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3 Agosto 2015 – La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco

Caringella recensisce “Il secondo giorno – Kiss for my angel”
di Elisabetta Liguori
NARRATIVA BUONA PROVA DELLA
LECCESE ELISABETTA LIGUORI
Tra ordine e caos il desiderio riserva sempre
il secondo giorno di FRANCESCO CARINGELLA
Un romanzo, a nostro avviso, è un vero romanzo quando non interessa la fine della storia ma
la storia in sé. Non conta la stazione di arrivo,
ammesso che ve ne possa essere una, ma il
viaggio, la narrazione, il vortice di atmosfere,
di sfumature e di immagini sprigionato dalla
penna. Oltre alla storia robusta, ai personaggi
scolpiti, alla penna musicale e al ritmo avvolgente è necessario che le pagine creino quella
magia rara che si chiama condivisione. Quando
si compie questo miracolo il lettore entra nelle
pagine, diventando protagonista di una vicenda
umana che diventa la sua vicenda. Il romanzo è
allora «un film», da gustare con tutti i sensi, in
un gioco di specchi, di immedesimazioni. Chi
vive le parole siede a tavola con il protagonista,
sente l’odore dei luoghi, assapora il rosato salentino che scivola in gola, arrossisce per uno
sguardo, vibra delle emozioni che colpiscono i
prota gonisti.
Il romanzo Il secondo giorno - Kiss for my angel di Elisabetta Liguori, autrice leccese giunta
a una prova di grande maturità a coronamento
di un percorso ricco e interessante, rispetta la
legge hemingwayana dell’empatia tra autore e
lettore, grazie a una scrittura vivida e fertile abbinata a una trama avvincente e perfettamente
architettata (Musicaos Editore, pagg. 250, euro
18,00).
La trama è incalzante dalle prime righe. La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris: Richard, originario
dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la
moglie Elisabetta, «Liz». Sta per cominciare un
nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme
alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School
of Rome. Sembrerebbe una vita tranquilla,
quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui
una sua parente, l’unica rimasta in America,
«Zia Pupeet», muore, lasciandole in eredità un
segreto incredibile.

Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la
Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete
del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan,
e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si
cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici
che la circondano.
L’universo narrativo vede al centro una quindicenne «qualunque» alle prese con la difficile
fase dell’adolescenza. Alla sua storia, l’autrice
intreccia quella di un universo fantastico, ma
non per questo meno impastato d’umanità, grazie all’esplorazione di temi universali quali il
conflitto tra bene e male, il viaggio alla scoperta della propria identità, i rapporti tra divino ed
umano, tra ordine e caos, tra amore e desiderio.
La scrittrice salentina dimostra il suo talento
trattando, con passione e rigore, un genere insidioso come il fantasy contemporaneo e riuscendo nella mirabile impresa di fondere il senso
del meraviglioso con la realtà del mondo adolescenziale. Dimostrando che la vera penna sa essere la lingua del cure l’autrice ci fa allora credere che il bene può veramente aver ragione sul
male e che gli angeli non sono solo u n’invenzione religiosa o poetica. Risultano allora
adempiuti i due doveri dello scrittore che, come
ricorda Calvino, sono il dovere di divertire il
lettore e quello di essere onesto verso chi ha tra
le mani il suo libro. Il secondo giorno è, infatti,
un romanzo che ci proietta in scenari seducenti
e misteriosi nelle vene dei quali è iniettato sempre il sangue di un’indagine appassionata su
quel grande mistero che è l’animo umano.

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