto
nuovo ateismo è un fenomeno ben attestato nell’area
anglosassone e, in misura minore, nel resto dell’Europa. Potendo contare su di un’imponente copertura
mediatica, ha fatto breccia nella letteratura di alta divulgazione e gode di grande visibilità nelle risorse online.
La polemica nei confronti delle configurazioni storico-istituzionali delle religioni – in specie del cristianesimo –, che fa da sfondo alla disputa argomentativa,
può esser brevemente riepilogata in questo assunto:
l’ideale della tolleranza è a priori incompatibile con
ogni fede.2 Concedere la libertà di professare un credo
religioso costituisce, secondo Sam Harris,3 una minaccia per l’umanità, poiché «fede» è sinonimo di particolarismo integralista: le credenze religiose costituiscono
un grave impedimento alla realizzazione di un unico
governo mondiale. Perciò l’attendismo dei moderati è
ipocrita e pericoloso. A questi rilievi si associa Christopher Hitchens,4 quando sostiene che la fede religiosa
distorce completamente le origini del cosmo e dell’uomo (facile leggervi la polemica nei confronti della
lettura fondamentalista dei creazionisti). Combinando
il massimo della servilità con il massimo del solipsismo,
le religioni sono alleate violente del razzismo e del tribalismo; gravide di ignoranza, si dimostrano spregiatrici delle donne e coercitive con i bambini.5 La
condanna rivolta alle religioni si giustifica per i soprusi
storicamente perpetrati in nome di Dio, anche di recente.6
Da questa letteratura si deve certamente acco-

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più specificamente. per una volta.8 e qualsiasi intelligenza abbastanza complessa è solo il prodotto finale di un lungo processo di evoluzione graduale. Richard Dawkins. 130). 3-20. una citazione dal § 8 («Perché io sono un destino») dell’Ecce homo di Nietzsche. 3 Cf. scoraggia nel porsi domande» (R. 5 È significativo che M. ONFRAY abbia posto in esergo al suo Trattato di ateologia. Però l’investigazione intellettuale deve volgersi ai principi invocati a baluardo contro le nefandezze ammantate di religione. fragte das kleine Ferkel – Ein Buch für alle. quindi. 160. Credo che questo accada soprattutto per la facile e attraente promessa che la morte non sarà la fine e che il paradiso dei martiri sarà glorioso. 279). Regensburg 2009. 136s).226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 227 Il biologo evolutivo di Cambridge. Il creazionista non coglie il punto: egli infatti (alle donne. In Dawkins la negazione di Dio prende di mira una rappresentazione ipernaturalistica della sua potenza. ivi. 10 Dawkins – in polemica con S.15 Muovendosi nella prospettiva continuista dell’omogeneità fisico-biologica di ogni realtà. la collocazione extraterritoriale della questione di Dio rispetto al piano dell’accertamento scientifico ne decreta ipso facto l’implausibilità. Il “nuovo ateismo”». 24). nel quadro di un Illuminismo ancora da compiere. Sopra di noi… niente. È di questi prodotti finali che parlano tanto i creazionisti portando sempre gli stessi. DAWKINS. DESCHNER. S. 2 «Finché accetteremo il principio secondo il quale la fede religiosa va rispettata in quanto tale.J. Le ragioni per non credere. Gould – esclude che si possa contemplare un regime veritativo ulteriore rispetto a quello dell’epistemologia scientifica (qui vuol dire biologico-evolutiva). l’unico normativo –10 l’esistenza di Dio è un’ipotesi superflua. La fine della fede. Dio non è grande. Fazi. 7 «Come scienziato. ivi. in Theologische Literaturzeitung 135(2010) 1. per sua stessa natura. 123. l’ateo spera alla fine di comprenderlo in base ai parametri naturali» (DAWKINS. ivi. gliere la preoccupazione di contrastare ogni superstizione e idolatria. Dawkins ribadisce l’opzione naturalistica. Ciononostante.9 Sotto il profilo scientifico – biologico-evolutivo. L’illusione di Dio. Milano 2008. ivi. non dispiacerà l’uso del pronome maschile) si ostina a trattare la genesi dell’improbabilità statistica come un evento unico e straordinario. laddove il caso e il progetto restano al palo? Perché è un processo cumulativo. 8195.16 nella quale il darwinismo biologico viene esteso anche alla fisica: l’ipotesi del «multiverso» risponde all’esi- 1 In questo saggio presento in forma rielaborata alcuni contenuti già pubblicati nei contributi «La questione di Dio oggi. HARRIS. ivi. sono ostile alla religione integralista perché fa di tutto per allontanare la gente dall’avventura della scienza. alla libertà della ricerca scientifica. Adelphi. SCHULZ. Fisica della metafisica. Aschaffenburg 2007. […] La fede religiosa […] ha la straordinaria capacità di mettere a tacere il calcolo razionale e di solito ha la meglio su ogni altra considerazione.13 Nella prospettiva di Dawkins. Per una rassegna cf.M. San Lazzaro di Savena (BO) 2006. sarà difficile negare rispetto alla fede di Osama bin Laden e dei terroristi suicidi. il prodotto finale è molto. 20-30. anche rispetto al puro caso. 11 Cf. così palese che in teoria parrebbe superfluo incoraggiarla. Einaudi. Milano 1981. L’illusione di Dio. Ariele. 4 Cf. che vorrebbero far tappare a Dio «i buchi» della scienza (cf. Religione. Alibri. 13 Cf. immettendoci in un infinito processo a ritroso. Zur Kritik des sogenannten Neuen Atheismus». sotto il profilo metodologico. dei creazionisti. considerando alcune opere che. Questo è uno dei motivi per cui faccio tutto il possibile per mettere la gente in guardia contro la religione. triti argomenti. e non solo contro quella dei cosiddetti “estremisti”. C.14 La selezione naturale è la terza via tra il caso e il progetto: è più «economico» pensare in termini evolutivi. in Credere oggi 32(2012) 1. al sarcasmo di M. e «Il “nuovo” ateismo e la questione antropologica». Come la religione avvelena ogni cosa. 8 Cf. Quando innumerevoli eventi leggermente improbabili si accumulano uno dietro l’altro. Sovverte lo spirito scientifico e fiacca l’intelletto» (DAWKINS. Torino 2007. 14 Cf. 302s). Non capisce il potere dell’accumulazione». 24. Ci insegna a non cambiare mai idea e a non cercare di conoscere le tante cose belle che ci circondano. 16 «Se qualcosa sembra trovarsi al di là del mondo naturale quale ci appare allo stato attuale delle nostre conoscenze. Die neuen Atheismen. 112s. Milano 2010. Eine notwendige Provokation. Ma accade anche perché la fede. HITCHENS. SCHMIDT-SALOMON. Per un cielo senza dèi e un mondo senza preti. G. Ma quanto è critico questo appello all’obiettività e all’universalità dell’indagine scientifica. Gli insegnamenti della religione “moderata”. a tutela di un’autonomia che è condizione di sopravvivenza e di progresso. Il naturalismo filosofico e la nascita della religione Il naturalismo di Dawkins IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 227 . Wo bitte geht’s zu Gott?. in specie applicata al fenomeno religioso? Procediamo a una verifica per campionatura. così improbabile da non poter essersi verificato per caso. terrore e il futuro della ragione. che scompone il problema in piccole parti.7 Mentre alla fede si accompagnano il dogmatismo e l’oscurantismo. 15 Cf. DAWKINS. Mondadori. «Alter Wein in neuen Schläuchen oder der Siegeszug des Trivialen. ma non totalmente improbabile. «Come mai la selezione naturale risolve il problema dell’improbabilità. L’illusione di Dio. 121. sono un aperto invito all’estremismo. 39. ai quali rinvio per una documentazione bibliografica integrativa. 6 L’ampia pubblicistica al riguardo va dal furore di K. Si tratta di istanze formulate in modo disparato. perché – nell’ipotesi di un’assoluta cecità del movimento – la spiegazione della complessità che si è andata realizzando sarebbe altamente improbabile. secondo il quale «non vi è nulla al di là del mondo fisico e naturale». riconducibili più genericamente alla già evocata tolleranza necessaria alla convivenza democratica e. L’illusione di Dio. la battaglia per i Lumi è una lotta per la libertà. Nuovimondimedia. benché non estremi di per sé. ivi. 53.11 Infatti l’ipotesi di un architetto renderebbe necessario pensarne l’origine («chi ha progettato il progettista?»12) con gli stessi parametri dell’indagine scientifica. H. 12 Cf. professa un naturalismo filosofico. appaiono rappresentative del dibattito attuale. Ciascuna parte è leggermente. Roma 2005. nel quale si leva la protesta nei confronti dell’invenzione del concetto di «Dio» in opposizione alla «vita» (cf. molto improbabile. e che quindi si debba rimanere agnosticamente aperti ad altri magisteri non sovrapponibili. die sich nichts vormachen lassen. DAWKINS. HOFF. 9 Cf. L’alternativa. come anche di debellare ogni prevaricazione e totalitarismo d’ispirazione teocratica. Con buona pace. Topos – Pustet. Dawkins ammette di non essere in grado di spiegare le leggi e le costanti in vigore nell’universo in evoluzione. è rinunciare all’idea che la fede vada di per sé rispettata. L’illusione di Dio. in Orientamenti bibliografici (2011) 37.

25 ovvero in conformità alle leggi della fisica e della biologia. Magari Dio esiste davvero e si relaziona in modo amorevole al nostro mondo. però. secondo Dennett.39 Dalla tesi dell’autocreazione del mondo – questo mondo è sacro! –40 Dennett conclude che non c’è bisogno di Dio. spiegare fenomeni altrimenti inspiegabili. ispirandosi in special modo alle riflessioni di J. Dennett definisce impulso innato33 quel dispositivo di intenzionalità. Dennett si definisce un filosofo brillante (bright) che. siccome ogni cosa deve avere una causa. L’ambiente sociale e linguistico sorto dalla coevoluzione con il cervello umano conferisce agli umani dei poteri che nessun’altra specie possiede. il cervello umano si è evoluto per affrontare i problemi specifici degli ambienti in cui gli esseri umani devono vivere. Altri preferiscono accettare la premessa. l’amore. incolmabile sarebbe il divario tra questo «Essere più grande» e un Essere che sia misericordioso. nel quadro delle con-costitutive relazioni interpersonali. Per provare che una qualche realtà abbia effetto nel mondo fisico bisogna addurre metodi almeno in parte empirici e.26 conclude che la verità di qualsiasi realtà è definibile solo a partire dal meccanismo del suo funzionamento.23 L’approccio funzionalista di Dennett L’opera del filosofo cognitivista e neuroscienziato Daniel Dennett presenta notevoli affinità dal punto di vista del metodo rispetto all’impostazione di Dawkins. Alcuni negano la premessa. Dennett contesta la validità degli itinerari razionali a Dio tradizionali. stante l’esplicita iscrizione nella linea di pensiero empirista. a partire da una natura cieca. Hume. l’appello alla statistica. non è argomento sufficiente per metterci al riparo dai dittatori. Il fattore biologico è un atteggiamento intenzionale o disposizione animistica. perfezionano strategie proibizionistiche e autoimmunizzanti (specialmente nei confronti del vaglio scientifico).36 Ricapitolando: il disagio e il bisogno di fronte alla morte. Locke. giusto e amorevole.22 nell’orizzonte di una teoria prospettivistica (relativistica) della verità. L’originarietà di tale dispositivo viene indagata non nella direzione del riconoscimento della coscienza fino all’analisi dell’ipseità.28 Anche del fenomeno religioso.18 Il rinvio all’accumulazione. si deve puntare a una spiegazione esaustiva in termini biologico-evolutivi. quand’anche ci si volesse appoggiare a una dimostrazione puramente logica.29 «Come il cervello di ogni animale. di secondo grado (quando si crede che un altro agente creda) o di terzo (quando si vuole che un altro essere animato creda che io pensi qualcosa). la credenza nella credenza manipolata dalle pratiche divinatorie e le procedure ipnotiche delle guarigioni sciamaniche sono i fattori principali che. La verità di un tale assunto rimane però inverificabile rispetto al canone biologicoevolutivo. James e D.24 Il tratto più originale concerne l’obiettivo di indagare dal punto di vista scientifico la nascita e l’evoluzione della religione come fenomeno naturale.34 ma soltanto nella trama dei bisogni e delle soluzioni utilitaristiche che vedono interdipendenti i processi di evoluzione biologica e culturale.38 L’etica come postulato In nome di un’ontologia enfaticamente designata come concreta e razionale.21 in un quadro applicativo di tipo consequenzialista. «L’argomento cosmologico. W. per l’intelligenza cieca di Madre-natura27 tutti i valori intrinseci sono valori strumentali. Dennett . Sarebbe più economico spiegare l’universo come un tutto che è causa di sé. incoraggiare la cooperazione sociale per far fronte alle difficoltà e ai nemici. perché l’universo come un tutto non può essere quella cosa che è causa di sé?». allora l’universo deve avere una causa – cioè Dio –.31 Il conseguimento di tali obiettivi rimanda sul piano evolutivo alla composizione tra un fattore biologico e uno culturale. L’apparente stravaganza delle pratiche religiose può essere spiegata nei termini austeri della biologia dell’evoluzione». L’approccio di Dennett al fenomeno religioso può essere definito funzionalista.30 Dal punto di vista biologico-funzionale la religione soddisfa a tre scopi principali: confortarci nel dolore e attenuare la paura della morte. perciò esula dall’orizzonte della razionalità.37 rifugiandosi nell’esoterismo. la potenza amplificatrice degli incontri a opera del linguaggio. che nella sua forma più semplice dichiara che.35 Non c’è iato che impedisca di spiegare la cultura e la società umana in modo casuale. presiedono al passaggio dalle religioni popolari (le cui autorità rimangono disseminate) a quelle strutturate in corporazioni. all’interno di una legge di coerenza energetica? Mi pare significativo che Dawkins da una parte – in nome di un biologismo esaustivo – professi un continuismo. in particolare polemizza con quanti vorrebbero (come nella filosofia analitica) riproporre l’argomento anselmiano. perché la fisica dei quanti ci insegna (o sbaglio?) che non tutto ciò che accade ha necessariamente una causa.41 A coloro che volessero obiettare sul piano epistemologico che lo sguardo scientifico sulla realtà non si avvede dell’ordine dei significati.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 228 S tudi e commenti genza di estendere il meccanismo evolutivo all’universo nel suo complesso.17 Ci si chiede però dove trovino legittimazione le valutazioni concernenti la collocazione del fenomeno umano nel meccanismo evolutivo. che secondo la sua stessa rudimentale esposizione si dispiega mediante appaiamento e trasposizione.32 Il dispositivo di attribuzione intenzionale può attivarsi a molteplici livelli: semplice 228 IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 (quando si considera una cosa come un agente dotato di desideri e scopi). dopodiché chiedono: qual è la causa di Dio? La risposta secondo cui Dio è causa di sé (in qualche modo) suscita allora la domanda: se qualcosa può essere causa di sé.20 e dall’altra apra alle massime kantiane. meccanica e robotica. non rimane in piedi a lungo. Infatti. La fede funziona come un innamoramento. dunque. gli apprezzamenti impliciti nelle categorie di «miglioramento» e di «fortuna» non rimandano ancora a una comprensione finalistica della realtà?19 Nell’evoluzionismo eretto a sistema di spiegazione universale non è forse tutto accidentale. ma ha anche creato nuovi problemi che le religioni popolari sembrano progettate per gestire. Quando raggiungono tale livello di organizzazione.

Laddove è in vigore un modello oggettivistico del sapere. G.329. l’intuitiva persuasività degli argomenti basati sul disegno e le caratteristiche tipiche delle religioni. L’illusione del confine è data dal fatto che gli stadi intermedi evolutivi sono estinti. nota 6). 37 Cf. attraverso migliaia di generazioni. 237). Scritti morali. Perché la gente accetta questa situazione? La risposta è ovvia: crede nella credenza» (DENNETT. L’illusione di Dio.276-279. ché. A Theory of Ideology. 25 «Nessuna persona profondamente religiosa dovrebbe opporsi a uno studio scientifico che muova dal presupposto che la religione sia un fenomeno del tutto naturale. in ID. Cultural Software. Rompere l’incantesimo. APPEL. 119). 20-28. in quanto non in grado di legittimarsi sul piano dei rilievi empiricooggettivanti. Questi argomenti sono misteriosi per tutti. il significato dell’esistenza delle creature come prodotti di un artefice. Dawkins’ Gotteswahn. Tutti dovrebbero cercare di adottare la stabile posizione intermedia che Balkin45 raccomanda: un atteggiamento aperto («ambivalente») che permetta al dialogo razionale di affrontare le questioni che riguardano i popoli. 18 «La selezione naturale funziona perché è una strada cumulativa a senso unico volta al miglioramento. non intrinseco. 42 Si deve osservare anche a riguardo di Dennett che.M. per rapporto al canone oggettivistico del sapere. 203. Insomma. Torino 1970. 44 Cf. 39 DENNETT. 33 Cf. […] La continuità biologica dimostra che non c’è una distinzione assoluta [e quindi non siamo legittimati a concedere all’umanità uno status speciale]. 262. tesi analoghe vengono proposte nel volume di V. ivi. 24 Cf. almeno ai nostri occhi. PIEVANI. 183. 26 Cf. 123-151. ivi. 101s. La religione come fenomeno naturale (2006). Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin. e ora che il loro scopo originario è venuto meno. GIROTTO. BALKIN.289. come credono i creazionisti e i cultori del disegno intelligente. «Possiamo fare appello alla scienza per chiarire o confermare certe presupposizioni fattuali alla base delle nostre discussioni morali. 30 DENNETT. 143s). sembra proprio che sia l’evoluzione che ha creato Dio e non. nella riproposizione della massima «mai semplicemente come mezzo e sempre come fine» (cf. Codice. L’illusione di Dio. DENNETT. L’illusione di Dio. KANT. Chi rifiuta di giocare con queste regole può solo indurre il sospetto che. la credenza nell’esistenza di entità immateriali. ivi. 29 «L’evoluzione consente alle innovazioni che interessano i progetti culturali di accumularsi così gradualmente che la paternità si distribuisce su milioni di innovatori ciechi. proprio come le innovazioni progettuali che rinnovano i geni» (DENNETT.. fate e demoni (tutti facili da ricordare) che affollano le mitologie di ogni popolo sono i discendenti immaginari di un abito iperattivo. Böhlau. Il principio morale che distingue gli esseri umani in maniera assoluta è miseramente minato alla base dalla realtà dell’evoluzione» (DAWKINS. 297. Rompere l’incantesimo. Rompere l’incantesimo. stupore e puro incanto di fronte alla complessità del mondo (cf. ma un modello del mondo reale. […] Quindi. […] La riuscita di questa conversazione dipende dalla con- 17 Il principio di Ockham.C. New Haven 1998. 32 «L’atteggiamento intenzionale è una prospettiva utile per un animale che vive in un mondo ostile […]. un modello che è elaborato in maniera da aiutare l’animale ad affrontare il mondo reale.383. Yale University Press. Forse anche per altri passaggi successivi della storia evolutiva occorrono forti iniezioni di fortuna con giustificazione antropica» (DAWKINS. 28 «La biologia cerca di scavare sotto la superficie dei valori “intrinseci” per chiedersi perché essi sussistano. un’ipotesi da prendere sul serio è che tutti i nostri valori “intrinseci” siano sorti come valori strumentali. 298). sopravvivono come cose che ci piacciono solo perché ci piacciono» (DENNETT. 112). b) l’assunzione di un atteggiamento di umile curiosità. ivi. Rompere l’incantesimo. Milano 2007. 38 «La fondamentale incomprensibilità di Dio è rivendicata come principio essenziale della fede. Con riferimento agli studi dell’etologia cognitiva e della psicologia del pensiero. Nati per credere. 272. ivi. VALLORTIGARA. L’opzione materialista spinge Dennett a raccomandare: a) l’adesione alla teoria dell’evoluzione. non sarebbe più coerente limitarsi a registrare un’apparente complessificazione? L’assunto che la vita è un valore non travalica gli unici parametri ritenuti validi. DENNETT. J.. Se essa non è del tutto naturale.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 229 replica che sul piano delle interpretazioni è impossibile sperare in un consenso. la qualità ermeneutica del comprendere può essere apprezzata solamente in termini relativistici. 280s. DAWKINS. Rompere l’incantesimo. 43 Cf. Per una più ampia discussione dei presupposti teorici di Dawkins si veda R. avendo credenze riguardo alla sua posizione e direzione» (DENNETT. per il quale esistono due tipi di sostanze completamente diverse –. viene invocato per fare economia degli argomenti ritenuti fallaci. 255. la sopravvivenza dopo la morte.. Occorre una certa fortuna per iniziare e il principio antropico dei “miliardi di pianeti” ce la concede. 31 Cf. 36 Cf. e ogni risposta che sia sostenuta dai fatti ha l’effetto di mostrare che in realtà il valore in questione è (o era) strumentale. 21 In particolare. quando ci consigliano quali enunciati bisogna dire di credere. K. 326). condizioni che Dennett ritiene adeguatamente indagabili sul piano dell’osservazione biologico-funzionale. 34 Mi pare sia questo l’intreccio che l’analisi fenomenologica scopre all’origine della costituzione del senso e quindi alla radice delle condizioni istitutive dell’esperienza. per una custodia della biodiversità (cf. ivi. 420. 133). 19 La stessa nozione di evoluzione non è ancora inferibile a partire da un principio di ordine. «I vari folletti. anche se a noi non sembra possibile. tra l’altro. regolato e corretto da dati sensoriali. altrimenti. Torino 2008. egli non creda veramente che la religione sia un fenomeno soprannaturale» (DENNETT. ivi. 23 «Quello che vediamo del mondo reale non è il mondo reale puro e semplice. in realtà. UTET. Fondazione della metafisica dei costumi. La natura del modello dipende dal tipo di animale» (DAWKINS. Rompere l’incantesimo. DENNETT. 365). Noi che abbiamo fede nella scienza non dobbiamo essere restii a riconoscerlo più di coloro che hanno fede in una religione o in un’altra. L’illusione di Dio. LANGTHALER. e le proposizioni in questione sono dichiaratamente e sistematicamente elusive per chiunque. Anche se possiamo affidarci agli esperti. ivi. 15 kritische Antworten auf seine atheistische Mission. ivi. Essa spiega bene. ivi. esperti e profani. Cf.44 nel quadro di un’esigenza etica fatta valere in termini postulatori. Rompere l’incantesimo. T. 27). 259.42 per cui non rimane che l’obiettività dei riscontri fattuali. 324. secondo il quale non si deve mai ricorrere a una spiegazione complessa quando può bastare una più semplice. la creazione del mondo da parte di un artefice. che ci spinge a trovare agenti ovunque ci sia qualcosa che ci disorienta o terrorizza» (ivi. DENNETT. IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 229 . Rompere l’incantesimo. Rompere l’incantesimo. il solo modo) per mostrarlo agli scettici è mostrarlo scientificamente. Rompere l’incantesimo. DENNETT. 35 Cf. Cortina. 40 Cf. 45 Cf. «L’ipotesi che le credenze nelle varie religioni e nel soprannaturale derivino dagli adattamenti biologici connessi alla nostra “psicologia ingenua” appare ben fondata. perché nel mondo ci sono cose che potrebbero volerlo aggredire. Rompere l’incantesimo. ma essa non fornisce e non stabilisce i valori su cui si basano i nostri giudizi e argomenti etici. 287). l’istanza ermeneutica viene intesa come dissolutrice della verità. D. Rompere l’incantesimo. quelli biologicoevolutivi? Anche l’impiego della categoria di «natura» come designazione complessiva e totalizzante non trascende il canone naturalistico? 20 «Non ci sono linee di confine nell’evoluzione. 88) come si giustificano la reciprocità ivi articolata e l’incondizionatezza presupposta? 22 Senza chiarire se e quale possa essere l’orizzonte valoriale della sua applicazione. 110. Dio che ha creato l’evoluzione» (VALLORTIGARA. Wien-Köln-Weimar 2010. 41 Cf.43 In conclusione è lo stesso Dennett a dichiarare che la sua riflessione rimane sospesa a un’opzione materialista – l’alternativa sarebbe il dualismo. 75). 120. essi ripetono anche che nemmeno loro possono usare la loro competenza per dimostrare – nemmeno gli uni agli altri – che sanno di cosa parlano. ninfe. I. il miglior modo (anzi. se davvero ci sono dei miracoli. 27 Cf. per quanto radicalmente diversi siano i loro retroterra culturali.

per numerosi nostri contemporanei. a caccia del senso ultimo dell’esistenza. 96 . Se nulla è vero.52 La questione di Dio è obiettivamente indecidibile (semmai è solo soggettivamente valida).51 Fedeltà alla ragione (nella progressiva sconfitta dell’irrazionalismo a opera della scienza) e fedeltà all’umanità sono i due baluardi che la religione non fonda e dai quali l’ateismo non può dispensare. Attraverso le parole di personaggi di rilievo del nostro tempo. della giustizia e dell’amore.49 A questo riconoscimento. e nemmeno ai massacratori (poiché non è vero che essi lo sono). Una spiritualità senza Dio I valori morali.. 152 . culturali e spirituali che si sono affermati in nome di Dio possono sopravvivere senza di lui. sotto l’egida di due valori – la verità e la giustizia – che l’epistemologia scientifica si limita a postulare. Con la seconda «qualsiasi posizione che si sottomette a qualcosa di diverso dalla verità o che pretende di sottomettere la verità a qualcosa di diverso da lei stessa». l’oscurantismo e l’integralismo). da parte dei partecipanti. Abitare le parole Alla ricerca della consapevolezza di sé PRESENTAZIONE DI ARMANDO MATTEO C on lo scopo di provocare una riflessione e suggerire comportamenti che definiscano l’identità e lo stile di vita del giovane. Sullo sfondo della condanna nei confronti di un’accezione eteronoma della religione (e le sue filiazioni.€ 14.40123 Bologna Tel. 051 4290011 . né a sé stessi.dehoniane. Con il primo s’intende «qualsiasi posizione che pretende di rovesciare o di abolire la morale […].Fax 051 4290099 www. nessuno è innocente.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 230 S tudi e commenti GIANNI SANTOPIETRO divisione. di due valori trascendenti.47 In nome dell’autonomia del soggetto umano.40123 Bologna Tel. non rimangono obiezioni da opporre ai negazionisti o ai bugiardi. perché essa sarebbe […] nefasta e menzognera».it NUNZIO GALANTINO Come preservare l’umanesimo «La verità. s’oppongono il nichilismo dal punto di vista pratico e la sofistica dal punto di vista teorico. presentano un’intrinseca ricchezza. verità e giustizia. Ciò vuol dire che entrambe le parti accettano che quei valori siano inevitabilmente presupposti dai progetti umani a cui prendiamo parte tutti. e il più possibile al sicuro».48 L’assolutezza che contraddistingue tali doveri rinvia a un’istanza definita di reciprocità o di comunione che è il sacro immanente. André Comte-Sponville respinge ogni pretesa di fondare la morale in una religione. che sono il dogmatismo.00 EDB Edizioni Edizioni Dehoniane Dehoniane Bologna Bologna Via Nosadella 6 . e dalla coscienza di condividerli. Quanto alla tradizione del pensiero occidentale. il piccolo vademecum per studenti invita ad andare oltre il ricorso superficiale a parole che. perché non è verificabile: non ha le caratteristiche di un risultato comunicabile e controllabile di una dimostrazione (in conformità al canone analitico) o di un’esperienza (conformemente al canone dell’accertamento sperimentale).50 «FEDE E ANNUNCIO» pp..Fax 051 4290099 www.€ 7. Senso della vita e incontro con Dio C he senso ha la vita? C’è qualcosa oltre la morte? Le più importanti domande di senso non sono cancellate dai progressi della scienza e della tecnica. Ed è così che la sofistica prepara il giaciglio – confortevole e mortifero – per il nichilismo». il lettore potrà confrontarsi con la testimonianza di moderni «cercatori di Dio». per il semplice fatto di essere vivi: progetti che consistono nel rimanere in vita. osserva Comte-Sponville. Dubitiamo che la morale le sopravvivrà.46 Sotto gli auspici di un mondo migliore. l’appello alla disposizione dialogale ricorda da vicino l’ideale pragmatico della comunità comunicativa.it 230 IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 . nessuno è colpevole di nulla. appellandosi – come se si trattasse di un’evidenza – alla superiorità della sincerità.dehoniane. non è altro che l’ultima delle illusioni. Comte-Sponville affronta la questione di Dio sotto il profilo epistemologico. Il testo prosegue la collana di formazione per universitari. pur facendo parte del vocabolario comune. sostenendo che in materia di Dio nessuno possiede un vero sapere. 051 4290011 . EDB Edizioni Edizioni Dehoniane Dehoniane Bologna Bologna «SPIRITUALITÀ DELLO STUDIO» pp.00 Via Nosadella 6 . della generosità. di cui bisogna liberarsi. del coraggio.

non lo sapremo mai. o se questi non avessero nessuna valenza. «Se per “assoluto” intendiamo il senso ordinario della parola. Lo spirito dell’ateismo. È verosimile che non lo sapremo mai (poiché non potremmo spiegarle che con altre leggi). Guanda. Il sacro è «la dimensione della verticalità. come ciò che dipende solo da se stesso. se incontrate uno che vi dice “So che Dio esiste”. 8). «Potrebbe benissimo trattarsi dell’apeiron (l’infinito. ovvero un essere immanente e impersonale?). ma (a meno che non si definisca la religione a partire dalla comunione. 56 COMTE-SPONVILLE. Perché è troppo oscuro? Al contrario: perché è la luce stessa» (COMTE-SPONVILLE. un sogno. A.56 Dalla spiritualità alla mistica atea Poiché non avere una religione non è un motivo per rinunciare a una vita spirituale. 55 «Perché c’è qualcosa. soprattutto per gli atei. Lo è perché è impenetrabile? Al contrario: perché noi ci siamo immersi. sappiate che non è un ateo: è un imbecille. e questo mistero è irriducibile. Se non ci fossero valori. la libertà o la giustizia non sono entità sovrannaturali. perché. 51 Ivi. 54 Ciò che. 49 «Nessuna società può fare a meno di comunione. come ricordavo a proposito della prova ontologica. P. e quello dell’umanesimo (contro il nichili47 Comte-Sponville enumera anche altri argomenti che positivamente inducono a credere che Dio non esista: 1) gli eccessi del male (come spiegare l’onnipresenza del male in un mondo creato da un Dio onnipotente e infinitamente buono?). invece che spiegare quel che non si capisce con qualcosa che si capisce ancora meno (Dio) è meglio accettare il mistero per quello che è. più semplicemente. 74s). del fuoco sempre mutevole di Eraclito (il divenire). anche dello spirito. dal XVIII secolo. e. 66s. Paris 2005. Vale invece la pena di combatterli tutti. ma immanente (i suoi effetti sono in essa) e priva. di amore» (COMTE-SPONVILLE. altrimenti dovremmo dire che noi siamo più liberi di Dio e dei beati!). ciò che rimarrebbe non spiegato è solo l’esistenza delle leggi). senza confonderli e senza cadere nei rispettivi difetti» (A. opporre un doppio baluardo: quello del razionalismo (contro la sofistica). a mio parere. soltanto si deve pensare che anche lo spirito è immanente.55 Non c’è nulla di più misterioso dell’esistenza del mondo. Lo spirito dell’ateismo. di volontà. COMTE-SPONVILLE. Lo spirito dell’ateismo. come direbbe Leibniz. eterna e infinita. Potrebbe essere la Sostanza di Spinoza. Chiamare questo mistero “Dio” significa trovare una rassicurazione a buon mercato. si tratta di un imbecille che prende la propria fede per un sapere» (COMTE-SPONVILLE. Dawkins vorrebbe ricondurre ancora a un meccanismo evolutivo. Chiaramente. di qualsiasi attributo antropomorfico: priva di coscienza. dovrebbe vedersi o sentirsi (non ha valore obiettare che il silenzio e l’invisibilità di Dio sarebbero a favore della nostra libertà. 57 Cf. del Tao – anch’esso impersonale – di Laozi . 2) la mediocrità dell’uomo (come copie di Dio saremmo ridicoli o inquietanti). la questione Dio non può contare su di un’esperienza personale di Dio. quindi. Ma è vero anche da un punto di vista fisico o scientifico.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 231 Comte-Sponville raccoglie attorno a tre argomenti i motivi per non credere in Dio. ma questo è ciò che chiamiamo l’immanenza. dell’Essere impersonale di Parmenide. all’esperienza. «L’esistenza dell’essere è dunque fondamentalmente misteriosa. COMTE-SPONVILLE. «Se incontrate uno che vi dice “So che Dio non esiste”. «La tolleranza è un bene troppo prezioso perché la si confonda con l’indifferenza o la mollezza. 108. ivi. invece di niente? Non lo sappiamo. dell’assoluto o del dovere (a seconda delle parole che vorremo utilizzare) della specie umana. mentre si suppone che Dio sia trascendente. 50 Cf. eppure. dimensione che ci rende – grazie alla civiltà – diversi dagli animali. per essere vero!»). Ciò sia detto in dissenso con gli atei fanatici e nonostante l’implausibilità dei dogmi delle grandi tradizioni religiose. Milano 2011: le tradizioni religiose (soprattutto quella cristiana e. insieme. non ammettere che il mondo avrebbe potuto non essere e basta?) e fisico-teologica (l’ordine mirabile del cosmo può essere più economicamente spiegato con l’evoluzione. In terzo luogo. Lo spirito dell’ateismo. 47). che esiste indipendentemente da ogni relazione. Quello che importa è prima di tutto la reciprocità» (COMTE-SPONVILLE. 48 Analoga convinzione viene espressa nell’approccio utilitaristico di A. cosmologica (se il mondo esiste come contingente e non necessario rinvia a una spiegazione al di fuori di sé. Introduzione a una spiritualità senza Dio. «Se non ci fosse verità non ci sarebbe conoscenza né. Rompere l’incantesimo. da qualsiasi relazione o da qualsiasi punto di vista – per esempio l’insieme di tutte le condizioni (la natura). è illegittimo passare dal piano del pensiero. Perché le leggi di natura sono quelle che sono? Non sappiamo neppure questo. cosa che renderebbe inutile uno dei due termini) la comunione non è necessariamente religiosa: possiamo sentirci in comunione in dimensioni diverse dal divino e dal sacro. Del buon uso della religione. Questi due bastioni. A questa doppia tentazione della nostra epoca è urgente.82. di fronte al silenzio dell’universo. invece. del concetto. Perché inventare altro mistero? 46 DENNETT. COMTE-SPONVILLE. Comte-Sponville propone un materialismo onnicomprensivo. né alcuna fede propriamente religiosa! L’umanità. 53 Che. Existe-t-il encore?. 52 Cf. però. dell’essere. L’ateo le può rispettare – e sacrificarsi per esse – allo stesso titolo di un credente» (ivi). non ci sarebbero né diritti umani né progresso sociale e politico. Lo spirito dell’ateismo. Lo spirito dell’ateismo. se Dio esistesse. E allo stesso modo. non possiamo che esserne lieti. DE BOTTON.. Ponte alle Grazie. 46. più fedele all’evidenza e al mistero» (COMTE-SPONVILLE. Anzitutto la debolezza delle cosiddette prove: ontologica (come già aveva denunciato Kant. della natura. perché dovrebbe essere Dio e non la Natura. 401s. CAPELLE. Cerf. quale spiritualità per gli atei? Una spiritualità senza Dio non è contraddittoria. Niente di peggio che rimanere impigliati in un faccia a faccia mortale tra il fanatismo degli uni – quale che sia la religione che professano – e il nichilismo degli altri. 3) perché preferirebbe che Dio esistesse (un Dio d’amore è il sogno di tutti. senza svelarlo. ciò che esiste indipendentemente da qualsiasi condizione. Qualsiasi battaglia sarebbe vana. progresso della conoscenza. e la pace altrettanto. mi sembrerebbe più giusto. Comte-Sponville teme che per la perfetta corrispondenza con i suoi desideri sia stato inventato per soddisfarli: «Ed è questo che rende sospetta la religione: è tutto troppo bello. Una guida per i non credenti. Dieu. abbia in sé la ragione della propria esistenza. COMTE-SPONVILLE. quella giudaica e buddhista) offrono un patrimonio di intuizioni utili nella vita laica. causa di sé e di tutto. senza che si possa regredire all’infinito: si deve risalire a un essere assolutamente necessario.. se mai valesse come prova di un essere assolutamente infinito. 90). L’universo è già abbastanza misterioso.54 In secondo luogo. Lo spirito dell’ateismo. perché tutto è immanente. in misura minore.53 ora. soprattutto in relazione ai problemi sollevati dalla convivenza. 23). ma ciò non richiede alcuna particolare metafisica. appunto. è questo che dobbiamo comprendere. 77). 41). Perciò definisce se stesso un ateo non dogmatico (cf. 45. che insmo). Nella sua tesi panontologica57 l’Assoluto è il Tutto. di tutte le relazioni (l’universo). costituiscono quello che chiamiamo. Perché Dio piuttosto che niente? Perché questa legge piuttosto che un’altra? Il silenzio. che è assolutamente necessaria. Illuminismo» (ivi. 64). come si suol dire. Lo spirito dell’ateismo. A questo mistero che ci comprende noi abbiamo accesso solo relativamente. IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 231 . Lo spirito dell’ateismo. l’indeterminato) di Anassimandro. Milano 2007. 119.

l’insieme di tutte le relazioni è necessariamente assoluto. secondo Comte-Sponville. La concatenazione di queste sospensioni conduce alla semplicità (non vi è che una vita. ma di guarire dall’io. ma senza altro soggetto che lei stessa). sull’essenziale: esse rifiutano qualsiasi realtà sovrannaturale. convergono riguardo al soggetto di cui ci stiamo occupando e. che costituisce tutto l’essere. ma non un nichilismo. che è tutto). “una scimmia nuda”. al di là di qualsiasi razionalità: il mistero.68 non è più semplice pensare che tutto è Dio? Che cosa vuol dire che il finito può essere pensato solamente nell’assoluto? Se ci deve essere un assoluto perché esista il finito. La questione è di rilevanza metafisica.65 Nonostante Comte-Sponville sia partito dall’istanza illuministica dell’autonomia del soggetto. Ne consegue che. ed è lo spirito a essere libero. non c’è anima e non c’è un’altra vita dopo la morte. – l’uomo. dalla sospensione del bisogno (non c’è altro che l’essere. e pertanto non è il centro della creazione. senza essere sempre identiche. diceva Prajnanpad. È lo spirito di Buddha (niente Sé: né Atman né Brahman).67 Comte-Sponville oppone all’eteronomia un immanentismo. e che imprigiona. Lo spirito non è la causa della natura: è il suo risultato più interessante. sono spiegabili in termini puramente naturalistici che. all’indipendenza. poiché si tratta non di guarire l’io. perché abitiamo l’assoluto).64 intesa da Comte-Sponville come stato modificato di coscienza. Da qui il naturalismo conduce al materialismo: «Essere materialisti. come ogni altro animale. Io le faccio mie tutte e tre. almeno negativamente. per i nuovi atei. Non di chiudersi nella propria anima. che costituiscono da soli l’unica base per un’etica universale. È lo spirito in sé. anche la morte non può indurre paura. Questa piccolezza è ciò che chiamo l’ego. coincidono con i principi evoluzionistici darwiniani. alla trascendenza pensata entro il dispositivo della separazione un’immanenza univocamente (naturalisticamente) intesa. ma di liberarsene. qualsiasi trascendenza. caratterizzato dalla sospensione della familiarità o della banalità (per far emergere il nuovo e lo stupefacente. invece di esserne prodotta)». ma soltanto un organismo marginale. Questa grandezza è ciò che chiamo lo spirito. ed esiste indipendentemente dallo spirito (che è lei a produrre. il più spettacolare. o meglio. manifestazione né promessa che per lui». il più promettente – poiché non c’è interesse. perché non si deve avere paura di nulla e dire di sì a tutto). compresa l’intelligenza e il comportamento.62 di un puro presente della presenza. significa negare l’indipendenza ontologica dello spirito. nel quale ci si percepisce come un tutt’uno con tutto. nel senso filosofico del termine. per concludere al silenzio). Per un’antropologia al di là del dualismo e del monismo Le tesi portanti del nuovo ateismo possono essere compendiate in questa sequenza: «– l’essere coincide con la natura cosmica. è la totalità del reale (il soprannaturale non esiste). giunge a queste perorazioni: «Non si tratta di salvare il sé. senza alcun bisogno di ricorrere a cause divine o soprannaturali (peraltro scientificamente indimostrabili). quanto per la de-soggettivizzazione dell’esperienza. È dunque l’ego che è schiavo. – tutte le dinamiche e le caratteristiche degli esseri viventi. quella che si chiede «perché c’è qualcosa piuttosto che niente?». – la natura si riproduce da sé senza uno scopo o una finalità globale che ne determini i movimenti e le mutazioni: quindi l’ipotesi di un Creatore è del tutto inutile (oltre che sbagliata). alla serenità (non c’è più spazio per le speranze e i rimpianti. qualsiasi spirito immateriale (quindi qualsiasi Dio creatore). un cerchio dal raggio infinito: una linea retta!). il sé è troppo piccolo per la verità. Aprite le finestre! Aprite l’ego (finché non diventa come “un cerchio fattosi talmente ampio da non poter più circondare nulla”. e quindi al di fuori della materia in evoluzione non c’è Dio. non di salvare il sé. e a liberare». Lo spirito è questa apertura (sì: “aperto nell’Apertura”. per me. l’insieme di tutti i punti di vista non è un punto di vista. all’eternità (non resta altro che il presente). come può darsi una reale alterità rispetto all’assoluto? Il risveglio dal sonno positivista per lo stupore nei confronti del mistero dell’essere apre in Comte-Sponville a un misticismo. all’unità (non c’è più separazione tra l’io e il tutto). immanentismo o materialismo. è guidato da impulsi e da voglie. e dalla sospensione del linguaggio (del discorso.66 «La verità è troppo grande per il sé.60 un sentimento oceanico. insisto. dalla sospensione delle questioni (su tutte. appunto). al di fuori dell’ambito . Se è di Dio tutto ciò che è.59 Dal naturalismo materialista scaturisce.58 Comte-Sponville è convinto che la natura esista prima dello spirito che la pensa. appunto). non c’è altro che la gioia: la pienezza. – l’uomo è per intero il prodotto di un’evoluzione biologica cieco e senza finalità. La natura. non il ripiegamento comodo e meschino nella vita “interiore”». ma 232 IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 di abitare l’universo. È lo spirito di Spinoza (nient’altra libertà in me che la verità. il cui ateismo non è discutibile tanto per la negazione di Dio. una spiritualità connotata come esperienza dell’immanenza e dell’immensità. – ogni fenomeno che accade nella natura.69 Nell’immanentismo materialista si approda a un monismo che riduce l’alterità alla finitezza e la finitezza a epifenomeno dell’uno-tutto. è spiegabile in modo completo ed esaustivo nel solo ambito delle cause naturali: è pertanto sufficiente la sola scienza. Queste tre posizioni metafisiche. ma di affrancarsi da esso.63 Qui la vita spirituale tocca la «mistica». non la sua esistenza (perché allora il materialismo stesso diverrebbe impensabile). della ragione.61 l’esperienza di un’enstasi. all’accettazione (tutto è un relativismo. subentra l’atarassia come assenza di turbamento. È quello che possiamo chiamare naturalismo.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 232 S tudi e commenti globa anche tutti i punti di vista possibili o reali (la verità) – non vediamo come se ne potrebbe negare l’esistenza: l’insieme di tutte le condizioni è necessariamente incondizionato. dato che non c’è altro che la realtà: è l’evidenza o il mistero dell’essere). come avrebbe detto Rilke).

Lo spirito dell’ateismo. J. Per un avanzamento epistemologico. realizzando la propria unicità. Basti ricordare che nella determinazione e nell’esecuzione di ogni protocollo di ricerca trovano articolazione un interesse e uno scopo. Altrimenti si cade in aporie logiche. LAUX. ivi. Questa deve essere infatti giusta o vera. Proprio perché il male è l’esperienza nella quale la squalifica di sé è la più vivamente subita (come violazione di un ordine di giustizia). cf. Un matematico ateo a confronto con il papa teologo. La ragione e il male. in quanto esperienza di una libertà che si scopre già in scacco senza potersi dispensare dall’obbligo di agire (di contro – per dirla con le parole di L. 66 Ivi. Caro papa. 93. Chi volesse spiegare tutto con l’aiuto di un darwinismo universalizzato dovrebbe pur sempre fare un’eccezione. A quali condizioni posso ancora qualificare l’esperienza come «mia»? È soltanto un’apparenza. nell’uomo» (ivi. privo di tragicità. nondimeno abbiamo osservato che l’opzione naturalistica viene costantemente trascesa nella rivendicazione di un’obiettiva intelligibilità del mondo73 e nella riaffermazione di un’istanza etica nel contesto di un’intersoggettività originaria. Dio e il nuovo ateismo. senza eccezioni. Allora la conoscenza che il pensiero è una qualità della materia è a sua volta una qualità della materia e così pure il fatto che io dico questo.70 Un conto è sostenere che ogni realizzazione della nostra esistenza ha un sostrato biologico – e quindi può/deve essere indagata dal punto di vista del suo funzionamento e della sua storia evolutiva –. ID. Il testo così prosegue: «Ne discende che tutto è immanente al Tutto (se designiamo in questo modo. 60 Cf. «La matematica e la scienza sono l’unica vera religione. Esso è privo di creatore (dato che qualsiasi creatore fa parte del Tutto. Il senso della singolarità IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 233 . 131. 64 Cf. SPINOZA. è in Dio. SGUBBI. Cf. il resto è superstizione» (P. è l’esperienza di un’obbligazione. Queriniana. Brescia 2011. la summa summarum di Lucrezio. PAREYSON –. «Kerygma e logos di Dio: la responsabilità della teologia». al quale il darwinismo non è applicabile in maniera pura e semplice: il darwinista. The Failed Hypothesis. nondimeno rimane vero che dà da pensare. Soltanto in questa prospettiva l’esperienza del male può essere compresa nella sua forma radicale (al di là di ogni tentativo di dissimulazione tecnica). 55-66. L’appello alla responsabilità nei confronti della salvaguardia della biodiversità e la condanna nei confronti delle manifestazioni violente di matrice fondamentalista suppongono il riconoscimento di un’incondizionatezza che non si spiega per semplice derivazione da un’omogenea catena evolutiva. è l’esperienza nella quale la questione dell’origine mi è più vivamente manifesta. poiché si trova posta nella condizione di una relazione appellante. l’insieme di tutto ciò che esiste o accade: il to pan di Epicuro. bensì come colui che conosce la realtà così come essa è realmente. Queriniana. anche 167. fino alla sua ipostatizzazione. Prometheus. abbiamo il nichilismo confortevole e consolatorio. Beauchesne. 157. 117). Milano 2007. Questo. Dire che il «mondo» è l’orizzonte intrascendibile di ogni determinazione del senso non è sufficiente per chiarire il rilievo veritativo dell’esperienza che istituisce il sapere scientifico stesso. la mette al suo posto – che non è il primo. SCHRÖDER rileva che un naturalismo conseguente sarebbe uno scetticismo. non saprebbe creare quello stesso Tutto). R. sia Dio. 63 Cf.71 salvo il ricorso a un orizzonte valoriale che rimane postulato. ma che esista io. Milano 2011. Genova 1988. proposizione XV. ma il più alto. ivi. 61 Cf. nel mondo. la quale assume il tratto dell’ingiunzione fondamentale a non uccidere. LAUX. «Il “nuovo ateismo”. in Gregorianum 89(2008) 4. «Exigences et conditions d’un discours philosophique sur l’affirmation de Dieu aujourd’hui». Essai sur l’affirmation de Dieu. 127. per non dire della mediazione linguistica dei risultati. Mondadori. «La filosofia di fronte al male». 69 Non fa problema che l’assoluto esista. 40s). Come incontrare l’assoluto nella vita senza dire qualcosa di questo assoluto?» (H. «Exigences et conditions d’un discours philosophique sur l’affirmation de Dieu aujourd’hui». 165. 72 Cf. lungi dall’escludere la spiritualità. La legittima indagine biologicoevolutiva della comparsa dell’umanità non adegua la complessità nella quale l’umano si attesta. da V. Che questo Tutto sia unico. Questi non si concepisce infatti come sospinto dal moto della selezione.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 233 della biologia. si dovrebbe ripartire dalla considerazione dell’ineluttabile conformazione linguistico-narrativa anche del sapere scientifico. RCS.F. la Natura di Spinoza) e che non c’è nient’altro. 68 Secondo la formulazione spinoziana: «Tutto ciò che è. 67 Ivi. certamente. Paris 2001. la fede e la teologia». 118. anche il teoretico dell’evoluzione. EPIS. Amherst (NY) 2007. Che il sapere scientifico debba sostituire ogni religione e ogni fede viene espressamente sostenuto. 59 COMTE-SPONVILLE. H. Ed esiste almeno un «oggetto». Nell’esperienza di un’ingiunzione si attesta una presenza che non può essere qualificata meno che come un’istanza radicale di libertà (solo la libertà può generare la libertà). ODIFREDDI. ANGELINI ET AL. ma di riconoscere una profondità costitutiva (in questo senso immanente) della nostra soggettività: la cronologia cosmica s’istituisce sempre 58 Ivi. 168. 74 La natura umana è più di un «fatto». il Tutto sarebbe la loro sommatoria). ti scrivo. 71 Il nuovo ateismo si appella alle procedure della ragione scientifica – in specie biologico-evolutiva –. in Gregorianum 89(2008) 4. e così di seguito. Non è il segno che l’esperienza sporge rispetto alla capacità di captazione critica dell’accertamento scientifico-sperimentale? Soggiacente vi è una questione epistemologica. 73 In Liquidazione della religione? Il fanatismo scientifico e le sue conseguenze. con la maiuscola. Se è vero che il naturalismo non può essere superato su di un piano naturalistico (ciò lo si dica soprattutto ai fautori dell’Intelligent design). ivi. HAUGHT. Secondo H. Nello scientismo naturalista la verità viene identificata con l’ambito delle determinazioni empirico-sperimentali. al principio rispetto al quale ogni singolo soggetto prende posizione. ivi. e a tutte le ricerche che possiamo fare a suo riguardo. compreso nella forma singolare della sua esistenza. che è una questione antropologica fondamentale: gli obiettivi dell’indagine critico-razionale (quindi anche di quella scientifica) debbono essere ripensati a partire dall’umano. e senza Dio nessuna cosa può essere né essere concepita» (B. 855. M.137-163. 116s. FERRETTI (a cura di). in Rivista teologica di Lugano 15(2010) 3. Brescia 2009. e per questo egli adduce delle ragioni e si attende che gli altri assentano. almeno da un certo punto di vista. Oltre alla «materia». che schiude alla coscienza lo spazio di un incontro. 133. sulla falsariga di quanto aveva già rilevato J. […] Natura. ivi. altro è ritenere che la verità di ogni attuazione dell’esistenza rimane circoscritta al dispositivo del suo funzionamento. 35). Marietti. Glossa. 122-124. Cristianesimo e Occidente. Quale futuro immaginare?. senza un altrove. oppure detiene un rilievo ontologico? 70 G. Milano 2011. senza finalità. cf. tutto ciò che è classificato come “spirituale” non ha nessun senso». Qui si giunge alla radice della libertà. How Science Shows that God does not Exist. 52-56. più per convenzione che per deferenza.72 Il confronto con la letteratura del nuovo ateismo consente di identificare il «luogo proprio» di articolazione di tale discorso. oltre all’evoluzione darwinista. LAUX. di necessità esterni a ogni discorso sul senso. 65 Cf. ivi. parte I. Cf. Ciò è possibile a condizione di superare una concezione minimalista della razionalità: quella strutturata secondo i canoni formali-procedurali ed empirico-procedurali. 861). 19s. esiste quindi perlomeno anche il ricercatore e. Le Dieu excentré. cioè tutto. a proposito della propria spiegazione. «Da dove viene questa parola che mi obbliga? Da dove viene l’intimazione a non essere l’omicida di mio fratello? Sebbene la cultura abbia condotto le coscienze a un progresso tale che una simile interdizione vada generalmente da sé. 182). 443.. fa parte della sua stessa definizione (se ce ne fossero molti. LAUX. Etica. 120-122. 62 Cf. Le Dieu excentré. tra gli altri. che nega sia il male. in G.74 Non si tratta di rappresentare una trascendenza per separazione dall’esistenza concreta e fattuale.. STENGER. in G. God. sive omnia: la natura.

77 Si tratta di uno Spirito puramente immanente. che tutto genera da sé e per sé. Lo studio.40123 Bologna Tel. E può percepirne altre analoghe manifestazioni.dehoniane. Qual è la volontà di Dio? (Rm 12.78 Nella Natura si manifesta dunque un ordine universale. nella sua sterminata varietà e complessità. 051 4290011 .76 L’Uomo – inteso come entità superiore agli individui che la compongono – ne è l’ultimogenito. contro i monoteismi religiosi tradizionali che si assumono equamente la responsabilità dei terrori del fondamentalismo. Questo «materialismo umanistico» o «umanesimo materialista» è contraddistinto da una fede non soltanto nella Natura e nell’Uomo. come ideale fusionale con Madrenatura.2b) Tra unicità e annientamento dell’io Il discernimento cristiano nella lettera ai Romani L’alternativa radicale viene prospettata dalla letteratura esaminata nei termini del «grande racconto» di uno scientismo animista. prende in esame tutta la dottrina cattolica e ortodossa su un argomento vasto e controverso. che esprime in quelle leggi di Natura.00 EDB Edizioni Edizioni Dehoniane Dehoniane Bologna Bologna Via Nosadella 6 . si coniuga con l’ideale pragmatico dell’autopoiesi contrattualista di un soggetto collettivo e impersonale. nel flusso di una vita inesauribile. Due esempi al riguardo. 051 4290011 . 384 .Fax 051 4290099 www. incentrato su un versetto della lettera ai Romani. 568 . «SUPPLEMENTI ALLA RIVISTA BIBLICA» pp. Un classico riproposto in edizione economica.dehoniane. Scritto nel 1936 e tradotto dal russo in francese nel 1946. Ma essendone appunto soltanto una manifestazione. Quel che c’è è la Natura. e Dio era la Ragione – intendendo per «Dio» la Natura. attraverso la mediazione dello Spirito. Però la praticabilità della questione teo-logica si decide qui: al cuore della questione antropologica. con toni che richiamano da vicino elementi buddhisti e inflessioni schopenhaueriane.€ 29. secondo un ordine non soggettivamente imposto dall’Uomo. e della sua quintessenza L a domanda su quale sia la volontà di Dio accomuna persone anche molto diverse. «Essendone una manifestazione.79 L’esperienza religiosa viene dunque sublimata nel sentimento che l’Uomo prova di fronte alla Natura. lo studio costituisce un’opera fondamentale nel campo della teologia dello Spirito Santo.00 EDB Edizioni Edizioni Dehoniane Dehoniane Bologna Bologna Via Nosadella 6 . Piergiorgio Odifreddi dichiara di schierarsi a favore del realismo scientifico e storico.40123 Bologna Tel. Con accenti di chiara assonanza pitagorico-stoica. la ragione umana trova nella Ragione cosmica una trascendenza che la sovrasta. come quello matematico degli oggetti aritmetici o geometrici o quello logico dei ragionamenti. bensì oggettivamente intrinseco alle cose. che procede dalla Natura e dall’Uomo. L’accettazione dell’indifferenziazione generalizzata di tutte le cose è espressione tardo-moderna di una crisi della soggettività che. «ECONOMICA EDB» pp. essa partecipa della Sua essenza. e al cospetto della quale non può che percepire la propria limitatezza».€ 35. emergendo dalla complessificazione del sistema. col dovere di rispettare e preservare l’ambiente e tutte le altre forme di vita. e la Ragione era presso Dio.it SERGEJ BULGÀKOV Il Paraclito P er il suo valore scientifico e la sua portata. Con il nostro Spirito scopriamo che la Natura non è caotica ma ordinata. come l’interrogativo sulle condizioni di autenticazione della nostra unicità. la cui ricerca e scoperta costituiscono gli scopi primi e ultimi dell’impresa scientifica. Odifreddi puntualizza che la ragione umana è uno dei modi in cui la Ragione cosmica si manifesta nell’ordine della Natura.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 234 S tudi e commenti MICHELE MARCATO in un tempo etico.1 – in principio era la Ragione.Fax 051 4290099 www.75 Eccede i limiti di questa riflessione mettere a tema le condizioni effettive di tale incondizionatezza. Un ampio capitolo di comparazione col pensiero del filosofo stoico Epitteto mette in luce l’originalità dell’Apostolo delle genti. ma anche nello Spirito che si manifesta nella coscienza che noi abbiamo del mondo e di noi stessi. o per l’al di qua laico della scienza. nella versione occidentale. una Ragione che ci permette di dare un senso letterale a Gv 1. offre una lettura sincronica dell’intero scritto paolino.it 234 IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 .

HARRIS. VALLORTIGARA in GIROTTO.88 per proporne una lettura antifrastica: il nuovo ateismo appare come un panteismo che tenta di spogliarsi dell’intrinseca portata religiosa. 253. la Natura. viene a connotare il divino stesso. perché profonda e intellettuale. che non lascia nulla fuori di sé. Odifreddi concluda che gli ordini coscienti derivano sempre da qualcosa che li precede. I panteisti non credono in un Dio soprannaturale. che – a dispetto dell’evoluzione – sul piano del suo sostrato materiale è soggetta a una necessità onninclusiva. generatrice del cielo e della terra. entropico e la gratuità dell’amore divengono indiscernibili. «Il modello epistemologico è costituito dalla vita della physis. l’Uomo. la non libertà della physis diventa paradigmatica. «La libertà condizionale» –. impiegando un dispositivo di totalizzazione. Se dunque qui non si può sostenere alcuna dualità.83s. 180s. 86 Cf. Milano 2007. non creato.164. Severino. plurigenito Figlio della Natura. materia da Materia.C. natura vera da Natura vera. 182). bensì la forma paradigmatica del pensare e del vivere» (O. FRANCESCHELLI. della stessa sostanza della Madre. Un approccio empirico all’esperienza spirituale conduce piuttosto al monismo non dualistico86 del continuum dell’esperienza. il Dio deista è una sorta di intelligenza cosmica. E questa differenza nemmeno può essere più significativa per ciò che accade nella storia» (ID. […] Quando l’auto-referenzialità del processo evoluzionistico. […] Quanto alla differenza tra deisti e panteisti. Cf. Darwin e l’anima. 81 Cf. La fine della fede. LIBET. La physis non rappresenta il gradino più basso della scala degli enti. WERBICK osserva: «Questa capacità delle concezioni monistico-olistiche di “collegarsi” alla visione del mondo delle scienze moderne della natura e della vita ha sicuramente il suo prezzo: l’auto-prodursi di Dio e il processo evolutivo sono tendenzialmente un’unica cosa. 69). allora il nichilismo di un processo naturale finalizzato a se stesso. 90 Nella concezione naturalistica della realtà. 84 Secondo gli insegnamenti di Pirrone di Elide. La fine della fede. con le profonde radici biologiche del nostro dualismo intuitivo» (G. Nati per credere. Cerf. VIII. HARRIS. Per il superamento del dualismo creazionistico e ontologico. nella versione di un naturalismo materialista di stampo biologico-evolutivo). L’alternativa radicale non è tra teismo e ateismo. ivi. 79 Ivi. La fine della fede. 27s.85 Il sentimento di indi- vidualità s’iscrive infatti. VALADIER affronta la questione se la pretesa di affermare un «proprio» dell’uomo non venga messa in scacco dalle teorie dell’evoluzione (delle variazioni casuali e/o delle variazioni genetiche per selezione naturale cieca). nemmeno dobbiamo rinunciare a qualsiasi forma di spiritualità per onorare la razionalità. anche 45). L’illusione di Dio. svelando ciò che è e ha. Roma 2009.80 Si tratta di una religione vera. non appagata da una comprensione scientifica del mondo. ti scrivo. cifra di stabilità nell’equilibrio tra ciò che può e ciò che deve. in un dualismo. «Sviluppare una concezione monistica dei rapporti tra corpo e mente è un processo intellettuale che richiede un grande sforzo e che deve fare i conti quotidianamente. 255. HARRIS. Il deismo è un teismo annacquato» (DAWKINS. In ultima analisi. nato dalla Madre alla fine di tutti i secoli: natura da Natura. 78 Cf. 82 Cf. ivi. e che è di ordine materiale. Il Dio deista non interviene mai e certo non s’interessa alle vicende umane. […] Anche il deista crede in un’in- telligenza soprannaturale. MASSIMO EPIS IL REGNO - DOCUMENTI 7/2012 235 . Il naturalismo greco è tutto qui. 186-190. 80 Di questa fede Odifreddi offre persino una formulazione dottrinale: «Credo in un solo Dio. nota 12. sulla base delle analisi di B. 91 Commentando alcuni saggi di W. cf. ivi.91 75 Il rischio che si profila è di adoperarsi per un’emancipazione dell’umano in una direzione che propugna addirittura un superamento dell’umano. che la credenza in Dio contribuisce a rafforzare. Ma non si tratta di una riproposizione dell’entusiasmo fideista per la scienza e il progresso? (ivi. ma non un’altra vita in un mondo che non verrà» (ID. 111. ivi. di tutte le cose visibili e invisibili. ODIFREDDI.84 che conduce all’atarassia – perché ciò che conosciamo è semplicemente apparenza e impressione soggettiva –: nel corso di un’approfondita introspezione (secondo metodologie ispirate alle filosofie religiose orientali) l’io è destinato a scomparire.. 47-68. e in forma paradossale. La libertà fondamento della verità. dopo aver sostenuto che tutte le persone ragionevoli hanno come nemico comune la fede che minaccia di distruggere il futuro sereno dell’umanità. è ravvisabile una riproposizione del naturalismo greco della physis (ovvero della logica – razionalistica – della necessità). Jäger. generato. 180. cf.82 non si attesta su di uno scientismo bieco. 181. 88 «Il teista crede in un’intelligenza soprannaturale che.226-235:Layout 3 13-04-2012 8:51 Pagina 235 che è la Ragione. 102). 62-65. Se non dobbiamo essere irrazionali per infondere amore e compassione. anziché il sinonimo poetico o metaforico con cui il panteista designa le leggi dell’universo. eppure rivendica ancora una validità universale. ti scrivo. nota 9. a favore di un’antropologia naturalistica dell’homo imago mundi (imperniata sulla nozione evolutiva di emergenza) e di un’etica dell’ecoappartenenza. pitagorica. Caro Papa. oltre ad avere creato in origine l’universo. Paris 2011. P. ma usano il termine “Dio” come sinonimo non soprannaturale di Natura o di universo o di leggi che governano l’universo. 87 Cf. ivi. L’evoluzione dell’uomo e i suoi nemici. J. 190s). sul ritardo di mezzo secondo tra la stimolazione dei neuroni della corteccia sensoriale e la percezione cosciente. il cui compito però è limitato a stabilire le leggi che governano l’universo. Ermeneutica francescana del pensare occidentale. continua a sorvegliare e influenzare le successive vicende della propria creazione.81 e dopo aver puntualizzato che tutte le credenze sono chiamate a una verifica sul piano della coerenza logica e dei fatti. Messaggero. che è Signore e dà coscienza della vita. […] Non si dà alcunché fuori dal circuito della physis. Auspicano una normalizzazione naturalistica anche i contributi raccolti in MicroMega (2012) 1. anche nella vita di uno scienziato cognitivo. 85 Cf. ivi. anche 65. Brescia 2010. tra potenza e atto. Il fattore temporale della coscienza. potrebbe essere utile richiamare una classificazione già illuministica ripresa da Dawkins. 77 Cf. Queriniana. e procede dalla Madre e dal Figlio. VALLORTIGARA. circa 365-270 a. che ne è la vera causa. Aspetto la dissoluzione della morte. Madre onnipotente. poiché ammette che in ciascuno di noi vi è una dimensione sacra. In conclusione. che si risolve in se stesso. a cui non può essere attribuita alcuna “permanenza”. Sam Harris. Donzelli. ODIFREDDI. Dottrina teologica su Dio. Il panteismo è un ateismo “ornato”. In L’exception humaine. Un Dio coinvolgente. Cf. Credo in un solo Signore. Padova 2008.87 È l’atteggiamento che Harris qualifica come misticismo scientifico di una coscienza sovraindividuale e impersonale. e ha parlato per mezzo dei profeti dell’Intelletto. secondo Harris. […] Ogni differenziazione e individualizzazione appare come un fenomeno superficiale destinato a tramontare. 83 Cf. Cortina. TODISCO. di cui le religioni istituzionali rappresentano superficiali caricature. Caro Papa. Mind Time. 76 Cf. Caro Papa. 37. 89 Mi sembra degno di nota che nel capitolo dedicato alla libertà – c.83 Quali sono i tratti che Harris riconosce a una spiritualità della coscienza come mente? Uno scetticismo pirroniano. Credo nello Spirito. ma tra un’ontologia dell’alterità (che muove dalla fenomenologia della singolarità umana. in specie come attestato nel dinamismo di responsabilità)89 e una metafisica monistica90 (in questo caso. ti scrivo..143-161. PIEVANI. 179s. Benché il concetto di post-umano si dispensi dal precisare i contenuti della post-istoria a venire. s’esprime O. 143). 53. ammiccando a una spiegazione deterministica. lo scientismo soggiacente dà per scontato che la nuova condizione non potrà che essere migliore. allora non c’è più nemmeno differenza tra annientamento e adempimento. 67-75. che da sempre sboccia per suo conto. e con la Madre e il Figlio è adorato e glorificato. Sarebbe interessante mettere a confronto la Weltanschauung naturalistica e le tesi neoparmenidee di E. 184.