La Cronaca

V ENERDI 19
FEBBRAIO

2010

31

Lo Sport
Termina 7-0 il test amichevole al Soldi contro l’ottima Berretti di Montorfano

Cremo, attaccanti sotto carica
Doppiette diVarricchio e Guidetti.Musetti sembra aver ritrovato gli stimoli giusti
n test al risparmio. A caratterizzare il test amichevole del giovedì, infatti, non è stata la brillantezza del gioco grigiorosso, né i ritmi troppo elevati. A giocare un ruolo negativo sul piano della manovra ci ha pensato il terreno di gioco pesantissimo per la pioggia degli ultimi giorni. Il resto l’ha fatto un’ottima Berretti che per ampi spazi di gara ha tenuto testa ai grandi della prima squadra, arrendendosi però, alle fiammate degli attaccanti di Venturato che hanno dato abbondanza al punteggio finale. Un sette a zero che non abbassa la media delle sgambate stagionale e che tuttavia non cancella i meriti dei ragazzi di Montorfano. Come abitudine Venturato mischia le carte fornendo poche indicazioni sulla possibile formazione che domenica scenderà in campo dal 1’ contro il Lumezzane. Si comincia con Gori allineato alla retroguardia e Alberto Bianchi che ripassa la parte del centrale nel caso Viali non dovesse riuscire a recuperare in tempo. Un’idea. Davanti all’esterno toscano, poi, ecco schierato l’argentino Villar, penalizzato più di altri dal fondo fangoso, ma sempre incisivo, con Pradolin confermato a sinistra. I grigiorossi, tuttavia, impiegano più tempo del previsto ad ingranare. Donida spadroneggia nella metacampo della Berretti e a Varricchio scappa la pazienza. Per uscire dall’empasse serve un infortunio di Giorgio Bianchi (prestato ai giovani) che, tradito dal terreno, rinvia basso. Zanchetta intuisce e di prima intenzione, dalla trequarti, colpisce il pallone disegnando un mirabile pallonetto che si insacca nella porta sguarnita. Poco dopo il regista abbandona il campo insieme a Fietta: troppo importante preservarli. Al 32’ è Villar ad illuminare. Prende palla a metacampo, supera un uomo di slancio e punta l'area in posizione centrale; al momento opportuno, poi, serve in profondità lo scatto di Varricchio che imbuca all’angolo con un preciso diagonale. Il centravanti si scalda e al 37’, poco prima del riposo, risolve con opportunismo una mischia nell’area di porta e chiude il tempo sul 3-0. Nella ripresa girandola di cambi e - sorpresa - a giovarsene sembra la formazione di Montorfano che con Lucenti, Martani, Scalvenzi e Rossi

U

7-0
CREMONESE BERRETTI
CREMONESE 1° T.: Paoloni, Gori, A. Bianchi, Galuppo, Rossi, Villar, Fietta (25’ Tacchinardi), Zanchetta (25’ Burrai), Pradolin, Coda, Varricchio. CREMONESE 2° T.: Paoloni, G. Bianchi, Sales, Tacchinardi, Cremonesi, Malacarne, Nizzetto, Burrai, Carotti, Gilioli, Guidetti, Musetti. All.: Venturato. BERRETTI: G. Bianchi (st Paoloni), Donida, Gambaretti, Dell’Anna, Bolsieri, Beati, De Geri, Zego, Decò, Guglielmetti, Schiavini. Sono entrati: Agosti, Favalli, Marzaroli, Lucenti, Rossi, Martani, Scalvenzi. All.: Montorfano. ARBITRO: Lorenzo Bettoli. RETI: 23’ pt Zanchetta, 32’ e 37’ pt Varricchio, , 22’ e 23’ st Guidetti, 28’ st Musetti, 37’ st Sales.

LAVORO A PARTE

Doppiette per Varricchio e Guidetti. Anche Musetti (a destra) in rete mette in piedi diverse pregevoli manovre e almeno un paio di azioni pericolose concluse di poco sul fondo. Sull’altro fronte tocca a Nizzetto e Gilioli mettere in movimento Guidetti e Musetti, ma le corsie laterali di Venturato sembrano avere le polveri bagnate, così al 22’ è uno sfondamento di Carotti per vie centrali a riaprire le marcature. Il mediano tocca in area per Guidetti che si lascia sfilare la palla sul mancino e fredda Paoloni con un sinistro secco all’angolo opposto. Conclusione bissata un minuto dopo. Stavolta l’ispiratore della manovra è Musetti e ancora una volta a Max spetta il compito di finalizzare con precisione. Paoloni tocca ma non evita il 5-0. Nel finale i ragazzi della Berretti calano un po’ i ritmi così per la prima squadra è più facile arrivare alla conclusione. Al 28’ la triangolazione Musetti-Guidetti-Musetti è un bel mix di velocita e precisione nello stretto: l’attaccante ex Treviso si presenta solo davanti alla porta e non sbaglia il tocco per il 6-0. Riccardo sembra aver ritrovato le giuste motivazioni e al 37’ è di nuovo lui ad ispirare l’ultima marcatura: bel guizzo sulla sinistra, conclusione velenosa respinta da Paoloni e tap-in vincente di Sales che fissa il punteggio sul 7-0. Non luccicherà di giovedì, ma questa Cremo sembra pronta a fare sul serio. Filippo Gilardi

Prove di tenuta per capitan Viali ma il recupero non è scontato
Completamente recuperato dall’influenza della scorsa settimana Paoloni, l’unico vero dubbio è legato alle condizioni di Viali. Il capitano anche ieri è sceso in campo con una vistosa fasciatura al gnocchio destro infortunato durante l’ultima gara di campionato sul campo dell’Arezzo. Per lui niente partitella ma solo un allenamento specifico sotto lo sguardo vigile di Casati e Barbieri. Per lui esercizi di atletica e prove di tenuta sui cambi di direzione, nello stacco e nel calcio del pallone. Esce sorridendo, ma la sua presenza in campo domenica non è per nulla scontata.

La strategia
Esterni-trequartisti e i terzini spingono
Villar nel primo tempo e Nizzetto nella ripresa sono due esterni anomali, con tendenza spesso ad accentrarsi per la rifinitura. In questo modo Venturato può chiedere ai due terzini (a turno) di spingere sulle corsie esterne. L'alternativa Gori sulla linea arretrata non è casuale.

Osservato speciale
Villar si conferma Pronto al debutto
Il campo pesante non si sposa certo con le sue caratteristiche di giocoliere. Tuttavia Villar conferma di trovarsi bene nel gioco grigiorosso. Parte da destra e si accentra: tenta il dribbling che spesso riesce e quando serve sa essere anche concreto. Bellissimo l’assist a Varricchio. Pronto.

Il dubbio
Se manca il perno difesa da inventare
Tutto dipenderà dal recupero (o meno) di Viali al centro della difesa. La soluzione più probabile sembra quella di riportare Alberto Bianchi al centro con un ballottaggio Cremonesi-Galuppo. A destra l’arretramento di Gori può essere un alternativa all’impiego di Sales.

Best goal
Geniale Zanchetta: gli basta un tocco
L’errore di rinvio di Bianchi non sarebbe poi così grave se la palla non capitasse dalle parti di Zanchetta, uno che il gioco lo capisce prima. Quando la palla non è ancora arrivata il regista vede già la posizione del portiere e della porta. Il pallonetto di prima intenzione, poi, è sublime.

Saranno famosi
Talento in attacco e Donida in difesa
A onor del vero una delle migliori Berretti della stagione (per quanto riguarda i giovedì di test). Molto bene il reparto avanzato del secondo tempo (Lucenti, Rossi, Martani e Scalvenzi), ma su tutti brilla Donida, deciso e puntuale su tutte le chiusure. Non a caso Venturato se lo tiene appresso.

La Cronaca dello Sport
32

V ENERDI 19

FEBBRAIO

2010

BANDIERE

GRIGIOROSSE

/ MASPERO

OGGI COMPIE

40 ANNI

Ricky esulta verso il pubblico, alle sue spalle Verdelli

Con Simoni negli anni della serie A

Atteso dal mediano di turno

Il saluto alla Curva Sud

Il mondo in un dischetto
La carriera di Maspero segnata dai tanti rigori “Senza Cesini non avrei conosciuto la A”

Riccardo Maspero

H

a svolto tutta la trafila nel settore giovanile e disputato otto stagioni in grigiorosso, quattro in serie B, altrettante in A, cavalcando per intero l’onda massima raggiunta dalla Cremonese: è Riccardo Maspero, un centrocampista “moderno” rispetto agli standard dell’epoca in cui ha giocato. Non solo aveva piedi buoni e uno shot sinistro veramente micidiale, ma sapeva stare in campo, aveva carattere, correva e contrastava. Nato il 19 febbraio 1970, Ricky compie oggi quarant’anni: abbiamo approfittato dell’occasione per sfogliare con lui l’album dei suoi ricordi grigiorossi: “Mi riconosco completamente nella Cremonese: i miei genitori mi hanno messo al mondo e la Cremo mi ha messo nel calcio.

Sopra Maspero con Tentoni dopo un gol. In basso a destra con Giandebiaggi ed il trofeo di Wembley

E’ stata la mia vita, la mia fortuna e faccio addirittura fatica a parlare dei personaggi che l’hanno fatta grande perché li sento parte di me. Non riesco ancora a credere che Erminio non ci sia più. Per me Erminio ci sarà sempre: è stato troppo fondamentale per la mia vita e per la mia carriera. Così come non dimentico Mazzia: come Cesini, Bruno è stato basilare nella mia professione, facendomi esordire giovanissimo e insistendo su di me con coraggio. Anche a Simoni devo molto: mi ha fatto capire che, per avere un futuro nel calcio, dovevo seguire i suoi consigli. E che dire di Luzzara e Miglioli, del dottor Anselmi, del massaggiatore Rivetti… Insomma, la Cremonese era realmente una famiglia e la squadra non poteva non crescere bene, visto che poggiava su basi molto solide”. Tralasciando la famosa “fossetta” scavata sul dischetto ai tempi del Toro e fatale Salas in un derby della Mole finito 3 a 3 e, stando ai si dice, già attuata con successo ai danni di Costacurta in un Milan-Cremonese del ‘94, possiamo ri-

percorrere l’avventura cremonese di Maspero guardandola dalla singolare angolazione dei calci di rigore che hanno scandito e caratterizzato le sue presenze in grigiorosso. Partiamo da Pescara, 25 giugno 1989. Lo spareggio per la serie A con la Reggina si decide ai calci di rigore: “Quando penso a quell’episodio, mi dico che sono stato un folle! Ero giovanissimo e non so quanta fiducia avessero in me i miei compagni. D’altra parte, se avevano deciso di affidarmi quel compito, vuol dire che ritenevano avessi le giuste qualità tecniche e mentali per farlo e che ero pronto per giocare a quei livelli. Forse mi aveva tranquillizzato l’errore del “Magico”: se aveva sbagliato lui, avrei potuto farlo anch’io”. Nel giugno 1990, la squadra Primavera allenata da Cesini affronta allo Zini la Roma di Spinosi, già fermata al Flaminio sullo 0 a 0, nel match di ritorno della finale valida per lo scudetto di categoria. A dieci minuti dalla fine, con la Roma avanti 3 a 2 ma in dieci uomini, c’è un rigore per noi: “Arrivare dalla prima squadra e sbagliare un rigore in una partita così importante è uno dei crucci che mi hanno segnato. Mi spiace molto ancora oggi, perché avrei potuto regalare una grossa soddisfazione alla Cremonese e allo stesso Cesini. Dopo Frigé, Nolli, Gatti e Sudati, “Ceso” è stato il mio ultimo allenatore nel settore giovanile, e ricordo che con lui piangevo spesso, perché non mollava mai niente: se io, però, non avessi incontrato Luciano Cesini, non avrei avuto né carattere né capacità di soffrire e, probabilmente, non sarei mai arrivato in serie A”. Saltiamo a piè pari il periodo Burgnich-Giagnoni e andiamo direttamente a Wembley, sul dischetto ad inizio ripresa sul risultato di 1 a 1: “Una manifestazione cominciata senza crederci più di tanto poi, piano piano, siamo cresciuti sino ad arrivare alla finale e, anche quella volta, in caso di errore, avrei avuto un’attenuante, visto che nel primo tempo aveva già sbagliato Nicolini. Già giocare a Wembley non è da tutti, fare gol in quello stadio, poi, è un’impresa che rimane nella storia. Il Trofeo, che ho tenuto a casa per due giorni prima di riportarlo in sede, il gol e la felicità dei nostri tifosi, pur numericamente soverchiati dagli inglesi, saranno per sempre nella mia bacheca personale”. Con Simoni hai conquistato la storica salvezza in serie A poi, dopo un campionato alla Sampdoria, il tuo ritorno a Cremona è coinciso con l’inizio della parabola discendente della Cremo di Luzzara: “Paradossalmente l’ultimo anno di Simoni è coinciso con la mia miglior stagione a Cremona, coronata da ben otto gol segnati (tre su rigore, ndr) e dall’essere stato nominato il secondo miglior centrocampista della A, dietro al doriano Mihailovich”. Poi l’ultimo campionato in grigiorosso, in B con Silipo e Sonetti, con i due penalty falliti nella stessa partita, allo Zini con il Cosenza: “Il primo non era neanche male, ma me l’ha preso. Ho voluto poi calciare il secondo ancora dalla stessa parte e il portiere (Amato, ndr) mi ha beccato anche quello. E’ stata una di quelle stagioni che cominciano male e finiscono peggio, anche perché, probabilmente, la squadra era stata sopravvalutata. C’era qualche scommessa di troppo, come usava fare il grande Erminio: mancava sicuramente qualcosa per vincere il campionato, ma non si poteva pensare di retrocedere”. In quella stagione hai segnato il tuo ultimo gol con la maglia grigiorossa, ancora su rigore, allo Zini contro il Palermo, la settimana prima della retrocessione matematica in serie C: “Una

grossa delusione per la Cremonese ma anche a livello personale perché, per risalire, ho dovuto soffrire alcuni anni. Dal ’97, sono tornato protagonista in serie A diversi anni più tardi, dopo essere rimasto senza squadra, finché, ancora tramite Simoni, ho avuto la possibilità di allenarmi con il Torino”. Ti va di raccontare qualche episodio particolarmente curioso? “In effetti ce ne sarebbero tanti, ma prefer isco r imarcare che, in quegli anni, siamo stati davvero grandi: tutti, dalla dirigenza ai giocatori ai tifosi. Eravamo nell’Olimpo del calcio quando sembrava impossibile starci: preparavamo le partite nel nostro covo, la trattoria di Corrado a Livrasco, davvero a pane e salame”. La maggiore soddisfazione in grigiorosso ? “Le gioie sono state parecchie, Wembley è stato bellissimo ma, potessi scegliere, baratterei volentieri qualsiasi vittoria con la salvezza nel ’97”. Storie di derby con Juve e Piacenza: “Il Fanfulla è la squadra della mia città e ha la maglia bianconera: in attesa di rientrare al Toro, mi sono allenato per un periodo con loro senza mai indossarla. Poi, però, sono tornato a Lodi quattro anni dopo e ho dovuto cedere, anche perché la seconda maglia, giallorossa come i colori del Comune, non aveva portato bene nella prima occasione ed era stata scartata. Con il Piacenza, però, nessun tentennamento: Maspero è Cremona, punto e basta!”. La tua carriera è ruotata intorno ai calci di rigore: ti è mai mancato il coraggio di calciarli? “Un giocatore deve avere l’ambizione di essere protagonista e quando mai, in una partita, ti capita di tirare da undici metri senza aver davanti nessuno? Ho sempre sperato che, in ogni partita, ci fosse almeno un calcio di rigore, perché aumentassero le mie possibilità di fare gol e mi sono sempre allenato e impegnato per perfezionarmi nella tecnica per farmi trovare sempre pronto”. Angelo Galimberti

Nato a Lodi il 19/02/1970 Centrocampista Cresciuto nella Cremonese
Carriera: Stagione

Squadra

Cat. Presenze Gol 30 12 31 17 35 33 21 34 36 6 7 10 14 1 29 29 3 9 17 30 34 0 1 1 1 6 6 4 8 6 0 0 0 0 0 7 3 0 0 0 13 8

1988-89 1989-90 1990-91 1991-92 1992-93 1993-94 1994-95 1995-96 1996-97 1997-98 ottobre 97 1998-99 gennaio 99 1999-00 2000-01 2001-02 2002-03 gennaio 03 2003-04 2004-05 2005-06 2006-07 2008-09 2009-10

Cremonese B Cremonese A Cremonese B Cremonese A Cremonese B Cremonese A Sampdoria A Cremonese A Cremonese B Lecce A Vicenza A Perugia A Reggiana B Lecce A Torino B Torino A Torino A Fiorentina C2 Fiorentina B Fiorente BG D Fanfulla D Fanfulla D S. Paolo d’Argon Ecc S. Paolo d’Argon Ecc

2 convocazioni in Nazionale Under 21 2 convocazioni in Nazionale Under 21 Serie B Presenze/Gol nella Cremonese 228/29 Esordio: 18/09/1988 (Cremonese-Monza 1-1) Esordio in Serie A: 03-09-1989 (Cremonese-Cesena 1-2) Ultima partita: 15/06/1997 (Cremonese-Empoli 0-1) Primo gol: 28/01/1990 (Cremonese-Atalanta 1-1) Ultimo gol: 15/05/1997 (Cremonese-Palermo 2-2) Sposato con Simona dal 1995, ha tre figli: Alessandro di 13 anni, Niccolò di 8, Victoria di 3