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SECONDA PARTE

LE AMICHE DI GESU’
Con Gesù le cose cambiano: i vangeli testimoniano il suo atteggiamento di amicizia ed
apprezzamento nei confronti delle donne.
Gesù offre il suo amore a tutti. Le donne rispondono.
Tutti i personaggi femminili del vangelo sono positivi, tranne Erodiade, legata al potere, e la madre
dei figli di Zebedeo, anch'essa legata al potere.
Cristo è scandalosamente promotore della vera dignità della donna davanti ai suoi contemporanei
Gesù incontra le donne
Tutte Donne Anonime, di cui dopo 2000 anni ancora parliamo. Conosciute da Gesù.
Come ciascuno di noi
La samaritana (Gv 4,5-42)
Era un caldo mezzogiorno. Gesù siede stanco e assetato sul bordo del pozzo. La samaritana arriva
dal villaggio. Cinque matrimoni alle spalle e una convivenza, una storia sentimentale piuttosto
turbolenta, avevano reso questa donna piuttosto sbrigativa e senza tanti riguardi. Era fiorito subito
un dialogo senza le ritrosie e le riserve che la società di allora supponeva nei rapporti pubblici tra i
due sessi. Una donna, dal passato moralmente discutibile e in più samaritana, “diversa” in senso
etnico e religioso. Essa stessa si stupisce che Gesù la interpelli, si stupiranno gli apostoli quando
tornando troveranno il Maestro in conversazione con lei. “Chi parla con una donna finisce alla
Geenna”. Ma Gesù dialoga a lungo e in profondità. L’esito di quell’incontro è noto: abbandonata la
brocca, ignorata la sete, la samaritana corre al suo villaggio, sconvolgendo la placida routine
orientale, con un annunzio ancora sospeso ma ormai aperto: Venite a vedere un uomo che mi ha
detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia ?
La samaritana rientrerà nell’anonimato. Ma quell’incontro che le ha cambiato la vita la farà rivivere
nei secoli.
L’adultera (Gv 8,3-11)
La donna doveva obbedienza al marito poteva chiedere il divorzio ma spettava a lui il diritto di
concederlo. Viceversa poteva essere ripudiata a discrezione del marito per motivi anche irrilevanti.
Una scena da far drammatizzare ai ragazzini del catechismo. Una scena terribile: gli uomini furiosi,
accigliati con le pietre in mano, ti hanno colto in flagrante. Si tratta semplicemente di applicare la
legge. “Mosè ci ha comandato di lapidare donne come questa”
E tu donna, legata, gettata a spintoni ai piedi di Gesù.
Lui, tranquillo, scrive per terra come i bambini. Non si accontenta di leggere le tavole scritte ma il
dito di Dio sempre vuole riscrivere nei cuori. Non punta il dito, Dio, anche quando siamo colti in
flagrante. Non ti guarda, non parla. Quando alza il capo porta il problema su quegli uomini. Chi di
voi è senza peccato…
Il peccato non era solo il tuo, era una questione comune. Fine della finzione. Si spengono le luci e
gli attori si ritrovano poveri uomini come tutti. Se ne vanno, lasciano cadere le pietre. Tu sei sola e
sempre nel mezzo, incredula. Ecco, il maestro si alza per te. Non un accusa, una domanda: Dove
sono?
Tutti i giudici sono spariti, il processo si è interrotto. L’unico senza peccato, che poteva giudicare, ti
dice Và e non peccare più.
Com’era possibile non negare il male e insieme regalare la pace al colpevole?
Com’era possibile riconoscere il peccato senza esprimere la condanna?
Su quali spalle era finito il tuo peso?

E da dove veniva la forza nuova per vivere ogni giorno?
Preparando il pane nella tua dimora ritrovata avrai pensato spesso a questo incontro e avrai seguito
la storia dell’unico Uomo che non ti aveva oppressa.
Un giorno hai capito. L’avevano preso, il giudice innocente. Verso mezzogiorno attraversava la
città. Ecco dov’era finito il tuo peccato. Sulle spalle dell’Agnello di Dio. Inchiodato sulla croce.
Perché Gesù non condanna l’adultera?
Perché lei ancora non era stata amata veramente. Dal momento che sa di essere amata lei può
imparare ad amare nella luce della verità, essere umano a pieno diritto, in piedi, con dignità.
NON Dio ci perdona perché siamo pentiti MA noi ci possiamo pentire perché Dio ci perdona,
sempre e comunque.
Gesù giudica con il Padre, come il Padre, per mostrare a tutti il suo amore misericordioso, non per
condannare, ma per offrire la possibilità di salvezza.
La prostituta in casa di Simone (Lc 7, 36-50)
Gesù è ospite di un ricco fariseo che non si lascia sfuggire l’occasione di invitare a pranzo un
maestro di passaggio per dare il buon esempio alla gente. Si usava: quando veniva data una festa i
vicini potevano entrare a vedere e a curiosare.
Ed ecco una donna.. Non si accontenta di curiosare, si siede ai piedi di Gesù, li cosparge di profumo
e li bagna di lacrime, sono lacrime di pentimento ma esprimono soprattutto gratitudine e amore.
Il fariseo e Gesù osservano la donna, silenziosi e immobili. A confronto sono due mentalità opposte.
Il fariseo esprime, taciturno, la sua disapprovazione, sia per la donna, sia per Gesù. Gesù indovina il
suo pensiero e gli risponde, parla a Simone guardando la donna, perché vuole che anche lui la
guardi, la consideri e la giudichi, ma non come sta facendo. Egli vede in lei soltanto la peccatrice,
interpreta il suo gesto alla luce di un giudizio generale, già costituito: è una peccatrice, non è capace
di fare altro, ogni sua azione deve essere guardata con sospetto
Anche Gesù sa che quella donna è una peccatrice, ma ciò non gli impedisce di comprendere “quel”
gesto che, al contrario, esprime la riconoscenza e l’amore.
Libero da schemi e pregiudizi Gesù coglie la donna nella sua verità: essa non è solo capace di molti
peccati ma anche di molto amore.
L’incontro con Gesù ha per lei il senso di una liberazione, di un perdono inaspettato, di una dignità
ritrovata.
Il fariseo invece si ritiene giusto, quindi non ha verso Gesù gratitudine, né stupore, né gioia.
L'unzione della donna di Betania (Mt 26,6-13 e Mc 14,3-8)
Nei vangeli di Matteo e Marco la scena si svolge nella casa di Simone il lebbroso. Gesù è braccato,
lo stanno cercando e in casa di un lebbroso nessuno lo cercherà.
Una donna, unge il capo, da non confondersi né con la peccatrice di Luca in casa del fariseo (un
altro Simone), né con Maria (in Giovanni), che ungono i piedi.
La donna segue il Messia nella sua morte. Il profumo è l'immagine dell'amore fra lo sposo e la
sposa. Nel rito della consacrazione del re l’unguento è sparso sul capo. La donna svolge la funzione
profetico sacerdotale, consacra Gesù come re.
La reazione dei discepoli è fremevano contro di lei I discepoli si sdegnano. I discepoli che non
volevano condividere i pani ora si ricordano dei poveri.
In verità vi dico, dovunque sarà predicato il vangelo sarà detto anche ciò che costei ha fatto, in
ricordo di lei.
L'unica azione che Gesù chiede esplicitamente che venga ricordata è l'unzione di Betania.
Questo è il re dei Giudei.
La morte puzza, la vita profuma.
La donna crede alla resurrezione.

Le donne,
uniche testimoni della resurrezione,
annunciano,
come gli angeli,
superiori agli uomini.
E poi ci sono le mamme che gli portano i bambini perché Gesù li benedica, e fra la folla che
ascolta c’è quella donna che non sa trattenersi e, mentre Gesù parla, si lascia sfuggire
quell’esclamazione: Beato il ventre che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato!
Infine c’è la vedova povera che getta due spiccioli nel tesoro del tempio. Gesù la vede e la fa
uscire vincente dal paragone con tutti i farisei.
Come far sorridere Dio?
Come la vedova povera,
offrendo me stessa con semplicità e generosità:
capacità, tempo, fede, denaro…
nel tesoro del suo cuore.
(2 continua)