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Quindicinale

Anno XXXVII

02.07.2015
Numero

652
PERIODICO DI ATTUALIT DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

School Festival, il successo si ripete - pag. 1/2/3


Inaugurato il Mulino Banchieri - pag. 4
37a Sagra dei Scios - pag. 5
Visita a Quero Vas degli amici francesi - pag. 7
Teatri di Pace - pag. 19
http://digilander.libero.it/tornado

Chiuso in redazione il 22.06.2015

Tassa pagata/Taxe Perue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL

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IL TORNADO Sede: Via J. Kennedy - 32031 FENER (Belluno). DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Mazzocco. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Alessandro Bagatella, Ivan Dal To, Gianni De Girardi, Antonio Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Silverio Frassetto, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Piero Piccolotto, Andrea Tolaini.
ABBONAMENTI: ITALIA Abbonamento annuale (18 numeri) 20,00 ESTERO Abbonamento annuale (18 numeri) 50,00.
LABBONAMENTO PU ESSERE SOTTOSCRITTO O RINNOVATO NEI SEGUENTI MODI: 1- versando la quota sul c/c postale n. 10153328 intestato alla PRO LOCO di FENER; 2- con bonifico
sul c/c Banco Posta intestato alla PRO LOCO di FENER, IBAN: IT49 M076 0111 9000 0001 0153 328; 3- pagando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: NEGOZIO DA MILIO - Alano;
GELATERIA DUE VALLI - Fener - BAR JOLE - Fener; MAURO MAZZOCCO - Quero; ALESSANDRO BAGATELLA - Quero; BAR PIAVE Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO
DEON - Vas; BAR BOLLICINE - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.

CRONACA

Si
Si
svolto
svolto al
al Parco
Parco del
del Piave
Piave di
di Fener
Fener dal
dal 5
5 al
al 7
7 giugno
giugno

School Festival, il successo si ripete

articolo
articolo e
e foto
foto di
di Silvio
Silvio Forcellini
Forcellini
Si
ripete
il
successo
dello
School
Si ripete il successo dello School Festival,
Festival, promosso
promosso dal
dal Comitato
Comitato Genitori
Genitori dellIstituto
dellIstituto
Comprensivo
di
Quero
in
collaborazione
con
la
Pro
Loco
di
Fener
e
lassociazione
Comprensivo di Quero in collaborazione con la Pro Loco di Fener e lassociazione LiLibero
bero Pensiero
Pensiero e
e realizzato
realizzato assieme
assieme agli
agli insegnanti,
insegnanti, ai
ai bambini,
bambini, ai
ai ragazzi
ragazzi e
e alle
alle loro
loro
famiglie
famiglie con
con lobiettivo
lobiettivo di
di raccontare
raccontare e
e condividere
condividere le
le esperienze
esperienze fatte
fatte a
a scuola,
scuola, moltimoltiplicare
le
relazioni
allinterno
della
comunit
e
raccogliere
fondi
per
le
attivit
plicare le relazioni allinterno della comunit e raccogliere fondi per le attivit previste
previste in
in
ambito
ambito scolastico
scolastico (lanno
(lanno scorso
scorso furono
furono raccolti
raccolti 7.300
7.300 euro,
euro, come
come riportato
riportato dettagliatadettagliatamente
mente sul
sul Tornado
Tornado n.650).
n.650). Dal
Dal 5
5 al
al 7
7 giugno,
giugno, sempre
sempre al
al Parco
Parco del
del Piave
Piave di
di Fener,
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bambini
e
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ragazzi
della
scuola
dellinfanzia
di
Alano,
di
Quero
(paritaria)
e
di
Vas,
bambini e i ragazzi della scuola dellinfanzia di Alano, di Quero (paritaria) e di Vas, deldella
la scuola
scuola primaria
primaria di
di Alano
Alano e
e di
di Quero,
Quero, della
della scuola
scuola secondaria
secondaria di
di primo
primo grado
grado di
di Alano
Alano
e
e di
di Quero
Quero sono
sono stati
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gli indiscussi
indiscussi protagonisti
protagonisti di
di questa
questa seconda
seconda edizione,
edizione, riempiendo
riempiendo
di
colore,
musica,
allegria,
sport
questa
manifestazione
2015
che
di colore, musica, allegria, sport questa manifestazione 2015 che diventa
diventa un
un appunappuntamento
importante
per
stare
insieme,
conoscerci
meglio
e
costruire
percorsi
tamento importante per stare insieme, conoscerci meglio e costruire percorsi di
di spesperanza
per
i
nostri
giovani,
come
ha
ricordato
il
dirigente
scolastico
Gina
Doro
in
sede
ranza per i nostri giovani, come ha ricordato il dirigente scolastico Gina Doro in sede
di
di presentazione.
presentazione. IlIl venerd
venerd si
si
svolta
svolta la
la serata
serata musicale
musicale proposta
proposta da
da Libero
Libero PensiePensiero
ro con
con lesibizione
lesibizione dei
dei Norman,
Norman, dei
dei Giudah
Giudah e,
e, soprattutto,
soprattutto, dei
dei bravissimi
bravissimi Maci's
Maci's Mobile,
Mobile,
serata
serata che
che -- data
data la
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delle proposte
proposte -- avrebbe
avrebbe merimeritato
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un pubblico
pubblico pi
pi numeroso.
numeroso. IlIl sabato
sabato e
e la
la domenica,
domenica,
invece,
spazio
come
detto
ai
veri
protagonisti
invece, spazio - come detto - ai veri protagonisti dello
dello
School
Festival,
i
bambini
e
i
ragazzi
della
nostra
scuola
School Festival, i bambini e i ragazzi della nostra scuola
impegnati
impegnati in
in canti,
canti, balli,
balli, saggi
saggi musicali,
musicali, recite
recite (Il
(Il Mago
Mago di
di
Oz
e
I
Cavalieri
della
Tavola
Rotonda),
laboratori
Oz e I Cavalieri della Tavola Rotonda), laboratori didatdidattici,
tici, attivit
attivit sportive,
sportive, nella
nella splendida
splendida cornice
cornice del
del parco
parco fefenerese
e
col
favore
del
bel
tempo.
Nel
corso
delle
due
nerese e col favore del bel tempo. Nel corso delle due
giornate
giornate non
non sono
sono poi
poi mancati:
mancati: ilil mercatino
mercatino dellusato,
dellusato,
allestito
dai
bambini
e
dai
ragazzi
della
allestito dai bambini e dai ragazzi della scuola
scuola primaria
primaria e
e
secondaria
di
Alano,
il
cui
ricavato
andr
a
una
fondaziosecondaria di Alano, il cui ricavato andr a una fondazione
ne in
in Bolivia,
Bolivia, la
la Fundacin
Fundacin Doa
Doa Lucia,
Lucia, che
che si
si occupa
occupa di
di
minori;
lo
spettacolo
di
burattini
Il
segreto
di
Arlecchino
minori; lo spettacolo di burattini Il segreto di Arlecchino e
e
Pulcinella,
Pulcinella, di
di e
e con
con Alberto
Alberto De
De Bastiani;
Bastiani; lesibizione
lesibizione di
di
ginnastica
ginnastica artistica
artistica delle
delle bambine
bambine e
e delle
delle ragazze
ragazze
dellassociazione
Valdo
Gym;
la
premiazione
dellassociazione Valdo Gym; la premiazione del
del concorso
concorso Un
Un poster
poster per
per la
la pace,
pace, a
a
cura
del
Lions
Club;
il
mega-schermo
per
assistere
a
Barcellona-Juventus;
la
musica
cura del Lions Club; il mega-schermo per assistere a Barcellona-Juventus; la musica
della
della rock
rock blues
blues band
band Ex
Ex Novo;
Novo; le
le Fate
Fate Trucchine
Trucchine Erica
Erica &
& Valentina;
Valentina; la
la dimostrazione
dimostrazione
dei
locali
carabinieri;
i
giochi
da
tavolo;
un
falco
pellegrino
col
suo
addestratore;
dei locali carabinieri; i giochi da tavolo; un falco pellegrino col suo addestratore; ilil tiro
tiro
con
con larco,
larco, a
a cura
cura degli
degli arcieri
arcieri del
del Palio
Palio di
di Feltre
Feltre e,
e, come
come gran
gran finale,
finale, lesibizione
lesibizione degli
degli
sbandieratori
sbandieratori del
del quartiere
quartiere Castello
Castello del
del Palio
Palio di
di Feltre.
Feltre. Presenti
Presenti allo
allo School
School Festival
Festival
anche
il
Nido
Famiglia
Federica
di
Alano,
il
Micronido
Girasole
di
Vas
anche il Nido Famiglia Federica di Alano, il Micronido Girasole di Vas e
e la
la ProtezioProtezione
ne Civile
Civile di
di Alano.
Alano. Nellambito
Nellambito della
della manifestazione,
manifestazione, a
a completamento
completamento del
del progetto
progetto
Ecoscuola,
Ecoscuola,
stata
stata predisposta
predisposta allinterno
allinterno del
del parco
parco persino
persino unisola
unisola ecologica
ecologica per
per la
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differenziata
dei
rifiuti,
a
cura
degli
alunni
delle
classi
seconde
della
scuola
raccolta differenziata dei rifiuti, a cura degli alunni delle classi seconde della scuola
secondaria
secondaria di
di Alano
Alano e
e Quero.
Quero. Prendendo
Prendendo sempre
sempre spunto
spunto dalle
dalle parole
parole di
di Gina
Gina Doro,
Doro,
anche
delledizione
2015
ci
rester
il
ricordo
dellincredibile
energia
dei
bambini
anche delledizione 2015 ci rester il ricordo dellincredibile energia dei bambini e
e dei
dei
ragazzi
che
hanno
suonato,
cantato,
ballato,
recitato,
disegnato,
costruito,
gareggiato
ragazzi che hanno suonato, cantato, ballato, recitato, disegnato, costruito, gareggiato
facendoci
facendoci toccare
toccare con
con mano
mano una
una scuola
scuola attiva,
attiva, gioiosa
gioiosa e
e creativa,
creativa, grazie
grazie anche
anche
allimpegno
allimpegno e
e alla
alla dedizione
dedizione di
di un
un corpo
corpo docente
docente entusiasta
entusiasta e
e motivato,
motivato, supportato
supportato da
da
una
una encomiabile
encomiabile disponibilit
disponibilit del
del gruppo
gruppo genitori.
genitori. Mi
Mi sembra
sembra ilil miglior
miglior commento
commento a
a
questa
questa bellissima
bellissima iniziativa
iniziativa

2
Le foto del 2 School Festival

CRONACA

Le foto del 2 School Festival

Questa solo una piccola selezione delle foto


scattate dal Tornado nel corso del 2 School
Festival. Chi fosse interessato, pu andare sulla mia
pagina Facebook, dove sono state postate oltre
250 foto della manifestazione.
Silvio Forcellini

CRONACA

Le
Festival
Le foto
foto del
del 2
2 School Festival

Questa solo
solo una
una piccola
piccola selezione
selezione delle
dellefoto
foto
scattate dal
dal Tornado
Tornado nel
nel corso
corso del
del 22 School
School
Festival. Chi
Chi fosse
fosseinteressato,
interessato,pu
puandare
andaresulla
sullamia
mia
pagina Facebook,
Facebook, dove
dove sono
sono state
statepostate
postateoltre
oltre
250 foto della
della manifestazione.
manifestazione.
SilvioForcellini
Forcellini
Silvio

CRONACA

Inaugurazione del mulino Banchieri

Una grande festa ben riuscita grazie al lavoro di tanti volontari


a cura del Comitato Festeggiamenti san Valentino

Sabato 13 giugno dopo la messa che chiudeva la


tredicina di SantAntonio, iniziavano i festeggiamenti
per linaugurazione dellantico Mulino Banchieri. Il
trasporto allarea pic Nic di san Valentino stato curato dalle associazioni Astra e Auser. Alla cerimonia
hanno partecipato anche i discendenti della famiglia
Banchieri giunti dal Trevigiano, dal Padovano e da
Milano: Zanardi Franco figlio di Marcella Banchieri,
Nicola Banchieri figlio di Giuseppe Banchieri, Roberto Banchieri figlio di Umberto Banchieri e Lodovico
Banchieri
figlio
di
Giovanni
Banchieri.
Linaugurazione stato un momento toccante: ben
organizzata fin nei particolari dal nostro assessore
Alberto Coppe ha toccato vari argomenti.
Lillustrazione del progetto di recupero dellantico
opificio stato spiegato dallarch. Elena Favero; le
motivazioni che hanno spinto lamministrazione comunale a portare avanti con tante difficolt lidea di
far rivivere un pezzo di storia locale toccata al primo cittadino Bruno Zanolla. Serenella Bogana, sindaco di Alano, ha invece elogiato lobiettivo di unire
ancor pi queste due Comunit attraverso un percorso storico che da Quero, attraverso il Mulino ed il
Pont dei Osi raggiunge Campo di Alano. Roberto e
Nicola Banchieri hanno invece approfondito i temi
legati alla storica famiglia che un tempo risiedeva nel
territorio e agli opifici che lungo il Tegorzo davano,
nel lontano 1700, lavoro a molte persone. Poi la benedizione con lacqua del Tegorzo; il parroco don
Alessio, ha voluto sottolineare come la passione e lingegno dei professionisti, messi a disposizione della popolazione,
abbiano permesso la realizzazione di questa importante opera pubblica a vantaggio delle Comunit locali. Infine il taglio del nastro con padrini Nicola Banchieri e Gian Domenico Furlan, ultimi proprietari del Mulino; lapertura della paratoie, il passaggio dellacqua che con la sua forza azionava le pale della ruota del mulino. La serata stata successivamente vissuta allinsegna della cucina con i piatti preparati dai volontari: spaghetti in salsa e al rag, wrstel con
patatine fritte, arrosto, dolce e bibite varie. La musica lha fatta poi da padrona fino a notte fonda con i vari complessi
che sul palco hanno offerto il meglio del pop italiano e del rock anglosassone. Magistralmente organizzati da Diego
Luban si sono esibiti i giovani locali coordinati da Lisa Benato, il trio professional con Andrea Dalla Piazza ed infine il
complesso pop-rock di Diego Luban. Non resta che ringraziare tutti per lottima organizzazione della manifestazione;
ora godiamoci questo incontaminato angolo del nostro bel paese. E unoasi di bellezza indescrivibile, dove possibile
trascorrere un po di tempo con la famiglia, lontani dalle preoccupazioni del lavoro e della vita quotidiana, in modo da
rinforzare il corpo e la mente per tutto ci che ci aspetta dalla vita .
(foto Studio Resegati Quero)

4 generazioni di Codemo (Ampierol)


Ciao a tutti, mi presento mi chiamo Manuel Renato Codemo e sono
nato il 7/11/2014 per la gioia di mamma Alessandra e pap Michele.
Qui sotto mi vedete anche in braccio al nonno Lucio assieme a pap e
al bisnonno Marcello, e poi, a destra, mentre faccio due chiacchere col
mio padrino Tiziano.

CM

MY

CY

CMY

Gelato

CRONACA

Con lAuser: tutti al mare

Anche quest'anno, come ormai da diversi anni, ci siamo ritrovati a


trascorrere il nostro soggiorno marino.
E' stato come sempre molto piacevole trovarsi in compagnia con
vecchie e nuove persone in quel di Rimini, due settimane di solleone, nemmeno una nuvoletta ci ha perseguitati.
Con la solita gentile ospitalit dei proprietari di Villa Merope e con
le iniziative delle accompagnatrici, abbiamo trascorso 15 giorni tra
risate, bagni, passeggiate, giochi a carte e golosi gelati.
Peccato sia gi finito tutto (per quest'anno); il prossimo anno saremo come sempre in prima linea pronti per ripartire.
Arrivederci da Fiorenza.

LETTERE AL TORNADO

Visita a Quero Vas degli amici francesi di Ricordate Izourt


Comunit Auzat et Vicdessos

(a cura del Comitato Gemellaggi di Quero)


Gioved 11 giugno ci hanno fatto visita gli amici dei Comuni gemellati di Auzat e Vicdessos. Il tour italiano che da Firenze si mosso verso Venezia, Jesolo e Quero Vas stato
organizzato dallassociazione francese Ricordate Izourt con in testa il suo presidente Antonio Specia (cittadino di Auzat-Vicdessos e di Quero-Schievenin). A riceverli a Quero Vas
la delegazione del Comitato Gemellaggi con in testa il presidente Claudio Dal Pos. La
giornata si svolta con la visita al Monumento Francese di Pederobba, deposizione di fiori
in ricordo dei caduti, visita al monumento allEmigrante di Quero (in foto) e a mezzogiorno
pranzo offerto dalla Pro Loco in sala delle associazioni. Il pomeriggio si svolto alla scoperta di alcuni angoli caratteristici del paese: il Mausoleo germanico del Col Maor con
breve introduzione storica da parte dellassessore querese Coppe (in foto stringe la mano
al nuovo sindaco francese), larea di San valentino con il Mulino banchieri e Furlan, il Palazzo Municipale e la Chiesa. In serata una buona pizza presso il Ristorante La Rotonda
ha permesso a molte famiglie di Quero Vas e di alcuni paesi del Vicentino, del Veneziano
e del Trevigiano di rincontrarsi con la delegazione francese che proprio lanno scorso ha
celebrato assieme a tanti italiani i 75 anni della tragedia dellIzourt. In tarda serata la
proiezione al Centro Culturale delle immagini pi belle della ricorrenza francese del 75 dalla tragedia dellIzourt alla quale,
lanno scorso, avevamo partecipato anche noi queresi assieme
a tanti amici italiani. La serata culturale stata resa possibile
grazie al filmato concessoci dallamico Bruino Moretto presidente dellAssociazione Veneziani nel Mondo. Speriamo di aver accolto nel migliore dei modi i nostri amici di Francia, la visita
stata breve ma intensa, sono occasioni da non perdere per approfondire sempre pi gli aspetti sociali e culturali che uniscono
queste due Comunit che dalla tragedia dellIzourt hanno saputo far tesoro degli antichi legami dellemigrazione tanto da progettare un cammino di gemellaggio che anno dopo anno avvicina sempre pi le genti del Grappa a quelle dei Pirenei.

CENNI STORICI

SETTANTANNI DOPO
ALANO - RICORDO DI DUE ANNI TERRIBILI - 1944/1945
IL SACRIFICIO DI MAZZIER DOMENICO GIULIO
I primi anni di vita di Domenico Giulio Mazzier, nato ad Alano nel 1913 da Antonio e Angela Franzoia, vengono
scanditi dalleco sinistro delle granate che, fra non molto, raderanno al suolo il suo paese e costringeranno la sua
famiglia al profugato per cercarsi un posto pi sicuro. Poi, a guerra finita e rientrati in paese, per tutti gli alanesi c la
casa da ricostruire e quindi la necessit di guadagnare qualche soldo. La prospettiva, per Giulio, di un lungo
bracciantato come servitor presso i contadini del posto. Ma la patria non lo ha
dimenticato. Lo chiamer presto, infatti. E cos, indossati i panni grigioverdi e il
cappello con la piuma, il nostro partir per il fronte occidentale e poi per i
Balcani. E non gli mancher neppure un breve periodo in Africa
Alla fine del 42, Giulio, non ancora trentenne, aderisce alla Resistenza e alla
locale formazione partigiana del Grappa, partecipando alle azioni antifasciste
sulle nostre montagne. Poi, approfittando di qualche giornata di calma, nel
novembre del 44 Giulio e i suoi compagni fanno rientro alle loro case. Ed qui
che vengono sorpresi dal rastrellamento della notte tra sabato 11 e domenica
12. Anche Giulio viene arrestato e portato nel municipio di Alano, dove incontra
non soltanto i suoi compagni e un agguerrito gruppo di SS ma anche alcuni
paesani passati dall altra parte. Come tutti gli altri partigiani, Giulio viene
sottoposto a pressanti interrogatori e a feroci torture per strappargli informazioni
e ammissioni. Alla fine gli verr risparmiata limpiccagione (riservata ad altri
cinque partigiani), e, assieme ad altri quattro, sar
destinato ai campi di concentramento. Partir la
stessa mattina del 12 novembre, con soste a Feltre,
Belluno e Bolzano. Ma, a differenza di altri compagni che riusciranno a far pervenire
qualche lettera ai familiari, di Giulio non si sapr pi nulla, nemmeno la data e il luogo del
decesso. Anche le poche testimonianze raccolte dalla sorella (tuttora vivente) sono andate
perdute a seguito di un trasloco. Si sono salvate solo le due foto che riproduciamo, una
delle quali raffigura Giovanni Bortolo 19.9.16, fratello di Domenico Giulio e di questi 3 anni
pi giovane. Giovanni Bortolo, a differenza del fratello, non milit nelle squadre partigiane,
ma combatt col 2 gruppo Alpini in Grecia e sub anchesso una tragica fine. Pare che,
durante il rientro in Germania per un ricovero per malattia, gli sia stata propinata una
bevanda guasta a seguito della quale mor il 7.5.45, presso lospedale civile di San
Joseph a Jugostadt.
Nelle foto, dallalto in basso: Giulio e Giovanni Mazzier.
Ai lettori. Contavo di completare entro maggio il ricordo dei caduti alanesi della lotta partigiana 1913-1915. Purtroppo
ci non mi stato possibile per una serie di ragioni, tra cui la difficolt di reperire, per alcuni di loro, sufficienti notizie e
documentazioni. Finora mi stato possibile proporvi i profili di 8 patrioti. Per altri dispongo di notizie troppo scarse,
mentre di alcuni mi sono noti solo i dati anagrafici. Mi rivolgo pertanto ai fedeli lettori del Tornado perch vogliano
collaborare segnalandomi o, meglio ancora, fornendomi, qualsiasi informazione in loro possesso che possa essermi
utile per completare il mio lavoro; quindi fotografie, lettere, documenti, decorazioni al valore, testimonianze, ricordi ecc.
Tutto il materiale sar restituito entro le 24 ore. Gradisco anche osservazioni, precisazioni, rettifiche e documentazione
aggiuntiva a quanto gi pubblicato.
Sono gi stati pubblicati i profili di Sebastiano e Secondo Trivellotto, Luigi Rizzotto, Giobatta e Leone Codemo,
Gustavo Costa, Pacifico Simioni e Giulio Mazzier.
Restano invece ancora incompleti e da compilare quelli di Spada Luigi, Buttol Angelo, Crescini Manlio, De Zordi
Giacomo, Bagatella Rinaldo, Garbin Gildo e Marchese Antonio.
Tutti questi nomi appaiono sul cippo dedicato ai Partigiani Alanesi uccisi tra l8.9.43 ed il 1.5.45 eretto in Piazza
Martiri.
Chiunque avesse documentazione o informazioni da fornire pregato di contattarmi in Piazza Martiri 10, tel.
333.6972275. Grazie!
Piero Piccolotto

Alle fronde dei salici


E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sullerba dura di ghiaccio, al lamento
dagnello dei fanciulli, allurlo nero

della madre che andava incontro al figlio


crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

10

ATTUALIT

PROGRAMMA
Venerd 3 luglio 2015

ore 20.00 presso il tendone Casa delle Associazioni di Alano di


Piave, esibizione del Coro Oio di Santa Giustina, della Schola
Cantorum di Alano, accompagnati da letture lettere dal fronte da
parte del Btg Feltre Plotone Esploratori.
Sabato 4 luglio 2015
ore 8.00 (a seguire ad ogni ora) ritrovo presso la Casa delle
Associazioni e salita a Malga Camparona. A seguire escursioni
guidate sui luoghi della Grande Guerra;
ore 15.00 Santa Messa al Cippo di Domador (Alta Val Calcino) in
ricordo e memoria di tutti i Caduti in guerra;
ore 17.00 deposizione corona al monumento Ugo Bartolomei, a
seguire visita al Museo Storico Territoriale di Alano;
ore 20.30 cena nel tendone Casa delle Associazioni di Alano
(in serata proiezioni di immagini e racconti della guerra nel
territorio Alanese)
Domenica 5 luglio 2015 - Cerimonia Ufficiale e Commemorativa delle
15 Medaglie d'Oro al Valor Militare
- ore 08.30 ritrovo in Piazza Martiri - Alano di Piave

PRESENZIA LA CERIMONIA IL PRESIDENTE NAZIONALE


A.N.A., FAVERO SEBASTIANO

- ore 9.00 Alzabandiera, ed inizio cerimonia ufficiale,


- a seguire corteo al Monumento ai Caduti, deposizione della corona ed Onore ai Caduti,
- ore 11.00 Santa Messa in chiesa,
- ore 12.30 "Rancio Alpino" nel tendone Casa delle Associazioni

Da Venerd sera a domenica sar in funzione presso la casa della Associazioni di Alano lo stand Enogastronomico.
Le 15 Medaglie dOro al Valor Militare sono le seguenti:

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13

S.Ten. BARTOLOMEI UGO


Ten. CAIMI GIUSEPPE
As. U. CIAMARRA ANTONIO
Cap. GUIDO CORSI
Cap. DI COCCO ALFREDO
Cap. MANLIO FERUGLIO
Aiut. JANNIELLO PASQUALE
S.Ten. MICHELINI TOCCI FRANCO
S.Ten. POLLA ARDUINO
Cap. RAPINO PANTALEONE
Ten. SASSO MARCO
S.Ten. ZERBOGLIO VINCENZO
Sold. ZUCCHI GIAN LUIGI

Fante Roma 27.11.1899


Alpino Milano 19.12.1890
Alpino Napoli 25.08.1891
Alpino Trieste 01.01.1887
Art. M. Popoli 01.06.1885
Alpino Preganziol 28.11.1892
Fante Frattamaggiore (NA) 9.02.1891
Alpino Cagli (PU) 28.02.1899
Alpino Venezia 06.09.1884
Fante Ortona (CH) 29.03.1889
Alpino Oliero di Valstagna(VI) 05.04.1896
Alpino Pisa 10.08.1898
Alpino Tradate (VA) 31.08.1900

Alano 24.10.1918
Ravenna 26.12.1917
Roma 23.10.1967
Valderoa 13.12.1917
Monfenera 18.11.1917
Val Calcino 12.12.1917
Porte di Salton 24.10.1918
Valderoa 27.10.1918
Belluno 27.10.1955
P.di Salton 15.06. 1918

Fontanel-Val C.-11.12.1917

Solarolo 24.10.1918
Valderoa 14.01.1918

ASTERISCO

Lortensia di Nadia
Zancaner

Un esemplare di ortensia, quello fiorito nel giardino di Nadia


Zancaner, a Quero, cui la foto non rende pienamente giustizia.
Una fioritura magnifica, dalle dimensioni straordinarie, per un
colpo docchio che lascia senza parole.
Ai lettori offriamo la possibilit di condividere questo spettacolo
della natura, grazie alla generosit di Nadia che ha voluto farci
dono di questa meravigliosa istantanea.
(foto di Renata Mazzocco)

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ATTUALIT

ASTERISCO

12

CRONACA

SCOPA ALLASSO

A Curto-Licini il Trofeo Rinaldo


(S.C.) Come da tradizione, il Parco del Piave
di Fener ha ospitato, marted 2 giugno, la gara
di scopa allasso organizzata dal nostro giornale, giunta alla sua trentatreesima edizione e
valida per lassegnazione del ventunesimo
trofeo intitolato alla memoria di Gianfranco
Rinaldo e offerto dalla famiglia.
Dodici le coppie invitate suddivise in due gironi, con le prime due ad accedere alle semifinali. La vittoria andata alla coppia formata da
Sandro Curto e Luigi Licini Cene (gi primi nel 2011 e nel 2012), che si sono aggiudicati tutte le partite.
In una combattuta finale hanno avuto la meglio
per due punti sulla coppia Aldivo LiciniGiuseppe Scarpa, spesso piazzati in vari tornei ma per la prima volta insieme. Ottimo terzo
posto, pari merito, per Piero De Faveri-Mauro
Mazzier e Raffaele Carelle-Giovanni Mondin.
Buono lesordio al Parco del Piave dei queresi
Massimo Mazzocco-Sergio Schievenin, reduci
dal successo al Ricci Bar, che hanno sfiorato la qualificazione con tre vittorie nel girone. Deludenti invece i veterani gi
vincitori di questo torneo Mario Berton-Amedeo Mondin, Franco Dal Canton-Alfonso Maschio e Paolo Piccolotto-Fortunato
Mondin con questultimo rientrato a difendere il titolo 2014 con un volo speciale dalla Thailandia.
Altre coppie partecipanti: Maccagnani-Veronese, Putton-Schievenin, Ferrario-Serafin e, maglia nera con tutte sconfitte,
Dal Canton-Secco.
Al termine, prima della pastasciutta, le premiazioni effettuate dalla presidente della Pro Loco di Fener Lorenza Segato e
dalla signora Silvana Cappelletto per la famiglia Rinaldo.

Notizie dalla Bocciofila Ponte Tegorzo


di Sandro Curto
Nel campionato a coppie di categoria D, disputato a Belluno e valido come qualificazione ai campionati italiani, ottimo
secondo posto di Armando Gerlin e Giuseppe Rech.
Meglio ancora andata alla terna della Tegorzo composta da Antonio Bronca, Armando Gerlin e Luigi Recchia che si
aggiudicata la gara qualificandosi per i campionati italiani di Cuneo.
Nel campionato a squadre, comitati di Belluno e Feltre, la Bocciofila Ponte Tegorzo si qualificata per le finali regionali a
Noventa di Piave.

Tennis: ad agosto il torneo Ceccotto


(S.C.) Dal 2 al 9 agosto i campi del Tegorzo ospiteranno il memorial Bepi Ceccotto di tennis. Le iscrizioni si raccolgono
direttamente allalbergo Tegorzo.

Laddio a Gianfranco Polloni


di Sandro Curto
Nelle scorse settimane Quero ha dato lultimo saluto a Gianfranco Polloni, classe 1943, imprenditore serio e benvoluto che, come giustamente ha sottolineato il parroco don Alessio nella sua omelia, ha dedicato la vita alla famiglia e al lavoro.
Stimato capo alla Querese, era poi entrato come socio nella Sovelamp e, a met degli anni
80, aveva fondato con la moglie Angela la Sistem, ditta tuttora in attivit che si occupa di minuterie metalliche.
Appassionato di calcio, era spesso presente nei campi locali a seguire le partite del figlio Fabio ed era tifoso della Fiorentina, tesserato col Viola Club di Feltre.
La famiglia, a cui vanno le nostre condoglianze, attraverso il Tornado ringrazia i numerosi presenti al funerale durante il
quale sono stati raccolti 480,00 euro destinati allassociazione Mano Amica di Feltre.

13

CRONACA

Dopo una vita dedicata alla famiglia ed al lavoro, ha lasciato la vita terrena per il cielo

Romeo Curto
di anni settantasei.

Originario di Santa Maria, da diversi anni Romeo abitava a Castions di Zoppola, in provincia
di Pordenone. Abbonato al nostro periodico, ci parso giusto ricordarlo per la sua bonariet
e umilt, dimostrate in tutta la sua vita terrena. Alla moglie Luciana Coronet giungano sentite
condoglianze, cos come alla figlia Roberta, al genero Antonio, ai nipoti Fabio, Davide e
quelli di S. Maria, unitamente a tutti i parenti.

Non piangete la mia assenza, sentitemi vicino e parlatemi ancora;


io vi amer dal cielo, come vi ho amato in terra.

Il 17 giugno scorso, dopo una repentina malattia di pochi mesi, ha lasciato la famiglia in punta di piedi
Franco e Mario co parte al treno
meteve i ociai, no par saldar a fil.
La luce las l p viva.
di anni 65.
Al destin al ve a fat ritrovar
Conosciuto da tutti, non solo a Quero, per la
sul binario de la serenit.
sua umilt e bonariet, disponibile con chi aveNoi che reston, ricordon.
va bisogno, Mario lascia nel dolore, oltre la
Pensar, ela qua
mamma, la moglie Graciela, il figlio Bruno, il
la piega giusta
fratello Sergio, la sorella Carla nipoti, cognati e
al novo stamp par ndar avanti.
parenti tutti. Sempre pronto a dare il suo aiuto, anche dopo essere andato
Laorar de precision, par po ndar
in pensione. Dalle sue mani sono uscite autentiche opere darte di ferro
fin iornada le man savea da fer
battuto. Presente nel volontariato, Mario ha collezionato oltre 50 donazioni
al disegno restea in te la mente.
di sangue, stato corista con la formazione canora di Alano di Piave, colAdes
co n sufion voi do
laboratore della Pro Loco di Quero. Egli ha prestato opera come nonno
se
sul
banco de laoro
vigile davanti alle scuole primarie di Quero e durante le feste di via To ofnesun
ve dar presa.
friva aiuto come custode dei parcheggi dauto. Tanta gente accorsa nel
Se
da qua i ve port via
giorno del funerale a salutarlo e per confortare i suoi cari, come ben ricorco na malatia
dato dalle parole dellomelia di don Alessio. Una rappresentanza di labari
las no ve mancher
dei donatori volontari di sangue era schierata per ringraziarlo di quanto
al temp de far na cantada.
fatto. Mario seguiva fedelmente il nostro periodico e ci uniamo alle condoglianze verso la famiglia e parenti tutti. Da questa pagine la famiglia rinGianni De Girardi
grazia quanti le sono stati vicini in questi tristi momenti. Un sentito grazie,
In ricordo di
particolare, ai medici ed operatori dellHospice Le Vette di Feltre, per le
Mario Faccinetto e Gianfranco Polloni
premurose cure prestate al caro Mario.
artigiani del ferro battuto

Mario Faccinetto

ATTUALIT
Riprendiamo
larticolo apparso
su Il Gazzettino
per segnalare la
bella iniziativa
del querese Erik
Schievenin,
titolare di una
etichetta
discografica che
ha deciso di
offrire i ricavi di
un CD a favore
della costruzione
di un ospedale in
Congo. Chi
volesse seguire
lattivit di questa
etichetta, pu
trovare in rete il
sito con relativi
podcast:
http://www.unbelievablerecords.com

14

CRONACA

Sabato 13 giugno, in patronato, lunica tappa bassofeltrina del MoFFe

A Fener Eppure soffia di Michele Boato


di Silvio Forcellini
Sabato 13 giugno il patronato di Fener ha ospitato lunica tappa bassofeltrina del
MoFFe - Monnezza Film Festival, la rassegna di appuntamenti dedicati allambiente
proposta da AriaNova e giunta alla sua settima edizione. Sala gremita (ma pochi i
locali) per assistere al bello spettacolo di Michele Boato Eppure soffia - Spifferi e
tempeste ecologiche in Veneto. Uno spettacolo multimediale - tra parole, immagini
e musica - che racconta 50 anni di storia veneta, una appassionata narrazione che
parte dal Vajont con la sua diga e arriva alla laguna di Venezia con le sue grandi navi,
passando per la Valle di Schievenin e il Col del Roro con le loro miniere. E poi la triste
epopea di Porto Marghera con il Petrolchimico e i morti da Cvm, la cementificazione del
territorio con gli innumerevoli capannoni e i mega-progetti (Expo2000, Tessera City,
Tav), linquinamento da concia ad Arzignano, da cromo a Tezze e da zinco a
S.Pietro di Ros, le alluvioni, il Mose Ma, anche, le molte battaglie vinte
Insomma, 50 anni di emergenze ambientali e 50 anni di mobilitazioni: da una parte le
tempeste, ovvero i disastri ambientali; dallaltra gli spifferi, ovvero le prese di
posizione dei cittadini che difendono il proprio territorio. Tutto questo al centro dello
spettacolo - tratto dallomonimo libro - di Michele Boato, da sempre tra i portabandiera
del movimento ambientalista veneto. Tra teatro e musica, dove voce, tromba,
contrabbasso, batteria e chitarra hanno accompagnato narrazione e immagini di un
territorio tanto ricco quanto martoriato da un progresso poco rispettoso ( stato ricordato che il consumo del suolo italiano
continua a crescere al ritmo del 7% annuo e che il Veneto - dopo la Lombardia - la seconda regione italiana per
consumo del territorio). Sul palco Michele Boato era affiancato da Toio e Sonia de Savorgnani, in qualit di voci narranti,
mentre il gruppo di bravissimi musicisti era composto dal trio jazz di David Boato (tromba), Rosa Brunello (contrabbasso)
e Nicol Romanin (batteria) e dalla cantante Luisa Pasinetti con Mauro Stella alla chitarra (eseguite, tra le altre, Come
profondo il mare di Lucio Dalla, Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano, Pin Floi dei Pitura Freska e, in
chiusura, Eppure il vento soffia ancora di Pierangelo Bertoli). Immagini e filmati erano invece curati da Dario Busetto.
Come ricordavo allinizio, lo spettacolo - che si svolto con la collaborazione del Comitato Col del Roro, della Parrocchia
e della Pro Loco di Fener - ha toccato anche largomento cave e miniere. Di seguito la parte relativa alla Valle di
Schievenin e al Col del Roro, entrambi interessati da progetti di escavazione: si tratta del diario della marcia 100mila
passi per la montagna e le sorgenti partita dai nostri comuni e arrivata fino a Venezia nel gennaio del 2008.
Venerd 18 gennaio 2008, ore 20: c gi un bel po di gente davanti al
bar Speranza (un nome un programma) di Schievenin, in attesa della
fiaccolata. C anche Marco Scapin da Pedavena, con la fisarmonica e la
sua banda, che suona unottima musica popolare. Paolo, Armando,
Antonello, Enis, Patrizia, Mauro e gli altri del Comitato Col del Roro
distribuiscono le fiaccole, raccomandando di restituirle perch serviranno
anche sabato e domenica sera a Treviso e Venezia. Ora nessuno dubita
che ci arriveremo, ma non stato facile convincere tutti a fare insieme
questa pazzia. Mi venuta in mente in ottobre, sentendo da Toio la
nuova orrenda minaccia: una miniera da 8 milioni di metri cubi, che si
aggiungeva allaltra: 4 milioni di marna da cemento richiesta dalla
Cementi Rossi di Pederobba (che significa decapitare per 80 metri daltezza il Col del Roro) contro cui il Comitato e il Cai
avevano organizzata la manifestazione del 6 maggio 2007. Ho proposto la pazzia intervenendo, in Palantina, alla marcia
in difesa del Cansiglio, l11 novembre scorso. Lentusiasmo dei presenti faceva pensare che lidea non fosse proprio
pazza. Ma tra il dire e il fare ci sono state decine di riunioni, le idee e limpegno di molte persone, centinaia di telefonate,
innumerevoli mail. Si parte al lume delle fiaccole, si raggiunge la famigerata cava, su cui stato presentato il progetto di
miniera di sali magnesiaci, in realt enorme cava a cielo aperto. E a due passi dalla presa dellacquedotto di
Schievenin, le sorgenti del Tegorzo, che d acqua a centinaia di migliaia di abitanti, in una cinquantina di paesi della
pianura veneta.
Sabato 19 gennaio 2008, da Mestre prendiamo il treno in cinque, a Montebelluna siamo una cinquantina sul binario per
Fener. Eccoci finalmente alla partenza; arriva il pullman con 50 abitanti di Alano, Quero e Schievenin. Leggiamo i giornali,
che danno molto spazio alla marcia. Altri scendono dal treno di Feltre, siamo almeno 200. Le due ragazze con lo
striscione di testa partono sparate, le rincorriamo, si arriva a Pederobba in anticipo, davanti alla Cementi Rossi, poi via
sulla Feltrina, a Cornuda ci aspetta, con la fascia tricolore, il sindaco ( il primo di una lunga serie) che ci esprime
appoggio ed ammirazione. Molti fanno foto e la marcia viene ripresa con la telecamera da Nic Pinton, giornalista
televisivo, che si fa tutti i 40 chilometri di sabato con noi, poi mette unottima selezione su Youtube alla voce Schievenin.
Arriva da Loria lambulanza dellassociazione Country Hospital con il dottor Massimo Falcoz; ci segue fino a Treviso e
lindomani a Venezia. Continuiamo a camminare di buon passo per Caerano; alle 13 siamo a Montebelluna. Davanti al
municipio ci aspettano ben dieci sindaci con la fascia tricolore: la sindaca di casa, Laura Puppato (eletta sullonda della
lotta popolare che ha bloccato un inceneritore, da poco confermata) ha preparato palchetto e microfono e, con gli alpini,
un abbondante ristoro. I sindaci di Alano, Trevignano, Istrana, Paese, Giavera, Valdobbiadene, Vidor, Segusino e

15

CRONACA

Pederobba in un quarto dora parlano tutti, comprese le tre associazioni capofila, Col del Roro, Cai (con Bruno
Zannantonio) ed Ecoistituto. Assenza, molto pesante, del sindaco di Quero. Altre decine di persone si aggiungono: siamo
almeno 300; si riparte lungo la Feltrina. Passiamo per Falz e ci fermiamo a Paese, uno dei luoghi pi martoriati dalle
cave. In piazza ci aspettano il sindaco e un buon numero di persone con PaeseAmbiente. Lungo la strada troviamo tre
cave enormi come crateri. Altri si aggregano qui e a Monigo, dove, allimbrunire, si distribuiscono le fiaccole. Entriamo a
Treviso in tantissimi, almeno 400, facciamo risuonare di slogans (Ambiente s, Miniere no) la magnifica Porta Santi
Quaranta. Si aprono due grandi striscioni, uno del Comitato ed uno giallo, portato da un gruppo di scalatori della palestra
di roccia di Schievenin con una scritta enorme Miniere NO. Dopo tanti chilometri percorsi quasi in silenzio, a Treviso
canti e slogans si fanno incalzanti, fino allIstituto Ricatti, dove ci aspetta lassemblea conclusiva della prima tappa. Le
scale ci tagliano definitivamente le gambe; ho paura che lindomani met dei partecipanti diano forfait (invece non
succeder). Laula magna, enorme, si riempie, molti devono stare in piedi. Luana Schievenin, a nome del Comitato,
riassume gli obiettivi della marcia. Bepi Cappelletto sottolinea le motivazioni del Cai Veneto; io leggo i versi scritti quel
giorno, mentre si camminava:
Da Schievenin a Venezia
Piccola valle di sogno / montagna accogliente / che scendi in pianura, / Schievenin col Tegorzo / sorgente purissima, / la
sete di fresco silenzio ristori. / Una mano rapace / minaccia la valle / milioni di sassi, dissesto, / migliaia di camion,
rumore, / le acque inquinate. / Per trenta denari / il Grappa tradito. / Uniti, facciamo / centomila passi, / dal monte in
laguna. / Li abbiamo fermati, / la valle respira.
Seguono brevi interventi dei politici che ci sostengono. Siamo tutti con le gambe a pezzi. Arriviamo in treno a Mestre
camminando come Charlot. E domani?
Domenica 20 gennaio 2008. Sveglia alle 7, dopo aver dormito nove ore mi ritrovo le gambe quasi come nuove; telefono
ad altri e mi dicono lo stesso. Bene. Il Gazzettino di Treviso dedica alla marcia la prima pagina con foto dellentrata in
citt, la Tribuna ci riserva la pagina di Montebelluna con foto dei sindaci. Alle 8, davanti alla stazione di Treviso circa 200
persone. Da Schievenin di nuovo un pullman pieno; stavolta c anche Vittorio lerborista. Un giovane batterista della
Scuola di Musica di Silea si fa sentire alla grande, poi si parte, dal cavalcavia, imboccando il Terraglio. I vigili ci lasciano
occupare unintera corsia. A Preganziol ci aspetta una decina di persone che si aggregano con lo striscione degli
Ecovolontari di Marcon. Arriva la Rai: il servizio, molto ricco, va in onda alle 14. La Rai ci aspetta allarrivo a Venezia,
riprende la fiaccolata da Piazzale Roma alla stazione, il coro Fanis e la lettura delle mozioni. Il servizio viene trasmesso
tre volte, domenica e luned. Arriviamo alle 11 a Mogliano: ci aspettano davvero molte persone, in parte del posto, in parte
venute da Mestre per partecipare alla fase finale della marcia. Stiamo per ripartire, quando ci raggiunge il giovane sindaco
che, in fascia tricolore, esprime un appoggio entusiastico. Arriviamo a Mestre quasi alluna, in Piazza Ferretto troviamo
una cinquantina di persone, molte bandiere del Wwf. Venti minuti per riposarsi, poi in marcia da Piazza Barche, lungo il
Canal Salso, sul cavalcavia di S.Giuliano e i cinque chilometri del ponte. Qui, di solito, c la crisi per chi fa la Venice
Marathon. Noi invece via dritti, arriviamo in anticipo a Piazzale Roma. Lungo il ponte, giunte a piedi da Venezia, ci
raggiungono una decina di persone e altrettante ci aspettano in Piazzale Roma. Accendiamo le torcie. Formiamo, con gli
striscioni sui gradini, un enorme cerchio davanti alla stazione. Leggiamo le due mozioni presentate in consiglio regionale:
una contro i due progetti di Schievenin e Col del Roro, laltra per una moratoria di tutte le miniere, finch una legge
regionale le equipari alle cave che (a differenza delle miniere) sono vietate nelle aree protette, come il Massiccio del
Grappa. La conclusione spetta al coro Fanis di Venezia, con cui cantavo gi nel lontano 1966: eseguiamo due splendide
composizioni del maestro Bepi De Marzi, amante della natura, La sisilla e Benia Cala storia, un triste ritorno nel nato
paese di montagna, diventato irriconoscibile. E ci che non vogliamo accada ai paesi di Schievenin e Campo.
Finalmente anche i giornali di Venezia parlano della marcia; ora bisogna arrivare nel cuore del Consiglio regionale. Ci
andiamo, con una folta delegazione, mercoled 23 gennaio 2008: incontriamo i rappresentanti di quasi tutti i gruppi
politici, che esprimono pieno appoggio alla nostra causa, impegnandosi a votare le mozioni. Parlando con vari altri
consiglieri ho la netta sensazione che tutto il consiglio sia pronto a votare contro le miniere. Ma, a sorpresa, arriva
l'assessore regionale allambiente, Chisso; prende la parola e dichiara senza mezzi termini Blocchererno questo
obbrobrio, le miniere non saranno autorizzate. Facciamo un applauso per sottolineare limportanza di questa
dichiarazione. Ha laria di una grande vittoria, ma aspettiamo i documenti ufficiali.

ATTUALIT

Il 4 luglio Gran Fiesta Latina


al Parco del Piave di Fener
Il Parco del Piave di Fener ospiter,
sabato 4 luglio a partire dalle ore
17.00, la Gran Fiesta Latina,
promossa dalla Pro Loco in
collaborazione con il Kangur Bar e
Chicho Fiesta Entertainment. In programma musica, con Dj Felipe Abreu
(El Poder Latino) e Dj Raulin, e animazione, con Peter & Giuseppe. La
cucina, invece, sforner per tutta la serata piatti tipici della Repubblica Dominicana. Previsti anche balli di gruppo.

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COME ERAVAMO

Il Monte
Cornella

di Alessandro Bagatella
Con questa foto, scattata da
Fotostudio Resegati di Quero negli
anni 60/70, propongo ai lettori la
vista di quanto era stato costruito dal
Professor Bressa, facoltoso
antiquario di Venezia, sulle pendici
del Monte Cornella. Spero di fare
cosa gradita anche al gruppo Alpini
di Quero, che impegnato nel
ripristinare e mantenere in ordine il
luogo, salvando quanto non stato
distrutto dai vandali. Certamente non
si potr pi ammirare loriginaria
bellezza di questi monumenti,
costruiti allora con maestria e
pazienza da abili artigiani.

CRONACA

La Schola Cantorum di Alano allEXPO


Le strade principali che attraversano EXPO sono principalmente due e sono disposte a croce. La pi corta, il braccio della croce, chiamata CARDO ed arrivando dalla entrata Merlata, o ingresso sud (quella pi semplice per noi) ti trovi
proprio allinizio di questa strada dove in fondo alla stessa si pu subito intravedere la sagoma del notissimo albero della vita e in poche centinaia di metri ci
arrivi proprio sotto. A destra e a manca della via un susseguirsi di padiglioni
ove varie regioni italiane presentano le eccellenze dei loro prodotti. A met della via, Piazza Italia, e qui lincrocio con
la strada pi lunga (quasi 2 km.) chiamata DECUMANO e lungo questa
strada i padiglioni dei vari paesi partecipanti, si entra, si visita il padiglione
scelto quindi si passa al successivo, tutti cercano di attrarti con effetti speciali e ci riescono!. Da visitare sotto questo punto di vista metterei allapice
senzaltro il Giappone, a cui seguiranno Austria, Cile, Marocco, Qatar, e tantissimi altri tutti molto piacevoli. Bellissimo il padiglione del Kazakistan un
paese tanto lontano e disperso, ma allavanguardia e che nel 2017 ospiter
lEXPO e qui a Milano ha dimostrato di essere certamente allaltezza
dellimpegno che si assunto! A met strada del DECUMANO, in centro alla
via una teca in vetro di circa 1,70metri per 80 cm. contenente una grande quantit banconote e monete provenienti da
vari paesi del mondo e qui attraverso delle fessure sul vetro possibile effettuare la propria offerta a favore della popolazione del Nepal recentemente colpita da uno
spaventoso sisma, ...il
padiglione purtroppo era
chiuso.
Lungo il viale 15 tra i ristoratori della regione
Lazio troviamo la nostra
concittadina che a Terracina gestisce la enoteca
St. Patrick, che abbiamo
trovato ancora sulle pagine del Tornado. Accoglienza ottima e generosa della nostra Ivana
(Treboti) tanto che non
sapeva pi cosa offrirci
per la contentezza di vedere in una sola volta
tanti paesani tutti insieme
(ci eravamo dati appuntamento in quel luogo prima di ripartire verso il pullman per il rientro). Questa una estrema sintesi di una giornata molto ricca di soddisfazioni e che certamente da consigliare a tutti.peccato che passi molto in
fretta e non ti lasci il tempo di visitare tutti i padiglioni, ma bisogna anche sapersi accontentare!
Giannino

17

ATTUALIT

LETTERE AL TORNADO

Inter Club Fener


Tesseramento
2015/2016
iniziata la campagna tesseramento per la
stagione 2015/2016: per i soci Senior la quota
fissata 22,00 mentre per i soci Junior la quota
fissata i 10,00 (fino 14 anni).
Ad entrambi gli associati sar consegnata la
Tessera e una sciarpa (modello Mancini).
Inoltre con laffiliazione viene riconosciuta al socio
una serie di condizioni quali: sconto del 19% sulla
maglia ufficiale, sconto di 5,00 sul primo anello
Verde, Arancio e Blu dello stadio Meazza, partite
dedicate a prezzi vantaggiosi, e molto altro che si
pu trovare sul sito.
La tessera pu essere sottoscritta presso la sede
HR Tegorzo, oppure Caffe Tegorzo And Co, Bar
Piave Carpen, Bar Alpino Sovramonte e Disco Bar
4 Ruote Arten e sul nostro sito internet.
Ulteriori informazioni su sconti e agevolazioni le
trovi su www.interclubfener.it.
In collaborazione con lIC Cornuda si organizza
una gita a Brunico Riscone
presso il ritiro estivo dellInter
per Venerd 10 Luglio.
Info www.interclubfener.it

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COME ERAVAMO

Ricordi di Oreste Dalla Piazza


di Sandro Curto

Dal nostro abbonato di Uson (o forse sarebbe


meglio dire di Madal) Oreste Dalla Piazza riceviamo e pubblichiamo queste belle foto risalenti al periodo fra la fine degli anni 50 e
linizio degli anni 60.
In una, scattata di fronte alla Locanda Alpina di Alano, troviamo, reduci da una battuta di caccia alla lepre, Pio Mondin
Badero, Luigi Mondin Badero e Angelo Collavo; ad osservarli il titolare del bar Gianni Tessaro.
In quella con la carcassa di unautovettura ci sono Oreste Dalla Piazza, Mario
Clori Fugazza ed Elso De Faveri (deceduto).
Nella terza, scattata a Colmirano davanti alla mitica osteria delle Pinte poi
Berra ed infine Belvedere, ci sono, da sinistra sulla moto, Oreste Dalla
Piazza, Lorenzo Collavo e Giuseppe Biz.

Colmirano, primi anni Cinquanta


(s.for.) Questa bella foto di gruppo (a sinistra) stata scattata nei primissimi
anni Cinquanta nella piazzetta di Colmirano, proprio davanti allosteria da Basn. Riconoscibili Irma Tessaro (la prima da sinistra), che gestisce ancor oggi
il locale, e sua sorella Oliva (la seconda da destra). Il bambino in prima fila
allestrema destra Luigi Tessaro, originario di Balzan ma oggi residente a
Fener, che ci ha dato la foto. Dietro di lui, sua sorella Emilia. Lasciamo ai nostri lettori il compito di riconoscere gli altri bambini.

La scuola
professionale
di Quero (1964)
(s.for.) Questa foto (a destra), dataci dal
nostro affezionato lettore Luciano Spada, si riferisce a una Festa degli Alberi
del 1964 che aveva coinvolto gli studenti
della sezione staccata di Quero
dellIpsia (Istituto Professionale di Stato
per lIndustria e lArtigianato) Carlo Rizzarda (quella che un tempo veniva definita scuola professionale, che seguiva
all avviamento). In piedi, da sinistra: don Ireneo, Sergio Mondin, Giuliano Ceccotto, Luigi Dal Canton, Lino De Paoli,
Luigino Codemo, Flavio Durighello, Bruno Miuzzi, Zanin di Valdobbiadene, Viviani di Pederobba, Silvano Andreazza e
Primo Franzoia. Seduti, da sinistra: Flavio Zatta, Angelo Collavo, Emilio Pisan, uno di Valdobbiadene, Francesco Pisan,
due di Segusino, Bruno Andreazza, uno di Quero, Luciano Spada, Adelchi Viale e il professor Miglioranza (preside). Accosciati, da sinistra: Gatto di Segusino, Giovanni Codemo, il professor Dino Tessaro (laboratorio), Bruno De Paoli, Pacifico Simioni, Roberto Vidal e Luigi Licini Cene.

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Unione dei Comuni


Sette Ville

Comune
di Alano di Piave

Comune
di Quero Vas

giugno - settembre 2015

TEATRI DI GUERRA
https://www.facebook.com/teatridipacealanoquerovas
Venerd 26 giugno

ore 21 Cartiera di Vas

Rwanda, Dio qui

teatro civile con Marco Cortesi e Mara Moschini

info: liberopensiero1@live.it www.facebook/liberopensiero7.it

Domenica 28 giugno

ore 7.00 Piazza Martiri Alano di Piave partenza per Camparona per esperti
ore 9.00 Malga Camparona in Comune di Alano di Piave

Escursione Storico-naturalistica per tutti


ore 14.30 Malga Camparona

Mario e Bruno in concerto

canzoni e racconti bellunesi tra presente e passato.

info: 3385298038 - 0439.779623 info escursione: 403320412

Venerd 3 luglio

in Cartiera di Vas

La cartiera di Vas: Passato, presente, futuro

dalle 15.00 Presentazione della storia, degli interventi di recupero e riqualicazione


e del progetto di gestione e valorizzazione degli spazi pubblici dellex Cartiera.
ore 21.00 Concerto dei Fifty Fifty rock a 360 con F. Mazzoni e L. Arrighini
info: 349.3838378 lacharta@libero.it

Venerd 3 luglio

ore 20.00 Casa delle Associazioni Alano

Cori Alpini, letture lettere e poesie dal fronte


info: www.prolocoalano.it

Sabato 4 luglio

dalle ore 8.00 - Casa delle Associazioni Alano di Piave

Visita guidata ai percorsi della grande guerra sui monti Alanesi


A seguire Commemorazioni, visita al Museo Storico Territoriale di Campo
e cena presso la Casa delle Associazioni di Alano. Info: www.prolocoalano.it

Sabato 4 luglio

in Cartiera a Vas

La cartiera di Vas: Passato, presente, futuro

ore 9.30 Convegno Associazione Italiana Per il Patrimonio Archeologico Industriale.


ore 15.00 Tavola rotonda: Dalla conoscenza alla gestione del patrimonio industriale.
Ore 21.00 Cartabianca con il Coro di Stramare diretto dal maestro G. Borin.
info: 349.3838378 lacharta@libero.it

Domenica 5 luglio 2015

ore 8.30 Alano-Sede Municipale

Luoghi e percorsi della Grande Guerra

Cerimonia commemorativa e pranzo presso la Casa delle Associazioni.


Info: www.prolocoalano.it

IncontroLUCE!
da luned 6 a venerd 10 luglio
ad Alano di Piave, Quero e Vas

Laboratori per la costruzione di spettacolari lanterne

laboratori per tutti con gli aristi di ARTiculate Collective


marted e mercoled dalle 11 alle 13 ad Alano e dalle 15 alle 17 a Quero
luned, marted, gioved e venerd sera in Cartiera a Vas
ARTiculate un gruppo di artisti inglesi. Artisti visivi, poliedrici capaci di trasformare
i luoghi, le emozioni, i pensieri attraverso azioni e spettacoli ricchi di atmosfere e di luce.
Info e iscrizioni:Biblioteche di Alano, Quero e Vas

Domenica 5 luglio 2015

in Cartiera a Vas

La cartiera di Vas: Passato, presente, futuro

ore 9.30 [Ca(r)(n)tiere ]. Lo spazio dellex Cartiera come opportunit...


ore 18.00 Palingenesi . Inaugurazione mostra fotograca di Fabio Zonta
ore 19.00 aperitivo con visita guidata alla Cartiera
ore 21.00 Luci, ombre e corti di animazione
ARTiculate collective si presenta! Artisti in movimento incontrano il pubblico.
info: 349.3838378 lacharta@libero.it

Venerd 10 luglio

ore 21.00 San Vittore Alano di Piave

Veronica Gonzales Cera due volte un piede

Uno spettacolo unico al mondo proposto da una grandissima artista che usa
i piedi, le gambe, il corpo, per animare i suoi pupazzi.
info: noialtriasanvetor@yahoo.it

Domenica 12 luglio

ore 21.00 partenza da Quero: Sagra dei Scios e da Alano: Piazza di Colmirano della

grande parata di luce con ARTiculate!

Straordinarie lanterne illuminano la notte per camminare insieme


e incontrarsi a San Valentino, una festa per tutta la comunit!
Musica itinerante con gli Orsi popolari e la Banda cittadina di Alano.
info: biblioteca.alano@feltrino.bl.it e biblioteca.querovas@feltrino.bl.it

Venerd 17 luglio e Marted 28 luglio


ore 17.30 Localit San Valentino Quero

StorieCoccole nel bosco

per mamme, pap e bambini piccolini con Simone Carnielli


ci si pu portare una coperta per sedersi comodamente sul prato.
info: biblioteca.alano@feltrino.bl.it e biblioteca.querovas@feltrino.bl.it

Venerd 17 luglio

ore 21.00 Sagra dei Scios a Quero

Nuovo Fronte del Vasco in concerto


info: 338 7633633 vittorio.schievenin@alice.it

Sabato 1 agosto

ore 16.30 Via Campagna Sud, Palestra di Quero partenza della Camminata della Memoria
ore 20.30 San Valentino Quero

Il testamento del Capitano:


Massimo Bubola in concerto
info: 338.7633644 3385298038

da Gioved 30 luglio a Domenica 2 agosto


al Parco del Piave di Fener - Alano di Piave

RESET music Festival

musica dal vivo con OSC2X Bologna, Alex Banks UK, Appaloosa Livorno
Willie Peyote featuring Frank Sativa Torino, TOOT Roma,
Bifolchi Livorno, Muiravale Freetown Terracina, La Pulqueria Valencia

info: liberopensiero1@live.it - www.facebook/liberopensiero7.it - www.liberopensiero.org

BIBLIOTECA ALANO DI PIAVE


biblioteca.alano@feltrino.bl.it - tel. 0439 778718
luned 15.00-18.00
mercoled 9.30-12.30 e 15.00-18.00
venerd 15.00-18.30

BIBLIOTECA QUERO

biblioteca.querovas@feltrino.bl.it - tel. 0439 787097


marted 9.30-12.30 e 16.00-19.00
gioved 14.30-18.30
sabato 10.30-12.30

BIBLIOTECA VAS

biblioteca.querovas@feltrino.bl.it - tel. 0439 780270


luned 16.00-18.30
mercoled 16.00 -18.00,
sabato 9.00-10.30
Unione Sette Ville - Comuni di Alano di Piave e Quero Vas
Biblioteche di Alano di Piave e Quero Vas in collaborazione con:
Gruppo Alpini Valderoa Alano di Piave, Bambabambin, Banda Cittadina di Alano
NoiAltri a San Vetor, Libero Pensiero, LaCharta, Pro Loco Alano di Piave, Pro Loco di Fener,
Pro Loco di Quero, Associazione Fanti Sezione Alano e Quero Vas, Comitato Festeggiamenti San Valentino,
Btg Feltre Plotone Esploratori, GS Alano, Protezione Civile di Alano e Quero.
Iniziativa dellaccordo di programma tra Regione Veneto e Unione Sette Ville
Festival del Paesaggio

Domenica 2 agosto

per tutto il giorno al Parco del Piave di Fener

Fstival al Reset Music Festival: ResetKIDS!

una giornata di spettacoli e intrattenimenti per tutti con


Teatro Tages, Manovella circus e il FiloArmonico - marionette e organetto da Cagliari
Gemy, Sirqus - mimo, funambolismo, giocoleria acrobatica, equilibrismi da Milano
Le Schegge Impazzite Del Reggae Circus di Adriano Bono con musica e Arte circense da Roma
info: liberopensiero1@live.it - www.facebook/liberopensiero7.it - www.liberopensiero.org

Sabato 22 e Domenica 23 agosto

Quattro passi in amicizia


info: 3928975341

Domenica 20 settembre

passeggiata storica a Malga Camparonetta

Parco della Casa delle Associazioni di Alano di Piave


i bambini e i ragazzi

Saranno campioni gare in bicicletta per


info: Stefano 3407132452

Domenica 27 settembre

ore 9 e ore 10 palestra comunale di Alano di Piave partenza del

Giro delle fontane passeggiata alla scoperta di antiche fontane


info: www.prolocoalano.it

20

CRONACA

Domenica 17 maggio la visita guidata allopera di presa e alla centrale idroelettrica

Fener, Consorzio a porte aperte


articolo e foto di Silvio Forcellini

Risale al 1436, per decisione della Repubblica Serenissima, linizio dei


lavori del canale derivatore Brentella, ultimati 10 anni dopo; passarono poi circa 500 anni prima di edificare, tra il 1926 e il 1929, lopera di
presa di Fener come la vediamo oggi; di pochi anni fa infine, tra il
2009 e il 2010, la costruzione, allaltezza dello scaricatore del bacino di
calma, di una centrale idroelettrica.
Queste e altre le notizie fornite agli oltre cento visitatori che, domenica
17 maggio in occasione della Settimana Nazionale della Bonifica e
dell'Irrigazione, hanno approfittato dellapertura al pubblico dellopera
di presa e della centrale idroelettrica di Fener, entrambe gestite dal
Consorzio di Bonifica Piave cos come il canale derivatore Brentella.
Proprio dalla storia del Brentella ha preso il via il racconto dei due valenti ciceroni, lingegner Gabriele Mereu, tecnico del Consorzio di
Bonifica Piave, e Gioacchino Conte, responsabile della struttura fenerese. Venezia, tra il XV e il XVI secolo, incominci a prestare maggiore
attenzione allo sviluppo del proprio entroterra e, nellalto trevigiano, fu
allora intrapresa la costruzione del canale Brentella che tanta importanza ha avuto e ha per lo sviluppo economico, sociale e insediativo
dellalta pianura. La situazione complessiva del territorio interessato
dal passaggio del canale non doveva essere certo felice se si considera che la sua costruzione fu richiesta al senato veneziano dai rappresentanti di Treviso pel bene generale di tutto il territorio nostro trevisano, poich la campagna vi aridissima e perci sterile e fu perorata
dai due savi Foscari e Bembo poich con questa comodit delle acque, molte famiglie vi si ridurranno ad abitare e le campagne sterili ed
incolte facilmente ridurranno a facilit di biade, di vini, di strami e di bestiami. Si pensi quindi alle condizioni generali della campagna tra il
Curogna, il Muson, il Sile e il Piave, servita dal nuovo acquedotto.
Esso era cos chiamato perch la derivazione aveva lo scopo primario
di dissetare gli uomini e di abbeverare il bestiame; solo la sovrabbondanza dacqua poteva essere utilizzata per l'irrigazione dei campi. Dopo 10 anni dal 1436, i lavori erano compiuti per la parte che riguardava
il canale derivatore, pur permanendo grosse difficolt in relazione
allopera di presa e allintersezione con il Curogna (problema,
questultimo, risolto nel 1754).
La proposta di unopera di presa stabile dal Piave fu invece riconsiderata solo nel 1911 dalla Presidenza del Consorzio, che affid all'ingegner Guido Dall'Armi l'incarico di aggiornare un precedente progetto
Bucchi-Dall'Armi del 1881. La Grande Guerra fu per causa di interruzione e, al tempo stesso, di notevoli danneggiamenti. Al termine di
questo catastrofico evento si procedette finalmente alla costruzione
dellattuale manufatto di presa di Fener, basandosi su un progetto definitivo sempre dellingegner DallArmi che integrava i precedenti. Edificato tra il 1926 e il 1929, il risultato di una concomitanza di avvenimenti che, concentratisi, risolsero una situazione di precariet della
presa stessa perdurante da circa cinque secoli. Fino a quel momento
(escludendo una presa pi stabile costruita al Molinetto nel 1919, subito dopo la fine della guerra), la presa era un manufatto artigianale,
composto da un edificio di struttura rustica per le paratoie vere e proprie e di una traversa perpendicolare al Piave composta da treppiedi in
legno conficcati sul greto, nei quali venivano innestati dei fasci di rami
(a volte mais o, addirittura, steli di canapa) che servivano a fermare la
corrente e a convogliarla alla presa. Il 1929 (anno del completamento
dellopera di presa di Fener) segna dunque il passaggio da una derivazione precaria a una affidabile e, quindi, a un beneficio certo e duraturo
per tutto il territorio interessato. La nuova opera di presa di Fener fu
inaugurata il 22 novembre 1931 da Sua Altezza Reale Amedeo di Savoia Duca dAosta; giusto ottantanni dopo (e non cinque secoli dopo), l8 maggio 2011, stato invece Luca Zaia, governatore del Veneto, a inaugurare la nuova centrale idroelettrica di Fener.

21

CRONACA

Insomma, questa iniziativa denominata Consorzio a porte aperte e


riservata agli appassionati e alle famiglie, si rivelata un connubio insolito tra paesaggio, archeologia industriale e tecniche moderne, ma
soprattutto una bella e interessante esperienza. Di seguito, una descrizione - che mi auguro semplice ma esauriente - delle due opere sopra
citate.
LOPERA DI PRESA DI FENER
La presa composta:
da una diga di pianta a mezzo imbuto schiacciato, lunga 326
metri e larga 4. La cresta collocata a un livello medio di 1 metro sopra le ghiaie del fiume. Inclinata e smussata per il defluire
della corrente e delle ghiaie, rivestita in blocchi di pietra di
Schievenin (ad eccezione della cresta, corrodibile, che in porfido della valle del Cismon). La gettata di valle stata prudenzialmente prolungata in modo di evitare il profilo trasversale e
di evitare scalzamenti al piede della struttura.
da uno sghiaiatore o callone costituito da due luci libere, ciascuna di 22,50 metri, munite di paratoie automatiche a settore;
ha la soglia della larghezza di metri 13,40, divisa in due parti
dal battente delle paratoie. Anche qui i rivestimenti si differenziano a seconda dellusura prevista. La luce netta dello sghiaiatore di metri 45, per cui prima che il fiume abbia a stramazzare deve raggiungere una portata morbida superiore ai 600
mc. Le spalle e la pila si elevano allaltezza di 7 metri sopra il
callone e su di esse poggiano i pozzi in cemento armato, uno
per ogni estremit delle paratoie, nei quali scorrono i contrappesi per la manovra automatica delle paratoie stesse. Sopra di
questi collocato il serbatoio contenente lacqua necessaria alla manovra. Il delicato sistema di contrappesi e valvole permette il controllo automatico del pelo dacqua.
da un manufatto di presa/bacino di calma e scarico di fondo; il
manufatto di presa lungo 35 metri, largo 6,50 e costituito da 7
bocche della luce netta di 4,25 metri ciascuna. Si trova appoggiato allestremit destra dello sghiaiatore. Sopra, nei due piani
delledificio sono ricavati i vani di ispezione delle paratoie (al
primo piano) e il vano di manovra delle stesse (al secondo, dove sono siti i tre motori elettrici che alzano o abbassano le paratoie, manovra eseguibile anche a mano). Segue il bacino di
calma, della superficie di circa 2000 mq, destinato a trattenere
le materie solide trasportate dal fiume e che nonostante tutto
siano riuscite ad oltrepassare le paratoie. Il bacino munito di
5 bocche di scarico (caratteristiche originali) della luce, ciascuna, di metri 1,90. Al lato ovest del bacino, ricavato lincile del
canale di derivazione.
L'IMPIANTO IDROELETTRICO Di FENER
L'attuale opera di presa di Fener deriva dal fiume Piave una portata
massima di 35,8 m3/s e minima di 16,2 m3/s, assicurando acqua a
paesi e campagne dellalta pianura trevigiana, e fino ad un massimo di
14 m3/s per conto dell'Enel a fini idroelettrici, restituiti in Piave a Nervesa. La derivazione ha luogo in destra idraulica del fiume, immediatamente a monte di
una traversa di sbarramento che consente
di derivare in un apposito bacino di calma la
portata concessa. Nello stesso bacino confluisce la portata turbinata dalla Centrale
Enel di Quero e, dallo stesso bacino, il canale derivatore Brentella preleva a sua volta la portata di concessione.
L'idea della centrale risale al 2001 quando lAutorit di Bacino, quale Ente preposto alle attivit
di pianificazione del fiume Piave, ha individuato la portata di rispetto che il Consorzio in ogni
caso obbligato a rilasciare come deflusso minimo di rispetto (DMR) presso lopera di presa di
Fener. Tale portata, variabile nel corso dellanno, veniva rilasciata in Piave a valle della traversa di sbarramento attraverso lapertura di una apposita paratoia. Attraverso tale paratoia veniva

22

CRONACA

scaricata, oltre al DMR, anche la portata in eccesso rispetto a quella convogliabile secondo concessione tramite il canale
derivatore Brentella.
L'impianto idroelettrico di Fener, ora ultimato, utilizza il salto di 4,50 metri e la portata di scarico prima smaltita tramite la
paratoia di controllo sopra citata, producendo energia elettrica pulita (da fonte rinnovabile). La centrale - la cui tipologia
architettonica rispecchia quella generale degli edifici presenti nel complesso dellopera di presa - stata ricavata in seno
al preesistente manufatto e deriva le acque dal bacino di calma per utilizzarle nelle apparecchiature di produzione, installate in un apposito edificio adiacente alla preesistente cabina di comando delle paratoie, oggi dismesse. La portata derivata turbinata da due macchine di tipo Kaplan (a elica) accoppiate ciascuna ad un generatore sincrono a magneti permanenti, e viene successivamente restituita nell'alveo dei fiume Piave immediatamente a valle del preesistente scarico, passandovi sotto.
Queste alcune tra la caratteristiche salienti dellopera: portata media 17.800 l/s; potenza nominale 785,29 kW; portata minima sfruttabile 6 m3/s; portata massima sfruttabile 34 m3/s; produzione media annua 5.500.000 kWh.
Tra le opere accessorie costruite nelloccasione, anche una nuova scala di risalita per i pesci, che garantisce in modo
pi efficace la continuit biologica del fiume, in accordo con la Provincia di Belluno.
I benefici dell'impianto di produzione idroelettrica di Fener si possono cos sintetizzare: produzione di energia pulita sufficiente a soddisfare i consumi di 2.000 famiglie; miglioramento della continuit biologica del fiume; canoni per Regione/Provincia/Comune; riduzione dei costi irrigui (i nuovi impianti irrigui risparmiano acqua, ma consumano energia per i
sollevamenti).

Nelle foto sopra, un esempio di una vecchia opera di presa (a sinistra) e di una diga artigianale per convogliare lacqua
verso lopera di presa (a destra). Nelle pagine precedenti, le foto scattate a Fener domenica 17 maggio in occasione di
Consorzio a porte aperte: 1) le cosiddette porte viste da valle; 2) il manufatto di presa; 3) le porte viste da monte; 4)
limpianto idroelettrico; 5) la diga; 6) il canale Brentella; 7) il bacino di calma e la condotta proveniente dalla centrale
Enel di Quero; 8) linterno del manufatto di presa, con i macchinari per alzare o abbassare le paratoie; 9) una delle due
turbine allinterno dellimpianto idroelettrico. Sotto, la pianta della intera struttura fenerese e una foto, scattata dal Monfenera nellagosto del 1956 da Bepi Cargnelli, relativa allopera di presa di Fener.

23

LETTERE AL TORNADO

Nozze di diamante per Onorina e Liberale


Il 1 marzo scorso, attorniati da parenti ed
amici, hanno festeggiato i loro 60 anni di vita
insieme Onorina e Liberale Errandi (nella
foto a sinistra). Un pilastro fondamentale per la
nostra famiglia e un gran insegnamento di vita
per il grande amore e rispetto reciproco che li
ha sempre distinti. Grazie per tutto quello che
ci avete insegnato !!!
I FIGLI
"Sessant'anni di matrimonio, sembrano tanti,
ma giorno dopo giorno siamo andati avanti e
con i figli e la figlia abbiamo formato una grande famiglia. Un pensiero agli amici incontrati
nel lungo sentiero, con cui abbiamo scambiato
stima e affetto sincero".

Chantal Pincin si presenta


Chantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembre
2014 per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, da
poco residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda un
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.

I limoni e i tulipani
di Aldo Rizzotto

Nozze di diamante per Onorina


Nozze
e Liberale
di diamante per Onorina
Nozze
e Liberale
di diamante per Onorina
Nozze
e Liberale
di diamante per Onorina
Nozze
e Liberale
di diamante per Onorina
Nozze
e Liberale
di diamante per Onorina e Liber

Spettabile Tornado, sono Aldo Rizzotto (Aldo


Eriko, per i queresi di una volta), querese doc. Abito a Castelfranco con mia moglie Giovanna Mazzocco Romin, dove
sono tornato dopo 25 anni in Svizzera. Se vi pare di pubblicarla, vi mando questa foto (a sinistra). Sono tra i miei limoni in
vaso (solo una parte, sono quattordici piante in tutto) e i miei tulipani. Ho visto la foto del mio coscritto Giuseppe Gambalonga Qui non c la temperatura di Sanremo ma, come si vede, qualcosa sono riuscito a fare anchio. Saluti a tutti i
queresi, aspetto sempre con ansia larrivo del giornale che leggiamo volentieri, io e la moglie. Saluti inoltre a tutta la redazione
del Tornado e a tutta la Pro Loco.
Chantal Pincin si presenta Chantal Pincin si presenta Chantal Pincin si presenta Chantal Pincin si presenta Chantal Pincin si presenta Chantal Pincin si presenta
Il 1 marzo scorso, attorniati da parenti ed
amici, hanno festeggiato i loro 60 anni di vita
insieme Onorina e Liberale Errandi (nella
foto a sinistra). Un pilastro fondamentale per la
nostra famiglia e un gran insegnamento di vita
per il grande amore e rispetto reciproco che li
ha sempre distinti. Grazie per tutto quello che
ci avete insegnato !!!

Il 1 marzo scorso, attorniati da parenti ed


amici, hanno festeggiato i loro 60 anni di vita
insieme Onorina e Liberale Errandi (nella
foto a sinistra). Un pilastro fondamentale per la
nostra famiglia e un gran insegnamento di vita
per il grande amore e rispetto reciproco che li
ha sempre distinti. Grazie per tutto quello che
ci avete insegnato !!!

Il 1 marzo scorso, attorniati da parenti ed


amici, hanno festeggiato i loro 60 anni di vita
insieme Onorina e Liberale Errandi (nella
foto a sinistra). Un pilastro fondamentale per la
nostra famiglia e un gran insegnamento di vita
per il grande amore e rispetto reciproco che li
ha sempre distinti. Grazie per tutto quello che
ci avete insegnato !!!

Il 1 marzo scorso, attorniati da parenti ed


amici, hanno festeggiato i loro 60 anni di vita
insieme Onorina e Liberale Errandi (nella
foto a sinistra). Un pilastro fondamentale per la
nostra famiglia e un gran insegnamento di vita
per il grande amore e rispetto reciproco che li
ha sempre distinti. Grazie per tutto quello che
ci avete insegnato !!!

Il 1 marzo scorso, attorniati da parenti ed


amici, hanno festeggiato i loro 60 anni di vita
insieme Onorina e Liberale Errandi (nella
foto a sinistra). Un pilastro fondamentale per la
nostra famiglia e un gran insegnamento di vita
per il grande amore e rispetto reciproco che li
ha sempre distinti. Grazie per tutto quello che
ci avete insegnato !!!

I FIGLI

I FIGLI

I FIGLI

I FIGLI

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"Sessant'anni di matrimonio, sembrano tanti,


ma giorno dopo giorno siamo andati avanti e
con i figli e la figlia abbiamo formato una grande famiglia. Un pensiero agli amici incontrati
nel lungo sentiero, con cui abbiamo scambiato
stima e affetto sincero".

"Sessant'anni di matrimonio, sembrano tanti,


ma giorno dopo giorno siamo andati avanti e
con i figli e la figlia abbiamo formato una grande famiglia. Un pensiero agli amici incontrati
nel lungo sentiero, con cui abbiamo scambiato
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"Sessant'anni di matrimonio, sembrano tanti,


ma giorno dopo giorno siamo andati avanti e
con i figli e la figlia abbiamo formato una grande famiglia. Un pensiero agli amici incontrati
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"Sessant'anni di matrimonio, sembrano tanti,


ma giorno dopo giorno siamo andati avanti e
con i figli e la figlia abbiamo formato una grande famiglia. Un pensiero agli amici incontrati
nel lungo sentiero, con cui abbiamo scambiato
stima e affetto sincero".

"Sessant'anni di matrimonio, sembrano tanti,


ma giorno dopo giorno siamo andati avanti e
con i figli e la figlia abbiamo formato una grande famiglia. Un pensiero agli amici incontrati
nel lungo sentiero, con cui abbiamo scambiato
stima e affetto sincero".

Il 1 marzo scorso, attorniat


amici, hanno festeggiato i loro
insieme Onorina e Liberale
foto a sinistra). Un pilastro fond
nostra famiglia e un gran inse
per il grande amore e rispetto
ha sempre distinti. Grazie per
ci avete insegnato !!!

"Sessant'anni di matrimonio,
ma giorno dopo giorno siamo
con i figli e la figlia abbiamo fo
de famiglia. Un pensiero agli
nel lungo sentiero, con cui abb
stima e affetto sincero".

ALDO RIZZOTTO

Chantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembreChantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembre
Chantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembre
Chantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembreChantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembreChantal Pincin (nella foto a destra), nata a Montebelluna il 23 settembre
2014 per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, da2014 per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, 2014
da per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, da
2014 per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, da2014 per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, da2014 per la gioia di mamma Mara Toffolo e di pap Cristian Pincin, da
poco residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda unpoco residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda poco
un residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda un
poco residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda unpoco residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda unpoco residenti a Fener, si presenta ai lettori del Tornado e manda un
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.
grosso bacio ai nonni di Cornuda e di Curogna.

I limoni e i tulipani
di Aldo Rizzotto

I limoni e i tulipani
di Aldo Rizzotto

I limoni e i tulipani
di Aldo Rizzotto

I limoni e i tulipani
di Aldo Rizzotto

I limoni e i tulipani
di Aldo Rizzotto

I limoni e i tu
di Aldo Riz

Spettabile Tornado, sono Aldo Rizzotto (Aldo


Spettabile Tornado, sono Aldo Rizzotto (Aldo
Spettabile Tornado, sono Aldo Rizzotto (Aldo
Spettabile Tornado, sono Aldo Rizzotto (Aldo
Spettabile Tornado, sono Aldo Rizzotto (Aldo
Spettabile Tornado, sono Aldo
Eriko, per i queresi di una volta), querese doc. Abito a Castelfranco con
Eriko,
mia moglie
per i queresi
Giovanna
di una
Mazzocco
volta), querese
Romin, doc.
doveAbito a Castelfranco Eriko,
con miaper
moglie
i queresi
Giovanna
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dove
Abito a Castelfranco con
Eriko,
mia moglie
per i queresi
Giovanna
di una
Mazzocco
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doveAbito a Castelfranco con
Eriko,
mia moglie
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Giovanna
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Mazzocco
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Romin, doc.
doveAbito a Castelfranco con
Eriko,
mia moglie
per i queresi
Giovanna
di una
Mazzocco
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Romin, doc.
doveAbito a Castelfranco con mia moglie Giovanna Mazzocc
sono tornato dopo 25 anni in Svizzera. Se vi pare di pubblicarla, vi mando
sono
questa
tornato
fotodopo
(a sinistra).
25 anniSono
in Svizzera.
tra i miei
Selimoni
vi pare
in di pubblicarla, vi mando
sonoquesta
tornatofoto
dopo
(a 25
sinistra).
anni inSono
Svizzera.
tra i miei
Se vilimoni
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Selimoni
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25 anniSono
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Selimoni
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25 anniSono
in Svizzera.
tra i miei
Selimoni
vi pare
in di pubblicarla, vi mando questa foto (a sinistra). Sono tr
vaso (solo una parte, sono quattordici piante in tutto) e i miei tulipani. Hovaso
visto (solo
la fotouna
delparte,
mio coscritto
sono quattordici
Giuseppe
piante
Gambain tutto) e i miei tulipani. Ho
vaso
visto
(solo
la foto
una del
parte,
miosono
coscritto
quattordici
Giuseppe
pianteGambain tutto) e i miei tulipani. Hovaso
visto(solo
la foto
una
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mio coscritto
sono quattordici
Giuseppe
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Gambain tutto) e i miei tulipani. Hovaso
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mio coscritto
sono quattordici
Giuseppe
piante
Gambain tutto) e i miei tulipani. Hovaso
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delparte,
mio coscritto
sono quattordici
Giuseppe
piante
Gambain tutto) e i miei tulipani. Ho visto la foto del mio coscritto G
longa Qui non c la temperatura di Sanremo ma, come si vede, qualcosa
longasono
Qui riuscito
non c alafare
temperatura
anchio. Saluti
di Sanremo
a tutti ima, come si vede, qualcosa
longa Qui
sononon
riuscito
c laatemperatura
fare anchio.diSaluti
Sanremo
a tuttima,
i come si vede, qualcosa
longasono
Qui non
riuscito
c ala fare
temperatura
anchio. Saluti
di Sanremo
a tutti ma,
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come si vede, qualcosa
longasono
Qui riuscito
non c alafare
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anchio. Saluti
di Sanremo
a tutti ima, come si vede, qualcosa
longasono
Qui riuscito
non c alafare
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di Sanremo
a tutti ima, come si vede, qualcosa sono riuscito a fare anch
queresi, aspetto sempre con ansia larrivo del giornale che leggiamo volentieri,
queresi,ioaspetto
e la moglie.
sempre
Saluti
coninoltre
ansia alarrivo
tutta ladel
redagiornale che leggiamo volentieri,
queresi, aspetto
io e la moglie.
sempreSaluti
con ansia
inoltrelarrivo
a tuttadel
la giornale
reda- che leggiamo volentieri,
queresi,ioaspetto
e la moglie.
sempre
Saluti
coninoltre
ansia larrivo
a tutta la
delredagiornale che leggiamo volentieri,
queresi,ioaspetto
e la moglie.
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Saluti
coninoltre
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tutta ladel
redagiornale che leggiamo volentieri,
queresi,ioaspetto
e la moglie.
sempre
Saluti
coninoltre
ansia alarrivo
tutta ladel
redagiornale che leggiamo volentieri, io e la moglie. Saluti inoltr
zione del Tornado e a tutta la Pro Loco.
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ALDO RIZZOTTO

ALDO RIZZOTTO

ALDO RIZZOTTO

ALDO RIZZOTTO

ALDO RIZZOTTO

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ASTERISCO

Una giornata per non dimenticare

Le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra si susseguono nelle nostre zone, teatro di cruenti battaglie.
Anche nella nostra Conca le perdite umane, sia di soldati che di civili sono state importanti: il profugato, la fame, il
ritorno in un paese distrutto. La necessit e la voglia di ricostruire ed avere a disposizione solo le proprie mani. Ad
Alano di Piave il primo civile a morire su una mina (graziosamente chiamata signorina) stato un ragazzino di 14
anni, Masocco Giovanni, l'unico figlio maschio di mia nonna, il cui marito era morto pochi mesi prima di fame a Feltre.
Assieme allo zio cercava di recuperare qualche tavola rimasta lungo le postazioni abbandonate per riparare la loro
casa diroccata... Gli anni passano - 20 anni passano veloci ed un'altra guerra coinvolge i nostri paesi. Ancora una
volta dei giovani uomini vengono mandati a morire. Questa volta anche in terra di Russia. Con mezzi completamente
inadeguati, senza preparazione, senza senso. Di Alano sono 23 i giovani che non sono tornati, tra cui il fratello di mio
marito. Era appena tornato dall'Africa (anche li inviato come soldato!) perch aveva contratto la malaria. E' stato inviato
con la Julia in Russia. Anche mio marito era stato destinato in Russia ma all'ultimo momento si sono accorti che vi era
gi un fratello ed allora lo hanno inviato in Francia. Dei Caduti e Dispersi in Russia si parla poco. Non sono di moda.
Non ci sono grandi festeggiamenti in loro ricordo con targhe e rinfreschi. Alle ricorrenze in loro onore partecipano i
sempre meno numerosi parenti. Poche autorit. Forse perch erano gli invasori e non i difensori della Patria? Erano
anche loro dei semplici soldati, dei giovani di vent'anni, con tanti sogni da vivere. Ed invece sono morti a migliaia di
chilometri da casa, e per i loro cari non rimasto nemmeno un luogo dove deporre un fiore in loro ricordo.
Onore ai caduti di tutte le guerre.
LA STORIA
Hitler, dopo aver sconfitto la Francia ed avere occupato mezza Europa, ritiene giunto il momento di attaccare lUnione
Sovietica, ormai confinante con la Germania, dopo la spartizione della Polonia con i Russi che lui stesso aveva voluto.
Il piano nome in codice Barbarossa aveva lo scopo di distruggere lArmata Rossa ed il regime comunista di Stalin.
Il 22 giugno del 1941 le Armate hitleriane irrompono in territorio sovietico ed avanzano rapidamente distruggendo una
dopo laltra dopo averle circondate importanti forze russe. Mussolini, lusingato dalle spettacolari vittorie iniziali
tedesche, chiede di partecipare alla Campagna con una presenza militare italiana. I Generali tedeschi sono contrari,
ma Hitler accontenta lalleato. Viene allestito in tutta fretta un Corpo di Spedizione composto dalle due Divisioni di
Fanteria Torino e Pasubio, dalla Divisione Celere (comprendente il 3 Reggimento Bersaglieri, i Reggimenti di
Cavalleria Savoia e Novara e il Reggimento Artiglieria a Cavallo) e dalla Legione Camicie Nere Tagliamento. Tale forza,
che assume il nome di C.S.I.R. (Corpo di Spedizione Italiano in Russia), posta al comando del Generale Giovanni
Messe e conta circa 62.000 uomini, 220 bocche da fuoco di vario calibro, 153 mortai da 81, 5.500 automezzi, 4.600
quadrupedi. La copertura aerea assicurata da 51 caccia, 22 ricognitori e 10 bombardieri. Il C.S.I.R. parte dallItalia
alla fine di luglio 1941 e raggiunge in treno la Romania. Di qui con mezzi propri passa in Bessarabia a Botosani, base
di partenza delle operazioni. Tra molte difficolt, derivanti dalla insufficiente ed inidonea dotazione di mezzi di trasporto,
le Divisioni italiane seguono a fatica lArmata Corazzata tedesca alla quale sono state aggregate. Tuttavia, nonostante
le antiquate artiglierie e la mancanza di mezzi corazzati, si comportano valorosamente; superano i fiumi Bug e Dniepr
ed avanzano verso il bacino minerario del Donetz. A met novembre 1941 conquistano gli importanti centri di Stalino,
Nikitovka, Gorlovka e Rikovo. Linverno incombente e lestremo logoramento subito dai reparti italiani in questa guerra
di movimento, per la quale non sono equipaggiati n sono stati addestrati, obbliga il C.S.I.R. a fermarsi sulle posizioni
raggiunte e ad organizzarsi per trascorrere un inverno che si annuncia estremamente rigido. Il giorno di Natale i Russi
sferrano contro le nostre posizioni, tenute dai bersaglieri e dalle Camicie Nere, una vigorosa offensiva che viene per
contenuta e respinta con notevoli perdite. A met febbraio giunge in Russia il primo reparto alpino: il Battaglione Monte
Cervino. Un mese dopo il C.S.I.R. viene potenziato con linvio del 6 Reggimento Bersaglieri e del 120 Reggimento
Artiglieria Motorizzata.
COSTITUZIONE DELLARM.I.R. Armata Italiana in Russia
Mussolini, intanto, deciso ad incrementare il nostro impegno militare sul Fronte Russo, invano dissuaso dal Generale
Giovanni Messe che si era reso conto della impreparazione del nostro Esercito ad affrontare una guerra di movimento
in un ambiente nel quale le nostre armi, il nostro equipaggiamento, i nostri mezzi di trasporto non erano idonei. A
partire dal giugno 1942 viene inviato in Russia il 2 Corpo dArmata con le Divisioni di Fanteria Cosseria, Ravenna e
Sforzesca. Tre Legioni di Camicie Nere (Montebello, Leonessa e Valle Scrivia) sono messe a disposizione dei
Comandi di Corpo dArmata della Fanteria. Ad agosto tali reparti sono raggiunti dalle tre Divisione Alpine Tridentina,
Cuneense e Julia e, tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, anche dalla Divisione di Fanteria Vicenza, destinata a
compiti di presidio. Queste nuove Unit, insieme a quelle gi presenti in Russia, costituiscono lARM.I.R. (Armata
Italiana in Russia), al cui comando posto il Generale Italo Gariboldi. Essa ha una forza di 229.005 uomini, 946
cannoni, circa 420 mortai da 81, 16.700 automezzi, 25.000 quadrupedi e 66 aerei. I Tedeschi riprendono liniziativa in
questo settore solo nel luglio del 1942 e le Divisioni gi in posto, unitamente alle altre Divisioni di Fanteria arrivate da
poco in Ucraina, si spostano 300 chilometri in avanti fino ad attestarsi sulla riva del fiume Don. La Celere, lunica nostra
Divisione ad essere motorizzata, viene lanciata dai Tedeschi ancora pi ad Est, fino a Serafimovic, con il compito di
eliminare la testa di ponte che i Russi avevano in quel settore. I bersaglieri, in quellazione, subiscono notevoli perdite.
Lo schieramento imposto dai Comandi tedeschi alle nostre truppe sul fronte del Don, era insensatamente diluito in
quanto a ciascuna delle nostre Divisioni era assegnata la difesa di circa 30 chilometri di fronte, quando le pi
elementari norme strategiche ne prevedono al massimo sei. La debolezza di questo schieramento subito messa a
dura prova, quando, alla fine di agosto, i sovietici attaccano in forze la Sforzesca che, dopo alcuni giorni di accanita
resistenza, cede ai Russi che si impadroniscono di unampia testa di ponte. Limmediato intervento della Celere
(richiamata da Serafimovic), del Battaglione Monte Cervino, dei Reggimenti Savoia e Novara Cavalleria, del
Reggimento Artiglieria a Cavallo, del Gruppo Tagliamento delle Camicie Nere e dei Battaglioni Val Chiese e Vestone
della Tridentina (dirottata in zona, mentre stava marciando verso il Caucaso) fermano lo slancio dei Russi. Savoia
Cavalleria si distingue particolarmente nella carica di Tcebotarevskij (Isbuschenskij), ma anche Novara carica in quegli
stessi giorni a Jagodnij. Questo periodo operativo chiamato Prima Battaglia Difensiva del Don. Le perdite
ammontano a quasi 3.000 Caduti e circa 5.100 feriti.

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ASTERISCO

Dopo alcuni spostamenti le Divisioni dellARM.I.R. assumono il seguente schieramento a difesa del Don:
Tridentina allestrema ala sinistra a contatto con lArmata Ungherese;
Julia, Cuneense, Cosseria, Ravenna, Pasubio, Torino, Celere, Sforzesca a contatto con lArmata Romena.
Tra la Ravenna e la Pasubio viene inserita la 298a Divisione di Fanteria tedesca. Tutte le nostre Unit, in particolare
quelle del Corpo dArmata Alpino, provvedono alla loro sistemazione sul terreno in modo da sopportare il lungo periodo
invernale, nella convinzione che i Russi non avrebbero intrapreso nessuna iniziativa rilevante fino alla primavera
successiva.
LA RITIRATA DELLE DIVISIONI DI FANTERIA 16-19 dicembre 1942
Mentre i Tedeschi, fin dallagosto, stavano strenuamente combattendo per la conquista di Stalingrado senza riuscire ad
occuparla completamente, i Russi preparavano la contromossa che avrebbe portato allaccerchiamento dellArmata di
von Paulus che assediava la citt. Il 15 novembre, con una violentissima offensiva, rompono il fronte dellArmata
Romena, schierata a fianco dei Tedeschi e tagliano fuori da ogni rifornimento terrestre gli assedianti di Stalingrado.
Imbaldanziti da questo successo, i Russi preparano una seconda offensiva, questa volta contro le nostre Divisioni
Cosseria e Ravenna, in modo da tagliare in due il fronte dellARM.I.R.. Il 16 dicembre, con un potenziale durto sei
volte superiore a quello delle nostre Divisioni (basti pensare che impiegano 750 carri armati e noi non abbiamo n
carri, n efficienti armi controcarro), e dopo avere attaccato con insistenza a partire dal giorno 11 dicembre, i Sovietici
dilagano nelle retrovie accerchiando anche le Divisioni Pasubio, Torino, Celere e Sforzesca schierate pi ad Est. Esse
sono costrette a sganciarsi dalle posizioni sul Don, iniziando quella terribile ritirata che, su un terreno ormai
completamente in mano al nemico, le avrebbe in gran parte annientate con una perdita di circa 55.000 uomini tra
Caduti e prigionieri.
LA RITIRATA DEL CORPO DARMATA ALPINO 17 gennaio 1943
Mentre le Divisioni della Fanteria si stanno ritirando, il Corpo dArmata Alpino riceve lordine di rimanere sulle proprie
posizioni. A difesa del suo fianco destro, ormai completamente scoperto, viene spostata la Divisione Julia, il cui posto
tra la Tridentina e la Cuneense viene preso dalla Divisione Vicenza. Per un intero mese la Divisione Julia, con
immenso sacrificio, resiste ai martellanti attacchi sovietici. Il 15 gennaio i Russi partono per la terza fase della loro
grande offensiva invernale e, senza spezzare il fronte tenuto dagli alpini, ma infrangendo contemporaneamente quello
degli Ungheresi al Nord e quello dei Tedeschi al Sud, li chiudono in una tenaglia. Inizia cos la disastrosa ritirata su un
terreno ormai completamente in mano all'avversario, in cui le Divisioni Alpine devono conquistarsi con duri
combattimenti ogni chilometro verso la salvezza. Solo una parte della Tridentina e piccoli reparti di altre Divisioni,
appoggiati dai resti del XXIV Corpo Corazzato tedesco, riuscir il 26 gennaio a sfondare lultimo sbarramento russo a
Nikolajevka mentre la Cuneense, la Julia e a Vicenza saranno praticamente distrutte a Valuiki dopo cento chilometri di
ritirata. In questa terza fase altri 40.000 uomini tra il Corpo dArmata Alpino e personale direttamente dipendente
dallArmata rimarranno nella steppa.
BILANCIO DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA
Tra marzo e maggio del 1943 i resti dellARM.I.R. vengono rimpatriati e si fanno i primi conti delle perdite. La forza
complessiva presente allinizio delloffensiva russa era ufficialmente di 229.005 uomini e, secondo i dati pubblicati in
seguito dallUfficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, mancavano allappello 84.830 uomini. Oggi, dopo
approfondite indagini presso ciascun Comune e ciascun Distretto Militare, da parte dellUfficio dellAlbo dOro
Sezione del Ministero della Difesa che funziona da anagrafe di tutti i militari il numero degli Italiani che non hanno
fatto ritorno dal Fronte Russo di circa 100.000. Tenuto conto che circa 5.000 erano caduti per i fatti darme
antecedenti all'11 dicembre, le perdite della ritirata sono di 95.000 uomini. Secondo i dati pi recenti, desunti dalla
documentazione esistente negli archivi russi, finalmente aperti ai ricercatori italiani, 25.000 sono morti combattendo o
di stenti durante la ritirata e 70.000 sono stati fatti prigionieri. Questi prigionieri furono costretti a marciare per centinaia
di chilometri e poi a viaggiare su carri bestiame per settimane, in condizioni allucinanti, senza mangiare, senza poter
riposare la notte, con temperature siberiane. Coloro che riuscirono a raggiungere i lager di smistamento improvvisati,
disorganizzati, con condizioni igieniche medioevali erano talmente denutriti e debilitati che le epidemie di tifo e
dissenteria ne falciarono ben presto la maggio parte. Siamo in possesso dei nominativi degli Italiani deceduti con
certezza nei lager, quasi tutti nei primi sei mesi del 1943. Solo nel 1945 e, per quanto riguarda gli ufficiali, nel 1946,
circa 10.000 sopravvissuti furono restituiti dallUnione Sovietica. Dalla documentazione russa risulta la presenza di
Italiani in circa 400 diversi lager, i pi tristemente famosi dei quali sono quelli diTambov dove morirono circa 10.000
Italiani quelli di Miciurinsk, di Krinovoje, di Tiomnikov, di Oranki, di Suzdal.
A seguito di una lunga campagna promossa dai reduci per la restituzione delle salme dei caduti, solo nel 1989 fu
possibile la restituzione dei primi resti. In seguito fu consentito dalle autorit russe l'accesso a 72 dei molti cimiteri di
guerra italiani in quel territorio e sono state iniziate le operazioni di rimpatrio di circa 4.000 salme. Ai caduti della

"guerra di Russia" dedicato un tempio a


Cargnacco, presso Udine, ove sono
raccolti anche gli ignoti. In Italia, il
riconoscimento giuridico della qualit di

26

ASTERISCO

ente morale dell'Associazione dei Reduci stato numerose volte chiesto ed altrettante rifiutato, sino al 1996.
Onore delle armi
Il bollettino n. 630 del Comando supremo russo, emesso da Radio Mosca l'8 febbraio 1943 avrebbe recitato:
... soltanto il Corpo d'armata alpino italiano deve ritenersi imbattuto sul suolo di Russia...
Il Tempio di Cargnacco. Don Carlo Caneva, cappellano militare, reduce dalla prigionia russa, nel 1948 chiese di
diventare parroco di Cargnacco. Essendo consapevole che le salme non sarebbero mai ritornate in patria, Don
Caneva, con altri reduci, ide il progetto di realizzare in quella localit un tempio a ricordo dei 90.000 soldati caduti e
dispersi nella Campagna di Russia (1941 - 1943) con la speranza di poter inumare almeno la salma di un soldato
ignoto. Questo sogno si realizzato dopo 35 lunghi anni di attesa: il 2 dicembre del 1990. Dopo la caduta del muro di
Berlino (1989) stato possibile riportare in patria i resti di circa 11.000 salme provenienti dai cimiteri russi, identificate e
non identificate; di queste circa 8.000 riposano nella cripta del Tempio. Il Tempio, con imponente architettura, si trova a
7 km da Udine (provincia di Udine) all'uscita "Udine Sud" dell'autostrada. Con il passare degli anni stato impreziosito
da numerose opere d'arte realizzate da artisti friulani e regionali, donate da famiglie a ricordo dei loro cari. Queste
opere esprimono la religiosit del nostri soldati che trovarono conforto nella fede, ricordano alcuni momenti tragici della
Campagna di Russia e in particolare la prigionia.
Nel corso dell'anno si tengono due solenni celebrazioni:
"Ricordo della battaglia di Nikolajevka": nella domenica pi vicina al 26 gennaio;
"La giornata nazionale del disperso": la terza domenica di settembre.
http://www.sacrariomuseocargnacco.org/
http://www.unirr.it/

Anche quest'anno viene organizzata una corriera per partecipare alla giornata nazionale
del Disperso. Il programma di massima il seguente: partenza da Alano, arrivo a Cargnacco.
Partecipazione alle varie funzioni a ricordo dei Caduti e Dispersi. Pranzo. Visita ad un luogo
particolare (es Redipuglia oppure Aquileia). Rientro ad Alano alle 19.00 circa.
Chi volesse partecipare e conoscere pi da vicino questo spaccato di storia pu contattare
Agnese Merciani allo 0439.779222 o recarsi da lei in Via Brigata Re, 9 ad Alano di Piave.

ATTUALIT

Valbelluna: la guida tascabile alle prealpi della sinistra piave


Sono 154 pagine a colori che inaugurano la nuova collana le formiche
E uscito per Edizioni DBS Zanetti la nuova guida tascabile Valbelluna. Sinistra
Piave: quattordici escursioni nelle montagne di Lentiai, Mel, Trichiana e Limana
raccontate da Ennio Poletti con il supporto di un ricchissimo apparato fotografico. Il
risultato sono 154 pagine tutte da sfogliare e da provare sul campo, alla scoperta
di veri e propri tesori darte, natura e storia.
Ciascuno dei percorsi, adatti anche per nordic walking, introdotto da alcune note
pratiche (dislivello, quota massima, tempo di percorrenza, difficolt, lunghezza, riferimenti cartografici) e da una sintetica mappa utile per una immediata comprensione dellitinerario e dei suoi principali punti di interesse. Segue la descrizione del
percorso con approfondimenti sulle particolarit ambientali, artistiche e antropiche
pi significative. Il tutto in un formato tascabile (12,5 x 18 cm, legatura olandese,
copertina plastificata), indispensabile con una pubblicazione concepita per accompagnare lescursionista nelle sue camminate.
Tra le localit che lautore invita a scoprire Stabie, Malga Garda, il sentiero dei capitelli, San Gervasio, Pian di Coltura, Portico, la Cascata della Pisota, rifugio Pilon,
Val Fontane, Rifugio Beta, Monte Canidi, Pont De Val DArc, Zelant, Vallon Scur,
Costa Curta, Brent de lArt, Signa Bassa, bivacco Col dei Gai, Monte Cimone, cascata del Bognon, Monte Boral, Valmorel e il sentiero Buzzati, Manga Van, Monte
Agnellezze.
Ennio Poletti, Valbelluna. Sinistra Piave, DBS Zanetti, 13 EAN 9788899369019
Per informazioni:http://dbszanetti.it/shop/dolomiti/valbelluna-sinistra-piave/
Laura Pontin, coordinamento editoriale -info@dbszanetti.it 0439.44360

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CRONACA

Gruppo Amici del Tomatico e del Grappa

Due escursioni da favola, ricche di storia e di bellissimi panorami


di Alessandro Bagatella

Il 10 maggio scorso i veterani del gruppo, accompagnati da Silvio Franchin, colui che mi ha sostituito dopo un ventennio alla guida del gruppo, si sono ritrovati per lescursione al Forte S. Martino. Partiti dalla localit La Muda, prima della
galleria per Agordo, tenendosi sulla sinistra attraversando il ponte sul Cordevole, sono state parcheggiate le auto. Salendo lentamente, la comitiva arrivata a Canal dAgordo, alla casa cantoniera del pont dei Costei. Proseguendo per il
sentiero, giunti ad un bivio, girando a sinistra, in due e mezzo, visitando diverse gallerie costruite al tempo della guerra
15-18, il gruppo arrivato alla casera Bivacco Mandria. Sosta per ammirare le bellezze panoramiche: la vallata agordina, il bus de le neole e il piz de lom. lescursione proseguita poi in direzione del Forte S. Martino, costruito verso la
fine del 1800 per impedire il passaggio del nemico. Il Forte, ancora visibile nei suoi resti, con cunicoli e postazioni,
stato fatto saltare per fermare lavanzata austriaca nel 1917. Il cammino proseguito per la Val Imperina, con interessante visita a vecchi insediamenti industriali. La storia delle miniere molto antica e sembra risalire allepoca romana,
quando attraverso un percorso chiamato la via del rame, il minerale raggiungeva Venezia, utilizzato anche per il campanile di S. Marco. Le miniere furono poi chiuse e per diverso tempo restarono inutilizzate, fino al 1966, quando ci fu
un recupero dei manufatti. Fu poi sistemata la centrale elettrica, con esposizione di vari macchinari ed attrezzature un
tempo utilizzati. Esistono un piccolo museo ed un ostello per giovani. La gita si conclusa con torte e biscotti offerte
dalle pasticcere del gruppo.

Gruppo Amici del Tomatico e del Grappa

Gita Incino Col del Gal


di Alessandro Bagatella

Il 31 del mese scorso, la solita compagnia, con qualche novizio, si ritrovata per lescursione programmata Incino
Col del Gal. Franco Franchin e collaboratori, a causa di una corsa podistica, hanno dovuto optare per un nuovo sentiero, privo di indicazioni, verso Val Nevera, tutto in ripida salita fino al Col del Gal. La compagnia si soffermata per un
breve ristoro e per ammirare lo splendido panorama. Poi la lenta discesa fino allagriturismo al Ciod, dove un buon
caff ha rinnovato le energie e riscaldato gli animi.
Infine tappa alla trattoria la cripta, da dove abbiamo raggiunto il lago del Corlo. Nel percorso di
ritorno abbiamo visitato lantica chiesa di San Casciano. Grazie alla guida ed ai collaboratori, alle
pasticcere ed ai fotografi.
In foto: qui sotto, alla casera Mandre; a lato, il
gruppo in quota per una foto ricordo.

(le notizie sono state raccolte grazie a Cristina Buttol)

Il 31 maggio
i coscritti
del 1935 di
Quero ed
Alano di
Piave, dopo
la messa
celebrata
nella chiesa
di Quero, hanno festeggiato al ristorante Al
Molin di Alano di Piave i loro primi 80 anni.

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LETTERE AL TORNADO

Il Caduto del Valderoa


di Angelo Ceccotto
Siamo entrati nel Centenario della Grande Guerra del 1915/18 ed esplosa la rincorsa e la smania di essere i primi a
commemorare lentrata in conflitto con lImpero Austro-Ungarico. Il dovere del ricordo un atto dovuto di riconoscenza e
gratitudine al disumano destino dei Soldati coinvolti di ambo le parti, i quali, nellaver consegnato allinfausto destino la
loro vita, oggi ci permettono le nostre fortune.
Lambiziosa anticipazione nel commemorare gli eventi della Grande Guerra da parte di certi enti o associazioni, in parte
falsata, poich non dappertutto essa iniziata nel 1915 ma bens - come da noi - nel tardo 1917, cos che - opinione
personale - celebrare ora quellevento pi una forzatura con spirito da vetrina, oltre a essere pervasi da ambizioso
distinguo e ricerca dimmagine, venendo meno ai veri valori e alla realt storica locale. Non che tutto sia negativo, ma
con tale comportamento si va ad accantonare la realt umana prevalente che, per scelte del Supremo, emerge dopo
centanni dallumido Sacro Suolo come testimonianza di quel drammatico evento.
Mi addentro nello specifico con grande amarezza e profondo disgusto nel veder naufragata la cerimonia per una degna
sepoltura al Caduto della Prima Guerra
Mondiale trovato sul Monte Valderoa
gi alla met del 2013. A nulla valsa
la mia sollecitudine e gli accordi in
merito, previa consultazione con
lAmministrazione comunale di Alano di
Piave, con all'Onor Caduti di Roma, con
la direzione del Sacrario Monte Grappa
e con le associazioni locali.
Questa s era unoccasione pi che
motivata per iniziare il Centenario della
Grande Guerra con la testimonianza di
chi ha vissuto la drammatica sorte di
quellinfausto periodo!
Da quanto sopra, va giustificata la
perdita di tempo per gli ingarbugliati
meandri burocratici, trovando per
inconcepibile la ritrattazione di quel
comune accordo avvenuto con la
Amministrazione comunale, la quale
aveva stabilito le esequie pubbliche del
Caduto per il 6 giugno c.a. ad Alano di
Piave. Il fatto vuole che il cambiamento
di quella data sia avvenuto in una
riunione pubblica da parte del solito
gruppo fiduciario dellAmministrazione
comunale, la quale fissava la nuova
data per la cerimonia al 4 novembre.
Tra laltro si affermava che in questa
data
ci
sarebbe
stata
pi
partecipazione, facendo cos bella
figura. Triste affermazione se vista sotto
questaspetto, poich si giustifica il
prevalere dellimmagine e poco si
considera il giusto valore del Sacrificio
e della Memoria dei Caduti. Innanzi a tali affermazioni rimarcavo ai presenti la mancanza di coerenza e concretezza, e
che lulteriore temporeggiare avrebbe indotto il Commissariato di Roma a prelevare il Caduto poich ricade su di esso la
competenza. A questa mia precisazione sortito da un presente un le chiavi in tasca ce le ho io!, come dire qui non si
tocca. Fatto sta che, qualche giorno fa, un conoscente del caso mi comunicava con imbarazzo che il Caduto stato
prelevato e portato sul Monte Grappa, a dimostrazione che quelle chiavi non erano poi cos sicure.
Questa la sintesi dei fatti, i quali mortificano e addolorano chi sente il dovere morale ed etico di onorare linumano
Sacrificio dei Caduti, tralasciando con tristezza chi si aggrappa allimmagine e manifesta grandi allocuzioni pubbliche
sullevento del Centenario della Grande Guerra! Come pure fa riflettere il silenzio sottaciuto per non far sapere
pubblicamente la sorte di questa faccenda, non meno lavermi affibbiato un asa perder, no l al caso de prendersela,
tanto tu sa come che la !. Ognuno responsabile del proprio operato e della propria coscienza, il giudizio lo dar chi ha
modo di valutare su quanto accaduto.

29

LETTERE AL TORNADO

Pannelli solari, pale eoliche ed altre amenit similari


realizzate occupando terreno coltivabile
di Marcello Meneghin

Il sottoscritto, in aperta contraddizione con tutti, nutre una profonda convinzione (che sta cercando in tutti i modi di contrastare) che le strutture di cui al titolo di questa nota, essendo amministrate come sono in Italia, con la troppo diffusa
regola a caso, rappresentino una utilit reale solo in virt degli incentivi e dei finanziamenti di cui pu godere, alle volte, colui che si avventura nella loro realizzazione, nel mentre nella realt rappresentano soltanto un onere. Una delle
azioni da me intraprese allo scopo di conoscere dei dati reali stata quella di richiedere al Comune di Alano di Piave e
tramite Il Tornado di conoscere gli introiti reali di cui gode tale Comune a seguito della gestione della cospicua installazione di pannelli solari fatta cinque anni or sono. Ora capisco benissimo che una amministrazione comunale non
debba perdere tempo e denaro per rispondere tramite la stampa ad ogni richiesta di comuni cittadini, cos come ha fatto nei miei riguardi, ma quello che non capisco veramente come mai in un periodo di una calura
come quella che eccezionalmente abbiamo
trascorso in questo periodo, proprio ora, i
pannelli in argomento siano fuori servizio
come risulta dalla foto che allego. Evidentemente destino che io debba rimanere nella
errata convinzione che qui ripeto ad alta voce: pannelli solari, pale eoliche e altre amenit similari che occupano terreno coltivabile
sono soltanto una presa in giro.

KARATE

Karate 15 Trofeo Karate Lavis per la Solidariet


Domenica 24 Maggio si svolto a Lavis ( TN) il 15 Trofeo Karate Lavis per la Solidariet, Annuale Manifestazione organizzata per una raccolta fondi per EMERGENCY, organizzazione di volontariato che porta soccorso alle
popolazioni in zone di guerra in varie parti del mondo. Alla manifestazione dedicata al Kat (Forma),
con circa 200 iscritti nelle varie categorie, ha partecipato lasd SHU REN KAN di Feltre Alano di Piave
con una quindicina di atleti, raccogliendo un bottino
complessivo di 3 Ori, 3 Argenti e 4 Bronzi. Terzo posto per Maccagnan Giorgia nella Cat. Ragazzi Cinture Colorate, per Cebin Giulia Cat. Esordienti Marroni\Nere,e Franco Vitale Cat. Senior Marroni\Nere.
Buona la prestazione di Vivenzi Luisa alla sua prima
esperienza agonistica con un secondo posto Cat.
Esordienti Cinture Colorate e per Zamperin Eleonora
Cat. Cadetti Marroni\ Nere, penalizzata in una finale
dal giudizio arbitrale a favore di unatleta locale. I risultati migliori sono arrivati nelle categorie Master
dove il SHU REN KAN ha dominato la categoria:
Primo Posto per Carazzai Mauro nei Mastrer Maschile. Cinture Colorate e per Jouron Sandrine in
quella femminile, nei Master Cinture Nere Strepitoso podio tutto dei Karateki Feltrini; anche i tecnici dellassociazione hanno partecipato alla competizione eliminando tutti gli avversari, con un terzo posto di Ceccotto Roberto (Presidente
dellassociazione e allenatore 3 Dan). La finale se la sono giocata Il tecnico titolare dellassociazione Ivan Burgoni (Maestro 5 Dan) e Biesuz Francesco (Allenatore 2 Dan). Pur conoscendosi molto bene hanno comunque deciso di giocarsela
fino alla fine e dare spettacolo al pubblico presente, portando in finale dei Kat di alto livello tecnico. Alla fine il gradino pi
alto del podio stato conquistato da Burgoni.
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30

RASSEGNA STAMPA

Gianfranco
Colferai,
6464
anni,
nellasua
suacasa
casadidiLambioi.
Lambioi.
Gianfranco
Colferai,
anni,trovato
trovatomorto
morto dopo
dopo unora
unora nella
Viveva
ad
Alano,
ma
aveva
unabitazione
a
Belluno.
15
anni
fa
fu
colpito
da
infarto.
Viveva ad Alano, ma aveva unabitazione a Belluno. 15 anni fa fu colpito da infarto.

Stroncato
panchina
Stroncatodal
dalcaldo
caldo sulla
sulla panchina

BELLUNO.
E E
stato
probabilmente
che ieri
ieriaamezzogiorno
mezzogiorno
respirava
in citt,
ad ucBELLUNO.
stato
probabilmenteililcaldo
caldo afoso
afoso che
si si
respirava
in citt,
ad uccidere
Gianfranco
Colferai,
64
anni
nato
a
Belluno,
ma
da
anni
residente
a
Alano.
Luomo
ieri
cidere Gianfranco Colferai, 64 anni nato a Belluno, ma da anni residente a Alano. Luomo ieri mat-mattinatina
eraera
andato
di sua
sua propriet
proprietininviaviaLambioi
Lambioi
a breve
andatoa afare
faredei
deilavori
lavori nellabitazione
nellabitazione di
2/D2/D
cheche
a breve
avrebbe
dovuto
dare
in
affitto.
Pulizie
e
soprattutto
la
sistemazione
del
giardino.
Purtroppo,
per,
avrebbe dovuto dare in affitto. Pulizie e soprattutto la sistemazione del giardino. Purtroppo, per,
la la
fatica
e
il
caldo
sono
stati
un
mix
fatale
per
il
64enne,
cardiopatico,
dopo
linfarto
dal
quale
si
fatica e il caldo sono stati un mix fatale per il 64enne, cardiopatico, dopo linfarto dal quale si era era
salvato
nelnel
2000.
Colferai
un arresto
arrestocardiaco
cardiacopoco
poco
dopo
mezzogiorno,
mensalvato
2000.
Colferaistato
statostroncato
stroncato da
da un
dopo
mezzogiorno,
mentre tre
si era
seduto
sulla
panchina
per
riposarsi.
Lallarme

scattato
ieri
alle
13.30.
E
stata
una
si era seduto sulla panchina per riposarsi. Lallarme scattato ieri alle 13.30. E stata una ba- badante
ucraina
che
di Colferai
ColferaiaaLambioi,
Lambioi,a anotare
notare
quelluomo
dante
ucraina
cheassiste
assisteuna
unavicina
vicina della
della casa
casa di
quelluomo
sullasulla
panchina,
con
il
rastrello
appoggiato
sulla
spalla.
Era
tornata
dalla
spesa:
in
un
primo
momento
panchina, con il rastrello appoggiato sulla spalla. Era tornata dalla spesa: in un primo momento
nonnon
ci ha
fatto
caso,
Passanoi iminuti:
minuti:poi
poisi si
affaccia
dalla
terrazza
ci ha
fatto
caso,pensava
pensavastesse
stesseriposando.
riposando. Passano
affaccia
dalla
terrazza
e loe lo
vede
nella
medesima
posizione.
Allora
corre
a
chiedere
aiuto
e
un
ragazzo
chiama
il
Suem
vede nella medesima posizione. Allora corre a chiedere aiuto e un ragazzo chiama il Suem 118118
cheche
invia
unambulanza
Tuttoinutile:
inutile:per
peril il64enne
64enne
non
cera
nulla
invia
unambulanzadallospedale
dallospedale San
San Martino.
Martino. Tutto
non
cera
pi pi
nulla
da da
fare,
era
morto
da
oltre
unora
presumibilmente
tra
le
12
e
le
12.30.
Sul
posto
anche
la
polizia
fare, era morto da oltre unora presumibilmente tra le 12 e le 12.30. Sul posto anche la polizia
che ha
il compito
di contattare
la famiglia
delluomo:
Diana con
conlalaquale
qualeviveva
viveva
Codemo
ad Alano,
cheavuto
ha avuto
il compito
di contattare
la famiglia
delluomo:lalamoglie
moglie Angela
Angela Diana
in in
viavia
Codemo
ad Alano,
e il figlio
Carlo
che
stava
aiutando
nella
nuova
impresa
del
negozio
di
occhialeria
che
dovrebbe
aprire
presto
a
Belluno.
Giane il figlio Carlo che stava aiutando nella nuova impresa del negozio di occhialeria che dovrebbe aprire presto a Belluno. Gianfranco
Colferai
era
poliedrico:
ha
lavorato
in
banca
allUnicredit,
ma
anche
in
aziende
di
trasporto
come
Dolomitibus
e
La
Marca
franco Colferai era poliedrico: ha lavorato in banca allUnicredit, ma anche in aziende di trasporto come Dolomitibus e La Marca
Trevigiana.
Dal 2012
in pensione
si dedicava
anche
auto dandosi
dandosida
dafare
fareanche
anche
come
referente
provinTrevigiana.
Dal 2012
in pensione
si dedicava
anchealla
allasua
suapassione
passione per
per le
le auto
come
referente
provinciale ciale
allo sport
automobilistico
dellAci
di
Treviso.
Era
stato
membro
attivo
tra
il
1990
e
il
1993
della
cronoscalata
dellAlpe
allo sport automobilistico dellAci di Treviso. Era stato membro attivo tra il 1990 e il 1993 della cronoscalata dellAlpe del del
Nevegal
e
della
cronoscalata
Vittorio
Veneto-Cansiglio
Nevegal
e della
cronoscalata
Vittorio
Veneto-Cansigliotra
trail il2009
2009ee ilil 2012.
2012.
da Il Gazzettino del 14 giugno 2015
da Il Gazzettino del 14 giugno 2015

Gi Gi
operativi
i sacerdoti
ordinati
lavoronon
nonmancher
mancher
certo
operativi
i sacerdoti
ordinatiloloscorso
scorso30
30 maggio:
maggio: ilil lavoro
didi
certo

Parrocchie
a don
don Fabrizio
FabrizioTessaro
Tessaro
Parrocchieaascavalco:
scavalco:ben
ben sette
sette a

BELLUNO.
Per iPer
sacerdoti,
purpur
appena
ordinati,
sonosempre
semprepi
pii preti
i preti
a cui
affidata
BELLUNO.
i sacerdoti,
appena
ordinati,il lavoro
il lavoronon
nonmanca.
manca. Al
Al contrario:
contrario: sono
a cui
affidata
pi pi
di di
una parrocchia.
Lo
dimostrano
anche
le
recentissime
nomi
del
vescovo
di
Belluno-Feltre
monsignor
Giuseppe
Andrich.
La
Canuna parrocchia. Lo dimostrano anche le recentissime nomi del vescovo di Belluno-Feltre monsignor Giuseppe Andrich. La Cancelleria
vescovile
ha
infatti
comunicato
che
il
vescovo
ha
gi
affidato
un
ministero
pastorale
ai
due
sacerdoti
ordinati
lo
scorso
celleria vescovile ha infatti comunicato che il vescovo ha gi affidato un ministero pastorale ai due sacerdoti ordinati lo scorso
30 maggio
in Cattedrale.
DonDon
Fabrizio
Tessaro,
fresco
vicarioparrocchiale
parrocchiale
sette
parrocchie
di La30 maggio
in Cattedrale.
Fabrizio
Tessaro,
frescosacerdote
sacerdote novello,
novello, diventa
diventa vicario
di di
sette
parrocchie
di Lamon mon
e Sovramonte:
Arina,
Aune,
San
Donato,
Lamon,
Servo,
Sorriva,
Zorzoi.
Stessa
sorte
per
don
Roberto
De
Nardin
che
e Sovramonte: Arina, Aune, San Donato, Lamon, Servo, Sorriva, Zorzoi. Stessa sorte per don Roberto De Nardin che in- invece vece
stato
vicario
parrocchiale
di Belluno-Cavarzano
l'avvioimpegnativo,
impegnativo,
sono,
appunto,
vica stato
vicario
parrocchiale
di Belluno-Cavarzanoe eSargnano.
Sargnano. Per
Per entrambi
entrambi l'avvio
mama
sono,
appunto,
vicari, cio
a
sostegno
di
un
prete
che
gi
lavora
in
parrocchia.
Le
parrocchie
dell'Oltrardo
di
Cavarzano
e
Sargnano
sono
anche
ri, cio a sostegno di un prete che gi lavora in parrocchia. Le parrocchie dell'Oltrardo di Cavarzano e Sargnano sono anche in- interessate
dalladalla
nomina
di due
parroci
inin
solido,
fra loro.
loro.SiSitratta
trattadidiuna
una
delle
modalit
usate
teressate
nomina
di due
parroci
solido,che
checio
ciooperano
operano in
in accordo
accordo fra
delle
modalit
usate
in in
diocesi
di
Belluno-Feltre
per
incentivare
la
corresponsabilit
pastorale
e
la
vita
comune
dei
sacerdoti.
I
due
parroci
in
solido
diocesi di Belluno-Feltre per incentivare la corresponsabilit pastorale e la vita comune dei sacerdoti. I due parroci in solido so- sono don
Soccol,
finora
parroco
della
sola
GiulittaininCavarzano,
Cavarzano,
e don
Livio
Piccolin,
no Francesco
don Francesco
Soccol,
finora
parroco
della
solaparrocchia
parrocchiadei
dei santi
santi Quirico
Quirico ee Giulitta
e don
Livio
Piccolin,
fi- finora nora
parroco
della
sola
parrocchia
di
san
Pietro
apostolo
in
Sargnano.
parroco della sola parrocchia di san Pietro apostolo in Sargnano.
da Il Gazzettino del 18 maggio 2015
da Il Gazzettino del 18 maggio 2015

31

ATTUALIT

La foto di copertina

(M.M.) Cogliamo loccasione della visita alanese allExpo di Milano, per dedicare la nostra copertina al tema della manifestazione: nutriamo il pianeta. Le considerazioni sono proposte dal mensile distribuito nel padiglione del Vaticano, le cui motivazioni qui brevemente ricordiamo, sperando siano utili per una nostra ulteriore riflessione sul tema del
cibo. Le foto in copertina sono state scattate nel corso della mia visita alla manifestazione a met giugno.
Il nome della testata, Noi Expo, ha una vocale di troppo rispetto allo
slogan urlato da chi ha seminato distruzione a Milano alla vigilia
dellinaugurazione del 1 maggio scorso. E don Davide Milani, responsabile della comunicazione del Padiglione della Santa Sede, lo dice subito:
Questa anche una festa di popolo, un momento di ritrovo e di
svago per tante persone e famiglie. A me fa un po male il racconto di
chi rappresenta Expo solo come un problema.
Noi Expo anche questo: racconto delle difficolt e le disuguaglianze,
ben raffigurate nella mostra fotografica allinterno del padiglione vaticano, sul diritto al cibo e allacqua per tutti, il land grabbing, le speculazioni finanziarie che minacciano le comunit rurali e dellimpegno della
Chiesa nel mondo contro la fame. Tutti argomenti raccontati e approfonditi dalle firme di Famiglia Cristiana, di Avvenire e da altri collaboratori
nel mensile nato dalla collaborazione tra le due testate con uno sguardo
attento allapprofondimento e originale, cio oltre le convenzioni e le polemiche. La nostra sfida in Expo, ha affermato Luciano Gualzetti, vice commissario del Padiglione della Santa Sede e responsabile Caritas
in Expo, nella conferenza stampa di presentazione del mensile, far capire ai visitatori ma anche ai soggetti che sono qui rappresentati, dai governi alle imprese, che il tema di questa esposizione pu essere
declinato a partire dal paradosso dellabbondanza, delle differenze inaccettabili tra i paesi e allinterno
dello stesso paese tra chi ha troppo e chi nulla, che non si pu ignorare lo scandalo dello spreco denunciato con forza da papa Francesco. Questa iniziativa editoriale ci aiuta ad affrontare questa sfida.
http://www.famigliacristiana.it/speciali/expo2015.aspx

Nuove soddisfazione per lartista di Quero

Andrea in movimento
Verso la Turchia
per esportare la musica dautore

Estate particolarmente impegnativo per Andrea Dalla Piazza: il giovane artista di Quero si prepara a nuove ed impegnative sfide, fra le quali spicca il tour in Turchia.
Voluto dallorganizzazione del Festival musicale di Ankara, Andrea avr lopportunit
di presentare i propri brani, alcuni gi noti ed altri pezzi totalmente inediti. Sar accompagnato da bravissimi polistumentisti: Alberto Gazzi (basso e chitarra acustica),
Filippo Parisotto (batteria e percussioni), Andrea Albano (chitarra elettrica e tastiere),
Lorenzo Pauletti (chitarra acustica e tastiere, la voce di Andrea Dalla Piazza ed
il suo pianoforte sono chiamati a rappresentare quella parte della musica emergente italiana che si lega alla stagione doro della nostra musica
dautore. Dotato di originali ed innate capacit sia interprative, sia di
composizione, per la prima volta Andrea si muove fuori dai confini
nazionali per confrontarsi con un pubblico diverso per cultura e tradizione: un concerto che segna linizio di un tour estivo che proseguir in diverse regioni italiane (Puglia, Lazio, Lombardia e Veneto).
Accanto alla interpretazione di brani della stagione doro della musica dautore (Nomadi, Rino Gaetano, Battiato, PFM, Venditti e Zucchero), brani di pi recente affermazione (Nek, Subsonica, Negrita,
Renga, Ligabue) e del bel canto italiano (Bocelli), Andrea dovr dare
il meglio di se stesso nella presentazione di canzoni delle quali autore e compositore: dieci brani originali di un pop/rock che si esprime
con ritmi moderni e testi ispirati allamore, al contesto sociale e alla
natura. Una sfida che si basa sulla abilit compositiva fissata nello
spartito alla quale deve sommarsi una forza di espressione vocale
tale da esaltare le proprie capacit artistiche, e che parte da anni di
impegno nello studio (Centro Europeo di Toscolano con Mogol, Art.
Voice, Academy e Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco),
di attivit concertistica quale vocalist e solista nellOrchestra Regionale Filarmonia Veneta e ritmico-sinfonica Italiana e di collaborazione con Piero e Massimo Calabrese (ex Bottega dellArte, produttori
di Mengoni, Giorgia, etc.). Che dire..Buona fortuna Andrea

32

ATTUALIT

Aquae Venezia 2015

La grande esposizione universale dedicata allacqua


Evento collaterale di Expo Milano 2015

Maggio/Ottobre 2015, Ve-Marghera Luned, marted e mercoled 11:00-20:00, dal gioved alla domenica 11:00-23:00
AQUAE VENEZIA 2015 vuole raccontare, in
modo semplice, esperienziale, didattico ed interattivo a tutti i pubblici e a tutte le et come e
perch lacqua incida cos profondamente sulle
nostre vite e i modi in cui questo tema sar sviluppato nellindustria, nellalimentazione, nella
cultura nei prossimi decenni.
AQUAE VENEZIA 2015 la grande esposizione dedicata allacqua, unica collaterale ufficiale
dellEsposizione Universale di Milano dedicata
ai temi del cibo e della nutrizione, da cui patrocinata, in programma dal 3 maggio al 31 ottobre 2015, in coerenza con la durata di Expo
Milano 2015. Per loccasione stato progettato
e costruito il nuovo padiglione AQUAE, Padiglione satellite dedicato allAcqua di Expo Milano 2015: lappendice fisica dellExpo nella Laguna di Venezia che approfondisce ed esplora
la relazione tra lUomo e lAcqua. Al termine
dellEsposizione Universale, Aquae sar il
fulcro del nuovo Polo Espositivo e Fieristico
di Venezia.
In Aquae lalimentazione unesperienza di conoscenza oltre che di intrattenimento, in cui cultura, emozioni, svago e
scienza si intrecciano: una serie di esperienze dal vivo differenti allinterno di un percorso espositivo e multimediale tipico di una mostra contemporanea, un luogo di divertimento, piacere e conoscenza che utilizza il cibo e lesperienza
della preparazione e consumo del cibo come codice di comunicazione universale.
Il padiglione espositivo anche luogo di incontro B2B, approfondimento e conoscenza per la comunit mondiale. Cultura e scienza sono contaminate: idee, progetti, attivit, prodotti, personalit ed esperienze di eccellenza sono proposte con un linguaggio semplice, alla portata di tutti, tipico di un science centre, in cui il visitatore verr coinvolto a 360.
Tipologia di alcuni biglietti dingresso

In biglietteria In prevendita

Intero (include la degustazione)

22

20

Intero (non include la degustazione)

14

12

Studenti (14-26 anni) non include la degustazione

10

10

Senior (+65 anni) (non include la degustazione)

10

10

gratuito

gratuito

10

10

Bambini (0-13 anni) in visita con la famiglia, non include la degustazione


Disabili ingresso gratuito per accompagnatore, non include la degustazione

Per altre informazioni su altri diversi biglietti: +39 041 5095010, ticketing@aquae2015.org

25 luglio: 10 anniversario del sacello di Cilladon


di Alessandro Bagatella

Alle ore 19, il 25 luglio, in Cilladon sar celebrata la S. messa in ricordo degli abitanti deceduti, officiata da don Alessio.
Si confida nella presenza di tutti coloro che negli anni hanno dimostrato di avere a cuore questo luogo, assieme a nuovi ospiti, ricordando che questo simpatico incontro termina, come sempre, in fraterna amicizia e allegria.

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