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MATRICI Vol.

1
Sommario
ALGEBRA DELLE MATRICI .................................................................................................................................. 3
Matrici nulla, diagonale e unit ................................................................................................................. 3
Matrice simmetrica e matrice trasposta ................................................................................................... 3
Combinazioni lineari e differenza tra matrici. Matrice emisimmetrica .................................................... 4
Moltiplicazione tra matrici ........................................................................................................................ 5
Potenza di una matrice quadrata. Idempotenza e nilpotenza .................................................................. 7
Propriet commutativa. Prodotti a destra e a sinistra. Commutatore ..................................................... 8
Legge di cancellazione. Propriet distributiva ........................................................................................... 9
Prodotti notevoli...................................................................................................................................... 10
Prodotto di tre o pi matrici. Propriet associativa ................................................................................ 10
Trasposta di un prodotto ......................................................................................................................... 10
Linversa di una matrice........................................................................................................................... 10
Schema riassuntivo di leggi e propriet .................................................................................................. 12
MATRICI A ELEMENTI COMPLESSI ................................................................................................................... 13
Coniugata di una matrice ........................................................................................................................ 13
DETERMINANTI E LORO PROPRIET................................................................................................................ 14
Determinante di una matrice quadrata del secondo ordine................................................................... 14
Determinante di una matrice quadrata del terzo ordine ........................................................................ 15
Sviluppo di un determinante secondo gli elementi di una riga o di una colonna. Minori e complementi
algebrici ................................................................................................................................................... 15
Propriet dei determinanti ...................................................................................................................... 17
Determinanti di particolari matrici .......................................................................................................... 18
Schema riassuntivo di leggi e propriet .................................................................................................. 18
Il rango di una matrice. Matrici singolari e non singolari ........................................................................ 19
Ricerca del rango di una matrice ............................................................................................................. 19
Applicazioni dei determinanti ................................................................................................................. 20
Risoluzione dei sistemi di equazioni lineari con il formalismo matriciale ............................................... 20
SPAZI VETTORIALI ............................................................................................................................................ 22
Condizioni che definiscono uno spazio vettoriale ................................................................................... 22
Vettori linearmente dipendenti e indipendenti ...................................................................................... 23

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Appunti liberamente scopiazzati da:
Algebra delle matrici volume primo collana esami, Ed. Tecnos G. Orecchia, S. Spataro.

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ALGEBRA DELLE MATRICI


Matrici nulla, diagonale e unit
1) Matrice nulla. Una matrice, i cui elementi sono tutti nulli, dicesi nulla.
Esempi:

0 0 0
0 0
0 0 0
= 0 0 0 = 0 0 = 

0 0 0
0 0 0
0 0
Generalizzando gli esempi, si pu dire che la matrice nulla pu avere ordini qualsiasi, cio pu
essere quadrata o rettangolare. A seconda delluso che se ne deve fare, si sceglier la quadrata o la
rettangolare.

2) Matrice diagonale. Una matrice quadrata del tipo:


a 0 0
 =  0 b 0
0 0 c
In generale, quindi, una matrice quadrata di ordine dicesi matrice diagonale se tutti i suoi
elementi sono nulli tranne quelli della diagonale principale ( , , ) che devono essere non tutti
nulli. Esempi:
2 0
=

0 1

1 0 0
 = 0 2 0
0 0 0

1
0
=
0
0

0
0
0
0

0
0
0
0

0
0

0
5

Le matrici diagonali sono sempre quadrate. Daltra parte nelle matrici rettangolari non si pu
individuare una diagonale principale.

3) Matrice unit. Una matrice quadrata di ordine avente tutti gli elementi della diagonale principale
unitari e gli altri elementi nulli dicesi matrice unit. Ad esempio, le matrici unit del 2, 3 e 4
ordine sono, rispettivamente:
1 0 0 0
1 0 0
1 0
0 1 0 0
=
  = 0 1 0  = 

0 1
0 0 1 0
0 0 1
0 0 0 1
Una matrice unit anche diagonale. Non vale il viceversa.

Attenzione! falso ritenere che la matrice nulla ha valore zero e la matrice unit ha valore uno. La
matrice nulla semplicemente una matrice con tutti gli elementi nulli ed a questa non associato
alcun valore. La matrice unit semplicemente una matrice i cui elementi della diagonale principale
sono unitari e gli altri sono tutti nulli.

Matrice simmetrica e matrice trasposta


a) Matrice simmetrica. Effettuando la somma tra le matrici:
3 0 1
3 5 3
6 5 4
 = 0 0 1 e  = 5 0 2 si ottiene  =  +  = 5 0 3
3 1 0
1 2 0
4 3 0
Nella matrice si osserva un fatto importante: gli elementi simmetrici rispetto alla diagonale
principale sono uguali. Alle matrici di questo tipo si d il nome di matrici simmetriche, che ricorda la
Pag. 3/24

particolarit che le distingue. Esse sono necessariamente quadrate, cio di ordini , . Daltra parte
solo per le quadrate si pu parlare di diagonale principale.
b) Matrice trasposta. Osservando le due matrici  e  (la cui somma ha dato una matrice simmetrica),
ci si accorge che le righe di  sono ottenute con le colonne di . Cio, mutando, ordinatamente, le
colonne di un matrice  in righe, si ottiene una matrice, indicata con  , che dicesi matrice
trasposta della . Si ha che  = ! "# $  = ! #" $. Quindi se:
3 0 1
3 5 3
 = 0 0 1  = 5 0 2
3 1 0
1 2 0
Con lesempio precedente si provata la propriet: la somma di una matrice e della sua trasposta
d una matrice simmetrica:
+= + = 

Ove  una matrice simmetrica.


come dire che, se  +  d una matrice simmetrica o luna la trasposta dellaltra o sono
entrambe simmetriche.
Che cosa succede se  non quadrata? Si presti bene attenzione poich:

1) Se  di ordine , , % di ordini invertiti , , quindi le due matrici non possono essere


sommate.
2) Una matrice pu essere sommata alla sua trasposta solo se quadrata.

Combinazioni lineari e differenza tra matrici. Matrice emisimmetrica


Si ricordi il concetto di combinazione lineare per i polinomi. Cio se si hanno, ad esempio, due polinomi
&' ()) e &+ ()), dicesi combinazione lineare di questi, il polinomio ottenuto sommando i polinomi &' ()) e
&+ ()) ciascuno moltiplicato per una costante (scalare) arbitraria, rispettivamente ,' e ,+ :
-()) = ,' &' ()) + ,+ &+ ())

Pi in generale, se i polinomi sono pi di due (ma in numero finito):

-()) = ,' &' ()) + ,+ &+ ()) + + ,0 &0 ()) = 1 ," &" ())

La combinazione lineare di matrici la matrice:

"2'

 = 1 ," "
"2'

ottenuta sommando le matrici date dopo aver moltiplicato ciascuna di esse per una costante (scalare)
arbitraria.
1 3
2 1
0 1
' = 
 + = 
 3 = 

2 1
3 0
2 1

Date, ad esempio, le tre matrici:

una tra le tante combinazioni lineari la matrice:  = 2' + + + (3)3


1 3
2 1
0
+
 + (3) 
2 1
3 0
2
ottenuta per ,' = 2, ,+ = 1, ,3 = 3.
 = 2

1
4 2
=

1
1 5

Il modo in cui definita la combinazione lineare tra matrici giustifica le seguenti affermazioni:
Pag. 4/24

1) Le matrici che si combinano devono essere tutte degli stessi ordini. Infatti non si pu parlare di
somma tra matrici di ordini diversi.
2) La differenza tra due matrici una particolare combinazione lineare ottenuta per ,' = 1, ,+ = 1:
 = ' + (1)+

Essa d una matrice  i cui elementi sono dati dalla differenza degli elementi corrispondenti nelle matrici
combinate linearmente.
Consideriamo adesso una matrice quadrata, la sua trasposta e la matrice che si ottiene per differenza tra
queste due:

La matrice 4 ha:

2 1 4
2 5 3
 = 5 2 1  = 1 2 4
3 4 6
4 1 6
2 1 4
0 6 1
2 5 3
4 =   = 5 2 1 1 2 4 =  6
0 3
3 4 6
1 3
0
4 1 6

a) Gli elementi simmetrici rispetto alla diagonale principale opposti;


b) Gli elementi della diagonale principale nulli.

Matrici con queste due caratteristiche si dicono emisimmetriche. Pertanto, se la differenza tra due matrici
d una matrice emisimmetrica, o luna la trasposta dellaltra, o entrambe sono emisimmetriche. Infatti la
differenza tra due matrici emisimmetriche d una matrice ancora emisimmetrica. Esempio:
0
2 3
0
1 1
0 1 4
2 0
5  1 0 2 = 1 0
3
3 5 0
1 2 0
4 3 0

3) La matrice nulla la combinazione lineare particolare  . Esempio:


2 1 0
2 1 0
0 0 0
3 2 1 3 2 1 = 0 0 0
5 2 3
5 2 3
0 0 0
4) Essendo la differenza   =  + (), vale la seguente:
( )% = % %

Moltiplicazione tra matrici


La moltiplicazione tra matrici pu sembrare, a prima vista, molto complicata. In realt questa operazione,
una volta apprese le modalit per la sua effettuazione, tenendo sempre presenti le condizioni che la
permettono, non presenta particolari difficolt. Si voglia eseguire il prodotto scalare tra due vettori
bidimensionali di date componenti
5 = !2 , 3$ 6 = !4 , 1$

Per definizione il prodotto scalare tra due vettori data da:

5 6 = 2 4 + 3 1 = 11

(somma dei prodotti delle componenti omonime). Quindi, se i vettori fossero a componenti,
5 = !)' , )+ , )3 , , )0 $ e 6 = !7' , 7+ , 73 , , 70 $

il loro prodotto scalare sarebbe:

Pag. 5/24

5 6 = )' 7' + )+7+ + )3 73 + + )0 70 = 1 )" 7"


"2'

Ma si detto che un vettore, di date componenti, si pu rappresentare con una matrice riga oppure con
una matrice colonna. Bene, conveniamo allora di associare:
7'
7+
ad 5 la matrice riga 8 = !)' )+ )0 $ e ad 6 la matrice riga 9 =  .
70

Affinch il prodotto tra le due matrici dia lo stesso risultato, per moltiplicazione tra le due matrici, riga per
colonna, si deve intendere la matrice:
7'
0
7+
)

)
)
: = 89 = ! '
+
0 $   = !)' 7' + )+ 7+ + + )0 70 $ = 1 )" 7"

"2'
70
cio una matrice il cui unico elemento dato dalla somma dei prodotti degli elementi della riga per i
corrispondenti elementi della colonna.

Perch si definita la moltiplicazione proprio in questo modo, cio riga per colonna? Non si poteva
moltiplicare riga per riga o colonna per riga o colonna per colonna? Si sarebbe potuto fare. Ma avere
definito loperazione in tale modo ha lo scopo ben preciso di far valere per la moltiplicazione tra matrici il
maggior numero di propriet valide per la moltiplicazione tra scalari.

Estendiamo loperazione a matrici di ordini superiori. Si voglia moltiplicare il vettore riga 5 = !)' , )+ $ per i
7' ;'
7'
;'
vettori colonna della matrice  = 7 ; , cio: 6 = 7  e < = ; .
+
+
+
+
come dire che si cercano i prodotti scalari 5 6 e 5 <. Considerando le matrici associate si ha:
7'
;'
89 = !)' )+$ 7  = !)'7' + )+ 7+ $ e 8= = !)' )+ $ ;  = !)' ;' + )+ ;+$
+
+
7' ;'
Allora:
8 = !)' )+$ 7 ;  = !)' 7' + )+ 7+ )' ;' + )+ ;+$
+
+

Si noti che ogni elemento della matrice ottenuto il risultato di un prodotto scalare. Si osservi inoltre che
uno dei presupposti fondamentali per eseguire la moltiplicazione che i vettori che entrano in gioco
debbono avere lo stesso numero di componenti. Ci equivalente a dire che: il numero di colonne della
prima matrice deve uguagliare il numero di righe della seconda matrice.
1 1
1
2
3
4
6

=
=:
0
0
1
11 11
1 2

Se aumentiamo le componenti dei vettori, loperazione si estende facilmente:


1
 = 
3
In definitiva:

2 1
4 2

1 Loperazione di moltiplicazione tra matrici si pu sempre fare se il numero di colonne della prima
matrice uguale al numero di righe della seconda matrice.
Si ha: >,0 0,? = :>,? (i due indici di centro devono essere uguali e la matrice : ha ordini uguali
agli indici estremi). Quando le matrici  e  soddisfano questa condizione, si dicono compatibili per
la moltiplicazione.
2 Lelemento @"# della matrice prodotto dato dalla somma dei prodotti degli elementi della riga A
della matrice  per gli elementi della colonna , della matrice . Cio si ha:
Pag. 6/24

@'' @'+ @'3


: =  = @+' @++ @+3  si ha, ad esempio, che:
@3' @3+ @33
lelemento @'3 la somma dei prodotti degli elementi della prima riga di  per quelli della terza
colonna di ;
lelemento @++ la somma dei prodotti degli elementi della seconda riga di  per quelli della
seconda colonna di ;
lelemento @3+ la somma dei prodotti degli elementi della terza riga di  per quelli della seconda
colonna di .
Potenza di una matrice quadrata. Idempotenza e nilpotenza
Come nellalgebra degli scalari si parla di potenza di un numero, anche nellalgebra matriciale si definisce la
potenza di una matrice, tenendo presente che si pu parlare di potenza solo per matrici quadrate. Infatti la
potenza ad esponente intero positivo pu essere assimilata ad un prodotto, cio:
B =  ,

C = 

Affinch questi prodotti siano effettuabili la matrice  deve essere compatibile (per moltiplicazione) con se
stessa. Ci avviene solo se essa quadrata.
1 1 2
1 1 2
5 2 3
B =  = 2 1
1  2 1
1  = 7 1
3
3 2 2
3 2 2
1 5 12
Esistono delle matrici quadrate particolari per le quali avviene ci che non pu avvenire con gli scalari, cio
esistono matrici  tali che:
1 1 2
 = 2 1
1
3 2 2

a) B = . Queste sono dette matrici idempotenti. Per queste matrici 0 =  per qualunque > 0
intero:
2 2
2 2 2 2
2 2
=

B = 

=
=
1 1
1 1 1 1
1 1
La matrice unit di qualsiasi ordine idem potente, cio:
FB = F quindi F0 = F per qualunque > 0.
b) 0 = G con > 0 intero. Queste matrici sono dette nilpotenti di ordine :
6
4
6
4
6
4
0 0
=

B = 

=

9 6
9 6 9 6
0 0
Le matrici del tipo:
0 1 0 0
0 1 0
0 1
0 0 1 0
I+ = 
 , I3 = 0 0 1 , IJ = 
 ,
0 0
0 0 0 1
0 0 0
0 0 0 0
sono nilpotenti, rispettivamente:
I+ di ordine 2
I3 di ordine 3
IJ di ordine 4
.
I0 di ordine

Pag. 7/24

Propriet commutativa. Prodotti a destra e a sinistra. Commutatore


In generale la moltiplicazione tra matrici non gode della propriet commutativa, cio   ove  e 
sono matrici compatibili per la moltiplicazione (il numero di colonne della prima uguaglia il numero di righe
della seconda). In generale, allora, nella moltiplicazione tra matrici:
a) Essendo >,0 e 0,> (con  ) due matrici compatibili per loperazione prodotto di  per 
(cio calcolabile ) e di  per  (cio calcolabile ),  . Infatti:
>,0 0,> = :>,> cio  quadrata di ordine ;
0,> >,0 = :0,0 cio  quadrata di ordine ;

b) Se poi le matrici sono del tipo >,0 e 0,? , sicuramente   dal momento che calcolabile
il prodotto >,0 0,? = :>,? , ma non si pu effettuare il prodotto  poich il numero di
colonne di  (@) diverso dal numero di righe di  ().

Le matrici quadrate  e , per le quali   si dicono non commutabili.


Le matrici quadrate  e , per le quali  =  si dicono commutabili.

Per le matrici non commutabili si ha:  


Per le matrici commutabili si ha:   =

Dicesi commutatore di  e  e si indica con !, $ la differenza  . chiaro allora che:
se !, $ =   =  = , le matrici  e  commutano;
se !, $ =    = , le matrici  e  non commutano.

Vediamo qualche caso di matrici che commutano, per le quali cio !, $ = .

1) Ogni matrice , di ordini qualsiansi, commuta con la matrice unit compatibile con  per
moltiplicazione a destra o a sinistra:
!, F$ = !F, $ = cio F = F = 

Una qualunque matrice, dunque, rimane inalterata se moltiplicata a destra o a sinistra per F.

2) Due matrici diagonali di uguali ordini commutano.


3 0 0
1 0
0
Siano: MN = 0 1 0  , MNN = 0 5 0 . Si ha che:
0 0 2
0 0 3
3 0 0
1 0
0
3 0
MNMNN = 0 1 0  0 5 0  = 0 5
0 0 2
0 0 3
0 0
1 0
0
3 0 0
3 0
MNN MN = 0 5 0  0 1 0  = 0 5
0 0 3
0 0 2
0 0
Lesempio mostra che:

0
0
6
0
0
6

a) MNMNN MNN MN = cio !MN , MNN $ =


b) MNN MN MNMNN = cio !MNN , MN$ =
3) Ogni matrice , di ordini qualsiansi, commuta con la matrice scalare ,F compatibile con  per
moltiplicazione a destra o a sinistra.
3 1
1 0
2 0
=
 , ,F = 2 
=

1 2
0 1
0 2
3 1 2 0
6 2
3 1
(,F) = 

=
 = 2
 = ,
1 2 0 2
2 4
1 2
Pag. 8/24

(,F) = 2 0  3 1 =  6 2 = 2  3 1 = ,
0 2 1 2
2 4
1 2
Lesempio mostra che:
a) (,F) (,F) = cio !, ,F$ =
b) (,F) (,F) = cio !,F, $ =
4) Ogni matrice , di ordini qualsiansi, commuta con la matrice nulla compatibile con  per
moltiplicazione a destra o a sinistra.
1 1 2
=
. Si ha che:
3 4 2
0
1 1 2
 = 
  0 =
3 4 2
0
1 1 2
 = !0 0$ 
=
3 4 2
Lesempio mostra che:
a)   = cio !, $ =
b)   = cio !, $ =
Legge di cancellazione. Propriet distributiva
1) Legge di cancellazione. Quando nellalgebra degli scalari si scrive luguaglianza  =  si trae che
 = . Questa la legge di cancellazione. Anche in questo caso lalgebra matriciale si discosta da
quella degli scalari.
2
1
'
Si considerino le matrici  = !3 2 2$ ,  = 0 ,  = O +P
1
0
Per confermare quanto detto basta far vedere che, pur essendo  ,  = :
1
 = !3 2 2$ 0 = !5$
1
2
1
 = !3 2 2$   = !5$
2
0
0 1
0 2
1 0 1
Si considerino le matrici  = 
 ,  = 0 1 ,  = 0 1
2 1 0
1 1
1 0
0 1
1 0 1
1 2
 = 
 0 1 = 

2 1 0
0 3
1 1
0 2
1 0 1
1 2
 = 
 0 1 = 

2 1 0
0 3
1 0
Anche in questo caso  =  pur essendo  .
Concludendo si pu dire che nellalgebra matriciale non vale la legge di cancellazione.
2) Propriet distributiva. Nellalgebra matriciale si ha:
( + ) =  + 
( + ) =  + 
ma non si dimentichi che la propriet commutativa in generale non vale, cio:
( + ) ( + )
( + ) ( + )
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Prodotti notevoli
Nellalgebra matriciale si ha:

+
+ in generale
( + )+ = + +  + ++ 
se !, $ ( = )
 + 2 + 
+
+ in generale
( )+ = +  ++ 
se !, $ ( = )
 2 + 

+
+  + in generale
( + )( ) = + 
+
se !, $ ( = )
 

E da sottolineare che  e  devono essere necessariamente quadrate.

Prodotto di tre o pi matrici. Propriet associativa


Dato che, in generale, per la moltiplicazione tra matrici non vale la propriet commutativa, il prodotto 
si pu eseguire associando i fattori di uno dei modi seguenti:
 = () = ()

Trasposta di un prodotto
Ci si propone di vedere la relazione che intercede tra la trasposta di un prodotto ed il prodotto delle
trasposte. A tale scopo con le matrici:

5 1
3 2 1
 e  = 1 2 si verifichi che () =   . Infatti:
0 1 1
3 0
7 7
 = 

4 2
7 4
() = 

7 2
7 4
  =

7 2
=

Dal confronto segue che () =   .

Quindi in generale: la trasposta di un prodotto tra matrici di ordini , e ,  uguale al prodotto delle
trasposte prese in ordine inverso. Tale regola detta della inversione dellordine. Tale regola vale anche per
la trasposta del prodotto di tre o pi matrici (compatibili con le operazioni da eseguire).

Linversa di una matrice


1 2
3 2
Siano  = 
e= 
 due matrici quadrate dello stesso ordine. Si calcoli  e :
1 3
1 1
1 0
 = 
=F
0 1
1 0
 = 
=F
0 1
Come nellalgebra degli scalari il numero , tale che moltiplicato per il numero dia:  =  = 1, detto
inverso o reciproco di (e viceversa), cos, nellalgebra matriciale, una matrice quadrata  tale che
moltiplicata per  (anche questa quadrata) dia:
Pag. 10/24

 =  = F

detta inversa di  (e, viceversa,  inversa di ) e si indica con  = Z'.


Pertanto dallesempio si pu dedurre la regola generale:

che definisce linversa di una matrice.

Z' = Z' = F

Il problema quello di vedere come va calcolata Z' partendo da , e quali sono le condizioni perch la
matrice  ammetta linversa. Al secondo quesito si risponder dopo aver introdotto i determinanti.
Vediamo subito il primo punto. Si voglia, ad esempio, calcolare linversa della matrice dellesempio
precedente, ammesso che siano soddisfatte le condizioni perch esista linversa della matrice:
1 2
. Per la stessa definizione di Z', deve essere:
1 3
) + 2; 7 + 2[
1 2 ) 7
1 0
1

=
\
]=
Z' = F 
) + 3; 7 + 3[
1 3 ; [
0 1
0
=

) + 2; = 1
)=3 _
`
) + 3; = 0_
;
= 1
^

7 + 2[ = 0
7 = 2_
`
7 + 3[ = 1
[=1

0

1

Affinch le matrici siano uguali debbono avere gli elementi corrispondenti uguali. Ne segue il sistema:

)
Z' = 
;

7
3
=
[
1

2

1
Questo un modo per calcolare linversa di una matrice  di ordini , . Solo che, per grande,
necessario risolvere un sistema con molte incognite (esattamente + incognite). Vedremo un modo meno
complicato per calcolare la matrice inversa.
Quindi:

Si pu solo anticipare che: non tutte le matrici quadrate  ammettono linversa Z' e quando
lammettono essa una ed una sola.
Per la matrice inversa valgono le seguenti propriet:
a) ()Za = Za Z'
b) (Z')Za = 
c) ( )Za = (Z' )

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Schema riassuntivo di leggi e propriet


+= +

Leggi e propriet valide in generale

Leggi e propriet relative a casi particolari

+ =

 =4
( ) = 

( + ) =  + 
 

se  =

= o =
=

( + ) =  + 
( + ) =  + 

= +   + +
=   +  
+

 = () = ()


 = 

 = 

!, $ =

 o 

se  = 
( )+ =

  con 

= + 2 + +

se !, $ =

= + +

se !, $ =

= +
+

( + )( ) =

= _+ 2 + c
 + 2 
+

() =  

Z' = Z' = F

()Z' = Z' Z'


(Z' )Z' = 

( )Z' = (Z')

Pag. 12/24

se  = 

se  = 

MATRICI A ELEMENTI COMPLESSI


Per le matrici ad elementi complessi valgono definizioni e teoremi analoghi a quelli gi visti per le matrici ad
elementi reali.
d
 = 1 d
0

Esempi di matrici ad elementi complessi sono:

1+d
=
1 d

2
2d
d

2 + 3d
2d

3d
3 2d
2+d
0

1 
7+ d
2

Coniugata di una matrice


f dicesi
Ricordando che il coniugato di un numero complesso ; = + d ;e = d, una matrice 
f il suo complesso coniugato. La
coniugata della matrice  se a ciascun elemento di  corrisponde in 
f
matrice  si legge coniugata di . Esempio:
g = ;
1) 

=\

1+d
2

1 d
]
3d

Per le matrici coniugate valgono le seguenti propriet:

f = \1 d

2

Se  e  sono matrici degli stessi ordini:


f+
f
hhhhhhhh
2) (
+ ) = 

Se  e  sono matrici quadrate dello stesso ordine:


hhhhhhh
f
f
3) (
) = 

Pag. 13/24

1 + d
]
3d

DETERMINANTI E LORO PROPRIET


Due dei motivi per cui si sviluppata la teoria dei determinanti sono quello di risolvere i sistemi di
equazioni lineari e quello di trovare linversa di una matrice quadrata. Per far ci stato necessario
associare ad ogni matrice quadrata un numero cui si dato il nome di determinante della matrice.

Determinante di una matrice quadrata del secondo ordine


Si voglia risolvere il seguente sistema di due equazioni lineari in due incognite:


) + 7 = 
i
j
_
') + ' 7 = '
' '
' ' 
' ' 

Un qualunque metodo di risoluzione fornisce:

Si considerino le tre matrici:

)=

=\


'


]
'

k = \

 ottenuta con i coefficienti delle incognite ) ed 7,


'

7=

' ' 
' ' 


]
'


l = 
'


' 

k ottenuta da  sostituendo la colonna dei coefficienti della ) con quella dei termini noti,

l ottenuta da  sostituendo la colonna dei coefficienti della 7 con quella dei termini noti,
ebbene, se

alla matrice  si associa il numero || = ' '

alla matrice  si associa il numero |k | = ' '

alla matrice  si associa il numero nl n = ' ' 

la soluzione del sistema pu essere scritta nella forma;


)=

Sia dato, ad esempio, il sistema:

1 2

1 1

|k |
||

7=

) + 27 = 5_
i
)+7=3

5 2
k = 

3 1

Le tre matrici ed i numeri ad esse associati sono:


=

Quindi:

nl n
||

l = 

1 5

1 3

|| = 1 |k | = 1 nl n = 2

)=

|k | 1
nl n 2
=
=1 7=
=
=2
||
||
1
1

Si perviene al medesimo risultato risolvendo il sistema, per esempio, con il metodo di sostituzione. Quanto
detto serve a mettere in evidenza che:
1) ad ogni matrice quadrata  pu essere associato un numero che si chiama il suo determinante e si
indica con
||
Pag. 14/24

2) Il numero da associare a matrici quadrate di ordine 2 quello fornito dalla differenza dei prodotti
degli elementi delle due diagonali (principale meno secondaria).
3) Uno degli impieghi pi frequenti del determinante di una matrice quadrata nella risoluzione dei
sistemi di equazioni lineari.
Determinante di una matrice quadrata del terzo ordine
Poich le matrici quadrate possono essere di ordine , cerchiamo di estendere la legge che ci permette di
costruire il numero (o determinante) da associare ad una matrice quadrata di qualsiasi ordine.
Il determinante di una matrice quadrata di ordine costituito da:
1)
2)
3)
4)

! prodotti.
Ogni prodotto formato da fattori.
Ciascun prodotto contiene elementi di righe e colonne diverse.
Ad ogni prodotto viene assegnato un segno positivo o negativo in base ad un criterio che verr
chiarito.

Per esempio, il determinante di una matrice del 3 ordine costituito da 3! = 6 prodotti, ciascuno formato
da tre elementi di righe e colonne diverse. Questi prodotti verranno sommati dopo aver assegnato a
ciascuno un appropriato segno.
Per individuare i 6 prodotti ed i loro segni si esegue la regola di Sarrus.
'
|| = p +
3

'
+
3

'
+ p = ' + 3 + ' + 3 + ' + 3 '+ 3 ' + 3 ' + 3
3

Per la seguente matrice del 3 ordine, il determinante :

Sviluppo di un determinante secondo gli elementi di una riga o di una colonna. Minori e
complementi algebrici
Si consideri una matrice del 3 ordine
 = q "r s

Il suo determinante, calcolato con la regola di Sarrus, :


'' '+ '3

|| = p +' ++ +3 p = '' ++ 33 + '+ +3 3' + '3 +' 3+ '' +3 3+ '+ +' 33 '3 ++ 3'
3' 3+ 33

Accoppiando opportunamente i 6 prodotti si ottengono le seguenti 6 espressioni:

a) || = ( '' ++ 33 '' +3 3+ ) ( '+ +3 3' '+ +' 33 ) + ( '3 +' 3+ '3 ++ 3' ) =
= '' ( ++ 33 +3 3+ ) '+ ( +3 3' +' 33 ) + '3 ( +' 3+ ++ 3' ) =
++ +3
+' +3
+' ++
= '' t
t '+ t
t + '3 t
t


3+
33
3'
33
3' 3+
'+ '3
'' '3
'' '+
b) || = +' t
t + ++ t
t +3 t
t


3+
33
3'
33
3' 3+
'+ '3
'' '3
'' '+
c) || = 3' t
t 3+ t
t + 33 t
t
++ +3
+' +3
+' ++
++ +3
'+ '3
'+ '3
d) || = '' t
t +' t
t + 3' t
t
3+ 33
3+ 33
++ +3
+' +3
'' '3
'' '3
e) || = '+ t
t + ++ t
t 3+ t
t
3' 33
3' 33
+' +3
+' ++
'' '+
'' '+
f) || = '3 t
t +3 t
t + 33 t
t
3' 3+
3' 3+
+' ++
Pag. 15/24

In ognuna di queste 6 relazioni si pu notare che si tratta della somma dei prodotti degli elementi di una
riga (o colonna) per il determinante della matrice che si ottiene sopprimendo, nella matrice data , la riga e
la colonna che si incontrano nellelemento considerato.
1 2 0
 =  3 2 1
4
1 5
3
2
2 1
1 2
|| = 0 t
t (1) t
t + 5t
t = 11
4 1
1 5
3 2
Ribadiamo che il risultato non sarebbe cambiato se si fosse scelto uno qualunque degli altri cinque sviluppi.
Anche con la regola di Sarrus si ottiene lo stesso risultato.

Esempio. Sviluppiamo secondo gli elementi della terza colonna [sviluppo f)] il determinante della matrice:

Ognuno dei determinanti del 2 ordine che compaiono nelle espressioni a), b), c), d), e), f), dicesi minore
complementare dellelemento per cui moltiplicato.
Indicando con u"r il minore complementare dellelemento "r , le 6 espressioni del determinante

|| = n "r n possono essere scritte nel modo seguente:

a) ''v'' '+ v'+ + '3 v'3 = ''(+v'' ) + '+ (v'+ ) + '3 (+v'3 )
b) +' v+' + ++ v++ +3 v+3 = +' (v+' ) + ++ (+v++) + +3 (v+3 )
c) 3' v3' 3+ v3+ + 33 v33 = 3' (+v3' ) + 3+ (v3+ ) + 33 (+v33)

che corrispondono allo sviluppo di || secondo le righe;

d) ''v'' +' v+' + 3' v3' = '' (+v'' ) + +' (v+' ) + 3' (+v3' )
e) '+ v'+ + ++ v++ 3+ v3+ = '+ (v'+) + ++ (+v++ ) + 3+ (v3+)
f) '3v'3 +3 v+3 + 33 v33 = '3 (+v'3 ) + +3 (v+3 ) + 33 (+v33 )

che corrispondono allo sviluppo di || secondo le colonne.

Ciascuno dei termini tra parentesi prende il nome di complemento algebrico dellelemento per cui
moltiplicato.
Indichiamo con "r il complemento algebrico dellelemento "r . Si osservi che:
"r = u"r

per A + d pari

"r = u"r per A + d dispari

In definitiva, lo sviluppo del determinante di una matrice  del 3 ordine si pu scrivere simbolicamente:
3

|| = 1

r2'
3

|| = 1

"2'

"r "r

"r "r

(sviluppo secondo la riga A-esima)

(sviluppo secondo la riga d-esima)

La regola di Sarrus permette di calcolare il determinante solo di matrici del 3 ordine. Lo sviluppo, invece, di
un determinante secondo una riga o una colonna pu essere applicato a matrici quadrate di qualunque
ordine.
A tale scopo si definisce:

1) Minore complementare di un elemento "r di una matrice quadrata  di ordine , il determinante


della matrice di ordine 1 che si ottiene da  sopprimendo la riga A-esima e la colonna d-esima
(cio sopprimendo la riga e la colonna che si incontrano nellelemento considerato). Esso si indica
con u"r .
Pag. 16/24

2) Complemento algebrico relativo allelemento "r il minore complementare u"r preso con il suo
segno se A + d pari, con segno opposto se A + d dispari.
1 1 1
1
2
1
3
1
|| = w
w
1 2
3 2
2 3 1 2

Si calcoli ad esempio il seguente determinante:

Scelta una qualunque linea (ad esempio la prima riga) si ha:

1 3 1
2 3 1
2 1 1
2 1 3
|| = 1 p2 3 2p + 1 p1 3 2p + 1 p1 2 2p 1 p1 2 3 p = |8| + |9| + |=| |%|
3 1 2
2 1 2
2 3 2
2 3 1
Ognuno di questi determinanti pu essere calcolato con la regola di Sarrus oppure sviluppando secondo gli
elementi di una qualsiasi linea. Scegliendo il secondo metodo si ottiene:
|8| = 1 t 3 2t 2 t3 1 t + 3 t3 1t = 13
1 2
1 2
3 2
|9| = 17
|=| = 1

|%| = 12
Pertanto:

|9| = 13 17 + 1 (12) = 17
Propriet dei determinanti
Enunciamo alcune propriet che possono essere utili per facilitare il calcolo del determinante di una
matrice quadrata di ordine . A tale scopo si consideri una matrice  il cui determinante :
0

|| = 1 "r "r

sviluppato secondo gli elementi della A-esima riga.

r2'

Propriet 1. Una matrice quadrata  e la sua trasposta  hanno uguale determinante. Cio:
|| = | |
Propriet 2. Se in una matrice quadrata gli elementi di una riga (o colonna) sono tutti nulli, il
determinante della matrice nulla:
|| = 0
Propriet 3. Se in una matrice quadrata  si scambiano tra loro le righe (o le colonne) si ottiene
una matrice  il cui determinante || = || con
|| = || se si pu ottenere  da  con un numero pari di scambi tra le righe (o le colonne);
|| = || se si pu ottenere  da  con un numero dispari di scambi tra le righe (o le colonne).
Propriet 4. Se in una matrice  due linee (righe o colonne) sono uguali, il suo determinante
nullo. Cio:
|| = 0
Propriet 5. Se si moltiplicano per , gli elementi di una linea (riga o colonna) di una matrice, il
determinante della matrice risulta moltiplicato per ,.
Pag. 17/24

Propriet 6. Se in una matrice  due linee parallele (righe o colonne) sono proporzionali, il suo
determinante nullo.
Propriet 7. Se tutti gli elementi di una linea (righe o colonne) di una matrice  sono espressi come
un binomio )" + 7" (A = 1,2, , ), il determinante di  si pu esprimere come la somma di due
determinanti.
' ' '
' ' x'
' ' ' + x'
|| = p + + + + x+ p = p + + + p + p + + x+ p
3 3 3 + x3
3 3 3
3 3 x3
analogamente, se ciascun elemento di una linea esprimibile come somma di  addendi, il
determinante di  si pu esprimere come somma di  determinanti.
Propriet 8. Il determinante di una matrice non cambia se agli elementi di una linea (riga o colonna)
si aggiungono quelli di una linea parallela moltiplicati ciascuno per uno scalare ,.
Propriet 9. La somma dei prodotti degli elementi di una linea (riga o colonna) per i complementi
algebrici degli elementi di una linea parallela nulla.

Determinanti di particolari matrici


1) Determinanti del prodotto di matrici quadrate.
Il determinante di un prodotto uguale al prodotto dei determinanti. Ci vale per matrici di ordine
:
|| = || ||
2) Determinante di una matrice diagonale.
La matrice diagonale sia, in generale:
0
0
'' 0
0 ++ 0
0
 j '' , ++ , , 00 0.
M=


0
0
0 00
Per definizione il determinante di  formato da ! prodotti, ciascuno costituito da elementi
appartenenti a righe e colonne diverse. Di questi ! prodotti uno solo diverso da zero: quello
formato con gli elementi della diagonale principale. Pertanto:
0

|M| = '' ++ 00 = z ""


"2'

3) Determinante del prodotto di uno scalare per una matrice: || = |,|
Poich: , = ,F = (,F), si ha:
|,| = |,F| || = , 0 ||
Schema riassuntivo di leggi e propriet
|| = || ||

Leggi e propriet valide in generale

|+ | = || ||

Leggi e propriet relative a casi particolari


|M| = 0 per almeno un "r = 0

|M| = z ""
"2'

|,| = , 0 ||
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Il rango di una matrice. Matrici singolari e non singolari


Dalle propriet esaminate precedentemente si deduce che:

1) Se una matrice ha determinante nullo (|| = 0), almeno una riga (o una colonna) proporzionale
ad unaltra riga (o colonna) o perlomeno combinazione di altre righe (o colonne)
2) Se una matrice ha determinante diverso da zero le linee (sia le righe tra loro, che le colonne tra
loro) sono indipendenti luna dallaltra nel senso esposto nel primo punto.

Si hanno le seguenti definizioni:

a) Una matrice con || = 0 dicesi singolare;


b) Una matrice con || 0 dicesi non singolare.

Dicesi rango di una matrice il numero che esprime lordine del minore, di ordine maggiore, diverso da zero,
estraibile dalla matrice.
Ricerca del rango di una matrice
Per calcolare il rango di una matrice di ordine = 3 conviene procedere nel modo seguente:
a) Si sceglie un minore del secondo ordine diverso da zero.
b) Si orla questo in tutti i modi possibili con le righe e le colonne rimanenti.
c) Se tutti questi minori, di ordine 3, sono nulli si pu concludere che il rango 2.

Nel caso pi generale di una matrice di ordini , :

a) Si sceglie un minore del 2 ordine diverso da zero.


b) Si orla questo in tutti i modi possibili con le righe e le colonne rimanenti.
1) Se tutti i minori di ordine 3 sono nulli si conclude che { = 2.
2) Se si riscontra che un minore del 3 ordine diverso da zero, allora si ripete loperazione b)
su questo minore diverso da zero. Se tutti i minori, di ordine 4, sono nulli, si conclude che
{ = 3; se si riscontra che un minore del 4 ordine diverso da zero, allora si ripete
loperazione b) su questo minore diverso da zero. E cos via.

In questo metodo pratico di ricerca del rango consiste la regola di Kronecker.


Propriet del rango:

a) Il rango di una matrice  non cambia se si scambiano tra loro delle righe (o delle colonne).
Indichiamo una tale trasformazione con |"r o ("r ), intendendo cos uno scambio della riga A con la
riga d (colonna A con colonna d).
b) Il rango di una matrice  non cambia se si moltiplicano per una costante gli elementi di una riga (o
di un colonna). Indichiamo una tale trasformazione con |" (,) [o " (,)] intendendo che la riga (o
colonna) A moltiplicata per ,.
c) Il rango di una matrice  non cambia se si somma ad una riga (o ad una colonna) unaltra riga (o
colonna) moltiplicata per una costante. Indichiamo tale trasformazione con |" + |r (,)
[o |" + |r (,)$, intendendo che si sostituisce la riga (o colonna) A con la somma della riga A e della
riga d moltiplicata per , (lo stesso per le colonne).

Si fa notare che le trasformazioni a) e b) cambiano il determinante di  rendendolo rispettivamente: || e


,||. La trasformazione c), invece, lascia invariato il determinante di . Tenendo presenti queste
caratteristiche, lapplicazione di questo metodo permette di effettuare contemporaneamente la ricerca del
rango ed il calcolo del determinante.

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Applicazioni dei determinanti


I determinanti trovano unimportante applicazione nel calcolo dellinversa di una matrice  non singolare.
Siano date, ad esempio, le matrici:

2 1 3
1 2 1
'
 = 1 1 2 e Z' = }  3 1 7
1 1 1
2 1 3
Verifichiamo innanzi tutto che || 0
|| = 2 + 2 3 3 + 1 4 = 5

1 2
1 2 1 3
Z' = 1 1 2  3 1
5
1 1 1
2 1

1
7 = F
3

Ci proponiamo adesso di vedere come si pu arrivare alla matrice Z' partendo da , senza per questo
risolvere sistemi di equazioni lineari. Per raggiungere tale scopo costruiamo una matrice  nel seguente
modo:

1) Si costruisce la matrice  (trasposta di ).


2) Si calcolano i complementi algebrici  "r degli elementi di  e con essi si costruisce la matrice .

Nel caso della matrice  data, si ha:

2 1 1
1)  = 1 1 1
3 2 1
1 1
1 1
1 1
2)  '' = t
t = 1  '+ = t
t = 2  '3 = t
t = 1
2 1
3 1
3 2
1 1
2 1
2 1
t = 3  ++ = t
t = 1  +3 = t
t = 7
 +' = t
2 1
3 1
3 2
1 1
2 1
2 1
 3' = t
t = 2  3+ = t
t = 1  33 = t
t=3
1 1
1 1
1 1

Si osservi che i complementi algebrici "r della matrice  sono legati a quella della trasposta  dalla
relazione 

"r

= r" . Pertanto si pu scrivere:


''
 = '+
'3

+'
++
+3

3'
1
3+  =  3
33
2

2
1
1

1
7
3

Ebbene, linversa di  si ottiene dividendo la matrice , cos ottenuta, per il determinante di .


Z' =


1 ''
=

|| || '+
'3

+'
++
+3

3'
1 1 2 1
3+  =  3 1 7
5
33
2 1 3

Pertanto: data una matrice quadrata  non singolare, la sua inversa la matrice i cui elementi sono dati dai
complementi algebrici della trasposta di , ciascuno di essi diviso per il determinante di .
Risoluzione dei sistemi di equazioni lineari con il formalismo matriciale
Unimportante applicazione dellalgebra matriciale e dei determinanti, si ha nella risoluzione dei sistemi di
equazioni lineari. Si voglia, ad esempio, risolvere il seguente sistema:
2) + 7 ; = 13
~ ) 37 + 2; = 13 _
) 7 + 3; = 12

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1) Metodo di Cramer.
Si considerino le matrici:
2 1 1
3 1 1
2 3 1
2 1 3
 = 1 3 2   =  13 3 2   = 1 13 2  M = 1 3 13 
1 1 3
12 1 3
1 12 3
1 1 12
, , e M ottenute, rispettivamente, sostituendo nella  (matrice dei coefficienti) la colonna dei
termini noti al posto delle colonne dei coefficienti delle incognite ), 7 e ;.
Poich
|| = 18 + 2 + 1 3 3 + 4 = 17 0
le soluzioni sono date da:
) = || 7 = || ; =
||

Essendo:
Si ha:

|| = 17

||

|| = 34

|M|
||

|M| = 51

) = 1 7 = 2 ; = 3

2) Metodo dellinversa
In forma compatta il sistema dato pu essere scritto:
)
2 1 1
3
1 3 2  7 =  13 
;
1 1 3
12
O pi semplicemente:
8 = 9
dove  la matrice dei coefficienti, 8 il vettore di componenti ), 7, ; e 9 il vettore di
componenti 3,13,12.
Se la matrice  non singolare, moltiplicando a sinistra ambo i membri di 8 = 9 per Z' si
ottiene:
Z'8 = 9Z' 8 = Z'9
Cio, le soluzioni del sistema si ottengono effettuando il prodotto tra linversa di  e la matrice 9.
Calcoliamo la Z' relativa al sistema dato:
2
1
1
a.  =  1 3 1
1 2
3
b.  '' = 7  '+ = 2  '3 = 1
 +' = 1  ++ = 7
 +3 = 5
 3' = 2
 3+ = 3
 33 = 7
||
c.
= 18 + 1 + 2 3 + 4 3 = 17
'' +' 3'
7 2 1
'
'
d. Z' = ' '+ ++ 3+  = ' 1 7 5
'3 +3 33
2
3 7
Moltiplicando ambo i membri a sinistra per Z' si ottiene:
)
1 7
7 =
1
17
;
2
Dal confronto segue che:

)
2 1
3
1
1 17
7





=
34 = 2
7 5
13
17
;
3 7
12
51
3
) = 1 7 = 2 ; = 3
Pag. 21/24

SPAZI VETTORIALI
Condizioni che definiscono uno spazio vettoriale
Dato un vettore riga (o colonna) ad componenti
= !)'

)+

)3

)0 $

)'
)+

( = )3 )

)0

Se )' , )+, )3, , )0 sono numeri reali si dice che il vettore sul campo reale , se )' , )+, )3, , )0 sono
numeri complessi, si dice che il vettore sul campo complesso .
Si consideri ora un insieme di @ vettori a componenti tutti su (oppure su )
(', + , 3 , , ? )

In esso siano definite due operazioni che indichiamo con i simboli + (somma tra vettori) e (moltiplicazione
tra un vettore e uno scalare). Tra gli elementi di ci sia il vettore nullo ed il vettore " (opposto di ogni
" ). Rispetto alloperazione somma tra vettori valga la seguente propriet:
a) " + r = (linsieme chiuso rispetto alladdizione)

Trattandosi di vettori noto che per gli elementi di valgono gli assiomi:
b) " + r = r + "

c) " + r + # = " + (r + # ) (propriet associativa)


d) " + G = "
e) " + (" ) = G
(propriet commutativa)

Considerato un campo di scalari munito di unit (che indichiamo con 1), rispetto alloperazione
moltiplicazione di un vettore per uno scalare , valga la seguente propriet:
f)

," (linsieme chiuso rispetto alla moltiplicazione per uno scalare)

Valgano inoltre i seguenti assiomi:


g)
h)
i)
j)

,(" + r ) = ," + ,r
(propriet distributiva)
(,' + ,+ )" = ,' " + ,+ " (propriet distributiva)
,' (,+ " ) = (,' ,+ )" (propriet associativa)
1 " = "

Un insieme di @ vettori posizione, quale quello che stiamo considerando, per i quali valgano le propriet
a) ed f), e quindi tutte le altre otto propriet enunciate, definisce uno spazio vettoriale.
La combinazione
d un vettore di .

,'' + ,+ + + ,3 3 + + ,? ?

Ci detto, indicheremo con

0 lo spazio vettoriale i cui elementi sono vettori ad componenti reali;

0 lo spazio vettoriale i cui elementi sono vettori ad componenti complesse.

Pag. 22/24

Vettori linearmente dipendenti e indipendenti


Una matrice pu essere pensata come formata da vettori riga o da vettori colonna. Pertanto, ad esempio, la
matrice
1 2
=

3 1
pu essere graficamente interpretata come nella fig. 1 o nella fig. 2, a seconda che la si consideri formata
da vettori riga o da vettori colonna.
y

fig. 1

fig.2

in ambedue i casi i vettori costituenti la matrice appartengono allo spazio vettoriale bidimensionale + ed
individuano il piano che li contiene. Allo stesso modo, la matrice
1 3 2

2 1 1
pu essere graficamente interpretata come nella fig. 3 o nella fig. 4, rispettivamente, a seconda che la si
consideri formata da vettori riga o da vettori colonna.
=

-1

fig. 3

fig. 4

Nel primo caso si hanno due vettori riga di 3 che individuano il piano che li contiene. Nel secondo caso si
hanno tre vettori colonna di + che individuano ancora un piano.
Pag. 23/24

1 3

2 6
pu essere graficamente interpretata come nella fig. 5 o nella fig. 6, a seconda che la si consideri,
rispettivamente, formata da vettori riga o da vettori colonna.
La matrice

=

1
x

fig. 5

fig. 6

In ambedue i casi i vettori costituenti la matrice appartengono allo spazio bidimensionale + ma, essendo
sovrapposti, essi non individuano un piano, bens la retta che li contiene.

Lo studio delle matrici ,  e  porta alle seguenti considerazioni. I due vettori riga (o colonna) di  hanno
la stessa direzione, quindi le componenti delluno si possono ottenere moltiplicando per uno stesso scalare
(diverso da zero) le componenti dellaltro. Diremo che i due vettori sono linearmente dipendenti. I due
vettori riga (o colonna) di  hanno direzioni diverse, quindi non possibile esprimere le componenti di uno
di essi moltiplicando per uno stesso scalare le componenti dellaltro. Diremo che i due vettori sono
linearmente indipendenti.
Analogo discorso vale per i due vettori riga di : essi risultano linearmente indipendenti, mentre i tre
vettori colonna di  sono linearmente dipendenti. Ci pu sembrare strano a prima vista in quanto dalla
fig. 4 si vede che i tre vettori hanno direzioni diverse, ma logico se si considera che per individuare un
piano sono sufficienti due direzioni (e quindi due vettori), perci uno qualunque dei tre vettori si deve
poter esprimere in funzione dei due rimanenti, cio deve essere una combinazione lineare degli altri due.
In generale, dati @ vettori su 0 , se le combinazione lineare
?

1 ," " = ,' ' + ,+ + + ,3 3 + + ,? ?


"2'

d il vettore nullo solo per ,' = ,+ = ,3 = . . . = ,? = 0 i @ vettori si dicono linearmente indipendenti. Se la


combinazione lineare d il vettore nullo per almeno un ," 0 i @ vettori si dicono linearmente dipendenti.
Ci si verifica certamente se uno dei @ vettori il vettore nullo; infatti la combinazione lineare senzaltro
verificata, se r il vettore nullo, con ,r 0 e tutti gli altri , uguali a zero.
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