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LETTERA ALLE FAMIGLIE

D E L L’ U N I T A’ P A S T O R A L E

DI

CAPEZZANO P.re - MONTEGGIORI - S. LUCIA
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N° 716

5 LUGLIO 2015

XIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - LITURGIA DELLE ORE II SETTIMANA

SI SCANDALIZZARONO DI LUI
Gesù annunciando il suo insegnamento nella sua città suscita contraddizioni;
alcuni si stupiscono della sua sapienza, altri la rifiutano.
Il suo ministero in Galilea, con questo insegnamento di sabato nella sinagoga,
subisce un fallimento totale. Non per nulla, nella finale del racconto, Marco annota
che Gesù "si meravigliava della loro incredulità".
Qual’ è il motivo di questa chiusura nei suoi riguardi? La si intuisce molto bene
dalle reazioni riferite dall'evangelista: “Donde gli vengono queste cose? Non è
costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo?”. Come può
insegnare tutto questo? Chi pretende di essere?
E' nato da povera gente, niente formazione particolare da un grande rabbi, ha
imparato un mestiere nella bottega artigianale di Giuseppe. Tutti l'hanno visto
crescere.
La conoscenza diretta del suo ambiente familiare impedisce loro di riconoscere in
lui un inviato di Dio. Egli rimane sempre per loro soltanto "il falegname". A tutto
questo fa eco la famosa dichiarazione di Natanaele: "Da Nazaret può mai venire
qualcosa di buono?"
La situazione poi precipita, quando Gesù, notando questo forte rifiuto nei suoi
confronti, solennemente afferma: "Un profeta non è disprezzato che nella sua
patria, fra i suoi".
Gesù non fa nulla per accattivarsi la loro simpatia. E' troppo importante la scelta
di Dio per farne una merce di scambio al fine di ottenere popolarità e consenso.
Vale sempre l'agire del Signore: "Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per
confondere i forti".
Gesù si mette davanti ad ogni uomo con la sua debolezza e con la sua proposta di
salvezza: tocca ad ognuno decidere se accoglierlo o rifiutarlo.

LA MORTE DI SUOR MARIA ROSARIA
di Sara Lavorini

Ci ha lasciato venerdì, 26 Giugno, di mattina intorno alle ore nove, stroncata
da una malattia incurabile all’ età di 61 anni Maria Rosaria Dalle Mura, suora
della fraternità “Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù” e
direttrice di Casa F.A.C.I a Marina di Massa.
Conosciutissima anche fuori dalla provincia di Massa-Carrara, Suor Rosaria
era originaria di Capezzano Pianore e fin da giovanissima, a soli diciotto
anni, decise che la sua vita sarebbe stata al servizio del Signore e delle
persone più bisognose ed entrò in confraternita per prendere i voti.
Dal 1997 Maria Rosaria, grazie alla sua devozione per il lavoro, fu eletta
direttrice di Casa F.A.C.I (struttura alberghiera gestita dalle Figlie di Nostra
Signora del Sacro Cuore di Gesù, che ospita anche gli immigranti) e da quel
giorno con devozione ed umiltà, gestiva l'intera attività.
Amata e stimata da tutti, lascia un vuoto incolmabile tra i parenti gli amici e i
colleghi, che la ricordano come una persona buona, generosa e sempre pronta
ad ascoltare e consolare tutti coloro che ne avessero avuto bisogno, proprio
come una mamma fa con i suoi figli.
«E’ stata un esempio di vita per me, con la sua semplicità ed il suo rigore, mi
ha insegnato ad ascoltare il prossimo, a coltivare l’amore per il Signore nella
vita di tutti i giorni e a donare me stessa senza alcun timore personale. Era
come una madre per me, una guida spirituale, che ti indica la strada nei
momenti più duri della vita. Anche con i ragazzi immigranti che sono arrivati
da noi, ha sempre aiutato e dato una parola buona a tutti, tanto che era
soprannominata la “mamma”», come racconta Suor Maria Ausilia.
«Con la morte di Suor Rosaria, -continua Don Ivo parroco di Marina di
Massa-, abbiamo perso un punto di riferimento per tutta la comunità, perché
lei oltre che essere stata una donna dolce e generosa sapeva consolare e
riportare la pace nello spirito anche nei sacerdoti, che proprio qua a Casa
F.A.C.I venivano in riposo ed in preghiera. Maria Rosaria infatti non si tirava
mai indietro quando qualcuno aveva bisogno di lei, neanche la guerra riuscì a
fermare la sua voglia di donare la sua vita per gli altri e negli anni novanta fu
addirittura missionaria in Ruanda, nazione dell’Africa centrale.
Tornata in Italia e si mise a disposizione delle ragazze madri in una casa
famiglia di Pisa e poi ancora in Seminario a Lucca e successivamente a
Montecatini.

Una vita spesa per gli altri, per testimoniare anche quando era malata ormai
terminale, che l’amore di Dio è più forte di qualsiasi altro problema.
E così anche quando stava ormai per morire, Rosaria con il sorriso sulle
labbra diceva sempre: «Metto la mia vita in mano al Signore, faccia di me ciò
che vuole».
Presso Casa F.A.C.I è stata allestita anche la cappella in ricordo di Suor
Maria Rosaria, dove si sono recate per darle l’ultimo saluto, già più di
trecento persone. La salma di Suor Rosaria è partita poi per Capezzano
Pianore dove, domenica 28, alle ore 15, si sono celebrati i Funerali presieduti
dall’arcivescovo di Lucca, Mons. Italo castella, con il Vescovo di Massa, il
fratello Don Paolo, più di trenta sacerdoti concelebrati e alla presenza di un
tal numero di fedeli che la chiesa non era capace di contenere.
«Non scorderò mai Maria Rosaria, anche la malattia è stata vissuta da lei con
dignità e non si è mai lamentata, neanche in punto di morte per il dolore che
provava. Ha lavorato, servendo gli ospiti e i ragazzi
Immigrati, ospitati da noi, fino allo stremo delle sue forze. Di lei ora rimarrà
un bellissimo ricordo, che accompagnerà tutti coloro che hanno avuto la
fortuna di conoscerla», conclude Claudio Pucciarelli responsabile del gruppo
d’accoglienza immigrati.

Oggi niente mi impedirà di danzare
e la terra tremerà sotto i miei piedi:
io sono l'uomo, la donna della danza!
Oggi niente mi impedirà di suonare
e il mondo intero ascolterà la mia musica.
Oggi niente mi impedirà di cantare
e l'intera umanità rimarrà commossa:
io sono l'uomo, la donna, della gioia di vivere!

Oggi...
né fame, né povertà, né malattia,
né siccità, né guerra, né miseria:
oggi per me è Pasqua!
Niente mi impedirà di lodarti,
danzarti e cantarti.
Tu sei Risorto e io con te sono risorto,
tu sei Risorto e mi fai vivere.
Chi, meglio di me, potrebbe danzare?
Chi, meglio di me, può percuotere il tamburo?
Oggi, Signore, sulle ceneri della mia vita,
sugli scheletri della guerra e della fame,
sull'aridità delle nostre siccità...
io ti canto, danzo per i miei fratelli e sorelle
che hanno perso il canto e la gioia,
che hanno smarrito il sorriso e la danza...
perché tu sei Risorto!
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SONO TORNATI ALLA CASA DEL PADRE
Suor Maria Rosaria e Auguillesi Cirano
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ORARIO DELLE SANTE MESSE - MESE DI LUGLIO
Giorni feriali Ore 8,30
Sabato
Ore 18,00
Festivi
Ore 8,30 - 11
Ore 10 A Santa Lucia - Ore 18 A Monteggiori