You are on page 1of 2

Narratore Bassani

Bassani si serve dell'indiretto libero per <<rappresentare la comune opinione media, per solito
deteriore, della Ferrara di cui mi occupo >> (Opere, Di là dal cuore)
rappresentare la <<coscienza o incoscienza collettiva borghese.>> (citato in Piero Pieri, Memoria e
Giustizia)
Il narratore di bassani non riporta meramente il punto di vista dei personaggi, ma ingloba
l'impressione dell'intera comunità cittadina.
Nello specifico l'indiretto libero vuole far risaltare l'acquiscenza dell'italiano medio verso il
fascismo → Bassani esige quindi la partecipazione del mondo ferrarese, e al mondo ferrarese in
quanto richiede l'attiva partecipazione del lettore. Su questa ottica partecipativa Bassani evita di
analizzare i moti interni dell'animo. Egli rifugge dalle disquisizioni sulle sensazioni o sulla passione
amorosa. Sembra che Bassani non vada oltre la superficie, oltre la parvenza dei fenomeni o
comunque ritardi al massimo il momento in cui ci sarà dato di conoscere direttamente i pensieri
reconditi dei suoi personaggi. Conduce il lettore nel labirinto di complesse vicende e lo abbandona
dopo avergli suggerito finte soluzioni o informazioni parziali.
Focalizzazione varia, ci sono momenti in cui il narratore riesce a entrare nei pensieri di pino
barillari, ma il più delle volte assume pdv esterno della popolazione ferrarese. “mormoravano”
“seguitavano” “non la smettevano di ricapitolare” “immaginavano” “l'accusavano”-> L'uso
sistematico del testimone visivo-uditivo indugia spesso sulle circostanze del racconto quanto sul
racconto stesso. ma non sembra avere una comprensione globale della complessa materia da lui
narrata.
Siccome il lettore viene a conoscere i fatti attraverso la MEDIAZIONE del testimone, i due tendono
a confondersi. → le domande che si pone il narratore sono le medesime che si pone il lettore.
Mentre procede la lettura le tre funzioni originariamente distinte del
lettore, dell'osservatore e del narratore sono riunite. E il coinvolgimento di chi
legge culmina quando la figura dell'osservatore è assorbita a sua volta
dall'oggetto contemplato progressivamente tende a riunire l’osservatore e il protagonista nella figura
doppia di un personnaggio dai contorni imprecisi → “tecnica a imbuto” Claude IMBERTY in IL
LETTORE E L'OPERA DI GIORGIO BASSANI.
Il coinvolgimento del lettore nella vicenda narrata è suscitata dalla presenza di termini opachi o di
situazioni impenetrabili che sono anche altrettanti punti di appiglio per l'immaginazione. dona il
senso stesso di impenetrabilità
il frequente discorso indiretto libero riporta la testimonianza della comunità cittadina sui
personaggi. “In Una notte del '43 attraverso questo narratore-coro i personaggi acquistano
profondità venendo a costituirisi come convergenza di prospettive, entro la trama fitta della vita
sociale della citàà, dell'ambiente a cui appartengono: la loro dimensione non è data dal solo sguardo
dello scrittore, ma dalla convergenza che non ne disperde le individualità ma le esprime nelle loro
complesse virtualità” “lo stesso accade per i fatti, non dati dall'astratta sapienza del narratore, né
quindi. Dettati dall'esterno, ma ricostruiti attraverso le posizioni di quelli che vi sono stati
impegnati, della città tutta, con le sue diverse reazioni raccolte a formare la convergenza di una
parteciapzione, di un giudizio. Attraverso l'uso del discorso indiretto, che potremmo chiamare
<<sociale>>, bassani riesce ad esprimere il difficile riporto della realtà dal piano della cronaca a
quello della storia, dalla misura superficiale ed esterna del fatto alla complessa dimensione delle sue
ragioni affondate entro le costanti morali e sentimentali una società portata a confessare, sia pure

sovversivo. dilagarono [. rivelando di questa. 6 parole totali: ) il narratore che tendenzilamente domina nei suoi confronti sembra ritrarsi a mero contraltare dello squadrista.] “Non cominciamo a esagerare!”[.. ma la costruzione di una figura esteriore e interiore attraverso l'incidenza delle sue azioni sulal vita di un gruppo sociale. ma non rinuncia all'analisi interiore. affrettava anche lui col desiderio la disfatta della Patria? Nel suo ostentare senza pudore una malattia indecorosa non era mica da vedersi. L'effetto è straniante. e vede una sorta di opinione pubblica che inizia a pensare a un “perdono nazionale” → il giudice accondiscendente che “dal canto suo sempre disposto a sottrarsi a quell'aria di giudizio popolare” che di fronte alle intemperanze della figura del fascismo. le sue colpe” Ma il discorso indiretto di B ha forme stilistiche ben diverse da quelle del modello verghiano: è più compromesso con il giudizio morale dello scrittore. diffente dalla passiva. da parte del personaggio che narra in prima persona. . individuo-società.attraverso dil velo dell'apologia. per caso. e rimprovera agli altri che “pronte ieri a battere le mani e gridare evviva” si sono prodigati a saltare sul carro dei vincitori. come se fra la pronuncia e la scrittura esistesse lo schermo giudicante della coscienza etica del narratore. Masce di qui il tono di sottile e amara ironia che si avverte nel discorso indiretto di bassani [PERò BARILLARI SI ESTRANEA DAL CORO] grande apertura corale che attraverso sapienti modualzioni di un discroso indiretto portato al grado di voce espressiva di un ambiente sociale. richiamandolo blandamente all'ordine” Da qui si apre su disamina individuale e simbolica dei personaggi → passività di barillari. “ma se è stato con noialtri a Roma nel '22” Sciagura vuole distinguersi dal coro della borghesia! Lui è un fascita vero.. che attraversa fin dallo squadrismo. Poiché bassani vuole sì fare storia. Sciagura “ogni tanto si ricordava di interromperlo. Elemento attivo. Dunque Sciagura è figura del fascismo PURO. attraverso l'ironia. le sue reazioni. <<Se non che antifascista. sembra che dialoghi lui solo con tutta la città <<queste preoccupazioni si diffusero. placida borghesia rappresentata dal coro dei ferraresi. un'intenzione sottilmente offensiva e provocatoria?” “non la presentazione oggettiva della tradizione e neppure quella soggettiva.. vista in un punto di convergenza Barberi squarotti Due poli. di un'intera città.. esplosivo. nostalgico squadrista. che appare più immanente in ogni modulo. fino alla tipica difesa processuale del fascista che rivendica quanto fatto. Nel fatto storico emerge il carattere privato della memoria → clima di malinconia e disillusione “mormorava la gente meravigliata” SCIAGURA La sua voce è l'unica che emerge quasi sistematicamente per gran parte del racconto (si noti che il discorso diretto di barillari viene riportato solo tre volte.] “quello scarto di leva un sovversivo?” sbottò infine a ridere. dell'autodifesa. alla repubblica di salò. una certa meschinità.