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University of Toronto

littp://www.arcliive.org/details/papirigrecoegizi23comp

p

MOM'MKNTl ANTICHI

SUriMJ^lMKNTI FlI.Ol.iMilCO-STORICi AI

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IMIIJIU.IOATI

DAMA

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DIIIK'/IONK

COMI» A RETTI

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(l.

VITELLI

V
VoiJ

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Sl'iCOXDf)

/

PAPIRI FIOPENTINI.
PAPIRI LETTERARI ED EPISTOLARI
PER CURA

/

DI

DOMENICO COMPAEETTI

Fasc.°

1

:

N/ 106-117

(papiri lkttkrari)

CON 5 TAVOLE IN FOTOTIPIA

Ulrico Hoepli
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA
E DELLA R. ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1908
PR£ittife ^r:£^ì

PROGRAMMA
La

Academia

K.

dei Lincei, accogliendo la proposta del suo presidente P.
Vitelli, deliberò

Lnnibroso, Comparetti,

e doi soci

nell'anno 1902 di contribuire coi

di tante altre dotte nazioni, andavasi racco-

ad imitazione

suoi mezzi al fondo che,

V illari

o-liendo per missioni in Egitto intese a procacciare

all'

Italia per acquisto o per iscavo

papiri greci o romani, ed inoltre dichiaravasi disposta ad aggiungere alle altre sue

pubblicazioni scientifiche pur questa di

Con
per

tale sua deliberazione la R.
siffatti

tali

papiri quanti se ne venissero raccogliendo.

Academia assecondava

e faceva

pur sua

l'

iniziativa

acquisti e ricerche presa nel 1900 dalla Società Italiana per gli Studi Classici

avente sua sede in Firenze presieduta allora
tuttavia attualmente dall' academico Prof.

dall'

academico Prof. G.

Vitelli,

poi

e

Comparetti.

T).

Coi mezzi forniti dapprima da questa Società, poscia dalla R. Academia, da

altri

corpi scientifici italiani, da più privati, dal R. Governo, furono in più missioni successive dai Prof. Schiaparelli, Vitelli, Breccia acquistati- in Egitto e recati a Firenze

buon numero

di ispiri, ai quali si

aggiunsero quanti

altri

ne furono ottenuti dagli

scavi intrapresi dal Prof. Breccia nel 1903, continuati dal D.' Biondi nel
vsito

dell'

antica Hermupolis oggi Ashmunein. Cosi avviene che tutto

pirologico raccolto fin qui dal 1900 iu poi così per acquisto

ora in Firenze

commesso

come per

La

commettendone

raccolta papirologica sarà annessa,

logico-epigrafica intitolata:

iscavo, trovisi

Monumenti

ai

i

quali

d'accordo colla R. Academia; la quale a

questa mio va serie di volumi papirologici assegna un posto fra
cazioni academiche,

materiale pa-

cm^e e agli studi dei due academici sunnominati,

alle

la pubblicazione

attendono a prepararne

il

1904 sul

due suoi soci prefati

come sup])lomento

le

varie sue pubbli-

la direzione.

fìlologico-storico, alla raccolta arclieo-

antichi pubblicati per cura della R.

Academia

dei Lincei] sarà

però distinta da quella col titolo speciale: Papiri greco-egizii pubblicati dalla R, Acad. d. Lincei
sotto la direzione di D. Comparetti e G. Vitelli: con quella avrà comune il formato, la carta e quanto
altro tipograficamente, per la special natura della raccolta, non abbia ad esser diverso; come quella,

avrà tavole di riproduzione fotografica ed anche all'uopo zincotlpie in pagina.
I volumi di questa serie sarau pubblicati senza termine fisso intieri o a puntate o

La mole

dei

fascicoli.

volumi sarà determinata per ciascun caso dai direttori. Ogni volume sarà fornito

di

copiosi indici.

La stampa
risiedono

i

sarà eseguita, per cura della R. Academia, in Firenze ove trovansi

due academici

direttori, presso dei quali trovasi

pure tutto

il

i

papiri, ove

materiale bibliografico

stampa di questa specie di monumenti.
I volumi non conterranno che papiri greco-egizi od eventualmente latino-egizi con notizie ed
illustrazioni succinte. I papiri potranno essere a talento dei direttori aggruppati e divisi nei volumi
secoodo l'epoca (Tolemaica, Romana, Bizantina) o secondo la categoria (documentali, letterari,

e tipografico necessario per la illustrazione e per la

epistolari etc).

Saranno
in

esclusi da questa serie

numero considerevole, potranno

i

papiri copti, arabi o d'altra lingua non classica,

quali, se

essere pubblicati da competenti in volumi speciali fuori di serie,

oppure nei volumi degli Atti academici.
Per la compilazione dei volumi sarà
la

i

collaborazione di altri studiosi italiani

in facoltà dei direttori di accettare o
il

cui

nome

figurerà in fronte al

anche

volume

di sollecitare

alla cui

pub-

blicazione abbiano atteso.

Le
ai

sottoscrizioni ai Papiri

ricevono dall'Editore

Greco-Egizi

ULRICO HOEPLI
Firenze,

lilOS

-

i)ul)blicati dalla

in Milano.

Tip. QaUetti e Cocci.

R. Accademia dei Lincei

IMJKJJMINAKI

NO'l'IZIl';

Tutti

i

letturftvi

i)a[)iii

a(3iiuistata al

Cairo

(lai

contenuti

rioll'.

quosto

in

liiscicolo

Breccia e Soliiaparelli

noi In

Prof. Vitelli ivi stosso e puro in (luoll'anno. Sono pnitiovansi, por ora, a Fii*en/,o pn-sso Vlutitufu
di (questo voluuio fa

quindi

ili

AStinli

a (juella del

se<;uit(>

sono di acquinto.

manHitna

Lii

jjiirnHvera del l'JOB, alcuni

(jiu'sti

tiujjuriori.

chiamati

p.'irt«

[joclii

fu

dal

l'ujjtrì

Fiomutini, [ìnraUò

La numerazione

dei Hingoli papiri

primo volume pubidicato pur

col titolo di J'a//itl

Fiorentini dal J*rof. Vitelli.

Seguirà in breve

seconda e ma<j;gior parte del volume,

la

cipal mente dalla numerosa corrispondenza

dogli epistolari e la Prefazioiip del

coi

papiri epistolari, coHtituiti pi

jri-

l<]roniniana,

cogli indici separati dei papiri letterari
voIuuih da sostituirsi a (juesto foglio provvisorio di notizie

preliminari pel presento fascicolo.

Con questo

messo a luce tutto quanto abbiamo di papiri letterari inediti qui
a Firenze, eccetto pochi minuscoli frammentini di niun uso. Ad eccezione del n." 114 (J'oema Panegirico) che poteva considerarsi come inedito, non avendone pubblicato il Prof. Vitelli che un
tentativo di trascrizione, non ho ci'eduto convenisse riprodurre qui quei pochi papiri letterari, pur
fiorentini, che furono già pubblicati ed illustrati, quale da me in Festschr. f. Th. Gomperz, quali
dal Vitelli in Atene e Roma (VII, 1904, 32 sgg., 354 sgg.) come neppure i papiri evangelici pubblicati dal Prof. Pistelli in Studi Religiosi (1906). Un piccolo papiro omerico (Iliade A^ 484-494)
di qualche valore per un verso addizionale che contiene, acquistato e posseduto dal Vitelli e da
lui poi deposto in Laitrenziana, avrebbe potuto figurare con vantaggio in questo nostro volume
ma dacché piacque al Vitelli di comunicarlo al Prof. Ludwich il quale lo pubblicò e illustrò nel
fascicolo viene

Pliilologus

LXIII

omerici fiorentini, quali

li

mi

parso superfluo qui riprodurlo. I pochi e poveri papiri
abbiamo qui pubblicati, prendono forse troppo più posto in questo fasci-

(1904) pp. 473-475,

è

colo di quello meritino pel loro valore. Altri più ricchi di noi

brevemente descrittivo.

A me

sarebber limitati a darne un elenco
però è sembrato che in cima alla nostra modesta e incipiente rac-

colta di papiri letterari dovesse cospicuamente figurare

si

poeta sovrano che vediam dominare e
vivere nelle menti di quanti antichi scrissero bene o male genialmente o rozzamente su papiro
il

pergamena; àQXoim-rov à' sqyov ngóacoTTur XQ^ ^t\u£v Trjkavyt'c.
Abbandonando il sistema già seguito da me, come da quasi ogni altro, nelle pubblicazioni epigrafiche e papirologiche, ho creduto attenermi all'uso, da taluni papirologi pur seguito, di non
dare nelle trascrizioni accenti o altri segni non alfabetici se non là dove questi trovansi nel manoscritto e ciò ho pensato dover valere pei papiri letterari come per gli epistolari e d'ogni altra
specie. Infatti, pel valore diplomatico che ha la grande massa di questi antichi manoscritti che
or va venendo a luce, è pur necessario che si tenga conto di quanto può risultarne per la sLoria
dei segni alfabetici e non alfabetici e dell'uso ortografico, né può essere ben fatto nelle trascrizioni, sia pure interpretative, attribuire ad uno scrittore o ad uno scrivente un uso che non era
il suo né del suo tempo. Basti, per la maggiore perspicuità della trascrizione interpretativa, avere
introdotto la divisione delle parole dovunque fosse possibile accertarla e la distinzione dei nomi
o carta o

;

propri e locali colla iniziale maiuscola.

Adopero
tonda

(

)

per

la
le

parentesi quadra

lacune di rottura o scrostatura del papiro, la parentesi
mancanze di scrittura senza rottura o scrostatura del papiro, sia che trattisi di
[

]

per

le

scrittura sparita o irriconoscibile per sbiadimento ovvero omessa dallo scriba per abbreviatura, la
parentesi angolare < > per le lettere omesse o scorrettamente segnate e da me restituite o corrette

dà pur contezza nelle note), finalmente il punto sottoposto a distinguere le
lettere incomplete o anche, per la tenuità e ambiguità delle tracce, incerte. Le abbreviature non
le dò risolte nel testo se non dove ciò mi paia necessario. Là dove il segno di abbreviatura non esista
(fatti questi di cui si

in tipografia lo rappresento con

una lineetta sovrapposta lateralmente,

p. es. (fg—

=

(fQ'ovtiGirc).

Firenze, Aprile 1908.

D. COMPAKETTI.

INDICE DKL (XJJNTENUTO

— Imauic
107. — Iliadk

N. 10«.
..

»
.
»

»
»

»
»

»

870-105;

.128-47(J

1

H 855-67

4

— Iliauk 397-108; 111-122
62-65; 105-114
10». — Iliade

110.
Iliadk
(;il-617; 675-679
676-679
111. — Iliadk
112. — Commento ad una comkdia
113. — Oprka filosofica
lOS.

»

./

5

/'

7

(•>

/I

8

.

H

iJ

pkkduta

di

Aristokank
19

— POKMA panegirico
115. — Frammento filosofico
116. — Frammento rktorico
117. — Frammento medico

26

114:.

84
39
10

Tavole.
N. 1(16-110

Tav.

112
113
114

I

II

»

Ili

.

,

IV.

V

p.

36

Zincotipie.
N. 115.
»

»

116
117

,39
»

40

ILIADE A

:{rO-40r);

Tiw.

mass.

0"','J()

X

min.

scrittura in più luoghi; opistogralb.

parte inferiore a sinistra, offro

del

1''

dell' Iliade,

si

la

un

l']ra

Imo

di

dei vv. 428-476. Quindi

35 versi;

tav. VI,

desume che

si

scrittura, di piccolo

modulo,

v.

nendo

il

ma

Fu

(Brit.

stabilire per la

inclinata ed

data

di

uno

non

sessantina

di

CXXVI, Kenyon

Classical Texts p. 81 sgg.,

alfabetici.
i

Questo maggiore papiro Harrisiano
fogli scritti

riferito al 4" o

da una parte sola rima-

anche

al 5» sec.

non

;

ma

il

è posteriore al

di fatto incontrovertibili,

frammenti omerici, anch'esso

di

scrittura così

del 3° sec. (ved. N.« 3).
v'

ha

di

leggibile

in

questo frammento, lascio

assolutamente nulla rimane.

370

Papiri Fiorentini.

principio

versi.

* * *

X((Xxoxi\t('A^'^^'^'

{anoiva

372

(f€Q(ov T ^an^QY^Gi

373

sxì^^oXo\v ATioX[Xu)roq

375

della

non manchino che 8 o 9 versi e

recto.

374

370-405

numero
il

nella

leggera e corrente è inclinata a destra e

buon fondamento,

dei seguenti

Rappresentando come segue quanto

371

il

la

dopo

versi,

la fine dei vv.

retrostante dà

accorda anche quanto, con prove

si

apparentemente più tarda

tutti quei versi dei quali

m montata

48 o 49

(Palaeogr. of Greek Papyri, p. 105 sgg.) ch'esso

sec, e con quest9 sue conclusioni

ho potuto

Mus.

faccia

La pagina

ma, a differenza del nostro, ha

esso, senza

Kenyon ha potuto dimostrare
3^'

19.

mano

chiara, di

faccia, fra

evanida

Falaeogr. p. 129) con questo che qui la scrittura è alquanto più pic-

di libro,

verso in bianco.

xO^O.^.

13 o 14 per raggiungere

meno che una

cola e non v'ha traccia di accenti né di altri segni

forma

La prima

altri

418 o

prima

])rincipio di

il

del principio delle pagine

maggior papiro Harritiano

Thompson Handbook

è anch'esso in

seconda

la

no doveva contenere

che ciascuna pagina dovesse contenero poco

del tipo stesso del

libro di cui la

fo<,Mio di

scorge un brano del margine inferiore.

oltre ai quali

0'",14

scrostato, bucliorellato da tarme, consunta ed

pagina retrostante; ossia doveva chiudersi col

La

I.

0'",09.

In possiino condizioni; frantnmato,

l'ultimo dei quali

42H-47(ì.

xai X\iaaiTO 7ra[j'rac Axceiovg
xoain]T]oQs Xa(ù[r

in

bianco

PAPIRI LETTERARI

376

À[xccioi

eTTfVifrjlfxriGav
óf:X^]cci

377

[c(\7T0iv[a

378
379

• •

ò ÀTToXXoav

380

]to/o

381

01 (f\iXog rjsv

382

01

rv

ó]f

Xaoi,

67TOH]xfio xìjXa ^eoio

383
384

Ax\c(i(tìv afifxi

Se {lavxig

385
xtXofiì^v [0']eov {iXaGx\i:GÌ/ai

386

avaarac

ai\ìpa {S\

387

HvOo\ì'

388

à[ii

Axc<[ioi

i-Xcxo)Trt]g

389

san

TfJTfAfo'/téroc

390
391

XtjQVXfQ f(Y]ovtfC

392

àofJar vtt]g Jx"4^^''

393

7l]cu[Ó0Q fOlO

394
395

xai

rj€

ì-o\yo)i

396
397

Elgoriùìvi

xaXairi-](j[i-]i

Xoiyov ccii]vvca

398
399

OXr/inioi ]i^O-eXov uXXoi

400

(l*oi]^og

A[7ToXX(ji)v

401

402

OXv/^lTtOV

flC(x[Q0V

403

navreg

à]e[ T€

404
xvSt\i

405

\yrtion'

verso.

* * *

I

versi 396-406 erano
scritti.

mentre
//«AA«V

oìg

429

x(i)onavo\v x«t[«

430

r?yi'

V.

il

'Al^iìft].

iSi]rj[i]

supplemento

al v.

393

si

ri-

e vulgata

Zenodotoo

invece dell'Aristarclieo e vulgato ójo?.

dere però che qui in tutto

ove

creduto poter

lio
il

pure

*o/",^o? 'ytnóX'Moi',

hanno l'Aristarchea

Dietro questo fatto

Ovfiov

«[f-]xortog

ma

solo ms.

400 la lezione Zenodotea

tutti gli altri

.segnare in

Qc(

da Zenodoto athotizzati,

Questo, a mia notizia, è

corra nel

uq\u {ifun'ì^aaa

428

Non

ò da

fatti fra

non

v'

ha posto che pel

della vulgata, di cui nulla rimane;
di
I

secondo

v.

404

la lezione

Zenodoto dovrebbe esservi posto per due versi

—o

yÙQ avTS

l'alava' w/TÒ

tnìn

che

cre-

pel posto

seguisse Zenodoto. In-

vv. 403 e 405

i

nokv (ftQxaxóg éau

jihì

TfCQTaQiu' fvQuiefza.

la sola lettera

(',

Del

quaKò

nòf ònóaot

405 non rimane

che però ò chiarissima

che occupa, appartiene

quel verso

V.

|

nella vulgata.

alla

e,

anche

voce xv(hi

di

Km.

IMAI>K

3

1:11

•lu-j

1:1:1

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\^x((l(^\llihj\^•

n^y fuy

ne:

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,i\(to\i\ininoi\i'

;i\^\/.\u(fi(y

(J

x«t i(v\nii

Ilo

niot; ixoi\iif

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niti\X(<v\iu \'fn(«\v à

11/ i\

KiKiv

Xl/in'o*:

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^x[»y,•^;/r»»

{io)]i\n;ni()iHft

jiii

(Uonoy

a\iX(iU
fn\t-ii\(fity

•li:{

III

445

446
447

448

449

Xf-Qr[iìf)ccyio

450

uìi\aiy dt\ X^ì^voi]!;

451

xl\v\ih

452

Ki[XXtt\y T£ [Za^^iì^v

453

V^V

[{itv]

/'[^''

(([(}y]v[qoio''Ì

^^^

f.aéf

454

455
456

ó fxXvs

457

ojg

458

c(vrc<Q] 67r[«

459

aveQvaav

460

,ur,Qo]v[g X

461

ài7rxvx]c( n[o]i[r.(Ta]yx£g [f7t avxcov à] oou[o0^ixr.aav

rov

ff/nrr fvxoti]fy[o]g

Q fv]^ayTO

j««]i'

7r[(»]w[z«

^^S.frX(xyio\v

[

ovX]oxi'i[ac TTQo^aXoyro

xf([i

xcu ea](fc('^a[y xai

i-ài-ioccv

xaxa\ xs xy\iaìj exaX.vxDccv

462
'463

Xfi^s] V€o[i ó]€

[naQ avrov

xaxa

464

ci\v[xa\Q enei

465

IAt[a]xi'[XX]oy[ x

466

(OTitr^o\ccy^

467

a\vxaQ

468

S\aivv\vx ovòe xi O^vuog
• •

xè{

f5T[ft

aga

pi\yiQ

sxaì]

aXXa

x

neQKfQadewc

TiavGavxo

469
470

x[0VQ0\l

,«fl'[

XQÌ]X1]QC(g

471
472

V,

431 a giudicare dallo spazio parrebbe che qui
aY\(av
p.

V.

&

ijeQTji'

come

in altro papiro

(Fayùm

si

avesse

Toicns,

V

90 sgg.).

432 chiaro

il

v.

v[(févxs?]

chiarissimo V

vulgata. Ar.
V.

vulgato eVro?, non l'Aristarcheo èyyvg.

434

453

t](frj

mss.,

,u[ef],

non

l'i;

v.

È

la

lez.

Zenodotea

e

cccpéi-reg.

qui abbiamo la lezione solita di tutti
,uèy

(fij

riferito dagli scholi T.

i

ad I 75

PAPIRI LETTERARI

e adottato

(ij.uèf &>j)

[af-tóoìtfc

473

>cc(]k()V

474

i(fX7r[nrrfg txaf-Qyov

475

^/[/toe

476

ài]

à tjfhog

[rote

moderni dopo

dai più degli ed.

una erronea anticipazione
che

Bekker.
V. 475-476.

Fra questi due versi

vede

si

gerissime tracce del principio

il

posto e leg-

un verso intermedio.

di

Pare che questo cominciasse con K.UT e fosso preceduto da due lineette —.

Si tratterebbe

adunque

del v. 478

secondo

fa seguito al

rì\uog

(x<ti

tòt' eneii' ecc.)

df; corretta

questa

abolendo colle due lineette

=

subito dopo

che deve trovarsi dopo

il

verso

quel primo rj^og

(ftj

ròte

il

verso e vergando

(fé.

di

107.

ILIADE

JJ 855-67.

Tav.

X

0"',850

Frammento
bella

in

più

pezzi.

piccoli

I.

f)"',350

Scrittura unciale, verticale, di modulo medio, di

né ben ferma, poco spazieggiata, tendenza a legare, per

es.

mano non

EP, 0A. Niente accenna ad epoca

posteriore alla prima età imperiale. Ninna traccia di accenti. Rovescio bianco.

Niente

di

peculiare nella lezione che ò la vulgata.

Ma

spiegabile pel riflesso del precedente viptjXovg.

A

v.

855 pare

forse quel che pare

di

ifj

risulta dalla legatura di

* * *

855

Kodìjtrav % AiyuxXov xf xai vìpìjkovg] E()v^[crovg

856

((in«Q ÀhCoìvoìV Oòiog x«i ETTi(STQ(Hfo\g t^q^^ov

857

Ti^Xoi>tv

858

Mvao)v

859

«AA

oi'x

860

ali

f-ditni]

861

f-v

862

(PoQxvg av (pQvyftg

863

ry]X

864

Mi^iofJtv (tv

865

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866

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867

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oiwroiaiv t-Qvomo

TTOtnttoH 0,'h

t-^

aQyvQov

AXviÌTfi oi}tv

i]Y^

xf-Qcd'Cf

^"* AfSxctviog

xai aXX\ovg
'H()\nòìfi

AfTxarirjg nf-iiftaar ó va{iivi\ fin%f diacci

MtdOXìfi

'r«X<<iii}-rK)g

io>

it

Fvyaiì^

x«i Mi^ior«c r^yov vrro

«v hicouir

i

i^xt-

At/(r]);

Tfio)k(i)i

i^yì^rrnio

*

itiKjog 'ìjY7ja]aa^iir

xai

* *

yt-yaorutg]

jìaQiÌa(>o(fO)]roìV

leggere expv[^ivovg] errore

EP.

lOH.

II.IAliK

108.

IlilADK

/'

;5!I?--I(IS;

T;iv.

411-122.

I.

()"',07x<i"',08

Duo
Il

fnininioiiti

di

0"',

un

foj^licU-to

papiro tagliato da un volume che conteticva

di

stosso dolla colonna, troncando un buon terzo dei versi. Fra
versi (405)- 10).

Rimane parte

del

margine

inferiore, ed anche,

benché

in

minor misura,

dulo medio, di forma unciale, è inclinata, spazieggiata, slegata, chiarissima,

sempre segnata;

regolare. L'elisione è

ma

ascritto

La

3^'

scrittura è certamente dei tempi imperiali

secolo.

abbassare

rozza

di

Ma

Xy

e

divisa in due parti (T),

Gamma

che

lo

non

si

di

questi frammenti

un terminus ante qiiem ben

mano vergò una

si

osserva l'uso

certe

di

appendice a sinistra e più

antiche epigrafi (P), fatto questo che

ma

non punto

oppone recisamente quel che

si

di

direbbe che possa essere anteriore al

e dell'Ypsilon con

ad un Pi

fa rassomigliare

primi; se

dei

non

Tau

più notevoli sono le forme del

troppo l'età

fornisce

ci

leggera e rapida,

accenti sono pur segnati in assai luoghi dalla stessa

gli

riscontra frequente nei codici calligrafici del 6", 7° secolo ecc.,

che

mano

mo-

scrittura, di

non appare mai omesso.

ancora quella del
si

di

La

del superiore.

anche assai spesso omessi. Della stessa mano sembra pure qualche correzione. Lo iota

forme, quale ad esempio la
S-^

3" dell'Iliade.

il

duo frammenti non mancano che due

i

(Questa e probabilmente ogni altra colonna di questo nis. conteneva 25 versi.

mano,

Xfr/iS

fu latto a sinistra noli' intercolunnio lungo rcstreniità finale dei versi, a destra nel corpo

(.ai;li()

ma

10

nei papiri.
si

Ma

legge sul verso

una

positivo. Sul rovescio bianco del foglietto capovolto

lettera in grossi caratteri con

un pessimo calamo

ad

e inchiostro acquoso.

Di

questa riesco a leggere:

HQU)ri[ro)

tcdi

TTazQt [xcdQtir

xar

o[

TOV )CVQ10V[
c(òeX(fov

con poco
quel
in

altro. Di qui

Sarapammon

sappiamo che

di cui

ha

chi

A}\v7nov

?

turpemente maltrattato questo volume omerico

così

possediamo qui a Firenze altre quattro lettere ad Eronino che figureranno

questo nostro volume insieme a tutto quanto abbiamo dell'epistolario Eroniniano.

queste quattro lettere è degli anni 11, 12, 13

di

Valeriano-Gallieno,

i

dati paleografici

poter pensare che

caso

il

non
il

manomesso un volume
ci

di

positivo termine ante

in

verso

i

la

data

di

;

Xon

è

e giacché

primi tempi imperiali crediamo

scritto alla fine del 2» o al principio del 3» sec. d.

quem per

di

luogo. Dal
Cr.

d.

receate scritto e non ancora molto usato

consighano a risahre troppo

volume fosse

La data

come vedremo a suo

che risulta che questo volume omerico dev'essere anteriore alla metà del 3° secolo
credibile che fosse così

è

Cr.

questo papiro deve invitare a riformar

le

In

ogni

opinioni

.

6

PAPIRI LETTERARI

sulla data di papiri «imili per la scrittura a questo, quale p. cs.

paleografi quali
5" secolo

il

Thompson

')

Kenyon

il

fu

«)

dapprima

noto Harrisiano che da autorevoli

(ved. sopra pag. 1) giudicato del 4^ o

ed in quello noppur ricorrono quelle forme del

;

il

v che

y, r,

anche

notiamo nel nostro e che darebber

luogo a pensare a più tarda età.

J)

Handb. Gr. Lat. Pai.

129.

Classical Texts Pap. Brit. Mus. p. 82.

2)

!>'

infQOf-VKc xca oitiiara fi]frQfiC(iQo[rTa

397

(jTr^lkfd

398

i/^a/ÀjSì^fff-r

399

ócafiorirj ti fie

400

ìj

401

a'éfig

402

ti rig

403

ovvtxa

404

vixr^aag f-ì/eXfi (TTv]YfQ'>]v ffxe oixaò^ àytci/ai

405

Tovvfxa

406

r^do Ttaq

407

fxr^ó'

408

ceXX

ne

Tnjt

ag enen enog

t

zavra XiXaieai
ttoIioìv fv

tiqoti-quì

(liQvyiìfi

t]

t'

ttfaz^ f]x r' orol/ia^s

r^Ti\sQonev{eiv

raio]nerdo)[v

M]r^ovtrj[g f^«r]ftj')]g

ij

roi xai xeiOi (fì\Xoq ,uf^07r[wv a]j'i>oco7rw[j'

vvv dio\v AXf^avÓQov MiVfXcwg

ór]

ór]

fii

aui

vvr ófv]Qo óoXo(fQovsovaa naQsaxr^g

«vtov iovG]a

Ihfcor ó*

ctnóeine xfX[eviyov

amai noóeaai]v vrroatQéipftag OXvfi[7Tov
rrfQi

xfiror

oiC]vf-

xaf

[(fvXaaae

e

^ ^ ^

397 fM]toumQo[ chiaro

come

401

T}o

404

(Jtv]yènTif

1'

e

in più codici

ma

;

xfirov 7ioQavì'f-ova]a Xexog Tgonai ó[e a

412

naaat

413

rrjv

414

|Mij

415

Tw$

416

luaao)

417

TooìOìV xai /ictvawv a\v óf xfv xaxnv {onov oXr^ca

418

Mg

f(jca' fófiai-v

419

§y\

ót xaiaaxoCjifvr] earon] uayr^rt (fafiv[(oi

420

aiyr^i

421

«f ó^ otf AXi-'S(cvÓQ()io

<fo/JOJ']

422

aiKjmoXoi fnv tnena

i>o\(iìg

fioìfiriaorrai fj/w

i-Qfl^f

/«'

a^

ói-

ó'

axfTXirjl

«TT^x'^^C^

>;k>

è

gnato correttamente a differenza

4%

(tnottne

(J'

l'iota ascritto.

casuale; poi niun

ricorre in tutti
risiano ecc.
editori

di

più codici elio

i

.solita

lezione vulgata che

mss. a noi giunti, noi papiro Har-

V ilnóeixe

di

Aristarco adottato da alcuni

moderni, non ricorre

in

alcun ms. a noi noto.

41J Era stato scritto à^XH; fu poi segnata cancellatura
.suH'H

fxì^
(i)g]

scrittovi sopra

€".

x/vfià}

A(fQoói[Tr]

/wcrajUfVij ae {.u^eico

vvv éxncty'K e(fCXr]aa

É\Xfvri /liog ì-xyey\uvia

óai[f.iù)v

ntQlxaXXt

ix{ovxo

eni tQy cii[Qct7iovio

415 BxmcyX «ftXìjaa,

come

vece dell'Aristarcheo
in

1'

Harrisiano e alcuni codd.,

tx7iuy'/.{( (plXìjau

che pur

si

in-

trova

qualche ms. e fu adottato da taluni editori (Lud-

wich, Leaf e

altri),

ma non

416 sx^^eu vulgata non «;f*e«
in

(cyf'a&ru.

ritroviamo qui la

àxQiiu

nuactg óe TQuuag XaO^i] r^QXf óf

omettendo

forse quel sogno

àxì]

(tiHforeQUìv nì^rt]aof^ic(t ex^i[cc] Xvlyga

errore non corretto.

por

rf'

óf xo^wo"»!"*''^/] TTQoafffOìVff ói

accento, eccetto sull'ultima parola (cyfazru ov'è se-

hanno

omaao)

411

di

dai più.

Aristarco che pur

si

trova

qualche ms.

422 Era stato scritto foyc rmciovin

come hanno

tutti

i

mss. (codici e papiri); fu corretto poi segnando l'apostrofo

dopo r e un e sopra

(juindi la lezione «(?/ ^rQnn.

ms.,

ma

si

rio (1541) e

1'

à.

non cancellato

che non ricorro

;

e

in alcun

trova nell'antica ediz. di Micyllo o Camera-

da (jucsta nella moderna

di

van Loeuwen.

KMK

IMA III;

KM).

JlilADM

(-)

iiLHir,;

Tiiv.

o»';2r)0

Duo
tratto
i

|)(y//i

(lt<l

1111

(li

o-.aryj

rrniumculi)

versi. Si

3i)

larglKì circa

ragione

metà
nuovo
Y.

2*'

secondo. Così

il

margino

niag^,don! iiitMitc

è

>^,

piccolo offro

a parto di

primo, alla

il

alto circa

un 35 ctm. con colonne

una unciale piuttosto grande, ben formata

posteriore ai papiri ercolanesi

di milito

Ninna traccia

accenti,

di

non «; ed a

v.

114

spinti,

X"^^*Oi^w(»j^xft)»'

63

nTTXrjrT aXh^krjiai

64

fviha à ai(

65

oXXvvTCov Ti

noXvg ó

oifiujyìj

si

è

il

u/^iiiog.

aTC(Q a(T7Ttóig

62

xcti

non

;

oii(j]((/.o{-[(T(Tai

OQVi.iayóog\ oq(oq[h

-

xt xat tvxoìXii 7Te/.]tv av[ÓQO)V

oXXvuevMV Qee ó

cu^n]uii [yuia

* * *

*

Tqùho]i

* *

nedioio

106

oioi

107

xQcunra\ iiaX

108

ovg Ti\oT

109

tovt](o iisv 0-€Q[a7T0VTs xo/LieiTcor rcoàe às

HO
IH

TQù)a]ir
fiaeT\ai

112

w$ e^]aT ovó

113

narloQi-ag fisv

114

Ufi/ift\oi ^O^tvf-X{og T8

i7T7To[i

STnffTai^isvoi

sv{i)^a

xai svO^a óiMxfj^isr

an AiVH\av

s(f
i^

r^òf

(ff^effO^at

eXofirjv fxr^dTtóQs (fo^oio
rtoi'

in7To[Safioig li/vvo/^ieì' o(fQa xca Extuìq

xai sfxov [óoqv juaiverai €V naXa^at^iatr
a7Ti[di](Ti
[tirsiO-

Fegìpuog tTcnota NsGtoìq

mnovg

d^aQanovTs

xoi.ieiTr^v

xca Evovi^uàtoy ccyaTiìp'ùyQ

* * *

ijuò

Rovescio bianco. Per

ecc.

può notare però che questo

uj'H[(oi,

buon

versi; fra

ma

finale,

ò più

poco

la

di

di

scrittura

mano assai
0. Non vedrei

e di

fluente fino a legare colla seguente, pel tratto mediano, le A, €,

in questi scarsi e tenui residui. Si

Ili offra

|jÌii

o-'.oo

colonna verrebbe ad avere più, forse poco più

la

volume

e nobile

l)ello

assegnare una data
sec.

Il

x

può pensare cho appartenessero a duo colonne successive;

un 15 ctm. La scrittura

libera, e

i)er

del

il

l'S" doll'lliado.

che appartenessimo ad una st(!ssa colonna, alla parte iniziaN;

53 versi. Dovette essere un

ma

contenova

voluiiK! che

di

o parto di \ vorai,

discosto dal marj;ine inferiore,

buona

1.

0"',or)

mar^MMo suporioro

duo mancano

proba.l)ilo

X

in.-riii.

pensare alla prima
lezione niente di

più antico nis.

che a

PAPIRI LETTERARI

8

110.

ILIADE

n

Gll-617; 675-679.

Tav.

Frammento
serrata, di

mano

Accento segnato
Niente

di

mancanti pure

di

un

I.

modulo medio

foglio di libro. Scrittura unciale di

e quasi piccolo, slegata,

ma

mediocre, affrettata, negletta. Probabilmente dei tempi imperiali e non dei primi.
in più luoghi.

notevole nella lezione, se non l'assenza dei due versi 614-5, chiaramente superflui e
in alcuni dei migliori

mss. quali

il

Veneto

A

il

Lauronziano

assai secoli posteriori a questo papiro.

recto.

* * *

611

TTQoaao) yaQ xaitxvìpt to ó s'^om^i-r óoQv] iiaxo[nr

612

ovati tnaxi{njO-r^ eni ò ovQiaxog TTtXtJid'x^i]

613

*yz*o$

616

Àivtiug ó

617

Mì^QlOVrj

fv^a à entir
aoa

agt]€i fierog o^gi/iog Agrjg

O^Vfiov tX(tì\(SaTO (fUìVt^Gev rs

T«/« X€V Ot

XCCl

OQ'/\l-ia[T'ì]V

Tl\tQ

\tOYTli

* * *

verso.

* * *

to yico y^oag kìti ^avovion'

675

tv/i^oH i>

676

wc ti/cn ov]à aQct nu^iQog arì^xovaii^atr AnoXXoìv

677

^ri

678

uviixn ó

679

TToXXor unoTiQo] (ftQwv XoHatv no[ic(ttoin QOì^iai

(r}n^Xr^i

[rt

dt xat Ì\òu((>n' ogeoìv tg (fiXon[ì]V aiVìjV
tx] [iaXéuìv

2aQnriòóru

*

* *

ól[(n'

afigag

D

ed

altri, tutti

però

di

111.

-

\ì*.

IMAI'i;.

rOMMKN'TO

UNA OOMKIMA

Al»

l'KIthUTA

I>I

AUIHTOKANB

9

111.

IIjIADM

n"',(i:ì

Scrittura luioiald, verticillo,
forse

la.

stossa.

Niente
ripotuto

Ho
quelli

il

di

À

//

m-m.

X o^/ino

^'nimlo o più rnf>;oIaro doli' autccodcuLo; uiuiio miglioro; olà poro

piii

Nessun accento. Verso bianco. Parrebbe

un volume.

Craimii. di

notevole nella lozione. Por una svista, dovuta alla somiglianza dolio Ietterò
a

v.

A, fu

esser pubblicati,

come

078.

creduto che questi duo minuscoli frammenti (HO, 111) meritassero

che fra tanti papiri omerici sono, a mia conoscenza,

E questo

l\

è pur notevole che l'uno e l'altro

i

soli

che offrano versi del IG» dell'Iliade.

offrono versi di

ci

mirato e veramente ammirevole episodio della morte

di

di

una stessa parte

di

quel libro, l'am-

Sarpedone.

* * *

ovó aga nargog avujxovGTtjatv AttoXXoìv

676

(og

e(fcc[i

677

/?>^

oh xai

678

avTixt(óót[x fi^Àtcor ^aQTii^óova ótor ctfiQug

079

uoXXov

/[Jrtfwr oofonv sg cfiXoTrrjv acvì]v

sic

a[7T0TrQ0 (fi-QO)v

Xovasv nota^ioio

QOìjiai

* * *

112.

COMMENTO AD UNA COMEDIA PERDUTA
Tav.

Questi frammenti, acquistati
pezzi

al

quando giunsero a me. Uno

scrittura,

va eliminato,

cogli altri pezzi pel

il

e la

forma

mano essendo
della scrittura.

diversi

cinque pezzi staccati
Papiri Fiorentini.

^

di

messi

in cartone,

erano in sette

framm. C

è

segnata con

uno stesso volume, senza

a,

la

12 hnee

benché qualche somiglianza vi

Un minor

f^icilmente riconobbi la pertinenza, in perfetta continuità, al
nella tavola questa parte del

lui

questi pezzi, piccola striscia con pochi residui di

soggetto e la

modulo

II.

Cairo dal prof. Breccia e da

di

DI ARISTOFANE.

pezzo che era spostato

maggior pezzo

C. restituii al

parte maggiore con

h.

e

di

di

sia

cui

suo luogo;

Così abbiamo

visibile continuità fra di loro e quindi

senza pos2

PAPIRI LETTERARI

lo
sibiiità di riconoscere l'ordine in cui si

spezzature

un

di

succedevano. Molto probabilmente però essi non sono che

frammento maggiore

sol

dovremo

e

a poca distanza l'uno dall'altro.

collocarli

Il

verso è affatto bianco.

maggior frammento,

Il

volume o

del
di

una parte

Almeno, par certo che

rotolo.

il

pezzo C

trovasse alla chiusa dell'opera o forse

si

dacché è pur possibile che fosse scritta

di essa,

queW àruYQcc<fìr che

potrebbe parere, da

pezzi, dovette essere dell'ultima parte

rimangono questi cinque

di cui ci

legge d'altra

si

mano

che certamente non va inteso della copia del commento (ved.

ma

in fine dell'opera o della copia

dovevano essere

spazio bianco che rimane dopo la 2^

volume,

misurano

quali

i

media 0™,15

in

ma

la chiusa

calce alla col.

in

nota ad

la

dovette trovarsi

legge in fine

si

della

come

si

scorge dal margine che in tutto o

la

qual

quel framm.,

caso non

dallo

rileva

si

questo

di

con questa non
circa

scritta

metà

si

a metta e

inferiore delle co-

La parte

parte rimane in A, B, C.

in

come

scorge traccia di

si

2^,

una colonna seguente

in

di

intercolunni

gli

col.

si rileva,

fatto

TI

larghezza mentre qui a 0"i,25 non

di

1'"^

nel

1.)

esteso di quello siano

quindi per noi perduta, dacché in questi frammenti non abbiamo che
lonne,

Ciò non

rotoli.

quelle parole.

scritte

piìi

come vediamo da quel che

scrittura. Certo però,

chiudeva l'opera,

troppo

col.,

due

in

inferiore

della colonna ultima, rimasta in bianco, fu spezzata o forse tagliata lasciandone quel tanto che

mane

siamo affermare
dei
stri

A

B

e

come

che,

C,

come

si

quelle

di

A

conteneva
tutto

ovvio riconoscervi

i^iù

la

metà

si

di

qui

tre pezzi

di

di

l)Uona

mano

e

50.

Il

di

penultima

di

queste colonne,

forma

poiché né per

queste,

confrontando questo con

numero

Certamente

la

framm. maggiori.

tre

numero

il

piccola, verticale, regolare,

tempi imperiali; per

dei

scrittura

altri papiri di

totale delle

dello lettere nelle linee é di circa 28.

ben ferma; unciale

e spazieggiata, chiara quindi e nitida.

quah era

alla parte superiore di

legge

si

fra

un maggio]- frammento che

nostro n." 113, possiamo pensare che

il

45 o

linee in questo dovesse elevarsi alle

scrittura ò

i

linee rimanenti è di 24;

simile e di egual modulo, quale ad es.

La

una colonna che dovette trovarsi

residui di

vede e

si

scorge continuità fra essi e

massimo numero

TI

che

dì quel

mo-

li

A, piuttosto che attribuirlo a colonne an-

frammenti D, E devono appartenere

certamente a qualche distanza

né per contenuto

di

inferiore di cinque colonne di scrittura, l'ultima delle
piccoli

I

col.
i

contenuto che

di

questi frammenti debbono essere assai prossimi

avremmo

e quelle di C. Talché in tutto

volume.

il

adatta né alla 1^ né alla 2^

A, par

teriori a qu(>lle di

dissi,

poro definire quale

impossil>ile

dacché non v'ha alcun indizio materiale o

poi,

coerenti fra loro o con C. Poiché,

B non

offrono residui della parto inferiore di colonne, non pos-

ci

non che dovettero essere anteriori a C;

altro se

due veniva prima quale

fra loro e

ma

non esser quello un intercolunnio.

e che è sufficiente a provarci

Dei frammenti

ri-

bene allineata

lo stile e ogni altra ca-

ratteristica credo possa riferirsi al 3" sec. e probabilmente ai tempi del papiro dei KtaioC di Giulio

Africano {(Xq/rhinch.,

nota

Si

lo

n.« 412, tav.

iota ascritto

correzione d'altra mano.
stinti

La

V)

scritto fra

Ili,

n."

400,

t.

II.

altri,
Iff)

frammenti dramatici, quello cioè

della
di

;

(C col.

1

1.

11,

fhoixHQo/iirt,

segnare

il

di

notahrne.

di

Tucidide

supi)onc

il

segnato obliquamente

Un segno
{().vijr]i.

1,

"/.

dotto editore.

XVI.

tav. TV),

alcun capoverso;
sul principio

II,

i

sono

periodi

che hanno nei

n.'>

211)

pai)iri

che

])ar(>

margine

della colonna con

indicare qui la nota,
si

osserva, in

preposti

KóXa^

del

Monandro ed

di

di-

seguente,

della riga

Questi due punti così

l-")).

uflìcio

qualche

apostrofo,

spiriti,

cambiamento d'interlocutore. Nulla distingue

uguale, oltre alla parar/raphos,
n."

1.

[O.vyrh.

dalla chiosa relativa, ogni scolio però è contradistinto in
ohelo^i perifitifjm,('nos

accenti,

di

lineetta nuQàyQutj oc

la

devono avere quello stesso
e

Cr.

d.

scrittura procode continua senza

qualche rara volta con duo punti verticali

Oxyrh.

225-265

non sem]ìre segnato, l'assenza

con un piccolo spazio bianco, con

a certi lemmi e non ad

il

in
i

altri

lemmi

una specie

di

come una nostra manina

margine

delle

ove non credo possa aver funzione

di

colonne nel papiro

segno

critico,

come

CnMMKNTo AH UNA OOM Khl A

Il'i.

l>all:i.

din ro|iria

cliiaict

CDiiut

del

ii;iltir;i:

illusi

niMinnar raiditic
Arisloraiiu. hai

(M

Icniiiii

un

di

((',

15

1,

sg^'.)

medie perdute
ve

dell'

modo

poi

l'dce (fr. C, 2, 18) Koiiza

comninntata ora

indulihiaiiMMito cIkj la coiiujdia qui

al(

uno

ritrovi o

si

c.Ik'

o Aristocrato dopo

riconosca lun rrainriionti

si

coiiduco

ci

<l(;lla

di

clic

conosca

o

cui si

la d;ita i>recisa
(jui

non

può pensale, daceliè

(C, 11, 18)

che questa comedia aveva un coro di cecciù

ivi)

si

co-

cui

di

uno

in

non

e fra questo

ap|)ro.ssimativa,

sappiamo

scolio dei nostri

annotatore dice espUcitamento

nostro

il

La

400. lien poche sono lo co-

dei

cho ebbero un commento {Schol. Plut. 210) e che potrebb(;ro parer indicato
ved. la nota

ristahilita

olii^'archi.

domanda. Allo Danaidi,

si

(C, II, 12,

400

dei

dtdla

Lz/sistrata e de-llo Thcstnoforlazutie,

avvento

di

tempo

al

dominio

))revo

il

anno cioò seguente a quello

l'età corrisponda a (juanto

i)er

elio

il

dei probiUì o (^uasi alla vigilia dell'

Aristofano

elio

La

lOj o

crjiiiJidiu. l)ul

[j'utà puro dolla conioilia viono sicurainoiito d(;toriiMnata dalla

Theramcue

di

tompo

di

alcuna

n' ò

non cssondovono

(UuKiue del 410-11,

rapprescnitato al

I,

apparincu

('liioHO,

relativa al liglio di Ski-lios, Aristocrato, ov' ù dotto dio (jostui era allora (loi*)

democrazia per opera
inodia. è

(Ir. (',

11

lUil.f.o ikjIIo

"Ta mia

di ii.inini^utt,

Uccdti.

(I/i

ri.sulL'i

/"(/ly,

turma

in

ò

«In ijiiaiilo

jiiii'i'

con Thoniuiono óttutiib ut jiitaymait,

elio

(|Uelli

A i'ist(»rjiiin,

loiitro aristolanoo.

innaiif^'ono del

chiosa

ciiiiiiiuaiLi)

AIIIHTOKANK

DI

lilrviaino clic non era alruiia dilh; siipci-HtlM; qualo fosHo «iello i^orduUì, dai pochi

licava,

si

cuinr

('iiininciiLiiLi

(((iiicdii" di

dircndi) f^tyty^

(>

non

stossi

Icninii

o piissi

rata in (jiifsh)

due

cilalt!

vt'ii^^Dii

Irinnii

l'KKUtn'A

che non può credersi delle Banaidi. Par

il

certo che qui nella comedia figurasse un personaggio politico,

benché forse con nome inventato;

kw

atoairiyov xoìiiùao} loù :ìx>)m>v] questi

e tale debba essere colui che dico le parole (C,

potè essere, o

stosso

lo

15):

li,

Theramene che l'annotatore ricorda

bilmente quel komasta per eccellenza che fu Alcibiade
la

caduta

400

dei

f'g

quale, coni' è noto, tornò in

il

Una ingegnosa divinazione
nome ad una
Trlpìiales che dava

nota ad

(ved. la nostra

approvata, riconosceva Alcibiade nel

1.).

il

= 411,

e

frgmm.

I,

la

Thcsmoforianti fra la caduta dei 400 e

lo
p.

529; appunto l'anno a

secondo

cui,

lo

comedia qui commentata, anno però che per noi

Fra tutte
per questo

comedie perdute aduiuiue,

le

commento

è

Triphales.

il

doria presso Aristocrate sarebbe

il

11

il

il

comedie perdute

delle

immediatamente dopo

att.

va indubbiamente

di cui sopra,

possa pensare, con qualche probabilità,

andare a

di

xouiàì^tir,

a far bal-

Triphales stesso della comedia, ossia in realtà Alcibiade,

il

quale

{Tri-phales) e dedito a tutte le voluttà.

un gioco

possibile anche che in quel figlio di Skelio (Aristocrate) sia implicito

126, allusivo qui

Uccelli^

riferita

410-11.

personaggio quindi che dice

quello che ricorre negli stessi termini negli

di

ritorno di Alcibiade (ved. Kock, Com.

la sola a cui si

drama figurava come superlativamente maschio

in quel

generalmente

del Siivern,

Ly-

scoho
è

Atene poco dopo

la

Aristofane, determinando pure l'età del Triphales nell'Ol. 92, 2
sistrata

o piuttosto e più proba-

nella chiosa,

inìV

È

parola uguale a

di

aristocr aleggiare ùQiavoxoa-

THai>ai di Alcibiade.

Ad
scolio

Alcibiade- IV/p/ia^es potrebber pure

seguente

(C, 11, 1

sgg.) di cui

lemma

il

relativo alla legge Eleusinia circa V herr^Qia.

gravi accuse

empietà da

di

mistiche cleusinie da
ritorno in

lui

lui subite,

comedia

prima

ai

che

rimangono

ci

Beoti

È questo

;

è

il

fr.

E par

del Triphales,

énóiAvtjfia di

È tanto

riferito

fatti di

i

il

commentate

passo

Alcibiade circa

sappiamo pure del rinnovamento

di rilevare

Triphales, ciò

fatto a cui, secondo

struttura metrica.

ove è

è perduto, ed

Sono ben noti

sue, le parole

delle

di
i

nello

Andocide
misteri, le

antiche cerimonie

le difficoltà della

guerra, al suo

Alcib. 34).

Dalla nota interlineare nel
la

non eran

solennemente voluto e compiuto, malgrado

Atene (Plutarco,

un Beote. Se

e

se pur

riferirsi,

(fr.

una

si

che fra

i

personaggi della comedia figurasse

spiegherebbe pel fatto del

felice divinazione di Fritsche,

demo
pur

si

di

Oenea ceduto poco

alludeva in due versi

550-1, Kock).

natura puramente esegetica

;

non

critica del testo,

non dichiarazione

della

disinvolto e tirato via anche nella dicitura, tanto elementare in talune

dichiarazioni da parer destinato all'uso scolastico.

Può

darsi sia

un estratto

di altro

commento mag-

.

PAPIRI LETTERARI

12
giore

;

certo però è opera individuale, non raccogliticcia; non v'ha segno di quelle #xAoyaì inofivi]-

fidrcor dalle quali

risultano

gli

scolii

ung,

e ad Eufronio, a Facino xal àXloi

non pochi anni,

posteriore, e di
Callistrato

(fr.

B,

citato nel testo

1,

ma

1.

7).

Didymo dopo

assai posteriore.

ai

quella di

sopra r abbiam definito,

di

alessandrini dei quali cita, per

grammatico. Negli

Simmaco

Simmaco

anzitutto,

una espressione proverbiale,

io riterrei

scolii esistenti

mano, dedurre che l'autore

troviamo a volte così

{Ivm^iaxóg <fi](fi...., Jióvuog Sé

dell'

posteriore a Didymo, anteriore a

mento

fan risalire a

Sarebbe ragionamento erroneo, dal fatto che Didymo qui non ricorre mai

Tenendo conto

alle oggi superstiti,

critici

si

tempi romani e imperiali. L'autore è certamente

tutti dei

solo in note interlineari e marginali d'altra

teriore a questo laborioso
di

aristofanei esistenti e che

riferita

ad

(fr^aiv

Plut.

l'

sia an-

opinione

1010) pur

età probabile del ms. e del carattere di questo commento, quale

che

l'

autore debba essere un grammatico dei tempi imperiali,

Symmaco.

A

quei tempi* assai altre comedie di Aristofane,

erano lette e studiate. Si può pensare che l'autore non

questa sola coraedia. Dal modo però com'ei cita a raffronto

di

si

oltre

limitasse al com-

due luoghi

di

questa un

luogo della Pace e un luogo degli Uccelli senza accennare ad illustrazione sua di quei luoghi, pare
poter dedurre che quelle due non fossero da

commentate.

lui

Fr. A, col.

I.

o^.ioxC'.oes

*

]

.

*

*

.

an

.

y
5

]fQdav

fi

\ax87i

.

]

.

.

.

iV(jQttvev

.

]w Hg To y

.

]tO TTQOg TCV10

]

.

.

.

77-

.

.

]«»• ancoQ-

]xcckXfi

]vog Xs
]

15

.

icfoi

.

]aafig

i

fi

]oO-fv
]^fXr'/0)

J

.

u fxa-

]no<ri

20

]

.

1 (c

eg Cr]-

](ftovg
]axt(i)V

]xai

((/.

.

Il'i.

- (!(tMMKNT<l

UNA (XlMKIHA

Al»

A, <ol.

\'ì\

l'KUlMITA

AIUHTOFANK

1*1

Il,

••<

1(1

1
1

,(n)\

(Ut

o/'l

v»!H(ò\
/HtQt/l

^X^y^

(Il

jft{ì((ua

•/.

10

0,')((l

Oli l0(f[

'/.

15

Xpiy

TTO^r

Af's

[;7()lo)/oc

/. /oc

aud

nixQov

(rtC

12.

tic.

(ct

óió<([(yx((Xi((i

il

nome

'loqxòy,

che segue parlasi

di

arto,

pensare che questi fosse
Sofocle. Dalla

di

vediamo che

e poiché

il

noto tragediografo

paragraphos

e

Forse

1.

;

da

un o

Né da

non per

la

sixtoy si

ottiene senso soddisfacente per

prima asta

un

di

H.

sto di forse

figlio

come a

volte accade.

che ad un o

Veggansi

scalie.

1.

12 ed a

1.

i

dascalie paro debba aspettarsi qui

er-

che in questo che

insolito, forse

tura del papiro

con un segno
porre

scritto

ysixvùi')

di cancellatura.

Non

ben essere quello stesso lofontea'cui possono
il

lui

che

e SsvxsQog della linea seguente.

rjyioi'iauTo xccì èfi/.ìjae XufiTTQujg

e supplisco,

en

riferirsi

Sappiamo
^oT/TOf rov

di

nu-

1.

soggiunge

mi

si

parla sono

si

non

dia ragione di quel

è parso poter supplire

le

del

di forse che é solo

come a
nome,

propria del

fr. C. II, 21.

sia

che

si

tempo

di questi scoliasti

Certamente qui dovette trovarsi un

legga 'Avucf' sia che

si

legga «Vrì *':

quando Euripide produsse

riferisce

{Arg. Eurip. HippoL). Certo,

al

tempo

di

questa

co-

ben

lemma;

è quindi da supplire utjnor, dicitura che in senso

forse all'uomo o al personaggio di questo

che abbiamo

le di-

Aristoteliche.

TQÒg e che riuscì (fsvrsQog fra Euripide e Ione nel 428
l'Ippolito

di

575 sgg. Pare

n."

Par certo che queste parole faccian parte

20.

di dida-

benché dubitando. Probabilmente

dascalie di cui

é possibile ricom-

un nome che può

si

a^sóóf, ed in questo senso

frat-

dovette chiudersi in questa linea,

nella quale cominciava lo scolio con

x(ìÌTog

la

corretto l'erroie che forse lo fu già

lia

lemma che

il

fu

fft-

framm. dell'opera Aristotelica

tal titolo nella ediz. Berlinese V,

non

È noto come

20.

di-

rore,

traccia di let-

spesso usato dai chiosatori parlando

Qsiv sia

questo

La

meglio ad un * della forma che

o

questa lettera ha a

per un

noXvg nooì-

non può appartenere

«'7r«c

luogo. Parlandosi appresso di vittorie teatrali e
j'/xo»';

Vor^ojV

ó

<>ti

viene usato in senso di /^óhg o piutto-

tera circolare in alto dopo

o per

otxoji^

cominciava:

lo scolio

16. (}ui ff/ffJ'oV

segno marginale

il

14 noh>f[ ]ixwy; nella lacuna c'è posto per

e

d"?^

rog xiX.

rileviamo che questo scolio dovette essere brevissimo.
1.

i-x

aì'fxQay{i-v

in quel

dobbiamo

didascalie,

di

i^xa-

la iifxioinéQu?

(.ifQovg]

In quel chiarissimo I04>[ deve cortamente ricono-

scersi

y((n

<t[f-()ny

(<:ra'^

r<ii-

(fi-uii((l

noT aXXog taiiv avvi g[

20

1.

i-oixuair

nXHatov

lov

óf-i>tf-Q[oc

7y

or/fflor

(S\f-\

7T0-

»'[/-|<XW»'|

si

nome

Vavxóv dello scoliasta nella linea seguente.

si

E

vorrebbe sapere chi mai fosse questo autore

come

media già da assai anni lofonte teneva un posto emi-

di

nente fra

dramaturgi del tempo, posizione che,

lo fu

pure Cratino {nixoSg XUcv Da Comoed. ap. Mei-

tempo

neke

I p. 534);

i

coni' è noto, egli

delle

Bane

conservava ancora più tardi

(406)

al

dopo spenti Sofocle ed Euripide.

comedie

(1.

23)

che era qui trattato

pare che

il

di nixQÒg,

chiosatore spieghi xtacì xòv

fovr quel ntxQMg (ìvéxouyev.

PAPIRI LETTERARI

14

cr[i'] j'[f

r,aiv

rag

]xwc avrov 7nxQor[

yao xcna tov vovv

rJ

«]/xtAoi'[

xoìfi[(tndicig

Fr. B.

0™,09

X

0"',0i

* * *

]

axv[

.

\vov\
]i,(tn'x\

]Taxij

5

v(f'[

Ì^YVl^^l

]7iaQaXX[

]ivoiro[
]

lViOXf[

.

]Tafifi[

10

]ov

]a£>[

]ovi'

ri

cf7r[

\a\v'il{}t{(rig

*

15

.

.

nf-Qi

]'C

x\aTiì]Xióoìy\

\diu Xiitov\

20

KQat\ri\i; iaì^[


\jt{

]

.

(/

[

x(iì\

7i\fQifveyx(a (tn{
]wi'

xf-Qan(t)v[

\voiov tvÒU}ì>[
\x((i

I.

10.

la

Bencliò non sia bori evidente
lacuna, mi pare elio la

dirsi sicura.

ben

la traccia del

lezione o

K(ì(ct[ìì\

\i(i\vc.

C dopo
possa

Quel xmiìjhihof della linea seguente può

riferirsi all'antico

comico Cratete che, secondo

yitQ{ovc.

\'Knov\.

De Com.nQiòxog

Incerto se

certamente

fin
i;i

^eihvaovg èv

qui arrivi
liti.

14.

11

lemma

y-uìi-iuufUc

nuQìjyays.

a cui appartiene

.

113.

COMMENTO

UNA OOMKIHA

Al)

VKHMl'l'A

Kr. C, col.

ali,.

15

AltlHTOPANK

Hi

I,

()'",7'^

* * *
i(tt<\

«)/()'|i||/K'

OI'X.'

/Ok|

...
5

'"'

'O'I^
'/.

tvrjv

f/f/M'

'/.

77

'/.

(>[«)/]«

Aggiunto
saltate;
testo,

in

modulo

il

ma

la

ha segnato
sivi

margino

tiiyvfiog

lov

che erano state

è diversa e forse

la

Il

1.

8.

4) della

1.

nota espressione

stessa che

mune

fra

ma

poco comune

i

comici e

altri
ai

scrittori del

tempi degli

quel mio «v

AN€IK dopo
una
1.

5. Il

e

anche due

supplemento

sticus in Petronio

scoliasti

di

Ari-

verbio xrcxà

1.

7.

1.

8

sicuro di

1.

completa

lemma

il

9.

un commento

che

il

commento

Vespe,
si

e

come-

Uccelli.

ristiche della sua erudizione, la

una

Aristoplianeo, ap.
not. 52.

Nauck

Cfr.

modo
'.

sic,

inquit ru

Quanto

al

può ricordare
ìnsg.

x«xoV

prò

il

Apostol. Prov

Lo

scoliasta nota che

Aristofane qui,

come anche

forma

Lo

neXsxàg, -àvxog e
scolio

non

la più

ad Av. 884 nota che

segna anche una forma

xt'à.)

comune
la

forma

-ns'iexfcg,

10.

Per guasto della superfìcie del papiro, manca

la

1.

11.

La paragraphos

cuna, sulla

lin.

qui doveva trovarsi

12.

Il

dov'è

la la-

segno marginale sotto quella

al Fiuto, alle

linea distingue questo scolio. Inoltre son chiaramente

Qui vediamo

visibili

delle

caratte-

conoscenza cioè e la

illustrazione dei proverbi o locuzioni proverbiali

correnti nelle comedie.

cfè

proverbio del ru

paragraphos.

estendeva anche a questa come-

dia perduta e riconosciamo pure

xaxà

si

.

-xù dorica.

citato negli scolii

propriamente
Pace,

alle

x')-()ine?,

ns'AExùg è Attica, e

1.

comedie superstiti

liane, Acarnesi,

9.

-civog.

die di Aristofane che è più volte
alle

/nèy

nsXsxdf,

Bisanzio, scrisse pure

sic,

il

.

negli Uccelli x. 884 [xal ns'Àsxùi^n x(d us'/.exiyM

lettere

le

Callistrato, l'illustre critico, discepolo di Aristofane
di

modo

es.

lin. 6, rov

Cent. IX, 62.

è suggerito dalla frase stessa che leggiamo completa

a

:

detto del xig o tarma del legno

lettere. Certo poi reo- in capolinea.
si

ad

buon

la

con cui

'

varium porcum perdiderat

adopera

ro 7iXt]Qeg

aneddoto trovavasi a

Qog xiqv nuQOkfjiittv xrX. Così

secolo,

divenuti pro-

un aneddoto o racconto popolare. Forse

titolo di tale

a compir la linea può esservi

le quali

di quei detti

sticus,

Certissime sono

ftx[o]|rw[?.

Dev' essere uno

ero? assai co-

Non sono punto

capiti nel testo.

rwr nhjy-

Questa nuQotfiia non è registrata nei paroemiografi

il

stofane che ne danno spiegazione quasi ogni volta
eh' essa

ex

verbiali dietro

soggetto dello

oj?x

(oiioi

esistenti.

scolio di cui così poco rimane, pare fosse quell'ero?
(tò sTÓg

TOT yt-

arroóvfTag

/i

xvfi

sulla linea in caratteri più minuti e cor-

a cui forse seguiva uXXiog.

nf-kf-xuy-

Tvmoi^aiv

ave xvlpaq

xi-

nl«iv-

ynhwc

avOQOìnog

rjv

(fsVYf[i]

lo lettere ovxs

une. onrirsiv

delle lettere ò slmile a quello del

mano

\o-

7/A>^«^c o(;w

ót-

7n-Xtx((i;

aXi^i/tiuq

i-Ti

aXfag

T?^g

3.

(i)](r7Tt-o

oiiiot,

.

IO

x\<(X()ì'

lóioy xia tv

^

'/.

i\i

Kfitr

h((Xhrsi()((ioc.

(j ì^(Jiì'\

fu[x()oy óìj

(iK

10

xt<v xts

ii

\Qoq Tijv nftQoijtKtv n{>o-

iji\(mv

1.

OK tn^r

7rA>^(J/-t:|

Q(it\

g

IO fio^ ((} /fx[o-?

|ir)'
I

Schmidt De

ri-

Callistrato

Aristoph. Bijz. fragmm.

p.

326

due punti

[

in luogo di spazio bianco fra que-

sto scolio e l'antecedente.
1.

12-15.

Qui

cìvd-Qwnog
è.

r.

il

lemma

è

mescolato collo schiarimento;

u àno&vaag dichiara

TiL &sQfi. dichiara

flcato di

il

rtjs

l'

o at~g

àXéceg.

che segue
Cfr.

;

rtjg

pel signifl-

questa voce, ironicamente usata, Ekklesiaz.

540 sg. Si noti

1'

dente e Vmuoi

di

ot,MO( di

dolore nel

lemma

rincrescimento in questo.

antece-

PAPIRI LETTERAKI

16
ùìv

15

!}^fQi.iaaiag

«AAa

'

xov argcc-

órjT eg

TTqyov xoìj^iaffù) xov 2xaXiov ètgrjTai

avv

OTi AQi\GT\oxQaTrfi dietutxs
"/.

TOtt xai avTog za

Qttf.i£vei

avxvyQ(t(p6v[

xui

1.

15 sg.

Anche questo
due punti

coi

di

Aristocrate CIA,

abbiamo

iy.eX'/.iov

Kirchhof

mentre

422,

erano

n. 3;

v.

conduce

aig dei

400 oligarchi

'-Z.^.

aioxQihrjv
Tijjy

.

.

xi'.ì

TiQuyfidrtav,

uXXovg,

di.

Quel x(à

.

.

1.

xcà

.

il

nostra Introd. a questi

di ciò vedi la

(il

mano

delle

segno d'abbreviatura è chiarissimo) da

La nota

intendersi JMfiov.

L' autore

.

Jid~

poco.

segno marginale

è'/oj/rf? »;;'f-

re

su

questo

di

note interlineari; non ne rimane leggibile che ben

la y.ntu/.v-

tio'mt. 33.

spiega

Ma

18 sg. Questa nota in calce è della stessa

una nota

\t(>i-

fisréa^of fièy èv zoTg nQtórotg

(cXXovg

la

frammenti.

6t]Qccfiifì]f

.

caduta dei 400, bersagliato da Aristofane per

Leeuwen ad

dello scolio attinge a Tucidide Vili, 89:
fxóvug TWf TKCfv axfintrjyuSt'

la

sua vita voluttuosa nel Triphales, appunto

cfr.

di cui idnuirutoi èyévovxo "Jqkjto-

xouTijg xfù f>tjo((uéyf]g Aristot.

dopo

tempo.

dopo

ai fatti del 410-11

vede nei luoghi sopraci-

si

in-

Wilamowitz

cui dilTerisce

100

I p.

ma

come pure

signe, aristocrateggiante e reduce in patria

Uccelli 126

negli

capi,

i

Torna meglio pensare ad Alcibiade, komasta

tati.

Aves 126 segue Kirchhof. La notizia data qui nello
scolio ci

[

segno margi-

anche dal metro;

da

cit.

Athen

.

nelle iscrizione deli'«Vrt^,u«

richiesto

alla iscriz

Aristoteles u.

I,

.

dall'antecedente

scolio è diviso

come

nalo. Ixb'aìov qui

.

ngayna-

[

oltre alla paragr. e al

'.

]roi>

&rj-

di

•/•

di

Didymo

gli scoli e

Didymo ad un luogo che può
la stessa

nell' interlinea

(1.

stesso

distinta collo

che distingue

ove in questa colonna

X(à aviòg dello

è

esser quello

mano segnò

2-3) forse

pare sia

nome

il

dicendo JiSvfiog

scolio.
Il

personaggio che qui parla dev'essere uno dei

principali della comedia, se

pur non

parole dello scoliasta non

si

rappresenti con altro

il

Queir «Vn/prtqpeV [che potrebbe anche essere «V-

principale. Dalle

può indurre che

nome Theramene.

xiyoa(péy[x

sia o

il

nome da

lui

e

.)

pare accenni piuttosto a controversia

che a copia, e

Questi è no-

xiyQii(pw

minato perchè quella nuova (huxa'Hg xwy nQuyfxaxwì'
prendeva

.

ciò

secondo

non equivalente

xlyoMpoy equivalente

di

il

più

comune uso

di (ènoyQuqiio

di

malgrado

1'

«V«V-

ànóyQ«cfoy.

da Aristocrate che ne

Fr. e, col.

II.

alt. 0'",113

* * *

TU 1

[xarr]YOQrj<t-

[ar óf iiov xca neQi
[xuialhairjV tyo)

toh

i-r

ixiTrjQtag ojg]

rr^g

EXi-v\(J{-irniìi

sa r
[log

ó

(:i]ìi

n(([iQtog o]g

or TTokXa entità

7taT]()l0V /^)'ft^
*«Tt]?;x«c

yjhuc

o(ji-]iXnr

tur

Il

Óf-

1-8.

Qui troviamo

Mi/fL 110116.

riferiti

duo luoghi

Lo scoliasta

rileva

di

la

differenza fra

TQing la

pena sarebbe

TtoUu) noll'aUro

la

il

yó,uog

morto, o poco dopo

ót-

ro^tov
7T(CQ

aiì^Xìi

Ite ixtiijQKcr

Andocide De

quel che è detto nel primo, ove secondo

i'xf-

^

òaiexiictg xt/.ivti

tv T]on EXtv(Ttivi(iH
1.

i-ni

rsO^rarai xai

Trj\Qiuì' fivaTijQioig
/**]i

av

ro-

i7>;

nu-

(ftex^ oiì

ove, secondo la stola, la pena sa-

i)ì]

(ftQt

vvr

ty-

rebbe una multa

di

mille

dramme. Una spiegazione

assai plausibile di questa differenza ò data da Foncart, Li's

A

Granila Mystèrcs d'Elcusis

noi questa logge

Andocide qui

riforiti,

non

p.

9 sg.

ò nota clie dai passi di

e paro che l'antico chiosatore

Mi.

AD UNA tiuMKIHA

(ÌOMMK.NTO

<ii

10

')

n\<iii(ii<Yuiy

lo.'htt

xia imi

ini

'
.

KVii

Ktv

//

xKXdK

(II'

>V

ebbe anche dinanzi un

luo^'o

(|iialo

il

però

durlo a riferire, per chiarimento, le parole

di

1.

posteriore di circa

nota alla

la

antec.

col.

15).

1.

correzione

m;

cJ"

di

Bekker dove

vediamo

in là

Queir è«V che

mss. hanno tutti

i

al

di

sopra con

fci'

ove leggesi

7

7i()oei()t]T(a

deve

ove parlavasi

i'<f()vaig

di

parla che di bue.

bue.

V.

il

di

con

((71.

è

1.

La nota

(II.

ò

ricalcata

»}'

(ci'yl

le x^'tqco, oltre

ìj

principale scolio che

della Pace ove dicesi
;/

:

ekeyoy

ro (SQeToy.

Plato (1198), son citati dagli

come

e

non

ciò

E,

il

contrario potrebbe aspet-

forma ordinaria

la

253 ov

non pare

di copista

men

sulla

solita.

yttQ fioi yeyyaTof. Scoliasti e les-

il

il

chiosatore

quale altra

alla
1.

20-23.

ci

come giustamente
questo

apprende che

comune

coro oltre a

nei cori Aristo-

intit. rij^ag.

spesso presso

antichi

gli

chiosatori, qui

è dubitativo e indica la spiegazione

getturale.

Che

il

tessitore

spesso

la bocca, sia

le

come pensa

liva, è

dice però se

ci

Errerebbe chi dietro questa notizia pensasse

Come

fil.i,

«ci'.wwpo»' del

coro in questa

il

qualifica avesse questo

comedia perduta

fiijjioTs

un

nostro per questo luogo di Aristofane.

17-19. Nello spiegare e giustificare

fanei.

mentre qui non

nQo^dx(i) y oiov ìiv

al

scoliasti, cosi al Pluto

sul

altro

si-

240) secondo assai mss. e

/',

quella della vecchiaia, assai

questa stessa comedia

animali cominciando dal

tTfiT^io;

comedia era costituito da vecchi, non

cancellato

ri-

solito

di

solo al

come ogni

Aristofane,

per èyyevèg, avyysvixòy,

key.)

comico

ad uno scolio ante-

/l'rpra,

llom.

anche

'}?].

922 sgg. ove, oltre alle %vtq«(, son

sacrifici di vari

((f(>ve(jS-(a

Per

l'o

ma

sicografi spiegano questo ye^yatoy omerico (che è

>'h].

luogo della Pace che qui è

Il

abbiamo a quel luogo
^01

ma

riferirsi

un luogo

menzionati

ì(h)oi<

14-17.

e

riore illustrante

cordato è

1.

mano.

dalla stessa

si

rig 'ixstìjimci'

e«i'

prevalendo

tarsi

questo luogo non c'entra, essendovi

in

11 in fine, era stato scritto

Quel

(hvQU).

secondo Erodiano. Ad un errore

la
fJ'f

due. Strano che

i

riferisca alla forma,

si

come Omero

(ìei'Qia,

L'oraz. De Mysteriis,

già òV «V, mosti'a che la correzione è stata desunta
lin.

di

fra

lo è

esclude che egli abbia potuto in qualche caso usare

erroneamente £ni por

scritto

OHI corretto da altra mano

dalla

chiosa non

come anche Omero, usa

venne accusato,

H chiarissimo che conforma

2 queir

1.

segno marginale questo

il

spazio lasciato

da pensare, che piuttosto

Notiamo a

Più

paragraphos e

lo

gnificato

è del 399.

»;V.

13 sg, l'or la

la

a ([uesta comedia (vedi

10 aimi

lovg

però per

in-

noscere, dovette riferirsi a ([uesta legge, non ad Ancui ([uesti

liiui'-

ri'v

brevissimo scolio non è distinto dal .seguente;

passo poro, che sarebbe assai istruttivo co-

di

tjin yh-

io rdoiia uìHih

in

Ando-

decide e a quel fatto

o-

iinkvfìòoi;

(()^Xi<

'^"'>'

yniaijiyytii uiuc <h

ìj

da

Il

in nu^i

iiki-xovit-c.

;i{)0(Sìiyov

cui si ricordava questa logge in termini tali

cide.

iit-

liiti

riKKir

^xviSu

ot

questa comedia

di

ói

t-xa'N(r<<r (xiQt-futQ f-Xu^o[v

i-;rf-i]

no avosso notizia;

altra, forilo

(l;i

lU

X"("''-

x(([i\txnv

non

i)i l'Olii

iifi^

//(ioc

,ii<CCii

/niTroif-

(lOQfiovi;

?

(tilt

mf

ni

i^

ntrirjr óoxiov ifiiQ/Kiy /ih-

t-yii)

x\n\v
'/.

1)

yi

(HI

ffi'yyn'hi;

^Àuijnoi'

ii{ttni-

yiiiKiny

l'.iKXiiviir

17

iti(tni)-

fini

/inizili

1^1

X""''

noiK'iv
20

I

ninf

lui

AKlHToFANK

MI

ii^i'-

/(.•

fitti

xl'''lt"'^''

lìiKfli fhi\x\/

{)ii)i

'/•

tXtyor

(Ut

XKi ly

iti'ìiyityoy

hì(ii>(roiiia

{tì^\u<t

(H'V

If)

w

n\vf òtdiniii

l'KKKI'TA

di

come

con-

stuoie vi accostasse

per tener ferme e strette co' denti
il

chiosatore, sia, per darvi di sa-

cosa facilmente ammissibile e neppur estranea

all'uso più recente;

ma

con

ciò

non

si

spiega

la

due versi delle

strana imaginazione di questo personaggio della co-

Non credo possano essere quelli a cui si
riferisce il TìQOBÌQrjxm. Ne risulterebbe che la comedia qui commentata sia le Danaidi, il che parmi da

media, che non sappiamo chi sia; come neppure a
chi (o a che cosa

escludere affatto dacché più sotto

vecchia e tutta ruvida di grinze, tanto che a colui,

alla Pace,

Danaidi.

la

comedia avea un coro
Papiri Fiorentini.

(1.

di vecchi.

18) è detto

che

di

?) si

riferiva quel ravxrji'.

Se

si

tratta

donna, come pare, dovrem pensare che questa fosse

nel baciarla, paresse di posar le labbra su di

una stuoia.

PAPIRI LETTERARI

18

Fr. D.

X

O'-.OS

0°',02

* * *

-

'ÌQJÌ

[

]^Qù)7T0V t[
axTjV «(»[

.

]

a\rri toi\

]ijTf

.

[

Jtov nqooi^[iov\ tovt[

r«g Ta[

\iiQcai «t[

]axov n[
* * *

].

Dopo

4.

,"«*'

traccia di

o di T, quindi

I

fi((fi\(o&ii)f];

fi(tyi{xwy]

l'uno

e

dopo r

oppure

Forse

e.

più luoghi usato da Aristof.)

TrjTsg (in

vocabolo fa

l'altro

intendere in qual senso fosse detto

(|uel y.vy.'AlMv

che

A

6.

1.

che cosa

si

riferisca o

possa

riferirsi

quel tiqooi-

trovavasi nel testo in questo luogo e che era dichia-

,uiov

rato nella nota interHneare. Senza dubbio

vinare quel pochissimo che rimane di questo scolio.

l'esaltazione bacchica dei cori
1.

fu<i'T[s(t)p

Lo spazio

5.

della piccola lacuna

ciclici

si

ricordava

Certo che né

e ditirambici.

può ammettere un e

ed una leggera traccia che può essere

di

e

il

non

ci

xvxkiwy di sopra né

permette d'indo-

il

nQooi/ulov di qui

autorizzano a pensare che in questa parte delia

ci

;

comedia

vede

si

della nota interlineare,

trattasse d'argomento letterario.

si

Fr. E.
0'",035

X 0™,027

* * *

]órj

.

aran\

]...
]fiariov

]ir

[

af.i(pt

f<}i(ji

fi[oi

/KH avT[ig

X(a ytCQ TovTo tov jioKDnov
jtj

re ^ictv

a]vTi TOV

Tj

Hvt

if xXt[nt(tn'
ov[

? inv ì'niinv

10

8.

Dalla nota

personaggi

interlineare
di

un inganno

cieri

di

barbarissimi

ceduto

ai

di

rilevare

die

fra

ovx

i

questa comedia figurasse un Beote.

Noi 411, poco prima
di

par

]<»•«»'

di

questa comedia, per mezzo

Aristarco stratego, munitosi
(Ibcri),

cinifinanti Beoti

il

demo

che

in

di

un

.

[

Secondo una buona congettura
sto fatto
(fr.

questo modo, come

dice Tucidide (8,90,92,0,90), se n'erano impossessati.

alludeva

del

in

Fritsche, a que-

qualche verso del Trifalele

.WO-l, Rock).

Le parole

di ar-

Oenea era stato

si

di

lemma

del Bealo

Oenea.

ìjre (ilnv j'r?

xXi[nt(av]

sono certamente

e la nota interlineare anche questo (dicesi)

può darsi

si

riferisca al colpo di

mano

di

W'ì.

KII.OHOKIOA

iil'KIlA

ì')

a.

Il

i)VVM\ Mi.osonoA.
Tiiv.

hirgh. rnaHH.

iiuiss. tr.'J'J

;ill.

mi rololo; residui

Kr;uiinioii(o di

di

sup(M'ioro, sciu])atc o mutilo in

]);irte

dolhi

della <'K

1-^

III.

Solamente

2'^

la

colonne

(|iiiit/(,i()

è jx-r

gran parte

2'^

Residui del margine superiore solamente ed

e S'\

delle (Colonne 0"',06.

Un

pezzo staccato

locato al disopra delle col. 3" e

numero

Il

delle lineo della

inferiore, è di
di

prima colonna,

probabilmente tale era

e

X

A

contengono

linee

mise

chi

chiara e assai regolare,

in

ma

4-^

il

numero

lettere.

ordinaria, di

1.

Larghezza

col.

l-'

col-

4=^

prime colonne, che tanto

non rimangono che pochi

di cui

col.

La

mano

scrittura è

Forma

16.

margine superiore e

pezzo staccato, con 8 linee

Il

alla parte superiore delle tre

alla

del

;

par probabile

quel frammento oftre pochissime tracce

col.

media 25

col. II,

fc

sua altezza

la

cartone questo papiro

in

rimanga parte

in tutte le altre.

di

una

modulo medio,

di

Sempre omesso

sempre

del |

in linea

la

di

e inter-

parte su-

5».

verticale,

corrente e libera. Niente accenti né

zieggiature nelle sezioni, distinte anche colla paragraphos.

Itacismo corretto in

di utilizzahilo

verso ò allatto

Jl

quasi tutta

in

qual punto di questa appartenga non possiamo precisare

periore. Collocato così nella

Le

da

0"',05) fu

1",

piccola parto nella

in

la sola di cui

non e perduto; devo quindi appartenere

rotti residui.

ultima; ftoco

doli'

i'-K

non può dunque appartenere

scrittura,

quelle

-15,

(0"',07

tutto tronclio nella

coiitimio,

hiiono stato e leggihile.

in

bianco. Residui del margine inforiorc, in piccola parto nella col.
nella

ma

rimano

nulla

parti. Cenasi

piii

sciiti

di

0'",'J<)

slegata,

altri segni.

Spa-

jota ascritto nei dativi.

lo

continua senza distacco.

Non pare

scrittura di molto posteriore al periodo dei papiri d'Ercolano, forse del 2° sec. avanzato.

Abbiamo
quel Xsysig

qui

ai'

una discussione

oii xxX.

(II,

filosofica

intorno alla uaiósia o educazione. Par di rilevare da

17) che lo scritto fosse

composto

forma

in

di dialogo,

ma

potrebbe anche

essere epistolare, non essendovi altri accenni a risposta d'interlocutori. Si parla di ó àarnog nella 1»
e ancora nella 3» col; par certo quindi che
in

quanto concerne

Pare che
apprendere
Chi

la

maniera,

costume

il

il

soggetto in questa parte che

civile,

18 nuanxwTfQOL

parla nella 2^

col.,

la

che

sola

pare uno scettico o un empirico.

A

ci

III,

35),

offra

rimane è l'educazione

la urhanitas.

la discussione versi sulla efficacia della ncaósia, se sia

{itsiO^eiv I,

ci

cosa da potersi insegnare ed

questione che troviamo agitata già fra

un buono squarcio dell'opera, continuo

qual proposito egh ricordi

i

socratici.

e

leggibile,

non pochi che tengono cani da

i

guardia notturna e trappole o trabocchetti, non possiamo indovinare né congetturare in correlazione
col pochissimo che

rimane

(45) di èxnh]xr£ir2

40

di xvvtQ etc.

Da

di

quel che precedeva nella

di ó àareioq

col.

38 e 34 e più sopra

quel che segue però

certe disciphne, lo scopo delle quali

di

antecedente, parlandovisi di UeoÙTTovin?
zvqavvoi 24 e anche

piìi

si

rileva che trattasi pur ivi della inutilità o

si

può ottenere

e

da molti

si

sopra

poca

di Xvxoi

efficacia di

ottiene con mezzi materiah ordi-

nari e prattici indipendentemente da ogni teoria pedagogica e da ogni allevamento disciplinare, forse
relativo
"

ma

E

al

reggimento della casa, della famiglia o dei famigliari?

del resto, seguita egli a dire,

tanto altresì in

medicina,

che

il

non soltanto
medico

si

in fatti di

dà pensiero

questa specie
di

curare

il

io

veggo

ciò avvenire,

malato medicinalmente

20

PAPIRI LETTERARI

(secondo

i

talento te lo rimette in salute

secondo

ed altrettanto avviene pur nel lottare

;

(istruttiva) di costoro sta nel

pur
gì'

i

cose,

segua

io

tuoi rivah

mentre

piatti di pesce, e che certuni dissero ad

Purtroppo, diss'egli, non è marittimo

'

la

tua scuola, tu non

E pur

'„.

Antistene:

mio dominio se

il

colui

simposi {xvXi^i

si

narra

una cena

va

in cerca di siffatte

nella terza colonna fra le tante lacune e incertezze

supplemento, possiam rilevare che seguita tuttavia a parlarsi

gentili in società e brigate e

E

'.

costoro che scialano

fra

'

a farmi

riesci

certo garzone, e che alcuni volendo attirar costui ad

di

insegno ad astenersene

io

di lezione e di

'.

forza persuasiva

la

quanto tu apprendi nel giorno

'gli è, diss'egli, che altri disfanno nella notte

imbandirono dei

sono

per gran tempo che

'
:

Antistene che s'invaghisse

di

a terra. Tu mi vai dicendo che

lo gitta

metodo. Qui però parmi torni a proposito quel che Socrate rispose

ad Alcibiade che aveagli detto
';

che a volta quei che lotta

;

ad abbattere l'avversario, mentre un altro dandogli d'un

regole della palestra stenta

lo

bastone o d'un sasso nella caviglia

migliore

un qualunque con qualcosa somministrata a suo

principi dell'arte medica) ed ecco che

15) fra amici e

1.

si

di

urbanità e

modi

di

ricorda altresì l'antica usanza, nel

più amichevole amplesso, di prendere per le orecchie l'amico e baciarlo.

Non

si

distingue per eleganza e correttezza di stile e di frase

indicar l'autore,
assai povero

si

ma

quest'opera

di

cui

non saprei

che mi pare attribuibile a qualche minor sofista dei tempi Plutarchei. Certo,

mostra

sempre ripete

frasario di questo scrittore che

il

la stessa espressione

ste-

reotipata ovx ùTTÒ iQÓTcov quanto volte abbia a riferire un qualche fatto o detto, cosa assai frequente,

giacché

il

ragionamento qui procede con mezzi

aneddotiche o

xQ^Tai,

gamente usarono

certamente attinte a qualcuna

retori e sofisti de'

singolarmente con grande uso

retorici e

]ì^(>

.

.

V

.

]

.

.

[

.

.T

.

.

]^vxoi

5

x/()0)noig

]o/«f

f-v

]fa

G

]»'

>w

.

.[

.

i-l)th)ic(V

^oVj'Jrj-

ffVìKJÌ] TìQOC

mi

fiov^-

a7To]XaxTi(f(nii
é]oxf-t

/•/

pare che qui sia riferito un brano

quindi va esclusa la lezione che

che

può stare
1.

13.

Dopo

aut'ei,

€A

riga; poi,

non

si

ha

a piccola

di

1(0

(ìv

Parlandosi
'ff

(\.

'.'>)

ta\;fnuinoi<;'l

ben chiaro che

distanza, un

cani

di

poco

u

in fine di

più in alto

ON non

ncH" intercolunnio,

poesia o

so se aggiunto per ripa

raro ad una omissione dopo m o por correzione dol-

presenta alla prima

forse seguito da
si

di

voglia supplire Jio]^ uiaay

k/juh]? fciany o altrimenti.

.

]t^fxXfivev

15

(h Ky[ sia

.

avvav-

evc\ot£ ài

n

((i<-

pfo/^fTaff l'/fft

\((lfj((g

taofcf

x^oiv-

11

ì-ni

oi'x

\vfiiic.

10

[

aurei (h av-

\(J((i

[g

cui lar-

àvv[

ft

xvvfc
]y

Non

siffatti, di

I.

lovg

]

6.

sentenze

tempi imperiali. L'argomentare è qui sofistico e paradossale.

Col.

1.

aneddoti

di quelle raccolte di

di

r
1.

(.)

stesso?

14-1") (jvi^ut'lTtjaai^Tic

doto

si

.

.

.

riferisca alla

.]

eSexkfwsi''?

Paro che l'aned-

poca o ineguale socievolezza o

cortesia di qualcuno che a volto secondo
nisse stringeva la

mano

(;rfr(»«c ffr*']«'i/'«??

gli
1.

13)

conve-

a tale

1|;{.

lt\luXlil

t'f

21

l'Il.oHOFICA

')l'i;i(A

Hit'

ill^

Àiyuir

l(<or

lìtt^XU-

\ltlli

'f

ik)

](/j)f/l'

.

.

01'f

|(/r)(«r)'/trn/

'jo

it/iftJ-

«
xi<nt^o'n

(t<)i

1

V

n

i(i>;

I

1'-

I

V
.

\n
\r<r

125

\l<(fl

ft)\

.

1

Iti)

.

.

..(<....

xitiiut
]

.

.

.

.

.

.

1

.

]»'

[

\o

u,il

.

.

/f[

\i (tit

<((rino[c

\ì^

]yi(»

35

J

lan (tXXov

.

'-

l«'

(riix\

](icX

]

(T

n\

.

ì

;{()

!(((/-

rnuvìdK ....

I

.

1)1'

I'

]f

'J'Z?/[

f-7n[

x((i

nvx

]l

]wr
]ov

ìj

((Xa\

aa[tHoc

o

i-rioif^l

]fX7TXl][

40

[ravTO
]ov

.

[

exeiì'l

1

[

]xai (iw) XI

45

che l'avea

offeso, a volte

vede che

tema

infatti

il

]

oig

i>eQ\

ne schivava l'incontro. Si

1.

23 24.

come

1.

44 rw xi^ip/w?

è qui la urbanitas o

due volte ricorre

.

6 tlaisto? in

(laieióxrjg,

;ì((ad£]vaiy'>

Col.

IL

*

*

*

r

.

xTfOfvoriac xvvug x«i

.

.

ff

.

.

Incerte tracce

dere
1.

3.

di lettere

dopo

T, tuli

però da esclu

anche

qui

in quel

ordine di

viene a diro l'autore rileviamo clic

che precedeva, sostenevasi, per altro

fatti, la

deglanovaiy?

7Tc<Yce[g

stessa tesi che in quel che segue,

[f-

la inutilità cioè della teoria

meglio

fist^T[ni.

Da quanto

loig

[ofxO.rjuccyn?

{vv-

ovx oXiyovc. oìiag ov fiuior ó

1.

— 45

rw iv^un'oig

quel che segue.

]jUf r

1.

rica.

si

i

cui scopi

raggiungono per via materiale ed empi-

Questo che appresso

medicina e
di

disciplinare,

di palestra,

educazione

si

osserva in materia

sopra era esposto

civile o di «Vrftori;?, le cui

in

di

materia

norme,

sia

pur

PAPIRI LETTERARI

22

ini tiov toiovtojv oquì lov-

yuìye

To yi-iì'of^itror aXXrc xccL tnL t(av

5

icngtiuìv t avi or o fiiv yuo

'i\cc-

TQOQ aroxa^ixai xov ìcctqixoìq
0-eQa7TevGa{i

i{r)[l-

rvxo)r nQodtvtyxag ti

oxs ò

ano ravrofiarov

10

xafivovra

/]«)'

vy[ì\a enoir^dev

lov avO^QUìnov to à avrò x(a

ni Tov naXaiiir yHvtxca o

fi

t-

tv

yag naXaiaxQixuK axi-va^opcsvog ^Quófwg à ertoxf xaxt-jia-

xai txf-Qog óe xw

^f-v

15

'^vXo)

rj

e

ncuffag

/.i,/(o

^aXiv Xeyng

(Sv

xo (T(fVQov xuxeoti

avioi nt(}o-

nuXiaxu òvvav-

óo) nii!}f-iv

ano XQonov ó

xai xai ovx

f-iioi

^wxQaxTjg fin tir nQog

óoxti

20

tg

xov Xtyovx agri AXxi^iaóì^v
o)

^(i)xoaxtg ov

(a

noiìi(Tai

óvraaai ^tXxH-

lOGovxov xqovov avr-

(TxoXaCovxa a yag a[v]
25

óióa'^tai tii-Qoi xr^v vv-

rjiXf-Qav

XX a avaXvovfflv

mezzi materiali e

tal

viene quasi da sé la loro combinazione

non pochi

i

parere strano che esso

(ìorsloi

che in città tenevano cani da guardia notturna e
trappole (da lupi?

E

cfr. col. I, 3, 5)

qui par trasparisca

il

come

in

•lui

di darelog

Quel

ferirsi

libro

i.éyBi?

molto

av con quanto segue pare piuttosto

ad uno scritto della persona a cui ò rivolto
che non ad un interlocutore

tamente
i

i

medici e

dottrinari

educazione,

i

nel

non sono

cer-

gli

elementi

conoscerlo già

qualche antico

Senofonte, Platone e ((uanti

altri

scrit-

antichi

parlarono dei rapporti fra Socrate e Alcibiade non
ci

tramandarono

tali:

la

1."

I

dell'

aneddotto che

i

tre fatti capi-

rapporti intimi di Alcibiade con Socrate e

sua scuola;

2." Il

niun profitto da

lui

ricavato dalla

froquciitnzione del grande maestro che proponevasi
di

render

con

gli

lui; 3."

ceri tanto

uomini migliori e a (juesto non

La

viziosità di Alcibiade, dedito

riuscì
ai

i)ia

che pur frequentando Socrate passava

notti in orgio e bagordi.

1.

Con questi

fatti

in

non

trovi in alcun

si

di

una

l'

autore deve averlo de-

([uelle

raccolte di %()sì(a che

;fce'« e

propagarono dopo

si

Esso ha

gli

Alessandrini.

26 sgg. Ecco un altro aneddoto, certamente questo

pure una

esso

il

z<>t((c.

di cui

non avevamo

capitolo relativo ad Antistene,

relativo a Diogene,

raccolta di Chrie
T,

fin

(jui

alcuna

neppure presso Diogene Laerzio, benché

notizia,

Sdir.

filosofi e ao(ft,ai(d.

e di averlo incontrato presso

Ma

tutti

materia d'insegnamento, istruzione,

in

notissimi da cui risulta che pare di

tore.

ma

palestriti di cui sopra,

Questo aneddotto ò tanto ovvio per

19-26.

il

dialogo

in

libro stesso. Gli «l'roi di cui ò parola,

ri-

forma

la

sunto da qualcuna di

contrapposto ad ùyQotxog.
17.

troviamo e può

qui lo

già

un aned-

in

altro degli antichi scrittori a noi pervenuti.

campagna.

senso etimologico

come

dotto COSI formulato

prattici di sicurezza, e in

senso sembra l'autore ricordi

óe xai Av-

(pacfi

bene apprese e pratticate, non dispensano VàaieTo? dal
valersi di

xr^v

f(jrj

p. 74).

non

sia,

come pur

L'aneddoto ha

dell'istruzione

KL

in

lo stesso significato del-

rantocedente, mostrare cioè la inefficacia
nel!hftv,

quello

per gran parte, che una

Diimmler Antisthenica

(cfr.

in

razionale e

de\fisfi-6óo>

metodica. Anti-

stene deve avere, nel caso riferito, riconosciuto che
la forza

persuasiva della sua dottrina era inferiore a

([uolla di quei bei tagli di

lettore di Aristofane

Ateniesi.
lo

pesce

(rf,M«;^f,«)

di cui

sa ({uanto fossero

Da questo concetto

fui

ogni

ghiotti gli

guidato nel supplire

lacune ripristinando la chiusa dell'aneddoto. Dopo

(luol <9(d(((iaox()((Toviu(ei ,

e negativo, a

feriore di

1.

che non può esser che medio

36 dopo rof

si

scorge

la

parto

una verticale che potrebbe ossero un

lo

e quindi

la

monto

i[xfh'(>ii'],

ma

suggestione del supplemento
la

distanza di

(|ucl

ini

foiexeat^ca

segno dal prece-

itl'KKA

Ii:(.

x\(<i

*|^'|/c^

nini'

(ìij

»'|

(^

i\i)ic

Kj
nn

ì^

//)<f^"

!h<\).i(i

(ir

n

h)'ut

()

I

"

)'\i(i>

Z"^»'

i(nt\iKì!h<i

({Hindi supplire,

iiitf

fosso
sitivo

cosa.

che

i>ix\

rale, rigida

(Snir\

come ho

dalla retorica alla filosofia

di

fatto rw> tIoiovtmi'].

Antistene non sap-

È più che probabile che Pitagora non

la scuola di

Tuso

che sta

il

si

gene-

spesso avviene in aneddoti
le

bestemmia (V. Gomperz Gr. Denkerll

questo

È nota

p. 116, 544)

filosofi

a

siffatti,

di

nome, cosa che

benché

noi pervenute,

nome

fra tutte

questa non

si

(vedine la raccolta presso
sgg.).

Ma

vai meglio avvertire che queste Chrie sogliono

es-

d. gr. Cìireia p.

81

sere fabbricate da uomini a cui la fedeltà storica era

sua

la

Chrie di

Wartensleben Begriff

innamorato

ad Antistene filosofante.

potrebbe pensare ad uno scambio

ritrovi sotto alcun

stenta a credere in

filosofia.

si riferisce

cinici in

fatto di Antistene

natura della sua

ue.'^óifoi nil'teiy,

Si

in urto flagrante colla figura storica di

filosofo e la

doto, diretto a mostrare l'inefficacia del

ò po-

predicare la sobrietà e l'astinenza da ogni leccornia.
Ciò che desta sorpresa e

poiché l'aned-

ma

dei pesci;

Antistene e dei

[òxffifxtd^TJi;),

essenzialmente

ed essenzialmente antivoluttuaria, dovette

questo aneddoto, è

i\iiiovui)r

dare che Antistene non era più giovane quando pa.ssò

solo ad escluderò

il

ft\i\inv

\ii(\vi

doversi piuttosto pensare ad

Delle proscrizioni diototiche

piamo gran

òì^i

[

]$

un T e

iikjLk

Itimi

i

p.ir

ttv-

(ix{>«iin'ii((i

\Xiì'

dento N r tale che

(>ttt<<f IV

x((i

1(1

xui

liiio'fi-

:i(ittK

in\i I nidfi

III

tyi'i

ix'h<\iiiy\

.n(n ungili

//o7|)'

.Vi^-

ÒHIIt'tlV /H<(J(f

Xii/n«h(<

iiHiyiii

;iu

lijitì

/'/|»i'|>l«/»/'r«i»s

(d'io 1,11

(JH'IIV

iiiiK

iimiitxiiif

i/a|.V/r»J

23

II,(jH()KI<:A

I

indifferente, e che ad

che

contro

il

cosi detto

un

amor

di essi

può esser sembrato

socratico potesse esser pure

Afrodite, e la sua definizione dell'amore: roV ts sQtoTa

attribuito ad Antistene tanto entusiasta di Socrate,

xaxlaf

che nel notissimo Simposio senofonteo

(prjdl

Trji' f'óffoy

(pvasiog

i]g

x(dov(rit' y.rX.

ìjriovq oftsg

(Clom. Al.

ot

&6Òf

xccxoifteifioysg

p. 485).

Né giova

chiarasi addirittura innamorato di

ricor-

(e.

Vili) di-

lui.

Col. III.

;f:

^

H=

TùK ài[
fterTo[i ?

X fvxfQfc[
To nera

novoìv T

10

1.

10.

Qui

si

7t\

.

xu[

.

irai 7TQ0(j[

l-i

avrai to[

ói« TO fie^[oótxo)g rrei^etv?

chiude la risposta a colui che sostiene

ficacia educativa dell'istruzione metodica.

l'ef-

La para-

graphos a
di

1.

17-18 della col. antecedente ed a

1.

10-11

questa distingue questa sezione che comincia con

PAPIRI LETTERARI

24
ovv

m[a]t
V

]o)r nct\oi-

oi'ó[

f[

]o)[

((ic(\

15

q]ai

Qo[

.

.

.

\ouvai

.

no{ .... \iaig

.

n\vd

.

6

.

.

.

n

]

]tr[

[

...

TX

orar qvtioìv v

Tbìv

.[....

xvXi'Si

vta^ac

.

.

/iiy7ror*[

exHva\i\g Sia rov
Xo%>

naG\

*[«!•

[

[x]ai ti o(T/ia

^ka[^]ev aTToneimuv tu w20

]ac

xtt

yiVi-

ccxQtt{o))i;

aO^ai ovTut ós xai roig avOgcoTTOig

o[T]t!cr

anaVTon' axovw-

aiv xai Tiaffiv alvìrovc f-vv\SQi^iofTì

25

<f(o

!>

.

.

r axQHov

.

x[ù)-

t]o;

(Jvi^i[^ai]vf-[i

f-ivta^[(xt

.

.

dio X(a 01 UQXCtlOl OVx\ (k\7T0 t\QOnoi^ ore

uva ^eXouv

xMC aGnuaaalhai

.

.

yceg

oìiuìv

T(tì\v

i(/[iXovv

lt(\fi(-i[ct\vovifq

30

(fih

xuc avTVj

ta)]r (t)Tù)v tv

.

.

(fi[

n']

ovv ov ÓVVÌ^[

/<]tì'

a<fT{-ioc[

]

.

.

i-iv

]

.

.

Qtrui aXXog yccQ\

\n:HaTix(tntQo[

35

^VTOV tv

.

.

tv T0[
a[

]óvvufitvoig

ov]x ceXXoq tig ntiG
]

.

V ovx

ano

]oi/tv

f^e,9{n(hxo7g neifhaiv].

[

Riprende poi

1.

r .autore l'esposizione delle sue idee in continuazione
di

quanto

certo clie

è

venuto dicendo prima

sempre

nando a discorrere
non

permette

ci

lìtjifiórr}?,

fra
1.

i

di Xéyeis ov.

(lo

qual

(1.

i

cani malandati e

orecchie basse, cosi

sordi,

si

tappano

le

gli

uomini

le

orecchie

orecchio

La

e

il

prio,

vorrebbero esser

ciandolo, secondo anticamente usavasi.

1.

Fritsche ad

di

p<;l

nome

amplesso sarebbe

e; probabilmente a Teocrito

Teocrito è un antico.

steneto

le in-

bene aperte dell'amico ba-

dato a questa maniera

monianze certe

senso debba

chiasso e

40,

(l)ial.
1.

(l,

ma

di

si

uomo dei tempi impeNon pare eh' ei sappia

che l'uso sussistesse a tempo suo, ed invero

malmenati vanno a

fra

p.

più antica testimonianza

riferisce l'autore, pel quale,

per poter supplire
il

Roin.

Gr. u.

stosso è Teocrito

della

mentre poi nell'espansione amichevole acco-

stano a sé

Theocr. V, 123

riali,

tutto questo luogo. Par certo però clie

come

d.

Sittl,

Eunice, poeta della comedia antica; por l'amplesso

15).

24 sg. Troppo sono le incertezze

solenze

modo)

Gebdrden

di ;fi'r()«

e particolarmente noi banchetti e simposi

bicchieri

essere:

Par

stato frammentario del testo

precisare in

di

24 sgg. Su questa costumanza degli antichi vedi
Die

stesso continui a parlare, tor-

lo

tqoti\ov

t... [...]...[

ist

av e finisce con

[

\trai Xeytiv oi{

40

Xe'yeii

.

testi-

quei tempi non ne abbiamo. Ari-

24), coni' ò noto,

non vaio

pel

tempo

pro-

attinge da scrittori più antichi. In Luciano

mer.

3, 2)- la

cosa è ahiuanto diversa.

39 sg. Qui, col solito ovx (àio ifìónqv, seguiva un altro

aneddoto o Chria
so non

di

cui

ci

(fi{>]fT(a Xt'ystt' ó'r[««'.

duole che non rimanga

OI'KHA

M:t.

stju'c-iil.o

I''i;iiinn.

lorso lUcciil"'

|i.iili'

XI

()"',()7

((;io\(rfÌKT(((

\nror

()>

.

vnv

nv\i.(tì

]

.

ii'Xì,
.

](*)

10

.

v\o(i\(H'ìi

i<

\()i\i<xtt-

nnfff-\t\

in

in^

«Qiov[

Irr^o

^ ^

.

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xca

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.

.

.

.".[
.

«r

aivo
Papiri Fiorentini.

.

.

.

.

\v

Col. IV.

^

.

1

iit-

r vyiuaiti Uhi- o

fdTir K<y

Hy\

(HV((òhi

xiti

t<

IV.

>"',(! ir.

^''

}U<h(

ìiàìj

col.

ili'll;i

ii'X<'i*'

<>

:i((Xiv

ì^

\i(xuK tv
I

yf^

2r>

l'ir.OHOl'MOA

.

.

.

e

t>n[

nov[
[

PAPIRI LETTERARI

26

]or«[

* * *

Dai miseri frantumi

mente

nulla da cavare.

me-

e pare si adatti

che altrove alla parte superiore, con quel che

offre di leggibile

presenta

ci

non piuttosto rispondendo a quanto

ùateiÓTì]?,

medicine

delle

5 sgg.

col. II,

trovare qui

(1.

viamo

9).

(1.

il

contesto che per una prima

(lnoa[Ì£a(u óé ye 6

TOP nói'oy y

è

che r opera

empiricamente improvvisato

di effetto

td/wV che

stesso o

quello

2),

è possibile ristabilire

di

sopra.

voffoiVrw

7J((Xiy

.

.

dell' ó

.

(fvvTqasrui

.

non

e

;

può

si

si

può quindi

venisse a mostrare

si

rr/wV non può essere che precaria

momentaneo, mentre

come dovrebbe

l'arte medica,

parole di risposta

di

rico-

inniTvS«?

poi

malato deve

il

esser sottoposto a cure regolari o normali

tro-

Sarebbero quindi queste parole

rv^Mf

definire se in quel che seguiva

che è reso assai verosimile dal

il

;

'A^yug av

TI

rapporto colla

in

il

noscere

ivi di uf-

Ma non

aspettare

lo fa

parte di quel che rimanojleggibile ove

soggetto delle cure

amichevole e caritatevole,

ficiosità

detto

il

non so se parlandosi

soccorsi per malati,

a

come

frammento staccato cho

Il

certamente ad essa appartiene
glio

un altro interlocutore e quindi risulterebbe dialogo,

questa colonna non c'è assoluta-

di

secondo

aspettarsi se fossero

un interlocutore.

di

114.

POEMA PANEGIRICO.
Tav. IV, V.

0'",28x0",13.

Acquistato dal prof.

Aschmunèn

dai pressi di
il

])r(»f.

Vitelli in

Egitto insiemo ad altri papiri provenienti dal

Un

(Hermupolis).

tentativo

di

di

Blass che trovandosi in Firenze esaminò e studiò con

parole e con ]iochc noto

Una breve
E un

notizia ne diede
foglio di

libro in

il

lui

di lezione, ])ubblicata dal Vitelli in

Blass

in

Ardi.

papiro, mutilo

scrostature. Ciascuna faccia prosenta fra

potremo chiamare

scrittura che
di

questo fossero

il

papiro.

La semplice

Vitelli,

che

fn

da

la

regola

la,

parte inforiore,

margini superiore

un

scorge anche che

libro

trascrizione

V

B, fu, senza divi-

Roma VI

(1903) p. 149-158.

lacunoso per rotture e

latoiali,

e

residui

di

della direzione delle fibre,

per

due colonne

di

e dovendosi escludere che le pagine
le

due colonne

concavo della piegatura è

il

osservazioni rimane determinato ciò che

cioè in cui queste pagine
nella qual segnatura
il

si

e

uni

ha chiamato redo^

in

si

quella faccia

convesso

il

scorge ben

quella

in

detta verno.

lui

Da queste

del papiro,

lutla

a due colonne. Infatti nello spazio bianco fra

.scritte

secondo

Atene

si

Papunisf. IH, 266.

i^agino trattandosi di

chiara la traccia della piegatura, e

che

i

in

f.

meridionale

trascrizione fu fatto dal Vitelli a cui

quale risultava dallo studio suo e del Blass, o che quindi noi designeremo con
sione

Fayùm

quale

il

in

si

Vitelli

non parve determinabile, l'ordine

succedono, che è quello da m^i segnato distinguendole coi

redo e
fogli

al

di

il

verso non è definito secondo

liiiro

scritti

egualmente da

a]ìplicazione; bensì per la loro posizione sono redo \a jìag.

il

aniito
1,

3,

criterio della
i

lati,

come

verso le pag.

n.

direzione

1,

2, 3,

delle

4;

fibre

questo, non può avere
2,

4.

III.

Il

iiiiissniin

iiiiiiii'io

|»!i,;4Ìii;i,

cniiiincsi

r;iiiliii;i

di

sersi,

meno

a

scrilXura

iiii

r di

iii;ii;j;iiii,

I,

|tcl

poco marcata
dell' (X.

spesso

clu*

scrittura

\ù\

ka|i|ia

di

delìcienze di

Ima

lei

ma

o^iii

tondiìnl.i;

non

si distinj^'uc d;i

d'

!(>

littore,

inchiostro. Tutto ciò

(;he

altri

in

\)m spiegare

notano nella trascrizione

si

con

<;orHÌvu,

al

mano

di

grovo. No-

notoriamente comune

ò

Hitiillo

l'iitto

|<rgatura e

(|iial(-|i<;

La tosta

P

dol

ò cobi

not(!volo la l'orma (|uaHÌ corsiva d(;ir€ o

I;

ma

in assai

rondi! irrii-ono.scihili la

lo

e scusare

V

di

(lolla

coiitcìnjHrtO cJrcii Utia (|ua-

paj^iiiji

o nniiio avanzati.

|iiii

iaij^tio/./.a

I,:i

largo.

<lii!

hóla; mi

di

ini|i(iiali

t.('iii|ii

distinguono

si

l{0.

di

•:

per so sarohho abliastan/a chiara e di tacilo lettura,

sbiadita tanto che mal

venuta por slia\atiiia

iinrlio

y^l

(piulla lotterà

alln

jiiù

iia^iii.i

vurao; ù inoUìganlo, inolialo, gro8Ha o

di

Ini

nollc snilliiro corsivi) dei

X

S(\i;iio

in

N'ajorc dì

l'Oli

lusso Iropim

iin.i

cIk;

culi-uUirc!

pili)

modulo, non inclinala

;iMirfVÌalura, m;i quosta soltanlo

tevole l'uso del K

Si

In

ti'iiccjii

riiii;in;^M

(i"',l'l.

lihi'n

il

nicdii)

di

*'

rlio

nii

di

vur.si

tli

27

l'ANB<ill(IO()

l'(Jt:MA

15,

i

luoghi ò logora

doformaziono av-

tanto nunuirosi orrori e

e le incortoz/e che

lo

tanto

rimangon puro nella

lezione che qui diamo.

Dei segni non alfabetici non ricorro

che l'apostrofo,

(jui

fu

come pensa

si

di
il

Vitelli,

il

uno o più

principio del

poema, anzi

Secondo

[ìaleogratia,

V

così nel

hi

H, riferire al 5»

metro come nel

da taluni collocato
papiro s'avesse

questo

secolo.
lessico,

al principio

a riferire

lando spondei
p.

certamente

poema

Il

altri

bassa età,

il

metro pare

naaavóóv, nóriiov
questo che

il

vazioni simili

Nonno

;

lui

lo

come a me pare

può,

il

e parve

V. che scorge qui,
i>oeta

quindi potrebbe darsi che questo

V. stesso pur nota, non curandosi

il

accosti a

evitare

di

l'

anche insolite licenze

accumu-

iato,

p. es. not.

(v.

nome,

vifaiveiì; tkoti'^hc,

nostro poeta sia posteriore a
si

1'

uso

di

vocaboli prediletti da quel poeta o anche,

aaómoXig, aiaxvwàì^g,

Nonno

6i.if.icc

e sotto la

xncdìiir, ccegrà^fir). Dedurre però da

sua influenza, sarebbe

non era che un

gli
piìi

agli occhi nostri

epici anteriori e

distinto fra

veramente straordinaria tenacia e

i

l'inflessibil

primo introduttore nò gh antichi

Dai raffronti adunque con Nonno nulla
quale, se

tanti e considerato

poema;

rigore con cui egli

badiamo

al

;

lo dicono,
si

come

che

di

né noi abbiam

può conchiudere

è questo,

come

si

di

nel quale noi

questo però

di

valore dell'opera sua, non dovette esser

che quest'opera paresse degna

gli

XoyiooTaTog per la dottrina

nella

di

ammiriamo

struttura dell'esametro
egli fosse l'autore,

il

pro-

che poterlo affermare.

preciso circa l'età di questo poeta,
piìi

antico del foglio che

probabilmente suo contemporaneo, e press' a poco contemporaneo pur

Non

Osser-

contemporanei, oggi perduti e a noi noti soltanto

applica un canone stabilmente definito e determinato
il

illogico.

come un caposcuola, mentre per

apparisce

mitografica raccolta nel suo tanto esteso quanto scompaginato

motore,

ùvàmeiv,

fecero per Quinto Smirneo che però per valide ragioni dovette esser collocato prima

poeta questo che solamente

egli

Nonno

solo adoperati (V. nota àìà?.!}ìjog, j^ccQvótanoc, ^r^h'uiuìv, iiwitov

antichi che conoscevano tutti

il

si

poeta è tutt' altro che rigido osservante

nostro

il

se,

che non offre

1

Nonno, dovrebbe essere posteriore a questo

principio e in fine di verso, e permettendosi

in

a nostra conoscenza, da

la

possibile definire

dacché a pag. 8 comincia l'epilogo.

alla fine del 5" secolo, e

Se non che

come

la fine,
di

la

iiuosto fra le pagine 2-8. Certo, tracce

in

stando a quanto osserva

però,

l'intluenza di

da

6.»

al

libro,

alto,

in

4 V. lo).

Più che

di

siamo già verso

in essa

dei canoni metrici nonniani,

di

trovassero inseriti

punto

cucitura o d'incollatura non se ne vede. Fogli dovettero esservi prima della pag.

pure a

a

fogli

il

mano. iXon è

dalla stessa

riparata

rado omesso,

prima doircj)ilogo. J/ ortografia ò abba-

paragraphoiri e (luaU-ho sogno marginale a guisa di Coronide

stanza corretta: a (lualche omissione

di

di

Nonno. Mal

si

ci

rimane,

può credere

esser tramandata alla posterità.

pensò dapprima, un poema mitografico, alla maniera del nonniano;

piuttosto un carme laudatorio, encomiastico,

come ne

scrissero in latino Claudiano

e tanti

altri

è

e

più tardi Cresconio Corippo ed in greco parecchi verseggiatori egiziani le cui lucubrazioni encomia-

stiche

ci

furono

in

parte rivelate da papiri. Piuttosto che accanto al più antico papiro strasburghese

28

PAPIRI LETTERARII

decantanbo Diocleziano per

guerra persiana, questo nostro i)uò tìgurare come quarto accanto

la

tre berlinesi che teste furon dati nei Berliner Klassikertexte,

per

Poesie Panegiriche

Personaggi.

alti

scrittura non ]>m tarda dei primi

Blemyi

5» sec. ed

<1el

pur esso e

nel secondo, libro

;

si

a trattato

di

questi,

di

cui

in

proveniente da Tebe, era un libro

di

pace coi Romani. Nel terzo, foglio

nominato dall'imperatore Praefedus Praetorio

encomia un

si

di

ed anche qui

Germano

tnl

nominato (lux

tale

sui

della

Blemyi, erano stati ridotti

i

grossa scrittura del 6" sec,

{{jytiiwr),

un

la vittoria di

nemici, probabilmente

i

col

di

p.

1

poema encomiava

il

107-126 riuniti

titolo

scrittura del 5" sec,

di

ricordava un fatto d'arme

Tebaide e

primo

Il

V,

ai

encomia un lohannes

si

parla del pericolo perma-

si

nente dei Blemyi neppur contenti del tributo che allora riscuotevano.

apostrofato

come

poema

nostro

Il

(tu,

aaÓTTToXic

a

te,

te,

di

seco un Pirro che faccia strage dei

capo dei barbari,

di cui l'eroe

ed anche

Xi7rÒQ(>ì]c,

nome

il

mai costui

alcuna notizia. Ed

ove queir
che

si

chiamasse

un Perseo

(Herod.

2, 91).

.

.

.

atorófì'TOC

{xf-(jKÀì^i'

In ({uel che

.

.

.

i

soliti

Blemyi che

si

ma

trova nò

si

parli

a

p.

x'/of^roi

il

di

4''',

[)iìi

l'iiid.

P. Xll, 8).

dei barbari debellati dall'eroe, uè alcuna speciale

secoli

mal

si

vede quali

essere

altri i)otessero

tormentarono l'Egitto e i)arti('olarmente
Lil»ia

ove

che

antichi imaginarono

gli

testa, con occhi e

la

bocca sul petto. Non so

ricoi'dare

poi

stal)iliti

leggenda dei

la

nei
5*'

pressi

della

secolo visitava

egizio Olimpiodoro di Tel)e; la princijiale fra le cinque ch'egli accenna, era Talmis, e forse

(luesta di cui la presa valse all'eroe del

in

questa regione da

lui

soggiogata

Pare che l'eroe avesse un
guerra come

lui

ò questo fratello o

perde e d'allora
nel baratro

e

come

lui

si

ancora

piìi

titolo di .hoXittóq^ì^c e forse

lo stile

cui

di

gli

si

con

lui

improvviso e

questa città e

in

|Mìema fu scritto.

straordinariamente sconnesso

quanto rimane
il

sempre concorde

dice nella pag. 2 che

la

delle

tre

questo

di

prime pa

Pelide, educato dalla

ò/uKjQOìy

(p.

mala arie

I

di

v.

8).

una

madre
Fors(^

tale

lui

occhi al cielo (asceta cristiano?) di quello innamorato e scese

guardando a quello non curante della terra

violate da tali che cori

il

un compagno d'armi, come

ùXt'iixitxoc e

prese a figger

il

dice dei fatti dell'eroe in

fratello o

compagno d'armi

egli

poema

rimaneva quando

egli

stato frammentoso del testo e

poeta rende assai oscuro quel che

alla

abbiamo

àn àxooGorgone gemebonda

capo mozzato della

sgg. di esseri mostruosi che paiono

fu

gino.

affatto ignoto

lancia, óovqòc

Tebaide, ebbero alcune città (sia lor proprie sia prese ai Romani) che appunto nel

Lo

so se altri

Perseo lungo due braccia

cima ad una

Molionidi. Questi Blemyi, barbari irriducibili, originariamente nomadi,

lo storico

Non

p. 4, 13).

mo-

principio di quella stessa pagina

in

FoQynvoìv

nome, senza

ipiosto

3, 1

già Ulisse, di

;

Tebaide; popoli barbari provenienti da remote regioni della

se a tal proposito

nota a

la

come

poema rimarrebbe sempre

all'epoca di questo carme,

di

titolo,

ove Perseo aveva pure un tempio sontuoso

riportò

nome

il

ne' bassi temili por

dimorasse una gente mostruosa

il

celebrato per aver, nella presa della città dei barbari, preso

ivi

[rrf-Xówov?]; cfr. ovXior

rimane non

insofferente della

presso a Deidamia, meni

di

preteso sandalo

riferirsi al

nella Tebaldo,

dal fondo della Libia

indicazione intorno ad essi;
se non

eroe del

quella del

poeta allude alla figliuolanza del re

loro duce e i)ortatane la testa in trionfo in

il

come Perseo

,

il

Perseo pare fosse ricordato già

di

Pare che l'eroe venga

pure e decapitato

già Achille

meritando

città,

l'

come pur

questi tempi che figurasse nei fatti di Egitto, non

di

novg ... del primo verso può

f/fféTf

come

Priamo. Con che

avea preso una

mostrava a Chemmis (Panopoli)

si

ràxov

mito

il

egli,

celebrato

è

cui cittadini inneggiano

patria sua

la

Perseo perchè negaénroXic (ved.

di

fosse, che di

che sia

i

Egli

15).

2,

(p.

che essa agogna a riaverlo,

fa sentire

di

figli

preferirà credere che così realmente
chi

gli

lei,

brama pure che

15 sgg.), e

4,

(p.

E Tebe par

loro salvatore.

nome

poeta che, parlandogli a

ed enfaticamente chiamato f/owc

ecc.)

e àXt'eixaxog (p. 1,8, 2, 17) p(!r la città di Tebe,

come a

{ivv(ivéovaiv) a lui

sua assenza

con .te

3, 16)

(|).

un personaggio vivente, che viene continuamente

è tutto rivolto all'encomio di

non hanno, non

Elicona,

e seii/a

)»ur

badare

non Muse, che pero

terribile qual procella, fatto i>ur allora celebrato

da quei

ai

l'ciroe
di

gemiti delie donne

conquise piombando

Tebe che videro

in lui

il

Ti'lir

||Im'|;iIii|i-,

ihiiiilo

il

l'iMil

[x'iit'iichi'

A
di

tirili'

\

di

driri'i'or,

ma

disi ini o

sia

si

t\L,di

vi'^';;ii

(f

piTino
di

Massinnno

di

uientc

il

e

l'ii^d/iaiio

'HQnxXti^c)
in

a.d

una

'

Inane vanto

IS.

.),

p.

riassuuu! nel valilo:

si

Europa, dai Vandali
sopravvt'iito

avrebber

iiell'

piuttosto:

dir

MovGui

V.

La

1.

traccia di

bile; poi
V. 2
V. 3.

l'I

.

.

[

.

.

gli

leve

.

iiaxVji'

ed in fine

¥>,

V

ovi

ctui Gi\

dopo

che

/«A;£«ff7fKJ'«

YB

si

o è

ben

....

visi-

che non

gnasse
V.

4

àt([

per

partor'.

la

...]€!'

di <:

fiì]TT]n

guerra

VB;

prima

ti

i

ò la

/.

e

quindi

la

le-

ò limitalo a proporre in

lui

madre

dell'eroe decantato,

una Calliope che

gì' inse-

f>'

posto per

a

di
di

cui

piuttosto

In fine ben

unico supplemento

e

fuor

possibile

alla

pur

poi

di

distinto

è,

feroci

colla

presa

coniand<j su-

il

pare doves.so essere

è iirpiuir narrativo e

die

ipi(;ll<;

oltreché Tebano, schietta(«/"'Jm'

Aìyviiiiuìv

^'c

vanto,

di

'li(><cx).tK;) '.

1.

ó'

{-/.nlaivs

ii\{-oTal,ovTa ^otir^v

metro non permette

tamente

di

è

f'MKci'svs-^

fìurfoiimo duale accu-

la

rimano

picco-

dubbio ehr ove

ehT[((ire

dacché

il

cui

siasi parlato di sopra,

il

supplemento

poeta che

non
la

stesso

[syonjrjg;

.

.

ooi

che poi divenne

non trovo

ùnonetoì^d^Éfttc cui

è insolita in greco.

lettere (ufiai

come

omesse da

YB

di

meglio;

duale acc.

Pare voglia dire

madre pregava perchè l'uno

riuscisse esperto in guerra

già

il

il

e l'altro

Pelide.

son però certe. In-

certa è solo l'asta dopo a che può essere T,

ma

cer-

1)'?

congruenza del sing.

Le

compagno

«quello stesso di cui più sotto si dice

lui dtj'Cog (v.

È mio

V. 5.

di

ouocfooi' (v. S); forse lo

/.('A

v. 6.

chiaro

m-ppuro

t;

Krcoli d'Egitto {ovòévtg Alyvmioìv

che

lissima traccia.

l'

e siasi

tlfitpotéino

(!).

dopo « traccia

r|uali;una

in

Ercoli in terra d' Egitto

per
nóxvin

hailiaii

iia/ionale
gli

jiiio a|)pli(;ar«;

si

sativo pare debba riferirsi ad un fratello o

B.

nota.

La

a Floro

Tobo sua patria

d'armi dell'eroe
tracce del / e del

le

ih'

vi\'a prcj^liicra della città stessa, l'uò

eóió(([ffxe] fo-y ai^KjoK-oo)

Y B.

.]msi

Certissime
zione

omesso da V

»)',

morte

aQiaTtvoi>[aai] aut {ìicaiAtiar aoiòr^v

layah^v

xiti,

45;{, HOf^uita, d«>|M) la

fiovìov oó' [f/</«]frf Jy'oc (c/.Àk xai uvi(c[i

((()(c

xai Gt

la hpi'di/.ionc viL-

sai'cl>hi;

tanto che, rovesciando (luella forinola

difeso,

pag.

ovx

rilVjriHC»',

tempi ([uando riuii)ero era jjiagato a morte da Attila

sono

nulla

'

(|IJhI(;Iii'

barbari lUemyi e Nobatae e altri jirendevano sempre più

i

indebolito e mal

MlììIIo

potuto

essi

quando

un

storia

la

rc^olai'e contro c(jstoro sotto

nulla sono

tristi

i

s])rovi.sta,

aiii'lic

v,

!ii!l

Massiuiiiio

a

di(;Lro

poema, che non

'

quei

in

Africa,

in

\\r

rillà

la

s[»i'di/ioiU'

molo, domina un seiitimciilo patiio

piccola

W-m^

alla

i;ittà

la

Roiiiaiii conti'*)

d<:i

Tdhaidc, niprcissu pur cpicsto con una nuova «podi-

prr fatti valorosi respiiii,M;ndo

bdoro. Certo, nel

e di

Manaaim,

viitn

aMiiaiiio ^la parlai.^.

c-iic

i|iii'll<:

Ih-

<

mU(ì

tifile

e.

;'

Hollrrcri/c

di

iiii|(rc,.s<!

piussima

pili

la

S()I,L<j

l'];^dl,t<»,

(air dir direnili'

pai'r

(^lii

.

(|iia*li'ii

d<'||i;

ipialr IÌL;ura coiiir lui ri'ou locali- di

il

.

riiiiliiiiili»

hi

drlinii'io.

di

jìMilifolaii,

S(ìii/a

Alossaiidria.

associatosi

harliaii

una. città, dcM

Tcjbaidc o

.

drU'cro)!

(;loj.^ii(

mi

.

l'iK-diiilaHtira, Ha[iiilu di hizantiniHiiiM, di

lUiiiivi iH'Ila

incursioni improvviso dio sorprciulraii
di

ii|iiIiiIm

iiiilla

pnssiliililà

la

iutIi'IIh di

dipriidrii/a (IciriiiipiiniloiT,

darsi die

Hli'iiiyj

di'!

lii('iiL»ra/ii)iii'

iiilrliri'

ini

|i|i-^av:i

llll

Unsi itiviisnri,

iiHisli

I-

.1,

llloH.i)

iiuslni. Scibili' rrpilo^o dil

i

iiiriiisiiiiii di

l'Moin,

li'u-iaiiin

ipii

crinli'll

sc^^Minili',

li-f^^iiiiiciili!

da iiunvr

Imiosa da

Il

dai

iiiriii'siiiiii

jnHi

^'.iliocrhin

III

ciimaiidaiilc siipiTiiii) d'

Massiiiiiiiii,

dir

ipirl

jiai^iiia

i|ii('sla

Inii'ainliuii'

Massiiiiiiio,

/iiMH'

in-lla

iiiiiiii'i'iisct

lilri'iisi

|i('ii't

Imiosa
di

siill'ri'lo

Ica

lui

;i

aviM

(jnicciilits fsiiriciis,

S(Mii|irr

i|lii,ili/,l

niiiana niriiniria

l'Ili

ili

possa

|tn\'i'io

iliiuili'sa

SI

»t

ijiialr

i>ssi

Tel»'

i|ii;iiilii

ili

iiiiiasa

|i|ii:.| i.il.i

«'III'

l'OKMA PANKOIUICO

III.

più probabile T, forse ar[Q£tp' u]sQTu^ovt(f^

i,

n, K,

30

PAriRI LETTERARI

Odor

i-tc

i(()yvQ{-riì[

avi' dot
f-

.

.

.

....

]i-i^

NiXmòic òin^v

((Xf-ii)caxo[g

((X''f[

.

xat o{U)(jouì[v

(Tot

]

.

wxfoc

ói(j{>[ov

i^[»']/«

ra

óvafitv^o)[

ÌO

??»[

»/

((XX'

i-aidi

.

.

atto 7l((lì^O

naoQMv

ov

tUTT

l{

(Tfu

71

.

iveiv

.

Tifo

.

ovòt

af^uvic

.

.

X{-aGi[i

.

.

.

.

q

aviov
.

.

15

oìv

.

vótr
.

VQavxt

TTQ
"'^'^

10

.

Xff

.

neaeva

[

.

toi'ófoific

(tg

.

(([

.

.

...

x\

Vf-/^if-o[

(poifiog

vv

.

... ivn

[

ÀXxf-iài^i;[

15

.

.

oiv

.

e

.

.

.

g

at

.

ov

«[

20

.

25

* * *

V.

VB; ma

7 (cnyvi)soy[

è di

è però ben chiaro

sovrapposto fra y ed
V.

8 (dfhx

.

.

o

.

.

.

V B;

t;

cfr.

falsa lezione e di niun

yikcoitfie

poi f«r - -

;

e

non

V

2 v. 17.

leggere

s

Il

VB

V. 9.

Di questo verso

V B non

lia

che

ij[nr
t-]g

noi fio V

c(7t](jqc(

f[

2

]

.

]r)(ì

V B omettendo

escludo quindi

si

v.

.

.

<hoa

il

a dopo

f-iXf-v

rj,

aocp]tl <fé (iiv di

il

V13; intendi

elio (p) eaey si
:^

]»e()oi

prima

al di là

lo

della

diamo;

la parte

grande lacuna

lettura disperata, da

di

t?

hng

VB

,t<[
;

foona

(fófiot>.

che ò pur

di

ii[f-a](i)r

.

.

j»'

V

colui

or

VB;

non lesse

«o

si

si

scorge

come un

attirò (iiXey)

col

finale dei
fu

omessa,

per nulla omet-

noi,

poco che se

suo fissar

VB;
V.

4

]ti>rt

iì-xì'ì]

.

si

yvvidxorv

lo

sguardo

al cielo (,nT(('iveiv nufxa èg

('cT«t' t'7ieQonì.ot'

Vìmì. 01. 1,88. In fino

lióg);
(>fe.>(»w

l'gge però chiaramente ^sqs&quì.

si

VB
.

(((} vd)

(i{-()fO()0)~

elio

una piccola
X»oi'[

i^at^v

ovài-

'

cfr. i'Xey

VB
di

.

óvntàvvfi

Lettere d'incerta

B; una traccia

mania che

loXi-tSi-

tto ..

ciliare;

distinguo appena, ((fpyo ò ben chiaro.
.

lur

òi-

Blass.

del N. ]j't(»wf (di^tQnc: ò considerato

mule, specie

«Jr^c

iiaaif-von' x^oì\og\ ìjfi^Qoxtv

lozione dopo la lacuna; in fine (dove

V.

quale pur noi

2.

Jiog ofifia xituivf-v^ ...].

aì\i}f-Q()g

l

v(f((ivf-[v

a

ne può leggere con qualche certezza.

poche lettere

le

riuscii

io

che però è lettura certa-

tere, riferiamo di tutti quei versi quel

pag.

v.

VB

come

legge ben chiaro

senso. Si

(axeng tjyuc &i(pQ[ov

medesimi

o^o(pntt>[v.

grande stento

principio dei versi seguenti fu letto correttamente

da

B.
nuoaoioi>[

A

leggibili del principio.

Awt'rfw

corretto con un

(f(i'r][

in fine

pag.

vede dopo

si

è un' asta appartenente ad H

o,

VB;

che

la traccia

.

.

propone
traccia

]ftiii(Tey

VB

,M»;r]f(>«;

ma

n

elio

propone

legge poro distintamente

legge O, non €

vede

do!

si

si

in

;^.'>oV[«

>;,"/^(""'f''-

basso

;

;

poi

Qé]ft,i(asy

;

5

<u\ii(i)yiiy

«Xmvii

t<t\<ti

in<yyoyin

filli

in

'

ti'

y((o

xui nonty afo//'|r»^|

nvx

finn

(IH)

m

oi'ih

t^yyi(ni<i

//

xi<i

.

uxmi

.

.

.

[

vìKai

iiiniiny
'"'

Kyid/ii^

«fi oh;

ItvtXXuti;

ni

((XX'

;i((()iio{u\iii-y

Kxovifi^

X"(J<>'i

iiut

yi((i

(ìtfli^xt

\i(\y((Yxi^y

ii\i'.'/iiy

.

i^\f

uxiivìf

v.iniiniy

',"|'/f''^^^

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Iorio

Hijiiìj^;

.

itriCjfxi^v

tV v.iiòi^iti y

I

I

i(iiiiiiiii

niiìn'

i()\n\i^y

.

.

min

/vit^f

fli'ititoxi y

ili>{iit<

Movdit

lO.ixuty or

i^QOK

IT)

lu

iiiK

<ir

""'

"f\(j\

invio

111^

Ihiiii

lì'orx

\i-{iiii\ii

XKi (irx i-!UXnv(T\i(\

(ìtiòit

ìtm

|()'or|x

fUii

Xi'Kio 111^(11

i/nflot:

()/

»^

i)\i)ì<(>\i)ni

tAxnin n^

ii\t>XXi<xi<;

o\i'ót

tal

x'fmc

l\fl^()l(K

31

l'uKMA l'ANKOlUHf»

111.

x«i yvr

n'[t>\iivi-ov(Iiv

(fii<xi'<'>(^f-<>U]

ofti-yoKnv ((Xt-i:ix((xoy (U (jurtVKt

yaQ

ftXij

xvXiydo\n\hyi]

(ff)*

ni)r]yi]i;

TtoXXa ttoXk; Xii«y[ivny

nffintv

20

/io(J(n

iu({)((

ò'((xoyi<(

J

nxdny

\itoy

/T(^»o(/[

Oii^rj x(xyx(([
ó^

xoXnoig

f-[

Traaavóor[
25

7r«p«>6j'[

OTtXoif-Q[

eiQitt[

xaYX(([

* * *

V.

5

o[

.

me
V.

6

]ojus

.

.

.SUI

segnate fuor

VB,

]ff(,-}(>;

V. 7

MI'

.

rflfff

.

.

dopo

la lacuna,

.

.

VB;

a

gamento

tutte le lettere da

parere

visibili.

legge P non

VB

che non dà supple-

V.

V B,

9 «xov

V.

10

.

o[

.

.

.

ma

VB; è
VB;

]j;i/

supplem.
V.

11.

V.

13

legge però

si

TO

.

.

.

e

la lezione toito e

,M]i'i'^or

.

]

V B. Prima

quindi

babilmente ad un
15

.

.

p

.

.

fASf

VB;

16

e[o]<T

ché

in

ovaiy

VB

.

.

.

yMxop

V B;

due lettere

questo luogo

^usovaiv

lo scriba

si

congiungeva

in

basso

sono evidenti

e'

è

le

tracce di

2

uno spazio nel quale può

e

i;

esi,

più probabilmente non fu scritto nulla per gua-

qp,

.

.

VB, ma

v. 8.

lo stesso

si

meno

pro-

sione del

abbia dato un prolun-

secondo

V.

19

hifey'i

v'è
il

<t

si

.

.

.

? finale

.

V. 7.

VB.

noijfìjae

ricorre,

f^'

si

l'omis-

scritta

corretta-

-

axoyTug

bensì un prolungamento

singolare che

VB;

vede corretta iscrivendolo

La stessa formula

mente, a pag. 3

par certa. Svia

legge chiaro ben-

dipendono da

legge chiaro T, non Y; del A poco

rimane; H quasi intiero; poi

P.

epiteto per lo

Gli accusativi

una

nell'f.

VB;

si

di

vedo parte

H e

se-

vfj.yÉovai,v.

V. 18 ev

la lezione nr(Qt]o[(i]fist>

all'i

pare traccia di e è invece

senso e pel metro. Ricorre

certo

p.

dal riconoscerla la legatura fra
V.

il

omessa da

lunga asta che potò appartenere ad un

V.

VB

fa

lo

sto del papiro che ivi fosse; «Xf^-^xftxor conviene pel

Tj.

or.

di «(rig si

£ che

un simile prolungamento ha dato

stesso eroe in pag. 1

quest'ultima non dà che

di

}'('[

la finale

To[a]t]i'.

Par certa

che

pur evidente

dell'

sere stato segnato erronemente un e, dando ei per

tracce evidenti

di n[€]P.
V.

17 «Af

fra le

Nella lacuna, non supplita da

medio

con altro Y perduto nella lacuna.

mento.
V. 8.

et;

tratto

al

traccia di e; poi chiaro Y che

pure

e sì scorge

I,

legge pur chiara la traccia del e

omesso da

basso

in

guente. Quel che a

in not.

;«('>;

VB; ma si
del M. Poi si

parte

i'

lacuna sono ben

di

ffros

.

riferisce a colui

VB; ma

dell' à,.

non

Sta bene

che è pregato.

PAPIRI I.ETTERARI

32

pag. 3.

]èaxov evog XQ^og exnsipvcoTag
]xog ini ^bìVì^v fiev ideaiXai
]

oQi xuQi^

.

athQvov

'

{ro(JtxOù)~'

rf'

]u yooc avsfiiaytto f^ivO^on

]noXv(/aQfi(xxov aifia yers^Xr^g

5

]iai

à[

«[

TiQìjlvr^g

S\

]

ott[

]

10

moXig agatvoo

f-aiag jia'^ir

.

xafi

.

xhX\i^onf:vr^

fiuku

'

.

.

.

]wj'

.

rovio TTuoog
15

xvóog

i-xtiv

oaffni

yao

.

Ihtiiqò

.

.

yciQ xa/ii-r oiu

/'«X*

7Tì-(fooì^io[

e(Sì]

.

o

,

Xov (UH oQf-a òviftrn nooijijv

.

]/<w nXiqy
Xvc!c([

naQu nodai

at xvXivào/^uvt]

xXovov xui aTaXO-ìjioìr oóvrabìv

.

ji^o"

cn\

xufxuioiair

fSaQvro/^ieri]

roXvTifi^fTctg fki-vO^tQiar

]

.

7roA[f]? i^dì]

^/^'

.

.

Ktxoiì^

[

uyc([7i]((C(iì[v

flhtXdìv xai xsoóf-og ovx {tXoyi^o)[v

ó'

XHQa aaomoXiv

t'rro

H(ti

/'«;fjj(7)«4

ovftao xca G(jir f-ÒMxag avaiQsiiev\

ovStv ag AiyvnriMY HgaxXif-g

I

veQTfQiag Aióao Ci ó

V. 3

.

.

V

fx((Q£

B;

lo lettere oq

4

VB; ma

oaaavefjiiaysro

.

.

auv e chiaro puro

di

O

doppio

il

chiaro, sia erroneo e da espungere e

forse s]&oq£7

;

benché non

[yoog)

intiero.

man

Il

formante una

è qui usato corno dittongo

7

1

.

8

]

.

.

oyoff

V

pur chiara

è

la traccia di n.

V.

come

norjvtjg ae xt'à,

R; certo però

Y,

non

in

](jo(«

cede l'è

poi

esisto,

basso

B ò

di

V

i^owi/

.

la

B; chiaro

e<ri((g,

men

certo

elio
à,,

il

2'

e

un

non

(iocJr;

di

di

O.

'^(uol

2;

di

che

la traccia

leggo

si

in

fin

biamo

altro

un nomo proprio

esempio

;

'^iQtrsfoog di cui

l'abbiamo bensì

V.

il

non ab-

12. nXij

.

.

VB

.

1.^).

Diamo
I

VB

t'

Kifi,

non

non

si

VB;
tre, e

si

veggono però

sono ben chiare

v.

V.

dopo

(piattro lettere
o«f«.

li'oaii

può approvare se non ponendo che

di
il

e,

VB
pur

coli'

Blass

;

k essendo segnato

il

uXcyiì^ioy

HM

lo scriba

benchò

come parvo

mia notizia non

si

in

ramente, por

maggior nobiltà

la

di (lueU'oi'x,

10.

xto(fn<:

sia por la

In fino /u<xe(T

18. Il

10 Fv\

conosceva

oppure

.

[

ma

V

B;

(19-21)

P>;

ma

ma

uso che

il

fin

metro
(|ui,

(ìkayeio.

dell'eroe,

si

a

Ve-

farebbe

(juol

cho .seguo che

e lasciamo correre.

logge

si

~

pare

la

si

ftf'x'l

«'•

riferisca

alla

note-

Ilo.

.//;'.

ben chiaro

che contengono

Par

al Vitelli.

aspetterebbe un verbo

si

pare da

nóhg

sogno marginale

V

dell'i.

sono però lontanissime

lìXnyH^M.

meno

il

le lettere iz

abbia segnato uXoysMf, che

vole sentenza ovifh' fV
V.

legge però T, non

estremità inferiore

altro cho evidenti;

il

10 KifKxtn

legge chiaro

questa e della seguente linea.

di

la lozione di

ut

si

non permetto. E possibile un

a

Vogliam

Arsinoo?

si

ri-

C'è qualche incertezza nella lettura

o Arsinoo o la città che qui

della città di

VB;

.

V B,

nesso fra KOl

il

che dicesse curarsi;

nomo

.

senso

sua obliqua inferiore vien congiunta coU'o

rebbo cho

il

di 'Aituli'oo/;. Rj-

dico sua.

fjioixp

il

scorgono assai distintamente

si

m.ino però da sapore chi mai fosso questo Arsenoo
si

Comunque,

e.

oian ....

dal poter esser lotto

verso

di

avverta

si

siano

in

dopo

pensare ad una qualche variazione fantastica sul

V.

T.

non

]'w

proceduto da una piccola linea

l

dovette far parte

di

VB —

]i(infjsi'ì]

cho diamo con

pro-

;

fino

quale è poi congiunto
V.

coiidnrrobl)e a supplirò «oasfooro o questo sarebbe

genitivo

da trovare. In

in alto, la

A ò con-

il

parto inferiore di un asta di P o

senso nò pel metro può stare

ma

11

se

pag. 2 v. 18.

ka

C. Tn

Torna qui

giunto col tratto obliquo inferiore do! K.
V.

che a noi pare

n; le altre lettere

stossa formula

la
V.

V B;

»;<Tfff

(luel

concedendo che

fiOQCprjv.

sillaba lunga.
V.

e

sia

chiarissimo O, non e, prima

r

nv[

eVQOog fx[

sono ben chiaro; precede

un segno che può appartenere ad un
V.

'

k,

non

v.

Questi tre versi

chiusa dell'encomio sono

.

111.

XKIXÌ

f)j,

'JO

:ì:j

l'ASI'CIIIIi'l)

l'iil'MA

ih'kic

nij

.

iu{t()/in((ri\

i<vtii>

.

r»'

.

filoni]

C''"^''""

* * *

(listjiiti

m;ni;im> Ira (lue

ili

lasciato fra

(|U(>sl;i.

cainio o

paili^ do!

tro volsi iKiro corto elio si doeanti

Hocoiuld

il

avanza conio ima coronido

si

(inali

(l(M

S('<;iii (li l'IiiiiHii

noi

Noi

v.

.... XXovg

noi'':

xKi xKj((Xii aiovui-rioc

Oli

ó(<ió(i)y

ó^

rota

4.

[

((H

.

rjlfieri-Qccg

air

x((i

poi charo AXo, poi

leo-ge
V.

3.

V.

4

V

V. G.

Fu

V. 7.

Il

V.

13

.

.

par

(Ti-o

fc

io

\

VB;

via di ritorno alla .sua patria e invita

rav elio

i(!i

non

si

G.

Il

>'

la lezione

NCKe,

v.

è

lo stesso

owbxs che ricorre

tutti (juesti accusa-

Il

poeta paragona

le

imprese del suo eroe

contro popoli mostruosamente barbari e crudeli
di là del

Nilo a quella di Perseo contro

nella Libia; ricorda che Perseo
Papiri Fivrenlitii.

le

venne poi

al

Gorgoni

al Nilo in

1.

14.

CYNOIK

altro Perseo

sno eroe a

ma

.

cosi

il

(ntoafo;)

titolo di nsoainoXig o

più sotto

(v.

20)

ove

ad Ulisse.
metro,

VB;

oìxiit.

eppur

si

legge chiaro, dopo xm,

seguito da un segno angolare di abbreviaois-.

metrica di questa lezione,

può leggere r€ dov'

NOC

il

come vediamo

tura che deve stare per

si

dando

perchè distrusse

nemica meritando

.

',

suo eroe, non perchè que-

chiamasse,

corr., poi

x(ayst'og

l.j

un

al

città

Da

'

Perseo anche

lo ravvicina

può cercare una forma verbale

verbo che regge

di

sti cosi si

Anale.

dovette trovarsi nella parte perduta del verso an-

tecedente.

Perseo dice

di nTohnóoìhio?
il

il

fare altrettanto. Nella sua ampollosità, egli dell'an-

come

tracce di tre lettore

essendo certissima

({ui

^ig

.

()Vroix{ovg)

x((t

nome
<tfi

.

g

.

roaxiiiog ì^XOev

oixtKc

vedo Kò^lò^n.

deve riconoscere

sopra, V.
tivi

ti[

ì'

.

]vq

naiQióa

di leg,:;ere

introdotto contro l'iato ò escluso dal metro.

]vexs

si

'

una

chiaro che

ma

]o/

t[

tico

YB;

^^''V.i

ned) ora a (fiXor yoro[

B.

scritto ovvsxei', poi cancellato
(V

\otg

r'

incerte.
.

[

]»yV

(oóirag aifr^Qnaaag

nove::

piuttosto

Omesso 1" apostrofo in «;r.
w VB; par certo (Jl; dopo

V. ò xca ov

.

.

ótfffiov a7toi[

òtvan it-xvov (T/Tfvóoic

Lettere confuse e incorto dopo
>;fffr,

.

oX(i[

IhQatvg xat luru Ni-iXov

1.

[

noìiì^n'Kc noQor nort^ JleQOea ó' aXXnv

ov\vi-xi-

V.

.

.

(nthmnoiai ntXf x"Qf'"b"

fii-r

^{i^Xì]}iun' Tt

15

1

ótvtio voaifir torrog i-nng

10

an-

{(Titìparro ytYì)OoTf-[g

^«qv

órjvaiìjr

di

i>[

óuc nolic naXir

ovvfxf-iv
fiv(>coi

(((Siif-(Si()y

XKiK ad IV

TfQTToyXi]

[looiiia.

((xoouciov ò\

itn

óov(>(tg

hù (jiiando

K'irio l'olico por la vit.a d.-ll'oroo.

IKi;^'.

fi(Ti-ii

di

cominciava con parolo

Si-k'ho V ('.[Ahmo elio

-J'J.

l'ima di

liclhi

elio hiHcorii

iKiiiiini

iìi<\^\\

Hcoiida all'Aido l'oroo dol

liiaiico

r('|iiln^r,).

l;i

hoiK'fiit.luro

Veggo

ma

la

irregolarità

veggo pure che non

è scritto

ben chiaro CY nò

dov' è pur caiaro NOI. Per irregolarità simili in

poemi

di

questo tempo vedasi

linesi Beri. kl.

gustae

etc.

T.

carm.

V

p.

rei. p.

125 e
6 sg.

il

terzo dei papiri ber-

Ludwich Eudociae Au-

PAPIRI LETTERARI

34

uiH nfQontaaiv

]oc f^t'c

iifVHC

i']ocr^/

ùK Axi^fvg ]7TaQoc

uQ^^ytiq

naiQic. ó^ eri

'

fftio

X'^^'f^*

fg oixeia /tr^iòanfiìfi

i]fv

naiQiói //]vQQor ayoig IlQianov rfxfwr o^ftrjQec
]7iT[oX]iTroQ!)iog (»g Oòvaaìji

20

]TrroXig

'

o)$

xsv

]i]Ta ^aQvrXrjTOìV

fXccffrjg

ano

';»'•[

*

1.

18 qui pure

otxeirc

versi secondo

il

per

oixiu.

senso.

Ho

(fùnù)~

*

*

completato questi due

poeta pei suoi
è noto

La parola può esser diversa

come

Propriamente

fini.

il

Achille

figlio di

l'uccisore di Priamo, del figlio di

lui

nel secondo: nel primo però 'J%ikei'g è fuor di dubbio.

Polite e sopratutto per l'uccisione di Polissena sulla

Pare che l'eroe del poema avesse avuto un

tomba

nel paese in cui

trovava, sul (jualo

si

dava speranza che succedesse

al

il

figlio

poeta fon-

1.

di Achille.

20 nTohnó^fhio?,

padre nel debellare

l'Odissea

9,

allude

si

504, 530.

Questo

all'eroe

cospicua che ebbe Neoptolemo nella presa di Troia

asvg (v. nota al v. 13) o

molti

i

quali sono pure

alcuni

Priamo (nominati da Quinto 8m. XIII, 213

sgg.),

ma

come

qui la presenta

Sopra però

nel-

può appartenere

di Troia,

Per

la

parte

anche a Neoptolemo, come
titolo di 7JTohTió(>&iog,

il

poeta non considera di Neoptoleno se

il

non l'uccisione

il

dà Ulisse

può (meno verisimilmente)

ad Ulisse, poteva applicarsi

quest'ultimo ò un particolare che non fu mai special
caratteristica di Neoptolemo,

({ui

avuta nella presa

di

figli

titolo

si

essere augurato all'aspettato Pyrrhos

furente per la jnorte del padre, fa strago di
Troiani fra

che

decantato e già sopra denominato neQ-

la nuova generazione di barbari nemici. Nella parte

egli,

titolo

al

dei figli di Priamo.

115.

FRAMMENTO
0™,09

FILOSOFICO.

X 0™,07

Acquistato

in

0'«,07

X

0'",02 V^

Egitto dal prof. Breccia. Provenienza ignota. Sono duo pezzi, uno maggiore, che

qui presentiamo riprodotto nella grandezza originale, uno minore; questo dovette essere sottoposto

vediamo

all'altro in cui

pezzi avveniva per un lirano
e che

margino superiore. Probabilmente

residui dol

papiro

di

non trovo dove collocare.

I

di

due pezzi sono opistografi, residui

la

data nella

2^^

metà

Kenyon

indicata o tutt'al più la prima
di

questo tipo

di

{Palaeogr.

del 1° sec. d. Cr.

scrittura.

metà

branacei,

Kunst

come

p. 31.

ai

tempi

Kenyon

Gr. P. 85 sgg. Tav.

p.

Tal. Gr. Pap. p.

24

libri

es,
sg.).

un

libro

i

due

rimangono

di libro.

La

scrit-

ma

discreti

argomenti

oggi la data che

generalmente vengon

riferiti

fìssa

abbiamo
i

i)apiri

anziché un volume può far obbiezione, poiché

o codici papiracei

(Birt Ant.

un foglio

XVI) con

Dubbio può sempre rimanere;

l'esser questo

Marziale

di

di

fra

medio modulo, affatto simile a quella

di

del 2» sec, è quella a cui

niente |)rova che non potessero esistere

congiungimento

cui forse fecer parte alcuni minuti pezzetti che

tura è chiara e nitida, unciale tondeggiante, non inclinata,
del papiro d' Iperide di cui

il

Buchw.

quando esistevano
p.

lil)ri

o codici

mem-

119, 115; Id. Die Buchrolle in der

È vero che ad Ercolano non

si

trovaron che volumi e che

lUAMMKNTO rn.OHOFIOO

ì\'t.

l']^'i^t(l

ìli

iiiaHsìiiui

l:i

rocchi Hoiiu

ili

a

K|j;itl,o,

(lilloiKlorsi

romani o imperiali;

Icdit

(|uaii(lo

carci l'eia di (piesti

lottnnui

pajiìri

poco

amonto

non

libri,

o parcaiiKuito i'ustj

cominciasse ignoriamo;

no rimano non

clu^

le

80

di

comoda

di

nota per

si

ri^hr dovettero ossor lunghe

non mono

1'

paloograllca,

rapporto coi

fatti

elio {tu-

^?iA riforito al

5" 8oc.,

avveniva

('io

d(!l

di

primi ed istintivi

dell'

(juella.

di

almeno

dallo

jtroporzioni

della

w

(luell*

(Fr. I v.

fijiióxQnt-

massima rimanente

troppo grande essendo

sui)i)liro,

un'opera, cortamente

lilosoflca,

il

contenero

o

parto mancante.

la

nella quale

Vediamo che

si

ricordano

nuidtvhaUui

mal

gl'interlocutori figurasse Democrito,

forma

antichi,

gli

presente.

lutr.'/diHy

il

potrebbe con certezza. Ben può darsi che

si

Che l'autore

dóynaia ovòè

anche per altro

Cf,v t'anv

Adv.

;

Colot.

I,

possa essere, non è

molto SO
v.

come pure molto
3 sgg., 30

sgg.).

rileviamo che in essa Socrate,

1

1.

si

sg.)

parte

come spesso

di

av-

quanto

facile indovinare.

percorra

i

un residuo

due noti

press' a

di quel

di quel libro
di

fin dal principio

qualche citazione

qui Democrito,

hbro stesso. Oltre però

conosciamo,

poco come pare avvenga pur qui

(id.

ib.

Plutarco contro quel libro

di

libri

prendeva con Socrate pel suo principio simile a

tratteneva

E da

come

la

àXa^órag èmiì^ótvaccg Xóyovg, & ^coxQcaeg xiX.

detto

in rjuesta

ad Eraclito a Democrito a Socrate, è cosa evidente;

sia posteriore

Eraclito qui ricordato (Fr.

(Plut.

umana.

Plutarco sappiamo che l'epicureo Colete nel suo libro flfQÌ lov on xcnà là tòw u/Jmv

XoGÓifuìv
d'

come

anche dirottamente apostrofandolo come se polemizasse con un contemporaneo

egli sia posteriore, chi egli sia o

Da

o,

si

dialogo e che fra

di

dell'opera l'autore discuta e critichi una teoria del grande atomista e ciò faccia,

viene fra

paro

infante appena nato, e trasparisce in più luoghi la teoria

10) che l'opera fosse scritta in

l.

in

Certamente

scrittura.

e r osservazione lìsica della nascita degli animali e della genesi delle idee con questa nell'anima

Dedurre da

tfjiiipi

caso, riovr'i indi-

o;^'iii

iti

ai

che l'asson/a dol iota ascritto, Doll'altez/a

ortoj,'ralia

pare, criticandole, ben note affermazioni di Kraclito e di Socrate circa
hi

pur vero

*-

o facile lettura, abbastanza corn.'tto:

vecchio problema della genesi dello idee o cognizioni.

il

ma

voliiiiii,

libro papiracor».

doppio almeno della lunghezza

il

Desta viva curiositri (luosto framrnonto
discutesse

(U;!

la ra^,'ion

^'indicare che

(Quindi la diClicoltù,

h^ttere.

m

r,

l'ossor loro di libro contrapjtorsi allo inili<;ay,ioni

iii:ii

non possiamo

e la.i>?he/,za delle pa^'im;

tnniiLi

(|iti

prevaleva l'uso dol voliimo, paro cho coiniiiciaHsc, almoiio

M(!iitr()

'A".

Dovc^tto esser ([uesto un bel libro
(|iu'l

fin

mitico sun.-hbo un piipiio omorico loridinoMo (('XX V)

pili

il

piubuhilinciitc ul

pili

pi»i

iii;i

liliiì;

ìli

dei

|i:irl,()

Jj5

si

alla

può obbiettare

a criticare

di quest'

opera,

A

chi,

di Colete,

mancanza

di

prossimo parrebbe ricordare

pii^i

tbv Jì^fxóxQivov

è^Tjyr'jaHg,

dei

quali

(l.

3 sgg.), ed

idee di

Democrito

apostrofato:

può venire

mente che qui abbiamo

in

alcun raffronto ben conclusivo con quanto

che, stando a quel che dice Plutarco,

i

due hbri

ùU.à yùo

avendo dinanzi questi frammenti,

Eraclito in quello fosse ricordato accanto a quel di Socrate

getturare,

come

qui lo

non pare che
è.

A

però non abbiamo che

il

titolo

da Diog. L. V,

6.

il

voler con-

Erachde Pontico Ugòg Jyióxonoi'

di

(jucl

che non era in dialogo'

veniva, nel criticarlo,
18).

le

<ji-

e IJoàg

In tal caso

converrebbe forse riconoscere un dialogo nei nostri frammenti, poiché sappiamo da Cicerone {ad Att.
XIII, 19) che

gli

scritti filosofici di

fece in alcuni libri suoi,

benché

di

i

Eraclide erano per lo

piìi

in dialoghi e che,

personaggi dei dialoghi non erano contemporanei

tempo prossimo

al suo,

come appunto sarebbe

il

dell'

come Cicerone

autore

ma

stesso

più antichi,

caso fra Democrito ed Eraclide.

PAPIRI LETTERARI

36

verso.

recto.

i**-«
»

i

f'^f or/ f?

recto.

Fr. 1.0

XVQlliìg
Il

tra

(;lQl^TCa[

TXUìC

xaiax[(iìiOiixo>g

^(lìvitt

TTUì

xiyoì^ita

iivt\

Y((Q

go)[vi]

111

g et II ti' xui

Qf-lP

oimo)

liti'

ti

ll\

ov\òt

fj(!t(((>

ri^aoittìoy óvgttI
^oìov
Xtc

10

^[w^' ,•?

(ciitQi^

xta

ytiì'tiui

t(>ii(i\

TifcìKor ((óióccxioi

tomo
]

TìQoaty^oìc xai
.

]r

tirato)

ri

a Ot«

yao mi

t\xa(in(

1-5.

iiitr

Trattasi di un vocabolo impropriamente adoperato

da un qualclie

«

vxaair?

.
[

70i;[

7r[

x\

* *

1.

Tr[t(j

*

1.

6 corto

ffc'f«(>,

benché

animali e degli uomini. Forse era un verbo; e qual

1.

^((lur

I.

Il in line pare

debba aver rapporto queir «l'Vrw

1.

l'2

della

1.

si

può forse rilevare da quel

5 con cui par

fièf (fQttiQ della

testo mal

si

1.

6, la

potrebbe spiegare altrimenti. Che

il

filo-

seguaci del 7ucyn(

che Platone {Thcd. 181, A) chiamava piacevol-

mente

lot'i

(itofriti?

ào, ma

1'

sia

deformato per

nella testa.

O

ù incerto; ««[(j/wk-k] ?

lozione incerta potendosi leggere € «luel

che pare

incompleto. Del composto fjKUMrlUo) non abbiamo

con-

cui i^resenza in (luesto

sofo sia Eraclito o qualcuno dei
(>tì

i>fìf

primo P

una macchia d'inchiostro

filosofo noi parlare della genesi degli

7 ;'f'|r»;(To«f;'f»'?

potesse essere

il

altro

esempio; non so però se ad

preferibile leggero in'
fff

a Democrito?

ukòn

altri

ae «iVor

«t[

possa parer

riferendo quel

II.'».

l'UAMMICNTo ni.OHOKKJK

'.i7

Fr. 2.

*

*

]fllOlV

\x(il

*

l\

I I
I

7

i7/r|)'i'

Ir

uvK

k^'/

t\

'/l

>«yn\

1

'<,"!

* * *

verso.

Fr. 1.0

Gitaihd Xeyovta Uou\xAhiov fxaXXov
aXrji/ti'tH'

?

1.

1.

Forse

»;;';/,

Eraclito èfieiovròy

è(ft^»;ff«,M>;*'.

ovx tVjTia]ótvror tintv

^T^xr^ai-aiì'

putes? Poi vien ricordato

il

Veggansi

noto detto
tutti

i

di

luoylii

degli antichi scrittori che ricordano questo detto di

Eraclito riforiti da

Paro che

il

Bywater Heracl.

senso debba essere

(parlando forse a Democrito)
Eraclito

quando diceva

quando diceva

1.

2.

lo

'

Epli. rei. p.

33 sg.

vorrai tu credere

clie fosse più veritiero

quello fosse Socrate

etc. di

mie

lor ^o)x]oanp' oc xar

1]

stesso mentre poi etc.'. Su (juesto

1.

4 sgg.

tc-

Non pare che

Socrate;

si

qui

riassume un concetto da

Senofonte. Forse qui

piià

Thceteto: ayofóg

nao

yvófiEvoi ....
ro/

7T«()'

eiui

aotfUcg

(cvTMf rtoXhc

y.tcì

detti

Socrate oaxig

come

la

enuncia Plu-

e.)

presentandola, secondo Aristotele,

punto

di

partenza

discussione

crito

di tutto

il

memore

si

accanto a quel d'Eraclito.

ricorda

di

LiavS^icvsiv

oi

uoi

ó'é

/.che svQovTeg

xi'/..

Questa

p. es.

Crat. 439

EVQiaxsiv r« ovxa. ved.

anche

Lcich. 186 C,

7]

Crai. 438 A, Phaed. 85 C. Perciò nel supplire, o piut-

tosto azzardare

un supplemento a

1.

5

ho creduto

dover segnare st\)la]xova«y piuttosto che M(ca]xovac(y
che

si

presentava alla prima dinanzi a queir ov

fiu-

so-

'[nTjox]Q(ÌTt]f,

cratico

Tìjf ao(fu(y.

qui

si

fa,

B

Socrate, presso Platone,

Parrebbe doversi intendere nel concetto

come

di-

e ^(cyS^icffiu è frefiuente nei

&ova(n'.

filosofico

il

avyyi-

Demo-

conosce alcun detto o principio

Ippocrate che possa esser messo,

e

Socrate.

dei noti rapporti fra

ed Ippocrate, penserà a supplire

ma non

come

metodo d'indagine

{(hioiìUtg xaì v»;rjjffew?) filosofica di

Forse (jualcuno,

d'

^i]T(Jy éavxòy,

(1.

tarco
il

eir]

di

si

èfxov oCóèv niónoie uad-óyreg, d'AX" «ii-

ved. Plutarco Ade. Colot. § 20.

massima

particolarmente

pensiero espresso da Socrate nel ben noto luogo del

stinzione fra svolaxsii'

diversa da quella di Eraclito era la

espresso in

lui

varie maniere e in varie occasioni presso Platone o

raffronto e critica del detto di Eraclito e di Socrate

Non

riferiscano le parole stesse di

si

sotto

si

ma

da quel che poi segue e più

viene a dire degli infanti lattanti pare piut-

tosto doversi intendere

T>]y

^pv/tjt'.

PAPIRI LETTERARI

38

? rat lì^r if^vxr^v iVQio\xov(rav ov

fiaOovGav

xaiccQxeiv uvir^v

](T«j'

\ovx ovv TTf-naióf-inai

tvnaiòf-inog

]q x((i

tx xca]Qov ii((Oov(T((
]v

10

Jr^noxciii-

]ai iinv fiuDbDV
ceti

(lìOì

a

111^

]Tic(iòior

vifir^Gi

]ai

.

xf-

x((i

af^i-

tvOvc

yfYovf]rca Ih^Xa^ftui x«t

TU)

r^v

luc-

[

f-róoy[

1^

7i]ov t{a)ó tócóaxi^r^

15

^ ^ *

7-9. 11 Ttenui(fevT«i. evTKeuhinoc:

Socrate,

ma

riferisce f^nO^oìf a
^l'v/TJ.

riferirsi

a (luello stesso soggetto a cui

risce ^(ix^ovaa, clic

sua

non possono

t-

1.

si

neutro

a

qualche animale

di

rife-

nuió'lov della

1.

di

deve

13,

si

con significato più generale,

11 cioè l'infante o piuttosto

la

pretendere

Pare che qui

si

trovi

di

al

neonato

nome maschile come xvmv

stesso certamente a cui

lo

riferirsi

axi^^ivog,

dar sicuri supplementi

axvXaS.

io

l'idea di Socrate esposta sopra.
10 sgg.

Democrito

clito e di

si

approssima

Socrate col suo

iisgi

al

principio di

de oMsi', eV

i^vxi-oi

Era-

S7161

(fia^rjTiaifiov (paifetyci

yÙQ

xvMV

Quel maschile

,a«.'>wV,

che non può

Tw

riferirsi al

* * *

u
]aTatoì'[
Yorii'i

]fAiaic[
]r^v

(jv(!i[

])'T«[
]t{(

]g

10

7T«a[

vf[

fjr^

]ài]

toì

iir]\

x\

](!))•

5T0)C

]tO)

TfX''^^/[^'"*

1^/

lot'C

\iori\

*

*

*

in][

ccjurc

v(pir]<!i

Fr. 2.0

]g

«tf>;Aoj»',

xo)

nov

yeyof£]yca

w

/JTjfioxQiTS, y.m u/u-

fiu!^o)v evO^vg
't^TjhcCsTta xai

xo ós] 7imdiof[ xxX.

Senza

concepirei la

frase in questo luogo costrutta cosi:

contradizione nel-

o,

fjiH[<!-

IIIAMMINTO KKToniUO

Ilo. -

.*{'.»

n(>.

rUAMMKNTO
!)'",(

Acquistato dal

mano,

dei

toinpi

Vitelli;

pidl'.

|iinv<'iiicii/;i

inoltrati,

iinixM'iali

corto so
V\

pel

xO"',()r)

Scritliirn

if^iiota.

del

|)rol)al)ilui((iito

ima coloniKV mancanti del principio o della

di

17

UKTOIilCO.

;{"

quasi corsiva,

iiicliiiiita,

scsc.oio

cadcnto. Sotto

iiiarj^iuf;

il

notevolo questo tVaninicnto

soggetto

cui

di

ma

o graumiatico,

in

o:jso

si

uno sciitlo

di

che è

tratta.,

singolarmente

decidere se quel retore fosso

il

cortamente non molto

retorico,

fiaior.
lìhet.

cfr,

nomo

Gr.

v/To(Ti()o(j))

il

di

vocabolo vnójì((ior

cui

di

non abbiamo esempio

nol-

di

pii^i

u.

d'un retoro

un Eraclio retore, non possiamo rilevare, come neppure possiam

una

special

figura

imófiator conio per simili figure o tropi erasi creato e largamente usavasi vntQ-

7Ww,.' p.

436

{SchoL ad Hermog.

sgg.ì; e
II n.
s.

sappiam pure che ad una varietà

ìó.

392

p.

to'

y* fiì)v

d]*,-

il

nome

di

(v.

anche

fu dato

Volkmann,
il

nome

di

{moargoififi (Tx^'ìH^ xul {rniQ^ìtnov ì.iynui

vv. v^téQ^atov, tnoaiQoifì]).

qual genere fosso da un qualche tecnico formato
di

in-

primo a usare questo vocabolo.

Ernosti Lex. technoì. Gr. rhet.

maniera

liiK-e

ins.,

|)iii

K ben noto che l'hyperbato ebbe parecchie varietà e quindi pur varie definizioni
il.

otto

antico del

è però da meravigliare se a qualche retore paresse legittimo dare ad
il

l«;lla

Sul verso poche tracce di scrittura corsiva,

linu.

l'antica technologia retorica a noi nota. Quel che so ne dica citando l'esempio di

tropo

non

lettera.

di

Non

di

Non sappiamo

imó^atov

;

si

per qual tropo e

di

può pensare ad una qualche

posposizione.

5P^
]HQCexXélOV Qì^TOQOcl

VTTO^caov[

(jjì^ioQog

ov]Tù)g A^r^roxXt[uv;

€i]7iorTog ovTù)g[

t>]no^aTov TO(rom[

HQax[Xtiov gr^TOQog v7t[o^«t
? Hgo)ót]((rog ai/Tfv

7T{-q[i

o]vTOìg EQiio'Aaov[

* * *

1.

1.

Di un Eraklio retore non abbiamo notizia.

1.

.3.

Non so

se questo Athenokles possa essere

matico Cyziceno noto nella
Aristarchei.
1.

7.

Non

Ne

critica

suo neol
il

gram-

omerica dei tempi

dubito.

trovo altro

nome

riferirsi
1.

8.

Non

a;(f]fiKT(oy

a questo soggetto.

so di alcun

questi tempi.
di

possa adattarsi qui meglio

retore o grammatico che
di quello di

Erodiano. Nel

non trovo però nulla che possa

Giustinianei,

questo ms.

Il

Ermolao retore

grammatico

non può

di tal

o

grammatico

nome

dei

essere, che tanto tardo

di

tempi

non

è

PAPIRI LETTERARI. 117.

40

FRAMMENTO MEDICO

117.

FRAMMENTO MEDICO.
0'",04.5

Acquistato dal prof.

Vitelli

;

X O^.Oé

provenienza ignota. Residui

scrittura unciale piccola riferibile al 1° sec. d. Cr. se pur

trova quasi perfetto riscontro nella scrittura
{Herc. Voi

Coli.

Per

tale nobiltà

;

è

uno

frammento

listi

potranno determinar

altri

un volume ercolanese

il

jota ascritto.

la

del

forma

ntgl
del

la

forma e

(fvfftojg

My

di

è

di

scritto
la

bella

lo stile

Epicuro

più rigida ed

Verso bianco.

sua ho creduto dover pubblicare qui colla riproduzione fototipica questo

colo

di

omesso

una colonna

non prima, poiché per

37 sgg.); dico. quasi unicamente perchè

Alt. VI,

epigrafica colà che qui

di

dieci linee di

di

certamente medico e dei buoni tempi del quale forse

i

pic-

dotti specia-

natura del contenuto (mali muliebri?) vedere se abbia rapporto con

papiri medici Londinesi e Berlinesi di recente pubblicati e se sia parte di opera antica a noi

pervenuta, cosa che ho cercate inutilmente

di

ritrovare io profano a questi studi.

* *

*

\(foi(fvr]

]irag

fi

tv

i-ivlai

TOT iQon[or

i]oiXccg
jrot'C

7t[

a7iTfQot>[c

x]viQrcr x(a'(yor\

aov(n\vo)

ti'

]aag
Tlj\ì'

10

uroo) n,v[

'^VQrj(T«[

,'Jf-Qa7Tl-V0ll[f-rìp'

f-]7Tlf(tÀ0)g

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* * *

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Tav.

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109

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106-110. Frammenti

omerici.

HNanHW -

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113. Opera

filosofica.

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(ìrtECO-EGlZlI

IMIimMOATI DALLA

l{.

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DI

I).

mondmknti antichi

AiJ^JADKiMIA DKI LINOKI

LA hIKKZIONK

COMPARETT!

k G.

VlTELiJ

VOIJIMK SkCONDO

PAPIRI FIORENTINI.
PAPIRI LETTERARI Eb EPISTOLARI
PER CURA
DI

DOMENICO COMPARETTI

Fasc.** 2:

N/ 118-169

(papiri epistolari)

CON 20 FOTOGRAFIE NEL TESTO

Ulrico Hoepli
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA
E DELLA

R.

ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1910

Prezzo L.

SS»

PROGRAMMA
La

E.

e dei soci

Academia

dei Lincei, accogliendo la proposta del sno presidente P. Villari

Lambroso. Comparetti,

suoi mezzi al fondo che,

deliberò nell'anno 1902 di contribuire coi

Vitelli,

ad imitazione

di tante altre dotte nazioni,

gliendo per missioni in Egitto intese a procacciare

all'

Italia per acquisto o per iscavo

papiri greci o romani, ed inoltre dicliiaravasi disposta

pubblicazioni scientifiche pur questa di

Con
per

tale sua deliberazicme la R.
siffatti

tali papiri

andavasi racco-

ad aggiungere

alle altre

sue

quanti se ne venissero raccogliendo.

Academia assecondava

e faceva

pur sua

l'

iniziativa

acquisti e ricerche presa nel 1900 dalla Società Italiana i^er gli Studi Classici

avente sua sede in Firenze presieduta allora

dall'

academico Prof.

poi

Vitelli,

Gr.

e

tuttavia attualmente dall' academico Prof. D. Comparetti.

Coi mezzi forniti dapprima da questa Società, poscia dalla R. Academia, da

altri

corpi scientifici italiani, da più privati, dal R. Governo, furono in più missioni successive dai Prof. Schiaparelli, Vitelli, Breccia acquistati in Egitto e recati a Firenze

buon numero

di papiri, ai quali si

aggiunsero quanti

altri

ne furono ottenuti dagli

scavi intrapresi dal Prof. Breccia nel 1903, continuati dal D.' Biondi nel
sito dell' antica

Hermupolis oggi Ashmunein. Così avviene che tutto

pirologico raccolto fin qui dal 1900 in poi cosi per acquisto

materiale pa-

il

come per

1904 sul

iscavo, trovisi

ora in Firenze commesso alle cure e agli studi dei due academici sunnominati,

attendono a prepararne la pubblicazione

d'

accordo colla R. Academia

questa nuova serie di volumi papirologici assegna un posto fra
cazioni academiche,

La

commettendone

raccolta papirologica sarà annessa,

logico-epigrafica intitolata:

Monumenti

ai

due suoi soci prefati

come supplemento

le

;

la

i

quali

quale a

varie sue pubbli-

la direzione.

filologico-sfcorico, alla raccolta archeo-

antichi pubblicati jjer cura della R.

Academia

dei Lincei] sarà

però distinta da quella col titolo speciale: Papiri greco-egizii pubblicati dalla R, Acad. d. Lincei
sotto la direzione di D. Comparetti e G. Vitelli: con quella avrà comune il formato, la carta e quanto
altro tipograficamente, per la special natura della raccolta, non abbia ad esser diverso; come quella,
avrà tavole di riproduzione fotografica ed anche all'uopo zincotipie in pagina.
I volumi di questa serie saran pubblicati senza termine fisso intieri o a puntate o

La mole

dei volumi sarà determinata

per ciascun caso dai direttori.

fascicoli.

Ogni volume sarà fornito

di

copiosi indici.

Academia, in Firenze ove trovansi i papiri, ove
risiedono i due academici direttori, presso dei quali trovasi pure tutto il materiale bibliografico
e tipografico necessario per la illustrazione e per la stampa di questa specie di monumenti.
I volumi non conterranno che papiri greco-egizi od eventualmente latino-egizi con notizie ed
illustrazioni succinte. I papiri potranno essere a talento dei direttori aggruppati e divisi nei volumi

La stampa

sarà eseguita, per cura della

E,.

secondo l'epoca (Tolemaica, Romana, Bizantina) o secondo

la

categoria (documentali, letterari,

epistolari etc).

Saranno esclusi da questa serie i papiri copti, arabi o d'altra lingua non classica, i quali, se
in numero considerevole, potranno essere pubblicati da competenti in volumi speciali fuori di serie,
oppure nei volumi degli Atti academici.
Per la compilazione dei volumi sarà in facoltà dei direttori di accettare o anche di sollecitare
la collaborazione di altri studiosi italiani il cui nome figurerà in fronte al volume alla cui pubblicazione abbiano atteso.

Le
si

sottoscrizioni ai Papiri

ricevono dall'Editore

Greco-Egizi

ULRICO HOEPLI
Firenae, 1910

-

i)ubblicati dalla R.

in Milano.

Tip. Galletti e Cocci.

Accademia

dei Lincei

C()|{HINP()M)KNZA DI ITEIU)M\OS

Dopo

gli sciivi intrapresi nel 1898-9

da Gront'ell

denominata Harit, dai quali risultò esser quello

scavi furono fatti nella stossa località da frugatori

tuenti la corrisponden/a di un tale
(ffiag

stessi

che aveano, a scopo di

Dime

circa

il

il

1890,

indigeni,

numero

una

quali in

i

di papiri in

Kaynm
altri

'J,

quelle

di

gran parte

in assai di essi qualificato (foovnaiìiq

'll{)iȓth(>^

mano

iuki hjcalità del

costi-

(Otuót-).-

uno o più negozianti, forse quello o quelli
lucro, promossi quelli scavi, come quelli pure fatti a

Questi papiri passarono in

-).

lluiit in

posto dell'antica Theadelfia

il

antiche case trovarono una cassa contenente buon

u

di

che furono promossi da certo Farag

')

negoziante di Ghizeh, presso

quale furono acquistati taluni dei papiri Heroniniani che qui a Firenze possediamo.

Messi in commercio, questi papiri Heroniniani andarono sparpagliati presso diversi
acquisitori; la

massima parte però fu acquistata da

Dapprima

riprese.

alcuni pochi ne acquistò, con altri

nostra Società per gli Studi Classici

il

prof.

non

noi,

una

in

volta,

ma

in più

altra natura, per incarico della

d'

Ernesto Schiaparelli nella sua missione in

Egitto nel 1901; più altri assai ne acquistò per la raccolta fiorentina
Breccia, mandato in Egitto con particolar missione nel 1903;

il

il

prof. Evaristo

più gran numero ne fu

acquistato per la stessa raccolta dal Prof. Vitelli in due sue missioni in Egitto del

1

908-4.

Cosi avvenne che la massima parte di questa corrispondenza Heroniniana e del contenuto
di quella tal cassa o cassetta, circa

un 160

lettere, trovisi in

mano

nostra qui a Firenze.

hanno pure alcuni resoconti di Heronino, forse provenienti dalla
stessa cassa, passati al Museo Britannico (pubbl. da Kenvon nel 3*^ voi. p. 103 sg., 193 sgg.
di quella raccolta) e in piccola parte pur qui a Firenze. Delle lettere trovansi, a nostra
Oltre alle lettere,

si

notizia, all' estero edite e inedite

Una

Cairo nel Museo di Grhizeh, pubblicata da Grenfell in Fayùm Towns

al

Nove

:

nel

Museo

di Alessandria,

una delle quali fu pubblicata dal

direttore di quel Museo, in Bullet.

questa e di tutte

le

d.

l.

Soc. Ardi. d'Alex,

inedite egli ebbe la cortesia di

n.o 153, p. 288.

prof. Breccia, egregio
9 (1907) p. 91 sg.

n.*^

comunicarmi

Di

la fotografia.

Cinque nel Museo Britannico, di cui quattro pubblicate dal Kenyon nel 3° voi. dei Gr.
Pap. of the Br. Mus. j). 173 sgg. 209 sgg.; una descritta ivi p. lxvii.
Due a Lipsia, di cui una pubbl. dal Mitteis in Gr. Urk. d. Papyrnssaml. z. Leipz. I, 311 sg.
l'altra gentilmente comunicatami dal prof. Wilcken.

«)

Fayùm Towns

2)

'

.

.

.

p. 51.

by natives who found a box containing the

Papiri Fiorentini.

Heroninus and other papyri
Tebtunis Papyri

II,

348.

'.

»)

Così Grenfell e

Hunt

Tebtunis Pap. ibid.
6

in

PAPIRI EPISTOLARI

42

Quattro a Parigi presso Tb. Reinach, pubblicate nel volume del medesimo Pap.

gr. et

fìémot. etc. p. 156 sgg.

Due pure a Parigi, frammenti inservibili, presso Th. Reinach, a lui cedute dal sig.'" Seymour de Ricci che gentilmente me le comunicava trascritte.
Una a Vienna presso il Pr. Wesselj che la pubblicò in Sitznngsher. di queir Academia,
1906 n.o Vili.

Una

a Kònigsberg presso

il

prof. Grradenwit/ che la pubblicò in Arch. f.

Pap. Forsch.

Ili, 405 sgg.

Una

a Strasburgo pubbl. da Preisigke in Griech. Pa}).

d.

/'.

Univ.

z.

Strassi), n." 32.

Tutte cxueste lettere esistenti all'estero servono al complemento di tutta la raccolta
che qui pubblichiamo, mentre dal complesso di essa vengono illustrate. Perciò noi le
riferiremo, illustrandole insieme alle nostre, ciascuna nel luogo che le spetta secondo il
mittente e la data. Dei resoconti di Heronino, non faremo che prenderne nota

cene all'uopo nelle illustrazioni della raccolta.
È probabile che assai altri papiri Heroniniani esistano,
presso acquisitori che non ne diedero ancora notizia

').

sia

e valer-

presso negozianti, sia

Certo, dall'esame del complesso di

quanti ne abbiamo risulta chiaro che nella serie cronologica di questa corrispondenza vi
sono lacune cosiderevoli difficili a spiegare se non ponendo che non tutto il contenuto di
quella tal cassa sia questo che noi conosciamo e che buona parte ne rimanga ancora

Vediamo

disperso e ignorato.

conservò in quella cassa

quell'uomo d'affari che era Heronino, ripose

le lettere relative alla

e

sua azienda a lui dirette da numerosi

minute o le copie delle lettere e dei resoconti da lui stesso dirette
medesimi durante un i)eriodo di quindici anni, che noi dobbiamo anzitutto definire di

mittenti ed anche
ai

infatti che

le

qual secolo fossero.

Quanto

fallace possa essere

il

criterio paleografico per definire l'età di queste scrit-

ture di tante mani diverse, lo mostra la varietà e l' erroneità delle opinioni espresse da
quanti non videro che alcune poche di queste lettere, che danno bensì la loro data, anno,

mese, giorno, senza però mai dire di qual regno sia l'anno segnato. Grenfell, che ne vide
una sola, colla data dell'anno 7'', credette riferirla, dalla paleografia, al 4° secolo e pro-

priamente

al 7" di

Costantino II (343-4

d. Cr.).

Al Reinach, che ne vide quattro con date

parve pure poterle riferire al 4° secolo, secondo la scrittura. A me, quando
non ne conoscevo che tre, nel pubblicarne due portanti la data del 9°, 14° parve dovei^i
del 1^

12'*

5*^1

scendere

meno

in basso e riferire quelle lettere alla fine del 3" secolo, agli anni cioè di

missione Vie
Diocleziano e reggenti. Quando però, dopo la missione Breccia e la
telli, venimmo in possesso di una massa tanto considerevole di queste lettere e pren2-'^

l-"^

demmo,

il

Vitelli ed

io,

con istudio comune ad esaminarle

e

fissarne

apparve chiarissima l'erroneità delle opinioni sopra ricordate,
ragione paleografica,

ma

lettura,

la

e si apprese,

per dati di fatto forniti dalle lettere

stesse,

tosto

non più per

che

gli

anni di

tutta questa corrispondenza sono quelli di Valeriano-Gallieno, ossia della incipiente se-

Di tal fatto piacque al Vitelli dare e diffondere a più rimentre io mi riserbava di trattare esaurientemente la questione croprese la notizia
nologica in questa mia edizione di quella corrispondenza, come ora vengo a fare.
conda metà del

3"^

sec. d.

Cr.

''),

•)

Alcune inedite furono veduto dal

seo del Cairo {At.
»)

Atene

e

e

II 10^)3

Roma VI

p.

Vitelli nel

Ma-

Atene

-250).

(1903) p. 254, Atti

Se. Stor. II (1904) p.

dd

Congr. di

e

Roma

186; Pap. Fior.

Vili (1905)

p.

225.

I,

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9,

K) Introd.

;

CUHHIhl'ONDKN/.A

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ciniiolo^-ìcd
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Mia

HHtiu'isclii (leiiolniKi la tiiaiican/M il(dlii (lata p(>i' ini taira o i^iianto

Ht(^HHa

deii/a,

pei- omisHioiiti del

iiiaaicaii/a.
I

I(M'()iiiiiiaiia

lleronino,

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iiiif.t(Mite.

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osiste

eoiru/ieiida, del

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Si

i-(>j^ÌKta*a

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imIÌ/Ìoiic

(|iifht,a

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iiiiiikm'o

11^

Lu'

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120

Lu"

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121

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5.

122

Lu"

(3.

123

L,i''
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127

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128

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130

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131

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132

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133

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134

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14.

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16.
17.

18.

(fanevoìi)^

7

L^" utaooì^

Strasburgo

L?/'

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L^" nuxoìv
Gradenwitz

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iitaooTj

Cairo

135

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136

U"

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137

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Li^"

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138

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139.

Li^" (fuwffi là

Reinach
21.
22.


Reinach
23.
24..

25.
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140.

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143

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7.

coppie;

«li

lincntto lu

i

r"eHor(»riti

d'ordine dei papiri fiorentini.

-

4.

lioini

della corriMpoii-

ni taitto <(iiaiit.o

Alypios.

~

-

le

l

di

nicdesinio ahhia aleini lappoito. l'onianio la nuiiie-

razioiu^ sp(U',iale di (piesta l'aecolta di

i-

IjO

papii-t);

nostra («tnoscten/a,

a

]ii<)H\n:it(>

hC(;(tii*l<<

lettera.

<li'|

il

i

PAPIRI EPISTOLARI

44
144

28.

-

145

Li^

29.

-

146

Uf

147

Li/' ^bìO-

35.


-

36.

27.

30.
31.
32.
33.

34.

148.

.

38.

39.
40.
41.

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149

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Alessandria
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48.


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49.

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166.

50.

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167

51.

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52.

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169

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164.

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165
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Appianos.

53.

54.
55.

56.
57.
58.

59.





170

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171

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182

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67.

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184

Herakleideis.

68.

69.

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72.

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73.

74.

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Alessandria

EiRENAEOS.

75.

76.

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i6

PAPIRI EPISTOLARI

ISIDOROS.

78.

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195

ISCHYRION,

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Lipsia

84.




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85.

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79.

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81.

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91.

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Alessandria

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92.
98.

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209

210

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94.

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Ly"

211

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95.
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Alessandria

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47

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110.

111.

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113.

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Alessandria

Lio" q.

227

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229

230

Philippos.

114.
115.



231

232

(f.uoì(ji

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(faQi.iov^i ^

Sarapammon.
116.

117.
118.
119.

120.




-

233

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234

U^" ^0)^

235

Liy" (fuwqi i6

236

Liy"

237.

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Mus.

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108^)

Brit. (ined.)

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7

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* *

* *

* *

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121.
122.

123.


-

238

Ly" quoìgi

239

Ly" g«o;y/

^

240

Lia' ^0)^

^

*

PAPIRI EPISTOLARI

48

Syros

241

L«"

125.


-

242

L/^' rv^i

126.

-

243

Ly" <fao)qi

127.

244.

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128.
129.

Ly"

.

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7

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245

Ly" (fawifi

246

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Lipsia

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247

Ly" tv^i~x

248

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132.

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249

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133.

-

250

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134.

251

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252

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253

Li" yjoiux xó

137.



-

254

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138.

-

255

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256

140.

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141.

-

258.

130.
131.

135.
136.

139.

J

r^

trj

257.

Seymour de

Ricci (Reinach).

* *

* *

* *

TlMAEOS.

142.

-

259.

Tryphon.

143.

-

260

Lfì"

/({-xf-iQ

144.

— 261

Lf"

(fc(fieru)i/

</

y

Incerti o ignoti, ad Heronino.

— — —

262.

Geminos?

263.

Koi^ais?

147.

-

264.

Ign

Liy"

OwO

x,'>

14B.

-

265.

Ign. ad Ileronas

Lic"

.7^.'/

149.

-

266.

Ign

* *

150.

-

267.

Ign

* *

145.

146.

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n(-(roQi,

(/kohji

/?

*

/'^Z^'C 'Y

*

UOltUlHl'dNUKNZA

2()H.

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2(1'.».

I^Mi

15:1.

-

L'7<).

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164.

-

271.

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lf/2.

49

lIKKoNINOH

hi

L<)

Aloss.'imliia,

Mns.

Hiil.

M;i,\iiiii)S

.

Maximos.

;\iir.

Alossiiiulria,

ij^ii

.\l(!ssan(liia,

i^^ll.

iiicort.

muy.

iitrtoQi^

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idtvo x.>

L/,/

/utxmt' (i?

it

i

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Seyniour du Ricci (Rcinacli)

ign.

Hehoninoh.

Mus.
155.

P)iit.,

Resoc. ad Ai)piano

,

Lutt. a Neilas?

272.

Mus.

156.-273.

Brit.

L,;

:j(,>:j

L*" navvi e

Resoc. a Heraklide

.

L«r" tv^i

W'errtKfTy

Lett. ad Alypios

data

L« Mu-

esterna

XQiavov xtX.
157.

158.
159.
160.

Di


-

Heronas suo

274.

Lett. ad

275.

Lett. ad Alypios

276.

Lett. ad

277.

Lett. ad Alypios?

figlio

.

.

Uy"

Ooìxt

i.'J

— — —

Eudaemon

tutte queste lettere ricevute o scritte da

*

* *

*

**

**

*

*

**

Heronino diamo ora

il

registro crono-

logico per anni, mesi e giorni.

Anno

da Ischyrion

^o)ih xO(fuo)(fc x?y

aO^vQ

1.°

.

.

,

iq

ApoUonios

Horion

xoiax

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Tv^i u

da Ischyrion

lie%HQ

manca

<fct}isv(/ìi>

da Alypios

i^

(faQuov^i xy

Harpalos

TTctxMv x^

Heraklides

Tiavvi

a

Alypios

insKf

i)-

id.

(xeaoQtj xjì

in
Papiri Fiorentini.

due lettere

di

Alypios

di

Syros

quest'anno manca

il

mese

e

il

giorno.

PAPIKI EPISTOLARI

50

Anno

2."

a

Heronino ad Appiano

j^

(7j

da Heraklides

"t?

Ninnos

;^

Alypios

^w,'>

.

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manca

Tv^i y

da S5T0S

x^

Ninnos

^

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,,

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Horion

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da Tryphon

(fa/Aivo)^

manca

(faQf.ioi'^1

manca

Ttaxoìv i§

da ignoto

Ttavvi

manca

£Ti£i(p

ìnanca

da Appianos

^

/.uGOQì]

eTiay

ce

Anno

{}oìi^

Alypios

3.»

da Eudaemon

a
^^

id.

;;

Syros

e

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ta

1^

»

id.

xt

Appianos

»

Syros

<faùì(fi

,,

id.

Suchammon

ai/vQ

manca

xocax a

da Syros

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Tv^i

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Horion

Monimos

«/?

»

Syros

Appianos

(resoc.)

(W)|{UINr()NIiKN/A

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iIKUONlNUM

l>l

SyroH

NilItlOH

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A|)piaiio8

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K()|»I"US

Anno

4,"

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V>i((^

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da Irenaeos
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Alypios
id.

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(xsxHQ X

da Heraklides

<paf.i€rci)ì/

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(fuQftovif^c

L

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Alypios

X i>

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navvi

id.

da Alypios

ji

manca

e7rei(f

/.ifoogr]

da Horion

fi

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Y

il

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Heras

«

Syros

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Palas

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da ignoto

Anno ò°
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da SjTOS


Alypios
id.

Appianos

01

PAPIRI EPISTOLARI

52

da Syros
^oiax xó

fuxfto X?

naxoìv

.

IT]

€TTfiq

Irenaeos

Ischyrion

Tryphon

Palas

Horion

Ischyrion

da Heroninos a Neilas

«r

manca

.

Ttavri

id.

.

Appianos

manca

.

da Kopres

tnay.

f.itaoor^

(?)

Anno
* * *

6.°

mancano 3 m.
mesi seguenti, Heronino ad Heraklide

e

«x'/yo

da Ischyrion

xa

Tiaxoìv

(resoc.)

* * *

mancano 3 m.

Anno
^0)^

^

,j

if

7.»

da Syros

Irenaeos

(fao)(fi

manca

a^vo u

da Syros

.......

^

.

Ischyrion

X<uax

manca

Tv^i a

da Heraklides

Ixf'/HoJ

Alypios

(fufuvoìiì y

Ischyrion

(fuQiiov^t

manca

navvi

manca

enuif

da Heronino ad Alypios

ly

sul rovescio notato

il

1*^

di

Macriano e Quieto

Anno

***
Xoiccx

8.»

mancano 3 m.
ifi

La" MaxQiar.

Kvrjr.

.

da Horion

****

mancano 4 m.

Ttaxoìv la

da Alypios

****

mancano

4 m.

^(ai^ a.

COllllIHI'ONliKN/A

Anno
i|il|ii|*ti'ifiHii|'fp

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(

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in.

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di.

10."

Alypios
i(l.

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(la

Alypios

manca

fii-X*-'i'

yrtfii-ìu):/

da Appianos

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*****

mancano

Anno
^(1)^

ni.

:i

<l;i

7

))

S

AIy|»io8

iiitivcaud

Anno

ivfii

*.».

iiKinniHo
<l''i

* * *

IIKIKtNIN'OH

l'I

da

.'/

* *

ù

in.

11.°

Suchammon

mancano 2 m.

xoiax

da Sarapammon

ly

********

mancano 8 m.

Anno
ihùìO-

12."

da Sarapammon

X

Alypios

x<r

»

^^^

Ischyrion
id.

cpacocfi

a

à

Alypios

la

Horion

Alypios

£

Maximos

C

Alypios

'i5

id.

id.

xO-

a^vQ

Xoiax

i^

««>

»

,,

»
:(::(!:(:

;;

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:»::;::(;

ri:

Aur. Maximos
Alypios

id.
id.

mancano 8 m.

T/S

»

PAPIRI EPISTOLARI

ài

Anno

da Heronino ad Heronas

.>oj.'/

i^

»

'(à

Alypios

x^

ignoto

Sarapammon

id

tjcaiHji

aOi'o

manca

'/oucx

manca,

tv^i

da Alypios

iff-X^io

manca

(fuLuì'oìiJ

da Alypios

X

* * *

ìnancano 3 m.

f7Tòi(f

da Alypios

<C

manca

l^aaoQìj

Anno
::

r^

>:

.da

,>

TViii

ly

* * *

^'

da Alypios

X

manca
da Palas

]

Anno
'^-

'^

e

Xoiux

ir^

da Alypios

********
* *

tali e

16."

ad Heronas da ignoto

si

scorgono a prima vista

le

lacune a cui sopra ho accennato, e

tante da non poter pensare elio l)asterebbero a colmarle tutte quelle

non abbiamo la
non abbiamo che

lettere di cui

data, che sono circa

dell'anno

tina lettera,

6'^

S m.

da Ischyrion

xa

In (luesto prospetto

id.

ì)ìfi)icano

Anno
^ci>.>

15.

mancano 2 m.

td^vo

* *

id.

Utaooì]
?

Alypios

mancano 4 m.

e7TH(f

</[

14."

mancano 3 m.

Xoiax

queste sono

13."

mentre

un

4'^

di tutta la raccolta, Così, ad

l'attività di

Heronino

in

es.,

tutto quel-

('(tHI(ISI'((N|ti;N/A

raiiiin r

m\

iiiit)

(die
IT)

;il

dal

((astata

solo

Htioì

(lei

sim rcsuconlo per

(-oiiiiiiit

I

('III

i

Ietterò, e

rif'orire (|iies((>

e

sii<;«:;tìrita.

veniva poi
(lue,

letter(> (m1

Una
cui redo

che

c-oiiforiiiatii dalla.

si

(hdle lettere di Ap|)iano
si

1(><ì:k<'

c'uii-

mdrejxtca
C^iasHtii

Quieto,

dm

tiitt(!

inferr'otta

Oia,

M!.

a

non aldnanio

non

nr-ric

Hpinj^oiio a

cui

il

koIo

dolini/iorn;
(jiieHt(!

rc^no

r,o|o

e

<ii

poHhil»ii(?

(die

v(Miiva

jcttei-e

datat»;,

due impciratori, come pure dei

esplicita di i|U(d
(5

una

|)er

coinph^Hso di

ricorre

t(ìr^odi talune di (jufiste

a

coirne:

(u."

171)

ad Ileroniuo

scritta sul rarso d\ un foglio sul

('«

un uui^istrato da un

(luerela per rapina, sjìorta ad

'^"'''

Iti al< Ijdc

I

anni

[«t taluni

Im-

lallieno.

(

pastore di Tlieoxenide addetto

(iiuiliiìca

anni

lo

di

(

lettore^

Vuleriaiio

Macriano

una; ed ecco

in calce di

meno

inen/.i()n(5

intei'culari

così,

ik'

|)iin'

palleremo,

imposta dal

potriMiio dire aiudie

diciamo

poi

re;^no di

il

ail

i-iv(»lt<i

!

anni, (die per un s(d caso, di cui

una durata di non più

.../

HtcHHo.

(|iicir aiiiio

Malgrado (iiicsjc lai'^ln^ lacune e malgrado
lina o due o poi die Icittoi'ti, piife ahhiaino

(dio ahliia

lll'.HONINOM

l'I

tah;

Aur. Sakis

bestiame (hdl'ecc.mo Aur, Apjjiano.

al

Questa querela di cui (jui non rit'eriauio il testo, già pubblicato md I" di questi volumi
regnanti, com'è uso in (jiieste
(n." 9 p. 28), porta la data, non già senza nominare
i

menzione di

lettere private, uni colla integrale

magistrati

atti pubblici o rivolti a

L^

'

essi e dei loro titoli

come

e di regola in

:

avioxoaioooìr xaiGctooìv IlovnXiov

Alxivviov OvaXi-Qiavov xui IlovnXiov
AixivriQV OvttXi-Qiavov rakXir^vov tvGt^oìv

SVtVXMV

Tv§i

Gi-^iccGlUìV

Sul roves(;io bianco di questa querela,

Heronino ed Ireneo segnandovi
querela di Sakis

ci dice

l'

Xjj

anno appresso Appiano

modo

in calce la data nel breve

che questo anno è

tere di Appiano, di cui

una porta

di Valeriano-Gallieno.

Come

fin la

il

Valeriano

3° di

data del

poi quella querela

10^,
si

vanno

x7.

che quindi tutte

le let-

riferite al

regno quindicenne

non già fra le carte del mafra quelle di Appiano il quale,

Aur. Apollonio dekadarcha, a cui era sporta, ma
non più di 8 mesi da che era scritta, considerandola come
la

La

solito: Ly' (fuoxji

trovasse,

gistrato,

per iscrivervi

e

scrisse la lettera ad

inutile, si servì del rovescio

sua lettera, rimane da sapere. Probabilmente quella non era che

minuta della querela che Appiano fece redigere pel suo pastore, il quale ricorse
primo luogo e, pel suo tramite e col suo appoggio, al magistrato.

la

a lui in

«

Una

Kopres ad Heronino esistente nel Museo di Alessandria e pubblicata
dal Prof. Breccia (ved. sopra p. 41) non ha data in calce, ma offre una data segnata in

modo

lettera di

insolito sul rovescio, che secondo le fibre sarebbe

Lf'

redo^ in questi termini

:

TOH' xvQion' r^itoìv

OvaXsQiavùìv (sic) xai
as^aajbìv

Il testo di

il

rc(/.[?u]ipoi'

MiOoQiq

67rayo,Ué[v(»)j'.

questa lettera insieme alla fotografia delle due facce gentilmente comu-

nicatami dal Prof. Breccia,

io

riproduco a suo luogo in questa raccolta insieme

unica lettera che noi abbiamo di questo Kopres
regolare, cioè in calce, colla solita breve

(n.°

208) la

forma innominale

quale ha

Ly" ntoogr^ xa.

la

alla

data al posto

Ora però dovrem

56

PAPIKI EPISTOLARI

domandarci

:

quella data scritta in quella forma a tergo della lettera, è veramente la data

della lettera? Cosi dovrebbe parere dacché la lettera

Esempi

stento a crederlo.

mittente è segnata,

non

e'

si

poi di quella data é

data in calce. Eppure io

di data

mancano

affatto; questo sarebbe l'unico della sua specie.

posto (né qui sarebbe

è

la

omessa in qualche lettera mentre in altre dello stesso
possono vedere nel prospetto qui sopra. Esempi di data omessa in

calce e segnata a tergo,
in calce

non ha

il

caso) la data é segnata in margine.

un piccolo, ben segnato

La

Quando

scrittura

elegante unciale affatto in-

e spazieggiato,

solito in queste lettere e in singolare contrasto col brutto corsivo di questa e dell'altra

lettera di Kopres.

povero garzone,

Finalmente non

naiddoior, qual'era

si

vede per quale straordinaria circostanza questo

Kopres, volesse in questa lettera segnare

regnanti, cosa che né egli stesso nella sua lettera dell' anno

3'^

i

nomi

dei

né Heronino né alcuno

mi porta a credere che quella data si trovasse
in calce di qualche documento, scritto sul recto di un foglio da cui fu tagliato quell' estremo
pezzo, sul verso bianco del quale Kopres scrisse la sua lettera. Però, se tant' é, rileveremmo pur sempre da quella data tergale che la lettera é posteriore all' anno 5" di Vadei suoi corrispondenti fece mai. Tutto

leriano-Gallieno e potrebbe anche essere di parecchio posteriore, dacché troviamo questo

Kopres

in servizio

ancora nell'anno

di Aljpio,

IS'^ (lett.

n.*^'

come v'era

150)

già nell'anno

S*'

di quel regno.

Una

Heronino ad Alypio (n.° 273), rimasta fra le carte di Heronino, forse
perchè non era che la minuta della lettera spedita, porta in calce la data \-t' enei(f ly.
Scritta sul verso di un brano di registro di conti, essa porta a tergo ripetuto l' indirizzo
ed oltre a questo segnata d' altra mano ed in carattere maggiore (come può vedersi nella
fotografia che riportiamo a suo luogo) una datazione così concepita
lettera di

:

L«" avT oxouTOQUìv xaiaaQwv Tnov (PovX^iov lovviov Muxgiavov xca Tnov
lovviov Kvr]tov svGf^wv tvrvxùn' ffs^aaroìv

(l>ovXifìiov

La

Te

presenza in questo luogo di questa data che non può avere alcun rapporto colla

una data anteriore, per quanto strana, non sarà difficile spiegarla. La
il 7 Luglio dell'anno 7'> di Valeriano-Gallieno, che compievasi il 28 Agosto,

lettera portante
lettera fu scritta

l'ultimo fortunoso anno di quei due regnanti uniti.
di

&aìlh

Avvenuta

la

proclamazione in Egitto

Macriano, Heronino pensò a farsi dare appunto dei precisi nomi

e titoli dei

nuovi

re-

gnanti e lo fece segnare sulla parte libera di quel pezzo di papiro, nel nuovo anno egizio

che cominciava

(29

La

Agosto) poco dopo scritta quella lettera.

data di mese

Ooìi>

a

non

vuol necessariamente dire che quell'appunto fosse segnato precisamente in quel giorno.

Heronino la formola, la segnò così, come la data corrispondente all' inizio
dell' anno egizio da cui normalmente si contavano gli anni dei regnanti in Egitto. E infatti quella la formola completa per la datazione di Macriano-Quieto e ne abbiamo più d'un
Chi

scrisse per

esempio

in papiri

documentali; così in

n.« 954 p. 153, ixoiux

^

=

particolarmente é

il

papiro

formola completa con

GPBM.

n."

905 p. 127, {Mi^xhq xà

29 Nov. 260); così anche in Pap. Strasb. n." 6
n.''

(fa/tiévoìO^

7

57 di Lipsia (Mitteis p. 179

=

ngo xuvxìfi ^uacXfiag, espressione che,

6

sg.)
.

i

.

(I,

in cui

.tov
Marzo 261 e nel testo:
come ben nota il Mitteis, fa

a nominare in quel periodo di rivoluzione

=

\b Febr. 261)

p. 36).

troviamo

Notevole
la stessa

óuXrjXvOanog C ftovg

rr^g

sentire la ripugnanza

regnanti colà spodestati.

Macriano-Quieto corrisponderebbe all' 8" di Valeriano-Gallieno. Come
vede nel nostro prospetto, di questa data non si ha che una lettera, testé pubblicata,

L'anno

si

Ili

]" di

{)niii(isi'()Niti;N/A

il,

S(

(>(l

riisl)lllf;(>.

rraiiiiiicnldsa

diede

L-ià

HÌ('Ui-a,
il

c(niic

noi

ccrLc

le

volumi

12'.

p.

i

r

-!////.

<

'ornw

darlii.
|).

x)

M;i<TÌ;iM')-(^llÌ<'to,

ili

1

i;

la

iottcni

l<'t.f»!r:i

I'uiom'- ad

hiipplit-ii

«j

dintin^nc

hi

iiiiy

xvotuty

indir M<(XQt<(ìi>r

(die s()|)ra

abbiam

jìotevamo aspettare

i(i

visto (Udl'appiinto proso
clu^ si siMitisse

da Hcronino per

la

bisogno, alnieno sui primi

il

nuova

pur

usata negli stessi termini in papiri documentali quale quel di Vienna
II, p, 33 sg.)
eroi,

fragm.

golare at^aaiov dopo

il

Koptos

'),

nomi

i

trova

si

284 (Fiihrer p. 84

contenente un contratto del 5 Marzo 20 !, quel di Londra
p. 83)

nome

contenente una ricevuta del 24 Ottobre 260. Quel

sin-

mentre sconcorda con quel che precede, fa penQuieto in Egitto, ricordata in una epigrafe frammen-

di Quieto,

sare alla visita che fece, da solo,
taria di

n."

i'oi

nuovo

1

dei regnanti. Vediaujo die qui questo fu fatto colla forniola più breve, che

(Grenfell Alex.

]n:r

:

sel•i(^

FEli

l:i

rifcri^eo pnn- io

regno, di segnare aiudie nelle date di queste lettere ])rivate, costituenti una

Mittheil.

li<'i-o

dajc una Icffuf.i

Cosi Uittn

e (;osi

N(ia

'|"**H*'ii

I"i

conispondciit,!;

(pici

llorioiic in (picHtii raccolta. (Questa

leltcM'c di

yjiKcx

data.,

di

Wcsscly non avrclihc potuto

il

^

di

sopi-a

Idi

il

pctsscdianm paicccliic Icifcrc

faial,f,(>TÌsM('lic

L.<(

mola

Wcssriv Uid.

dal

a

data sii^nata col nome dei i-e^nanti

Dopo (pud

(|l|f|r iilllM», hC.JJ-Iialo CMiiM'

(Il

clic,

Vitidli ned l'di (piesli

a HUO luo^o IVa
la,

A

p!Ìiici|)i().

in

In r.icilc licoiioscci-c

coinplcla.

li'(lii;i

llllll

posscdiila e piihl)! ical

r (|linlla.

nino

Msis((« |H'lo

''-»7

iii:iti)NiN<m

IH

accattivandosi la popolazione anche con distribuzioni di grano {am^oiaui)

come rileviamo dal pap. 955 di Londra sopra citato. Se
quest'anno, ciò non va certamente attribuito ai rivolgimenti
ragioni che valgono per l'anno

6"

e

per

altri.

E

cosi scarse sono le lettere di

politici d'allora,

ma alle stesse

ben possibile che altre lettere di

pur possibile che altre se ne trovino colla data del \" di
Macriano-Quieto così segnata, ed altre semplicemente datate dall'anno L?/' come quella
di Strasburgo. Infatti le monete Alessandrine offrono una serie non interrotta di tutti
gli anni di Valeriano-Gallieno compreso l'S'^ il quale se ai tempi di Banduri e di Eckhel
(IV, p. 91 VII, p. 267) era in quelle monete quasi punto rappresentato, oggi lo vediam
quest'

anno vengano a

luce, ed è

;

rappresentato in buon numero di esemplari della raccolta Dattari (Numi Augg. Alexan-

^

8 DeMacriano è del 12 Choiak
cembre 260, quella in data dell'anno 8'^ è dell' 11 Pachon =: 6 Maggio 261.
Da quella lettera colla data cosi segnata il Prof. Wessely ha creduto arguire (1. e. p. 42)
che tutte le altre con data innominale dell'anno 1° (e forse anche del secondo) -) debbano
riferirsi al breve regno di Macriano-Quieto. Ciò non ha fondamento, e certamente il
Wesselj quand'abbia visto il prospetto di questa raccolta non vorrà insistere nella sua
idea. Non è possibile riferire a quei regnanti intercalari che le date ove i loro nomi

drini p. 347-359).

Va

notato che la lettera

figurino. Piuttosto pei

primi anni, fino al

coli'

3'^

anno

di

o anche fino al 6°

si

può dubitare

se

sian

anni di Valeriano Gallieno o non abbiano, almeno in parte, a riferirsi a qualcuno dei
più brevi regni precedenti o susseguenti. Anche qui però, tutto ben considerato, trovo

>)

FI nders-Petrie, Jvop^os p. 34; Milne, Egxjpt under
i

Rom. Rule
II

p.

77; Seyuiour de Ricci, Aìxh.

450 sg.
Papiri Fiorentini.

f-

Pap. Forsch.

2)

In alcune

monete

di

questi regnanti

data LB; Eckhel, VII, 467; Cohen VI,
notizia, solo nel n.° 6 dei P. Strasb.,

6.
I,

abbiamo

la

In papiri, a mia
p. 36.

PAPIRI EPISTOLARI

58

non quando la esplicita menzione di altri principi nelle date ce lo imponga, cosa che fin qui non si è mai veduta
nella corrispondenza Heroniniana. Heronino, a quanto pare, amava conservare tutte le
carte della sua amministrazione, anche le più inutili e d' interesse momentaneo e passeggero, forse per documentare i resoconti che d'anno in anno compilava pei suoi committenti. In questa cassa sembra a me ch'egli riponesse tutte le carte dei quindici anni di
Valeriano-Grallieno, comprese quelle dell' intercalare Macriano-Quieto, sia per distinguerle
(sendo le date innominali) da quelle di altri principati, forse aggruppate altrove o in
altra guisa, sia perchè la sua gestione cominciasse e finisse con quel regno. Se questa
sua gestione cominciasse già prima di Valeriano, non saprei dire; che però cessasse dopo
l'ultimo di Gallieno, m'induce a pensarlo una lettera (n." 265) di cui non rimane che la
data e l'indirizzo, ed è rivolta, non sappiamo da chi, non già a lui, ma ad Heronas fr. di
che iion

si

limiti del regno di Val. -Gali, se

può uscire dai

Thraso in data di Li^" />w^ xa. Ora, questo Heronas era un figlio di Heronino, secondo
apprendiamo da una lettera di costui a lui rivolta (n." 274 [ìquìvu lo) vim) in data dell'anno 13
quando sappiamo da altre lettere che, come pur nei due anni appresso, fr. di Thraso era
Heronino. Poiché vediamo che in uno stesso tempo Heronino è front, di Theadelfia, di
Thraso, di Sathro, parrebbe dover pensare che in tutte queste sue gestioni dopo il \b^ di
Gallieno gli fosse succeduto

figlio.

il

Se però

altri dicesse potersi

pensare eh' egli avesse

commesso al figlio Heronas, la frontis di Thraso riserbando le altre per sé, io non
saprei come escludere questa possibilità; solo però farei osservare che, molto probabilmente, come sotto vedremo, tutti quei nomi sono sinonimi che designano una sola località ed una sola (jQovzig.
Quanto alla data del sedicesimo anno, Thoth 21 {= 18 Settembre), non é punto sorprendente che 21 giorni dopo spirato l'anno quindicesimo, propriamente l'ultimo di Gallieno, qualcuno segnasse ancora, secondo la serie durata fin li, il nuovo anno come il 16°,
non essendosi ancora diffusa in Egitto la notizia della morte di Gallieno avvenuta a Milano nel Marzo. Di fatti simili abbiamo più esempi nei papiri; basti veder quelli notati
e ricordati da Grenfell-Hunt in Oxyrhynch. VI, p. 248 sg. E neppur mancano monete
alessandrine di Gallieno colla data L<c una almeno, ricordata già da Zoega e da Eckhel
allora

;

(IV, p. 93) deve trovarsi nel Cabinet des médailles a Parigi.

Or dunque riman fermo per
tempo

noi che tutta questa corrispondenza Heroniniana é del

di Valeriano-Gallieno e che tutti gli anni delle date innominali, dal 1° al 15° sono

anni di quel regno.

Non

é

nota la precisa data dell'assunzione di Valeriano,

buon fondamento Clinton ed altri la suppongono verso
in Alessandria, e quindi il 1° anno di Valeriano comincia
sto del 253, ed a questo noi ci

nome

atterremo nel tradurre

la fine del 253 d. Cr.

in Egitto col 1° di
le

ma

con

proclamata

Thot

= 29 Ago-

date di queste lettere.

Heronino non è punto comune. Comunissimo é invece Heron, il quale
non deve però mai esser preso come un' abbreviazione di Heronino; se troviamo in queste
lettere "Homi per 'Hooìveivoì dobbiamo considerare quella scrittura come incompleta. Heron,
che ricorre nelle lett. n.° 216, 261 è il nome di tutt' altra persona. La forma regolare é 'Hqoìvéivog e così egli stesso scrive sempre il suo nome, ma per la pronunzia del tempo frequentissima é la scrittura 'HgonTvog. Questo Heronino in parecchie lettere è qualificato
Il

di

(f^Qoviiatifi

talune è

</o.

di

senz'altro; in molte è qgovTiGT^jg 0iaóeX(ffiac, in molte altre é
IuI^qw e tale

si

c/q.

Ogacrcò;

in

dice egli stesso in una sua lettera ad Alypio che di re-

roHIlISI'ONDKN/.A

lo

^olii

cliiaiii;!,

c^li r (Icilio

<li

i\t((>titir:h'(>i^

«yo.

radi»

<//,'.

<')i i<i)//.<f n'it>:

di

non

(|iialilica

cui

lina località a iiotrvolr (li.^laii/,a

nindiisr

in

alti'i

casi

in

I

Icronino è detto

così proniiscuaiiu'iito clic dolihiam ci-csdere

sola

7(<or//\-,

sua residenza

i-onino aveva,

la

ooi)i

dove

riori scavi

{?

()pj)iii'(!

'l'IiraHo e

il

trovarono

si

suo ullicio

il,

Heronino

suo stato un

è di

ili

\^v.

per

cs.

altri ifooniaud. (^osì

rion è (joainai

>^^

iwr

dovrebbe tradurre

.i.^oì

]).

'.V.)\

corto

I)i

.

indiriz/o di

rjiudl*'

Satino dcv(Mio

«-hhcro

1"

la f'oi-niu pr«!Valerit<!, i\<;llo

Tlieadelfia e fV
state tanto

(!HH(?rc

TliraKO

di

da

vi(;iiic

')

fV>r-

nome

isci'izioni col

di Tlieadellia;

anche

come

(ji>oiic(rTi)c

Tlieadelfia. C^iHJHto ò corto, che

sono parecchi

lo

]\1.

Ili

p.

103),

dove è

che ulte-

è possibih!

altri

si

(dn?

fi^ni-ano

in

definisce

-fQo morii

noe

espressione che troviamo adoperata anche

ArSùvonc inìoroovni

2:niQf7Tdn (234,3),

trovatf;,

He-

noim^ di Thraso o Sathi-o,

il

questa corrispondenza. K^li stesso intc^stando un suo resoconto
1WV 7TKH f)fa6&hf}-mc (Gr. P.

p,

là (lov(! finente lettore furori

stesso o in (pici dintorni rivelino

località

(|iiell(!

Tolemaico

tipo

e di

(!

Ir.

Nar-

(pudla koinè avoK8(! due nomi, pin antico forHC e ancora

(die

meno antico

pr(>val(Mit(> MMiraso,

llarìt,

jmji

(Tr/ifini.

Ino^^^o.

il

Aljpio

luttoi'*' alt l'o OHCfiipio.

(|ii()Ht(?

da 'riiradidliit

scambiando

simili,

stesso tiMiipo e dalla stossu porsona

lina

(•'«"•

HtoMHO

ilclN»

hif.t.iMa

cosa; Satino ana|;i'ainina popolai'c di Tliiasf) die è

st.(»SHa

niai'c

una

in

\

fj\)

scritto per ci'I'oit dallo ^ciiv.ino di Alypiorlic .sc|^no

nome In
lettere, come

(pici

iniii

H{jt<(iut

(/().

IIIIIONIXOH

IM

("ÌKi'^f-ruìoQ

Stando

il

cioè (Koriiarf^

47, 8)

<•).;

Ho-

al valore proi)rio di questi vocaboli

curatore, procuratore, provveditore,

ma

si

questi son termini molto jfeuerici

che esprimono o possono esprimere troppo di più d(dla natura assai limitata

e

modesta

Heronino egli altri che qui figurauo, sono tutti f/oorrtarat
di una qualche xw/r»^, qual'è Theadelfia, Evhemeria, Dionysias etc. Questa è chiamata la loro
qQoriìq (così p. es xrfi aov (fQoviióoc, àirò (jQorrióoc Saaaw). In linguaggio moderno questi (fcomaraì dovremmo chiamarli agenti o gerenti ed azienda o gestione la loro (fgarrlc. Tutte queste
lettere ci dicono quali sono le loro funzioni. Propriamente sono agenti rurali, addetti o
preposti all'amministrazione dei fondi rustici di una kome. Non trovo certo esempio dei
fondi di più d'una kome retti da un solo agente; certo è però che non più di uno di tali
dell'ufficio di cui qui

si

tratta.

agenti vi ha per ciascuna kome. Così Heronino era unico agente o

Twv

rn-QÌ

(fcorriffti^g

di tutti

fondi

i

Questi fondi o possessi o x)oderi (xrytar»^ potevano essere di proprietà

0faófX<ffic(c.

pubblica imperiale, demaniale o privata.

A

ciascuno dei possessori l'agente rendeva conto,

da ciascuno riceveva ordini. Suo dovere era di vigilare su tutti

lavori agricoli, diri-

i

provvedere pel bestiame, pei veicoli di trasporto, per gli ordigni rustici, per l'irrigazione e le macchine relative etc oltre al riscuotere e pagare
redigendo i conti dell'amministrazione e tenendo la corrispondenza coi padroni e cogli

gerli nelle varie stagioni,

altri agenti

Su

pur in rapporto con

questi.

un documento ufiiciale appunto di
I, 58. E una circolare che nel 288 d.

questi (fQovTiGTai gitta una luce considerevole

quel secolo, edito da Grenfell-Hunt in Oxyrh. Pa2)-

Cr. l'epistratego Servaeus Africanus rivolge agli strateghi dei Sette
noite, colla quale
aral, YQatifiaTHq

nanzi, ei dice,

')

che

non

invita a mettere

li

si

ci

una remora

In due lettere di Alypio (129,

131),

l'indirizzo

interno porta Theadelfia, l'esterno porta Thraso. Nelle
lettere

di

Alypio prevale Thraso, in quelle

Theadelfia. Ischyrion in lettere di

di

Syros

uno stesso anno segna

Thraso ©Theadelfia promiscuamente. Così pure Appiano
che

in lettere

dell'anno 3° segna Theadelfia o Sathro, in

(fQovTiaTfjc

una

(ovaiai rauiaxaì);

per ciascuna

del 5°

Thraso

etc.

A

ovaia

Per Horione
di

la

è

Dionysiade (anno

Sentrepaei (an.
anni

cosa

3°-5°.

non

si verifica

diversa; egli
2°-5°), di

12°-13''); (fo. di

si

al

più

può pensare,

dall'anno
è

/tici-

d'ora in-

con due o

traslochi

poiché la stessa promiscuità

(fo.

e dell' Arsi-

agli abusi dei sedicenti (fooruarcà,

arricchiscono a carico dei beni imperiali

deve essere che un solo

Nomi

1° al 15°.

successivamente

Evhemeria

Evhemeria

(an. 10°), di

è Ireneo negli

PAPIRI EPISTOLAHI

60

tre vnr^Qerai, e per costui deve farsi garante la ^ovXi]

Fino a qual punto questa disposizione
possa riferirsi al caso di Heronino e degli altri (fQovTiaTuì che qui figurano, non saprei
dire. Se le ovaica la^i. aveano ciascuna per capoluogo una «w/jtj, possiamo osservare che al
tempo di Heronino, ossia dai 20 ai 35 anni prima della circolare, 1' abuso di tanti (}(.ovTiaraì per una ovaia non si era verificato. Ma la ^ovli] di cui è parola è quella del capoluogo del nomos dove risiedeva lo stratego

può darsi che già allora più d' uno di questi
che qui incontriamo ciascuno addetto ad una xw/jtj si trovasse a funzionare per

(fooviKfTcà

una sola

e

ovaia ra^i. estendentesi nel raggio di più

questi (fQovnGial,

come

si

proprio arbitrio

ficio di

M.

d'una

Prima

xw/o^.

di quella circolare

rileva dai termini della circolare stessa, assumevano quell'uf(òvó^iara èuvroìg è'ievQÓvrfc)^

come

esercenti la professione di agenti

rurali al servizio di quanti proprietari avessero beni in quella kome.

come potesse

esser convenuto che

non ve ne

Come

entrassero

uno per ciascuna kome,
non si rileva da questa corrispondenza. La circolare del 288 che vuole non ve ne sia che
uno per ciascuna ovaia ci dà qualche lume su quest'ultimo punto; si vede che ai tempi
di Heronino ancora non si era introdotto l'abuso deplorato in quella, ma rimane sempre
oscura la nomina di costoro all'ufficio, se per parte delle autorità della kome o del nomos
o per parte dei proprietari. La permanenza in ufficio di Heronino per almeno 15 anni
è poi il fatto che Heronino figura
fa pensare a nomina piuttosto privata che pubblica.
in ufficio,

fosse che

C

come

al servizio di

personali,
è

più proprietari dai quali riceve ordini d'ogni sorta, anche di servigi

come da padroni

aspramente redarguito

aiQutiooirfi.

Grli è

e

ai

;

quali rende conti e dai quali, per mancanze o negligenze

anche minacciato di punizioni gravi con intervento pure dello

che questi proi)rietari non sono realmente che appaltatori di domini im-

Alypio

periali. Il principale è

di cui sono

si

gran parte delle lettere ad Heronino. Egli

una schiera d'impiegati con sé, assistenti, segretari, economi, oltre ai servi domestici ed un bel numero di scribi giudicando dalla considerevole
varietà delle scritture di sue lettere. La sua autorità e il suo dominio si estende, da un
lato alle principali komae della Themistumeris fino a Dionjsias e al lago Moeris i cui
risiede in Arsiuoe ed ha tutta

pescatori hanno dipendenza da
meris p.

es.

lui,

e

da un altro lato

s'

inoltra anche nella Polacmonos

ad Ibion Argaeu, a Narmuthi, a Talei etc Tutti o quasi

tutti

(/gomazaì

i

corrispondenti di Heronino, parlano con riverenza di Alypio frequentemente chiamandolo
ó xvoiog iiov, ó xvoiog

fjf^iwr.

Più d'una volta vediamo datogli

titolo di

il

ó

xoditarog,

titolo

grado (t'ir egregius) che spetterebbe al òioixr^Tijg centrale. Egli però non è certamente
tale, dacché Ischyrion (anch' egli dipendente da Alyp.) in una sua lett. ad Heronino dice
che Alypio ha annunziato la sua imminente venuta insieme al óioixrfir]g (n." 201). Sono
di

due autorità che accedono

medesime

tore delle
ufficio,

ma

sul luogo,

il

óioixì^ir'jg

delle ovaCai

tati,

e

il

Questi non ha mai, in tante menzioni di

^).

coir epiteto di grado xodriarog viene equiparato al

n." 144)

ufficiale dello stato

xvqu

fiov àavyxQir^

»)

Rostowzew

*)

Jn quella lettera confidenziale

del

'*.

il

tit.

di

ximnaim;.

A

le

sue funzioni

si

il

cffo/xj/rij?

dria è incerto.
è

nomi-

questi tempi la dignità
il

titolo

sonante

gli

limitassero ad Alessan-

le ovaica

E uomo

(lett.

ricco

Anubion

di

ó

Non

ù^ioXoywiaiog

crederei pero die

ha qualche esempio

nell'Oxyrhynchites.
146 o

ai suoi dipendenti,

e

sul

in

Arch.

f.

Cfr. P.

Ppf.

Meyer

Ili,

ln4.

come

n'>axìjfio)r,

il

con Alypio potesse essere uno

locali di cui si

p.

alcun titolo di

appaltatore dei beni imperiali, e non

suo proprio titolo è

il

Staatspaclìt etc. p. 166 sg.

era assai menomata, benché

rmianesse. Se

Come

né della casa imperiale, egli figura dinanzi

proprietario di quei beni e quindi

nato senza

jtXvml

lui,

óioixi]TT^g.

potente a cui tutti s'inchinano, umilmente; taluno arriva a dirgli
rovescio di

principale appalta-

(^.

cìi

che

che visitava
quei

(Tioixìjrcd

del 1" sec. dell'impero
\n Festschr.

Hirschfdd

H[)(!hH()
Xiiyo':

clic

i'()\

(

un

«'ti

in

<|iial(5

i.'i

(tato a

Ilio

Hiio Hpociiil

l.iillc

<i{>i)ìn(iiì\^

addctld ad

d(drappall.(> clic in
il.

l)cnc|)la.c.it()

Sf(((i/.s/)iir/tf

di S( rasi

III

r«^(>

(I,

ii."

giiistaiiKMito ()SKci\a
di

icicniino'i aiicli(>

!

cle/iiano

30,')

;")()()).

2H)
il

ric^cvuta del

*rcisi«rkcl clic

una

di

pai'Iasi

una

ossia di

h(!

<fn(>iii;

anni, coiiif

vuole ad
7ì{)o{ìàniiv

Al.vpio poKscdova

(|iiaraiitiiia

Alypio

ma dura

cont(!niita

Ma

in

Tliraso

(pudla

d'anni

queir Alypio non

nostro,

il

ma

fosse;

e d'altri

un suo

Resoconti rivolti ad Alypio da Heronino

Un

altro proprietario corris])ondento di

mando ad Heronino, abbiamo frammenti
f^ì^yfj^/^ro-^sl

l//.'^i'lrc)J'(;f/ffcl

-)

un

in

d(d

papii'o

(come
'/(-oii/^

di

\'.\

lettoro

p^cstioni

di

l)ir)-

Alyi)io

Ilfrf>nino

di

può anello darsi

elio

fip^lio.

])er la

vasta azienda, Un

Heronino

è A])])iaiio. ()ltro

come

lo è

pure

non

(pii
all(;

di resoconti di H(!ronino a lui

in questi resoconti,

«"'

alle

j)ost(;rior(!

e

t'osse

'cjr. Ito-

suo tempo

(al

ricoviita

dovoano essere cessate da un poz/o;

di

a.pi)a.lli

H('rii|)n*

indcfinitanicfitc

d'anno

lin

(t^Mii

e di tanti altri ij(ioynaiitì

yli

Vii notato

Hciiiprc <oni<' propi-ictario in vir'tù

lo

licfoiiiiio; allora

2211).

Icroiiino fì^iini

I

conio pur(;

ad

221,

npccial

hiio

liii

oraiK Akvulnv iiiTliraso, l'isiiltcìchlie

hcni |)ropri e non d'appalto.

d. (h*.,

n." 220,

liniitafd al hislrntu,

piii

sosjxuidcilo

|)H()

una

)a

AI.\j»io lij^iira

r

iuph

l'i

ha puri-

<|ij:ili;

iSyroH huo.

aliiiciio

<li

01

iro/i^iKm) la

i\

i

|i|ii('srii(aiil,c

cokì

clic

cui

in

i

I

(li)iiiia

durala

d'iiipi»

(|iicsl.()

p.

la

Al.\|ii(>

d(dr iinpcu'aton^

Htow/cw

o la

^(«i-ciil.c

Iclicrc jx'r

(|ii(',sj,(«

sua

alla

r

lui

IIKIIONINOH

DI

('(iI{|{|SI'ON|ti:N/,\

')•

in molti

si

son trovati.

suo lettore; di co-

KrIì

do<^li

<-

'jualificato

ostraka del

Fa^ùni pubbl. dal Jouguet. Se dopo essere stato esegeta in Alessandria e^rli andasse a
stabilirsi ad Arsinoe o in qualche posto di quel nomos, non sappiamo. Dalle sue lettere
e dai resoconti risulta eh' egli avea delle proprietà ed affari a Theadelfia ed anche ad
Evhemeria e altrove. Per imperiosità e per la natura degli ordini ch'ei dà, le sue lettere

assomigliano a quelle di Alypio tanto da concluderne che fosse anch' egli un ap-

si

paltatore di beni imperiali o

da

è nuli

lui nomini^to in

un partecipante

all'

queste lettere sue che

ai^palto di Alypio,

ci

il

quale però non

rimangono. Negli ostraka del Faj'ùm,

Jouguet e dal Preisigke % figura il nome e il titolo di questo
Appiano dopo la menzione di Theadelfia e dei /«r/J/mTa del tale anno. Quegli ostraka
sono ricevute dei prodotti agricoli di un dato anno versati da Appiano l'anno tale nel
pubblico granaio [Or^aavQÓg) di Theadelfia. Certamente il versamento non fu fatto da Appiano stesso, ma da altri, forse da Heronino, per lui, registrandolo però in suo nome come
di proprietario; è assai probabile che le relative ricevute provengano da Theadelfia e
forse dalla casa stessa da cui provengono i papiri Heroniniani. In ciascuna di esse è
spiegati diversamente dal

segnato r anno corrente del versamento e l'anno in cui furon raccolti
iysvt'ì/^iccTa)

versati

;

questo suol essere

l'

anno antecedente o anche

il

i

prodotti agricoli

preantecedente a quello

abbiamo i yerrmaja dell'anno 7° e il versamento dell'anno 1°;
distanza che si spiega con un cambiamento di regno, fra le due date Jouguet, approvato
da Preisigke^ ha pensato che il 7° sia di Filippo e il 1*^ di Decio e pur trovandosi, benché
rare, monete Alessandrine di Filippo colla data LZ, finché non si trovino altri ostraka
simili con anni superiori al 7° la cosa potrà anche stare.
é però da notare che noi
abbiamo lettere di Appiano degli anni 1°, 3'^, 5*^ e 10'^, e che dal fatto soprariferito risulta
positivamente che questi (dei primi, almeno il terzo) sono anni di Valeriane-Gallieno,

del versamento. In qualcuno

;

C

Un frammento è nel
GPBM. p. 103 sg. uno a
')

in

Fior.

;

p.

1,
2)

Mus. Br.

di

]226 pubblicato

Firenze, pubblicato in

Pap.

'Anniayòg

3)

set]}',

etc.

La forma

questo nome, affatto romano, è Appianus,

come pure

però frequente è

27.

Jun. UnuìvHvog Avo. Aniayo)

regolare

n."

V List.
ini

Fayoum par

fr. d'ardì, orieìtt.

Fayoum

in

trova in questi papiri

nei

quali

riduzione del doppio n ad un solo.

la

Ostraka da

si

Arch.

f.

II,

P. Jouguet, in

BuU. de

1902. Preisigke Kornfrachten

Papyrusf. Ili (1903)

p.

44 sgg-

62
e

PAPIRI EPISTOLARI

che finalmente l'anno

dal

1° di

piano,

7" e

poi

Macriano come nelle

come quella

1"

può essere il 7" di Valeriano seguito
Heronino di cui sopra. Certo l'attività di Ap-

degli ostraka

lettere di

Heronino, non può essersi ristretta agli anni di Valeriano-Gallieno,

di

ed è assai probabile che certi anni sian quelli di regni anteriori;
e distinguere quelli

Il

papiro

d'un regno da quelli d'un altro?

1170 del Mus. Brit. pubblicato dal

n.'^

ma come

assicurarcene

'j.

Kenyon

in

GPBM.

contiene estesi frammenti di rendiconti di Heronino diretti ad un Avq.

Ili, p. 193 sg.

'HoaxXi-iói] (iovltvrfi

Quel che rimane è per più mesi dell'anno 6.°
Di un Heraklide vi sono tre lettere ad Heronino nel Mus. Brit, pubbl. nel voi. Ili di
quella raccolta p. 209 sg. e tre lettere abbiamo noi (n." 185-7). Dubito assai che questo possa
essere lo stesso dei resoconti. L' Heraklide delle lettere è un subordinato di Alypio, il suo
oìxovniiog {Faynm Toinìs n." 133 nostro n." 134*, 1. 2), in rapporto con Syros, Ischyrion ed altri
di quella cerchia; egli chiama xvQiog fiov e xvqioq fjnd)ì\ non solo Alypio, ma anche Ischyrion,
che alla sua volta dice pure di Alypio ò xvqloc /tov^ e di più anche Heronino egli tratta con
affettuosità rispettosa chiamandolo (fiXrarog, àótX(fng ed anche naTì'^Q. Non pare che tutto
questo possa convenire per 1' Heraklide senatore e gymnasiarca della metropoli del nomos
Arsinoite, a cui Heronino rende conto rispettosamente. Invero, pei nomi di persone e di
luoghi che ricorrono in quel lungo e importante documento, pare che in esso si riveli
un altro ramo della gestione di Heronino, diverso da quello rappresentato nella corrispondenza di lui a noi nota. Alypio, Appiano, Syro, Ischyrione e tant' altri che figurano
xcd yv{i.iraoiuQXì',(ii(vii)

^ofrivotruìv

rffi

nóltuìt;.

in questa corrispondenza in continuo rapporto d'aftari

con Heronino, in quel resoconto

non sono mai nominati L' Horion fnkQonog più volte nominato nel resoconto, non pare
possa essere 1' Horion delle nostre lettere nelle quali il titolo di ^nirgonog non è dato che
a Sarai^ammon, ed Horion non figura mai altrimenti che come ijQovnatrig. Molte spedizioni di vino «e Jun^, che
yeXog

che non

è

Kenyon bene intende

mai nominato nelle

lettere,

«e J(,ov[vaidóu), sono dirette ad un'

nelle

come

quali

(pQoviiai)'^g

di

jE/róy-

Dionysiade

Horion che riceve i^er ordine di Alypio e d'altri parecchie consegne di vino da
Heronino. Vogliamo dire che quell'anno 6'^ non fosse il 6'^ di Valeriano ma di Filippo e
che allora per questo Heraklide avesse Heronino a Theadelfia una (jonnig diversa da
quella assunta più tardi per Alypio ed altri? Ed era questo Heraklide un proprietario,
un appaltatore o partecipante all'appalto di Alypio? Non vedo come, coi pochi dati che
figura

abbiamo,

Un

si

possa rispondere a tali quesiti.

altro

ramo

della gestione di Heronino, del (juale

sua corrisponden/a e nei suoi resoconti,
(I p.

ci

28 sgg.) ne' quali sono registrate le

un Antonio Filosseno

ó xouriatog

non abbiamo alcun cenno nella

vien rivelato dai papiri

somme

del

(fÓQog 7rgo/S?aroi'

Strasburgo

n." 6, 7, 8 di

ricevute dal

ed ànò fnirgónoìv pel corso di 22 anni, dal

2" di

^«f'o'^^y e

di

Valeriano-

pagamenti son fatti a nome degli eredi di un tale
Abus figlio di Onnofris e si effettuano dapprima óià KàaroQog ntaòuQtov, poi (dal 29 Pliarm.
dell'anno 2" al 30 Pliam. del 7'^) dia 'Hcmn-Cvov (fQiovtiarov)^ ])oi (dal 4 Phaophi del 1" di MaGallieno al

Tacito

1" di

(254-276). I

criano-Quieto) óià NnlùniKorog
Tlicm. mer. presso
è

Polydeukia

nominata nelle lettere

notato

')

n. 3)

il

rrot/u'rog.

e

1

paganti risiedono

f-'r

xóì/n^ 2:^rlo^;Tàfl cho,

quindi poco discosta da Theadelfia {Teht. Pap.

Alypio come (f^orrìg di Horion negli anni
Preisigke, questo (jónnc non è un'imposta dovuta all'erario,

L'cstrakon

di

di

.Jouguet n." 27 che Preisigke

adduce a prova che

si tratti

degli anni 7

1

(p.

44

di Filippo-

Decio, non

ii;i

nulla di coniuno

era neìhì

II, 401)

ed

12-13.

Come ha ben

ma un

censo dovuto

cof,'li

ostraka

ed appartie/ie ad una serio affatto diversa.

di

Appiano,

<;(»|{|{|mi'ondi;n/a

o loca

|)|):il(;i((»i'i

(l.'i

;i

IH'

|>()SS(m1('ss«i

ultre

koiiiiic,

ed un

liciiiciia

(|iii

i

tarsi da

dii Alit. ]*'iloHHon<),

però

'I\nrtis n." (IM). Aii< Ih- j»'T Ini

«jiiiiN-

il

('«(iru-

di

«•

anni

distinguono por

alili

un

cs<'rc:itiii"(>no

non

cdie

era k ido chu

('(\

Il

{4IÌ

altri

I

coriispondcnti di costui sono d<dla cercliiadi Alyjiio.

siano ritrovati resoconti [xir Al.vpio

si

Kp(!c;iuli rcHOCDriti i-cjdatti

((die

pei'(")

iIovi-cMmio aspet-

Arsinoci dove Alypio risi(MÌ('va, ])iuttoKto che da ^riicad(dfia) coiik! pure per altri

i

(piali,

come vediamo

dalle

hittf'i'c

coridsj)ondcnti secondari sono

i

v'eran

<jaoìii(,i((i

partit(!

di

vari(!

di

dare

(;

d'avere.

k(Hnae, llcid.s di M,v-

IrcHco dì P]vbemeria, Jlorioii di Dion.vsias, Evhenieria, Sentrepjiei successivamente,

Palas di Filoteris, Suchammon di Talei, oltre ad altri di eni non a})biaino lettere

troviamo nuMizionati
di Tlieoxonide.

in questo,

Da una

quale un Dianysio di Ibion Argaou

lettera di Horaklide

Syros frontistes di non so dove,

il

(f^otitatui

tamente o indirettamente ricevono ordini
xà nag atmò àvaXwi.iara)\ taluno,

come Horion, riceve ordini
xaa.

titolo, suoi

anche dalla

lettere che abbiamo,

il

più

di

un

alti

è

185**)

131),

par di rilevare

cIh;

che

un Arrdunn
vi

un

fosse

sono subordinati ad Alypio, da cui diret-

pagamenti per
p. es., è

tvaxì'incn'
xv^ìloc

o

loro aziende

donna

di Alypio, rappresentata

funzionari o rappresentanti; tale è
si

il

Pap. Fior.

il

e,

da un

non sap-

Syros delle

distinguesse fra gli infiniti portanti
(n.°

pure Ninnos^ che risiede in

rappresenta nel dare ordini; secondo

(tìg

anche agli ordini di Appiano; taluno,

ossequiato da Heraklide

alter ego\ tale

le spese di

Alj'pio alcuni residenti in città

quale non sappiamo come

questo nome; tale Ischyrion che
Al^^pio di cui iDare

e

come Ireneo

Trasmettono ordini dal loro

piamo con qual

(n.°

in."

ma

qnale sarebbe diverso dal Syros delle lettore ad He-

rouino che possediamo. Tutti questi

e lo

;iutda-

loiin'jy.

Pi'incipali fVa

Syros

tanto

(pndlc hoinnic alla cuHha di

di

Appiano

in

Aly[)if),

fx-r*

M\ lunKiia, Seni icpaci

l'apporti coi (laoiiKinà di

jiare

uppalfo dri fondi iinpcriali. H<'

frutti di

(die

corrispondenti coi

rolis,

ccpaci

anni Ho|)ra indienti, servi/io

iic^li

per loro da lli'ronino, tutti

un caso

S<'iil

ii

coiiui rituìvitoi'c e {'onsc^iiiifoir

liufiii-a

Airinfiiori di

È

(/'V///.

pin» OKsor (jiUiHtioiio hc

cui coiioscia ino

A. P^ilossono
(itof

dei Iniidi poHHrdul.i

li

ad M\

|iui("

Appiano, llcraklidc
rollino, di

(;i

63

iii;i((tNiNOH

i>i

n.°

mentre ossequia egli
città, obbedisce ad Alypio
185)

10 egli era anche rappresentante

Appiano.

Ed

Appiano dice suo

pure in rapporto con Alypio.
Con ufìici minori sono addetti ad Alypio due corrispondenti di Heronino Harpalos ygcef^ifiaTtvg, Heral'lide ohovó}.iog, Eudaeinon TragahluTirr^g, KojJì'es jicaSdQiov, Moninios e7TixTi^v~, Maximos òia(rrol~, Snrapammon inkQonog, Philippos yoannatevg e ^6r^Oog\ come ^ór^Oog pare funOphellios che

fratello (n.° 172) è

Certamente addetti ad Alypio,
corrispondenti di Heronino, de' quali poco ci

zioni Apollonio che risiede in città e così pure Timaeos.

non sappiamo con quale

ufi&cio

sono altri

rimane, Ation^ Herapion, Isidoro, Tryphon
qui

i

e l'incerto

Geminos

(?).

Tralascio di ricordare

parecchi addetti ad Alypio menzionati in questa corrispondenza come

altrimenti dei quali non abbiamo lettere

ma

^óì]ltoi

o

può aspettare di trovarne.
Talune lettere sono indirizzate ad Heronino e ad un altro insieme. Quest' altro, a volta
è un (fQovTiGzr^g di altra kome qualificato come tale; così Ireneo fr. di Evhemeria in una lettera di Appiano (n.» 171); o è detto g^Q~ senza dir di dove, come un Syros in una lett. di
Heraklide (n.° 185**), o non è qualificato ma sappiamo d'altronde che era un gp^, quale
Dionysio (che era cfQ. di Ibion Argaeu) in una lettera di Syros (n.^ 252). Altri non qualificati e di cui non troviamo notizie sono Pontikos nell' indirizzo di due lett. di Ninnos
(n.° 216, 217), Ejoagathos in quello di una di Sarapammon (n."^ 233); Serenos in quello di
una di Syros (n.'' 248). Non possiamo dire se costoro fossero pur (fcorTcarai o addetti alsi

64

PAPIRI EPISTOLARI

come

r ufficio di Heronino

r

ufficio di cui stava a

vTii^Qiiai

o con altra attribuzione.

capo Heronino

quantunque indirizzate

al solo

si

Al personale addetto

riferiscono talune lettere nelle quali

si

a quel-

dice

^'0^,

Heronino. Le lettere con doj)pio indirizzo, anche quelle

secondo nome era di un q qovtigti'jc, rimasero nell'ufficio di Heronino a cui erano
principalmente indirizzate. Nell'ufficio suo rimasero pure più lettere non indirizzate a
di cui

il

due (n.° 172, 177) di Appiano ad Ireneo fr. di Evliemeria, ed una di Tryphon (n.'' 261) pure al medesimo, una di Aljpio (n." 168) allo stesso. Certamente queste
erano state spedite ad Heronino, come la suricordata n." 171, quantunque il suo nome
lui;

notiamo

non

figurasse,

le

come

in quella, nell'indirizzo. Altrettanto va detto di talune lettere tro

vate nella sua corrispondenza,

ma

indirizzate a tali che

addetti con vario titolo al suo ufficio; cosi una
xTì]

(n.^ 126),

tal

nome

(n.''

187)

Non
di
e

una del med.^ a

Heraklide

(n.°

133)

abbiamo lettere e che era olxorói^iog; una
che pare un subordinato di minor grado.
di cui

di

quest'ultimo forse quello di

Heraklide ad un Petesuchos

è possil)ile riconoscere, distinguere e definire tutte le fila di quella rete di affari

campagna che
un

Grelasio ed

lett. di

non erano (jQomatai, ma forse
Aljpio ad un Herakle(on?) em

ifoovTiarr]g

estendeva su di un vasto territorio dell'Arsinoite con numerose

si

per ciascuna,

queste lettere

e di cui

ci

komae

additano come i)rincipal capo

e

signore Alypio in Arsinoe e principale agente di lui Heronino a Theadelfia. Per vedervi

chiaro converrebbe conoscere tutto l'archivio di Heronino, di cui non abbiamo che una

relativamente piccola parte,
essere assai vasto e di cui

e

più ancora l'archivio o la

non abbiamo nulla; né

(}i§hodr]xr^ di

da credere che

è

Alypio che dovette
gli altri

(fQortiGxaC

non usassero serbare le lettere e le varie carte della loro amministrazione tenendo comunque una specie di archivio, come vediamo aver fatto Heronino.
Propriamente Heronino è un (/QovttGzr'ig come tanti altri che qui figurano e non eran
da meno di lui, dovean tenere la loro (fqovTic com' ei la teneva, serbando le carte, registrando gì' incassi e le spese e rendendo conti i&v Xóyov ówati vale por tutti), com' ei faceva.
Niente accenna ad una sua superiorità sugli altri. Da taluno dei suoi corrispondenti egli
è trattato come un subordinato; da altri, impiegati come lui, di vario titolo, egli è trattato alla pari ed amichevolmente come (jlXraroQ e anche àòtXijóc. Taluno a lui inferiore
per età o per grado di ufficio lo chiama narriQ (da non prendere alla lettera, in oriente
e in queir epoca, come altri ha fatto) e per qualcuno egli è anche rifiióìTaroc, titolo, non
di rango, ma di complimento dato da chi avesse ragioni di particolar riverenza verso il
probabilmente anziano (fQovuaxì^g. Non troviamo che alcuno lo chiami xvoiog, benché a quel
tempo si usasse quel titolo anche senza significato di padronanza ed un padre parlando
del figlio scrivesse

ò xvQiog noi>

vuk

(n."

173).

tant' altri allora, nei rendiconti e altrove

vestito di gala.

Veggansi

le

Aurelio

si

come

dice ed è detto Heronino,

quando, come noi diciamo,

Massimo

ricevute complimentose di Aur.

si

vuole usare

il

(n." 271**).

Le lettere hanno due diverse maniere d'intestazione. Le meno familiari sono intestate
col nome del mittente al genitivo preceduto da n^ = nagà, che qualche rara volta è
segnato per intiero. Tali sono principalmente le lettere di Alypio. Le meno rigide sono
intestate colla formola usuale h dfhu im óhvc
ÓHvi

T'ò

suoi scribi o

poche
di
il

La

f/iXiàrfo x'^^Wh'.

comunque

oppure,

è poi scritta di

mano

e

più frequentemente,

del mittente,

rrt-

tvxofiai, è scritto,

di

àfha

uno dei

singolarmente nelle lettere di Alypio,

del mittente che così intende firmare la lettera aggiungendo

saluto la sigla del suo

ordini di pagamento,

ma

ó

attendenti. Il saluto finale, di cui la formola usuale suol essere con

e rare varianti iQQwaDai

mano

non

lettera

x«''?'t»',

il

nome

per lo più sotto

o la sua firma propriamente detta. In lettere recanti

mittente suole aggiungere di suo pugno

la

conferma

dell' oi-dine

OOKRIhrn.MH.N/.A

riprliilo,

per

j)a|»'ai'c

rniiir

<>

In

pili,

(erre;

vente

scrive

(di(*

giunge

il

neo-li

nome

vari(>tà

(lii'izzo est(M'no

Tntti»
ma.ne'iori

1(>

I

colla

i,

In calcu) kuoI

mani
piiì

l(>ttere

ì»

i'ouli

usati per altre scritturi;

espressamente

il

In

diversa, da

rovescio

di
è'

cui

es.

in

e(l

o

minine

oriliii»
i;tc.

di

valutata

e.^sir

i

ima

una

IIiidiiiih)

riiiiane()iio

bianco non

ì'

f|iic||<>

rice-

al

lo HtcjhHO,

indi rizzo

ni ;ijr.

riscritto a tf;r^o

(

ad

I

lie

h

idiuiin

Ih ioni ik)

ail

osBervano

si

l'in-

c\\i',

lófjj

in."

che

ad Ah/jiio!

di

foy-lietti

11'

("•

eriori

di S_\ros

A/i/j/io

di

(filili-

(|mlla d<dr indirizzo inttirno.

sin/^^olari

in

casi a

l'indirizzo

(Il

vino o di cereali

di

piodoKi a^iicfdi

po(dii

In

Ic^ttcre

piiì

mano

rovc^sciato in

sono scritte su

data.

la

come ad

(n." 2^A))

lauti-

AtTxt

toi

à;ini>.raoi

pro/./o deldia

lett(!ni sjjie^^a

<|iiesti',

ad Horio/i

Anello quelle lettere di cui

(piesto

nn' (hinK).

una stessa

d'iina di

ri\()l.e(>

dopo

in

C^m;ht,i

x//..

neonato dallo hcriha, non seniju-c

('HS(3r

unciali e di

in

in

(i)tù

s|)ro|)ositiitani(Mite

^-ià

con

niassiino dei

il

sine(di cani a (piai

l'indiri/zo e

liiiieliezza

di

in

hciii|iic

allora

I'ohsc

mti òns

uiai^niiKiiiKt

litriiiolii

(|iiasi

t'aiiiiu

si

i

portatole

d(d

di

indiri/./i

mdr esterno

vino.

lettera,

la

lud senso d(dla
(^hiesta,

presciiNc

did

iiiisnia

la

peni K

pare

(die

\iii<»

iiiitteiid'

il

tiii

|)a;4aiiicii(

i

più di

lo

imi diciaiiio /ninni clic spcHHO ('(miiiicia no

inalisi h:ioav()I()h<\

ma per

111

00

IIUHM.M^iiM

l'I

pa|)ir()

tagliati

i-esidui

sul

da

altri

r()vesci(j

U)\i\\

di m(.>lte.

da ci-edere siano Bcritto bu fo^li

grandezza, nò su fogli tagliati da fogli maggiori intiera-

fatti di quella

mente bianchi da ambo i lati. Certamente anche quelle sono scritte sulla parte rimasta
bianca di volumi o striscio o fogli scritti. Alcuno lettere sono scritte su papiri usati per
scritture ormai inservibili spettanti alT ufficio stesso del mittente, anche a tergo di altre
lettere già pervenute a quell'ufficio (v. p. es. i n.' 126 e 218); la massima parte però è

prima usati per scritture estranee; i quali dovettero essere
acquistati presso chi faceva commercio di volumi già scritti in parte e ancora utilizzabili
nel rerso o nelle parti bianche per scritture private di minor pretesa; anche i volumi di
atti degli ufiici pubblici dopo un certo numero di anni passavano per tal modo in commercio, come vediamo negli estesi resoconti di Heronino del Br. Mus. di cui sopra, scritti
sul rerso di un enorme volume amministrativo di uno stratego dell' Arsinoite (Them.-Pol.)
come lo sono resoconti simili di non so chi nel verso di un grosso volume di lettere militari di cui un considerevole frammento fu da me pubblicato nei MHanges Nicole. Di
scritta su papiri già assai

rado

le scritture del

rovescio sono letterarie. In due lettere soltanto ho potuto ricono-

scere residui di volumi letterari sul redo\ uno conteneva

un

altro un' opera filosofica

1° di

questi volumi. Noi non

sidui di scritture tergali che

Heronino

o servano

papiro con misure

ad

in

e di

qualche pregio furon dati

darem conto qui

qualche mo-lo

illustrarla. Piuttosto

e dettagli

(v. n.» 108),

120).

inservibili e senza valore; taluni dei meglio conservati

dal Vitelli nel

libro dell'Iliade

Generalmente sono scritture documentali, conti,
sono anche corrispondenze. I più di questi residui sono

(n.°

registri, contratti e simili; vi

un

si

se

non

di quei pochi re-

connettano colla corrispondenza di

che dilungarci nella descrizione di ciascun

minuti sulle lacune,

i

guasti, la

mano

o le

mani

etc,

abbiam

creduto opportuno dare la riproduzione fotografica in grandezza originale di tanti di
questi pax)iri da rappresentar tutte le varietà delle scritture e delle diverse

mani

nelle

Ogni paleografo apprezzerà l'importanza e l'utilità di tal
maniera di pubblicazione per scritture tanto numerose e di tante mani diverse, tutte di
un sol tempo e con varietà tali che mai più non si sarebber credute contemporanee se
di tal fatto non si avesse l'assoluta certezza.
Il recto essendo già stato usato per altre scritture, la massima parte delle lettere è
scritta sul verso; neppur quelle il cui rovescio è bianco sono sempre scritte sulla faccia

lettere di ciascun mittente.

che sarebbe

il

recto

Papiri Fiorentini.

secondo

la regola di

Wilcken,

la

quale però è piuttosto confermata
9

PAPIRI EPISTOLARI

66

CORRISPONDENZA DI HERONINOS

che contradetta da quelle scritture tergali che non son di natura affatto privata come
queste. Vano sarebbe cercar l' osservanza di quella regola in tali letterine {ÌTTioroliòia)

primo pezzo

tirate giù sul

di papiro bianco che gli capitava

da gente grossa che, come

vediamo, scrive con eguale noncurante facilità sul verso come sul redo senza troppo badare alla direzione delle

In alcune

fibre.

particolarmente nelle più larghe, come ad

lettere,

tracce di piegatura longitudinale.
gate; la piegatura

può

Non

è certo

es.

n." 148, si

osservano

però che queste fossero spedite cosi pie-

essere avvenuta nell'ufficio di

Heronino

e

forse nel ripoiie

in

quella cassa in cui furon trovate. Crederei, d'accordo con Ibscher [Arcìiiv PF. V, 191 sgg.)

che piuttosto

si

esser fatto nel

ha traccia.

usasse ravvolger in rotolo queste minori scritture; qui però ciò dovette

modo

il

più semplice senza suggelli uè chiusure complicate di cui non vi

Il rotoletto fu

probabilmente fermato con leggera legatura di

filo.

La

roto-

latura fu fatta longitudinalmente, ossia, poiché le lettere sono in massima parte scritte
sul verso, nel senso delle fibre verticali,

segnato lo

Quanto

é

sempre
al

é

in quel senso longitudinale.

contenuto delle lettere, l'importanza

assai piccolo, per
e di

dacché l'indirizzo esterno, in quante lettere

non poche può

non piccol valore storico

è

dirsi

il

e

il

valore di ciascuna da sé sola è

anche minimo, per talune anche nullo. Importante

loro complesso. Noi, limitandoci ad assicurar la lettura

ad una sobria dichiarazione filologica ed interpretativa di ciascuna, lasceremo la illustrazione e la utilizzazione storica di tutto questo materiale ai dotti specialisti che
e

tempo attendono questa pubblicazione (Wazjnski, Die BodenjKirM p. 2); dopo la
quale può darsi che quanti sono possessori di lettere o altri documenti Heroniniani si
decidano a farli di pubblica ragione. Assai può sperarsi, così per l'accrescimento come

già da

per
il

la illustrazione di

sig.""

questa raccolta, dagli scavi che va ora conducendo a Theadelfia

Lefebvre, ispettore del servizio delle antichità d'Egitto, circa

dalla cortesia sua e del Prof. Breccia promettenti notizie.

s"^!'',-

¥-

i

quali ebbi già

.\IA1M()8
UH.
r^J

'#

••*

-f^r-

^

#

;i

\y

Il(uqu) A'f.vniov

Kca u'khnt

i:

\itv v/jiiv é7itGTn).u

ono)g xoQiov

iioi

ì^iiitr^fjov

(fQOVTiàa noir^ar^aOui
5

tntiòr^TieQ

iuta

rouov

ycro/xai tcg lov
ipoixtvoc

uvoiov

tr^v

TU nuo

villi

trro-

tuycc

2"

m.

eo-

QOìGui GtvxoiJCd

(firma)

^Z.

^^

Ì.i:>
<r

"'^"

Hqoh'HVO) (f~ 0oaao)
10

{(Tovg) a" gaufìoì'/

i^~

indirizzo esterno

M^^n'o^.

1.

4.

Chiara lezione
orjxs e
y.c.y

6.

;

Alypio avrà dettato nou]-

Tioirjatere,

come

prima

di

sTìsitSìjneQ,

in altre lettere di simil

una

o

forma*

tempo una buona conferma
"Wilcken (Ohserv.

singolarmente

d'

Alypio ad Heron., (Reinach, 52) che riferiamo sotto

poli del

n.° 137; parole saltate dallo scriba.

distinta dal

yipoum

sig

in

lof vofioi'.

del tutto simile a questa,

Di

pur

qui rileviamo certamente

che Alypio risiedeva in Arsinoe ed abbiamo in pari

Mqùìvivoì (fQo~ GoaGco

del fatto già notato da

p. 14 sgg.) e poi

da

altri

(Simaika

Prov. rom. d'Eg. 225 sg.) che in questo tempo, e pro-

e

il

1.

nou]ar,<j&(a

quindi avrà aggiunto,

vvf

AXvmov

IJiaga)

priamente dopo

nomos

il

202, Arsinoe,

Arsinoite, era amministrativamente

nomos,

di cui

fosse pur residenza

degli

zione di questo.

pur rimanendo metro-

non faceva parte benché
ufficiali

dell'amministra-

PAPIRI EPISTOLARI

68
In data

nandovi
nel

di

dell'

8 Marzo,

25-i,

Alypio scrive ad Heronino front,

approntarmi del foraggio semiasciutto; [ora fate

nomos ad

ispezionare

L' ordine è dato ad

l'uso del plurale viur

le

opere che presso

voi

di

l'indirizzo e

il

Io già vi scrissi ordi-

'

poidimani

ciò subito] giacché

fanno. Stai sano

si

Heronino ed imphcitamente a

quantunque

Thraso

di

verrò

io

'.

egU era a capo

tutti dell' ufficio di cui

quindi

;

saluto finale sinno al singolare.

119.

n{ccQu) Akvniov

Errtàwxar

aÀi[eig oi negi dicna-'ì

ot

}Jioi

Y^r ((ii(/i^a?J.ovai

xl^^'i ^(^Tsùa- (?)

r^v

in^r Goi 07T0)c óox[ifiaaf(g yqa-

5

l//7jg

noi

nvTù);

fi

^«'

fy.[fi

rayr^r ka^oìacv tov a[

rctìv

ri[.ie-

ói(ajf-QOVTOì[r

(Tot

Trii)[l]iùn'

Usklug

^^Tt-

ix0^t>o-?

,«[

HQMveivuì (fQo~ &[

10

{itovg) a" jtuvvi cc~

più prob.

1.

.3.

yrìv

1.

9.

Chiarissimo
di

1.

luogo;

il

può anche leggersi

;

m'/.'f.ug

nome

sul

•i'«>.

che qui non può essere che

di

un

nome

ma

due

dal

villaggio iW.a ricorre in

recto,

il

che non darebbe un' assoluta certezza,

sopratutto perchè tale risulta incontrastabilmente
taglio

per iscrivere sul verso

papiro fatto

del

se

fosse detto

che

ostraka trovati a Theadelfla (Harit); ved. Fay. Toivns

la lettera di Alypio. Certo,

n." 26, 33.

l'anno 5° è di Valeriano, converrebbe riferire l'anno

La data L«"

11.

si

stanza chiara è
di

un framm.

r indirizzo

come pure abba-

legge chiarissima,
la

data Ls" (non ?"

di lettera

che

si

come parve a

legge sul rovescio

V.)
col-

della lettera di Alypio

come pensò

anno

di

Wessely per tutte

niane in data dell'anno
è,

:

il

all'

ivi

1°;

ma

per noi rimane fermo che

il

Macriano e Quieto

leriano e che quindi

può essere che

È

fuor

d'

ogni dubbio che la lettera del rovescio è

anteriore a questa

Lettera mutila
front, di Th[

di

Alypio, non solo perchè scritta

in

poiché questo non

anno

5"*

di
il

questa

1° di

della lettera del recto

5" dei Filippi, ossia

(fuella lettera è di

il

249,

il

Va-

non
che

cinque anni ante-

riore a questa di Alypio.

tutta la parte destra. In data del 26 Maggio, 254 scrive Alypio ad Ileron.

(Thraso? Theadelfla?) circa un reclamo rivoltogli dai pescatori, non sappiamo bene su

qual soggetto, forse sul diritto
dell'autorità.

vuol dire che

il

il

Heroni-

le lettere

e di tutte le altre lettere Heroniniane è

Le" .«£/«?[

pesca

di

in

determinate località e l'obbligo

Pare che Alypio abbia dato incarico ad Her-onino

affermavano e

di

comunicar loro

i

suoi ordini

i»)

proposito.

di

verificare

di fornir pesci

su ordine

quanto quei pescatori

(JOUUIHl'ONUBNZA 1IKI((JNINIANA

09

ALVI'MjH

120.

r^

rr—*

I

AXvntiw

/H(((tu)

y.

frri.

1

noi

<yin).((

aVÌXOUlÒì^

(ixfif^

(<).).(C

ii(({j((iniy((i

lì^V

X((l

ITI

d((7l((-

riìnioy

xaitt IO

/-.Voc

x((i

«/./.(<

xn^y((Oiov

((ìhì.}

avTO) nuQuaxt-i ntQUQtxotv
Ta{ì\ aXù)c

m.

2^

i-ooo)G(Oia\ Gt f-v/Joutu)
(firma)

m.

1''

10

HQOìveiyo) q()oviiiGiì^) 0f-aóf-ji.<fti«g

[erovc)

6.

1.

Ci"

It

scritto xtr^vuoiop che pur poteva stare,

Era stato

ma

fTrfi[q]

fu corretto

mano

da altra

col

più elegante

diminutivo xxtjyvdoioy.
7.

1.

Non senza
ex

distinguono

difficoltà si

e quindi la lezione TJSQiros^ojy

gli

elementi

che è però certa.

Kiman sottinteso w xQV*^^^^'^ o altro di simile, a
meno che il nominativo si riferisca ad Heronino
che accompagni
1.

8.

Certo

t«[?]

si tratta,

^.

«Awf.

in quel

colui.

La radunata

mese

di

(avyxouiSrj)

Giugno-Luglio è

di

cui

di gra-

i

naglie.

In data del 3 Luglio 254 Alypio scrive ad Heronino front, di Theadelfia che

gli

proprio assistente Dioscorione perchè questi assista alla raunata (dei raccolti) e

gì'

nire a costui l'intiera spesatura ed insieme
Il

ponga

saluto finale è di

di

na^

lettera è scritta sul verso di

un'opera

filosofica.

verso, in Festschr.

Fu
Th.

chiara la scrittura

= niaga)

un foghetto

pubblicato da me, così

il

ingiunge

il

di for-

servirgli nel percorrere le aie.

un giumento da

Alypios come pure

degli elementi di tre lettere

La

men

mano

ha mandato

la sigla

sottoposta o firma che pare

si

com-

AXiimiov).
di

papiro tagliato da un

frammento

Gomperz. darg. (1902) pag. 80 sgg.

mi ha condotto a correggere

volume che conteneva

filosofico del recto

Un esame

la lezione

pii:i

come

la lettera del

attento delle hn. 6-8 dov' è

che già diedi

di

quei luoghi.

70

PAPIRI EPISTOLARI

121.

JI{aQa) AXvniov

Enti

fào'^fv Toig[

òtxuTiQonoig?

Tov diaxovov EilQrjvavov ? en
aviavtov XQi^Gi{ixevsn' r^iav ?
yeveaOu)

naoa

t\oig

.

... tv

TaXXiiTT^ ovai {Xa^oìv àgaxfJiag ?

tri

TSGGtQctg xai aXa\g

xui

o^ovg TO avTapxf[g

TTQog v7Trjoe(na[v

xoYOfiiav xai

10

oixoogtt-

ò[

QICC

TU nctQu

i^t]

xai XTr^vr^

CS(^V

rrsfiìfJavlTOìv

Hq(/)v[61Vù)

(sTovg)

15

u

forse to6? [xw,u«p/f«??

1.

2.

1.

6. T>/

TaXKHxri

kome

nome

TkAcì più volte

Tfdi»tg ricorre in
bizant.

di

;

probabilmente è

= 253-4.

un anno l'uso d'un

Heronino perchè
specificati.

ricorrente in

in tutta la

Talìt; ved. Tebt. Pap. II 402 sg.,

Lo spazio bianco

14.

lez.

fra ovai e

ovai[a a cui

il

mar-

pur

si

penserebbe.

in pap.

Fayùm

chiama

gine della lacuna esclude la

queste lettere;

la stessa località del

si

FayHm Towns

luogo che ricorda quello della

un papiro tolemaico, Tahr

Lettera mutila

Valeriane

che pur oggi

1.

9.

i'

corretto da

s;

era stato scritto

parte destra. Della data non rimane che l'anno,

il

ent]Qsai(cy.

primo prob.

di

Pare che una deliberazione dei (dekaproti?) avesse concesso ad Alypio per

tal inserviente (óiuxorog)

I[renco?]; in seguito di che Alypio dia degU ordini ad

colui sia impiegato nei possessi in quel di Taiei con

Le dramme

(4 o

14?) e

il

sale

devono rappresentare

la

attribuzioni e assegnamenti

mensualità assegnata.

IIKKONI.N'IANA

COliltlSI'ONlpKN/A

71

AI.YI'IOH

I*^li

/J{((Q<()

Tu

.tXv/llOV

/itiuf !Jnite[

i}Qt\pui

<j

()or\it0»y x(a((

aXXn

i-!h(K

Ò ...

\x\it\i

1(0

IO

io

itov

7t\

10

xai ctvta\oxeiav ?

{ftovg)

1.

1.

Seguiva prob.

1.

2.

Aqia

il

e

/'

r

numero.

dev' essere

il

1.

nome

del

proprietario

7-8.

o

si

conduttore dei cameUi.
1.

4.

Forse

Pare

si

tratti

del trasporto di oggetti di uso personale di Alypio.

ronino

di fornire

il

la

legge a

-(f[»7,u]w.

ax[oha{xcix(oy o altro di simile.

Mutila in tutta

Qui era segnato un

metà

destra.

nutrimento

Anno

ai camelli

oggetti di uso suo personale, ed anche

all'

di
1.

1° prob.

1.

8,

;

che, secondo quel che

avrebbe per seconda parte

Può essere

Alypio

nome

il

nome

dell'

-<f[or]w

o

attendente alla roba

tw nQovoovvn rwV r^uexéowp ?

10. io [oipuyiop?

di

Valeriano

che in numero

di

= 253-4.

-

Alypio ordina ad He-

.... furon mandati pel trasporto

attendente per questa roba sua

il

di

trattamento conveniente.

}

72

PAPIRI EPISTOLARI

123.

Tl{aqa) Akvniov

Ano'kvGov

SÌQftoìvi

qQOVTiCTr] JiovvGiaóog
TO)V fTOlUOTfQùìV

f-X

oivov fwroxoìQu

5

fxarov

Xoyov

0)v

óoìaH Xoyi^o/uvov
avTOì rov iioroyoì-

QOV

ÓfXCi-

ÓQCiX{-l(iìV

f?

10

xai uitoXvGov

a(sGrifiitù)fjiai)

j

ra Tov oiYov iiovo%~
ixaror xai io
c>

TTQoq

15

ÓQX~

i^iov~

òexae'^

;*»

.^(r-^t^PS!t^'
-"f/-

'

0QaGo)

HQwvtiro) (fQo

i

I

1.

4.

fx rwi- SToiuoTSQMy. fx Tiòr x(ctn(UMTé()coy,

dUG

espressioni che ricorrono assai frequenti

queste lettere e

non abbiamo,
di

queste.

di

cui,

eh' io sappia, altri

La prima, a mio

tesa del vino nuovo,

cente fattura

e

Av

credere, va in-

noi diciamo, di restoiuoc,

vecchio

come pur da

xftÌQifxoc:;

nella qual voce riconosciamo già

o

noi

dice stagionato,

si

il

ha xtuQÒg nel greco

volgare
5.

fioi'ox«>{ì(c.

Le misure

di

vino in tutta (luesta

corrispondenza sono sempre chiamate fiovóXM(>(t. fijiXcè

di cui

nnfó^toQu. (fi/MQa,

denominazione

non abbiamo esempio che

\

V I-

vino,

bevibile; l'altra, del vino

significato di xQÓfo? che

1.

\

come

di

esempi fuori

appena pronto,

maturo per essere

•:^U ri *-^ '}^f «^

parlandosi

in

altro papiro del

Fayùm

pur

di

in

qualche

tempo prossimo

a questi (Fay. Towns 220, PBerl. 248, 531)

;

CdUUIHI'ONDKN/A IIICIiMNINIANA
un

ili

liH

iioUilo

n'ìii

('J4HÌ

l)i<illiiitNÌ

<li«i

Ki<nyi)ii

riloviuiiio Hill viilorodi
l'idoii

.li

misuiH

(il

(dl'HM,

I,

III.

I.

7(V.])

('lut

qui

ciipacitd

(/«»('6'V).

il

(|imnto

ftnw,

Hi

iibhlii

nouLro

h\

iiiiii

riforlHPo

[ilri

|ji

iniHiirn

«>

ftnyùj(t,nti$i>

oomu

r<^tcl

VVili'kon fìO,

(rlV.

I)

itijftmftì

I,

oquivalo a

ti

;

noi

l'aj».

fittili

(^»'

ihihr

Mi

M<?rl.

parla doi J(/(m»« corno di rociplontl vuoti

nota

In più pa-

T'V»; o<iiiiv,ii>;'<ii« a((ll

dui rioHtrl

««(»«'-

donoinIriA'

ploriti; lo

ù.iXif KHjiifitK, ihnXi>Ki\iui4ny.

fiiinijfuniu

ihìhiuii

ull.i

i-ijtii')

7M)l\\

^tiukIm sutto o^u\ iiHpolto.

iiitioraniDiitu ^M•ocll, iiidloiindo

K)

\>>:\),

tiilHUin vinaria tit{tiifuo», o

CuiiH)

f(i//(i»(j<»»'.

iniHiira iihcIikIo all'attn

ijiiitstri

l'iuiiicii cor, \vo\>\>o

VOCI)

I/Il

Wilckoii ((IO,

lui iiiiclii'

hI

78

AI.YI'IOM

ni

>j>tt„',uiiiii)

rw xntafitt).

/
l^)iiost;i

lotterà,

aiótov o, collie

iu)i

clit»

cf)!!!!!)»'!;!

iliciaino,

con ùmVkvìuìv r ciò dir

un himno.

In

front, di Thraso, ordinandogli di rinioLtero
ilo!

più

(Vosco, di

datu
aii

ilei

'l'À

in

più Tirovi

il

iiitr»'

Scttcìnhri'

llorioiio Iroiit.

che colui darà conto, calcolandogli

saluto, la tìrnia di Alypio o

in

«li

ve<liani

chiamato ànu'kv-

204 Aiypio scrive

a<l

Heroiiino

Dionysiade cento monochori divino

vino a 16

tormini la conferma

lettore

dramme

doli' ordino,

il

il

monochoro. Segue
tutto scritto

di

pugno.

Papiri Fiorentini.

10

il

suo

74

PAPIRI EPISTOLARI

124.

n{uQa) Alvniov

•***
»rt**A'

«*•

AnoXvGov JlaXa
(fQOVTKJTij (piXoarsQV-

ÓOC ex TbìV iTOtl.lOtSQO)r otrov fxoroxo)Qa

exaxov

ówGH

oìv

Xoyov

Àoyi^ofitvov

avro) Tov fxovoxwQov

òtxae^ 2^ m. eQQco-

ÒQ((Xli(Jìy

Cxìai at tv%~

10

Gia{i^f.iiio)(xai)

xai unoXvGcr xa tov otrov
fjiovox~ fxarov

1^

m.

(etovc)

HQcovfiru) (fQ
/S"

Ggaauì

^0)0^ xcr~

-^

t

r

Js^m^r-^

*"

'Anolvaidiov del tutto simile al precedente, colla sola differenza che questo è per Palas, front.
di Filoteride

62 sgg.

Tébt.

(kome

della

P. II, 408).

però la stessa.

Them. mer.^ oggi "Wadfa, non molto discosta da Dionysiade,

Le due

La conferma

di

lettere

sono dello stesso anno e giorno

;

la

mano

cfr..

Fay. T.

del testo

Alypio è più breve qui, omettendosi l'assegno del prezzo.

non è

<'<tl(|(IHi'nN|.KN/.\

Sul rovescio, redo,

ili

furono scritto sul vn'so

di

Co^^'liotti

ì\a\

\'il.flli

furon

o piihiìliciiti

lo(,ti

ainhodiin

IIKItuNINIANA

Nitl.nf icHidiii

lo

ta«li;iti

!

iKtl

conti

uno stosso

(l;i

di

<li

(Ji

loglio.

volumi sotto

(|ii(..sli

70

ALYI'IOH

una HtoHHu mano
I

il

;

il

elio

IVaninionti di conti
ri,"

prova che

(\<A

rov-ncio

iVà.

125.
Akvjiiov

//i <(()<()

Kjin
n'

I

X(([iit)r

YO((ii iiKi
txi-t

t(

;/(>'K-

t^y!h^-

((VI

(t>(Xi(y(ii(h

nh'fKoc

ù

t!>ni(( yn'Tj

((,i(n

((

ne

11(11'

txòn(<iii (r

loy

(ViXlTTTToy

fiOTjOoV l^/KDl t.ttòti-

^0)V /OIV

10

M-

lOUOVC

C<7Tl-if-0ìj

0-Ct

at ivxioif.ua)

(firma)

HQùìVfiro) (fQovt{iaiì^
1^

m,

{sTovg)

(jiconji

,i"

x~

In data del 17 Ottobre 254 Alypio scrive ad Heronino front, senza dir di dove:

dato ordine che

le

Avendo

derrate riposte in Filagride vengano portate via, tu appena ricevuta la

lettera fai di accorrer colà, presso

Stai sano

'

il

nostro assistente Filippo, per mostrargli

i

io

mia

luoghi ove furon riposte.

'

'
.

126.
Iliaga)

AXvmov

Tovg (Taxxovg navrag xac rovg rcor xa{.ir^Xcov

5

TcaQuòog

TOig sQXOfxsvoig
TTQog Gs ovr^Xaraig
671(1,

CCVQtOV UVTOVg

^ovXofiai anoaxsiXtti
€ig

10

BeQvsixióa eni

tov

(firov

eoQCxìadca

(Ts

fvxof-iai
v

HQaxXe

1.

9.

lienyevxióu)

deve essere

ad Evhemeria

;

cfr.

la Beoeyixlg Aìyiakov

Tebt. P. II, 373.

ani xrr^

prossima

1.

13.

Probabilmente 'HpwxAe^w) per

T. 88, 2, 10, 94, i.

"HoftxAet w,

Poi certamente ini

come

xrijp{rj),

in Fai/.

come

è

PAPIRI EPISTOLARI

76

detto Monimo, in una lettera di Syros (Lipsia, nostro 246*),

La

o

i

mandare costoro

l'

e

questa lettera è macchiata

indomani a Berenikis a caricare

lettera,

quantunque non

Appiano

verso da queir OphelUo, che

scritta sul verso la lettera

che verranno a

asinai

agli

n." 218.

ordinandogli di

giumenti,

ai

il

lui,

poiché vuol

grano.

il

rivolta ad Heronino, rientra nella corrispondenza Heroniniana,

Heronino per

fra le carte di

soppressione

di

Ophellios ad Heronino che diamo sotto

di

compresi quei dei camelli,

sacchi,

venne a trovarsi

di

Agosto 254 Alypio scrive ad Heraklio, preposto

In data del 24

consegnare tutti

che fu fatto in segno

il

quando due anni dopo fu

ini t« xxi^vrj.

scrittura di

Questa

slavatura,

(172, 9)

chiamava

costui

a

la lettera

rivolta

che

fu

vi

scritta

sul

ó ùàfÀcfóc fiov.

127.
II{aQa) \A\Xv7nov

col.

a 2vv

(farai rrooaóoxa ijuag

^£(t)

lifvovg

o)Qag ovr Xaf^i^ìareig

rfi

ttj
f.ioi^

xy ttqoc Cf rnvo-

ra yoaiinaxa

xo (iaXavHOY Trarli tqottoì noirioor imoxavO^rjrai xai óoxovg

5

ng avrò nuotvsXxyr^rai

noir^ffag

w^volor nartaxoiJer (ìvXXe^ag ira

xai

i)tQ-

fuog /.ovauìi^ifOa /ft/jwi'oc orrog xai yag nQorjQiifisOla] Tcaga dot xaraxO^ì^rai enfi xai

ra naga

rra x^A(P\'^^^^ ^niOeciìQfir ^sXkofxtr xai

10

ra vnoXoi-

diaT\u'S]ai xai xr^r [«//Tjr ?] iierroi 7r[«]cr«i'

()0i

imr^

Qtaiav (fQorxiCor txeir ttqo òs \7T\urx0ir
XoiQióior xaXor Sia xovg

aXXa xaXor naXir

faxoì

avr rjair orxag
w^ ngun^r xai

jir^

XfTTxor xui axQì,<JTor Trs^aìpor ói xai snc

xovg aXftia ira ix'Jvv xofursaìai

15

rj/^iir

sic
^^

arri-aruXa Se ani yoafi^aaxa ngog SÌQtiva
col.

h iva ani aTTOGxHXt] xoQtov

ntrxaxoaiag xai

óf-aiiag

nuXir
doìGfrig

20

xa yag tqyaxixa

nov xn^ìì^
il

lor laor avio-

ftvi(i)

xX^^Q^^'

f-f^^'^i'

xai narxoìg negiGGo-

xéQor //cooofr /Jojjtov
Txoir^aor

2.

TT}

xy; non deve aspettarli pel 23

i-n-x'^tj't'f't'

(=

18)

cioè della data della lettera che è del 22
essi
altri

muoveranno

(xBivofxtyov?,

vorrebbe, ved.

n.°

76

non

n. 1)

l'indomani

(=

ynyofiti'oix;

verso

Arsinoe e forse non arriveranno che

lui
il

23

1.

come

24.

Il

12)

ngW assistenti

ihxov?,

5.

in

non conosco

senso

di

altri addetti al

altro

di ^0x6?

adoperato

xuvat^uu ^vht,

legna da ardere

plurale

1.

13.

Pel porcellino x(ànv

dei soci

1.

20.

Pare che Alypio

che accompagnasse Alypio, quei che con noi

esempio

suo seguito.

come

qui

certamente.

partendo da

noi deve riferirsi a qualcuno della famiglia
d'affari

17). Il

(1.

rati

da

bestie

cfr.

il

n.» 166.

e séguito viaggiassero in carri

da lavoro ossia

buoi.

ti-

IIK XKI

'.!ri

H""f

((flit

>,>'

-

m:i{t)NINIANA

(fiUUIHI'()NI»rA'/.A

f^X''!

I

l^f

77

AI.VI'IOH

\t<\l'lt<{IMI^

"" '"•

"•'»'

'it'IiU"'*'

i/nnnn
1"

HO

III.

li(><iirnr\o>\

(/toi's)

1.

20 H^^.

T

\a\

111.

(lata

(lol

asiitìttaci elle

x({

n'iti

.\lypio atesso.

(li

Tiihblicata dal Vitelli
In

y"

(/(loriiiaii^)

Atrtir e

in

17 ruMiiiaio

l'5()

muoverenici verso

che sia acceso un buon fuoco

Roma

VI (l'JO^j

250.

\).

Alypio scrive ad lleroniiio front, senza dir
to

il

dì L^S

al Itai^Mio

(=

dunque

18); tostocliò

facendovi portar tronchetti e

pajjjlia

abbiam

preferito

volendo noi visitare

cose

tua azienda.

ogni altra maniera

altri

paesetti e regolare

le

di

perchè

ti

dai pescatori che

nutrono

si

mia

lettera fai

raccolta d'ognidove acciò

a

recarci
(Jr

presso

stare

dunque

clie

fai

portino del pesce. Ti ho pur

il

gli

di

testé,

magro

mandato una

e

di

le

anche

buon da nulla;
per Horione

lettera

renderai l'equivalente, poiché

le

modo hai a far rimettere sopratutto
nutrimento conveniente manda dunque pel fieno assolutamente

di fieno

acciò abbian pur esse
Stai sano

ci

spedisca cinquecento fasci di fieno, di che tu

da lavoro

\)u) jjukxi.-i,

servigio sia pronta e anzitutto un buon porcellino per le persone che abliiam

di

con noi; ma, ripeto, che sia veramente buono e non come quello

manda anche

Se a

'

tu ricova questa

possiani bagnarci ben caldi, sondo inverno; poiché
gli

dove:

di

verde e tu ad ogni
;

mie bestie

fieno verde

oggi stesso.

'.

128.
^

^ ^

]wcri'[
]ftj

yuQ noXXa\

avror vneQ^ea^ai
gag x'^qiv
5

Qexovva

aav

rj

r.

xr^q

.

.

.

t-

ntyaXt^v na-

j-ioi

ovì'

arép^eax^o}-

eavrovc airiacovrai

{firma)

HQUìVfivbì (fQov^ Ogaffo)
[{erovc)] ó" /[o^^Jx p?~

10

Frammento
che però sia
nino front,

comunque
cui

Alypio

minacciosa

di

di lettera

della parte superiore e quindi della indicazione

Alypio risulta certo dalla sigla o firma

Thraso

di

mancante

in

data del 28

Novembre

di costui

sotto

il

saluto.

Alypio dopo aver offeso

si

sono allontanati dalla residenza

sommamente

si

dilettava e ch'ei volea preporre (?)....; conchiude

o

dunque

ritornino, o

rivolta ad Hero-

256. Trattasi di persone, certamente inservienti o

dipendenti, che

'

È

del mittente;

di

avran da prendersela con sé

stessi. Stai

sano

(?)

tale di

colla ingiunzione
'.

PAPIKI EPISTOLARI

78

129.

^t

^

n{aqu) AlvTTiov

•J,

Euv TU
xft]

xttin]Xia xarsl-

TTQog Gì

ciTtoarsiXov

r.

^

>:*;-^^'^

n?^o

(PiXanegiòu

avrà

fig

OTioìg

yofiwGr^

ta

va ^vXa

xa

yevofievci eie

\/^y\y
)iarixa sQya xov

fxr^-

Nhxo-

'V.
lir^òovg.

2^

4

ev^oiiai

(firma)

*

<--f i'':vjéL?^'".

m. eggoìG^ai ae

10

Hquìvivoì (fo{ovTiOxiì) 0€aà{eX(f£iag)

ó" {fxovg) xoticix) }if~
indirizzo esterno

Jliaou) AXvTTiov HgbìvivM <fQo~ Ogaffco

»

-^

-*ri

•••

U(tUIlI«l'UN|tKN/A

III

(liit.i

intorno,

i

Stai san(»

Duooiiibro 256 scrivo Alypio

Ul

Tliriiso

di

caricaro

(lei

lIKKONINIANA

secondo l'ostorno:

lo^Miumi (iccorsi

iioi

'

lavori meccanici in

79

AKYI'IOH

Hccondo l'indirizzo

lloroiiim^ front, di Tlioadolfla

ìkI

T(»Hto(;liò

siano

ti

giunti

NìcoummIo

(|in)l di

i

caniolli,

fclr.

iniindali

hu quonto

a Kiloterido a
184, 9,

Ititi,

d).

perduta tutta

la

sicuramente dalla solita sigla o firma sottoposta

al

i

n.'

'.

l.'U).

*
\x((i((;ii-]

<a\'/n(T((y

xKi t\y

l'I

f/twaur

y\(((yini

ì^q

t-Qooì(sOui

[/rj^iv

ab (vy~

(firma)

HQUìVeiVO) (fQOV^ 0QC((TO)
[etovg) à" (fu" i~
indirizzo esterno

n{c<Qct) AXvttiov

Non rimangono

che

le tre

ultime linee del testo

parte superiore. Che sia di Alypio

si

rileva

[

di

questa lettera

saluto finale e da quel che rimane dell' indirizzo esterno. In data del 6

Heronino

front, di

bisogno. Stai sano
Tote, n.o

115.

Thraso
'
.

:

'

di

cui

è

Marzo 257 scrive Alypio ad

porcella (accus.) saginata ed anche piena di cui io avea gran

Probabilmente doveva

servirgli, porcella e porcellini,

per un sacrifizio

;

cfr.

Fay.

a

PAPIRI EPISTOLARI

80

131.

JI{aQa) AXvTTiov

Eìf-Ti'xor o/c eQyaìpaQ xra (-mar
fiiìog XQ^M^^' ^V'' '/("^''""
óc(

dia nqv rorv

Xl(Ji(t

5

uvaX(j)}iuTHiìV x(a fiu-

(Tov

fOQim' xui

Ai^if-ffvfyion'

tov x'^IqVov

trjv

TTQovoiav tnef^ixpa aoi uno-

txaior

X\i<\(yiòior

oivov

ano

iiovoy^oìoiiìv

I^iorrog jQyatov

TiQog Jtovvaiov tov (jqovti-

10

a

atiqv i(f

anodrsikai

f-[v]x)-to)g

anovòadov
2'*

m.

(:QooìGÌ)ai ati'xiof^cd)
{firma)

1^

m.

15

Hq[(i)]vhvoì (JQ-

&aòfXq{f-iaq) (sic)

(eroyc) ó"

i[-i

navri

indirizzo esterno

Tl{aQu) Alimiov Hqoìvi^ivm (fQ~ &ott\a(t)

.

ÀutavaiMv; questa festa ricorre menzionata in Aniherst Pap. 93, 12
j?,

non

re),

III p. 179

(altro

in Faij.

T. 95, 16 {ctfisa

Le

{(ciie<fr](jioig).

nome

Khem)

di

delle terre, ai

26 del

itc^Baieavoig, ov' è forse

mese

tempi

di

a.

in

),

GPBM,

di

Ramesse

= 21

III

avean luogo

non essendo

festa che ai tempi romani

i

di

vaso e come

werden

Questa

nel suo LexÀcon.

róm. Wòrterb. 6238,

agricola,

vediamo dalla data

a

in quel

come
di

si ce-

periodo dell'anno, Maggio-Giugno.

La prestazione annua per quella

Nel pap.

Londra, per un' azienda agricola dei tempi augu-

stei, è

valutata in 13

In data del 6

dramme.

in

Ho

Va

no-

(il

un nome
Her-

dall'

tradotto buono, o tratta,
(fr.

police)

di

discussa

riferita

ad dnóSah?, che potrebbe,

pare, assai più direttamente riferirsi
nel significato in cui troviamo

(jui

ad dnó-

usato

di-

il

14.

Chiarissimo 9K(hh^~ por 9ewM.(p~

esterno pur chiaro
indir, int. è

front,

visto quanto tu

mi

wp«^

cioè Sqmio.

nell'indirizzo

;

La mano

del-

diversa da quella dell'est.

di

Theadelfia secondo

scrivesti e

l'indirizzo

venendo a sapere che

la

bisogno per alcune piccole spese, singolarmente per la festa delle Amesysie e per

la provigione del fieno,

nochori del vino

1.

l'

'

l'unica

minutivo.

Giugno 257 Alypio scrive ad Heronino

interno, di Thraso, secondo l'esterno:

tua azienda è

me

i.vaig

festa era in generi,

olio d'oliva o di rafano, vino o altro.

(Ìttó-

etimologia, da G. Paris, approvato dal Kòrting, Lat.

Amesisia, o Amesysia ed era certainente

lebrava pur

voce

tale- fu registrata la

anche polizza, voce questa

chiamavano Ame-

questa lettera che

incipienti con

quando pubblicava

noti al Grenfell

sesia,

di

pagamento

stro 134') credette egli potesse esser questo

il

Greci d'Egitto, con va-

rietà di scrittura facile a spiegare,

questa voce è dichiarato

significato di

lettera di Alypio allora esistente, Fay. T. n.° 133

Maggio (Birch presso

Cast. anc. Eg. III, 379).

il

kvaof che troviamo in questa corrispondenza. Questi

Amsi,

feste in onore del Dio

((Tinkvnidioy,

dai parecchi ordini di

da leggere

per la vegetazione e fecondità

Pachon

Wilkinson Mann.

1.

di

ti

colà,

ho mandato un buono su Dionysio

Argaeu per cento mo-

front, di Ibion

che manderai sollecitamente ad esigere. Stai sano

'.

OllHllISfoNllENZA IIUIKINIKIANA

AI.YI'Ion

«1

l.'Jl».

>•

^

Ihuau)

-r^'\'^!^\rh<rrTod;

x(i)ii((Qy((U

Tuvonvnv
TlfOl

.t/.t'.noi'

in;

àu?.t-/.'/riv

lOV V(OV lOV Olì/.U-

Tov Axrjoc ovrnq

5

TiQoaruxov tov XovrJoyoov
XTr^f/azog xui ().i{§]uv nt-

notr^xavuc

tuvtu uyvoiu

vntfjyovTO rt
10

tiq

tu

iir^viaue

uviov vnoxoovaui ruvtrv
rr^v
(X€

óoaiv orn-o avuyxuiov
rjv

avToic

yvùìrai iv ovioìg
).oyiGi~

2^ m. éOQcoa&ai ffevxoiiai
(firma)

^

V

Hoo)riro) (fQo~

15

CA

q

e" (sTOvg) <fuo)(fi

xq—

indirizzo esterno

Hoonivb} (fQ-

JiorvGiuòog &éc(ói).(fiiag
cancellato

"

jK

m^immm^t

1.

2.

La kome Taurina
P.

1.

5.

6.

Un

xrfjfia di

Syros

questo

Alypio

9.

T((

lettere

di

Horione

11. rriv &6aiv;

di

nome

è pur

come

menzionato

xirjfKcnoy in

in

una

una pur

di
1.

da una data persona
Cfr.

nn pagamento

sommato,
alla

Wilcken GO,

dei

640

sg.

conto

pagamenti

cassa o lounela
I,

il

di

fatti

quel

vi fosse

rateale probabilmente

contestazione da parte

quei comarchi circa una rata
poi, verificata la cosa, si

quanto Alypio rappresentò

10. vnoxoovaui ng xa

vnoxoovix, interpello

che traduco conti mensili sono

corrente, mensilmente

è

imposta. Pare che

che

(167).

nrìviuhi

comune.

in

(247).

lettera di Syros (254) e

1.

1.

d'

Questo asinaio è nominato

di

Teht.

cfr.

II, 403.

(222, 226) e di
1.

era presso Evhemeria;

fi.

:

dovuta da colui e

scusassero per inscizia
loro.

non conosco

altro

esempio

di

adoperato in questo senso e con

tal costrutto.
1.

1-2.

Altro esempio

dirizzi; qui
il

oscitanza nel segnare questi

in-

però Terrore fu corretto; nell'indir.

int.

di

luogo non era indicato.

Papiri Fiorentini.
11

82

PAPIRI EPISTOLARI
In data del 23 Ottobre 257

marchi

di

Taurinu circa

Alypio scrive ad Heronino front,

dissero che tanto fecero per inscizia,
mensili,

il

Theadelfia:

'

Parlai coi ko-

dell'asinaio Akes, preposto al possedimento del Chrysochoo,

figlio

il

di

ma

mi promisero

che era duopo tu sapessi acciò tu così

mi

e

intercalare questa rata nei suoi conti

di

la riporti ne' loro conti. Stai

sano

'.

133.
Ih

'^"'^.^W^

/Jiaoa) A'/.VTTiov

EÒI

fifV

,U\Òf

l>ji(C(C

l'-

aia

TTOfirì^Gf-WC

XQìy^HV

^ny^^
ióovTCor vpion' rag ru-

xrag

r^f^UQug tìjc òoGt-

w$ YsreGi/ai ovv xura
zo «i>oc

f-ic

oÀov TO xw^xa

Tov MovTiXa aTTsari-

l'ultimo

i

da a

corr.

sic

Xc(

yao

rote ntQi

10

xca

f-[x]f-i

Tif.iai()V,

xui

rtXuaiov xai

^iQUor émari/.uTf:

\ji\oi

sic

rovTO.

.

2^ m. fQQwa^ai evxoiiai

ti

r

;v«r

vfi

-^.^\f-

f"(fToi'c)

15

èM/Vtfà'--'

ug

a-U^vQ

§

o

1^

1

m. FaluGio) xai HQUxXtiòi «
sic

sul rovescio l'indirizzo

Hqux),(iòi] xai Fi-XuGiuu

'^m

r"?^^ ^

}

f

i'

^,
1.

ó.

rr^i
fi'inig

rtoasog,

è

il

pagamento rateale

XU)Uf(xixòv,
1.

8.

MoruAn

da quel che seguo rileviamo che questa

su

di cui

V.

fu già definito

dell'

imposta per

Wilken GO,

come

il

I,

nome

le

un grande

(l'ebt.

P.

II,

390) e

non

di villaggio,

il

che è ora

confermato da questo luogo ove parlasi del suo /w,m«.

dighe,

333 sgg.
di

canale

1.

11.

la

Vuol dire
lettera

tTjioTtihai; (lelasio ed Heraklide
è

diretta

a

cui

debbono comunicare quant'

ei

(-•OUKIHI'UNKKN/.A

Hcrivo (finiut'XXnf) H^li

u

aneliti

i<d

(^Mit'slu

(|iiolli

liriicliò

li'ti l'Ili,

ma

rivalla mi llnroniini
tro

o ad

Ha|i|ii;iiiU)

ilala

In

bisogno

ilei

L".»

un

sia.

(ìi<laHÌo di cui

lii'iakiidi'

un

<li'laHÌM

n

lomunicata a

di;;a

tutta, la

im-

(pici

Montila;

di'l

Gelasio e

di

di

nomo di

da

di cui aldiiaino

nuli' al-

I)

Imm coiioscoto

voi

iaiimu)iit;irvol(), elio

di

;

t^uofitn (iui'mIo

lo

|(i<r.-tl(lido

altri d'dlo

(-liò gii'i io

un »-^

o »<t(fii)toda

un pHtronlini'^

hIo^ho noni*»,

(JiHt.in

'jual''j

qiKdlo

lottoro ad iloronlno o elio (ho |>ur

i)lii

llfiniklido:

'

Non doveva

mandai pur Timeo colà;

State sani

esservi pur

dunque

giorni stabiliti [n-i la rata; or

i

l'"irino.

di

Un.* 70.

HtOHHo) da Alyjilo (VM'ì h detto uixoyófiof.

(Mloltid LT)? Alypio schivo a OoIuhìo od

secondo costuma, por
mia.

ad un

da Alypii»

ò

il

elio foiHo ò abi)P<viiitiirti

rorliiiiuuito

a|i|)iirt.(inK)i

lloroniniami, non

coirisitoiKloii/a

;ill,i

Noli' Indir. Int.

l'iiiiKi.

ili

AI.YI'KiH

tnitiato noi cuntl di Iluronlno (nibhllcnti Motto

hIohmo,

iìoIiihIu

ili

iit.l,iiiiili>iili

llKlioNlNIANA

si

e fate elio

va^bi,

questa

'.

l'U.

AXvjtiov

JI{ic()(()

To lavuixov
X((l

TJJ

l'ìl

no uooioo)

((iu<

Xai

TKVQf--

IO)

XaTìj jTaQctóog ^LaguTiiwoixorofioì

TO)

ri

ir[c<]

i(ov

ro avayonex'ov sr

BovfiaGro) xrr^iiariov
VTTOGXKT^Ì]

m.

2''-

€vy~

agooìGO^ca Gt
{firma)

10

in.

l''^

Hooìrfiroì (f~

(erovg) C" /'^X^'C

1.

1.

in

buoi

da

anche

il

bue (non

in generale indica

direi tori o toro)

da lavoro

ambedue

l'

In data del

(n.°

s'

intraprendono. Per la varietà e

il

nu-

dei suoi possessi, di questi facitori Alypio do-

veva averne parecchi.

i

7.

Non

crederei che

questo Bubasto fosse molto

di-

stante da Theadelfia. Dovett' esser presso al lago od

tiro sia dell'aratro o del carro.

seguente, di poco posteriore

al

;

Qui l'economo (facitore) è Sarapion

In

mero

quelle di Gemello [Fay. T. n.» 112 sgg.) è

qui la coppia di buoi da aratro

5.

agricole che

Tò xuvovxòy che frequente ricorre in queste lettere

come

1.

C~

:

nella lettera

134') è

Heraklide.

a Beren-ikis di cui parla la lettera
P.

II,

n." 126.

Ved. Teht.

373.

economo deve dar ordine ad opere

1*^

Febbraio 260 Alypio scrive ad Heronino front, senza dir

mio economo Sarapione,

i

buoi

basto venga dissodata. Stai sano

coli'
'.

aratro,

il

vomere

e

il

di

dove:

bifolco perchè la terra

'

Consegnerai

annessa

in

Bu-

PAPIEI EPISTOLARI

8-i

134.

Trovasi nel Museo del Cairo. Pubblicata

Fayùm

in

Toicns

138.

n."^

niaga) AXvniov

Ansar tiXa xor

oix{or\()nor

xa^ a

xXeidr^v tiqoc Gt

tra rrjv ótarayrjv

ì^'ico)[Gac

xQvyr^c

Ti]g

[v]7rf()ifov ói Tj/^isqùìv

TTOtTiar^rai

5

[Hoa-

tu xovqcc ani

ó[vo] xai TOioìv ira

[a]vvÓQafiì^ u'/J.u xta o oiroc [Ef70</»oc5]

xa/og YfvVjTca oióuc yao ori
xcaooz rvv iranr oìpifxwTfQoc xa10

xat

^'/(og

TOig aXXoig xjr^fAaTioig

iì-

erroir^aa xai)
jt(?y

ovv

c(VTr]v

tr^r olpir

malheig ovv roig xagnoìvaig
xui uvtok

yiqv Troncai

/<o<

rr^v

tqv-

enianiXov

sic

ensuìpa óf

ttooc at

Tì^r r^i'yì^r

eig

1-5

xca anoXvaiòiov oivo{v

aoi

iioror

eQQOìaOai a e tvxo(u((i)
HQon'eiro)

QquCm

<f()~~

(eTOvg) C" liisaoQi^

1.

6.

xov(f(c,

questo vocabolo,

non

di cui

si

aveva esem-

pio che nella più bassa grecità, ricorre in questo
in altri papiri dei
I,

Esso

766).

è di

tempi imperiali
uso notorio in

cine ted. Kufe ecc.)

(fr.

piìi

come

e,

(cfr.

di

piente da ricevere

mosto nel

fare

somma

che noi diciamo tino e

In data

ho mandato

dell'
il

giorni perchè

quanto
fai la

in

il

11

arrivino

ritardo, e cosi

Stai sano

notizia;
'.

ti

moderne

vino,

ha

zionati
1.

in-

7.

i

vasi

ed

il

Notevole queir

1.

in

ti

dico e

la

sono

12. 3<«p;TwVfa

anche nel Pap.
sroiiio?,

altri

gì'

front, di

di

Fior. n.° 65, 9.

che fu scritto e poi cancellato,

abbiam detto

4).

incettatori o appaltatori del frutto

Thraso

'
:

Come

tu volesti,

vendemmia; tu soprassiederai per due
poiché

sai

che

la

stagione è

vino per

la

de' frutti; e del cosi

vendemmia da

ti

o tre

possessi; appena dunque tu vegga questa

non secondo gl'incettatori

ho pur mandato un buono

men-

erba come noi diciamo.

vino riesca buono,

ho disposto pure per
ch'io

xotTqcft

altrove (nota a 123,

Greci già dissero

tutti

i

pel significato del rtòy ètoifiojtQMv di cui

reci-

ciò

voce a questo tempo usata in Egitto in altro

senso, ved. n.« 139. Con riferenza alla rovyi; sono

il

Heraklide per apprestare

vendemmia secondo

mi darai

i

il

come

Agosto 260 Alypio scrive ad Heroniiio

facitore
ti

lingue

un grande

cupa cioè

'/r^vS?

Wilcken GO,

qui vediamo,

significato del latino

n~

al-

mia

aver fatto

servire per te

solo.

.

.

«"•UHIHIMiNKKN/A

I:U((NINIANA

II

86

AI-YJ'IOM

VA4r
Lotterà osiati^nto a Strasbur^Mj,

Ilittutt)

Col.

Mit^tfiov Kiv

I.

(f

nntuoi

(h^

ì^/.iìiK

(fili

uri'

yf-vt-o'fii)

TTUQdffX^'*'

(f\hti

óriì^i'h^

x((i

10

I

tuf

Gr.

Strani).

/'.

n." 32.

I

xKi óOioi

o'Z'^''

"'" oi'iM^

ai}o)

x(u

fnayi-Kd

lof n in,'fai'

).oy<iy

KViM

xi ì^wòoiuì

mi'ioi'

i^r

I

fTt-

nifii-

lùjiiu

,11^'iir

(f/ioi<-

tu

ytvi^iut

y,ijn<<

une

(h

(JI'q-

ine nc/iior ynf-

lov (tooioov

/.(((iì^

la'ioi

ii

xki

lUì

xki

(kj nX\i-]i((i

tr/.oyì^!(ìi aitovòì^

[v\nyiQtaucv

lì^v

tu

xut

hy^itìfiu

(<

7iQ0<;

ncvQixnr m^ xaiKityi^iai. utìkJihXu

IO

x((i

u/n-fTinht

|

i(<i'()ixoì>

nitrici

t-Til(J

.

x(<'f

>^(ìait(titc

((oyvoiof ine

Eqhkc

]:f((xt\

.

\

ynì^Kd

(ti)(H{>oy

x(<t

ffiv

òt

lor

i^v

òi

ifUt

l'iiiiHigkH

(I;i

AXviikìv.

ni( Ki'in)

5

|iiil)lil.

òt noi

7r(>v

iraQt-

yt-ìi-

nuouayinv avv

m)Oì"ii{at\ìi

tu

(h f-ntyoìv nuoic aoi

L^t<yor

rov i-nin]dtiOT('Qov aviw naQct-

Col. 2.

lor laor arnvioì

ff/f^'

15

rroii^Gac,

TU TiaQu aoi fQy«

eig

*^

«A/«

iiìj

enti io \T\ciVQixor

cii.ifXr^Grfi

IO iìlf^aòi-

xaraQytirca

xcti

xc^/^f*

ravirjC tvjc VTrr^QfGtai xtr^vi] óe
avTit)

20

avo iva avi or ara-

7TC(Qa(Txec

Y'^YV A'^ZC* ^^/? TToXeoog.

m. Eoo(j)G^ai ae

2'"^

€vxofi{ai)

(firma)

m. Hoorvtiro)

1^

[srOVO)

1.

2.

Il

nome

(rot7 Tluxi)

di

luogo

ricorre

lUcy-i

e 233 (rò iiàxei)

ma

nel

delle

nostro

n.°

due lacune

ì]"

6. eniarr^acu

come

&e uva,

ingiuntivo,

indicativo dal Preisigke:

Thier ich meine
1.

infinito

werke

se-

ja

'

mit dem ankommenden Wasserschòpf-

'

12. Ciyor, di qui

1.

indica

welches

vediamo che rwf^fxoV propriamente non

un bove

o toro,

ma una

segno che

22. Il

'

1.

si

vede sotto

il

viazione di

(f[i).tKxe),

come l'ha

male inteso da Preisigke che traduce qui

lita sigla o

firma

Alypio.

diminutivo

In data del 6

di xxijyoy,

come

nel

Maggio 261 scrive Alypio ad Heronino

a te Massimo front,

di

.

paki

.

perchè

egli

si

coppia

di

buoi da ag-

giogarsi pel tiro dell'aratro, del carro ecc.

nostro

11. xiìjyvdQtoy.
n." 120,6,

dubitando

mal tradotto

du weisst

'

TTCCXWY iu~~

152

gnate dal Preisigke non so che cosa pensare.
1.

(fQovT{iarr^.

di

saluto non è

inteso Pr.,

front, (non è detto di dove)

'
:

1'

ma

Ho

abbrela so-

diretto

abbia un aratro, siccome scrissi anche ad Hermas, ed

ho mandato anche quattro cavicchi per inchiodarlo

;

sia

dunque tua cura

di fornire

i

buoi quando

PAPIRI EPISTOLA!!]

86
abbisognino pel
poltriscano
gli

tiro,

e farai che

possa

ciò

farsi al più presto e

ho anche mandato danaro perchè Hermas sia pagato per

;

è dovuto designando

cura

qualcuno sorvegli perchè

di fornire

il

il

luogo dov'ei consegnò acciò così

necessario al facitore

come

al

giumento con

si

l'

aratro e dia conto

che

i

di

quanto

segni per suo conto. Sia anche tua

cui viene

;

procurati anche un giogo dei

più adatti e fornisciglielo, uno eguale facendotene per te per le opere di tua azienda

trasandare, poiché

buoi non

i

bada a non

;

buoi di colà poltriscono e han duopo di questo servizio; porgigli pur due giumenti

lo riportino fino alla città. Stai

sano

'.

135.

T"

'i

t

J^*
i

XI

n{aQa) AXvmov

Ta

c(7Tolvx}tvTa aoi oirov

àixoìQa òiiìóexci

n H i-/f ìNa^ ATT ve>^ )^

ano

(fQOÌ'Tlàog K6{c(Q0VQ0)ì')

oixo-

ngog óoax/nceg

vofirjaov

TtGGiQaxovta dvo xai
avaXoìaov

^

(Tot

>^y >>'

^yn
/

/ -

10

tic,

tu ttuqu

tQyci

2^ m.

(TéGrji/ii-ioìiiai)

in]Cov

ra tov oivov

Ól^MQU

ÓOì\Ò\l-X(C

df/_c>{Qov)

OìC

xcu oixoro-

lOV

TTQog óoicxiinag)

Teaat-Qaxovrci itaaaQccg
1^

-\
15

A
J

'

'I

UMMM

m. UQuntiìoì

(ftovc)

0-"

Trtr/oìì'

(f

Q{orTiGTri\

i^

OquOco

villo

di

dii-lioii

jn-i

M;i^,'^io

lij

a

luaudalu ad

c.liu

tua a/icnda

lavori di

villo

2i\2 Hcrivd

doi 25 cuiiipi

l'aìlniia

(Iella

iiiil>i(';j;ali

gij\

(Irl

(l.il.i

II)

nel

renna Alypio n^Millcu
prezzo assai elevato

in

nt,'^iiiii;,'i)

llcronlno

mio

(-ni

fronf.

mano:

ildidioro',

K questa

staitililo

il

'

'

d.juirj

I

44,

<li

mi Unno

l«;ttora

[.rc/zo

buoni che sognano H; dr.

altii

di

Tliniho:

di

ilichori

«Il

buoni), valutali a quarantailurMlramiiM' Hi

S(»gnata dallo scriba, dio ò

fonlVonto

87

AI.YI'IOH

Aly|)io di sua

non ora stato

(jiiali!

somma

la,

MH.sitgiiai

diaiiiiiK'

(|iiaiaiita(iuatl,ro
lloroiiiiin

'

ad

Aly|iiit

ti

IIKUftN'lNIANA

(*oliltIHI'()NI»KN/A

di

non
il

valuti-rai

r-

i

(lo«li<;i

un'a^^?iunta ad un buono

qu^l

vino; qui

drammo

42

di

monorboro

o

nolla

con-

dichoro;

il

anche meno.

ia5.*
seguenti' lettera j)osseduta dal

J.a

pubblicò poi egli stesso

in

Arrhiv

l'ro!'.

l'F.

f.

(iradenwit/ mi

IIJ,

x(c[i(c

/nyl»'«

luav

x[ac ((qyvq]ioi' óau/jucc

tixofìi

xca

xai

xoTv).ug Ttff(Tu(Jtc

f-VKd'ior tig l'inalfrjxov

xcci

ìtaOlCQiCXOÌÌK

Ó()UXfllCK

m.

2"'^

10

la

tKfto olpoìviov

ì^fiicfv

t/.(ciov

gentilmente comunicata;

Iloì'/.Hfìvi

TTVQOV hxci\itQU) ci\oiu(iì^r

5

lui

4Uù.

/ilóov Evò(tin<)ìt x«(

ò((oi()r

da

hi

(IXIÙÌ

Jti'Sov xca ótóov xiiiu

(XaaiO) TTVQOV uqtu^ì^y
itv

in,ìc(
p.1-

r^uKJv t).caov xoiv).ac

Tsaaagag xat aoyvgiov
ÓQuxiiceg éixoai xai
Tia^iov xca

vntQ

fij.ia-

arog ó()ax,uccg

raGGccQccxovTCt oxtuì

15

HQon'eiro) (fo~ QquGoì

1.

8.

ifi«9tjxoy, COSÌ

trascrizione a
.

.

Gradenwitz nella starDpa; nella prima

me

comunicata

d'

è

leggeva assai

10. dsieoy, nella

stampa, proposto da Wilcken:

trascrizione portava dsgca; probabilmente

piìi

'*

sic

.,

vensimilmente tucataxou, con
cabolo

egli

1.

x per

correttamente scritto

Alypio a

1.

;

una erronea lettura

lo stesso vo-

si^uccnafiov

di

13-14.

In data del 1°

prima

è questa

del asai;{usia)U(u) che Alypio suol

segnare con curiose abbreviature, come

mano

la

si

può vedere

nelle fotografie di più lettere.

Novembre 262

scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso

'
:

Ad Eudemone

e

Sarapammon darai mensilmente per salario un'artaba e mezza di grano
per ciascuno e venti dramme d'argento e quattro ciottole di olio ed annualmente per vestiaro quarantotto dramme '. Manca
saluto finale. Segue la conferma dell'ordine tutta di mano di Alypio.
La interpretazione che dà il Prof. Gradenwitz, diffondendosi sul significato di tutore o curatore
Po(l)lione

figli

del garzone

il

che può avere e qui avrebbe, secondo
fanciulli, è affatto errata.

Le funzioni

lui,

di

la

voce (fgamarr^g trattandosi della tutela

Heronino

corrispondenza, non hanno assolutamente nulla

di

e di

quanti (joovnaTcà come

comune

lui

di

quei due

figurano in questa

colla tutela, curatela ecc.

88

PAPIRI EPISTOLARI

136.
X

n
AXVTTIOV

I1{((Qa)

fluoaàog SÌQ^(0)(r}i
(foioviiaiì) Evr^iuQfiuQ
irig

Ttag uvio) araX(o)iÀaTu)

T(c

o)V /.oyor óoìfftt oivov

5

^

fxatov uno

HOVO'/_u}{qci)

xrr^ifxarog)

AmórjtfOQov

ka[i^avù)v

nao

/--

uv-

lov YQainfiaru)

^ e^'^^T^'^?^"*^- .3

10

naoaXriii-

rrfi

{yivarai) oivov n{ovo)x('ìÌQC()

iptoiìq

2*

m.

TOT

Tov

aeaiqiiÀi-iMfxat)
(iirov

Q

xai nuQaòoc

noroxo){Qa)

fxaror wg TtQOxurai

m.

\^

[txovg)

15

1.

Hooìveiro) (fQiovTiazr^) &i:ud{fX(ftiag)

7.

À7ii&ri(po()nv,

uOvQ

t

r]~

non ricorre altrove questo nome

dere che forse andava scritto

'ATìióicpÓQov

da

di poììnia,

(<nuh(( pere.
I.

aspetterebbe

10. 81

vino

'z-'^^r^ c}ip0^i^<

come

([ul

in altri

omessa. Forse

il

^

ìir

come

simili

designazione del prezzo del
buoni;

prezzo del vino

era già stabilito
Qui,

la

ma
di

questa è qui

quel tal podere

indicato con lettera speciale.

altrove,

7r«(>«'J'o?

=: tìnóXvaoy.

%
j

In data del 4

Novembre 262 Alypio manda ad Heronino

(àTToXvaióior) dicendogli:
delle quali

Consegnerai ad Horione front,

darà conto, cento raonochori

dico monochori 100

Alypio.

'

'.

Segue, senza

il

di

di

front,

di

Theadelfia questo buono

Evhemeria per

le

spese di sua azienda

vino del podere Apideforo ritirandone da

saluto finale, la conferma dell'ordine

come

lui

sopra, di

ricevuta;

mano

di

IIEItoVINfANA

(>"<IUUIMI'()N1)KNZA

AI-YI'IOH

Hi)

ÌM,
.iAv;iinv

I/i (({)(()

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IO

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Il

7(011^(71(1

di toì tavQfXceTiq rr^v awr^x/r^ àu-

navTjV eQQO)(a^i(i)

10

1"'

(Sni

t;in Kjyov

i-xi-i

txi-ltvaa (<vio)

2"

Ji <({>(<

(d'Idi

IIKtV

Ì^V

luvfiixiiv

1(1

m. HQUìVeiVM (fQOVl~
(eiovg) i" Tv^i

(jik{taTt)

(rtvxioiicii)

&Q((O0ì

xif

In data del 24 Gennaio 263 scrive Alypio ad Heronino front,

che la coppia

verde per
di

propria

l'

di

buoi condotta da

Demea venga

a stare presso di

unico giorno che passerà costà per certo lavoro da

mano

'

me

di

Thraso

Avendo

'
:

te, forniscigli

ordinatogli

.

ordinato

foraggio di fieno

il

'

io

Aggiunge Alypio

darai pure al bifolco la spesatura consueta. Stai sano carissimo

'.

137.

Lettera posseduta da Th. Reinach e pubblicata nel suo volume, n.^ 52.

JI{aQa) AXvniov

Kai aXXoTS

vfiiv

eyQa(fri tì]V TisQinoiri-

Giv Tov (XfiTov xai Tì^v avanounr^v
sic

ói]Xoìaai vf^ific ós tifiiXì^Oara
5

ov xaXoì dvviiSoxi x?^^w«t'o*
x((v

1.

2. 7iEQmoltj(jiy, in
si

vvv

vista dell' dvanounrjy che

7T0t7j(TaTS

segue e quasi

contrappone, non può tradursi produzione,
Papiri Fiorentini.

ia(/)g

come

fa

ira

Reinach

;

l'emesso

trattasi del

grano serbato

{neQi-noieTv) e dol-

{clvunéfi-nsiv)).

12

PAPIKI EPISTOLAEI

90

/<7j

/il

fra aTQUTKùTOV arayxaa^T]-

T6 lOVTO noirjCui

[firma)

HQOìvtivoì <fQ~ Qquguì

10

1.

7.

L'uso del plurale mostra che
ficio di

da altre

Alypio

all'ufficio di

la lettera

Heronino.

va

dall' uf-

Come

lettere, l'impiego della forza militare

propriamente

di

Alypio

ma

vede

si

non

è

del suo ufficio, quantun-

que a questo

egli presieda

ed abbia anche facoltà di

impedire o far sospendere l'uso
il

n."

151.

Benché da

lui

di quella forza;

firmata, questa lettera colla

sua minacciosa durezza è affatto burocratica.

In data del 23 Settembre 264 Alypio scrive ad Heronino front,

di

fu scritto di darci ragguaglio delle riserve e delUe rimesse del grano e

Thraso

'
:

Già altra volta vi

non ne faceste

per non buona coscienza che voi aveste; fatelo dunque ora subito, se non volete che
costringa a farlo. Stai sano

vedi

nulla, forse
il

militare vi

'.

138.

niaga) Akvniov

Evd^twc. Xa^ùìv
fiov

ra yQanfia-

fTTti

avayxaioog

aov
2^

XQ'iqCuì

m. tQQwad-ai at

svx'

{firma)

Hqcovivo)
(fQOV 0Qtt(Tb)

10

In data del 1" Ottobre

(tTOvg) i§" (/aù)(fi

à

264 scrive Alypio ad Heronino front,

questa mia lettera, vieni che

di te

ho urgente bisogno. Stai sano

di
'.

Thraso:

'

Appena tu

riceva

-

noUltlHI'ONDKN/A lli:ituNINIANA

Ar.YPiOH

91

VAU.

,L^.

IKuoa) AXimiov

Trjv (hxi(it^\r\ h^rov

unoXvaoì' Mu^iiio) diuaió

ne tu (cvakoìiiuiu TU

tm

noktoìq

Tifi

koyor òoìoti

0)1

XUl UTTolvriCÌV

'^ef-'

m.

2='

iì^V

atenei ixnojnui)

òt-

xarrjv Aì^vov w$ tiqo-

v„

xiirai

y^/^-4^^^

m.

1^

10

HQOì[vf\ivoì (foiovriOTi^)

ió~

(iTOvg) i^" qc(0)(fi

y

3a m.
X Si/-' o ax'^

1.

2.

Tt]t'

il

^.a^-

Sexaxrjv Xrjvov, tutta intiera la

vino in

dichori e

IO

essa contenuto, di cui

monochori

come pure

in

ì.r]vòg,

cioè tutto

ragguaglio in

il

segnato in calce. Ar^yòg è

è

Oxyrh.

Ogaao)

n.°

BPU

1005 e in

n.°

qui,

14 (con-

temporanei del nostro) un grande recipiente da
bare

il

come

vino

[n.° 134*) è
1.

3.

il

dolium

lat.

mentre

it. botte,

ser-

xov(fov

recipiente o tino da farlo.

Certamente

&iaarò,

non

leggere, e da supplire

come dapprima parveci
diaaroiXst) come risulta" dalla letdiano,

tera seguente ove leggesi in piena scrittura ducaroh
(t

=

e().

Il

significato di tfiaaroXevs dev' essere distri-

come

butore (non commesso,

il

pa-

gatore dei salari (o>wV(«) agli impiegati addetti

al-

l'ufficio
'^^.ije!^'

trad. Reinach); è

alla

casa

di

Alypio in

significato pare possa intendersi

ricevuta del 7» sec. in
^31
1.

GPBM,

il

città.

In

diccaTo?.evg di

simil

una

III, 250.

z deve significare zi'^9^'') contiene 100 dichori,
849 monochori. La corrispondente ricevuta di Massimo (ved. Ti." 154") è per 1900 monochori, ma in

12. Il

quella è incluso

Novembre.

il

vino

ricevuto

fra

l'Ottobre

e

il

PAPIRI EPISTOLARI

92
In data

dell' 11

Ottobre 264 scrive Alypio ad Heronino front,

botte a Massimo distributore

sua mano:

'

mi firmo

(?)

per

le

e tu rilascia la

spese

Thraso:

darà conto

di città delle quali

decima botte come sopra

di

'

'
.

Rilascerai la decima

Aggiunge Alypio

di

'.

139.

Lettera esistente presso Th. Reinach e pubblicata nel suo volume,

n.o 53.

n{aQcc) AXvniov

Ano

Toov xaioinuneooìv
unoaiF'K'/.oufì'u

y.Hi

TU aTTOGraXsvTa

xccfitikla

yfficùGov oivov xai anoorei-

Xov

5

noXir nagaSoi^iì^vai)

eiQ TV^v

Ma^i/ÀO) óiaatoh

ecg oìpw-

ria un' Xoyov òwasi
ceai]

(cancellato)

(ooo)(rlhctt

at éi'x(o)/i«t

{firma)

MqùìVIVCùI (fQO~ 0Qa(fOì

10

1.

4.

per yefxiaov R.

yefiojaoy

Non è indicata né
numero dei camelli.

;

piuttosto per yofimaoy.

la

1.

5.

Ved. sul

].

8.

Aveva Alypio cominciato
formola

(fi(c(jToX.

di

la

quantittà

il

il

nota alla lettera precedente.
a segnar di sua

mano

conferma; non essendo però questa

In data del 3
ti

vino,

limitò poi a segnar di suo pugno,

come

lo è

Novembre 264

l'

let-

antecedente,

scrive Alypio

son mandati tu caricherai

di

vino

la ricevuta di

che riproduciamo sotto
la

il

come

di solito,

saluto firmato.

Secondo

tera un buono o dnoXvaìóiov

furono e

del

si

il

Massimo (GPBM,

n."

III, 173)

271", questi avrebbe

avuto per mezzo

di camelli, in tre

29 Novembre

quell'anno 264, 753 monochori sem-

di

mandate, dal 25

al

plici di vino.

ad Heronino front,
pii^i

di

Thraso:

'

I

camelli che

ti

stagionato che spedirai alla città da consegnare

a Massimo distributore, pei salari, de' quali darà conto. Stai sano

',

(jonniHroNiJENZA uickokikiana

98

Ar.vi'foH

140.

\V^

I
/JiuQCt)

T(<

x((()r((

no(K

///.l'TTtOV

(cTTf-ai

f-m

fjè

n).u

'^v/.u

Tf uvartyxUir) tic

oìfj-

lu

I

toyu tu f-rravx/a

^'

\

i

.\
TOig ovv ravQixoig

t

yoQTor TTaocea'/tg
TOV avviai)
TOig

ì^

y.ui

ravQiÀaracg

10
'

1

/

1

'

J

.

'l

2^

m.

t()oo)-

gì/cu

fff

f:vy~

(firma)

•^'4

'-mb'

4
-^t

\

W

\

f

m. Hqoìvuvoì qo

QoccGoì

{trovg) i^" ui/vQ i^
i

•/

1

1^

ì

94

PAPIRI EPISTOLARI
In data dell' 8

Novembre 264

legnami pei lavori

carretti pel trasporto dei

bovari la spesatura

Heronino

costà

di

front, di

fornirai

;

buoi

ai

Thraso
il

'
:

Ti

ho mandato

consueto foraggio

i

ed ai

'.

Sul rovescio (redo)

gnalata dal Vitelli (PF,
però,

scrive Alypio ad

si

legge una lettera ad Alypio
n.»

I

88,9

un tale Anubion che fu già letta e

questa

è anteriore a

n.);

di

di

Alypio scritta sui verso^

non sappiamo poiché non ha data. Pel suo tipo caratteristico

rispondenza Heroniniana, per

la luce

e diverso

Akvm

XaiQ]oic XV Qu

jiiov

Àr]ov^i(t)r

rrQotTayoQevco

(Te

e7nff]Tohor rov aófXcjov aov KXavóiavov
eG(fo\ayiaii€vov
fTie\{xìpa Gol

avTOì ?

]«i;

ti]

tovto

avxov aifQayLÒi

Xa^wv

noir^asig xvQie

avriyQalpsig

/.lov

tiqovoì]-

auc\ xa/xoi fxerQrjTOV ofXifccxivov
oiv\ov

rfi

sav
[xoi

iqv

riiir^c.

àiareloig

Z^

nera

m.

fQQODiiisvog

toìy (fiX-

TarcDv xvQie fxov aGvyxQtre

10

AXvTTl
i

quanto

da quello della cor-

che gitta su Alypio e l'alta sua posizione, credo far bene

rendola qui per intiero:

5

di

supplementi sono del

prof. Vitelli

se-

rife-

COHUIHIM.NDKNZA IIK1(..N|NIANA

-

Al.Vlir.^
•Jó

ll^«Q(()

.1).v;iiov


IItto((óoc

X

A

wxf

Ila/.u (jooviianj

ne cu nu(j cw-

(PcXo)tt-(jiàog

uru/.ojiiiau ojv J.oyor ào)-

10)

^^^-

'^

'^J^^

rwr

f^

[éioi]iioi[tQO)]v

oirov óiywoa óojà[f:x]a
"

riivsTai) oiivov) àixù)(ou)

A

i^~

ka^^avuìv nuy uviuv yoaufjiuTcc

10

2a m.

rr^g

napuXrjiilpfoìc

(T6ar]iiuio>,uai} xui

àtyr óoìótxu

nuouóog tu tov onov
ù)c

3^ m. naX\ag 7iuq[ù]u^ov
[tu

tiIqoxhtui]

7i]qo-

x]H^uerc( ór/oìou [di]xudvo

15

1^

m.

Hocoìfiro)

qoS

Ogaaco
ierovg) c^" uifvg

l

/

—J<^^a^£^^
fa'-

ió~

96

PAPIRI EPISTOLAKI

In data del 10

Palas front,
dich.
di

12,

Palas:

Novembre 264

di Filoteride

per

le

spese

facendotene dar ricevuta
'

(Io)

scrive Alypio

Palas ho ricevuto

'.

i

di

ad Heronino front,

di

Thraso:

'

Consegnerai a

sua azienda dodici dichori del vino più recente, dico vin.

Segue

la

conferma

dodici dichori,

come

e firma di

mano

di

Poi

Alypio.

sopra, de' quali darò conto

di

'.

142.

I
à

.

">.
fe'.

'4

\

..

^rUi
'^V^A^'^H^I'

Wì^
V

n
1/

''H-,f-M
JLi^

j^

mano

COKUIHPONDICNZA UKUONINIANA

.i/.l'.l\t()v\

/J{(C{l((l

H:iH(h^:iti) ni(t/.ixny

uvKyxKKtf

ifi/.iir

ytvhalhi) oro/v"

noitaxoviK
i^Kt^;

V. utili

i(vn(>:

10

h'/t»

(f(i()yiig

ani

Hi^Xma;

i)vii

Kdn'Hi; <svv(or troica !)iu

vìfiì^hts:

Il

»7

AI-YTIO»

s

tur

C',i>i'>f'^'^'('

',,"""'

7tXnOÌ'lt

ini

>^s

I

l'Ir

oi ter

i^c

i-.uH Kitnt^nio i-v!)to)g

aoi t'im)i«^oiUì't^c.
2'^

f-ooo)(T'J((i

111.

at-

tv/

(firma)

r^

avyiofìjaaa&ai ò qui

5.

1.

6. (cà«? Tiu>]c:,

1.

8. »?."«?

1.

il

re

Oro

Novembre 264

prezzo adeguato che né

vate che

io le

sarà,

abbia,

Papiri Fiorentini.

il

il

dopo ispezione delle asine per parte

prontamente

al valore.

rifit]

scrive Alypio ad
di

effettuato,

fatta e accusata,

compra.

ho da un mio stretto amico, datti cura

&ouao)

x,'/

rimborso o pagamento ad Heronino

In data del 25
io

t,-i"

(jQor

di altri.

cioè l'ufficio di Alypio responsabile della

10. s^o(fi((^ofxsi'ì]g,

che

comprare per conto

prezzo corrispondente

il

Hooìff-tro)

(fiore)

15

1.

111.

ma

ti

secondo

il

real

la

spesa da

lui

valore o «ft«

delle bestie.

Heronino

front, di

Thraso

acquistarmi due asine

venditore ne scapiti né maggiore scapito ne

prezzo

non secondo

di Alypio,

sarà prontamente pagato. Stai sano

alte,

'
:

non

Per commissione
difettose per

soffriaiii noi

un

quando, osser-

'.

13

PAPIRI EPISTOLARI

98

143.

V-"-

y

?'

^^iM^/-<<c^^5^^^<r^^^^
/,

'.<

V
/.

-:^
r:^

ll{uQa) AXvniov

Ano tov

xaiQiffonfoov oirov

oixovofiiqaov oivov

nsvTtjXOVTa ng

tee

iioxoQa
ttcìqu

(sic)

goi

tQyn tovitOTir xottqìjiuv xai

«!OUltlMl'ONI»KNZA

loi

knyny

7T(t(Ki

ihixfni;

tì\l((XII'<<

III.

ot

(((i

iiornx(i)()((
/(;

(f-iov<:)

')

/iH'iijxoi'Kt

ifi"

/i(>i>>;

(Jan

<)

Segue

la

le

l'i

le

opero

di

tua azienda, e cioè
il

conferma e firma dell'ordine

accorsi, nel

date mi avvenne di segnare per questa lettera

xotax invece di

(td-vo;

quindi

lo

di-x((iKT(Tn/ai

(')ui((ìoi

((<h>Q

Per una svista di cui troppo tardi mi

registrare

ik luv oivov

<»js'

à(tt()^'

nei poderi, delle quali darai conto, valutando
'.

min

264 scrive Alypio ad lleronino front,

monocliori del vino vecchio per

14

\)\)

jinrir/(^ti>{titv

lUKiHiKi) XKi iitxmujit

ii()i(tx^iii{f(tt'

H{)(iHi-lliit

dr.

AI.Yl'108

'"

•!"

In data del 29 Ottobre

mi'

lhxitlKÌ<ÌI({tl<K.

n

[{)

oiii

UKI{f)NINrAVA

spostamento di questa che

Thraso:

di
il

trasporto

monochoro a dramme
di

mano

di

a

p.

43

di

letamo

cinquanta

o di

quattordici, dico 50

sabbia

mon. a

Alypio.

dovrebbe trovarsi dopo
lettori che

Irapiegiierai

'

il

n." 139.

vorranno coi-reggere

e 53.

i

Di

ciò

chiedo venia ai

relativi luoghi nei registri

PAPIRI EPISTOLARI

100

144.

s

y
\

Wt

ir

J^.

n{c(Qa)

AXvmov

Joq 2af.iorvaQO)

rt-

xTOVi Jiorv(y\ic(\doc
rcoir^GaVTi t«[

egyu ex rov rraou aoi

5

oivov oivov
òiXdiìQcc

avo

2^ m. aeGì^ifmoìiica) xai dog

oivov

ai^roì

dixioìQa) avo

Hqwvhvo)

10

g^QovTiiGTr])

ierovg)

1.

4.

La

traccia che

certamente
1.

6.

gno
8.

si

di q; forse r«
;

come nvQov

Trattandosi

di

»<

<^V

lacuna è

eQuatJ?

secondo

oìpov

è

legato a

(cQTu^a? espresso con

un

se-

poca cosa, Alypio ha sbrigativala

sua conferma omettendo

luto finale ed anche

^u.^r^^

il

la

solo.

mente segnato

«

rj

vede dopo t« sotto

Curiosa ripetizione
di^Mfìd,

1.

xoiax

1^3

il

solito

suo segno

il

sa-

di firma.

In

(lata del

hrcniiltii'

I

legnaidln

di

coiiforni.-i

dciroidiiit) di

IMoiiysiado

dm

Alypio Hcrivo ad lloronino front,

::(il

latin

ji.i

mano

«li

duo diclmri

lavori di

i

101

AI.VIMOH

Mi:i(i»NINIANA

('(il(lilHI'(iNI)KN/A

di

TliraHo:

vino

do!

Dai a .Sanioiinaro

'

tu hai

elio

'

h<';,'IJ<j

la

Aly|)i(t.

145.

.iXvmnv

Il{i({)(c)

T(( (tnoffrixXtrict xttorit óvo
IO

1^

ll((jti((

eig TTjV

6

IO

x((i

./rjiiKi

iuìv

((r«(fo()ay

^ivXoìv yof.niìGor òì^Xo)-

anq lov agiO^/iov
TOig

lorr '^vXoov

ovv lavQoig lag ffvvij^ttg

TQOifag dog xai toig tavQtXaraig
TT^v

óanavip'

2^ m. tQQwalf^ai Gt

10

ti'xo-

^ai
1^

m.

(firma)

HQOìVfivo) (fQov Qoaao)
{utovg) i^' xo<«x x'/

1.

2.

Frequente ricorre
xuQvoy non nota

d'

in

La

la stessa

come

etimologia (prob. celtica,

come

ha pensato) del mlt. carrus, carrum da

furon mandati, quel
guaglio del

tirato

qui,

numero

ren ecc.

Decembre
di

cui (non

26-1 scrive

Papias e quel

di

1.

da

3.

1.

nostro carro,

Un

mlt. carnellus,

s.

5-6.

bovari a taurelatae addétti

di veicolo, registra

ai

possessi di Alypio.

Dev' essere legname da costruzione.

Demeas, pel trasporto
il

nome

v.

Alypio ad Heronino front,

dei legni; ai buoi darai

kar-

char, ingl. car, ted.

fr.

Papias e Demeas sono noti anche da altre lettere

come

d'uno

piì;

il

Du Gange

da

voce, colla desinenza greca -fof, deve avere

In data del 25

currus)

altronde, col chiaro significato di

carro o carretto da trasporti,
buoi.

voce

queste lettere questa

di

Thraso

dei legni, tu

consueto nutrimento ed

ai

li

'
:

I

due

carri che ti

caricherai dando rag-

bovari la spesatura

Sul rovescio {recto) framm. di registro di contratti pubbl, da Vitelh sotto

il

n.'""

51.

'.

PAPIRI EPISTOLARI

102

146.
-

,-/!

m,m
rnc

"%
~^-

^
^^S^'^'^^*

n{aqa) Akvniov

Oixovoiirjffov

7»2 Xf.x.

€ig

Gol ava-

Xo)fiaTa xa utto-

^^^

kvD^evxa coi arto

'"^^B/^^

-m

/

za naQCi

:.>=_

(fQOVTióog Ogaffo)

oivov fiovoxoìQa

exaxor wc tov
liOVOXOìQOV TlQOg
10

^^

ÓQuxnag

ó(-xa

oxTù)

(ÓQaxfiftg) irf

2^

m.

ai(Tr^{(Xfiù)iiai)

aov za tov oivov
ì'oxo){qcì)

15

1^

m.

fio-

fxaxov TTQog

ÓQaxif^cig)
uìg

xai oixorofirf

Sfxa

oxTOì

TTQOxeitui
iÌQiorvi

(f

QiovTKTtr^)

[eTOvg) i^" xoiax

•e*.

^y^'jci

^

^-i^^-^^s^

^éYtQtnaai

fu
'

i

tl,il,;i

del

(iiiaiic.'i

conto nionoclioii

azioiuln,

li

conrt'iiiia

di

il

viin»

iiii|ii('fj;lii'rai

dilla l'attoria

valnlainidli

Noi (laro (irdinf ad

I

liroiiiiio

di

Alypio non aveva pensato a Ussaro
scritta,

dirottanionte ad

lldiidiir

la ripose Ira le carte della

diciotlo

a

mano

e liniia dell'ordino di

Tliniso oho

<li

diaiiinio

ti

il

lOfJ

AI.YI'IOH

264 Bcrlvo A lypio

i\nv.-Doc.

i;unin))

IIKUONINIANA

()0U11IHI'()NI)|;N/A

Ilorion

ìkI

aHH()^,Miai

con hmnio

ji<;r

Sontropael

di

HpOHo

lo

nionoclioro, dico drarnnio

18

tua

di

Hogue

',

:

la

Alypi*».

di

passaro ad llorion conto nion.

vino della Hua frontiH (Thra«o),

di

A

prezzo del vino da rimettere.

il

front,

ma, conmnicata, per

ciò ripara con

contabilità, ad lleronino

la

quenta lettera

quale

il

la

tratteimo

sua gestione.

147.

JJ{ccQct)

AXvniov

AttoXvgov Av^iivor-

&e-

iL TTQoroovrrc

o^trtóoc eiQ ra

nag «rrw uraXwf.iaia

Xoyov

(tìv

ÓMGtl O^OVQ
Qce

ÓIXO)-

leaaaQa 2^ m.

ceair^fiftwfiai)

xai óoc T« Tov otrov (sic)

àtx~ rsGaaqa

10

1^

m. HQontivu)
€Tovg ly"

1.

3.

7.

Ggaaco

^(tìi>

queste lettere come pure nei resoconti

TìQovoovvn equivalente di cpQoynarg, ved. Introd. p. 59.

Di questo
1.

(f

Auxanon non

Chiamavasi
in qualche

soldati

ò^og

il

v' è altra

menzione.

si

Mus. Br.

Ili,

p.

228).

dallo scriba

Poiché però in

mentre Alypio aveva dettato

egli stesso scrisse poi nella

front, di

Segue

la

Theoxenide per

conferma

dichori di viìio

'.

dell'

le

ordine di

spese

mano

di

sua azienda,

di

Alypio,

il

di

'

Rilascerai ad

che darà conto, quattro dichori

quale però dice

'
:

come

oìyov

conferma.

In data del 21 Settembre 266 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso:

xanon

fra oìyo? e òlo?, con-

sempre molta distinzione

vien credere che Siovg fosse qui scritto per oscitanza

vino aspro o di bassa qualità che

documento troviamo dato per bevanda a

(Pap.

fa

Heronino

di

mi firmo

di aceto

e darai

i

'

Au(sic).

quattro

104

PAPIRI EPISTOLARI

148.

%

[

L:

\^fifrh^^^^^^*'rxju^fjr^
yir^H^ rr^kà^lcrH^^tp^i^^

r^j}T

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ii/.nr

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111^

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f

nttdtxtt-

xtti

yi^i;

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ii<)iini/^

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.i()of<ni(s
1

lor.

Ai.vriof»

ytiiny xiiofti'Yirrtd

i"!",-

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iijiì'

/.i^Qiit.'hiKUr

.1

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<<ii /.i^iixK

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ii'ii'

11^^

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iii:ii()\iNiAN.\

UoitiiiMros'i»i:\/A

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t,il/it-

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1

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10

II-:

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III.

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aiDV xKi xn.tiKiDc iottoi'Jktikv ine
i-yx(-/.hV(ìiy

15

ì^ì^ftKoìh^

1^

Hi^fliàxiir

(<iii

Il

C>,!'i<(t'

V

segno di firma
2,^

[loMVfno)

111.

(foovi(i(riì-)

ii,y

k/J.h

ì^

ii

nn,r
x/.i^hk

touotailui at tv/oiua

ruoaòoxic

,"'/

xì^;ri<òiny

/.t-vxov

i^

.ikok

hi.ìk/.iu

f-ìaicctio

ìi-ioxk)

e

ly"

quindi (ìkìt^^

rv^L

indirizzo esterno

AkvTTiov HQbìveivoì (joor~

rj{c({)cc)

1.

(o'Thjtixa xrijfucKc

3.

sono

le

tciTo più

gazione pratticavasi sollevando

moto da

chine messe in
1.

5.

xotQ(((piMi',

scritto

non

le

due volte per

1.

7.

01

acque con mac-

1.

9.

Tralci o palmiti di

giovenchi. Cfr. n.° 150.

xioQ(c(fiu)i'

così

si

terre in piano,

sTiiTTe&a le

tratta dei

ai significati della latina

a

livello

dei

1.

1.

6.

Tot4)]

10.

dev'esser

il

da piantare

non

può pensare

si

alla

special qua-

Va

inteso

TOTTo^eaUcy,

14. xTjnci&ioy,

aunsXog

si ri &s dei,

Xbvxtj

il

piano di tutte

le

di

provvedere

alle

opere

cura perchè sendo già indurita e da zappare
scassi necessari acciò neppure

un

quanti (posti)

di questi solchi

nome

di

una qualità

di vite (forse

debbano aver

20 palmi e se

subito

immesse

piià

in

fattoria dei luoghi piantati prendo

cuno pianti diversamente

si

prima

come

la vite
di

;

il

vite;

tra-

È

già

gli

e anche pei poderi in

tagho se prima non siano riempiti

che se alcuno non dia ascolto a questa mia lettera,

Thebaico e
si

di

bianco (uva bianca),

provveda pur

così,

di

non meno che

e le piante tagliate siano

dissecchino (prosciughino) che voi sapete che io per ciascuna

appunto

delle situazioni di ciascun fattore e

dai miei ordini od invece di

podere acciò se

al-

Tebaico o bianco immetta del cepadio o altra

specie di palmite ne abbia tal punizione quale neppur se l'aspetta. Stai sano
Papiri Fiorentini.

'

della riempitura, si facciano tutti

rimanga senza

non facendo

o più grandi (ne abbisogni)

acqua acciò non

da giar-

quanti avete poderi irrigati a macchina, datevi

la terra,

taglio,

non gliene verrà bene. E raccogliete palmiti
di

voi,

sol posto dei solchi

egualmente scassateli prima del

piano,

lui

durre.

onde

(rurali),

,3(ck'/.éa&o).

piantagioni da

In data del ? Tybi (27 Dee. -25 Genn.) 266-7 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso:

tempo

che

poi nQoyorjaccrw erroneamente

dino e per uva da tavola?) che non so

in

quei posti, fatto su piante già molto sviluppate.

il

da vino

viti

ordinate.
1.

taglio dei palmiti

1-3.

non

irrigate a macchina.
1.

ima

invece della forma passiva quale la seguente

porca.

canali,

di

è la Bryonia.

faceva scorrer l'acqua irrigatrice e la voce

deve corrispondere

si

e quindi

con-

è

si

uva bianca e

uva rossa detta Thebaica. Son

lità di

stato

sia

voce che

servata inalterata nel greco odierno. Qui
solchi ove

sottinteso rónoi.

fj'dforrfc,

l'irri-

può pensare che

si

ove

alto

0caao)

'.

U

106

PAPIRI EPISTOLARI

149.

W^^^^M^^i^^^TIfc^

Adì

J

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«^

'

-^

re

^

1

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n{aQu)

\

A'/.vniov

Tovg óvo TavQovg
ove anayyh'kXu aoi

iìClMV

(jQorii-

OQtìpov iva ÓVV1]^1]

^~~ uvtXlhtiv

11^

2^ m. 6QQ0)a^ai aevifìrma)

Xo~

T

m

r -H^X/-^"'

(iTOvg) ly" (fa(H6(ra)^) x~

10

1.

1.

4.
7.

V

:t

&Qaou)

tlQOìvsiroì (fQOv

Horione era allora
Cioè

il

2 di

front, di Sentrepaei.

Pharmuthi

= 28 Marzo. Forse

Horione era venuto ad Arsinoe presso
Alypio e pel ritorno andava fino a Thraso

r

Theadelfia pel canale, da Thraso alla

sua
A':.

frontis,

con carro tirato da buoi?

/,

C

In data del 16 Marzo 267 scrive Alypio ad Heronino front,

annunzia

il

front.

Horione mantieni dihgentemente acciò

egli

Thraso:

'

possa tornarsene

il

di

I

due buoi che a te

giorno

2.

Stai sano

'•

IIKIIONINIANA

(;()UI{IHI'UNI)KN/A

107

ALVriOK

ir>().

.\).V

//{«((lit)

IIOV

hoiiQi^

.it(0(td()<

ii/ii^ini(

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1(1)

KdÓKQio» uurit n^ n^i Ticvfjuvov rrQog

oÀiy<(>:
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1^1

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'^^(>t,

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(TvrxoiuoUi^vui

(cio ((/J.oir tottoìv

ooi (ftoonevuìv.

fi()i<ói(o[r]

2'-^

m.

ì-oooìaU«i

()(

fi;xo//«i

(firma)
3="^

m.

aneaxaXi^aav
TTU

11]

15

1''^

m.

Uooììfiì'o)

ifQor

iezovc) ly" [£n]€ig:

QaQaco

(sic)

l^~

indirizzo esterno

n{c(QCi)

1.

2.

^ovóia

= ^oWia,

ttVTXovvTiav,

AXvTcìov HQCori-iro) qoov Qoaao)

tutti bovini giovani, vitellini, vitelli,

impiegati cioè a girare

le

i.

6. Il

macchine pom-

era stato in parte roso dai topi. Ivi

s'impiegavano

patrici per l'irrigazione delle terre.
1.

4.

La kome

di

dell'

piccoli bovini in

come

numero per

altrove
fare, cal-

pestando, la battuta del grano.

Taurinu più volte menzionata in queste

lettere dovette trovarsi in prossimità del lago.

In data

raccolto dei grani raunato in spiga sulla spiaggia

1.

14.

Vuol

dire r^ 7i(pwV) tf~.

11 Luglio 267 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso

'
:

Quanti giovenchi tu

hai (eccetto quei delle pompe), sia vitelli sia più grossi, consegnerai al garzone Kopres perchè in

Taurinu per pochi giorni faccian

la

battuta del raccolto sulla spiaggia, che fu con non piccola nostra

perdita mangiato dai topi, e bada a non trasandare, che non

avrai duopo di raunare

anche a te da
più sotto

'

altri

il

converrebbe, poiché pur tu quando

raccolto di tua azienda, su maggior soccorso potrai contare se giovenchi

luoghi vengan recati. Stai sano

furon mandati

ti

l'

altrieri

15

(=

9)

'.

'.

Un'altra mano, forse

di

Heronino, segna

PAPIRI EPISTOLARI

108

151.

Il[aQa) AXvTiiov

nuou

Tovg

JloirjGOì'

oriuc

oot

ano tov ^a^eiva K^oòuìva
Ilarrou

x((i

n/.r^QOìaui tovg

uno

i^fiiTfQOvc Tovc

5

lov ^a^iiva

10 ft<ro<fOQior tneiÒT^nto

xXovvxai nfQi

f-ro-

Xoinudoc

Ti]q

Tov xar arÓQa aXXa oga
tovjo

f-r

Xr^Grfi

«in-

in^

in avroiK

fir^

oioationr^g anooruXì^ xca aX-

10

Xo)C f-(foóiov

^Xa^wair ntX-

yaQ arQaTionr^g

Xo)v
Cx/^ai

tn avTOvg

tyoì

ne/^ine-

ine()%ov

2^ in. tQQOìOd^ai
Gf:

15

ivyjoiua)
{firma)

3^ m.

anfÒQaii

m. Hqoìthvuì

1'"^

(foov

(iTOvg) ló" yoiax

Questa lettera fu da
nel

me

un framm.

Vitelli e pubblicato
1.

3.

lupeiva dev' essere

di

istanza letto da

nome

di

un

il

me

e

da

4.

minacciavano
1.

n.° 91.

-/looloi'

di cui

fiao(fOQiov

6.

pia,

di farli arrestare.

= ìaocpÓQiop senz'altro esempio, eh" io sap-

che tradurrei

iìacpÓQiop,

1.

10. B(foón)f intenderei

1.

16.

procedere dei lavori.

il

una società

di lavoranti o

sQydrm, del luogo nomi-

nato, de' quali

una parte era

allora a lavorare presso

nino. Si vede che

e

Pansa devono essere due

Alypio ad Arsinoe, mentre

Heronino. Essi erano

altri

capi {sQyoXu^ot?)

lavoravano presso

in debito delle

paghe dovute a

resto erano

Kerdon

scappati

via

presso te

quel di Sabina

non trasandare

di
il

quel di Sabina (cioè) Kerdon e Pansa, paghino a quei
saldo, poiché questi sono stanchi dell'arretrato

in questo, che

non s'abbia a mandar per loro

procedere (dei lavori); che già stavan per mandare contr'essi

Un'altra mano, certamente

di

e

Pansa minacciati
quattrini

coi

dovuti

di ar-

agli

altri dei loro.

In data del 5 Decerabre 267 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso

al

correggere

Non sono ben leggibili le ultime lettere, ma certamente va letto (cné&Qufjoi' scritto di mano di Hero-

Kerdon
di

hai

A

scddo.

il

pur senza esempio, non mi par da pensare.

non

abbiamo altra menzione.
1.

quei dei loro che lavoravano presso Alypio e questi

Sul rove-

(p. 87).

da questi sotto
il

i/

pubblicata, senza illustrazione,

volume onorario per Gomperz

scio [recto) è

OociGw

Heronino, segna più sotto

'

il

il

'
:

Fai che questi che

che abbiam

pagamento

qui pur di

del testatico:

militare e se n'abbia altro

militare ed io

son fuggiti

'.

l'

vedi di

danno

impedii. Stai sano

'.

.

llIlUdMINFANA

CUItliI.sro.NDICN/.A

109

AI-YTlOh

ir>2.

Jkv/iioii

Il(«{)(()

Enti «llKilH/.K IhXl Ilice

Manufor
^V/.<(

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Il ((XI

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TUV()lx[o\l\c\
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trjv GvrrjOì^

10

ll((-

loic.

l()0(fu[c\

tote

x((t

KW

ó[((\n((-

fQQOìaOai a e tvxoìixai

VIjv

(firma)
HQ(i)Vf-iv(i)

(f^oviiiarri)

Oquoia

{trovc) là' iv^i ly

1,

5.

rw*' ej',^«(ff iu(<Q<x)y;

sere

come

d'

traduco stagni;

la

parola dev'es-

origine latina e derivar propriamente da

il

dimenti

frane, marais, marécage.
di

acque

11

dell'

il

ad irrigare

se-

anche nel

Le macchine

1.

7.

le

il

legname per

vitto ai buoi, ed ai bovari,

le

come

in altre lettere,

congegni

terre coltivate.

Paki è menzionato

Ai buoi mandati pel trasporto del legname.

di

macchine del Paki e

come pure

Il

acque

n." 233.

8 Gennaio 268 scrive Alypio ad Heronino front,

legnaiolo Marino a tagliare

tu a fornire

i

cui è parola, sono,

idraulici per attingere («VrAj;nxa) e sollevar le

luoghi bassi dal

Nilo al ritirarsi delle solite inondazioni.

In data

mare

Devono essere

fluviali lasciati in

di

la solita

Thraso
delli

spesatura

'
:

Avendo

stagni

(?)

di

io

mandato

colà,

al legnaiolo. Stai

pensa

sano

'

110

PAPIRI EPISTOLARI

153.

JlUiQCi) AXvttiov

Enep^ìpa za xuqvu iva

ree

xonevra ^vXa naoe-

imo

Vf-y^xr^

rorr tt^qi

TieQt ysvriv oig tqosic

(fag óog rag e0^if.iovg

(fQovTióa ói Troncata

-^'.y^x

xui u'§ovoìv IV

10

/-li]

iXOVaiV

(ioXrj

1J

7TQ0-

avTaQx[r^g] Vf

/iiv TTy v7rrjQe[(x]ia

s

iùog

vóoìq

cu óioìQvyeg
I

a

ye-

vétac
sic

eoooìGOcci Gf iVXOiiiM
(firma)

7

/T

Hqoìvivoì g govriiarif]) Qqccgw

15

^^^^^y

[erovg) ló" entnf

1.

4.

vno TMf

xt'a.,

i

x[

.

]

giumenti die servono

al

trasporto delle derrate devono essere applicati (invece dei

^^^Umi*'
ym^^

"^il

soliti

buoi o Tccvntxòy)

ai carri.
1.

7.

(cioyiof.

gli assi

per servire alle macchine

da attinger acqua

(«VrAj^trx» cQya)

per

l'ir-

rigazione.
1.

9 sgg.
tura,

Come
il

'i

«

r

^''^ W.*p»«^'

ww

vede dai

salti

nella

scrit-

papiro era già guasto quando

fu scritto.

^jr^^^'^^ff^^^^
^-^-i-

si

vi

III

|)i>nlir

darai
aiuiua,

1"

it'iJiiiaiui'

il

il

tiri

(lilla

\.\\'^\Uì

trasportato

front, di Tlir.'iHo:

ll(ìr(tiiiii()

Borvono

elio

(^^iu^leIlti)

(|ucii

(-oii

Al.yi'lOH

'

Ti

avurno

possiaiiKi

aano

poi survi/io. Stai

Huriicicii/a

;i

lio riiaiiduto

pf-r

cdiisiicln; e devi aiirlii' piovvinioro p»}r gli asHi, ondo, finche

iiiitriiiiniilo
lini

2(W Hcrive Alypio ad

l.a^dialo Kia

IIKUONIMANA

(U)I{UIHr(iNIiKN/A

i

carri

dcrrato, ai quali

lo

canali non abbiano

i

'.

154.
Ut

A).V IIOV

II{(((H()

®

.iii((

iKw

ót-^italhd

1(1)

1(1

\yQt(t(-

r
tnti

a()i{(fÌ(C';

qJ

/o/[t,"

(^)ì^(7((>:

ÓtXCtTTQMKUg VTTtO HHo[ì^-

5

?

fiatuìv x«i

g'

fióo)

TToauc Xoi7TaC[ij iva

far ót

Aoma^ì^ avt\v

II

3
§'

t/jwr Yijannaiun'

§

2'^

»

m.

xcii

i^itTQì^Gì]g

óforrai exnv v-

TI

fi

(iiì^

HOìV xai TOvro órJM-

10

aov

f-Qooìa^ai Gì evxoiiiai)

"a"

{firma)

1^

m. Hooìveiruì

(f

o{ovTi(TTr])

Qeaót{X(f^tiaq)

(fTovg) le" xo'«^ **~
co

1.

Trattasi di pagamenti d'imposte in derrate

5.

fratte)

ai

dekaproti del

di Gallieno

In data

nomos

Arsinoite che

riscossione delle imposte. Cfr.

{,ustqìj-

al

tempo

Decembre 268

(dell' ediz.

waltungsbeamten

erano due per toparchia, incaricati della

dell' 1 1

229 sgg.

p.

p.

russa) Hirschfeld Kaisei-l. Ver-

74 sg. Wilcken GO,

scrive Alypio ad Heronino front, di Theadelfia

questa mia lettera fammi sapere quante artabe hai contato

ai

'

.

Aggiunge poi Alypio

Stai sano

di

mano

'
:

e se

626 sg.

Appena ricevuta

la

dare senza lettera

da voi ripetono qualcosa, pur questo fammi sapere.

'.

Sul rovescio {redo) framm.
ricavi

sua

'
:

I,

dekaproti pel conto dovuto e quante

ne rimangono a dare, per mia regola, e se qualcosa rimane ancora a dare, non

mia

Eostovzew Staatspacht

non sarà

di lettera

d'ignoto ad Alypio

inutile riferirne qui la lettura

Tu) xvoico

(lov

]

:

aóik(f(tì

AXv{tti(io

yta

'/\QT^GTì]r
]

]a

.

e 1.101

txot.nGÌ)^ì]

sito fratello.

avvTvyjar
r^v

.

[

oi[

OTé TU rrtoi vov

fTi'Xif àt

,u[

[

Quantunque poco

se ne

112

PAPIRI EPISTOLARI

.

JTTfOf

CiVTOV XC(l 7T01Y

W XVQU

],>éC

(Sh

irTnCx\

OVTOìC f/el OV d[

]v vur^Qi-aia ctkkrj óiù)i.io?j)y[
]iG7ifQ xai 001 f-TTfarf-iktr *[

xu{

é]x7T/,ovr TOT i-vxtvO^tv

10

]

IlToXfixai'óa TIC aoic av[

]v r]V(fQCirac

f-7TifÀfXr^[Gag

iit

? Trcad]c(Txoìf tov tTTiGtoXuy oqov x[
sic

]a txoiAiCtv arsazHl
]v evlhvg avriyQatfu xoiii[

15

2^

xvQiav

Tì]v

TC\..]b

ttq\

155.

IJiaoa) AXvTcìov

Avi/ù)Qor TU TTCioa
aoi xrr^vq /.ifiu
Tù)V aaxxitìv

auoaTiiXov

zr^v

tig

xzr^aiv TTQog

ava-

(fOQCeV aiTOV

f-TlH

TU nXoici naooQiui

aXX OQu

i^iì,

liUi-Xì^mfi

10
*

*

*

indirizzo esterno

1.

6.

Questa che è detta
era forse una

^xifoi?,

non

^fsaTtonxrj xtijaig

front, di

in calce;

Thraso

'
:

il

fiume.

I

Immediatamente
le

;

si

a

grano da quella tenuta

al

fiume
desti-

nazione, forse per Alessandria.

legge l'indirizzo esterno. Scrive Alypio ad Heronino

spedisci alla tenuta

navi già sono

il

ove veniva imbarcato, non sappiamo per qual

giumenti

data e indirizzo perduti

trasporto del grano, poiché

dovoan portare

anonima

(Rostovzeff lo8') e do-

veva trovarsi fra Theadelfia e

Mutila

xr,Ju«, ed è

proda

;

i

giumenti che

hai,

bada a non mancare

insieme

ai sacchi, pel

.

CJ<)HltlHI'f>N|ii;N/.A

IIKKONINIANA

118

AI.VI'IOH

ir>(>.

p

a

I
dm

oov h((

ii(

x((i

xiijitdKc

I

((

itii;nhxi(

tliuxu

d\r

(dt'l.)

(Tov x((i

voiitv

yviiì

tijióo)

(tvyxoni-

ii^r

x((t

n^y inv ynninv

i().A

tnn rjnn^tr

tto'i-

iii-

o

avtXi/nr

f-y

ir]

noXti tivù

(ivity-

xcau (int-axHku ^l^iKuinov can-

^

I

cellatura iva TTHVKC t7n[

3-3

iTTt

10

.

.

.

.

[

* * *

1.

3.

Sia aov, era Alypio in via d' ispezione per

terre e proponevasi di passar pure

le

questa corrispondenza. Così

varie

co-

1.

5. rijy avyxofxiStjv aov, la

4.

Non mancavano
denza

uliveti nei vari

di Alypio,

prevalevano

i

ma

vigneti

in quelli

tenimentt

dopo

il

delle granaglie e dei fieni e

alla dipen-

commessi ad Heronino

come pur vediamo da

come prima

lettera dev'essere scritta al fine

della stagione estiva

strinsero a tornare in città (Arsinoe).
1.

spiega

fosse scritto èXuìxd corretto poi in ùuttsXixu.

per quelle del-

l'azienda di Heronino, quando aiYari urgenti lo

si

1.

8.

prima

Questo Filippo dev' essere un
forse lo stesso di cui

tutta

raccolto e la riponitura
della

^07]»òg

abbiamo qualche

vendemmia.
Alypio e

di

lettera.

Mutila in fondo; data e indirizzo in calce (se pur v'era) perduti. Dall' indirizzo in margine (cu-

riosamente spropositato)
delfia,

a cui scrive:

'

si

rileva che la lettera è diretta

Era invero mia intenzione

{era scritto uliveti poi cariceli.)

provvista del fieno;

e

ma avendomi

passar da te

io

stesso per esaminare

Thea-

di
i

vigneti

prender conoscenza delle derrate che hai immagazinato e della
qualche faccenda urgente obbligato a tornare in

dato Filippo perchè (esamini) ogni cosa

Papiri Fiorentini.

di

da Alypio ad Heronino front,

città,

ho man-

'

15

PAPIRI EPISTOLARI

114

157.

n{c<Qa)

AXvmov

Ent[i\ norafisirag exsXevGa

HQ

t[o]

fQyor fxairo ro

xrfi

Qeoì[i]tvióog roinadTiv

TO

5

TJjC

af-ifiov

aveXd^eiv

anovóì] GOL y8Vfa{>w agTOi{c] xai rrjr aXXr^v vniq-

Qtaiav a7ioGTi).XHr avTOig iva VTTV^QfTOVf^li)]inv

VOI 7TQoi}v}^i(xK

10

eQyat,oìvrai axovxeg

TO aflSQllÀVOV T(OV
TQOifOìV

2^ m. fOQOìGOai Gè

1^ ra.

15

evxo{f.ic(i)

HQw]vt[i]voi) (fgiovTiGTTi])

.

.

[

f^ie]GOQì^[

indirizzo esterno

n{aou) AXvniov

1.

2. I noxaneittti

che trovansi spesso menzionati anche

in altri papiri

dà degli

ed

ordini,

ai

quali

non pare fossero

speciali operai /^MuiaZt; qui
gli

operai che noi

Per guasto

Heronino

front, di

(di

vitto. Stai

servi pubblici,

Th
il

non
:

si
'

ma

come

que-

renaioli

che

essi figurano

chiamiamo renai o

del papiro

a Theoxenide, dico
occorra

vediamo qui che Alypio

HQon'HV(xì{

lavorano

io

non era

'.

sul Nilo

ma

ove,

Essi

come dovunque

per l'inondazione e pei canali l'acqua

questa lasciava sedimenti

f^it]G0Q'ìq{

lavoro della sabbia, sia tua cura

di

son

mandar per

arrivasse

del

fiume,

sabbia argillosa.

;

scrive Alypio ad

di recarsi

per quel tal lavoro

(Luglio- Agosto)

ordinato agli operai fluviali

vettovaglie) acciò così serviti lavorino per noi

sano

sabbie argillose dei fiumi.

chiamati a prestar l'opera loro a Theoxenide che

legge della data che

Avendo

alle

essi

pani e quant' altro loro

alacremente non avendo da pensare

al

HIMIONINIANA

(!()ltRlHI'ONI)BN/,A

IIG

AI-YI'IOH

ir>s.

l/.l'IIOI'

Il[((l>((\

'O

((Villi

(fi<i'\

Kfi nÀ((

((.(

i(y((\)'xitH(^

/f(;oH

(ixfii^

XQH((<:

tìixn'

(71-

xoifxn

((oyi(/.H((

s
nc^

i\ijv

VTiì^{ìf-Gi((V

avv^ì^Ung iQiKfitg

lag ovv

Tjiioìì'

IO KCI'OIXOV iìK ffVQI^

X(((

ut SvXa

/j[»J»'

i-TTt(Tif-ih(

XOì-

i-ig

<h

TavQfivov iva xuxtivo

fig

«vi[oi]g

7T((o«(TXf-g

x((i

f-Xifrj

To rcd'Qixor xia (((fctna^ tu

10

^[l']/« TrCCQfViX^f] *'C T7^

m.

2''

....

i-iv

ae ivxioitcd,)

t()Q(i}ai)ia

{firma)

m. HqùOVHÌ'O)

^'^

fTovg

1.

4.

uQy(dsi«
prob.

— egyaXeicc cfr. Amhei'st Pap.

gli

utensili

delle

II, 93, 20.

6oyc<

firjxceyixcì

pei*

[

.

0QC<aù)

(fQ

i.ifa]oQri

Sono

x~

lettere intermedie; certa la finale

forse

V irriga-

Notevole

zione.
1.

1.

10.

cc(pcc7iceS,

lezione certa benché appaia

La parola

men completo
nuova per

che in

altri

ma

corretta struttura e di chiaro significato.

11.

Il

di

rtìly s7i(tv]Xiu

luoghi lo

|.

è

guasto del papiro non permette

In data del 13 Agosto del

[

di

rovescio, che è
e pubblicato

leggere le

(n." 89)

scrive Alypio ad

]

il

da

Heronino

recto, è

front,

il

vitto consueto

ho pur mandato a Taurinu perchè vengano anche
sportato alla (rimessa?). Stai sano

'.

i

ed

i

il

come

sulla

ordinario. Sul

d'

framm.

di

ordinanza letto

primo

di

questi volumi

di

Thraso

'
:

Ho mandato

gh ordigni per

buoi che tirino alla

buoi di colà e

eiy,

anche dal Wilcken.

legnaioli Olimpiodoro e quei che con lui per bisogni urgenti, che taglino

faccende, tu dunque fornirai ad essi

il

Vitelli nel

e studiato

da

margine

ripetuto in

stessa faccia, non sul rovescio

noi,

corr.

7

indirizzo

l'

-hy

legname

kome

sia in

il

le

i

nostre

legname,

una volta

tra-

116

PAPIRI EPISTOLARI

159,

JJiaoa) Akvniov
.

f-ig

{7t)i:Q

.

.

yQuqìjv rroog
óisnsfiìpa

tfiaGag avriyQUivovTO)g àia

{x){-i

(lei.)
.

ra(ffQfiv f-pt-

.

TI àt

.

.

.

r

.

.

ra ovonara
?^fig

Egi-itiu

c(Xà.

fkag negag
2^

m.

fppoo-

10

{&Q)a(Ta)

]

{firma)

indirizzo esterno

IluQa AXvTXiov HQUìVfiVdì (fQOVT~

framm.

sul rovescio {recto)

di lettera di cui

Jcfwg Eqiaìiu eni
]ù)

(DqcìGùì

TTOOVOOVVrl

.

TOÌ

xtì]

tjv

.

VI

leggo:

...

.

.

.

]

TOV XVQIOV

]oC

AXvmv

3

l

.

.

oìan ....

\v tni Vjyayiv
\tn'

filOV

anuì tv§i

a
xa~

tfo«x],aag óiaxoaiag yiiverai) {óga^l^icd) e"

Solo dalla solita firma e dall'indirizzo esterno
di

Alypio ad Heronino front,

di

Thraso.

A

si

sinistra, in parte

nita la scrittura. Delle otto linee costituenti la lettera,
sufficiente a definire

il

soggetto. Pare

papiro su

di cui fu scritta

Alypio su

di cui

dire,
il

ma

si

abbiamo un framm.

rileva che qui

manca

il

di lettera

papiro, in parte è affatto sva-

non rimane che una piccola parte

tratti di azione giudiziaria o di controversia.

Il

finale in-

brano

questa lettera, fu tagliato da un foglio che dovè trovarsi nell'ufficio

era scritta una lettera anteriore;

che essa appartenga aUa cerchia

mittente chiama suo signore e da quel

lettera di Alypio scritta sul verso.

di
di

di

chi questa sia e

questa corrispondenza

si

Ermeia che leggiam pure

di
di

a chi diretta non possiam

vede dal nome
nella,

di

Alypio che

certamente posteriore,

HKKON'INIANA

U(tl(ltlHl'ONIti;N/A

117

AhVI'108

100.

A/.VIUOV

Il{i<(>«)

Erifcri

tu

{i/.tt

dovrai

iij

(('i(ii\v\<i)\y

luv

iifii^

ii()ioxoì()or

%\((\

du)ò\tx(c
.

.

.

r

ìri(

TTj

Ti

()<)•;

ovi

x<(t

/•/

ori'

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n\y(<t

(/i^[s

noi

ji\i<()<c\

o(r((\ni\((

i\oi>]Yii,'/i-\r\i\o\c

i[o(t\oviov

o\(iof

xic-

òtìuyjnt';

o)g

(TvrOo)iiui

Tl/^lfj

eQQoyiaiJai) at tvy^ionai)
Ho(i)r]iro)

10

</(/"

{erovg)

1.

2,

Aveva

supplito ia]oy,

ma

precede or esclude affatto

un

(>

che

con cui non

o]Qoy.

Pare

v'

ò

la
il

altro

si tratti di

traccia
<t

di

[

N«Q/iiovl/i-[o)]i;

.

luaogrj irj~

]

lettera che

1.

ed offre chiaramente

4.

oit'dQia,

come
1.

8.

si

supplemento possibile

Narmuthi, kome della

stante da Theadelfìa (Tebt. Pap.
simile che Alypio,

valutazione o definizione

di

Thraso e a volte

Poi.

di Theadelfla,

1 1

Agosto

(l'

anno non

si

lo

notato neir Introduz.

legge)

Non

di-

è vero-

che è a un dipresso

sbalzasse a Narmuthi

sere uno dei soliti errori degli scribi,

forse avrw]y, cioè «cwVw»'?

mer. assai

II, 391).

vede dal prezzo relativamente mite.
f,

sia detto

quale sempre dice Heron. front,

il

a un tratto

Heronino

lo stesso,

Chiara traccia di

Ho

l'unica lettera in cui

qui indica vini leggeri o di qualità inferiore,

In data dell'
'

È questa

front, di

di prezzo.
1.

10.

;

dev' es-

come ho

già

(v. p. 59).

scrive Alypio ad Heronino front, di

Narmuthi

:

scritto ordinando che per la valuta degli assi sia dato del vino del valore di quello della tua

vendemmia, se dunque mi
così io

mi accordi

dici

che

tali

sono

prezzi, sia a dodici

i

pel (loro?) prezzo. Stai sano

'.

161.

n{uQa) AXvniov

ATtiGTSiXa Goi anoXvaióiov liovoXcoQOìv sxaror rrfvrrjxovTa

ano
i^])^c

Tì]C

imo Gì

fxsir

(foovTiào.; ira

ara/.oìi^iara

óvrr-

la xa-

dramme

il

monochoro acciò pur

PAPIRI EPISTOLARI

118

T]{e7Te)iYorTce tic

za

wr

]x[ui] ttjc

.

.

.

]

.

f-oya

.

toìv xir^/.iari-

ixavor antiQca

]

10

oioac xoQTOV lov

J

* ^

mancante

in calce e quindi

diretta ad Heronino;

dice:

gli

^

dell' indirizzo

e della data.

È

di

Alypio e certamente

mandato un buono per centocinquanta monochori

Ti ho

'

rifiiv

(TTflÓaVTTfQ Tikei-

]

Lettera mutila

anoQac aov

(di

vino)

della fattoria a te sottoposta, acciò tu possa avere di che far fronte alle spese urgenti per le opere
e per la tua

dei poderi

conveniente per noi seminare

seminagione

giacché

sai del fieno di

più

162.
n{cCQCi) AXVTTIOV

Ei

óvvaae twv

TI

/^ifTQtj-

sio

fiatcov 7T[u\o((óog ru)

òexangono) Sia rov
aov
5

a\Ì\TOHiTQOV XUl TO

ai\U^O?MV avl>(iìQOV

afifXfg ri

xai
10

T((

euv

ori

xofxiffai eidoìg

Troirjar^g

avii^oXa

iir^

Xa^rfi

xca tu TxaKiaa Gov atiaor]?^/fara ent'SaXavGioì\q

fQOOìff^ai

Tfv'^ftai

Ce evxofxui
* * *
indirizzo esterno

n{ccQu)

1.

5.

Aggiunto sopra
sian

ben chiare

lettere

le

staccato in due parole.
fattoria

come

Il

Tuaifuoiof,

ov\

oov,

benché non

airofxsTQov

ano/isTQTjg era

1.

HQO)Vfirù}[

6. avu-itì'Any

cumento

è scritto

addetto alla

Y òyrjXuTtjs ecc. Era

il

proto per

è qui
di
l'

certamente niente altro se non

ricevuta rilasciato

imposta

rimessa o misurata

dispen-

do-

ricevitore deka-

dal

in generi (uéTQi]U(()
(fisfiBTQrjxsf 6

il

ri.);

che

gli è

stata

traduco tessera

satore delle vettovaglie, traduco quindi dispensiere

quali erano gli ostraka su di cui segnavansi queste

da intendersi però

ricevute.

Manca per
a cui dice:
siere e al

e

il

certamente

la linea

AXvmov

non

'

in tal senso.

frattura in calce l'indirizzo e la data. L'indirizzo esterno è di Alypio ad Heronino

Quanto

hai di derrate per l'imposta consegnalo al dekaproto a

tempo stesso

ritiri

le

ritira la tessera (di ricevuta),

tessere avrai da scontare anche

gli

mezzo

del tuo dispen-

poiché ben sai che se tu commetti trascuranze

antichi tuoi peccati. Stai sano

'.

OOHHIHI'ONDKN'/A IIKIKtNINIANA -

IH)

AKYI'IOH

u\:ì.

AXvitiov

IIU<{>(()

Enfi ttn^Xlfn'
h«(tuiit)

n

/ùnì^i((i<)^

n[

x((t
I

lor

l'ili)

i-ìi-xn'

((()^/.()(ii'

l'iiiDf

/it-iiìfKa

(f

luiv

Muiiiioi'l

noìiKTof

((i'\

KvlhjdKtovc,

i(iv>:

.
\

lor (iOYi'Qiof lov (KfKhttit\y<w

Ili

nav\

lov fir^vu(io\v

\nQi)

*

Frammento
si

tratti di

pagamenti

(xr^iaTor (ved.
lettere.

sopra

Notevole è

delle lettere
T\.'^

di lettera di

il

in

n.*'

*

Alypio probab. ad Heronino

danaro da

banca

farsi alla

132). Ireneo

deve essere

titolo di fratello

il

;

troppo ne

dello Stato
front,

il

di

manca

come

si

per poter supplire

il

;

pare

menzione del

rileva dalla

Evhemeria che conosciamo da

che dà Alypio a questo Massimo che dev'essere

139 e 139*; non so se possa essere

158 e pubbhcata sotto

*

il

altre

óiamo/.évg

beneficiarius dell'ordinanza segnata sul recto

(ini

n.» 89.

164.
Jliaga) AXvniov

nccQudoc Tlaka qQov
e

OiXoixsQiòog
rò)

XQeiccg

dcùOsi

iig

la nag av-

Xoyov

(xìv

Xan^uvun' nccQ av-

Tov YQa^ifuaa
h]i.(lpt(jo[g

r7y[c

nuoa-

oivov uovoxo)-

Qa ox[rw
* * *

Mutila in calce,

mente

rivolta ad

manca però

soltanto

il

saluto finale, l'indirizzo e la data; la lettera è certa-

Heronino a cui Alypio scrive:

occorrenze, di che darà conto, otto monochori

Notevole x?««e invece del
Ttt

pel

(1.

3).

Forse

consumo

di

il

'

di

Consegnerai a Palas front,
vino ritirandone da

solito avakoì^ara, che

vino non doveva servire per

Palas e dei suoi.

le

ebbe

in

mente

spese dell'azienda

lui

di Filoteride

per

le

sue

'

ricevuta

chi scrisse za, corretto poi in

come equivalente

di

danaro,

ma

120

PAPIRI EPISTOLARI

165.

Il{c<Qa)

Akvniov

Ti-GGCCQCCXOVTU

ka iva exatov
5

uQTCi^ag avajifiiXpvfi

c((f

cor

avv(»vi]accTo dia

GOV

§OÌ]l^OC

litOV

OiXinnog {ttvqov aora^ag)
10

q'

TiaQaàoO^rjao/.ie-

[vag]
^ ^ ^

Mutila in basso e quindi mancante della
volta ad Heronino al quale Alypio scrive

'
:

fine,

Ti ho

dell'indirizzo e della data; è però

spedito quaranta giumenti acciò tu

cento artabe dell'acquisto fatto per tuo mezzo dal mio assistente Filippo, dico (qui

artabe di grano) 100, che dovranno esser consegnate a
I

e

giumenti o bestie da soma, sono certamente

mezza per

asino, forse divise in cinque sacchi

non sono prodotti

delle terre di Alypio,

ma

certamente

il

ri-

mi mandi
segno delle

'.

Come

il

carico era di due artabe

da mezza artaba ciascuno

? I cereali di cui è parola

asini.

si

vede,

acquistati per cornmissione,

e da consegnare quindi al committente o ai committenti.

come

le

asine del n.» 146,

(JdltltlSI'ONMKN/.A

IIKMONINIANA

121

AI.YIMOB

!()(>.

t

..774rJ^^'*^fej^^
JJiuQu) AJ.VT110V

Tov
la

tu

yinioov xcti

TTuoaóoc Pgif

xa/.c(

/?

yoìoioì

IO)

uXXu

r^TO)

fìè).(faxiu

iiuytioo)

ixov

xoiooc xuLoz.

2^ ra. toooìO Iteci
fi

ca

(jf

tv/o-

(firma)

Hou)vt[
* * *

-^"^^^.^w^-l^i

Per guasto
e

i

in calce

parte

dell'

due buoni, consegnerai

porcellini, quei

Stai sano

manca

indirizzo e la data. Scrive Aiypio ad
al

mio cuoco Gregorio,

ma

Heronino

'
:

che sia pur buono

Il
il

porco
porco.

'.

La menzione

del cuoco esclude che

dersi saginati o ingrassati al punto,
Papiri Fiorentini.

si

come

tratti di animali per sacrifizi

nel n.^ 127

1.

;

buoìii [xalà]

dovrà inten-

12 sg.
16

PAPIRI EPISTOLARI

122

167.

A[kv\7nov

JI{cc(ji()

Tolti \xu\nT^Xia CKn[iGrfi-

/« iva ^vyoTavQ\u

/loi

anoGreiXrig tx TT[arro>;

ovv TQonov ta

5

xa-

j()[i((

fxr^ha youoìGor [Cvyo-

TavQorr

a

nav fyw[

f-ióor

TtaQu

fXfii [yc(Q (?)

f^'S

.

.

.

,

xTrifxaT\i\oì ov- (?)

TU)

T« To(v) XQvGoyoov

10

xai

aXXu

jr art wg

..[.].[

87iixiif.iera

xoìpor xat 7Tfit[lpor

XQ^j^M óe oxraniqx^^^'

svvanr^X(>ìv fQ

w[

w

yXùìatyoxofion' ron'

15

fxeic d[e

tXoVVTOìV

6

.

.

.

[

.

.

.

[«r-

(xìV

.

[

(del.)

TOC TQ07TUQ tOlK TOetC

ira

TU ravAa ainoìv

f-it]

o)Or^g\

)'0,((WO'a[

xaXa

off

tdTOì xai

^?^,«[f-

....[.

yrjf-

sic

non]iiira tav yuQ

20

Tao

.

.

aavTOì

i]g

.

.

.

[

.

.

[

Toig fXsvToi y(-ivafi[€Voig xa/xi^XiTaig ?

àog TQO(/ag Tag

avr[7ii}^tig

tQQOìaO^ai

Gè ivx~

Mutila

in tutta la

non rimane che

lunghezza a destra; per guasto

(f- cioè (joovtigtt^

malgrado qualche lacuna,

gli

non ne ha, ne

cubiti, ... di

che segue par

nove
di

(cfr.

.

.;

di

faccia, tagliando
II.

il

senso è chiaro

(il

rilevare che quegli ordigni

della hn. 15 (forse le incassature degli assi

'

caraelheri

?).

fatti

'

(i

;

devono servire pei buoi che muovon
di quelle

di

.

si

egli

1.

i

17).

di

stesso

comunque

,

le

Segue

la

quel

macchine da
i

far

yXuìaaoxofia

macchine?); tu ruvXu deve

le

fornir

senso

il

legge in

macchine devono essere

da far girare {TQonag)

CvyÓTavQu?) e l'ordine

.

lin. 14,

gliene occorrono di otto

Dal poco che

Cvyo) svvfdnrjxv)-

.

cui

di

mandato ad

ha ed

altri giacenti

legname) e gliene mandi ...

a bestie prese a nolo [ruvXwaiiiu) forse asini {Tovg Tgeig della

che sian buoni e

Thraso. Fino alla

dice Alypio di aver

Chrysochoo, e ne ha poi degli

sahre acqua per l'irrigazione (avTXovvTwv); una parte

rirsi

di

carichi sei sui tre camelli, poiché ne

270 ^vyódeaiior àfia

24,

;

data e l'indirizzo

la

spedisca dei gioghi a timone per buoi (tale dev'essere

podere

il

manca

dev'esser Heronino front, forse

modo adunque ne

(Alypio) ne ha veduti presso
però, se

.

la lezione è sicura e

Heronino tre camelli perchè
CvyoTavou); che ad ogni

.

in calce

rife-

raccomandazione

consueti alimenti

ai

(cameUi

?

Sul rrr/o

ron/o ad

poco se

loKt,'('HÌ

mi

liiiiiimciiln

Alyiiio elio cnnUi^Mt',
Ile

riras'i

;

la

pei-

lettera

odi

t\,iiinfi<<

\xnn(^v
.

Q
.

.

15

i

.

.

uòt

.

V

t-yo)

.

.

.

KT

wc

n

XI

((t'iov
f-

bK

liti

ot'4

7U(Q((

io xi<

(701

.

.

i^ia

.

(tnoóoìvcti

avo

Akvnig

xvQiO'; /lov
10)

/

Moi^vfitoìg

j^c

xvQiog

f-xhXtvni-r

.

.

h'qoì' /^rKfioi'K

X !/.{ va i-ì'

]

xvQUt

iir^

AIvtxic

/liov

oxvfi

.

.

.

TOV XVUIOV IIOV

TToieffiv

20

i-QooìaOia
/'«''

fff-

tv/o II ai

xvgia

n

olo{xhfi\ovGuì'
Tor[

questo, probabilmente perchè rivolta alla sua donna.

stazione e di saluto finale, sono diversi dai

soliti di

mai alcun Diodoro, né Ammonio, benché, come qui

la stessa,
il

.

.

Ammonio

del n.^ 205. Si

era

Tf^g

conosce da

Il

.

.

venne a trovarsi

tipo però della lettera,

la

fra

carte di

le

formola d'inte-

questa corrispondenza, nella quale neppur figura
si

vede,

ambedue costoro

Moiì^v^i^oìq [g^QovriGTrjg),

altri papiri

.

.

lettera, sul cui verso fu poi scritta quella di Alypio,

un Ammonio

f'ramriKMitoHo,

nh-

noi

f-(Tyj^Xf-rc(l

invilir

]7T0C0VÌ'Tl'

Alypio. Probabilmente

rif(--

noi'

laior xia ufi

n()0>:

i-niaif-Xt-iQ

.

\i^S.f-ic

Questa

htaf,o

«ilo

l'er lo

Vit,«?lli.

il<-l

l'ioi'

iit'ihv

oi'Xf-y

JfCxor Aj^iiiwìio)
y

ini'

()i(<

ove TTi-QUC

.

a lor
f

«loiina,

orv TToi/fv uTioXvuc. lor aiiov

.

tx

\i(;\

una

ÒlXKItd' ((illuni i

id-KiXfl^
I

I

bcncliò

a<l

yn'KìHid ini ho"

\x^Xt-i'(Tt^^

10

patir

rivolta

l>i()(|()ro

./inó(i>\()n>:\

1

.

lai

Ì2S

AI-YI'IOH

«(.iiiiniicart',

(|iii

giaii

piti

hi

un

ili

duNdi.i

ciìmIo
r

Ic/ioiic

di

IIKItONINIANA

»:(JUItlHr(JNIiKN/A

stiano agli ordini di

non certamente

una kome dal nome Mote^vutg

(v.

una lettera

di

credo, che qui é detta MoiO^vnig. Ritroviamo Mot^vf-ug in

quale ha pur rapporto colla sùGyj^nwv che dev'esser

la

donna

di Alypio.

òrr/.dTi^g

Tebt. P.

Syros

qual'è
II,

390)

(n.»

226)

PAPIRI EPISTOLARI

124

168.

n{«Qa.) AXvniov

Iluoaóoc.

IlQ{oì\vei\v(tì\

(foov-

TiaTtj éig aQT07T[o]l[f]u(V

....

sic

67r[<7rf]7rrO;itfi'Cin'

TCtìV

5

.

...

§aq

01

... V n[v]Qov aglra-

óoìófxci

m.

2*

ElQV^VttlOÌ

...

10

Per guasto del papiro non
ad Ireneo front,

[di

di

ferisca alla destinazione del
€71.

avro)

.

.

.

.

grano

xat ó\og t]ov tivqov

aeaì^ixti(tìfiai\

(fQOYr\

(fccoì(f[

legge della data, che

Evhemeria, come noi sappiamo]:

per far pane, dodici artabe

{vntQ Tù)v

si

(yivovrai) [agra^ai) i^

alla

= Sett.-Ott.

la lacuna, se q\XQ\V Ì7nninToixév(av si ri-

provenienza del grano da darsi; più prob.

wr?). Segue la conferma dell'ordine di

ad Ireneo fu mandato ad Heronino a favore

di cui

Alypio scrive

Consegnerai ad Heronino front, (senz'altro),

non s'indovina, causa

';

pane o

'

mese Phaophi

il

mano

di

Alypio.

Il

il

primo caso

buono

diretto

era emesso.

169.

TI{aQ-cc)

JXvmov]

(?)

]ciVQi()V

]«c ói

lavQCxov
Qsaiav

(?)

x(a ti^v ]«AAryr

xai IO
i'tttj-

l''Tfo oiàag
]v

5

nav

àt TTOiìiGor

]uvov
f]QYa^o* * *

Per nulla omettere, comunico qui questo piccolo frammento
par certamente debba essere
ordini che

gli

di

di

Alypio ad Heronino; trattasi, come

una

lettera che dalla scrittura

in altre lettere dello stesso, di

dà per l'indomani, quando verrà o verranno, forse dei lavoranti?

SUPPLKMMNTI

FII.OL()(iI('()-ST()III('I

Al

MONI'MKNTI ANTICHI

rAlMKl iUimO-FMV/Al
PDHHI.K^AT! DALLA

K.

AC(JAI)KM1A

l)i:i

LINCKl

SOTTO LA DIIUOZIONK

DI

J).

COMPARETTI

k (i

VITELLI

Volume Secondo

PAPIRI FIORENTINI.
PAPIRI LETTERARI ED EPISTOLARI
PER CURA
DI

DOMENICO COMPARETTI
Fasc.° 3: N/ 170-278
(papiri epistolari)

CON UNA tavola E 47 FOTOGRAFIE NEL TESTO

Ulrico Hoepli
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA
K DELLA R. ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1911

PROGRAMMA
La

Academia

R.

dei Lincei, accogliendo la proposta del suo presidente P. Villari

Lumbroso, Comparetti,

e dei soci

suoi mezzi al fondo che,

Vitelli,

ad imitazione

.

deliberò nell'anno 1902 di contribuire coi

di tante altre dotte nazioni, andavasi racco-

gliendo per missioni in Egitto intese a procacciare

all'

Italia per acquisto o per iscavo

papiri greci o romani, ed inoltre dicliiaravasi disposta ad aggiungere alle altre sue

pubblicazioni scientifiche pur questa di

Con
per

tale sua deliberazione la R.
siffatti

tali papiri

quanti se ne venissero raccogliendo.

Academia assecondava

e faceva

pur sua

l'

iniziativa

acquisti e ricerche presa nel 1900 dalla Società Italiana per gli Studi Classici

avente sua sede in Firenze presieduta allora

dall'

acaderaico Prof. G. Vitelli, poi e

tuttavia attualmente dall' academico Prof. D. Comparetti.

Coi mezzi forniti dapprima da questa Società, poscia dalla R. Academia, da

altri

corpi scientifici italiani, da più privati, dal R. Governo, furono in più missioni successive dai Prof. Schiaparelli, Vitelli, Breccia acquistati in Egitto e recati a Firenze

buon numero

di papiri, ai quali si aggiunsero quanti altri

ne furono ottenuti dagli

scavi intrapresi dal Prof. Breccia nel 1903, continuati dal D.' Biondi nel
sito dell' antica

Hermupolis oggi Ashmunein. Così avviene che tutto

pirologico raccolto fin qui dal 1900 in poi così per acquisto

il

come per

1904 sul

materiale paiscavo, trovisi

ora in Firenze commesso alle cure e agli studi dei due academici sunnomiuati,

i

quali

attendono a prepararne la pubblicazione d'accordo colla R. Academia;

la

questa nuova serie di volumi papirologici assegna un posto fra

sue pubbli-

cazioni academiche,

La

commettendone

raccolta papirologica sarà annessa,

logico-epigrafica intitolata:

Monumenti

due suoi soci prelati

ai

come supplemento

le varie

quale a

la direzione.

filologico-storico, alla raccolta archeo-

antichi jnibblicati per cura della R.

Academia

dei Lincei; sarà

però distinta da quella col titolo speciale: Papiri greco-egizii pubblicati dalla R. Acad. d. Lincei
sotto la direzione di D. Comparetti e G. Vitelli: con quella avrà comune il formato, la carta e quanto
altro tipograficamente, per la special natura della raccolta,

non abbia ad esser diverso; come

quella,

avrà tavole di riproduzione fotografica ed anche all'uopo zincotipie in pagina.
I volumi di questa serie saran pubblicati senza termine fisso intieri o a puntate o fascicoli.
La mole dei volumi sarà determinata per ciascun caso dai direttori. Ogni volume sarà fornito di
copiosi indici.

La stampa
risiedono

i

sarà eseguita, per cura della R. Academia, in Firenze ove trovansi

due academici

direttori, presso dei quali trovasi pure tutto

il

i

papiri, ove

materiale bibliografico

stampa di questa specie di monumenti.
I volumi non conterranno che papiri greco-egizi od eventualmente latino-egizi con notizie ed
illustrazioni succinte. I papiri potranno essere a talento dei direttori aggruppati e divisi nei volumi
secondo l'epoca (Tolemaica, Romana, Bizantina) o secondo la categoria (documentali, letterari,
e tipografico necessario per la illustrazione e per la

epistolari etc).

Saranno esclusi da questa serie i papiri copti, arabi o d'altra lingua non classica, i quali, se
in numero considerevole, potranno essere pubblicati da competenti in volumi speciali fuori di serie,
oppure nei volumi degli Atti academici.
Per la compilazione dei volumi sarà in facoltà dei direttori di accettare o anche di sollecitare
la collaborazione di altri studiosi italiani il cui nome figurerà in fronte al volume alla cui pubblicazione abbiano atteso.

Le
si

sottoscrizioni ai Papiri

ricevono dall'Editore

Greco-Egizi pubblicati dalla R. Accademia dei Lincei

ULRICO HOEPLI
Firenze, 1911

-

in Milano.

Tip. Galletti e Cocci.

IIKKmNINIASA

<50UI{IKri»NI)KN/A

120

AI'I'IANOM

APPI.VNOS

170.

.i:ii((ì(>v

/J((c(,<()

hai

((X/.OIÌ-

ìp((i

1(1

7 01'

(IV

o

.

.

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.

X

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icv((\.i\hii-

f-y\(>((\(jì,

HTt-/^tlp((\':

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XKV ÌVV

(del.)

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5

ovi

ÓKcTTi-iHfJia iva

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ovUii^iroìì'

iixìv

71000)

''

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iT^C-t

(cfii-Atiii-

uctXXov lUìV av«YX((ioit()oir

fi"

(irlOVg)

Hquìì'h[ì'oì]

10

o)C

f/(]>^

.'/

fitOOQI,

(ff)"

(-yi-uótAquuc

indirizzo esterno

HQWYHVdì
(fQ"

1.

3.

r«[«Jp[o|Cw7i«?
e nel n." 167


1.

4.

[T](>[t«]

il

?«>;'(«

ma

le

i')f-((Ò(^X(f~

apparenze non corrispondono

composto

è invece CvyoravQce.

].

(3.

Forse

ti'((

ufj

(og

ToioviM aoi ^orjaiofxsf^d. acciò

a trattarti come

come buondanulla

tale cioè

Altro fra od e x fu scritto e poi cancellato.

è stato scritto di rimandare

subito, che
di

i

1.

scritto

(tre?) gioghi e fino

non abbiamo a trattarti per

minor momento quanto più

Come

nella

tt;

cfr.

tale (quale

ciò farete per le più

massima parte

con un solo

7.

ov^aucfojf ^=

or(f(cfx(i'iòì'

ma

Introd.

in ragione inversa

ad ora
ti

non

come

mandasti;

li

in altri

p.

61), è

omesso

importanti!

;

il

Appiano

infatti di regola la

Papiri

t'inr-iiliiii.

di

mandarli ora

dell'importanza delle cose;

ma

Il

(il

cui

nome

è

ragionamento

sempre
dell'ul-

negligenza non cresce in ragion

qui Appiano esprime

maggiore

cose neglette da Heronino o da quei del suo ufficio; notisi la mescolanza

come

di

'

solito saluto finale.

tento e la sua sfiducia che tanto maggiore dovrà essere quanto

così parlando di sé

Già altra volta

'
:

fai

esempi.

mostri negligente) che se voi trascurate cose

delle lettere assai imperiose di questo

tima frase appare zoppicante perchè male espresso
diretta

o negli-

gente.

?

In data del 2 Agosto 255, scrive Appiano ad Heronino front, di Tlieadeltìa
ti

non abbiamo

di

sia

l'

il

suo malcon-

importanza

delle

plurale e di singolare

Heronino.
17

126

PAPIRI EPISTOLARI

171.

Amarov

JJ(aQa)

Ev^foìC XaiiovitQ
YQCijinca

uTToai tiXtnt

((

HQ (PiXoufotóa
rrf-vn-

5

lìfi

xa

f.i()v

xiì^ri^

avaxoniòr^r

i-ic

(j((Xìfi

(c/.?.f(

xai

(TV

HQwreiroc avunhfUpor
TOìV nctQcc

i-x

aoia^' ff

(Tot

«//« nuviuìc év

av-

rr^

oior naQadoth^Goiiera

10

Et'òaifiovi naQa/.riJ.imri

yuQ

7TQ0

loaovtMV

{xai cancellato)

i^fAtgarr

TOVZO

axovffag

hvOa

ót r^nfXrjaag

Hoon'firu) (fQ"

QtadtXifiuQ

xai Eimpccioì (fQ~ EvijfUQiag

15

i-OQUìa!)((i

i-vyn' dia

(Tf^

AffxXì^TTlóov?

y" {sTovg) (fao)gi xi-~

i.

A

Filoteride era front. Palas con cui

rapporti

come vediamo

ò.

non

nel n." 174. Qui però

nominato né è detto che
mandati a

Appiano avea

i

7.

I.

è

<rv

giumenti debbano esser

avyy.ouiórj\ la

raunata delle
al

ricevitore

Evhemeria:

Appena

'

Appiano ad Heronino

da tanti giorni hai intesa ed

le

lettera è

essere

in

lenti
il

lo

omesso da Appiano,

più

è qui se-

il

a cui propriamente è

nome

al

mandata

solo

la

del portatore Asclepiade

let-

(?)

di

al

manda

di

quel che tu hai

caso hai poi trascurata

mandata ad Heronino

Evhemeria mandando a

numero

(Wilcken 0. 0.

I.

lui

al

ricevitore

a Theadelfia che la

un

Eudaemon. Fu

ufficiale ricevitore o riscotitore

584, v.

Herwerden

Le.r. f/r.

s.

v.),

im-

Eudemone, cosa che tu

già

trattiene e

qualche giumento con

al ricevitore

ma

(di

lenti) sei

artabe;

'.

sei

dei giumenti col (Corrispondente carico di imiti

devono esser consegnate

titolo di

front, di Theadelfia e ad Ireneo front,

ricevuta questa mia lettera mandate a Filoteride cinque giumenti per la

mancabilmente dovendo dentro domani farsene consegna

ove

(ffè)

tera; segue

cui

di

rimessa della lente, ed anche tu, Heronino,

il

per

cui però la lezione è incerta.

In (lata del 22 Ottobre 255 scrive

fino a 5

nominativo dichiarativo del

invece del vocativo.

Heronino

lenti del-

appresso.

ad Ireneo

il

gnato insolitamente dopo T indirizzo e rivolto

(cyfcxofiióTjt' (cfr.

La

in altre lettere,

16. Il saluto,

1.

lui.

r ultimo raccolto, da rimettere

di

Como

d'imposte

ne comunica

artabe

di lente:

ed inoltra

il

il

contenuto

Ireneo completa

tutto a Filoteride,

già pensato che nagaXi^inmrfi possa
in

derrate

come

grano, orzo, fieno

idea che potrebbe applicarsi anche qui

i»er

le

lauto

liMili,

iiili'inli'isi

[liu

ili

consoi^n.i

si

<-liit

un

t.i'iLtt.a

;i(i|ui,siloi"()

la

(|iiiilc

chi'

si

usa parlando

rilascorà

ò

il

<>

assai (oinnno; (|uanl'all.n di

214,

271)),

la

lapidila

tìssor fatta

roii

riiidoiiiani

mente non da Alessandria
o

iiiei,dio

di

ipii

a.

Sul
II."

5)

p.

mi

nonu:

da

i|iialrlic

b'iloti'iide

si

della

t

più

dov(!va esser percorsa

e scritto

28

di

cui

il

abbiamo

(\ed.

da;,di

asini

Appiano datato

ricorso ad

(hd.to a

")ò

p.

dove

hi

dell'

IJHHato

da osHcrvarf

<•

ninno alla

sfrrivesse

Ini lod. p.

fll

gli

ordini,

«lellH

la

lI^

i»ru

e

ISK»,

iriiitOHt<

l'M
.

consfjgna do-

Appiano, non sappiamo; certai,

ni.i

prof)al)ilrnfnt<! (la

La distanza da Tlieadellia ad

in

nwi

KudaoMioii

IH'**,

(n.'

ri<;«vitoriu

i^ionio

il

nome

Il

vocah'>l<*

i{ijol

:ii({/itòn)i>jn

<:li«?

<:orris|iond«Mi;*«i

vogliono eseguiti

si

Tlioadellia.

;i

e'

questa

Aly|i)o,

di

scritta,

prossima

m

ll;,'nraiio

lasnicltono o

lettera

hhkuì iliibiMa. putoiKlo

ì\v\va\ì- {,in(j,^i,i(it(\.

in

iiii|»o.sl.i'

do\(' era. stato (seu'<'la

|(ir,i|ità

ricti)

fili

TJ?

coni lalto di aciiuiHto alibia

pai^'aiiniih» d'

(|iit'sl(t

i'

n]^ .u({}i<ki]iiìlihms\ o

y{ti(fiit.

di

oohu

In

l'i<r<i

jsono tnlti addclli airanuniiiistrazionc

Not.ovolt-

vendo

):<iiis(i^ii;i.

o licrvfiitf «Im

dopn

V(>rlio

uhm

m-i-iavom

iii:i«ininiana

<;<)i{uisroNiii:N/A

l'ors*;

ArsJDoe

Kvli«tni«!ria o

meno.

del 2" di Valeriano-(iallieno, pnljlilicatf» in

l'I-',

I.

Introduzione.

172.

JJiuQu) Atiucì'ov

Ern-i x(ci

òt
5

o(

loi'c

x((i

(CTO ^((Uqù}

Evrj-

((710

fÀtQiuc (cvt/.iHiv
aì'fQXf-(T!/o)a(cr

lÀiitóoìXi-v

yceo

aótÀ<foc i(ov

(loi

[O](ff-/,hog OTi

10

VOI r^Sr^

i-xf^i-

fTOiiioi

(xviXì]Xvi>aaiv

EiQr^Ycauì (fQO~~

y

'

{nove) TV^i là

indirizzo esterno

EiQijfiuwi (fQo~

In data del 9 Gennaio 256 scrive
di

mi ha

di

front,

lettera,

Evhemeria:

benché indirizzata ad Ireneo,

sue carte, comunicandone

il

contenuto ad Ireneo.

accordo, per l'esecuzione degli ordini

di

fu

Come

Evhemeria

di

fatto sapere che coloro son già venuti e son pronti

Anche questa
le

Appiano ad Ireneo

Sathro son venuti, debbono anche venire quei

Ofellio

Evr^id-'

e

'
:

Dacché pur quei

vengano! poiché mio

fratello

'.

mandata ad Heronino che
nella lettera antecedente,

Appiano, fra Heronino ed Ireneo. Quei

di

la

tenne fra

doveva esservi

Sathro che diconsi


128

PAPIRI EPIST01>AR]

Appiano

già venuti, sono della trontis di Heronirio (detta da

mente) e

quelli

Tlieadelfia, Sathro,

che han da venire da Evhemeria sono della frontis

Thraso promiscua-

Ireneo. Trattasi probabilmente

di

di

lavoranti agricoli che da varie parti devono raccogliersi nel luogo ove trovasi Ofellio (certamente

lo

stesso di cui abbiamo una lettera ad Heronino,

in

altra località più prossima a Theadelfia o Satliro. o viceversa.

mentre Appiano trovasi

218), forse in Arsinoe,

173.

fliaoa) Atticcvov

O

xt^Qiog

TIqihoc o

vioc

iiov

na-

a'SioXoyan uiog (-x^iuì

ona-

VTTi^QiGiur xai

(Tar

Qta STrni^óf-ia xai ót-Xya-

5

la aXka

xiov xai c(oriói(( xai

narra

xai

Qi]Gì^

iva

u'kk

Seviav

tì^v

t^iTOì xai

TI

ti

/lagiv-

[loi

ói-

aXko tvdix^tai

ec^

i(.

UqUìVIVO) (fQ~

0tudi-X(fiag
y" (iTOvg) rv^i i^

1.

8.

«c(oAo;'wr«rof è detto

Primo perchè

«»'ff/»/Mw»',

com'era

col

suo padre.
1.

7.

tv((

juuQTvotjar].

fj.01

attesti

I.

Volendo intendere

buon trattamento da

il

vrebbe aspettare piuttosto

aoi

te

,«o^
il

Ma

ìli

'

si

pivi

do-

1.

10.

onde attesti per

me

di

cioè

figlio

Appiano,

di

cui

di

me

sappiamo;

il

suo

sappiamo che era stato esegeta

nome

è

può essere ravvicinata a

preceduto da genitivo,

(luello

omesso

o

nelle

di sigla

firma e può essere integrata

di

come

meno probabilmente come

Theadelfia:

'

vini convenienti e porcellino

in

Alessandria

(v.

11

del

Primo

di

padre. Più breve e più altiera,

quella di Alypio che è sotto

il

n."

127.

distintissimo

e pani

fini

e

convenga

'.

Introd. p. 61), figura qui

dell'esser suo e di questo suo figlio

romano, come

mio.

può anche stare, benché

(dell'esser mio) e cosi pure abbiasi alloggio e se altro gli

come un grande personaggio, superbo

figlio

èat]fxH(óf/i]f].

Primo abbiasi completo trattamento,

quant' altro da attestare

mostri

vediamo qui ima specie

f(c'C"^''*"') «^(f) f(%'',"«f)

data del 12 (Gennaio 256 scrive Appiano ad lieronino front,

signore mio

èróéìjxui

si

In luogo del saluto finale, per lo più

che tien luogo

dovremo
'

ovvio sarebbe

lettere di Appiano,

Appiano,

nobile suo tiglio

sia trattato in proporzione di questo e così

intendere queste parole

'

ejrle/fTm certa lezione e

9.

perchè mi

ricevuto

che

superbo del suo grado, vuole che

'

trattamento che riceve,

cui

nuli' altro

questa lettera

Probabilmente Primo andava a

.

tuli

TIluiultìllhi
|iosci,

i

t('i;i

pei

Ir.i

^^imiifiil,!

'

il

SI

itM'Mva

padre,

silo

cnl.i

lieiicliè

a

i|ii;iiil';iltio

o sojinitiilhi

Alyi'id clic e (iclln sluHSd

(li

Alypio
di

llciro

il

f

S('^,'iiit(p

il

o

aiiii<>

iKHi

dic;i

Ile

'

iit-r

siui

l;i

AIM'IANOH

i';n,(ti(ii((

hagiio ••iiMo, poicln-

stBHHo iriHHe o

dolli.

scope» d' ispo/iniic

iiiiesti

•(lURIsruNhKNZA lli:il<iNIMy\NA

di

••

\2'<t

i/r/V^ <lovnt.ttìio

ora

Holi

in

uHHor <:omprf»i

(icnujiio, roiiu-

iit'll;i

let-

10 j^iorni jxmtorioro a que«ta.

piid pensarsi rlic altn-flantf) facoHHO l'rirtio uiW'ìuU-rf^t^-

;

iiiilla.

174.

nUxQa)] Aniarnv

Anolkvoor

f-i>:

5

ll(().u

ut] 7r«(> uvi.uì [«]j'[«l-

/(!)/«

«}r«

(d'I 01'

7T((i^]

irjc]

uìv

Àoyor

YQUui^iattt

naoakr]i.nlJ€(i}C

oivo]ì'

xtu(e\nia f]f

HiHiìvtrw (fQ^

1(1

^at/ooì y"

In data del 30 Gennaio 255 scrive

(eroifc)

.

misure

È uno
sono dubbie

di

vino

(inali

front,

5,

nota.

Sathro

'
:

Rilascia

darà conto e ritirando da

La

lezione della

lin.

9 è certa in tutto

;

lui

solo le ultime

certamente seguiva qualche parola nella linea seguente, forse «f xaì

l'uso di xsQania invece del solito hoyóxwqu che è poi equivalente,
1.

di

a

Palas

ricevuta,

'

dei soliti ànolvaiòia.
;

iifX^'Q ^'

Appiano ad Heronino

front, di Filoteride per le spese di sua azienda, delle
.

.

••••!

\

sei (?)

xn

\

óéxa

come sopra abbiam

due lettere
?

Notevole

visto, n."

128

PAPIRI EPISTOLARI

130

1^

Il[uo(t)

*^

y1~r(((ì()v

II uni jooTTOì dSovii

kor

i-rTf^nr^diov

caliceli.)

ir fi

iVQi-tt-

«/

cariceli.)

{(

s'o

5

jT/.noiog

x((i

ì^

{ic

IlToXffiaióoc ()q-

x/[j^l/j«

noi'

f-^fqiriC xiaticyi-r

f-.Ti-i

i(i>y

TT^dioc

/(»;(Joi'i'/«

f-xn

ì^iiii

((?./.((

f-rrf-i-

Kcr fifVTOi (cyoQaaiog

<ic,

111

uno

òr^koi

»•

?

11

rag it-

XTOVOg ÌJOQU(Jx/ì^ XUl TU
fif-TQu

rr

ì^l

«a,

te

((

uvi[o\v tur

i caliceli.)

.

I

>-•

&iò(»g Oli

\-,

«e;

XOTTHg

7Tu[Qu]Ó'li/.(n

Kcv

xuiuyvoìaOì^g

•rt

uviov uiiioc

[<sv'l\

óe

t-7Tf(Tl(t[k]u

yHVfj
7Ti-(Ji

t\ovio

[i-v'ì

ii-xiovu

io[r]

yf^ìn^r

XUl IO x((or\ov]

i'ric

?? uv-

i\c (e[r\uxo\iu\(ri'hi xui

20

tTTi-i

lu orili xuin/.tu

f-axoQTTKTuiif-y

{-rri-i

lug

tn^

sic

ffitvaug xTi^rri ìjqovti-

óug ng

i-oyu uvioìv

2')

òi^'/.iiì[a\or

caliceli.)

{vTTo

i((

ovvxo}uórig

lì^g

II

n

01

vnoXoirru

TTOotxoìpi-r

vnoìv lu tQyu iru àio

iHouoriui
ói

1.

Su questa Ptolemais Honnou

6.

Fay.

ctr.

ur (/.</ oi'(Ti

Tubt. P.

VI sg. Grenfell collocherebbe

T.

(Tvi

Il,

questa

f-ig

400,

1.

10. iìr,hii

e

piuttosto

a
1.

16.

1.

1.

14

n€i[(>t(]ifi]ì.ni,

tfrjh'HJoi',

la collocava

come regolarmente

è

<J'i?Aot>

scritto

128,6.

iinu-

1.

dotto
^

di

o

poi

itiTKÌnfK

cui

si

(i.

2H)

(1.

32) vedosi

che

pro-

il

tratta sono le uve.

insieme

Kiv Tfxrora.

..

lia

al

carro,

mandato

il

fatto

venire da

Fi-

legnaiolo per farne

altri.
,,

Tfrouoi'iia,

,,

i

fittriòr

da quel che segue

18. yfi'ip'.

loteride

24 e 33.

n.»

<I>t/.ini i-oi-

ir^r

Petrie.

erroneamente per

Forse 'atUcmov o aiofov. vuol dire

cfr.

il

ir

ì^

kome

ad lUahVin, luogo molto distante da Tlieadelfia. Più

prossimo .sarebbe Talìt ove

I

carri

squadriglia

di

giumenti da tirare

con carico pesante.

da Filoteride, dove avea
altre lettere.

Una ne avea

posse.ssi, corno

in (|uattro

fatta venire

vediamo

dalle

lIKUDMMANA

OOUIUSl'ONItKN/wV

811

</o(ittr

HIV (xaXu

tX»viti

/«(.»

y)i^

«Hterno

IIqUIVUVC)

xntKiior. solili

;{(i.

1.

moslo;

pel

(<

{\'\-,

xin'tfu

(1

n."

comò

MI. t/nt»iu(i\

dol coiifiriuntivo,

.solila

co.sì

invoco

(|iii

*'''*'

dovrà inteiuioro

o Io

loio V(>tnUa

uomini

r

ciò va

<>

donno,

vendommia
82. Col

"

'

elio

abbiano

(il

dovono recarsi

punzione prima

che

;'f»'ffs-

antichi esomiti di

va.seiiamo) alla

risillabo;

ma

di

ót^c

(^

la

In (lata del

trovare un altro asse a

I'

pei prodotti (delle uve)

(i

tini

raunata

(del riporre

a quattro

il

Questa lettera dettata
pendente, per irregolarità
in

li

alla

di

abbiano

ma

macchine idrauliche: nella seconda

venuta

stagione dei vari raccolti

in

Egitto;

camelli, dei cereali già raccolti, e

sporto dei grandi

donne

si
(1.

mese,

cfr.

n."

fittili

i)er

la

si

18-1-*.

si

lavoro me-

oA Appiano vuol

»ii-r,y(d

piiì

di

Theadeltia:

pel possesso di

'

Fate

di

tutto per

Ptolemais Hormu,

che sia a modo, e se sia acquistato
sia tagliato sul

colpa cadrà su

la

nostro

di te.
e,

Ho

me
già

poiché

le restanti

i

opere

se le opere vostre sono avanzate tanto

(i

vendemmiatori); poiché, quante ne hanno

'.

si

e scritta

parla una volta al

(1.

sbadatamente da un suo

pluralf^

tratta di

frasi,

di-

riesce alquanto

{(-vofif),

ad Heronino

ad Heronino solo. Appiano, che figura come

23) qui particolarmente

si

occupa del suo possesso

un lungo asse da provvedere, probabilmente per

17 sgg.), dei provvedimenti pYesi e da prendere per la rac-

trasporto delle uve e pei preparativi per la

la fine del

[E^ovai) le

al

s. v.).

Filoteride aljbiano a venire pel trasporto dei vasi

al singolare

(fooritói-g

le

verso

di

alla loro

sempre

poi

Ptolemais Hormu. Nella prima parte

il

lavoranti venivano

i

linguaggio e manchevolezza nella struttura delle

aziende o

in varie

ma

buona dal romano Appiano

in

colta e

qui che

;'«-

però esem-

Ilerwerden, Lex.

(v.

carro acciò sian subito trasportati,

il

fammi sapere

raccolto),

(|ualche punto. In principio

cioè e quei del suo ufficio,

avente possessi

Abydos

niiT^ym abbiani

aziende che non hanno giumenti per

le

insieme a quel

di asini

per la vendemmia) che

oscura per noi

iscr. di

quanto misuri, che se poi

donne portauva? or tu fammelo sapere

delle

uomini

questo sarai biasimato

in

camelli che abbiamo furono sparpagliati fra

tiri

di

»?

sapere quante ne hanno.

è spezzato,

si

legnaiolo ed

il

per qiieHto

dando un nom

dei casi obliiph

anche

nando seco

misuri dieci cubiti o anche

ne darai ragguaglio ben sapendo che se

che due

;

una

in

l)io

18)

(1.

dichiarerai da qual legnaiolo fu acquistato e

loro della

demmia

iiit(,'r-

poiché a un tratto quello che aveano colà

mandato

prevalso

noto che

Antico è l'uso d'impiegar donne nella ven-

yan) sopra

modo che

V.

iiaxu.

Luglio 255 Appiano scrive ad Heronino front,

(5

pa-

(|uali ò inter-

parola che segue esclude atìatto
di

comò

uno scrittore

dettatura.

ha

greco odierno

tema

Vediamo

pi.

Hi)ropOHÌti di

Non

il

l'interrogativo elio va se-

possa ossero Tace.

•nxfì

nome

quindi

;

in

due

dìstinjj;uorsi

prima dolio

doclinat.o

;'•'»'//

pire ciò che scriveva dietro
nel volgare

vendono a

(<AA(<

riconoHC«To

di

ntyijyiic,

probabilmente non greco che neppur pensava a ra-

lavoranti,

vi^noti per la

ai

abbiamo

<im

voce

la

hi-

pi-l

«crittiira per yiifùc o yvyaìxta.

una erronea

mancano

doi

Invece

;

uve' impone

portatrici di

yfi'ta:

^'/<')rt/l'

rt/V//;-«'c.

ysi'uc: oii'i^yui;.

,,

'

la tVa.so.

intoso, parnii,

rogativa, Taltia rit'orontesi a questa

invoco

«i'f'/.!h>vni

duo parole

.|nowto

gnilliwito,

concordare,

noti <;HHorido poHHibilo

rioiniiiafo,

ivi.

con^iiHitivo

tlol

<-)K<l)l).iftl(^

pijriarc

ila

frange nialainoiito

frasi ajJTgiunto di sbalzo, la

gnato dopo

n

If

o lo oporazioni vinarie.

poi coir

;'<<()

nota

|;i

iiulicalivo

l'

uve

Ir

\t('i-

p

l.'ìl', (>

r iniponitivo fx^'""^'"'
Si

1.

tini

i

t<).).((

(ìì^Xiitoin

filli

iii(ilri/,/,o

1.

xufttiinv

(c.n,\\(U>\\.)

ymt>: ninjui;

i:n

ATI'IANCJM

va terminando

pensa

alla

iQvyil.

la

È questa

infatti

raunata {avyxoiadi].

vendemmia

e al fare

il

(primi di Luglio) la
1.

2-j).

per mezzo di

vino, che dovrà aver luogo

Forti carri tirati da (juattro giumenti dovran servire pel tra-

pigiatura delle uve e pel mosto.

132

PAPIRI EPISTOLARI

176.

x-TT-^.^^-y^

--, .-

Aniuvov

Il{uQCi)

Kav

zr^/iTT?^

o(ftt/.n

(fi)f-iu

ro)v in'UTTi-(iTTeiv

xm

YQ((fifj.a-

ór^Xovv

due iiroc u àf

ri uvf-m-fxf !h^

ó

ne avu-

zo fi(ju/vr((ior

uvintulpac ovx

roaavra

i^v

oìq-

Tt xftì avOauìTTOV xui ovov xu-

U^/ >-r>^ W/^^ '^^^ -'/r/^r

TaQyi]U ìdrici óia iKTrruQu xfQ-

TvXXut (TVXUQIOW
ifttlVtTO

1()

(TaTTOOìV

hX lì^C

Òf-

lOìV

H't-

(TV-

xoìv xuxiuc. xai Sì^QotVf

Tog xai óilprfi
l([Xf?M(

f(ÀÀ(C

1]

tov

TTf-Ol

x^'K'^"^'

/(tv TOV-

sic

Titìv

7TQ0C

15

QUtg
x)-

x/i^aoiur

XM

UVTOVC
ài-

TTOTi-

akXov

oXiyo)v

XoyaQior
TÌ^C

an-TTf^ilpi-

sic

TfQOi òut lov
ipai

•J)

,«f-

dvvuai/ai un(fo-

x(((

si-j

\

El'ì^fie-

fi OC

iir^vvaai'TfC

H(jo)rf-ivo)

(f()~

y" (i-iovg)

i-ni-i(f

((ranf-ft-

f-tc

lo)

ì-ìi

indirizzo esterno

HqwìHVù) (fQ"

).

H.

noti

xtQxv'A'à.i(i,

conosco altro esempio

di (juesta

voce

1.

che qui parrebbe dover significare corbelli da contenere

i

fichi

noi in casi
al

;

quattro può significare,

tali,

vile valore di questi

neta x(\tuu
tesimini

'

(xf(iiit(n'<k>.Kc)

fichi

come

sprezzantemente.

<hì!>t]c.

sete,

come pur da

soltanto pochi; può anche pensarsi

12.

non
1.

14.

dico del suolo arido o della pianta che

si

aspetta cioò
f)

h}yu(tiiìr.

mo-

di

quattro

i-pp-

chiedendo loro conto

'

1.

U).

Ixtitìùre

f('c

TM

ijui

applicato

if\.

un contkino ossia
uno

di

ai

tìclii

ci?(>o'rv?.

minaccia con diminutivo ironico,

e quindi a piccola

dicesse

pioggia;

una ripetizione più enfatica

elio

i^ì]ai)nei

la

ha

di

di ([uesti

all'altro.

andare
fatti.

a redarguirli

<;"»i{|msim)ni»i;n/.a

In
clid

siii

e

nie/./.o

hi

IS

ilei

il.il.'i

Liii^liu

Hcrivi'

Ap|)l;ili«>

quel clic In

ai'I'1an<jm

iJiMunilio

ni

insieme

iiim spedisce, (|ev'et,'li s|)e(lii|ji

flif

(•^>^;l

Jf)(5

iikuoniniana

tale e tanta

inainliiti)

asino avessero a indni^iaisi per essa,

\h>\-

(|ii;itl,id

tanto cattivi e asciutti e assetati

mostrare ipiunto mal tenuta

cose laremo un

un altr'iiomo
r

uno

all'altro

ni

clii;

i,'ioriio

poca roba

cnii

!

prende «nn

se

la

di

piccola cosa,

ha dato

l'iijdri

('/)

di

ll<-,hi

sia

guanti! «d

(quella

Uomo

ohe un

i

la

ed Uh

eran que'lir.hi
hu

t<UTa; ina

<iue8t4'

ha mandato

anche quel

di Kvherneritt ini

hen potrnste amliediie spedire

a ine/./o di

un solo uomo, dandovi cenno

(ooliti

con

«pielhi gente,

clic

mostra

lleroiiiiio

'gii

r\u-

la

striii^'atez/a

non ne

abbia, fatto ([Ucìsta

e

del

sempre burbero Appiano,

responsabile; iiu

spedizione senza

la

a,

lui

l'ei

cattivi fichi,

stessa cagiou

due

si

Fiorentini.

di

di

la

non

solita e regolare lettera di avviso; e pili

maggior conto: e poiché

dolersi, egli spinge;

ei

dispiace che H(5ronino, trattandosi

dispiace clic per così poca e ainlic cattiva cosa siasi sprecata l'opera di un

gli

spedizioni

coiliellucci

<'-08U MJ H[>0(li.''

liJd

di

nn asino sottraendoli ad impieghi
gli

oohìi

imìì

l'ur piccola

'

'.

Curiosa lettera

ancora

un po'

d;i

iieii

<loV(;)^

'Il

lettera «iho indichi che

:i

hai

ili

i||i;t)

liiMii

l'pMil,,

ini

il

l'^-'»

l'altro

hisiiieria fino

suo agente Ireneo

di

uomo

e di

Evhemeria

ad esigere che per siffatte piccole

mettan d'accordo incaricandone un solo uomo!

^^

PAPIRI EPISTOLARI

134

177.

*.

niaqa) Aniavov

Kca

TTQo

rjmmv

nifaiei-

Xa ira aQiióia xuXa
arli al

5

x(ci

Tronfi-

avanf-filpri-

lai ìjtfir x«i ovx t7T{oi)l]aasic

Tf xai

»'i

avnvxoìr

r.-<-^"""

5;>,'

i

^1

.

'

•'•^

^(xìXQa

n''

i-aìir

''p^'^

i-X'^^'^

i^~

orì^Xatìi

io)i

ta avrà avio)

(-vfi-

TSiXaiiJiv tnti oh oiòa ori
l(t

xai avnyxi^g xai vnoiìvriy(_oì^t,nai

at-oìc

óia lovio

sic

xui vvr vi^uir tntGttiXa
sic

ntQi toviov

15

Xayoìót-

x((i

uìv óf

XQ^^"

o nvx

av oXiyov

ont-

f-cfrtv

io

nuQlov

(HjnXtrai liaXtir aionov
sic

yao iGiiv avTovg onufTOai
ro

n

naai avrovg

y[orT]ag
20

avi or

oi

x4'^/^oj'o'<

l'aiooi

XovQia xai

xag

x?*'«^'

ftc

rrage-

yao

xai

ng xoX-

ntQag

laiQi-

Kjo(i)a'/ai

Of m'/o-

[lai

EiQìiraio) (fo~

25

Il

n<iAi

<" (fJ'H'c) a'h'Q i^~ xt

iikuoniniana

i;(jUKisroNiti:N/A

I.

H.

I'uhìiiuio

lt<)X{iit,

imi 'Li li'Kiirn
1.

.M«i(,

IH.

ili

iliillf
(ji.

f2;ionii

cìh',

l((p!i,

al

liiin

I'

1

mandai

l'acoste; anclif
iiiissione,
j)Ui'

I

iiil.illi

Imuiiiiiii,

ullru (iKMin|iin,

iiutiiìiial
ii."

ma

ora vi

unsi

1!_'

I.

hì riciivavii

I.

poi,

mando

facc^ssiM'o dei

sapendo die bisogna

al

i)assai,'gio,
i

in

panini

leprotti

di

i

t\\

collirii

avere dal suo agente senza spesa. L'avarizia

e su quello del
il

12,

non

|)^fs7"

fu spedita

xiiXh\nit inodl'taiiMMii.i por

«inna

<ia

jiorv»

ìii'Ihm»

noi

a

r(l

rroiit.

si

p

si

(«lì

il

21.

(«m'x 'ìkiyof)

Kvli<;nieiia):

niiuplansero,

Sokras

'lo^li

\a

rlcorca

rieliiamandovi

ha

(ìiA «la più

voi

<;iò

a

morite,

|)er

(;omprarli

non

questo
poco;

cosa ohe non è da

liisof^no,
il

e

'

diedi a lui la stessa coui-

e

comprare

il

pas^i

e per altri usi medicinali. Stai sano

si

facesse,

ma

di

di

e

che
*,

fra le cui carte

dovesse star più giorni senza pane se

pani speciali

Appiano

si

o

vede anche

e

più

tini

in

i|uel

sopratutto da

che segue sulle

colte al passo per le sue terre speculando sul loro valore

che se ne ricava. La doppia data del giorno vuol dire che
che

mail

i

campa^^na non molto lungi da Theadelfia. Non par verisimile

un luogo dove pane non

che non devono esser comperate

lu/iinlut,

certamente mandata ad Heronino

Ireneo o Heronino non gliene mandava. Forse trattasi

lepri

;i'l

forzandovi

medici se ne servono per

in

(il

lnpri.

ilolit»

che sarebbe mia sciocchezza

Paro che Appiano stesse

"iiK nloriLu u

iiK^ontrato l'asinaio

insister*'

stesso online. Md aiidie

lo

|)«)r

non foKHO

clin

huoiii

avendo

lo (r= ih,

il

<:oiii|iOMÌ/,iuriu

tl<>llu

iii(^r<)<ll<)(it,«)

occhi, Monipro coiimniMMliiiI in K(fJlt^),.S'lnl«)n<J<! <jum<li

ailoporavH por niniica-

si

muovi

ju. ituXh>v{>u(

an-

(luesta lettera indirizzata ad Ireneo

però che stesse

IH,

Novciiilirc 257 scrivo Aiipiiiim

cinr

icii,

se ne ricava, poiché

poi rimase.

si

nnlini' clir

conviene tirar loro

Anche

I

li.

Colili-

<>

L'IO

luriiiiu;!.

'J-l.

OHMtMc

(|((Vo

unii MOHtanzii cIh»

l'.M,

iiioiil.i*

coiiif lauto iilUd H()HlHii/.t> aniiimli

ili

ilei

il;il;i

io

ili

:t<l

n

lif/oar, caslnifMiiii, /.tbol.tn occ.) In toinpi

t»s.

tii'lii

Ili

iinii c;on(»Hi'(i

l'oisc («j^i/.id,

iiiiiin',

il

lui

liiUdi'u

iiii;i

III

iiMiiin

i|I|i'mIii

ili

aimmanoh

-

la

lettera,

scritta

-

PAPIRI EPISTOLARI

136

178.

r* ^^"^'^

n{aQu) Aniccvov

JtvTf-QoxvjMv oaov

òvvarov ani t-mir ttqovorjffor

5

uno

xca

irfi

ano

&i-aòiX(fiui xat
(I>i/.aY[Q]ióo^

xai

ano

tuìv f-yyvg xmiioìv

xai

ano

Evì^i^tf-oiag

>.^

{éiovg) e"

.!5L*—

navri lìf

?^*pc>e>r^</'l?
1(1

HoMìHro) <jQ~
indirizzo esterno

HQOìriVùìi (/()'

Qgaao}

iikkonimana

(;()|{1{|hi'oni)i:n/a

*J.

i)(i'»«.(iij^|i»(i)r,

il

'ci'xdo

hÌ)^iiìI1('mLii

vtìi'd

H(>

imii

imi.

jpi'i

una

cDiiiitOHto di

<'it'

in

lH«iliii(>n/.a
talli a

111

'

oi/.i)

M ailn «Mirouli

da sparK'M'Hl

spio^'a porciit- se
cui

dal

ril

in»

u^i'li'olo do(tt'

dell' alt

tiri

lai'cnlt.o,

•|uan(ita

li'

Fai (pianto \wv to
villajj;i,M,

ii\ii)

t*

(Jiiii,Mi(i

si

s(>

a

dniiiaiidiiio

(*

ih»

i>

di

Amo

11.

I.

può pfovvisiono

da Kvhemeria

di

«rano

«lutlndo

i'ayiii,

h del

\h

dello

cominciavano od

orari

itniiiinontl

mia

hIohmo

l'uron rii)08to dorrate.

presa fra

le

iloroniiin fruiit.

ilentcrocliiitt' ,c<>sì

da

'

datata del

l-'ti

noU

ni

fanean

ivi);

«luoiita

»

moHO, quando

lo

per cominciaro.

nominata nolle

Aiifiiano. Kila^rido tlf^iira noi n." 12r»

ovo

lesto

ri."

jiHpottereliho Kilotorido elio, con Tliea-

•/•'^»<;'[t<jt»)'«c.MÌ

di

in <|uoNto tunipo, coiii6

Alypio,

lottrira di

<lall>i

dolila od Kvliemoria, h sposso

spiej^a pure pei-fln»

258 scrivo Appiano ad

luo^o appunto

iiveiiii

Appiano

t'osto

ik-I

i|iii'll(«

Le

di

i:'.é

liiepurativl p«r enHo Ivod. la

ooroali di sua

ricortdii.

vodo

l'J

iilliiiio

<li>li'

iunriiHiouc

a

Appiano avoa posHOssi

imlotìiiita

(lata

pnìssimi

limici

H|nM'ial i|iialit.à di 'n'-

secondo giorno dolio grandi foste

koinao

AiiKmyHJo

iiiiloviiiiii in-

tiuiipu

aiidi'i'iiio

iluviiiio oHHiM'M

rucoritisaimii raccnllc,

sysio.

[icr

la riivviciiiiiiiim al Itfii iinlu nvhijfvtid. (^iioHtc

ihvtn>i>j(vii(i
Xii)(viifi

iiiinva

\{)r{<

AI'I'IANOM

komae

<li

come luogo

Forso Filoforido è (com-

circostanti

',

'l'iiraso (così neiriritiir.

'riieadelfia,

lotterò

coinf-

da

esterno):

Fila^'ridf-

e

i

'.

179.

n{aoa) Anittvov
lÌQuiói

iQoqoì

yi-Yoi^ievr^

anoXvoov oirov ói/uìga avo

1''

ni.

H()o)rtro)

qQo~^

(sTovg) i" qafifvo)^

ó~

In data del 28 Febbraio 263 scrive Appiano ad Heronino front,
nutrice Heraide rilascia due dicliori di vino senza a
(Questa Heraide, di cui non

abbiamo

lei

chieder nulla

altra menzione, dev'essere

era stata nutrice in casa di Appiano. L'apolysidion è firmato.

(omesso

il

luogo):

'

Alla

già

'.

una donna

di

quel contado che

.

PAPIRI EPISTOLARI

138

180.

J;T(aroc HoMVf-ivo)
1(0

(f

1^1 ((IO)

Eni-{i(f

;(«/cfn'

ih^Gav aoi xia vvr uXXai

òouy^iiia

t-x((i(tr

i-ic

n^r iiXav

tov x"("oi' tntaruXtcc ài ÓTf
kuìi'h^rui ani

tov /ita^or

fi

or nuìUiai <sic!> Xan^uvtir

di

ì-ttoi-

>*^,'

ì ..

xKDiai KTitv ót

*^ f-i/ovg avrori
sic.

1.

4.

uk<ef, svdlitiira,

vale per la falciatura e tutte le ope-

razioni del raccolto del fieno.

ny unciale N come a

Mutila

."*'

1.

La

lezione è sicura

;

anche

di

che

io

ti

servizio al

comìudor ved. Hirschfeld

"p. cit. 129 sgg.

Alypio:

'Appiano

furori

ti

mandate

al

Amavov ha

rileva

si

dalla

Appiano

l'altra, insolita nelle lettere di

carissimo suo Heronino salute.

altre cento

faccia sapere qual' è la

è

di

fondo e quindi mancante (lell'indirizzo e della data. L'indirizzo però

in

Pur ora

sTKHxiwua, sui coloni dei praedla (ènoixia) e le loro

7.

prestazioni

il

7.

intestazione che invece della solita formola tte

1.

dramme

per la falciatura del fieno.

mercede che soglion ricevere

i

Tu mi

hai

scritto

coloni; questa, secondo l'uso loro,

'

Duole che
fTiuixiwiia.

credere che

sia

così

mutila questa lettera che sarebbe importante per quel^chc

Pare strano che Heronino non sappia qual'
egli

sia al principio

della

è la

sua gestione per Appiano, e questo potrebbe

non so dove, da Appiano stesso.

?<i

dice degli

mercede che costoro ricevono; convien

della lettera che ignoria,mo; oppure, e ciò è più probabile, che questi coloni di cui

allora mandati, di

vi

si

dirci

la

data

tratta fossero

~

IIKIIOMNIANA

(!(iUI(ISI'()NliKN/,A

!:«

AI'ii|,|,(iNiriH

AIM)IJJ)NI()«

18();

Possodutn

Th. Ivoiiuich v pubblicata nel suo volume sotto

tl;i

il

n,"

55

j..

U>0.

ÀnoXXoìViog //l(>]wi7-nw no

Km

tv

j^tìjV

Gol xui ói tTn\G\^oXl^g aXXr^g

irj

TToXn ovn t-vtttiXu-

(wc del.) tra tur ytvi^icu

xoQoc on^Xair^g
(iviov oiYov

aXX«

in^

avaTTf-fiiprjg

{sTQvg)

1.

6.

Non

biamo qui

yefjLlar^?

la ripetizione testuale delle

di tV«

ad

o>g

per un costrutto tale
1.

9.

xff.Vw? erasov [lot

il

'

come sarebbe

hai di

padre!

me
'

;

fai

cioè "

però

di

si

può aspettare

questo

in

luogo, e che è pur suggerito dalla lettera seguente,
è:

solito «AA«

come

'

tu già facesti altra volta

riconoscere

cile

stato bene

il

snca^fcg ?

ó'n.

xcì'/'/ots

'

e

non è

diffì-

in quel xtduff^o)] in sne^ov poi

non

così,

riu-

= 258

Già mentre tu

quando venga da

lettera, rispettosa

anche

nell' indirizzo

senza sdegno, e scherzevolmente

si parli della

disobbedienza di Heronino che rimandavagli

da quella lezione

La

e nel saluto finale, è assai bonaria, e sta bene che

quale non pare

né frase né costrutto ne senso.

Ap. ad Her. padre suo salute.

•luest' ordine, che,

Quel che

scrittura

di

dall'apparente scrittura, un senso plausibile irrcuot

la

data del 25 Ottobre dell'anno

In

di lettura.

ab-

son qui parecchi errori

mentre stava bene

K(d«y9(o, cosi R.

è da cavare

K.;

vi

converrà cercare, per avere, senza troppo scostarsi

scire a costruire la frase; ed infatti
e'

xì~

parole scritte

dubiti della sua lettura, pur confessando di

non

(fa(t)(fi

sostituzione

Erronea è piuttosto

a torto cancellato

Ka-

i-vxo/iai nazT^Q

che s'intende con-

fermare r ordine senza pur aggiungere
noliqaof.

avi or

Sicuramente

come crede

nell'altra lettera ricordata, con

x«V vvy

u"

(}{:

ben supplito da R.

da correggere

è

/«or

i-ra^ot> firn

touo)()i/i(i

2. 7i{«iQi) «{vioi')

f-xfic

XuVTÙ)

10

1.

yf;f.iiaor

oìì'

xfvov xa!/o)g

Ima-

at

ttqoì;

colle ceste

(se
eri

di

in

gli asini

vuote!

Valeriano) scrive Apollonio ad Heronino:
città e poi

pur con altra lettera

te l'asinaio Dioskoro tu dagli

non rimandarmelo vuoto come già me

1'

un carico

di

io ti diedi

quel vino che

hai fatta altra volta.

Stai

sano,

PAPIRI EPISTOLARI

•10

181.

AnoX[Xoì v^^ioc Hquì vi-i-

Jb>>^* V^?Xf'lcf^>-H^f

W

V'1

vw

»r.'

5

/:/[

infunalo)

y^aiQi-iv

xa

n

.

a

.

.

ti-

n[

JTioktwg exoi-

»<0J'[

]irl,Vai

i-ic

àie TTQoq

iTTfll-

a

«or ovì^Xaxì^v ^oìxqu
xca

avVjX'/^i-r

(jf-

(Tot

ka-

/n^

xar rvr ovv aSeX-

l^ijìv

lo

I

J

ìpa ovv
10

lOì

yioiftor

1^1(1)

x((i

<(?.À(c

TTUQa

ntQor

lOV ((Òi-XyOV

Ó(-t((l

<(7Ì0

IjfiUìl'

IJl-AoVQOV

iva lov nrr^Xuiov
{Xì/orroc
/n^
'20

TXQoc.

ai-

xdKCQYì^lh^

tQQwaiHci at

ti'xoi-iir

sic

noXXoic nQax^r]C

"WF»»

•!

(-v

xÌQ)o{yoic)

Miiiiea

ilal.i

la

HiiiU)Miii(l,iiiii

(wson*,
fili

(li

;i

iiiiiiitlai

l'asinaio venga da
lariina

ad

ricliiodo

lotterà

sia

lleroniiio,

Ir

(li

non abbia

iin[)('(lis(H,'

di

lino a»!

a

hi

appunto

(piestt!

mi

il

turiir»

Stai sano per

neiitio;

ipii

e

pai(»la.

Stnniira

lloronino avia avuto

le

sue buone ragioni por così fan;,

corno vediamo anche noi

un intoUorabile
denza

fra

partenga

/'((;?!>»

/iody:hj>:

(pii

|)er

costui o

Cerchia

Fiorentini.

di

anni

(V-iiri

gli

pnjl'ondorsi,

riinandasso

an/ichè

poro
i

xi'ufioi.'
volt<i

clic

suoi

che

asinai

più onfatico saluto tinaie, nel (juale però

gli

lois:.

.

'.

La.
(v.

Pilo (jarsi
in

(pjolla si

a

in

177,

l'.ili

m

(pj«;Hta

ricordano

mani vuote; e

titoli

(•

avvenne

inoii/ione dell'asinaio Solcras, che figura
n."

che

come anche Apollonio avrà avuto
in

ìodi

pronto

lloronino HpoHSf) e volenti»jri

rimproveri,

pt;r

Appiano. IhMdiiino e Ihmioo
alla

iiiolli

disoMiodionzo d'altra

le

ricliiostt-

non mostrarsene otloso o

rittii

nostro l'eluro acciò qiiurnio

lr;it«}|

un carro,

l'orso

le

pi>r

ila!

(lolla

iivorln ri<;«vut«<, oni pero, IraUillo,

acri/a

|in;iiiliiH-

trattasse alla loggeia

di

U;

lioronino Huluto.

preciso so;,'|^otto dcilla jottora, dio c»ma sia questa cìu;

iioinc

eui

di

allid

in»liit,'iursi.

anleiiore air^iiil.iiedrnte e ehe

(xùÀXoit) siano

i;<jiiHU(!t«'

iiii

ni

AI'nlJ.uNIOH

ApullniiK» .iiroiiurovoliaMiiin^

'

'»^;j^i

rd alleile

«loiiosccit!

rhr

v

inli' iiil.osla/KUMt:

\nlic rasiiiait» Siikias n

dii.'

|iivs.so

le.

<

lenii».,

il

-la

le

avorio inolilo

1-a

iinlin/./n

enea

Ir
a

l'

;

MI'.UdNlNlANA

tJOUIIIHI'MNDIiN/.A

indm-e a pensare

elio

frasi
d'

cort^»
lo

suo

ossequiose,

inciampare

in

nella corris|)on-

questo Apollonio ap-

A[)piano.

l$t

PAPIRI EPISTOLARI

142

HARPALOS
182.

•^r*,-?^

J

n{uQa) ÀQTTaXov

Toig lavQtxoig
toig anoGiaXfiGt,

ano

/tiorvaiaóog

naQaaxt-g

iccc

avvr^l^eiQ

iQO-

(fag 2"

m.

HgwrHro)

fy^t<^U^^^I'
-

:'

V? i/

J

^

(-QQUìaO^ai

<fQ

OOHUIHI'oNDIvN/A IIKUONIMANA

In
ti

drl

iìulii

Hotio stati

ls Aprii*) 204

inandati

A hioiiysiadn
llarpalo

«mìi,

(ini

hioiiysiailo luniisci

<lii

l'iDiit.

Yiti<iiii((in''<

llurpiilo mi

siti'iv«f

toi^

IIoik.ii

(lipnidi-iitc

AAviinv.

x{;«iitnitv

IIAKl'AI,').-

aliinniiti.

Alypio o

il.-i

loltora

la

'•\'v.

I4''i

iroiiL («jiiihhmo

ll<>rotiiiii)

soliti

ì

Stai Haiio

luut{o):

'

Ai buoi

cli^

\

ijUf>Ht'<)r<linn
(li

il

proviene pur

Alypio;

<l;i

NirinoH n." 215.

is:^

1(11

a\o(

<f

{iklteldl

uìc.

l»^c

-/^(((QUi

t:iKri K/.i-v

dia x((in\ionioc.
.

*

X

.

.

.

*

indirizzo esterno

Piccolo

frammento

di

da Harpalo, dietro ordine

Fra

i

di (forse

clie

il

...

la lettura di -oc e di -ov.
la lettera

.

àov

annunziava ad Heronino una spedizione

fattagli

di

Alypio) con n." .... camelli

mittenti di queste lettere non

deir intestazione ed

mentre

una lettera

e'

è che Harpalo,

dell' indirizzo

La formola

il

cui

esterno. Palas

nome

si

presti per supplire

il

.

.

.

a/.oc

non potrebbe convenire, essendo certa

d'intestazione qui usata è ben quella che usa sempre Palas

antecedente ed anche una che è

in

Alessandria è intestata IJ~ AqtcuXov

questa varietà d'intestazione abbiamo esempio anche in lettere

di

Alypio e

di

Appiano.

;

ma

di

PAPIRI EPISTOLARI

144

ATION
184.

AllUìV Hoo)ìi-iìo)

iiiiiw-

lu)

laro) ;(«fOfrr

i

Mftfòoìxa

Ut)

iun>

xi'oiùì

/fkimiuì tvtxer tov
5

lavQixov

TTaQTyyi-Xìf

x((t

KvQiaxoc xuTtXOi-iv

ì

t-n

uv-

sic

yoccìpor

iV*fxo/n;(foi'C ttut
1(1

sic

(trn iv io)

itoi

OK ì-youìptr

(Sin

o

ovv noniì{v)
/-l'or/j^-

'.

la

ni-rrf-

iif-^
IT)

o)r

xn^ì'rj

eie

io

exovat rraxxon-

yeiiiauc va f-xxf-roìO-fìict
loie

(Tir (iota

n

ói-

iir^

h^^'^^

rovi rtaOKQt'; aaxxovg yfiuGav
sic

oi'C

tig

20

trovai yoiioìaor xai la
70 Bf-fiot'xoc /« xfrn
f-QQùìff^cei

on'xioiictt)

nXXa

yf-fiiC(o

nn

"^
.

\
\

1.

Avevo
chiaro

letto 'Aiiiw,
r,

non

n, e

assai

comune,

quindi va letto

comune ma che pur
l'unica lettera che

nome

ricorre in

abbiamo

?B

'Atiioy,

ma

mai nominato

ben

nome non

141, II, 9.

di costui

ò

addetto all'ufficio

E questa

che neppur è

in alcun' altra, yi

mento
1.

6.

si

di

vede chu era allora

Alypio in città benché pel mo-

trovasse altrove.

Di questo Ciriaco non abbiamo altra menzione.

(?)

(!o1IIIIHI'(»N|i|:N'/A

I.

M.

In
(lei

I

Idi

|i|ll

In

clii'

siniK»

muiiiimlo Hupiii;

\i\i\.

lotto *'i'x(i)»k,

Vii

ov(> s'iiiKiiiii^'o
n."

(cfr.
l'qiii
I.

I;!.

I.

IS'.t,

l'j,

nomi'

ìiffliìv^fuc.

HM;

cfr.

l'cr

'i'i>li|.

(jc„

fii(ni

HHMor

(Macchi),

all'otiilH-

I.

PI.

itialtr»' lotterò

i

«li

Il,

drl

mi funixim-; vod.

i

M7"J. Soffilo,

[lapiid,

t'ia

prol»abilmoiiti' antorioro

e'

ò

j,'rani,

circa

ti

20,

i

la data.

(?).

o

l'

ii<in]{)

conio

dov'io sono in quel

i

rl"iri|»in»

i

\''

dovf», for<to

cirnjiio

i

ad ArnlnoM,

«iunifnti a lUd>ryi;hoH

a coinpif>re, all'uopo,
p»5l

il

lraM|iorto a d»v

in

n.°

180*;

uu[i't)io^

i,

i

[»u6 aMpettar»? n«-

«offni i»orò ni pr^-

7ii<{t'tf'/.)oit.

Atioii sunv(; all'onorevoliasiiiio lieroiiiiio:
di

recarsi a

prenderli,

'

Ki-

ina se

Nicomefle; or dunque, ese-

di

scrisse lo Spettabile, spedisci nella notte

che hanno, riempiendo

non so

abbreviatura me.'". Si

buoi e ne venne ordine a Ciriaco

H

omhim" rloiri[»itl, cai l'.n

w'intondo, a provvodoro

h,

<|i',

giorno porlall a

lai

dovoMMoro

stano i)iuttosto por

i

cinque giumenti

al

podere

grani allora vuotati, che se non abbiano da poter

quattro sacchi, carica quelli che hanno e
'

il

roclir'ià [uiro Atlon.

fncerta

t'oixfì

dicendosi dei

manca

iii(<ltwr

«tinazione,

ima sin^olar confu-

sacchi o

si

carico

son/.a traccia di scrit-

del papiro in fondu,

coi sacchi

sano del tutto

k^hiio «ià

>;ininonti o iiiaridati

dovo

l'ap. l'iur. n." Jl

\'.l)

ukIiid^ ditto dall' ^i'//»/Mm»' (ohm- cIm*:

lltTonitio dov*' Hpodiro

guendo ogni cosa secondo

riempire

i!i

I

hii

ciò si faccia altrimenti scrivimi

Bebrychos

Hncclii

c|ii<

iisamio l'osprossiono a .jm'Hta

mio signore Alypio
di

\m\\

I.

H Ml^rillicani Vliolur

vlfffio

y^fillw

(mhccIii),

-Jdl, 7)

riist rutili,

ii(>|

um.

(]i

tutti t'ùoi

cIiom o cola vuotati

I.

i^iuisti»

vuoi che

di

ii'inii.

Coht

taluno Hpoclizioni mila notti*

In tutto i|uost() liio^'o

simm,

al

Mucclii.

li'tti'ia.

s},'.

ierii

"Oli i>iiò

ii|iiiniri(l(i

comò abbiamo

iiii

(lol

145

cllH (JoVr'-'M'O 'llTHl {illtltfUt{tn'IK, ntyii

ilttlifllX l|||)'l

ttlt'jfm

vaioliti" ti:iù »'rxf(K-.

alla
i.")

H

ATlnS"

-

l'aro

(li

Ima, un Miiasld

1.

|K)HH)i

i>MHt<ii'

(|('ll'/i'<i/»/7'""' ""II" i|"'

ijiii'llu

.\ly|>in

i|iir,in

cìm'

|i;iri'

iiiiii

|irn|iiio

•lllDHtO |lOHHt<MH(l

llli'ti/llllllltl)

t>

.XiKiinrth.

'//

li. M'x<K,

l'I I'

IIKimNINfANA

gli

altri

vuoti riempio

io

a

Be^•rychos. Stai

a

146

r

PAPIRI EPISTOLARI

HERAKLEIDES
185.

(fi ÀI ((IO)

IO)

^((lOi-lV

Etti ^ot^Uoc urrtaicch^

vrro

sic

lov xvciov
(tìvoc

la^vQi-

ìjioìì-

ÒQUYiicnrjHuc.

ir^c

XtiQir ìli oh xavi)r^Xt-i((
x((rf-((yiin((

n'oì^

'XQì^Giic

(cvKyxiaor noi

yt-vtaìlai /.((fiori

in'v

fiov

10

i(c

7T((()C(di)vr((i

ìv((

à((Qi(iì

jTQog

10V

rtxi Oìdi

Mid(e no

((VI

or

.^((i-

((yayy^

f/oìia ót u(v/-

ì,HC(C

x((i

n((

y(j((ii ii((i((

ibìv n((Qi( Gol

n-

xict

i-QyuXiu ivc(

7rt

sic

uvxuìv leXtaO^evxoìv
óvvr^i) 0)11 f- V ÓQKyii arif

yì]a«c
i-o{to)(yO((i

aid tv^oiiai
S'O

(l-lOVg)

1.

3. ^or,»og,

dev'essere, non

nome

brare in questo contesto,
di

ma

(n."

201)

(n.° 186).

In
rion fu

(latii

ei

"lei

di

regola non

al

come può sem-

degli

la

mia

meni qui da noi con seco

i

sporto dei manipoli. Stai sano

non nelle lettere

assistenti

rappresentante

II."

(il

I.

cosi p.^es. Alypio

Lirano mietuto, legato in manipoli

{(i'Q(iy,u((tr()

era

caricato sui basti di giumenti che lo

portavano

al-

•">.

11

1.

11.

TsxTot'o)!',

teline

al

eran

di qui si
di

commetta un

i

rileva che que.sti z«»'.^/;A*« o di-

legno.

carissimo Heronino:
basti

si

'

Poiché dal signor Ischy-

trovaron rotti e

dei tuoi legnaioli al tuo

suoi arnesi, acciò .'compiuti
'.

manda,

120.

pel trasporto dei manipoli ed
lettera tu

di chi lo

l'aia, e ciò dicevasi àQ<tyixajr]yeTv.

trova segnato se

22 Maggio 254 scrive Heraclide

ricever

XL.

chiama suo signore

si

mandato un assistente

duopo che

TKC/.OÌV

come lo chiama pur lo stesso Heraclide
Il nome del ,ior],'hìe: mandato a sorvegliare

opere agricole,

lo

uno

questo Ischyrion che era un

Alypio cui nelle sue lettere

è

proprio

(("

quelli

(basti)

noi

inservibili,

garzone Mydas che

possiamo fare

il

tra-

in;it<»NINIANA

(J(i|(lU.HI'ONI»KN/A

•-'

lini.

11."

1M)2,

(il'hiM.

llu((xXn(ìnv ytvov

ll{(XQu)

/or 7ii)iiut<(

x<(i

inv

(ìt«xofìiiec

Óo(c}(II((ì:

«yf«c
ìj

nì^

f-

(Si-'Std

111.

|i

71{joc

.li

210.

«ti

THiQ <(Vxai

t-'/f-

.n-nixMftuiKriKtr

/.oyov nìponioìv

xcci

xKitX'h^
o)y

I

M7

IIKIIAKI,KH>KH

*

185.

Miis.

tioòiDooc x((i

lotavioig ^ooojrr//'

ok kcv

avvaf-vyoiKd

HqCDÌHÌ'O) 7T(CIOl
1(1

l.

4.

,Tf(>t;^w,a«rfff,uor,

minato

5.

n6i>i%Mfi« di piscine

in più papiri

werden Lex.
1.

il

oipioncoy,

\

s.

v.;

d' alti'O

ed anche in ostraka, ved.

Tebtun. 378, 19

v.

Her-

al

ri-

cinto.
1.

7.

Non

lettera

se .questo Diodoro,

come economo, possa essere

che pare funzionasse
lo

stesso

rivolta a

del n." 167 (ved. p. 123).

di

cui

è

la

pio,

il

come quel Diodoro,

il

pastore a ricever da

anche per conto dei salari
cose. Stai sano

'.

;

le

lui

nome

duecento

dramme

redo

scritta sul

comune

è troppo
si

potrebbe

ai

beni della donna

di

Aly-

che sarebbe d'accordo anche colla lettera

se-

ijuente rivolta ad Heronino ed a svros.

In data del 15 Settembre 254 scrive Heraclide ad Heronino dandogli

da Atais

Il

donna

pensare che questo Heraclide fosse specialmente addetto,

so

frammeutosa

per poter nulla affermare. Se ciò fosse

ecc.

che lavoravano

salari degli operai

è no-

il

titolo di

padre:

'

Vai

e queste terrai pel terrapieno di cintura

impiegherai come tu voglia, finché venga Diodoro e

le applichi

o

a tali

H8

PAPIRI EPISTOLA iil

185.
Mus.

TOVJTIOV

x((i

(T«ntì'(>g

(IV r

Itti

10

xtoaaioc

TTi-ai

lur

n

r(cc

[<]/

2ìi'ooc

x((i

OlÓtr

II

xwuinv.

aspetta, dopo

di lettura. 8i

nome

col

l'si

por n)

gherebbe

fTìiòv
lUoi':

rtiv

rebbe vedere
nabili
in

lìdi

ye/ui(j(c[ts,

x((i

f-

ro\

in

.

lliof

indeclinati di cui

correggere

r<iv

.

ma

un

^rooi

quei

abbiamo

più

prohahihiiente

///or riconoscen<ii>vi

va supplito

xavniluioy,

xdXiof, per accenderle
4.

stesso asinaio fosse incaricato

si

si
il

nomi

-i.

Tutto

ciò

Piuttosto che

Jn 'Ulta del

menti

di

u,

sarebbe

la

spie-

vede quindi come

vi

Ma non sappiamo

Pio

(?)

si

adunque

di

quali andate e venute fossero im-

dovrà leggere

quegli ordini (forse Alypio?) né di dove.

romano

aficiutte,

la paglia

I.

/.houu

s.

cht-

ha qui

1.

li.

./f(ac è

dente,

(»;,"'"»'),

il

il

significato generico di danaro; trat-

yei-n^ìh». cfr.

18")',

yn-ov n."

VI. l'rob. f['^6.

i.

18.

per una riscossione

Mantenendo

la lettura del

parmi debba essere

egli

non avesse agio, vengo

fu

via, io; e<l

scritto:

anche

nfc(i]tJTM?

si

18")'.

di 20(i dr.

Kenyon,

rò\v] tiqò 'À[i)y{nv)

Cfr. 187'.

\tv]7ioi>.

'

lia

Caricate
tinito

"venga via Heraclide

del tlanaro

supplemento

il

|

legna da ardere bene asciutta e venga via se pur non

non trascurate; a noi

dandogli

scrivesse

gli

altri

pastore nominato nella lettera antece-

1

lo

né chi

danaro da riscuotere. Poi forse

Mspetterebbe

nominata

aspetterebbe /«*. l'are

ma

trovasse cogli

si

del suo ufficio

uoiiic

si

fosse tanto bisogno di affrettarsi.

14 Febbraio 257 scrive Heraclide ai front, lleronino e Syros:
di

questa lettera; non

esempi anche

dovrà servire pel bagno, come nella

FUI-

data

poste ad Heraclide nò dove

indecli-

che devono essere bene

deve servire

primo del mese seguente cioè un

il

dopo

e quindi

trasporto?) delle paglie;
so mai

tì;

(t.

1.

dieci giorni

ardere

ibi

raccogliere e cari-

di

care paglia in quantità?

spie-

lettera di Alypio n." 127.
I.

.

tasi di

Trattasi certamente di legna

I.

.

<f(i(>\'\

Plus.

a

.

}-vx<)ii\f<(]

za ... x]r/;|r/y

può a inala pena

di

rrniiii-

rroo/

]

se fosse certa la lozione, corivei"-

quel

queste lettere;

.

scrittura

di

questo contesto; meglio

in

>^

2ìvQoq

dell'asinaio a cui deve riferirsi i'ià'fo/fVTrw

della linea seguente; jovnioi'

ga

Vi-

deve essere qualolie errore

i[\x\

.

f-t'A^

\(-o]o(i)(r'/^'

HOdi

2. xtj

(Tal

.

7T0V

.

15

1.

loiK

rro[o]c

lOVIOìV

C(rr((iiì^(T\<c]i(i)

.

a kcv

Aiuig <Q

((TTO

«/'l^l"

arf-'ìf-o-

yacaff-iici

Arrvy'xi'i

()

/oj

(</./.[((

i^iur

:r(cr-

in^

(-(iv

Haux'Aeió)fi n^

•/^{(iKii

xdi

(del.)

(('/[VQOV

you<ff-i((t

Xi^fTiyif^

J^r^
tiOÌÌ'

(crto-/^{-(riM

101'

209.

p.

'ÌV/.0)1'

yhtunictf-

x((/.o)f

III,

Haaxkf^tdoi' yf-iu(nc[if-

IJ(uQ(c)
XT^

GPBM,

n.« 948,

Bi-it.

**

ci si

scrive;

si

il

(il

i

.

.

.

giu-

lavoro o

giorno !"„;
rechi

dunque

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Syros
,.li

.iMi

,h,„.

pasto,-.;
,(;,

(-1.

..ostoro;

...u-sti)
cl.i.".la

^

pa,

..;;1.

a

Mavrrsn

in

Sai nr/o ò scritto,

Ary-.'-l-i^

2(») s«. .lollo stesso v-.ln....,

f

1'=^

I:.

.1.11..

IIKHONIMANA
'^vuto

nm

ror....,la

Illa.,

. porlanl-

lu.

b

14 H

llBKAKI.FIDEH

.Inunn...

Ma..

.Irannn.; SyroH hh .oh..

1<h,

....ntnittuale, pn-inosHM a. ront,.

.nutratt.,

.l:.!.

-I-I

''>'

Mi
'1'

nave,

por

tranportn

Stai nano

(?,.

.

pul,blM:utn

Massin.inu o MaKsi.no, oHHÌa

;.

2'.U:.

18(>.

/

(
>•;
»

I

Etooì-

llixix'/.nòi^c

rtjc

A
ì

/

.

xn^ii]

(trn'/.van

ÓKc niiv Kci'ior

"

•/()((-

•.•"(

o

AlvTTic

f>roj>'

IO)

alile

(CI

(

ó

(iiì^/.air^

i\r «laixj^r io)r

ói((

10

xvoioc lUlV

f.KltOìi'
sic

a '/.oì ; un 0)1' avOoì-

'sic

fiUTCc
TCt

TU yoaii-

noi'

[q\ov /m^oìì

icv-

aTToaiti'/.nr

tv

iì^

Tcd'oirnv

tQQOìOlflU

ffid

15

"x
1.

a:,sXva£y,

4.

parlando

di

di xr,;yr] fa

pio avesse
il

l'uso

1.

7.

cui prezzo

o.'wi'

l

1.

1.

non a

cosi specificati

xr,/;'^.

il

i

giu-

genitivo

ma

alla

si

«Vo-

ilnoXvaióioy.

lettere (crr.:
Chiare tracce delle tre
eraso in
poi un erroneo grosso Jota

10.

mezzo.

<,'1^

gli

!"•

di cui si tratta:

riferisce,
Ai'ff/c

pensare che Aly-

dovesse servire per

<ì~ sono

menti

vocabolo

emesso un buono per 4 asini

àvaXióuaic, di cui a

r

.^uesto

20

PAPIRI EPISTOLARI

150

Decembre 259

In data del 27

menti che

il

chiaiiiandolo fratello:

Quei giu-

'

signor mio Alypis ordinò con sua propria lettera di consegnare, e son 4 asini, tu ap-

pena ricevuta questa
Stai sano

scrive Heraclide ad Heroniiio

lettera mia, per la

urgenza delle spese, mandali insieme all'asinaio

Taurinu.

in

'.

187.

AOTTOVÓafTuii^

or

ao) /«o/

5

óf-

Gì-

i-Xoì,-

.i(n'Xoiut[i

loinvior

f-iva\i

*.[...][.]
oìpr^

xofiiaan^roq

to emffroXtor
ei<i/ea)g
1(>

jioi

tt{-iì-

ìfjcc

la óvo xfQain{a

TOìT

xana^toìv
\i

]

[«]yoo[((]Gag

ì^

j/0<
.

.

ìò{

.

IO ì^iu-

f

iVì-C

XQì^

^ ^ ^

lettera, trovata fra le Heroniniane, dev'essere dolio .stesso Heraclidt^ delle antecedenti,

Questa

È

rivolta ad

un Petesuchos, subalterno forse

quantunque non
lettere del

a

lui

di

Heronino a

indirizzata. Gli errori e la dicitura sono gli stessi che

medesimo. La intestazione è

mandata

cui dev'essere stata

notano nelle altre

si

della solita forinola salutatoria; qui però

viato ed al destinatario, che Heraclide tratta dall'alto,

ma

colla

solita

sua

la lettera

il

'^

'"^bbre-

x^^'Q^^^'

non

bonarietà,

si

alcun titolo.

La

lettera è mutila in fondo e

Dice Heraclide

'

:

Tu

ancora non mi trascurerai

supplemento a

al

in

più luoghi,

punto premuroso per me, ed

ricevere questa

mia

letterina,

io
ti

manca

quindi la data.

non voglio che tu
darai

cuia

di

sia così

;

se

1.

dunque

mandarmi quei due

'.

barattoli di capi)eri
Il

fosti

frammentata

H sg. potrà essere, presso a poco, i[àr ovr lu rìàXiv or

^tkji\óij)i^.

— hkuak

iikhdniniana

()()|{hisi'()ni»i:n/a

1,1:1

deh

l.il

187/

Mus.

]\22h,

11."

liiil.

imi

.i((i(ii

mi

IV,

[

i-u ?

7i\((\unòo.;

iJcdii

avi-

/

.

x\(a

1.

3.

Quantunque

il

Kenyon

the cross stroke of
della lezione xvnov.

modello, forma
circolare

me

r ',

noti:

'

there

non credo

Questa voce

è

si

is

legale

;

cfr. le

.

.

liiiiì^r

t:fir).n

KVKtv ne

l« U/JAl

no trace of

1.

.").

usata in sensu
di

ri/rroc

convenuta

in

si

il

Kenyon che

di

«

moderni Greci

;

è

Su questa ved. Wilcken Gr.

campestri e

yfìitv

è

nominato

Nel

n."

iv]noi' si

185"

188 sgg. L'

è'/.uiov(>-

14 dove

ho proposto

tratterebbe dello stesso

genere

il

guidator

.

xuvorjXdrai

di

camelli

denominato

ecc

pei

trasporto di prodotti agricoli.

si

lavori

Un

tal

Pare debba aspettarsi aomartoc oppure

(c(x)QtTioc

poteva pur darsi ad un guidatore

Certamente xm

1.

7.

scritta

1,

9.

in questt-

1.

11 Sg.

di

dei

carovane.

suppl.

il

antichi, àyioyi(cr>jg

di

titolo

in più pap. berlinesi.
1.

può

altre bestie per viaggianti, ciie cos'i

la

iniziale;

ó&itij'/mtì]?

invece di o;

un vetturino

distingue dagli òi'ifMhca

1,

mantiene queir «

equivalere ad (cyioyev? degli

concessione della è'/.movoyla a queir intraprenditore.
0.

la lezione è certa

spieghi assai bene riconoscendovi una

erronea scrittura

= y^ilu^u

determinati termini per

assicura

parmi però

lettera

Mitteis, Reichsr. ecc. p. 96 n. 6. Qui rvTiog dev' essere
la scritta

adiTìfMcTt],

è infatti inesplicabile se si

di

lettere militari da

pubblicate e pel senso legale di

tu

Ih!

benché non sappia come spiegare questa voce, che

possa dubitare

formula parlando pur

di scritta

1^

{-/.((tovoyov

\or

\

i<\v\i'

ii-iiiì,

]<(()Ciit)C

10

(((iiiì-

\c((/«ai

.

-'Il

|..

HIV niy inr

ufit-ai'C

x((i

111.

yidour

tXiaovoyor

kaii^

(.Jl'JiM,

[ó'nìaa? vt](t'} nuiir.

passata coi notuérsg.
1.

5.

(luéavg

per (ì^éaing non

è straordinario

scritture.

?.l(Tf

Forse

xTìjfi;

x'uì

nì vXU: Jtxod-noóa

.

.^uoea^ffìti-

?

Lettera frammentosa e mutila nella parte inferiore e quindi mancante della data.
Heraclide scrive ad Heronino chiamandolo ix<rfre:
bricante di olio consegnerai
(fabbricante ?)

<•

definendo

il

immediatamente ad Horos
prezzo

'La formola
il

(contrattuale?) che è pel fab-

guidaviaggianti
*.

(?)

col prezzo pel

medesimo

PAPIRI EPISTOLARI

152

HERAPION
188.

Hqoìvhvm

HQaTTto)[r
Ibi

Kcaa

xaiQHV

(id{}-X(ioì

IO

fi'>[

.

aov ccviin\
GreiXov

7

iiy[

«e «TTO Tot[

/<*?« oAo;[
eniitfXùìlq

iQOTTor yf\

10

^uQaTT a filnoìv
iatoroa[
* *

*

indirizzo esterno

^

Frammento

di lettera scritta

ad Heronino eh'
la

data.

Che

Pare

mandare
ixaià TÒ

si
il

ei

chiama

sia rivolta
tratti di

.

.

.

da un Herapion,

Manca,

fratello.

ad Heronino

si

uomini ^lavoranti

giorno \mn).iiy n^

tal

f.'/oc)

Hobìniroì

Forse a

che dev'esser quello stesso

1.

.

.

4 ima

di

.

.

oltre alla

non abbiamo altra menzione che nel

metà

non

(se

più) destra,

pur

n.''251,

la fine e (luindi

rileva dall'indirizzo esterno.
'.')

)

di cui

[

di

Tot

.

.

.,

|/f>rc

ad un luogo detto Kleop

forma

di

àvriTréfinoì?

ànò Tot

fV>ya]r«c

A

1.

cui aljbiaino parecchie lettere ad

.

.

.

.;

e

.

.

ciò

.,

che Heronino deliba

secondo

si

costuma

10 è menzionato un Sarai)ammon

Heronino.

(MiHUIHI'ONhKNZA

IIKIMiNINIANA

lIKKAh

A
'*
'

<XC ]tf
-~{f

(AN^ki-jTSc^Ti-'^»

/•(

rI

1 1

I

i-

:

I

li

AS

1

181).

lloioìHìiii

Ho((':

sic

(cr

f)

IdH

(ji).-

-,i';

/ttovav

f-7ru,'/aiin-

lì^ì

Ih)

Xlì^ìdH

Ufi ori

Kilt

X((l

xvcio^

ni-y.i-ì

Xll(fir0)\r

A/.r.ii^

r^nuìì

sic

hv 77

.

.

.

tm

nix lanr

rrn/.f-i
'

«ììo*
'

.

-I

XOiii^r

rro\o]^

(crioi x«i f-.yoMt

lev IO y

yoKìli}-

rroi

ic/.).

t-ri

sin
1(1

ruy'xì^

xuif-Tr(,t-

lyn

uytof-u yoKijo) aot
'

;

-

r^

ori

i^

iik

xui av o(vx iM.)vdt

(ji/.iaif-

ottoìì

--V^Jqn»!
zrj

iy~

TU

xTi^ìì^

i-iff-

ine

((7T0

vvxin.; urtoGiti/.r^z

x((t

nr^

lovg

i»c

xi)(fiìoi'[c

rrctovai'

ngog

v7T\ì^of-aifcr

sic

15

ayùìiitì
11

xai vvv io ttvio[ ttccOuì-

fV
(oobìai}ai

u'

(if-

(fTOVC) Ó" lliGOOr^

\^

'^^

«-

sic

•^

fh

^'

[f-v/nnca
Ifj

PAPIKI El'lSTOLAHI

lÒJ-

In data del 5

che
in

ci

Agosto 257 scrive Heras

diedero l'altranno

città,

che mi

mi pi-ema,

e le ceste, acciò non

Stai sano

te,

lui

perchè

fare

di

cui

front, di Myrolis in

essendo del 5 e

vere

18

dell'

(=

il

mente

il

da fare

signor nostro Alypis non è

6)

nella notte tu

altranno e

si

mi spedisca

ripeta pur ora

lo

i

giumenti

stesso guaio.

non abbiamo che (juesta lettera, è probabilmente
una lettera

di

scusa

(;he (hil

di

la

(n."

stesso che è nominato

212) del Settembre dell'anno 2" (254).

mn pare dovesse

spedizione dovendo farsi nella notte

essere una

kome

dt-l

(5.

Heras

Dove

si

cerchia prossima

della

figura qui

avere scritto direttamente ad Heronino. mentre ordini

loro

comun

signore Alypio. Secondo

per l'imminente raccolto delle uve e
(Jltre ai

Ninnos

lo

Heronino, con terre spettanti ad Alypio. La richiesta è per l'indomani, la lettera

alla frontis di

si

il

Ti richiaino a

neppur tu ignori quanto grande urgenza

scrivesse, e

ti

lavoro

il

trovasse questa Myrolis non sappiamo;

che

ceste (mancanti); e poiché

le

carissimo, perchè

abbiamo a

'
:

'.

Questo Heras,

come

recato da

sai'ei

scrivo a

io

giumenti e

i

carissimo Heroniiio

al

numerosi

il

l;i

tali

come un subordinato

questi non doveva rice-

data, trattasi probabilmente

di

provvedimenti

loro tra.si)orto.

soliti errori ortografici

procedenti dalla pronunzia,

si

nota

la

pessima e imbaraz-

zata struttura e suddivisione del periodo con tre firn. Doveva essere regolarmente: fjrd ovv
(àìì/jyóin^v yào

ani),

i]

óì^

àruYX)^

,

àc

àyvói-ic.

youcjo)

ftoi

xr/..

toiir,

.

IIIIHoMNIANA

(1(IHUIH1'(iN|)|:N/.A

105

KI'HAIMON

DALMON

Kl

UH).

lluuni-

Ev(ì(<tituìr
ì(i>

1(1)

/((lof-ir

(fi/.iiaii)

ETTf/lìpu aot rjì^nujof

5

(h((

(i\)i-()fi(ot(>c

ioi<

[xi\ì^vuyv

Qbì\

ii-aact-

Aionio^

xc(i

»•]

{o)vrf~ XlipOìV

(ytreica)

oìì^Ik-

TTf-Vlf-

avr

.'/

óiy^

i^~

axì^innoi ù)r noi
TTf-uìpor youi^ifiara
{i-)o(Hoa~
.

.

(Ti-

{vx~

xaio)~ (eTOvg) y"

.

i/oì'f

a

indirizzo esterno

15

Evóc<iito)i
(fo~~

In

Qtudf-X(f.~

data del 29 Agosto 255 scrive Eudaimon

front, di Theadeltìa)

'
:

Per ordine

dell' eccell.

bone asinaio con quattro giumenti e

di

32 monochori semplici con 16 dichori
intimissimo

?)

si

lettera seguente è detto

àhoX.

al

carissimo Heroniiio (secondo

Spettabile,

ti

l'

indir, esterno,

ho mandato quest' oggi, a mezzo

di

Ner-

Aionis asinaio con cinque giumenti, in tutto 9 (giumenti),

(di

vino), de' quali

mi manderai

ricevuta. Stai

sano

(o

mio

'

Panni che quel che

Ìj'

Hooniìbì

tvaxTi'ìHwr

legge dopo

il

saluto finale debba intendersi à{ra)yxmój{Tari), cioè qO.t

meno enfaticamente

(fO.Tiarf).

può essere Appiano. Ved.

le

note

al n."

171.

;

nella

PAPIRI EPISTOLARI

156

191,

^/S^'^Wj.J

>=. 6>7 ,->,
EvóiapoìY Hooììiioì
TO)

xaiQtiv

(f litici 0)

//^(jor

X«l

(SOI

E7Tf^filp(C

(71-

i'C(V-

ói((

XwfSllUtìV Xlì^VUf

NhIov

^

humo-

.'/^

^uyiavtuìi t~

y

KcdiT
10

JSn

ri

JioaxoQ" ó~ (ynerat)
Tl-(T(T^Q((X»11((

(Hìov ori' d'ix"
((rT/.((

\,

uxoai
lo

/

ni

iQKixnfìuc

(lìv

II

01

ntfilpoy /(>«,"-

nata

,V-J

Il

fQ()0)(r'}t(t

'

at M'X

^^P^C-0^
Cy^^-y-?(~r^':f

DU-

^^'W'J-Chf

(fTOvc) y"

(ji/-i{((if-)

.V">.'>

xì~

lIKKONINIAN

i!n|!lilsr()Nhi:s/,A

In

liii'//ii

|ir|'

Kalil, s
Villo,

iji'i

Nilo,

ilic-lioii,

BtMMiil.

carii'o

2

di

fra

III

rlir

(li

hiuscon»,

I

III

ili

Hill.

tutto

chi;

(^»iii

ussmI più asini;

un solo;

clic

(osmio

Un'altra lettera
lettera di

si

pili

i|ii!iiMrit;i,

Si.n

s;i|-;i

siiiio,

lo

piirolj

iiiiiioic

|icr

le»

e nicii

<;;irissiin(i

7

<li

con

I

folII<'

oiiiscuii

essendo

1,1

a

lui

lli)roiJilio

'ilHtorO,

dicliori,

rarÌHHÌino

stosMO

t()(!clit'n'l)l)('

asini

Nilo,

«Il

•*

.il

4

<li

'

:

Ti

Ilo

AhÌoIo, 5

trfìiu!ritov<jriti

MpoUiUj

oi^^l tiU;BHO

H

(li

^'-miilioi

«li

SaglHIIOH,

(|i

ni<iiio(tliori

iisiiio

UH

(|ii;intil;'i

o.'irico

di

didioh, vuoi dire die
loÌMisti? Piuttosto par
iiolr»

Non

pKiCodoiiU;.

<la

7

di

vino

i|;i

4

'

«canato

dichori

^H

ehhen» un carico
e,|ir;

il

iiunh;!''»

rnonoch.

spedire, vedjanif» rJiviHo

(pjelli

di

non losHoro

2 di»;hori,
w/Z/y/v/V///

paunr^.

Eudaiinon ad ILoronino ({raniiuontn) trovasi nel Museo

abbiamo

n

.',

I

'.

lli'll;i

potesso aliliondan» non cssondovi

di (luesto

Heronino

l'apiri Fiorentini.

'••

l'!ll<l;iiiiniii

OHI)

dll

rii'i'Viit.'i.

oKJiiii'

>,iivl.l.r

C(ìmc i|ucsti e i|uindi

Una

||(ili-^m;il

iii.iiMlci'.n
|M r

sriiv

:-''^»'»

litici;! ,iiitcci'l"iito, iissiii

Ni'll;i

il

1

ini

(|ii;ili

Noli ò del
(lei

A;4"'^l"'

;4lUllir!ili

ill

(li

2'»

'lfl

<l,il;i

l.i:i»AIM')N

\

di

Alessandria.

noi (n." J76).

21

PAPIRI EPISTOLARI

ITìS

EIEENAIOS
192.

EiQT^raioc.
Idi

5

?.oyov

iiovoc

yaium

f(ót?.(jo)

IJciQf'/.u^ov
(erro

Huoìviìm

f-ii

nuoce
ioi<

(Jov

f-v(>Xì-

tu naoa

uoi uruhiìpHia
oìr

Àoyor

óo)(To)

oi-

rov jiomxdyQu
e'Sr^xorxai-'i

{yivucci) f?

f-otìirt(Ji'fat

1(1

(Sai
sic

ó

In data del 17

Novembre 256

Lo

di vino, dico 60.

Stai sano

xa~

scrive Ireneo ad Heronino chiamandolo fratello:

da te per conto dello Spettabile per
nochori

(itovg) KÌJvQ

le

spese della mia azienda,

di

'

arra kayor

si

ricevuto

cui darò conto, sessantasei

mo-

'.

Spettabile (f-ixTxrjuon) è certamente Alypio di cui abbiamo qualche àrroh'criSior

punto per Ireneo:

Ho

riferisce

di

vino ap-

ad un ordine tale mandato da Alypio ad Heronino.

lll.i;')MMANA -

i;i)ltUl.Sl'i).NUl.N/..\

IM)

EIUKNAIW.S

VXÌ.

/ù(ti^r(((ii^
li

un

III

i

I

lodi-

((()f^/.ff<ii

XKIOUt'
lht{)hX«{i<iy
ani'

5

mv

/.iiyiir

III

(<

:ii(0(<

H'rT'/ì^iiinit<

n^ u(

min

Udì

u-

mv

((VuAiiiiiKiu
sic.

Xoyiiv òuKJii)
IIIÌUV

1(1

IIOVO)/(H()l<
^ii-

oxiii)

yiiìi-Ha)

t-{)()(t)ff

>')

(d

f" (fTOVc)

xici

n^

(Ti-

1^

n'yoiiKi

ivfii

n^~

akhi ór/joQu

/.V

ii-aaccQH

15

In data del 13 Greiinaio 258 scrive Ireneo ad Heronino cliiamandol«j fratello:
te per conto

dello

per

Spettabile,

vino, dico (mon.ì 8. Stai sano

'.

le

spese

di

mia azienda,

Poscritto dopo la data:

•La lettera dunque non fu spedita che dopo
lettere di ricevuta (yQàfiiiccra
tivi.

Un'altra ricevuta simile

cf^g

di

nafìahluìptuìi;)

la

'

ed

'

Ho

di cui «laro conto, otto
il

19

(=

ricevuto da

monochori

14) altri dichori quattro

di
'.

data segnatavi. Questa e l'antecedente sono

formulate secondo la formula degli àrroAvaiòuc rela-

Ireneo è segnata sotto un buono emesso per

lui

da Ischyrion

(n." 197).

PAPIRI EPISTOLARI

IHO

KtfMt

'4^

^^

*'^'

194.

.-.

Hqoì-

Eicr^rctioq
rivoì

m

IO)

Ci»

X((iQnr

Ovx HI
,5

1(0/

tòì^XoìGac

io)r

(»y

(T«v(^o)

oiruQ\i-

i(»[v\

TTl-Cl

io>

f-\r]

itìf

{TTOiì)[oìf

i

mi ai oc

yfi-]-

sic

•sic

àvrit-

xc:i

70C f-nn yf-rtaitca
1(1

rvv ovv nvì/cw

x((r
x((i

óì^hofìov

tra

i-'/.!t(rt

luvc.

(tQu

noK ovx
(c

hxiviaa (sic)

óf-x((Tr(.orioi'g

tXDtiì
15

iioi

in-

óf-

xqi- (sic)

}-aiir

Ahoviar fia^ir

(sic)

loviov

n\i-gi

a\kXa xai Ma^aio)]

avrXtXaixit

xa-

i^

sic
2(1

Xlain^ tra

lure-

i-v!)ad}r

rtxxih^
SIC

IO Xilòlo y

ov

i

lov

hXi-- (sic)

..io

ytyi-vì^xtv

sic

^(lìxoag

25

.-;/r^^^

/fot

7Ti-}i\l>oi

ola kavxaXov aXXa
xai aoia^ìì^Y \ao\a-

...

xoaanujjiov

\TTf-\n-

sic

ijiov

f^^'

(il

avioì'

nv-

f-\7Ti]

sic

of/o])'

IIqi

rr:iioo)

.

.

.

sic

30

xXì/joy

f-'io)

aXXa ooa
TTf-Qi

llioa
in^

.

ff»»f^.»;<T»jc

lov aoaxov f-OQMfTX

ihai

<

4

I

J

.

(Jy

H'xonai

(fi

.

IIIlHftNINIANA

(M)HI(|SI'(iNI>l',N/A

I.

[HihIuUÌ
<|UÌ
I,

V

!hj<)itv(iii<:,

li,

II

/iKl'icnli (l'n^'Ill S|HMMl' Culli

l'in

piiiiiii;

inniiìiiK-.

III

(«s.

|).

In.rnhi Itxvill.
I.

I.'ì.

(l(>kaiiiiii

1

i

Jl. fi;'h<th. al

I.

•22.

ynihiir n

oonio

il

nome

ai'i;il.sat

imnù

'J,

71>,

comi'

I

r

(li

? al

vediamo,

di

denza,

vino nominata in più papiri,

conti di

i

i|iit,'lla

simile denominazione da
i|ui

propiiaiuonti'

misura, come
i-ittà

proiiriainente par

si

di

tiio

dove

le

tratti del

25^) scrive

Kvinvi;,

x'k.

.

.

dopo

.,

loii'

x)..

pasnata poi a far
Alypio. Altra

ad

qiieHta corri»f>on-

in

8<i (fSo,

376 vien notato

acciò io venga; ho già

Ili,

l'M

hj/j?.

Ti'(tf~ (HX.

Per questa indicazione

71 r.

Ireneo al carissimo Heronino:

fammene sapere

K/.tJ{nii

ne trovati nominafi nei reno-

'

)

d

quanto

Ancora non

indotto

di

luoghi

in Tot.t. V.

'F^taioidum

v.

s.

sono nel deposito se hai interrogato Leontas e se è

terrogalo adunque subito e

.

.

IIkIÌ"

II

incerte e con traccia di correzione

Tap. Cenèv.Sl,

I[ p.

.

in a|iiiaito

jiareoclii «e

iiiotj

lettere

ctV.

di l'ri

Heronino ad Horaclidc (Ji'HM.

Kvi(hj.

x'A.

fA.

vini che

ma

Illudo del convoglio ?

noccioli.

non ricorre

di xh]{tiu

p«t

paeHi «l'oriente

nonio. Mev'eMnero <|Ue»ito

di ijiioHto

in
i

grado

ini iiai

«li

fatto

venire;

mezzo

di

Kaukalos ed anche a mezzo

domani semino

:

la

Porzione

Stai sano, carissimo

'.

di

Lo

knidio dell'olio, se Sokras è andato (colà?),

dello stesso

Pri(mo)? fuor

di

mandami un'artaba

Pto

.

.

.

.;

ma

bada

a

di

in-

dekaproti a venire;

bada però che forse non sarà necessario che Leontas sappia questo; anche Matteo ha radunata
stipula perchè sia trasportata costà.

di

ancora

nIh

pero non crod<'rei hìh

elio

[larte dei xnji4uf« dati

menziono

iiicMi/.lorM»

Non mo ho

piii

hiioì

una terra «oniinativa ^ih

non so indovinare.

1']

oHtrao dai

U(ii(fiitv)

.Appiano

di

dei ilokaproti, sol-

aiirlio d'olio.

HJ

ForHO

'J9 Hjf,

<|nosto convo^cno poi

ili'ir iti(i'rv»»nto

data del 12 Settembre

sapere circa

r olio die

i|<'l

i

Apollonio

(n.» 177; e di

ricorro in pio papiri la

coltivata in KKitto; lo 6 In

I.

a!l'amniiiiislrazioii(«

Appiano

di

un amnaio ren

M«»kr.in o

-

IMI).

i((i(n«Ht:in>i4i)r,

Jfi.

ilalivn

il

»«*«.

i|iieMta |)larita elio ó V aracInH.

TSli, H.

forse venivano; o
ti>v

|iiiii'

i.

trova

{ntiwii int'ntM mI

per

«

nato nello hdtorf

il

uxyi'li.

una misuia

di

lutrtirr.

ti

ricorro [)ur quostu foniiii

del vaso {xfodfuor) di

II»

Ivd

/x

l'roii,

Ji{.

vinn, t'iìUW

il

laliiiii [n'ii»

.'/»/«ntr()(is

i|iii

t.ant' altri

vaso.

I'

insaputa, di Looiitas,

all'

I.

i',

Iti

I.

pfHsitnlovaiKi

vini ivi (ii»positiil

hn-itato

il

(jual t'ossf la laj^iono

ìhjiìuriii'»:.

Ili

pfOMO

I,

(n"

(l()vn<ltb(t o.s.scii'

>,'i'tiilivn
ili

di'inmitu di

pi't'

VOtlìlllMii.

ImiiatiK] poiclio

7.

niiiiiiri|iitl)t

iiia^Mr/./,iii<)

101

i;il(i:NAlMh

semenza

di

la

mandamelo a
arachis poiché

non dimenticare

l'

arachis.

162

PAPIRI EPISTOLARI

ISIDOllOy

195.

H(jo)iKr<»

lai ó(i) (joc

(jlXldKii

lU)

-/((IVl-ll

Tov ^uvf-k"
i'ì'tc

((i'[!/]o)oor

òro c(kh(

IO)

Ctar^C

tv

f-()yO)

yt--

TTCi-

tTTÌ^Ol-

.

.

.

(.10 ac.

Tl^V OX^T^Glt'

ItjC

/iiovvciciòoc.

rvv

Oli

or

TTUVV XUT&TTtl-

yovTOC

10

1(1^

((VI

rovto c^?;?

Qf-Qyo)
X((l,

i-Trt-fxìpa

[?)

yu(}

lOtC TTUQOl^at

OVÒi-

vnaxov-

óvvoiii'/ce
sic

(-oooìiai/yai de

f-ir

i-ti/ofiiai)

1

3.

E

in parte incerta la lettura ntws'À.

propone
tera
si

di

ymT'/.of

;

ma

spedizioni

tali

si

detto

abbia
dell'

il

nome

di

un

1.

ó.

nome

«(>r«,?«c.
Tteif.

gli

di

let-

1.

Che yéuiaoy

semitico

abbiamo qui

S'intende che Heronino abbia a fare

la

data scrive Isidoro

dia carico di due artabe di pani:

è molto urgente, poiché ben sai

quanto

7Jt\u-

(ìp;'w

al

ma

1.

8)

dev'essere
di

il

tempo

Dionysiade, a

s'

intende

di orzo.

delle maggiori

meno che non
di

come per opere

((uel

si

luogo;

agricole

ci

do-

di quella stagione.
13.

rotg

Titt(jov(j(,

che già son qui; se già non

quelli

possiam più soddisfare
è r

i

urgenza per quei che

'
:

Ti ho

non prendere a comodo né

sia ora affollata Dionysiade
'.

grano o più prob.

concorso per feste speciali

carissimo Heronino

cudire a quei che son qui. Stai sano, carissimo

di

vesse esser più gente colà che a Theadelfia o altrove

1.

accusativo mentalmente connesso con

x<a(>ov,

poiché non

ben

il

Forse

tratti di

sia

2VcrAo?.

10.

due artabe

opere agricole

regola

asinaio anziché dell'asino è un fatto punto

Senza segnar
tu

questa

possa dubitare che

oV/;A«'r»??.

insolito in queste lettere. Prob.

noto

in

fatte per navicello;
si

tanti pani per

Vitelli (ad n." 25)

non v'ha esempio

fanno per asinaio né parmi

qui

.

(fi/.{raif-)

in

già venuti, tanto maggiore
si

aspettano.

mandato Savelo

(?)

acciò

non cale quest'opera che

mentre appena riusciamo ad

ac-

Noli
Si

vtiilt'

dopo

hiiuir

ilal

armi

gli

2^-^i"

La littcìa r
li."

Jó.

ne iilhc

;ilil>i,iiiiii

11

ilt'll.i

sulla

vciiilit;i

di

alrima

qiit'ila

iiifH/iDiic

fHi'IIVHlON

i)iiihii»

ili

kmiK!

un

llniidii

In

di

rnuiiiii.

(v.

rc^^'iMlro

|<}Ji

IsiucMo clu; hcnvfi

ora (ÌDiitiHtoH di ijuulla koiiio,

elio o^^li

nr.sn di

sul

come

viH^cliic

di

IV.

ii<'

Isiddjn ricorrtì in

iKniir di

pilo ('.onsidonirsi

Udii

ubitela

({iiaiido

si-rilta

luttt!!»'

IIKKoNIMANA

(.•|iKIUSI'(iNIiI:N/A

Intrnd.

|<.

i'Aìt

OU not.

contralti

di

(Jov«;tt«!

d'iirii('i

l>ionyMÌa<l<-.

»mH<-'n-

[hìiiìiì

o

1).

puMd. da

ViUdli Hotto

il

(htcurnonto elio poro, jMocodfindo da un ulflrio pubblico,

(|ii(iHto

spottaiito all'Isidoro della lettera. Vod. (piant*' diss-

r-a.rtc

«la

nell'Introd. p. «5,

pubblici.

18CHY1M0N

195.

Pap.

di Lipsia pubbl.

in

GUPL,

Mitteis

I,

ii."

1()7,

p.

8J2.

n{aoa) laxvQioìVog
Ei}avnc((Sa ttwc /'f/o' C)-

Hioov ovx avì^À^fg

(sic)

aXXa-

i«c lor Xoyov raSafisrog

yao erroQ

5

TOVTo

igioìv

r^fii-ooìv

rroir^Gai

ovx tnoir^aaq

narra ovv vnfo^f/urog
ira xai ra ttooc aa
il^tVTa

Gi/at
1^

Xr^i^tiiiatiar^g

10

(Tf-

C^fTì]-

m,

éogu)-

n'xoiiai

m. HooìVHvaH q-Qo~ OeaófX

a' {erovg)

x>o).'/

x.'/

In data del 26 Settembre 253 scrive Ischyrion ad Heronino front, di Theadelfia:

che tu tino ad oggi non sia venuto, contro
tre

giorni,

e

quanto da te

Questa

non
si

l'hai fatto:

richiede. Stai

sano

È

Mi sorprende

parola data, poiché avevi convenuto di farlo dentro

or dunque, tralascia

ogni cosa e vieni, anche per prender nota

di

'.

e tutte le lettere di Ischyrion

quelle di Alypio.

la

'

scritta questa di città

recarsi per dar conto e prender ordini dal

sono intestate colla forraoìa semplice del fJiaoa)

.

.

come

dove risiedeva Ischyrion ed ove Heronino era tenuto a

comun

signore che era Alypio.

PAPIRI EPISTOLARI

ini

196.

laxvtìioìvoc

II{(cQ(i)

(fuovuan^

/J<co((ónc Sioiiiìii

EnayccUnv

di

(tiroiTO)Xov

fiOìoxoiiga) txcaov xai
oivottidXt^

(ifididìc

(c/.X((

o[i\vov

A

.

k

.

.

or

Olì

i-xiaor ((tto xni}tu\ni)r\

IU010X(')(q((Ì

yievxov x(a ho/.oxi<ì,'Joiv
yii'if-ica)

i'J

lo

1.

come sappiamo da

Horion,

2.

T)ionysiade
1.

3, ó.

I

vinai

(|ui

nominata a

tiruYfior xoìin^c ^fiov[r(ri((ó\og

(iK

ioi<

2''

m.

bìQ

TTQOx{Hlia)

u"

(f-iovg)

vanno intese ambedue

}u>roxoì{)OV {àoic/i'Oìr) ói-xaii-aauiQOìv)
(rf-ff)^ft{f-io)iiai)

oivov iiorox(o)0(() Sutxoaia

u"

tvfii

altre lettere, fu front, di
1.

parla per venderlo e passare
Cos'i

tig

t(>y(<r«i

il

vino

di

prezzo ad

il

cui

Horion.

yccrai

1.

Monimos

(n.'

come

ri-

corre in più papiri, fu intesa da taluno per battitura
del grano,

Lex.

s.

V.

fanno

si

(Frt//.

da

altri

fxr.
in

altri

il

ved.

v.

Decembre. Notiamo che

Toions, 102)

si

registrano

Herwerden

le

in certi

spese pei

vino dei poderi

n."

148

di

Moiiimo,

Leukos

1.

dramme

cento monocliori

di

il

monochoro

vino,

'.

Segue

come sopra

'.

la

193) si regi-

Sono questi

vinaio,

13).

ove

f(>"

e ((uelT opera

non può essere che
[rijv yrji)

colla
in

zappa
Egitto

come vediamo

nel

nostro

mese son pure

le

lettere

si

i»ur

Notiamo che

il

parla

del

rii'uy^nc:

nostro scansare, se,

a taluno parve, procede da un

lat.

exquassare,

traduce èxTivdaaftr.

Heronino

front, di Tlieadeltla
di

vino ed a

A

e di Kolokyntliai, dico in tutto

prezzo de' quali, da impiegarsi perla scassatura nella

quattordici

di

rv^i,

4; e di (|uesto

1.

209,

come

conti

Iscliyrion ad

di

Brit. (Ili p.

operazione che appunto facevasi

questo mese

Horion per mezzo del vinaio Epagathos cento monochori
di

Mus.

rifiìanety o èxi.

in

(n."

Tiydijaot'Tec:

Decembre 258 scrive

cento raonochori

cento,

;

Sono però operazioni queste che non

In data del 27
al front.

per cagliatura

del

del luuyfiò?, e pur nei

certamente lavoratori della terra

axiUprjxoov,

pur èxuvayuóc:.

somma

scassare o dissodare la terra

lo

-iOS-Oin).

ni'uyuor. questa voce che,

Il»,

Heronino

che dicesi

loro

diverse e ciò dice pur ró,Mo(w<: della seconda. Si confr.
le lettere di

la

stra la spesa per gli èxKxtaaoi'Teg.

si

espressioni quantunque

le

ed in fine

conti di

10.

nominati ricevevano

(jui

óutxoff[ta]

/lorox

(coi!^

~o

conferma

di

kome

mano

di

Consegnerai

'
:

,

pur vinaio,

monochori due-

Dionysiade, sarà valutato a

d'Ischyrion: 'Mi firmo

por due-

(J«)U11IH1'0N»)1:N/.A

jikuoniniana

-

ìt,:,

ihciivhion

U)7.

'fi

''f^X^'/^.

À:io).i'Coi

xic(

iiin<>'/<iia((

txdiov

/.nyitv

(III

idi-vitoovì /.ì^rov

óo)Cf-i

HcOllUìdl

lo

i-).((ixui

((i«/jiiiU(ìio>y)

«).h»ì

Olì IH'

ì((i('i

frx(<(f i^inr

iriitQ)
f)

/ùoii

(•ìtHÒt).(j~

(JO

^ju^'^f %.
2''

)li.

Eigì^ì«iu~

Hooitiioj

n» icòthjio ycaotiv
IIccQfXafiov 71UUIC (lov

tu Tov lavov Hovoyowic
txiaov {yiitiai) y'

IT)

ù)C

TTQoxf-irai

fQOOìG ì/ (d

tl'XOIl«l

{tTovg) (/t(iuro)Oì (sir)

1-"

].

(TI-

4. ax(((fì]xov

ehiixMv. panili

per la piantagione degli
in

debba intendersi della zap-

altri

papiri (v.

= axiinsioc)

{xù^isxoc

scavatura delle fosse

patura

i

ulivi. Il

significato di èhcìxt]

Herwerden Lex.

v.)

s.

non può

convenire qui ove certamente va inteso come nel
àuTtehxd
n.° 1-j6 in cui va insieme con
I.

8.

Il

segno dopo

.i"~

vale

(»<>«';

quindi

,it>o''

=^ ósvTfoov.

indiIn questa aggiunta, che pare d'altra mano, è
come in altre lettere, il numero della >.»;i'Os- da

cato,
cui

1.

deve esser preso

11. sgg.

Come

il

in altri di

vino.

questi

buoni,

la

ricevuta è

segnata sul buono stesso, mandato ad Ireneo, presentato da questi ad Heronino a cui lo rilasciava
colla ricevuta iscrittavi

dopo

ritirato

il

vino.
22

Papiri Fiorentini.

FAPIKI EPliSTOLAKI

166

In data del 20 Febbraio 258 scrive Ischyrioii ad Heronino front,

Ireneo front,
di

di

Evhemeria, per

Sotto a questo buono è segnata
fratello

i\

Heronino,

sopra. Stai sano

gli

'
:

Rimetti ad

zappatura dell'uliveto e per altre spese cento raonochori

la

che darà conto, (poi d'altra mano) del 2" tinello

tando

Theadelfia

di

dice:

'

'.

ricevuta di Ireneo

la

Ho

vino

di

quale in data del 6 Marzo 258 salu-

il

ricevuto da te cento monochori

di

vino,

dico

100,

come

'.

198.

fl[aca) Icryi'oioììoc

jTCtQa noi xit^vr^

«riì^C

f-'i

ìpor

(iì'KTTl-jl-

Hc np'

xoQTì^-

yiav fiiiu Kov
ituìóaxo)ì

IO TTQOiKyor {-

IIC

2''

iVoc
1**

u(iu
il

noi-

(iTovg)

uunhixMì'. «econdo Hesycliio, che

Choerobosco,

^óinov.
II.

voce

(iiucyuaTc.

T(c

e

Qui

data
i

la

del

troviamo

?

di

in

unione

'.

coi

dorso.

cioè

ii

8uno dunque

lat.
1.

7.

IO

{(fe<jfi(d, (iiHcy/Lncru)

La voce non pare possa

ducare come pensa

lÀavòu/.)^

zrj;V>;,

la /oon^yiie.

spe-

congegni con cordami o corregge da applicare a

fascio di manipoli

è'/Jket)'u-

187

da servire per

guisa di basto ai gi;'.menti per tener legato

Eust. ad

I p.

J

il

v

il

gran

imposti sul loro

riferirsi al lat.

Herwerden.

ma

man-

piuttosto al

mantica.

nnnuynv f*oc par debba significare l'uso allora

invalso di servirsi di <iueste

Marzo-Aprile 258 scrive Ischyrion ad Heronino front,

giumenti che hai per

Stai sano

GPBM

.

ciali

Ricorre la voce

tìouxtji'.

insieme a (hnlyLKad e nvm in

u(ct'()\uxTÌ)

subito

y.uTii

[

asini,

d'è oi fÀUVihixta oig d'enuovi'-

nota pure che la voce

tok

(fvh'cnaeKci tìuoh

(l" sec.)

f'/.'/.só'(iyoi

(fuoiiovOi

si riferisce

L>:x. s. v.ì.

f-vx<>ii{ai)

[0Q]«(yo)

significherebbe thauòi'

Herwerderi App.

déoyTo) spiega

In

ufa'ó'uxrjQ

i-'

553 («AA« (ò'ouyuuruy (^ (linO.hxhTfÌQeg èv

-.

yn?ifi

im

V.

(C'fr.

la

m. toawaihd at

m. Hooìviro) (jo~

10

6.

xcc-

mandake per

di

la /o(>t»/;'i«.

Thraso: 'Spedisci

trasporto del fieno insieme alle itiamlache secondo l'uso corrente

(?).

IIKIIONINIANA

(J0|<1{|KI'<)NI»I;N'/,A

l«7

IhillVHHtN

HM).

lli((Q(()

Inyi'ijidiìd.

/lllKd

À7TKTllt/.((

lOf IHV{)t/U(lì^ì'

u'Sova xoniCojit-

rnv

n

òov

y.(((

lo

Si-ixoiir^-

1(11

aviì-

ii^y

lou Tdvyoig Tug

iQoifug
(Ti-

2''-

IV,.

tuooìaOca

tv/oniai)
Oouffo)

Hijoìvtiro) (JQo

{erovc)

1.

pio, di

Demea chi^ figura nelle lettere di AlySarapammon e di Syros come THvosMjrjc:; in

una

Syros

È

2.

lo

stesso

di

In data

varo

Demea

satura ed

ai

(n." '2òl) è

<lel

1.

xcc~

quel luogo

come

ur,/ai-ixà

eoyu di

nel n." 129.

detto yMovcioic.

col carro per l'asse
il

rrcr/oìv

Forse l'asse deve servire ek va

6.

16 Maggio 259 scrive Iscliyrion ad Heronino front,

buoi

<;'

da portare

nutrimento. 8tai sano

'.

in quel di

di

Thraso

Nicomede: ad esso

'
:

Ho

spedito

il

bo-

fornirai la consueta spe-

PAPIKI EPISTOLARI

168

200.

f/{a()u)

laxvQiuìVoq

Toig xaifXihwGi lavQixoig fTTi

Makay'xa

àia-

XUìouvvia Hg oixodoitr^r

xor^rr^g 7Tag[a-]

G^tg

irjr

(/

ì^v

arvì^ìh^

tqo-

f-oooìGO-ai

ffs

Hoonuvoì (JQ~

In data del 12

Novembre 259

vengono per Malankas
Stai sano

La

il

lettera è assai

scrive Ischyrion ad Heronino front, di Tlieadelfia

quale procede a costruire

una

fonte,

fornirai

compendiosa; non c'è nulla pel bovaru, né

non trovo altra menzione
i

('J(-aòf-Xif\eiag

il

'
:

Ai buoi che

consueto nutrimento.

„.

che Ischyrion ha mandato

e

tv^oiiai

a

si

parla di carro.

iS'

intende però

Theadelfia buoi e carro e bovaro a prendere questo Malankas,

e dovette essere

un maestro muratore, che dovea passare,

suoi utensih, a costruire, non so dove, una fonte.

]»rob. col

di

cui

carro

CoKHISI'nNIiKN/A

KItoNIM ANA

II

100

IhCIIVIUHN

201.

l(fxi'oi(i>roi;

//(((()(()

Errn hy^Kìfin

AXvmc

uov

IIHK

IDI'

o xvonn;
Kvoiiiì

u)^

àiotxì^iov

n\,'h(\óf Kjy<>iin(i^
(fOOtlI^

ceno
()(>l

<)(H

rvxio^

)'HKS!)(iì

jikok

idi',:

((XtH(C KJKXJlH-

Aia /-xoj'/ac ìyjfmxa/J.KTiov

lo

likX tuìlttr

((ìbayi-

fp^wC.'/fif/

(T^

f-v-

XOficd

I.

4.

Notevole questa menzione del

Sioixrjriì?.

veggasi quanto ho detto nella Introd.
1.

;").

non

è in città, dov' è

vede dove

sia;

certo

si

Heronino,

giacché

la

su

di

giorno stesso recando ordini per

cui

p. 60.

ei'tHah, Iscliyrion

non

Alypio,

arriva

a

questo

ma

1.

8.

Heronino disponeva

di pescatori,

sera

e

l'

indo-

come sappiamo da

altre lettere, dipendenti questi però

da Alypio; ved.

n." 119.

il

In data del 27 Febbraio 259 scrive Ischyrion ad Heronino front,
il

la

mattina.

a piccola distanza da

lettera

0oa(To)

Hodivt-iroì </«'>""

15

di

Thraso

'
:

Avendomi

scritto

signor mio Alypio che domani verrà qui col governatore (dioeketes), sia tuo pensiero di spedire

questa notte
Stai sano

'.

i

tuoi pescatori con assai quantità

di

pesce; che sian qui però

la

mattina presto.

r/o

PAPIRI EPISTOLARI

202.
r-r

'i-m,^'^

C
U(uQ<() laxvQiojì'oc

Tu
ano

anoXvihf-ì'Tu

TuXi-i oirov fio-

voX^(i)()a

f^xtaor

m-VTiqxovTCt

5

1/

oixovoin^Goi
r\()\v

(Tot

{yimca)

fi

qv"

iiìc

ttqoc

f.((>rox('ì()(>v

do(cxfU(C dùìòtxa

^"" Y^, >Ji^

c^^

iyivovTca) {ÓQax/iac) c^~

'

i-ic

ra nuqa

Goi

«lakoìiuacc oìv

1(1

XoyOY ÒbìGilQ
2^

m.

afaìj({fi(i)fiai)

xai oixovofn-aov la

nQox{tifitra) ttqoc óqìc^ ói-xctóvo

HqOìVIì'O) (fO

15

(k^

{t-iovg)

ifi"

0Q(((TO)

(trovg)

^co^

o)g

ttqox'

COUHIHI'ONUIiN/A IIKIIDNINIANA

.l,il;i

III

Tliiiiso:
vmJuU'iIi

quali
ili'

I

tii^ioiiu

ilaiai

iloilici,

(iiiiiii'M

;^'i()rn())

il

•.•oiitoc;iii(|UMiilii,

'

a

<ltl

cniito
('(Ullf

ili

limili

'.

Sp^mic

sn|tl"a

1

«li(;()

AKOHto-Sottcmhre

«li

150, iiioriociiori

ili.iiiiiiii'

iiioiiihIihiu,

li

luiiitoniia,

la

ilici»

iiiaim

ili

2(\4

vìiki

ili

ili

ili

ili'.

171

IhCIIVKION

iHchyrioii

Hcriv»;

che

'ViiU-i

12,

iHf.hyrion

per
:

|i-

ti

a<l

U-jà
H|»«'Ho

'Mi Unno

Ilirroniiio

l'ront,

'li

rimotUjro fcon huono),

tua a/j«iida

«li

«•

valuta

i

lU'lU'

HUdfl,'

a

'.

2( Ki,

ll((toit)

llitoitay^hc

5

idi

(>ii
x((i

Ktv-

1(0

x((itQytt-

()ix(i)

1(1-

l(TXI'oi<i>t'i>4

yotiut-

j^fc

yjìoior

i'i'/.(»jr

1

(Tvvrj'Jip'

1^1

sic

óanuvr^r
1-000)0 i'f«l
(Tf-

i-

VX» Il (ti

NqUìVHO) (fQ~ 0Q«aO)

IO

{nove) i^" (fiovc)

(/«(»(/{

re'

In data del 28 Settembre 264 scrive Iscliyrioii ad Heronino front, di Thraso

che vengono costà per caricar legna,

il

'
:

Fornisci ai buoi

fieno e la consueta spesatura (sottint. al conduttore). Stai

sano

'.

204.
n{aQa) laxvQCMìo^ Hoanèivoì
Tota

(fgavriian^) x«to<-M'

antaniXa

tic

xtì^vì^

Jiorvaiaóa aiay-

xaiov f^yoi^ trt[xa] far ovr snaf)

rf-QXOi^ura 7r«o[« aoi] xarax^r^ Xoq-

Tor avioig

7r«o[«]o'X6«:

ah ei'xo-

{oooìolf^ai
,u[«t]

(erot'c)

In data del (per guasto non

si

legge

il

(fiXrarf-

u"

mese

Heronino, intestando, diversamente dal solito:
tre giumenti per lavoro urgente a Dionysiade;

loro

il

foraggio. Stai sano carissimo

[

'

e

Da

il

giorno) dell'anno 268-9, scrive Ischyrion ad

Ischyrion ad Heronino front, salute.

quando all'andare sieno menati presso

'.

Ischyrion scrive forse di città: fra (juesta e Dionysiade trovavasi Theadelfia.

te.

Ho

spedito

tu fornirai

PAPIRI EPISTOLARI

172

205.

laxvQioìvoc

IJ{f(p(i)

JoC

T(CVOt[(rxO) ?

((]7T0

(fQOVil[ÓOC Jiovv-

AlQI^
.

.

]

IO)

[

o[f]ror

.

[

* * *

Frammento

di

una lettera

di

Ischyrion certamente ad Heronino, mutila

cante della data e dell'indirizzo. Ischyrion ordina

Dionysiade

.

.

Un Atres

.

dare ....

di

di

in line e

quindi

man-

vino a Taurisco? dell'azienda

di

ad Atres che è
taurelates è nominato in una lettera

Horion, n." 223.

di

206.

II{u()u)

Tote

laxvQiwvog

77 (>(KT(-i ITT ordì

xain^XoiQ ovai lor kqiIf^fior

TTor x((i

a^tc ruc

f/olvxuo-

TlQonvv iraQu

tvxofna

Manca
numero

di

carissimo

Non
delfia;

la
14,

data e l'indirizzo;

la

rooffuq

avvrjx/f-ic

(fi*"

lettera è però certamente rivolta ad Heronino:

della scorta (o coiivof^lio) di

Polycarpo e Protys

fornisci

i

'

Ai camelli,

in

consueti alimenti. Stai sano,

'.

trovo altra menzione

non è detto dove

della sfera

di

dominio

(/TQ07T£ finti r) efj'erre)

di

si

di

questi due, forse mercatanti ?

;

venivan

di città e

recassero, certo però assai più in là di Dionysiade

Alypio, andando con camelli e

o ad un;i

missione militare non mi

in

i)ar

tal

passavan per Thea-

(cfr. n.*'

204) ed anche

numero. Ad un convoglio l'unehro

da pensare.

(;olllllhl'f)NI)KN/A

-

IIKIioNINIANA

178

IHCIIYHION

207.

l()\'/f( ll'ItO^

//{(<()(()
I

Ilici lu

//i<(t\t(a\xt-<:

UlVQtkun^
yiitiKf

r

l'I

llo\i(x\'/.nn<

ne.

hTTl-

or xiairnv
x((or((<itoi>

r7Tli\()]nOVlll
rinXf-iiìC

Tl\f-Q\l

i'i'/or

I t^>.

io

/

lÙ I'0i7fw

He

1.

3.

eie:

UPBM,

sni-^QSinì' cfr.

ITI p.

220 xui

jrjv

rnv

:fc

^

nhnov

senza dell'articolo nel seguente xuovov e l'uso

naariv enixQeKtf, contratto del 236 d. Cr.
1.

4.

()VTov

non può qui

significar tirato,

ma

ÌTìi/nsia

dovrà inten-

dersi riparato, coperto, o fornito di ripari, secondo
significati di

^vo

(^voficu).

wfioi di cui al n." 233.

come

in altre,

Ripari posson dirsi

La forma

ma

fa

il

la

servizio di città

126,13 e n.» 211,3;

t'uniog.
1.

7.

cvAoy

i,

per

la

numerazione

dei legni cfr. n.° 145, 5

1.

8 eivofug, lezione certa; forse

nome

data. Ischyrion scrive ad Heronino front.:
il

del carro a ripari (coperto?) del carrettiere

l'apiri Fiorenliiii.

cfr. n.»

ì^vyóp.

potrebbe

offenderebbe l'as-

Per guasto del papiro manca
bovaro Papias che

C,

un semplice

forse quest' ultimo è lo stesso che qui è detto xuo-

i

mano,

di

HimxXeov per 'HqkxMov

5.

quattro

del q in questa

essendo simile a quella del

invero leggersi anche Cvyov,

i

1.

parlando

di

legno n.o 10, quel di Inona

Herakleo

(?),

'

di

luogo?

Consegnerai

al

da servire per l'armatura

'.

23

PAPIRI EPISTOLARI

174

KOPRES
208.
^^^^^^URof

cJ

V

KojTQÌfi
T(tì

HQOniVM

XMQHV

adf/.<fO)

Tovz xoqirovc rovg

naQu

(Sv

rov ivax^i^o^sic

sic

sic

alla xai rov agn^fiov
avroìv xai

fiì^

ra er

avTvg (faida alXa
sic

10

rrartoc ir

ri]

iOriv

x/S

rjrig

avoiov

fQQM(J^ai a e iv^oiiai
{ti ove)

aótlift

y"

!.ieGOQi,

xa

Mandam, que e
chiamandolo fratello:
scrive Kopres ad Heronino
256
Agosto
14
del
data
In
non pero dell
(indicami, il numero di esse,
anche
ed
te
di
presso
son
ceste lelo Spettabile che
doman, eoe
(ci. sia Mto, dentro
momento che contengano; ma .mmancabihnente

coirlln
il

22

(=
LO

15). Stai

sano, fratello

Spettabile, è

'.
^

certamente Alyyo

vuole che nella lettera di spedizione

: n n dele cosucce che

vi

si

di

cui

Heronino

trovasser dentro,

Kopres era garzone
si

limiti

come

a

.largii

,

,

i
o .«,.«„»,• (ved

o 1^,^^
loO,^
"

conto del numero de e cest

forse Heronino

aveva fatto altra

Knnrps
Kp^^e
spedite

volta.

lIKKoNINIANA

r.iItUtSl'(iNI)|.:S'/.A

170

KOlMtKH

2()H.

Dt^l

Museo

<li

AIcssMiuliia

jiiihl)!.

;

il.il

l'.rccci;!

|ii<tl'.

in

/>////.

Soc.

Ardi. Alex.

'J

(l'J07)

'i2.

|».

l'I'f.SII.

Ih

hoTTQTjg

Olii ro)

y/uotiv

((fh).(j<ii

IO)

uno

Exofiiaunr^v

ffov

tee

'/.o-

yov uvuÀoìixaTùìv iiovox"'
(del.)

fiovo"/^
(li

rv^c

ro)

fir^

ntfxlpov

ov

fioi

.

TU vvv eni XQ^S^^

.

xa

.

"'''

sic

Twr

1.

3. exofiiaufiriv

uno

aov, nei conti di

spese Heronino avea

si

segnato quei tanti monochori da darsi a Kopres.
1.

5.

Non

è

ben certa questa

anche leggere

,"'

cifra

^; è assai

uTj

di 48,

comune

in

potendosi

queste

somma

già prima segnata in

sarebbe oxtw
dal
e

rj

fiofo^'",

^a'"

»;;

il

tutte lettere;

grande

con un segno che può essere

come un

piccolo

o.

Pare che a

1.

di

fosse erroneamente scritto fioxrw~ o altro di simile
e riconosciuto l'errore fusse

il

tutto cancellato

come

Tv^t,

ix{riv)i

ridotto ad

1.

6-7.

come parve

fiovoy/'',

come ha ben
la

letto

data tergale
strano

Agosto inoltrato ed

ov\y\ xca

TU vvv,

Breccia. Se

il

come data

che Kopres
in

tempo

ad esigere questo vino assegnatogli

è separato

4 invece di oxtm

rw

lettera parrebbe assai

qui

abbreviatura

5-6.

n'xoiiui

(jt

Breccia.

dovesse considerare

let-

tere ripetere, con o senza ytVcTw, con segno di cifra,
la

vede. Certo non vi fu scritto

al prof.
1.

(rQQOìa^ui

di

in

si

si

della

fosse

vendemmia

Gennaio

I

possiamo con sicurezza completare

men

così la lezione interrotta del B.

notando

il

mune

n.° 811)

invece del

xui

solito xuv

TÙ vvv
J'ri'.

(cfr.

OxyrJi.

IV

co-

PAPIRI EPISTOLARI

176

recto.

(erovg) € rcov xvqioìv r^fiwv

OvaXtQiuvuìV xai ra/.[h]ì^rov
sic

Non

fu segnata la data in calce. Secondo la data segnata in

{recto) la lettera

sarebbe dell'Agosto (24-28) dell'anno 5"

data però veggasi quanto ho osservato nella Introd.
Scrive Kopres ad Heronino chiamandolo fratello:

48

(?)

monochori nel mese

Stai sano

'.

di

Tybi (Dec.-Genn.)

;

or

p.
'

di

55

modo

e

forma

insolita sul rovescio

Valeriano-Gallieno, ossia 258. Su questa
sg.

Tu mi

hai

provveduto, in conto

di

spese,

dunque mandameli subito poiché ne ho bisogno.

- MOMMO»

Ili;iM)NINIANA

(!()l(UIHlM)NliKN/A

177

MONLMO.S
2()J).

Movifut<

H(.(i)inì(ii

//((ot-J.Kfiov
x((i

fJTi'

(hyiDooii;

.iitnoniiov)

óit(

oruìv

(h((

(t/iA.((

t-TTi(t

n<iri)y(iio((

tx Kor anoXvOtriuìr

TTf-vrì^xoriKf-'i
01

Oì^iiKjoi'

x((i

//o/'/oc oniiXaioìv)

on'ot'

Il

<fi/.i(<iiii

itii

htyoy diaoì n(y (h loiitvnt

(ov

rjr

sic

oXn

nefintg ov

((

XQ'',^^^

ai'roìv

•ir

xui yuQ
10

ircc

noXXa

o'ì)^

ntgi roviov

(jccaiv

fioi

TTf'jiUfJì^i;

xai o^i<q(c

i-x^i

ira roivvr ara'^o) xai

n ((Qi-7riGoi.it
sic

aie

avrà xai raya aXXa Xk^oì xaXu xai
vnr^QtaGdi] o sxTirayfiog xa yao

fxr^

(-nf-iiìpag

sic

fioi

anoxnai

xtei

eQQOìff^ca

6.

Con buono,
la vendita,

(}{

et'xof^tai

a questo vinaio Monimos, una quantità
di

eragli già stata

monocliori

di

vino, di cui

mandata prima

(1.

il

una parte
parte

13) un' altra

1

13.

muffa

;

(o^«(>«); cosi

10. (fKoiy in

14.

spiegherei questi due

nomi

1.

15. VQ''^*':

non conosco

altro

Senza segnar
degli asinai
di quelli

di

o^«p« è forma volgare dispregiativa, da non

senso

di

Ammonio

cenno,

Monimos

TJQxet'

^oi\ in volgare odierno

si

néfzihrjg.

èni]QEda{h]. Il

prodotto della vendita del
l'

èxnvayuòg

come pur

= xsQctuioi'.

mal

può credere, in questo contesto, che

si

stia per Tjoxsaey. Piuttosto si

o incominciare, o,

un recipiente

scrive al carissimo Heronino

può pensare ad

scrittura per tJQXsy esprimente

una erronea

mano

Si^tjocc.

una parola, un

la data,

xeoduiv

1.

confondere colla regolare classica
1.

^ov

Vuol dire

punta

neutri plurali, del secondo dei quali

esempio

>'«

néfxUitjg

Si noti

scassatura. Cfr. la nota al n.° 196.

Vino guasto che, come noi diciamo, ha preso
{oh]) e di

volgarismo tV«

vino dovea servire a pagare le opere per

da ricevere.
9.

qiX

direbbe

è quella di cui accusa ricevuta, altra ne avrà ancora

1.

er xegafxiv

ricorre in altri papiri, p. es. Oxyrh. n.° 293.

forse di Alypio, era stata assegnata, per

considerevole

ovài-

V pxf-r

15

1.

oi>óf-(c

come

il

metter

noi diciamo, incignare

vinario.

'
:

Ho

ricevuto pur oggi per

mezzo

ed Heout e sette asini, con dichori, cinquantasei, dico 56, monochori semplici

che mi furono assegnati (con buono)

essere tutti quelli che mi mandi,

io

;

dei quali darò conto.

non so che farmene, poiché

i

Se però come questi han da
piìi

san d'aceto e

di

muffa.

PAPIRI EPISTOLARI

178

intorno a ciò perchè

Mandami una parola

che forse ne riceverò degli

io

e

riporti indietro e chieda di esserne dispensato

li

non ne sarà intralciato

altri migliori e

quei che già mi mandasti rimangon

quindi

lavoro del dissodamento; poiché

il

nessuno ne ha incignato neppure una misura. Stai sano,

carissmio

210.

Moì'if( ag Hfjoìì'f-iVM
X.

o
IJaohkajìov x«i

ffì^/a-oor

Sia HgaxXi-Kiìvoi; xca Hovrog
ovìjkuTOìv óic( oroìv SccXt
*-

f>

oirov oix

e,

(t)

ip

.

fiot'ox

anla

(yivirai)

.

(t)

»

r^~

jii

sic

«AA«
10

fioi

nt-n-

xca yao hVToXag taxov

o'^oc

ìfjf-

,'J(-XrjGì]g

i^irj

sic

dia tov tTTKTioXióiov naQcc tov
{[va]Xìj(oroQ xai eav aoi
ÓOXl

noi fX TOìV GhìV

TTt-fììpf:
*

sic

sic

lovtoìv iva

f-x

oìg

avvrji/eiav jtw/w

15

f-Xf-iQ

(Toi

f-QQOìaUia

1.

6.

Non pare possa

leggersi

del proprietario degli

Forse

degli asinai.
1.

8.

La somma

(^tjho»'.

Dev'essere

il

nome

1.

che non sempre erano

asini

qui apparisce errata; dovrebbe essere 48

per 7 asini 56 monochori, ossia 8 monochori per asino,

dobbiam pensare che anche
di asini si

debba avere

e che quindi,
le

due

cifre

non

la

qui per lo stesso

stesso

somma

numero

sia errata,

sommate che dovettero

28 mon. e non 12 e 24

Senza segnar
pur oggi, cioè

lo

il

come

si

la data, se

19

di

Choiak

di

ma

numero
monoch.

piuttosto

essere 14 dich.

vede

n.°
1.

Vò.

in

come Ischyiion

costui

di

u

.Sj'ros

(cfr.

ut'ticiale

n."

196 e

246").

Heronino era retribuito

in

tanto vino che riduceva

danaro dandolo da vendere a questo vinaio. La

distinzione fra
corre, se

il

vino

di

proprietà sua e d'altrui

ho ben supplito, pur nella

ove parlasi

di

Monimo,

lett. di

ri-

Syros,

n.° 246'.

scritto.

non del mese, scrive Monimos

(=

chiamata una lettera con varie

Alypio trasmessa a Moninios da qualclie

non 56. Ma poiché nella lettera antecedente abbiamo

e

{-vxo/fcei

ordinazioni da parto dello Spottatiiie che dev'essere

o f)(ih[ov]?

9(di[o?]

11. ìniainXuhot' ò qui

ai-

al

carissimo Heronino:

'

Ho

ricevuto

15 Dee), a mezzo degli asinai llerakleon ed lleout, con 7 asini

lli:H(iNIMAr,A

MO.VIMMH

tiith; iiKJiKjclion

semplici

("OHKl: l()MM..N/A

(li

'Tliali

.

.

(Iciratcln,
piiicu

(Il

diclioii

II!

pni'clir

|i(i

iiiaiKl.iiimiic

L'I

|iiir

ilei

iikuidcIkii
niilini

tuo,

i

di

viim

((ujiitn»

«li

tiiatidamciic

iii

cotiM' tu

Non

r^o.

con lettura dello

ciò) traHiiieHHiini
|iiirc,

171^

kiimIì,

aciù

voler

Hpfirttabije

vonda per

io lo

iiiaiiiJarini

\t<^r(>

te.

;

che He u te

Stai «ino

',

211.

II (munito

storni oc

mi

yiannì

(fiAi((itii

Un((-

Ii((Ot-Xa{ior ói<(

xktov Kg avrnXì^ooì5

fT'i'

T~

iiovoxoì~

òtxKÒvo

fii>rox('>~~

yiivéTai) fioroxoì~

iQOOìffltui

10

g.

Urea

Decembre 255

di

scrive

H'X0,UUC

Gì-

Ir

{nove) y"

In data, del 28

i{i

rVfii

Monimos

,i

al

carissimo Heronino:

'

Ho

ricevuto per mezzo

Herakleo a complemento dei 300 monochori, dodici monochori; dico mon. 12; saldato. Stai sano,

carissimo

'.

Colla ricevuta degli ultimi dodici monochori,

Monimos

qui dà

288 aveva ricevuto

in

più

antecedenti, senza data, possono pur essere le ricevute

di

due

gnatigli per la vendita e di cui già

questa però non

si

arriva che ad una

Ho

somma

carte di Heronino.

n.

2i6* potessero far parte dei 300 di cui qui

mi comunica

il

Wilcken

e

non

del 3°

quell'assegno fu fatto nello stesso

i

È noto già da altri papiri e pur dal
Crònert APF. I, 211, v. Herwerden Lex.
dall'

Herakleon

ai

300 mon. asse-

Le due

si

parla;

(rv^t) di

il

ma

queste mandate. Con quelle e
ci

dovettero essere fra

se quella lettera è dell'anno

Mitteis, questa idea

questa ricevuta e per

lo

Herakleo

{= Herakho)

di

Syros

5*^

come

va esclusa. Certo però
stesso scopo.

N. Test. nh]Qrfi indeclinabile in senso
s. v.

lettere

di

saldo,

su

di

cui

dev'essere un asinaio diverso

della lett. antecedente.

Dalla già citata

preposto

di

anteriori.

124. Altre ricevute simili

come segnava

mese

mandate

i

158 monochori assegnati a Monimos colla lettera

le

pensato che

di

saldo di tutti

il

lett.

di

giumenti, ini %à

Syros rileviamo che questo Monimos, prima
xxt^vt^.

di

esser vinaio, era stato

PAPIRI EPISTOLARI

180

NINNOS
212.
'i^

J v> - _

T*^ vi*/

'i*

Nivvoì; Ho(t)i'iro) no (fiXicc-

7

EiQ toaavTtjv aTi'Xiccv r^XOeg

Toaavra h^/nfiara HvaXiaxoìv
5

oìQ

f.(ri

tx^tv

Àùnivov
/^TJV

rrjr

iit-ì'

oìt agia-

tv TOffOVTO) Gol

o

ót ori eav

>

aQTa\li\r^ì' fiiav

<re

iir^

ÌCltl

lr7ll-{.lìpa

atavi (d tov nav-

Tog TTQOVOì^aì^i fftttvto) jiitya10

kr^v

utvxKxv tvnoLì^at\i xai H-

oac ót

.^^37^

o^^

'^'i^

^'TTT?^

ti]g

MvQoXiog

GTifi iqTiaGaio Gt

A-t^W^Y' f^^t^.

o)C

(f-gorzi-

offtiXov-

Tog ceno Ttifxi^g xa^afiov tri arra

TOV fitxtiQ

j.n]voc

xorta yiivtrai)

15

{ÓQcexnctg)

[ÓQ.)

(li

exaxov

e^rj-

xai vtto tùìv xov

xaXcef.iov noìki^Garioìv 7toà-

X« oxXovf.ievvv q^QOvxiGov
ovv rug dgaxf^iag avruì nttupai
^" {tTOvg) Voìi/

%-

1.

4.

«yiUtax(i)y.

'iTjiAfÀiitH

cambiando

i

'/.ijU^aTU

zione di Alypio, a cui apparteneva Ninnos che ami-

(èt'<duj-

in

chevolmente ne avverte Ileronino.

U((TtC.
1.

6.

konifov.in

una lettera

di

Gemellos(i^ai/.

Towns

parlasi pur di artabe Ao^nVon che forse

come sogna
di cui
1.

11.

toQbìGi^ai Gt tvxofiai

(flXjUTt

'^y

l

Te

i

v.

Herwerden

s.

v.,

ma

non

i!

n." Ili)

è

seme

il

loto,

di loto,

poveri facevan pane; ved. Wilkinson

II,

4.

Questo Heras è cortamente l'autore della lettera

che possediamo,
che qui

si

n."

189. E^li

dice l'ufficio

avea informato

principale

ilell'

di

quel

amministra-

1.

12. «re

w?

ocpsiXot'Tog,

curiosa applicazione a persona del

genitivo di cosa voluto dal verbo {«iiuìa^fd Tini

mentre torna
roi-

linea

1.

poi

di

persona

ò/'Aoifjs-

17.

marginale; questa fu

dopo aver firmato
si

l'accusativo

Tirn?)

chiudeva con

premurosamente aggiunta

col saluto e datata la lettcì'a

r/f/n/'w.

che

(JoimiSl'ONUKN/A

In

tantn

s[KniH(ìii(l()

io

riin

t,o

an^Mislic

iiij-isi

diaiiiiiio,

lo

non posHodoro niippun? un'artuba

dii,

ponsa poro dio ho tu

mcclicir

di

molili

tissorc

dari^li

riiLnito,

vorrai a trovaro;

Un dal mesi'
di

(Utilo

iii;iM(lMt:i;

II

181

Srliniiihn' 2i)4 aerivi) Nìiiiioh al ciirisHiiiKi lloionijio:

i;l

(It'l

iliil-a,

NINNOH

IIIWIONINIANA

((

|)ol('-ll(>

da c.oloid

idilo

Floras

;iiicli('

i(niii. I''(ìl)l)r.)

di

o^tn cona non

|)or

IVoiil.

contoseHsaida, diro

cIkì

la

hanno

ciinna

t,anta niÌKi!rla Bel ridotto,

quoHt'artaha

loto! Intanto

di

provvedi da to HteHHo,

ti

Myl'oJiH

di

A

'

t,l

accusato

lia

drainnio dol

|(;o,

oHHor dobitoro

di

cura

v<Midut.a; or duFi(|ue datti

canna

dolla

pro/,/,o

accio niiclio por (piosln tu non sia in colpa. Stai sano, carissimo

grandi

in

di

man-

'.

21 ;j.

UT

'di:

Nifvog

Htm ri

ì

lou

III

(jiXtuto) /a/ofn'

Tu

->rr^^/
\/.

'y-^—

Tj

-

óiuTTiiJinoiif-vu (Toi

uno

TTfjc

rwr

ruvJ.oìaifioìv oi-

VOV

»^.r,t-

TT-

noXtoK òiu xii-

71 u-

f-lt/iyClCU f.lì~

QuXu^i xut

tuffar ttuou

ffoi

sax UT iJtruTrefUpijf:

^

sic

uvra

tt

[o

JiorvffiaóoQ

r]j^c

òt ótu ton'

IfQioVTlGTr^c) h^ll]flUTlOG{v]

10

XoyOìV ffOV TTUQ Evóuij^io-

vog ovuv
ce;

dì-

TrQO?.ufjo)r

fiSTUTTejiiìpr^TS

uvTu

o (foiovriGTi^g)

sic

^^^^^t>

6. fisucpLxia,

nome

di vasi vinari di special

terminata misura,

ma

di cui

che va aggiunto

non conosco

nomi

agli altri

forma

e de-

del front, di

altro esempio,

quali vedi

dei soliti
è

Wilcken GO,

Perchè qui

Ili, 448.

monochori

una spedizione

di città

TOV

Tifi

uv-

òi'Sai ttuo

7TUQU?,r^/.llpiO)g

simili ricorrenti

si

I,

764 sgg., Arch. PF.

adoperi questo nome, invece

e dichori,

non saprei

dire. Certo,

affatto speciale questa che si

ad Heronino perchè

Papiri Fiorentini.

la

nianda

tenga a disposizione

Dionysiade che era, come noi sappiamo,

allora Horione.
1.

nei papiri, §6Sia, xalocpoiviu, xvi&vu (n.° 194, 22) (inuc,
sui

JiovvGiuòog

jsawj

^i\

1.

15

ir^g

11.

Yed.

note
1.

17.

È

le lettere di

questo Eudaemon,

n.° 190-1,

eie

ivi.

in questo

segnato

il

complemento marginale

nome

del portatore

stinto con

un

mente

stesso che

lo

(forse)

della

lettera

che è un Syros

di-

patronimico abbreviato certaricorre

così

distinto

nei nu-

meri 220-1-9.
24

PAPIRI EPISTOLARI

182

In data del 24 Gennaio 255, scrive Ninnos al carissimo Heronino:
ti

di

furono spediti dalla città con giumenti noleggiati tu

ricevili

'

I

48 raemfiti

e tienli presso di te

Dionysiade mandi a prenderli; segnali pei tuoi conti presso Eudaemon

ritirarli

il

da

front, di Dionysiade, fattene dare

vino che

finché

front.

il

quando poi mandi a

;

sano, carissimo

lui ricevuta. Stai

di

'.

214.

Nivvog Hquìvivoì rw

Aa^urr aov ra

%mQHV

(fiXrai.[(iì

avutQOV

-/Qa/ifiara

rov TTcaduoiov rov xagraoiov

^uQanioìvi
5

evtxiv og
jioì^Uo

X

.

.

fd

10

.

fi

.

10 OìÓ

u/UQiiJiroiì

ti

.

dióov xat i-niGTtiXov

i(iì\v

v[

.

f-xi]g

fioi

(iov[X

ri

xca

ó ovv luav

(-1

ò\^

f7Tl(TT[

ài-

lovg ovi^Xaiag

{-xoi

.\

.

(xXku f-iXi^ifoiog a[

.

TTf-iiìpa/^iì^r

.

ovr TO

£V av

ù)c

TiaQaSovrai ani

.

xTrjVOìv
f.ifv

.

f-7T(Oin'Vi

aVjfXiQor

fiiza

tneaiaXlhat,

i-Xtyf-v
.

[

di-xanQunbì no

TO)

t[

naQa[

7()07r7^i'[

ira

fi'[

rovrn

yao

Xa^oìfTir

nagovieg une

fioi

.

[

.

.

.

iQQMGì/ai

ff ivxofiai

15

§

[exovg) fii-xiQ

/9"~

indirizzo esterno

HQiovtvoH (fQ~ Oi-ceóiXqtiag

Questa lettera portante

la

data del 27 Gennaio 255, è mutila in tutto

manca

della fine delle linee, piuttosto lunghe, per poter supplire,

lettera

non

della

22 fa pensare ad un soggetto simile a quello del

1.

è dei piìi

La menzione

comuni

del dekaproto a

e in più di

1.

4 e

un luogo

tanto più che

n.«

minato

1.

3,

nella

àrrXijixà

che parmi vada inteso
parte perduta.

è'Qycc.

Ma

Può

di

uno

darsi

(?) fa

tutto ciò è incerto.

si

tratti

del

Il

fiiar

trasporto

di

assi,

della

rgonrir
1.

17.

pensare a lavori non
il

special garzone che fosse addetto ad

che

soggetto

167 ove pur questa voce ricorre,

indipendenti dall'amministrazione comunale; forse opere idrauliche? Notevole
vagiov,

il

la lezione è incerta o lacunosa.

spedizione che questi doveva fare

di

lato destro e troppo

il

TraióaQiov rov x«o-

un

legni,

carrettiere no-

ordigni

per gh

- NINKOK

lirnONlNIANA

(!(>nHIHPnM>i..N/..\

\HH

215.

NlVVOC

lou

//\o\yi(xtii
ICì((

XKI

II (toni vox

(fi

H'tttJi

(('i(iì<<

X'^'i"^"'

f-0(V-

ijXit'

Hir,

((yicitfUlKci

trjC

5

ne

i((

lliithir

XKI

f-nn
.

.

xi^.iof

01

.

h'ii(v[i\ì^c

(().}.

i((

.

i(K KJiir

'"s"

iiv-

:ii-iiili(((> !)i(i

/or fTiT

10

/i<i(rx\(>\o[i>\ii

.

xij;io)

Ir

.

.

•/(DQovr-

I

IH)

iityi

ffiioc

ttiaiD/ior n

II)

Ut

aWf-nf-fllpK TfQOC

K

luì

ìru i^xnHi-r io xiic.or

15

avrò

xr^v

flCGij

I

avi

ori or

lauxo-

i^y

òf-

cen-

tii-xi-y

ai lÀu 7TQ0C l'fucc lira ira
sic

avTor

firj

2'*^

xctr[f<a]yr^r}-

m.

f-OOUìGifUl

fiai

t\UC<C

(fùrcnot

y" {tTovg) (fc(o{i.iovOi)

20

irV'U'i-

i-~

indirizzo esterno

xai IIoviix\(iì\

Hqoìvivoì (fQ~

1.

Da

•).

servire cioè per le macchine da

di questi

due coltivatori dipendenti da Alypio

non trovo
1.

7-11.

irrigare

altra

Le lacune

1"

t((vos).urt]g

orto

nome menzionati

de' quali

menzione.

lui si

il

senso. Pare

si

tratti

1.

Questo Heron pare dovesse essere un

12.

In data del 31
il

tit.

di front, è

servire per
col

l'

Marzo 256

scrive

xuovccgig

Ninnos

da

o

ai carissimi

dato a Heronino, non a Pontikos)

orto di Dioscoro e Betilo,

La

ma

nello stesso giorno riporti di colà, mandategliela
sani, carissimi

'.

vede che

momento

:

'

lui

debba intendersi

;

abbiso-

di

un qualunque mandi

Heron

destinato ad altra incombenza.

Heronino

e

Pontikos (nell'indirizzo esterno

Mandate subito un asse

mandata

di

e Pontikos.

diretta ad

di

nove

cubiti

da

conviene sia mandato

proprio subito poiché

lettera poi che con questa ho

mandato qualcuno. State

dello stesso

dato da Ninnos perchè serva loro invece

del carro che deve servire pel trasporto dell'asse.
1.

servivano ed anche in quel

16. riva pare

altri

in queste lettere. Si

gnavano Heronino

e la incerta lezione di queste linee ren-

dono impossibile indovinarne

da non confondere con

Heron

ed appunto perchè voi non

acciò lo stesso carro
lo

tratteniate vi ho

PAPIRI EPISTOLARI

184

216.

Nirroq Ugoìvircoi
xai

II()vrix(tì

(fi

xaiQiiv

AQTxaXoc

toic

YQa/iiiarivg

tov xvQiov jiov xoaiKTrov

Akvniov avvtra^aTO
y€V€0'^ai èie tì^v

rjfieiv
SU'

.

.

.

VTcoaxo-

sic

fuvog (Tvva'^ai nar-

rag lovg ysvofxs-

10

vovg (Svr

H

.

.

.

.

atoì 0\'$v-

QVY^Xeu[ag
\ca

(fiX\

l.i\eTaX'la^[

\v^ov[

15

aVì'/JQOiìTTOvgl

]ovTa

.

[

]7TQ0Gi/f-

20

]fl

.

.

[

]

.

H

.

\

.[

\mf.i[

1.

4.

È questo certamente

1'

Harpalo delle lettere

Di qui veniamo a sapere qual fosse
1.

8.

Sathro è uno dei nomi della frontis

di

il

suo

n." 182-3.

prossima kome, non sappiamo. Egli non figura che

ufficio.

in

Heronino. Qual

parte vi avesse Pontikos o se fosse front,

1.

mancante

Ninnos dice:
di trovarci

'

Harpalo,

a Sathro

da Oxyrhyncha

il

il

della data.

di

Ninnos.

Prob. con gente (operai

che era nella Poi. mer.

di altra

Ninnos scrive ad Heronino e a Pontikos senza
è mutila in fondo e quindi

11.

queste tre lettere

titolo d'ufficio e

Poco rimane

?)

della

dell'

kome Oxyrhyncha

Arsinoite.

chiamandoli carissimi. La lettera

delle lineo

inferiori.

Nelle superiori

segretario del mio signor valentissimo Alypio ha dato a noi incombenza

giorno 30 di
'.

promettendo

di riunire tutti

quanti

i

venuti con ....

iikkoniniana

(!()Ukihi'oniii;n/a

186

ninnob

217.

5

XCCl

lloi'IlXUt

oiKcQKc

KHC

(fl?.-

\iuif-rt-

%it-evTa

I

Ta-

?

Xei fxeta
.

.

loig

1

* * *

Frammento
ai carissimi

kome

di lettera di cui

Heronino

di Talei (?)

e

non rimane che

l'

Pontikos dando ordini circa

intestazione e pochissime parole. Ninnos scrive
i

vini

die furon portati presso loro

(?)

dalla

PAPIRI EPISTOLARI

186

0PHELLI08
218.

/2" ^i^/y^JùV
1

:^

IliuQo) ()(ft/.hov

Honqoov

rovc.

na-

Qa COI Tfxtovag
xoxpca aìpiòa
5

(xiuv xai avaìpor
sic

TTokiv di A-

eig T?yi'

vov(ff-o)c

ravQS-

Xaiov x^'^QOVGav
ftc

10

xaraGxivrjV

TQoxov (TOC

roif

vno avtor xuqvov
u'kXa TTUVTOK iva
IO xufjìor
yrjx/^i]

lo

yi(Q
tct

oi'x

fii^

xcaao-

ayrotiq

ra xuttnfrtyoviQycc roìv x((ov(M)V
t()Q(i)()')((i

Gì evxo-

fKU

HQMVflVM

///^'-M<//sW-./^.,^.^,;^

i^

J?^'/U?oy

/f/rr

20

(fTOi'c)

(fQovtiariq

d" }UG0Q1]

y'~

iikhuniniana

(}()UUIhi'()Ni»i:n/a

4.

mlJiifu,

non

f).

In

liiirilo

|>iiri<

o Halu (iollu

ilitlilm

iii

ruota

iiinuHsn

pel

del 27

lo^'iKUiioli

clu!

liai

(lì

il<'l

«ipidu

fu

una sala

taglino

d.i

Anutis, dovendo essa servirò alla costruzione di
elio

il

carro non abbia, a rimaniiro

urgente. Stai ^;ano

Questo
in

l^iKmld taiirolal<tM, non inMiKlonato altrovu, paro

Appiano

in

come pur con

Ofolllo.

coli

raccolto,

di

vondcmnila

nchlodoritl

occ.

antthi

front,

senza

dii di

ruota e spediscila alla città

una ruota

dol carro che egli

dove:

|)0r

Fai

'

mezzo

mena; ma

del
di

(^lie

i

bovaro

premura,

ozio; giacclK' tu non ignori quanto l'opera dei carri sia ora

ciiiania

Ilerakloio proposto ai giumenti (n."

mano

iJi

fa-

'.

Ofollio che

in

Horvlzlo

città ove* torno rlnlodova

in mi- liifatll ora la Htii^iono dol niUNNlml lavori a^rl-

suo

fratello (n."

172) scrive e intesta la lettera in tono e

forma padronaU^ come Appiano od Alypio. Sul rovescio

a trovarsi

II

257 scrive Opliellios ad llnroniiio

te,

187

<>|'|ii;i,i,iom

ojìora di carri.

xi'ii/infiiixiy.

Liif^^lio

pressa

i»roc,(t(lnnto

((.

cuhho
I.

Hcritto coHÌ ÌMV(tfi<

il;it;i

I.

<'.li(i

cKTchid.

lo'inimy, forH(*
(|ui

miIhih'h,

hi

(liit;i

(Ini

|iiiil.tiist(i

t(tti(l(ii'HÌ

(lei

OHHoiult)

di

quelli di

12fi)

di

(recto) si

la

lettera

duo anni anteriore a questa. La lettera

Ofellio pei rapporti che costui dovette

Appiano.

leggo

certamente avere cogli

di

di

Alypio ad

Alyjjio

affari di

venne
Alypio

188

PAPIRI EPISTOLARI

HORION
219.

ÌÌQioìv

HQO)Vf-i[vo) r]o)

IlctofXa^ov xai vvv Ttaoa

Gov ano Xoyov

tvaxt]-

Tifi

fiovog ùìv Xoyov óo)(TO)

Qivov /lorox"' TfGGaQa-

xavra oxzw [yiveTai)

fi

firi'

fQQwaO-ai at i-vx"

{azovg)

Novembre 253

In data del 12

a

uyJvQ

i<^~

scrive Horion al carissimo Heronino

'
:

Ho

ricevuto pur ora da

te per conto della Spettabile, quarantotto raonochori di vino, dico 48, de* quali darò conto. Stai sano

La Spettabile
seguenti,

ma

o

Euschemon

dev' essere la

donna

di

Alypio.

Non

è detto qui,

credo sia ben inteso, che l'ordine fu dato ad Heronino da Syros.

come

'.

nelle lettere

OOUUIHI'fiNKKN/A

II

KKONINIANA

-

189

IloKlU.N

220.

ì

I

I

I
)

ii{)lO)V
i

K'i

HqIììVUVOì
'/^((IQHV

<f().l((l(i)

IJaof-Àdfiov

t

7f((0((

noi

).v!tf-ri((

f-'i

[iiaac ^l'uini
7T((0

hiioik/.-

ng iu

h(efT( looog) ?

((ì((/.(,tllt(lU

l-IIOl

/.oyor óoxTdi

(III'

k< laio-

ftor

01-

ìov iiovoyoKnc

ntvii^xoriu y{ivtrui)

v"

fi

o

ì:'

fQQO)a~ at tv/'

KJ

(erovg)

/5"

la-xf-cg

(fi'/.xutt

t~

/
f

II:

L

k

vra avaXoìaov

eni iov

In data del 30 Gennaio 255 scrive Horion al carissimo Heronino:

quanta monochori, dico

Il

ricevuto da te

'.

In calce è aggiunto:

'

Syros qui nominato dev'essere certamente
suo

Il

una

Ninnos

cin-

mia azienda,

Tutti per le spese del

nome
(n.»

in

lo stesso di cui

abbiamo parecchie

questa lettera e nella seguente, come pure in una

213) è accompagnato dal distintivo abbreviato

Kaa-

anche addetti come

lui

all'amministrazione di Alypio. Parve già al

Palas

di

in cui

che un patronymico (forse KaaroQog) inteso a distinguere questo Syros fra

i

mese

Vitelli,

titolo tale

pare potersi aspettare per un

zioni che lo

uomo

di

di

(n.o

e

229) e in

non può aspettarsi
nome,

pure a me, potersi

ma

ciò

non

è,

né un

ogni epiteto onorifico,

del suo signore Alypio o della

come

à^ioÀ. o simile quale

donna

di questo.

converrebbe per un

titolato di grado.
Papiri Fiorentini.

He-

del grado di questo Syros quale si rileva dalle fun-

vediamo esercitare nell'amministrazione

notata anche l'assenza

lettere ad

tanti di questo

leggere nei tre luoghi anche xoa" e riconoscervi un'abbreviatura di xoGfir^Tov;

Va

i

'.

ronino.
di

'Ho

50, assegnatimi per ordine di Syros di Cas(tore ?) per le spese di

delle quali darò conto. Stai sano, carissimo

Mecheir

itt'/i^tiQ

25

PAPIRI EPISTOLARI

190

221.
Sioiwr HQwvf-iro)

<jiX-

toì

tUTO) y/dof-ir

IlaQtXtt^ov

nuQa aov

xai vtn'

ano

/.oyov lìfi f-ixxxijl^iovog
5

i-'S

i7T(tGtaÀfiaiog) ^i'qov K\aa]{toQog) ? tig

égya

/.oyov Jwfrw

lov

/.loroxoìQa

ra ttuq

f-iiot

oinw

rgiaxonuóvo

(yiviTM) it(>vox~ 1^
fgQOì(r!/ai

10

(Jf-

t-vx<f~

(jtXzurs

(iTOvg) y" ;(otax X

In data del 26 Decerabre 255 scrive Horion al carissimo Heronino

ora per conto della Spettabile con ordine

Syros

di

'
:

Ho

ricevuto da te pur

Cas(tore?) per lavori della mia azienda, dei

di

quali darò conto, trentadue monochori, dico 32, di vino. Stai sano, carissimo

'.

222.
iiQiorv

Euv

Hqoìvivuì tod (/iXtutoì x^^Q^^^'

i^óf-wg

txT^g

HeTartx'^f-yidìiv}

tow

(jih[c(\ii tx
fioi

ano

tr^g

nokewg

fig

sic

T« nao
5

f-iioi

uvakomata

otvaoKDV fK-ia^aÀov yloy^tiroì

/iov
Ttiì

(fiXo)

(»v

x((i

nao

oiYov óixdìoa 0X1 M iyivtTai) óiyoìiQa) rf~

Tì^v Tfif.n^r

av'tov fig

taxor tr^aóf-

ra avakwuaTa aov

rr^g

10

(fQortióog

xiqg

(fQovtiàog

f^r

uray'xrj

ovv fiera^akoi^ amo)

navTwg

ama

f-v

ti]

Cif

fitQor to (faQuaxov io xaiivex^^^'

vno

Àxij

Q tiioi

ovr^Xavov ffov ng lor na-

ruvQov navìoìg ótam-ftlpai

iva xai o ravQog
15

Ot-oant-vit^i^

i-oQOìa!)ui

(ftovg) y" tnH(f

(.iOi

at-

f-vx»"

(i\tk]taTe.

C

In data del 1" Luglio 256 scrive Horion al carissimo Heronino:

per

me

'

Di quel vino che fu trasmesso

dalla città per le spese occorrentimi per la mia azienda, compiaciti, o carissimo, rimetterne

.

otto

tlicliori,

dico

iiii.i

;i/nuid:riii

dir

il

stnttto/./.o

iill';iiiiii-o

di

diiiii|iii'

l'ai

;

dfi

hnii^'iiio,

(|iiiili

sano, caiissiino

llorioii

tVoiitis di

liii

rinu^tturo

il

città

vino a

^'ii'i

iid

o^iii

riiiicttcr^lioii*:

prima

clu^

eia Dionysi-'idc, "la

liOU;,'iiio

venisse

di

pci-

Akcs

città

viim

il

clic

,i

di

modo

lui

il

pre/./o por la npatm di

deritr' oi^^i

il

;

inedicuinenU;

promura acciò

loriii

inossiiiia a fjU(;lla di Iloronino,

a.^>ai

i;

ricovuta.

ilovc piiic portaro

la

piv.sso

llniinii

Thcadcllia che

di

da

(]iii

iiiaiidaiiiolo di

ItUcra scritta

^'ioiuo stesso della

il

dallo stosso asinaio

dovette ossero imo

llil

i'

hf.\.(-

t-in

'.

clic

incdicamoiito l'uron portali

lluKM^N

i!l)l)i

tuo asinaio Akus ha porl,ato (dalla città?) pel hovcì,

curati». Stai

dalla

s,

dirli,

-

IIKHoNINIANA

»)UUI{IH|M(NI)|;N/.A

llcr<iiiiiiM.

Lmii;,'ìiio

il

pel bove.

Vino o

trovo altra menzione

(ujii

danaro necessario ad llorion

il

ucvu

vino ora stato portato

medicamento
cui

di

Il

«juaiu

il

momento

un

in

critico

provvederlo.

228
HljOlìlllOI

licllOÌ'

Eicr

(jC/.ll(-

.'lucuaxi-c

i-x\c

ì^òi-oìc.

101

Aroì^ tarai- /.ai r^ «tto rov y.vomxav
5

loyov

tr n^ av i) t

oì'Tì^

ru/.r^

sic

ÓlOìQVXt

l(ll((

OìGlir

((/./.OtC

TOiQ TavQocg ai'TOv y^oojov tovio
yccQ txfrX^vatv o xvcioc

^voog
10

fpg&jff"

tvxo~~

<r

(iTOvg) ó" {.lécogr^

i(ov

^

indirizzo esterno

HQOÌVf-lVOì 7T{f(Qa) ìio(0)roc

In data del 26 Luglio 257 scrive Horion ad Heronino

varo Atres della pubblica amministrazione, che trovasi

xvQcaxòg Xóyog in altri papiri credesi significare

Xóyog del sovrano

;

così

Wilcken GO,

I,

simile.

si

il

Mover

645, P.

della frase e l'articolo rov escludono che qui

Abbi

al canale

la

compiacenza

padronale

fisco o la àioixr^aig in

Atres pare fosse un taurelates addetto

alla

contrapposto
139.

La

^^^e essere

il

[watir

di

cui abbisogni cioè

sovrano, primo padrone di quella ovaia e del canale che

spesso adoperato

il

senso eUitticamente)

i

struttura

buoi.

la

l'

appalto.

traversava.

Heronino deve fornire ad Atres ogni

vitto e quant' altro ed oltre a ciò («,«« à/j.oig)

in tal

all' téiog

amministrazione dello stato che allora impie-

Sento però quanto questa mia esposizione sia discutibile.
cosa

il

z.óyov zov xvgtov j;,«c5r lÀÀvrrtov

gavalo, forse per trasporti, ai lavori in quel canale della xvoiaxf] ovaia di cui Alypio aveva

V avi>évTrig

altro,

'.

in Festschr. Hirschfeld p.

abbia a intendere àrrò

di fornire al bo-

con quant'

(?),

mio signore Syros. Stai sano

foraggio pei suoi buoi, tale essendo l'ordine del
Il

'
:

il

fieno

da servire per

PAPIRI EPISTOLARI

192

224.

Kta vvv
oìv

Xoyor òoicco onov

jnoroxoìoa roiaxoriaàvo

5

iyiVfTai) jLiovox

tQQ(oG\)ai
(srovc) e

In data del 16

rraou oov

jTC(Oi-Àaj3or

(Tf-

^^f^

f-vx<>~

x~

(fa/^itrwl^

Marzo 258 scrive Horion

al

(fllrare

carissimo Heronino:

'

Pur ora ho ricevuto da

trentadue monochori, dico mon. 32, de' quali darò conto. Stai sano, carissimo

te

'.

224.
Presso

il

Pr. Wessely, pubbl. in Sitzungsher.

{iÌQion'\

X"'C*'*'

vvv TTuga aov

Ilc<Qt\Xci^ov xia

5

o)[v

n." Vili.

HQwrtiVd) [r]w

\(f-i\XtaT(fì

ano

Wien. Akad. 1906

Xoyoi^ Tifi tvfjxrj/iiovog
X\oyoì' óoìGO) ocrov

/j.[ovo]xo)Qa fixoai

TiGCaQeg
sic

yiivttui) fjiovox"'

eQQwaOtti

L«"
10

Gir

tvxoT

TOìV XIHUOÌV

TjitoìV

Muxoiavov

XCU Kvì^tOV 2f^UGT0V
sic

yoiax i^

Veggasi su questa lettera e
In data dell' 8

Heronino:

'

Ho

di vino, de' quali

la

sua data,

Decembre dell'anno

1» di

la

Introduzione pag. 57.

Macriano e Quieto

(=

260-1) scrive Horion al carissimo

ricevuto pur ora da te per conto della Spettabile ventiquattro, dico 24, monochori

darò conto. Stai sano

'.

IIKIIONINIANA

(J0liIlIHPONI)KN/A

SÌQIOìV

198

/((iQiiy

lt7x\oXv!)tVI((

l'/IO

11(11

Hftioontm

^[<(Q(e]nc(H iioìvoc

à

otvot> óixt'xjx

Xoyor

IIOUION

llntnnid) no

(jcXi(<ni)

(lìv

-

àoiffo)

eQQOìa'Jai

(7

ni n'X

<fi

SIC

(fiore)

(fi"

lu

(j(((i)(jt

In data dell' 8 Ottobre 264 scrive Horion al carissimo Heronino
chori di vino assegnatimi dall' epitropos

Abbiamo

(n.o

234)

il

buono

di

Sarapammon,

Sarapammon

quel buono, che è del 17 Settembre, Horion segnò:

de' quali

'
:

i

4

di-

'.

per questi 4 dichori da darsi ad Horion. Sotto
'

ho avuti

ecc.

';

qui

abbiamo

qualifica di iniTQonog data

emissione del buono.

La

a questo Sarapammon, che è ben quello

abbiamo

lo

sario dell'amministrazione di Alypio.

ricevuto da te

darò conto. Stai sano

la ricevuta regolare, di 21 giorni posteriore alla
di cui

Ho

piìi

lettere,

designa

in foglio speciale

come un commis-

PAPIRI EPISTOLARI

^m

226.

I

"**^1

i^

noo)vei{roì\ %o) (fiXraTdì

ììqiuìv

Jitnt}iljJafJiri[v

Goi\ àia

Axrj

on^Xatov rovg aTTo[kv]lftVTag

-^'
5

Goi aaxxovg òi^o xuXoìg noir^Gic
sic

TTf-filpag

avTùìv yQa/ìiiara

[101

xai uXXmi- hYQa(}i] Goi ni^Qi tùìv
xrt^vun' (ìov ira p.trsvey'xoiGi

10

fi

otrov

01

ano TaXfi

xai

ovx éTTfulfJac tXi TU yaQ tfia
(del.)

axvQìj&i loig nXsyiiataig

xuv vvv ovv
TaXei TM
i-X^fi

15

^T[£>^

tfio)

ovoin\a]ii

iioro'/'

mavii^i

xTT^t'ry

20

OH n

ói-

ovx

att,

r^r

f-id-XXf-g

oiòa

Ga la

fTTì^Qf-n^i-iv

ovv lov Àxìyv f/oJ7« ^

XTì^vì^

yt-itf-iGov

avTov fx

trfi

sic

Xomaóog
óIiXmgov

«e

i'Ga

ovidìz loic nfyoig tni-^Upa
Gol

T.

eav

ovv oiSa g\ov\ io

GVifii-oor

vom^oì

«

i^

fig

(;/?

anaviJQOìTTor aXXa

—«f-iT}.

avrà

rxaQU Goi Tiffiìpor za

xi^oana
ov

TTéfiipor

r^g

fi

01

«x«c fwv xai
(-QQ" <y«'X~

MKUONINIANA

liOUUIHI'0NI)KN/A

loif xiijUiii

S.
I

li«lii|iiiiir,

Olii

clV.

OSOIIIpU»

melili
1").

K).

Xt'(l((f4(X

|l(<r

^M"iiv(>
fi

l'iT

villiui

a

(li

iili

HÌ^nlflcMlto

o

pallili

(li

1

vino da Talei e non

dunque a Talei

al

ò invero
i

a, cello, iijckIKj h lliUinìiH^Utii- m; diiruHMi

Micondo

u\n nw.ìtu

elio ({iiohU,

conio

M'Intondo m(\in\-

xit^yf)

non

pohnonnI,

I

hM'uiiitio

U.

un puHcritU),

non più
col

non più

di

iu).ti,

117111

front, di

f/i'Arraoc

'ini-

(jUOHto

piohaljjliiionle llorion ora allora,

DionyHiado. aHMai lontana da Taloi

WoHHoly Top.

nostra nota a

yn^i'inr

ma

Dionysiade,

ricevuta. Già

mandasti (che

n."

i

ti

Sentrepaei

di

dt;!!'

fu scritto di

asinaio

Fiuj.

121),

ma

14'J.

Tnht.

da oggi che

io

conosco

la

quanto

ti

te,

tua scortesia

resta di

;

i

4<)2,

un

e la

di

Gallieno,
al

due sacchi a te assegnati;

i

tuoi giumenti pel

manderai

i

da un pezzo
lavori; or

(cfr.

Horion scrive

trasporto del

miei erano a trasportar paglia pei trecciaioli)

giumenti non istaresti ad intralciare così
di

i

II.

I'.

non più

n\k di Kentropaei,

n." 254).

(cfr.

Akes

mandare

mio, dove pure, se ne hai presso

con due giumenti; caricali

'(iioi

Kiunirinti.

'Ti ho iiiandato per mezzo

nome

'Il

xnjfiKtH a cui od al cui propriotario Mpottavano quo)

lice-

spazio In omessa la data, che però dev'essere degli anni avanzati

li

orari di Ile-

;i|i|.|i».HSO.

iiii'il|,'KÌlllilii. i|ii;i.si

per

I.

rollino HO tion In 'jiinnto ora hiiu Ih ipaoyùt

I.

mandarmene

se fosser tuoi

mento

clic torso fiicoviino rivostl-

Iront.,
:

della

Itoti

fll

\u>ii tr()V(j iillio

C.llluro

Chi pMic in i-ontradizionn

carissimo lieronino

Non

(il

iiiaiiciinza di

bone

fintltiH

XUfUfJlU.

quando llorion wii

farai

HAI jfiutitii,

(liciiiiiii),

iiin|ni)V('r(i

lìit.

i;i'

iiilipcciutori

Sc^Mic con ca|n(V('isn

(li

IS.

VJIsi

|H'i

(IkII.I

I

Kiìj/iiiiit,

HOHflllltiVd

Soiid

coiiK» imi

(;|i||||llllt

I

h^'.

ll,(l"JH

(|llt'Mto

(li

(jiXfyf4uin'nf).
iMiiioli,

IS

I.

rn.

11. i</t'Qtj)'n l'Ir.

i|||i'

\i|i>|

1%

KOKION

mandali ora

;

vasi per 102 monochori.
la

conosco

dunque

ti

;

io

penso che

ho mandato Akes

mio e dammene ragguaglio. Stai sano

'.

PAPIRI EPISTOLARI

196

PALAS
227.

xaiQHV

(fiXzarù)

KuXoìC

TW Tar-

TTOlì^aig
sio

(»<XW

/£/>

XVQIU) f.lOV

AXVJIHOV GVQOVXl
sic

^vXa uno

TTfi

óiiiìQv-

yog i-nav yerv^xai
TiQOQ Gf naQaaxi-Q

ainoì xriv tQO<fiqv

-

^>)^'

i-QQOìaOui Gi-vy^o^iat,

10

qiX{T\a%s
étorg ó" ii^GoQì^

aV^

»T25X(c(i(tìv

15

i

rag

iricoa

lactg

ì^

*

In data del 6 Agosto 257 scrive Palas al carissimo Heronino:

mento
te.

ai

buoi che tiran via dal canale

Stai sano, carissimo

grado

'.

Forse

si

'.

In

le

uov

(cr

>fj

^qvXti

*

Farai bene a fornire

'

il

nutri-

legna pel signor mio Alypio tosto che arrivino presso

un poscritto, dopo

la data, si

aggiunge:

'

rivalendoti sopra di

tratta di legna venuta pel canale che era in prossimità

(era questa la frontis di Palas) e tirate all'alzaia, contro corrente, da

«li

Thcadelfia e

(jiiei

buoi?

di

me

di

a tuo

Filoteride

IIKKONINIANA

(;ci|(l<IHI'ONI>KN/A

l';i|tirii

Hi'iiiacli

IIkAkC.

Illlltltl

Udii)

(fi).

A

n'iìor

fin

I

fj-t

197

AH

101

I».

Iti)

ir

'/(((III

noi II

{!•

11."

l'Ai,

XI

l'I

III

1^

ri(i/.i'iifiili<

M'
')

iKviK

("•')

IKiV

<)l<(

(hnn-iil[i(tiiì^y

l'KKf VÀKXlilV 07rO)i;

(f

KI'IK

yf-flKSìlC.

DI

((7T0Xv!)Hllii\'

IO

{ilotroc.

IO

x(<i

rou

(jurkov

Il
I

{

Xì^rov

1.")

(<:i\o]

(c;io

(701

i

iiovo'/iniQOii:)

(}r/i'i{<j(iuì

((/.?.((

'

X"i'\'iY^t^^'*'\
\t-r\

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K/J.o

1^

vac. 7ini:7>-

tìjg

óf-

òr/^(iì[Q(x)

((

Trf-^lpig

llT'/lf-

un- (jitvXa
noi

f-vQf-ifii

y

i

(d'io,:

(71'

Oli

i-i(hiK

log

n

liilV

VII)

11(11

i^iiKTi'

IX

l'Iti'

iunior

(CIO oain^c

10

ffoi

Kf-w/jj

xcu MfVbxoìGcc
yKi)

{yii}

(7%oXr^v ov-

X ta^ov TTQog

20

óicc

l'/fH'

ano

tì^c

roìv

nao

^^'^^^

no

((Xuoìv

hiioi
Gf-

i-vtxi-r

i-vxo-

(fiXrart

H((i

Lf" (jaiuvoìl^

25

4. ev.

().-

ne yQctijtria

focuìdiJui

1.

ai-

che R. dice estremamente dubbio, potrebbe essere

un numero,

ma

p. es. e~-,

forse fu

sfxccvTcc

scritto

diani delle piantagioni
1.

per Evxavfha.
].

5.

(pvxo(pvX(i/.o}v,

non

In data del 5

so,

come neppur

R.,

che ricorra

Marzo 258 scrive Palas

nolo che potei trovar qui disponibili a

me

dichori

da

te,

mezzo

'

me

li

di

Aj^^o?

che in altre

al

dei

di

Ischyrion

carissimo Heronino

n."

196

monochori

e

1.

Ti ho

'
:

phytophylakes, acciò tu
in

tinello di

causa quanto mi fu scritto

di

Kenyche

città

e

intorno

metà

Menechosa poiché
;

ai

pescatori a

il

nome

me

io

let-

dei po-

vino in quella contenuto. Cfr. la

il

lett.

7.

mandato

i

giumenti da

carichi di vino (desunto)

in

dichori,

puzzo, che se io vi troverò questo od altro guasto,

manderai dal

Papiri Fiorentini.

deri da cui

guar-

ne fu assegnato da Ischyrione, metà

stesso che non sappian
i

Invece del numero della

tere vediamo indicato, qui è segnato

altrove questa voce che par debba significare

quanto

15. sg.

'.

ti

ma

da

provvedi tu

saran rimandati;

non ho avuto tempo

di

venire

addetti. Stai sano, carissimo
26

'.

PAPIRI EPISTOLARI

198

228.
^•>j*

\\

TluXac Hquìvhìu)
10)

y/dfjnv

(ft/.ìaio)

naga aov

IJuaf-Àa^iiy

5

xia

rvr

Toi'

tvax\H»voQ

i((

((TTOÀvlft-nu

ano

koyoi'

((tto

noi

lov xQCdiGiov

AXvniov

la na-

i-i^

i.<.

1.101

ara?.o) nu-

T((

0)v

j.oyor Óoì-

(j(i)

nirov òi^hì-

Q
lo

f-

ÓOìÓl-XfC

0((

15

}-oooìG-

(y/r.)

óix'~

0{i(i\

Gt\ }-vyon(a

xa[/o)c]

ifi

(fi

noii^fìig

óf-

sic

aót\k(jt\

avTbn'

i-'ì

[XoroxoìQOìv yoTTf-itlpac

in cckXa
20

dv

x^'S^^^'

xa/.X[iG\ioy taiiv
iyXt'§aGi)c(i av-

rà X

/.

.

orr^r

.

a?J.a
cnncellaUirii

25

7raì\t]oK adf-Xiif^XXuì

iff-

i-l

Vìa,, ^t^-^rl
30

.

.

or

.

rj

a

.

.

.

yan
(V

laTìit
.

i^[ai

.

tnodìG-

.

a\f-

hvyonai

adtXfft

Vi
1^

4

(fia

M niiiossu

{)uta

riamiiiciitosa.

t)

nioMoclioii ....

o

del

orr..

\init

a.

Stai sano, rial.cllo

'.

«iicliori

notevole

I']

titillo

in

ilidi.

'.

Ini

Paro

p.

lei

(io.

Ina

im altro

in

sai.i

(Ili

174)

pensai'c

(luella

che

i-

«li

lii.stin/joiic
1'

ma

/-/V/x '/',"""'

n'ox-

lof*

lì;il,(!Ìlo

:

'Sarà hono,

conto

«la te p<;r

Alypio per

8p(;he

1«;

V

Ira

ira-j^i'^itoìy

^i

•'

poicliò io

quonti

dehho

Palas

si

di

cui

è di

riferisce

abbiamo un

Alypio;

ricorre in altre lettere colla variante
Iratello

liijlio,

<Ji

ed Alypio che è x^ùiiaun;, sul qual

ponsure ad Appiano

I""*

a cui qui

''''f'

fratello, elio

«ciii-

eHHore Hpediti quoHti rnonochori
(rateilo,

iiionnir.i,

di

in;i

'

mi parente,

sia

l'^^o-;.

ricevuto pur ora

clic (|iialità dcliliaiio

('(.in/.vnu

la

l'ospressioiie ù.iò h'tyov

lato,

induce a

aves.s(>

collie

lltiioMino

e comliiudi':

l.i

Un

'
:

Sui^uo UM'a^(^;iunta a capovorHo, coiik; poscritto, tutta

'.

(lisp()ii}.,'a

asso;j:iiato,

VM

l'ALAH

\iiio a.ss(j^;natirni «lai vìxUìIììàhhìuìo

ili

I..',

l'ahis cliiauia

(|iir.sl,i

(jiieshi

Intiodu/..

\i.\\.

In

luiono di vino per l'alas di."

i-rnx-

ilnn

a/icuda. Stai sano, carissimo

lina

llciuniiio

l'alas al (;arÌHHÌiii<>

Spntt,al)il() (loiliri iIicIkui,

ilolld
ili

Scrivi»

(lata.

hi

-

lIKUONINIANA

CoUItlhl'KNDKN/A

di

Alypio che, come

ànò
la

da

e,

X. tffi

donna,

aminiiiistrazione mi conto speciale.

229.

//«/«u HqUìVUVOÌ
(jlÀtaioìi

IO)

X(<ii'^i^'

naoa aov

IJceQtÀafior

xai

vvv

TU a7T()Xvi}tvra noi tx nov

ano

Ifiioìivog)

f-TnaraXfAaTog

t-'^

^l'Qov KaaiioQoc'?) xfyQo{vtfff({-rov) y (nova)
X oiror

(jt

T«f^

/»""

ntVTì^xov-

i-voeOr^

oìì'

(/c<o>-

o^ovg «"" tv
u

1.

Non

5.

è detto di quale Ibion.

Syros n"

!248

dovrebbe essere

pure nella lettera
1.

6.

.,

di

Alypio

Secondo
l'

la

lettera

Ibion Argaeou, qual'è

Sul Syros così distinto ved. la nota

al n. 220.

xs/()o{yiafieyov), Tpoìchè, oltre all'anno, è

la data.

Syros

di

mese

il

xexQo~

di

segnato an-

ora da te cinquantasei rnonochori di vino a
di

che

fxuTog

n." 131.

Per guasto dei papiro, manca

dine

di

e

il

all'oiVoi;

giorno, non pare debba riferirsi

che segue,

che precede. Se così

ma

piuttosto BÌV èmarcék-

questa lettera sarebbe

è,

poco posteriore a quella data e quindi anteriore

al n." 227.

Scrive Palas al carissimo Heronino

me

'
:

Ho

ricevuto pur

assegnato su quello (proveniente) da Ibion con

Cas(tore?) in data del 27 Ottobre dell'anno 3" (255); dei quali un monochoro

trovò esser d'aceto. Stai sano

'.

il

orsi

200

PAPIEI EPIbTOhAKl

230.
riaXac

Hq(jo•

(J

l/.lltìO)

KaXdìC

5

TO)

Vf-lìO)

7ro\iì^(fi\ic

roc Evà[ai}io]vi

a

anir/.vGtv

,uoi

10

Ma'ì\i\i,i[og

óia(rio/.f-v\c

oivov
XtTlÓO
òixoìQtc

xaA/.o

?.((

15

avo ....
.

.

tv ...

y-cci

i

.

\

.

f-Vf-lflUlO

TOV ... X

tntfAìpa (faaiY TTQoc

{gi-\

?

ira xuX'Ao r{v\v

20

fi

01

TTtfllprjC

tQQOìGOal
at-vxoiKti

X«kliìQ t-xfiv

X(Cl

7iavo{ixn)

25

1.

7. Ei'd'L"',"'']''*»

lezione e supplemento

Su Eudaemon
1.

9-10.

È questo

non

nuQui.'^fjmtrjg ved. n."

il

cfr. n.°

ma

1.

12. ;ftn«fo

Dev'essere

171 e n." 213.

il

nome

prei

come integrarne

di

assai peggio.

Palas

228; scritta su

n."

La pessima

di

frantumi, è incerta in più luoghi.

Manca

Scrive Palas al carissimo Heronino:
?) di

.

.

.

chitide ? che

che segue pare che Palas disponga

segni che seguono.

i

da cui

il

vino asse-

esempio e non

n' è altro

sa-

principio.

la
'

di

striscia

papiro,

di

dalla

scrittura e le cattive condizioni del papiro tutto sciupato

penosamente conquistata

data che forse non fu segnata come neppure nel

Compiaciti

di

trasmettere ad

mi furono assegnati da Massimo
altro che

dando cenno ad Heronino perchè questo
e a tutti di sua casa.

il

una stretta

e lacunoso ne rendono assai difficile la lettura. Quella che ho data,

vino del (podere

del xxiiuu

gnato a Palas; non ve

senza

cTtfMrroAer?

certa lezione; incerti

139 e 139*.

Lettera simile all'altra
stessa mano,

del tutto certo.

luogo in cui troviamo questo Mas-

simo così qualificato; e qui è detto
abbreviatura;

(fi~

gli sia

Massimo

gli

il

Eudemone

distributore

:

i

ma

...

felicità

'

i

n." 228.

due dichori

assegnò nella distribuzione

mandato). Chiude augurando salute e

tra

(in

di

quel

(treiftaio)

all'amico

(JUUUIHI'ONUIONZA

lIKKoNINIANA

201

l'IllI.II'l'Oh

IR

lMIILiriM)S

2:m.

VHi(i)

un

(Jl/.-

i«io> '/((lo^tr

AqttuXioìv
5

(hx((-

TTQonog tXu^tv
%o unoXvGidinv
rr^g

dr^^oGiag

anovdccaov ovv
TraQCiXafitcr
lu

o(f {-1X01.1

avTOV

ia

fra imo
nXrjQU)-

*/c

air TTVQOV iaQta^oìv)

naQctXa^iiv

v"

hu

can^jeUnto

orar ra
/

ri

If)

xjr^rr^

xaitX^i]
Yì]i)^y,

Sia

IH]

ciXXu

JliiXci

aOV uXXci
20

xaiciQx((i

lac

{ttvqov agra^ag) f

tie-

(f7T(W-

óaffov TOVTO TTony-

aui TTfQl TOÌV
{ÓQaxi-i(tn')

f.in

V cqiéQi-

sQQcoffxJ^ai

svxoi.iai

ae

fVTVXOvr-

ra

25

(f.a(tì(fi

c;~

indirizzo esterno

HQOìveiYbì

qo"

Ooaac»

rtuocc (Jfi/.irrrrov yoiuixncaebìg)

PAPIRT EPISTOLARI

202

In data del 3 Ottobre (l'anno è omesso) Filippo (che nell' indir, esterno è qualificato di segre-

scrivano) scrive

tario

consegna

al

carissimo Heronino

grano, acciò quando giungano

di

sportare

60 artabe

le

di

i

ma

;

cerca di far questo delle 300

125,

165)

certamente

la

come un suo

rgàm^a

Quel che qui

^or^^óg.

o banca dello stato.

Il

acquistato pel pubblico granaio da Heronino

pagare 300 dramme. La banca, sollecitata

pahon

la polizza pel

banca

ficio

di

400 artabe

dall' ufficio

ei

e altro, e piendere in pari

che Alypio nomina

lo stesso

mi pare debba

ei dice

di

senza

dovrà

intendersi così:

di

di

grano, del

dare

prezzo

IV i»

;

.r«v

somma

s(41ecitar

la

riscossione acciò

11

floO)-

VKÌOÌ 10)

(f-ikTaroì

T[ri\

x(c(iQHv)

XOQTOXOTTCi

^C()(Tx[o()<)]v

0ì^/it-(ìor

óog avidi
iiìi

10

Ai((V

lOV

<j'-'

/T((0((-

ir((

yjìo-

log rrjg Qto'Siitóog axoTTog
iif-ivi^

M^.

j^é^'ft-'^^C!

r'^^^^'-:

'^t-mm

(rQOì(jlha
sic
atr

t-V'/OIKel

(JC(Q(f(OVi}l)

I

ii

gli

ha

rimane da

il

grano

riscossa che l'asinaio porterà all'uf-

(Pl?J7TTT0g

r>:-'^<

(jiioXóyog

spediti per caricare

232.

->

óì-j^maiu è

sollecitar la riscos-

abbiano a indugiarsi.

f

La

polizza da Harpalion, presentarla

la

vengono intanto
la

cui

Heronino stimolandolo a

farsi

tempo

Alypio. Filippo dice quindi ad Heronino

'

in più lettere

Alypio, ha già emessa e rimessa ad Har-

di

ciò

e riscuotere a quella cassa. Dei giumenti

mandato da Palas

dramme

dekaproto Harpalion" funzionando come

pagamento. Filippo avverte

sione senza frapporre indugi. S'intende eh'
alla

fai tra-

'.

Questo Filippo che qui è detto yQafifxaTevg dev'esser
(n.o

di

riscuotere quel ch'egli deve a saldo delle

di

giumenti non abbiano a indugiarsi ed anche

grano depositate da Palas

impacci. Stai sano e felice

dekaproto Harpalion ha ricevuto l'ordine

'Il

adunque

dalla pubblica (banca); datti cura

400 artabe

:

C

(fi

i

giumenti non

iir.unNrMAS'A

(:(»uuisi'(inhi:n/a

I,

I.

falci

zidiic.

Ili

(li

cui Hfi'vlviiiiHi

(li

HÌj,'llltlfilIll

i

imr

/(<(»f«x<»'/»n(

Htt^,'!ii'

U.

I.

troppo

del

(l.ita

la

L'

Icllcia

riiiKiiicr

(li

trova

n"

Alyi'i"

Aitrilc (rniiiio

tVoiit.

il

non

ipii'sln imiiic

(Il

Sui-(>iii|i>

Pioscoio

LliK'tt

ali

I-JT, frolli

(tiiiosso)

<•

clic

nel

iiioii-

1,1

.

scrivo Filippo

(;()iisegn;ik!

non «c^ato. Stni sano,

caiissiiiid

:

;

ii

«

h

(laro

(acilo

m-uno
t\\

if,o

Hpi<j(;a/,i(«no

.

'
:

Lo

fieno di Tlieoxeni'k;

il

Vt\

(JiHpciHtn.

ciirissiino Iloronino

;il

;icci(i

lui

.

l!t'.

trovano proHMo

Hi

ma non

'

liioK'o

ora

di»»

'

dolio lotterò #-•/

di

nell'aiiin^

Icziono inwiUi o

(li

i.tl

^'.'.i

AviùfMy

'l'Imoxcnlilo uni

H|i('CÌIlll

i'

uMpctlciclilto

mi rmiil.

|)i

.1.

l'iilct'tl.i

i>

IllloVIl

liclUI.

il

I.

voce per noi

^iniiiixiriii.

hakai-ammon

-•

falci (Ja Ootio
iifui

aldilà

:i

'.

8ARAPAMM0N

j

233.
Uiaga) ^agaTrai^t ficovoc: Ugorrtirco xut
Enayad-(o y^aiQe\iv

Ti]aaaQac

o) fi

ove òvo lur

iip'

f-tc

.]. V [xca avo] n^ IO JJaxfi
l^i\ov

cti^Kc

^i'Xct^f-ir

zoì

ra YQaii Ultra ev fioiuo) noi-

'ì^aart

ira eTtQor xagror avv

/irif^isa

aTToaraXr^ xai rroo

loì

rr^g

rovyifi

toQOìai/ai i\uag evx~

\a\va^Xi]i^()ìGi

(trovg) la" x^'^x iy~

1.

2.

Un

nominato

è
1.

3.

Epagatlìos oivonuìhjg

lofiovg, la

clie

trovasi presso Heronino

nella lettera di Ischyrion n.° 195.

lezione par certa, dubbio

il

questo luogo. Pare debba essere quello
si

tratti di

quattro tavole

di

come una cassa

il

significato
di

Mula

e

1.

7.

pronto quattro spalliere

(?),

'.

è

Tijg

xQvyfjg, in

Alypio

babilmente

di olive.

è segnato in

;

e ad

di

e

vi

si

un carro a cassa.

Epagathos:

due a Sy .... e due a Paki, tosto che abbiate ricevuta

Demea

raccolto pro-

oliva legent; e per queste si

può intendere che sian caricate su

di

un

dev' essere

Nel calendario rustico romano

Decembre

Sarapammon ad Heronino

piìi lettere.

Decembre certamente non può

minute come

scrive

di

come un luogo dov'eran

taurelates che conosciamo da

il

vendemmia

perchè un altro carro sia mandato insieme a quel
della raccolta. State sani

Demeas

trattarsi di

^vxòv xd^foy del n." 207. Perchè

Decembre 263

152 conosciamo tò ndxt.

- noò

due debbano essere approntate in un luogo due

In data del 9

riman da sapere. Dalla lettera

altro,

fiìj^Hvixà (ìqya).

in

che

UM

modo da formare

pel trasporto di cose

sabbia o altro. Cfr.

n."

legno da essere adat-

tate sopra {«va^XrjSmaif) un carro in

poi

in

adattino

(le

la

'

Mettete

mia

spalliere)

in

lettera,

prima

PAPIRI EPISTOLARI

204

234.

HQwvti-

^iagctTia/uiiiKiìv

Jog

Sigeioni (fQovrcairi

xbìr

TTf-Qi

2(-VTQfna£i

óanavì.v

svg

toìv

avrxoidoi

TV,

g

tm

poi.

J (in
(dol.)

^y

koyov doìCn Xa^ufla-

u)V

nuQ avTOV

vuìv

la
10

zrfi

2^

TTaQaXvjfiìfJtoìg

ÓIXMQCC

OlVOlf

m.

ygafif^itt-

TtaGuQa

aeGrj{fieiù)iiiat)

xac óog xa xov

vov òixoìQCi Tsffffaga
8"^

j^y-^n

'i

^^ L

ni.

iÌQion- f^a^or

'

ótxoìQct

15

P

m.

tu tov oivov

TtGGaQa

iitovg)

</9"

,Vw,>

x"

m
-&

rh

-tMìr^

In data del 17 Settembre 264 bcrive Sarapainnion ad Heronino
di

Sentrepaei per la spesatura

dell'

'
:

Dai ad lloiiuii front,

di

quel

assistente alla rannata (dei raccolti), di che darà conto, quattro

oi-

villo

(liclioii

<lì

o

(|iialli(»

(lai

i

diclioii

Un
[icr

villo

di

riliiaiidoiir
(liilion
'.

Una

vino

di

'.

liiuivuta

Ini

dii

Sc^iid la

'.

sponial ric.nvnia

\<r\-

assist.eiit(i o lioij'fò^, l'oisc di Aly|)i(),

sorvogliaic

la

rannata o

Dionysiado, ma, (;omi'

riporro dei

il

Si'^ik;

(|nfsli

coiiruniia

vckk'ìi^'

era mandato,

'

Mdtto

lo

llrmo

ii»i

ho ri';ovuto

llorioii

ii."

il

'

nntU:}iil,e;

«l'^l

quattro

i

220.

vodiaiiio in altre lettere (p. OH, n." 120)

.otiif!

Ilorion non ora allora più

raccolti (<ivYxnfinìì^\.
piii

inaii'i

«li

llorion:

di

ii(;(;vuta

vodiaiiio, di lS(!ntropaoi,

(lui

l;i

205

HAKAI'AMMON

IIKKoNINIANA

»1((|(I<ISI'oNI»I:N/A

prossima

front,

di

Tlioadolfla.

a

IKuou)

2ì((0((7runiio) vin;

Hootrtivoì

^u'Jfjo)

(f(j

IfflQtTlftfl

OtOlb /ludi

y/oc SÌOIUÌVI (fQ

xuo~ uvuonoìvii

nv{toy oir

).o-

yov doìcJH (Hìor iiovo'/oìqov
tv ydvtxcu) n

2'^

10

u~

m.

2''

TO

7 01'

tv

0)C

(Jèaì^iutioìiiai)

oiìov iiovoyi^

TTQOXtnUl

m. iìouov Hgoìvivb) xwotn'
71

ta^ov lov oivov

1^

1.

").

xa()~

(cyicanoji'Ti.

y.(c(>~

il

non vedo come

altrimenti che con

y.(c(){y(eoiio)

da spiegare dyaaTKàixi detto del
di dvuancita

via

teso del grano,

il

ma

della pianta del
d'

il

;

monochoro

di

fa

sarchiando

Lo stesso uso

stessa spiegazione

PB

(CQTté^ca

d'orzo,

7isQiytyófienc tov tivqov, tagliar via, svellere, sradi-

conto, un

si

e,

poiché un carrettiere è im-

di «V«ffrr«w ricorre in

ed in PTebtun. n.° 428 parlando di orzo o

grano ed inoltre

ha avuto luogo già da

il

che

aratro.

in-

trattarsi che del ^eoiCsiv

front, di Sentrepaei per Deios

si

mon.

'.

Segue

come un

PB

n."

xQ̻rj,

ove

la

in

tanto terreno piantato a orzo per 15 ar-

tabe di questo.

front, di

Sathro

la

conferma dell'ordine

il

di

'
:

Dai ad Horion

grano,

mano

di

che darà

del

mittente

e sotto a questa la ricevuta di Horion con intestazione epistolare.
Papiri Fiorentini.

1041

ts~ dopo (IveanaGd^rj vuol dire tante piante

Saraparamon ad Heronino

1

si fa-

può applicare notando che

carrettiere che sta svellendo (o sarchiando?)

vino, dico

(juoHfi

cesse con sarchio attaccato ad un carro,

che strappar

In data dell' li Ottobre 266 scrive

ly"

piegato in questo lavoro, dovrem pensare che

signiflcato

il

Ottobre, quando la mie-

raccolto del grano

un pezzo. Non può dunque
Ili

altro

rimane però

chiaro che nvQÒg non può essere

va notato che siamo qui
titura e

tìvoòì:

non potendo essere

svellere, è

;

(fTot'c)

wc

care quanto rimano nel terreno delle piante di grano,

possa integrare

si

m.

«

,a

27

xai óoc

PAPIRI EPISTOLARI

206

236.
Pagana f.ifiù)r

tw

UQÌoì)rira)

TifilcoraTU)

Xf^t^Q^f''^

Ent^iìpa AtxoXXwviov
xai KXai^óiov tniaxì^ao(Xivovg

5

Xgvao-

TQvyr^ rov

tr^

Xoov fTTOVTat óf xai
TOVTOig uXXoi xui

ano

l'i'-

xrog xaTfQXovrai éni-

ovv rgryare

/.leXoìg

Gì fvx~ Tt[ÀiwTa-

alf^ui

10

eQObì-

Tai
SIC

{erovg) cy"

In data del 17 Febbraio 267 scrive

Apollonio e Claudio perchè sorveglino

veranno nella notte; eseguite dunque
Di questi, che devono essere due
il

xrfifia

denominato Chrysochoou da

^y~

Sarapammon

onorando Heronino:

al molto

le principali colture

il

si

non trovo altra menzione. Da

^orjO^ol,

cui proviene, per lo

piìi,

altre lettere

vino. Qui però
si

il

'.

conosciamo

abbiamo una

zQvyrj di

chiama raccolta invernale,

termina a mezzo Febbraio, nel medio a mezzo Marzo

frumento, l'orzo,

Ho mandato

raccolto con diligenza. Stai sano o molto onorando

Febbraio che non può essere una vendemmia. Dev'essere quella che
che oggi neir alto Egitto

'

raccolto del Chrysochoo; a questi seguono altri che arri-

il

il

l^itX^'^Q

e di cui

sono oggi

trifoglio e le fave.

237.
E questo

il

posto del framm.

di

lettera che

si

legge sul verso del n.» 108 e

di

cui

ho dato

la

descrizione nella Introduzione a quel numero. Della lettera non v' ha di leggibile che due o tre parole.

Nella intestazione è notevole

è pessima, grossa, rozza

come

il

titolo di narì^g

che

in niun' altra lettera di

Sarapammon dà ad Heronino. La

scrittura

questo stesso.

237.
Qui andrebbe collocata una lettera

di

che, forse perchè poco offre di leggibile,

quella raccolta, pag. lxvii, n.» 1236.

Sarapammon ad Heronino,
non

fu

E mutila

e

esistente nel

pubblicata

ma

mancante

della data.

Museo Britannico,

solamente descritta nel 3"

voi.

di

HKUONINIANA
UOUIUHI M>NI>EN/A

-

207

HUCilAMM-N

SU('IIAMiM<>^'

]>:ìh.

^
lOì

TceXn UooìVtivo)

i

Rara tu iTnaruXiviu
vno xov uSioXoyonuxov

hvayr^novoi; trrf^fxipu
aoi Sia vttvloìainoìv

ovoìv óexcaoioìV oi-

rov òiyowa roiaxorru
10

xc(t

i.ioyo-MQ"'>

t.aaeoaxovTa

xeaaaQéi (yivsxaO Six'

T

sic

yoa^iuane^irpov uoi ovr

xa avxbìv
ipeoìc

15

xrfi

TTUQcàriii-

eoQOìG^cd et evy

y"
(fùxaxs iexovg)

<fc(<'ì(fi

«<J

208

PAPIRI EPISTOLAKI

In data
gli

dell'

11 Ottobre 255

Suchainmon

ordini ricevuti dall' ecc.™o Spettabile

quarantaquattro monochori
carissimo
L'

di vino,

ho mandato con

ti

Heronino:

front, di Talei scrive al carissimo

dico dich. 30

tredici asini

'

Secondo

noleggiati trenta dichori e

mon. 44; or tu mandamene ricevuta. Stai sano,

'.

non

è prob. Alypio. Nelle lettere di questo

fòax\HMv

lo sia la Talites

(n.<>

121 not.);

lo

è

nominata

la fattoria di Talei,

benché

è però nelle lettere di Horion e di Ischyrion dipendenti da

lui.

239.

(fibrata) ^f^igf-iv

TU)

Entnìpu

ano
5

ooi xai

y irriti arac (fcovTióoc

TaXiri wc tJTtoiiXi-v o ahoÀosi

yunatoc

ófxafma
v~

otrov òiXdìQCi
(ja

/loroxù)-

ToictxovTcté'^ (Ycrttcd)

TTffilpov noi

Tu

i^vaxrjnoìv dia

vavXoìatfioìv

10

Gì^(iì-(jOI

Tr^g

fi

qX^

ovr yoaufia-

TiaQaXr^n'ipfftìg

cellatura tQQOìG^m

(Ti:

can-

fvx~ qiXTare

{txovi) y" (faoxfi i^~

In data del 13 Ottobre 255 scrive

oggi dai prodotti della fattoria
noleggiati,

50

dichori, trentasei

sano, carissimo

È omesso

di

Talei,

Suchammon

al

carissimo Heronino:

siccome mi ordinò

monochori

di

vino, dico

1'

'

Ti ho

mandato pur

ecc.™» Spettabile, con diciasette (asini)

mon. 136; or tu mandamene ricevuta. Stai

'.

per isvista o perchè facile a sottintendere òvoyr o xzìjvwv.

'

-

lir.KnS'INIANA

(l()l(RIHl'ONI»KN/,A

"

BfOIIAMMON

''

240.

^nrX(<il

5

ll( nifi

ti(ii)

liii

'/((tOflf

Idi

(flÀItlldl

iig

ì^i^tX^it^tv

T7;

tQvyt] f.itttnt:(^iìpui()

(c^ioXoyuna-

n

avtoXag ktxoì'

x(ei

fii-

ntiilpt-

(Tot

sic,

aoi

Xoyov àia

i-Tii

xrr^vwv rt-coaguìv

xovia avo ÒKx

lU

ovùìv oxTO)

xovra

ovoìv
ó{-

iqicc-

ilIoìvoxoìqcx)

ì'icvXuìaifiOìV

ói-

f.io{roxo)Qtt)

e^r^

M<;

jn

ovv yQuixfJiara

TragaXrjfiìpecog

jlIOìv

trrtii'Wtt

xvqiuxoìv

fif-v

aXXa ocrov

f.ioL

wc

?;-

a^ioXoyoìTccTOC f-vayj-

i)-eXì]Giv

15

o)r

rfffcTfQa tnii to avrò)

Tieiulpov
Trjg

a<j

fioivoxMQct) ()x~

oivot>

óo)a(f;{c

ff

Ili

Gì^ixtuor

ioìv

óf-

ruvXu
f-ig

yavXoìffifibìv

yt-i

TuXn

rotolai

ttqoc tov

i-vGxr^novK i-oooìoDai at

tvxoifuu) (fiXiaii-

20

In data del 6 Settembre
l'

ecc."i" Spettabile,

te 120

monochori

che

si

mandamene

Oo)0^

trova in Talei, fatto venire per

di vino, dei quali te

ricevuta; secondo

ne ho mandati

il

altri

in

la

il

'

Avendomi

la

vendemmia, ebbi ordine

volontà
di

del-

mandare a

acconto, con quattro giumenti padronali

sessantaquattro monochori

di vino, pari

volere dell'eccidio Spettabile pagherai

oggi stesso sarò a Talei presso lo Spettabile. Stai sano, carissimo
In tutte queste lettere

«>

263 scrive Suchammoii ad Heronino:

trentadue monochori e con otto asini da nolo
or tu

(ttovc) la"

il

a mon. 96;

nolo degli 8 asini;

'.

carico di ciascun asino risulta esattamente di 8 monochori.

210

PAPIRI EPISTOLARI

SYROS

241.

* * *

.

.

UTTIT

.

.

V

.

tOVC

7]

Gvv avTO) enmXr^aGiv

(Jv

óf rovTOìV

sic

aiTiog

^^

i
sic

'

-

('^'el")

TO ToiovTO

yai-

(dilT

xuQVOv xalpixov
tvxaxi

TTOir^aor

sic

e

10

.

s

.

.

i

ytLveGihai

fTTi XQTf]Cofifv rjóii
sic,

atiTOv fig trjv afi-

{OQOìfJ-

d-ai
15

(Te

ei'xoi^icu

(fi~

a' (sTOVg)

x/?""

/If-GOQTJ

indirizzo esterno
]

l

1.

Incerta
trovarsi

1.

6. iSuQTLHy,

la
il

lezione della

nome

a cui

voce nuova

r

0fadfX(fiiag niaga) 2vqov

prima parte ove dovette

si riferisce

ma

-_

di

1.

7.

«utw.

Theadelfìa.
'

La data

è del 15

ad un carro per farne una cassa per

chiaro significato: adat-

capsa.
(w,"oi)

sabbia da

la

trasportare. Cfr. la nota al n.* 233.

si

apprende che

punire {qui un nome) o quei che con

ci

lat.

la lettera è di

Syros ad (Heronino)

front, di

Agosto 254:

che un fatto simile avvenisse. Or
poiché già

certamente da xuxpa

Trattasi di adattare (é.f«pr«>) quattro spalliere

tamento, montatura, impianto (f|«pr«w).

Mutila in cima. Dall'indirizzo esterno

xMpixov, voce nuova,

fai

che

al più

lui

;

e di questa cosa la colpa è di te che hai

presto

si

eseguisca la montatura

abbisogna pel trasporto della sabbia. Stai sano, carissimo

'.

di

permesso

un carro a cassa,

OORRIHPONI»KN/A IIKFiONINIANA

HVK08

211

040
*

^

x(((

*

n'HV
;in>i

^

((l'Ilo

I

r
iVf

iva

ovr

ctXXovc

ainagxiar

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",

^Z'""'
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avi or

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in{>i^

((

^X^l^'

5

irr

^).t^y^y

1

ic

a(c

tv noi 110) ytvrittti
10

oGctq
xcci

tav

<ff

(OC

fVQi^g {agra^Suo)

uv aiHuc

t-x

tt/.i-

ovoq iTTiGTf-iXor noi ttootf-QOV 7TQVV at
XTip'lì

TU

fXft TTif.lìpai

toouìoi/ca GB

15

67iiVX0f.i(a
/S"

{sTovg) TV^i

qi~

y~

indirizzo esterno

(fQ~ OtaótJ.qtiag

r^

Mutila in cima. Scrittura e segnatura delle lettere di Syros. Neil' indirizzo esterno
finale del

nome

obliterato, invece di «,

prima

di g^g.

indir, esterni fosse scritto HQax?.Hó]r^ o simile

tue proprie; quante artabe

tu mandi

invece

di HQùjveivoa.

La data

legge

soliti sbagli in

è del

un

r^,

questi

29 Decembre 254.

quei che ne hanno, acciò tu possa averne a sufficienza fino a che siano in pronto

'

le

Osaó. Pare che per uno dei

si

i

giumenti

(di

grano) poi tu trovi, queste quanto prima spediscimi, prima che

colà. Stai sano, carissimo

'.

212

PAPIRI EPISTOLARI

243.

2ÌVQ0C Ufìùììfiro) 10)
(JI/.(t((10))

Eav

^X'j'?

^^ '^"'

vi-'/^OtVKiìy

5

Xi^lOtlV

«no

ani

o)ìoc oivuQioìì'

f/'l'-^f"
I^ii-

nacuòog

Eiorjvato) (fQiorriGTì) Evrjif-oiac

«//«
ti

fioro%aì[ou) txcaoi iyivttai) q~

iirj

TTaoadnc tx torv

TTUQa aoi troifioii-QO)r
10

TU ìaa Q~

ii^g

lifting

avxbì araXoìjiiaTu (o)r

av-

/.)oyoi'

óo)a(fc)

xai

[lalii-

l.iat[a]

i\r^g

7TaQ\a[À]ì^fiìlJ(-oìC

15

aviov]

TTCiQ

[f-QQO)]G^((l

y" (fTovg) (fiuo))(fi <;~

ygajii-

at
tv^oiica (fi"

In data del 3 Ottobre 255 scrive Syros al carissimo Heronino

da Ibion, danne
pur cento
di

di

altri

cento monochori ad Ireneo front,

quei più freschi che tu hai dovendo

che darà conto; e ritirane da

Non
in n.°

è detto da quale Ibion

131 e 248.

lui

il

di

U dxoaiTitvtaoovomv

è

in

Se ne hai

dei

vini

loio prezzo servire per le spese di

n."

il

nome

sua azienda

'.

245. Sarà prob.

229,

menzionato senza

rimessiti

Evhemeria, dico mon. 100; se no, dagliene

ricevuta. Stai sano, carissimo

come neppure

'
:

Ibion Argaeou,

Ibion in n.o 135.

come

()0RIIIS1M)NI)KN/A

-

IIMKONINIANA

MVIIOH

'^ili

li44.

r-,
^

^vgog ìIqoiihyo)

IO)

-/«(iQf-iv)

(fi

/Juouóoc IJu).u

a/

tf-QOìV

Olì

anka

or

fiovo)X~
sic

TléVTTjXOVTa
yiivtxtti)

10

fx

v~

eoooìGtJui

Gt {vyoiua (fi~

y" (éTovg) (faoìcfi lu

m. xca

2^

óf'^ca

Tov yQcc~
15

rrao ccvrr^q

naou-

Xrjf^ilfjeayg
,

o)v

o

koy

00) ai

^W

In data dell' 8 Ottobre 255 scrive Syros al carissimo Heronino
ride cinquanta

monochori

calce dopo la data:
Papiri Fiorentini.

'

di

'
:

Dai a Palas front,

vino del più fresco, dico mon. 50. Stai sano, carissimo

e prendine da lui ricevuta; di che

ei

darà conto

".

'.

di Filote-

Poscritto in

214

PAPIRI EPISTOLARI

245.
jwt'W^^HSWTO*

to

^l'Qog Hooìvttru)

5

H^ ^hàÀri

t

x«<ofn'

(fiX

T(tì

*<^

*^
JlaQccóog

^(-Qìj-

(jQorriG-

ro)

bv

5

]

55

ex TOìV fUTS-

s

ve^d-avroìv aoi

ano

I^ioìvog

ìj

TaXti oirov

11

iiovo-

Xojga t(Jiaxovia

10

avo lan^avuìv rta-

ainov YQUfifxaTa

=1

Q

(V

Tt^e

o

xaraGrax/^TjTU) de

naQahjiÀìpfoyg

avTbì àia Tù)v

15
S5

naga

aoi xrrjvcov

1
1

enei

CO

o)g

P3

oidag

uno

7]

Tqixo)

1—'

* * *

In data del

]

.

[

Sett.-Ott.

dei vini a te provenuti

fatta a lui rimessa per

Mutila in fine;

margine
[lieioìfxai)

sinistro,

scrostatura a

1.

5)

dei

la scrittura

oìg

al

carissimo Heronino:

la

giumenti che tu

hai, poiché,

quale pare seguisse la conferma

nnoxeijua.

La

frontis di

Dai a Sereno front,

queste lettere.

di

(il

;

e siane

da Trico[mia] ....'.

La data

nome

di

ricevuta

lui

tu sai

dell'ordine

questo Sereno

dovette essere molto prossima a quella

in alcun' altra di

come

arrivava fino all'estremità inferiore.

un'altra lettera di Syros diretta ad ambedue, n." 248.

menzionata

'

da Ibion e da Talei trentadue monochori ritirando da

mezzo

dopo

[

255 scnve Syros

di

è

segnata quindi sul

mano

dol

mittente

arj-

della quale è perduto nella

Heronino come

La kome Trikomia,

della

si

i)uù

rilevare da

Them. mer., non è

CORniHPONI>ENZA lIKUONlNIANA

210

HYltOM

24(;.

^VQOC
IO)

H(tOn't ìb)

x«<(>Atv

(fc

llicoicòo-;

itQtóog
ìoì

ll((/.fc

(fu~

tpi/.o)-

tu 7T«0 uv-

f-ig

((ìu).oìii((t

(Di'

((

AoyoY ào)(TH oivov

f-x

lUìV f-lOlllOTfQùìV

itorox~ nfrvrrjxoì'Tu
Àa^ijiiaroìv ttuq

10

yQai^inara

luriitjOQu
yfi'ffft^w

Qu

na-

xrfi

Qa/.r^iiiìpéwg

r^

uvtov

àe

avTMv
(rx

Tù)v Tta-

GOL xn^roìv

2°-

m.

eoooìCO^ai Ga 6vxofJiac

y" (ttovc) xoiiax)

In data del 21

Novembre 255

scrive Syros al carissimo Heronino

'
:

u"

(fi~

Consegnerai a Palas front,

di

Filoteride per le spese di sua azienda, di che darà conto, cinquanta monochori del vino

piìi

facendoti dare da

Stai sano,

carissimo

'.

lui

ricevuta; ed

il

loro trasporto

si

faccia coi

giumenti che tu

hai.

fresco

PAPIRI EPISTOLARI

216

246.
Papiro

Lipsia n." 12 dell'Inventario.

di

2vQog Hgon'HVù) tw

(fiXiraTO))

XCCIQHV

llcwadog xai vvv \M\ovifiui

note

«^

5

f-TTi

o)V

[tu]

oì']ti (?)

xTiji'ftj

naga

i-xeic

[toj

[ao]i oirov

fiovoxoìQa [ojxfw fTOifio-

TéQMV

a[X]X[oio)r] i^iovoxMQoc

exarov n[e]vt7]xovTa
[o)v

hiv]ov fioroxoìoa

TQtTTjg

exarov reraQTrjg fioroxoìQu

10

nevrTqxovTa
avTbìV

xiqg

rii^nrjg

xw(>[o]tiO'i^c

riray'

tig

fior tXa'ixoin' xTTjuazoìv

akXa narra
ira

15

ii

Ho

presente la lezione

meno

óo^i^ro) avro)

ola rovro o riray'fxog

/iìj

iUnodiaOri

eQQwalhai

e" (srovg)

vfiag f-vxofiai

rv^i i^

(fikiraroi)

corretta di questo papiro già data dal Prof. Mitteis, e la

retta gentilmente comunicatami dal Prof. Wilcken.

I

ai

cor-

supplementi sono miei.

In data del 7 Gennaio 258 scrive Syros al carissimo

nimos, già un tempo preposto

piìi

Heronino:

'

Consegnerai pur ora a Mo-

giumenti, otto monochori del vino più fresco che tu hai presso te

e centocinquanta monochori di quel d'altri, de' quali cento del (terzo) cinquanta del quarto tinello
il

prezzo

di

questi dovendo servire per la scassatura degli uliveti

la scassatura

La

non abbia ad essere per questo impedita. State sani

ma

siagh data ogni cosa acciò

'.

lettera indirizzata nell'intestazione ad Heronino, nel saluto finale è rivolta a

cioè ad Heron. e agli altri del suo ufficio, forse
{à/.).oio)v

;

se ho ben supplito).

Monimos, già preposto

carica della vendita dei vini che riceve,

scassatura

di cui è parola.

anche secondo

Ved.

le

il

lettere di

ai

la

d'uno

(t)/mg)

di cui si

tratta

pììi

provenienza dei vini

giumenti, è ora vinaio, om>7rwA7^c

prezzo dei quali deve servire per pagare

Monimos

(n.»

;

i

;

egli s'in-

lavoranti alla

209-11) e sul nrayfxòg la nota al n.» 196, 10.

(10RI(lhr(JM>KN/A

IIKiKtNINIANA

217

Milt'iM

247.

2Lv^o^

lliiiiit

lÙtV IO ^VÀUfJlOi

'/rf

in

i((ì'cixf)r

ntv

(TDV

lOV KTl

I

IZ>

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3
10

l((l

IO .tuQii

'/iQ^iin

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Òl((7TH)((-

\lhit XKl Òì'YH-

II»

tiuviì^c VHOOlOh-

ìpui avtuQxoìg

unu'S

f-Xf-ic

Axi

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(tì'dxniii^T^

iiKts:

G

Idi

ìiii

1 1

ni-oi

dt-

t7Ti(ritX'Ab)v

1(1)1

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Tov avunf-iilpui xuv
•4

vvr arcenf-nìpov ira

15
(Ty

fti^

yi-rr^iui

XQi-tic

noog

Gt (fuvkoìv yoaiiiiuTon'
f-OOù)(T^Ul

fjf
'/.

f-ryoiiui

y" {tTOvgì

20

(fi

iv^i X

indirizzo esterno

Hooufiro)

(fo~~

&i[ud

]

niaga) ^vqov

Non trovo

9.

1.

'0;j'.>w ?)

bisogno
13.

1.

altra

menzione

di

(n.°

xs^to

(o

forse

pel passaggio del quale pare potesse esservi
di

buoi di rinforzo.

Axt dat. forse per Axsl o

Axrjv

questo

(n."»

giumenti

di

cui

Axtji,)

qui

troviamo

all'acc.

222 e 226) ed Axr^xog
è

parola non pare

abbian che fare col trasporto

di

legname

Pare

di

Heronino a mandare

si tratti

di

un indugio

di cui sopra.

senza ordine speciale questi giumenti non so per

17. cp(tv'/Mv ygctfifiaroìv, int.

dell'amico Syros,

ma

qualche ruvida lettera non

dell'autorità superiore,

forse

con minaccia dello arocaKÓrrjgl

226), al gen. Axt] (n.°

132). I

1.

Poscritto marginale, H'koy avxauivivoy, è questo lo
di cui sopra,
Il

legno

{mimosa

Sv'^.r'gtoy

che qui è distinto dalle legna da ardere.

di gelso,

come quel

di cipresso e di

akantha

nilotica) serviva eìì èniaxBvùg uT^^faywy (prob.

macchine idrauliche) come è detto nel pap.
del Mus. Brit. (Ili, p. 186

n.°

1177

7ì.

qual cosa richiesti.

In data del 15 Gennaio 256 scrive Syros al carissimo Heronino front, di Theadelfla (indir, est.)
'

al

Quando Demea abbia a trasportare quel
passaggio dello Chtho e subito

ei

legno, forniscigli

i

:

buoi che tu hai, se ne abbisogni fino

potrà ritornarteli; quanto

al

mandare

i

giumenti basta solo

218

PAPIKI EPISTOLAKI

che tu ne dia ordine ad Akes e mandali pur ora, che non
tivi termini. Stai

sano, carissimo

Poscritto in margine:
il

legno

di

gelso, fornisci

'

abbia a venire con te a lettere di cat-

'.

della legna da ardere

foraggio

il

s'

ne ho assai

in

pronto;

buoi quando trasportino

ai

'.

248.
2i}Qog Hqwvìivo) xcu
2fQr]vo) Totg gcXraToi[g]

XaiQBiv

Eav

fv TOìv ravQi-

xov

5

JiovvGiadoc

TTfi

orrotfQ

nciQ\e\xt]T^^

imo

Vfxo)[v]

(feQOjLitvov

ano-

a'S{o)va

Hg

I[^io)va

J()yaio[v] xai

rj

oìQa avrov

eTiavayxaaT] tov xar

10

xataXa^rj tov xaTaxì^ìjvat nalg] v\uiv naoaaxst€ avTOì TQoqag xac

tw

TavQe[XaT]rj tip' Gvvtf

^€iav

15

óanavr^v ava WM.ov-

(sic)

sic

tu yotinnara

T£g \iov

x£aOr^x\ai

M.

uvayxaiia-

zoì

sic

sic

(lari

ò' [yiovg) iQQUìaOai
20

vfiag f»'xfo/(««

(fafievwi)-

xO-~

1.

2.

Sereno è nominato come

Vediamo

front, in n.° -240.

qui che la sua frontis, di cui ò perduto

quella lettera, era prossima a quella

nome

il

di

[<f)[t^]

1

Heronino

5.

Dionysiade prossima

al

lago

e

posta

1.

10

La

frase che era stata costrutta con

fu poi riformata con xarciXu^rj;

Them.

nella

di voi,

ma

ènnvayxuarj

l'idea

yuyxdar] ritorna poi neir«V«;/x«<r^«r(. della
scritto uvròv

mer. era assai distante da Ibion Argaeu posto nella
Poi. mer. presso Tebtunis; front, di Dionysiade era

un

dallo parti vostre.

in

sulla via fra Dionysiade ed Ibion Argaeu.
1.

rìUQfQxr^Tm otìoteq vfxwv passi dalla parte di

6.

1.

11. x«r«/.9-7;>fa,

avendo

in

mente

il

dell' è7T«1.

17; fu

taurelates.

recarsi a far sosta presso di voi.

allora Horion.

In data del 25

Marzo 257 scrive Syros

ai carissimi

vicino a voi un dei carri da buoi di Dionysiade carico

r ora

lo

colga da doversi dirigere su

satura; appena riceviate la
carissimi

\

mia

di

Heronino e Sereno
di

voi, fornite ai buoi

lettera

apprestatevi

per

'
:

Quando venga a passar

un asse trasportato ad Ibion Argaeu, e
il

foraggio ed al bovaro la consueta spe-

tale

necessaria occorrenza. State sani,

iikkonimana

nnnTiisPfiSMiKNZA

219

hvituM

241).

2ìv(>og

Hinii-

riiìo)

lui

xit^ai

lov Si

.

.

i

.

.

sic

H

t-TTl

/Ù'ij

11^

ov-

ILitQia
aie,

10

7T0)

X^^'i"^^'

i-yi-i

a& [(vxon\iu

à" {fTovg)

15

(faQifwv^i) y~
indirizzo esterno

HQùn'€ivo)~

1.

Dev' essere

7.

non
1.

10.

il

nome

di

nn onelates

di

Evhemeria,

allora (fin di Marzo)

vi fosse

ancora fieno verde

ad Evhemeria mentre ve n'era già a Theadelfia.

del frontistes che allora era Ireneo.

Forse per una più tarda seminatura avveniva che

In data del 29 Marzo 257 scrive Syros al carissimo Heronino
di

non

,

'

:

Fornisci fieno verde ai giumenti

poiché in Evhemeria del verde non ve n'è ancora. Stai sano, carissimo

250.
2vQog Hoioretru) rw

(fiX

XcciQéir

XOV GTQaT\lOì\TÌ^V
ey

^f

TiXs ...

.

.

.

.

.

o[j']

CtjTfG-

.

.

(:7ny{o)j.i(:V

.

.

sic

sic

6Vx)-ecog

£

r^ffai

i7T

.

avTOV

.

6

rakei
.

.

.

VOI X

vr

.

ti~q-

'.

220

PAPIRI EPISTOLARI

xctr [v]vv

.

.

xato)

[fQ]oo)<T[xf^ai

aevxofica (pr'

10

d" (fTOVC) luaoQTj i^~

indirizzo esterno

(fQ~ JiovvaiadoQ

Sigioìvi

Il

pessimo stato del papiro, tutto scrostato, non

lettera che comincia col dire;

A

1.

6 pare compaia

La data

è del 5

il

nome

'

Mi meravigho come mai

della

kome

Talei

Agosto 257. Per una

lettera ad Heronino, un'altra

permette

ci

a

;

il

militare Filone cui

9 forse

1.

f rt ylxarw

l'indirizzo

questa

mandò

'.

?

mentre una mano ha intestato

delle solite oscitanze,

ha segnato all'esterno

leggere che poco di

di

'

ad Horion front,

di

Dionysiade

la
'.

251.
^VQOC

UqoìVÌ-IVù) tu)

x"'C^'^

(fi

Eneiixpa aot Ji]fitav tov
l

xaQvaQiv tni ^v

xav-

Gifiov HQancùìvi

5

xai

o)

sic

danavì^v xac rag TQOcfag
s" (etovg)

evxoficci

1.

2.

Demeas che

tera ad Heronino

il

carro es-

di óiaxB

sendo tirato da buoi.
1.

5.

(fC

altrove è detto taurelates, qui è detto

karnaris o carrettiere. Torna lo stesso,

Herapion dev'esser quello

In data del 5

1.

di cui

abbiamo una

foraggio. Stai sano, carissimo

al

fornirai a

;

lui

la

252.
2:vQog Hooìiiro)

x(ci

Jiovvaio)i X"*("4'']

or
5

jtf-r

i^r

iiooxog

o

hx'^ hX>f-i^(fu

óoO^TjVcel

nucQtaing avKo
xfd

y

TTftn

to/,?

nota qui l'omissione

mvqoig.

carissimo Heronino:

'.

Ear

188). Si

innanzi al dativo.

Sottint. x«t

7.

(n."

let-

Ottobre 257 scrive Syros

carrettiere per legna da ardere per Herapion

eQQitìai/ai Gt

rf

(f){a(>ì(f>)i

11 ala

j'fi-ofifroc

((Vidi

(Tv

o ^/lovv-

'

Ti

ho mandato Demeas

consueta spesatura ed

(ai

buoi)

il

il

.

lIKKoNlNIANA

()0UI{IS1'<)NI)KN/A

tur

yi

fìim:

un

XKi

ii{)iiìii

Xtvdhv
lucvv

Cn

SYIIOM

;ilil

'l>i).io-

uri or

(tri

nirm

itvtrty xin

10

H^

/i'rri'/iyV

txt-

yt<{)

xrQun; iiov .tXtmti

tt

urinr

ytt(j

ty!h<tìt

'/i^qì^-

ni.

L'"

h(t{tu)(j!h(i

V fitti; tTXtvxojKti
t" {novi)

15

lì,"

((>')V()

«storno

iii(iiri/./o

Iludlllfdl

In
(li

data del 14 Novoiiibrc

darò a l'alas ò riuscito

a Filoteride

e,

h;i

suo ^'rndiniento o

di

gran bisogno

L'indirizzo esterno è pel solo

essere un addetto
di

Alypio

(n.''

la

ragione

di

all' ufficio

di

131) conosciamo

questo scambio

abbisognasse per un

(")t[((()\h/.(f\n\((q

(jfJO

Syios ad

l'57 scrivo

preso da Palas quollo

signore Alypio che

<Ji^-

'

averlo

Heronino

Heronino

come

Se

il

vitello

che ordinai

ritiene presso di se, tu o Dionysio recati subito

lo

State sani, carissimi

(|nj.

front, di Theadeltia

mio

'.

Questo Dionysio dovrebbe dunque

'.

Argaeu nell'anno

differenti forse per qualità. o

Palas avesse

sacrificio e quel di

il

non pare potesse essere quel Dionysio che da una lettera

e

front, di Ibion

di vitelli,

'

ricambio, portalo qui tosto, che tanto ha ordinato

di

(h

Dionysio:

liui(niin(j e

le

4'-»

(256-7).

Non

so imaginare

età? può darsi che Alypio ne

qualità di colore o d'altro richieste dal rito.

253.
^vooc

flou)

ì'f-i

ro)

A
T(l)

(fi

X«f(»fM'

Jlagaioxfi de\.)óog

Sìqi-

MVi (fQ~ JiovvGiaSog
5

(xìv

a(f

ano

fX^'S TTctQa aoi

y~'

Xip'[ov o]{r[ov]

ftovox~ 7tevri][xo]rr[a]
yiiveTtti)

XO)Qovaì]C
TOì

10

v~

fi

HC

TTfi

Tct

Tifirfi

TTccQ

amoùv

av-

araXiuìfiaTa) ùìv ?.oy{or) òwai
sic

xai ót^ai

nao avzov

yoiafx flava) rr^g TraQaXr^fiXpeoìg

£QQù)ad^ai

i" (erovc)

Cf ei'XOfiai (fiT
;(ofax

15

In

xd

data del 20 Decembre 257 scrive Syros

front, di Dionysiade del vino che tu hai,
de' quali

da servire per

Papiri Fiorentini

le

spese

di

al

carissimo Heronino:

del 3» tinello,

sua azienda

;

'

Consegnerai ad Horion

cinquanta monochori, dico mon. 50,

e tu ne ritirerai

da

lui

il

prezzo

ricevuta. Stai sano, carissimo
29

'

222

PAPIBI EPISTOLARI

254.
«^Hi«>fca

/
^VQoc HooìVfiroì

lOì

qi'A

IJaQaóog IJQwra xagncovr^

5

\^

xtrif^iarog

Tì]q

TtjUijc

2naQtiarov

vno uviov óia-

YQaqofXfvr^g eni rQan[t]L,aq

^lÀparov

oivov ix toiv

yf.

anXa

troinozeQor

XÙÌQU ÓiXat^
10

/.lovo-

TOV

(tìQ

fiorox" XoyiCoixavov
avrai ttqoc rrjv yivo/xevrjv
TifirjV

tov xtru-iazog evrsv-

!>tv òt
if.

15

óuyQaìpev

2[i\X§av(tì

ÒQaxnccq fxarov yiirorrai) iàgax,uat) q

xai ór^Xoìao*'

fxoi

naQh-

xn^jiiarog avro)

óbìxeg

ano noiov

fQQOìffO^ai

sic

f" (fTOVc)

20
V4,*-v*5^

2'"^

m.

tài^fv ói

,<i

i^>-f

y^«^,

frTTfVXOfXai

ano xtì~ XqvOo-

sic

Xoov avrai

.;;

Ci-

óox/r^vai,

:t.

(^)(l|tHti)

ohiiuim

i:ir,

11."

in

ii."

me

ili'l

ll^'lio

Hill.)'

può

is liuti

(III.

x((i>/i(n»'»/, iit;(|iiisil
l'Ir.

1.

In

I

(mHOl'i* i|Ui<l|ii cliit

I

Injiiillllo

for/nil

o

;

iimiin

||

colilo riiryHOclioii

|iii(|('i(>,

iji'l

in H^r.

I.

u simili,
ó.

l'nit.to

tii

pi'l

i|ii:il('

t'^'li

(iiiol

potliMO.

n)i<;if'C«s

illt.

ifijuoaiti,;,

7.

l(^i-1itf«i,

iinii

ri(;or!(>

il

elio (jui ò

volto

Ili

Arch.

iMcritto

l'V. Ili

la

ji.

1F>

Rornniu di

frutto del podere.

prozzo dol vino elio rlcover/i da Meronlno,

il

t'ol

(lata

sfruttatoro

del
(i(>l

(>

ti.i

mia

Si^tteinbn»

poiliMì'

lottofii

;iliiiir .lilra

in

chiliaii-a.

(li

podere

(|ol

;ic(|ilir<'iiti'

di

Piirc fosso

il

scriv(^

l'5!»

pt;!

trova

l'ossero

proprio-

In calce d'altra
dati dal pod.»" di

pensare che

Synis

al

da

pn,'//,u

carissiirio
lui

hai dati. Stai sano, carissimo

Poiché però

'.

ei^li

dramme.

trattamento 6 oHcura

di

Alypio)o

monoclioro

il

Sylvano od lleronas.

'Consegnerai

:

a<l

lleronas

per Silvano (chiliarcha

l)anca

alla

qiir-sfi

al

dico dr.

?)

prezzo ricavato da quel

100, e

fammi sapere da

'.

di

la lettera è

ma

l<K)

di <|Uosto H|)Ocial

lloroiiiiio

dramme,

mano, che dovrebbe essere quella

Chrysochoo

(ciot"!

is(;riLL(j

vino più fresco calcolandogli

non fosse scritto da Syros,

ciò

ora Hfruttatore e huI quale

(ì^ìì

rapporti d'affari fra la gestione di Hyron e

i

llnroniiio

podere, ond'egli iscrisse por Silvano (chiliarcha?) cento
glieli

cui

por noi elio non conosciamo quali e di qua! natura

ijiii'hIo

sl^'iu ([imlo si

Spniliaiio

sodici nionocliori semplici del

qual podere tu

di

La rajfiono

st>^J;l^lll)

vuloro

laltd

oi;i

si

aveva accreditato Silvano por

().

nomo

|4) poi

(j,

aveva

(lov'uHHorKti calcolato Hiilla ItaHe dei pro/,/i fatti dal

pfo/./.o

Il

«IraiiMiio

cfr.

a muo credito

citati)

ivi

JIoronsiN

nntn^Cl<

df/ ";'("<'/»/

delitti

(fii

conto

l'J.

l:iu(tni<ri>r ò

poiloro HpArtianu.

alla Ijiiiica
11) |ii'r ,i|ii»ivll.(» •> Il

228

HVItOH

iiirio ilo!

•.!7I

II III

lIKKoNINIANA

COItllISl'oNhKN/A

da un

Syros

(?):

'

rimasta fra

dell'ufficio di

ha fatto sapere che

le

carte

di

gli

furon

Heronino, dovrera

Heronino stesso.

255.

*

:f:

*

[

Àog r

.

.

.

[

Tiv[

xcu óì^XwOor

5

iioc

ola rov xom^ovTog
(Tot

ctvrr^v offric

£xoi.ua^i] 2^

m.

1^
10

Frammento
segnatura e

la

di lettera di

maniera

ronino. Data, 11

di

cui

Novembre

259.

portato. Stai sano, carissimo

'.

la
'

sQooìGd^ca

^" {erovc)

a e evxouui

aUvQ

(fi

X
is

non rimane

segnar

m.

di leggibile

data in due

righi,

che

sei linee della

parte inferiore. Scrittura,

propria delle lettere di Syros. Forse ad He-

fammi sapere per mezzo

del latore di essa quale è stato

.

PAPIRI EPISTOLARI

224

256.
J^VQOC Hqoìvivoì TOJ f/t/-

laroì y^cdOfir

TQia Cvyoravga rtXia xai
sic

?

aa

.

.

navTog

5

.

TTi]X^rr

i^Qct

tx

i{-~

aranf/x-

tqottoi'

Uior àia rov xagrov ano-

(fioonfvu

Moi\i\Dvnir

tic

[«/]/« navTUìC tni

X?*'"

ì^

sic

*

1.

3.

CvyoiKVQCi, cfr.

àeaua e
1,

4.

il

n.° 167.

*

*

réXeut cioè coi loro ^vyó-

[(Tr]>;o« ?

le loro l^svyXca.

Incerte

le

1.

due prime lettere

forse

;

(j(p[tyxr]r]()n ?

7.

cfr.

sul recto del n.° 167

Cw-

ad ogni modo col carro tre gioghi a timone da buoi, completi

ma

di

premura poiché

bisogno

il

V

PBr. Mus.

II,

Mnii»vfxiv, ved. la nota alla lettera di

Mutila in fondo e mancante quindi della data. Scrive Syros

Moiethymis,

ravQsu Cioar

(p.

di

e

Diodoro scritta

123).

carissimo Heronino

al

11,8.

'
:

Mandami

15 cubiti da portare a

'

257.
2vQog HQUìveivM
roì

(ftXixaTOì) xaiQtiv

OixovofXì^Gov a(f
t^tiQ naQtc Goi

(rìv

i-x

TdìV fTOt/lOTfQOìV

5

o)GT6

Avyyoì yvi^ivuGiaqyr^GavxC)

óexangono) oivov
\xovTa

Mutila

in

fondo,

manca

oìv

quindi la data. Syros scrive

hai presso di te e del più fresco riservane pel dekaproto

servire pel

pagamento

carissimo Heronino

'
:

Di quanto vino

Lyngos exgymnasiarcha .... nta [mono-

'.

chori], dei quali

Forse seguiva wr

al

fj

di

tijnr)

.

.

.

,

dei

quali

(qualche tassa

?).

il

prezzo valuterai a

.

.

.

.

dr.

il

monochoro, o dovrà

.

IIKlUtNINIANA

(K)URIHIMtNI)i;N/A

HVHOH

iiiiii

258.

^'t'(K>C

ll{ni)Vti'ii)

i<<ni)

Toii;

lu

uri«)tò(n'(U

<yi'f'

óf-(Ti^i(<g

Manca

la

data e

la

porgeranno questa mia
duecento fasci

titolo, si

((Vl(i)

(Uu

iiciiii

.ti(h>\n\o>

xtu

ÒOC (ixn

{]}•]

lettera,

di fieno e tre

ITj

xoi

óiaxoa(\t(Q] x((i

uQiu^ag

TQtt[c\

Didymo

artabe

di

e quei

orzo

che con

lui,

di

darai,

perchè siano

e gli altri siano persone estranee all'azienda

sorta.

'

A

di

quei

che

ti

lor proprietà,

'

dovesse dare quanto qui è detto, come cosa

pagamento né ricambio

nov

chiusa della lettera. Syros scrive al carissimo Heroiiino:

Pare che questo Didymo
qual

l).-

((VKoy xoaiov

xiìjat-i

O-iqg

(J

X'" {"''*'

yQ(tnn((i((

70<s

Ilo

di loro

alle

quali,

non so per

spettanza e quindi senza alcun

226

PAPIRI EPISTOLARI

TIMAEOS
259.

C

HQMVivùìt

Tif^iaioc

^-.'

^

xaiQiiv

(fi

o

il

T(o[i]

'e

Kav

'1/
'

iZ^^^

su

Vi

/

vvv xaiQov fX**S

f^'

tv

'

vanefilpai

C<1
1

i^

ra (Ttragca

I

rj

ir^v TiZ-ir^v

xai fia-

'^

^

Kiot^ ori sav

/>f7f/)

S
o

a

Ó7j

Tov uXXov aaxxov

firj

rj

a-

sic

X

Qy

ì'/rj

a-

*6

i-TT

amor

nkku. Travrcog a-

?.

o

-<

'^

'X,

ÌS

^

^i

<^

aigatibìTì^g xareQXiTS
^ic

10

^
o

o

xai co xut avxov sv-

ri-XxJrj

vani-ftìpov avi a {-QQwad^ai

Gh

•7

i-vxofiat,

CM

-^

'-'-j

Senza data, quantunque

lo

spazio non mancasse. Scrive

sarebbe tempo che tu mi mandassi
l'altro sacco

damele

(le

le

granaglie

il

Timeo

al

loro prezzo e sappia Kiot che

oppure non venga qui a versare quel ch'ei deve, verrà da

granaglie) di premura. Stai sano

Questo Timeo figura

in

una lettera

dato da Alypio per sollecitare

gli

di

:

Ormai

s' ei

non dia

carissimo Horonino

'

ma

tu

man-

all'ufficio di città e

man-

lui

il

militare;

'.

Alypio

appresti per la

(n."
óóffig.

133)

come addetto

Pare che qui

si

tratti di

qualcosa

di

simile,

OOimiHl'ONDKNZA IIKItONINIANA

con

<|U('.sL(i

Hia in

daH'

(l;iii:ii'o,

sia por colpa

non

}j;li

'Timeo

clic

sia

sii:i,

|>cr

a

porche

lo

(nt'hj) di

ò cortainonto

ót't»

spedisca col resto
(pianili ci

con

grano.

lloronino o

della,

versi in corsivo

fosse familiari» a

Il

elio

lìi^

all'iilìicio

racco^Iiiìrli

a

le(4gosi

Kiot

vorKaiiioiiti Hia
;

iii

però era

qu(;Hti

aveva ancor

elio

^ranagln;,

'la

in

mora

dar«li,

e

o cho poi Honso non convorrohhe

7

I.

i

Hpodirli

(;

Kiot dove dare l'altro hucco ad Horonino

iJtói^.

oppure deve recarsi

Tiiiioo,

di

HpoiliLi

.siaiKJ

paro Iohho quel

(|iialc

un'orronoa acrithira por

i

due versi omerici
parole

ripetizione onlatica dolio

gonto del suo

essoro uno scrivano o
i

di

colà

dovoa

(|ii:ilc

il

allii

di

elio

227

egli

stesHo a laro

versamonto

il

ihivo.

Notovolissimi sono

di

colpa

dava, mi altro sacco

riferirò

stro,

llcronino,

di

iiriicìo

od jispnlLa

citi.i

in

«l,;i

TKVrilON

ma

dormian tnttanotte

'

anche

noli'

regolare nncialo sul margino «ini-

ironicamento allusivo all'inerzia

'

seguendo l'uso sempre vigente

o,

unciale o ben corresse l'orrore v por

in

tutti

ma

pi(;cola

in

Timeo

(.'ertamente furono scritti dallo stesso

ulìicio.

y()<(iiii((itv<;

scritti

ambiento

ij

nel v. 2".

basso e greggio

cosi

pei testi

letterari,

Vediamo

qui

<;he

dovette

non scrisse

come Omero

questa corrispondenza

di

Hero-

niniana.

TRYPHON
260.
? Tovcfjoìv Flgcoveivo)

Ta

?

nQ\oc avQiov

Xvaag\ nsi.iXpov
ij

avrà

ano

nag
agra^ac

x]qsi^i^c
sic

xaXwg

]

tJ"

€V^i]]ao)

Vj/Xdov]

£0)c

ae aX\Xa
10

avrà

?.oyo[ig

sX^ù) ngog

{.U]

xca

rvv

agguìoO^ai

aixsX]rjai]C

ae

]

/.largr^aag

svxoiiiicu)

ceófX{(f€)

isTovg)\ /9" ,uexig iy~

Mutila lungo la parte sinistra

nendo conto

di ciò e

;

mancano quattro

confrontando col seguente

n.»

o cinque lettere del principio delle linee. Te-

261 ho supplito

nome

il

del mittente Trj-phjon,

Sento quanto siano incerti taluni dei supplementi che propongo. Anche nella data,
è

certamente

§'\

ma non

si

può escludere che potesse pur essere

In data del 7 Febbraio 255 (o 265?) scrive
'

Nel rimettere

le

segna metterò queste cose nei conti (nostri
ora. Stai sano, fratello

'.

?)

finché io

.

.

.

venga da

artabe
te

;

numero dell'anno

i]^".

Tryphon ad Heronino dandogh

cose per domani manda, oltre a quelle,

il

di

orzo

;

il

titolo ù\ fratello:

fatta a

modo

la con-

bada però a non trasandare anche

228

PAPIRI EPISTOLARI

Pare

si

tratti di fiergriinaTa

pagamenti

zione di queste derrate da Heronino a cui

si

in

derrate da farsi l'indomani e

ingiunge

di

unire al resto tante artabe di orzo. Prov-

visoriamente Tryphon segnerà queste partite sui conti del suo
conto air

ufficio di

aspetti la spedi-

si

ufficio, finché

non

rechi egli a darne

si

Heronino.

261.

TQV(fO)V ElQÌ^VCUO)

Tag anoXvi/iaug

vno

fioi

sic

HqWVOQ TOV

XOff/IT^TOf

nvQov ctQTa^ag

uxoffi éni
sic

€V

rrj

Gav

TavQivov

X'ì]fX{iaTiaov xai

avaXwaov
TQiriqg

(V'
J-^

tni

fioi

rrjg

lov (fa/nevu)^

a(v} às xai

10

eóolhiq-

[f]óox/rj(Tav

iv^o^ai

eQQOìfflhac (Tal

•"

xaxs
(iTorg) «" (faf.i£Vbìd-

In data del 27 Febbraio 258 scrive

mi furono assegnate
per

dal

Tryphon

al carissimo Ireneo

kosmeta Heron, poiché furon date

in

'
:

Le

Taurinu, registrale

in

al tre di

La

lettera é indirizzata ad Ireneo che certamente dev' esser quello stesso di cui

phamenoth (= 27 Febbr.)

ad Heronino ed era front,

conosciamo

di

se pur già date. Stai sano, carissimo

ambedue

agli ordini di

trovarsi fra le carte di Heronino.

Par certo che Tryphon scriva

kosmetes Heron

sappiamo. Taurinu

di cui

avere e dare

'.

abbiamo

Evhemeria. Rientra quindi nella corrispondenza Heroniniana

fra Ireneo ed Heronino,

nuli' altro

è

di

Alypio

città

y~

venti artabe di grano che

me

porti che

(fiX-

sic

(cfr. n."

lettere

pei rap-

;

171),

venne a

ove doveva essere questo

luogo noto da queste lettere come spettante

Tryphon non

alla cerchia di affnri di

Alypio

ma

tenga a sua disposizione registrandolo come ricevuto da Taurinu e dovuto

a

vuole che Ireneo

lui

da questa data.

lo

(n." 132),

ed anche della sua autorità.

esige

il

grano,

(•()KItlHPoNHi:N/A

ItuNlNIXNA

III

iNCKirri

INrKKTI O ION«»TI, AI» IIKIlONINO

ad

i(;i\(rri,

229

iiki^onino

2(;2.

ll.^iDiK tei

Eonì,c

iiof

byti

ii^xidìv

òro

i((C

()(.((-

ovv yoi-

i(,n,yH': i-.n

(ixi

/((tinti

tic

tic

xì^.toc

L^n
XQV,Cf-t

iicyn

(rÌKt'iniòoc

iì^<;

((ioroc Ttì^yfÀoiv fv-

((t'Kiy

,'<("

n'i'i,'i^

{-.Il

(I

XI-

sic

(coyn ((vnycaxpov uoi nvv

noe.

lOVTOV

TTiQl

10

tm

KcvQixov
loK ak/.a

15

ar^f-ucov

ir]

ovr ov

yuQ

(cnì\Xcc^tY
si

avi or uU.k. ttkv-

f-v

7rQ0Tr]Q(fi,y

IO

m-Itll'OÌ

\ri(

xfQiuaog

txi

ioti-

ror rcìyyiv
SIC

(hxa

ÓQi(X}i(')i'

fQQOìGli^at

1.

0.

©eolertcTo?,

parrebbe che chi scrive fosse

il

Theoxenide. Tale fu un Auxanon secondo
e forse

un Dioskoros secondo

vede però del

nome

il

n." 232.

del mittente

macchina da irrigazione

front, di
il

n."

147

Quel che

1.

un solo

non corrisponde

9. o xTjno? (coyst,

mancando

l'

asse rimane inoperosa la

Incerta, per guasto del papiro, la lezione del

Niifuiog: invece credè poi Vitelli (PF.

I

p.

9

di

il

'/.,

8 cub. Heron avea

Ora che se ne richiede

cub., la spesa, a quel tasso,

di

65

dr. sulla

somma mandata.

del mittente

;

parve dapprima poter leggere

nome

senz'altro esempio in

documento pubblicato da
*

:

Il

ìegnaiolo

Vitelli sotto

Hermes ha

di

il

guarda a che

n' è del

Papiri Fiorentini.

questo acciò

io

mandi

i

buoi a prenderlo

danaro, poiché allora valutò (Hermes)

il

mio

24.

cen-

un

l'orto di Theoxenide abbisogna

asse di nove cubiti e mezzo, adoperati a trovarmelo prestamente, che l'orto è inoperoso;
di

sarebbe

95 dr. e dovrebbe esservi quindi una rimanenza

La data non fu segnata. Scrive il mittente ad Heronino
tosessanta dramme per due assi di otto cubiti; ora, poiché per
dunque risposta su

rice-

di

nome
di

di

cubito, 160 dr.

49) poter leggere ref^ieiioc,

questa corrispondenza. Sul rovescio {redo) framm.

e quindi la coltura dell'orto.

per due assi

14. unrjlXu'^ev,

vuto, a 10 dr.

si

affatto a questi nomi.
1.

(7tVX0i([((l

;

ma

di

premura

cubito a dieci

e

dammi

dentr' oggi

dramme.

;

Stai sano
30

e
*.

PAPIRI EPISTOLARI

280

263.
ÀVQTj' EvTTOQUxìv Koxaic.

MqùìVIVù) X«'("^"'

fxrjvog

xQiOrjc aQta-

è

ben certa

la lezione del

testazione,

come pur

la

nome paterho Kokais,

forse abbreviato nella desinenza.

formola della ricevuta, è diversa da tutte

non ha riscontro che

tamente privata, simile a talune

di

quale anno, come neppure a qual titolo

in-

nome Euporion non

Il

il

giorno 2

abbia ricevute.

le

cer-

Wilcken), colla quale Euporion

n." 714,

es.

p.

dichiara ad Heronino di aver ricevuto dell'orzo in misura di 27 artabe

senza dire

altre.

Maximos. Abbiamo qui una quietanza,

nelle ricevute di

degli ostraka (cfr.

le

La

L'uso del prenome Aurelios pel mittente e

ricorre in alcun' altra parte del carteggio Heroniniano.
pel destinatario

(agra^ai) x^

/?«c f-ixoGi f-TTiu {yivoviai)

5

Non

AvQTfj

di

Può

Mesore

(=

26 Luglio)

darsi che costui fosse

un qualunque acquisitore avventizio, estraneo a quella amministrazione.

264.
* * *

rag Evóai[i(ori
o)v

.

Xoyor òoìOti xai

rag uXlag ovv {ttvqov aora^ag) q
fv

f-ioifioì

at^Qiov

5

exs

yag

xTtjvrj

ciTToareXko) ini av-

tag

2'i

m, toooìGOai at tvxon\ai
{firma)

1^

m.

HQOìvtivoì (foioritaiì^)

Qgaaw

10

ifTovg) ly"

Mutila nella jìarte superiore.

Ordine ad Heronino front,
questo un certo numero

di

di

La

<'>w.7

x.'/~

(corr.

firma è simile a quella

Thraso circa una quantitcà

artabe da darsi o mandarsi

altre 100 artabe tienile in pronto poiché

di
di

'

da xr-)

Alypio.

La data

è del

26 Settembre 266.

grano che trovavasi presso

di

ad Eudaemon, delle quali darà conto

domani manderò per esse

i

giumenti. Stai sano

'.

Di

lui.

;

le

(•M|il(IKl'iiNlti;N/.\

lintMNINIANA

--

INi'HUTI

o UtNOTI,

281

IIKHoNINo

AI)

t{i{itii<s !t((t

Oh

i-vy(tiii(i

(firma)
H{ì(i)ìt(

')

(-tatcoii)

(j <i

(noiK) l^' .Vw.V

X(<

Piccolo frammento non senza importanza. Della lettera
sotto la firma che è simile a quella

ma

ad Hcronas front,

lo

chiama suo

=

18 Settembre

Thraso,

di

Segue

figlio.

2()9,

al

quale Heronas è diretta una lettera

regno

il

il

saluto

finale

con

Alypio. Segue l'indiriz/.o notevole perchè non ad Heronino

di

la data, e anclie

mentre

non rimano che

questa notevole perchè del 21

Gallieno non supern

di

Heronino

di

i

lo

di

Ma

[inni.

(n."

274) che

Thoth dell'anno Vi

su tutto ciò veggasi

quanto ho detto nella Introduzione pag. 58.

266.
^ ^ ^
]ìp

.

.

«; óf^xa

]}-yroìr

vai

i-ic

.

.

.

]vì'[

[

.

i

ì^r-[

]

.

xaioiuuntQOìV oiiagioìv

]

.

.

r

óiuaTC(Xì]ì'cn
fxar[o])'

]i>fi'

5

ti

.

]avTa

fxeXevùa

(.lovoxMQa

T/,UT|0'[o]r

eggoìGltai ae évy^
(firma)
HQ(iìv\ei\voì

10

Frammento

di lettera

](fuoì(f[i

mutilo nella parte superiore e nella sinistra;

ne rimane. È diretta ad Heronino front
(1.

di

4)

e potrebbe essere Alypio

colui. Trattasi di

che

si

qQovr{

vino del

;

piìi

commette ad Heronino

né a

ciò

da un superiore che, dice

il

di

cento monochori

(Sett.-Ott.).

È

il

tempo

quel che

aver comandato {èxéXevaa)

di

questo, e del suo apprezzamento

óiaarcùi]ìca èxilevaa fa pensare ad

dal mittente al óucOToXfvg su di cui vedi la nota al v

Phaophi

di

cattivo stato

contradirebbe la scrittura che ha buon raffronto nelle lettere

stagionato e

{ri^ur^aor);

in

una ordinazione data

Della data non rimane che

delle ultime operazioni vinarie.

il

mese

232

PAPIRI EPISTOLARI

267.
* * *

TU naga

fxiv

coi xn^vìi

[

vttìj-

]ì^

[(!v]vr;(h]c:

rj

QfGia

f(Tro)

f-[To]ii(og

^r^Qoc Toig xiì^ai fiov

x[cx]l
i^

x^Q^f"?

xai

'ìì\qoc

xai xQeii/Tj
in sigla ^^

=: eoowa'hct

tvyonai

(Tf

HooìVi-tvo) cfQor^

10

Frammento

di lettera

f'^X^'Q

'^~

mutila nella parte superiore e quindi

d'

La

ignoto mittente.

scrittura del

saluto finale che serve anche di firma ha raffronto in talune lettere di Alypio, e cosi pure

tenuto

di

senza dir

quel che rimane che ricorda la lettera di Alypio n.» 127. L'indirizzo è ad Heronino front,
di

dove. Della data non è segnato che

probabilmente leggo ora i^"; sarebbe dunque

mese d'inverno,
appresti,

il

1'

il

mese

e

11 Gennaio.

il

giorno; questo che lessi già

Come

nel n.»

126, che

mittente, annunziando la sua imminente venuta ad Heronino,

servendosi anche dei giumenti

occorre pel consueto trattamento

;

di

aggiunge

cui
il

gli

si

parla e

si

richiede fieno verde

'

è

dello

dispone, quanto è necessario pel bagno e

mittente che

si

tale essendo

il

/y

più

stesso

dà ordini perchè
quanto

appresti pure pei giumenti eh' egli

avrà seco del fieno secco oppur anche fieno secco e orzo. Notiamo che nella lettera

non

con-

il

pasto consueto dei giumenti

n.»
di

127

di

Alypio

orzo
'.

CO|{HISIM)NI»EN/A

IIKIIONINIANA

INCKUTI

M.NOTI,

<>

AD IIKHoNINO

23H

12()H.

<^/7SuM

li^

\

^W
HQO)r]t-tro) x((t

y]((toKf

]èvroii(<:

5

.

]

.

Ktyv^-

Kìì-

(X((ì(i>^

\i-y()i.;

arofff-iovg
sic

]lpo)

novTUìv

10

.

.

.

OèOìv fniiQf-

\tTri7T((Qov()ì^g

yi-YÌQuiftrai
\v

(d'iT^g

uXXu

^quyvxaxuìv

\xr ìjì^oafiì^r

hdi-

]

.

fiar TTCtVTbìV

]

.

Tov rvyxurir
sic

\^Gtoìg vrrr^ofioìr

15

x]ccTfth^(faii(iV

]Te Tit'Xtj

xara

iv \AXt'iarÒQtue
r^utoccc

Tram

t

20

\Xiì'

arf7Tf-i(-

-i>J^^

Mutila a sinistra ed in
dell'intestazione

si

altro frontistes che,

fine.

Manca

quindi

il

nome

rileva che la lettera è indirizzata ad

come

p. es. Ireneo,

possa essere Alypio né Appiano o

Heronino

e

ad un

ma

Il

piuttosto un qualche subordinato.

Herapion

(n.o

188),

ma

d'altra

mano

Da

altro,

avesse prossimi rapporti con Heronino.

simili,

unciale, è di tipo simile alla lettera di

del mittente e la data.

;

le

quel che rimane

probabilmente un

mittente non credo

La

scrittura, semi-

ultime cinque righe,

234

PAPIRI EPISTOLARI

pur dello stesso tipo e modulo, sono d'altra

mano

tutte le righe non è possibile supplire, tanto

piìi

di

questa corrispondenzii. Trattasi

può pensare a supplire

(ùroGi'ovc /.óyovc)? Si

che

il

la

metà

di

soggetto è affatto diverso da quello solito

una controversia forse

di

Mancando almeno

e d'altro calamo.

circa imputazioni fatte allo scrivente

Etth {nome)

in principio:

o s^aioerog dtxccnQiatog

togov

tvvoittc taxì]xiry ... ?

269.
* * *

xo(fiv{

ìjrig

iGTlv i7rayoìxtyu)[r
àfVTfQft f-nti

Qa

5

t'ìr^g

Tjfif--

TQVydìGl i-xf-Ko-

fXf^l

Guv

TTj

ìj

xui lag oinjyag
xia TU'; (il nxug

óf-

G((o\y\u{v\ag xai f-vioXag Xu^t-

TOìGav

01

orrjXuTai f-iravfQ-

Xo/t^voi xofiiGca Gol Tovg

10

f:QQù)GO[ai] Gt fy/o-

xo(fii'ovg

Hai
Q

H()0)rivo)

ìf

0tadtX(jiug
sic

sic

ó~

Mutila in cima. In data del 24 Agosto 257

Alypio

(cfr. n.-^

fani

[domani, cioè]

si

.

.

vendemmia

di portarti
I

i

;

134*),

oppure Appiano
secondo

il

ed abbiano pure

(cfr. n." 175),

ai

quali

scrive ad Heronino front, di Theadelfla:

si

oivrjai diconsi le

A

riferisce X èxtioìGar

delle

gane o paniere che servono a portarle;

il

1.

Pap. Beri. 417, 14.

25 Agosto), poiché nel giorno seguente colà
e sia dato ordine agli asinai

5,

dovranno por mano

quale ordina ad Heronino

uve
il

(ved. la nota al n.» 175

alle uve. In altri papiri si
n." 5)38).

1.

32); qui

proprio vocabolo sarebbe oivuag,

sargane che avean servito pel grano devono servire per

yavag x^Q^ov, Oxyrh. VI

.... co.

alla
di

vendemmia

il

provvederli delle

/«e oivr^yag è aggiunto nell'interlinea xai rag Giuxug. Propriamente

donne portatrici

specialmente destinate

'

'.

giorno qui indicato in uno dei poderi del mittente
necessarie paniere e cofani.

(=

uva come da grano,

cestoni cosi da

cofani al ritorno. Stai sano

vendemmiatori,

mittente che dagli ordini che dà pare debba essere

il

dì degli intercalari
i

tnayo^ a

(etovg) /lUGoqtj

le

uve insieme

trova menzione

di

si

come

dicon
lo

è

tali le sar-

Ginxag.

alle altre forse d' altra

sargane

di fieno

Le

forma

(ówóexa guq-

Cofani e sargane per uva matura iGnafvh]) son menzionati

in

INCKUTI D HiNnlI,

CdUUISI'dNHI.N/A IIKUiiMNIANA

IIKHONINO

Al'

2'^t)

*>

1270.

* * *
|r

((i'itii\

\ti>

((.;

o|i%'

\i(<

un

frammento

altro di quella cerchia. Trattasi di

pronto per essere spediti a (qui

xt<t

Kiiy

/>^s"

*

IO

((i'\

hf mntt\ut

n^

.

[

(j{>i)yit\()o.:

*

cortamente diretta ad un

lettera

di

.

itittf >'foi(fi

*

Piccolo

.

i'j'/noi'C

t\yi(
r>

yui^

il

f'rontistes

non so quali oggetti

nome

di

di

legno

una kome) per mezzo

dei

che può essere Heronino od

che devono esser tenuti
(giumenti

?)

in

della frontis.

271.
* *

]

.

.

.

]0-rjg

]r

*

M\(f\eiXeY òe 7TQ0ti{l\i^qfYai xottqov ttqiv
M(feXr^i>r^Yai ori

ay sverò

o(ffi).(-tc

yag

r]

TQvyt] tcov nccoa Goi

aiSsiGÌHii

2* m. sQQ(iìai}ca oe ei'xoina

Frammento
lettera

di lettera

acquistato dal Vitelli insieme ad

altri papiri

Heroniniani. Era pur questa

certamente diretta ad un frontistes che ben può essere Heronino; vediamo

poche righe

di

chiusa

il

Alypio, di Appiano e di

destinatario severamente redarguito
altri.

Pare

si

tratti di

una non ben

come

lo è

riuscita

Heronino

vendemmia

concimazione non provveduta a tempo opportuno. La data non fu segnata.

infatti in
in

queste

più lettere

o raccolta e di

di

una

PAPIRI EPISTOLARI

2r5()

MAXIMOS
271.
Dal Museo

Alessandria.

di

Ma'^ifiog Hgon'i-iì'd)

7 0)

TiaTQl Xf-QflV
sic

z/o$ Eq/k-i

ano

sic

Lifi"

In data del V>

conto al cuoco

comunicata dal

Novembre 264

Hermes quattro

>

tu)

fiuyf-iQù)

lov tfiov /.oyov

i-QOìGOe

me

f^i

OIVOV ÓlXUìQa TtaaC(QC(

;")

Trascritta ed a

<

scrive

(Si-

f-vx^ìH^
sic

sii;

uOvQ e"

prof. Breccia.

Massimo ad Heronino chiamandolo padre:

dichori di vino. Stai sano

Heronino come funzionario

dello stesso anno.

degli tvaxrmoveq.

Il

Il

lo

stesso delle

suo conto è quello eh'

cuoco Hermes

{si

alla casa degli eùax-,

sappiamo

chiamava

tempo, ebbe un cuoco che

Massimo possa esser

si

non

di

rgr^yógiog (n." 166).

quello che Alypio dice suo fratello nel n.^ 163,

271.
British

Museum. Pap.

-/l'OTyÀ/oc

AvTO)V(ov
.IroTjXiuì

lot

n."

Mct'SifUìC.

**

1210

atee

GPBM,

x

(liiÀoif-roi'

Hqoìì'iìo)

1(1)

rr<(-

X"i'J^if'

;r((()i-/.[u]f}oy

«[,7«]

yfrrjiifao)[v]

ricevute

ei

che riprodu-

doveva avere presso

pare fosse ripetuto e poi abohto)

può essere un qualunque o anche uno addetto
in qual

Dai per mio

'.

Questo Massimo che chiama padre Heronino dev'essere

ciamo qui appresso e che sono

*

III,

p.

173.

Massimo. Alypio, non

Non

crederei che questo

CoUKISl'ONDKNy.A llKHoNINI ANA

loil

l'h/l

I

(inor

Itili

S

tfKOKJI

XdiV

UH'

ut

fi(H'<)X<i>(J<(

iit

(<,iAi<

(Hi IH'

IT)

()t((
(ì'

Oli ut 01^

i\((\

I.

t.

Kenyon

/,

()'(!(

piuttosto

(p. 'A'A)

/{«("'sì

1.

9.

come

il

nome

in

/[mitaiov)-^

1.

cioè

giorno.

il

il

nomo

Athyr che segue

mente, forse come intestazione
ove

proprio suo posto

al

fu segnato

alla partita

è segnato

il

^.'ifi

Jo. ÓKc xdfAi'/.on',

Le

che

si

ripete, collo stesso errore, nelle

ma

s' in-

di

per questi trasporti o

vino pei quali abbiamo visto che

1900 monochori

seguente
e

soliti asini

il

fiexu(f.0Q(à

carico

di

un

asino suoleva essere di otto monochori, talché per

?

oziosa-

mese

alte cifre spiegano l'impiego di camelli piuttosto

che dei

ci

sarebbero voluti 238 asini! Prob.

però, anche con camelli,

questi

essere spediti in più mandate;

il

giorno.

1900 m. dovettero

cfr. la

nota

al n.' 1.39*

(ove corr. la cifra 753 in 746).

Nel mese

di

Choiak (Nov.-Dec.) dell'anno 264 Aurelio Massimo manda per mano

Filosseno ad Aurelio Heronino eh'

Ho

'

(('/'

f-(tfT«()(<xov-

tende che debba valere anche e sopratutto per quella.

mese dev'essere

del

I

date seguenti, fu omesso nella prima data,

lettere

i

dopo

^iiji

(C/'"

(uvov

^ytyn((t)

numero dell'anno è scritto fra duo diversi sej,Mii L, S signitìcanti frovg comò in parecchie lettere
Heroniniane. Poi il segno S elio Kenyon ha rappresentato così

i)'tvn((t]

()t((x()(ri(<

del portatore.

Il

()t((x(t-

(h'o

((

x(((ttkii)r

(h((

altre

— i'c

ii(iri)Xiii(j(<

KTffttott

propone dubitando

;f(f*(j<oV)

nello quali ò indicato

I

h'ii^xov-

xioitJ.iiir

i\ti(

itof(>xi'>{>((

ii7fÌL(i

i(,i/,i<

ic/''

t(ì(ì(((^((xnyi

I

"'^

XK/U-

()ll(

(h((X(KUit

onniiii^

((

t<x"'

Hill

<)

{ytriiKi)

l'i

.\utt(x

1(1)

X.'/'

Kilt

b|

|/|'/

l(,')!'(»'

^

UftiUUK tt'h'lf

lo

1

2li7

nrttxtttfnt

yi/./ix

te/'"

{yiit
L/,V

/l 11^

III I'

MAXIMOS

ei

chiama padre questa

lettera in cui

di vino,

Similmente,

il

dico

mon. 1900.

il

Antonio

di

gU dice:

ricevuto dei prodotti agricoli degli Spettabili (prod. dell'anno 12°

monochori

di

=

264) millenovecento

3 Ottobre 264.

25 Novembre, a mezzo

di

camelh, monochori semphci

di

vino in numero

di

due-

centosessanta. Dico mon. 260.
Il

27

Novembre similmente, a mezzo

di camelli,

monochori semplici

di

vino ducentoquarantadue.

Dico mon. 242.
Il

30 similmente, a mezzo

mon. 244

di camelli,

monochori semplici

di

vino duecentoquarantaquattro. Dico

'.

Di questo Massimo, che certamente è
n.o 230, noi

il

àuearoXavg delle lettere di Alypio

non possediamo alcuna lettera; perciò ho collocato qui

ad Heronino da noi possedute, queste due

Papiri Fiorentini.

di lui,

in

n.i

139, 139* e di Palas

fondo alla serie delle lettere

che trovansi all'estero e non furon lette da me.

31

PAPIRI EPISTOLARI

238

HERONEINOS
272.

tT^

f^'X'^'

H{Q\(in'fivog

Tw

Ear

NeiXa

(?)

aóiX(fu) xaiQeiv

Tjófwg extjg xeÀev-

dov ào^r^vai

toj

Axir Caxxovc avo
ovàf iva txopLer

STTC
sic

«g taGÓs

fir^vfiaag
sic

fQQCoai^cci) Gè svxioficei)

'\

^y^rWij

1.

1.

SeiXu, V «

come

in alto

riduzione del

nome

in abbreviatura.

Seihi/nfiioy.

Questo

{erovg) e"

Nj

È

forse

una

nome non

ri-

corre in alcun' altra lettera. Forse era nn altro frontistes

un superiore addetto a quella amministra-

.5.

Àxty, è l'asinaio

che conosciamo da altre lettere;

nel n.» 247 (Syros)
\.

7.

fiTjvemuc:,

di

il

dat. è

per oscitanza

In data del 31

1'»?

scritto

rf;

ne risulterebbe

esempio eh' io sappia,
Patìiol.

s.

mune

gr.

due « pare

i

'.

in-

senz'altro

fiijueindn?,

ma non impossibile (cfr. Lobeck,

441 sgg.) e forse equivalente a

fttjt'Kureg

sarebbe mesata o pagamento mensile; co-

è però piuttosto

il

neutro t« fitjyuaa sul cui
1.

9.

con tre aste

Maggio 258 scrive Heronino a Neilas chiamandolo

fratello

'
:

Compiaciti

dinare che sian dati ad Akis due sacchi, poiché neppur uno ne abbiamo pei pagamenti

mese. Stai sano

voluto

siasi

special significato ved. la nota al n." 132,

yixi.

fu

due; poi fra

trodurre uu

(doaeis?);

zione.
1.

invece

navri ?~

di

di

or-

questo

.

(!()|{UIHl'(tN|)KN/A

IIKUt)NINIANA

IIEUONIM V"K

23'.l

i27;{.

oy

.-\

^y

• >

.

.

.

Tm

xrQiiii

II

AÀt'TrlO)

01'

llfilnìUVOV IfQ

71{UQ(C)

2ilt>'}Q0)

-v
'ritv[{ii\y(n<

M^s

((.IO

<)i

:ftt{ih

i ..

OV

7T^(T

i]nnq (h

/Uy

T)

.-H

lOfToi'ioi

ne

.v^n-

.

.

h{tyuaoiit!h<

.

òioxjvyic

rrjv rifioìv

x((i

i-o)>i

(CIO

(ti

iKc

aoiihUa

10

^sS^J(-

xoiìì^

T((V(Jiroi<

f-oyu-

xutn^r

ir^v

fig

n

óioìovya tur aov (Jkji-

(VQfltr^ria

J-UjU'K

xf/.f-vdt

doiì]

iv'/jt]

(71)^

tj,»

»

.

ttotu

I

/.utcec
-

T

»

t

V

r

-

i"

xuivr^

Ti]V

f^ig

7

óioìovya iva egyaCov-

r

15

•-i

Tf Tovxo yao

r^i}e).i^Gttv

sic

U7T0 ^a'/OO) XtQlUi

01

dovrai ira tviuxior
To foyov yèvrjca xui

xwfirjca

20

ano

oi

xoìv ^vyoiia-

ibìv foyaGoyì/ui yoacfO) Goc
sic

''\\^^yr^

ovv iva TO óo^ov aoi
foooìoO^ai Gevyoaui

ngax^i,

xvQiov svTi'xovrra
naroixr^x'

25

C~ entKf iy~

[sTOVc]

1.

11.

La formola usuale, scrivendo ad

èctv
1.

aov

rtj

autorità, sarebbe

tv^t} dóSg xfAerff«t.

20. ^vywficnvjy, trattandosi di

un canale nuovo, dovremo

intendere della congiunzione del nuovo

coli'

CUI si dirama, e delle chiuse da pratticarsi

/
tamiti,

come abbiam

agger

ai

lavorano
finito

e

il

due

allo

nuovo canale; quei

sbocco da

cui,

di queste.

ivi. I

po-

le

della

kome

quando sarà aperto, dopo

nuovo canale, passeranno

missione

da

visto altrove, lavorano al xr<^^«

lati del

dove dovran porsi

altro

in

questo

le

acque,

chiuse per governare l'im-

s

PAPIRI EPISTOLARI

240
indirizzo esterno
Tu)
al

xvQioì

f.iov

AXvmon niaou) Hqmvuvov yo~

disopra presso al margine superiore

e{TOvg)

a~

avroxoctTOQOìV xaiaagoìv

OovX^iov lovviov Kvr^Tov

si

2iui}uo)

mano

legge d'altra

Titov ^ovÀ^iov lovriov Muxqiuvov xai Tirov

svGf^f>n' fvivxoìv Gt^aavoìv

u"

!/oìlh

In data del 7 Luglio 260 scriveva

Sathro

front, di
tera,

(li

al

suo signore Alypio questa

carte, fu in parte obliterata o detersa
(egizio)

che

•^

seguente

e

l'anno

modo

segnata a tergo, nel

vi fu

sue

le

vede nella fotografia qui annessa, quella

si

data dei nuovi regnanti Macriano e Quieto

J

let-

non abbiamo, a quanto pare, che

cui qui

minuta, poiché vediamo che rimate fra

la

%

Heronino

abbiam detto a pag. 56

dell'

di cui

Introduzione.

Trattasi dei lavori per un nuovo canale dira-

mantesi da un
ri

fra

^

già esistente e estendentesi

alti'o

A

Sathro e Taurinu.

questi lavori attendevano,

ciascuno dalla parte sua, quei

Sathro e quei

di

s
di

Taurinu. Sathro, come già sappiamo, è tutt'uno

7-

con Theadelfia

-I

7

kome

la posizione

;

la

Taurinu, trovavasi fra Theadelfia e l'estre-

mità occidentale

conosciamo

di cui

del

dovesse convergere

lago,

verso la quale

pare

nuovo canale. La lacunosa

il

ed incerta lettura dehe prime righe non permette

sapere che cosa chiedessero quei

di

Dalla
'.

.

.

1.

.

3 in poi

si

di

Taurinu.

legge e s'intende quanto segue:

e noi intanto

lavoreremo

al

nostro canale

finché (vengano?) quei di Taurinu acciò lavoriamo
in

comune

al

canal nuovo, se alla Signoria

piaccia dar ordine che

si

trovin per noi 10 potamiti

perchè faccian lor lavoro
quei di Sathro

si

ti

->vyi.-;ih'

1

al

si

compia l'opera mentre

kome lavoreranno

scrivo acciò

si

canal nuovo, poiché

dichiaran disposti a dar danaro

acciò più prestamente

quei della

Tua

dagli argini.

faccia a tuo giudizio

'.

Tanto

u

(•n|{|(lhl'()Nlii;N/A

9A]

m"l((iN'l"IVfiK

lli;itoNINIANA

li74.

ll{)U)VHV0<

hukoìg
Il

TTonjfTtg

noi iKi'iK

oirnv

ll(fiiir(i()

noi'

oxio)

ói)(_oìO(c

i-x

i<

o

f-ìó<i>(ji

tour

nn>

nuo

Xovaoy^oov Aaiìuìv

avrov

(nitrìifior

ne YQUfiiiia

òro

yoii(((ji((

itn

rfot'g

vidi

Iti)

(101

•ic

xt-onu i-oo(iìa!)ui Of-vyionui)
lu

[hoik) ly' OoìU lU

far

óf-

ÓO::

uvioic

c()J.o

yoiiaoir

/.cti^oìv

'Jt-^.inair

rt^v itt/n^r
sic

»-•.

=^

-

-il^fi

4fnf.-il'
«irli''

1.

1.

Su questo Heronas

figlio di

fcf.

**''**..

Heronino ved.

265

n."

1.

voce

soma anche
tuttora

6.

senso

di

misura

di

al

carico.

nostro
Esiste

greco odierno, cosi nel senso

yofi«()i nel

soma come
1.

forma volgare equivalente

di

nel

monochori per asino, come noi abbiamo già

rilevato altrove; cfr. la nota al n.°

e Introd. p. 58.
5. yo/uKQiM,

in otto

in quello di

di

soma normale

di

ritirava

il

consegnerà questa mia lettera due some ossia otto dichori

il

danaro che

rimetterà

danne loro ritirando

il

prezzo

'.

'.

.

.

intendere che

di

il

latore

un asinaio che

certuni che

non

chi fossero.

vino

ti

ti

fa

vino per commissione

In data del 16 Settembre 266 Heronino scrive al figlio Heronas:

ei

ci.

.

della lettera e ricevitore del vino era

sappiamo

somaro o somiere.

(fixojQu oxxu), e così definita la

11. Hfhoaiv, questo plurale

di

Poscritto in calce dopo la data:

'

Sarà bene che tu dia a chi

vino del Chrysochoo, ricevendone
'

Se un'altra soma ne volessero

PAPIRI EPISTOLARI

lH2

275.

[Toì XVQIUÌ iiov

Hqoìvuvoc (jq" 2aO^QO)]

A\hi7T[i(t)

^6»
xrj

tvr}

na
rr^

ev

ngoa-

2:c<0qo) xcu

r^XUtcv avTO) ainoìfitVOI ntQi

10

roiTon'

T(/)v

atyi-

{(yo)vi(TTO)v ti' TO)

uXoì

xca uXXort

(tìQ

éyoaXpaq

ly/iftv tiìqi
sic

ovv ó

15

Tog

ù)f,ta-

Tor aiyiaXov

irtg

lieta Tov Jlora xat tov rvfi

^evTQenaH

ij

neQtf'irj ree

xafxaxia aXlor

aXua

fv TO) aiyialuì xui

20

icfrj

ICVTM OTl ovx e'^ov

uXXor (ni^r^vai

2a

eie

TTgoatj-

x€V aXuveiv aviov

«e aXXovg xonovg ano

25

yaQ axoirwv eariv
aXog

e[xt]i [yqaifuì]

iva To óo'^or aoi

1,

17.

«/wi'/rrrw;',

di

delimitati, appartati

o,

1.

15. Il

vocabolo qui usato, cantonati; cantonamento

1.

17.

pescatori)

non

stando

al

che

eseguiva a mezzo dei pali o palizzate, xauuyMt.

nominati a

1.

24 che circuivano

ai pescatori.

non esemplato
1.

13

iMoTs

mutila;

ma

luoghi {per

segnato

aoi ovv

rrQax^'^ì,

lezione certa; parrebbe, secondo quel che

segue, non trattarsi qui di luoghi disputati,

si

o aiyi-

ywt'iZui

tyoini)((i Tjiuf,

il

cantone [yuma) as-

Avremmo dunque un
invece del già noto

ri.°

qui

yiofióo).

a diatribe di pescatori

risce la lettera di Alypio ad Jloronino

fii)

si

119

rife-

elio ò

ma

il

soggetto delle lagnanze o diatribe non

è in quella lo stesso di qui.
(f

e V

son

certi.

nota, dev' essere

Questo
1.

(o

21. uvju)

Forse

24 «vTov

\.

uno

Il

suo

prime righe oggi

di nord^iMv.

due pescatori.
dev'essere colui che volendo

pescare in quel luogo avea suscitato
pescatori.

tov %]u)^u<(to? ?

una forma abbreviativa

e l'altro prob.

J[top«»/

nome

le

proteste dei

dovette essere segnato nelle

illeggibili.

OOUUIHI'ONDICN/A IIRUONINIANA -

lotloia

(.i)iiosta

HHKiio

(Il

tanto

sopproKsiono
lo

di

I

1.

f

liniilo

ma

(india,

in

ilntoiHa in

liiti-ia,

l.i

assai più cho

fjnolla,

in

non

traccia, di altro

mano

o

la

miimta; vediamo

l;i

da

Alypio

ad

ò lUnxiuo rivolta

infatti

chiudo

hi

Hcrittura fu,

lu

riconoHcono cho pocho

si

Horonino,

il

omesso, b(5nchò

Io

.

/.tm

,

.

.

quale ritenne pur
spazio non manchi,

data che cortamente non avrehber potuti} mancare nell'esemplare inandHto ad
in

ovidenza, corno

cima a fondo, un conto

so^no

di

soppressione

non sojìprossM,
ili

scrittura

la

ijiiando si vuol scrivere sul rovr.'scio e

limilo

lia

i|iiello.

di

trasporti di vino, di cui giova

^/oyoK

Ti]

(h'/~^

(f

prime linee:

le

(pii

x~

avn^ ìjitou due orr^(kuiov)

.'/

aXka

rilorii

occupandolo da

ò scritto,

tv (il

iÌQUiìVl

C

verm

Sul

oiiOKiìg Sìotinvi

àtx^

l^

iy~ Signori

àix~^ i^

lo

SÌQioìri

àix~^ i^

it~

àia iwi

i-fio)r

/Jo{.ov

xtr^ruìv óix~^

x~

e così di seguito fino all'estremità del foglio ove l'ultima data leggibile è di (fuiiifvoìl^) a".

cevente è sempre Horion che solo nella prima menzione è qualificato
l'Horion frontistes delle lettere ad Heronino

dunque

di

met-

(Hi (tv

it!-i((<jo()((.;

/o/

scritto sul verso è

in

con Mpuf^na o |janno ba^^nato,

(oihc}

Ino^^lii,

|»in

non rimano alcuna

linci»

La lotterà

l'.

Alypio. La dotorsioiio
In

tntt.i

alano

<'omn

XI X.

torse porche non eia clic

salulo

tere

di

(101

h «lolla sUjHMa l'orina, della btoHha

'J7.M;

sotto linoo (luasi nulla rimano; della intostaziono non rimano visibile che

prilliti

prini;ipio della

(jui^sta,
il

elio

In

lottoro. Dolio
in

tutto similo al n."

paroli' Y(ta<f(o

st(»Hso

collii

in

(1

24K

IIKItONKlNdM

Heronino. La

di cui

mano

di (figornarr^q).

parecchie sono ricevute

di vino.

da quella della

è ben diversa

Il

ri-

È certamente
Questo conto

lettera,

ma

è assai

simile a quella di altri conti di Heronino che qui abbiamo.

Debbo avvertire che
in luoghi detersi,
11

senso che

(non cantonati
egli

(mandò

?)

si

?)

me

di pali vi fosse

oggi è in taluno di quei luoghi, singolarmente a

può ricavare da quanto rimane

Sathro, vennero innanzi a

in

'

vedevano tracce abbastanza chiare

la scrittura della lettera, di cui già si

nella spiaggia,

come tu

lui

(forse

di leggibile

un

sarebbe

magistrato)^

di

converrebbe eh'
ti

seguente:

muovendo accuse

Sentrepaei a (scorgere dal

posto per un altro pescatore sulla spiaggia, ed a

colà la spiaggia è di giunchi. Tanto

il

circa

già altra volta a noi scrivesti intorno ad essi

insieme a Potas ed a quel

che un altro sopravvenga in Sa

25-28, affatto svanita.

1.

scrivo acciò

si

ei

faccia

choma

lui disse che,

?)

;

or

te parrà

luoghi

dunque

se nel ricinto

non essendo possibile

faccia la pesca in altri luoghi,

come a

i

'.

dacché

PAPIRI EPISTOLARI

24:4

CORRISPONDENZA HERONINIANA

HERONEINOS

276.
HQbìveirog Evà[(xinori
TU)

xaiQfiv

(fi

IluQi-Xu^nv TTctQu aov ne c(tio\Xv-

5

fTTKJraXnarog tov[

(}(\}'t\a

((01

t[ig]iov

AXvmov

ÌQ)[a

i.(]oi

f-'ì

za

eig

xqcc-

[rca-

ara(htì fiata) u)v Xoyov (Jw[(rw

oivov \l.i\ovn%oìQa f:x[uiov
* *

Mutila

in

fondo; non pare manchi altro che

simo Eudaemon:

'

tissimo Alypio per

Ho

ricevuto da te

spese

le

di

i

il

dell'

saluto tinaie e la data. Heronino scrive al caris-

cento monochori

mia azienda

Euschemon che può

di

vino assegnatimi per ordine del valen-

che darò conto

di

'.

Eudaemon ad Heronino, Eudaemon

Nelle due lettere (n." 190-1) che abbiamo di

a questi, per ordine

*

essere Alypio,

ma

può anche essere Appiano secondo

171. Qui è detto esphcitamente che l'ordine

la lettera di questo, n.»

viene da Alypio;

che nelle sue ed in questa lettera figura come speditore, nelle lettere
l^fimr^g (ved. la nota

con Heronino.

Ma

ivi)

e nella lettera di

Ninnos

n.^

spedisce vino

di

Appiano

è

Eudaemon

detto nuQa-

213 apparisce come avente conti

ricevuta

di

sarà poi lo stesso?

277.
TO) XVQIO)

/^lOV

A[kv7Tia)

Hqw vetrai

n{aqa)

&q[

sic

HQorvtivog (jQ[ovTi(Ttrjg

&eaótX[(ftiag
5

Ei

hav

.

.

.

i>jj

.

[

Xoyovg (?)....[

frammento

Piccolo

notevole per

mente con

i

di

lettera di

Heronino ad Alypio

curiosi svarioni che contiene.

altra formula

complemento secondo
segnato Onam» invece
tera mandata.

una

la

di

;

11

di cui

non rimane che

la intestazione

principale è la seconda linea che fu scritta erronea-

senza apporvi segno

di

soppressione, fu poi scritto in terza linea

onde

si

ha rw

formula

iniziale,

x.

/(.

A.

Hq.

(fg.

il

giusto

0t. Nella 2^ linea era stato

Thead. che equivale. Certamente era pur questa

la

minuta

e

non

la

let-

APPENDICE

A complemento

ili

tutta questa raccolta riferisco qui appresso quant'j ho potuto conoscere dei

papiri Heroniuiani inediti esistenti nll'estero (de' quali ho

zione) distmguendoli coi

spettante secondo

il

numeri

(lat(j

il

novero a pag. 41

sg. dell'Introdu-

registro generale (p. 48-49) ove figurano nel posto a ciascuno

del

mittente e la data.

ALESSANDRIA

Museo

Delle nove lettere Heroniniane esistenti nel

stato e intieramente leggibili
di

;

sono

le lettere di

Kopres

Alessandria, due sole sono in assai buono

di

e di

Maximos che furon

esse anche pubbhcata dal prof. Breccia, e che noi abbiamo riferite sotto

altre sette, tutte

frammentose

e in deplorevole stato di conservazione, io

i

lette e
n.i

di

leggerne

il

(la

prima)

208*, 271**. Delle

non conosco che

grafìe favoritemi dalla cortesia del prof. Breccia, delle quali io riferisco qui appresso

mette

una

le foto-

quanto mi per-

cattivo stato dei frammenti e la naturale imperfezione ed insufficienza della

riproduzione fotografica.

-

153.*

ALYPIOS.

IliaQu) A{kv7i\iov

Jov[vai\

.

.

XI]

.

Xa]fX^avov(Tiv
.

5

.

](tìv

X

xara

Tu\^ì]v [xiccv oXag
(del.)

v

i.iì]va

exaffTog ttvqov

.

.

xca NétXo) avi/ oìv

ano rov

.

ì]filGV

.]/&>

(c

'/MH^ClVOVTltìV

[t]o

uQ\yvQiov u
Papiri Fiorentini.

frfG[T(o-

(del.)

To]g fii^rog ai^vQ agra^r^v

a\v

\ccq-

7ro[n']

/.(i-

[

tXapi^avov
J'

or ...

.

32

PAPIRI EPISTOLARI

246

exaaroq

xai

10

TxvQOv agra^r^v
rifilai'

{.iiav

xai

uQyvQiov xai

Hqùìvì-ivo) (fo"

Novembre 268

0èa6{f-X(feiag)

scrive Alypio ad Heronino:

quanto ricevono mensilmente (per salario?) cioè un'artaba
a datare da questo mese

La pessima
il

di

Athyr

e

si

coli'

sono diverse dalle due nominate

il

altra simile pur di Alypio n." 135*.

come pur

in quella e,

stretta striscia di papiro in cui

altre.
di

almeno

.

.

tes e Niles, invece di

',

1.

quelle,

3-4 v[ni^Q

Le due persone

non nominate

<)ìpoìvi\o)r.

alla mensilità in derrate.

in altre di

Qui manca

la

qui nominate

queste lettere.

conferma

nella fotografia, che

Soltanto nella prima linea

Harpalos ad Heronino con

-

si

si

HAEPALOS.

distinguono tracce

poche lettere

di

14

linee

la intestazione Jliaga)]

quah non rimane

È dunque certamente una

AguaXov come

di

di

quasi niune, se non incerte, in

in talune linee e

legge chiaramente ugnalov.

delle

nel nostro n.o 182.

lettera

E mutila

tutta la parte sinistra. Della parte superstite qualcosa potrà forse leggersi nell'originale,

cosa

dell'or-

Alypio, che è in quella.

182.*

leggibile,

,

grano per ciascuno, un'artaba e mezza

danaro che coloro ricevevano oltre

Probabilmente anche qui sarà da supplire a
d'

ad

Si dia

ricevano pure quanto prima ricevevano di moneta

prescrivesse circa

Questa lettera va confrontata

mano

di

'

scrittura e le lacune, oltre alla imperfezione della fotografìa, impediscono di leggere

resto in cui pare

dine, di

(?)

{ttovi) té" aO^VQ t'~

15

In data del 1°

wv

ma

in

sarà

poco o niun momento.

191.*

-

EUDAEMON.

Evàcecfxon' Hqmvivo)

Seguono tracce

di

otto linee di scrittura delle quali solo poche kjttore sparse sono leggibili nella

fotografia. Superfìcie scrostata e lacunosa in
ni

vino mandati ad

191, 276 e le note

Eudaemon
ivi.

e da lui

pili

ricevuti

luoghi; mutila in fondo. Forse trattasi di carichi
nella

sua qualità

di

rraQaXì'ifin]??

Cfr.

i

n.'

190,

-

214/
Unii)

A'/i'Ij'k

I
I

(CIO

inno

i-o(Hi)(i!h(i

y"

in tutto lo altre.

La data

Il

X^

txtiHn'

y'cj

x((i

iioio^^

tvxo/iuc

(Ti-

x!)

ii',ìi

lettera è affatto corrosa e sparita;

della

rii^'he

li»

Tk/.h

\iì^>;

(t-ioix;)

scrittura delle prime

MNNOS.

iiiKxini lah'i) yitrf-iat)

]<(n(-kih')ij

La

247

M'\'V.SÌ>Vi'.

/fidili lì

<f\i

ftovo/

IIKHONINIANA

n|(|{I,S|'(lNHi;N/A

chiarissima invece è

foglietto è mutilo nel lato sinistro.

è del 24

Decembre

Talei e di là assegnato a

255. Trattasi di 32 monochori di vino proveniente dalla
Cfr.

kome

di

217.

n.^'

-

227.*'

PALAS.

riixXag Hqwì'ìivm
(fcXiaiO) XUlQélV

Hi)

Kc(X(xK TTOir^GHg

5

oa
ó[ix(')^

Xoi rrao

rj

zeaaeQa

"/{iverai)

aXXu xaXa xai ng
.

.

aXXa

^fXig

tee

à

óix"
.

.

.

.

.

.

.

[

sic
.

10

.

]*/<«

«

.

...

],«

.

]av Tia

.

.

alEict

.

.

.

xaner

.

X .[
.

.

[

Asovrarog

XOìQfi avrco

.

.

.

ti[

fQQOìGO^ai aa fvxo,u[ai
15

Assai lacunoso, sciupato, questo foglietto che è pur mutilo in fondo, dove però non
la data,

a cui possono appartenere alcuni segni che

si

vedono sul margine

manca che

della rottura,

se pure

PAPIRI EPISTOLARI

248

non appartengono ad una estensione del saluto
Palas che

solito, di

si

in cui

nome

questo

ma

tenore,

il

il

nome

yieovratog a

*


«S

R
S

><

S

g

navrwg
nov

^
P^

^
1

tt^iquO^t]

o)g

/C

fi

e

k

aXXa

— rag

.

.

e

.

f.1

linee,

nelle

paragrafos e

8.

di

da tre

«

.

.

.

.

.

.

delle

quali

scrittura, unciale piccola, di tipo letterario,

di bella
1.

7,

assai ben leggibile anche nella fotografia,

trattarsi

di

'

il

vede a

1.

complemento

costruzioni assunte

può essere Alypio, Appiano o altro superiore. La lettera
si

[

[

soggetto senz'altro esempio in questa corrispondenza. Chi sia

come

.

* *

divisione di periodo a

vediamo

w

fh^[

Troppo manca per poter supplire e ritrovare

prime

.

Hoo)r[iipog

(Tv

Iati,

[

c(X}.otg[

n

.

.

a/(*A[iy(T>jc

eQyaffictg
.

*

lettera, mutilo

/n;

xai fv TOtg

naXiv

1.

di cui

ifXt[

.

TQti; agraliag

TTffiìpai

><^

•>:XCi

eccetto a

vino con altre aggiunte

*

XCJ,^w eie rrjv otxtar

^
R

*

£

^

di

lettera, del tipo

IGNOTO.

òevfxai oixoóo[.ioi\u[

"% 5

con segno

È una

12 richiama la lettera di Ireneo n.» 194

1.

^
^


'O

«Ti

di

di

o simili.

ricorre.

271.***

Frammento

(filrccre

quattro dichori

riferisce alla spedizione di

non saprei determinare

come

finale

è

il

'

e

il

collegamento delle

((J'6]Jey/i«t

oixoóo/xovfxl)

mittente non è dato indovinare;

certamente indirizzata ad Heronino,

9; forse però era indirizzata anche ad un altro, poiché quel av o Hq. ricorre in

altre lettere

con doppio indirizzo. Si vede che

foglio talché

si

la scrittura

dovè segnare sul margine sinistro

arrivava fino all'estremità inferiore del

ultime parole della lettera e

le

data che è del 27 Aprile 265.

-

271.****

Tjft)

IGNOTO.

xvQCO) i([ov

7T]aQa lÌQOì

[

.

1

.

.

.

.

x[

(ùt]aóeX(jHug avene i.i[

]aXX

xaiQo\g\

]

.

ruv

]

.

leroaó

]

T^xovKiS

ei

[

rag

[

Xov(t\

òoxe\

il

congedo e

la

n<i<

1^-

.'f

.

lo

1

«YflK

.

.

X

.

*

Krainiiionto

Alypio.

l'or

poco v'ha
di

in

pcssiiiu» stato dì

frattura
di

di'l

log^'ihile,

papiro

\\\

....
ttl

.

.

\

*

*

senza incertezze, nella l'otograda che non

n\it{>it

ad un huo Hij^noru che può CMsere

ibndo, iniima la data. Delle 12

Uquììhìiw.

niitt(Uite al

il

:Hi)

I

unii hrovc; lottoni di ignoto

Thoadellla precisaniento discorra qui

nominato Horonino

(<<)

Ari'KNIUrE

x(t\

xi(/.i(iiiti\s;\

ntt n(

1^

I

-

IIKUoNISIANA

(JOUUIHI'oNUKN/.A

<,>uoI iioco elio

si

line(5 di ncjn

brutta Bcrittura tanto

può bene scorgcire

di quali attari

suo signore. Pare certo die nella linea 2 fosso

ho crfuluto poter leggere potrà esser corretto da

chi esauiiiìi l'originale.

LONDRA

233/

-

Museo

SARAPAMMON.
Brit. n.^

1236.

2aQa7ra^ijib)v Hooìveivoì

(fùraTO) X'^UÌQ^t'V

Tu)

Tei CCTTOGTttXlVTl raVQlXùì
sic

5

ola

Noi>(fe(i)g

sv

.

.

.

.

vtto

xaoror

xia

[Trft^ìaffxwlv T(xg

(Tvvrj^Hg

looifag óog xai r« rctvQeXazr} Tr][v] óaTravrjV
eQù)G[ihc(i

10

xea

Tw rexTOVi

Cf]
rr^v

fvx^
danavr^v

{iTOvg) la" e7Tfi(f

Erano già stampati

mi pose

in

grado

di

il

fogli

antecedenti quando una cortese comunicazione del

aggiungere alla raccolta questa lettera da

altre notizie che quelle

va collocata sotto

i

xì~

da

me

n.o 233*.

segnate sotto

il

n.» 287*.

lui trascritta

sig.i"

della quale

Ora vedo invece che, secondo

H.

J.

Bell

non avevo

la data, essa

PAPIRI EPISTOLARI

250
In data del 22

mezzo
pure

di

al

Luglio 264 scrive Saraparamon

Noufis per un carro da

in

conduttore la spesatura. Stai sano.

Dalla menzione del Texiaw a
spediti con

un taurelates, che forse

legnaiuolo, portanti un carro o

un luogo che era indicato nella

me

ne comunica

il

sig.^ Bell.

Si

lin.

.

.

fornisci

.

nominato

5 di

spesatura
di

e disperata lettura,

può pensare a leggere nella

1.

5

una coppia

o

ma

un

ed

lettera)

almeno secondo

buoi da tiro

di

o restaurare

costruire

ómovxt «

fr

„.

alcun' altra

in

un carro da rimettere,

difficile

Ai buoi mandati a

'

:

nutrimento consueto e dai

il

al legnaiuolo la

è questo Noufis (non

materiali di

i

.

possiamo rilevare che trattasi

10,

1.

<

E anche

carissimo Heronino

al

in

disegno che

il

non oserei dar

per certa questa lettura benché pel senso assai verisimile.

PALAS.

sig.i'

11

Bell

Uno, a cui

egli

frammento

di

mi dà anche
ha assegnato

notizia di altri due
il

lettera nel quale

n.»
si

1864, fa parte di

tera, apolysidion, forse di

come pur

la

una raccolta acquistata

nel 1903.

È un

Brit.

piccolo

legge in calce

Tov o^ovg

probab. da supplire to[ oivov

frammenti Heroniniani che trovansi nel Mus.

óixoìQf'i

ixorox. fv xai ra] xov.

È una

ricevuta di Palas segnata sotto una

Alypio ad Heronino, come abbiamo nel

n.o

141.

Il

nome

di

let-

Heronino,

data era nella parte perduta.

HERONINO.

Un

altro

è

come contenente

un papiro che porta

il

n.o

1289 e che è descritto nel catalogo

conti scritti assai corsivamente ed

illegibili.

Ora

sig.^'

il

Bell

(voi. Ili p.

lxxi)

ha riconosciuto che

questi conti sono di Heronino più volte in essi menzionato {e^wi Hqmvivcì}, ecc.) e non privi d'interesse

;

il

papiro è in cattivo stato e

pletarne la lettura e

di

difficile

a leggere

pubblicarlo fra non molto.

la scrittura

;

il

sig."^

Bell

si

propone

di

com-

UOUUIHF'ONDKN/A IIKHONINIANA

201

AIM'KNIMCi:

PARIGI

Presso
ceiluLi
({ivdìc

dal

da

sig.'

il

si^.>"

lui

mi

lìinnacli

Tli.

Seymour do
fu

Iluroniniani, acquistati in

trovatisi diH! rrMiiiiiioiiti

Ricci (ved. lutroduz.

42 o

p.

p.

Kgitto ed a

lui

48, 49) la cui trascrizione qui riferisco

cortosumeute comunicata.

258/

-

J^l'(ÌO<

tO)

SYHOS.

IloOììUìdì

(JO~ /«lOi-lV

Ilccoctdoìati.;

i-yot

(jQ^'

ovóutc

a

loì

nciQu
\vXiGTa

Goi{
6i[
o,[

6)1 {

10

Questa lettura
l'originale,

Non

è in

TTaQa\

gran parte certamente errata

confrontando con altre lettere simili

(pQ—

ma

{no

2.

1.

3-4. IlfCQddog Ei.Qì]yaiù)\ (pQ^oyziart]) [EvT]\usQiug cfr. n.° 243.

1.

5.

1.

cc[).h(

6-7-8.

in

ex rio]y nc(Q(c\

Non

aot..

non

lettera

piccola, quantità di vino.

di

monocbori

di vino, e

quindi ag za n«o

tCVz\w [((VKÌ,WUUTU.
1.

so cosa possa essere que]\'vXi,ara\di;si aspetta

È dunque questa

Syros.

q;ilri'.Tw).

questo luogo la indicazione

sarà facile correggerla, pur senza vedere

di dichori o

1.

<pi

di

e

9-11.

My[ Xoyoy dioasi,

?M^u>y]

nuo u'vrov yoauuaxu

ttjg

7t(coa]'lt]u\p[£(ag.

un certo numero

uno

dei

soliti

anolvoióia probabilmente per Ireneo e per una, forse

PAPIBI EPISTOLARI

252

CORRISPONDENZA HERONINIANA

-

271.' '

IGNOTO,

APPENDICE

AD HERONINO.

n.[
A7T0à[
<fQOv[
X((l[

5

eo[

óoi
7ta[

T

.

.

[

••[

esterno

indir,

Non

<fQ'-'

Il

che sembran correttamente

è difficile in questi pochi residui

delle solite lettere concepite nei termini

Mganirm

trascritti,

:

n{aqu) [ÀkvTTiov

? Artiavov ?

AnoX{vGov
ex

(/ooj'[r<o'Tij

rwv

x((i[Qti((ineQon>

Qo[

5

ù)v

Xa^wv

ào)[aei
7T(([q
t[i]c

Xoyov

avTov YQafXfxava
7TaQaXrjilp6ù)g
* * *

Apolysidion forse di Alypio o

di

Appiano per vino da darsi ad un

frontistes.

riconoscere

una

.

LKTTKIìK MILITA

in

278.
Oltn^
plesso

mare

(li

all;i

('()i-ris|)()Ti<l(Mi/;i

I

lettere che deve aver

Ici'nin'iii;iii;i,

[)()sto in

!il)l)i;nno

(|iie.sto

Consiste questo in un cospicuo frammento

epistolari.

me

i

com-

j);ipiri fioT'fjìtitii ini ;ilfro

volitine di papii'i, cIk; ahhiain voluto chia-

contenente una vasta corrispondenza emanata da un

da

fr;i

un grande volume papiraceo

di

ufficio militare. TI

pubblicato colla min illustrazione nei MHuììfjes

i\7co/(? (1905,

j).

frammento

57-83) sotto

fu ^ià

il

titolo

commandant de V armh romaine en Egypte. Nel darne qui una nuova edizione, non avrò gran cosa da ao-giunoero o da modificare al commento esauriente che
diedi già ed al quale rimanderò i lettori designandolo con
= MHanges Nicole. Oltre
Kpisfoìaire cV un

MN

però ad alcuni pochi ritocchi

al testo

greco accuratamente, cnris

riveduto, ag-

fieciindi.%

giungo di nuovo la descrizione e lettura di tutte le parti latine, delle quali non diedi che
pochi cenni nella prima pubblicazione, ed insieme una esatta imagine fotografica di tutto
il

frammento

in proporzioni

poco minori

di quelle dell'originale;

completando

lo studio

papiro in ogni sua parte, darò anche nuove ed importanti notizie ricavate da
quanto ho potuto leggere a questi giorni sul verso.
di (luesto

La massima

larghezza del frammento è di 0"\88, la massima altezza di

questa era V altezza di tutto questo grande volume, come
intiero in tutta
0"',27 alt. Il

l'

altezza

volume

Qi"^,

Q'C,

Qit;,

Nella fotografia

cosi alto era poi

ministrazione rurale che

^,

(col. III).

Qi^, Qx\ la

si

le

dimensioni sono ridotte a

veggono segnati

si

numerate
media, compreso

larghezza di queste colonne è in

non

è

1'

ultima,

alle

il

papiro è

0°i,77 largh.,

rileva dai conti di

sul verso in colonne

non meno di 20 o 21 metri di lunghezza. Proporzionata
lume è la scrittura delle lettere militari che si leggono

mano

vede dal luogo ove

anche estesissimo, come

l'intercolunnio, di 17 cent.; quindi alla col. 120, che

spazieggiata, di

si

0"',33 circa, e

il

;

i

il

am

numeri sono
bianco del-

rotolo dovette avere

grandi dimensioni del vo-

sul recto,

grande larga, regolare,

ferma, sicura, esperta, certamente ufficiale o burocratica. Paleogra-

ficamente questa scrittura deve esser riferita alla seconda metà del 2'^ sec. d. Cr.; essa è
quasi identica a quella, pur burocratica, di un papiro di Londra (n. 196, voi. II, p. 152,
"

tav, 50) posteriore

Le colonne

ad Adriano,

ma non

più tardo di Antonino.

di scrittura sono larghe di 0™, 22, gì' intercolunni di circa 0'^04.

Ciascuna

colonna ha dalle 30 alle 33 linee. Della prima colonna mutila a sinistra non rimane che
piccola parte della fine delle linee. La 2^ e la 3» sono intiere con solo qualche piccola
lacuna non difficile a colmare; la 4^ è mutila nella parte inferiore dopo la lin. 23»; della 5^,
mutila a destra ed in basso, non rimane che
Papiri Fiorentini

il

principio di 22 linee.
33

PAPIRI EPISTOLAEI

254-

Il

occupato da conti, come già

verso è tutto

numero soprasegnatovi sarebbe
AvQÌr^ho)) Atti
[tt{c(qu)\

.

.

^ov

zrfi

La prima colonna die secondo

il

comincia cosi:

la 115"'%

t'Sì]Y^

.

dissi.

rwr

/a/f[7r«]A

A'/\t'ii(VÓQ^())v]

AvQt^Xiov Ec(!i]vc((ov ifQOì'Tiaiov {(-)faó\hX(ftUig

Xoyoc kiìni^iuTog xai

gaoiiiovlfi

fcva{).oìj.iuio>;)

iiijirog)

tov ivtiaioìioi)

t

-

(tiorg)

tari óe
Xì^ni^ictToq

xu

(crrn

a

loctm-^i^c

Soì

n

Jì^injciov xta Anvy'xf^MC. HiaOonoìr

.

.

.

Jiovvtnuòoc xiX.

xoì/ir^c

di

.

Di qui vediamo che \)QY ultimo il volume venne a trovarsi
un frontistes di Theadelfia che chiamavasi Ireneo, il che

questo papiro colla corrispondenza
essere front, di Theadelfia o

prima

in

Arsinoite ed in

qualche modo collega

dopo Heronino.

Un

esame accurato della prima

linea ove la scrittura è in ])iù luoghi consunta, sbiadita e a stento leggibile
a riconoscervi

come

assai probabile

nome

il

mano

resoconti di Heronino- Questo Ireneo dovette

e coi

o

nell'

mi porta

Amavo), di cui però le ultime tre lettere sono

tanto logore che quel che ne rimane dà segno piuttosto della loro esistenza che della
loro forma. I titoli però che seguono
Xitwg) TOìv AXif'iurÓQf^on)

nome

il

fhjiriTevaavn) ^ovXievirj)

rr^g

XafiinQOTaTi^g) tto-

corrispondono esattamente a quelli dati ad Appiano in un reso-

conto a lui rivolto da Heronino pel mese di Thoth dell'anno 2", che trovasi nel Mus.
Brit. ed è pubblicato nel III voi. di quella raccolta, x). 103, ed anche, intieri o ridotti,
in altri papiri

come pur

nome di Appiano ricorre. Qui Faudato il nome di Api)iano, non può essere

negli ostraka nei quali

tore del resoconto è invece Ireneo,

quale,

il

il

Ireneo che figura assai volte nella corrispondenza Heroniniana nella quale,
oltre alle lettere di lui ad Heronino, troviamo pure ben tre lettere di Appiano a lui
(171, 172, 177j la prima delle quali è rivolta a lui e ad Heronino insieme. In tutta quella
altri

che

l'

corrispondenza però Ireneo figura sempre come

(fgavriartig Evì^i.u()iag,

non mai

di Theadelfia

che è sempre nominata come frontis di Heronino; anzi, nella succitata lettera di Appiano,
ad Heron. fr. di Theadelfia ed Ireche è dell'anno 3*^, troviamo l'esplicita distinzione
'

Evhemeria '. Qui la data del resoconto è del 5" anno; ma anche nel 5" anno,
come rileviamo da una lettera di Ischyrion (n.° 197), Ireneo era front, di Evhemeria e
non di Theadelfia com' ei dice nel suo resoconto (la lezione è indubitabile). Questa discrepanza non si può spiegare altrimenti se non ponendo che il 5" anno del resoconto di

neo

fr.

di

Ireneo ed

il

5^'

della lettera di Ischyrion siano anni di regni diversi; se

tera è di Valeriano,
steriore, quel di

il

5" del

Qi^ si

5" della let-

resoconto non può essere che di un regno anteriore o po-

Filippo o quel di Aureliano.

ricorre in questi conti accanto a quel
n.''

il

d'

E

qui debbo notare che

Ireneo. Nella

legge in cima ad una lunga lista di nomi
nxpuìvioìv o/foioìg
f-iioi

Eioì^yuKo

ìlnoriro) f-nix"

STI

V"

sic

EvTVXKtVd)

So

Zì^roìvi

Wl

ZiOfflltb)

Wl

etc.

4'^^

il

nome

di

col. delle superstiti

Heronino

portante

il

Nella col. scuiiciif r ima

li-ta

siiiiil

ulhutìltiiv
lidi

t

ron \)iun

lrj;^n«

si

(t fi

4-

"

v>

/-'/'/

:

-|- it

\f\.iix

llij<iii\i\i(ii

(liIVcriMi/u

ninni

lù(ji^it(iiii

*

200

mii.itaiii

Li:TTi;iti:

-^

l'/JUIIil

i<

rtc.

(lillci-cii/a

Ija
il)

(!i-ainiiic,

covdiio

IO

Ira

iiciralfi-a

lutti

(li-.,

due

le

aital)c

in

alili

ì;1ì

voiio una artaha di ^laiio.
ò posto

capo della

ili

L'iibbroviatiira

formare^ un

/

listo sta

nome

appresso a

lista,

N<dla

nella

scarnito da
di

(^110!

iicll' a

una

rii

II

non può

spicj^arsi,

io

eli'

Dal che riloviamo

elio,

sappia, elio corno

l'a/iouda T ufficio

di

niontro Ireneo ora

'preposto

Ir.

giumenti

ai

*.

di

i-crioo

<|iiel di

j

ri-

jcioniiio che

punta del kappa

in

(')ii(ó.

7(>.

modo da

qualifica che nella cor-

un Monimos

(n." 246*;.

Heronino teneva

in fjuel-

120) e ad

^i'iioadelfia,

Non par

od Uoroiiino

(jiialilicutohi

^jiixiii^n^)

(]i."

aHH<'^liato

tutti iii(iÌHtintaiii(;iit(* i-ice-

sopra

colla ori/./oiitale segnata sulla seconda

t;iix

I

e

<i|)-,oiiioii

I

<|ualifi(:a è

Ireneo ^ià

rispondoii/a lleroiiiniana troviamo data ad un llorakleo

minore

|)iiiiia

Holfaiito

piiiiia,

liccvoiio clic 4;

ne

s(»|()

Il

clic

(|iifsl()

uTaiio,

<li

iumi

iii

credibile;

che a questo ufficio

fosso ridotto lliMonino dopo aver tenuto per assai anni quello di frontistes; piut-

giumenti

tosto convion pensare ch'ei fosse da])prima preposto ai

in

Theadolfia e

poi

queUa kome, mentre Ireneo passava dalla frontis di TheaEvhemeria. Dal che risulterebbe che Fanno 5" del resoconto debba

passasse ad essere front, di
dolfia a quella di

essere

il

5» di

Filippo ossia

Valeriano quale
la

i)iù

il

io lo definii.

248

d.

Cr. ed

il

5° della lettera

Riman fermo adunque quanto

rimane confermato pel

ó" di

io dissi (Introd. p. 01 sg.) circa

probabile designazione del regno nelle lettere Heroniniane datate degli anni

V'-b",

mentre qualcosa di notevole troviamo qui da aggiungere a quanto io raccolsi circa Heronino e la sua carriera, circa Ireneo, ed anche circa Appiano. Per quest'ultimo gioverà
riassumere, in aggiunta a quanto ne abbiam detto in quella Introduzione, la cronologia
di quanti

documenti conosciamo col suo nome:
anno

di Filippo.

1."

Resoconto

2.-^

Libellus libellatici testé pubblicato da P.

Decianischen Chri-

stenverfolg. Beri. 1910, n.» 10) in cui

dallo stesso titolo,

di Ireneo

fr.

eccettuato quello di
3."

Tutte

di Theadelfia;

^ovl^vn].;.

le lettere (n.' 170-179)

il

5*^

Mover {Die Libelli aus d.
nome di Appiano è seguito

Datato del

1"

anno di Decio.

che abbiamo di Appiano ad Heronino e ad Ireneo o ad

ambedue, sono del tempo in cui Heron. era fr. di Theadelfia (o Thraso, o Sathro)
ed Ireneo di Evhemeria e funzionavano d'accordo (v. n.'" 170) per gli affari di Appiano nelle due frontides. Gli anni

2'',

3^,

5°,

in

quelle

lettere sono quindi di

Yaleriano-Gallieno.
4."

La

querela di Sakes pastore di Appiano (ved. Introd.

p,

55)

porta la data esplicita

del 2° di Valeriano-Grallieno.
5.0

Resoconto ad Appiano del Mus. Brit.
2^ anno, certamente di Valeriano.

6.0

Framm.

(ved. sopra) di

Heron.

fr.

di

Thead. datato del

ad Appiano dei pap. fior, dato da Vitelli a p. 20 del suo volume;
è di Heronino frontistes; manca per lacuna il nome del luogo, che deve però essere
Theadelfia (Sathro, Thraso); è dell'anno 3<^ certamente di Valeriano.
di resoconto

PAPIRI EPISTOLARI

256
7.0

Altro

fraiiim. fior, libid. p. 27) di resoconto

manca per lacuna

del quale

il

E

ad Ajjpiano.

nome che

del front, di

dev'essere Ireneo.

Evhemeria

Manca per lacuna

la

data che dev'essere però degli anni di Valer.-Gall. quando Heron. ed Iren. funzionavano per Appiano, come vediamo nelle lettere di questo, la massima parte delle
quali sono dell'anno
8.0

3°.

Ostraka 'pubbl. dal Jouguet. A quanto su questi ho detto a
conviene ora aggiungere le seguenti osservazioni:

Poiché
risulta dai

tutti

i

essere di Filippo

che vanno dal

quaudo

1?.

data è del

7",

i

yi-r.

dacché sappiamo che nel
ytv.

ove

del

i

yi-v.,

dell'

ostrakon.

sono dell'anno

1'^

Appiano sono

al 7^

l)er A,

i

ytv.,

non

di Theadelfia

e,

come

fr.

data

è

dell'anno

Macriano; similmente

1"

Thead. non era Heronino. L'anno dei

di

preantecedente a quello del versamento o della

il

strana distanza fra

versamento dell'anno

il

di

la

positivamente sono anni questi di Valer.-Gall.

Non

le
6°:

due date presenta
qui l'anno

1"

il

n."

19

non può essere

saprei dire impossibile che una volta siano stati

uno o due, come al solito,
sembra però più verisimile che il Jouguet abbia

versati

dell'Introduzione

sono anni di Valer.-Gall.; non possono

non può essere che

5°,

Una

né di Macriano né di Decio.

Filippo

5" di

suol essere l'antecedente o

data propria

di

Thead. era Ireneo. Là dove

di

fi-,

7o. l'anno 1°
Y^n'iHaTa dell'anno

dove

nome

Theadelfia era allora Heronino, tutti gli anni delle date

6-9, fr. di

n.'

di questi ostraka

i

2G ostraka col

p.

di

che sarebbe l'anno preantecedente al

6"

ma

di cmqìte anni anteriori.

letto per

come

Mi

A ciò che fu segnato

di regola.

Altro non trovo nei resoconti d'Ireneo, dei quali solo in questi giorni intrapresi lo
studio, che meriti di esser comunicato in questo volume. Basti averne raccolto qui sopra

quanto

se

ne ricava di riferibile alla corrispondenza Heroniniana. I lettori vorranno

gradire quanto ne ho riferito come un'aggiunta a questa mia edizione di quella corrispondenza ed alla mia Introduzione alla medesima. Altri potrà in altro luogo pubblicare

quanto vi ha di leggibile in questi resoconti non in ogni parte facili a leggere, questa
faccia del papiro essendo in assai peggiori condizioni dell'altra; il colore ne è assai più
bruno, la superficie frantumata, consumata, scrostata, la scrittura spesso sbiadita, logora,
e anche affatto sparita. Il corsivo di questi resoconti, come abbiam visto, contemporanei

ben dello stesso tipo del corsivo di quel tempo, ossia della metà del 3" secolo d. Cr. quale si ravvisa i)ure in quanto conosciamo dei resoconti di Heronino stesso.
La scrittura del recto, di cui dobbiam tornare ora a parlare, é di non poco anteriore,
come abbiamo già sopra accennato. Fra la "prima scrittura di questo volume, che è quella
di

Heronino,

é

uno spazio di tempo forse
un mezzo secolo, ma anche un notevole cambiamento di luogo; poiché,
volume fu originariamente scritto in un ufficio della stazione militare

del rcrfo e T ultima che è quella del verso, intercede

non

solo

non più breve di
come vedremo, il
di Memfi-Babvlon; più tardi, quando le carte di quell'ufficio o archivio militare eran
divenute inutili, esso venne a trovarsi, non so per quali vicende, forse per vendita (ved.
sopra, pag. 65) nell' Arsinoite e propriamente a Theadelfia (luando Ireneo si serviva del
verso rimasto bianco

La

per iscrivervi

i

suoi resoconti.

nostra lezione delle lettere militari è la seguente:

MILITA Iti

I.KTTl'.UK

C.l.

I.

I.

itiiut(tua!tni

iii)

.

)
'

Dui!)

L^V

.

.
I

II.

1

]

riii^

.

\x{.i:h^y\((i\

.

.

.

.

.

.

\i((i'ii
\xi(t

/III/.

It^jiimiiKi 1-

10

\ovy

xì<{iih

x\ur

15

IXhl

llh

\l^

ri>r

IO (KJH-

]c

Y(ju](j fiaoir

]0G7T&0

/.O-

t]w oi{)a-

20

\ov o

W

^0)0-

.

III.

.

]

]

25

1«'

]v

]xo

30

Si distinguono, dagli intervalli bianchi,

tere in questa colonna delle quali

una piccola parte
I.

II.

1.

1.

1-2.

3.

Sono

le

let-

non rimane che

di

una

lettera che

2 nella quale era pur la data.

Qui l'indizizzo

di

un'altra lettera; prob. Hysjuot'i;

tera

XVII

(1.

arov eniTQOTiov
aTQuiTjyov.

sere Yrjyenwv; altrove

si

1.

Certamente

XVII, XXII.
le stesse

let-

21-22) nctqovxog JioyytjTov rov XQftrixai

JkeS(c>^(foov

1.

rov

xoanarov sm-

20.

Lo stratego

Norbanos

III.

parole e nomi della

detto ad un superiore che qui può es-

12. xvQis è

(lett.

XVIII)

una

è

alta

autorità militare.

chiudeva nella

8-9.

1.

della fine delle linee.

due ultime righe

cfr. le lettere
1.

tre

1.

22.*^

1.

24.

qui

nominato può forse essere

della lett.

il

XVII.

= xi'^^"QX°^-

Altra lettera

segnate nella

di cui le

col.

ultime linee

seguente.

Da

si

queste

veggon
si

rileva

che era indirizzata ad una autorità mihtare, forse
allo

aTouToneóuQ/rjq che aveva alla sua dipen-

denza

il

custos

armorum.

PAPIRI EPISTOLARI

258

Col. II.

ótxuvMV

'^ftxflt]]

aray^aior

doi/iqvai

o

Lt^"

Ooìlh

GOL (pavf-QOV Tronqota ir tiàrjQ

l^njv

IV.

ra

rj-yr^aa-

xa

aiQaT]Tjyou ÀQu^iaig)

xui]qov

xa]r{-Trf^i[yoviog] j[ov

xara

(leXXo) t'iavrrfi

5

nogautg

rrjc

fvrvxoìg [ay€]t,v

?j[)']

lov \Xan\nQOTarov

Tiqr (vxf-]XfV(jii'

r^yefiovnc xunr^XoxK ovg 7TQoaa]Ta'^tr

aQQévag xai

óvvccnivovg taig nogeiaig tmrjQereiv

rj

nvog

rorv aoìv TTffiìpov

r^fion'

coìf.ia/.èovg

avrog uyaye

dia

r^

BdjivXoìva /ura tov TtffiCfìJtviog

f-tg

(Sì](rxovnkixutQiov lovkiov TJaiKJxov ira xai tnióorrog
10

ra

l-tov

xii^vìj

li

aQiOjn^Oì^

ittiÀij

OK av ^Qctòvvìfi xai

varf-Qì^Gì^

ovx ayvoftg ovós avrog ^lyua
ti

oG av

'iGÌ}i

Tw kafATrgoraTM
rrjg

TTQa'^rjg

[xtj^t'Jìj

/(e

vnoTa[^avra xai

anqoreqa ds

avrog

ófi iva

jiieÀÀ[ovra arTty()a](jeiv

n

avrà

avaxo/iiCoiiievrjg rrjg reifirjg

U^"

^rjg

GrQarrfyon Bov^aGreirov

ravTtjg] fiov

\Ba^vXoì\va ra

tig

fifiXXo)

ro)

avrw rvnu) xai

f^avTTjg

xata

7io]Qfiag

rtjg

avrrjv agiO-fir^

f-xei

^

XQ^^'^^

lovXiov JlaviG' GrjG'

r^v

«j'Tf/ojg ayeiv

evx]fXf-[vGiv] rov Xafi7iQora[rov

[rì^v

Tjyefxovog xafirjXovg ovg 7iQ0G6ra]^iV

Iggato) MaXixo) ogdivarw

ra ra

xrtjVrj

rrjg

aQQtvag xai gw-

oig

av

jSgaòvvrjg xai [vG]ré[grj]Grj rav-

nogeiag ovx ayrotig ovàf avrog

neiTireir fieXXovra

ti

àia ro Gè eTTi^gaóvrai eXarioy \ijogria

avriygaq\eiv rm XajH7Tgor]aro) r^fXMV

30

xai ravrrjg fiov

le lettere

Prima

di

2' linea,
1.

5.

cficp.

il

«vr che

di

vedere un

quantunque

in

pessimo

«.

La

lettura della

stato, è certa.

Per una strana allucinazione credetti

di

i^yefxovi V7r[ora'^avTa

vari luoghi

leggere, nei

dove

1.

26.

L(/9"

ricorre, ctfxfXevaif,

quo propriamente

mi parve dubbiamente vedervi.

o()<hr(eTo<:

(pel

quanto ho detto

x}^(o^

mentre

è dovun-

scritto etxeXevaiy.

Su questo nome semitico

tolo

iieXXovra

/te

e7iiGro]Xì^g [ro] av[ri]yga(j{oy

papiro è scrostato e non vi ritrovo

par

ifn.'^rjfia

[ttj?

Gè vno-

C'>j!^ua

xareve[x0^r:Gerai negi ov] ìgOi og av nga'Svg evih\g

ra

i^(aoìv

fiaXfOvg óvva[fifV0v]g raig nogeiaig vnriQi;[rtiv nagadog

25

Dopo

fie-

^uì^ xs

xarsTtsiyovr\og rov xaiQov

1-2.

xai ira

i[Trfiòo)]

Grgarriybì 2uirov

VI.

1.

noQtiag

irjg

VTCon\HTCTHV p.f^X\XovTu

tvOvg

rjye/iovi

rjfioìv

ravra ax^rjvai

ra aG(faXeiag

20

fff

eTHGToXrjg ro avTiyQa(p[o]v ài

xrrjVTj

V.

ravta ra

imo aov

Sia 10 Gt i-n\i\^Qaòvvai eXarTO) qoQi[ia xaxtvex^ifiGtrai

neQi ov
15

nej.i(fOtVTi

lO)

quale
in

MN

iQQcuiog

cfr.
p.

anche

65 sg.

Mcdi/og e sul
col.

V,

1.

6)

ti-

ved.

200

I.KTTKKK MIMTAUI

f'..l.

VII.

<ti

(>(<nju)t

.li(ìu(oi():i(iÀ!ii()i'

ty(ì(((f

Nili.

tYi>i((f

5

(T I

XI.

K"

ij

yiìorio

f)

Iookkii'

((l'ii'i

ivj(i)

xKt

•/(ìOìiiì

(J^

lor Kfior ìqqkkiì'

\i(»

i\Itn\(j

y^yiiì\i

aiQ(aijYO)

\x(U

mor

ki'k» iv.ud

loi

.ivoi^lhov

xani^Xovi

xui /Jo*'/<or [2V]«?^i7>|i

2ì^\()\l^y\(>l>

TTOQtutig vnrfitttiv

TTi-fiìpfig

noQt-iuq r^v n'tvx<»g

tifi

ng

(tv

fÌQCtóvvrfi xcci

f-ig

ovài avTog

i-vOvg

'§rfi

20

ij

qov

ói

THftr^v

ffv

vffTfQr^arj

Cfj^uut

ainog

XIII.

or Ktr óoxifiaar^g toh' ^oi^'Joìv

ij

(Tt

ravra tu

xrr^vrj

1.

25

mente chiara
noXetzov a
delle città

1.

e

3.

APF

certa

è

Di qui

si

volle

^ovXevkù

essa anteriore alla riforma

Benché

il

una

si

di

sinistra
1.

25.

Come

il

si

alla lettera allo

special lettera ai

ma-

la lettera indiriz-

può riconoscere

l'

esser

Severo, benché anche

trovino a volte nominati

gli

uQxoyrs?.

papiro sia intatto, la scrittura è affatto

nomos non

Memfi, dopo

(((i/ovai

oltre

il

è più

leggibile.

il

xdi rrjv

yoovoì ó

x(ci

'

toìv avioìv

ogni dubbio quantunque

[J\^[()\oó'ecTov è fuori di

papiro sia

ivi

scrostato e delle lettere non

che l'estremità superiore (quel che nella

si

fot.

il

vegga
par

di

cken

e.)

il.

scritto

[

.

a cui parve che qui debba essere stato

è certamente

]qp[ .]i[t]ov.

l'Afroditopoli del-

Heptanomis che trovasi pili brevemente denominata

l'

Aphrodito,

^JcfQoSlxo).

Qui vediamo che come

di

Afro-

ditopoUs erasi fatto Afrodito, così di AfroditopoUtes
si

fece Afrodites gen. Afroditu. Eccezionalmente è

qui

segnato

il

nome

dello stratego per distinguere

questo nomos Afroditopolite dall'altro dello stesso

Continuando verso

nome, che trova vasi nell'Alto Egitto (Tebaide); anche

il

Saite e l'Andropolite s'incontrava a

Procopite e

f-Gtióoì

nome appunto

svanita in questi due luoghi dove
del

MejKfiv ira avtog re avrà

papiro). Quindi è affatto da escludere l'idea di TVil-

Dal non essere

5-6.

ravtrjg ^lov rrjg eniCtoXrfi to uvTiycu-

vede che Andropoli era una

gistrati della città.

si

jkhc

vedere dell'inferiore non sono che screpolature del

ci

dopo quella

MN

Egual-

553.

III,

lezione

stratego del nomos,

ai

(ir

AvSqov-

la

autonome, dacché,

zata alla ^ovh]

1.

ftg

questa

lezione chiarissima; su

66 e poi anche Wilcken

oa

i'fiOi

VITO aov na^Kflhtvti agiO-^ir^drivui xiXtv{G(>ì

forma, certamente errata, ved. quanto dissi in
p.

Sia to at t-miiou-

f^i

arQarrjo)i [yi](j\Q]oófi[T]ov

Igióoìq(/ì

1-3. Jfi^QojyonoXsiTov è

TTOonug ovx ayro-

rrfi

VTroTitnrTHV /k-XXovtu

GrQarr^yaì A'ì^T\o{no\XeiTOV [t]w uvtoiì xvno)

XIV.

lovXto) ^f-gr^-

/.itÀXorra avjiyQ(c(fiiv toì Xaf.inQOTuio) r^uoìv

,(«f

aiigorega àf
r(xì

iti'/.'/.ut

Mfi.i(ftv rr^v ri-iin^v a(^iiJ nrjl/r^aoi.if:v[or] oig

vnora^avia xai

r^yf-i^iori

(c/i-iv

nuQaòog Avor^/Mo ^tQi^yov xki

òvvai {-kfaro) (fooiia xuif-ri-yOr^rJtrcd m-ci ov
^

7f Qivxmu'/.ioiv

(i(»nuXi-nvc rhnutu--

TTQOfftta'^tv «()^*)'«c xcti

ove,

tmg

aov

2iioi^ioi'

svxsXtvCiv lov XccfiTiQoiutuv ijioìv i^yf-nonn;

rov TTQivxinaXioig xai
15

lov hvkiv

i)

J

)^i)orot

xiti

nn' (tVT~

')

HÀiorroXéiiov

f-^avrr^i xaiit ii^v

rovg

yuovii)

x((t\

iv,i(ii

(<i'i(i)

xaterrfiYovio^ lov xiuqov

10

\1i<).i/oi'

xia /("')'"

iv,iii)

i(r\i(i)

\i(')

JltV(>»yrot'

XII.

xi(t

Q(xi riyo)

Gì{>ui

ouàn moi'

1(1)

ir.

ì^yii)

fìn>((i

X.

td'iin

IH)

t

AyÒQiwiinXnKoy

((QXOt'tri

IX.

III.

Phthemphutite.

può vedere nella fotografia,

questa Afroditopoli
fino

la

lezione

a

di

Tobaide fu chiamata Afrodito

tempi avanzati;

4° voi. dei

GPBM.

cfr.

The Aphrodito Papyri,

testé venuto a luce.

PAPIRI EPISTOLARI

260

xaTtTTHyovroc lov xaiQov
Xoì

eì^avrrfi

xara

V7n]QfTSiv

avrog ayaye

i]

nome

di

luogo

fin qui

prossima a Memfi o

i;

rjyffAJovog

ntf^iìpov €ig

(Tov

alla

residenza

comandante, che avea da un lato

il

una

Tymbo

noQfiag [orx

cui

il

prossimità delle piramidi

alla

questo

di

xxr^vi] xrjg

dall'altro questo

lo-

exei

xm Tve/Kf^evri \vno aov

aQif/fiiiOrj

reifit]

sconosciuto. Dal con-

testo si rileva certamente che dovette essere
calità

iitk-

ij/A[irìv

àia xivog zorv [ior]xJwv

rj

av ^Qaóvrrfi xai varegr^ar^ xavxa xu

o)c

Ti\u,iio,

tov Xafi7TQ[oTa]Tov

rr^v [er]xi-?.evatv

anióovTo{g ftov ra xtì]Vì^

30.

^vzvxoK ctynv

TvuSo) aera to\v 7r€Uw^ev]Tog arìufaifogov Aooiov Nsu.(:aia\\ov] iva

30

].

TtOQf-iag iqv

nQOGfTu'iev aQQivaq xai QbìfiaXtovc òvvaiievoi'i taig nogei-

xat.ir^Xovq o\vg\
ceig

rrjg

nome

(rvfxiìoi)

((yvo\eig

pare accenni

che sarebbero

grandi di Saqqàra.

le

forte di Babylon,

Col. IV.

ovòe a\vxog

vnonHnxi-iv f(fXXovxa

rrf

^rifuit

eXazxo)] (fOQXta x«rii'f;{i^i^o'«r«t

xtti xav\Trfi

5

fiov xtjg

xTr^r]i^

XO)

vno ao\v

óei iva avxog xs

[ói aiiq.CTeQa

av[xa

fie

òt tig

Tv]fi^(o

xai xr^v xHfxr^v

ffffióo)

neiixfO-evxi af.iihixrjUiqvai xt[XevGw

^

^«^

U^"

XV.

(7Ti^Qa]óvxca

V7roxa^a]vxa

[iji-^uori

rjfion'

imaxoXrjg xo avxiygaefov

xavxa ax^v^vat

xa

ere

ov ìai/i oG ar [rrgah^t; evx/vg

tti-qi

{iskXovxa\ avxiyQa(feiv xo) Xa^iTxqoruxoì

[àia io

ft

(TxQaxrjoig Agacroenov

xaxeneiyovxog xov xaiQov
e^avxrjg

10

xaxa

xr^v

noQiiag

xiqg

rjv

*j;rr/(wg ayeir fifXXb)

evxeXtvGiv xov XafxnQoxaxov

Tjyeiiovog

ì^fiuìv

xa^ì^Xovg ovg nQoaexa'Stv aggevag xat goìj^iaXfOvg óvvaf.i€vovg xaig nogeuag vm^gfXHv rragaóoxf- lovXioì Ovgauì ngiyxinaXioì

xai av ^gaòvvr^xe xai vGxtgeai^ xavxa xu

xxr^vri xi]g

nogtiag

sic

ovx ayvof-ire ovóe avxoi
15

éi

dia xo V[xag

iffxf

oG av nga^r^xe svO^vg

xo aviiyoutfov

XVII.

1.

(iuGiXixoì

Ai due strateglii

7.

mento a questa
1

dell'

fie

(fogxia xaitvexOì^atxai nagi ov

neXXovxa avxiyga(fHV

vnoxa^avxa xai

lettera nella lett.

il

Xa/iirrgo-

xavxifi fiov xr^g (-niGroXìfi

O'ìvgvyxf-ixov xo) avxa) xvno) xai

Arsinoite. Veggasi

xa)

ì/mì/ x8

\~i^"

Nbìglìavoìi Gxgaxìjo)

20

Vfiag imoTteinxbiv fifXXovxag

am^guóvvai sXatxoì

xuTO) ìjioìv rjytiiovi

XVI.

C^jf.ua

xgovw

6'^

xov avxov OvgGov

AoGivoHXOV

supple-

XXI.

1.

20.

Qui pure, come sopra

(.Col. Ili, 25),

dello stratego per distinguere
allo stratego della tale

è segnato

meris o delle

dire

rizzate allo stratego ed al basiiikos insieme. Tutte

dell'

queste lettere sono indirizzate allo stratego; se que-

dei

sta è indirizzata al basiiikos, vuol dire che allora nel-

stratego era ufficialmente ben noto.

rOxyrynchite mancava

lino (n." 158) ci dice

veci

il

suo a

latere,

il

lo

stratego e ne faceva

basiiikos.

le

Arsinoite

due

',

si

dice a

nome

brevemente. Invece

Di regola tutte le tcTioyQutpai di camelli erano indi-

19

'

il

Norbano

tali

strat.

di

merides

(cioè

uno

strat.) dell' Arsinoite. Di qual parte fosse egli

Un

pap. di Ber-

che questo Norbanos altrimenti

detto Serenos era stratego delie

Thcm. Polem. me-

1

MIMTAKI

I.KTTMIIK

III

/

»(.«s

XKi

III II 'Ini

i<

/// ^f ?»()(/(>»'

iiir

(sic,

I.

X(ii<i

II)

uruyxi^y nryni

niui^ait>i
L

.

iii'x

i^is

inr

1

1

ibAidU'iKi

.

\if xv(.u

30

.

\xi(i

come

sarebbe,

negli

dell'

riferire

il

mento, mentre può averne

metà
il

il

quanto

1.

fonda-

è quella a cui

riferisce qui

si

ùyuyxrji' 'éff^oy èi'iv^sTi'

Wilcken

(1.

ha ricordato

e.)

papiro di Parigi da

lui

il

i^ysjuuji^

il

KXceiiifiog

ttji

di quel

Panopolis dell'anno 197,

5'^

Diogneto
di

Non

cosi lo Stein,

il

opporre che

le funzioni di

lìsxófJ-et'oq rrjy

tÌQxieQuxjvvrjy

un

tiche a quelle di

parire

questo, benché anche
si

trovi aver pure

il

l'

ma

distinto

come ad

3) èni,xoÓTHov fxéyiare

;

cfr.

Wilcken GO,

I,

ai

Papiri Fiorentini.

può anche supplire

si

p. 68.

di Stein

Non

che pensa debbasi

e.)

(1.

nome come

'P'AuovÌm

in pro-

può ammettere

si

xw ngòg

la pro-

quel tt

in

potrebb' essere, die'

Ix'qu^iopi,

di sup-

egli,

roT idio)

ad

Xóyo}].

questo registro

unicamente

il

il

necessario

e, di re-

destinatario,

mentre

lo stretto

titolo

del

nome

e

il

titolo

mai segnato se non nei

è

comune

il

quale dell'indirizzo

di lettere nel

mai segnato che

è

spiega perfettamente

si

titolo.

mandate, era certaper intiero.

nome

casi in cui a più d'uno

come

In questo luogo,
il

Il

titolo e

bastava

il

in

ogni

semplice

Flavio per distinguere questo da un altro

ma

rimane

diverso nome.

di
di

È

questa lettera, che

essa è rivolta ad un'alta autorità militare ed è as-

surdo

il

pensare qui

all' tifiog ).6yog

Devesi anche tener conto

dell'

non capace (come può vedersi
che una diecina
1.

27-28.
si

Dopo

legge

?.oyovg

ff

di

lettere.

(il

;.

è

un

po'

o altro di simile.

estensione della lacuna,
nella fotografia) di più

frantumato,

ma chiaro)

seguito da traccia di altra lettera che non

come mi

può essere

427.

Non

supplemento che già proposi {ax[Qca£vuarog). La linea

due magistrati, mancasse questo

stratego. Certo, dovett' esser

quindi da esclu-

C e

dice

possiamo indovinare a quale impegno solennemente
preso dinanzi

let-

si

nel pap. beri. 168 ove al xQuxiarvg snKTTQicTtjyog
(1.

MN

poi evidente da quanto

da

es.

tracce di

le

confermo tutto quanto ho detto

ufficiale dello stesso titolo

di«-

epistratego a questi tempi

titolo di ènixQonog,

posito in

gentile

vediamo qui com-

insieme ad un epistratego,

Ar-

senso però pare debba

il

;

linea

fin di

altro, r essenziale era

non poterono essere iden-

ènltoonog che

e

fosse

però da

un procurator Augusti

che già proposi

^i}/Ji(tg

plemento

non

IV, 165 sg.)

non può essere

i7<t;

mente segnato

un

ha creduto poter sostenere, con ragioni poco o punto
conclusive, che debbano essere identici.

nomos

segno L che non

il

nelle lettere stesse, quali furono

allo stratego

(APF

26.

gola,

Severo, senza però

quale

fertile

[nvTov

non

affermare che quel Diogneto possa essere identico
col nostro.

cho

come propone "Wilcken (1. e).
ai[^)fcT07TeduQ%T]i 7 mantengo questa proposta

in

p. 68).

di

principio di linea

cano esempi; qui poi esso

lett-

Jióyytjrog ini-

((^•^isQioavvijy

forniti dal ricco e

ecc.

foraggi

Dell'uso del semplice gentile senz'altro, non man-

che forse

MN

n,;\

vettovagliamento,

pei

in

cercare un

pubblicato (Hermes, XXIII, 593)

contenente una lettera

nota

esempio,

e

(ved.

forse

posta

comandante diceudo

ìjyefiói'i,

T()onog USiiccaTov (ìiaifsjfófÀefog

di

1.

quella data.

probabilmente diretta a\V

iin\uxitvijit'i

yn\iii<i

iiov

X'iiiiu

t'^'

due magistrati qui nominati, Diogneto epitropos

n.° li

i(

esser quello. In

dalla data di

ed Alessandro epistrategos, lo erano pure nella

/J////oi<

»^/«(»/(r

xut iiUfHii\y

i(vi)()iiiv

.

dere

vi è scritto sul verso, fu scritto sul recto cerdi

.

tera dopo

stesso Nerbano del nostro,

tamente assai anni prima

ini in

può esser qui d'aspirazione. Incerte

quel papiro al 2° sec.

come abbiam veduto

.

24. Si

1.

b

berlinese 158 sia realmente della

di quello sia lo

poiché questo,

21-23. 1

stra-

del 3' sec. converrebbe escludere affatto che

Nerbano

un in un

i

sinoite.

ri-

prima sua idea che per

la

ragione paleografica assegnava

Se risultasse che

iia

m

[iit{i(iit{i\ixi^i

dii-Jit-iiìjiitiiì^v

dovoano esser

elasticità, a

lòS a questa data; ciò non

xt-kniit}uviH>;

(jiiit,

torto

Ul che

n."

con mirabile

piegò,

si

A

un Sereno

in

PB

Arsinoite nominato nel

dell'anno •2i2S

sec.

i!"

i

;c<;

papiro

(jiioslo

Addenda, ove, credendo

conoscere questo stesso stratego
tego

,'/(.;.>]

di

quella del nostro, del

cambiò d'idea

egli

.scriLlur;i

/.kii.iqui kiui

xkc ^i-n«i /lov

\niK

.

1/»

I;i

in ni

i<i

('.*)

fti\ui(iu,i ii)it{)yi^i

Lif!"

nniii

i^/nr

i

aki/i

x^

.VfD.V

i\

Secondu Krob.s

un

lois

l'IT

\

ridctì.

(/i<

i

mr

/lo/iiiin

.

'-/(/"

ir

lu

i

t\ii\i>yfn'

x\i<i'

.

Xoyin\

i

.

.in\!hni
\'

iKomin^

,'hirì

\

X

2(n

cosa relativa alla

rio-

t,

uncinata che

si

era sembrato

vede sul frammento

da quella che soprallinea
so

come

i

numeri

;

cade quindi

di

delle

/;

il

è diversa

date: non

spiegarla.
3t

PAPIRI EPISTOLARI

262

XIX.

Stiva xai

Tb)i

óeiva

rcoi

^sve(fixtaQ]ioig (?)

[

^evi]ag ixov[ ^uo^aQixrjg agi-

1.

Questa lettera

32.

di tre

righe,

era l'ultima di questa colonna

prime della
tanto

di

le altre

alquanto diversi, a persone

quali

delle

due eran

comune
.

colla precedente
.

.

)

/uw

{^sfUi?

i

ma,

quella,

in

benéficiarii. Quindi

queir ]tof? che

ecc.,

che pare debba essere diretta,

non più ad un superiore come

aderenti alla

di fiducia

persona del comandante, quali erano principalmente

le

seguente, ha in quel che ne rimane,

col.

^laQig fiov yevou

prima

la

si

il

supplemento che propongo per

legge chiarissimo. Nella lacuna c'è

posto per circa 35 lettere.

termini

Col.

y.

x/fxov uvaToXixo)v\

XODQig fiov y tropi

XX.

lovXiavM nQiyxini\
tnti xr^v Onivi(i}[vog

eXuTTOV

5

q'§

(Tayrnl

vovg xta 0QÓivca\

^ov oiarcacr anav\
Onivioìvog

ij[

^u)fi€v oXor t[
noiTjGrjg yeivu)[

10

ói tovt\^

sdì] 'iva

£xeXiVOs\

[O^w^

Li^'

XXI.

X.

AvTioxo) ntlQiàaQx^ii Agaivoeitov
xafjirjXo)[

15

TxuQuóog X\

XXII.

riysfxovi

[

xai

r^dì^

t[

av7jV «7r[

].

1.

uQiOjuov uvatoXixwv ved. SU questo,

che

in

questa e nella

un certo numero

MN

p. 69.

Par certo

seguente, in cui menziona

lett.

di sagittarii,

il

comandante

si

oc-

Sul

nome

4-8.

1.

6. tfexKJlvouf ?

1.

14. fis[Qid(tQ/rji,

Oniyiojy ved.

le

MN

questo vasto e ricco nomos a cui forse doman-

davasi un forte contingente di camelli,

AnatvoHxov, questo

nome

che quel

di carica o

,««-

complemento

è giu-

non può appartenere

munus

di

una metà

cando dell'altra

p. 69.

militare,

due sole parole restanti della lettera

7t(CQ(nfoi)

di

lettera ed

stificato dal fatto

ad alcun

strateghi avea la direzione di due delle tre merides

dispensarlo

cupa degli auxilia.
1.

sti

mentre

(yM/xì^ktof,

connettono evidentemente questa colle

let-

lett.

delle

il

della commissione,

speciale.

due merides Poi. eThem.; Antiochos era

tego anch' egli (uno dei due della
è detto meridarches

lett.

perchè stratego

di

che era l'Heraklidica. Questa lettera

XV),

di

TtQOOTetuyuei'un' xo tqitoì' fÀeoog] nana&oi A[

due strateghi dell'Arsinoite, con

due commissari soltanto. Considerando che uno

di

que-

cos'i:

'

stra-

ma

qui

una sola meris

questa non è che un supplemento alla lettera del 25
ai

nella

è detto stratego dell'Arsinoite era stratego

può imaginarsi concepita

XV) indirizzata

incari-

Nerbano che

tere agli strateghi per la requisizione dei camelli; e

(n.*

pensò a

capo della terza meris, con una

un commissario

XYII

si

Kcefii]kio[y

due righe
twi'

tiuw

268

MII.ITAIII

I.K'I'TKin:

(cut iy)v\

un

101

ti^

I-

fl\

M/1
*

tf

•Ji).

il

Il

HOKiio

X

l'Ili'

puro

I

una l'orma

(|ui

può ponsaro ad un nomo

i;aiiibiaro

\)0V

dove sboccava

passaggio

tronno L'Uthme de Suez

tnì'F

lei

e di lieve

ormai dovea partire per

un castollo

Traiano

in Mclangi's d' F.rail.

(vini.
[>.

naturalo elio

movimento

Lo-

09, 79)

tivi

ConipUMiioliti

n<

Kkv[afJUTni

«;i(>

H(c^lt).oiiic.'

k^

lì[^u^iiihot'(c

I

erano giornalmente registrato tutte
tocollo speciale a cui

si

spedita era qui registrato
detto in

d'una

piìi

aroXffi TÒ àvu'YQmjoì'.

che

il

il

una piccola parte

emanate
già

io

sottoporre

'

feci,

nome

il

persona

ma

nome

personale

nome

il

volume poco dopo

la

del

della

lettera

Thoth

i

romani

Ho
di

a

(MN

già esposto altrove

la

dell'ufficio militare;

data

senza

dire

e del

menzione

Le
numero

il

nome

pro-

vTioTuaativ

È

tf^g

èm-

segnava

si

aggiungeva, a

si

qual regno fosse l'anno,

di

principio

in

di

ogni

nuovo

del mittente col titolo del

poiché

un cambiamento
il

il

suo

dovette esser se-

nell'ufficio,

in ufficio,

queste lettere quando

di

ma

in

p. 80) le ragioni

volume non seguiva

tale dev'essere

avvenuto

comandante partito per una

volume

assai probabile che questo

un anno

si

egiziano, secondo

aprisse

usavano

che mi portano a credere che questo comandante,

non supremo, fosse un tribimus. Come

il

quartier generale di

comandante trovavasi una kome

(?)

queste lettere e che a giudicare dal

rileva chiaramente da

si

dov'era

la fortezza di cui

una

legione.

A

sua residenza era a Memfi-Babylon

avanzi (vecchio Cairo) e

Memfi

È un

distinguerlo. In fondo a ciascuna lettera

81) e contenesse le lettere di tutto

p.

grado certamente elevato,

Memft

Le

MN

cui

in Egitto.

queste lettere
gli

(ved.

'

stesso titolo

dello

ufficio

nuovo subentrante

lontana spedizione guerresca dovette essere sostituito.
col 1" di

in

Di ogni lettera

epistolario.

di

volume, quando avvenisse un cambiamento

rimaneva nell'archivio

e registrato nel

un grande volume

di

da un'autorità militare.

e spedite

prefetto) la copia

(al

dove più d'uno tenesse un

gnato, sotto la data dovuta,
la

si

in-

anno. Anche in principio del volume dovette esser segnato

od anche lungo

rela-

comandi, da non potersi effettuare senza auto-

cosa che doveva essere segnata per intiero in principio del volume o

ufficio;

i

riferiscono lo antecedenti.

registrava pur brevemente la data, anno mese giorno,

si

e

si

lettere

le

equivoco, quanto bastava del

di

forti

Dei destinatari, tutti uomini in carica sia civile sia militare, non

titolo dell'ufficio; là

scanso

guarnigioni di quei

fra lo

testo esattamente, da poterne produrre copia ad ogni richiesta o, com' è

il

queste,

di

dovesse essere un

vi

cor-

può dare anche, come

si

la spedizione, l'ar

colloglierel)be cogli appresti per la spedizione a cui

vede, questo fraiimiento non ù clie

si

circostanza

tal

cornando

il

duo

ris[)onderebboro assai bone, potendo facilmente

Come

in

di

rizzazione del prefetto. Così anche questa lettera

Poi

cancellato.

toro

iJabylon dov'ogli avea

luogo (jualo KXvnftu

di

prefetto di un

truppe o d'altro da farsi dal forte

di

(jiiello di

che passava presso Babylon.
'Jl.

parli ni

Klysina a

canali' dotto di

il

comandante

il

di «'./«xArC"»; piuttosto

lloroopolito sul golfo arabico dov'ora

noli'

tendersi dio

x

in

sognato (Mroiioainorilc. N(»n paro

«t'iiLo

''i"-

possa aspettarsi

e

iiKKÌiint-o forso

portata

denominata Tymbo

nome

di cui

di

rimangono ancora

quella fortezza e di

per prima volta troviamo

dovette esser situata presso la necropoh

di

quelle grandi piramidi.
lettere rimanenti, intiere o in parte, talvolta
di

sole di

22. Quelle di cui la data è leggibile
cui

ci

rimanga

Queste consistono
silikos dell'

in

il

una

anche minima,

in

questo frammento, sono in

sono dell'anno 12° mese

testo intiero sono

quelle

del

di

giorno 25 in

numero

circolare rivolta agli strateghi di 18 nomi; la

Oxyrhynchite funzionante

in

luogo dello stratego. Trattasi

di

Thoth giorni

XYI

di

è

21, 25, 26.

13 (IV-XVI).
rivolta

una requisizione

di

al

ba-

camelh,

PAPIRI EPISTOLARI

264

autorizzata regolarmente dall'Hegeraon o Prefetto d'Egitto, per una imminente spedizione militare
in

paese barbaro, della quale

come

servire

comandante dev'esser condottiero

il

e per la quale

bestie da carico, pel trasporto cioè dei bagagli militari

impedimenta. Ciascuna

o

tera è affidata ad uno o più commissari, de' quali è in esse indicato

nome

il

e la qualità.

registrate in extenso che le lettere non del tutto identiche; in caso di identità,

che la lettera è della stessa formola e data dell'antecedente
il

titolo d'ufficio del destinatario ed

quale la leggiamo nella prima

Stringendo già

'

secondo

mezzo
(il

ordinanza

la

a

di

lui

minor quantità
io

tanto perchè

io

stesso

li

di

XV)

allo stratego di

destinazione

camelli quali

i

ei

tuo inviato; che se tu indugi e questi animali ven-

al

s'abbia da trasportare; su

di carichi

commissari,

quando avvenga

che tu hai a sapere

di

ivi

con sicurezza

prezzo, questo a te venga

il

s'

;

si

termini delle lettere registrate in extenso non

i

danno

circa la trasmissione dei camelli ed

menare

consegnare {naQÙóoq) a questi

intende che su tutto ciò

egli stesso

h vegga e ne paghi

il

o

il

luogo

dif-

di desti-

queste (che son cinque) senz' altra differenza che dei commissari, s'in-

di

il

una

mandare per qualcuno

prezzo a

senz'altro circa

camelli,

i

commissario avea

altre tre gli ordini differiscono in questo che in

le

istruzioni

(IV) lo stratego deve, unitamente al

dei suoi

camelli a Babylon perchè

i

la

comandante. Nelle

del

o al suo inviato; un'altra (XII) ordina

lui

pagamento,

il

allo

il

commis-

comandante

stratego

conse-

di

camelli ai cornmis.sari, che son due, e di venire egli o rìiandare un qualche suo assistente

a Memfi per ritirare

il

comandante dopo ispezionati

prezzo, dietro ordine del

infine ripete gli ordini stessi della

e del luogo di destinazione che

Nella prima lettera (IV)

di

antecedente salvo

non
cui

è

la clausola

:

Iva fisrà àa(faXfiag àvaxofiiCo/ievrig f^g

traduzione,

la

zione militare

piìi

prossima a quei due nomi;

cassa della legione a ritirare
Tutti

i

il

gli

;

Tutti

i

commissari sono

strateghi o

comando

il

direttamente o per mezzo dei suoi commissari
di

sxh avrrjv
i

e

ciò

;

gli

quanto ho detto

del

militari,

àci0^f^irii>ì]g.

MN

p.

grado. Si notano quattro principales (XI, XII, XIII,

in

che è

essa

Babylon era

(1.

il

ai

in

loro

prezzo

18)

la sta-

mandatari doveano andare

loro

militare ne sborsava

inferiori; al loro

ufficiali

un' altra (XIV)

Bubastite, troviamo

strateghi lo rimettevano
in

;

solamente

prezzo depostovi dal comandante con mandato

camelli requisiti erano pagati

mali requisizionati. Ved. su

ri/jirjg

camelli

ma Tymbo.

Babylon né Memfi,

ho dato qui sopra

i

commissario, che è uno solo,

la differenza del

indirizzata negli stessi termini allo stratego di Arabia ed a quello

loro

a Babylon a

'.

nazione. In due (VI,

i

mandami

tu stesso o

servire per la spedizione, acciò ispezionati che io

di

vegga, quanto perchè, rimesso

feriscono che negli ordini che in esse

gnare

è la seguente:

questa mia lettera. Questi animali devono esser menati a Babylon,

All' infuori della differenza dei

sario,

delle lettere

tosto darò ragguaglio per iscritto all'illustrissimo nostro Prefetto mettendo

sottocchio anche la copia

giunge

mena

ritardo per la spedizione, tu pur non ignori che andrai soggetto a punizione

quanto tu faccia

contato

La formola

mio inviato sesquiplicario Giulio Panisco,

al

prezzo ne sia contato

il

che, pel tuo indugiare,

che

insieme

segnando

debbo felicemente guidare, tu immantinente,

della spedizione che io

illustrissimo nostro Prefetto, o

tuoi,

nota solamente

si

nomos d'Arabia,

queste, indirizzata allo stratego del

let-

Non sono

adt/Ò ivuoì xaì xqóv(o) solo

{t(Ò

del portatore o commissario.

ordinò maschi e robusti capaci

li

abbia gh animali,
in

dell'

qualcuno dei

di

Prefetto)

gano

tempo

il

di

nome

il

camelli dovran

i

alla

nome.

agli strateghi,

proprietari degli ani-

74 sg.

nome

XV) un

è

sempre aggiunto

il

signifer iar^/iatagóoog,

titolo del

XIV), un

sesquiplicarins (IV, V), un ordinaius (Vi, VII, Vili, IX, X).

Le
quattro
il

requisizioni
dell'

si

effettuano soltanto

Heptanomis.

Il

punto

comandante. Seguendo l'ordine

di

in

dodici dei

nomi d'Egitto,

dei quali otto

sono del Delta,

partenza delle lettere e dei commissari è Memfi ove trovasi

delle lettere

troviamo:

MIIJTAKI

l.ll'ITKKi:

Ddftt
(rniiKi

:

(iriciit.)

Ai;ilii;i

.

.

coiiimisaiirio

dostiiiazioiio

Habyh^n.

un coininisbariu

destiiiazitjiic

iiicsuiiiibilc,

un
(

,,

(raiuti
(

(

»

(

V

)

.

.

.

Aiiilni|Milit('

)

Centro

Hul);ist,i((ì

Suite.

(M'cid.)

.

.

.

(Delta orient.) Ihiliopolite.
Lotopolito.

oe.citl.)

IlrpUdioiiiis

sinistra) Arsinoite.

)

H

destinazione presnniilMlo, Meinfi,

tre conìinissari

destinazione prosumihile, Mr-mli.

dei

Ivn suddetti

destinazione presumibile, Menili.

:

.
I

(

tre ooininissnri

due

.

(riva destra) Af'roditopolite
(riva

.

un eoinniissario

destinazione, Tyndjo.

un commissario

destinazione presumibile,

.

Oxyrliynrhite

Se ho ben divinato, un altro commissario per l'Arsinoite fu aggiunto
da spiegare perchè un

sol

commissario fosse fatto passare

da parte l'HerakleopoIite che trovavasi fra quei due.
piuttosto che

ciascuno

altri

atl

richiedessero

si

non

questi nomi,

di

del quale

riferisce in

si

è detto;

i

numero

dei

ciascun nomos, di
p.

74).

Come

Ma

neppur possiam

XXI. Riman

colla lettera

Oxyrhynohite. lasciando

dire perchè a questi 12

nomi

camelli dovesse esser fornito da

di

probabilmente era indicato nell'ordine prefettizio, all'autorità

queste sue lettere

il

comandante. Certo,

il

recensimento annuale,

totale dei camelli da raccogliere

nomi furon messi a contribuzione per

commissari possiamo arguire che diversa fosse

cui, pel

Tymbo.

dall' Arsinoite all'

numero

camelli. Qual

dev'essere stato molto considerevole se tanti
diverso

Menili.

:

(lleptaiiomis) Meiiilìto

(Delta

265

si

conosceva

è detto esplicitamente nelle lettere, la

massa

la

la

quantità

di

Dal

questi.

camelli richiesta a

capacità per questa fornitura

(cfr.

MN

da raccogliere doveva essere

dei camelli

proporzionata alla quantità dei (fogrCa da trasportare, quantità che era assai grande poiché era
costituita da tutto

il

semplice dislocamento

bagaglio della noQfia. Era questa,
di

truppe,

ma una

;

le

lettere pei camelli sono del 22

di

ci

rimangono

in

p.

78),

non un

;

si

nell'

d'autunno ed

climi, cioè fine

può pensare che

la

messa

Ottobre avanzato. Vediamo

in
il

marcia

delle

comandante

questa ttoqhu grave ed anche azzardosa, come possiamo rilevare da

quel bene augurante o anche promettente ftVr/còc
torità civili e militari e in

mighore per quei

Settembre

truppe e della carovana militare dovesse aver luogo
occupatissimo negli appresti

(MN

esposi già

io

spedizione militare su piede di guerra, in paese lontano

e barbaro, da intraprendersi nella prossima stagione

inverno

come

primo luogo

;

egli è

per questi in continuo rapporto colle au-

col Prefetto che sta a

capo

questo frammento, non soltanto quelle relative

presti per questa spedizione, per la quale

non

si

ai

di tutte.

camelli,

si

Tutte

lettere

le

che

riferiscono agli ap-

avea soltanto da provvedere camelli

ma

anche e

principalmente provvigioni, tende, armi ecc. oltre alla scelta dei corpi di truppe da mettersi in
marcia,
(cfr.

«

ai

provvedimenti da prendere per

zc)o/'c

itov

y€V7]Tai)

Quale possa essere

la

al

il

guarnigioni rimanenti,

nell'assenza

che va peregrino in lontano barbaro paese

(r)]c

^triug

del

comandante

i.iov

^uQ^aQixf^c).

regione barbarica a cui è rivolta la spedizione, non possiamo

non per congettura. Io esposi già (MN
essere

le

paese dei Mauri ove

le

p.

79) le ragioni che

definirlo

mi portano a credere che questa possa

frequenti rivolte delle popolazioni barbare,

nomadi

e recalcitranti

giogo romano diedero, nel secolo a cui appartiene questo documento, spesso occasione

di spedirvi

truppe

di

rinforzo

;

se

non mai pensando però, come

a

torto

mi ha apposto

all'
il

impero

Wilcken

PAPIRI EPISTOLARI

206

(APF

552

III,

Mauri invadenti

sg.), ai

da tre direzioni

e racccglientisi nel centro

spedizione

muoveva

plausibile fosse

la

però contro
presso

lo

di

Tymbo,

di

Babylon

non

e

troppa lontananza

di

in

Memfi

Bukoli che

Bukoh

allo

mente a

tutti

golfo arabico.

il

i

paesi

dizione che a traverso
definire se fosse

quella

dati

dei

combattuti

al

quali

direttamente o indirettamente

(cfr.

;

si

paese dei Bukoli,

il

applicherebbe indistinta-

libica.

Le tante

ribeHioni

d'

altronde,

ci

2)

vengon rivelate da
e

di

Stein più probabile l'anno

la

come

XII

di

Severo, cioè

poco, anzi punto conclusivi siano

data mia e

la

sua

cioè

basandomi su argomenti

scrivere)

certo è che

;

non

si

di
il

per la parte anteriore

di

cui io sentiva

Ho

203.

suoi.

questa metà, non

ci

metà

172-3,
la

Non

come per una

del

fra

le

grande

si

e,

me

fotografico di questo papiro da

questo possa essere del

3'^

secolo appena incipiente,

del

v'

ha papiro del terzo secolo,

Mus.

Brit.

da

me

di scrittura

gli si

IV

1.

mi
allo

21, 26)

differenza

benché

fra

lo

di

propenda

io

quel secolo e

Schubert

può concedere

;

(a cui fu

se però egli intese che debba

commise un grosso

burocratica, che possa ravvicinarsi a questo

citato (v. p. 253) la cui scrittura,

svista

spedito al Wilcken) dice che la scrittura di

essere del pieno 3° sec. egli per soverchia compiacenza verso lo Stein,

Non

la

spinge alla fine

primi anni del seguente. In questo slam tutti d'accordo; e se in questo senso

mandato un saggio

queste

due, poiché paleograficamente,

2° secolo d. Cr.

sarà gran male se

di

poca forza. Parve invece

invero

è

epigrafi

che la data

già mostrato nelle note (a col.

può che scegliere

papiro va riferito alla 2^

già dissi, questo

171-2 (non

il

argomenti

gli

mo-

o

sarebbe vano cercare di

sempre congetturando, pensai che l'anno XII

Marco Aureho,

deserto

questa spe-

di

precisare quale sia quella che fu scopo di questa TTooeuc del nostro papiro, tanto più

lettere potesse essere quello di

il

barbariche della costa africana, senza poter poi

ignote

talune,

Io,

un

mare interno che da

il

arrivava traversando

si

Cagnat, Armée rom. d'Afr. cap.

questo è e dovrà rimanere incerta.

di

bande selvagge che l'impero dovette combattere,

lestie aggressive di quelle popolazioni, di quelle

storici

Egitto stesso e non

concentramento, altra direzione

del

regioni

le

ma

Mauri o altra meno discosta gente

non furon tutte registrate dagli

in

18 e altrove), non potrebbe es-

Wilcken,

ai

Tymbo

può indurre dall'uso

da Memfi in yià verso

mare interno

luoghi

i

deserto verso

il

camelli procedenti da

i

Bucolici milites mentre

detti

si

con-

il

quel di Memfi al

in

Questo però non indicherebbe precisamente

quella costa del

di

così

(joqtiu xm^vi-xi/riasTai (col. Ili,

sbocco occidentale del Delta, come pare

carovana. Io non so vedere,

come

loro sedi

le

vede adunque come

si

Se mai qualcosa

^aQiìaQixij).

{'Stvia

questi poi

;

fecissent dovettero esser

direzione della spedizione piuttosto

la

in su verso

avvenne

più

tempi e particolarmente

in quei

Saite ecc. dovessero raccoghersi a Babylon Memfi,

il

multa

gravici

una lontana spedizione

prossimo

di

dallo

prossime parti del Delta. Questa congettura ha

e le

giù verso la regione dei

Marco per Aegyptum

che

piramidi la

quei luoghi, fosse da escludere, e

Alessandria; e pare assai strano che

in quello di

composto con x«r« nell'espressione
sere

le

Wilcken seguito

al

contro costoro dovesse esser fatto

la spedizione

quah l'arabico

del Delta

per poi tornare

fuori con

dove, presso

sbocco del ramo cosidetto Herakleotico del Nilo nella parte nordovest del Delta, nei pressi

nomi estremi

sotto

di

Mauretania. Parve invece

di

concentramento

nomi Arabico-Saite-Oxyrhynchite

i

Alessandria ove, com'è ben noto, era una stazione mihtare; non

quartiere

risulti dal

che questi Bukoli, dei quali cosi poco sappiamo, avevano

fatto

il

punti estremi sono

alle aggressioni dei cosi detti

centramento dei camelli per

in

luoghi

i

Marco Aurelio infestarono Alessandria

sotto

di

pel deserto verso

pensare

il

i

per ordine, a Babylon, a Memfi, a

e,

mia congettura, per

Stein, questa

delle quali

mia

principale appoggio per questa

Il

quale sembra

la orientazione della spedizione,

congettura era ed è tuttora
dei camelli procedenti

Spagna a quei tempi.

la

come ognuno può

come

errore.

quello

oggi vedere confrontando

quella tavola fotografica colla nostra, per forma di caratteri e per stile è identica a quella del nostro; e

quel papiro è positivamente non posteriore agli anni di Antonino Pio (138-161): vod.
Inoltre la scrittura latina di cui è cosparso
è per la

forma

il

dei caratteri, affatto identica,

GPBM

II p.

152.

nostro papiro, della quale daremo lettura qui appresso,

benché

di

modulo assai minore,

a quella di

un papiro

milita

i*:tti:ui',

Miis.

(Ini

\Vi'SH(>ly,

Midir

.

(II."

7:10)

nflt II f.

:.

Hiit.

.

Si-li

.

.

harhiifi

.

,

.

.

l'idmni/r.

Ini.

<'ill.

.

.

V

tiiv.

hurliiinriit/i

.

|

diirl,-

(liciiloll lliiiil

(Il

jiiililil.

.

.

iiolla

I

porla

hr.

ì'ri-o

pioiid

il

secolo

.'{"

mani

nelli>

del

Ireneo che

IVoiit.

esagerato dicendo

sopra

(pii

paleoji;ralicameuto penò

Conchiiulciido,

quei

dio per

25(5)

distanza fra

la

quali io ancora

i

verso cioè quali popolazioni barbare

stato

basso

rovesciato

più

per

tardi

finisse

(;

aderente per

che

la colla

vi

scrivervi

sione di questo papiro latino, assai

questo e pare che

di

12"

il

la

che cade sulle prime linee della

romana questa

sul

verso,

si

papiro

il

onde

ma

soggetto

di

di

se non tutti
è

osserva pur nelle linee

si

papiro

si

papiro.

scrivesse in vari

Un

{Ardi. Milit.

come
que

frammenti, paiono

i

fatto simile

p.

8).

Ma

se

in direzione irregolare.

è

;

appunto

volume. Questo essendo

venuto così a trovarsi

al-

brano più fortemente

e là qualche

fissare questo papiro sull'altro. L'ade-

Ho

solo è

quali questi siano

frammenti

confonde con

si

parlato di

un papiro

latino;

ma

Uno

tipo della scrittura minuta, serrata,

il

ho già detto

può

uno

dirsi

di sopra.

dei

più belli

La massima

parte,

far pensare a più foglietti di papiro

è capovolta rispetto a quella di altri;
;

ve-

ma

lo stesso

pare quindi che sul foglio o sui fogh

la scrittura

nuova dall'antecedente

di

col capovolgere

un papiro latino, pur militare, pubblicato da Nicole e Morel

in

si

scorge alcuna linea o parola che sia scritta

Certamente

nell' inserire

dello stesso

anno

come

il

pap.

lat.

si

badò a

tanto che facilmente sollevando o staccando

lo è tuttora.

di quella del greco,

sicuramente da eliminare l'idea che

traverso o comun-

di

questo papiro nel grandissimo volume

la scrittura di questo,

papiro latino, questa fosse così ben leggibile
è

che a quanto pare sor-

tutta la scrittura di questi frammenti, capovolta o no, è allineata regolarmente

quella del papiro greco né vi

non

sottile,

residui di vari foglietti o sti-iscie di papiro.

i

uno stesso frammento

osserva

non troppo offendere od offuscare
il

estremità del margine

leggera, rapida, ferma e sicura;

momenti distinguendo
si

alla

fino

latino

una stessa mano. Ciò che può

di

di

abbiano

come pure uno

questi tempi

tatto che la scrittura di taluni

il

fatto

il

di

di

dirigesse.

così forte che quasi

è

Severo o

di

vergata direttamente su questo; uno dei frammenti però,

si

buona mano

esempi del piccolo corsivo

anche maggiore.

IV, solo in parte incollato, può ancora essere sollevato lasciando

col.

questi frammenti,

regolare elegante,

un mezzo secolo;

di

anni

degli

e fu anticamente inserito nel

più sottile del greco,

ramente non potrei escludere che qui
il

sia

un papiro latino assai

scorgere la scrittura greca dell'altro papiro a cui aderisce.

solo è

meno

questione dello scopo della spedizione,

non ne rimase che qua

la scrittura sia stata

Appiano? Non credo aver

recto e quella del verso è

passiita in qualche luogo

fu

Ora,

d, (Jr,

a Tlieadolfla, iiell'Arsifioite,

dovesse trascorrere non

ci(")

Africa

dell'

l'esterno, cadde via quasi intieramente;

248

Filippo, ossia del

suoi resoconti per

i

propendo, ed insiemr;

papiro greco

il

78)

p.

resoconti cho furono

liabyloii

di

la scrittura del

superiore e inferiore dei piccoli frammenti
iu alto e in

(MN

parto f'ratiiinotitoHa

eoiitrihuiro la data doi

Veggonsi disseminati sulla superlicie del nostro papiro iredo)

passava

parole

ìu

M. Aurolif) Antonino).

ai)orta la questione della data, se

liiiiaiu!

Marco, per

di

(p.

Memjl o

di

scrisse sul verao

vi

^ià citai par

uh volumo cosi, audio storicamente, impo'tanto qual era

cIk;

questo, esulasse dairaicliivid militali!

io

(riproMoUii quoHta in

di

diinost rato, e (htiraiino 5" di

può essere avvenuto

e (piando

miicIk!

piK')

dio

1H7 (rogrio

(^Juml/iilo elio ctjrrispondo ai

ri

come sopra ho

rrrsn, clic,

sul

come

coii.soll

ad escluderò

Kiiialmoiilo,
sciilti

dei

dal a

la.

V

t;iv.

Il

\n\.\iiin

<,jii(;l

leggono

elio vi hì

.

s(!r.

l'<i/).,

IO).

ii."

207

hi

La

scrittura infatti del pap. latino,

non può essere che

fosse inserito nel

di

poco posteriore; ed

volume quando questo eragià

fuor d'uso ed inutilizzabile. Di questo però potremo più facilmente convincerci procedendo alla

let-

tura dei frammenti.

Fra

le difficoltà di

varia specie che presenta questa lettura

sono frammentate superiormente

in

modo che ne

e' è

pur questa che

resti soltanto la parte inferiore,

riconoscerle che in piccola parte, tali essendo le forme in questo corsivo che

i

dove

non

è

le lettere

possibile

distintivi delle lettere

268

PAPIRI EPISTOLARI

son quasi tutti nella loro parte superiore, mentre poche
Quindi

dover rinunziare a leggere pur

il

riesce a leggere in tal luogo

si

ben

visibili

dove

nella tavola fotografica.

la lettura assai

dove

delle lettere

delle

ardua e penosa, ho fatto eseguire,

non apparisce che

lettere

non riman che

La minutezza

come

distinguono nella inferiore

si

Tutti

la testa.

g.

frammenti sono

e strettezza dei caratteri essendo tale

dei principali

l il

coda, mentre

la
i

il

da render

frammenti, speciali fotografie con ingran-

dimento

al

doppio, che qui appresso presento ai lettori. Passando alla lettura dei frammenti designerò

posto

di

ciascuno prendendo a coordinate

il

le

colonne del papiro greco colle loro hnee o margini.

Col.

MI.

-^^

^'t:^

Ju
»

*
«_ .

^hì

r

Margine superiore.

Frammento con

prima

residui di tre linee di scrittura la

iiniimj riÀOumisdq ntU[ó\sdY

p

snudj^

delle quali capovolta. Si legge

sumunosq

]nicam custodiae fulgutri

.

u

]nuae Improbus retiarius

La

lettura delle prime 9 lettere della 1* linea non ò ben sicura. Poi

Nereus\ l'altro

nome può

esser letto AusioW''^

identificare tutte le lettere decapitate

lettera che pare e

custodiam ?

non può essere un

Nella 3»

1.

;

Nella 2" linea al

saran forse qui dei nomi
i

dev'esser parte

Improbus può esser un nomo

di

un

proprio,

e

di

o

di

Nerus

forse per Neriiis o

fulgu non

là di

è

custodiae o guardie ?

anche

come

lo

di

è

possibile
l'

ultima

un m; forse n[nlcam

certamente nella
s

iscri-

.

I.F.TTKKi;

/iniii'

ucciso
zioni

un

(Il

(lui

srriihn-,

Noli

siiiiili.

1MIM\M)|;VS
|)lil',si

^ladiiilnihi

;iii,i','lyr'i

AMI).,

.

curio olio irn/trohnn

Ix^ii

ovo

.'{M'.IMO)

269

1,11 Alti

M l'HOjiVM

I

pnipiio conio l'antluiruinn.^ llilurtuni

iioiiic

o

VI,

(('IL

MI

come

\):\rvo

al

hìh iigj^ottivo

Moiiiiiison.

Il

.

bori

Mtefso Botto

in

vedo

Hi

.'litro

pompolana 848

pariotaria

clii.-iro

letuirLUn elio

il

ivi

.s(;^iiati

ikìIIìi

inmr

.

.

in<lii;;i

figura-

KT

a:

.

può forso 8Up-

fjriricipio

i<l\lllUtC.

Intercolunnio.

Sulle

3*

li 11.

duo colonne, frammonto con tracce

4" dolio

di

due linee

di scrittura. Dello lettore,

quasi tutte decapitato, della prima, tronche e frantumate della seconda, poche .sono
sicurezza.

deve escludere nella 2"

Si

segno non ò a

ma

V

prob. b; dell'apparente

lo

(juattro apparenti aste

lo

ultimo quattro lettere

non sono che
.

.

.

Villi che

lezione ann.

la

la

ò

una

non esiste realmente che

parte inferiore

falsa
il

apparenza;

il

primo

questo e

tratto destro;

lettere tronche; sicure sono

di

con

logfjibili

solamente

raes[

Col. II.

A

poca distanza dal frammento antecedente,

metà, coperta da un frammento

probabilmento

di ludi gladiatorii

non

di cui

si

greca delle linee

la scrittura

4, 5,

6

è,

nella

prima

legge ben chiaramente che la seguente notevole data,

:

X KAL AVG

=

x^

é7r€i(p

23 Luglio.

Di una simile doppia data, segnata in termini romani e greco-egizi abbiamo esempio in un papiro

Vienna (Erzh. Rainer) dato da Wessely

latino della raccolta di
la

data

giorno

:

di

una

lettera, e si

XIIII K. August. tnfKf

romana

ragguaglio fra la data

darebbe
la

il

il

Scìirifttaf. z. alt. lai.

Pai. tav.

caso che sia appunto dello stesso mese della nostra,

xC.

Nella nostra, che è

e la greco-egizia

19 Luglio, mentre la gr.-eg. dà

il

;

non

2L La

tempo più

di

ove

rileva

il

data romana

Wessely riferendo

differenza fu bene spiegata dal
si

la

È

di altro

tardo, torna perfettamente

così nel pap. di Vienna,

data greca all'anno mobile egizio e quindi quel papiro, come pur

ma

I.

dalla

scrittura,

ai

primi tempi dell'era volgare.

Sulla

lin.

bella scrittura

22 della stessa

minuta

col.

dopo

sotto,

una stretta

linea di scrittura di cui

minabili; al disotto

Papiri Fiorentini

si

di cui si

legge chiaro e di

:

]et

Poco

framm. su

xaTfTtsiyovTog, piccolo

striscia che

reversi sunt[

va dalla

col.

I

alla

non rimane che l'estremità inferiore

legge in caratteri maggiori

.

.

.

ilia

.

.

24 della II presenta tracce

1.

di
.

,

di

una

parecchie lettere, non tutte detercioè fam]ilia.

35

PAPIRI EPISTOLARI

270

Col. II (parte sinistra).

•-

«^

V

y

.

f

'^
>'

^

J^^.

ìfeb9"''^^
*'

\

??x.

y~^<^

t?B

Sulle ultime 4 linee e sul margine inferiore della col.

6

offro qui

(parte sinistra), cade

II,

il

framm.

di cui

sopra la fotografia ingrandita.

Nella parte superiore

si

scorgono tracce

di

due linee

di

scrittura capovolta rispetto alle altre

della parte inferiore.

\hlÀdo

ÀdJY "ìÀinumxÀY
(^)

nb

isdpt

OS

[

u

sdvo

x[

Incerta la lettura del segno dopo idest; pare un g a cui sia insolitamente sottosegnato un k.

Una

linea simile

non rimanga che
Al

si

ritrova nel

framm.

7.

la testa delle lettere. I

disotto, a qualche distanza

Nella 2» linea la lezione è sicura, benché di una parte

nomi Arrianus, Afer ricorrono

da queste due linee

si

scorgono residui

nel
di

framm.

17.

cinque linee

di scrittura

rivolta nel senso opposto a quello delle superiori ed eguale a quello della scrittura greca sottoposta.

La prima

linea,

d' intestazione.

preposta con un po' più

di

distanza alle altre ed in lettere alquanto maggiori, è hnea

I.KTTKUK MILITA Iti

J

.

ijlilili[

l'iintil

.

271

t

l'ain\ilia

urnid

<t(l

pio ...

]t<:r

.
I

/'ni\t

Lo primo
la

tlim

loziono dolio

lineo

trovano

duo altro

linoo,

ralt'ronto

dopo

ir.

nel

(|uali

Iraiiiiii.

tura

di

cui leggo
^bto^

1.

.

.

.

.

[

[

11

in

Il

<ni

ricorrono

un'altra.

di

scorgono residui

si

due linee

di scrit-

viceX caes n

ludi

che è

linea,

d' intestazione,

summus

.

.

es .[

è simile a quella che si legge nel n.^ 6.

X par

complemento

del principio di quella

precedeva

data del giorno e del mese e quindi adi ludi ecc. Nella 2^

gnome

di

:

]donico

la

stOHsi termini. lJubf;ia

f^ii

-Io.

1.

25 cade una stretta striscia sulla quale

]

La prima

.

vedono doboli tracce

si

Col.

Sulla fine della

\piHeli
* *

I

.

\irni tiaL\

I

adoni U[

ri

i\nttrrv(:nie\ntc

;

vice

certo benché

il

v

non

si

Qui abbiamo

il

veda ben chiaro. Probab.
lin.

può supporre

si

il

co-

Mace]donico.

Col. Il (destra).

Margine

8

Un frammento

inferiore.

copre una parte delle ultime tre linee (a destra) partendo dalla 29 e

su tutto quel che rimane in quel luogo del margine inferiore. Vi
scrittura, la

framm. Le
in lettere

prima

altre sono

14.

di

capovolta come

si

vede dai pochi

pur simiU a quelle del framm.

maggiori non ben

con poche lettere

framm.

delle quali

discernibili. Delle

certa lezione

:

1.

n.°

si

tratti

scorgono tracce

di

si

estende

6 hnee

di

che ne rimangono sull'orlo del

6 che è sul marg. sinistro

;

precede una linea

quattro linee seguenti non rimangon che piccoh residui

3 cosuesq ...

;

1.

4

vi\cit

iure eoe,

;

1.

-5

.

.

veni

ei

n

.

.

.

Cfr.

il

PAPIRI EPISTOLARI

272

Col. II-III.

Estremo margine superiore sulV intercolunnio.

Frammento

di tre linee di scrittura, delle quali solo la

seconda è leggibile:

venatores
nella terza par di vedere r

.

us.

Col. III.

Margine superiore.

Presso l'estremità del margine, quasi sul mezzo della colonna,

10

si

legge

]caelio sus[

11

pili

in là,

verso destra sulla stessa linea:

]m
12

ludo[

più in là ancora, sull'intercolunnio, d'incerta lezione:

]ti

.

n GCC[

Col. III.

13

Di un frammento che copriva gran parte delle linee

S-"^

di

questa colonna e che ha fatto

non rimane che un brano a destra con residui

sparire la scrittura greca là dov' era incollato,
linee di scrittura, nelle quali di certa lezione

4^,

non veggo che:

]li

]spati

[

.

us[

]iuvenes[

di tre

273

MILITA HI

I.I'.'ITI'Jii:

M(tnjinc inferiore.

y^-^

y^?>y-

Frammento che cade

14
sul

prima metà

sulla

margine inferiore coprendolo

delle quali solo in fine della

fino

1

^i /

'i^^.*rpZ

due ultime linee

delle

sua estremità. In

alla

seconda è chiaramente leggibile

.

.

di

questa colonna e

alto, tracce
.

due linee

di

si

di

estende
scrittura

dopo uno spazio bianco,

ustrus. Poi,

tracce a destra di due brevi linee in carattere molto minuto di cui poco rimane; a capo della prima
linea

si

legge chiaro un X.

Seguono

con tracce

tre linee di scrittura leggibile

illegibili

una quarta. La prima, alquanto

di

discosta dalle altre, è in caratteri maggiori.

numer

]familia
]

.

.

.

glad

famil

ad arma

ntius

pr

.

.

.

ludi

[

fuit interveniente ludo Nico[
t

sper

vicit iure eoe

.

.

.[

* * *

Molto è incerto nella terza linea; notiamo che quanto

quanto
e

un

/•)

si

legge nella

1.

4 del

framm.

n.o 8. In

una correzione,

ma

non saprei

legge in fine

ambedue sembra n

leggersi iu. Del curioso segno che circonda

voglia essere

si

una

dir

quale

genit.)

capo

lettera

;

si

il

di

questa è identico a

segno che parmi debba

(fra

dopo sper non so dar ragione

aspetta qui un

nome

proprio

;

un

t

pare

come

Spe-

rantius o simile.
Nella 1^ hnea

numer

è

Numerius

(al

di

una fam.

gladiat.

nominato nel framm.

17.

274

PAPIRI EPISTOLARI

Col. IV.

Margine superiore.

15

Si legge presso l'estremità del

marg.

al di

16

l-"^

metà

della col., scrittura capovolta;

S9U0fmpvj6

11X70

sopra della

svdjm

più in là a destra, scrittura pur capovolta

]U? OUd fip9DÙ[

Col. IV.

17

Sulla parte finale delle

lin.

1-5

cade

il

maggior frammento

di cui offro qui la fotografia ingrandita.

f

4'

Si

veggono residui

di sei linee di scrittura

linee è capovolta. Si legge:

minuta, serrata,

ma

assai legibile; ninna di queste

l.KTVVMK MILITA Iti

\rrs

.VI7
et

\(ii:

]8Uis
.

.

ns
\

d\

lt)t((e

Arrittnutì L(inli<iri\nH

.|

.

(talinrius Ncslar utationarlun

\rHtitr

]

.

:{

1.

mal

(

f\

paria

n vieti Nuìncrin

può spiogaro

si

.

Afer mminUitibuH in cdstri

s/)(ithati

.

r.iirtae

*

Nolla

21')

ruUcvi mim[n»et

si

*

*

lotae por lavati", visto

soggetto della

il

tosto pensare a quei pesci d'acqua dolce e comestibili, che
Iota

donde

elio

può essere

frane,

il

di

Dopo

lotte.

il

secondo

l'orse .sj/^|^/?

<i\

chiara traccia

et

Nella

-'5

I.

cul\i\n(i[

di s e

anche

l'orse

secondo

latini,

i

4" paresi debba piut-

I.

dopo

i

glossarli, cliiarnaron

un piccol segno

lacuna

la

primo nome è Nestor.

il

Nella

1.

i

segni che presenta la fotografia al di so])ra di vie non sono che screpolature del papiro.
1

nomi Arrianus

Afer ricorrono nel framm. 6; Niimerius,

e

Tutti questi frammenti facean parte di uno o

RMetta ad un campo

familia gladiatoria

campo

quale questi acta furono

pnnto sorprendente
sia rilevandolo

un

è

;

inseriti.

conosciamo più

epigrafici.

campo a

l'archivio stesso del

cui

Ma

(acta) dei

Pompei ed

epigrafici a

ma

pubblicati,

chivio militare

come

mimerà

altri

è

lo

documenti
il

volume

Sono questi

stazione

relativi a quelle mihzie.

come

quale è annesso,

al

du

I/'' siede,

È

Genève

è

il

di

di

cronaca redatte

se ecc.'. Ogni breve riferente

un dato giorno o

aveva una intestazione

una truppa

del

papiro
di

di

Ginevra edito da

Berlino illustrato da
n.» 6)

uno

Vienna

di

gli

atti gladiatorii di

in caratteri

V editor o piuttosto

17 nel quale però quel

vieti

campo

il

in altra

fr.

Il

ecc. fa

il

in

dice che

titolo della

di

forma narrativa, non senza
'

non sarebbero

una data

truppa

famil. glad.

gì.

lud.

stati vinti

serie

di

operante.

giorni,

La meno

che dà gh atti

di

un Numerio, quello stesso che è nominato
pensare che questa

reversi sunt del

sede

si

Xumer.

13

lanista era

Numerio

sola fam. glad. operante in quel campo.
dai gladiatori di questo

17 ove

maggiori che dava

queste intestazioni è quella del

di cui

;

cronaca circa l'opera dei gladiatori addetti a quel campo mi-

fr.

di

nell'archivio

così detti breves, breviculae, note o appunti compendiosi circa le milizie in servizio

che leggiamo nel nostro papiro. Sono note

incompleta

non sono

questo un documento d'ar-

un papiro

1900),

abbiam pure esempi

conservati

infatti

lo

pubblicassero

atti dei gladiatori

raihtare,

qualche osservazione o giudizio, come vediamo nel

fr.

era mai trovato e questo,

n.o 8.

ibid.

con essi van collocate queste note

nel

patente, procedente dal-

e
si

gli

nel

per notizie tramandate,

gladiatoria già sapevamo, e di questo
qui

una

epistolario

(edicta) si redigessero e

;

di

un campo romano non è

{Ephem. epigr. VII, 457 sgg.) e riprodotto da Wessely (Lai. Pai.

dato da Wessely,

litare,

programmi

ai

volume

il

sia

qui non

fin

altrove. Qui però la cosa è ben diversa

Nicole e Morel [Archives Militaires

Mommsen

un esempio,

gladiatori erano addetti,

i

registrati insieme agli atti di quella

comando, come tanti

apparteneva

di gladiatori in

di

atti

gli

che è certamente quello stesso

un documento così diretto

a mia notizia, è unico della sua specie. Che, oltre

anche dei resoconti

truppe

di

13.

registravano

si

(n." 17, 5)

archivio

cui

al

La presenza

fatto di cui

da monumenti

castrum

militare,

Babylon presso Memfì

castello di

fogli in cui

piìi

framm.

nel

fr.

castrense poiché,

di

Numerio non

fosse la

4 deve riferirsi a servizio prestato

com' è pur noto,

v' era

scambio

e

prestazione di servizio da una sede all'altra o da una stazione militare all'altra, da un ludus imperiale all'altro.

Ed a

ciò

può forse

riferirsi

il

numero

di

162 gladiatori che vediamo segnato nel

PAPIRI EPISTOLARI

276
che certamente non è

15,

fr.

ma

nunnero dei gladiatori assegnati in permanenza a quella stazione,

il

dev'essere quello dei gladiatori mandati colà da altra stazione o piuttosto da quella ad altra,

non sappiamo per qual circostanza
gladiatori addetti al

castrum

di

munera che

di speciali

ivi

fossero editi. Certamente, se vi furono

Babylon, ve ne dovettero pur essere addetti

castrum

al

Alessandria

di

ove sappiamo che esisteva un amfiteatro ed un ludus gladiatorio cesareo; una iscrizione (Henzen 6158)
conoscere un procurator ludi famil. glad. caes. Alexandreae. ad. Aegyptum.

fa

ci

apprende che anche
altrimenti

questo castrum

in

può intendere queir

si

cepite in termini identici, circa

in ludo.

v' era

frammenti

I

ludi eseguiti

i

un personaggio che non sappiamo

di

Babylon

di

ma

chi fosse,

6 e 14

ad arma

parole familia

le

AH' incontro

fuit.

giorno e mese che dev'esser quella certamente
e della stessa familia dei

A

fr.

si

legge (non ben certo) dopo ludi

durarono

di

piiì

nn giorno

non

danno saggio

con-

framm. 3 non

ma

in

e

nostri,

so.

che segue

e con variazione in ciascun giorno nel

coli'

che una data

una cena

libera per la quale furon cotte

ove trovavansi o furon portate
risca ciò che

si

di

genere

dello stesso

il

le

un certo numero

X Caes.
;

vicenorum cioè parium.

A

vice

I

ludi

tutto identica

in

6 ricorrono anche nel

fr. 1 7,

un epulum

porcelline nella cucina del castrum

di

spade che servirono per un ludus all'esito del quale par

dice dei vieti nella linea seguente.

il

rimangon questi frammenti,

sappiamo se fosse
fr.

n.

qualità del per-

nella

e

(Cospicuo e notevole di tutti questi frammenti. In esso apparisce ricordato forse

piìi

intervento

6 forse solemnibus

in

numero

fuorché nelle date) vediamo apparire nomi diversi, due dei quali nel

e

rivela

ci

non sappiamo se

})uò forse intendersi

7

fr.

il

nell'una e nell'altra delle quali sotto l'intestazione (che non

il

Numerio

di

indicazione della data che doveva

la,

sonale, negli esercizi ecc. Quindi la diversità nelle due relazioni di cui

che é

di relazioni,

quel che leggiamo nei due framm. 6 e 7 ove

riferirsi

può forse intendersi Becennallbus Caesaris
che

ci

6 e 14.

deve

speciali ludi solenni

il

un ludns

di

11

fr.

tale che forse per lui furon fatti quegli esercizi

fuori degli ordinari della scuola. In questi fraram. è perduta

precedere

ci

il

o ludus gladiatorio, poiché

giorno dalla truppa

tal

il

n/'

una scuola

Ed

questo presero parte

si rife-

nominati nelle linee

i

antecedenti che, dei nomi rimanenti, sono Afer, Arrianus lentiarius, .... estor astiarius, Nestor sta-

come

tionarius. Dì questi, Arrianus ed Afer figurano

notato che

Che siano

le qualifiche lentiarius, astiarius,

dei forieri di quella milizia,

adunque

era

lenti,
il

di

qual grado, è Afer,

Romani introdussero truppe

6 nei ludi

non può

ben noto

ma

X Caes. n.

Ora, va

militari o castrensi.

lentiarius, che sarebbe

;

ambiente militare, che

essere, in questo

frumentarius, V horrearius cohortis ecc. Qui vediamo

campo con partecipazione

degli esercizii gladiatorii eseguiti nel

non sappiamo
i

come

di

fr.

stationarius non sono gladiatorie,

militari gli astiarii [hastiarii, hastarii) e gli stationarii è

propriamente un venditore o negoziante

uno

certantes nel

gli altri

dei

dei quali

militi

sunnominati sono suoi commilites. Già

di gladiatori fra

i

campi

legionari, nei

militari,

perchè

si
i

uno,

sapeva che

mihti

si

eser-

é

citassero nel

maneggio

siamo intravedere una

delle

armi ed

opere

in

di

valorosa bravura. Qui,

queste scene, forse festive, nelle quali

di

con ludi gladiatorii nell'intimità del campo, tanto che
nella cucina di quello, in castri culina.
gladiatorii; fin qui

troverse (CIL

VI

spat{arius), e da
le

Degna

non avevamo notizia

di

un antico glossario

come

(ed.

nome

spathae da servire a quei ludi eran deposte

nota è questa menzione delle spathae usate

lettere spat

.

,;

frammento non

è

dato rilevare. Nel

però quel che segue non è certamente un h

(Spati[n]us?) forse riferibile ad

uno

o spai, che fu inteso

sj).

i

gladiatori,

particolarmente usate dai cosidetti

dietro questi esempi parve probabile,

.

in ludi

quest'uso che deducendolo da una o due iscrizioni con-

Mai) che ha: spatharius, f/ladiator. Se poi, fra

provocatores, da quel che rimane in questo
le

questo frammento, pos-

banchetto o epidum era alternato

7659, 10183) nelle quali al titolo dì prov{ocator) fa seguito

spathae fossero,

comparire

di

le

il

in

ma

dei iuvenes di cui è parola nella lin.

fr.

un

13 vediamo pur
i;

dev'essere un

seguente; saran forse

questi giovani, apprendisti addetti al ludus o scuola gladiatoria ?

Non

so a quale atto o funzione dei gladiatori

si

possa

riferire

quel che

si

dico della custodia e del-

\'

hii/inihiis rctianiis
alil)i:i

lìiii!(>

(JdiiiH

lai-ile

I'

A

tioii.r.s.

nipi'iirto cuii

siipt'i i(U<'

del

vaino

>|iii,

lìii

1"

11.

(ir

il

ludi

capovolLii o

tiovlanio

t,'l;i<lial,i)ni

jiurola

qiu;Ht<»

in

cho

vi'.iuUnrvH

ha

superstiti,

un ìiulns

ivi

I'n«»

daini clic lo

<'usltnlturn

v.

duo

fosso, o a Menili o altrovi; in

un locale per scuola gladiatoria.
particolarnieute per

del t;anipo nel quale,

sere prò

ma

plemento che non saprei designare,
però convien notare, che

(MN

p. 80, 83),

<|iici

lo

t^nnn-

io^giamo,

la

liiu.-a

vi

campo

o castello di Jiabylon.

non abbiamo notizie nò ruderi

pressi,

il

delle

certamente

lettere

;

ril'eril)il(!

di

ma, oltreché
l'rni del

ad

atti,

comandante che emanava

piìi

atti

Orelli-Henzen, n.° 6947;

Saglio

s.

V.

Lafaye

in

Gladiator

l^opiri Fiorentini.

p.

Mommsen

Bict. des antiq. di

1580.

A

i2am. Siaais;-.

colo di Lafaye

Daremberg

diatori rilevata in queste

questo eccellente

e

forum

nae/jla

lUjnm.

formola dovrebbe es-

la,

pensare ad altro sup-

dei

del ladas. (Questo

gladiatori
ciò

che

dovea condurre

Infatti

rimando

nel

la

probabile

quelle lettere e che

tribunus.

legname o

non a dediche,

cronaca degli

rende ancor

militari,

Ir.

di

i

la

sappiamo che

prociirator ludi famiUae gladiatoriae era generalmente conferito a tribuni di legione

II» 1070 sq.;

non avo-

inforiori allo htoccato

eran forse steccati

prò ....

trovarsi questa specie

il

volume

che cioè

\t(r

il

noQfia di cui in queste è parola, dovesse essere un

«)

<;

duo

dolio

ludi a le venationes potevano aver luogo

penserebbe a supplire prò tri\huuo

si

nel

1

le venalione.^^

sedute tribuni od altro di simile,

campo, inserita

campo romano

linoo inforiori abbian rapporto collo

l'orso, <V/]?<Ma^'

il,

qiH'Hto.

liaininonti possianm solo rilevare che nel castruìn, o annesso a quello, vi ora

(pujsti

Nel IVanini. KJ

da

duo

rolativa.

alla |j;u^irdia

un aiuliteatro che

aftatto separata

i|ijindi

Tutti questi ludi e (|uost«3 vencttiones dovettero aver luogu nel vasto
Di

coiiLoriuto di ({UuaUt

il

dui bentidrionnn pnnuli', Hpocio di fninuli di cui

notizia.

lil'ctrcndo.si \'i(\ni.C(tni

conin iicpimio tm

1",

Ir.

coH* unica

'.»

iioiiiiiiati

altra

sa|t|)ia,

il»

l'iaiimi,

vodiaiii

(tvt'

ai

dt'l

hiijiiM'ìon)

Iiiihìi

(l(!ll:i

iiisioiiio

riCiTisrc

si

su|iciiori i:api)V()ll.c

delle bolvo

(|iii'llii

as|)i)(,Liii.srl(»,

(|ii()Ht((

mrcnori

Inni-

iIih'

iiclld

277

AHI

Mii.ri

i,i;'i"i'i:i(i.

lettori

addetti
io

al

proposi

spedizione
l'ufficio

di

').

per ogni notizia sui gla-

mie note.

arti-

m

.

INDICI

Parole

I.

dyHv lU, IV,

e

nomi

àrdyxì^ 114,

19.

àYccndCHV 114, (IL

àóióaxrog 115, Ir., 10.

àvàlOrjtog 114,

àfQTaCfiv 114.

I,

àvalveiv 113,

Alyvmioq 114,

III, 18.

'Ji"% 114,

ahi 114,

6.

óvaTTTén' 114,

19.

III,

uliiu 114, III, 5.

àvi)Qwnog 112, C,

aiQéiv 114,

II,

II, 3.

uìayvvtir 114,
àxohrjg 114,

àvri 112, E,

II, 8.

àxoXov^HV 115,

II

r,

àUu

112, C,

à/.itivfiv

114,

à?.t'Sixaxog

àrcag 113,

ùX-q^Hug, in

112, C,

'Alxddr^q 114.

I.

AXxi^iàdì^g 113.

ó//« 112,

C.

I.

I,

12.

15 Arist.; 113,

II. 5,

àklog 112, A, 11,20; 114, IV,

13,

àTionmxHY

113,

ànoQog 114,

I,

I,
I,

III,

§éQtl)Q(yv 114,

11.
5.

19.

^iri

114.

àmtQog

!?««,•

ài(for,c

àlKji

II

115.
01

I

112, E, 5 Arist.

rVm/f/r 112. C,

li,

le

Si esclude

il

I.

4.

9 Arist.

7.

ÙQì'jyhiv

114.

I.

\

I

àoKTii-riiv 114,
'AQininxci'ar^g

tramili, n." 116 riconosciuto

non

parole del testo Aristofaneo (leinmi,i, con Aiidoc.

I,

16.

l?orc

114.

Ili,

l*-».

II, 8.
().

1,

112, C,

II.

^ovXf-G!ha 113.

2.

112, C,

1,

li'ttfniiio.
lo

13,111, 22.

II,

Boióniog 112, E, 8 Arist.

r

,

22.

II, 3.

113.

pOHÌ] 114.

1.

ÙQyvQhng 114.

r., 8.

I,

')

f?o« 114.

II, 4.

àitifóif-Qoc 114,

117, 5.

II,

II. 6.

^lorog 114.

II, 4.

ànu

àiiaoTuvttv 114,

2.

112. E, 8 Arist.

/9tar

^Xàninr

23 Arist.

I,

^tXjsiw noiì]aai 113,

13.

à.Tol(Tf^6riy«j' 113, IV, 2.

II.

III, 6.

§aaileiog 114,

àloyiltiv 114, HI, 15.

òé 112, C.

8.

^aQmliqiog 114, IV, 22.

àjiojiHQùaUai 114,

21.

II.

§aQVVHV 114,

22.

àTio\XaxtiCsiv 113,

15.

14.

II,

^uQvg 114, IV,

112, C,

d:7ro(fw6n'

25.

dX()f<«s 113,111, 20.

^aiiHV 111,

II, 16.

III,

III,

26, 31.

II,

2.

I,

II, 2.

[Axdevg] 114, IV, 18.

àTié]xeai)c(i 113, II, 36.

8, II, 17.

I,

114,

«Tra? 112, A,

II, 5.

114,

19.

21.

II,

àifaQTràCtiv 114, IV, 12.

àxQHog 113,
I,

24 Arist.

II,

7.

A,

«i}rdg 112,

àqvoì 114,

112, B, 12.

ó]r'r<'^6[fff5

àoidi]

13 Arist.

I,

9.

à'iiovv 113, II, 35.

3.

19.

II,

113,

9.

'AvTia^érrjg 113,

II, 9.

àxQo; 114, IV,
(5xwr 114,

11.

II,

;

33.

II,

àvTiyQafffiv 112, C,

11.

óxoy^r 113,111, 22; 114,
àxovr] 114,

13; D, 2

I,

5.

àrnéiiag 112, C,
aixig 112, E,

21; 114, IV,

il, III,

àvTeQaarì]g 113,

12.

II,

19 Arist. 21.

II,

àvr,Q 114, III, 20,

4.

34, 38, III, 33.

I,

àarv 114, IV,

12.

II, 3.

114,

aiiyi]Q

àaxHog 113,

III, 4.

II,

26.

III,

àGnà^i-(ti}ai 113, III, 28.

26.

àvéxQay^vlVì, A,

IV, 16.

2, 6,

I,

àvciiuaytiv 114,

21.

II,

àG§tatog 114, IV,

III, 8.

li,

113,

àQXutog 113,

III, 17.

')

letterari.

«pn

10.

II, 7,

àvaiQHV 114,

14.

frammenti

dei nuovi

1/.

- Negli

^QaóioK 113.
scolii

del n." 112

parole del luogo Andocideo

ivi

si

11,

10 Arist., 12.
II.

28.

14.

distinguoiio con Arist.

citato.

.

-

INDICI.

l'AKol.M

I,

NOMI

|.;

lina 113, A,
YHf':»hi

lil, MI, '.

yiìiianr

(fui

II-.

Il'i, e,

yti/wr

II

yt^.'fiio

111.

Y,]i)<u

yfiHdui

ii*i.

ir»,

Ili, L'd;

^017/(1»^

1'»,

I

ynn^

III.

Ili,

yi'i;'^

Ili,

II,

lìU-Hn

113.

bxx«inv 113.

1.

t:x(fruv 111.
oi'r

(ìiti'iu))!.

HI. W.

óui\;

ótùhiv 114,

lU,

ó^afio^

'•>

II.

'!•:/.{

IV. 8.

114, IV, 15.

ài-t\>o

ÓH'Qio 112, C,

113, A,

ón''if-Qoc

114,

rfrjioc

JìjióxQitO';

115,

drivaiói 114, IV, 8.

ór^ta 113, C,

Ì7raici)viZfiy

15 Arist.

I,

dia^cdvHì' 113, C,

óiaxHai^ai 113, IV,
óiaTccTtetr 113, C,

àtàóiai 114,

114,

(ffj'j^

L

ól(JQ(K 114,
cFox^rr

I,

1

Heracliti.

114,

20 Arist.

;

22

113,

/•t)^t'c
;

eriil

:^.

i-v

6 Andoc.

II, 18,

óuG/urr^c 114,

I,

i-\'U'/.Hr

II,

114,

12.

113, A,

II, 9.

114,

fià).((

^

9.

14.

7.

11.

113, 11 8; 117,

UtQiiuaiic 113, C,

114,

.'7>rT/»oc

114.

0/;,V7j

16, 22.

II,

12.

I V..

^]Qr^-

113.

114.

15.

I,

Oi^Quiitrrjg 112, C,

{//.y^iii'

2. 9.

21.

II.

Or^kà^Hv 115,

1,

II.

28.

Ili,

11.

17.

117, 4.
14.

II,

UCIQHOV 113.

II. 6.

;

112, C,

L 10

Arist.;

11.

iÓQvt<jl/ca 112. C, II,

3.

uoirTor 112. C.

10 Arist.

:

2. 7

Andoc.

fjjUaffor 113, E. 5 Arist.

82.

II.

t],f<é()ros

114,

II.

ÌGu 114,

I

(,

4, 8.

ìxOvg 113,

II.

12.

14.

II.

laiàvia 113. C,

113. IV. 5.

/

A.

'Jo^[tòrC?) 113.

II,

II,

6 Andoc.

30.

III. 19.

tVVHVHV 114,
113,

II.

16.

III, 5.

x«n«[:fn?

xuDuHv

^uh'iKor 114. IV.

11.

114.

113. C,

22. 29.

II.

II,

24: Arist.

117. 0.

x«x(«c 113. C.

II.

11.

12.

II.

txynfiuc 113. C. 11.

xuif-iv

10, III, 15.

114,

27.

5.

Il,

/J^rr 114. Ili, 2

9.

20.
II,

Ili,

113.

ìciTQÓg 113, II. 6.

II, 5.

,VQ00i 114.

im.Hv

01 V., 2.

Il /•..

15.

tvTTuidi-vìog 115,

111,87, IV, 8.

10.

113.

115,

81,

Il,

lo:TQixwg 113, II. 7.

19.

II,

.•/f^'l/j^rr/o.;

lli{.

3.

II, 3, 5.

I.

« Arist.

!<:,

^yéA/ft 114,

115, Ir., 11.

i-f'xi-Qt'^c

^ùv 114,

I,-,

113, C,

frVì^fll-QHÌ'

dvvu(s:)(a 113,

115.

II.

IO.

II.

113,

^>,^*y«;

HiÓHv 113, B. 28.

II, 2.

II,

17.

IV, 10.

iT^Qog 113,

12, II, 20.

113, C,

II,

117, 10.

6(fr,

II,

23.

III.

iTtcffelóòg

ì-Qcog

9.

I,

19.

II.

ÌQXfG^ai 114, IV,
19.

;

Ili, 8.

f()«r 113, II, 27.

().

ÓÓQv 114. IV,
ÓQuxfii'j

15,

Andoc.

li. 8.

--'.O:

(?)

hég

113, C,

113,

;^

1 y.,

114,

òuf.(((

1?;.,

115, ly., 2.

ÙHjann'Hr

5 Arist.

I,

i]m^dir]?

fTTOC 114,

7.

I,

dlOQ 114, IV,
/tihc.

17.

25,

9.

'Jtuu 114.

èniGifiyytiv 112, C, II, 23.

17.

III,

115,

òi^i]ai>ai

II,

4; 115,

I,

Jióviiw^ 113, C,

18.

l'S

II.

èniTCTVoativ 113, IV,

5.

I,

óióttoxtdta 113, A,

àióàaxtcv 114,

14.

II,

il,

!t(().ic(Hinxoi(i Hfllttd

.V/^fK-

14.

fWx« 112, A,

10.

1 V.,

II.

14.

ìvv^qìChv 113,

1.

I,

Arist,

17

11.

113. e.

fVTai).Vr^

H.

I,

ìli

ijn-i;n

li, 8.

I,

113,

114.

fjOt.j.

.

II,

r.,

/',,

I.

II.

f

I

'll(tux).i^iog

.

15.

Evo(SiyJ>wr 114.

114, IV, j8.

Jì,ió(xfiHìi

').

f)7oif 113.

15.

II,

I

III.

113. C,

f-'iv-M'^/

13 Arist.

II,

11

ì-vóov

I

I.

15,

1

^(^..(/i

III, J.

'IÌQux)./,g 111. Ili, 18.

0.

113. e.

^'/XHT 114,

29.

l.J.

f^rfu

I

111,

Oli ii>r

II,

II.

Ili.

'FJjxwr 114.

IV, IO.

il,

I

,

22.

III.

III

'//"('"

tXuijQik 113. e,

Arist.

f^hv.'noiu

II,

Wl

ÓH.nny

Il,

I.

lU.

ói-ri-(j;h<i

e.

ll'-i.

<

8.

".,

I

IN

...n,

-.M,

\'.

I

113.

t-'xxkl'vitt

I.

I.

V

1

I.

/'..

I

/.,

1

Alisi.

!'•

i:,

II).

}-'x(<(n>i^

-'i.

I.

1

:!l.

II,

IV.

Cf,v

115.

Arisi.; 113,

114,

riffinitìv

Ili,

'>.

r.,

I

/'.,

I

I

ii;{. II."',

l'.i:

i;.

IM.

^/(///«

i'7.

Il,

20,

•',

tiifitvitynw

IO;

1,

II,

/i/()»;i»; .(,111.

V.

l\',

1,

113,

*.//ffrr

IS.

II,

;

AiÙmI,.

1-"»

II.

',

Il

I,

//'(/ya/ 113, e,

<

20; w/.

i:.

279

FKAMMIINTI l.kTTKIlAKI

Ni:nVl

l»i:i

18.

PAPIRI EPISTOLARI

280

L

KftXXiónri Ili-,

3.

114-, III. 1(3.

f.ic(X'>]rrjg

Kc()JJarQccrng 112, C,

111?

jUaXJ;

I, 7.

4.

I7

xàutiTOQ

11-4: III. 6.

jneyag 111.

xc'tftrtti

113.

.M£^oJo; 113,

xccr 112, C,

II, 8.

x«7r»/yc 112, B,
xc'cQì,

ÌU.

xuTctQxtTv 115

fie'oog

115,

xaréx^iv 112. C,

lU,

xf'()a/<oc

xéQÒOQ

3.

lU.

6 Andoc.

{ÀOÌnog 111.

112. B. 22.

'Mov(Tu 111,

III, 15.

112, C,

2.

oèg 113,

111, IV,

f.ivaiì',Qia

xXóro; 111.

(Àwi,iog

III. 8.

11,111,

fiVQlog

4.

ohog

7.

112, C,
II,

3 Andoc.

II,

lU.

xvxXtoq 112, D, 4 Arist.

W^,

xvXirdi-a!)((i
xy//i-

113.

xvTTTfir 112. e.

xvQ^ri 113,
115,

xvoìv 113,

I

xMnuQtiv 112,

C,

ri5?

113,

113,

C,

11

II.

40: 115,
Xil}oc

113.

113.

;

XlTUv[fVHì'

lU.

;.«7r«c 113.

II.

113,

1,

17,

21

;

11

;

I.

113,

P».

HI,

fifd'faìKy 115.
H(trTt(-i'f II'

114,

I';.,

II.

4.

11.

24.

II.

11.

114. IV, 15, 17.

114,

13.

I.

ntKJiixóg 113.

112. e.

òXfyog
5, 9,

115.- Ir.. 10.

om

17 Arist.

II.

II.

niXw

17.

112. e.

111,

Arist.

11

I.

(3.

.5/l/i'(r.V«t

II.

"OnYjjg 112.

e,

II.
if.

5 Andoc.

111.35.

t-ir

I,

II.

20.

113. IV.

HJilV

9 Arist.

7.

112. B, 21,

IJuxrfrg 114, IV, 13, 14.

3.

111.

II.

112, C,

nénjTHv 114.

TTf-(Jt<J

111. IV, 19.
113.

113.

2,

114, IV. 9.

7rf;ifx«:

Treni

II, 5.

oiràg 113, IV,

18.

IV, 18.

III, 14,

13.

II, 5,

29.

6.

I,

tthOhv

oì/io)-//^

5.

112, C,

Oóvfratvg 111. IV, 20.

oinoi

;io.

11,

7TaQ0l{iÌu

II,

II,

òXfir'^Q

iidXtfJiu

TiaQajii}€rai 113,

nari'iQ

oixHov 111. IV, 14, 18.

4.

11.

v.).

nàiQiog 112, C.

111,

òóvQsai)(ci

13.

II,

7r«/n' 113, IV. 4; 114, IV, 6.

TTCiTQig

oìÓH 111.

Ki.

Xit[uivhv ? Ili,

Xvxog;

II.

I,

12.

II/-..

II.

jraXaiaTQixóòg 113,

nàaxtiv 114, IV.

117, 8.

òSvvri 111. Ili, 8.
7: 112, C,

II, 12.

naaffvóór 111.

Arist.;

Ilf, 21).
II.

77-«Chj' 112, C, II, 18.

nàcog 114,

25.

II,

SivXov 113, II, 15.

112. C. 11,24

yt^pn' 112. A,

E, 9.

nàg

'^vQiiv

Xaiiiìarnv

II, 2.

13.

I V.,

naXaiHv 113,

23.

II,

24.

III,

;

22 {xarà tòv

II,

VVXTSQfVtlV 113,

16,

I,

xo^i'-óiu 112, A,

XOHjiK 113,

Andoc.

7.

I f.,

Tiaitiv 113, II, 16.

114, IV, 14.

vovg 112, A,

8, II, 2.

I,

nuiòiov 115.

7.

I,

vóacjir 111, IV, 10, 17.

1.

/'.,

Andoc.

7

II,

II, 2.

NnXoug IH,

róarif^iog

22.

I,

113.

naiótviiv 115.

voatlv 113, IV, 5.

14.

I.

112, C,

iV^r/oc 11 1, IV, 14.

rd;wog 112, C, II, 1, 4

e. II, 19 Arist.

20 Arist.

II,

12.

YtQlkQlOg 111, III, 19.

III, 7.

Ili, 15.

xvvHv 112,

xvQÌoì<;

18;

II,

29, 31.

112. C.

TTcty?^

15.

Ili,

6, 13.

I r., 6.

III,

òifu'Xtcì

KQài\i,]c 112, B, 15.

xrJoc

II,

oi}iM 113. III. 21.

<.

111,

I,

11. 14. 17.

ovnoì 115,

II,

12; C,

II, 5,

2. II. 14.

I,

17;

27.

III,

A,

12.

II,

22.

Ili,

ovrtx^ 111, IV,

111,

xXtnittr 112, E, 8 Arist.

17 Arist.

II,

10.

III, 16.

1.

l.iv,')og

^IVQOV 117,

7 Arist.

I.

I,

113,

(iti-

ori 112,

112. C.

IV, 21.

lU.

21; 113,111, 14.

I,

7.

I,

ÒGiiaovv 112, C,

3.

I.

II, 4.

III. 18.

114,

Star 113.

II,

113,

5, 8;

I,

114.

i-ìg

otro-oc

II. 3.

111,

.uo'ylf'^Joc

18.

II,

112. C,

fii'ltrjQ

Sco)',

IH. 21, IV, K).

111.

.urjTTo/.

23.

II,

xHfuXì] 111, IV,

xk

/'.,

112, A,

fié'ooif)

lii^(rog

I

II,

112, C.

xM', ók

14.

II.

I ^.. 6.

x«r«x[cJjO'77xa)>:

òa^iàv 113.

27.

II.

C,

8.

I,

'OQviOtg com. Arist.; 112. C,

III, 10.

17;

II.

fisvfir 111. IV, 17.

23.

Ili,

ópàv 112.

1. 6.

16.

I,

114,

ÓjLlÓ(fQù)V

113,

f.if-iQ((xi()r

1(3.

xccTa^àXXtir 113.

xùtvHv

Arist.

5, 7

I.

113,

òf,iiXog

;r);

2.

k;.

114.

mxQÓr

1,

5.

112. A,

nXuiik 112.

C.

li.
I,

19 Arist.
9 Arist.

.

INDICI.

nXé^xHv M'-V e.
/fAg'.;

ri, e.

I

nkffits.

/KUHV

ììli.

ll'i,

III.

II.

nÓQiK Ili.
III.

TUtlh

Ili.

II'.

\

I

.

iK)^

Ili.

Il,

nói

rit(

Ili.

I,

7.

Il,

IV.

(".

T^frfTf'l. Ili,

r,

II.

(

<

III.

ffx^f)or

113.

II.

2(1;

Tttvi Oliai oi\

115, ly., 3.

Hi.

6; 113,

15.

II, 9.

^"^

'^

I-i

11.

15.

ìli. IV. 5.
II,

112.

5 Arist.

I).

115,

l r., 2.

Hi.

^vtai/ai

Qvnovv 113.

III. 17.

A,

I,

II,

aaómoXi^ Hi.
o-^ro

Hi.

(y]>]r4c

I.

y.,

19 Arist.; C,

12.
II,

Ili, 16.

13.

Hi.

IV,

Hi.

IH, 14.

Tvnreiy 112. C.

I.

I,

19:

II.

26, 39.

7.

Hi.

aiaxvdìói^i
(TTfpror

IV. 15.

Hi,

Hi.

13.

II,

Ili, 3.

10.

Xi'Xiot

112, r.

II.

6 Andoc.

zopoc 112, C,

II,

19;

II. 4.

XQwg Hi,

t-t'dc

Hi,

li,

I.

10.

12 (viàai).

énaxovf-ir 112. C.

II,

13.

II. 9.

14.

II.

12

I.

:

115. Ir., 4.

II. 2-3.

III. 1.

117. 6.

&? 112. A.

2-t.

éyidCo) 113. IV. 8.
II,

Hi,

12.

ó 113, II, 9.

113.

Hi.

112. A.

5

:

II,

15 Arist.

II,

Arist.;

IV. 12.

dìxrg

in.

éjiioi

112. C.

9.

I.

&an8o 112.
&(TTf

19

id.

wóu Hi.

éyii]g

Arist.

11

I.

Hi.

xV'i^Qct

^xéXio^ 112. C, lo Arist.
II.

17.

.

X^ftir

XQÓvog 113.
III,

\

1

XQifiOca 113.

9.

3.

I.

Ili, 16.

Xoi;

rypai'i'og 113,

ffxfvàC fermai 113.

{<j.ond)y).

IV, 9.

112. C,

rAr>'at

Tvx(t)v,

4.

Hi.

Hi.

XOi<i(jin](rui

Tvyxàvfiv 113, IV,

112. D. 5.

anf-vòfiv

17;

Hi, II, 2.
Hi, II, 18.

ToAi'TTfi^fn'

6.

I,

H.

/•..

1

Hi.

X«(/<f^

XHQ Hi.

Andoc.

3; 115, II

TQÓnov, ànò 113.

aaivuv 113,

0.

/'..

IV, 22

Titttivuv

roTog

18.

III.

Hi.

X^-r/Ov:

id.

Ili. IV. 13.

naìTi'^f-t^:

Hi.

TÌq 112,

1 1 ').

XceTi'Cny

rCxiHv

TTcSc

Hi,

13 Arist.

TTroA^c Ili. Ili, 9.

IV, 19.

A list.

il, 2<J

,

11 r.,

X[à/.]xurT7fU

11,1.
[ri^Tf?]

17.

(

I

15.

1

r»^'

(fójg

Tii^évai 112. C, il, 2, 7

Hi,

(/o/[

27.

Ili. IV. H).

(/j'C/c

Aribt.

moXinÓQl/iQi; Ili, IV, 20.

n]vQQoq

l'I.

29.

I.

V

I I

rin'

9.

II.

Ili.

(jofun

Il Arist.; </*(;*

111.

ó^ 112.

orili

5.

IV, 19.

112, A,

réxri]

113.

ani)

IH, IV,

Tt-QUùìXì'l

11.

11,

11 '-i-

téxror

10.

T6X0C

I,

(f

1/-.,

14 Ariht.

I.

.

III.

Hi.

(jó,io^

17.

i<l.

II.;.

(Ihutioc

10.

H

113.

(jiXixw.

<

r..

II.

(///^n

H».
11.

I.

20; 115.

Il,

112.

C,

21.

11.

112, A.

11.

112.

ij/(t/ti

Ari.st.

II.

IO.

II.

II.

113.

<//Mra

C, II, 22.
".,

U

1.

m

i/n'yin

2i.

9.

I.

ìli,

III

ipirid

IO.

II.

(;,

111. 11,3.

III

7/./V/n

Arist.

15

I.

'.

9.

Il,

.

IS.

(i.

L),

112, A.

i'ifaitii,

112. A.

13.

1

Tax*<'^'

11.

112, C,

noo(j£i>Hy
ngiòiO':

l.fffoà

I

:!

Ili. IV, 15.

aifVQÓy

IV. lu.

nQoaf-xiò^ 115.

\',

"3.

112. e.

(Tiv

KS. Ili, 7.

ngoadynr 112,

ii.iiiin'iin

avi'(TxoXt'<i.nv 113. Il, 21.

ll'i, r.

nQoofiiiot' llw.

2J.

113,

^loxuicn^^

W'I.

nQOt-IQ^KCl

II,

113,

H2,

(Tvvoixit^:

1

II.

vnnòi'i

112.

«T[r|r|^lxr.-.-

•>.

S

I

Hi.

y/ym/»«s

I

2ii\

IH.

i'nni)/,i,

5 AikIoc,

II.

(.',

111

ffviKjinid

I.

Ili.

112, e,

avyynt'i

'•\.

nQdyfiixiK. là
7r().;r);c

ff/o/.u

Il; :iXH(Utt^, 17;

;1.

1

.

nói

nor^ \\i.

112,

ffi7»|,M»"'

11.

I

aii^'x»;

aiQitn^yik

1.

KUAMMKNTI I.KTTKHAKI

Nl'OVI

I)i;i

111. IV, 7.

ry,/(//n

S.

III, MI.

\

I

NftMI

!•;

(f10X(iCKT,'h(l

I'.).

7ìttXv(}H(}}K<X(K

/rmn.-

Alisi,.

IV. e.

II,

.\,

II.

N

I.

l'AIHiM.;

(Ttoións

1'.».

II.

noXXùxt^ III,
7i(ìXi<^

L'I.

Hi.

Il,

III.

T„di<

I.

II.

I.

M'-V e.

i<>

Ahst.,

IMI

II.

-

C.

112. C.

12 Arist.

I.

I.

II.

9 Arist.
22.

112, C,

PAPIRI EPISTOLARI

282

Nomi

IL

JcóóoìQcg 167

190. 6.

òrj;/aM^>:

Ui'oìi

AxY, òn;/«r7jc 132, 5; 222, 12; 22G,
272,

di persone.

,-3,

216, 5:

xoùiiaroQ 278, IV, 22.

5

27.3,

;

^lÓGxoQog òrìjA«rj^s

ó xodriaioq 228, 8;

'AXvniQ 186, 7; 18-1. 4

;

186, 7

^mv

.... 167

140 r.,

(Pdó'ùroc 271**,

livTUìviog

170-181): 278?;.,

:4.Tf«row

UTToXkwvtog 180*,

1

181,

;

278, V, 14.

(V.

(v.

236, 3.

;

Aoia

jLiatevg AXvirCov

1

;

182*

1

216, 4.

8

1'.,

oìvonbìXìfi 196, 3.

ib.r.. 1.

271,

(xàyf-ioog

3.

264, 1; 276,

7;


asini 191, 7.

di

Evóca'uon' 190-191: 191*

App.; 183, \\"A. yoaii-

"AoQiog Nti.ièaiavóg arii.iuiu(f.ÓQog 278, III, 30.

Agio/ propr.

OfudtXifHag 278

ifQ.

'£o/n]g T€XTOìr 262, 2.

182*.

;

177, 24;

254).

p.

"EQfitiag 159,

Aqttk/.Coìv ó dexujTQonog 231, 4.
1

ìjq.

134**, 3, 9:

'i5:o««g

122, 3.

"AoTiaXoc 182,

243, 0;

^ErràyaOog 233, 2;

254).

p.

18)**, lo.

'Attv/xk;

191, 10.

192-194: 163, 2; 197, 11; 261, 1;

197, 2, 11;

2.

1

asini

di

Evr^inaiag 168, 9; 171, 15; 172. 12;

7.

Aorrirot-irov]

iu\nióàQ'/rji:

181)*, 5.

òvr^Xàrr^g 190, 6.

ElQì^vcdog

218.

2.

15.

y.,

2.

Aì'ovcjig juvQtXarr^c

120,

216, 5.

Xì^TTOg

JioGxoQ- propr.

Aititwrio^ òvr^Xàrr^c 209. 3.
ó Tì]c MoiiH'iuuìQ

1.

232, 5.

(fQiovttarr'/g)

JlOGxÓQOV

;

189, 6: 2J1, 3; 227, 5; 228, 8; 252, 11; 276, 5.

^vr/'o;f'>c

185*, 7: 278,

;

JlOffXOClbìì' AXvTTlOV ^OÌ^xJÓg

AXvTTioc 118-160: Api), p. 245:

'Arovfìuov

1

/fiovvdiog (fQovt. 'I^ionog AqyuCov 131, 10, 2)2, 2, 6.

21; 247, 13;

2.

'//éi*«rJ'«oc f^niGrourìjoc, ó

r.,

p.

246; 213, 11; 230,

1.

TruQaXrj/ÀTTTrjg 171. 11.

2aoc(nàfAixo)r()g 13')*, 2.

EvnoQioìv, Avo., Koxcag

AaxXr^ntuórfi 171, 16.

App.

263,

(?)

1.

Atuig noiiir^r 185*, 1-2; 185**, 11.
1.

Hovi,

òrr^Xdir^g,

Aror^g tuvQtXccTrjg 223, 4.

'Hgaì'g

iQocfóg 179, 2.

184,

'Aiioìv

Av£dvo>r ngov. Qto'itiióog 147,
Eùnooidìv Koxcag 263,

Avnr^'-

J

.

r;

.

134*,

noivxinàXig 278,

III, 8,

5.

126, 13.

xiVj

185-187*; 133, 16;

— oìxoróiiog

134, 2;

2.

xaoràoiog 207, 5; 211,

"^HoàxXf-og

13.

3.

'HcuxXf-ioiv òvì^XdxT^g 210, 5.

ohorrdìXt^g 196, 4.

.

fTrl

'HoaxXf-iÒTqg

1.

263, 2: 271*, 3.

Avor'jXiog 'H(joivTrog
Aroi'^Xtog Jif-or^rov

'HoaxXi-^

2.

209, 4; 210,

'HQcmioìv 188, 1: 251, 5.
lìi-iiXog

Haag

215, 6 (Bf-riXov xt^nng).

~

189, 1;

7/(u.>r 216. 12;

ruùaiog
IViiniog

133. In.
(?)

262,

'HQOìvàg yo.

10. 17.

1.

rotjóoiog iiuytiQog AXvniov 166, 3.

254,

\nu

7 i^c

MvimXiog 212,

265, 5;

'Hooìvi-ivov vlóg 274, 1.

2.

spesso

'IlQùìvitog

()n((G(h, ^((>'/(i(o, N((()noi>0fOìg

Jf-Tog

x((ii

2

J'j.

278

5.

/Irjitug itcvQhXàn^^ 137, 5

233, 7: 217, 5;

Jidv[n og\ 2

)>^,

./.

i.ir^iii^rcrì;

14), 3: 199, 2;

xuovàu: 251,

ó

(V. p.

(jo.

(•)K(ói^?.<jf-iag,

118-277:

— fnix^

255); AvQi^Xtog'HQ. 263, 2: 271*

TtiiKÓKdog 181, 2 vpd. Introd.

p.

58

sg., 64.

3.

^lovXutrug rrciixnf) 278, V, 3

4.

Jióyri^rog fTiironTTog. h

r.,

10.

ó xoo-/»ijTr;c 261. 4.

(-)o((G(l)

x((07nin'ìfi

'HQOìì'Hvog

f/o.

xoùnnm^

278.

J.

8,

IV, 21.

'IorX(ng
I

llariaxng Gr^Gxoi'TrXtxtdung 278.

II. 9,

20.

INIHCI.

27H, IV,

iiitnxiitùXi'i

'lorXnis

<>ì}{'()'o>:

lorkius

2ì^{tl'|ì^or

l(>i)«ios

MitXix'X ò{)(Ut'HHK 'i7H,

III,

n{tt\'xiitt'(ki>;

N(»MI

151,

Il t< Vi (Ut

IS5,

lt>r»*-'207;

IHI,

h.dttnio

h«Xn

propr.

hda 1(1)1)

!(>;{,

propi'.

asini

206,

//o/«s(?) 275, 17.

11)1,

llQÌiiog,

A/iKeior ring 173,

Il(ìl

xAr>Os

(i.

liM. 25.

'JrjJ),

.

.

.

llQwiOg 206,

5.

tra.

.^f^y/arn'c propi". di

EvnoQUiìr 2GI{,

konQì]^ 208, *i08*
184,

^/.vH/r^,-

II

135*. 2.

.

(i.

lixiiitv

2Si(iiovvi((iog

ht<Qntxóc.

2.

194, 30.

i/xìdf ^((in<rniii

l/iiiXi'oif

hÀi<vói«ró>: l+O/".. 8.

h(ix((i^^

1.

'.».

151, H.

ht'oóiiiv

I.

Iloviixóg 215, 2; 216, 2, 21; 217, 2.

UH,

J.

(li

h<tl''x«/in^

A<(>/'

11.

asini

di

145, 3; 207, 3.

I<;.

lInKfOI'X»^ 1^7,
IJ(tXrxi((ijiiig

IHO*,

(•')

20.

11, 9,

I.

Ilun((tg ntv{it-Xun^<i

2(5.

'i'i7*, 7.

1;

27H,

loi'/.ios

IhhwatK
'loXi'Qiwr

2M

l'KKKONK

!•!

Ilui'fftxi,^,

l'.t.

1.

li,

II,

II',

II.


1)0,3.

7r«<J«(noi'

IG; 227*', 12.

144, 2.

//lovvfTiuóog

233-237* App.

2V«>r^7«u//wi'

().

11)4, 8,

AoyyTvoQ 222,

;

l.

191. 8.

il.-^lnl

249; 188, 11.

)..

125*, 3.

/iiaòdoioì

hTTVioojiog 225, 5.

2(tQC(TTioìv ói-xdzrQonog

214,

134. 4.

oixotófiog jIXvttiov

4.

5.

lavù"

195, 3.

(?)

ArY)'(K yr~ di-xànQano!; 257, 6.

245, 3; 248.

2irQi]rog (jQovnGii]g

iWa,!y«^^

UH,

Mcdayxac
MaXix(Hr

^fQfjVog

18.

200,

2iX[ìcn'óg

8.

ÒQÓivdiug 178,

Iqqcckh-,

II,

(fQOVT. TOV

3

àiafftoXeik 139,

;

139*.

134**,

.TXttXl.

(5

;

230.

Morino^ 209-211:

Mvóag

o

èirì

xrrjvr^

246*,

KaG-

(?)

272,

2Ò1

p.

185**, 9, 11, 16; 223,

:

213. 17: 220. 5: 221. 5; 223, 9; 229,

TavQi[(Txog

(?)

6.

2i)5. 2.

259: 133,

Ti'iiuaog

Nnlag

4.

3.

185, 12.

Tiaióà{)ior

238-240.

2oìXQag òvì/dir^g 177, 8; 181, 10; 194, 24.

3.

nore

i.

9; 241, 17.

2.

àdtlffòc ^AXvTiiov 1G3, 4.

Maohìvoc réxKnv 152,

Ili,

13.

241-258; App.

2v()og

9.

7,

TaXf-i

ifo.

^jtaQTiaróg 254,

M«i:\,Moc 271*, 271** (AvQ.).

254,

)(c

^oi'xd fi 1^10)1'

26, III, 2j 4.

nQtrxmdXtog 278,

^f-Qr'ivot'

2.

9.

T^y^ojv 26); 26 i.

1.

Ni-Tlog propr. di asini 191, 6, 9.

Ni[.ifaiavóg,

Nf-Q^Mv

(?)

mXiTTTTog 231-232: ^or,Oòg 'AXvmov 125. 7; 156. 8:

ÀQ^iog, (Ti]ficaagÓQog 278, III, 30.
òrriXàrr^i 190, 4.

165, 9;

)'Cf<(/f/^«r6^5c)

231, 27.

Ntxoin]óì^c 127, 9; 184, 9; 199, 6.

0iX6i(-rog, 'Arrwnog 271**, 2.

mvvog 212-217; 214* App.

0ìXoìy Gì CUT 10)1

p.

247.

'Omrion' 278, V,

158,

250,

3.

133, 11.

(PfOCJOC

'O/.v/inióóoìooc léxtiDv

ì^g

2.

4, 8.

.

.

l

.

.

249,

(XTÌ-Gl TQV)

.

7.

Ovcaoc, 'lovXiog, TiQivxnràXiQ 278, IV, 12, 19.
•oo/'f.).'

219-226: 127. 16: 235. 10: g^.

z/^orrcrtarfoc

ìhji'XXwg 218; àótXifòg 'Arciavov 172, 9.

123, 2

Ilidug 227-230. 227** (App. p. 248, 250); ^q.

XontQiòog 124, 2

;

141,

2,

12

214, 3; 246, 3; 231, 17; 2)2,

;

1G4, 2
4.

:

234,

a>i-

174, 2

:

3,

126, 2: 253, 3
13; 235,

(fQovuGii]g 149. 4

;

'ilcoc

àóin

10

3,
:

c/o.

:

:

ìjo.

^tvTQfndei 146. 17;

EviaiQiag 136, 2

193. 2: 196. 14.

Xdrì,g 187*, 5.

;

284

PAPIRI EPISTOLARI

III.

Imperatori.

Valeriano e Gallieno.

L^

'

xaicàoMV

ctrroxoarÓQOìv

Macriano

JlovnXiov

yiixivviov

\—(c

uvToxoarÓQOìv xaidùgoìv Tiior (PovXjSiov

OvaXfQiuvov x(d Ilovnkiov AtxivvCov OvaXe-

viov

Qiarov FaXlii^voìi eùdu^dòv fìnvxwv Gt^ìaCtùtv

Kvi'jTOV

171

Tvfii x^.

Le" T(òv xvQioìv

Cf. Introd. p.

?-.

r^jucòv

273

OvuXfQiarov xaì Falkir^rov

Msaooiq ènuy.

ae^aartòv

55.

208*

.

r.

Cf.

La"

e Quieto.

MaxQiurov xcd

z;.

Tiiov

évair^wr fvrvyjòv
Introd.

Cf.

f(òr xvnioìr

0ov'A^-ìiov

(Tf^affidòv

'lov-

lovriov
0ò)>'}

56.

p.

Maxoiavov xuì Kvì]tov

ijucòv

ce.

ae-

§uar.ov Xoiux i^. 224*. Cf. Introd. p. 57.

In-

trod. p. 55.

IV.

Nomi

178,5:

^Af ^a l'Jof t« 268, 18.
^AvdQOìvonoXirrfi (rofióg)
ib.,

278,

III, 1

;

lArÓQOVTxoXiTai

191),

195. 11:

16;

136,

xTfji.ia

&€o^evig 147, 3

7.

{ro/^ióg)

'ÀQYaiov,

yioìv 131, 10; 248,

II, 3.

^AoaivoiTr^g (vofióg) 278,
'A(fQoóficrjg (vof.ióg)

278,

278

II, 8,

;

157, 4

IV,
III,

7,

128, 9; 129, 13;

20.

135, 14: 135*; 14; 137, 11

130, 5;

145, 12;

149,9;

151),

;

254).

262, 5.

158, 13; 178, 11;

BtQhvixig 126, 9.

2ù2, 14;
II,

134*,

131, 16,

17

137*, 10; 138, 9

;

146,

147, 11; 148, 16

;

198, 9;

199, 11

203, 10; 264, 10;

'lìauììà 265, 5.

20.

(>

15; 151, 17; 152, 12; 153, 15

nt,iovyoc 184, 18, 10.

BovfiàfjTog 13i,

v. (v. p.

139, 10; 139*, 10; 140, 18; 141, 16; 142, 14

25.

16.

Bov,ÌaauTr^g (ro.aoc) 278,

232, 10

;

8.

143, 13;

Bk^ìvXÓìv 178,

197, 10;

&Qaa(tì {(jQovrk '^Hquìvhvov) 118, 9; 123, 16; 124, 13

Uga^iag

278,

196, 14;

214, 16; 241, 17; 242, 18; 247, 21; 269, 11;
277, 4 (fQovTÌg Eìor^vaiov

3.

Anidr^ifÓQOv

di luogo.

:

277, 2;

201, 15
ipQovxìg

'

7.

'I^mr 229, 5; 243, 4; 245, 8: 7. \ÌQYaiov 131, 10;

Jiovimug 123.3: 132, 17; 140, 8; 144, 3; 182, 4;

248,

8.

194, 12: 916, 10; 204, 8; 205, 4; 213, 9, 14;

214, 9, 14; 248, 5; 253,

Ktvvxri 227*, 16.

3.

KeàQovQOìv, (jQOìilg 135,
f-ùìoiag'?) 207. 8.

EinjnoHu

136, 8; 171, 15

197, 2;

KXeo7T[aTQig? 188, 6.
;

172, 4

;

176, 15

;

178, 8

;

KnXoxvrOoìv, àrrh

xri]fi~

196,

7.

243,6; 249, 8
yif-vxoO^

'HXtonoXiir^g (roiióg) 278, 8, 9.

0H<ótX<jHu

4.

{(foovrìg 'IIqoìvhvov)

ànò

xi.rjfi(e~

196,

7.

Aì^ioTToXiiifi (vofióg) 278, III, 23.

120, 10; 129, 10;

Mf(Q(i)ì\

Krtì'

fVihxóf-

152, 5.

131, 14; 132. 17: 135*, 16; 136, 14; 154, 12;

Mé/,(jig 278, III, 15, 21.

l>6(est.); 170, 10; 171, 14; 173, 1'.^ 175, .84:

MHUjiir^g

{roiióg) 278, ]\\,7.

V.

INIt|(!l.

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1.32,

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201,

1.;;

ixiiiiiiÌQyi(i

•{

273,

(i:

215, IS.

27 S,

7'i7i,A.;

(Pi/j.ui-Qic

17.'), (i.

174,

2«m;c

{vofUK) 278,

2^«.>()(tì

((fooiik 'HQun'Hvov) 172, 2;

II.

17

21.

;

li,

III,

12),
124,
;i;

iV,

;'.0,

275,

."i,

:',;

247,

17-1,

10; 216, 8;

uor

ior)\

2;ì(),

.^:

1()7.

274.

:{

;

1«4,

le

referenze

;

171, 4;
7.

10; 254,

20 ìxhjàu-

ciascun vocabolo veggasi l'indice VII).

di

àXuvi

xvQtog, xvQia

xéxTM V

à^loXoywruTOQ

xaifiéQXì]g

TQogóg

yQui^iHujtvc

xoì^ir'jiTjg

qQovTiffTr^g

^ orditói

{.làyHQog

<fvio(jvXc(xfg

óexàTTQonoc

otvrjtti,

àì^aoGia,

olxorófiog

iyvrutxfg)

àiuxorog

otvoTTwXr^g

òiuGxoktvq

òvrfAàrìfi

ikaiovQyóg

TTUlódoior

àyoniGTÒg rÓTiog

naQakrjpmr^g

aìyia/.óg

iniaroXo(fócoq

noifii'jV

fTTlTOOTTOQ

TTOTaf-ithat

fondi, luoghi, etc.

àvrXi^Ttxà xTì\iaia

TTQoaTccTi'g xti]huioc

tjxoixiwn,r

aiioLiiccr^g

XUQYUQlOg

TllllUìTaTOC

àiirrtXixà xtÌiicctu

rn/iiri l-'ìorenliiii.

;i

8.

TuvQiXaTT^g

fj.

ii;

xoiiiui).

7.

xQàriffTog

ó,

I5H,

0.

aroaTCcoTr^g

i-v(Txi'iliO)r,

in;

8.

175, 28; 244, 4; 24«, M; 252,

xoafir^ir^g

ó

I;

151),

ii]<:ì',

4; 145,

12ì>,

TQIXTlt^U

xrr'jvVp

244), 1,

;

17S, f;-7 ^xià là hyyvq

.i;

XC(Q7T(jOVì]g

ènì

•>

Indice analitico di tutta l'azienda Heroniniana.

impieghi, etc.

)]

23!).

1.

XQvaox<)oi\ xifjitt 132, 7;

(Per

uffici, titoli,

;

«i.

T(iixotiiiiu)

X.'Ji.:.

V.

121.

/,

ISS, 7,

.io.

2.

o.

220,

;

Toi\. Ù.in

(Pi/ucyqU

?.

235, 2: 273,

275, IH.

!.

li».

.

Ooiiov. xn]iu(

1»4.

235,

11'.

'-II.'),

.

.

:;

.^s.

|S«,
.

;

0.

TKVijiniiv.

()'i\v\i)ryxt^(i

I

11.

'il'i,

Tk/.h
Nu()iiin''>'h>;

213,

/,;)

286

KKONINIANA

2)4,

xiì^iiit

//,

i.

.

I

If

112, 17; 231,

S/ì(i{' ninni',

1..

iV
Mi'()iii/.(<>^^

A/.li:M>\

I.

lniQiiiai

17.

/•.,

TUTTA

DI

ccv!Jtriixi\

37

286

PAPIRI EPISTOLARI

€/.atxa xTi^ fiata

TU

fTTl'TTfÓa,

(pvTtveiv

dfX(fdxiov

XOQzrjia

xdfAVjXog, xai.ii]Xior

X ì]TTOs

xrrjrrj,

xXì'iQog

igyarixd

xvgiaxd

ravXwGijiu

prodotti, piante, etc.

xQì'jvrj

xrfjia, xrì^i.idTtov

xrr^ì'dgiov, xrrjvvàgiov.

XTJyfffC

df.iTrfXog

Xaycódiov

XCOIt

àQaxog, àQaxóantgi^iov

[.ió(rxog

ro/^ióg

àgroc, àgriSia

fivg

TTÓXlC

àxvQov

òvog, òr.

rorroU^iaia xii'n^iarog

yévr^,

xavQixóv

tÓttoc

f-'Xaiov

lavQog

Xoi()u(;ior

fTOt/ÀÓTSQog, oìvog

Titgaovìu

Xdnui

^égr],

X0ìQÌ0ì\ X'tìQl'ÓlOV

xaXàfiìp xàXafiog

ì]

yévr^fxa

,'Ji'iXf-tai

ég
Xoigog, x^iQ^^'Oì'

xaigtficoTigog, oìrog

xàXov
opere rustiche.

xàrrnaQig

utensili, carri, etc.

^vXov, 'Svkdoior
à/ii^irjia,

ài^iiiog

qaxr^g

xavaif^iov

à^o)v,

òxTdnrjX. èvvdn.

xr^nàóior

eQyaXf-Ta

xXì]HU

àgorgov

àvrXilv

Oì^^aìxà xXì'jftaia

yXwaaóxofiov

ànoQvyiì^i-iv

xQiDy]

óoxóg

àvaCTiàv tcvqÓv

Xi-vxà xXì'j/^iara

tvyia, ^vyóv

ÙQtOTCOUia

XoìTlVÓV

^vyóravgu

àxVQTJHV

oìvog, oìvdgiov

xapidxia

Yoiiovv, y(\uo)aig

ò^uQcc, oi'rov

xari/TTjXia

óiVTtQÓxvra

6§rj,

ÓQayfiaTrjia

ò^og

xalfJixòv

ixTivaynóg

ò/Licfàxivog oìvog

gvróv

èoQzfj ^Afif-avoioìv

naai

xt'gai^ior,

f-'oya

nvQÓg

xov(j a

ahog, anctQiov

xó(fivog

ùvuxof^iidrj ri]g

àvanof-iTTì) r.

xoTTorjyi'u,

GÌtov

xórrQog

xdQìor

oivov

fx XayoìóioìV

xegdf^iiov

fltTUCfOQà, oivov

(tvxov,

naxnv rà

(paxfj

adxxog

(fvrà

axdifì-iQov

TTf-Qixw/xaTiaiióg

XÓQTog x^c^QÓg

iQoxóg

GXUlJTjTÒg tXu'ixàìV

fjfiìh^gog

vvig

hfi'x;

Xogi óxona

d-éot]
r.

TTf-QiTToir^aig

Girov

arroga, (TnfiQHV

Gvxdgior

avyxo(iiSr'j

fxaródxrj

wuoc

avQmg, avQtiv tu '§vXu
Tt/.u,
TOIlfj,

TQvyrj,

animali.

x'>Q'f'^'

àllTTSÀOìV

iQvyùv

ònv^Qf-aCa,

ònodxiXnv

vjTTjOHHr
xTr^iittiior

misure e
ytgtcvog

àafidXta
^ovàta.

àriXovvrn

àìxd'Qor oh'ov

simili.

INDIOl

yuftH{ti»r

*)••/_.

i

ni'ittf

)

VII.

l.MUl

i;

2H1

IWU'll.i:

l'I

Xi]Hfin

iiinmliiiHtnixtoiie.
unir

Ù (tilt l'ili

xv{nuxói

kàyo^,

x^(>«la»^

Ìt,l(l/.ti(tllìl()V

xvhhnv

hXt(((iv

ttQyrQUn

xnii'Xìi

i^kid'nv

ùittXuiiud

(ht.na

X|^I«/k

koyuQio V

((

fi 1f

VII (Tu

1^

(ìi(<y{)i«ftiv

olxnvonhTv

fniQHV

<ìii(rt>:

vitfXof

(ttlQl^fUt

ÓlJKX'll'j

òìjuitvinv

>'h^(T<(V(in^

nuQuXi^iixjJiq

hot/ lieti or

ai'i/ifioXov

Itl-IKf il

lOf

Itì'ìltV

fioìóxioooy
,

iù'voi'

l't.iknf^r

/Tl</.«(0'l

XI (1

t'i

.TIJJS"

avroivi^fTun.'Jia

XlQtUt

t(lO(f

xhoivXXiit (?)

lì'mng t-'X.uiovQyoì^

VI

thà()<(

ì]

Indice delle lettere militari

TTQiyxindXig

uffici civili.

spedizione.

aiii.i((i(((jó(jog

(iuaiXixóg
^oìi'J-òc

noonu

Gr^(TxorrrXjxi(xoi(ìi

aiQai

ìjoi'

XUIlì^/.Ol

iniiQQTioq^ ó xQctrtaioc
'fjyffKÓy, ó

Xc(fi7TQÓrc(Toc

milizie.

ffTQCCTIjÓg

.

.

.

(/OQTl'a

ùràoeg

àgii/^òg àvaioXtxwr.
uffici militari.

dsxàvoi
ÒQÒivàtog

Inneig

TTQiyXlìfj

daymàQioi

VII.

Indice di parole.

iPrincipalmente sostantivi, aggettivi, verbi, avverbi).

ayHv

1S5,

1.:!;

189, 15 {èrrriQeaiar)

278, 11,

;

4-

(tto-

,

àyvotiv 185, 13; 218,

àyvoiu 132,

U:

atxiog 175.

278, 11, 12.

àyoQuaióg 175,

275, 9

211,

:

;

L

278,

1.

4.

àxovHv, 171, 13.

àXuvfiv 275, 24.

9.

àyon'iaióg 275, 11

{à. rÓTiog

er

r'ì>

209, 2

;

àXcsvg 119,2; 127, 15; 201, 8; 227* 22

uìyiaXrò).

àóù(j6g 163, 4; 172, 8; 192. 2: 193. 2: 197, 12;
;

16

;

àxoTxog 232. 11 (ó yóqxog).

8.

175, 11.

2 1)8, 2

271, 3

atxiàaiyca 128, 6

Qtiav).

àyoQttL,i-iv

ccìóeTai^ai

cet.

275, 8, 19.

;

^cXXccaaHv 195*, 3 (àXXd^ag tòv X.óyor).
|

|

àUor,

118, 2

;

àóni^Xurrjg 187*, 5 (per óóir.).

àXcog 123, 8.

uiyiaXóg 150, 5; 275, 11, 16, 20, 26.

«//&)? 151, 10.

137*, 2

;

170, 2

;

226. 7

;

275, 12.

PAPIRI EPISTOLARI

288

ali f AHI

137*. 4: 150. 8: 151, 8

170,8: 171,

àiuXi-ar^c
ùfifXr^g

162, 8

àfifkuc 176, 3
àii&cii.iri

doa

(dAA'

(/}

/OìQi'ov

Toì'

àv^QOìTTog 163, 6

àróaiog 268,

à.).

231, 22.
rò àii.

176,

;

278, IV, 29 {ùrÓQùìV xcd

;

7.

6.

àvuycttfjHì' 140

r.,

5; 262,

àvtiyQaifov 154

r.,

15; 278,

àvTÀHv 150, 2; 167,

toogcov)',

rùtv

II.

9; 278, IL 14.
II,

16.

15.

àvTXi]Tixóg 148, 3 {xtrii.tuTa àrzl.).

5

^AflfGl'Gla 131,

i^OOTIj).

ù'SioXoyuìratog 173, 3

àiti'avg 187*, 5.

àunrjt'a 143,
à/^iiiiog

àrÓQu)

(xccr

Innéoìv).

jaÌ]

194.31.

1:^;

àfiégiittor 157, 12; (J'xovrfg

2U.

cet.

{àfxekég ri ttoihv).

;

151, 8

àvi]o,

àuàurì^uct 162, 10.

()

241, 11,

;

142, 6 (àà.

d'ìiog

à^ioX. tvax'llioìv)

;

à'SioìGtg

àfÀTTtÀog 148,

cc'^oìv

5, 7.

119, 3.

167

6

r.,

8.

óixaiuv

{à'Siwari

à'S.).

215, 3; 248. 7;

;

3, 6.

ànayyékXtiv 149,

àvct^àUfGUca 233,

r., 6.

153,8; 160, 2; 175, 2; 199. 5
262,

àiKfOTfQog 176, 18.

Tifiy).

167

à-^iovv 134*, 3;

àfxneXixa 156, 4 {xTr]nàtia).

3.

ànaixhlv 185**, 13,

óra/éH' 134** 19; 134, 6 (rò àvayóiievov xrrmdtiov)

ànu'kXàaairiv 262, 14

;

209, 11.

{ÙTTi\).uttv

tòt tty^xw ócux-

iKòr óax(c).

àruyxa^ead^ai 137*,

ómyxaroc 132,

11

7.

àjTav'JQOìTTov, rò 226, 17.

142. 3 {(f0.og)\ 156, 8

:

àvuyxaióti-Qa)

204,

;

;

170, 8 (t«

àna^ 247,

3.

244. 7; 254, 8; 271**, 11, 15, 18.

àvàyxaa/^ia 248. 17.

ànodidóvai 127, 19.

órayxTj 177, 10; 186, 9 (rwv dvaAoj,u.); 222, 9 (eV àr);

278, IV, 23 iàv. tayov èwviHV-).

àvaòiòóvai 258, 3
àruxontórj 171,

274,

;

ànoxHoOca 209,
ànoXvHv

3.

174, 2; 186, 4

202, 2

àru/.t(jxHv 135, 4

rà fQya)

(*/c

14.

123, 2; 135, 2; 139, 2;147, 2; 167

5.

àvaxoiiitéiv 175, 20; 215, 14; 247, 8.

f-ìg

12.

àTilà i.iovóxowa 190, 9; 191, 13; 209, 5; 210, 8;

àrayxaioìg 138, 6.

àvaXb)iiunt,

238, 5; 239, 5; 240, 3.

157, 5.

àin(ji^d?.?.fir

10

19.),

;

;

xovg)

212, 4; 261, 8,

rà nuo' avr<o 136 4; 141, 4

;

;

{xtì'^vrj

209, 6

;

227*, 7

;

;

r.,

10;

àia yQaiii.iàxoìr)\ 197, 2;

220, 3

;

225, 4

;

226, 4 {aàx-

228, 4; 229, 4; 230, 8

;

261, 3

;

276, 3.

146, 3

ànolvaióiov 131, 7; 134*, 14; 161, 2; 231, 6

(t.;c

147, 5; 192, 6; 193, 7; 197, 5; 208*, 6; 220, 6

222, 4;

161,5

cet.

139, 4

M.

ijà

(rà xun-TTf-iyovta

ti?',)

;

òrinoGiag).

nóleojg)

rf^g

202, 10 {dg Ao-

yov àvaXomàion): 221, 6; 224, 4; 228, 9;

àrakoinuicu 131,

2, 4, 5, 0,

16, 18;

215, 4;

218,5;

198, 3;

àvuGTTùv 235, 4 (àvaarr.
àvuTo/.ixóg 278, V,

1

5, 6, 11

259,

7.

;

199,2; 2J1, 8;

21^, 5; 233, 8; 250, 4; 264, 6;

àn or liberai

125,

àjiorQa'xiiy

l^lj 10.

cet.

jy-

2, 10.

(>.

àgaxÓGTTfQiiov 194, 27.

{àoii/iióg àvntoXixwv).

(Jy/oji-)

àoyukf-Tnr

;

*•>

x»].tos

d:(»y*r),

d«yr()«or 134**, 8; 135*,

138, 4

175, 29, 31

1 >8, 4.

àgyHV 262,

155,0 (ahov).

;

185**, 5.

àréQxtfS^ui 128, 5

;

;

àgaxog 194, 32.

ttvqóv).

àvaiftQHv 125, 3; 140, 3; 252, 10.

àvf-^éoy(^t(llhai

133, 3; 139*, 3

;

àTTUìQvyidai 148, 4, 6.

àvaTToiini] 137*, 3,

145,5

126, 8; 127, 16

ànoijtQiriv 248, 7; 2*6,

247, 14; 256, 5; 259, 4, 11.

àvufjoQfi

;

140, 2; 145, 2; 151, 10; 171, 3

HJ

180*, 8;

2

cet.

4.

àrcmt'uTTHì- 170, 2; 171, 7: 176,
177, 4;

ànoaraUiv 12 J,

;

:

149

189,

7

7
;

;

156, 7

195,

:i

;

;

172, 3,

200, 11

278.
àoi:/uHv
X

II.

(>

163, 7.

;

IO. 19.

J

àQi^/nng 145,

()

{^lòòr

iyylwr)

;

206, 3; 208, 6; 271**,

;

li

:

278. V,

1

{ào.

àraioXcxobi).

INDHJK

VII.

INI'li'l.

153,

y*r»/('0

\'H,

(t{>imt<>v

w7S,

a(j()iiv

',

II.

li

151.1;

à(,i,i,'hj

n:,

;.

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(j'.

H)»,

>\

\1\:k

tii'i,

;

xii II tjXos).

(

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2:»s. s; 2(»i),

;

171, H;

M>.'»,

2151,

2():r

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;

:>;

1

yt'QKVog

;

y(rt<i!h<i

17^{(i;
I<)S,

1)11 it(

157,

."i

yt-r/a.'fi'i

;

IIH,

1S7,

àfrf/fUH» 278,

luoiuv 177,
<i/rxm

'212,

^Aor)

yó 11(11 (Ti e 2i)3, 4.

IO.

;},

-')

y ()('( Il
*-J*2l{,

18(>,

i\S

127,25;

ccri(ÌQxii<;

10; 105, 4.

aihaQxia 242,

8.

aviàoxMg 247,

11.

126, 7

201, 8

;

15'},

;

171, y

;

127, 14

àxvQTfjYf-h'

(nì'roi' y","-

208, 9

(fi- ti; «i5-

4

yviiYitGKtQxtìv 257.

II,

L

SirxàTTQonog 154, 5

2i7,

rffV/n^

1.

;

2iH, 3; 226, 7

cet.

óriXovr).

V. 6(?).
;

162, 4; 194, 13; 214, 4; 231, 4

5.

2.

154, 2;

181, 15; 244, 13

per óhXov), 26
125, 8

;

165, 8

185, 3

;

234, 6

;

;

29.
2,

255,
àrjioGia,

))

{ór^Xoìaoi')

33; 176, 4; 254, 15;

231. 7 {àTToXvaiàiov

Tì]g

§QaòVVHV 278,

òiarréiiTTHv 170, 5

lì, 11.

^QccxvQ 176, 2 (xat' rò ,9«()X*^t«^o^'~)

5

268,

8.

227. 4

:

3.
;

183, 3

;

213, 3

;

222, 13

278, IV, 28.

dlUTT(-QàV 247. 8.
(f/.

fr

SiccarkXXhiv 266. 4.

y.).

òiaaioXtv; 139*, 6; 139, 3; 230, 10.

4.

180* 5 (ròv òvì^ldri^v

oi'vov):

184, 15, 17, 19;

y«V»^,

yfi'ftrxag o«'.

T« 12>, 2; 153,

5.

òiarayì] 134*, 4.

diaràaGnv 127, 10 {tu naoà

195, 4; 226, 22; 227*. 6.

(^

òrjioGiaq).

SiayQCcqi^iY 254, 5, 13.

11.

diàxovoQ 121,

yirag otrrjàg

zf^c

5.

^ovXea^)ui 126, 8; 156, 2; 187, 4; 227, 15.

ysiLiiCeiv

(óeìai yo.

Ór^Xovv 137*, 4; 145, 5; 154, 3, 10; 175, 10 (Óy-Xoi

ITI, 14,

148,

;

naoceX.).

^o7^.y«r 150, 10.

ye'fif-ir

227', 20;

127, 17 (yÓQTov) 258, 7 Od.).

(fé-^ff/yf^f

^XdfSfiv 151, 11.

yuarì^Q 130, 2

:

7.

óiVTfQÓxvra 178,

^aaiXixóc 278, IV, 19 (YQamnatfvg).

là 150,

167, 0; l!»4, 18.

;

3; 137, 10; 140, 10; 152, 10: 199, 8;

12i),

rféxaiw 278,

l^aQ^aQCxóg 278, IV, 27.

fiovóia,

'•

òsiv 133, 2 {tSti) 150, 9 {dtì',(JH); 154, 9 Méorzat).

185, 8.

148, 11; 177, 16 (rò ^ayo'àior).

278,

'

151), 3.

ótXijuxwv 166, 2; 173,

;

'"<""')

(i.

ÒHXYvrai 254, 20 (per

226, 11.

120, 2

'^'/.-

'

125, 5 a7. pdfiHim.

131, 2; 170, 2

dt(}iaXi,(t

11.

àipic 218, 4 ìtqóxov).

^orj^dc

(y^Ji).

204, 5.

;

àxv('or 127, 6; 185**, 4.

^(iUnr

;

136, IO;

soininii

'^''"

203, 7: 234, 0: 248, 15;

^aXarnoi 127, 4; 267,

C6'/.

n's 216, 4.

<f«7ra)-ij

;

;

cet.

à(fà7Ta$ 158, 10.
dxQr,<Ttoc

Iteti

y(>«r//-/r

5.

(/»^/rr /fyV);

194,

;

li).

yQ(ciiii((ii(

155, 2;

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yoiiuOv

!<>.

roiiòv)',

7Ò x««/<«;

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\'>.

139*,

129, 5;

1(1.

II,

(trìfm ix)^ (hwov'i
«r^(.)(;or

yoin'tQtor 274, 5

'?.

i

rrl.

;

yXoxrrtuxonuy 167,

140/.,

(ifr<'')'X(;//(.^

!>

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\)i'Y

<)

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yiìwaxnì' 132, 12 (yrihvitt); 156,0

UK), 5.

(>;

M>r()Vff) /("C

aì^o(oy

/ifiHNun

142,

;{.

239,

L'I.

/.,

yilvmd)

xukù /kxhv).

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14-, 5.

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(if)'

177,

\

l'tt/.n).

ilio.:

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(i«l.),

n'<ax,i^iióìiov)

iiìii

/.

121, 5 i/iuQÙ loTs-) 133,

ù{tn'ài((

uouK

{iin

167

;

cet.

ctQi 0:1

if

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175, 18

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f,ii(ii

•>

271**.

Y^vi.iiK

IjM,** M, H,

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J~'.f

l'AHOl.i:.

Iti

;

175, 32 not.

diariXiiv

140 r., 9

{èQQ(iì{.iéYOQ

Sicnjéoeiv 119, 8 (rfvt'.

Goi).

óiar.).

;

226, 8

;

.

PAPIRI EPISTOLARI

290

exHvog 157,

ÓlCCXOìOHV 201) 4.

lU,

Vìi 6-7;'135, 2: 137, 9;

óióóvui

óóg e Xóyor old.: ved.
dixatdc 1G7

2;

cet.

freq.

fx nléovog 242, 11

fxnXovv 154 r,,

óioixtTv 185*, 6.

2J1.

ótoixrri'.c
ti
i -

«Aaixti

9.

rf/>)«or, onoi' 135,

222.

(i

8;U1,

225, 6

;

<>;

227*, 9, 15

;

190, 8; 193,

14-1, 7;

14; 238, 9;

23-1, 10,-12,

óioìfioXoy

.

154-

.

.

22 S. 11

;

;

23.),

8; 271*, 5;

231),

13

iXcaovQyóg 187, 8*.

;

ceé.

148, 14.

ijii^àkXfir

176, 9.

ifi(faiv¥(rt)ai

227,

{avDf-rrtxr'^);

273,

(5;

127, 14.

^/Kft'of-iv

fVaynr, 134**, 12.

óoxHi' 121, 2; 210, 18; 273, 12, 22 (rò

óo^r aoD;

fvÓHv 148,

5, 7.

èvàexKT^ai 173, 9

275, 28.
óoxóg 127,

194, 22.

7;

ifiTioóittiv 246*, 16.

11. 14.

7,

ai5r«c fx 7rA.\

156, 4 UrTj/ic^Tm); 197, 4; 246*, 13.

naiov 135*,

8.

r.,

153,9; 223,5

óiwov'à

dtv

10.

U;

176, 12 [ròòr avxuìv).

dCìpì,

(óg

fXTivaynóg 209, 18.

4.

'

HC 181,

àie,

èxxevovr 184, 15.
fxAi76fr 228, 28.

'/.óyoq.

6.

/".,

8.

fvòióóvia 274,

5.

(ti'

rt (?AAo ivòé^frai).

8.

óÓGig 133, 5.

IVfxfr 158, 8; 214, 5; 215, 15; 227*, 22;

ÓQuynurr^yf-ia 185, 5.

evOa 125,

ÒQuynuTT^yHr 185, 18.

ivOàdt 134**, 17; 151, 5; 194, 21; 201, 5; 252,

Jo«X//'; 123, 9

135,

;

5, 12;

135*, 9

231, 22; 254, 14; 262,

2,

;

202, 8

15;

;

212, 18

9; 171, 13

ivloyHv 134**,

èvTuxC 241, 8
148, 8: 242, 10

(=

àv, r,aag fàrf^Qr^g);

iyyvg 178,

5.

èvràxiov 273, 18.

;

fVTf'AAfo-^M 177, 8; 180*, 3.

èvxevOyv 154

cet.

èyxéXttmg 148, 14; 278, H,

èvToXixóv 142,

hUiiiog 153, 6.

fVTog 195*, 5
1

;

i2,

8.

«VroA^; 193, 10; 210, 10; 240, 6; 269, 7.

5.

é^é/HJ' 240. 3; 273, 16.

fOog 125,6 {xarà rò)

10.

r.,

svTiOévai 259,

7.

*

7.

ivravDa 140,

8.

10.

167, 14; 215, 3.

èvvccTrrjXvg

ivox^Hv 151,

cet.

;

13.

fviavTÓg 121. 4; 135*, 8.

óvvaa^ai 149, 6; 161, 4; 176, 17; 195, 14; 247, 9;

iàv 129, 2

(f^).

;

cet.

óvruiót; òaov 178, 3; 194, 8; 194,

(f'.

cet.

7;

198, 7 (rò

tt^o»-

2.

fjiifQwv TfJiwì').

(«.

èvxvyxàvHv 131, 2; 278, IV, 23.
è'iaiQfTog 268, 8.

HÓtria 133, 4

134*, 8

;

;

148, 11

;

167, 8

;

cet.

ved.

thcu 166,5

jiò

diio));

167, 19 (/^Vfw)

;

passim.

f-ìi

176, 19 inì^ìóatiVTtg-).

180, 7.

hxftfiiog

175,8

(^irw)

278,

;

#^%é(y^«t 185**,
ffj^g

269, 4

f'^oóià^f-ii

(x«t'

148, 11

5.

II,

fSHvui 275, 21.

Hao(jÓQinv 151, 6 (laoifóoiov).
HO),'h(

7.

fiavtffi 175, 19; 198, 8; 215, 8; 247, 10; 252, 5;

HiiaTKTnór 135*, 14.

t-ig

175,

i'iaotia 241, 6 (x«»roi' xaìpixov).

oìóct.

ce<.

è'^aujrrjg

f'x.),

12.

ÌjÌi

142,

ffw 194, 30

f.
1

7.

>]iiioa).

1

(^'iw

Ihna

...)

sic,

f-xt'uf-oog

135*, 5.

f-xótìuiuìy
f'xH

125,

ioQTìj

^x^r:f^ì 215. 13.

<)

CAiifai'fXùor).

fnàyeiv 134**, 12.

().

12). 6; 133, 8;

131.

175,8; 212. U.

fTifxv

227.

7.

enarto-t-rrOfU 2»)4, 5

:

269, 8.

I

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II.

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'228,

UJ). 5; 18S, 9.

131,

I

I

;

8:

ininXì'jGGHì' 241, 2.

tgóóior 151. 11.

118, 2

;

'221,

4; 229, 5; 276,

133. 11

12; 175, 17; 177, 2;

:

134*, 13; 158, 8; 167

'238,

154 r.,

r.,

127, 11