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Lino Liviabella liturgista:
la sua testimonianza cristiana attraverso la musica.

“ Incontrai “ Lino Liviabella, a metà degli anni '70 , quando giovane
studente, nella classe della Prof.ssa BiancaMaria Furgeri, guardavo assieme
ai compagni di studio più grandi, partiture di compositori italiani per me
nuovi, oltre a Liviabella ricordo interessanti partiture di
Noferini,Porena,Zecchi,Bettinelli,Dallapiccola e altri ancora.
Quest’incontro non lasciò alcun segno perché non ebbi più occasione di
lavorare su partiture del Maestro. Poi, improvvisamente, ed anche abbastanza
casualmente, poco dopo il secondo millennio, mi misi a cercare lavori per la
ricorrenza delle giornate del seminario. Il compianto M° Gian Paolo Bovina,
grandissimo Liturgista e fine conoscitore di musica sacra e liturgica, mi
invitò a guardare alcuni lavori del M° Liviabella.
Questa volta fu un colpo di fulmine, anche perché professionalmente ero ( e
sono tutt'ora ) impegnato nella musica liturgica:
 trovai due Mottetti
Eucaristici che si prestavano perfettamente per questa ricorrenza. Da quel
giorno in poi la “Preghiera per ottenere Santi Sacerdoti “ di L.Liviabella, fa
parte integrale del repertorio di molti cori liturgici della nostra diocesi, perché
oltre a quello che dirigo io , il coro SoliDeoGloria, anche altri cori impegnati
nella liturgia hanno messo in repertorio questo lavoro, di cui parlerò meglio
più avanti.
La prima cosa che notai nella produzione del Maestro fu che quasi
tutta la musica che aveva scritto era stata composta per dare lode al
Signore, e dedicata spessissimo ai famigliari, in particolare alla moglie
Lidia ed ai figli :
 i valori della vita del M° Liviabella sono evidentissimi
guardando le sue partiture :
 la Fede e la Famiglia.
Gran parte di questa produzione era indirizzata ai bambini, con intento
didattico , è il caso della “Pastorale di Bimbi” del 1922 :
 la semplicità della
conduzione melodica, la praticità dell’accompagnamento dell’organo o
dell’ harmonium ci testimoniano la sua attenzione ad un repertorio
finalizzato ad una delle solennità Cristiane più importanti:
 il Natale, che si
rispecchia nella tradizione , ahimè ora perduta, dei cori di bambini davanti
al Presepe. In questo contesto troviamo anche la “ Ninna Nanna al

Del 1952 sono “Due Mottetti Eucaristici” per voci ed organo. Del 1958 sono le “Tre preghiere per la sera” per Canto. ma posso dire senza sbagliare che il testo fu scritto dal Maestro. L’ attenzione all’ educazione dei ragazzi è testimoniata anche da “ Riderella” fiaba in musica per Pianoforte a 4 mani del 1927. Con grande garbo. come regalo alla “ sua Lidia” ). violista che è cresciuto . La . evidentemente. immerso in questo mondo di Fede e Musica . La semplicità delle linee melodiche e la facilità d’esecuzione fanno di questi lavori due lavori in linea con l’opera del M° Perosi . piano e viola :
 i testi . In questi due Mottetti il M° Liviabella anticipa quello che sarà l’indirizzo della Musica Liturgica dopo il Concilio Vaticano II :
 semplificazione dell’intreccio polifonico per meglio aiutare la partecipazione attiva dell’assemblea. Dall’inizio del ‘ 900 ai giorni nostri c’è stato un grande disimpegno della Chiesa nella creazione di Musica Liturgica e nella diffusione della polifonia. direttore della Cappella Sistina e “suggeritore” sapiente dell’indirizzo della Musica liturgica e sacra. il figlio del M° Liviabella. ( Anche questo lavoro è scritto attorno ad un testo poetico di fiaba di cui non è scritto l’autore. Osservazione importante per entrambe le partiture è che i testi sono scritti sempre dal Maestro. il risultato è che il linguaggio si è notevolmente semplificato sia per poter permettere la partecipazione dell’ Assemblea. essendo quasi tutti amatoriali. questa volta. a testimonianze di una eccletticità del suo essere artista a tutto tondo. sia perché i cori Liturgici . I testi sono dei “classici” della Liturgia :
 Ave Verum Corpus e O Sacrum Convivium.Bambino Gesù” del 1926. Pur nella essenzialità del suo linguaggio Liviabella non ha mai rinunciato alla ricerca timbrico-armonica tipica del dopoguerra. ascoltiamo dissonanze sovrapposte a linee melodiche modali che denotano una ricerca musicale personale che esula dall’ avanguardia di Darmstat mantenendo una propria personalità ed una ricerca eufonica veramente interessanti. non hanno capacità tecniche molto elevate. sono di Lucio.

Riporto alcune frasi della . la cui fede è provata da una produzione organistica quasi esclusivamente di carattere sacro e liturgico. scritta in tempo di “ Andante Desolato” e ricamata su un basso che sembra quasi un ostinato di Passacaglia. la triade maggiore. i momenti scelti dall’autore ci fanno capire quanta fede ci fosse in lui. invece. alla fine c’è una accordo maggiore che diventa minore ( quasi una cadenza Piccarda a rovescio) a testimonianza della morte. il tutto sempre indirizzato ad una eseguibilità ed anche ad una facilità di adattamento della parte organistica a qualsiasi strumento ( dall’ organo antico all’ organo ottocentesco). E’ una continuazione dell’ Intermezzo precedente anche perché termina con lo stesso accordo finale di prima. simbolo della perfezione armonica. come registro aggiunto di organo. Del 1957 è PAX . simbolo della Trinità. Il terzo Intermezzo. è una Passione. con lievi trasformazioni di battuta in battuta. è “Pasqua”. E’ anche questo un lavoro liturgico di invocazione e lode al Signore :
 la melodia ricalca melodie gregoriane . Il secondo. la terza maggiore conclusiva . Del 1959 sono i “Tre Intermezzi per organo” scritti per tre momenti “forti” dell’Anno Liturgico :
 Il Natale :
 questo Intermezzo apre con una Pastorale e termina con una Ninna Nanna. Tre Intermezzi.dedica è per Padre Marcello Vanni. ma questa volta in modo maggiore. La viola ( utilizzata solo nella seconda e terza preghiera) intona un semplice controcanto alla melodia in alternanza. proprio come una “Preghiera della sera”. il clima è quello triste della Passione ed a suggellarlo. quindi Resurrezione :
 è qui evidente la gioia. con brevi estensioni e frammenti di scale per toni interi. la gioia espressa con un ritmo incalzante finale ci rimandano anche alle partiture di Messiaen. un Frate a cui altri lavori sono stati dedicati dal Maestro e che avrà inciso profondamente nella crescita spirituale di Liviabella. La terza preghiera è recitata. testimoniata dall’uso di ritmiche tipiche degli ottoni ( spesso è richiesto il registro di tromba) ed anche dalla figura dell’emiolia. un trittico per coro a 2 voci uguali e voce solista :
 qui il Maestro invoca la pace con tre brevi spunti per voce/voci e organo. In questi lavori spicca una linea melodica che alterna ribattuti ( come corda di recita gregoriana) a brevi slanci verso l’acuto che poi ripiegano immediatamente verso il suono declamato col ribattuto. il richiamo a Bach è evidentissimo :
 il numero tre.

un grande valore di testimonianza :
 attraverso queste pagine Liviabella vuol condividere con noi i forti valori della sua fede :
 ci riesce benissimo. tutto si conclude su questa triade con l’ invocazione “ donaci dei Santi Sacerdoti” a distanza di cinquant’anni sembra anche profetica. Liviabella tira diritto armato soltanto di pazienza. Condivido in pieno queste parole. Del 1961 è anche la Preghiera per ottenere Santi Sacerdoti ( il brano che più mi ha incuriosito e che ho divulgato con passione presso tutti i cori liturgici della diocesi diretti da amici o ex allievi ) :
 è una specie di Tropo sul Padre Nostro. oltre che valore artistico e liturgico. La tonalità scelta è Re maggiore. a me è sembrata una traccia sulla quale costruire un canto liturgico a seconda dell’ organico a disposizione della Cappella Musicale. Tutta questa produzione sacra ha . dove è evidente la gioia consapevole della Resurrezione. non credo sia un caso…. in quanto ci sono sempre meno “Santi Sacerdoti”. scritta nella pubblicazione del 1960. ahimè non firmata…. Il valore di questo lavoro sta anche nella sua eccletticità. Del 1961 sono i Tre canti per la morte di un fanciullo che si aprono con un movimento di Ninna Nanna.prefazione a questi lavori .incurante delle avversità e degli ostacoli che ogni giorno si vanno moltiplicando nella nostra complessa ed agitata vita. ma senza mai rinunciare all’ aspetto artistico. di amore e di fede. per un compositore.. in questa preghiera Liviabella affida ad un solista il canto del Padre Nostro:
 mentre l’invocazione cresce lentamente di intensità e di altezza al termine di ogni frase c’è l’intervento del coro ( assemblea eventuale) che invoca “ Donaci dei santi Sacerdoti” . ragion per . chiaramente testimoniato dalla ritmica. a spericolate sollecitazioni di carattere estetico. refrattario. dove garbate dissonanze ci esprimono un grande dolore che però viene lenito dal Girotondo degli Angeli. In questo l’analogia con Messiaen è ancora più forte. seguito da uno straziante In Memoriam. alle clamorose esibizioni del “nuovo” con relativi allettamenti di facili ed immediati successi. cercare di ritagliarsi uno spazio linguistico all’ interno di un periodo dove tutto pareva dovesse essere indirizzato diversamente. nel campo artistico. Per andare incontro alle esigenze sempre crescenti di facile esecuzione. perché penso non fosse facile.

Per il mio lavoro Ancora Riderella ho avuto la graditissima collaborazione del poeta Davide . testimonianza affettuosa ed augurale per il giorno delle nozze della figlia col M° Gino Brandi. questo canto per il coro SoliDeoGloria è stato il motivo conduttore di tutte le Liturgie a cui ha partecipato o dei concerti che ha tenuto. per gli organici con cui l’abbiamo eseguito. Concludo ricordando affettuosamente il Dittico Nuziale del 1963. ed anche dei giorni nostri! Al termine di questo incontro avremo modo di ascoltare Riderella fiaba in musica per Pianoforte a 4 mani .nell’esecuzione del Duo Pianistico BrandiMazzoli.cui mi sono permesso di orchestrarlo. mi hanno portato a scrivere una fiaba in musica che vorrebbe essere allo stesso tempo omaggio e continuazione di Riderella il lavoro del M° Liviabella.Cecilia? ovvio che nella prodizione ci Liviabella ci sia anche questo (1957) . che mi limito a citare. mi ripeto ancora sulla vicinanza ideale all’opera di Bach. nella quale per i testi letterari si è servito dell’ amico Emilio Mucci. per coro a due voci pari o dispari ed organo:
 questo è il lavoro maggiormente Perosiano del Maestro Liviabella.( intendo dire che segue al massimo le linee indicate da Don Lorenzo Perosi. ed anche l’amicizia con Gino Brandi e Carlo Mazzoli. che sono sempre molto personali). senza però prenderne le armonie. una partitura con dedica A Laura e Gino Brandi ( figlia e genero del Maestro) firmata “ il papà”. uno dei più grandi pianisti bolognesi del dopoguerra. perché sarebbe necessario uno studio esclusivo su questa partitura. questa immersione nelle partiture del M° Liviabella. che condivideva in tutto i criteri letterario-spirituali del compositore. Capolavoro del Maestro sono le Sette parole di Gesù sulla Croce del 1957. per violino ed organo. Testimoni di queste esecuzioni sono stati la figlia Laura ed il genero Gino Brandi che hanno apprezzato l’idea ed anche il risultato. di volta in volta. Quando poi nel 2007 Papa Benedetto XVI indisse l’anno della fede. Anche qui si parte da Re minore per terminare con la cadenza Piccarda. Poteva un compositore “Ceciliano” non scrivere un Inno a S.

Rondoni. grato al M° Lino Liviabella per avermi fatto conoscere . attraverso la sua musica ed anche attraverso i suoi figli. il suo essere grande musicista e testimone di fede. Gian Paolo Luppi . Di seguito riporto alcune pagine ( tutta la partitura… decidi tu Annarosa ) di questo mio lavoro. che ha ricondotto la fiaba ai nostri giorni. poi oltre alla scrittura per Pianoforte a quattro mani ho usato la celesta come evocazione delle melodie della Riderella di Liviabella.