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Ich schwore bei Gott diesen heiligen Eid,

dass ich in dem Kampfe fur mein italienisches Valerland


gegen seine Feinde dem Obersten Befehlshaber
d/lT' deulschen Wehrmacht, Adolf Hitler, lInbedingten Gehorsam leisten
Urld als tap/ere oldal bereit sein will jederzeit
far diesen Eid mein Leben einzuselZen.
Davanti a Dio presto questo sacro giuramento:
che nella lotta per la mia Patria italiana contro i suoi nemici
sar in maniera assoluta obbediente ad Adolf Hitler,
supremo comandante dell'esercito tedesco,
e che, quale soldato valoroso, sar pronto in ogni momento
a dare la mia vita per questo giuramento.
CAPITOLO I
MUSSOLINI CHIEDE A HITLER
SS ITALIANE CON UFFICIALI TEDESCHI
Himmler ha previsto tutto
C' una grande tenda gialloverde in quell'oliveto che costeggia la strada
per Siracusa. E tutt'intorno jeeps, agenti della Military Police e soldati con
le cuffie agli orecchi che manovrano intorno ad una stazione radio ricetrasmittente.
L'oliveto ad alcune centinaia di metri dalle casupole di pietra
di Cassbile e le chiome degli alberi secolari temperano l'ardore del sole siciliano.
C' un generale italiano in quella tenda, si chiama Giuseppe Castellano,
e per ordine del maresciallo Badoglio sta trattando con altri generali
angloamericani la resa dell'Italia. In cielo passano stormi di quadrimotori
che vanno a bombardare gli aeroporti dell'Italia meridionale: una
processione incessante che non si ferma nemmeno di notte. Ci che si dicono
quei generali un segreto cos ben custodito che nessuno avverte che in
quella calda estate del 1943, e proprio in quell'oliveto, si decidono le soti
della guerra.
Ma c' una SS a Berlino che non si d pace: da cento canali le arrivano
segnali inquietanti. Il maresciallo Badoglio, dicono quei segnali, sta per cedere
e sulla penisola italiana la guerra vedr presto aprirsi un nuovo fronte.
L'uomo si chiama Heinrich Himmler, e il S\,lO fiuto supera in acutezza
persino il suo cinismo. Il Reichsfi1hrer-SS si interroga: come si comporter
l'esercito di Vittorio Emanuele III alleato dei tedeschi fino a quando a Roma
c'era Mussolini in sella? chiaro, risponde a se stesso il capo nazista:
salvo rare eccezioni, stanco e sfiduciato ed al momento in cui verr firmato
un accordo di armistizio abbasser di colpo le armi compromettendo tutto
lo schieramento nazista nello scacchiere del Sud Europa. Allora, dice a
se stesso Himmler, per evitare una catastrofe necessario provvedere per
tempo. Ma come? Per non destare alcun sospetto con avvertimenti secchi e
precisi mediante circolari per telescrivente a tutti i reparti interessati al
fronte italiano ed a quelli dislocati in Francia, in Polonia, nei Balcani e
nell'Egeo, dove si trovano unit dell'esercito badogliano.
La prima, in quell'estate che scotta, arriva a destinazione gi il 31 luglio.
Gli SS-Gruppenfi1hrer Kammerhofer a Zagabria e Rosener a Sali73
sburgo, gli SS-Obergruppenfuhrer Kaltenbrunner, Juttner e Wolff e l' S.
Sturmbannfuhrer Grothmann a Berlino vengono avvertiti di un fatto mollo

strano: Una compagnia di militi fascisti di Zagabria vorrebbe passare in


Germania. Questo reparto deve essere portato nel modo pi opportuno,
clandestinamente (uber die grune Grenze), dal territorio croato in quello
tedesco. Le armi - se verranno portate - devono essere lasciate ai militi.
Apprestare subito per loro ' la migliore accoglienza ed il miglior vitto nella
caserma a Graz. Appena possibile, inviarmi subito notizie sul numero e'"
sulla composizione della compagnia I .
Qualche giorno dopo arriva un'altra circolare: Ho avuto notizia , in.
forma Himmler, che membri della Milizia fascista si presentano come vo.
lontari ai centri di emigrazione tedeschi nel Sud Tirolo [i centri che, secon
do gli accordi tra R oma e Berlino, si curano del passaggio nel R eich degli
altoatesini italiani che optano per la cittadinanza tedesca, N.d.R.]. Tutti
questi volontari devono essere aiutati a passare il confine ed inviati a Mo.
naco. Nella caserma delle SS di Monaco si possono formare compagnie di
volontari. Prego Dietrich di mandare a Monaco l'Obersturmbannfuhrer
Leinter per incaricarsi della formazione di questi reparti 2. Ma poi la notizia
sar smentita dalle stesse SS: non c' alcun volontario di questo genere.
Himmler per non molla e il 7 agosto con un altro telescritto precisa
che, nel caso si consegnino, gli appartenenti alla Milizia 'devono essere
messi a disposizione dell'SS-Obergruppenfuhrer Dietrich. Gli appartenenti
all'esercito devono essere, invece, inviati ai campi di lavoro. passato nelle
nostre file un aviatore italiano. Altri tre vogliono seguire il suo esempio e
venire in Germania. Questi quattro possono venir messi a disposizione
dell'Aeronautica germanica? Nasce il problema se si tratti di un caso del
tutto eccezionale e se in futuro, in casi del genere, ogni disertore [italiano,
N.d.R.] debba essere passato alla rispettiva specialit delle Forze Armate
tedesche 3.
,Himmler ne parla probabilmente con il Fuhrer e il dubbio viene presto
fugato. Il 31 agosto, otto giorni prima che Roma capitoli, i telescriventisti
di Berlino battono un messaggio segreto molto chiaro: La posizione da assumere
verso i profughi ed i disertori italiani deve essere la seguente: 1) la
Wehrmacht raduner in campi di raccolta tutti i militari dell'esercito; 2) le
SS raduneranno, invece, tutti i membri della Milizia e del Partito fascista.
Dopo un esame molto attento, parte di questa gente pu essere ammessa
subito nelle divisioni SS (o esser messa a loro disposizione); il rimanente
potr farne parte poi, in seguito 4.
un momento di euforia per Himmler che sta creando come per magia
sempre nuove divisioni SS. I volontari gli arrivano da ogni parte d'Europa:
lettoni, olandesi, danesi, norvegesi, croati, galiziani, fi amminghi, valloni e
francesi . Ora - proprio in virt del tradimento - potr essere la volta de74
li italiani he, rivestiti da na2isti, si batteranno anch'essi per la Nuova
~llfopa del F uhrer. Non lutto il ma le vien per nuocere deve pensa re iJ
Rt lchsfiihrcr- S, il qua le sa anche he la regione nella quale si pu meglio
nanovr al'e lo spostamento di eventuali volontari l ala meridionale del ud
~irolo che gli italiani chiamano Alto Adige e dove c' ancora tanta gente
Ile parla e pensa in tedesco. Quella dovrebbe essere la prima miniera in
cui pescare ma una miniera inq uinata da i fascisti , he hanno mandato
lassll "colonie" di siciliani e calabresi. Queste " colonie" sono stufe della

guerra e non legano con l'elemento tedesco.


Nel quartiere operaio eli Bolzano delto " ciangai" , circola da tempo
una strana " preghiera": ve Maria, grazia piena / fa che non uoni la
sirena / Ca che non vengano gli aeroplani / facci dormire fino a domani /
se una bomba cade gi / aiutaci tu . La ba llata conti_nua poi , in tono irriverente:
L'asino a Roma / il bue a Berlino / chi pu scaldare Ges
Bambino?, dove I asino Mussolini e il bue Hitler, Il Papa sospira e
prega / e Mussolini s ne frega; / per colpa sua dobbiamo soffrire / o Pad
I'C Eterno rallo morire. / Tu lo dici: "0 buon Ges / porta il duce con te
lasS / porta l'altro in sua compagnia" / fammi 'sta grazia / e cos sia.
Himmler si fatto tradurre iJ testo consegnatogli dalla Gestapo 5 cog
liendo la protesta che sale da quelle povere rime, ma lo ha falto allegare
alla prarica che riguarda l' Italia e dove c' di tutto, dalle lettere anonime ai
rapllorti degli industriali tedeschi in visita a Milano, Torino, Napoli e Roma.
Come ogni buon capo di polizia sa che, un giorno, se le cose cambieranno,
quel materiale potr diventare utile.
La lettera di Renato Ricci
Per quanto riguarda i fascisti che vivono in Germania, non ha dubbi sulla
loro fedelt ed ha gi dato disposizione di avvicinare i camerati di Monaco
e di domandare loro se si sentono pronti ad arruolarsi volontariamente
nel reggimento SS della contraerea in corso di addestramento. Se rispondono
di s, accettarli 6. Questo nucleo di fedeli stato rafforzato da un gruppetto
di gerarchi fascisti fuggiti dall'Italia subito dopo quel voto del Gran
Consiglio del fascismo, la nOLle del 25 luglio, che ha rovesciato M ussolini.
Questi gerarchi si sono rifugiati a Rastenburg, nella Prussia orientale,
presso il Quar lier Generale di Hit.ler, e nella foresteria di quel grande
complesso di bunlter sui Laghi Masuri aspettano a nch'essi che arrivi la loro
ora. Sono Roberto Farinacci, che si fa chiamare "avvocato Silva"; Alessandro
Pavolini, gi ministro della Cultura Popolare, che diventato "il
conte Pini"; Renato Ricci, capo della giovent fascista (l'ex-Opera Nazionale
Balilla, poi Giovent Italiana del Littorio) e pieno di ambizioni mal
represse; Giovanni Preziosi, che guida i razzisti italiani pi fanatici; il fi75
glia del duce, Vittorio, capitano dell'aviazione, con il cognato Ruberti, il
corrispondente dell'agenzia Stefani e dell'EIAR (la radio fascista) da Berli.
no, Cesare Rivelli, e altri esponenti minori.
un gruppo da lener d'occhio perch ha molte velleit. Infatti quando,
alle 18,30 dell'8 settembre 1943, il generale Eisenhower annuncia da Ra.
dio Algeri che il governo italiano si arreso incondizionatamente e che
tutti gli italiani che ci aiuteranno a cacciare il tedesco invasore dal suolo
italiano avranno l'assistenza e l'appoggio delle Nazioni alleate, si riunisce
in una baracca di legno a Hegewald e discute la prossima mossa. Ora, peno
sano questi gerarchi finiti in Prussia, venuto il momento di prendere in
mano le redini e di assumere il potere in una nuova Italia alleata dei nazi.
stio Non sanno che il Fuhrer ha gi predisposto una missione di paracadu.
tisti per salvare Mussolini prigioniero al Gran Sasso e contano di essere
ormai soli. Perci, mentre le divisioni tedesche traversano il Brennero e
scendono rapide nella penisola, preparano una lettera che il 10 settembre
viene consegnata al ministro degli Esteri Joachim von Ribbentrop e tra

smessa, per conoscenza, a Himmler.


Renato Ricci, il capo dei ragazzi in camicia nera, a scriverla. Dopo
aver precisato che l'ha concordata con Pavolini, Preziosi e Vittorio Musso
lini, il gerarca pieno di ambizioni cos riassume le richieste sue e dei suoi
amici: 1) Proponiamo di scegliere delle personalit da inviare in Italia per
formare un governo con l'accordo dei tedeschi; 2) chi andr in Italia deve
raccogliere intorno a s elementi fascisti fidati (per esempio, quelli dei
"Centri per lo studio del problema ebraico") e conosciuti personalmente; 3)
formare una nuova Milizia fascista ed assicurare la lotta a[ fianco dei tede
schi; 4) formare una agenzia di notizie italiana con direzione centrale, in
unione ai tedeschi, e sede in Germana, quale rappresentante e portavoce
del governo italiano; 5) cercare notizie e fatti che possano raggiungere per
radio l'anima italiana, oggi avvelenata dalla propaganda inglese 7.
Hitler e Himmler temporeggiano, ma intanto permettono che il gruppetto
lanci, da quelle foreste lontane della Prussia, appelli radiofonici agli
italiani. La stazione radio nasce in una vettura ristorante parcheggiata
presso il deposito locomotive di Rastenburg: ha uno "studio" rudimentale,
un cavo la collega a Berlino e di qui, proprio la notte dell'armistizio, i gerarchi
espatriati in Germania fanno udire la loro voce contro Badoglio, il
re che ha abbandonato Roma, e gli ang[omericani. Tecnicamente le trasmissioni
sono laboriose. A Berlino gli specialisti della Rundjunk incidono
su disco [e voci che arrivano dalla foresta prussiana e poi passano i messaggi
a Monaco di Baviera, che [i trasmette in direzione dell'Italia facendoli
precedere dalle note di Giovinezza.
da questa radio che Mussolini, riportato in Germania dai paracadutisti
di Kurt Student, Hans Mors e Otto Skorzeny, parler nuovamente
agli italiani. Ma prima - i[ 14 settembre - andr anche lui a Rasten16
blUg. per in ~nlrarsi con Hit[er, e vi rim~rr alc~ni g.iorni. ~ ~j[ogg~ at.o
el la forestefla pres O [a grande ba racca di legno In CUI, tra dlCCI meSI, Il
nonte K[aus von tauffenberg fa r esplodere la bomba contro il Fuhrcr nel
~ano tenta tivo di sopprimerlo, ed ha lunghi colloqui con lui con H immler.
Mussolini depresso, l'avventura di cui stato prolagoni la s~1 Gran
Sasso a bordo del piccolo aereo che l'ha tratto in salvo l'ha scosso. E vestito
male, non ha pi alcun potere, preferirebbe riposare a lungo e ritrovarsi in
famiglia in serenit, ma gli avvenimenti incalzano e Hitler e il capo delle
Ss sembrano diavoli con la dinamite in corpo, non lo mollano un momento.
Ad appena quarantott'ore dall'annuncio dell'armistizio Roma occupata
dalle truppe naziste e viene stabilito il collegamento con l'Armata tedesca
schierata nel settore di Salerno e di Napoli. I soldati di Rommel occupano
Genova, La Spezia, Bologna, Verona, Cremona e Trieste mentre le
linee ferroviarie e le strade della Carinzia e del Tirolo cadono in mano alla
Wehrmacht e alle SS senza che qualcuno abbia il tempo, o la voglia, di sabotar/
e. Una trentina di divisioni italiane si dissolve davanti ad un fragile
apparato offensivo tedesco: sono soldati che non vogliono pi battersi e che
hanno gi pagato duramente con il sangue la loro presenza nel deserto
africano, tra le montagne della Grecia e dell' Albania e nelle lontane steppe
della Russia. La Wehrmacht e le SS ne catturano centinaia di migliaia e li
trasportano, chiusi nei vagoni merci, verso i campi di concentramento della

Germania e della Polonia. La gente guarda partire quelle tradotte con occhi
senza pi lacrime, qualcuno resiste e viene ammazzato, qualcuno si
butta dai vagoni e si salva, ma la gran massa traversa il Brennero come un
gregge e va verso l'ignoto. Nei Balcani certi reparti oppongono una resistenza
feroce e si fanno massacrare, altri, come vedremo, passano in blocco
ai nazisti. Tutto il resto finisce negli Stalag e negli Ojlag.
1 nove "desideri" di Mussolini
I colloqui di Mussolini con Hitler hanno come testimoni soltanto i tedeschi,
e si svolgono anche durante la notte, perch il Fuhrer, com' sua abitudine,
non ha mai voglia di andare a dormire prima dell'alba. Il capo del
fascismo distrutto dalla stanchezza, sa di essere ormai in posizione d'inferiorit.
E tra un colloquio e l'altro, non sappiamo se ricattato o meno, accetta
di tornare sulla scena, come capo di un governo satellite, annunciando
la sua decisione per mezzo del corrispondente della Stefani, Rivelli, che si
trova l a Rastenburg, in quel vagone ristorante trasformato in studio radiofonico.
Poi i tedeschi trasferiscono il duce nel castello di Hirschberg,
nella Baviera meridionale, dove si trova la famiglia. Il duce pensa che sia
giunto il momento di riposare in pace, ma invece non cos. Arrivano notizie
sempre pi drammatiche ed allora, come convenuto con Hitler, d le
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prime disposizioni per il ripristino del fascismo in Italia. Alessandro Pavo.
lini diventa segretario del PRF (partito fascista repubblicano) e J ambizioso
Renato Ricci comandante in capo della nuova Milizia volontaria per la si.
curezza nazionale.
Mussolini era a conoscenza della lettera di Ricci e compagni a Ribben.
trop e Himmler? Probabilmente no. E, d'altra parte, Ricci e compagni nOn
sanno cosa il capo del fascismo, lib~rato improvvisamente dai tedeschi, ab.
bia chiesto a Hitler e a Himmler in quella prima notte angosciosa nell~
"tana del lupo". Ribbentrop e Himmler non rispondono alla lettera dei ge.
rarchi vogliosi di potere e lasciano che Mussolini formi in Germania il Sllp
governo fantoccio (24 settembre 1943); poi gli mettono a disposizione un
aereo ed una scorta di SS per rientrare in Italia. Come primo rifugio Mus.
solini sceglie la sua Rocca delle Caminate, a Forl, dove rester fino allO
ottobre. Vorrebbe scendere fino a Roma, ma i nazisti non glielo permetto:;
no. Risalir, invece, al Nord, sul lago di Garda, una regione prescelta dai
tedeschi perch quieta e lontana dalle grandi citt.
Intanto Himmler d il via a quel programma che aveva gi abbozzato
agli inizi dell'estate, prima ancora dell'armistizio: la formazione di reparti
di volontari italiani inquadrati nelle SS. stato lo stesso Mussolini a chie.
derlo in -quella prima notte di Rastenburg, e due suoi emissari, il dottor
Scampicchio il" dottor 'Pietruccio, gerarchi del fascio, lo stesso giorno dell.'!
formazione del nuovo governo repubblicano, cio il 24 settembre, si presen
tano a Berlino all'SS- Obergrupp enfi.ihrer und General der Waffen-S$
Hans ]iittner, capo dell'SS-Fi.ihrungshauptamt, che l'ufficio pi impor.
tante dell'esercito dal teschio d'argento. Come ]iittner diligentementeinfor.
mer l'indomani Himmler, suo diretto superiore, presente all 'incontro
anche l' SS-Obersturmbannfi.ihrer Poi te, del Sicherheitsdienst.
Scampicchio e Pietruccio espongono alcuni "desideri" del duce, che
]iittner riassume in nove punti nel suo lungo rapporto. I punti sono questi:

1) alcune unit militari italiane, come, ad esempio, la divisione T remino


[questa divisione non esisteva; esisteva, invece, la " Trento" che si trovava a
suo tempo in Africa setten trionale; ma, f orse, si tratta della divisione alpim
"Tridentina", rientrata dalla Russia e in fa se di ricostituzione, N.d.R.] e I
battaglioni "M" della Milizia, dovrebbero essere incorporati nelle SS dopo
un adeguato addestramento e continuare a combattere come unit delle S$
stesse;
2) si propone di stabilire tra il Fiihrer e il duce, o tra loro rappresenta nti.
il modo di arruolare volontari nei campi di prigionia;
3) il fascio si mette a disposizione per questi arruolamenti, e ]iittner dirot
ta a questo proposito gli interessati all' SS-Obergruppenfi.ihrer Berger;
4) da parte italiana si desidera che gli italiani siano raccolti in propre formazioni
nell 'interno delle SS e che agli ufficiali italiani sia data la possibi
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lil di guidarle. Naturalmente ufficiali e ollurri iali devono e sere OllOpOsti
ad addestramento. La guida ad alto livello affida ta, invec , agli urfi d<
l li della Wehrmacht delle
5) il duc vorrebbe ehe queste form azioni , pure con l'uniforme d Ile . ,
ave sero qualcosa he ricordasse la Milizia fa cista. campicchio e Pietruccio
pensano che questi ' oldati potrebbero indos are la camicia nera o portare
eventualmente sulle mOSlrine il fascio liuorio; per oltolineano che. non
si impone niente, e si accetta ci che sar deciso;
6) si chiede che gli ufficiali e sottufficiali della Milizia e dell'esercito che si
presenteranno volontari siano accolti col loro grado e pagati secondo le tabelle
delle SS;
7) si prega di armare le unit della Milizia italiana con armi moderne italiane
o tedesche;
8) si chiede che queste truppe vengano usate per la liberazione dell'Italia,
ma il duce accetter ogni decisione del Fiihrer;
9) si potrebbero armare diecimila lavoratori italiani in Germania e formare
con essi circa 20 battaglioni della Milizia mettendoli, in Germania, a disposizione
di Renato Ricci . Eventualmente questi battaglioni potrebbero essere
mandati al fronte. Il loro posto potrebbe essere preso da altrettanti lavoratori
delle fabbriche italiane, in modo da non danneggiare il ritmo della
produzione industriale germanica.
]iittner congeda i due gerarchi fascisti informandoli che avvertir Himmler
e che sar lo stesso SS-Reichsfi.ihrer a dare una risposta in merito. La
risposta arriva una settimana dopo, il 2 ottobre, con una circolare agli
SS-Obergruppenfi.ihrer ]iittner, Wiinnenberg, Berger, Wolff, Pohl e Kaltenbrunner
ed allo SS-Sturmbannfi.ihrer Grothmann che porta la sigla
"Tgb Nr. 35/ 143/ 43 g" e il titolo: Programma p er la formazione di unit
della Milizia. Non tutto quanto voleva il duce stato accettato, in primo
luogo l'impiego al fronte. Il fronte riservato ai tedeschi, gli italiani dovranno
battersi contro i partigiani. Il programma comprende questi undici
punti:
1) secondo la volont del Duce, le SS dovrebbero allestire unit della Milizia
italiana;
2) l'obiettivo di formare due divisioni della Milizia'
3) prima di tutto si devono formare subito battaglio~i della Milizia da im~

ie~are "il pi presto possibile in combattimento contro banditi, paracadutiSti


e comunisti nel Nord Italia'"
4) appena questi battaglioni avr~nno riportato la pace nel Nord, dovranno
es~ere trasferiti in centri di addestramento [tedeschi, N.d.R.] per formare
del reggimenti;
5) questi reggimenti dovranno essere usati in combattimento in Italia,'
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6) a questo punto si former la prima divisione;
7) la divisione sar impiegata al fronte;
8) il Duce prevede la formazione di una seconda divisione dopo un anno;
9) dopo l'impiego al fronte, i battaglioni vanno impiegati nel Nord e nel
Centro Italia in servizio di sicurezza;
lO) le unit della Milizia portano l'uniforme italiana, le spalline corrispondenti
alle Waffen-SS, per in un altro colore di base, e sulle due spalline
i gradi [Le mostrine saranno rosse, come per l'artiglieria SS, e diventeranno
nere soltanto in seguito, come concessione ai reparti migliori N .d.R.].
Gli ufficiali ed i sottufficiali portano le spalline tedesche; .
11) propongo che queste unit abbiano il nome di Walfen MiLiz - Milizia
Armata 8.
Ormai la richiesta di Mussolini , spontanea o manovrata, va avanti inesorabilmente.
Dal FeldkommandosteLle di Berlino, Himmler manda, sempre
lo stesso giorno, un'altra circolare al capo dell'Ufficio centrale delle SS,
al capo della Direzione centrale delle SS, al capo dell'Ufficio centrale della
polizia ed al Capo della polizia in Italia 9. I quattro punti del documento
dicono:
1) Secondo il programma approvato dal Duce e dal Fiihrer per la preparazione
di unit della Milizia, bisogna dar corso sub!to ai primi passi della
nuova organizzazione, e in particolare alla formazione di battaglioni della
Milizia per il pronto impiego nell' Italia settentrionale;
2) affido la preparazione e la responsabilit al capo dell'Ufficio centrale
delle SS, che verr appoggiato cameratescamente dal Capo della Polizia;
3) a capo del gruppo di addestramento delle SS (Ausbildungsstab) chiamo
l'SS-Brigadefuhrer und CeneraLmaJor der Waffen-SS Hansen;
4) sede del gruppo di addestramento delle SS Miinsingen lO.
Il primo comandante un cileno
Il nuovo comandante, Peter Hansen, ha poco pi di quarantasei anni ed
nato a Santiago del Cile. La sua tessera di SS porta il numero 185.023,
quella di iscrizione al partito nazionalsocialista il 2.860.864. stato nominato
generale di brigata delle SS il 30 gennaio 1942 ed ha la fama di duro:
ha formato dal nulla la 15. Waffen-Crenadier-Division der SS (Lettische
Nr. l) per la lotta ai partigiani sul fronte orientale e conosce i problemi
dell'addestramento e della lotta ai banditi in ogni loro piega.
Miinsingen - ufficialmente il Truppen-Ubungs-Platz Munsingen si trova nel Wiirttemberg tra le colline del Giura svevo, una quarantina di
chilometri in linea d'aria a sud di Stoccarda. a 707 metri sul livello del
mare, vi si respira un'aria sottile di montagna. Nei suoi baraccamenti 'e nel
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suoi "c.ampi di Mart~" ~rano gi passati (o lo sarebbero) molti reparti in
formaZIOne: ~desemplO I Infanterze-Rgt. 419, l'Infanterie Rgt. 420, la 543.

Grenadzer-Dwlszon detta anche Sperr-Division (divisione di sbarramento) e


la 553.Crenadzer-Dzvzszon tedesca, e i russi e gli ucraini del generale Andrej
Andreevic Vlassov (RusskaJa OsvobodennaJa ArmiJa), la 600.InfanterieDwlszon (russ.) e la 29. Walfen-Crenadier-Division der SS (russ. Nr.
1) . Ora sarebbero arrivati i volontari italiani delle , poi, dietro a 10 1'0
anche ~uelli delle divisioni fasciste Italia e Liuol'lo. La gente di Miln inge~
era ~Itua~a a ~edere facce tra niere, ma slava sull e sue cercando appena
pOSSIbIle dI respmgere quella vera e propria inva ione, che turbava l'equilibrio
di quel luogo soli tario tranquillo.
Men~r~ nel Sud dell'Italia la 5' Armata americana sta raggiungendo la
riva mendlOnale del Volturno, Himmler che continua a pensare con insistenza
al progetto di SS italiane, invia un'altra circolare ai suoi fiduciari ai
quali questa volta aggiunge anche l'SS-Obergruppenfuhrer Pohl. il 5 'ottobre
194? e il capo delle SS, un burocrate pignolo fino ai capelli, apporta
una modifica al Programma per la formazione di unit della Milizia.
Cancella.re il punto 8) , dice, e si riferisce a q uello in cui il duce prevede
la formaZIOne di una seconda divisione dopo un anno, e sostituirlo come
segue: ,"Una seconda divisione ver~ formata appena la situazione lo permettera
attraverso la consegna di personale della prima divisione" 11.
Hi~~ler. me~te le mani avanti, vuole, se necessa rio, abbreviare i tempi e
stabilire fm d ora che arruoler nelle SS tutti gli italiani che riterr necessari.
Le SS non vedono di buon occhio la nascita di un nuovo esercito fascista,
anche se ~innovato rispetto a quello di Vittorio Emanuele III, e seguono
con attenzIOne e sospetto sia le mosse del duce che quelle del Maresciallo
Rodolfo Graziani, diventato ministro della Difesa nazionale nel governo
satellite di Sal. Uno di coloro che pi attivamente osservano la situazione
l'SS-Obergruppenfuhrer Wolff, pupillo di Himmler, che ha alzato le tende
a Verona, in via Garibaldi, nell'antico palazzo Miniscaci.
L'ex-bersagliere Renato Ricci non sa ancora niente degli arruolamenti
n~lI~ Walfen .MiLiz la~ciati con il beneplacito di Mussolini e pensa sempre
dI dIventare li capo di un esercito di miliziani in camicia nera che dovr
sosti~uire il disciolto r~gio e erci to. E non sa nemmeno che il Fl1hrer ha gi
nom1l1a to due Gaulezter per l'ltalia: Friederich Ra iner per il Litorale
Adriatico (Trieste, Gorizia, Fiume, Udine e persino BeJluno) e Fra nz Hofer
per. il ud Ti.rolo (Bolzano e Trento); che Rudolph von RaM, futuro
ambascl~tore nazlsta alla "corte" di Sal plenipotenziario civi le in Ita lia
m~~lre. Il generale Albert Kesselring lo per quanto riguarda i problemi
mlh~arJ ; che Karl Wolff ha la responsabilit dell'ordine e della sicurezza, e
c~e In questo quadro e soltanto in esso, verranno impiegati i volontari che
s~ p.re~enteranno alle SS; che presso ogni Prefettura sono stati piazzati consighen
tedeschi e che l'Italia non in mano angloamericana puro e sempli21
ce territorio d'occupazione germanico, con un governo satellite - quello
mussoliniano - che pagher tutte le spese militari dell'esercito nazista.
E non sa, naturalmente, che le Operationszonen sono state create per
mantenere sicuro il passaggio delle unit militari attraverso i valichi alpini,
ma che in realL rappresentano il pretesto per future annessioni di territorio
(Vorwand fi1r spatere Annexionsabsichten) e che i due Gauleiter nazisti
non intendono dipendere in alcun modo dai comandanti militari: si sentono

gi padroni. E che presso il duce, per l'opportuno "passaggio" di ordini e


comunicazioni, sta per essere piazzato un ufficiale molto efficiente e preparato,
l'Oberstleutnant i.G. Jandel, ordentlicher Mann, Ostmarker, un austriaco
con qualit d'ordine.
Si arruola anche un frate
Migliaia di treni merci portano i militari italiani nei campi di pnglOnia.
Sono scene strazianti: i soldati vengono chiusi nei vagoni bestiame con sigil_
li piombati e spediti al Nord con la scorta di sentinelle armate. Centinaia
di migliaia di italiani scherniti, affamati, trattati brutalmente dall'ex-alleato
inferocito per il tradimento . C' gente che crolla fisicamente, altri che
non reagiscono con dignit, altri ancora che - in particolare tra i reparti
fascisti sorpresi dall'armistizio in territorio germanico e nei Balcani, cio le
Camicie Nere delle unit aggregate alle divisioni di fanteria del Regio
Esercito - si presentano per battersi come volontari a fianco del camera(.a
tedesco, e partecipano subito alle operazioni di rastrellamento, anche se ferocissime.
Ci sono, tra questi volontari, fascisti e camicie nere, ma anche ufficiali
dell'esercito, in particolare dei reparti alpini, che pi che al giuramento al
re tengono fede, per moto spontaneo, all'alleanza con i nazisti. Si presentano
e vengono subito accolti cordialmente dai tedeschi che, dopo averli rifaciliati
generosamente, li avviano - come ha prescritto Himmler per telescrivente
- verso le colline del Wiirttemberg. Questi volontari sono migliaia
e affollano i treni civili: hanno un foglio di via tedesco che li disti ngue
subito dagli altri connazionali miserabili e traditori che non hanno a'C~
cettato e che vengono avviati, spesso senza neanche una goccia d'acqua per
molti giorni, verso i Lager della Polonia. Le SS fanno ponti d'oro a questa
gente che chiede di restare a fianco dei tedeschi: i centri di raccolta fun zionano
senza operare discriminazioni tra fascisti e non fascisti. L'importante
che si tratti di uomini che desiderano battersi contro gli angloamericani
i comunisti. Nei loro confronti, per ordine del Fiihrer, si fa una sola eccezione
nei trasporti in ferrovia, su autocarro o su navi: la precedenza deve
essere data ai prigionieri anglosassoni 12, che in Italia sono quasi centomila.
22
Cos passa alle SS con il suo reparto di legionari al completo anche uno
dei pi tristi figuri di quel tempo: si chiama Mario Carit, lombardo, si
distinto per una serie di malversazioni, all'OVRA (Organizzazione vigilanza
repressione antifascismo) lo conoscono bene per le sue denunce. Ora
l'avventuriero approfitta dell 'occasione per piazzarsi a Firenze (poi andr a
Rovigo, Padova e Vicenza)" per promuoversi maggiore ed ottenere il comando
di un'unit delle SS italiane. Non combatter mai in prima linea,
stato sempre un imboscato: former, invece, una sanguinaria banda di criminali
torturatori avendo come braccio destro l'ex-prete Giovanni Castaldelli
e come capo carceriere Antonio C?rradeschi 13. I tedeschi lo proteggeranno:
gente di quella risma che semina' il terrore serve a mantenere l'ordine
nelle retrovie di un paese occupato, cos come servono i preti.
Passa alle SS anche il XIX Battaglione Camicie Nere "Fabris", dal
nome del suo comandante, il primo seniore della Milizia Gilberto Fabris.
Ha partecipato alla campagna greco-albanese, stato trasferito a Corf e
Cefalonia, stato impiegato in rastrellamenti e 1'8 settembre lo trova schierato
in difesa costiera nella zona di Prevesa. Tre giorni dopo - come scriver

poi in una relazione al capo di Stato Maggiore delle SS-Obersturmbannfahrer


von Elfenau - il sottoscritto, sentiti gli ufficiali ed i legionari,
decideva di rimanere a combattere a fianco dei Camerati tedeschi e
di aderire al nuovo governo fascista. Anzi, a tale proposito, il 15 settembre
lo scrivente, nella sua qualit di commissario, costituiva il Fascio repubblicano
di Prevesa (Grecia), forte di ben 532 iscritti, che ne avevano fatto regolare
domanda ed ai quali veniva rilasciata regolare tessera. Fabris si
mette a disposizione del Generalmajor von Stettner, comandante della l '
Divisione Cacciatori Alpini germanica, e viene subito usato in operazioni
di rastrellamento e di difesa costiera finch il 3 novembre partir in treno
per l'Italia. Dopo un disagevole viaggio approder il 10 dicembre ad Aosta
(Caserma Chiarle in via St. Martin de Corleans, oggi intestata a Cesare
Battisti), con ben 226 legionari colpiti da malaria, inquadrato nelle nuove
formazioni della Waffen Miliz volute da Himmler.
Tra coloro che aderiscono alle SS c' anche un cappuccino dei frati minori,
che far parlare di s. padre E usebio (al secolo Eugenio Zappaterreni),
gi cappellano della divisione alpina Julia, che vi ene assegnato a lla
base atlantica di Bordeaux ("Betasom") e che poi, prima di rientrare in
Italia per azioni di propaganda a favore del governo di Sal e dei nazisti.
operer in Normandia 14, favorendo l'arruolamento di volontari italiani nella
17.SS-Panzer-Grenadier-Division "G6tz von Berlichingen" che in corso
di costituzione nella zona di Tours.
Il 28 giugno 1944 ricomparir a Lione accompagnato dal camerata
P.M. Marten , federa le del Rodano, ed avr un incontro con diversi ufficiali
tedeschi: il generale Niehoff, il colonnello Strack il colonnello di Stato
Maggiore conte Finkenstein e il te.nente Goullon. Tratter la costituzione
23
di un battaglione di 500 uomini che, comandati dal maggiore Marenghi,.
gi al servizio dei tedeschi, e previa la necessaria istruzione da parte nazi_
sta, saranno impiegati al rastrellamento dei terroristi e come polizia inter_
na .
Appena sar possibile cos afferma il rapporto inviato poi al duce dal
frate dei distaccamenti saranno inviati nelle diverse citt e centri [della
Francia, N.d.R.], dove maggiore la presenza di colonie italiane>'. Il reclu.
tamento degli uomini avverr prevalentemente su elementi italiani che dmasero
fedeli all 'Asse il 9 settembre e che si trvano attualmente incorpo_
rati, sotto divisa tedesca, in piccoli gruppi di diverse formazioni della Wehr.
macht e fra elementi buoni che si trovano ancora sbanda ti . Una adeguata
propaganda , dice poi il fra te cappuccino, sar fatta tra gli elementi a~.
tualmente inquadrati nelle squadre lavoratori italiani , mentre verranno
chiamati alle armi e inquadrati i connazionali delle classi 1923-24-25 che
si trovano in tutta la zona sud della Francia . Quindi si tenter il recupero
dei 25 o 30 mila uomini internati in Svizzera: questo problema stato
lungamente studiato e messo a punto dal sottoscritto. Ma, come si sa, gli
internati in territorio elvetico non si mossero. Erano riusciti a varcare rortunosamente
il confine ed a farsi accogliere, e non volevano per nessun motivo
ritentare un'altra avventura con le bandiere italo-tedesche 15.
A Berlino l'SS-Obergruppenfilhrer Berger si muove con attenzione nei
circoli fascisti affollati di ufficiali, gerarchi e giornalisti italiani che vivono

a spese dei tedeschi per cercare di captare ogni minima indicazione: come
vedremo, riuscir a raccogliere molte notizie importanti. Ma intanto (19,
ottobre 1943) informa Himmler nel suo ufficio al numero 7/ 11 della Douglasstrasse
a Berlino-Grunewald, che qualcosa non funziona nelle operazioni
in corso per la Waffen Miliz a Munsingen . Quando, a suo tempo.
dice in un rapporto molto burocratico, ho ricevuto l'incarico dal R eichifilhrerSS di coordinare le operazioni, ho ordinato quanto segue:
1) per noi decisivo ricevere soldati italiani - possibilmente decora ti
che siano pronti ad essere impiegati al fronte nella maniera pi dura, sollo
la guida delle SS;
2) quale esperto della situazione politica in Italia mi era chiaro fin
dall'inizio che al momento di un crollo cos imponente sarebbe stato impo sibile separare i fasci sti veri da quelli non veri. E mi chiaro anche che
Munsingen non deve diventare un centro di raccolta per "vecchi combattenti"
che non vogliono battersi contro il nemico: noi abbiamo bisogno di
soldati da usare in prima linea.
Come in tutti i momenti di confusione qualcosa di irregolare
in quell'arrembaggio verso l'arruolamento nelle SS: tra gli aspiranti al tCschio
d'argento sulla bustina si sono infilati anche personaggi non idonei fisicamente
alla durezza tipica di questi reparti; ed inoltre gente che non
mai avuto rapporti di idealit con il credo nazifascista. La massa di coloro
24
che si present a l~o in ~no ~ I anci? di ~ollabora ~ione di sordin ~ta, i. ono,
1
' '' 1'0 dei profltt3tol'l, e I funzLonan tedeschi ne sono seccati. Ieri sera
cII" , . . '
dice 13erger, ~I. ha chiamato un certo SS-Stur:nbannfiihr~r R einhardt[ ... ]
municandoml Jn forma molto sgarba ta che Il centro dI adde tramento
~uppc di M.unsi~gen sovraf~oll.at~, sebbe~e,. secondo gli accordi, si sarebbero
dovuto IstrUire soltanto dleClmJ!a uomml. Inoltre una commissione di
Gaulqiter [cio gerarchz faSCIstI, N.d.R.] italiani arrivata a Munsingen
avrebbe stabilito che il 60 per cento dei volontari non fascista e che, tra
l'alU'O, vi sarebbero tra di essi anche dei criminali, che sono stati messi in
libert in I ta lia per il tradimento del Re. Non vengono addestra ti, com'era
statO tabilito. soltanto i fa cisti: agli uomini che si presentano viene ch iesto
slJ~aJl'{O chi vuole combattere nelle S fino alla fine della g uerra.
. Volevo parla re con I SS-Obergruppenfiihrer ]i.illner , continua Bergel'
.ma ho potU.lO fari? sollantO con il ~a~o di S lat~ Maggior~. SS-S~urmbaftTIjiJh1"
er Ruol f, e gh ho es posto le mie tdee. Che Il cen ro dI Mi.insll1gen
ma sovraffollato, gli ho detto, non ci interessa. Che vengano addestrati anche
dei non fascisti, ma pronti a combattere per le SS, giusto. D'altra
parte il 9 ottobre 1943, nel corso di un colloquio, l'SS-Obergruppenfilhrer
JOtlner mi avev~ confer.m~to ~he dal 15 . ottobre Munsingen era pronta ad
accogliere 15 mJ!a uomml. Fmo ad oggi ne sono stati messi in addestramento
soltanto 13.362.
L'SS-Obersturmbannfilhrer Ruoff, prosegue Berger, mi ha comunicato
dhe mancano istru tto ri pel' prepa l'are gli ita liani . Per q uanto rigua rda
i non fascisti si tra tta olta nto di pochi, perch dal 22 settembre scorso gli
urtici di arruolamento hanno l'ordine di accettare soltanto ex- fascisti. D'allra

parte ' chiaro che, da quamo ri ulta dai libri paga dell'esercito di Badoglio,
non in tu tti i casi scritto se uno fascista o meno. Allora ho chiamato
subito al telefono Munsingen ed ho par.la to con il comandante locale,
l'SS-Oberslunnbannfahrer von Eltzenau. Von Eltzenau mi ha delto che ,
J1ilI1r0Ppo, c' mancanza di istruttori, ma che tuttavia la situazione buorl\
la. Egli ha messo assieme un gruppo di 2500 specialisti [probabilm ente del
"mio, dell'artiglieria, della sanit e dei trasporti, N.d.R.] e chiede urgente,~
te che essi vengano spostati in altra localit, in modo da far spazio ai
volontari italiani .
A questo punto Berger rivela un quadro incredibile. La confusione
e~o~me, i volontari in qualunque parte si presentino ai comandi tedeschi,
sIa ID Polonia o in Croazia o in Grecia o in Francia, vengono avviati senza
preavvisare nessuno verso il Wurttemberg. Ogni Comando li "scarica": un
foglio di viaggio e via. Tutto il settore degli arruolamenti in crisi. Dal
quartier Generale del Reichsfilhrer-SS, dice ancora la nota di Berger,
gIUnto un telescritto avvisando che il 79.Armee-Oberkommando ha fatto afnuire
~uovamente 700-800 soldati a Munsingen. L'invio avvenuto senza
che n'OI lo richiedessimo, e ci vuoi dire an'che che il Reichsfilhrer-SS crede
25
che noi non disponiamo di abbastanza uomini. A Munsingen, p~i, stato
addirittura respinto un treno con 1700 volontari proveniente da Dresda.
Come se non bastasse, gli istruttori tedeschi ed i soldati di scorta sono stati
trattenuti insensatamente nella cittadina. Queste sono cose pazzesche. Il
mio punto di vista politico questo: al quinto anno di guerra il materiale
umano cos raro che non ci possiamo permettere di respingere un miglia_
io di uomini a causa di piccole inefficienze nella nostra organizzazione. Nei
centri di raccolta vi sono attualmente altri tremila fascisti pronti all'appello
che non possono, invece, essere accolti a Munsingen 16.
Una lista di (( jJropagandisti ))
All' Ambasciata d'Italia a Berlino, anche se retta da fascisti della prima
ora, ci si finalmente resi conto della tragedia dei 'soldati italiani fatti brutalmente
prigionieri dai tedeschi al momento dell'armistizio. La realt non
ancora nota in tutta la sua crudezza (i massacri e le fucilazioni sul posto),
ma si comprende che la maggioranza dei militari catturati non aderir
n ai tedeschi n alla repubblica di Mussolini. I fascisti presenti nella capitale
del Terzo Reich tuttavia si riuniscono e, dopo una lunga discussione,
propongono di formare un comitato itala-tedesco composto da ufficiali
dell'esercito italiano e da un gruppo di collaboratori oltrech da membri
della Wehrm~cht per far s che, con la parte migliore degli ex-appartenenti
al regio esercito, si possano formare unit combattenti 17. Contemporaneamente
si chiede di migliorare la vita degli internati, di istituire una
propaganda radio nei Lager e di intensificare quella scritta, di allontanare
dai Lager gli elementi infidi, di inviare in Italia ufficiali fidati per operare
un censimento amministrativo oltrech uno numerico per i soldati e nominativo
per gli ufficiali . Siccome questo comitato misto avr bisogno di personale,
un certo numero di ufficiali e di gerarchi fascisti rinchiusi nei campi
di concentramento dovrebbe esser fatto affluire a Berlino. I fascisti vogliono
cos gettare le basi di un nuovo gruppo solidale con Hitler e forniscono
questa lista di nomi, cio di gente fidatissima e che, tuttavia, prigioniera:

capitano Persico, generale Rubino, contrammiraglio Zannoni, capitano pilota


Dente (Lager 64-Z);
capitano Renga (vice-federale di Verona), capitano Sartori (vice-presidente
della provincia di Verona), tenente colonnello Ercole Arienzo, sottotenente
Giuseppe Annovazzi, tenente Luigi Chiminelli, maggiore Ottone Panzer
(vice-sindaco di Merano), maggiore Franco Maccagno, capitano Ugo
Manganelli (Stalag 367);
tenente colonnello pilota Carlo Marazzani (informazioni Aeronautica, ca26
l gen. Webe1'-PolSdamer Eiche); capitano Felician'i (capo di S.M.
S~~~;t'ganizzazione giovanile italiana) e maggiore Sandro Bonamici (fededel
di Venezia), ambedlle ne) Lage1' X.E. di Hannover;
rate n nello Carloni (in un Lager polacco non speciJi:cato);
CO o ,te Luigi Meli (federale di SpalaLO), capitano Antonio 'Este (federaIcn~
1 Gorizia) tenente Alberlo CameranO (membro del direttivo della fedele
ione di La Spezia) oIonn.e1Jo Umberto Morera (fascista di vecchia dara;
capitano Guglielmo tcidler (fascista di vecchia data), capitano Ugo
:o~aso (vice-federale di Pisa), capitano Sedaro (vice-federale di Brescia),
ente Bacdola (fascista di vecchia data), lenen! Giuseppe Sibona (fascite:
di vecchia data), capitano Fernando Lorenzini (fasci la di vecchia da~)
lenente co~onnello ?afuri (fa cista ~i v~~~ia data): :a~itano Pal~ran~
(deputato fasClsta), tULlI nello Slalag dI. Mun IOgen [eme In un ~a,!"po dI
eoncent7'amenlo situato netta stessa Localtl dove vetlgono addestrali I volon.tari
nelle SS, N.d.R.].
Alcuni membri di questo comitato, aggiunge la lista, dovrebbero
avere contatti periodici con il Duce ed a tale scopo si propone di inviare in
Italia il generale Biseo, aiutante di volo del Duce, il maggiore Marcello
Vaccari, ex-prefetto di Napoli, il tenente Sommariva, ex-federale di Siena,
e il tenente Spangaro, ex-federale di Trieste 18.
Il nucleo di questi fascisti berlinesi che non possono muovere un dito
senza il permesso dei tedeschi intuisce di esser tagliato fuori da ogni possibilit
di decisione nel futuro politico di quella parte dell'Italia non ancora
occupata dagli angloamericani e tenta, in qualche modo, di inventare a
proprio beneficio una funzione dirigenziale o, almeno, di consulenza presso
gli alleati nazisti diventati padroni. L'onnipresente Berger si affaccia
all'Ambasciata berlinese e trova un gruppo di federali e gerarchi fascisti
con decorazioni guadagnate nella lotta contro il nemico". I federali e i gerarchi
circondano l'alto ufficiale delle SS e questi spiega che i prigionieri
italiani verranno tutelati nel modo pi rapido , che verranno fatti passi
presso il comando della Wehrmacht affinch agli ufficiali siano restituiti
la pistola e il denaro tolti", che si proceder alla nomina dell'ambasciatore
e che si terr conto dei suoi consigli .
Ho chiarito a questa gente, sempre Berger che informa per iscritto
Himmler, che non si tratta adesso di creare un grosso esercito, ma di mettere
assieme soltanto alcuni battaglioni con uomini particolarmente fedeli e
attivi e soldati senza macchia, e poi di ampliare questi battaglioni. In questo
modo il governo repubblicano sar servito meglio . Il discorso su questo
punto deve essere stato abbastanza vivace con richieste precise da paNe dei
fascisti (e tutte respinte) di un nuovo esercito autonomo italiano agli ordini

di Mussolini, ma Berger aggillnge: Ci stato capito.


Poi riferisce un fatto nuovo. Nella conversazion entrato an he un
27
certo colonnello Canevoi (?), il vero tipo del reazionario. [Si tratta di Emi_
lio Canevari, viterbese gi combattente della prima guerra mondiale
scrittore di cose militari, con ufficio presso il giornale di Farinacci "Il Regi_
me fascista", a Cremona, che poi diventer segretario generale dell'esercito
repubblicano con Graziani, N.d.R.]. Egli mi ha ~ostr~to un test.o d'accordo
con il comando della Wehrmacht , ed il colloquIO gh era partl.colarmentl}
penoso. Egli ci ha co~unicato che era poss~bile a\les~i:,e un ~~rto nu~ero di
divisioni e che una di esse doveva portare tl nome di Camicie Nere . Non
deve pi' essere usato, ha detto, il nome "Milizia". Che cosa ci . sia in questo
accordo comunica Berger a Himmler, non lo so; sarebbe Interessante
) .' .,
saperlo. Nel frattempo - ho spiegato - andremo ava?tl .n01, e. n?1 sl1amQ
gi per arrivare ad una certa conclusione. Quando tutti gl! u~mln.1 saranno
raccolti avremo a Miinsingen circa 13 mila volontari, e tra di essI un grosso
num~ro di ufficiali. Soltanto dalla Francia del Sud annunciato un tre:no
con 450 ufficiali e 367 sottufficiali. Inoltre arriver da Belgrado un
gruppo della forza di un reggimento della Milizia 19. Il gruppo, noto come
"Reggimento De Maria" [Miliz-Regiment de Maria /Po9L dal .nome del
suo comandante, verr spostato, invece, a Praga e arnvera In ltaha saltando
Miinsingen: ma ne parleremo pi avanti.
La principale preoccupazione del segugio di Himmler che bazzica nei
circoli fascisti di Berlino quella di sapere cosa diavolo contenga quel pezzo
di carta fatto balenare dal colonnello Canevari. Berger avvisa Himmlllt
di avere incaricato di accertarsene l'SS-Gruppenfuhrer Jurs. I documenti
raccolti negli archivi americani non riferiscono sul risultato di questa inchiesta
ma noi sappiamo da altra fonte che pochi giorni prima di quel\~
visita ( Berger all'Ambasciata italiana di Berlino, e precisamente il 16 ot,
tobre Canevari era giunto in aereo da Verona al Quartier Generale della
Weh~macht , cio alla "tana del lupo" di Rastenburg. Canevari era stato ri
cevuto la sera prima da Mussolini a Villa Feltrinelli, e a lui aveva mo tl'1l'
to un promemoria 20 su una conversazione avvenuta tr~ il mar~sciallo Gra
ziani e il generale Buhler, capo di S.M. del feldmaresCiallo Keltel. .
La Wehrmacht, questo era il succo del foglio in mano a Canevari,
avrebbe provveduto ad addestrare quattro divisioni di fanteria da i.mpiegart
in Italia, e "addestramento sarebbe durato quattro mesi. Sarebbero state
chiamate alle armi le classi del 1924 '25, '26 e '27. gli italiani avrebbero
messo a disposizione dei tedeschi 30 mila uomini per la difesa costiera ed
aerea mentre per assicurare le retrovie dell'esercito germanico i nazisti
avrebbero schierato 24 battaglioni di polizia, in buona parte con volonta~
italiani (e questo era un compito delle SS). Le quattro divisioni italiane di
fanteria sarebbero state pronte ai primi di giugno del 1944, mentre per l
fine di quell'anno era prevista una divisione corazzata italiana, con malI!riale
tedesco, da formarsi al centro di motorizzazione di Wunstorf, una
trentina di chilometri ad ovest di Hannover.
28
Due erano, dunque, sulla carta i gruppi militari italiani in gestazione:

la rvli1!zia fascis~a ar.fida.la ?al duce a Renalo Ricci le divisioni repubbl icane
di Can varI e Grazlam. Ambedue sarebbero opravvissu!i: il primo assorbito
dalle formazioni della Guardia Nazionale Repubbli 'ana, il secondo
rappresentato d al~e divisioni Italia, Lillo1'io, San Marco e M071terosa. 1a
un terzo gruppo Il avrebbe pl'eceduti, quello voluto da fimmler, cio le S
italiane organizzate in balta lioni di marcia portati ubito dalla Germania
nei punti strategici dell Italia settentrionale per far fronte alle prime forJ11llzioni
partigiane. Da questo nucleo di fed lissimi un anno dopo, mentre
la guerra stava per finire sarebbe nala la 29. WaJJen-C,enadier-Divi.rion,
dot (italienische Nr. 7).
Fucilm'e gli ufficiali che resistono))
Gli arruolamenti erano avvenuti in fretta: in parte non irrilevante per genuino
entusiasmo fascista, in parte per sfuggire allo spaventoso trattamento
riservato dai tedeschi ai traditori di Badoglio. Due ordini dell'OKW
(Oberkommando Wehrmacht) del 15 e del 30 settembre 1943, poi sostituiti
da nuove direttive [ordine del Comando Supremo delle Forze Armate Germaniche
n. 005282/43 g. Kdos. WEST/ Qu 2 (S)], stabilivano che gli ufficiali
dei reparti italiani che hanno acconsentito a che le loro armi cadessero
nelle mani degli insorti o che si trovino addirittura dalla parte degli insorti,
una volta presi prigionieri vanno fucilati con procedimento sommario
, mentre per i soldati era previsto il duro campo di concentramento.
Previe istruzioni particolareggiate del R eichsfuhrer-SS, veniva previsto
anche l'impiego dei soldati fedeli all'alleanza nelle unit della Milizia
sotto forma di reparti di polizia, fuori dai confini d'Italia, per la lotta con~
tra le bande . Interi reparti italiani non ancora sgomberati dalla Polonia
dopo il rientro dell'ARMIR (cio l'Ottava Armata italiana che combatt in
Russia nel 1942-43) per salvarsi dai Lager passarono ai tedeschi e finirono
in questo mod~ nuovamente sul fronte russo, opposti ai partigiani. La Waffen
Mzltz funZIOn anche all'Est, totalmente sganciata dai battaglioni allestiti
a ~ii~singen 21, : molti italiani che pensavano, essendosi consegnati ai
tedeschi, di tornare 111 qualche modo in patria, morirono in una dura e
st.rana guerra nelle foreste polacche e persino nell'ultima, disperata difesa
di B~dapest, alla quale parteciparono in oltre duemila, e dei quali non
sappiamo niente.
A Siedlce, in Polonia, nell'autunno del 1943 c'erano diecimila italiani
eh' ,' .... . ,
.: vemvano portati ogm gIOrno 111 camIOn ad eseguire lavori stradali. I
plU deboli morivano sul posto, altri erano falciati dalle malattie infettive e
dalla denutrizione. A Leopoli gruppi di militari italiani venivano spinti su
una passerella lanciata su un fossato in fondo a via J anowska e abbattuti
29
con un colpo alla nuca: quando cadevano finivano su un grande fuoco pre.
parato dai tedeschi 22. Nel bosco di Lesienice i militi della Gestapo abballe.
vano gli italiani a raffiche di mitra.
Migliaia e migliaia di ufficiali e soldati provenienti dall'Austria e dalla
Jugoslavia finirono a Biala Podlaska. C'era un campo di 120 baracche SOr.
vegliato dai tedeschi e dagli ucraini, che seminavano il terrore con esecu.
zioni capitali all'ordine del giorno. Fu qui che arrivarono alcuni gerarchi
fascisti del gruppo di Berlino a far propaganda per gli arruol amenti

nell'esercito tedesco, Wehrmacht e SS. Nel mese di ottobre del 1943 un mi.
gliaio di prigionieri affamati accett di battersi sul fronte orientale; in OG.
vembre un altro scaglione cedette e pass nelle SS: nelle file di questi li
laureato in farmacia Antonio Torinesi, gi dell'ARMIR. Lo aggregarono Co.
me tenente ad un reparto sanitario delle SS, addetto al magazzino ed alla
distribuzione dei medicinali. Catturato dai partigiani nel gennaio 1944 sul.
la strada di Rusti Brod, chiese clemenza: La mia famiglia abita nei Leni.
tori occupati dalla Germania, disse, certamente eseguiranno rappresaglit
contro di essa". I partigiani polacchi lo lasciarono libero 23. Gli altri lennero
duro: mangiavano erba, radici e persino bruchi, diventarono degli spettri
e cominciarono a morire appena giunse il terribile inverno. I superstiti costruivano
casse con tavole sbozzate dagli alberi e portavano quei poveri Coro
pi al cimitero, su un carretto.
Nicola Grandi , un alpino della Tridentina, battaglione Morbegno, fini
a Christenstadt, vicino a Breslavia, dov'era una fabbrica di dinamite;
Dopo un mese venne un gerarca (Anfuso ?): ci radunarono nel cortile I:
chiesero chi voleva partire e combattere per l'Italia, con Mussolini. Furono
molto pochi. Ma era una disperazione. Davano un pezzo di pane da tagliare
in cinque fette per cinque persone. Si giocava alla morra per la distribu
zione. C'era chi credeva di averne un pezzo pi grande degli altri, magari
soltanto un grammo in pi. M a quando l'avevi in mano era piccolo ome
gli altri. Ho dalo via l'orologio per un chilo e mezzo di pane. Prendevo l
pelli delle patate, le seccavo e le mangiavo. Una fame incredibile. E ravamo
in ottantamila. Gli ufficiali erano in un altro Lager. Dieghi, aiutante maggiore
del comando gruppo Bergamo, passato alla Monterosa,
fi n con i tedeschi 24 .
A Chelm Lubelski, presso Lublino, c'erano diecimila soldati e ufficial
italiani provenienti dalla Grecia , dalla Jugoslavia e dall'Alto Adige. Ottomila
vennero spostati a Czestochowa e nel forte di Deblin-Irena.
che accettarono di collaborare ebbero cibo e una certa libert, gli altri
rono le peggiori angherie: isolamento, razioni ridotte, bastonate. Gli
lati veni'vano portati all'ospedale del campo, da cui non ritornavano pi .
Molti sospettano che venissero soppressi con iniezioni di fenolo.
Altri furono fucilati . Il primo ufficiale di grado elevato assassinato in
Polonia fu il generale Alberto De Agazio: mor nel campo di conceOlra30
enlO di Antoninow (distr etto di Wag'rowiec, nel voivodalO di Pozna n).
~ le mesi dopo, il 24 novembr 1943, neUo stesso OJlag (Olfiziel'slager)
\irono per gli stemi i generali Davide Dusrnet e ' mben o D i Giorgio. Il
~; gennaio, sempre per stenti , pir il genera le Rodolfo TOl'resan seguito
' tardi dal generale Chi a ppi Armellini.
pJ A Leopoli i nazisti procedettero a fucilazioni in massa. Caddero davan ti
al plotone di esecuzione parecchi genera li (tra cui Enrico Manganini, Al
fredo Forna rolli e Giuseppe Gampoti) tre colonnelli (Luigi Maganini ,
Carlo Stefanini e Achenzo) e cinqua nta ufficia li di vario gl'ado. Ne sono
stati identifical i ventiquatt ro, e i loro nomi sono questi: Gino Capusso
Luigi Fuzaroli, Tommaso erafin i, E nrico Fornarolli , Nino Man to,
Eduardo M anganini, Alfredo Lombardi, Livio orsini Giovanni G iacomini,
Luigi Stefanini, Cleno Persini, Riccardo Castellani, Tullio Persianini,

Marino Delnieri, Gino Valentini, Luigi Savo, Riccardo Sabo, Alfredo Morossi,
Eduardo Storelli, Giovanni Beniami, Emanuele Vicenti, Lorenzo Veranini,
Alfonso Toscano. Ma i morti furono migliaia, tutti colpevoli di non
voler aderire agli appelli di Hitler 25.
Ai soldati e ufficiali che - in preda al terrore o per vera spinta ideale
_ avevano accettato di far parte delle unit con la "testa da morto" il
Reichsfuhrer-SS, che conosceva bene quanto contasse per un prigioniero
una razione abbondante, concedette l'alimentazione prevista dalla "colonna
B" (Spalte b) delle diete giornaliere tedesche (tra l'a ltro 1200 grammi di
patate fresche al giorno e verdura). Come presentare un osso con un po' di
carne ad un cane affamato: alcuni, stremati, resistettero sulle prime a
quell'offerta allucinante, ma poi, in UO' secondo tempo, cedettero 26. La fame
era orribile ", ricorda il tenente Mario Mari, che tuttavia resistette fino
alla fine, ottundeva ogni altra sensazione, tranne l'istinto di conservazione
e il desiderio di ritornare in Italia >, 27.
CAPITOLO II
ARRIVANO I BATTAGLIONI DEI VOLONTARI:
EX-ALPINI, BERSAGLIERI E CAMICIE NERE
Sono tutti schedati
La partenza da Mi.insingen verso l' Italia avviene nella seconda met di no.
vembre del 1943, dopo un addestramento affrettato e in certi casi caotico.
Partono soldati e ufficiali che faranno parte delle SS italiane vere e proprie
ed altri che finiranno, in qualit di Hilfswilligen (collaboratori) nei bat.
taglioni SS di polizia. Nel 1'ruppen- Obungs-Platz del Wi.irttemberg tutti i
volontari sono stati schedati, selezi.onati, indottrinati politicamente sugli
obiettivi del nazismo e sottoposti ad un addestramento formale diverso da
quello a cui erano abituati nell'esercito italiano. La loro vita stata passati!
al microscopio come si usa per ogni aspirante SS: nei registri dell'ammini.
strazione militare tedesca finiscono anche i nomi e gli indirizzi dei familiari
in Italia . Una precauzione chiara ed espressa in chiare parole, di rivalsa c
di punizione nel caso di po $ibili diserzioni. La maggior parte dei rep<!Sti e
comandata da ufficiali superiori della ex-mj!izia volomaria per la sicurez~
nazionale fascis ta (a loro volLa inquadrati e diretti da colleghi tedeschi ano
che di grado inferiore), ma i sono pure molti esponenti deJl'esercito, alpi.
ni. bersaglieri e fanti, che par.leggiano 'enza tentennamenti per il fascismo,
che hanno combaLLuto in Ru sia, in Croazia e su altri fronti c che oslent
no con fierezza decorazioni germaniche.
I volontari vengono caricati sulle tradotte e viaggiano fino a Verona
senza sapere dove sono destinati. soltanto qui che conoscono la loro desti,nazione
e che cominciano a capire che il loro rientro in Italia, pur tanto
agognato e conquistato con un giuramento a Hitler, sar tutt'altro che gioioso.
Ma hanno la promessa di una licenza di quattordici giorni pi due di
viaggio, e ci tempera una certa angoscia, accrescendo invece l'entusiasmo.
I soldati vestono ancora come al momento della cattura: gli alpini portano
le loro m~mtelle e le fasce mollettiere, i fanti la loro uniforme grigioverde, e
cos gli artiglieri, i militi fascisti e le altre specialit. Soltanto alcuni hanno
gi l'uniforme un po' migliorata. Fanno parte dell'esercito tedesco, i loro
nomi sono gi incasellati alla centrle delle SS di Berlino, ma sembrano
ancora il fantasma di qualcosa che non esiste pi.

32
Non lU.tti i vOlon,lari SS arrivano, per, da MQnsingen: ' un battaglioc
an'cora IO formaZione a Debica (leggi Dbiza) presso Cracovia in Polo- O . ., I
lIia, che rImpa(f1~r'a. so ~anto tra alcuni mesi; c' addirittura un reggi mentO (tre baLlagllonl) di 2.950 uomini, lutti legionari fa cisti, che si trova
iII ca er.ma a Praga, cio nella capitale cecoslovacca. il Milz-Regiment
"eMana (:0[.), ed. ha una sua storia parlicolar. Lo gtlida il console Pao/
I, De Mal'la che p~J~.a dell'armistizio comandava la Legione Camicie Nere
aggregata alla diVISione Be/gamo (250 e 26 fanteria) a palato. La L _
giolle aveva i suoi pre idi' fuori dalla citt dalmata, nella zona della 7. ._
Freiw.i1ligen-Geb.ir~s-DilJLr:on "Prinz Eugen ": fungeva da nucleo esplorantB,
e 111 tale qualIla le venIvano affidati compiti speciali, tra cui in particolare
i rastrellamenti dei partigiani di Tito. L'B settembre De Maria senza
ne~meno. ~res.entarsi ~I comando deUa divisione in citt, passat~ con i
SUOI uonuru al tedeschi cd stato inquadl'ato nelle Polizei-F7'eiwilLigen_
Verblinde della Or~;un!IsPoljzei nazist.a e spostato pl'ima a Belgrado e poi li Praga, ~~~tre la Pnnz Eugen" fucLlava 120 ufficiali, di cui tre generali,
della diVISione Be/gamo che aveva deciso di l'esistere con le armi. Ades o
I~ L~gio~ Camicie ~ere di:entata un reggimento di polizia SS agli ordiO!
di Hlmml.e~, . HJmm~er rI 2 dicembre 1943 destina al suo inquadramento
6.6 uffiCialI tedeschl c 350 sottufficiali. Il Miliz-Regiment de Maria
(Pol.) SI sposta da Praga a Mestre, e qui - via Innsbruck e Bolzano _ lo
ra~giungono il 15 di quello stesso mese gli uomini scelti dal Reichsfuhrel'
delle Ss.
] 66, che hanno le cariche gi assegnale in partenza, sono:
Comandanti di battaglione: i maggiori della chutzpolizei Karl Deckert
(della polizia ~ Mona~o), Geor~ chroers (Dresda), Werne.r Kr<shl (Vienna)
e Karl Dar~a[ (Vlenna) e r capitani (Haupl/euLe) della SChulzpolizei
Harry Maas (LItzmanstadt) e Gerhard K/'tiger (Worms).
~iutanti di: battaglione: j sottolenenti della Schutzpolizei Emil Bloc,
(~lbJng),. Ferdrna.nd. Eckc (Cuxhaven), Hans Erdmann (Offcnbach), Gerhard
Hemel'l (Llpsra), Hans Herold (Duisburg) e il Sotloteneme della
Schutzpoiizei della l'i erva jakob Bauer (Monaco).
Ufficiali d'ordinanza: i sottotenenti della Schulzpolizei della ri el'va
Georg Baumerl (Breslau), Walter Echt (Amburgo), Emil Frye (Francoforle
sul Meno), Hermann Leipelt (Breslau), Heinl'ich chull (Lipsia) e
Hans Lothar Vogel (Francoforte sul Meno).
. Coman.danti d~ compagnia: i capitani delI SchUlzj;olizei Werner Damel
(BerlInO), Paul Frieclemann (Witlenberg), Franz Geschke (Marbur~/
Drau) Karl Mayr (Vienna), johannes Mildner (Slra sburg), Karl
age! (Karlsbad), Walter Pankalla (Berlino), Wilhelm Pratsch (Tilsit)
Al~ed. Torn~aum (Wupperlal) e il capitano della Schutzpolizei a. W.
Frlcdrtch RClch (Dusseldol'f), nonch i tenenti della SchULzpolizei Otto
33
Baumgartner (Augsburg), Aloysius Bonig (Aachen), Robert De
(Cuxhaven), Hermann Doscher (Freiburg), Hans Kreuzer (Ulm),
Ligon (Bromberg), Alfred Schulz (Amburgo) e il tenente della Schutzpoli.
zei della riserva J ulius Kern (Vienna).
Comandanti di compagnia mitraglieri: i sottotenenti della Schulzpo[j.zj

Georg Goedeke (Gleiwitz), Eberhard Haupt (Recklingshausen), Ktl'l'I


Nennmann (Lipsia), Adolf Beneke (Dortmund), Jasef Billen (Colonia) e il
sotto tenente della Schutzpolizei della riserva Paul Schubert (Plauen).
Comandanti di plotone: i sottotenenti della Schutzpolizei Walter Ah.
nert (Dusseldorf), Wilhelm Auerbach (Aachen), Richard Barts (Bremen)j
August Graef (Karlsruhe), Carl Haseker (Brux), Richard Jahn (Braun.
schweig) e i sottotenenti della Schutzpolizei della riserva Paul Boehnke
(Konisberg), Herbert Cichy (Breslau), Karl Eggard (Braunschweig),
Theodor Frese (Magdeburg), Richard Grosse (Magdeburg), Botho YGn
Seydlitz und Ludwigsdorf (Francoforte sul Meno), Franz Renner (Fran.cOl
forte sul Meno), Heinz Schweitzer (Wiesbaden), Hans Rottger (Bremen),
Karl Maier (Monaco), Karl Goetz (Halle) e Hans Holst (Berlino).
Comandanti di plotone (s. Gr. W.-Zilge): gli aiutanti di battaglia (Mei.
ster) della Schutzpolizei Walter von Tryller (KdF.-Stadt), Friedrich ROS3
(Mannheim), Richard Barth (Weimar), George Neudorfer (Sildelfingen).
Bruno Kazmiersky (Anklam) e Alban Weigel (Chemnitz).
Il Miliz-Regiment de Maria (Pol.) , composto di uomini di sicura fede
nazifascista, il primo a ricevere ul! inquadramento germanico, il pi.1ici'
no alla realt delle SS hitleriane. E cos compatto che diventer il nucle
centrale della futura Waffen-Grenadier-Brigade der SS (ital. Nr. 1) tra
sformandosi da unit di polizia SS in unit SS vera e propria 1 e quindi
viene piazzato, senza che i reparti siano smembrati, nel capoluogo lombar
do, che il punto pi importante della pianura padana, nelle caserme di
viale Suzzani 125 che si trovano alla periferia Nord della citt, nella zona
Bicocca, e che Mussolini aveva fatto costruire, prima della dichiarazione d
guerra del 1940, per il 3 Bersaglieri.
Dove vanno i battaglioni
I battaglioni della Waffen Miliz che calano da Munsingen e da Praga (via
Mestre) sono tredici, e al loro arrivo in Italia vengono dislocati - qualcuno
alle dipendenze della 715. Infanterie Division (Ob. Sudwest) - in un
arco di territorio che copre tutta la pianura padana e si affaccia all'Emilia,
lontano dal fronte vero e proprio, quasi in parallelo - come vedremo in
seguito - ai battaglioni dei volontari della Polizia SS. Il loro compito, ma
non lo sanno, quello della sicurezza interna (Aufgabe: innere Sicher:
34
.) che significa caccia ai partigiani. La distribuzione delle unit quehf/
I,
sta:
_ a Milano (e Monza) il I, II e III Battaglione che, assieme ad una
pagnia comando reggi.mentale, formano il primo reggimento Milizia
~:~ta e sono, appunto. agli ordini. del console della Milizia (grado pari a
Ilo di colonnello) Paolo De MarIa. .
q1.l
C
Il I Battaglion comandala dal pl"imo seniore (maggiore) della MiUzia
rasciSl~ Carlo Federico degli Oddi e conta 25 ufficiali, 99 sottufricia \i e
568 Islo nlda Bna. ltag l' l' d" di' v . Go cl IOne e ag J 01" 101 e maggIOre IltorlO n e
comprn e
28 ufficiali, 100 sottufficiali e 573 soldati.

Il III Battaglione, agli ordini del tenente colonnello Giorleo, ha nel suo
organico 25 ufficiali, 100 sottufficiali e 573 soldati.
La Compagnia comando composta da 34 ufficiali, 34 sottufficiali e
339 soldati.
_ a Torino il IV Battaglione, comandato dal maggiore Ereno Giona,
che sar poi sostituito dal maggiore Del Soldato. Forza del reparto: 27 ufficiali,
56 sottufficiali e 617 soldati.
_ a Bologna (Borgo Pani gale) il V Battaglione, agli ordini del maggiore
Giorgio Marzoli e composto da 31 ufficiali, 47 sottufficiali e 624 soldati.
_ a Cuneo il VI Battaglione, comandato dal capitano Tullio Traverso
e forte di 30 ufficiali, 101 sottufficiali e 576 soldati.
_ a Casale il VII Battaglione, comandato dal maggiore Michele Michelini.
Forza del reparto: 28 ufficiali, 85 sottufficiali e 576 soldati.
- a Como (dopo un breve periodo sar spostato a Lecco, sull'altra
sponda del lago) l'VIII Battaglione, agli ordini del maggiore Carlo Pace e
composto da 26 ufficiali, 100 sottufficiali e 573 soldati. Specializzazione:
artiglieria.
- a Lucca il IX Battaglione, comandato dal seniore Francesco Tognetti.
Forza del reparto: 30 ufficiali, 99 sottufficiali e 574 soldati. Specializzazione:
genio.
- a Trieste il X Battaglione, agli ordini del seniore Valentino Fracasso
e composto da 29 ufficiali, 96 sottufficiali e 384 soldati.
- ad Aosta l'XI Battaglione, comandato dal primo seniore Gilberto
Fabris e forte di 31 ufficiali, 72 sottufficiali e 371 soldati.
- a Ferrara il Battaglione Ufficiali, agli ordini del colonnello Luigi
De Pietri Tonelli e composto da 634 ufficiali, 24 sottufficiali e 136 soldati.
~
Un XIII Battaglione, costituito nella massima parte di volontari non
considerati validi al servizio di prima linea, all'arrivo in Italia viene sganciato
dal Comando Milizia Armata e messo a disposizione delle Forze di
35
Polizia tedesche, come spiegheremo pi avanti, quale nucleo lavoratori .
Ma assieme a questi 8.585 uomini (976 ufficiali, 1.013 sottufficiali O
6.596 soldati) ci sono anche un Comando di collegamento che serviva al
tempo dell'afflusso dei volontari in Germania e che stato sciolto e trasfor
mato in Stato Maggiore italiano agli ordini del tenente colonnello VittoriQ
D~. Paolis (13 ~fficiali, 45 sottufficiali. e .136 militari ~~ truppa), la band\
milItare e persino un complesso . artlstlcO della MIlIzia Armata, cornI).
nelle migliori tradizioni delle stanitze cosacche ed ucraine che davano Spet.
tacoli a favore dei tedeschi e che movimenter la stagione teatrale del Nor~
Italia con le sue manifestazioni di arte varia propagandistiche. In pi l",
SS-Stabskompanie del Comando Milizia Armata con ufficiali, sottufficiali e
truppa 2.
Essendo temporaneamente ammalato, il Generalmajor Hansen viene
sostituito dall'SS-Obersturmbannfiihrer Johann-Eugen von Elfenau, che
dal 6 dicembre 1943 si installa a 16 chilometri ad est di Verona, sulla stra.
na per Vicenza. La villa non ha collegamento telefonico, ma von Elf
provvede subito. Per le SS italiane le sorprese non mancano: se il primo comandante
sudamericano, il secondo addirittura svizzero. Johann-Eugen

von Elfenau - quarantasei anni, alto un metro e 78, magro, capelli neri a
spazzola, occhi grigio-azzurri, viso allungato, lineamenti chiari - nato
infatti, il 18 agosto 1897 a Hausen a./ Albis, cio in un piccolo villaggi~
sulle colline a sud-ovest di Zurigo. sposato, ha una figlia e
svizzero. Ma fa parte di quel gruppo di ufficiali elvetici, i "frontisti",
allo scoppio della guerra si pericolosamente orientato verso il nazismo,
Von Elfenau, tessera del partito nazionalsocialista n. 450.700 (V),
1940 comanda addirittura un reggimento dell'esercito svizzero,
di carriera. Ma poi, imbevuto di idee totalitarie, fa il gran salto e passa
come altri ottocento svizzeri - nelle SS. La sua preparazione militare e
suo carattere duro sono un buon biglietto da visita. Himmler lo accoglie
me ufficiale di Stato Maggiore nella 8. SS-Kavallerie-Division "
Geyer", che si far una triste fama e che si sottoporr a durissima prepara.
zione anche nell' SS- Truppeniibungsplatz Debica, in Polonia, dove
un battaglione speciale di SS italiane. Nelle file della divisione di
l'ex-colonnello svizzero matura un'esperienza durissima: alla sua u
che spetta il compito di ripulire alle spalle della Wehrmacht il +~~~;+A~;.,!I
polacco e russo. Arriva fino alle soglie di Mosca, stermina partigiani e civili,
incendia villaggi, semina il terrore. La storia ricorder quella di ..
con orrore: veri e propri professionisti del massacro. Ora von Elfenau
fronte italiano, e Himmler gli affida il compito di organizzare con polso si
curo i volontari che arrivano da tutte le parti. Il colonnello svizzero ci si
mette d'impegno, anche se il suo compito pi lieve: alla fine della guerra,
nel maggio 1945, verr catturato dagli americani a Bolzano, assieme agli
36
{[iciali che circondano l'SS-Obergruppenfiihrer Karl Wolff, che ha trattaU
la resa con gli americani.
to I volontari italiani non hanno uniformi appropriate, ma prima che i
biHtlglioni lasci no Munsingen Praga esse sono gi state ordinate: natu~Imente si tratta in massima parte di materiale recuperalO (in particolar
l't> . giacche da paracaduusLa) nei magazzini dell'ex-regio eserci to (i tedeschi vi
hanno prelevato ben tre milioni di capi di vestiario ed equipaggiamento e
scarpe, con i quali hanno tivestito una parte della Weh1'1nacht) mentre per
j gl'adi e per .le prime insegne l'incarico viene affidato al comando delle S
a Berlino. Contemporaneamente secondo lo schema classico delle formazioni
himmleriane, il comando ha anche formulato, prima di mettersi in
marcia per l'Italia, le richieste di armi, cavalli e automezzi. Il capo di Stato
Maggiore Schuberth dell'Hochste SS-und Polizeifiihrer in Italien, Befehlshaber
der Ordnungspolizei, avverte intanto con una sua nota del 7 dicembre:
Dopo la vestizione prevista la concessione entro breve tempo delle
licenze (ma soltanto nell'ambito del territorio soggetto al 14 Corpo d'Armata)>>
3.
Alpini nazi a Cuneo
Il VI Battaglione sbarcato a Cuneo il primo a capire che il viaggio di ritorno
in Italia avr un "prezzo". Lo ricorda, inconsapevolmente, un trafiletto
pubblicato nel primo numero del giornalino del reparto, stampato a
cura dell'Ufficio Propaganda del Battaglione nella tipografia cuneese
S.A.S.T.E. - Stabilimento Editoriale Tipografico. Il giornalino si chiama
"Folgore" ed ha stilizzata nella testata una freccia che guizza in avanti e

colpisce il nemico. Il trafiletto intitolato Tristezze.


Chi potr dimenticare quel 22 novembre - Santa Cecilia?, dice l'ufficiale
che ha scritto l'articoletto e che si firma S.S., cio con la sigla della
formazione. Vivesti due giorni in una atmosfera di sogno tra canti e risa.
Non sapevi dove ti portavano: ma che t'importava purch fosse in Italia! A
Verona ti parlarono di Cuneo quale destinazione. Non la conoscevi, ma fosti
contento lo stesso. Avresti trovato dei volti amici, i tuoi volti, quelli italiani.
Saresti stato a casa tua, insomma. Ti avrebbero amato, festeggiato,
come fratello, figlio. Ti avrebbero sorretto, incoraggiato, consolato, dopo
tanti mesi di dolore!
E invece ... Attraversasti le vie della citt col tuo solito passo marziale, il
migliore passo della tua vita militare, cantando con tutta la forza della tua
giovinezza e della tua gioia. Ma ad un certo punto sentisti che il tuo canto
era come una stonatura ed un nodo ti prese alla gola e soffoc la tua voce.
Strade deserte, qualche donna alla finestra, cittadini che si recavano al laVoro.
E tutti ti guardavano con gelida indifferenza. Sentisti freddo, nono37
stante il sole. Pensasti alla Grecia, alla Croazia, alla Slovenia, all' Alban
al Montenegro. Anche l ti guardavano cos. Avesti un brivido e un
dolore al cuore. Non te l'aspettavi 4.
Ma c' un'altra testimonianza di quei girni lontani. Una sera , rac.
conta Nuto Revelli, andai davanti alla caserma Cesare Battisti del 2 1\).
pini, quella della Cun een ~e. Mi avevano detto che erano tutti alpini del1~
Tridentina, catturati al Brennero, volevo vederli. lo ero gi partigiano, ma
siccome mi trovavo in convalescenza per ferite e congelamento in Russia
tentai. Che i miei alpini fossero adesso con i tedeschi mi sembrava impossi.
bile. Alle sei e mezzo, all'ora della libera uscita, ero l davanti alla caserma.
Sono usciti tutti insieme. Una gran confusione. Erano vestiti proprio
da alpini: cappello da alpini, mantella corta, l'uniforme grigioverde della
naja, le fasce mollettiere. Guardavo quei visi, non conoscevo nessuno. Poi
ho visto tre sottufficiali. Sapevo che c'erano dei valtellinesi tra quei soldati
t
dei bergamaschi, me l'avevano riferito. Dopo tre giorni che erano a CunCQ
.Jandavano in trattoria e dicevano: "Veniamo dal Milanese, dalla Bergama_
sca, dal Bresciano ... ". F ermo i tre sottufficiali e dico che sono fratello di Un
disperso in Russia. Uno di questi era M anzolini [Damiano Manzolini, na.
to il 77 dicembre 7976, che neLL 'agosto del 7944 sar proposto per una de.
corazione germanica dal suo comandante di compagnia, tenen te GiuselJ l
Etter, per il suo (( comportamento coraggioso)) nei rastrellamenti di parligiani
di R oreto e Pra Catinat, N.d.R.]. Manzolini mi guarda un po' e di ce:
"Ma lei il tenente Revelli ... ". L'ho preso per un braccio e l'ho portato
via. Gli altri due se ne sono andati senza capir niente. "10 sono un ribelle",
gli dico, "come fa a conoscermi ?".
"Non ero del suo battaglione", risponde, "ma di un altro, dell'Edolo.
Mi ricordo di lei ferito all 'ospedale da campo della Tridentina".
"Ti parlo chiaro", aggiungo: "io sono partigiano, tu sei un fascista".
"Noi non siamo fascisti", risponde Manzolini , "ma dei poveri ctisti
che, dopo aver fatto la Russia, Dio Santo, 1'8 settembre eravamo al Brcnnero.
Ci hanno caricati sulle tradotte, maledetti, e portati fino al Nord.

Siamo andati di nuovo su, lei si immagina cosa significa questo. poi abbiamo
aderito per venire qui . Siamo disperati , altrimenti scapperemmo. Ma
abbiamo paura di scappare perch ci hanno schedati. Abbiamo paura per le
nostre famiglie".
"Guarda, io ti capisco, perch sei stato in Russia, l'importante sapere
che non sei fascista".
"Non c' nemmeno un fascista in mezzo a noi. Siamo dei poveri diavoli"
.
" Per me puoi essere prezioso, essendo l dentro. Inutile che ti dica di
scappare: hai paura per la famiglia. Stabiliamo un contatto continuativo: tu
mi dici tutto quanto succede nel reparto".
38
Ci siamo trova ti alcune volte. Mi ha giura lO he non avrebbe mai spasui
partigiani, perch sapeva che tra quelli in montagna c'era gente
ralo mC. Manzolini mi comunicava gli ordini di spostamento delle compa(
O~ema il gioco du rato poco. andato avanti fino a lullO il dicembre.
gnle . l,u i span.t o con '1 5 I reparto .
1'01 Ali improvvis~, il. 9 ~icembre, i.1 ballag~i~ne viene impie~to in ~n att.ac:
, ,ntfO i partigIa ni di Boves chc, andali In Valle tura, SI sono mscdmu
CO ;nadio, banno innalzato il tricolore e proclamato il luogo "cill libera".
;1 battaglione di SS ita liane appena arrivato da lla Germania viene aggr ad una colonna tedesca e mandato a ll'a ttacco. Dopo un giorno e mezzo
:~tduri comba ttimenti gli a lpini passati a lle SS ed i tedeschi ha nno ragione
d~lla resistenza ~ei pa rtigiani ch~ si .di.sp~rd?no e ri~ntrano po~ ~ Bo~es. I
deschi e gli ilaha nl fanno alcuJlJ pnglOJlIcn , tra CUI un sotlufflcla le IOglele
passato nelle file della resistenza e li portano a Cuneo: qui tutl i, comS~
C!si i. feriti, vengono fucilati 1'11 di cembre 6
p Presidente del tribunale milit are volante il vice-comandante del baltaglione
SS ita lia ne, Aldobr~ndino Allodi, sedicente tenente dei paracadutisti
e amante delle guasconen e. Combatteremo con tu tte le nostre forze, ha
serino nel breve editoria l del primo numero del giornalino del battaglione.
. AbPiamo fede in noi questo ci basta, ci basta per vincere! T utto non
porduto ... La nostra bandiera a r lava ta nel no tro sangue nuovamente il
nostro bel soLe risplender ulla nostra terra benedetta da Dio - da quel
Dio Grande e Onnipotent - che ci illuminer e che ci rar compiere le
pi grandi e le pi nobili imprese 7.
Pochi giorni dopo la fucilazione dei prigionieri si sposa. Prende in moglie
la figlia di un trattore di Cuneo (il locale era il "Pan di Spagna") e si
fa portare in duomo su un landau con un tiro a quattro. In~ossa l'uniforme
di SS e si comporta come un moschettiere dell'Ottocento. E stata una manifestazione
mondano-militare, ricorda Nuto Revelli. Il duomo, in via
Roma, era pieno di fascisti e di curiosi. Hanno fatto un sacco' di fotografie
s.
Quello di Vinadio stato il primo duro impatto dei volontari con la
realt italiana: Himmler li ha arruolati non per fare bella figura in prima
linea, ma per portar avanti la lotta ai guerriglieri che minacciano le retrovie
delle grandi unit naziste. Il battaglione ha due morti, il caporalmaggiore
Pasquale Moio e il soldato Ilario Piccolo, mentre il tenente Vincenzo
Colonna viene portato all'ospedale in gravi condizioni. Due ufficiali delle

SS vengono presi prigionieri a Gaiola, dove avevano stabilito un posto di


blocco con un gruppo di soldati, ed erano stati sorpresi in un colpo di mano
della banda Boves-Peveragno di Ignazio Viano Il comandante partigiano si
buttato su un lettino per riposare e accanto a lui Nardo Dunchi.
I due ufficiali erano giovani racconta Dunchi, non tanto alti.
- Beh! - fece uno, il pi piccolo di statura.
39
- Cosa vorresti dire? - chiese Viano
- lo resterei volentieri con voi - rispose quello.
Vian parlava sempre con grande propriet di linguaggio. Perci diss\!:
Tu hai usato un condizionale.
Volevo dire se mi volete, ecco.
Come ti chiami?
Dario Capellini.
Sei accettato, e ti consegno la postazione n. 1.
Grazie, signor capitano. Mi comporter meglio che posso.
Ne sono convinto.
Poi all'altro: - E tu?
L'altro era forse ancora pi giovane, un tantino pi alto e un
pi perbenino. Lui disse che preferiva andarsene a casa. Aveva fatto
manda nella SS italiana perch in Germania si moriva di fame. Odiava
~uerra, ammazzare e farsi ammazzare. Avrebbe voluto rivedere sua
ma e se ne sarebbe andato a casa, visto che ora non temeva pi l'a
glie alla famiglia perch considerato prigioniero dei ribelli e fucilato.
Dario usc con me sulla piazza di San Giacomo e, mentre
gi verso Castello, mi raccont della Germania e della fame che aveva
ferto. Veniva dalla Grecia, dove era stato catturato dopo 1'8 settembre.
feriva morire su una mitragliatrice anzich di fame, come sarebbero
tutti i prigionieri italiani in Germania. A lui piaceva fare il ribelle. A
dei conti da regolare con i tedeschi. Mi raccont dei vagoni piombati,
lungo viaggio senza mangiare dalla Grecia alla Germania, delle umili
ni e delle sevizie che avevano dovuto subire. E infine mi disse che,
arrivato a Cuneo, aveva dovuto piangere. - lo sono delle Cinque Terre
spieg. A casa mia si fa il vino buono e appena arrivato sono andato a
un bicchiere. Non ne assaggiavo da mesi. C'era una donna nell'osteria e
ha chiesto se ero uno di quelli venuti per combattere i "nostri". Non
vo niente di voi, dei "nostri". Mica ci avevano detto che venivamo a
battere contro gli italiani! Sicch mi sono accorto che tutti ci odiavano,
ci consideravano peggio dei tedeschi, ed ho pi'anto nel ritornare in
ma,,9.
Dario, insegnante elementare, sottotenente di complemento di .~.,,~" .....
parteciper pochi giorni dopo (27 dicembre 1943) con la banda di
all'assalto all'aeroporto di Mondov sparando contro gli aerei tedeschi
piste, finir nelle Alpi Apuane e diventer vice-comandante della
Garibaldi "Gino Menconi": un partigiano famoso e pieno di coraggio,
la vita tormentata. Altri, meno fortunati di lui, seguiranno il suo p~nm,1t
in altri settori dell'Italia settentrionale, ma moriranno in combatti
contro i nazisti: il loro nome scritto sulle lapidi dei caduti partigiani.
40

l
' fi'niti nella polizia SS (lI/di ,I Z
al gente sfOflunata: coloro che si sono presentati come volontari nelC' 'S lr~nvece che ai reparti ordinari, si sono visti passare ai l'eggimenti di
le ~ . e, I tedeschi hanno fretta di costituire reparti per assicurare le spalle
nGhzl3. I ('(. l' . d' b Il'" it della Wehrmacht de le .).) e premono per a COStllUZlon I
alall~.
un. con gli italiani - fasci ti o meno - rastrellati con mille promesse,
~ag. IO~~o luogo quella di un buon vitto. Il 24 s ttembre 1943 il generale
~,P~~fl Militiirbefehlshaber Oberitalien, comunica agli Alti Commissari
\~ p~ovince di Bolzano, Trento e Belluno che nei settori della popolap.
t!r . sudtirolese si sono prc cntati al Servizio d Ordine sudtirolese circa
Zl?n~la uomioi per la guardia ai ponti , agli impianti industriali e agli a ltri
:seJIIcllt t i di rilevante importanza. La W.e hnnacI 1 1 o l tre a 11 a razJ..O ne V.lve.n
pa- lO lire al giorno alle g.u~rdie ~ 12 lire ~l :apoposlO, ass!curand~ l~
cssal'ia protezione con lulll I mez.Zl aUe famlghe delle guardie 10_ DieCI
nec R . },
lire equi,valevano a llora ad un e!C~lSmar t. . . .
Il )0 o tobre 1943 nasce con glI altoalesml della zona di Bolzano e un
" ruppo quadri" di 250 sottufficiali e soldati il Poi. Rgt. Sildti7'01, che dignta
poi il 29 ottobre il 10 Reggimento di polizia SS Bozen, Poi. Rgt, Bove
. l dii" ,. .
re n. Usato nei rastrellamenti a Roma ne corso e Inverno, sara pOi COInvolto
nell'attentato di via Rasella che causer, il 23 marzo 1944, il massacro
delle Fosse Ardeatine, con 320 ostaggi civili uccisi per rappresaglia. A
questo reggimento ne seguir un secondo (Pol.-Res. II Rgt. filr allgemeine
Sicherungsaufgaben), poi un'unit di polizia locale, il Sildtiroler
Ordnungsdienst, detto anche Landwacht, e il Corpo di Sicurezza Trentino
(eST) per la provincia omonima: mille volontari italiani con il I e il III
Battaglione di stanza a Trento.
Altre unit nasceranno nel corso dei mesi successivi, ma noi le citeremo
soltanto perch il lettore possa rendersi conto degli arruolamenti effettuati
dai tedeschi su territorio italiano: l'SS-Polizei Regiment Ersatz Bozen
(costituito il 23 febbraio 1945 e inviato in Slesia), l' SS Polizei Regiment
Alpenvorland (nato nel maggio 1944 con le reclute della leva 1926 ed usato
nella lotta antipartigiana nelle zone di Edolo, Feltre e Belluno), l'SS-Polizei
Battalion Ersatz Alpenvorland (composto di reclute anziane e non abili
al servizio attivo, ma impiegato contro i partigiani), l' SS-Polizei Regiment
Brixen (costituito il 15 novembre 1944 e inviato in Slesia, contro i russi), il
Waffen-SS Battalion Nederland (costituito il 10 gennaio 1944 con uomini
delle classi dal 1922 al 1926 ed usato come forza d'occupazione in Olanda),
il Waffen-SS Battalion Ersatz Kommando Hallein Salzburg (usato come
forza d'occupazione in varie localit e composto da reclute anziane o da militari
finiti nelle liste di punizione).
Il S,O.D. - o Sildtiroler Ordnungsdienst - che abbiamo citato qui sopra
formato da persone non soggette ad obblighi militari: 18.000 nel di41
cembre 1943. Si tratta di uomini non abili dal punto di vista fisico, da
col tori e impiegati ritenuti indispensabili ai lavori nei campi e ai

amministrativi, ma che verranno usati, dopo un periodo d'istruzione


a Bressanone, Bolzano e Silandro, a servizi di guardia che durano in
ventiquattro ore alla settimana Il.
Per i volontari di lingua italiana non accettati nella Milizia Armata
come dicevamo, l'impiego immediato negli Hiljspolizeibataillonen e
Hiljspolizeikompanien. DeT H6chste SS- und PolizeiJuhreT in Italien
Befehlshaber der OTdnungspolizei ordina il 2 dicembre 1943 (Organis(J.
tionsbefehl NT. 5) che, oltre ai battaglioni ed alle compagnie che .
citato, si costituiscano un 'Hiljs-Polizei-Regiment composto da quei
tari italiani che si sono presentati ai centri di arruolamento in
ed una cOljpagnia speciale da assegnare al III Battaglione del 12 reggi.
mento SS di Polizia e formata da quegli italiani che vogliono operare
direzione tedesca ed hanno espresso il desiderio di svolgere il servizio
uniforme tedesca, senza dipendere in alcuna maniera da centri di seJ'vi~D
italiani. Per la formazione di questa compagnia si possono usare anche gti
ex-appartenenti alla Milizia fascista: usare una particolare attenzione nella
scelta),. Se altri italiani si presentano volontari ad altre unit ed esprimo.
no lo stesso desiderio, dice il documento, accettarli, e segnalare quando a
loro numero supera le dieci unit. La compagnia speciale porta il nome di
FTeiwilligen-Kompanie III.jl2>. 12.
Altre unit vengono previste per Trieste, Gorizia e l'lstria, anche con
croati e sloveni. Tutti porteranno all'inizio l'uniforme italiana con una
scia al braccio su cui scritto Polizei. Le unit fanno parte delle PolizeiFTeiwilligenVeTbande im AdTiatischen Kustenland e sono costituite dai
cinquemila volontari del Landesschutz, dal PoI. FTeiw. Btl. KaTstwehT
dal FTiaul. FTeiw. Rgt. Tagliamento. Per il Landesschutz previsto un
battaglione in ognuna delle cinque province: Trieste, Gorizia, Udine, Fiu..
me e Pola. A Pola viene introdotta la coscrizione obbligatoria, in quanto
l'affluenza dei volontari non sufficiente. Il KantwehT-Balaillon con cO"
mando a Gradisca appartiene alle SS e forma il nucleo di quella che diventer
la 24. Wallen-Cebirgs- (Karstjager) Division der SS, che fisser il suo
quartier generale a Moggio Udinese. Il reggimento di volontari friulani
Tagliamento creato dal console della Milizia Erm.acora Zuliani a Udine
conter 824 uomini nel febbraio 1944, diventer uno Sturmregiment (reggimento
d'assalto) con 1500 militi il 5 marzo e si trasformer poi in 7. Legione
d'Assalto Tagliamento (PoI) e infine in PoI. Freiw. Cebo Jager-Btl,
Tagliamento 13.
Per quanto riguarda l'Italia settentrionale (Oberitalien) sei battaglioni
di volontari italiani nella polizia tedesca vengono addestrati a Mestre
(Venezia), In mia rappresentanza, dice il capo di S,M. Schuberth, Ile
assume il comando il com'andante di battaglione pi anziano; egli da que:'
42
momento il "comandante dei battaglioni di volontari italiani a Mestre
sXommandeur. ~67' il(l,.F1~i~.Btl. i~ ~estre!, . alle mie dipendenze, ric~~e
~ me gli ordini per tuttJ I battaglioni e mi Informa su tU lte le neceSSita,
8rnprcsi I armamento, l'impiego, la vcstizione e i proclami economici e saC~
tari ... Ufficiali e sottufIiciali provengono tUlli dalla Polizia di i urezza
r~ hutztJoLizei] tedesca .. , Il collegamento per mezzo di orrier avviene ap~
giando i all'ufficiale di collegamento della polizia di Padova" 14.

pc! Dopo l'addestramento tre rimarranno a Me tre (1.168 uomjni) e gli altri
- assieme a reparti allestiti in centri diversi - saranno cos distribuiti:
no a Biella (728 soldati), due a Vercelli (1.494), due a Fossano (1.590),
~no ad Ivrea (795), uno ad Alba (795), uno a Savigliano (795), uno a Creona
(877) ed uno a Mondov (877). Successivamente alcuni verranno
;ostati anche a ~?l?gna, Lecc~, Novara. e T,~ieste. P~r quant.o rig~a:da
quest'ultima locahta Il I ,Pol.F1'elw.Btt./lalzen s Installera a PraVisdomini (a
sud di Pordenone) e il /l.Pol.FTeiw.Bll.Iialien a Capriva (Gorizia).
A queste migliaia di volontari italiani affluiti nei reparti SS della polizia
finisce anche una parte del Battaglione Lavoratori Novara giunto_ in
tradotta da Munsingen assieme alla Milizia Armata (Waffen Miliz). E il
12 dicembre 1943: il battaglione viene sciolto. Duecento uomini passano ad
una unit della Flak (contraerea), gli altri trecento al 15 Reggimento SS
di polizia (7 ufficiali e 100 uomini) e al III Battaglione del 12 Reggimento
SS di polizia di Verona (12 ufficiali e 210 soldati). Gli uomini lasciano
la caserma di Novara in cui erano alloggiati e, scortati da SS del 15 Reggimento
SS di polizia di Torino, partono per le nuove destinazioni. Questa
una data fondamentale nella nostra storia, perch a questo punto la situazione
delle SS italiane si chiarisce definitivamente: chi andato nella
polizia tedesca ci rester e cos pure chi sar impiegato sul fronte russo, nel
Baltico, in Ungheria o in Normandia. Gli altri sono destinati a formare la
futura 29" Divisione delle SS (italiana Nr. 7).
Poche armi, molto cibo
Mentre il Gran Muft di Gerusalemme chiede (invano) aiuto a Himmler
per installare una potente stazione radio nell'interno della Germania destinata
al mondo islamico ed adoperare in Italia nella lotta contro gli angloamericani
i musulmani delle divisioni nordafricane internati in Francia 15,
da Berlino si sollecita la preparazione dei reparti italiani. Le unit italiane
in soprannumero, dice un messaggio per telescrivente del
Bev.Gen.d.Dtsch. Vehrm .i.Italien la/ Org.Nr. 945/ 43 g.Kdos del 19 dicembre,
devono essere raccolte e dal gennaio 1944 trasportate a Munsingen, a
scaglioni, per la preparazione di una divisione di volontari SS italiani che
avr un organico di 14 mila uomini. La preparazione ha luogo sulla base
43
di un colloquio con il duce e con Graziani . Un'altra nota (del 21 dicelll.
bre) chiarisce che a Miinsingen, dagli inizi di gennaio, devono andare sol.
tanto i reparti di volontari italiani che sono stati costituiti senza l'aiuto ~
l'assistenza dei tedeschi 16. L'avvio al campo di addestramento del Wiin.
temberg avverr, quindi, unicamente per quei soldati che non hanno aVUto
alcuna istruzione formale e militare da parte germanica. Mussolini, che ad
un certo momento sembrava titubante, risponde di no" a chi gli chiede di
far abolire i battaglioni dei volontari SS e di "versarli" nell'esercito repub..
blicano. La divisione SS italiana , risponde, costituisce il centro dello
spirito ariano in Italia 17 ed a nessuno dei presenti passa per le mente che
anche se l'avesse voluto, Himmler non avrebbe mai aderito a quella richie~
sta: il vero padrone era lui .
A Ferrara presso il Battaglione Ufficiali i tedeschi istituiscono Corsi
speciali di addestramento: a dirigerli destinato l' SS-Hauptsturmfi1hr~r
Alois Thaler, tessera SS numero 347.172, nato a Brunico (Bolzano) e che a

suo tempo ha optato per la Germania. Thaler un personaggio: alto Un


metro e 78, corporatura possente, capelli castano scuri e occhi azzurri, ha
gi fatto parte della 6.SS-Cebirgs-Division Nord che ha operato in Finlan_
dia e in Norvegia, ha combattuto in Russia ed ha perso una gamba al fron.
te: cammina con un arto artificiale, di una durezza eccezionale e alla fine
della guerra sar fucilato dai partigiani a Rodengo Saiano (Brescia) . Il
Battaglione Ufficiali non ha trovato una buona sistemazione a Ferrara:
mancando caserme e locali adatti, si fatto ricorso ad alloggiamenti presso
privati, trovando le camere con metodi molto sbrigativi. La selezione tra
questi uomini destinati al comando di reparti della Milizia Armata comincia
subito: chiaro che non tutti, prima di andare alla ex-Accademia Militare
di Modena occupata dai tedeschi per un ulteriore corso tecnico-professionale,
riusciranno a superare le prove stabilite da Thaler.
Non ha trovato una buona sistemazione neanche quello di Aosta, cio
l'ex-XIX Battaglione Camicie Nere Fabris. La caserma "Chiarle" ha tutti
i vetri rotti , mancano le lampadine, e quindi al tramonto buio fitto, gli
infissi sono deteriorati . C' un gran freddo in quei locali , ed allora il comandante
si rivolge alla Prefettura che gli assegna quattro piccole stufe,
appena sufficienti a riscaldare le furerie delle compagnie. Arrivano l'
SSObersturmbannfahrer
von Elfenau e il tenente colonnello De Paolis
dell 'Ufficio di collegamento italiano presso la Milizia Armata, e constatan~
che il termometro sfiora lo zero. Il comandante chiede all'uffici ale d'amministrazione
in Torino, l' SS- Untersturmfi1hrer Sommer, l'autorizzazione ad
acquistare sei grosse stufe, e l'ufficia le tedesco risponde di no. Chiede generi
di conforto per lo spaccio, come gli altri reparti nazisti, ma non ottiene
risposta. Chiede alcuni autocarri per i distaccamenti di Ivrea e di Cuorgn,
ma la sua richiesta non viene esaudita. Queste avversit, pensano probabilmente
i tedeschi , tempreranno il ca rattere dei volontari.
44
Come sono stati si Iemali gli allri battaglioni? Ce lo dice, in un s uo don
tO 18, lo tesso capo di Sta to Maggiore dei volonta ri SS, il te nente cocume
110 Vittorio De Paolis, che ha fi ssato la sua sede a Vago, un paesino a
lcnne st rada tra V erona e S oave. " La s'i stemaZ.IO ne d C.l b altag lI"O ni", eg ll'
nte~ e si attu ata in modo ruver so secondo le disponibilit locali: ovunque
S. GrIY a,r ti hanno trova to .L mme dl' ata a sl.s tenza da pane de Ile Io cal.'! au ton.ta.
...
~e~e possibil e si organizza ta la sjstemazione in caserme gi appa rteo
li all e Forze Arma le Regie; a ltrove si sono adoperale scuole, edifici
n~lici, stabili ospedalieri non utilizza ti come ta li e alloggi privati. Soltanp
alcuni battaglioni hanno potuto sistemare i milita ri in lell O posLi -letto:
IO. sente sopra ltulto la mancanza dl coperte.
SJ E l'equipaggiamento? L 'equipaggiamento dci milita ri " scrive sempre
De Paolis, ha ora raggiunto con le recentissime assegnazioni un gl'ado di
ufficienza che attende, per, ul teriori miglioramenti, necessari per il pre~jgio della Milizia Arma ta. T utti i militari portano a ncora i distintivi di
rado, arma e specia li t anteriori al loro inquadramen to nella M.A. I nuo!
i contrassegni sono slati ordinati in Germania dal Comando Milizia Armala.
ta to di conservazione dell'equipaggiamento: ottimo, dala la recent

distribuzione. Rimane aperto il serio problema dell'equipaggiamento degli


ufficiali .
L'armamento ancora misero: 1.432 fucili modello '91 , 708 fucili modeJ10
'38, 249 moschetti automatici Beretta, 53 pistole 10,35, 230 pistole
automatiche, 20.240 carlucce. l Comandi provinciali o i Comandi germanici
hanno dat in pre lito ai volontari venuti da Miinsingen 100 fucili modeJ10
'38, 3.240 cartucce a pa llottola, 3.240 cartucce a mitraglia e 72 bombe
a mano O.T.O., le piccole bombe Odero-Terni-Orlando dell'esercito regio.
.Taluni battaglioni , scrive De Paolis, sono completamente sprovvisti di
armamento. Data la situazione ambientale, l'insufficienza e talora la mancanza
assoluta di equipaggiamento militare, la quasi completa mancanza di
armamento , continua il tenente colonnello, <d 'addestramento dei battaglioni
si finora potuto curare soltanto in misura limitata. Si seguito, comunque,
un programma quotidiano, distinto per ufficiali e per uomini di
truppa, di. istrUZione tecnico-professionale, di educazione militare e di propaganda
politica.
L'ufficiale italiano SS non spiega la ragione di questo stato di cose. I
tedeschi hanno fatto bottino nelle caserme di centinaia di migliaia di fucili ,
di mitragliatrici, di mortai, di bombe a mano e anche di cannoni, ma non si
fidano ancora di questi volontari. Li tengono stretti nella loro morsa e li
educano a poco a poco alla durezza ed alla disciplina nazista. Adesso hanno
paura che qualche reparto possa, forse, usare le armi contro i tedeschi
stessi o che le armi stesse finiscano (come in certi casi finiranno) nelle bande
partigiane. Ed allora razionano fucili e cartucce.
Il vitto buono e, invece, serve a tenere alto il morale: quello stesso
45
dei soldati tedeschi. Per gi stata avanzata la richiesta di adottare le
zioni delle forze armate mussoliniane, pi consone per qualit alle
dini nostre ,': gli spaghetti al posto dei wiirsteln e della margarina. . ... 'L;m~,_
sottolineo che non si deve dare carne di maiale e nemmeno wiirsteln ai
lontari musulmani , rileva il capo di Stato Maggiore Gericke, gli
si sono lamentati che la carne in scatola ha provocato dolori addominali
qualcuno. Si prescrive molta prudenza nelle consegne. In caso di neICe&Sil.t:1
inviare le scatolette al laboratorio 511 (Vet. Untersuchungstelle 577)
Cremona 19. Come risulta nel documento, il centro di analisi un l
torio veterinario.
Il Comando tedesco ha proceduto anche al pagamento delle compe
arretrate sistemando, ovunque possibile, le pendenze del passato,
l'indennit di famiglia. Ma, secondo il sistema in uso nell'esercito
no, in contanti viene consegnata soltanto la decade, il Wehrsold: p.er il
sono stati aperti conti bancari intestati alle famiglie dei militari o, nel
si tratti di gente del Sud, cio di territori in mano agli angloamericani,
militari stessi. Per ragioni varie e intuibili (anche di disciplina) non si
le che i militari abbiano troppo denaro liquido in tasca: in questo modo
resteranno obbligatoriamente pi legati ai reparti, anche per il cibo. Il
gamento delle competenze si , per, fatto attendere parecchio. Per far
fronte alle richieste della truppa il comando ha, perci, chiesto a nticipi
alle autorit locali . E le "autorit" li hanno quasi ovunque concessi: ~
denaro italiano che in una situazione di paese occupato conta ormai poco.

Ed inoltre, per un accordo preciso tra Berlino e Sal, Sal che deve paga.
re tutte le spese militari tedesche.
La paga viene depositata, come abbiamo detto, per la maggior parte su
un conto bancario a favore delle famiglie: in questo modo anch'esse sono
coinvolte nella dipendenza dai comandi tedeschi. Agli inizi, al cambio di I
Reichsmark = 10 lire, il volontario soldato semplice riceve 42 marchi al
mese se celibe e 63 se sposato, con un supplemento mensile di 18 marchi
per ogni figlio fino al sedicesimo anno di et. Al sergente vanno 84 marchi
se celibe e 123 se sposato, al sottotenente 126 o 162, al capitano (o centurione
della ex-Milizia ~ascista) 170 o 215, al maggiore (o seniore della Milizia)
200 o 260, al tenente colonnello (o primo seniore della Milizia) 245 O
315, al colonnello (o console della Milizia) 310 o 400, al maggior generale
(o console generale della Milizia) 380 o 495 e al tenente generale (o luogotenente
della Milizia) 450 o 585. Non sono paghe esaltanti - un autista o
un telefonista fidato viene pagato dai tedeschi 1500-2200 lire al mese, uli
cuoco mille lire, un traduttore 2100, un interprete e traduttore 2400, mentre
per i volontari finiti sul fronte russo prevista un'indennit speciale integrativa
- ma poi - ad un certo punto del 1944 - verranno ritoccate 20,
Vi infine uno speciale incentivo: A quegli italiani che si sono distinu
nella lotta contro i partigiani o hanno catturato armi o depositi di materia46
lati atti di sabotaggio, dice una disposizione del 18 gennaio 1944,
le ,o nsev ecno nce sso un premio fino a mille lire al mese . Pi di qualcun.o lo ot_"le anche questo un modo per invogliare le SS italiane a batterSI contro
lerr<\. ""
" 'banditi . . d' M'l d '1
I Mentre il comando tedesco chiede alla . I?~ocent~ I ~ ano ueml~'l . lqUCC nto biciclette per la 362' DlvlSlone dI fantena che fa servId,
u erni aiCeIrIo vengono date disposizioni anche per la preparazlO. ne dI' b ord ei i'I
110 cost d Ile nuove um.t,a. L e prostI. tute , SI. preCI, sa, d evono essere conad
,uso ~ltanto da medici italiani, a loro volta controllati da tedeschi 21.
lrollale 'sv ano Natale e Capodanno e la seconda on d ata d'I u ff"I Cla l'I e so Idat'l
.A rl'n enza: ogni volontario deve, per, restare ne Il' amb 'I to tern.to.na le stava"
ln dIC Ile autorit militari tedesche 22. Quelh. che hanno l e f aml.g l'l e a l S u d
bihlO ao in caserma o vanno alla n.c erca dI. qual ch e amI.c o. O rmal., anc h e
O restan italiani per naSC.Ita e lm, gua, la burocrazi. a (e la gente) c'ondsl e ra
se son. ou omini che si sono messi a disposizione d'I Hl. tl er so Idat'I te d esc h'l .
qCu'e5 U me il vuoto intorno a loro. Anche Mussol "m I stab 'Il "I ra un con f'm e tra I.
. co omini e questi militari passati ai nazisti. Una disposizione del 29
SUOI u d' h . l'
gennaI' 0 1944 affermer testualmente: Il Duce or .m.a c e nessu.n Ita lana
che fa parte delle forma~ioni ~edesc~e po~s~ esse~e. ISC~ltt? al partIto re.pubblicano
fascis ta durante Il penodo dI servIzIo. Gh Itaham che hanno glUrato sonO soldatI. te de sc hl' 23 .
/1 giu.ramento a Hitler
t il momento in cui si decidono la nuova uniforme dell'esercito repubblicano
(e l'Oberkommando della Wehrmacht ne d comunicazione 1'8 gennaio
specificando certe somiglianze anche formali con i reparti tedeschi) e la formula
del giuramento delle varie unit italiane (gli Hilfswilligen) che si trovano

incorporate nella Wehrmacht, prima della loro partenza per la zona


d'operazioni 24. Gli Hiljswilligen , pur legandosi ai nazisti, non si obbligano
nominalmente a Hitler: la loro dedizione asettica, priva di riferimenti. La
burocrazia militare germanica ha trovato per loro una soluzione quanto
mai singolare e la formula, come risulta da una circolare del generale
Wiuh,oft del 14 gennaio 1944, dice genericamente: Giuro in nome di Dio
e sui Caduti per la Patria di compiere con tutte le mie forze e in piena
onest) sia in pace che in guerra e fino alla morte, tutto il mio dovere per
l'onore e la grandezza dell'Italia (lch schwore im Namen Gottes und auf
die far das Vaterland Gefallenen mit allen Kraften und in vollen Ehrlichkliit~
sowohl im Frieden wie im Kriege und bis zum Tode, meine ganze
PfliCl~t fiir die Ehre und die Grosse Italiens zu erfii llen) 25.
E i volontari italiani nelle SS? Lo sappiamo da una comunicazione del
CtJ/erallclltnant Canevari inviata per telescrivente a Parigi !il generale
47
Piero Mannelli (An den HOheren-und Polizeifuhrer, Paris, mit der
um Weilerleitung an General Piero Mannelli) , La formula , dice il
mento, la seguente: "Davanti a Dio presto questo sacro giuramento: che
nella lotta per la mia palria italiana contro i suoi nemici sar in manie~
assoluta obbediente ad Adolf Hitler, supremo comandante dell' esercito te.
desco, e quale soldato valoroso sar pronto in ogni momento a dare la
vita per questo giuramento" (Ich schwore bei Gott diesen heiligen Eid, d'Qs
ich in dem KamNe fur mein italienisches Vaterland gegen seine Feind:
dem Obersten Befehlshaber der deutschen Wehrmacht, Adolf Hitler, unbe
dingten Gehorsam leisten und ah tapferes Soldat bereit sein will jederzeil
fur diesen Eid mein Leben einzusetzen) ",
C' una certa differenza con gli altri reparti, la formula quasi quell~
che Himmler ha coniato il 23 giugno 1943 per i bosniaci della 13.Waffen_
Gebirgs-Divion der SS Handschar (kroatische Nr, 1), La gente che si
arruola, aggiunge Canevari, e ci vale per coloro che si presentano alle ISS
all'estero, e nel caso di Mannelli in Francia, firma soltanto un impegno
scritto: il giuramento vero e proprio avverr secondo le parole sopraccitate
in Italia a reparti unili 26,
Mannelli un vecchio squadrista e fascia littorio di San Romano
(Pisa), che ha partecipato alla prima guerra mondiale col grado di lenente
e poi andato con D'Annunzio a Fiume, Laureato in chimica, entrato in
servizio effettivo nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, ha comandato
la II Legione Alpina di Torino, stato in Africa e in Spagna, in
Albania e in Libia, per poi diventare ispettore generale della Milizia universitaria
in Roma, L'armistizio lo trova al comando del gruppo battagliqni
da sbarco in Francia: aderir subito all'appello dei tedeschi e rientrer in
Italia per assumere, come vedremo, un'alta carica nelle SS italiane 27,
Canevari ha una posizione non precisa, I tedeschi si rivolgono a lui ome
ad un'Eccellenza, ma il 22 aprile 1944, su denuncia del giornalista Felice
Bellotti, che in un documento tedesco ha il grado di maggiore delle
Waffen-SS, e cura la propaganda delle SS italiane, la SS-Polizei lo arre ter
come sospetto di azione antitedesca e antifascista, Un tribunale militare
germanico lo processer e condanner alla deportazione in un penitenziario
di Monaco, Interverr personalmente il comandante del Sicherheitsdienst

di Verona, generale Wilhelm Harster, e l'ufficiale sar lasciato in Italia:


dopo sei mesi di carcere a Verona, verr confinato fino alla fine della guerra
come civile a Torri del Benaco 28, Ma prima di scomparire dalla scena
sar protagonista di molte chiacchiere,
L'atmosfera in quei primi mesi del 1944 quella tipica dell'arrembaggio
alle migliori posizioni presso l'alleato tedesco diventato padrone assoluto:
gli inlrighi si sommano alle gelosie e alle denunce, Il tenente Alessandro
Del Debbio, interprete presso il comando tedesco di Villa Loredan
(Caldiero) , riferisce a Canevari, non ancora caduto in disgrazia, su alcuni
48
l, tra ufficiali tedeschi dello Stato Maggiore della Milizia
, avvenu I ",, cnscorsl Il ghi italiani , Il documento che stlamo per nassumere e In
a e co e ' 1' d' rrnllt , firmato dal tenente Del DebbiO, ha tutta apparenza I eslingua
tedesca, ervenire al Canevari su preci, sa i' ndi"c azIOne nazl'sta a ff'I nC he'
sr:r stato fatto Pprendesse che l'aria che circolava era cambiata, L'SS-Obererale
com , h C . , il geo , ifl"ll1'er von Elfenau, dice lo scritto, ha dichiarato c e anevan e
stllrmbaym li nerale addetto a lla persona dell'SS-Obergruppenfuhrer Wolff
I 110 un ge " l'
sO lal 'b'l dell'arruolamento: non ha altn poten, Non vog lamo tornae res Pon,s a I e' ne precedente i"l 25 luglio hanno detto gli' SS -U ntersturmrea Ila sltuaZiO " l' G e Tiemann, non vogliamo nessun generale Ita lana. ,
ft1/r rer ay l Paolo De Maria cui affidato il comando del pnmo regI! con so e " ' 'l d
. 10 SS italiane a Milano, ha dichiarato dopo un Incontro con ~ uS'unen , nza dell' SS- Untersturmjuhrer Renninger: lo non nconoce
allIa pl ese , l l'SS uperiore italiano' riconosco come su penare so tanto SCO. ad c 'l(In,lh l'er Hansen, Tutti 'questi" generali ora tornatl, a ga Il a sono g l' I
Briga. ehJ I 'l 25 luglio hanno tradi"to il Duce, Ora sono n't orna t'l , proseguon o
lessL c e l , " l
s . ,' di prima e rovinano la Patria , Il console De Mana, preCisa l tel'alllVHa
, dii' " , l
D l Debbio, ha vestito suo figlio, che all epoca e arml~tlZlo era a n.e nte ff'e ' le con l'uniforme di sottotenente d e Il a M'll 'l Z,l a e gl 'I h a promes- hevO
u lCla I ,'ff' , 'I do di un plotone nel suo reggimento al posto di un altro u lClaSO 1 coman
le. Gli ex-ufficiali della Milizia volontaria sic,urezza n~zional~ fascista soDO
schierati in forza contro quelli pl'ovelienl~ dal regIO ese~clto. La lotta
f 'strada di fronte ai tede chi senza piet , Al suo rHorno da Berper
arsI . I M ' I" ili
li aggiunge lo scritto che citiamo. " il primo seniore del a i lua ono
, H ' "l
na ha dichiarato, me presente aU'SS-Unlel'sturmfiihrer enmnger:. ~ comolto
bene il generale Canevari, e non voglio sapere nulla di lUI, lo
J1OSCO , 'l
voglio collaborare soltanto con i miei vecchi amici di Munslngen, con l generale
Hansen e con l' SS-Obersturmbannfuhrer von Elfenau", A sua vo~ta
, iI primo seniore della milizia Corrado Casabu~ni, ~i, ri,torno dalla sua mls~
sione a Parma, ha dichiarato davanti ad alcUnI uffiCiali all~ mensa ~he egli
~ dell'opinione che sarebbe necessario fucilare certi generah e, tenenti ~olonnelli,

perch sono rimasti gli stessi di prima ed ora cerca~o di ,~ar c,~;~lera e
di annullare il lavoro svolto fin qui dagli ufficiali tedeschI. Il certi e stato
pronunciato con un tale tono di voce che non vi pu esser dubbio di quali
ufficiali si tratti: il generale Canevari e il tenente colonnello De Paolis,,29,
La lotta per i posti di comando nelle unit delle SS ita~iane , dunque,
senza eccezione di colpi, e gli ufficiali della ex-Milizia faSCista avranno, come
vedremo, un netto sopravvento,
CAPITOLO III
VENTINOVE CENTRI DI ARRUOLAMENTO:
NASCE LA LEGIONE SS ITALIANA
Mussolini protesta per Nettuno
All'alba del 22 gennaio 1944 scatta l'Operazione Shingle, che in inglese
gnifica tanto "ciottoli di spiaggia" che "capelli tagliati alla garonne".
la costa tirrenica, tra Anzio e Nettuno, il VI Corpo americano (la l'
sione inglese del gen. Penney, la 45' Divisione di fanteria statunitense
gen. W. Eagles, la l' Divisione corazzata USA, la 3' Divisione di fan
USA) e numerosi reparti di rangers USA e commandos britannici sba
tra la sorpresa totale dei tedeschi e si impadroniscono dei due porticcioli,
perfetta efficienza. In ventiquattr'ore gli alleati piazzano in quella testa
ponte inattesa pi di 36 mila uomini. I nazisti hanno nel settore, come.
pertura, appena due battaglioni della 29' Divisione corazzata
nadiere).
Mussolini manifesta subito il suo stupore e si lamenta che le con tron'l~
su re tedesche siano venute soltanto dopo sei-otto ore. Si lamenta con l'rifIj.
ciale di collegamento della Wehrmacht, un tenente colonnello, che si
a Gargnano e l'ufficiale fa regolarmente rapporto alle autorit
La sua protesta si traduce anche nella consegna di una lettera di spiegazioni
sui reparti SS e sui volontari che vi hanno aderito che il ministro del~
Cultura Popolare di Sal ha ricevuto da un ufficiale dell' SS-Dienststelle di
Udine. Prima di provvedere ai soldati della divisione SS italiana,
Mussolini, bisognava fornire uniformi e armi alle reclute del nuovo escr-ailO
di Sal ed a coloro che si erano arruolati nella Guardia Nazionale ReplJb.
blicana. Ma, aggiunge, ed evidente che qualcuno dall'interno di quel
formazioni lo ha informato, anche le unit delle SS italiane che si
in Italia sono poco armate e in parte pure senza uniforme, e l'entusiasmO
iniziale va sempre pi diminuendo. Nell'Italia di Badoglio, invece,
Mignano, i primi reparti italiani del Corpo di Liberazione sono gi andal
all'attacco dei tedeschi il 10 dicembre 1943, e i tedeschi ne hanno dato noti
zia nei loro comunicati. L'attacco degli italiani", riferisce il diario
14' Armata germanica, stato respinto con alte perdite".
Mussolini amareggiato, non lo dice, ma la situazione nei distretti l
50
agic;l che quando le reclute delle classi 1923- 24-'25 si presentano
c;091 I~ nulla per ve lil"le da soldato; e il comando di Stato Maggiore
nO~I~:e.rcito J'epu~bl i~a.no ~. allol'~ costrello a p~om.ellere pre~i .in denaro .a
d~ segna effetti m.tltan: 140 lire per un paIO cII panta lOni di panno gn ~
I conde 130 lire per una giubba, 200 lire per il cappotto, e cos via 2. gJover ..
Vcnliqu3Ur'Ore dopo lo sbarco angloamen cano, alle selle di sera mend~
lle navi sono gi scesi cinq uantamila uomini, il duce consegna al cat~

ano tedesco. Ho~pe pe~ch lo recapiti al reldmarescial~o Kessel~.ing . cop


dante mil itare In ItalIa, un telegramma personale chIedendo I ImpIego
~arrOIl(e della /t P Divisione S italiana (un nome improprio perch si
ua anCora di un insieme di battaglioni di fanteria, senza la struttura e
~ddestramento .d}, UIla ve~a ~nil). ~nzio e ~etluno, dicc, sono ~I r~sullalo
dell'atmosfera di Roma cllta aperta , dove e perme so che funzlonmo 1l0anta .cinematografi e ventidue teatri, in un'atmosfera generale di mollezza.
~nopronto, aggiunge, ed chiara l'amarezza per non avere avuto il perrncssg
naziSla di rim ltel' piede ncUa capitale italiana, dove. vissuto da padrone
per oltre un ventennio, a chiamare a raccolta il popolo italiano ed a
tliovare trentamila-cinquantamila uomini disposti a battersi per Roma. Bisogna
che i tedeschi diano armi ed abbiano fiducia. Der Duce wiinscht",
scrive nel suo rapporto l'ufficiale tedesco, dass alle eingesetzten ital. Einheiten
von deutsche Offizieren gefiihrt werden ", il Duce desidera che tutte
le unit italiane impiegate [al fronte, N.d.R.] siano guidate da ufficiali tedeschi.
La protesta ha un suo piccolo effetto. Due giorni dopo, il 25 gennaio,
KesseIring telefona al generale Siegfried Westpfahl, suo capo di Stato
Maggiore, in merito al telegramma di Mussolini e lo incarica di ordinare
all'SS-Obergruppenfiihrer Karl Wolff di armare una parte della prima Divisione
italiana SS e di inoltrarla al fronte: evidente che ha avuto l'assenso
di Himmler. Inoltre - dice ancora Kesselring - verranno impiegati in
linea alcuni reparti della ex-divisione paracadutisti Nembo: provvedere anche
per loro. Mentre ci avviene, su richiesta diretta del duce a Hitler,
vengono prelevati dagli Ofliiger nei quali si trovano prigionieri e consegnati
alle autorit repubblicane per essere sottoposti a processo, i generali Garibaldi,
Rosi, Vecchiarelli, Robotti, Vercellino e Caracciolo e gli ammiragli
Inigo Campioni, Luigi Mascherpa, Francesco Zannoni, Gino Pavesi e
Priamo Leonardi 3. Campioni e Mascherpa verranno fucilati a Parma il 24
maggio 1944.
Mussolini sembra scatenato e il 31 gennaio, memore delle tragiche
esperienze passate, propone che le nuove unit italiane da impiegare al
~ronte non abbiano mai la forza di una divisione o di un reggimento, ma al
massimo di un battaglione e siano usate all'interno di unit tedesche 4. Segue
con attenzione le notizie che giungono dalla testa di sbarco di Anzio/
Nettuno, ma quella che lui attende non arriva mai: dei reparti italiani
57
non si fa alcun cenno. Non se ne parla perch nessun battaglione partit .
i tedeschi che comandano ogni spostamento di reparti non intendono ma:~
dare al fronte unit abborracciate anche se pervase da entusiasmo. Prilll
vog lIO no ch e s'ia no sottoposte ad un duro trattamento addestrativo, come sa'
usa in Germania e come non si mai fatto con le unit del regio esercitai
Perci bisogna aspettare: l'ordine di Kesselring per l' SS-Obergrup:
penfuhrer Wolff seguir la sua strada, e sar una strada molto lenta.
Il duce tuttavia non molla e pochi giorni dopo - siamo al 6 di febbrai
del 1944, e i tedeschi fanno puntualmente rapporto ai loro superiori 5 :
esprime la sua meraviglia per il fatto che le SS italiane non siano ancora
state porlale al fronte. L'indomani riceve l'addetto militare a Berlino, co.
lonnello Morera, e discute con lui il problema. La cosa migliore, convengo.
no i due, sarebbe un incontro con il Fuhrer per paterne parlare apertamen.

te. Una settimana dopo rientra da Roma Renato Ricci, ed anche lui d'ac.
corda per l'incontro con Hitler. Ma l'incontro non si far mai , i tedeschi
lasciano che il loro Gauleiter salvato dai paracadutisti di Student al Gran
Sasso e i gerarchi che lo circondano chiacchierino fin che vogliono. Ci che
hanno deciso deciso: in campo militare comandano soltanto loro. Per anda.
re in linea, se ci andranno, gli italiani dovranno ottenere il loro permesso.
La ragione c', ed sempre la stessa: dei militari italiani, fascisti o no,
non si fidano. Le direttive impartite per l'istruzione in senso teutonico dei
volontari e dei collaboratori (Armeegruppe von Zangen, 13 febbraio 1944)
sono piene di pignolerie. Il comandante italiano di battaglione ", si dice
per esempio, dirige sotto la sua personale responsabilit l'addestramento,
l'educazione e l'assistenza del proprio reparto secondo le disposizioni che
gli vengono trasmesse dal proprio comando superiore tedesco (divisione o
reggimento), tramite il comandante del personale tedesco incaricato dll'addestramento
[ ... ] In collaborazione con il comandante del personale tedesco
incaricato dell'addestramento, compila il piano di servizio del suo battaglione
o reparto e d tutte le disposizioni per lo svolgimento del servizio interno,
secondo il sistema tedesco [ .. . ] Se esiste divergenza di opinioni con il comandante
italiano, il comandante del personale tedesco incaricato dell'addestramento
lascia decidere il proprio comando superiore tedesco. Unica
concessione, come prescrive il capo di Stato Maggiore generale, generale
Nagel, il rancio: Il personale tedesco, ufficiali e soldati, riceve il rancio
dalla medesima cucina dalla quale lo ricevono i camerati italiani 6. La tavola
eguale per lutti.
({ Gli italiani non combattono))
Sul campo di battaglia i camerati italiani non dnno, dunque, affidamento.
Un messaggio segreto inviato il 17 febbraio dal Gruppo d'Armate von Zan52
ai comandand dell'Alpenvorland (Trentino-AllO dige) e dell 'Adrtati'::'$
Ktlstenla11d (Litorale Adriatico) avverte che le formazioni italiane
s ~~crealesi , dalle esperienze che abbiamo, non combatLOno ( ach den bis~~
r gemachten . EI~ahrun~en !.'~mpfen .a.uf slch ge~telLte ilal. Verbande ni-/
Il). In caso d I1nple~o dI grossI repartI In concomitanza con bar hi nemici
c c il pericolo ehe Pl1llcro citare costiera e le armi col presenti vengano
~duti senza colpo rerire l .. ]" 7. Un altro comunicalo (questo del 23 gennio)
ancora pi grave. A sei chilometri a nord di Finale Ligure, a Pcnli~
O, un magazzino d.i polveri ha preso fuoco alle 18.15, probabilmente per
~1botaggio- D magazzino era sorvegliato dalla Milizia italiana. L'incendio
stato spento dai pompieri. Due italiani sono stati arre tati dalla po,lizia
italiana - Ma ce n' un terzo, del 31 gennaio, ancora pi ignifica tivo:
.A1l'una e trenta di questa notte un ponte della ferrovia lungo 4-5 metri ,
vigilato dalla Milizia, cinque chilometri a sud-ovest di Pesaro, stato fatto
saltare da ignoti, probabilmente due o tre uomini. L'esplosione avvenuta
con materiale di fabbricazione inglese. Il ponte distrutto, la linea ferroviaria
inutilizzabile per cinquanta metri. La ronda tedesca in bicicletta passata
tra le 23.15 e 23.30 non ha trovato nessuna guardia italiana. Probabilmente
il ponte non era vigilato al momento dell'esplosione. Le sentinelle
della Milizia responsabili del fatto sono state arrestate 8.
Succedono anche altre cose che lasciano di stucco i tedeschi. Un ragazzo

di Como, Aldo Rizzi, classe 1927, si arruola volontario nella Milizia verso
la fine del 1943 e viene trasferito in Piemonte. Probabilmente appena lontano
da casa, l'entusiasmo gli vien meno. Ha appena sedici anni e perci
diserta. Rimane nascosto per tre mesi, ma poi qualcuno lo denuncia ed allora
si ripresenta, questa volta alla Decima Mas 9 . Il 2 dicembre 1943 tre
legionari torinesi, in forza al battaglione SS di quella citt - si tratta di
Sergio Corbelletti, Angelo Camagna e Fioravante Gambino - si allontanano
dal reparto: montano su un treno e vanno a Casale, dove ci sono altri
commilitoni. Sono tutti giovani, classi 1924 e '25, e inclini alle balordaggini.
Dopo essere andati al cinema, si dnno alle perquisizioni. Entrano prima
al Caff Principe, poi al Nazionale e quindi al Rossignoli per passare
infine all' Albergo Reale: domandano se ci sono generi che alimentano il
mercato nero, discutono sul Battaglione SS di stanza in quella citt, minacciano
un intervento da Torino, dicono di essere in missione programmata
dal comando della Polizia tedesca di Torino. Infine i fascisti della Guardia
Nazionale Repubblicana li arrestano: convocano il sottotenente Giuseppe
~edeschi del VII Battaglione Milizia Armata di Casale, li interrogano e li
nrnandano al reparto d'origine. Naturalmente Renato Ricci, Generalkommandant
der C.N.R .) manda in tedesco una comunicazione al Befehlshaber
der.Ordnungspolizei. Ogni volta che i militi SS alle dipendenze dei tedeschi
compiranno qualche arbitrio, i fascisti lo rileveranno con clamore nei
loro documenti: una guerra a tavolino con continue punture di spillo lO.
53
Sui muri di Cuneo - le arcate di via Roma e i pilastri e le colonne
corso Nizza - i volontari SS hanno affisso i primi tre numeri del l
giornaletto " Folgore" con la testata percorsa da una saetta rossa. La "Q
zetta del Popolo" di Torino ha mandato un proprio inviato, Mario Ca
li, e questi racconta la sua visita alla redazione, installata in una fu re
Un tavolo con la rituale coperta da campo, poche scartoffie fermale
una Beretta calibro nove, due rose in un vasetto fu cili mitraglia tori ) )
di bombe a mano. Vi in contriamo il comandante, capitano Tullio Trav
un genovese tutto fuoco adorato dai suoi uomini, sopraggiunto a verifi
una magnifica arma automatica di provenienza nemica. "Sapete come
chiamano qui dentro? Tom Mix alla riscossa!". E ne ride, quasi lu in
lui ex-bersagliere e tiratore di vaglia. Ci presenta poi i "redattoi-i": il
nente Allodi, ex-paracadutista, detto " il pericolo pubblico n. 1" per qu
della montagna, e il sottotenente Aita, ex-autiere e " proto' del giornale ..
momento del commiato il sottotenente domanda se il giornalista torneli
trovarli a Cuneo. "S, forse in primavera", dice l'altro. "In primaveraJ
In primavera noi saremo laggi" Il. "Laggi" vorrebbe dire "prima
nea": ma in prima linea il battaglione di Cuneo non andr mai. Sar, in
ce, avviato in montagna a snidare i "ribelli".
AI Comando delle SS italiane - ora si chiama ufficialmente Kornm
do Italienische Freiwilligen Legionen - arriva da Berlino una nota
H immler. il '1" febbraio 1944 e stabilisce le modalit di consegna de
decorazioni per meriti distinti nella lotta ai banditi (Verleihunfsbesll
mungen fur das Bandenkampfabzeichen). C' una medaglia di tre tipi
di bronzo, d'argento e d'oro - che mostra, stilizzato, un pugnale SS
trafigge un nido di serpenti velenosi: viene consegnata a chi in questo p

ti colare settore delle operazioni militari ha al suo attivo rispettivamente


50 o 100 giorni di combattimento in prima linea, uomo contro uo
(Mann gegen Mann) . Quella d'oro personalmente da Himmler. I gio
devono risultare dal libretto personale di ogni soldato ed essere contro
mati dal comandante del reparto. In caso di morte, dice Himmler, la d
razione viene consegnata ai familiari. Se la decorazione viene smarrita
secondo esemplare pu essere acquistato soltanto a pagamento e presen'
do i documenti relativi 12. Queste disposizioni verranno applicate tra
nell ' Italia centro-settentrionale considerata territorio di caccia ai bandi '
La nota relativa pubblicata nel Foglio d'ordini delle SS firmato dal
Harster, SS-Brigadefuhrer und Generalmajor der Polizei, dice testualm
te: Der Reichsfuhrer-SS hat mit Wirkung vom 1.4.1944 in Bereich
Hochslen SS-und Polizeifuhrers in Italien die Gebiete Oberitalien
Millelitalien zu Bandenkampfgebieten erkliirt . Gli ufficiali e i volon tari
caccia di decorazioni ne prendono subito nota 13.
54
Arrivano gli specialisti antipartigiani
linaccia dei partigiani particolaf'menle pesante in Va lle d'Aosta, doLa
:condo una lettera del capo della provincia, Cesare Augusto Carnazzi
',le: saV'JOcatO fasc ista di Bergamo al segreta rio di Mussolini, Giovanni Dol~
n e al minis tro dell ' Interno, Guido Buffa rini Guicli, i ribelli " temano
I,~oni di sabotaggio che possano mettere in difficolt la nostra forza, crean: ' quindi nella popola.zione ~id~cia in n~i ~ Dopo lo. sba rco a Nettuno, l~
ola d'ordine per ta li gruppI di sbandall e stata eVIdentemente q uella di
~"~~sificare le azioni ribellistiche [ ... ] Ora si sta prepa rando [ ... J UI'I'azione
~~tesa a far sa lta r la sirada della Mongiovetta nonch il viadotto ferrovia~
o di Bard per taglia re decisamente la Valle d Aosta dal resto della provincia
e tentar e successivamente l'attacco della citt stessa con l'occupazioCl delle caserme la liberazione dei detenuti dalle carceri, l'eliminazione
: egli elementi fasci ti. Tale azione dovrebbe concordare con la discesa dalla
Svizzera, appena la Valle sia isolata, di truppe italiane col ruggite e comandate
da uffici ali gi di stanza ad Aosta. N aturalmente noi non dormiamo
, dice Carnazzi, ed abbiamo pertanto predisposto tutte le misure atte
a stroncare ed arginare ogni tentativo di sovvertimento dell'ordine pubblico
. Carnazzi spiega di avere l'autorizzazione di poter disporre come e
dove voglio del Battaglione della Milizia Armata di stanza ad Aosta e
chiede carburante e almeno 30.000 colpi per mitra Beretta. Penso di poter
guardare con fiducia e sicurezza , conclude, a tutte le eventuali azioni che
possano essere tentate dai ribelli. Ma io li preceder 14.
Intanto arrivano da Munsingen e partono volontari per le nuove formazioni
SS. Un treno di otto vagoni con un ufficiale e 310 soldati che fanno
parte di un nucleo che ha seguito un corso d'addestramento arriva a
Vercelli il 3 febbraio, mentre il 20, alle 17.35, parte da Milano per la Germania
una tradotta di diciotto vagoni con 20 ufficiali e 571 soldati. Pochi
giorni prima, in quella stessa Stazione Centrale, era scoppiata una bomba
sul treno della Wehrmacht proveniente da Torino provocando parecchi
morti. Il 23 febbraio altri due treni di volontari SS partiti da Mondov passano
il confine del Brennero: il primo, con sedici vagoni, ha a bordo 45 ufficiali
e 429 soldati, il secondo pi pi~colo, appena cinque vagoni, e porta

otto ufficiali e 157 soldati. Mentre questi convogli viaggiano verso i campi
d'addestramento nazisti, il 28 febbraio arriva al comando tappa di Verona
una tradotta con sei vagoni: il fonogramma che ha annunciato il treno precisa
che si tratta di 205 ufficiali italiani gi prigionieri negli Ofliiger che
vogliono combattere, kampfwillig 15 . Alcuni saranno inviati alla scuola delle
SS di Lauenburg, in Pomerania, assieme a colleghi francesi e olandesi, e
altri a quella di Sophienwalde, nella Prussia occidentale, dove incontreranno
ufficiali volontari fi amminghi e bulgari.
A Pinerolo, dove si trova ora il comando generale dei volontari italiani,
55
sbarca, invece, l'ultimo giorno di febbraio, un gruppo fortissimo di SS adde_
strate di tutto punto: sono quelle del Battaglione Debica (leggi Dbiza), che
hanno una storia del tutto particolare nel quadro di quella delle SS italia_
ne. Nell'ottobre 1943 un gruppo di prigionieri che si trovava nel campo di
Feldstetten, una ventina di chilometri a nord-est di Miinsingen, ader alla
proposta del maggiore Fortunato - che in Russia con il CSIR (Corpo di
spedizione itali ano in Russi a) comandava il XIX Battaglione del 6 Bersa_
glieri di Bologna, quello di Mario Carloni che diventer comandante della
divisione fascista Monterosa - di costituire un reparto speciale di SS italiane.
Fortuna to, passato anche lui a collaborare con i nazisti ed inviato nel
Lager in qualit di propagandista, su quattrocento aspiranti (pur di essere
nella lista molti ufficiali e sottufficiali rinunciarono al grado) ne scelse 38
che vennero inviati subito a Miinsingen per un primo addestramento. '
Agli inizi di dicembre il nucleo di Feldstetten, rafforzato con parecchie
centinaia di altri volontari, fu avviato in ferrovia, passando per Vienna e
Praga, in Polonia. Fin , precisamente, all'SS-Truppen- V bungsplatz Heidelager,
ad est di Debica, in quello che era allora il Governatorato Genera_
le nazista. Quella una zona molto importante per i tedeschi. Debica, sulla
linea ferrovi aria tra Cracovia e Lvov, una stazione sperimentale per il
lancio delle V 7 e V 2, e Churchill ne informer Stlin con un suo messaggio
personale e segretissimo pregandolo di non bombardare quel punto- per
poter permettere, al momento opportuno, la raccolta di informazioni sui
missili. Gli d anche le coordinate: latitudine 5005' N, longitudine 21"25'
E . L'area, lo informa ancora, di circa dieci miglia per tre miglia e mezzo,
e gli chiede di fare in modo che specialisti inglesi siano inseriti nelle avanguardie
russe che penetreranno nella zona. La proposta sar accolta e gli
specialisti porteranno a Londra prezioso materiale, colmando le lacune su
ci che sapevano sui missili nazisti a lungo raggio.
Heidelager era un campo di baracche di legno con'traddistinto da quattro
strade circolari di circonvallazione: tra le "scuole" destinate in esclusiva
alle SS tedesche, e non agli stranieri, aveva in particolare il compito di preparare
gruppi esploranti in appoggio alle divisioni. Vi si erano gi formati
i volontari fiamminghi del Battaglione Flandern, la 8.SS-Kavallerie-Division
Florian Geyer, l'ottavo reggimento di fanteria motorizzata delle SS e
la speciale Brigata SS Schuldt, nella quale era incorporato il 7 Battaglione
Leibstandarte SS Adnlf Hitler. I volonta ri italiani raccolti nell' SS- Tr.-Vb.
Heidelager ricevettero, quindi, un'istruzione molto pi dura di quella di
Miinsingen e finirono per diventare un gruppo a s, in un certo senso germanico,
cui i tedeschi potevano affidare compiti di particol are fiducia, i pi

spietati. Il Debica sbarca, dunque, dopo tre mesi d'addestramento in Polonia,


a Pinerolo, e s'insedia nella ex-caserma degli alpini. pronto ad entrare
in azione, tra poco lo useranno contro i partigiani 16.
Le chiacchiere e le polemiche sul fascismo nuovo e vecchio e sulla sua
56
capacit di operare devono aver raggiunto anche Ber lino perch l'U ffi cio
cenu'ale del le S dirama una circola re ch invita tutti gli appartenenti a lle
formazioni con la testa da morto ad evita re in ogni rapporto di servizio,
ed anche nelle ma nifestazioni ora li e scritte, qual iasi critica al comportamentO
ed alle prese di posizione del partito fascista in I talia 17. L e S non
sonO ben viste nella pianura padana n.emmeno dai seguaci del duce: il solco
olle divide la ~ en talit germa nica da quella tutta improvvisazione degU uomini
di Sal SI va facendo sempre pi profondo. Perci, pensa Himmler,
per evitare grattacapi meglio essere prudenti.
La campagna per gli arruolamenti
I volontari italiani sono diventati formalmente <<legionari SS". Allora
l'SSObergruppenfuhrer
und GeneraI der Waffen SS, Karl Wolff, prendendo in
mano la situazione, annuncia il 18 febbraio la costituzione di un Ufficio
Personale che ha l'incarico burocratico di schedare tutti, ufficiali, sottufficiali
e truppa. Le schede di appartenenza - precisa il documento - vengono
inviate in doppia copia ai reparti , che ne trattengono una e rimandano
l'altra, completata in ogni particola re, alla centrale.
Seguendo la prassi in uso da molti anni nelle SS in tutti i territori occupati
e sott~ il controllo del Germanisches Erganzungsamt - Amt II,
Wolff annunCIa anche la costituzione di centri di arruolamento (Werbestellen)
sotto la direzione di un ufficia le italiano energico che avr al suo
fianco alcuni coadiutori: volontari SS non abili all'impiego in prima linea.
Questi centri - dice il generale - non verranno situati nella zona di operazioni
dell'Alpen vorland (Belluno, Bolzano e Trento) e in quella
dell'Adriatisches Kustenland (Pola, Fiume, Trieste, Gorizia e Udine) ma
poi si far un'eccezione per Bolzano. '
Wolff conclude informando che vi sar anche un deposito centrale
(Rek.ru tieru~gs-Au!fang-Depot) nella zona di M antova-Cremona, al quale
afflUIranno I nuovI volontari provenienti dalla Germania, dalla Francia e
dalle province italiane. Il deposito (che usufruir delle caserme della zona)
dovr avere la capacit di tremila persone, ed essere in grado di fornire viveri,
armi, equipaggiamento e la "decade" alle reclute. Il reclutamento nei
battaglioni o nelle compagnie, a seconda dell'affluenza dice il documento
terr c.onto di queste specialit: a) fanteria; b) armi p~santi; c) artiglieria;
d) gemo.; e) comunicazioni; f) servizi logistici. Il generale Canevari, precisa
ancora Il documento, lavorer a stretto contatto con il comandante della
Legione, SS-Brigadefi.ih rer und Generalmajoi der Waffen-SS Hansen 18.
Ma Canevari, come sappiamo gi, avr breve vita: sar denunciato ed arrestato,
nonostante la protezione dei tedeschi.
L'Ufficio Personale della Legione, da cui dipendono i centri di arruola57
mento e il deposilo reclute, entra in servizio il 10 marzo 1944. L' SS-Stan_
dartenfiihrer von Elfenau nomina capo l'SS-Hauptsturmfiihrer Alois Tha_

ler, che quindi lascia l'incarico al Battaglione Ufficiali a Ferrara. Comano


dante del Deposito reclute diventa il Waffen-Oberstleutnant Tiberio Bedot_
li e suo aiutante il Waflen-Hauptmann Francesco D'Atri 19. Per i centri di
arruolamento (e per la propaganda illustrativa affidata alla Sezione stampa
e pr9paganda diretta dal giornalista e maggiore Felice Bellotti, e di cui
parleremo pi avanti) viene fissata la data dell'll marzo. Gli ufficiali incaricati
di questo nuovo servizio ricevono un anticipo, una tantum, di 500 lire
per le prime spese occorrenti per gli oggetti d'ufficio e sono invitati a raggiungere
al pi presto le zone loro assegnate. Arrivati sul posto, dice il do.
cumento, si presenteranno alle competenti autorit militari tedesche
(Militar - Plalz- und Orlskommandanlur) come pure ai Comandi delle SS
e del Sicherheilsdienst e prenderanno altres contatto con gli uffici italiani
governativi e del Parlilo.
Le direttive a quesli ufficiali arruolatori sono precise. Mentre la propaganda
deve rivolgersi a tutta la popolazione (padri, madri, mogli, ecc.),
per l'arruolamento si devono prendere in considerazione soltanto le classi
dal 1907 al 1927. Devono venire escluse dall'arruolamento le classi gi ri
chiamale dal minislro della Guerra italiano e quelle che verranno richiamate
prossimamente. Cos pure l'arruolamento dovr tener conto delle necessit
della provincia nei riguardi delle attivit economiche pi importanti
ai fini della guerra. Impiegati ed operai di queste aziende potranno venire
arruolati ed assunti solamente dietro approvazione degli uffici da cui essi
dipendono o dei rispettivi datori di lavoro. Classi pi giovani o pi anziane
potranno venire arruolate condizionatamente e previa richiesta di decisione
dell'Ufficio Personale. Si dovr dare speciale importanza alla buona costituzione
fisica, all'atteggiamenlo politico ed al carattere. Sono previste anche
adunate di massa della popolazione e l'impiego di oratori di particolare
capacit: l'importanle riuscire a fare dei proseliti nel maggior numero
possibile. Le SS hanno bisogno di uomini per le operazioni antiguerriglia
nelle valli alpine.
La dislocazione dei centri destinati ad accogliere chi vuole indossare
l'uniforme delle SS e battersi sotto direzione tedesca senza nessun contatto
con il governo repubblicano di Sal avviene dopo uno studio accurato della
carta dell'Italia cenlro-settentrionale. Un cartografo ha preparato negli uffici
del Comando una mappa 1 :8.500.000 e indicato, in bello stile e con
buona calligrafia, le localit prescelte. Il criterio fondamentale quello di
non scendere pi a sud di una linea che corra da Viterbo ad Ascoli Piceno
e di non intervenire nell'Alpenvorland (tranne l'eccezione di Bolzano) e
nell' Adriatisches Kiistenland, che sono considerate zone d'operazione a s e
dove vigono disposizioni del lutto particolari.
58
Le citt prescelte
Vtngono, dunque, stabiliti venL nove punti principali, ai quali si aggiu ngoo
,litri sci minori. E per ciascuno dei ven linove centri si indicano il co"
fl anda nte dell'Ufficio reclutamento (Fahrer der Werbestelle) e i soUufficia~
1 eIa truppa .(Untem!fizl'e:s- und Mannsch~ftsdi~,~stgrade) che devono col.la
barare con II ~or~ supenore. Non solo: sl .stablllsce, come ~e~re?10 pOI,
na rete ili (:OITI!'!n che deve portare le pratiche al centrO e SI mdlcano le
~irezioni lungo le quali, e mai fuori di esse, devono muoversi le reclute. La

scelta molto laboriosa. Alla fine i tedeschi varano questa lista, che diamo
nell'ordine progressivo stabilito dal comando della Legione:
I - SAVONA, presso la Federazione Repubblicana, in piazza Mentana.
Comandante: il tenente Ottorino Montanari, coadiutori i soldati Vincenzo
Nuvoli e Raffaele Lion.
II - CUNEO, presso la caserma Vittorio Emanuele II, poi in via Roma
15, nel palazzo della Cassa di Risparmio. Comandante: il sottotenente Pietro
Careri, coadiutori i soldati Marco Diale e Pietro Soldato.
III - TORINO, in via Arcivescovado 2, secondo piano, angolo via Roma,
telefono 51.658. Comandante: il capitano Arrigo Zanotti, coadiutori i soldati
Salvatore Cainfalla e Giovanni Masia.
IV - ALESSANDRIA, all'Albergo Italia, camera 18, poi in via Modena 5
e in via Mazzoni 9 e 11. Comandante: il capitano Umberto Uboldi, coadiutori
il caporalmaggiore Salvatore Aquilino e il soldato Francesco Sapienza.
V - AOSTA, Palazzo Littorio. Comandante: il sottotenente Giuseppe Tavano,
coadiutori i soldati Giuseppe Gusmani e Alberto Vicinanza.
VI - NOVARA, in via Liceo Carlo Alberto 2, telefono 409, e poi in corso
Gabriele D'Annunzio 25 (angolo via Silvio Pellico), telefono 409. Comandante:
il tenente Leonardo Caputo, coadiutori i soldati Antonio Rizza e
Pietro Malosetti.
VII - COMO, presso la Federazione Repubblicana in via Borgovico 11, poi
alla caserma di via Anzani 9 e in piazza Cavour 9, telefono 24-94. Comandante:
il tenente Rodolfo Macchitelli, coadiutori il caporale Alfonso Bellone
e il soldato Angelo Bellasi.
VIII - MILANO, in via Maestri 2 angolo viale Bianca Maria, telefono
50.147. Comandante: il maggiore Giuseppe Cotta Ramusino, coadiutori il
sergente Leopoldo Andreis e i soldati Renzo Grisriatico e Pietro Armato.
IX - BERGAMO, via G. Negri 2 e poi in via XX Settembre 6. Comandante:
il tenente Agostino Luzzi, coadiutori i soldati Pietro Avigoni e Salvatore
Freni.
X - BRESCIA, in via Spalto San Marco 3 e poi in corso Zanardelli 30, secondo
piano, presso il Gruppo Rionale "Mussolini". Comandante: il tenente
Florindo Taglieri, coadiutori i soldati Bernardo Franzoni e Vittorio
Danieli.
59
XI - VERONA, in via Ponte Rafiolo 4, secondo piano, e poi in via Mazzi.
ni 80. Comandante: il maggiore Giovanni Zocchi, coadiutori il caporal.
maggiore Angelo Berchioni e i soldati Virgilio Righetti e Antonio Dal Pra.
XII - MANTOVA, in via Giovanni Arrivabene 2, telefono 22-94. Comano
dante: il tenente colonnello Guglielmo Soresina, coadiutori il caporale Ma.
rio Cinesi e il soldato Antonio Meloni.
XIII - TREVISO, Rivale Castelvecchio 4, poi in via S. Margherita 27,
poi in Vicolo Nino Bixio 2, telefono 10.02 interno 4. Comandante: il sotto.
tenente Rinaldo Poiani, coadiutori i soldati Mario Ticco e Salvatore Samo
battore.
XIV - PADOVA, in via Galileo Galilei 22, poi in piazza Cavour 10. Co.
mandante: il sotlotenente Mario Tarantino, coadiutore il caporalmaggiore
Ettore Siviero e il soldato Lorenzo Maresio.
XV - BOLOGNA, in via Saragozza 81 - Centro mobilitazione, poi in via

Manzoni 4, presso la Federazione Repubblicana. Comandante: il tenente


Ermes Bacchilega, coadiutori il sergente Lorenzo Zatta, il caporalmaggiore
Giuseppe Profeta e il soldato Salvatore Simone.
XVI - MODENA, alla caserma Garibaldi e poi in via Gaetano Tavoni 40.
Comandante: il capitano Giacomo Sacchi, coadiutori il caporalmaggiore
Aldo Vandelli e il caporale Gualtiero Demenego.
XVII - FfRENXE, in via Fiume 14, primo piano, telefono 26.043. Comandante:
il capitano Leale Martelli, coadiutori il sergente Olindo Morelti
e i soldati Michele di Cecio e Salvatore Foliano.
XVIII - FORU, in via Garibaldi 15, poi in corso Diaz 17, primo piano.
Comandante: il capitano Bruno Zanella, coadiutori i soldati Luigi La Crema
e Salvatore Galleri.
XIX - ANCONA, presso la Orlskommandanlur. Comandante: il maggiore
Rinaldo Grattini, coadiutori i soldati Giuseppe Ciaglia e Virgilio Giommel.
XX - MACERATA, presso la Casa del Fascio. Comandante: il sottotenente
Atlilio Gelli, coadiutori i soldati Giuseppe Masci e Gaetano Dell'Aquila.
XXI - PERUGIA, all'Albergo Brufani, camera 52, e poi in largo Vannuci
11. Comandante: il capitano Giulio Carignola, coadiutori il caporalmaggiore
Castore Ferretti e il caporale Enrico Sabri.
XXII - VITERBO, presso la Federazione Repubblicana. Comandante: il
capitano Orlando Giordano, coadiutori i soldati Livio Liberati e Biagio
Pullo.
XXIII - GROSSETO, presso la Federazione Repubblicana, poi nella villa
Pallini in via Lanza, poi in corso Carlo Alberto 85, secondo piano. Comandante:
il tenente Antonio Marini, coadiutori il caporale Pericle Corvi e il
soldato Gennaro Gianneschi.
XXIV - SIENA, in piazza Unit Italiana (Opera Nazionale Dopolavoro).
60
comandante: il capitano Filippo Gentiletti, coadiutori il caporale Pietro
porcari e il soldato Ernesto Sereni.
:XXV - PISA; in via XXIV Maggio 41, presso la Federazione Fascista
Repubblicana, poi in via San Martino 1, dove si era spostata la Federazione
stessa. Comandante: il tenente Giacomo Lombardo, coadiutori i soldati
Biagio Fuc e Valentino Lo Turco.
:XXVI - APUANIA, nella villa Grossi in viale Litoraneo 38, poi in Piazza
Farini 1, terzo piano, telefono 2138. Comandante: il capitano Beppino
Chiappini, coadiutori i soldati Francesco De Trano e Attilio Crocchiante.
XXVII - GENOVA, in via Assarotti 20, interno 6. Comandante: il capitano
Francesco Gnata, coadiutori il caporalmaggiore Amerigo Acone e il soldato
Alfredo Bartoli.
XXVIII - PARMA, in viale Marconi 4, telefono 22-71. Comandante: il
maggiore Silvio Finadri, coadiutori i soldati Luigi Bernardo e Antonio
D'Alessio.
XXIX - BOZEN (Alpenvorland), allo Stadi Hotel, camera 81. Comandante:
il capitano Ciro Perugini, coadiutore il soldato Nicola D'Agostini 20.
Ci sono poi altri sei centri secondari: a CREMONA, in via Ettore Muti
20, Palazzo della Rivoluzione, e poi in piazza Littorio 8; a PAVIA, presso
la Federazione Repubblicana - Palazzo Broletto, telefono 980; a PESARO,
presso la Federazione Fascista Repubblicana; a ROMA, in via Veneto

31, VI piano, tel. 48.908, presso la Federazione Repubblicana; a VARESE,


nella Villa Litti in piazza della Motta 4 e poi in via Vittorio Veneto 9,
telefono 2379; ed a VENEZIA, nel Palazzo delle Assicurazioni, in piazza
San Marco. Le sedi di Genova, Savona, Alessandria, Cuneo, Torino,
Aosta, Como e Bergamo gravitano su Milano; quelle di Bolzano, Udine
[Centro degli arruolamenti per la 24. Waffen-Gebirgs- (Karstjager) Division
der SS, in cui confluiranno parecchi italiani del Litorale Adriatico],
Treviso, Padova e Venezia su Verona; quelle di Mantova, Brescia e Parma
su Cremona; quelle di Modena, Forl, Pesaro, Ancona e Macerata su Bologna
e quelle di Apuania, Pisa, Siena, Grosseto, Viterbo e Perugia su Firenze.
Tutti i centri principali - Milano, Firenze, Bologna e Verona _
convergono a loro volta su Cremona, dove con l'ordine del giorno n. 61
(Tagesbefehl Nr. 61) dell'SS-Standartenji1hrer von Elfenau stato fissato il
deposito reclute. Cremona diventa, dunque, il punto centrale di raccolta di
tutti i volontari delle SS italiane cos come nel 1941, a Palazzo Trecchi, lo
era stata per il CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia).
La formula di arruolamento
~a macchina burocratica delle SS - che ha l'esperienza di quanto gi fatto
In Olanda, in Norvegia, in Danimarca, in Belgio, in Francia, in Galizia e
61
in altri territori europei occupati - ha curato tutto nei minimi particolari.
Gli ufficiali che si piazzano negli uffici delle citt prescelte hanno fasci di
moduli bilingui di arruolamento, di.visi in due parti. Appena ne sottoscrivo.
no la parte B (Ich Un/erfertigter erkliire mich zum freiwilligen Eintritl in
die ilaL- Fl'eiUiilligen Legmen bereil, io sottoscritto dichiaro di arruolarmi
volontariamente nelle Legioni Volontari Italiani), le reclute ricevono, COn.
trofirmato dall'ufficiale, il certificato di arruolamento (parte A) che dice te.
stualmente: llne freiwillige MeLdung filr die ila l. FreiwiLligen Legionen ist
angenommen worden. Sie hahen sich auf Abmf bereit zu halten und sich
nach .t'rhall der Einhemfung sofor! in den angegebenen Bestimmungsort
einzufinden , La vostra domanda di arruolamento volontario nelle Legioni
Volontari Italiani stata accolta. Sarete chiamato alle armi con cartolina
precetto ed avrete l'obbligo di presentarvi immediatamente al centro ivi in.
dicat0 21 [Nel formulario usalo il "Voi" essendo il "Lei" slalo abolilo dal
regime fascisla perch consideralo borghese, N.d.R.].
A questo punto introduciamo, cos come pianificato dai tedeschi, il lato
economico di questa drammatica vicenda. AI momento stesso della prepara.
zione della mappa dei centri di arruolamento, l'amministrazione delle Waj_
fen-SS llalien ha preparato la sua tabella degli emolumenti. Anche il fattore
economico ha la sua importanza nell'adesione alle unit naziste e gli ufficiali
che dirigono i centri non mancano di far rilevare agli aspiranti italiani
SS ed a quelli che andranno nei reggimenti SS di polizia come l'incorporazione
nei reparti nazisti procuri ad essi, ed alle loro famiglie, una sicurezza
economica, La paga in tedesco si chiama Wehrsold (il denaro milita
re), e viene suddivisa in quindici gruppi, che vanno dal generale d'armata
gi gi fino al caporalmaggiore. La recluta non viene calcolata nella tabella
preparata dall' SS- Unterslurmfilhrer und Leiter der Verwaltung che la
comunica ai reparti agli inizi d'aprile del 1944 e, come nell'esercito di
Mussolini modellato a sembianza tedesca, ha un assegno mensile fisso di

base senza alcuna indennit di carica, mentre sono riconosciuti gli assegni
per la. moglie e i figli.
Le paghe delle SS sono a questo punto neltamente migliorate rispetto a
quelle dei primi mesi dopo 1'8 settembre 1943, ma tuttavia risultano inferiori
a quanto disposto dal governo di Sal per coloro che si arruolano
nell'esercito repubblicano. I militari di Mussolini, oltre all'indennit di carica,
ricevono anche un "soldo" mensile (dalle 2.700 lire del generale d'armata
alle 360 del soldato semplice) ed un'indennit equipaggiamento, pure
mensile (300 lire agli ufficiali, equipaggiamento gratuito agli altri): tutto al
netto di qualsiasi imposta.
C' una specie di concorrenza tra fascisti e nazisti, ma probabilmente
gli arruolatori tedeschi hanno in mano qualcosa d'altro che non conosciamo,
oltre a far leva su un migliore inquadramento e sulla speranza di un
premio nella sistemazione postbellica, dopo la vittoria del Terzo Reich".
62
'aJ'l1miniSlrazione delle S ha sede a Verona, Lungadige Campagnola 2.
~\,Ille le richieste dei reparti - dice la nOta spedita dal . Kdo. - lab. llal.
F ' , n Leoionen rel ..... - Der Chef des tabes - lVa - vanno rivolte a quello che (>
l linguaggio miJilare viene chiamato il Fut's01ge-Offizier der Waffen-SS,
n.:~ all'uCficia\e incaricato dell'amministrazione e di tutto quanto riguarda
~ IalO economico e so iale (pensione, ferili , famiglie, figli ccc.).
Per quanto inferiori a quelle dell'esercito di Mussolini, le paghe rapresentano
un'enlit notevole rispetto al livello medio della gente comune
~ pieno 1944 e vengono, come abbiamo gi spiegato prima, depositate in :assirna
pal<te su un conto corrent in banca a favor!; dei familiari (o
dell'interessato nel caso la prima soluzione non sia possibile a causa del
fronte che divide in due l'Italia). Il FUH01ge-OJJizier der Waffen-SS ha
preparato un questionari.o bi.lingue per il soldo di campagna" dei volontari
italianI. In tedesco SI chIama Fragebogen filr dze Knegsbesoldung der
italienischen Freiwilligen, ed formato da due grandi pagine nelle quali si
segna tutto, compreso il numero dei figli illegittimi in vita inferiori ai 16
anni per i quali il volontario provvede al sostentamento", il nome di ciascun
figlio e la data di nascita, il grado rivestito nell'esercito tedesco, il numero
del conto corrente della Banca o della Cassa di Risparmio, il gruppo
di pagamento" (Wehnoldgmppe) corrispondente alla tabella dei compensi
e delle indennit, e via di seguito. Tutto viene controllato e controfirmato
dal comandante di reparto e deve corrispondere ai dati gi iscritti nel libretto
militare personale. Sono conscio di rendermi punibile in caso di dichiarazioni
false", Mir ist bekannt, das ih mich durch unwahre Angaben
straibar mache, firma il volontario: e sa che le SS non scherzano.
La tabella delle paghe
La tabella (Siitze zur Zahlung von FreiwiLligenbesoldung filr die italienischen
Freiwilligen der WaJJen-SS und Polizei) prevede le paghe fino agli
ammogliati con cinque figli, precisando che per il sesto e ogni altro bambino
c' un supplemento mensile di lire 180 (jilr das 6. und jedes weitere
Kind Lire 780). Il primo gruppo comprende il grado pi alto, e noi seguiremo
pari pari il documento 22 preparato dai burocrati SS. Eccolo:
Wehrsoldgmppe 7 - Obentgruppenfilhrer (generale d'armata): celibe lire
13.000, sposato senza prole 15.000, con un figlio 16.650, con due figli

16.850, con tre figli 18.280, con quattro figli 18.480, con cinque figli
19.890.
Wehrsoldgmppe 2 - Obergruppenfuhrer (generale di corpo d'armata): celibe
lire 11.100, sposato senza prole 14.500, con un figlio 15.240, con due fi63
gli 15.440, con tre figli 16.860, con quattro figli 17.060, con cinque figli
18.390.
Wehrsoldgruppe 3 - Gruppenfi1hrer (generale di divisione): celibe 9.000
sposato senza figli 11.700, con un figlio 12.440, con due figli 12.640, co~
tre figli 14.030, con quattro figli 14.230, con cinque figli 15.390.
Wehrsoldgruppe 4 - Brigadefi1hrer (generale di brigata): celibe 7.600, spo_
sato senza figli 9.900, con un figlio 10.570, con due figli 10.770, con tre fio
gli 12.070, con quattro figli 12.170, con cinque figli 13.360.
Wehrsoldgruppe 5 - Standartenfi1hrer (colonnello): celibe 6.200, sposato
senza figli 8.000, con un figlio 8.660, con due figli 8.860, con tre figli
10.080, con quattro figli 10.280, con cinque figli 11.320.
Wehrsoldgruppe 6 - Obersturmbannfi1hrer (tenente colonnello): celibe
4.900, sposato senza figli 6.300, con un figlio 6.840, con due figli 7.040,
con tre figli 8.150, con quattro figli 8.350, con cinque figli 9.220.
Wehrsoldgruppe 7/' - Sturmbann[i1hrer (maggiore): celibe 4.030, sposato
senza figli 5.200, con un figlio 5.720, con due figli 5.920, con tre figli
6.880, con quattro figli 7.080, con cinque figli 7.930.
Wehrsoldgruppe 7/2 - Sturmbannfi1hrer 2 (maggiore con due anni di servizio):
celibe 4.350, sposato senza figli 5.500, con un figlio 6.110, con due
figli 6.310, con tre figli 7.340, con quattro figli 7.540, con cinque figli
8.380.
Wehrsoldgruppe 8/' - Hauptsturmfi1hrer (capitano): celibe 3.400, sposato
senza figli 4.300, con un figlio 4.480, con due figli 4.660, con tre figli
4.840, con quattro figli 5.020, con cinque figli 5.690.
Wehrsoldgruppe 8/2 - Hauptsturmfi1hrer 2 (capitano con due anni di servizio):
celibe 3.460, sposato senza prole 4.400, con un figlio 4.860, con due
figli 5.060, con tre figli 5.850, con quattro figli 6.050, con cinque figli
6.910.
Wehrsoldgruppe 8/3 - Hauptsturmfi1hrer 4 (capitano con quattro anni di
servizio): celibe 3.850, sposato senza prole 4.500, con un figlio 5.370, con
due figli 5.570, con tre figli 6.470, con quattro figli 6.670, con cinque figli
7.520.
Wehrsoldgruppe 9/' - Obersturmfi1hrer (tenente): celibe 2.300, sposato
senza prole 2.900, con un figlio 3.150, con due figli 3.350, con tre figli
3.840, con quattro figli 4.040, con cinque figli 4.610.
Wehrsoldgruppe 9/2 - Obersturmfi1hrer 2 (tenente con due anni di servizio):
celibe 2.380, sposato senza figli 3.000, con un figlio 3.340, con due figli
3.540, con tre figli 4.050, con quattro figli 4.250, con cinque figli 4.890.
Wehrsoldgruppe 9/3 - Obersturmfi1hrer 4 (tenente con quattro anni di servizio):
celibe 2.490, sposato senza prole 3.100, con un figlio 3.530, con due
figli 3.730, con tre figli 4.260, con quattro figli 4.460, con cinque figli
5.070.
Wehrsoldgruppe 9/4 - Obersturmfi1hrer 6 (tenente con sei anni di servi64

. ). celibe 2.570, sposato senza prole 3.200, con un figlio 3.650, con due
Zlo
l
: 3 850 con tre figli 4.400, con quattro figli 4.600, con cinque figli fig l' ,
5~~ .
Wi1hr oldgmPfe 10/' - Ullter~tu~-mfah7er (soltoten ~nt~) celibe 2. 1 00 spo~
lO senza figli 2.700, con un figlio 2.880, con due f.lgli 3.060, con tre figli
;~240, con quattro fig li 3.420, con cinque figli 3.820. . .
WelwsoLdgruppe 70/2 - UntenlurmJii.h,e, 2 ( oltotenente <:o~ due anm di
ervizio): celibe 2.200, sposato senza prole 2.800, con un figlio 2.980, con
~ue figli 3.160, CGn tre figli 3.340, con quattro rigli 3.520 con cinque figU
'.3.990. . . .
Wehtsvldgruppe Ila - Slurmscharfuht-er (maresciallo maggIOre): cehb~
1.500, sposato senza prole 2.200, con un figlio 2.420, con due figli 2.620,
con lre figli 3.000 con quattro figli 3.200, con cinque fig li 3.660.
We/1rsoldgrulJpe 11 - Haup.tscharJuhrer (maresciallo capo): celibe 1.450,
spdsato senza prole 2.100, con un figlio 2.390, con due figli 2.590, con tre
I1gli 2.950, con quattro figli 3.150, con cinque :igli 3.6~0.. .
WeArsoldgruppe 12 - Oberscharfi1hrer (maresciallo ordmano): cehbe 1.400,
sposato senza prole 2.050, con un figlio 2.230, con due figli 2.430, con tre
figli 2.700, con quattro figli 2.900, con cinque figli 3.310.
Wehrsoldgruppe 13 - Scharfi1hrer (sergente maggiore): celibe 1.300, sposato
senza figli 1.850, con un figlio 2.100, con due figli 2.300, con tre figli
2.620, con quattro figli 2.820, con cinque figli 3.220.
Wehrsoldgruppe '4/' - Unterscharfi1hrer (sergente): celibe 1.050, sposato
senza prole 1.480, con un figlio 1.750, con due figli 1.950, con tre figli
2.280, con quattro figli 2.430, con cinque figli 2.820.
Wehrsoldgruppe 14/2 - Unterscharfi1hrer 2 (sergente con due anni di servizio):
celibe 1.220, sposato senza prole 1.730, con un figlio 2.010, con due
figli 2.210, con tre figli 2.540, con quattro figli 2.740, con cinque figli
3.120.
Wehrsoldgruppe '5/' - Rottenfi1hrer (caporalmaggiore): celibe 750, sposato
senza prole .1.090, con un figlio 1.140, con due figli 1.340, con tre figli
1.520, con quattro figli 1.720, con cinque figli 2.300.
Wehrsoldgruppe 15/2 - Rottenfi1hrer 1 (caporalmaggiore con un anno di
servizio): celibe 810, sposato senza prole 1.150, con un figlio 1.400, con due
figli 1.600, con tre figli 1.890, con quattro figli 2.090, con cinque figli
2.370.
Wehrsoldgruppe 15/3 - Rottenfi1hrer 2 (caporalmaggiore con due anni di
servizio): celibe 890, sposato senza prole 1.370, con un figlio 1.630, con due
figli 1.830, con tre figli 2.160, con quattro figli 2.360, con cinque figli
2.690.
Per le posizioni inferiori c' una scala di paghe non contemplata dalla
tabella, che va dalle 500 lire mensili per il legionario celibe (810 se sposato
65
~ I A f'C- ., /"
senza prole) fino alle 750 del caporalmaggiore (1.090 se sposato senza pro.
le), sempre con l'aggiunta di un supplemento per ogni figlio in pi, cOIll.
presi i figli illegittimi. Nelle SS il fatto che gli sposati abbiano figli con al.

tre donne comune, e risponde alla concezione di Himmler che il soldato


di razza ariana pura deve dedicarsi, anche fuori della propria famiglia, alla
creazione di futuri soldati e colonizzatori per l'Europa che sorger dopo la
guerra vittoriosa e che vedr in prima fila i figli delle SS, specialmente nei
territori dell'Est liberati dai sottouomini bolscevichi,> e lasciati in premio
ai contadini germanici. I vedovi o i divorziati con figli sono considerati
dall'amministrazione SS come coniugati, quelli senza figli come celibi (Ver.'
witwete und Ceschiedene mit Kindern , dice il questionario, sind wie Vero
heiratete, solche ohne Kindern wie Ledige zubehandeln). E siccome molti
volontari sono pasticcioni e non sanno come riempire i moduli, il Filrsorge
Offizier delle Waffen-SS e della Polizei ha messo in fondo una speciale annotazione:
Dall'esatta compilazione del presente questionario dipende il
pronto e completo pagamento del "soldo di campagna" ai beneficiari.
Riempire il questionario in modo leggibile ed accurato>'.
I militari di truppa (ma solo quelli) dell'esercito di Sal sono pagati
meno dei volontari SS - appena 300 lire al mese -, ma .non cos coloro
che si arruolano nelle Brigate Nere di Alessandro Pavolini. Quei miliziani
che fanno parte di gruppi autonomi e polizieschi ricevono 50 lire al giorno,
oltre al vitto, cio 1500 lire al mese, come un maresciallo maggiore delle
SS. La sproporzione enorme, e diventa addirittura clamorosa per gli ufficiali.
Neanche i tedeschi riescono a metter 0rdine in questo guazzabuglio.
Hanno ben altro di cui occuparsi, e d'altra parte quello distribuito tutto
denaro italiano che viene stampato a Bergamo e a Novara, accelerando la
fornitura a seconda delle esigenze: pi che finanza, un pozzo di San Patrizio,
nel quale anch'essi affondano le mani senza piet 23.
CAPITOLO IV
CONCENTRAMENTO A PINEROLO
PER LA CACCIA AI BANDITI
L' Arbeitsplan)) di Hansen
Fin dagli ultimi giorni di dicembre del 1943 al comando centrale delle SS
si era discusso sul ritmo da imprimere all'educazione militare ed operativa
della massa di volontari raccolta tra gli ex-fascisti, i simpatizzanti per i tedeschi
dei Lliger e coloro che volevano approfittare di questa occasione per
rientrare in qualche modo in Italia, mangiare bene e magari poi svignarsela.
In un primo momento si erano accettati tutti coloro che si presentavano
all'appello nazista: gli abili ai servizi di guerra e anche quelli che non lo
erano, perch anziani o perch mancanti di quelle doti di carattere e di aggressivit
richieste dai "capitolati di arruolamento" delle SS germaniche.
L'importante era di far numero, prima che si muovessero Mussolini ed i
suoi gerarchi. I meno abili vennero passati ai "battaglioni lavoratori" ed ai
"battaglioni di Polizia", gli altri furono sottoposti ad addestramento intensificato,
compresi gli ufficiali, anche se non con la durezza prevista per le
SS tedesche. Il materiale umano era, infatti, molto diverso. Poi si chiuse il
rubinetto, ed ogni aspirante venne sottoposto a selezione preliminare, ma
sempre con l'obiettivo di usare le nuove unit in compiti di antiguerriglia e
mai - se non in casi eccezionali - al fronte, in prima linea.
ln un primo momento si pens di riunire i battaglioni della Milizia Armata
(o Waffen Miliz) in due raggruppamenti allo scopo di formare dei
reggimenti e di modellare l'unit operativa (brigata e divisione) che sarebbe

poi nata dopo il hecessario e duro addestramento formale e bellico. Il piano


prevedeva due centri nei quali operare questa trasformazione: Pinerolo, in
Piemonte, gi sede della Scuola di cavalleria dell'esercito regio, e Parma,
nell'Emilia, in modo da suddividere le forze in due blocchi equidistanti e
strategicamente ben definiti.
Un documento preparato il 9 gennaio 1944 dal tenente colonnello di
Stato Maggiore in servizio di S.M. al Comando Milizia Armata, Vittorio
De Paolis, amico di quel Canevari che poi verr silurato ed uno dei primi
ad aver aderito alle SS, prevede questi movimenti con estrema meticolosit.
De Paolis ne spedisce copia ai singoli battaglioni affinch siano pronti ad
67
eseguirli appena verr diramato l'ordine di concentramento. un lavoro
da tavolino e propone questi spostamenti:
a PINEROLO il primo Raggruppamento di reggimenti al comando del
console Paolo De Maria. Ne devono far parte due reggimenti: il 10 Reggi_
mento di fanteria (comprendente il I, II e III Battaglione, tutti dislocati a
Milano) da affidare al console Enzo Celebrano, e il 10 Reggimento di arti_
glieria (comprendente l'VIII e IX Battaglione di Lecco e Lucca, formati
prevalentemente di artiglieri e genieri) da affidare al colonnello Luigi De
Pietri Tonelli;
a PARMA il secondo Raggruppamento di reggimenti al comando del colonnello
Luigi Gino. Ne devono far parte anche qui due reggimenti: il 2'
Reggimento di fanteria (comprendente il IV Battaglione di Torino, il V di
Bologna e il VI di Cune) da affidare al colonnello Alberto Bianco Crista e
il 30 Reggimento di fanteria (comprendente il VII Battaglione di Casale, il
X di Trieste e l'XI di Aosta) da affidare al primo seniore Corrado Casa_
..,:.IOni.
Il dosaggio effettuato a livello di comandanti tra i provenienti dalle file
della Milizia fascista e quelli, pur d'animo fascista, arrivati dall'esercito
perfetlo: tre camicie nere, i consoli Paolo De Maria ed Enzo Celebrano e il
primo seniore Corrado Casabuoni, e tre militari della vecchia scuola, i colonnelli
Luigi De Pietri Tonelli, Alberto Bianco Cri sta e Luigi Gino. Ma
il piano I non andr in porto, l'equilibrio politico-militare tra i comandanti
e quello strategico nella dislocazione dei reparti sar rovesciato, e il ten.
col. De Paolis, promosso di grado, finir Capo di S.M. del Raggruppamento
Brigate Nere mobili nella primavera del 1945.
Un mese e mezzo dopo, il 29 febbraio, il generale Peter Hansen, comandante
della 7. Ila/. Freiw. Brigade (la Legione diventata sulla carta
una Brigata), dirama un proprio Arbeilsplan 2 che modifica completamente
il precedente orientamento e tiene conto, in modo certo, delle proteste avanzate
a suo tempo da Mussolini affinch qualche reparto di SS italiane venisse
inviato al fronte di Anzio/ Nettuno in rappresentanza dei gruppi fascisti
contrari al re ed a Badoglio. Ma perch un reparto di volontari venga
eventualmente impiegato dovr prima essere addestrato secondo gli schemi
germanici e ricevere l'approvazione dell'OKW, cio dell'Alto Comando della
Wehrmachl. Nessuna formazione italiana potr, infatti, andare in linea
se non col permesso dei tedeschi: il fronte italiano adesso propriet nazista,
ed i nazisti non vogliono sorprese sul tipo della Grecia e dell'Albania.
Quando, ad esempio, il 9 febbraio, con disposizione tedesca An/age Nr. 69

- la Nr. 7370/43 geh., per ragioni politiche vengono messi subito a disposizione
della 4' Divisione paracadutisti tedeschi sulla linea del fuoco,
in uniforme italiana , alcuni reparti dell'Ilal. Fallsch . Jg. Btl. Nembo, si
aggiunge anche che, poich la preparazione di questi reparti per il com68
battimenlO al fronte non ancora completata, da prevederne l'impiego
~ddiviso a plotoni nell'interno delle unit tedesche, isl der Einsalz zug:
l1ise auJgetei[t auf deutsche Ei71heiten uorz uneh,men J. E i lrallava di
p~,.acadutisli! . . .
AI contrarlO di quanto concepIto dal tenente colonnello D Paolis, il generale
Hansen, probabilmente tenendo conto dello sviluppo delle operazioni
niilitari, della pos ibilit di un arretramento generale del fronte davanti
.agli attacchi angloamericani e del fatto che i partigiani italiani contro cui
saranno mandati i reparti si trovano quasi tutti nelle vallate alpine, prevede
un unico concentramento dei volontari italiani invece di due. Parma viene
subito scartata e il compito di preparare alcuni reparti per l'impiego in
prima linea riservato all'area di Pinerolo, un centro di ventunmila abitanti
a circa trentotto chilometri a sud-ovest di Torino e collegato a questa da
una buona strada carrozzabile oltrech da ferrovia. Ci sono, poi, a Pinerolo,
oltre ad altre caserme, anche quella grandissima e ben dotata di attrezzature
della Scuola di cavalleria del secolo XVII, opera del Vauban, che
l'aveva costruita per ordine di Luigi XIV, re di Francia, e il castello, gi
prigione di Stato, dov'erano stati relegati la famosa "Maschera di ferro" e
il ministro Fouquet.
Anche i reparti speciali (artiglieria, cacciatori di carro, trasmissioni, genio,
sanit, guardie, artiglieria d'assalto, rifornimenti e l'autocolonna) cos stabilisce Hansen - devono essere preparati nella stessa zona, cio
non lontano dal confine francese e distanti, invece, da ogni contatto con gli
angloamericani. Sulla carta Hansen prevede l'invio di tre battaglioni in
prima linea, mentre tutto il resto verr impiegato in operazioni di polizia
antipartigiane: i battaglioni che, per dare un contentino a Mussolini, verranno
mandati ad Anzio e Nettuno saranno, invece, soltanto due, il Degli
Oddi proveniente dal nucleo De Maria, e il Debica, di sicura preparazione
e fedelt. Ma ecco le disposizioni del comandante tedesco della 1. Ital.
Freiw. Brigade. Le traduciamo pari pari perch interessante comprendere
la mentalit pratica con la quale l'ufficiale nazista le riassunse in due
paginette scarne e chiarissime.
Piano di lavoro
1) L'attuale Battaglione SS Debica - che ora diventa il I Battaglione del
10 Reggimento - viene vestito, armato ed equipaggiato di quanto necessario
a Pinerolo. Dopo il periodo di licenza, due settimane di manovre militari
sul campo d'addestramento, comprese esercitazioni di tiro al poligono.
Al termine del necessario addestramento il battaglione si dirige in marcia
d'addestramento a Torre Pellice [a 76 km da Pinerolo N.d.R.], vi lascia
una compagnia e prosegue con le restanti due compagnie in marcia da
69
combattimento, prendendo le misure di sicurezza, fino a Bobbio Pellice [9,8
km da 'Forre Pellice, a 735 metri di quota, N.d.R.], dove si accaserma. Pre,
parare postazioni di guardia forti e con criteri da combattimento. Eventual,

mente una compagnia pu fermarsi a Villar Pellice [tra Torre Pellice e


Bobbio, a quota 666, N.d.R.]. Sistemazione dei collegamenti tra Bobbio
Villar Pellice e Torre Pellice in accordo con il I Battaglione del 15' Reggi~
mento di Polizia di Torino.
2) I resti del Battaglione Milano - ora III Battaglione dell' Reggimento
-. Equipaggiamento, armamento e addestramento come al punto 1). Mar,
cia in formazione da combattimento con scelta di misure di sicurezza verso
Perosa Argentina [una cittadina a 77 km e mezzo da Pinerolo, in Val Chi_
sone, a quota 627, N.d.R.] - qui lasciare una compagnia (scuola e case
adiacenti). Continuare la marcia, sempre con misure di sicurezza, verso
Perrero [allri 8 km !Ji avanti, a quota 827, N.d.R.]. Alloggiamento nella
caserma degli alpini. Sistemazione dei collegamenti come al punto 1).
3) Il Battaglione Cuneo - formato da ufficiali e truppa abili al servizio di
guerra e tratti dai battaglioni di Cuneo ed Aosta - ora chiamato I Battaglione
del 2' Reggimento - deve essere armato ed equipaggiato a Cuneo.
Addestramento al combattimento come al punto 1) a Cuneo nello spazio di
tre setlimane. Alla fine dell'addestramento deve spostarsi nella zona di Pinerolo
negli alloggi del I Battaglione del l' Reggimento. N ella misura in
cui non sia stata portata a termine a Cuneo, un'altra settimana di addestramento
nella zona di Pinerolo con tiri ad armi caricate a pallottola.
Quindi marcia verso Perosa Argentina e da qui, in formazione da combattimento
con forti misure di sicurezza, verso Fenestrelle [a 75 km da Perosa,
sulla strada per il Sestriere, a quota 7.754, N.d.R.]. Qui alloggiamento in
quattro baraccamenti di pietra. Occupazione del forte di Fenestrelle con
una compagnia. Addestramento al combattimento come al punto 1), ed
inoltre sistemazione dei collegamenti.
4) Fusione dei Battaglioni Bologna e Trieste a Pinerolo. Equipaggiamento,
armamento, ecc. come al punto 1). Ora diventa il II Battaglione del 2'
Reggimento. Al termine dell'addestramento d il cambio a Bobbio al I Battaglione
dell' Reggimento. Il I Battaglione dell' Reggimento si mette in
marcia per il fronte Sud.
5) Il Battaglione Torino si porta a Pinerolo. Tutto come al punto 1) (ora
diventa il III Battaglione del 2' Reggimento). A Perosa Argentina ed a
Perrero d il cambio al III Battaglione dell' Reggimento. Il III Battaglione
dell' Reggimento va in impiego al fronte Sud.
70
, 11 J3o.uaglione pe1' imPiego speciale Monza (Viseui) si porri a Pinerolo
6) o la partenza del III Batla~lione del 2 Reggimento. T utto come al
dtlP to I). Il Battaglione ViscHi d i I cambio nella zona di Fenestrelle al I
pull aglione del 2 Reggimento. li I Battaglione del 2 Reggimento va al Bali
fronte Sud.
7) pi conseguenza in quel momento si trovano nella zona della Brigata: il Il Baltaglionc
del 2' Reggimento nella zona di Bobbio;
il I1l Ballaglion.e de.1 2 Reggime~to nella zona di Perosa Argenna, ccc.;
il Battaglione VISlll nella zona dI Fenestrelle.
8) Contempor~neamente alla prep~razione e al~'addestramento dei battalioni
di fantena devono esser creatt ed addestratI:
;) un Gruppo Artiglieria a Rivoli [sette chilometri a ovest di Torino, sulla
strada della Val di Susa, N.d.R.] con artiglieri dei Battaglioni Lecco e

Lucca.
b) un GnJ.ppo cacciatOli cm'TV a Pinerolo.
c) un Reparto trasmissioni (due compagnie) a Rivoli.
cl) un Batt(/glione Genio con una compagnia a testa a Piossasco [a 20 km a
sud-est di Torino, o. met m'ada per Pin erolo, quota 304, N.d.R.] e Cumiana
[a 8,2 km da Piossasco, quota 377, sulla strada per Giaveno, N.d.R.].
e) un Gruppo Sanit a Cavour [72 km e mezzo a sud di Pinerolo, N.d.R.].
O un Battaglione Guardie (due compagnie di militari non abili al servizio
di prima linea) a Pinerolo. Appena raggiunta la capacit d'impiego,
questo Battaglione d il cambio al Gruppo Contraereo arrivato dal Reich.
g) un Gruppo di cannoni d'assalto a Pinerolo.
h) servizi di rifornimento e autocolonna a Pinerolo.
9) Completamento dei nuovi battaglioni con l'arrivo delle reclute. Cambio
con i battaglioni pronti, che poi partono per il fronte Sud.
10) Trasporto delle armi pesanti al fronte (subito dopo la consegna dei
mezzi).
11) Costituire a Pinerolo due Stati Maggiori di reggimento. L'attuale Stato
Maggiore reggimentale va al fronte con l'attuale III Battaglione.
Firmato: Hansen 4
Il "decalogo" delle SS italiane
Nell'attesa che tutti questi spostamenti diventino effettivi affluiscono a Milano
i volontari SS dalla Francia del Sud (cio dalla ex-zona d'occupazione
71
italiana) mentre H immler (6 marzo 1944) stabilisce che gli italiani eh
hanno prestato giuramento al FUhrer e combattono nelle SS o nella Weh"t
machl possono ricevere tutte le decorazioni come i soldati tedeschi. Queu:
che, invece combattono con la Wehrmacht o con le SS, ma non hanno anc~
ra giura to, hanno diritto soltanto a q ueste: I) Eisernes Kreuz; 2) Deulsch
Kreuz in Gold; 3) Ostmedaille; 4) Kampfschilde; 5) Deutsches Adler Of!J r.
den; 6) Ehrenzeichen fur deutschen Volkspflege" s.
Una diSlinzion ben precisa e picna di pignoleria hc sottolinea cOme i
volontari ita li a ni nelle eh hanno dato la loro pa rola d'onore ad Adolr
H iII r siano a lulti gli cffclli solda ti tedeschi. TUili i tenta tivi. degli Organi
di a l di considerare questi uomini come apparlenenli in qua lche modo
a lle forze repubbJicane sono, quindi , non validi: il solco tra i due gruppi
in uperabile per la Slessa scelta idea le operata al momento dell 'arruola.
mento.
Anche l'uniforme che a mano a mano viene concretandosi nei vari bat.
taglioni chiaramente d'impronta tedesca: mostrine rosse tipo ar tiglieria e
Flak (poi diventeranno nere soltanto per gli uomini che si sono battuti in
prima linea), pantaloni rotondi (i Rundbundhosen), cinturone germanico
con agganciamento centrale, cappotti tedeschi, borsa viveri, maschera anti.
gas e munizioni germanica e gradi tedeschi, pur con segni distintivi _
un 'aquila su fascio littorio o lo scudo tricolore - indicanti l'appartenenza
al gruppo etnico italiano, cos come succedeva ai bosniaci, ai belgi, ai noI'.
vegesi, ai danesi , ai russi , ai galiziani , ai francesi ed agli altri volontari accolti
nelle file delle SS. L'inquadramento secondo la concezione teutonica,
la ta ttica dispiegata in zona operativa, il tedesco usato negli ordini ad alto
livello, la cerimonia del giuramento, l'iscrizione nei libri di arruolamento e

paga depositati negli archivi centrali delle SS a Berlino (che poi finiranno
come preda bellica nell'Archivio di storia cecoslovacco, dal quale non sono
ancora sta ti resi noti), le stesse canzoni (spesso, nelle cerimonie, la banda
reggimentale suonava la Prinz f.,'ugen Marsch e motivi comuni al soldato
tedesco, oltre all'inno delle SS ed a canzoni naziste) sottolineano questo carattere
speciale del gruppo italiano finito nelle unit dal teschio d'argento.
L'VIII Ballaglione SS italiana, giunto prima a Como e poi spostatosi a
Lecco (un centro importante dove si costruiscono parti della V 1 e della V
2 e, alla Fiocchi, si lavora 17 ore su 24 per mandare vagoni di munizioni
in Germania), comincia gi agli inizi di febbraio a stampare il suo periodico:
s'intitola "Onore" 6 e nel suo primo numero, apparso il 5 febbraio 1944
con i tipi della tipografia La Grafica, porta in prima pagina un neretto incorniciato
dal titolo chiaro: "chi siamo", e dal contenuto un po' equivoco.
una specie di decalogo, nel q uale si tenta di sfumare agli occhi dei lettori la
pienezza dell'abbraccio ai nazisti e contemporaneamente di citare Mussolini
. C' ancora qualche illusione, ma col tempo scomparir. L'incorniciato
dice testualmente:
72
CHI SIAMO
. italiani al cento per cento, non mercenari, non venduti a nessuno.
SlaJllO . . d" . . ,_ Siamo i traditi, siamo coloro che dopo mesI e mesI l nnunCia ~ pnva2 zioni, dopo aver sostenuto su tutti i fronti l'onore dei comb~tt1mento,
fummo abbandonati a noi stessi e gettati nelle mani del nemico.
, _ Siamo coloro che non hanno dimenticato i nostri fratelli morti.
3, _ Siamo coloro che nelle ore pi scure, quando un vento di follia suicida
4 travolse animi ed intelletti, minoranze di fede, si strinsero attorno ai
vessilli dell'Italianit e dell'Alleanza.
5' - Siamo i volontari della morte, decisi a lavare col sangue l'onta dei pi
vergognoso tradimento.
6' - Siamo soprattutto uomini pronti ad offrire la nostra vita alla Patria
affinch essa possa vivere e risorgere.
7' - Siamo i fedeli di ieri, di oggi, di sempre.
8' - Non siamo gli arricchiti e gli arrivisti, non abbiamo mai ricoperto cariche,
abbiamo fatto la guerra in nome dell'Italia che volevamo vedere
grande, sempre pi grande, ed in nome di questa Idea ci sentiamo fascisti,
nei vero senso della parola e siamo fieri di dichiararlo.
9' - Apparteniamo alla SS italiana, aristocrazia di fede e presto di valore.
tO' - SIAMO UOMINI DI ONORE.
Il periodico ha la sua redazione alla Caserma Sirtori, il vecchio distretto
militare in via Leonardo da Vinci, dove fino all'8 settembre c'erano gli
alpini, ed di retto dal tenente Italo Libero Guardone, accanto al quale
funziona come redattore capo il tenente Gian Paolo Posocco. Il tono alquanto
goliardico, ma fin dal primo numero si capisce che quei militari venuti
dalla Germania dopo un viaggio in tradotta durato sei giorni non hanno
avuto - cos come il battaglione approdato a Cuneo - alcuna fervida
accoglienza.
Stavo per .aprir bocca , scrive il caporale Mario Avancini, autore
dell'articolo di fondo che inaugura il giornale, per chiedere che cosa trovassero
di strano nella mia persona, quando un distinto signore, sulla quarantina,

profumato, ben pasciuto, mi si avvicin un po' tra l'indifferente ed


il guardingo, sorreggendo a mezz'aria un grosso sigaro con la mano inguantata.
Mi osserv ancora e poi:
Dimmi un po' - mi chiese - di dove vieni?
- Dalla Germania.
- Dalla Germania? - ripet lui meravigliato -. E come avete fatto
a tornare?
- Siamo tornati - gli risposi - perch abbiamo chiesto di continuare
a combattere per la noslra Patria.
73
Mi guard pensoso, con la mano inguantata che reggeva il .
mezz'aria e poi disse:
- Siete molti;J
- Per ora diecimila - risposi - poi verranno gli altri.
Il signore distinto, profuma to, ecc. sorrise tra l'ironico e il compa
vole e, ponendomi una mano sulla spalla, crollando il capo, disse:
- Siete in pochi!
Non risposi, sentii le mascelle contrarsi, mi ritrassi per non
contatto di quella mano viscida sulla mia di visa sporca, strappata, per
sentire il lordume di queIJa pressione sulla spalla. Il mio sguardo dov
sere, in quel momento, pi significativo e comunicativo di ogni parola,
ch il " distinto signore" se la "sq uagli" con un sommesso "buonasera",
S, vero purtroppo, siamo in pochi in confronto alla massa dei pa
dei vigliacchi, degli attendisti! Siamo in pochi ... ma buoni! .
Dal canto suo il sergente allievo ufficiale pisano Franco Ghiara d
pubblicazione un suo chiaro contributo "filosofico". Uccidere dice
sento draconi ano in proposito. Non si tratta di vendetta. L'u'mani~
l'assoluta necessit di evadere dal suo gran corpo malato molti,
rifiuti ... Rieducare l'uomo, magari riportando tutti su un medesimo
iniziale. Mozzare, stroncare i rami infecondi. Morte all 'Estensione!
mo il Numero e fondi amo le tre dimensioni dello Spazio in una sola:
f?ndit! Di convincimenti, sopra llutto. Non importa se r imarremo in
E preferibile un piccolo organismo sano a un gran corpo in putrefazione ,
. ~ 'arti~liere. 0nt~ni~ Pinna, un altro volontario SS, assicura che <d ' 111Iha
nmarra agh Itaham e scacceremo fuori dal nostro sacro suolo l'infalllt
invasore che semina la fame e la morte nelle nostre famiglie, mentre il ca.
poralmag;siore Aldo Puliti si cimenta nel settore poetico:
Vile Britannia a noi nemica cruda
Triste popol d'inetti e di vermi,
Che ci combatti con l'arma di Giuda,
Che fai strage di innocenti e d'inermi,
Non cantar vittoria; nel nostro mare,
Hai piantato trib di pellirosse;
Ben altre pene, di queste pi amare,
Pass l'Italia ma fede non scosse .
Poi c' un tale < Il vostro Servente) che tenta l'umorismo in chiave
bellica in una Dichiarazione d'amore di un artigliere, Il primo numero
forse st ato preparato in grande fretta e senza molte idee oppure si pern:
esso che gli animi si sfogassero. Non c' altra spiegazione per tanta misena.

Il testo indica chiaramente la levatura dell'autore:


.. Signorina, !o son.o pe~zo. ~er ~o i , il percus~o:e vostro sguardo, i nc~,
le cariche dt [ancLO del miei bacI. Quando VI Inquadro nella pwstnna
dl.fI tmometrica dei mi i occhi sento che il mio cuore sussulta tanto che sono
dll.l S(T ettO ad apph'carg lJ' 'I1 congegno n 'd ultore de [ n'n cu [o .
cOS I motton.i eqtlilibratori del mio spir ito ~i innestano al~a cu~aua ~ella v?anima
e i !la nciano ver o la volata fma le del matrimOniO. DIO vogha
~: la vosu'a bocca da fuoco sia rigata da q. ual~he lacrin:a p~r ~e.
ignorlna, io non ho alcun falsosco~o, 11 mio ~ore e oblellwo. In ~og n o
. appa rso il vo tTO volt cinlO da mille rose dI lLro e da a llora la Ima den/~
azione magnetica verso di Voi sensibilmente aumentata.
c 1(1 n mio cuore orma i, g.l lmto a II' a l lezza dl' SCOPPIO. .
Come vorrei slittare dolcemente nella culla delle Vostre braccia!
Signorina, lasciate che Vi metta in balleria. Non dovrete credere che il
mio amore per Voi sia il solito colpo fa sullo.
Prima di aprire il fuoco della mia passione ho centrato tutte le bolle del
cuore. . .
Fate che questa sera, sotto la luce della stella Polare, possa onentarmz
parallelamente. a Voi . . . . . , , . ..
Nei numen succeSSIVI il tono dlventera un po meno dilettantistiCO, ma
chiaro che il gruppo abbandonato a se stesso, non ha direttive. I soldati
del battaglione vengono portati a consumare il rancio nelle mense aziendali
e il fotografo eterna con un'inquadratura squallida di gente seduta a tavola
l'episodio di cameratismo >l. Il battaglione fornisce anche una squadra di
calcio che gioca alcune partite, ma poi quella parentesi di confusione si
chiude e 1'11 marzo "Onore" annuncia che prossima la partenza. Per dove?
Non certo per il fronte, che sembra paradossalmente un regalo tra'ppo
bello. Ma come se fosse proprio cos, le donne repubblicane di Lecco consegnano
la band.iera al Battaglione, un sacerdote la benedice, i reparti sfil ano
rientrando in caserma prima di spostarsi a Como per salire sul treno
che li porter in Piemonte. I propagandisti delle SS - che appena arrivati
in citt hanno provveduto a lorda re il monumento a Garibaldi scrivendovi
sopra in vernice Heil Hitler! - hanno distribuito in giro ed anche alla
gente che guardava la sfilata manifesti da affiggere sui muri, ma la maggior
parte li ha buttati via. Il giornaletto dei volontari, che uno dei sacerdoti
pi coraggiosi di Lecco, don Filippo Spina, ha .definito indegno dal pulpito,
invitando quindi i fedeli a non leggerlo, si chiude perci con una minaccia:
Siamo in possesso d'un significativo elenco di cittadini lecchesi i
quali si sono tenuti in dovere di non esporre o affiggere quei manifesti
stampati in occasione della suggestiva cerimonia avvenuta venerd 10 corrente.
Di questi farabutti ce ne ricorderemo!!! l> .
Lo stesso atteggiamento ostile verso questi volontari passati ai nazisti
venuto subito fuori anche a Casale, dove si trova il VII Battaglione Waffen
Miliz comandato dal maggiore Michele Michelini: quasi settecento uomini.
75
I mugugni devono essere tanti che un certo Arturo Pettenati il 15 gennaio
1944 scrive in proposito un corsivo sul "Lavoro Casalese", un foglio fasci.
sta che esce in q uella citt del Piemonte.
Ancora oggi, ad oltre un mese dal loro arrivo a Casale", dice Pettenati

nel suo italiano traballante, vi sono molti casalesi che hanno un concetto
errato sui militi del Battaglione Milizia Armata "SS". Eppure costoro
hanno sempre tenuto un contegno ineccepibile, e nulla hanno fatto per me.
ritarsi qualifiche non appropriate.
[ ... ] Essi [ .. . ] hanno saputo resistere a tutto e ora non anelano che al
momento in cui potranno essere impiegati e fremono d'invidia quando ap.
prendono le imprese di altri italiani, pi fortunati come "0' Scugnizzo"[un
sollotenente fascista che alla fine di dicembre del 7943 operava contro gli
angloamericani a Napoli, N.d.R.] compiono nelle terre invase.
Ma essi sanno pure benissimo chi sono coloro che credono diffamarli
diffondendo vociferazioni e calunnie sul loro conto: sono coloro che hanno
sempre tradito il fascismo e la Patria giocando una doppia partita, sono gli
imboscati di tulli i tempi che nascondono la loro imbelle vigliaccheria sotto
l'egida di giuramenti da mantenere e che si fingono disgustati degli errori
altrui. Sono quei giovincelli ben lustrati dai cappelloni a larghe falde o dai
lunghi ri ccioli, che temono di dovere sottostare alla dura ma virile disciplina
militare. Sono gli illusi che credono al verbo d'oltre atlantico e alle ipotetiche
facili ricchezze che una invasione anglo-americana apporterebbe.
Sono coloro che volutamente chiudono gli occhi dinnanzi al pericolo bolscevico.
Sono le zitelle isteriche che sperano di essere sessualmente riabilitate
da certi orrori d'invasione, fidando nel facile gusto di americani, di a ustraliani
e di ottentolli. Sono tutti gli snobbetti provinciali il cui mondo illumina
to da sigarette americane, la cui fonte di vita un Wiscky and Soda,
la cui letteratura fondata su Steinbeck o Caldwell. Sono tutti coloro, infine,
che per qualsiasi motivo attendono gli anglo-americani e non si preoccupano
della Patria invasa, dell a citt distrutta, delle donne violate, dei
bambini ra piti, dei beni manomessi , di tutto il sangue versato nei secoli per
la nostra libert.
Di fronte a costoro si ergono i Militi delle SS italiane, puri cava lieri di
un grande ideale, continuatori delle tradizioni Garibaldine, con le loro divise
che conoscono il fango d'Albania, le nevi delle pianure Sarmatiche, le
sabbie dei deserti africani, con il cuore grandissimo che pulsa solo per la
Pa tri a.
Quei Militi che i veri Italiani, e molti per fortuna ve ne sono anche in
Casale, hanno avvicinato e hanno saputo apprezzare tanto che molte famiglie
non hanno esitato a mandare tra loro i propri figli, quali volontari nel
Battaglione SS" 7.
Il linguaggio di Lecco e di Casale comune, e nasconde l'amarezza di
non aver riscosso la solidariet della gente, che li sente estranei e manifesta
76
. differenza se non disprezzo,. come ad sempio ad Acqui , dove c' di guarI~
giolle una compagnia del VII Ba ttaglione di stanza a Casale. In mezzo a
I1 l1cst'atmo fera gelida, nel COl' o di un inverno particolarmente rigido, gli
qrtiglier i di Lecco as ieme a quelli di L ucca raggiungono Rivoli Torinese,
j!, lllll re i volon ta ri che a ppartenevano a lle compagnie del genio partono per
~iossasco e Cumiana, due centri pure non lontani dal capoluogo torinese.
Rivoli c' gi la scuola a llievi uffi cia li della Guardia Nazionale Repubblicana:
la comanda il tenente colonnello Ettore Lucas. Ma i volonta ri SS
fanno vita a s, stretti nella disci plina germanica che non lascia spazio aUa

fan tas ia. Il loro giorna letto non esce pi, mentre continua ad apparire a
Cuoeo clando fastidio a i fascisti. Il 17 maggio 1944, con lettera di Giorgio
Almirante, il ministero della Oultura Popola re comunicher che il periodiCO
" Folgore" non autorizzato e inviter il Prefetto a vietarne l' u!teJ'orc
pubblicazione 8. Sar un ~pisodio a ~ argin e .perch, ~ome racc.ontere~o: l~
propaganda delle SS italiane, come e prescntto per I volontan stramen di
tutte le nazionalit, sta per essere centralizzata con un proprio settimanale
ideato e stampato a Milano.
Il Battaglione Davide: partigiani nazisti
Mentre Himmler pi azza a Gargnano a protezione (e sorveglianza) di
Mussolini un suo complesso d'artiglieria contraerea (la Flak-Abteilung
Kommando-Stab-Reichsfuhre1"-SS), in Piemonte nelle file delle SS avviene
qualcosa d'incredibile. Siamo a Torino, nella centrale via Roma, sono le tre
del pomeriggio del 12 marzo 1944. Quattro ufficiali della Guardia N azionale
Repubblicana, gruppo Carri Leonessa, vanno a passeggio - sono i
sottotenenti Gianfiliberto Tiloca, Nicola Sanfelice, Valerio Cappelli e Giuseppe
Soncini - e notano un gruppo in uniforme militare italiana da paracadutista,
con una fascia tricolore al braccio sinistro, che si comporta
stranamente. Si avvicinano, chiedono i documenti a quelli che li circondano
e, come i cowboys, posano la mano sulle fondine da cui spuntano le loro
Beretta. Siamo ribelli ", dicono, e si mettono a sghignazzare quando gli altri
li invitano al Comando militare tedesco che l vicino, all'Albergo Nazionale.
Noi non riconosciamo la vostra autorit ", dicono agli ufficiali.
Sono in sedici e soltanto dopo un lungo parlamentare vanno al posto di
polizia tedesca. Qui dicono di aver fatto parte di bande di patrioti" di
stanza nelle province di Cuneo ed Asti e di essere attualmente alle dipendenze
di un reparto delle SS germaniche. Non riconosciamo l'attuale governo
della Repubblica Sociale", aggiungono, odiamo i traditori fascisti e
vogliamo combattere contro di essi ".
Tra lo sbalordimento dei quattro ufficiali, il collega tedesco di servizio
al posto di polizia conferma che vero: quelli sono ribelli che hanno stipu77
lato un accordo con il Comando SS di .venaria Reale, alla periferia di
rino, e l'accordo prevede l'impiego di essi per la formazione di reparti armati
alle dipendenze dirette del Comando germanico. Gli ufficiali insistoll
per una pUfil.z l.O ne e l' a I tro fl.s pon de di non poter procedere disciplioil'rO.
mente perch elementi di utile impiego qualunque sia il loro senti
politic~, impiego utile e diretto del Comando tedesco 9. Il Comando deIii{
l' LegIOne della CNR segnala il fatto sia alle Autorit germaniche che
quelle repubblicane e sta rubricando la pratica quando scoppia un alt~
clamoroso incidente, incomprensibile agli occhi dei seguaci di Mussolini.
Un gruppo degli stessi " patrioti" armati sta camminando a Torino in
piazza San Filippo quando scorge - sono le selle e mezzo di sera del 20
marzo 1944 - un camion pieno di fascisti . Abbasso il duce , si mettono a
gridare morte il governo fascista! , e puntano le armi . Uno d un col.
po di moschetto alla tempia di un milite, che non reagisce. Il duce un
brigante~, gridano ancol'a. Dobbiamo liberare l'Italia dai fascisti e dagli
inglesi >I. Con la pelle dei fascisti faremo tamburini per suonare la marCia
funebre a Mussolini",. In altre parti della citt altri gruppi di "palrioti"

gridano e schiamazzano. In piazza Sonzini, cio nella piazza intitolata ad


un fascista ucciso negli anni Venli all'avvento delle camicie nere, cambiano
il nome sulla larga e al pOSto di quelJo del morlo fascista scrivono " Lenin.,
Solite denunce da parte della CNR firmate dal comandante provinciale te.
nente colonnello Giovanni Cabras l0, ma i ledeschi non dnno spiegazioni.
Sullo Strano episodio cala il silenzio dell autorit: una luce in proposito
verr pi lardi, e ne parleremo anch noi.
Intanto, tre giorni dopo, nel tardo pomeriggio, arriva a Torino per tele.
scrivente da parte del comandante di Roma una notizia terribile. Dice:
,,75.45 Uhr wurde in dm' ladt auf eine dUl'chmarschiel'ende Kp. des Polo
Bll. Bozen III ein Anschlag mil Bomben und Handf euerwaffen ve'rubI. DI'c
Kp. hall e dc/bei 32 Tate und 54 Verwundele. TtiLer Iwnnlen nichl gelaSSI
werden . Als uhnerrUlssnahme werden am 24,3 320 ha/iener (BadoglioAnhtJ.
nger und Kommuni ten) erschossen . Alle 15.45 statO compiuto un at.
lentato con bomb e fuoco di armi portatHi contro una compagnia in marcia
del terzo Ballaglione di Polizia "Bo)zano". La compagnia ha avuto 32
morli e 54 feriti. I colpevoli non sono stati cattul'ati. Come rappresaglia il
24 marzo verranno fucilati 3'20 italiani ( eguaci di Badoglio e comunisti) ",
11 giorno dopo, sempre nel lardo pomeriggio, un altro messaggio per telescrivenle:
Deulsche Kommandant, uon Rom: als Siilme fUI' den Bombenanschlag
am 23.3 wll"den am NachmiUag 328 in Hafl bef indliche Badb,
glio-Anhanger und Kommunislen erschossen , Comando tedesco di Roma:
come punizione per l'attentato terroristico del 23.3 nel pomeriggio sono
stati fucilati 328 seguaci di Badoglio e comunisti che si trovavano in carcere
12.
In quello stesso pomeriggio, a Venaria Torinese, nella ex-caserma del
78
Artiglieria, il Battaglione Volontari Partigiani - sono circa sellccento
5 1ini vesli ed armati dalle S tedesche, e di essi fanno parte quei grup1I?nd1e hanno manifestato a Torino gridando che con la pelle dei fascisti
pl ebbel'o ratto tamburi pel' ritmare la marcia funebre a Mussolini - giuIIvnr O fedell a lla Germal1"la nazista a Il a presenza dI' un genera l e germam'c o
r~rivato da Torino. La formula - segnala Raffaele Castriotta, maggiore
lIel1eraJe ispeuore della Guardia Nazional Repubblicana - pressappog
la segu nte: "Giuro di essere fedele ad Hitler e d'i combattere a fianco
:Ue truppe germaniche con fedelt ed onore per la nuova Italia. Viva Hitler
- Viva l'Italia! 13. Poi, sciolte le file e messi in libert, i "partigiani
SS" sciamano verso le uscite. Alcuni prendono delle scale e scalpellano sulle
targhe murali del paese l'indicazione di "Piazza della Repubblica"messa
dai fascisti. Altri gruppi, saliti sul tram che porta a Torino, cantano "inni
. . " sovversIvI .
Castriotta non lo pu sapere: ma quelli sono un battaglione che diventer
famoso, il Battaglione d'assalto Davide (dal nome del suo comandante,
un capitano gi partigiano passato il 7 marzo ai tedeschi), che sar incorporato
- come tanti altri volontari italiani - nelle formazioni di polizia
SS. Tutto strano. "Davide" ed i suoi hanno giurato fedelt prima alla repubblica
di Sal e poi a Hitler. L'SS-Obersturmjuhre7' Grieser del preSidi?
di Asti tiene i contatti con il gruppo, cui ha fornito un lasciapassare, armi,
uniformi, denaro e sigarette; e il gruppo si muove spavaldo, tra lo stupore

della gente, anche in mezzo alle formazioni nazifasciste.


Una parte di questa banda che operava sulle colline dell' Astigiano, del
Cuneese e dell' Alessandrino (Canelli) finir verso la fine della guerra a fare
la guardia, in una compagnia di SS italiane, alla Risiera di San Sabba
di Trieste, l'unico Lager con forno crematorio esistente al di qua delle Alpi,
nel quale i nazisti bruceranno oltre tremila persone. I tedeschi hanno
metodi spregiudicati, non guardano tanto per il sottile, i conflitti "diplomatici"
con il governo satellite di Sal non li turbano. Lasciando mano libera
alle intemperanze di queste centinaia di giovanotti (i nomi di 42 di essi si
trovano tra gli allegati di questo libro) se li sono accaparrati: poi lo spostamento
in altre sedi e un giro di vite nella disciplina rimetteranno tutto a
posto.
II capitano Davide dei volontari partigiani - dice un'altra segnalazione
dei fascisti - si autopromosso tenente colonnello ed ha promosso tutti
i dipendenti al grado superiore. In una frazione vicina a Venaria, cio
ad Aitessano, c' il comando del Raggruppamento allievi piloti repubblicani.
Parecchi di questi, quasi affascinati dalla libert e dai mezzi dei giovanotti
protetti dalle autorit tedesche, si sono presentati ai nuovi "patrioti"
per arruolarsi e, pur non avendo il titolo di studio, sono stati automaticamente
promossi sottotenenti. Si parIa di un premio d'ingaggio di lire
79
12 mila, e i fascisti, sapendo che il denaro fa sempre miracoli tra i merCe_
nari, sono assai preoccupati 14.
Sono accaduti anche altri fatti. Uno degli ufficiali di questo strano battaglione
di volontari SS, il sottotenente Alberto Lelio, accompagnato da Un
sergente maggiore con il moschetto in posizione di difesa, entrato nei
locali del Fascio repubblicano di Venaria ed ha chiesto al gerarca locale di
cancellare dallo stemma del partito la parola "fascio". Il gerarca ha detto
no e allora i patrioti l'hanno fatto con le proprie mani 15. Alla sera, alle
21.30, un altro gruppo d la scalata alla torretta del gruppo rionale per
asportare le insegne del fascio. Un fascista d l'allarme e interviene un ufficiale
tedesco che ordina ai "patrioti" di stare buoni e di tornare in caserma.
Come nel copione di un film, i "patrioti" raffreddano i loro ardori e
obbediscono.
I tedeschi sanno che si tratta di elementi imprevedibili, difficili da COntrollare.
Ma hanno molta pazienza in vista di come impiegheranno questa
gente. Come se non bastasse quanto hanno gi combinato, il 31 marzo, calate
le tenebre, cinque di questi "patrioti" penetrano nella cascina
dell'agricoltore Giuseppe Sra, in Strada Altessano 70, e, spianate le armi,
eseguono una rapina in piena regola arraffando tutto quello che trovano.
Alcuni militi della CNR se ne accorgono e intervengono. Tre dei rapinatori
fuggono, due vengono catturati dopo un fitto scambio di fucileria e di
lancio di bombe a mano. Sono Michele Camoletto, di Domenico, di 21 anni,
nato e residente a Torino, e Albano Santin, di Remo, di anni 19, di
Riano Polesine, in provincia di Rovigo. Indossano l'uniforme di paracadutista,
hanno le mostrine tricolori, sono armati di moschetto, e fanno parte
del 10 Battaglione d'assalto Patrioti Davide. I fascisti li consegnano ai tedeschi,
che se li riprendono senza fiatare 16, come figlioli prodighi che tornano
all'ovile.

Ma non basta ancora. AI cinema di Venaria proiettano un Giornale


Luce nel quale appare Mussolini. Gli allievi piloti di Altessano applaudono,
ma i volontari SS - come informa un notiziario della CNR - presentatisi
alla biglietteria, impongono al proprietario che la pellicola sia
tol ta immediatamente dalla circolazione e reclamano ,da consegna di essa
sotto la minaccia di bruciare immediatamente il cinema. La pellicola
stata consegnata ed stata bruciata dai partigiani in pubblica piazza.
La 7' Brigata d'assallo volontari italiani
Himmler viene informato di questi fatti, ma non batte ciglio: egli ha sempre
disprezzato, tranne rare eccezioni, i fascisti italiani non condividendo
l'ammirazione, ma senza mai esprimere questo sentimento, che il Fuhrer
porta verso Mussolini. un imprevedibile anche lui, e forse proprio per
80
questa sua qualit riuscito a creare una milizia ch~, per la sua durezza e
la sua determinazione, lascer il segno nel tempo. E l'uomo che, pur con
tutti i problemi che lo circondano, trova il tempo di esprimere idee
sull'imbottigliamento delle acque minerali in una corrispondenza con il
generale Oswald Pohl, capo dell'Ufficio generale dell'amministrazione ed
economia delle SS; che si fa inviare un rapporto sul mausoleo di Teodorico,
re dei Goti, a Ravenna; che fa acquistare bottiglie termiche per darle in dotazione
ai reparti; che autorizza esperimenti ad Oranienburg per costruire
bombe con l'involucro di ceramica; che s'interessa alle prove per preparare
cibi condensati per le SS; che gi predispone le misure per far rientrare in
Germania manoscritti rari tedeschi dall'Inghilterra, alla fine della guerra
; che fa studiare la possibilit di concedere licenze ai soldati nel periodo
in cui la moglie pu concepire ; che legge con interesse un rapporto dal
quale si potrebbe dedurre che la gente che scrive con la sinistra ha inclinazioni
omosessuali ; che ha fatto trasferire bambini della Carniola (Oberkrain)
al Verein "Lebensborn" e.v. al numero 3-7 della Herzog Maximilianstrasse
di Monaco per farli educare nell'ideale germanico; che pensa di
costruire una centrale dei Lebensborn nella quale far confluire il prodotto
(cio i bambini) di 400 mila o pi donne sposate; che tiene un'agenda
nella quale, pignolescamente, in inchiostro verde, scrive la data, il soggetto
della conversazione e il nome della persona che ha chiamato o da cui stato
chiamato al telefono 17.
Il comportamento degli ex-partigiani italiani dell' Astigiano, dell' Alessandrino
e del Cuneese incorporati nelle SS non molto dissimile da quello
dei cosacchi e degli ucraini che accettarono di servire all'ombra della bandiera
con la croce uncinata. I comandi delle SS adottano verso queste unit,
cui affideranno in seguito servizi estremamente ingrati, un codice speciale
che gli stessi fascisti pi infuocati non riusciranno mai a comprendere.
Perci quando il Battaglione Davide lever le tende per altri lidi, cio per i
campi di addestramento, tireranno un sospiro di sollievo.
il tempo in cui con l'ordine del giorno (Tagesbefehl) n. 63 il capo di
S.M. delle Ilal. Freiw. Legionen, SS-Slandartenfuhrer von Elfenau, comu~
nica che l'ex-ispettore della milizia universitaria a Roma, Ceneralmajor
Piero Mannelli, stato nominato, con l'assenso del comandante delle Ital.
Freiw. Legionen, SS-Obergruppenfuhrer und Ceneral der Waffen-SS Karl
Wolff, Inspekteur der Freiwilligen- Werbung in Italien , cio ispettore

dell'intero apparato degli arruolamenti dei volontari SS in Italia. Il Ceneralmajor


si installa a Bergamo [poi negli ultimi mesi della guerra si sposter
a Valmadrera, alle porte di Lecco, e, pur restando sempre nell'ombra,
svolger un'attivit estremamente importante per le SS. Come previsto dalle
norme che regolano la vita di questo esercito di miliziani, egli responsabile
di fronte al Reichsfuhrer-SS, controlla, tra l'altro, tutta la corrispondenza
diretta ai singoli reparti (ed anche in partenza)] e dirige l'attivit dei
87
centri di arruolamento, oltre una trentina, aperli nell'Italia centrosettentrional
e, coordinando l'affluenza delle reclute al deposito centrale di Cremona
18.
Conlempor.:meameme a questo annuncio, ma in segreto, l' '-Obergrul>
penfiih1"er Wolff dirama il codicillo all'ordine di allestimento relativo
all'ordine del giorno n. 282/56 (g) del 9 febbraio 1944 per la formazione
della l' Brigata d'assalto delle legioni dei volontari italiani ", Nacht7'ag
zum Aufslellung.l'be.fehl V.S. 'l'gb. Nr. 282/ 56 (g) wom 9.2.7944 fil1' die 7.
Slllnnbrigade der Ital. Freiw. Legl:onen. una svolta nel processo di sviluppo
degli uomini che si sono arruolati nelle Ss. Ora i battaglioni dei vo10m ari l'accolli in Legioni diventeranno unit operativa secondo gli schemi
previsti a Berline e non verr pi concessa alcuna deroga alla sua form azione.
l volontari non lo sanno ancora: si stanno facendo le ossa contro i
partigiani e pagano con mOrLi e feriti il loro slancio di dedizione al naziSOlO.
Si tratta di organizzare un comando di brigata, due reggimenti di fanteria,
due batterie di cannoni d'assalto, gruppi d'a rtigli ria, di contraerea, del
gen io' e via dicendo e di fornire a tutti questi reparti uniformi omogenee,
veicoli, armi e addestramento. Wolff chiede he ogni fine settimana venga
riferito in merito a von Eifenau e che, lll1a volta al mese, il comandant
della l ' Brigata d'assalto o il suo capo di Stato Maggiore si pre enti personalmente
a lui.
La Brigata vien programmala minuziosamente, con riferimenti a disposizioni
e documenti che non fanno parte della pratica burocratica
deU'eserci~o italiano; noi le riassumeremo per renderla piu comprensibile.
La Sturmbl'igade (Brigata d'assalto) sar omposta da : ...
_ uno Stato Maggiore (motol'zzaLO) comprendente una compagnia di sicurezza
(un gruppo t'Omandanli , un ploLOne motociclisti, un plotone semoventi
cacciatori di carro, un plotone trasmissioni), un plotone di arLigl ieria
contraerea (mitragliere da 20 mm), una comp.agnia di veicoli blindati
(Volkswagen) da esplorazione, un gruppo di polizia militare motorizzato);
_ due reggirn(lnti di fanteria (motorizzati), ciascuno dei quali comprendente
uno taLO Maggiore reggimentale (mot.) una compagnia comando
(mol.), una compagnia pesante (mol.) e tre battaglioni di fanteria (Stw'mba,
nne) (mol.), a loro volla costituiti ognuno da un comando di battaglione
(moL), due gruppi di mitragliatrici leggere (moL), due gruppi di mortai
medi (mol.), tre compagnie mi le (SWrme) (mot.);
- due ballerie di can.non.i d'assallo (motorizzate);
_ un gruppo di semouenli cacciaton' di carro (motorizzato) comprendente
un comando (mol.), due compagnie di cacciatori di carro (moL), una com
pagnia pesante di cacciatori di carro (mol.);
_ un gruppo di altiglieria contraerea (motorizzato) comprendente un co'

mando (mol.), una batteria comando (molo), due batterie da 8,8 cm (su au'
82
totreno), una compagnia da 3,7 cm (su autotreno) e un reparto di artiglieria
leggera (20 tonnellate) (motorizzato);
_ un gruppo di artiglieria (motorizzato) con un comando (mot.), una batteria
comando (mot.), tre batterie di obici leggeri (su autocarro) e un reparto
di artiglieria leggera (20 tonnellate) (motorizzato);
_ un battaglione genieri (motorizzato) con un comando e una compagnia
comando (mot.), una compagnia telefonisti (mot.), una compagnia radio
(mot.) e una sezione trasporti (mot.);
una compagnia di sanit (motorizzata);
due plotoni di mbulanze;
una compagnia officina (motorizzata);
una sezione autocarri pesanti (60 tonnellate);
una sezione autocarri pesanti per trasporto materiali (50 metri cubici);
un ufficio sussistenza (motorizzato);
un plotone panettieri (motorizzato);
un plotone macellai (motorizzato);
un ufficio posta da campo (motorizzato).
Una unit 19 quindi, particolarmente agile e con una carica di aggressivit
non comparabile ai reparti che si erano visti fino a quel momento nelle
file dell'esercito italiano. Essa destinata ad agire con notevole capacit di
autonomia sia nelle operazioni di polizia (rastrelIamenti di bande partigiane)
che in linea (in azioni di movimento o di temporanea difesa di caposaldi).
L'alIestimento di questo gruppo motorizzato solIeticher particolarmente
lo spirito avventuroso di molti tra coloro che si erano arruolati nelIe
formazioni repubblicane, destinate, com'era logico, a rimanere sempre in
seconda posizione nella dotazione di mezzi da combattimento forniti esclusivamente
dai tedeschi, con il loro beneplacito. Ci saranno tentativi di diserzione
e di passaggio dai gruppi fascisti a quelli dei volontari SS, ed allora
von Elfenau diramer un ordine al comando della 7. Sturmbrigade
Ital.Freiw.Legionen a Pinerolo, dov' gi in corso il trasferimento dei vari
battaglioni sparsi in tutta l'Italia centro-settentrionale. Il messaggio molto
diplomatico, per non offendere la sensibilit delle autorit mussoliniane.
Nell'interesse del rafforzamento delI'autorit statale italiana, dice testualmente,
<da 7. Sturmbrigade [tal. Freiw. Legionen pregata di ordinare,
in linea di massima, alle unit sottoposte di rendere noto che i disertori
dell'esercito italiano non troveranno accogli'enza nelle nostre Legioni, ma
verranno, invece, rinviati ai competenti comandi militari per il conseguente
processo 20.
In linea di massima si dice: qualche volontario che lascer le formazioni
di Sal perch scontento verr accettato, come si era fatto, per altri
scopi, con i settecento del Battaglione Davide. Ma non si dar alcuna pubblicit
al fatto: tutte le operazioni che riguardano le SS italiane rimarranno
83
sempre cin:ondale da l ma simo silenzj~. Un ~ilen zio c~s ~itt~ che la ma~gioI' parte degli italia ni che yjs ero quel tempI nel lcm lOrtO I.talo-germa ntco
nemmeno i accorsero che VI. erano ml. g l"la la (lI' connazi'.0 11 alt che po.rtava no I mostrine rosse sui ri svolti della giubba ed av vano gIUrato fedeJta proprio

a Hitler.
Sangue nel Canavese
CAPITOLO V
CAL USO E CUM IAN A:
57 OSTAGGI TRUCIDATI
II 20 marzo 1944 un autocarro militare parte da Aosta e punta, lungo la
strada tortuosa della Valle, verso Vigevano, dove lo aspettano prima di
mezzanotte. pomeriggio avanzato, si approfitta delle tenebre per sfuggire
ai mitragliamenti aerei. Arrivato in fondo valle, ad Ivrea, invece di prendere
la grande strada che porta a Vercelli, l'autista sceglie quella, secondaria,
che conduce a Chivasso, sulle rive del Po. chiaro' che vuole seguire gli itinerari
meno battuti . Ma, a circa 500 metri da Caluso, sullo stradale per
San Giusto Canavese, un gruppo di ribelli spunta da ll'oscurit e blocca il
camion: sono circa le 21.
I militari sull'autocarro sono volontari SS dell 'XI Battaglione Milizia
Armata arrivato ad Aosta dalla Grecia alcuni mesi prima al comando del
primo seniore della Milizia fascista Gilbf:rto Fabris. L'autocarro viene dirottato
verso le Valli di Lanzo, dove si trova il comando dei ribelli. Dieci
giorni dopo alcuni militi del distaccamento della Guardia Nazionale Repubblicana
di Lanzo trovano, tra Germagnano e Traves, sulla strada che
porta in Val di Vi, sei corpi. Sono quelli dei volontari SS partiti da Aosta
e mai arrivati a destinazione. Si chiamano:
1) sergente maggiore Ugo Trezzi, di Francesco e di Teresa Cappelli, nato
il 10 aprile 1901 a Rivolta d'Adda (Cremona) e residente nella stessa
localit;
2) sergente Silvestro Peviani, di Alessandro e Clorinda Granata, nato il 2
aprile 1910 a Corte Palasio (Milano) e residente a Cremona, in via
Milazzo 9;
3) soldato Francesco Cauzzi, di, Emanuele e di Adele Chiotto, nato il 17
settembre 1914 a Ca' d'Andrea (Cremona) e residente a Derovere
(Cremona);
4) soldato Giuseppe Perozzi, di Cesare e di Ida Pecorini, nato a Piacenza
il 26 marzo 1911 e residente a San Rocco al Porto (Milano);
5) soldato Angelo Strepparola, fu Domenico e di Cristina Mondonico, nato
85
il 24 settembre 1914 a Rivolta d'Adda (Cremona) e residente nella stessa
localit;
6) soldato Biagio Bonera, fu Angelo e di Luigia Gambaldi, nato il 16 maggio
1910 a Cortemella (Brescia) e residente nella stessa localit.
In seguito a ci ", seguiamo la descrizione dei fatti nella relazione 1 inviata
il 15 aprile 1944 al ministero degli Interni - Gabinetto - Sede
Nord e alla direzione generale della P.S. mussoliniana a Valdagno dal capo
della provincia di Aosta, dr. Cesare Carnazzi, il Comando Tedesco di
Polizia di Torino, affinch non rimanesse impunito un s grave misfatto,
richiese la fucilazione di sessanta ribelli, ridotti poi a soli 16".
Quattro vengono prelevati dalle Carceri Giudiziarie di Ivrea e dodici
da quelle di Torino. Si chiamano:
1) Luigi Finco, di Giacomo, classe 1924, residente a Strada Settimo Regione Barca (Torino);

2) Guido Sra, fu Biagio, nato il 15 luglio 1910 a Torino e col residente;


3) Gino Petrone, di Domenico, nato a Foggia il 16 febbraio 1916, residente
a Rodello d'Alba (Cuneo);
4) Mario Datrino, fu Giovanni, nato a Pertengo Vercellese 1'8 agosto
1900, residente a Cigliano Torinese;
5) Mario Graziola, fu Secondo, nato a Lessola (Vercelli) il 2 novembre
1904 e col residente;
6) Giovanni Fellini, di Giuseppe, nato a Tuturano (Brindisi) 1'11 novembre
1922 e col residente;
7) Chiaffredo Carignano, di Chiaffredo, nato il 7 novembre 1922 a Bibbiana
Torinese e col residente;
8) Giuseppe Gaia, di Gabriele, nato il 7 febbraio 1923 ad Abbadia Alpina
(Torino) e residente a Pinerolo in via Mollere 5;
9) Pietro Carpanese, di Silvio, nato a Parigi il 10 agosto 1925, residente
a Torino in via San Donato 23;
10) Romolo Maccari, di Modesto, nato a Binasca (Torino) il 13 febbraio
1924 e residente nello stesso paese;
11) Carlo Varson, di Adolfo, nato a Trieste il 28 novembre 1923 e residente
a Torino in corso Duca degli Abruzzi 2;
12) Emilio Cavallero, di Rodolfo, nato a Calcutta il 22 settembre 1922,
senza fissa dimora. L'ultima - dice il documento fascista - risulta in
via Madama Cristina 80 a Torino;
13) Aldo Porta, fu Enrico, nat~ a Torino il 19 gennaio 1922 e residente
nella stessa citt in via San Secondo 47;
14) Donato Bottero, di Lorenzo, nato a Mondov (Cuneo) 1'8 luglio 1924 e
residente a Chivasso (Torino) - casello ferroviario n. 20;
15) Giovanni Maccari, di Lazzaro, nato a Pinasca (Torino) 1'8 giugno
1924 e col residente;
16) Antonio Cenna, di Flavio Caro, nato a Crescentino (Vercelli) il 18
febbraio 1925 e col residente.
86
I quattro di Ivrea vengono prelevati dal carcere gi al mattino, portati
lungo il muro esterno del cimitero e obbligati con pale e picconi a scavare
lunghe fosse. Gli altri, tutti legati quattro a quattro con una catenella, arrivano
un'ora prima dell'esecuzione dalle "Nuove" di Torino su una vecchia
autocorriera della Questura che serviva a raccogliere le prostitute ed i
pregiudicati durante le operazioni di polizia degli Anni Trenta. La corriera
aperta ai lati, un telone ricopre l'imperiale: i condannati guardano
sbalorditi la strada e la gente. Pochi giorni prima, il 2 aprile, domenica
delle Palme, parecchi di loro sono gi stati prelevati e portati in giro sulla
stessa corriera. Sono andati al Colle della Maddalena, in una localit detta
Pian del Lot, e qui hanno dovuto scavare una grande fossa. Poi, dopo che
un plotone di fascisti ha fucilato ventisette partigiani della Val Pt%ce, di
alcune Brigate garibaldine e di altre formazioni, hanno ripreso in mano le
vanghe e ricoperto di terra quei corpi: alcuni erano solamente feriti e gemevano,
e morirono soffocati. Ora, giunti in questo paese del Canavese,
pensano di dover scavare ancora, non sanno che moriranno.
Qui giacciono le carogne di sedici ribelli ... JJ
In paese ci sono quattro ufficiali: un tenente colonnello delle SS italiane

(cio il primo seniore Gilberto Fabris), un capitano (Oride Vandini), un tenente


(Ermenegildo Smorto) e un sottotenente. Il vice-brigadiere Alessandro
Battaglino che comanda la stazione dei carabinieri chiede al colonnello
cosa sta per succedere. Costoro ", gli risponde, hanno ucciso sei dei nostri.
Ora li fuciliamo. Ne dovevamo giudicare 48, ma ne abbiamo trovati
solo 16 . I condannati, legati a quattro a quattro con una catenella, vengono
portati sulla piazza dell'ospedale e allineati al muro. Il tenente (Smorto)
ha battuto a macchina l'elenco dei nomi, come lo abbiamo riportato sopra.
Sono le tre del pomeriggio del 7 aprile 1944. Venerd Santo. Suonano
le campane dell'Ave Maria. Appena i rintocchi dei bronzi svaniscono e
l'aria ritorna quieta il primo seniore Fabris legge la sentenza di morte.
Costoro, dice, sono responsabili dell'assalto a un nostro camion: occhio
per occhio, dente per dente; uomini della Terza, vendicatevi! . Poi ordina
il fuoco ad un plotone di volontari SS della terza compagnia dell'XI Battaglione
Milizia Armata fatti venire da Aosta assieme ad alcuni ufficiali.
Uno dei fucilati, il pugliese Giovanni Fellini, non muore, e si salver.
Fellini era il suo nome da partigiano: in realt si chiama Giovanni Borca,
. e al processo che si svolse, dopo la Liberazione, alla Corte d'Assise speciale
di Torino, racconter: I militi, una ventina, che si erano schierati di fronte
a noi, cominciarono a sparare all'impazzata. Stramazzai su un compagno
e un altro cadde su di me. Avevo quasi perso la conoscenza. Udii voci
che dicevano: "Signor tenente, c' uno che si muove!". Mi irrigidii. Furono
87
sparati colpi di pistola. Il corpo sotto il quale giacevo fu rimosso. Sentii
qualcosa di caldo e di viscido colare su di me, poi pi nulla 2. N ella notte
qualcuno gli lolse le manette, lo sollev e lo port in un locale, dove lo depose
su un leltino. Una suora gli rase i capelli e lo medic al capo.
Cadendo, i compagni ai quali era legato al momento dell'esecuzione,
l'avevano trascinato a terra un attimo prima che il proiettile indirizzato alla
sua fronte lo colpisse: e questo giunse solamente a sfiorargli il capo. Lavato
e con panni nuovi, fu poi condotto in un giardino. Un signore gli diede
denari e lo accompagn sulla strada per Torino. Da allora egli continu
fino al giorno della Liberazione la sua vita di partigiano in diverse localit,,
3.
Borca era uno di quelli che si trovavano alle "Nuove" di Torino e che
il 3 aprile era slato porlalo al CoUe della Maddalena a scavare le fosse per
27 pal'ligiani, Quattro giorni dopo, il 7 aprile, .d inlerprete fece un econdo
appello. Lesse dodici nomi , lra i quaU il mio di partigiano: Fellini. Incatenali
quattro a quallro, salimmo su un camion scortato da un mares iallo
ledesco e da una diecina di soldati. Ero assai impressionala e chiesi dove ci
conducessero. "Vi portiamo ad un interrogatorio", mi fu risposto. "Se tentate
di scappare vi spariamo un colpo in testa". A Caluso ci fecero sostare
nel cortile della caserma dei carabinieri. Vidi quattro ufficiali: uno era tedesco,
un altro parlava la nostra e la lingua germanica. Altri due ufficiali
erano italiani, indossavano la divisa grigioverde e avevano mostrine rosse. I
gradi di uno lo indicavano quale tenente, quelli dell'altro non li vidi 4.
Mentre i fucilati restano ammucchiati lungo il muro dell'ospedale nella
piazza di Caluso, un milite incolla un manifesto su cui, a mano, qualcuno
ha scritto in grandi caratteri a stampatello: Qui giacciono le carogne di

sedici ribelli alle leggi repubblicane che i Legionari hanno voluto giustiziare
per vendicare la barbara uccisione in quel di Lanzo di sei loro compagni
della Waffen Miliz. Questo non che un acconto, il resto fra breve . Poi le
salme vengono portate nelle fosse scavate lungo la cinta esterna del cimitero.
Su quel muro, nella notte, una mano sconosciuta scriver a vernice una
frase grande che campegger intoccata per molti giorni: Martiri d'Italia
mentre altri ignoti deporranno mazzi di fiori 5.
Due ore dopo aver sparato a Caluso lo stesso plotone di volontari SS
dell'XI Battaglione Milizia Armata, nel viaggio di ritorno alla caserma di
Aosta, si ferma a Carema, a pochi chilometri da Pont Saint Martin, e fucila
il girovago" Giacinto Comazzo, fu Giuseppe, nato a Ronsecco (Vercelli),
che stato lrovalo in possesso - riferisce sempre la lettera del capo
della provincia Carnazzi - di un bracciale che lo indicava quale appartenente
a banda ribelle, di un manifesto scritto a mano, col quale si invitava
la popolazione a non partecipare ai funerali dei coniugi Clorin uccisi; di
arma da fuoco e di un elenco di nomi di fascisti che dovevano essere uccisi
. Il fascista repubblicano Pietro Clorin e sua moglie Angela J en, sorpre88
si a Carema nella nolte del 3 aprile da un gruppo di partigiani, erano stati
passati per le armi. Di qui la rappresaglia.
Cinquantun morti sul prato
Per i volontari SS italiani arruolatisi in Germania o affluiti nelle caserme
in patria aderendo agli appelli dei tedeschi il periodo iniziale di confusione
ed ambiguit terminato: chiaro che adesso saranno principalmente impiegati
contro i partigiani in massicci e spietati rastrellamenti e che ormai
dovranno battersi contro altri italiani che non parteggiano per Hitler o
Mussolini: la guerra civile, proprio ci che all'inizio si era creduto di poter
evitare. Il 20 marzo 1944 - lo stesso giorno in cui l'autocarro dell'XI Battaglion~
Milizia Armata partiva da Aosta per Vigevano - i reparti del
BattaglIone Cuneo che hanno fissato i loro alloggiamenti a Perosa Argentina,
nella Val Chisone, alle 9.30 del mattino aprono il fuoco con mortai e
mit:~gliatrici da~le ultime case dell'abitato contro gruppi di partigiani in
aVVICInamento. SI accende una violenta sparatoria che dura fino alle sei del
pomeriggio. Intervengono anche due carri armati germanici. Muore un
partigiano, Bruno Jourdan, di Aldo e di Rosalia BarraI, classe 1922, di
Roreto Chisone; le SS italiane hanno un ferito.
Il giorno dopo i volontari italiani aiutati dai tedeschi effettuano un duro
rastrel~amento incendiando diverse case delle frazioni di Prageria, Ciapella,
Chlalme ed Enfus e sequestrano una trentina di capi bovini ed una
diecina di ovini, che trasportano al comando di Pinerolo. I danni sono rilevanti,
grave il pedaggio tra la popolazione: quattro morti (i fratelli Ferdinando
e Albert Pietro Barret, di 58 e 69 anni, il quarantenne Arturo Bernard
e il trentanovenne Alfredo Bonaud, tutti di Perosa Argentina) e sei
feriti (Giovanni Pietro Beltramo, di 74 anni, Frida Eugenia Baret, di 12
an~i, Enrichetta Grill, di 85 anni, Lorenzo Giovanni Laggiard, di 58 anni,
FelIce Caffer, di 57 anni, tutti di Perosa Argentina, e Clementina Trevignono,
di 44 anni, di Torino) 6.
Prima di allontanarsi dalla zona le SS italiane, affiancate da SS tedesche,
rastrellano la Val Germanasca. Come comunicher il sottotenente

Renato Maggi, comandante della tenenza Carabinieri di Pinerolo _


Gu.ardia .Nazi~~al: Re~ubblicana, gli stessi hanno proceduto alla precett~
zlOne di tutti I glOvam delle classi dal 1914 al 1925 compreso dei comuni
di Perrero, Prali e Massello, pare per essere internati in Germania. Il deposito
munizioni di Perrero stato totalmente sgombrato dei materiali ivi
esistenti, che sono stati trasportati con automezzi al forte San Carlo di Fenestrelle
7.
. A questo punto, i morti causati dalle SS italiane sono gi venti, i volontan
con le mostrine rosse si sono immersi fino al collo nella lotta fratricida.
89
Ma il peggio deve ancora arrivare, e succeder nella zona di Cumiana, a
nord di Pinerolo, sulla strada che porta ai monti di Giaveno. A met di
marzo giunta voce che stanno per arrivare reparti delle SS italiane al comando
di ufficiali germanici con il compito di effettuare rastrellamenti, ed
allora una banda partigiana di oltre trecento uomini che si trova nella frazione
Verna di Cumiana si trasferisce in parte nella Val Chisone e in parte
a Forno, nell'Alta Val Sangone 8. Le SS italiane arrivano come previsto e
alloggiano alle Cascine N uove di Cumiana. Fanno parte. del VII Battaglione
Milizia Armata gi di stanza a Casale e poi passato a Torino, e all'alba
del 30 marzo 1944 iniziano le operazioni di caccia ai partigiani. Fermano
una settantina tra renitenti, disertori, riformati ed esonerati: in parte verranno
rilasciati, in parte arruolati o deportati in Germania.
Il giorno dopo un autista, Mollar, arrestato per collaborazione con i
partigiani, viene obbligato a trasportare col proprio autocarro sino a Cumiana
i generi tesserati assegnati al paese per la prima quindicina del mese
di aprile. Scortano il camion una quarantina di SS italiane e due tedeschi.
La merce viene consegnata al salumaio Giuseppe Balbo, dichiarandogli
che ne personalmente garante. Il salumaio risponde che, se verranno i
partigiani a prelevare i viveri, non potr farci niente. Il comandante dei
volontari SS decide allora di restare nel paese. Nella notte un'automobile
del Gruppo Partigiani Val Sangone transita per caso a Cumiana e viene
presa a raffiche di mitra dai soldati con le mostrine rosse: riesce, per, a
fuggire e ad avvisare il comando in montagna.
Il mattino dopo - ilIo aprile 1944 - una quindicina di partigiani
della Val Sangone scende dai monti di Giaveno e sorprende il nucleo di SS
che si trova davanti alla salumeria Balbo in piazza Vecchia, in via Giaveno
e in via Chisola. Dieci minuti di fuoco violento anche dalle finestre delle
case. Il capitano delle SS italiane si ritira con parte del gruppo, l'ufficiale
subalterno, un tenente, decide di arrendersi con i suoi uomini. I partigiani
catturano cos trentadue SS italiane e due sottufficiali tedeschi, tutto il loro
armamento e un autocarro. Hanno avuto un morto, Andrea Gaido, di 23
anni, di Carmagnola, e un ferito. Salgono sull'autocarro delle SS e si allontanano
in frella. Il tenente prigioniero piange ed inveisce contro il governo
mussoliniano che obbliga gli italiani alla lotta fratricida.
Le SS hanno avuto diciannove feriti: uno morir all'ospedale militare
di Pinerolo. I pi gravi verranno portati fino a Torino, gli altri a Pinerolo
ed a Piscina. Nell'attesa che qualcuno venga a prenderli, il medico condotto,
dollor Ferrera, e il vice-curato Don Bosso, aiutati da alcune donne, li
hanno raccolti in una casa assieme al morto partigiano. Arrivano altri reparti

di SS italiane e un gruppo tedesco con lanciafiamme e fanno sgomberare


la popolazione della zona di piazza Vecchia. Intanto sia tra i civili del
paese che tra i passeggeri delle corriere in arrivo dal Bivio le SS italiane
prelevano 180 ostaggi.
90
Sono circa le 16 quando i tedeschi con i lanciafiamme cominciano ad
appiccare il fuoco alle case nelle quali si erano piazzati i partigiani per
sparare contro le Ss. In particolare quelle del mugnaio Giovanni Ruffinatti,
del negoziante Giuseppe Canale e del medico condotto Michelangelo
Ferrera. Il mugnaio ha nascosto tutti i suoi risparmi in un angolo del mulino;
non pu muoversi e vede le fiamme che divorano tutto. Una donna
che sta per dare alla luce un bambino chiede di poter restare: la mandano
via, il giorno dopo partorisce in aperta campagna.
Gli ostaggi sono stati portati al Comando del Battaglione SS italiane,
che ha fissato un termine di scadenza per la riconsegna dei militi fatti prigionieri:
le 9 del mattino del 3 aprile. Se entro quell'ora i soldati con le
mostrine rosse presi prigionieri non saranno di ritorno, gli ostaggi verranno
fucilati e tutto il paese incendiato. Il medico condotto e il parroco salgono
su un'auto e vanno al comando della Val Sangone a parlamentare. Il comandante,
tenente Giulio Nicoletta, tergiversa. Ha un forte numero di prigionieri
in mano e potrebbe usarli come merce di scambio con tanti partigiani
finiti in mano ai fascisti e ai tedeschi. Intanto a Cumiana, prevedendo
il peggio, la gente lavora tutta la notte a portar fuori dalle case il pi
necessario. Lo ammucchia nei prati e sui carri, come se dovesse partire in
migrazione. Le case rimaste in piedi in piazza Vecchia vengono incendiate:
tra le altre anche quella di un cieco di guerra. Se ne salva una sola, oltre il
ponte sul torrente Chisola.
Spunta l'alba del 3 aprile. I parlamentari partigiani scendono in auto
da Giaveno, ma, giunti alla Cappella della Colletta, sono bloccati da reparti
SS. Non possono proseguire ed allora ritornano a Giaveno e raggiungono
Cumiana per la via di Trana, Bruino e Piossasco che pi lunga, ma senza
ostacoli. Il tempo massimo concesso dal VII Battaglione SS italiane
spirato, e purtroppo la tragedia si gi consumata. I contadini presi come
ostaggi sono stati portati alla borgata Riva di Caia, il parroco ha provveduto
a raccogliere quanto ognuno di essi ha lasciato in ricordo alle famiglie.
Un vecchio di oltre 60 anni, semi paralitico e senza famiglia, viene scartato
e sostituito tra i morituri con il negoziante in ferramenta Vincenzo Ambrosio,
vedovo e padre di quattro bambini. Tra i condannati viene inclusa anche
la guardia comunale Cesare Baudino.
un plotone di volontari italiani delle SS che deve sparare, ma i militi
si rifiutano: l'orrore li inchioda. Allora un sottufficiale tedesco tracanna del
mitra dalle SS italiane, che assistono all'esecuzione. Per paura di essere
scoperlo, qualche a lt ro passa la noUe immerso nelle acque del torrente
Ohi ola, altri invece impazzisce. Certe famiglie hanno tra gli a assi nati
persino tre persone.
r morti sono cinquantuno, e qui li elenchiamo in ord'ine alfabetico: Ce.
lestino Airasca, Vin enzo Ambrosio, Marcellino Am, !vlichclangclo Am,
Domenico Amedeo, Fortunato Amedeo C are Baudino, Ignazio Bianco,
Giovanni Burdino, Lorenzo Bllldino, Giacomo Canale, Giovanni Canale,

Giu eppe Camusso, Mario Cantore, Angelo Carello, Giovanni Carello,


Michel Carello, Angelo Chialllore, Mario Daghero, Luigi Durando,
Eraldo FasseLla, Giuseppe Fevro Anselmo Gastone, Enrico Gattone, Ma
rio Giacomino, Michele Giorda, Giuseppe Leonildo, Giuseppe Mago,
Giuseppe Malello, Umberto Mal li, Giuseppe Mollard , Domenico Mol.
lard, Giovanni Morallo, Michele Olmo, Francesco Pacchiotti, Ermenegi ldo
Pizzigatti, Michele Ponzo, Valentino Recresio, Enrico Rolando, Giovanni
Romero Vincenzo Romero, Aie andro Ruffinallo, Nino RuffinaLlo, Cle
mente Ruffino, Luigi Traversa, Felice Ughetti e Giovanni Vaglio.
La tecnica dei Uiger
Cumiana ha in poche ore 45 orfani e 33 vedove. L eccidio viene bloccato a
questo punto perch arrivano finalmente i parlamentari partigiani, e si
concorda la restituzione dei prigionieri. l supersliti della ca rneficina, minacciati
con le armi, sono costretti a caricare i cadaveri su un aulocarro che
si avvia verso il cimitero la ciando per strada una lunga tl"scia di sangue.
Gli ste si uperstiti devono scavare una grande fossa comune poi gettar
dentro tutti quei corpi di amici o figli o padri o fratelli e ricoprirli con un
po' di terra. Alle famiglie viene negato di raccogliere i cadaveri e di si te
marli nelle casse preparate all'ospedale.
Scende la nOlle, le case incendiale con i lanciafiamme continuano a
bruciare. Ma, prima, i militi hanno provveduto ad impadronirsi di quantO
era a loro portata di mano. Una Lralloria con tutte le sue riserve viene ri
puLita prima di essere data alle fiamme, nelle cantine i aprono le spine
delle bOlli essendo impossibi le trasportare il vino. Passa un altra giornata e
fina lmente il 6 aprile alle 7.40 del mattino - essendo stati restituiti dai
partigiani i pl'igionieri - i vo lontari italiani delle SS e i nazisti lasciano il
paese,. che viene dichiarato zona neutra: non vi consentito 1 acces o n ai
partigiani n alle . Prima di uscire da Cumiana il comandante del VIJ
Battagli.one - presenti i carabinieri - permette che i volontari con le mostrine
ros e vengano perquisiti nel dubbio che alcuni di essi abbiano asportato
oggetti di valore dalle case incendia te. Un gesto dimostrativo, ohe costa
poco dopo il massacro.
92
Il. comando .tedesco ha dalo l'ordine che nessuno pu accedere al cimiter~
e rlrr~uovere I cadaveri, ma nel tardo pomeriggio del 9 aprile un camioncIllO
gUl.dato da un partigiano entra a Cumiana e preleva dalla camera
mortuana la cassa di zinco nella quale si trova la salma di Andrea Guido
il rib~lIe morto nel primo scontro con i nazisti . Il 3 maggio, dopo un mese:
alle cmque e trenta del mattino, giungono sul posto tre autocarri con un
plotone di SS italiane e germaniche del VII Battaglione ed una ventina di
civili (renitenti alla lev~ e disertori). Comanda quest'ultimo gruppo un tenente
della Gendarmena germanica di Torino, il quale ordina che le salme
sia~o rimosse e la .fossa approfondita. Poi fa riseppellire i cinquantun cadaven
e, con la teCnIca che certamente deriva dall'esperienza di Buchenwald
di Auschwitz e di Bergen-Belsen, li fa cospargere di acidi e sostanze causti~
che affinch la putrefazione avvenga pi velocemente e non si diffondano
epidemie. Prima di gettare a colpi di pala la terra sui corpi viene chiamato
il parroco di Cumiana, il quale deve accertare e testificare che non stato
as~ortat~ alcun cadavere , come scriver il maggior generale Raffaele Castnotta,

Ispettore della CNR, 1'8 maggio successivo 9. Tramite il medico


c~ndot~o, i .partigi~ni della Val Sangone intimano al drappello italo-nazista
di laSCIare Immedl~tame~te la zona, se non vogliono essere assaliti. Il drappello
se ne va, laSCiando II paese al suo destino.
Dieci giorni dopo, verso le due del pomeriggio, un apparecchio della
Luftwaffe sorvola il paese lanciando dei volantini. Il titolo: La verit su Cumiana.
Evidentemente il comando tedesco si reso conto della gravit del
mass~cro e ~ac~onta l'eccidio in una realazione appositamente distorta: i
mortI sono ~Ich.larati autentici banditi che avrebbero dovuto, indipendent.
emente. dali ul~lmatum, ~ssere passati per le armi, secondo le leggi di guerla
. GlI ostaggI prelevatI a caso tra la popolazione dalle SS italiane diventano
in tutto 157 renitenti o disertori (invece dei 180 fermati) e soprattutto
ban~it~ ~atlurati nel rastrellamento del 30 marzo e risparmiati per magnalll.
mlta del comando tedesco in vista dell'arruolamento nelle SS italian.
e. E un documento preparato dai nuclei di propaganda: la falsit si associa
alla pi ignobile sfrontatezza.
Ma Raffaele Castriotta, il maggior generale Ispettore della CNR
Isp~ttorato G:nerale p;r il Piemonte, testimonier, senza saper/o, per I~
stona la venta su quell eccidio. La sua relazione al Comando generale della.
CNR, ~o~ta ~a ?a.mpo 707, del 7 aprile 1944, numero 1 di protocollo,
Rls~rvato . ' e chlansslma (ed a sua volta il capo della polizia Tullio Tambunlll
a~vlser ~en~to Ricci del doloroso incidente). Come sempre, la
CNR odia le SS Italiane e non manca di segnalare tutto ci che esse commettono
di illegale, se lecito usare questo aggettivo raccontando le vicende
di questo periodo della seconda guerra mondiale.
93
(( Non siamo briganti balcanici))
Il 5 aprile, segnala Castriotta in aggiunta a quanto successo a Cumiana,
a Corio Canavese (Ciri) hanno avuto luogo i funerali del ribelle Daniele
Menegas, nativo di Arten (Belluno), rimasto mortalmente ferito durante
l'aggressione alla caserma del distaccamento di Castellamonte. Il Menegas,
che apparteneva al IV Battaglione SS [quello di stanza a Torino, N.d.R.],
era stato catturato in precedenza dai ribelli nei pressi di Lanzo e si era poi
associato volontariamente ai partigiani assieme ad altri compagni. Il feretro
ha transitato per il paese su autocarro ed avvolto nel tricolore, preceduto da
una compagnia di ribelli militarmente inquadrati su tre plotoni e vestiti in
maggior parte in uniforme grigioverde. Le vie di accesso al paese erano
state bloccate da numerose pattuglie.
I fatti di cui sopra ;', conclude il suo rapporto II il gerarca fascista,
sono indicativi di una situazione confusa ed incresciosa determinatasi nelle
zone di impiego dei reparti delle SS [italiane, N.d.R.] dipendenti dai comandi
germanici, situazione a volte tragica per le vittime delle rappresaglie
ed a volte strana per le transazioni con i ribelli, i q uali possono con baldanzosa
solennit fare azioni dimostrative di solidariet verso i compagni caduti,
come nel caso dei funerali di cui cenno nel presente rapporto.
Non dato sapere se e quali scopi particolari persegua questo atteggiamento
degli organi di polizia germanici, atteggiamento che in questi ultimi
tempi e da molti sintomi appare sempre pi marcato e che prescinde dalla
mia azione personale e dallo sforzo laborioso delle forze di polizia repubblicane

per fronteggiare il pe.ricolo del ribellismo e della delinqu nza politica,


'ta di rallO che, senza un indirizzo unico e concomitante nella lotta intrapresa
per la normalizzazione della pubblica sicurezza, non sar possibile
conseguire risultati positivi [ ... ] Sarebbe perci necessario ed urgente un superiore
ed autorevole imervenlo per concretare con i comandi tedeschi un
comune piano di azion pi organico e meglio rispondente alle esigenze del
momento,
I Battaglioni di SS italiane che si trovano nella provincia di Torino
alle dipendenze del generale Hansen, che ha posto il comando a Pinerolo,
aggiunge una relazione allegata al rapporto di cui sopra, sono composti
da ex-militari italiani internati in Germania da elementi di dubbia moralit
assoldati in Piemonte 12. Quest'ultima parte della frase sottolineata,
mentre in un altro foglio intitolato Segnalazione si afferma che fra i volontari
SS domina il disgusto" e che nei loro animi si stanno insinuando
sentimenti che domani potrebbero esplodere in aperta ribellione. Non con
questi mezzi e sistemi, essi van dicendo, che noi intendiamo servire il nostro
Paese. Noi non siamo dei briganti balcanici, ma dei soldati che vogliono
combattere per riscatlare l'onore dell'Italia. La guerra civile con tutti i
94
suoi orrori sembra gi in atto. Tali legionari avrebbero in animo di darsi
alla macchia e formare un proprio grupPO 13,
Rastrellamenti, fucilazioni, diserzioni
Il momento particolarmente movimentato, il Comando tedesco mette alla
frusta i battaglioni dei volontari e questi, inquadrati anche da ufficiali germanici,
non mancano di battersi con durezza. La cronaca che riportiamo,
tranne ove indicato diversamente, tutta tratta dai notiziari della Guardia
Nazionale Repubblicana 14, che non sono certo teneri per questi connazionali
che gridano Sieg Heil! per Hitler e trattano con distacco, se non con
disprezzo, le formazioni di Sal.
19 MARZO 1944 Tre volontari del VI Battaglione Milizia Armata di
Cuneo, 2' compagnia - Chiaffredo Chicoletto, Giuliano Genere e Battista
Alberto - si trovano in permesso a casa, in frazione Boschetto e Calcinere
di Paesana, non lontano dalle sorgenti del Po. Nel pomeriggio, verso le 16,
arriva tra quelle casupole di montagna un camioncino di ribelli. I tre vengono
disarmati e obbligati a seguire i partigiani; poi riusciranno a fuggire
ed a rientrare prima in famiglia e poi al reparto, ma senza armi e munizioni.
20 MARZO 1944 Tre ore di sparatoria a San Germano Chisone (ad una
diecina di chilometri da Pinerolo, a quota 486) tra le SS italiane ed i partigiani.
Muoiono un sottotenente delle SS, di cui non si conosce il nome, e il
sergente maggiore Velio Cricco. Nella sparatoria viene colpito anche un
ragazzo di undici anni, Enrico Simondi, che pascolava le mucche in un
prato. Le raffiche di mitragliatrice incendiano il fienile del contadino Federico
J ahier.
30 MARZO 1944 Alla stazione ferroviaria di Balangero (Torino) un forte
gruppo di partigiani attacca il distaccamento del IV Battaglione Milizia
Armata uccidendo il tenente comandante e catturando 41 militi. I partigiani
fanno salire i militi su autocarri e li trasportano verso Corio Canavese.
12 APRILE 1944 Come comunica l'Agenzia Stefani, che l'agenzia di
stampa ufficiale della repubblica di Sal, sono state portate a termine azioni

contro diversi gruppi di cosiddetti ribelli che si trovavano nella Val


Pellice e nella Valle del Chisone. I ribelli hanno subto perdite gravissime:
il numero dei morti ascende a circa 500, q uello dei prigionieri a 143. Oltre
a reparti della CNR ed a piccole unit germaniche, hanno, per la prima
volta, preso parte alle operazioni, svoltesi con rapido successo, formazioni
95
di volontari a ppa rtenenti alla Legione Italiana delle S. Le nostre perdite
amm.ontano a 5 eaduLi e 32 feriti . Anche ammettendo che le cifre possane
peccare di ottimi mo, chi aro che i rastrellamenti devono essere stati fe~
roci IS.
20 APRIU;' 7944 Ha ini zio una vasta op l'azione otfensiva contro i pa l'Ligi
ani nella zona di Nocera Umbra, ad est di As isi, lra Foligno e G ualdo
T adino. La conducono due divisioni naziste cui sono stati aggregati a lcuni
ba ttaglioni di S ita liane. 11 rastrellamento paese per paese, durer fino al
30 maggio. r combauimenti piu aspri avvengono a Colle Croce (quota 872)
sulla strada che pon a a Monte Pennino a orifa, sulla strada che da Nocera
conduce a Ma te lica ed in tulti i villaggi di montagna tra Nocera e
G ualdo T adino. 1 partigi ani hanno forli perdite: una ci nquantina di mOrli
e numero 'i feriti . Gualdo T adino ar libera ta definiti vamente da i ribelli I
5 luglio.
30 APRll,E 7944 U n fort e g ruppo di partigiani scende dalla valle di
Ayas e occupa Verr s. Le S italiane (XI Btg. di Aosta) di guardi a alla
centrale elettrica vengono disarma te, e cos pure i carabini l'i e la gua rdia
di finanza. Incendia ta la Casa del Fascio i ribelli ' insediano a lla stazione
ferrovi a ria ed a lla centrale telefonica: sono da poco passate le 21. Al1 ' ulla e
45 i pa rtigiani allaccano, usando anche morta i da 81 , la c nlra le elettTica
di Bard c fanno salta re un tratto della linea ferrovi aria tra Nus e Ohamba
ve. Un dispositivo ad alla tensione isola gran parte della centrale di Bard.
che non pu es ere, quindi, me s~ fuori uso. Mentre numel'Osi fuochi si accendono
a mezza costa sulle monlagn che fanno corona ad Aosta - e sono
fuochi di r pa rli partigia ni , che cos salutano l'alba del 10 maggio - i fa scisti
chiedono rinforzi attraverso la linea telefonica tede ca. 11 Comando
germani co di Torino mander l'indoma ni alle 11 reparti ucraini che impegneranno
i ribelli assieme ad un nucleo di militi della CNR di Aosta. I ribelli,
sei dei quali feriti , si ritirano, dopo aver preleva to ma teria le e viveri e
ingaggiato volonta ri per le loro formazioni.
La stessa sela. ad Aosta, il maggiore Giorgio Marzoli delle S italiane
ferma per strada alcuni funzion a ri della Questura fascista che pas eggiano
Clon donne. Poi blocca il commissario dr. Renzi, lo porta in ufficio e lo mal
mena. Interviene il capo della provincia, dr. Cesare Augusto Carnazzi. m ~
il maggiore non gli presta a lcuna a ttenzione. Non dipendo da Lei , gli di
ce, ma da lle SS tedesche. Un tenente tedesco presenter poi le scuse al
gera rca di Sa l, e l'episodio considerato chiu o, anche se esso non isola
to. Alcune sere prima, in una piazza di Aosta, un capitano delle S italiane
ha tl'allatO come pezza da piedi il Questore nominato dal Duce. oltanto
l'imel'vento .del milggiore dei carabini eri riuscito a riporlare la calma. JJ
capo della provincia manda una rela zione" riserv.atissima al tenente co96
lonnello Achmidt, comandante della Platz kommandantur di Aosta, che la

fa proseguire fino al Comando di Verona. Ma i nazisti non battono ciglio:


l'aggressivit dei volontari italiani verso i fascisti di Sal considerata un
buon segno 16.
3 MAGGIO 7944 Il tenente Angelo Rosellini, comandante il presidio
delle SS italiane di Villar Perosa, e due volontari, si presentano alle 13
nella rivendita n. 2 di generi di monopolio della Borgata di Ponte Palestro
di San Germano Chisone e obbligano il proprietario Luigi Mallan, di 68
anni, a consegnargli tutto il tabacco prelevato per la popolazione. L'ufficiale
si porta via 92 pacchetti di sigarette Nazionali, 54 di Popolari, 190 sigari,
17 pacchetti di sigarette Macedonia, 44 pacchetti di trinciato comune e
150 pacchetti di tabacco trinciato forte. La merce costa 1.773 lire, il tenente
Rosellini non paga. Firma una ricevuta con il nome di Angelo Borellino e
dice che salder tutto l'indomani, ma non si fa pi vedere. In conseguenza
di ci, dice la segnalazione della GNR, <da popolazione della frazione di
Inverso Porte rimarr priva della razione di tabacco per due settimane, e
tale fatto ha suscitato non poche critiche e malumor .
10 MAGGIO 7944 Un battaglione di SS italiane arriva a San Antonino
di Susa, ad oltre trenta chilometri da Torino verso il confine francese. Il
giorno dopo inizia una serie di operazioni di rastrellamento nel territorio
montano dei comuni di Bussoleno e di San Giorio. A Balme di San Giorio
cattura dieci partigiani e sequestra generi alimentari e indumenti militari
che fa trasportare su tre autocarri a Torino.
Lo stesso giorno, alle quattro del mattino, comincia un feroce rastrellamento
nella valle del Sangone, dove si trovano i partigiani che hanno catturato
alcune settimane prima le SS italiane di Cumiana. Arrivano nella zona
due reggimenti di alpini, una compagnia di SS italiane, una compagnia
di metropolitani comandata dal tenente Saia e un pattuglione di carabinieri
che hanno aderito alla GNR. Il comando si piazza nella Villa Garrone di
Giaveno. Il colonnello tedesco che dirige le operazioni convoca il podest,
fa affiggere manifesti dando tempo 24 ore a tutti gli uomini delle classi dal
1916 al 1926 per presentarsi ad un controllo e ordina alla popolazione di
rivelare dove si trovano i centri rifornitori dei partigiani.
Nelle vicinanze di Giaveno si comincia a sparare, il conflitto si estende
anche a Forno, Coazze e dintorni. Il rastrellamento durer otto giorni: villaggi
interi vengono dati alle fiamme e bombardati, come Forno di Coazze
e il Selvaggio, e le case della Maddalena alla destra del torrente Taunere.
Ventitr valligiani vengono fucilati a Forno e sepolti semivivi: di essi cinque
alla Garidda, sulla mulattiera che da Forno porta al Col della Russa,
e cinque a Balme, ai confini della Val Pellice: i loro cadaveri verranno trovati
soltanto due mesi dopo 17.
97
73 MAGG/O 7944 Un plotone di volontari del Battaglione SS italiane di
Sant'Antonino di Susa fucila, alle ore 21, diciassette partigiani catturati
durante i rastrellamenti precedenti. I partigiani facevano parte delle bande
di Giaveno e di Coazze.
77 MAGG/O 7944 Il tenente Angelo Rosellini, che ora comanda il presi_
dio delle SS italiane di San Germano Chisone, viene sorpreso da cinque ribelli
mentre passa in motocicleua a San Secondo di Pinerolo. I ribelli lo disarmano,
gli tolgono l'orologio e la motocicletta , lo fanno camminare per

due ore in montagna e poi lo lasciano in libert a Prarostino.


20 MAGGJ() 7944 Il gruppo che ha eseguito il rastrellamento della Val
Sangone ritorna sul posto e nelle prime ore del pomeriggio inizia un durissimo
rastrellamento per rappresaglia contro l'uccisione di due ufficiali della
contraerea germanica avvenuta alla Braida, in localit Bonaria. Le primI!
due viuime sono due operai della Fiat e due inglesi che tavano con i pani.
giani. Il quinto un vecchio, freddato sulla soglia di asa mentre imreccia
un canestro di vimini . Molta la gente fermata: due giovani "andido Osto.
rero e Michele Maritano, tentano di fuggire e vengono freddati davanti
all' Albergo Centrale di Giaveno. Oltre trecento persone, prese in ostaggio,
sono costrette ad andare a piedi fin nella zona dei laghi di Avigliana. Non
si sa cosa ne vogliano fare i tedeschi. Interviene la Prefettura di Torino e i
trecento possono rientrare nelle loro case. Il 26 maggio nei dintorni di Giaveno
vengono fucilati 41 prigionieri prelevati dal primo braccio del carcere
"Le Nuove" di Torino: la rappresaglia per i due ufficiali della contraerea
cos completata. La proporzione terrificante: 24 italiani per ogni tedesco
ucciso.
empre il 20 maggio, nelle prime ore del manino una quarantina di
partigiani di diver c quadre della Valle d'Aosta alta ca in Val Locana ~
piedi del fan Parad iso, il presidio di Bardonetto formato da un nu leo dI
S8 italiane. I mjliti, pressappoco della stessa forza dei ribelli , si asserra
gl iano nella loro casermeua e rispondono al fuoco. I partigiani sono guidati
da Pedro (il tenente di fanteria Peclro FCI' reira, gi in Dalmazia 1'8 settem:
brc 1943 e che verr fucilato a M ilano nel g nnaio 1945, omandando lUI
il fuoco del plotone d'esecuzione) e continuano a sparare per un'ora, con
fucili, mitragliatrici e bombe a mano. Sei SS italiane rimangono sul terreno
ed altre sedici ferite; agli attaccanti neanche una scalfittura. l'vla mentre !a
retroguardia dei partigiani si ritira, viene raggiunta da due camicie nere In
motocicletta che sparano raffiche di mitra. Breve scaramuccia: anche i due
militi muoiono, e i ribelli s'impossessano delle loro armi.
24 MAGG/O 7944 ' Un altro volontario delle S5 italiane viene disarmato
98
a San Michele di Bricherasio, a circa 8 chilometri da Pinerolo. I partigiani
gli tolgono le scarpe, le giberne, le munizioni e l'arma, e poi lo lasciano libero.
Le SS italiane di Bricherasio effettuano un rastrellamento, ma senza
risultato.
Citiamo a questo punto un altro fatto che non appare nei documenti fascisti.
A Bibiana, dodici chilometri a sud di Pinerolo, un paesino a quota
410 tra i primi cocuzzoli della Val Pellice, un intero plotone di SS italiane
passa alla 4' Brigata Garibaldi 18. I volontari con le mostrine rosse sono
agli ordini di un ufficiale tedesco e di due ufficiali italiani ed alloggiano
nelle scuole. Intorno all'edificio c' uno sbarramento con filo spinato. Quattro
posti di blocco controllano le vie d'accesso al paese. L'azione viene portata
a termine dal partigiano "Diavolo", ex-sergente delle 5S italiane e figlio
di antifascisti che ha disertato poco dopo il rientro in Italia. "Diavolo"
morir combattendo contro i nazisti a Buttigliera Alta (Torino). Una parte
del plotone passato alla Gm'ibaldi rester con i ribelli fino alla Liberazione,
gli altri se la squaglieranno dopo qualche mese. Non molto lontano da
Buttigliera Alta, cio a sei chilometri di distanza, a Sangano, morir il 26

giugno 1944 combattendo contro i tedeschi, l'ex-tenente delle SS italiane


Stefano Maria Nicoletti, di Cosenza, dove abitava in via S. Tommaso S,
Nicoletti, che guida una dozzina di suoi volontari SS passati con lui ai partigiani,
muore accanto al comandante dei ribelli, il sottotenente in SPE
Sergio De Vitis, del 3 Alpini, battaglione Val Chisone 19
Scappano le 5S del "Bozen"
C' qualcosa che non funziona perfettamente nelle file dei tedeschi? Sembra
di s. I nazisti non si fidano completamente dei volontari italiani, anche
se controllati a vista da ufficiali tedeschi, e impartiscono disposizioni severe.
Il Reiclzsjuhrer-S5 ha emesso gi il 28 marzo un'ordinanza in proposito
ribadendo l'obbligo di sparare e di uccidere chi si arrende o tenta di passare
al nemico. Lo apprendiamo da una comunicazione che l'S5-Gruppenji1hrer
und GeneraLleutnant der Polizei, J iirgen von Kamptz, dirama il 28 luglio
a tutti i reparti 20. Von Kamptz (tessera S8 292.714, tessera nazista
1.258.908, nato ad Aurich nella Frisonia orientale) , assieme al generale
Wilhelm Harster, il braccio destro dell'SS-Obergruj)penji1hrer Karl Wolff.
Harster comanda l'SB e 1'5D, il suo ufficio si chiama in codice B.d.S. e si
trova a Verona; von Kamptz comanda l'Ordnungspolizei, ha alle sue dipendenze
per la Lombardia, il Piemonte e la Liguria il colonnello delle 55
Walther Rauff, e il suo ufficio a San Martino di Verona porta la sigla
B.d.O.
Un battaglione dell'SS-Polizeiregiment Bozen composto da volontari altoatesini
- racconta von Kamptz -- stato a suo tempo mandato a Roma
99
a ciclo di addestramento non ultimato. L'addestramento avrebbe dovuto es
sere completato nella capitale italiana. I volontari al momento dell'avanza,
ta a ngloamericana presero posizione ai ponti del Tevere, per respingere l
avangua r dle , corazzate nen:l.c he . Anche se il battaglione [ lo stesso che j~t
oggetto dell allen tato dz Ula Rasella con Il conseguente eccidio alle Foss
Ardeatine, N .d.R.] a causa della mancanza di addestramento e dello cars:
arm~me~~o non. era adatto a tale compito, ci che accaduto non pu esse,
re giustifIcato In alcun modo, tenendo conto anche che i reparti della
Wehrmacht hanno lasciato. la citt in modo ordinato. Eine bedeutende Zahl
der Angeh{jngen deO' Batazllons "Bozen" ist unter Zurucklassung von Be.
waffnung und Aus1"uO'/ung nichl nur gejlohen, O'ondern hal O'ich ohne Bejehl
~IS nach Bozen .begeben .. Gruppe des BalaillonO' wurden auch in Bologna,
In Florenz und In Perugza angetroffen. Eine slarke Untersuchung wird die
Sch u/dzgen jeslsleLLen und der verdlenlen Strafen zujuhren, un considerevo.
le numero di appartenenti al battaglione Bolzano non soltanto fuggito ab.
uandonando armi ed equipaggiamento, ma senza averne ricevuto l'ordine s'
portato fino a Bolzano. Gruppi del battaglione sono stati trovati anche ~
Bologna, Firenze e Perugia. Una severa indagine stabilir i colpevoli e
porter a lle punizioni meritate .
Non soltant.o i. v.olontari di lingua ita liana, dunque, voltano le spalle,
ma anche quell i di lIngua tedesca. A questo episodio, ignorato ufficialmen.
te nella storia dell ' sercito tedesco, fa ora seguito un altro, che potrebbe ano
che riguarda re i soldati con le mostrine rosse o i volontari italiani nei bat.
taglioni di polizia. Una compagnia chiamala ad operare contro i baJ1djti~
~ice s~~pre il documento che stiamo citando, stata sorpresa dagli stessi

In pOSIZione ~ ci p~rL i colarme~te idonea [cio idonca all'agguato, N .d.R.I.


Gh automezzI marCiavano a distanza troppo ravvicinata. Non cl'ano state
adottate le misllrc di sicurezza in marcia. Le armi pesa mi erano sistemate
in . t~l modo sug~i a~LOcarri eh al momento dell 'attacco non poterono essere
utilIzzate. La dlrezlOn ta ttica della compagnia era totalmente sbagliata o
del tUlt? assente. Dopoch la compagnia ebbe a subire a lcune perdite a
CaUSa di questa. manch voi guida, il comandante della stessa si arre e COli
i suoi uomini e per l'avvio delle trattative con i banditi sventol un fazzoletto
bianco.
La colpa nel primo caso - continua il documento scritto da von
Kamptz in riferimento alFordinanza (ErLass) del Reichsjiihrer- S del
2.0.3.1944 che stabilis 'c che .. ogni comandante delle Waffen- deve balteI'l ,con. la ~ua t;~lppa fin? all'ultimo uomo", da~'S jedel' Fil/l" cr del' WaffenS.
s mzt Jetner 71'utJpe OH lelzlen Man I! zu Iliimpj"en hai - della lruppa\
nel secondo del comandal1lc di compagnia. Ambedue possono forse essere
compresi psicologicamenle, poi 'h quei capi e quegli uomini non si erano
mai trovati in una luazione simile e credevano, fa lsamente, che non vi si
sarebbero trovali mai. Ma in guerra, e specialmente nel quinto anno di
700
guerra, ognuno - anche l'ultimo dei plotoni di polizia - deve sapere che
pu essere impiegato, quando vi necessit di uomini, in punti importanti
del fronte. Meno una truppa addestrata, pi l'ufficiale e il sottufficiale
devono reagire con forza in caso di fuga. Il soldato che indietreggia senza
ordini, e in particolare il soldato che fugge, ha perduto il diritto alla vita.
Ein Soldat, der ohne Befehl zuruckgeht, insbeO'ondere ein Soldal, der jliehl,
hai sein Recht am L eben verwirkt. Ogni superiore autorizzato, ed eventualmente
obbligato, ad abbatterlo. Jeder Vorgesetzte ist berechtigt, und gegebenjalls.
v.erpjlichte.t, ihn nfederz~schiesO'en. Un tal~ esempio porter gli
altri uominI alla ragIOne, ali obbedIenza ed a fermarsI. Em derartlgeO' Belspiel
wird die anderen Minner zu Vernunjt, zum Gehorsam und zum
Halten bringen .
Questo documento venne fatto conoscere, sottolineando la necessit di
difendere <d'onore del soldato , a tutti i reparti. Quello da cui abbiamo ricavato
le frasi citate fu portato in particolare davanti alla nona, decima e
undicesima compagnia volontari del terzo battaglione del 12 reggimento
SS di polizia, al gruppo "propaganda" ed alla sezione amministrativa. Si
sentiva il bisogno di dare un giro di vite alla disciplina generale, mentre le
battaglie perse di El Alamein e di Stalingrado avevano ormai tolto ogni illusione
sul come sarebbe finita la guerra. I mesi che la Wehrmacht e le SS
avevano davanti fino alla conclusione del conflitto erano tutti estremamente
difficili.
di quel periodo una strana "invasione" nelle SS di medici italiani.
Forse per la sicurezza del posto ed i vantaggi di carriera, forse per la paga
arricchita di speciali indennit, forse per la possibilit fornita dalle SS di
accedere a laboratori dove venivano eseguite particolari esperienze, un forte
numero di italiani laureati in medicina si presenta ai centri di arruolamento
ed entra nei ranghi degli uomini che portano sulla bustina il teschio
d'argento. Devono essere tanti se il ReichO'juhrer-SS il 2 maggio 1944 dirama
dal Feldkommandostclle la circolare RF /M. 35/ 46/ 449 al Reichsarlzl

SS und Polizei, allo Chej SS-Fuhrungshauptamt, allo Chej SS-Hauptamt,


all'H6chO'ten-SS und PolizeiJiihrer lLalien e all'SS-Stul'mbannjiihl'er Grothmann.
Come mi hanno informato, dice, una certa quantit di medici
italiani stata arruolata nelle Waffen-SS. Non ho nulla da obiettare
sull'utilizzazione dei medici italiani, ma non desidero, tuttavia, che essi
portino i segni runici sulle mostrine [cio la doppia esse nazista, N.d.R.]. I
medici italiani devono portare sulle loro mostrine i contrassegni delle unit
SS italiane 21.
Himmler teme che la commistione di individui militarmente non preparati
e di carattere debole, non teutonico, con altri induriti dalle pi tragiche
avventure possa gettare il seme della discordia se non della rivolta, e
tende a separare i militi gi preparati alla lotta da coloro che stanno ancora
seguendo corsi d'addestramento. I rapporti che gli giungono dai vari co707
mandi dell'Italia settentrionale evidentemente lo preoccupano, e perci due
giorni dopo la circolare che abbiamo riportato, ne dirama una seconda (l'I
RF/ M. 35/ 42/ 44 del 4 maggio 1944) che, oltre alle persone gi citate,
diretta ques ta volta ali' SS-Brigadefuhrer Hermann Fegelein (" cognato" d
Hitler perch ha sposato la sorella d Eva Braun, amante del Fuhrer) e
all'SS-Oberfuhrer Rode. Tutti gli italiani che fanno parte delle nostre divisioni
SS devono, con effetto immediato, portare: 1) le mostrine concordate
per i volontari di nazionalit italiana; 2) lo scudetto nazionale italiano.
Questa disposizione deve esser applicata sollecitamente" 22.
L 'uomo che vendic Heydrich
Perch queste precisazioni ? Himmlel" probabilmente, vuole assicura rsi che
vi sia una n lla suddivisione tra le SS di sangue germa nico e le a ltre, concedendo.
le mostrine nere soltanto alle unit provate in prima linea, che
hann~ rl affermato. paga nd.o col proprio sangue, la loro volon t di appa rtener
Idealmente al orpo nazista. Gli stra nieri che si al'ruol ano nelle SS
non diventeranno, infalli , mai d ttadini tedeschi in ragione di questa loro
adesione, ma con il loro giuramento vincoleranno la loro vita agli ordini di
H itler. Contemporaneamente resteranno sottoposti al Codice militare di
guerra tedesco ed alle pene da esso previ te: in aso di trasgressione al rcgolamento
verranno mandati davanti alla Corle ma rziale e ondanna ti , <:o.
m.e vedremo in seguito.
Gli stessi ufficiali, pur dopo aver seguito un corso di riqu alifi cazione ed
avere ricevuto l'assenso scritto da parte del comandante tedesco dell'unit
cui appartengono, non saranno mai, per principio codificato, interamente
SS, come i loro colleghi razzialmente germanici. Nei loro confronti verr
usata una piccola astuzia burocratica, la quale dimostrer subito che non
appa rtengono al nu 'Ieo tedeso puro. L'Hauptslurrnji1hrer germanico
SS-HaujJl turmjiJhTer; l'italiano l'olandese, il b Iga, il galiziano, il danese,
il norvegese, il bosniaco pari grado Waffen-Hauptsturmfi1h1er. Un particolare
non indifferente secondo la ment alit nazista 23.
Himmler stato chiaro a questo proposito e l'S -BrigadefiJ.hrer und
Generalmaj01' de?' Polizei dr. Ha rster lo ricorda in una sua nota: D
Reichsjuhrel' delle SS ha ordin ato qua nto segue: "Prego di fa re a ttenzione
affin ch nei documenti, uffi ciali e non non si a pplichi ai tanti membl'i. del.
le comunit traniere che noi a ttualmente organi zziamo nell 'a mbito delle

la di~ion dj -Nlann che a noi ta nto cara e che per noi r ive ' te ta nto
valore. E fa lso pa rla re di S- NIann u raino. Bisogna dire in questo modo:
un uCl'aino che fa pan e delle unit armate delle S, ecc. ecc. ",. (Es istfal.
J'ch, u?n t!inem uh aini dlen S-Mmln zu S'p/eehen. Es muss richtig Ilei _
sen: em III den Waffen- Verbanden del' S dienender Uhainer usw,)2~.
702
Per metter ordine tra le unit SS in Italia, Himmler procede a questo
nLO ad una nuova nomina: quella, a pa rtire dal 15 giugno 1944, del co~~
ndant delle WaJJen- nel lerritorio della repubblica di Sal scegliendo
~In uomo pa rticolarmente energico, l' -GruppenfiJh7'e7' und Generalleutani
der WaJJen-S Karl von TreuenCcld. La nomina viene falta con latlo
fl ef non urlare eventuali su selbilil. Il 7 maggio dal Feldkommandostelle
Parte cos una lellera per il pupillo Ka rl Wolff (siglal~ R '1M . 35/ 3?~
7 144) che di e: Liebes W6llfchen!, caro lu?etto. ?o~o LI no l~'O colIoqlll,o
ho dato l'ordine che le unit da Lei rorma te In ltaha SIano, con I?e~ale UI1l:
~ con tutti i rel ativi doveri diritti , a meno che non SI traltl di reparti
ldii' polizia . on efretlo dal 15.6.1944 ho nomina to omandante presso l'AI to.
comandante delle e della polizia in Italia [cio lo stesso Wolff. N.d.R.j
l'SS-Gruppenfiihrer ttnd Ceneralleutnanl der' WaJJen-S von Tre.u:nr~I~ .
he Lei conosce molto bene e che ha una solida conoscenza capa Ila mdl~
are>i. A questo punto Himmler lascia lo stile burocratico c aggiung~ dando
orne sempre del " tu" a ll 'amico: Qu,i acclu~o c' anche. un~ lellenna ch
li devo manda re. Cordi ali saluti e arrivederCI presto! Hcll Hler! Il tuo fedele
Heinrich Himmler" 25. .
La scelta di von Treuenfeld veramente perfetta. Quel generale nato Il
31 marzo 1885 a Flensburg, ai confini con la Danimarca, dove si sarebbe
conclusa nel maggio 1945 la parabola del Terzo Reich, e che aveva la. tessera
SS numero 323.792, il castigamatti adatto a raddrizzare certe sItuazioni
pericolanti. stato comandante delle WaJJen-SS Nord nel 1941, delle
Waffen-SS Bohmen-Miihren dal dicembre L 941 al .luglio 1942, . del~e WaffenSS Russland- ad nel 1943 ed ha, soprattutto diretto l ~ ca~cl a al volontari
cecoslovacchi ch , lanciati i in paracadute da un l-Ialifax l1lglese, hanno
portato a termine il 28 maggio 1942 nella Kirchm~yerstrasse di Praga
l'attentato contro l'SS-Cruppenfi1hrer Reinhard Heydnch, Relchsprotektor
della Boemia e della Moravia. Von Treuenfeld in quei momenti non bad
a spese: mobilit diciannove ufficiali e 740 SS e, pur avendo ?ovuto ~opportare
14 morti e ventun feriti nelle proprie file, riusc a stermmare gli attentatori
asserragliati nei sotterranei della cattedrale di San Cirillo e Metodio
della capitale cecoslovacca. Dal momento in cui scopr il luogo in cui i paracadutisti
si erano nascosti ci mise per liquidarli soltanto sei ore. Aveva come Himmler avrebbe scritto al suo <dupetto " - una solida conoscenza e
capacit militare ", ein solides, soldatisches Wissen und ~onn.en. .
Lo avrebbe dimostrato una volta di pi con le sue direttive ferOCI nella
lotta antipartigiana nella Venezia Giulia e con quelle .per le unit~ impi.egate
nelle vallate alpine. Con lui comincia un nuovO penodo della vita del volontari
SS italiani che dovranno assumere un volto ancora pi duro e comportarsi
con spiet~tezza. Il tempo delle ambiguit finito: da adesso alla fine
la parola sar soltanto alle armi ed alla disciplina ferrea.
703

CAPITOLO VI
DUE BATTAGLIONI AL FRONTE
INQUADRATI NEI REPARTI TEDESCHI
Un seumanale S5 a Milano
Sabato 28 marzo 1944 compare a Milano un nuovo periodico. Si chiama
"Avanguardia europea" l ed ha come sottotitolo la dicitura quanto ma'
d
.I
strana I "settimanale politico-letterario. La sua redazione si trova in
quel "quadrilatero delle forze nazifasciste" che va da via Moscova fino a
piazza della Repubblica (allora piazza Fiume), cio al numero 4 di corso di
~orta ~ u~va, telefono 60.548. Viene stampato nella tipografia Gemest, in
VI~ Galilei 7, e ne direttore responsabile Felice Bellotti, un giornalista
milanese che, gi camicia nera in Africa Orientale nella Divisione d'assalto
X X Vi Il OUobre, era stato corrispondente da Berlino de "La Stampa" e
che non manca in alcun modo di dimostrare le sue simpatie per il nazismo.
"Avanguardia europea" il nuovo settimanale per i volontari italiani
nelle 55 ed ha preso il posto dei giornaletti che i singoli battaglioni hanno
provveduto, a cura delle loro sezioni propaganda, a stampare durante la loro
prima permanenza in vari centri dell'Italia settentrionale. Tutte le unit
composte da volontari stranieri ne hanno uno: serve all'educazione politica
e all'indotLrinamento dei soldati, ed posto SOllo il controllo e la u.pervisione
dell 'Ufficio per l'educazione germanica (Cennanische Erz iehung
~mt. I~l) d~l~ 55, che sl~mpa anche altri giornali e opuscoli eli propaganda
lJl diecine di ~mguc stramere. Quello delle fran esi si stampa a Parigi al
numero 24 di Avenue Recteur-Poincar e si chiama "Devenir" e porta a
sua volta uno strano sottotitolo: Journal de la Communaut Europenne"l
ma impaginato in forma abbastanza moderna, con grandi fotografie.
Quello che viene preparato a Milano francamente di tono grigio e deprim~
nte, e rivela. nella sua impaginazione un certo qual carattere germanico,
prl:'o di fantasia, anche se in prima pagina campeggia un disegno di Boccasile:
un soldato delle S5 (ma senza distintivi) che suona l'appello. In alto
a destra una manchelle dice: Chi non sa portar l'armi in mano, volti cantone
e stia zitto , una frase pronunciata nell'Ottocento, e per tutt'altri motivi,
da Cesare Balbo. .
L'articolo di fondo del direttore: Per la bandiera. E il direttore spiega:
704
"Questo settimanale esce all'insegna della Nuova Europa. Senza equivoci,
senza riserve, senza tentennamenti. L'Europa di domani per la quale ci
battiamo un'Europa che sia una comunit di popoli, nella quale i pi
forti siano garanti dei diritti dei pi deboli, i pi ricchi responsabili del benessere
dei pi poveri, mentre, a loro volta, i pi deboli e i pi poveri collaborino
con la loro lealt e con il loro lavoro al progresso morale, culturale
e materiale del continente.
A questo punto il direttore diventa ancora pi esplicito: I ponti con il
passato sono tutti bruciati. I barbari d'oltremare hanno dimostrato di avere
in odio non gi la sola cultura germanica come volevano e vogliono pertinacemente
dar da bere, ma tutta la civilt europea. Questo perch i princip
morali e sociali della vecchia, ma immortale Europa, figlia di Roma, sono

inconciliabili con le loro materialistiche dottrine, che si riassumono in


un'irrefrenabile mania di ricchezze, di dominio e di prepotenza [ ... ) L'Italia
sola non pu resistere all'urto. Il popolo italiano impotente a sostenere la
loro violenza satanica e criminale [ ... ) Dio ha posto ai nostri confini il popolo
tedesco. Per un avvenire di pace e di benessere, perch ogni ventennio
la giovent non vada a farsi macellare sui campi di battaglia e la nazione
non sia trascinata nella rovina, occorre che italiani e tedeschi vadano d'accordo.
N ai siamo ancora in tempo per creare, unitamente ai nostri alleati
germanici, la Nuova Europa. Essi ci onorano oggi consegnandoci di nuovo
quelle armi che il tradimento ci aveva strappato di mano. Se sapremo farne
uso, se sui campi di battaglia noi dimostreremo che quella di Badoglio
stata un'aberrazione di pochi e non la vigliaccheria dei pi, allora l'Italia
potr ancora rientrare a testa alta nel consesso delle nazioni europee. Nessun
miglior retaggio noi potremo lasciare alle generazioni future.
A Bellotti nel primo numero si affianca il teorico dell'antiebraismo Giovanni
Preziosi con un articolo: Perch, mentre in terza pagina il cieco di
guerra Carlo Borsani presenta un suo racconto - Il trombettiere - e altri
giornalisti e scrittori (Silvio Giovaninetti, Angelo Rozzoni, Luciano Ramo,
Oreste Gregorio, Aldo Missaglia, Alfredo Camperti, Fidenzio Pertile, Arnaldo
Cappellini e il tenente Luigi Sidari) offrono in collaborazione i loro
pezzi.
Nel secondo numero (25 marzo) la testata perde l'aggettivo europea
e diventa soltanto "Avanguardia", mentre la scritta spiega pi concretamente
che quello un settimanale illustrato per i volontari . Ma quali
volontari? Per quelli della repubblica di Sal c' gi il bisettimanale "Sveglia!",
ed ha grosse ambizioni e molti fondi e collaboratori. E allora? Senza
svelare ancora nulla, Bellotti continua con i suoi fondi retorici. Bando agli
egoismi, ai personalismi, alle invidie, alle gelosie. La Patria eterna , dice,
ci chiama tutti a raccolta. Ogni cittadino deve sentire il dovere di accorrere
sotto la bandiera che oggi sventola. E dobbiamo ricordare agli Italiani
che, se il nostro vessillo nazionale ancora sventola, dopo l'infamia dell'8
105
settembre, ci dovuto unicamente alla presenza di Benito Mussolini a
po dello Stato? Dobbiamo ricordare che la Germania tradita ha .
to al popolo italiano l'aspra ritorsione che aveva il sacrosanto diritto
mettere in pratica solamente perch una leggendaria impresa ha ridato
libert al Duce, fraterno amico di Adolf Hitler? Suvvia, signori
Presentatevi con dignit e senso del dovere per offrire la vostra col
zione alla rinascita nazionale. Occorre portare definitivamente fine a q
sta cieca e inconsiderata passione per le fazioni che ha gi trascinato u
volta la Patria in un vicolo cieco .
Ma se apriamo il giornale, guardiamo in una pagina interna trovia
gi la pubblicit della Legione SS italiana, che chiama a raccolta i
ri ". Occorrono onore, coraggio e fedelt ", dice, e promette due cose
contano per chi ha voglia di battersi e pochi quattrini: Le brigate d'assai
"Ve n de tt a"," Pa tn.a, > e " I ta l'l a " saranno m. quadrate con i pi moderni
potenti armamenti ed i migliori istruttori. Vitto e stipendio delle Forze A
mate germaniche. Segue l'elenco dei primi centri di arruolamento.
Il direttore: l'SS.Oberschar(iihrer Schramm

Nel terzo numero Bellotti non c' pi, l'hanno silurato. Il


Emilio Canevari - la cui carica uffi ciale quella di generale addetto al
Comando Legioni Volontari SS Italiani a Cremona - l'ha sollevato
dall'incarico subentrando al suo posto. Bellotti, secondo una lettera riservata
personale n. 56 che Canevari invia al ministro della Cultura Popolare a
Sal, venuto meno alle direttive concordate con il ministro stesso, il generale
Karl Wolff e l'Ambasciata germanica, che ha concesso i fondi necessari,
la carta e le attrezzature.
Tali direttive dice il generale erano perfettamente note: un settimanale
per la propaganda fra le truppe e per le truppe da cui fosse escluso
ogni carattere Imlemico e ogni contenuto politico: un giornale soldatesco,.vivace,
spigliato e atto a mantenere l'elevato morale dei nostri volontari [ ... ]
Ieri [79 mauo 7944, N.d.R.] ricevendo il primo numero del settimanale ho
dovuto constatare come [ ... ] le direttive siano state completamente svisate: il
settimanale un giornale politico, polemico e, per di pi, contiene accenni
e trafiletti assolutamente contrari ad ogni fondamento di militare disciplina,
come il volgare attacco contro l'ex-capo di S.M. gen. Gambara, attacco
che non pu non essere riprovato da ogni ufficiale e che pertanto sorte un
effetto contrario a quello che probabilmente il Bellotti immaginava.
Il c eneralmajor Canevari , dunque, il nuovo direttore di "Avanguardia"
mentre redattore responsabile diventa quel tenente Italo Libero Guardone
che gi dirigeva il giornaletto "Onore" dell 'VIII Battaglione Milizia
Armata di Lecco. La scritta sotto la testata chiara ed esplicita: Settima706
le della Legione SS italiana . Ci sono altri collaboratori: Aldo Raciti,
(la M . R .
Aldo Cappelli, Vittore Querl, Pino Zanchl e ano enzl. .,
Una svolta nel giornalismo SS? Forse, perch nel numero succeSSIVO, Il
qua rto , quello di saba.to 8 a.prile' an.che C anevari sparito (verr arrestato
il 22 aprile su denuncia del direttore Cul ha tolto .Ia poltrona) e al s.uo po.sto
c' il tenente di Lecco, che arricchisce il cast dI due collaboraton: GUldo
stacchini e Franco Alfonso pinel1i. Ma anche il lenente dura un numero
solo. Due giorni dopo l' uscita del numero 4 del settima na le l' -StancJt:r.
'''u''hrel' von Elfenau capo di la lO Maggiore dci Kdo.- lab. l/al. Fmw. tOnJ' , ,
LegiMon, annuncia nel uo Tagesbefe'~l. Nr .. 64 che .. per ordme dell Alto
Comandante delle S e della PoliZia ID ItalIa -Obergruppen jahl'er
und Cenerai d~r Waffen- S,. WoIff, ,~e11'8/4/ 19~~, ~gb. N~.
3284/ 39, l'incarico di direttore del s~lUmanale Avan~uardla vlene .. affldato
all ' SS-Oberscharfiihrer chriftletlel' Schramm. L SS-Ober~charfu~rer
Schramm, dice il comunicato, assume la direzione con effetto ImmedIato.
La scelta dei collaboratori sua libera prerogativa 2.
un vero e proprio terremoto. Il dottor Hermann Schramm ha quarantatr
anni, nato in Austria, fa parte del Sicherheitsdienst, ha la tessera
SS numero 317.432 e quella nazista 900.664, ed pratico di giornalismo in
uanto Schriftleiter, cio redattore. Schramm trasferisce la sede del settima~
ale e la porta in via Monte Santo 3, sempre nel " quadrilatero"delle forze
nazifasciste. Anche il numero di telefono cambia. Adesso il 65 .594. Dal
numero successivo, e fino al 9 dicembre 1944, redattore responsabile diventer
Marcello Morabito, un giornalista milanese nato in Belgio. Poi lo sostituir

il capitano della Waffen-SS Salvatore Piras, un sardo che ha dimestichezza


con la penna e con la macchina da scrivere. .
Intorno all'SS-Oberscharfiihrer dr. Schramm si coagula un gruppo dI
giornalisti e scrittori, per la maggior parte m~lanesi . So~o, oltr.e a quelli gi.
citati pi sopra, Giorgio Maria Sangiorgi, PIO de Flavlls, G~ldo ?~alassl.ni,
Bosio Boz, Paolo d'Olona, Enzo Di Guida, Mario Campi, LUlgl Gatti,
F.P. Cavaliere, Olga Raglianti, Alfredo Pimenta, Vini cio A. Barnaba, Gustavo
Traglia, Vincenzo Satta, Mario Vanni, Sandro Roberti, Paolo Montagnani,
Salvatore Piras, Francesco Passer~ni , ~i~vanni . C~rer,. Enzo Grazzini,
Marco Ramperti, De Dea Ceccarelh, LUlgl Barblen, GIUseppe Maria
Rivarola, Renato Famea, Domenico Vanelli, Giuseppe Calogero, Alberto
Manetti Alessandro Mussano, Francesco C. Antoniotti, Guglielmo
Marra Paolo 'Valenti, Anna Maria Borboni, Viniori Ratti, Laura Ridolfi,
Albert~ Gabrielli, Bruna Varini, Alfredo Nacci, Ferdinando Aldighieri, cui
sono da unire a parte il poeta americano filonazista Ezra Pound, il famoso
illustratore Gino Boccasile che alla propria firma nelle vignette aggiunger
sempre la sigla SS, Ambra e Damiani per i disegni e Patituc~i pe.r le ~r.andi
carte geografiche, che vanno a ruba in quanto nella carestla di notizie e
di atlanti permettono di seguire i movimenti del fronte.
707
Intorno a questo nucleo - in parte formato da giornalisti e grafici che
fanno parte del "Corriere della Sera", nella cui tipografia di via Solferino
si stampa "Sveglia!", il giornale per i soldati italiani e le loro famiglie
diretto da Vittorio Curti con altri collaboratori milanesi e piemontesi ruotano i protagonisti veri e propri del volontariato SS, cio gli ufficiali ed
i sottufficiali delle unit formate dai nazisti, dal tenente Luigi Sidari al capitano
Salvatore Piras, al capitano Leale Martelli, al sottotenente P.G.
Bizzini, al tenente Vasco Mingori, al tenente Luigi Maria Fava, al tenente
Raimondo Cisari, ai sergenti Italo Ancora, Walter Soldani e Franco Merli
(che collabora anche al complesso artistico), al maresciallo Mario Severitti,
all'allievo ufficiale caporale SS Leonardo Mazzoleni, per non citare
che i pi assidui, ed i Kriegsberichter nazisti dai vari fronti.
L'influenza dei giornalisti milanesi si far sempre pi lieve a mano a
mano che i mesi passeranno: mancando episodi di guerra con protagonisti i
propri reparti su cui ricamare (ad eccezione di quello di Anzio/Nettuno
che sar sfruttato per mesi) e non potendo, o volendo, glorificare i durissimi
rastrellamenti e le repressioni nei paesi delle vallate alpine, anche perch
in tal modo l'afflusso di volontari potrebbe ridursi notevolmente, ritorcendosi
a proprio svantaggio, "Avanguardia" ospiter con sempre maggiore
frequenza scritti forniti direttamente dalla propaganda germanica, cambiando
nuovamente volto ed acquistando una pesante cupezza. N, d'altra
parte, nel panorama generale delle operazioni militari che, dopo lo sbarco
in Normandia, si va sempre pi deteriorando, gli italiani avranno altro
materiale da fornire se non quello delle sanguinose operazioni contro i partigiani,
italiani contro italiani, in pianura e nelle valli, dette di grande polizia
: nelle file degli stessi volontari SS si avverte l'imbarazzo ad affrontare
il penoso argomento.
"Avanguardia" resta, tuttavia, un documento prezioso nella storia delle
SS italiane, ed proprio su di esso - nel numero 4 dell'8 aprile 1944 -

che compare il primo annuncio di un reparto di volontari dalle mostrine


rosse in prima linea. Sul fronte di Nettuno, dice un comunicato, nel
corso di azioni di pattuglia e di tentativi di infiltrazione del nemico, unit
della Legione SS italiana hanno decisamente contrattaccato ristabilendo
prontamente la situazione precedente. I volontari della nuova Italia, alla
prova del fuoco, hanno dimostrato eccellente spirito combattivo e ottimo
morale.
I morti di Anzio e Nettuno
Sono i volontari del I.Btl./tal.Freiw. Waffen-SS che porta il nome di Vendelta:
650 uomini che, suddivisi tra i reparti tedeschi, sono entrati in linea
il 17 marzo nel settore del Canale Mussolini, Fossa di Cisterna, Borgo
108
podgora e Borgo Carso e che per oltre il cinquanta per cento lasceranno la
vita in quegli scontri: 340 morti. Li hanno mandati a battersi - racconta il
corrispondente di guerra Alessandro Niccolini - con il normale armamento
di fanteria italiano, contro un nemico copiosamente fornito di armi
automatiche, di mezzi meccanizzati e corazzati e, <<tra privazioni e angustie
, li hanno infilati in buche umide che non si potevano approfondire
per non incontrare l'acqua salmastra e bruna, ultima traccia della palude
vinta, in proporzione numerica di 1 a 8 e 1 a 10, tra gli uragani di
fuoco delle artiglierie navali e campali .
Resteranno al fronte senza cambio, in una guerra di agguati, di lotta di
pattuglie e di trincea, per nove s;;t!i!!l.ane, opereranno su un fronte di cinque
chilometri e mezzo, avranno come ricompensa da parte dei tedeschi 22
croci di guerra di seconda classe e 52 promozioni sul campo, e da parte di
Mussolini 10 medaglie d'argento pi la medaglia d'argento al gagliardetto
del battaglione. Vi saranno anche prigionieri e dispersi, ma il loro numero
non verr mai comunicato. Saranno gli unici, i prigionieri, a metter piede
su quella spiaggia di Nettuno in cui, nella primavera del 1903, quand'era
solitaria e piena di suggestione, D'Annunzio, guardando il mare, scrisse di
getto, in un mese, La figlia di Jaria.
Il battaglione - come dice un documento del 7. Gren. Rgt. (mat.)
1028 -(7' Reggimento granatieri motorizzato 1028) del 29 aprile 1944 " immesso con due compagnie e una squadra di mortaisti nel settore del
2' battaglione [tedesca, N.d.R.]. L'immissione viene effettuata a squadre,
vicendevolmente- appoggiate, nel quadro delTe compagnie dislocate in prima
linea, ad eccezione della terza compagnia [italiana, N.d.R.] impiegata in
modo compatto ed unico nel settore destro. L'impiego alternato ha dato
buoni risultati. La sicurezza deiIa linea di congiungimento tra il l' e il 2'
battaglione, adiacente alla terza compagnia [italiana, N.d.R.], compito affidato
a gruppi di cacciatori tedeschi .
Comanda il gruppo italiano il primo seniore della milizia Carlo Federico
Degli Oddi, milanese, trentadue anni, alto un metro e 65, iscritto al
Partito nazionale fascista dal giugno 1924, che ha nel suo carnet la prima
guerra mondiale, la pacificazione della Libia, la campagna dell' Africa
Orientale e, dal novembre 1938, la guida della 97' Legione della Milizia
Volontaria Sicurezza N azionale di Siena. Nel febbraio 1941 Degli Oddi si
presentato volontario e gli hanno affidato il 97' Battaglione Camicie Nere,
con il quale per trenta mesi ha partecipato alla lotta contro i ribelli in

Bosnia, Croazia e Dalmazia. L'8 settembre 1943 - dice il suo curriculum


- si affiancato subito ai camerati tedeschi e sino al 27 settembre
dello stesso mese ha preso parte con il proprio Battaglione alle operazioni
della 114' Divisione Jager.
un ufficiale fidato, e fidati sono pure i suoi subalterni, tutti di solida
fede fascista. I ruoli sono cos distribuiti:
109
ComjJagnia comando: capitano Adolfo Alessi, nato a Bagni di Lucca il 28
gennaio 1902. Centurione della M VSN dal 1 giugno 1940, stato sul
fronte greco nel 1941 in un Battaglione di Camicie Nere e dal maggio
1942 all'8 settembre 1943 ha preso parte a tutti i rastrellamenti in Bosnia
Croazia e Dalmazia con il 97 Btg. Camicie Nere. '
Aiutante maggiore in seconda, il tenente Bruno Minucci, nato a Siena
il 5 settembre 1913, gi impiegato al Monte dei Paschi di Siena. Volonta_
rio in Africa Orientale, si specializzato in operazioni di grande polizia
nel Goggiam, a ovest del Lago Tana, e poi nei rastrellamenti contro le
bande dalmate e bosniache comuniste" quale comandante del plotone esploratori
del 97 Blg. Camicie Nere.
Prima compagllitl fuciliai: capitano in SPE Remo Buldrini nalO a Rimini
il l gennaio 19 14. stato in Africa S ltcnLrionalc con il 28 Reggimento
fanteria della Divisione Pauia, quale comandante della compagnia morlai
da 81 e della compagnia Arditi. Dall'Africa passato poi in Croazia con la
Divisione Murge.
Primo plotone fucilieri, tenente Domenico Ricciardi, nato ad Avellino il
lo gennaio 1915. Insegnante di disegno, comandante donale dei giovani fascisti,
stato in Slovenia e in Montenegro nel 1941 con il 1440 Battaglione
Camicie Nere e poi ha preso parte a tUlli i l'a trellamenli eseguiti in Dalmazia
e Croazia dal 970 Battaglione Cami ie Nere, a cui stato trasferito
dopo averne fatto richiesta al duce.
Plotone mitraglieri, sottotenente Nicandro Bovenzi, nato a Calvi Risorta
(Napoli) il 15 settembre 1921. stato in Grecia con l'11 Battaglione
mortai della Divisione Brennao, poi in Africa Settentrionale (2320 reggimento
fanteria) e quindi in Albania partecipando ai rastrellamenti fino
all'infausto 8 settembre l>. In data 1 O settembre 1943 dice il suo curriculum
collabor con il suo reparto con i reparti tedeschi in Albania >'.
Seconda compagnia fucilieri: tenente Giuseppe Rapone, nato a Pescocostanzo
(L'Aquila) 1'8 novembre 1901. Fondatore del fascio nella sua citt
istruttore premilitare e ufficiale della G.I.L. (Giovent italiana del Litto~
l'io), stato in Sicilia con la 168' Legione Camicie Nere e poi, in seguito
a tre domande per l'oltremare, assegnato in Croazia aII'89 Battaglione
Camicie Nere d'assalio partecipando a tutti i rastrellamenti quale comandante
di plotone fucilieri .
Plotone fucilieri, sottotenente Giuseppe Giorgi, nato a Santa Lucia
d'Albana (Pala) il 20 settembre 1920. Ufficiale in SPE dal 25 marzo 1943,
stato poi sul fronte balcanico con il 4 Reggimento Bersaglieri.
Plotone fucilieri, sotto tenente Roberto Sisto, nato a Boiano (Campobasso)
il 24 agosto 1919. Segretario del GUF (Gruppo universitario fascista)
di Boiano e capomanipolo della G IL (Giovent italiana del littorio), ha
preso parte alle operazioni in Jugoslavia nel 220 Battaglione GAF (Guardia

alla frontiera) e nel 2 Battaglione Arditi speciali di Corpo d>Armata.


770
Terza compagnia fucilieri: capitano Guglielmo Brown, nato a Firenze il 13
maggio 1912. Ufficiale dei bersaglieri (3 e 5 Rgt.) , stato capo-manipolo
della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale nel 92 Battaglione Camicie
Nere di Firenze, poi in Albania con la stessa unit e quindi in Slovenia col
71 0 Battaglione Camicie Nere col grado di centurione. La sua iscrizione alla
Milizia risale al 1930 ed al partito fascista al 1934. Vice-comandante
il tenente Francesco Plezzani, nato ad Algringen (Germania) il 21 novembre
1911 e residente a Plezzo (Gorizia). Capomanipolo della Milizia Volontaria
Sicurezza N azionale, stato sul fronte greco-albanese col 2320
Reggimento fanteria Brennero. Fatto prigioniero dai tedeschi e trasportato
in Germania, ha aderito alle SS italiane fin dai primi giorni.
Plotone fucilieri: sottotenente Pietro Sartori, nato a Mirano (Venezia)
il 4 gennaio 1916. stato sul fronte occidentale e su quello jugoslavo con il
37' reggimento fanteria di Alessandria. All'armistizio passato a fianco dei
tedeschi arruolandosi nelle SS.
Comanda il plotone mortai aggregato alla Compagnia comando il tenente
di artiglieria Armando Cimmino, nato a Napoli il 10 marzo 1910,
che - dopo una parentesi in Africa Settentrionale con le divisioni Ariete e
Pavia - era in congedo e che ilIo febbraio 1944 ha presentato domanda
per essere richiamato in servizio nelle SS. Funzionario deI!a Confederazione
fascista dei lavoratori del commercio di Milano, iscritto al Partito nazionale
fascista dal 1932 e dal 20 settembre 1943 a quello repubblicano,
entrando a far parte nella metropoli lombarda della commissione di revisione
del gruppo "Antonio Sciesa".
Tutti, quindi, ufficiali di provata fede fascista, scelti dai tedeschi dopo
un'accurata selezione. Lo stesso avverr, ma con criteri molto pi duri, per
il battaglione Debica che, in maggio, si affiancher al Vendetta, ma pi a
nord, nella zona di Civitavecchia, e di lui non parler quasi nessuno. II
Debica la formazione venuta dalla Polonia che, dopo la sosta a Milano, e
l'addestramento ed i feroci rastrellamenti in Val Pellice, ha avuto il cambio
dai battaglioni di Bologna e Trieste, ed partita alla volta di Roma inquadrata
nel Kampfgruppe (gruppo da combattimento) agli ordini dell'SSStandartenfuhrer
Karl Diebitsch, un ufficiale di Hannover che, gi artigliere
nella Marina guglielmina, si fatto le ossa nelle SS ( stato Kulturreferent,
consigliere culturale, di Himmler, era nel Quartier generale del
Fi.ihrer durante la campagna di Polonia, ha militato nelle divisioni SS Tolenkopf
e Wiking e in un Corpo corazzato delle SS: la sua tessera nazista
porta il numero 4.690.956, quella delle SS il numero 141.900). Nel suo
Kampfgruppe si trova anche il battaglione Barbarigo della Decima Mas,
comandato dal capitano di corvetta Umberto Bardelli.
Il 27 aprile la l' Brigata d'assalto della Legione SS italiana diventa
agli effetti burocratici la l' Brigata italiana granatieri SS. Lo annuncia con
il TagesbeJehl n. 65 lo stesso Wolff. Due giorni prima "Avanguardia" ha
111
pubblJ,c ato un elenco di morti Essi, come dI,c e 1,1 testo, sono ca dUt'l ona1.'IO, SS
Qu m, t'l er o Flon,n Gd"o cl as'csl1a9es2s0,e d1i9 1C3a, pdoi bTonoinf,an toi ;(
Cosenza) ;

campo per l'onore del popolo it,a liano e per la ri"n ascIta d eI l a patn'a "I, ente
maggw'Sre,S Ferr,e ro IOv1a9n2m4, di Palagano (Mo de na ) ;
nomI,, cos COme risultan o dal settJ, manale, sono questi,: onan,o SS T OSI A"ntom,o'
clals se 192,7 di Roma,
1' 0narw'S S FabelhnI Gmo, c asse ,
SS-Untersturmjiihre1' Hafn er Rodolfo, nato a Trento nel 1920; I ' , d ' t' si interrompe:
sono pi di treSS-sottotencnle Corticelli Giuliano, nato a Taranto nel 1922; poi la pubblI.caz.IO ne del
no,m , , "moc> na guida funebre, Allora I. l dr,
SS-Obmclunj"h,. . Ma y K u N, nato r"n Gecmama nd 1920, IO , il ,,"',m ana l, '"K h ,' a
dI dIventarde. uv i "a p,i,ologko ave",b , pro ba SS-L'gion.,io Baini Ang,lo, nato a an Giuliano Milan,,, noi 1910, ~amm bloc" l'd,neo, ,h,.
dal pulnto I
t
, Al suo posto, e con rilievo, mho
' II arruo amen l. , l' SS.C'PC'. 'maggioTO B'Noldioi Antonio, n"o a Voltido (Cc,",.na)
~wt, df,tt. n'gat". 'ug . . ti "il ,"mp.nam,nto rn mea.
S1S9-1L1e;g ionario Alvi no Armando, nato a Napoli nel 1921; !b~l afa: pubblicare una
tabella dI premIa p
SS- Legionario Maltini Giovanni, nato a Prato nel 1903; ,
SSC.pcmle Tdv,lIa ilvio, nato a Roma noi 1923, ,ci diferr. di ""nda da,,, . ..
SS-CPCralm~.TO Rnman. Vin"n,", nato a Rovo di Puglia (Baci) tto'm,nt' SS Flicl<
M~",mo, d~:;,:~o~: Giovanni (Pia"n,,),
1918; .. . . _ . . ,gm', SS Odand.n~ p",,~, ~: SS.s.'g" ", maggw," C", ro V,h., nato a
Cma d'Ila p"" (P,mg,a) >.<m'e SS Gcand, G ..v anm,. Gui.d o Vnio, ,"Moatie i(tMtimila.
n(L.)i,v o,"o),
1917 'o SS Fia"hi Oocam,", d, Ro"gna .1 SS.C'a pom'm.gg.'.m .Pm ,. Rob'n., nato a
S'cod,lIa (P",., ) nd 1920; i'.g<i,'n" ario SS M"at.tt. E ,m'n'gi ldo , d, M"n .
SS-Sergente Rangoni Loris, nato a Poggibonsi (Siena) nel 1921 ,
, , p merito di gue1Ta l
li 6 maggio "'mpace un _ ndo eleneo, ,rgomioOnZalO,in.l SSe rG atl,, , ' M'l o rom osso
capora e; En~,ro, d, ~a~hP !"'gio,,",;. SS Torano D,ci~o cla"e 1924, di Po'zo Nuovo
(Padova), igiona,io SS Magoa .. Alf"m, ' " " ,,11, (Ancona), pmmo"". , capnL.g.on."o SS AV_n Goenno, cla"e 1912 d, S. Tomm",o (Belluno); le; . . . d. C "c1nu.v.
Abate (Montakm.-S,,L.g;onorio SS Vigin i Vi tlorio, cla", 1924, di Mocnico al S,do (B'cgamo /#01, SS
M,ngh,m Gughelmo, t a
Caporale SS Garzo Pietro, classe 1917, di Seminara (Reggio Calabria); ) promosso
caporalmagglOr~" mosso caporale;
e7'gente SS Marano F rancesco, classe 1920 dI. Rocchetta Sant'Anton ,u"ionario SS BIg
lm' o Ald o, dI Todn' nPo , pro promosso caporale;
(Foggia); ;,s.i' ,nan. S S Ira l"" or Gt' U, eppe 'dI ' eCs aro, bb'o (Como) promosso
capora05 , l!' L dro I erno I ,
Leg" na";o SS F,a"ini Locen,., cla", 1924, di Agnaddlo (Ccemona); tionano SS Co,tI" ,
can ,
Cap.mlm.ggioe, SS Elia M"io, cla", 1914, di Napoli, ; . . . M d (Milano), peom",,,, ca
pocak

S"g,"" SS M ,n'hicchi Ri"aed., cla", 1914, di A'q uaviva (Si,na), ~ion",i, SS Conwnor F
ehoc, dt ,a
Soltotenente SS Antonelli Arnaldo, classe 1920, di Castilenti (Teramo);
(SCerregmenotne a)m; aggiore SS Ramazzotti Lamberto, classe 1916, di Filouran
Legionario SS De Mayda Vincenzo, classe 1924, di La Spezia;
Legionario SS Ciavarella Oreste, classe 1928, di Milano;
Legionario SS Casali Felice, classe 1924, di Milano;
istintivo d'onore di f erito , ' d' San Fratello (Messina);
. SS Capnno AntOnIO, I
apomlmagglore "l d' Venezia'
apomlmaggiore SS LoregglaG~nglO o; ~i Lipari (Messina);
l . re SS Cullotta IOvann,
aj;ora magglO , di Messina; ,
egionario SS ValentI S~lvato~e, d' G o elIo d'Adda, caSCIna Cristina
'gionarlO' SS Motta FIOrentIno, I r pp
Legionario SS Lai Giovanni, classe 1921, di Santad (Cagliari);
Legionario SS Venturi Tullio, classe 1923, di Vergato (Bologna);
(SBorttiontdeinsei)n; le SS Andriulo Giovanni, classe 1920, di Francavilla
Legionario SS De Seriis Vincenzo, classe 1924, di Bari;
L egionario SS Magnani Alfiero, classe 1913, di Chiaravalle (Ancona);
Legionario SS Mingotti Paris, classe 1913, di Imola (Bologna);
Milano), ,
Fontana " " a a sottolineare la totale dipendenza dal
Con una certa dose d IngenUlta, m d'" d l 3 giugno 1944 riporta aIeu772
I"deschi in campo mI' l'I tare, "Avanguar la e" l comdportamento' el v o' " ff ' ali germanIcI su
ni giudizi espressI da alcu.nI U I~I lt forse che i nazisti non storcono
' ''aei mandat," m lm' ca. E la pnma vo a, , 113
il naso, ma la loro valutazione quella di un maestro verso l'allievo, cOI)
giudizi cii sufficienza sulla pagella.
27 aprile 7944 La collaborazione con i volontari italiani della SS stata
buona e non si ebbero assolutamente punti di attrito. La prontezza all'im_
piego di ufficiali, sotLufficiali e uomini stata sempre egualmente eccellen_
te. Nelle azioni di pattuglia e nella difesa contro gli attacchi nemici essi si
confermarono buoni. [ ... ] Il comportamento militare degli ufficiali stato
ineccepibile. Sottufficiali e truppa si sono adoperati con la loro pi grande
passione perch venissero eseguit.e le disposizioni germaniche al riguardo. I
camerati italiani in trincea sono sempre felici di combattere e di lavorare.
Come giudizio sintetico io ho avuto l'impressione che gli uomini della Ss
italiana sono gli idealisti del loro popolo, idealisti che hanno dolorosamente
la coscienza del tradimento e tendono a ripristinare l'onore dell ' Italia Con
l'impiego senza riserve della loro vita."
tenente StUtz
comandante di un reparto sulla destra della SS italiana
27 aJniLe 1944 [ ... ] I sotLufficiali dnno l'impressione di risolutezza e di
spirito combattivo; la loro condotta militare rigida e disciplinata. Nelle
ispezioni ho sempre trovato le posizioni clelia SS italiana pronte alla difesa".
tenente J uckenack

29 ajJrile 7944 Durante l'impiego sinora la collaborazione con la SS italiana


stata buona. Ho accertato che gli ordini dati sono stati tutti bene
eseguiti [ ... ]. La condotta e la disciplina sono buone. doveroso riconoscere
l'educazione ai disagi e il contegno militare degli italiani della SS. Cos bisogna
riconoscere che tutti, soldati e comandanti, sono animati da un sincero
fanatismo. Tulli dimostrano anche un sincero cameratismo verso i nostri
soldati. Questo si esprime anzitutto nella loro prontezza ad assistere i nostri
feriti."
tenente Miinz, aiutante
Ma i redattori di "Avanguardia" hanno pubblicato dei giudizi tedeschi soltanto
ci che fa loro comodo. Il tenente Sti.itz ha precisato che talvolta si
sparato senza un piano prestabilito" e che generalmente il concetto della
disciplina di fuoco non compreso; i graduati hanno ancora bisogno di lezioni
di tatLica per la scelta delle postazioni e la disposizione del raggio di
, fuoco delle mitragliatrici ". "Avanguardia" ha censurato queste critiche e
cos pure q uelle del sotLotenente J uckenack da costruzione delle opere di
difesa non corrisponde alle nostre direttive; necessaria un'ulteriore istruzione
su come SI costruiscono le fosse corazzate di copertura ed i nidi per
114
mitragliatrici,,), del tenente Miinz (<<hanno l'istinto di sparare, sparare e
ancora sparare, per manca loro la giusta scelta dell'obiettivo per cui spesso
sparano senza scopo,,) e del comandante del II Battaglione del 7 Reggimento
granatieri motorizzati. Il concetto della disciplina del fuoco" dice il
capitano tedesco deve essere ancora pi marcato; al Battaglione SS italiane
occorre una intensa istruzione sui principi fondamentali tedeschi di costruzione
delle postazioni: per esempio le postazioni delle mitragliatrici italiane
non hanno un sufficiente angolo di conversione; il Battaglione non ha
alcuna idea della fossa corazzata di copertura". Il comandante, data l'insufficienza
delle armi italiane in dotazione ai volontari dalle mostrine rosse,
propone per che al battaglione vengano fornite mitragliatrici leggere e
pesanti tedesche e che agli ufficiali sia data una adeguata istruzione nella
tattica del combattimento.
Intanto chi morto morto. Nessuno prende in esame il fatto che, a
causa dell'affrettato invio al fronte di soldati e ufficiali non preparati ad
una guerra dura e di concetto moderno, met battaglione rimasto sul terreno.
Il dolore e la rabbia vengono messi da parte, ed al loro posto si fa entrare
in campo la retorica per imbonire chi non sa. I tedeschi hanno concesso
alcune croci di guerra, e le decorazioni vengono consegnate in un pra(
O presso una vecchia cava, dietro la quale sorgono i monti Albani. C' il
comandante germanico del reggimento nel cui settore sono stati impiegati i
legionari italiani. Brevi, energici comandi", racconta l' SS-Standartenftihrer
Karl Diebitsch in una corrispondenza ad Avanguardia" che viene
subito tradotta in italiano nella redazione milanese, i drappelli d'onore tedesco
ed italiano presentano le armi, il comandante del battaglione presenta
la forza e quindi passiamo la rivista. la prima volta che la Croce di ferro,
questo magnifico ordine militare, viene conferita ai volontari della Legione
SS italiana. Fedeli al loro giuramento, questi uomini hanno combattuto.
Il fuoco nemico li ha resi pi duri e pi forti e, nell'azione, si sono
conquistati la stima e il riconoscimento dei camerati germanici.

[ ... ] Un Sieg Heifl (Vittoria!) indirizzato al Fi.ihrer, comandante supremo


delle Forze Armate Germaniche, conclude la breve cerimonia. In questa
ora si innalza un'altra volta il richiamo al popolo italiano di tutte le regioni
d'Italia, s'innalza un'altra volta il grido di fede che deve giungere a
tutte le forze attive, perch ancora una volta abbiamo la dimostrazione che i
figli d'Italia combattono e vogliono combattere e non vogliono rimanere indietro
ai camerati germanici.
Qui in linea vi sono i Legionari della SS italiana, fieri e felici.
Nell'ospedale da campo altri giacciono tranquilli e pazienti e attendono con
ansia il giorno nel quale potranno ritornare in linea accanto ai propri compagni,
per nuove battaglie e nuove vittorie.
Dall'ospedale da campo i feriti verranno portati per la convalescenza a
Ghiffa, un centro climatico sul Lago Maggiore, nella Casa di cura Rovetta
775
sulla quale sventolano il (ricolore e la bandiera nazista del Terzo Reich, ~
qui confluiranno anche quelli colpiti durante le operazioni di rastrellamen.
to contro i partigiani . Racconta Olga Raglianti che andata a Ghiffa ed
romana e moglie di Piero Raglianti, uno squadrista diventato tenente delle
SS, compagnia pionieri: Sono le lussuose comodit d'un grande albergo
che i volontari della SS italiana trovano a loro disposizione in questo luogO
di riposo dopo le intemperie del fronte. Per loro sono le stanze con bagno
dai letti candidi, il servizio disimpegnato da molte perfette cameriere, le ta.
vole fiorite, il pasto annaffiato da buon vino e sempre finito da un ottimo
surrogato di caff, le sigarette abbondanti. A loro disposizione tutti gli stru.
menti musicali, le sale da gioco, la radio, il grammofono.
L'odio pel nemico, l'odio che fa la guerra e la vince tremendo in que.
sti soldati. Loro hanno visto la devastazione del suolo invaso, loro hanno
combattuto contro i negri calpestanti la terra italica e il sacro orgoglio di
razza ha sprigionato energie violente di patriottismo e di foga bellica. Feste
particolari sono state fatte da camerati al neo-maresciallo Coca, promosso
per merito di guerra , che venuto, essendo siciliano, a trascorrere qui i
trenta giorni di licenza premio ".
I legionari non sono lasciati soli, senza contatto con la realt dell'Euro.
pa in guerra. Un sottotenente", spiega Mario Bonifacci, del servizio pro.
paganda, svolge ai militari periodicamente argomenti di attualit, illu.
strando in essi le azioni di guerra sui vari fronti. Queste conversazioni non
hanno nulla del discorso, ma sono qua~i da classificarsi colloqui. Chiarisce,
in una parola, fatti ed avvenimenti ". E la tecnica concordata da Himmler
per tutte le divisioni SS, germaniche o di volontari stranieri: l'indottrinamento
deve continuare sempre, ed essere pi pesante e tenace quanto pi
grave si presenti la situazione.
(( Le mostrine deLLe SS me le sono meritate),
Vi saranno anche manualetti che verranno distribuiti tra i soldati, ma ne
parleremo pi avanti. E vi sono anche cartoline postali colorate da spedire
con le notizie a casa. Tre le ha preparate Boccasile, in base ai suoi tre manifesti
che girano da tempo; una costruita sulla falsariga di quelle usate
al tempo dell'esercito regio, ma con una grande SS, la scritta Il nostro
onore si chiama fedelt e l'indicazione Cartolina postale in franchigia
per la Legione SS italiana,,; e l'ultima il risultato di un'operazione grafica

con relativo "salto della quaglia" che merita di essere raccontata.


Un disegnatore dalla mano abbastanza felice, Guido Grilli, aveva preparato
nel 1939 per la Giovent di Azione Cattolica (Largo Cavalleggeri
33, Roma) una cartolina di propaganda abbastanza innocua, ma interessante:
il volto d'un giovane con il colletto bianco, un quadratino in cui,
176
molto .piccola,. si legge la scritta latina Servite Domino in laetitia e sul posto
dove SI trova li petto la frase: Servite il Signore, in letizia". La cartolina
stata adoperata in un certo ambiente cattolico, ha girato per l'Italia ha sollevato,
forse, qualche timido entusiasmo in un Paese che scivola ~erso la
guerra. Ma arriva 1'8 settembre 1943 e arriva la Staffel IV delle SS che cura
la propa~anda e si d da f~re per produrre qualcosa. Cosa sia capitato
non lo sappiamo. Ma quel disegno cattolico viene riutilizzato al rovescio
(ora il volto. guarda a destra) e sul colletto bianco immacolato 'compaiono le
insegne rumche delle Ss. Con la stessa grafica Guido Grilli cancella il Signore
e scrive: Serve la Patria, un volon tario e a ppone la Sua firma
~amb~ando l'ann? 1??9 in 1943. La ~artolin.a .porta ora la sigla ~ IV /127,
In CUI la p IV Igmflca Staffel IV e Il 127 e Il numero d'ordine. Neanche
un mago sarebbe sta to capace di compiere un giocheLto cos elementare.
Fino al 5 giugno, il giorno in cui - dopo aver sfondato le linee tedesche
ad Anzio - le avanguardie della 5' Armata americana entrano a Roma
passando per Porta Maggiore, "Avanguardia" pubblica i servizi dal
fronte dei corrispondenti di guerra SS. Il sergente A. Nicolini riferisce
l'elogio del coman.dante del ba.ttaglione, il primo seniore Carlo Degli Oddi,
un bel ba~b~ mllanese cordiale e sorridente, fatto dal sottufficiale Y.,
veterano di cmque guerre . Quello s un uomo, l'et non lo ha domato
e .Ie guerre., che dalla "mondiale" all'attuale lo hanno visto sempre al posto
di combattimento, nemmeno. In Croazia non l'ho visto una volta a cavallo:
si faceva tutte ~e ~arce a piedi con lo zaino in spalla. Qui, poi, sta super~
ndo I~ meraviglie passate, e tra l'altro si reca ogni sera in linea, destreggiandOSI
tra le granate del fuoco di interdizione che il nemico riversa sulla
str~da. d.'~ccesso: si ag~iorna sulla situazione, impartisce le disposizioni e
q.ulIldl. SI mtrattlene cOl suoi ragazzi interessandosi particolarmente dei loro
blsogm e delle loro necessit .
. Il t~nente. Raimondo Cisari ricorre anche lui alla retorica del linguaggIO
belhco e flcorda la partenza da Milano, con le donne venute a salutare
~l reparto. Arditi in amore, arditi in guerra, dice; ed ora l'amore lascia
Il po~to al dovere. Dovere cercato e voluto, volontarismo puro. Tra noi vi'
s~no d veterano quarantenne e la recluta diciassettenne, chi conosce l'astuzia
del combattimento, chi deve ancora impararla. Ma tutti cantano lo stesso
inno e nutrono la stessa fede che tanto ci insuperbisce e che lascia perplessi
gli avversari.
Come spiccava in quel momento la nostra fiamma di combattimentol
Essa. ci fu donata, ~iorni fa, dalla vedova di un glorioso gerarca combatten~
te, vdme.nte assassmato da un delinquente al soldo di Stalin e compagni.
Su t.ale fiamma una sola parola: "Vendetta". Vendetta, s vendetta contro il
:stlIlo : r.udele, cont:o i ~emici e soprattut~o contro i traditori. Questa paIa sar.a Il ~ostro gndo di guerra contro chIUnque ci sbarri il passo.
Il ViaggIO, come racconta Cisari, stato lungo, con molte soste, ed una

117
di pi giorni quasi insopportabile. Ad A. abbandonammo la ferrovia e
proseguimmo con autotrasporti. Per due volte stormi di "liberatori" ci SOr,
volarono senza scorgerei [ ... ] Durante le prime ore della notte del giorno
seguente raggiungemmo un paese delle retrovie della zona d'operazioni.
Gli inglesi sono a meno di sei chilometri [ ... ] Una compagnia del Battaglio,
ne va in linea: la prima [ ... ] Gli uomini si preparano: sono allegri. I loro
camerati delle altre compagnie li guardano quasi con invidia [ ... ] Non an,
cora buio quando la compagnia su tre camionette, stipatissime, parte per la
linea. Ad un certo punto gli autotrasporti si fermano. Siamo a tre chilorne.
tri dal nemico e bisogna proseguire a piedi ... Un casolare nascosto da fra.
sche la sede di un comando di compagnia delle SS germaniche. I nostri si
uniranno ai camerati tedeschi che vigilano su questo settore.
"Gli americani - dicono i tedeschi - hanno un osservatorio in questi
paraggi, ma finora non siamo riusciti a trovarlo.
- Lo trover io - borbotta il capitano - vedrete.
Ed infatti il giorno dopo, un po' prima di mezzogiorno, l'osservatorio
individuato. Due colpi di mortaio sono sufficienti per rovinarlo completa.
mente.
- Gul.' KajJuU' - grida un maresciallo tedesco - Rommel ha ragio.
ne.
La ragione di Rommel consiste nell'aver dato al comandante della pri.
ma, capitano Buldrini, la croce di ferro di seconda classe nel 1942, in Afri.
ca".
Gli americani , racconta ancora il tenente delle Waffen-SS, sono sec
cati della presenza dei nostri: essi sono a meno di venti metri, odono i no
stri canti e pensano di molestarci. Un piccolo attacco locale, pensano, suf
ficiente per liquidare gli Italiani. L'attacco preceduto da un bombarda
mento di mortai. Le bombe fioccano ed i nostri si divertono nell'accompagnare,
con titoli pi o meno graziosi, gli scoppi di esse. Chiunque riderebbe
nel sentire deridere l'abilit dei morti eri nemici in un gergo veneto-napoletano.
Tutti: fuorch gli americani.
Alle sedici i nemici scattano e contemporaneamente scattano anche i
nostri fucili mitragliatori. Per venti minuti gli americani tentano di avanzare,
ma poi desistono: costa troppo caro il terreno in Italia quando nOI1 ci
sono gli attendisti. Si torna alla calma ed ai canti.
Ci sono, naturalmente, anche i feriti. Un inviato di "Avanguardia" va
a trovarli in un ospedale militare in collina che porta il nome di "Maria
Immacolata". Una suora guida l'inviato che entra nella stanza degli ufficiali,
dove c' il capitano Arturo Dal Dosso, ferito al torace: Guardiamo
con ammir~lzione q uesto vecchio combattente di tanti fronti , dice l'anonimo
scrillore, ancora una volta egli ha versato il suo sangue per la saivezzil
della patria, ancora una volta ha guidato gli uomini della sua compagnia
contro il nemico.
178
Nemico? S. Fulmineo ci colpisce l'orrore del fratricidio consumato.
Italiani, contro italiani, i veri figli d'Italia contro i rinnegati vendutisi
all'oro straniero. Forse tra di loro ci sono anche degli illusi, perduti dietro
un sogno vano, dietro una chimera ideologica. Schiavi di un'ideologia, e

non ispirati da un ideale, accecati da una propaganda insidiosa, poi travolti


dal turbine di settembre e portati a vivere sulle montagne, nelle tane, come
animali inseguiti. Colpevoli, pur sempre colpevoli: perch cos si uccide la
Patria.
Guardando quelle bianche bende arrossate di sangue, col cuore angosciato,
abbiamo l'esatta percezione del baratro in cui ci ha precipitati quella
tragica sera di settembre. Il capitano Arturo Dal Dosso interrompe il nostro
silenzio; si tocca con le mani il bavero della giubba e ci dice: "Ecco, qui
io mi metto le mostrine della SS, perch me le sono guadagnate".
Tutti - Giovanni Fois, il caporale Antonio Raggi, Guarnieri - non
chiedono altro - scrive "Avanguardia" - che di avere le mostrine nere
delle SS e di tornare a combattere. La Legione SS italiana" cos si conclude
il servizio dell'anonimo, impegnata sul fronte di Nettuno e in operazioni
contro i ribelli, dimostrer al nemico e all'alleato che la parola fedelt
non un termine vano per tutti gli italiani. E riacquister all'Italia ci che
vale anche pi di una vittoria: l'onore.
Molti jeriti caduti prigionieri
I morti di Anzio/Nettuno vengono seppelliti in piccoli cimiteri di guerra,
accanto allo scalo di Littoria, a Doganella di Ninfa (Latina) ed a Sermoneta
(Latina). Il Maresciallo Graziani va a visitare i volontari delle SS ed assiste
alla consegna di quattro croci di ferro di seconda classe. Boccasile continua
a disegnare SS che lanciano bombe a mano o, strisciando sotto i reticolati,
li tagliano con le pinze. E sfoga la sua fantasia in vignette antiamericane,
sempre a base di signorine dalle forme procaci che a New York o a
Chicago o a Los Angeles devono fare le prostitute per servizio per propagandare
gli arruolamenti nelle forze armate statunitensi. E il direttore di
"Avanguardia" in una rubrica intitolata Voci dalla Germania comincia ad
inserire qualche pezzo tratto da Das Schwarze Korps, il giornale delle SS
tedesche, Zeitung der Schutzstajjeln der NSDAP - Organ der Reichsfiihrung
SS che si stampa a Berlino al numero 88 della Zimmerslrasse.
Il primo - Sono inlelligenti i giudei? - prelude ad un fatto clamoroso
che vedremo pi avanti e introduce nell'indottrinamento dei volontari italiani
anche l'odio contro i figli d'Israele che uno dei dogmi del credo nazista.
I giudei", dice il testo preparato da qualche redattore-propagandista
tedesco, hanno il fiuto per l'utile degli affari e la piena mancanza di scrupoli
necessaria per realizzarlo: in questo essi sono superiori alla media. Ma
119
anche il cammello fiuta il posto d'acqua a distanza di molte miglia e, malgrado
questo istinto, non tuttavia pi intelligente del leone che non possiede
tale istinto. Il destino giudaico il frutto dell'incapacit dei giudei di
riconoscere la propria posizione, di valutare nella giusta misura le forze dei
popoli ospitanti e di contentarsi della parte che spetta ad una piccola stirpe
di nomadi nel consesso delle nazioni grandi e coscienti di s. I giudei muoiono
nella loro stessa stupidit. Oggi in Europa e domani in tutto il mondo
.
Il veleno antigiudaico per adesso finisce qui, ma verr versato a fiumi
molto presLO. Adesso" Avanguardia" torna ad occuparsi della testa di ponte
di Anzio e pubblica una corrispondenza del sergente SS A. Nicolini che
racconta di quando, di fronte agli attacchi della Kansas City Division americana,

agli italiani fu dato l'ordine del ripiegamento. Meglio morti che


prigionieri , dice Nicolini, fu il motto dei nostri . Riassumiamo il lungo
articolo. Combattimenti corpo a corpo, i carri Sherman affrontati dai Tigre,
la prima compagnia dei volontari italiani l'ultima a doversi ritirare.
Sono momenti drammatici. Sono in linea il capitano Comini, il generale
Diebitsch, il primo seniore Degli Oddi e il capitano Fischetti (seconda
compagnia) che sostituisce il capitano Buldl'ini ferila per lo scoppio di una
granata. Alcuni legionari vanno all'assai la degli hermall con bombe a mano
e con leve di ferro con cui inutilmente lentano d aprir le tOI'l'elle. Vi
sono molli feriti, e chi si ritira non pu in quel momento di onfusione portarli
con s. Anche la Decima Mas aiuta i volontal'i delle 'S nella riliralae
trasporta come pu alcuni di coloro che non possono muoversi.
"Avanguardia" pubblica una vignetta di Boccasile che mostra i soldati
angloamericani che puntano il fucile con la baionetta inastata contro i feriti
a terra, come nel gesto di infilzarli. E fa seguire al disegno un trafiletto con
. commento che lascia capire tra le righe che qualcosa accaduto sul fronte
ai volontari del seniore milanese Degli Oddi. La Reuter informa, dice
"Avanguardia", che nella battaglia di Roma, a sud della capitale> sono
stati fatti prigionieri numerosi appartenenti alla Legione SS italiana, tutti
feriti. "Si lratta - aggiunge l'agenzia londinese - di giovani arroganti ed
orgogliosi, pieni di odio verso di noi. Uno di essi, interrogato sulla battaglia
in corso, ha dichiarato: 'Arriverete a Roma. Ma ci starete poco e ci starete
male!'. Un altro ha delta: 'Se non mi aveste trovato svenuto per la ferita,
voi americani non sareste mai stati capaci di prendermi vivo' ". E l'agenzia
nemica conclude: "Si tratta di fanatici fascisti, raggruppati apposta per essere
mandati in comballimento" .
Il direttore di "Avanguardia" commenta: Questo comunicato della
Reuler il miglior elogio che potesse essere fatto alla nostra Legione. Dei
nostri volontari , non uno solo si arreso. La parola arrendersi non esiste
nel nostro vocabolario. "Di coloro che sono stati trovati dal nemico feriti sul
campo di battaglia, non uno ha cercato di ingraziarsi il nemico. Tutti han1/n
nO voluto e saputo tenere alto il loro vessillo morale. per il loro coraggio,
per la loro fede e per il loro invincibile amore di Patria che le cronache del
mondo intero, dopo tanti mesi di silenzio, hanno riparlato dei soldati d'Italia
come di uomini che sanno combattere e morire e che, anche se le alterne
vicende della guerra li hanno messi fuori combattimento, mantengono intatte
le loro doti morali e la certezza della Vittoria. Appartenere alla Legione
vuoi dire possedere le pi alte virt civiche e morali .
Non una sola parola sul fatto che la ritirata stata caotica, e che i superstiti
del reparto in linea hanno dovuto abbandonare sul campo i compagni
feriti . Non una sola parola sui legionari fatti prigionieri dagli americani
durante le azioni di pattuglia, fotografati, caricati sulle navi da sbarco ad
Anzio, j Landing Craft Infantry (LCI), e trasportati subito a Napoli per
poi proseguire verso i campi di raccolta. Ci sono con gli italiani e i tedeschi
persino dei russi, che i nazisti hanno schierato al fronte. Il gruppo pi con.
sistente di SS italiane cade nelle mani dei Rangers americani e canadesi,
appartenenti al 2 reggimento della l' Special Ser?!..ice Force, all'alba del 15
aprile, intorno al villaggio di Cerreto Alto, a sud-ovest di Littoria. I Rangers

perdono un uomo e due carri armati di medio tonnellaggio del 7.st Armored
Regiment, ma portano con s 61 prigionieri, tra cui diciassette italiani.
Il sottotenente Giuseppe Giorgi finir nel Texas, nel campo di Herefard.
Ad Anzio/ Nettuno, all'interno della testa di ponte, vi sono volontari
italiani antitedeschi che sistemano i depositi di munizioni degli angloamericani,
e civili che ripuliscono la citt dalle macerie. Ventiduemila abitanti
sono stati evacuati con navi a Napoli: ne sono rimasti 750 che lavorano.
L'ordine viene mantenuto da gruppi di carabinieri arrivati dal Sud assieme
a bande che tengono concerti per chi, rientrato dalla prima linea, ha un periodo
di riposo. Il comando del VI Corpo americano in una cantina, tra
botti di vino e depositi di aglio. C' anche un teatro sotterraneo per duecento
uomini e ci sono docce. Ogni soldato alleato ricever almeno una volta in'
quei mesi il ca~bio totale dei vestiti.
Dalla parte dei tedeschi vi sono "montagne" di cadaveri. I bulldozers
scavano fosse comuni nelle quali i corpi vengono interrati a centinaia. I nazisti
hanno impiegato il Goliath, un carro armato semovente carico di
esplosivo guidato verso le posizioni alleate senza uomini a bordo: l'arma
non sar risolutiva, ma il primo giorno, il 13 aprile, sar un carnaip, come
dir il diario storico dell'esercito americano. I tedeschi lanciano anche bombe
a scoppio ritardato (le Butterfly Bombs da 470 chili) e con l'artiglieria a
hll1go raggio sistemata sui Colli Albani riescono a battere il ponte sulla ferrovia
proprio dietro la chiesa di Anzio. Fanno anche propaganda per radio:
lo speaker Sally trasmette le ultime novit musicali americane e lancia
frecciate assieme al suo partner George. In citt, tra le rovine, sopra una
macellel'ia, rimasta intatta una frase di Mussolini dipinta sul muro al
727
t~mpo in cui lUllO sembrava facile: "Se per gli altri il Mediterraneo una
strada, per noi Italiani una vita. . ..
Com supremo regalo Himmler' su proposta ~ Wolff, concede agh I~ali
ani sopravvissuti il diritto di portare, al pOStO di quell. rO,sse, le r:nostrlne
nerc delle SS, Con la prova data in modo completo, ~lce I~oltre Il. comu_
nicalo relativo, prevista per queste unit, come ultenore r1COnOSCI,~e~to,
un distintivo parli colare - simile a quelli portati da val~rose DIVISIO~
germaniche - sulla mostrina destra che, periI momento, nmane s~ro~v l:
sta di contrassegno, La prova del fuoco ha lrasf~rn:alo, dunque, ~gh oc~hl
nazisti quesli volontari italiani in vere S , al pari di quelle daneSI, bosnrache,
galiziane, norvegesi, belghe e francesi impiegate sul fronle dell'Est.
L 'allenamento antiguerriglia coi cani
Ma la maggioranza dei volontari italiani non andr mai ~n li~ea, contro gli
angloamericani o contro i russi, e sar sempre lenuta In disparte. I due
battaglioni che - su sollecitazione di Mussolini e ~er ~~o ~co po puramente
politico - sono stati ammessi al fronte come veri mllnan ha~no g~duto,
se cos si pu dire, di un privilegio, Tutti gli altri,. co~'era, chIaro fm dal
principio nelle intenzioni di Himmler, verranno Impiegali sempre come
forza di sicurezza e di polizia alle spalle della Wehrmach.t, nella lo~ta alle
bande partigiane. Nonostante i giuramenti di fedelt a Hitler ~ le ~Ipet~~e
manifestazioni di adesione al nazionalsocialismo durante le cenmome mIlItari
l'ombra della possibilit di un cedimento continua a sussistere. E poi
que'1I0 della lotta antiguerriglia il settore che pi interessa ~er~ino. .

Come dice "Avanguardia", alla mezzanotte del 25 magg,lO e scaduto il


termine fissato dalla generosit del Duce perch gli sbandal1 ~cw, nellmguaggio
fascista, coloro che sono andati in montagna a .battersl. c~nt:o ! nazisti
ed i seguaci di Sal, N.d.R.] rientrino nei ranghI. M.oltlsslml. h~nno
gi risposto all'appello. Gli uffici di reclutame.nto della Legl~ne SS Italt~na
hanno visto comparire giovani di tutte le claSSI che hann~ chIesto semphcemente
di venire arruolati, di poter indossare la nostra umforme. So n? molti.
Pure, essi rappresentano una minima parte di coloro che hanno ntr~va~
to la via della ragione e si sono presentati alle autorit repubblicane, plen~
di amarezza e di vergogna per la suprema vigliaccheria commessa [ ... ] Agli
sbandati giunga ancora una volta il nostro. fraterno. in:,ito. G~ dalle montagne.
Qui, fra noi, nei ranghi della Legl~ne ~S Italtana, VI attende u~a
uniforme senza macchia, vi attende un fucde, VI attende una allegra sene
di canzoni vi attendono l'onore e la gloria. Coraggio, ragazzi! Vi daremo la
mano e, s~tto la stessa bandiera, marceremo contro il nemico, nel nome della
Patria.
In verit, i ragazzi che si presentavano volontari erano veramente po122
chi. E tra quei pochi , parecchi facevano parte dei gruppi che erano stati
catturati nelle citt e nei paesi. Un partigiano della zona di Sondrio, di nome
"Azzurro", era andato un giorno al cinema Sociale, e quel giorno era proprio il tempo del decreto del duce - i tedeschi fecero una retata.
"Hanno chiuso le porte", raccont poi, e tutti quelli che uscivano, mano a
mano, dovevano presentare la carta di identit. Chi aveva quell'et, pressappoco,
[del servizio militare, N.d.R.], avanti su un camion. Ci hanno
portati tutti quanti al distretto. Dovemmo cantare Gio vinezza, e pedate nel
sedere. Eravamo su tre o quattro camion. Dal distretto ci hanno portati alla
Bicocca [la zona degli stabilimenti Pirelli e delle caserme deLle SS italiane
in viale Suzzani 125, nella pmte nord di Milano, N.d.R.]. L alla Bicocca
era il centro delle SS italiane e tedesche. Che facevano le esercitaziomi
coi cani. Contro la lotta partigiana. Strisciavano sempre su della sabbia
[ ... ] Dalle sentinelle che stavano tutte sul muro di cinta abbiamo sentito che
la maggior parte di noi sarebbe andata in Germania o sarebbe stata incorporata
nella Montel'Osa [la divisione alpini della repubblica di Sal,
N.d.R.]. Chi voleva poteva firmare per le SS italiane. Non so in quale
giorno stato, ma ci fu un grande bombardamento a Milano, e un mezzo
temporale durante l'incursione. Avevamo chiesto ad una sentinella che era
valtellinese se non c'era il mezzo di scappare. Quello, che era di Colico, ci
disse: "Di qui non si pu scappare se non c' un bombardamento di mezzo".
Con quel bombardamento lui ci ha lasciati andare su nella sua torretta,
e siamo scappati" 3.
Esercitandosi a strisciare sulla sabbia ed a condurre i cani, quei volontari
della Bicocca simulavano le tattiche che avrebbero dovuto seguire in
certi agguati in montagna. Ormai era chiaro a tutti che a questo scopo sarebbero
stati formati gruppi speciali di pronto impiego, o addirittura "bande
antibande", secondo le tecniche che le SS avevano perfezionato specialmente
nelle difficili operazioni nei Balcani contro i partigiani di Tito. C'
poco da illudersi, ormai. E anche su "Avanguardia", come vedremo, accanto
alle corrispondenze piene di enfasi dalla testa di ponte di Nettuno comincia

ad apparire qualche servizio prima timido, quasi circospetto, di-llle


"gole alpine" e poi, mentre con la caduta di Roma cala il sipario sulla parentesi
militare vera e propria dei volontari italiani, questa sorta di articoli
senza alcun riferimento alla localit e senza date occupa uno spazio sempre
pi ampio assieme a rapporti dalla Normandia e dal fronte dell'Est che
nulla hanno a che spartire con la vita della Legione SS italiana.
In quei giorni - siamo alla met di maggio del 1944 - si sparge la
voce che ad una ragazzina di sei anni, che abita a Ponte San Pietro, alla
periferia di Bergamo, apparsa la Vergine, annunciando la prossima fine
della guerra. La gente, affascinata a quella profezia, comincia ad affluire
sul posto. La strada Bergamo-Como rimane bloccata, e il comando tedesco
- che ha ben altri problemi cui badare - comincia a preoccuparsi seria723
mente\ perch a Ponte an PieLro ci sono gli stabilimenti aeronautici Ca.
proni. Perci la notizia rapidamente messa a tacere e i giornali non ne
parlano pill, mentre, invece, viene accelerata la preparazione dei reparti
per il loro impiego antipartigiano.
Sono tempi difficili: il problema pi assillante per ogni famiglia quel.
lo di procurarsi cibo. E logico che una voce come quella della Madonna
che annuncia la fine del connitlo possa rapidamente prendere piede e crea.
re sCI'ie conseguenze dal punto di vista psicologico. Delle difficolt nei ri.
fornimenti alimentari risentono anche le stesse SS, il cui comando - in
.concorr nza con gli italiani - attinge al mercato nero usando quel denaro
che ottiene con estrema facilit stampando liberamente carta mon ta tanlq
a Novara che a Bergamo.
AI mercato nero i prezzi sono paurosamente alti. In quel tempo da lupi
ad Imperia - come informa un rapporto delle autorit tedesche - l'olio
costa sOllobanco 600-800 lire al chilo e il burro 350-400. La farina di grano
sulle 40-50 lire e sylle 26-30 quella dj mais, per la polenta. Un mise
l'O chilo di patate viene offerto a 18-22 lire, il riso a 35-40 il lardo cne
l'appresenta una rarit a 250-300. Un chUo di carne di manzo costa 130
180 lire, un chilo di zucchero 100-160. Il sale marino non scende mai sotto
quota 150, perch in quel lurbine di guerra l'appresema un bene prezioso
come per gli abitanti delle zone interne dell Africa. I tedeschi, infatti, non
manderanno che verso la fine della guerra un po' del loro algemma. Un
singolo uovo viene offerto a 8-8 lire e mezzo, e non facile trovarlo. I bai
coni delle <:ase sono pieni di conigli, di galline e di galli. La gente si dedica
come pu ad allevamenli familiari, all'alba prima che finisca il coprifuoco
i senlono lunghi , ripetuti <:hicchiricch 5.
Con i miseri stipendi che corrono la gente comune non pu permetlel'si
alcun lusso: i vecchi raccolgono nei viali le foglie dei platani , le seccano, le
trilurano e le fumano avvolle in carta fine o di giornale, come i contadini
,'ussi con le Loro papiroslie. Ma ai volontari delle SS italiane le razioni ab
bondanti previste dal regolamento lede co non mancheranno mai: questo
ar un punto a loro vantaggio. l macellai al seguito dei reparti che vanno
a fare raslrellamenti non rimangono mai inoperosi: quando hanno bisogno
di carne rcq uisiscono le bestie nei paesi e le macellano. l nazisti sanno che
quello dei rifornimenti un servizio essenziale, e lo <:urano con la massima
allenzione.

CAPITOLO VII
SEI SOLDATO DELL'ORDINE EUROPEO
CHE DOMANI GUIDER I POPOLI
Una poesia sui rastrellamenti
Conclusasi la parentesi guerresca sul fronte di Nettuno e placatasi l'onda
dei ricordi di quei due mesi faccia a faccia con gli angloamericani, i volontari
dalle mostrine rosse ripiombano subito nell'amara realt della lotta anti.
partigian.a. Tutt~ i battaglioni ricevono ordini precisi. Il terzo del 20 Regglme?
to di fantena (Waffengren.-Brig. SS Italien Nr. 1) viene spostato il
18, gJUgn~ dalla zona di Pinerolo a quella di Arezzo per prendere parte
ali operazIOne BB-Stab Griln-Ost (Bandenbekampfung), lotta contro i
banditi", e riceve in codice il nome Leuchtturm, faro. I volontari SS appartengono
al gruppo che, all'arrivo dalla Germania, si era sistemato in caserma
a Torino e aveva avuto come primo comandante il maggiore Ereno
Gion~. Ora il comando del battaglione piazza una compagnia (con la compagma
co~a~do) a S. Sofia, un'altra a Bibbiena ed una terza a Campigna,
operando mSleme con reparti germanici e della milizia fascista incendi di
case e rastrellamenti con morti 1.
A Centallo, quasi a met strada tra Savigliano e Cuneo ci~ in Piemonte,
si trovano in fase di riposo e di riorganizzazione i red~ci da Nettuno,
e il Bollettino Informazioni del Comando regionale piemontese del
CVLN (Corpo volontari della libert) del 16 giugno riferisce: Non ancora
accertata la consistenza. Le truppe hanno il morale bassissimo 2. A Cuorgn:
all.e porte del Canavese, il presidio tenuto da una altro battaglione di
SS Italiane. Il 29 giugno i partigiani della VI Divisione Alpina GL di
"Bellandy" attaccano la caserma assieme ad altre forze ribelli della zona:
la lotta durissima, alla fine il reparto che si trova assediato si arrende
consegnando un copioso quantitativo di armi. Il giorno dopo, avuta via libera,
la VI G.L. occupa Ponte Canavese, sei chilometri pi avanti all'inizio
della Val Locana. '
~esse in ~ll~rme da questo avvenimento, unit del I Battaglione del 10
Reggimento, clOe del Battaglione Debica che rientrato dalla prova di fuo~~
n.ella testa .d~ ~onte di Nettuno e che i tedeschi considerano la loro punta
diamante, Imzlano - sotto la guida germanica - un duro rastrellamen125
to nella zona di Corio Canavese e della Valle di Lanzo. Comandante del
presidio di Corio, un paese tra valli e montagne a quota 624, quel tenente
Aldobrandino Allodi che a Cuneo si era sposato nel dicembre del 1943
andando in chiesa in land dopo il sanguinoso attacco a Vinadio 3. A sud di
Pinerolo, invece, la seconda compagnia dci I Battaglione del 2 Reggimento
SS italiane guidata dal capitano Giuseppe .Euer e dal sottotenente Bruno
Benedetti rastrlla prima la zona di Campiglione (5 giugno) e poi si porta
con rapido spostamento a Sangle, in Val Chi 'one (8 giugno). Ma su questo
reparto torneremo pi avanti, per l'accontarne la Loria particolareggiata.
II 12 giugno, alle ei del mattino, sedici-ventimila nazifascisti (la cifra
difficile da stabilire) circondano i monli del Verbano con presidi e posti di
bio o ulle strade principali del triangolo Nord Cannobina-Val Vigezzo
Est, Val d'Ossola ud-Ovest, carrozzabile litol'anea del Lago Maggiore da
Fondo TO 'e ino a Cannobio. L'operazione condotta da due divisioni

composte da tedesche, Alpenjagc7', volontari mongol georgiani, batlaglion


i della Guardia Nazionale Repubblicana e reparti di SS italiane.
L'appoggio viene dato da artiglierie pesanti, reparti blindati e da lre StullGS
(aerei in picchiata). L'allacco comincia in Val Grande: diciotto partigiani
vcngono fucilati a Pogallo il 18 giugno. Due giorni dopo quarantaduc sono
falli sfilar da Intra a Fondo Toce con LI cartello ono questi i liberatori
d'Italia o sono i banditi?" e poi passati per le armi. 11 22 giugno altri dicias.
sette sono giustiziati a Baveno. L indomani la stessa sorte tocca a quindici
a Finero,in Val Cannobina. Il 27 la volta di nove a Beura, a pochi
chilometri da Domodossola. Il rastrellamento termina dopo diciotto giorni,
il 30 giugno: la met dei partigiani del Verbano manca all'appello tra morti,
di per i feriti. Molte le baite incendiate, du rifugi del Club AlpinQ
Italiano, un a lbergo e tre ville completamcnte distrutli. Molti i civi li Caltul'ali
. Non note le perdite delle SS e dei reparti fascisti 4.
"rulla la Brigata italiane in movimento. La 10lla ai bandiLi condotta
senza pi l, come in Jugo lavia e nelle retrovic del fronte orientale.
Ma succede qualcosa he di colpo fa passare in secondo piano questo avvenjmento.
All'alba del 6 giugno la pi grande flotta mai riunita nella storia
dell'umanit sbarca su ll Cosle della Normandia la ,. Armata americana c
la 2' britannica mentre tre divisioni aviotrasportate (1'82' e la 101' americane
e la 6' britann ica) vengono lanciate neH nlroterra: ben presto si capice
che questo un avvenimento decisivo nel quadro generale delle operazioni
militari. La notizia, il giorno dopo la caduta di Roma, elettrizza i
partigiani c le popolazioni, perci le operazioni di rastrellamento ordinate
subito dal Comando tedesco dovrebbero servire, appunto, a far sbollire gli
entusiasmi.
Qualcosa tuttavia mutato, lo si percepisce dalle sfumature. lo stessO
Notiziario della CNR, sempre puntuale a segnalare i misfatti delle SS
italiane, a riportarlo il 12 giugno. Il 10 corrente, alle ore 9, in Parma,
126
oratore ufficiale il capitano delle SS italiane Sandonnino, dice testualmente
il documento 5, si svolta in piazza Garibaldi la cerimonia dell'annuale
dell'e.ntrata in guerra, cerimonia che non ha avuto concorso di pubblico, ad
eccezIOne di una trentina di persone quasi tutte iscrItte al PFR (partito fascista
repubblicano) e di alcuni reparti armati. Alla fine dell'orazione ufficiale
ha preso la parola il commissario federale dotI. Pino Romualdi, il
quale ha stigmatizzato il contegno della popolazione di Parma: assente nello
spirito e nei sentimenti patriottici, cosa che trovava riscontro anche nel
fatto che nei pressi del luogo dove si svolgeva la cerimonia sostavano nei
caff varie persone a conversare, mentre altre, di passaggio, affettavano la
massima indifferenza. Per tal motivo, alla fine della cerimonia, i fascisti
presenti si sono portati nei caff, dove hanno percosso le persone che ivi sostavano.
Sono volati tavoli e seggiole e parecchi avventori, tra i quali un
prete, una donna e un mutilato, sono stati malmenati .
Le operazioni di rastrellamento sono - si sa - avvenimenti drammatici,
c~e lasciano sempre il segno: villaggi che vanno in fiamme, cattura di
ostaggi, fucilazioni, morti e feriti negli agguati e nelle sparatorie, depositi
di viveri e stalle devastati. Sono, probabilmente, quanto di pi angoscioso si
possa immaginare per un soldato, spesso un andare contro coscienza, ma in

qua.lc.uno dei volontari italiani dalle mostrine rosse - ormai compatti nella
dediZIOne al Fuhrer e indottrinati nel concetto di una Nuova Europa ripulita
dai rigurgiti democratici - suscitano impeti lirici. Un "poeta", in
questo senso, il sottotenente delle Waffen-SS Vincenzo Aita, probabilmente
piemontese, che, sull'onda dei ricordi di un'operazione condotta in Piemonte
contro i banditi, compone Maggio '44, che "Avanguardia" pubbli~
a in terza pagina come "poema" in omaggio al valore dei nazisti italiani.
E una "poesia" sulla guerra civile, nasce nell'atmosfera della lotta fratricida,
tra raffiche di mitra e lancio di bombe a mano. Un documento sconcertante,
che riproduciamo totalmente. Il massacro sui monti liquidato con il
ricorso alla lirica e al sentimento 6.
MAGGIO'44
Primavera. Alba fresca. Ci si ammazza
sui monti del Piemonte
fra Italiani.
II plotone rastrella. Vanno cauti,
stringono le loro mani
armi contro i ribelli.
Armi contro i fratelli
armati dal nemico.
Che belli questi monti,
727
728
fiorili sollo il sol primaverile!
Laggi in fondo il massiccio,
ancor bianco di neve,
par doralo ...
Acl un lrallO una raffica ...
l'agguato!
Si senle il "Tompson" dietro
quel roccione,
in fondo alla spianata,
e colpi di fucile.
Il plotone
si scaglia conlro il vile
nemico, che gli ha teso l'imboscata.
Legionario, perch vai cos solo,
isolalo cla lulti i tuoi compagni?
Sla allento! t'han visto ...
l'han mirato ...
_ acciclentaccio ... , t'hanno preso al fianco!
S'accascia il Legionario ...
stanco .. . , slanco ...
I! plotone passato
di slancio e non l'ha visto.
Da lontano si senlon diradali
i colpi di fucile. Radi e lontani ...
Ora son cessati.
Un lamento

lo desla dal lorpore clelia ferita,


balle forte il cuore
che leme per la sorte
del compagno.
Ora lo vecle.
Sla l a pochi passi.
un ribelle, nascoslo
fra quei sassi ...
Ha 'l ginocchio
spezzato da raffica cii "mitra",
e lo guarda in silenzio,
spaventato.
Sorride quieto e trisle
il Legionario,
poi gli domanda:
- Tu di dove sei?
- Piemontese. Torino.
Via Cibrario.
Son q ui da q ualche mese .. .
- lo invece avevo casa
in corso Italia,
dopo Piazza Bernini ...
E scoprono
che stavano vicini ...
- lo ero negli Alpini,
Battaglione Saluzzo,
Plotone mitraglieri.
- lo sono stato in Russia
col Terzo Bersaglieri ...
Al Legionario duole molto
il fianco ...
ha tanto freddo ...
ha il volto cos bianco ...
Il ribelle gli chiede:
- Tu chi sei?
La risposta stentata:
- Caporale ...
Gerolamo ... Mattei ...
Si son capiti ormai,
sono fratelli.
Uno colpito a morte
dai ribelli,
coi quali stava l'altro,
l'alpino mitragliere.
- Mi prenderanno, dimmi,
al Battaglione,
se mi presento a loro,
volontario?
- Ti prenderanno, dice il bersagliere,

diventerai tu pure
Legionario ...
Tace, sorride lento,
poi gli dice:
- E tu come ti chiami?
- Volontario SS
Claudio Lami!
La morte scende, piano,
729
sul suo viso,
e vi depone, pallido,
un sorriso.
Un sorriso che sembra
voglia dire:
- Capitano,
Vi ho fallo un volontario .. .
io ... sul punto di morire ... !
Una notte nell 'Alta Val di Susa
La prima corrispondenza dalle gole alpine, cio dalle vallate piemontesi
dove si trovano le bande partigiane, compare su "Avanguardia" sabato 13
maggio, a fianco dei servizi dal fronte di Nettuno. E- datata Zona di operazioni
ed ha come titolo Fuochi nella notte. L'ha scritta il sottotenente L.
Revelli, il quale racconta una notte nell'Alta Val di Susa, con i volontari
italiani SS .appostati in sei caposaldi mentre gli aerei alleati cercano i fuochi
di segnalazione per lanciare rifornimenti ai partigiani. un'introduzione
psicologicamente cauta e indolore al capitolo Lotta ai banditi, che si appoggia
pi che altro ad una specie di "folclore" militaresco e sorvola sul
sangue che scorre nello scontro tra fratelli e fratelli .
Il battaglione in assetto di combattimento l>, racconta l'ufficiale delle
Waffen-SS, e si avvia verso le zone assegnategli per obiettivo. Giungono
informazioni pi precise: il nemico ha lanciato un centinaio di paracadute
nella zona compresa fra monte B., il colletto di San G. e B. Quando arriviamo
al nostro posto di blocco di F. il sergente ci mostra contento il regalo
calato dondolando dal cielo proprio nel giardino della casetta che ospita i
nostri soldati. Il paracadute, col suo bianco cassone di cartone molto spesso
e resistente, venuto ad afflosciarsi esattamente in mezzo a quei quattro
metri di terra davanti alla casa, tra le risate dei nostri legionari all'indirizzo
degli inglesi, compiacenti donatori di una mitragliatrice, quattro fucili
mitragliatori, venti pistole e quattro scatole di munizioni. Il nostro portafortuna
quatlordicenne si entusiasmato: ha il volto acceso, gli occhi lucidi.
"Signor tenente, chiss la faccia di quegli aviatori inglesi se 'saprebbero'
che ce l'han mandato gi proprio a noi della SS! " . Il sacco piovuto dal cielo
non poteva non colpire la sua fantasia di ragazzo.
Ogni reparto ha avuto l'indicazione della localit da raggiungere. Bisogna
far presto, il rastrellamento deve essere eseguito il pi celermente possibile,
per impedire che i ribelli possano fare in tempo a vuotare i cassoni e
a tagliare la corda con le armi che questa volta gli inglesi hanno davvero
portato. Dopo alcuni minuti di attesa, di un silenzio opprimente, che riesce
anche a fare un poco di paura, la stretta valle rintrona dei primi colpi.

130
Una mitragliatrice l in fondo comincia a cantare ... La fucileria diventa
sempre pi intensa. I ribelli, sorpresi dall'attacco improvviso dei legionari,
cercano di riguadagnare la montagna. Le fiammate delle nostre bombe a
mano squarciano qua e l l'oscurit della notte. I razzi verdi, ad intervalli,
segnalano la posizione raggiunta dalle nostre punte. Il crepitare di fucileria
ora diminuisce sempre pi sensibilmente. Alle tre del mattino gli ultimi
spari, e la valle torna silenziosa .
Il sottotenente L. Revelli chiude il servizio con una "predica". I legionari
della SS italiana, dice, non vogliono usare le armi contro i loro fratelli,
essi sanno che tra le file dei partigiani vi sono anche molti camerati
valorosi, che hanno combattuto eroicamente al loro fianco in Etiopia e in
Albania, in Libia e in Russia. Che tra di loro non vi sono solo dei banditi o
dei senza patria venduti al nemico, ma anche italiani che amano la loro
Patria, e che in quel tragico giorno di settembre, dinanzi allo sfacelo, hanno
preso la via della montagna. A questi vogliono parlare i volontari della
SS italiana, a questi chiedono di ascoltare l'invocazione della Patria. 11
fronte dell' Italia a Nettuno, il nemico dell'Italia a Nettuno. L si combatte
perch la Patria non muoia.
Ma che cos' veramente la Legione SS italiana? Lo spiega in un suo
editoriale lo stesso periodico stampato a Milano per i volontari sparsi nelle
varie zone assegnate dal Comando tedesco per i rastrellamenti. Nella Legione
, riporta "Avanguardia" del 20 maggio 1944, esistono solamente
doveri, perch i diritti si conquistano sul campo di battaglia; nella Legione
proibito lamentarsi, perch chi si lamenta non degno di essere un SS;
nella Legione bisogna obbedire ciecamente perch nessuna colpa pi grave
della disobbedienza. Ed ancora ricordate che oggi la SS un ordine europeo
e che dal momento del vostro arruolamento sino alla fine dei vostri
giorni voi avrete fratelli tedeschi, francesi , valloni, belgi, olandesi, norvegesi,
danesi, spagnoli, ucraini, lettoni ed estoni, questi ultimi da mesi duramente
impegnati contro il bolscevismo. Ma soprattutto pensate che il vostro
passato non deve pi esistere per voi come non esiste per la Legione sino al
giorno nel quale, paghi del dovere compiuto, voi farete vittoriosi ritorno alle
vostre famiglie e ai vostri doveri di cittadini.
E un'altra cosa dovete ascoltare. La SS una milizia scelta, una milizia
d'onore e di fede, non - come vorrebbero far credere i nostri nemici
(che sono poi i nemici dell'Italia, cio gli ebrei, i massoni e i ... simpatizzanti)
'- una specie di Ghepe mascherata. La Legione SS italiana composta
esclusivamente di truppe combattenti, di soldati che hanno giurato,
per la vita e per la morte, di restituire all' Italia il suo onore, la sua indipendenza
e i suoi confini.
Il linguaggio, come si nota, cambiato, ha assunto un tono germanico
, secondo gli ideali di Himmler. La Legione SS italiana uno dei gruppi
di quell'esercito europeo con le mostrine nere (o di altro colore) che si
131
prepara con una lotta feroce, massacrando chiunque gli si oppone, a diventare
il dominatore del continente, se vincer la guerra. Nelle sue file non
c' la possibilit di defilarsi come pu accadere nell'esercito di Sal. I volontari
vengono tutti mandati allo sbaraglio, una volta entrati in quei battaglioni

non se ne pu pi uscire. Alle spalle di tutti i reparti funziona un


Tribunale Militare, con giudici tedeschi e con sede a Cremona e a Verona,
che condanna anche a morte i disertori e applica le rappresaglie alle famiglie,
secondo la regola sancita nei patti di arruolamento. A questo punto
non esiste pi alcun rapporto con le formazioni repubblicane di Mussolini:
anche se usa la lingua italiana, la Legione un gruppo nazista. Cos come
gli italiani (ad esempio lo Sturmann Girotto 7 della Sturmbrigade Reichsfi1hrerSS, la cui foto, mentre si trova in ospedale per le ferite riportate in
prima linea in Polonia ed visitato da una crocerossina italiana, viene
pubblicata da un settimanale illustrato di Berlino) che combattono sul fronte
orientale nella "Compagnia Europa", la quale ha come simbolo un ara'
lO e comprende anche volontari germanici, francesi, romeni, ungheresi,
croati, fiamminghi, valloni, greci e svizzeri. Essi hanno lasciato in patria",
racconta il corrispondente di guerra delle SS dr. R. Rapp, anche le
loro bandiere per poter marciare verso la vittoria nel comune pi grande
destino. un linguaggio che probabilmente suona retorico anche agli stessi
soldati e ufficiali della Legione. Ma il dr. Hermann Schramm, direttore
di "Avanguardia", non demorde e fa pubblicare sul periodico distribuito ai
reparti un "memento" che non lascia illusioni a chi potrebbe nutrirle. Il
linguaggio duro, spietato, un monito al quale i volontari dalle mostrine
rosse (o nere) non erano ancora abituati, e al cui confronto i tempi di
Munsingen, in Germania, impallidiscono.
(( Ti diranno fanatico, esaltato ...
un documento 8 dell'atmosfera fanatica in cui vivono coloro che tra poco
saranno sconfitti. Eccolo:
RICORDA CHE ...
1 - Perch sei volontario:
- nessuna fatica e nessun disagio ti devono mai piegare;
- non dovrai mai parlare. di "naia" n mai potrai dire al camerata pi
volonteroso "chi te lo fa fare?" n mai potrai "tirare a campare";
- quando per l'Idea che ti ha mosso ad inquadrarti avrai dato tutto, dovrai,
se necessario, buttare avanti, sempre avanti anche la vita, che
dell'Idea;
132
- devi essere pronto a vedere tuoi atti circondati dal silenzio e dalla
maldicenza dell'altrui invidia;
2 - Perch sei soldato politico:
- ti diranno fanatico, esaltato, scamiciato, e tu sii orgoglioso di questi che
vorrebbero essete insulti e sono, invece, riconoscimenti;
- dovrai sempre agire consapevolmente e non accontentarti di aspettare
l'ordine ed eseguirlo soltanto perch un ordine;
- devi essere orgoglioso di non essere un numero di matricola, ma un uomo
fatto soprattutto di cervello e di cuore, un uomo che pensa e sente ed
agisce perch convinto dell'Idea che lo muove e di cui il propagatore ed il
missionario.
3 - Perch sei italiano:
- non ti toccano le accuse che da nove mesi senti mugolare sul tuo conto
da coloro i quali per l'Italia bella nulla hanno dato standosene seduti sulla
soglia o le hanno fatto del male;

- sei il continuatore e difensore di una tradizione e di una civilt che


hanno fatto uscire dalla tenebra dei tempi tutte le genti umane;
- devi riscattare l'onore della Patria, tradita ieri ed oggi dai commercianti
dell'onore, dagli avvocati dei propri meschini interessi e da coloro che non
mollano il seggiolino anche se sanno che tale gesto farebbe gran bene alla
Patria.
4 - Perch sei SS:
- fai parte di una comunit di animi in cui le nazionalit, pur giustificate
e rispettate, si raccolgono nel nome di una Europa, liberata finalmente dal
peso antieuropeo del giudaismo che porta a guinzaglio la Massoneria con il
suo bagaglio di miserie, di tradimenti, di simboli vuoti ma pericolosi;
- hai una divisa che stata onorata sempre non soltanto da tutti i soldati,
ma da tutti i Capi;
- sei soldato dell'Ordine europeo che domani, dopo la vittoria, sar in testa
sulla strada della collaborazione tra i popoli;
- sei soldato valoroso e fedele dei due grandi Capi che marciano avanti
insieme, segnando la strada alle genti europee di buona volont;
- il tuo onore si chiama fedelt.
IL CAMERATA
Gli angloamericani - siamo alle soglie dell'estate 1944 - sono ad appena
quattrocento chilometri da Milano, ma dovr passare ancora un inVerno
prima che il pericolo diventi veramente imminente. caduta Piombino, la
10' Armata tedesca si ritirata dalla Linea Albert, i sudafricani della 6' di133
VISIOne corazzata sono entrati a Chianciano e Montepulciano, i francesi
avanzano verso Siena, gli americani conquistano Cecina. Il sottotenente
dlle Waffen-SS L. Revelli continua a mandare corrispondenze dalle gole
alpine e racconta di scontri a fuoco e di attacchi notturni dei partigiani.
Le SS italiane stendono reticolati intorno ai loro posti di sbarramento, la
vigilanza di notte diventa quasi angosciosa.
Le sentinelle qui , dice Revelli, devono stare costantemente all'erta.
Il fortino costituisce il posto pi avanzato dello schieramento del Battaglione,
nella valle di L. La zona sovente teatro di puntate di elementi ribelli.
Quasi sempre si tratta di azioni di lieve entit, condotte per lo pi da
gruppi di una trentina di elementi, col favore dell'oscurit. I partigiani
sanno che, se riuscissero a sopraffare la resistenza del fortino, sarebbe per
loro facile giungere fino a C. e di qui stabilire il collegamento diretto con le
bande della stretta valle di San C., e perci hanno tentato e tenteranno ancora
di aprirsi la strada.
Le azioni sono particolarmente violente nella zona che da Susa porta,
attraverso il Col delle Finestre (m. 2.176), aPra Catinat e quindi a Fenestrelle,
nella Valle del Chisone. Qui vi sono forti formazioni di ribelli, bene
organizzate, che controllano le due strade che conducono in Francia per il
valico del Monginevro: la Susa-Oulx-Cesana-Clavires e la Pinerolo-FenestrelleSestriere-Cesana. Il Colle delle Finestre , appunto, il tema di una
corrispondenza del sergente SS A. Ceselin.
Sono le 22.45. Sto coricato nel mio lettino e penso intensamente. "Sergente,
alzatevi, vi vogliono subito al 4 b." [ ... ] Corro a chi mi ha chiamato.
Trovo il capitano medico P. Con lui e un infermiere andiamo al comando

di brigata; l posso sapere il perch del mio appello. Si deve partire, partire
contro i fuori legge, contro coloro che, pure figli di figli migliori, rinnegano
ora la fede del padre. Mi vien dato uno zainetto con medicinali, mi si arma
di mitra. Sembra una cosa seria. lo non ho mai partecipato ad azioni di
guerra: sento dentro di me un non so che, quasi una punta che non punge,
quasi un dolore piacevole [ ... ]
I camerati germanici parlano tra loro e ridono: io non capisco niente.
Arriva una autoblinda, la segue un carro armato. Una fila di cinque camions
aspetta l'ordine di partenza. All'una e quarantacinque siamo in moto
[ ... ] Sto seduto sul parapetto dell'autocarro con la cassetta dei medicinali
fra le ginocchia e il fucile pronto all'offesa [ ... ] Siamo ormai in piena montagna.
Abbiamo lasciato la Val di Susa alle nostre spalle [ ... ] Sono passate
quasi quattro ore da quando siamo partiti e sembra di avere vissuto
un'eternit. Ognuno si chiede dove andiamo, ognuno desidera il pericolo,
vuole il nemico. Passa un'altra ora. L'immagine vaga di un fortino ci dice
che siamo vicini alla <;ima: fa freddo [ ... ] Ci fermiamo. Un ordine: tutti con
le armi in pugno ci avviciniamo al fortino. Un allarme: mitragliatrici puntate,
orgasmo dei giovani che vorrebbero far fuoco anche sulle sterpaglie del
monte, di nuovo in marcia [ ... ].
734
Il reparto delle SS italiane scavalca la cresta, arriva alle baite di Balboutet
e pOi scende a Fenestrelle, dove tutte le case hanno le porte sprangate.
Durante la giornata si spara, ma nella corrispondenza che come sempre
asettica non si fa cenno al rastrellamento. Il sergente Ceselin dice soltanto:
Giro un po' per il paese: parlo con i legionari. Hanno debellato per il
momento l'insidioso nemico e sono contenti. Il servizio si chiude come se
quella fosse stata una gita in camion in alta montagna, anche se vi si avverte
profondo un senso di ansiet: Sono le 2.30. Nel mio lettino sto coricato
e il pensiero fugge: penso a Dio, a mia madre, a mia moglie; poi chiudo
gli occhi.
Un altro ''poeta''; Il babbo SS))
tempo di rastrellamenti e anche di "poesie": l'adesione al nazismo fa
proliferare gli scribacchini tra i volontari. Uno che si firma Il babbo SS e
che dev'essere un reduce di Nettuno ha composto in quei giorni una Tiritera
al mio bimbo che una miscela di odio ai massoni, agli ebrei ed agli
americani, e di amore ai reparti comandati da Himmler. Un documento
anch'esso quasi incredibile di quel tempo non comune:
E giro giro tondo
TIRITERA
AL MIO BIMBO
andremo intorno al mondo
a vedere come tondo,
a vedere pellegrini
che colgon mazzolini
di gigli piccolini
e vengon d'oltremare
a sentirei cantare.
Che cosa canteremo?
che giochi mai faremo?

canteremo canzoni
per sfottere i massoni
che non ci mandan gi
perch facciam bu-bu,
ma non per questo soltanto
per far pi bello il canto.
735
136
Vienimi, bimbo, insieme,
monteremo in trireme,
gireremo i paesi,
vedremo roghi accesi
per cuocer cerbiattini,
leprotti e buffalini,
che dobbiamo pur sbafare
se vogliamo campare.
Sbarcheremo' dal mare
se a piedi vuoi andare,
ti porter in villaggi
dove vedrai dei paggi
rendere onore a un re
pi piccolo di te
e dei vecchi sapienti
che incantano serpenti,
dicendo: Laus Dea,
viva, viva il Giudeo,
viva, viva il "Fratello"
col Grembiulino bello,
viva, viva il "Dormiente'"
che fu del Grande Oriente,
viva, il "Maestro", viva,
che al Plotone sfuggiva.
Tornando alla trireme
andremo ancora insieme,
girando monti e mari
canali e laghi amari:
mai l'acqua assaggeremo
e allora sceglieremo
l'approdo pi indicato
nel lido pi isolato.
L faremo riposo
dal viaggio tempestoso,
l verranno a trovarci
festosi a salutarci
millanta e pi bambini
dai vestiti bigini:
Paolini belli, Ezietti
e Dorine e Caietti.
Perch porta n costoro

ceste di mele d'oro?


e, con sorrisi miti
di antichi gesuiti,
dicono al babbo: "SS"
bravo! se larga messe
cresce nei loro cuori
di insidie e di rancori?
N on vedi i mezzadrini
che fatican meschini,
mezzi qua e mezzi l
per tener le due met?
Vieni, vieni con -me,
sar fiero di te
se con noi marcerai
e il nostro passo avrai.
Vieni col babbo insieme,
riparte la trireme:
questo non un bel mondo
pel nostro girotondo.
Troveremo altre genti,
altri cuori pi ardenti,
pi preziosi e pi cari,
accanto ai Legionari.
IL BABBO SS
AI deposito centrale di Cremona, in quei primi giorni dell'estate in cui la
caserma ancora tutta intera, i quadrimotori alleati non l'hanno ancora ridotta
in un mucchio di rovine, giura un nuovo battaglione di volontari Ss.
Sovrintende la cerimonia l'SS-Oberfiihrer Erich Tschimpke, uno slesiano
di Breslavia, che si arruolato da giovane nelle SS, di cui porta la tessera
40.065 (mentre quella nazista ha il numero 1.191.365). Tschimpke, col
suo seguito di ufficiali germanici e italiani (tra cui il suo "assistente" SSSturmbannfiihrer
Asvero Gravelli, in mezzadria con la CNR, Guardia Nazionale
Repubblicana, di Sal), sale sul palco, sul quale sono state disposte
le bandiere del Tripartito. Davanti a lui, alla sua sinistra, il battaglione
delle reclute con gli ufficiali che dovranno prestare il giuramento, alla destra
le ausiliarie delle SS (sono le Waffen-SS-Helferinnen, cui Himmler ha
affidato particolari compiti nell'ambito dell'organizzazione armata), e al
137
centro le mitragliatrici ed i mortai disposti a ferro di cavallo. La regia teutonica
cos precisa da sembrare crudele: non c' spazio per alcuna emozione
che non sia bellica.
Tiene il discorso l'SS-Sturmbannfiihrer Thaler, quello con la gamba di
legno, che parla anche in italiano, perch di Brunico. Il giuramento che
voi oggi prestate per la difesa della Patria, agli ordini del Fiihrer della
Grande Germania, dice l'ufficiale scandendo con durezza ogni parola, vi
lega per .Ia vita e per la morte ad una causa che si chiama salvezza del
mondo e vi pone tra la schiera di coloro che non hanno mai dubitato e che
vogliono, a costo di q ualsiasi sacrificio, obbedire al comandamento che i nostri
caduti su tutti i campi di battaglia ci hanno lasciato in retaggio. Con

franchezza di soldato desidero avvertirvi che l'impegno che vi assumete


un impegno grave, per il cui mantenimento occorrono volont, coraggio,
onest e spirito di sacrificio. Ma senza sofferenza nulla si conquista nella
vita e senza sangue la storia non ha mai fatto grande un popolo.
Il giuramento si svolge secondo il rituale prescritto per tutte le unit
delle SS, in qualunque parte d'Europa si trovino: ogni compagnia manda
un ufficiale, un sottufficiale e un legionario che pongono la destra sul fucile
che un sottufficiale delle SS germaniche porge, immobile come una statua.
Thaler legge la formula: Giuro davanti a Dio questo sacro giuramento,
che combattendo per la mia Patria italiana contro i suoi nemici, sar
incondizionatamente
obbediente al comandante supremo delle Forze Armate Tedesche,
Adolfo Hitler, e sempre disposto a dare la mia vita per questo giu~
ramento, e i volontari gridano Lo giuro! alzando la destra nel saluto romano
(a differenza delle altre SS che alzano s la destra, ma tenendo aperti
l'indice e il medio, e le altre dita chiuse a pugno). Poi l'altoparlante piazzato
su l la finestra trasmette anche le note di Giovinezza e i legionari,
prima di sfilare, cantano inni nazionali e inni germanici in versione italiana.
L'estate sempre una stagione di sorprese, ed anche nel '44 le sorprese
non mancano. Alle 12.42 del 20 luglio una bomba ad orologeria esplode a
Rastenburg alla Wo(fs!ichanze (la tana del lupo) nella baracca di legno dove
si svolgono le riunioni dello Stato Maggiore tedesco, cui sono delegati i
destini di tutte le unit della Wehrmacht, delle SS, della Kriegsmarine e
della Luftwalfe sparse in Europa e sugli oceani. L'ha portata il colonnello
conte Claus Schenk von Stauffenberg, che voleva eliminare Hitler. Ma Hitler
miracolosamente si salva e il putsch organizzato per eliminare il nazismo
svanisce. Cinquemila tedeschi sospetti di connivenza vengono fucilati o
impiccati. Altri sono costretti al suicidio, e tra essi i feldmarescialli
Giinther von Kluge ed Erwin Rommel. Come capo dell'esercito di riserva,
Himmler diventa anche il comandante di tutte le truppe non inviate al
fronte. Il Reichsfiihrer delle SS si scatena, ed logico che i richiami alla
disciplina anche tra i volontari italiani si facciano pi pressanti.
138
Dio' con noi, scrive il settimanale della Legione SS italiana. Ancora
una volta la mano di Dio si stesa protettrice sulla persona di Adolfo
Hitler, perch Egli possa guidare il popolo germanico e tutta l'Europa sino
alla vittoria finale. Il delinquentesco mondo dei farisei anglosassoni giudaizzati
e la spaventosa, primitiva barbarie sovietica del bolscevismo non
trionferanno. Ora, come ha detto il Fiihrer, Heinrich Himmler assume
il comando dell'esercito territoriale. la fedelt incrollabile della SS che
monta di guardia - senza concorrenti - attorno a Hitler. l'ultimo giro
di vite, destinato a schiacciare senza piet le poche vipere plutocratiche,
aristocratiche e massoniche, che erano tollerate [ ... J. Dio con noi. Dopo il
miracolo della liberazione del Duce, il fallimento del colpo del 20 luglio
fornisce un'altra dimostrazione che l'Onnipossente protegge i nostri Capi
che onestamente e coraggiosamente lottano perch nel mondo trionfi la loro
idea, che verit e giustizia.
La "preghiera" delle SS
tempo di bombe, ma anche, sempre, tempo di poesie. Le SS forgiano

"poeti" di stampo politico, che non si vergognano di mettere in rima la dottrina


del nazismo. Gerhard Schumann ha tirato fuori dal cassetto una Preghiera
del soldato che scimmiotta un'omelia in chiesa secondo i gusti del
"culto" nazista, ed "Avanguardia", che ha trovato allo scopo un buon traduttore
tedesco a Milano, la pubblica subito perch "funziona" dopo il fallito
attentato nella foresta della Prussia orientale.
La riportiamo anch'essa a testimonianza di quella stranissima estate:
PREGHIERA DEL SOLDATO
Signore Iddio, siam parchi di p!lrole.
Le nostre preci tu propizio ascolta:
tempra l'anima nostra alla fortezza
ch noi faremo il resto, a nostra volta.
Proteggi, a casa, la silente donna
quando si affanna nella notte oscura,
nel cielo cupo fa brillar la stella
che la sollevi da ogni grave cura.
Proteggi il Fiihrer e con lui la Patria,
fa che ai bimbi la pace non sia tolta,
Noi li affidiam nelle tue mani: guardali,
ch noi faremo il resto, a nostra volta.
139
Il resto in mano alle SS logicamente un'arma che spara, una bomba
che scoppia, un razzo che vola sul Canale della Manica ed esplode su Londra,
un nodo scorsoio che strozza la gola dell'oppositore, un forno crematorio
che crepita arrostendo cadaveri. Perch i volontari siano edotti di quanto
avviene alla base di lancio di Penemli.nde, il direttore Hermann
Schramm fa tradurre un pezzo di Schwarz von Beck apparso su "Das
Reich" e lo impagina accanto alla poesia. S'intitola: I pregi della V.l. la
pubblicit della nuova arma tedesca cui affidato il sogno di porre definitivamente
in ginocchio l'Inghilterra e viene presentata come nel dpliant di
una casa automobilistica. Ai volontari dalle mostrine rosse deve infondere
una nuova carica di entusiasmo e servire a distoglierli da pensieri funerei.
I "pregi" sono dodici, ma noi li riassumeremo nei punti essenziali: la nuova
arma agisce senza equipaggio a bordo; costa soltanto una parte di quanto
occorre invece per allestire un bombardiere; non vincolata alle condizioni
del tempo, alla stagione, alla visibilit ed all'orario; non deve compiere
il viaggio di ritorno; la sua produzione largamente distribuita nel Paese,
cosicch gli attacchi aerei non possono interromperla. Un vero business.
Il linguaggio del periodico assume, come si pu rilevare, un tono sempre
pi germanico. Facendo parte di una unit tedesca, i volontari italiani
vengono martellati con notizie e pensieri ispirati esclusivamente da Berlino.
In un articolo intitolato La SS europea l'SS-Oberfuhrer Tschimpke, quello
che ha presieduto il giuramento dell'ultimo battaglione messo in piedi a
Cremona, parla della preminenza della SS germanica e del suo compito di
guida rispetto alle altre unit formate con soldati degli altri popoli europei.
Inizia annunciando che, collegate con la SS germanica, in molte nazioni
europee si sono gi costituite, o verranno costituite, altre unit popolari
della SS e, ricordato che la SS germanica ha fatto sue le belle parole del
Fli.hrer: "Le resistenze esistono non per capitolare innanzi a loro, bens per

romperle!", attacca senza nominarlo espressamente il governo di Sal e la


sua smania di costituire forze armate repubblicane.
Quando venne creata la SS", dice raccontando la situazione in Germania
negli Anni Trenta, esisteva gi la grande organizzazione nazionalsocialista.
La consegna fu di scegliere le migliori forze per la SS. E si dovette
lottare anche con la Wehrmacht. E ci , del resto, comprensibile perch
nessun condottiero cede volentieri i suoi migliori figli. Fu, per, tale
lotta a dare i migliori per la SS, ben sapendo quali siano le esigenze richieste
dalla stessa agli uomini [00') Ben diverse sono le proporzioni della SS
italiana. Il pi grande svantaggio per essa fu di essere stata costituita in
Germania, mentre in Italia alcune attive personalit politiche hanno riunito
degli italiani impavidi combattenti, raggruppandoli in varie unit dai
nomi pi diversi. Allorquando la SS italiana venne in Italia, cominciando
anche qui.la propaganda di arruolamento, i migliori figli d'Italia facevano
gi parte di altre forze. Eppure dopo un certo processo di scelta abbiamo
140
ora in Italia una piccola, ma coraggiosa SS, la quale s' gi distinta
nell'impiego contro le bande e si dimostr valida anche al fronte di Nettuno
.
L' SS-Oberfuhrer Tschimpke chiaramente contrario ad un esercito
mussoliniano dopo 1'8 settembre 1943: tutte le unit armate dovrebbero essere
in mano esclusivamente alle SS ed alla Wehrmacht. Perci lancia un
attacco a Sal molto esplicito: Dovendo essa [cio la SS it~liana, N.d.R.)
soddisfare il suo compito nella lotta di liberazione del popolo italiano e del
pensiero europeo, occorre che si lascino andare i migliori figli d'Italia verso
la strada che conduce alle SS, e senza che gli stessi debbano incontrare
ostacoli. Anche qui debbono essere rotte le resistenze. Gli uomini che l'anno
scorso hanno costituito in Italia unit di lotta di tutte le forze [00') renderebbero
ora un servizio molto pi grande lasciando alle loro migliori unit
via libera verso la SS.
La proposta chiara: smantelliamo la Guardia Nazionale Repubblicana,
le varie Legioni autonome dei militi neri, le polizie di tutti i tipi e certe
fragili divisioni di alpini o fanti o bersaglieri come quelle allestite in Germania
e lasciamo che il comando delle SS scelga per s tutti gli uomini che
ritiene idonei ad indossare l'uniforme nazista ed a battersi al comando del
Fli.hrer. Probabilmente anche la dimostrazione che non tutti i reparti con
le mostrine rosse sono ancora degni di cambiarle con quelle nere, come invece
hanno gi fatto i danesi (che sono stati portati in aereo sul fronte russo),
i norvegesi, i belgi, gli ucraini, i bosniaci e persino gli svizzeri (in buona
parte dell'area di Zurigo, Berna, Basilea e Winterthur). Il materiale
umano non ancora temprato come richiesto dal regolamento germanico, ci
vogliono ancora altre prove, e non tutti le supereranno. Soltanto allora
l'unit potr essere inviata al fuoco, su qualsiasi fronte.
La SS italiana, conclude l'SS-Oberfuhrer Tschimpke, dopo un breve,
ma profondo periodo di addestramento, e dotata delle nuove armi germaniche,
in base ad una promessa del Capo germanico della SS, sar tra
poco tempo autorizzata a combattere per la sua Patria e l'Europa. E cos,
dopo un sano allenamemo ed un avvenuto impiego al fronte, anche la SS
italiana avr il diritto di essere inquadrata nella cornice della SS europea,

quale sostegno della pulsazione del pensiero europeo.


Il giudizio secco, sferzante. Quanto hanno fatto finora le formazioni
italiane fedeli a Hitler non basta. Come vedremo, le gole alpine attendono
i volontari per prove molto pi impegnative. il giro di vite dopo l'attentato
alla "tana del lupo". Ora, veramente, "piet l' morta".
CAPITOLO VIII
UNA LUNGA ESTATE DI SANGUE:
PAESI INCENDIATI, BOMBE, RAPPRESAGLIE
A Monza un centro di torture
Luglio e agosto sono due mesi terribili per la Lombardia, cuore di quella
parte dell'Italia che in mano ai tedeschi. A mano a mano che passano i
giorni, a Milano si avverte la tensione che sale: sabotaggi alle vie di comunicazione
ed alla rete dei collegamenti, sparatorie nelle strade, bombe contro
automezzi nazisti e fascisti, rappresaglie spietate. I partigiani che operano
nei centri abitati, cio i gappisti (da GAP, gruppi di azione patriottica)
sono entrati in azione con una temerariet che impensierisce il Comando
tedesco. Alcuni colpi di mano che sorprendono tutti per la loro audacia:
un autocarro tedesco minato a Niguarda con due morti della Wehrmacht
(4 luglio); lo stabilimento aeronautico Caproni bloccato per alcuni giorni
essendo stata messa fuori uso la cabina di trasformazione (6 luglio); un
quadrimotore distrutto ed un altro danneggiato all'aeroporto di Cinisello
Balsamo (7 luglio); un carro officina germanico fermo davanti all' Hotel
Gallia presso la Stazione Centrale di Milano salta in aria per lo scoppio di
una bomba (11 luglio); un autocarro tedesco salta a sua volta in aria in viale
Tunisia (14 luglio); l' SS-Sturmscharfiihrer Polizei-Sekretiir Peter Kess~
ls (Staalsj)()lizeistelLe Koblenz, ma appartenente all'Aussenkommando
Mailand) cade in un'imboscata (20 luglio) e il dr. Harster, SS-Brigadefiihrer
u. Generalmajor der Polizei, gli concede la croce di guerra al merito
di seconda classe con spade; il sergente delle SS italiane Lanfranchi viene
freddato ad una fermata del tram in corso Buenos Aires assieme a due suoi
amici (28 luglio); due ufficiali delle SS muoiono bruciati in un'auto cui
stato appiccato il fuoco (2 agosto) l.
L'escalation tocca il suo culmine sei giorni dopo, quando una bomba
posta su un autocarro della Wehrmacht in viale Abruzzi scoppia causando
una strage: cinque passanti uccisi sul colpo e quindici feriti, quattro dei
quali moriranno all'ospedale. I tedeschi non riportano nemmeno una scalfittura,
ma ordinano un'immediata rappresaglia. All'alba dell'l 1 agosto,
mentre gli angloamericani entrano a Firenze, un plotone della Muti fucila
142
a piazzale Loreto quindici uomini lasciando i loro corpi esposti per lunghe
ore. Il comando delle Brigate Garibaldi dispone come contro-rappresaglia
la fucilazione di trenta prigionieri nelle sue mani e di quindici fascisti catturati
su un treno in Val d'Ossola, una zona nella quale gi il 4 agosto
stato passato per le armi un volontario delle SS italiane (De Santis) assieme
ad un funzionario della polizia, il dottor Corvo Amorosi 2.
Milano angosciata, vive sotto una cappa di terrore. Tre giorni dopo
l'eccidio di Piazzale Loreto un giovane prende il tram in corso Buenos Aires
con un amico e punta verso Vimercate (sette chilometri e mezzo a nordest
di Monza), dove deve trovarsi ad un appuntamento con un certo

"Gino". Il giovane Roberto Costa (nell'aprile del 1945 sar il primo


speaker e direttore di "Radio Tricolore", appartiene al gruppo Venegoni e
collabora con Gillo Pontecorvo) e l'amico che viene con lui, un op"eraio bolognese,
preparatissimo, si chiama pure Gino. I due vanno a sedersi su una
panchina dei giardini e fingono di leggere il giornale. "Gino", l'uomo con
cui dovevano incontrarsi e che, invece, una spia nazista, arriva con altre
persone. Due giovanotti in borghese, eleganti, con giacche di velluto, si
piazzano alle spalle di Costa e dell'amico, puntando contro di loro le rivoltelle.
Sono due ufficiali delle SS italiane: uno lombardo, magrissimo, l'altro
forse toscano. Altri militi italiani delle SS, in uniforme, circondano il
giardino.
I due prigionieri vengono portati alla Casa della G IL (Giovent italiana
del Littorio) di Monza, dove si trova un gruppo speciale delle SS italiane,
probabilmente del battaglione Visetti. un luogo destinato agli interrogator
e alle torture, chi picchia di pi un giovane pugile tedesco. Costa
vede in una stanza due partigiani appesi con le braccia all'indietro e le
spalle slogate. Ci sono nel locale anche due ausiliarie delle SS, toscane dalla
pronuncia, camicia nera e gonna grigioverde. Una, con gesto osceno, alza
la gonna davanti ai due giovani gonfi di percosse e dice: Guardatela,
l'ultima volta che la vedete!".
Costa viene portato su un terrazzo interno e vi rimane per circa un'ora,
sempre controllato a vista da un gruppo di giovani in divisa di SS italiana.
Ci sono anche dei lombardi tra di loro. Uno spiega di essere un ex-partigiano
della zona di Luino che ha accettato di arruolarsi nella formazione
nazista in cambio della vita. Il futuro direttore di "Radio Tricolore" viene
riportato nell'interno dell'edificio e, approfittando di un momento di disattenzione,
fugge attraverso il finestrino di un gabinetto con un gran salto nel
vuoto. Si rompe una caviglia, ma riesce a prendere il treni no delle linee
dell' Adda ed a scendere a Greco-Turro, dribblando le postazioni delle SS e
della polizia repubblicana. Gino, il suo amico bolognese, verr invece fucilato
3.
143
Alla caccia degli ebrei
Il giorno dopo piazzale Loreto compare nelle edicole il numero 22 di
"Avanguardia" ed ha un titolo a sensazione su tutta la pagina: Giudei nei
conventi di Milano. Quando noi ci siamo posti nell'ultimo numero di
"Avanguardia", scritto in un neretto, <da domanda se esiste in Italia un
problema ebraico non sapevamo ancora che questa domanda venisse confermata
e trovasse una risposta affermativa cos presto e con esempi inaspettatamente
incisivi. Neppure sapevamo che l'affermazione fatta nel nostro articolo
- "Avanti, soldati di Cristo!" - del numero 18, di notevoli legami
politici della Chiesa cattolica, venisse cos presto confermata e rafforzata da
un ulteriore materiale di fatti aggravanti.
"Avanguardia" l'unico giornale che si trovi nella situazione di poter
informare della scoperta di una organizzazione largamente ramificata la
quale si occupava dell'illecito trasferimento di ebrei e di prigionieri di
guerra inglesi verso la Svizzera e la cui centrale si trovava a Milano. La
faccenda dell'aiuto dato per l'evasione dei prigionieri di guerra non viene
qui in questione dato il suo carattere militare, ma la scoperta dell'illecito

espatrio di ebrei con l'aiuto di appartenenti a ordini cattolici contiene una


tale quantit di particolari notevoli e interessanti, che noi abbiamo deciso di
informare i nostri lettori con una serie di articoli .
Gi da diversi numeri, a cominciare dal 20 maggio, il settimanale delle
SS italiane ha introdotto tra i suoi argomenti l'attacco sistematico contro la
massoneria e l'ebraismo. Cosicch nessuno si stupisce quando "Avanguardia"
annuncia il grande servizio particolare su come avveniva il passaggio
clandestino degli ebrei in Svizzera e sulla cappella dei cappuccini
luogo di riunione di giudei polacchi di fede mosaica. "Dan", uno degli illustratori
del giornale nazista di Milano, ha disegnato un grasso frate che
guarda il Cristo in croce mentre, alle spalle, un prigioniero osserva la scena
con occhi spenti in un viso camuso e piccoli ebrei sciancati corrono verso
una corriera che porta in Svizzera. Il Cristo, nella vignetta d:ll'illustratore
SS, dice al frate: Perch proteggete chi mi ha crocifisso? . E il livido insulto
al "popolo deicida" che i nazi hanno fatto proprio e che soltanto dopo
molti decenni verr cancellato anche dalla Chiesa cattolica.
Poi i redattori di viale Monte Santo raccontano finalmente i fatti: un
gruppo di cinque ebrei ed ebree, guidati da alcuni giovani, la notte del 15
aprile 1944 sono stati catturati dalle guardie di confine tedesche a Ponte
Tresa e trasferiti nelle carceri di Como. Don Capelli, direttore del Piccolo
Cottolengo Milanese di via Sforza, ha ospitato, per carit, una coppia di
ebrei ferraresi. Il 15 aprile i due pensano di fuggire in Svizzera. Padre Romualdo
si offre di accompagnarli. L'incontro avviene nel convento dei cappuccini
di via Piave 2, dove gi in attesa un'altra ebrea, Margherita EIbaum.
Al gruppo si unisce una donna di 45 anni, che viene chiamata Kucki.
Alla stazione di Porta N uova la comitiva rinforzata dalla presenza del
144
dottor Leone Ettore Prister, nato a Gradisca, e di Tynia Semmel, nata a
Tarnopol, che ha con s la madre, assieme alla quale fino a met febbraio
abitava a Milano in via Lambro 7. Prister e le due donne avevano trovato
rifugio prima all'Istituto Cardinal Ferrari e poi all'Istituto Palazzolo in via
Aldini 72. Il loro tentativo d'espatrio, come detto prima, fallisce all'ultimo
momento, tra il giubilo della redazione di "Avanguardia", allineata ai canoni
nazisti della persecuzione ebraica.
L'ebreo non ha mai conosciuto una patria, scrive il settimanale diffuso
tra i battaglioni dei volontari SS. Egli si trova in casa propria l dove
gli si offrono una vita senza fatica e i pi facili guadagni. Da ci anche il
carattere internazionale di molte famiglie ebraiche, i cui membri spesso sono
dispersi in tutto il mondo come appare sempre anche dalle descrizioni
contenute nei nostri articoli [ ... ] caratteristico anche il loro modo di vivere
alle spalle degli altri presentandosi sempre come senza mezzi, mentre
avevano in tasca diecine di migliaia di lire per la fuga in Svizzera. Se qualche
nostro lettore dovesse provare compassione per questi ebrei senza patria,
potrebbe riflettere che i maggiori e pi crudeli tiranni sanguinari bolscevichi
sono venuti dal loro stesso ghetto e che con l'avvento al potere dei
comunisti non conoscerebbero certo alcuna piet per noi o per i loro benefattori
cattolici, i cui conventi e chiese verrebbero trasformati proprio come
in Russia in stalle, magazzini e cinema, poich l'ebreo non conosce riconoscenza.

... Compassione, aggiunge "Avanguardia", equivarrebbe a suicidio


[ ... ] Che la compassione delle sorelle e dei fratelli dell'ordine sia maggiore
per questi portatori della rivoluzione mondiale e del caos che non per le loro
vittime, questo rimarr uno degli eterni impenetrabili segreti della Chiesa
cattolica. Ora noi presentiamo la serie degli ebrei e dei loro collaboratori,
i quali, ad eccezione di alcuni che hanno potuto sfuggire in tempo, si
trovano nelle mani dell'autorit. Una collaborazione simile che ricorda i romanzi
gialli deve condurre, infatti, logicamente alla sola conclusione della
prigionia o dei campi di concentramento.
Campi di concentramento conclude "Avanguardia", e non spiega di
pi, non racconta quali punizioni si dnno agli ebrei ed agli altri nei Konzentrationslager.
Qualcuno in viale Monte Santo a Milano sa dei forni crematori
cui ineluttabilmente andranno a finire coloro che vengono catturati?
Non lo sappiamo, un mistero, crediamo tuttavia di s. Ma quello della
primavera-estate 1944 sar un periodo atroce di caccia aWebreo, con l'aiuto
di grossi premi in denaro a chi li consegna alle SS.
A parte il valico di Ponte Tresa gi citato nella corrispondenza del settimanale
delle SS italiane, le vie pi battute sono quelle del Comasco, che
portano nel Canton Ticino, con la Valle Intelvi e la Val Cavargna in primo
piano. Ci sono piccole colonie di ebrei e di confinati civili nei paesi lungo
il lago, che mascherano in ogni modo la loro posizione fingendosi sfollati
145
e attendendo il momento propizio per espatriare. Alcuni ci riusciranno, altri
verranno spogliati di ogni bene dalle guide e abbandonati, altri saranno
addirittura consegnati alle SS. Nel settembre 1943 quattro ebrei di nazionalit
romena residenti presso l'Albergo Argegno della localit omonima
sono gi stati prelevati dalle SS e inviati in un Lager dove moriranno di
stenti. Altri due sono stati catturati alcuni mesi dopo, 'e cos a Cernobbio,
Lezzeno, Como, Rogeno, Isola Comacina, Lanzo d'Intelvi, Lipomo, Maslianico,
Varenna, ecc. I Liiger in cui moriranno sono quelli di Mauthausen,
Gusen, Hersbruck, Flossenbilrg, Dora, Auschwitz, Buchenwald, Salzgiette,
per non citare che i principali 5.
Un appello sul "Corriere della Sera"
Alla fine 'del lago di Como, in Valtellina, il giorno di Ferragosto, il primo e
il secondo distaccamento della 55' Brigata d'assalto garibaldina Rosselli occupano
il paese di Pedesina, a quota 991, ad una diecina di chilometri da
Morbegno. I partigiani bruciano in municipio la lista di leva per impedire
ai nazifascisti di procedere alle chiamate. Quattro SS italiane del presidio
(l'albergo del luogo diventato la loro casermetta) si oppongono ai ribelli e
sparano ferendo due persone in piazza: i ribelli le fucilano sul posto 6. Pochi
giorni prima, in valle, alle porte di Morbegno, due distaccamenti della
40' Brigata d'assalto garibaldina Matleotti hanno dato l'assalto alle polveriere
della Todl a Traona-Cosio. Disarmate le sentinelle, hanno caricato su
autocarri forti quantitativi di esplosivi. Il resto l'hanno fatto esplodere.
Due enormi boati hanno scosso le viscere della terra. La popolazione era
stata preventivamente avvisata ed invitata ad allontanarsi 7. Il 19 agosto
viene attaccato il nucleo delle SS italiane che si trova a Rgo]o, a circa otto
chilometri da Morbegno: tre volontari dalle mostrine rosse muoiono nello
scontro con i partigiani.

Delinquente Kesselring", dice un foglio ciclostilato in montagna, a


Biancino, dai partigiani della 2' divisione garibaldina e intitolato Guerriglia:
riconosci che sei impotente contro di noi; riconosci che tutto il popolo
compa tto con noi e che sfoghi il tuo bestiale livore sugli inermi! Delinquente
Kesselring! Cadrai nelle nostre mani [ ... ) Fascisti! Sarete ritenuti
responsabili delle rappresaglie che si ritorceranno immediatamente su voi,
sulle vostre famiglie, sui vostri beni . E aggiunge una "preghiera" in comasco
alla Madonna: Sancta Maria, Mater Dei / manda gi di parabei /
manda gi di munizion / per mazz quei lazzaron il cui senso facile da
capire e "parabei" sta per "parabellum", cio i famosi mitra usati dai russi
e che funzionano anche se sono rimasti immersi nel fango o sotto la pioggia.
Il " Corriere della Sera", che esce in due facciate, pubblica, invece, un
146
appello della L gione ita liana ai giovani, perch si a rruolino nelle sue
rile presentandosi al entro di via Pietro Maestri 2, all'angolo con viale
Bia nca Ma ria, tcl. 50147 (me ne esiste anche un secondo, una specie di fili
ale, in via T ommaso G l'O si 7, tel. 88426, presso piazza Cordusio). il
19 agosto 1944, un sabato, e Milano ha appena seppellito senza pompa e
senza alcuna formalit i quindici fucilati a piazzale Loreto. Giovani
d'Italia!", dice l'a ppello stampato in neretto e tutto infirato di retorica,
Voi siete gli eredi di quel pa trimonio spirituale d'onore, di grandezza e di
libert che va gelosamente custodilO e direso a tutti i costi per l'orgoglio
della razza italica, per il benessere mora le ed economico delle vostre famiglie,
per l'avvenire della generazione futura, cui spetta il diritto di pretendere
che l'indipendenza da voi ereditata rimanga integra. Giovani italiani,
vorrete voi disperdere il frutto di tanti sacrifici? Vorrete voi che i vostri figli,
vergognandosi di portare un nome disonorato, debbano maledirvi?
No! Voi siete italiani! Voi, dunque, dovete avere una fede patriottica,
puro sentimento di orgoglio nazionale e di onore! Scuotetevi! Liberatevi dal
veleno del disfattismo e del pessimismo propinati da lla subdola propaganda
nemica! Gli eroici caduti di tutte le guerre, i gloriosi mutilati, i leggendari
volontari di Bir-el-Gobi vi chiamano a raccolta! 11 loro grande esempio non
sia vano! Giovani italiani, <lJTuola tevi! Abbia te fede, ritroverete in voi
stessi l'innato indomito coraggio e l'amore patriottico della nostra razza. La
Legione SS italiana, che ha raccolto nelle sue file il pi puro spirito volontaristico
gloriosamente manifestatosi sul fronte di Nettuno, vi attende!".
A parte questa parentesi pubblicitaria che fa pan e della campagna di
propaganda condotta dai Comandj nazisti , i repa r ti di S ita liane ovunque
si tl'ovino, non hanno riposo. Circondano di campi minati i " posti di blocco"
nei quali si as erragliano e quando si muovono adottano rigide misure
di sicurezza: sanno che le bande dei ribeUi sono sempre pi organizzate e
decise, e temono sopra ttutto gli agguati notturni.
Nell'Italia del Sud gli Alleati hanno formato una fitta rete di "missioni"
che hanno preso contatto con i partigiani e dirigono il lancio di rifornimenti.
Il primo e pi sicuro campo di lancio nell'Alta Italia (chiamato
D.Z. - DroPIJing Zone) si trova sull'altopiano morenico della Serra, tra
Ivrea e Biella 8. E ntro agosto vi s endono quattro missioni. Gli inglesi usano
gli aerei Stirling e Halifa,,,,, ,gli americani i ,Liberalors e i Dakola. Calano
dal cielo anche le armi: mitra Sten, mitragliatori Bren e Breda, mortai

controcarro Fiat, mortai da 50 mm, fucili e moschetti inglesi, francesi e italiani,


automatici o semiautomatici, pistole Beretta, P. 36 e Smith & Wesson
a tamburo, munizioni per tutte le armi, mine magnetiche, plastico
esplosivo, micce, detonatori a schiacciarriento per mine ferroviarie e stradali
al plastico, chiodi a quattro punte per forare i pneumatici e altro materiale.
Altre "missioni" arrivano in altre zone del Piemonte, sempre aviolanciate,
oppure sbarcano da MAS sulle coste liguri 9. Una di queste (sigla
147
I..,OC pi a no dci collegamenti AIRBRAKE) giunge da lla Corsica in Liguria
il 18 ma rzo 1944 si trasferist in Piemont e prende contatti con i partig
ia ni della Val Pelli 'c della Val Chisone e della Va lle di usa tulle presidiate
dai ballaglioni delle SS ita liane. Compongono la missione " Aldo"
(aspira nte ufficia le dell 'Aerona utica Alberto Calleri di a la) e "De M alleis'
(se rgente maggiore radiotelegrafi sta Piero P rade1.Ia). " ldo ' cade in
un' imbost:ata a T orl'e Pellice nel mese di giugno viene cattura to dai volonta
ri (:on le ma tfine l'osse. ottoposto a torture. sar poi fuci la to nel
Convitto Valdese della tessa cit tadina l0.
l battaglioni ono in costant allarme. In pa rticolare il luglio in Val di
usa un mese duris imo. I rifornimenti a lleati a rrivano con frequenza al
Colle delle Finestre, di 'ui abbiamo riferito nel ca pitolo precedente il l'a conLO di un rastrell amento da pa rI di un volonta rio S. M a an he la zona
del Ca navese non da meno. Il 27, alle 5. 15 del mattino - come informa
da T orino il tenente colonnello iovanni Cabras, coma nda nte dei ervizio
Politico Investigativo della Gua rdia N aziona l Repubblica na Il - ciI' a
200 ribelli a rmali , trasporta li da sei autocarri e provenienti dallo stradale
di Monta naro Canavese, giungeva no a Chivas o [a 23 km. da Ton'no, e
/mnlo di iml)()1'fanza vitale per le comunicazioni feT1'Ouia7'ie con Milano r:
con la Valle d AOj'f.a, N.d.R.]. i dividevano in due gruppi di ui uno assaliva
il Di treuo Milita re, che respingeva l'attacco, mentre l'a ltro faceva irruzione
nella stazione ferrovia ria e sopra fralla la resistenza sta delle
FF.AA. Germa niche sia dei militi della Polizia ferrovia ria. intimava lo
sgomb ro del piazza le impedendo la pa rtenza dei treni e 1\ lscita dei viaggiatori
in trans ito. Presso il comando della C R - Polizia ferrovia ria distruggevano
l'appa recchio tel fonico impo essandosi di qua lche mos heUo
e relative munizioni ed asporta ndo la macchina da scrivere. Prelevavano
inoltre gli a llievi militi Gallo Bruno e Ma rtino Angelo. Interveniva una colonna
di S ita li ane di passaggio, he ris tabilivano la situazione e cat tura
vano qua llro ribelli, che venivano immediatamente passa ti per le armi . I
ribelli , preci a a ncora Cabras, erano lutti iscritli a ll 'Azione allQlica.
Per proteggersi dagli a llacchi - sempr Cabras che informa: lettera
N. 1833/ .1./5 di pro!. del 22 agosto 1944 12 - il Comando d Ila Brigata
'S italia ne di Pinerolo tringe un accordo on la direzione delle Officine
Rrv di Vill ar Perosa che fabbricano cuscinetti a sfere, un componente esenzia
le neH co truzioni a utomobili tiehe. un accordo strabilia nte: in
virtl] di e so tU lti gli opera i gi in a ntecedenza occu.pa ti presso la RIV,
pur avendo appartenuto alle bande ribelli, in quesLi giorni sciolte i a seguiIO
di operazioni di l'a trellamento, hanno il dirillO di essere riassunti ai loro
posti di lavoro . 11 nostro nucleo .P.I . ( rvizio politico investigativo) d~
Pinerolo si visto obbligato a rimet lere in libert degli individui rei onfessl

di aver appan enuto a bande ribelli , per il emplice motivo che erano in
possesso di regol are foglio di assunzione della RIV. Interpella to in merito,
748
l'ing. Tommasetti, capo servizio assunzioni della ditta in parola, il medesimo
ha dichiarato che detto accordo era stato stipulato verbalmente in data
15 c.m. fra la Direzione e il Comando in oggetto. Per illustrare <do stato
di cose creatosi in Pinerolo , il colonnello repubblicano aggiunge infine che
<de bande di quella zona gi operanti sono sempre state alimentate da uomini
dipendenti dalla ditta stessa come pure, bench involontariamente,
buona parte dei viveri che fino ad ora erano forniti e di cui disponevano
queste bande provenivano dagl spacci aziendali della RIV.
Due forche nel seminario di Rivoli
Agli inizi della Val di Susa un presidio delle SS italiane accantonato nel
seminario di Rivoli, dove c' anche la scuola allievi ufficiali della CNR. Il
26 giugno un gruppo di partigiani l'ha assaltato. Vi stata una fitta fucileria,
due ribelli - Giovanni Bargellini di Torino e Luigi Costantini di Laveno
(Varese) - vengono catturati e denunciati dal colonnello Cabras della
CNR al Tribunale Speciale per la difesa dello Stato che ha sede a Parma
13.
. ~elIo stess~ seminario il 13 agosto le SS italiane impiccano due partiglalll
del Pol~sllle, esattamente di Baruchella, in provincia di Rovigo. Sono
Ro~olf~ ROSSI e Orlando Scavazza, che abitavano a Rosta, un paese vicino
a RI~olI, e c~e .s?no stat.i catturati durante un conflitto a fuoco. La.cognata
~ana AndnolI 111 ROSSI vuole vedere le salme al cimitero, ma glielo impedIscono.
Mi recai, racconter poi 14, al Seminario, caserma della SS italiana,
e chiesi alla guardia di parlare col capitano per avere il permesso di
vedere .le salme: S?no stata trattata in mal o modo, minacciata perfino di esser
fUCIlata se IIlSlstevo. Usciva in quel momento il capitano Galbiati. Lo
fer~ai e g~i ~hiesi tale permesso. Egli mi rispose subito: "No, perch quei
dellllquentl II non sono da vedere". lo ho insistito dicendo: "BenS loro lo
considerano traditore, per mio conto sempre del mio sangue. Della sua
persona [CIO del cognato R odolfo Rossi, N.d.R.] ne avete fatto quello che
avete voluto, ma il suo corpo intendo custodirlo io". Mi rispose: "Un bel
coraggio avete di parlare cos, non sapete che potreste andare fucil ata?"".
La donna, ottenuto un permesso dal sergente Valenta, ammessa al cimitero.
Il giorno dopo chiede di poter trasportare la salma a Rosta, paese del
f:atello, cOI~e aveva chiesto il mori turo al confessore prima di salire sul patl~
olo, e ~ple.ga. al capitano Galbiati che quell'uomo ha lasciato quattro figl!.
Egh mi nspose allora: "Meglio che il padre sia morto che vivere ed
educare, come traditore, quattro bambini" ". Poi si commuove, dice di sentire
rimorso e tira fuori dal portafoglio 500 lire e le offre alla donna facendole
firmare una ricevuta.
I due impiccati fanno parte di un gruppo di partigiani delle formazioni
749
Marcellin caduto in mano ai nazifascisti durante i rastrellamenti iniziati il
21 luglio e ripresi con maggior forza il 30 in tutta la zon~ che dall'~lta Val
Chisone arriva al Sestriere e quindi scende a Cesana Tormese, UlZlO, Bardonecchia
e Susa. Partecipano alle azioni assieme ai tedeschi due battaglioni
di SS italiane (che hanno posto la base a Cesana), un battaglione di bersaglieri

di Sal (Susa), paracadu~isti ~ella Nembo, e ~lli~vi. ufficial~ dell'aeronautica


repubblicana. La lotta e subito feroce. L artlglIena batte Im.placabilmente
la montagna. I partigiani rispondono in modo molto organizzato.
Il 30 luglio tedeschi e italiani che risalgono la Val Chisone sono bloccati
poco prima di Villarelto: hanno circa 200. tra ~o:ti .e feriti e .Ie ambulanz~
li portano a Perosa e Pinerolo, mentre glI uomini di Marcellm evacuano I
propri nella colonia estiva di Fenestrelle. . .
Il 10 agosto i tedeschi mettono in campo carn armati e punta~o al for~e
di Fenestrelle. Poi entra in azione anche la Luftwaffe. Le SS arnvano pnma
aPra Catinat, poi a Serre Marie. Il 4 agosto i carri armati nazisti
giungono fino a Pian dell'Alpe. Il giorno dopo comin~ia il bomb~rd~m.en~o
delle posizioni partigiane dal versante della Valle di ~usa. All ar.tlghena
tedesca che ha base ad Ulzio si unisce anche un cacCia bombardiere che
sorvola il Sestriere e sgancia bombe su Pragelato. Resta ferito gravemente
l' SS-Sturmscha1fuhrer K rim inalsekretiir An ton Brlickner (Kri polei tstelle
Wien, ma aggregato all'Aussenkommando di Torino: trasportato all'ospedale
morir lo stesso giorno. Il dr. Harster, SS-Brigadefuhrer u. Generalmajor
da Polizei, gli concede la croce di ferro al merito di guerr.a ~i ~econda
classe con spade. I partigiani arretrano in Val Troncea e pOI SI disperdono
dandosi appuntamento per il 29 agosto alle Grange Planes nell' Alta
Valle Argentera, mentre le SS occupano tutta la Val Chisone.
Comincia un violento rastrellamento. Le SS italiane si disseminano nei
boschi dell'alta Valle di Susa e catturano i partigiani Luigi Bouch, Guy
Beltramo, Alessandro Leggiard, Niero Tibaldo e Loris Tallia Galoppo.
Bouch e Beltramo vengono portati al Sestriere, percossi con un nerbo di
bue e poi trascinati su per la montagna, legati con una corda al collo, alla
ricerca delle armi interrate dai ribelli. Dopo tre giorni di tragedia Bouch
viene impiccato al balcone di casa sua a Bousson, assieme all'amico Beltramo.
Loris Tallia Galoppo, Alessandro Leggiard e Niero Tibaldo sono, invece,
portati a Villar Perosa e impiccati in piazza. Alt~i qua~tro - I?ante
Bertolotto, Giovanni Belluomini, Mario Saracco e GIOvanni UsseglIo vengono fucilati a Pragelato, mentre Luigi Borrana passato per le armi a
Bardonecchia Massimino Mont a Exilles e Attila Ronchil a Col d'Exilles.
Orlando Scav~zza, una giovane staffetta partigiana, e Rodolfo Rossi sono ~
due impiccati nel seminario di Rivoli di cui abbiamo gi parlato: anch:essl
sono caduti nelle mani delle SS italiane durante il rastrellamento. Altn loro
compagni - Alessandro Alliaud, Sebastiano Speranzo e Francesco Gay
_ finiranno deportati in Germania e qui moriranno in un Lager mentre
750
non si sapr mai nulla di Luigi Boveri, al di fuori del fatto della sua fine 15.
In Valle di Stura - quella che da Cuneo porta al valico della Maddalena
e al passaggio del Colle della Lombarda - due divisioni motorizzate
tedesche hanno iniziato un duro attacco il 17 agosto. I combattimenti durano
otto giorni e soltanto al decimo i nazisti raggiungono i valichi di frontiera,
di fronte alla zona nella quale hanno ora preso posizione le avanguardie
angloamericane, dopo lo sbarco in Provenza.
Nel cuore del Monferrato, tra Nizza Monferrato, Canelli e Santo Stefano
Belbo, invece schierato il battaglione Debica, che rappresenta il fiore
all'occhiello delle SS italiane. Per i suoi rilievi orografici e perch piena

di partigiani, quella una zona molto difficile. A Santo Stefano Belbo


giunge di presidio il 20 Battaglione Cacciatori degli Appennini con 400 uomini;
a dare manforte alla formazione fascista, i volontari dalle mostrine
rosse schierano una batteria di mitragliere da 20 mm, un cannone e una
sezione mortai. Gli scontri con i ribelli sono quotidiani, e quotidiane le
esecuzioni di prigionieri. In uno di questi scontri (il 16 di agosto) le SS italiane
perderanno una bandiera che diventer un trofeo partigiano.
Il massacro di Bardine S. Terenzio
Anche all'estremit meridionale della Liguria, nella zona di Massa Carrara,
la situazione incandescente. Sedici SS muoiono durante uno scontro
con i partigiani nelle vicinanze di Bardine S. Terenzio. Il maggiore inglese
A.]. Oldham, capo della missione Turdus, mander il seguente rapporto al
comandante dello Special Force n. 1: Per rappresaglia pi di 20 villaggi
furono dati alle fiamme e l'intera popolazione di Bardine S. Terenzio e
Vinca fu massacrata. In aggiunta ai bimbi di tre mesi e delle donne di oltre
settant'anni, a Bardine S. Terenzio 50 giovani compresi fra i 18 e i 30 anni,
precedentemente presi come ostaggi, furono uccisi nel modo seguente.
Trascinati, per un bel tratto, dietro ad un veicolo, essi furono poi allineati
con un fil di ferro inforno al collo perch stessero ritti. Quindi le SS spararono
alle loro gambe con il maschinepistole e questi morirono per strangolamento.
Queste atrocit, nelle quali oltre 400 civili furono massacrati, furono
commesse da SS tedesche e italiane. Una ragazza di sette anni riusc a
sfuggire alla morte nascondendosi sotto il corpo dei suoi genitori, e fu molto
fortunata perch la SS fin gli altri ragazzi protetti dai familiari con la pistoia,
alzando i loro capi. La documentata evidenza (fotografie incluse)
disponibile in questa zona e spero che arriver qualche altro mio documento
per il quale ho inviato un corriere. La popolazione sta ancora tentando
di scoprire i nomi dei colpevoli delle atrocit 16.
Siamo sempre in agosto, anzi all'ultimo giorno del mese, ma questa volta
a Torino. Ci sono posti di blocco in tutta la citt, e Leandro Moreni, fu
757
Giuseppe, sergente maggiore del Comando Waffen-Grenadier-SS italiana
di Rivoli, Abteilung ArtiLlerie, fermo in corso IV Novembre all'angolo
con corso Tazzoli, avendo accanto il partigiano Adelmo Vicini, di Enrico,
classe 1910, della Brigata garibaldina Carlo Carli. Vicini ha una pistola in
tasca ed pronto a sparare, se necessario. I due fermano una Fiat guidata
da Pietro Piovano e gli ordinano di portarli, per vie secondarie, al di l dei
blocchi fascisti e tedeschi . Piovano dice di s, ma fa in modo che una pattuglia
della Decima Mas si insospettisca e fermi la vettura. I due vengono
catturati e consegnati all'ufficio del Servizio Politico Investigativo per gli
accertamenti del caso. Leandro Moreni riconsegnato al suo comando a
Rivoli: era stato catturato una settimana prima da alcuni partigiani della
4' Brigata Garibaldi e consegnato al Vicini (che se lo portava in giro) "in
custodia". Il gioco del destino lo ha salvato. Il Vicini viene denunciato alla
Procura Militare di Stato presso il Comando Stato Maggiore Esercito CO-GU - di Torino e condannato a morte. Lo fucileranno alla schiena la
mattina del 13 settembre 17.
Come abbiamo dello all'inizio, questa che stiamo raccontando un'estate
di fuoco. Nelle zone dove operano i ribelli i nazifascisti vivono in continuo

allarme, adollando le pi strette misure di sicurezza. Tuttavia a Bagnolo


Piemonte, diciassette chilometri a sud di Pinerolo, un nucleo della 4'
Brigata Garibaldi attacca il 26 agosto un pattuglione di 40 SS italiane che
aveva prelevato ostaggi e lo costringe a ritirarsi rilasciando i prigionieri.
Un volontario dalle mostrine rosse resta sul terreno, due altri vengono feriti
18. Una SS italiana blocca una staffetta partigiana, che reagisce e l'abbatte
a pislolettate. Siamo al 10 settembre, e quello stesso giorno in Val Pellice,
presso il cimitero di Luserna San Giovanni, un nucleo della 4' Brigata
garibaldina Pisacane attacca una pattuglia di SS italiane guidata da un ufficiale
che sta perlustrando la zona di Airali, ad un chilometro da Luserna
San Giovanni. L'ufficiale e due volontari muoiono nello scontro.
In Val Pellice la lotta contro i tedeschi ed i loro alleati particolarmente
sentita. Questa la terra dei valdesi, cio di quei calvinisti che hanno ritrovalo
qui dopo la migrazione una loro nuova patria e che hanno sempre
sapulo resislere anche con le armi, per motivi religiosi, a chi li ha perseguitati,
da Emanuele Filiberto ai francesi, ai savoiardi ed a tutti gli altri. Torre
Pellice, quattromila abitanti, la capitale di questa terra tribolata, l'opposizione
agli invasori un falto di massa, spontaneo. Gli italiani che hanno
giurato fedelt a H itler proveranno q ui, a loro spese, cosa significhi
questo alteggiamento che n i secoli n nessun padrone sono mai riusciti a
modificare.
Il 5 settembre, sulla strada che da Luserna porta a Torre Pellice, il
gruppo partigiano di Giustizia e Libert guidato da "Renato" blocca un camion
di munizioni germanico, uccide due nazisti e ne prende cinque prigionieri:
due tedeschi (il tenente Jahn e un sottufficiale) e tre SS italiane.
152
L'a mattina del 6 passano per quella stessa strada truppe tedesche dirette a
Bobbio Pellice, mentre Luserna viene occupata da SS italiane e tedesche. I
tedeschi intimano ai partigiani di restituire entro le 18 di quello stesso
giorno i cinque prigionieri: in caso contrario incendieranno Luserna Airali
e altri piccoli borghi. "Renato" consegna la risposta alle 20: i due t~deschi
saranno scambiati con prigionieri italiani in mano tedesca secondo i diritti
di guerra e le consuetudini. Luserna non verr bruciat-a, le trattative si
concluderanno come previsto. Nessun accordo, invece, per le tre SS italiane,
che sono state fucilate.
La stessa sera del 6 i garibaldini della Carlo Pisacane catturano un'altra
SS italiana e la mattina successiva attaccano Airali. Il colonnello che
comanda il battaglione delle SS italiane intima al partigiano "Romanino"
che ha condotto l'azione di restituire il prigioniero, pena l'uccisione di tre
ost~ggi e vari incendi. "Romanino" risponde che il prigioniero gi stato
fUCilato e che, in caso di fucilazione degli ostaggi, faremo fucilare in
Francia 1 O prigionieri tedeschi per ogni ostaggio passato per le armi". Cosa
sia poi avvenuto non lo sappiamo. Sappiamo, invece, che una colonna di
automezzi con circa 200 SS italiane viene attaccata dai partigiani e, in preda
al panico, si sbanda. Poi le autoblindo aggiustano il tiro ed i soldati dalle
mostrine rosse vanno al contrattacco, ,mentre i ribelli sono gi spariti.
Un distaccamento SS passa ai partigiani
A Bibiana le SS italiane sono accasermate nelle scuole, agli ordini di un ufficiale
tedesco e di due ufficiali italiani. Intorno all'edificio steso il filo

spinato, mentre quattro posti di blocco controllano le vie d'accesso al paese:


al Ponte Nuovo, sulla strada proveniente da Cavour, a quella vecchia di
Luserna e su quella di Bagnolo 19. Un gruppo di volontari italiani in servizio
ad uno di questi posti di blocco - quello sulla strada Bibiana-Bagnolo
- ha lasciato capire, nei discorsi con la popolazione, che sarebbe anche disposto
a passare ai partigiani. Hanno, per; paura, sono incerti e diffidenti,
parlano a mezze parole. Dal Montoso, nel pomeriggio del 7 settembre,
scende il vice-comandante della 4' Brigata, Milan, assieme ai partigiani
Martelli, Sandro, d'Artagnan e Remo. Il contatto avviene a 100 metri dal
posto di blocco. A sera, questo l'accordo, i garibaldini verranno ad intimare
la resa e le SS si lasceranno disarmare portando con loro il maggior
quantitativo di armi possibile.
Milan vuole di pi, e chiede al parroco, don Manzon, di prbcurargli un
a~puntamento con il tenente che comanda il presidio. Milan, in borghese,
disarmato, va nella canonica, dove c' l'ufficiale delle SS italiane il tenente
F~~t~ni. L'uffic~ale rifiuta di arrendersi, ma non sa che un gru~po di suoi
militi (sette) gUidato da un sergente ha disertato portando via un fucile mi153
tragliatore, cinque mitra Beretta a canna lunga e due mosc~etti. Con tutte
le misure di sicurezza adottate Bibiana adesso un campo trincerato, ma la
vigilanza diventa ancora pi stretta. Il sergente delle SS italiane, che pa~sando
ai partigiani ha assunto il nome di "Diavolo", scende egualmente m
paese assieme al partigiano Sandro e cattura il tenente Fantini, che ~veva
rifiutato di passare ai ribelli, ed un altro volontario. In un crescendo di ~olpi
di scena il vice-comandante dei partigiani si presenta nel.la ~otte tra il 9
e il lO settembre a' trattare con l'ufficiale medico delle SS Italiane che ora
comanda il piccolo presidio. Gli porta anche un messaggio ~el .suo col~eg.a
prigioniero, ma il medico dice di no", che non aderir all~ richieste del fIbelli.
L'accordo sfuma, e il presidio di soldati dalle mostnne rosse - che
sembrava pronto a passare con i partigiani in un blocco di 60 u~mini co.n
una decina di armi automatiche, due mortai da 81, trenta-trentacmque mitra
Beretta e fucili ed aveva gi trattato la resa - vien fatto ritirare dal comando
di Pinerolo, che ha capito cosa sta succedendo. Il tenente Fantini
sar inviato in internamento in Francia: la guerra per lui finita.
La settimana successiva, il 15 settembre, il distaccamento di Novi (sempre
della 4' Brigata garibaldina) dopo un lavoro di convincimento c?e dura
da lungo tempo riesce a far disertare dal presidio della. Stella ventldu~ SS
italiane, anche questa volta con un sergente nelle loro file. Il ~rupp~ viene
scoperto mentre abbandona il posto e allora, vistosi perduto, ~nma ~I sganciarsi,
spara contro l'ufficiale tedesco che intima di ferma~sl. B~ttlno: due
fucili mitragliatori con munizioni, un mitra, 17 moschetti, ventl bombe a
mano. Due di quei volontari che sono passati ai partigiani attaccano il
giorno dopo, assieme ad una squadra di ribelli, lun~o ~a strada che da .Cavour
porta a Saluzzo un camion tedesco e un motoCIclista: due tedeschi restano
sul terreno, gli altri sono messi in fuga.
Promozioni e medaglie per la ((caccia ai banditi))
Facciamo un passo indietro e passiamo in un'altra zona ~el Piemonte. S~amo
in piena estate, il 19 di agosto, e la seconda com~agma del .1 Battaglione
del 2 Reggimento SS italiane si trova a Meano, In V~l Chlsme, quot.a

700 sul livello del mare, e il suo comandante, il tenente GIUseppe Etter, nsponde
ad una circolare dell'aiutante ma~giore i~ s~~on~a, te~ente. Da~t~
Fedri che dal comando chiede la segnalazIOne di mllltan meritevoli ", clOe
degli :< Ufficiali , sottufficiali , graduati e trup.p~ che nel c~rso ~elle ope~:zioni
iniziate il 29 luglio u.s. hanno dato tangibile prova di ardimento" . . L~
compagnia quella di cui fa parte quel maresciallo Damiano M~nzollm,
ex-alpino in Russia, che Nuto Revelli ha incontrat~ a Cuneo subito dopo
l'arrivo del battaglione di SS italiane dalla Germama. La compongono un
centinaio di uomini, a capo dei quali sono il tenente [che poi diventer ca154
pita710 in certi aild documenti, N.d.R. j Gius ppe Elter, nato il 7 gennaio
1907, il sottoteneu te Bruno BenedeLti, nato il '\6 mar-zo 1920, il settotenente
Mario Bonan, nalO il 23 seuembre 1921, i maresc.ialli Anlonio Pel'at,
nato il 23 maggio 1911 , c Damiano ManzoJini, nato il 17 febbraio 19 16, e
questi altri quindici sOlL ufficiali:
sergenli maggiori: Nicola Grandinetti (5 novembre 1917), Giovanni
Lucian (6 maggio 191 7), Giuseppe T entori (12 luglio 1911), Eros Molinari
(22 novembre 191 7), Ang lo di Tucci (5 novembre 1919), Enzo Meriano
(12 febbraio 1918), Guido Ludovici (24 novembre 1917).
sergenti: arlo Castiglioni (15 maggio 191 5), Giovanni Africanista (6
marzo 1924), Fernando Menconi (22 agosto 1913), Paolo Monni (6 ottobre
1918), Giovanni Scriminich (12 ottobre 191 8), Alberto Viviani (21 f bbraio
191 5), Mario Rosa (30 aprile 1922), ante Vannucchi (17 novembre
191 7).
La compagnia ha poi dodici caporalmaggiori e tredici caporali : strutturata
secondo schemi avanzat i, con un organico composto per il cinquanta
per cento da gradua li , cio con una specializzazione nella ta ttica e nell'uso
delle armi superiore a.1la media. La seconda compagnia di cui parliamo ha
parteci pato, avendo avuto om prima base la caserma degli alpini di uneo
(chc ven' poi hlamata alla fine del 1944 "caserma Ettore Nluti"), a
tutte le op razioni di rastrellamento previste dal comandi nazisti.
i 'batt uta ontro i parligiani a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943, a
Garessio (Cuneo) il 28 ?9 febbraio 1944 a Piasco (Cuneo) il 17 marzo
1944, a Germagnano (Torino) il 15 e il 19 aprile 1944, a Ponte di Bibiana
(Torino) il 21 maggio 1944, a Brichera io (Torino) LI 24 maggio 1944, a
Bibiana (Torino) il 25 maggio 1944, a an Michele di Brichera io (Torino)
il 27 maggio 1944, a Castello di Bibiana (Torino) il 30 maggio 1944 a
Campiglione (Val Pellice) il 5 giugno 1944, a Sangle (Val Chi one) 1'8
giugno 1944, a Pinasca (Torino) il 18 luglio 1944, in Val Germa nasca (a
nord.-ovest di Pinerolo) il 20 luglio 1944, a Perosa Argentina (Torino) il
22 luglio 1944, a Roreto (Torino) il 30 luglio 1944, a Pra Catinat (Tol'00) il l agos to 1944, al Colle delle Finestre (Val Chisone) il 4 e 5 agosto
1944 ed ora, a met ta te, si trova in Val Chisone, poco sopra Perosa Argentina,
ed il uo comandante prepara le relazioni per le ricompense nella
lotta contro le bande, BanderlbekiimpJI1.ng oeUa burocrazia nazista. La burocrazia
nazista pignolesca, precisa fino all'esasperazione. In fureria le
che scrivono a macchina preparano <d 'elenco nominativo dei mili ta ri che
in base all 'ordine di Brigala del 12-8-'1944 sono tali riconos iuti per aver
pa rtecipato od essersi distinti nei combattimenti avvenuti nelle loca lit internamente

segnate : trentadue cartelle stese in ordine perfetto, secondo un


concetto grafico a cui i militari italiani non sono mai stati abituati.
Il comandante della compagnia Giuseppe Etter, messosi a tavolino, ha
preparato le "segnalazioni", tredici cartelle fitte che riguardano quaranta155
due nominativi , quasi la met dei componenti il reparto. Sfogliamo queste
pagine perch illustrano l'applicazione da parte italiana della metodologia
bellica germanica nella richiesta sia di ricompense al valore (croci di guerra,
eccetera) sia di promozioni al grado superiore.
II caporalmaggiore Alb~rto Viviani (nato il 21 febbraio 1915, gi medaglia
d'argento sul fronte balcanico) viene proposto al grado di sergente
(cosa concessa, come risulta dall'elenco che abbiamo riportato prima) e cos
al grado superiore il caporale Ferruccio Bertagnin (nato il 7 marzo 1924).
Pure proposti per l'avanzamento (che sar concesso) i caporalmaggiori Albino
Lanfranconi e Paolo Monni e i caporali Matteo Zindo e Luigi Gentile.
In occasione di un ciclo di rastrellamenti , dice la proposta per Albino
Lanfranconi , partecipava ad una pattuglia con compito di esplorazione
contribuendo alla cattura di partigiani ed alla scoperta di depositi di bande
ribelli, confermando indiscutibilmente le sue ottime qualit di militare e di
comandante. Paolo Monni, anche lui, catturava in diverse azioni partigiani
armati, depositi e trasporti di viveri destinati a bande, confermando le
sue ottime qualit di combattente .
Il sergente maggiore Antonio Bazzo riceve dal comandante della compagnia
una segnalazione del tutto particolare. Fa eccezione ", dice il documento
21 preparato a Meano il 19 agosto 1944 e diretto al Comando lo Battaglione
- Sua sede - il sergente maggiore Bazzo Antonio, il quale ha
svolto delicati e pericolosi incarichi fra le bande ribelli non solo ultimamente
a Luserna, ma anche nella regione Cuneese, ove, con grave rischio e rara
abilit, riusc a far cadere nelle mani delle SS numerosi pericolosi partigiani
e capi banda . Quale ricompensa gli sia stata attribuita dai nazisti
non sappiamo.
Il sergente Carlo Castiglioni ha guidato il nucleo esplorante del Battaglione
all'ingresso e all'interno del forte di Fenestrelle , mentre quel maresciallo
Damiano Manzolini che aveva promesso a Nuto Revelli di non
sparare mai sui partigiani viene citato perch, quale comandante di plotone
fucilieri, ha saputo infondere nei suoi gregari il pi alto spirito combattivo
e alto senso del dovere. In successive azioni (Roreto 30 luglio e Pra Catinat
lO agosto 1944), nonostante la forte reazione avversaria che procurava perdite
nel suo reparto, raggiungeva le quote fissategli dai superiori comandi,
ottenendo immediato riconoscimento del suo ardimento da parte di un Ufficiale
tedesco del Comando di Brigata presente all'azione (capitano Kohlstedt)
.
Per particolari capacit dimostrate in occasione di un ciclo di rastrellamenti
vengono poi proposti per una promozione undici legionari: Ferdinando
Livan , A,lberto Mambrini, Luciano Colombo, Guido Binelli, Albino
Lunardi, Fioravante Liessi, Emidio Venturi, Giuseppe Pepe, Antonio Fontana,
Primo Dioli e Quinto Da Rugna 22.
156
Le sPie tedesche nel Sud Italia

L'estate sta per volge.re. al . ter~ine, ma gli avvenimenti si susseguono inint~


rrottamente . I partigiam e I sabotatori delle missioni alleate che hanno
d~ s:ru l l.~ in ago to undici ~Onl~ , q.ua Ltordici locomotive e centovenLi tr vagoni
mteJl ompono le ComumcaZIom ferro lradaJ i da Novara a Varallo esia
Borgomanero e Arona, e di struggono il ponte ferroviario sul canale avou;
(4 s l~embre) e una fabbriCa di aeroplani, bossoli d'artiglieria, candele e
~~tOfl (forse .Ia .Piagg~o ~) ~ BOl.'gomanero (6 seltembre). Lo tesso giorno
chiedono la nCI dI mUnIZIOni e dI materiale di sabotaggio per far altare il
ponte.rerrost radale sul Tici~o della linea Milano-T orino. I partigiani insiSlono
lO questa ZOna perche, come comunica il radioteJegrafi sla ' Lupo II'
della missi~ne Si M/2 pa r~cadutato la notte ul 24 aprile 1944 presso Riva
del G r (Biella) a T urbigo nord eSl Novara uJla rotabile Novara Gall arate
trovasi Quartier Generale di Kesselring alt Nel Castello molto visibile
perch situato su piccola altura vicino al paese 23.
Proprio in quei giorni una missione italiana dell ' OSS [l'Ojfice oj StrategIe
Servzces amencano, N.d.R.] viene paracadutata in una zona tra Genova
~ Piacenza e si appoggia al gruppo partigiano Fausto . La missione si
orgamzza tenendo d'occhio i movimenti intorno a Gallarate, ed agli inizi di
setten:br: cattura un corriere tedesco che sta trasportando documentazione
segr: tJssuna del Feld~arescia llo .Kesselring al comandante delle forze gel'~
amche . che fronteggl a~o la .Qulnta Armata americana. un colpo ecceZIOna
le: 11 pacco pe a circa cinquanta chili ed tULlO ordinato in cassette
secondo lo. [ile meticoloso della Wehrrnacht. Lo por lano al di l delle line~
ad una ,. eZlOl1e avan zala dell OSS e scoprono che tra quei documemi, vi
anche Il.nlero elen o delle pie tedesche nel Sud Italia, che viene passato
per le mIsure adeguale al controspionaggio allea to 24.
Essendosi riti rati sulla Linea Gotica, i tedeschi agli inizi di settembre
h~l1no adoltar? fOl'li misure per eliminare le bande partigiane nella Val
d Ossola. I~plegano due di visioni e il 9 ellembre OCcupano Cannobio sul
~ag~ ~~gglore, ,a. circa sei c~iln:etri d~1 confine con la Svizzera. l p~rtigla
nl . cht: dono I alulo. dell ~ Tactl~al A t I' Force e il messaggio raggiunge
~asel t ~ ~la Bern a. ~lt aerei .a lleall b~mbardano il porto di Luino, danneggia
no efl amente SCI vaporettI ancorali aJJe banchine affond ano un battello
che ha a bordo almeno cinquecento soldati repubblicani chiamati a dar
man forte ai tedeschi. I partigiani riconquistano Cannobio ed ora hanno il
c~ntrollo di tutta la regione a nord di Intra. L'operazione solleva il morale
d~ tU2~ti i resistenti nel Nord Italia e preoccupa, invece, il comando germanICO
,che studia contromisure.
. A ques~o punto avvengono, in successione temporale, alcuni fatti molto
Interessanti per la comprensione di quel periodo. Si tratta di fatti staccati
157
l'uno dall'altro: nessuno dei protagonisti ha, per motivi evidenti, contatti
con l'amico o avversario. soltanto la storia che d un senso a quanto ora
esponiamo. L'll settembre, sul lago di Garda, il capo di gabinetto del ministero
della Cultura Popolare, Giorgio Almirante, dirama una velina ai
direttori dei giornali indicando i principi a cui attenersi trattando del ban7
ditismo nell'Italia settentrionale", Contrariamente a quanto avvenuto in
altre zone europee ", dice il documento, nell'Italia settentrionale le bande
non hanno potuto, in complesso, mettere sostanzialmente in pericolo l'ordine

'pubblico e la sicurezza dello Stato. , perci, inopportuno pubblicare in


gran numero, o con forte rilievo, episodi della lotta contro il banditismo,
poich altrimenti la propaganda nemica riceverebbe nuovo materiale da
sfruttare ed i sobillatori ne trarrebbero motivo per una rinnovata attivit
[ ... l Non si deve pi parlare di banditi passati per le armi, di case incendiate
per rappresaglia, ecc. Insistere sul carattere legale delle rappresaglie
[ .. l
Corrispondenze sull 'azione di unit italiane ed ancor pi germaniche
nella lotta contro il banditismo, sul tipo di corrispondenze di guerra, non
sono gradite [ ... l I nemici esterni e quelli interni non debbono poter mai ricavare
dalle corrispondenze alcuna informazione di carattere militare. Per
questo non deve essere dato, ad esempio, il nome di capi banditi catturati
od uccisi [ ... ] Sono opportune le notizie circa atrocit ed altre azioni del genere
commesse dai banditi, che colpiscano e contrastino con il senso morale
del popolo italiano [ ... ] Parlando dell' uccisione di vecchi, donne e bambini
non rilevare mai, senza una speciale necessit, che si tratta di familiari di
fascisti, i quali erano probabilmente l'obiettivo dell'attentato. Questo Ministero
diramer saltuariamente, a mezzo della Stefani, comunicati redatti su
materiale ufficiale" 26.
Due giorni dopo, in Lombardia, con intendimenti completamente opposti,
il Comando citt di Milano del Corpo Volontari della Libert che pianifica
la rivolta finale contro i nazisti e il governo di Sal manda per staffetta
una circolare significativa ai comandi di settore: Studio degli obiettivi
dell'insurrezione, situazione degli effettivi, elaboraz ione di piani insurrezionali.
AI paragrafo 3 Forza del nemico e sua dislocazione, lettera d), il
Comando chiede il numero delle SS italiane e degli uomini della Decima
Mas, della Muli e del reparto speciale della Milizia volontaria sicurezza
nazionale e poi vuole sapere in particolare:
e) come funzionano i servizi di guardia e di pattuglia;
f) morale delle truppe e degli ufficiali;
g) segnalare ogni dislocazione ed ogni fatto nuovo modificante la situazione
precedente;
h) caserme, posti di blocco, fortini del nemico: dove sono e come si chiamano,
come sono costruiti (in muratura, legno, pietra, circondati da reticolati,
distanze esistenti). Loro armamento, forze di giorno e di notte, do758
ve sono gli angoli morti da cui sia possibile avvicinarsi ed entrare senza
essere visti; descrivere con precisione la pianta della caserma (armeria,
entrate ed uscite) . Postazioni di contraerea e mezzi di collegamento fra
le caserme " 27
Il 28 settembre, nel suo rifugio segreto in pieno centro di Torino, il Comando
regionale piemontese del Corpo Volontari della Libert dirama un
comunicato destinato a rendere ancora pi aspra la lotta tra le gole alpine
, ma che verr poi mitigato da provvedimenti successivi a livello nazionale.
Tutte le persone delle seguenti categorie , esso dice, sono soggette
senz'altro alla pena capitale:
1) ministri, sottosegretari, capi di provincia, segretari federali in carica dopo
1'8 settembre 1943;
2) membri dei Tribunali Speciali del fascismo;

3) comandanti e militi delle Brigate N ere, delle SS italiane e tedesche, della


Decima Mas, della Muti o di qualsiasi altra formazione armata in
camicia nera dopo 1'8 settembre 1943;
4) informatori e spie delle organizzazioni tedesche e fasciste dopo 1'8 settembre
1943, previo sicuro accertamento dell'attivit svolta;
5) in cospetto di tali persone il tribunale di guerra non dovr che accertarne
l'identit personale pronunciando, quindi, senz'altro la condanna. Le
sentenze verranno immediatamente eseguite 28.
L'inno dei Battaglioni: "Risorgi, Italia!"
L'epoca che stiamo vivendo , scrive a Milano "Avanguardia", il periodico
delle SS italiane, la pi drammatica di tutta la storia mondiale moderna.
Epoche succes ive vedranno un giorno ben hiaro che dipese da millimetri
e da minuti secondi e he dovette calcol ar i con precisione la vittoria
della Germa nia. un pensiero fa ntastico quello di figura r i eh la vi ttoria
cos sicura, da to che il mondo si presenta in q uesto momento per noi in
un modo del lu t10 diverso [ ... ] Nulla ci vi ene risparmiato. osl , inCalli. si
presentano il giugno il luglio e l'agosto. i deve dirlo con parol e chiare,
poi h questa la veri t , e quCStO l'onorc dei nostri olda ti. un quadro
lerribile. Ma questo quadro fa i o ( ... 1 E ntro sei mesi ognuno lo sapr. Si
avr allora come l'impression che, dopo una notte oscura , tuona nte, tumultuosa
di tempesta, s ia giun to il giorno chi a ro, calmo, tU lto semplice
senza pi timori , enza pi nulla di minaccioso. Tutta La nOlte passata
sembrer, allora, quasi incomprensibile.
La diagnosi brillant ed esatta, ma solta nto se il sensQ dell'articolo
viene ca povolto. Non nulla che possa giustificare questo ottimismo fuori
luogo, ma la redazione milane e onlinua ad essere incrollabile e pubblica
un a ltro servizio assai ingoi a re intitol ato: Il sioni mo e i suoi pericoli.
759
L'invasione in atto da tre mesi. La questione dell'essere e non essere di
tutti i popoli ariani, cio non giudaici, sar decisa ora per sempre sul Vallo
Atlantico: nella realt, infatti, da questa lotta - che la pi grande di tutti
i millenni e che' gi entrata nella sua fase conclusiva - dipende la soluzione
del problema se l'avvenire dell'umanit debba essere guidato
dall'alta finanza giudaica o dalla libera determinazione dei popoli non giudaici
animati da una volont di vita. Ogni giorno di pi anche i popoli europei
e gli altri comprendono che in questa lotta fatale non si tratta pi di
conquistare una striscia di territorio senza importanza, non si tratta pi
delle frasi massoniche del triumvirato Stalin-Roosevelt-Churchill, ma si
tratta di qualcosa di pi importante: si tratta della liberazione dal giogo di
questi tiranni, dal giogo dell'alta finanza, dalle catene del Moloch mondiale
giudaico. Ora Giuda far suonare la sua vendetta ed il suo trionfo lungamente
agognato, per avere realizzato sulla terra di Palestina il suo "Stato
sionistico!"" 29. .
La redazione delle SS ha ricevuto la lettera di un ardente italiano, affezionato
lettore" e la inserisce in una pagina interna di "Avanguardia" col
titolo Morte civile. La lettera si scaglia contro coloro che non si sono arruolati,
italiotti dai nervi di ricotta". Siete dei selvaggi, dei condannati, dei
maledetti", dice il lettore che si firma Cocito. Per il sangue innocente dei
bimbi macerati dalla barbarie nemica, per i poveri bimbi deportati in Russia,

per tutto il sangue versato, per tutte le grida e le lacrime degli sventurati
della Patria salga dalle fosse e dagli inscrutati abissi il vostro castigo, o
maledetti. Avete voluto rimanere in disparte, ebbene stateci: l'importante
che nessuno, nessuno mai osi ostacolare l'azione dei migliori. Rimaneteci in
disparte perch voi italiani non siete, ma bastardi. Si prendano gli opportuni
provvedimenti ora, con fermezza, con decisione, con inflessibilit [ ... ]
Esiste un decreto: v' la pena di morte per loro. Ma perch piuttosto non
vogliamo considerarli dei "morti civili"? [ .. . ] Perch non abbandonarli al
loro disonore e alla maledizione dei loro eredi? Non potrebbe essere questa
"morte civile" la punizione pi adeguata? E, a guerra finita, siano espulsi
per sempre da questa Italia che hanno rinnegato e tradito. Cos sia fatta
giustizia" 30.
"Avanguardia" che crede alla propria eternit stampa anche un modulo
per gli abbonamenti. Quello annuo costa 1 00 lire, il semestrale la met.
L'importo va inviato all'Amministrazione, in viale Monte Santo 3, a Milano.
Ma perch abbonarsi ad "Avanguardia" in un periodo cos drammatico
e pieno di pericoli? Per sei ragioni, e la redazione le spiega cos:
1) "Avanguardia" il settimanale della Legione SS italiana;
2) "Avanguardia" combatte per una Italia libera, per la rinascita della Patria
e per la epurazione di tutti i suoi nemici aperti o coperti;
3) "Avanguardia" il giornale di punta nella lotta contro le forze su perstatali
, come il giudaismo, la massoneria e il clero politicante;
760
4) "Avanguardia" lotta per la nuova Europa;
5) "Avanguardia" porta in ogni numero corrispondenze di guerra illustrate
del massimo interesse da tutti i fronti, importanti articoli e incisive
caricature;
6) "Avanguardia" vi facilita, con le sue carte di attualit, la visione degli
eventi bellici " 31 .
Le carte di attualit, un eufemismo per dire le carte del fronte che arretra
sempre di pi sia in Italia che in Francia e in Polonia, sono una
"trovata" della redazione milanese. Le prepara al "Corriere della Sera" un
cartografo dalla mano molto felice, Patitucci, forse il migliore d'Italia.
un momento d'euforia. C' una specie di rilancio di fronte ai funesti
avvenimenti che s'annunciano da ogni parte. Giovani ", scrive il legionario
SS Vincenzo Catelani, un ex-marconista in un battaglione di Camicie Nere
nei Balcani, guardate nei volti dei legionari SS la loro piena fiducia; leggete
nei nostri occhi: "Il nostro Onore si chiama Fedelt". Noi vi attendiamo
nei nostri Battaglioni, ma vogliamo gente di fede che non deve temere
di morire. Salvate le vostre famiglie dai liberatori. E voi, italiani del Meridione,
se forse potrete sentirmi, attendete con fiducia, perch qui nei Battaglioni
delle SS sono i vostri figli armati che verranno a liberarvi. Giovani
d'Italia, per salvare l'Italia bisogna combattere e morire!".
A tanta enfasi senza base necessaria della musica che faccia volare le
parole vuote. La musica marziale quella che "Avanguardia" ha pubblicato
il 22 luglio facendola precedere dal teschio, che il simbolo delle SS naziste:
Risorgi, Italia, l'inno dei battaglioni volontari. Chi abbia preparato
quella marcia non lo sappiamo e non sappiamo nemmeno chi abbia scritto
le strofe cos .imbevute di fanatismo: musica e parole del legionario", dice

il giornale. E, uno degli ultimi inni compilati durante la seconda guerra


mondiale, e vale perci la pena di ricordarne le parole:
RISORGI, ITALIA
(musica e parole del legionario)
La voce della Patria ci chiam!
Uniti siamo per un ideai:
"L'Italia col valor riconquistar
e la grandezza al popolo ridar!"
Italiani, seguiteci:
l'ora suonata,
noi siamo una Legione
Guerra, morte
a chi sempre ci trad!
767
il cui motlo "Fedelt"!
E se il nemico forte non temiam,
La nostra terra sacra e vincerem:
fior della nostra razza ci sentiam
e per l'Europa combattiamo insiem!
Italiani, seguiteci:
Santa la fiamma che ci brucia in cuor
e la vitloria non potr mancar!
Di Roma eterna il Fascio vincitbr,
faremo ancora ovunque sventolar!
Italiani, seguiteci:
l'ora suonata,
noi siamo una Legione
il cui motlo "Fedelt"! 32.
Per la terra pi bella,
la nostra Italia
sempre il mondo in lotta ci vedr!
Pel nostro onore e per la libert!
Guerra, guerra
per la nostra civilt!
Patria e fede
sono la nostra volont!
Perch, mentre tutlo sta crollando, questi volontari cantano cos? Noi
SS, spiega "Avanguardia", siamo, un po', l'ultimo frutto di una naturale
e logica evoluzione nella storia degli uomini che, a un certo punto della loro
vita, vestono una divisa abbandonando la vita civile o borghese che dir si
voglia [ ... ]. Una specie di ritorno a concezioni medioevali, cio un'involuzione,
come al tempo dei Lanzichenecchi. Ma questa sola spiegazione non
, evidentemente, sufficiente: il nazismo era gonfio di altri lieviti.
CAPITOLO IX
LA BRIGATA SS IN AZIONE
NELLA SETTIMANA ANTIPARTIGIANA
La Waffen-Gren.-Brigade der SS (italienische Nr. 1)
Il 7 settembre 1944 un giorno importante non soltanto nella storia che
stiamo raccontando. All'est il 2 Fronte ucraino del generale Malinovskij,

superati i Carpazi orientali, si affaccia in Ungheria, all'ovest gli angloamericani


raggiungono e attraversano, in Belgio, il Canale Alberto e occupano
Liegi e Besanon mentre a sud i tedeschi si ritirano dalle loro posizioni
sulle colline a nord ed a nord-est di Firenze. Quello stesso giorno dall'
SSFuhrungshauptamt
(Amt II Org. Abt. la/II Tgb. Nr. 2940/44 g. Kdos.)
di Berlino-Wilmersdorf al numero .188 della Kaiserallee l' SS-Obergruppenfuhrer
e generale dell'aviazione della SS Hans ]iittner, capo dell'Ufficio
supremo direttivo e rappresentante permanente dell'SS-Reichsfuhrer,
sovrintendente dell'esercito di riserva, dirama una direttiva segreta
(Geheime Kommandosache) che riguarda l'allestimento della I Brigata
granatieri italiani SS (Waffen-Gren.-Brigade der SS italienische Nr. 1).
]uttner ha appena ricevuto dal Fiihrer, su proposta di Himmler, la
Croce di cavaliere per merito di guerra, ed una dell~ massime autorit
naziste, forse il "numero 2" delle SS, con ampie deleghe di comando. Il documento
1 che ora firma e che fa distribuire da un corriere particolare in 73
copie fissa in dodici punti l'accorpamento delle unit della Milizia Armata
(Waffen Miliz) in una Brigata organica e ne stabilisce le formalit con una
serie di precise formule burocratiche militari. Le riassumiamo in poche righe:
- il comandante della Brigata viene nominato dal Reichsfuhrer-SS e
sottostar gerarchicamente al comandante della Waffen-SS "Italien ".
- L'SS-Fuhrungshauptamt invier istruzioni per quanto riguarda le
armi, gli autoveicoli e i cavalli.
- Negli effettivi (Iststiirke) sono da comprendere tutti i soldati disponibili,
compresi quelli in licenza, i distaccati, gli ammalati ed i feriti con
prognosi inferiore a otto settimane.
- cos pure per i quadrupedi, nel cui numero devono essere conteggiati
anche gli animali ammalati.
763
Si tratta, come si vede, di indicazioni di massima, ma sottolineate da un
invito ad operare sveltamente ed a riferire a Himmler ed all'ufficio dello
stesso J uttner entro il primo ottobre successivo.
La Gultigskeitsliste der KST und KAN Jur Waffen-Gren. Brig. d. SS
(italienische Nr. 1) - cio la lista di validit degli effettivi di guerra e
delle indicazioni di armamento bellico - prevede, e lo riferiamo testualmente:
uno Stato Maggiore di Brigata SS, nel quale non sono compresi i
cappellani di brigata, ma del quale fanno parte la banda, la fureria e la polizia
militare [i reparti minori avevano propri cappellani, i Geistliche, come
le unit delle SS composte da mussulmani, quelle galiziane e quelle
Jrancesi; il cappellano capo della Brigata SS Charlemagne, conte monsignor
Jean Mayol de Lup, divent Waffen-SturmbannJuhrer il l' settembre
1944 all'et di 71 anni. Nei casi in cui i volontari SS itaLiani erano frazionati
nei presid in piccole unit il comandante richiedeva alla domenica il
servizio religioso in latino ai preti del Luogo disposti ad officiare, N.d.R.];
uno Stato Maggiore per i reggimenti di fanteria; una compagnia addetta
allo Stato Maggiore dei reggimenti di fanteria; uno Stato Maggiore per i
battaglioni di fanteria; una compagnia di sicurezza; una compagnia con armamento
pesante per ogni battaglione di fanteria; una compagnia dotata di
cannoni controcarro da 4 cm italiani; una compagnia di sicurezza (in bicicletta)

per lo S.M. di battaglione di fanteria.


Per il reggimento di artiglieria divisionale sono previste batterie di obici
leggeri (quattro bocche da fuoco: obici italiani da 7,5 cm), sezioni motorizzate
di cacciatori di carro (9 o 12 cannoni), compagnie di artiglieria contraerea
(12 cannoni da 2 cm). Fanno poi parte della Brigata compagnie del
genio (in bicicletta), una compagnia di collegamenti (in parte motorizzata),
un gruppo motorizzato (autocarri da 60 tonnellate) per i rifornimenti ed
un altro per i trasporti, una compagnia officina, un ufficio di posta militare
(motorizzato), una compagnia di sanit, un plotone ambulanze, una compagnia
divisionale per i servizi veterinari, medici, dentisti, ufficiali di amministrazione,
ecc.
Formalmente la Waffen-Grenadier-Brigade-SS (italienische Nr. 7)
esisteva gi dal 27 aprile 1944, su ordine dato a voce a Himmler dallo
stesso Fuhrer e comunicato in una sua nota alle unit naziste in Italia
dal dr. Harster, SS-BrigadeJuhrer und GeneraLmajor der PoLizei. (( Der
Reich.\fuhrer-SS hat auJ einen mundlich erteilten BeJehl des Fuhrers die
AuJstellung der "Waffen-Grenadier-Brigade-SS (italienische Nr. 1)" beJohLen.
Demgemiiss hat die bisherige 1. Sturmbrigade der itaL. SS-FreiwiLLigenLegion mit Wirkung vom 27.4.1944 die vorstehende Bezeichnung zu
Jur die bisher von F'i1hrern, UnterJuhrern und Miinnern geLeistete Arbeit"
2 Ma la Brigata nata dall'evoluzione dei Battaglioni Milizia Armata
e poi dalla Legione SS italiane e dalla l' Brigata d'assalto era tale soltanto
di nome. Adesso, alle soglie dell'autunno del 1944, i nazisti si erano decisi
164
a darle le armi. L'intenzione, per, rester sulla carta, tranne che per alcuni
reparti.
CioccoLata nelle "razioni da combattimento"
Per offrire un'idea della struttura di questa unit, precisiamo che ogni reggimento
di fanteria SS formato normalmente da tre battaglioni attivi
(Sturmbanne) pi uno di riserva (Reserve Sturmbann) e che ogni battaglione
ha quattro compagnie (Stiirme) - tre di fucilieri ed una di mitraglieri
e mortaisti - ed una sezione medica (SanitiitsstaffeL). Una delle quattro
compagnie pu servire localmente come guardia (Wachkompanie) ed un'altra
di emergenza (Alarmkompanie). Ogni compagnia divisa in tre o quattro
plotoni (Trupps), ognuno composto da tre sezioni (Scharen) e da una
squadra (Rotte o Zug), che l'unit pi piccola. Ogni reggimento ha inoltre
un battaglione di riserva, con due compagnie di riserva ed una sezione
medica di riserva. Esistono poi battaglioni di reclutamento (ErgiinzungsSturmbanne)
che servono a formare reggimenti di riserva, i quali dopo tre
mesi di addestramento passano nelle unit attive delle Waffen-SS.
Una colonna di fanteria SS ha una velocit media di cinque chilometri
all'ora sia di giorno che di notte nelle marce lunghe e di sei chilometri e
mezzo nelle corte distanze; in condizioni normali una divisione pu spostarsi
a piedi per quasi 35 chilometri al giorno (40 quelle sovietiche) e per
17 se le strade sono cattive o il tempo inclemente. Quando marcia alla media
stabilita di 5 chilometri all'ora, la divisione SS occupa uno spazio di 5
chilometri e 700 metri, e porta con s anche telescriventi mobili (FeldJernschreiben).
Quando le SS sono in movimento per rastrellamenti o altre operazioni
di guerra, ogni volontario riceve la razione di marcia (MarschverpJlegung):

700 grammi di pane, 200 grammi di formaggio o carne fredda, 60 grammi


di caff (o 4 grammi di t), 10 grammi di zucchero e sei sigarette, per un
totale di circa 980 grammi. In caso di combattimento vengono aggiunti tavolette
di cioccolato, caramelle, canditi, sigarette e biscotti: questi tipi di razioni
si chiamano GrosskampJpiicken e NahkampJpiicken. Esiste poi ancora
una razione da prima linea (Eiserne Portion) , la quale consiste di 250
grammi di biscotti, 200 grammi di carne fredda, 150 grammi di verdura in
conserva, 25 di caff e 25 di sale.
Normalmente il cibo abbondante, e suddiviso in quattro tipi di razioni.
Tutte - meno la quarta riservata a coloro che stanno in ufficio e alle
ausiliarie - superano il chilo e 600 grammi al giorno (pane di segale, carne
fresca, farina di soia, pesce, frutta e verdura, patate, legumi, polvere per
budino, latte condensato, sale, gallette, caff, zucchero, un quartino di vino
d'estate e sette sigarette). Ci comporta, chiaro, anche una speciale orga165
nizzazione dei rifornimenti e punti fissi di preparazione del pane e per la
macellazione dei bovini. Per le 55 italiane (e gli altri reparti nazisti) in Val
di Susa (Piemonte) questi "punti" si trovano a Sant'Antonio di Susa ed a
Riv~Ij3.
Ufficiali e sottufficiali a scuola in Prussia
La decisione di dare finalmente un volto unitario ai vari battaglioni operanti
nelle" gole alpine o nelle citt stata preceduta, il 12 agosto, da un
articolo dell'55-0berfiihrer Tschimpke nella terza pagina di "Avanguardia"
che prospetta modifiche nell'impiego dei volontari passati ai nazisti.
un articolo che lascia comprendere come la vita degli italiani che hanno
giurato fedelt a Hitler sia ad una svolta: finora hanno operato un po'
sull'onda dell'entusiasmo e dell'opportunismo, adesso dovranno diventare
veramente "tedeschi" come i camerati delle altre unit 55 in Europa.
"Si va completando nell'ambito della 55 italiana, senza che la massa
del popolo italiano se ne accorga, dice, infatti, il generale nazista,
un'evoluzione organica quasi identica a quella avvenuta anni fa nella 55
tedesca [ ... ] La forma di reclutamento seguita in Germania port con s la
conseguenza che fra i volontari si vennero a trovare anche taluni che in
questo modo tentavano soltanto di rientrare in patria. Dopo l'epurazione di
questi elementi, la Legione 55 pot ricevere, con una parte dei suoi volontari
addestrati ed armati in modo particolare, il battesimo del fuoco sul
fronte di Nettuno. Un gran parte della Legione si distinta anche, ed in
modo speciale, nella lotta contro le bande di ribelli. Come allora in Germania
i reparti della Waffen-55 svilupparono i loro compiti di protezione e i
loro compiti speciali fino a diventare truppe di provato valore, cos prevedibile
che si diriga nello stesso senso il cammino della 55 italiana.
Il comandante della Waffen-55 in Italia, 55-Gruppenfiihrer e luogotenente
generale della Waffen-55 Debes, ai cui ordini subordinata anche la
Legione italiana in quanto fa parte della Waffen-55, si interessato a ci
in un modo del tutto particolare. a lui che si deve se stato fissato il
quadro del processo evolutivo della 55 italiana. Anche se per motivi concepibili
non si pu scendere in particolari in questa sede, pu essere detta
tuttavia una cosa: la Legione italiana sar in breve tempo addestrata ed armata
come unit armata della 55, e quindi con le armi tedesche pi moderne

e sollo il comando tedesco della SS.


Cos in un tempo che si pu ben prevedere sorger una truppa italiana
della SS che potr intervenire nel modo pi completo e perfettamente addestrata
nella lotta per l'onore e la libert dell'Italia e dell'Europa a fianco
delle forze armate tedesche e italiane. La giovent italiana non ha fino ad
ora seguito questo sviluppo, ma ne sar al corrente quando vedr l'impiego
166
della Legione 55 italiana; accorrer allora in massa sotto le bandiere della
55 italiana. Appartengono, infatti, alla 55 i migliori fra i migliori figli
d'Italia .
Purtroppo, conclude l'SS-Obelfiihrer Tschimpke ribadendo un concetto
gi espresso qualche mese prima, e mostrando una netta antipatia per
i reparti di Mussolini, si deve oggi affermare che la costituzione della SS
italiana si avuta in un momento in cui la massima parte della giovent
italiana che voleva combattere si trovava gi inquadrata in altri reparti.
{
Ma non vi oggi alcun dubbio che in breve tempo deve avvenire e avverr
un mutamento 4.
Nuovo comandante della Waffen-55 in Italia , dunque, 1'55-Gruppenfiihrer
und Generalleutnant der Waffen-55 Lothar Debes, che ha cinquantaquattro
anni ed nato ad Eichstatt, una piccola citt della Baviera a sud
di Norimberga. Debes ha la tessera SS numero 278.953 e quella nazista
240.110: , quindi, uno della prima ora, si fatto le ossa su tutti i fronti e
Himmler, dopo l'attentato del 20 luglio nella "tana del lupo", lo ha incaricato
di prendere in mano la situazione dei reparti SS in questo lembo
dell'Europa meridionale. Naturalmente, in via gerarchica, alle dipendenze
dell'Obergruppenfiihrer Wolff, ma questi ha incarichi superiori, anche
di ordine politico, e non pu occuparsi personalmente della formazione militare
dei volontari italiani.
Una delle decisioni subito adottate per introdurre nella mentalit italiana
lo spirito aggressivo, la disciplina spinta fino al sacrificio, anche se assurdo,
l'obbedie.nza assoluta e capacit tecniche superiori al normale
quella di far frequentare ad un gruppo selezionato di ufficiali e sottufficiali
le scuole della Waffen-SS esistenti in Germania e nell'Europa occupata. Il
primo scaglione di ufficiali e sottufficiali italiani arriva a Sophienwalde,
nella Prussia occidentale, tra l'agosto e il settembre, assieme a colleghi
fiamminghi e bulgari, e prende il posto di cinquantacinque ufficiali e sottufficiali
francesi, che hanno appena terminato un corso di perfezionamento.
Dirige la 55-Panzer-Grenadier-Schule SoPhienwalde l'S5-Standartenfiihrer
W. Reifflin e gli italiani fanno appena in tempo a concludere il loro
turno che, pi ad est, i russi sfondano pericolosamente il fronte e tutto il
personale della scuola viene inviato al fronte.
Un altro gruppo di sottufficiali viene inviato alla SS-und Waffen-Unterfiihrerschule
Lauenburg, in Pomerania, nelle cui caserme - dopo autentici
tedeschi - gli italiani ricevono adeguata istruzione al combattimento
assieme ad estoni, lituani, francesi ed olandesi. Comanda la scuola 1'5SOberfiihrer
Hans Scheider. Altri sottufficiali finiscono alla S5- und WaffenUnterfiihrerschule Laibach, cio Lubiana, dove si insegna anche controspionaggio,
mentre un gruppo di ufficiali (tra cui anche parecchi alpini)

freq uenta un corso speciale di specializzazione alla scuola dei pionieri


(genio) di Dresda 5.
767
C' anche gente, per, che si muove in senso contrario. Il 20 settembre
giunge dalla Germania alla stazione di Verona su una tradotta militare tedesca
assieme ad una trentina di compagni Enzo Tonelli, che diventer un
famoso partigiano in Piemonte con il nome di "Caporale". un ex-marinaio
fatto prigioniero il 10 settembre 1943 e finito prima in campo di concentramento
a Mestre, e poi a Ulm, a Dachau, a Fellinbosten e ad Hannovero
In quest'ultimo Stalag, sorvegliato da SS francesi e di altra nazionalit,
i soldati italiani prigionieri sono circa novemila. Arrivano vari gerarchi
fascisti, Vittorio Mussolini, Anfuso, Ricci, generali della Milizia, alti ufficiali
dell'esercito ed altri che lui non conosce. Invit~no ad arruolarsi nelle
nuove formazioni repubblicane per l'onore della Patria. Tonelli non aderisce
ed un suo compagno che, invece, va volontario nelle SS avvertir sua
madre, a Prato, che quello stupido rimasto. Un ebreo belga gli passa
una grammatica e il marinaio, tra la fame e le angherie, impara il tedesco
e il francese. Il bombardamento americano a Dachau, ricorda, fu terribile.
Oltre ai nostri, i tedeschi bruciavano anche i loro morti. Facevano delle
cataste. C'erano cani lupi con i soldati tedeschi. Noi non eravamo pi
uomini. Ci obbligavano a togliere anche con le mani gli escrementi dai gabinetti
ed a riempire delle botti. Stesi per terra, dovevamo eseguire piegamenti
fino a quando uno non crollava. Lo facevano per annientarci, per
farci perdere la dignit. Ho resistito finch ho potuto. Finch un sergente
di Bolzano, della Sanit, un bravo ragazzo, mi ha detto: "Guarda che sei
alla fine. Non ce la fai pi. Ti fanno fuori".
Dopo un anno Tonelli pesa meno di 50 chili, dappertutto gli spuntano
ghiandole. Il medico del campo gli dice: Ora la tubercolosi ti attaccher i
polmoni". Il sergente di Bolzano incalza: Ci lasci la pelle. Adesso c' un
reparto che parte per l'Italia: vieni come interprete". Tonelli che adesso sa
il tedesco rientra in Italia vestito da SS italiana, e il foglio di via dice che
deve andare al comando della Brigata a Pinerolo. Nella caserma grande,
quella gi della cavalleria, Tonelli impugna una pistola e spiega ai compagni:
Ragazzi, siamo italiani, non possiamo batterci per i tedeschi". Alcuni
piemontesi lo seguono e vanno con lui tra i partigiani, portando due mitragliatori.
Ora Tonelli si chiama "Caporale" e si batter fino alla fine della
guerra in agguati ed imboscate 6.
Fucilato un disertore del Cuneese
Tre giorni dopo l'arrivo del marinaio Tonelli a Verona, nella stessa citt si
riunisce il XXXI Tribunale delle SS e della Polizia germanica e discute il
caso del caporalmaggiore Giovanni Simondi, nato il 6 aprile 1925 a Dronero
(Cuneo) che ha abbandonato le file dei tedeschi ed stato catturato
dopo la fuga. L'estratto della sentenza, che verr pubblicato il 4 ottobre ed
768
affisso sui muri, dice che il Tribunale delle 'SS e della Polizia germanica
ha di diritto sentenziato: il Legionario Cap. Magg. Simondi Giovanni viene
condannato a morte per diserzione-saccheggio. Indegno di appartenere
alle FF.AA.. Firma il manifesto un giudice reggimentale (SS-Richter
D.R.) di cui non sappiamo il nome e che ha il grado di SS-Oberscharfuhrer

7.
Simondi viene fucilato, mentre qualche altro avr maggior fortuna, come
il bolognese Giuseppe Rossini, di nota famiglia cattolica, che, riacciuffato
e processato dopo la diserzione, si salver dal plotone d'esecuzione 8 .
Lo stesso capiter all'impiegato milanese Ferruccio Passuello, nato 1'11
aprile 1920, che dopo aver disertato dalle SS stato catturato dai militi
della Brigata Nera. Il Tribunale Militare germanico lo condanna ad un
anno e sei mesi di reclusione e lo trasferisce a Danzica. Qui tenta la fuga,
viene riacciuffato e condannato ad altri due anni e sei mesi di lavori forzati.
La fine della guerra lo trover ancora vivo nel Lager di Dachau 9.
Diversa, nelle Langhe, la sorte di un forte gruppo di volontari dalle
mostrine rosse. Tre compagnie di SS italiane in appoggio a due battaglioni
della San Marco attaccano all'alba del 3 ottobre le posizioni tenute dai partigiani
della banda Mauri a Castelletto Uzzone, un paese di collina tra il
Piemonte e la Liguria. La lotta molto dura. Un ufficiale della San Marco
muore mentre un intero plotone di SS italiane viene fatto prigioniero. Vista
l'organizzazione dei ribt:lli, il plotone passa in gran parte, con armi e bagagli,
nelle file di Mauri. Di fronte al duro rastrellamento, la banda si ritira
su posizioni pi a nord. Due dei prigionieri non passati tra i partigiani non sappiamo se ufficiali o meno - vengono processati e fucilati a Cstino,
un piccolo centro a otto chilometri a nord di Cortemilia.
il periodo in cui - mentre diverse Wehrgeologen-Kompanien delle
SS che hanno gi lavorato in Normandia alla posa di ostruzioni preparano
nell'Alto Veneto tutta una serie di caposaldi che faranno parte di una
Blaue Linie antialleata - si comincia a sentir parlare di un ridotto alpino"
che tedeschi e fascisti vorrebbero organizzare in Valtellina. A Chiesa
in Valmalenco, a quota .960, nella valle omonima, su cui incombono le nevi
eterne del Disgrazia, stato preparato in gran segreto il Grand Hotel per
accogliere Mussolini e la sua corte. Ma il generale Squadroni della Guardia
di Finanza lascia trapelare la notizia e viene arrestato dai fascisti
lO. On souligne", scrive un giornale della Svizzera francese, que la
Valteline est particulirement bien adapte la cration d'un rduit. Adosse
au nord et l'ouest des Cantons des Grisons et du Tessin, elle est invulnrable
de ce cot-l. Au sud, elle est protge par des dfils, entre lesquels
le lac de Come glisse ses bras effils, et par les monts du Bergamasque, dont
la crete escarpe dpasse 2.500 mtres. La Valle est abondamment fournie
d'nergie leclrique)) 11.
Nel Comasco, ad Oggiono, una compagnia di SS italiane che si trova
769
sul posto dal mese di giugno e che venuta nella zona del lago da Santa
Sofia (Forl) dove ha operato duri rastrellamenti, ha catturato il penultimo
giorno di agosto trentatr giovani, la maggior parte partigiani della 104'
Brigata Garibaldi, sorpresi di notte. C' anche Itala Corti tra di loro, un
sottufficiale di fanteria, nato a Calprino (Lugano), e non un ribelle: 1'8
settembre 1943 lasciando la caserma si portato a casa un camion pieno
d'armi e le ha nascoste nel cimitero. I tedeschi hanno arrestato le sorelle, e
lui ha dovuto consegnarsi assieme al fratello Antonio, che finir paralizzato
per le sevizie subte nel carcere di San Vittore, a Milano. I trentatr vengono
messi nella cantina della scuola comunale dove alloggia la compagnia e

picchiati sulla schiena con un nerbo di bue. Poi li portano alla Casa del fascio
di Monza, dove ci sono le SS italiane, e quindi per quattro mesi a San
Vittore, nel secondo raggio, prima di essere avviati in Germania. Le SS di
Oggiono hanno un prete cappellano, e nelle loro file c' un tenente meridionale,
di nome Barra, che dorme in paese presso la famiglia Manzoni.
Itala Corti, sopravvissuto, ricorda anche che in paese c'era un colonnello
toscano, Sessa, che dormiva presso la famiglia Mati. C'era anche un tale
che si fingeva partigiano, ed era invece uno di loro. L'ho trovato sul treno
quando tornavo dalla Germania e l'ho buttato gi, lungo la scarpata 12.
In Valtellina si parla di rido.tto alpino , nel Biellese il tenente Schuh
delle SS, che alloggia a Villa Schneider, si incontra all' Albergo Quadretto
di Selve Marcone con alcuni esponenti semi clandestini e con don Giuseppe
Vernetti, gi cappellano militare in Etiopia, e discute di una repubblica
cisalpina indipendente, che dovrebbe fare quadrato di fronte agli alleati. Il
comando delle SS di Milano ne al corrente e segue le discussioni per motivi
che facile intuire: i nazisti tengono d'occhio ogni pista, convinti che in
un modo o l'altro poi potranno sfruttarla. Gli incontri si svolgono nell'arco
di un mee ed un'emittente fascista, "Radio Baita", diffonde questi concetti
invitando i partigiani a scendere dalla montagna e ad unirsi, in uno slancio
di solidariet, a coloro che si battono contro gli invasori" per creare la
nuova repubblica. Ma i comandi partigiani non abboccano e il sogno ambiguo
svanisce nel nulla 13.
Se questo un sogno, una realt sono invece gli attacchi che i partigiani
effettuano contro le comunicazioni ferroviarie e stradali. Il 21 agosto il
Comando germanico (Sud-Ovest) ha inviato un telegramma 14 al Supremo
Comandante delle SS e della Polizia in Italia ed al generale che comanda il
servizio dei trasporti che interessa la zona dove si muovono le SS italiane.
Dice testualmente:
1) La distruzione di ponti ferroviari ad opera delle bande di partigiani,
particolarmente nei settori nord-ovest e nord-est, tanto aumentata negli
ultimi tempi che la ricostruzione di quei tratti che sono importanti per
il proseguimento della guerra ora impossibile in un prossimo futuro. Gli
attacchi in questione sono effettuati da gruppi partigiani veramente forti,
dopo matura preparazione. Per esempio, su un ponte tra Torino e Milano,
770
i partigiani hanno potuto piazzare molte centinaia di chilogrammi d'esploSIVO.
2) I ponti ferroviari sulle tratte vitali di ogni linea devono, perci, essere
sorvegliati in modo sufficiente, con effetto immediato, su disposizione del
Supremo Comandante delle SS e della Polizia in Italia. Il generale che comanda
il servizio trasporti responsabile della richiesta di guardie direttamente
al Supremo Comandante delle SS e capo della Polizia, con copia al
Comando germanico (Sud-Ovest). Il Comandante Supremo delle SS e capo
della Polizia deve evadere queste richieste ed informare il Comando (SudOvest)
su quanto ha fatto in ogni caso.
Le misure adottate sono probabilmente efficaci, per i partigiani fanno
intervenire l'aviazione alleata che in due bombardamenti successivi colpisce
gravemente, sabato 20 settembre, il ponte sul Ticino a Magenta e un po'
meno quello di Oleggio. Ora le truppe naziste ed i loro alleati possono traversare
il fiume soltanto servendosi di ponti su barche stesi dai genieri, il

che rallenta un po' i movimenti delle colonne.


Sempre per sicurezza, i nazisti hanno intanto ritirato da Roma ormai
in mano alleata il Kommando dell'SS-Obersturmbannfuhrer Herbert Kappier
che ha eseguito materialmente la strage elle Fosse Ardeatine, ridistribuendolo
in varie citt. La suddivisione degli specialisti la seguente: 13 a
Verona (tra cui l'SS-Sturmbannfuhrer Dr. Domizlaff, che spar due volte e
la terza si ritir e che pochi giorni dopo la strage ricevette la Kriegsverdienstkreuz
2. Kl. mit Schwerten, la croce al merito di guerra di seconda
classe con spade, e gli italiani Ruta, interprete, e Monica, impiegato); 6 a
Brescia (tra cui l'SS-Hauptsturmfuhrer Priebke, che a mano a mano che i
condannati entravano nella cava per ricevere il colpo alla nuca spuntava i
nomi dall'elenco), 14 a Parma, 2 a Bologna (tra cui l'SS-Hauptsturmfuhrer
Wetjen, anche lui decorato come Domizlaff e promosso di grado, che, folle
di terrore, si era tolto fuori dalla fila di chi sparava e vomitava, e l'impiegata
L6wenstein-Conti), 18 a Forl (tra cui l'SS-Hauptsturmfuhrer Karl
Schutz che aveva ammonito i suoi dipendenti: Chiunque esiter nello sparare,
passer dall'altra parte, e gli italiani Miliani, interprete, e Grossi,
impiegato), 4 a Como, 3 a Torino, 4 a Genova, uno a Padova l'SS-Sonderfuhrer
Wilhelm Kofler, il quale testimonier, dopo la guerra, al processo a
Roma, che Kappler aveva passato il tempo fuori della cava parlando con le
vittime che attendevano di entrare ed essere abbattute) ed uno a Trieste.
Kappler si insedia in un ufficio suo proprio a Maderno, sul lago di Garda,
presso il capo della polizia italiana Ceruti, e si trasferir poi a Vobarno.
Un telex di Kesselring: attacco ai partigiani
Da poche migliaia i partigiani sono diventati tanto forti da impegnare sei o
sette divisioni tedesche e fasciste, forse un quarto delle truppe germaniche
177
presenti nell'Italia settentrionale 15, e il maresciallo britannico Harold Alexander
in un suo memorandum indirizzato al generale Henry Maitland
Wilson, comandante supremo alleato nel Mediterraneo, dice di considerare
impan ante il contributo dei partigiani al sue esso della mia campagna ,
ma aggiunge che bisogna raffol-zare ora il movimento partigiano per ottenere
i risuhati migliori . Non si ancora arrivali a ci perch molti gruppi
pa rtigiani minacciano di disperdersi a causa della mancanza di armi e di
munizioni. Dato che la Francia stata libel'ala, mi riesce dirficile credere
che non si possa spostare su questo fronte pal'te della flotta aerea [j)e7' lanciare
anni /J 7'iJomimenli, N.d.R.]. Se veramente non si pu far nulla a
questo propos ito, desidererei saperlo chiaramente, in modo da evitare inutili
perdite di tempo e sforzi in questo lavoro, e il discreclito da parte dei
partigiani che sono stati incoraggia ti , a mio nome, ad agire energicamente
con la promessa implicita di adeguale forniture di armi e munizioni 16.
Gli ufriciali a lleati o italiani paracadutati tra le form azioni dei ribelli
sono un centinaio. Il 3 agosto cesa nella zona di Ceva, nell' Appennino
Ligure, la missione H EM ( ollotenenle Domenico Di Gennaro, sabotatori
Antonio Benelli e Mariano Nardi , sottocapo radiotelegrafista Renato Badoglio)
che operer nelle Langhe. Qualll'o giorni dopo a rriva nella stessa
localit la missione ROS inglese che operer in Valle di , usa il 5 settembre
le fa seguito, anch'essa a Ceva, la missione PER inglese (maggiore NeviI)
Darewski "Temple", capitano Lees e tre altri, tl'a cui un l'adiotelegrafi

sta). Sulla riva deslra dci Bormida, poco a monle di Cortemilia, nel
uore delle Langhe, il lenente cremonese Giacomo Murgia, aiutandosi con
i contadini del luogo eel anche con 32 reclute della Monterosa calluI'ate e
passate volonta f'i amente a l Reparlo Genio delle Divisioni Alpine, costruice
in treelici giorni un aeroporto con una pista lunga 1.050 metri. Il campo
ha anche l'impia nto eleurico per l'illuminazione nottuma e la villetta
comando. Sulla pisia in te rra balluta vengono poi dislesi lastl'oni di ferro. I
civili che hanno lavorato, suddivisi in dodici squadre, ricevono. tutti regolarmente
la paga. L'aeroporto a Vesime, 11 miglia a est-sud-est di Alba.
Gli alleati lo battezzano Excelsior. I nazisti lo occuperanno il 20 novembre
1944 e lo faranno arare dai contadini per renderlo inservibile, ma a fine
marzo del 1945 sar nuovamente riattivato dai partigiani 17.
I tedeschi avvertono tutto questo fervore e adottano provvedimenti. Uno
dei primi quello di intensificare l'infiltrazione di spie e di falsi partigiani
nelle formazioni dei ribelli. Con i volontari delle SS vengono. formate bande
antibande che daranno notevoli preoccupazioni ai ribelli nelle vallate
alpin~, sia agendo per mezzo di piccolissimi gruppi, due persone, sia con
nuclei della forza di un plotone o addirittura di una compagnia. Queste
bande - i cacciatori di partigiani - vestono in borghese o paramilitarmente
come i ribelli in montagna e adottano le loro stesse tecniche, creando
spesso - in particolare in Val di Susa - equivoci e trabocchetti.
772
Il 10 ottobre Kesselring invia poi un telex a tutti i Comandi militari in
Italia (e quindi anche ai volontari italiani delle SS) preannunciando un
nuovo ciclo operativo. Il telex s'intitola Bandenbekampfung, lotta alle bande.
L'attivit dei partigiani nell'area italiana , dice il documento, coI
stantemente aumentata in questi ultimi tempi ed i ribelli sono apparsi in
zone che prima ne erano libere. Il traffico dei rifornimenti severamente
danneggiato, e gli atti di sabotaggio diventano sempre pi frequenti. Questa
situazione deve essere affrontata con ogni mezzo a disposizione nell'interesse
del rifornimento delle truppe combattenti ed affinch lo sforzo bellico
potenziale dell'Italia occupata dai tedeschi possa essere utilizzato in pieno.
Perci, come prima misura, ordino l'esecuzione di una "settimana antipartigiana"
dall'8 al 14 ottobre. Come parte di questo sforzo, azioni su larga
scala dovranno eSsere intraprese nelle zone principalmente infestate dalle
bande, mentre azioni locali dovranno essere effettuate nelle rimanenti
aree su scala pi piccola da parte delle truppe di stanza nel distretto.
I miei ordini dettagliati sono i seguenti:
1. Nell'area del Generale Plenipotenziario della Wehrmachl tedesca in Italia,
compresa la Zona prealpina d'operazioni, il Comandante Supremo delle
SS e capo della polizia in Italia unir tutte le forze ed effettuer operazioni
su larga scala nelle seguenti aree: a) Cortina d'Ampezzo - Pietre di
Cadore; b) Belluno - Feltre; c) Sappada - San Stefano - Lorenzago - Ampezzo
- Tolmezzo - Sutrio - Rigolato.
2. Nelle aree operative, nelle aree alle spalle dell'esercito e nelle aree del
Comandante della zona di operazioni della Costa Adriatica le azioni dovranno
essere effettuate con enfasi sulle strade di rifornimento e lungo le linee
ferroviarie, e pure nei distretti principalmente battuti dai partigiani .

Kesselring ha, dunque, varato la settimana anti-partigiana , sulla


quale si tirer un rendiconto il giorno 17. Ma siccome non si fida degli italiani
e sa che le bande partigiane hanno un eccellente servizio di controspionaggio
e sono in gran parte appoggiate dalla popolazione italiana, che
le informa su ogni movimento delle truppe tedesche, invita a camuffare i
preparativi senza dare al riguardo alcuna notizia alla truppa, la quale deve
essere tenuta all'oscuro di ogni decisione. Nel caso dei comandanti delle
unit italiane , aggiunge, e ci un segno eccezionale della sfiducia che i
nazisti hanno anche verso gli ufficiali arruolati nelle stes~e formazioni SS,
deve esserne informato soltanto colui nel quale riponiamo assoluta fiducia
18.
La settimana scatta, ma anzich fermarsi alla data prefissata continua
in uno sforzo massiccio per debellare i ribelli. Ed a questo sforzo partecipa
anche la Waffen-Grenadier-Brigade der SS (Italienische Nr. 7) con
tre Gruppi di combattimento (Kampfgruppen), i primi due in Lombardia
affidati a ex-ufficiali della milizia fascista: quello Celebrano (cio del con173
sole Enzo Celebrano, e formato dal I e dal II Battaglione del 2 Reggimento
di fanteria) e quello Degli Oddi (cio del primo seniore milanese Carlo
Degli Oddi, che ha avuto l'esperienza dell'impiego sul fronte di Nettuno);
il terzo, cio il battaglione Debica, in Piemonte, in un'area molto difficile,
la \faI d'Ossola.
L'operazione programmata in Lombardia - oltre alla ripulitura
della \falsassina, cui prendono parte reparti delle SS italiane assieme al
Battaglione allievi uffici ali della CNR: 1'11 ottobre morto in uno scontro
il legionario Mario Fabbris - riguarda il rastrellamento delle zone Monte
Sicolo-\falle di Fonteno-Zona di Fonteno, tra il lago di Iseo e quello di
Endine, nel Bergamasco. L'ordine segreto 19 diramato il 27 ottobre da Enzo
Celebrano, che si trova all'Albergo S. Antonio di Lovere assieme al suo
aiutante maggiore, capitano Scavo, informa che <de bande partigiane della
zona Sovere-Posnico, sfuggite al nostro precedente rastrellamento, si sono
portate nelle zone sopraccitate. La Brigata con i due Gruppi di combattimento
Degli Oddi provveder allo sbarramento Borgounito-Entratico disponendosi
in sicurezza contro Est. Il Gruppo di combattimento Celebrano
proceder al graduale e minuzioso rastrellamento da Nord verso Sud.
L'operazione avr inizio alle ore 6 del giorno 28 ottobre con obiettivi nella
giornata: Monte Sicolo-\falle di Fonteno-Fonteno.
L'operazione coinvolge anche la compagnia Macerata della CNR di
stanza a Clusone, e che comandata dal capitano Dario Antonelli (effettivi:
tre ufficiali, 85 sottufficiali e militi; armamento: sei fucili mitragliatori,
tre mitragliatrici pesanti, due mortai da 45 , un mortaio da 81, oltre alle
dotazioni individuali). Celebrano prevede lo smistamento dei feriti a Riva
di Solto, mentre a Predore si concentreranno i mezzi da trasporto. previsto
l'impiego di muli per la marcia in montagna e l'uso dell'artiglieria
(cannoni da 47/32 e 75/ 18). Tutti i borghesi maschi nell'et compresa
tra i 17 e i 50 anni - indifferentemente dal fatto che abbiano o meno documenti
valevoli - dovranno essere fermati e fatti affluire a Fonteno, a disposizione
dell'Ufficio 1 c (Slato Maggiore, N.d.R.) del Comando di Brigata
che decider in merito.

Il Gruppo Degli Oddi inizia l'operazione concentrandosi a Sarnico,


all'estremit meridionale del lago d'Iseo. prevista una carta al 25.000
della zona da rastrellare, ma Celebrano non la invia ai reparti perch non
trasmessa dalla Brigata alla q uale era stata ripetutamente richiesta . Non
tutto funziona anche all'interno delle SS.
Ai volontari italiani vengono distribuite due giornate di viveri a secco e
altrettante munizioni sia individuali che di reparto. Il codice di collegamento
all 'interno dei reparti e col comando di reggimento prevede l'impiego
di razzi \f ery: un razzo verde = siamo qui; due razzi rossi = abbiamo
bisogno di aiuti; un razzo rosso in una direzione definita = nemico "l"; un
razzo rosso ed uno verde = azione terminata. Le parole d'ordine: dalle ore
774
12 del 27 ottobre alle 12 del 28 ottobre: Ziege Bock Sigaro; nelle ventiquattr'ore
successive: Hand Arm Andare; e dalle 12 del 29 ottobre alle 12 del
30: Finger Daumen Finlandia. La terminologia, come si vede, prevalentemente
tedesca. Ziege significa capra, Bock caprone> Hand mano, Arm
braccio, Finger dito, Daumen pollice.
L'operazione risulta subito durissima, con marce in montagna sotto
l'imperversare della pioggia e bufere di neve, per cui il capitano Dario Antonelli
della CNR segnaler <d'assoluta necessit di essere rifornito di calzature
da montagna, resistenti e di ottima qualit. Le calzature di cuoio in
distribuzione - anche se in buone condizioni di manutenzione - hanno
dimostrato di non essere in grado di resistere all'usura derivante dal terreno
e dalle distanze superate. I paesi vengono circondati e le popolazioni
ammonite su quanto prevede la legge di guerra in merito alla connivenza
con bande ribelli . Si perquisiscono le case, si procede a molti arresti, ma i
partigiani si sono volatilizzati, probabilmente ripiegano verso i Piani di
Bossico e la \f alcamonica.
Migliaia di morti e di arrestati
Durissima anche l'azione in \fai d'Ossola, in Piemonte, che si concluder
con morti e prigionieri da ambo le parti: Il battaglione Debica delle SS italiane,
che cura in particolare tutti i paesi e i boschi della \fai \figezzo fino
al confine con il Canton Ticino, qui affiancato da aliquote della Gendarmeria
militare tedesca e da grossi reparti di fanteria della Wehrmacht, appoggiati
da tre battaglioni della CNR> dalla Brigata Nera Augusto Cristina
di Novara, dal battaglione arditi Venezia Ciulia, dal battaglione Folgore e
da due compagnie della Decima Mas. I rastrellatori schierano inoltre cinque
carri armati, dieci autoblindo e tre cannoni (uno da 88 e due da 75).
Quando le formazioni fasciste (circa cinquemila uomini) rientrano in sede,
il Debica continua il rastrellamento passando al setaccio la \fai Formazza,
nell'alta \fai d'Ossola, alla ricerca di partigiani che non siano riusciti a
sconfinare in \fai Bedretto, in Svizzera, attraverso il Passo di San Giacomo.
Nell'Alta \fai di Susa> invece, un gruppo di SS italiane provenienti dalle
basi di Rivoli Torinese e di Oulx si spinge fin sul crinale del RocciameIone,
affiancato da reparti della Guardia N azionale Repubblicana. I volontari
salgono da Mompantero a Monte Pampal e al rifugio La Riposa, a
quota 2205, e mettono in azione batterie di mortai da 81 per stanare da
quelle gole i partigiani che probabilmente vi si sono rifugiati per sfuggire
al rastrellamento. L'azione coordinata dal comando germanico: dall'altra

parte del crinale, avendo come base il rifugio sopra il lago di Malciaussi,
775
'\ R ' I e La sparatoria
1853 altri reparti sparano contro I OCClame ()~ ,
a quota ,~ , , fuoco d'a rliglieria tra fantasmI. ,
dura alcuni gIOrni, ma e un " , t"' ne condotte dai tedeschi e
Il bilancio di tutte le operazl~~1 anllp~~ Igla d' ottobre viene comunidai
reparti fascisti ad essi collegati m tlJllO I mese )
cato da Kesselring il 2 novembre 20 come segue:
l , O~ERAZI?N I ,SU Li\~Gi\ :C:~~ resi uauro capi partigiani , un cO,rnmisPerdIte
nem Iche, morll 1539 ( ,p) q " ' ' 1248 (sei dlsertOfl tede, , I 110 italiano ' pnglOnlen . ,
ario politico, un co on~e "" )' so peUi panigiani catturaLI
schi due uffici ali inglesI , un capo pal Ugl ~~O " 'l;bel'al'I' 3 ufficiali tede> , r I 2012' pnglOnlen I '
1973; inviati ai campi (I avoro " d una compagnia peciale, un
schi 158 soldati tedeschi , 76 appanenentl a, 'l''
> , T' I Il C R 7 soldati ausi lan,
capitano ita liano 42 mi ILI ( e a , ' . "l capitano Kneitel e il tePCI'dite nOJ'lre: a) tedeschi: morll, ~O (com~resl~artel e il tenente colonnelnente
Koller); feriti 183 (compl~e~1 Il magglr)~ dispersi 4, b) italiani: morti
lo Kuenzel dell'N,S,K.K., serVIZIO traspor I ,
33; feriti 186; dispersi 28,
2, ) R ZlONl 'U PICC LA , CALA , 01 ( 01 E A , " ' ' 868. sospetti catturatl 11 coml'ordite
nemiche: morti 531; pr,lglonl ~r)1 f ~ l' di' sospetti 3' giovani delle
, , 13 disertOri ' amlg le ,
presi un capO paruglano, e I 1097' i~viati ai campi di lavoro 907; hanno
classi 191 4-1927 soggetll a eva >
disertato 3, " 53' f '( 116' dispersi 4, b) italiani: morti
Perdite nostre: a) tedeschi: mortl, ' en I ,
, . 5 d' ' 7' hanno disertato 68, ,
53; rentl 15 ; Ispersl , ( , comando generale), tre deposl, '51 'r 'd' bande tra CUI un
Dlstruttl 2 n ugl I , ' d' 'r ' (un autobus, nove autocarti
di munizioni, quatlro depOSIti I n ormmen l,
ri, 12 veicoli blindati, un'ambulanza,
n 'sono i volontari SS italiani - hanno proI
tedeschi - e nell~ loro I e CI m'l il fenomeno ribellistico alle spalle
{lotto il loro massimo . sforzo, , c I america ni non stato sradicato, andell'esercito
che si balle contro gli ~ndg o , l naz'lsti perci affrettano per
, fferlO gl'OSSI anni, )
zi sembra non avei so " d ' e arti clall mostrine rosse, Il Batql.
lanto possibile la pJ'epa razlO~~ i~IRr, p dcll Unit Armate ltaliane
d \l'U nita ( I Iserva
taglione AddestramentO ~ d" di hilomctri a sud di Iseo, nel
dell che si trova a Sala~o, 1I~~ blee:~~ensifica le esercitazioni a fuoco
Brestiano (FeldtJ(),rlnumme, ~~5 ), ' d 81 c con milragliatrici ,
, l' ' fUCIli con mortai a
reale con mltrag latofl e , R . I ... 'Iati dirama avvisi 21 alla

, ' conda tenente aou IV. ,


L'aiutante maggIOre IO se 9' b L ZOl1e interessate sono quelle di
, 'l 9 'l 22 e il 2 otto re:,
popolaZIOne I ,I Mura a e Canarana, ContemporaneaMonte Valenzano, Monte De!ma, g
776
['
,I !
I
I
mente diyenta martellante la propaganda per nuovi arruolamenti nella zo- '
na, e qualcuno, allettato anche dai sussidi che in tal caso vengono concessi
ai familiari dal Filrsorgeoffiz ier der Waffen-SS Italien che ha ufficio e cassa
a Verona, in Lungadige Campagnola 2, accetta, come i due bresciani
Salvatore De Marco e Nunzio Antignani, che vengono assegnati proprio al
battaglione di Sai ano, I loro genitori riceveranno un "aiuto" di mille lire al
mese,
Il Battaglione Addestramento si sistemato nel convento dei Francescani
del Calvario che si trova in cima ad un colle e appartiene all'Ordine dei
Frati Minori. Ha occupato l'edificio senza chiedere alcun permesso, con un
semplice ordine scritto e firmato da un ufficiale della Verwaltung (amministrazione)
tedesca e lasciando alcuni locali ai religiosi che continuano ad
osservare la regola del silenzio e della preghiera come se si trovassero in
qualche eremo del deserto, Questa mattina, scrive con l'enfasi di un reduce
dal fronte il maresciallo umbro Franco Merli su "Avanguardia",
quando la campanella ha suonato, il convento era gi sveglio, vivo di voci,
di canti, di ordini gridati a voce alta dai capisquadra che volevano far presto
e radunare gli uomini, perch c'era da lavorare, come ogni giorno, Poi,
dinanzi al convento che incominciava a delimitarsi nella prima luce, sono
scappati fuori , infreddoliti e incappucciati, i pezzi da 47 , i mortai da 81 , i
mitragliatori, e gli uomini hanno fatto un bel presentat'arm con le canne
dei mitra opache nell'aria umida,
Il battaglione SS in addestramento al convento con i frati: quattrocento
uomini circa, con quattro frati che si sono ritirati nell 'ala estrema della
loro casa secolare, e ogni tanto aprono uno spiraglio della cella perch
giungano fino a loro i canti della giovinezza d'Italia fedele e forte che svegliano
le vecchie mura, i corridoi immensi, i libroni di pergamena, il graride
crocifisso che guar:da nell 'ombra ,
Si tratta di esercitazioni di tiro, ma il maresciallo umbro delle WaffenSS
che manda il suo articolo a Milano, alla redazione del giornale dei volontari
, le trasfigura in azioni di guerra, C' lo schianto secco del 47, agile
come una bel vetta sanguinaria: una salva di batteria e poi via, sulle ruote
leggere, con i serventi curvi sulle code, Cinque secondi, e le bocche da fuoco
sono ancora drizzate dietro un cespuglio, le culatte ingoiano le granate, gli
otturatori si chiudono rapidi, Un ordine: sul nuovo obbiettivo si aprono i
coni di fuoco delle esplosioni, I mortai da 81 sono invisibili: si sono nascosti
in una cunetta profonda e punteggiano le raffiche delle Breda e dei mitragliatori
con colpi cupi, fitti , ritmati irregolarmente nella sinfonia di fuoco
che ha rotto il silenzio infinito della mattinata grigia ,

Questa sera , conclude infine concedendosi all'estro poetico, il battaglione


nelle camerate vaste, sotto le volte potenti , prima che il sonno chiuda
la giornata laboriosa, ascolter la fisarmonica di Toni, che porter, a chi ha
sete di sogno, ricordi perduti di visi di donne innamorate, sorrisi e canti di
777
bimbi, voci care lontane, calore di fiamme di focolare, dove dolce sedersi
la sera vicino ai capelli bianchi della mamma. I legionari canteranno piano
le vecchie canzoni dei pap alla guerra, mentre un frate, curvo, bianco,
sentir rinverdire il suo vecchio cuore nella cella fredda e alzer la mano
tremante a benedire i giovani uomini d'Italia che sanno cantare e morire.
Poi, quando la fisarmonica tacer e il sonno avr spento i canti, la campanella
del convento dir l'Ave Maria alle prime stelle .
I numeri dei reggimenti e "Radiofante"
Non c' mai, come si pu rilevare, in quel periodico per i volontari delle SS
naziste, un aggancio alla realt della vita comune, un linguaggio semplice e
magari addolorato per ci che sta accadendo nel Paese, la cronaca da una
citt, una discussione franca sulle battaglie immani in corso sul continente.
Gli articoli sono asettici, senza morti e senza feriti, senza riferimenti a localit,
uomini , fronti, carri armati, cannoni, assedi, avanzate o arretramenti,
sole o pioggia, neve o vento, ed inoltre ambigui, con un oscillare malizioso
tra il rispetto al nome di Mussolini e l'odio o il disprezzo per le unit
armate di tutti i tipi che il suo governo ha messo su in qualche modo. La
regia dello Schrijtleiter dottor Schramm, funzionario delle SS, attenta a
non permettere alcuna divagazione, secondo le norme impartite dal comando
di Berlino che regola la pubblicazione dei settimanali per le Legioni dei
volontari stranieri in Francia, in Olanda, in Danimarca, nei Balcani, in
Polonia, in Norvegia e in tutti gli altri Paesi, Italia compresa, che hanno
dato un contingente non indifferente di Freiwilligen ai centri di arruolamento.
In questa concezione dell'inquadramento dei collaboratori venuti dai
territori occupati l'SS-FiihrungshauPlaml di Berlino-Wilmersdorf, implacabile
come le ruote di una locomotiva in corsa, dirama una disposizione
che riguarda le nuove unit dei volontari non germanici delle SS. una disposizione
burocratica, ma raggiunge i comandi italiani proprio durante i
rastrellamenti nel Bresciano, in Piemonte e nell'Ampezzano. 1'11 ottobre
1944 e le avanguardie alleate stanno per arrivare alle porte di Lucca e di
Cesena, piove e l'autunno si preannuncia gravido di eventi.
Le brigate dei volontari", dice con pedante precisione la nota di Himmler,
non devono avere il numero come le divisioni, ma portare i seguenti
numeri arabi: il 54 per la SS-Freiw.Panz.Cren.Brig. Nederland [gli olandesI,
N.d.R.], il 57 per la Franz.Brigade der SS (i francesi, N.d.R.), il 58
per la Wa[fen-Ceb.Brig.der SS (ilalien ische Nr. 7). Il numero nOn deve
essere portato n sulle mostrine n sulle spalline.
La 59' Brigata delle SS italiane si compone da quel momento 22 di tre
reggimenti:
778
- il WaJjen-Gren.Rgt. der SS 87 (italienisches Nr. 7) composto dallo
Stab (Stato Maggiore) numero di posta militare (Feldpost) 87670, dal
LBtI. (83857), dal ILBt!. (83857) e dal III.Bt!. (87456);
- il WaJjen-Gren.Rgt. der SS 82 (italienisches Nr. 2) composto dallo

Stab (Feldpost Nr. 86922), dal LBtl. (87 984), dal II.Bt!. (83 767) e dal
IILBt!. (82 354) ;
- il WaJjen-Art.Rgt. der SS 59 (ital .Art.Rgt.Nr. 7) composto dallo Stab
(Feldpost Nr. 80203), dalla LAbl. (87 568) e dalla II.Abl. (80465);
Fanno inoltre parte della Brigata:
un OJjiz iers-Bataillon (Feldpost Nr. 86550);
- una Panzerjager-Abteilung [sezione cacciatori di carro, N.d.R.] (87
772);
- un WaJjen-SS-Fiisilier-Bataillon 29 [battaglione f ucilieri, N.d.R.] (57
239);
- una Waffen-SS-Pion ier-Kompanie [compagnia gemen, N.d.R.] (59
436);
- una WaJjen -SS-Nachrichten-Kompanie [compagnia collegamenti,
N.d.R.] (58 260);
un Ersatz-Balaillon [battaglione di nserva, N.d.R.] (85 373)
La Brigata diventa, almeno sulla carta, un'unit destinata - se gli avvenimenti
bellici lo permetteranno - ad assumere una propria precisa fisionomia
nelle prospettive di un impiego al fronte. Ora al periodico preparato
e stampato a Milano si aggiunta anche la propaganda alla radio.
"Radiofante", guidata da abili registi italiani, che trasmette da un palazzo
di via Rovani e, agganciata all'emittente tedesca Soldatensender, raggiunge
le unit su tutti i fronti, dedica due trasmissioni alla settimana ai Legionari
delle SS italiane: il marted alle 12,15 e il sabato alle 18,30. Milano diventa
cos il perno dell'azione psicologica di indottrinamento che si basa, oltrech
sulla politica, anche sulla satira e sulla musica leggera. Vi partecipano,
oltre ai soldati stessi, attori noti e altri che lo diventeranno poi, a guerra finita,
comiCI, registi, attori d'avanspettacolo, autori di riviste che alla fine
della guerra passeranno senza battere ciglio dall'altra parte, e vi faranno
779
fortuna, propagandisti, collaboratori. Il mondo teatrale dell'Italia del Nord
dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si trovato un nuovo centro propulsore
nel capoluogo lombardo, e il complesso artistico delle SS italiane primeggia
con i suoi spettacoli musicali e con le riviste che mette in piedi per
tenere allo il morale dei volontari: diventa addirittura una pedana di lancio
per gente che poi far carriera a guerra finita, anche se chi ha vinto il
"nemico". una campagna sottile, ma chiara: l'obiettivo l'estirpazione
dal carattere molle del soldato italiano, come un dente cariato dalle gengive,
di ogni sottofondo mediterraneo e l'inserimento, al suo posto, del concetto
naturale della spietatezza germanica.
N ella evoluzione naturale e logica della storia degli uomini ", scrive su
"Avanguardia" un redattore che si firma " Il camerata SS", "ad un certo
punto della vita siamo arrivati alla fase in cui ogni carattere servile svanito,
in cui non ci sono n servi n padroni, n arruolatori n soldati [ ... ]
Chi sentiva la differenza e non capiva il cameratismo se n' andato, qualche
altro ogni tanto se ne va: meglio. Non diciamo: meglio pochi ma buoni,
perch siamo tutt'altro che pochini e tutt'altro che buoni. Ci piace invece
dire: tutti camerati .
Questa legge di cameratismo che , con la fedelt incondizionata, il carattere
principale dell'Ordine SS, vale per tutti quegli uomini che, nei diversi

Paesi d'Europa, senza rinunziare alla loro Patria, si sono inquadrati


nelle nostre file. Oggi io posso uscire dai confini [ ... ] e sentirmi camerata
di tanti altri giovani che vestono una divisa come la mia, che portano come
me sul petto le stesse mostrine nere, che portano come me sul berretto la
testa di morto a simboleggiare la fedelt , che guardano come me con occhio
sicuro e fiero all'Europa di domani. Questo senza che in alcun modo si affievolisca,
si restringa o si castri il concetto e l'idea della Patria. Senza Patria,
infatti, non vita che valga. Senza Patria non fede che regga. Senza
Patria nulla vi che conti ".
E poi fornisce tre imperativi dell'ora" 23:
"FARE rigorosamente il proprio dovere di italiano ed esigerlo dagli altri
con altrettanto vigore;
ZITTIRE il mormoratore. Vale pi un ceffone dato a un disfattista alla
presenza di dieci persone che un bel discorso alla presenza di cento;
RICORDARE che la propaganda nemica fondata principalmente sui
gonzi che credono alle frottole e le diffondono ".
un ~omento di rilancio della campagna propagandistica. I vari centri
di arruolamento ricevono manifestini color arancione stampati in Lombardia
che provvedono a diffondere negli ambienti pi disparati. Quello distribuito
dall'uffi cio di Brescia, che si trova in corso Zanardelli 36, dice:
La Legione SS italiana attende i giovani che, oltre a volere la Patria libera,
grande ed onorata, sentano il dovere assoluto di essere solidali fino alla
vittoria e, se occorre, fino alla morte coi valorosi alleati germanici ". C'
180
una S sul manifesto, con le mostrine nere, il mitra a tracolla e un pugnale
neUa mano destra pronto a sferrare un colpo. L'avvenire e il bene
d Il I r d ' ssere
e . la la e eli E uropa", scritto di fi anco alla figura del volontario con
la l~sta da mor to, s~no ne.l le mani dei soldati italiani! il vostro posto nelle
file del la SS: eserellO della Nuova E uropa" 24.
Guerra psicologica con fran cobolli e sigarette truccate
Anche Das Schwarze Korps, l'organo delle SS che arriva da Berlino e viene
distribuito agli ufficiali delle unit ed a tutti coloro che leggono il tedes
~o o possono, traducendolo ai camerati, fare opera di propaganda ra _
gIUnge nel suo linguaggio i vertici del fanatismo. In Germania dove ~i fi~ta
pi da vicino la possibilit di una catastrofe, stato gi cos;ituito il mov~
mento dei " lupi mannari" (la WerwolJ) ricorrendo ai vecchi ed ai ragazZI.
Lodando questa iniziativa, il giornale delle SS del 26 ottobre 1944 distribuito
anche in Italia intitola il suo a rticolo di fondo: Wir trotzen der
Holle! n.oi sfidiamo l'inferno! Poi, incorniciando le frasi in neretto, aggiunge
~n ~I~r~me~t~ ch~ per la sua durezza e il suo spietato rigore chiarisce
agh uffICIalI CUI e affidata la cura della Brigata SS italiana che il momento
bellico e politico prelude ad una svolta: ora tutto affidato su tutti i fronti
alla disciplina e alla decisione fanatica . ' ,
Wir schworen .. . , noi giuriamo, s'intitola questo messaggio" ai reparti
e precisa tra l'altro: '
1. Noi giuriamo che saremo fedeli come i nostri padri, fed eli al Filhrer
che l'Onnipotente ci ha inviato, fedeli all'Impero che dopo secoli ha riunit~
tutte le stirpi tedesche e che, come una volta, e sar la Potenza d'ordine

de~ c~ntinente europeo, fedeli alla Nazione, e quindi a noi stessi, perch
nOI dIfenderemo e custodiremo ci che di pi prezioso, la vita eterna del
popolo tedesco germanico, le sue donne, i suoi bambini, e quindi il suo sangue,
che tanto di nobile ha creato e preparato per l'umanit.
Wir schworen, dass wir so wie die Vater treu sein wollen. Treu dem
Fuhrer. den de7 H errgotl uns gesandt, treu dem R eich, das alle dculschen
Uimme nach ! ahdlUnderlen geeinl und das wie ehedem die Ordnung.rmach~
des eU1"01)(i'lSchen Kontillents ist und sein wird, treu dem VoLk und d(1 mll U1fS selbst, weit wir dar Koslbarste, des deutschen germanischen Volkes
ewiges Leben, seine Frauen eine Kinder und damit sein Blut, das sauze!
Edles ftJr dia lYJenschheit geschaffen und geschopft hat, verteidigen und bewahren
werden.
2. Noi promettiamo di essere fedeli a tutti gli ordini che il Filhrer e i nostri
superiori ci daranno. Fedelt, Disciplina e Coraggio sono le fondamen181
ta degli Stati e degli Imperi. Quando gli uomini hanno in cuore queste virt,
anche la pi piccola schiera diventa insuperabilmente forte.
Wir ge/nben, da.l!i wir gehorsam !iein werden allen Bejehlen, die der
F'iihre1" und lI1l.1'ere Vorge.l'etzten uns geben . Treue, CehO'rsam tmd Tapjerkeit
begl'i1nden (e Staaten und Reiche. Wenn M(m chen tJon diesen Eigen.
l'cha(ten erjiiflt .l'ind, !iO wird durch sie auch das kleinste Haujlein
unilberwindlich !itark 25.
Menlre si diffondono questi messaggi", Himmler forma con unit
della divisione Brandenburg alcuni corpi. speciali che dovranno operare nei
punti pi delicati del fronte 26. Si tratta di gruppi d'impiego punitivi
composli da elementi SS fidatissimi, pronti a piombare dove sia ritenuto
necessario ed a far piazza pulita tra indecisi o resistenti. I corpi speciali
sono elle. Uno riguarda I Italia (lo l7'elfkol'pseinsalzg l'uppe ltalien), gli
altri il Belgio, la Croazia la Romania, la lovacchia e il l3alUco pi un
nucleo cae ialori Uagduerbiinde) a disposizione di korzeny.
Ci sono movim nti in cor o ( tra po o riguarderanno anche i volontari
italiani), tutti i campi d'aviazione dell'Alto Milanese, eccetto quello di Venegono,
sono stati minati e resi inutilizzabili per impedire un eventuale
sbarco aereo. La linea ferroviaria del Brennero continua a funzionare nonostante
gli intensi bombardamenti, ui laghi vengono requisiti motoscafi e
barche e portati verso la zona ciel Po, dove SCI.'vono per il traghetto di materiali
e truppe. Si nota un nOlevole trasi OrtO cii materiale bellico (munizioni
e cannoni da campo e piccolo calibro) nel Veneto, dove si prepara una nuova
linea di difesa.
La centrale /.ESI (/.entraleinkaufxtelle Italien) con sede a Como ed a
Milano ha ricevuto l'ordine di acquistare merce a qualunque prezzo e di
immagazzinarla. I tedeschi mettono in attuazione il piano di sfollamento
delle industrie, inviando una parte dei macchinari verso la Germania e il
resto nel Veneto e nell'Alto Adige: la Fiat ha un reparto motori nelle gallerie
della Gardesana occidentale presso Riva di Trento. Tutti gli uffici germanici
dispongono di una succursale alternativa nel Veneto o in Alto Adige
e vi hanno gi sfollato i mobili e gli incartamenti importanti: deciso,
per, che fino all'ultimo rimarranno sul posto. A Milano e provincia vengono
requisite tutte le biciclette per inviarle oltre il Brennero 27 .

Psi ologicamcnle sono attimi molto importami, e gli anglo-ameri:ani li


utilizzano calenanclo una "guerra dei nervi" del lullO particolare, con matel'
ial di p!'Opa ancia he viene lancialO e arfidato ai partigiani afrinch lo
dirfondano ovunque si trovino unit nazi l . Nei punti pi diver i, al fronte,
nelle citt, nei paesi , i old ati della Wehnnacht e quelli delle SS trovano
bolleuini ciclostilati di un edic'nl " 'l'onte interno gcrmani o per la pace"
francobolli con le Cigur abbinale del duc e dcI FGhrcr e, al posto della
782
scritta Due popoli, una guerra, la frase Una sola guerra, una sola sconfitta
oppure jetzt kommt die Stunde, adesso arriva l'ora.
Vi sono anche pacchetti di cartine da sigarette che, dopo sei foglietti regolari,
ne hanno un settimo in cui, ad esempio, sta scritto: Sind Sie Berliner?,
Lei di Berlino? Allora ti avvisiamo che la zona compresa fra questa
e quest'altra via tutta distrutta. Deponi le armi e chiedi la pace. Lo stesso
viene ripetuto per Colonia, Francoforte e altre citt.
Ci sono anche circolari segretissime" indirizzate al Corpo degli ufficiali
con disposizioni per il prossimo ritiro dall'Italia . E poi lasciapassare
in tre lingue per consegnarsi agli alleati oppure ai partigiani, con la
garanzia dell'avvio ad appo iti campi speciali ave, consegnando un buono
allcgato, si pu averc un bagno caldo, 300 gr di cioccolata, due paia di
calze cii la na, sei fazzoletti , una maglia di lana, 500 gr di zucchero, ecc. .
Blocchetti con quesli buoni vengono fatti trovare persino nelle tasche delle
giacche dei oldati o lungo la strada che devono percorrere per rientrare ai
reparti, assieme a giornali militari preparati da speciali redazioni. 1\
materiale viene distribuito in particolare a Novara ed a Milano, e in quest'ultima
citt in una mensa di cinquecento posti ricavata in un ex-teatro
in via Meravigli 28.
uno stillicidio continuo, che si unisce agli atti di sabotaggio, come
quello che nella notte tra il 7 e 1'8 ottobre ha fatto saltare e deragliare nel
Vercellese una tradotta tedesca tra Bianz e Tronzano sulla Milano-Torino.
Il carro munizioni esplode, molti soldati tedeschi muoiono mentre altri
ventiquattro devono essere ricoverati all'ospedale, La locomotiva e sei vagoni
risultano completamente distrutti, la linea ferroviaria resta interrotta per
due giorni. un momento di tensione acutissima, e proprio allora giunge
per la Brigata dei volontari italiani l'ordine di spostar i ver o il Comasco
dopo aver adottato le pi strette misure di sicurezza 29,
Un altro inno: Teschio bianco in campo nero ... ))
Da qualche tempo, prima di quell'ordine, arrivato per i maestri delle
bande e per i comandanti dei reparti anche un nuovo inno, quello ufficiale
della SS italiana. Il testo di Auro D'Alba, la musica del maestro Francesco
Pellegrini. un inno ancora pi forte del primo, qui l'alleanza delle
Camicie Nere e di quelle brune naziste proclamata senza mezzi termini,
e al duce non si fa alcun accenno, neanche di passaggio.
La prima strofa dice:
Con noi torna 1'I talia del l' onore
Con noi torna l'Italia della fede
siamo di quella gente che non cede
un simbolo di morte ci adun.
1D1

In noi Roma ritrova il suo gran cuore,


nel crollo l'SS non trem.
E il ritornello incalza implacabile e chiaro:
Teschio bianco in campo nero
fedelt sino alla morte
piegheremo anche la sorte
con atavi ca virt.
Come il monaco guerriero
dei tempi medioevali
servi siam dell'ideale
guerra a ogni altra schiavit.
Medioevali non fa rima con ideale ", ma il concetto chiaro, e in questo
concetto c' q ualcosa della dottrina nazionalsocialista che si rif a riti pagani
propugnati da Himmler, ai Castelli dell 'Ord'ine leulonico, ad una simbalogia
che non ha alcuna entrata nel mondo medilerraJleo. Chi nelle SS
canta, per, cos e pensa - anche se nell'intimo non lo vuole - come i camerati
di Berlino. La seconda strofa ha qualche ricordo del linguaggio di
prima dell'8 settembre, ma poi va via liscia sulla pista tedesca, in una retorica
sempre pi rombante.
Dal fiore nati delle molte vite
sapremo riscattare l'Itala gente
Camicie nere e brune, il continente
risorger nel sangue e nel doloro
Con la Germania "grande" a spalle unite
la marcia riprendiamo del valor.
Dopo l'agghi acciante ritornello Teschio bianco in campo nero / fedelt
sino alla morte ... la terza e ultima strofa evoca la ribellione dall'oro
giudaico e invoca il continente nuovo retto da un Ordine che ha obiettivi
ben precisi.
Europa. Insorgi! sulle tue rovine
la Patria fonderemo proletaria
Europa, non sarai pi tributaria
dell'oro, ma del popolo fedel.
Giuriamo! Le campane mattutine
sciolgan quest'inno di certezza al ciel.
L'inno quello che , con questi due ultimi versI di vago sapore pasqua
le e certamente po o virili. Ma il ritornello del teschio bianco e del
monaco guerriero riporta tu tti a lla realt. Le SS, nel concetto pi volte
ri petutO a nche Sli "Avanguardia' , an he quelle iraliane, ul time venute nel
grande esercito europeo di Hitler, sono "monaci guerrieri" che svenLolano
la bandiera di una nuova religione: se vinceranno loro, il continente sar
diverso.
CAPITOLO X
BRAVI!, DICE VON VIETINGHOFF,
F A TE BENE I RASTRELLAMENTI
N ei paesi deLla Brianza
Agli inizi di dicembre un bollettino d'informazioni del Corpo Volontari
della Libert informa: In provincia di Como c' una divisione SS italiane
reduce dai rastrellamenti in Piemonte (Comando a Mariano Comenseispezionata

mercoled da Graziani). in apprestamento per partire per il


fronte - i soldati tutti reduci dalla Germania disertano in massa - nel trasferimento
un battaglione di 600 uomini arrivato con 150; si cerca di sostituire
per completare i quadri con elementi pi giovani 1.
L'informazione precisa soltanto a grandi linee: vi sono state parecchie
diserzioni s, ma insignificanti nel complesso, e la Brigata dei volontari SS
(non ancora n materialmente n formalmente una divisione) ha lasciato
il Piemonte ed a scaglioni si portata nel Comasco, anticamera di quel
"ridotto della Valtellina" di cui abbiamo parlato in precedenza. Prima di
partire diversi reparti hanno effettuato altri duri rastrellamenti nelle vali
alpine e in pianura, alla caccia di partigiani e di depositi di munizioni.
Il 24 settembre, ad esempio, la seconda compagnia del I Battaglione dei
20 Reggimento di fanteria (quella che gi nel dicembre 1943 ha operato a
Vinadio, nel Cuneese) fa una puntata a Porte, all'inizio della Val Chisone.
II nucleo ridotto, e lo guida questa volta il maresciallo Antonio Perat
(nato il 23 maggio 1917) che ha come aiutanti il sergente maggiore Eros
Molinari (22 novembre 1917) e il sergente Fernando Menconi (22 agosto
1913). Cinque giorni dopo lo stesso reparto, ma rinforzato, fa una puntata
ad Airasca, tredici chilometri a est di Pinerolo: guidato dal sottotenente
Bruno Benedetti (16 marzo 1920) e con lui, come aiutanti , sono il sergente
maggiore Eros Molinari e il sergente Carlo Castiglioni (15 maggio 1915).
L'azione dura due giorni, con blocco del paese, sparatorie e perquisizioni.
AI primo nucleo arriva di rinforzo quello guidato dal maresciallo Perat.
Sono tutti esperti di rastrellamenti, i tedeschi li adoperano volentieri: quello
- se non il fronte - il settore in cui possono impiegarli con buona sicurezza.
Dopo questa azione, la compagnia (e con essa il battaglione) lascia
il Piemonte e si trasferisce in Lombardia 2.
186
La compagnia Pionieri (8 um ial i, 3 sotlufficiali e 72 legionari) che ha
effettuato rastrellamenti in Val Chisone (P ragelato, 26 aprile 1944), in Val
di Susa (Bussoleno e Susa, 18 giugno-18 luglio), in Val Germanasca (Gl'O
Passct a quota 1320, a Pa set ed a Perrero, 30 luglio-I 7 agosto), in Val di
Lanzo (Losa, Vi, Lanzo, Coassolo, Cantoira, Chia lamberto 26 trgos to-19
sellcmbre) e in Va l di Vi (Vi e Fuci ne, 20 settembre-II ottobre), prima
di spostar i in Brianza, a Vighizzolo di Cant, dove arriver il 10 novembre,
opera tutLa una erie di impegnativi rastrellamenti nella zona del Lago
Maggiore (Mergozzo, Candglia e Albo), all 'inizio della Val d'Antrona
(Villadossola), poi in Val Divedro (Varzo) e in al Antigrio (Rivasco e
Foppiano) per concludere, durante la marcia di avvicinamento alla Lombardia,
con una caccia ai banditi nella pianura tra Arona e Novara, a
Ghemme, Borgomanero e Romagnano. L'intero ciclo dura dal 12 ottobre al
7 novembre 3.
La Brigata dalle mostrine rosse (e nere in alcuni reparti) si suddivide
nei vari paesi della Brianza, posti tutti a pochi chilometri l'uno dall'altro.
Vi saranno spostamenti di reparti nel corso dei mesi successivi, ma la dislocazione
delle varie unit rimane in linea generale questa che ora indichiamo:
4
- Alzate Brianza: il comando (Villa Crespi), il quartier generale e la polizia
militare (Feldgendarmerie);

- Rovellasca: infermeria e scuderia;


- Alpe del Vicer (a nord di Erba): battaglione Debica;
- Albate: il carcere (una scuola cui sono state murate le finestre) per i
prigionieri catturati dalle SS italiane e il concentramento dei quadrupedi
requisiti per la Brigata;
- Asso: comando del Reggimento Artiglieria con una sezione di batterie
dal IO Gruppo di artiglieria;
- Barzan (villa Della Porta): un reparto di circa 400 uomini, con 25 ufficiali
(in aggiunta a 300 SS tedesche);
- Cant: comando del 10 Reggimento e Battaglione Ufficiali (scuole t.Iementari
di piazza Parini e Collegio delle Sacramentine), agli ordini del tenente
colonnello Tiberio Bedotti;
- Canzo-Asso: una sezione di batterie del 2 Gruppo di artiglieria e una
compagnia di mezzi controcarro, con circa 40 uomini;
- Erba: compagnia sanit, compagnia rifornimenti e due colonne di autocarri
(la prima e la seconda) in aggiunta a 80 SS tedesche;
- Lurago d'Erba: un reparto del genio (collegamenti) di circa trenta uomini
comandato dal tenente Pesce;
Montorfano: la compagnia collegamenti;
- Missaglia: il battaglione complementi;
- Vighizzolo di Cant: la compagnia pionieri (nella filanda) e la sezione
musica (in un'altra casermetta); .
- Carimate, Mariano Comense, Bosisio Parini, Casatenova, Inverigo, Oggiono,
Merate e Carate: tre battaglioni, tra cui i reduci di Nettuno e il Btg.
Debica.
- Valmadrera: l'Ispettorato generale del Comando Unit Armate Italiane
delle SS (generale di brigata Piero Mannelli), Posta da campo 749. li 12
aprile 1.945 l'Isp Ltorato si trasferir nella Villa Finazzi di Bergamo, in
viale Italia 30, tel. 2011 , rimanendo immutato il numero deUa Posta da
campo. A Valmadrera ha pure sede la sezione della CNR (gen. Vitali) che
cura l'invio nei campi di lavoro in Germania degli ital iani reni.tenti o sospetti.
Tutt'intorno vi sono i comandi germanici: a Corno quelli del
Sicherheitsdienst (in uno stabile di via Zevio), la Feldgendannerie (Palazz-O
aibene in piazza ant'Agostino), la PLatzkommandantu1' (la Casa del Fascio,
nella sua parte retrostamc). il Servizio Logistico (Hotel uisse. in
piazza Cavou,'), il RUK (Riislungs- und Kriegsprodulltion) nella Villa
Bianca, e' la formazione speciale SS italiane Malta (maggiore Petrovich); a
Leeco un presidio di 280 SS; a Villasanta il comando delle S per la provincia
di Como; a Cemobbio (Villa Carrninati) quello per luLla la Lombardia
agli ordini dell'S -Haupt turmjah1'el' Joseph Voeuerl.
A Cernobbio, lungo tutto il corso del Breggia, un torrente he viene dal
Canton Ticino C, superate Chiasso e Maslianico, si butta ne'I lago di Como,
e per un raggio di due chilometri, stato sistemato lutto il materiale destinato
al fronte germanico in Italia, con relativi uffici. Manovrano questa
massa imponente trecento impiegati civili agli ordini di due generali, tredii
ufficiali e 120 soLlufficiali e soldaLi. Fanno parte del gigantesco "magazzino"
della Wehrmacht oltre sessanta automezzi, tra cui ventidue autoblindo,
alcuni pezzi controcarro e, nel parco della villa Erba, depositi di carburante
sorvegliati da guardie con armi automatiche. Altro materiale stivato

all'interno dello stadio "Sinigaglia" e nei capannoni dell'idroscalo, a Como.


Anche qui la sorveglianza continua: giorno e notte. .
A Mariano Comense, dove si trovano diverse compagnie di volontari
italiani, il 6 ottobre sono arriva! anche quattrocento SS tedesche, le quali
formano l'avanguardia di una divisione che prender posizione sulla direttri
e Milano-Corno-Lecco per proteggere le s rade che convergono sul lago
di Corno e sulla Valtellina e che dovrebbero permettere l evacuazione di tre
divisioni naziste dal Piemonte e dalla Liguria, nella prima met di novembre.
Nella zona dei Colli Euganei, sulla direttrice Brescia-Padova, si stanno
intanto preparando punti di resistenza e difese anticarro, obbligando a
lavorare anche i civili. A Como viene fucilato il tenente Wagner che, essen'
do addetto al settore automobilistico, rilasciava permessi a pagamento e requisiva
automobili e autocarri rivendendoli alla borsa nera.
Graziani porta una medaglia d'argento
In questa atmosfera gelida che preannuncia momenti assai difficili il 23
novembre il maresciallo Graziani visita, quale ospite dell'SS-Obergr~Ppen_
jiihrer Karl Wolff, supremo comandante delle SS e capo della polizia tedes~
a in Italia nonch Generale Plenipotenziario delle Forze Armate germanIche
nello stesso settore, il secondo Battaglione del 10 Reggimento della
Brigata SS italiana, che schierato a Mariano Comense assieme a reparti
della DeCIma Mas, mentre invece assente e non ricever alcuna decorazione
italiana il Battaglione Debica che pure ha operato a Nettuno e che
quello di cui i tedeschi si fidano di pi. Oltrech su "Avanguardia" l'incontro
ricordato anche su "Sveglia!", il giornale per i soldati di Sal e le
loro famiglie che si stampa a Milano nella tipografia del "Corriere della
Sera" ed diretto da Vittorio Curti 5. un giornale che ha molti collaboratori
tra i giornalisti del Nord e tra coloro che un giorno lo diventeranno, ed
anche inviati e fotografi. La fotocronaca di quell'avvenimento opera di
due inviati: A. De Palma, corrispondente di guerra delle Waffen-SS per
"Avanguardia", e Renzi per "Sveglia!". Il testo per il giornale di Sal di
M.S., quello per i volontari di Himmler di Alessandro Niccolini, anche lui
corrispondente di guerra delle Waffen-SS . Ed alla p~osa di quest'ultimo
che attingeremo, tutta enfasi e fanatismo.
Su una volta di indaco, scrive testualmente Niccolini, in fuga verso
il Sud pennacchi di nubi bianche sfumate di luce bionda, riflessa: mitici cavalieri
invisibili che cavalcano verso il nemico d'Italia e d'Europa a recargli
l'annuncio che suona come novella sfida: il battaglione Vendetta sta per essere
consacrato all'eroismo italiano, una Medaglia d'argento guadagnata
nel segno della SS santificher il sangue dei suoi caduti e le sue indimenticabili
gesta, e con questo crisma di grandezza esso ritorner, integrato nei
suoi effettivi, al combattimento. Le cime bianche delle Prealpi lombarde si
affacciano al di sopra della foschia azzurrina che le vela allo sguardo, con
lo stupore attonito degli iniziati ad un mistero religioso.
La Brigata disposta in quadrato, ed ha al centro i reduci di Nettuno,
che sono la met degli effettivi di coloro che sono partiti a suo tempo verso
l'area della testa di ponte angloamericana: i morti ammontano a ben 340.
I legionari amputati, invalidi, mutilati siedono dinanzi al podio in attesa
del rito, sono al posto d'onore come coloro che pi hanno meritato della
Patria [ ... ] Sulla strada arriva una colonna di auto da cui balzano ufficiali

della Guardia, fortemente armati: la scolta del "veglio" gigantesco [cio


del maresciallo Graziani, N.d.R.]. Eccolo che discende anch'Egli da una
mac~hina e si incammina tra gli scatti di decine di apparecchi fotografici,
segUIto attentamente in ogni suo movimento dai rappresentanti della stampa.
Sembra un Capo di un'epoca favolosa venuto dal suo quartiere ad ispezionare i guetricri radunati nel Campo di Mane cd a portar loro la Gran
Parola ...
La banda delle SS italiane Suona la Prinz Eugen Marsch, che ricorda
il principe di Savoia che combatt anche in Italia al servizio cleg!i austriaci,
poi Graziani, Wolff e alti ufficial i germanici e italiani passa no In rassegna
i reparti e quindi salgono sul podio. Wolff cede il microfono al maresciallo
italiano c il marescia llo dice:
Urncial i, sollufficia ti e militari della I Brigata SS italiana! il risemalo
a me "onore di presenziare oggi su questo campo a lla consegna della Medaglia
d'argento al V.M. al vostro gagliardetto. Questa a lta. ricompensa ~l
valore simbolo del sacrificio di quanti caddero su l fronte dI Roma per ([vendicare,
col sangue versato, l'onore e il prestigio d' Italia a fi anco dci camerati
tedesehi. Questo privilegio fu a voi concesso. Per i primi avete ancora
una volta ristabilito col sangue il Patto di alleanza e di collaborazione
con la Grande German ia , a fianco della quale ora e sempre noi marecremo
per l'avvenire dei nostri due gra ndi popoli , legati da vi ncoli che mai pi
potranno essere disciolti e col suggello della vittoria rinale ehe a rrider certamente
al saeriricio, a lla tenacia, alla gi ustizia, perch un fine di giustizia
suprema per i popoli quello ehe la Germania persegue in questa guerra,
ehe dovr dare ~lI'assetlo europeo un aspetto nuovo. ~
Camerati! Leggo la motivazione della medaglia:
" Insieme ad altre avanguardie delle nuove truppe italiane sul fronte,
rimase in linea ininterrottamente per oltre due mesi, assolVetldo compiti
particolarmente difficili e mantenendo posizioni fondamental i COntro le
qual i, invano, fino a llo sfondamento del fronte, si accanl il potentissimo urto
nemico. Due volte menzionato sul Foglio d'ordini ledesco di Corpo d'Armala
premiato con l'autorizzazione a fregiarsi delle mostrine nere delle SS germ~niche, ha
avuto deoorazioni tedesche e numerose promozioni per merito
di guerra davanti al nemico. Esempio fulgido di fede e di grande amore
alla Patria, resisteva con inesauribile tenacia e valore all'impari e asperrima
lotta di pi giorni, consaCrando con il sanguc del 70 per cento dei suoi
erfeuivi il giuramento, scrivendo una delle pi belle pagine di gloria, degne
in tutto delle pi a lte tradizioni guerriere della vera h a lia. _ Frome di
Nenuno - Roma, 17 marzo-S giugno 1944"."
La banda intona l'Inno a Roma e Graziani appunta sul gagliardetto
dei reduci la mcdaglia d'argento. Graziani grida .. Saluto al Duce! . e quei
soldati - sebbene ormai nazisti - rispondono come una volta "A noi !".
Poi dai reparti si leva il grido di Fronte, fronte!", cio la richi esta di es~e,'
e impiegati in linea, e non in operazioni di polizia. ~ chiaro ci che chie_
dono quei volontari: essere militari, e non poliziotti tedesch i contro gli italiani.
Ma il grido si spegne cos com' nato, e non ottiene alcuna risP'Sta.
Wo/rf distribu isce alcune croci di ferro ad SS Italiane e tedesche (tra gli uf190
ficiali decorati il colonnello Degli Oddi, coma ndante del baltaglione a Net_

tuno, e il capitano Fischeui, che comandava la scoonda compagnia), saluta


le aut~ri~~ ~ si. av~icina al microfono. ~ un genera le tedesco che si rivolge a
soldatI gia ua/ram, ma che ora fanno parte delle forJ:e armate germaniche.
Egli sa che non vi sono pi Speranze e che inutile farsi illusioni sull'esito
della guerra. N una piccola Brigata di SS non ancora dci tutto addestrala
all'urto in prima linea ed adeguaiamellle armata pu risolvere ci che gi
irreversibi/mente compromesso.
La personalit militare pi onorevole d' ltalia..., dice, quindi, COme se
il grido " Fronte, fronte! " non fosse mai stato pronunciato, " ha conferito in
questo momento a lla bandiera di Neuuno la medaglia d'argento. lo vi rin_
grazio, Maresciallo, per il gr.mde onore che fate con qucsto atto alle unit
SS italiane e vi prego di voler partecipare il mio grazie anche al Capo dello
Slato italiano, al Duce, contemporancamcnte all'assicurazione che la SS
italiana parteciper anehe per l'avvcnire, fedelc, ubbidiente e pronta al sacrificio,
a lla lotta com une fino al/a vittoria finale. Graziani rimoma in aut~
mobil~ e riparte con la sua scoria, i volomari SS rientrano nei loro allog_
gtl,a moremnalli: ri pSuldatiaa taU.l la breve parentesi, un fugace Contatto COn
un'altra real_
Per alcuni mesi "Sveglia!" - che esce il mercoled, il venerdl e la domenica
- Pubblica fOtografie di quei volontari ehe hanno giu rato fedelt a
Hitler, poi il silenzio cala su queste truppe, anche se di lingua italiana, che
non fanno parte dell'esercito repubblicano, ma appanengono totalmente al
blocco germanico. Ed a questi reparti che il CeTleral-Oberst Slelltlerlre_
tender Oberbe/ehlshaber der Heeresgruppe C, Heinrieh von Vietinghorr, ha
espresso, due settimane prima, il suo a lto riconoscimento per l'impegno
messo nella caccia ai perfidi part igiani " durante la famosa 5ellimana di
ottobre, di cui abbiamo parlato nel precedente capitolo. Le bande dice
l'ordine del giorno afrisso in tutte le caserme hanno avulo notevoli perdite
die BaI/de'I hahen erhehliche Verlusle erliuell. Alten Fahrern und Soldale~
des Heeres, der LuftW<lfle, des SS und der Polizei und der diesen unlerstel_
fien italienischen Einl/eilen, die gegen die heimtackliclren im Einsalz Slan_
dell, spreche ich meine Arrerke,mung aliS lInd erW<lrle aueh in den resllo_
Sefl Einsalz gegen diesen Feld,,'.
ColPo alfa nuca al momento OPPortuno
In quegli stessi giol'ni arriva da Himrnler (Quartier generale dcI Fuhrer
- Comando genera le S5) ai coma ndi SS in Italia una circolarc= riserval3
che riguarda le norme da applicare " integralmente entro il decimo giorno
antecedeme lo sgombero di ogni localith, cio quando scatter l'ora X della
r ilirata. I giornali del fasci smo repubblicano parlano un lin ua
I
rato ad una futura e prossima vittoria, i tedeschi si preparano gi al
"dopo".
<<In ogni provincia italiana, dice la circolare riservata di Himmler, si
costituir o si ricostituir un centro personale cat. 5 comprendente soltanto
funzionari tedeschi di categoria 1 (n austriaci n di territori annessi al
Reich) da cui dipenderanno, in vario numero, i nuclei speciali e generici
minori. In ogni capoluogo di provincia si costituiranno un nucleo categoria
5 generico e pi gruppi speciali; nelle localit minori soltanto gruppi generici
in vario numero l>. Ogni gruppo, precisa il documento, alle dipendenze

del Comando provinciale SS e comprende nuclei speciali del culto, del


mare, agrario e zootecnico, letterario, letterario e giornalistico, chimico,
medico, legale e altri, formati preferibilmente da personale italiano scelto
tra i non iscritti al partito fascista repubblicano e i non appartenenti alla
Guardia N azionale Repubblicana, con almeno un funzionario tedesco di
categoria 1.
Questo personale, dice la circolare, non abbandoner il luogo dopo
lo sgombero delle truppe germaniche e curer il sabotaggio e la propaganda
ora affidata ad altro organo [ ... ] Dopo l'abbandono [ ... ] il personale curer
la soppressione sul luogo con un colpo di pistola alla nuca del personale di
cui prima dello sgombero il Comando della Piazza lascer l'elenco. Parimenti
il sabotaggio si svolger secondo il piano tecnico rilasciato dal comandante
della Piazza. I centri riceveranno denaro in valuta italiana per il
pagamento del personale categoria B sufficiente per tre anni al cambio
eventuale pi sfavorevole.
Entro il 10 dicembre [1944, N.d.R.] i Comandi SS in Italia e i Comandi
di piazza riferiranno sulle possibilit di reclutamento del personale italiano,
tenendo presente che in Italia assai alto il numero delle persone disposte
a servire per denaro lo straniero, e particolarmente il Reich. Ogni
centro sar fornito direttamente dal comando del Governatorato di Trieste
di aliquote di personale femminile gi provato, tutto proveniente dalla zona
incorporata al Reich del Litorale Adriatico. Tale personale dovr adibirsi
all'impiego di estrema fiducia essendo particolarmente fedele a noi. Si cercher
presso conoscenti in famiglie distinte di alloggiarle in modo da facilitare
loro il lavoro [ ... ] I funzionari non saranno muniti di alcuna tessera, il
servizio si svolger per semplice riconoscimento personale.
I centri cureranno l'installazione di almeno quattro stazioni radio trasmittenti
in ogni capoluogo di provincia e di una in ogni centro di almeno
cinquemila abitanti. Queste stazioni avranno il distintivo comune "W 51 "e
trasmetteranno su onde di metri crescenti di ora in ora di cinque unit a
partire da Kherz 21.500 e dalle dieci del giorno indicato per lo sgombero
delle localit (24 dicembre 1944 ore 10 Kherz 21.500, ore 11 21.505, ore
12 21.510, ecc.) e sulla medesima lunghezza d'onda riceveranno eventuali
comUlllcaZlOlli. La presente circolare sar fatta conoscere solo personal192
IL NOSTRO ONORE
SI CHIAMA FEDEL T A
GRADO __________ _
COGNOME ______________ __
NOME ____________ __
REPI,RJO, _____________ _
Posto da Campo, ____ _
A
CARTOLINA POSTALE IN FRANCHI61A
PER LA LEGIONE 88 ITALIANA
Due diverse cartoline postali stampate per la formazione nazista.(CoLl. Coradeschi,
Milano)
Mitcente: ____ _
A"aen d., :

L IO o I
AVA lVGUAHDIA
GIORNALI DELLE ~ ~ ITAliANE
C a rtoli na per Posta da Campo
Fe/dpa_tkerta
Pri ioni ori tedeschi c italiani
rroni dI NCllunoAopo un' ~Lta C(I
di cmmmmtm:Fcl:nadcsi nell'aprilt
1944. In primo piano alcuni militi
del Battaglione Nembo.
fil alto a destra: un manifesto della
Legione SS italiana affisso sui muri
di Padova.
(frItti: U.S. Army Audiouual
Cmter, Wilshinglon; Walte- MUTI,
Istituto per la storia drdla Resister/
Zii, Padova)
Clllpilano 5S Martelli Lui.
LA \\ FORMAZIONE
POLITICO - MILITARE
DELLA. NUOVA EUROPA
A sinistra: il frontespizio di un manuale
di indottrinamento ideologico preparato
da un ufficiale delle SS italiane
nell'aprile del 1945.
A destra: due manifesti mura li di Boccasile
per invitare i giovani ad arruolarsi
nelle SS. (Coll. Coradeschi, Milano)
l" (lIlo; la onsegni\ della Croce di ferro di seconda classe ad un gruppo di superstiti
del Battaglion te Massimo flick dViq nTdourUinao .s ul fronte di l ttuno. Il primo a sinistra
il sottotenenIII
bOJ.ro: l'S -ObrgrllP/Je11jahrer Karl Wolff (di spalle con la pistola) consegna
una decorazione a un vOIOntal"io SS italiano nel corso di una cerimonia a Mariano
Comense nell'autunno '1944. (FOlo; .I/,'cll. Rizzoli; Mondadori Press, Milano)
. d Il cen.m OnI. a a Man'a no Comense: un re. pa.r tOo SS italVia no
Altri due momentI e ~. . d h' i agliardetti dei battaglIOnI nore e endpealslsaa
teo dienl 2ri'v Risgtal. ~Iata luIfafnICoI aSlIs . te esc(~,o ~ o.. ~ reh . Rizzoti;
Mondadori Press, Mzlano)
/n allo: la consegna della Croce di ferro di seconda classe ad un gruppo di superstiti
del Ballaglione VendeU.(J sul fronte di Nettuno. Il primo a sinistra il sottotenen_
le Massimo Flick di Torino.
l" basso: l'SS-()bergn~/)perifilhl'er Karl Wolff (di spalle con la pistola) consegna
una decorazione a un \lOlontario SS italiano nel Corso di una cerimonia a Mariano
omense nell'autunno 1944. (Foto: Areh. Rizzati; Mondadori Press, Mitano)
. d Il cen.m om. a a Ma' naCnomeons.e' un reparto SS italvi:a no
Altri due mo~entl e ~. . i e i a liardetti dei battaglioni Onore e. en dpealslsaa
teo dienl 2nV' RlsgtaL diata l~ifafntco1 3SlS1 . tedesc(hp, . ~ gh Rizzoti' Mondadori
Press, Mztano) 010. re. ,
Ancora a Mariano Comense, la rivista di un battaglione italiano SS nelle cui file si

trovano i reduci di Nettuno, passata dall'SS-Obergruppenfiihrer Karl Wolff che ha


alla sua destra il maresciallo Graziani. (Foto: Mondadori Press, Milano)
.a. I.JII . II8.~L..
Un numero del settimanale delle SS italiane dell'ottobre 1944 in cui si esalta il
Reichsfiihrer-SS e ministro dell'interno del Reich Himmler, la sua personalit e il suo
pensiero politico e militare. (Biblioteca comunale Palazzo Sormani, Milano)
tl
.
t
i
ClJphano 5S Martelli L I.
LA \\ FO RMAZIOHE
POLITICO - MILITARE
DELLA HUOV A EUROPA
A sinistra: il frontespizio di un manuale
di indottrinamento ideologico preparato
da un ufficiale delle SS italiane
nell'aprile del 1945.
A destra: due manifesti murali di Boccasile
per invitare i giovani ad arruolarsi
nelle SS. (Coli. Coradeschi, Milano)
ARRUOLAMEnTO
De"e l'OUllloloDtari IllfaliDi
Il tradimento del Settembre impone alla Nazione
un solo dovere:
il combattimento
La giovent mantovana deve unirsi alle forze vive e
sane della Patria per riprendere la lotta. a fianco del
valoroso alleato germanico.
Ilrroolatevi
nelle ff Italiane
Per vendicare i lutti e le sciagure della Patria. contro la
cinica e brutale malvagit. di un n~mico che non ha
rispetto per la vita dei nostri bimbi e delle nestre donne.
per i tf:lmpli della nostra fede. per le tom be dei nostri morti.
J\rraolatevi
Per vendicare la distrru:ine d 11e nostre opere d'arte
che hanno testimonia o nei S li la potenza del genio
ltalico e l'immortalita de a ne tra stirpe,
Arroolatevi
SOlo COS1 si ccelel'ernllo i tempi. e la Patria risorger .
Uno dei primi manifesti delle SS italiane, comparso a Mantova dopo l'armistizio dell'8
settembre 1943, (Coll, Coradeschi, Mzlano)
J
In alto: un manifesto preparato ?al grafiC, O roma~~ssGau idioo dGi riplrloi ppaegra
ln'Adzai odnelel ec aStStolica
nel 1939 diventa, a lle soghe del 1945, un g~Coll, Coradeschi, Milano)
italiane,
, 'd'ff' dalle SS sia nei ltiger sia nelle citt ita-

Ilnia nbea spsoe:r iunnvoi tadreei apdr iamrir umolaanrisfIe sntie Il el f U~l 'ani
naziste,(ColI, Cm'adeschi, Milano) 01 mazl
a
LA LEGIONE ~ ITALIANA
An'ENDE I Gl{)VANI OHE, OLTRE VOLERI: LA PA.
'l'BlA LIBERA, GRANDE ED ONORATA, SENTANO IL
DOVERE ASSOLUTO DI ESSERE SOLIDALI FINO
ALLA. VITTORIA E, SE OOOORBI:, FINO ALLA
MORTE 001 VALOROSI ALLEATI GI:RMABIOL
QUESTI SONO I SIMlOlI CONIQUAU
CONTRO UN NEMICO POTENTISSIMO.
SI BAnONO GLI EROI DELLA
JR!~!~~~'lL
LEO/ONE ITALIIINA 77
UFPlCI
D'ARRUOLlUUNTO
MILANO
VIA TOIDUSO GROSSI, 1 DL. 88-426
VIA. PIBTBO IlLUSTRI, B . ,.EL. 00141
a L
In alto: un manifesto per l'arruolamento stampato a
Milano. In basso: un prospetto della paga che spettava
ai volontari. (Coll. Coradeschi, Milano)
LEGIONE .S- ITALIANA
o ... A D o ~~ -Imll Soldato . , . . 'O 'O . Lire 600 900 37!i
Caporale ....... .... . " 7110 IO~ 450
Cap. Magg . .. . .. . . " 7110 1090 450
" " n. I anno di servizio " 810 liSO 450
" " n. 2 anni .. " " 890 la'1Q 4110
Sergente ............. " 10110 1480 525
" n. 2 anni di servizio " 12~1:730 525
Sergente Maggiore .......
" J280 1810 564
Inoltre per ogni figlio fino a 16 anni compiuti
viene concesso un supplemento di Ure 180 mensili.
~~--.. ~ .. ----~~--.. --~------.. .. -t." -------- ~
Co le al1 8.d.,a Il pa,sagglo
cJaudeBfI () degli ebrei fii Sd,z.
ura Jl or crlsflaRo o aNldl
polfflca1- .(;a ca"pella del cappuccfnfluogo
di riunione di
giudei polacchi di fede mosa'ea
~a cenlrale dlrem.,a d. 'uHo
Il mommelll9 a MllanQ
1IIII'IIIeni 81nlll l''' T!'IA
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.:~=~.:t.~:-~~ :!==:=~ =---::..:-- .== =~:=.,...=. :===-..;::~::: ~~~~:;
~"_"7~='':= ::'~-... --. -=.... .. ,...:::::: --=:--- =-........ - ... ----~
Un'altra pagina di "Avanguardia" dell'estate 1944 che racconta, gloriandosi, il trucco con

cui venne arrestato un gruppo di ebrei che tentava, da Milano, di espatriare in Svizzera,
e
che furono invece dalle SS avviati ai liiger. (Biblioteca comunale Palaz zo Sormani,
Milano)
I
In aLto: la lista dei ricoverati in un
ospedale di guerra tedesco. I feriti
appartengono alla compagnia SS
liuropa e rappresentano tutte le
nazioni che hanno dato volontari
ai gruppi col teschio d'argento.
In basso: il ferito, il cui nome compare
nella lista, l'italiano Girotta,
appartenente a un gruppo d'assalto
SS di una divisione corazzata
(non attiva sul fronte italiano). La
crocerossina accanto al ferilO italiana.
(Foto: ULlslein, BerLino)
NeLla pagina fianco: due momenti
di un'esercitazione di un reparto
di SS italiane.
(Fola: Arch. Rizzati, MiLan o)
0 ......... _ ...... _
.. ~04 .. -".
1.i.J.~(Jr(' .. "!nlr.II'1IO.,
"ft.II.101'iHJU){~IIS
'fALlI.,."... .. "
si esalta il
laIit e il suo
l1ani, Milano)
mente ai Comandi delle sezioni SS in Italia e ai Comandanti di piazza
dell'Italia settentrionale nord del Po.
il preavviso della possibile fine e il primo passo per la creazione di
un'organizzazione italiana simile al Werwolj (lupo mannaro) tedesco: confrontando
quanto hanno fatto i partigiani con le loro bande e la loro particolare
tattica bellica nelle citt e nelle campagne, Himmler tende a creare
nuclei di guerriglieri da lasciare nei territori abbandonati perch sabotino
l'opera degli angloamericani. Ma ci presuppone il fatto che la Germania
non capitoli e che vi sia un centro in essa che dia istruzioni fino alla vittoria
finale. In caso contrario ogni provvedimento sarebbe (e cos sar) inutile.
Il Reichsfahrer delle SS ha una sua particolare opinione del clero italiano,
e la espone alla fine del documento, in un allegato particolarmente
indicativo. Siccome ha potuto servirsi di parecchi preti come cappellani militari
per le SS italiane, pensa di poterne reclutare altri fra quelli rimasti
finora lontani dalla nostra organizzazione. Particolare importanza ha
questo elemento, potendo i cattolici italiani ottenere informazioni impossibili
a chiunque altro. Questo comando ha modo di ritenere che alla erogazione
di forti somme il clero italiano potr essere persuaso a partecipare alla
nostra organizzazione. Nessun riguardo pertanto conclude Himmler si

potr avere alla spesa eventualmente necessaria, che sar sempre inferiore
all'utilit dell'informazione e del sabotaggio che il prete italiano potr essere
capace di compiere 7. .
Un elenco di ricercati dai partigiani
Mentre Himmler dirama le istruzioni per il sabotaggio e il colpo di pistola
alla nuca (un nucleo di operatori delle SS travestiti da americani film in
piazzale Loreto a Milano la scena di Mussolini e dei gerarchi fascisti appesi
alle strutture d'un distributore di benzina e altre, tra cui la cattura di
collaboratori dei tedeschi; un altro gruppo aveva una stazione radiotrasmittente
segreta a Sesto San Giovanni, che funzion dopo il 25 aprile 1945), il
Comitato di Liberazione Nazionale per l'Alta Italia - Corpo Volontari
della Libert - Comando generale Italia occupata manda agli interessati
il Bollettino numero 8 con una serie di segnaI azioni di controspionaggio.
il 20 novembre 1944, l'inverno si preannuncia molto rigido, c' nell'aria la
sensazione che qualcosa di decisivo stia per affacciarsi alla ribalta dopo
tanti anni di guerra. Dopo tutta una serie di nomi di informatori e di collaboratori
dei nazisti e dei fascisti (con relativi indirizzi e descrizioni somatich),
il Bollettino riporta - tra gli elenchi di appartenenti a organizzazioni
nemiche - questa serie di nomi di iscritti alla SS italiana:
In allO: un'immagine del 1945 mostra Mussolini, l'ambasciatore nipponico, l' SObergn./
pperifalmtr Karl Wolff e il maresciallo Graziani a una cerimonia di consegna della
bandiera a un'unit della repubblica di al.
In basso: la resa delle SS del comando di Milano (Hotel Regina) agli amricani. AI
centro, con la giacca di pelle, l'SS-SlandaTlenjiihrer Wallcr Raurf.
(Folo: Arell. Rizzoti, Mi/ano; Br/lisI: War Ojfice Lond7a)
Abrescia
Agazzoni Mario
Alciati
Andreini Franco
Arquati
Baggian
Battieri
Benetti Pietro
Bertonesi
Bianchi
Bianchini Ugo
Bignoli Angelo
Boglio
Bordone Elia
Bordone Andrea
Bradeschi
Brignoli Livio
Brozzi Giuseppe
Caldi
Cecchetto Bruno
Ch~cchi Giuseppe (sergente)
Cenna Carlo
Cerina Vittorio
Ciorciovich

Ciurla (sergente)
Civitelli (maggiore)
Cogo Domenico
Colangelis
Contardi Walter
Coradi
Cordone
Corna
Cuccoli
Culaz Giovanni
Dago Giancarlo
Davis
Delamma
Della Scienza Antonio
De Paoli (maggiore)
De Toma (tenente)
Du Primo
ElJi (sottotenente)
Faiola Enzo
794'
di Trieste
di Vaprio
di Maggiora
di Milano
di Novara
di Novara
di Domodossola
di Carrara
di Novara
di Torino
di Galliate
di Trecate
di Fontaneto
di Fontaneto
di Crodo
di Maggiore
di Massa Carrara
di Orta
di Vicenza
di Orta
di Trecate
di Trecate
In servizio a lntra
di Novara
di Novara
di Galliate
di Domodossola
di Novara
di Maggiora

di Trecate
di Perrate
di Novara
di Torino
di Novara
di Orta
di Novara
di Vaprio d'Agogna
di Novara
di Galliate
di Torino
di Novara
Fantini
Ferrari
Ferrari Luigi
Frego
Gaieri Pierino (sottotenente)
Gazzolini
Giacch
Gioia Attilio
Invernizzi
Ilas Angiolina
Leotti (sottotenente)
Magravita (sergente)
Mancini
Manfellotti
Menegon
Miglio
Minoggia Ezio
Monti (tenente)
Novello
agli no Celestino
Pagani (tenente)
Pampinello (sergente maggiore)
Piccinini (sergente)
Pogliani
Poletti Pierino
Preli Erminio
Primicelli (sergente)
Pobili Giovanni
Risecchi Libero
Rosso Giorgio (capitano)
Rosso Mario
Ruga Lorenzo
Scagliotti
Schiavon Bruno
Sciascia Angelino
Siena
Silviati

Solini
Spartaco
Testa
Teodoli Franco
Turco
Vallana Mario
di Orta, in servizio a Novara
di Trecate
di Novara
di Novara
di Novara
di Torino
di S. Cristina
di Trecate
di Domodossola
di Trieste
di Roma
di Novara
di Roma
di Trieste
di Trecate
di Novara
di Soriso
di Treste
di Trecate
di Novara
in servizio a Novara
di Novara
di Milano, in servizio a Novara
di Vaprio
di Fontaneto
di Galliate
di Galliate
di Casale Monferrato
di Gozzano
di Borgo Vercelli
di Magenta
di Novara
di Maggiora
di Romagnano
di Roma
di Novara
di Novara
di Novara
di Novara
in servizio a N avara
Vampa (capitano)
Vacca ri (lenente)
Vianell.i (lenente)

Villa Natale
Vilanio Renato
d! Torino, in servizio a Novara
di Novara
di Trieste
di Trecate
di Trieste
n doc,umen to 8 non dice altro ma ' ' ,
partenenlI alle SS italiane che 'l quello e Il tempo In cui per gli apI svo gono una ce t " ,
oro organizzazione stata d d ' r a atti vIta nell'ambito della , , ecretata al p t" ,
esegUirSI sul posto, previo accertamento dell'~ Igl,a~1 la pena di morte, da
ste SS sono considerate italiane soltanto di ~ entIta p~rs?nale, Ormai queappartengono
interamente al c ' ome e di Imgua: per il resto
' l ' , orpo germanlc I l
SClp Ina dI vita, una maniera d' d ' o, ne qua e una costante dit
d ' I operare Iversa da 11 '
cer o mo o dI concepire le aZl'on' d' , , que a medIterranea un
' , I e I agIre d '
110 lIlesorabilmente, Al punto h l ,I conseguenza le sta integran_
l ' " c e ne Corso del t 11 '
a plamflcazione delle operazl'on' 'l" ras re amenti, concepiti nelI mI Han dag!' ff' l' no come reparti nazisti usand ' f ,I U ICla I tedeschi, si muovo, ,o nel Con ron II d Il l'
ver~o ognI Sospetto, la stessa bruta!' t' h l C' e a pop~ aZIOne, e in genere
palI, I a c e e "S usano m tutti i Paesi occuAtten tati e rastreLlamenti in Valtellina
n pri,mo dei parecchi che moriranno nel '
ne del rapporti tra partigiani e voI t , quadr~ dI questa rigida con_cezio_
l ' on an pu re l r ' I m er e un ufficiale emiliano ch dV', I a lanl, a servizio di Him~o~a~do a Padova in au!omOb~le,a 'i ~~~zla sta andan~o per Conto dcI suo
VigIlO Il 1 marzo 1919 " d ama Vasco Mmgori nato a Po
, rtSIe e a Regg' E 'J' ' grado di tenente; effellivo aJl IO, mI la. Nelle S italiane ha iJ
servizio presso il centro di arruo~a~~:~ag~la comando di V:nezia e presta
Lungo la strada la sua macch ' ' . O di Verona, SOllosezlo11C di Padova
no ' l11a Viene bloccata dai " . .
un ostaggIO germanico pl'obabi l ~ar Iglam, che cercava14 ollobre 1944, n ten ente dei voI ~~~t;spel' n(:gozlare uno scambio: il
ro h l'h Ontarlo,), nOn cr d' l' , c e anno fermato (o altI" . . ' ve, e e e Immato, Colo- n
secondo un volon tal'old~1 es~ a caso) vengono catturati e fucilati
'b I CUI non cOlloscia 'l '
m novem re i partigiani (la form ' , mo I nome. In Valtellina
gio . l' . aZIOnc e quella d ' G f) f '
rnl a cornera che ftl ervizio ub . , el u I ermano tutti i
sempre fas isti 'u quell'a utomezzo Ph bllco da .Tlrano a Bormio, Ci sono
C turar/i, Du mili ti ('h op c e a l'l'a nca In salita, non difficile cat
' aJ ' - pongono resistenza Il lana faua prigioniera e per l ' 'l ve~gono liquidati , Una SS

volonta rio che si la Cl'al el I gruppo deCIde la fucilazione Ma 'l


. o sorprendere d ' 'b Il' , . I
pnma dcII e ecuzione. al n e I SI toglie la vita alcune ore
796
Il terzo della lista un milite che da Cremona, dove si trova il deposito
della Brigata SS italiana, venuto per Natale in licenza a Torino. Alle
740 del mattino il volontario Aldo Brondolo, di Ernesto, in corso Vittorio
Emanuele (allora si diceva soltanto Vittorio, essendo stato epurato l'Emanuele
che ricordava casa Savoia) e sta' camminando senza alcun sospetto
quando alcuni sconosciuti gli puntano contro la pistola e gli sparano due
colpi, Aldo Brondolo, classe 1926, appartenente alla prima compagnia delle
SS di Cremona, cade fulminato. Mancano due giorni a Natale, Salma
trasportata at Ospedale militare , dice il fonogramma N,3468/ N,l / 4 inviato
alle ore 8,20 del 24 dicembre 1944 dal Comando prov, CNR-VP!
Torino al Comando Servizio Politico. Trasmette: Balducci, Riceve: Carpinelli
Indagini hanno dato per ora esito negativo, Firmato: colonnello Cabras
9, Quali rappresaglie siano poi avvenute non lo sappiamo,
Alcuni mesi prima, il 29 settembre, successo un fatto strano, del quale
non conosciamo le origini: questa volta riguarda le relazioni alquanto tese
tra la gente di Mussolini e quella di Hitler, Alla scuola allievi ufficiali della
Guardia Nazionale Repubblicana di Rivoli, circa 8 chilometri a ovest di
Torino, sulla strada per la Valle di Susa, avviene un diverbio tra un allievo
milite della repubblica di Sal, un graduto delle SS italiane ed un altro tedesco.
Siamo nel Seminario, una grande costruzione di pietra che ospita
adesso vari reparti militari, tra cui alcune sezioni di artiglieria della Brigata
SS italiana. Sono le 20, Pietro Ronchetto, anche lui della classe 1926, allievomilite in servizio alla scuola allievi ufficiali della CNR, affronta dopo
uno scambio di parole concitate due SS, il caporalmaggiore Ettore Romani,
della I Batteria della Waffen-Crenadier-B1'igade der SS di stanza nel seminario,
e l'amico caporalmaggiore Richard Gugtvic, Feldpost Nr. 57429/D,
Ronchetto, adirato, afferra alcune bombe a mano, toglie loro la sicura e le
lancia contro i due in uniforme tedesca, Le bombe a mano probabilmente
non esplodono, o esplodono lontano, perch sia il volontario SS italiano Romani
che il camerata Richard fanno in tempo ad estrarre le pistole e la
Maschinepistole e ad abbattere il Ronchetto che si dato alla fuga. Lo apprendiamo
da un altro notiziario del Comando provinciale di Torino della
CNR-Ufficio MM 1 Sezione I Servizi d'Istituto, Nr, 961 / 2 S.I. di prot.,
sempre firmato dal colonnello Giovanni Cabras lO, il quale aggiunge in fondo:
Riservasi relazione, che noi non abbiamo trovato, Il cognome del caporalmaggiore
tedesco non esatto, ma facile comprendere la difficolt
avuta da chi ha cercato di rilevare presso i tedeschi le esatte generalit dopo
un attentato di quel genere,
Nel tardo autunno del 1944 reparti di SS tedesche e italiane arrivano
in provincia di Sondrio assieme ad ALpenjager e gruppi di cani lupo e di
altre razze addestrati alla caccia all'uomo. Li appoggiano i brigatisti neri
della Toscana e militi della Muti, Il loro obiettivo di snidare i ribeJJ'i e di
distruggere tutti i loro punti d'appoggio per ripulire quello che dovrebbe
diventare il "ridotto della Valtellina". Comincia una durissima serie di rastrellamenti,
che prende il via con quello di Boirolo. il 24 novembre e

tremila SS italiane e tedesche, militi fascisti e Alpenjager salgono dalla


strada di Montagna in Valtellina, Tresivio e Ponte e sorprendono una
trenlina di partigiani della Brigata Sondrio. Siamo a non pi di dieci chilo, metri dal capoluogo, i partigiani si asserragliano in alcune case, ma, quando
ritengono impossibile una ulteriore resistenza, si sganciano. All'insaputa
di tutti, un partigiano, Giulio Credare, resta nella casa della famiglia Bosisio
e continua a sparare. Ha viSlO cadere l'amico Ottorino Fumiatti e non
vuole lasciarlo. Quando ha finito le munizioni si cosparge il corpo di benzina
e si d fuoco. Intorno a lui bruciano le case cui militi hanno appiccato
le fiamme Il.
Sei giorni dopo, le SS tedesche ed italiane ed i militi repubblicani iniziano
il rastrellamento della Val Msino, che comincia a cinque chilometri
da Morbegno. Tra i raslrell atori c' anche la seconda compagnia SS italiane
del I Battaglione del 2 Reggimento di fanteria che si gi distinta in
tutta una serie di operazioni di caccia ai ribelli in Piemonte e di cui abbiamo
parlato in precedenza. Questa volta stata rinforzata con nuovi volontari,
e conla ben 96 elementi. La comanda il tenente Mario Consonni (nato
il 31 ottobre 1913) che ha come subalterni due sottotenenti: Bruno Benedetti
(16 marzo 1920) e Carlo Ghersini (11 ottobre 1920). Ci sono anche
due marescialli (Damiano Manzolini e Giovanni Sgarbati), quattro sergenti
maggiori (Nicola Grandinetti , Guido Ludovici, Eros Molinari e Angelo
Di Tucci), un sergente (Cilr!O Castiglioni) e tredici caporalmaggiori (Artu. ro Amato, Marcello Bergami , Ferru ccio Bertagnin, Bruno Calinich, Celeste
Ghilardi, Albino Lunardi , Giovanni Lurati, Antonio ifanca, Giuseppe
Mazza, t\rn aldo Mi 'helin, Giuseppe Pirello, Quintino ognacci ni e Delfino
Verdiani ). La 'ompagnia s'impegna in particolare, a an Ma l'lino a
quota 923, dove comincia la Val Bagni: opera perquisizioni , ferma dei sospelti
, brucia baite, spara e sequestra anche molto maleriale dcl luogo: a lla
rine d aprile del 1945 quando le.s ilalia ne si dissol cranno, molte attrezzature
degli alberghi di Val Masino verranno trovate al comando del reggimento
a Cant, in Brianza 12.
Un concoT.\"O di canzonette jier SS
un autunno terribile. Piove come da anni non pioveva, in molte zona gi
Jlevica, il fango ricopre i sentieri e l'offensiva alleata contro la Linea Gotica
che rappresenta l'ultimo baluardo difensivo dell'Italia settentrionale ferma.
Il 13 novembre, mentre le SS italiane e tedesche si spostano verso i
punti fissati per i rastrell amenti, Radio Bari e Radio Londra trasmettono il
messaggio del Maresciallo Alexander che invita i partigiani a cessare le
798
azioni su larga scala, ad andare a casa per l'inverno e a tenersi pronti
oper .' . ' , ff . . .
'prendere i combattimenti quando commcera lo enslva m pnmavera .
aM na nessuno ascolter quell'esortazione e tre sett.~ mane. do po, I'1 7. dI' cemb re,
a Roma una delegazione del CLNAI (Corpo LI~erazlO~e Naz.lOnale A.lta
Italia) guidata da Parri firmer un accordo con g~1 Alleati pe~ ncever~ aIUti
finanziari e logistici. Il patto viene siglato da Slr John Maltland ~ilson,
SACMED, cio comandante supremo alleato della zona del Mediterraneo
13. . "
La notte del 18 novembre atterra su un campo situato sull altopiano

orenico della Serra (Biella) un aereo inglese che sbarca il capitano Jim
;ell, il tenente Patrick ' Amoore "Pat" e il radiotelegrafista capor.alma~g~ore
Birch. La collaborazione tra le missioni alleate e le formaZIOni partlglae
del Biellese diventa sempre pi forte 14 . Il capo di Stato Maggiore genen
le della Wehrmacht invia un telex al comando della provincia di Biella
:~visando che il compito di queste missioni quello di istruire i banditi
nelle scuole di sabotaggio , Aufgabe: Ausbildung der Bandlten In Sabotageschulen
15. . .
Nel cuore delle Langhe, a Marsglia, tra Carr e Murazzano, li gIOrno
di San Martino (cio il 12 novembre), all'una del pomeriggio, quindici
apparecchi angloamericani sorvolano la zona e lanci.ano .ar~i .e v.estia~io. ~
partigiani hanno segnalato la posizione con grandi stnsClOni b~anchl su~
prati, e gli aerei non sbagliano. Alcuni si abbassano. tanto che SI vedono.'
piloti che salutano, I rifornimenti scendono appesI a. paracadute verdi,
bianchi, gialli, rossi e -azzurri. Ma questo poderoso lanCiO scatena ~~ grande
rastrellamento da parte delle SS e dei reparti fascisti ai loro ordml. Tutte
le Langhe vengono messe sottosopra, una delle loro operazioni pi dure
e sanguinose 16. .
Questo lancio imponente sar superato .poco dop~ ,d~ ~~ altro,,'l gIOrno
di Santo Stefano, cio il 26 dicembre, a mverno gla IniZiato. Siamo nel
Biellese orientale, e proprio nella frazione Baltigati di Soprana, un paese
tra le montagne della Val Sessera, in pieno giorno, 24 quadrimotori allea~i
scaricano grandi quantit di materiali per le formazioni p~~tigiane .locali:
quasi tutte di "garibaldini", e delle zone circostanti, e nuovI Istrutton p~r I
sabotaggi e la guerriglia. Tedeschi e fascisti questa volta non pot~anno .I~tervenire
perch una loro azione avrebbe dovuto essere concordata m anticIpo
e con estrema accuratezza in quei luoghi facili alle imboscate: perci le
SS e i loro collaboratori rimangono chiusi nei loro "posti di blocco" mentre
i partigiani ricuperano e smistano le armi, le munizioni, i viveri e il vestiario
giunti dal Sud 17. . .
un momento eccezionale, di botte e controbotte, sul filo della spietatezza,
dell'intelligenza raffin ata e del coraggio. Gli aerei da ricognizion:
angloamericani fotografano e rifotografano le posizioni d~i reparti tede~ch"
i centri di difesa e i concentramenti, in particolare a ndosso della Lmea
799
Gotica. Gi durante l'estate, svilu anelo i . , .
ti notati strani edifici di cemento PaP . negativI In laboratorio, sono sta, _ rmato 111 qualche I del l' ,
lr.a Bologna e Firenze E 1'1 lemp" uogo Appennmo
. o m CUI Lond ' " ,
vengono colpiti dalle V2' Sta per ed ra C I porll sulla M anica
. , succ ere q Id' ,
fronte italiano? L'OSS americano l' u.a ~osa I Imile anche sul
al cU l delle linee, La compongonOa~c~a e~~a ~TlIS~IO~e, I~, " Pattuglia Pia",
Rolando Apol/oni ("Roland" d' g P~tOni ( Pat , capo missione)
("B'II ") , ra 10lelegraflsta) G l' I '
I , Umberto Merlo (" talin ")' '. ug le mo Testolina
2677 Rg t, 0$ . (Offiee Strategie Se e GlIber,:o ~I helucci C'Rosso' ), del
LO americano alle direlle di nd rVlce ) la. sezIone" peci aie dell'esel'cinovembre

1944 i cinq cl p e?ze del. ~resldcllte degli Stati Uniti. Il 29


j . . , . uc, opo un II1credlblle avv t '
g I Implanli e i macchinari che i ledes h' , . cn ufa, nescono a sabotafe
missili Vl ed a bloccare un l'n' '.: ,C l, ulllI~zano per produrre parli di
, IZlauva ( e pIste dI' o
la, I razzi pOSsono afrivare fl'no .R . lanCIO '1 trovano sulla Fua
orna) che t cbb' ,
la spettacolare, anche se non de " , Il po r e lmpl'lmel'e una svolun
paese dell'Appennino far l Clslva, a a guerra ul front italiano, Ma
per rappresaglia la quasi lOI;'il~ dSPeges,~ db~lIa ~~;dizione: j tedeschi fucilano
C. I a Hantl .
ome se ti lempo fosse immutabile "R '
daten ender tedesco che Cura dI' acUo F:ante" , la sezione del 01. . . , uc va le alla sellI d M'
smlSSIOI1l per le S ilalian _ Id' . . . mana a dano le tra, e tecl mmutz deLla . d' . ,
un concorso dI canzonette Ira i mili " . ~ In Ice addlrtltura
della presentazione dei rnanoscr'iui (' ti, dal teschl~ cl a rgento. Il Lermine
alle 18.30, dice il bando ve ISSato al 15 dIcembre. Ogni marledl
Il ' . , rranno trasmesse l
quc.e arrtvale alla Posta da Campo 795. II iOI' re ~ qua,tlro canzoni, tra
gnau quallro premi: uno da 4000 l' g no dI alale saranno asse500. Radio Fante cos" o' Ire, un altro da 2,000 e altri da due
. ,I e St ruto su "Avang d' "
segnazlOne dei premi > I . o uar la , terr conto pel' l'aso'
, , esc USI varnen le del gi d' " ' . , '
gllglOverde. Evidentemente . u 12, inviati dal camerati in
I . SI lemono anche q , I
a stona non sapr il nome de' , , , . Ul e raccomandazioni ma
, l VInCllorl del I d' , " .. '
nese non pubblIcher mai l'es"t d' u I canOl1. 11 periodICO milache
sIa crollando alto le cann~~at~.que la gara estemporanea in un'Europa
Qualcosa che torna dai campi dz' p ng'l.O nz.a
Co~temporaneamenle al singolare concorso . .
cessIOne da parte del governo di S l d' mus~cale, SI annuncia la conrio
di guerra che le S t" l' a J uno speCIale distintivo di volontabi
' v Ila Jane potranno app . .
Icato, sempre su "Avan d'" /9 untarsl al petto e viene pub'. guar la I un lungo lo d" .
ml.ernatl che, avendo giurato fedell al Fu ' ,e <.nco I nmborsi agli exBngaCCa nazista. Pi che d' . b " hl CI , Ora prestano servizio nella
d' , I nm orSI , SI tra lia dell '.
o I queglI oggetti personali d' " ". a restituzIOne del denaro
Il ' I CUI I pnglOmeri it l' .
a atlo dell'entrata nei ca . d' a lam sono stati spogliati
mpi I concentramento tedeschi Ed' . ssen o passatI
200
aile Waffen-SS , i camerati germanici ad un anno di distanza restituiscono
ci che hanno preso allora, previa consegna o spedizione della ricevuta

all'RDW - reparto IVa .


I prigionieri passati nelle SS e che risultano da questo elenco sono 286
e rappresentano,- naturalmente, soltanto una piccola quota di coloro che
hanno accettato nell'autunno del 1943 l'offerta di Himmler e dei suoi ufficiali.
A qualcuno vengono restituiti dei soldi, ad altri dei francobolli o due
biglietti scaduti della lotteria di Merano o la tessera del Partito Nazionale
Fascista o quella della Milizia o un libretto di biglietti ferroviari a riduzione,
che naturalmente non serve pi, o addirittura una monetina. Un annuncio
sconcertante, e la dimostrazione che la burocrazia nazista perfetta
e quasi insensata, e funziona inesorabile nello stesso modo sia nei Lager
che nelle caserme.
I nomi degli ammessi al "rimborso":
STALAG 5a: Luigi Bosco, Tommaso Bandiroli, Pasquale D'Ambra, Vincenzo
Sciales, Vincenzo Terranova, Silvio Tioli, Domenico Dramini, Leone
Piazza, Eugenio Aceto, Roberto De Gennaro, Antonio Soavi, Pietro
Zerliani, Carmine Capelletti, Antonio Sori, Salvatore Floridia.
STALAG XIg: Natale Maccaccaro, Luigi Cinelli, Domenico Vigliotti, Vittorio
Zini, Tarquinio Panini, Dino Sassoli, Virginio Tarana, Angelo Battaglia,
Giovanni Odd, Silvio Molinelli, Cosimo Berardi, Leopoldo Gratton,
Zeffiro De Marco, Carlo Ghirelli, Bruno Papini, Fernando Salatin,
Callisto Saracchi, Santo Pollini, Marcello Cozza, Federico Cestaro, Ugo
Guarrani, Augusto Perilli, Gino Carlotti.
ST ALAG 2a: Giovanni Sirtoli, Eglantino Cavana, Cesare Bertonca, Sergio
Badiluzzi.
STALAG 367: Giorgi, Aldo Saramelino, Orsetti.
STALAG 6c: Carlo Bruno, Aldo Bonomo, Filippo Scimone, Marco Ridolfi,
Silvio Martone, Satturo Asperghes, Giuseppe Piotti, Antonio Bellettato,
Vittorio Pepe, Aldo Stassi, Antonio Fiori, Francesco Silvestri, Giuseppe
Cristarella, Ernesto Del Grande, Walter Gios, Pasquale Zanconi, Giuseppe
Cerato, Luigi Lucci, Quinto Marini, Giuseppe Cinti, Augusto Sarri.
STALAG 17b: Dario Romano, Gianfranco Campiallo, Amadio Festa, Enrico
Gialdini, Domenico Dersie, Carlo Fresotti , Gelindo Strazieri, Roberto
Maffezzoni, Ermes Po, Genesio. Bagnasco, Giambattista Ricci, Armando
Travagliati, Carlo Rasona, Antonio Rigato, Bruno Poggi, Franco Messina,
Riamon Codazzi, Achille Petitti, Leone Petruccio, Mariano Casha, Marchino
Bresciani.
ST ALAG 327: Umberto Carini, Gianfranco Maris, Roberto Sisto, Piero
Pierucci, Luciano Daidone, Paolino Nanetti, Nando Colvaresi, Francesco
Calivaff, Ado Atzeni, Gambardella.
STALAG 12d: Baralle, Biasutti, Barbetti, Cioccolo, Ierraci, DeoIla, Lugara,
Masci (43435), Masci (43436), Ruffini, Sopane, Facilli, Fiaschi, Zizziero.
201
STAI,AG 2a: Lucio Roncon .
'f IlLAG JlI: Ghirindelli Losi al'I ori T E '
Lodovico Bardek Marlin~ R ' ' . ' ' oso, ' Iln o reco Arco Jamil
ne/Ii, "Elio Morav'a Francesc'OoLsaodmllbll, FI',raEncc~l~o Leopardi , Evandro Peni:
G'" , . a re I ' mI IO Biem . Ad ' B '
lovannl Pacco re Mario Val'iol . P' ~ CI n~" , n Ica ordonl,
vanni BUlal'clli, Giusepp Ma" o; , ~tlO emente, GIulio SpaJclli, Gio-

CiIlo, Angelo Nibbi 'd IBllla Li" ,l'uno Crema, Pasquale Corgi, Adele
~ , UI o ecaltlnl Amante G 'p , ,
l<rancesco Marioui Guido Perg !" C' O~ZI , crucchlo Blva,
ti, Canferoni, lnn;c nli FI'ancl~n~nI'C az~atplo, Ronc!u Menicocci, Boccet, I asall esci T d P'ob ' Merlolli Gonini Mazze('chl' , ' 1 ' M ' ,e e J anu, Romei
, ", lane li , eneghetli B T '
golo, Penna Vincenzo Maruffi M" ' R' "asson, orselll , Gondino,
"j Inlatll, Igheltr Camurri, capin, Bon?'ALAC 5a: Adriano Ra tti , Gius Zu" " ,
<II Rcnzo Aroaglio Alfredo D r PPL .. ball, Aldo ZcrbJnl, Llb l'O BrizAimone
Manni D'ome " p ug IO, . Ulgi Ronzarolo, Fanrizio BUlinel1i
nlco assavantl Rob N d' , ,
Guido Osella, Raimondo anlamal'a Guido Crto , al' 111 1, Mario l'assi
Renalo Gennal' Adamo F. ' C' De Simone, Francesco Gl'ala
, 'IOcca, esare D Il 'A' ' ,
ommaso Randiviali, Livio Galli G' a ,' glne, Fernando Resta,
Mario Petro 'ino, Vincenzo Terran;va ~~:~rp~, ~,IO~, S~vatore F loridia,
I Scal'alc, EJisardo Piaccntini B .' , o F lO l, everrno Barp, MicheL " , , . emammo ' O/'mato F r
Ulgi Irti , lrano CiocChetti, Luigi Gustinel!' L , r~n~ co colano,
sta, Pielro Ponuti, fulvio Benelello Da nl l
, auro, PuglJesl, Andrea CoElio
Pozzi, Egidio RuzzanlO G' ' D e ,Belleg~a, Bernardo Lorenzi
Esposi lO, Paolo "ndreacola ' C~~I~cp~e l on~l, Annibale lagni, iovanni
1'1'07.20 , Antonio asalino Vittor' F ur a, rancesco Villa nte, Giovanni
S'l" , IO avretto
ALAC 30: Nicola Lue t V' , '
A~relio i ilia, Vincenzo '~I'~~b/~~or;l'iArman~schi" E~mencgil~o V alle,
Gmo Piran Mal'io Accagno Alf d' M';o, TOl reggla~l, AntoniO Volta,
Reacli, Medardo Zanni al' l ~e Sa I aSlo. FerruccIO Mazzini, Pieu'o
C ' va ole pagna Stlverio D' F b' C'
~ppa, DonalO a nlini, E liodor Di Do '" G' l. a 1.0, ,Iuscppe
miO ofano, Sergio Pasquini U o R ~~~ICO, 10vanO! Caspal'l, DeciLosito,
Giuseppe Gl'alli L .', l g ugglel I, alvalore Arme!lta, Vittorio
ni, Riccardo ollavizza' CUlgl
,uzza
A
Ana leto Dal Pra, 'ral1cesco BalcliC ' uerrr no voscan t me 'l B Il ' , V'
ucrrcra, Arnaldo Tuzzi Alrredo A b' , R' , " o e,ll1I, llanlonio
Or la nd o D'O rtensl", Giuseppe Basta rd ' 111G1 , ' O. sai IO Malozzl ' Angelo A saro,
li, Pietro Migliebacco PI'ances M r l.. IU eppe M azzul/o, Ma rio ilria" ' ( co . artmo olangel S d '
ZlmCntl Gualticl'o Sisti G' C . . o e ere, AntonIO PazCappa Elioel Di Dom '" luDscppe, arbonl, GIUseppe Iatl'is, Giuseppe
C. , enlCo, omel1lc.;o Zenga G' , 0bbi , Alessio Bonacci Niccola orso, , Iuseppe D Angelo,
Luigi
STilLA(; 7a: Giorgio Andai P' , i[' " .
Rocco Nubili, Eugenio Tiber~~ ~:I~~11 ~Ih, Attd~o B!sciari, Angelo Caffo,

S'l lLAC 9a' And,'ea oll'a t M' IGO. aracachl, Gerolamo Belli.
, < ,arco 01.
202
C' anche un altro avviso su "Avanguardia", e nella sua laconicit evoca
drammi che non conosciamo: Il sottotenente Sergio Parolini, dell'exposta
militare 08926, invitato a presentarsi al pi presto alla cassa del
Comando Piazza (Kasse der Platzkommandantur, Albergo Turismo di Milano)
per ritirare il denaro a suo tempo depositato presso il campo Muehlberg
an del' Elbe. L'ufficiale presenti la ricevuta che gli fu rilasciata . Quel
povero denaro non depositato", ma prelevato all'atto dell'entrata
nell'Oflag germanico, ha fatto una lunga strada prima di rientrare in italia:
da Muehlberg che vicino a Dresda andato alla direzione delle SS a
Berlino e poi, seguendo la strada dei corrieri, arrivato a Verona, e quindi
a Milano. denaro che viene restituito soltanto a 'chi considerato fedele:
agli altri sar confiscato, negato per sempre.
Ci sono sempre Diger - di prigionia o d'istruzione militare - nei resoconti
delle SS, E questo capitolo che stiamo per concludere ne pieno.
Lo spunto ci viene sempre da "Avanguardia". In un altro campo tedesco,
l'Oflag di Stablack presso Konigsbel'g, un collega di Parolini, il tenente
Carlo Conrad, ha maturato, con pochi altri, la decisione di entrare nelle
Waffen-SS. Conrad apparteneva al Comando di reggimento del 4 Artiglieria
Alpina della Tridentina, aveva partecipato alla ritirata dal Don, si era
salvato e poi 1'8 settembre 1943 era stato fatto prigioniero. Nell'immenso
Oflag c'erano duemila ufficiali di tutti i gradi, Il comando tedesco - egli
racconta sul giornale dei volontari italiani firmandosi sottotenente SS" offr in termini semplici e chiari di entrare a far parte delle Waffen SS e
combattere sotto comando germanico sino alla fine della guerra, Due ore di
tempo per riflettere! [ ... ] Esposi il mio pensiero soltanto ad un mio carissimo,
vecchio compagno d'alpinismo. Ci recammo ad apporre la nostra firma
di adesione, indi respirammo pi liberamente [ .. ,] Non fummo molti: 16 ufficiali
su 2000! Lasciammo senza rimpianto alcuno quella bolgia cui, infine,
apparteneva tutto il nostro passato militare [ ... ] Respirammo a pieni
polmoni l'aria della libert,
Pi che un bollettino di vittorie, il settimanale delle SS italiane nell'inverno
che diventa sempre pi cupo si trasforma in una grigia raccolta di
malinconie. Sono gli ufficiali, in particolare, ad accorgersi che la Brig~ta
non sar mai inviata al fronte, magari allo sbaraglio, e che la parte bellica
vera e propria appannaggio totale e assoluto dei tedeschi, A distanza di
un anno", conclude l'ex-ufficiale della Tridentina che ora porta la "testa
'da morto" come emblema, siamo daccapo: i camel'ati germanici contendono
soli, palmo a palmo, dal Tirreno all'Adriatico, il nostro suolo all'invasore
che preme preponderante e minaccioso, Non domandiamone il perch:
tutti lo vediamo, A quel che ancora rimasto di vera Italia non bastato
un anno per guarire: o ancora ammalato, o convalescente con possibilit
di ricaduta. Il male contagioso si chiama apatia-indifferenza, e attacca persino
elementi che in origine si offrirono sinceramente con buona volont
203
per la rinascita del sentimento nazionale S . , .
questo non rimase in essi che l' . b.olhto I entusIasmo iniziale, di

pittoresco armamento . aspetto estenore: la multiforme divisa e il


Siamo soltanto a lla malinconia o ualcun . .
uno sbaglio e prevede la fl' . . q o ca pIsce dI aver commesso
. ne Immmente:> q a d "
tedeschI, quelli negli alti Com d' I . ..u n.lo ve remo plU avanti . I
, an I, o sanno g,a Chlar .
perche la guerra perduta . . amente e SI preparano
, e non eSIste alcun nmed' l
operare un miracolo Mussol' . d I IO a mondo che possa
. . mI, a canto suo che I . .
questI soldati italiani non p" . f . ' conosce e condIzIOni di
lU SUOI, a arrivare 700 ..
a un battaglione che si dice d . camIcIe nere nuovissime
l . ovra essere presto Imp h'
ma partito come vestiario. Ha dato l . ,. egnato e c e SI trova a
della Provincia di Milano I t UI!I stesso l ordme per telefono al Capo
. . . n orno a a somma p t 1
clOe 230 lire per camic!'a - s ,.I ntreccer poi aga a' -. 61 mila lire ,
manda: chi deve pagare?) ch d' un. carteggIO (risposta alla docrollo.
. e urera per van mesi, fino alla vigilia del
J
CAPITOLO XI
CE NE FREGHIAMO DEL DUCE,
CHI COMANDA IL BARBISIN
Milano: irruzione delle SS in un caff
Cortina d'Ampezzo non si chiama pi cos, ma Cortina-Hayden, come al
tempo degli austriaci. I tedeschi hanno anche fatto togliere al confine del
Brennero la grande placca di pietra su cui era scalpellata la parola "ITALIA".
L'Italia non pi l, ma comincia in gi alla stretta di Salorrio,
quello sopra (austriaco da molti secoli) ora territorio d'occupazione germanico
entrato a far parte del Grande Reich 1.
Alla De Agostini di Novara, dove si spostato il Poligrafico dello Stato,
si stampano allegramente banconote italiane che servono a tutti, e perci
non valgono pi niente al di fuori della zona in cui circolano, cio nell'Italia
del Nord. La produzione giornaliera di carta moneta - dice un documento
del 21 dicembre 1944 - la seguente: biglietti da lire 500 centosessantamila
esemplari, biglietti da 100 lire quattrocentoventimila esemplari;
biglietti da 10, 5, 2 e 1 lira settecentomila esemplari. A questo torrente di
banconote si aggiungono quelle che vengono stampate all'Istituto d'Arti
Grafiche di Bergamo, dove - oltre ai tagli gi citati e per lo stesso quantitativo
- la produzione si specializzata nei fogli da 1000 e da 50 lire 2, e
nello stabilimento Alfieri e Lacroix di Milano.
La Fiat, come abbiamo gi raccontato, costruisce motori nelle gallerie
della Gardesana occidentale presso Riva di Trento: le officine cos ricavate
nella roccia sono lunghe alcuni chilometri. Il ministero del Reich per gli
armamenti-produzione bellica ha gi trasmesso in anticipo alla societ automobilistica
torinese il programma di lavoro dell'Officina X" (che
quella nelle gallerie) per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 1945. Il documento
un ordine preciso, firm ato dall'ing. Poenhlin, ed esige nel modo

pi categorico , la produzione, oltre a quella normale, di 60 (gennaio), 80


(febbraio) e 100 (marzo) motori d'aviazione tipo Daimler Benz 605 D/D.
Inoltre pezzi particolari dei motori junkers. L'ingegnere Poenhlin, che
parla da padrone, rimprovera i dirigenti Fiat della loro negligenza e cita,
invece, ad esempio, l'Isolta Fraschini di Milano che diligentemente produce
200 serie complete di motori del tipo sopra citato al mese 3.
205
Tre esempi della situazione neWIlalia di Sal mentre sta per chiud rsi
con sinistri presagi il 1944, "Avanguardia' sente qualcosa nell 'aria e chiama
a raccolta i legionari delle SS ilaJiane perch ricordino e festeggino il
primo compleanno della loro unit, Legionari SS adunata!", dice il numero
messo in distribuzione il 25 novembre, Al fronte le piogge violente hanno
rallentato ['avanzala degli angloamericani, c' un momento di pausa che
sembra allontanare il p ricolo di una improvvisa rottura. La grande famiglia
SS degli italiani che hanno scelto la strada del pi grande sacrificio
per' la pi bella di lulte le Patrie", dice il per:iodico nazista italiano con
Con cc li i inequivocabilmentc germanici" si raccolta intorno ai Capi. Ed
essi hanno parlato a noi nel nome dei due CendOllieri che animano, raccolgono
c guidano alla lolta suprema le forze sane d'Europa [ ... J L'Ordine :S.
Un Ordine che, lrello dai vincoli dell'onore e della fedelt, va olLre il conCelta
e la funzione puramente militare, per colorarsi di una tinta politica,
pegno del Suo-nostro avvenire,
La prima fase superata, Segue la marcia , I nostri Morti sono entrati
a testa a lla e con passo deciso tra le file di Coloro che hanno creduto ed
hanno elevato la loro fede nel sangue, l nostri vivi, noi, ci siamo inquadrati
nella fiera milizia d'Europa, in he si rinnova la tradizione di un Ordine
guerriero che combatte e vince perch la sua bandiera incarna ed afferma
un'Idea sana cd un sano sistema di vita deJJe genti ,
Il fanati mo si fuso Con la mi tica, i soldati sono diventati sacerdoti
superiori Come i bramini indiani, La conclusione , quindi, logica per i
VOlOntari arrJuiti dai territori a sud deJJe Alpi, "Alla sagra della Legione,
italiani e tedeschi, ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo visto che non
c' pi ostacolo a risentirei vicini, compagni di lotta, camerali Se finora
ilaliani e tedeschi eravamo legati uomo a uomo, Ora siamo uniti gente a
gente, SS ad SS; se finora vivere, combattere, mOl'r insieme era una contingenza
di destino, ora legge he non subisce deroghe, affermazione di
fiducia e di fedelt reciproche, parit di doveri, di cUritti e di volont di
ufrnoan tCeO saal Comune compilO che ci q ualifica e ci avvicina, fino a fare di noi
sola~,
Il sergente delle Wa//ell SS O, Giuliani va anche oltre e aggiunge in
una lettera al settimanale nazista: <'<Giuro di non desistere daJJa mia battaglia
finch ogni traditore non sia terminato e la sua memoria nOn sia canceJJala
dalla terra da lui tradita, Impiegher tutte le mie energie per la ricostruzione
nazionale, che dovr riportare l'Italia prima fra le nazioni, al
pOSto in cui l'aveva condoHa il g nio immenso del Duce 5,
Secondo questa cOfleezione politica " traditori" sono in prima linea i
partigiani, ed pel' questo che ad lnlrobio, nella Valsassina, a nord di Lecco,
le S italiane del battaglione guidato dal maggiore friulano Paolo Comciii
e che hanno comando e caserma neJJa Villa Ghiringhelli di Introbio;

della anche Villa Triste, fucilano sei partigiani della 55' Brigata garihaldi206
, , e ad altri durante un duro rastrellana
Rosselli, Li h~nn~ c~tturatI ~~s~e~belli) scattato il 10 ottobre nella zona
mento (2500 nazlfasClstI, contro , l n
L
SS italiane venute da Lecco handi
Abbio-Biandino-Cob~IO-Carn~so o, e, ntrocarro e sono spalleggiate
o mortai, mitragliatricI pesanti e canno,nI co, stini e da forti reparti di
n altre SS arrivate da Monza con grOSSI ,ca~r ma
da , 'd Il CNR di altre formaZIOnI, ,
militi faSCistI e a e, d' t dal maresciallo Kesselrmg,
L'operazione fa parte del plano pre ,lsP,osd alla zona nord-orientale della
' , d' l' e le formazIOm e , ,
ed ha come obiettiVO I co plr l B' d' La dirige il colonnello LUIgI
Valsassi~a ' Il della Va lan mo, , d e pOI que ,a ha dichiarato zona di guerra il territono
eBernardl della 'CVNR, Ii qualeP rato S P'l etro- I n trobio-Olmo al Brembo-Talimitato
dalla lmea arenna-, "l 'fuoco dalle 18,30 alle 6,30,
' L V enna Imposto l copn , , ,
lamona-Cohco- ago- ar , d h d Il ore bloccati gli abitantI nel
' d Il ampane e anc e e e, , , ,
vietato Il suono e ~ c , nza ermesso scritto) e requlSlto glI appavillaggi
(nessuno puo usclrn,e se , ~l't' hanno mano libera di distruggere
recchi' ra d' D ta 700 m su I mI l l , "b Il' lO, a quo d'ventare rifugIO del n e 1. ' 'a che
possa essere o l ,
anche con Il fuoco ogm cos 'f 't a morte ma riesce a ragglUn" G' no Besana e en o, , d
Un partIgIa"n o, V ule Bn ' d'no e a, d avvertI'rl 'l c he le SS stanno arnvan o,
gere i compagnI m a Ian I I t Con lui si ferma il fratello CarPoi resta sul posto ad attendere a m~r e, a grotta e lo assiste fino all'ulti' l") 'l uale lo porta m un , ' ,
letto ("ScOiatto' o , I q . tto d"I pietre daavn tI' all'anfratto per.c he I, cam
mo respiro, POI alza un mure " rendere pi tardi, Le SS di Co' ' l d vere che verra a np , D
non ne sbramno l ca a, " e lo fanno prigiomero, opo
d t e sposta l maSSI
melli lo sorpren ono men r " t Lo condannano a morte
una sos t a a Casargo , viene seVIZIato e processa o,
con cinque compagni, , , 1 lotone d'esecuzione ed al "corpo ufLi portano in cornera, asslem~ a dP state gi scavate le fosse, I
" d' I t ObIO ove sono
ficiali" fino al CImitero I n r " I un biglietto passato dal
' , ono le loro ultIme paro e su
sei si confessano e scnv, Ila madre di farsi coraggio: Mamma, ~on
parroco, Carlo Besana dIce a h' l'h assistito io alla sua morte, ArnvePensate al fratello Guerino, perc e d~ l' bbattono La gente depone
' L' l o alle se le e I a, ,
derci in paradiSO, l egan, .' dopo aver fatto scnvere

' , h l SS indignate nmuovono, ,


ogni giorno flan, c e e , h I e altre frasi di ossequIO
V' l SS italo-germamc e, ,
sui muri delle case Iva e , V l ' ha fruttato 130 morti tra l par' Il nto m a sassma d '
taiig itaednei sec hcIi.r cIal r5a0s0t rdee paomrtea zI,O m' d'l CI,V IT l 'm Germania, Le
baite, le case e l
rifugi alpini distrutti sono 70? 6" '" d' agazzi, Ormai senza odio
'" tutti gIOvamsslml, el r , ,
I sei giustIZiatI sono t re quei loro fratelh ItaP 'l h no guardato con s upo erch certi del a morte, an , d' tagna mentre li portavano
' d h' tato canzom I mon
liani diventati te esc I e can " Il t mbe Si chiamano Carlo Besad,
'one vlcmo a e o , ,
davanti al plotone eseCUZI, N' Bocchiola Carlo Cendah e
h, F co Guarnereo, mo , , ,
na, Andrea Ronc l, ran 'd' t Ile SS italiane negli ultimi
Benito Rubini, La loro morte sara ve?, Ica a ~u
giorni di guerra, come raccon t ere mo plU avantI.
207
La fucilazione al cimitero di Introbio fa pa rte di una serie di operazioni
che le SS italiane stanno cond ucendo nella zona per renderla pi sicura: a
Ballabio si trova, infatti, una scuola di polizia ferroviaria ed a Bellano una
di allievi ufficiali dell'esercito di al. Il 15 di settembre, ad esempio, sulla
strada tra Taceno e Ballabio, ad una diecina di chilometri dalla sponda
orientale del lago di Como, sono stati segnalati raggruppamenti di ribelli.
Una colonna di volontari arriva da Bellano, dove ha un pre idio con le
germaniche, assieme ad clementi della Decima Mas. I militi viaggiano su
(tue a utoca rri, uno con rimorchio e l'altro senza, e bene armati. Alle soglie
di Taceno (quota 507) vengono, per, allaccati improvvisamente dai garibaldini
de1l'89' Brigata d'assalto. Lo scontro molto duro e si conclude con
parecchi morti tra i soldati che vestono l' uniforme nazista 7.
A Milano un ufficiale della Legione autonoma Ettore Muti telefona indignato
al comando delle SS italiane in viale Giovanni Suzzani 125 informando
che una pattuglia di legionari ha fatto irruzione [ ... ] in un caff
imponendo con le armi spianate alla gente di alzare le mani e portando via
pi roba che potevano. A pr scindere dal fatto che sono gesta che non si
dovrebbero fare, dice il verbale della telefona ta numero 844 che i trova
nel diario della Legione fascista milanese 8 - perch ci vuole un po' di
prudenza, c' una cosa pi grave, e cio che quelli hanno detto che se ne "
fregano della Muli, della Resega, del Duce, di Grazia ni, che tanto chi comanda
il Ba rbisin, cio Hitler. Questa una vergogna perch si deve fare
una propaganda ben diversa, bisogna pensare all'Italia e poi, in un secondo
tempo, anche a Hitler, si capisce. (Tra quelli delle SS c'era anche un certo
Ma pelli , ed erano comandati da un brigadiere.) La SS dice che va bene e
riattacca. Il verbale stilato dall'anonimo scrivano della Muti chiaro:
quelli, le SS italiane, sono germanici , pensano soltanto ad Hitler e se ne
fregano di tutti: chi conta e omanda soltanto il Barbisin. E non dnno
alcuna spiegazione agli itaHa ni in camicia nera.

Le mappe di Milano e Torino nere


A Milano, nell'inverno che incombe crudelmente, i fasci ti circa tremila,
tra Muti, Brigata Nera Aldo R esega, la Gua rdia Nazionale Repubblicana,
vari gruppi della Decima Mas, sono riuniti in zone iillorno a lle quali sono
stati stesi rotoli di filo spinato e pia .zate mitraglia trici. Le S hanno fatto
allreUanto per conto proprio, menll'e di nOlle, durame il coprifuoco, le pattuglie
sorvegli ano i punli stra tegici per evita re improvvisi attacchi o azioni
di sabotaggio. Negli uJtimi mesi della guerra che ormai segnata; il volto
della pi grande ci tt del Nord Italia ancora occupato dai nazisti si presenta
tutto punteggiato di comandi militari e di caserme, come in un tragico
gioco di scacchi. E in questa scacchiera si inseriscono anche le SS italiane,
208
ch
non tutte si sono spostate nel Comasco, e Milano il centro della
per .
'ta civile ed economica. . ' .
Vi Un gruppO di ufficiali delle SS italiane ~a orgamzzato per Il 1~ dlcempresi
contatti con le autorit accademiche, una co~ferenza di propab:~
da al Politecnico per invitare i giovani ad arruolarSI nella. lor~ ~or.ma:
g. M l" 't" non funzionano e la conferenza salta: gb uffIClab SI
:/:10ne. a g I IOVI I '. , d'e in un documento si sono resI conto che, nell attuale stato I e~er
legg non possibile fare affidamento da parte loro sulla presenza di un
genzar, o considerevole di studenti che gI. Usti' f'I C hI' I a r.lum,o ne s t ess a .
num~on esiste in citt una guida del telefono che dia ordinatamente tUt~1
li indirizzi. Gli indirizzi sono un segreto militare, non. p~sso.no essere dlg
ul ati in una pubblicazione. Le forze della Resistenza II ~Iumscono ~ poco
v g o e compongono una lista che viene fatta passare di comando I.n coa
pOd
c
man o., Q uegl I" IO" d"I r'Iz zi' che abbiamo raccolto qua e l nell.a nostra ricerc"a
_ oltrech in Italia, negli Stati Uniti e nelle due ?ermame - s~no, Oggi,
testl'monianza storica e li diamo perch nelle v~cende che andiamo racuna
' . " . 1944
contando ognuno possa ricostruirsi una mappa delle CItta IO pieno .
MILANO
Forze germaniche: . .
Ortskommandantur e Feldgendarmerie: Hotel Gr~n TUrismo, via Tarchetti
angolo piazza Fiume (ora piaz~~ del~a Repu.bbbca).
Platzkommandantur: Hotel Tumsla, piazza FIU.me. .
Sicherheitsdienst: corso Littorio 10 (ora corso Giacomo Matteotu).
Militiirkommandantur: piazzale Brescia 10-12. .
Militarverwaltung _ Aussenstelle Mailand: piazza Camaro 3, sesto plano,
tel. 64.619 e 67.603. . . S'I'
Comando centrale SS: Hotel Regina, via Santa Marghenta 16 e via I VIO
Pellico 7. .
Distaccamenti SS: via Prinetti 29, via Buonarroti 10.
Consolato tedesco: Hotel Principe di Savoia.
Comandi germanici: via Monterosa 88-90, via Benedetto Marcello, Foro

Bonaparte 62, viale Monza 221.


Feldgendarmerie: via Vegezio. .' . .'
Radio tedesca (studi dell'EIAR): via Rovani e via Mon~lOne (Vlgentmo).
" Ufficio radiotelefonico tedesco: via Caprilli 25: via TeleslO 8.
Ufficio collegamento radio telefonico tedesco: via Monteros.a 74.
Direzione Organizzazione Todt: via Risorgimento 35, via delle Forze Armate
e viale Romagna.
Comando Tappa tedesco: via Guerci~o ~ via Montello 13.
Mensa Ufficiali tedeschi: via Domemchmo 48.
209
Mensa della Wehrmacht (Wehrmacht Gaststatte): via Meravigli 11.
Centralino telejonico diretto Milano-Berlino: via della Posta 10.
Ministro degLi Armamenti e Comando tedesco: Hotel Gallia.
Alloggio ufficiali e truppa tedeschi: Albergo Titanus, viale Abruzzi; Hotel
Firenze.
Comando trasporti tedesco: corso Littorio 4-6-8.
Autorimessa tedesca: via Verona 3 (gi sede dell'ATM - Azienda tramviada
milanese, deposito filovie).
Magazzino centrale militare: scalo Farini.
RUK (Rilstungs- und Kriegsproduktion): incaricato generale per l'Italia,
Foro Bonaparte 16 angolo via Sacchi.
Beauftragt jilr Koh{e (incaricato per il carbone): piazza Diaz 5, terzo piano.
Beaujtragt ji1r Mineralol und Ausweichkraftstoffe (incaricato per l'olio minerale
e il carblll'ante di riserva): via Moscova 18.
Ufficio di "eclutamenlo per il lavoTo in Germania: via Telesio 8, telefono
40.501 e 496.682 (premio d'ingaggio lire 5.000).
Croce Rossa tedes<.;a: via delle Forze Armate 125.a
Caserma ~: via delle Forze AI'male 116.
7 Battaglione ilaliane: viale iovanni Suzzani 125 (al 121 la centrale
sollevamento acqua).
G7'IIpPO italiane - centro arruolamenti: via Pietro Maestri 2} angolo viaI Eianca Maria, tel. 50.147, e via Tommaso Grossi 7, tel. 88.426.
Ufficio sl)(!ciale di polizia, sezione staccata del Comando SS dell'Hotel Regina:
cors Littorio 1 A, primo piano, nei locali della ditta S.A. Fluor. Formato
da personale italiano che si occupa esclusivamente della caccia agli
antifascisti. .
Ifficio speciale di polizia, sezione staccata del Comando SS dell'Hotel Reg
ina: Corso Littorio 10. Si OCCupa del sequestro di merci, composto da
personale italiano alle dipendenze dei tedeschi. La merce viene caricata su
un furgone giallo della ditta FJ'anzosini.
Campi di volo dei tedeschi: Lonate Pozzolo, Arcore e aeroporti Forlanini
(Linatc), Ma/pensa e Bresso.
Nelle fri ine Caproni di Taliedo si costruiscono pezzi per il montaggio di
cinque sommergibili da 35 tonnellate. Negli stabilimenti SIAI di Vergiate,
dove lavorano 2300 operai, oltrech per i tedeschi, si fabbricano Mas per la
Marina J' pubblicana.
Il colonnello Walther Rauff, comandante delle SS per iIPiemonte-LombardiaLiguria, abita a Villa Cima (al villaggio dei giornalisti, in via Bissolati),
pJ'(~SSO il piazzale 1 lria. Dispone di un rifugio blindato ed ha una segretaria

lunisina, di nome Lelizia.


A Monza dal gennaio 1944 funziona un Comando antipartigiano affidato
all'SS-Brigadejilhrer Willy Tensfeld (nato il 27. novembre 1893 a
270
Bornhiived, nell'Holstein) con un sottocomando a Milano (colonnello SS
Vmech) ed un altro a Torino (colonnello SS Kaufmann).. . .
A Monza le SS italiane si trovano nella Casa della GIL (GlOventu ItalIana
del Littorio).
A Pavia il comando del Servizio di sicurezza tedesco in Piazza Castello 7,
te!. 2708, e lo dirige l' SS-Sturmscharji1hrer Maser. . .
A Parma il comando volante della Polizia di sicurezza ha la sua sede In vIa
Solferino 20, tel. 3560.
A Lecco- Valmadrera, in provincia di Como alla Villa Cima, fr.a~ion~ ~.
Dionigi 14, si trova, invece l'incaricato del comandante della PolIZia di SIeu
rezza e del servizio di sicurezza in Italia per la polizia del lavoro italian.a
(der Beaujtragte des Bejehlshabers der Sicherheitspolizei und des SD In
Italien ji1r die italienische Arbeitspolizei), Oberarbeztsji1hrer Hackenberg.
In codice: Maiglockchen Lecco, campanule di maggio Lecco.
Forze fasciste:
Federazione dei jasci repubblicani: piazza San Sepolcro 9.
Guardia Nazionale Repubblicana: via Pantano 7, via Copernico 2, corso
Venezia 32, via Finzi 13, via Monza 3, via Roverato 2, via Sangro, via
Bertolazzi 10, via Pascoli 53, via del Sarto, via Fiamma 6, via Regolo, via
Ripamonti 187, piazza Napoli 22, via Cacciale~ori, via Arimon?i 8, vi.a
A.S. Giorgio 4, piazza Crespi 3, piazza MamelI 8 (comando), vIa Monmondo
5, via Ariberto 20, via Borgognone, via Fiamme, via Marcona.
Legione Autonoma Muti: via Rovello 2, piazza 4 novembre 11, piazza Corvetto,
via Lucania 3, via Vasari 15. Garage: via Foppa. Squadra d'azione:
piazza San Sepolcro 3, tel. 052. . .
Caserma Guardia di Finanza: via Valtellina. Comando LegIOne: via Melchiorre
C;ioia 5.
Caserma Brigata Nera Aldo Resega: corso Vercelli. Garage: via Foppa.
Squadra arditi: galleria Vittorio Emanuele con ingresso verso piazza della
Scala, primo piano. Distaccamento: via Tonoli.
Questura CentTale: palazzo del Dopolavoro Civico, via Rovello 2 e via Fatebenefratelli.
Ministero Forze Armate: corso Bonaparte 22.
Ministero degli Interni: via Vivaio 1.
Carcere militare: via Crivelli 17.
Distretto militare: via Pallavicino 14.
Comando provinciale e 24.a Legione GNR: via Marcona 1.
Tribunale militare: via Freguglia.
Comando regionale militare: via delle Forze Armate 182.
Ospedale militare: Baggio.
Stazione radiofonica: via C;ozzadini 42. Stazioni trasmittenti: Siziano
(Pavia), Vigentino (via Morivione) e Busto Arsizio.
2 17
EIAR (Ente italiano audizioni radio{oniche). A t " 48 50 '.Il via n omm - > corso
Sempione 25.
UNPA (Unione nazionale protezione antiaerea): via del Fante 4.

Marina militare: via Carlo Alberto 15.


Decima Mas .- Uf/zo stam?~ e propaganda: albergo Nord, piazza Fiume.
~:stacc~n:entl: via G. Pa~InI 1, corso Magenta 56 (reparto magazzino),
Ipa TlcInese (caserma), via Carlo Alberto 15 (ufficio arruolamento).
C.0m~ndo generale dell'eser~ito :epub?Licano: via Mozart 12, alJe spalle del
gl~rdInO della Prefettura .. ':'1 abl~ano Il segretario del partito fascista repubblIcan~
~Iess~n?ro ~avolIm con Il suo aiutante Cattaneo, il ministro Guido
Buffan.m . GU.ldl ?d I ge~erali Gatti , Montanari e Solinas. Il generale Renato
RICCI abita, Invece, In corso Venezia, l'ultima casa a sinistra, ed protetto
da una propria guardia del corpo.
Sq~adra ~l polizia speciale Koch (banda Pietro Koch): via Paolo Uccello 5
(Villa TrISte).
.Ufficio ~i polizia segr~ta: via Pelizza da Volpedo 3 (i suoi componenti sono
In maggIOranza venetl).
Milizia fascista fran cese: casermetta della Bicocca.
Battaglione Mobile P.S.: via Palmieri 14.
Sede profughi fascisti: via Vignola.
Albergh~' ~ dJp~sLz.iotle dei gerarGhi fa scisti: Plaza , Continentale, Nfilano.
c,lOrnalz: Il penodlco delle SS italiane, "Avanguardia", ha la redazione in
vI~le Monte Santo 3, al p,'imo piano, "La Repubblica Fascista" (diretta
pnma ~a ?arlo Borsani e poi da Enzo Pezzato) e la "Gazzetta dello
~p~rt" ~n via Galileo Galilei 7, "Il Secolo-Sera" (direttore Ezio CamuncoII)
In Via SeLlala 22, il settimanale "Barbagianni" in via San Martino 7
"Il ~?polo .d~,~le~sandria" i.n vi~ Senato 38 (dopo la paremesi piemonte~
se), .veglla. (direttore Villano Curti) in corso di POl'la Nuova 24
"L'ItalIa del Popolo" (direttore Edmondo Cione) in via Gian Domenic~
R~~~gn~si 1, il settimanale del fascismo repubblicano milanese "Il FaSCIO
In via Valpetrosa 1, il settimanale "Camicia Nera" (direttore Enzo La
Ca~na)',,~oglio dei v?lontari d~lI~ G!VR, in via Senato 38, oltre a "Siam
fatti .COSI d~lIa LegIOne Mutt, Onzzonte" (direttore tenente di vascello
M~no ~UC~I) d.ella Decima Mas, "Libro e Moschetto", settimanale della
~lOvent~ ~ It~l~a combattente e lavoratrice e l' "Ora" (direttore Alberto
GlOvanmm), flVISt~ set~imanale a rotocalco. "Il Corriere della Sera" (direttore
~r~anno AmlcucCl) stampa nella sua tipografia di via Solferino anche
un'edlZlone pomeridiana che si chiama "Il Pomeriggio".
TORINO
A Torino. il numero dei comandi minore, ma esso pure concentrato in
mo~o razlOn.ale. Per quanto riguarda gli organi di polizia, le forze della
ReSistenza riescono a compilare questo elenco sommario:
212
Forze tedesche:
platzkommandantur e 28' settore di sicurezza germanico: corso Oporto 16.
comandante: tenente colonnello Kolbe.
polizia SS germanica: Albergo Nazionale, via Roma. La comanda il capitano
Alois Schmidt, detto anche il piccolo Kesselring.
polizia SS italiana: Albergo Nazionale, via Roma.
polizia d'ordine: corso Gabriele d'Annunzio 70. Comandante: tenente colonnello
Haufmann.
Ufficio germanico di collegamento delle SS: via Cesare Battisti. Nel dicembre

1943: ufficiale di collegamento dell'XI Btg. Milizia Armata di Aosta


capomanipolo Giuseppe Di Franco.
Comando Gendarmeria Pronto Impiego (plotone SS): piazza Bernini 70.
Comando Gendarmeria Operativa (plotone SS): corso Tassoni 4-6.
15' Rgt. Polizia tedesca: Palazzo Reale lato via XX Settembre ( composto
di austriaci, slovacchi, ungheresi, italiani e tedeschi, ed adibito a rastrellamenti
e servizi vari: scorte, ecc.).
Aussenkommando Turin: via Roma 254. Te!. 42.095, 43.252, 43.650
(nell'ufficio si trova anche la telescrivente).
Forze fasciste:
Comando provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana e Ufficio Politico
Investigativo (UPI) della stessa: caserma Lamarmora, in via Asti 24.
Questura: corso Vinzaglio 10.
Comando Guardia Nazionale Repubblicana - Istituto Regionale: via Accademia
Albertina 13, comando GNR: piazza Carlina 4.
R.A. U. (Reparto Arditi Ufficiali): Hotel Sitea, via Lagrange.
R.A.P. (Reparto anti partigiani, formato da arditi allievi ufficiali): caserma
Valdocco, in corso Valdocco 7.
Polizia Economica: via Assarotti 2 (alle dirette dipendenze del Capo della
Provincia e formata da elementi della GNR, della polizia, della Finanza e
da guardie municipali).
Decima Mas: caserma Monte Grappa.
Brigata Nera Ather Capelli: caserma Cernaia, via Cernaia 23.
l. s.p. A. (Ispettorato speciale polizia antipartigiana): via A. Avogadro 41.
Comando Militare Provinciale ed Ispettorato RAP: ex-caserma Artiglieria
e Genio, via Arcivescovado angolo via Arsenale.
Legione Milizia Ferroviaria: via Nizza 2.
Gruppo giovanile d'azione: Casa dello Studente, via Bernardino Galliari
30.
Raggruppamenti speciali dell'esercito repubblicano: Caserma Cavalli, corso
Vittorio Emanuele.
Gruppo Bernasconi: Hotel Suisse ( una commissione che ha lo scopo 'di
controllare l'attivit degli intellettuali).
213
Alla Fiat-Cansa di Cameri, in provincia di Novara, dal settembre 1943
i tedeschi hanno installato un grosso reparto specializzato per la riparazione
degli apparecchi militari tipo Focke- Wuljf e Stukas: quattrocento operai
e tecnici lavorano alle dipendenze di ingegneri della fumo Uunkers Motoren)
e sotto stretta sorveglianza. La LuJtwajJe che opera sul fronte italiano
dirige gran parte delle sue richieste a questo stabilimento, nel quale fa anche
eseguire le riparazioni dei propri automezzi. L'accesso alla zona
sbarrato da molti posti di blocco.
Scuole di spionaggio a Padova, Ferrara e Pontevigodarzere
chiaro che il nucleo principale delle forze germaniche si trova in Piemonte
e inJLombardia e che qui si sviluppa in modo radicale e con tutti i
mezzi a disposizione la caccia ai viveri e ai prodotti industriali che possono
dare ancora un tono alla vita individuale ed un'ultima speranza ai reparti
impegnati al fronte. Se prima del crollo dell'Italia fascista erano stati stipulati,
con il consenso di Roma, particolari contratti con le grandi aziende

per la fornitura di generi alimentari alla Wehrmacht e alle SS impegnate


nel settore italiano e nell'Africa settentrionale (ad esempio con la Negroni,
con la Citterio, con la Galbani, con la San Pellegrino, con l'Isolabella per
l'AJrika Korps; con la Arrigoni, con la Delsa di Napoli e con la Larocca di
Bari il 14 giugno 1941 e con la Cirio il 29 ottobre 1941 per ortaggi e frutta
dei raccolti 1941 e 1942) e si era costituita anche una societ italo-tedesca
di acquisti - la SaJta (Deutsch-itaLienisch EinkauJgesellschaJt) 9, ora i nazisti
razziano tutto senza freni e senza badare al sottile. Hanno il Poligrafico
dello Stato a loro disposizione, sono coperti nelle spese dal governo di
Sal e comperano e pagano senza tirare sul prezzo qualunque cosa trovino
sul mercato, ricorrendo anche a quello nero. Uno dei compiti della ZESI
(Zentral EinkauJstelle Italien) che ha la direzione a Milano appunto
questo: razziare tutto e spedire in Germania, dove ormai manca ogni cosa.
Un altro ufficio speciale a Como, presso la frontiera elvetica: si chiama
PraJstelle (Ufficio collaudi) ed diretto dall'SS-HauptsturmJahrer Prager.
Qui convergono tutte le merci (in particolare tonnellate e tonnellate di salumi,
scatolami, latticini e frutta rastrellati nel Veneto) recuperate in qualunque
modo nell'Italia occupata. Le merci - alimentari, macchinari, tessili,
materie prime - vengono caricate su treno e da Como, con il permesso
di esportazione firmato da Prager, partono per la Germania via Svizzera.
La popolazione italiana alla fame, ma nei reparti nazisti, pur osservando
qualche limitazione, il cibo non mancher mai. Le SS italiane, che
fanno parte di questo efficiente e spregiudicato complesso organizzativo, ne
godono totalmente i benefici: saranno nutrite in abbondanza fino alla fine.
I comandi germanici, pur intuendo ci che accadr in un futuro non
274
tanto lontano, continuano la loro attivit bellica con estrema decisione e lucidit.
A Padova, Ferrara e Pontevigodarzere hanno istituito scuole di spionaggio.
Quella di Padova diretta dal tenente Loss. Quella di Pontevigodarzere
conta quindici allievi, di cui tre donne. Sono volontari che devono
infiltrarsi alle spalle degli angloamericani e poi rientrare riferendo ci ~he
hanno visto. Le SS li preparano anche a sostenere un interrogatorio, nel
caso vengano catturati e persino ubriacati. Portano con s un sacchetto nel
quale hanno diecimila lire in biglietti di banca nuovi da mille e una carta
d'identit: nient'altro, n un pezzo di carta e neppure i fiammiferi. Le linee
vengono attraversate nella zona tra Ferrara e Ravenna, dove la vigilanza
alquanto scarsa. Le spie dei tedeschi si muovono in una fascia di
15-20 chilometri dal fronte e osservano i movimenti di truppa e delle salmerie.
Devono vivere nei casolari e non prendere contatto con nessuno: riferiranno
al rientro nelle linee germaniche. Forse pi nessuno di loro cono,.
sce i distintivi sugli automezzi dei reparti alleati, la foggia dei berretti, le
uniformi, tutti i piccoli segnali che, bene interpretati, possono indicare una
particolare unit IO.
Le linee le ha passate da tempo anche un leader partigiano socialista
quarantottenne che trentaquattro anni dopo diventer Presidente della Repubblica
italiana. Si chiama Sandro Pertini, ligure, ha traversato in cordata
tutti i ghiacciai del Monte Bianco da Chamonix, in Francia, ad Entrves,
in Valle d'Aosta, ha dormito in una stalla a Courmayeur ed a Morgex,
sfuggito ai rastrellamenti in Valsavaranche ed rientrato a Milano

a riprendere il suo posto prima che venga dato l'ordine dell'insurrezione.


Va ad abitare, nel capoluogo lombardo, in un alloggetto di due camere che
un amico gli ha messo a disposizione: in viale Tunisia 46, a pochi passi
dal quadrilatero nazifascista creato intorno a piazza Fiume, e ad alcune
centinaia di metri dalla redazione del settimanale delle SS italiane e dal comando
della Decima Mas. Cos mi sentivo pi sicuro e protetto, dir poi
ricordando quei giorni 11, nei quali a volte mangiava ci che forniva la
mensa ferrovieri di Porta Romana.
A brevissima distanza da dove dorme, in via Copernico, c' la sala
dell'Istituto Salesiano dove si riunisce il CLN Alta Italia che guida la lotta
partigiana: via Copernico nella zona tedesco-fascista, di fianco alla Stazione
Centrale, e cos pure la potente radio ricetrasmittente in collegamento
con gli Alleati a Siena, ch viene installata in un apparlamenlo al terzo
piano di via Moscova 27 e che azionata dal l'adio-operatore Giuseppe Cirillo,
un capitano di marina napoletano, il quale, per, per non farsi catturare
dagli spe ialisli dell Abweh7' che girano per la citt con furgoni dotati
di radiogoniometri si sposta continuamente in venlotto punti diversi di Milano.
Po o distante, in pieno centro, in un.o studio professionale di via Brefa
6, si riunisce il NL della Lombardia.
, come dicevamo, un sottile gioco di scacchi. Tedeschi e antitedeschi
215
muovono le loro pedine nelle stesse strade, e spesso si sfiorano senza conoscersi.
Ferruccio Parri Alvero, un altro dei capi partigiani che diventer il
primo premier dell'Italia postfascista, continua ad operare in silenzio ed
allo scoperto. dottore in scienze commerciali e lavora nel suo ufficio di
via Buonarroti 5 alla Edison finch non viene arrestato il 2 gennaio 1945 e
portato in carcere. Ma sar proprio Wolff, il capo delle SS, a rimetterlo in
libert per trattare la resa con gli Alleati e salvare, cos, se stesso.
Ma ormai il gioco volge alla fine e la repressione dei germanici diventa
sempre pi dura. Der Deutsche Kommando di Imperia fa affiggere sui
muri un avviso molto charo: Nonostante l'autorit militare abbia pi volte
avvertito la popolazi&he e invitato i ribelli a far ritorno ad una vita normale,
certi nuclei di ribelli continuano i loro misfatti. Durante questi ultimi
giorni sono stati ripetuta mente catturati da parte dei banditi dei soldati
tedeschi e italiani. Il Comando germanico non per nulla disposto a tollerare
questi misfatti e punir con la massima energia simili vigliacche aggressioni,
le quali vengono compiute a danno di bravi ed onesti soldati che
stanno offrendo la loro vita per combattere i nemici dell'Italia. Si rende,
quindi, noto che:
1) fiir jeden entfiihrten deutschen oder italienischen Soldaten: 1 Bandit
(per ogni soldato germanico o italiano aggredito e catturato [sar fucilato l
un bandito);
2) fiir jeden getoteten deulschen oder italienischen Soldalen: 5-10 Bandilen
erschossen (per ogni soldato germanico o italano assassinato saranno fucilati
da 5 a 10 banditi).
Nel caso in cui gli aggressori non potessero venire catturati, le sopraddette
rappresaglie verranno applicate ai banditi provenienti dalle stesse zone 12.
Contemporaneamente gruppi di civili vengono obbligati a montare di
guardia ed a pattugliare di notte le strade. A Diano Marina, dove come

lungo tutta la costa ligure si ha paura di sbarchi di commandos partigiani,


gli uomini reclutati dai tedeschi devono effettuare tre turni di sorveglianza:
dalle 18 alle 22.10, dalle 22.10 alle 2.20 e dalle 2.20 alle 6.30. Ogni due
"sentinelle" viene distribuito dalla Ortskommandantur un fucile con munizioni,
dietro rilascio di ricevuta firmata 13. I turni cominciano alle 18 perch
in molti comuni (Albenga, Ceriale e le loro frazioni dell'entroterra) il
coprifuoco ha inizio proprio a quell'ora. Ed a quell'ora tutti i negozi debbono
chiudere, pena la confisca di tutto il materiale.
Nasce il "Kampfgruppe Binz"
Un legionario delle SS italiane, Giandomenico Avetta, lombardo, stato
condannato a morte dal Tribunale Militare delle SS. Il volontario fuggito
due volte dal reparto, e quindi imputato di duplice diserzione, ha svol216
to propaganda antitedesca per far fuggire con lui dei compagni <dissolvimento
di nucleo delle Forze Armate e istigazione alla diserzione) ed ha
usato carte irregolari < falsificazione di documenti). stato catturato e
giudicato colpevole. La madre supplica il cardinale Schuster di intervenire,
e il porporato fa un passo presso l'ambasciatore nazista, a Fasano. L'ambasciatore
risponde il 10 gennaio 1944 e informa il cardinale di Milano che
<<il caso sar sottoposto ad un nuovo esame del Tribunale Supremo delle
SS. L'esecuzione capitale - dice Rahn - sar differita sino alla formulazione
del giudizio della Corte di Suprema Istanza; ma, come Vostra Eminenza
sa, uno solo di questi delitti contro l'osservanza della disciplina militare
gi bastevole, in qualunque organizzazione militare, a giustificare
una sentenza di morte. Cosa sia poi avvenuto non lo sappiamo: a Verona
i giudici nazisti avviano nuove indagini, mentre altri soldati italiani vengono
fucilati o graziati;-Per tutti l'imputazione di diserzione 14.
Un colonnello delle SS italiane (il nome non lo conosciamo, ma nei suoi
reparti lo descrivono come uno che picchiava volentieri) scampato in febbraio
con la moglie ed i figli ad un'imboscata, e il sergente Franco Merli,
non avendo altri episodi guerreschi sottomano, racconta adesso il fatto su
"Avanguardia". II servizio intitolato Uno contro cento ed impaginato
sotto un ritratto a penna dell' SS-Gruppenfiihrer Lothar Debes, Befehlshaber
der Waffen SS Italien e gi comandante della 10.SS-Panzer-Division
"Frundsberg" in Francia, che alla fine di aprile del 1945 sar catturato
dagli americani nella zona del lago di Carezza (Karersee). Ma non lui il
protagonista dell'avventura. Il Colonnello e il mitra , scrive il sergente
delle Waffen-SS, sono due compagni inseparabili. La sera, quando si butta
sul letto, se lo mette accanto, a portata di mano. Ormai lui conosce la
gente e la gente conosce lui. Ce l'hanno col comandante parecchi, tutti
quelli che hanno avuto il muso gonfiato dai suoi pugni duri di buon discendente
di razza marinara, specialmente i componenti le bande patriote ai
quali disturb i giorni pacifici con certe nespole che resero celebre il suo
nome per tutte le montagne dell'Umbria e delle Marche.
Il colonnello portava la famiglia a lesi. Erano cos nell'automobile la
moglie e due bambini, l'autista, una bella figura di soldato che aveva guidato
per le strade del deserto, e il colonnello con l'inseparabile mitra: questa
volta i mitra erano diventati due con un mucchio di cartucce che suonavano
allegramente ad ogni scossone della macchina. L'auto, riassumiamo il

lungo racconto, and fuoristrada e riprese la marcia soltanto dopo cinque


ore di sforzi. Ma quando si rimise in marcia venne affrontata da qualche
partigiano che spar una raffica e uccise all'istante l'autista. Il colonnello,
cos afferma il sergente delle SS italiane, uccise undici briganti e ne fer
venticinque e si scald le mani con la canna rovente del mitra. Poi arriv
una macchina che andava a Roma e l'ufficiale venne aiutato a ripartire.
Ho accompagnato pochi giorni fa il comandante a casa, conclude il re217
porter italo-nazista. C'era ad aspettarlo fuori dell'uscio un cosino biondo,
con due occhioni lucenti che gli ha buttato le braccia al collo con un grido
festoso: -Il mio pap bello! Era la bimba testimone dell'agguato, che ora
ha quattro anni.
Caro pap , scrive un altro che si firma "Pasquale" in una lettera
fabbricata probabilmente in reda!lione e posta di fianco al ritratto, sempre a
penna, dell'SS-Obergruppenfuhrer Wolff, "comandante delle Unit Armate
italiane della SS". Caro Pa<P, come ti scrissi abbiamo finito quella manovra
a fuoco che ci doveva collaudare per il nostro impiego per la riconquista
del nostro onore. Posso assicurarti che l'Italiano si fatto onore: il
generale tedesco rimasto molto soddisfatto e ci ha elogiati con delle belle
parole facendoci la promessa di un prestissimo invio al fronte. Non posso
descriverti con quanto entusiasmo abbiamo affrontato quella bella fatica,
fatica che doveva darci la soddisfazione di dimostrare ad un generale alleato
che l'Italiano ha piena volont di lavare col sangue il disonore che un re
fellone e un generale (per modo di dire) hanno infangato il bel volto della
nostra Italia ... .
Ritorna, come si vede, il "sogno" di andare al fronte. Ma al fronte possono
andare soltanto le unit che abbiano l'esplicito permesso militare e politico
del Comando Supremo germanico. E le SS italiane non l'avranno mai
pi in quanto, probabilmente, non ritenute ancora sufficientemente armate
e preparate (anche politicamente) al confronto con le unit alleate che premono
sulle posizioni della Linea Gotica. Salvo eccezioni, come racconteremo
pi avanti, la Brigata resta accantonata nel Comasco.
Scotta, invece, la situazione in Liguria. Dopoch ad Albenga sono avvenuti
una serie di attentati e il 2 dicembre quattro persone sono state fucilate,
il comandante del settore militare italo-germanico fa diffondere alla fine
dell'anno volantini che contengono un lasciapassare per i partigiani che desiderano
consegnare le loro armi. Durante le azioni di rastrellamento effettuate
da reparti italotedeschi negli ultimi due mesi, dice il foglietto, i
partigiani hanno avuto enormi perdite in uomini ed in materiali. I banditi
che conducevano le loro malfamate imprese nelle valli delle Langhe, Pesio,
Ellero, Corsaglia, Casotto, come i famigerati componenti la banda "Stella
Rossa" nella zona sud-ovest di Ceva, sono stati annientati. Sono stati uccisi,
durante gli ultimi due mesi, 500 ribelli e 200 sono stati fatti prigionieri.
Grandi quantit di armi e munizioni sono state catturate dalle truppe italogermaniche.
I vostri capi, se non sono caduti in mano alle forze dell'ordine,
sono fuggiti o vi hanno abbandonati. Loro e quei pochi partigiani che li
hanno seguiti conducono ora fra le nevi ed il ghiaccio una vita miserabile
[ ... ] I nostri inviti di ritornare al lavoro non sono stati presi in considerazione.
Le forze itala-tedesche continueranno la lotta contro il banditismo

con la massima decisione, finch non avranno raggiunto l'annientamento


completo 15.
278
Il fronte sta approssimandosi alla Valle Padana, poche centinaia di chilometri
lo separano ormai da Milano, e perci il comando delle SS ritiene
necessaria un'altra violenta sistematica operazione di "pulizia" nelle retrovie
delle linee tenute dalle Armate tedesche. gi pronto il "Vallo. Veneto",
che si appoggia alle falde meridionali dei Colli iberici e dei Colli euganei,
nei quali sono state anche create postazioni in caverna: la linea, scaglionata
in profondit, corre per circa venti chilometri ed ha molti fossati
anticarro. Ma anche i tedeschi sanno che quando la guerra arriver fino in
quella zona ormai tutto sar perduto.
Per l'operazione di "pulizia" non ha proprie truppe in eccedenza da
impiegare, ed allora affida il compito ai due soli battaglioni di SS italiane
di cui si pu fidare, in quanto li ha gi impiegati sul fronte di Nettuno: il
II Battaglione del 10 Reggimento e il Battaglione Debica. I due battaglioni
vengono riuniti nel Kampfgruppe Binz con l'aggiunta di una colonna autocarrata,
di una batteria da 75/48, di un plotone servizi, di un plotone pionieri
e di un plotone collegamenti.
L'SS-Obersturmbannfuhrer Franz Binz da cui prende nome il gruppo
un renano, nato a Dilren il 2 dicembre 1896. anche lui molto alto (un
metro e ottanta), ma magro e asciutto, ed ha capelli neri e occhi grigio-azzurri,
tipici degli ufficiali delle SS. Ha gi comandato il 21 0 Reggimento
granatieri delle SS ed ha una notevole esperienza di guerra spietata alle
spalle. un nazista della prima ora (tessera nazionalsocialista numero
60.530) ed anche nelle SS ha una lunga milizia (tessera 393.392): i capi
sanno che di lui si possono fidare, che duro e che agir in modo inflessibile,
senza pensarci due volte. Ha come aiutante l'SS-Obersturmbannfuhrer
Scharff che ha gi combattuto in Slesia e nel suo staff si trova anche
l'Hauptmann der Polizei Noweck, noto per il suo carattere deciso.
Binz pone il comando a Piacenza e disloca i battaglioni lungo i due corsi
d'acqua che scendono dall' Appennino: il Debica nella valle del torrente
Nure, il II - quello che porta sulla bandiera la parola Vendetta - in
quella del fiume Trebbia. Le unit lasciano le postazioni del Comasco e
convergono in treno e in autocarro nel Piacentino, traghettando il Po su
ponti di barche.
Hanno alle spalle una lunga esperienza di "caccia ai banditi" nel Cuneese,
dove tra l'altro il Debica, in collegamento con altre unit delle SS
italiane, ha rastrellato la Val Pellice e la Val Germanasca prima di portarsi
in Umbria e nelle Marche (Sasso La Scheggia, Scheggia, Gubbio, San
Severino Marche) ed essere quindi impiegato, in maggio, sul fronte di Nettuno,
inserito in una grande unit tedesca. Ha avuto forti perdite, e parecchie
ne ha causate tra le forze partigiane seminando il terrore nei paesi . In
marzo ed aprile, come vedremo, subir il contrattacco dei ribelli e, mentre
il fronte sta per crollare, pagher lo scotto della sua durezza nell'eseguire
gli ordini superiori.
279
Prima di partire da Mariano Comense dove si trovano adunati, i due
battaglioni ricevono l';l visita di un gerarca fascista, il Commissario Federale

di Como, avv, Paolo Porta. il 9 febbraio del 1945. Porta, che stato
avvisato per telefono, si d da fare a racimolare sigarette e saponette e le
porta in automobile ai legionari distribuendo i doni in nome del Duce,
come scriver subito a Pavolini, al suo indirizzo di Milano, via Mozart 12.
Nell'entusiasmo di quell'incontro vorrebbe anche inviare un telegramma a
Mussolini, e lo prepara, ma g~ielo fermano all'ultimo momento: se lo inviasse
in chiaro sarebbe una palese violazione del segreto militare. E allora
lo unisce alla lettera a Pavolini pregandolo di farlo recapitare al Duce
della R.S.!. . <<I battaglioni Nettuno e Debica delle SS italiane - dice il
telegramma mai spedito - gi combattenti a Nettuno, ripartendo per il
combattimento inviano a Voi, Duce, il fervido alal di tutti i combattimenti
e delle vecchie e nuove vittorie Punto Colonnello Degli Oddi=Maggiore
Buldrini =Capitano Premuda = Commissario Federale Porta.
Tre giorni dopo a Mussolini arriver, invece, un telegramma di saluto
dalla Francia, dove si trovano altri italiani che combattono con i tedeschi:
sono quelli inquadrati nella 77.SS-Panzer-Grenadier-Division G6tz von
BerLichingen comandata dall'SS-Oberfiihrer Bochmann e costituita verso la
fine del 1943 nella zona di Tours. Oggi pi di ieri - dice questo messaggio
che giunge a Sal da parte di connazionali di cui praticamente non sappiamo
nulla - i volontari italiani inquadrati nella Divisione SS "GOtz von
Berlichingen" riaffermano la loro immutabile fede in Voi. Dall'ottobre
1943 i volontari delle SS sul fronte d'invasione in terra di Francia hanno
saputo mostrare col sangue il loro attaccamento alla causa fascista e molti
sono caduti, ma i vivi continueranno a marciare sulla strada indicata loro
dai morti: Italia. Firmato: Raffaele Acurzio. La Divisione al momento del
telegramma si trova in Lorena, dopo essere arretrata dalla linea AquisgranaBettweiler-Urbach-Weisskirchen-N ussweiler; ora si sposter nella foresta
del Palatinato, attraverser il Reno e sar fino alla fine tallonata dagli
americani, a cui si arrender.
Mentre nel Comasco continuano i colpi di spillo delle unit partigiane
- il 2 gennaio 1945, ad esempio, due SS italiane sono state disarmate
presso Castelmarte, precisamente allo Chalet del lago Segrino, che una
localit a nord di Erba, ed i ribelli hanno portato via loro i due moschetti e
le due pistole automatiche - nella zona di Massa, di Carrara e del Montignoso
i fuorilegge hanno eseguito anch'essi la "pulizia" di quella che sar
la prossima zona di scontro, cio la Garfagnana. Nella regione citata, prima
.di sciogliersi, la Divisione Garibaldi Lunense, comandala dal maggiore
inglese Antonio Oldham, "Tony", un prigioniero di guerra fuggito dai
campi di concentramento italiani nel settembre 1943, ed avente l'Ome commissario
politico Roberto Battaglia, il futuro storico della Resistenza, paracadutato
nella zona dagli Alleati, ha catturato - tra gli altri - il capitano
220
delle SS italiane Beppino Chiappini, la moglie Lia Budrovich e il figlio di
quattro anni.
Beppino Chiappini, fatto prigioniero in Grecia al momento dell'armistizio
e trasportato in Germania, si arruolato tra le SS per tornare in
Italia ed stato inviato ad Apuania (la denominazione comunale voluta
dal fascismo, che comprendeva i centri di Massa, Carrara e Montignoso) a
dirigere, in quanto della zona e di carattere volitivo, il ventiseiesimo centro

di reclutamento di volontari per i reparti fedeli al Flihrer. Il capitano


Chiappini Fiihrer der Werbestelle di Apuania ed ha con s come aiutanti
i soldati Biagio Fuc e Valentino Lo Turco, che portano essi pure le mostrine
rosse dei volontari italiani delle SS. Sua moglie slava e, conoscendo
la lingua tedesca, viene usata come interprete al comando germanico di Fivizzano.
Chiappini della zona, nato a Moncigoli, comune di Fivizzano
in Lunigiana, provincia di Massa Carrara. I suoi contatti di servizio a
mezzo di corriere sono con il centro SS di Firenze, cui convergono anche
quelli di Pisa, Grosseto, Viterbo e Perugia. Forse pensa di riuscire all'ultimo
momento a defilarsi ed a sganciarsi dai tedeschi, ma non ha fortuna: 1'8
novembre viene, invece, prelevato con la famiglia e portato di notte al comando
partigiano. Il suo caso viene discusso, e qualche comandante dei ribelli
interviene in suo favore, anche per paura delle dure rappresaglie dei
tedeschi. Gli interrogatori durano sette giorni: il 15 novembre il capitano
delle SS italiane e la moglie vengono fucilati presso il comando di brigata
in Camporaghena. Il figlio, invece, riaccompagnato a casa presso i nonni 16.
morto "il camerata SS"
scomparso, pure, durante un bombardamento aereo, colui che su "Avanguardia"
si firmava "Il camerata SS" e che parlava, sempre con questo nomignolo,
ai microfoni di "Radiofante" nelle trasmissioni per i volontari
della Legione italiana. l'allievo ufficiale maresciallo delle Waffen SS
Alessandro Niccolini, di Chiaravalle, in provincia d'Ancona, che, dopo essersi
arruolato nella GNR a Ravenna, essersi sfogato nella provincia di
Ettore Muti, aver compiuto un pellegrinaggio estemporaneo sulle pendici
della strada di Predappio per vedere il Duce ritornato dalla Germania, diserta
perch i corsi da ufficiale sono diventati troppo burocratici e passa,
armi e bagagli, nelle SS italiane. Niccolini diventa il reporter di guerra dei
volontari a Nettuno, degli altri volontari italiani che combattono con un
reggimento di arditi paracadutisti germanici e di quelli che fanno parte
della oscura divisione Etna [una divisione contraerea e controcarro formata
in maggioranza da giovani provenienti dai battaglioni "Fiamme
Verdi" dell'Opera Nazionale Balilla, N.d.R. l. Nessuno pi infiammato
di lui.
227
Il necrologio su "Avanguardia" lo fa "Il suo capitano" (il sardo Salvatore
Piras) che tra l'altro scrive:
Quando i reparti e i reggimenti nostri si tuffarono nella lotta oscura
delle valli alpine [i rastrellamenti antipartigiani, N.d.R.) che per carit di
Patria non fu celebrata e decantata, Ni~olini mordeva il freno: non era pane
per lui, temeva di dovere soffrire come a Ravenna. Gli trovai lo sfogo
delle trasmissioni radiofoniche, sperando di imbrigliarlo e di non prderlo.
Fu il "Camerata SS".
Da buon soldato politico, da buon SS, mentre attendeva l'ora del combattimento
per cui era nato e cresciuto, combatteva la buona e dura guerra
contro i nemici di dentro. Con la voce tagliente e frustante schiaffeggiava
dal microfono di "Radiofante" i vigliacchi, gli speculatori delle anime e dei
mercati, i traditori camuffati, i santoni travestiti, i sepolcri imbiancati.
Qualche cane grosso so che prov un brivido lungo il filo della schiena
quando una volta, rompendo i gravami di burocrazie e di censure, egli si

attacc di sorpresa al microfono durante un'adunata di volontari: disse il


programma di ogni buon SS, il suo programma" 17.
Era il propagandista alla Goebbels dei volontari dalle mostrine rosse
(nere per i reparti battuti si al fronte), indossava sempre la camicia nera,
pur portando sul berretto il teschio simbolo della morte, e la sua dedizione
al Filhrer era assoluta. Altri nelle file delle SS italiane tentarono di imitarlo
nella durezza e nel fanatismo, ma non lo superarono mai. Uno che lo
avvicin in "calore" germanico fu il tenente delle Waffen SS Luigi Maria
Fava. Mentre il suo capitano" scrive il necrologio del Camerata SS",
Fava precisa su "Avanguardia" ci che brucia nel cuore di coloro che hanno
accettato l'offerta di Himmler e sono pronti a morire per Hitler. un
linguaggio aspro, quasi rivoluzionario, che i tedeschi accettano volentieri.
Non numerare i nemici", dice il tenente Fava delle Waffen SS, affrontando
- misuratane freddamente l'importanza - l'ostacolo; togliersi dal
cuore affetti ed odii, per ardere di un solo odio e bruciare di un solo affetto;
questo dovrebbe essere il comandamento di ogni italiano, ed quello di noi
SS, ordine religioso oltrech politico, oltrech formazioni armate. Noi SS
abbiamo fatto un solo voto: quello di combattere e morire per la salvezza
della nostra Patria, per la nostra dignit nazionale, per il nostro onore di
popolo. Dobbiamo con la noslra dedizione assoluta, col nostro sacrificio, che
non chiede ricompense se non quella data dalla propria coscienza, con l'offerta
di tutti noi stessi, affrettare l'evento pieno e mirabile, che gi si avvicina,
la Vittoria" 18.
Il tenente delle Waffen SS certamente uno spietato "sacerdote SS",
ma non ha le qualil dell'oracolo. Il suo linguaggio, infatti, al di fuori del
tempo, prescinde dalla situazione generale dell'Italia e dell'Europa occupata
dai nazisti, dove la maggioranza della gente contraria ai germanici e
respinge in tutti i modi le imposizioni che vengono da Berlino. Un esempio
222
per tutti: il 5 febbraio 1945 il tenente Brandstatter, Leutnant und Ortskomrnandant
di Albenga, ha convocato presso il Comando tedesco alle 7 del
mattino 24 uomini: il pi anziano (Pietro Dicarolo) del 1879, il pi giovane
(Bartolomeo Rolero) del 1921. Il commissario prefettizio di Albenga,
A. Rolandi Ricci, ha gi avvertito i sindaci delle localit viciniori che coloro
che non si presenteranno saranno dichiarati banditi e, se trovati, verranno
fucilati". La gente teme che quella chiamata significhi l'invio nei
Lager in Germania ed allora Rolandi Ricci dirama un altro ordine di convocazione
precisando che gli uomini verranno riuniti in una centuria di lavoro
e adibiti a lavori di difesa per un periodo che durer un mese, e che
nei periodi di tempo in cui non sar necessaria la loro opera saranno posti
a disposizione dei familiari" 19. Dice proprio cos: posti a disposizione dei
familiari ".
Se consideriamo questi fatti della vita quotidiana alla fine del 1944 la
prosa di "Avanguardia" costantemente, e forse volutamente, al di fuori
della realt. Il settimanale nazista, quale organo d'opinione, si limita ad
applicare - come nelle altre parti del continente occupato dai tedeschi gli
altri giornali dei volontari stranieri delle SS - la linea ideologica fissata
da Berlino. Dal 16 dicembre 1944 al giornale si avuto in questo senso un
cambio della guardia abbastanza importante, del quale ignoriamo i motivi.

Mentre lo Schriftleiter delle SS dr. Hermann Schramm continua a dirigere


politicamente il periodo, al posto del giornalista milanese Marcello Morabito
subentra quale direttore responsabile il capitano sardo delle Waffen-SS
Salvatore Piras, quello del necrologio al "Camerata SS" e che dal punto di
vista della dedizione al mondo nazionalsocialista rappresenta l'assoluta sicurezza
in un momento in cui tutto comincia a diventare pi difficile e confuso.
Quando i legionari vanno a combattere", dice Piras in una prosa ormai
diventata allucinante e riferendosi a tutti i volontari SS che, come lui,
hanno la famiglia, il paese o la citt al di l del fronte, nell'Italia del centrosud, quella degli angloamericani, vedono in ogni atto di guerra, in
ogni attimo di guerra un passo sulla strada che li deve portare alle loro case,
un passo di pi sulla strada della vera liberazione per la loro gente che
attende. E quei legionari che hanno seminato delle loro ossa la strada della
difesa, la strada che prepara l'azione del ritorno, la strada della Patria che
rinasce per forza irresistibile contro tutti gli ostacoli di dentro e di fuori,
quei legionari hanno visto lontano nell'ora di bella morte un campanile
piccino, una casetta modesta, un focolare forse spento, ma tenuto caldo dagli
affetti che attendono, un campo immenso in cui tra gli asfodeli brucavano
le bestie tranquille, un aratro guidato dalla mano ferma delle donne di
casa. Il ricordo ha fatto serena la loro partenza ed stata la promessa di
un premio per la gente che ancora avrebbe atteso fidente il loro ritorno" 20.
1\ ritorno in forze sognato con malinconia dal capitano delle SS italiane
223

non avverr mai. La situazione si gi avviata verso l'epilogo finale. Il solo


servizio segreto americano (l'OSS) ha otto stazioni radio nell' Italia occupata
dai nazisti e ad esse vengono indirizzate le notizie raccolte dai gruppi
di cellule che controllano venti sei zone, di cui l'ultima indicata genericamente
come "retrofronte". Il 16 gennaio 1945 un'altra missione (italoamericana),
la OSS-2677-MORRISTOWN, scende in paracadute a Soglio
Monferrato (a sud-ovest di Casale). La guida Maurizio Fracassi di Torre
Rossano, gi ufficiale del reggimento artiglieria a cavallo che aveva combattuto
nell'ansa del Don. Una diecina di missioni americane (ufficiali e
soldati in uniforme) sono disseminate in vari punti importanti dell'Alta
Italia e si preparano all'atto finale, mentre i partigiani intensificano le operazioni
di disturbo contro i reparti nazisti.
Nel Verbano, alcuni gruppi della lO' Brigata garibaldina R occo scesi in
pianura si scontrano con le SS italiane: due di esse restano sul terreno. il
12 febbraio 1945. Due settimane dopo, il 26 febbraio, il maresciallo Kesselring,
comandante in capo del gruppo operativo Sud-Ovest, manda un telegramma
all'SS-Obergruppenfuhrer Karl Wolff e ai comandanti della 14'
Armata e dell' Armata della Liguria. L'attivit delle bande partigiane negli
Appennini occidentali e lungo la Via Emilia, particolarmente nella zona
di Modena, Reggio e Parma, e al sud-ovest di essa, cos come nelle vicinanze
di Piacenza [ qui che si piazzato il Kampfgruppe Binz composto
di due battaglioni di SS italiane, N.d.R. ], si accesa come la luce negli ultimi
dieci giorni. La concentrazione dei gruppi partigiani di diverse tendenze
politiche in un solo organismo, cos come ordinato dall'Alto Comando
Alleato, comincia a dare chiari risultati [ ... ] Finora ci stato possibile,

con qualche eccezione, mantenere libere le nostre linee vitali di comunicazione


nel retrofronte mediante le nostre forze di- protezione, ma questa situazione
minaccia di cambiare considerevolmente in peggio nell'immediato
futuro. Misure radicali e veloci devono anticipare questo sviluppo. L'unico
rimedio la concentrazione di tutte le forze disponibili, anche se ci pu significare
un temporaneo indebolimento in altre zone. Richiedo, perci, la
cooperazione della 14' Armata e dell'Armata Liguria nell'effettuare operazioni
su larga scala per stroncare sul nascere la crescente attivit delle bande
partigiane nel Nord Italia. Comunicatemi le vostre proposte'sul modo
con cui queste misure possono essere portate a compimento e con quali forze
21.
Due SS italiane diventano "banditi"
Per quanto riguarda la responsabilit della "caccia ai banditi" i tedeschi
hnno suddiviso l'Italia settentrionale in varie zeme operative. L'Armata
della Liguria (Armee Ligurien - LXXXVIII, Heeresgruppe C) nella qua224
le sono comprese anche le SS italiane, responsabile dell'area Iigure-piemonteselombarda, comprese le Alpi occidentali, la 14 Armata ha il Po
come confine settentrionale, ma con una striscia di trenta chilometri lungo
le coste veneziane. Ci per quanto riguarda la Wehrmacht. Le SS hanno
quattro responsabili: l'SS-Brigadefiihrer und Generalmajor der Polizei
Wi1ly Tensfeld a Monza, l' SS-Brigadefiihrer und Generalmajor der Polizei
Burger a Desenzano e Portese, l'SS-Gruppenfiihrer und Generalleutnani
der Polizei Odilo Globocnik (che il lO aprile sar rimosso dal comando
della zona ad est dell'lsonzo, passata all' SS-Obergruppenfuhrer und Generai
der Polizei J ilrgen von Kamptz) nella zona operativa del Litorale
Adriatico e l'SS-Brigadefuhrer und Generalmajor der Polizei Brunner nella
regione' prealpina 22.
I nazisti accelerano i preparativi di queste operazioni repressi ve - cui,
come spiegheremo _pi avanti, il Kampfgruppe Binz dar il suo sanguinoso
contributo nel Piacentino, mentre un altro "gruppo di pronto impiego",
guidato dal sud-tirolese Alois Thal~r, si impegner nel Bresciano - ma
ormai come tentare di fermare con le mani le pareti di una diga che, sottoposta
alla pressione delle acque torrenziali, sta per cedere ed aprirsi.
Le Unit di riserva delle Unit Armate italiane delle SS (Feldpost 755)
sono andate a piazzarsi a Rodengo e Saiano, sulla strada che da Brescia
porta al lago di Iseo. Hanno requisito sbrigativamente molti edifici, tra cui
il convento dei Francescani di Saiano che appartiene ai Frati Minori; una
parte della Villa Giro; la Villa Fenaroli (Corneto di Rodengo); la scuola
elementare di Saiano; la nuova costruzione della Cantina sociale di RodengoSaiano in frazione Catarena e persino la sacrestia della chiesa non consacrata
di Rodengo-frazione Saiano, che ha sei locali. Dopo aver comunicato
al sindaco di Rodengo che, in seguito ad ordine del Comando Supremo
delle SS germaniche, le Unit di riserva delle Unit Armate italiane delle
SS fanno parte delle forze armate tedesche", l'SS-Hauptsturmfuhrer che si
occupa di queste incombenze intima al Comune di provvedere alla necessaria
liquidazione dei canoni d'affitto. Non ci sono i documenti di requisizioni
dei locali? Questo Comando provveder a far pervenire regolare atto
di requisizione da parte del Comando Piazza di Brescia 23. l'Italia di

Sal che deve pagare, con il denaro fatto stampare lib~ramente dai na~isti.
Nell'Alta Val di Susa avviene, invece, qualcosa di profondamente diverso:
nel buio della guerra fratricida spietata si fa luce un episodio incredibile.
Carlo Olivieri, classe 1907, da Murialdo (Savona), prigioniero di
guerra in Germania, si arruolato nelle SS italiane per rientrare in patria.
Impiegato in operazioni di rastrellamento, stato fatto prigioniero dai partigiani
della IV Divisione Alpina G.L. Stellina il 26 agosto 1944 nel combattimento
delle Savine. Il giorno dopo ha chiesto di passare tra i "banditi"
e si dichiarato pronto a partecipare a qualsiasi azione. I "banditi"
l'hanno nominato "allievo patriota" (cio "bandito in prova" per spiegarci
225
_ ..... _ 11 1 _ ~ ~ '0
meglio) e gli hanno consegnato le armi. Il 3 novembre si battuto contro le
SS, pur sapendo cosa gli sarebbe capitato se fosse stato catturato. A questo
punto i "banditi" l'hanno invitato a tornarsene a casa sua, dove l'aspetta la
moglie e un figlio. Olivi eri ha detto di no l>. Rimango con voi fino alla fine
l>. Il 20 febbraio 1945, durante un rastrellamento nazista, una raffica
di mitragliatore l'ha abbattuto accanto ad un altro partigiano. I "banditi"
adesso si radunano, intitolano al suo nome la compagnia guastatori
del comando Battaglione Alpini Susa in via di costituzione e stabiliscono,
a fine guerra, di concedere un sussidio alla vedova dell'ex-SS italiana.
Un altro volontario nelle SS italiane, un tenente del genio in SPE (servizio
permanente effettivo) di cui il documento che abbiamo esaminato non
rivela il nome perch le operazioni belliche non sono ancora finite, fatto
prigioniero nel luglio 1944, entrato a far parte della formazione giellista
che l'ha catturato il mese successivo. Promosso anche lui "allievo patriota",
il 12 settembre, di sera, ha partecipato con estremo coraggio al sabotaggio
della ferrovia Susa-Bussoleno, a poche diecine di metri da una batteria tedesca.
Poi ha guidato molte altre azioni fino a diventare il comandante del
plotone sabotatori della 36' compagnia partigiana. Il 12 marzo 1945 i
"banditi" l'hanno promosso "patriota" ridandogli sul campo il grado di tenente
che aveva nell'esercito regolare. Lo richiediamo tutti , dice il documcnto
con cui viene presentata la proposta, dal Comandante all'ultimo
uomo, e tutti se ne rendono garanti. Viva I>Italia libera! " 24. La proposta,
del tutto eccezionale, subito accettata. E il tenente continuer a battersi
riuscendo a sopravvivere alla guerra. Se fosse caduto in mano alle SS italiane
dalle cui file era uscito, nessuno l'avrebbe salvato dal plotone d'esecuzIOne.
CAPITOLO XII
NASCE, MA SOLTANTO PER 50 GIORNI,
LA 29' DIVISIONE SS ITALIANE
Le vignette di Boccasile SS
Osservando le vignette di Boccasile su "Avanguardia" uno potrebbe anche
credere di star sfogliando un giornale di altri pianeti che riferisce di uomini
fanatici che fanno a gara nello scannarsi. Invece quello proprio un giornale
della Milano nazifascista 1944-45 che affonda con tutta un'epoca, il
fronte a poche ore d'automobile e lui, il disegnatore pi'famoso del Regime,
chiuso in uno studio sorvegliato da uomini armati, continua a schizzare
donne procaci e luridi americani o ebrei. Tra poco si udranno anche i cannoni
degli Alleati, ma lui non si scompone: in corpo ha una tale carica di

odio contro la democrazia e, invece, un tale affetto per gli uomini che si
fregiano del teschio da non avvertire il correre del tempo e l'avvicinarsi
dell'apocalisse. Oppure l'avverte, e vuole perdersi in essa.
Su "Avanguardia" L'angolo di Boccasile ha sempre qualche trovata: la
penna che schizza le figure intinge con volutt nel veleno. Ad esempio: due
signorine dal seno straripante, la vita esile, le gambe lunghissime, le gonne
corte guardano passare un caporale americano dal muso di scimmia. Ha
fatto cadere molte donne italiane ai suoi piedi , dice una. Sex appeal? ,
chiede l'altra. No, risponde la prima, pistola-mitragliatrice.
Oppure: c' una signorina, sempre dal seno prorompente, che giace a
terra, in una pozza di sangue. Ha le gonne alzate e le gambe floride spuntano
in avanti . C' un soldato negro americano che spiega la situazione ad
un vigile, che potrebbe essere di Milano: No bodevo sabere che qui stare
viedado fare gomplimenti a signorine. Gabirete, da Sing-Sing hanno mandado
me a liberare Idalia e ... l'abidudine ... .
Oppure ancora, con evidente doppio senso, Un ufficiale alleato si rimette
gli stivaloni stando seduto sulla sponda del letto di una ragazza allegra,
dalle gonne cortissime. vero, gli chiede la ragazza, che dovete
prendere Berlino entro il 15 novembre?". Oh yes , risponde l'ufficiale,
entro il15 o il 16.
Un'altra, comparsa nella rubrica Cose d'America. C' Nic - sta scritto
proprio cos - seduto su una poltrona, e sembra Al Capone. Ha una gran227
de cravatta a fiori, il cappello in testa e un grosso sigaro tra due enormi dita.
Tiene sulle ginocchia una ragazza prosperosa e discinta. Pazienta un
giorno o ~ue, Nic, gli dice la ragazza, mio marito partito per la Normandia.
inutile che io chieda il divorzio. E poi c' la pensione di guerra
... .
Ci sono anche altri che lavorano per le SS italiane con Boccasile, ma
lui la punta di diamante della pattuglia dei caricaturisti. Guy Montesano
veleggia ad un livello inferiore come cattiveria, ma anche i suoi disegni ricordano
che siamo in tempo di guerra. C', ad esempio, una ragazza in un
parco: minigonne e gambe affusolatissime. Un giovanotto l'abbraccia e Con
le mani le tocca le cosce. Adagio con le mani, giovanotto, dice la ragazza,
come correte!. Bisogna sbrigarsi, risponde lui, alle dieci c' il coprifuoco
... 1.
Tutte le barzellette sono a sfondo politico, livide, senza alcun sorriso liberatore,
come ci si potrebbe aspettare da una legione di giovani, anche se
Jbituati all'oscenit. Hanno il marchio della testa da morto e della cocciutaggine
dottrinaria: sono gli ultimi squilli di tromba di un'epoca che tramonta.
Se n' accorto da tempo anche Mussolini che - praticamente prigioniero
dei tedeschi sul lago di Garda e con un piccolo esercito di cui non
pu disporre a suo piacimento e con il quale, del resto, non pu in alcun
modo rovesciare la situazione - ora vuole interessarsi anche della sorte
delle unit italiane inquadrate nelle SS, e quindi facenti parte delle Forze
Armate germaniche. Qualcuno, diremo poi chi, andato a lamentarsi da
lui che i reparti effettuano soltanto operazioni di polizia, che perci sono
sempre pi odiati dalla gente delle citt e dei paesi e che l'impiego al fronte,
come i veri soldati, loro costantemente vietato per il solito giudizio negativo

che il tedesco ha, salvo rare eccezioni, per il militare di sangue italiano
o, se vogliamo, latino. E lui intuisce che qualcosa sta accadendo alle
sue spalle e che qualcuno, pi che non alla formazione militare di quei volontari,
pensa a ben altre cose.
Una scenata di Mussolini a Tschimpke
Il duce invita l'SS-Oberfi1hrer Erich Tschimpke, un "prima ora" delle SS
germaniche che ha il compito di trasformare in soldati di ferro i volontari
italiani con le mostrine rosse, ad andare da lui, al suo Quartier Generale.
Tschimpke risponde di no , che nessuna visita pu essere fatta al duce se
non autorizzata dall'SS-Obergruppenfi1hrer Karl Wolff, capo supremo delle
SS e della Polizia in Italia. Allora il duce, che accusa il colpo e comprende
quanto sia profondo ed angoscioso lo sbarramento che stato creato
dai nazisti attorno a lui, prega l'SS-Obergruppenfi1hrer Wolff di permettere
all'SS-Oberfi1hrer Tschimpke di andargli a far visita. Wolff accondiscende.
228
Tschimpke non gradisce questo invito di Muss?lini, perch sa che il
vecchio amico del Fli.hrer gli chieder notizie delle SS italiane. Puntualmente
ci avviene. Mussolini vuole sapere notizie precise sulla preparazione
della Waffen-Grenadier-Brigade der SS (ilal. Nr. 7) e propone che
venga fissato un termine a questo processo di addestramento militare, alla
conclusione del quale il reparto possa essere adoperato al fronte.
I! duce - ci raccontato in un appunto 2 scritto il 13 febbraio 1945
per l'SS-Sturmbannfi1hrer Wenner e firmato da un SS-Untersturmfi1hrer
di cui non si riesce a leggere il cognome - dell'opinione che vi potrebbero
essere a disposizione 15-20 mila uomini, ma che soltanto 5-6 mila sono
attualmente alle armi. Il resto, che si presentato entusiasticamente alle
SS per poter essere subito impiegato al fronte, ha nel frattempo disertato.
Questa diserzione, ai suoi occhi, non pu essere considerata una fuga dai
reparti perch gli uomini, nella maggioranza dei casi, sono andati presso
altre unit per essere mandati in prima linea.
D'altra parte, dice sempre Mussolini che fa un quadro della situazione
del tutto singolare, a Tschimpke noto che non difficile disertare. noto
che ufficiali e sottufficiali mangerebbero molto meglio se non venissero defraudati
nel settore dell'alimentazione, D'altra parte gli uomini, pur essendo
la stagione invernale, hanno soltanto l'uniforme leggera, un cambio di
biancheria e una coperta. Inoltre ricevono due sigarette al giorno, mentre i
loro camerati della Decima Mas possono ottenerne 150 allo spaccio. Se
l'ufficiale pu montare in servizio soltanto in linea di massima, in quanto
la sua compagnia ha un organico di appena ventotto-trenta uomini, non ci
si pu attendere che provi grande entusiasmo per il servizio stesso. Se non
avverr presto un cambiamento, conclude Mussolini, una grossa parte degli
uomini rimasti nella Brigata diserter.
L'SS-Oberfi1hre.r Tschimpke sembra probabilmente convinto da queste
argomentazioni o si dimostra sconcertato perch nell'appunto di cui riferiamo
e che probabilmente stato da lui dettato all' SS- Untersturmfi1hrer aggiunge
di avere dei dubbi su quanto avviene nella Brigata. E per quanto riguarda
il comportamento morale, lui comandante della Brigata delle Waffen
Italia, "rivela ancora una volta il fatto che il capo di Stato Maggiore,
l'SS-Oberfi1hrer von Elfenau, ha affidato l'incarico ad una SS - un ufficiale

che lui, Tschimpke, ben conosce - di procurargli brillanti per un valore


di 200 mila lire, e che questi l'ha fatto <[ ... ] dass der Chef des Sta besSSOberfi1hrer von Elfenau einem SS-Oberfi1hrer Tschimpke bekannten
Fi1hrer den Auftrag gegeben ha!, fi1r 200.000 Lire Brillanten zu verschaffen
und dieser es auch getan ha!).
La conclusione dell'appunto scritto su questo strano incontro tra Mussalini
e il generale delle SS la seguente: L' SS-Oberfi1hrer Tschimpke ritiene
di dover mandare una relazione al Reichsfi1hrer delle SS sull' SSObergruppenfi1hrer
Wolff, poich quale comandante tedesco delle SS non
229
crede di poter pi a lungo assistere a come qui sistematicamente si sia perduto
il migliore materiale (<< [ ... ] SS-Oberfu"hrer Tschimpke tragt sich mit
dem Gedanken, einen Bericht uber SS-Obergruppenfuhrer Wolff and den
Reichsfuhrer-SS zu schicken, da er es als deutscher SS-Fuhrer nicht mehr
langer mitansehen zu k6nnen glaubt, wie hier bestes Material systematisch
verloren geht).
N elle file delle SS sta certamente avvenendo qualcosa, e questo documento
scritto da un oscuro sottotenente delle SS come semplice appunto di
servizio che viene dagli archivi americani, sottolinea l'atmosfera di sospetto
che doveva regnare in quei giorni - a non pi di due mesi dalla catastrofe
nazista - tra i comandanti delle grandi unit. Tschimpke ha quarantasei
anni, uno slesiano (di Breslavia) che si arruolato molto per tempo nelle
SS> nelle quali ha percorso tutti i gradi. Oberfuhrer dal 19 settembre
1942 e il suo compito quello di trasformare in unit combattente un
gruppo di volontari di lingua italiana che ha accettato di porsi incondizionatamente
agli ordini del FLihrer. Ma il tempo e gli avvenimenti sono contro
di lui e contro chiunque ancora crede in una vittoria che non pi possibile.
Ed anche all'interno dell'invincibile Wehrmacht e della stessa SS
qualcosa si sgretola, e le denunce a Berlino di chi viene meno al suo impegno
non servono pi a niente.
"C' chi ci tratta da 'legione straniera'", J
Qualche settimana prima di questo incontro - e il fatto pu sembrare indicativo
- apparsa su "Avanguardia" una strana lettera che il direttore
dr. Schramm ha pubblicato con il titolo Ritornare al combattimento. ' il
20 gennaio 1945 e l'autore della missiva costruita in casa e che si firma
"Un legionario che ti legge sempre" dice proprio tutto ci che Tschimpke
si sentir esporre da Mussolini.
( ... ) Che siamo impazienti di tornare (i pi anziani) o di andare (i pi
giovani) a fare la guerra , dice la lettera, una cosa che rientra nel nostro
carattere: ed cosa, del resto, gi detta da troppe persone e applicata
da troppo poche. la solita storia. Ora si dice - fuori di noi - che non si
hanno le armi: ma le armi si ricevono quando chi lo dice sa che saranno
ben portate e bene usate. la solita storia. I tedeschi che non dnno le armi
sono una scusa come quello di chi aveva la famiglia da curare o il concorso
da fare o il raccolto da finire o la fidanzata da accontentare, balle balIe
balle.
Che ci sia chi ci tratta da "legione straniera" cosa nota: abbiamo dato
e stiamo dando tante prove di italianit che ormai inutile rispondere in
modo diverso da quello manesco e pedestre. Ormai passato oltre un anno

dal giorno del nostro ritorno in Italia. Per molti era il primo rientro dopo
230
l'inizio della guerra. Per quasi tutti era l'incontro con la Madre che non
vedevamo da quando i vecchietti avevano gracidato dalla palude savoiarda
ed erano venuti alla luce a quel richiamo' le miriadi di ragni velenosi, i
quali fino allora avevano lavorato nell'oscurit degli antri di Giuda con la
veste a tre punti a stringere i mille e mille fili intorno al Costruttore. Per
tutti noi quel rientro era stato covato nel nostro mondo di sogni e illusioni:
ci eravamo preparati nei colloqui, nelle discussioni e nei pensieri ad un altfO
rientro .
La lettera, oltre alla denuncia della solitudine e anche dell'odio nei
quali vivono i volontari dalle mostrine rosse, diventa una vera e propria accusa.
Il rientro , dice, non ebbe quel coro e quegli osanna che molti ingenuamente,
molto ingenuamente aspettavano: neppure ci accolse il tacito
consenso o la simpatia. Un freddo che ci strinse il cuore e serv - pi di
ogni altra prova - a stringerci fra noi, tanto pi che in molti eravamo rimasti
soli al di qua [della linea che divideva il fronte tra tedeschi e angloamericani,
N .d.R.] e avevamo bisogno dl qualche cosa che sostituisse gli affetti
lontani, chiss per quanto tempo ancora lontani.
Cos' questa ruggine che ferma i meccanismi come le nostre mitragliere
in Albania? Cos' questa melma che blocca le ruote come quelle dei nostri
cannoni in Russia? Cos' questa sabbia che fa troppo attrito ai motori come
quella impalpabile del deserto marmarico? Cosa sono queste alghe che frenano
le eliche come quelle delle piccole navi sacrificate nei viaggi continui
in mari che per le navi migliori - ora nemiche - parevano tab? Uno di_o
ce qualche volta: quella ruggine, quella melma, quella sabbia, quelle alghe
hanno un solo marchio: massoneria. Tu "dici". Ma c' qualcuno che "fa"?
C' qualcuno che ripulisce i mozzi, le ruote, le eliche e i motori? ... La Patri;
non crede agli specchietti. La Patria vuole sangue. Il nostro pronto:
lo abbiamo mostrato. Ma vogliamo morire cantando, vogliamo cantare morendo
3.
Morire cantando? Cantare morendo? Ormai la Germania nazista controlla
un territorio inferiore per estensione a quello che possedeva all'inizio
della guerra, le sue citt sono ridotte in rovina, le fabbriche smantellate e
nelle strade giacciono tanti cadaveri che pi nulla possibile. Anche un'intera
Brigata di volontari lanciata al fronte, ammesso che ci possa avvenire
nelle condizioni in cui si trovano i tedeschi, verrebbe sbriciolata in pochi
giorni. Perch, allora, questa "lettera del legionario che ti legge sempre"
fabbricata in casa? E perch, accanto ad essa, e con molto rilievo,
anche la farneticazione di un altro volontario SS che ha perduto il senso
della realt? Probabilmente l'avvicinarsi della catastrofe esalta l'infatuazione,
ma non deve essere soltanto questo. Il capitano delle WaJJen-SS Giocondo
Protti, cos si chiama l'articolista, si chiede sfoderando vaghi ricordi
biblici, in un servizio intitolato Le trombe di Gerico, quali popoli se non il
tedesco e il giapponese meritano oggi l'aiuto di Dio? E dopo domande reto231
riche come questa conclude auspicando che, come allora, il tremendo fragore
biblico delle trombe si rinnovi sotto i colpi delle nuove armi che demoliranno
la nuova Gerico e consentiranno ai nuovi popoli eletti lo sterminio

dei nemici dell'umanit! 4.


Il "qualcuno" che ha informato il duce
Quel "qualcuno" cui accennavamo prima che, a conoscenza della realt,
andato a lamentarsi dal duce del trattamento che certi comandi tedeschi riservano
ai volontari italiani, nei quali non credono e dei quali non si fidano
totalmente, il Waffen-SS-Sturmbannfiihrer Asvero Gravelli, contemporaneamente
anche colonnello della Guardia Nazionale Repubblicana,
dove ha, come si vede, un grado superiore a quello rivestito nell'unit tedesca.
Gravelli , di cui Vittorio Mussolini disse nel 1935, agli inizi della campagna
d'Africa: Tutti fanno domanda per la prima linea, nessuno s'imbosca,
tranne gli intellettualoidi fascisti come lui 5, ha raccontato molte Cose
a Mussolini, e Mussolini intervenuto. Ma il suo passo non serve a niente,
e finisce nell'appunto di un sotto tenente tedesco.
Del WaJfen-SS-Sturmbannfiihrer si occuper, invece, due mesi dopo, il
Bollettino settimanale d'informazioni n. 21 (10 aprile 1945) del Comitato
di Liberazione nazionale per l'Alta Italia - Corpo volontari della Libert
- Comando generale Italia occupata, con una notizia alquanto singolare:
Il noto giornalista Asvero Gravelli, maggiore e comandante della SS italiana
ed ora capo di Stato Maggiore della CNR, sta facendo depositare ingenti
quantitativi di viveri, manufatti, ecc. (frutto di sequestri arbitrari)
nello stabile di Piazza Duomo 21 Ca Milano) 6.
Al punto in cui sono arrivate le cose, ognuno s'arrangia come pu. Ci
sono, ad esempio, soldati tedeschi che asportano dalla caserma di Campochiesa,
presso Albenga, materiale vario gi requisito e che lo rivendono ai
civili a prezzo altissimo. Il sottotenente Brandstatter, che comanda il presidio
della cittadina ligure, interviene contro i suoi sottoposti e lo notifica il
3 febbraio 1945 con una nota 7 al commissario prefetti zio avvertendo che
,da caserma propriet dello Stato italiano e che ,da Gendarmeria tedesca
ha il compito di vigilare affinch simili cose non avvengano. Cos deve
avvenire - dice ancora l'ufficiale, il quale comprende quanto danno queste
cose portino al prestigio della Wehrmacht, gi odiata per altre ragioni
- anche per il ritiro della legna da ardere nei boschi di propriet statale.
Il ritiro della legna non pu essere effettuato senza l'autorizzazione del
Podest e del Comando tedesco. La legna da ardere deve essere acquistata
nei magazzini civili e la fattura portata al' Comando tedesco per il visto.
I contadini non possono, dunque, toccare nemmeno un loro albero.
Perch? Lo spiegher, un mese dopo, il 29 marzo 1945, con un manife232
tampato dalla tipografia savonese milace Palagi, quel console Paolo
SIO 5 - C . .
Dc Mal'ia che prima deJ l' al'ffii tizio om a~dava la LeglO~e .aml le . e~e
egala alla divisione Bergamo e che pOI passato subito al tedeschi dl~~~~
ando il comanda nte di un reggimento di polizia german.ico che portava
'1 SUO nome: il Miliz-Regiment de Maria (Pol.). A ca.po di quelle formaI
. i di volontari ' arrivato agli inizi del 1944 a Milano e ad un certo
Zpiuonnt o, non sappiamo come, .s i sganciato. Il duce l'h a norm. nato P re fc tto
Capo della Provincia di Savona. .
Mancano meno di trenta gior ni all.a catastrofe completa. e li co~so!eprefetto,
(' premesso c~e il t.aglio. abu ivo. di albe~i in terrem de~anlah _ ~

ri vati compromeue ti patnmomo boschivo; conSiderato che t~le l.nconve


p . . te specie nella zona costiera, si rivela connesso alla fabbncazlOne del
oten , d' alb .
sale marino, proibisce che tale operazione (abbattimento . l eri, .ramo- \
Ili e cespugli) venga effettuata lungo i margini stradah e nelle ImmeSd:
e
lat e vieinanz delle trade e piega che le cul ture [siell albe. rate l.u ngo le
ade e in prossimit della fascia eo tiera costituiscono prezIOso aiuto per
sU' . I d
\' cul tamento alla vista degli aerei nemici. l contravventor i eone u e
oc . d' ab
verranno deFeriti all'autorit giudiziaria sotto l'imputaZIone I S otaggio
. ., .
Un altro esempio. Un certo Max Conrad, di VIllanova di Albenga,
ch e funziona da interprete, in giro per conto della Mann. e Intenda. ntur
Dienststelle Cenua Nervi e fa incetta di mele. Ne de,:,e acq~lstare - s~amo
nel 1945 - sessanta tonnellate e riempire sei vagom mercI da far arnvare
nel capoluogo ligure per i marinai tedeschi. Pagher, per questa merce, un
milione duecentomila lire, tratte dai rotoli di banconote che vengono allegramente
stampati a Novara , a Bergamo e a Milano, cos depaupe~er
un mercato che gi ridotto allumicino per conto suo. Conrad rac~glie~
le mele e poi, probabilmente, passer ad altre ricerche ?er s~am~re. l ~ azlsti:
tutta la zona dell 'Albenghese, famosa per le grandi coltlvazlOnt di ortaggi
e frutta, stata da lui regolarmente setacci~ta per mesi e mesi a ~pese
di coloro che vivono nelle citt dell' Italia settentnonale e hanno atteso lOvano
la verdura. L'interprete Max Conrad - dice nel suo strano linguaggio
semi-italiano il documento che gli ha fornito lo Zahlmeister del Dienststelle
Feldpostnurllmem. 0717 A Abt(g.jV A - incaricato di comprare regolarmente
per truppa tedesca verdura e frutta nella regione di Albenga e
fuori. Tutte le autorit vogliono aiutarlo nel suo lavoro e prestarlo protezione
in caso necessario 8.
I tedeschi che hanno requisito le biciclette a Milano e provincia per inviarle
in Germania, requisiscono adesso anche gli appare~chi r~dio. 1!na
nota, sempre del Comando tedesco di Albenga - I~ costa h~u~e ~ consId~rata
zona di guerra e pCl'icolosa dal punto di vista dI. u.n posslb~le Imp:ovvlso
sbarco allealo - comunica al commissario prefett'zlO che, lO segUIto ad
ordini superiori, tutti gli apparecchi radio debbono essere consegnati
233
all'Ortskommandantur entro il 25 marzo 1945 con nome, cognome e indi_
rizzo; inteso che le radio debbono essere consegnate senza essere sabotate.
Prima della consegna di tutti gli apparecchi non possono essere rilasciati
permessi per tenere gli stessi 9. Il fronte ormai cos vicino che anche gli
apparecchi pi semplici e meno potenti possono captare le trasmissioni degli
Alleati: ma nessuno, secondo i tedeschi, deve essere al corrente di quan_
to la situazione si sia aggravata.
Dal canto loro i nazisti si buttano a depredare a man bassa tutto ci che
trovano sul mercato. Le autorit fasciste di Cuneo deplorano "gli eccessivi
prelevamenti di viveri e materiali", mentre - siamo nel gennaio 1945 _
non si ancora placata l'ira sollevata da una decisione scandalosa della

Wehrmacht e delle Ss. La gente alla fame ed ha la fettina di pane razionata,


mentre i tedeschi si preparano le loro michette con 10 mila quintali
di farina prelevati in agosto dai magazzini provinciali. E, come se non bastasse,
mancando la biada, foraggiano i muli e i cavalli delle salmerie di
montagna con altri 10 mila quintali di granoturco e di grano di scarto sequestrati
anch'essi nei silos.
Altri tedeschi si sono, invece, dati al commercio cercando di metter denaro
da parte in attesa del peggio. D'accordo con alcune industrie tessili e
del cuoio italiane e, previo pagamento di grosse tangenti, hanno permesso
che molto materiale destinato alle forze armate germaniche o di Sal venga
riversato sul mercato nero e venduto a prezzi favolosi. La polizia fascista
ha scoperto il traffico: senza sollevare scandalo ha fatto chiudere le industrie
e requisito per proprio conto il prezioso materiale, che non si sa che
fine far adesso. Un fabbricante di scarpe di via Lagrange a Torino trae
fortissimi guadagni consegnando ogni venerd 150 paia di scarpe alle Forze
naziste e "ifiuta qualsiasi altra lavorazione. un bollettino del Comando
del CLN piemontese che lo annuncia IO , avvisando poi che tutte le ambasciate
presso la Repubblica sociale si sono prudentemente spostate a Bellagio,
sul lago di Como, non lontano dal confine con la Svizzera.
Il p iano di ritirata generale
In questo clima di disfacimento l'eventuale sviluppo bellico delle SS italiane,
e ci che esse potrebbero diventare nel quadro generale dell'impiego al
fronte, non ha pi alcuna rilevanza. Il supremo comandante delle SS e capo
della polizia in Italia, nonch plenipotenziario per le Forze Armate germaniche,
Karl Wolff, sta cercando una soluzione personale (cos come far
Himmler per conto suo a Berlino, negli ultimi giorni, attraverso il conte
Bernadotte). Wolff stato ricevuto in Vaticano da Pio XII nel giugno
1944 e vorrebbe riprendere adesso il contatto con lui. Ma il Papa ormai
dall'altra parte del fronte. Se vuole riagganciarlo deve passare attraverso i
234
cardinali di Torino e Milano. In febbraio (1945) l'approccio con il cardinale
Fossati di Torino si risolto in un nulla di fatto, ma quello con il cardinale
milanese Schuster sembra preludere a qualche risultato. Wolff intende
of frire il salvataggio degli impianti industriali dell' _A lta Italia in cambio di
trattative onorevoli e della sua salvezza personale. E proprio in quello stesSO
mese, il 22 febbraio, che il suo rappresentante a Milano, il colonnello
delle SS Rauff, riceve da lui l'incarico di trattare segretamente e con pieni
poteri con la Curia.
Ma Wolff non si ferma qui, esplora anche altre strade e punta, attraverso
la Svizzera, su un incontro con gli Alleati. Il 2 gennaio ha arrestato
Ferruccio Parri, vice-comandante generale dei volontari partigiani, sa di
avere in mano un ostaggio di altissimo valore e intanto rimette in libert,
permettendogli di varcare il confine elvetico, l'industriale del rayon Franco
Marinotti che Mussolini aveva fatto incarcerare perch contrario alla socializzazione
delle fabbriche propugnata dai fascisti repubblicani. Marinotti
ricambia il gesto mettendolo in contatto con gli uomini che contano da parte
alleata. Comincia una serie di viaggi a Lugano di personaggi incaricati
da Wolff di saggiare il terreno, mentre Parri viene liberato come prova di
buona fede. L'8 marzo Wolff, prendendo mille precauzioni per depistare i

propri sorveglianti tedeschi e gli alleati fascisti, va addirittura a Z~~igo e


s'incontra all'ambasciata americana con Allen Dulles, capo del serVIZIO segreto
americano, e con il suo consigliere per gli affari tedeschi, Leo Gavernitz.
Il contatto con gli Alleati (o il tradimento se lo si vuoI giudicare dal
punto di vista tedesco) iniziato: da quel momento l'SS-Obergruppenfilhrer
Wolff non avr altro pensiero che quello di portare a termine
le trattative e di salvare le fabbriche e le installazioni industriali italiane
oltrech la propria persona e il proprio destino.
Mentre a Milano, in via Maestri 2, al centro di arruolamento dei volontari
italiani l'ufficiale di assistenza delle SS riceve dalle ore 9 in poi, il
22 e 23 gennaio, i militari e i loro familiari residenti a Milano e n~lle
province lombarde per ascoltare i problemi che intendono sottoporgh e
istruire le relative pratiche di assistenza 11, l'VIII Corpo della Terza Armata
americana entra nel Lussemburgo e un colonnello sceglie il Grand
Hotel di Mondorf-les-Bains quale primo concentramento per i criminali
nazisti che verranno giudicati a guerra conclusa a Norimberga da un Tribunale
Internazionale. E, in Italia, il comando della Quinta Armata emana
le prime direttive in vista dell'offensiva finale di primavera.
A Torino sono arrivati oltre 400 partigiani catturati nei rastrellamenti
nel Biellese e circa un centinaio dalla zona del Lago Maggiore. Stanno per
essere invi~ti in treno il 2 marzo, via Milano e linee secondarie perch
quella del Brennero sottoposta a continui bombardamenti, nella Germania
centrale, dove li aspetta lo Stalag 3 e una tragica fine. Per impedire che
235
ci avvenga il comando del Corpo dei volontari della liben di Torino chiede
che la linea Torino-Milano, tornata a funzionare, venga nuovamente
bombardata 12.
I nazisti - coscienti nonostante tutto cLell 'andamento. n.egativo delle
operazioni al front c della necessit di nuove ritirate strategiche - Slanno
predjsponendo un piano di arretramento generale. La prima regione ad esserne
protagonista il Piemonte, al quale - siamo in febbraio e mancano
duc mesi alla fine della guerra - "il Comando superiore tedesco in Italia
si rifiutato di inviare grano e derrate alimentari dalla Lombardia in
quanto il Piemonte deve essere sfruttato sino all'esaurimento 13.
I lineamenti del piano - secondo il Bollettino inforl\lazioni del 28 febbraio
1945 del Comitato Militare Piemonte 14 - sarebbero questi:
- le truppe germaniche in Italia (e quindi anche le SS italiane,
N.d.R.] resterebbero nella penisola, considerata avamposto clelia Baviera,
ridottO centrale d Ila difesa del Reich;
- le truppe germaniche attualmente in Piemonte si sposterebbero ad
oriente del Ticino, in funzione di riserva strategica, per operare sia verso
sud (fronte appenninico) sia verso ovest (prolungamento delle operazioni,
con con eguente attivit del fronte alpino occidentale);
- la responsabilit della difesa del settore Piemonte-Liguria pas erebbe
,aJl'Armala Graziani composta:
In un primo tempo dalle divisioni:
- San Marco (settore Savona-Ventimiglia);
- Littorio (settore attuale) [cio 1zel Cuneese, con comando nella case7'171a
"Ettore Muti" di Cuneo, N.d.R.];

- Monterosa (settore Valle di Susa e Valli di Lanzo)


rafforzate e controllaLe con reparti germanici (tra cui unit gua talori) e
con reparti di milizia (Brigate nere, SS, ecc.). Il materiale pesante in sito
verrebbe lasciato all unit repubblicane subentranti.
in Un secondo tempo dalle divisioni:
Italia
- EtneI
- Vesuvio (raggruppamento di divisioni addestrate o in corso di addestramento
in Germania) .
l nazisu hanno tenuto una riunione a Milano il 3 febbraio e falto il
pu.nto sulla situazione carburante. Hanno 1812 tonnellate di benzina, 730
tonno di petrolio industl'iale, 460 tonno di gasolio, 1365 tonno di olio ombustibile,
1000 tonno di greggio e 350 lonn. di residui. Il fabbisogno per l'industria
ed i trasponi non va oltre - fermi i consumi - la fine di marzo
del 1945, e prospcnive di incrememarlo non ve ne sono. I nazisti decidono
allora di costituir una scorta di carburante a titolo di riserva intangibi le a
236
Novara, dalla quale pescheranno i reparti in ripi.egamento dal Piemonte,
entre tutti i carri cisterna sono fatti affluire a Milano ed a Verona. Conrtne
mporaneamente molti automezzi vengono adattati. a Il''I mpi.e go d e l gassogena, cw. e, d e l gas metano 15 . .'" .
Le SS italiane, coinvolte nella tragedia che SI avvia ali epilogo, sono
sate come unit di polizia. Un gruppo di circa cinquecento, cio un batta\
one, si impegnato il 15 febbraio nella zona di Bellinzago, immediata~
ente a nord di Novara, sulla sponda lombarda del Ticino, contro le forazioni
garibaldine del capo partigiano Cino Moscatelli. Il giorno succe~~
vo si sono spostate a Badia di Dulzago, che un paesino tra il Canale
Regina Elena e il torrente Terdppio. . . ..
Siamo ormai in aperta pianura, i rastrellamenti slgmftcano anche blocchi
stradali, chiusura degli accessi ai paesi, perquisizioni nelle case, sparatorie
nei campi. Forse, spaventando le popolazioni, si prepara il terreno
all'arrivo di nuovi reparti di volontari SS di ritorno dai campi d'addestramento
in Germania. Questi reparti, siamo sempre in Piemonte, stanno acquartierandosi
a Barengo, al di qua del torrente Agogna, e nell~ ~ra~io~i
viciniori, nella piana che si protende verso la Bassa Vercellese. Glt Italtan.I,
arrivati da oltr'Alpe con le mostrine rosse al bavero, hanno trovato, con eVIdente
sorpresa, una situazione gi in fase di disfacimento ed hanno capito
che ormai questione di settimane: oltre un migliaio di essi, approfittando
di tutte le occasioni possibili e nonostante il pericolo d'essere immediatamente
fucilati, se catturati, se la squaglia.
Le diserzioni dei volontari delle Waffen-SS preoccupano notevolmente i
Comandi tedeschi, 'che cercano di rafforzare la disciplina con richiami
all'ordine e trasferimenti. Cos varie compagnie di SS italiane, mescolate ad
altri reparti nazisti , arrivano in treno, passando per Chivasso, a Torrazza
Piemonte ed a Saluggia. Nel primo paesino ne scendono trecento, nel secondo
seicento. Oltre a quello di catturare "banditi", hanno anche il compito
di presidiare la zona, che un punto cruciale, dal punto di vista ferroviario,
nel disimpegno di tutte le unit tedesche dal Piemonte verso la
Lombardia. Si parla di un "Piano X" che dovrebbe scattare al momento

opportuno imponendo tre giorni (cio settantadue ore continue) di coprifuoco


per favorire il ritiro delle colonne naziste, mentre uno speciale servizio
di sorveglianza verrebbe effettuato dalle formazioni fasciste lungo l'autostrada
Torino-Milano 16. E si sta anche preparando un rastrellamento radicale
nella citt di Torino, che durer sei giorni, dal 22 al 28 marzo, per
controllare la posizione di tutti, anche delle persone anziane. Due ufficiali
tedeschi constatata l'inutilit di continuare a combattere, si sono preparati
a fuggir~ dal Comando OB W~st e Sild, ma sono stati scoperti prima di poter
mettere in azione il loro proposito: uno stato subito fucilato, l'altro
passato in carcere in attesa dell'esecuzione 17. Non sappiamo i loro nomi.
237
Messaggio in codice: catturare vivo Mussolini
Uno dei due soli battaglioni che hanno avulO esperienza diretta di combat.
timento al fronte, il Debica (che con il II Btg. del l RgL SS italiane forlT)
ora il Kampfgruppe Binz, di cui abbiamo parlato in precedenza), si trova
in Val d'Arda, una regione sulla quale incombe J'offensiva degli Alleati a
fitta di partigiani che minacciano con continue puntate le retrovie del frdn~
te. Il battaglione ha piazzato molti presidi i nei piccoli paesini di collina
cerca di sorvegliare le strade, imbrigliando i movimenti nemici in quell'in~
t~i~ata ragnat~la. Tr~versando i poggi e superando diverse postazioni par.
tlglane, ~lc~m rep~rt.1 passano nella Valle del Chero, arrivano a Groppa.
rello, qumdl a Carmi ed a Montechino, mentre un altro gruppo, avanzan_
do per Lugagnano Val d'Arda, Viganino e Rustigazzo, si spinge fin nella
zona dell'antica citt romana di Velia. I rastrellamenti continuano intensi
e il battaglione s'inoltra, adottando severe misure di sicurezza, nell'Alta
Val Nure: prima a Bettola, a quota 325, e poi al quadrivio di Farini d'Olmo,
quota 426, intorno al quale si innalzano le cime dei monti Menegosa
Albareto, Aserei, Rocchetta, Osero e S. Franca. '
Il reparto infligge e subisce perdite, ma maggiori sono quelle del II
Battaglione "Vendetta" del 10 Reggimento, che impiegato in una zona
che va dalla Bassa Piacentina fino a Passo Penice. Il battaglione perde uomini
sia ne~lo stesso capoluogo piacentino che a Boggio (febbraio e marzo),
a Montechmo, a Pontenure, a Vigolzone e al Passo del Pnice, a quota
1149 (inizi di marzo). Cadono, tra gli altri, i sottotenenti Dario Cammurati
(a Bobbio) e Diego Correddu (a Vigolzone), ma il sal asso maggiore sar
quello in un piccolo paesino, Momeliano Borgo, che si trova sulla strada
che da Gazzola, sulle rive del torrente Luretta, sale verso una collina che
inve~e: si .chiama M~nle Pillerone, ed ha ap~ena .594 metri. d'altezza. Qui;
partlglam sbarrano J accesso alla Val Trebbia e I volontan delle SS italiane,
il 17 aprile, a qualche ellimana dal "cessate il fuoco", hanno una diecina
di morti (tra gli altri il sottotenente Domenico Gadeleta) e diversi feriti.
In due mesi il battaglione perde almeno una trentina di uomini senza
contare coloro che vengono trasportati negli ospedali 18 . Ma il salass~ non
ancora terminato.
Mentre il Kampfgruppe Binz lascia le propaggini appenniniche e,
s~mpre guidato dai te?eschi che coordinano ogni movimento, si porta in
pianura, nel Comasco I volontari delle SS pattugliano il territorio loro assegna~
o,. che ne.l ~omplesso abbastanza tranquillo, imbottito com' di reparti
nazlstl e faSCistI. Il battaglione del maggiore Pace viene spostato nella zona

di Sondrio a dar man forte ai miliziani francesi di Joseph Darnand (che


dopo lo sbarco alleato in Normandia fa parte del governo fantoccio di Sigmaringen),
alla Brigata Nera locale e ad altre formazioni fasciste. Si prepara
il "ridotto alpino valtellinese" di cui si favoleggia da tempo e che si
238
. l.er come burro ai primi spari. Nel Bresciano, intorno a Rodengo,
ttlog I ( S . al . 1
S . i ono piazzale le nit Armate delle Il lane, SI sposta I
d'1o0Vre gl . l Thal d .
U
PPO pronto impiego" del maggiore sudurolese A OIS er, I CUI
rleremo pi avanli. . ..
pa [n Vallellina, nel cuore del famoso "ridollo alpino", glI ~:n~r:~a~1 ~an:
na missione quella del apilano Vi "tor Giannino, detto Vie , flgho di
nO ~ li italiani' da Foggia che nato nell ' Indiana ed diventaLO ufnciale
e. (1'Fllglorar ida. Giannino stat'o in Val d'Ossola durante la f amosa ". rebpub. r 1In" ed ora si trova a Livigno, con sei uomini e un operatore radIO. Il ~roca
pi importante non quello della S italiane n delle forze naZlstc
~:~ate al collasso appena verr. la spinta ~inal.e, ma l~ c~ltura d~i geJ:archi
della repubblica di Sal che SI ono pOSli a r.a~co di ~Itler, \O primo
O
di Mussolini. L'ordine di catturarlo vivo viene duamato personalluog
. . h .
le per radio daL capitano OSS Albert Materazzl, due lauree ln c Imlca,
:~~i~O di sei fig li e figlie di una famigl.ia di. contadini ~ella ~arem~a tO~
a emigrata all'inizio del secolo prIma In Germama e pOI neglI Statt
sGan , . d Il F
U
1 Malerazzi al eguito del generale Clark, SI trova sul passo e a u- Hl I. , . .
la, il comandante dcll 'u rricio operazioni, .c. il suo. mes~a~gl~ arrIVa. ~
'Vie" in Valtellina, che mette in all'erta lutti I gruppi parllglam con CUI e
in contatto. . .
Mi incontrai , racconter una ventina d'anni dopo al gIOrnalIsta An~
Ionio Pinna a New York, anche con alcuni m mbri d~1 t?'~ppo. che pOi
rebbe catturato e ucciso Mussolini. Era un gruppo Illdlvlduah la, che
av . N . I d
non voleva aver niente a che fare on gli americam. .on I .C lle ~vano
nient e non ci davano nienle. Non volevano nemmeno 1 n~sln lanci. Inomma
non accettavano il nostro criterio, il nostro modo di condurre una
S , l . l t I guerra partigiana. Se io avessi catturato Muss~ 1m, o, av~el consegna o a.
comando della Quinta Armata che aveva orgamzzato l arrIVO nella zona di
un aereo per prelevarlo. .,
II messaggio inviato in codice era questo, parola plU parola meno:
"Pursuant to orders from AFHQ [Allied Forces Headquarte~s,. co~ sede a
Caserta, N.d.R.] il is the desire of the Allies lo take .Mussolmt ~ILVe. T~te
headquarlers will be notified ii he is taken and Ile w!~l ~e held l7l ~ecunty
pending tlle an-iual of ALLied troops>+. econdo gli ordlnl del Quar.u~r ?enerale
delle Forze Alleate, gli Alleati vogliono Catturare Mussohm VIV~.
Questo QU31'licr Generale dovr essere. informato deJ la sua ~att~ra e (Il

prigioniero, N .d.R.] dovr essere custodilO e protetto. fino . ali ar:lvo delle
lruppe alleate 19. Sar un messaggio inulile, come o.rmal tutti .sapp~~o.
a questo punto che ai comandanti delle UnIt S e di polIZia della
zona Oberitalien- West giunge in fotocopia una grande tavola delle f~rze
naziste in Italia disegnata dai grafici che fanno parte dello Stato MaggIOre
dell'SS-Obergruppenfi1hrer Karl Wolff. La tavola dell'aprile 1945, non
porta data, e quella che abbiamo visto noi si trova tra le carte del 750 Reg239
gimento di polizia SS conservate negli archivi degli Stati Uniti 20. Pi che
di un atto operativo, si tratta di una pratica burocratica, a due settimane
dalla capitolazione generale.
Il numero "29" passa dai russi agli italiani
La Wajjen-Grenadier-Brigade del' SS (italienische Nr. 1) diventata, dal
9 marzo 1945, la 29. Waffen-Grenadier-Divion del' SS (italienische Nr.
1). Di divisioni SS numero 29 ve ne sono cos due: la prima una di volontari
russi della zona tra Orel e Kursk, i cui primi reparti di "protezione
civile regionale" si sono gi formati alla fine del 1941 sotto la direzione di
Stanislav Vladislavovic Kaminski. Nell'aprile del 1944 l'unit - chiamata
Russkaja Isviboditielnaja Narodnaja Armija, RONA - si sposta in occidente
e conta oltre tremila uomini, intorno ai quali ruotano circa 10.500
civili, 2.000 cavalli, 1.481 autoveicoli e 1.500 buoi e mucche. La RONA diventa
una brigata popolare che poi sar sciolta, mentre una parte delle
truppe confluir nelle unit del generale Andrej Andreevic Vlassov, l'excomandante
della 2' Armata d'attacco bolscevica schierata in difesa di Mosca
passato ai nazisti.
Il numero "29" resta per un po' nei documenti della SS assegnato ai
russi, poi passa ai volontari italiani. I russi hanno una seconda divisione
SS, la trentesima, composta di ruteni bianchi, che si batter anche sul Reno
e poi verr spezzettata e distribuita per motivi di sicurezza in altre divisioni
germaniche di SS.
La sezione grafica del Comando SS di Berlino stabilisce per i volontari
italiani dalle mostrine rosse questa nuova suddivisione:
- Wajjen-Grenadier-Regiment del' SS 81 (ilal. Nr. 1) con i battaglioni I
e II;
- Wajjen-Grenadier-Regiment del' SS 82 (ital. Nr. 2) con i battaglioni I
e III;
- Waffen-Artillerie-Regimenl del' SS 29 (ilal. Art. Rgt. Nr. 1) con i battaglioni
I (l'e 2' batteria) e II (3' e 4' batteria).
Le altre' unit divisionali che portano il Nr. 29 sono un Battaglione
complementi (Ersatz-Bataillon), un Battaglione Ufficiali (Ojjiziers-Bataillon),
una sezione cacciatori di carro (SS-Panzerjager-Abt. 29), un'unit di
pronto impiego (Kommando), unit di riserva (Ersatz-Einheiten) e un Deposito
e addestramento reclute (Rekr. Aujjang-Depot) a Cremona. Naturalmente
fanno parte dell'organico la Polizia Militare (Feldgendarmerie),
il Tribunale divisionale da campo (Feldgericht), il carcere (Kerker), la
compagnia amministrazione (Verwaltungskompanie), la compagnia riforni240
l i (Nachschubskompanie), la compagnia sanit ( aniti.i1slwmpanie), men fri' . . (D l
d colonne trasporti (1 ue . ,.md 2. Kw. K%nnen ), un u lCIO . Interpreti .,0 -

mel-Scheramt), . la pos~a da cam'p0 (F~ldpo.rtamt .la sezlOD v~terlTIaJ'l.a


(Velerinli1'able~lung) J Il contro plOnagglo (Ab.weh~) , I c~llegamenl1 teIefont. e telex i servizi d'informazione meteorologica, Il genio.
CI La di' visione, cos ome pro pettata, un po' mi' 1z a e G eorge T eSSI'T I ,
lore di un'opera melicolosa sulle Forze rmate naziste (Verbtinde und
~'/JPpen dcI' deulschen Wehrmacht und Wa!f.e~ SS im Z weilen. Welt~rieg
1939- 1945) pubb1i.cata dal Bundesa1'Chw-MI/zUi1'al'chw della GeJ1maOla red
l'aie con la collaborazione dell 'Arbeitkreis jUl' Wehrjorschung e stampata
d:Ua Casa editrice E.S. Miuler b- Solm Gmbl! di Francoforl~ sul Meno,
C'sa che la formazione di un terzo Reggimento e l'ampliamento del pre I . . , d' .
Reggimento di artiglieria non sono menZIOnati nell allO a nOI sopra clta[O. Tuttavia, sempre in aprile, compaiono un nuovo Comando ~el B~ttaglione
Fucilieri 29 (Stab des Fils. Btl. 29), un comando della sez~one n~or~
nimenti reggimentale (Stab des Verso Rgts.), una compagma g~men
(Pion.Kp.) e una compagnia per le informazioni (Nachr.-Kp.). Nel manuali
che indicano le unit d~lla Wehrmacht e della SS - le Schematlsche
Kriegsgliederungen - la formazione di u~a divisione in .Italia ~on .menzionata,
ma, anche se gli atti veri e propn sono comparsI a meta apnle, la
ascita della divisione, come risulta da altri documenti, risale al 9 marzo
~ 945. Il problema puramente burocratico, di classifica storico-militare:
sul piano pratico il documento uscito dagli uffici SS di Ber.l~no. no~ apporta
alcuna modifica alla situazione, che disastrosa, e anche plU di pnma.
Mentre tutto ci avviene "Avanguardia" pubblica a Milano un articolo
di fondo allucinante. Siamo al 31 marzo, mancano 25 giorni alla fine, intitolato
L'imperativo dell'ora e dice: Anche per l'Italia v~r: l'?ra i~ cui ci
saranno pi uomini al fronte e ~elle offici~e e meno uoml~1 nel ~af:e. e sot~
to le gallerie. Occorre prepararsI per quell ora e tagliare dietro di se I ponti
delle comodit e dell'egoismo: questo il comandamento dell'ora! . Quando
si accenna a meno uomini sotto le gallerie chiaro che si indica Milano
con la Galleria Vittorio Emanuele, il punto di passeggio coperto che
va da Piazza del Duomo a Piazza della Scala. Ma un linguaggio fuori
della realt, una mania di persecuzione, che ricalca le veline del regime fascista
defunto: non ci sono in galleria, tra l'altro semidistrutta dai bombardamenti,
n giovanotti con i capelli ricciuti n signorine profumate dalle
gambe fini e slanciate n signori che portano a passeggio il cagnolino, ~om~
nelle vignette di Boccasile. I primi redattori dei giornaletti stampat~ da~
nuclei propaganda dei Battaglioni SS scrivevano cos ~pp~na tornat.! da!
Lagel' in Germania; i redattori del settimanale nazista di Milano cont~nuano
ancora adesso nello stesso stile, anche se la citt deserta, piena d! macerie
e di paura, con le pattuglie che girano di notte e di giorno ed i treni
241
pronti a caricare ed a mandare oltre il Brennero chiunque, sospetto, incap_
pi nelle reti dei rastrellatori.
Perch temi cos frivoli sull'orlo dell'abisso? un mistero. Ma anche
Mussolini parla un linguaggio che non pi del suo tempo: o s'illude op_
pure sa tutto, come i Comandi delle SS, e pronuncia frasi qualunque sol_
tanto per tenere ancora un poco assieme ci che pu sgretolarsi da un momento
all'altro. Gli italiani che non hanno paura di giocare la loro pelle
sono numerosi pi di quanto non si pensi , dice a Brescia il 6 marzo 1945

agli ufficiali della CNR, e "Avanguardia", a corto di argomenti in quel


pauroso rinchiudersi della volta sulla tomba, riporta tutto il discorso:
Dir, dunque, che fummo sorpresi: aggiungo, per, che non saremo pi
sorpresi. Noi lo abbiamo promesso, e l'ho dichiarato nel discorso di Milano
- che difenderemo la Valle del Po citt per citt, casa per casa. Questo
un impegno sacro che dobbiamo prendere e che prenderemo, e bisogna preparare
i legionari per questa difesa [ .. . ] Noi fummo sorpresi alla fine di un
periodo che definisco il periodo del 'fascismo che aveva accettato la monarchia',
noi non possiamo e non vogliamo essere sorpresi nella fase del 'fascismo
che repubblicano'. Se poi gli avvenimenti ci permettessero di irrompere
oltre Appennino (nessuno pu escluderlo) io credo che troveremmo
un'ondata di entusiasmo come forse non supponiamo nemmeno. La logica
del duce sorprendente per la sua ingenuit: Mettetevi bene in vista,
egli afferma, che la Germania non pu essere battuta. Non pu essere
battuta per una ragione molto semplice: che si tratta per lei, come per noi,
del resto, di vita o di morte [ ... ] Oggi lo Stato Maggiore tedesco, e il popolo
tedesco, storicamente davanti a Dio e agli uomini giustificato se ricorre a
tutte le armi pur di non soccombere [ .. . ] 21 .
Ma le armi risolutive non esistono pi, un'intera epoca storica che sta
tramontando. Qualcuno ancora combatte, s, nei reparti minori, ma in alto,
'anche tra chi comanda le SS italiane, si manovra soltanto per salvare la
pelle.
CAPITOLO XIII
ARRIVA LA FINE E NESSUNO
VUOL PI MORIRE PER HITLER
Le ultime nomine da Berlino
A Milano si avverte la fine e i partigiani mordono il freno. La notte del
9 marzo fa le spese di questa inquietudine, assieme al distaccamento
delle Brigate Nere di piazza Tonoli ed agli uffici dell'Organizzazione
Todt di viale Romagna, il Centro di arruolamento delle SS italiane di
via Paolo Maestri 2, all'angolo con viale Bianca Maria. Avanzando da
viale Premuda che corre parallelo al viale Bianca Maria, una pattuglia
di garibaldini della 118' Brigata lancia bombe a mano, spara raffiche di
mitra e ferisce alcuni militi che si sono affacciati sulla strada. La confusione
enorme, si sentono scoppi e grida, le strade all'intorno vengono
percorse dai volontari SS che poi si rinchiudono fino all'alba nella sede del
loro presidio.
Quattro giorni dopo dall'Ufficio personale delle Walfen-SS di BerlinoCharlottenburg
(SS-Personalhauptamt-Personalamt Wajjen-SS, Abt.
VIIjHauptabteilung l, Abteilung 3-Az.: 27a73j FijBug., Betr.: Obernahme
uon Ojjizieren jremder Wehrmachten), arriva per corriere una circolare
firmata dall'SS-Brigadejuhrer Dr. Katz con la nomina di molti ufficiali
stranieri 1. Berlino gi sotto la minaccia dell'attacco finale dell'Armata
Rossa, ma la burocrazia di Himmler continua a sfornare documenti come
se si trovasse all'inizio della guerra. Il plico riguarda, oltre ai francesi, agli
estoni, ai caucasici, agli ungheresi ed ai romeni, anche la Divisione SS italiana.
I nomi degli ufficiali promossi sono i seguenti:
Waffen-Hauptsturmjuhrer Giuseppe Cuccini, nato il 19 marzo 1907. Data
dell'immissione in grado: 1.10.1943, in servizio presso il Bejehlshaber der

WaJJen-SS ItaLien.
WaJJen-Obersturmjuhrer Adriano Prasca, nato il 29 febbraio 1914. Data
dell'immissione in grado: 1.10.1943, in servizio presso la 29. WaJjenGren.
Diu.d.SS.
Wffen- Untersturmjuhrer Alessandro Arcangeli, nato il lO luglio 1917.
243
Data dell'immissione in grado: 1.10.1943, in servizio presso la 29. WaffenGI'en
,-Dzv.d.SS.
Waffen- Untersturmjuhrer Furio Gafforin, nato l'l febbraio 1919. Data
dell'immissione in grado: 1.10.1943, in servizio presso la 29. WaffenGren.
Div.d.SS.
WajJen- Untenturmjuhrer Franco Roscelli, nato il 30 novembre 1921. Data
dall'immissione in grado: 1.10.1943, in servizio presso la 29. WajJenGren.
Div.d.SS.
Mancano sessanta giorni alla conclusione della guerra, questi ufficiali
hanno maturato un'anzianit che conta del punto di vista finanziario, ma
non certo che riusciranno ad incassare gli arretrati. Dopo la lunga attesa,
avranno, comunque, la certezza di essere iscritti nei ruolini delle SS e di
terminare la dura avventura quali "comandanti". Sono gli ultimi ufficiali
delle SS italiane nominati da Himmler.
Sul fronte di Sal le preoccupazioni sono alquanto diverse. Agli inizi
della primavera finale, pi che non dello spirito necessario alla riscossa, il
problema di cui ci si occupa al secondo Battaglione del 2 Reggimento alpini
Morbegno quello della "carne". Qualcuno ha avvertito il capitano comandante
interinale (di cui non riusciamo ad interpretare la firma nel documento
2 che ora esporremo) che vi sono prostitute in caserma, e il capitano
andato sulle furie. La disciplina fa gi acqua da tutte le parti, mancano
soltanto le puttane per mandare a picco l'esercito repubblicano. Ed allora,
si~mo al 2 ~i aprile ~el 1945, dopo averci a lungo pensato, il capitano
compila un ordme del gIOrno - Comando 2 Reggimento Alpini I1a/ IIb
N 1743 di prot. - oggetlo: Prostitute - che indirizza a tutti i reparti,
compresa la colonna leggera.
. In un accampamento occupato da sottufficiali e da militari di truppa ,
dice testualmente l'incredibile documento, stata sorpresa stamane una
prostituta che aveva passato la notte con tre sottufficiali. Ho la sensazione
che fatti del g~nere. si verifichino anche in altri accantonamenti, con quelle
conseguenze di ordme morale che facile immaginare. Non sono un puritano,
e capisco che quando si sente l'impellente bisogno di uno sfogo fisiologico,
naturale che si ricorra ad una donna. Ma che questa donna la si
porti in un accantonamento, non posso ammetterlo. Vi sono ragioni di moralit,
d'ordine militare riflettente il segreto militare, di dignit personale
che vi si oppongono. Se si ammettesse o si tollerasse questo, i nostri accantona~
enti ?iventerebbero. case di tolleranza. In questa stagione, quando
non SI trovI una camera m albergo, ci sono prati che da quando mondo
mondo, hanno accolto non solo amanti ma eteri [voleva dire "etre",
N.d.R.] di ogni qualit e specie.
. Il comandante di battaglione minaccia ispezioni e provvedimenti , ma
chiaro che ormai la situazione gli sfugge di mano, cos come a tutte le altre
forze della repubblica che si trovano in Valle Padana. L'SS-Obergruppen -

244
filhrer K.arl Wolff accelera i suoi negoziati con gli Alleati, E, mentre il povero
capitano del Morbegno scrive il suo messaggio sulle prostitute ", mette
a conoscenza il generale Heinrich von Vietinghoff, che ha sostituito
Kesselring nel comando delle Forze armate tedesche in Italia, dei suoi negoziati.
Adesso ambedue hanno una sola speranza: che la scricchiolante impalcatura
su cui si regge ancora il Terzo Reich resista per almeno una
quindicina di giorni in modo da permettere la conclusione delle trattative
in Svizzera.
Auguri al Fuhrer, che ha 56 anni
Gli angloamericani che dilagano in Germania, mentre i russi (Malinovskij)
raggiungono il confine austriaco, temporeggiano in Italia prima della
spallata finale e chiedono a Wolff di bloccare gli ordini di distruzione degli
impianti e delle attrezzature industriali della Valle Padana emanati a suo
tempo. Wolff esegue il 6 aprile ed a Milano, in un suo appartamento, installa
addirittura una radio alleata per facilitare lo scambio delle comunicazioni
3. Poi, il 17 aprile, dopo aver informato gli angloamericani del
suo passo, parte in volo e raggiunge a Berlino Himmler. un passo rischioso,
ma anche Himmler sta muovendosi per conto suo in segreto, alle
spalle di Hitler, ed ha aperto contatti con gli svedesi. L'SS-Obergruppenfuhrer
Wolff gi di ritorno due giorni dopo: ha pieni poteri per trattare la
r~s~. Il generalissim.o Stalin. informato di questa [accenda e per principio
diffida, temendo del tranelli: che, cio, ad un certo momento gli Alleati
adoperino le forze tedesche in Italia (e quindi anche le SS italiane) per
bloccare, o fren are, l'avanzata russa in Ungheria e in Austria. Ma ci non
accadr mai.
Mentre Wolff viaggia freneticamente per concludere l'accordo il pi
presto possibile, il periodico dei volontari italiani continua imperterrito ad
inneggiare al FLihrer, che il 20 aprile compir 56 anni. Quando ricorre in
tempi di pace il genetliaco di grandi uomini, scrive nel suo fondo "Avanguardia"
4, , q uesta, una festa per la nazione cui essi appartengono. Ma
in tempi in cui un popolo impegnato in una lotta definitiva per la librt
e per l'esistenza, il 20 aprile assume, in mezzo al vertice tempestoso degli
avvenimenti pi sanguinosi, non soltanto il significato di giorno dedicato
a.lle commemorazioni, ma diviene fiaccola lampeggiante di fede, grido che
nafferma un giuramento di volont combattiva che non ha debolezze.
[ ... ] In un complesso di campagne vittoriose senza l'uguale, aggiunge
stranamente il fondista come se gi si trovasse a l di l della catastrofe, ed il
s~o fosse un necrologio, il 'soldato tedesco giunse attraverso tutta l'Europa
fmo ai giganti nevosi e alle rocce immani del Caucaso. Ma i nemici trassero
allora le loro forze da quasi tutto il mondo per raggiungere la vittoria
245
che appariva ormai sicuro retaggio della Germania e dei suoi alleati. Lo
sviluppo della guerra dai tempi della battaglia di Stalingrado presente alla
mente di noi tutti. Alle altezze luminose del trionfo seguirono i contrac_
colpi inesorabili, la cui origine non vale qui la pena di ricordare. Ma la vera
grandezza non si mostra soltanto nel momento del trionfo, bens anche
nelle difficolt dell'ultima battaglia decisiva; occhio nell'occhio con la mOr_
te, i veri grandi incidono il loro nome sulla roccia dell'eternit ... ".

"Avanguardia" che giunto al quindicesimo numero del suo secondo


anno e costa tre lire ha ancora una settimana di vita. Tutto ormai trabal_
lante, il giornale non giunge a tutti i reparti, che non hanno il tempo di
leggere q uelle poche pagine messe su in fretta, con tono grigio, nella reda_
zione milanese di viale Monte Santo. Se potessero leggerle capirebbero che
la campana suona gi a morto. Nella penultima colonna della prima pagina,
in un articolo intitolato Per non cadere nell'assU1do, c' qualcuno che
scrive, pur arrivando poi a conseguenze logiche del tutto diverse: Battaglia
di onore? No. L'onore dell'Esercito, del popolo e del nome tedesco sarebbe
gi salvo e consacrato per i millenni anche se la Germania, oggi stesso, cedesse
le armi. Oggi, continuare la guerra in quelle condizioni di irrimediabile,
schiacciante inferiorit, quali ci appaiono sui vari fronti, significherebbe
offrire alla morte le sole donne e i soli bambini, e alla completa distruzione
le ultime citt non ancora del tutto rase al suolo. Un epilogo del genere,
anzich illuminare di nuovo eroismo il popolo tedesco, lo coprirebbe
piuttosto di infamia: ch gli innocenti non si possono offrire in olocausto
senza una ragione. La strage di Dresda - per citare solo questa - avrebbe
gi deciso un popolo che non avesse pi speranza alcuna a chiedere la
pace. Il popolo delle citt e dei villaggi massacrati non ha e non pu avere
la disciplina di un esercito combattente. Ad un dato momento, se la causa
persa e se la continuazione della lotta non ha uno sbocco, esso forza la cessazione
del macello ormai inutile. una meccanica storica oltre che umana.
Non un grido di "basta" si , invece, ancora levato dalle popolazioni tedesche.
Al contrario, si osserva, anzi, il furore con cui le donne e i fanciulli
dei territori invasi si sono dati alla guerriglia e al sabotaggio degli eserciti
nemici attraverso l'organizzazione del Werwoif. C', dunque, qualcosa che
sostiene questo popolo, oltre alla fierezza e alla disperazione: c' una certezza,
una coscienza, una consapevolezza di una imminente ripresa [ ... ].
Chi ruba i codici militari ledeschi?
Basta, tuttavia, leggere tra le righe per capire: la fine sta arrivando, e le
parole scritte menlre si pensa allo sgombero non riusciranno ad esorcizzarla.
Ma c' qualcuno che ancora cre~ nell'impossibile, come le due SS ita246
liane che un mese fa, in marzo, si sono presentate a don Renato Rossi, cappellano
partigiano della Brigata MortiTolo, un paese di montagna sulla
strada da Sondrio a Tirano, in Valtellina. Uno ha detto di chiamarsi Bruno
Zola, dell'altro non sappiamo il nome. Uno, pentito, ad un certo punto
si confidato ad una ragazza, ha raccontato l'inganno: fingevano di essere
degli sbandati, erano alla ricerca di notizie. Nell'attesa di provvedimenti, la
notte della confessione l'hanno messo in una cantina. Al mattino l'hanno
trovato cadavere: si era dato la morte. L'altro ha continuato il gioco.
"Resto con i partigiani , ha detto, ed stato accettato. Dopo una ventina di
giorni scappato, ed ha raccontato tutto al comando del Battaglione SS italiane
che si trova in Valtellina. Cos, ora che mancano dieci-quindici giorni
alla fine, a Tirano si scatena la rappresaglia 5 .
Il generale Nagel, capo di Stato Maggiore del comando dell'Armata
Ligurien, che ha il suo quartier generale a Mandello Lario (Como), dirama
una circolare dalla quale si comprende che ormai all'interno del fronte
anche i rapporti tra nazisti e italiani di .Sal sono diventati assai difficili, e

che i nazisti vedono nemici e spie dappertutto. Molti soldati italiani , dice
il documento, alle stazioni vengono rimandati indietro dai soldati tedeschi
e non possono raggiungere le loro unit. I tedeschi devono rispettare i soldali
che hanno il libretto di marcia in ordine. I rapporti tra i soldati tedeschi
e italiani si vanno deteriorando. Bisogna chiarire questo punto di vista
ai nostri soldati: quanto sia importante che gli italiani si trovino al nostro
fianco in questo periodo 6. Parecchi soldati italiani sono, per, disertori, e
lo stesso Nagel invita ad annunciare subito per telescrivente al DI. Insp.
der ila l. Verbande del settore OB-Stidwest a Bergamo" tutti i casi relativi,
per i provvedimenti punitivi del caso.
I tedeschi hanno ragione di diffidare: le spie ci sono nei posti pi impensati.
L'8 dicembre 1944 la donna che esegue le pulizie agli uffici dei comandi
dell'Armata Ligurien stata sorpresa mentre raccoglieva le carte
dai cestini e ne faceva un pacco per passarlo a qualcuno. Il materiale usato
, aveva allora avvertito Nagel, deve essere tolto dai cestini e bruciato
dai soldati, e non dai civili . Ma ora non si tratta pi di carta usata o di
appunti. Ora spariscono anche i codici. Il 3 aprile scompare il codice SHM
293, che qualcuno riesce .a far pe"rvenire ad una missione alleata. Entra in
vigore il codice SHM 277", avverte subito il capo di Stato Maggiore per telescrivente,
mentre vengono aumentate le misure di sorveglianza. Ma anche
questo secondo codice ha breve vita: dopo due settimane scompare anche
lui, e viene sostituito da quello SHM 110. I tedeschi comprendono di
essere circondati da spie ovunque e che ogni ora pu essere quella decisiva:
reagiscono come possono, e i meno fanatici sono attenti a non morire adesso
che tutto sta per finire 7.
N el Piacentino - il 20 aprile - una parte del Kampfgruppe Binz
(il battaglione Debica) si dispone a cavallo della Via Emilia, nella fossa
247
creala dal lorrente N ure, scava trincee, piazza alcuni cannoni, crea degli
sbarramenti per frenare l'evenluale irrompere degli anglo-americani da
Parma e Fidenza (ma poi sgomberer il campo prima che possa avvenire il
COnlatlo). L'altra met del Kampfgruppe (il II Battaglione dello Reggi_
mento) arroccata intorno a Rivergaro, una ventina di chilometri a sud di
Piacenza per impedire ai partigiani di scendere a valle, ma poi ripiega verso
il Po e perde il contallo con i ribelli.
In Val Camonica, passano per Darfo trecento SS italiane che i partigia
ni della divisione :/'ilo Speri ritengono siano dirette ad Edolo, ed allora
diramano ordini alla Brigata Cappellini perch, a mezzo di piccole pattuglie,
ne vengano distrutti, ad uno ad uno, tutti i mezzi di trasporto 8. , invece,
in corso un grande rastrellamento denominato "Azione Mughetto", al
quale i volontari con le mostrine rosse partecipano assieme al 10 e 630 battaglione
della Legione Camicie Nere d'assalto Tagliamento ed a due compagnie
della S' Brigata Nera mobile Quagliata. Lo scopo di ripulire la
zona per assicurare il transito delle colonne tedesche in fase di sganciamento
dirette al Passo del Tonale o ai valichi alpini dell' Alta Valtellina 9.
A Rodengo-Saiano, nel Bresciano, c' il "Gruppo pronto impiego" delle
SS italiane, che ha fissato il comando nella villa dei conti Fenaroli. Lo
guida il maggiore Alois Thaler, di Brunico, che parla correntemente l'italiano
e il tedesco e che, a suo tempo, ha optato per la Germania. In Russia

ha perduto una gamba e perci cammina appoggiandosi ad un arto artificiale.


I tedeschi dicono di lui: pi prussiano d'un prussiano . Con Thaler
ci sono il tenente colonnello Gardini (che gli obbedisce anche se superiore
di grado) , il maggiore Lardera, gi nello Stato Maggiore a Roma, internato
in Germania e poi passato alle SS italiane, e il tenente Michele Lombardo,
basso di statura, spesso in borghese, con gli occhiali da sole anche
d'inverno, che conduce le indagini e gli interrogatori dei prigionieri. stato
educato dai salesiani, la sua spietatezza non conosce confini: ai suoi ordini
si trovano, lra gli altri, quattro uomini crudeli: Franco Traverso di
Alessandria, Bruno Arba di Frugarolo (Alessandria), Giuseppe Benedetti
di Vigonovo (Udine) e Adriano Miozzi di Migliarino (Ferrara).
Il gruppo "pronto impiego" omogeneo, dispone di armi , guidato con
estrema disciplina: dar molto filo da torcere prima di arrendersi. Lo compongono
dodici ufficiali (i maggiori Alois Thaler, Carlo Nicolis di Robilant
e Alessandro Orzali; il capitano Ido Zilianti; i tenenti Amos Battisti, Leonardo
Gelosi, Michele Lombardo e Sommer; i sottotenenti Fernando Distesi,
Dante Apollonio, Mario De Bernardi, Giorgio Romagnoli , Pietro Zottis,
Alessandro Gueriotti, Otto Casagrande, Pietro Careri, Alessandro Gubiotti
e Hofman, un dentista), 29 sottufficiali, 25 capora~maggiori, 41 caporali,
90 soldati e 4 civili lO.
248
Il Kampfgruppe Binz abbandona le jJosizioni
Nel Comasco tutte le unit sono in allarme. Il colonnello Enzo Celebrano,
che comanda il 20 reggimento delle SS italiane (1'81 0 secondo la numerazione
germanica) ed ha il comando a Cant, per misura precauzionale dorme
ogni notte in un posto diverso. Ronde armate di volontari pattugliano la
Brianza e tutte le strade che portano a Lecco, Como e Milano. Ormai l'intero
fronte in movimento, anche i Comandi sul lago di Garda stanno
smobilitando, e perci lo stato di all'erta diventato consuetudine.
Alle 9 di sera del 18 aprile. M ussolini, con una scorta di SS, arriva alla
Prefettura di Milano, in corso Monforte. Le sentinelle naziste stazionano
permanentemente davanti al suo ufficio, ed egli, cos come pu, cerca di fare
il punto della situazione. Ma gli manca il dato pi importante: la notizia
che l' SS-Obergruppenfuhrer Wolff in viaggio per Lucerna per accelerare
la conclusione degli accordi con gli angloamericani. Gli arriva, invece,
da Berlino l'ultimo telegramma del suo compagno di avventura, ma non
conta pi nulla. La lotta per l'essere o il non essere , dice il messaggio,
ha raggiunto il suo punto culminante. Impiegando grandi masse e materiali,
il bolscevismo e il giudaismo si sono impegnati a fondo per riunire sul
territorio tedesco le loro forze distruttive al fine di precipitare nel caos il
nostro Continente. Tuttavia, nel suo spirito di tenace sprezzo della morte,
il popolo tedesco e quanti altri sono animati dai medesimi sentimenti si
scaglieranno alla riscossa, per quanto dura sia la lotta, e con il loro impareggiabile
eroismo faranno mutare il corso della guerra in questo storico
momento in cui si decidono le sorti dell'Europa per i secoli a venire" Il
lo stesso linguaggio allucinato di "Avanguardia" nel suo ultimo numero,
sempre grigio e sempre senza un palpito di umanit, che compare a
Milano sabato 21 aprile, lo stesso giorno in cui gli angloamericani entrano
a Bologna, a duecento chilometri di distanza. Giammai, dice un incorniciato

in neretto, le forze oscure potranno regnare sulla terra. L'ordine, la


pace e la giustizia saranno, invece, instaurate nel mondo . Ed ancora: La
follia con la quale i nemici si sono schierati contro l'umanit sta raggiungendo
il suo vertice, lasciando sul mondo intero null'altro che un sentimento
di umiliazione e di disgusto". Sono frasi che Goebbels, Generalbevollmachtiger
fur den totalen Krieg, commissario plenipotenziario per la guerra
totale, ha pronunciato alla radio, a Berlino, il giorno prima e che, riprese
dal notiziario dell'agenzia tedesca, sono state inserite nel giornale dei volontari
italiani all'ultimo momento.
Come se si vivesse in un altro pianeta, e certamente molti collaboratori
del settimanale delle SS italiane rappresentano casi da psicanalisi, un certo
Alessandro Mussano scrive dell'Europa che sorger alla fine della guerra.
Ma quale Europa? Secondo lui, quattro giorni prima del crollo, quella dei
nazisti, che vinceranno. La comune concezione politica e sociale secondo
la quale dovranno essere costituiti gli Stati dell'Europa dell'avvenire, dice
249
lussano, sar, dopo la viltoria deWAsse, la repubblica ba ala sulla preminenza
del lavoro sul capitale. Il dOll. Gocbbcls, nel uo discorso rivolto
ad una delegazione degli operai stranieri che lavorano in Germania, ha l'ibadito
questo principi, afferm, ndo esplicitamente che la Germania combal_
te non solo per la libert di tutti i popoli, ma combatte per una Europa libera
e socialista.
Colui che si ceda solto lo pseudonimo' Il camerata SS" - probabil_
mente il capitano alvatore Piras che l'ha mutuato dal reporter di gu rra
morto alla fine del 1944 - conclude la sloria di questo giornale delle SS
italian con un appello: Chi sei tu? a cui gi rispondono senza incertezze
gli avvenimenti che si succedono di ora in ora. O tu che abiti in Italia ,
invoca il cor ivista, che sei nato, cresciuto, edu ato in Italia, perch nOn
ami questa tua Patria che la terra dei tuoi cari morti e dei tuoi parenti
ancora vivi , la terra che raceoglie le chiese dci luoi padri e la gente del tuo
sangue, questa ltalia che ha una storia millenaria di gioie di dolori , di
glorie e di grandezze? Un russo (che un russo), un americano, un inglese,
un francese mai rinnegano, mai tradiscono, mai avviliscono la loro Patria,
ma si gloriano, anzi, di ringraziarla e di difenderla, di abbellirla e onorarIa.
Solo tu, italiano, li proclami un senza patria, un disposto a fare lo
schiavo dei russi, degli americani, degli inglesi e francesi , e magari anche
degli Ottentolli [ ... ] Oggi una rovina immensa incombe sulla nostra Pall-ia:
chi sei tu? Un urapiedi dei tuoi nemici o un suo degno figlio pronto a luLle
le prove? Non ' via di sedIa. Rispondi: ehi sei tu?.
Forse quello del "camerata SS" italiano lo stesso stupore (o la stessa
disperazione per un sogno svanito) dei cosacchi del Don, del Kuban e del
Terek che hanno tradito I idea della grande Madre Russia si sono schierali
Con Himmler mettendo sul colbacco il teschio d'argento, o di quel migliaio
d, miliziani francesi guidati dali SS-Stu1"mbannjiJ.hrer Damand che
ora sanno di rovarsi, a Grosotto nel "ridotto valtelljnese", all'ora XII a
dei turchi orientali (gli OsUiirken di Harun el Raschid B y) o dei croali,
dei bo niaci e di tanti altri che l'onda finale della guerra ta per investire e
travolgere: tulla gente che, credendo nell'infallibilit di Hitler, ha scelto invece
la parte perdenle.

A questo gruppo appartiene certamente anche il capitano delle S . italiane


Leale Martelli, gi comandante del entro di arruolamento di Fil' nze,
che in quel mese lragico che segner l'apocalisse fa uscir~ a Como, per i
tipi della tipografia CavalIeri, prezzo lire 10, un manualetlo. arancione dal
titolo incredibile: La - Formaz ione politico-militare della Noua Eurol)
a. Quarantollo pagine, con il teschio nella prima, alcune fotografie del
cOl'rispondente di guerra SS A. de Palma i ritratti del Fahrer, del Duce e
di Himmlel' e qualche timido appunto ai nazisti.
I camerati Tede chi , dice il capitano MarteIli, non comprenderanno
mai la profondit del nostro dolore, durante gli interminabili giorni in cui
250
le lente tradotte ci trasferivano dai Balcani in ~erm.ania. co~e prigionieri,'
Non sapranno mai lo schianto al cuore, e le lagnme lI1ghlOttlt~ che procuro
la consegna dell'arma a soldati d'onore che non a~ev~no tr~dlto, ~a :rano
tati essi pure traditi e che non attesero neppure l arnvo nel campi di con~
entramento in Germania per rinnovare l'offerta della vita a favore della
patria e della lotta comune.
Questa macerazione intima a cui non tutti ressero, ci purific dell'onta
'rnrneritata che il tradimento aveva gettato su di noi e ci rese degni di com~
attere ancora - alla pari - con i camerati germanici. E chi di noi mantenne
intatta la fede e decisa la volont poco rest nei c~mpi di concentr~~
rnento. I migliori non attesero di essere interpellati. Chi non lo aveva gla
fatto nel settembre al suo primo contatto con i camerati germanici invoc di
combattere. E i camerati capirono questo nostro grido di dolore, questo nostro
ardente desiderio di rinascita, e ci vennero incontro.
Quanti di questi manualett~ ven~ero d~stribuiti? No.n l? sappia.mo. Ma
quello el:a, piuttosto, il .le~po. lJl C.UI molti cercavano. di dls~arsl d.1 ~uan.to
avevano II1t0I'l10; an h I Ciechi capivano che era ormai questione eh giorni.
In VaJteLllna il l Battaglione dell 2 Reggimento SS italiane sta porlandosi
a Pome di Lt:gno (quota 1258), a dieci chilometri dal Passo del
Tonale (quota 1883). Sulla strada che conduce a Edolo lascer distaccac
menti a Vezza d'Oglio ed a Tem. D il cambio ai reparti della Taglwmento
e nelle sue file annovera ufficiali e soldati che hanno partecipato nel
Cuneese, in Val Germanasca, in Val Chisone, in Val Pellice e nella Bassa
Pinerolese ai rastrellamenti del 1943-44: il capitano Giuseppe Etter (nato
il 7 gennaio 1907), il capitano Cosimo Etter e il sottotenente Gaetano Sansone.
Due plotoni rinrorzati da due squadre mitraglieri (in totale 80 uomi*
I\i) las iano Tem e vanno verso il Passo dell'Aprica (quota 1l?6) si.stemandosi
a Trivigno (quota 1696) e Guspessa. Li comandano, nspetllvamente
i sotlotenenti D anti c Mosconi. Due di questi volontari (il caporaJma~
iore Ubaldo Boldi e il soldato Luciano Savorani) saranno falti prigionieri
la sera del 27 apri le 12.
Nella Bassa Piacentina l'SS-Obersturmbannfuhrer Franz Binz d l'ordine
di ritirata al suo Kampfgruppe: il 25 aprile, il momento in cui Mussolini
sta andando all' Arcivescovado di Milano a trattare, tramite il cardinale
Schuster, con il Comitato di Liberazione Nazionale, mentre a Genova
gi da due giorni i nazisti hanno capitolato nelle mani dei partigiani. Arriva
a Grbido ed a Bosco dei Santi, e poi alla Mortizza, dove il Po forma
una grande an a le sue acque si fanno quiete. Qui traversa il fiume approdando

a anto Stefano Lodigiano poco prima di Codogno. A Santo Stefano


aUacca un gruppo partigiano che tiene prigionieri 350 fascisti della
"territoriale", li libera e cattura dodici autocarri che aggrega al Kampfgruppe,
il quale continua la ritirata piegando verso Somaglia 13. Tra i primi
morti il caporalmaggiore Cadi e i volontari Giorgio Giorgi, Nicola Ingrosso
e Orazio Sii no.
257
Il colonnello Celebrano si arrende a Cant
L'SS-Obergmppenfuhrer Karl Wolff ha fatto una rapida puntata al s
ex-quartl.e r genera I e d'I F asano, sul lago di Garda, ed gi rientrato a CeUr_o
nobbio, a due passi dal confine svizzero, al Comando del servizio di sicurez_
za germanico della zona di frontiera, nella Villa Carminati. Mussolini ch
ha gi lasciato la sera prima Milano, si trova ora a Menaggio, sul la~o d:
Como: tra meno di ventiquattr'ore sar catturato. La radio di Milano, Ch~
ha messo in onda l'ultimo notiziario fascista alle 8 del mattino del 26 apri_
le, trasmette gi appelli all'insurrezione.
Il maresciallo Graziani lascia Mussolini al suo destino e va a discuter
con Wolff,. il qual.e gli parla d~lle trattative per l'armistizio che stanno pe;
concludersI con glI anglo-amerIcani. Graziani decide di restare con i soldati
della repubblica e di non seguire il duce, ma verr tra poco fatto prigionie_
ro da un ufficiale americano e portato a Milano. Wolff ha gi lasciato Cernobbio
nella notte (gli ha fatto strada un gruppo di partigiani guidato da
un rappresentante del servizio segreto americano, di Lugano) ed arrivato
in Svizzera. A Lugano incontra un rappresentante di Allen Dulles e assicura
gli Alleati che, se Himmler, o qualsiasi altro, tenter di prendere il
comando del fronte meridionale, lui lo far arrestare. Gli Alleati lo fanno
prose?uire per B~lzano (passando all'interno della Svizzera), dove si spostato
Il suo quartler generale e dove gi si trova il generale Vietinghoffl4.
Le unit tedesche, che non sanno ancora nulla di quanto avviene alle
loro spalle, sono abbandonate a loro stesse. Nel Comasco, alle 20.30 del 25
aprile, i quattro distaccamenti di Cant del Battaglione partigiano Nannelll
- Gap/Sap (Brigata Perrella) iniziano a Vighizzolo di Cant, guidati
da Adelino Borghi e Nello Frigerio, l'occupazione e il disarmo di due caserme
delle SS italiane. Sono quelle che ospitano reparti del genio. I quattro
distaccamenti sono il Brighi, il Rini, il Tappi e il Fani: in tutto ventun
uomini contro ottanta Ss. Vighizzolo una grossa frazione di Cant, a due
chi~o~etri dal centro. Cominciano gli spari: primo morto (il partigiano
LUIgI Longoni) e primi feriti . Il comandante si arrende alle 2 della notte
sul 26 aprile, mentre Mussolini, abbandonata Como, che si trova ad appena
una dozzina di chilometri dalle SS italiane corre in macchi~a verso il
centro lago. . '
Sempre a Vighizzolo di Cant, alle 7-8 del mattino, arriva da Alzate
un autocarro con SS italiane e tedesche. Nuova sparatoria, morti e feriti da
ambo le parti : le SS si arrendono. Un secondo camion giunge da Brenna
alle 11: dopo breve combattimento, i nazisti si arrendono. A questo punto
Vighizzolo libera ed allora i partigiani, lasciato un distaccamento (il
quarto) sul posto, muovono verso Cant.
. Un gruppo costituito dal rag. Luciano Inganni, dall'avv. Lorenzo SpalImo
e dal dr. Vittorio Boghi tratta la resa con il colonnello Enzo Celebra-

252
nO, Waffen-Standartenfuhrer und Kommandeur del 2 Reggimento della
Waffen-Grenadier-Brigade der SS (ital. Nr. 1): i timbri con la nuova dicitUra
29' Divisione della SS non sono ancora arrivati e non arriveranno
mai. Enzo Celebrano (38 anni, ex-ufficiale delle Camicie Nere, un omaccione
alto un metro e ottanta, dagli occhi nerissimi, come i capelli, che
spiccano quali carboni nella faccia ovale) ha il comando nella Villa Crespi
di Alzate Brianza, circa sei chilometri ad est di Cant, verso Erba, e tergiversa:
il passo per lui doloroso. Ma una pattuglia partigiana si scontra
alla periferia di Cant, vicino a via Fiammenghini, con un'altra di ufficiali
delle SS e li abbatte: sono i capitani Corrado Bettini, Marco Mutti e Annibale
Rosati. I partigiani prelevano le tre piastrine di riconoscimento degli
ufficiali morti e le consegnano al colonnello Celebrano spiegando quale la
sorte che spetta agli altri se in tendono resistere.
Celebrano firma la resa dell'intero presidio, quattro caserme, su un foglio
quadrettato di un quaderno per aritmetica delle elementari, in una
stanza del Collegio arcivescovile. II Comando della Divisione - questo
il messaggio scheletrico che invia ai suoi uomini - Vi ordina di rientrare
ad Alzate. Rientrerete con le vostre armi senza subire nocumento. Di ci se
ne rende garante il sig. Inganni e il dott. Boghi. Colonnello Enzo Celebrano
. Poi, mentre i partigiani lo stanno osservando con le armi pronte, appone
per l'ultima volta la sua qualifica di Waffen -Standartenfuhrer u. Kdr.
e il timbro dello Stato Maggiore del reggimento. Per lui finita: lo aspetta
assieme al figlio Angelo il campo di concentramento alleato e il carcere di
Como 15. Sono le prime ore del pomeriggio del 26 aprile: Cant libera, un
intero reggimento di SS italiane si disciolto senza neanche toccare le armi
e senza battersi per quel Fuhrer al quale pure aveva giurato di sacrificare
la vita.
Contemporaneamente a Lurago d'Erba si arrende e viene disarmata i ribelli prelevano armi automatiche leggere e pesanti, e materiale vario la compagnia collegamenti (trenta uomini) del tenente Pesce. A Canzo,
nella mattinata, i partigiani della Brigata G.L. Paolo Poet, guidati da
Giancarlo Bertieri Bonfanti, circondano il parco di Villa Bordoni e concentrano
;: fuoco verso un punto da cui si udito qualche sparo. Dopo una
diecina di minuti di raffiche di mitragliatrici pesanti un maggiore delle SS
italiane fa cenno di arrendersi. Cessato il fuoco, il maggiore si consegna assieme
ad altri quattro ufficiali, di cui due tedeschi. Il maggiore Paolo Comelli,
di Udine, che durante il rastrellamento nell'autunno 1944 in Valsassina
(zona di Abbio-Biandino-Cobbio-Carnisolo) ha fatto fucilare, al cimitero
di Introbio, sei partigiani della 55' Brigata Garibaldi, come abbiamo
gi raccontato. Agli effetti delle disposizioni alleate e partigiane, il maggiore
considerato "criminale di guerra", e perci viene tradotto in cella di sicurezza
presso i Carabinieri di Lecco.
Comelli viene poi interrogato e dichiara che nel periodo del rastrellamento,
egli fece denudare due donne completamente e due altre parzial253
mente; dette vennero battute con frustino, e cio ... [ non riportiamo i nOmi
del verbale, N.d.R.]. La ... [non riportiamo il nome, N.d.R.] stata da me
personalmente battuta [ ... ] Dichiara che un'altra patriota stata denudata

completamente ed obbligata a compiere (omettiamo il testo N .d.R.] a patrioti


prigionieri, e assistette personalmente alla funzione, in unione ad altri
Ufficiali e soldati. Presenti all'atto nefando erano parecchi ufficiali delle
SS italiane, fra i quali Santi no Giovanni tenente, sottotenente Bedeschi
Giuseppe di Vicenza e Sacchi (non ricorda il nome) e parecchi soldati della
stessa formazione, dei quali non ricorda il nome [ ... ].
Il Comando delle SS italiane, a seguito di incarico del Comando tede_
sco, fatte le debite indagini, ebbe a rimproverarmi per le mie sevizie, ma esse
erano giustificate in quanto compiute contro patrioti. Di conseguenza io
non ho subto alcun provvedimento disciplinare [ ... ] Fatta la precisa domanda
al maggiore Comelli, quale pena avrebbe inflitta ad un suo ufficia_
le, nel caso avesse commesso fatti come sopra specificati, risponde: "Dati
gli ordini ricevuti, faccio quel cazzo che voglio!" 16. Condannato a morte, il
maggiore viene portato al cimitero di Introbio, nello stesso luogo dove molti
mesi prima erano stati passati per le armi i sei partigiani della Valsassina,
e fucilato.
Ad uno ad uno i vari presid della Brianza e del Lecchese si dissolvono:
quelli di Albavilla (130 SS italiane), di Barzan (60 SS italiane), che si arrende
al comando della divisione Puecher e consegna un certo numero di
cavalli che aveva requisito, di Canzo (una sezione di batterie del 2' Gruppo
di artiglieria e una compagnia di mezzi controcarro di circa 40 uomini), di
Asso (comando del Reggimento di artiglieria con una sezione di batterie del
10 Gruppo di artiglieria), di Valmadrera (Ispettorato SS italiane comandato
dal generale Piero Mannelli), di Carimate, di Mariano Comense, di Bosisio
Parini e di Carate dove si trovano reparti di tre battaglioni, di Erba
(compagnia di sanit, compagnia rifornimenti e due colonne di autocarri),
di Lurago (30 SS del genio) e di Albate (dove si trova il carcere riservato ai
prigionieri catturati dalle SS italiane e che ora diventa il loro carcere).
Muoiono alcuni ufficiali e soldati: il capitano Guglielmo Franceschini
(Battaglione fucilieri), il sottotenente Giuseppe Gabello, corrispondente di
guerra delle SS italiane, e il sottotenente Davide Scano (reggimento Celebrano)
a Mariano Comense; in localit diverse il maresciallo rJario Nube
(reggimento Celebrano), il sergente maggiore Gino Parelli (reggimento Celebrano),
il sergente Umberto Pennisi (Battaglione ufficiali), Luigi Pozzi
(reggimento Celebrano), Roberto Argenziano (colonna ippotrainata) ed altri
di cui non conosciamo il nome.
Thaler muore gridando: (( Viva Hitler! JJ
Nella Val Camonica, e precisamente sul Mortirolo, a quota 1066 sopra
Edolo, i contraccolpi della catastrofe giungono un po' pi tardi. Venerd 27
254
aprile una pattuglia di SS italiane (quelli dei due plotoni comandati dai
sottotenenti De Santi e Mosconi venuti il giorno prima da Tem) cattura
due partigiani delle Fiamme Verdi, Lampo e Modesto, e li porta in una
delle baite in localit Biorca. Tre altri partigiani cercano di liberarli, ma
uno, Bormino, resta dilaniato dall'esplosione delle bombe a mano che ha alla
cintola. I partigiani si ritirano, e si ritirano dalle baite anche le SS italiane.
Uno dei due tenenti dice a Lampo: Lascio salva la vita a voi due se'
mi promettete che farete di tutto per salvare questo ragazzo [cio la SS che
ha sparato contro Bormino e che rimasta a sua volta colpita dal partigiano

prima dell'esplosione, N.d,R.]. lo prometto 17.


Le SS sono ormai sbandate: diversi militi si consegnano ai partigiani a
Villa d'Allegno ed a Premia, presso Ponte di Legno; un'intera compagnia,
quella comandata dal capitano Etter, trentacinque uomini, si arresa a
ponte di Legno stessa, che ha le case invase dai fascisti e le strade ingombre
di cannoni e macchine 18. I volontari dalle mostrine rosse consegnano
tutte le armi. Il fatto viene segnalato con tono di duro rimprovero in una
nota del 29 aprile ai reparti dipendenti dal colonnello "M" Merico Zuccari,
comandante della l' Legione "M" d'assalto Tagliamento 19. Altri volontari
vengono catturati nella zona di Trivigno, mentre un loro autocarro che
viaggia in una colonna tedesca viene dato alle fiamme presso Incdine.
A Rodengo-Saiano, nel Bresciano, la notizia dell'insurrezione in tutta
Italia, arrivata veloce come tutte le brutte notizie. Ci sono gi in carcere,
nel carcere delle SS italiane ricavato dalle scuole di Rodengo, il curato don
Giuseppe Pottieri, due donne, quattro inglesi, il marchese Ariberto Fassati,
il capostazione di Paderno, Angelo Valli, e altri tre. Il 26 aprile li visita il
tenente colonnello Gardini, che fa parte anche lui delle SS italiane, e che
ha anche due figli tra i volontari. Li guarda e va avanti, e in un altro stanzone,
dove si trovano venticinque prigionieri militari, fa un discorso allucinante.
Figlioli, avete commesso delle fesserie, ma ora venuto il tempo di
redimervi . Avete fatto domanda di combattere al fronte ed ora il vostro desiderio
sta per essere esaudito. Verrete vestiti della divisa di SS e inviati
dove sar necessario combattere. Ora passiamo una settimana funesta, la
nostra settimana cruciale, ma poi ... ci rifaremo.
Un'ora dopo giunge la notizia che i partigiani hanno attaccato le SS
che si trovano poco distante, al Monastero. Il comando sposta allora i prigionieri
fino alla Villa Fenaroli, dove li attende un plotone di esecuzione
tedesco, mentre sotto il portico sono allineati ufficiali italiani e tedeschi.
L' SS-Stu1'mbannfuhrer Thaler ordina: Prigionieri al muro ". E poi:
Alzate la testa!. I prigionieri stanno cos, davanti alle SS col mitra spianato,
per due-tre minuti, poi Thaler li fa rientrare in prigione, dove poco
dopo viene cacciato anche un gruppetto di altri giovani .
Al Monastero alcune ore prima i partigiani hanno disarmato con facilit
un'ottantina di SS italiane, tra cui alcuni ufficiali. Alcuni hanno gi con
255
s gli abiti borghesi che si sono procurati per tempo, gli altri li stavano cer_
cando presso le famiglie della zona. Le divise e le armi che essi depongono
le raduna a casa sua un civile, Giovanni Felappi, che pagher poi cara
questa sua iniziativa. Thaler manda pattuglie nella zona, e tutte si lasciano
disarmare. Arriva un'altra pattuglia di dodici volontari, ed i partigiani sparano.
Una SS italiana, Panceri, cade al suolo ferita ad una mano e ad Un
braccio, le altre si sbandano. Un sergente, Volpi, le riunisce minacciandole
con la pistola alla schiena. Verso il Monastero avanzano adesso due grossi
gruppi di volontari SS: una cinquantina dalla strada che unisce Saiano COn
Rodengo, un reparto del "pronto impiego" da Corneto per prendere l'edifi_
cio alle spalle, e altre due colonne dal Bettolino e dal Gandovere, un torrente
in secca. Due SS, il sergente maggiore Luigi Estro e il volontario
Mario Cerretti, cadono nella sparatoria, mentre altri restano a terra feriti.
Dopo un'ora di combattimento, le SS italiane irrompono nel Monaste_

ro lanciando bombe a mano, sparando con i Panzerfau:;te, sventagliando


raffiche di mitra. Quattro partigiani, Andrea Corridori, Mario Andreis,
Giovanni Pezzotti e Renzo Zanardelli, vengono catturati. Un figlio del tenente
colonnello Gardini che comanda una pattuglia vuole fucilarli sul posto,
ma gli altri lo convincono a portarli dal maggiore Thaler. Le SS gi in
borghese corrono a rivestire l'uniforme, gridano che sono state obbligate a
farlo dai ribelli e indicano dove se ne trovano altri. Uno di questi, Paolo
Lancellotli, ferito gravemente, viene catturato, mentre un altro, Luigi Zanardelli,
che fuggiva, fermato da una pattuglia tedesca. Luigi Bono e
Giovanni Lancellotti vengono intercettati mentre, senza saper niente di ci
che accade, tornano da Gussago, dove erano andati a chiedere aiuti . A Villa
Fenaroli, in una stanza, un giovane sergente di cui non si saputo mai
il nome, li percuote all'impazzata con un nerbo di bue dal puntale d'argento,
mentre altri li colpiscono con pugni e calci. Le SS fanno altri prigionieri
. Thaler ne conta sei: Giovanni Pezzotti, Mario Andreis, Gaetano Lumini,
Giovanni Felappi (quello che raccoglieva le divise), Gastone Tiego e
Angelo Franchini. Plotone d'esecuzione, dice, e i sei nella notte, mentre
piove a dirotto, cadono sotto le raffiche d'un plotone di volontari sui declivi
dietro la Villa Fenaroli.
Mentre Thaler fa disporre postazioni di artiglieria nel con'vento (gli
americani sono gi alla periferia di Brescia, e a Rodengo-Saiano il telefono
non funziona pi e non c' pi nemmeno l'energia elettrica), il tenente colonnello
Gardini raduna le SS italiane nel cortile della scuola e tiene un discorso.
L'ufficiale esorta in tono allucinato i volontari a combattere per la
Patria e ripete le frasi dell'ultimo coraggio o fanatismo: La Patria si
aspetta che voi le dimostriate il vostro entusiasmo e il vostro valore [ ... ]".
Gli aerei alleati sorvolano la zona, ci sono autoblindo alleate lungo le strade,
a sei chilometri di distanza da dove parla il tenente colonnello i partigiani
liquidano una colonna tedesca, un carro armato si rovescia ai bordi
256
della carreggiata. Altri quattro partigiani vengono fucilati dai volontari SS:
sono il dottor Battista Vighenzi, segretario comunale di Saiano, Pino Malvezzi,
Giovanni Ceretti (da Gussago, di 19 anni) e Giuseppe Caravello (di
Palermo, classe 1921). Li troveranno, il giorno dopo, in tre fosse di circa
mezzo metro di profondit scavate nell'orto dietro la Villa Fenaroli.
Il Comando della divisione Tito Speri delle Fiamme Verdi ha inviato al
maggiore Thaler una lettera con l'invito alla resa. L'invito non viene accettato.
Allora nella zona vengono lanciati manifestini che dicono:
Volontari SS Italiane!
Lettera analoga stata consegnata ai vostri comandanti. Hanno risposto
armandovi alla battaglia e con lo stato d'assedio del paese. una sfida: vi
impegneremo quando, dove e come vorremo. La caduta di Brescia vi preclude
la ritirata. Tutta la valle in armi contro di voi. Mussolini, Pavolini,
Farinacci, Buffarini-Guidi sono stati arrestati mentre tentavano la fuga .
Non avete pi capi italiani. I vostri padroni tedeschi vi faranno massacrare
per salvare la loro ritirata.
Questa lettera del Comando Divisione Fiamme Verdi vi indica la sorte
che vi riservano i Patrioti se non vi arrenderete con le armi.
Insorgete contro i vostri superiori prezzolati che, a prezzo della vostra

vita, tentano di prolungare la loro sporca esistenza di qualche giorno ancora.


I nuclei di armati che passeranno nel nostro campo dovranno essere
preceduti - a debita distanza - da staffetta disarmata. La presente lettera
potr servire di salvacondotto.
PENSATECI: avete 24 ore di tempo. Il termine scade domani, 29
aprile 1945 alle ore 24 ( ventiquattro) 20.
Ma Thaler, con i volontari che gli rimangono - molte SS italiane se la
sono svignata col favore della notte - alle 3 e 30 di sabato 28 aprile lascia
la zona con undici autocarri e undici automobili. Punta verso Iseo per salire
verso la Valle Camonica, ma viene fermato poco dopo a Paratico, alle
soglie di Sarnico. Una parte della colonna si arrende ai partigiani (il figlio
del tenente colonnello Gardini vedendo tra gli armati due di quelli che voleva
fucilare, i fratelli Zanardelli, sviene), Thaler con 25 uomini si rifugia
in una cascina. Lo assediano per una giornata e mezzo, poi con una mitragliatrice
da 20 mm incendiano la casetta. Ma Thaler con alcuni tedeschi
fuggito. Ha buttato via l'arto in modo da far credere d'essere morto. Lo arrestano
ilio maggio mentre, appoggiandosi a un bastone, tenta da solo di
guadagnare l'alta Val Camonica. Lo portano prima a Chiari, poi a Brescia,
dove la folla che sa del massacro di Saiano vorrebbe linciarlo. Processato
e condannato a morte, rifiuta i conforti religiosi. lo non ho fatto che
eseguire la sentenza emanata dal tribunale militare delle SS italiane", dice,
e muore gridando: Viva la Germania! Viva Hitler! 21.
257
Berlino affonda ricordando le SS italiane
A migliaia di chilometri di distanza, nel Cuore di Berlino gi invasa da'
russi, nella notte del 28 aprile stato preparato nella grande tipografi~
della Kochstrasse il numero 17 della Berliner Illustrierte Zeitung, un famoso
settimanale illustrato in bianco e nero. Porta la data del 29 e dovreb_
be essere stampato e distribuito ai reparti ancora esistenti di SS e della Hitlerjugend
che si aggirano tra le macerie della capitale tedesca. Ma ci non
avverr mai perch Berlino come citt organizzata non esiste pi. La prima
pagina di quel numero fantasma occupata da una fotografia di sol.
dati della Fuhrer-Grenadier-Diuision in trincea, in un bosco di alberi scheletriti,
sul fronte dell'Oder: l'immagine vecchia di almeno tre settima_
ne, quei soldati sono probabilmente gi morti, spazzati via dalle katiuscie
di 5talin.
Nella Contl'ocopertina l'ultima puntata del romanzo Da UnuerLieber_
bare di Maria von Kirchbach !'acconta che Olivia e Luis arrivarono al castello
attraverso un prato di mandorli in fiore. Il fronte era lontano, oltre le
montagne, SOllO l'azzurro del cielo I ... J 'I . Romanticherie inconcepibili in clima
nazista. Ma in una delle pagine interne, tutte dedicate al fronte italiano,
quattro fotografie scattate dai Kn'egsberichter K>nig e Bayer riguardano
i volontari che hanno giurato di battersi e morire pc!' Hitler. Onore, f edelt,
coraggio s'intitola iJ servizio, e l'immagine pi grande mOstra due
soldati che, a Cremona, osservano due manifesli di Boccasile invitanti ad
arruolarsi nella Legione SS italiana presentandosi in via Ettore Muti 20
piaz~a della Rivoluzione. Pialwte rufef) in Oberital>. n zum Kampf gege;
den zm Land slehenden Feind, dice il titoli no, "i manifesti nell'llalia del
Nord chiamano alla 10lla contro il nemico che si trova in zona. Sono foto

sorprendenti, 'appartengono al passalo come quella dei granatieri in trincea


presso l'Oder: a Cremona la caserma-deposito delle SS italiane non funziona
pi, crollata sollo le bombe degli aerei alleati, e lutto l'apparato guerresco
dei volontari si dissolto come una bolla d'aria. Il numero 17 della
Berline,. lll/J,rtrierle Zeilung con l'esaltazione del coraggio SS italiano resta
soltanto un pezzo d'archivio22
La realt ben diversa. A pochi chilomell'i da dove il Kriegsbrichter
deUe SS ha scattato la fotografia stampata poi a Berlino, e cio nella Bassa
L~digiana, il KampJgruppe Binz, dopo essere arrivato a Somaglia, bersagltatO
dagli aerei angloamericani, avanza con lentezza e con poche speranze
verso Lodi. TUili i comandi partigiani della zona sono in allarme. Quello
di Lodi chiede rinforzi perch si vede sfilare davanti colonne naziste armate
di tUllO punto e non riesce a fermarle. Il Kampfgruppe Binz ha automezzi
, carri armati e mortai in appoggio: si era fermato in un primo tempo
tra Fmbio e Relegno, ma poi ha ripreso la marcia. Vi sono al uo fianco
anche mongoli. n 29 aprile passa per Lodi Vecchio e punta su Paullo. Ora
258
avanza pi speditamente, aggira Milano sulla destra ~ tenta di rag~iu~gere
la Brianza, dov' il grosso della Brigata (gi in disfaCimento). Ma li gIOrno
dopo, a Gorgonzola, i carri armati americani gli bloccan.o la st.rada. L'
S~Obersturmbannfuhrer
Franz Binz ha compreso che la fme e SI arrende: 11
2' Battaglione Vendetta del l' Reggimento e il Battaglione Debica si dissolvono
come il resto dei reparti, senza sparare un colpo. Un colpo, ma alla
tempia, se l' sparato, alle 15.30 nel bunker della Cancelleria, il Fuhrer
che sembrava invincibile ed ora il suo corpo, e quello della donna che ha
sposato all'ultimo momento, arde inzuppato di benzina in un cortile sconvolto
dalle esplosioni. Morire per lui non ha pi senso neanche per una SS.
Franz Binz finisce a Caldaro (Kaltern), pochi chilometri a sud di Bolzano,
come molti comandanti tedeschi delle SS italiane, e si salver. Citiamo, tra
gli altri, l'SS-Standartenfi1hrer Heldmann, il suo aiutante Leutnant der
Sch. P. 5chinke e l'SS-Sturmbannfuhrer (la) Buchholz.
La storia delle SS italiane finisce qui. All'impatto brutale della realt bellica,
nonostante i propositi scritti sui giornali ed espressi dai capi nei disc~rsi
prima delle parate, l'unit si volatilizzata. Disapp ea~e~,. sc~mparsa, dlco~
no alcune testimonianze internazionali, come le due divISIOnI SS unghereSI
(la 25' e la 26'), mentre altre hanno capitolato regolarmente ed altre ancora,
come la 33' francese, si sono fatte distruggere sul posto: la Charlemagne
proprio a Berlino, nell'ultima fanatica difesa del dittatore nazista.
In realt quella formata dai volontari italiani fu, nel quadro delle SS
europee, e forse per volont stessa dei tedeschi, una formazione di .se~ond~
serie. Himmler non venne mai ad ispezionarla n a tenere discorSI al SUOi
ufficiali, come invece pur fece con quelli di altre nazionalit. Lesin an~he
nelle armi come se temesse che quel blocco di uomini addestrati alla teCnIca
germanica potesse tentare un colpo di mano e rivoltarsi, e p~rmise .che
l'equipaggiamento risultasse scarso e variopinto, un miscuglio di materIale
di magazzino italiano e tedesco. C'erano volontari che port~vano ~ncora I~
fasce mollettiere come i soldati della prima guerra mondIale, gli elmetti
erano quelli dell'esercito regio, con la sigla delle 55 pitturata in ~ernic~

bianca. logico che al momento supremo, in quell'atmosfera ambigua, I


battaglioni si sciogliessero come burro, anche per paura di tremende rappresaglie.
Ci che accadde in quei giorni in Italia lo racconta nel suo rapporto del
31 maggio 1945 alle Special Operations, G-3, 75th Army Graup il colonnello
Russell B. Livermore (Headquarters 2677. st Speczal Reconnmssance
Balaiflon, Separate (Prau') A.P.O. 578 - U.S. Army): [ ... ] Non c'erano
direttive per trattare le SS su basi diverse da quelle della Wehr~za.cht . v.edemmo
autocarri carichi di soldati tedeschi che si strappavano via I gradi e
259
le indicazionj delle SS dalle loro uniformi per nascondere le loro identit.
Non fu che nove giorni dopo il nostro arrivo a Bolzano, quando il Quartier
Generale clelia QUlnta Armata prese le consegne del 15 o Gruppo d'Armale,
che il generale Wolff e tutto il suo staff di SS furono arrestati 23.
Ma l'SS-Obergruppenfi1hre7' Karl Wolff, bevollmiichtigte7' General der
Deutschen Wehrmacht in 'lalien , negoziando la resa in Svizzera alle spalle
di coloro che s'illudevano di battersi per una nuova Europa, aveva ottenuto,
tra l'altro, in cambio, la cancellazione del suo nome dalla lista dei criminali
di guerra preparata dagli angloamericani assieme a quellj del feldmaresciallo
Albert Kesselring, dell'SS-Grupl)enfuh7'er Wilhelm Harster,
capo della Geslapo in Italia, e dell'SS-Oberslurmbannfuhrer Herbert Kappier,
proprio quello dell'eccidio delle Fsse Ardeatine. Wolff aveva 44 anni
mentre scendeva il crepuscolo sul nazismo ed ancora una vita davanti a s:
non solo salv la pelle, ma ricevette anche gli "onori di guerra". Testimone
al Tribunale Internazionale di Norimberga, fu il solo ufficiale tedesco a
.:onservare sull'uniforme i gradi di generale nazista. Aveva consegnato 1'8
marzo '1945 agli Amerjcani Ferruccio Parri e poi, tra il 26 aprile e il 4
maggio, tutte le personalit tedesche e straniere che si trovavano prigioniere
ali' Htel Praner- Wldsee a Toblach (Dobbiaco): Lon Blum, Schuschnigg,
il pastore protestante Niemoller, un nipote di Molotov, un parente di
Churchill e altri; e gli Alleati gli furono riconoscenti.
I capi della Divisione italiana delle SS, abbandonati a loro stessi, distrussero
per tempo o nascosero accuratamente i documenti che riguardavano
la loro formazione. Una parte dei volontari, ufficiali e soldati, fin nei
campi di concentramento preparati dagli angloamericani o davanti ai tribunali
straordinari, senza gravi conseguenze; il rimanente si dilegu rientrando
in silenzio nelle citt e nei paesi o espatriando oltre oceano o addirittura,
con un abile salto della quaglia, mettendosi a disposizione di coloro contro
i quali aveva combattuto. Era la primavera del 1945, quella che, come
aveva predetto il Fiihrer, avrebbe dovuto portare alla vittoria finale. Ma le
cose erano andate in modo ben diverso, il mondo teutonico non esisteva pi.
Che senso aveva, dunque, battersi ancora?
NOTE
Capitolo I
1. The National Archives of the United States al Alexandria, Va.: microcopy T
175 Roll 53.
2. idem .
3. idem.
4. idem.
5. idem.

6. idem.
7. idem. d' V . opy T
8. The National Archives of the United States at Alexan na, a. : mlcroc
175 Roll 126. . . T
9. The National Archives of the United States at Alexandna, Va.: mlcrocopy
175 Roll 53.
lO. idem.
11. idem. . V T
12. The National Archives of the United States at Alexandna, a.: mlcrocopy
501 Roll 333. Silvio Bertoldi, La repubblica di Sal, Rizzoli, Milano 1979, pp. 68-69.
"Corriere della Sera", Milano, domenica 6 agos.to \944. .
13.
14.
15.
16.
Archivio Giorgio Aminta Migliari, San MamlZlo cl Opagl~o (Novar~).
The National Archives of the United States at Alexandna, Va.: mlcrocopy T
175 Roll 53.
17. idem.
18. idem.
19. idem. . . . R 1947 246-247
20. Emilio Canevari, Graziani mi ha detto , Maggl-Sp~nett~, orna, , pp. .
21. Jacek Wilczur, Le tombe dell'Armir, Mondadon, Milano 1967, p. 31.
22. idem , p. 41.
23. idem, p. 20-21-22. . . b r
24. Colloquio con Nicola Grandi, Argegno, Alpmo della Tridentina , attag IOne
Morbegno.
25. Jacek Wi\czur, op. cit. , pp. 104-105. . ' f'I T
26. The National Archives of the United States at Alexandna, Va.: mlcro I m
501 Roll 333. , Af ' O' t
27. Colloquio con Mario Mari, Roma, gi ufficiale combattente m fica nen aIe e internato in Polonia.
261
Capitolo II
1. Neufeldt-Kuck-Tessin, Zur Geschichte der Grdnungspolizei 1936-1945, Koblenz
1957.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.

14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
Archivio "Osoppo" della Resistenza nel Friuli, Udine.
idem.
Istituto storico della Resistenza, Cuneo.
Colloquio con Nuto Revelli, Cuneo, 22 giugno 1977.
D. Livio Bianco, Guerra partigiana, Einaudi, Torino 1954, p. 31.
Istituto storico della Resistenza, Cuneo.
Colloquio con Nuto Revelli, Cuneo, 22 giugno 1977.
Nardo Dunchi, Memorie partigiane, La Nuova Italia, Firenze 1957, pp. 96-97.
The National Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
501 Roll 333.
Istituto friulano per la storia del Movimento di Liberazione - Udine; Neufeldt_
Kuck-Tessin, op. cit.; e documento angloamericano in possesso dell 'Autore
(Participation in the war on the side oJ Germany oJ Austrians and oJ Germanspeakmg
Alto Atesini (South Tyrolians) aJter the 8th September 1943).
Istituto friulano per la storia del Movimento di Liberazione, Udine.
Neufeldt-Kuck-Tessin, op. cito
Istituto friulano per la storia del movimento di Liberazione, Udine.
The National Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
175 Roll 53.
Nationale Volksa;mee - MiliUirarchiv der Deutschen Demokratischen Republik
- Potsdam.
Emilio Canevari, op. cit., p. 253.
Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.
The National Achives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
501 Roll 333.
idem.
idem.
idem.
Istituto nazionale per la storia del Movimento di liberazione, Milano.
The National Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
312 Roll1652.
idem - microcopy T 501 Roll 334.
Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.

Archivio di Stato - Como: Fondi Questura Como, busta 14 fascicolo 10.


Ermanno Amicucci, 1600 giorni di Mussolini, Faro, Roma 1948, p. 73.
Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.
Capitolo III
1. The Nalional Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
501 Roll 333.
2. Cronaca Pedrazzi, documenti conservati presso l'Istituto storico della Resistenza
di Modena.
3. The National Archives of the United States al Alexandria, Va.: microcopy T
501 Roll 333.
4. idem.
5. idem.
6. idem.
262
7. idem.
8. idem. f .
9. Archivio di Stato, Como; Fondi Questura di Como, Busta 14 aSCIcolo lI.
IO. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino. .. .
Il. "Gazzetta del Popolo", Torino, 25 gennaio 1944, p. 1: Su per! mUTI dI Cuneo
apparso un giornaletto.. '. . . . .
Istituto friulano per la stona del MOVimento (h LiberaZione, Udme.
Nationa1c Volksarmce - Miliuirarchiv der DDR-potsdam.
12.
13.
14.
15.
Institut historiquc d' la Rsistance en Vallc d'Aoste. Aos~a. .
The NatJonal Archives of the United tales al Alexandna, Va.: mlcrocopy T
175 Roll 225. .
16. Giorgio Pisan, Storia delle Forze Armate della R /, FPEd~ RMllanoLl965; An.tonio
Ricchezza, La storia illustrata d! tutta la campagna ! ussta, onganesl,
Milano 1971; Dr. K.-G. Kleitmann, Die Waffen- , eme Dokumentatwn,
"Der Freiwillige", Osnabruck 1965. ..
17. The National Archives of the United States at Alexandna, Va.: mlcrocopy T
175 Roll 225.
Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.
idem.
idem.
idem.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
idem. . d I M .
Giampaolo Pansa, L'esercito di Sal, Istituto Nazionale per la stona e OVImento
di Liberazione, Milano 1969, p. 58.
Capitolo IV

1. Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.


2. idem. . V 312
3. The National Archives of the United States at Alexandna, a.: mlcrocopy
Roll 482.
4. Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.. .
5. The National Archives of the United States at Alexandna, Va.: mlcrocopy T
501 Roll 333.
6. Archivio Sparlaco Mauri, Lecco, e Aroldo Ben.ini? L~cco.. .
7. Istituto per la loria della Resistenza della ProvlIl.cla.dl Alessandna - Alessandna.
8. Istituto storico della Resistenza in Cuneo e prOVinCia, Cuneo.
9. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
10. idem. . V 312
11. The National Archives of the United States at Alexandna, a.: mlcrocopy
Roll 482.
12. idem.
13. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
14. idem.
15. idem.
16. idem. . V 175
17. The National Archives of the United States ad Alexandna, a.: mlcrocopy
Roll 141.
18. idem.
19. Archivio "Osoppo" della Resistenza in Friuli, Udine.
20. idem.
263
Capitolo V
1.
2.
3.
~nstitut historique de la Rsislance en Valle d'A A
La Sta "T' 1 oste, osta.
. mpa , onno, 8-20-21-24 maggio 1947
zdem . .
4. idem.
5. Co.lloquio c~n Giuseppe .Chiolerio, Caluso, aprile 1980.
6. IstItuto stOrICO della ResIstenza in Piemonte T .
7. zdem. ' onno.
8. idem .
9. idem.
lO. idem.
11. idem.
12. idem.
13. idem.
14. idem.
15 . "L a S tampa", T orino, 12 aprile 1944.
16. InstItut historique de la Rsistance en Valle d'A t A
17. Don Gi M b os e, osta.
pp. 80 eu;~~:e ara otto, Un prete in galera, Ghibaudo, Cuneo 1953, voI. II
18. Anpi ~orino: intervista con " Lea" e Enzo Tonelli, 21 iu no 1977

19. D~n Glus.eppe Marabotlo, op'. cii., pp. 88-102-262. g g .


20. Istltuto fl'lu lano per la sloria del MOl'imenlo d' l'b . Ud'
21. Th National Archives of the Uni d S I I erazlOn<;, me.
!75 Roll 53. te lales at Alexandna, Va.: microcopy T
22. idem.
23. Handbook of German military fo U . d S
nica.! ManuaJ -15 March 1945 _ ~~ ~ En~~_45:~tes War Department - Tech~~. Natlonal~ Volksar~ec - Militararchiv der DDR-Potsdam
. J;hse :O~llI~~.a ! Archll'es of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
Capitolo VI
1. Biblioteca comunale Mil l' N'
di Liberazione, Mil~no. ano e stItuto aZIOnale per la storia del Movimento
2. Arch~v!o "Osoppo" della Resistenza in Friuli Udine
3. ArchIVIO Anpi, Sondrio. ,.
4. io~e :a~t~2rl Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
5. idem: microcopy T 501 Roll 338.
Capitolo VII
1. The National Archives of the U 't d S .
501 Roll 334. m e tates at Alexandna, Va.: microcopy T
~: z~~~~to Nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, Milano.
4. Guerrig lia nell'Ossola, a cura di Marco Fini F G' .
Pese t' M " P , ranco lannantom Roberto
. n I, aunzlO unzo, Feltrinelli, Milano 1975, p. 37 '
5. GIampaolo Pansa, oj}. cit. , p. 92. .
264
6. Biblioteca comunale, Milano e Istituto Nazionale per la storia del Movimento
di Liberazione in Italia, Milano.
7. Ullstein Bilderdienst, Berlino.
8. Biblioteca comunale, Milano e Istituto Nazionale per la storia del Movimento
di Liberazione in Italia, Milano.
Capitolo VIII
1. Giorgio Vitali, Una citt nella bufera, Mursia, Milano 1980, pp. 169-170.
2. Guerriglia nell'Ossola, cit ., p. 65.
3. Colloquio con Roberto Costa, Aosta, 1980.
4. Istituto Nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, Milano
e Biblioteca comunale, Milano.
5. Archivio di Stato, Como, Fondi Questura di Como 1943-1945, cartella 26 fascicolo
19/ 21.
6. Anpi Sondrio - Giornale "Guerriglia" della l' Divisione Garibaldi Lombarda,
n.2.
7. idem.
8. lntelligence - Propaganda missioni e "ope1'azioni speciali" degli Alleati in italia
a cura di Lamberto Mercuri - Quaderno della F IAP, 1980, p. 77.
9. Centro studi formazioni autonome del Piemonte, Le missioni allef)le e le fo rmf) zioni
dei partigiani f) utonomi neLLa Resistenza piemontese, a cura di Renzo
Amedeo, L'Arciere, Cuneo 1980, pp. 48 e seguenti.
10. idem, p. 75.
Il. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
12. idem.

13. idem .
14. Archivio di Stato, Como, Fondi Questura di Como, busta 14, fascicolo lO.
15. Angela Trabucco, Partigiani in Val Chisone 7943-45 , Tipografia Subalpina,
Torre Pellice.
16. /Iltefligenae, cit, p. '122.
17. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
18. Anpi Tol'ino, 1" Divisione d'assalto Garibaldi Leo Lallf ran co - DocumeTiti inediti
della guerra partigiana (1943- 1945), Anpi Torino, 1974.
19. idem; inolt re: Marisa Diena, Guerriglia e autogoverno (Brigale garibaldine ilei
Piemonte occidenwle, 7943-'45), Guanda, Parma, 1970.
20. Nello Frigerio, Cant.
21. idem .
22. idem.
23. Atti del convegno internazionale Missioni alleate e partigiani autonomi -Torino
21-22 ottobre 1978, a cura di R. Amedeo, L 'Arciere, Cuneo 1980, p. 95.
24. idem, p. 365.
25. idem p. 366.
26. Archivio di Stato, Como.
27. Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, Milano.
Cartella 112 fascicolo 2.
28. idem. cartella B 23 a Piemonte, fascicolo 9.
29. Biblioteca comunale, Milano e Istituto nazionale per la storia del movimento di
Liberazione in Italia, Milano.
30. idem.
31. idem.
32. idem
265
Capitolo IX
1. -The National Archives of the U . d S
175 Roll 141. n Ile .tates at Alexandria, Va.: microcopy l'
~ ~ati~~aICk Volksarmee - Militararchiv der DDR-Potsda
. an 00 on German military forces U. m.
~ec~nical Manual _ 15 March 1945 _ TM_E
TIlted
States War Department 4. B~bllotCC.l comunale, Milano e ISl.ituto nazi 30 - 451. .
Llberazionale in Ita lia, Milano. onale per la stona del movimento di
5. Dr. K.-G. Klietmann Die Waffen SS E
pp. 424, 427, 428.' - - me Dokumentation, Osnabriick 1%5
6. Colloquio con Enzo Tonelli Torino 22 . '
7. Istituto storico della Resiste~za in c' gIUgno ~977.
8. Istituto storico provinciale cieli R .uneo e provlOcia, Cuneo.
<) D. . " . a esistenza, Bologna
ocumcntazlone di Giovanni Mdod' R .,'
soci azione ex-deporlali politici e .I.~ orna, gla segretario nazionale dell'As_
IO. Anpi Sondrio. presI ente a Dachau del Comitato italiano.
11 ' II MOVl' mento di" Liberazione in It r "f . I
12. Colloquio con Ilalo Corti Lecco 2 a la.
l

, la9s8cIOco o l, gennaio 1956, n. 40.


13 C li . " apn e
O oqulo Con monsignor Antonio F . '. .
. maggio 1980. errans, Semmano Arcivescovile, Biella, 5
14. Documento classificato "confideOlial" T .
(1968) da Albert Matcrazzi Washingt - ran.slatlOn of Appendix E ricevuto
da guerra. modialcj copia in ~OS5esso de~~ cap~tano dell'OSS durante la secon15. Paolo pnano, Storia del p .t't . UtOI e.
16. In~e'~ige~ce, cit. p. 18. al 1.0 comunista ltahan!?, Torino 1975, pp. 365-366.
17. MISSIOni alleale ... , Cii., pp. 264 265 266 267
18. Documento "conf1delllial' avuto d~ Alb .
del.I'OS durante la seconda guerra mond~~~e~at~ra.zzi, Washington, capitano
19. ISlItuto b rgamasco per la storia del m v. ,o~Ja ~n po~esso dell'Autore.
20. Documento "confidet'ttial", Albel.1 M o .I~e,n.to di Ll~el'a:inone, Bergamo.
durante la seconda guerra mondo le' at~,a~7.I, Washlllgton, capitano deU'OS
21. lstitUio storico clelia Resiste . bl~ , .copla lO po.ssesso dell'Autore.
22 Th N . m:a r eSClana BreSCia
. e allonal Archives of the United St~t . .
175 Roll141 e Dr. K -G Klietm es at Alexandna, Va.: microcopy T
23. Biblioteca comunale MiI~J10 e I t~nn , OPCl,t., p. 268.
L'b' , S !LulO naZIOnale per l t . d I
l eraZlone in Jtalia Milano a sona e movimento di
24 A h" d' . ' .
25: i;~n~vlO I stona contemporanea Luigi Micheletti, Brescia.
26. The National Archiv f th U . 17~ Roll 141. es o e Olted States at Alexandria, Va.:
microcopy T
27. IIsttlt,u,to storico della Resistenza in Piemonte Torino
28. n e 1gence, Clt. ' .
29. Missioni alleate ... , cito
Capitolo X
1. Istituto storico della R .' ..
2 N Il f'" eSistenza In Piemonte Torino
3' G~ 0. Ilpg~no, Cant~ c copia in posse so deil 'Autor~
. l?rglo I an, CI). Clt., p. 711. .
4. ISllIutO Storico dell R " . .
5 Bbl a c Istenza lO Piemonte - Torino
. I 10teCa comunal', Milano. .
266
6. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
7. Istituto bergamasco per la storia del movimento di Liberazione, Bergamo.
8. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
9. idem.
10. idem.
11. II movimento di liberazione in Italia, fascicolo 1 - gennaio 1956, n. 40 (Anpi
Sondrio).
12. Nello Frigerio, Cant e copia in possesso dell'autore.
13. InteLligence, cit, p. lO.
14. idem, p. 79.
15. idem, p. 80.

16. Missioni alleate e partigiani autonomi, cit., p. 172.


17. Intelligence, cit., p. 10.
18. idem, p. 76.
19. Biblioteca comunale, Milano e Istituto Nazionale per la storia del movimento
di Liberazione in Italia, Milano.
Capitolo XI
1. The N ational Archives of the United States, at Alexandria, Va.: microcopy T
175 Roll 225.
2. Istituto Nazionale per la storia del movimento di Liberazione, Milano: fascicolo
l/II USI bollettino 1.
3. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino: Corpo Volontari Libert
_ Bollettino d'informazioni del 23 gennaio 1945.
4. Biblioteca comunale, Milano e Istituto Nazionale per la storia del movimento
di Liberazione, Milano.
5. idem.
6. Silvio Puccio, Una resistenza, Nuova Europa, Milano 1965; e Corpo Volontari
della Libert, La vita per "Italia del Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo
Di Dio.
7. Istituto Nazionale per la storia del movimento di Liberazione, Milano.
8. idem.
9. The National Archives or the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
501 Roll 341.
lO. IstitulO bergamasco per la storia del movimento di Liberazione, Bergamo.
11. Colloquio con Sandro Pertini, presidente della Repubblica, a Entrves (Valle
d'Aosta) il 12 luglio 1980.
12. Istituto storico della Resistenza in Liguria, deputazione provinciale di Imperia.
13. idem.
14. 1. Card. Schuster, Gli ultimi tempi di un regime, La Via, Milano 1946.
15. Istituto storico della Resistenza in Liguria, deputazione provinciale di Imperia.
16. Giulivo Ricci, Contributi alla storia della Resistenza in Lunigiana, Aulla-Massa
Carrara, 1976, e Carla Fruzzetli, lesi di laurea all'Universit di Firenze, facolt
di Magislero, anno accademico 1972/ 73: La Resistenza nella valle del
Taverone: IV Brigata AI)llana Cino Menconi bis. .
17. Biblioteca comunale, Milano e Istituto N azionale per la storia del movimento
di Liberazione, Milano.
18. idem.
19. Istituto storico della Resistenza in Liguria, deputazione provinciale di Imperia.
20. Biblioteca comunale, Milano e Istituto Nazionale per la storia del movimento
di Liberazione, Milano.
267
21. Documento ricevuto dal capitano OSS Albert Materazzi, Washington, tramite
Antonangelo Pinna, corrispondente di "Panorama" da New York, 1968.
22. idem.
23. Istituto storico della Resistenza bresciana, Brescia.
24. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
Capitolo XII
1. Biblioteca comunale, Milano e Istituto nazionale per la storia del movimento di
Liberazione, Milano.
2. The National Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T

175 Roll 225.


3. Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, Milano.
4. idem.
5. Ruggero Zangrandi, Il lungo viaggio attraverso il fascismo, Feltrinelli, Milano
1962.
6. Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, Milano.
7. Isti~uto ligure per la storia del movimento di Liberazione, deputazione di Impena.
8. idem.
9. idem.
10. Istituto storico dell Resistenza in Piemonte, Torino.
11. Biblioteca comunale, Milano e Istituto nazionale per la storia del movimento di
Liberazione in Italia, Milano.
12. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
13. idem.
14. idem.
15. idem.
16. idem.
17. idem.
18. Giorgio Pisan, op. cii ..
19. Colloquio a New York (1965) di Antonio Pinna, corrispondente di "Panorama",
con Victor Giannino e Albert Materazzi: rapporto in possesso dell'Autore.
20. The National Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
175 Roll 225.
21. Biblioteca comunale, Milano e Istituto Nazionale per la storia del movimento
di Liberazione, Milano.
Capitolo XIII
l. Dokumentationszentrum, Wien.
2. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Torino.
3. Frederick W. Deakin, Storia della Repubblica di Sal, Einaudi, Torino 1963,
p.750.
4. Biblioteca comunale, Milano e Istituto nazionale per la storia del movimento di
Liberazione, Milano.
5. Anpi Sondrio.
268
6. The National Archives of the United States at Alexandria, Va.: microcopy T
312 Roll 1652.
7. idem. . b' Brescia
Istituto storico della ReSistenza resClana'M II:ana Brescia 1968, p. 313.
8. Il' L t a non dorme orce I , .
9 Dario More l, a mon agn . l' ' t' co della Resistenza breSCiana, 10: Miretta Rizzi, I
martiri di Sazano, stltuto s on
Brescia, s.d. . 9
11 . Fred.e rick WI.I ' DeaPk in, op. Clt., p. 77. Istl'tuto storico della Resistenza bre- 12.
Dano More ~, o . C'lt. , pp . 362 e 365 e
sciana - BreSCia. 3
13. Giorgio Pisan, OPi/t., pp . . ~2~;~51_754. . .
14. Fl'ederic~ W: Dea In,of CI ., . ci. Canlll che ha il foglio di resa ongmale, e
15. Nello Fngeno, segr~larlo Anpl I l'berazione a Cant, 1975. .
Paola Mauri, lA r~slStenza e l~ lolta dI (I loria del movimento di LiberazlO~e

16 Archivio di lato di Como, ISlIlutO PCer .a s .. I n 7861 dell'interrogatorio


. di Como parlaeo Mauri, Lecco. opla ongma e .
in possesso de.ll' Autore.
17. Dario Morelli, op. Clt., p. 375.
18. idem, pp. 398 e 409.
19 idem p.486. . B 'a
20: Istit~to storico della Resistenza breSCiana, re SCI .
21. Miretta Rizzi, op. Clt.,.
22. UlIstein GMBH, Berhn. Il R Il B Livermore in possesso dell'Autore.
23. Copia del rapporto del colonne o usse .
APPENDICE
I GRADI DELLE FORMAZIONI N AZISTE
Wehrmacht 55
Polizei
I
Grenadier SS-Mann Anwarter soldato semplice
soldato scelto
Ob. Grenadier Sturmann
Gefreiter Roltenfuhrer
U nterwachtmeister caporale
Stabsgefreiler
Unleroffizier UnlerscharfUhrer Wachtmeister caporalmaggiore
Umerfeldwebel Scharruhrer
Obcrwachtmeister sergente
Feldwebel OberscharfGhrer Zug-.'i'achtmeister sergente maggiore
Oberfeldwebel HaupslscharfUhrer Hau pt wachunciSler maresciallo
Slabsfeldwebcl Slurmseharfuhrer
maresciallo maggiore
Meister
Obermeister
Leutnanl U merslurmfG h rer Leutnant sottotenen te
Oberleutnam OberslurmfUhrer Oberleutnant tenente
Hauplmann HauplslurmfUhrer Hauplmann capitano
Major SlurmbannfGhrer Major
maggiore
Oberslleu manI Oberslurmbannfuhrcl' Oberstleutnant tenente colonnello
Oberst StandartenfUhrer Obersl colonnello
Oberfilhrer
GeneralJ'!lajor Brigadefi;hrer Generalmajor generale di brigata
Generalleulnanl Gruppenfiihrer Generalleutnanl
generale di divisione
Generai ObergruppenfUhrer Generai
generale di eorpo d'armata
Generalobersl Oberslgruppenruhrer Generalobersl
generale d'armata
Generalfeldmarsehall ReichsfGhrer-SS
feldmaresciallo
Le 55 germaniche portavano davanti al grado l'indicazione SS (ad esempio:
55_Hauptsturmjiihrer).

I volontari italiani, non considerati germanici in pienezza, portavano davanti al grado


l'indicazione Waffen (ad
esempio: Wa1fen~UnLenturmjiihrer). Ci li distingueva subito dalle 55 vere e proprie.
I NUMERI DELLA POSTA MILITARE (FELDPOST)
Comando Brigala (Slab der Brigade) F .-P.-Nr. 44 190, poi 82 640
l' Rgt. fanteria 55 (SS-Infanlerie-Regiment 7)
Slab (comando)
I Battaglione (I.BIl.)
II Battaglione (I f.Btl.)
III Battaglione (I1f.BIl.)
82' Rgl. fanteria 55. (SS-In.l'f anlerie-eRg'z ment 2)
Stab (comando)
I Battaglione (I.BIl.)
II Battaglione (/f.Btl.)
III Battaglione (flf.Btt.)
Battaglione Ufficiali (Oflzzzers-Batmllon)
DzenslsLeLLe- VerwalLullg
29" Rgt. Artiglieria (SS-Arlzllerie-Regimenl)
SLab (comando)
I Gruppo (f.AbL.)
II Gruppo (If.AbL.)
Gruppo Misto controcarro (Panzerjager-Abteilung)
Battaglione Fucilieri (SS- 'o" ,'l' B ' rWl zer- alazllon 29)
Compagnia Pionieri (SS-Pionier-Kompallie)
Compagnia Collegamenti (SS-Nachrichlen-Kompallie)
Battaglione Complementi (ErsaLz-Balaillon)
274
87670
83851
81 304
81 456
86922
81984
83761
82354
86550
81 304
80203
81 568
80465
87772
57239
59436
58260
85373
L'INNO DELLE SS
Wenn al/e untreu werden - Quando tutti diventeranno infidi
Wenn alle untreu werden,
So bleiben wir doch treu,

Dass immer noch auf Erden


Fiir euch ein Fahnleill sei.
Gefahrten unsrer fugend,
Ihr Bilder bessrer Zet,
De uns zu Mallnertugend
Ulld Liebestod geweiht,
Wollt nimmer von uns wechen,
Uns immer nahe sell,
Treu wie die deutschen Eichen,
Wie Mond und Sonn enschen!
Einst wird es wieder helle
In aller Briider Sillll,
5e kehren zu der Quelle
In Lieb' und Treue hin.
Es haben wohl gemngen
Die Helden deser Friest.
Doch nun der Sieg gelungen,
Ubt Satan neue List.
Doch wie si eh auch geslalten
1m Leben mag die Zeit:
Du sol/st uns nicht veralten,
O Traum der Herrlichkeit.
1hr Sterne seid uns Zeugen,
Die ruhig niederschaun:
Wenn alle Briider schweigen
Und falschen G6tzen traun,
Wir wolln das Wort nicht brechen,
Nicht Buben werden gleich,
Wolln predigen und sprechen
Vom heil'gen deutschen R eich.
Quando tutti mancheranno di fedelt
noi saremo ancora fedeli,
affinch sempre sulla terra
ci sia una bandiera per voi.
Compagni della nostra giovent,
la vostra immagine di tempi migliori
che ci consacra alla virt virile
ed alla morte per amore,
non si allontaner mai da noi,
rester a noi sempre vicina,
fedele come la quercia tedesca,
come la luna e la luce del sole!
Una volta ancora si rischiari
la coscienza di tutti i fratelli,
essi ritornino alla sorgente
in amore e in fedelt.
Hanno bene combattuto
gli eroi di questa epoca.
Ma, ora che la vittoria raggiunta,

Satana usa nuove astuzie.


Ma comunque abbia a formarsi
il tempo nella vita,
tu per noi non devi invecchiare,
o sogno di bellezza.
Voi stelle siateci testimoni,
che ci guardate tranquille dall'alto:
quando tutti i fratelli taceranno
e crederanno in falsi idoli,
noi non mancheremo alla parola,
non diventeremo dei gaglioffi,
noi predicheremo e parleremo
del Sacro Impero Tedesco.
Questa canzone, chiamata Das Treuelied der SS ", venne scritta da Max
275
vo. n . Schenkendorf' un gI.O vane romant ico .
di liberazione del 18 J 4 ,guan d o l'uOl' t delplar uGssla. no, 'a lla fine. della gue rra
venne adottata dagli uom'n' '1 . el mania non SI realizz. p .
l' .. I I con I teschio d'a ' ,01
g I ultimi due versi originali , giudicali tro r?en~o. Le SS modificarono
rono questo finale: Noi predichere ppo sCialbi, e al loro posto in seridesco
. mo e parleremo del Sacro Impero TeL'inno ha un ritmo di marcia solenne . ,
accompagnamento dei tamb . L SS ,che vefllva sottolineato dal cup
d a Il a caserma e rientrando .u nd. e cantavan o questa canzone uscend o
ma del "silenzio" . VI, urante le loro esercitazioni e ' alla sera , pn.-0
L'ORGANIZZAZIONE DELLE SS IN ITALIA
(Polizia e servizio di sicurezza)
Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des SD in Italien, comandante della
polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza in Italia, dr. Wilhelm
Harster, SS-Brigadefuhrer und Generalmajor der polizei. Sede: VERONA,
corso Vittorio Emanuele 1l.
VERONA ha giurisdizione sulla propria provincia e su quelle di Mantova,
Brescia, Cremona (all'inizio dipendenti da Milano) e Vicenza, Negli
uffici di VERONA (240 uomini) si trovano, tra gli altri, gli -Obersclta7'Ji1hrer
Bichler e Wissmeyer, e gli SS_Unterstunnfuh7'er Gruss, von Aufsehnaiter,
Dampert, Forster e Radlherr. 11 gruppo di B7'e eia si trova in via
Muti 20, tel. 3002 ed comandato dall' SS-Obenturmfull1'er Bemmann.
A Desenzano (Albergo Mayer) ha sede in un primo tempo l' SS-OberJi1hrer
und Oberst der polizei Btirger, che comanda il settore Oberitalien
Mitte e che poi passer a Monza. Gli a fianco l'SS_Obenturmfuhrer
Bemmann, ufficiale di controspionaggio, che passer poi a Brescia.
A Fasano si trovano i centri di servizio del comandante supremo delle
SS e della polizia in Italia, S _Obergruppenfuhrer Karl Wolff, dell'ambasciata
nazista presso la repubblica di al e dell'S _Obersturmban
n
fi1hrer
Herbert Kappler rientrato da Roma liberata dagli anglo-americani.
A Gargnano il Schutzdienstkommando si trova nella villa Curti, in via

S. Faustino.
La LOMBARDIA, il PIEMONTE e la LIGURIA (Oberitalien West)
dipendono dall' SS-Brigadefi1hrer und Generalmajor der polizei Willy
Tensfeld, con sede a Monza, via Lubigi, Villa 1 (Villa Tornaghi), tel.
3256 e 3257. Tatticamente sono a lui sottoposte tutte le formazioni SS e
della polizia tedesca, i battaglioni dei volontari italiani ed i reparti della
GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) situati in quel territorio. Non dipendono
da lui, invece, i battagl'ioni della iilizia Armata (volontari SS italiani).
Dell'impiego tattico contro i partigiani incaricato l' SS-Standartenfuhrer
und Obenl der Polizei Bi.irger (prima a Desenzano), raggiungibile
per telefono giorno e notte attraverso il centralino del 2 Battaglione
dell'SS-Pol.Rgt. 15 a Milano.
Dalla centrale di VERONA dipendono una serie di "missioni" (Aussenkommando)
secondo quesla suddivisione:
MILANO (155 uomini): Hotel Regina, via S. Margherita 6, tel. 83477
e 82953, comandante l'SS_Hauptslurmfiihrer Theo Saewecke. Si trovano,
fra gli altri, nel suo gruppO gli SS_Unlerscharfiihrer Gradsack, Langmann
e Ruedl, gli SS-Schmfuhrer Bode e Klimser, l'S _Hauptscharfuhrer Stropp
e gli SS_Sturmscharfuhrer Langer e Maser.
Dall' Aussenkommando Mailand dipende il gruppO di Bergamo , che si
277
t~ova in via Vittorio Emanuele 26, tei. 1557 '
fuhrer Langer. . Lo comanda I SS-Slurmschar_
TORINO (155 uomini): Hotel NaziolJaI .
43252. Comandante l'z Hd SS Ob . . e, via Roma, leI. 43650
. . . - e1Slunn!uh7'er S h . d N e
SI trovano, tra gli altri, l'SS-Slurms' '. c. 1m, L. el ~uo gruppo
Scharfuhrer u. Kr7n A K . ~harfiUHel EmrI SplCar 1''''8
. 5.\'. aspar Hernglch . l" ' V. _
berto (decorato con la Cr d' f . el , mterprete Giovanni Ro
S h h " , oce I erro di seconda classe) l' SS S ,
c uc le, r, glr SS-Oben'char~lu'" h reI' J auch . Schm'ld chuh, - c laifuhre I .
Dali Aussenkotrlmando Turin dipendo 'I . pr~sso la Platzkommandanlur Asti (lo no I
grupp,o di Asti che si trova
Gneser) e quello di Novam (840 ") comanda I SS-Unlerslurmfuhrer
G ' I uomini .
EJ\OVA (95 uomini)' Casa dello S d
tei. 33602 e 33382 Com cl . l' tu ente, corso Giulio Cesare 25
. l' . an antl z.H d SS-Unterst '~"h N '
pOI SS-Oberstumbannfuhrer Dr E' I C . ~rmlu rer eunteufeI e
~"h Z . nge. on lUI SI trova l'SS Ob
JU rer Immer. - ersturm_
DaII'Aussenkommando Genua di end .
comando deII'SS-Oberslurm.fu"h HP b ono due altn gruppi (ambedue al
J' rer er ert Ando f h .
settembre 1943 si trovava R . r er, c e subIto dopo 1'8
" a overelo a capo dI B d .
do antlpartlgiano): un an eneznsatzkomman_
SAVONA: via Famagosta 21 I

chG1juhrer Ablanger; , te . 21019, comandante l'SS-ObersImperia-Porto Maurizio: viale 1m ero 17


Oberscharfuhrer Reiter. p , tei. 7223, comandante l'SSGli
Aussenkommandos Mailand T: .
fehlsste!le West (Como) di endon~ un~ e Genua nonch il Grenzbether
Rauff che ha il suo co P d II'H
daII
SS-Obersturmbannfuhrer Walman
o a oteI Regi . . S
a Milano. Nel centro confina' d' C na, In vIa . Margherita 6,
(
'" no I omo (Como ~ I G
70 UOmIni), situato a Cernobb' 'II C . . es - renzbefehlsstelle
dato dall'SS-Hauplslurm~u"h lO'VV.~ a I ar~lI)atl, tei. 2844 e 2872, comanj
' reI' otter ) SI tro .
Oberscharfuhrer Noben e Vog I l'SS H vano, tra glI altri, gli SSVENEZIA
(860 .. e e - auptscharfuhrer NoggIer.
uomIni): San Marco 105/ I 2
l'SS-Sturmbannfuhrer Bach C l ' . 1. , te. 7057. Comandante
Schneider. . on UI SI trova l'SS-Hauptscharfuhrer
. D~II'Aussenkommando Venedig dipende il ru' .
nI), vIa Marconi, comandato d II'SS U g ppo dI Padova (85 uomld
Il
' a - ntersturm""h M'
a SS-Sturmbann fuh re B h lU reI' onanz, e poi
l' r oss ammer.
BOLOGNA (70 uomini)' v F
uber D V-Barbarona Co . dIa . r~ncesc~ Albergati 6, tei. 25936 e 22316
" man antl li) ordIne d' t l'
fuhrer GoId, l'SS-Oberslul'm,r''h B' b .l empo: SS-Hauptsturmb
lU rer le ef e l'SS-H " .
ertz. Con loro si trova l'SS H. auptsturmfuhrer WIiD II'A - auptsturmfuhrer Seyfert
. a ussenkommando Bologna dipendono il ru' . ,.
gnolr 38, tei. 7299, comandato dall'SS-Ob ~ ppo dI Forli, vIa Reersturmfuhrer
Laublicher, e quel278
lo di Parma (70 uomini) siluato a Mal'torano, ad 8 km mezzo dalla citt,
comandato dall' SS-StU1'7nbannjah7'e1' Rase.
FIRENZE: via Bologna 85, te\. 42595, comandante l'z.Hd.SS-Hauptsturmfiihrer
AIberti. In precedenza l'Aussenltommando Florenz si trovava
presso il Deutsches H eim in via Pandolfini 27, te l. 5656 t. Lo comandava
l' SS-Hauptsturmfiihrer Goebel.
ROMA: via Tasso 53. Comandante l'z.H d.SS-Obersturmbannjuh7er
Herberl KapplcJ'. Con lui si tl'ovano, tl'a gli altri, l'SS-Hauptst.urmfiihrer
u. Krim. Kmn. Karl chuls, l'SS-Scharftihrer Heinrich Wesemann,
gli S -Hauj)/'schmfiihrer Frilz HOlOp, teinbrink e Quapp c gli S.
/unnscharjiihrel' Bannek e Brandl.
L'ambasciata tedesca in Italia si trova in via Ludovico di Savoia, tel.

767351.
PERUGIA: via XX Settembre 11, villa Urbani, te\. 8215, comandante
l' SS-Sturmbannfuhrer Herbst. L'Aussenkommando Perugia ha giurisdizione
sull'Umbria e sulle Marche.
MACERA T A: via Spalato 18 (Santa Croce), te\. 254, comandanti in
ordine di tempo l' SS-Hauptsturmfuhrer Kossek e l' SS-Obersturmfuhrer
Andorfer.
BOLZANO: Corpo d'Armata (80 uomini). Comandante della polizia
di sicurezza e del servizio di sicurezza l'SS-Sturmbannfuhrer Thyrolf, con
giu risdizione Sll Merano, T rento e Belluno.
TRIESTE: piazza Oberdan 4, tel. 8304. Bejehlshabe7' der Sicherheitspolizei
u. des SD in Triesl l'z.Hd.SS-OberstU1'mbannftihrer Weinmann.
Con lui si trovano, tra gli altri, l'SS- 'chwjuhrer Pilz, gli SS-Oberschar!
i1hrel' Recler er e Zolli, lo . -Stunnscha7fuh1'er Heimann, gli S-Unlerst'urmjuhmT
Kepplinger e MilUer e l'SS-Hauptscha1juhrer Baier.
La provincia di Lubiana (Laibach) non dipende da Trieste, ma dal comando
di Veldes (un paese nella vallata della Sava, a nord-ovest di Lubiana).
La zona di operazioni Adriatisches Kiislenland termina presso Cirkveniza,
a sud di Fiume. AI comando di Trieste appartengono anche le isole
dalmate di Lussino, Cherso, Veglia e Arbe. Tutte le altre zone dell' Adri atico
(come, ad esempio, le citt di Spalato, Ragusa e GallaTo) dipendono dal
comando di Agram (Zagabria).
Con il Dienstbefehl (ordine di servizio 8) del 29 marzo 1944 del dr. Harster
viene istituito il "campo di concentramento poliziesco di transito" (polizeiliches
Durchgangslager) di Fossoti presso Carpi (Modena). A comandarlo
viene chiamato l' SS- Untersturmfiihrer Tito.
Il centralino telefonico di Verona (Leitfunkstelle Verona) collegato istantaneamente
con i comandi della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza
di tutti i territori occupati dai nazisti: Osio, L'Aja, Bruxelles, Parigi,
279
Riga, Cracovia, ,V.arsavia, Lemberg,. Veldes, Zagabria, Belg\ado, Tirana ed
GA tene. InTol't re e In col.leg,am ento diretto e continuo con Milano ' T on.n o,
enova, neste, Venezia, Firenze, Perugia, Roma, Bolzano e Innsbruck.
(Fonte:. ilI dila' rio del capo della Polizia di sicurezza e del Servizio di . SlCU_
rezz.a m ta la, dr. Harster, che si trova presso il Militararchiv der DDR _
NatlOnale Volksarmee, Potsdam.)
LA GESTAPO IN ITALIA
Suddivisione del lavoro dell' Abteilung IV (Polizia segreta): lotta, indagini e
controspionaggio.
Capo del settore:
Vice:
Ufficio IV:
IV N (controspionaggio):
Sezioni:
IV 1: Avversari
SS-Sturmbannfuhrer Dr. Kranebitter
SS-Hauptsturmfuhrer Schwinghammer
SS-Scharfuhrer Larcher
SS- Untersturmfuhrer Kurt Lahr

Incaricato: SS- Untersturmfuhrer Didinger


Settori particolari:
IV 1 a: movimenti di sinistra, compresi stampa e pubblicazioni sovversive,
trasmissioni radio ostili;
IV 1 b: movimenti di resistenza, lotta antipartigiana, reazione, appartenenti
all'esercito regio e badogliano, liberalismo;
IV 1 c: scioperi, prigionieri di guerra, arresti collettivi di italiani.
IV 2: Sabotaggio
Incaricato: SS- Untersturmfuhrer Lahr
Settori particolari:
IV 2 a: sabotaggio, attentati, armi, esplosivi, falsificazioni politiche
IV 2 b: controspionaggio (agenti nemici, telefonate di agenti nemici)
IV 3: Difesa
Incaricato: SS-Hauptsturmfuhrer Schwinghammer
Settori particolari:
IV 3 a: difesa dallo spionaggio
IV 3 b: affari economici, sicurezza industriale, difesa degli stabilimenti
IV 3 c: affari di confine
IV 4: Avversari ideologici
Incaricato: SS- Untersturmfuhrer Didinger
Settori particolari:
IV 4 a: chiese politiche, sette, massoni
IV 4 b: ebrei, emigranti (incaricato per le questioni degli ebrei: l' SSSturmbannfuhrer
Boshammer)
287
IV 5: Casi speciali
Incaricato: SS-Stunnbannjiihrer dr. Kranebitter
Settori jJmotieo/an:
IV 5 a: servizio di protezione, compiti particolari
IV 5 b: partito nazista, civili in Italia, partito repubblicano fascista , st ampa
IV 6: Schedario, arresti per ragioni di sicurezza
Incaricato: SS-HaujJtsturm[iihrer Schwinghammer
Setton jJartzcolari:
IV 6 a:. schedario ari'eslati, schedario arrestati per ragioni di sicurez .
lascI za, fIIV
6 b: arresti per ragioni di sicurezza, campi di educazione al lavoro
(Fonte: diario dr. Ha rster, Militararchiv der DDR - Nationale Volksar~
mee - Potsdam).
LA POLIZIA D'ORDINE TEDESCA IN ITALIA
(Ufficiali di collegamento)
pIEMONTE Province di Alessandria, Aosta e Asti: Mjr.d.Sch. Seltz (a
Torino); province di Cuneo, Novara, Torino e Vercelli: Oblt.d.Sch.
Gareis (a Torino).
LOMBARDIA Province di Bergamo, Brescia e Como: OberstL.d.Sch.
Dr. Kiihhas (a Milano); province di Cremona, Mantova, Milano, Pavia,
Sondrio e Varese: Hptm.d.Sch. Solterer (a Milano). Ambedue reperibili
presso il 2 Btg. dell'SS-PoL.Regt. 15.
LIGURIA Province di Genova e Savona: Mjr.d.Gend. Jaekel (Genova);
province di La Spezia e Imperia: Hptm.d.Scho Ulbrich (Genova). Ambedue

residenti all'Hotel Columbia.


TOSCAN A Province di Arezzo, Grosseto, Firnze e Massa Carrara:
Mjr.d.Sch. Stehr (Firenze); province di Siena, Livorno, Lucca, Pisa e
Pistoia: ObLt.d.Scht. Michels (Firenze). Ambedue residenti all'Hotel
Excelsior, Piazza Ognissanti, tel. 20392.
EMILIA Province di Bologna, Ferrara, Modena e Ravenna: Mjr.d.Sch.
Fehlers (Bologna); province di Forl, Parma, Piacenza e Reggio Emilia:
ObLt.d.Sch. Stadlmayer (Bologna). Ambedue residenti all'Hotel Baglioni,
via dell'Indipendenza.
VENETO Province di Belluno, Rovigo, Treviso e Verona:
Oberstlt.d.Sch. Severt (Padova); province di Padova, Venezia, Vicenza
e la zona del Friuli: Hptm.d.Sch. Karrer (Padova).
UMBRIA E MARCHE Province di Perugia, Foligno, Terni e Orvieto:
Mjr.d.Gend. Dr. Fiirbock (Perugia); province di Pesaro, Ancona e
Macerata: Oblt.d.Sch. Schreier (Perugia).
283
Pubblichiamo nelle pagine seguenti alcuni documenti che riguardano sia
l'attivit delle SS italiane sia, in genemle, aspetti significativi di quel perio_
do (direttive alla stamjJa ecc.)
Doc. 1
Platzkommandantur Como
Abt.: Qu. Tgb. Nr. 830/43
Signorina
FRANZINI,
Cernobbio.
Via Regina 57.
Como, den 5.11.1943
Hiermit wird Ihre Villa beschlagnahmt und ist bis zum 9.11.43, mittags
12:' Uhr, zu raumen und dem Direktor der Zeitung Corriere della Sera,
Ermanno AMICUCCI, zu ubergeben .
/ Hn.
Das Quartieramt
A.E.
rjirma illeggibile l
Leutnant
Con la presente viene sequestrata la Vs. villa, che deve essere sgombrata
entro il 9.11.43 alle ore 12 del mezzogiorno, per metterla a disposizione del
Direttore del Corriere della Sera, Ermanno AMICUCCI.
/ ML
284
goe. 2
GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA
Comando 1 a Legione
UFFICIO POLITICO INVESTIGATIVO
N.4393 j B.9 di prot. Torino l 15 marzo 1944-XXII.
OGGETTO: Segnalazione.Al COMANDO GENERALE G.N.R. (Servizio Politico)
All'ECCELLENZA IL CAPO DELLA PROVINCIA
Al 20 ISPETTORATO REGIONALE G.N.R. (UfL Politico)

Al COMMISSARIO FEDERALE G.N.R.


Al Signor QUESTORE di
P. da C. 707
TORINO
TORINO
TORINO
TORINO
Trasmetto copia del rapporto a firma del C.CM. SAN~ELICE N~col.a
del gruppo Carri "Leoness" G.N.R. sui fatti che determmarono un mCldente
avvenuto in Via Roma verso le ore 15 del 12 corrente.
Autorit Germaniche informale.IL CONSOLE CAPO DELL'UP.I.
Spallone Gaetano
Copia
Torino 13 marzo 1944.xXII.
OGGETTO: Rapporto sull'incidente avvenuto il 12 marzo 1944.xXII.
nella Via Roma della citt di Torino.
Si informa codesto Comando che il giorno 12 /3/1944.xXII. verso le
tre del pomeriggio i sottoelencati Ufficiali della G.N.R. , gruppo Carri
285
"Leoness" S.Ten. TILOCA Gianfiliberto, S.Ten. SANFELICE Nicola,
S.Ten. CAPPELLI Valerio, S.Ten. SONCINI Giuseppe, a diporto per le
vie del centro notavano che un gruppo di uomini, vestiti con uniforme italiana
militare ed armati, portanti sul braccio sinistro una fascia tricolore,
tenevano un comportamento arrogante e poco dignitoso.
Intervenuti prontamente abbiamo invitato i militari in oggetto ad esibire
i documenti di riconoscimento.
Si fa presente che tutti vestivano l'uniforme militare italiana, tipo paracadutista,
senza alcun segno distintivo di prescrizione per le Forze Armate,
ed erano armati di pistola Mod. Beretta.
La nostra richiesta fatta in termini rigorosamente militari, determinava
una reazion incomprensibile da parte di questi el menti.
Ripetiamo l' invito di produrre i documenli comprovanti la loro identit
e la loro posizione militare; essi si rifiutano ed assumono un atteggiamento
ostile ed aggressivo. Immediatamente costoro si dispongono in circolo intorno
a noi impugnando le pistole senza estrarle dane fondine dichiarandosi
in modo provocatorio ribelli. Questa asserzione fatta in tono deciso determinava
da parte nostra una immediata reazione. Pertanto puntate le armi
abbiamo ordinato di seguirei ad un vicino Comando Militare Tedesco, dato
che il fatto avvenuto in Via Roma.
Il nostro chiaro ordine veniva accolto da sorrisi di scherno e da grida
sonanti: "Chi siete? Voi non avete alcuna autorit. Noi non riconosciamo
la Vostra autorit . Noi ci rifiutiamo di obbedirvi".
Di fronte a questa incomprensibile ostinatezza rinnoviamo l'ordine di
seguirei, giustiricando perfino di agire al solo scopo della identificazione
personale. La no tra decisione nell'agi l'e li convince a cedere ed a seguirei.
Per raggiungere dal luogo dei falli il pi vicino Comando Militare, abbiamo
incolonnato questi os defin itisi "patrioti" o " 1 ibelli" in numero di
16 (sedici) e guidati da un agente di P.S. ci siamo recat i ad un posto di polizia

Tedesca.
Sottoposti ad interrogatorio essi hanno affermato di aver fatto parte di
bande, di "patrioti" di stanza nelle provincie di Cuneo ed Asti e di essere
attualmente alle dipendenze di un reparto delle SS Germaniche.
Inoltre essi hanno dichiarato di non riconoscere l'attuale governo della
Repubblica Sociale, di odiare e di voler combattere i "traditori" fascisti.
Circa l'asserto di essere inquadrati da Reparti delle SS noi si richiedeva
all'Ufficiale di Servizio del Posto di Polizia Tedesca una conferma. Il soprad
etto affermava categoricamente che quanto dichiaravano rispondeva a
verit, in quanto esiste un accordo fra alcuni elementi di bande ribelli ed il
Comando SS di stanza a Venaria Reale tendente all'impiego di questi uomini
per la formazione di reparti armati alle dipendenze dirette del Comando
Tedesco. Affermava inoltre di non poter giustificare la loro presenza
nella citt di Torino.
Noi si richiedeva ancora un intervento dell'autorit Tedesca per le affermazioni
di ostilit al Governo cd alle Istituzioni Repubblicane, facendo
presente che questi elementi possono inquinare l'ambiente morale della
Repubblica Sociale e delle Forze Armate. Alla nostra richiesta rispondeva
286
di non poter procedere disciplinarmente ne.i confronti dei detti e1.ementi , sinificando
che erano elementi di utile impIego qualunque fos~e Il loro sen~
imento politico, impiego utile e diretto del Comando Germamco.
F.to S.Ten. Sanfelice Nicola
p. c. c.
L'UFFICIALE ADDETTO ALL'U.P.I.
Cent. Gastone Serloreti
Doc. 3
GUARDIA NAZIONALE REPUBB.
TENENZA CARABINIERI DI PINEROLO
Nr. 134/26 di Prot. Div. III Pinerolo, l 24 Marzo 1944
Oggetto: Operazioni di rastrellamento da parte di elementi di milizia armata
ed "SS" germanici.
al comando generale della G.N.R.
al comando militare Regionale 206
all'Ispettorato Regionale della G.N.R.
alla Prefettura
al comando militare Provinciale
alla Questura
al comando del gruppo esterno carabinieri di
al comando della I Legione della G.N.R.
al comando della compagnia dei carabinieri di
al comando militare germanico di
Posta da Campo 707
Posta da Campo 733
TORINO
TORINO
TORINO
TORINO
TORINO

TORINO
PINEROLO
PINEROLO
A seguito della segnalazione n 134/ 23 del 22 andante, si comunica che
i reparti germanici di "SS" e di Milizia Arm. Italiana, durante le operazioni
di rastrellamento eseguite in frazione Pons di Perosa Argentina
(Torino), hanno incendiato diverse abitazioni, arredando [sic] danni sinora
non potuti accertare.
Si comunicano qui di seguito i nomi delle vittime di cui alla segnalazione
sopracitata:
MORTI
1).= BARRET Ferdinando fu Giov. Giacomo, di anni 58, da Perosa Argentina.
2) .= BARRET Albert Pietro fu Giov. Giacomo, d'anni 69, da Perosa Argentina.
3).= BERNARD Arturo di Alessandro, di anni 40, da Perosa Argentina.
4).= BONAUD Alfredo fu Giovanni, d'anni 39, da Perosa Argentina. =
FERITI
1).= BELTRAMIO Giov. Pietro fu G.B., d'anni 74, da Perosa Argentina.
2).= BARET Frida Eugenia di Adolfo Paolo, d'anni 12 da Perosa Argentina.
3).= GRILL Enrichetta fu Giovanni, d'anni 85, da Perosa Argentina.
4).= LAGGIARD Lorenzo Giovanni fu Giovanni Pietro, d'anni 58, da
Perosa Argentina. =
288
IL S.TENENTE COMANDANTE DELLA TENENZA
(Renato Maggi)
Doc. 4
GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA
Compagnia O.P. "Macerata"
Prot. N 177 A/l Clusone 31/10/944 XXIII
RELAZIONE ILLUSTRATIVA SULLE AZIONI DI RASTRELLAMENTO
DI BANDE RIBELLI, CONDOTTE NEI GIORNI 27-2829 OTTOBRE NELLE ZONE DI VALLE TORREZZO-MONTE
SICOLO-VALLE DI FONTENO-FONTENO-VALLE DELLA
MALGA-ADRARA-VIADANICA-SARNICO.
FORZA = Ufficiali 3 - Sottufficiali e Truppa 104. .
ARMAMENTO: Fucili mitragliatori 8 - Mitragliatrici pesanti 3 Mortai
da 45 n 2 = Armamento individuale al completo.
MUNIZIONAMENTO = al seguito per 2 giornate di fuoco per armi di
reparto ed individuali.
VETTOVAGLIAMENTO = 2 giornate di viveri a secco in distribuzione.
Il giorno 26/10/944 alle ore 20 il sottoscritto - tramite corriere - riceveva
un ordine di movimento dal Waffen-Granadier-Brigade SS (I Italienische
n 1), con il quale la Compagnia "Macerata" dal 25/ 10/ 44 e fino
a nuovo ordine doveva considerarsi, agli effetti tattici, alle dipendenze del
Gruppo da Combattimento Celebrano della Brigata Ab.t la.
Il movimento avrebbe dovuto avere inizio nella giornata del 27. Alle ore
6 del 27 partivo alla volta di Lovere per prendere collegamento con il Comando
tattico del Gruppo Celebrano, allo scopo di ricevere ordini e disposizioni
dettagliate. In assenza del Colonnello Comandante, l'aiutante maggiore
Cap. Scavo mi impartiva sommarie disposizioni per il movimento del

giorno 27, precisando che .alle ore 20 avrei ricevuto l'ordine di operazioni a
Casazza (S. del Lago di Endine).
Rientravo immediatamente a Clusone ed impartivo disposizioni per la
partenza in ferrovia del Reparto da Clusone per Cene.
Alle ore 15,30 raggiungevo Cene e da qui - con le munizioni di riserva
someggiate - alle ore 16 il reparto muoveva alla volta di Casazza con
itinerario Val Rossa-Bianzano-Casazza. L'obiettivo della giornata veniva
raggiunto alle ore 20,30 senza lamentare incidenti. Alle ore 21,30 - tramite
un motociclista porta ordini - mi veniva recapitato da parte del Gr.
Celebrano l'ordine di operazioni n 2068/ 1 datato 27/ 10/ 44.
In base a tale ordine la Compagnia all'alba del 28 partita da Casazza
con obiettivo Seres-Valle della Malga-Valle di Fonteno-Seguendo la direttrice
Monasterolo, Valle di Torrezzo, Seres il reparto raggiungeva questa
ultima localit alle ore 11. Senza incontrare resistenza occupava le alture
289
adiacenti e dopo breve sosta distaccava il plotone esploratori rinforzato da
una mitragliatrice pesante e da 1 mortaio da 45, assegnando la direttrice di
marcia Valle della Bisaccola-Foppella-Tassina. Il sottoscritto con l'altra
parte dalla Compagnia si dirigeva lungo la Val di Malga-Valle Cantiere.
Punto di riunione con il plotone esplora tori Tassina-Foppella (N-W di
monte Pendola). Alle or 16 le pauuglie di punta dei due reparti prendevano
collega mento a Tassina ed a lle ore 16,30 il plotone esploratori si collegava
con un reparlo della II omp. del l J R2 proveniente da Nord. Appena
stabiliti i ollegamenti questa Compagnia distaccava una pattuglia di
(, legiona l'i al coma ndo del V.Brig. a ntalucia per Riva di Solto allo scopo
di trasmettere le novit al comando del Gruppo e ricevere gli ordini di operazione
per il giorno seguente. La pattuglia, dopo una marcia di eirca 8
ore, condolla sotto l imperversare della pioggia e bufere di neve rientrava
a lla ba con l'ordine di operazioni per il giorno 29. La ompagnia trascorreva
la nOIl nell baite Tassina - l?] - Fopella.
Alle ore 6,30 del giorno 29, secondo gli ordini ricevuti, il reparto muoveva
alla volta di Sarnico sulla direttrice di marcia Valle di Torrezzo-S.
Fermo-Adra ra- Viada ni.ea-Villongo-Sarni co. Le zone segnalate come occupate
dai ba ndi ti venivano a lt acc~ le SOltO l'imperversare cl lla pi,oggia ma in
nessuna di e se il reparlo rius iva a prendere contatlo con gruppi consistenti
di armati. Alle ore 16 la orp pagnia raggiungeva l'obieuivo dopo
aver callurato al 'uni elementi sospetti che venivano consegna ti , per le oppOrtune
indagini , al locale Dislaccamenlo della G.N.R.
Alle ore 16,15 ricevevo disposizioni di rientrare in Sede. Davo ordini
per l'immedi ata partenza per Grumello da cui per ferrovia raggiungevo
Bergamo alle ore 20,15. Alle ore 21, sempre in ferrovia, il reparto partiva
da Bergamo e raggiungeva Clusone alle ore 23,30.
CONSIDERAZIONI GENERALI
La Compagnia ha operato in collaborazione con il IO/ J R2 e 11/ ] R2
del Gruppo da comhalLmemo Celebrano e con il Gruppo daCombattimento
Degli Oddi. I 'ollegamenti con tali reparti sono stati stabiliti e mantenuti
in modo perfelto.
Le distanze superate, i rorti dislivelli, la configurazione del terreno,
l'imperversare del maltempo e le eccezionali misure di sicurezza predisposte

per evi ta re imboscate hanno richiesto agli uomini ed ai muli al eguito


uno sforzo enorme. T ulte le diffi colt per sono state superate brillanlemente
grazie allo spil'ilO combattivo ed alla ferma volont dimostrata dai
legionari. La pattuglia inviata in collegamento a Riva di Solto ha marciato
per sentieri scoscesi e dirupi per circa 18 ore consecutive. Gli uomini sono
rienirati alla base sfiniti ma orgogliosi di aver assolto il compito secondo gli
ordini ricevuti.
Riguardo all'azione di rastrellamento si precisa che se non stato possibile
prendere contatto con forti nuclei di armati ci dipende esclusivamente
dalla assenza nella zona di gruppi consistenti. Le informazioni raccolte
concordano infatti nel precisare che dopo lo scontro armato con questa
Compagnia del 31 / 8/944, la banda, forte di 180-200 elementi, si allonta290
nata dalla zona di Fonteno per destinazione ignota-presumibilmente Piani
di Bossico e Valcamonica. I gruppi segnalati nei pressi di Villanova, Viadanica,
il Colle e Sarnico sembra debbano riferirsi pi che a ribelli organizzati
ad elementi sbandati, renitenti o comunque facenti capo a bande di rapinatori
e ladri. Data la loro limitata consistenza hanno forse avuto buon
gioco per sottrarsi al combattimento. . .
Questo Comando di Compagnia_ in seguito alle osservaziolll dI questa
ultima azione segnala l'assoluta necessit di essere rifornita di calzature da
montagna, resistenti e di ottima qualit. . .. .
Le calzature di cuoio in distribuzione - anche se 10 buone conclIzlOlll
di manutenzione - hanno dimostrato di non essere in grado di resistere
alla usura derivante dal terreno e dalle distanze superate.
IL COMANDANTE LA COMPAGNIA
(Cap. Dario Antonelli)
Doc. 5
11 Settembre 1944
PER I DIRETTORI
Trattando del banditismo nell'Italia Settentrionale attenersi ai seguenti
principi:
contrariamente a quanto avvenuto in altre zone europee, nell'Italia
Settentrionale le bande non hanno potuto, in complesso, mettere sostanzialmente
in pericolo l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato. perci
inopportuno pubblicare in gran numero o con forte rilievo episodi della lotta
contro il banditismo, poich altrimenti la propaganda nemica riceverebbe
nuovo materiale da sfruttare ed i sobillatori ne trarrebbero motivo per una
rinnovata attivit.
Ci vale soprattutto per le misure repressi ve prese nei confronti delle
bande. Tali misure sono efficaci di per se stesse, contro coloro per i quali
vengono adottate, senza bisogno di pubblicazione sulla stampa. In casi opportuni,
si pu dare notizia della condanna di appartenenti a bande e
dell'esecuzione della sentenza. Non si deve invece pi parlare di banditi
passati per le armi, di case incendiate per rappresaglia ecc. Insistere sul
carattere legale delle rappresaglie. Il mantenimento dell'autorit dello Stato
deve risaltare in primo piano.
Corrispondenze sull 'az ione di unit italiane ed ancor Pi germaniche
nella loUa contro il banditismo, sul' tipo di corrispondenze di guerra, non

sono gradite. Il rilievo dato alle azioni di unit e di soldati italiani distintisi
nella lotta contro il nemico esterno costituiscono un incitamento per le
truppe e per la popolazione italiana. La stessa cosa non si pu dire invece
per la lotta contro il banditismo, nella quale degli italiani combattono contro
i loro connazionali. Si tratta, in quest'ultimo caso, di una lotta interna
la quale - di fronte alla pressione esercitata dal nemico esterno - deve
essere esaurila senza darle troppo rilievo sulla stampa.
Per la stessa ragione, si impone un grande riserbo per quanto riguarda
singoli episodi di banditismo, come attacchi contro impianti industriali o di
altro genere, rapine di considerevole entit, ecc., e ci anche nel caso che la
difesa sia stata coronata da successo e che le unit italiane od i militari ad
esse appartenenti si siano particolarmente distinti. Questo campo riservato
alle corrispondenze di fonte ufficiale italiana.
Va da s, che sia i nemici esterni che quelli interni non debbono poter
mai ricavare dalle corrispondenze alcuna informazione di carattere militare.
Per questo non deve essere dato, ad esempio, il nome di capi banditi
catturati od uccisi. Attenersi allo stesso criterio di massimo riserbo anche '
292
per l e not.lzl.e C'l rca a ttentati contro personalit della Repubblica, funerali di
dirigenti uccisi, ecc. . '"
I n tuttl. .l casI. sopr a menzl'onati opportuno un approp. n, ato notlzlano
locale, nel quale deve essere valorizzata al massimo l'Autonta dello Stato, e
condannato in ogni modo il banditismo. . . .
La disposizione finora vigente, secondo la quale ~i d.ov~va nfenre ~lrc~
episodi di banditismo soltanto in connessione alle aZlOnl dl rappresaghe, e
ab'rogata. . .' I . . d L
Sono invece opportune l ~oti zle circa. atrocl ~ ed a l~e aZlOni e ,genere
mmesse dai banditi che colpiscano e conu'ast11l0 con 11 senso mOI ale del
~~poIO iLaliano. (Es.:' for tificazione di una chiesa,. utilizzata quale caposaldo
innalzamento della bandiera rossa sul campanile) ..
, Vanno riferite anche gesta dei banditi che si p,reS.llOo. ad es~ere presentate
come delitti comuni. In lal caso, non da~~ all e~lsodlO .un 100pporluno
carattere politico. (Per s.: parlando dell'ucclsl~n~ di ve~chl , don~e e ~~m.~
bini non rilevare mai , senza una speciale neceSSIta, che SI lralla di famlllai i
di fascisti, i quali erano probabilmente l'obiettivo dell'allentato).
Questo Ministero diramer saltua riamente, a mezzO della Lefani, comunicali
redatti su material ufficiale.
* [Timbro del Ministero della cultura popolare.]
IL CAPO DI GABINETTO
(G. Almirante)*
293
Doc. 6
L'Ambasciatore e Plenipotenziario
del Grande Reich tedesco in Italia
Tgb N. 21/45
Eminenza,
Fasano, 10 gennaio 1945
. Il Barone Cles mi ha trasmessa la da Lei consegnatagli supplica della
Signora f\vetta, a favore del proprio figlio Giandomenico Avetta, condannato

a morte.
Poich le dichiarazioni contenute nella lettera erano troppo imprecise
ho f~tto .a. tale riguar?o ~sperire indagini in Verona. Da queste risultat~
che Il milite delle SS italiane Avetta, in seguito a:
duplice diserzione
dissolvimento di nucleo delle Forze Armate
istigazione alla diserzione
e falsificazione di documenti
stato condannato a morte.
Come Vostra Eminenza sa, uno solo di questi delitti contro l'osservanza
della dis~ipli.n.a militare gi bastevole, in qualunque organizzazione militare,
a gIUstificare una sentenza di morte. Tuttavia il caso sar sottoposto
ad un nuovo esame del Tribunale Supremo delle SS.
Intanto sono in grado di comunicare all'Eminenza Vostra che la esecuzione
capitale sar differita sino alla formulazione del giudizio della Corte
di Suprema Istanza.
~on i miei P! ~ove.rosi ringraziamenti per i cortesi auguri che Vostra
Eml?enza, tra~mte 1.1 Signor Barone di Cles mi ha fatto pervenire e che
cordialmente rIcambIO, La saluto, nella grata attesa di una sollecita occasione
di fare la conoscenza dell'Eminenza Vostra.
Sua Eminenza
il Cardinale Arcivescovo di Milano
Ildefonso Schuster
Milano
Suo dev.mo RAHN
Doc. 7
Comitato Liberazione N azionale
Corpo Volontari della LIBERT
IV Divisione Alpina "G.L." Stellina
COMANDO
N. di prot.: 113 zona, 12/3/45
Oggetto: Allievi Patrioti ex S.S.
Al Capo di S.M. Formazioni "G.L."
e per conosc.:
Al Comando IV Zona
Al C.M.R.P.
Al Comando Btg. Alpini Susa.
Al Capt. Angelini Loro sedi.
Espongo i due casi di seguito desc~it~i ?nde ~vere ~a ~atifi~a a quanto
oggetto di approvazione mia, degli ufflClalI e del patrIotI tuttI del Btg. Alpini
Susa.
1):
2):
L'ex S.S. Carlo LIVIERI, classe 1907 da Murialdo, ( avona), arruolatosi
nelle S. . per rientrare dalla Germania d?ve era p~igi~nier~;
catturato il 26/8/44 nel combattimento delle evm~, ha rt~hl~sto II
27/8 l'arruolamento accettando la vita dura dci patriota e dichiarandosi
lieto di partecipare a qualsiasi azione.
Allievo patriota dal 27/8 ha sen~pre o~tenu.to il ptaus~ dei superiori

accauivandosi completamente la simpatia del compagOi.


Dopo l'attacco nemico del 3/10/44, in cui si comportato valorosamente
ha voluto rimanere coi nuovi suoi compagni.
Invi;ato il principio di novembre a ragg~ungere casa Sll~, bench
ammogliato con un figlio, ha di hiarato chiaramente ch tnte?deva
compi re il SliO dovere fino alla fine. E lo ha compiuto sempre fmo al
20 Febbraio 1945, giorno in cui durante un rastrellamento e l'azione
che ne seguita, caduto falciato da un mitl'agliatore, mentre un altro
alpino restava ferito.
Ne.!. proporrc un sussiclio a guerra finita alla Vedova del cadu~o
PATRIOTA Carlo OLiVIER1, intitolo al suo nome la Compagma
Guastatori del Com.do Btg. Alpini Susa in via di costituzione.
L'ex Tenente del Genio in S.P.E. arruolatosi nelle S.S. per lasciare il
campo di concentramento in Germania, stato da noi fatto prigioniero
nel Luglio 1944 mentre non era in servizio. .
Senza aver esercitalO su di lui alcuna pressione, senza maI aver
fallO accenni a credenze politiche, dopo brcve periodo di permanenza
tra noi ha dichiarato che non mai stato fas ista; si interessato alla
vita pal'LigiaI1a; enza eccessive manirestazioni esteriori, senza ambigue
295
professioni di fede venuto ad essere dei nostri senza averlo dichiarato,
vivendo intimamente coi ragazzi e partecipando alle nostre ansie ed
alle nostre gioie.
Nell'agosto 1944 l'ho armato e l'ho promosso "ALLIEVO PATRIOTA".
II 12 settembre sera l'ho avuto con me in un'azione di sabotaggio
alla ferrovia Susa-Bussoleno ed ho ammirato le sue doti di
coraggio, di perizia e di entusiasmo con un'azione svolta a poche decine
di metri da una batteria tedesca.
Nei momenti pi difficili dei rastrellamenti ha diretto con perizia
gli uomini della squadra a cui l'avevo aggregato.
Ha guidato tutte le azioni di sabotaggio fino ad oggi ed attualmente
Comandante del plotone sabotatori della 36' Comp.
Affabile, modesto, di poche parole, uno degli elementi pi attivi
ed utili.
, A seguito delle brillanti azioni di sabotaggio compiute e della mentalit
sua di vero Italiano che ha ritrovato pienamente vivendo con gli
alpini del Susa, lo promuovo:
PATRIOTA dan.dogli il grado che aveva nell'Esercito regolare di
TENENTE caldeggIandone la ratifica, anche se si trattasse di una
unica eccezione alle disposizioni emanate.
Lo richiedono, come detto, tutti dal Comandante all'ultimo uomo e
tutti se ne rendono garanti. VIVA L'Italia Libera!
Il Com.te
* Associazione per la storia della Resistenza in Piemonte, Torino.
2.Qfj
Doc. 8
prot. N. 875
C.L.N.A.1.
CORPO VOLONTARI DELLA LIBERT

COMANDO REG IONALE LOMBARDO


Milano, Il giugno 1945
Oggetto: Internamento fascisti
A TUTTI I COMANDI ZONA
Allo scopo di disciplinare l'attivit repressiva a carico di elementi fascisti,
si prcisano le disposizioni date in merito dal Col. Poletti.
A tale categoria devono annoverarsi, oltre agli iscritti al Partito Repubblicano
fascista, anche gli altri appartenenti alle formazioni armate della
sedicente repubblica:
G.N.R. e relative specialit, SS italiana, Brigate Nere, Muti, X Mas,
Ovra, Servizio S.D., Polizia Speciale, formazioni femminili ausiliarie, ecc.
Qualora a carico degli appartenenti a tali categorie non si riscontrino
elementi di reato, per i quali si proceder direttamente alla denuncia formandone
copia alla questura, i medesimi dovranno essere internati in
Campo di concentramento. Per coloro invece che devono essere denunciati
alle Corti di Giustizia si proceder alla loro presentazione alla questura
con tutti i documenti di accusa debitamente istruiti.
A precisazione della predetta disposizione si chiarisce che i Carabinieri
Reali attualmente in servizio e provenienti dalla G.N.R. non sono compresi
nella categoria delle persone a carico delle quali si deve procedere secondo
quanto precisato, in quanto nei loro riguardi unico competente il Comando
Legione Carabinieri.
IL COMANDO REGIONALE LOMBARDO
F.to Gandolfi
* Archivio di Stato di Como - Fondi Questura di Como - busta t fascicolo 8 n. 5.
297
Doc. 9
COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE
CORPO VOLONTARI DELLA LIBERT
COMANDO ZONA LAGO DI COMO
UFF. STRALCIO
Prot. N. 552/CP
ALLA QUESTURA DI
ALL'UFFICIO STRALCIO
DELLA SOTTOZONA DI
e.p.c.
AL COM. LIBERAZ. NAZIONALE 61
ALLA DIREZIONE CARCERI ...
Via Ghislanzoni
Lecco, 14 giugno 1945
COMO
INTROBIO-BELLANOBULCIAGOMERATE
OGG IONO-MANDELLO
COMO e LECCO
LECCO
A seguito foglio 517 CIP in data 12 c.m., presi accordi con il rappresentante
del Comando Alleato cap. Falk, preciso le disposizioni di dettaglio relative
al trattamento da usare agli internati militari delle forze armate fasciste

attualmente presso i campi di concentramento od ancora a piede libero


a disposizione delle Autorit Militari:
a) Militari appartenenti alle forze di coscrizione dell'esercito repubblicano,
della marina repubblicana e della aeronautica repubblicana devono essere
tutti interrogati dalla commissione di disciplina militare gi istituita
con il nostro foglio N. 31O/CP in data 29/5/45. Gli uffici stralcio
dei settori, nel caso ricevano altre presentazioni di elementi di coscrizione,
o vengano a conoscenza di elementi che siano nella loro zona o non
abbiamo ancora ottemperato alla formalit dei bandi, chiederanno agli
organi di polizia il fermo degli stessi e li sottoporranno ad interrogatori
da parte di Commissioni che verranno all'uopo istituite.
Coloro per i quali nulla risulti a carico in quanto non abbiano 'preso
parte a rastrellamenti cOntro partigiani e non siano colpevoli di reati
contro il movimento partigiano o di convivenza con criminali di guerra
o di aver appartenuto a reparti che abbiano svolto combattimento contro
le truppe Alleate sui vari fronti italiani saranno lasciati in libert provvisoria
pur sempre rimanendo a disposizione della Autorit Militare.
Coloro per i quali risultino a carico elementi favorevoli di cui al precedente
capoverso dovranno essere considerati prigionieri di guerra e come
tali trattenuti nei campi di concentramento attuali e successivamente
sgomberati nei campi di prigionieri di guerra deL Comando Alleato. Gli
298
Ufficiali e sottufficiali di carriera continuativa dovranno senz'altro essere
considerati come prigionieri di guerra.
b) Militari appartenenti alla GNR o tutte le sue specialit~ Brigate Nere,
X Mas, SS italiana, Polizia Speciale, Servizio SD, Aunllan, OVRA devono
essere trattenuti indistintamente nei campi di concentramento e
dovr essere usata la seguente procedura che sar svolta dalla Questura
e non dai Comandi Militari.
l) Ognuno deve essere giudicato sia per eventuali reati co~~es~i nella zona
ove trovavasi al 25 aprile o dove aveva prestato serVIZIO, sia per reati
commessi nel luogo d'origine o di residenza.
2) Coloro per i quali dagli interrogatori emergano colp.e. tali da esser~
considerati criminali di guerra, dovranno essere 'deferltl alla Corte di
Assise Straordinaria e come tali tradotti alle carceri mandamentali, oV.e
gi non lo siano. .. ,
3) Coloro per i quali dagli interrogatori emergano elementi di reato SI
proceder direttamente al deferimento alle Assise Ordinarie delle localit
ove si sono resi colpevoli di reato.
Saranno trattenuti negli attuali campi di concentramento e trasferiti in
seguito nella localit ove dovranno essere giudicati previ accordi colle
relative Questure. .
4) Coloro per i quali non emergano elementi di reato, saranno trattenuti
provvisoriamente nei campi di concentramento ove si trovano per es~e~e
poi trasferiti nei campi di concentramento delle forze armate ammmlstrate
dagli Alleati.
5) La Questura di Como dovr richiedere alle Questure di origine o di
normale residenza degli internati tutti gli elementi necessari per procedere
con sicurezza alla descrizione delle tre categorie suddette.

Dovr inoltre, se richiesta, procedere al trasferimento di quegli elementi


che dovranno essere giudicati per reati o crimini commessi in localit
fuori dalla Provincia di Como.
I Campi di concentramento metteranno a disposizione della Questura di
Como tutti gli incartamenti relativi ad ogni detenuto.
La Questura informer anche questo Comando d:lle decisio~i p.rese ~
carico di ogni singolo internato, onde questo possa mformare I Distretti
Militari di appartenenza.
IL CAPO UFFICIO STRALCIO
F.to Morandi
* Archivio di Stato di Como - Fondi Questura di Como - busta 1 fascicolo 8 n. 4.
299
Doc. lO
Como, 22 giugno 1945
R. QUESTURA DI COMO
IL QUESTORE
Viste le istruzioni Amministrative n. lO in data 6 giugno 1945 del Comando
Militare Alleato;
Sentito il parere del Comitato Nazionale di Liberazione per la Provincia
di Como
ordina
a tutti coloro che comunque abbiano appartenuto ad organizzazioni politicomilitari
fasciste (Brigate Nere - Legione E. Muti - SS italiane - X,
Mas - Servizio Italiano S.D. - Polizie Speciali - OVRA e Ausiliari di tali
formazioni) qualunque sia il grado da loro rivestito e la mansione esplicata,
come pure a tutti coloro che comunque sono stati arruolati nella Marina,
nell'Esercito e nell'Aviazione fascista repubblicana (compresa la
G.N.R.) qualunque grado abbiano rivestito, di presentarsi alla Autorit di
Pubblica Sicurezza nei giorni e nelle localit di cui in appresso dalle ore 8
alle 12 e dalle 14 alle 18.
L'ordine esteso a tutti coloro che, gi trattenuti in un primo tempo,
siano stati poi dimessi per qualsiasi motivo.
Ai contravventori saranno applicate le sanzioni di legge.
LOCALIT DI PRESENTAZIONE
COMO - Caserma 25 aprile - Il capoluogo e tutti i Comuni delimitati dalla
linea a sud di Laglio Brienno sino al limite meridionale della Provincia;
destra del Lambro, Valassina; sponda orientale del lago di Como sino
a Lezzeno.
LECCO - Nelle scuole Ghislanzoni - I Comuni rivieraschi del Ramo di
Lecco a sud di Oliveto Lario e delimitati dalla linea: sinistra del Lambro,
confine meridionale e orientale della Provincia versante sud della
Valsassina, sponda lago sino a Lierna.
BELLANO - In Municipio - i Comuni del versante Nord della Valsassina
e i rivieraschi da Varenna sino al Ponte del Passo.
MENAGGIO - In Municipio - i comuni di Bellaggio e da Argegno e della
Valle d'Intelvi, tutti quelli a Nord sino al Ponte del Passo.
300
2 luglio:
3 luglio:

4 luglio:
5 luglio:
6 luglio:
7 luglio:
9 luglio:
lO luglio:
11 luglio:
12 luglio:
GIORNI DI PRESENTAZIONE
luned } le lettere A, B, C.
marted
m.e rcodl'e d} l e l e tte re D , E , F , G .
glOve l
venerd } le lettere H " I J , L , M , N .
sabato
luned } le lettere O, P, Q, R.
marted
mercoled} le lettere S, T, U, V, Z.
gioved
Avv. Luigi Grassi
* Archivio di Stato di Como - Fondi Questura di Como - busta 14 fascicolo lO.
301
Doc. Il
I CAMPI DI CONCENTRAMENTO
NEL COMASCO
Al 4 giugno 1945 nella zona del Lago di Como esistevano questi campi
di concentramento:
Camerlata
Albate
Albavilla
Erba
Caserma 25 aprile - Como
Via XX Settembre - Como
Lecco Acquate
Lecco centro
Merate
Carceri Lecco
Balisio
Lecco Centro Mutilati
Commissioni militari per l'interrogatorio:
1 a Lecco, 1 a Como, 1 ad Albavilla.
298 internati
343 internati
543 internati
97 internati
222 internati
49 internati
284 internati
394 internati

80 internati
38 internati
20 internati
215 internati
Archivio Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione - Milano,
busta 98 Como-Lecco.
302
Doc. 12
QUESTURA DI COMO
Como, lO Luglio 1945
Al
COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE di
COMO
Si trasmette in allegato un esposto del C.L.N. di Albate per il conto
che codesto Comitato vorr tenere [aggiunta manoscritta:], significando
che in ogni modo -la scarcerazione inammissibile
alli
COMITATO NAZ. DI LIBERAZIONE
ALBATE
IL QUESTORE
(Avv. Luigi Grassi)
Albate 18 Maggio 1945
ALLA COMMISSIONE MILITARE DI EPURAZIONE
COMO
Oggetto: Rilascio di militare delle SS italiane di stanza in Albate.
Questo Comitato si permette di inoltr~re istanza a cod.esta ~ommissione
chiedendo il nulla asta per poter ragglUngere le propne residenze, relativo
ai seguenti militari appartenenti alle SS italiane di Albate.
1) Ten. Posarelli Enrico
2) Ten. Lerro Giuseppe
3) S. Ten. Zaffuto Francesco
4) S. Ten. Filingeri Franco
5) Serg. Magg. Betto Franco
6) Serg. Rinaldo Sergio
7) Soldo Monticelli Antonino
303
Tale richiesta motivata dal fatto che il Ten. Posarelli e il Ten. Lerro
erano gi da qualche mese a contatto segreto con elementi del C.L.N.
di Como e 5 giorni prima dell'insurrezione passavano con il reparto agli
ordini della Brigata Peretta. Detti Ufficiali ebbero come maggiori e diretti
collaboratori i soprannominati militari.
A conferma di quanto sopra si allega copia della dichiarazione del
V.Comandante della Brigata Peretta e dei sigg. Curletti, Tagliabue e
Gini.
F.to IL PRESIDENTE
Dr. Clemente Taiana
contro firmato dai componenti del C.L.N.: Veronelli Antonio
Fracassi Pierino o
Auguadro Mario

Pedretti Angelo
per copia conforme all'originale
* Archivio di Stato di Como, busta 14, fascicolo lO.
304
LA 29.WAFFEN-GRENADIER-DIVISION DER SS
(Italienische Nr. 1)
I nomi tedeschi e italiani che compaiono in questo piccolo ele~c.o s~no tr~tti d~i
documenti
e dalle pubblicazioni del periodo 1943-45 ~ success.I~1 eSistenti sull ar~omento:
potranno essere integrati con il contributo del superstItI. l'I:1anca. la ~a~g~or
parte di coloro che fecero parte di que~ta .unit~ e ~an.cano ~ure I .noml del pr.lglO:
nieri in mano alleata e partigiana, del dispersI, del disertorI e del condannatI dal
tribunali militari tedeschi.
t
ti
~ .l.
.I.
i
UFFICIALI TEDESCHI
SS-Obergruppenfiihrer und GeneraI der Waffen-SS Karl Wolff
Nato il 13/ 5/ 1900. Tessera SS 14.235, tessera nazionalsoeialista
695.131. Obergruppenfiihrer dal 30/1 / 1942. Befehlshaber der Ital.
Freiw. Legionen il 30/3/1944. A Bolzano nel maggio 1945.
SS-Gruppenfiihrer und Generalleutnant der Waffen-SS Lothar Debes.
Nato a Eiehstaett. Tessera SS 278.953, tessera nazionalsocialista
240.110. Gruppenfiihrer und Generalleutnant der WSS dal 30 gennaio
1944 (WS). A Bolzano nel maggio 1945.
SS-Gruppenfiihrer Karl von Treuenfeld
Nato a Flensburg il 31/5/ 1885. Tessera SS 323.792. Gruppenfiihrer
dal 30/ 1/ 1944.
SS-Brigadefiihrer und Generalmajor der Waffen-SS Peter Hansen
Nato a Santiago del Cile il 30/11/1896. Tessera SS 129.846, tessera nazionalsoeialista
2.860.864. Brigadefiihrer dal 30/ 1 / 1942.
SS-Oberfiihrer Karl Diebitseh
Nato ad Hannover il 3/ 1/ 1899. Tessera SS 141.990, tessera n,!-zionalsoeia
lista 4.690.956. Oberfiihrer dal 20/ 4/ 1944.
SS-Oberfiihrer ]ohann-Eugen von Elfenau
Nato a Hausen a./Albis (Svizzera) il 18/ 8/ 1897. Tessera SS 450.700
(v). Oberfiihrer dal 30/1/1945. Capo di Stato Maggiore. A Bolzano nel
maggio 1945.
SS-Oberfiihrer Gustav Lombard
Nato a Kl. Spiegelberg il 10/4/1895. Tessera SS 185.023, tessera nazionalsoeialista
2.649.630. Oberfiihrer dal 12/ 3/ 1944.
SS-Oberfiihrer Erieh Tsehimpke
Nato a Breslau 1' 11 / 3/ 1898. Tessera SS 40.065, tessera nazionalsoeialista
1.191.365. Oberfiihrer dal 19/ 9/ 1942.
307
SS-Standartenfiihrer Constanti n von Heldmann
Nato a Demold/ Lippe il 7/ 3/ 1983. Tessera SS 59.138, tessera nazionalsocialista

502.132. StandartenfUhrer dall'll / 9/ 1938. A Erba nel


maggio 1945.
SS-Obersturmbannfuhrer Baumeister
Flakabteilung a Gargnano. A Ravenna nel maggio 1945.
S-Obersturmbannfuhrer Siegfried (oder Franz) Binz
Nato a Duren/ Rehinland il 2/ 11 / 1896. Tessera SS 393.392, tessera
nazionalsocialista 60.530. Obersturmbannfuhrer dal 30/ 1/ 1943. Nella
zona del lago di Carezza nel maggio 1945, poi a Vago (Verona).
SS-Obersturmbannfiihrer Dr. Kroehle
AbL IVc (veterinaria). A Vago (Verona) nel maggio 1945.
SS-Obersturmbannfuhrer Lamprecht
AbL la. Nella zona del lago di Carezza nel maggio 1945. Ferito, m
ospedale.
SS-Obersturmbannfuhrer Pfeffer
1/ C informazioni Comando divisione.
SS-Obersturmbannfuhrer Schinke
ufficiale d'ordinanza al Comando di divisione.
SS-Obersturmbannfiihrer Sommer
amministrazione; aggregato al "Gruppo pronto impiego" 10 Btg. 820
RgLRodengo-Saiano (Brescia) aprile 1945.
SS-Sturmbannfiihrer Georg Buchholz . .
. Nato a Settau il 10/ 2/ 1915. Tessera SS 218.916, tessera nazIOnalsoClalista
4.137 .061. SturmbannfUhrer dal 30/ 1/ 1945. Ufficiale la.
SS-Sturmbannfuhrer Dr. Pauli
Comandante dell'ospedale SS di Merano fino al febbraio 1945 quando si
spost a Dresda.
SS-Sturmbannfiihrer Dr. Schrader
Comandante dell 'ospedale SS di Merano dal febbraio 1945. A Merano
nel maggio 1945.
SS-Sturmbannfiihrer Alois Thaler
Nato a Bruneck (Sudtirol) il 28/ 9/ 1909. Tessera SS 347.172. Sturmbannfiihrer
dal 21 / 6/ 1944.
308
SS-Hauptsturmfiihrer Dr. Beigel
Comandante dell'ospedale SS di Karersee (lago di Carezza). Nella stessa
localit nel maggio 1945.
SS-Hauptsturmfuhrer Rolf Lochmuller
comandante compagnia pionieri.
SS-Hauptsturmfuhrer Neuhauser
P.W. AbL Ib.
SS-Hauptsturmfuhrer Dr. Neumann
Ufficiale legale nell'Ab. IIla. Nella zona del lago di Carezza nel maggio
1945.
SS-Hauptsturmful:trer Seidenstuecker
Ab. VIa. A Pidazzo, nel maggio 1945.
SS-Hauptsturmfi.ihrer Tcherlau
Ab. IVa. Proveniva dall'Hoechster SSuPF Italien. A Predazzo nel maggio
1945.
SS-Hauptsturmfiihrer Pfaff

comandante compagnia rifornimenti (truppe d'intendenza).


SS-HauptsturmfUhrer Wolfart
l / D addestramento comando divisione.
SS-ObersturmfUhrer Heino von Broesicke
ufficiale d'ordinanza. A Ravenna nel maggio 1945.
SS-ObersturmfUhrer Heydemann
ufficiale addetto al reparto comunicazioni. A Erba nel maggio 1945.
SS-Obersturmfuhrer Nischwtz
comandante l' colonna autocarri (truppe d'intendenza).
SS-Obersturmfi.ihrer Scharff
aiutante nel Kampfgruppe Binz. A Vago (Verona) nel maggio 1945.
SS-U ntersturmfUhrer Hoffmann
dentista; aggregato al "Gruppo pronto impiego" 10 Btg. 820 Rg. RodengoSaiano (Brescia) aprile 1944.
SS-Untersturmfiihrer Huene detto Hoyningen
ufficiale .istruttore gruppo misto controcarro. A Erba nel maggio 1945.
SS-Untersturmfiihrer Koenig
Abl. VIa. A Ravenna nel maggio 1945.
309
SS-Untersturmfi.ihrer Wilhelm Schinke
Nato a Solchow il 24/ 1/1902. Tessera SS 2.197.745, tessera nazionalsocialista
997.113. Untersturmfi.ihrer dal 20/4/ 1939. Schutzpolizei.
SS-Untersturmfi.ihrer Hermann dr. Schramm
Nato a Ried/ O.D. il 3/ 7/1901. Tessera SS 317.432, tessera nazionalsoci~
lista 900.664. U'1tersturmfi.ihrer dal 20/4/ 1939. Sicherheitsdienst.
SS-Untersturmfi.ihrer Dr. Troestl
Abt. Ila. Gi aiutante nell'HSSuPF. Magistrato a Granz (Austria).
Nella zona del lago di Carezza nel maggio 1945.
Major der Schutzpolizei Karl Dainst
Pol.-Verw. Wien
Major der Schutzpolizei Karl Deckert
Pol.-Verw. Mi.inchen
Major der Schutzpolizei Werner Krohl
Pol.-Verw. Wien
Major der Schutzpolizei Georg Schroers
Pol."Verw. Dresden
Hauptmann der Schutzpolizei Werner Daniel
Pol.-Verw. Berlin
Hauptmann der Schutzpolizei Paul Friedemann
Pol.-Verw. Wittenberg
Hauptmann der Schutzpolizei Franz Geschke
Pol.-Verw. Marburg/ Drau
Hauptmann der Schutzpolizei Gerhard Kri.iger
Pol.-Verw. Worms
Hauptmann der Schutzpolizei Harry Maas
Pol.-Verw. Litzmannstadt
Hauptmann der Schutzpolizei Karl Mayr
Pol.-Verw. Wien
Hauptmann der Schutzpolizei Johannes Mildner

Pol.-Verw. Strassburg
Hauptmann der Schutzpolizei Karl Nagel
Pol.-Verw. Karlsbad
310
Hauptmann der Schutzpolizei Noweck (o Nowek)
ufficiale di ollegamento presso il Btg. Debica sul fronte di Nettuno, poi
comandante del Battaglione fucilieri e infine nello staff del Kampfgruppe
Binz. A Erba nel maggio 1945.
Hauptmann der Schutzpolizei Walter Pankalla
Pol.-Verw. Berlin
Hauptmann der Schutzpolizei Wilhelm Pratsch
Po\.-Verw. Tilsit
Hauptmann der Schutzpolizei a.w. Friedrich Reich
Po\.-Verw. Di.isseldorf
Hauptmann der. Schutzpolizei Alfred Tornbaum
Pol.-Verw. Wuppertal
Oberleutnant der Schutzpolizei Otto Baumgartner
Pol.-Verw. Augsburg
Oberleutnant der Schutzpolizei Aloysius Bonig
Pol.-Verw. Aachen
Oberleutnant der Schutzpolizei Robert Deneke
Po\.-Verw. Cuxhaven
Oberleutnant der' Schutzpolizei Hermann Doscher
Po\.Verw. Freiburg
Oberleutnant der Schutzpolizei d.Res. Julius Kern
Pol.-Verw. Wien
Oberleutnant der Schutzpolizei Hans Kreuzer
Pol.-Verw. Ulm
Oberleutnant der Schutzpolizei Franz Ligon
Po\.-Verw. Bromberg
Leutnant der Schutzpolizei Walter Ahnert
Po\.-Verw. Dusseldorf
Leutnant der Schutzpolizei Wilhelm Auerbach
Po\.-Verw. Aahen
Leutnant der Schutzpolizei Adolf Beneke
Pol.-Verw. Dortmund
311
Leutnant der Schutzpolizei Richard Berts
Pol.-Verw. Bremen
Leutnant der Schutzpolizei Josef Billen
Pol.-Verw. Koln
Leutnant der Schutzpolizei Emil Block
Pol.-Verw. Elbing .
Leutnant der Schutzpolizei Ferdinand Ecke
Pol.-Verw. Cuxhaven
Leutnant der Schutzpolizei Hans Erdmann
Pol.-Verw.Offenbach
Leutnant der Schutzpolizei Georg Goedeke
Pol.-Verw. Gleiwitz

Leutnant der Schutzpolizei August Graef


Pol.-Verw. Karlsruhe
Leutnant der Schutzpolizei Cari Haseker
Pol-Verw. Brux
Leutnant der Schutzpolizei Eberhard Haupt
Pol.-Verw. Recklinghausen
Leutnant der Schutzpolizei Gerhard Heinert
Pol.-Verw. Leipzig
Leutnant der Schutzpolizei Hans Herold
Pol.-Verw. Duisburg
Leutnant der Schutzpolizei Richard Jahn
Pol.-Verw. Braunschweig
Leutnant der Schutzpolizei Kurt Nennmann
Pol.-Verw. Leipzig
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Jakob Bauer
PoI. -V erw. M unchen
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Georg Baumert
Pol.-Verw. Breslau
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Paul Boehnke
Pol.-Verw. Konisberg
372
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Herbert Cichy
pol.-Verw. Breslau
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Walter Echt
pol.-Verw. Hamburg
Leutnant der Schutzpolize~ d.Res. Karl Eggard
pol.-Verw. Braunschwelg
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Theodor Frese
PoI. -Verw. Magdeburg
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Emil Frye
pol.-Verw. Frankfurt/M.
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Karl Goetz
pol.-Verw. Halle
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Richard Grosse
Pol.-Verw. Magdeburg
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Hans Holst
Pol.-Verw. Ber/in
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Karl Maier
Pol.-Verw. Munchen
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Franz Renner
Pol.-Verw. Frankfurt/M.
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Hans Rottger
Pol.-Verw. Bremen
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Paul Schubert
Pol.-Verw. Plauen
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Heinrich Schult
Pol.-Verw. Leipzig
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Heinz Schweizer
Pol.-Verw. Wiesbaden (Abt. Ib) A Erba nel maggio 1945

Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Botho von Seidlitz und Ludwigsdorf


Pol.-Verw. Frankfurt/M.
Leutnant der Schutzpolizei d.Res. Hans-Lothar Vogel
Pol.-Verw. Frankfurt/ M.
313
Meister der Schutzpolizei Richard Barth
Pol.-Verw. Weimar
Meister der Schutzpolizei Bruno Kazmiersky
Pol.-Verw. Anklam
Meister der Schutzpolizei Georg Neudorfer
Pol.-Verw. Sindelfingen
Meister der Schutzpolizei Friedrich Ross
Pol.-Verw. Mannheim
Meister der Schutzpolizei Walter von Tryller
Pol.-Verw. KdF.-Stadt
Meister der Schutpolizei Alban Weigel
Pol.-Verw. Chemnilz
von Alberti
sconosciuto il grado; nell'estate 1944 sulla Riviera di Ponente: responsabile
del DVK (Deutsches Verbindungskommando) che controllava la
"San Marco"; nel dicembre 1944 comandante a Piacenza delle "SS d'assalto
italiane".
SOTTUFFICIALI TEDESCHI
Sergente maggiore Olto
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Sergente Art
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Sergente Jordan
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Sergente Milde
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 RgL a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Sergente Miiller
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 RgL a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
314
ergenLe St rakcljan .
aggr gato "Grul?Po pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Salano
(Bres ia) apnle 1945.
Sergente Vollck .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Salano
(Brescia) aprile 1945.
Sergente maggiore Kurt ~ermann Ge~rg Pape . .
gendarmeria; non noto Il reparto; t Il 26 apnle 1945 a Manano Comense.
GRADUATI TEDESCHI
Caporalmaggiore Arno Albrecht .

aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Salano


(Brescia) aprile 1945.
Caporalmaggiore Czeczine .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Sma.
no (Brescia) aprile 1945.
Caporalmaggiore Erich J anuchewski .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 82 Rgl. a Rodengo-Salano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale Auer .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Smano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale Eugen Casagrande .
aggregato "Gru ppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Salano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale Rolf Coldini (o Corneto) .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgl. a Rodengo-Smano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale Ernst Domenega .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Salano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale Johann Kaserer .
aggregato "Gruppo pronto impiego" - l Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Smano
(Brescia) aprile 1945.
31.5
Caporale Domenicus Morander
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale Peter Pescolserung (?)
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Caporale August Plunger
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
SOLDATI TEDESCHI
Granatiere Luis Frej
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Granatiere Kunief
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Granatiere Johann Laner
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Granatiere Lona
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Granatiere Hermann Plunger
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.

Granatiere J ohann Sejr


aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Bresia) aprile 1945.
Granatiere Schulz (?)
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Granatiere Mathias Venter
aggregato "Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
376
Volontaria (o ausiliaria?) tedesca Vinatzer
aggregata "Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano
(Brescia) aprile 1945.
Erich Oscar Schutze
82 Rg. fanteria; t il 3 luglo 1944 a Borgonuovo Val di Taro (Piacenza).
Heinz Lutje
non noto il reparto; t a Nettuno il 24 febbraio 1944.
Bruno J epsen
(danese); non noto il reparto; t il 28 aprile 1945 a Inverigo di Como.
Bruno Tissi
(svizzero); interprete; t il 10 ottobre 1944 a Taceno di Como.
UFFICIALI ITALIANI
Generali
Emilio Canevari
Generalleutnant al 18/ 2/ 1944. Ufficio a Verona, Torre dei Picenardi.
Incaricato del collegamento con il Brigadefuhrer Hansen sui problemi
del reclutamento. Direttore per un solo numero di "Avanguardia", settimanale
delle SS italiane che usciva a Milano. Poi arrestato e confinato a
Torri del Benaco fino alla fine della guerra.
Piero Mannelli
Generalmajor; Inspekteur der Freiwilligenwerbung in Italien dal
24/3/1944. L'Ispettorato si trovava a Valmadrera (Como) e si trasfer
poi a Bergamo. Dopo il 25 aprile 1945 nel campo dei prigionieri di
guerra di Albate (Como); poi trasferito a Piacenza a disposizione del
R.I.P. per ordine del Comando Militare Alleato.
Colonnelli
Antenore
t settembre 1944 a Ferrara.
Bernardi
comandante del presidio di Saluzzo 1'8 settembre 1943; in Valsassina nel
1944.
Alberto Bianco Cri sta
comandante del Battaglione Ufficiali; t nel 1944 in Germania.
317
Enzo Celebrano
comandante dell'82 Rgl. Ftr. SS italiane; gi console della Milizia; in
carcere a Como dopo il 25 aprile 1945 assieme al figlio Angelo.
Paolo De Maria
comandante del Miliz-Regiment de Maria (Pol.) che da Spalato pass a

Praga e quindi a Mestre e Milano. Comandante del 1 Rgt. Milizia Armata.


Gi comandante della Legione Camicie Nere aggregata alla divisione
Bergamo a Spalato. Nella primavera 1945 capo della provincia di
Savona.
Luigi De Pietri Tonelli
comandante del Battaglione Ufficiali a Ferrara all'1 / 1/ 1944.
Luigi Gino
comandante del 2 raggruppamento di reggimenti a Parma agli inizi del
1944.
Sessa
a Oggiono (Como) nel 1944
Tenenti Colonnelli
Giovanni Anfosso
comandante del III Btg. Milizia Armata all'1/1/1944 a Milano.
Tiberio Bedotti
comandante del deposito di Cremona al 28/2/1944; comandante del
Battaglione Ufficiali. In carcere a Como dopo il 25 aprile 1945.
Corrado Casabuoni
gi primo seniore della Milizia; comandante designato del 3 Rgt. di
fanteria da formarsi con il VII, X e XI Btg. a Parma agli inizi del 1944
(l'operazione prevista dallo Stato Maggiore venne poi annullata).
Carlo Federico Degli Oddi
gi primo seniore della Milizia; comandante del III Btg. Milizia Armata
all'l /1 /1944 a Milano; comandante del I.Btl.Ital.Freiw. Waffen-SS a
Nettuno (battaglione Vendetta); nel marzo 1945 nel Kampfgruppe Binz.
A Erba nel maggio 1945.
Vittorio De Paolis
capo di Stato Maggiore del Comando Milizia Armata al 9/ 1/ 1944.
378
Gilberto Fabris ...
i primo seniore della Milizia; comandante dell'XI Btg. Mlilzla Armafa
ad Aosta all'1/1/1944.
Gaar dRinoid engo-Sal. ano (B reSC'la) con I'1 "Gr uppo pronto I. mpi.e go " - 1 Bt g.
820 Rgt., con due figli: uno sergente SS italiana, l'altro pure SS italiana,
ma di grado non noto.
Giorleo .
comandante del III Btg. Milizia Armata a Milano dopo il ten. col. GIOvanni
Anfosso.
Carlo Pace
comandante dell'VIII Btg. Milizia Armata a Como (e poi a Lecco)
all'1/1/1944; comandante del 2 Rgt. Artiglieria SS italiane; a Erba nel
maggio 1945.
Guglielmo Soresina
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Mantova.
Maggiori
Felice Bellotti
direttore della sezione stampa e propaganda al 5/ 3/ 1944; direttore di
"Avanguardia" .
Civitelli

di Novara.
Paolo Comelli
in Valsassina nell'autunno 1944; arresosi il 26 aprile 1945 a Canzo e
fucilato dai partigiani della Brigata G.L. Paolo Poet a Introbio (Como)
il 30 aprile 1945.
Cordoni
Battaglioni Ufficiali: t il 28 gennaio 1944 a Ferrara.
Giuseppe Cotta Ramusino
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Milano.
Cricchio
maggiore medico: 4/b servizio sanitario del Comando divisionale.
Del Soldato
comandante del IV Btg. Milizia Armata a Torino m sostituzione del
maggiore Giona Ereno.
319
De Paoli
di Vaprio Olona.
Giona Ereno
comandante del IV Btg. Milizia Armata a Torino all'1/1/1944.
Silvio Finadri
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Parma.
Valentino Fracasso
gi seniore della Milizia; comandante del X Btg. Milizia Armata a
Trieste all ' l / 1 / 1944.
Gatti
82 Rgt. fanteria, battaglione Comelli: a Introbio (Como) nell'ottobre
1944.
Gianelli
ufficiale di S.M. (la) presso il Bejehlshaber der Waffen-SS Italien; a Vago
(Verona) nel maggio 1945.
Vittorio Gori
comandante del II Btg. Milizia Armata all'1 / 1/ 1944 a Milano.
Vittorio Emanuele Grandi
t 1'11 maggio 1945 a Milano.
Rinaldo Grattini
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Ancona.
Asvero Gravelli
assistente del maggiore Tschimpke; poi capo di S.M. della Guardia Nazionale
Repubblicana; a Milano nel marzo/ aprile 1945.
Lardera
gi nello Stato Maggiore a Roma.
Piero Martinelli
gi capitano del 5 Alpini, battaglione Morbegno, a San Candido. Gi in
Africa con la 16' Legione Milizia Volontaria. Nel settembre 1942 scuola
militare a Civitavecchia. Comandante del Gruppo misto controcarro delle
SS italiane.
Giorgio Marzoli
comandante del V Blg. Milizia Armata a Bologna all'1 / 1/ 1944.
Michele Michelini

comandante del VII Btg. Milizia Armata a Casale all'l / 1/ 1944.


320
A. Negri
Unit Armate Italiane delle SS - Ilalienische Waffenverbiinde der SS
Centro arruolamento di Novara - Werbestelle Novara - corso Gabriele
d'Annunzio 25 - telefono 409.
Carlo Nicolis di Robiland
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia),
aprile 1945.
Alessandro Orzali
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia),
aprile 1945.
Petrovich
di origine russa; comandava le SS italiane alla prigione di via Malta a
Como.
Sassi
Battaglione fucilieri Debica.
Strata
presso il Bej ehlshaber der Waffen-SS ltalien; comandante di campo; a
Predazzo (Trento) nel maggio 1945.
Tornei
Battaglione Ufficiali: t il 28 gennaio 1944 a Ferrara.
Giovanni Zocchi
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Verona.
Capitani
Adolfo Alessi
comandante compagnia comando del I Btg. Degli Oddi 1 Rgt. Milizia
Armata: fronte di Nettuno.
Barberis
ufficiale di ordinanza presso il Befehlshaber der Waffen-SS ltalien; a
Vago (Verona) nel maggio 1945.
Bertola
Gruppo misto controcarro - comando 3/a.
Lorenzo Bertozzi
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
327
Corrado Bettini
Battaglione Ufficiali: t il 26 aprile 1945 a Cant (Como).
Bini
89 Rgt. Artiglieria, I Gruppo comando.
Remo Buldrini
comandante della l' compagnia del Btg. Degli Oddi a Nettuno; croce di
ferro di seconda classe nel 1942 in Africa settentrionale.
Arrigo Bortolato
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944. Gruppo misto controcarro:
comandante batteria da 75/ 18.
Broccardi
Battaglione Ufficiali: disperso nel maggio 1945.
Guglielmo Brown

comandante terza compagnia del I Btg. Degli Oddi, 1 Rgt. Milizia Armata:
fronte di Nettuno.
Giulio Carignola
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Perugia.
Beppino Chiappini
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Apuania; fucilato dai partigiani
il 15 novembre 1944 a Camporaghena (t).
Celsi
Giuseppe Cuccini
classe 1907; Wa1fen-Hauptsturmfuhrer dall'1 / 10/ 1943 in servizio presso
il Befehlshaber der Wa1fen-SS ltalien.
Arturo Daldosso
Btg. Debica; ferito a Nettuno; comandante seconda compagnia.
Dallara
89 Rgt. Artiglieria, II Gruppo comando.
Francesco D'Atri
aiutante del ten.col. Tiberio Bedotti, comandante del deposito raccolta
reclute di Cremona al 28/1/1944.
Alessandro Debio
ufficiale interprete presso il Bef ehlshaber der Waffen-SS ltalien; a Predazzo
nel maggio 1945.
322
De Cresti
morto maggio 1945 a Milano.
Cosimo Etter
I Btg. 82 Rgt. SS - Ponte di Legno (Brescia) 22-23 aprile 1945.
Giuseppe Etter
82 Rgt. Fanteria I Btg.: comandante della seconda compagnia.
Ferrarese
Btg. Debica, comandante quarta compagnia.
Fischetti
81 Rgt., comandante ottava compagnia.
Felice Fontana
Battaglione Ufficiali, aiutante maggiore.
Mario Galbiati
SS italiane al seminario di Rivoli (Torino) - artiglieria il 13/8/1944:
aiutante maggiore del comandante del 29 Rgt. Artiglieria, passato il 20
aprile 1945 con altri ufficiali e sottufficiali alla Brigata partigiana Perella
di Como; t il 30 settembre 1945 a Como.
Filippo Gentiletti
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Siena.
Orlando Giordano
comandante dell'Ufficio di reclutmento di Viterbo.
Liveriero-Lavelli
Battaglione Ufficiali ottobre 1944.
Leale Martelli
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Firenze. A Como nell'aprile
1945.
Mayer

Gruppo di combattimento Celebrano.


Marco Mutti
Battaglione Ufficiali: t il 26 aprile a Cant (Como).
Novena
81 RgL, comandante prima compagnia.
Palamone
Rodengo-Saiano (Brescia) aprile 1945: col maggiore Thaler.
323
Carlo Pelizzari
corrispondente di guerra.
Ciro Perugini
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Bolzano.
Pieroni
gruppo misto controcarro - comando 4/a.
Salvatore Piras
direttore responsabile di "Avanguardia" (direttore politico dr. Hermann
Schramm).
Giocondo Protti
non noto il reparto.
Ragona
81 0 Rgl., comandante prima compagnia, dopo il cap. N ovena.
Romagnoli
"Gruppo pronto impiego" a Rodengo-Saiano (Brescia) aprile 1945; suo
comandante Michele Lombardo.
Giuseppe Ronchi
t 1'8 maggio 1945 a Milano.
Annibale Rosati
t il 26 aprile 1945 a Cant (Como).
Giorgio Rosso
Ruggeri
200 Rgt. Artiglieria, comando, 3/a.
Giacomo Sacchi
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Modena.
Sandonnino
a Parma il 10 giugno 1944.
Scavo
aiutante maggiore del colonnello Enzo Celebrano, ottobre 1944.
Signorini
Btg. Debica, ufficiale d'amministrazione; comandante prima compagnia.
324
Terzi
Rodengo-Saiano (Brescia) aprile 1945, col maggiore Thaler.
Tullio Traverso
comandante del VI Btg. Milizia Armata a Cuneo all'1/1/1944.
Umberto Uboldi
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Alessandria; nel campo di
concentramento di Albate (Como) il 16 novembre 1945.
Vampa
di Torino, in servizio a Novara.

Oride Vandini
XI Btg. Milizia Armata di Aosta, aprile 1944.
Giuseppe Zambellini
81 Rgt. Fanteria: t 1'11 agosto 1944 a Pietra Gavina di Pavia.
Bruno Zanella
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Forl.
Arrigo Zanotti
comandante dell'Ufficio di reclutamento di Torino.
Ido Zilianti
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Tenenti
Aldobrandino Allodi
VI Btg. Milizia Armata a Cuneo nel dicembre 1943. L'lI dicembre
1943 ha presieduto il tribunale militare volante che ha condannato a
morte alcuni partigiani feriti e fatti prigionieri a Vinadio. Comandante
la prima compagnia del I Btg. 82 Rgt. fanteria. Dopo la resa, condannato
a morte e poi all'ergastolo. Scarcerato nel gennaio 1956.
Ermes Bacchilega
comandante del Centro di reclutamento di Bologna.
Sergio (o Luigi) Balzaretti
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944; Gruppo misto controcarro:
comandante batteria da 47/32.
Barra
a Oggiono (Como) nel 1944.
325
I
I
Amos Battisti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 RgL a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Bottoni
Btg. Debica, prima compagnia.
Fulvio Bracco
tenente medico a disposizione del II Btg. 81 Rgt.
Giovanni Brunetti
29 Rgt. artiglieria: comandante prima batteria I Gruppo; classe 1915;
in campo di concentramento a Sondrio il 25/ 8/ 45.
Leonardo Caputo
comandante del Centro di reclutamento di Novara.
Modesto Carile
Compagnia pionieri.
Davide Casiello
in Valsassina, con il maggiore Paolo Comelli.
Armando Cimmino
comandante plotone mortai della compagnia comando del I Btg. Degli
Oddi: fronte di Nettuno.
Raimondo Cisari
II Btg. Vendetta dell'81 Rgt. fanteria: fronte di Nettuno.

Vincenzo Colonna
VI Btg. Milizia Armata a Cuneo nel 1943; ferito nel rastrellamento di
Vinadio (Cuneo) il 9/ 12/1943.
Carlo Conrad
gi del comando di reggimento del 4 Artiglieria Alpina della Tridentina
sul Don (Russia).
Mario Consonni
82 Rgt. fanteria, I Btg., seconda compagnia; rilasciato dal campo di
concentramento di Albate (Como) 1'11 settembre 1945.
Diego Correddu
81 Rgt. fanteria II Btg. - Kampfgruppe Binz: t il 3 aprile 1945 a Vigolzone
di Piacenza.
Edgardo Costa-Pisani
81 Rgt. fanteria II Btg. - Kampfgruppe Binz: t il 2 marzo 1945 a Bobbio
di Piacenza.
326
Sergio Crispino (o Crispina)
I Btg. prima compagnia 82 Rgt.: t il 17 giugno 1944 nella caserma
"Umberto l'' di Bra (Cuneo), sede del comando germanico, in uno scontro
con partigiani.
Giuseppe Destino
t il 19 marzo 1945 a Trieste.
De Toma
di Novara.
Fantini
comandante del presidio di Bibiana (Torino) nel settembre 1944; catturato
dai partigiani della 4' Brigata Garibaldi e inviato in internamento
in Francia.
Luigi Maria Fava
non noto il reparto; ha operato in Piemonte.
Filipani
addetto al generale Piero Mannelli, Ispettore per il reclutamento delle
SS italiane.
Leonardo Gelosi (o Cangelosi)
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Giuseppe Gobello
Compagnia propaganda divisionale; t il 30 aprile 1945 a Mariano Comense.
Grassetto
Gruppo misto controcarro: comandante batteria 20 mm.
Grassellini
Gruppo misto COT!'.rocarro: batteria 20 mm.
Italo Libero Guardone
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944; direttore del periodico
"Onore" del Btg.; redattore responsabile del settimanale delle SS
italiane "Avanguardia" a Milano.
Giuseppe Lerro
29 Rgt. artiglieria al seminario di Rivoli (Torino) il 13/ 8/ 1944; passato
il 20 aprile 1945 ad Albate (Como) alla Brigata partigiana Peretta di

Como.
327
Giacomo Lombardo
comandante del centro di reclutamento di Pisa.
Michele Lombardo
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Agostino Luzzi
comandante del centro di reclutamento di Bergamo.
Rodolfo Macchitelli
comandante del centro di reclutamento di Como.
Malimpieri
29 Rgt. artiglieria: comandante quarta batteria II gruppo.
Antonio Marino
comandante del centro di reclutamento di Grosseto.
Martelli
Gruppo misto controcarro: comandante batteri<\, da 75/ 42.
Raoul Mati
aiutante maggiore in seconda delle Unit di riserva - Unit armate italiane
delle SS - Battaglione di addestramento - Feldpost 00543.
Vasco Mingori
di Poviglio (Reggio Emilia), classe 1919; comando SS italiane di Venezia;
t il 14 ottobre 1944 presso Padova.
Bruno Minucci
aiutante maggiore in seconda del I Btg. Degli Oddi: fronte di Nettuno.
Monti
di Sorigo (Novara).
Ottorino Montanari
comandante del centro di reclutamento di Savona.
Stefano Maria Nicoletti
nella primavera del 1944 pass con una dozzina di legionari alla 43' divisione
partigiana Sergio De Vitis e mor combattendo contro i tedeschi a
Sangano (Torino) il 26 giugno 1944 (t).
Pagani
di Novara.
328
passera
Btg. Debica, prima compagnia.
Perrona
Gruppo misto contra carro; comandante batteria da 75/48 in Valtellina
nel febbraio 1945.
pesce . .. .
comandante SS Italiane alloggiate nella scuola di Lu:rago (Como) il 25
aprile 1945.
Sergio Piazza
II Btg. Vendetta dell'81 Rgt. fanteria: fronte di Nettuno.
Francesco Plezzani
vice-comandante terza compagnia del I Btg. Degli Oddi: fronte di Nettuno.
Enrico Posarelli

29 Rgt. artiglieria; al seminario di Rivoli (Torino) il 13/8/1944; passato


il 20 aprile 1945 ad Albate (Como) alla Brigata partigiana Peretta di
Como.
Gian Paolo Posocco
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944; redattore capo del
periodico "Onore" del Btg.
Adriano Prasca
classe 1914, Waffen-Obersturmfuhrer dall'1/ 10/ 1943 presso la 29. WaffenGrenadier-Div. der SS (ilal. Nr. 1).
Piero Raglianti
compagnia pionieri; ex-squadri sta.
Rapone
8 compagnia II Btg. 81 Rgt.
Giuseppe Rapone
comandante di compagnia del I Btg. Milizia Armata Degli Oddi: fronte
di Nettuno.
Domenico Ricciardi
prima compagnia primo plotone del I Btg. Milizia Armata Degli Oddi:
fronte di Nettuno.
Romagnoli
"Gruppo pronto impiego" a Rodengo-Saiano (Brescia).
329
Gerardo Rosati
compagnia pionieri.
Angelo Rosellini
comandante del presidio di Villar Perosa (Torino) nel maggIO 1944 e
poi di quello di San Germano Chisone (Torino).
Giovanni Sant.ino
in Valsassina, con il maggiore Paolo Comelli.
Sassi
Btg. Debica, compagnia comando.
Davide Scano
820 Rgt. fanteria: t il 28 aprile 1945 a Mariano Comense.
Vittorio Scura
Compagnia pionieri: disperso nel luglio 1944 in Val di Susa (Torino).
Adriano Serra
Gruppo misto controcarro - aiutante maggiore del Comando.
Ermenegildo Smorto
XI Btg. Milizia Armata di Aosta, aprile 1944.
Floriano Taglieri
comandante del centro di reclutamento di Brescia.
Tommasini
Gruppo interpreti al Comando di divisione.
Vaccari
di Novara.
Vianelli
di Trieste.
Vitagliano
interprete al Battaglione Ufficiali.

Sotlotenenti
Vincenzo Aita
Mario Alessandro
di Faenza.
330
Ugo Allegrini
disperso a Casale Monferrato.
Giovanni Andriulo
81 0 RgL fanteria II Btg.: t a Nettuno, primavera 1944.
Arnaldo Antonelli
t 1944.
Dante Apollonio
"Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Alessandro Arcangeli
classe 1917; Waffen-Unlerslurmjiihrer dall'l j lOj 1943 presso la 29. WafjenGrenadier-Division der SS (ilal. Nr. 1) .
Avastano
Battaglione Ufficiali: ufficiale medico.
Giuseppe Bedeschi
VII Btg. Milizia Armata a Casale il 14 dicembre 1943: a Oggiono
(Como) nel 1944; in Valsassina con il maggiore Paolo Comelli.
Luigi Bellandi
Compagnia pionieri: t il 29 giugno 1944 a Bussoleno (Torino).
Bruno Benedetti
82 RgL fanteria II Btg. 2' compagnia; gi del VI Btg. Milizia Armata
a Cuneo nel febbraio 1944.
Mario Bonan
820 RgL Fanteria II Btg. 2' compagnia.
Giancarlo Bottoni
t 1'11 aprile 1945.
Nicandro Bovenzi
comandante plotone mitraglieri prima compagnia I Btg. Degli Oddi:
fronte di Nettuno.
Dario Cammurati
81 0 Rgt. fanteria II Btg. - Kampjgruppe Binz; t il 25 aprile 1945 a
Gropparello di Piacenza.
Dario Capellini
VI Btg. Milizia Armata a Cuneo. Preso prigioniero nel dicembre 1943 a
Gaiola (Cuneo) pass subito nella banda partigiana Boves-Peveragno di
331
Ignazio Vian partecipando il 27 dicembre all'assalto dell'aeroporto tedesco
di Mondov; fu poi nelle Alpi Apuane diventando il vice-comandante
della Brigata Garibaldi Gino Menconi.
Piero Careri
comandante del centro di reclutamento di Cuneo; aggregato al "Gruppo
pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia) nell'aprile
1945.
Mario De Bernardi

"Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)


nell'aprile 1945.
De Santi
comandante di plotone rinforzato da squadra mitraglieri che il 25 aprile
1945 proveniente da Tem (Brescia) sal da Mazzo (Valtellina) a Trivigno
e Guspessa (Valtellina). Catturato dai partigiani della divisione Alpina
G.L. Valtellina la sera del 27 aprile.
Giuseppe Di Franco
gi capomanipolo del Btg. Camicie Nere Fabris; ufficiale di collegamento
dell'XI Btg. Milizia Armata di Aosta presso l'Ufficio di collegamento
di Torino nel dicembre 1943. .
Fernando Distesi
"Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Ersilio Facchini
t il 2 aprile 1944 in Piemonte.
Franco Filingeri
290 Rgt. artiglieria, al seminario di Rivoli (Torino) il 13/8/1944; passato
il 20 aprile 1945 alla Brigata partigiana Peretta di Como.
Massimo Flick
II Btg. Vendetta dell'81 Rgt. fanteria; fronte di Nettuno; decorato con
croce di ferro di seconda classe.
Domenico Gadeleta
81 0 Rgt. fanteria II Btg. - Kampfgruppe Binz: t il 17 aprile 1945 a
Momeliano di Gazzola (Piacenza).
Furio Gafforin
classe 1919; Waffen-Unlerslurmfi1hrer dall'1/10/1943 presso la 29. WaffenGranadier-Division der SS (ilal. Nr. 7) .
332
pierino Gaieri
Attilio Gelli
Comandante del centro di reclutamento di Macerata.
Giuseppe Giorgi
comandante di plotone fucilieri della 2' compagnia del I Btg. Degli Oddi:
fronte di nettuno. Catturato dagli americani e trasportato nel campo
di concentramento di Hereford (Texas).
Alessandro Gubiotti
aggregato al "Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Saiano
(Brescia) nell'aprire 1945. .
Alessandro Gueriotti
"Gruppo pronto impiego" - 1 o Btg. 820 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Rodolfo Hafner
classe 1920, di Trento: t a Nettuno.
Luigi Ippoliti
820 Rgt. fanteria a Introbio (Como) nell'ottobre 1944 con Comelli. t il 5
maggio 1945 a Meda (Milano).
Alberto Lelio
del battaglione volontari partigiani Davide.

Leotti
di Trieste.
Gian Carlo Lesmo
II Btg. 81 0 Rgt.: ufficiale medico.
Ivan Medugno
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Mosconi
comandante di plotone rinforzato da squadra mitraglieri che il 25 aprile
1945 proveniente da Tem (Brescia) sal da Mazzo (Valtellina) a Trivigno
e Guspessa (Valtellina). Catturato dai partigiani della Divisione Alpina
G.L. Valtellina la sera del 27 aprile.
Sergio Parolini
ex-Posta militare 08926; gi internato nel campo di Muehlberg an der
Elbe (Dresda).
333
Rinaldo Poiani
comandante del centro di reclutamento di Treviso.
Domenico Pone
compagnia pionieri.
Giorgio Romagnoli
"Gruppo pronto Impiego" - l' Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
L. Revelli
non noto il reparto; corrispondente di guerra dal Piemonte.
Lorenzo Romano
VIII BLg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Giuseppe Rosa
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Sacchi
in Valsassina con il maggiore Paolo Comelli.
Gaetano Sansone
l' Btg. 82' Rgt. - Ponte di Legno (Brescia) 22-25 aprile 1945.
Pietro Sartori
comandante plotone fucilieri l' Btg. Degli Oddi : fronte di Nettuno.
Roberto Sisto
comandante di plotone della 2' compagnia 10 Btg. Degli Oddi: fronte di
Nettuno.
Mario Tarantino
comandante del centro di reclutamento di Padova.
Giuseppe Tavano
comandante del centro di reclutamento di Aosta.
Roberto Tortella
compagnia pionieri.
Francesco Zaffuto
29~ Rgt. ar~iglieria, al seminario di Rivoli (Torino) il 13/8/1944: passato
Ii 20 apnle 1945 alla Brigata partigiana Peretta di Como.
Pietro Zottis
"Gruppo pronto impiego" - l' btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell 'aprile 1945.

334
Sotlufficiali
Baldini
aiutante di battaglia; II Btg. Vendetta dell'81' Rgt., fronte di Nettuno.
Marescialli capi
Aldo Bartoli
di Siena; non noto il reparto; fronte di Nettuno.
Cavicchi
Il Btg. Vendetta dell'81' Rgt.; fronte di Nettuno.
Roberto Diaz
"Gruppo pronto impiego" - l' Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945 (nel reparto del tenente Michele Lombardo).
Vittorio Duratti
"Gruppo pronto impiego" - l' Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Raniero Marchetti
"Gruppo pronto impiego" - l' Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Mario Orseoli
"Gruppo pronto impiego" - l' Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945 (reparto del tenente Michele Lombardo).
Marescialli
Celestino Bellentani
820 Rgt. fanteria II Btg.; t il 28 aprile 1945 a Milano.
Angiolo Bonfanti
"Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Giuseppe Bonometti
t nell'ottobre 1944 a Marzabotto (Bologna).
Filippo Casocavallo
"Gruppo pronto impiego" - l' Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
,
335
Coco
fronte di Nettuno; promosso da sergente a maresciallo per merito di
guerra.
Primo De Zordo
"Gruppo prm:Ho impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Bruno Di Stefani
di Siena; non noto il reparto; fronte di Nettuno.
Ferruccio Forzano
di San Piero Patti (Messina), gi al consolato di Zurigo il 9 settembre
1943. Funzionario di collegamento con le SS germaniche di Cernobbio
(Como). Si recava in Svizzera per conto delle SS italian con passapor to
da commerciante.
Vittorio Gandini
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)

nell'aprile 1945.
Aldo Mangaroni-Brancuti
VIII Battaglione Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Damiano Manzolini
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; gi del VI Btg. Milizia Armata a
Cuneo all'I/1/1944.
Franco Merli
corrispondente di guerra
Morini
Btg. Debica, l' compagnia.
Alessandro Niccolini
allievo ufficiale corrispondente di guerra; col grado di sergente nel II
Btg. Vendetta dell'81 Rgt. a Nettuno; t il 21 / 2/ 1945 durante un bombardamento.
Mario Nube
82 Rgt. fanteria; t il 28 aprile 1945 a Mariano Comense.
Piero Panetti
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Piero Papetti
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell 'aprile 1945.
336
Antonio Perat
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; gi del VI Btg. Milizia Armata a
Cuneo all'I/1 / 1944.
Peverelli .
Btg. Debica l' compagnia; a Farini d'Olmo (Piacenza) nel marzo 1945.
Armando Puma
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Giovanni Sgarbati
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia.
Marcello Spagarini .
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
nell'aprile 1945.
Antonio Valentini
comando divisionale; segnalato t, ma senza alcun dato.
A. Vandeani
VIII Battaglione Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Sergenti maggiori
Ferdinando Agresta
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Silvestro Aiola
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Ezio Bastianelli
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Antonio Bazzo
I Btg. 2' compagnia 82 Rgt. fanteria; in Val Pellice (Luserna S. Giovanni)

e nel Cuneese; proposto per promozione o decorazione.


Franco Betto
29 Rgt. artiglieria; al seminario di Rivoli (Torino) il 13/ 8/ 1944; passato
il 20 aprile 1945 alla Brigata partigiana Peretta di Como.
Giovanni Carrer .
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
337
Velia Cricco
classe 1917, di Citt della Pieve (Perugia), II Btg. 81 Rgt. fanteria, t
nel 1944. Segnalato a San Germano Chisone (Torino).
Camillo Crociani
nel maggio-giugno 1945 a Como, autista dell'avv. Adriano Bernardi, segretario
provinciale del Partito socialista di unit proletaria. Nel giugno
1945 prelevato dalla Military Police americana, che lo port al suo comando.
Probabilmente aveva frequentato un corso di controspionaggio
alla scuola sottufficiali 55 di Lubiana.
Domenico Dell'Era
81 Rgt. fanteria II Btg. - KampJgruppe Binz; t il 17 aprile 1945 a
Momeliano di Gazzola (Piacenza).
Angelo Di Tucci
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Piasco (Cuneo) il 17 marzo
1944.
Luigi Estro
probabilmente aggregato al "Gruppo pronto impiego" del maggiore
Thaler; t il 30 aprile 1945 a Rodengo-Saiano (Brescia).
Giovanni Ferrero
classe 1913, di Torino; t ospedaletto da campo di Abbadia; vedi "Avanguardia"
14 maggio 1944.
Mario Francini
81 Rgt. fanteria II Btg. - KampJgruppe Binz; t il 17 aprile 1945 a
Momeliano di Gazzola (Piacenza).
Giovanni Grandi
t il 7 agosto 1944 a San Vito di Gaggiano (Milano); medaglia d'argento
e croce di ferro di prima e seconda classe.
Nicola Grandinetti
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Cuneo nel dicembre 1943 nel
VI Btg. Milizia Armata: a Vinadio il 9 dicembre 1943.
Giovanni Lucian
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Cuneo nel dicembre 1943 nel
VI Btg. Milizia Armata: a Vinadio il 9 dicembre 1943; comandante
gruppo arma pesante; proposto per promozione o riconoscimento.
Guido Ludovici
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Roreto (Torino) il 30 luglio
1944.
338
Enzo Meriano
82 RgL fanteria I Btg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21
maggio 1944.
Eros Molinari

82 RgL fanteria I Btg. 2' compagnia; a Garessio (Cuneo) il 29 febbraio


1944.
Leandro Moreni
comando sezione artiglieria di Rivoli (Torino); catturato dai partigiani
della 14' Brigata Garibaldi nel luglio 1944 e rientrato al reparto nel mese
successi va.
Moro
Btg. Debica, l ' compagnia.
Pampinello
in servizio a Novara.
Guerrino Papotti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 RgL a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945; lasci il reparto il 25 aprile.
Gino Parelli
82 Rgl. fanteria: t il 30 aprile 1945 a Mariano Comense.
Narciso Pigafetta
82 RgL fanteria I Btg. l' compagnia: t a Luserna San Giovanni (Torino)
maggio 1944.
Mario Raffaelli
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944. Fascista dal 1921,
gi 6' Divisione Camicie Nere Tevere; fronte somalo e dal 16 maggio
1940 nella Milizia contraerea. Internato in Germania il 9 settembre
1943.
Lamberto Ramazzotti
classe 1916, di Filottrano (Ancona); t nel 1944 a Nettuno.
Angelo Rivaldi
Gruppo misto controcarro, t a Bagni Msino (Sondrio) il 6 giugno
1945.
Giuseppe Tentori
82 RgL fanteria I Btg. 2' compagnia, addetto alla sanit; a Cuneo nel
dicembre 1943 col VI Btg. Milizia Armata; a Vinadio il 9 dicembre
1943.
339
Giovanni Versari
Kampfgruppe Bznz; t il 17 aprile 1945 a Momeliano di Gazzola (Piacenza).
Sergenti
Giovanni Africanista
82
0
Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Roreto (Torino) il 30 luglio
1944.
Sestilio Agostini
810 Rgt. fanteria II Btg. - Kampfgruppe Binz: t il 12 aprile 1945 a
Piacenza.
Leopoldo Andreis
Centro di reclutamento Milizia Armata di Milano; "Gruppo pronto impiego"
- 1 o Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia) aprile 1945.
Giuseppe Benedetti
"Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)

aprile 1945.
Egidio Bertulli
non noto il reparto: t agosto 1944.
Bortolot
Btg. Debica , l' compagnia.
Carlo Castigliani
820 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Garessio (Cuneo) il 29 febbraio
1944.
Giuseppe Cecchi
di Orta.
A. Ceselin
sanit; ha operato in Piemonte (Valle di Susa).
Ciurlia
di Novara.
Colombo
Btg. Debica, l' compagnia.
Filippo Dastoni
"Gruppo pronto impiego" - lO Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
340
Giuseppe Del Buono
"Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Della Pietra
810 Rgl. fanteria I Btg. 'compagnia: si ignorano il luogo e la data della
morte.
Della Pietra
810 Rgl. II Btg. 8' compagnia.
Vincenzo De Mayda
810 Rgl. fanteria II Btg.: t il 14 aprile 1944 a Littoria (testa di ponte
angloamericana di Nettuno); classe 1924, di La Spezia.
Falco Falconi .
Feldpost 82-414-C.
Mario Ferrari-Trecate
non noto il reparto: t 1'8 luglio 1944.
Ferri Ferrero
non noto il reparto; fronte di Nettuno.
Oceanico Fiaschi
di Rosignano Marittimo (Livorno), croce di ferro di seconda classe.
Giovanni Fois
"Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 82v Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Gardini
figlio del colonnello Gardini; a Rodengo-Saiano (Brescia) con il "Gruppo
pronto impiego" - 10 Btg. 820 Rgt. , aprile 1945.
Franco Garutti
SS K.A.u.F.A. Stamm. Comp. Weimar (Buchenwald) - Kaserne 17 - 29
novembre 1943.
Raffaele Gautiero

"Gruppo pronto impiego" - 10 Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)


aprile 1945.
Franco Ghiara
allievo ufficiale; VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
O. Giuliani
non noto il reparto.
341
Lanfranchi
non noto il reparto; t a Milano il 28 luglio 1944.
Mario Locci
"Gruppo pronto impiego" - 1" Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Magnavita
di Roma.
Mario Mancini
raggruppamento reclute, posta da campo 758.
Francesco Marano
classe 1920, di Rocchetta S. Antonio (Foggia), t 1944.
Guido Marentiga
"Gruppo pronto impiego" - 1" Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Marzucchi
Btg. Debica, l' compagnia.
Riccardo Menchicchi
classe 1914, di Acquaviva (Siena), t 1944.
Fernando Menconi
82" Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre
1943 con il VI Btg. Milizia Armata; gruppo mitraglieri.
Paolo Monni
82" Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21
maggio 1944.
Luigi Morandi
82 Rgt. fanteria: t il 23 agosto 1944 a Pont St. Martin (Aosta).
Olindo Morelli
centro di reclutamento Milizia Armata di Firenze.
Pietro Orlandoni
di Castel San Giovanni (Piacenza), croce di ferro di seconda classe.
Umberto Pennisi
Battaglione Ufficiali: t il 26 aprile 1945 a Cant (Como).
Silvestro Peviani
XI Btg. Milizia Armata di Aosta: t marzo 1944 in Val di Lanzo (Torino).
342
Piccinini
di Novara.
Pipino
81" Rgt. II Btg. 8' compagnia: non noti la data e il luogo della morte
(t).
Antonio Porcu
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)

aprile 1945.
Primiceli
Loris Rangoni
81" Rgt. II Btg., classe 1921, di Poggibonsi, t a Nettuno nel 1944.
Sergio Rinaldo
29~ Rgt. ar~igliria; al seminario di Rivoli (Torino) il 13/8/1944; passato
Il 20 apnle 1945 alla Brigata partigiana Peretta di Como.
Mario Ripamonti
"Gruppo pronto impiego" - 1 Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Mario Rosa
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre
1943 con il VI Btg. Milizia Armata.
Giampiero Scardin
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Giovanni Scriminich
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre
1943 con il VI Btg. Milizia Armata.
Ugo Trezzi
XI Btg. Milizia Armata di Aosta: t marzo 1944 in Val di Lanzo (Torino).
Valenta
29~ RgL ar~iglieria; al seminario di Rivoli (Torino) il 13/8/1944; passato
Il 20 apnle 1945 alla Brigata partigiana Peretta di Como.
Sante Vannucchi
82 Rgt. fanteria I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre
1943 con il VI Btg. Milizia Armata.
.?d.1
Alb8e2rto RVgti.v ifaannit en.a I Btg . 2' compagnia', a Campiglione (Val Pellice) il 5
giugno 1944.
Lorenzo Zatta . I
centro di reclutamento Milizia Armata di Bo ogna.
Caporalmaggwri
Ca"rlGor uApbpeloli pronto I.mpi.ego " - I Btg . 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Ar~~:oR~~aItBtg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21 maggio
1944.
SalvaLOre Aquilino . d .
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Alessan na.
Mario Avancini . 1944
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraIO .
Carlo Badiali . . 1945 . o d'
classe 1924, di Castelchiana; a Sondno II 19 agosto , In camp I
concentramento.
Lu"cGiarnuop Bpoa lapsrcoi nto .I mpi.e go " - I B tg. 820 Rgt . a Rodengo-Saiano
(Brescia)
aprile 1945.
Angelo Berchioni. .
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Verona.
Marcello Bergamo ) '1 17 1944

. 82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Piasco (Cuneo I marzo .


Fe8rr2u cRcigot .B Ie rBlatgg.n 2in' compagm'a., a G ermag nano (Torino) il 15 aprile
1944.
Mi"cGherluep Bpoe rtpi ronto impiego" I Btg. 820 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Anctloansisoe B19e1rt1o,l ddii. nVi olti.d o (Cremona )., II Btg . 81 Rgt . : t Nettuno
1944.
344
Sante Bianchesi
II Btg. 81 Rgt. - Kampfgruppe Binz; t Bobbio (Piacenza) il
18/ 2/ 1945.
Raffaele Bianchi
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Ubaldo Boldi
membro del plolone rinforzato da quadra mi traglieri che il 25 aprile
1945, proveniente da T em (Brescia), saJ da Mazzo (Valtellina) a Trivigno
e Guspessa (Valtellina). Preso prigioniero la sera del 27 aprile dai
partigiani della Divisione alpina GL Valtellina.
Giovanni Braghi
Non noto il reparto; gi in Croazia e in Russia; medaglia d'argento, due
volte ferito.
Bruno Calinich
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; il. San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Antonio Caprino
di S. Fradello (Messina); ferito a Nettuno; distintivo d'onore.
Carli
Btg. Debica - Kampfgruppe Binz; t Pontenure (Piacenza) il 26 aprile
1945.
Guido Carlini
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Luigi Chiarenza
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Angelo Cominandi
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Angelo CQrti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Giovanni CLillotta
di Lipari (Messina); ferito a Nettuno; distintivo d'onore.
345
Fioravanti De Santis
II Btg. 81' Rgl. - KampJgruppe Binz; t Piacenza 1'8 aprile 1945.
Giovanni Doni
VIII Blg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.

Mario Elia
classe 1914, di Napoli; II Btg. 81' Rgt.: t Nettuno 1944.
Idro Falconi
"Gruppo pronlo impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Lino Ferrari
non nolo il reparlo.
Caslore Ferretti
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Perugia.
Gino Foreschi (?)
"Gruppo pronlo impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Luigi Gentile
82' Rgl. I Blg. 2" compagnia; a Roreto (Torino) il 30 luglio 1944.
Celeste Ghilardi
82' Rgt. I Blg. 2" compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Laino
81' Rgt. II Btg. Vendetta; fronte di Nettuno.
Albino Lanfranconi
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; proposto per la promozione a sergente per
operazioni in Piemonte; il 28 settembre 1944 si presenta al comando
Brigata Poletti (comandante Claudio) in Valsassina e viene inviato al comando
2' divisione d'assalto Garibaldi lombarda.
Gerolamo Lenotti
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Angiolo Loreggia
di Venezia; ferito a Nettuno; distintivo d'onore.
Silvio Lorenzini
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
346
Albino Lunardi
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Giovanni Lurati
82' Rgl. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Antonio Manca
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Alessandro Marchese
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944; reduce dal fronte
russo.
Giuseppe Mazza
82 Rgl. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Armando Michele

82 Rgl. I Btg. 2' compagnia; a Garessio (Cuneo) il 29 febbraio 1944.


Armando Micheli
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Arnaldo Michelin
82 Rgl. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Carlo Miossi
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Moneta
81 Rgt. II Btg. Vendetta; fronte di Nettuno.
Andrea Monti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Pasquale Muoio
82 Rgl. I Btg. l' compagnia; t Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943.
Gino Neri
II Btg. 81 Rgt. - Kampfgruppe Binz; t Passo Penice il l' marzo 1945.
347
Giacomo Nizzati o Rizzati
. "Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Pietro Oniolo
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Arturo Paccalini
82' Rgt.; t Arnaz (Aosta) 1'8 aprile 1944.
Arnaldo Pallotta
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Mario Pasiotti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Giuseppe Pirrello
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Garessio (Cuneo) il 29 febbraio 1944.
Roberto Pizzi
classe 1920, di Stradella (Pavia); t 1944.
Giuseppe Profeta
ufficio di reclutamento Milizia Armala di Bologna.
Aldo Puliti
VIII Btg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Pietro Pundo
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Elvino Redi
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Vincenzo Romano

classe 1918, di Ruvo di Puglia (Bari); t 1944.


Ferdinando Salatin
VIII BIg. Milizia Armata a Lecco nel febbraio 1944.
Ettore Sandini
82 Rgt. I Btg. l' compagnia; t Lanzo Torinese il 9 aprile 1944.
348
Italo Selenati
non noto il reparto .
Giovanni Simondi
classe 1925, di Dronero (Cuneo); non noto il reparto da cui ha disertato;
catturato e condannato a morte dal XXXI Tribunale delle SS di Verona;
fucilato ottobre 1944 (t).
Ettore Siviero
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Padova.
Roberto Spagnolo
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Quintino Tognacini
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Giuseppe Tonidaniel
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Franco Traverso
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Aldo Vandelli
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Modena.
Delfino Verdiani
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Giovan Battista Villani
81 Rgt. II Btg. - Kampfgruppe Binz; t Passo Penice (Piacenza) l'l
marzo 1945.
Zaccaria
81' Rgt. II Btg. Vendetta; fronte di Nettuno.
Caporali
Marco Aimone
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
349
Aldo Anelli
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Bruno Arba
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Giandomenico Avetta
condannato a morte dal Tribunale militare tedesco per diserzione (gennaio

1944).
Giuseppe Ballardini
"Gruppo pronto impiego" I Blg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Alfonso Bellone
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Como.
Andrea Bergamini
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Osvaldo Bermond
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 RgL a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Michele Berti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Vittorio Bertocco
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 RgL a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Angelo Besio
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Vittorio Bianchetti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Guido Binelli .
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
350
Budrini
81 Rgt. II Btg. Ven detta; fronte di Nettuno.
Giovanni Carta
raggruppamento reclute a Cremona, il 13 ottobre 1944; encomio del comandante,
maggiore Thaler, perch restava di sentinella alla caserma
durante un violento bombardamento aereo.
Mario Cartacei
non noto il reparto.
Angelo Cavalieri
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Mario Cinesi
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Mantova.
Cosimo Ciurieo
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Franco Clavello
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Luciano Colombo
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con

il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.


Francesco Conte
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Pericle Corvi
urricio di reclutamento Milizia Armata di Grosseto.
Quinto Da Rugna
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Auro De Bartolomeis
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Michele De Felici
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
357
Camillo Dei Tos
82 Rgl. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 co
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo. n
Luigi Del Prete
non noto il reparto
Gualtiero Demenego
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Modena.
Primo Dioli
82 Rgl. I Btg. 2' compagnia; porta arma tiratore di squadra fucilieri .
Cesare Donati
classe 1924; Feldpost 23921 a.
Ambrogio Farina
"Gruppo pronto impiego" - 82 Rgt. I Btg. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Giorgio Fati
82' RgL I Blg. 2' compagnia; a Bibiana (Torino) il 25 maggio 1944.
Giorgio Fati
82 Rgl. I Btg. 2' compagnia; a Campiglione (Val Pellice) il 5 giugno
1944.
Dante Ferrari
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Silvio Ferrari
82 Rgt. I Blg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Giovanni Fois
81 Rgl. II Btg.; ferito a Nettuno.
Antonio Fontana
82' RgL I Blg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Angelo Foresti
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 RgL a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.

Pietro Garzo
classe 1917, di Seminara (Reggio Calabria); t 1944.
352
Arrigo Gasparini-Cesari
non noto il reparto; t 9 aprile 1945 a Valdastico (Vicenza).
Guido Gheno
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Aristide Gion
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' RgL a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Romano Gozzi
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945
Comunardo Gregori
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Pinasca (Torino) il 18 luglio 1944.
Arturo Gribertioni
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Guarnier
81 Rgt. II Btg.; ferito a Nettuno.
Domenico J elmini
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Fioravante Liessi
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Ferdinando Livan
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21 maggio
1944.
Attilio Magnani
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Alberto Mambrini
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Pinasca (Torino) il 18 luglio 1944.
Alessandro Manzoni
Feldpost 11376; all'8 settembre 1943 con i tedeschi in Grecia.
353
Duilio Marangoni
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Stefano Mauri
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 Con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Guglielmo Menghini
81" Rgt. II Btg. di Castelnuovo Abate dell'Abate (Siena); Nettuno; promosso
caporalmaggiore per merito di guerra.
Domenicale Orio
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)

aprile 1945.
Sergio Ostiunt
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Pietro Paoletti
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a ROdengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Francesco Patricelli
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21 maggio
1944.
Giuseppe Pepe
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Bruno Piccoli
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Pietro Porcari
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Siena.
Antonio Raggi
81' Rgt. II Btg.; ferito a Nettuno.
Mario Ramoni
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Vinadio (Cuneo) il 9 dicembre 1943 con
il VI Btg. Milizia Armata di Cuneo.
Pietro Ravagioli
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
354
Enrico Sabbi
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Perugia.
Luigi Sassi
di Imola; primo caposquadra; nell'autunno 1943 con i reparti della Milizia
Armata Italiana in Germania.
Giuseppe Scoda
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Nicola Semirile
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a San Martino (Sondrio) il 30 novembre
1944.
Pietro Tagliabue
82 Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21 maggio
1944.
Mario Tauffer
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Traverso
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Silvio Trivella
classe 1923, di Roma; t 1944.

Enrico Trombetta
"Gruppo pronto impiego" - I Btg. 82 Rgl. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Filippo Turrisi
non noti n il reparto n la data della morte avvenuta a Treviso (t).
Emilio Venturi
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Campiglione (Val Pellice) il 5 giugno
1944.
Giovanni Vetturelli
82' Rgt. I Btg. 2' compagnia; a Ponte di Bibiana (Torino) il 21 maggio
1944.
Matteo Zindo
82 RgL I Btg. 2' compagnia: mortaista.
355
Oiorgio Zunino
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82' Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Soldati
Abrescia
di Trieste; non noto il reparto.
Alfredo Affaticati
non noto il reparto, ma quasi sicuramente il Kampfgruppe Binz: t a
Caorso (Piacenza) il 27 aprile 1945.
Mario Agazzoni
di Vaprio (Novara); non noto il reparto.
\lfredo Agosta
81' RgL II Btg. Kampfgruppe Binz: t Montechino di Gropparello (Piacenza)
il 4 marzo 1945.
Battista Alberto
VI Btg. Milizia Armata 2' compagnia, a Cuneo il 19 marzo 1944.
Alciati
Armando Alvino
classe'l921, di Napoli; 81' RgL II Btg.; t Nettuno 1944.
Franco Andreini
di Maggiora (Novara); non noto il reparto.
Appendino
82' Rgt. I BIg. l' compagnia: t Pianfei (Cuneo) febbraio 1944.
Bruno Arba
"Gruppo pronto impiego" del maggiore Thaler, a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945 (reparto tenente Michele Lombardo).
Alfredo Arbino
82' Rgl. I Btg. l' compagnia: t Pianfei (Cuneo) febbraio 1944.
Roberto Argenziano
Colonna ippotrainata: t Cant (Como) il 28 marzo 1945.
Pietro Armato
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Milano.
356
Dino Armenali
nel carcere di Pescarenico (Lecco) il 21 / 5/ 1945.

Angelo Arpino
non noto il reparto: t 1945.
Arquati
di Milano; non noto il reparto.
Pietro A vigoni
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Bergamo.
Guerino Avoscan
classe 1912, di S. Tommaso (Belluno), t Nettuno 1944 (81' Rgt. II
Btg.).
Baggian
di Novara; non noto il reparto.
Angelo Baini
classe 1910, di San Giuliano Milanese; 81 ' Rgl. II Btg., t Nettuno
1944.
Silvano Balboni
I Battaglione ufficiali: t Formignana (Ferrara) il l' luglio 1944.
Tomaso Barbieri .
82' Rgl. III Btg.: t Milano il 10 maggio 1944.
Battieri
di Novara; non noto il reparto.
Angelo Bellasi
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Como.
Giuseppe Benedetti
"Gruppo pronto impiego" del maggiore Thaler, a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945 (reparto tenente Michele Lombardo).
Francesco Benedetto
non noto il reparto: t il 28 marzo 1944.
Pietro Benetti
di Domodossola (Novara); non noto il reparto.
Nicola Berardinelli
81' Rgt. II Btg, - Kampfgruppe Binz: t Momeliano di Gazzola (Piacenza)
il 17 aprile 1945.
357
Luigi Beretta
820 RgL II Btg.: t Milano il 28 aprile 1945.
Nello Bersanelli
non noto il reparto: t il 21 giugno 1944.
Sergio Bersanetti
non noto il reparto: t Pinerolo il 6 febbraio 1944.
Sergio Bertoli
non noto il reparto: t Milano il 30 aprile 1945.
Antonio Bertolini
classe 1899, di Torino, interprete alla compagnia. di sanit di Albese con
Cassano (Como).
Bertonesi
di Carrara; non noto il reparto.
Besana
81 0 RgL Il Btg.: fronte di Nettuno.
Bianchi

di Novara; non noto il reparto.


Ugo Bianchini
di Torino; non noto il reparto.
Aldo Biglino
di Torino; fronte di Nettuno; promosso caporale.
Angelo Bignoli
di Galliate (Novara); non noto il reparto.
Boglio
di Trecate (Novara); non noto il reparto.
Biagio Bonera
classe 1910, di Cortemella (Brescia), XI Btg. Milizia Armata di Aosta:
t marzo 1944 Valli di Lanzo (Torino).
Andrea Bordone
di Fontaneto (Novara); non noto il reparto.
Elia Bordone
di Fontaneto (Novara); non noto il reparto.
358
Paolino Borghi
81 0 RgL II Btg. - Kampjgruppe Binz: t Montechino di Gropparello
(Piacenza) il 4 marzo 1945.
Bradeschi
di Crodo (Novara); non noto il reparto.
Livio Brignoli
di Maggiora (Novara); non noto il reparto.
Aldo Brondolo
classe 1926, l' compagnia deposito di Cremona: t Torino 23 dicembre
1944.
Giuseppe Brozzi
di Massa Carrara; non noto il reparto.
Domenico Agostino Bruzzone
non noto il reparto: t Parigi nell'agosto 1944.
Guido Calderaro
81 0 RgL II Btg. - Kampfgruppe Binz: t Momeliano di Gazzola (Piacenza)
il 17 aprile 1945.
Caldi
di Orta (Novara); non noto il reparto.
Nicola Cal
81 0 Rgt. II Btg. Kampfgruppe Binz; t Gropparello (Piacenza) il 25
aprile 1945.
Angelo Camagna
IV Btg. Milizia Armata di Torino, dicembre 1943.
Luigi Canaider
Battaglione ufficiali: t Ferrara il 28 gennaio 1944.
Salvatore Canfailla
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Torino.
Amerigo Carra . .
81 0 Rgt. II Btg. - Kampjgruppe Binz: t Pontenure (PIacenza) Il 23 febbraio
1945.
Giovanni Carta

Raggruppamento reclute al 13 ottobre 1944.


359
Mario Cartacei
non noto il reparto.
Felice Casali
classe 1924, di Milano; 81 0 Rgt. II Btg.; t Nettuno 1944.
Francesco Catalano
81 0 Rgt. III Btg.: t Bagni Msino (Sondrio) il 23 novembre 1944.
Vincenzo Catelani
non noto il reparto; ex-marconista in un battaglione di Camicie Nere nei
Balcani.
Aldo Cattaneo
non noto il reparto: t Torino il 27 aprile 1945.
Alessandro Cattaneo
non noto il reparto: t Bricherasio (Torino) il 5 settembre 1944.
Francesco Cauzzi
classe 1914, di Ca' d'Andrea (Cremona), XI Btg. Milizia Armata di
Aosta: t marzo 1944 Valli di Lanzo (Torino).
Cavalli
81 0 Rgt. Il Btg.: t Nettuno 1944.
Giovanni Cavina
non noto il reparto: disperso nel 1944.
Bruno Cecchetto
di Vicenza; non noto il reparto.
Angelo Celebrano
figlio del colonnello Enzo Celebrano; rilasciato dal campo di concentramento
di Albate (Como) il 16 novembre 1945.
Carlo Cerina
di Trecate (Novara); non noto il reparto.
Mario Cerretti
"Gruppo pronto impiego": t Rodengo-Saiano (Brescia) il 30 aprile
1945.
Chiaffredo Chicoletto
VI Btg. Milizia Armata 2' compagnia, a Cuneo il 19 marzo 1944.
Luigi Chirkoff
all'ospedale militare di Pescarenico (Lecco) il 9/ 8/ 1945.
360
Giuseppe Ciaglia . . . .
ufficio di reclutamento MiliZia Armata di Ancona.
Oreste Ciavarella
classe 1928, di Milano; 81 0 Rgt.
aprile 1944.
II Btg.; t Borgo Scalo (Latina) il 14
Domenico Cago .
di Galliate (Novara); non noto Il reparto.
Colangelis .
di Domodossola (Novara); non noto il reparto.
Angelo Colico . .
nel carcere di Pescarenico (Lecco) il 21 / 5/ 1945.

Felice Consonni
di Meda (Milano); fronte di Nettuno; promosso caporale.
Walter Contardi
di N avara; non noto il reparto.
Coradi .
di Maggiora (Novara); non noto il reparto.
Sergio Corbelletti ..,
IV Btg. Milizia Armata di Tonno, dicembre 1943.
Cordone
di Trecate (Novara); non noto il reparto.
Corna
di Perrate; non noto il reparto.
Leandro Corticelli
di Cernobbio (Como); fronte di Nettuno; promosso caporale.
Mario Crippa .
nel carcere di Pescarenico (Lecco) il 21 / 5/ 1945.
Attilio Crocchiante ..
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Apuama.
Cuccoli
di Novara; non noto il reparto.
Giovanni Culaz
di Torino; non noto il reparto.
361
Bruno Cunico
non nOlo il reparto: t il 27 maggio 1944.
Giancarlo Dago
di Novara; non noto il reparto.
Nicola D'Agostini
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Bolzano.
Anlonio Dal Pra
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Verona.
Vittorio Danieli
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Brescia.
Davis
di Orta (Novara); non noto il reparto.
Delamma
di Novara; non noto il reparto.
Antonio Della Scienza
Gaetano Dell'Aquila
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Macerata.
Luigi Del Prete
non nolo il reparto.
De Santis
non noto il reparto; t Valdossola il 4 agosto 1944.
Vincenzo De Seriis
classe 1924, di Bari; 81 Rgt. II Btg.; t Nettuno giugno 1944.
Francesco De Trano
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Apuania.
Michele Di Ciecio

ufficio di reclutamento Milizia Armata di Firenze.


Salvatore Di Latte
non noto il reparto: t Torino il 21 dicembre 1945.
Giovanni Dorio
nel carcere di Lecco (via Ghislanzoni) il 14/ 5/ 1945.
362
Primo Du
di Galliate (Novara); non noto il reparto.
Esposito
81 Rgt. II Btg.: fronte di Nettuno.
Giovanni Esposti
non noto il reparto: t Falz di Piave (Treviso) il 26 aprile 1945.
Giovanni Fabbri
il 9/ 8/ 1945 all'Ospedale militare di Lecco.
Gino Fabellini
classe 1927, di Roma; 81 Rgt. II Btg.; t Nettuno 1944.
Mario Fabris
81 Rgt. III Btg.: t Introbio (Como) 1'11 ottobre 1944.
Enzo Faiola
di Novara; non noto il reparto.
Fantini
di Orta (Novara), in servizio a Novara; non noto il reparto.
Giuseppe Farina
non noto il reparto: t Ferrarese il 16 aprile 1945.
Mario Ferraglio
non noto il reparto: t Pezzaze Val Trompia (Brescia) il 17 marzo 1945.
Luigi Ferrante
"Gruppo pronto impiego" I Btg. 82 Rgt. a Rodengo-Saiano (Brescia)
aprile 1945.
Luigi Ferrari
di Novara; non noto il reparto.
Ferrati
di Trecate (Novara); non noto il reparto.
Renzo Flamini
non noto il reparto: t Piemonte il 13 marzo 1945.
Salvatore Foliano
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Firenze.
Bernardo Franzoni
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Brescia.
363
Lorenzo Frassini
classe 1924, di Agnadello (Cremona), t Nettuno 1944 (81 ' RgL II Btg.).
Frego
di Novara; non noto il reparto.
Salvatore Freni
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Bergamo.
Biagio Fuc
ufficio di reclut amento Milizia Armata di Pisa.
Pietro Fumaga lli

nel carcere di Lecco (via Ghislanzoni) il 14/ 5/ 1945.


Andrea Gaido
nat? a Carmagnola (Torino); VII Btg. Milizia Armata di Casale; t ilio
apnle 1944 a Cumiana (Torino).
Salvatore Galleri
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Forl.
Fioravante Gambino
IV Btg. Milizia Armata di Torino, dicembre 1943.
Plinio Garuti
non noto il reparto: t Milano il 29 aprile 1945.
Enrico Gatti
di Milano; fronte di Nettuno: promosso caporale.
Gazzolini
di Novara; non noto il reparto.
Contardo Gemelli
non noto il reparto: t Milano il 29 aprile 1945.
Giuliano Genere
VI Btg. Milizia Armata 2' compagnia, a Cuneo il 19 marzo 1944.
Gennaro
81 0 Rgl. II Btg. : fronte di Nettuno.
Carlo Ghedini
Gruppo misto controcarro: t Ornavasso (Torino) il 12 ottobre 1944.
Cesare Gheli
82' Rgl. I Btg. l ' compagnia: t Lanzo Torinese il 9 aprile 1944.
364
Giacch
di Torino; non noto il reparto.
Lamberto Gila
di Milano, corso Roma 23 SS italiana Servizio informazioni in data 7
luglio 1944 nel Lager di Dachau nel maggio 1945.
Battista Gilardoni
nel carcere di Lecco il 14/ 6/ 1945.
Gennaro Ginaneschi
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Grosseto.
Attilio Gioia
di Santa Cristina di Borgomanero (Novara); non noto il reparto.
Virgilio Giommei
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Ancona.
Giorgio Giorgi
Kampfgruppe Binz: t Piacenza il 26 aprile 1945.
Pietro Greggianin
Kampfgruppe Binz: t Cavarzere (Venezia) il 27 aprile 1945.
Renzo Grisciatico
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Milano.
Grondini
81' RgL II Btg. : fronte di Nettuno; proposto croce di ferro seconda classe.
Alberto Gualtieri
non noto il reparto: t Bibiana (Torino) dicembre 1944.
Giuseppe Guarisco

compagnia pionieri: disperso in Valdossola ottobre 1944.


Orlando Guarisco
non noto il reparto: t Germania il IO ottobre 1944.
Giuseppe Gusmani
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Aosta.
Angiolina Ilas
di Domodossola (Novara); non noto il reparto.
365
Nicola Ingrosso
Kampfgruppe Binz: t Piacenza il 26 aprile 1945.
Giuseppe Italiani
di Pesaro; fronte di Nettuno; promosso caporale.
Invernizzi
di Trecate (Novara); non noto il reparto.
Luigi La Crema
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Forl.
Giovanni Lai
classe 1921, di Santadi (Cagliari); 81 0 Rgt. II Btg.; t Nettuno 1944.
Livio Liberati
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Viterbo.
Raffaele Lion
ufficio di reclutamento Milizia Armata di Savona.
Antonio Lo Buono
non noto il reparto: t Montale (La Spezia) il 26 aprile 1945.
Giuseppe Lombardo
81 0 RgL II Btg. - Kampfgruppe Binz: t Gropparello (Piacenza) il 25
aprile 1945.
Ettore Losio