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Teologia Dogmatica 3 – prof.

Francesco Neri
Sintesi del programma:
 Protologia → mistero della creazione, significato della figura teologica della creazione,
delle creature (angeli, uomini, animali etc.)
 Relazione tra uomo e Dio (grazia) → il mistero della caduta, la redenzione, la vita
dell’uomo redento
 L’escatologia
06.10.2014
Antropologia teologica
I contenuti dell’antropologia ci sono sempre stati fin dai padri della Chiesa, ma sono sempre
stati seminati in ordine sparso. Il contenuto della grazia (Agostino è intervenuto diverse volte in
merito); il contenuto dell’escatologia eccetera. Poi è venuto il primato della soggettività, secondo
il quale l’oggetto importante ma in relazione alla rielaborazione del soggetto. Ad esempio l’uomo
vede le cose con colori diversi rispetto come le vede un cane. A seconda del soggetto le cose sono
diverse, ad esempio una mosca vedere cose diversamente da noi; l’ho fatto per gli uomini e
differente da quello di un cane.
Il primato della soggettività è caratteristico della cultura moderna, ciò con Giovanni Paolo II
ha significato la cosiddetta svolta teologica. Ranner afferma che l’uomo non è comprensibile senza
guardare a Cristo verbo fatto carne; non puoi capire Cristo senza capire l’antropologia; la parola
non si capisce senza la grammatica.
L’uomo trova spiegazione al suo mistero guardando a Cristo, che è l’Adamo autentico,
facendo ciò l’uomo diventa più uomo. Nell’antropologia sono stati inseriti tutti questi temi:
Protologia, grazia, escatologia. Si tratta quindi di una disciplina recente non nei contenuti ma nella
sua strutturazione.
La Protologia (scienza della realtà prima)
Il primo racconto della creazione: il significato ontologico, teologico di creazione → essa è
l’azione divina con la quale Dio compie un’opera che è solo di Dio, attraverso la creazione Dio dà
origine a una novità. Alla luce di ciò la creazione è solo del creatore, di Dio. Spesso parliamo di
creatore riferendoci all’artista, il quale però a differenza di Dio parte da qualcosa che è già esistente.
La creazione e l’insieme di ciò che scaturisce dall’azione creatrice di Dio, è l’insieme delle cose
create. La creazione non è un evento, è una relazione, tra creatore creatura, c’è una relazione
fondativa creativa ininterrotta.
La creatura non spiega se stessa senza far riferimento a questa relazione con il creatore. La
relazione di dipendenza creatura/creatore: creazione, esprime che tutti siamo dipendenti da Dio.
L’antropologia teologica non può non dialogare con le altre antropologie, non può non affermare
che tutto dipende da Dio in modo costitutivo. Non bisogna quindi cadere nel concordismo ovvero
sforzarsi di mettere insieme i dati della scrittura riguardò la creazione con quelli della scienza. Allo

stesso modo non bisogna cadere nel fondamentalismo ovvero pretendere di far derivare dalla
Bibbia conoscenze scientifiche, la Bibbia non è né un testo scientifico non è un mito.
Primo Giorno (Genesi1,1-1,5):
Azione compiuta in principio, si usa il verbo creare, barà, che riguarda l’azione creatrice di
Dio, l’azione propria di Dio, barà significa tirare fuori dal nulla. È un’azione compiuta da Dio senza
sforzo, senza combattere altre divinità o altre potenze primordiali.
Cosa crea: il cielo e la terra, siamo in presenza di un merisma si dicono i due estremi per
indicare che Dio crea tutto. Non c’è materiale preesistente a cui Dio mette ordine ma si tratta di una
creazione ex nilo, dal nulla.
1,2: si parla di terra informe, deserta, di abisso. Abisso, caos primordiale, sul quale lo spirito
aleggiava, vibrava, si tratta di una situazione di grande energia. C’è un cambio di registro, sembra
che dall’armonia iniziale, si passi al caos primordiale, tutte le cose sono in pericolo, possono
rituffarsi nel caos primordiale se Dio non le ritraesse da esso e non le portasse dal caos al cosmo.
1,3: Dio disse → Dio crea attraverso la parola, non attraverso accoppiamenti, senza sforzo chiama
le cose dal non essere all’essere. La prima creatura della luce, realtà che attraversa tutta la materia
creata, è la prima delle creature perché a somiglianza con Dio, e la più bella di tutte le creature,
senza di essa non potremmo vedere e sperimentare la bellezza delle altre creature. La luce ovunque
e nessuno può impadronirsi di essa, grazie ad essa vivono tutte le creature è la creatura che tra le
tante parla di Dio, Dio come la luce è ovunque e come la luce nessuno può impadronirsi di lui.
Dio compie un’altra opera: la benedizione→ vide che era cosa buona.
Dio compie: la separazione delle tenebre dalla luce, Dio dà il nome sia alla luce che alle
tenebre, ma la benedizione data solo la luce perché le tenebre significano buio, sonno, ritorno alla
morte, rischio di ricaderci.
Dio dona un nome: questo significa il potere che Dio ha su di esse, significa avere in mano il
segreto sulla realtà a cui viene dato il nome.
1) Creazione della luce
Separazione della luce dalle tenebre
Denominazione giorno/notte
Benedizione solo per la luce

PRIMO GIORNO

Secondo Giorno:
La seconda opera: separazione delle acque tra di loro, nelle acque di sopra da quelle di sotto;
il cielo riceve un nome: firmamento, esso separa le acque di sopra dalle acque di sotto. Non
vi è la benedizione perché verrà data ad opera completata il terzo giorno.
Terzo giorno:
Compare l’asciutto: la terra; Dio dà il nome alla terra e al mare. Dio vide che era cosa buona
(benedizione). Il terzo giorno viene compiuta la quarta opera: la vegetazione “la terra produca
germogli…” Dio vide che era cosa buona (seconda benedizione). La terra esiste per produrre la

vegetazione, la terra non è creatrice ma madre: partorisce vegetali. La terra non produce la vita ma i
vegetali che non sono considerati viventi. Nel terzo giorno abbiamo due opere e due benedizioni.
Quarto giorno:
Abbiamo la quinta opera: la creazione degli astri. Ma non viene dato ad essi il nome di sole
di luna ma di giorno e di notte, per evitare di mescolarsi con il culto degli astri delle culture
circostanti dove sole luna erano divinizzati. Si fa ciò per prendere le distanze dall’esistenza di altre
divinità e dal fatto che queste realtà potessero influenzare la vita umana. Questi astri non producono
luce ma la trasmettono, servono per diffondere la luce del creato, la realtà.
Quinto giorno:
Nel quinto giorno abbiamo la sesta opera, la vita compare attraverso gli animali (mostri
marini, pesci, uccelli; i primi due vivono nel mare mentre gli uccelli nel cielo). Si tratta degli
animali più lontani dall’uomo, si inizia quindi degli animali che non condividono con l’uomo
l’ambiente vitale. Si tratta dei viventi più lontani dall’uomo per l’ambiente in cui vivono: il cielo e il
mare. Segue la benedizione.
Sesto giorno:
“La terra produca esseri viventi secondo la loro specie”, segue la benedizione. Si tratta di
esseri che condividono con l’uomo l’ambiente. La terra produce animali e vegetali. Segue la
creazione dell’uomo con il termine FACCIAMO, si utilizza il plurale non per indicare la trinità ma
per sottolineare l’importanza di ciò che sta per avvenire. Il creatore celeste prende la decisione di
arrivare alla creazione dell’uomo. Si afferma quella che la funzione dell’uomo: DOMINARE gli
uccelli, i pesci, gli animali selvatici, i rettili ma non si parla di dominio di esso sui mostri marini, su
questi Dio non dà all’uomo il controllo, a Dio fa piacere che qualcosa della creazione sfugga al
controllo dell’uomo. Viene usato tre volte il termine creare (Gn 1,27), torna il verbo barà (azione
che produce novità senza sforzo), il suo utilizzo per tre volte sottolinea la straordinaria importanza.
IMMAGINE e SOMIGLIANZA, il primo termine esprime convergenza e divergenza,
un’immagine può non essere somigliante si pensi ad esempio d’un ritratto fatto male; l’immagine
indica questa relazione tra l’uomo e Dio. Il secondo termine, somiglianza, la corrispondenza tra
l’uomo e Dio. Inoltre è presente la bipolarità tra maschile e femminile ed infine compare la
benedizione (1,28). C’è un legame che accomuna l’uomo agli esseri viventi, agli animali, che sono
fratelli dell’uomo infatti non vengono lui dati in pasto. E si condividono con l’uomo il cibo e la
terra dove vivono e la benedizione. Tutto ciò finirà con il peccato originale.
1,31: vide che era cosa molto buona, abbiamo un rafforzamento della benedizione.
Settimo giorno:
Siamo al culmine della creazione, il riposo di Dio, che rappresenta la meta di tutto ovvero
entrare nel riposo di Dio. Infatti la domenica nei prefazi e prefigurata come riposo di Dio. È
un’anticipazione dell’eternità per questo racconto non termina con e fu sera e fu mattina.
Lettura teologica di quanto detto su Dio e il cosmo
Su Dio: si afferma che è onnipotente perché ha compiuto l’opera della creazione da solo,
senza aiuti e senza lottare con nessuno. Dio è unico, è solo, egli non si unisce ad altre divinità
perché nasca la vita, egli crea verginalmente, la verginità è un attributo divino. Egli crea senza
sforzo, non vi è una lotta contro un essere primordiale, tutto il creato con facilità, con la forza della

sua parola. tale definizione è quella preferita dal professore. Quindi si trova a metà tra gli animali e partecipa qualcosa di Dio. l’uomo è un signore a sovranità limitata. l’acqua ha a che fare con la vita. essa può portare alla superbia che a sua volta porta alla rivolta nei confronti di Dio. La conoscenza nell’esperienza dell’uomo significa potere. si tratta di un dono di Dio per l’uomo. nel secondo racconto essa un ruolo che nel precedente non aveva. porta con sé il paradosso di trovarsi dall’atto degli animali ma di portare anche l’immagine di Dio. il creato. l’albero della conoscenza del bene e del male invece pone l’accento sulla merisma bene-male e ciò sta ad indicare la conoscenza di tutto. al quale l’uomo viene affidato. Vi è inoltre la presenza di un fiume che irriga il giardino il quale dopo aver attraversato il giardino si divide in quattro fiumi. All’interno di questo giardino ci sono due alberi importanti: l’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene del male. Acqua → l’acqua ha un ruolo vivificante. non spetta all’uomo determinare ciò che bene ciò che male. non è un caos bensì un cosmo. nell’obbedienza a Dio. non c’è un Dio buono da qui vengono le creature buone in Dio cattivo da qui vengono le creature cattive. 07. “Nel giorno…” → Riferimento al tempo. “Tu potrai mangiare… Ma dell’albero della conoscenza del bene del male non devi mangiare” → l’albero della vita è l’albero attraverso il quale l’uomo nutrendosi viveva. ovvero il dominio sugli altri. Se non obbedisce a ciò dovrà morire. questa è una concezione innovativa perché il lavoro ai tempi dell’impero romano era considerato una cosa indegna. Tutta la creazione è buona infatti tutto nasce nel segno della benedizione.10. l’uomo deve coltivare custodire la terra. . chi conosce può. sapere quindi come potere. questo protoplasto (pupazzo di terra) prende vita con il soffio del pneuma. l’uomo che si diventa un NEFESH qualcosa di vivo. Il cosmo e una realtà ordinata dotata di bellezze di gerarchia. Ha potestà di dominio nei confronti delle creature ma tale potestà deve viverla nell’obbedienza a Dio. La pericolo per dei fiumi sul discorso dell’uomo non c’entra nulla. cosa una creatura è lo sa solo Dio solo da esso possiamo conoscere. nell’essere si trova il segreto di cui le cose sono portatrici. San Tommaso afferma che si può conoscere per stupore o per furore.2014 Il secondo racconto della creazione Nel primo racconto compare l’elemento del tempo escludendo così il mito della narrazione. ciò che è etico e ciò che non lo è. la sua superiorità. Plasmazione → “plasmò l’uomo” l’uomo è tratto dalla polvere la parola ADAM significa il fatto di terra. Giardino → Dio prepara un’oasi cinta da alberi per l’uomo. un ordine. L’uomo non deve mangiare da quest’albero. si tratta dei quattro grandi fiumi dell’antichità. Dio dà l’essere alle cose. L’uomo è posto nel giardino con la funzione di coltivarlo e di custodirlo. L’albero della conoscenza del bene e del male significa impadronirsi del potere ovvero più sai. Tutte le creature vengono da Dio. Alla luce di quanto detto i gradi dell’ontologia biblica sono due: il creatore e la creatura. l’uomo è al vertice della piramide e non è né animale né Dio. Dio introduce una gerarchia. per stupore alla Sant’Agostino per incontrare Dio. l’uomo è fatto signore di tutto ma con un limite. Bene e male significano ciò che fa bene e ciò che fa male. è piramidale. Altro accento è posto sulla conoscenza. per furore non per incontrare Dio ma per possederlo. Il potere è ciò che l’uomo deve evitare. le creature non sono tutti uguali. più puoi. deve vivere il potere ricevuto da Dio. facendo ciò si vuole escludere che si tratti di un mito perché vuole raccontare una verità che ha a che fare con la storia sebbene il rivestimento sia quello del mito.

nell’affermare ciò viene ribadita la differenza ontologica tra l’uomo e gli animali. il profeta addita la creazione a rassicurare il popolo che chi ha creato il cielo e la terra manterrà la sua promessa (Isaia 40) “elevate in alto i vostri occhi e guardate che ha creato tali cose…” Dio e visto come una specie di pastore che fa uscire tutte le creature dal non essere. Affermazioni teologiche su Dio 1) Eternità di Dio: Dio era prima è indipendentemente dal cosmo. incoraggia a tenere duro durante la persecuzione. . ”Plasmò ogni sorta di animali selvatici” ai quali l’uomo da un nome. Dio fa tutto da solo. Dio crea con la parola senza sforzo. In tutta la storia si fa presente. 1) Prima dell’esilio: si parla di alleanza tra Dio e l’uomo legata a tutta l’umanità. 3) Posta esilico: l’apocalittica.morirà in modo certo se disobbedirà a Dio. “Scende un torpore” “tolse una costola” “con la costola formò una donna” “e la condusse all’uomo” “allora l’uomo disse”→ l’uomo enuncia il nome. si pensi al diluvio universale e all’arcobaleno attraverso il quale viene unito il cielo e la terra. annuncia il nome della donna ma non in modo da essere lui a stabilirlo a differenza di come fa con gli animali. è l’esperienza che ha fatto l’uomo nella storia di Dio Salvatore. la prima alleanza. ciò avviene per volontà di Dio. inoltre si ha di Dio una visione stabile. si afferma che l’ultima parola di Dio “io faccio cieli nuovi e terra nuova”. Questa oasi dove viene messo l’uomo viene arricchita: “non è bene che l’uomo sia solo” “voglio fargli un aiuto che gli corrisponda” quest’aiuto però non arriva subito. la creazione è la premessa dell’intervento di Dio nella storia. Dio e Signore del cosmo e della storia. morirà con certezza. ciò che è divino è senza sforzo. non è lui a deciderlo. A questo periodo post esilico appartiene la letteratura sapienziali. affermando che colui che ha fatto ciò lo restituirà a lei. Il tempo inizia con la creazione. ciò sta a significare che non c’è differenza tra l’uomo e la donna bensì parità e reciprocità. “I due saranno una unica carne” il riferimento con tale affermazione non è all’unione sessuale ma al figlio generato. Per il sacerdotale della creazione e una specie di esodo. chi ha fatto la prima creazione farà la seconda creazione. non incontra resistenza da parte di nessuno. Salmo 8: “o Signore nostro Dio quanto è grande il tuo nome su tutta la terra”. In questo periodo si concentra nei salmi che hanno a che fare con il mistero della creazione. Nei Maccabei abbiamo la figura della madre che invita il figlio a guardare il cielo alla terra. ciò "evidenzia l’asimmetria tra l’uomo e gli animali. 3) L’onnipotenza di Dio: Dio non ha nemici contro cui lottare. nel salmo 148 si invita alla creazione a lodare Dio. Lo sviluppo storico della creazione nell’antico testamento La fede biblica e una fede che si basa sulla storia. esiste prima del tempo e fuori dal tempo. Dio è eterno. 2) Durante l’esilio: deutero Isaia. L’esodo primordiale è stato dal non essere all’armonia del cosmo. ma nessuno di questi lo corrispondeva. sia la creazione che la storia hanno solo un dominus. questa reciprocità con il tempo si è deteriorata fino ad arrivare al dominio dell’uomo su di essa. 4) Dio è il Signore del cosmo e della storia: esistono 2° di ontologia. né aiutanti. “Per questo l’uomo lascerà suo padre sua madre” ad una certa età i figli lasciano la loro famiglia per formarne un’altra. 2) L’unicità di Dio: non ci sono nemici da sconfiggere perché possa avere inizio l’opera della creazione.

ciò è detto solo per lui. 3) Una cosa è il creatore e un’altra cosa è la creatura. è dominus sulle creature infatti da un nome ad esse. Nella gerarchia l’uomo ha un primato sul creato. la misericordia e il nome della cura che Dio ha della creazione (sal 136). Egli opera sempre. se l’uomo vuole cercare nella creazione una traccia di Dio questa la può trovare solo in se stesso. 1) Tutte le creature sono fatte da Dio e tutte le creature pertanto sono buone. 6) Questa sua operatività significa relazionalità quindi egli non è impersonale ma ha carattere soggettivo. Il paradiso non annulla questa differenza ontologica noi rimarremo noi e Dio rimarrà Dio. l’apertura alla procreazione. è sempre presente alla realtà da lui creata. egli ha a che fare con Dio più delle altre creature. La prima è una prospettiva cosmo centrica. non si disinteressa da quanto creato. Ma allo stesso tempo l’uomo è immagine di Dio. 5) Il cosmo vive un perenne esodo dal caos. la creatura resta sempre creatura. intorno all’uomo Dio costruisce il cosmo. Dio è capace di relazione con la creatura → misericordia Affermazioni teologiche sul cosmo Il cosmo nasce nel segno della benedizione. tutto esiste perché Dio con la sua parola chiama le cose all’esistenza. 4) Ci viene detto che il cosmo è una realtà armoniosa e gerarchica creato gradualmente. L’animale fa l’animale ed è se stesso. con gli animali terrestri condivide casa e mensa ovvero cibo erba verde. Nell’uomo ciò che rappresenta la cifra dell’immagine di Dio che è in lui. nel quale può ritornare sempre. la seconda è una prospettiva antropocentrica. 2) L’uomo è un paradosso perché è fatto di terra.5) Dio è in pace: il settimo giorno è il giorno del riposo di Dio. Cristo è l’esegeta. la nostra capacità di relazione uomodonna. l’albero fa l’albero ed è se stesso. nel mondo della Bibbia ci sono 2° dell’essere. anche l’antico testamento deve essere riletto alla luce di Cristo ovvero della sua incarnazione e resurrezione. L’uomo si spiega di più nel rapporto con il creatore che nel rapporto con le creature. il nome di questa relazione con le realtà create è misericordia. 2) Non c’è una parte buona e una cattiva della creazione perché tutto è fatto del Dio con la sua benedizione. l’essere in pace di Dio è sua caratteristica. con la sua parola le benedice. se si vuole capire se stesso deve guardare Dio e non agli animali. Dio si piega nella relazione attraverso l’alleanza. I dati biblici del mistero della creazione nel nuovo testamento Dobbiamo evitare una lettura fondamentalista della sacra scrittura. nella Bibbia al centro c’è l’uomo (Dio-uomo-cosmo). l’uomo attraverso la grazia è se stesso. entra in relazione con l’uomo e l’uomo con lui. Anche il mistero della creazione quindi deve essere letto alla luce di Cristo. . Affermazioni sull’uomo alla luce della teologia veterotestamentaria 1) per i greci al centro c’era il cosmo (Dio-cosmo-uomo). ciò che deve guardare dentro di sé per arrivare Dio è la relazionalità.

della casa (lievito. mortalità) con la sua azione terapeutica riporta l’uomo alla sua condizione originaria.La creazione nella predicazione di Gesù 1) Gesù fa riferimento alla creazione come qualcosa di scontato. 2) La creazione presente in Gesù facendo riferimento al mondo dell’agricoltura come nel caso della citazione del granello di senape. ci invita a considerare il mistero della creazione. In Cristo risorto il principio vitale è lo spirito Santo. Questa provvidenza è allargata anche i malvagi e agli ingrati infatti Dio fa piovere sui giusti e ingiusti. buon pastore). 4) Gesù fa riferimento alla creazione come momento originario. Gesù lo riporta alla condizione originaria affermando che il sabato è per l’uomo. e corpo animale.10. il nuovo Adamo ovvero l’Adamo escatologico. Che Dio sia il creatore lo dice Gesù per primo “guardate gli uccelli del cielo… Guardate i gigli del campo”. in esso si coniuga escatologia e protologia. con Gesù inizia la nuova creazione. . definendosi signore del sabato. 1Cor 15. Anche riguardo la condizione attuale dell’uomo (malattia.14 Ruolo di Cristo nel NT: nel nuovo testamento si mette in evidenza il ruolo di Cristo nella creazione. “guardate gli uccelli del cielo”. della pastorizia (pecore. Il corpo spirituale è il corpo il cui principio vitale è il pneuma. 3) Gesù afferma la provvidenza. dona la Ruhà. 45-49: viene trattata la tematica del nuovo Adamo che entra prepotentemente nella creazione dell’uomo. Si pensi ad esempio al sabato diventato un tormento per gli ebrei. della pesca (le reti). l’anima. che ci rende vivi e che continuerà la sua esistenza dopo la morte del corpo. Gesù è il nuovo Adamo. Il primo Adamo è un essere vivente perché riceve in prestito lo spirito la Ruhà. si rivolge agli ateniesi parlando del Dio creatore in cui tutti crediamo. Altro aspetto che emerge e rapporto corpo spirituale. mentre il corpo animale e il corpo il cui principio è la psiuchè. pane). la creazione è usata da Gesù come momento ALPHA della storia della salvezza. 13. Cristo. di ciò che ha creato “guardate come crescono i gigli del campo”. “prima della formazione del mondo”. pertanto l’uomo ricevendo lo spirito vive eternamente. dove spirituale non sta per nuvoletta…. La creazione nella predicazione della Chiesa Paolo nel discorso ad Atene prima di annunciare Gesù e la risurrezione. diventa spirito donatore di vita. “all’inizio non era così (in riferimento al divorzio)” si tratta di affermazioni di Gesù attraverso le quali egli fa riferimento all’inizio della creazione. Dio si prende cura delle creature. Vuole riportare le cose allo stato originario anche riguardo l’uomo alla donna ad esempio nel caso del divorzio “in principio non era così”. Gesù dice che Dio è il creatore. si sente chiamato a ripristinare ciò che era la creazione al momento originario. Cristo vive in eterno perché c’è uno spirito Santo ricevuto dal padre che lo rende vivo in eterno. Poi annuncia Cristo crocifisso risorto. non inteso come bestialità. che è immateriale.

di Gesù si dice che è l’EIKON. si dice che Dio nessuno l’ha mai visto ma che Gesù ce lo mostra nel mistero dell’incarnazione. L’Adamo escatologico e Cristo risorto donatore della vita. “Dal quale tutto proviene” e verso il quale tutto si muove ci dice che Dio è alpha e omega. - nella croce siamo riconciliati. il prototipo. L’invisibilità di Dio è un attributo del padre. “Troni. dominazioni. San Paolo vuole dire che la creazione e tutta piena di Cristo. La nuova creazione che avviene in Cristo risorto e la vera creazione. Gesù migliorerà questa terminologia passando dal prototokos (figlio con posizione di eccellenza. secondo San Paolo apostolo) che può lasciare intendere che dopo ce ne siano altri. “Un solo signore Gesù Cristo” in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui. Prototokos è il modello al quale il padre guarda. con riguardando al quale.. ed essa trova il suo momento alpha non quando sono stati fatti il cielo e la terra ma nella risurrezione. “In lui furono create tutte le cose.“Un solo Dio”questa affermazione è la risposta al politeismo pagano e ci dice che le altre divinità non contano.” “Create per mezzo di lui e in vista di lui. La creazione non si spiega se non attraverso la mediazione di Cristo secondo San Paolo apostolo. attraverso il quale Dio crea tutte le cose. non ci sono creature di serie A e creature di serie B perché tutto è fatto da Dio per mezzo di Gesù Cristo. tutto è fatto dal padre per mezzo del figlio. Il mistero pasquale di Cristo e quello della creazione si compenetrano. Prototokos: Gesù è il primogenito di tutta la creazione.15-20: si parla del primato di Cristo. si esclude che vi siano altre divinità che hanno creato il mondo. il padre realizza la creazione. quando Dio faceva Adamo pensava Cristo. termine che esprime qualcosa di unico. Gesù non è mai senza alla chiesa ossia senza il suo corpo. eikon invece il termine utilizzato per indicare l’immagine è la somiglianza dell’uomo a Dio nel racconto della creazione. l’immagine. evidenzia la primarietà teologica di Cristo su Adamo. Cristo è prototokos di coloro che risorgono dai morti.” “ Egli è prima di tutte le cose e tutte lui sussistono…” Viene evidenziata la funzione cosmica di Cristo. . Tutte le cose sono buone.. 1Cor 8. del Dio invisibile. Si afferma la signoria di Cristo: Paolo indica la pienezza della presenza di Cristo nella creazione. alla monoghenes. il primo Adamo si comprende alla luce dell’Adamo escatologico ovvero di Cristo. Col 1.6: c’è un associazione del padre e di Cristo e una contrapposizione di questi alle realtà create.Il secondo uomo viene dal cielo: contrapposizione tra antropologia dall’alto e dal basso. il modo in cui Dio ha pensato la creazione si realizza in Cristo risorto. Il padre ci unisce a sé attraverso Cristo perché ha associato a se Cristo durante la creazione. parla del sangue della croce complementarietà tra mistero risurrezione e mistero creazione primato della Cristologia sull’antropologia e la cosmologia la chiesa proviene dalla nuova creazione. potenze…” Termini per dire che tutto è fatto da Dio per mezzo di Cristo. tutta la creazione e quindi la premessa all’incarnazione. evidenzia una causa efficiente e una causa finale che è il padre è una causa strumentale che è Cristo. e che quindi non ce ne sono altri.

ma ci sono anche degli elementi nuovi. Tutto è compiuto da Dio con il logos. esse vengono ricapitolati in esso Cristo e Salvatore perché per mezzo di lui tutte le cose sono state create “in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo” quest’espressione afferma che Cristo il prima del cosmo. dalla parola e dal soffio di Dio sono fatte tutte le cose. Dio fa tutto insieme al logos. significa che sono buone. che è luce. manda alla sua parola. nel secondo racconto l’uomo vive grazie ad essa. Se tutte le cose le ha fatte lui. dove lui è il LOGOS.1-3: funzione del figlio nel mistero della creazione. Gv 1. Si parla della funzione di Cristo come rivelatore che culmina nella redenzione. ciò esclude che Dio abbia a che fare con la violenza (Benedetto XVI).3-10: - compaiono due misteri riconciliazione con Dio mediante il suo sangue si parla del sangue di Cristo in particolare in questo scritto Paolino ricapitolazione di tutte le cose in Cristo Cristo e il capo di tutte le cose. di spirito che aleggia sulle acque. il salmo 147 dice che Dio chiama le stelle una ad una. viene evidenziato il primato della Cristologia sull’antropologia.Ef 1. Dio prima in mente Cristo. Nel primo racconto della creazione si parla di Ruhà elohim. della storia della salvezza nel suo valore rivelativo e redentivo. sia nella creazione che e nella rivelazione. “è colui per mezzo del quale Dio ci ha parlato” ma nel mistero pasquale rivelazione e redenzione vanno insieme. Lo spirito Santo nella creazione Cosa si dice della creazione: nell’Antico Testamento possiamo recuperare delle tracce che possiamo reinterpretare trinitariamente. Per mezzo di lui ci dice che Dio fa attraverso di lui. Ancora una volta troviamo parole soffio. Il salmo 33 trasmette che parola è soffio sono collegati all’opera di Dio nella creazione. grazie a lui si crea qualcosa di nuovo che prima non c’era → .3-10: “tutto è stato fatto per mezzo di lui…”. Tale affermazione ha la funzione di escludere che esistano altre divinità e che esista una creazione buona e una creazione cattiva. perché le cose non le fa con la violenza ma con il logos. prima del mondo. Mistero della redenzione della rivelazione. Si annuncia la funzione dello spirito Santo nella sua prerogativa di creare. verità e amore. I temi dell’Antico Testamento vengono recuperati nel Nuovo Testamento. fa soffiare il vento. Si tratta di un testo dove la funzione di Cristo nella creazione è esplicita. Dio non si afferma con la violenza ma con il logos. Si riconosce Cristo un ruolo nel mistero della creazione. Egli è in pace con se stesso e compie tutto nella pace. “È anche colui mediante il quale ha fatto il mondo” tale affermazione esprime che c’è un’opera attribuita al padre per mezzo del figlio. Le teofanie sono sempre logofanie. Eb 1. quando Dio si manifesta lo fa attraverso il logos. che ha un ruolo nella creazione.

ma ogni persona della trinità opera secondo le sue proprietà. ma in questo approccio sbiadisce l’opera inseparabile della trinità (il padre come il padre.all’incarnazione: su di te scenderà allo spirito Santo. tranne le due missioni perché è solo il figlio che si incarna ed è solo lo spirito che si dona a Pentecoste. in Occidente come fa Sant’Agostino. amore. lo spirito come lo spirito) strada facendo tutto ciò si perde e la trinità viene presentata come il solo Dio. la creazione opera della trinità.14 Sistematica → la creazione dal punto di vista sistematico 1. solo la seconda persona si è incarnata. è il figlio che manda lo spirito Santo dal padre. a seconda dell’approccio teologico trinitario c’è chi parte dall’unità per arrivare alla trinità. Come nella creazione c’è un riflesso delle missioni? 14. - Nel momento dell’incarnazione si esplicita la funzione dello spirito Santo nel mistero dell’incarnazione. Creazione come azione della trinità 2. ovvero Dio è uno e Torino. I tratti della creazione Creazione come azione della trinità . e chi parte della trinità per arrivare all’unità. non si dice esplicitamente che lo spirito Santo e creatore ma si dice ciò che è la sua natura divina e ciò che fa: dalla vita. creando nel grembo di Maria l’umanità del verbo. e solo la terza si è donata Pentecoste. tutto il resto è da attribuire inseparabilmente alla trinità. poi si dice che colui che dona la vita. essa agisce e lascia nella creazione delle tracce del suo agire. Il profilo trinitario della creazione Tutta la trinità ha creato il cosmo. Dio è unità e trinitarietà. a Costantinopoli 1 a proposito dello spirito Santo si afferma il suo ruolo riguardo la formazione dell’umanità del verbo nel grembo di Maria. Lo spirito Santo presiede all’unione ipostatica. Interrogativi: è possibile nella creazione recuperare le tracce della trinitarietà di Dio? C’è un’impronta della trinità nella creazione? La creazione a un suo addentellato nelle processioni. Il rapporto tra la trinità e la creazione A Nicea si afferma che ci sono solo 2° di ontologia: creatore e creatore. Nella creazione c’è un’impronta della trinità. relazione in se stesso. ma è solo lo spirito Santo che viene Donato. quindi non a priori ma a posteriori. essa è un unico principio e opere inseparabilmente. il figlio come il figlio. Se Dio è uno tutto ciò che compie ed attribuire inseparabilmente alla trinità. In oriente si parte dalla trinità. si parte dall’unità. senza concorso dell’uomo. Tutto questo. sbiadendo l’articolazione delle singole proprietà.10.

così l’azione della trinità. nella creazione c’è qualcosa che rispecchia l’ordine della natura divina. Dio è sufficiente a se stesso.La creazione ex nilo non è dal nulla bensì dall’amore della trinità. ogni persona partecipa con le sue proprietà. non viene trasmessa alla divinità come avviene nel caso del figlio dove si parla di generazione e non creazione. La missione del figlio e solo del figlio. a differenza del figlio e dello spirito. Dio si contrae perché l’altro sia. La creazione è opera di tutta la trinità 2 prospettive: 1. il figlio come figlio lo spirito come spirito. L’essenza di Dio è l’amore. del figlio dello spirito. creare appartiene all’essenza divina posseduta dal padre. pur non essendo necessaria la creazione Dio. non riceverà divinità da altro. La processione fa scaturire il figlio che uguale al padre nella divinità. il figlio è consustanziale perché generato. queste processioni. Il gesto della creazione comune alle tre persone. Nella creazione non è così. Nella creazione c’è quindi qualcosa che rispecchia il mistero della trinità. ma il padre come padre. la creazione. deve rispettare quest’ordine. ma il padre è Dio da sé. Dio fa spazio ad altro da sé ma con una differenza ontologica: il creatore è diverso dalla creatura. Nella natura divina tuttavia vi è un ordine. Il padre pone una distanza nella quale si trova la relazione con il figlio. lo spirito Santo è dal padre e dal figlio. ma lo è inseparabilmente dal figlio e dallo spirito. il figlio è Dio dal padre. relazione. La creazione non appartiene alle proprietà delle singole persone ma all’essenza divina. è appropriato al padre nel senso che il padre si appropria la creazione dal punto di vista della potenza. la relazione → trinità. dice che ciò avviene per appropriazione. Dio vuole che esista un altro da sé ma che non sia uguale nella divinità. Tutta la trinità crea il mondo. il padre è autoteos. Le processioni non sono facoltative ma sono necessarie secondo l’essenza divina. quando Dio crea il presupposto della creazione si trova in Dio stesso. La creazione quindi opera della trinità inseparabilmente. le processioni all’interno della trinità sono necessarie secondo natura. per questo conviene appropriare al padre la creazione. quindi vi è un ordine nella natura divina. La creazione trova il suo presupposto nella generazione. Fra le processioni della creazione c’è un addentellato. Dio non sceglie di dar luogo alle processioni. è vero che il padre in figlio sono consustanziali. Il padre è Dio da nessuno. La creazione creata dalla trinità inseparabilmente. ad extra (creazione). La creazione del figlio altro non è che fare spazio. Se nella natura divina di un ordine. questo fa scaturire dal nulla le . vuole che l’altro da sé sia. Per quanto riguarda la creazione non è necessario per Dio creare le creature. Padre→ potenza Nel simbolo di fede si afferma “credo in un solo Dio… Padre onnipotente creatore del cielo e della terra…” Ma non è solo il padre a creare. Addentellato tra il volere che l’altro sia ad intra (generazione). il figlio dal punto di vista della sapienza. potrebbe anche non esserci stata la creazione ma sempre ci sarebbe stato Dio e sarebbe stato trinità. è trinità perché è nella sua essenza essere trinità. amore. San Tommaso. lo spirito della bontà. Nella processione il padre fa spazio ad altro da sé. quella dello spirito e solo dello spirito. Vi è una creazione in quanto vi è una generazione. è necessario secondo natura che in Dio ci siano questi movimenti.

proprio dell’uomo e l’anima razionale quindi in essa si trova l’imago trinitatis. la creazione trova il suo addentellato nella generazione del figlio. la seconda persona della trinità. Quando parliamo invece di vestigia essere sono differenti dalla perfetta corrispondenza trinità aria. Questo accompagnare qualcuno ad essere se stesso è espressione di bontà. Dio non fa nulla senza il logos. Si tratta di elementi di realtà ternarie che indicano tracce della trinità. offre degli schemi ternari per indicare queste tracce della trinità di Dio nella creazione. Lo spirito Santo e l’amore tra il padre il figlio ecco perché è appropriato. a differenza delle tre appena citate. “In principio era il logos” (Gv). lo dice la genesi “ha fatto l’uomo alla donna a sua immagine e somiglianza” → imago dei imago trinitatis (s. amare significa accompagnare l’amato a diventare se stesso. vivere razionalmente in funzione della persona amata. Vestigia trinitatis Nicolò Cusano. di un valore→ il logos fatto carne. lo spazio a tre dimensioni. Gesù Cristo. parliamo di tracce. dal punto di vista della bontà allo spirito e dal punto di vista della potenza al padre. Quindi detto ciò.cose. Dio agisce in vista di un senso. il progetto. Spirito→ bontà Lo spirito Santo è amore. La paternità e del padre. La sapienza. Quando parliamo di appropriazione parliamo raggiungere conformità alla proprietà di una persona attribuibile comunque alle tre persone. Anche a San Bonaventura era caro questo schema per . e appropriato al padre che non riceve da nessuno la sua essenza divina ma ce l’ha da sé. È l’amore che accompagna il padre il figlio. al padre. Agostino)→ l’anima è l’unica imago trinitatis ma oltre a questa ci sono i vestigia trinitatis ovvero delle tracce. Lo spirito Santo e colui a cui si appropria la creazione dal punto di vista della bontà perché accompagna il credente alla piena conformità Cristo. possiamo dire che le proprietà delle tre persone si rispecchiano nella creazione. amare significa accompagnare qualcuno a diventare se stesso. Pertanto la creazione si può appropriare a ciascuna delle tre persone. Il mondo è pieno di sapienza pertanto lo si appropria al figlio. Figlio→ sapienza La logica che accompagna la creazione. Quando Dio crea ha in testa come progetto il logos fatto carne. Sant’Agostino: cosa nell’uomo immagine di Dio: certamente non ciò che condivide con le altre creature come la corporeità. l’intelligenza. con cui Dio compie le cose è il logos. ma anche accompagna il caos a diventare cosmo. il resto appartiene a tutte e tre le persone. c’è una perfetta corrispondenza trinità aria. Di conseguenza si appropria al figlio la creazione. alla madre al figlio. l’essere spirato è dello spirito. Passare dal non essere all’essere è del padre. dal punto di vista della sapienza al figlio. pertanto partecipa alla creazione in quanto espressione di bontà. Lo spirito Santo riceve la divinità dal padre dal figlio. la generazione e del figlio. Se così vi è un’impronta della trinità nella creazione? Nella tradizione sono elencate diverse prospettive: 1) differenza: imago trinitatis ≠ vestigia trinitatis. è il logos. ai tre colori fondamentali dei quali derivano gli altri. Certamente nella creazione vi è qualcosa che porta l’impronta della trinità. Pensiamo ad esempio le dimissioni dello spazio.

Dire che il mondo e creato significa che ogni creatura e dipendente da Dio come dal proprio principio. in questo modo viene sacrificata l’autonomia della creatura. Tutto ciò che creato dipende strutturalmente dal creatore. Non esiste distinzione ontologica. Considereremo queste caratteristiche dell’asserto fondamentale: 1. un’altra cosa è la trinità. si tratta ovviamente di una relazione asimmetrica. La creazione dal punto di vista teologico La creazione dal punto di vista teologico è relazione. mentre il vero vestigium trinitatis e la croce. Materialismo: esiste solo la creatura. senza relazione la creatura non spiega se stessa. Sap 11. Questi sono gli errori dai quali il magistero nel corso del tempo si è dovuto distanziare. la creatura non può capire se stessa se non in relazione Dio. Quindi a noi fino ad un certo punto interessa ciò che dice la scienza sulla creazione. 1) 2) 3) 4) Tiriamo le conseguenze: . E la relazionalità che caratterizza la creatura. ogni creature divina. Ciò che conta non è come sono andate le cose. Creazione significa dipendenza. senza il riferimento Dio la creatura sparisce.Mario. nega l’immanenza di Dio. Ad esempio lo stesso numero tre è indicato analogicamente per riferirci a Dio. per quanto riguarda il discorso di Cusano sulle vestigia esso è opinabile. noi siamo immagine dell’immagine. se tutto scaturisce da Dio automaticamente non è atto libero. e questo è indiscutibile. la creazione alla luce di ciò scaturisce da Dio ma sempre in modo più scarso. Ognuno di noi è caratterizzato dalla relazione con Dio che è la nostra causa prima. ma non si interessa più di esso. numero e peso”. al di fuori di questa relazione la creatura non può realizzare e comprendere se stessa. Secondo quanto affermato dal libro della sapienza di è questo schema per Mario che accomuna tutte le creature. ciò toglie Dio la libertà. relazione dal suo creatore Dio. La creazione scaturisce dall’amore della trinità. il fatto che Dio possa entrare nella storia. Nell’anima umana. che possa rivelarsi. tutto è Dio. Dio crea e vuole che le creature siano autonoma. La creazione è atto libero 2. Deismo: Dio ha fatto il creato. ma che tutte le creature comprendano loro stesse alla luce del creatore. Questa relazione è la creazione. Il fatto che tutte le cose sono create evidenzia la relazione con il creatore. è lui l’immagine di Dio.Dalla trinitarietà di Dio deduciamo le caratteristiche della creazione come figura teologica. La relazione e il nostro primo principio. con una progressiva caduta dall’ottimo al pessimo. se tutto è divino nulla è creatura. non esiste una realtà spirituale. affermando questo si nega la trascendenza di Dio quindi non esiste una realtà che sia trascendenza. Cosa vuol dire creazione dal punto di vista teologico? La chiesa si dovuta confrontare con una serie di errori: Emanatismo: passaggio dall’uno all’molteplice. Panteismo: parla di identità tra creatore creatura. una cosa e lo schema ternario. Dio crea dal nulla . solo nell’uomo vi è un imago trinitatis. L’anima umana è imago trinitatis.20: “Dio ha fatto ogni cosa con misura. tutto è materia anche ciò che chiamiamo spirituale. perché ciò non cambia nulla riguardo il senso teologico della creazione. L’unica imago Dei è Gesù Cristo. assoluto.

di dualismo ontologico. La creazione è un evento continuo di Dio.14 La creazione come figura teologica Terza caratteristica: nella creazione ha inizio lo spazio il tempo. è onnipotenza e tutto inizia quando Dio crea le cose perché Dio non ha bisogno di nulla. il . il demiurgo che crea il mondo. Non c’è neanche il dualismo manicheo che affermava che vi era una creazione buona e una creazione cattiva. L’unico dualismo che resta e quello ontologico biblico dove abbiamo 2°: creatore e creatura. Aristotele parlava di dualismo nei termini di sostanze corporee e sostanze spirituali. di contrapposizione tra un qualcosa di buono è qualcosa di cattivo. Affermare che Dio crea dal nulla significa escludere ogni forma di dualismo in Dio e nelle creature. la generazione è atto necessario perché appartiene all’essenza di Dio che è amore e relazione. La creazione e atto libero La creazione e libera. Con la creazione inizia il tempo 4. esistiamo. non è un evento puntuale ma riguarda ogni istante. posteriori. ciò significa non c’è nessun collaboratore. Dio crea dal nulla Dio dal nulla chiama le cose dal non essere all’essere. non è avvenuta tutta x milioni di anni fa.17:” Dio da la vita ai morti e chiama l’esistenza le cose che non esistono” San Paolo mette in relazione creazione e resurrezione. ciò significa che non c’è tempo prima della creazione. l’avrebbe potuto fare meglio. Dio fa spazio all’altro da sé. 2) Il dualismo non è presente neanche nella creatura. questo non è il migliore dei mondi possibili. Rm 4. 20. Se Dio è libero agisce secondo qualche valore. Platone parlava di corpo e anima. Se Dio crea dal nulla. perché il creato esista. non ha bisogno di nulla. che non è libero arbitrio ma secondo il logos. I valori che Dio persegue li capiamo alla luce di Cristo. Si tratta del prevalere dell’amore del padre sul nulla attraverso la risurrezione del figlio. Dio non ha fatto il migliore dei mondi possibili ha fatto ciò che ha voluto nella sua libertà. in ogni istante sono chiamato all’essere.3. la creazione segna il punto Alfa del tempo. l’onnipotenza e la sapienza di Dio. non ha bisogno di qualcosa che sia preesistente. Cristo. non è un atto necessario. ciò afferma la libertà. La creazione a una finalità 5. ma avrebbe potuto fare diversamente. egli crea più per amore che ex nilo. Nulla costringe Dio a creare. fa spazio dentro di sé come afferma San Paolo in lui ci muoviamo. non c’è tempo in Dio. pertanto noi siamo in Dio perché egli fa in se spazio perché la creatura esista. Dio non aveva bisogno di un collaboratore ma crea dal nulla. egli evidenzia un ordine: prima la risurrezione e poi la creazione sottolineando che questa valletta alla luce della risurrezione che la nuova creazione. Dio e libertà. quindi lo spazio del creato e nel creatore. Se non vi è nulla dal quale Dio trae le cose abbiamo l’esclusione del dualismo: 1) in Dio nel mondo della divinità: problema platonico del Dio buono di serie A e del Dio cattivo di serie B.10.

Ireneo dice: la gloria di Dio è l’uomo vivente. Dio crea liberamente in vista del perseguimento di un valore che ovviamente è in se stesso perché Dio non ha bisogno dell’uomo. per esserci deve esserci uno spazio. Il tempo nasce con la creazione. Se guardiamo bene. Nel dare gloria a Dio l’uomo diventa se stesso. il racconto degli avvenimenti perché fossero conservati. il futuro e più importante del passato perché in esso si compiono le promesse del passato. La creatura perviene a se stessa dando gloria a Dio. del cielo. Dio si prende cura della sua creazione. Gesù stesso è vissuto per glorificare il padre. La gloria di Dio è la manifestazione sensibile della presenza di Dio. Ma questa gloria è concretamente Gesù crocifisso e risorto. questa è una scintilla della libertà di Dio presente nell’uomo. Nella storia c’è un disegno d’amore: prospettiva cristologica→ Gesù Cristo e il centro del cosmo e della storia. Dio crea per allietare le creature con lo splendore della sua luce. nell’ultima sera della sua vita prega Dio e dice: ti ho glorificato sulla terra. Nella dottrina classica della creazione invece si afferma che Dio continua a prendersi cura della creazione. egli fa tutto con il Logos in vista di un valore da perseguire. nel tempo Dio si fa presente.tempo e misura del movimento. Dio vuole condividere liberamente la propria bellezza con le creature. nel linguaggio tomista Dio dona alla creatura l’atto di essere e l’essenza. Dunque il dare gloria a Dio e diventare se stessi nella creatura coincidono. Lo scopo dunque per cui esiste tutto è la gloria di Dio. ma la concezione greca e quella della ciclicità. In tutte le nostre azioni quindi dobbiamo cercare quello che da maggiore gloria a Dio. Nella prospettiva biblica Dio si fa presente nella storia. prima di tutto ciò é.La felicità dell’uomo è la visione di Dio. i greci hanno inventato la storiografia. la finalità delle creature e dare gloria di Dio. in essa Dio entra riempiendola con Cristo che della storia né il centro. S. prima di essa non c’è un tempo in Dio. gli avvenimenti si ripetono. se non c’è lo spazio non c’è tempo. eccetera. egli è sufficiente a se stesso. Ilprimo atto di ogni creatura è . è provvidenza. Dio ha creato liberamente. e secondo questa prospettiva la provvidenza non esiste. Nella concezione greca la storia non è un insieme di casualità. La libertà è capacità dell’uomo di aderire al bene. non c’è stato nulla che lo abbia costretto al di fuori di lui a creare le cose. Quarta caratteristica:finalità della creazione. Con la creazione il tempo è riempito dalla storia. la prospettiva è escatologica. esso è riempito da un disegno di Dio. l’uomo e tutte le creature pervengono a compimento. Dio e libertà e non libero arbitrio. il fine della creazione: la gloria di Dio e il bene della creatura coincidono. Questo valore è interno Dio stesso. ma in questa prospettiva Dio sembrerebbe narcisista. per aumentare la manifestazione visibile della gloria di Dio. l’espressione massima della manifestazione visibile di Dio e Cristo stesso nell’innalzamento sulla croce. L’atto di essere significa che ogni ente prima di essere alto basso etc. e vi è una prospettiva di salvezza nella storia. Quinta caratteristica: Dio crea in modo continuo. detto ciò la finalità della creazione è la gloria di Dio. Prospettiva Biblica: se la creazione scaturisce dall’amore della trinità e se con essa inizia il tempo. l’uomo trova il proprio compimento nell’incontro con Dio. Alla luce di quanto espresso. esiste un errore che abbiamo escluso ovvero il deismo secondo il quale Dio creò le cose per bene e poi se ne disinteressa. Motto dei Gesuiti è: le cose si fanno per dare gloria a Dio.

Gesù invita a non preoccuparsi troppo: guardiamo a Dio che nutre i gigli del campo e gli uccelli del cielo. Questa provvidenza non va considerata in modo magico. ma questo è un linguaggio troppo filosofico e pertanto dobbiamo rielaborarlo in chiave trinitaria e Pasquale. il pane c’è se l’uomo lavora il grano. Noi siamo noi stessi grazie all’atto di essere e alla nostra essenza che ci vengono donati da Dio. Giovanni Paolo II ha voluto una revisione del caso Galileo riconoscendo che la chiesa ha sbagliato approccio. l’ulivo da ulivo. Dio estrae l’uomo dal nulla. non pregare di passare l’esame senza studiare ma studia per passare l’esame.l’atto di essere. in altre parole la prima provvidenza con qui Dio aiuta l’uomo e l’uomo stesso. ma la prima provvidenza è l’uomo stesso. come queste cose vanno insieme non l’ha spiegato ancora nessun teologo. esiste il riconoscimento della compatibilità tra la dottrina biblica della creazione e la evoluzione ovvero tra il creazionismo e la dottrina della creazione. Dio ti aiuta prima attraverso te stesso. Ma ogni creatura esiste secondo la sua essenza: l’uomo esiste da uomo. la chiesa recuperare il dialogo conoscenza. amare significa accompagnare la creatura adiventare se stessa. Cioè tutta l’azione dell’uomo e della sua libertà ma anche l’azione di Dio nella sua onnipotenza. Seconda rielaborazione: il bene della creatura è per venire a se stessa. Dio comunque misteriosamente agisce nella storia dell’umanità. prega perché tutto dipende da Dio. Angeli custodi diciamo che Dio si prende cura di noi nella sua misteriosa provvidenza. il cavallo da cavallo. Due aspetti del prendersi cura di Dio della creazione:   rapporto creazione-evoluzione autonomia della creatura Rapporto creazione-evoluzione: dopo Galileo. Attualmente anche se nessuno può dimostrare come sono andate le cose. Ciò se n’è occupato Benedetto XVI il quale ha fissato i punti fermi sulla base dei quali il magistero può accettare di parlare di evoluzione del cosmo: . a seguito di ciò è nata una pontificia Accademia delle scienze e il rapporto tra scienza e fede è stato riallacciato. guardando Gesù. La migl e iore sintesi è quella di stant’Ignazio. ma non è in questa maniera che possiamo accertare che esista. Gesù affermando ciò riconoscere l’azione di Dio con carattere di provvidenza. morto e risorto è causa strumentale e finale della creazione. Uno dei casi in cui il dialogo scienza e fede deve necessariamente esserci è quello dell’evoluzionismo di Darwin. Cristo verbo fatto carne. durante la messa dei S. La vera provvidenza è che tutto nella mia vita viene disposto da Dio affinché io possa conformarmi sempre più a Gesù Cristo. anche quella usata male (il peccato). Questo prendersi cura della creazione da parte di Dio va riletto non solo in chiave ontologica ma in chiave trinitaria e pasquale. quindi se tutto ciò che nelle tue capacità ad esempio mangia di meno se vuoi dimagrire e non pregare per dimagrire. Siamo noi stessi grazie al dono che continuamente Dio ci da dell’atto di essere e della nostra essenza. Provvidenza significa che Dio agisce nella storia. La vera provvidenza alla luce di ciò è che il padre ricapitola tutte le nostre vicende intrecciando la sua onnipotenza con la nostra libertà. quindi il lavoro umano non è altro rispetto alla provvidenza. Evoluzionismo ed evoluzione sono due prospettive diverse. Dio non farà mai cose che l’uomo può fare da sé. Sant’Ignazio di Loyola in riferimento alla creazione come provvidenza afferma: agisci come se tutto dipendesse da te. attraverso le sue capacità.

Perciò tutte le cose ritornano: il grande mistero della creazione dal materiale al vivente. C’è una cosmografia che descrive il cosmo e una cosmologia che riconosce un disegno posto da un’intelligenza nel cosmo. ma in modo libero. l’uomo è per Cristo. Secondo Benedetto XVI esistono delle leggi della creazione e il fatto che possiamo sfruttarle come ad esempio l’energia elettrica. l’uomo comprende se stesso in Cristo. Si tratta di un disegno affascinante. la vita è per l’uomo: tutto esiste in vista della vita dell’uomo 3. Vi è già qualcuno che ha fatto proprio all’interno della teologia. tutto esiste dare gloria di Dio. Teilhard è stato un pioniere. ciò significa che c’è un disegno all’interno della creazione che dipende da chi lo ha posto in essa. a prescindere da come si è andata alla storia esiste un punto di origine dove per opera del creatore c’è stato un passaggio dal non essere all’essere. Il cosmo è portatore di un disegno. conferma che tutto ciò è vero. delle tracce del logos presenti nel cosmo. che è il Kairos. le cose sono state fatte attraverso il logos. L’uomo come creatura non può pervenire a se stessa se non nell’ambito della relazione con Dio. egli però ha una visione molto Cristocentrica e poco trinitaria soprattutto per quanto riguarda il ruolo dello spirito Santo nella creazione non messo da lui in evidenza. da Cristo a Dio. Prendere atto che c’è e c’è stato un intervento diretto del creatore che ha adottato l’essere umano dell’anima immortale spirituale. Cosa significa evolvere? Benedetto XVI risponde a questa domanda dicendo che significa aprire il grande libro della creazione. 3) per l’uomo vi è un intervento diretto di Dio. ma l’incarnazione è lo scopo della creazione dell’uomo ed in fine cristo verbo incarnato per la glorificazione del padre.- - la creazione un inizio cronologico. a differenza ad esempio di una tartaruga che fa le cose senza libertà ed è . 2) Vi è una razionalità. il punto centrale del percorso 4. e ha un’anima immortale ed è caratterizzato dalla libertà. vi è un intervento specifico di Dio che dal nulla crea le cose. le cose esistono perché producono la vita. Solo l’uomo e creato è immagine di Dio. dalla vita all’uomo. l’anima immortale di cui è dotato l’uomo è opera del creatore a prescindere dal percorso evoluzionistico. poi il passaggio dal vivente allo spirituale (l’uomo). Quindi: 1) tutte le creature dipendono da Dio a prescindere dall’evoluzione delle sue leggi. l’intervento di Dio che ha dotato il primo uomo di un anima immortale. Cristo è per Dio. Dalla materia alla vita. ha detto per la prima volta delle cose. Il primo grande pensatore che ha letto tutto ciò in chiave evoluzionistica è il teologo gesuita Teilhard de Chardin il quale indica quattro scalini per compenetrare l’evoluzione con il disegno della salvezza: 1. dall’uomo a Cristo. il percorso dell’evoluzione. perché vi sia un’evoluzione bisogna passare dal non essere all’essere. L’uomo prende atto di questi segni di razionalità. riconoscere che nella creazione c’è un disegno che il libro non lo possiamo leggere. L’autonomia della creatura. la materia è per la vita 2. l’energia atomica. Benedetto XVI afferma che accettiamo che la creazione avviene per evoluzione ma tutto ciò non fa l’anima umana frutto di questa rivoluzione. anche Cristo è il glorificatore del Padre.

riconosce la differenza tra libertà e libero arbitrio. Un’altra_la seguente: la libertà dell’uomo deve arrivare a portare l’uomo ad unirsi e Dio. Essa è un prodotto dell’intelligenza dell’uomo. è qualcosa del disegno di Dio non si realizza. la libertà dell’uomo non fa diventare l’uomo uomo senza la grazia di Dio. L’uomo. Tutto va purificato attraverso il mistero pasquale.ciò che deve essere. se l’uomo non è veramente libero non è un uomo. 3) fin dal Big Bang. I primati nascono 65 milioni di anni fa (le scimmie). Cosa significa uomo? Cosa è specifico dell’uomo rispetto alle altre creature? Con il Big Bang 15 miliardi di anni fa nasce il cosmo. questa unione avviene per grazia di Dio. nel libero arbitrio. di scegliere il bene. la libertà e la parte dell’uomo che lo mette in contatto con il cielo.000 anni fa periodo in cui si sono estinti gli altri ominidi tra cui l’uomo di Neandertal. Gli scienziati rinvengono in questa storia di miliardi di anni il principio antropico secondo il quale: 1) l’evoluzione dell’universo presenta una forte unitarietà. la terra e il sistema solare avrebbe 4 miliardi e mezzo di anni. successivamente nascono forme più evolute di ominidi come l’uomo di Neandertal che è vissuto con l’uomo sapiens. La libertà dell’uomo senza grazia scade nel peccato. c’è solo ciò che è necessario affinché ci sia la vita e la vita dell’uomo. La libertà dell’uomo consiste nell’aderire al bene che Dio gli presenta e ciò avviene attraverso la grazia di Dio. tutto ciò che esiste a una sua funzionalità affinché ci sia la vita umana. Riguardo il primato della grazia dobbiamo salvaguardare due principi che Dio e Dio e quindi onnipotente e nulla può intralciare il suo disegno. la libertà umana è la scintilla della onnipotenza di Dio caduta in lui. sembra che tutto sia avvenuto fin dal principio affinché potesse comparire l’uomo sulla terra. Quindi bisogna sempre salvaguardare il primato della grazia di Dio e la libertà della creatura. ad esempio l’asino sa fare solo la sua strada. Grazia di Dio e libertà dell’uomo sono difficili da mettere insieme perché si tende ad accentuare uno o l’altro aspetto. Per farla breve.000 anni fa. 2) l’esistenza dell’uomo e della vita dipendono dall’insieme dell’universo. 3 miliardi e mezzo di anni fa nasce la vita con la prima cellula (ameba) sulla terra. Sant’Agostino che si dovrà occupare del problema della libertà con plagio. salvaguardando la differenza ontologica tra creatore e creatura. ciò avvenne 35. affinché la vita e la vita dell’uomo si realizzi. Che cosa caratterizza l’uomo e lo distingue dalle altre creature? Perché siamo diventati dominanti? Ciò che fa la differenza è la cultura. Ma l’antropologia cristiana deve sforzarsi di mettere insieme grazie di Dio libertà. ci sono le premesse affinché tutto ciò avvenga. secondo il principio antropico. noi non possiamo prevedere cosa accadrà. provvidenza di Dio e autonomia della creatura. Non c’è nulla di superfluo nell’universo. Il libero arbitrio consiste nel fare le cose senza senso. le api sanno costruire solo l’alveare mentre l’uomo è . successivamente nacquero gli ominidi. Dio lo ha voluto libero.000 anni fa nacque l’uomo Sapiens Sapiens ovvero la nostra specie che con vissuta con gli altri ominidi fino a quando siamo diventati padroni della terra. La libertà è la capacità dell’uomo di perseguire un valore. il primo ominide nacque 3 milioni di anni fa. La civiltà umana nasce con il passaggio dalla caccia all’agricoltura 8. se teniamo presente ciò l’uomo è venuto molto tardi. ma ciò che avvenuto ha avuto la sua razionalità. 90. e dobbiamo salvaguardare l’uomo con la sua libertà. tutto ciò che l’uomo produce deve essere purificato.

La cultura è l’espressione della capacità dell’uomo di dare attraverso il simbolo un significato diverso alle cose. C’è una struttura della sepoltura che denota una capacità creativa. gli animali hanno dei codici di comunicazione che non esprimono un pensiero. La tecnologia quindi non ha solo valore funzionale ma si riveste anche di valenza simbolica. ad esempio ciò che per tutti è una pietra per l’uomo diventa un menhir. la soglia dell’uomo è l’intelligenza che si manifesta nella tecnologia che ha una dimensione a sua volta funzionale e simbolica. I primi strumenti realizzati sono stati quelli per il lavoro. Tecnologia servirsi di qualcosa per trasformare la realtà. le frecce. C’è un tratto al di là del quale si può affermare che esiste l’essere umano. La tecnologia ha carattere funzionale e carattere simbolico. Il linguaggio nasce per evitare conflitti e gestire le relazioni. l’uomo inventa un linguaggio e attraverso la parola crea relazioni vicendevoli. ovvero la capacità di ristrutturarsi e destrutturarsi cioè di reagire creativamente ai mutamenti adattandosi all’ambiente e adattando l’ambiente assai. Un terzo strumento di tecnologia è rappresentato dal linguaggio. con la parola viene manifestato lo stupore. solo l’uomo sapiens dava sepoltura agli appartenenti alla propria specie. Questo simbolismo si trasmette anche alle cose che crea con le sue mani. per questa capacità la nostra specie diventata dominante sul cosmo. nasce con valore funzionale ma si riveste di significato simbolico. Le caratteristiche della cultura che derivano dall’intelligenza. qualcosa che ha significato supplementare. L’uomo è l’unico animale che non ha nessuna protezione come ad esempio una pelliccia o delle piume per questo ha inventato i vestiti. gli animali non seppelliscono. ma è anche uno strumento di comunicazione. Abbiamo un terzo livello: tutto ciò denota la sua spiritualità. Questa capacità si esprime con la tecnologia. gli animali non hanno la capacità di gestire. questa capacità che ha l’uomo nel superare le difficoltà si chiama elaborazione culturale. l’uomo sapiens sapiens ha una dimensione spirituale nella tecnologia si annida la capacità dell’uomo di riflettere sul tempo. attraverso l’uso della tecnologia ovvero servendosi di qualcosa per trasformare la realtà. spirituale. per procacciarsi il cibo. La religione invece riguarda la coscienza dell’aldilà a differenza degli animali.dotato di intelligenza di capacità di adattare se stesso l’ambiente e l’ambiente a se stesso. La cultura funeraria denota sia l’aspetto spirituale dell’uomo che si chiama arte e poi l’aspetto spirituale dell’uomo che si chiama religione. per la caccia e l’agricoltura come ad esempio le lance. 2) Altro aspetto è la spiritualità. Le parole sono un insieme di suoni che grazie ad un codice assumono un significato supplementare. tutto fin dal primo istante contiene le premesse affinché attraverso un disegno logico si arrivi alla nascita dell’uomo. L’uomo si manifesta essere spirituale attraverso la sepoltura a differenza degli animali. 1) Simbolo: l’uomo attribuisce alle cose un valore supplementare. ciò dimostra la capacità dell’uomo di pensare al di là del tempo un’altra dimensione. e di pensare il tempo come fa l’uomo. e non solo a ciò che trova in natura. . Questa capacità tecnologica dell’uomo denota la capacità simbolica: ad esempio il vestito non è solo qualcosa per coprirsi. In sintesi possiamo dire che nel cosmo esiste un principio antropico. Quando si può dire che esiste un essere vivente che sia l’uomo sapiens sapiens? La sua caratteristica è l’intelligenza.

2. Gli approcci che la Bibbia offre dell’uomo.L’antropologia biblica Continuiamo ad approfondire l’uomo dal punto di vista protologico del suo essere creatura. Cuore e anima: Lc negli Atti dice che i credenti “erano un cuor solo e un’anima sola. “non datevi pensiero di quelli che possono uccidere solo il corpo. In greco (ci interessa perché il NT è in greco) tale termine viene tradotto in sarx. in noi c’è vita. Corpo e anima in ciò che Gesù dice dell’uomo. è poi è il corpo in senso eucaristico. il primo è l’aspetto della persona di Gesù prima della glorificazione pasquale. Non sempre lo stesso termine ha significati uguali in autori diversi ad esempio sarx in Giovanni ha un significato è in Paolo ne ha un altro. la nostra umanità nella sua fragilità. questo termine è ricco di un significato sia cristologico. Corpo e sangue: “questo è il mio corpo. beato te Pietro perché nè carne né il sangue te l’hanno insegnato. ci accorgiamo di essere di carne. Spirito anima e corpo: tutto ciò che è vostro. spirito. Carne e sangue: significa dire essere umano. anima e mente: “amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore con tutta la tua anima con tutta la tua mente” cuore anima e mente sono i tre aspetti che nel precetto dell’amore di Dio vengono coinvolti. e ha l’anima. anima e corpo. nel prologo di GV compare il termine sarx per indicare la condizione umana nella sua fragilità. dice che l’uomo è una realtà unitaria. . Quando la Bibbia dice che l’uomo è carne. noi ci percepiamo come viventi. cuore. Basar: è il termine ebraico che indica la corporeità. Doppio livello Katasarka e Katapneuma. è il corpo che è la chiesa. I vari aspetti della Bibbia che raccontano l’uomo. ad esempio se gli pestano un piede avverte dolore. questo è il mio sangue” Con questi binomi e trinomi si vuole dire l’uomo nella sua realtà.. temete più quelli che possono far perire l’uno e l’altro”. Altro modo di tradurre il termine ebraico basar in greco è soma. sia ecclesiologico sia eucaristico perché le parole del Signore durante l’ultima cena fanno riferimento alla parola corpo: “questo è il mio corpo”: è il Signore stesso. 6. 3. 4. Abbiamo delle combinazioni di termini biblici per dire l’uomo: basar carne corpo sangue sarx soma aima L’uomo viene definito come: 1. c’è quindi in questo termine il nostro essere fragili e presenti con la finità. L’incarnazione del Logos all’interno di questa realtà. l’uomo percepisce se stesso nel suo essere di carne. quindi l’aspetto dell’umanità di Gesù. Adesso passiamo ad esaminare alcuni gruppi. si conservi irreprensibile… 5. Altra maniera di dire l’uomo è anima e corpo: Gesù afferma “non abbiate paura di coloro che possono uccidere l’uomo temete piuttosto colui che può far perire il corpo e l’anima nella geenna. In noi c’è qualcosa che entra e poi ci abbandona.

bensì ha una ruah. luogo dove si prendono le decisioni. la Bibbia descrive questa esperienza in riferimento all’anima. vivi. Tutto questo significa parlare dell’interiorità dell’uomo. dei sentimenti. Al cuore della Bibbia troviamo associato il sangue. dell’interiorità dell’uomo. In queste civiltà antiche aveva una certa importanza anche il fegato. oppure anche all’intestino che nella medicina orientale è associato al cervello per la sua forma. quando viene diffuso termine la vita dell’uomo nella carne. per vedere che persona è stata. nel cuore si riteneva che l’uomo maturasse le sue intenzioni. e talvolta le cose che avvengono nel nostro cervello si riflettono nell’intestino. l’uomo è carne. se il cuore si ferma è finita la nostra esistenza. l’importanza di esso è condivisa anche da altre religioni. é anima ma non è ruha. Quarta prospettiva: Leb. Ruah si può interpretare in senso psicologico. Il cuore non ha a che fare solo con le beatitudini ma anche con la durezza di cuore che Gesù attribuiva ai farisei. un essere vivente. di sangue raggrumito. cuore. ovvero cosa ci passa nella testa o biblicamente nel cuore. Quando il protoplasto prende vita si dice che diventa un nefesch. Seconda prospettiva: noi siamo fatti di carne. si praticava l’epatoscopia la divinazione attraverso l’esame del fegato. Il cuore biblico è anche la sede intellettuale e del pensiero. è la sede della vita. dal cuore degli uomini escono i propositi di male. Quindi che cos’è il cuore nella Bibbia? Adorerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore. Terza prospettiva: Ruah. quindi anima e un sinonimo della vita dell’uomo. questa la visione del cuore nell’Occidente. Il cuore definisce l’uomo intero dal punto di vista dell’interiorità. nel dono dello . psike in greco) essa è quel qualcosa che rende l’uomo essere vivente. ma sentiamo dentro di noi qualcosa che ci rende dinamici. ciò che noi attribuiamo al cervello era attribuito al cuore. quindi cuore come organo vitale propulsivo della vita umana. significa il centro della persona. da come era il fegato della vittima si traevano vaticini della divinità. se Dio se la riprende l’uomo non è +1 essere vivente. come quel qualcosa che spinge l’uomo ad una determinata azione. il cuore riceve il sangue. Nell’escatologia della religione egizia per decidere la sorte eterna dell’uomo si pesa il cuore. L’uomo buono trae cose buone da i tesori del suo cuore. il sangue è qualcosa di strettamente collegato al corpo. Il cuore è una realtà ambigua ma è luogo dove si realizza l’incontro con Dio: amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore. esso è visto come condensazione di sangue. Nelle civiltà antiche talvolta il ruolo dato al cuore viene dato al cervello. Nel mondo biblico il cuore è sede degli affetti. esso riceve il sangue. Beati i puri di cuore. Oppure non accumulare tesori sulla terra lì dove sarà il tuo tesoro sarà il tuo cuore. non si parla molto del cervello nella bibbia. Pneuma. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. il termine anima e in latino. (nefesh in ebraico. che gli è data in prestito da Dio. Gesù conosceva ciò che era nel cuore di ogni uomo (cardioknosi). chi lo può conoscere? Il signore Dio scruta la mente saggia i cuori per dare a ciascuno secondo la sua condotta.Altra possibilità di considerare l’uomo nella sua fisicità è dato dal termine greco Aima . soffio vitale dell’uomo. della conoscenza e della volontà. Tutto ciò si realizza. sangue. è quel qualcosa che fa di noi esseri viventi. lavora per il sangue che è vita. E c’è in Ezechiele la promessa di un cuore nuovo. toglierò da voi un cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. il cuore e l’interiorità dell’uomo e la sede delle emozioni e dei sentimenti. Oppure Gesù contro la spiritualità farisaica affermava: dal di dentro. Rimane il riconoscimento della misteriosità del cuore. e la nostra stessa vita. anticipando il nuovo testamento. di un cuore rinnovato: ecco vi darò un cuore nuovo. quindi cuore come sede della volontà. Tratto da Geremia: niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce.

questa conformazione del nostro cuore al cuore di Cristo si realizza per opera dello spirito Santo. anche se nel sesto giorno oltre all’uomo vengano creati gli animali. Per alcuni pensatori l’immagine di Dio impressa nell’uomo consiste nel carattere maschile e femminile. rende presente Dio nella creazione. si tratta di un aspetto strutturale. Altro aspetto e la portata manifestativa. questa è una componente non solo positiva ma anche teologica. Successivamente l’imago trinitatis. l’uomo immagine di Dio. quindi il compito dell’uomo nella creazione sta nel prendersi cura delle altre creature. l’uomo invece è chiamato ad essere immagine dell’immagine. solo per l’uomo è detto ciò. è ciò che lo rende immagini di Dio. che permette un altro di poter accedere a ciò che presenta in poche parole serve a manifestare ciò che riproduce. (l’immagine di Dio ) viene individuata nell’anima razionale. e qualche cosa che già si trova nell’uomo ma deve realizzarsi. Come si evolve la nozione di immagine di Dio nel corso della teologia . guardando l’uomo si può risalire a Dio. Nel nuovo testamento l’imago dei non è legata all’uomo ma Cristo. non è data fin dall’inizio. La chiave dell’antropologia pertanto è nella cristologia. riproduzione di caratteri comuni. conformandosi a Cristo diventa immagine di Dio. se io non ci fossi non ci sarebbe l’immagine. nel senso che essere strutturati maschio e femmina è un valore dal punto di vista di Dio. l’uomo descritto dalla Bibbia come immagine. Quindi non ha significato solo nelle relazioni umane ma anche nelle relazioni con Dio. Cristo è immagine di Dio. Uomo e uoma. Cosa significa essere immagine di qualcos’altro: significa somiglianza. Un altro tassello.spirito Gesù invita a guardare lui che mite e umile di cuore. nel nuovo testamento questa visione dell’immagine è dinamica. La sessualità. Inoltre l’altra novità del nuovo testamento è il prevalere della dimensione escatologica su quella protologica: l’immagine di Dio nell’uomo è qualche cosa che deve crescere sempre di più. Ciò che nell’uomo è riproduzione della capacità relazionale presente in Dio. di una dimensione positiva. pertanto nel concetto di immagine c’è la dipendenza. ma è una rilettura teologica. egli ha il compito di custodire il creato. l’essere maschio o femmina non è un imago dei ma è un vestigium trinitatis da questo punto di vista. l’uomo non comprende se stesso se non attraverso Cristo che è immagine di Dio. essa contiene l’immagine di ciò che è stato fotografato. Altro aspetto caratteristico dell’uomo nella Bibbia è il seguente: essere maschio e femmina. costitutivo. Uomo immagine di Dio: tratto dell’antropologia teologica riscoperto nel post concilio è valorizzato nell’antropologia contemporanea. è la foto che dipende da me. si carica quindi prima di senso cristologico e poi antropologico. ti dice qualcosa non solo sull’uomo ma anche su Dio. Ad esempio una foto. questa chiamata alla relazione orizzontale è sacramentale alla chiamata alla relazione in verticale. sono io all’origine dell’immagine fotografica. quindi la prospettiva escatologica nel nuovo testamento prevale su quella della natura. e statua del creatore. e mandatario del creatore. Il concetto di immagine ritorna più volte nell’antico testamento. Nell’antico testamento significa che nell’uomo c’è qualcosa che Dio ha posto e perciò l’uomo non si comprenderà se non guardando Dio. è Dio che mette nella relazionalità un’impronta di sé.

che diventa se stesso nel farsi nella storia. un movimento che caratterizza gli esseri. nella scuola di Alessandria. l’uomo è un’immagine dell’immagine come ha detto San Paolo. essa deve per forza essere visibile. attraverso esso allacciamo relazioni. Concludendo sull’antropologia biblica: l’uomo secondo la Bibbia. morale. non ha in sé la radice della vita ma la riceve da Dio (ruah) e diventa a se stesso attraverso la relazionalità. la vera immagine di Dio è il logos anch’esso spirituale.14 Il mistero dell’uomo dal punto di vista protologico Il tipo di antropologia sottesa ai documenti della chiesa. la somiglianza può crescere attraverso l’esercizio delle virtù o può diminuire. In questa scuola nasce la distinzione tra immagine statica e somiglianza dinamica.10.14 (vedi fotocopie)→ l’uomo è presentato come unità di anima e di corpo. attraverso esso abbiamo accesso a Dio. come può la carne essere una riproduzione di Dio. . l’immagine di Dio è il logos perché l’uomo è un immagine somigliante e non perfetta riproduzione. la seconda invece alla prospettiva Logos antropos. L’uomo come unità di anima e di corpo. facendo la volontà di Dio. l’immagine è qualcosa di ontologico. tutto ciò che nel mondo e vivo perché c’è un’anima del mondo. C’è un’anima mundi. non è l’uomo perché è di carne e come può qualcosa che è di carne essere immagine del Dio invisibile questa è la prospettiva della scuola alessandrina. la prima e più attenta alla prospettiva Logos sarx. 27. è il logos eterno.Ci sono due scuole. Concilio Vaticano II: Gaudium et spes . e quindi essa insiste sulla prospettiva del verbo incarnato. è la creatura che Dio ha voluto per se stesso per entrare in dialogo e stabilire una relazione con lui. scuola di Alessandria quella di Antiochia. in questa prospettiva l’immagine di Dio è una mente spirituale. la probità dell’immagine per rendere accessibile una realtà. Ora questo logos secondo la scuola alessandrina non può che essere un’immagine invisibile. Cosa si intende invece per anima? Che rapporto c’è tra essa e il corpo? Che ci sia un’anima è una constatazione che si fa anche al di fuori della sacra scrittura. l’uomo e la sua vocazione. è una realtà unitaria e dinamica. l’uomo attraverso la storia deve diventare se stesso. l’uomo è entità morale. se Dio è spirito. quindi essa va rintracciata solo in ciò che è nell’uomo ovvero l’anima immortale. Nella prospettiva biblica. manifestarla. Si tratta di un qualcosa di vivo che caratterizza gli esseri. cosa in essi è immagine di Dio? Non ciò che condividono con gli animali ovvero la corporeità. La scuola di Antiochia dice: che immagine è se è invisibile. caratterizzato dalla fragilità (carne e sangue) ma anche dalla vitalità (anima). ma solo dell’uomo e della donna è detto che erano l’immagine di Dio. Per Sant’Agostino riguardo l’immagine di Dio esso afferma che l’unica immagine è nell’anima immortale: se c’è scritto nella genesi che uomini e animali sono creati benedetti insieme. Le nostre relazioni avvengono attraverso il corpo. Il corpo è lo strumento della nostra presenza nello spazio e nel tempo. Tanto più l’uomo entra in dialogo con Dio tanto più diventa se stesso. è qualcosa di esistenziale.

il disegno che è dentro di noi e fa di noi ciò che siamo. ciò che differenzia rispetto alle macchine e agli animali. causa formale: la forma ad esempio da blocco di marmo a forma di… Ma una cosa è la statua è una cosa è l’essere umano. il secondo a un programma. causa finale: il personaggio espresso dalla statua 3. e il programma in base al quale siamo noi stessi. Ciò che è accidentale non sussiste a se stesso ma in virtù della sostanza. l’anima è sostanza spirituale . L’anima è la causa formale che rende viva la materia. c’è qualcosa che esiste per se e non in virtù di qualcos’altro. La prospettiva teologica e biblica è la seguente: l’anima è questa forma. 1. La prospettiva aristotelica: essa afferma che ogni ente e il risultato di quattro cause: 1. l’anima è una sostanza . l’anima è sostanza spirituale permanente incompleta Qui non c’è un confine netto tra filosofia e teologia. è qualcosa di interno noi. questa è la prospettiva biologica.1. Il potere dell’uomo sull’uomo e solo sulla corporeità. l’anima è sostanza spirituale permanente . l’anima è creata da Dio al momento del concepimento ed è unica. attraverso una serie di reincarnazioni essa si purificherà (metempsicosi): anima come qualcosa di esterno all’uomo. Strada facendo si è fatta strada questa prospettiva di unità dell’uomo come anima il corpo. in una prigione. I termini che descrivono l’anima sono i seguenti: . gli accidenti. Cosa fa dell’organismo vivente un essere vivente? Che differenza c’è tra ad esempio un computer e un essere vivente? Il primo a un programma che viene dall’esterno. abbiate timore di colui può far perire nella geenna e l’anima e il corpo. all’ente stesso. In noi c’è qualcosa che permane. il DNA. il corpo non viene disprezzato. e come se si trovassero in una tomba. c’è un dualismo che non è contrapposizione.3. che indica positività di un elemento e negatività dell’altro.4. il fatto che l’anima sia superiore non porta disprezzare il corpo. ma questo potere ce l’ha Dio. esse cadono nell’uomo per espiare una colpa primordiale. che è all’interno dell’essere vivente. non esiste a causa del . Qui il dualismo a differenza di Platone e di Aristotele non è visto in una dimensione di contrapposizione. non c’è contrapposizione nella visione cristiana. ma vi è una visione unitaria. ma un essere vivente. Essi sono un binomio con cui si descrive l’uomo nella Bibbia.2. Gesù dice con questa affermazione che l’uomo non ha potere su tutto l’uomo. causa efficiente: lo scultore 2. che fa di noi non un ammasso di cellule. causa materiale: la materia che la costituisce ad esempio il marmo 4. l’anima è la forma della materia. Cos’è il corpo? Cos’è l’anima? Cosa c’è dopo la morte? Che rapporto c’è tra la parte materiale quella spirituale ovvero l’anima prima della morte e dopo la morte? Vediamo come si sviluppa la dottrina dell’uomo come unità di anima e corpo. l’anima e una realtà sostanziale. quando un essere animato ha dentro di sé una causa formale che si chiama anima. Gesù fa riferimento a questa visione quando dice: non abbiate paura di quelli che uccidere il corpo. la sostanza. però c’è questa visione nel NT di uomo anima e corpo. è qualcosa che cambia.La prospettiva platonica: le anime sono immortali e preesistenti rispetto alla singola realtà animata.

Ciò che è materiale non coincide con l’immateriale. L’anima non è l’uomo è . sussiste indipendentemente dalla materia. della mia volontà e coscienza. ciò che è indipendente dalla materia ad esempio gli angeli. una relazionalità. . L’anima attraverso l’intelligenza astrae e arriva al universale. che amo. è una realtà creaturale. Lo spirituale è indipendente dalla materia. l’anima e il luogo della coscienza. l’immateriale dipende dal materiale. Anche se la materia viene meno lo spirito sussiste. È una realtà permanente. produce l’immateriale ad esempio il vedere. la prossima volta starò attento all’albero. 2. l’anima è una realtà spirituale però non è quantitativa ed esiste. ma c’è questa realtà spirituale che permane dopo la morte. il vedere è immateriale. 3. ma hanno una soggettività. ma vi sono movimenti liberi come aprire la bocca.corpo. Ad esempio l’albero come universale non esiste. Che esiste un’anima non lo pensano solo i cristiani. la nostra intelligenza può percepire realtà immateriali e spirituali ad esempio Dio. essa non produce ciò che è spirituale. l’uomo può volere con libertà. il pensiero alla capacità di astrarre dal particolare l’universale. l’uomo non è il suo corpo. il luogo dove sono consapevole di me stesso. Quali sono le operazioni spirituali che si collegano all’anima: . ciò che è immateriale. Essa è la sede dell’intelligenza della facoltà del nostro pensiero. tutto ciò non significa che si estingua con la nostra morte. la nostra volontà consiste nella capacità di scegliere in modo motivato. L’intelligenza: è la facoltà del pensiero. In noi ci sono degli atti non liberi come ad esempio respirare.Ciò che materiale ha una quantità ed è divisibile in parti più piccole. Io posso rinunciare a ciò che mi piace. ma quest’ultimo dipende dal primo.L’immateriale è legato al materiale: l’occhio è materiale. ma esiste. Questa capacità di aderire ad un valore si chiama volontà. In quanto sede della mia intelligenza.Intelligenza . l’anima invece è immortale perché è spirituale. non è un accidente. dove posso pronunciare il pronome personale IO. Realtà permanente: l’anima è creata da Dio nello stesso tempo in cui siamo concepiti. ma poi procede verso l’astrazione. non funziona l’immateriale. La coscienza: chi conosce. Esiste ciò che materiale. In quanto l’anima percepisce realtà spirituali deve essere stessa spirituale perché ciò che è materiale non può produrre ciò che è spirituale. ma l’anima sopravvive. anche alla vita per un valore superiore. Ma esiste ciò che spirituale. e ciò che è spirituale. Nella nostra volontà siamo dotati di libertà. però è una realtà incompleta. diversamente non sarebbe volontà. non può essere diviso. ad esempio se io sbatto un ginocchio contro un albero. esiste a prescindere dal corpo. chi ama? Sono io che conosco. questo carattere è un riflesso dell’onnipotenza divina. essa è sede dei tre fattori appena enunciati. La volontà: è libera. . Lo spirituale non ha un peso. esso parte da una sensazione. a differenza degli accidenti non muta. né la sua anima perché è unità di anima e corpo. Quando moriamo non moriamo interiormente. E poi alla capacità di percepire lo spirituale. che non hanno nulla a che fare con la materia. il muovere le mani per scrivere eccetera.Coscienza questo è ciò che avviene nell’anima. è unità di corpo e anima. se l’oppio non funziona. il corpo con la morte si scompone. ed è indipendente da essi.Volontà .

ciò che fa la differenza è la creazione dell’anima da parte di Dio. Come dottrina di fede. Ma come l’uomo non è il suo corpo senza l’anima. È vero che può astrarre dal particolare. e tutto materia. volontà e coscienza) ma non è uno spirito puro come lo sono gli angeli.l’anima dell’uomo. così l’uomo non è la sua anima senza il corpo. l’uomo è la sua anima. San Tommaso afferma che l’anima anche se esiste indipendentemente dal suo corpo. ma l’uomo è unità di anima e di corpo. dove si è verificato questo salto Monogenismo: c’è stata solo una coppia dove si è verificato questo salto. essa è un atto creativo specifico di Dio. principio antropico. L’anima è una realtà spirituale (intelligenza. Per l’anima non è normale essere senza il suo corpo. il corpo non è che la manifestazione della sua interiorità dell’uomo. l’anima è la forma del corpo. Dobbiamo rifiutare sia la dottrina platonica della preesistenza dell’anima. e tutto materiale. Il corpo è fatto per ricevere vita dall’anima ed essa per dare la vita adesso. l’anima è ciò che dà la forma. Com’è avvenuto il salto dagli ominidi all’uomo? Quando nasce l’uomo? Quando il suo cervello supera le dimensioni di quello dell’uomo di neandertal? Dal punto di vista teologico quando avviene la creazione dell’anima nei primi due progenitori. non c’è nulla di spirituale. Secondo errore: il monismo materialista: l’anima non esiste. perché l’anima è la forma del corpo secondo la prospettiva aristotelica. sono essi che danno l’anima. è uno spirito incarnato. Anima è uno spirito incarnato. però ha bisogno dei sensi che sono nel corpo. solo ciò che è spirituale. L’origine il fine dell’uomo. Ma sia l’anima che il corpo sono due principi incompleti. L’anima è spirituale quindi non è frutto dell’evoluzione. luoghi. sia quella dell’emanazionismo. progetto di Dio che mi fa diverso dagli altri. Evoluzionismo: Darwin: dal materiale si evolve sempre di più Poligenismo: la razza umana ha avuto più coppie. che ha bisogno del corpo per agire nello spazio e nel tempo. L’anima ha bisogno del corpo per conoscere. attende di riappropriarsene con l’risurrezione. La dimensione dell’uomo e unitaria. Noi non siamo né solo corpo non è sola anima. e la forma del nostro corpo. Essa non è pienamente se stessa se non è nel corpo. sia quella della traducianesimo secondo la quale l’anima è trasmessa dai genitori insieme al corpo. ciò che con essi viene meno è l’unicità dell’anima. l’uomo nasce quando Dio gli colloca l’anima. Il rapporto tra anima è corpo qual è? Esistono vari errori: Primo errore: monismo spiritualista: esiste solo l’anima.è uno spirito incarnato. La prospettiva della chiesa è la percezione dell’unità anima e corpo. la vita all’uomo. Sembra che tutto sia stato orientato alla nascita dell’uomo. cessa concepiva il nus come la parte autentica dell’uomo. il disegno che rende la nostra realtà viva ma all’interno della nostra corporeità. . si riconosce ciò anche al di là della teologia: centralità dell’uomo nella creazione. noi siamo noi stessi nella dimensione unitaria di anima e corpo. Secondo l’insegnamento teologico noi siamo noi stessi nella dimensione unitaria. Si tratta di errori da escludere. questo è un rischio della antropologia alessandrina più influenzata dall’ellenismo di quella antiochiena. per i cristiani non fa la differenza. Questo è quanto esprime la Gaudium et spes.

. che non accetta di condividere ciò che ha a disposizione. Il peccato originale è questa curva dell’uomo che ama se stesso fino al disprezzo di Dio. e l’altra faccia della superbia. è il ricapitolatore. di essere dipendenti da Dio. 14 tutto ciò oggi non è completo.Elezione: questo disegno si traduce in un’elezione.3-14: troviamo al suo interno degli elementi antropologici: . tutto è per me. Il peccato di Adamo e di Caino sono due facce della stessa medaglia. . “Al lode dello splendore della sua grazia”questo è il fine dell’uomo . nel nuovo testamento Gesù Cristo. questo è il disegno di Dio sull’uomo prima della creazione del peccato. Il primo pensiero del padre e il figlio. Tutto ciò deve essere riletto trinitariamente. San Paolo Ef 1. in un’alleanza. questo è il disegno di Dio sul cosmo.14 Cos’è il peccato originale È un vero peccato. Vedi dalla dispensa da pg 36 a 60 (+ parte integrazioni) 17. . figli nel figlio. lo spirito Santo è la caparra dell’opera di Dio in noi. il non voler obbedire a Dio. ma anche colui in cui l’uomo comprende se stesso e Cristo.11.In Israele l’elemento era il popolo. nel momento in cui l’uomo viene creato esiste questo disegno di Dio in Cristo. benedizione spirituale. pensati nel figlio. capiamo il padre il figlio e lo spirito Santo. non accetta che vi siano altri con cui condividere il bene di cui dispone. . il voler essere come Dio indipendentemente da Dio.predestinazione: disegno di Dio sulla realtà creata. che si realizza in Cristo . La vita cristiana per ciò consiste nella forma filiale.10 il centro del cosmo.6 questo disegno di Dio sull’uomo risale a prima della creazione del mondo. Dio con uno specifico gesto creativo pone l’anima dell’uomo. la caparra non è un anticipo che non devi restituire.v. il nucleo essenziale del compito dell’uomo e nella sua prospettiva trinitaria.v. L’identità dell’uomo e filiale. il culmine. Il peccato di Adamo ed Eva è la superbia: il non accettarsi come dono di Dio. Il peccato di Caino invece è stato peccato di avarizia. il modello di ogni altro peccato. ciò dà origine all’uomo. Nel peccato originale ci sono due elementi: la superbia e l’avarizia. Qual è il fine dell’uomo? Vi è una connessione tra l’inizio e la fine dell’uomo? L’uomo è una specie di sa certo al quale dato il compito attraverso il lavoro di partecipare alla creazione con la liturgia dare gloria di Dio. Riconosco che la mia vita non si trova in me stesso. l’avarizia è un’altra .v. è il peccato assoluto. 4. 8. I nostri peccati quotidiani sono una variazione sul tema del peccato originale. figli nel figlio.3 la benedizione: rafforza le realtà create da Dio. la filiazione dell’uomo è adottiva. Vediamo come lo definisce Agostino.Ciò che fa realmente la differenza è l’animazione. ama se stesso cercando di rinnegare la sua dipendenza da Dio.v. l’avaro e colui che vuole tutto per sé. c’è il già e il non ancora. Figli adottivi non sminuisce ma rafforza. Essere figli attraverso la santità e l’immacolatezza. Compare la componente pneumatico logica. la nuova alleanza. la differenza tra il premio e la caparra in Sant’Agostino è la seguente: il premio lodai al Monte dei premi ma poi lo devi restituire. Schema trinitario.

tutto in lui è umiltà. Egli è l’opposto della superbia. l’altro è l’amore di Dio fino al disprezzo di sé. Nella figura di Maria vediamo l’umanità nello stato Prelapsario cioè in essa non c’era la concupiscenza.La separazione da Dio: la perdita della grazia di Dio. e ci viene trasmesso per il fatto che entriamo nella condizione umana. Questa condizione di concupiscenza non è peccato in se perché viene prima della nostra volontà. dona ciò che il suo. nessuno lo commetterebbe. anziché retta espressione del desiderio. A questo punto sorgono delle domande: perché devo rispondere di un peccato commesso da un altro? Come si è trasmesso il peccato originale? I bambini possono essere considerati macchiati dal peccato originale? I bambini che muoiono prima del battesimo che fine fanno? La concupiscenza è peccato? Come mai la concupiscenza resta dopo il battesimo? Quale rapporto tra peccato originale concupiscenza. . e il povero. da quel originante. esso genera una disordinata espressione che si chiama concupiscenza. desiderare ciò che è male non lo è. desiderare e legittimo. non faceva parte il disegno di Dio sull’uomo 2. tutto è teocentrico.La nostra umanità e danneggiata: si crea un disordine nella nostra natura umana. Il peccato che è amore di sé fino al disprezzo di Dio. Agostino parla di ciò nel De Civitate Dei. I santi infatti si riconoscono peccatori. si svuota. . che ci troviamo nel momento in cui veniamo generati. Lo sviluppo del magistero della Chiesa. non accetto che gli altri ci siano e non accetto di condividere con essi ciò che ho. questo è il peccato originale. Il peccato ha creato questa strutturale deficienza. questo sarà Gesù. il peccato originale è un atto. l’uno e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio. nella condizione umana questo stato. e il peccato originale originato. questo disordine. del quale dobbiamo dire: 1. Ci sono delle conseguenze: . l’amicizia con Dio. che lo troviamo in noi prima della nostra stessa volontà. Distinzione tra il peccato originale originante di Adamo ed Eva alla radice della storia di peccato che attraversa l’umanità. è un’alterazione del desiderio. riconoscono in noi. pur essendo nella forma di Dio. Inoltre Gesù neutralizza l’avarizia. dobbiamo distinguere il peccato originale originario. battesimo è concupiscenza? A queste domande ci saranno le risposte del magistero. la grazia e Dio stesso che si auto comunica e si mette in relazione con lui. ma viene dal peccato ed inclina al peccato. Come Adamo ha fatto scaturire il primo amore. ci sarà uno che farà scaturire il secondo. quello di Adamo ed Eva. Essa è un modo disordinato di rapportarsi a Dio e agli altri. per tutto gli rende grazie al padre da cui tutto riceve. contiene niente per sé.forma di superbia. da tutto. Il peccato ci fa perdere la grazia. io sono il centro dell’universo. dentro di noi c’è il mistero del male. Prima della nostra volontà vediamo che c’è un’attrazione verso il male. dice che ci sono due amori da cui scaturiscono due città. Il peccato originale originato è uno stato (essere peccatori). se non ci fosse un aspetto seducente del peccato. La forza del peccato esercita su di noi un’attrazione.

da ciò consegue che l’azione di Cristo ne risulta ridimensionata.Chi nasce da genitori battezzati non contrae il peccato originale perché chi è stato battezzato come può continuare a trasmettere il peccato originale? Per l’agio dice che le conseguenze del peccato originale non sono nella volontà ma nella corporeità. Basta che l’uomo lo voglia e può ottenere la salvezza. la nostra natura umana è rimasta integra.la creazione è buona. ma devo metterci tutta la mia volontà. ma non c’è nulla che deteriori la libertà umana. intatta e rimasta soprattutto la libertà dell’uomo. . e anche dopo il peccato originale la bontà della creazione è rimasta intatta.di conseguenza e negato anche il peccato originato nell’uomo che secondo l’insegnamento della scrittura e della chiesa e in ognuno di noi. 2.Dio è giusto. l’impegno della nostra volontà. Dio non sarebbe giusto se facesse passare d’Adamo gli uomini ciò che solo Adamo ha commesso . Gesù ci dà un buon esempio che è al di fuori di noi. per entrare in comunione con Dio. Così giustifica il pedobattesimo. Primo nodo della controversia pelagiana: Pelagio affermava che: . l’uomo ha i mezzi per conseguire il proprio fine.Ma io che c’entro con Adamo ed Eva? Che c’entro con il peccato degli altri? Come avviene questa trasmissione? Si riprendono le domande su citate. e solo un buon esempio. L’uomo con le sue forze può conseguire la salvezza. se voglio farmi santo posso. per il resto noi eravamo rimasti intatti e non avevamo bisogno di altri. Estrinsecismo: Il peccato è qualcosa di estraneo alla condizione umana. . di fatto e inutile perché se ci sono stati . è nelle forze dell’uomo aderire a Dio anche dopo il peccato originale che ha corrotto la natura umana solo nell’aspetto della corporeità. Cristo ha dato semplicemente un buon esempio. la croce svuotata del suo significato salvifica. Cristo non è ricostruttore di quanto distrutto dal peccato originale. Le conseguenze di questo discorso sono le seguenti: . Volontarismo ed estrinsicismo: azione è tutta dell’uomo. è qualcosa di esterno.È possibile per l’uomo vivere nella giustizia. La grazia è il polo sacrificato da Pelagio. Adamo ha dato un cattivo esempio.Se Adamo ha dato un cattivo esempio. Egli accentua il Polo della volontà/libertà. se mi chiede di farmi santo significa che è nella mia natura potermi fare santo .Dio non mi chiede ciò che è fuori dalla mia responsabilità. Egli diceva ciò perché voleva stimolare i cristiani al massimo impegno ma la sua dottrina è segnata da due difetti. La prima grande controversia è stata quella di Pelagio e Agostino. non lo ha inquinato entrando in qualche modo nell’uomo. e cioè attestato dal fatto che nella storia ci sono stati uomini giusti che non hanno commesso peccati nella loro vita 1. i bambini vengono battezzati per essere inseriti nella chiesa e non perché ci sia bisogno di remissione dei peccati. perché l’azione deve essere dell’uomo ma non con l’aiuto della grazia di Dio. . . poiché il peccato di Adamo riguarda solo lui.il peccato è solo di Adamo. l’uomo ha i mezzi per farcela da solo. non può chiedere ciò che è impossibile. da due assolutizzazioni.è negato il peccato originale che per Pelagio è solo un cattivo esempio di Adamo . perché la nostra natura e integra. è rimasto fuori.

ma in quanto progenitori. redenzione. ci trasmettono la struttura umana non in quanto battezzati. ma Cristo è il salvatore anche dei bambini. ma se essi muoino senza battesimo non vengono rigenerati. questo peccato ci viene trasmesso per generazione quando veniamo procreati dei nostri genitori. Agostino è definito il dottore della grazia. quindi Agostino afferma che non c’è salvezza per i bambini morti prima del battesimo. In poche parole: come si trasmette il peccato dei genitori figli? Si trasmette trasmettendo la natura umana anche se entrambi i genitori sono battezzati. Agostino ha una visione pessimistica dell’antropologia. che ha commesso il peccato originario o originante. il corpo con la morte e l’anima con la concupiscenza che Agostino chiama peccato. rigenerati. Agostino parte dell’unità del genere umano in Adamo. Paolo ripete spesso ciò. inquina tutta intera la condizione umana. sono sua discendenza. Ma ciò non lascia tranquilli. Agostino da un lato prende atto che dopo il peccato non siamo rimasti integri. Perché tutti bambini hanno bisogno del battesimo? Se tutti hanno peccato vuol dire che tutti hanno bisogno di Cristo sia gli adulti che bambini. I bambini nella prospettiva di Tommaso (egli mitiga la posizione di Agostino) sono posti in una posizione privilegiata. noi siamo tutti uno in Cristo. il primato non ce l’ha l’uomo ma Dio. perché proviene dal peccato ed inclina al peccato. Però parla anche della necessità della persona di Cristo e del suo mistero di croce. sono nell’inferno. Che ne è dei bambini non battezzati? In questa fase si diceva che non si salveranno. noi siamo uniti in Adamo. c’era necessità che intervenisse per operare la nostra guarigione. La posizione di Agostino su questo aspetto era spietata. dopo il peccato originale la concupiscenza deteriora l’anima umana. dovremo aspettare il concilio Vaticano secondo il quale farà piazza pulita dell’inferno e del limbo. tutti siamo collegati a lui. ma la pena di senso. Perciò si inventò il limbo dove non c’era la pena di danno che è la privazione della comunione con Dio. ci trasmettono Adamo e non il battesimo. essi ci trasmettono la condizione umana così come dopo il peccato. mentre se non si è battezzati non ci si salva. che è quella da scontare in virtù del peccato commesso. lui aiuta solo l’uomo dando il buon esempio. la natura umana dopo il peccato di Adamo è compromessa in modo irrevocabile. ma scontano solo la pena di danno e non quella di senso. non ne soffrono. Egli afferma che il peccato originale è un peccato analogico ovvero è uno stato. ma siccome non sanno che potrebbero star meglio.uomini vissuti senza peccato vuol dire che Gesù era inutile. La reazione di Sant’Agostino all’impostazione Pelagiana: per mettere in evidenza da un lato la partecipazione al peccato. Inoltre Agostino afferma che Cristo è il salvatore di tutti gli uomini senza eccezione. Si tratta di tentativi per mitigare una dottrina che aveva dei limiti. Sant’Agostino legge in modo errato Rm 5. perché ciò che ha fatto riguarda tutti. Con il concilio Vaticano . senza del quale non ci si appropria della sua salvezza. Adamo inoltre sarebbe più forte di Cristo.12. tanti sono stati traumi che hanno vissuto le mamme. egli afferma che in noi c’è lo stato di essere peccatori. per lui quello che passa da Adamo agli uomini non è la morte ma il peccato. È necessaria la grazia per la salvezza. Cristo ci veniva incontro per mezzo del battesimo. ci trasmettono la condizione umana così come segnata dal peccato originale. Adamo commette l’atto: peccato originale originante. Il peccato passa da Adamo ai suoi discendenti. e poi dice che Cristo è necessario. quindi i bambini hanno il peccato originale. perciò il battesimo impartito in remissione dei peccati.

c’è stata una corruzione dell’uomo. ciò vale anche per i bambini morti senza battesimo. c’è stata quindi una trasformazione in peggio di tutto l’uomo. Dio è più grande dei suoi sacramenti. il peccato è passato tutti. questo termine nasce nel concilio di Cartagine. la morte non fa parte del progetto originario di Dio sull’uomo. esso viene rimesso per mezzo del battesimo. Il concilio di Orange: riprende l’insegnamento di Agostino.I bambini morti senza battesimo? Per essi non c’è nulla se non l’inferno. chi li vive a una certezza maggiore di essere in comunione con Dio.12.. con l’incarnazione Cristo si è unito in qualche modo ad ognuno di noi.La morte non appartiene alla natura dell’uomo ma è entrata a seguito del peccato di Adamo .per i bambini non c’è salvezza senza battesimo .il battesimo ce aiuta inoltre a non peccare più. il battesimo amministrato come aiuto per non commettere più peccato oltre che per la remissione del peccato originale e di quelli commessi successivamente. Ci sarà bisogno di un percorso che inizia dal Concilio di Cartagine (418 d. attraverso la generazione. tutto è stato creato per mezzo suo.C. non solo come redentore. e quindi lo vuole anche se non c’è il battesimo. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi. Il peccato originale. non possono entrare in paradiso. esso viene trasmesso per generazione. in Adamo tutti quanti abbiamo peccato. Non c’è posto nella casa del padre per chi muore senza battesimo anche se sono bambini. questa grazia del battesimo è anche un aiuto..c’è la morte in quanto Adamo ha peccato.il battesimo è amministrato in remissione dei peccati. attraverso il peccato di Adamo. cosa entra nel mondo? Il peccato. trasmessi per generazione . ma anche come creatore. Afferma quanto segue: . come definito nel concilio di Cartagine. il battesimo viene amministrato in remissione dei peccati perché tutti compresi i bambini ricevono il peccato originale da Adamo. . ciò significa che nella nostra condizione umana si è verificato un deterioramento.) Concilio di Cartagine: piacque a tutti i vescovi riuniti nel concilio di Cartagine. La sua è una volontà salvifica.secondo c’è l’annuncio esplicito dell’unità del genere umano in Cristo. Il battesimo di desiderio è un’altra meravigliosa riflessione del concilio Vaticano secondo. ma Dio è più grande dei suoi stessi doni. non solo della sua parte corporea ma anche della sua anima. il desiderio ottiene lo stesso effetto del sacramento. questo peccato viene rimesso con il battesimo. Dopo che veniamo battezzati la grazia di Dio ci serve perché noi siamo indeboliti. tutto il genere umano. Questa . . così ci viene trasmessa la natura umana segnata dal peccato. In sintesi: . Rm 5. si trasmette per generazione. essa è entrata a seguito del peccato di Adamo. Cartagine afferma che: . Per la prima volta si parla di peccato originale.Esiste un peccato originale che riceviamo da Adamo per trasmissione. e lo spirito Santo da tutti la possibilità di essere in contatto in modo misterioso con Cristo risorto. espressione non presente nella Bibbia.

Lutero radicalizza la dottrina di Sant’Agostino. al punto da ritenere la natura umana già morta a seguito del peccato originale. Ciò riguarda non solo il corpo ma anche l’anima e in essa la libertà.- conseguenze descritta come mutamento in peggio. radicalizza il pessimismo agostiniano. La conseguenza del peccato è la morte come la conosciamo. La morte del corpo è conseguenza del peccato. inoltre afferma che la concupiscenza non è peccato. Il peccato produce la morte dell’anima e la pena del peccato è la morte del corpo. Se qualcuno afferma che il peccato di Adamo ha nuociuto solo lui e non alla sua discendenza. è peccato. 21. Inoltre per Lutero la concupiscenza stessa. non si dice che la natura umana e da gettare via. Agostino sottolinea la necessità di Cristo. c’è la morte del corpo che manifesta la morte dell’anima. Pelagio esalta la condizione umana dopo il peccato originale egli afferma che non siamo dopotutto stati così danneggiati. tutto nell’uomo dopo il peccato originale è peccato. Chiusa questa controversia c’è un'altra controversia. c’è la realtà della morte dell’anima che è peccato. l’inclinazione. la sua visione pessimistica dell’uomo e la gravità del peccato originale per mettere in evidenza la centralità di Cristo e la sua redenzione. considerando la natura umana già morta e non semplicemente malata a seguito del peccato originale. questo è ciò che farà il Concilio di Trento. quella legata a Lutero vediamo cme si arriva ad essa. abbiamo un deterioramento in peggio dell’uomo. si sta dicendo che le conseguenze del peccato riguardano il corpo e l’anima. Si arriva così al concilio di Trento che dovrà rispondere anche alla teologia di Lutero. Quindi vi è una connessione tra peccato e morte dell’uomo. la nostra condizione umana è stata mutata. Il concilio di Trento cerca di riequilibrare la situazione mettendo in evidenza come il peccato originale ha danneggiato l’uomo ma non lo ha distrutto. radicalizza anche il significato della concupiscenza che e vista come peccato. Il decreto del concilio di Trento sul peccato originale e le conseguenze su Adamo: .14 La riforma. sottolineando che qualcosa della natura umana è rimasto integro e che la libertà umana è chiamata a collaborare con la grazia di Dio. il Concilio di Trento. che è necessario essere raggiunti dalla redenzione di Cristo. Lutero: radicalizza le posizioni di Agostino esasperando le condizioni del peccato originale. Pelagio per difendere la libertà dell’uomo danneggia la grazia. fa ciò per evidenziare il primato della grazia. Quindi senza il peccato non ci sarebbe stata la morte dell’anima e senza di essa quella del corpo come la conosciamo. la libertà umana può tutto pertanto la grazia non è necessaria. che non c’è salvezza per i bambini non battezzati.11. c’è un peccato originale è originato. Bisognava quindi rispondere. Il peccato è la morte dell’anima ed essa come conseguenza ha provocato la morte del corpo. c’è la concupiscenza. Agostino invece risponde che non è vero quanto affermato da Pelagio. Lutero per difendere la grazia di Dio danneggia la libertà dell’uomo. e che sia passato solo la morte e non il peccato sia anatema: il peccato è di Adamo ma lo è di tutti.

ciò che veniva trasmesso in modo errato era il peccato. quanto sia rimasto l’uomo in questo stato il concilio non ce lo dice. non afferma una morte assoluta dell’uomo dopo il peccato originale come fa Lutero. anche i bambini hanno il peccato originale. l’attenzione è solo su Adamo. Quarta affermazione: non l’uomo ma Cristo libera l’uomo dal peccato. Si trasmette a tutti. 3. L’uomo è peggiorato nell’anima e nel corpo. Il peccato entra in me nel momento in cui vengo generato. . Il peccato originale originato c’è e mi viene trasmesso con la generazione la quale di per sé non è peccato. è una realtà universale. Nella seconda parte lo sguardo si posa sul peccato originale originato. Si cita quindi correttamente il testo di San Paolo. non terra imitazione. prima della caduta l’uomo era in una condizione di santità e giustizia. Il peccato è trasmesso di generazione in generazione. l’uomo con la sua dimensione ascetica e spirituale non può liberarsi dal peccato originale come affermava Pelagio. non è venuta meno l’immagine e la somiglianza dell’uomo. come può essere tolto? Non è possibile alla natura umana toglierlo. Si tratta di un umanismo con simpatie pelagiane. quindi è stato colpito dal peccato originale ma non è schiavo del peccato. La concupiscenza non è peccato ma è veicolo di trasmissione di esso. siamo nel 1546 in pieno Rinascimento cultura caratterizzata da un forte antropocentrismo. Nelle versioni precedenti di Agostino e dei concili di Cartagine e Orangerie. Troviamo la citazione di Rm 5. perché vi erano dei simpatizzanti di questa visione pelagina. anche i bambini il battesimo viene amministrato in remissione dei peccati. non si parla della nostra condizione. ma è possibile farlo solo attraverso Gesù Cristo che ci libera dal peccato. Ora il concilio chiarisce che cosa viene trasmesso: la morte. non afferma che l’anima sia stata uccisa dal peccato. la schiavitù dal demonio che il potere della morte. Questa condizione è stata persa. che è uno solo. Questa è una novità. È una visione più soft rispetto a quella pessimistica di Lutero. e di ciascuno. Essi sostengono che non ci sia una trasmissione del peccato originale all’umanità. su di noi: vi è un riferimento a Pelagio. questo peccato non resta solo in Adamo ma viene trasmesso per generazione. peccato originale è originante. Trento non vuole affermare che l’unione sessuale o il desiderio sessuale siano peccato. viene trasmessa la morte senza escludere la dottrina del peccato originale. essi hanno una visione dell’uomo ottimistica.12 che Trento cita correttamente. Le conseguenze del peccato originale del concilio: Adamo rimane schiavo della morte. parlando di morte e non di peccato come faceva Agostino. l’unione sessuale che e peccaminosa. Non è la generazione. il battesimo rimettere i peccati a tutti. in senso Paolino da intendere come separazione da Dio quindi non biologico ma teologale. si afferma che vi era uno stato prelapsario. qui il concilio e generico. 2.1. Inoltre non si dice che siamo sotto il dominio del peccato. Nella terza parte del decreto invece si dà rilievo al peccato originale. il cui battesimo allo scopo di eliminare. ma è la generazione da parte dei genitori che mi trasmettono la natura umana così come dopo il peccato di Adamo anche se sono stati rigenerati dal battesimo. Si parla del peccato di Adamo. Ciò che viene trasmesso a tutti gli uomini è la morte. umanisti come Erasmo da Rotterdam male accettavano dal cristianesimo che l’uomo fosse danneggiato dal peccato originale. Quinta affermazione: se il peccato ce l’hanno tutti.

mi debbo interamente a te e ciò non lo accetto. Secondo questa norma di fede per tradizione apostolica anche i bambini vengono battezzati per essere rigenerati. solo che Dio. non gli imputava quel debito. Si tratta di un vero peccato e viene tolto e non non imputato. Essa deriva dal peccato.Cristo è mediatore universale della salvezza . sia rimesso il peccato originale o anche se asserisce che tutto quello che è il vero e proprio peccato non viene tolto ma solo cancellato. che non è un peccato ma è utile perché lo stimola alla lotta contro il male dentro di sé. la rigenerazione trasmette la redenzione. nulla che resta del battezzato impedisce la vita eterna. Adamo ha voluto compiere questo gesto. ma non è peccato. la generazione trasmette il peccato. dopo il battesimo è vero che resta la concupiscenza. o non imputato sia anatema”. La concupiscenza ha anche a che fare con il peccato originale. l’uomo non è stato distrutto dal peccato originale ma peggiorato. è il peccato di superbia che consiste nel rifiuto di una relazione di comunione con Dio nell’umiltà. Nel punto cinque viene precisata la dottrina di Trento sull’uomo peccatore dopo il peccato originale e dopo il battesimo. . Lutero affermava che essa era un peccato. la risposta a Lutero secondo il quale l’uomo restava intrinsecamente una massa dannata anche dopo la giustificazione. ha origine da esso. Il dogma dell’Immacolata concezione non era ancora stato proclamato. Viene citata sempre Rm 5. Prima affermazione: c’è il peccato originale di Adamo. ma quella di generati. e ci viene lasciata perché possiamo crescere nella virtù attraverso la lotta. quindi riguarda tutti gli uomini. 6. che se lo ritrova senza averlo compiuto. viene perdonato il peccato originale. Ciò che riguarda il peccato originale e ciò che riguarda la concupiscenza dopo il battesimo non riguarda la Madonna.12: ciò che viene trasmessa è la morte. esso è solo uno ed è il peccato assoluto. non ne tiene conto a motivo di Cristo. Quindi la concupiscenza e utile che resti dopo il battesimo così il cristiano è stimolato alla lotta e cresce in virtù. Trento afferma che per mezzo del battesimo l’uomo viene perdonato. non è peccato. pertanto recido questa relazione. Il concilio di Trento ha aspetti Cristologici. essa non è odiata da Dio pertanto non è peccato. ecclesiologici e antropologici: . Il pedobattesimo (battesimo dei bambini).la redenzione avviene mediante il battesimo (aspetto ecclesiologico) . Seconda affermazione: si è trasmesso da Adamo alla sua discendenza. 5 perché vi è una visione antropologica e del peccato originale che non è quella dei riformatori: “Chi nega che per la grazia del Signore nostro Gesù Cristo conferita nel battesimo. Ciò che segna la divaricazione tra Chiesa cattolica e riformatori riguarda il nr.4. anche i bambini avendo il peccato originale per non finire nel limbo devono essere battezzati. Trento invece afferma che resta questa configurazione disordinata dell’uomo. Risposta a Pelagio: “chi nega che i bambini non devono essere battezzati…” I genitori trasmettono la natura umana non la rigenerazione in quanto battezzati. Essere guariti e non essere considerati ammalati non è la stessa cosa… L’uomo è giustificato per una non imputazione del peccato originale. viene rimosso il peccato originale. e inclina al peccato ma in se stessa non c’è peccato. si chiama peccato originale originante ed è un peccato in senso analogico perché non è un atto commesso dall’uomo. 5. il nostro peccato originale originante è uno stato. tutti siamo messi al mondo in questo stato di peccato.ha una prospettiva antropologica. le conseguenze sono che ciò che resta dopo il battesimo ovvero la concupiscenza.

non elimina ciò che nell’uomo è immagine di Dio la conseguenza è la perdita dello stato di grazia. si mette in evidenza il primato universale di Cristo. pena di senso esclusione da un bene che conosco della cui mancanza soffro ovvero la visione beatifica di Dio. che altro non è che il lembo più esterno dell’inferno. Dio è più grande dei suoi sacramenti che sono comunque per noi strade certe. per coloro che da adulti avevano ricevuto il battesimo e poi avevano voltato le spalle al battesimo uscendo dalla Chiesa. Secondo Agostino finiamo nel limbo dell’inferno. ma ci sono altre vie che non conosciamo perché Dio è più grande dei suoi sacaramenti. L’assioma extra ecclesia nulla salus. in un modo che nessuno sa. questo è questo il messaggio di Gesù Cristo e della sua passione. nell’essere peccatori. prima di tutto nella creazione e nella predestinazione. Il catechismo della Chiesa cattolica al punto 404 afferma quanto segue: la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere pienamente. Oggi c’è una novità a livello liturgico la lex orandi è la lex credendi e viceversa. Con il concilio Vaticano II. nell’incarnazione il Figlio di Dio si è unito a ogni uomo e lo Spirito Santo. non era non è stato formulato per i bambini nati prima del battesimo o per gli appartenenti ad un’altra religione ma per gli apostati. Bisogna affidarsi alla misericordia di Dio che è il fondamento della nostra speranza. che prima non potevano ricevere il funerale ed essere sepolti in terra consacrata. per essere raggiunti dalla sua grazia. predestinati ad essere in comunione con Dio attraverso Cristo. chi è più potente Adamo o Cristo? Cristo! Anche se le conseguenze di Adamo ci fanno una cosa sola nello stato di peccato. cosa prima non concessa. ma non lo colpisce mortalmente. gli adulti appartenenti ad altre religioni. oggi nel nuovo rito delle esequie c’è la formula per le esequie dei bambini non battezzatisi. il Cristocentrismo.Terza affermazione: questo peccato danneggia in peggio la condizione umana. la croce di Cristo. Ma noi siamo prima di tutto siamo stati creati in Cristo. poi ci si è inventati la pena di danno è quella di senso. certo noi siamo una cosa sola in Adamo e ma prima di tutto lo siamo in Cristo. è lui l’innocente che soffre sulla croce. in questo stato di peccato originale originato. quindi in considerazione di ciò va eliminato ogni riferimento riguardo il limbo per bambini. quindi la sua attenzione verso i bambini è un elemento forte da tenere in considerazione sulla sorte dei bambini morti prima del battesimo. sia i bambini che i battezzati che. anche i bambini. Quarta affermazione il peccato originale originante riguarda tutti gli uomini senza esclusione. Esso riguarda tutti gli uomini e i bambini. e poi la morte del corpo. Dio raggiunge con la sua grazia per vie a noi non conosciute ogni uomo. Un documento della commissione teologica internazionale “La speranza dei bambini nati senza battesimo” ha messo ordine a questa materia che ha provocato a molte donne molte angosce. tutto perché prevale la misericordia di Dio che ci raggiunge . dà a tutti la possibilità di essere in contatto con il mistero pasquale e ciò è più potente dell’unità in Adamo. L’attributo fondamentale di Dio è la sua misericordia. Pena di danno significa esclusione da un bene che non conosco. dopo il battesimo ciò che resta è la concupiscenza. esso gli indicava che se voltavano le spalle alla chiesa erano fuori dalla salvezza. oggi si può fare il funerale anche ai bambini non battezzati. ma ciò non riguarda i bambini. Ma il catechismo riconosce la possibilità di dare una risposta a questa obiezione. inoltre Cristo si pone dalla parte degli innocenti che soffrono. della speranza che si fonda sulla misericordia. a proposito delle altre religioni come via di salvezza. Si mette in evidenza la dimensione della speranza della misericordia. i bambini hanno la pena di danno ma non quella di senso.

La misericordia di Dio raggiunge tutti anche coloro che non si accostano ai sacramenti. La questione del Pelagianesimo e del Semipelagianesimo. se Cristo è la grazia di Dio anche la sua articolazione nella vita del credente si esprime in termini di grazia: grazia nella giustificazione. in seguito al peccato.14 La Grazia. i doni concreti in cui la nostra relazione con Gesù si traducono sono grazia. hai trovato grazia presso Dio. Dio è la totale libertà. Primo tornante della dottrina della grazia.Nella predestinazione: la predestinazione è grazia di Dio.” questa azione favorevole di Dio verso l’uomo è Gesù. affidiamo a Dio i bambini che muoiono senza battesimo. prima di tutto nella: . CHARIS in latino. c’è bisogno di rimuovere ciò che ha provocato un decadimento della nostra relazione con lui. Dio agisce gratuitamente. fare grazia. Dio è presente e opera. Ancora per Paolo il contenuto della grazia di Dio che è Gesù. la redenzione. Nel NT: in Matteo e Marco il termine grazia non compare. La redenzione e la giustificazione. Dio ha dato Gesù Cristo che è morto sulla croce per tutti anche per i non battezzati. è un movimento dall’esterno verso l’interno. Per Paolo è la forma dell’azione di Dio. Ma grazie significa anche un movimento dall’interno verso l’esterno. . chinarsi sull’altro avvolgendolo con il proprio favore. L’autore neotestamentario che utilizza il termine grazia in modo frequente e Paolo. Dio e Grazia perché esiste gratuitamente. elezione. 01. ma la stessa parola la usa per indicare realtà differenti e complementari. Grazia inoltre è la presenza di Dio. compare invece nell’opera lucana. redenzione. gratuità. l’azione di Dio è il favore di Dio verso l’uomo che si manifesta nelle varie espressioni. innanzitutto la giustificazione. l’auto comunicazione di Dio è la sua grazia.È grazia di Dio anche . il signore gli risponde: ti basta la mia grazia. Dio in quanto dona se stesso all’uomo. Per Paolo è grazia la forza con cui Dio aiuta nella debolezza. La problematica agostiniana e la polemica contro Pelagio: Pelagio a una .13 “La grazia del Signore Gesù Cristo. il fatto che siamo pensati in Cristo e predestinati in questa relazione finale con Dio. vivi perché Dio mette in noi la sua stessa vita. La salvezza dell’uomo è Dio stesso in quanto si autocomunica all’uomo. La parola ebraica è HANAN che significa piegarsi.12. ma anche il contenuto dell’azione di Dio è grazia. per Paolo significa gratuità. egli nella sua esistenza è grazia. Ma ciò non toglie che il battesimo si debba favorire. realizzare il bene del soggetto a cui viene offerta la grazia. La partecipazione alla sua vita. la grazia dell’apostolato. ti do il mio aiuto.anche senza sacramenti. essa è il segreto della divinità di Dio. A livello biblico significa fare spazio all’altro accogliendolo nella propria benevolenza: non temere Maria. in 2Cor Paolo racconta più volte di essersi rivolto Dio per essere liberato da una spina nella carne. egli è la grazia di Dio. la grazia è la partecipazione alla vita di Dio.Grazia è l’autocomunicazione di Dio. quindi basta con il limbo. In contrapposizione alla primo troviamo Sant’Agostino. se stesso. 2Cor 13. Una definizione della grazia di Dio: Dio è grazia in se stesso. quindi anche la sua azione in tutte le sue espressioni è grazia. . l’elezione. muoversi per fare. Dio dunque fa grazia perché accoglie l’altro all’interno della propria benevolenza. Paolo dice che gli è stata data la grazia di annunciare il Vangelo ai gentili. Per Paolo grazia è ogni altro dono di Dio a iniziare dal ministero. l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

senza di essa. la mia capacità di scegliere il bene è appesantita dalla concupiscenza. La grazia porta a compimento la natura. ma non coincide con la libertà che è la capacità di scegliere il bene. un aiuto al libero arbitrio affinché possa diventare libertà. che era già una grazia di Cristo. quindi c’è una mia volontà. esso deve diventare libertà ovvero capacità di scegliere il bene. Adamo aveva bisogno della grazia che Dio gli aveva dato. La grazia nel diritto penale. quindi il peccato originale non può smantellare la nostra anima e il nostro libero arbitrio.visione ottimistica dell’uomo. il libero arbitrio non si perde con il peccato originale. con il suo forte cristocentrismo pone la necessità di Cristo che non è uno che da solo il buon esempio ma è necessario è il salvatore. una legge emanata per il singolo caso. di essere aiutato da Dio che gli offre presenza e aiuto. il libero arbitrio è la facoltà di scegliere.La grazia a che fare con la libertà dell’uomo. per Agostino è un auxilium. è necessaria perché l’uomo sia se stesso. Io vedo davanti a me un cibo salutare e decido di mangiarlo. quindi io ho deciso di mangiarlo ma anche il cib ha esercitato un attrazione. Gli ambiti per Sant’Agostino di necessità della grazia: . se non si è perso il libero arbitrio. questa appartiene alla nostra anima spirituale e immortale. l’uomo è fatto per entrare in relazione con Dio e ciò non è nella natura umana. l’uomo non arriva Dio.Sant’Agostino considera il rapporto tra grazia e natura. Anche prima della caduta. La grazia in questa prima prospettiva. pertanto c’è bisogno della grazia. Sant’Agostino. Dopo il peccato originale. Perciò egli preferiva parlare di giustizia come rettitudine di vita da parte dell’uomo. quando viene esonerato da una pena da scontare grazia un privilegio. Agostino. con le sue sole forze. attraverso questa attrazione che il bene esercita sulla mia volontà. ciò non può avvenire. si è deteriorata alla libertà. di questa azione di Dio che mi aiuta a decidere per il bene. libertà. . egli voleva che l’uomo non si rilassasse ma mantenesse vivo il percorso verso la santità. per lui il tema della grazia è fondamentale egli mette come pietra angolare l’assoluta necessità di Cristo. grazia. l’imperatore aveva il potere di vita e di morte. essa era una eccezione alle regole. dalla necessità di Cristo deriva la necessità della grazia. In questo modo l’azione dell’uomo che decide di scegliere il bene. nella natura umana c’è apertura . perché voleva che l’uomo si impegnasse nella risposta Dio. L’uomo giunge al compimento solo attraverso l’aiuto che gli viene dato dall’esterno ovvero da Dio. Agostino parla di rapporto tra azioni di Dio. abbiamo già presentato la distinzione tra libero arbitrio e libertà di Sant’Agostino. una cosa va chiarita. ad esercitare bene la mia libertà. ma ha bisogno della grazia. a differenza di un animale che diventa se stesso seguendo la sua natura ad esempio canina. la grazia e questo aiuto di cui Dio provvede l’uomo per poter giungere al proprio fine. noto come il doctor gratie. C’è stata dunque la grazia di Dio che ha agito attraverso l’attrazione e questa ha fatto diventare il mio libero arbitrio libertà affiche facessi la scelta giusta. ma quest’ultimo significa che posso decidere di fare ad esempio una carezza o di dare un pugno. e azione dell’uomo. eccezione alla regola generale: grazia. ma allo stesso tempo Dio dona alla libertà e la grazia per far sì che libero arbitrio diventi libertà. Egli aveva in avversione la tematica della grazia perché rievocava l’arbitrio dell’imperatore. allo stesso tempo il cibo esercita attrazione verso di me. perché in Cristo ognuno è stato pensato e creato. interviene. Il libero arbitrio è la capacità di decidere in modo indeterminato.

alla presenza di Dio. perché tutti sono stati creati in Cristo. la grazia necessaria prima durante dopo. La grazia è l’aiuto necessario all’uomo perché la natura dell’uomo che è fatto per Dio. Cos’è la grazia nella prospettiva scolastica. prima di tutto la natura è grazia di Dio. questo concetto di predestinazione si appesantisce riguardo il collegamento con la salvezza eterna. dopo il peccato originale la concupiscenza mi porta a non decidere correttamente. e per tutti ha versato il suo sangue. quindi la predestinazione dipende dalla misteriosa giustizia di Dio. l’uomo non può mai da solo scegliere Dio. Agostino controbatte affermando che la grazia di Dio deve accompagnare sempre libertà dell’uomo fin dal primo momento. l’aiuto che Dio offre.- - al totalmente altro. però Dio non ci predestina al male e soprattutto l’essere giusto e misericordioso di Dio è distante da come noi possiamo immaginare. secondo la misteriosa giustizia di Dio. quindi vi è una visione della predestinazione secondo la quale sarai salvato indipendentemente dai meriti. ma Dio è anche il giudice quindi la grazia non viene data a tutti. il semipelagianesimo affermava che la grazia è necessaria ma non nel primo momento. come conseguenza a questo effetto sanante. la grazia ha un effetto sanante. il suo aiuto. Sant’Agostino afferma che la grazia ci vuole sempre. la grazia aiuta a conoscere il bene. non c’è nulla che costringesse Dio a farlo. In sintesi: La grazia è gratuità. Necessità assoluta della grazia prima. Ma quale sia il bene lo conosciamo grazie alla grazia. poi in un secondo momento ha bisogno della grazia. quindi la grazia viene data indipendentemente dai meriti. apertura che può essere riempita dal totalmente altro nella misura in cui si piega sull’uomo stesso. la sua salvezza) Il linguaggio scolastico della grazia. la grazia e una relazione. durante. San Tommaso distingue una grazia naturale da una grazia soprannaturale per Tommaso il fatto che sia stato creato così come sono è una grazia. la grazia deve precedere e portare a compimento il percorso dell’uomo. il primo passo dell’esercizio della libertà umana è sostenuto dalla grazia. Sant’Agostino cerca di stemperare questa dottrina. se concluderò la mia vita in grazia di Dio sarà un dono del Signore. in virtù della grazia. qui subentra una distinzione un lumen nature e . E io che non ho ricevuto questa grazia di Dio perché non devo essere salvato se non ho fatto nulla? A questo punto la forma della predestinazione ha questo tipo di soluzione. sia l’inizio della fede e la perseveranza finale sono grazia di Dio. Quanti si salveranno? Dio ha già deciso quanti si salveranno. e dopo. Per Agostino la grazia è la presenza di Dio nell’uomo. e ancora la grazia è la salvezza stessa. Il Paolo la predestinazione alla salvezza riguarda tutti. la salvezza stessa. quindi prima della libertà c’è la grazia. l’aiuto che Dio dà all’uomo per arrivare alla salvezza. nel lessico di San Tommaso. uniti in lui nell’incarnazione. è la relazione di comunione con Dio (la sua presenza. però c’è questo aiuto supplementare che è necessario perché l’uomo con le sue sole forze non arriverebbe all’incontro con Dio. A che scopo viene data? Per sanare l’anima. compagnia l’uomo nella sua libertà e l’uomo ne ha sempre necessità. in cui l’uomo ha la capacità di accogliere Dio con le forze della sua natura. cioè a incontrare Dio. Dio è misericordia. giunga a compimento. Ultimo ambito in cui Agostino applica la sua dottrina sulla grazia è quello del rapporto tra grazia e predestinazione. Il terzo ambito riguarda il percorso della relazione umana con Dio.

per la vita presbiterale o religiosa. quindi per deduzione possiamo ipotizzare di essere in grazia di Dio.) terzo secondo Tommaso la grazia serve a volere il bene che ho conosciuto.Grazia attuale: data per un actus. . Idem per il matrimonio. . apostasia. è la grazia della giustificazione. 2. che era stata data anche d’Adamo per arrivare Dio prima del peccato originale.si può saperlo per rivelazione. e a operare il bene che posso conoscerlo ma se non ho la forza di operare quanto conosciuto. San Tommaso effettua distinzione tra grazia sanante e grazia elevante. 2.Grazia creata: insieme degli aiuti offerti da Dio per permettermi di entrare in comunione con lui. che abbiamo gusto per le cose di Dio. se non mi ci trovo il Signore mi ci porti. affermava che c’è una conoscenza possibile di Dio con il lumen nature. resi grati a Dio. però c’è anche un lumen gratie. quindi prima ci guarisce e poi c’accompagnino ogni momento di decisione per il bene. Ad esempio si diventò Papa Dio mi darà la grazia necessaria per compiere gli atti richiesti da Papa. Altro segno è la coscienza di non essere nel peccato mortale: adulterio.Grazia gratium facens: è quella con cui veniamo giustificati. inoltre la grazia serve Inoltre la grazia serve a perseverare nel bene e a perseverare fino all’ultimo momento. c’era la grazia elevante. a qualcuno Dio dice se in grazia attraverso una rivelazione specifica .Grazia abituale: trasforma l’uomo. omicidio.un lumen gratie.21-28: la controversia sulla giustificazione. Il contributo di San Tommaso è prezioso anche perché ci fornisce come capire se si è in grazia di Dio: . dopo il peccato originale ci siamo trovati danneggiati. della ragione. . Ma se non ci fosse stato il peccato originale ci sarebbe stato bisogno della grazia di Dio? Sì! Oltre quindi alla grazia sanante.Grazia increata: Dio stesso. perché l’uomo compia un atto specifico che Dio gli chiede di compiere. però ci sono dei segni. qualcosa di stabile. (Concilio Vaticano I. come possiamo conoscere il Dio della rivelazione? Attraverso la grazia che mi da Dio posso conoscere il bene.Grazia gratis data: è quella data e perché aiuti qualcun altro ad esempio perché porti un amico a riaccostarsi al sacramento della riconciliazione dopo 12 anni. continuativo.2014 Rm 3. . crea nell’uomo un habitus. Ci sono degli effetti anteriori e successivi nell’uomo a seguito della presenza di Dio e della sua Grazia. . . conoscere non serve a nulla.12. Essa non riguarda direttamente il mio rapporto con Dio ma riguarda qualcun altro. Giovanna d’arco diceva a chi gli faceva delle domande per metterla alla prova riguardo lo stato di grazia: se mi ci trovo il Signore mi ci mantenga. . che proviamo compiacimento nella vita di Dio rifiutiamo le cose mondane. della santificazione. e grazia. la grazia prima di tutto a questa portata di risanarci. in poche parole per portare un altro Dio. i segni sono i seguenti: 1. Con cui Dio ci aiuta ad accoglierlo. increata perché solo Dio è increato.con certezza nessuno può sapere di essere in grazia di Dio. essa riguarda me e Dio. aspetto della grazia.

mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Quindi questa opera di ricollocare l’uomo nella giustizia. Ricorderete le ammonizioni del Signore quando esorta a cercare il Regno di Dio e la sua giustizia. della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo. il suo impegno a vivere secondo la legge. coloro che si sono sforzati di vivere secondo la legge. anche quando osserva la legge per tendere verso la giustizia. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue. Ad esempio Giuseppe vuole ripudiare Maria in segreto. ma parte dalla grazia di Dio. si chiama giustificazione. poiché riteniamo che l'uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge. La giustizia dell’uomo ha la dimensione verticale nei confronti di Dio e quella orizzontale ovvero una prospettiva sociale. e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù. è lui la nostra giustizia dinanzi a Dio ed è Gesù cristo lo strumento della nostra giustificazione. L’uomo è giusto se osserva la legge ma anche quando l’uomo si è sforzato di vivere secondo giustizia. Per quale legge? Delle opere? No. Dio premia i giusti. Quindi noi siamo stati ripristinati nella relazione con Dio grazie a Cristo. ma per la legge della fede. che è finalizzata a comprarsi il premio di Dio con la buona osservanza della legge. Dov'è dunque il vanto? Esso è escluso. . L’uomo è giusto se osserva la legge. di renderlo giusto. chi ha smaltito le conseguenze dell’ingiustizia? Gesù Cristo. Poiché tutti noi siamo peccatori e non siamo come Gesù Cristo.- - - Dio è giusto perché si comporta coerentemente con la sua santità nel suo rapporto con l’uomo. ciò non dipende da i suoi meriti ma dalla grazia. Quindi anche il rendere l'uomo giusto. il vero giusto? Gesù Cristo. è stata manifestata la giustizia di Dio. decide di vivere in condizioni drammatiche secondo la legge. indipendentemente dalla legge. è lui che smaltisce il debito.infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia. perché Dio non è tenuto a dare il suo figlio. per tutti coloro che credono . al tempo della sua divina pazienza. è sempre un aspetto della grazia di Dio. l’uomo che si è sforzato di vivere secondo la legge. Chi è l’unico uomo giusto che ha osservato la legge senza trasgressione. di conseguenza c’è la giustizia dell’uomo. Dio è giusto perché premia l’uomo giusto. smaltendo il suo debito. Quindi dobbiamo la nostra giustizia a Cristo e lui lo dobbiamo a Dio padre che ci ha mandato il Figlio. L’unico uomo giusto è il Cristo. lo fa per grazia. Dio è tenuto a recuperare l’uomo? Assolutamente no! Lo fa per grazia. anche questo è un aspetto del mistero della grazia di Dio sottolineato nella controversia tra luteranesimo è cristianesimo. quando esorta a una giustizia non farisaica. Rm 3. che ha fatto fino in fondo la volontà di Dio. Inoltre. tutto ciò è grazia perché non ci sono nostri meriti nostri. avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato. è per grazia di Dio. per dimostrare la sua giustizia. a colui che c’ha salvati nello smaltimento del debito prodotto dal male.21-28: Ora però.

Sola fede: Non è necessaria qualche opera. con la legge o senza legge tutti siamo in una condizione di peccato. si manifesta indipendentemente. La grazia è una realtà gratuita indipendente da ogni merito dell’uomo. giustificazione. è l’unico modo per accedere a Cristo. da esse si capisce se sia stato trasformato. egli opera la reale trasformazione dell’uomo. Le opere sono necessarie? Non esiste soltanto Paolo nel nuovo testamento. Sola grazia: Le opere non hanno valore meritorio. Solo Cristo: Lutero mette al centro Cristo e la sua opera di redenzione. la giustizia e di Dio. Lutero porta all’estremo le differenze di Paolo e Agostino. la legge viene messa da parte. soggetto. Dio manifesta la sua grazia e la sua giustizia. redenzione sono aspetti della grazia. è Cristo necessario. in gesù si è manifestata la grazia di Dio e nella croce la gravità del peccato e le due cose non sono indipendenti. Questo testo va esplicato in un aspetto specifico: ma questa giustificazione è esteriore o c’è qualcuno che compie questa trasformazione? Lo spirito Santo che elimina l’ostacolo alla comunione tra l’uomo e Dio. Condizione del genere umano: tutti hanno peccato sono privi della gloria di Dio. Grazia e giustificazione: il luteranesimo e la risposta del cattolicesimo. 1. 2. e su ciò si discosta la posizione della chiesa cattolica. lo spirito Santo cancelli peccati e ci trasforma realmente. È la fede che ci permette di appropriarci della grazia di Dio che si è espressa nella sua giustizia nell’opera della giustificazione per mezzo di Cristo indipendentemente dalla legge dalle sue opere. giustizia che c’è giustificati gratuitamente per la sua Grazia. esse esprimono la grazia ricevuta ma non la possono comprare. Ricapitolando: Tutti hanno peccato. Giacomo dice che la fede senza le opere è morta. l’unica vera opera e la fede stessa. che sono stati rimessi i peccati. Il prezzo che paga Lutero. giustificando l’uomo per mezzo di Gesù Cristo. tutto ciò è grazia perché non c’è nessun merito dell’uomo e perché non sono le opere dell’uomo che fanno entrare l’uomo nella giustizia.- - - La legge mostra all’uomo il percorso che egli deve tenere ma non da gli strumenti per conseguire la giustizi. dopo il . e si sono l’epifania della trasformazione invisibile ma reale che si è realizzata dentro di te. sola gratia. il suo pensiero: solus Cristus. è grande dal punto di vista antropologico. la giustizia di Dio non ha a che fare con la legge. egli presenta una visione antropologica dell’uomo pessimista. ma la fede. ma è la fede in Gesù Cristo che permette questa comunione con Cristo che è la nostra giustizia. il dono dell’amore va sempre insieme a quello della verità. tutto ciò non è stato comprato dall’uomo ma è avvenuto gratuitamente e per mezzo della redenzione che è in Cristo. Tutto ciò può essere fatto nostro perché il solus Cristus di Lutero ci presenta il Signore come colui che è la nostra grazia e anche il nostro giudizio. ha posto l’uomo in una condizione di giustizia dinanzi a Dio. 3. Giustizia. da esse si capisce la fede. quindi le opere sono sacramento di questa trasformazione. è l’unico modo di entrare in comunione con lui per ricevere la giustificazione. non si tratta solo di una trasformazione esteriore. sola fide. Tutto ciò avviene per mezzo della fede in Gesù Cristo e non per le opere. ha compiuto la giustificazione. però c’è l’azione di Dio.

c’è questa grazia che sollecita e aiuta. I primi quattro numeri guardano alla giustificazione nella storia della salvezza: 1. Questo passaggio da uno Stato all’altro esige una preparazione: . Anche il gusto che porta a staccarsi dai peccati e aiuta prepararsi all’incontro con Dio mediante il . Vi è la prospettiva paolina dei due Adamo. l’immagine di Dio. vi è l’iniziativa del padre che manda il figlio. gentili e giudei. l’uomo ha perso non solo la libertà ma il libero arbitrio. è sempre la grazia preveniente di Dio. Lutero deupapera l’antropologia. Possiamo parlare di una grazia esterna. Gesù è l’inviato per i gentili per i giudei.Il modello presentato è il battesimo dei bambini o quello degli adulti? Quello degli adulti. ma non vi è nessuna trasformazione. l’uomo non è capace di nulla è come se fosse morto. c’è stato un danno ma non se ne tiene conto. questa trasformazione. l’uomo non ha la libertà. cerca di conciliare questi due poli con il decreto sulla giustificazione. ruolo dell’uomo nel mistero della grazia di Dio. Lutero esaspera Agostino. la sua giustizia viene imputata noi. per il quale tutto ciò che le immagini di Dio nell’uomo era stato distrutto dal peccato. e incapace di nulla. il Concilio di Trento. e vi è l’opera della giustificazione compiuta da Cristo con il suo sangue. Presenta un uomo che perde libertà il libero arbitrio. l’uomo deve fare qualcosa per appropriarsene. Il libero arbitrio però non era estinto ma indebolito. L’opera della salvezza consiste nella redenzione. resta ciò che. 4. Questo passaggio non può avvenire senza la reale trasformazione operata dallo spirito Santo. (uomo distrutto). Dio deve essere Dio e l’uomo deve essere uomo. tutto deve essere grazia di Dio perché diversamente Dio non sarebbe Dio. e non sono capaci di risollevarsi con le loro forze. e la Cristologia (la redenzione non provoca nessuna trasformazione).peccato originale l’uomo è morto. viene distrutto e non viene ricostruito. lo lascia come. quindi il concilio dice guardiamo al battesimo degli adulti come caso tipico. 5. gli uomini la ricevono senza alcun merito. c’è data però la possibilità di rinascere in Cristo non per generazione ma per rigenerazione. è per me ma non è in me. ma la giustificazione non trasforma l’uomo. la purificazione dei peccati e la ricostruzione dell’uomo avviene mediante il battesimo anche solo per desiderio. perde la capacità di conoscere il bene e di decidere. 3. questa è la risposta Lutero. Annulla il Polo della libertà. come caso tipico per la libertà. passaggio dalle tenebre alla luce. Per Lutero l’uomo nella giustificazione è considerato giusto da Dio che non gli imputa le conseguenze del peccato. 2. perché nel caso dei bambini il discorso della libertà dell’uomo non viene in evidenza. e l’uomo deve liberamente aderire alla grazia di Dio diversamente non sarebbe più uomo. ma l’unico vero giusto è il Cristo. non vi è trasformazione. Prospettiva Paolina presente nella lettera ai romani: tutti sono sotto il peccato di Adamo. nella giustificazione nell’adozione figli. il Polo della grazia. l’uomo non è l’uomo. occorre che il dono della grazia di Dio sia oggetto dell’appropriazione da parte dell’uomo. Dio tratta l’uomo da giustificato. sia l’uomo toglie la libertà cosa gli resta? Per salvare la divinità di Dio. la centralità di Cristo e della grazia lo portano ad affermare che nella giustificazione l’uomo è considerato giusto da Dio. per Lutero l’uomo è tutto peccato.Il primo passo è nelle forze dell’uomo? No. Eco del testo della lettera ai romani. ma non tutti ricevono il beneficio della sua morte. Gesù ha fatto tutto ciò per l’uomo. ma in noi non vi è nessuna trasformazione. tutti nasciamo in Adamo e nasciamo ingiusti perché ricevendo la natura la riceviamo com’è dopo il peccato. . l’immagine di Dio è stata distrutta.

battesimo non è per le forse dell’uomo ma per grazia, grazia che aiuta l’uomo a scegliere
Dio. C’è questa grazia preveniente che stimola l’uomo scegliere Dio. Tutto parte dalla
grazia di Dio che sollecita e aiuta, ma l’uomo deve accettare e cooperare liberamente con
la grazia, l’uomo può respingere o accettare. Con la grazia di Dio il libero arbitrio può
diventare libertà. L’uomo è chiamato a cooperare con la sua libertà diversamente non
sarebbe uomo.
6. Come ci si prepara questa giustificazione? C’è un’azione della grazia di Dio che eccita e
aiuta affinché il libero arbitrio diventi libertà, ciò avviene mediante l’ascolto del Vangelo,
attraverso l’ascolto riceviamo la fede del concilio Vaticano I: credere che sia vero ciò che è
stato rivelato il promesso, non quella fiduciale di Abramo e Maria non vi è una visione della
fede come relazione e fiducia. Oltre la fede compaiono le altre due virtù teologali, l’uomo
sente nascere in se la speranza ed inizia ad amarlo come fonte della giustizia, dunque già
prima del battesimo nascono le virtù teologali: la fede, la speranza e la carità. Questo umo è
capace di ascolto, ma nel momento in cui riceve la grazia di Dio può rivolgersi verso Dio? Il
Concilio ci dice che questo accade liberamente, l’uomo rimane con la sua liberta, con la
possibilità di un esito tragico qualora non si rivolga verso Dio o quella di rivolgersi verso
esso. La traduzione di questa libertà dell’uomo è nella penitenza e ne battesimo, penitenza
non come sacramento ma come abbandono di uno stile di vita incompatibile con la scelta di
Dio e in fine nel battesimo con cui inizia la vita nuova. Emerge quindi una antropologia più
positiva si afferma il primato della grazia di Dio e che nell’uomo c’è la liberta e che prima
del battesimo c’è la fede, la speranza e la carità, c’è il timore di Dio, c’è il giusto bisogno di
una penitenza, non è dunque un’antropologia in cui l’uomo è completamente distrutto come
nella prospettiva luterana.
7. In cosa consiste questa giustificazione? Questa giustificazione ha l’aspetto di distruggere il
peccato, di rimettere i peccati e di ricostruire l’uomo, di santificarlo rinnovarlo, vi è una vera
trasformazione di esso, c’è una reale trasformazione dell’uomo ancora una svolta nel
sottolineare il primato della grazia di Dio si afferma che l’uomo deve accettare
volontariamente la grazia dei doni, deve rimanere uomo, si afferma ancora una volta che
tutto è di Dio e della sua grazia e tutto è dell’uomo e della sua libertà, infatti deve accettare
volontariamente la grazia.
Secondo paragrafo: Qui il mistero della grazia si allontana dal linguaggio biblico e risente
del linguaggio scolastico. Nella prospettiva scolastica tutto è considerato dal punto di vista
della quadruplice casualità, ogni cosa a una causa efficiente, finale, formale e una causa
materiale. Ad esempio mi è stato chiesto di realizzare una statua in marmo e io scultore la
realizzo. La causa efficiente sono io lo scultore, la causa finale è la decorazione di una certa
piazza con questa statua, la causa materiale è la materia in cui viene realizzata la statua es.
il marmo, la causa formale è la forma stessa che io conferisco alla materia plasmandola. La
statua è un insieme di materia e forma, io consegno la statua che viene messa nella piazza; io
continuo a rimanere causa efficiente nell’effetto? Nella statua? Certo perché l’ho fatta io? Di
me di intimo nell’opera resta la forma che ho dato alla materia. Ciò che testimonia che c’è
una causa efficiente è la nuova forma che io scultore, causa efficiente, ho conferito alla
materia. Il marmo non sarebbe statua se non gli avessi conferito la forma. Quindi io resto
nell’opera grazie alla forma che gli ho conferito, c’è stato quindi un reale cambiamento della
materia che da blocco informe e diventato statua attraverso la forma lo scultore resta
nell’intimo dell’opera; l’opera diventa se stessa perché io a quella materia le ho conferito la

forma. Attraverso la forma lo scultore resta nell’intimo dell’opera. E la mia opera è se stessa
grazie alla forma che le ho conferito.
Il concilio di Trento afferma che la giustificazione non è solo l’aspetto negativo del perdono
dei peccati, ma è anche l’aspetto positivo della trasformazione in meglio dell’uomo.
Cause della giustificazione:
- causa finale: la gloria di Dio e del Cristo è la vita eterna, tutto incomincia da Dio che
tutto fa per introdurci eternamente nella relazione con lui, tutto incomincia e tutto punta
a dare gloria a Dio e questa gloria è la nostra vita eterna.
- causa efficiente: la misericordia di Dio, che gratuitamente lava e santifica segnando e
ungendo con lo spirito della promessa. Vedete come si articola la grammatica trinitaria
del mistero della grazia: tutto parte da Dio e si realizza con Cristo, ma questa
misericordia ci raggiunge con l’unzione dello spirito della promessa che rimette i peccati
e ci consacra e ci santifica, causa efficiente è dunque la misericordia di Dio. Ma noi a chi
dobbiamo tutto ciò? Causa meritoria è Gesù Cristo. L’unico giusto è Gesù Cristo è lui
che smaltisce il debito, il male che ci rende ingiusti.
Come ci raggiungere la giustificazione? Causa strumentale è il sacramento del battesimo, è il
sacramento della fede senza il quale a nessuno mai viene concessa la giustificazione,
attraverso esso tutto ciò avviene; unica causa formale è la giustizia di Dio, non quella per cui
egli è giusto ma quella per cui ci rende giusti, con essa veniamo rinnovati interiormente
nello e non solo siamo considerati giusti ma lo siamo di fatto. Noi veniamo realmente
trasformati, la giustizia di Dio con cui egli ci rende giusti entra dentro di noi, non quella per
cui egli è giusto ma che ci rende giusti, si mantiene la differenza tra creatore e creatura.
Come attraverso la forma che lo scultore da alla materia, esso è presente nella scultura che
realizza così Dio attraverso la sua giustizia è presente nell’uomo. L’uomo ci ha trasformato
attraverso la giustificazione, attraverso l’opera della sua giustizia. Come Dio resta presente
in me senza che venga meno la distinzione tra creatore creatura? Attraverso la sua giustizia,
io ricevo una forma nuova che mi viene data da Dio attraverso la sua giustizia; non più la
forma del peccatore ma la forma del giusto. Ma Dio è la sua giustizia, pertanto Dio è dentro
di me che mi ha trasformato con la sua giustificazione. Dio quindi trasforma l’uomo in
termini di causa formale. Dio resta Dio, Dio entra dentro ognuno di noi e ci trasforma, e
l’uomo resta uomo, perché la possibilità di questa trasformazione dipende dalla nostra
apertura alla grazia. Resta il mistero della libertà dell’uomo che può rispondere in modo
differente alla grazia di Dio. Questa è la risposta a Lutero, che non ammetteva una reale
trasformazione. Con questo linguaggio della causa formale si intende affermare che Dio con
la sua giustizia è presente dentro l’uomo, come la forma è presente all’opera, come la forma
resta dentro la statua così la grazia di Dio che trasforma resta sempre dentro l’uomo, però
tutto ciò suppone la collaborazione dell’uomo perché alla grazia di Dio si può rispondere in
maniera differenziata. Manca la causa materiale che è l’uomo, la quale anche se non
menzionata, resta sullo sfondo.
9.12.14
Causa meritoria: la croce di Cristo

Causa strumentale: il battesimo
Causa formale: la giustizia di Dio, e il modo attraverso cui la causa efficiente è presente
nell’effetto. Ad esempio lo scultore continua ad essere presente nell’effetto ovvero nella scultura da
lui realizzata. Dio quindi con la grazia che mi giustifica è presente dentro di me, con la grazia
conferisce questa nuova forma l’uomo che da peccatore è reso giusto. La causa materiale sarebbe
l’uomo stesso, il presupposto di ciò è che ci sia un essere umano.
8. Non c’è nulla nell’uomo che meriti la grazia, diversamente che grazie a sarebbe? Non è per
le opere…
9. Nella convinzione di Lutero, si era convinti di poter essere sicuri di essere in uno stato di
grazia; ciò viene stigmatizzato dal concilio; sappiamo che i mezzi di grazia sono efficaci, ma
nessuno può essere sicuro di essere in grazia di Dio, questo è quanto afferma San Tommaso.
San Tommaso però dava delle indicazioni, che abbiamo visto, ci sono dei segnali che mi
possono lasciar pensare di essere in grazia di Dio, ma ciò non è certo.
10. L’abbiamo saltato
11. Primo paragrafo: S. Agostino: Dio non comanda l’impossibile, ma quando comanda ti
ammonisce di fare quello che puoi, di chiedere quello che non puoi, Dio non ti chiede
l’impossibile, quello che è nelle tue possibilità fallo quello che ti è impossibile chiedilo a
Dio, la grazia di Dio è onnipotente, nulla è impossibile Dio, con la sua grazia può aiutare
l’uomo a raggiungere un livello superiore che da solo non è in grado di raggiungere. “Ti
aiuta perché tu possa…” Non c’è nulla di impossibile alla vita e di fede speranza e carità
perché Dio non chiede l’impossibile, se ti sembra superiore alle tue forze, devi chiedere la
grazia e ce la puoi fare.
12. La predestinazione nel bene, chi è sicuro di essere stato salvato? Nessuno è sicuro di essere
stato scelto da Dio.
13. Il fatto che siamo stati giustificati dalla grazia di Dio non significa che non dobbiamo
cooperare con essa, dobbiamo ancora combattere la battaglia contro il mondo, la carne del
diavolo.
14. Esiste la possibilità di cadere nei peccati mortali e veniali, ecco il recupero dei peccatori.
C’è la possibilità di cadere nei peccati mortali e veniali, per questo viene sottolineata
l’importanza del sacramento della riconciliazione: il secondo battesimo
15. Il peccato mortale fa perdere la grazia ma non la fede, non distrugge interamente l’opera
della grazia.
Il capitolo sette coglie l’apporto fondamentale di Trento, nel ribadire contro i protestanti che
la giustificazione è la trasmissione della giustizia di Dio dal creatore alla creatura, e opera questa
reale trasformazione nell’uomo, ciò però esige la cooperazione dell’uomo che non è annientato
nelle sue possibilità ma ha il dovere di cooperare. Ciò significa che si può non cooperare o
cooperare poco o che ci si può aprire nell’uso della nostra libertà
Abbiamo visto che il primo tornante della teologia della grazia è rappresentato da Pelagio; il
secondo da Lutero; il terzo dalla controversia sul naturale e sul soprannaturale.
La controversia sul naturale e soprannaturale.
L’uomo è una creatura attraversata da un paradosso che anche la sua grandezza; ogni
creatura seguendo la sua natura diventa se stessa ad esempio il Leone diventa leone sbranando la
sua preda, ma l’uomo per diventare se stesso non può realizzare la sua natura perché l’uomo è

ovvero una natura senza un orientamento ed io. Altro concetto collegato alla natura pura è il desiderio naturale di vedere Dio. Egli elabora una triplice prospettiva.Il lumen gratie: sulla terra però occorre l’aiuto di Dio. messo da Dio in tutti gli uomini.immagine di Dio.Il lumen glorie: nell’eternità questa scintilla che si chiama grazia diventerà una fiamma e sarà la gloria.Il lumen rationis umanae (lume della ragione): attraverso la ragione umana io già posso avere un contatto con Dio (CVI Dio è principio è fine di tutte le cose). L’uomo sul bordo della strada giace ferito dai briganti e spogliato dai vestiti che porta. spogliato significa essere privato dei doni di grazia che ad Adamo erano necessari prima della caduta. la tematica della grazia in senso specifico. senza questo orientamento che solo la grazia può colmare. Ad esempio nel periodo patristico o si interpretava la parabola del buon samaritano come una premessa per parlare di questi due aspetti. è creato per l’unione con Dio e può raggiungere questo fine attraverso la grazia. due gambe eccetera questo è il debito naturale se Dio mi crea. Questa questione del naturale del soprannaturale è stata ripresa da Pio XII perché al suo tempo c’erano delle affermazioni che creavano qualche problema al suo magistero. mi dovrebbe dare tutto ciò che fa parte della natura umana. senza questa apertura Dio. quell’aiuto in più di cui ha bisogno l’uomo. Questa parabola faceva distinguere una gratuità generica e una gratuità specifica. anche se lo fa gratis. in un certo senso è un suo “debito”. l’essere ferito nel corpo significa le conseguenze a livello naturale del peccato originale cioè la mortalità nel modo in cui la conosciamo noi. essendo uomo Dio dovrebbe farmi in un certo modo: con due braccia. perché Dio non è tenuto a crearci. quando Dio mi crea lo fa per grazia. di Dio nella sua essenza e non in modo mediato. senza questa sua strutturale apertura Dio. Egli con la HUMANIS GENERIS afferma che esiste la natura pura. San Tommaso parla di due doppie prospettive antropologiche: 1. Nel tempo si è sviluppato il dibattito su cosa sia il naturale e il soprannaturale. conoscere Dio è il modo di arrivare ad esaudire il desiderio di Dio. L’uomo con le sue sole forze non può arrivare Dio. . senza di essa non diventa se stesso. nel tempo c’è: . Tommaso. L’uomo è aperto all’assoluto ma senza la grazia di Dio non può raggiungere l’assoluto. l’uomo è capace di Dio e ciò fa parte della natura. è nella natura concreta dell’uomo questo desiderio di vedere Dio. . ha bisogno della sua grazia. perché ha voluto farlo. attraverso quest’aiuto di Dio. ci sono queste perfezioni soprannaturali. San Tommaso fa riferimento alla doppia conoscenza: la luce serve per vedere e se non vediamo non possiamo conoscere. Però questa natura pura non esiste è in senso astratto. visione diretta. Gratuità specifica: quell’aiuto perché l’uomo possa arrivare a Dio. San Tommaso distingue il debito naturale dalle perfezioni soprannaturali. perché in tutti c’è questo desiderio naturale di vederlo. 2. anche l’essere creati è grazia. natura pura significa parlare di tutto ciò che è l’uomo senza questo . Oltre a ciò. senza di questo aiuto non si può conoscere Dio se non il suo essere principio e fine di tutte le cose. nella natura dell’uomo c’è questo desiderio di vedere Dio. senza la quale l’uomo non può arrivare a Dio. Questa è la posizione di S. cioè la grazia di Dio. Gratuità generica: quella della creazione. Natura pura: l’uomo così com’è.

Questo è l’unico uomo che esiste. L’uomo deve essere uomo e la sua libertà deve essere salva. la sua libertà deve essere intatta. è qualcosa di necessario all’uomo e allo stesso tempo gratuito (naturale e soprannaturale. aa Grazia non solo trasforma l’uomo ma lo migliora. il quale afferma che l’unico uomo che esiste è l’uomo come lo conosciamo. si comunica così com’è. in quanto è caduto ha bisogno dell’aiuto di Dio.orientamento è Dio. La prospettiva antropologica: è Dio stesso che vuole che l’uomo sia uomo. esiste solo la natura concreta come la conosciamo e poi come spiegare che l’uomo non perviene a se stesso se non mediante l’aiuto di Dio? Questo è il paradosso dell’uomo. non solo ripristina. l’uomo non sarebbe stato se stesso senza grazia.L’uomo è capace di Dio . Questi sono i quattro cardini della teologia della grazia. Bisogna fare la fatica di accettare la complessità di mettere insieme dei poli senza accentuarne uno o l’altro e viceversa. cos’è necessario perché l’uomo sia uomo? L’esistenza concreta dell’uomo c’è quando l’uomo ha queste caratteristiche ad esempio una testa. essa non esiste. ma dona se stesso. Questa risposta di Ranner. Cos’è questa salvezza? La salvezza è il fulcro della vita cristiana (assioma di Ranner: Dio non dona qualcosa. Dobbiamo considerare vari poli da mettere insieme. la grazia trasforma l’uomo. ed esso è ordinato a Dio anche prima che ascolti il Vangelo. non è se stesso senza l’incontro con Dio. La prospettiva teologica: il primato è di Dio. che fa arte della natura dell’uomo ma è qualcosa che è donato da Dio). come può l’uomo non prendere atto di doversi interamente a Dio. . Possiamo solo dire che l’uomo concreto ha bisogno di Dio. non risolve il problema e si tratta di un problema che non potrà mai risolvere nessuno. vi è una prospettiva teologica. sia in quanto l’uomo poi è diventato un peccatore. ma questo incontro con Dio è pura grazia. anche ad Adamo nello stato prelapsario. La libertà dell’uomo si esprime nella fede e porta all’accoglienza della grazia. non gli bastava la sua natura aveva bisogno della grazia di Dio. Dio è la salvezza dell’uomo. deve essere salva la sua libertà con le conseguenze drammatiche del non uso corretto di essa ma anche grandiose perché la grazia che permette al libero arbitrio di diventare libertà. una prospettiva ecclesiologica e una prospettiva escatologica. quindi questa apertura da una parte appartiene all’uomo ma dall’altra e soprannaturale perché è un dono di Dio. dipendente da Dio. una prospettiva antropologica. .Ma questa apertura non può che essere colmata dalla grazia di Dio Ranner coniuga questi due aspetti. Ciò trova risposta in Ranner. L’uomo per essere uomo. così siccome è Dio che vuole che l’uomo rimanga uomo. Oggi si punta a superare la terminologia della grazia con quella della salvezza. l’uomo deve prestare al senso della fede. Con la trasformazione dell’uomo. La prima parola è sempre di Dio non è nella volontà umana. perché dopo con il mistero pasquale le cose sono cambiate in meglio. Introduzione alla parte sistematica della grazia. due braccia eccetera. il Concilio di Trento lo ha detto con chiarezza. dono e donante sono la stessa cosa). negli elementi necessari perché l’uomo sia se stesso inoltre occorre che ci sia questa apertura Dio. come tutto è grazia. egli ha sempre la prima e l’ultima parola sia dal punto di vista dell’essere l’uomo creatura. ma migliora. Ma questo orientamento non è l’aspetto più specifico dell’uomo stesso? Il gesuita Dubach attacca il concetto di natura pura. la storia della salvezza Dio è l’auto comunicazione di Dio.

Ma chi è questo Dio chiama anche gli altri? È il nostro Dio. La diversità potrebbe essere quella religiosa in un contesto multietnico. Solo nella gloria. la lotta alla carne. attraverso i peccati mortali viene respinta. non è facile non essere razzisti.Vedremo la trasformazione di tutti gli aspetti della realtà umana mediante l’eliminazione del male. si parte dalla diversità per il sesso. Cos’è la grazia in modo sistematico sulla base di questi quattro punti? . il conflitto quindi è costitutivo della relazione. questo è il perno. Potrebbe essere quella dell’etnia. figlio e spirito Santo. Poi la comunione è la meta del cammino dell’amore che ha sempre diverse fasi: la prima fase della simbiosi. Per fare ciò è necessario un cammino di fede. non è facile vivere tra razze differenti. Ad esempio in un gruppo di militari bisogna essere uno uguale all’altro. io non posso battezzarmi da solo oppure confessarmi da solo. la grazia sarà integrale in ognuno di noi. gli omosessuali. l’ingresso in questa rete avviene mediante il battesimo. Dobbiamo ricevere il sacramento entrando in questa rete di relazioni. zingari. la persona si rivela in modo diverso. ma può essere accolta anche in maniera imperfetta. l’archetipo è nella Santa trinità: padre. negli altri sacramenti essa viene nutrita. Quindi l’uniformità non è una relazione. La soluzione del conflitto è nella comunione. va accompagnato verso la comunione. la chiesa è un insieme di relazioni. Potrebbe essere quella legata alla classe sociale. . Il conflitto permette di capire meglio chi sei e di arricchirti della differenza che l’altro porta. nella pienezza escatologica. La prospettiva escatologica: la grazia già lavora però può essere accolta pienamente attraverso la fede la speranza e la carità. Dio quindi ama anche qualcun altro. o la si recupera. è offerta di relazione. porta a una revisione della nostra idea di Dio.La prospettiva ecclesiologica: attraverso il battesimo si accede alla pienezza della grazia. L’uniformità è un’offesa alla fantasia di Dio che ci ha creati unici. ognuno è unico. sono l’incontro delle nostre diversità. fare fuori chi non è come noi si pensi ai campi di concentramento per gli ebrei. la specificità delle singole persone. I conflitti non sono peccato. legata al colore della pelle. c’è un’altra possibilità di conflitto. quella d’esempio legata alla differenza di età. proprio per questo la divisa si chiama uniforme. per capire cos’è una relazione di comunione dobbiamo partire dalla realtà del conflitto che appartiene alla nostra vita quotidiana che è attraversata da essi.eliminazione della diversità attraverso l’uniformità. La soluzione della violenza attraversa tutta la Bibbia si pensi ad esempio a Caino e Abele. ma deve prendere atto di non essere l’unico. emerge la dimensione relazionale. non basta mettersi uno accanto all’altro. la seconda della demonizzazione dell’oggetto amato.eliminazione del portatore della diversità attraverso la violenza. essa è la meta di un cammino di fede e della metà del cammino d’amore. però attraverso quelli veniali viene accolta in modo parziale.Vedremo la grazia come offerta di comunione. Il conflitto s’era risolto in modo adeguato porta una migliore conoscenza di se stessi. . al demonio e mediante questa trasformazione in meglio attraverso la grazia di tutta la realtà umana attraverso la grazia La grazia è offerta di una relazione comunione con il dio trino. al peccato. non è facile vivere con una persona di classe sociale differente dalla propria. ma va risolto. ad esempio che cosa ci faccio in convento? Che cosa ci faccio con questa persona che ha scelto . Vediamo quali sono i modi sbagliati di risolvere il conflitto: .

La salvezza di Dio è il dono di sé . mi donò. Dio è comunione. Il camino della fede e dell’amore portano verso la comunione. mi diede fede nei sacerdoti poverelli.2014 . I conflitti ci sono nelle fraternità. ma bisogna fare una unga camminata nel deserto che dura tutta la vita.La salvezza consiste nell’unione con Dio . consiste la missione di Gesù. le loro relazioni. ma tutto ciò deve portare alla comunione. al conflitto tra Caino e Abele. nella liturgia.12. nel sinodo. Nella relazione con il padre. l’uomo è fatto di Cristo. dobbiamo passare alla mistica della comunione e all’ascesi della relazione. questa componente strutturale dell’uomo che è l’immagine di Dio (AT) ma chi è questa immagine di Dio nel NT? Cristo stesso. Gesù è la nostra pace colui che tra fratelli in conflitto si fa promotore di comunione. sulla terra si può fare esperienza concreta di Dio nella sacra scrittura. 15. “Non sono ancora salito al Padre mio e Padre vostro : la congiunzione. ciò che è padre mio adesso è padre vostro. viene dato alla chiesa perché in essa si possa costruire comunione quindi Dio è comunione in se stesso e promuove la comunione è nella comunione si fa presente. questa è la persona con la quale devo spendere la mia esistenza queste sono le persone con cui devo spendere la mia vocazione. è il noi della chiesa. tra Pietro e Paolo. L’amore nasce nella terza fase dove si prende atto di quelli che sono i lati positivi e quelli negativi. La grazia e prima di tutto è offerta di comunione con Dio uno e trino.La comunione è ciò che Dio fa ed è . il figlio ci rende figli adottivi. dove c’è comunione tra noi si fa esperienza di Dio. da una mistica ed ascetica individualistica del tempo dell’imitazione di Cristo.Dio è comunione con il Padre. in questa adozione figli. Lo spirito Santo e ciò che fa dei due una cosa sola. la nostra salvezza sta nel considerarci figli di Dio. l’immagine di Dio è lo specifico dell’uomo secondo la teologia della genesi. Si pensi a San Francesco quando afferma: il Signore mi donò dei fratelli. e il luogo dove i conflitti si traducono in comunione. Ecco perché siamo chiamati a rivedere la nostra spiritualità. Dio promuove la comunione.La salvezza dell’uomo è il dono di Dio . quindi possiamo dire di essere immagine di Cristo. ma la vera immagine di Dio è Cristo.come moglie? È sbagliata sia l’accentuazione del positivo della prima fase che quella del negativo della seconda fase. nella relazione con l’altro con la “a” minuscola Francesco racconta la storia della relazione con l’altro con la “A” maiuscola: il Signore mi condusse. Questa idealità c’è condivisa con il figlio. mi diede Nella comunione Dio abita. La Bibbia è piena di conflitti si pensi ad Adamo ed Eva che entrano in conflitto con Dio. la scuola della comunione. La chiesa è la casa. lo specifico dell’uomo è Cristo. al conflitto tra Giuseppe i fratelli. questa è la missione di Gesù: “ quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio. mi donò dei fratelli. se lo specifico dell’uomo è l’immagine di Dio. ecco perché San Francesco mette degli incontri con persone all’interno della sua esperienza con Dio: il Signore mi condusse dai Lebbrosi. ad Adamo che entra in conflitto con la. Questo è necessario perché questo è il cuore del cristianesimo. . è lui il visibile dell’invisibile. al conflitto esistente nel gruppo dei 12. Dove gli uomini si aprono alla grazia di Dio e si fanno promotori di comunione lì è presente Dio perché Dio è comunione. Il conflitto è secondo nella misura in cui accompagnato diventare comunione. della sua grazia che trasforma gli uomini. Qui sulla terra.

ma anche gli animali e le cose che entrano nella nostra vita. Già nell’incarnazione. come ha fatto per l’umanità di Cristo. È lui che infonde in noi la vita divina. Lo spirito Santo opera la transustansazione a proposito delle specie eucaristiche e in qualche modo anche anche la nostra trasustansazione. che ci permette la conoscenza piena di Dio nella vita eterna.L’uomo è fatto di Cristo. per questo nella liturgia facciamo entrare tutta la nostra vita. quando Gesù era sulla terra egli era reso uomo vivente grazie alla sua anima. lo spirito Santo ha operato l’unione della creatura con il creatore. egli apre noi creature al trascendente. in noi. La nostra divinizzazione consiste nella nostra piena configurazione a Cristo. lo spirito Santo nella forma misteriosa ha unito il creato con l’increato. la consacrazione di tutte le cose. lo spirito Santo. comprende se stesso alla luce di Cristo. L’unione tra il creato e l’increato è operata dallo spirito Santo in Gesù. Nell’incarnazione non c’è solo la funzione redentiva ma anche quella rivelativa. per capire l’uomo bisogna guardare Cristo. divinizzandoci permettendoci di vivere qui nella grazia. noi siamo noi stessi nella relazione con Dio. La nostra salvezza è nella comunione con il Padre che si realizza nella comunione con il Figlio incarnato. Lo spirito Santo è colui che consacra e santifica. Questo è quanto afferma San Paolo nella lettera ai romani e nella lettera ai gallati: nessuno può invocare Dio chiamandolo abbà se non è lo spirito Santo a invocarlo dentro di lui. della creatura con il creatore. ecco perché è corretto considerare la grazia increata. fa passare dalla non appartenenza Dio all’appartenenza Dio. Lo spirito Santo riversa in noi la sua vita divina. Più ci cristifichiamo più diventiamo noi stessi ed entriamo in relazione con Dio. il culmine della storia di salvezza è il dono dello spirito Santo. Ecco perché Duns Scoto affermava che anche senza il peccato ci sarebbe stata l’incarnazione. La salvezza è l’unione con Dio attraverso l’unione che il figlio di Dio ha realizzato con noi nell’incarnazione nella risurrezione. ed . Lo spirito Santo ci rende conforme a Cristo dando la nostra umanità questa forma filiale fraterna. nessuno può dire che Gesù è il Signore se non nello spirito Santo a farglielo dire. quanto più saremmo conformi a Cristo. Lo spirito Santo divinizza l’uomo perché viene ad abitare in lui e riversa in lui la vita di Dio. Questa finalità rivelativa e redentiva si realizza a Natale e a Pasqua. La relazione tra Gesù e i discepoli è una specie di pericoresi. ci fa capaci di Dio. lo spirito Santo quindi consacra e santifica la realtà. Non è corretto dire che senza il peccato ci sarebbe stata l’incarnazione… che ne sappiamo… ma possiamo affermare la duplice finalità dell’incarnazione. ma concretamente a questa comunione partecipiamo attraverso colui che è la comunione in persona. Nell’incarnazione non c’è solo lo scopo di redimerci dal peccato ma anche la finalità di mostrarci Dio e di diventare pienamente noi stessi. Questa fessura che ci apre all’eternità è operata dallo spirito Santo. domani nella gloria. grazie al battesimo e agli altri sacramenti. e lo stesso lo spirito Santo fa in noi. Chi ci farà vivere la vita divina grazie alla quale vivremo in eterno? Lo spirito Santo. la grazia increata è lo spirito Santo che apre la nostra natura Dio. la nostra divinizzazione. nell’incarnazione. Chi rende presente il risorto attarverso la transustansazine durante la liturgia? Lo Spirito Santo. di mostrarci Dio e di portarci a pienezza cioè a fraci divenire noi stessi. l’inabitazione dello Spirito Santo. perché l’uomo è fatto di Cristo. Questa prima unione l’ha fatta per la prima volta nell’unione ipostatica. che è caparra della vita futura.o ma nella Pasqua ciò trova la piena realizzazione. corcifisso e risorto. lo spirito Santo è sulla terra il Lumen Gratie. colui che rende ciò operativo in noi e lo spirito Santo. Chi ci cristifica? Chi plasma la nostra umanità in forma filiale fraterna? Lo spirito Santo. di vicendevole imitazione: rimanete nel mio amore. il figlio di Dio in qualche modo (CVII) si è unito ogni uom. ma quando è stato glorificato è grazie allo spirito Santo che è diventato colui che vive in eterno nella sua umanità. questa è l’opera dello spirito Santo.

in noi dimora lo spirito Santo. Non parla di Grazia ma di energie. anche Maria è figlia del padre . noi non siamo fratelli del padre dello spirito Santo. Nell’Occidente la scolastica ha elaborato la dottrina della grazia creata che si distingue dalla grazia increata che è lo Spirito Santo. la grazia è qualcosa di ecclesiale anziché di individualistico. solo lo spirito Santo viene inviato. tutto è collegato al baricentro della mistica. dello spirito Santo che risplende sull’umanità di Cristo ci permette di conoscere Dio attraverso queste energie. questa relazione e solo con la seconda persona.Siamo figli del padre. La prospettiva orientale. In questa prospettiva di energie si presenta lo spirito Santo come la luce che ci permette di conoscere Dio. il figlio e lo spirito Santo. Dio in se stesso resta trascendente. Nella partecipazione alla liturgia in particolare all’eucaristia che opera la nostra crisitifcazione. Questa visione di Palmas non ci sentiamo di accoglierla perché grazie al Grund Axiom noi di Dion non possiamo parlare se non a partire dalla . Lo spirito Santo ci cristifica e ci mette attraverso Gesù in relazione con il padre. donato a Pentecoste. si lega alla grazia creata ma si fa questa distinzione tra essenza divina ed energia divina.con Gesù nella forma della fraternità siamo fratelli . egli stesso il dono. la luce.egli comunica queste energie divine.con lo spirito Santo nella forma della dimora. Egli usa l’immagine del sole. La persona dono è lo spirito Santo in senso oggettivo. che soggettivo. non siamo noi che assimiliamo il pane e il vino. Mediante l’incarnazione si è unito ad ogni uomo mediante il mistero pasquale ha inglobato tutti nella salvezza. questo aspetto dovremmo recuperarlo dalla scuola orientale. . per difendere la trascendenza di Dio. Noi siamo fratelli di Cristo. e dello spirito Santo. Cristo. si enfatizza la distinzione tra la trinità immanente e quella economica. lo spirito Santo? Noi siamo dimora dello spirito Santo che viene ad abitare in noi a pentecoste. La prospettiva occidentale. L’unione con Dio è la salvezza dell’uomo. non siamo figli del figlio. ma è Cristo che attraverso il pane e il vino assimila noi a se stesso. ognuno di noi è messo in comunicazione dallo spirito santo con il Cristo e per mezzo di Cristo con il padre. Mentre nella visione dell’unione con Dio occidentale. che passa perché attraverso la vita liturgica e sacramentale. In oriente il nome da fare è quello di Gregorio Palmas. nell’oriente tutto è ricollegato alla liturgia specialmente all’eucaristia dove c’è una doppia epiclesi sul pane e sul vino perché diventino il corpo e il sangue di Cristo e sull’assemblea perché diventi il corpo anch’essa. È nel dono dello spirito Santo che culmina tutta la salvezza. Colui che è la comunione di Dio. il figlio. diventiamo ciò di cui ci nutriamo. quindi noi possiamo conoscere Dio grazie alla luce del Tabor. Quindi quali sono le relazioni proprie tra noi e il padre. crea la comunione tra Dio e noi. una cosa è il sole altro sono i raggi che ci raggiungono. Palmas afferma che Cristo (l’umanità del verbo) è la fiaccola. Dio che si dona a noi. La problematica delle appropriazioni: la teologia contemporanea dice che anche la nostra relazione non è con il deus trinitas ma con il padre. La salvezza del cristianesimo è Dio dentro di noi. Dio non comunica se stesso nella sua essenza. ma nelle sue energie. la luce che risplende sulla fiaccola è lo Spirito santo.opera in noi la nostra transustansazione come fa nell’umanità di Cristo e dei sacramenti. La lettura della grazia è meno legata alla mistica e più legata alla vita sacramentale. resta il sole resta presso di sé e radici raggiungono.

Primo effetto: vittoria sul male che essa permette all’uomo. potremmo dire che è un’uniforme per il combattimento. oggi si parla di salvezza anziché che di grazia e di grazia increata che è lo spirito santo anziché di grazia creata. nella pneumatologia orientale lo Spirito santo è visto come luce. ciò significa che anche nel battezzato resta un combattimento che è necessario. sono le seguenti: a) La tristezza. Noi dobbiamo combattere contro la concupiscenza e il diavolo. Gesù ha combattuto fin dal primo momento contro il maligno e contro la concupiscenza perché non l’aveva e il peccato. la salvezza non è qualcosa ma è Dio.vittoria su se stessi. Si tratta di un concetto non biblicamente fondato. tipico dell’oriente. Dove si parla nella Bibbia di energie divine? Da nessuna parte. esso è un’articolazione della colpa che caratterizza la nostra condizione umana. La grazia non è qualcosa di creato ma è il creatore stesso. Di grazia in Occidente si è parlato nella scolastica e nella neo scolastica. Della grazia ci accorgiamo attraverso gli effetti che produce nella realtà.storia della salvezza. La grazia è guarigione e trasfigurazione della realtà umana. 2. oggi si preferisce parlare di grazia increata che è lo spirito Santo perché la salvezza dell’uomo non può essere una realtà creata ma è Dio stesso. 3.vittoria sul peccato 1. la grazia non è qualcosa ma una relazione di comunione con Dio che è padre. Noi non dobbiamo sostenere il male ma combatterlo con il bene. Tutto ciò fa parte della vita cristiana. La Salvezza di Dio è lo spirito santo grazie al quale veniamo cristificati e messi in relazione con Dio. a differenza di Sant’Agostino dove lo spirito Santo è visto come amore. Va recuperato che la grazia non ha a che fare solo con i mistici ma con la liturgia e la vita sacramentale è qui che veniamo divinizzati. Le reazioni concrete che si verificano quando ci sentiamo in colpa e non ci permettono di andare aventi. la depressione b) Paura per la legge infranta e la punizione che possiamo aspettarci c) Punirci con l’isolamento o altre forme di o autodistruzione d) La forma corretta e invece quella dell’assunzione della responsabilità. Vedremo la trasfigurazione della realtà dell’uomo. Abbiamo visto la prospettiva trinitaria della grazia e come essa arriva a noi attraverso il battesimo dei sacramenti (liturgia). carne . Accettiamo il contributo della realtà dello spirito Santo come luce.vittoria sul maligno . figlio e spirito Santo. Don Tonino bello affermava: la tunica battesimale e una tuta da lavoro. La vittoria sul peccato. ciò suppone che c’è una battaglia da compiere. mi assumo le conseguenze di quanto ho fatto per ripagare i danni ed evitare che riaccada in futuro . La prospettiva antropologica della grazia. c’è una colpa dal punto di vista giuridico (i delitti sono colposi generati da negligenza o dolosi quando si fa qualcosa apposta) la colpa esiste anche in ambito psicologico: senso di colpa. Nell’uomo in grazia la vittoria sul male consiste: . La salvezza (grazia) è Dio stesso che si dona a noi. ma vi è chi ne è sprovvisto e chi si sente in colpa anche se non ha fatto nulla. Il combattimento spirituale è essenziale per la vita cristiana.

dall’altro lato ciò è ricollegabile a una mancanza di fiducia verso Dio. io ho paura di morire e quindi mi aggrappo a tutto ciò che ho davanti calpestando anche gli altri. immotivato è una patologia. Ci sono delle conseguenze del peccato. San Paolo nella lettera ai romani descrive questa forza in modo personificato. dinanzi a Dio accettò di aver sbagliato e mi assumo le responsabilità. Lo spirito Santo è la remissione dei peccati. Quando Gesù inizia il suo ministero guarisce il paralitico. Il peccato oltre ad essere offesa Dio e diminuzione dell’uomo. Gesù perdona gli Apostolo attraverso il dono dello spirito santo. ma ciò è illusorio. ma anche il figlio è remissione dei peccati. Quando Gesù si presenta ai 10 compie l’insufflazione “a chi rimetterete i peccati saranno rimessi” il peccato e la frattura della comunione. ma altrove: “non morirete” commetti il peccato e sarai immortali! Ma se siamo liberi dalla paura della morte. La scrittura presenta alla potenza del peccato. Il peccato è cercare la vita nel posto sbagliato. ti aggrappi a tutto. . dove non c’è comunione c’è il peccato. dalla remissione del peccato a opera di Dio. ma prima di guarirlo gli rimette i peccati. grazie al suo sangue abbiamo la remissione dei peccati ma anche dello spirito Santo entra nell’opera della redenzione. sei mortale. egli gli spiega quale sarà la missione di questo figlio. il senso di colpa vuoto. Maria partorirà un figlio tu lo chiamerai Gesù “Dio salva”: perchèegli salverà il suo popolo dai suoi peccati. perchè c’è comunione. Ci siamo dentro tutti fin dall’inizio della nostra esistenza. Cristiano è il senso del peccato. se non mi permetti di mangiare di quell’albero. nessuno ama l’idea di dover morire o che possano morire le persone care. Nel nuovo testamento il peccato è il rifiuto di Cristo. la vittoria sul peccato c’è data dalla redenzione. nell’accettazione della nostra creaturalità e della nostra limitatezza. esiste una potenza del peccato. l’azione di Dio è la redenzione con il suo baricentro Pasquale. non mi permetti la pienezza di vita a cui ambisco “non puoi mangiare di tutti gli alberi…” ciò significa prendere atto che sei limitato. il padre è il promotore della riconciliazione. questo si chiama nella Bibbia carne amore di sé) fino al disprezzo di Dio. l’uomo che fa entrare il peccato in se fa entrare qualcosa di distorto. se però rifiuti di essere mortale per paura della morte. l’anticristo non è un personaggio ma è ciò. le conseguenze del peccato che attraversano tutta la realtà. la realtà è diversa fino a quando rimaniamo in questa adolescenziale presunzione di immortalitàla paura della more e il peccato continuerà ad avere potere su di noi. lo spirito Santo e la comunione e dove vi è essa non c’è frattura. Gv 3 Dio ha tanto amato il mondo da dare suo figlio… perché il mondo si salvi). il MISTERIUM INIQUITATIS nell’uomo dopo il battesimo resta la concupiscenza. Cristo è colui che ci riconcilia. il padre interviene liberandoci dal peccato (parabola del padre misericordioso.Non fa parte del cristianesimo il relativismo. ciò deriva da un lato da un immagine illusoria di noi stessi e degli altri. Adamo ed Eva non accettano di subire una limitazione. qual è questa potenza? Perché è potente sull’uomo? Egolatria: l’amore di se stessi la paura della morte. e non nell’obbedienza a Dio. Non è cristiano il senso di colpa vuoto: scusate se esisto! Lo è il senso del peccato che ci porta a riconoscere cosa nella nostra vita va migliorato. l’eliminazione del senso di colpa: se mi fa bene è buono. nella relazione con lui. sarò libero anche dalla potenza del peccato. è lui che realizza misteriosamente ciò. chi può fare ciò se non Dio? Gesù prima di tutto rimetteva i peccati. il salmista dice: nel peccato mi ha concepito mia madre. Davanti al dramma del peccato Dio interviene. esiste una potenza del peccato. Cristo è l’agnello di Dio che versa il suo sangue in remissione dei peccati. Quando nel Vangelo di Matteo l’angelo appare a Giuseppe. dove c’è lo spirito santo non c’è peccato. essere limitati in qualcosa è essere limitati in tutto.

il cibo: trasformare le pietre in pane. comprandola 2. Obbedienza significa non voler dominare gli altri ma obbedire a Dio. Le tre tentazioni di Cristo: 1. La genesi. fase il consenso: acconsenti 4. ma dentro non vi è nulla. si tratta del mangiare 2. Libido dominandi: impossessarsi degli altri esercitando un potere su di loro Le tre maniere di distruggere queste libido che mostra Gesù con la sua povertà. ci sono tre libidi: 1. il bello da vedere. il volerla mangiare 2. concupiscenza occhi: la seduzione delle apparenze. il desiderio di diventare immortali seguendo la via del peccato e non quella della grazia.Occorre anche l’azione dell’uomo. appetitoso agli occhi.15-16: l’autore della lettera che ricorda la triplice forma della concupiscenza: 1. oltre a vincere il peccato devo vincere me stesso perché sono io che gli apro la porta. La tentazione pone nell’uomo: 1. la paura di morire. la superbia della vita: l’arroganza. l’uomo deve lottare contro il peccato “rinunci al peccato? Rinuncio!” È necessario dominare il peccato conoscendo la dinamica della tentazione. Castità significa relazioni di non possesso con gli altri ma libere. le tentazioni di Gesù nel deserto. la tentazione pone squilibri nell’uomo: è vero che vi ha detto questo Dio? 2. Agostino). attraverso il mangiarla. desiderabile per acquistare il potere Dietro c’è l’ansia dell’immortalità. concupiscenza della carne: avvicinarsi alla realtà attraverso la carne. Libido amandi: impossessarsi dell’amato possedendolo fino a distruggerlo attraverso l’eros 3. Povertà perché rinunciando al denaro e alla proprietà neutralizzò la prima libido. il formalismo. con la grazia di Dio si deve collaborare. fase il dialogo: inizia a parlarci (dialogo tra eva il serpente) 3. non può salvarti senza di te” (S. la suggestione. castità e obbedienza. “chi ti ha creato senza di te .2014 . 16. il potere: se mi adorerai ti darò potere e gloria 1 Gv 2. l’autocentrismo. non voglio possedere nulla. il perdono va ricevuto. la passione: cadi nella dipendenza dal peccato stesso Tre brani biblici sulla tentazione: La caduta dei progenitori: il consenso nasce perché si vede che: 1. vedere la gloria del mondo 3. il frutto è buono da mangiare 2. l’egolatria: se prostrandoti mi adorerai. l’essere centrati su di se. il maligno mostra i regni della terra. l’accontentarsi dell’immagine 3.12. bello da vedere 3. Il peccato agisce in me. la lettera di Giovanni sono testi collegati tra loro. Libido possidenti: voler possedere la realtà attraverso il denaro.

Dobbiamo lottare contro ciò che si trova dentro di noi e non fuori. ha origine nell’amore di sé. parla di desolazione. Ma come maligno si organizza contro Gesù così Gesù fa contro il maligno. ira. se sto vivendo la notte dello spirito. parla di tristezza sorella del dubbio e dell’ira essa è la più dannosa delle passioni. tensione che in quanto disordinata può portare al peccato. Questa tristezza è una malattia dell’anima. va smantellata. vana gloria. devo comportarmi come se Dio ci fosse. Lotta contro i pensieri: essi sono come un gregge e io sono il loro pastore. o la possibilità di decidere dove portarli a pascolare. Lotta contro le passioni: gli otto spiriti della malvagità (visione orientale) ingordigia. Anche se non sento nulla. se li porto su un campo di benevolenza il mio atteggiamento sarà orientato in questa direzione. oltre alla purificazione attiva che devo operare io c’è quella passiva operata da Dio. Se il demonio ci trova nella tristezza è fatta per lui diverso è se ci trova nella letizia.Prima causa: perché siamo pigri o negligenti negli esercizi spirituali e così per le nostre colpe la consolazione spirituale si allontana da noi. dobbiamo prendere atto perché si traduca nella vita quotidiana. Occorre praticare la purificazione attiva. nella lotta contro me stesso. Tristezza negativa: essa è figlia della mancanza di fede. superbia… (7 vizi capitali) + tristezza (orientale). Della differenza tra desolazione e consolazione egli spiega le cause della desolazione. La lotta contro noi stessi si chiama la lotta contro la carne. La lotta contro il maligno: è un dato costante.La lotta contro noi stessi.Terza causa: perché sapessimo che non sanno di avere forte consolazione. Sono essi che ci rendono amabili o insopportabili. Gesù all’inizio viene tentato nel deserto. il maligno si avvicina lui nel deserto quando ha fame. i miei pensieri. desiderio di aver offeso Dio che porta alla conversione. La conseguenza della vita nuova che c’è in me si traduce oltre che nella lotta contro il peccato. Non c’è forma più elevata di comando che comando di se stessi. le mie passioni. e noi non deve prevalere il sentimento ma l’azione dello spirito. Si pensi alla perfetta letizia di San Francesco che consiste nel provare gioia e nessun risentimento per le porte sbattute in faccia. se preghi male o non preghi di che ti lamenti se ti senti triste? . il quale mi toglie tutte quelle cose che mi aspettavo da lui per vedere se continuo a seguirlo. sull’assenza di carità sarò pilotato da questi pensieri. agire contro queste sorgenti di negatività presenti nella nostra persona. in tal caso è vinto. Gli esercizi gli ignaziani: la nona regola spiega le cause della desolazione: . Le basi sono nella sacra scrittura. il linguaggio del concilio di Trento chiama tutto ciò lotta contro la concupiscenza. Tristezza positiva: San Paolo parla di attrizione. chi è centrato su se stesso cade in questa tristezza. Inoltre amici come Pietro e falsi amici tentano Gesù per allontanarlo dal padre. cioè da solo non puoi arrivare Dio. lussuria. che non è la nostra semplice corporeità ma è il porsi nei confronti della realtà indipendentente dalla relazione con Dio (S. ma tutto ciò è dono del Signore. Questa è la sfera mentale che è collegata a quella corporale. Sant’Ignazio di L.Seconda causa: perché Dio vuole dimostrarci ciò che siamo. se li porto sul risentimento. rovina l’uomo è caccia lo spirito Santo. Gesù vince la battaglia nel deserto. in sintesi l’uomo egocentrato. Santa Teresa Babila diceva che l’immaginazione è la pazza di casa. Pastore di Erma: opera della prima letteratura cristiana. contro il maligno. . tutto il suo ministero è un prevalere sulle forze del . Paolo).

trasmettendo il proprio desiderio. non può fare ciò che vorrebbe ovvero sprofondare nel nulla. qualcuno che ti porta dinanzi al giudice. ci sono i figli della luce delle tenebre dice Gesù. Terzo nome che troviamo è l’accusatore: rivela e accusa le tue deficienze e le denuncia a chi ha il potere di rilevarle. è un enigma. nel Vangelo Gesù più volte incarica ai suoi di scacciare gli spiriti immondi. L’omicida: il meccanismo della violenza e innescato da lui. e colui che non mette al centro Dio ma se stesso e cerca di portare gli altri a se stesso. vuol dire che è giunto in mezzo a voi il regno di Dio” Gli atti degli apostoli: ricordano ciò presentando Gesù come uno che risana tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo. resta un enigma. Chi è? Per combatterlo bisogna conoscerlo. nel mondo angelico infatti era la creatura più elevata del mondo. la creatura dipende dal creatore. Bellzebu: Dio che non vale nulla. tra te e gli altri. Lucifero era il più luminoso… e continua a travestirsi da angelo della luce. il drago. Non può convertirsi. alla luce perché è chiamato lucifero. le conseguenze sono molto più gravi. Nella scrittura di sono varie denominazioni legate alle sue azioni e ontologia: e prima di tutto il satana. (rif. altra denominazione è il diavolo colui che si frappone. Leone: come leone ruggente va in giro per cercare chi divorare. la scimmia: è invidioso. è la figura del fallimento della creatura che cerca di diventare se stessa al di fuori della relazione con Dio e arriva alla distruzione. quando il nemico si avvicina a lui e cerca di allontanarlo dalla strada dell’amore fino alla fine. dio delle mosche.male “se io scaccio i demoni con il dito di Dio. non può crearsi da sola. rendendoli uguali a se. Gesù combatte il nemico e le sue forze anche attraverso i discepoli quando rientrano dalla prima predicazione Gesù commenta tutto ciò dicendo: “ecco io vedo cadere satana dal cielo come una folgore. Egli è il seduttore. inoltre egli seve Dio tutto torna al bene anche gli ostacoli del nemico. vorrebbe essere come qualcun altro e non lo può essere e cerca di far diventare qualcun altro invidioso. dice cose che non sono vere. dello spazio del tempo. all’infelicità. né può distruggersi. Essendo una creatura. Ladro. Gesù guarisce l’emorroissa. Menzognero. scimmiotta. Tentazioni: questi regni sono tuoi). creature che si nasconde nelle fessure e si mimetizza. crea confusione. Gesù combatte contro il maligno e contro le sue forze dall’inizio alla fine del suo ministero. l’avversario. Gesù combatte e vince nel Getsemani. Benedetto fa apparire le cose diverse da come sono. che si mette di traverso tra te e Dio. Abbiamo delle metafore che si riferiscono sia alla luce che alla tenebra. non c’è apocatastasi. vuol essere ciò che non è e fa il verso a chi invidia. però è qualcuno che vive nella disperazione eterna. Ma anche la Chiesa combatte avendo ricevuto questo potere dal Signore. Quindi è eternamente infelice. Il nemico è una creatura e non un altro principio questo è quanto è sancito dal concilio lateranense quarto. perché la conversione è possibile solo nel mondo della materia. della successione temporale. non è così. Non può esserci un recupero delle creature andate a male. invidioso. L’ontologia del nemico: il documento del 1985 fede cristiana e demonologia afferma quanto segue: resta per certo che la realtà demoniaca attestata dal mistero del male. però è colui che agisce senza farsi vedere. . ma è una creatura andata male. ciò sembra uno scacco al creatore. e uno che distrugge e non costruisce. l’egolatria è il peccato per eccellenza. non è persona perché la realtà diabolica è disgregazione. d’essere la prima lui diventata nel senso opposto. Inoltre vi sono delle immagini del mondo animale come il serpente. quando è qualcuno che è eccellente.

Per il fatto stesso che mi avvicino a un mondo dal quale devo stare alla larga mi espongo alla possibilità di qualcosa di negativo. attraverso le minacce del male. c’è una visione magica. con la violenza con un forza che non è quella dell’umiltà attraverso la quale ci abbandoniamo a Dio. nella scrittura si dice che si è tentati da: . Proprio perché sa che ha perso la battaglia è ancora più furioso. essa fin dai primi secoli è stata condannata dalla Chiesa come ad esempio l’oroscopo. ma è l’aspetto soggettivo. incompatibile con la vita cristiana. ovvero di raggiungere un fine indipendentemente da Dio. La magia bianca: l’illusionismo. Non si ferma davanti a nessuno. oppure rivolgendosi a poteri diabolici ad esempio facendo un maleficio. Azione ordinaria e azione straordinaria del maligno. ma non è onnipotente. la chiromanzia (lettura della mano). secondo la quale ci sono degli spiriti buoni o cattivi. la cartomanzia. un residuo di essa anche nelle devozioni.però la realtà del mistero del male obbliga l’uomo a guardare più in alto. pertanto dobbiamo meravigliarci si attacca noi. Se compio certi gesti o un potere sul soprannaturale. ma soggettivamente però rappresentano la tentazione primordiale. se verso dell’acqua verrà la pioggia. es. Divinazione: pretesa di prevedere il futuro. Excursus sulla magia: è prima di tutto un certo tipo di mentalità. ciò ci permette di rivolgerci a Cristo. A salterà fino all’ultimo per questo bisogna pregare perché in un istante il pessimo può diventare ottimo e viceversa. ad esempio il toccare ferro per allontanare gli effetti negativi . il contiguo agisce sul contiguo. santi eccetera. per ottenere qualcosa. ma è questo che ha il potere su di te perché se non fai un rito vai nel panico. quindi se già nella sua rete.Magia imitativa: se faccio una cosa avviene un effetto simile.La nostra carne. I vari tipi di magia: . se ti lascia in pace e perché non gli crei problemi. attaccato Gesù. è un qualcosa di negativo perché è un rifiuto del Dio vivo e vero. Pericolose sono la necromansia o lo spiritismo essere espongono ad un influsso che proviene da un mondo dal quale conviene stare alla larga. Agisce perché Dio glielo permette.Magia incantatrice: ad esempio i sacchettini che contengono chiodi. che muovono le cose. La Chiesa insegna che la magia oggettiva non esiste. ciò può accadere senza rivolgersi a poteri diabolici ad esempio facendo una fattura. esempio ottenere una guarigione portando un amuleto. più preoccupante è la magia nera: non c’è nulla. . che si è pensato indipendente da Gesù. Abbiamo altre due forme di magia: la magia bianca e la magia nera. ci fa capire che c’è qualcosa che va oltre i nostri sensi. L’azione del maligno: se lo conosci lo eviti. Azione ordinaria: la tentazione Azione straordinaria: ossessione possessione Per quanto riguarda la tentazione.Dio “non ci indurre in tentazione” . Il maligno è depotenziato ma ha una forza. la nostra umanità malata . il maligno ha una forza e la usa. prodigi con mezzi naturali.Magia contagiosa: che passa attraverso il contatto. ha colpito rovinato Giuda. compi un maleficio per danneggiare un altro.

dal demonio L’origine è diversa come lo è il fine. agendo nella tenebra. Le armi per vincere la lotta sono le seguenti: . Nel caso dell’ossessione. o del suo corpo. Nell’antico testamento si pensi ad Adamo ed Eva. Quando perdura è ossessione. dove Gesù chiede di custodirli dal maligno. La lotta si può vincere. confondendosi. Primo attacco: il maligno cerca di ottenere che io smetta di pregare anche quando ciò sembra inutile. ma c’è anche un prendere possesso da parte del nemico della sua mente. ma cerca di espugnare la mia volontà. E la durata che distingue l’ossessione dalla tentazione.l’esorcismo vero e proprio: ci sono gli esorcismi minori come quelli fatti nel battesimo (unzione con l’olio dei catecumeni per essere aiutati nella lotta contro il male) e poi c’è il grande esorcismo da usare con cautela. in cui è nel bisogno. lontane.dal mondo . La possessione invece sul corpo che diventa strumento di comunicazione del demonio: parlare lingue sconosciute. nel rancore verso Dio. Sia il nuovo che l’antico testamento si aprono con storie di tentazione da parte del nemico. parente che sta male) dall’intelligenza la tentazione cerca di arrivare alla volontà. cercare che io voglia ottenere ciò che non vuole Dio. ma tu custodiscili dal maligno. L’ossessione: si tratta di un’infestazione locale. mettendomi in confusione. nel nuovo testamento si pensi a Gesù nel deserto. Le coordinate della tentazione del nemico. parla dell’armatura di Dio. verificando che non si tratti di . attenzione. c’è un progresso. nella sfiducia. dove il nuovo Adamo vince. Ef 6. bestemmia e versione al sacro. ma essere sconquassati nella mente del corpo non deve essere comodo. Dobbiamo chiedere di essere aiutati nella tentazione e non di eliminarla. ma se con la grazia di Dio la superiamo. con il mangiare. non ha una forza sulla volontà. rivelare cose occulte. c’è bisogno di una lotta. essa interviene sulla psiche. dove non si capisce cosa è giusto e cosa è sbagliato aspetto sempre legato ad un momento di debolezza (salute. l’invito a trasformare le pietre in pane fatto nei momenti in cui uno ha fame. La tentazione proveniente da Dio è per metterci alla prova. In entrambi i casi non riguarda l’anima. entra nella testa e ti porta a formulare sempre gli stessi pensieri che gettano nella paura. il castello dove il nemico vuole entrare. c’è sempre qualcosa che ha a che fare con la fame. presenza del nemico nei luoghi e nelle cose con un danno sull’uomo. il Vangelo e pieno di questa necessità che i cristiani intraprendano una lotta vedere esempio Giovanni 17.10-seg.. quella invece proveniente da altre sorgenti è per allontanarci da lui che proviene dal nemico. per purificarci. manifestare conoscenze inadeguate all’età. Non emergendo con chiarezza. Dalla corporeità alla tentazione si sposta l’intelligenza creando confusione. perché senza di essa non si cresce. Il risorto assicura ai discepoli che avranno il potere di camminare sui serpenti e su scorpioni. Anche nel momento della debolezza. ossessione.La preghiera “liberarci dal male” il padre nostro . mi fa passare dal ringraziamento alla mormorazione e tutto ciò nel nascondimento. di parlare lingue nuove. So che dovranno essere attaccati. nulla può senza la mia volontà. si pensi alla mela. nella bestemmia e nella distruzione di te stesso. possessione. La tentazione pericolosa. Come lottare. fallisce il nemico.

Sant’Ignazio dai criteri per riconoscere chi ci getta nella tristezza: dice ciò nei punti 12. la grazia di Dio che usa questi comandi. ma se tu alzi la voce più di lei scappa. Nel conflitto chi vuole prevalere. .14 della regola del discernimento del nemico: 1. Al di là delle cose che mutano. Siccome il nemico ha già perso è lui che ha paura della santità. lei alza la voce per farti paura. Se c’è da rimuovere un muro fatto male buttano giù e rifarlo oppure rinforzano. La parola pronunciata da Maria all’inizio. l’insufflazione. L’uomo comprende se stesso alla luce dell’uomo nuovo che è Cristo . è la pronunciata alla fine. Il nemico agisce dove sa che 6 + debole. sapendo di non farcela cerca di farti paura. 13. nel Getsemani: AMEN. la seconda arma contro il male e la vigilanza o il discernimento. l’aspersione con l’acqua benedetta. Il protocollo. e nella storia che Dio si fa presente e porta la salvezza l’uomo. su cui il nemico non ha mai esercitato il potere.01. al proprio pane spirituale. colei che è stata concepita immacolata. come un frivolo corteggiatore che vuole sedurre una brava ragazza o moglie: e dice non dirlo a tuo padre o non dirlo a tuo marito. l’imposizione delle mani. durante la passione la morte di Gesù. Preghiere assiduità con la parola. di lottare con la preghiera.patologie psichiche. Le preghiere di benedizione: sono un’altra forma di lotta contro il male. Il modo migliore di riempirsi di grazia di Dio. le litanie. Lui ha paura di te se sei santo. L’unica cosa da fare è la conversione e attendere alla santità. Se sei consapevole che c’è un lato della tua vita che non è fortificato e da lì che attaccherà. come un condottiero che vuole vincere fare bottino: fai il giro delle mura individuo dovesse sono più fragili e decide da dove sferrare l’attacco. nel deserto. Se ne parli e ti fa aiutare il nemico batterà ritirata. Quindi non aver paura perché lui ha paura della santità. vi sono delle realtà immutabili il cui fondamento e Cristo. che la stessa che ha profferito il figlio nel battesimo. perciò non aver paura e cerca di farti santo il nemico sarà smantellato. 2. il nemico spinge a non parlare a gestire una difficoltà da solo. agisce come una donna: se una donna sta litigando con te. Discernimento come capire come si comporta il nemico. questa parola ha sconfitto il maligno. l’eucarestia. il rituale. ella è stata tentata. Le armi collegate alla preghiera sono legate alla grazia di Dio. prevede quanto segue: il segno di croce. Cristo redentore del mondo è la chiave della storia umana 2. Vigilanza come esseri uniti al signore senza distrazioni. Oggi anche la differenza della sessualità nell’abbigliamento è eliminata.2015 Chiedi prima parte Giuseppe I mezzi di comunicazione oggi mirano a questo appiattimento. però non è caduta nella sfiducia nell’incredulità verso Dio. la prospettiva biblica e legata alla storia. con la conversione alla santità e di fare le cose insieme a colei che ha schiacciato con il calcagno il male: Maria tutta santa. San Paolo ai Corinzi dice: è la grazia di Dio che è in me che combatte contro il nemico. 3. Terzo aspetto della modernità: la storicità. I Testi Vaticano II (distribuiti in aula) 1. 12. Quindi la prima arma contro il male è la preghiera.

Di che mistero è segno il corpo? Il corpo mi parla della mia grandezza e caducità. strumento: realizza la presenza dell’uomo nello spazio nel tempo. Amore e dolore sono il modo in cui siamo associati al mistero pasquale. 2) Dove vado? Il corpo non obbedisce la mia volontà. È sacramento nel senso in cui ci riferiamo al sacramento in senso proprio. vedremo alla luce della vita nuova in Cristo le due dimensioni dell’esteriorità (presenza nello spazio e nel tempo). Oggi il corpo ha una dimensione enfatizzata: è un idolo. . Mediante l’incarnazione Cristo si è unito ogni uomo un’umanità non solo ontologica ma storica “nascendo da Maria vergine…. c’è un’azione universale dello spirito. l’associazione al mistero pasquale avviene quindi attraverso l’umanità. il corpo digerisce non perché io lo voglio. anche per coloro che non credono in nulla o in altre religioni lavora la grazia. Nelle relazioni si trova un aspetto della trinità. Un certo punto devo andare via e ciò nello dice il corpo che invecchia. C’è un’azione universale del disegno di Dio: Dio da a tutti. lo spirito Santo da tutti questa possibilità. C’è un’azione universale di Cristo.3. e siccome il mistero pasquale è un mistero di lotta contro il male attraverso l’amore e la sofferenza. Corpo reale e corpo che si vorrebbe avere il corpo cristianamente è un sacramento che rende possibile l’incontro con l’invisibile. Dall’incarnazione si torna al mistero pasquale che vale non solo per i cristiani battezzati ma per tutti gli uomini. il corpo che sono. La trinità è un mistero di relazione. il corpo mi porta a farmi delle domande: 1) Da dove vengo? Dai miei genitori e dalla loro storia. o non si ammala perché lo decido io. Cristologica e Pneumatologica della antropologia presentata dal CVII. in Cristo crocifisso e risorto e ciò è operato dallo spirito santo. Ha istituito attraverso il dono dello spirito una nuova comunione fraterna tra tutti coloro che l’accolgono con la fede e la carità. Questa era l’antropologia del concilio Vaticano secondo. Questa azione di Dio è nel mistero pasquale. Si esplicita ancora di più la prospettiva trinitaria dell’antropologia in Gaudium et spes 24: dove le relazioni interpersonali sono vissute nella verità e nell’amore. 6. 5. Il corpo e una realtà che può essere riassunta in due modi: Korper: il corpo nella sua oggettività Leib: io sono il mio corpo. e dell’interiorità (capacità di penetrare nell’infinito) La teologia del corpo. Gaudium et spes 27: il prossimo è un altro me stesso “ama il prossimo tuo come te stesso”. fine a se stesso. si invecchia. Questo è quanto si realizza nel suo corpo che è la Chiesa.” 4. Il verbo di Dio si è associato a noi mediante l’incarnazione. il dono sincero di sé a Dio e agli altri. Segno: rimanda a un mistero. non vengo da me stesso io non sono l’origine di me stesso. la possibilità che tutti ricevono dallo spirito santo è di essere associati al mistero pasquale attraverso l’opzione suggerita dallo spirto santo di rispondere al male attraverso l’amore e la sofferenza. Il corpo mi dice che sono a tempo determinato. vi è l’impronta trinitaria. Vi è quindi una dimensione: Teologica. Tutti sono associati a Cristo mediante l’incarnazione il mistero pasquale. c’è la dimensione verticale della grazia e quella orizzontale della relazione. il come ciò avviene lo sa solo di. Ciò deve portare a una rilettura trinitari a dell’antropologia. Ora andiamo a vedere il mistero dell’uomo rigenerato dalla grazia trinitaria nelle sue dimensioni: l’uomo unità di anima e di corpo.

alcol. e strumento perché attraverso esso sono presente nello spazio e nel tempo. Io sono unico. Attraverso la coscienza dell’inconscio conosco la realtà. ma c’è anche un linguaggio oggettivo che non c’entra con la mia volontà. C’è un momento della vita in cui emerge l’inconscio e latita la coscienza: il sonno. per il lavoro e per la relazione di amore con l’altro con Dio. si sono palestrato significa che faccio ginnastica. oppure al fenomeno dell’arto fantasma per chi ha subito un’operazione e continua a sentire la presenza dell’arto. c’è un linguaggio della malattia. Segno del mistero che sono a me stesso. per incontrarsi comunicare. Attraversò la barba bianca mi dice che il tempo è trascorso in me. c’è una gestualità involontaria. freddo. La mente è qualcosa di diverso dal cervello? Che rapporto c’è tra essa. l’inconscio si estende in modo dilatato e soprattutto sogna e da esso affiora alla coscienza qualcosa di cui non ci rendiamo conto. attraverso di esso si esprime la mia anima. a mia insaputa il mio corpo comunica. dobbiamo tenere presente l’antica dottrina dei cinque sensi spirituali secondo la quale cinque sensi della fisicità corrispondono i cinque sensi spirituali. ciò mi fa sentire il corpo come qualcosa di estraneo quando lo subisco attraverso gli istinti disordinati ad esempio cibo. la conoscenza va alla mente. un linguaggio involontario che deriva dal fatto che reagisco al freddo e al caldo.3) Ma io chi sono? Il corpo mi dice la mia identità. Dalla mano si è passati alla tecnologia. attraverso la sua caratterizzazione sessuale mi dice che sono maschio. mentre la coscienza è concentrata in un momento particolare. si pensa la bulimia oppure l’anoressia. come sappiamo nella nostra comunicazione sono il 7% è verbale. esso è la parola dell’anima e un suo linguaggio: oggettivo o soggettivo. Storia e personalità si riflettono sul corpo. a me stesso. entrambi fanno parte della mente la nostra coscienza. la malattia mi ricorda che sono a tempo determinato. ciò non dipende dalla mia volontà. 4) Dove sono? Il corpo manifesta la sua potenza manifesta anche la sua debolezza: ho fame. se cado in depressione cadono le difese immunitarie. oppure quando sono ammalato sperimento questa estraneità del corpo. Tutto ciò è espressione dell’esteriorità del corpo il corpo mi far svolgere un’altra domanda: 5) con chi sono? Il mio corpo è prima di tutto sessuato e mi dice che non sono fatto per vivere da solo ma per vivere in pienezza con un’altra persona dell’altro sesso. Oppure il legame che c’è tra lo stato d’animo e il sistema immunitario. sete. che devo morire. Oggi si parla di distinzione tra mente. il corpo è strumento per lavorare. Di cosa è strumento? Per la conoscenza. il cervello il corpo? Poi c’è un insieme tra aspetto clinico. cervello e corpo. si conosce attraverso i sensi. Oggettivo: è il linguaggio della gestualità. la mia storia. se sono obeso vuol dire che mangio troppo. droga. Strumento per conoscere. fisico e mentale. il 93% è comunicazione non verbale. essa ha carattere vedi Giuseppe nell’inconscio invece c’è un carattere estensivo. non è l’unico modo di approcciarci alla realtà. della gestualità. A noi interessa mettere in evidenza il legame tra l’aspetto conscio è quello inconscio. . È sacramento e strumento. se mi parla attraverso dei sintomi sono in malattia. è il luogo del dialogo e qui sta il suo linguaggio. attraverso i tratti somatici mi dice la mia etnia. Oltre per conoscere e lavorare esso è strumento per amare. il corpo manda dei segnali. è l’affiorare dell’inconscio alla nostra coscienza. Esempio le simpatie e le antipatie non sono casuali. trasforma la realtà attraverso di esso. Il corpo è annuncio della mia relazionalità e finitudine perciò è un segno perché mi rimanda al mistero che sono. Il corpo è icona della mia personalità.

è un movimento attraverso il quale comunico .. questo il mio corpo. questo è il mio sangue. bacio. l’immagine ad esempio i graffiti preistorici. e il modo attraverso cui realizza la redenzione: attraverso la croce. attraverso il proprio corpo di carne Cristo opera la redenzione. Quindi per il cristianesimo la carne e strumento di salvezza. concupiscenza della carne il voler divorare la realtà mangiando le cose e le persone. l’incarnazione è solo un anticipo di ciò che si realizzerà nella croce. meglio un dio in una statua di marmo che in un utero della donna. il corpo diventa fine. La carne di Cristo del cristiano. è un anticipazione di ciò che speriamo accada al nostro corpo. con essi accolgo l’altro ed entra nell’altro. Ma anche le mani e i piedi di Cristo sono descritti dai Vangeli. si pensi agli ideogrammi. nel suo corpo si possono mettere le mani.la danza. la superbia della vita. Il corpo di Cristo e quindi anche un mezzo. Oltre al rifiuto il corpo manda un messaggio attraverso l’accoglienza. anche i numeri sono dei segni. essi rappresentano ciò . spezza il pane. Gesù ha avuto un vero volto.il suono. Ecco perché nel mondo greco si annunciava la salvezza dalla carne perché noi subiamo il corpo. attraverso i gesti che indicano contatto: carezza. fare degli altri oggetto di possesso.Soggettivo: che dipende dalla cultura. si usa il sistema decimale perché abbiamo 10 dita. carezza. musica o parola vengono emessi dal corpo . in senso stretto e si sono: . o l’urlo: rifiuto del mondo che non accetto e grido per non sentirlo più. ha amato con cuore d’uomo. anche i piedi che percorrono Galilea e Giudea. i piedi trafitti a cui si aggrappa Maddalena. è il corpo del risorto.l’abito. del suo sguardo con cui fissa i primi discepoli. Il corpo è anche ambiguo. nato da Maria (prima affermazione). il lasciarsi sedurre dalle apparenze. attraverso il vestito abbiamo un altro corpo con cui comunichiamo Il corpo entra nella predicazione di Gesù: se il tuo occhio ti scandalizza…. Pietro quando lo rinnega. Se la tua mano…. la sofferenza e morte: 1Pt “Egli portò i n ostri peccati nel suo corpo sul legno della croce”. Altra manifestazione del linguaggio del corpo: rifiuto della realtà: la violenza. traverso il corpo di carne ci ha redenti (Paolo Colossesi). è consacrata attraverso l’incarnazione di Cristo.segni. La carne per il cristianesimo e strumento di redenzione. si indigna con lo sguardo quando guarda i farisei. Il corpo di Cristo è anche mezzo è il luogo attraverso cui Cristo si dona. storico. I greci avevano l’orrore verso l’utero. il corpo secondo Platone era considerato la tomba dell’anima. si pecca attraverso il corpo e non l’anima: concupiscenza degli occhi. I Vangeli ci parlano del suo corpo. essa è consacrata è sacra perciò è rilevante ciò che fai di essa perché in essa vi è la grazia. quando reagisco quanto subisco. ha lavorato con mani d’uomo. dalla singola persona. esso si esprime attraverso lo sguardo. e lo strumento dell’auto donazione. è il luogo del peccato. La novità del cristianesimo: il verbo si è fatto carne. le lacrime e il riso sono le reazioni al dolore alla gioia. Il corpo si esprime anche attraverso i segni culturali: ad esempio alcuni gesti come il bacio hanno significati differenti nelle varie culture. la carne è qualcosa di cui liberarsi. Eb “un corpo invece mi hai preparato” Il corpo di Cristo immolato sulla croce è la modalità concreta di questa auto donazione. Il costato trafitto nel quale l’apostolo Tommaso mette il dito. con le sue mani tocca gli impuri. Il corpo di Cristo è un pegno. le mani forate di Cristo sono il suo segno di riconoscimento. è . posso fare ciò che voglio per questo c’era disprezzo il maltrattamento di essa. Se dalla carne devo liberarmi. le lettere i numeri. i piedi che Maria di Betania aveva. Cristo quindi aveva un corpo vero. Gesù aveva un corpo vero. guarda il giovane ricco.

Da un corpo psichico (animale. la sua glorificazione. . Lo stare in ginocchio ha che fare con lo stare a carponi.un’anticipazione di ciò che avverrà al nostro corpo. . la chiesa. questa corporeità è quella che passa attraverso la sofferenza e la morte.L’epiclesi: imposizione delle mani. . Quando veniamo battezzati riceviamo un unzione.Il corpo è impegnato inoltre in posizioni non liturgiche. Il corpo è chiamato a procedere. come quando si pronuncia il nome di Gesù o la Madonna durante la consacrazione ci si dovrebbe inchinare. Che tipo di corpo è? È un corpo in cui vi è un’identità sostanziale. La salvezza ci raggiunge attraverso il suo corpo mistico. . si prese la processione d’ingresso di una liturgia eucaristica. principio vitale. La nostra corporeità dell’essere letta alla luce della corporeità di Cristo. Raner: l’incarnazione non si esaurisce con la morte di Gesù. attraverso il corpo mistico che è la chiesa alla luce del corpo di Cristo dobbiamo leggere la nostra corporeità. c’è una liturgia in quanto c’è un corpo. concretamente attraverso la predicazione e i sacramenti il corpo di Cristo ci comunicata la salvezza. . questa corporeità viene glorificata. ed è lo strumento attraverso cui viene comunicata la nostra salvezza. tra il corpo dell’uomo che muore e il corpo dell’uomo che risorge vi è un identità sostanziale. è il corpo del risorto è un pegno. Il corpo da quando nasciamo si rigenera continuamente. questa corporeità viene glorificata. ma è sempre lo stesso corpo (identità sostanziale) Così nel corpo di Cristo dove il principio vitale non è più l’anima ma lo spirito Santo. la carne del cristiano è carne consacrata. . La carne del cristiano è una carne trasfigurata sul pegno della carne del risorto. in diversi momenti della vita esso entra nella liturgia. camminare. al prostrarsi. esso è la condizione per la liturgia. Il corpo nella liturgia.Lo stare in ginocchio (l’inginocchiarsi. il suo corpo è un mezzo della sua donazione (questo è il mio crpo).15 L’uomo come unità di anima e di corpo alla luce del Vaticano II.Lo stare seduti: richiamo alla promessa “se il padrone troverai i suoi servi svegli li farà sedere e passerà servirli”. L’uomo nella sua corporeità. il corpo è chiamato a stare in piedi perché è il corpo del risorto. il prostrarsi e il rialzarsi conservato ancora nella tradizione ortodossa) fa riferimento a Cristo che rialza l’uomo a motivo del peccato. È un corpo abitato dallo spirito.L’inchino: è parte della liturgia. per questo è il nostro mediatore perché rimane con la sua umanità.La prostrazione attraverso al quale l’u o manifesta la sua appartenenza a Dio: c’è una prostrazione più radicale come nel caso di un’ordinazione sacerdotale o professione perpetua etc. il corpo del combattente. in quanto trasfigurato nella grazia. Lo stare in ginocchio non è sempre legato alla liturgia… . anima) si passa a un corpo pneumatico ovvero spirituale dove lo spirito Santo è principio vitale.01. La liturgia ci mostra più volte l’importanza del corpo. . così come quando siamo ammalati. La corporeità di Gesù è un fatto (aveva un vero corpo). la croce.Il mangiare il bere dovrebbero essere presenti nella liturgia. Le braccia levate del sacerdote durante il padre nostro fanno riferimento le braccia levate di Mosé. 13. ma resta dopo la sua ascensione.

entra nella celebrazione delle esequie. il bacio della pace. Secondo la tradizione spirituale del monachesimo a mezzogiorno . L’esperienza dell’anima è universalmente diffusa. Tertulliano definisce la carne sorella di Cristo. le parti coinvolte nella liturgia sono le seguenti: la fronte (battesimo è unzione degli infermi). Il capo: durante l’ordinazione episcopale quando viene tenuto il libro dei Vangeli sul capo dell’eletto. essa è sacra e appartiene a Dio e ha il suo specifico nella liturgia. da questo deriva la necessità di chiamarla alla sua dignità. la loro è carne divinizzata per questo gli si dà rilievo. dare il nome. Il bacio alla croce il venerdì Santo. segno dell’effatà). il Vangelo alla fine della sua proclamazione.il corpo morto. ci sono fiabe dove il furto dell’ombra è il considerato il furto dell’anima. “tutto ciò che vostro corpo e spirito. l’uomo dà il nome degli animali ma non alla donna.il corpo Donato viene consacrato. Questa venerazione collegata alla venerazione delle reliquie dei santi. vive della vita di Dio. c’è in noi trascendenza. La carne del cristiano è divinizzata in virtù del battesimo e degli altri sacramenti. l’insufflazione. il segno della croce: coinvolge la testa. gli orecchi (battesimo. L’anima (interiorità): ciò di cui la carne è sacramento. nella carne Dio vuol essere incontrato. si conservi in modo irreprensibile. Tertulliano (vedi testo dato a lezione). L’uomo è dotato di anima e di corpo. a partire dall’incarnazione di Cristo. un’esperienza che l’uomo fa da quando esiste sulla terra. L’ombra: altro modo di dire il mistero dell’anima.il corpo malato entra nella liturgia attraverso luce degli infermi . nel matrimonio “datevi la mano destra”.benedizione del corpo della gestante . Il segno della croce durante la celebrazione eucaristica sulle labbra. i voti hanno a che fare con il corpo (celibato) . Carne strumento dove si incontra Dio. Nella mitologia e nei racconti teologici si fa riferimento a delle maniere di dire l’anima in modo alternativo ad es. significa esercitare un potere sull’altro.: Nome: nella Bibbia cambiare nome. Ne fa esperienza quando percepisce che può andare al di là dei confini dello spazio del tempo. la bocca. il vento alle spalle. Il corpo entra nella liturgia a seconda delle stagioni che vive: . portatrice di Dio. le mani (ordinazione presbiterale. È una carne DEIFERA. durante l’ordinazione episcopale o della messa crisimale. a Gesù bambino a conclusione del tempo di Natale. riceve l’aspersione dell’acqua che ricorda il battesimo e l’incentivazione La carne del cristiano e carne consacrata. unzione degli infermi. nella carne Dio è presente non solo attraverso il mistero dell’incarnazione ma nei poveri ed affamati “tutte le volte che avrete dato da bere un assetato avete dato da bere a me” . il bacio alla stola prima di iniziare la celebrazione. Da ciò deriva la necessità di una cura attenta delle spoglie mortali si è che finiscano al cimitero sia che vengano cremata. Il bacio delle mani del sacerdote neo ordinato oppure dei piedi durante la messa in coena domini. San Paolo: io tratto duramente il mio corpo→ è necessaria una disciplina del corpo a motivo della sua dignità. le braccia.benedizione del corpo appena nato . Inno alla carne: la grazia senza la carne non potrebbe agire.- - Altro gesto della vita corporale che entra nella liturgia è la alitare. Il corpo entra nella liturgia in diverse stagioni. la bocca il cuore. Il bacio: ci sono dei momenti in cui si bacia l’altare. coinvolge tutte le nostre parti.

quando dormo l’anima è presente. e posto da Dio in posizione d’eccellenza. L’anima rende vivi. L’anima è la forza primordiale. condivisa dalla tradizione senza definizione del magistero: che la ragione può dimostrare l’esistenza e la spiritualità dell’anima. Dobbiamo stare attenti a non sovrapporre l’anima delle varie teologia. C’è l’anima dell’animismo secondo il quale le realtà create hanno un’anima. anche se ciò è avvenuto per mezzo dell’evoluzione. non qualcosa che li anima. ciò significa che essa resta anche quando sarò nella morte.l’uomo fatto di corpo e anima è culmine della creazione. Tnetopsichismo: eresia secondo la quale quando si muore. anima chi emigra da un corpo all’altro. La teologia condivide che si possa arrivare ad affermare con certezza che l’anima c’è. è un’unità di corpo e anima. e il suo motore. ovvero interviene una definizione del magistero. nella rivelazione ed è condivisa dalla tradizione. La dottrina della persistenza dell’anima: reincarnazione. non conosce la morte. quando dagli ominidi si è passati all’uomo sapiens sapiens.bisogna stare attenti perché non essendoci l’ombra agisce il demonio. da tutti. della psicologia. . essendo immateriale non si decompone.In fine vi è una verità di dottrina cattolica. anche al di fuori della rivelazione biblica l’uomo a questo principio vitale che si chiama anima.L’uomo eccelle rispetto al resto della creazione. della filosofia. non è composta come il corpo che si decompone. quindi non possiamo accettare visioni secondo le quali la relazione tra l’uomo alle altre creature è simmetrica. questo soffio vitale e l’anima. Anche gli animali. e spirituale. quando moriamo ciò che viene a mancare l’anima e le che muove il corpo. della teologia. Non è così! . ma sono condivisi dalla tradizione. es. Ne deriva l’intuizione della permanenza dell’anima.L’uomo è composto di corpo ed anima razionale. è diverso dagli altri esseri creati. si chiamano così perché si riconosce che abbiano un’anima ma è un’anima diversa dalla nostra. Enunciazione di fede divina e cattolica cioè si trova nella scrittura. . si tratta di una dottrina non cristiana. In fine si parla di Enunciati di dottrina cattolica: non sanciti dal magistero. Quando un enunciato è detto di fede divina e cattolica è fondato sulla tradizione e sulla divina rivelazione. Enunciato di fede definita dal magistero. .L’anima razionale dell’uomo è immortale. Quando si dice che è di fede definita significa che è sancito solidamente dal magistero. C’è l’anima mistica. muore anche l’anima. sia l’immacolata concezione che l’assunzione di Maria prima che diventassero dei dogmi erano condivisi sia dalla tradizione orientale che occidentale. l’anima è una realtà interdisciplinare. il magistero ha definito che è cosi. c’è l’anima della poesia. Enunciato di fede definita perché il magistero è intervenuto al riguardo diverse volte nel chiarire ciò. Anima secondo la teologia. Ad esempio: la verginità di Maria appartiene alla rivelazione ma anche il magistero si è impegnato con una definizione riguardo. Elenco e classificazione degli Enunciati sull’anima: . questa .L’anima è creata direttamente da Dio al concepimento. è il vertice del cosmo. Conseguenze: . la forza che ci muove. questa è un’esperienza universale.

vi darò un cuore di carne” deve essere un cuore ricco di umanità. Due verità: 1. L’anima è creata da Dio. seguire Dio non per il contraccambio che si desidera avere ma perché Dio e Dio. Il cuore di Cristo com’era? Gesù Cristo dà di sé una definizione: guardate a me che sono mite e umile di cuore. ma è anche la sede della consapevolezza. la si trova non nella corporeità che è in comune con le altre creature. della volontà. Cuore ardente: “non ci ardeva il cuore in petto mentre ci spiegava il Vangelo?” . il cuore umano deve guardare al cuore di Cristo. di essere creature che ricevono tutto da Dio e che troviamo noi stessi nella riconoscenza di ciò che riceviamo nei confronti di Dio. ciò che ci distingue dalle altre creature è l’anima. essendo solo nell’uomo. La mitezza è la prima caratteristica: essa significa rifiuto di ogni tipo di violenza nella relazione con Dio. Lettera della congregazione della dottrina della fede del 1979: l’anima è l’intuizione che non siamo solo materia. Il cuore del cristiano deve essere misericordioso “toglierò da voi un cuore di pietra. Ognuno alla sua anima. Se il peccato di Lucifero è stata la superbia. Ma si potrebbe definire in altri modi come ad esempio spirito. L’anima non è procreato dai genitori. Esso è un ambiguo intreccio di bene e male. della sua autocoscienza. ciò che rende l’uomo unico e originale è l’anima razionale. il perdono. della conoscenza. L’umiltà fa di Maria la più alta delle creature: magnificat. non c’è una forza che ci rende vivi. Dio non vuole sacrifici né spargimenti di sangue.- - soglia umana è stata superata perché Dio ha creato un’anima razionale alla coppia di progenitori. questo è un errore. Dio guarda il cuore. a motivo dell’uso plurisecolare del termine anima non può essere sostituito. significa riconoscere di essere di terra. con la misericordia. l’uomo l’apparenza. Il cuore di Cristo e quindi mite e umile. è il suo io. questo è il cuore biblico. il centro della persona. ciò che vince la superbia è l’umiltà. questo ha fatto fare un balzo all’evoluzione dell’uomo. Gesù risponde la violenza che subisce con la non violenza. L’anima individuale e immortale. L’io dell’uomo. esso è ciò che è nell’interno dell’uomo. cuore? Sì! Ma la congregazione afferma che ciò che non può sostituire l’uso della parola anima che fa parte del linguaggio teologico della chiesa. corpo e anima sono unici. Il cuore del cristiano deve essere puro: “Beati i puri di cuore” deve trattare gli altri non come un mezzo ma come un fine. l’immagine di Dio nell’uomo. anche se ci sono altre possibilità per dire ciò. Cuore: se l’anima è la forza vitale il cuore e sede delle emozioni. erroneo pensare a un’anima mundi ovvero a un’anima universale che si riversa nell’individuo come nel caso dell’induismo. anche quando tutto ci va contro. e non è preesistente al concepimento. con essi spezza le catene della violenza. questa è l’anima. L’umiltà è la principale virtù. Gesù toglie la violenza nella nostra relazione con Dio e nelle relazioni tra di noi. i genitori sono genitori della nostra corporeità. del pensiero. Il traducianesimo affermava che l’anima era trasmessa anche dai genitori. la durezza di cuore. Agostino afferma che pertanto non è in ciò che l’uomo condivide con le altre creature ma in ciò che è specifico dell’uomo: l’anima è colei che ha l’imago trinitatis. Il cuore del cristiano quindi deve essere diverso da quello dei farisei ai quali Gesù imputava la sclerocardia. l’anima razionale è immortale è la specificità dell’uomo rispetto alle altre creature 2. è ciò che riguarda Dio.

tranne nel matrimonio. Sant’Agostino: ognuno è il suo amore. Tutto è incentrato sulla relazione: Dio è relazione. Do un potere all’amato riconoscendo il bisogno dell’altro. Io guardo lui e lui guarda me: trovare riconoscimento. L’importanza della relazione: nella riscoperta della centralità del mistero trinitario operato dalla teologia nella seconda metà del XX secolo (CV II) c’è la riscoperta della teologia dal punto di vista della relazionalità.2015 Aspetto positivo nella vita nuova nella grazia→ la redenzione delle relazioni. tanto più Dio entra dentro di me.Cuore vigilante: cuore che ha dei sensi nella prospettiva cristiana (preghiera compieta: il cuore riposi nella pace…) Nei testi biblici prima di tutto il cuore ascolta: es. lo stupore dell’amore che viene incontro a noi. Gesù è entrato nelle relazioni. Relazione di genere. Quello del cristiano è un cuore orientato che ha fede. Nasce Origene secondo il quale ai cinque sensi corrispondono cinque sensi spirituali (olfatto-olfatto spirituale. che medita. quindi è con il cuore che si ascolta. è molto sviluppata da San Bonaventura. l’amore. ci sono dimenticanze che sono mancanze di memoria e altre che sono mancanze di amore. Quando dico qualcuno ti amo affermo che non basto a me stesso. Ancora nella scrittura il cuore vede: ci sono ciechi che non vedono con gli occhi del corpo il signore ma lo riconoscono con gli occhi del cuore. ognuno quindi deve trovare la sua via personale all’amore. La dottrina dei sensi spirituali: cuore come organo di conoscenza per la dottrina cristiana. Inter: dove c’è comunione interpersonale Dio è presente (dove due o tre sono uniti nel mio nome la sarò io). la grazia.). esso ha al suo interno la parola cuore Ri Cor dare. I meccanismi dell’amore. Gaudium et spes 24: quando nella realtà umana vi è una relazione basata sulla comunione. Le ore critiche dell’uomo sono vissute nella solitudine: la nascita. Lina abitazione trinitaria). Cosa segna l’inizio dell’amore: lo stupore è la prima emozione del cammino dell’amore. Il dramma di narciso e . La relazione con Dio è una relazione di tipo intra (è dentro il soggetto che si realizza questa presenza. nelle relazioni sociali. l’altra persona ha anche lei un’inclinazione verso di me. se tu da solo che se questa esperienza. ella custodiva le cose che accadevano nel suo cuore. tatto-tatto spirituale etc. quando si dice il maligno ruba dal cuore il seme della parola proclamata. Ciò che ci rende unici è l’amore di cui siamo capaci. Von Baldasar. sulla giustizia e carità. L’amore ci fa diventare noi stessi. Dio abita nell’uomo) soggettivo (La Grazia. Il cuore ricorda. 10. mi stupisco che una persona così bella manifesti amore verso di me.02. Si tratta di una dottrina comune ma non valorizzata. Più mi allargo ad accogliere Dio. la morte. parabola del seminatore. e studiata nella contemporaneità Ranner. Il cuore di Maria sotto questo aspetto è un cuore che ricorda. vi è una (aliqa simulitudo) certa somiglianza con la comunione che regna nella trinità. prima di tutto perché l’altro esiste “com’è possibile che esista una persona così bella”. L’amante deve compiere un gesto di umiltà ovvero riconoscere la propria povertà. Non abbiamo bisogno di amare di essere amati. il paradiso sono relazione. che senza di lui sono più povero. quindi l’immagine della trinità è nelle relazioni vissute nella comunione. e venuto a fare del mondo uno spazio “vere fraternitatis” (CVII). è entrato nell’amicizia.

Aspetti specifici dell’amore: . dell’altro e dell’ambiente. L’amante scopre che diventerà se stesso solo attraverso la persona amata. quando sarà con lei. per sempre. di trasformare la realtà in cui si entra. A Pentecoste la forza più grande entra nella storia. l’amore mi stabilisce nell’essere. Senza questa relazione d’amore io non sarò mai me stesso. L’amore porta al desiderio del miglioramento del mondo che è la casa della persona amata. scoprire che la via per affermare me stesso passa attraverso la persona amata. L’amore spinge alla trasformazione al miglioramento. attraverso l’amore ho avuto la percezione dell’eternità che entra nel tempo grazie all’amore. con il tempo. l’amore e una luce che ci aiuta a capire come stanno realmente le cose. come fa l’altro a capire ciò? La prima . L’amore mi fa tirare fuori la parte migliore di me. non posso accettare che sia un immondezzaio perché voglio che sia un mondo bello e mi impegno perché ciò avvenga. voglio essere il meglio per colui che amo. L’assolutezza dell’amore. Chi ama si umilia perché dalla persona amata un potere verso di lui. La relazione con te mi farà realmente nascere.forza . Da qui scatta una nuova nascita. Mantenere e promuovere l’altro nell’essere. per sempre solo tu per l’eternità. inoltre l’amore mi perfeziona nell’essere. È un’esperienza quindi di nascita. Quando scopro l’amore. ma ha a che fare anche a che fare con la conoscenza. L’amore ha quindi a che fare con lo spazio. ti porta nel punto di vista dell’altro. se non entra in relazione con l’amato non conoscerò me stesso e non sviluppa però le mie potenzialità. Quindi l’amore a che fare con l’eternità. l’esclusività. anche se è una forza vulnerabile.ferita . E nella relazione d’amore che entro nella conoscenza di me. l’amore ha una sua geografia che rende i luoghi sacri. L’amore ha a che fare con lo spazio. L’amore a che fare con la conoscenza. nasco in modo autentico. la differenza tra kronos e kairos è questa. poi si torna alla routine. l’amore va coltivato perché una realtà fragile. Innamorarsi. Voglio diventare il miglior me stesso per la persona amata. L’amore dunque ha a che fare con l’essere. questa energia di trasformazione che si scaturisce verso l’amante ricade anche su se stesso ad esempio ci si mette a dieta. Cosa mi fa capire che l’amore ha segnato in quell’istante la mia vita? La percezione dell’eternità. alla cura di sé. Bonaventura: solo se ami qualcosa la conosci realmente.guarigione L’amore alla caratteristica di diffondersi attorno a sé. l’amore si pone come un assoluto. Forza di trasformazione che si esprime attraverso la cura dell’amato (amore di benevolenza) quando uno vuole bene una persona desidera fare qualcosa di bello per la persona che ama. La cura: impegnarsi a promuovere l’altro. l’amore ci fa nascere una seconda volta. nel secondo c’è qualcosa di supplementare ovvero Dio oppure la persona amata. di introduzione nell’essere. perché è l’amore che conosce ciò che c’è veramente nell’altro.non accettare di non bastare a se stesso. Amore significa impegnarsi nella cura dell’altro e sentirsi responsabili dell’altro. accompagnare l’altro diventare se stesso. nel primo le cose si succedono abitudinariamente. In quel momento quando mi sono visto guardato è stato l’attimo in cui l’eternità è entrata nel tempo è diventato un kairos. perché certi posti diventano sacri quando in essi è accaduto qualcosa come ad esempio il luogo del primo incontro. è la forza più grande che esista. L’amore ha bisogno di espressione se non lo comunichi. ciò che dicono gli innamorati è che il loro amore durerà un’eternità.espressione .

Perciò l’amore ha bisogno di redenzione. ricorda. Dietro il tono c’è il dire all’altro che io mi ricordo di te. l’amore deve essere coltivato. L’amore idealizza terra annullare la differenza. Il comandamento della nuova alleanza è: amerai il Signore tuo dio con tutte le tue forze e il prossimo tuo come te stesso. un quadro. ad extra. il segno della gioia del cammino verso la persona amata. Le ombre dell’amore sono: la trascuratezza. Il dono: è il registro specifico dell’amore ad esempio una carezza. L’amore può essere disordinato. Tutto ciò che è dell’amato è dell’amante e viceversa. di superare la differenza che c’è tra me e te e di diventare una cosa sola. l’amore anche un’estasi. uscire da me. l’amore umano è fragile è caduto nel peccato. Gli altri aspetti: la dimensione della fragilità dell’amore. ma l’altro nello stesso tempo ha un potere su di me perché mi serve per arrivare un fine. Un giorno ti sveglierai… L’amore può cadere in un rapporto inautentico quando l’altro diventa un mezzo per un fine. desiderio di essere una cosa sola. L’amore ha una sua ombra nell’idealizzazione ad esempio la ragazza di cui mi sono innamorato non è così bella come la vedo io. Come redime Gesù l’amore? L’amore è uno anche se a varie manifestazioni. ed esorcizzo la distanza che c’è tra me e te attraverso il dono. La paura si insinua nella gelosia. è sempre nel dono che avviene l’espressione dell’amore. Oltre che un’estasi. cosa posso darti di più prezioso dell’amore. per l’altro io non sono il più importante che ci sia. Questo amore inautentico può portare a delle malattie che portano l’amore a morire: Gelosia: l’altro non mi dall’importanza che io do lui. L’amore quindi chiede di essere espresso prima di tutto attraverso il corpo. Io mi servo dell’altro per arrivare ad altro. L’amore deluso impazzisce. Dio è amore in se stesso. quando sono innamorato non penso prima di tutto a me ma all’altro. di essere salvato e qui entra il dono di Gesù. Il corpo però non basta. la poesia utilizzata per narrare l’amore. Eros: amore di compiacenza (com’è bella la persona che amo). l’abbraccio. esso rappresenta il mio stesso amore. ha creato per amore. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate come io ho amato voi. Il dono rappresenta la mia parte più profonda e più autentica. Dono ciò che inoltre dà soddisfazione all’altro.forma di espressione è quella che passa attraverso il corpo. una canzone. L’amore trasforma l’amante nell’amato. Dono ciò che mi sembra bello e aumenta la bellezza dell’amato ad esempio un anello. mi hai fatto nascere e ora mi fai morire… Io ti distruggo”. eros non controllato. altro non dicono se non il desiderio di essere uno dentro l’altro. L’espressione fisica è indispensabile come ad esempio i gesti della corporeità: il bacio. è stato intaccato da esso perciò ha bisogno di redenzione. può portare alla perdita di ordine nella persona. ha dato il figlio per amore è il culmine della storia della salvezza è nel dono dell’amore che c’è tra il padre e il figlio. Questo è il nucleo dell’esistenza cristiana. esso rende visibile l’amore invisibile. l’inesprimibile dell’amore ha bisogno di registri diversi per esprimere ciò che il corpo non può esprimere. l’amore è sintesi. all’amato e nel donare non perdo ciò che dono. l’accarezza. colmare il divario. è l’abitare nell’altro. L’amore si inventa quindi una persona amata che non è quella che c’è. Inoltre dono ciò che mi rende presente. lo converte. ma si predispone così a una delusione perché non è giusto pretendere che l’altro sia diverso. se non è coltivato può anche morire. quale modo migliore sapere che qualcosa che ho di bello è presente presso la persona che amo. agape: amore . Il dono è segno che il mio amore è prima di tutto una kenosi. la delusione porta a disinnamorarsi a distruggere l’amato “tu mi avevi dato la possibilità di scoprirmi degno di amare e ora me la toglie. abitano la persona che amo è quindi un’estasi che spinge al cammino per incontrare l’altro dove andare ad abitare e mi fa apprezzare l’attesa. che arricchisce. perciò l’amore deve ricorrere ad un altro mezzo di comunicazione per dire l’eccedenza: l’arte ad esempio di canto una canzone.

Deus caritas est: eros e agape → recupera la dignità teologica dell’eros accanto all’agape. perché al tempo di Gesù. l’offerta del perdono. 3. . Nell’incarnazione Gesù fa tante cose per eros: “io ho scelto voi. 54. si può donare solo se si è ricevuto. Così si incarica di adempiere lui quell’aspettativa che carichiamo sulle spalle degli altri: renderci felici. perciò ti perdono. E poi Gesù aveva un eros un attrazione. C’è un eros nella storia della salvezza. 2Gv 11.32.5. per quanto ha fatto. Oggi vi sono delle nuove problematiche. Come può una creatura come te renderti felice? È Gesù che si incarica di renderti felice.4.1-12. è lui che ama per primo. In cosa consiste questa redenzione: . i bambini. Gesù offre all’amore la possibilità di durare “Gesù li amò fino alla fine” amare come Gesù ci ha mostrato far sì che l’amore non si ammali. Sia perché io vi ho amati. e qui entra la logica pasquale che è lo strumento della logica dell’amore. aveva un eros nelle relazioni con i suoi amici: Maria. L’amore di Gesù espresso nella logica pasquale è gratuito. ed essa deve essere sostenuta dall’eros. 6. 12. La relazione uomo – donna: importante è l’aspetto catalogico che sarebbe il contrario dell’analogia secondo il quale da ciò che vediamo arriviamo a Dio per analogia. anche in Gesù c’è questo spazio per l’eros. che non muoia.19-20. per dire amore ma agape. . Amatevi come io vi ho amato.Gesù fa di se stesso modello e causa dell’amore. se uno non mi ama più di quanto ama il padre. Es 20. platonico. Is 62.4-15. Ef 5.2015 Gn 1. la madre eccetera non può essere mio discepolo. accettando l’altro così come. Secondo tale aspetto da ciò che Dio ha manifestato di sé noi giudichiamo l’esperienza umana. deriva un giudizio su come viene esercitata la paternità degli uomini. Marta. non è normale che l’uomo e la donna vadano d’accordo la stessa cosa vale dirsi per i fratelli.2.5. cioè il non permettere al male ricevuto di interrompere la relazione. c’erano due significati del termine eros: 1) elevato.4-25. per evitare equivoci.16. Gesù dona all’amore la possibilità di durare. Eros ed agape vanno insieme. libertà rispetto al contraccambio.1-2.29-30. solo lui può fare ciò. compiacimento di Dio verso la creazione che si compiace per essa. Ap 21-22. la misericordia significa: io non posso vivere sapendoti mio nemico. Oggi la relazione uomo-donna certamente più problematica a causa ad . Mc 2. 2. e deve essere salvato dall’agape. Questa caratteristica è la misericordia. Nel nuovo testamento non c’è la parola eros. una gioia di stare insieme ai poveri.5. nella relazione con Israele (alleanza) io ti ho scelto perché ho voluto sceglierti è un ero. Ciò ha una forza trinitaria ed eucaristica. caratterizzato dalla libertà dei figli. i sofferenti. ma da sempre l’uomo alla donna litigano. Gesù si fa modello a causa dell’amore. ciò ci raggiunge attraverso l’eucaristia. sia nel modo in cui io vi ho amati. Ad esempio riguardo la paternità: dal modo in cui Dio padre esercita la paternità. visto che c’era la prostituzione sacra il nuovo testamento usa solo la parola agape però anche l’eros appartiene al mistero di Gesù (vedi cantico dei cantici.Gesù pretende il primo posto da parte di tutti. non voi avete scelto me”.02. Os 2. e se li ha scelti i 12 con un affetto di predilezione. 3. 2) erotico come pornografico. si può amare solo se si è stati amati. Lazzaro. da questo si passa all’amore umano. 17. Le relazioni d’amore nelle sue varie forme. Gv 2.di beneficenza (voglio fare qualcosa per te). il modo dove l’amore si conforma Cristo e riceve la forza di durare è l’eucaristia.

esempio del femminismo che non è la semplice rivendicazione del ruolo paritario della donna nella società. Questa bipolarità è portatrice dell’immagine di Dio. Non avevano bisogno di un vestito perché il sesso non era un fattore di conflitto. Is 62. ciò che non va bene è proprio ciò. è l’eresia dei nostri tempi. ciò è un fatto culturale. ma la relazione è costitutiva. Rivendicazione della giustizia che sfocia nell’antagonismo. l’immagine dello sposo e della sposa è valorizzata dal NT non solo in questi due archetipi . L’uomo alla donna non sono diversi per punizione.16. La coppia nel progetto di Dio: 1. La femminilità diMaria figlia di Sion. il riconoscimento degli stessi diritti non deve sfociare nella competizione.donna per dire il rapporto tra Dio e l’uomo. Dio interviene per recuperare la coppia e portarla alla sua dignità originaria. Es. ma è l’antagonismo. ognuno decide a quale genere appartenere. Ciò s’innesta nel rapporto uomo donna. ad una vita nella quale la relazione ha una sua funzione costitutiva. con l’umanità. quando non funziona il rapporto uomo donna è più difficile arrivare Dio. anche la relazione uomo donna viene corrotta e viceversa. coppie di animali vengono portate in salvo e c’è tutta la famiglia di Noè che deve essere preservata. Altro problema è rappresentato dal gender. Anche quando la relazione è patologica è sempre ad essa che ci si rifà per dire la relazione tra l’uomo e Dio per es: quando Israele è considerato come una prostituta in Osea o come quando Dio si presenta come uno sposo geloso. l’aiuto che Eva deve dare ad Adamo e l’aiuto a non spendere la vita nella solitudine. c’è la spinta al dominio. Nel nuovo testamento abbiamo due modelli della mascolinità e femminilità: 1. che prende su di se la mascolinità dell’AT fino a diventare il servo del Signore 2.5: “come un giovane sposa una vergine così… come gioisce lo sposo per la sposa così il Signore gioirà per te”. C’è qualcosa in cui l’uomo è simile a Dio e Dio è simile all’uomo genesi 3. Gesù si presenta come lo . al di là di quella che la nostra conformazione del nostro corpo. Cantico dei cantici è la dimostrazione che l’esperienza umana dell’uomo e della donna è l’esperienza più adatta per dire la relazione uomo Dio. la sessualità dice la relazione che Dio vuole stabilire con il suo popolo. Sesso considerato come dato culturale e non come progetto di Dio. ad una compagnia. ma questo recupero della coppia continua in tutta la storia della salvezza vetero testamentaria.19-20: possano gli invitati a nozze digiunare finché lo sposo è con loro? Quando lo sposo sarà tolto allora digiuneranno (giorni della passione). Soprattutto però oltre che fattore costitutivo e non punizione. 2. la gelosia è una forma di patologia. che racchiude in sé il maschile e femminile. 3. Es. ancora ad Abramo e alla sua discendenza è promessa l’amicizia con Dio. Nel primo racconto della creazione la bipolarità maschile-femminile fa parte del disegno di Dio: maschio e femmina li creò. Si passa dalla solitudine originaria dell’uomo. nonostante il dramma vissuto nella genesi. l’antico testamento insiste sul simbolo nuziale uomo . non piò esserci una discendenza senza una relazione di coppia di fatti in Isacco si perpetua l’alleanza siglata con Abramo. Mc 2. La coppia subisce la corruzione che deriva dal peccato dei suoi progenitori. non innestava una relazione conflittuale. Gesù di Nazaret. Quando l’uomo inizia a considerare Dio nemico. è sempre questa metafora dello sposo e della sposa a cui la scrittura fa riferimento. Pensiamo al giusto Noè. non creava tensione.

Cristo ha amato la Chiesa come uno sposo ama la sposa. Ancora Giovanni battista si presenta come l’amico dello sposo. quindi non basta il rispetto esteriore. chiedono a Gesù la legittimità del divorzio ed egli risponde Mosé aveva concesso ma all’origine non era così. così l’amicizia tra schiavo e libero. quindi vi è una umanità sposa. Si mette al mondo un figlio. È una radicalizzazione del rispetto tra l’uomo e la donna. Gesù riporta la coppia al disegno originario del creatore. L’approccio catalogico. Paolo non ha comandato subito l’abolizione della schiavitù. Come Gesù redimere questa relazione d’amore tra l’uomo e la donna.29-32: viene provocato dai sadducei.32: questo mistero è grande. Così per quanto riguarda il conflitto tra uomo e donna. come l’amicizia tra giudei e pagani. è la relazione dei coniugi che deve essere letta alla luce dell’ amore che Cristo ha avuto per la Chiesa.sposo grazie al quale bisogna far festa. Dal dato rivelato all’esperienza umana. ovvero la differenza non si traduce più in conflitto. Anche nell’apocalisse ricorre l’immagine nuziale: il banchetto delle nozze dell’agnello e la Gerusalemme celeste adorna come una sposa pronta per lo sposo. Nel mettere al mondo un figlio c’è l’angoscia per la morte. è lui la . lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa. Gesù riporta il rapporto uomo donna al progetto originario Mt 19. con il battesimo ci siamo rivestiti di Cristo. ma non scompare. nessuna differenza può essere usata per discriminarli. Viene ristabilita l’uguaglianza della dignità tra i sessi e da Cristo viene offerta la possibilità dell’amicizia tra i sessi. Perciò sofferenza più grande per una persona è la perdita di un figlio. ma in questo testo vi è la radice dell’approccio catalogico. ma le premesse dell’insegnamento del vangelo hanno portato lentamente alla sua eliminazione. L’amore con cui Cristo ama la chiesa è il paradigma di come l’uomo ama la donna. la differenza che prima senza Cristo sfigurava la relazione. presentali come vergine casta a Cristo. Gesù radicalizza il rapporto uomo donna. Gesù la redimere dal peso della morte Mt 22. Oltre redimere la coppia dal peso del peccato. chi c’è prima Cristo o Adamo? Cristo! Allora chi c’è prima Cristo e la Chiesa o Adamo ed Eva? Cristo e la Chiesa! Prima ancora che di Adamo e di Eva nella mente di Dio vi era il progetto legato al Cristo e alla Chiesa. ma fondamentale è Ef 5. oltre che per amore. Questa immagine è valorizzata in Gv Nelle nozze di Cana. chi guarda una donna per desiderarla ha commesso adulterio nel suo cuore.3-9. ancora una volta Cristo è visto come lo sposo e l’umanità redenta raccolta nella Chiesa è la sposa. Il Vangelo è una forza che permette che la differenza non degeneri in conflitto ma permette l’amicizia. Gesù redimere la coppia dal peso della morte perché è Gesù il nostro futuro. poi puoi fissarlo su ogni uomo donna e lo sguardo rimarrà sempre quello di Cristo. dove vi è questa immagine nuziale sulla sfondo di Gesù di Nazaret e Maria. La differenza non impedisce la comunione. grazie Cristo può essere superata perché tutti vivono la vita nuova in Cristo. quindi non c’è più distinzione uomo donna in termini di sopraffazione. quindi il rispetto verso la donna deve iniziare dal cuore. io posso superare la morte. Gesù radicalizza il progetto originario di rispetto dell’uomo verso la donna e viceversa. visitata da Cristo sposo.32. il cui atteggiamento si tramuta nello sguardo. ma già in 2 Corinzi 11. Alla risurrezione non si prende né moglie né marito ma si è come angeli nel cielo. Boneffer: se tu prima fissi il tuo sguardo su Cristo.2 Paolo scrive dicendo che egli vuole presentare la comunità di Corinto come promessa a un unico sposo. Gesù redimere la coppia dal peso del peccato. Gesù riporta la coppia al progetto originario. per sopravvivere alla propria morte. Più importante di tutti è il testo Ef 5. Quindi non è tanto quindi alla luce dell’amore tra l’uomo e la donna che bisogna leggere la relazione tra Cristo e la chiesa ma il contrario. il cuore deve essere rispettoso verso la donna. la nascita di un figlio permette il superamento della morte.

La terza persona della trinità non è né maschio né femmina. paraclito maschile. 1. Ciò significa che Dio non è né maschio né femmina però che la ricchezza della differenza sessuale ha origine in Dio. la sua umanità che non sparisce. l’umanità del verbo è resta per l’eternità un’umanità maschile. Questa della conferma della differenza maschile e femminile che permane nella risurrezione della carne è confermato da una lettera della Congregazione della la dottrina della fede del 2004 che afferma come il vangelo permette di superare questo conflitto. 8: l’uomo è sopra ogni cosa una persona. pneuma è neutro. in ciò che faccio ad esempio c’è l’impronta di un maschio. Se la realtà dei sessi serve per balbettare Dio. Maschile femminile in una lettura teologica e antropologica. Questa coppia di asserti caratterizza la sessualità dal punto di vista dell’antropologia teologica. Questa relazioni non verranno annullate ma trasfigurate. ma ricorrono delle espressioni maschili e femminili. la sessualità appartiene al progetto di Dio sull’uomo dall’inizio alla fine e rimarrà nell’eternità. L’ascensione di Cristo che vive in Dio con tutta la sua carne. ma nello stesso tempo Dio giudica la relazione tra i sessi quanto nella relazione tra i sessi è snaturato a causa del peccato Dio aiuta a redimerlo. è lui la nostra vita eterna. Dunque si è come angeli e non si prende più moglie e marito. Maria viene assunta in cielo con tutta la sua umanità femminile. anche quando usiamo il linguaggio del maschile e del femminile sui Dio è un balbettare qualcosa. l’analogia è sempre insufficiente. 2. quindi termini sia neutri che maschili e femminili vengono usati per dire la sua azione. perché Dio non è né maschio né femmina. ciò non significa che spariranno le nostre differenze sessuali ne abbiamo le prove nelle verità di fede rivelate. la capacità della cura.nostra vita eterna. Il maschile femminile ci aiutano a parlare di Dio che è oltre ogni nostro tipo di affermazione. GPII Mulieris Dignitatem 7. infatti: 1. significa che come gli angeli non hanno bisogno di riprodursi perché la loro vita è Dio così anche gli uomini vivranno grazie alla vita in Dio che è in loro. indipendentemente dal sesso. Il maschile femminile caratterizzano ogni espressione della persona umana perciò non sono da considerarsi un’optional. I consacrati sulla terra sono una visibilità di ciò che saranno tutti gli uomini le donne trasfigurati. Prima di tutto esiste la persona. Non ci sarà più bisogno di prendere moglie e marito perché non avremo bisogno di assicurarci la vita con i figli. Se la sessualità serve per la generazione. Comunque nella storia si sono verificate delle stranezze come la devozione a Gesù madre del medioevo per sottolineare il lato materno. La nostra connotazione sessuata quindi resterà. Essa chiarisce che il maschile e femminile sono rivelati come appartenenti ontologicamente alla creazione e quindi a permanere in modo trasfigurato. ma per capire cos’è il maschile il femminile dobbiamo fare . ruà è femminile. Io non sopravviverò a me stesso grazie al figlio messo al mondo perché il mio futuro è il Risorto. Da un altro punto di vista questo brano è importante perché il riferimento agli angeli è stato interpretato come scomparsa delle differenze sessuali nell’eternità. tutti dotati di anima immortale nella quale Dio ha reso la sua immagine e somiglianza. idem per la sua connotazione sessuale. a che serve la sessualità? (Gregorio di Nissa) Questa interpretazione va respinta. ma una ricchezza del disegno di Dio. 2. Per quanto riguarda la seconda persona della trinità. Il maschile e il femminile danno un imprinting a ogni espressione dell’uomo. visto che questa nell’eternità non ci sarà più.

io scelgo te come mio futuro. 7 afferma quanto segue: nella relazione uomo donna vi è l’origine e la somiglianza di Dio. La generatività. percepisce il figlio altro da sé. La terza parola che pronuncia l’amore umano è la parola casa: il mondo sarà la nostra casa e noi vogliamo migliorare la casa nella quale abitiamo. La famiglia. quando il figlio non è in grado di gestire il mondo circostante. l’apertura con te voglio rimanere andare avanti.02. Uscire per andare incontro al tu: solo tu 2. Il padre ha il compito di far sentire il figlio capace. una accanto all’altra. come Gesù entra nel mistero della famiglia e come anche la famiglia all’interno del progetto di Dio possa essere letta come un vestigium trinitatis. io arrivo a me stesso solo attraverso tre. questo futuro si chiama figlio. uno per l’altro e uno nell’altro. E che l’amore deve traboccare nel noi. nella comunione tra uomo e donna vi è una certa somiglianza della comunione trinitario. così l’uomo e la donna sono chiamati ad essere uno accanto all’altro. all’unione tra uomo e donna. Quindi la relazione uomo donna è un vestigium trinitatis immagine e somiglianza di Dio.2015 Il Mistero della famiglia Il padre e la madre: . tu per sempre 3. non viene dal suo grembo. Nell’amore uomo donna vi sono tre passi che alludono al mistero trinitario: l’amore uomo donna dice: tu. il legame assoluto dell’amore trinitario: tu per sempre. per l’altra. Catechismo della Chiesa cattolica 2331: nella relazione tra uomo donna vi è qualcosa che ha a che fare con la trinità. Articolata nel seguente modo: Il padre e la madre e il figlio nei confronti di essi. che alla funzione di far sentire il figlio protetto.Il padre. il dono dello spirito santo. GPII Mulieris dignitatem 8: mostra l’analogia tra la generazione umana e la generazione il mistero della generazione divina: sottolineando che non vi è solo la somiglianza dell’uomo con Dio ma anche di Dio con l’uomo. Il tempo della madre è l’infanzia.riferimento al mistero Dio: la relazione uomo-donna deve essere letta alla luce del mistero trinitario: approccio catalogico. il figlio nasce come una parte della madre anche se nel concepimento c’è il contributo del padre. orientata al figlio. . Dall’infanzia. Questo amore oltre a unire l’amante e l’amato viene riversato al di la dell’amante e dell’amato. noi dobbiamo essere insieme il nostro futuro.La madre. Tu sei fatto per me e io sono fatto per te. Andare avanti: il futuro. la fecondità dell’amore tra uomo e donna. Il figlio percepito come parte di essa. 1. la madre passa il figlio al padre il cui tempo . con te oltre noi stessi Questo ci fa venire in mente il dialogo tra il padre il figlio. La comunione trinitaria fa da modello al matrimonio. Queste caratteristiche dell’amore umano sono un riflesso della trinità nell’amore umano. La seconda figura della relazione sarà la famiglia. dove le tre persone sono una nell’altra. Giovanni Paolo II nella Mulieris nr. 24. la donazione: io sono fatto per temi dono a te. io mi dono a te come tuo futuro.

il padre alla funzione di introdurre il figlio nella vita.- è l’adolescenza. si parla direttamente. Deve fargli prendere atto che è limitato e allo stesso tempo fargli riconoscere il suo valore. si pensi alla fuga in egitto. E una famiglia con le sue dinamiche. non come chiusura all’altro ma come mediazione. il tempo in cui il figlio scopre la sua identità. che affronta i conflitti inevitabili. che spettava agli schiavi. Il figlio dovrebbe vivere nella fiducia. fidandosi di chi è il compito di custodirlo e introdurlo nella vita. esisto perché un amore mi ha preceduto. Gesù rispose: mio compito e adempiere alla mia missione. il che significa che li ascolterai e riconoscerai che parlano per il tuo bene e prenderai le tue decisioni rispettando il ruolo che si hanno nella tua esistenza. anche nei momenti di tribolazione e di tentazione che sono stati tantissimi. silenzio non vuoto ma come aggregazione. Giuseppe il custode di Gesù e lo sposo di Maria. Maria parla poco. lo introduce nella vita e lo accompagna a divenire padre. il padre lo fa sentire capace. Nel silenzio di Nazaret cresce la parola. ma lo si risolve con la parola. come ascolto: fare spazio all’altro attraverso la parola e l’ospitalità. Un comandamento esplicito: onora tuo padre e tua madre. Gesù è il figlio del carpentiere. Maria rappresenta tutto ciò. non avevano denaro per comprare un capo di bestiame più grande 2. la dignità del lavoro. . tutto il mistero di Nazaret è caratterizzato dal silenzio. Il padre la madre hanno senso in quanto esiste un figlio. ognuno si preoccupa di essere fedele alla sua vocazione. Il cristianesimo. esistere da figli significa riconoscere di avere la nostra origine al di fuori di noi stessi. Gesù aveva 12 anni e stava crescendo. parola che cambia la storia dell’umanità. Silenzio come preparazione. La povertà della famiglia di Nazaret emerge da: 1. per i greci era indegno sporcarsi le mani. Al principio vi è un amore. Il figlio accoglie con riconoscenza il dono che gli è stato fatto. perché sono elementi distinti. di accompagnarlo diventare se stesso. Maria deve essere la madre del messia e la sposa di Giuseppe e Gesù che oltre ad essere sottomesso a Giuseppe e a Maria deve occuparsi delle cose del padre suo. Il padre gli presenterà l’esistenza di regole. la riscoperta. Giuseppe non dice nulla l’uomo del silenzio. Oltre alla parola altra caratteristica di questa famiglia è il silenzio. Gesù prepara la madre al mistero della croce. presentando Dio come uno che lavora. Nel fare ciò il padre deve riconoscere il figlio nella libertà e nella responsabilità. Accoglienza della gratitudine del dono dell’esistenza. quando viene ciò il compito del padre termina. Maria è esempi di accoglienza. con la fede la parola e la mediazione del silenzio. Maria esempio di questa reliquia di mistero trinitario dell’essere per l’altro. scarsa disponibilità economica infatti quando viene presentato Gesù al tempio offrono due tortore. nell’obbedire i genitori. si pensa lo smarrimento di Gesù e al suo ritrovamento nel tempio quando Maria afferma: perché c’hai fatto questo? Richiamo alla responsabilità. tutti e tre obbediscono alla loro vocazione particolare. Quindi c’è il conflitto nella famiglia di Nazaret. il lavoro: Giuseppe è un carpentiere. la mamma è caratterizzata dalla martirio materno. La madre fa sentire il figlio protetto. Il figlio deve al padre la madre il riconoscimento di questo posto unico che hanno nella sua vita. La famiglia di Nazaret: è una famiglia in cui al primo posto c’è la fede. ogni madre a questa caratteristica. È una famiglia dove non mancano i conflitti. ovvero il perseverare dinanzi al male nella funzione di prendersi cura e proteggere. l’obbedienza Dio che si preoccupa di essere una famiglia che rientra nel dialogo di Dio.

Adamo ed Eva sono stati una coppia prima di essere padre e madre di Caino e Abele. la figura della famiglia come vestigium trinitatis è stata recuperata.31: chi fa la volontà di Dio costui è per me fratello. non sono un unità sostanziale ma solo numerica. madre e figlio non sono una cosa sola. Con Gesù nasce una famiglia nuova fondata sulla volontà di Dio. dei fratelli di Cristo. la madre dello spirito Santo. il modo di essere famiglia nasce con Gesù. e soprattutto Giuseppe deve trasmettere a Gesù i primi contatti con Dio. Giovanni Paolo II dice che tutto ciò è un’analogia. ma padre. prima che esistesse una famiglia.Di Giuseppe non ci viene detto nulla. Chi vuole essere discepolo deve mettere Gesù al primo posto. L’anima è una sostanza. Se l’uomo è immagine e somiglianza di Dio significa che l’uomo è in qualche cosa è simile Dio. Se io assomiglio a mio fratello possiamo dire che lui assomiglia a me. che ciò che l’uomo ha in comunione con gli altri esseri viventi. la corporeità non è immagine trinità aria. Il modello di ogni generazione è in Dio. ma l’anima immortale essa è immagine della trinità nell’uomo. Gesù ci insegna a diventare figli adottivi. ma l’uomo fin dall’inizio. prima ancora delle famiglia. gli deve la maschilià. per chiamare Dio Abbà l’ha imparato sicuramente da Giuseppe. S. per analogia non possiamo dire che lo spirito Santo è la sposa del padre e la madre del figlio. il padre. Giovanni Paolo II chiarisce il carattere unico della generazione intratrinitaria e il fatto che essa è il . 8 Giovanni Paolo II recupera il mistero dell’amore tra uomo e donna nella sua generatività come un qualcosa che rimanda alla trinità. Ciò che era l’assoluto per Gesù. In ebraico si parla di ruà. madre. Inoltre padre. aveva un’anima immortale. Dio non è né maschio né femmina. Famiglia: imago trinitatis Cosa rappresenta questa immagine della trinità nell’uomo? Non si può dire se non con Agostino. a Giuseppe deve il lavoro.28: chi rinuncia a tutto per Gesù ha nel tempo 100 volte tanto oltre che la vita eterna. la famiglia di Gesù. l’uomo era immagine di Dio per l’anima. L’uomo non è diventato immagine di Dio quando è diventato padre e madre. Non bisogna negare che nella patristica si recupera tra le possibili imago trinitatis anche la famiglia. e lui che ci insegna i sentimenti del figlio e che introduce i suoi fratelli nella relazione filiale. Ma non basta rifarci alla famiglia di Nazaret. Agostino afferma che lo spirito Santo non può essere raffigurato come la madre perché si dovrebbe dire che lo spirito Santo è la sposa del padre e la madre del figlio. che caratterizza l’umana famiglia per cui l’uomo è simile Dio. Gesù deve molto a lui. Dio è uno e trino. Ciò che è immagine di Dio nell’uomo deve essere solo dell’uomo. Quindi se affermiamo che l’uomo è simile a Dio. Mc 10. Però quest’immagine è reciproca. dice Agostino. A sua volta Gesù nei confronti di colui che gli fa da padre e di chi è madre si comporta con autonomia e obbedienza dopo il conflitto di Gerusalemme al tempio che si conclude con un Gesù che si fida di Maria e di Giuseppe. madre e figlio sono tre persone distinte e basta. una sostanza e tre persone. il figlio dal figlio. non è degno di me. Mulieri dignitate nr. con lui nasce l’autentica forma filiale. Senza scendere nei dettagli. Dio è raffigurato dal padre. sorella e madre. Ciò che rende l’uomo simile a Dio e viceversa è il mistero della generazione. Tutto è fondato sul Gesù figlio è fratello. Ma nella teologia post conciliare. diventa fondamento della nuova famiglia dei figli di Dio. di un padre e una madre esistevano l’uomo e la donna. si diventa ciò che siamo ricollocandoci su figure significative. la discendenza davidica. Agostino smantella la possibilità di vedere nella famiglia un analogia trinitaria. dove Gesù chiede il primo posto: chi viene a me e non rinuncia a padre. C’è qualcosa che rende l’uomo e Dio somiglianti tra loro. spirito Santo al femminile. anche Dio è simile a l’uomo. egli relativizza i rapporti con la sua famiglia d’origine perché costituisce una famiglia nuova Mc 3.

non solo nel mondo biblico ma anche al di fuori. tra Caino e Abele non vi è nessuna differenza. Don a lui le proprie parole di richiamo: dov’è tuo fratello? (Vedi di tenere sotto controllo l’aggressività che è in te). I sette fratelli maccabeii: i fratelli accettano il martirio e l’ultimo viene incoraggiato dalla madre. Usa questa immagine della coppia uomo-donna.modello assoluto di ogni generazione. invidia è accecamento. Nell’antico testamento vi sono altre figure di fratelli in competizione come Abramo e Lot. ammonisce Caino. quello di Abele accettato. Il salmo 122: com’è bello che fratelli vivere insieme. genitori e figli perché hanno bisogno l’uno dell’altro. dal non vedere ciò che ho. ancora una volta Caino viene fatto fuori nella relazione con Dio. Tutto nasce dalla paura di perdere la nostra unicità e dall’invidia. secondogenito eccetera ciò genera delle differenze che io non scelgo. la fraternità e difficile è mortale. infatti Caino non vede bene il fratello che gli ha rubato il posto ma non vede bene anche tutto ciò che egli ha da Dio. Samuele e Giacobbe. Forse il compito di Abele è di ricordare a Caino che anche lui è un soffio. Caino: perdita del posto unico. . ma gli parla per entrare nella verità. la fraternità esige un’ascesi. Dio consiglia. Il numero sette indica la pienezza della comunione fraterna. Ismaele e Isacco dove il conflitto si risolve andando ognuno per i fatti suoi. si veda la storia di Caino e Abele. sorge l’invidia che successivamente si trasforma in violenza. Quella di Caino e un’invidia che affonda le radici nel narcisismo. i 12 figli di Giacobbe. mi creo un posto mio visto che mio fratello insidia il mio posto. Caino è accecato dalla paura della perdita del posto e non si accorge quanto Dio gli ha donato. dove il conflitto si risolve distribuendosi i territori.la paura . i fratelli restano uniti perché la madre richiama il piccolo a guardare la creazione. Il rapporto tra fratelli si subisce infatti non è un rapporto facile. C’è un aggancio alla fede del Dio della creazione associato alla fede nel Dio della risurrezione. Ma i fratelli generalmente litigano. io subisco mio fratello e l’ordine in cui nasco: primo.la distinzione che diventa invidia . tutto è vanità”. essa è il risultato di un’ascesi. “Vanità delle vanità. in essi vediamo la caratteristica della passività. e anche Caino alla fine non è che un Abele. per prevenire il male e ciò non è poco. Anche dopo si prende cura di lui. io non sono più unico quindi forse non ci sarà posto per tutti. gli dà una veste e lo segna perché nessuno lo tocchi. Oltre a queste fraternità problematiche vi sono esempi di fraternità riuscite. il sacrificio di Caino viene respinto.l’incapacità di vedere ciò che si ha Alla fine con il diluvio universale la discendenza di Caino è fatta fuori. uno è agricoltore l’altro è allevatore. della famiglia. La fraternità in Gesù Ricorrenza del termine fratello sulle labbra di Gesù: vedi riferimenti precedenti. ciò crea una fraternità compatta. .Perdita della nostra unicità . la volontà dell’uomo e di creare una distinzione sulla base del lavoro. Dio si prende cura di lui. alla fine anche di lui non resta traccia. Uomo e donna si vogliono bene perché si piacciono. non vi è una scelta come nel rapporto uomo donna. di entrambi non resta traccia. ma Dio crea un’altra distinzione. la paura di perdere il proprio posto è nella rivalità che può diventare competizione. Abele significa soffio. è più facile che fratelli litighino. per riferirsi alla trinità. la fatica di una salita. è uno che vive come un soffio. La filialità e la fraternità La fraternità è un rapporto subito.

pertanto si espande il significato del termine fratello dalla condivisione dell’identità religiosa a quella della condizione umana.22-24. Fin qui non c’è nulla di nuovo rispetto all’uso ebraico. 1-3. Col: Gesù è detto primogenito di tutta la creazione e di quelli che risorgono dei morti.22: fratello è membro della comunità cristiana del nuovo popolo di Dio. sesso. però collegato alla fraternità. Ma si tratta di una figura importante per se. a prescindere dal fatto che vi siano stati altri figli. Il modo in cui Gesù interviene nella fraternità: Gesù interviene dove c’è la ferita. In Giovanni Gesù usa l’espressione Filos per riferirsi ai discepoli.1° senso: uso ebraico..17. questo termine nel nuovo testamento compare altre volte. “Questo tuo figlio ha sperperato il tuo patrimonio” al fratello maggiore non interessa il fratello ma il denaro.10: andate ad annunciare ai miei fratelli. della nuova famiglia dei figli di Dio fondata sulla ricerca della sua volontà. gli apostoli. quindi questo secondo modo di usare la parola fratello va riferito al discepolato.15-18. Ma fratello sulle labbra di Gesù ha un significato nuovo: fratello è colui che fa parte della famiglia di Gesù. Ef: si parla della nostra chiamata ad essere dei figli adottivi mediante Gesù Cristo. i 12 sono in conflitto.2015 Gv: Dio ha tanto amato il mondo da dare il figlio l’unigenito. inizia dove il lavoro e più urgente: Simone e Andrea. come un rabbì anche Gesù chiama i discepoli fratelli. Dal discepolato deriva questo uso. Gv 14. Mt 20. Ef 1.29 Eb 12. li chiama “amici”.3-12. Sembrerebbe dunque che scatti del figlio maggiore perfetto che non lo ama e lo fa sentire inadeguato. Tutto ciò si risolve con l’inserimento di Gesù che è il figlio e il fratello. in Israele il fratello era l’altro ebreo.10-14. il rabbì usava chiamare i discepoli fratelli. appartiene esclusivamente a lui . gli estranei non erano fratelli. Marte Maria sono in conflitto. È Israele stesso che è chiamato primogenito nell’antico testamento. indica che appartiene in primo luogo a Dio. i primi quattro discepoli che chiama sono due coppie di fratelli. Gv 20. Fratello qui nel nuovo testamento è l’altro cristiano Mt 5. e trina. Matteo è scritto per ebrei divenuti cristiani.è destinato al sacrificio. 10.il primogenito ha una relazione particolare con Dio.10: non mi trattene ma va dai miei fratelli i discepoli. e tutto ciò grazie al fatto che è risorto dai morti. ..1-6. 20. Gesù parla di fratelli in conflitto. 2.40) non dice a condizione che siano ebrei o battezzati. Al di là dei confini di razza. .03. Giacomo e Giovanni. La pima volta che usa la parola fratelli è dopo la risurrezione quando incontra la Maddalena. siamo mantenuti insieme grazie al primogenito. Vi è un’espansione universale del concetto di fratello. Anche nella predicazione torna il tema della fraternità: il padre misericordioso: ciò che in questa casa non funziona e rapporto con il padre o con i fratelli? Il figlio minore da cosa scappa? Il padre non sembra oppressivo.8: voi siete tutti fratelli. Rom 8. Col 1. Eb 1. la fraternità in Gesù è fondata sul primato della ricerca della volontà di Dio. C’è però un altro termine per indicare la filialità di Gesù: Primogentito Primogenito: non indica che Maria non aveva avuto altri figli prima o dopo. Mt 23. poi manda ai discepoli due a due perché la comunione fraterna sia essa stessa un messaggio. Da questa identità di Gesù scaturisce una relazione con tutta la creazione. Altra esposizione l’abbiamo nell’ultimo testo: fratelli di Gesù sono i poveri sofferenti senza distinzione di razza eccetera (Mt 25. 2° senso: compare sulle labbra di Gesù e deriva dal discepolato.

Ciò che crea il conflitto tra i fratelli è la paura della morte. il risorto è il fondamento di un assemblea di primogenti. La fraternità è stabilita a partire dalla risurrezione. mi voglio accaparrare la vita. 20. Le caratteristiche di questa fraternità Si tratta di una fraternità di figli. L’eredità che condivide cono noi il nostro fratello primogentito è il motivo per cui Gesù è entrato nella storia: la comunione con Dio “a quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio (Gv). quando vogliono accaparrarsi la primogenitura. Cristo rivela il padre all’uomo ma anche l’uomo all’uomo. Gesù ci introduce nella relazione filiale che è il fondamento della sua persona e del dono che ci offre. Se ricordate il mistero della discesa agli inferi di Gesù (sabato santo) è una conferma di questa solidarietà di Gesù con tutti gli uomini nella vita e nella morte e con tutti gli uomini delle ere precedenti. in tutte le dimensioni. Gesù ci coopta nella sua filialità e fa di noi una fraternità di figli primogeniti. ma anche la dimensione prneumatologica dell’antropologia cristiana ovvero Gaudium et spes 22: chi segue Cristo l’uomo nuovo si fa anch’egli più uomo. quando mi voglio accaparrare la benedizione paterna. ma riguardo ai molti fratelli che siamo noi. è una fraternità che si collega ai piccoli. Tutta la creazione è chiamata ad entrare in questa forma filiale: questo significa lo statuto cristologico dell’antropologia. Il Risorto dunque è il fondamento di un assemblea di fratelli. Eb: tutti i fratelli del fratello primogentio di Gesù. Non bisogna aver paura che l’altro mi tolga il posto. Gesù incoraggia ad avere fede in Dio ed in lui. Gv: colui che ci libera dalla morte ci libera dalla paura del fratello visto come un attentato alla nostra vita. Gv 14. il mondo è pensato dal padre attraverso il figlio. Eb: la funzione di Gesù è liberare coloro che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Ma soprattutto a partire dalla risurrezione Gesù si manifesta il figlio primogenito perché condivide con noi l’eredità della piena comunione con Dio. è il primogenito che è introdotto nel mondo. tutti quanti primogeniti. Gesù è colui che prepara un posto per tutti. il fatto Gesù dona la vita e la riceve dal padre. è la nostra prospettiva perciò non c’è bisogno che io conservi questa “aiuola” perché il nostro futuro è la vita eterna.Eb: Dio ha parlato in molti modi.17 la prima volta che Gesù usa il termine fratelli e dopo la risurrezione. ai poveri.1-3 il primogenito prepara il posto ai suoi fratelli.o quindi è una fraternità che si esprime con tutti gli uomini per il fatto che anche egli è uomo. non devo aver paura. come ci dice la Gaudium et spes 22 mediante l’incarnazione si è unito a ogni uom. vedo l’altro come un attentato alla miavita. è una fraternità che si collega ai suoi compagni ai membri della nuova famiglia dei figli di Dio. una porzione del territorio. ultimamente per mezzo del figlio. prima di essa utilizza il termine amici. Il risorto ci dice possiamo fidarci di Dio perché se doni la tua intermanete. è Dio che te la ridarà. vengono cooptati nell’assemblea dei primogeniti. non occorre che tu te la riprenda da solo con la violenza e il peccato. perché la vita eterna è la nostra destinazione finale. questa fraternità si realizza nella prova Eb “essendo stato provato in tutto è in grado di venire incontro a quelli che si rifanno a lui” ha sperimentato tentazione e morte. Gesù ci libera dalla paura della morte. però questa dimensione filiale è realizzata in noi dallo Spirito santo che è colui che ha non soltanto formato ontologicamente mediante l’unione ipostatica nell’incarnazione l’umanità . è entrando nella forma del figlio che entriamo nel progetto di Dio su di noi. Gesù esprime la propria fraternità a partire alla filialità. perciò non c’è bisogno che difenda la mia vita con la violenza eliminando il fratello che vedo come un concorrente come se non c’è posto per tutti. ai sofferenti: ciò che avete fatto ai piccoli l’avete fatto a me. Rm: primogenito non solo in rapporto a Dio.

A noi interessa mettere in evidenza un elemento di questo carattere adottivo. È lo spirito santo che realizza la provvidenza del padre che consiste nel fatto che in noi si riproducono i tratti del figlio. qui c’è anche la dimensione della croce senza la quale non si realizza la vita cristiana. se uno non ha figli adotta un figlio perché il patrimonio non vada disperso. se prendo atto che la mia radice è nel creatore. Caratteristiche di essere figli adottivi. . teologicamente si dice eucaristia. il quale riconosce di aver ricevuto la propria origine dei suoi genitori. Il cristiano è colui che ringrazio di tutto.del verbo nel grembo di Maria ma è anche colui che l’ha plasmata in forma filiale sin dal concepimento e poi nel battesimo. Gesù inaugura l’amore di Dio fino al disprezzo di sé. ma questa è una componente pneumatologica.14. Oltre a questa dipendenza dall’altro il figlio è riconoscente. perciò se mi dicono qualcosa e per il mio bene. la creatura riconosce che il principio di se stessa è nell’altro. 2. Questi tre aspetti si trasformano in: . Gal 4. dare dei figli a chi non li ha. vive in un atteggiamento di rendimento di grazie. senza di lui non ci sarebbe nulla. Gaudium et spes 22: lo spirito Santo dà a tutti la possibilità del contatto con il mistero pasquale. tutto debbo Dio. Che è vero che si può interpretare come una differenza che c’è tra noi e l’unigenito. quanto dobbiamo sottolineare è l’aspetto inclusivo.obbedienza.4: c’è stato dato uno spirito che attesta che siamo figli e ci fa gridare Abbà. Cosa vuol dire vivere da figli: 1. nella trasfigurazione e nella crocefissione. che veniamo introdotti nella forma del figlio. 3. la forma eucaristica della vita cristiana.primato della grazia. Quindi accettazione della propria dipendenza: umiltà prendere atto di quanto fatto Dio in me. La problematica di Mantenere il patrimonio. La fiducia che si traduce nell’accogliere la volontà di coloro dai quali derivo. Prospettiva di darsi una discendenza. riconoscere di aver ricevuto tutto da Dio. Prospettiva di dare dei genitori a chi non li ha 3. Le dimensioni dell’adozione oggi: 1. non come sottomissione gerarchica ma come desiderio di fare ciò che è meglio. 2. di tutte le cose. tutto parte da Dio.la gratitudine. nel caso di chi non l’abbia. padre. Io sono contento di esserci. Statuto Cristologico dell’antropologia: significa che solo guardando a Cristo comprendiamo chi è l’uomo. significa che il primato ce l’ha la grazia. a differenza del peccato che è il non fidarsi di Dio. Il figlio che adotti lo vai a cercare e . Mi fido di loro e seguo i loro orientamenti. fiducia. . Figli di Dio nella forma del figlio grazie all’azione dello spirito Santo è un filialità con sfondo trinitario→ Rm 8. noi non siamo la seconda persona. questa è la vera provvidenza realizzata dallo spirito Santo. c’è stato dato uno spirito da figli adottivi che esclama in noi Abbà padre. in Dio e non in se stessa. Fare di tutta la vita un ringraziamento. so che senza di loro non ci sarei. la forma filiale è la forma pensata da Dio per l’uomo e per l’intero cosmo. vive eucaristicamente. Gesù nuovo Adamo inaugura l’azione di Dio fino al disprezzo di sé come amore verso Dio. Come fa un figlio. chi ci fa riconoscere figli nel figlio è lo Spirito santo.

i musulmani che definisce nostri fratelli. ma anche dell’importanza della socialità. né sesso. ai fratelli ladroni. Com’è la fraternità che fonda Gesù? È una fraternità che ha per base la fede: padre nostro… così ci insegna a pregare Gesù. Il figlio biologico è voluto. ai membri della comunità…. cura che si chiama politica. sorella luna. Paolo VI descriveva la cura verso la patria. la società. anche attraverso i piccoli gesti della cortesia come il saluto. Gesù è inserito nelle relazioni ad esempio è andato a Cana. aveva degli amici. cercati. È una fraternità inclusiva. Fraternità di eguali. delle relazioni. la nostra fraternità ha una dimensione teologale ovvero è basata sulla fede. lo è ancora di più quello adottivo. prendersi cura della polis. a coloro che ci perseguita. la missionarietà. La macro relazione..lo accetti così come non corrispondente alle tue aspettative. amati così come siamo nella nostra unicità. il cristianesimo fa saltare l’istituto della schiavitù e le distinzioni che sono all’origine dei conflitti. sorella e madre. né lo stato sociale: schiavo e padrone. così anche la nostra fraternità è testata quando siamo chiamati non solo quando siamo chiamati a fare qualcosa per gli altri ma anche quando siamo chiamati a soffrire per gli altri. portare gli altri uomini a diventare pienamente fratelli portandoli in relazione con Cristo. non solo per i battezzati. partecipava ai banchetti. Gesù è inserito nella realtà sociale del suo tempo. ha una prospettiva inclusiva di accogliere il più possibile gli altri all’interno. In fine la fraternità è inclusiva perché chiamati a testarla a purificarla attraverso la sofferenza. ha anhe fatto delle osservazioni a carattere politico… La nostra presenza nella società e quindi dentro la nostra dimensione cristiana. siamo fratelli perché siamo figli. il recupero della dimensione storica questi sono i tre cardini della cultura contemporanea letti dalla Gaudium et spes. Anche i pagani fanno così…. È inclusiva per la carità: che merito avete se salutate solo i fratelli…. Questa dimensione della società all’interno della teologia è stata recuperata sotto la spinta del Vaticano II. Quindi è una fraternità fondata sul battesimo e sull’eucaristia ma che tende ad inglobare tutti. Nella Gaudium et spes non si parla solo del primato della persona come tratto della modernità. vengono risolte con l’uguaglianza dei fratelli all’interno della comunità cristiana. e la teologia della liberazione. Siamo adottivi perché voluti. né la ricchezza: né ricco e povero. si estende oltre la dimensione ecclesiale. la descriveva come la forma di carità più ampia perché ti occupi di tutti gli affamati e poi le premesse perché non ve ne siano più. È voluto in modo specifico: tradotto così come sei. due riferimenti teologici di rimando sono quelli della: teologia politica di Baptismez. È fondata sul battesimo e sull’eucaristia. ma chi li ricopre deve ricoprirli sempre nella logica del servizio. Nella Gaudium et spes. San Francesco allarga questa fraternità a tutte le creature: fratello sole. . Quindi il carattere adottivo non bisogna leggerlo in modo riduttivo. più decisiva di quella basata sul sangue: chi fa la volontà di Dio è per me fratello. All’interno della chiesa la differenza e negli uffici. e della storicità. né razza sono ostacoli per l’uguaglianza all’interno della fraternità. Come Cristo da la vita in riscatto per tutti gli uomini. GPII commentando i dieci comandamenti “onora il padre e la madre” significa amare la patria in una dimensione più ampia.

Guardando al figlio la società viene interpellata nella sua capacità di accoligere. Nella società il pluralismo deve portare alla convergenza sui valori fondamentali ovvero: unità. qui adempie il suo ufficio di maestro. la stessa cosa per re/popolo.03. L’approccio come per la famiglia anche per la società deve essere catalogico. La stessa cosa dovrebbero fare i politici. la libertà di Dio. da cui proviene.Come vi è un’impronta della trinità nelle relazioni interpersonali a livello di micro relazioni. pericoresi della trinità. prendere quindi atto che c’è un qualcosa che mi precede. una società che vuole essere riflesso del figlio è chiamata ad accogliere i poveri. il padre è il primo della trinità nel donare. Nella società non c’è solo l’impegno del donare. non si può giustificare il potere attraverso la religione. io ricevo dalla società in cui nasco vantaggi e svantaggi. Benedetto XVI afferma che anche nella società il pluralismo deve convergere verso il bene comune.2015 Le relazioni di tipo asimmetrico (maestro e discepolo). La società porta un’immagine del figlio perché è colui che riceve l’amore. Guardando lo spirito Santo ogni società è chiamata ad interrogarsi sulla tutela della libertà in cui essa si esprime. deve ricevere. 17. alla luce della trinità c’è qualcosa in cui la società si deve mettere in discussione. Questo è il modo adatto di leggere la società alla luce della trinità. dove questa collaborazione non si riferisce solo alla natura ma alla società umana. Il compito di chi ha un ufficio di autorità soprattutto nella chiesa non è di decidere ma di discernere. perciò viene criticata ogni società dove il potere si esprime nel dominio e nella massificazione. amare è la forma del ricevere. perché nulla di ciò che si realizza sulla terra è esente dalla possibilità di essere migliorato. Non decidere a discernere. ma se chiamati alla reciprocità. l’abate deve ascoltare anche l’ultimo dei novizi perché lo spirito Santo può manifestarsi anche attraverso il più giovane. Gesù esercita la sua autorità durante la lavanda dei piedi. Il cristiano non può non essere segno di contraddizione. in ciò c’è il riflesso del padre che è ama per il primo e promuove nell’essere le creature. mettersi al servizio della volontà di Dio per i fratelli attraverso la preghiera e l’ascolto di tutti. Mettersi ai piedi degli altri per promuoverli. gli anziani. A Gesù bisogna guardare per questa relazione simmetrica maestro/discepoli. In Occidente il prototipo è la regola di San Benedetto. lo scambio di doni come avviene nella persona dello spirito Santo. quando esprimeva il potere la fuggiva. L’abate ha il . Prima di tutto la società porta un vestigium del padre in quanto il padre è sorgente d’amore e chiama i figli a collaborare con la sua opera di creatore. gli ammalati. Guardando al padre ogni società deve imparare a rifiutare un dominio inteso come sfruttamento dell’altro. Come la relazione simmetrica viene redenta da Gesù. così il Vaticano II nella Gaudium et spes 24: ci dice che nella relazione in cui si vive nella verità e nella carità vi è un aliqua similitudo (certa somiglianza) con la comunione intratrinitaria. Lo spirito Santo è l’auto comunicarsi di Dio. impegnati perché questa società sia più giusta. e non solo coltivando la terra. che riconosce che c’è qualcuno prima di lui. La società porta un’immagine dello spirito Santo che la reciprocità tra padre e figlio.nelle relazioni sociali. più fraterna. Gesù anche da maestro ci dà esempio di come l’autorità sia servizio per la promozione degli altri. Come possiamo declinare questa somiglianza fra una società che sia nella verità e nella carità e comunione trinitaria? In che modo la società può essere un vestigium trinitatis? Vediamo dove c’è un riflesso delle tre persone e della pericoresi trinitaria -unità delle tre persone. Gesù è maestro e re quando accetta la titolarità di re è solo durante la passione.

Giacomo e Giovanni portati da Gesù con sé i momenti particolari. altro dono è la reciproca obbedienza tra amici (Gv 15. quindi relazioni dove Gesù e il centro. L’amicizia offerta da Cristo ha un fondamento nella relazione di misericordia che Dio ha verso di noi.dare la vita . la famiglia. ma in più il re è a capo della piramide delle relazioni non per sovrastarle ma per promuoverle. entrava nella tenda e parlava faccia a faccia con Dio come uno parla ad un amico. Gesù accetta il titolo di regalità solo durante la passione.15) siete miei amici se farete ciò che vi comando. Anche qui vale l’approccio catalogico: l’autorità nelle relazioni asimmetriche: dal mistero trinitario. nel quale l’alleanza e rinnovata. In Giovanni 15: 13. per questo sarà soprannominato beone e amico dei peccatori. Trasformare la propria vita in dono. Giuseppe di Arimatea. Relazione delle relazioni come espressione della grazia. Gesù è colui nel quale Dio che aveva già parlato ad Abramo e Mosé come ad un amico. Non vi chiamo più servi ma amici.fondamento della relazione con Dio . non soltanto ai peccatori ma anche ai suoi discepoli offre la sua amicizia. alla famiglia religiosa. all’interno di questi il gruppo dei tre: Pietro. L’amicizia: questo tema è presente come l’altro nome di dire l’alleanza.13: non c’è amore più grande di questo. può dei 12. dare la vita per gli amici. Pilato: tu sei re. per dare loro la vita. Gesù si prende cura delle persone per promuoverla. e dalle coordinate dell’amicizia. si lega ad Abramo con un elezione di alleanza meglio di amicizia. 14. la Dei verbum afferma che nella rivelazione Dio parla agli uomini come amici.volontà condivisa . All’interno di questo gruppo c’erano i 72 che gesuiti e immissione prima della Pasqua. Gesù: tu lo dici. quindi relazioni differenziate. (Gv 15. quest’alleanza. lo stesso San Francesco avrebbe voluto inserire nella regola che il ministro generale dello spirito Santo. Dio diventa amico dell’uomo e viceversa. egli offriva questi la sua amicizia mangiando e bevendo con loro. volere la stessa cosa. Maria e Lazzaro. infatti Abramo e colui che Dio sceglie come amico. Mettersi quindi al servizio di Dio. Giovanni 15. l’amicizia è importante nella vita del Signore Gesù. Anche nelle amicizie di Gesù ci sono amici che sono più importanti di altri. amici privati come Marta. c’erano le folle che lo seguivano nella speranza di ottenere qualcosa. egli è re in modo nuovo. poi nel gruppo dei discepoli vi sono gli amici di Gesù come Zaccheo. forse 200 persone che in modo stabile si rifacevano a Gesù. passare alla critica dell’assetto istituzionale della società che sempre inadeguato rispetto al modello trinitario. si prende cura del suo popolo. In sintesi: . Figure di relazione alla luce del CVII.14) obbedire dando la propria vita gli amici. se vi scambierete questo amore vicendevole sarete miei amici: comunione della volontà. 15: utilizza la categoria dell’amicizia per indicare la novità del suo rapporto con i discepoli. si può chiamare come una forma di amicizia. parla agli uomini come un amico faccia a faccia. Esodo 33: si dice che Mosé. Gesù promuove relazioni redente di tipo paterno in più accetta questo titolo quando sta per dare la vita in croce. Non vi chiamo più servi ma amici perché tutto ciò che ho udito dal padre mio velo fatto conoscere.compito di capire cosa dice lo spirito Santo. Gesù è amico dei peccatori. oltre a queste c’era il numero dei discepoli sul cui numero siamo incerti. Gesù offriva prima di tutto l’amicizia. Dallo Stato. all’interno di questi.

c’è una sorta di amicizia tra i vegetali. vi sono delle specie che vivono in simbiosi. . i poveri sono gli amici di Dio. non tutto può essere condiviso. l’opera nella quale parla dell’amicizia è l’amicizia spirituale. essa ha come scopo il profitto anche se non siamo banditi. per entrare in paradiso servono degli amici.L’amicizia spirituale: è la vera amicizia essa è qualcosa che deve passare attraverso i seguenti vagli: La scelta: nessuno può costringermi ad essere tuo amico e viceversa. si tratta di un’amicizia che nasce dal peccato. l’amicizia cosmica presente dopo il peccato originale e a seguito del quale venuta meno. dalla complicità. Questa relazione di amicizia di Gesù è offerta anche in altre circostanze. ci mettiamo insieme a fare una rapina. le prove le abbiamo superate e ci accogliamo come amici. ad esempio c’è chi parla con le piante. Aelredo è una specie di San Bernardo di Chiaravalle inglese. serve una verifica. se ci si fa amici i poveri si entra in paradiso. tra confratelli. insieme guadagnavo di più. Il discernimento: bisogna saper stabilire cosa si può dare all’amico. accompagnato da carità e benevolenza. esempio un bosco al cui interno di un ecosistema che rende esso una fraternità. Superati i vagli succitati. se accetti che ci debba essere qualcosa da perdonare e correggere e viceversa allora sei entrato nella pazianza. ed infine l’amicizia che c’è tra l’uomo che è trasversale con quanto succitato. non solo tra quelli della stessa specie come lupi ma anche tra specie diverse di una sorta di amicizia. L’accoglienza: ci siamo conosciuti. . . Di una sorta di amicizia anche tra gli animali. in quanto assunta da Gesù stesso. abbiamo le quattro caratteristiche: La fedeltà: l’amico custodisce i tuoi segreti. L’intenzione: cosa mi aspetto da questa amicizia? Se l’amico è un fine e non un mezzo è amicizia. L’accordo nelle cose divine e umane. Tutto ciò per dire come l’amicizia entra nella storia della redenzione. anche le pietre. alle folle: a voi mie amici dico di non abbiate paura di coloro che possono far perire il corpo (fidatevi di Dio). Sull’amicizia hanno scritto diversi autori tra cui ricordiamo Aelredo di Rivelaux e Pavel Florenskil. Egli inoltre afferma che ci sono tre tipi di amicizia: . Sarebbe bello che tra coniugi si fosse amici. La prova: l’amico si vede se passa il test. egli incontra i suoi discepoli e presenta l’amicizia come qualcosa che fa stringere legami tra tutte le creature. Tra gli essere umani l’offerta di amicizia di tipo cosmico fa riferimento lo stato originario. quindi non è possibile essere a priori amici di tutti. cosa si può chiedere e fino a che punto può arrivare la condivisione. rinuncia. Gesù incoraggia a procurarsi degli amici. ci sono delle cose che devono restare nel segreto.l’amicizia carnale: ad esempio l’associazione a delinquere. l’acqua o il sole creano tra di loro una sinergia all’interno del cosmo. fattore libro della scelta. chi legato rapporti di amicizia con gli animali come ad esempio con un cane con un gatto.L’amicizia di Gesù è fondata sulla rivelazione del padre da parte di Gesù. La pazienza: se pretendi che l’amico sia perfetto. stessa cosa vale dirsi tra fratelli. l’amicizia deve essere prima di tutto testata. sarebbe bello che nella società in cui viviamo ci fosse questo sfondo di amicizia.L’amicizia mondana: creiamo un ristorante e creammo una società.

il quale sa chi sono realmente io. quindi c’è un’incertezza iniziale. Ci sono queste caratteristiche c’è un riflesso della comunione trinitario: essere amici per sempre. Perciò i tre voti sono un riflesso della trinità. amicizia vera si pregusta la beatitudine eterna. L’amicizia per lui la contemplazione di se stesso. essa si riflette nell’amicizia vera la quale è consustanzialità anticipata. la vita fraterna in comune è un sigium trinitatis. una grazia. Florenskij invece nella sua lettera sull’amicizia scrive pensando ad una persona che è scomparsa. deve portare in base a questo approccio catalogico di Von Baldasar a rileggere l’ontologia. L’amicizia è un dono di Dio. Povertà quindi non come perdita ma amore. nella sua opera tesi di ontologia trinitaria. attraverso questa categoria afferma la divinità di Cristo. ma nell’incontro con l’altro conosci meglio te stesso e delle realtà che senza l’altro non avresti mai sperimentato.A queste caratteristiche Aelredo attribuisce il riflesso del mistero di Dio. afferma quanto segue: tutto questo discorso dell’uomo letto nella grazia di Dio alla luce del suo essere persona in relazione. quindi l’amico mi accompagna a conoscere me stesso. Questo concetto di vita fraterna è ripreso nel numero 41. in lui l’amicizia è vista come un riflesso della consustanzialità. vita consecrata): è traccia concreta lasciata dalla trinità nella storia perché nei consigli evangelici di povertà. Ontologia trinitaria. Ma essere in relazione con l’amico è più facile che essere in relazione con Dio. 21. teologo. del figlio e dello spirito Santo. dare la vita per gli amici. Claus Hemmerle. L’ontologia di Nicea su cosa è fondata? Come si afferma la divinità di Cristo? Attraverso la categoria della sostanza. Alla . L’altro li costringe ad uscire da me ma mi restituisce a me stesso con una maggiore conoscenza di me stesso. l’amico mi anticipa questo dono. vi è un riflesso trinitario. Per lui l’amicizia implica una fuoriuscita da se stessi verso la terra inesplorata dell’amico. rappresenta una dimensione della chiesa stessa. Obbedienza: riflesso del dono reciproco della volontà. la vita consacrata e riletta come un vestigium trinitatis. (esortazione apostolica di GPII 20. castità e obbedienza. Chi mi conosce bene? Dio! Nella relazione con Dio io vengo a conoscere sempre meglio me stesso. vivere in Cristo con un cuor solo e un anima sola è una professione del Padre il quale vuole che tutti gli uomini siano una sola famiglia. alla luce della quale conosco meglio me stesso. Povertà: esito del dono totale di se. ed è una professione dello Spirito Santo che è il principio di unità. mi accompagna essere me stesso. il noi della trinità che è il noi della Chiesa. questa condivisione della vita parla di Dio. e quindi in quest’ottica un’anticipazione. 14. Per questo l’amico è strumento di Dio. La vita consacrata: è una forma di relazione. del Figlio che vuole raccogliere tutti gli uomini in unità riconciliandoli con il suo sangue. Oltre ai singoli consigli. il figlio faccio che richiede il padre viceversa è riflesso della corrispondenza amorosa presente nella trinità. quando entro in un ordine dono e resto senza nulla. Dio mi dona me stesso. chiamata ad un amore universale. questo è solo nella relazione con l’amico. attraverso l’amico in Dio. Dio mi donerà a me stesso. e un gradino per arrivare a Dio. tutta la Chiesa e vista come un popolo radunato nel nome del padre. la fraternità è descritta come spazio umano abitato dalla trinità. La vera amicizia è un vestigium trinitatis è pregustaazione della felicità eterna. Castità: amare tutti in modo inclusivo. mi restituisce la relazione con Dio. che non si conosce. ciò vale per tutti.

il lavoro è sede di alienazione ad esempio ad Auschwitz sul cancello di scritto: il lavoro rende liberi. e lo spirito santo che è il noi del padre e del figlio. siamo dotati inoltre della super mano e di un’anima. il nostro spirito si esprime nel lavoro. ci si occupa della teologia del lavoro. Un uomo è maturo quando in grado di lavorare e di amare. 24. l’essere giunge a se stesso grazie alla relazione. ribadisce che l’identità si trova nella crescita. dall’interno parte un progetto. La relazione è la via attraverso la quale pervengo a me stesso. Quindi l’essenza di Dio è la relazione. l’essere di Dio è amore. Il lavoro è una caratteristica umana in quanto espressione del nostro spirito. l’identità dell’uomo consiste in questo continuo percorso di crescita attraverso la relazione. attraverso essa l’uomo arriva se stesso. così dice il nuovo testamento. è amore. Marx parla del lavoro dell’uomo non in questi termini ma come alienazione frutto del lavoro dell’uomo. .sussistente: ad esempio la fame mi ricorda che sono sussistente. qualcosa dall’interno passa all’esterno. Nell’uomo il lavoro invece è espressione dello spirito. nello specifico dell’antropologia teologica. e il nostro modo di essere al mondo. esisto perché c’è qualcuno che mi ha dato a me stesso . Anche gli animali lavorano ma lo fanno sotto l’azione di un DNA che domina e non dello spirito. Da questo punto di vista Hemmerle. non si può non rinventare anche l’ontologia non mettendo più al primo posto la sostanza ma l’amore perché la sostanza di Dio non è tanto l’essere quanto l’amore. sono sussistente con gli altri. ma la relazione. Queste sono le tre percezioni di me che io faccio. del fatto che Dio si rivela nella storia e soprattutto alla luce del fatto che Dio è trinità. Far passare dal caos primordiale al cosmo. È un elemento che caratterizza l’uomo. l’uomo trasforma l’ambiente in cui vive. si tratta di una presente giro. il mondo è pensato perché dentro vi sia l’uomo che adempie alla sua missione di rendere organizzato e .mi rivolgo agli altri: mi scopro nel mio rivolgermi agli altri senza i quali non posso sussistere. L’uomo è al mondo il suo modo di essere al mondo e di lavorare e non di raccogliere bacche ed oziare. Il lavoro a carattere transitivo. è relazione. sono due caratteristiche dell’uomo. L’ambiguità del lavoro. In virtù di essa vi è la necessità della redenzione del lavoro.dato a me stesso: non mi sono fatto da solo. Nell’ambito della teologia morale. il figlio che riceve il sé dall’altro. Che Dio sia amore significa che deve ripensare l’essere alla luce della relazione. il problema è che nella teologia contemporanea il lavoro è diventato oggetto della teologia dogmatica. la nostra anima e quindi coinvolta in ciò che facciamo. questo scema ternario mi fa venire in mente: il padre che è colui che è da se. Lavoro per l’uomo e il modo concreto di essere con Dio e con gli altri nel tempo nella storia. l’amore è relazione.luce della Bibbia. Ogni essere si percepisce in 3 gradini successivi: . il punto fondamentale dell’ontologia non è la sostanza.03.2015 Il lavoro. la vita nella grazia si esprime anche in ciò che facciamo. Il cervello dell’uomo e più evoluto di quello di altre specie. quindi capacità di relazione e di migliorare.

armonioso ciò che è caotico dal punto di vista tecnologico e sociale. Dall’ambito morale il lavoro passa all’ambito dogmatico. Dio è il Dio dei sei giorni e del settimo giorno. Dio che lavora. qui si evidenziano le conseguenze dell’alienazione da Dio dell’uomo. La . il lavorare talvolta nella sterilità e non il lavoro in sé.Del lavoro e della fatica non sappiamo che farcene perché la morte mette tutti sullo stesso piano. Terzo luogo e che la morte rende il lavoro senza utilità. dare al lavoratore ciò che gli spetta). essa è la pena dopo il peccato. Tuttavia anche se il lavoro diventa luogo di fatica e di giustizia vi è una promessa di redenzione: Promesse di redenzione: 1) Dio interviene attraverso il lavoro affinché i diritti dei lavoratori vengano rispettati (profeti richiamano alla giustizia sociale nella relazione lavorativa. Dio lavora e porta a compimento gustando nel giorno del riposo ciò che ha portato a compimento. dove Dio è visto come un vasaio che plasma il protoplasto. anche se Israele non sarà dispensato dal lavoro. vi è qualcosa che riguarda l’amore che passa attraverso il lavoro. A che serve la fatica si poi si muore. giorno del riposo a cui siamo chiamati a partecipare. si pensi alla politica anch’essa è lavoro. quindi il lavoro e luogo dell’ingiustizia dove il lavoratore non riceve ciò che le spetta. Già prima l’uomo doveva lavorare per custodire e migliorare il giardino. l’esperienza di Israele in Egitto che subisce i lavori forzati. Il lavoro nella sua forma concreta non è la versione finale del lavoro. (genesi. Ed infine la promessa del sabato. la terra darà i suoi frutti. In conseguenza del Dio del lavoro. I profeti richiamano alla giustizia sociale: dare al lavoratore ciò che gli spetta. Gesù figlio del carpentiere ha lavorato da carpentiere con mani d’uomo ma per fare il carpentiere è necessario toccare la materia.Ingiustizia datore di lavoro / lavoratore. . ma dopo il peccato la fatica (non il lavoro) è ciò che caratterizza il lavoro dell’uomo. ma anche un Dio che stende la terra del firmamento e fissa con le dita le stelle. del riposo (7 giorno nel quale gustiamo il riposo escatologico. Per gli ebrei non è mai stato così. Amore e lavoro. la stessa cosa vale a dire sì per Gesù: verbo di Dio fatto carne ha lavorato con mani d’uomo. nella sua predicazione sono citate differenti professioni. Tutto ciò riguarda l’antico testamento. Nel nuovo testamento: al tempo dei romani e dei greci. di coltivare e di custodire praticamente di portare a termine la creazione. anche l’uomo lavora: - per necessità ovvero per procurarsi da mangiare per evitare l’ozio Però dobbiamo dire che oltre a questi due prospettive venne un’altra secondo la quale il lavoro è il luogo dove si manifestano le conseguenze del peccato originale. il lavoro era disprezzato e ritenuto indegno di un uomo libero e ricco che dedicava il suo tempo d’altro e faceva lavorare gli schiavi. Il genesi: con il sudore del tuo volto mangerai il pane. Poi c’è una promessa di fecondità nell’era messianica. antropologico. Gesù ha lavorato dunque con mani d’uomo. quando giungerà il Messia. . Qoelet afferma che tutto è vanità. vi è già un anticipazione della redenzione del lavoro nel sabato. . il lavoro di Israele sarà fecondo. Secondo topos. se moriamo a che serve lavorare. sei giorni più 1) Dio lavora e affida l’uomo di moltiplicarsi.Esperienza di schiavitù subita da Israele. Il lavoro era considerato indegno. le due cose vanno insieme. Suprema ingiustizia è la morte. Quest’immagine di Dio che lavora la troviamo nel secondo racconto della creazione.

portarono alla disaffezione nei confronti del lavoro. Gesù parla dei lavori delle donne casalinghi e dei teologi ovvero degli scritti. lavorino per non oziare. si abbandona il lavoro alla fine del primo millennio. sorge un nuovo fervore e dalla società feudale che caratterizza la spiritualità benedettina. oppure guardate i gigli del campo che non lavorano…. Ovunque. San Francesco inoltre consente il profitto relativo soltanto le vesti al cibo. È un valore ma dentro la gerarchia il cui primo posto e dare gloria di Dio. quando pensi che la fine del mondo è imminente che lavoro vuoi fare… Il mondo del lavoro subisce una crisi. ma ha posto le premesse per arrivare un lavoro fatto da uomini liberi. . anticipata da sciagure sociali come epidemie e carestie. caduto nella disaffezione nel suo tempo. nella sua regola al capitolo 48 egli dalle norme sul lavoro quotidiano. muratore. Dio nelle sue parabole è presentato come un lavoratore: il padre mio opera sempre. l’elemosina è concessa solo se la retribuzione del lavoro fatto non è sufficiente. lavoro con le mani e lavoro con lo studio. durante questo primo millennio San Benedetto sottolinea nella sua regola l’importanza del lavoro. gli faceva il fabbricatore di tende perché nella sua setta farisaica il lavoro era importante. Nel medioevo la paura di una fine del mondo imminente. dove c’erano i monasteri. la grazia del lavorare il lavoro è possibilità di entrare in sintonia con Dio. Sappiamo che sia nella regola bollata che nella regola non bollata San Francesco comanda a tutti frati di lavorare ricordando che anche egli ha lavorato e continuò a lavorare. Quindi lavorare sia per procurarsi da mangiare per combattere l’ozio. pescatore. amministratore di condominio. ma anche Dio è presentato da Gesù come un lavoratore. se le esigenze richiedono per San Benedetto i monaci devono occuparsi del raccolto. per lui il lavoro e si è lavoro in senso materiale ed è considerato lavoro anche la lectio divina ovvero la preghiera. quindi il lavoro e un valore ma non deve diventare un idolo.Laborem exercens 26 di Giovanni Paolo II presenta le professioni dell’antico testamento che compaiono nella persona di Gesù: pastore. servo. Gesù che apprezza sia le formiche che le cicale dice di essere formica e allo stesso tempo cicala. Anche il monaco deve lavorare e lavorare materialmente però deve studiare la parola di Dio. infatti questo periodo i monasteri diventano centro del lavoro e dello studio e ciò attestato dal fatto che attorno ad essi si andavano formando delle città ovvero segregava la società. Il cristianesimo riguardo il lavoro non ha espresso subito l’abolizione della schiavitù. Orat et labora. guardate gli uccelli del cielo che non seminano e non mietono ma il padre vostro li nutre. Il padre mio è il vignaiolo che pota la vite perché porti frutto. amministratore di denaro. come San Francesco che da commerciante diventa muratore: va ripara la mia casa. Anche Paolo da ebreo ricorda di aver lavorato con le sue mani. medico. San Benedetto inculca l’apprezzamento verso il lavoro materiale. Con il superamento dell’anno 1000. Gesù non solo lavorato ma fatto comparire nelle sue parabole il lavoro del suo tempo. San Francesco non amava molto le formiche perché pensano sempre a lavorare e non lodano mai Dio per questo preferiva le cicale le quali trovavano il tempo per lodare Dio. agricoltore. I frati lavorino per procurarsi da mangiare. seminatore. inoltre San Benedetto afferma che nel caso in cui ci sia qualche fannullone che non vuole studiare a questo gli si deve dare qualcosa da fare per combattere l’ozio. sono i due cardini della sua esperienza. Gesù dà anche una visione “francescana” degli animali i quali non lavorano più di tanto ma che però sono serviti dalla provvidenza di Dio. e di tenere gli attrezzi per il lavoro. San Francesco vede una grazia nel lavorare: i frati a cui si era concesso la grazia. sono sorte chiese per il tempo della mietitura del raccolto dove i monaci con i collaboratori continuavano a pregare durante la mietitura non potendo andare avanti e indietro dal monastero. successivamente con l’epoca dei comuni saranno i religiosi ad andare dalla gente. anche questo è considerato lavoro. Non solo Gesù lavorava.

l’ambiente divino. vi è un vestigium di Dio in tutto. portando tutto è Dio. Egli trascura l’asse pneumatologico. cultura etc. il cosmo è sacro. e umanizzare non è contro il disegno del creatore. ma queste sono acquisizioni post conciliari. la stessa materia di cui è composto il cosmo che è quella di cui è composto il corpo umano sono stati assunti attraverso l’incarnazione da Dio. sottolinea l’aspetto spirituale. il pane e il vino portati all’altare sono frutto della terra e del lavoro dell’uomo. punta dei cardini che si ritroveranno nella teologia conciliare e post conciliare. ma è il tempio dove l’uomo deve vivere la sua missione sacerdotale. I tre cardini dei frati erano la predicazione. 36: esso pone l’assioma fondamentale della legittima autonomia delle realtà terrene (lavoro. La prospettiva contemporanea sulla teologia del lavoro. usare. perciò le scienze devono avere loro legittima autonomia. la materia quindi non allontana da Dio. il lavoro la preghiera. In sintesi: l’asse della creazione. i frati lavorino per dare l’esempio e tenere lontano l’ozio. il concilio vaticano II afferma che il fatto che le cose create abbiano leggi e valori propri da scoprire. Oltre al cardine della creazione. in ufficio. . che ha il compito di modificare il cosmo cristificandolo. dell’impossibilità di ricondurre lavoro e preghiera alla glorificazione di Dio. dove il corpo non più biologico ma sacramentale è offerto dalla materia e dal lavoro dell’uomo. Egli nella sua opera del 1927.).Nel testamento afferma quanto segue: lavoravo con le mie mani e voglio lavorare. M. Il concilio Vaticano secondo nei numeri 34-38 della Gaudium et spes pone i cardini della visione del lavoro della chiesa contemporanea. Il lavoro non è fine a se stesso. Nr. Le cose pertanto hanno un valore loro stesse. nel lavorare il laico si fa Santo. mette il dito su una doppia piaga dei cristiani: 1. ma nel suo disegno. In virtù della teologia biblica della creazione tutto il sacro. nel cosmo attraverso la trasformazione della materia si chiama lavoro. Alla formica che lavora sempre e non loda Dio San Francesco preferisce la scala che loda Dio. ciò e nel disegno del creatore. egli si appoggia al cardine dell’incarnazione. ha questo dramma della percezione di una doppia vita. la materia è sacra perché da Dio creata quindi è estranea alla vita di fede ma vi rientra. ma prima ancora di esso iniziano ad esserci dei cambiamenti si veda ad esempio il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin. sentono di non poter fare ciò che ha fatto in chiesa ovvero di lodare Dio. o nei campi. ad esempio se mi ammalo di raffreddore per poter guarire di certo non dovrò fare una novena. gli animali che hanno permesso l’impollinazione e il lavoro. Escrivà. Egli evidenzia una divisione tra vita di preghiera e lavoro. tutto è dentro il disegno del creatore. La creazione ha una sua autonomia. anche se la sostanza cambia gli accidenti sono offerti dalla materia e dal lavoro. afferma che il lavoro è mezzo di santificazione. ma quanto sono in fabbrica. i fedeli adorano Dio in chiesa 2. Il modo di dare culto a Dio nel tempio. in quel pane e in quel vino ci sono la terra. J. In ciò si inserisce il lavoro dell’uomo. prima la materia nel corpo biologico di Gesù e poi la materia nel corpo eucaristico di Gesù. trinitario. La materia entra nel processo della ricapitolazione di tutte le cose in Cristo. Ad esempio se trasformo delle sostanze chimiche in una medicina che permette di guarire una malattia. Dio ha pensato alla creazione di un’autonomia legittima. Con il concilio Vaticano secondo le cose cambiano. dell’incarnazione e dell’eucarestia. Il terzo perno della sua spiritualità è l’eucaristia. tutto è stato riconsacrato dal verbo nell’incarnazione. la fatica.

informatica. L’arte è una forma speciale di lavoro dell’uomo. rendere visibile ai sensi ciò che non lo è. Salomone architetto. Gesù in un certo modo era un poeta. quando l’arte è autentica trova nella sua chiesa la sua amica. Anche l’arte ha bisogno di redenzione. La dimenticanza di Dio si trasforma in corruzione della creatura. che attraverso il lavoro è duplice sottomettere a se tutte le creature e poi sottometterle a Dio tutte le creature. ad esempio nel medioevo c’erano le corporazioni di coloro che esercitavano le stesse professioni come i commercianti. Lavoro oggettivo. gli operai eccetera. le vittorie dell’umanità sono segno della grandezza di Dio che ha fatto ad esempio uomo capace di debellare le malattie. in virtù di ciò il lavoro deve essere purificato mediante il mistero pasquale. Non ti farai immagini di Dio: anche l’arte entra nella Bibbia.Il Vaticano secondo ricorda che ciò non significa vivere come se Dio non ci fosse. ma Davide era musicista. l’arte ebraica è aniconica ovvero non ricorre all’immagine. perciò l’uomo deve combatterle senza sosta. 2. In ogni opera d’arte vi è un dare forma a ciò che non ha forma. Il cosmo non è completo senza che l’uomo non lo porti dal caos al cosmo. Il contributo post conciliare più importante è quello dato da Giovanni Paolo II attraverso la Laborem exercens nella quale individua due dimensioni del lavoro: lavoro soggettivo e quello oggettivo. Riguarda invece il senso soggettivo afferma: 1. Infine Giovanni Paolo II afferma che ogni artista sentenze l’ispirazione. ma ad esempio la stessa mela ogni artista dipinge in modo differente perché ognuno a modo suo trae il mistero che vi è dentro. Dio che ha raccolto in ogni cosa. non risulta che le altre creature facciano arte. Gli altri numeri. il padre ha fatto tutte le cose. l’arte alla funzione di individuare nelle visibile ciò che è invisibile. Tra l’arte e il sacro viene fin dall’inizio un legame. Altro aspetto è che lavoro caratterizza l’uomo. L’arte e il rapporto tra lavoro e liturgia. Vi è un’impronta del verbo. Michelangelo afferma che ogni blocco di marmo porta con sé ingabbiato un personaggio. Nel mondo c’è una lotta molto forte contro le potenze delle tenebre. trasporti eccetera e anche nel senso dei prodotti del lavoro: un libro. nell’arte vi è un vestigium trinitatis. C’è questo principio antropico secondo il quale tutto sembra che sia stato pensato fino al sorgere dell’uomo il quale deve accompagnare la creazione a divenire se stessa. Anche nella mela qualcosa parla di Dio. afferma che la creatura senza creatore svanisce. anche l’arte può impazzire. Tutto deve essere subordinato l’uomo affinché sia glorificato il nome di Dio su tutta la terra. dal punto di vista dei vari settori del lavoro: scuola. ogni artista è un artefice che porta alle cose dal non essere all’essere e ciò è riflesso di Dio padre creatore. una torta eccetera. anche chi spaccare pietre se ha la prospettiva giusta sa che sta costruendo una cattedrale. Sia nell’ambito tecnico che sociale il lavoro deve migliorare le condizioni dell’uomo. C’è un lavoro che si chiama arte. stabiliscono le conseguenze sul compito dell’uomo. identifica la persona. Anche il concilio Vaticano secondo fa riferimento all’eucaristia come il luogo in cui la creazione giunge a se stessa perché offre la materia perché avvenga la transustansazione del corpo e del sangue di Cristo. Giovanni Paolo II invece nella sua lettera del 1999 agli artisti afferma quanto segue: lettura trinitario dell’arte. il lavoro produce stratificazioni sociali. Indica quindi settori dei prodotti del lavoro stesso. L’uomo è messo al mondo perché domini sulle creature da collaboratore del creatore e non da padrone. la . come l’amore può essere disordinato. Nel corso della storia della chiesa la principale committenza per gli artisti è venuta dalla chiesa. Della teologia dell’arte si sono occupati ad esempio Paolo VI che a chiusura del concilio Vaticano secondo dice agli artisti quanto segue: artisti voi siete i custodi della bellezza dell’uomo. Il lavoro viene redento attraverso la legge dell’amore.

La teologia della storia: 1. anche l’acqua confluisce nella liturgia. Si pensi alla sindrome di Stendhal il quale quando vedeva un’opera d’arte bella stava male. alla fine anche fare il medico è una forma d’arte. noi non esisteremo più. La storia è il passaggio dall’uno all’molteplice per la realtà greca. apertura al trascendente. 14. pane e vino scaturiscano dal lavoro dell’uomo. In essa quindi confluisce tutto il lavoro dell’uomo. Molti teologi affermano che dallo spirito Santo scaturisce anche la notte. Dio con la creazione crea anche lo spazio il tempo. oppure si pensi al tempo trascorso in buona compagnia. il tempo ha una dimensione oggettiva e soggettiva. ebraico. leggere la nostra vita alla luce del mistero pasquale fino alla nostra morte. Differenza tra tempo e storia. ma la liturgia è lo spazio dove si smette di lavorare e si pregusta il riposo eterno offerto da Dio ai suoi amici. si pensi ad esempio a quando attendiamo i risultati di alcune analisi mediche. Giovanni Paolo II nella Laborem exercens afferma quanto segue: nella liturgia confluisce anche la pregustazione del sabato escatologico. un’apertura al trascendente. l’unità perduta. un eterno ritorno. il sole si spegnerà. 1. essa non è cerimonia per il cristiano ma il culmine. nel quale confluiscono tutti i misteri della salvezza e anche del lavoro. Dal nostro stato d’animo dipende la contrazione o la dilatazione del tempo. . Per il buddismo ciò che esiste cambia continuamente per ciò non si può fare una riflessione affidabile. il cero pasquale e frutto della cera opera delle api e successivamente dell’uomo. La storia personale. Benedetto XVI afferma che ogni forma di bellezza provoca una ferita. Il tempo è un ciclo che si riavvolge su se stesso. si parla di reincarnazione. le cose vanno avanti indipendentemente da noi esseri umani. Don Tonino bello parlava di ferite feritoie. nella quale tutto deve confluire. In ultimo la liturgia. compito dell’uomo è passare dal molteplice all’uno. la vera realtà è al di fuori della storia.2015 La storia Gli esseri umani compiono una storia caratterizzata da un’evoluzione o da un regresso a differenza dell’esempio delle api che da secoli costruiscono l’alveare sempre nello stesso modo. Altro contributo da citare è quello del 2009 di Benedetto XVI nell’omelia con cui si è rivolto agli artisti: bellezza come stupore. c’è quindi un tempo esterno a noi. romano. cioè la liturgia significa che l’uomo è fatto per lavorare e in essa confluiscono tutte le forme di lavoro e vengono trasformate da Cristo per opera dello spirito Santo in se. Il tempo vissuto attraverso lo spirito diventa storia. La storia in quanto tale. si pensi al tempo astrofisico. il tempo sembra essere lungo. Arte come forma di lavoro tipicamente umano. greco.spinta a tirare fuori qualcosa che deve essere portata all’esterno. Da ciò la capacità dell’uomo di liberarsi dal peso del lavoro e di crearsi degli spazi come la preghiera personale e liturgica che sono la prefigurazione dell’incontro definitivo con il padre: dalle grazie al padre per mezzo del figlio e dello spirito Santo. per l’induismo noi ci troviamo qui per punizione per scontare colpe commesse in vite precedenti. questo passa velocemente eppure lo stesso. nel suo insieme 2. una spirale. Tutta l’arte ha come scopo il confluire nella liturgia. Il tempo è una spirale. La storia è un’invenzione dell’uomo mediterraneo. della terra e l’arte. ma il cosmo continuerà ad esistere. ferite come apertura al trascendente.04.

tutto è salvo. l’agnello immolato è degno di prenderne il libro e di aprirne i sigilli) questo libro è la trama della storia umana. Gesù è l’oggi di Dio “oggi questa profezia si è adempiuta” (Is) Gesù legge la profezia di Isaia. Con l’incarnazione l’eternità entra nel tempo. come la salvezza della carne. Anche dopo la risurrezione la storia di Gesù permane. la predicazione di Gesù abbraccia il tempo. c’è un significato. e nella storia che Dio si fa presente. il primo credo quello di Israele è un credo storico. 2. Gesù non è solo la salvezza nel tempo ma anche la salvezza del tempo. con Gesù e la sua incarnazione l’eternità entra nel tempo. grazie a Cristo la storia diventa comprensibile. il Dio di Israele è un dio della storia. la storia quindi non è un guazzabuglio.Si afferma che c’è una storia perché nell’insieme degli avvenimenti riconosciamo che c’è un disegno perciò il tempo diventa storia. nella storia degli avvenimenti si esprime la libertà dell’uomo. Il Dio della Bibbia qualcuno con il quale si può entrare in relazione. non ci sono mediazioni. che fa riferimento al mistero pasquale. in ciò che costruiamo. tutto è salvo nell’umanità glorificata di Cristo. ultimamente in questi giorni ha parlato a noi per mezzo del figlio”. la storia è il luogo dove Dio si manifesta in pienezza. un punto in cui si va a finire. la storia esiste e in essa vi è un disegno. un’energia. ma viene anche il contrario il tempo entra nell’eternità. al quale si può dire tu. alla pasqua antica come il luogo in cui Dio si manifesta. in essa l’eternità entra nel tempo (Gal 4. al centro c’è la relazione. C’è un non c’è un senso nelle nostre gioie. Tutto è sacro. il mistero di Cristo significa che l’eternità entra nel tempo e viceversa. rinnovata con Mosè. nulla della nostra realtà umana corporeità. così per quanto riguarda la storia. Il Dio di Israele ha un nome ed è uno a differenza dell’induismo in cui l’essere supremo non ha una connotazione soggettiva non è qualcuno ma è qualcosa. Con l’incarnazione l’eternità entra nel tempio e con ciò viene svelato il mistero della storia. quindi esiste una storia diversamente non ci sarebbe storia. Senza Cristo gli avvenimenti restano un enigma. che da alla storia un orientamento definitivo attraverso l’evento . 2) dove si fa riferimento a una serie di personaggi storici realmente esistiti. ma per Cristo e colui che permette di comprendere la storia. ma in questo stesso contesto si è espressa la libertà umana di Gesù. Nella visione biblica Dio si fa presente nella storia. sofferenze. E poi ci sono i testi storici di Luca (Lc 1. e ciò finirà bene o male. relazioni è nostra storia. Tommaso riconosce il signore dai segni impressi nell’umanità di Gesù. lui è l’unico.4) “quando venne la pienezza del tempo. Con Gesù qualcosa di creato entra nel mondo di Dio. che fa riferimento all’alleanza stipulata con Abramo. l’avverbio oggi è presente nella predicazione di Gesù. Le conseguenze di ciò sono le seguenti: 1. Al tempo di Erode re della giudea… Ponzio Pilato è il personaggio storico più citato dall’umanità esso compare anche nel credo egli è il garante della storicità dell’evento di Cristo. La storia quindi è lo svolgimento delle relazioni tra Dio e il popolo. poi in un periodo di crisi nasce la riflessione sul Dio della creazione. mentre per Platone il corpo era il luogo della condanna dell’uomo. Colui che ha fatto le sue promesse è colui che ha creato cielo e terra e sarà stabile nella sua fedeltà. ha un nome ed è uno. Come andrà a finire? C’è un Kronos (insieme) e un Kairos (eternità e tempo si intrecciano).1 Dio che molte volte aveva parlato per mezzo dei profeti. è perduto. E siccome non si vede come le promesse fatte da Dio stiano per realizzarsi ci si aggrappa alla roccia dell’evento della creazione. Si pensi alla calenda: dove emerge che la storia è inglobata nell’evento della rivelazione trinitaria. Tutto ciò prepara l’evento dell’incarnazione attraverso Gesù. Dio mandò il suo figlio EB 1. Attraverso il mistero pasquale abbiamo la chiave di risoluzione dell’evento della storia Ap 5 (rotolo sigillato. nella carne.

4. il secondo è l’amore di Dio fino al disprezzo di sé. Roma fu devastata per i pagani per colpa dei cristiani che a seguito delle loro divinità nuove li avevano abbandonati. nel buon uso della volontà umana. egli fa un esempio suggestivo di Caino e Abele leggendo la loro storia alla luce di due amori. dove le due città saranno separate. Vi è in Agostino un’articolazione ternaria tra il prima. sta la vittoria del bene sul male. Si conclude così la parte biblica. ciò emerge nella prima e nella seconda lettera ai Tessalonicesi dove emerge che essa doveva avvenire in quella generazione. ad ogni modo dalla storia si passa all’essere con Nicea. Poi si è capito che tutto è superato dall’evento pasquale. 2. al problema del male e alla realtà del bene attraverso la sua opera. la redenzione è la vittoria del bene sul male. Creazione: il problema delle origini. è il culmine della provvidenza e la chiave di lettura di tutta la storia. questo fu un trauma. Se Dio c’è perché accadono certe cose? Perché c’è il male? Quando tutto ci viene tolto. la caduta e il problema del male. un dualismo che è nella storia e nell’escatologia. come nell’attacco le torri gemelle. Una seconda acquisizione della teologia della storia di Agostino è la nozione di provvidenza. A Nicea si sceglie il registro della sostanza. nell’amore di Gesù fino al disprezzo di sé. che è qualcosa da acquisire in modo stabile. Nell’obbedienza di Gesù. 3. della sua libertà. Questi due amori che sono presenti dentro ognuno di noi. e che è la manifestazione suprema della provvidenza del padre ed è la sorgente dell’aiuto che ci viene dato per combattere la lotta che porta alla vittoria del bene sul male. che appartiene a questa storia. Caduta: il problema delle origini diventa il problema del male. quindi c’è stato un allentamento della tensione escatologica. Teologia della storia All’inizio i cristiani devono fare i conti con il ritardo della parusia. Nella storia ci sono due amori il primo è l’amore di sé fino al disprezzo di Dio. ora la storia appartiene più al registro della relazione che a quello della sostanza. dove Dio? Dall’altra parte c’è chi dice che Dio non si è manifestato a lui. La dimensione storica della fede è sbiadita. la legge è data come rimedio per il peccato. ciò non è cosa semplice. Egli si occupa di cinque tematiche: 1. bisogna scegliere quindi da che parte stare. nel 410 con il sacco di Roma. quella che si fonda sul secondo amore e la città di Dio che inizia già nell’anima in grazia e nella chiesa. La città che si fonda sul primo amore è la città impazzita. l’escaton al di là della storia. L’uomo può continuare a sbagliare ma c’è Cristo nella storia che ha fatto la scelta giusta. ma non viene meno il problema di dare significato alla storia. che si entrerà nell’eternità dove la Gerusalemme celeste sarà separata dalla città gettata nello stagno di fuoco. Sant’Agostino cerca di dare risposta a questo problema. nella sua perfetta obbedienza. i due amori. qui si trova la teoria dei due amori. il senso della storia è stato dato da Cristo morto e risorto. Sant’Agostino: nella sua opera il De civitate dei si occupa di ciò. Roma cade sotto i barbari. l’abuso della libertà da parte degli angeli e degli uomini. la vittoria del bene sul male grazie alla volontà di Cristo. aiuto che si chiama spirito santo. Redenzione: la legge non basta. Quindi. da dove viene ciò che esiste? Da un Dio creatore che è grazia. Agostino prende atto di un dualismo di tipo etico. Nell’ambiguità dell’uomo c’è una luce che da orientamento.pasquale. della teologia della storia. l’adesso e il dopo. Alla fine sappiamo che vi sarà un giudizio. Legge: lotta tra il bene e il male. egli la vede nel cosmo che non è . ciò non significa che viene posta fine all’ambiguit.

caotico, nel suo ordine, in esso vi sono delle leggi che si possono sfruttare a vantaggio
dell’uomo, questo è provvidenza, poi vede anche tutta la storia umana nella luce della
provvidenza, gli avvenimenti politici del suo tempo come anche la caduta di Roma viene eletta
con prospettiva provvidenziale, la provvidenza e per lui nella storia della salvezza intrecciata
con la storia umana. Questa provvidenza è un fuoco dell’ellissi, tutto è opera di Dio (primo
fuoco dell’ellissi) altro fuoco è la libertà umana, la grazia è la libertà, la provvidenza è la
volontà umana, non riusciremo mai a risolvere il mistero di come queste due cose si intrecciano
tra di loro, la storia è dovuta tutta dalla storia di Dio, ma la storia dipende dall’uso che l’uomo fa
della sua liberta. Questi due poli: l’onnipotenza di Dio, la sua provvidenza e la libertà
dell’uomo vanno tenuti insieme; ciò esclude:
- il fatalismo: l’idea che nulla sarà cambiato, anche se facciamo qualcosa e tutto scritto
perciò cosa mi do da fare a fare?
- Il millenarismo: permette di far piazza pulita di esso, l’uomo pensava che alla fine del
primo millennio ci sarebbe stata la fine del mondo, non vi sono questi periodi storici
perché tutto dipende dalla volontà dell’uomo. Non c’è quindi una data a partire dalla
quale la storia finisce.
- Rifiuto della reincarnazione, della metempsicosi: la reincarnazione vanifica l’impegno
dell’uomo nella storia, se ciò che faccio non nella storia non decide la mia sorte eterna,
se mi viene data un’altra chance nella storia alla fine la storia non è decisiva. Ciò che
accade nella storia è determinante per l’eternità, non viene data una seconda opportunità.
Non viene data una seconda opportunità fuori dalla storia (apocatastasi) la mia sorte non
può essere decisa da ciò che avviene dopo la mia storia. Nulla può cambiare.
In sintesi no al fatalismo; al millenarismo, alla reincarnazione, all’apocatastasi. Altro aspetto
è la mediazione Cristocentrica la vittoria del bene sul male avviene con Cristo. Agostino è molto
cristocentrico, nelle Confessioni racconta la presenza di Gesù nella sua vita, di come l’ha cambiata.
Nel De trinitate presenta Cristo come il rivelatore della trinità e come il restauratore dell’immagine
della trinità che si trova nell’uomo; anche il De civitate presenta Cristo come centro, chiave di tutte
le cose e il fine, attraverso il sacrificio. Ultimo apporto di Agostino è la schematizzazione delle
epoche storiche. Questo amore per le genealogie è già presente nella sacra scrittura, ripartire la
storia in epoche ordinate nelle quali si trova lo stesso ordine che si cerca di trovare nel cosmo, è
qualcosa che permette di portare la storia in Dio. Anche Agostino si rifà a questa lettura della storia
prima dell’evento di Cristo ma anche dopo l’evento di Cristo. Ciò che ci interessa è che oltre a
queste sei età della storia che corrispondono alle sei età dell’uomo c’è la settima età, quella
dell’escatologia; il settimo giorno Dio si riposa. Così dopo le sei tappe della storia di ogni uomo e
della storia, vi sarà il settimo giorno quello del riposo, la pienezza escatologica; l’uomo raggiunge
la sua pienezza solo nella comunione con Dio, solo con ciò l’uomo diventa se stesso, l’inquietudine
finirà con la quiete del riposo, della piena comunione con Dio ovvero il settimo giorno. Noi saremo
il riposo di Dio e noi attraverso il nostro riposo nella pienezza della comunione con Dio.
Altro nome importante della teologia della storia è Gioacchino da fiore. Si tratta di una
figura riscoperta di recente per la sua teologia della storia, per lui la storia ha un ritmo trinitario. La
prima fase quella della legge e delegata alla persone di Dio padre; la seconda fase è quella della
grazia e delegata al figlio; la terza fase quella della libertà e legata alla persona dello spirito Santo.
Si vedeva in San Francesco la terza fase della storia, l’alter cristus che vivere secondo lo spirito,
questa era considerata un’eresia, i frati quindi in virtù di ciò disobbediscono al Papa.

San Bonaventura, famoso per la sua teologia della storia soprattutto attraverso il saggio
scritto da Ratzingher, Bonaventura era diventato generale e quindi doveva fronteggiare la corrente
degli spirituali che erano nella disobbedienza, quindi egli tiene da generale delle conferenze sulla
settimana della creazione. Si tratta di un testo prodotto quando egli era generale, pertanto è un testo
approssimativo, qui è contenuto il suo insegnamento sulla storia. Egli da generale deve imbrigliare
gli spirituali che non obbediscono a nessuno e non vuole che la novità di Francesco sia
neutralizzata.
- Respinge il ritmo trinitario di Fiore, tutta la trinità agisce inseparabilmente in ogni
momento della storia; no quindi alla storia articolata in tre fasi legate alle tre persone.
- Nello stesso tempo afferma esplicitamente la nozione di progresso nella storia.
Bonaventura recupera la prospettiva escatologica che Gioacchino da Fiore e gli spirituali
avevano tirato fuori e afferma concretamente la possibilità del progresso nella chiesa.
Questo che conseguenze ha w su che cosa si basava? Due conseguenze, una a livello
teologico l’altra a livello delle norme ecclesiali:
1. Sino alla scolastica si pensava che la teologia era tutta scritta e che dopo i padri della
Chiesa non si sarebbe più detto nulla d’importante. Bonaventura afferma che non è così
ma che la teologia può progredire.
2. Esistenza del suo ordine, sia Bonaventura che Tommaso, scesero in campo perché i
maestri della Sorbona non volevano che fosse data una cattedra i mendicanti e non
accettavano le realtà nuove. Bastavano la regola di Benedetto e di Agostino…
Bonaventura afferma che vi sono realtà ecclesiali nuove rispetto al monachesimo
classico. Quindi egli afferma la possibilità della novità. Egli inoltre accentua la
dimensione escatologica, ciò che è ancora da compiere, se c’è la possibilità di una
novità, significa che c’è ancora qualcosa che dobbiamo fare, cioè che il disegno di Dio
deve essere ancora completato nell’anima e nella chiesa, che bisogna arrivare una
pienezza non ancora raggiunta, si tratta della conversione dei singoli e delle strutture.
Qui recupera la figura di Francesco, egli sottolinea in particolare la sua povertà,
Francesco è l’esempio concreto di questa novitas che lo spirito santo può realizzare,
quindi si tratta della possibilità che lo spirito Santo porti a compimento nei singoli e
nella chiesa la pienezza cristologica racchiusa nell’evento di Cristo. In questo modo
recupera l’idea medioevale dell’exidus e dell’reditus.
Per i medioevali l’uscita (exidus) di tutto mediante la creazione da Dio e il ritorno (reditus)
mediante la storia di tutto a Dio. Bonaventura nella sua opera Itinerarium mentis in Deo si tratta di
una mappa che ci permette di arrivare alla meta del nostro cammino, nel prologo dice che come un
povero nel deserto sente il bisogno di staccare la spina e di andare sulla Verna. Francesco è il
modello di come lo spirito Santo opera questa novitas, lo spirito Santo opera un’unica novità: quella
della santità. Nella teologia moderna il tema della storia è stato fortemente recuperato; nasce la
teologia come storia della salvezza; il di svelarsi di Dio nella rivelazione viene messo a tema nella
storia della relazione tra Dio e l’uomo.
Storia abitata dalla trinità: padre, figlio e spirito Santo
La storia abitata dal padre: è il luogo dell’azione del padre, ciò significa parlare della
provvidenza, realtà messa in discussione del mistero del male, essa è anche messa in discussione del
mistero del bene. Se Dio agisce nella storia dell’uomo ha significato la libertà dell’uomo? Che
esista la provvidenza è affermato già prima della venuta di Cristo. La novità del cristianesimo che è

la creazione scaturisce dall’amore, quindi c’è un prendersi cura che è la provvidenza del padre di
tutte le sue creature, Gesù parla di questa provvidenza verso tutte le creature, Dio a cura anche delle
minime creature. Dio fa splendere il sole sui giusti e sugli ingiusti; Dio è provvidente anche nei
confronti dei malvagi.
Il catechismo della Chiesa cattolica afferma quanto segue:
1. provvidenza: disposizione attraverso le quali Dio porta la creazione al compimento, Dio fa sì
che le creature diventino loro stesse, che arrivino alla pienezza della loro identità.
2. Dio agisce in tutte le creature attraverso le cause seconde agisce sempre la causa prima.
Autonomia delle creature, Dio le ha volute autonoma. Questi due aspetti vanno messi
insieme.
3. Il male c’è, non è chiaro perché esista, ma è certo che Dio anche dal male tra il bene, il male
resta ma Dio è provvidenza perché anche da esso trae il bene per chi lo ama.
4. Le vie della provvidenza ci restano sconosciute. Come un dramma misterioso la realtà del
male, il bene è una realtà misteriosa che opera in modo più silenzioso. Misterioso è il male,
e misterioso è Dio capace di aprire una strada dove sembra che non sia possibile. La
provvidenza consiste nel fatto che Dio dispone tutto perché le creature raggiungano la loro
pienezza nel ricapitolare tutte le cose in Cristo. Dio dispone tutto nella storia affinché io mi
possa configurare Cristo. La provvidenza del padre e Cristo.
21.04.2015
La presenza di Cristo nella storia
Cristo è il signore del tempo, basta pensare alla calenda della veglia di Natale, dove tutti gli
avvenimenti sono ricollegati alla persona di Gesù, si pensi poi anche la veglia pasquale nello
specifico alla benedizione del cero pasquale, Cristo e l’inizio del tempo. Il tempo è creato insieme
allo spazio; è l’arkè dice Giovanni, e il principio della creazione, all’inizio c’è il logos per mezzo
del quale tutto è creato, Cristo è l’alfa, e l’inizio del tempo.
Cristo è il centro del tempo; è al centro della storia come dice la calenda, per noi cristiani è
giusto distinguere il tempo prima di Cristo e d.C.
Cristo è alla fine del tempo, l’ultima fase della glorificazione di Cristo è la parusia, la venuta
di Cristo nella gloria.
Cristo è oltre il tempo la piena comunione con il padre avverrà avverrà attraverso l’umanità
glorificata di Cristi. Il tempo com’è alla luce della presenza diffusa di Cristo? È un tempo tra il già
e il non ancora è un frattempo, questa è la sua caratteristica in quanto Cristo è al centro di esso. Da
un certo punto di vista tutto è compiuto, dice Gesù mentre spira (Gv) quindi più che una novità c’è
da attendere il rinnovamento del tempo, tutto è già compiuto ma non pienamente espresso.
Cristo è colui che fa del nostro tempo un tempo riempito dalla lotta tra bene e male, ma un
tempo in cui è stata inserita la sua libertà umana di obbedire a Dio. Ciò fa si che il tempo sia
salvato. Com’è allora il tempo con Cristo? Vi sono tre aspetti che lo caratterizzano:
1. tempo consacrato
2. tempo di pellegrinaggio
3. tempo accompagnato
Tempo consacrato, questa l’obbedienza di Cristo ciò fa sì che il tempo sia redento, il tempo è lo
spazio nel quale dobbiamo esercitare la nostra libertà, a partire all’evento della libertà di Cristo e
della sua obbedienza al padre dobbiamo escludere l’apocatastasi è la reincarnazione, dobbiamo

Questo però è anche un tempo accompagnato. Matteo scrive per gli ebrei diventati cristiani. Ogni giorno è l’oggi di Cristo che promette la sua compagnia: il tema della provvidenza del padre si ripropone con questa relazione tra Cristo e il tempo: Cristo al centro del tempo. a questa funzione epiclettica. è necessaria questa epiclesi continua perché la compagnia promessa da Cristo si realizzi grazie allo Spirito Santo. Lo spirito Santo è colui che lavora nel cuore di ogni uomo. 1. Mi salverò o non mi salverò? Nella speranza siamo salvi. ne parla San Paolo il quale ribadisce questa lotta tra il bene e il male a cui cristiano deve partecipare. Conferimento di un potere “mi è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” 2. Gesù resta nella storia e accompagna il tempo. Lo Spirito Santo è il culmine della storia della salvezza. Giovanni presenta l’escatologia già realizzata nella vita della Chiesa. e e le ultime parole presenti nel secondo libro delle cronache 36. Tempo di pellegrinaggio. Il compito dello spirito Santo: Se al padre attribuiamo alla creazione. e quindi un tempo consacrato dall’obbedienza di Cristo. promessa di accompagnamento: questa è la promessa di Cristo. all’interno di ogni uomo.esprimere la nostra azione con Dio o contro Dio. all’inizio e alla fine del tempo. Tutto è per Dio contemporaneo. È un tempo di pellegrinaggio perciò l’esito finale non è assicurato. parte da Gerusalemme ma non si ferma qui 3.23. al figlio la redenzione. 2 Cronache: queste sono le ultime parole dell’antico testamento e da essa emergono tre elementi: 1. la certezza della salvezza finale c’è la giochiamo ogni giorno. il tempo è accompagnato dalla sua presenza “io sono con voi tutti i giorni” l’eternità non è da intendersi come atemporalità ma come continua contemporaneità. Abbiamo un tempo di pellegrinaggio ma abbiamo un orientamento. allo spirito Santo la santificazione del tempo consacrato da Cristo. strumento di santificazione del tempo. Dio è presente in ogni tempo non è fuori dal tempo. Come andrà a finire? C’è già il principio di redenzione che è la libertà umana di Cristo e ci sono i martiri che accompagnano la chiesa pellegrinante. in questo modo attraverso la liturgia l’eterno entra nel tempo e viceversa. Gesù non è fuori dalla storia ma è eternamente il contemporaneo. ma la pienezza di questa consacrazione è affidata allo spirito Santo. dobbiamo vedere le ultime parole di Gesù nel Vangelo di Matteo. Si pensa la liturgia delle ore. il conferimento di un potere “il signore re del cielo mi ha concesso tutti i regni della terra” 2. 2. c’è un rapporto con Gerusalemme “costruire un tempio a Gerusalemme” 3. all’anno liturgico. è il dono del padre e del figlio nella pentecoste e perciò orienta la storia in due modi: 1. al giubileo. la grazia lavora invisibilmente nel cuore di ogni uomo. la storia può finire bene perché la grazia misteriosamente lavora in tutti. sappiamo dove deve essere orientata la nostra libertà umana. c’è questa lotta tra il misterium salutis e iniquitatis. attraverso la liturgia. universalizzare l’evento di Cristo. La comunione con Dio “chiunque…” Matteo:” è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra…” Si ritrovano gli stessi tre elementi precedenti. Lavora anche in modo sicuro nella chiesa. lo spirito Santo è presente nel tempo santificando tutte . Tempo accompagnato.

se non passiamo da quest’esperienza di sofferenza non nasciamo. lato oscuro dell’infanzia e il suo non voler uscire da essa. l’adolescente deve essere aiutato a capire qual è la meta di tutti i desideri: Dio. quando moriva qualcuno si portavano anche i bambini. questa fase è attraversata dalla sofferenza. qui t’accorgi che esse non sono state mantenute. per nascere bisogna passare attraverso un non morire. nella noia. l’uomo non ha sempre saputo come si nasce. La nascita oltre a parlarci dell’assoluto ci parla del mistero pasquale. La vecchiaia è invece concentrazione sull’essenziale. La seconda esperienza di frattura consiste nel superare questa simbiosi per passare all’età adulta. Nell’antichità la morte era un evento condiviso. Per quanto riguarda l’età della maturità questa è la fase nella quale si assumano le responsabilità. passare dai si dell’infanzia ai no. c’era quindi una preparazione alla morte. Altra strategia alla quale assistiamo a quella della spettacolarizzazione della morte si pensi negli ultimi tempi all’ISIS. la vita si va spegnendo. allora divaghiamo così non moriremo anche noi di infarto. aver capito ciò per cui vale la pena arrabbiarsi e ciò per cui non vale la pena. ad esempio in ospedale si sa mettere un paravento davanti al morente e si fa finta di nulla. l’unione sessuale la morte. e lui che orienta l’incontro con Dio. la nostra storia personale inizia con la nascita. dove si esprimono le proprie potenzialità. Come la nascita di Gesù è stata sulla croce. Dalla nascita inizia l’esperienza della vita. Oggettivizzazione della morte cerchiamo di evitare questo tipo di morte ad esempio di che cosa è morto. La nascita quindi interpella l’uomo. C’è qualcosa di sacro nell’ingresso di un nuovo essere nella storia. Bisogna imparare a dire sì ai no. la vita è divisa in quattro fasi: l’infanzia. La storia personale. ci sono degli spazi sacri tra cui la nascita. La nascita è un mistero. vedremo la nascita. La meta del nostro desiderio è Cristo. L’infanzia è il tempo della fiducia. quando un bambino nasce piange per chiedere la frattura di una simbiosi. Oltre alla storia universale c’è la nostra storia personale. c’è rimozione della morte. percepisci che la morte si avvicina vieni messo da parte. il ciclo della vita guidata e salvata da Cristo.le realtà in particolare il tempo. l’uomo e la donna nella natura devono accettare di consumarsi per portare luce come avviene per il cero pasquale. l’alimentazione. la giovinezza. vi è una mancanza di . Altra strategia adottata oggi dinanzi a la morte è quella della privatizzazione della morte. ci si può rifugiare nella frustrazione. le sue quattro fasi e la morte. un’altra strategia quella della demitizzazione ovvero fin quando sono vivo la morte non c’è perciò perché mi devo preoccupare?. e poi c’è un cambio di alimentazione egli passa da quella continua. Iniziamo con le fasi della vita. il figlio è un dono di Dio. il non accettare di diventare adulti si pensa la sindrome di Peter pan. poi c’è l’esperienza della sofferenza perché c’è un cambio di temperatura rispetto al grembo materno. la maturità e la vecchiaia. oggi l’atteggiamento nei suoi confronti è cambiato. al doverla ricercare. anche questa ha un lato d’ombra rappresentato dalla delusione. il tempo della saggezza il tempo in cui si è capaci di individuare ciò per cui vale la pena. Interrogativo di infarto. La giovinezza invece la fase della metamorfosi. Essa è attraversata dalla grazia. di apertura all’assoluto. Tutta la trinità è presente nel tempo. una fase di cambio continuo. Ciò è un nonna prendere posizione davanti ad essa. il bambino è circondato da attenzioni e fa esperienza di comunione. il giovane vede il futuro davanti a sé in cui si vuole tutto. mentre durante la giovinezza la vita che faceva delle promesse.

Dio dà il soffio vitale ma allo stesso tempo se lo riprende. Essendo certo senso non esiste perché è l’ultimo avvenimento della vita. con due prospettive una più ebraica e una più ellenistica. La . le torture eccetera c’è una vita che una tortura e che pertanto è un’anticipazione della morte. Gli atteggiamenti da assumere nei confronti della morte per non negarla sono i seguenti: 1. Se è vero che la vita è comunione e la morte assenza di relazione. Dopo la morte si va nello sheoll. Alla morte naturale si affianca una seconda morte. connotazione negativa della morte e del culto dei morti. egli fa dell morte l’estremo geto della sua storia di obbedienza. che può essere ascendente discendente. che struttura l’uomo e fa parte della sua identità. La novità è data dalla morte di Gesù. non c’è nulla di buono nella morte. è vero che essa è vista nel rapporto con il peccato che è assenza di relazioni con Dio e con gli altri. la seconda consiste nell’imparare a gustare il piacere della quotidianità. la sua filialità trova il culmine nella morte. C’è questa associazione tra morte peccato perché hanno a che fare con la rottura con Dio. questa della sua morte è una realtà complessa. L’altro schema a cui si dà risposta ciò è più ellenistico. il giusto che muore è Gesù. Gesù entra nella storia. quella derivante dal peccato che stravolge quella naturale. Si nasce e si muore. perché se dobbiamo morire che senso alla vita? Questo atteggiamento coltiva l’apatia. 2. Girò all’esperienze di non vita come ad esempio la schiavitù. la vita è comunione. Quella ebraica risponde alla domanda “come mai ci Dio ci fa finire tutti allo stesso posto? È organizzata sul tema della risurrezione. Anche gli antichi greci definiscono l’uomo immortate. la sete di Dio che si trova nell’uomo non è altro che la fame e la sete di Dio che dona la vita. la sua morte è la redenzione della morte. La partecipazione un funerale mi proietta in anticipo al mio funerale. questo è lo schema più ebraico. le relazioni con Dio e con gli altri. 3. Altro atteggiamento è quello che fa della morte un avvenimento costitutivo. essa ci sta con il fiato sul collo. come può Dio non essere il signor di tutto? Come può esserci qualcosa su cui Dio non eserciti il suo potere? Come può trattare indistintamente che vissuto vicino a lui e chi vissuto lontano? Nasce una teologia retributiva oltre la morte. Per antico testamento la vita è il bene supremo. Quindi morte peccato hanno a che fare con la lontananza da Dio. la morte assenza di rapporto. sono esperienze che ci dicono che qualcosa si va perdendo. anche la morte. parliamo del libro della sapienza “l’anima dei giusti è nelle mani di Dio che pronuncia l’ultima parola” la morte è un nemico dell’uomo e di Dio. il peccato quindi la rende peggiore. il senso va cercato nella vita. Gregorio magno parla di vicinanza della morte. l’ultimo avvenimento della mia vita. La morte fa parte della natura. ricordate la storia dei sette fratelli maccabei?! La madre dice non vi preoccupate perché chi vi ha messo fuori dal grembo vi farà anche rinascere. la vita tuttavia è data in prestito. è il luogo della completa auto donazione del figlio. idem l’esperienza di perdita delle con cui la relazione finisce male. La morte del giusto. oppure l’invecchiamento. La prima consiste nel voltare le spalle alla sofferenza nell’evitarla come fa il buddismo. Qual’è il messaggio biblico dell’antico testamento sulla morte? 1. finiscono i contatti.umanizzazione della morte che corrisponde a una mancanza di umanizzazione della vita. Dio è il Dio dei vivi non dei morti. tutto Gesù ha reso nuovo. considerare la morte l’avvenimento della fine.

il male e vinto dall’amore crocifisso. percè è l’estremo gesto di solidarietà con noi che siamo suoi fratelli. Essa è anche il passaggio da questo mondo al padre e a Gesù. l’uomo sarebbe stato esentato dalla morte se non avesse peccato. sarebbe terribile vivere eternamente in queste condizioni. quotidianamente viviamo il martirio. noi percepiamo la morte come fine della vita nel tempo. La morte è la fine del pellegrinaggio. Oppure egli dice: saremo sempre con il Signore. è un sollievo. L’amore è vulnerabile ma è più forte del male della morte. l’anima. c’è quindi uno stato intermedio. Non moriamo interamente. ma ciò non significa che l’uomo non è stato creato immortale. prima della caduta dell’uomo. Conclusioni sul mistero della morte. fine come ultimo momento della vita.05. ci prepariamo a una buona morte attraverso una buona vita. La morte così come la conosciamo è conseguenza del peccato originale. è qualcosa che appartiene alla storia con la faccia rivolta all’eternità. La strada da seguire la seguente. cìò significa che per un dono soprannaturale l’uomo sarebbe stato mantenuto in vita e non che era immortale. inizia dopo la morte una fase intermedia in attesa della risurrezione finale. in attesa della risurrezione della carne sopravvive l’io dell’uomo. Per Giovanni è il passaggio da questo mondo al padre. Il cristiano è chiamato a vivere e morire in Cristo. fino a quando siamo nel tempo possiamo decidere per l’eternità. La morte è l’estremo gesto di amore di Gesù e manifesta che non c’è amore più forte dell’amore crocifisso. tutti invecchieranno sarebbe un mondo pesantissimo. talis vita. Gesù entra nello sheoll e porta la sua morte redentrice. Però c’è stato il peccato. Il battesimo ci fa partecipare sacra mentalmente alla sua morte. ciò non significa che la morte non ci sarebbe stata. l modo in cui moriremo non è indipendente da come abbiamo vissuto. La morte è per paolo un cammino di amicizia essere sempre con il Signore. La morte è un evento drammatico nel quale possiamo perdere tutto guadagnare tutto per questo bisogna accompagnare con la preghiera che saper vivere questo momento in cui ci si può giocare tutto.2015 . finis vita cioè com’è stata la vita così sarà la morte. c’era l’albero della vita del quale si poteva cibare. si muore come si è vissuto. confine invece come qualcosa che si trova di qua e di là. secondo il magistero. deve accompagnare la morte essa deve essere richiesta. Nello stato prelapsario. Gesù fratello tra i fratelli scende agli inferi. essere con crocifissi e sepolti e risorti con Cristo. essa e il fine il confine. Paolo dice che non sa cosa sarebbe meglio se essere sciolto da questo corpo o essere sempre con il Signore. ma che non ci sarebbe stata come la conosciamo ovvero morte segnata dalla natura umana. 5. Ma anche dal punto di vista esistenziale. Possiamo definirla come l’ultimo tocco che diamo al quadro della nostra esistenza. Come la grazia deve accompagnare la vita. fare tutto in Cristo e morire in Cristo questo ho morire è sia sacramentale che esistenziale. e la morte ha la seguente fisionomia : la morte è un rimedio. la comunione di amicizia con Gesù e la comunione con il padre. Alla luce di tuttociò la morte si configura con il dies natalis.morte è per lui la manifestazione non solo della filialità ma della sua fraternità. ma dopo non ci sono cambiamenti. Perciò è necessario alla vicinanza con la preghiera sia per gli altri che per noi. dell’albero della conoscenza del bene e del male no. sperimentiamo la comunione con Cristo il morire con lui. un transito verso una comunione maggiore. c’è già una retribuzione immediata nel bene e nel male. Si può cambiare prima di essa. la morte quindi è un rimedio.

Come finirà tutto non lo possiamo dire. dove regno di Dio significa rete di relazioni redente. quando il sovrano doveva recarsi in una determinata regione. La dimensione escatologica nel messaggio del Gesù storico. questo è il regno di Dio tra noi ovvero convergenza sul bene comune. c’era tutta una preparazione. e li collega il messaggio della sua persona di messaggero. visto come imminente. realizzata. Già nella predicazione del regno di Dio c’è tutto ciò. trattano la problematica escatologica. Il re non va interpretato nell’ottica del potere. La parusia si rifà anche alla figura ebraica della gloriosa venuta di Dio: le immagini sono attinte dal giorno della celebrazione gloriosa di Dio nel tempio. È Gesù non è un dato antropologico ma teologico. Già nella predicazione di Gesù vi è una forte componente escatologica legata all’annuncio del regno di Dio. La parusia.Escatologia. Dei Verbum: la rivelazione pubblica è conclusa e non ci saranno altre rivelazioni pubbliche. il re nella prospettiva biblica non domina ma fa entrare un lievito di risanamento nelle relazioni. l’escaton nel Vangelo. . è al di là del cosmo.Segni sacramentali: soprattutto nell’escatologia giovannea. siamo chiamati a vigilare. dal punto di vista escatologico non c’è nulla ad aspettare dopo la venuta di Gesù. che non riesce a pronunciare la frase “ferma ti istante” tu sei il mondo come dovrebbe essere. Parusia: epifania. mai potremmo dire ciò. questi sono i cieli nuovi e la terra nuova dove è la comunità che regna. l’amen dell’uomo proiettato a Dio. evento della venuta nella gloria. La Pasqua è la premessa della parusia.Quella dei Magi. i primi cristiani sono consapevoli di una triplice epifania: . caparra. più anticamente questa teoria si chiamava incarnazionismo: rileggeva il messaggio del cristianesimo in modo intramondano. Viviamo comunque in questo frattempo tra il già e non ancora. il lievito dell’amore. con lui l’escaton è entrato nella storia. imperatore che mette in unione terra e cielo.Parusia: di nuovo verrà nella gloria: da questa dipende la prima cristologia del maranatà. Tutto ciò che Gesù annuncia si realizza nella sua persona. Sappiamo comunque che in questa storia vi è un’altra libertà umana orientata a Dio. orientare la nostra libertà nella giusta direzione. dove gli uomini possono accettarsi come fratelli e amici. Gesù è il primo all’ultimo. nella parusia si verifica in modo pieno. . nell’evento dell’incarnazione culminante della risurrezione. La congregazione della dottrina della fede nel 1979 e la Spe salvi. ciò che avviene come promessa. che si compie nella celebrazione della liturgia. L’escatologia non è un insieme di dottrine ma è Gesù stesso. quella di Cristo. potrebbe l’umanità a rifiutare l’offerta del regno di Dio. manifestazione di Cristo. “Di nuovo verrà nella gloria a giudicare i vivi e morti” il modello della parusia è il modello dei racconti della visita dei sovrani. il nuovo testamento usa modelli per parlare di essa che ricalcano la visita dell’imperatore romano. Non è un discorso sull’uomo scollegato da Cristo ma è l’ultimo capitolo della cristologia. veniva vista la realizzazione del regno di Dio nel sociale. che l’amore è la regola delle nostre relazioni. nell’umiltà della condizione umana . non è vero ciò. Gesù afferma che esso è in mezzo a noi. nel progresso ma esse non sono coincidenti in realtà con esso. Goete: Mefistofene offre a Faust la soddisfazione di tutti i desideri in cambio dell’anima. sono erronee le dottrine del chiriasmo secondo le quali allo scadere dell’anno 1000 il regno di Dio verrà in terra.

Possiamo dire quindi che a Parusia. non pensate ai segni ma preparatevi. L’anticristo in questa prospettiva e colui che perseguita la chiesa. imperatore che racchiude prerogative divine sociali. che deve essere eliminato per far sì che il male emerga perché il signore lo distrugga. quindi questi segni sono caratteristici di tutte le generazioni storiche.3-10. 2° gruppo di segni: è collegato alla figura dell’anticristo. e dall’interno della chiesa che viene l’anticristo. il signore potrà distruggerlo e annientarlo con la sua venuta. Ci saranno tutte le catastrofe. 1Gv 2. che frena la figura dell’oppositore. poi si parla di guerre persecuzioni contro i cristiani e dell’invito a fuggire sui monti. Tutti questi eventi succitati nella storia si sono verificati continuamente. I segni della parusia. questo è il compito del cristianesimo. All’imperatore venivano sottoposte delle cause che doveva risolvere. l’escaton è legato a Cristo. questo invita Gesù. Le cause meno importanti le risolvevano i delegati.18-22. Nei sinottici vi è da parte di Gesù la volontà di non dare segni. quella mentalità secondo la quale tutto il giusto tranne l’essere cristiani. L’eliminazione di chi lo frena è provvidenziale perché il male emerga e venga eliminato. c’è bisogno che qualcuno freni il male.18-22: l’anticristo si colloca sul piano della verità. con le più importanti spettavano a lui. guerre e persecuzioni dei cristiani. nell’apocalisse esso è l’imperatore romano. catastrofe legate all’ambiente nel quale viviamo. di quelli che vengono dopo Cristo. sono i divulgatori di eresie che negano la dottrina dell’incarnazione di Cristo. poi c’è qualcuno che ferma la manifestazione dell’anticristo. se non il segno della predicazione di Giona ovvero di Gesù. non si riferisce alla sua generazione contemporanea ma alla nostra. Deve essere tolto chi lo trattiene: la santità della Chiesa. 1Gv 2. La bestia e l’impero. ciò che avviene già nella liturgia in forma sacramentale avrà compimento nella parusia. 2Ts 2. Si parla qui della pienezza della signoria di Gesù. ciò che è importante e vigilare. Il messaggio è il seguente: vigilanza e conversione. la pienezza quindi non è sul giudizio ma sulla pienezza del potere. Ap 13. . egli si rifiuta di dare segni. ognuno faccia ciò che vuole purché il cristianesimo venga annientato si pensi alle teorie gender. NT: 1° gruppo di segni: catastrofi naturali. della sua signoria nella quale vi è anche il potere di giudicare i vivi e i morti. il nostro il tempo del combattimento tra il bene il male. quella dopo la sua prima venuta. perciò noi siamo l’ultima generazione di cui parla Cristo. Impero della violenza. il nemico ha paura della santità. quando Cristo dice non passerà questa generazione. Quindi chi è l’anticristo? Papà Francesco cita il libro “il padrone del mondo”egli vuole dire che l’anticristo è la mentalità che oggi vuole avere il monopolio. Questi segni possono essere collegati a ogni generazione. È da sempre che l’uomo afferma che vi saranno cambiamenti climatici. 2 Ts 2. serve però qualcuno che faccia fuori l’oppositore. un potere che frena (KATETON). ma ogni figura che pretende di occupare il posto che spetta Dio. Si pensi ai martiri che vengono fatti fuori dal male. è il culmine della liturgia.1-18. Il male solo se emerge.3-10: messaggio sulla figura dell’oppositore. ci rifacciamo all’apocalisse di Marco del capitolo 13. verranno falsi cristi e profeti. sono segni cosmo logici. Nel simbolo ci dice cosa verrà fare il signore nella gloria: giudicare i vivi e morti. e quindi una mentalità da combattere. ma è un bene che il male emerga perché il signore lo distrugga con il soffio della sua bocca.

12. questo è un evento .Caratterizzerà tutto l’uomo. cosa succede nel frattempo? Indipendenza della risurrezione di Cristo c’è la nostra risurrezione. Non è un problema questo ritardo della venuta di Cristo.vita eterna 1. Essa non ha un criterio di tempo cronologico ma a un criterio cristologico. Gesù si colloca in questa prospettiva la risurrezione sarà un evento dipendente dalla risurrezione di Cristo. riguarderà non solo ciò che sopravvive alla morte. dalla risurrezione di Cristo.Collegata alla parusia: ciò che avviene come promessa Pasqua verrà mantenuto nella parusia. ossia non vuol dire che se Israele non si converte non ci sarà la fine del mondo. 1Ts: consapevolezza che la parusia sia qualcosa di imminente. .giudizio. Momento della parusia. con una l’irruzione dell’eternità nella condizione umana.Riguarda tutti: sarà un evento universale. che unito a me mediante battesimo ed eucaristia non morirà in eterno. Escatologia realizzata: chiesa giovane ha che vede il signore già presente all’interno della vita della Chiesa.Dipendente dalla Pasqua.15: se l’apostasia di Israele già procurato Gesù. Rm 11.lo stato intermedio e la retribuzione dopo la morte Cosa significa risurrezione della carne? Noi siamo immortali attraverso l’anima. . non dovete lavorare. dalla Pasqua. riguarderà tutti gli uomini. . Indica solo che la conversione di esso porterà a un beneficio più grande. Guardare addio è il primo passo per ripensare l’escatologia. ma fonda ciò che riguarda il Cristo completo che riguarda anche noi che è collegato alla parusia.la risurrezione della carne . Gesù concepisce Dio come il dio dei vivi e non dei morti: io sono la risurrezione della vita. caratterizzerà tutto l’uomo. riguarderà tutti gli uomini.3° gruppo di segni: la conversione di Israele. ma anche la nostra corporeità. giusti ingiusti saranno coinvolti nella sua venuta e nella risurrezione. Tutte le generazioni saranno contemporanea alla parusia. non è che solo perché la parusia è imminente voi non dovete fare niente. Ciò non vuol dire però che la risurrezione dei morti sia collegata alla conversione di Israele. Alla fine il messaggio è: vigilate e convertitevi.la sopravvivenza dell’anima . particolare e universale .2015 La risurrezione nell’ultimo giorno. C’è un errore è il condizionalismo secondo il quale solo i giusti accederanno alla vita eterna. Bisogna vivere l’esperienza gioiosa della presenza di Cristo nei sacramenti. Questo avvenimento sarà dipendente dalla parusia. la sua conversione sarà una risurrezione dei morti. Non vuol dire che la risurrezione dei morti sarà successiva alla conversione di Israele. Parusia: conclusione dello spazio del tempo. la risurrezione dei morti: la fede di Israele più che allo sheoll. Cosa accadrà quando essa avverrà? Dobbiamo seguire questo percorso: . In 2Ts Paolo corre ai ripari. Paolo.risurrezione dei morti alla quale collegare il tema dello stato intermedio . . guarda Dio. La parusia coinciderà con la conclusione della storia. . del tempo. qualcosa inizia a Pasqua e riguarda solo Gesù.05.

Essa è creata e unita al corpo all’atto del concepimento da parte di Dio. non c’è dualismo ontologico nella visione cristiana. Giovanni XXII nel medioevo forzando il testo introduce un doppio stadio di retribuzione: .identità specifica: il nostro corpo alla risurrezione sarà un corpo umano.35-55: come risorgono i morti? Con quale corpo verranno? C’è un corpo animale il cui principio è l’anima. non sarà altro . e l’uomo che sopravvive attraverso la sua anima in attesa della ricongiunzione con il corpo. 1. 2. dire che l’anima è sotto l’altare significa che uno è stato martirizzato e il sangue cola giù dall’altare. ciò che resta è l’aspetto sostanziale. nel corso della vita gli accidenti cambiano. Lo stato intermedio. sostanziale . Il permanere dell’identità con la risurrezione è garantito dall’anima. resta sempre il mio corpo dal punto di vista sostanziale. vediamo Dio faccia a faccia. ma c’è dopo la morte in attesa di ricongiungersi con il corpo il giorno della risurrezione. pienezza antropologica. ciò che è spirito non è composto e quindi non può dissociarsi scomporsi. un giudizio particolare in attesa del giudizio universale il giorno della risurrezione della carne. Se sopravvive la nostra anima.che caratterizzerà l’uomo nella sua integrità. si dissociano perché materiali. vedono Cristo nella sua umanità . Non c’è un’anima senza corpo prima del concepimento. unità tra anima e corpo ed esse non sono in contrasto tra loro. Ap 6.Le anime sopra l’altare dopo il giudizio universale saliamo sull’altare. cosa caratterizza il corpo umano? L’anima. . significa che c’è una retribuzione subito dopo la morte. Non c’è preesistenza dell’anima rispetto al corpo come afferma Platone. la Santissima trinità. essa tende di ricongiungersi con il corpo essendo la sua forma. numerica. Il fondamento della nostra fede: 1cor15. Non c’è un legame accidentale tra anima e corpo. Pertanto l’anima che è immateriale e incorruttibile per la sua stessa ontologia non può scomporsi. Identità: specifica. se noi sopravviviamo attraverso ad essa. godono di un premio provvisorio: vedono l’umanità di Cristo. l’anima da sola non è l’uomo. Cos’è ciò che caratterizza che il corpo sia una realtà che caratterizza l’uomo. allora finalmente saremo noi stessi. È la struttura stessa dell’anima che fa si che se ne apostoli la sopravvivenza nello stato intermedio. il corpo da solo non è l’uomo. L’uomo è unità di anima e corpo. Il corpo è composto da cellule che quando o moriamo si decompongono. Sopravvivenza dell’uomo nell’anima. Dopo la morte dell’anima senza corpo ma essa è a disagio essendo la forma del corpo tende di ricongiungersi con il corpo il giorno della risurrezione.9-11: il grido dei martiri. versare il sangue significa dare la vita. è un articolo di fede: aspetto la risurrezione dei morti. corpo spirituale e un corpo il cui principio vitale è lo spirito Santo. l’anima.Le anime sotto l’altare sono in attesa della parusia.identità numerica: sarà il corpo che ho adesso. del giudizio universale. fino a quando scorrerà il sangue dei martiri. queste anime si trovano sotto l’altare. il pneuma. Ad esempio l’idea che formulo non può marcire una mela si. La risurrezione della carne. si tratta di una pienezza relazionale. questa pienezza sarà raggiunta attraverso la relazione con Dio e con gli altri.identità sostanziale: che riguarda la sostanza del corpo. Quindi lo stato intermedio dell’anima dissociata dal corpo è uno stato provvisorio. il mio corpo .

L’uomo resta nell’aldilà come ha voluto essere nell’al di qua. È Dio eternamente perso. sebbene tutto è provvisorio in attesa della risurrezione della carne. vedono l’essenza divina senza nessuna mediazione creaturale. Il giudizio grado da solo. quella della risurrezione della carne. Il fuoco: è ambivalente della Bibbia. quando sarà nell’aldilà ciò non potrà essere fatto.Questa prospettiva forzata dava di eresia perché ritardava la retribuzione dei giusti alla seconda fase. e non analogico perché non abbiamo elementi esperienziali. cosa che fanno anche gli ebrei. Pena del senso ti accorgi che è così. cosa che avverrà quando l’anima si ricongiungerà al corpo. nella relazione delle tre persone. fallisce per l’eternità la possibilità di diventare se stessa. ciò che allora cambierà non è il premio ma il modo di relazionarci con Dio. Parlare di Dio e vita eterna come vedere l’essenza di Dio.il mistero trinitario e descritto in modo essenzialista. Anche qui ci sono degli aspetti un po’ deboli: . attraverso le sue decisioni individuali. così come avrai disperato per tutta la vita facendo di un di otto immagine somiglianza. la morte eterna dove si sperimenterà la pena del danno: ovvero la privazione eterna della visione di Dio. La morte seconda: nell’apocalisse in San Francesco nel cantico delle creature. Guglielmo da Occam accuserà il Papa di eresia. il fallimento della creatura. non tiene conto dell’umanità creaturale di Cristo e del ruolo che svolge nell’eternità come rivelatore del padre. diverse immagini ce lo descrivono: La geenna: sulle labbra di Gesù questa era la discarica di Gerusalemme. perché sono io che ogni giorno decido da che parte stare. non è trinitario. vi è una prima morte al termine dei nostri giorni è una seconda morte. avendo di auto Dio per tutta la vita lo dirai per l’eternità. Essere in realtà non sussiste in se stessa ma nell’amore. La rilettura di questi dati escatologici in chiave cristologiche trinitario deve essere ancora fatta. La differenza non è nel premio ma nella condizione dell’uomo che senza il corpo gode del premio o della punizione in modo non pieno. ma tutto non si gioca all’ultimo momento. . L’approccio deve essere catalogico. dispererà e per l’eternità. per cui è stata creata. dove vi era un fuoco che smaltire rifiuti. La vita eterna. il cielo è già aperto per i santi e l’inferno per i peccatori. . Benedetto XII con la Benedectus Deus. sulla terra però potrò cambiare. L’umanità di Cristo e il nostro posto nel cielo. Diversamente la creatura fallisce il suo scopo. Diventò me stesso se mi unisco a Dio. qui nella grazia e al di là della gloria. se è accettabile dal punto di vista della retribuzione immediata.Esclusione della mediazione creaturale nella visione di Dio. gli ultimi momenti certo sono fondamentali. egli affermerà che la retribuzione dei giusti e immediata anche se sono in attesa della risurrezione della carne. vorrei sprofondare nel . parla di essenza di Dio. Giudizio universale: primo momento supposto dalla vita eterna. attraverso chi è stato rivelatori di Dio sulla terra vedremo il padre in cielo. perché l’uomo diventa se stesso nella piena unione visione con Dio. risolverà la questione. L’inferno.Quindi: dopo la morte.

C’è la possibilità di perdere Dio eternamente. se ciò non lo farò in vita. ma si stanno purificando. Quindi il male va smaltito. quindi nel campo della battaglia tra il bene e il male via una libertà umana orientata Dio. solo dopo aver fatto ciò avrà la pace. Ad esempio se scrivo libri restano i miei libri. dove vi è beatitudine e contrizione. Il giudizio è stabilito da Cristo crocifisso che è entrato in tutto ciò. Sono anime sante. ma è l’opposto della creatura alitava.L’inferno è una realtà da affermare come conseguenza del rispetto di Dio per la libertà della creatura. delle creature angeliche sappiamo che vi sono creature andate a male. . non è quindi un castigo ma una purificazione. se si voltano le spalle Cristo si sa cosa si fa. esso è definitivo. perché l’atto dell’essere viene dal creatore e non può essere distrutto. Dobbiamo quindi pregare per tutti perché non sappiamo cosa avviene all’ultimo istante della vita dove possiamo guadagnare tutto o perdere tutto.nulla ma non potrei farlo. la Chiesa non può dire che ha perso eternamente Dio. questo male dovrò smaltirlo dopo.La possibilità dell’inferno è drammatica ma è l’estrema conseguenza del dono infinito che Dio ha fatto l’uomo. ad esempio non possiamo dire dove si trovi Giuda. Qui il male non è stata la nota dominante della mia vita perché Dio è misericordia ma anche giustizia. le pene dell’inferno non sono temporanee (apocatastasi).Se dobbiamo affermare la possibilità non possiamo dire chi c’è finito dentro e se effettivamente c’è qualcuna delle creature umane. L’inferno e quindi: . dolore per non aver amato abbastanza e gioia perché le anime del Purgatorio sono anime sante. rifiutando di entrare in comunione con Dio. dolore gioia insieme. quindi finché esistono le conseguenze delle mie azioni io continua a sussistere in qualche modo nel bene o nel male. ma è la creatura che rifiuta Dio. oppure restano le conseguenze delle mie azioni negative le quali possono permanere nel tempo ad esempio nel dolore di una madre alla quale ucciso il figlio. . l’idea è che noi siamo entità relazionali. Da Trento in poi nasce la parola Purgatorio. io posso cambiare fino a quando sono sulla terra. infatti allora si attribuisce grande potenza per questo ci si deve affidare al loro.non è una creazione di Dio. È la conseguenza del dono della libertà. . è una condizione definitiva. solo dopo aver smaltito le conseguenze delle mie azioni malvagie. Il purgatorio. non stanno subendo una punizione. . La Chiesa afferma solo in modo certo chi è nella gloria di Dio attraverso la canonizzazione. Dio non ha creato l’inferno. e l’uomo che implodere. però ammonisce con il magistero e la testimonianza dei santi che ciò non avvenga. il dono della libertà. a partire dalla croce di Cristo la nostra libertà sa cosa fare. ma non chi è nell’inferno.