Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Febbraio 2009

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

1. Executive Summary
L’“Osservatorio permanente sulla micro e piccola impresa milanese” - nato nel 2006 dalla collaborazione tra ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano, e la Fondazione Sviluppo Impresa della Compagnia delle Opere di Milano e Provincia e cofinanziato dalla Camera di Commercio di Milano - a fine 2008 ha portato a compimento la sua terza rilevazione. L’edizione 2008 dell’Osservatorio propone alcune novità rispetto al lavoro svolto nei due anni precedenti. Le più rilevanti riguardano il campione: innanzitutto, esso è stato ulteriormente ampliato rispetto alle passate rilevazioni (835 imprese nel 2006 e 948 imprese nel 2007) ed è costituito da 1.818 imprese, appartenenti ai settori “Industria” (22%), “Commercio” (28%) e “Servizi” (50%). Coerentemente con la natura dell’Osservatorio, le micro imprese (numero di dipendenti inferiore a 9) rappresentano il 73% del campione, le piccole imprese (numero di dipendenti compreso tra 10 e 49) il 23% e le medie imprese (numero di dipendenti compreso tra 50 e 249) il 4%. In secondo luogo, il campione è statisticamente rappresentativo della popolazione di micro e piccole imprese milanesi secondo quanto risulta dai dati ISTAT 2006 (su circa 360.000 imprese, 94% sono micro imprese, 5.1% piccole imprese e 0.9% medie imprese). Infine, per la definizione del campione sono state utilizzate due diverse banche dati: l’elenco delle PMI iscritte alla Compagnia delle Opere di Milano (circa 70% del campione) e l’elenco delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Milano (30% del campione). Come nelle due precedenti rilevazioni, lo strumento per attuare il monitoraggio è un questionario, somministrato agli imprenditori da un gruppo di operatori specializzati della Fondazione Sviluppo Impresa nel periodo Settembre-Novembre 2008. Alcune novità sono state introdotte nella struttura del questionario e nei contenuti: innanzitutto, sulla base dell’esperienza delle due precedenti rilevazioni, sono state selezionate le aree di indagine più significative – investimenti e innovazione, finanza, estero, lavoro e formazione, responsabilità sociale di impresa e sviluppo; in secondo luogo, sono state inserite delle domande volte a cogliere l’opinione degli imprenditori rispetto ad alcune delle problematiche più discusse a livello politico ed economico, come la competitività internazionale delle imprese italiane, il problema degli immigrati, la minaccia delle economie emergenti, le opportunità legate all’Europa e all’Expo 2015. Infine, la disponibilità su alcuni indicatori di una serie storica di tre anni, consente di cogliere in chiave dinamica i fenomeni in atto nell’economia delle micro e piccole imprese milanesi. La terza rilevazione dell’Osservatorio è avvenuta in un momento particolarmente critico per l’economia mondiale e la crisi che ha colpito il sistema economico negli ultimi mesi del 2008 presumibilmente avrà dei risvolti anche sulle micro e piccole imprese milanesi. Nell’analisi dei dati presentati in questo rapporto è opportuno considerare che gli effetti di tali eventi potranno essere compiutamente valutati solo nei mesi a venire. Di seguito si riportano i principali segnali – alcuni positivi, altri negativi – emersi dalla ricerca. In sintesi, è possibile affermare che, al momento, le PMI milanesi resistono alla crisi. Per fronteggiare l’attuale incertezza di mercato, le micro e piccole imprese milanesi tagliano gli investimenti e
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Executive Summary

concentrano le proprie forze sui dipendenti, sempre più legati alle imprese da rapporti di lungo periodo. L’apertura verso i mercati esteri e le opinioni rispetto alla competitività internazionale dimostrano che le micro e piccole imprese milanesi sono ben consapevoli dei propri punti di forza, ma soffrono del difficile rapporto con gli istituti di credito e hanno, quindi, bisogno di sostegno: sarebbe auspicabile in tal senso un intervento da parte delle Istituzioni e delle Associazioni vicine alle imprese. Segnali positivi Un primo segnale positivo è legato al mondo del lavoro: nonostante il momento di profonda crisi dell’economia, per il 70% di micro e piccole imprese milanesi il numero dei dipendenti è rimasto stabile rispetto allo scorso anno, per il 17% è aumentato e solo per l’8% è diminuito. Si rileva, inoltre, un significativo aumento rispetto al 2007 del numero di imprese che ricorre in prevalenza a contratti a tempo indeterminato (23% nel 2007, 53% nel 2008). Con riguardo all’internazionalizzazione, i dati fanno emergere una interessante apertura delle micro e piccole imprese verso i mercati esteri: il 26% delle imprese milanesi intrattiene rapporti con l’estero; nel complesso, il 18% del campione esporta, il 10% importa e solo il 2% detiene attività produttive all’estero. Sono le imprese di piccole dimensioni ad essere maggiormente orientate all’internazionalizzazione: sono, infatti, presenti all’estero il 39% delle piccole imprese, il 29% delle medie e il 25% delle micro. Le imprese del settore industriale sono le più attive sul fronte export (38% del campione); le imprese commerciali, invece, sono le più legate agli approvvigionamenti esteri. Tra le imprese del campione non internazionalizzate (1.294 imprese), il 24% dichiara di avere intenzione di attivare relazioni di import, export o di delocalizzare la produzione in futuro. Le aree più presidiate dalle imprese milanesi sono Europa Occidentale ed Est Europa; seguono USA e America del Nord, Cina, Africa e Medio Oriente. Con riguardo alla competitività internazionale delle imprese milanesi, gli imprenditori ritengono che ci sia stato un timido miglioramento nel 2008 rispetto all’anno 2007, mentre, riguardo alla competitività futura, le opinioni degli imprenditori sembrano leggermente più ottimistiche. In tale direzione, grandi aspettative sono riposte sull’EXPO 2015. Il 64% del campione dichiara di avere occasione per discutere con altri (imprenditori, associazioni, ecc.) la linea di sviluppo della propria impresa: questo dato è in aumento rispetto al 2007 (56%). Tra le problematiche indagate ne emergono due prevalenti – in particolare per le imprese di micro e piccole dimensioni – che sono “fisco e imposte” (24%) e “accesso al credito” (24%), seguite da “capitale umano” (20%), “concorrenza delle economie emergenti” (15%), “necessità di innovazioni generiche” (14%) e “necessità di innovazioni tecnologiche e di processo” (5%). Alle imprese intervistate è stato chiesto di esprimere una valutazione relativa ad alcune delle problematiche più discusse a livello politico ed economico: sono emersi segnali interessanti in termini di fiducia per il futuro. Innanzitutto, per il 77% del campione gli immigrati sono una risorsa e non un ostacolo allo sviluppo dell’economia milanese. In secondo luogo, per il 77% del campione l’Europa costituisce un’opportunità per la futura crescita dell’economia italiana.
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Infine, per il 75% delle imprese, l’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio. Segnali negativi Rispetto alle due precedenti rilevazioni, si registra una progressiva contrazione degli investimenti . Nell’anno 2008 si rileva una riduzione sia del numero di imprese che ha effettuato investimenti (77% nel 2006, 66% nel 2007, 56% nel 2008) sia di quelle che hanno usufruito di finanziamenti agevolati (10% nel 2006, 13% nel 2007 e 8% nel 2008) per finanziare gli investimenti stessi. E’ in diminuzione anche il numero di imprese che intendono effettuare investimenti in futuro (63% nel 2006, 53% nel 2007, 42% nel 2008). Gli ambiti in cui le imprese hanno investito maggiormente nell’ultimo anno sono: hardware e software (49%), impianti e attrezzature (31%), acquisto di macchinari (27%) e automezzi (25%), opere murarie o acquisto di mobili (19%). Sul fronte della formazione del personale, il 34% delle imprese ha effettuato investimenti nell’ultimo anno. Rispetto alle due rilevazioni precedenti, si conferma anche in questo ambito il trend in diminuzione: nel 2006, infatti, investivano in formazione il 46% delle micro e piccole imprese milanesi e nel 2007 il 41%. In calo rispetto all’anno precedente anche il numero di imprese che ha dichiarato di aver introdotto una significativa innovazione di prodotto e/o di processo nell’anno 2008. In linea con quanto emerso nel 2007, il 28% del campione totale dichiara di aver incontrato, nell’arco dell’ultimo anno, delle difficoltà nel rapporto con gli istituti di credito; sono le imprese più piccole e quelle appartenenti al settore industriale ad avere maggiori difficoltà nei rapporti con le banche. Nel 51% dei casi i problemi riguardano la possibilità di accedere a linee di credito, nel 48% tassi e commissioni elevate, nel 33% la mancanza di attenzione da parte dei funzionari, nel 31% l’approccio burocratico e nel 27% la richiesta di eccessive garanzie. L’accesso al credito è stato identificato come uno dei principali problemi che le imprese devono affrontare nel prossimo futuro e come uno dei principali limiti allo sviluppo di impresa. L’impegno delle micro e piccole imprese milanesi sul fronte responsabilità sociale fa registrare un lieve calo rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti: questo dato sembra essere imputabile non tanto ad una sensibilità verso queste tematiche diversa dal passato quanto piuttosto al clima di generalizzata preoccupazione per il futuro dell’economia. Forti, inoltre, i timori legati al crescente potere delle economie emergenti, quali la Cina, che costituisce una minaccia per il 71% delle imprese indagate.

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Le novità dell’Osservatorio 2007

2. Le novità dell’Osservatorio 2007
L’Osservatorio permanente sulla micro e piccola impresa milanese si pone l’obiettivo di indagare lo stato dell’arte delle micro e piccole imprese milanesi rispetto a sei aree di indagine: investimenti e innovazione, finanza, estero, lavoro e formazione, responsabilità sociale di impresa e sviluppo. I dati sono stati raccolti, attraverso un questionario, somministrato direttamente agli imprenditori delle micro e piccole imprese milanesi da un gruppo di operatori specializzati della Fondazione Sviluppo Impresa. La qualità dei dati così raccolti, insieme al focus sulle micro imprese, è uno dei punti di forza di questo Osservatorio, che ad oggi si propone ancora come unico nel panorama milanese. L’Osservatorio, giunto alla sua terza edizione, propone nel 2008 alcune novità rispetto alle due precedenti rilevazioni: • Ampiezza del campione – il campione è statisticamente rappresentativo della popolazione di micro e piccole imprese milanesi, secondo quanto risulta dal censimento ISTAT del relativo alle imprese della Provincia di Milano. • Rappresentatività statistica del campione – il campione 2008 è statisticamente rappresentativo della popolazione di micro e piccole imprese milanesi, secondo quanto risulta dai dati ISTAT del 2006 relativi alle imprese della Provincia di Milano. • Focus su aree di indagine rilevanti – sulla base dell’esperienza delle due precedenti rilevazioni, sono state selezionate e approfondite le sole aree di indagine ritenute più significative. • Nuovi indicatori – sono state inserite delle domande volte a cogliere l’opinione degli imprenditori rispetto ad alcune delle problematiche più discusse a livello politico ed economico, come la competitività internazionale delle imprese italiane, il problema degli immigrati, la minaccia delle economie emergenti, le opportunità legate all’Europa e all’Expo 2015. • Confronto con i dati 2006 e 2007 – l’Osservatorio 2008 propone non solo una fotografia di problemi e punti di forza delle micro e piccole imprese milanesi, ma anche un confronto rispetto ai dati rilevati nei due anni precedenti. L’analisi in chiave dinamica dei dati si propone come punto di forza dell’Osservatorio e consente di cogliere eventuali trend in atto.

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3. Premesse metodologiche
3.1 Composizione del campione Il campione oggetto di indagine è stato costruito partendo dall’analisi della popolazione di PMI milanesi rispetto alla classe dimensionale e al settore di appartenenza (cfr. tabella 3.1.1).
Tab 3.1.1 La popolazione di PMI milanesi (Censimento ISTAT 2006) ·
Fonte: Istat

Micro imprese Industria Commercio Servizi Totale Totale % 65.696 87.012 185.968 338.676 94%

Piccole 8.332 4.615 5.478 18.425 5%

Medie 1.273 583 1.160 3.016 1%

Totale 75.301 92.210 192.606 360.117

Totale % 21% 26% 53%

100%

La classificazione per classe dimensionale adottata è quella emanata dall’Unione Europea: «La categoria delle piccole e medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. Quando è necessario distinguere tra una piccola e una media impresa, la piccola impresa si definisce come un’impresa che occupa meno di 50 persone e il cui fatturato annuo o il cui totale di bilancio annuo non supera i 10 milioni di euro. Quando è necessario distinguere tra una microimpresa e una piccola impresa, la microimpresa si definisce come un’impresa che occupa meno di 10 persone e il cui fatturato annuo o il cui totale di bilancio non supera i 2 milioni di euro» (Raccomandazione dell’Unione Europea del 25/05/2003, versione italiana). Il campione, stratificato rispettando la composizione percentuale della popolazione milanese rispetto alle due dimensioni (classe dimensionale e settore) è composto da 1.848 imprese, di cui 73% micro imprese, 23% piccole imprese e un residuale 4% medie imprese (cfr. tabelle 3.1.2 e 3.1.3).

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Premesse Metodologiche

Tab 3.1.2 Il campione analizzato per settore e classe dimensionale · Industria Micro imprese Piccole imprese Medie imprese Totale 244 149 16 409 Commercio 370 118 13 501

Fonte: Elaborazione degli Autor

Servizi 715 156 37 908

Totale 1.329 423 66 1.818

Tab. 3.1.3. Il campione analizzato per settore e classe dimensionale (valori %) · Classe dipendenti Micro imprese Piccole imprese Medie imprese Totale Industria 13% 8% 1% 22% Commercio 20% 6% 1% 28% Servizi 39% 9% 2% 50%

Fonte: Elaborazione degli Autor

Totale 73% 23% 4% 100%

Nella tabella 3.1.4. sono sintetizzate altre informazioni anagrafiche sul campione oggetto di indagine: si tratta prevalentemente di imprese giovani (68% prima generazione imprenditoriale) per le quali il passaggio generazionale non costituisce un problema e di imprese operanti nel segmento B2B, infatti nell’83% dei casi le imprese indagate hanno come clienti delle persone fisiche.
Tab. 3.1.4. Altre informazioni anagrafiche sul campione · Generazione imprenditoriale 1 2 3 oltre n/a Classe Fatturato (in milioni di ) 0 – 0.5 0.5 – 1 1–2 2–3 37% 16% 15% 6%
Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 68% 20% 4% 1% 7%

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3–5 5 – 10 10 – 15 15 – 30 > 30 n/a Evoluzione fatturato rispetto all’anno precedente Aumentato Diminuito Sostanzialmente stabile n/a Clienti prevalenti Persona fisica Persona giuridica n/a

5% 5% 1% 1% 1% 12%

43% 14% 35% 8%

17% 82% 2%

3.2 Guida all’interpretazione dei grafici Nella lettura e nell’interpretazione dei grafici proposti, si tenga presente che: • i dati sono relativi al numero di imprese che hanno risposto affermativamente rispetto ad un certo indicatore (ad esempio, nell’Area Investimenti e Innovazione, ci si riferisce sempre al numero di imprese che dichiara di aver effettuato investimenti e non alla percentuale in valore degli investimenti effettuati); • i dati di sintesi relativi all’intero campione sono ponderati in base al peso percentuale della classe dimensionale sulla popolazione reale di micro e piccole imprese milanesi secondo quanto emerso dalla rilevazione ISTAT 2006. Questo accorgimento metodologico rende i dati statisticamente rappresentativi dell’intera popolazione di micro e piccole imprese milanesi. • i dati per classe dimensionale e per settore sono ponderati rispetto alla percentuale della classe in oggetto sul totale del campione; • in alcuni casi, specificatamente indicati, gli indicatori sono pesati non sul numero di imprese totali del campione o, a seconda dei casi, della classe dimensionale o del settore, ma sul numero di imprese che abbiano risposto positivamente ad una domanda precedente.

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Area Investimenti e Innovazione

4. Area Investimenti e Innovazione
Rispetto alle due precedenti rilevazioni (anno 2006 e anno 2007), si registra una progressiva contrazione degli investimenti e un accresciuto timore per il futuro. Nell’anno 2008 si rileva una ulteriore riduzione sia del numero di imprese che ha effettuato investimenti (77% nel 2006, 66% nel 2007, 56% nel 2008) che di quelle che intendono effettuare investimenti in futuro (63% nel 2006, 53% nel 2007, 42% nel 2008). Gli ambiti in cui le imprese hanno investito maggiormente nell’ultimo anno sono: hardware e software (49%), impianti e attrezzature (31%), acquisto di macchinari (27%) e automezzi (25%), opere murarie o acquisto di mobili (19%). Nella stessa direzione sembrano essere indirizzati gli investimenti programmati per i prossimi 12 mesi. In calo rispetto all’anno precedente anche il numero di imprese che ha dichiarato di aver introdotto una significativa innovazione di prodotto e/o di processo nell’anno 2008. Le innovazioni riguardano principalmente i prodotti/servizi (24%) e il processo produttivo (12%). 4.1 Investimenti effettuati
4.1.1 Diffusione e aree degli investimenti
Fig. 4.1.1. Investimenti materiali realizzati negli ultimi 12 mesi – 2006 vs 2007 ·
Micro Piccola Media 0 10 20 30 40 50 60 70
Fonte: Elaborazione degli Autori

55

70

77

80

90

100

Dettagliando il dato per classe dimensionale, si rileva una correlazione positiva tra investimenti realizzati e classe dimensionale: sono soprattutto le imprese di medie dimensioni, infatti, ad aver effettuato investimenti negli ultimi 12 mesi (77%), seguite dalle piccole imprese (70%) e dalle micro imprese (55%).
Fig. 4.1.2. Investimenti materiali realizzati negli ultimi 12 mesi per classe dimensionale ·
Industria Commercio Servizi 0 10 20 30 40 50
56

Fonte: Elaborazione degli Autori

62

59

60

70

80

90

100

20

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Dalla distribuzione degli investimenti per settore si rileva che essi si concentrano maggiormente nel settore industriale (62%); seguono Servizi (59%) e Commercio (56%). Nell’ultimo anno le imprese hanno investito prevalentemente in hardware e software (49%), impianti e attrezzature (31%), acquisto di macchinari (27%) e automezzi (25%), opere murarie o acquisto di mobili (19%). Seguono gli investimenti in marketing e pubblicità (10%), formazione del personale (9%), ricerca e sviluppo (6%) e certificazione (3%).
Fig. 4.1.3. Ambito degli investimenti (su n° imprese che hanno investito) ·
Certificazione Formazione del personale Marketing e pubblicità Ricerca e sviluppo Automezzi Hardware Software Opere murarie e acquisto immobili Impianti e attrezzature Macchinari 0 10 20
27 19 6 25

Fonte: Elaborazione degli Autori

3

9

10

49

31

30

40

50

60

70

80

90

100

Dal confronto con i dati del 2007 emerge una sostanziale omogeneità nell’ambito degli investimenti materiali: anche nel 2007, infatti, le aree di investimento prevalente sono state hardware e software (67%), impianti e attrezzature (38%), acquisto di automezzi (39%) e di macchinari (28%). Significativa, invece, la riduzione tendenziale degli investimenti immateriali: gli investimenti in marketing e pubblicità, formazione del personale, ricerca e sviluppo e certificazione – effettuati nel 2008, rispettivamente, dal 10%, 9%, 6% e 3% del campione – nel 2007 erano stati effettuati dal 54%, 46%, 35% e 22% delle imprese oggetto di indagine.

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Area Investimenti e Innovazione

Fig. 4.1.4. Ambito degli investimenti per settore (su n° di imprese che hanno investito – ·
2

Fonte: Elaborazione degli Autori

Media

Certificazione
2

10
Piccola Micro

Formazione del personale Marketing e pubblicità Ricerca e sviluppo

20 14 9 16 16 10 16 10 6 25 26 25 37 41 50 29 25 18 53 44 30 47

Automezzi

Hardware Software Opere murarie e acquisto immobili Impianti e attrezzature

Macchinari
26

43

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando il dato per classe dimensionale, si rileva una correlazione positiva tra numero di imprese che hanno effettuato investimenti e classe dimensionale. Uniche eccezioni le aree hardware e software e certificazione: per la prima, si rileva che sono le micro imprese ad investire maggiormente (50% micro imprese, 41% piccole imprese e 37% medie imprese); per la seconda, invece, si registra la netta prevalenza delle piccole imprese (10% piccole imprese contro 2% di micro e medie imprese).

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Fig. 4.1.5. Ambito degli investimenti materiali per classe dimensionale ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

Certificazione

3 2 11

Servizi Commercio Industria

Formazione del personale Marketing e pubblicità Ricerca e sviluppo

12 7 11 12 10 13 6 7 13 26 26 21

Automezzi

Hardware Software Opere murarie e acquisto immobili Impianti e attrezzature
17

57 46 27

27 21 31 33 44 25 25 53

Macchinari

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Con riguardo all’analisi settoriale, si conferma sostanzialmente quanto rilevato per l’anno 2007. Le imprese appartenenti al settore dei Servizi e le imprese commerciali si concentrano maggiormente sull’acquisto di hardware e software (rispettivamente 57% e 46%); le imprese del settore industriale, invece, fanno rilevare delle buone percentuali anche su macchinari (53%) e impianti e attrezzature (44%).

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Area Investimenti e Innovazione

4.1.2 Prospettive future degli investimenti

Rispetto all’anno 2007, nel 2008 le imprese sembrano essere più preoccupate per il futuro, infatti il numero di imprese inclini ad effettuare investimenti futuri è pari al 42% del campione.
Fig. 4.1.6. Investimenti nei prossimi 12 mesi per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20 30 40 50 60
Fonte: Elaborazione degli Autori

41

54

67

70

80

90

100

L’analisi dimensionale rivela una correlazione positiva tra le aspettative di investimento e la variabile dimensionale. Infatti, le micro imprese si dichiarano orientate a sostenere investimenti nel 41% dei casi, mentre le piccole imprese raggiungono il 54% e le medie il 67%.
Fig. 4.1.7. Investimenti nei prossimi 12 mesi per settore ·
Industria Commercio Servizi 0 10 20 30 40
40

Fonte: Elaborazione degli Autori

49

47

50

60

70

80

90

100

Dettagliando i dati per appartenenza settoriale, si rileva una sostanziale omogeneità tra i settori: dichiarano l’intenzione di effettuare investimenti futuri il 49% delle imprese industriali, il 47% delle imprese di servizi e il 40% delle imprese commerciali. Gli ambiti in cui le imprese hanno in programma di effettuare investimenti il prossimo anno ripropone in parte la distribuzione identificata con riferimento agli investimenti effettuati negli ultimi dodici mesi. Paragonando le aree verso cui le imprese hanno in programma di indirizzare gli investimenti con quanto emerso nel 2007, non si riscontrano variazioni significative. Nel 2008 si conferma l’interesse verso hardware e software (41%), seguito da impianti e attrezzature (28%), macchinari (26%), opere murarie e acquisto di mobili (19%), automezzi (16%), marketing e pubblicità (14%), formazione del personale (10%), ricerca e sviluppo (8%) e certificazione (4%).

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Fig. 4.1.8. Ambito degli investimenti programmati (su n°imprese che investiranno) ·
Certificazione Formazione del personale Marketing e pubblicità Ricerca e sviluppo Automezzi Hardware Software Opere murarie e acquisto immobili Impianti e attrezzature Macchinari 0 10 20
19 8 16

Fonte: Elaborazione degli Autori

4

10

14

41

28

26

30

40

50

60

70

80

90

100

Analizzando i dati relativi agli investimenti futuri per classe dimensionale e per settore, si confermano le considerazioni già espresse rispetto agli investimenti passati: esiste una correlazione positiva tra numero di imprese che hanno effettuato investimenti e classe dimensionale ad eccezione delle aree hardware e software e certificazione. A livello di settore, le imprese appartenenti al settore dei Servizi e le imprese commerciali si focalizzeranno maggiormente sull’acquisto di hardware e software (rispettivamente 47% e 37%) mentre le imprese del settore industriale maggiormente su macchinari (46%) e impianti e attrezzature (43%).

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Area Investimenti e Innovazione

Fig. 4.1.9.

Ambito degli investimenti programmati per classe dimensionale (su n° di imprese che investiranno) · Fonte: Elaborazione degli Autori
2
Media

Certificazione
3

9
Piccola Micro

Formazione del personale Marketing e pubblicità Ricerca e sviluppo

14 17 9 18 18 13 16 11 7 30

Automezzi
15

20

Hardware Software Opere murarie e acquisto immobili Impianti e attrezzature
16 21 19

32 34 41

43 43 27 43

Macchinari
25

39

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

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Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 4.1.10. Ambito degli investimenti programmati per settore (su n° di imprese che investiranno) ·
4 3 9

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Commercio Industria

Certificazione

Formazione del personale Marketing e pubblicità Ricerca e sviluppo

13 14 8 15 17 14 8 7 13 19 19 13

Automezzi

Hardware Software Opere murarie e acquisto immobili Impianti e attrezzature
16

47 37 22

25 21 29 29 43 24 27 46

Macchinari

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

4.2. Innovazioni
4.2.1 Tipo di Innovazioni

Alle imprese oggetto di indagine è stato chiesto se abbiano introdotto negli ultimi 3 anni delle significative innovazioni nell’ambito di prodotti/servizi, processi produttivi, vendite, strumenti di gestione (controllo di gestione e gestione del personale), logistica o distribuzione. I dati rivelano che il 24% del campione ha introdotto innovazioni a livello di prodotto/servizio, il 12% a livello di processo produttivo e il 9% a livello di strumenti di gestione; meno rilevante il numero di imprese che ha introdotto innovazioni a livello di vendite, logistica e distribuzione (rispettivamente, 5%, 4%, 2%).

27

Area Investimenti e Innovazione

Fig. 4.2.1. Tipo di innovazione (2008 vs 2007) ·
2

Fonte: Elaborazione degli Autori
2008 2007

Distribuzione
4

Logistica

4 6

Strumenti di gestione

9 13

Vendite

5 22

Processo produttivo

12 20

Prodotti/servizi 0 10

24 43

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Rispetto all’anno 2007, si rileva una sostanziale riduzione del numero di imprese che ha dichiarato di aver introdotto una significativa innovazione su tutte le aree oggetto di indagine. Molto rilevante lo scostamento relativo all’innovazione di prodotto/servizio. Questi dati, congiuntamente a quelli relativi agli investimenti (rispetto al 2007 sono in decremento sia gli investimenti effettuati che quelli programmati per il futuro), confermano uno scenario di grande timore e di incertezza per il futuro.
Fig. 4.2.2. Tipo di innovazione per classe dimensionale ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Media Piccola

2
Micro

12

Logistica
4

7

Strumenti di gestione
9

15 16

Vendite
5

11 10

Processo produttivo
12

27 17

Prodotti/servizi
24

30 32

28

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Dettagliando il dato per classe dimensionale, è interessante rilevare che le innovazioni di prodotto/servizio e quelle relative agli strumenti di gestione sono più diffuse nelle imprese di piccole dimensioni che nelle medie imprese. Altro dato interessante è quello relativo alle micro imprese, per le quali si riscontrano percentuali non molto distanti da quelle rilevate per le imprese di dimensioni maggiori.
Fig. 4.2.3. Tipo di innovazione per settore ·
1

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Industria Commercio

Distribuzione

3 4

3

Logistica

7 7

Strumenti di gestione

12 8 12

4

Vendite

8 11

Processo produttivo

10 8 28

Prodotti/servizi

26 25 27

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Come è ragionevole aspettarsi, tra i diversi settori, l’Industria è quello in cui si concentrano le innovazioni a livello di processo produttivo (28% del campione). Sostanzialmente omogenea la distribuzione settoriale delle innovazioni negli altri ambiti di indagine.

29

Area Investimenti e Innovazione

5. Area Finanza
Negli ultimi 12 mesi il ricorso a contributi e/o finanziamenti agevolati a fronte degli investimenti si è ridotto rispetto agli ultimi due anni: si è passati, infatti, dal 10% del 2006 e 13% del 2007 all’8% del 2008. In linea con quanto emerso nel 2007, il 28% del campione totale dichiara di aver incontrato, nell’arco dell’ultimo anno, delle difficoltà nel rapporto con gli istituti di credito; sono le imprese più piccole e quelle appartenenti al settore industriale ad avere maggiori difficoltà nei rapporti con le banche. Nel 51% dei casi i problemi riguardano la possibilità di accedere a linee di credito, nel 48% tassi e commissioni elevate, nel 33% la mancanza di attenzione da parte dei funzionari, nel 31% l’approccio burocratico e nel 27% la richiesta di eccessive garanzie. In media, il 64% del campione ha dichiarato di conoscere l’accordo Basilea 2, che introduce le nuove procedure per la concessione del credito, ma, di questo 64%, solo il 57% dichiara di aver ricevuto adeguate spiegazioni da parte delle banche. Per il 28% delle imprese a conoscenza di Basilea 2, l’introduzione di tale accordo ha influito negativamente sulla possibilità di ottenere finanziamenti. 5.1. Contributi e finanziamenti agevolati
Fig. 5.1.1. Utilizzo contributi e/o finanziamenti agevolati – 2008 vs 2006 e 2007 ·
2006 2007 2008 0
8

Fonte: Elaborazione degli Autori

10

13

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Negli ultimi 12 mesi il ricorso a contributi e/o finanziamenti agevolati a fronte degli investimenti si è ridotto rispetto agli ultimi due anni: si è passati, infatti, dal 10% del 2006 e 13% dl 2007 all’8% del 2008.
Fig. 5.1.2. Utilizzo contributi e/o finanziamenti agevolati per classe dimensionale (2008 vs 2007) ·
8 13

Fonte: Elaborazione degli Autori

Micro

2008 2007

Piccola

15 16

Media 0

12 24

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

30

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Articolando il dato per classe dimensionale, si rileva che: da un lato, sono le imprese di piccole dimensioni a far maggior ricorso ai contributi e/o finanziamenti agevolati; dall’altro, per le piccole imprese il ricorso a contributi e/o finanziamenti agevolati si è mantenuto pressoché costante dal 2007, mentre per le micro e medie imprese si registra un discreto decremento (per le micro imprese si è passati dal 13% all’8%; per le medie imprese dal 24% al 12%).
Fig. 5.1.3. Utilizzo contributi e/o finanziamenti agevolati per settore (2008 vs 2007) ·
16 18

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria

2008 2007

Commercio

8 14

Servizi 0

8 11

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Con riguardo all’appartenenza settoriale, si conferma quanto rilevato nel 2007: è l’Industria il settore che fa maggiormente ricorso a contributi e/o finanziamenti agevolati (16%), seguono il Commercio e i Servizi (entrambi 8%). 5.2. Rapporti con le banche In media, il 28% del campione totale dichiara di aver incontrato, nell’arco dell’ultimo anno, delle difficoltà nel rapporto con gli istituti di credito. Il dato è in linea con quanto emerso nel 2007 (27%).
Fig. 5.2.1. Problematiche nei rapporti con le banche per classe dimensionale (2008 vs 2007) ·
16 18

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria

2008 2007

Commercio

8 14

Servizi 0

8 11

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

La distribuzione delle imprese per classe dimensionale conferma i dati emersi nel corso del 2007: sono le imprese più piccole ad avere maggiori difficoltà nei rapporti con le banche, infatti ha risposto affermativamente alla domanda il 28% delle micro imprese, il 29% delle piccole e, con una discreta distanza, il 9% delle medie.
31

Area Investimenti e Innovazione

Fig. 5.2.2. Problematiche nei rapporti con le banche per settore (2008 vs 2007) ·
33 33

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria

2008 2007

Commercio
24

29

Servizi 0 10

24 23

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Anche l’analisi per settore conferma quanto sostanzialmente emerso nella rilevazione 2007: l’Industria è il settore maggiormente colpito dai problemi nei rapporti con le banche con il 33% dei casi, seguono le imprese del settore Commercio (29%) e Servizi (24%). Per il Commercio si rileva un aumento di 5 punti percentuali rispetto all’anno passato (24% nel 2007, 29% nel 2008).
Fig. 5.2.3. Problematiche incontrate (su n° imprese che hanno dichiarato di avere dei problemi; 2008 vs 2007) · Fonte: Elaborazione degli Autori
2008

Eccessive garanzie Tassi e commissione elevati Approccio burocratico Mancanza attenzione funzionari Accesso al credito

27 48

2007

48 65

31 51

33 41

51 37

Tra le imprese che hanno dichiarato di aver incontrato dei problemi nei rapporti con le banche, si rileva che, nel 51% dei casi, i problemi riguardano la possibilità di accedere a linee di credito, nel 48% tassi e commissioni elevate, nel 33% la mancanza di attenzione da parte dei funzionari, nel 31% l’approccio burocratico e nel 27% la richiesta di eccessive garanzie. Rispetto all’anno 2007, emergono dei segnali incoraggianti legati alla sostanziale riduzione nella percezione di alcuni problemi, quali tassi e commissioni elevate, approccio burocratico e richiesta di eccessive garanzie mentre si registra un incremento della più generale difficoltà di accesso al credito (37% nel 2007, 51% nel 2008).

32

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 5.2.4. Problematiche incontrate per classe dimensionale ·
33 25 27

Fonte: Elaborazione degli Autori

Media Piccola Micro

Eccessive garanzie

Tassi e commissione elevati

33 40 48

Approccio burocratico

33 35 31

Mancanza attenzione funzionari

17 29 33

Accesso al credito

67 50 51

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Analizzando i dati per classe dimensionale, si rileva che le imprese di minori dimensioni percepiscono l’accesso al credito, i tassi e le commissioni elevate e l’approccio burocratico come i principali problemi nei rapporti con le banche. In particolare, le micro imprese sembrano soffrire, più delle imprese di maggiori dimensioni, di tassi e commissioni elevate.
Fig. 5.2.5. Problematiche incontrate per settore ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi

Eccessive garanzie

23 24

Industria Commercio

Tassi e commissione elevati

43 43 56

Approccio burocratico

31 26 39

Mancanza attenzione funzionari

33 28 34

Accesso al credito

50 50 53

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

33

Area Investimenti e Innovazione

A livello settoriale, si rileva, in linea generale, che il Commercio è il settore che subisce maggiormente le difficoltà nei rapporti con le banche; la distanza rispetto ad Industria e Servizi si accentua con riferimento a tassi e commissioni elevate e approccio burocratico. E’ interessante notare l’inversione di tendenza rispetto ai dati rilevati nell’anno 2007, in cui il Commercio risultava essere il settore che meno degli altri soffriva dei rapporti con le banche. 5.3. Basilea 2 In media, il 64% del campione ha dichiarato di conoscere l’accordo Basilea 2 che introduce le nuove procedure per la concessione del credito. In particolare, la conoscenza di tale accordo è più diffusa tra le imprese di piccole dimensioni (76%); seguono le micro imprese (63%) e le medie imprese (62%).
Fig. 5.3.1. Conoscenza dell’accordo Basilea 2 per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20 30 40 50
62

Fonte: Elaborazione degli Autori

63

76

60

70

80

90

100

Articolando il dato per settori, si riscontra la maggior conoscenza dell’accordo tra le imprese del settore industriale (75%). Nei settori Commercio e Servizi i dati sono sostanzialmente allineati e si attestano attorno al 63%.
Fig. 5.3.2. Conoscenza dell’accordo Basilea 2 per settori ·
Industria Commercio Servizi 0 10 20 30 40 50
64

Fonte: Elaborazione degli Autori

75

63

60

70

80

90

100

Solo il 57% delle imprese a conoscenza dell’accordo Basilea 2 ritiene di aver ricevuto adeguate spiegazioni dalla banca sul concetto di rating introdotto dall’accordo. In particolare, le micro imprese sembra abbiano sofferto più delle piccole e delle medie imprese della carenza e dell’inadeguatezza delle informazioni. A livello di settore, non si riscontrano variazioni significative.

34

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 5.3.3. Adeguatezza delle spiegazioni ricevute su Basilea 2 per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20 30 40 50 60

Fonte: Elaborazione degli Autori

57

63

68

70

80

90

100

Per il 28% delle imprese a conoscenza dell’accordo Basilea 2, l’introduzione dell’accordo ha influito negativamente sulla possibilità di ottenere un finanziamento. Dettagliando il dato per classe dimensionale e per settore, si riscontra che sono le micro imprese e le imprese del settore Commercio, più delle altre, a percepire Basilea 2 come un ostacolo alla concessione di credito.
Fig. 5.3.4. Influenza negativa di Basilea 2 sulla concessione del credito per classe dimensionale ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Micro Piccola Media 0 10

28

27

24

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Fig. 5.3.5. Influenza negativa di Basilea 2 sulla concessione del credito per settore ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria Commercio Servizi 0 10 20

25

30

28

30

40

50

60

70

80

90

100

Alle imprese a conoscenza dell’accordo Basilea 2 è stato chiesto come intendano far fronte ai cambiamenti introdotti dall’accordo stesso: per il 7% delle imprese possibili soluzioni sono l’aumento della capitalizzazione dell’impresa, il miglioramento del ciclo di incassi/pagamenti da clienti/fornitori o la creazione/miglioramento del processo di pianificazione finanziaria, mentre per il 4% una possibile soluzione è la ristrutturazione del debito.

35

Area Finanza

Fig. 5.3.6. Modalità di risposta ai cambiamenti di Basilea 2 ·
Ristrutturando il debito Aumentando la capitalizzazione dell’impresa Creando/migliorando il processo di pianificazione finanziaria Migliorando il ciclo incassi/pagamenti da clienti e fornitori 0
4

Fonte: Elaborazione degli Autori

7

7

7

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando il dato per classe dimensionale, non si riscontrano variazioni significative tra le classi: unica considerazione interessante riguarda le micro imprese, per le quali il miglioramento del ciclo di incassi/pagamenti da clienti/fornitori è la soluzione nettamente prevalente sulle altre.
Fig. 5.3.7. Modalità di risposta ai cambiamenti di Basile 2 per classe dimensionale · Fonte: Elaborazione degli Autori
4 5 2
Media Piccola Micro

Ristrutturando il debito

Aumentando la capitalizzazione dell’impresa Creando/migliorando il processo di pianificazione finanziaria

7 5 5

7 7 2

Migliorando il ciclo incassi/pagamenti da clienti e fornitori 0

7 8 10

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Anche il dettaglio per settore non evidenzia variazioni significative tra le classi: con riguardo alla creazione/miglioramento del processo di pianificazione finanziaria, essa sembra essere una esigenza particolarmente sentita dalle imprese del settore dei Servizi.

36

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 5.3.8. Modalità di risposta ai cambiamenti di Basilea 2 per settore ·
6 4 4

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Industria Commercio

Ristrutturando il debito

Aumentando la capitalizzazione dell’impresa Creando/migliorando il processo di pianificazione finanziaria

7 5 6

10 6 5

Migliorando il ciclo incassi/pagamenti da clienti e fornitori 0

9 7 7

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

6. Area estero
Il 26% delle imprese milanesi intrattiene rapporti con l’estero; nel complesso, il 18% del campione esporta, il 10% importa e solo il 2% detiene attività produttive all’estero. Sono le imprese di piccole dimensioni ad essere maggiormente orientate all’internazionalizzazione: sono, infatti, presenti all’estero il 39% delle piccole imprese, il 29% delle medie e il 25% delle micro. Le imprese del settore industriale sono le più attive sul fronte export (38% del campione); le imprese commerciali, invece, sono le più legate agli approvvigionamenti esteri. Tra le imprese del campione non internazionalizzate (1.294 imprese), il 24% dichiara di avere intenzione di attivare relazioni di import, export o di delocalizzare la produzione in futuro. Le aree più presidiate dalle imprese milanesi sono Europa Occidentale ed Est Europa; seguono USA e America del Nord, Cina, Africa e Medio Oriente. La quasi totalità delle imprese del campione presenti all’estero ha avviato i propri rapporti con l’estero grazie a contatti diretti con clienti/fornitori (94%). Con riguardo alla competitività internazionale delle imprese milanesi, gli imprenditori ritengono che ci sia stato un timido miglioramento nel 2008 rispetto all’anno 2007, mentre, riguardo alla competitività futura, le opinioni degli imprenditori sembrano leggermente più ottimistiche. In tale direzione, grandi aspettative sono riposte sull’EXPO 2015. 6.1. Presenza estera In media, il 26% delle imprese intervistate intrattiene rapporti con l’estero. Dettagliando il dato per classe dimensionale, si rileva che sono le imprese di piccole dimensioni ad essere

37

Area Finanza

maggiormente orientate all’internazionalizzazione: sono, infatti, presenti all’estero il 39% delle piccole imprese, il 29% delle medie e il 25% delle micro. .
Fig. 6.1.1. Presenza estera per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20
29

Fonte: Elaborazione degli Autori

25

39

30

40

50

60

70

80

90

100

A livello settoriale, si rileva una maggior presenza estera delle imprese delle imprese dei settori Industria (43%) e (41%) rispetto al settore dei Servizi (16%), settore – quest’ultimo – evidentemente più ancorato alla dimensione locale.
Fig. 6.1.2. Presenza estera per settore ·
Industria Commercio Servizi 0 10
16

Fonte: Elaborazione degli Autori

43

41

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Sono state indagate tre diverse modalità di presenza estera: esportazione, importazione e produzione. Nel complesso, il 18% del campione esporta, il 10% importa e solo il 2% detiene attività produttive all’estero.
Fig. 6.1.3. Modalità e presenza estera ·
Export Import Produzione 0
2 10

Fonte: Elaborazione degli Autori

18

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando il dato per classe dimensionale, emerge, da un lato, il maggior dinamismo delle piccole imprese rispetto alle medie e alle micro imprese a livello sia di export che di import; dall’altro – seppur nel limitato numero di imprese che delocalizzano la produzione – la maggior propensione delle medie imprese a localizzare la produzione all’estero.
38

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 6.1.4. Modalità di presenza estera per classe dimensionale ·
23

Fonte: Elaborazione degli Autori

Media

Export
17

30

Piccola Micro

Import

12 15 10

5

Produzione

2 2

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

A livello di settore, si rileva che le imprese del settore industriale sono le più attive sul fronte export (38% del campione); le imprese commerciali, invece, sono le più legate agli approvvigionamenti esteri (importa dall’estero il 23% delle imprese commerciali). Nessuna variazione significativa tra i settori con riguardo alle scelte di delocalizzazione produttiva.
Fig. 6.1.5. Modalità di presenza estera per settore ·
11

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi

Export

23 38

Commercio Industria

4

Import
14 2

23

Produzione
3

2

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Fatto cento il numero di imprese del campione internazionalizzate (attraverso export, import e produzione), si riporta nella seguente tabella il dettaglio delle aree geografiche in cui le imprese intervistate sono presenti. Le aree più presidiate sono Europa Occidentale (84% export, 72% import e 66% produzione) ed Est Europa (43% export, 25% import e 34% produzione). Seguono USA e America del Nord (25% export, 26% import e 12% produzione); Cina (14% export, 30% import e 20% produzione); Africa e Medio Oriente (23% export, 10% import e 5% produzione); Altri Paesi asiatici/Oceania (16% export, 15% import e 17% produzione); America Latina (export 13%, import 9% e 5% produzione); India (export 9%, import 9% e 7% produzione). Una considerazione a parte merita la Cina, unico Paese per cui le importazioni superano in maniera significativa le esportazioni (30% contro 14%) e primo paese extra europeo anche per presenza di sedi produttive.

39

Area Estero

Fig. 6.1.6.

Presenza all’estero – dettaglio dei Paesi · Dettaglio paesi Europa Occidentale Est Europa USA America del Nord Africa e Medio Oriente America Latina Cina India Altri paesi asiatici/Oceania

Fonte: Elaborazione degli Autori

EXPORT 84% 43% 25% 23% 13% 14% 9% 16%

IMPORT 72% 25% 26% 10% 9% 30% 9% 15%

PRODUZIONE 66% 34% 12% 5% 5% 20% 7% 17%

La quasi totalità delle imprese del campione presenti all’estero ha avviato i propri rapporti con l’estero grazie a contatti diretti con clienti/fornitori (94%); nel 6% dei casi le imprese si sono avvalse del supporto di associazioni di categoria e/o società specializzate e solo nel 2% dei casi le imprese hanno risposto ad iniziative pubbliche di promozione dei rapporti con l’estero (Camere di Commercio, Ministeri, Regioni, Comuni). L’indicatore relativo alla modalità di avvio dei rapporti con l’estero, dettagliato per classe dimensionale e per settore, non induce a delle considerazioni significative. 6.2. Rapporti futuri con l’estero Tra le imprese del campione non internazionalizzate (1.294 imprese), il 24% dichiara di avere intenzione di attivare relazioni di import, export o di delocalizzare la produzione in futuro. Le imprese di piccole dimensioni, rispetto alle micro e alle medie, sembrano più inclini ad internazionalizzarsi, infatti il 41% dichiara di avere intenzione di attivare rapporti con l’estero in futuro.
Fig. 6.2.1. Rapporti futuri con l’estero per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20
29

Fonte: Elaborazione degli Autor

23

41

30

40

50

60

70

80

90

100

40

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

A livello settoriale, si rileva che è il comparto industriale quello maggiormente interessato ad un percorso di internazionalizzazione (43%), seguito dal commercio (32%) e infine dai servizi (19%).
Fig. 6.2.2. Rapporti futuri con l’estero per settore ·
Industria Commercio Servizi 0 10
19 32

Fonte: Elaborazione degli Autori

43

20

30

40

50

60

70

80

90

100

6.3. Opinioni degli imprenditori sulla competitività Alle imprese intervistate sono state poste delle domande relative alla percezione degli imprenditori sulla competitività internazionale delle imprese milanesi, sia in termini di esperienza passata, che di previsione per il futuro. Con riguardo alla competitività internazionale delle imprese milanesi, gli imprenditori ritengono che ci sia stato un timido miglioramento nel 2008 rispetto all’anno 2007. Solo il 4% delle imprese intervistate, infatti, ritiene che la competitività si sia decisamente rafforzata (riposta “molto”), mentre il 17% ha risposto “abbastanza”, il 16% “poco” e un buon 20% ha risposto “per nulla”.
Fig. 6.3.1. Miglioramento della competitività internazionale delle imprese milanesi ·
Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so 0 10 20 30
4

Fonte: Elaborazione degli Autori

17

16

20

37

40

50

60

70

80

90

100

Con riguardo alla futura competitività delle imprese milanesi, le opinioni degli imprenditori sembrano leggermente più ottimistiche: secondo il 12% degli intervistati la competitività internazionale delle imprese milanesi crescerà molto e secondo il 27% crescerà poco, ma crescerà. Per il 26% rimarrà uguale, mentre per il 5% e 6%, rispettivamente, diminuirà molto e diminuirà poco.

41

Area Estero

Fig. 6.3.2.

Prospettive sull’andamento della competitività internazionale delle imprese milanesi ·
Crescerà molto Crescerà poco Rimarrà uguale Diminuirà molto Diminuirà poco 0
5 12

Fonte: Elaborazione degli Autori

27

26

6

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Agli imprenditori è stato infine chiesto quanto ritengano che l’economia milanese crescerà con l’arrivo dell’Expo 2015. Le attese rispetto a questo evento sono decisamente positive, infatti alla domanda succitata, il 29% ha risposto “molto” e il 45% ha risposto “abbastanza”; il 12% ha risposto “poco” e solo il 5% ha risposto “per nulla”.
Fig. 6.3.3. Prospettive di crescita delle imprese milanesi con l’arrivo dell’EXPO 2015 ·
Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so 0
5 12

Fonte: Elaborazione degli Autori

29

45

13

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

7. Area Lavoro e Formazione
Il mercato del lavoro sembra essere più statico che in passato e domina un clima di profonda preoccupazione per il futuro, che induce ad una certa prudenza rispetto alle dinamiche occupazionali: nel corso del 2008 il numero degli occupati è aumentato nel 17% delle imprese indagate, è rimasto stabile nel 70%, mentre risulta diminuito nell’8% dei casi; il 27% delle imprese intervistate ha assunto nuovo personale nell’ultimo anno. Nonostante il clima di preoccupazione, la forma contrattuale prevalente si conferma essere l’assunzione a tempo indeterminato (53%) e, seppur in calo rispetto al passato, il 34% delle micro e piccole imprese milanesi ha investito in formazione del personale. In calo rispetto al passato anche il numero di imprese che ha assunto personale extracomunitario (14%).
42

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

7.1. Dinamica delle assunzioni Al fine di investigare l’andamento dell’occupazione nelle piccole e micro imprese milanesi, sono state poste alle imprese intervistate due domande: è stato chiesto, da un lato, se il numero degli occupati sia aumentato, diminuito o rimasto stabile nel corso del 2008, dall’altro, se nel corso dell’anno sia stato assunto nuovo personale. La necessità di porre due domande distinte rispetto allo stesso tema trae origine dall’opportunità di cogliere due fenomeni distinti: l’andamento generale del livello occupazionale (cfr. paragrafo 7.1.1) e la dinamicità delle assunzioni di nuovi collaboratori (cfr. paragrafo 7.1.2). Si tratta di due fenomeni distinti, di cui non si sarebbe potuto tener traccia considerando uno solo dei due indicatori sopra citati: per effetto di fenomeni quali pensionamenti, maternità o dimissioni, infatti, potrebbe accadere che in un’impresa il livello occupazionale sia rimasto complessivamente invariato, pur avendo assunto nuovo personale.
7.1.1. Andamento del livello occupazionale

Nel corso del 2008 il numero degli occupati è aumentato nel 17% delle imprese indagate, è rimasto stabile nel 70%, mentre risulta diminuito nell’8% dei casi (il 4% del campione non ha risposto alla domanda). Rispetto all’anno 2007, si rileva una riduzione del numero di imprese per le quali il livello occupazionale è aumentato e, per contro, un aumento del numero di imprese per cui esso si è mantenuto stabile. Incoraggiante il fatto che, nonostante lo scenario di profonda preoccupazione più volte tratteggiato, il dato relativo alla diminuzione del livello occupazionale si sia mantenuto costante.
Fig. 7.1.1. Andamento del livello occupazionale ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Stabile
56

70

2008 2007

Diminuito

17 22

Aumentato

8 8

N/A 0

4 14

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando l’analisi per classe dimensionale, si rileva una prevalente stabilità nelle imprese di micro e piccole dimensioni (71% micro imprese e 57% piccole imprese). Le medie imprese, invece, si mostrano più dinamiche, con percentuali più elevate sia con riguardo all’aumento che alla diminuzione del livello occupazionale.

43

Area Lavoro e Formazione

Fig. 7.1.2. Andamento del livello occupazionale per classe dimensionale ·
41

Fonte: Elaborazione degli Autori

Media

Stabile

57 71

Piccola Micro

17

Diminuito

8 8

41

Aumentato
16 2

33

N/A

2 5

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dalla distribuzione dei dati per settore di appartenenza, emerge un quadro sostanzialmente omogeneo; unica eccezione è costituita dalle imprese commerciali, per le quali la diminuzione dei livelli occupazionali sembra essere lievemente superiore che negli altri settori.
Fig. 7.1.3. Andamento del livello occupazionale per settore ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Stabile

68 66 67

Servizi Commercio Industria

7

Diminuito
7

12

Aumentato

21 19 22

N/A

5 2 4

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando l’analisi per settore, si rileva la maggior dinamicità nel numero degli occupati dei settori Industria ( %) e Servizi ( %) rispetto al Commercio ( %). Considerazioni di segno opposto si rilevano con riferimento al numero di imprese in cui il numero degli occupati è rimasto stabile ( % Commercio, % Industria, % Servizi).

44

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

7.1.2. Dinamica delle assunzioni

Nell’ultimo anno il 27% delle imprese intervistate ha assunto nuovo personale. Rispetto alle due precedenti rilevazioni, si conferma il trend decrescente: nel 2006, infatti, il 53% delle imprese aveva assunto nuovo personale, contro il 38% del 2007. Questo dato risulta coerente con quanto evidenziato nel paragrafo precedente con riguardo alla dinamica delle assunzioni: il mercato del lavoro è più statico che in passato e domina un clima di preoccupazione per il futuro, che induce ad una certa prudenza rispetto alle dinamiche occupazionali.
Fig. 7.1.4. Dinamica delle assunzioni – (2008 vs 2006 e 2007) ·
2008 2007 2006 0 10 20 30 40
Fonte: Elaborazione degli Autori

27

38

53

50

60

70

80

90

100

Dal punto di vista dimensionale, si rileva una correlazione positiva tra dimensione aziendale e nuove assunzioni: ha assunto nuovo personale, infatti, il 25% delle micro imprese, il 56% delle piccole e il 74% delle medie. Su tutte e tre le classi dimensionali indagate si riscontra una riduzione rispetto all’anno precedente.
Fig. 7.1.5. Dinamica delle assunzioni per classe dimensionale (2008 vs 2007) ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Micro

25 36

2008 2007

Piccola

56 72

Media 0 10 20 30 40 50 60

74 80

70

80

90

100

Con riguardo all’appartenenza settoriale, l’Industria si conferma il settore più dinamico sotto il profilo delle assunzioni (40% delle imprese), seguono i Servizi (33%) ed infine il Commercio (32%). Rispetto all’anno 2007, su tutti i settori si rileva una contrazione del numero di assunzioni.

45

Area Lavoro e Formazione

Fig. 7.1.6. Dinamica delle assunzioni per settore (2008 vs 2007) ·
40

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria

2008

52

2007

Commercio

32 37

Servizi 0 10 20

33 43

30

40

50

60

70

80

90

100

7.2. Forme contrattuali La forma contrattuale prevalente è l’assunzione a tempo indeterminato (53%); seguono: Co.Pro (18%), apprendistato (12%), assunzione a tempo determinato (10%) e tempo determinato ex interinale (10%). Dal confronto con i dati relativi al 2007, emerge una sostanziale riduzione nell’utilizzo di tutte le forme contrattuali indagate. L’utilizzo negli ultimi due anni di periodi di prova (stage) per la valutazione del nuovo personale selezionato ai fini dell’assunzione ha subito una variazione significativa rispetto alle due precedenti rilevazioni: solo il 13% delle imprese indagate – contro il 26% del 2006 e del 2007 – si è avvalsa di periodi di stage come strumenti di valutazione preventiva di nuovo personale. Questo dato, letto congiuntamente alla riduzione nel numero di imprese che ha assunto nuovo personale, induce a ritenere che lo stage non abbia perso di importanza come modalità di inserimento e valutazione di nuovi occupati, ma stia attraversando una fase di relativa stagnazione, come già rilevato con riferimento alla dinamica occupazionale. L’analisi dei dati per classe dimensionale, infatti, mostra una correlazione positiva tra numero di imprese che ricorrono a periodi di stage e dimensioni aziendali (12% micro imprese, 27% piccole imprese e 36% medie imprese), esattamente come evidenziato con riguardo alla dinamica delle assunzioni. Il settore che ricorre maggiormente a periodi di stage si conferma quello dei Servizi (20%); seguono Industria (17%) e Commercio (11%).
Fig. 7.2.1. Forme contrattuali (2008 vs 2007) ·
Tempo determinato
10 19

Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 2007

Co.Pro

18 22

Apprendistato

12 18

Tempo determinato (ex interinale)

10 8

Tempo indeterminato 0 10 20 30 40

53 60

50

60

70

80

90

100

46

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

A livello dimensionale si rileva, per tutte le forme contrattuali indagate, una correlazione positiva rispetto alla variabile dimensionale. Con specifico riferimento all’assunzione a tempo indeterminato, la distanza delle micro imprese rispetto alle piccole e alle medie è notevole (dal 52% nelle micro, al 68% nelle piccole e 82% nelle medie): le micro imprese, quindi, propendono per forme contrattuali di durata inferiore o con maggiori connotati di flessibilità e sono, infatti, quelle che maggiormente ricorrono ai contratti a progetto (18%) e all’apprendistato (12%). In linea generale, comunque, questo dato deve essere attenuato dall’esistenza all’interno della classe “micro imprese” di società unipersonali e di liberi professionisti, per i quali l’assunzione a tempo indeterminato è una variabile non applicabile.
Fig. 7.2.2. Forme contrattuali per classe dimensionale ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Tempo determinato
9

18 18

Media Piccola Micro

14

Co.Pro

10 18

4

Apprendistato

9 12

Tempo determinato (ex interinale)
9

20 16

82

Tempo indeterminato
52

68

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando i dati per settore, si conferma quanto emerso nel 2007: l’Industria è il settore che fa maggior ricorso all’assunzione a tempo indeterminato (67%). Seguono Commercio (59%) e Servizi (57%). Interessante il dato relativo ai contratti a progetto, molto più utilizzati nei Servizi (23%) che negli altri settori (3% Industria e 11% Commercio).

47

Area Lavoro e Formazione

Fig. 7.2.3. Forme contrattuali per settore ·
13 11 18

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Industria Commercio

Tempo determinato

23

Co.Pro
3

11

Apprendistato

11 9 10

Tempo determinato (ex interinale)

10 13 17

Tempo indeterminato

57 59 67

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando i dati per settore, si rileva che l’Industria è il settore che fa maggior ricorso all’assunzione a tempo indeterminato ( %). Seguono, a breve distanza, Commercio e Servizi ( %). Interessante il dato relativo ai contratti a progetto, molto più utilizzati nei Servizi ( %) che negli altri settori ( % Industria e % Commercio). 7.3. Fonti di reclutamento Per l’assunzione di nuovo personale le micro e piccole imprese milanesi ricorrono in larghissima maggioranza (97%) alle segnalazioni di parenti e amici (passaparola). A seguire, le imprese reclutano i propri dipendenti attraverso inserzioni su Internet (25%), agenzie per il lavoro (18%), società di ricerca e selezione (10%), scuole e università (9%), cooperative (3%), servizio pubblico (2%). Dal confronto con i dati emersi nelle rilevazioni 2006 e 2007, non emergono variazioni significative: la distribuzione delle fonti di reclutamento resta, infatti, sostanzialmente invariata.

48

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 7.3.1. Fonti di reclutamento ·
Ricerca e selezione Servizio pubblico Scuole e università Passaparola Inserzioni internet Cooperative Agenzie per il lavoro 0

Fonte: Elaborazione degli Autori

10

2 9

97

25

3

18

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando l’analisi per classe dimensionale, si rileva che la totalità delle micro imprese predilige forme di reclutamento informali, come il passaparola. Interessante evidenziare, inoltre, che le micro imprese sono allineate alle imprese di medie dimensioni nel ricorso alle inserzioni su Internet come fonte di reclutamento e che le micro imprese, più delle piccole e delle medie imprese, ricorrono a scuole e università per reperire nuovo personale.
Fig. 7.3.2. Fonti di reclutamento per classe dimensionale ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

8

Media Piccola Micro

Ricerca e selezione
0

12 10

Servizio pubblico

3 2 4 5 10 37

Scuole e università

Passaparola

62 100 27

Inserzioni internet
0 0 3

14 26

Cooperative

22

Agenzie per il lavoro

17 18

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

49

Area Lavoro e Formazione

Approfondendo l’analisi per settore si rileva che in tutti i settori – con prevalenza per Industria e Commercio – la fonte di reclutamento più diffusa è il passaparola. Per Commercio e Industria sono discretamente utilizzate anche le agenzie per il lavoro (rispettivamente 30% e 24%), poco diffuse invece nel settore dei Servizi (9%). Pare interessante notare che, rispetto agli altri, il settore dei Servizi è quello che si avvale maggiormente del supporto di scuole e università per il reclutamento di nuovo personale.
Fig. 7.3.3. Fonti di reclutamento per settore ·
11 11 11 2 2 1 10 7 3 84

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Commercio Industria

Ricerca e selezione

Servizio pubblico

Scuole e università

Passaparola

97 96 19

Inserzioni internet

23 23 1 2 1 9

Cooperative

Agenzie per il lavoro
24

30

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

7.4. Formazione
7.4.1. Investimenti in formazione

Complessivamente, il 34% delle imprese ha effettuato nell’ultimo anno investimenti in formazione del personale. Rispetto alle due rilevazioni precedenti, si conferma il trend in diminuzione: nel 2006, infatti, investivano in formazione il 46% delle micro e piccole imprese milanesi e nel 2007 il 41%.
Fig. 7.4.1. Investimento in formazione del personale (2008 vs 2006 e 2007) ·
2008 2007 2006 0 10 20 30 40
34

Fonte: Elaborazione degli Autori

41

46

50

60

70

80

90

100

50

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Dettagliando l’analisi per classi dimensionali, si conferma la correlazione tra gli investimenti in formazione e le dimensioni aziendali già emersa nelle precedenti rilevazioni: infatti, ha investito in formazione il 32% delle micro imprese, il 59% delle piccole e il 70% delle medie. Rispetto all’anno 2007 emerge una riduzione delle imprese che ha investito in formazione in tutte le classi dimensionali indagate.
Fig. 7.4.2. Investimento in formazione del personale per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20 30 40 50 60
Fonte: Elaborazione degli Autori

32

59

70

70

80

90

100

Con riguardo all’appartenenza settoriale delle imprese intervistate si conferma quanto emerso nella rilevazione 2007: non emergono variazioni molto significative tra Servizi e Industria (rispettivamente, 43% e 41%) mentre il settore commerciale si attesta su una percentuale inferiore (33%). Rispetto all’anno 2007 emerge una riduzione delle imprese che ha investito in formazione in tutti i settori indagati.
Fig. 7.4.3. Investimento in formazione del personale per settore ·
Industria Commercio Servizi 0 10 20 30
33

Fonte: Elaborazione degli Autori

41

43

40

50

60

70

80

90

100

7.4.2. Aree della formazione

Le aree della formazione di maggior interesse per le imprese del campione sono: vendite e marketing (11%), informatica (10%), sicurezza e igiene sul lavoro (10%), tecniche produttive (10%), risorse umane (7%), lingue straniere (6%), amministrazione e controllo (5%), manageriale (4%), certificazioni (3%), fiscale (2%), finanza (2%), passaggio generazionale (2%), privacy (1%). Si rileva un generalizzato calo dell’interesse delle imprese nei confronti di tutte le aree oggetto di indagine: molto rilevante il calo relativo all’area vendite e marketing.

51

Area Lavoro e Formazione

Fig. 7.4.3. Aree della formazione (2008 vs 2006 e 2007) · Aree della formazione Amministrazione e controllo Certificazioni Finanza Fiscale Informatica Lingue straniere Manageriale Passaggio generazionale Privacy Risorse umane Sicurezza e igiene sul lavoro Tecniche produttive Vendite e marketing

Fonte: Elaborazione degli Autori

2006 17% 8% 10% 9% 21% 17% 11% 7% 8% 16% 27%

2007 14% 8% 5% 8% 19% 11% 9% 2% 5% 10% 13% 12% 21%

2008 5% 3% 2% 2% 10% 6% 4% 2% 1% 7% 10% 10% 11%

Nelle tabelle 7.4.2 e 7.4.3 si riporta l’articolazione delle preferenze relative alle aree della formazione, articolate, rispettivamente, per classe dimensionale e settore.

52

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 7.4.4. Aree della formazione per classe dimensionale · Aree della formazione Amministrazione e controllo Certificazioni Finanza Fiscale Informatica Lingue straniere Manageriale Passaggio generazionale Privacy Risorse umane Sicurezza e Igiene sul lavoro Tecniche produttive Vendite e Marketing Fig. 7.4.5. Aree della formazione per settore · Aree della formazione Risorse umane Manageriale Vendite e Marketing Tecniche produttive Finanza Amministrazione e controllo Fiscale Lingue straniere Informatica Sicurezza e Igiene sul lavoro Privacy Passaggio generazionale Certificazioni Micro 5% 3% 2% 2% 10% 6% 4% 2% 6% 9% 9% 10%

Fonte: Elaborazione degli Autori

Piccola 11% 5% 1% 3% 14% 9% 8% 3% 2% 10% 21% 17% 13%

Media 11% 2% 11% 5% 11% 5% 2% 18% 26% 17% 15%

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria 7% 4% 10% 18% 1% 6% 1% 7% 9% 19% 4% 5%

Commercio 6% 5% 17% 7% 1% 5% 1% 7% 9% 10% 1% 1% 2%

Servizi 9% 6% 9% 11% 3% 8% 4% 6% 13% 11% 1% 2% 3%
53

Area Lavoro e Formazione

7.5. Personale extra-comunitario
7.5.1. Assunzioni

Complessivamente, il 14% del campione ha assunto personale extracomunitario. Rispetto a quanto rilevato nel 2007, il numero di imprese che ha assunto personale extracomunitario è in diminuzione (13% nel 2006, 22% nel 2007).
Fig. 7.5.1. Assunzione personale extra-comunitario (2008 vs 2006 e 2007) ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 2007 2006 0

13

22

14

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando il dato per classi dimensionali si rileva una correlazione positiva tra le dimensioni aziendali e il numero di imprese che ha assunto personale extracomunitario: tra le micro imprese, infatti, il 13% ha assunto personale extracomunitario, contro il 39% delle piccole e il 47% delle medie.
Fig. 7.5.2. Assunzione personale extra-comunitario per classe dimensionale ·
Micro Piccola Media 0 10 20 30 40
Fonte: Elaborazione degli Autori

13

39

47

50

60

70

80

90

100

A livello settoriale si conferma quanto già emerso nel corso del 2007: il settore più dinamico sotto il profilo delle assunzioni di personale extracomunitario è l’Industria (30%), seguita da Commercio (17%) e Servizi (17%).
Fig. 7.5.3. Assunzione personale extra-comunitario per settore ·
Industria Commercio Servizi 0 10
17

Fonte: Elaborazione degli Autori

30

17

20

30

40

50

60

70

80

90

100

54

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Con riguardo all’appartenenza settoriale delle imprese intervistate, non emergono variazioni molto significative tra Servizi e Industria (rispettivamente, % e %) mentre il settore commerciale si attesta su una percentuale inferiore ( %).
7.5.2. Iniziative di integrazione

Le azioni a favore dell’integrazione di personale extracomunitario sono state sintetizzate in tre ambiti: linguistico, con lo svolgimento di un corso di italiano, primario, con l’aiuto nella ricerca di un’abitazione e tecnico con lo svolgimento di corsi di formazione. Complessivamente, l’iniziativa più diffusa tra le imprese indagate è l’aiuto nella ricerca di un alloggio (15%), seguita dai corsi di formazione (7%) e da quelli di lingua (7%). Rispetto alle due precedenti rilevazioni, si conferma il trend in diminuzione di tutte le iniziative indagate.
Tab. 7.5.1. Azioni a favore dell’integrazione (2008 vs 2006 e 2007) ·
7

Fonte: Elaborazione degli Autori
2008

Corsi di addestamento

26 49

2007 2006

15

Aiuto ricerca alloggio

29 59

Corso italiano

7 8 16

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Sotto il profilo dimensionale, si conferma che le micro– probabilmente in virtù di un rapporto diretto tra l’imprenditore e i suoi dipendenti, favorito dalle ridotte dimensioni – sono più inclini delle medie ad offrire al personale extracomunitario aiuto nella ricerca di un alloggio. Con riguardo, invece, ai corsi di formazione – sia di lingua che di natura tecnica – si rileva una correlazione positiva tra numero di imprese che hanno adottato iniziative in tal senso e dimensioni aziendali.
Tab. 7.5.2. Azioni a favore dell’integrazione per classe dimensionale ·
Corsi di addestamento
7
Micro

Fonte: Elaborazione degli Autori
Media Piccola

19 18

13

Aiuto ricerca alloggio

8 15

13

Corso italiano

5 7

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

55

Area IT

A livello settoriale non emergono delle differenze particolarmente significative nella distribuzione delle tre azioni a favore dei dipendenti extracomunitari. Nei settori Commercio e Industria prevale l’aiuto nella ricerca dell’alloggio (rispettivamente, 12% e 15%), seguito dai corsi di addestramento (rispettivamente, 9% e 15%). Coerentemente con il tipo di attività svolta (che, nel caso dell’Industria, non necessariamente prevede un’interazione del dipendente con il cliente o con i colleghi) si confermano poco diffusi nel settore industriale i corsi di italiano (5%).
Tab. 7.5.3. Azioni a favore dell’integrazione per settore ·
13

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Commercio

Corsi di addestamento

9 15

Industria

Aiuto ricerca alloggio

10 12 15

6

Corso italiano
5

8

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

8. Area Responsabilità sociale d’impresa
L’impegno delle micro e piccole imprese milanesi sul fronte responsabilità sociale fa registrare un lieve calo rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti: questo dato sembra essere imputabile non tanto ad una sensibilità verso queste tematiche diversa dal passato quanto piuttosto al clima di generalizzata preoccupazione per il futuro dell’economia. In media, il 41% delle imprese effettua donazioni a favore della comunità; tra le attività a favore della comunità sono prevalenti: le sponsorizzazioni di eventi sportivi e culturali (8%) e la cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore di propri prodotti e/o impianti/attrezzature (5%). Con riguardo al personale, la principale iniziativa per conciliare la vita lavorativa e familiare si conferma essere l’orario flessibile (21%); in generale, rispetto alle rilevazioni 2006 e 2007, si rileva una sostanziale riduzione su tutte le iniziative indagate. Si confermano, da un lato, la scarsa diffusione tra le micro e le piccole imprese di documenti relativi alla responsabilità sociale, quali il bilancio di sostenibilità e il codice etico (3%); dall’altro, la prevalenza, tra le certificazioni oggetto di indagine, della certificazione di qualità (ISO9001).

56

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

8.1. Comunità
8.1.1. Donazioni

Mediamente nell’anno 2008, il 41% delle imprese indagate ha effettuato donazioni a favore della comunità. Questo dato, sostanzialmente in linea con quanto emerso nel 2007 (43%), conferma il trend in diminuzione già evidenziato nella passata rilevazione: nel 2006, infatti, il numero di imprese impegnate su questo fronte era significativamente più elevato (61%).
Fig. 8.1.1. Donazioni a favore della comunità – 2008 vs 2006 e 2007 ·
2008 2007 2006 0 10 20 30 40 50
Fonte: Elaborazione degli Autori

41

43

61

60

70

80

90

100

A livello dimensionale, emerge che le piccole imprese sono le più inclini alle donazioni. In particolare, è possibile formulare due considerazioni interessanti: da un lato, le imprese di piccole dimensioni sembrano più inclini alle donazioni delle micro e delle medie imprese (52% piccole imprese, 40% micro imprese e 48% medie imprese); dall’altro, rispetto alla rilevazione 2007, è possibile cogliere una significativa riduzione del numero di medie imprese che effettua donazioni (dal 60% del 2007 al 48% del 2008) e per contro un discreto aumento delle piccole (dal 46% del 2007 al 52% del 2008).
Fig. 8.1.2. Donazioni a favore della comunità per classe dimensionale (2008 vs 2007) ·
Micro
40 43

Fonte: Elaborazione degli Autori
2008 2007

Piccola
46

52

Media 0 10 20 30 40

48 60

50

60

70

80

90

100

Dettagliando l’analisi per settore si confermano sostanzialmente i dati emersi nella rilevazione dell’anno 2007: le imprese appartenenti ai settori Industria e Commercio sembrano più inclini delle imprese di Servizi ad effettuare donazioni a favore della comunità.

57

Area IT

Fig. 8.1.3. Donazioni a favore della comunità per settore (2008 vs 2007 ·
45 48

Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria

2008 2007

Commercio

48 45

Servizi 0 10 20 30

40 40

40

50

60

70

80

90

100

8.1.2. Attività a favore della comunità

Le attività prevalenti a favore della comunità sono: sponsorizzazione di eventi sportivi e culturali (8%), cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore dei propri prodotti e/o dei propri impianti/attrezzature (5%), acquisto di prodotti/servizi da soggetti che svolgono attività di interesse sociale come cooperative sociali o carcerati (3%), interventi di cooperazione internazionale (2%), cessione del tempo dei propri collaboratori per la realizzazione di progetti speciali come il volontariato d’impresa (2%), cessione in uso per breve tempo di propri impianti/attrezzature (0,48%).
Fig. 8.1.1. Attività a favore della comunità ·
Interventi di cooperazione internazionale Sponsorizzazione di eventi sportivi/culturali Acquisto di prodotti/servizi da soggetti che svolgono attività di interesse sociale Cessione del tempo dei propri collaboratori Cessione in uso di propri impianti Cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore di impianti/attrezzature

Fonte: Elaborazione degli Autori

2 8

3

2

0 5

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando l’analisi per classe dimensionale, si rileva una correlazione positiva tra dimensioni aziendali e alcuni ambiti di intervento: il numero di imprese impegnate in sponsorizzazioni di eventi sportivi e culturali, acquisto di prodotti/servizi da soggetti che svolgono attività di interesse sociale come cooperative sociali o carcerati e cessione del tempo dei propri collaboratori per la realizzazione di progetti speciali come il volontariato d’impresa aumenta all’aumentare delle dimensioni aziendali.

58

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 8.1.2. Attività a favore della comunità per classe dimensionale ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

Interventi di cooperazione internazionale

2 2 2 27 16 7

Media Piccola Micro

Sponsorizzazione di eventi sportivi/culturali

Acquisto di prodotti/servizi da soggetti che svolgono attività di interesse sociale

8 6 3

Cessione del tempo dei propri collaboratori

5 2 2 0

Cessione in uso di propri impianti

1 0

Cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore di impianti/attrezzature

3 6 5

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dall’analisi per settore emerge che le imprese industriali e, secondariamente, le imprese commerciali sono le più attive rispetto alle iniziative a favore della comunità indagate; solo con riguardo alla cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore di propri impianti e attrezzature, le imprese commerciali sono leggermente più numerose di quelle industriali.

59

Area IT

Fig. 8.1.3. Attività a favore della comunità per settore ·
2
Interventi di cooperazione internazionale

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Commercio Industria

2 3

Sponsorizzazione di eventi sportivi/culturali

8 11 13

Acquisto di prodotti/servizi da soggetti che svolgono attività di interesse sociale

3 3 7

Cessione del tempo dei propri collaboratori

3 1 2 0

Cessione in uso di propri impianti

0 1

Cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore di impianti/attrezzature

5 7 4

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

8.2. Dipendenti
8.2.1. Iniziative per conciliare la vita lavorativa e familiare

Articolando l’analisi per classe dimensionale, si rileva una correlazione positiva tra dimensioni aziendali e alcuni ambiti di intervento: il numero di imprese impegnate in sponsorizzazioni di eventi sportivi e culturali, acquisto di prodotti/servizi da soggetti che svolgono attività di interesse sociale come cooperative sociali o carcerati e cessione del tempo dei propri collaboratori per la realizzazione di progetti speciali come il volontariato d’impresa aumenta all’aumentare delle dimensioni aziendali.

60

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 8.2.1. Iniziative per conciliare la vita lavorativa e familiare – 2008 vs 2006 e 2007 ·
21

Fonte: Elaborazione degli Autori

2008

Orario flessibile

34 38

2007 2006

0

Asilo nido

2 0 2

Possibilità di aspettativa
5 1

7

Tempo per la maternità oltre quello di legge

6 5

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando l’analisi per classe dimensionale, si rileva una correlazione positiva tra dimensioni di impresa e propensione ad adottare iniziative per conciliare la vita lavorativa e la vita familiare. Unica eccezione è rappresentata dall’orario flessibile, leggermente più diffuso tra le piccole imprese rispetto alle micro e alle medie imprese.
Fig. 8.2.2. Iniziative per conciliare la vita lavorativa e familiare per classe dimensionale ·
24 26 21 0

Fonte: Elaborazione degli Autori

Media Piccola Micro

Orario flessibile

Asilo nido

0 0 5 5 1

Possibilità di aspettativa

Tempo per la maternità oltre quello di legge

5 4 1

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Nella rilevazione 2007 era emersa una maggiore diffusione delle iniziative per conciliare la vita lavorativa e la vita familiare nel settore dei Servizi rispetto ad Industria e Commercio; i dati 2008 mostrano, da un lato, una riduzione generalizzata della diffusione di tutte le iniziative in tutti i settori; dall’altro, la perdita del primato del settore dei Servizi rispetto agli altri due oggetto di indagine.

61

Area Responsabilità Sociale d’Impresa

Fig. 8.2.2. Iniziative per conciliare la vita lavorativa e familiare per settore ·
21 22 27

Fonte: Elaborazione degli Autori

Servizi Commercio Industria

Orario flessibile

0

Asilo nido

0 0 3 1 3 1

Possibilità di aspettativa

Tempo per la maternità oltre quello di legge

3 3

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

8.2.2. Servizi aggiuntivi ai dipendenti

Nel 2008 il numero di imprese che offre ai propri dipendenti servizi aggiuntivi, già piuttosto basso nelle due rilevazioni precedenti, si è ulteriormente ridotto. Nel 2008, infatti, solo il 2% delle imprese concede ai propri dipendenti prestiti a tasso zero (o a condizioni molto favorevoli) e organizza gite, tornei, eventi socio/culturali, cral dopolavoro; il 4% delle imprese, invece, offre assistenza sanitaria integrativa (indicatore non disponibile nelle due precedenti rilevazioni e pertanto non comparabile).
Fig. 8.2.1. Servizi aggiuntivi ai dipendenti (2008 vs 2006 e 2007) ·
4 0 0 2

Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 2007 2006

Assistenza sanitaria integrativa

Prestiti a tasso zero

6 6 2

Gite, tornei, eventi socio/culturali, cral dopolavoro 0

5 5

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

A livello dimensionale si rileva l’esistenza di una relazione positiva tra numero di imprese che fornisce ai dipendenti servizi aggiuntivi e dimensioni aziendali.

62

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 8.2.2. Servizi aggiuntivi ai dipendenti per classe dimensionale ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

Assistenza sanitaria integrativa

8 5 4

Media Piccola Micro

Prestiti a tasso zero

6 5 2

Gite, tornei, eventi socio/culturali, cral dopolavoro 0

8 4 1

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando l’analisi per settore di appartenenza, non si rilevano variazioni significative tra i tre settori oggetto di indagine. Unica eccezione è rappresentata dall’assistenza sanitaria integrativa, iniziativa verso cui le imprese commerciali sembrano essere più inclini delle altre.
Fig. 8.2.4. Servizi aggiuntivi ai dipendenti per settore ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Assistenza sanitaria integrativa

4 7 4

Servizi Commercio Industria

2

Prestiti a tasso zero

4 4 2

Gite, tornei, eventi socio/culturali, cral dopolavoro 0

1 3

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

8.3. Certificazioni Delle imprese indagate, il 12% detiene una certificazione di qualità ISO9001, il 7% altro tipo di certificazione, l’1% la certificazione ambientale ISO14001 e l’1% la certificazione relativa alla sicurezza sul lavoro OHSAS18001. Rispetto alla rilevazione 2007, il numero di imprese in possesso di una certificazione di qualità si è mantenuto sostanzialmente costante, mentre è in aumento il numero di imprese in possesso delle altre certificazioni.

63

Area Responsabilità Sociale d’Impresa

Fig. 8.3.1. Certificazioni ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

ALTRO EMAS (ambiente) OH SAS18001 (sicurezza sul lavoro) SA8000 (etica) ISO14001 (ambiente) ISO9001 (qualità) 0
0

7

1 0

1 12

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Articolando l’analisi per classe dimensionale si rileva una correlazione positiva tra dimensioni aziendali e numero di imprese che detengono una certificazione. Pare interessante rilevare che, delle pochissime imprese certificate EMAS ed SA8000, la quasi totalità sono imprese di piccole dimensioni.
Fig. 8.3.2. Certificazioni per classe dimensionale ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

ALTRO
7

11 12

Media Piccola Micro

0

EMAS (ambiente)

1 0 3 2 1 0

OH SAS18001 (sicurezza sul lavoro)

SA8000 (etica)

1 0 6

ISO14001 (ambiente)

2 0 38 36 10

ISO9001 (qualità)

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando l’analisi per settore emerge che il settore industriale è quello più attivo sul fronte certificazioni.
64

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 8.3.3. Certificazioni per settore ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

ALTRO

7 7 12

Media Piccola Micro

0

EMAS (ambiente)

0 0 1

OH SAS18001 (sicurezza sul lavoro)

0 1 0

SA8000 (etica)

0 0 2

ISO14001 (ambiente)

0 2 14 14 28

ISO9001 (qualità)

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

8.4. Documenti relativi alla CSR Un numero molto ridotto di imprese (circa 3%) dichiara di detenere un codice etico e un bilancio di sostenibilità. Rispetto alla rilevazione 2007 si riscontra un lieve incremento del numero di imprese in possesso di tali documenti. Il dettaglio per classe dimensionale e per settore non induce a considerazioni significative.
Fig. 8.4.1. Livello di sviluppo del sistema informativo per settore ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Codice etico

3 2 3 1

2008 2007

Bilancio sociale 0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

65

Area Responsabilità Sociale d’Impresa

9. Poblemi di sviluppo
Il 64% del campione dichiara di avere occasione per discutere con altri (imprenditori, associazioni, ecc.) la linea di sviluppo delle proprie imprese: questo dato è in aumento rispetto al 2007 (56%). Tra le problematiche indagate ne emergono due prevalenti – in particolare per le imprese di micro e piccole dimensioni – che sono “fisco e imposte” (24%) e “accesso al credito” (24%), seguite da “capitale umano” (20%), “concorrenza delle economie emergenti” (15%), “necessità di innovazioni generiche” (14%) e “necessità di innovazioni tecnologiche e di processo” (5%). Alle imprese intervistate è stato chiesto di esprimere una valutazione relativa ad alcune delle problematiche più discusse a livello politico ed economico: sono emersi segnali interessanti in termini di fiducia per il futuro. Innanzitutto, per il 77% del campione gli immigrati sono una risorsa e non un ostacolo allo sviluppo dell’economia milanese. In secondo luogo, per il 77% del campione l’Europa costituisce un’opportunità per la futura crescita dell’economia italiana. Infine, per il 75% delle imprese, l’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio. Accanto al generalizzato ottimismo per il futuro, non mancano, tuttavia, dei timori legati al crescente potere delle economie emergenti, quali la Cina, che costituisce una minaccia per il 71% delle imprese indagate. 9.1. Occasioni di incontro e discussione
Fig. 9.1.1. Occasioni di incontro e discussione (2008 vs 2007) ·
2008 2007 0 10 20 30 40 50
56

Fonte: Elaborazione degli Autori

64

60

70

80

90

100

Il 64% del campione dichiara di avere occasioni per discutere con altri (imprenditori, associazioni, ecc.) la linea di sviluppo della proprio imprese: questo dato è in aumento rispetto al 2007 (56%). Dettagliando l’analisi per classe dimensionale, si rileva un generale incremento del numero di imprese che hanno occasioni di incontro e scambio con altri imprenditori; tale incremento risulta proporzionale alle dimensioni di impresa: è, infatti, pari al 7% nelle micro imprese, al 9% nelle piccole imprese e al 21% nelle medie imprese.

66

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 9.1.2. Occasioni di incontro e discussione per classe dimensionale (2008 vs 2007) ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

Micro
57

64

2008 2007

Piccola
54

63

Media
44

65

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

A livello settoriale, invece, si riscontra una maggior propensione al dialogo e al confronto da parte delle imprese appartenenti al settore dei Servizi. Questo dato è coerente con quanto emerso anche nella rilevazione dell’anno 2007.
Fig. 9.1.3. Occasioni di incontro e discussione per settore (2008 vs 2007) ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Industria
52

59

2008 2007

Commercio
53

61

Servizi
60

68

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Agli intervistati è stato chiesto, inoltre, di indicare il problema più rilevante che nel prossimo futuro le imprese dovranno affrontare. A differenza della rilevazione 2007, in cui questa domanda era configurata come domanda aperta, nel 2008 sono state identificate delle alternative: accesso al credito, fisco e imposte, concorrenza delle economie emergenti (Cina, ecc.), necessità di profonde innovazioni tecnologiche e di processo, necessità di innovazioni, capitale umano (difficoltà di reperimento, formazione, ecc.). Tra le problematiche proposte ne emergono due prevalenti, che sono “fisco e imposte” (24%) e “accesso al credito” (24%), seguite da “capitale umano” (20%), “concorrenza delle economie emergenti” (15%), “necessità di innovazioni generiche” (14%) e “necessità di innovazioni tecnologiche e di processo” (5%).

67

Area Responsabilità Sociale d’Impresa

Fig. 9.1.4. Problematiche future ·
Capitale umano (difficoltà di reperimento, formazione ecc.) Necessità di innovazioni Necessità di profonde innovazioni tecnologiche di processo Concorrenza economie emergenti (Cina ecc) Fisco e imposte Acesso al credito

Fonte: Elaborazione degli Autori

20 14

5

15

24

24

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Approfondendo l’analisi per classe dimensionale, si rileva che le micro e piccole imprese, più delle medie imprese, percepiscono come problematiche rilevanti “accesso al credito” e “fisco e imposte”. La “concorrenza delle economie emergenti” sembra essere la problematica più temuta dalle imprese di medie dimensioni. Un’altra considerazione interessante riguarda la percezione del problema relativo al “capitale umano”, molto più sentito dalle piccole e micro imprese rispetto a quelle di medie dimensioni. Le piccole imprese, infine, avvertono più delle micro e delle medie imprese la necessità di introdurre delle innovazioni tecnologiche e di processo.
Fig. 9.1.5. Problematiche future per dimensioni ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Capitale umano (difficoltà di reperimento, formazione ecc.)

15 26 20

Media Piccola Micro

Necessità di innovazioni

20 18 14

Necessità di profonde innovazioni tecnologiche di processo

6 11 4

Concorrenza economie emergenti (Cina ecc)

26 21 14

18
Fisco e imposte

24 24

14
Acesso al credito

20 24

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

68

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

L’analisi per settore fa emergere degli scostamenti significativi rispetto alla media generale del campione per il settore Industria, che mostra, più degli altri due settori indagati, preoccupazione rispetto al tema “fisco e imposte” e “concorrenza economie emergenti”.
Fig. 9.1.6. Problematiche future per settore ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Capitale umano (difficoltà di reperimento, formazione ecc.)

21 17 26

Servizi Industria Commercio

Necessità di innovazioni

14 13 20

Necessità di profonde innovazioni tecnologiche di processo

5 4 10

Concorrenza economie emergenti (Cina ecc)

13 16 23

Fisco e imposte

20 23 33

20
Acesso al credito

25 26

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

9.2. Opinioni sul contesto macro-economico Al fine di comprendere le opinioni delle imprese di minori dimensioni rispetto ad alcune delle tematiche che oggi impegnano importanti discussioni di natura politica ed economica, agli intervistati è stato chiesto quanto – nella scala “molto, abbastanza, poco, per nulla, non so” – fossero d’accordo con le seguenti affermazioni: • Gli immigrati sono una risorsa per l’economia milanese. • L’Europa costituisce un’opportunità per la futura crescita dell’economia italiana. • La Cina è una minaccia crescente per il mercato italiano. • L’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio.

69

Area Responsabilità Sociale d’Impresa

9.2.1. Immigrati: risorsa per l’economia milanese

Complessivamente, il 77% del campione ritiene che gli immigrati siano una risorsa per l’economia milanese; in particolare, il 22% ha risposto “molto”, il 43% ha risposto “abbastanza”, e il 12% “poco”, mentre l’11% “per nulla” e il 12% “non so”.
Fig. 9.2.1. Quanto concorda con l’affermazione “gli immigrati sono una risorsa per l’economia milanese”? Fonte: Elaborazione degli Autori
Non so Per nulla Poco Abbastanza Molto 0 10
22 12

11

12

43

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Approfondendo l’analisi per classe dimensionale, si rileva che il numero di imprese convinte dell’importanza degli immigrati per l’economia milanese (risposta “molto”), aumenta all’aumentare delle dimensioni aziendali (39% medie imprese, 26% piccole imprese, 22% micro imprese). La maggior parte di piccole e micro imprese concorda “abbastanza” con l’affermazione proposta (44% piccole imprese e 43% micro imprese). Dall’analisi per settore non emergono considerazioni significative.
Fig. 9.2.2. Quanto concorda con l’affermazione “gli immigrati sono una risorsa per l’economia milanese”? (per classe dimensionale) · Fonte: Elaborazione degli Autori

27

Media Piccola Micro

Non so

13 12 2

Per nulla

8 11

5

Poco

9 12

27

Abbastanza

44 43

39

Molto
22

26

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

70

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

9.2.2. Europa: opportunità per la crescita economica italiana

Agli intervistati è stato chiesto se considerassero l’Europa come una opportunità per la crescita dell’economia italiana; complessivamente, il 77% si dichiara d’accordo con l’affermazione proposta: infatti, il 31% ha risposto “molto”, il 33% “abbastanza” e il 13% “poco”, mentre il 10% ha risposto “per nulla” ed il 12% “non so”.
Fig. 9.2.1. Quanto concorda con l’affermazione “l’Europa costituisce un’opportunità per la futura crescita dell’economia italiana”? · Fonte: Elaborazione degli Autori
Non so Per nulla Poco Abbastanza Molto 0 10 20

12

10

13

33

31

30

40

50

60

70

80

90

100

Dettagliando l’analisi per classe dimensionale, si rileva che la maggior parte di piccole e micro imprese sono “abbastanza” d’accordo con l’affermazione proposta (37% piccole imprese e 33% micro imprese) mentre la maggior parte delle imprese di medie dimensioni si dichiara molto d’accordo (41%). Dall’analisi per settore non emergono considerazioni significative.
Fig. 9.2.2. Quanto concorda con l’affermazione “l’Europa costituisce un’opportunità per la futura crescita dell’economia italiana”? (per classe dimensionale) · Fonte: Elaborazione degli Autori
Media Piccola Micro

20

Non so

12 12

Per nulla

9 7 10

5

Poco

12 13

26

Abbastanza
33

37

41

Molto

32 31

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

71

Area Qualità, Sicurezza e Ambiente

9.2.3. Cina: minaccia per il mercato italiano

Per il 71% del campione la Cina costituisce una minaccia per il mercato italiano: il 35% degli intervistati, infatti, ha risposto “molto”, il 24% “abbastanza” e il 12% “poco”, mentre il 21% “per nulla” e l’8% “non so”.
Fig. 9.2.1. Quanto concorda con l’affermazione “La Cina è una minaccia crescente per il mercato italiano”? Fonte: Elaborazione degli Autori
Non so Per nulla Poco Abbastanza Molto 0 10 20 30
12

8

21

24

35

40

50

60

70

80

90

100

Sono principalmente le micro e piccole imprese a temere la minaccia cinese: il 36% delle imprese di medie dimensioni, il 22% delle piccole e il 21% delle micro imprese, infatti, dichiara di non essere per niente d’accordo con l’affermazione proposta.
Fig. 9.1.9. Ambiti di intervento a favore della comunità per settore ·
14 11 8

Fonte: Elaborazione degli Autori

Media Piccola Micro

Non so

36

Per nulla

22 21

Poco

12 11 12

20

Abbastanza

26 23

18

Molto

30 36

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

72

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Articolando l’analisi per settore, si conferma la particolare preoccupazione del settore industriale per la minaccia cinese: complessivamente, infatti, quasi l’80% delle imprese industriali concordano con l’affermazione proposta (il 37% ha risposto “molto”, il 28% “abbastanza” e il 14% “poco”), contro il 68% delle imprese commerciali e il 66% delle imprese di servizi. Questa particolare sensibilità del settore industriale rispetto al tema “Cina” era già emerso nelle preoccupazioni prevalenti per il futuro, di cui si è detto nelle pagine precedenti
Fig. 9.1.10. Quanto concorda con l’affermazione “La Cina è una minaccia crescente per il mercato italiano”? (per settore) ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

Non so
4

10 11

Servizi Commercio Industria

24

Per nulla

20 17

Poco

11 11 14

Abbastanza

22 23 28

Molto

33 34 37

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

9.2.4. Economia italiana: ripresa e saldo equilibrio

L’ultima affermazione, su cui è stato chiesto alle imprese di esprimere il proprio livello di accordo o disaccordo, riguarda la capacità dell’economia italiana di risollevarsi e trovare un saldo equilibro nei prossimi anni. Il 75% del campione concorda con l’affermazione proposta: in particolare, il 18% ha risposto “molto”, il 40% “abbastanza” e il 17% “poco”, mentre l’8% “per nulla” e il 17% “non so”.

73

Area Qualità, Sicurezza e Ambiente

Fig. 9.1.11. Quanto concorda con l’affermazione “L’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio”? · Fonte: Elaborazione degli Autori
Non so Per nulla Poco Abbastanza Molto 0
18 8

17

17

40

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

L’analisi per classe dimensionale induce ad una considerazione interessante: le imprese di micro dimensioni sembrano essere nel complesso più ottimiste delle piccole imprese, infatti il 75% delle micro imprese – contro il 70% delle piccole – ritiene che l’economia italiana sarà in grado di risollevarsi nei prossimi anni.
Fig. 9.1.12. Quanto concorda con l’affermazione “L’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio”? (per classe dimensionale) · Fonte: Elaborazione degli Autori
Media Piccola Micro

Non so
16 2

20 21

Per nulla

9 9

20

Poco

14 18

Abbastanza

41 42 40

Molto

18 15 18

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

L’analisi per settore, invece, evidenzia nel complesso il maggior ottimismo del settore dei Servizi rispetto all’Industria e al Commercio: il 77% delle imprese di servizi, infatti, concorda con l’affermazione proposta.

74

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Fig. 9.1.12. Quanto concorda con l’affermazione “L’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio”? (per settore) · Fonte: Elaborazione degli Autori
Servizi

15

Non so

20 20

Commercio Industria

Per nulla

8 9 8

Poco

16 18 18

41

Abbastanza

37 43

20

Molto
11

16

0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

75

Area Qualità, Sicurezza e Ambiente

10. Allegato I: Sintesi Indicatori
Tab. 10.1.1. Sintesi degli indicatori dell’area Investimenti e Innovazione ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 Investimenti effettuati negli ultimi 12 mesi Aree di investimento ultimi 12 mesi Macchinari Impianti e attrezzature Opere murarie e acquisto immobili Hardware e Software Automezzi Ricerca e Sviluppo Marketing e pubblicità Formazione del personale Certificazione Previsione di investimenti materiali in futuro Aree di investimento future Macchinari Impianti e attrezzature Opere murarie e acquisto immobili Hardware e Software Automezzi Ricerca e Sviluppo Marketing e pubblicità Formazione del personale Certificazione Investimenti materiali Effettuati negli ultimi 12 mesi Aree di investimento ultimi 12 mesi 26% 28% 19% 41% 16% 8% 14% 10% 4% 27% 31% 19% 49% 25% 6% 10% 9% 3% 42% 56%

2007 -

2006 -

-

-

-

-

66%

77%

76

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Macchinari Impianti e attrezzature Opere murarie e acquisto immobili Hardware e Software Automezzi Previsione di investimenti materiali in futuro Aree di investimento future Macchinari Impianti e attrezzature Opere murarie e acquisto immobili Hardware e Software Automezzi Investimenti immateriali Effettuati negli ultimi 12 mesi Aree di investimento ultimi 12 mesi Ricerca & sviluppo Marketing & pubblicità Formazione del personale Certificazione Previsione di investimenti immateriali in futuro Aree di investimento future Ricerca & sviluppo Marketing & pubblicità Formazione del personale Certificazione Innovazione Tipologia di innovazione Prodotti/servizi Processo produttivo

-

28% 38% 23% 67% 39% 53%

48% 19% 26% 68% 63%

-

23% 33% 27% 50% 25%

39% 14% 29% 53% -

-

34%

-

-

35% 54% 46% 22% 42%

-

-

29% 58% 44% 23%

-

24% 12%

45%

40%

77

Problemi di Sviluppo

Vendite Strumenti di gestione Logistica Distribuzione

5% 9% 4% 2%

51% 27% 12% 8%

22% -

Tab. 10.1.2. Sintesi degli indicatori dell’area Finanza ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 Contributi e finanziamenti negli ultimi 12 mesi Difficoltà nel rapporto con le banche Tipo di difficoltà Accesso al credito Mancanza attenzione funzionari Approccio burocratico Tassi commissioni elevate Eccessive garanzie Conoscenza di Basilea 2 Adeguatezza delle spiegazioni di Basilea 2 Influenza negativa di Basilea 2 sulla concessione del credito Modalità di risposta ai cambiamenti di Basilea 2 Ristrutturando il debito Aumentando la capitalizzazione dell impresa Creando/migliorando il processo di pianificazione finanziaria Migliorando il ciclo incassi/pagamenti da clienti e fornitori Tab. 10.1.3. Sintesi degli indicatori dell’area Estero ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

2007 13% 27%

2006 10% -

8% 28%

51% 33% 31% 48% 27% 64% 57% 28%

37% 41% 51% 65% 48% -

-

4% 7% 7% 7%

-

-

2008 Presenza estera Modalità di presenza all'estero Export Import Produzione
78

2007 -

2006 -

26%

18% 10% 2%

18% 22% -

11% -

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Tipologia di iniziativa dei rapporti con l'estero Iniziativa propria (rapporti con clienti/fornitori) Iniziativa pubblica (Camera di Commercio, Ministero, Regione, Comune) Iniziativa privata (Associazioni di categoria e società specializzate) Rapporti futuri con l'estero Miglioramento della competitività internazionale delle imprese milanesi Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so Prospettive sull’andamento della competitività internazionale delle imprese milanesi Crescerà molto Crescerà poco Rimarrà uguale Diminuirà molto Diminuirà poco Prospettive di crescita delle imprese milanesi con l’arrivo dell’EXPO 2015 Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so 29% 45% 12% 5% 13% 12% 27% 26% 5% 6% 4% 17% 16% 20% 37% 94% 2% 6% 24% -

Tab. 10.1.4. Sintesi degli indicatori dell’area Lavoro e Formazione ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 Evoluzione del numero di dipendenti Aumentato Dimunito 17% 8%

2007

2006

22% 8%

-

79

Problemi di Sviluppo

Stabile n/a Assunzione personale Tipologie contrattuali Tempo determinato Tempo indeterminato Tempo determinato ex interinale Apprendistato Co.pro Stage Fonti di reclutamento Passaparola Servizio pubblico Agenzie per il lavoro Scuole e università Ricerca e selezione Inserzioni Internet Cooperative Assunzione personale extracomunitario Iniziative a favore di personale extracomunitario Corso italiano Aiuto ricerca alloggio Corsi di addestramento Investimenti in formazione Aree della formazione Risorse umane Manageriale Vendite e marketing Tecniche produttive Finanza
80

70% 4% 27%

56% 14% 38%

53%

10% 53% 10% 12% 18% 13%

7% 23% 3% 7% 8% 26%

14% 32% 3% 10% 11% 26%

97% 2% 18% 9% 10% 25% 3% 14%

51% 2% 12% 10% 17% 3% 22%

45% 2% 14% 7% 13%

7% 15% 7% 34%

8% 29% 26% 41%

16% 59% 49% 46%

7% 4% 11% 10% 2%

10% 9% 21% 12% 5%

11% 27% 10%

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Amministrazione e controllo Fiscale Lingue straniere Informatica Sicurezza e igiene sul lavoro Privacy Passaggio generazionale Certificazioni

5% 2% 6% 10% 10% 1% 2% 3%

14% 8% 11% 19% 13% 5% 2% 8%

17% 9% 17% 21% 16% 8% 7% 8%

Tab. 10.1.5. Sintesi degli indicatori dell’area Responsabilità Sociale di Impresa ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

2008 Donazioni annuali Attività a favore della comunità Cessione a titolo gratuito o a condizioni di favore di impianti/attrezzature Cessione in uso di propri impianti Cessione del tempo dei propri collaboratori Acquisto di prodotti/servizi da soggettiche svolgono attività di interesse sociale Sponsorizzazione di eventi sportivi/culturali Interventi di cooperazione internazionale Bilancio sociale Presente in azienda Non presente ma si intende introdurlo Codice etico e carta dei valori Presente in azienda Non presente ma si intende introdurlo Iniziative a favore dei dipendenti Orario flessibile Asilo nido Possibilità aspettativa 21% 0% 2% 3% 3% 5% 0% 2% 3% 8% 2% 41%

2007 43%

2006 61%

-

-

1% 5%

-

2% 7%

-

34% 2% 7%

38% 0% 5%

81

Allegato I: Sintesi Indicatori

Tempo per la maternità oltre obblighi di legge Prestiti a tasso zero e a condizioni favorevoli Gite, tornei, eventi culturali Assistenza sanitaria integrativa Certificazioni ISO9001 (Qualità) ISO14001 (Ambiente) SA8000 (Etica) OHSAS18001 (Sicurezza sul lavoro) EMAS (Ambiente) Altro Tab. 12.1.6. Sintesi degli indicatori dell’area Sviluppo ·
Fonte: Elaborazione degli Autori

1% 2% 2% 4%

6% 6% 5% -

5% 6% 5% -

12% 1% 0% 1% 0% 7%

-

-

2008 Discussione linee di sviluppo Problematiche future Accesso al credito Fisco e Imposte Concorrenza economie emergenti (Cina, etc..) Necessità di profonde innovazioni tecnologiche di processo Necessità di innovazioni Capitale umano (difficoltà di reperimento, formazione, ecc..) Quanto concorda con l’affermazione “gli immigrati sono una risorsa per l’economia milanese”? Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so Quanto concorda con l’affermazione “l’Europa costituisce un’opportunità 22% 43% 12% 11% 12% 24% 24% 15% 5% 14% 20% 64%

2007 56%

2006 -

-

-

-

-

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per la futura crescita dell’econmia italiana”? Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so Quanto concorda con l’affermazione “La Cina è una minaccia crescente per il mercato italiano”? Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so Quanto concorda con l’affermazione “L’economia italiana, nei prossimi anni, sarà capace di risollevarsi e di ritrovare un saldo equilibrio”? Molto Abbastanza Poco Per nulla Non so 18% 40% 17% 8% 17% 35% 24% 12% 21% 8% 31% 33% 13% 10% 12% -

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Allegato I: Sintesi Indicatori

Tab. 12.1.8. Sintesi degli indicatori dell’area Problemi di Sviluppo ·

Fonte: Elaborazione degli Autori

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Allegato I: Sintesi Indicatori

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Allegato I: Sintesi Indicatori

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Registrazione al Tribunale di Milano n. 505 del 27 settembre 1986 Iscrizione Roc n° 7521 Indirizzi e telefono/fax 20158 Milano – Via Legnone 4 Tel 026901341 Fax 0269013444 Direttore Gianluigi De Rold Stampa Tiber srl Via della Volta 179 25124 Brescia (italia)

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