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Treviso

LA TRIBUNA DOMENICA 9 AGOSTO 2015

IL PIANO PER L’ULTRA-INTERNET
di Fabio Poloni
Treviso all’avanguardia nella
banda “ultralarga”. Vero, se si
considera il capoluogo. Non altrettanto, allargando il compasso all’intera provincia: ci sono ancora zone in pesante ritardo sul piano di espansione
delle autostrade digitali. Dopo
l’annunciato piano da 12 miliardi di euro annunciato da
Matteo Renzi per lo sviluppo di
internet ultraveloce (sette miliardi pubblici, cinque privati),
Treviso e il Veneto si muovono
per non restare indietro. Domani Gianluigi Cogo, il coordinatore dei “digital champions”
(sorta di sentinelle digitali locali, scheda qui a fianco), incontrerà Luca Zaia per fare il punto della situazione con la Regione Veneto e decidere come e
dove intervenire.
Le imprese. Uno dei temi principali è quello della digital
transformation delle aziende.
«ovvero portare la cultura digitale in tutte le imprese, anche
quelle medie e piccole, senza
stravolgere la loro identità di
prodotto», dice Cogo. Per questo motivo, è necessario che le
aree industriali - anche quelle
dei centri minori della provincia - vengano raggiunte dalla fibra ottica, l’“autostrada” dei
bit.
Capoluogo ok. L’altissima velocità dei bit è già qui. Treviso è
tra le dieci città più all’avanguardia nel piano nazionale di
cablatura con le fibre ottiche.
Con due operatori che stanno
già coprendo il mercato trevigiano (Telecom e Vodafone),
Treviso si colloca nel ristretto
gruppo di avanguardia in fatto
di bit veloci, con la possibilità
di avere la cosiddetta ultra-internet con tecnologia Ftth (fiber to the home, fibra fino a casa) o Fttc (to the cabinet, le cabine che già punteggiano diverse zone delle Marca, poi da lì
all’utenza si sfrutta il vecchio
doppino di rame). La situazione, però, è ancora a macchia di
leopardo: il capoluogo è avanti, i paesi più piccoli (come in
tutta Italia) dovranno aspettare il piano di investimenti al
quale il Governo sta lavorando
assieme ai principali operatori
del settore.

di Davide Nordio
Se Treviso può navigare su internet con il vento in poppa (almeno nell’80 per cento del suo
territorio) per gli altri centri
della Marca non è così. Conegliano, Montebelluna e Castelfranco debbono accontentarsi
di una velocità alquanto ridotta, da 2 a 20 megabit: insomma
il minimo sindacale, con profonde differenze tra le diverse
aree.
Per il professor Daniele Pauletto, digital champion castellano per conto dell’Agenzia Italia Digitale, rimane da coprire
un divario decisamente ampio: «Ed è importante farlo in
breve tempo. L’innovazione è
ormai imprenscindibile da
una adeguata velocità delle
connessioni internet. Se a Treviso la situazione non è male,
anzi, in altre città della provincia siamo al palo. Soprattutto
in riferimento ad altre situazioni in Europa, dove anche centri di minore importanza possono contare su velocità almeno doppie a quelle delle nostre
città con una importante presenza industriale».
Telecom ha annunciato un
piano che porterà la banda ultra larga in tutta la provincia

I campioni digitali, le sentinelle dei bit
Ecco chi e dove sono quelli trevigiani
Il “Digital champion” è una
carica istituita dall’Unione
Europea nel 2012. È un
ambasciatore dell’innovazione.
Ogni Paese ne ha uno, con il
compito di rendere i propri
cittadini “digitali”. Le uniche
eccezioni sono il Regno Unito,
che ha avuto il primo della serie,
Martha Lane Fox, ma oggi ha
trasformato il ruolo virandolo
sui temi della digital economy, e
l’Estonia, dove l’incarico lo
svolge il presidente della Repubblica. In Italia dallo scorso anno a
ricoprire il ruolo di digital champion è Riccardo Luna, già direttore
di Wired Italia. Luna ha deciso di moltiplicare in un certo senso la
carica, nominando cento digital champions sparsi in tutto il
territorio nazionale, una sorta di sentinelle per lo sviluppo digitale.
L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad averne uno in ciascun
comune per stimolare la crescita digitale in tutti i territori. Questa
la lista dei “campioni digitali” nella Marca: Alessandra Giraldo
(Treviso), Paolo Ragazzi (San Biagio), Enrico Maria Bisetto (Casier),
Walter Trabucco (Casale), Franco dal Col (Ponzano), Simone Gazzola
(Istrana), Mirco Piccin (Montebelluna), Cristiana della Zonca
(Arcade), Fabio Sutto (Oderzo), Daniele Pauletto (Castelfranco),
Davide dalle Fusine (Conegliano), Emanuele Crosato (Cessalto),
Raffaello Setten (Mansuè), Federica Altoè (Vittorio Veneto), Paolo
Casagrande (Farra di Soligo). A fare da “coordinatore” a livello
regionale è Gianluigi Cogo (nella foto).
Lavori per la posa dei cavi in fibra ottica, le “autostrade” digitali per internet ultra-veloce

Banda larga, città promossa
ma in provincia va peggio
Il capoluogo è all’avanguardia con la fibra ottica, problemi negli altri centri
I “digital champions” domani incontrano Zaia per sbloccare gli investimenti
La mappa. Online sono disponibili diverse finestre interattive dei vari operatori per capire
quali zone siano già raggiunte
dalla fibra ottica, basta inserire
l’indirizzo e la risposta è praticamente in tempo reale. La città è cablata quasi per intero, eccezion fatta per alcune zone
nel quadrante sud della città

come via Terraglio e strada
Sant’Antonino. Telecom ha posato, nell’ultimo anno, 106 chilometri di fibra ottica, di cui solo 12 hanno richiesto nuovi
scavi. Per gli altri si sono utilizzate le infrastrutture già esistenti. La fibra quindi oggi arriva a 216 “armadi” cittadini sui
231 installati. Sono attualmen-

te circa trentamila le unità immobiliari che possono richiedere una connessione internet
che viaggi a 50 megabit al secondo in download.
La velocità. La velocità raggiungibile va dai 30 ai 100 Mbps
(megabit per secondo): la tecnologia Ftth, che porta la fibra
fino al modem domestico, per-

mette la massima resa.
Le scuole. Di recente il Comune di Treviso e Vodafone hanno realizzato di un piano di
connessione ultraveloce per
dieci plessi scolastici del capoluogo. Queste le scuole coinvolte: Pascoli, I Maggio, Felissent, Mantegna, Don Milani,
Prati, Masaccio, Stefanini, Vit-

I conti con la dura realtà
A Resana neanche l’adsl
velocità da 2 a 30 megabit».
Rimarranno comunque delle zone dove la velocità non sarà ancora eccellente. In alcune
località della Marca, ad esempio Resana, non arriva ancora
l'Adsl, altro che la banda ultra
larga. «Probabilmente sarà necessario provvedere in proprio, come fanno già molte
aziende con il wireless oppure
con il 4G», spiega Pauletto,
«Una soluzione che potrebbe
essere adottata a livello comunale, il wifi pubblico free (gratuito) ci sono già degli esempi
molto validi sul territorio. Ritengo che in questo modo potremmo accorciare molto prima il divario esistente, determinato dal fatto che abbiamo
una rete telefonica abbastanza
obsoleta, ancora basata sul cavo di rame e non sulla fibra ottica».
Oltre alla velocità di connes-

sione, un digital champion monitora la digitalizzazione generale della sua area di competenza. A Castelfranco, ad esempio, com’è la situazione? «Per
quanto riguarda il wi-fi comunale la qualità è discreta ma
purtroppo disponibile solo in
aree alquanto limitate del centro», spiega Pauletto, «Circa le
informazioni ai cittadini sul
web, il sito istituzionale del
municipio è ricco di informazioni, tuttavia necessiterebbe
di un restyling per renderle più
facilmente disponibili: è un sito ancora “1.0”. Latita invece
da parte dell’ente pubblico l’attività di formazione digitale
verso i cittadini per consentire
l’accesso ai nuovi servizi: a questo ha supplito il mondo della
scuola o altri enti, anche nei
confronti di assoluti principianti informatici. È un argomento importante: il livello di

@fabio_poloni
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Pasta Zara Spa partecipa al dolore
della famiglia per la scomparsa
dello stimato e storico
collaboratore

la situazione nei comuni minori

entro il 2015 e cosi pure il Governo. Fattibile? «Sarebbe un
risultato importante», dice
Pauletto, «Ma bisogna fare i
conti con la realtà. E con le decisioni ministeriali. Sono previste quattro tappe, definite cluster, a seconda della priorità in
cui si interverrà sulla banda ultra larga, per capirci da 30 a 100
megabit, quindi con una velocità minima già superiore a
quella massima riscontrata al
di fuori del capoluogo di provincia. Nella fascia A troviamo
le grandi città, a seguire i capoluoghi di provincia molto popolati. Treviso probabilmente
sarà tra questi. Per altri centri,
come Castelfranco, Montebelluna e Conegliano, si spera possano entrare nel cluster C che
riguarda 2.600 comuni ancora
da definire dove la velocità sarà da 2 a 100 megabit. Nel resto
si interverrà per assicurare una

torio da Feltre e Carducci.
Da fare. Il piano di sviluppo,
che parte dall’agenda europea
per lo sviluppo digitale, va ora
declinato e calato sul territorio. «L’intervento pubblico, anche con fondi che la Regione
pesca dal Fondo europeo per
lo sviluppo regionale, è necessario per portare la banda ultralarga anche nelle zone cosiddette “a fallimento di mercato”, ovvero con una densità
abitativa bassa per essere appetibile per i gestori», spiega
Cogo. Ma non basta: «Una volta portata la fibra “spenta”»,
spiega Cogo, «poi dev’essere
ancora il privato a investire per
la parte elettronica, ovvero un
commutatore che porti il segnale nelle case. La Regione Veneto ha investito anche su questa parte, ed è stata la prima in
Italia».

GIOVANNI BERTIZZOLO
Riese Pio X, 9 agosto 2015

ANNIVERSARIO
Venticinque anni fa è volato in cielo
il
Com.te

MARIO FERRARI
La moglie e il figlio con amore.
Treviso, 9 agosto 2015

Una centralina per la “fibra”

digitalizzazione e quindi di
competitività non si misura solo in velocità di connessione,
che comunque è fondamentale, ma anche nella capacità di
interagire con le nuove tecnologie».
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