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ULTIMI SVILUPPI

• Universiadi invernali di Erzurum 2011:


assegnazione di impianti ad imprese italiane. Le
Universiadi invernali, seconde per importanza solamente alle Olimpiadi invernali,
saranno organizzate nel 2011 ad Erzurum. A tal fine, in occasione del 2°
Simposio Internazionale sullo Sci (Ankara, 1 – 2 dicembre 2007), l’Ambasciata
d’Italia ad Ankara e l’Ufficio ICE di Istanbul organizzarono una fitta serie di
incontri tra una delegazione della Provincia Autonoma di Bolzano, guidata dalla
Camera di Commercio della Provincia altoatesina, ed i rappresentanti del
Comitato organizzatore delle Universiadi invernali di “Erzurum 2011”
(www.universiadeerzurum.org). A distanza di due anni dagli incontri l’Agenzia
speciale della Provincia di Bolzano (EOS) ha reso noto che le società bolzanine
Technoalpin (sistemi di innevamento) e Leitner (Impianti di risalita) hanno
ottenuto dalle Autorità della Regione di Erzurum importanti progetti relativi agli
impianti per le Universiadi 2011.

• Nel 2009 investimenti esteri a -58,4% (7,6


miliardi di dollari). Italia a +16,9% (291 milioni
di dollari) in forte controtendenza. Secondo i dati forniti
dal Sottosegretariato al Tesoro (Dipartimento Investimenti Esteri) e rielaborati da
ICE Istanbul, gli investimenti esteri in Turchia nel 2009 sono calati del 58,4%
rispetto al 2008, attestandosi a 7,6 miliardi di dollari. L'Italia e' al quinto posto
nella graduatoria dei principali Paesi investitori, con 291 milioni di dollari ed in
crescita del 16,9% rispetto al 2008, ed una quota del 3,8% sul totale degli
investimenti esteri giunti in Turchia nel 2009. Il forte aumento degli investimenti
diretti italiani bilancia, almeno in parte, il calo dell'interscambio italo-turco (-27,7%
'09/'08) e rende palese il ruolo ormai strategico che questo mercato riveste per le
imprese italiane. Olanda e Francia guidano la classifica rispettivamente con 921
milioni di dollari (il 12,1% del totale) e 593 milioni di dollari (il 7,8% del totale). E'
nuovamente da rimarcare che molto frequentemente dall'Olanda, sede di
numerosissime multinazionali in Europa, vengono generati investimenti USA o
UE. Seguono la Francia, la Germania con 389 milioni di dollari ed il Regno Unito
con 332 milioni di dollari. E' interessante segnalare però, che fra i cinque paesi
"top investor" in Turchia, solo l'Italia ha mostrato una crescita dei propri
investimenti diretti, contro i sostanziosi cali di tutti gli altri (Germania -67,9%,
Olanda -31,4%, Regno Unito -75,1%, Francia -12,4%). Sono 766 le imprese
italiane presenti in Turchia (il 3,3% delle 23.551 imprese estere operanti nel
paese). La Germania con 4.038 imprese e' al primo posto nella graduatoria con il
17,1% del totale, seguita dal Regno Unito con 2.168 imprese, dall'Olanda con
1.764, dall'Iran con 1.166, dagli USA con 1.015, dalla Francia con 880,
dall'Azerbaijan con 723 e dall'Iraq con 669. Delle 23.551 imprese estere presenti
in Turchia 13.001 hanno sede ad Istanbul (55,2% del totale), 2.976 operano ad
Antalya (il 12,6%), 1.567 ad Ankara (6,7%), 1.391 a Mugla (5,9%), 1.333 ad Izmir
(5,7%) e 483 a Bursa (2%). (Fonte ICE).

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• Importanti sviluppi nel settore farmaceutico.
Dopo i settori automobilistico, tessile e metalmeccanico la Turchia cerca di
sfondare anche nel campo farmaceutico, settore strategico molto ambito nei
Paesi in via di sviluppo. Secondo uno studio predisposto dalla Deloitte Turchia,
intitolato "The Pharmaceutical Industry in Turkey and the World: Growth
Prospects", il settore farmaceutico turco a oggi si posiziona al 12esimo posto al
mondo, tra Messico e India, con ottime prospettive di sviluppo. Certo siamo
ancora in una zona intermedia nella speciale classifica stilata dalla società di
consulenza, ma le premesse di sviluppo sono promettenti. Dallo studio emerge
fra l'altro che la Turchia nel 2007 (ultimo anno analizzato da Deloitte) ha
importato prodotti farmaceutici per 1,9 miliardi di dollari (+58% negli ultimi quattro
anni) e ne ha esportati per 288 milioni di dollari (+70,4%). Secondo le prime stime
raccolte fra gli operatori del settore dall'Ufficio Ice di Istanbul, queste cifre si
sarebbero ulteriormente espanse nel corso degli ultimi due anni di almeno il 15-
20%, facendo ritenere agli esperti che il mercato turco, soprattutto sul versante
produttivo più che dell'export, potrà risultare fra i più redditizi nel medio-lungo
termine. Tutto bene, dunque? Non proprio. C'è qualche spina nel fianco del
nascente polo farmaceutico turco. Lo stesso rapporto Deloitte evidenzia che ad
oggi la Turchia riesce ad attrarre solo cifre molto limitate del flusso di investimenti
esteri in ricerca e sviluppo (R&S), pari a 38 milioni di dollari, sugli oltre 100
miliardi investiti a livello mondiale nel 2007 nel settore farmaceutico. Ciò sarebbe
dovuto, secondo Deloitte, ad una ancora scarsa attenzione del governo guidato
dal premier Recep Tayyip Erdogan verso la ricerca scientifica e ad un raccordo
non adeguato fra le università e le industrie del settore. Il rapporto, tra l'altro,
pone in evidenza che i centri di ricerca turchi dispongono di personale di elevata
qualità professionale, giovane, dinamico e istruito. In particolare è interessante
segnalare che alcuni giorni orsono è stato avviato ad Ankara, presso l'Università
di Haceteppe, il centro ricerche e sviluppo della Pfizer che prima era dislocato in
Italia, a Nerviano, in provincia di Milano, nei laboratori gioiello della ex Farmitalia-
Carlo Erba, poi ceduta tra aspre polemiche dagli americani con uno spin-off nel
2004 a una società italiana. (Fonte Vittorio da Rold – Sole 24 Ore 02.02.2010).

• Il miglior centro di ricerca e sviluppo (R&D)


della FIAT si trova a Bursa. Secondo quanto stabilito nel
quadro degli impegni della Turchia verso l’Unione Europea (che prevedono un
aumento dello spese in Ricerca e Sviluppo), entro il 2012 la Turchia aumenterà il
proprio bilancio per la ricerca e lo sviluppo fino a raggiungere il 2% del PIL. A
questo fine, lo scorso anno, il Parlamento turco ha promulgato una normativa ad
hoc che ha sbloccato l’apertura di 6 centri di R&S, di cui ben 16 nel settore
dell’automotive. Prima che la nuova legge entrasse in vigore, circa tre anni fa, la
TOFAŞ, partner della FIAT nella costruzione di vetture, aveva inaugurato il
proprio centro R&D all’interno della fabbrica di Bursa. A seguito dell’entrata in
vigore della nuova legge il centro di ricerca è diventato il più importante della
FIAT nel mondo. L’amministratore delegato della TOFAŞ, Ali Pandir, ha
dichiarato che nella struttura sono stati investiti 30 milioni di euro e vi lavorano 40

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persone, la maggior parte dei quali ingegneri. "Alcune parti del Minicargo e la
quasi totalita’ del nuovo Doblò (lanciati sul mercato il 19 febbraio 2010) sono stati
sviluppati in questo centro”, ha tenuto a ricordare l’Amministratore Delegato, che
ha aggiunto che “nel resto del mondo la FIAT possiede centri di ricerca solo in
Italia e in Brasile. A nostro avviso il centro di Bursa è il secondo migliore mondo.
Se gli studi ed i test sul Doblò fossero stati eseguiti in Italia il costo
dell’operazione sarebbe stato di 65 milioni di euro. Grazie al centro R&D di Bursa
la FIAT ha potuto risparmiare circa 20-25 milioni. I costi di engineering e i test
garantiscono un risparmio del 35%. Nel 2000 abbiamo eseguito i test per il
modello precedente di Doblò in Italia, inviando nostri ingegneri dalla Turchia; oggi
il 90% dello sviluppo del prodotto avviene invece a Bursa. Con il centro la
tempistica di sviluppo del prodotto si è ridotta considerevolmente con indubbi
vantaggi competitivi per la FIAT (da 3 anni a 18 mesi”. L’Amministratore delegato
della TOFAŞ ha inoltre fatto il punto sulla nuova generazione di autovetture,
finalizzate al rispetto dell’ambiente: “In Italia il Governo sostiene le automobili non
inquinanti e la FIAT e guarda con attenzione alla commercializzazione di questi
veicoli. Come TOFAŞ abbiamo seguito da vicino questi sviluppi e abbiamo
lanciato l’anno scorso la versione GPL del Fiorino”. Per quanto riguarda gli
obiettivi di esportazione per il 2010, Ali Pandir ha ricordato che “ci si pone come
obiettivo quello di esportare 200.000 veicoli. Preferiamo esportare a partire dal
porto di Gemlik, ma l’area dedita alla movimentazione delle navi non è
sufficientemente estesa per le nostre esigenze. Così usiamo il porto di Izmir.
Questa operazione aggiunge ulteriori costi, in quanto sono necessarie 4/5 ore di
viaggio per raggiungere Izmir con spese aggiuntive dell’ordine di 4 milioni di euro
annui”.

• Confindustria turca (TUSIAD) vede luci ed


ombre all'orizzonte. In un recente incontro con la stampa, la neo
eletta Presidente della TUSIAD, Sig.ra Umit Boyner, ha posto l’accento sullo stato
dell'economia turca, alla luce della grave crisi congiunturale attraversata dal
Paese. Il tema centrale del suo intervento e' stato quello dello "sviluppo
sostenibile", uno sviluppo che quest'anno potrebbe oscillare, secondo la TUSIAD,
ma anche secondo diversi centri studi locali ed esteri, fra un un +1,4% ed un
+5,9%, anche alla luce della congiuntura di altre aree economiche a cui e' legata
la Turchia, in primis l’UE e gli USA. La Boyner peraltro ha più volte sottolineato il
fatto che anche lo scenario più ottimistico, legato ad una crescita del PIL
superiore al 5%, non consentira’ di rendere meno problematico il male endemico
della Turchia che e' la disoccupazione, attualmente superiore al 13%, e
principalmente quella giovanile, superiore al 25%. Altri aspetti evidenziati nel
corso dell’incontro sono stati i seguenti: la necessità di una maggiore flessibilità
del lavoro, fondamentale per mantenere la competitività dei prodotti turchi sui
mercati mondiali; la lotta all'economia c.d. "sommersa" che crea grave
nocumento all'economia reale del paese; una politica fiscale e di bilancio che
consenta al Paese ed al sistema delle imprese di competere soprattutto con i
paesi dell'UE, ma anche con i principali Paesi concorrenti come Cina ed India;
liberalizzazione del mercato energetico; miglioramento complessivo del sistema
scolastico ed universitario per renderlo più efficiente e competitivo a livello

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globale; sostegno, principalmente finanziario ma non solo, a favore delle PMI,
vera "spina dorsale" dell'economia locale (65% della forza lavoro del Paese);
sviluppo socio-economico delle aree più depresse ed in crisi del paese. Sul
versante del bilancio pubblico, la Boyner e' stata molto netta, manifestando
preoccupazione per il continuo sforamento dei conti pubblici (in merito a ciò vi e'
da porre in evidenza che alcuni analisti locali hanno segnalato, il grave "stato di
salute" di alcune importanti municipalità turche), chiedendo al Governo un rigore
maggiore sul fronte della spesa ed equita' sul fronte fiscale; troppe tasse infatti
gravano sulle imprese. In merito all'annoso tema del prestito del Fondo Monetario
Internazionale (FMI), la Boyner ha precisato che dal governo giungono "segnali
contrastanti", ma che lo stato dei conti a breve-medio termine e' abbastanza
preoccupante e deve essere risolto. (Fonte ICE).

• Il turismo al centro dell'attenzione. Inaugurata


l'Emitt di Istanbul. Alla presenza di alcuni Ministri del Turismo, e'
stata inaugurata ad Istanbul la 14ma edizione dell'EMITT (The East
Mediterranean Int. Travel & Tourism Exhibition). La fiera, la principale nel bacino
del Mediterraneo, si estende su una superficie di 55.000 m2, con oltre 3.000
espositori e visitatori. Il Paese partner quest'anno e' l'Egitto, ma spiccano anche
le partecipazioni ufficiali di Sud Africa, Marocco, Tunisia, Algeria, Tanzania, Siria,
Yemen, Palestina, Libano, Macedonia, Kosovo, India, Azerbaijan, Uzbekistan,
Brasile, Giappone, Bosnia Erzegovina, Tailandia, Slovacchia. In totale sono
presenti 60 espositori esteri. Per l'Italia spicca la presenza dell'Agenzia Regionale
per la Promozione Turistica di Roma e del Lazio (ATLAZIO), oltre ad alcune
imprese operanti nel settore. Nel corso della cerimonia inaugurale, il Ministro del
Turismo turco Ertugrul Gunay ha evidenziato che il 2009, pur potendosi
considerare un anno negativo a livello mondiale per il turismo, ha visto la Turchia
accogliere oltre 26 milioni di turisti dall'estero (+2,4% '09/'08, con gli italiani in
decima posizione con 600 mila turisti) che hanno portato al paese oltre 22
miliardi di dollari di entrate valutarie. La Turchia, e' attualmente l'ottava meta
turistica al mondo, ma mira nel prossimo quinquennio a divenire il quinto Paese
nella graduatoria mondiale con 35 milioni di visitatori esteri. E' anche interessante
evidenziare che Istanbul ha ricevuto nel 2009 oltre 6 milioni di turisti dall'estero
preceduta da Antalya, nota località sulla costa mediterranea con circa 8 milioni.
Le autorità locali peraltro ritengono che "Istanbul capitale della cultura europea
2010", con il suo intenso programma di iniziative culturali e non solo, potrebbe
generare un traffico di turisti di almeno 8/9 milioni nell'anno in corso. (Fonte ICE).

• Inaugurazione di una fabbrica per la


produzione dei motori del jet da combattimento
F35. Secondo il Ministro della Difesa Gönül, presente alla cerimonia, la quota
turca nel progetto relativo alla produzione del F35 ha superato ormai i 7 miliardi di
dollari. Se verranno considerate le spese turche per la realizzazione del progetto
(10-11 miliardi di dollari in totale), avremmo raggiunto il 50% del nostro obiettivo.
La fabbrica costruirà i motori del F35 sulla base di un accordo firmato con la Pratt

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& Whitney in occasione della Fiera Internazionale della Difesa 2009 ad Istanbul.
La fabbrica impiegherà 200 dipendenti.

• La Turchia potrebbe anche non aver piu'


bisogno di importare oro. Secondo quanto riportato oggi dalla
stampa locale, la Turchia potrebbe, in base alle riserve accertate, non aver più
bisogno per numerosi anni di importare oro per alimentare la produzione
nazionale di oreficeria e gioielleria; la Turchia e' il quarto paese importatore al
mondo di oro con un ammontare annuo oscillante fra le 230 e le 270 tonnellate.
L'Associazione turca delle Miniere di Oro (AMD) ha comunicato che quest'anno
l'estrazione di oro turco toccherà la cifra record di 20 tonnellate, contro le 1,4
tonnellate del 2001. Le riserve aurifere della Turchia ammontano a 6.500
tonnellate, concentrate nelle tre miniere di Ovacik e Kisladag nella regione egea
e Mastra nell'area del Mar Nero, mentre trenta società locali ed internazionali
sono autorizzate ad effettuare ricerche di nuovi filoni auriferi nel paese. (Fonte ICE).

• I turchi non se la passano male... Secondo uno studio


predisposto dall'Ufficio Statistico Turco (Turkstat) sul livello di soddisfazione della
vita in Turchia, il 54,3% dei cittadini e' particolarmente contento del proprio livello
di vita, una percentuale che cresce al 63,2% tra i laureati. E' interessante peraltro
evidenziare che nel 2009, anno critico per l'economia locale, il dato positivo
complessivo registrato da Turkstat (54,3%) e' calato dell'1,5% rispetto all'anno
precedente segnalando che il 60% del campione statistico ha ridotto i consumi
rispetto al 2008; si e’ registrata una riduzione signficiatica soprattutto nelle spese
per i divertimenti ed i viaggi. Il 34,3% si sostiene attraverso un aumento della
richiesta di credito al consumo (indebitamento) e circa il 28% ha sofferto di una
riduzione del proprio reddito. Inoltre, il 57,3% del campione degli sposati si e'
dichiarato molto felice della propria vita, dato che scende al 46,8% per i c.d.
"single". Ultimo dato di rilievo e' quello relativo alla visione sul futuro: il 65,5% del
campione si e' dichiarato "ottimista", un dato veramente interessante per
"misurare" la Turchia di oggi e forse quella futura. (Fonte ICE).

ECONOMIA E POLITICA ECONOMICA

• Calo della produzione industriale del 9,6% nel


2009. Registrato un – 9,6% per la produzione industriale nel 2009, rispetto
all’anno precedente. L’Istituto Statistico turco (TUIK) ha inoltre pubblicato i dati
relativi alla produzione industriale per lo scorso mese di dicembre. La Turchia
avrebbe registrato un aumento del +25,2% nell’ultimo mese dell’anno passato, in
confronto a quanto fatto registrare nel mese di dicembre 2008. Se confrontato
con il mese di novembre 2009, dicembre 2009 ha segnato un aumento mensile
del + 8,7%. A livello settoriale i dati TUIK rivelano un aumento del +15,4% nel
settore minerario e +10,9% nel settore del idroelettrico e delle centrali a gas.

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• La Banca Centrale turca pubblica le prime stime
inflazionistiche del mese di febbraio per fine
2010 (+ 7,5%). La Banca Centrale ha reso note le proiezioni per il
tasso di inflazione di fine anno: +7,50%, leggermente superiori a quanto
annunciato nel corso del mese di gennaio (+7,15%). La Banca Centrale prevede
inoltre che il tasso di crescita dell’economia non superi il +3,9% per il 2010, con
un dollaro equivalente a 1.5003 lire turche e un deficit di bilancio pari a 22.5
miliardi di dollari. Questi dati erano rispettivamente +3,9%, 1.4646 Lire turche e
21.6 miliardi di dollari nell’ultima proiezione.

• Calo significativo del deficit delle partite


correnti nel 2009. Il deficit delle partite correnti in Turchia è sceso del
68% nel 2009, se confrontato con il 2008 (da 41.947 nel 2008 a 13.854 miliardi di
dollari nel 2009) secondo quanto dichiarato dalla Banca Centrale turca. Tuttavia,
a dicembre 2009, il deficit delle partite correnti era cresciuto del 4,5% rispetto allo
stesso mese del 2008 (da 3.078 a 3.217 miliardi di dollari). La crescita del deficit
è principalmente dovuta al balzo del deficit della bilancia commerciale, che a
dicembre 2009 è aumentato del 30,1%, in confronto allo stesso periodo del 2008.

• Il deficit di bilancio raggiunge i due miliardi di


dollari a gennaio 2010. Il Ministero delle Finanze turco ha
recentemente reso note le statistiche riguardanti l’andamento del bilancio statale.
A gennaio 2010, il deficit di bilancio ha toccato i 2 miliardi di dollari; le uscite sono
ammontate a 15 miliardi di dollari, mentre le entrate non hanno superato i 13
miliardi di dollari.

• Cresce la disoccupazione. A novembre 2009,


13,1%. L’Istituto Statistico turco (TUIK) ha recentemente pubblicato i dati
relativi alla disoccupazione nei primi 11 mesi del 2009. il tasso di disoccupazione
a novembre 2009 ha toccato il 13,1%, di poco superiore a quanto riportato nello
stesso mese dell’anno scorso (+0,8). Tuttavia, l’aumento registrato risulta
leggermente inferiore alle previsioni di Bloomberg, che avevano prospettato un
tasso al 13,4%. Secondo quanto dichiarato dall’indagine TUIK sulla forza lavoro
nel Paese per il mese di novembre 2009 (che copre il periodo ottobre, novembre,
dicembre), il tasso di partecipazione della forza lavoro toccava il 48,1% (70,6%
degli uomini e 26,4% delle donne). La disoccupazione nelle aree urbane ha
raggiunto il 15,3% (+1% rispetto allo stesso mese del 2008) e 8,7% nelle aree
rurali (+0,4%). Il numero dei disoccupati e’ cresciuto di 233.000 persone, se
confrontato con lo stesso arco temporale dell’anno passato, raggiungendo i 3,27
milioni. Anche il tasso di disoccupazione fra i giovani e’ passato da 24% a ottobre
2009 a 24,4% il mese successivo.

INVESTIMENTI

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• Il Ministro dell'Economia Babacan prevede nel
2010 investimenti privati, con incentivi dal
governo, per oltre 11 miliardi di euro. Recentemente, il
Ministro dell'Economia Ali Babacan, nel corso di una conferenza stampa, ha
posto in evidenza che la ripresa economica del Paese inizia a mostrare i primi
segni tangibili. La produzione industriale, secondo il Ministro, sarebbe cresciuta
rispetto al mese di gennaio '09 di oltre il 20%, mentre l'utilizzo degli impianti
industriali sta, seppur lentamente, ritornando su livelli vicini alla media del 2008.
Ma i dati più confortanti vengono auspicabilmente dagli investimenti previsti nel
2010 dalle imprese private ed estere che si sono giovate delle facilitazioni
concesse, nella seconda metà del 2009, per insediarsi in differenti aree del paese
(quattro) ed in settori a maggior potenziale di crescita. I progetti sostenuti dal
governo sono 1.532 (periodo luglio/dicembre 2009) con investimenti previsti di
22,5 miliardi di lire turche (TL), pari a circa 11 miliardi di euro. Babacan ha
evidenziato che di questi 22,5 miliardi di TL il 56,4% (12,7 miliardi di TL)
sarà posto in essere da imprese locali, mentre i restanti 9,8 miliardi di TL (circa 5
miliardi di euro) saranno investiti da imprese estere (il 43,6% del totale). (Fonte
ICE).

• ISKI – Istanbul Metropolitan Water and


Sewerage Administration – Programma degli
Investimenti 2010. La Direzione Generale dell’ISKI ha pubblicato il
programma degli investimenti per il 2010. Il programma riguarda la realizzazione
di 145 progetti suddivisi in tre categorie: 1) realizzazione, sia nella parte europea
che in quella asiatica, di nuovi progetti per la costruzione di sistemi di raccolta e
trattamento di acque primarie e reflue per poter essere restituite all’ambiente, cui
andranno destinati poco piu’ di 2,5 miliardi di lire turche (circa 1,02 miliardi di
euro, di cui circa 790 milioni da investire nella parte europea e 224 milioni in
quella asiatica); 2) realizzazione di nuovi progetti per migliorare la rete di
rifornimento di acqua potabile, cui verranno destinati circa 1,2 miliardi di lire
turche (circa 474 milioni di euro, di cui 141 milioni di euro da destinare a progetti
nel lato europeo e 332 milioni di euro nella parte anatolica); 3) acquisti di
macchinari ed equipaggiamento vario, cui sara’ destinato un budget di 460 milioni
di lire turche (circa 184 milioni di euro). Tra l’equipaggiamento da costruzione
figurano gru con capacita’ minime di 35 tonnellate e 75 tonnellate, scavatori con
capacita’ minima di 30 tonnellate, carrelli elevatori da 5 tonnellate, e, infine,
macchine da scarico e carico da 20 tonnellate. L’ISKI intende finanziare l’intero
programma avvalendosi in parte di prestiti esterni e in parte delle disponibilita’ di
bilancio proprie. L’elenco dettagliato dei progetti con le relative allocazioni
finanziarie e’ disponibile presso l’Ufficio Commerciale del Consolato Generale
d’Italia di Istanbul. (Fonte Consolato Generale d’Italia ad Istanbul).

• La Turchia prevede ingenti investimenti nella


rete ferroviaria ad alta velocità nel breve-
medio periodo. Un rappresentante delle ferrovie statali turche (TCDD)

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ha annunciato investimenti per 12 miliardi nella rete ferroviaria ad alta velocità nei
prossimi 10 anni, al fine di favorire il trasporto su rotaie nel Paese. La rete
ferroviaria turca copre il 3% del trasporto passeggeri e il 5% del trasporto merci.
Ad affermarlo Muammer Kantarci, direttore dell’unità per la produzioni di veicoli
della TCDD, Tuvasaş. “Esiste al momento la volontà politica di modificare un
quadro tanto desolante ed orientarsi verso un approccio multidimensionale che
comprenda l’acquisto di nuove locomotive, la modernizzazione della rete
esistente e dell’infrastruttura elettrica”, ha ricordato Kantarci. La Turchia, è noto,
ha inaugurato la prima tratta ad alta velocità delle ferrovie statali a marzo scorso
(una linea che collega la capitale ad Eskişehir, a circa 200 km di distanza, ed è
costata 4 miliardi di dollari). La costruzione della parte restante della tratta per
collegare Eskisehir ad Istanbul, un investimento di ulteriori 1,27 miliardi di dollari,
è iniziata a seguito della vittoria della relativa gara da parte di una società cinese.
“Al momento prevediamo di costruire una rete di alta velocità con un’estensione
di 2.297 chilometri, per un valore di 10.4 miliardi di dollari”, ha dichiarato Kantarci.
Un investimento da 750 milioni di dollari è stato effettuato per la realizzazione di
212 km di tratta fra Ankara e Konya, il cui cantiere dovrebbe aprire nel 2010. La
Turchia, infine, ha stanziato 1,6 miliardi di dollari per il collegamento ferroviario ad
alta velocità tra la capitale e la città di Sivas, distante 480 km ad est da Ankara.
Kantarci ha infine ricordato le diverse tratte che la TCDD intende costruire a
breve medio termine: Istanbul-Edirne (vicino al confine con la Grecia), Ankara-
Izmir e Bursa-Osmaneli.

• La regione del GAP ottiene prestiti bancari per


un valore di 40 milioni di lire turche (circa 20
milioni di euro). Gli stanziamenti verranno destinati alla zone
industriali organizzate nell’ambito del progetto per lo sviluppo della regione del
Sud Est Anatolico (GAP). Lo rende noto l’Agenzia di stampa anatolica sulla base
di informazioni pervenute dal Ministero dell’Industria e del Commercio. Un milione
e mezzo di euro verrà impiegato nella zona industriale di Adiyman-Golbaşi, la cui
costruzione costerà 3 milioni di euro. Il prestito per la zona industriale di
Gaziantep non supererà i 2 milioni di euro, mentre il costo totale del progetto
ammonta a 10 milioni di euro. “La regione necessita di finanziamenti che
serviranno innanzitutto a porre fine alla disoccupazione e serviranno inoltre a
prevenire la migrazione dei residenti”, ha affermato Ömer Çelik, Presidente della
zona industriale di Gaziantep. Nel notare che la popolazione locale ha
guadagnato nella regione soprattutto grazie all’allevamento del bestiame, Çelik
ha ricordato che il calo dei profitti per l’allevamento del bestiame nel tempo ha
creato schiere di disoccupati e di migranti. Il progetto per la zona di Gaziantep,
realizzato in collaborazione con la Municipalità cittadina, la Camera di Commercio
della città e la locale Borsa merci, nonché con l’Associazione degli Esportatori del
Sud Est anatolico, prevede l’attuazione di metodi moderni di allevamento del
bestiame.

• Nel 2010 gli investimenti esteri dovrebbero


crescere dell'11,8% raggiungendo la cifra di 8,5

9
miliardi di dollari. Secondo uno studio predisposto dalla Deloitte, la
Turchia, nel corso del 2010 dovrebbe attrarre investimenti dall'estero per 8,5
miliardi di dollari, in crescita dell'11,8% rispetto al 2009. Il dato del 2010 sarebbe
ancora di gran lunga inferiore a quello record del 2007 (circa 19 miliardi di dollari)
e del 2008 (17 miliardi di dollari), ma secondo gli analisti locali, sarebbe in forte
controtendenza anche alla luce della difficile fase congiunturale in atto. Nel 2010
dovrebbero giungere a termine le privatizzazioni di alcune importanti "utilities"
quali, ad esempio, parte della rete elettrica nazionale (distribuzione e
generazione), autostrade e ponti di Istanbul, l'agenzia per la distribuzione del gas
di Ankara (BaskentGaz), oltre alle lotterie nazionali e l'Azienda dei Trasporti
Marittimi di Istanbul (IDO). (Fonte ICE).

ENERGIA

• Centrale nucleare: contatti tra la Korea Electric


Power Corp. (KEPCO) ed il Ministero
dell’Energia turco. I rappresentanti dell’impresa pubblica
dell’energia KEPCO hanno recentemente avuto incontri con funzionari turchi ad
Ankara per la fornitura di reattori nucleari in vista della gara per la costruzione del
primo impianto nucleare del Paese che nelle intenzioni del Governo, verrà
lanciata nell’arco dei prossimi mesi. Nel corso della visita l’Amministratore
Delegato della KEPCO, Kim Sang Su, ha avuto un incontro con il Ministro
dell’Energia turco, Taner Yildiz, e con il suo staff. In precedenza, la KEPCO
aveva annunciato di intrattenere trattative con la Turchia per la fornitura del
reattore APR 1400 (Advance Power Reactor 1400), con una capacità di
produzione di energia elettrica pari a 4000 megawatt. A dicembre 2009, un
consorzio guidata dalla KEPCO aveva vinto una gara da 20 miliardi di dollari per
la costruzione di 4 reattori nucleari negli Emirati Arabi Uniti.

• Il Ministro dell’Energia, Taner Yildiz, fa il punto


sulla collaborazione russo-turca in campo
nucleare e sulla politica energetica del Paese. Il
Ministro dell’Energia Yildiz ha recentemente dichiarato che i gruppi di lavoro
russo-turchi continuano le discussioni relative alla costruzione del primo impianto
nucleare turco, aggiungendo che, nelle stime del Governo, la Turchia dovrebbe
iniziare a consumare l’energia prodotta dalle centrali nucleari entro il 2017. A
questo fine è stata firmata una dichiarazione congiunta il 13 gennaio u.s. sulla
cooperazione russo-turca per la costruzione di un impianto di produzione di
energia atomica, come corollario della recente visita del Premier Erdoğan a
Mosca. I gruppi di lavoro si incontreranno nuovamente a fine mese a Istanbul. Il
Ministro ha anche rivelato l’intenzione del Governo di siglare un accordo
intergovernativo a tale fine prima della pausa estiva del Parlamento. “La Turchia
non dovrebbe perdere ulteriore tempo per la centrale nucleare. Dovremmo
assicurare la costruzione di un impianto atomico nella città di Sinop, sul Mar
Nero. L’accordo si potrà firmare quando determinate condizioni si saranno

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verificate per entrambe le parti. In primo luogo, la nostra gente dovrebbe avere
una “cultura nucleare”. Il Governo ha in programma di iniziare un periodo di
formazione nel Paese e all’estero per alcuni specialisti del settore provenienti
dalle Università turche e di sostenere l’industria locale dell’indotto nucleare.
Questi processi non possono avere luogo nel breve periodo”. Nelle previsioni del
Ministro il completamento dei lavori per una sola centrale richiederebbe, infatti,
all’incirca 7 anni. Il Ministro Yildiz ha inoltre enumerato un insieme di progetti
energetici con l’Azerbaijan, come i progetti per lo sviluppo dei pozzi a Shah Deniz
1 e 2. Non vi sarebbero problemi quanto a Shah Deniz 1, ma esisteva una
questione legata alla fissazione del prezzo del pedaggio da pagare alla Turchia.
Peraltro, I due paesi non avrebbero, a tutt’oggi, siglato intese per la fissazione del
prezzo per il progetto Shah Deniz 2. Infine, il Ministro Yildiz ha ricordato le
discussioni in corso con l’Iran per un accordo sulla commercializzazione di 17,5
miliardi di metri cubi di gas naturale.

• Il Chief Executive del progetto Nabucco e’


ottimista sulla conclusione del progetto. Reinhard
Mitchek ha recentemente dichiarato in un’intervista al quotidiano turco Hürriyet
che "il progetto Nabucco vedra’ la luce a qualsiasi costo. Nel 2009 abbiamo fatto
un grande lavoro di promozione del progetto, come la firma dell’accordo
intergovernativo, i negoziati con le istituzioni finanziarie internazionali per il
finanziamento del progetto e l’inizio dei lavori di ingegneria. Di conseguenza
siamo ottimisti e ci auguriamo che il 2010 sara’ l’anno della svolta. I negoziati con
l’Azerbaijan, il Turkmenistan e l’Iraq per il pompaggio del gas lasciano ben
sperare. Inoltre, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e la Banca
Europea per gli Investimenti, nonche’ altre istituzioni finanziarie internazionali,
hanno dimostrato grande interesse nello sviluppo del progetto. Se tutte le
questioni pendenti verranno risolte a breve potremmo iniziare i finanziamenti del
progetto a fine 2010, i lavori di costruzione nel 2011 e il primo gas potrebbe
arrivare nel 2014. Sette mila persone verranno coinvolte nella realizzazione
dell’opera, i cui lavori avranno luogo per il 60% del totale in Turchia, con
investimenti pari a 7,9 miliardi di euro.

• Turchia e Azerbaijan si accordano sul prezzo


del gas di Shah Deniz 1. La Turchia e l’Azerbaijan hanno trovato
l’accordo, dopo un anno di intensi negoziati, per il prezzo del gas proveniente dal
pozzo Shah Deniz 1. La Turchia pagherà tra i 260 e i 300 dollari per metro cubo.
Secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Energia turco Taner Yildiz, il Paese
sarebbe pronto a siglare l’intesa ma l’Azerbaijan preferirebbe firmare l’accordo sul
prezzo del gas per Shah Deniz 1 dopo aver raggiunto un accordo per l’acquisto di
4 miliardi di metri cubi di gas dallo Shah Deniz 2 (per ora le due parti si sono
accordate solamente sulle quantità, ma non sul transito per il transito del gas
attraverso la Turchia, ne’ sul prezzo del gas). L’accordo sul prezzo e sul transito
rivestono particolare importanza, anche in vista del progetto di gasdotto Nabucco.
In precedenza, la Turchia pagava 120 dollari per metro cubo di gas all’Azerbaijan,
un terzo del prezzo fissato sui mercati globali.

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PROPRIETA’ INTELLETTUALE

• Sequestrate in Italia migliaia di magliette


provenienti dalla Turchia. L’operazione anticontraffazione
‘Kuessen’, ossia ‘Baci’, coordinata dalla Guardia di Finanza, ha portato a
sequestrare in Italia e in tutta Europa tre milioni di capi di abbigliamento ed
accessori contraffatti per un giro di affari di 150 milioni di euro. In quest’ambito
sono state sequestrate migliaia di magliette con il marchio Baci & Abbracci
contraffatte provenienti dalla Turchia. Le magliette sono state trovate in un
deposito nella Repubblica di San Marino ed erano state introdotte in Italia
sfruttando il fatto che la circolazione comunitaria avviene senza che siano
applicati dazi o imposte. I prodotti, una volta sottratti alla vigilanza doganale,
venivano dirottati nel mercato nero. Le indagini erano iniziate nel 2006 con il
sequestro di un tir carico di abiti contraffatti ad un casello autostradale. Grazie ad
un lungo e complesso lavoro investigativo sono state identificate due filiere di
produzione di abbigliamento griffato facenti capo ai medesimi vertici malavitosi. Il
traffico di prodotti contraffatti era gestito con tecniche raffinate, simili al traffico
degli stupefacenti. Dopo due anni e mezzo di intercettazioni e rogatorie
internazionali il 10 dicembre 2009 e’ scattata l’operazione della Guardia di
Finanza: sono state chiuse tre aziende della provincia di Modena, 99 persone
sono state indagate, 12 persone arrestate, in gran parte commercianti e
imprenditori del settore delle manifatture tessili. I produttori degli articoli erano
infatti parallelamente anche produttori di abbigliamento ‘legale’. (Fonte “Il Sole 24
Ore”, 11 dicembre 2009 – Newsletter n. 2 febbraio 2010 IPR Desk Istanbul )

PRIVATIZZAZIONI
Reti per la distribuzione elettrica

L’Amministrazione delle Privatizzazioni ha reso nota la lista delle imprese pre-


qualificate per partecipare alle gare d’appalto per la privatizzazione di 4 reti di
distribuzione elettrica. Si tratta di 11 società per la rete di Camlibel, 7 società per la
rete di Firat, 16 società per Uludag e 8 società per Vangolu.

Fra le società ammesse alla partecipazione figurano la Zorlu Holding della Zorlu
Enerji (ZOREN.IS, Market Perform), Ayen Enerji (AYEN.IS) e EnerjiSA, una
sussidiaria della Sabanci Holding (SAHOL.IS, Market Perform).

INDICATORI MACROECONOMICI
• Crescita del PIL: La crescita del PIL per tutto il 2008 è stata di 1,1%. Il PIL, nel
terzo trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, e' calato del
3,3%, lo 0,4% in meno rispetto alle più pessimistiche previsioni raccolte negli
ambienti imprenditoriali locali che indicavano il calo al 3,7%. Si deve peraltro

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evidenziare che il calo del primo trimestre 2009 e' stato rivisto al ribasso (-14,7%),
come anche il secondo (-7,9%). Il calo complessivo del PIL turco del primo
semestre 2009, dunque, e' stato pari all'11,3% e non come annunciato
precedentemente del 10,5%, mentre sui nove mesi il calo dell'economia e' stato
pari all' 8,6%.
• Inflazione annua: La forte contrazione dell’attività economica ha determinato
un calo sensibile dell’inflazione anche in Turchia. A dicembre 2009 l’inflazione ha
toccato il 6,25%. L’aumento delle imposte sulle sigarette e sulla benzina hanno
fatto lievitare il tasso di inflazione all’8,2%, a gennaio 2010.
• Interscambio con l’Italia nel 2009: Nel 2009 l'Italia si e' attestata, nonostante
la gravissima crisi congiunturale attraversata dal paese ed un PIL in diminuzione
di oltre il 6%, al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner commerciali della
Turchia con un interscambio di 13,6 miliardi di dollari (-27,7% '09/'08), derivanti da
esportazioni per 7,7 miliardi di dollari (-30,4% '09/'08) ed importazioni per 5,9
miliardi di dollari (-24,6% '09/'08). L'Italia, resta il quinto paese fornitore preceduto
da Russia, Germania, Cina e Stati Uniti, con una quota di mercato sul totale delle
importazioni turche dal mondo pari al 5,5%, mentre e' il quarto mercato di sbocco
delle merci turche (Germania, Francia e Regno Unito precedono l'Italia). L'Italia e'
al quinto posto nella graduatoria dei principali Paesi investitori, con 291 milioni di
dollari ed in crescita del 16,9% rispetto al 2008, ed una quota del 3,8% sul totale
degli investimenti esteri giunti in Turchia nel 2009.

BORSA DI ISTANBUL
Borsa di Istanbul (IMBK-100) 52593 punti al 23.02.2010

CAMBIO
1 Euro = TL 2.0760
1 USD = TL 1.5280

A cura di: Gianmarco Macchia Primo Segretario dell’Ufficio Economico e


Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Turchia
Roberto Luongo Direttore dell’Ufficio ICE di Istanbul

Redazione: Andrea Perugini Attache’ commerciale


Ufficio Commerciale
Ambasciata d’Italia in Turchia

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