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LA PREVENZIONE E’ UN LAVORO NON UN GIOCO__!

Le attività rivolte al miglioramento della difesa personale sono molte. Si evidenziano:


studio di arti marziali specializzate nell'autodifesa quindi non sportive
studio approfondito del corretto atteggiamento mentale
controllo della paura e degli stati emotivi
uso di articoli dissuasivi
possesso di un'arma (Porto d'armi)
uso delle guardie del corpo
Per quanto riguarda lo studio delle arti marziali non ci sono prescrizioni particolari, tranne la sana costituzione certificata da un medico.
Per quanto riguarda gli articoli dissuasivi come: spray, Taser, non ci sono prescrizioni particolari (anche se in Italia vi sono problemi legali nel porto e nell'utilizzo di questi dispositivi).
Per il possesso dell'arma le prescrizioni si fanno più severe. Infatti è necessario il porto d'armi (almeno nel caso in cui si voglia portare con se o trasportare l'arma) che viene rilasciato a fronte di
molti documenti, non ultimo la verifica di pendenze penali.
Per l'utilizzo delle guardie del corpo è chiaro che non ci sono prescrizioni ed andrebbe valutata la reale necessità a causa del peso economico che comporta, anche se legislativamente, in Italia,
tale professione formalmente non potrebbe essere svolta in quanto la protezione delle persone è attività esclusiva dello Stato e l'unica protezione consentita al singolo cittadino è quella che deriva
dall'applicazione della legittima difesa.
Autodifesa o arte Marziale?
Le arti marziali sono nate per difendersi da aggressioni mortali, ma giunte in occidente sono state tramutate in "attività sportive" perdendo in maggior parte quelle situazioni di efficacia che a noi
occidentali sembrano addirittura brutali. Ecco quindi che attualmente lo studio di tecniche di difesa personale si distingue da quello delle arti marziali per una serie di motivi, primo tra tutti il fine. Chi
pratica un'arte marziale non ricerca per forza un metodo di difesa dalle aggressioni, considerando comunque che per la loro origine sono arti di combattimento che prevedevano l'offesa e la difesa
anche contro attacchi portati con armi. Detto questo si può affermare che attualmente le arti marziali possono essere praticate anche per filosofia, religione, allenamento, ecc.. Le tecniche di
autodifesa invece sono studiate proprio per raggiungere quel fine. È vero che molte arti marziali racchiudono al loro interno princìpi come autocontrollo e rispetto per gli altri, ma non sempre
risultano lampanti a chi le pratica, per essere poi compresi dopo anni di allenamento. Le tecniche di difesa personale prendono comunque spunto da molte arti marziali come ad esempio il Ju-Jitsu,
il Judo, l'Aikido, il Karate o il Kung-Fu, oppure da sistemi di combattimento come il Jeet Kune Do, il Wing Chun, il Krav Maga israeliano, il THIEU LAM (Vietnamita), il Kali filippino o i più recenti
sistemi di autodifesa Keysi Fighting Method, Total Fighting, Goshin e Kombato. Anche se la maggior parte delle arti marziali solitamente mettono particolare enfasi agli argomenti di difesa
personale, molte di queste non sono adatte allo studio della difesa personale in quanto sono spesso arti marziali che non prevedeno il combattimento libero. Le MMA (Arti Marziali Miste) hanno
infatti dimostrato che tutte le arti marziali che non prevedono una forma di combattimento libero sono inefficaci per la difesa personale (per il principio “senza combattere non si può imparare a
combattere”).
La prevenzione è un concetto fondamentale dell'autodifesa, e per questo viene incluso negli studi di queste tecniche. La prevenzione serve ad evitare inutili situazioni di rischio per la persona. Può
sembrare un'ovvietà, ma spesso questo concetto non è compreso immediatamente da chi si avvicina per la prima volta ad una scuola di difesa personale. Il detto "Prevenire è meglio che curare"
può essere adottato anche in questo campo.
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