Empirismo

1. Definizione: dicesi di tutte quelle concezioni gnoseologiche (teorie della conoscenza) che individuano il fondamento della conoscenza nell’esperienza sensibile spazio temporalmente determinata e conoscibile attraverso i sensi 1.1. Origini Termine: dal greco empeirìa = esperienza. 1.2. Hegel: da lui usato per indicare la corrente filosofica che si sviluppa in Inghilterra tra XVII e XVIII secolo e precede l'illuminismo 1.3. Utilizzazione: per indicare tutti quei filosofi, appartenenti a tempi e contesti culturali differenti, che hanno in comune una deter minata concezione del conoscere. Limite di questo uso è l’ambiguità e genericità cui spesso si va incontro. 1.4. Opere e Autori: 1.4.1. testi chiave: - 1687: Newton, Prinbcipi matematici di filosofia naturale; - 1690: Locke, Saggio sull'intelletto umano 1.4.2. premessa e riferimento illuminismo, secondo le parole di Voltaire: "La filosofia è Newton e Locke è il suo profeta" 2. Fonti principali: storicamente empirismo si rifà: 2.1. tradizione empirista inglese: che risale al medioevo (Ruggero Bacone, Ockam, Francesco Bacone) 2.2. cartesianesimo: da cui trae terminologia e alcuni concetti chiave (ragione, idea, metodo) 2.3. rivoluzione scientifica: da cui riprende importanza metodologia e rilievo esperienza 3. Caratteri generali empirismo: la concezione empiristica pone alla base della conoscenza due facoltà: la sensibilità, da cui derivano i dati del conoscere e l’intelletto, che combina questi dati in modo da ottenere conoscenze più complesse. Lo schema generale dell’empirismo può essere sintetizzato nelle seguenti proposizioni: 3.1. Tabula Rasa: la mente umana non possiede alcuna conoscenza connaturata o innata, è priva di idee e/o conoscenze assolutamente veri ed evidenti e indipendenti dall’esperienza e a priori rispetto ad essa. È completamente vuota, come una tabula rasa. 3.2. Sensibilità: tutte le conoscenze sono acquisite indirettamente o direttamente attraverso i sensi per mezzo dei quali i dati di senso vengono ad inscriversi nella mente. L’esperienza è quindi criterio di significanza e di verità del conoscere. La sensibilità è la facoltà conoscitiva che fornisce il materiale del conoscere, i singoli dati 3.3. Principio di Associazione: attraverso la combinazione dei singoli dati sensibili, l’intelletto forma le conoscenze più complesse. Dalla combinazione degli elementi semplici derivanti dai sensi, l’intelletto è capace di produrre le conoscenze più complesse che, quindi, derivano dai sensi, ma indirettamente, perché richiedono l’intervento dell’intelletto. L’operato dell’intelletto però si limita solo a combinare materiale preesistente, di per se esso non è infatti capace di produrre conoscenza. 3.4. Universali: non esistono e non sono oggettivi, non esiste nulla di universale nella realtà, ogni cosa esistente è individuale (esistono uomini non l’uomo), gli universali sono solo nomi utili perché consentono di classificare una molteplicità di oggetti sotto un unico segno.

3.5. Non esiste una realtà eterna, immutabile ed assoluta che trascende l’esperienza sensibile, teologia e metafisica vengono quindi respinte, come l’esistenza di valori assoluti. Tutto ciò che va oltre l’esperienza è inconoscibile. 3.6. Limiti sapere: occorre essere consapevoli dei limiti del sapere umano che non può mai pervenire ad una verità assoluta e definitiva, è necessaria quindi la tolleranza di tutte le concezioni diverse dalla propria. 3.7. Etica:si tende ad individuare il bene nell’utile personale o collettivo. 4. Strategia filosofica: 4.1. filosofia intesa come analisi dei vari ambiti dell'esperienza umana (conoscitivo, politico, etico, ecc.) 4.2. rifiuto metafisica: e di ogni prospettiva che pretende di andare oltre l'esperienza

Locke ragione ed empirismo (1632 - 1704)
1. La filosofia di Locke: i principali contributi della filosofia di Locke riguardano i seguenti campi: 1.1. Gnoseologia: empirismo e scienze sono le principali coordinate della gnoseologia di Locke. Il suo contributo in sintesi è il seguente: critica della metafisica e della sua pretesa di conoscere la realtà assoluta al di là dell’esperienza e delimitazione delle capacità conoscitive umane nell’ambito dell’esperienza sensibile, attraverso lo studio del funzionamento dell’intelletto e della sensibilità umani. 1.2. Politica: definizione dei principi base del liberalismo. In sintesi delimitazione dei poteri dello stato e libertà dei cittadini secondo la concezione dei diritti del singolo che lo stato deve salvaguardare, limitando la sua azione alla sfera pubblica. 1.3. Religione: rifiuto del fanatismo religioso e teoria della tolleranza. Separazione tra stato e chiesa. 2. I limiti della ragione: Locke prende le mosse da una ridefinizione della ragione cartesiana: la ragione non è quello strumento onnipotente, universale ed infallibile che pretendeva Cartesio e da cui si può derivare tutto il sapere vero: 2.1. Infallibilità: non è infallibile perché compie spesso degli errori per insufficienza o oscurità delle sue idee, per una loro errata concatenazione, perché tratta in inganno da falsi principi o dalle ambiguità del linguaggio; 2.2. Onnipotenza: non è onnipotente perché riceve il suo materiale dall’esperienza, si limita infatti ad ordinare ed combinare le idee semplici che trae dai sensi. Inoltre anche per verificare la verità dei risultati della ragione occorre confrontarli con l’esperienza; 2.3. Universalità: non è unica ed universale perché gli uomini ne partecipano in misura diversa. 3. Il razionalismo critico di Locke: tuttavia la ragione, pur con i suoi limiti, è l’unica guida valida che l’uomo può seguire per orientare la sua vita ed il suo conoscere. Prima occorre tuttavia esaminare le capacità conoscitive proprie della ragione per verificare quali sono i limiti dei suoi poteri, quali gli oggetti che essa può conoscere, quali i procedimenti che essa deve seguire. Occorre quindi una preventiva critica dei poteri della ragione prima di adoperarla per la conoscenza di qualcosa. Questa impostazione, per cui la ragione sottopone a critica se stessa, viene definita criticismo e verrà ripresa e perfezionata da Kant. 3.1. I limiti della conoscenza: risultato dell’analisi di Locke è che l’intelletto non ha il potere di creare o di distruggere le idee semplici, pertanto il limite oltre cui la conoscenza non può andare è costituito dall’esperienza intesa come insieme delle idee semplici. 3.2. rifiuto dogmatismo e scetticismo: altro risultato dell’impostazione criticista di Locke e che sono falsi sia il dogmatismo con la sua pretesa di conoscere anche ciò che va oltre l’esperienza, sia lo scetticismo, che rifiuta la possibilità stessa di una conoscenza vera, poiché, entro i limiti dell’esperienza, la nostra conoscenza è certa. 4. L’empirismo: premessa fondamentale della gnoseologia di Locke è che la conoscenza consiste di idee, pensare significa avere idee, inoltre tutte le idee derivano dall’esperienza, non sono prodotte dall’azione attiva dell’intelletto ma sono il prodotto della facoltà passiva della sensibilità e dell’azione attiva e combinatoria dell’intelletto. Le idee pertanto si dividono in: 4.1. Idee di sensazione: idee semplici che derivano dal senso esterno; 4.2. Idee di riflessione: idee semplici che derivano dal senso interno;

4.3. Idee complesse: nascono dalla combinazione delle idee semplici operata dall’intelletto che riunisce e compara in vari modi le idee semplici ottenendo formare idee complesse di diversi tipi. Le idee semplici sono quindi il materiale di cui si serve l’intelletto per esercitare la sua funzione, mentre la sensibilità e una facoltà passiva, l’intelletto è una facoltà attiva: 4.3.1. Idee di modo: sono “quei modi di essere” propri delle sostanze che non hanno un’esistenza autonoma (un colore, una forma, una grandezza); 4.3.2. Idee di sostanza: sono quelle idee complesse che vengono considerate come relative a cose aventi un’esistenza autonoma (un uomo, un tavolo). 4.3.3. Idee di relazione: sono quelle idee che nascono dal confronto tra due o più idee semplici o sostanze (maggiore di, causalità, uguale, diverso, ecc)

Gianfranco Marini

REALTÀ
Sensi

Sensibilità Passiva

Senso Interno

Idee Semplici

Senso Esterno

Idee di Riflessione Intelletto Attivo Idee Complesse Idee di Modo Idee di Sostanza

Idee di Sensazione

Idee di Relazione

John Locke
FORME DELLA CONOSCENZA 1. Definizione del Conoscere: conoscenza è la percezione dell’accordo o disaccordo tra le idee 1.1. Forma del Giudizio = Soggetto copula Predicato 1.2. Affermazione: X è P -> X = P 1.3. Negazione: X non è P ->X diverso da P 2. Tre forme di conoscenza: formano insieme la conoscenza knowledge, secondo un grado di evidenza e certezza decrescente: 2.1. Intuizione: percezione immediata della concordanza o discordanza tra le idee, massima certezza, non necessita di prove; 2.2. Dimostrazione: accordo/disaccordo è percepito attraverso una serie di prove intermedie che collegano le due idee; 2.3. Sensazione: esistenza enti concreti, grado certezza minore. 3. Oggetti del Conoscere: 3.1. Problema: rapporto tra conoscenza fondata sulle idee e realtà 3.1.1. conoscenza vera solo se vi è corrispondenza tra idee e cose reali 3.1.2. problema: come è possibile verificare tale corrispondenza se noi possiamo accedere alla realtà solo attraverso le idee? 3.2. la conoscenza umana si articola in tre campi principali, la conoscenza dell’io, di dio e del mondo 3.2.1. Esistenza dell’io: intuizione – argomento del Cogito; 3.2.2. Esistenza di dio: conoscenza per dimostrazione: argomento causale; 3.2.3. Esistenza del mondo: cose fuori di noi: testimonianza dei sensi che non da certezza assoluta. Questi gli argomenti usati da Locke:  sensazione attuale: dimostra con certezza l'esistenza di qualcosa fuori di noi, non è una certezza assoluta ma sufficiente per gli scopi umani  idee cessano quando non funziona l'organo di senso corrispondente  idee prodotto in noi indipendentemente dalla nostra volontà  diversi sensi danno conferma reciproca dell'esistenza di cose fuori di noi 4. Conoscenza e Opinione: 4.1. Knowledge: certezza e evidenza massime, suo limite esperienza, esempio: di dio non possiamo sapere nulla con certezza, non possiamo avere conoscenza: absolute ignorance; 4.2. Opinione: non è una conoscenza certa ma solo probabile ed è la conoscenza sensibile; rafforzata dall’intersoggettività e dalla non volontarietà delle sensazioni; ha valore pratico e guida la nostra vita quotidiana. 4.3. Conclusione: ragione è conoscenza + opinione e guida il nostro agire e conoscere entro i limiti dell’esperienza. 5. Fede e Ragione: Faith e Reasons: non vi è contraddizione in quanto hanno ambiti di applicazione differenti, 5.1. fede è relativa a ciò che è al di sopra della ragione e trascende l’esperienza; 5.2. ma Fede necessita della comprensione razionale e vanno escluse dalla fede tutte quelle proposizioni contrarie alla ragione: rifiuto fideismo fanatico.

Locke – Politica e Religione
Fonte: Dialogos, volume c, pagine 178 - 183 I TRATTATI SUL GOVERNO 1. Contesto storico: scontro tra il Parlmaento e Carlo II 1.1. Tories: assolutismo monarchico 1.1.1. Robert Filmer: “Il Patriarca, ovvero il potere naturale del re”, difesa assolutismo; 1.2. Whigs: programma politico liberale: costituzionalismo, parlamentarismo, subordinazione esecutivo a legislativo, pluralismo religioso 1.2.1. Locke: 1680 – 1683, due “Trattati sul governo”, giustificazione “gloriosa rivoluzione” del 1688 perché nella Introduzione del 1689 Locke individua nel consenso il fondamento dei governi legittimi. 1.2.2. opera diviene fondamento del liberalismo e guida delle rivoluzioni (americana, francese, ecc.) teorizzando: governi costituzionali, consenso, diritti civili, divisione dei poteri. 2. Tesi Assolutismo: Filmer 2.1. sovranità regia deriva dal potere patriarcale di Adamo; 2.2. naturale soggezione al padre genera la soggezione all’autorità politica; 2.3. nessuno nasce libero; 2.4. trasmissione del potere civile, paterno e maschile è quindi di origine divina; 2.5. diritto di paternità passa da Adamo ai patriarchi e agli attuali re 2.6. i re sono padri dei loro popoli a loro si deve obbedienza assoluta; 2.7. ribellarsi al re è contro natura e contro dio; 2.8. sovrano accentra tutti e tre i poteri che non hanno limiti né nel parlamento, né nelle leggi; 2.9. rifiuto concezione potere dal basso, principio di uguaglianza e libertà naturale, libertà di dissentire. 3. Confutazione dell’Assolutismo: primo trattato, intento confutatorio 3.1. Adamo: non riceve nessuna autorità monarchica da Dio, per natura gli uomini sono liberi e uguali; 3.2. autorità civile nasce da un contratto basato sul consenso delle parti; 3.3. uomini e donne, genitori e figli, sono uguali per natura, sbagliato subordinare donna all’uomo, figli al genitore, tale autorità non è di dominio politico. 4. Legittimità del Potere: sempre nel primo Trattato Locke 4.1. nega vi sia stata trasmissione diretta del potere da Adamo agli attualisovrani; 4.2. problema cruciale è: chi ha diritto al potere? 4.3. non eredi di Adamo: o è uno solo e tutti gli altri sovrani non hanno diritti; o siamo tutti discendenti di Adamo e siamo tutti re; 4.4. Conclusione: criteri legittimazione potere di Filmer sono contraddittori: non si può distinguere tra un sovrano legittimo e un pirata in base ad essi poiché non è possibile rintracciare la discendenza da Adamo. STATO DI NATURA E STATO CIVILE 5. Stato di Natura e Uguaglianza: secondo Trattato, teoria liberale dello stato: 5.1. stato di natura: storicamente reale, caratterizzato da uguaglianza e libertà, ma non da completa parità: uomini si differenziano per: capacità, merito, virtù, ma ciò non produce disuguaglianza politica 5.2. diritti naturali: vita, sicurezza, proprietà e libertà sono i 4 diritti naturali e garanzia del conseguimento della felicità

5.2.1. politica: deve garantire pace, armonia e sicurezza, fondamento felicità; 5.2.2. legge natura: prescrive solo divieto a non ledere vita, libertà e beni degli altri, tranne nei casi di legittima difesa e punizione dei trasgressori. 5.2.3. limite: legge naturale inefficace senza una istanza che eserciti i potere di renderla effettiva: punendo i trasgressori e difendendo gli incolpevoli. 6. Pace e Guerra: stato di natura non coincide con stato di guerra: 6.1. rifiuto tesi Hobbes: stato natura = bellum omnium contra omnes = homo nomine lupus = diritto del più forte = genesi potere dalla forza; 6.2. pace e guerra caratterizzano entrambe lo stato di natura; 6.3. stato di guerra: in guerra, il diritto alla sopravvivenza, implica il diritto alla distruzione reciproca 6.4. per evitare la distruzione nasce lo stato civile: esistenza di un’autorità giudicante che circoscrive i conflitto e garantisce sopravvivenza. 7. Istituzione Autorità Sovraindividuale: causa del costituirsi dello stato civile è la necessità di superare la precarietà dello stato di natura e prevenire lo stato di guerra 7.1. subordinazione individuo alla comunità politica e rinuncia al diritto di farsi giustizia da se; 7.2. stato civile: autorità che risolve le controversie, tutti sono ugualmente soggetti alla legge; 7.3. soggezione al potere politico è basata sul consenso; 7.4. solo soggezione a legge rende possibile libertà, dove non vi è legge vi sono oppressione e arbitrio; 7.5. limite potere civile: duplice valenza stato: 7.5.1. protegge diritti naturali cittadino; 7.5.2. causa monopolio della forza minaccia potenziale, abuso di potere e repressione delle libertà (assolutismo) 7.5.3. diritto alla ribellione. 8. Proprietà Privata: diritto originario degli esseri umani, causa del costituirsi dello stato civile; 8.1. all’inizio i beni appartengono a tutti non c’è proprietà privata; 8.2. diverse capacità portano al passaggio spontaneo dalla proprietà comune alla proprietà privata; 8.3. nasce diritto a possesso privato beni frutto del lavoro; 8.4. in seguito proprietà privata trasforma lo stato di natura in uno stato di disuguaglianza; 8.5. ciò avviene con l’introduzione del danaro che comporta accettazione di fatto della proprietà privata; 8.6. denaro, desiderio di possesso, industriosità producono sviluppo e benessere; 8.7. si ha un maggiore dominio della natura e maggior e cooperazione; 8.8. gli uomini si consorziano in gruppi stabili e disciplinati; 8.9. ma la complessità e problematicità dei legami rendono necessario il passaggio allo stato civile per la necessità di una regolamentazione. LO STATO LIBERALE 9. Passaggio Stato Natura – stato liberale non automatico: 9.1. natura umana: uomo non è né un animale sociale portato spontaneamente a cooperare in pace con gli altri, né singolo asociale in continua lotta con gli altri per la sopravvivenza; 9.2. individuo concreto: spinte contradditorie: individualizzanti e socializzanti, fondamentali necessità e vantaggio

9.3. libero contratto: per i reciproco vantaggio viene istituito il potere politico attraverso un libero contratto. Stato garantisce con le leggi le regole della vita civile e lascia libertà in ambito culturale, dell’educazione (famiglia), religione. 10. Potere Legislativo: classificazione forme potere in base a numero di detentori del potere: 10.1. democrazia: maggioranza detiene potere; 10.2. oligarchia: maggioranza delega a pochi il potere; 10.3. monarchia: potere delegato a uno solo in forma elettiva o ereditaria. 10.4. Potere Legislativo: potere supremo, da coesione emanando leggi universalmente vincolanti e rappresenta la volontà collettiva; 11. Vincoli Stato: legge natura e mandato sociale pongono limiti al potere dello stato: 11.1. bene pubblico: è il fine del potere politico; 11.2. lo stato non può ingerirsi nella sfera privata del cittadino, individuo autonomo dallo stato; 11.3. legittimità costituzionale: leggi conformi a procedure certe, uguali per tutte, stabili e imparziali. 12. Potere Esecutivo: esercitato dal governo, da attuazione alle leggi, il suo potere può essere revocato dal legislativo a cui è subordinato; 13. Potere Federativo: presiede alle relazioni internazionali e interstatali, decide pace e guerra, alleanze, trattati. 14. Revocabilità e Divisione dei Poteri: potere supremo del popolo, tutti i poteri sono ad esso subordinati. 14.1. alienazione poteri: con legge costituzionale poteri sono alienati agli organi dello stato; 14.2. potere politico esercitato su delega popolare e sempre revocabile qualora non sia conforme ai fini per cui è stato istituito; 14.3. limiti poteri stato nei diritti naturali; 14.4. Divisione e Equilibrio dei Poteri: poteri divisi tra organi diversi e cooperanti, suprema garanzia costituzionale. Accentramento porta ad assolutismo e a subordinare la sfera privata al potere dello stato. 15. Dispotismo e Diritto alla Rivoluzione: rifiuto tirannide e legge del più forte, stato civile fondato non su forza ma su consenso; 15.1. potere dispotico: non nasce d un accordo volontario, tiranno esercita potere a proprio vantaggio, non si ha obbligo di obbedienza; 15.2. diritto ribellione: popolo ha diritto a usare la forza contro la tirannide,diritto alla ribellione è resistenza a un potere illegittimo e restaurazione dello stato di diritto legittimo. Obbedienza à sempre condizionata al rispetto da parte del potere politico dei limiti imposti dal contratto 16. Religione e Politica: centralità problema della tolleranza, Saggio sulla Tolleranza, 1667 16.1. Tolleranza: fondamento rapporti religiosità e politica. Religione e Politica devono rimanere distinti. Stato non può intervenire sulle convinzioni personali del cittadino. Fede e culto rientrano nella sfera interiore che è privato stato può intervenire solo se la religione investe la sfera pubblica. 16.2. Due Regole: 16.2.1. separazione tra pubblico e privato; 16.2.2. laicità dello stato. 16.3. Deismo di Locke: 16.3.1. non è possibile stabilire quale sia la vera religione ortodossa, nei punti essenziali della fede tutte le varie sette concordano; 16.3.2. ragionevolezza cristianesimo: contenuto rivelazione accessibile mediante ragione, è razionale e non dogmatico e non richiede mediazione autorità

religiosa. Unico dogma essenziale del cristianesimo come religione razionale l’incarnazione, esso dovrà inoltre perdere la sua intolleranza.