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QUINTA PARTE

Maria di Nazareth
Maria di Nazareth, la benedetta fra tutte le donne, ha fatto proprio questo.
L’ascolto della parola e l’adesione al progetto di Dio hanno fatto sì che concepisse, fosse piena del
Verbo di Dio.
Non solo lei ma tutta l’umanità.
Perché il dono di Dio non è mai solo per chi lo riceve ma è così grande che va condiviso e basta per
tutti.
È interessante che il verbo concepire in greco viene usato nel vangelo con il significato di riempire;
durante la pesca miracolosa le reti di Pietro si riempiono di pesci, “concepiscono”, tanto che per la
sovrabbondanza del dono viene chiamata in aiuto l’altra barca, e tutte e due si riempiono.
Segno che l’ascolto della Parola (sulla tua parola getterò le reti) dà frutti inaspettati, insperati,
segno che non contano tanto le nostre povere forze (ho pregato e non ho ottenuto niente).
Dio sa quello di cui abbiamo bisogno e ce lo dà. Dio è contento di accontentarci. Al tempo e nei
modi che lui sa. E sono i migliori, sicuramente, per noi, se ci affidiamo alla sua volontà e non
pretendiamo di decidere noi.
Maria e Giuseppe avevano programmato la vita in comune e aspettavano di concretizzare il loro
sogno d’amore. Dio si inserisce in questo piano d’amore umano e lo stravolge facendolo diventare il
modo di attuazione del suo sogno d’amore, il sogno di Dio per l’umanità.
Cana. Qualunque cosa dica, fatela, dice la Madre, fidatevi ciecamente di mio Figlio. Nel vangelo
di Giovanni sono le sue uniche parole. Lei non ha fatto altro che fare tutto quello che il Signore le
ha detto. Maria interviene, provoca, continua ad educare il Figlio partecipando alla vita della gente
con tenerezza e attenzione.
Maria anche a Cana, come nell’Annunciazione, è stata capace di “togliere Dio dall’imbarazzo”! È
il primo segno. E i suoi discepoli credettero in lui.
Onoriamo la Madre quando facciamo la volontà del Figlio. Lui trasforma la nostra vita annacquarita
in vino della festa.
Maria, la prediletta agli occhi di Dio è una di noi: una mamma come tante altre mamme, che ha
visto crescere il figlio e allontanarsi di casa, che si è preoccupata quando le giungevano notizie poco
rassicuranti sul suo conto e che ha gioito quando tanti dicevano meraviglie di lui.
Se l’è visto morire sotto gli occhi.
Ha esultato la mattina della resurrezione..
Una donna, una madre, una sorella, una vicina di casa, un’amica, una compagna di viaggio, colei
che insomma è sempre disponibile ad ascoltarci e a comprenderci.
Che prega per noi peccatori adesso e pregherà nell’ora della nostra morte.
Non c’è più né uomo né donna (Gal. 3, 38)
Dio ha diritto di essere ascoltato con due orecchi e proclamato da due voci, di uomo e di donna.
Dio parla in stereo.
La Bibbia è diventata una cosa di chiesa. Ma Gesù frequentava le case più che i luoghi di culto,
insegnava per le strade, a tavola.
Far ritornare la Parola nelle case può essere il compito delle donne che tornano a popolare la Parola,
non è permesso essere passive.
Stefania Felici