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MECCANICA, MACCHINE ED ENERGIA

VOL2_B

VOLUME 2 - MODULO B
UNITÀ DIDATTICA B2
SOLUZION I DEL LE VERIFICHE DEI PREREQUISITI
1. a) ω = 314,16 rad/s; b) v = 18,85 m/s
2. a) v = 137,6 km/h; b) F’ = 2400 N
3. istantanea rotazione; pari a zero; istante dopo istante
4. Vero, dato che la tensione vale circa 400 N/mm2.
5. Si prende in considerazione la formula della freccia elastica della mensola incastrata; inserendo il valore del
momento d’inerzia Ix, del modulo di elasticità E ed imponendo la freccia f = 2,5 mm, si trova che la forza esterna
agente sull’estremità vale F = 1040 N.
6. Le caratteristiche di sollecitazioni corrispondono alla scomposizione della risultante e del momento risultante
agenti su una sezione, secondo le direzioni di un sistema di assi cartesiani ortogonali x,y,z.
7. La potenza è uguale al prodotto del momento torcente M per la velocità angolare ω; sostituendo si ha che P = 13,09
kW.
8. Il rapporto di trasmissione i è pari al rapporto tra il diametro della ruota condotta e il diametro della ruota motrice.
Inserendo i rispettivi valori si ha che i = 0,72.
9. il lavoro motore in condizioni ideali; il lavoro motore in condizioni reali.
10.

c)

SOLUZIONE DEL PROBLEMA INIZIALE
Come premessa allo sviluppo della trattazione occorre tenere presenti le seguenti regole:
 Si definisce ingranaggio l’accoppiamento di due ruote dentate, rotismo l’accoppiamento fra più di due ruote
dentate.
 Il rapporto di trasmissione i è definito come rapporto tra la velocità di rotazione della ruota motrice e la velocità di
rotazione della ruota condotta.
 Il rapporto di ingranaggio u è definito come rapporto tra il numero di denti della ruota grande, detta corona, e il
numero di denti della ruota piccola, detta pignone o rocchetto.
 Il pedice 1 designa la ruota motrice, il pedice 2 la ruota condotta.
 La circonferenza assunta come riferimento per il proporzionamento della ruota dentata è la circonferenza primitiva:
noto il rapporto di trasmissione di due ruote dentate, le circonferenze primitive rappresentano le circonferenze
esterne di contatto possedute da due ipotetiche ruote di frizione funzionanti a pari rapporto di trasmissione.
 Il modulo è la grandezza basilare dell’ingranaggio dal punto di vista sia geometrico, sia dinamico, sia tecnologico;
la geometria della dentatura viene riferita al modulo, donde il termine proporzionamento modulare; i calcoli
strutturali di progetto sono finalizzati alla definizione del modulo, da cui il termine dimensionamento modulare;
anzalone – bassignana - brafa musicoro: MECCANICA, MACCHINE ED ENERGIA

Volume 2

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lo spessore è detto spessore cordale ed è indicato con sc.25 m  passo p=mπ anzalone – bassignana .  costa o faccia del dente: superficie del dente compresa tra il cerchio primitivo e la sommità del dente.  fianco del dente: superficie del dente compresa tra il cerchio primitivo ed il diametro di fondo.  passo p: è la distanza fra due denti misurata in forma di arco di cerchio primitivo.  linea dei contatti o retta d’azione: è la normale comune ai profili dei denti coniugati passante per il loro punto di contatto.  dedendum hf: è la distanza radiale tra il diametro primitivo ed il diametro di piede.  diametro di troncatura interna di: è il diametro della circonferenza che segna il confine del profilo del dente col raccordo interno sul cerchio di piede.  addendum ha = m  dedendum hf = 1. rispetto alla quale costruire il profilo del dente.  altezza del dente h: è la distanza radiale tra il diametro di testa ed il diametro di piede.  addendum ha: è la distanza radiale tra il diametro di testa ed il diametro primitivo. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 2 di 11 .  polo di rotolamento o punto primitivo: è il punto d’intersezione tra la retta d’azione e l’asse passante per i centri di rotazione delle ruote ovvero è il punto di tangenza dei cerchi primitivi.  diametro di testa da: è il diametro che individua la circonferenza esterna del dente detta circonferenza di testa. i suoi valori sono unificati.  diametro di troncatura esterna de: è il diametro della circonferenza che segna il confine del profilo del dente col raccordo esterno sul cerchio di testa.  diametro di base db : è il diametro della circonferenza denominata cerchio di base che viene assunta come polare fissa. è sempre maggiore di uno. è la distanza tra le due evolventi dello stesso dente sul cerchio base. La geometria del dente e della ruota è espressa dalle seguenti grandezze:  rapporto di trasmissione i: è il rapporto tra la velocità angolare della ruota motrice ω1 e la velocità angolare della ruota condotta ω2.  angolo di pressione α: è l’angolo compreso tra la retta d’azione e la tangente ai due cerchi primitivi passante per il punto primitivo C. ovvero come cerchio di riferimento.  superficie del dente: è l’insieme di costa e di fianco.25) m = 2.brafa musicoro: MECCANICA.  radice: è la superficie esistente sul fondo del vano vuoto compreso tra i fianchi prospicienti di due denti consecutivi.  rapporto d’ingranaggio u: è il rapporto tra il numero di denti della corona (la ruota maggiore) ed il numero di denti del pignone (la ruota minore). MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B nel campo delle macchine utensili il taglio del dente mediante fresatrice prevede l’impiego di un utensile denominato per l’appunto fresa modulare.  lunghezza d’azione: è l’insieme dei punti di contatto tra i profili dei due denti accoppiati. se anziché il tratto di arco si misura la corda.  spessore di base sb.25 m  altezza del dente h = (1 + 1.MECCANICA.  diametro di piede o di fondo df: è il diametro della circonferenza tangente al fondo dei vani. di seguito indicato come punto C. dall’inizio al termine dell’ingranamento.  spessore circolare sp: è il tratto di cerchio primitivo delimitato fra le due superfici del dente.  lunghezza della dentatura b: è la lunghezza della fascia del dente espressa come multiplo del modulo.

Facendo rotolare la retta r ora in un senso or nell’altro. particolarmente pericolosa in presenza di surriscaldamenti e soprattutto nel caso di funzionamento ad alta velocità. sia l’invariabilità del rapporto di trasmissione sia il moto uniforme del punto di contatto lungo la tangente comune. sia ancora la costanza dell’angolo di pressione. Mettendo in evidenza il modulo m si ottiene infine la formula risolutiva finale. Questa procedura. Noto quindi il valore del modulo diventa immediato il proporzionamento della dentatura. costituisce un metodo per determinare a calcolo un valore limite minimo per il modulo in grado di prevenire l’usura.brafa musicoro: MECCANICA.  le forze scambiate sono intense. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 3 di 11 .MECCANICA. fondata sulla teoria delle pressioni di contatto nota come teoria di Hertz. La progettazione ad usura prevede una formula nella quale il modulo da calcolare è espresso in funzione del momento torcente corretto applicato sulla ruota più piccola da progettare. un coefficiente λ che permette di definire la lunghezza del dente. nel corso dell’accesso e del recesso. della pressione ammissibile. L’evolvente è una curva piana individuata da un punto P fisso su una retta r vincolata a compiere un rotolamento puro su una circonferenza di riferimento. il punto P descrive come traiettorie due evolventi simmetriche con le quali tracciare i due fianchi del dente. del fattore di velocità fv e dei coefficienti C e λ. dopodiché esso rimane scarico. nota come formula di Lewis: m=3 2 M corr σ amf X v z λ y In essa compaiono il momento motore opportunamente corretto mediante un fattore di servizio dato da tabelle. la tensione ammissibile a fatica in funzione del materiale. La metodologia di dimensionamento a fatica si basa sul calcolo a flessione del singolo dente.  si ritiene che la causa più probabile di messa fuori uso dell’ingranaggio consista nella rottura a fatica del dente. esso deriva dalla conoscenza della pressione massima pamm ammissibile. il numero di denti z. Essa ha ormai sostituito quasi del tutto la cicloide. La ragione della scelta del profilo ad evolvente è la seguente: il profilo ad evolvente garantisce. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B  angolo di pressione α = 20°  lunghezza della dentatura b =λm La curva adottata per i fianchi dei denti è l’evolvente di cerchio. magari in presenza di sovraccarichi ed elevate coppie di spunto. Essi tengono conto sia delle forze trasmesse durante l’ingranamento sia della resistenza del materiale impiegato. La metodologia di dimensionamento ad usura si basa sulla capacità da parte della dentatura di sopportare i carichi senza che insorgano rotture dovute all’usura superficiale. La circonferenza su cui rotola la retta generatrice è detta circonferenza di base ed il suo raggio è indicato come rb. un coefficiente di forma y detto fattore di Lewis ricavabile mediante formula o da abaco. La progettazione delle ruote dentate è basata sulla determinazione del modulo attraverso calcoli strutturali. È opportuno eseguire il calcolo del modulo ad usura e successivamente la verifica a flessione nei casi in cui: anzalone – bassignana . Il dente viene schematizzato come una mensola incastrata sul disco ruota e come tale è sottoposto a flessione dalla forza scambiata col dente compagno per la durata del contatto.  vengono impiegati acciai da trattamento termico superficiale o da trattamento termochimico che innalzano fortemente la durezza superficiale. un coefficiente di maggiorazione dinamica del carico Xp funzione della velocità periferica. a sua volta la pressione ammissibile è inversamente proporzionale alla frequenza di rotazione e alla durata in ore di funzionamento: m=C 3 M corr 2 f v pamm λ È opportuno eseguire il calcolo del modulo a flessione e successivamente la verifica ad usura nei casi in cui:  le ruote sono lente.

 le forze scambiate sono regolari o comunque poco variabili tra spunto e funzionamento a regime. il diametro di piede è ottenuto sottraendo al diametro primitivo due volte il dedendum: df = 77 mm.MECCANICA. Ad esempio. l’altezza del dente è pari alla somma di addendum e dedendum: h = 4.25 volte il modulo: hf = 2. il diametro primitivo è pari al prodotto del modulo per il numero di denti: d = 82 mm. z1 = 210 e z2 = 56. in quanto numeri interi e non decimali.5° = 2. Pertanto tutti i multipli comuni di 30 e di 8 sono valori adottabili. ottenuta dividendo la tangente dell’angolo di pressione normale per il coseno dell’angolo di inclinazione dell’elica: tgα t = tgα n tg 20° = = 0. 4.  vengono impiegati acciai da bonifica che innalzano la tenacità ed offrono un ottimo comportamento a fatica. Il rapporto di trasmissione fornito è un numero periodico che. Calcolando il rapporto di trasmissione si trova i = 0. Per ottenere l’angolo di pressione trasversale occorre passare attraverso la tangente dell’angolo di pressione trasversale. Pertanto tutti i multipli comuni di 3 e di 5 sono valori adottabili. Ad esempio.5/cos 27.5° Attivando la funzione inversa di tg αt si perviene all’angolo di pressione trasversale: α t = arc tg 0.8185 mm. si moltiplichi questo numero per z1 a partire dal numero minimo di denti 17. se moltiplicato per tre. se moltiplicato per trenta. il dedendum è pari a 1. z1 = 300 e z2 = 80.5 mm. 5.85) sen 2 20° − 2. dà finalmente una cifra tonda: 8. Ne deriva che il pignone da 28 denti proposto dal testo ha un numero inferiore a quello minimo per cui l’ingranamento non risulta cinematicamente corretto. Per rispondere alle varie domande relative al proporzionamento di una ruota cilindrica a denti elicoidali occorre riferirsi alle formule specifiche.2666 che è un numero periodico.41033 = 22. 2. SOLUZIONI DEI P ROBLEMI DI RIEPILOGO 1.  si ritiene che la causa più probabile di messa fuori uso dell’ingranaggio consista nel danneggiamento superficiale del dente per usura. dà la cifra tonda 5. a condizione di non scendere al di sotto del numero minimo di denti pari a 17.5° Il numero minimo di denti vale dunque 32. Si applichi la formula che definisce il numero minimo di denti in funzione del seno dell’angolo di pressione: z min = 2 2 = = 31.5 mm. Si applichi la formula che definisce il numero minimo di denti del pignone in funzione del seno dell’angolo di pressione α = 20° e del rapporto di ingranaggio u: z min = [u 2 2 ] + (1 + 2u ) sen α − u 2 = [2.85 = 14. z1 = 24 e z2 = 40.903 2 2 sen α sen 14. Il modulo trasversale è ottenuto dividendo il modulo normale per il coseno dell’angolo di inclinazione dell’elica: mt = 2. L’addendum è pari al modulo: ha = 2 mm. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B  le ruote sono veloci. z1 = 21 e z2 = 35. dopo alcuni tentativi si nota che.888 Il numero minimo di denti è zmin = 15 6.41033 cos β cos 27.85 2 2 ] + (1 + 2 × 2.31° anzalone – bassignana . z1 = 30 e z2 = 50. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 4 di 11 . il diametro di testa è pari alla somma del diametro primitivo più due volte l’addendum: da = 86 mm. 3. z1 = 105 e z2 = 28 e altri ancora.brafa musicoro: MECCANICA.

MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 5 di 11 .5 = 3.66 mm L’addendum è pari al modulo normale: ha = mn = 2.25 x 2.9945 z1 z2 37 28 Un valore indicativo del rapporto di condotta può essere dedotto dall’apposita tabella. l’angolo di pressione trasversale e il diametro primitivo.663.56 mm Ora le forze scambiate fra i denti in presa. Pertanto si assume un valore di rapporto di condotta pari a 0.66× cos 22. non essendo presenti in tabella nessuno dei due numeri di denti citati nel testo. il momento motore M1 è ottenuto come rapporto tra la potenza e la velocità angolare ω1: anzalone – bassignana .MECCANICA.5=196. inizialmente la forza tangenziale: F t= 2 M 2 ×500 ×103 = =5193.66+2 × 2. a tale scopo.25× 2.647 °=1956.19 N d1 192.25 volte il modulo normale: hf = 1.brafa musicoro: MECCANICA.10583 ×62=192. Il diametro di testa: d a =d + 2 ha =191.66− 2× 1.19tg 15°=1391.37681 cos β cos 15 ° α t =arctg 0. Si calcola innanzitutto la frequenza di rotazione ω1 = 50.66 mm Il diametro di piede: d f =d − 2 h f =191.028 π + =0.19 = =5721. Inizialmente occorre conoscere il modulo trasversale.5=185.9 N F a= F t tgβ =5193.5 mm.41 mm Il diametro di base: d b =d cos α t =191.19 tg 20.647 ° d 1=mt z 1=3.125 mm. si ricorrerà a valori di media.37681=20.10583 cos β cos 15 ° tg α t = tg α n tg 20° = =0.31° =177.313 mm 7.4 N cos α n cosβ cos 20 ° cos15 ° Infine le forza normale e la forza assiale: F n=F t tg α t =5193.265 rad/s.815 per la ruota n° 2 e un valore pari a 0. Sommandoli si ottiene ε = 1.848 per la ruota maggiore n° 1. Il dedendum è pari a 1.5 N 9.8185× 68=191. Per calcolare il rendimento medio di ingranamento per una coppia di ruote in presa si usa le seguente formula: η=1−πf ( ) ( ) 1 1 1 1 + =1−0. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B Noto il modulo trasversale risulta immediato trovare il diametro primitivo: d =mt z=2. 8.56 Poi la forza risultante: F= Ft 5193.25 mn = 1. mt = mn 3 = =3.

4 per il coefficiente di maggiorazione dinamica del carico: Xv = 0. si sceglie la coppia formata da z1 = 24. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B M1 = P ω = 7500 = 149. 10.1. Il modulo così trovato verrà ora verificato a usura.4.brafa musicoro: MECCANICA. si scelgono due valori per i numeri di denti che forniscano il rapporto di trasmissione richiesto. Si sceglie un valore medio del coefficiente che definisce la lunghezza del dente in base al modulo: λ = 12. acciaio da cementazione per ruote dentate. il momento motore M1 viene corretto con un fattore di servizio fs = 1. La velocità periferica per la ruota minore. Si progetta a fatica mediante il metodo di Lewis. avente una tensione ammissibile a fatica pari a 170 N/mm2.34 Si arrotonda al valore unificato m = 4 mm. pari a 0. Si progetta a fatica mediante il metodo di Lewis. Si scelgono i numeri di denti delle due ruote z1 = 20. secondo la formula di Lewis: m=3 2 × 194000 = 3. la motrice.21 Nm 50.4 × 24 × 15 × 0. avendo scelto un fattore di servizio fs = 1. non occorre reiterare il calcolo della formula di Lewis e si conferma il valore del modulo calcolato a fatica. a tale scopo occorre definire i valori numerici dei diversi fattori. Ora vi sono tutti gli ingredienti per lanciare il calcolo del modulo a fatica.4. Si ricava il fattore di Lewis con l’apposita formula estesa alle ruote a denti elicoidali in cui compare il numero di denti ideale: z id = z 20 = =25. Inizialmente si calcola la pressione ammissibile in funzione della durezza Brinell dell’acciaio scelto ed assumendo una durata di 10000 ore: Infine la pressione di contatto massima che si ha sul fianco del dente: Il valore è accettabile in quanto inferiore al valore ammissibile. vale: v1 = ω1 d1 96 mm m = 50. Si ipotizza un valore prudenziale di 0. Si ipotizza un valore prudenziale di 0. d2 = 336 mm. Si calcola innanzitutto la frequenza di rotazione ω1 = 77.91664 3 anzalone – bassignana . z2 = 84. z2 = 80 in modo da realizzare il rapporto di riduzione assegnato. fra le diverse soluzioni possibili.34.4 per il coefficiente di maggiorazione dinamica del carico: Xv = 0. a tale scopo occorre definire i valori numerici dei diversi fattori.MECCANICA. avente una tensione ammissibile a fatica pari a 240 N/mm2.6 mm 170 × 0. Si ricava il fattore di Lewis dall’apposito abaco: y = 0. l’acciaio scelto è il 34 Cr 4.97 3 cos β 0.4. acciaio da bonifica di tipico impiego per ruote dentate. Si sceglie un valore medio del coefficiente che definisce la lunghezza del dente in base al modulo: λ = 15.4 2 2 s s Con questo valore di v1 si calcola il coefficiente di maggiorazione dinamica del carico: Essendo il valore così trovato superiore a quello precedentemente ipotizzato.5 rad/s.3.72 ≅ 2.265 Il momento corretto vale Mcorr = 194 Nm. Si sceglie l’acciaio: è il 16 Cr Ni 4. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 6 di 11 .265 = 2412. Si trovano i due diametri primitivi eseguendo i prodotti fra il modulo così trovato ed i rispettivi numeri di denti: d1 = 96 mm.

25 m anzalone – bassignana .66 ° Infine la pressione di contatto massima: Il valore è accettabile in quanto inferiore al valore ammissibile precedentemente trovato.39707 cos β cos 23. detta corona. La velocità periferica del dente. Essa ci fornisce il modulo normale: Si arrotonda al valore unificato mn = 4 mm. sul cerchio primitivo: v 1=ω 1 d1 80 mm m =77. secondo la formula di Lewis nella quale occorre ricordarsi di inserire il numero di denti ideale zid . MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 7 di 11 . Il modulo così trovato verrà ora verificato a usura. d2 = mn z2 = 320 mm.484− VOL2_B 2. SOLUZIONI AI QUESITI DI AUTOVERIFICA ALL’APPRENDIMENTO Le risposte contengono i concetti chiave e sono fornite in forma di schema. c) h = 2. 1.brafa musicoro: MECCANICA.97 Ora vi sono tutti gli ingredienti per lanciare il calcolo del modulo a fatica. una di esse impone il moto alle altre mediante denti che vengono a contatto in successione.865 =0. per cui si conferma il valore precedentemente calcolato. 2. Inizialmente si calcola la pressione ammissibile in funzione della durezza Brinell dell’acciaio scelto avendo inoltre assunto una durata di 8000 ore: Ora l’angolo di pressione trasversale: tg α t = tg α n tg 20 ° = =0. montate su assi la cui posizione relativa resta fissa.484− =0. 3. b) p = m π.1 2 2 s s Con questo valore di v1 e con A = 5 si calcola il coefficiente di maggiorazione dinamica del carico: Non occorre ripetere il calcolo a fatica del modulo normale. MACCHINE ED ENERGIA y ' =0. a) d = m z. e il numero di denti della ruota piccola. Il rapporto di trasmissione i è definito come rapporto tra la velocità di rotazione della ruota motrice e la velocità di rotazione della ruota condotta. detta pignone o rocchetto.3737 z id 25.39707=21.5 × =3100 =3. Ora è immediato trovare i due diametri primitivi: d1 = mn z1 = 80 mm. Se l’accoppiamento è fra più di due ruote si parla di rotismo.MECCANICA. Si definisce ingranaggio l’accoppiamento di due ruote dentate ingrananti tra loro. Il rapporto di ingranaggio u è definito come rapporto tra il numero di denti della ruota grande.56 ° α t =arctg 0.865 2.

15. passo trasversale o circonferenziale pt: è la distanza tra due denti successivi misurata in un piano perpendicolare all’asse della ruota. 14. 7. 18. c) circonferenza di troncatura esterna. a) b) La formula afferma che tg αn = tg αt cos β È il numero di denti presente su di una circonferenza ideale ottenuta sezionando la ruota con un piano normale al dente. 5. d = m z =39 × 6 = 234 mm retta.N2 della linea d’azione. 5. 27.9396933 = 39. anzalone – bassignana . 7. 28. elevato al cubo: si ottiene zid = 33/0. b) coni complementari. 21. Dedendum: distanza radiale fra il diametro primitivo e il diametro di piede.MECCANICA. la ruota elicoidale non può fungere da organo motore.77 u = 60/25 = 2. c) Vero mensola verticale incastrata inferiormente. 25. 6. è un numero puro che deve sempre risultare maggiore di uno. 9. sghemba. passo normale pn: è la distanza tra due denti successivi misurata in un piano perpendicolare all’asse del dente. 20. 4. cerchio di base. retta d’azione. d) circonferenza di troncatura interna. Vero UNITÀ DIDATTICA B3 SOLUZION I DEL LE VERIFICHE DEI PREREQUISITI 1. 10. La formula afferma che mn = mt cos β Falso d) a) coni primitivi. 2. Vero Il rapporto di condotta ε è espresso come rapporto tra arco d’azione a e passo p. 8.8 mm Addendum: distanza radiale fra il diametro di testa e il diametro primitivo. Passo assiale pa: è la distanza tra due denti successivi misurata in un piano meridiano parallelo all’asse di rotazione. circonferenza. 3. 24. 12. con uno dei due denti che durante l’ingranamento tende a penetrare all’interno del profilo dell’altro scavandolo in parte. Falso Falso Il sistema non ammette il moto retrogrado. I punti N1 ed N2 sono anche detti limiti d’interferenza. 17. a) c) d) Il numero di denti ideale si calcola facendo il rapporto tra il numero di denti z e il coseno dell’angolo dell’elica. 22. b) c) d) a) circonferenza di testa. VOL2_B Vero al modulo. 11. MACCHINE ED ENERGIA 4. Se l’accoppiamento è fra più di due ruote si parla di rotismo. 26. 23. b) circonferenza di piede. cioè. 6.brafa musicoro: MECCANICA. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 8 di 11 .4 Si definisce interferenza la condizione di contatto tra i profili in un punto esterno al segmento N1. montate su assi la cui posizione relativa resta fissa. 19. nella sommità. Si definisce ingranaggio l’accoppiamento di due ruote dentate ingrananti tra loro. Falso rb = mz/2 × cos α = 6 × 73/2 × cos 20° = 205. c) coni base. 13. una di esse impone il moto alle altre mediante denti che vengono a contatto in successione. 16. 29.

MECCANICA.brafa musicoro: MECCANICA. quindi: i= Ω ω1 = 50. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 9 di 11 . b) assiale. ponendo a denominatore la velocità angolare della ruota motrice n°4. circonferenza ideale. con velocità Ω. Il rapporto di trasmissione i0 può essere calcolato attraverso i numeri di denti. le ruote 2 e 3 satelliti. 10. raccogliendo e separando le variabili omega: Ω (1 − i 0 ) = −i 0 ω 1 infine: Ω ω1 = i0 1. analogamente a qualunque rotismo. a numeratore la velocità angolare della ruota condotta n°1: i0 = ω4 −Ω −Ω = ω1 − Ω ω1 − Ω razionalizzando: i 0 (ω 1 − Ω ) = −Ω eseguendo i prodotti. è formulato come rapporto tra la velocità angolare della ruota motrice Ω diviso la velocità angolare della ruota condotta ω1. normale al dente. Essa esprime il rapporto di trasmissione per il rotismo reso ordinario: i0 = ω1 − Ω ω4 − Ω Con la sigla i0 si designa il rapporto di trasmissione del rotismo reso ordinario ovvero del rotismo al quale si sia imposta una rotazione di velocità di valore – Ω a tutti i membri del gruppo ed in cui si siano rese libere di ruotare eventuali ruote bloccate. 9. c) normale.0202 z z × z 100 × 99  2 4 2 Si applica la formula di Willis al rotismo in questione reso ordinario.0202 − 1 Il rapporto di trasmissione del rotismo epicicloidale.  z  i 0 =  − 3   z4   z1  z 3 × z1 100 × 101  −  = = = 1. Il gruppo formato dalle ruote 2 e 3 e dall’asse mobile è sostenuto dal portatreno costituito da un telaio rotante intorno all’asse fisso. Le ruote 1 e 4 sono dette planetari. a) d) SOLUZIONE DEL PROBLEMA INIZIALE La formula che permette di calcolare il rapporto di trasmissione del rotismo epicicloidale è la formula di Willis. anzalone – bassignana .5 i 0 − 1 1. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B 8.0202 = = 50. Procedura di calcolo: il rotismo viene ipotizzato come ordinario e la ruota 4 diventa ruota motrice. a) trasversale.5 Questo rotismo consente di avere una forte riduzione di velocità senza inversione del moto.

M4 = 162 Nm.5 2.3125 = z 1 z 3 54 40 Il momento uscente vale M2 = i M1 = 416 Nm.i0 = 1-20 = -19.87 z3 28 ×32 Per questo tipo di rotismo il rapporto di trasmissione ha la seguente formula: i = 1. Avendo tutte le ruote modulo uguale. n2 = 1379 giri/min. M5 = 128 Nm. n3 = 1968 giri/min. non si ha l’inversione del moto. Per calcolare i momenti uscenti occorre moltiplicare la coppia motrice M per i rapporti delle varie marce: M1 = M × i1 = 497 Nm. essendo il risultato positivo. 8. n5 = n4 × R = 122 giri/min. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 10 di 11 . 6. si ottiene l’inversione del moto. 3. SOLUZIONI AI QUESITI DI AUTOVERIFICA ALL’APPRENDIMENTO Le risposte contengono i concetti chiave e sono fornite in forma di schema. n6 = n5 × R = 153 giri/min. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B SOLUZIONI DEI P ROBLEMI DI RIEPILOGO 1. è sufficiente verificare che le somme dei denti dei due ingranaggi siano uguali: 24 + 41 = 28 + 37 = 65. la frequenza di rotazione in uscita vale n2 = n1/i = 4736 giri/min. anzalone – bassignana . Calcolo delle velocità nelle varie marce: n2 = n1 × R = 62. n4 = 2595 giri/min. Per la formula di Willis: ( )( ) i 0= −z 2 z1 −z 4 100 × 96 = =20 z3 20 × 24 Per questo tipo di rotismo il rapporto di trasmissione ha la seguente formula: i = 1. La coassialità è garantita. n4 = n3 × R = 98 giri/min. essendo il risultato negativo.87.5 ( 24+ 32 ) La coassialità è garantita dato che si ottiene l’uguaglianza 140 = 140. M3 = 213 Nm. Dall’apposita tabella si ricava che la ragione R del cambio vale 1. Il rapporto di trasmissione è pari al rapporto tra il numero di denti dell’ultima ruota e quello della prima: i = z5/z1 = 37/64 = 0. 5.brafa musicoro: MECCANICA.87 = 70. 7. 4.25. Per la formula di Willis: ( )( ) i 0= −z 2 z1 z 4 −222× 282 = =−69. Occorre controllare che le somme dei raggi primitivi per ogni ingranaggio siano uguali: r1 + r2 = r3 + r4. Il rapporto di trasmissione totale vale: i tot = z 2 z 4 27 25 =0.i0 = 1+69. Si ottengono le sei velocità di rotazione in uscita dividendo la velocità di rotazione del motore per i vari rapporti di trasmissione: n1 = n/i1 =845 giri/min. M2 = 305 Nm. n3 = n2 × R = 78 giri/min. n5 = 3271 giri/min.5 giri/min.MECCANICA. m1 m2 z 2 + z 1 )= ( z 3 + z 4) ( 2 2 Passando ai valori numerici: 2 ( 30+40 )=2.

a) solare. 13. a) b) 7.MECCANICA. Si definiscono rotismi gli insiemi di più ruote dentate che ingranano l’una con l’altra. 6. il telaio mobile che sopporta gli assi intermedi rotanti. 14. il rotismo reso ordinario. Nei cambi di velocità dei veicoli il sincronizzatore esegue il disinnesto di un rapporto e l’innesto di un altro mentre gli alberi primario e secondario sono in moto con velocità differenti. Falso 4. 2. 3. MACCHINE ED ENERGIA VOL2_B 1. I rotismi differenziali hanno il moto entrante dal portatreno ed uscente attraverso due ruote d’estremità. 10. c) corona. mobili. fissi.5 64 =2 mm 80 12. c) 16. Le somme dei raggi primitivi per ogni ingranaggio devono risultare uguali: r1 + r2 = r3 + r4. Falso 15.brafa musicoro: MECCANICA. Vero 8. La formula che impone la coassialità è la seguente: mI m II z 2 + z 1 )= ( (z +z ) 2 2 3 4 mI 2. La coppia motrice è ripartita in parti uguali fra le due ruote cedenti indipendentemente dalle loro velocità di rotazione. con possibilità di avere una singola ruota ingranante con più ruote contemporaneamente. 9. MACCHINE ED ENERGIA Volume 2 pagina 11 di 11 .5 ( 60+20 )= ( 26+ 38) 2 2 m I =2. b) satellite. d) portatreno. satelliti. tranne la prima e l’ultima. a) b) d) 11. 5. anzalone – bassignana . in presa con la precedente e con la successiva.