You are on page 1of 8

L'autobiografismo di Leopardi

di Domenico Valenza
Breve riassunto dei progetti autobiografici di Leopardi e spiegazione di tale
scelta stilistica.

Universit degli Studi di Catania


Lettere
Lettere
Letteratura italiana
Ragionar di s. Scritture dell'io e romanzo in
Italia
Autore del libro: Laura Diafani
Editore: Societ Editrice Fiorentina
Anno pubblicazione: 2003
Universit:
Facolt:
Corso:
Esame:
Titolo del libro:

Domenico Valenza

Sezione Appunti

1. Leopardi, tra autobiografismo e scienza delle passioni


Da giovane, Leopardi pensa a una narrativa d'analisi, introspettiva e autobiografica. I risultati di tale
sperimentazione restano sepolti a lungo tra le carte dello scrittore, perch privati o non finiti. Tuttavia, in
virt di tali esperimenti, Leopardi ha recentemente guadagnato un posto anche nei profili dell'autobiografia,
dove fin qui figurava per aver scelto la strada dell'autobiografismo lirico e indiretto dei Canti, e della prosa
satirico-filosofica delle Operette morali.
Ad evidenziarlo sono alcuni abbozzi: il Diario del primo amore (1817-1818); un romanzo autobiografico
ispirato al Werther e all'Ortis, I ricordi d'infanzia e di adolescenza; due frammenti, Alla Vita del Poggio e
Alla Vita abbozzata di Silvio Sarno. Al 1825 risale poi la stesura dell'inizio di Storia di un'anima scritta da
Giulio Rivalta pubblicata dal conte Giacomo Leopardi. In una lettera del 1829 a Colletta, Leopardi riafferma
l'interesse per un romanzo d'analisi, ma non si fa illusioni e parla di "castelli in aria". Ingiusto per dire che
avessero una funzione meramente autoterapeutica. Era semmai un promemoria, in attesa del momento
buono.
Tra i Disegni letterari leopardiani, Storia di una povera Monaca meno esplicitamente autobiografico ma
tuttavia in stretto rapporto con l'autore. La vita monacale sentita come clausura forzata, sentita da Leopardi
sulla propria pelle; il personaggio della compagna richiama il fratello Carlo; la riflessione sul suicidio
presente nello Zibaldone e in alcune lettere. Scorrendo ancora i Disegni, vi una lista del 1825 con alcuni
titoli attinenti alla sfera delle scritture dell'io: Storia di un'anima, Dialogo tra l'io antico e l'io nuovo, Lettere
di un padre a suo figlio.

L'autobiografismo di Leopardi

Pagina 1 di 6

Domenico Valenza

Sezione Appunti

2. L'interesse leopardiano per l'autobiografia


Bench i titoli restino criptici, due elementi si evidenziano: l'interesse per la scrittura dell'io; la molteplicit
delle forme prese in considerazione nei Disegni Letterari: il romanzo d'ispirazione wertheriana-ortisiana; un
tradizionale Memorie della mia vita; la struttura dialogica, gi presente nelle Operette morali, di Dialogo tra
l'io antico e l'io nuovo. Dalle molteplici soluzioni, evidente che Leopardi converge dall'autobiografia verso
la scienza delle passioni.
Nel 1819, Leopardi loda l'Apologia di Lorenzino de'Medici, la cui lettura conferma che le scritture pi
eloquenti sono quelle dove si parla di se medesimo. Leopardi contesta inoltre l'idea che i lettori non si curino
di quel che gli scrittori dicono di s: quello che sentito dallo scrittore stesso fa effetto. A Leopardi interessa
sceverare non l'origine del ragionar di s, ma i pregi artistici che ne discendono: originalit, naturalezza
dello stile, verit ed efficacia del contenuto.
Sul romanzo Leopardi non ricco di meditazioni; solo in una nota del 1828, Leopardi stila infatti una scala
di generi letterari: criterio l'esigenza di spogliarsi della propria individualit e di trasformarsi in altri
individui. Fanalino di coda il dramma, preceduto da romanzo e novella. La classifica tagliata sullo stesso
autore: Leopardi ha coltivato il dramma solo in anni puerili, mentre ha inseguito il romanzo, in una forma
che ruotava comunque intorno alla propria individualit.

L'autobiografismo di Leopardi

Pagina 2 di 6

Domenico Valenza

Sezione Appunti

3. Le ragioni di un'incompiuta
Sul perch Leopardi non termin mai i suoi abbozzi vi sono varie proposte, a partire da quella sbrigativa di
De Robertis - una eccelsa l'andava componendo nei Canti - ad altre: chi ad esempio non vede in Leopardi la
capacit, necessaria al narratore, di oggettivarsi in un personaggio.
Ancora, chi vede una ulteriore prova della sua antipatia per i generi troppo strutturati; chi infine rammenta
che di quel romanzo psicologico e antieroico cui ambiva non c'erano esempi nell'epoca.
Tuttavia, alcuni punti fermi ci sono: gli estremi della cronologia, tra il "primo amore" e gli anni Venti; le
direzioni: da Alfieri (Diario del primo amore) alla struttura epistolaria e frammentaria del Werther e
dell'Ortis (Ricordi d'infanzia e di adolescenza). Controcorrente rispetto ai modelli di prosa romanzesca,
Leopardi si inserito in atto con le Operette morali, e anche in potenza, con un romanzo psicologico e
antieroico che in Italia non c'era.

L'autobiografismo di Leopardi

Pagina 3 di 6

Domenico Valenza

Sezione Appunti

4. Per il diario del primo amore: Leopardi diarista e Alfieri


autobiografo
A proposito delle carte inedite del fratello, Carlo Leopardi suggerisce che esse sono scritte "come sarebbero
scritte dall'Alfieri". D'Intino ha rilevato che dalla Vita di Alfieri, il giovane Leopardi ricava l'intreccio, i
tratti dei personaggi, alcune indicazioni filosofico-estetiche (tra cui il programma del parlare di s come
studio dell'uomo), la descrizione analitica dei sintomi della passione.
Ancora, la Di Girolami osserva che, in un passo della Vita, l'Alfieri autobiografo chiama in causa l'Alfieri
diarista. Il vecchio tratta il giovane con distacco, ma nel diario vede la precocit della autoanalisi e un
preludio al futuro poeta. La scelta di Alfieri stimolante, e Diario del primo amore un diario per decifrare
se stesso, "con la penna non che col pensiero", scriveva Alfieri.
D'altra parte, il Diario anche un esperimento originale e non comincia come tale. L'inizio una moviola
della memoria, il passaggio al diario avviene all'indomani della partenza della Signora. Il ricongiungimento
col presente della scrittura segnato da "ed ora" e coincide con la fine delle avventure: partita la Signora,
Leopardi passa dal vivere l'esperienza del primo amore a scriverla.
L'autobiografia alfieriana non forniva al giovane Leopardi solo l'appoggio operativo, tematico e ideologico;
conteneva pure l'invito a una scrittura diaristica autoanalitica. Della Vita, raccoglie dunque lo stimolo. Pi
fedele di cos" all'amato Alfieri il giovane Leopardi non poteva esserlo.

L'autobiografismo di Leopardi

Pagina 4 di 6

Domenico Valenza

Sezione Appunti

5. Dai Ricordi d'infanzia e di adolescenza...


In Ricordi e in Storia di un'anima, Leopardi sceglie ancora l'autobiografia, sceglie di raccogliere le pietruzze
nere e bianche che simboleggiano i giorni infelici e felici di una vita. I Ricordi l'unico tra gli incompiuti
scritti autobiografici che si propone di passare dal sistema dell'archivio al sistema testuale, cio dal privato
al pubblico, in controtendenza con Storia di un'anima.
Come fisionomia, il romanzo doveva essere una "short, lyrical, nonretrospective novel" come il Werther o
l'Ortis, assumendone a tratti la forma epistolare. Leopardi pensa inoltre di inserire scritti giovanili e lettere; e
molti appunti sono vicini a quelli dello Zibaldone, in Memorie della mia vita. A conferma sta anche
l'abbozzo in prima persona; la terza si affaccia con la morte del protagonista. Il romanzo sarebbe stato
raccontato da un depositario vivo delle carte, come Werther e Ortis.
Alcuni contenuti si possono fissare: i ricordi d'infanzia, stagione prima svalutata e da Rousseau in poi chiave
d'accesso privilegiata. Inoltre, l'assenza di riferimenti alla vita intellettuale, in favore della vita interiore.
Anche i ricordi di letture sono ricondotti alle esperienze di vita umana.

L'autobiografismo di Leopardi

Pagina 5 di 6

Domenico Valenza

Sezione Appunti

6. ...Alla storia di un'anima di Leopardi


Leopardi ambiva dunque a un romanzo introspettivo sulla scia di Goethe e Foscolo, lavorando a una pista
antieroica. E tuttavia, mancano nei Ricordi una trama portante e il tema del suicidio. E allora il pi
wertheriano e ortisiano dei progetti non allora i Ricordi, ma Storia di una povera monaca, dove il suicidio
non solo una soluzione narrativa, ma addirittura tematizzato.
In Storia di un'anima, Leopardi conferma le avventure interiori e antieroiche e ricorre all'espediente del
manoscritto ritrovato. Come l'editore nel Werther e Alderani nell'Ortis, il conte depositario delle carte
altrui. Niente di rivoluzionario: ma Giulio Rivalta un uomo qualunque, giovane e fallito. Le condizioni
dell'autobiografia tradizionale, importanza pubblica ed et avanzata, sono rovesciate.
La scelta di scrivere a ventisette anni per un autobiografo singolare, poich comune per un auto-biografo
l'intenzione di tirare le fila della propria vita, fare il punto su se stessi. Per Leopardi, pe-r, l'invecchiamento
comincia nell'uomo anche prima dei trent'anni e Rivalta ha bruciato le tappe.
Accanto alle due novit, nel Proemio di Storia di un'anima ce n' una terza. Il titolo prelude a una materia
nuova: dalle avventure esterne ai casi dello spirito. La Storia di un'anima non sarebbe stata un'autobiografia
dell'agire come quella alfieriana; piuttosto, un'autobiografia dell'essere come quella roussoviana delle
Confessions, in cui l'interiorit prevarica ogni altro aspetto.
La fine della sperimentazione e il bisogno di segretezza
L'esperimento di Storia di un'anima si ferma qui. Nei suoi esperimenti autobiografici, Leopardi delega
sempre un alter ego, cui egli presta talvolta non solo il proprio punto di vista ma anche la vicenda biografica
(come nelle Operette morali). Tuttavia, tale progetto esponeva di pi l'autore rispetto alla ragione
investigativa delle Operette morali e alla lirica dei Canti. Una volta pubblicata, infatti, non ci sarebbe voluto
molto a riconoscere Recanati nella "citt ignobile della Italia".
Esporsi polemicamente contro i propri cittadini fatto da Leopardi nelle pagine private; sul versante
pubblico, resta l'evocazione dolceamara di canti come Le ricordanze. Privatezza e segretezza sono i due
requisiti necessari perch la scrittura autobiografica conservi una funzione liberatoria. Leopardi, allora,
potrebbe non aver pubblicato anche per una ragione autocensoria.
Leopardi si dimostra gi refrattario alla pubblicazione delle sue lettere private, non per scetticismo sul valore
letterario, ma per la materia autobiografica, ancorata a persone reali o vicende recenti. Una proposta
pragmatica, ma verosimile: Leopardi sceglie di non ferire persone vive e vicine.

L'autobiografismo di Leopardi

Pagina 6 di 6

Indice
1. Leopardi, tra autobiografismo e scienza delle passioni

2. L'interesse leopardiano per l'autobiografia

3. Le ragioni di un'incompiuta

4. Per il diario del primo amore: Leopardi diarista e Alfieri autobiografo

5. Dai Ricordi d'infanzia e di adolescenza...

6. ...Alla storia di un'anima di Leopardi