PARUSIA INTERMEDIA Gesù ritorna in questo nostro mondo per instaurare con noi il suo Regno di pace.

L’argomento : Il Piano divino di Salvezza comprende tre Parusie (non due soltant o).

Dio è trinitario, e noi sosteniamo che il suo “Piano di Salvezza” prevede che C risto vinca la Morte a tre riprese, cioè: 1) Prima vittoria di Cristo sulla Morte : essa è già avvenuta alla Prima Parusia . Con la Redenzione CRISTO-REDENTORE ha permesso che il Regno messianico sia con cepito. Questo concepimento del Regno messianico non dovrebbe essere confuso con la sua nascita. (Prima di nascere ogni essere umano è concepito nel seno della propria madre. Dato che la nascita del Regno messianico è prevista per il tempo attuale, possiamo dire che la sua gestazione avrà durato … due mila anni). 2) Seconda vittoria di Cristo sulla Morte : i Profeti dicono che questa vittoria sarà frutto della Seconda Parusia (Parusia Interme-dia). In questa occasione CR ISTO-RE instaurerà sulla Terra il suo Regno messianico, e questo determinerà la nascita di detto Regno. 3) Terza vittoria di Cristo sulla Morte : si prevede che questa vittoria sopravv enga alla Terza Parusia. Con la Fine del Regno messianico (e del Mondo), CRISTOGIUDICE chiuderà in modo definitivo il Piano divino di Salvezzal. Lo farà presid endo al Giudizio Universale. Le precedenti considerazioni ci permettono di dividere il “Piano divino di Salve zza” in tre parti : 1) – Due mila anni fa c’è stato il Concepimento del Regno messianico. 2) – Nei tempi attuali avverrà la sua Nascita. 3) – Alla Fine del Mondo (fra mille anni?) avverrà la conclusione finale del Reg no messianico, cioè la sua fine. [1] Texte : Johannes De Parvulis

INDICE GENERALE

Introduzione. Messa a punto sul linguaggio (18 domande + 18 risposte).

– I – Messianismo. 1 - Messianismo: quello retto e quello distorto. 2 - Messianismo e Nuovo Testamento. 3 - Il Messianismo agli albori del Cristianesimo.

– II – Millenarismo. 1 - Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa. 2 - S. Agostino: il grande equivoco sul Millenarismo biblico. 3 - Le diverse forme di millenarismo corrotto.

– III – Parusia intermedia e Mondo nuovo. 1 - Parusia intermedia: vuoto dogmatico. 2 - Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. (J. De Parvulis). 3 - Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo.

– IV – Certezza del Mondo nuovo. 1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. (J. De Parvulis). 2 - Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis). 3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS.

– V – Fenomeni connessi alla Parusia intermedia. 1 - Introduzione. 2 - Sulla Fine dei tempi. (Garabandal).

3 - Sul Giudizio interiore. 4 - Sulla Pentecoste universale. 5 - Sui Tre Giorni di oscurità. 6 - Sulla Prima Risurrezione. 7 - Sul Rapimento degli eletti.

appendicI 1 - Dell’Anticristo nel suo tempo. 2 - Parusia intermedia e Millennio felice: rassegna dei passi biblici che parlan o di questo argomento. Conclusione Bibliografia

Questo libro è disponibile presso la ditta: Edizioni Gamba 24049, Verdello (Bergamo) – Via Camozzi, 10-12 Telefono 035.4829515 – Fax 035.4829595 E-mail: info@gambedit.com - www.gambedit.com

Introduzione

Esistono oggi parecchie profezie mondiali ed ecclesiali, e sulla [2] vogliamo far conoscere tali loro grado di conformità con le mità è palese.

ricche di informazioni sui prossimi avvenimenti Venuta intermedia di Gesù. Con questo libro noi profezie, rivelando la loro base teologica e il Scritture sacre (la Bibbia), quando tale confor

Fino a pochi anni fa mancavano sul tema della Venuta intermedia di Gesù sia gli studi di approfondimento sia la terminologia teologica per poter discuterne. Poi , verso il 1990, Padre Martino Penasa ha coniato l’espressione “Venuta intermedi a di Gesù” , o “Parusia intermedia”. [3] Poco dopo Mgr Aldo Gregori [4] ha ripre so l’argomento facendone una sintesi. Nell’ultimo decennio sono apparsi altri l ibri sul tema della Parusia intermedia e la conseguente instaurazione del Regno di Dio sulla Terra; ma nulla di tutto questo sarebbe stato fatto senza l’ausilio dei Profeti cristiani contemporanei. Questi profeti ci aprono la strada. Sono l

oro a darci la chiave di interpretazione dei testi biblici che riguardano la Par usia intermedia e le verità ad essa collegate. In questo libro, il metodo usato per l’approfondimento dei vari temi è quello su ggerito dal CCC, [5] dove si dice che l’approfondimento del “deposito della fede ” avviene con l’assistenza dello Spirito Santo, in tre maniere: 1) Tramite lo st udio della Bibbia e della Tradizione della Chiesa. 2) Tramite il Magistero della Chiesa. 3) Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli ch e per il bene della Chiesa hanno ricevuto carismi straordinari, come apparizioni , messaggi, locuzioni interiori, ecc…). Un esempio di esperienze spirituali straordinarie è quello di Medjugorje, dove i veggenti dicono che la Madonna promette al mondo un tempo nuovo, di pace, [6] c he sarà preceduto dalla distruzione del potere di Satana. Un altro esempio impor tante è quello della mistica Luisa Piccarreta. Tramite Luisa Piccarreta [7] il C ielo ci avverte che è imminente il Regno del Divin Volere (alias Regno messianic o, alias Regno di Dio sulla Terra). Gesù ce l’ha promesso in occasione della sua prima Venuta, e la Chiesa lo sta preparando da due mila anni. Ora è giunto il m omento di inaugurarlo. Questo avverrà fra poco, in occasione della seconda Venut a di Gesù, la Parusia intermedia. [8] “Fedes ex auditu”: “La Fede ci arriva tramite le parole udite”. Nell’annunciare la Parusia intermedia di Gesù questo libro intende offrire ad ognuno la possibil ità di prepararsi ad accogliere il Padrone di casa che ritorna per riprendere po ssesso della sua Vigna e di quanto gli appartiene, proprio come dice il Vangelo nella relativa parabola. [9]

Johannes De Parvulis

Messa a punto dessa a punto sul linguaggio (usato e da usare).

Sappiamo che la terminologia è fondamentale quando si tratta di risolvere un pro blema. Abbiamo quindi pensato di iniziare questo libro con alcune domande-rispos te preliminari. Il loro scopo è di mettere un po’ di ordine nel linguaggio utili zzato per esprimere i concetti che qui si discutono. Questo dovrebbe semplificar e i dialoghi, sia il nostro con i lettori della rivista PROFETI DI DIO, sia quel li dei lettori tra di loro, ed eliminare i malintesi che nascono quando i termin i specifici della dogmatica e della teologia sono usati in maniera superficiale o ambigua. 1 - La Venuta intermedia di Gesù è forse un’eresia? Chi crede nella “Venuta intermedia di Gesù” (detta pure “Parusia intermedia”) no n è eretico. I Padri della Chiesa credevano in essa, e quelli dei primi tre seco li la predicavano. Anche la Bibbia parla di essa, benché in modo velato. Se il linguaggio biblico in certi casi è velato (o sembra tale), la cosa è volut a così da Dio. La Bibbia si lascia leggere dall’inizio alla fine, ma certi suoi passi non si lasciano penetrare a fondo prima del tempo stabilito. Quando però q uesto tempo arriva è necessario farsi trovare pronti ad accoglierlo, altrimenti

c’è il rischio di arrivar tardi alla sala delle nozze, e di trovare la porta chi usa. Alla fine del suo libro “La Venuta intermedia di Gesù” Mgr Gregori scrive: [10] “Nessuno ci deve tacciare di visionari o di illusi senza prima essere riuscito a confutare i nostri argomenti”. Per contestare una posizione teologica occorrono dei motivi validi, non dei pregiudizi gratuiti. Se mancassero i fondamenti bibl ici alla tesi della Venuta intermedia di Gesù, questa sarebbe già stata condanna ta dal Magistero, o da qualche autorità, ma visto che nessuno l’ha mai condannat a, come spiegare l’ottusità di certi oppositori? Uno degli scopi di questo libro è di aiutare coloro che cercano la verità, e fan no questo per amore, ad evitare ogni tipo di confusione sulla Venuta intermedia di Gesù, e sul conseguente “Regno messianico” (alias: “Millennio felice”, alias: Regno di Dio in Terra). 2 - La Venuta intermedia di Gesù ha fondamenti biblici? Sì, molti, e questo libro ha per scopo di rivelarli. Uno di questi è presente ne l testo di Ap 20, 1-6, quello che parla del “Millennio felice”. Visto che nello studio dei passi biblici la Chiesa ci raccomanda di usare l’interpretazione lett erale prima di quella simbolica, il Millennio descritto in questo passo è da int endersi come un Regno della terra, non come una cosa simbolica, o campata in ari a. Tale Regno dovrebbe essere inaugurato da Gesù su questa terra in occasione de lla Parusia intermedia, [11] che a detta dei carismatici odierni è piuttosto imm inente. 3 - È giusto trattare da “millenarista” chi crede nel Regno di Dio in Terra? Non è giusto. Lo spiega il fatto che la parola “Millenarismo” possiede una conno tazione negativa, mentre l’espressione Regno di Dio in Terra possiede una connot azione positiva. La connotazione negativa del termine “Millenarismo” dipende da un’interpretazion e errata del testo di Ap. 20, 1-6. [12] Invece la connotazione positiva dell’esp ressione “Regno di Dio in Terra” è tale perché si rifà alla promessa che Dio ha fatto all’umanità quando nella Genesi ha detto al serpente infernale che proprio una donna − una donna simile a quella da lui sedotta − gli avrebbe schiacciato la testa in modo assoluto e definitivo. L’immenso valore positivo dell’espressio ne “Regno di Dio in Terra” – alias Millennio felice, alias Regno messianico – di pende dal fatto che essa annuncia implicitamente un ritorno dell’umanità alla fe licità dell’Eden. [13] Il Regno di Dio in Terra è da percepire come frutto della Redenzione operata da Cristo, frutto che solo ora giunge a perfetta maturazione , perché l’Umanità è giunta alla Fine dei tempi.

No! “Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono due realtà diverse, e nel Piano di Dio ognuna di esse occupa un posto a sè stante: la “Fine dei tempi” viene subit o prima del Millennio felice, mentre la “Fine del mondo” viene subito dopo il Mi llennio felice. Il Millennio felice si trova nel mezzo, tra la Fine dei tempi e la Fine del mondo. Esso corrisponde alla “Nuova Creazione” tanto sospirata e tan to annunciata dai profeti di ogni tempo, soprattutto da Isaia. Succede che quando la rivista PROFETI DI DIO annuncia come imminente la Venuta i ntermedia di Gesù, la maggior parte dei Sacerdoti e dei fedeli pensano subito ch e questa rivista annunzi la Fine del mondo. Invece non è vero. 5 Nel condannare il millenarismo la Chiesa ha sicuramente voluto condannare un ’eresia. In che cosa consiste tale eresia?

   

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Fine dei tempi e Fine del mondo, sono forse la stessa cosa?

La Chiesa condanna il millenarismo in modo diretto ed esplicito, ma le parole us ate per definire detto millenarismo sembrano incomplete. Lo sono? L’espressione “Millenarismo biblico” (che secondo il De Parvulis [14] dovrebbe essere usata pe r indicare quel Millennio felice che S. Giovanni ci presenta in Ap 20, 1 6) non viene mai usata, benché a parer nostro essa sia necessaria alla buona comprensio ne dei concetti che si vogliono esprimere. La confusione che ne deriva è tale ch e il 99,9% dei cristiani sono convinti che Millenarismo e Millennio felice siano la stessa cosa. Ciò non dovrebbe accadere. Dato che le versioni corrotte del Millenarismo biblico sono un modo errato di in terpretare il testo di Ap 20, 1 6, e tutti quei passi biblici che fanno referenz a al Millennio felice, anche noi le rigettiamo come fa la Chiesa. Il Millenarism o biblico invece non si può rigettare, perché la Bibbia, che è sacra, non si rig etta. Le interpretazioni errate del Millenarismo biblico sono varie. Per esempio, il m illenarismo cerintiano (o “crasso”), il millenarismo mitigato, il millenarismo o rigeniano, e il millenarismo agostiniano sono tutte forme condannabili del conce tto biblico – e quindi sacrosanto – di Millennio felice (alias Regno messianico, alias Regno di Dio in terra). [15]

La Parusia intermedia, pur essendo studiata e predicata dai Padri della Chiesa d ei primi secoli, non si studia più in teologia dal tempo del grande equivoco di S. Agostino. Oggi quasi tutti i teologi seguono la posizione di S. Agostino, che in buona fede ha interpretato il testo di Ap. 20, 1 6 facendo iniziare il Mille nnio felice dalla Risurrezione di Gesù: un errore involontario, ma pur sempre un errore. Sotto la spinta dei Profeti cristiani contemporanei, che da una cinquantina d’an ni parlano del prossimo ritorno di Gesù nella gloria, alcuni teologi – pochi – h anno ripreso a studiare l’argomento delle Parusie. Nel fare questo si sono accor ti che i Profeti cristiani contemporanei hanno ragione di dire che le Parusie so no tre (anziché due), e di annunciare come imminente la seconda Parusia, quella intermedia. I messaggi dei carismatici odierni ci avvertono che la Parusia inter media ha per scopo di instaurare sulla Terra il Millennio felice, alias Regno me ssianico. Gesù ritorna nel mondo per cacciare il demonio che da sei mila anni ci governa da tiranno. [16] In questa sua Venuta intermedia (o Parusia intermedia) Gesù porterà nel mondo la vera pace, quella che Dio ha promesso tramite i suoi profeti. [17]

La parola carismatico significa “persona dotata di uno o più carismi”. I carismi sono doni soprannaturali che Dio concede a delle persone da Lui scelte. Esiston o carismi ordinari e i carismi straordinari. Per esempio, i sette doni dello Spi rito Santo sono dei carismi ordinari, ma il carisma di profezia e quello di guar igione sono dei carismi straordinari. Se una persona ha il carisma di guarigione, significa che essa può guarire prega ndo per la guarigione di qualcuno. (Il defunto Padre Pio e il defunto Padre Emil ien Tardif avevano ambedue questo carisma). I veggenti di Medjugorje sono dei ca rismatici perché sono dotati di un carisma, quello della visione. Don Gobbi [18] è un carismatico perché ha il carisma delle locuzioni interiori. Quando noi in questo libro parliamo di “Profeti cristiani contemporanei” facciam o riferimento a persone dotate del carisma di profezia.

 

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Che significa: “Essere un carismatico”?

 

 

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Perché la Parusia intermedia non si studia più da secoli?

 

 

Esistono pure dei gruppi di preghiera che nel linguaggio comune sono chiamati gr uppi carismatici. Questi gruppi sono frequentati da persone che non sempre merit ano la qualifica di carismatiche. Ma in certi casi la meritano.

Parlando della Chiesa fondata da Gesù, S. Paolo scrive: “Edificata sopra il fond amento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cri sto Gesù”. (Ef 2, 20). Giovanni Paolo II ha interpretato questo testo nel modo seguente: “Nella Chiesa fondata da Gesù Cristo non c’è contrasto tra la dimensione istituzionale e la di mensione carismatica. … Ambedue queste dimensioni sono essenziali alla sua costi tuzione divina”. [19] La dimensione carismatica è oggi rappresentata soprattutto da persone che possie dono dei carismi straordinari. [20] Queste persone ci trasmettono i messaggi div ini, e in questo modo ci aiutano a rimanere in contatto con Dio.

La Rivelazione pubblica è costituita dall’insieme delle rivelazioni divine pres enti nella Bibbia e nella Tradizione. [21] Invece le rivelazioni dette “private” sono quelle dei Profeti cristiani contemporanei. Quando queste sono autentiche esse non contraddicono la Rivelazione pubblica già presente nella Bibbia e nella Tradizione, e non aggiungono nuove verità, ma spiegano o attualizzano ciò che m erita di essere spiegato o attualizzato. In questo modo aiutano i fedeli a fare i dovuti legami tra il passato e il presente. Certi passi biblici sono rimasti p iù o meno velati fino ad oggi, ed oggi hanno bisogno di essere svelati. Da chi? Da Dio stesso, che è l’unico che possa farlo con autorità e sapienza. Sappiamo, come dice la Chiesa, che “la Rivelazione pubblica è da considerarsi ch iusa con la morte dell’apostolo S. Giovanni”, ma alcuni citano queste parole in modo non corretto, come se Dio non avesse più diritto di parlare con noi di conc etti che essi chiamano “nuovi”. Invece non si tratta di concetti “nuovi”, ma di spiegazioni destinate ad attualizzare i concetti tradizionali. Conclusione: le rivelazioni dette “private” spiegano i testi biblici rimasti nel l’ombra, oppure annunciano cose future legate a promesse fatte da Dio nel passat o. (Cf. Gv 16, 13 14). Non si dovrebbero dire “private”, ma “private con finalit à pubblica” perché Dio le manda a tutti gli uomini, non solo al ricevente.

Un carismatico ha detto [22] che l’estrema abbondanza di tali messaggi è dovuta al fatto che Dio vuol dare a tutti gli uomini la possibilità di prepararsi in mo do adeguato all’incontro che ci sarà tra Gesù e noi al momento della Parusia int ermedia. In Amos 3, 7 si legge: “Il Signore non fa la sua idea ai servitori suoi, che sono i Gesù, il Figlio di Dio che ci ha redenti a noi come Re per instaurare il suo Regno bastanza compreso Regno messianico). cosa alcuna senza aver prima rivelato profeti”. Si tratta ora del ritorno di due mila anni fa, e che ora ritorna tr terrestre (il tanto declamato e mai ab

11 È vero che le “locuzioni interiori” sono soltanto delle meditazioni persona li? Recentemente una personalità ecclesiastica ha creato un certo scompiglio afferma

 

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Come mai esistono oggi tanti messaggi sul ritorno imminente di Gesù?

 

 

 

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Che differenza c’è tra Rivelazione pubblica e rivelazioni “private”?

 

 

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Che cosa insegna il Magistero sul ruolo dei mistici e dei carismatici nella Chiesa?

ndo che le locuzioni interiori sono meditazioni personali dei carismatici. Ciò n on è conforme all’insegnamento della Chiesa. La Bibbia (Cf. 1 Ts 5, 19 21), la T radizione, e Papa Giovanni Paolo II, ci insegnano che le “locuzioni interiori” s ono manifestazioni del Pensiero divino, qualora risultino autentiche.

Lo Spirito Santo ci può parlare in due modi, in maniera ordinaria o in maniera s traordinaria. La maniera ordinaria è tramite la Chiesa, la maniera straordinaria è tramite i carismatici. Questi, quando sono autentici, [23] sono dei veri port avoce della parola di Dio, e meritano ascolto. I messaggi che Dio affida ai carismatici servono a capire il “sensus plenior” de lle parole della Rivelazione pubblica. [24] Il CCC al n. 66 dice: ”Anche se la R ivelazione [pubblica, ndr] è compiuta, non è però completamente esplicitata”.

Grazie ai vari carismi straordinari concessi da Dio ai suoi Profeti sta nascendo un “grande mosaico”. È come un grande disegno che descrive e spiega il Piano ch e Dio ha concepito per l’Umanità. Bisogna sapere che per rivelare il suo Piano, Dio si serve di tante persone, non di una soltanto, e che ogni persona scelta ri ceve una piccola parte del progetto globale, non tutto il progetto. Per conoscer e tutto il progetto l’uomo deve ricomporre nell’ordine voluto tutti i pezzettini che costituiscono il mosaico. Per fare questo ci vuole pazienza e buona volontà , ma alla fine c’è la soddisfazione di conoscere il progetto di Dio, che è bello e incoraggiante, essendo un progetto di salvezza. Esempi di missioni particolari: i messaggi di Medjugorje hanno per scopo di fare camminare sulla via della santità la parrocchia di Medjugorje e tutte le parroc chie del mondo, quelli della carismatica che riceve i “Messaggi della Divina Sap ienza” parlano al cuore delle persone che hanno bisogno di essere incoraggiate a perseverare nel bene, quelli di don Stefano Gobbi rivelano molte cose che rigu ardano il passato, il presente, e il futuro, quelli di Maria Valtorta ripetono e sviluppano gli insegnamenti di Cristo, quelli di Luisa Piccarreta annunciano e spiegano il Regno del Divin Volere, quelli di Vassula Ryden preparano il terreno alla riunificazione delle Chiese cristiane, quelli di Mgr Ottavio Michelini gua riscono le anime di buona volontà vittime del male che ha invaso la Chiesa, quel li di Françoise evidenziano e spiegano la missione che la Francia ha in seno all a Chiesa come sua figlia primogenita. E così via.

Il testo di Mt 25, 31 46 dice che il Giudizio universale chiuderà la storia uman a, e che dopo tale Giudizio rimarranno solo Paradiso e Inferno. Il Regno di Dio che deve venire sulla terra è dunque da collocarsi prima del Giudizio universale , non dopo. C’è pure da dire che i Padri della Chiesa dei primissimi tempi hanno insegnato c he la Venuta intermedia di Gesù ha per scopo di inaugurare il Regno di Dio sulla terra. Quindi, chi negasse la Venuta intermedia di Gesù ed il conseguente Regno di Dio in terra andrebbe contro i Padri della Chiesa dei primi secoli, e contro la Bibbia. Conclusione: Se qualcuno dicesse che il Giudizio universale verrà prima del Mill ennio felice (che è il Regno di Dio in terra) andrebbe contro la Bibbia. E se qu alcuno dicesse che il Millennio felice non verrà affatto, direbbe una falsità an cora più grossa. [25]

 

 

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13 ?

 

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A che servono i messaggi dei profeti attuali?

Che cos’è il “grande mosaico” di cui si parla in tante rivelazioni attuali

Il “Regno di Dio” verrà sulla terra prima del Giudizio universale, o dopo?

 

 

Il Piano che Dio ha concepito per creare, redimere e santificare il Genere umano viene talvolta chiamato “Settimana universale”, perché ha una struttura uguale a quella della nostra settimana, che a sua volta assomiglia alla settimana creat iva descritta nella Genesi. [26] Studiando la patristica dei primi secoli della Chiesa, ci siamo accorti che i se tte “giorni” della Settimana universale sono sette millenni. Riflettendo poi sul la struttura della suddetta Settimana universale abbiamo scoperto che il millenn io attuale (terzo dell’era cristiana e settimo della Settimana universale) è l’u ltimo della serie. In virtù di questa sua posizione esso appare come la “Domenic a” [27] della Settimana universale. Come tale esso merita di essere considerato: “Giorno di santificazione e di riposo”. 16 La Settimana universale coincide forse col Piano di Dio descritto dalla Bib bia? Si! Il Piano divino che i Profeti cristiani contemporanei ci rivelano oggi coinc ide con quello biblico, e corrisponde in pieno con quello della Tradizione sacra : la Settimana universale. Quindi, se qualcuno parla di Parusia intermedia e di Regno messianico non è eretico. Egli afferma una verità biblica connessa al conc etto di “Millennio felice” descritto in Ap 20, 1 6. Non bisogna confondere quello che noi diciamo con quello che dicono i Testimoni di Geova, o i fautori del New Age. Quello che noi diciamo è nelle parole del “P adre Nostro”: “Venga il tuo Regno … come in Cielo, così in terra”.

Stando alla Bibbia, il Regno di Dio in terra sarà veramente un paradiso terrestr e. Si tratta del famoso Millennio felice di Ap. 20, 4 6, un periodo storico che deve ancora venire. Durante questo periodo gli uomini vivranno nel Divin Volere. Come l’Eden iniziale, esso assomiglierà al paradiso celeste, ma non sarà ancora il paradiso celeste, che è lo stadio finale e definitivo del Regno di Dio.

Sì, è vero. La cosa si presenta come logica, e non contraddice nessuna delle ver ità già presenti nei libri sacri. Ritornando sulla terra in occasione della sua Venuta intermedia, Gesù instaurerà il suo Regno, e quando tale instaurazione sar à terminata, avverrà una sua seconda Ascensione. Il compito di continuare a diri gere l’umanità fino alla Fine del mondo spetterà alla nuova Chiesa. Secondo la Bibbia, alla fine del Millennio felice una parte degli uomini si lasc eranno ancora una volta ingannare da Satana, [28] e il trionfo finale di Dio sul le potenze del male coinciderà con la fine della storia dell’umanità e con il Gi udizio universale. top

– I – Messianismo.

 

1

 

18

È vero che JNSR parla di una seconda Ascensione di Gesù al Cielo?

Messianismo: quello retto e quello distorto.

 

 

17

Il Regno di Dio in terra è forse un ritorno al Paradiso terrestre?

 

   

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Che significa “Settimana universale”?

Il Messianismo è l’attesa del Messia. Si tratta di un concetto intimamente legat o alla vita del Popolo ebreo, al suo spirito, alla sua mentalità. Per capirlo me glio conviene concentrarsi sul significato della parola Messia, che per gli Ebre i può significare sia liberatore che duce: più un liberatore se l’interpretazion e è spirituale, più un duce se l’interpretazione è materiale (politica). [29] Esempio di interpretazione spirituale: Il Messia sarà un Giusto che sulla terra avrà la funzione di amministrare l ordine e la giustizia voluti da Dio. “Un virgulto spunterà dal tronco di Yesse, un virgulto spunterà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà”. [30] Esempio di interpretazione materiale: Il Messia sarà un Potente che sulla terra avrà la funzione di duce, o di re. “Tu, Signore, scegliesti Davide come re su Israele. Giurasti a lui per sempre di non far cessare il suo potere regale per la sua stirpe... Ci hanno cacciati via, loro ai quali non l’avevi promesso...

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Messianismo e Nuovo Testamento. Il Messianismo agli albori del Cristianesimo.

Messianismo: quello retto, e quello distorto.

Hanno devastato il trono di Davide... Tu, o Dio, abbattili ed elimina la loro stirpe dalla terra... Che il tuo servo regni su Israele.” [31] Di queste due interpretazioni, la più frequente è purtroppo quella materiale. Da che cosa dipende? Dal fatto che il Popolo ebreo è un popolo di “dura cervice”? [32] Sarà, ma a prescindere dal fatto che davanti a Dio il Popolo ebreo rapprese nta tutta l’Umanità, di perfettamente chiaro per noi c’è soltanto una cosa, ed è questa: da quando Dio ha promesso al Popolo ebreo un liberatore, ogni Ebreo fin isce per costruirsi una mentalità al centro della quale troneggia la grande figu ra di questo “Liberatore” promesso da Dio. Succede però che le vesti umane del M essia mutino secondo il cuore dell’Israelita che lo pensa. C’è chi lo pensa in m odo spirituale e con vocazione universale, e chi invece lo concepisce materialme nte (politicamente) e con vocazione nazionalistica. Al tempo di Gesù, che nacque a Betlemme, in una grotta, [33] quasi tutti gli Ebr ei si erano abituati a concepirlo come un liberatore in senso politico, cioè mat eriale, e siccome Gesù non fu come loro se l’aspettavano, fu rigettato. Il primo a rigettarlo fu Erode, che per gelosia tentò di sopprimerlo facendo ammazzare c entinaia di neonati. Fu la famosa “Strage degli Innocenti”, tutti della regione di Betlemme. I secondi a rigettarlo furono quei dottori della Legge che nel Temp io discussero con lui, adolescente, e lo rigettarono perché non capirono le paro le da Lui proferite in senso spirituale anziché materiale. [34] I terzi a rigett arlo furono coloro che riuscirono a farlo morire crocifisso per opera dell’autor ità romana. Come si svolsero gli avvenimenti? Nell’anno 63 a. C. la Palestina subisce il giogo dell’Impero romano, e per gli E brei diventa sempre più importante la figura del Liberatore promesso da Dio. Pur troppo tale Liberatore viene concepito in chiave politica. Per esempio, l’opposi zione degli Zeloti contro la forza di occupazione romana ha una componente messi anica. Anziché concepire il Messia come un liberatore spirituale e universale, g li Zeloti lo concepiscono in maniera nazionalistica, come un duce politico (una specie di Mussolini a lieto fine). La predicazione di Gesù dovrebbe rimettere le cose a posto, e invece produce una divisione nel Popolo eletto: gli israeliti s ensibili ai valori spirituali e universali accettano Gesù come Messia, mentre co loro che si interessano unicamente ai valori materiali e politici lo respingono. I capi del sinedrio lo respingono con grande ferocia. La maggioranza di essi no n cerca i valori spirituali ma quelli materiali, non aspira alla giustizia e all a verità ma alla forza e al comando. Gesù muore all’età di trentatrè anni, croci fisso dai Romani, ma per volere dei sinedristi ebraici. Nessun altro Messia in vista? Eccome! Tantissimi, e tutti falsi. Se applichiamo alla parola anticristo il significato di negatore del Verbo divino, possiamo dir e che gli anticristi più noti nell’ebraismo sono: Menachem ben Jehudah, che a su o tempo ha capeggiato gli zeloti; Simon ben Kosiba (Kokba), che a suo tempo ha s uscitato una grande ribellione contro i Romani (132 135 d. C.); il cabalista Abr aham ben Shemuel Abufalia, che nel XII secolo ha addirittura tentato di converti re il Papa di Roma; ed infine il famoso Shabbetaj Zevi (2 metà del XVII secolo) che con la sua abiura ha fatto traballare il giudaismo del mondo intero. Visto il ruolo importante assunto negli ultimi secoli da Shabbetaj Zevi, a quest o punto ci sembra opportuno accordare un po’ di spazio alla sua persona. Egli, s uo malgrado, ha fondato il sabbatianismo. [35] La storia di questo anticristo eb raico ci offre un esempio di come la Parola di Dio si possa manipolare, e di qua nto nocivi siano gli effetti prodotti da certe manipolazioni abusive di detta Pa

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rola. Shabbetaj Zevi nasce a Smirne nel 1626. È Ebreo, un ebreo a tendenza ereticale. Cacciato da Smirne, da Salonicco e da Costantinopoli, finisce per rifugiarsi in quel di Gerusalemme, e nel 1655 incontra a Gaza il cabalista Nathan ben Elisha, che allora è ritenuto una specie di santo. Nathan gli dice che Dio l’ha scelto c ome Messia. Shabbetaj si lascia convincere ed inizia a predicare. Nathan diventa il suo profeta annunciatore, e lo presenta a tutti come Messia. [36] Per sedurr e i cittadini di Smirne Shabbetaj pronuncia sulla piazza, a capo scoperto e ad a lta voce, il sacro nome di Dio, senza che il fulmine divino lo stramazzi a terra . [37] In fin dei conti Shabbetaj viene arrestato dall’autorità turca e posto da vanti all’alternativa di essere ucciso o di abiurare la religione ebraica a favo re dell’islamismo. Shabbetaj sceglie l’abiura e passa all’islamismo. Nè questa s ua abiura nè la sua morte avvenuta nel 1676 mettono fine al movimento da lui avv iato, questo perché [38] Nathan ben Elisha (il suo ex annunciatore) trasforma l’ apostasia di Zevi in una posizione teologica, spiegandola come necessaria al pro cesso di redenzione: il Messia deve sprofondare nel mondo del male perché soltan to così potrà liberare se stesso e Israele. Caratteristica principale del sabbatianismo è l’opposizione alla Legge antica al lo scopo di instaurare una legge nuova, sovversiva e peccatrice. Ne deriva la to tale impunità da ogni crimine, dal momento che diventa lecita ogni apostasia, e che le azioni non sono più sottoposte ad alcuna legge religiosa, nè vecchia nè n uova. La dottrina e l’esempio di Shabbetaj Zevi feriscono seriamente il giudaism o vero. Le conseguenze di questa crisi sono ancora visibili là dove gli Ebrei ri fiutano qualsiasi forma di attesa messianica perché, dicono essi, l’ateismo è me no complicato della religiosità. I falsi messia, gli anticristi dell’ebraismo, con le loro azioni male ispirate h anno messo a dura prova il Messianismo, quello ebraico prima, e poi anche quello universale, perché hanno fatto cadere la fede che permette agli uomini, a tutti , sia Ebrei che Cristiani, di sperare in un futuro migliore, quello di un Regno messianico vissuto sotto l’egida del grande liberatore promesso da Dio: liberato re, salvatore, redentore, a seconda dei diversi punti di vista. Ancora oggi, alla base dell’occultismo giudeo massonico è possibile reperire ele menti sabbatianici. Lo spirito dell’Anticristo sfrutta questi elementi pseudo te ologici per far credere all’Ebreo che per collaborare alla redenzione di Israele e del mondo è necessario perseguitare Cristo e la sua Chiesa. In fin dei conti, la follia di alcuni movimenti occulti e satanici è di credere che per dare a Israele il dominio mondiale è necessario che l’Anticristo prevalg a su Cristo e la sua Chiesa. [39] Riassunto schematico Messianismo di stampo ebraico: Un grande Liberatore è promesso da Dio alla Casa d’Israele. [40] Interpretazione “A” Alcuni − non molti − interpretano la parola liberatore, alias “Messia”, in chiav e spirituale e universale. (Apostoli e primi discepoli di Gesù). Interpretazione “B” Alcuni altri − parecchi − interpretano la parola liberatore, alias “Messia”, in chiave materiale e nazionalistica. (Farisei, Sadducei, Scribi, Zeloti, ecc...).

 

 

Che significato ha il nome “Gesù Cristo”? La parola Cristo deriva dal greco Chr istòs, che vuol dire Messia. Messia a sua volta significa: “Il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle genti”. Una persona desiderosa di annunciare che “Gesù è il Messia”, anziché dire “Gesù”, dice “Gesù Cristo”. Dalla parola Mess ia deriva poi la parola messianismo, che in breve significa: “Concetti e argomen ti riguardanti il Messia, il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle ge nti”. Quando Gesù nasce a Betlemme, l’idea messianica (quella che implica la Venuta de l Cristo, del Messia, l’atteso delle genti), esiste presso gli Ebrei da secoli, e potrebbe essere descritta in questo modo: “Quando i tempi saranno maturi, verrà instaurato sulla terra il Regno di Dio. Co lui che lo instaurerà sarà un Re di origine celeste. Il potere di questo Re si e stenderà su tutti i popoli. Il suo Regno sarà un regno di giustizia e di pace. Q uesto Re assicurerà la prosperità, distruggerà la Morte, e ai giusti concederà l a Risurrezione affinché godano anche sulla terra di quella vita alla quale erano destinati, ma della quale non hanno mai potuto usufruire pienamente a causa del la presenza del Maligno sulla terra. I nemici di Israele saranno uno sgabello ai suoi piedi”. Come risulta da questa descrizione, una persona che volesse interpretare la prom essa di Dio in senso nazionalistico lo può fare (Esempio: “I nemici di Israele s aranno uno sgabello ai suoi piedi”), ma una persona che fosse più sensibile ai v alori spirituali e universali, già potrebbe interpretare la promessa per quello che veramente è, una promessa di Dio all’intera Umanità: “Io che sono il Creator e di tutto, attraverso il mio popolo − il Popolo d’Israele − manderò nel mondo u n grande liberatore. Questi farà regnare la giustizia, distruggerà la Morte, ecc …”. Gli Apostoli − che sono Ebrei − conoscono questa promessa divina, e ci credono. Essi vedono in Gesù il Messia promesso, ma non sono in grado di capire del tutto com’è fatta la sua Persona. Divina? Umana? Metà e metà? In essi c’è una lotta: “Gesù è umano, o è divino? E il suo regno sarà umano oppure divino?” Prima di ri cevere la luce e la forza del divin Paraclito essi lo concepiscono talora come u n duce nazionale, e talora come un redentore universale. In essi c’è un po’ di v ecchio e un po’ di nuovo. Vivono l’esperienza di una lotta interiore tra la part e materiale e la parte spirituale del loro essere. La prima è sedotta dal mondo sensibile, un mondo circoscritto alla nazione ebraica, mentre la seconda, incora ggiata dai discorsi di Gesù, si lascia sedurre sempre di più dai valori spiritua li, che sono universali. Alla fine, dopo aver vissuto con Gesù per tre anni, con statando che Gesù è risorto, si preoccupano di sapere da Lui se è giunto il mome nto di realizzare il “Regno d’Israele”. Chiedono a Gesù: “Signore, è questo il t empo in cui ricostituirai il regno d’Israele?” Ma Gesù risponde: “Non spetta a v oi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma a vrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e fino agli estremi confini del la terra”. (At 1, 6 8). In questa risposta Gesù promette ai suoi Apostoli che la forza dello Spirito di Dio li renderà capaci di testimoniare in favore della sua opera “fino agli estre mi confini della terra”. (Questa promessa si realizzerà alla Pentecoste). − “Ma allora, Maestro, è proprio vero che il Regno di Israele si estenderà fino

 

 

 

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Messianismo e Nuovo Testamento.

agli estremi confini della terra”? − Sì, è vero. − Ci sembra impossibile! A meno che… A meno che… … … Maestro, che senso ha l’es pressione “Regno d’Israele”? Politico o spirituale? A questo punto interveniamo noi, per dire che Gesù, con le parole e con l’esempi o, ha sempre risposto “spirituale”, ma che nel corso della storia metà del mondo ebraico risponderà “spirituale”, e l’altra metà risponderà “politico”. Come il ladrone Disma, definito buono, la prima metà morirà solo di morte fisica – una m orte che in realtà è una liberazione, una nascita alla vita eterna – mentre la s econda metà, composta di impenitenti, morirà sia fisicamente che spiritualmente. La vera morte, quella eterna, è la morte spirituale. Quanto agli Apostoli, dopo la Pentecoste essi intuiscono spiritualmente, in profondità, che il Nuovo Israe le non è una terra, una nazione, uno stato, ma è la Chiesa fondata dal loro Maes tro: la Chiesa universale. [41] Gesù rivela agli Apostoli che grazie allo Spirito Santo essi capiranno tutto, an che quello che per ora non sono in grado di capire. Cosa rimane da capire? Per e ssi e per noi rimane da capire che Cristo con la sua morte e la sua risurrezione ha realizzato l’atteso “Regno messianico” non come si raccoglie un campo, ma co me lo si semina. Nel dire alle folle: “Il Regno di Dio è già in mezzo a voi” Ges ù diceva che il suo seme era tutto gettato. … Quanto al raccolto, c’è da dire che il seme, per produrre il suo frutto ha biso gno di tempo: il tempo di spuntare, di crescere, e di maturare. Il raccolto ci s arà, ma a suo tempo, alla fine del processo di maturazione. La tentazione per ognuno di noi è di sapere subito quando ci sarà il raccolto. C ome bambini golosi o affamati ci chiediamo con ansia: Oh, quando verrà dunque il tempo di raccogliere? La verità, per chi la vuol sapere, è questa: prendendo co me base il quadro della Settimana universale (che come ormai sappiamo è composto di sette millenni) i primissimi Padri della Chiesa sostenevano che il raccolto sarebbe avvenuto tra la fine del sesto millennio e l’inizio del settimo. I misti ci odierni pur ignorando quasi tutto dei suddetti Padri e sul tempo fissato da D io per realizzare questo suo “raccolto”, [42] dichiarano che Gesù sta per tornar e sulla terra, e che il tempo presente è un tempo conclusivo, che si addice alla realizzazione del raccolto. Siamo all’inizio del terzo millennio della storia c ristiana. Detto millennio, come abbiamo già visto, corrisponde al settimo della storia umana. Siamo quindi arrivati al tempo della seconda Venuta di Cristo, la Parusia intermedia. [43] Troviamo scritto negli Atti: – “Detto questo, Gesù fu elevato in alto sotto i loro occhi, e una nube lo sottr asse al loro sguardo. E poiché essi continuavano a fissare il cielo mentre lui s e ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che dalla terr a è stato assunto in cielo, un giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”. (1, 9 11). Il “messianismo” degli Apostoli sembra qui confermato dagli angeli, che afferman o: “Gesù… ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”. Gesù è risorto e poi è ritornato in Cielo; ma per evitare che i suoi rimangano o rfani ha promesso loro la presenza dello Spirito Santo. Siccome la presenza dell o Spirito Santo in noi e fra noi è la stessa presenza di Cristo, non ci sarà nes sun vuoto cristologico nel primo periodo di tempo, quello che va dall’Ascensione alla Parusia intermedia che sta per venire, e ancora meno nel secondo periodo,

 

quello dei mille anni che vanno dalla Parusia intermedia alla Parusia finale. No i infatti crediamo alla presenza reale di Gesù nei sacramenti, nel sacerdozio, e in seno ad una comunità orante. Siamo convinti che i due suddetti periodi, sopr attutto il primo, hanno per scopo di dare al grano di Gesù il tempo di maturare nel suo campo. Nel libro dell’Apocalisse, per spiegare il posto occupato dalla Parusia intermed ia – e dal conseguente Millennio felice – nel contesto globale della Settimana u niversale, S. Giovanni si serve di un settenario di sigilli. [44] Così tutte le profezie messianiche dell’Antico Testamento si trovano confermate nel Nuovo, men tre invece nella riflessione rabbinica posteriore a Gesù nulla appare di tutto q uesto.

Il Messianismo dei primi cristiani rimane integro fino all’epoca di Origene (un notabile del mondo culturale di Alessandria d’Egitto, 185 254 d. C.), poi le cos e si guastano perché Origene riesce a convincere molti cristiani della necessità di interpretare l’Apocalisse in maniera simbolica. [45] Lo studioso Eusebio di Cesarea (265 340) riprende e sfrutta le tesi di Origene senza correggerle. Dopo di lui altri studiosi impostano le tesi bibliche allo stesso modo. Fra questi fi gurano S. Girolamo (347 420) e S. Agostino (354 430). Parlando di S. Girolamo, lo studioso Gabriel Peters dice: “Girolamo fu prima di tutto un discepolo di Origene, che in seguito ripudiò; di conseguenza nella sua opera di esegesi si nota uno slittamento progressivo dal senso allegorico (cioè simbolico, ndr) al senso letterale, quello che Steinmann chiama “disintossicazio ne”. [46] E a proposito di S. Agostino il professor Vincenzo Mercante scrive: “L’interpret azione simbolica e spirituale del Millennio risale a Origene e ad Agostino, ed è oggi quella generalmente sostenuta”. [47] C’è forse un legame tra Messianismo e Parusia intermedia? Il legame c’è. Visto c he il Messianismo è l’atteggiamento di chi attende il Messia, colui che non atte ndesse più il Messia, oppure lo attendesse soltanto per la Fine del mondo – escl udendo in tal modo la sua Venuta intermedia – inventerebbe un messianismo che ne lla realtà del progetto divino non esiste. In poche parole, se il progetto di Di o comporta tre Parusie, il Messianismo retto è di saper attendere il Messia a ci ascuna di esse. Continuando sulla stessa idea, se per molti Ebrei fu uno sbaglio quello di rigettare il Cristo della prima Parusia, noi pure sbaglieremmo, e alt rettanto gravemente, se rigettassimo il Cristo della seconda Parusia, quella int ermedia. Se la prima Parusia ha permesso a Cristo di venire tra noi come Redento re, la seconda, quella che oggi appare imminente, permetterà allo stesso Cristo di ritornare fra noi come Re di gloria, e di instaurare tra noi il suo Regno mes sianico. Eusebio di Cesarea e seguaci non parlano mai di questione “parusiaca” nei loro s critti. La Parusia intermedia non c’è. Evacuata. Chi dunque si fida ciecamente d i questi autori finisce per credere che la questione “millenaristica” sia l’unic a che meriti considerazione. Il resto non esiste, o non conta. Risultato: il qua dro della Settimana universale è cambiato. Essendo sparita dal quadro la Parusia intermedia, che rappresenta un dato essenziale del disegno divino, umanamente p arlando non è più possibile comprendere il Piano di Dio nella sua compiutezza e nella sua bellezza. [48] Solitamente Dio concede all’uomo di buona volontà l’aiuto necessario per corregg ere i dati di un problema che l’ignoranza umana o l’astuzia demoniaca hanno reso

 

 

 

 

 

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Il Messianismo agli albori del Cristianesimo.

insolubile. Oggi per esempio, Dio interviene per correggere i dati relativi al problema della Parusia intermedia. Ma quanti amano Dio al punto di fare attenzio ne ai suoi messaggi? Per esempio, un teologo di rispetto potrebbe dire di creder e ai profeti antichi. Non rischierebbe grosso. Ma come potrebbe lo stesso teolog o mettersi a dire: “Credo ai Profeti cristiani contemporanei”? Se facesse questo perderebbe la sua reputazione, perché i profeti contemporanei parlano di Parusi a intermedia, una cosa dimenticata, fuori moda, una cosa balorda, un soggetto ta bù! Per affrontare onestamente un problema del genere ci vorrebbe eroismo, e dov e trovarlo? In precedenza abbiamo visto che il responsabile numero uno dell’interpretazione erronea che subisce il testo di Ap 20, 1 6 a partire dal quarto secolo è Origene , ma abbiamo notato che anche S. Girolamo e S. Agostino sono un po’ responsabili di questo errore poiché in qualche modo si sono lasciati da lui influenzare. Co me mai Girolamo e Agostino non hanno visto il tranello nel quale sono poi caduti ? La spiegazione è la seguente. Nei suoi primi anni di vita, il Cristianesimo di pende molto dalle traduzioni ben fatte o mal fatte dei passi biblici. Le continu e contestazioni dei fedeli sulle varie traduzioni inducono Origene a tradurre in greco una volta per tutte la totalità del testo biblico, che all’origine è in e braico. Il suo lavoro incide sulla Chiesa d’Oriente, e un secolo dopo è imitato in Occidente da S. Girolamo, che non conoscendo abbastanza l’ebraico, traduce in latino quello che Origene ha tradotto in greco. S. Agostino, lui, conosce poco il greco, e ancor meno l’ebraico. Dunque si fida delle conoscenze linguistiche g reche di Girolamo, il quale a sua volta si è fidato delle conoscenze linguistich e ebraiche di Origene. [49] Nel tradurre da una lingua all’altra è facile per un traduttore cedere all’idea di aggiungere dei commenti personali ai passi tradotti. Quando ciò avviene, i co mmenti corrispondono al modo di pensare del traduttore. Come pensa il traduttore Origene? Egli appare oggi come un uomo capace di costruire attraenti castelli t eologici con parole complesse e seducenti, ma nel suo tempo non fu percepito sub ito come tale. Il suo stile eloquente e la reputazione di uomo colto che si era creato lo rendevano quasi invulnerabile alle critiche sfavorevoli. Pochi si acco rsero che propagava errori di interpretazione. La sua principale eresia è l’apo catastasi, che sarà condannata dalla Chiesa, ma più tardi. [50] (Non si tratta d i una verità rivelata da Dio e tramandata dai Padri, ma di un insieme di teorie che tendono a ridurre il Cristianesimo a filosofia). La distorsione è evidente, ma c’è chi non la percepisce ancora come tale, e tenta di presentare il fenomeno come un normale “processo di ellenizzazione del Cristianesimo”. Per quanto ci r iguarda, una distorsione rimane una distorsione. [51] Si dice che Demetrio, che allora era vescovo di Alessandria, abbia convocato un sinodo diocesano che dichiarò Origene eretico. Visto il dissenso di alcuni − e siccome Origene non si dava per vinto − nel 231 lo stesso vescovo dichiarò inval ida anche la consacrazione sacerdotale di Origene. [52] Ma ormai il seme dell’er esia origeniana si era già sparso all’intorno, contaminando seriamente molti scr itti teologici. Nel presentarsi fantasioso e ricco di “buonismo”, il Cristianesi mo di Origene otteneva grande successo. Grazie a questo “buonismo” la salvezza v eniva estesa anche ai dannati dell’inferno. [53] Origène

Origene (Nato ad Alessandria d’Egitto nel 185. Morto a Tiro nel 254.)

 

 

Fu direttore del didascaleo cristiano di Alessandria d’Egitto. Nel 231 si stabil ì a Cesarea, in Palestina. Scrisse numerosi trattati di ascesi, di dogmatica, di esegesi. Molti punti della sua dottrina furono condannati al Concilio di Costan tinopoli, quello del 553. Per mettere in guardia gli studiosi sulla “pericolosità” di Origene in campo teo logico avrebbero dovuto bastare i legittimi interventi del vescovo Demetrio, inv ece Origene ebbe tanti ammiratori fra i cristiani. Tra questi ci fu il sopra cit ato Eusebio di Cesarea, e poi S. Girolamo. [54] Il De Lubac dice che per fare dell’esegesi biblica S. Girolamo si fidò ciecament e delle traduzioni che Origene aveva fatto dall’ebraico al greco, [55] e che que sta eccessiva dipendenza di Girolamo su Origene fa di lui un mediocre studioso d i questioni escatologiche. Visto che per quanto riguarda l’escatologia S. Agosti no dipende da S. Girolamo, anche l’autorità di S. Agostino diminuisce. Possiamo dire che su certe posizioni essa diminuisce fino a svanire completamente. top

– II – millenarismo

Se un oggetto sacro può essere profanato, un concetto sacro lo può essere altret tanto, ed è quanto è successo al concetto di Millenarismo. Da sacro è diventato profano, da vero è diventato falso, da ortodosso che era all’origine, ora tutti lo considerano un’eresia. Come mai? Spiegazione: Il Millenarismo è un concetto biblico che si presenta in Ap 20, 1 6. Il testo ch e lo descrive ha per titolo “Il Millennio felice”. Il testo è questo: “Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, Satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne sigi llò la porta, Perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni tron i e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le a nime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto

 

 

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Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa. S. Agostino: il grande equivoco sul Millenarismo biblico. Le varie forme di millenarismo corrotto.

Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa.

il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendo no parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni”. Per identificare il concetto espresso in questo passo, lo studioso J. De Parvuli s si serve dell’espressione “Millenarismo biblico”. [56] I Padri della Chiesa de i primissimi tempi non hanno nessuna difficoltà a credere al Millenarismo biblic o, ma coloro che un po’ più tardi ruotano attorno alla figura e al pensiero di O rigene stentano a crederci. Origene fa sparire dal contesto biblico sia il Mille nnio descritto da S. Giovanni, che la Parusia intermedia che lo deve inaugurare. Di conseguenza la parola “millenarismo” utilizzata da Origene non significa più che il “Millenarismo biblico” è vero, ma bensì che il “Millenarismo biblico” è falso. Se Origene avesse espresso questo concetto direttamente e con parole chia re non sarebbe stato creduto da nessuno – perché la Bibbia non è soggetta a cond anne, e non può essere dichiarata falsa da nessuno – ma il fatto di averlo espre sso in maniera indiretta, simbolica, e con parole altisonanti, gli ha permesso d i essere creduto da un certo numero di persone. Malgrado queste difficoltà, la Verità non cessa di esistere. Si fa strada un po’ a modo suo. Conoscere le tracce del suo percorso non nuoce a nessuno, anzi, in certi casi la cosa si rivela di grande utilità. Ecco dunque le suddette tracce, esposte brevemente. Didaché. Il più antico degli scritti patristici è un fascicolo redatto in lingua greca, e s intitola “Didaché”. Esso risale al primo secolo dopo Cristo. S. Atanasio lo a mmira talmente che lo vorrebbe ritenere un libro sacro. Detto fascicolo è usato sia come manuale per istruire i primi cristiani, sia come libro di lettura nelle assemblee eucaristiche. A proposito del il Millenarismo biblico, esso contiene un passo interessante, redatto in questi termini: “Negli ultimi giorni aumenteranno i falsi profeti e i corruttori. Le pecore si m uteranno in lupi e la carità si muterà in odio. Crescendo l’iniquità, gli uni od ieranno gli altri, si perseguiteranno e tradiranno a vicenda. Allora comparirà i l seduttore del mondo [l’Anticristo, ndr] il quale si presenterà come il Figlio di Dio, operando miracoli e prodigi. La terra sarà nelle sue mani, e farà cose s cellerate mai viste dal principio del tempo. Allora arriverà per il genere umano il fuoco della prova. Molti si scandalizzeranno, e periranno. Quelli invece che rimarranno fedeli nella fede saranno salvati dalla maledizione. Allora apparira nno i segni della verità: prima il segno dello squarcio nel cielo, poi il segno del suono di tromba, in terzo luogo la risurrezione dei morti. Non di tutti, ma secondo quanto fu detto: “Verrà il Signore [nella Parusia intermedia, ndr] e tut ti i santi con Lui”. Allora il mondo vedrà il Signore che viene sopra le nubi de l cielo”. [57] Questo passo della Didaché riflette l’interpretazione letterale di Ap 20, 1 6, s ul quale si appoggia. La patristica dei primissimi secoli di Cristianesimo utili zza l’interpretazione letterale, ma con Origene, Girolamo e Agostino, l’interpre tazione letterale cede sventuratamente il passo a quella simbolica. Lettera di Barnaba. Questo scritto è contemporaneo alla Didaché. Nel confermare l’esistenza della Se ttimana universale esso conferma anche il senso letterale attribuito ad Ap 20, 1 6. Il testo dice: «Nei dieci comandamenti, quando Dio in persona parlò a Mosè sul monte Sinai, del

 

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sabato è scritto: “Santificate il sabato del Signore con le mani pure e con il cuore puro”. E in un’altra parte dice: “Se i miei figli osserveranno il sabato, allora stenderò la mia misericordia su di loro.” Si parla del sabato al principi o della creazione: “E fece Dio in sei giorni le opere delle sue mani, e nel sett imo giorno si riposò, e lo santificò.” Osservate, o figli, che cosa significa “t erminò in sei giorni.” Questo significa che in seimila anni il Signore compirà o gni cosa. Un giorno per lui indica mille anni. Dunque, o figli, in sei giorni, c he sono seimila anni, saranno compiute tutte le cose. L’espressione “e nel setti mo giorno si riposò” significa: “Il Figlio suo, quando tornerà sulla terra (Venu ta intermedia, ndr) distruggerà il tempo dell’iniquo (l’Anticristo, ndr), giudi cherà gli empi (nel Giudizio interiore, ndr) e muterà il sole, la luna e le stel le. Allora il riposo sarà buono nel settimo giorno”. » [58] Risulta che l’Apocalisse di S. Giovanni è strutturata su dei settenari. Ce ne s ono tre: 1) quello delle Chiese, 2) quello dei Sigilli, 3) quello delle Coppe. Nella Bibbia il settenario rappresenta non solo la struttura della Settimana del la creazione, ma anche quella della Settimana universale. In codesta Settimana, il Millennio felice è previsto in settima posizione, la posizione del giorno dom enicale. È molto probabile che lo stesso S. Giovanni abbia trasmesso queste spie gazioni interpretative ai primi Padri. Noi presumiamo che fu lui a dire loro che il 7° sigillo era quello del Millennio felice, aggiungendo che detto Millennio sarebbe stato inaugurato da Cristo al momento della Parusia intermedia, anticipa trice di quella finale. [59] L’ottavo giorno, a nostro avviso, già si trova nell ’eternità. È il “giorno” eterno. S. Giustino. S. Giustino è un apologista greco del 2° secolo. La sua vita scorre tra l’anno 1 00 e l’anno 165. Da pagano fu filosofo: prima stoico, poi peripatetico, e infine pitagorico. Nessuna filosofia riuscì a convincerlo, ma l’onesta ricerca della v erità finì per condurlo al Cristianesimo. Nel suo: Dialogo con Trifone è possibi le vedere che cosa lui pensa della questione escatologica. Alla domanda dell’ebr eo Trifone che gli chiede se è vero che Gerusalemme sarà riedificata e da loro a bitata assieme a Cristo glorioso e assieme agli antichi patriarchi Ebrei risusci tati, Giustino risponde: «Uno dei nostri, chiamato Giovanni, in una rivelazione a lui fatta, ha predetto che coloro che avranno creduto in Cristo trascorreranno mille anni in Gerusalemm e. Trascorsi quei mille anni ci sarà la risurrezione generale, eterna, di tutti assieme contemporaneamente, e infine il Giudizio. » [60] In questo testo S. Giustino, che è cristiano, dimostra di accettare la Tradizion e apostolica della Settimana universale, ma Trifone, che è ebreo, ha difficoltà a concepire il Messianismo in chiave cristiana. Il Messianismo non esiste più tr a gli Ebrei, [61] e anche certi cristiani sono disorientati. Il clima teologico è incerto. Sorgono sette che mettono in crisi tutta la dottrina cristiana. Per e sempio, i Montanisti vorrebbero sbarazzarsi dell’Antico Testamento al completo. S. Ireneo. Il più grande dialettico cristiano del 2° secolo è S. Ireneo da Lione, definito il “Padre della dogmatica”. Egli si domanda: «In quanti "giorni" Dio ha creato i l mondo? » Noi conosciamo la risposta che ci è data dalla Bibbia. Secondo la Gen esi Dio ha creato il mondo in sette "giorni". S. Ireneo continua il suo discorso dicendo: «In quanti giorni fu fatto il mondo, in altrettanti millenni avrà la sua durata. È per questo che la Genesi dice: “E furono compiuti il cielo e la terra con tut ti i loro ornamenti. Dio compì tutte le sue opere in sei giorni, e nel settimo s

i riposò”. Queste parole sono storia e profezia nello stesso tempo, poiché rigua rdano le cose passate e le cose future. Un giorno presso Dio è mille anni. Se Di o fece tutte le opere della creazione in sei giorni, ciò significa che la durate di queste cose sarà di seimila anni”. » [62] S. Ireneo contribuisce molto alla formulazione teologica di quanto riguarda l’An ticristo. Dice per esempio che l’Anticristo verrà per riassumere in sè l’iniquit à umana di seimila anni, i sei mila anni trascorsi a partire dalla creazione di Adamo. Circa l’Anticristo egli aggiunge quanto segue: «È detto che il suo numero 666 − cioè 6 centinaia, più 6 decine, più 6 unità − è come una ricapitolazione di tutta l’apostasia perpetrata durante i 6.000 anni p recedenti. Infatti questo mondo sarà portato a termine in tanti millenni quanti furono i giorni impiegati a farlo. Come dice la Genesi: “Così furono portati a t ermine il cielo, la terra, e tutte le cose. Dio terminò il suo lavoro in sei gio rni, e nel 7° giorno si riposò.” Questo ci rivela in che modo furono fatte le co se, ma è anche una profezia del futuro! Infatti se il giorno del Signore è come 1000 anni, e il Signore ha portato a termine le sue opere in sei giorni, è evide nte che alla fine del 6° millennio tutto sarà effettuato...” [63] Lattanzio. Lattanzio è un apologista del 3° secolo (260 325). Egli commenta: “Come in sei g iorni Dio creò il mondo e al settimo si riposò, così la verità e la religione fa ticheranno e saranno tribolate per seimila anni dall’errore e dall’iniquità, ma nel settimo millennio godranno riposo e pace.” [64] Eusebio Gallicano. Eusebio Gallicano si interessa ane" che rappresenta la durata enta anche la durata del mondo ro sette? Significa i “giorni” Andrea di Cesarea. Andrea di Cesarea ha vissuto nel 5° secolo, e ha scritto un commento al libro de ll’Apocalisse. In esso si legge: “Dopo la sesta tromba l’Angelo che proclama che non vi sarà più tempo, dimostra che dopo i seimila anni poco o nulla resterà al mondo. [66] Ma nei giorni della voce del settimo Angelo, quando si incomincerà ad ascoltare la tromba, si consumerà il mistero di Dio svelato dai suoi profeti. ” [67] S. Pietro e S. Paolo. Essendo Ebrei, ma Ebrei cristiani, S. Pietro e S. Paolo, come anche S. Giovanni, hanno ripreso il sabatismo ebraico in chiave cristiana. Per fare questo si sono basati sulle profezie di Isaia, di Daniele, di Ezechiele, sul salmo 89, e sopra ttutto sulla Settimana della Creazione. Dalla sintesi di queste fonti sacre è us cito il modulo della Settimana universale. Sulla base di tale modulo S. Pietro e S. Paolo affermano che nel settimo millennio Dio si “riposerà” dalla lotta sost enuta contro Satana. Sappiamo che i Padri della Chiesa dei primissimi tempi − alcuni dei quali hanno ricevuto l’insegnamento dagli Apostoli − continuano la Tradizione ebraica, quell a vera. La loro posizione dottrinale, di conseguenza, è sana, lineare, ortodossa . [68] Ciò malgrado quasi tutti i teologi di oggi preferiscono ignorare questi P adri. Motivo? Li accusano di essere “millenaristi”. Accusare questi Padri di “mi llenarismo” non è corretto. Non lo è nè sul piano morale nè su quello teologico. Sul piano morale i suddetti Padri sono tutti di fede provata, su quello teologi al profeta Daniele. Dice che il numero di "settim dell’esilio del Popolo ebreo a Babilonia, rappres calcolato in millenni: “Che significa questo nume del mondo.” [65]

 

co è bene ripetere che esiste un millenarismo non condannabile. Non è quello inv entato da Origene, nè quello crasso di Cerinto, ma quello che nella Bibbia ha pe r contesto la Settimana universale, e che i santi Apostoli e i suddetti Padri ha nno predicato prima ancora che Origene non fosse. [69] Il creduto “ritardo” del Regno messianico non è estraneo alla defezione di alcun i cristiani della Chiesa primitiva, [70] ma a causare il crollo della Chiesa afr icana, e scismi a non finire, non è questo preteso “ritardo” del Messia, ma l’er rore madornale di Origene che ha fatto credere al mondo intero che il Millennio felice iniziava con la Risurrezione di Cristo. Un errore di due mila anni! Chi è sveglio corregga questo errore. Chi è sveglio si prepari a ricevere Gesù c he in questi tempi sta bussando alla porta! Conclusione: Riassumendo il tutto, ci è possibile affermare che al di là del mil lenarismo condannato dalla Chiesa esiste un millenarismo ortodosso, che è quello biblico. È presente nel testo di Ap 20, 1 6. Detto passo si capisce soltanto ne l suo contesto, che è quello della Settimana universale. I santi Padri lo hanno insegnato nei primissimi tempi della Chiesa, prima che Origene intervenisse a cr eare lo scompiglio.

I Profeti cristiani contemporanei dicono che è imminente la Venuta intermedia di Gesù, e che in base alle Scritture l’Anticristo dovrebbe precedere di poco ques to importantissimo evento. Per essere accettati, questi concetti avrebbero bisog no di essere capiti, e per essere capiti avrebbero bisogno di essere inquadrati nel loro contesto, quello della Settimana universale. Siccome le conoscenze rela tive a questa Settimana universale si sono perse lungo i secoli – le ragioni che hanno causato questa perdita sono varie, ma si possono tutte spiegare – oggi Di o si serve dei suoi strumenti, che sono i mistici, i carismatici, i profeti cris tiani contemporanei, per spiegare di nuovo all’Umanità il suo grande e meravigli oso disegno. [71] Ma che succede a quei cuori che si chiudono al cielo (alla grazia proveniente da ll’alto) per aprirsi unicamente alla terra (agli interessi provenienti dal basso )? Succede quel che succede sempre in simili casi. La loro chiusura al soprannat urale li rende sordi ai messaggi divini provenienti dall’alto, e fa di loro degl i esseri spiritualmente addormenti, completamente impreparati ad accogliere lo S poso divino che si è annunziato e che ora sta per arrivare. Che posizione occupano i teologi contemporanei all’interno di questo quadro? In generale i teologi odierni non vogliono credere alla Venuta intermedia del Signo re, e la stessa figura dell’Anticristo li imbarazza. Da che dipende? Dipende dal fatto che essi cercano la verità – quando la cercano – ma solo con la mente, no n con il cuore. Respingono quindi tutto quello che sembra provenire direttamente dal Cielo. Se un messaggio viene loro presentato come proveniente dal Cielo, si mettono sulla difensiva. Di conseguenza non sanno nulla dei progetti divini che riguardano il futuro dell’Umanità. Quello che Dio comunica all’essere umano di oggi è un tema che non li commuove, non li interessa. Il loro cuore è altrove. È forse normale una situazione del genere? No, non lo è affatto. Per esempio, è forse normale che un teologo contemporaneo non sappia che cosa sia la Settimana universale? Eppure… Provate a chiedere ad un teologo laureato che cosa sia la Se ttimana universale, e ci saprete dire. Vi guarderà di traverso, a causa del suo imbarazzo. L’escatologia è un campo che i teologi attuali credono di conoscere, e che qualche volta pure conoscono, ma alla rovescia.

 

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S. Agostino: il grande equivoco sul millenarismo.

 

Viste dal lato spirituale, queste lacune si spiegano con le suddette ragioni, ma sul piano didattico le cose si sono guastate a partire dal “grande equivoco” di S. Agostino. Spiegazione. Nel quarto secolo non esistevano le università cattoliche, e la Congregazione pe r la dottrina della fede non era ancora istituita. Esistevano dei Patriarcati, i quali esercitavano una certa vigilanza sull’ortodossia degli studi riguardanti le Scritture e la Dottrina. Risulta che il Patriarcato di Antiochia, noto per pr aticare il metodo di interpretazione letterale delle Scritture, condannò a più r iprese il metodo simbolico (detto pure allegorico) che sotto l’influsso di Orige ne veniva utilizzato in modo abusivo nel Patriarcato di Alessandria, ma da Orige ne in poi i catechisti di Alessandria fanno orecchi da mercante. Risultato: l’er rore di Origene cresce, si sviluppa, diventando pure l’errore di Gerolamo e di A gostino. Nessuno osa criticare le proposizioni di Agostino la cui autorità moral e presso le folle è grandissima. [72] Come mai S. Agostino cade in un tranello del genere senza rendersene conto? Il p rimo sbaglio lo fa il giorno in cui decide di commentare il testo dell’Apocaliss e, non partendo dalla versione greca ma da una esegesi ricevuta in prestito da S . Girolamo. In fatto di esegesi biblica S. Girolamo non è affatto una cima. Lo s tudioso A. Hamman dice di lui: «I suoi commenti sono poveri di dottrina e trascu rati nella forma. Girolamo è un erudito, un umanista, non un teologo nè un misti co. Egli romperà definitivamente con Origene quando sarà diventato pienamente e lucidamente se stesso. » [73] In seguito Agostino compie altri passi falsi, sette in tutto, identificabili nei sette punti qui sotto elencati. 1° Interpreta l’Apocalisse senza tener conto delle fonti greche, perché non cono sce la lingua greca in modo adeguato. 2° Non cita i santi Padri della Tradizione (in ciò verrà imitato disgraziatament e da Martin Lutero, e da tanti altri). 3° Non si serve dell’Apocalisse ma del testo di Vittorino, un testo che Girolamo aveva già alterato in senso origeniano. 4° Fa l’esegesi di Ap 19 e 20 utilizzando il metodo simbolico di Origene e di Ti conio, due eretici. [74] 5° Si lascia condizionare dalla propria concezione filosofica del tempo, la qual e dà maggior valore al passato che al futuro. 6° Si basa sul sabatismo ebraico anziché basarsi su quello cristiano. [75] 7° Si lascia condizionare dalla riflessione rabbinica, ormai decadente, e da que lla che serpeggia fra i cristiani caduti vittime della crisi causata dal preteso “ritardo” di Cristo. (Questo preteso “ritardo” genera disagio presso alcuni cri stiani, e provoca qui e là delle reazioni fuorvianti). Tutto considerato, Agostino non merita nessun credito in materia escatologica. S baglierebbe chi si appellasse a lui in questa materia. L’esegeta Martino Penasa dimostra come il capitolo 20 del libro agostiniano La Città di Dio − scritto nel 417 − rappresenti una vera e propria forzatura del testo sacro dell’Apocalisse. [76] Agostino ha un chiaro concetto della Settimana universale [77] ma ne disto rce l’applicazione. [78] Anche se in precedenza aveva creduto alla Venuta interm edia del Signore, a partire dal momento in cui si lascia circuire dall’origenism o, il millenarista eterodosso è proprio lui, checché ne pensino i teologi modern

i. Un lettore che a questo punto si sentisse disarcionato da queste verità, vorrà s apere, a titolo di garanzia, come mai nessuno sia intervenuto per aiutare S. Ago stino a ravvedersi. Le cose si sono svolte nel modo seguente. Al tempo in cui S. Agostino era vescovo di Ippona, esisteva un gruppo ereticale di millenaristi il cui capo si chiamava Cerinto. Cerinto predicava un millennio di felicità materi ale, con abbuffate di cibi prelibati e di orge sessuali. Questo tipo di millenar ismo viene oggi chiamato “millenarismo crasso”. Agostino decide di condannare, e a giusto titolo, il millenarismo crasso di Cerinto, [79] ma nel condannare Ceri nto egli cancella in blocco tutto il messianismo escatologico della sacra Tradiz ione. Nel gettare l’acqua sporca, S. Agostino getta via anche il bambino. Così f acendo toglie al cristiano la speranza di un Regno terrestre di giustizia e di p ace, un Regno che nel Piano di Dio è comunque presente. Per giustificare poi la sparizione della Venuta intermedia e aggiustare tutta la faccenda, Agostino usa il modulo della Settimana universale. Lo usa, ma in maniera impropria. Per capir e come avviene l’abbaglio, e a che momento si produce, è opportuno esaminare la differenza che separa S. Agostino da S. Ireneo sul modo di usare questo modulo d ella Settimana universale. Siccome la posizione di S. Ireneo l’abbiamo appena esposta (vedi le pagine prece denti), esponiamo ora quella di S. Agostino. Detta posizione è ben visibile in: La Città di Dio, soprattutto in quel passo che mostra un Agostino convinto che l ’Umanità sia già arrivata alla fine del sesto millennio, che secondo lui sarebbe l’ultimo. Agostino scrive: «Riguardo ai mille anni, mi vengono in mente due interpretazioni possibili. Si p ossono spiegare in quanto il fatto (che Satana venga legato nell’abisso) avviene negli ultimi mille anni, ossia nell’ultimo millennio, quasi fosse il sesto gior no, di cui stanno passando ora le ultime frazioni, e a cui seguirà il Sabato sen za sera, ossia il riposo eterno dei santi; per cui lo scrittore (S. Giovanni) co n i mille anni definisce l’ultima parte di questo giorno, per così dire millenar io, che ancora rimane prima della Fine del tempo. È qui applicata quella figura del discorso per cui una parte è indicata col tutto. [80] S S. Agostino (354 430) Egli si convertì al Cristianesimo da adulto. Inizialmente fu un uomo di lettere, poi divenne sacerdote, e nel 395 fu consacrato vescovo. L’anno seguente diven ne vescovo di Ippona (Nord Africa). Fu sincero nel cercare la Verità, e finì per trovarla nel Cristianesimo, grazie anche alle preghiere incessanti di S. Monica, sua madre. Fondò due monasteri, uno a Tagaste e l’altro a Ippona. Morì in quel di Ippona, f ra il suo clero, integrato alla vita del suo monastero, come uno dei tanti cenob iti laboriosi. In questo passo Agostino propone un calcolo escatologico da lui inventato. [81] Si immagina che la Parusia di Ap 20, 1 6 sia già avvenuta con la Risurrezione. Pensa di trovarsi già nel sesto millennio, e che detto millennio sia l’ultimo (m entre invece i primi Padri parlano di sette millenni, l’ultimo dei quali è riser vato alla Gerusalemme messianica, preludio a quella celeste). Le parole di quest o passo mostrano un S. Agostino disorientato, un S. Agostino che si cerca. I cri stiani sanno che prima del Giudizio finale deve venire l’Anticristo, ma Agostino cambia la cronologia profetica delle Scritture e della Tradizione. Accorcia di mille anni la Settimana universale (il Piano di Dio) e anticipa di mille anni il

 

 

Regno messianico. Come se ciò non bastasse, egli introduce pure un nuovo concet to, quello della circolarità del tempo. [82] Afferma, sulle tracce di Origene, c he l’inizio del Millennio felice è l’adventus della Risurrezione, e la fine del medesimo è l’adventus della Parusia finale, [83] mentre per la Tradizione le cos e si svolgono in altro modo. Chi volesse convincersi di quanto strana sia l’interpretazione agostiniana esami ni attentamente il passo di Agostino che qui riproduciamo: «Pertanto, durante l’intero periodo abbracciato dall’Apocalisse, ossia dalla pri ma venuta (adventus) di Cristo, sino alla sua seconda venuta (adventus), che è q uella della Fine del mondo, il diavolo rimane legato, ma non nel senso che duran te questo intervallo (designato col numero di mille anni) non sedurrà la Chiesa: poiché non la sedurrà nemmeno dopo sciolto. » [84] Questa affermazione è smentita dai fatti. L’evidenza mostra che dopo la Risurrez ione di Cristo il demonio non è incatenato, ma libero e operante. Incatenato lo sarà più tardi, al settimo millennio. Qui Agostino ha probabilmente tentato di s piegare – un po’ a modo suo – il “ritardo” della Parusia. Voleva dire, probabilm ente, che non vi era stato nessun ritardo, ma solo una falsa attesa. L’intenzion e era buona. Peccato che anziché attenersi alla sacra Tradizione, egli invece si sia lasciato abbindolare dalle circonvoluzioni verbali di Origene e di Ticonio, due eretici. A causa della suddetta posizione agostiniana la gerarchia cattolica non cerca pi ù di comprendere la figura dell’Anticristo e la Parusia intermedia. La tendenza generale, in fin dei conti, è di confondere la fine del sesto millennio con la f ine del settimo, la Fine di un mondo con la Fine del mondo, la Fine dei tempi co n la Fine del tempo. Che sbaglio! La maggior parte del clero cattolico crede che i messaggi di La Salette, Fatima, Luisa Piccarreta, Maria Valtorta, Mgr Micheli ni, Vassula, Medjugorje, JNSR, parlino della temuta Fine del mondo, mentre invec e trattano della Parusia intermedia. Gesù sta bussando alla porta di casa nostra . È la seconda volta che si presenta da noi, ma questa volta viene come Re di g loria, non più come Redentore. Viene per instaurare sulla terra il suo Regno mes sianico! L’apatia e l’indifferenza che regnano ovunque ci convincono che prima di arrivar e a questo grande avvenimento, l’umanità e la Chiesa di oggi avranno bisogno di una grande purificazione. «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. » [85] Un bel mistero da meditare!

Abbiamo già detto e provato che i Padri della Chiesa, quelli del primissimo temp o, insegnavano che il Piano divino di salvezza è formato da sette millenni, seco ndo una struttura del tutto simile a quella della Settimana della Creazione, che a sua volta è del tutto simile a quella della nostra settimana terrestre. [86] Su questa base c’è chi ha scelto in passato di dare un secondo nome al “Piano di vino di Salvezza”, chiamandolo “Settimana universale”. Abbiamo poi scoperto che secondo gli stessi Padri la fine del sesto millennio corrisponde alla Fine dei t empi, e che la fine del settimo millennio corrisponde alla Fine del mondo. Sappi amo dalla Bibbia che tra la fine del sesto millennio e la fine del settimo − cio è tra la Fine dei tempi e la Fine del mondo − ci sta un periodo di dieci secoli , un mille anni che nell’Apocalisse di S. Giovanni viene descritto come un Mille nnio di felicità e di pace (Ap 20, 1 6). Per finire ci siamo accorti che questo

 

 

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Le diverse forme di millenarismo corrotto.

Millennio di felicità e di pace corrisponde al Regno messianico, quel “Regno di Dio” che Gesù ha promesso all’umanità, e che i cristiani invocano da due mila an ni con la preghiera del “Padre nostro”. Nel fare queste messe a punto abbiamo realizzato che da molti secoli esiste una parola che forse non significa quello che dovrebbe significare. Si tratta della parola “millenarismo”. Circa questa parola esiste una confusione linguistica imp ressionante che sicuramente non favorisce gli interessi di Dio ma quelli del suo Avversario. Per qual mistero tutti usano questa parola e quasi nessuno la capis ce per quello che veramente essa contiene? Un latinista risponderebbe: “Usus tyr annus verborum”. Sappiamo che la Chiesa ha condannato il millenarismo, ma nessuno sembra in grado di dire con chiarezza che cosa la Chiesa abbia condannato con tale parola. Molt i dicono: “Io lo so, e mi puoi credere perché sono laureato in teologia”. Ma qua ndo poi arriva la resa dei conti nessuno riesce a dire con precisione come stian o le cose. Le cose stanno confuse, ecco tutto. Vista la situazione, uno si doman da se il millenarismo condannato non dovesse portare un nome diverso, magari più specifico. La spiegazione che noi proponiamo è la seguente: siccome il Millenarismo vero è un atto di fede nella parola biblica, che è sacra, il millenarismo falso, quello condannabile, dovrebbe essere associato all’abuso del concetto “mille”, non al suo uso, che è legittimo. Credere nel Millennio felice è una cosa lodevole, poic hé significa credere in quello che Dio ha voluto rivelarci tramite S. Giovanni n ell’Apocalisse. Credere invece nei bagordi del Millennio felice è biasimevole pe rché il Millennio felice non può essere fatto di bagordi e di orge sessuali. Esi ste quindi un millenarismo eretico che è quello di Cerinto, e un Millenarismo or todosso che è quello di S. Giovanni... biasimevole il primo, lodevole il secondo . Vogliamo condannare Cerinto o S. Giovanni? Se l’intenzione è quella di condann are Cerinto, l’espressione “millenarismo cerintiano” sarebbe più consona che non la parola “Millenarismo” usata da sola. Una cosa è certa: se qualcuno condanna il Millenarismo senza dire di che millenarismo si tratta, il rischio è quello di aumentare la confusione anziché diminuirla, perché un lettore normale è portato a credere che la parola “Millenarismo” usata da sola significhi “Millenarismo b iblico”. Il guazzabuglio linguistico sul millenarismo si è formato nel mondo a causa di O rigene, ed oggi esistono almeno tre forme di millenarismo corrotto: origeniano, cerintiano, agostiniano. La prima è una forma corrotta di millenarismo perché Or igene esclude il Millennio felice, lo cancella arbitrariamente, benché lo faccia in maniera subdola, indiretta. [87] La seconda è una forma corrotta di millenar ismo perché Cerinto concepisce la felicità del Millennio felice (le “nozze dell’ Agnello”) come una lunga festa mondana piena di bagordi. La terza forma di mille narismo alterato è il millenarismo agostiniano. Anch’esso risulta erroneo perché il senso letterale del testo biblico non viene interpretato da Agostino così co m’è, ma estrapolato. [88] Agostino presenta il suo millennio – quello nel quale gli è dato di vivere – non per quello che è, cioè il quinto di una serie di sette, ma come il sesto di una serie di sei, e quindi l’ultimo della serie (quello preparatorio alla Fine del mondo, tanto per parlarci chiaro). Il clero e le folle seguono Agostino con fidu cia, anche perché Agostino possiede sulle folle un notevole ascendente morale. M a le conseguenze del suo sbaglio sono altrettanto notevoli. Il suo errore finisc e per provocare la grande crisi dell’anno mille, una crisi fondata sulla paura. Finché dura tale paura, l’idea della Fine del mondo fa tremare tutti, li mantien e in sospeso, e assicura con questo una certa pace al mondo occidentale. Quando però la paura si spegne perché alla fine dell’anno mille nulla è successo di que llo che si prevedeva, un sentimento amaro invade i cuori e le menti. Il mondo cr istiano ha l’impressione di essere stato ingannato. E da chi? Da coloro che pred

icano dall’alto dei pulpiti. La faccenda finisce per gettare molto discredito su lla religione cattolica e sulla teologia in generale, incapace da allora in poi di ritrovare il bandolo della matassa. [89] Lungo i secoli queste forme corrotte di millenarismo hanno fornito munizioni a m olti falsi profeti, causando inconvenienti di ogni genere. È normale che ad un c erto punto la Chiesa abbia deciso di condannare la falsa religiosità legata agli abusi del concetto millenaristico. Tuttavia, anziché condannare la falsa religi osità e gli abusi, la Chiesa ha condannato il “millenarismo” senza precisare di che millenarismo si trattasse. Lodevolissima l’intenzione, ma per arginare la co nfusione i termini utilizzati avrebbero potuto essere più precisi. Che dire della felicità umana predicata oggi dalla dottrina comunista? Qualcuno ha già tentato – pare – di considerare questa dottrina come una forma ulteriore di millenarismo corrotto. Benché il concetto di falso millenarismo non sia del t utto estraneo a questa dottrina, noi preferiamo parlare qui di falso messianismo , non di falso millenarismo. La felicità predicata dal comunismo ateo non è per noi una forma corrotta di millenarismo, ma una forma corrotta di messianismo. Si tratta di messianismo secolarizzato. Tale messianismo è falso per definizione. Esistono diverse condanne ufficiali dell’ideologia comunista da parte della Chie sa, ma nelle condanne del comunismo ateo la parola millenarismo non viene mai ut ilizzata. [90] Detta parola è invece utilizzata nell’articolo n. 676 del CCC (il Catechismo della Chiesa cattolica) per condannare un qualcosa di abbastanza vag o e confuso, un qualcosa che forse non ha nulla a che vedere col significato eti mologico della parola mille. Il suddetto articolo è redatto così: «Questa impostura anti cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si preten de di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico. [91] Anc he sotto la sua forma mitigata, [92] la Chiesa ha rigettato questa falsificazio ne del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato “intrinsecamente perverso». Risulta dalla suddetta dichiarazione che Speranza messianica e Regno futuro sian o la stessa cosa. Ottimo. Dalla dichiarazione risulta pure che la Speranza messi anica (quindi il “Regno futuro”) sia da vedere come possibile solo al di là dell a storia”, non al di qua della storia. Se dunque un cristiano volesse riporre la Speranza messianica nel tempo presente (che è l’al di qua della storia), tale c ristiano sbaglierebbe. Conclusione: un cristiano non ha diritto di pensare che l a Speranza messianica si possa realizzare su questa terra, cioè nel tempo presen te, ma solo nell’aldilà della storia… l’aldilà eterno. Pur condividendo col CCC la condanna del messianismo secolarizzato, non riusciam o a capire come mai la Speranza messianica non si possa realizzare (non possa “e ssere portata a compimento”) nel tempo presente, su questa terra. Il Regno messi anico è o non è un Regno destinato ad esistere su questa terra? Se la risposta è affermativa bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, e dirlo bene. Se la rispos ta invece è negativa (come sembra trasparire da questo confuso articolo 676), co me mai non c’è modo di dire le cose in maniera più chiara? Per esempio, il “Mill enarismo biblico” non è menzionato dall’articolo suddetto, nè per essere difeso nè per essere condannato, ma allora quando mai lo si menzionerà? Il millenarismo origeniano e quello cerintiano non sono menzionati nell’articolo suddetto, nè p er essere difesi nè per essere condannati, ma allora quando mai li si condannerà , e in modo semplice, chiaro, accessibile al popolo di Dio? [93] Prima di concludere desideriamo segnalare che alcuni studiosi laici vorrebbero c he oggi la Chiesa proclamasse due nuovi dogmi: quello della Parusia intermedia e

 

quello del Giudizio interiore. Che dire? Secondo Teofilo il Siculo queste due v erità sono già espresse nel Simbolo, che sarebbe il Credo niceno costantinopolit ano. All’articolo 7 di questo Credo, noi diciamo di credere nella Venuta di Cris to che verrà a giudicare i vivi e i morti, [94] nel senso di vivi e morti alla g razia divina. Di che giudizio si tratta? Di quello più piccolo e più individuali zzato della Parusia intermedia, o di quello più grande e veramente universalizza to della Parusia finale? Secondo Teofilo il Siculo il giudizio della Parusia fin ale non è quello dell’articolo 7 ma quello dell’articolo 12, che ci invita a cre dere alla risurrezione della carne e alla vita eterna che verranno dopo il Giudi zio universale. In maniera implicita il Simbolo ci inviterebbe dunque a credere a due Giudizi, prima a quello individualizzato, o interiore (quello della Parusi a intermedia), e poi anche a quello universalizzato, o esteriore (quello della P arusia finale) previsto per la Fine del mondo. Se l’interpretazione di Teofilo i l Siculo è esatta, le nuove formulazioni dogmatiche destinate a proclamare quest e due verità non sarebbero del tutto necessarie. Basterebbe che il cristiano si togliesse dagli occhi le bende che S. Agostino vi ha applicate, magari senza vol ere. [95] Conclusione: Benché esistano ancora grandi incertezze sui termini da usare quand o il soggetto riguarda il millenarismo, risulta chiaro che la Chiesa cattolica n on ha mai condannato il “Millenarismo biblico”. Se lo avesse fatto avrebbe conda nnato un passo della Sacra Scrittura, una cosa impossibile. Nel contempo appare chiaro che in passato la Chiesa cattolica si sia già servita della parola “mille narismo” per condannare un qualcosa che in fin dei conti non ha nulla a che vede re con la parola mille. Che cosa si è voluto condannare esattamente con questa p arola “millenarismo”? Un lavoro di ricerca si impone per una eventuale messa a p unto. Si dice che il Papa attuale, Benedetto XVI, quand’era cardinale prefetto della S acra Congregazione per la dottrina della Fede, alla domanda di un giornalista ch e a Città del Messico gli chiedeva di far luce sulla Parusia intermedia, abbia d ato questa risposta: “Su questo tema la Santa Sede non si è ancora pronunciata i n modo definitivo”. Voleva forse invitare qualche studioso di buona volontà a me ttere un po’ di ordine nella questione? È quanto abbiamo cercato di fare fin qui , sperando di esserci riusciti almeno in parte.

Martino_P Padre Martino Penasa, francescano, esegeta biblico, ed autore.

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– III – parusia intermedia e mondo nuovo

 

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Parusia intermedia: vuoto dogmatico.

 

Nel dibattito teologico si è imposta di recente la questione della Parusia inter media, una questione che sembrava risolta – o forse dimenticata – ma che ora rie merge. Quante sono le Parusie del Signore? Chi ha ragione fra chi crede e chi no n crede alla Parusia intermedia? Innanzitutto è necessario essere sicuri di ben comprendere il concetto di “Parus ia”. Il termine Parusia è un termine greco che significa ‘presenza’ o ‘venuta’. Il termine ha anche un senso più specifico, che nella letteratura greca esprime il provvidenziale arrivo di una persona influente, sovrana – forse anche divina – che si presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto tutta la loro f iducia. [96] Il termine Parusia non appare nella Bibbia, ma “anche se il vocabol o non vi appare, l’Apocalisse è piena di una vibrante speranza parusiaca” [97] Anche se la Bibbia non contiene la parola Parusia, il concetto vi è presente. Pe r esempio, in Ap 20, 1 6 si fa riferimento alla presenza di Cristo sulla terra, un Cristo glorioso e imperante, da intendersi come risultato di una “Parusia” ap pena avvenuta. [98] Esistono due possibilità di interpretazione di questo passo biblico. La prima suggerisce l’impiego del senso letterale, la seconda, apparsa verso il quarto secolo d. C., suggerisce quello simbolico. [99] Chi leggesse que sto passo biblico interpretandolo in senso letterale – che è quanto la Chiesa da sempre raccomanda – scoprirebbe nel testo l’esistenza larvata (sottintesa) di u na Parusia, che trovandosi tra la prima e la terza andrebbe chiamata “intermedia ”. C’è da dire però che per poter applicare a questo testo il suo senso letteral e, il lettore ha bisogno di appoggiarsi sul contesto globale della Parusia stess a. Fuori contesto, il senso letterale non si fa vedere. Ebbene, tale contesto è quello della Settimana universale. Contrariamente ai teologi odierni, i primissimi Padri della Chiesa conoscevano l a “Settimana universale”, ne rispettavano il significato concettuale, [100] e vi vevano la loro fede orientandosi su questo credo. Nel far questo collocavano la Parusia intermedia tra la fine del sesto millennio e l’inizio del settimo. Per e sempio, S. Ireneo afferma che alla fine del sesto millennio il Male sarà sconfit to (sconfitto nella persona dell’Anticristo), e che nel settimo millennio regner à il Bene. [101] Anche S. Giovanni si rifà alla “Settimana universale” nello sca ndire il settenario dei sigilli apocalittici. Lo fa in maniera implicita. Ne ded uciamo che se l’umanità è veramente destinata a vivere tanti millenni quanti son o i giorni della settimana, o quelli impiegati da Dio per creare il mondo, allor a i mille anni del Regno messianico coincidono col settimo millennio, quello che corrisponde al “giorno” in cui Dio si è “riposato”, [102] e che a sua volta coi ncide col nostro giorno domenicale, tradizionalmente considerato giorno di ripos o e di santificazione. [103] Secondo l’autore Prigent, uno studio esegetico eseguito su Ap 20 dovrebbe prende re in esame il concetto di Millennio felice per vedere se esso può corrispondere o no al settimo millennio della Settimana universale. [104] Nell’affermativa, r isulterebbero vere le recenti profezie che annunciano l’imminenza della Parusia intermedia. In base a tali profezie, questa Parusia dovrebbe avverarsi subito do

 

 

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Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo.

Parusia intermedia: vuoto dogmatico.

po la sconfitta dell’Anticristo, ed essere immediatamente seguita dal Regno mess ianico (il Millennio felice). Detto Regno sarebbe instaurato da Cristo che in ta le occasione verrebbe riconosciuto Re dell’Universo da tutti gli astanti. Sul tema delle Parusie di Cristo esistono due tesi opposte, la prima è anteriore a S. Agostino, la seconda gli è posteriore. Di recente il dibattito ha preso fo rma sia attraverso le nostre pubblicazioni scritte, che attraverso gli intervent i mediatici di Radio Maria. È nota a tutti la posizione di Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Padre Fanzaga dice che le Parusie di Cristo sono due, mentre noi diciamo che sono tre. La nostra posizione è quella che esisteva prima di S. Agostino, mentre la sua è quella suggerita da S. Agostino. Padre Fanzaga dice che la Parusia intermedia non c’è, non esiste. Pretende che essa non è nece ssaria al Piano di Dio. Insiste nel dire che la prima delle due Parusie è quella di Gesù Redentore, e che la seconda ed ultima è quella di Gesù Giudice, previst a per la Fine del mondo. Questa interpretazione è un po’ quella tradizionale, benché la tradizione non si a mai riuscita a fissarsi bene su questi punti. La nostra posizione − che è conf orme alla Bibbia, e sorge in noi come risposta ai messaggi che quotidianamente D io ci manda tramite i Profeti cristiani contemporanei − dice che le Parusie di G esù Cristo sono tre, non due soltanto. La prima si è avverata a Betlemme, la sec onda sta per avverarsi adesso, la terza si realizzerà alla Fine del mondo. La pr ima sarebbe quella di Gesù Redentore, la seconda quella di Gesù Re, la terza que lla di Gesù Giudice. Chi ama la Verità con cuore sincero considera con grande interesse la questione delle Parusie. Trovare la buona risposta è per lui di capitale importanza, e per assicurarsi di trovarla, legge e rilegge con grande attenzione il passo seguent e dell’Apocalisse di Giovanni: «Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giud icare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia (Satana) e la sua st atua (l’Anticristo) e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni. (Gli altri morti inv ece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni). Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! S u di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cris to e regneranno con lui per mille anni. Quando i mille anni saranno compiuti, Sa tana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro p unti della terra. » (Ap 20, 4 7). Questa profezia non è l’unica, ma è la più rappresentativa fra tutte quelle che nella Bibbia annunziano il “Regno di Dio in Terra” come conseguenza della Parusi a intermedia. Vi si assume che il potere mondiale di Satana – tutti sanno che Sa tana è l’attuale “Principe di questo mondo” – sarà rimpiazzato dal potere mondia le di Cristo. A partire da quel momento Gesù Cristo sarà considerato Re dell’uma nità, e questa sua regalità effettiva durerà un millennio. Se alle parole biblic he appena riportate viene dato un senso letterale, che è quanto la Chiesa raccom anda ogniqualvolta la cosa è possibile, un millennio sono mille anni, ovvero die ci secoli. Se invece viene dato loro un senso simbolico, i mille anni sono un pe riodo indeterminato. Il ragionamento che segue ha una certa sua importanza. Che significano le parole “riprendere vita e regnare con Cristo per mille anni”, presenti nel testo appen a citato? S. Giovanni specifica che in questo “riprendere vita” consiste la prim a risurrezione. Se Giovanni sente il bisogno di parlare di prima risurrezione, s egno è che di risurrezioni ce ne possono essere più di una. Noi diciamo che ce n e possono essere due. E se questa è la prima, qual’è la seconda? Quella della Fi ne del mondo? Certo! Se tutto ciò è vero, ne deriva che le Parusie sono tre, non

   

 

 

 

 

due, e che la Parusia intermedia di cui noi parliamo continuamente nella rivist a profeti di Dio è quella di cui Gesù si servirà per instaurare il suo Regno tem porale, il Regno messianico. S. Giovanni prosegue esclamando: «Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! La seconda mor te non avrà potere su di loro! Saranno sacerdoti di Dio e del Cristo! Regneranno con lui per mille anni! » In questa piccola serie di frasi esclamative S. Giovanni usa l’espressione secon da morte. Questo ci fa pensare che anche le morti da prendere in considerazione siano due, e se questa è qualificata di “seconda”, dov’è la prima? Che morte è l a prima morte nel pensiero di S. Giovanni? A nostro avviso non è possibile che S . Giovanni pensi a due morti fisiche (la cosa non avrebbe senso), ma è possibile che egli pensi a due morti, una fisica e una spirituale. Già si sa che la prima morte, quella fisica, è obbligatoria per tutti. E la seconda? Chi sono coloro c he saranno esonerati dalla seconda morte, quella spirituale, eterna? Di chi sarà questo insigne privilegio? Prevenendo questo nostro interrogativo S. Giovanni afferma in anticipo che color o che non morranno della seconda morte (quella eterna) sono i risuscitati della prima risurrezione, cioè coloro che si saranno lasciati decapitare (tagliare la testa) pur di non abiurare la loro fede in Cristo. Se Gesù intende affidare a qu este persone il governo della Terra rigenerata, ciò significa che per esse non s arà possibile perdere i vantaggi spirituali già acquisiti con il martirio appena subìto. Esse avranno già guadagnato il premio eterno, e sarà per questo che Ges ù le sceglierà per “regnare con lui” nel sacerdozio millenario. La ricompensa ch e questi esseri umani riceverebbero da Dio “regnando con Cristo per mille anni” significherebbe che Cristo li avrà giudicati degni di vita beata iniziando già d alla terra, perché questa terra sarà divenuta come un nuovo Paradiso terrestre. Che cos’è la terra resa degna di diventare un nuovo Paradiso terrestre? È il Mil lennio felice descritto da S. Giovanni nel testo sopra citato, il Regno di Dio i n Terra. È il Regno messianico, quello che il mondo cristiano invoca da due mila anni con la preghiera del Padre Nostro. [105] Alla luce di queste considerazioni, noi diciamo che coloro che negano la Parusia intermedia tramite la quale Dio intende instaurare il suo Regno messianico (ali as Millennio felice) rischiano grosso. Rischiano di negare la possibilità dell’a zione salvifica di Dio nel mondo presente, che è l’al di qua della storia umana. [106] Se l’argomento non fosse così importante per la teologia e la fede dei cr edenti, si potrebbero usare dei toni più moderati, ma la realtà delle cose è tal mente grave, che se noi non denunciassimo questo gravissimo errore ci sentiremmo colpevoli di codardia nei confronti del Creatore, che al presente ci chiede di annunciare l’avvento prossimo del suo Regno terrestre. Molti mistici e veggenti cattolici profetizzano oggi l’avvento imminente di una Parusia intermedia, il cui scopo è proprio quello di inaugurare il Regno di Cris to sulla Terra. Sono voci numerose, e che provengano dai quattro angoli della te rra. Malgrado ciò, l’effetto che fanno è quello di una sola ed unica voce. Sono voci che incessantemente, con perseveranza, ci dicono di “rileggere” i testi bib lici allo scopo di capirli correttamente. E per aiutarci a capirli, soprattutto l’Apocalisse, ci rivelano verità sublimi, verità che col tempo erano state dimen ticate, o involontariamente alterate nell’interpretazione. Queste voci si comple tano a vicenda, come i pezzi di un meraviglioso mosaico, al centro del quale si trova la Parusia intermedia. La Parusia intermedia non è mai stata un’eresia millenaristica, come qualcuno ha detto recentemente, e non ha nulla a che vedere con la mentalità dei protestant i. Il fatto di proporre un’interpretazione più chiara e più coerente delle Scrit ture circa la Parusia intermedia − posizione rimasta in sospeso per tanti secoli

   

a causa del grande equivoco di S. Agostino − non potrà mai trasformare in ereti ci coloro che la credono vera, e come tale la propongono. Dio stesso ci chiede, e con urgenza, di avvertire tutti che essa è vera. Sta facendo con noi quello ch e ha fatto con Noè poco prima del Diluvio universale. Sta cercando di avvertire tutti di quello che sta per accadere. Saremmo forse eretici a causa della nostra obbedienza a Dio? [107] Chi volesse qualificare di “eretico” questo nostro cred o dimostrerebbe di non sapere come stanno le cose, o di non voler essere messo a l corrente di come stanno le cose. Chi crede alla tre Parusie riconosce tutti i dogmi della Chiesa, compreso quello della Parusia finale. Dov’è l’eresia? Torniamo a S. Agostino. L’equivoco nel quale è caduto è composto di due concetti deformati: il primo pretende che il Regno messianico sia già iniziato con la Ri surrezione di Cristo, il secondo avanza l’idea che l’unico re visibile di questo Regno messianico sia il Papa (come se il Regno di Dio fosse possibile solo all’ interno della Chiesa). Le conseguenze storiche e teologiche di questo equivoco n on sono state ancora studiate, ma già è possibile arguire che questo concetto di “Papa re” ha favorito nella Chiesa lo sviluppo del Cesaropapismo, per cui il Pa pa, al pari di qualsiasi altro monarca fornito di esercito e di burocrazia, dovr ebbe curare sia gli interessi temporali del suo Stato pontificio che quelli spir ituali della Chiesa universale. Oltre a questo, affermare che il Millennio felice [108] sia già cominciato con l a risurrezione di Cristo è un grave stravolgimento interpretativo delle profezie bibliche. La cosa sfugge al normale intendimento. Come si fa a dichiarare Mille nnio felice i due millenni che il mondo ha vissuto da quando Cristo è risorto? L a storia di questi due millenni è piena di persecuzioni e di guerre. Oltre a ciò , credere soltanto alla Parusia finale significherebbe credere che il bene possa trionfare solo dopo la Fine del mondo, e non prima, cioè nel tempo. Questa sì c he come tesi puzza di eretico! Non regge nè di fronte all’esame del buon senso n è di fronte alla dialettica dei fatti passati, presenti e futuri, dove tutto è l egato in maniera concordante. [109] Alle affermazioni di P. Livio Fanzaga, direttore e animatore di Radio Maria, noi contrapponiamo gli studi di Padre Martino Penasa, francescano, che come esegeta riscontra tre Parusie, e così facendo risolve ogni problema riguardante la Paru sia intermedia. Lo fa con grande semplicità, sia grazie alle sue conoscenze eseg etiche, sia grazie alla luce ricevuta tramite le rivelazioni dei mistici cristia ni contemporanei, gli stessi che P. Livio Fanzaga ignora completamente. [110] Ma allora, di questi reverendi Padri (P. Martino Penasa e P. Livio Fanzaga) chi de i due ha ragione? Entrambi citano le Scritture e la Tradizione. Entrambi sembran o convinti di dire la verità. Per noi la risposta migliore è la seguente. Anche se per adesso il Magistero della Chiesa − col suo “vuoto dogmatico” − sembra fav orire le posizioni di Padre Fanzaga, noi non possiamo dire che quanto Dio ci riv ela tramite i Profeti cristiani contemporanei è falso, o non esiste. Come si fa a non credere a quello che Dio ci spiega e rispiega tramite i veggenti di oggi? Noi troviamo che gli argomenti di Dio e quelli della Madonna sono convincenti, b en più convincenti di quelli di Padre Fanzaga. Concordano tra loro e si completa no a vicenda! Al sacerdote che fosse tentato di chiedersi se per lui è un dovere quello di ann unciare la Venuta intermedia di Gesù, noi risponderemmo con le parole di Gesù a JNSR: “Se voi nascondete l’annuncio del mio ritorno, la Luce vi accecherà prima ancora che Io giunga sulla vostra Terra”. [111] Questo monito non è umano ma cel este. Ci rivela quanto seria sia la questione della Parusia intermedia, e come i l suo annuncio dovrebbe essere gioioso: sta per giungere lo “Sposo” divino che a spettiamo da tanto tempo! Prepariamoci degnamente a questo incontro! Detto questo, ripetiamo che qui non è in discussione il dogma della Parusia fina le, ma la mancata presa di posizione del Magistero sul tema della Parusia interm edia. [112] Questa verità è stata largamente predicata dai Padri della Chiesa de

 

i primi tre secoli, e ampiamente riconosciuta dai primi cristiani. Se oggi non l a si vede, perché con l’equivoco di S. Agostino è finita in soffitta, nel cosidd etto “dimenticatoio”, non è detto per questo che essa non esista, o che sia proi bito andarsela a prendere per rimetterla in uso, se il cuore ce lo dice. Dio ste sso interviene perché questo avvenga, e con solerzia, senza troppo ritardo! Altro esempio: per arrivare al dogma dell’Immacolata Concezione sono stati neces sari diciannove secoli. Anche qui è in campo S. Agostino, il quale non credeva c he la Madonna fosse stata concepita senza macchia (immacolata). Se la Madonna no n avesse spiegato a S. Bernardetta il significato delle parole “Io sono l’Immaco lata Concezione” quanti, per fare come S. Agostino, non si sarebbero ostinati a dire che il dogma dell’Immacolata Concezione è un sogno, un’utopia? Ora succede la stessa cosa con la Parusia intermedia. Che fare? Rimanere a braccia conserte? È nostro dovere cercare di capire le cause che hanno portato alla sparizione di una Parusia, quella intermedia! Secondo l’articolo n. 94 del CCC, l’approfondimento del “deposito della fede” av viene con l’assistenza dello Spirito Santo, in tre maniere. La terza di queste m aniere dice: “Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli che per il bene della Chiesa hanno ricevuto rivelazioni private come apparizioni , messaggi, locuzioni interiori, ecc…). Se il Magistero della Chiesa dice che in certi casi le esperienze spirituali dei credenti possono contribuire ad approfo ndire il “deposito della fede”, le rivelazioni private (che sono esperienze spir ituali dei credenti) meritano considerazione e rispetto. In molti casi esse poss ono aiutare i fedeli e la gerarchia stessa a comprendere le Scritture sacre, non sempre chiare a prima lettura. [113] Per esempio, la dottrina della Venuta inte rmedia di Cristo è presente nella Bibbia, ma per penetrare a fondo i passi che l a riguardano è necessario oggi l’aiuto di Dio, oltre che la buona volontà dell’u mile discente. La costituzione dogmatica Dei Verbum, n. 10, dice: “Il Magistero non è al di sop ra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che gli è stato aff idato per mandato divino. Con l’assistenza dello Spirito Santo esso l’ascolta co n pietà, la conserva con esattezza, e la espone con fedeltà. Da questo unico de posito della fede esso estrae ciò che propone come verità rivelata da Dio, verit à che si deve credere”. Partendo da queste parole noi diciamo che la Chiesa non crea la Rivelazione, non la inventa, ma la riconosce e la serve. [114] Secondo l’articolo n. 88 del CCC, un concetto religioso diventa dogma quando il Magistero della Chiesa lo dichiar a verità di fede. Ma da dove proviene il summenzionato concetto? Esso proviene d a Dio. (Dio è presente in ogni Parola da Lui rivelata, cioè da Lui pronunciata t ramite i suoi strumenti). Dunque un dogma è la risposta della Chiesa ad un annun cio che Dio ci fa tramite i suoi strumenti. Questo annuncio può essere studiato anche con l’aiuto delle Rivelazioni “private”. In questo senso, ogni dogma è un atto di obbedienza a Dio, alle sue parole, quelle che Lui pronuncia tramite i su oi strumenti, dai più antichi ai più recenti. In virtù di queste affermazioni, può essere definita dogmaticamente solo quella verità che Dio stesso ci rivela (tramite i suoi strumenti). E di chi sono le par ole che oggi ci permettono di riscoprire i dati riguardanti la Parusia intermedi a e la Settimana universale che la contiene? Di chi sono se non di Dio? C’è anche da dire che la Parusia intermedia, ben compresa, permette di fronteggi are l’aggressione di tante sette apocalittiche che oggi abbondano, e sottraggono migliaia di fedeli al gregge di Cristo. Sotto questo punto di vista, quello che noi ci sforziamo di fare ha per scopo di rifornire di munizioni i cristiani che vogliono difendersi da queste sette apocalittiche. A questo punto è bene si sap pia che iniziative come la nostra non possono avere come origine il nostro “io”. Noi siamo solo degli esseri umani poveri, vecchi, stanchi, ammalati. L’origine

è Dio. È Lui che ci guida in tutto, e nel contempo ci dà la forza di dire e di f are tutto quello che facciamo. Conclusione: S. Agostino è Dottore della Chiesa, ma lo è anche S. Ireneo. A chi credere? Noi suggeriamo di credere a colui che maggiormente rispetta le Scrittur e sacre e la Tradizione apostolica, e qualora un lettore non riuscisse a raccape zzarsi, la reazione più logica ed efficace potrebbe essere quella di mettersi ad ascoltare con più cuore le voci profetiche attuali. [115] Riassunto schematico Prima di S. Agostino: Dopo S. Agostino: 1 Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore. (Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa). 1 Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore. (Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa). 2 Parusia: Venuta intermedia di Cristo come Re. Vuoto dogmatico. 3 Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice. 2 Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice.

Per poter credere al Millennio felice bisogna anzitutto credere che le Parusie d el Signore sono tre, e non due soltanto. Ma come credere al Millennio felice se la Chiesa lo condanna? Andiamo piano! È proprio vero che la Chiesa condanna il M illennio felice, come spesso si finisce per dire e per credere? Non è vero affatto. La Chiesa non condanna il Millennio felice, poiché si tratta di un passo biblico, e quindi sacro, ma condanna il millenarismo. Che cos’è il millenarismo? Il millenarismo dovrebbe essere definito come un’interpretazione e rrata di detto passo biblico, ma in parecchi casi, purtroppo, succede l’inverosi mile: il millenarismo è tutto eccetto quello che è. Alla fine uno si domanda se il concetto di millenarismo non sia fra i più travisati dell’universo biblico. Millenarismo e Millennio felice sono due realtà ben distinte: condannabile e con dannata la prima, non condannabile e non condannata la seconda; eppure molti teo logi le confondono. Nessuno può condannare il Millennio felice poiché si tratta di un passo biblico (Ap 20, 1 6). Esso descrive la visione che S. Giovanni ha avuto a proposito di c iò che il mondo vivrà negli Ultimi Tempi, che sono quelli nei quali viviamo. Il

 

 

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Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. [116]

motivo per cui oggi Dio interviene a dirci di credere a questa verità sacrosanta , è che essa sta per realizzarsi. [117] Questa verità escatologica – che per comodità linguistica noi potremmo denominar e Millenarismo biblico – conduce ad altre verità escatologiche, tutte riguardant i il Regno messianico. [118] Detto Regno sarà instaurato da Gesù in occasione de lla sua Parusia intermedia. L’insieme di tutte queste verità – Millenarismo bibl ico, Parusia intermedia, Regno messianico, Regno temporale, Millennio felice, Se ttimana universale – risulta concatenato. Prendiamo un altro esempio. Per credere alla Parusia intermedia noi dobbiamo amm ettere anzitutto che nel Piano di Dio esistono tre Parusie anziché due. Siccome per accogliere questa verità abbiamo bisogno di appoggiarci sul millenarismo bib lico, ne deriva che quello che la Chiesa ha voluto condannare con la parola “mil lenarismo” non è il millenarismo biblico, ma una (o più) delle sue molteplici fo rme corrotte, che sono quelle che noi chiamiamo “millenarismo cerintiano” (o “cr asso”), “millenarismo agostiniano”, “millenarismo mitigato”, ecc... Un esempio di come Gesù ci invita a credere al Millenarismo biblico ce lo offre il testo che qui segue. Il testo, ufficialmente, è stato scritto da Vassula Ryde n, [119] ma tramite questa profetessa contemporanea è Gesù che parla. In uno dei volumi intitolati: “La vera vita in Dio”, in data 19 dicembre 1990 possiamo leg gere le parole seguenti: «Si, miei cari, vi darò la sapienza. Ve la darò affinché vi accompagni lungo la strada, e vi conduca alla santità; una santità che paralizzerà Satana per mille anni, impedendogli di mettersi tra voi e il mio Amore. Quando dunque vedrete il cielo dissolversi in fiamme, e gli elementi fondere nel calore, sappiate che que sto è il segno dell’inizio della promessa che vi ho fatta di darvi nuovi Cieli e nuova Terra. Ve li darò con il rinnovamento della mia Chiesa, la rinascita dell a mia Chiesa, la rinascita dei nostri due Cuori.» Tra i cattolici esistono anche quelli che rigettano la suddetta profezia. La rig ettano dichiarandola falsa. Il motivo invocato è – come sempre – che “il millena rismo è stato condannato dalla Chiesa”. In tutta questa faccenda millenaristica, la miglior spiegazione è quella di Padre Martino Penasa, autore di libri import anti sul millenarismo. Per chi lo desidera, ecco ciò che Padre Penasa ha scritto sul soggetto: «Il Millenarismo condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino riguarda non i mille anni, bensì la presenza localizzata e visibile di Cristo sulla terra, come re supremo di tutto l’orbe terracqueo, per mille anni, intento a festini di noz ze, con banchetti e balletti mondani, come avveniva presso i pagani di quel temp o, comprese le sbornie degli ubriaconi e le orge sessuali. Tali “millenaristi” b asavano la loro proposta del preteso “millennio” su quella frase del testo sacro che dice: “Sono giunte le nozze dell’Agnello; la sua Sposa è pronta!” “Scrivi: beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”» [120] Con queste parole Padre Martino Penasa spiega che il “millenarismo” condannato d alla Chiesa ai tempi di S. Agostino non è una condanna del passo biblico che par la del Millennio felice (Ap 20, 1 6), ma della sua interpretazione materialistic a (o politico materialistica). Padre Penasa aggiunge, poco dopo, che nel 1944 la Chiesa ha pure rigettato una versione “mitigata” del millenarismo, quella che, pur conservando l’idea di un Cristo politico, proponeva di eliminare gli abusi c ulinari e sessuali durante il millennio. [121] Torna in campo la domanda iniziale: “Quante sono allora le Parusie? [122] È bene credere alla Parusia intermedia, o è meglio non crederci? “ Noi ci crediamo, e invitiamo gli altri a fare altrettanto. Gli argomenti per accettare questa verit à ci vengono dal Cielo. Quindi il credo è legittimo. Dopo averci rivelato il suo

 

 

grandioso Piano tramite i profeti antichi, Dio ce lo rispiega oggi tramite i su oi profeti moderni. E posto che le profezie del presente e quelle del passato so no in relazione le une con le altre, noi sappiamo che esse devono combaciare. Qu esto è proprio quanto succede. I messaggi che seguono presentano un legame con il libro dell’Apocalisse. La Mad onna li ha affidati a don Stefano Gobbi [123] nel 1992, nel 1994 e nel 1995. 1. Messaggio MSM del 31 dicembre, 1992 – «Io sono sempre con voi per dirvi che la realizzazione di questi segni vi indi ca con sicurezza che è vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella Gl oria. » 2. Messaggio MSM del 13 maggio, 1994. – «Vi trovate proprio nel cuore di ciò che vi è stato annunciato nell’ultimo lib ro della Sacra Scrittura. » [124] 3. Messaggio MSM del 31 dicembre,1995. – «Sono la Regina della Pace, l’alba che annuncia i tempi nuovi che vi aspettan o e che si avvicinano a grandi passi. ... Vi offro il rifugio sicuro che la Sant issima Trinità vi ha preparato per questo tempo di bufera, il tempo della Grande Tribolazione. » Posto che “Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono due cose distinte, la seconda Venuta di Gesù – come Re – è un’anticipazione della sua terza ed ultima venuta come Giudice. Dio Padre, nel suo Piano di Salvezza, avrebbe stabilito che Dio Fi glio incontri l’Umanità a tre riprese: la prima come Redentore, la seconda come Re, e la terza come Giudice. Il triplice quadro seguente ha come scopo di facili tare la visualizzazione del concetto delle tre venute di Cristo. Prima venuta. Come Redentore 2.000 anni fa. (Inizio dei tempi). Seconda venuta. Come Re Adesso. (Fine dei tempi). Terza venuta. Come Giudice Fra dieci secoli. (Fine del mondo). Sappiamo che ogni volta che Gesù si manifesta al mondo visitandolo di persona al

lo scopo di salvarlo, la sua visita è identificata col nome di “Parusia”. Le tre venute di Gesù sono quindi tre Parusie, e la seconda di esse viene pure chiamat a “Parusia intermedia” a causa della sua posizione intermedia. Constatiamo che la prima Parusia ha segnato la fine dell’Era del Padre e l’inizi o dell’Era del Figlio (4.000 anni ha durato la prima era, 2.000 la seconda); che la seconda Parusia segnerà la fine dell’Era del Figlio e l’inizio dell’Era dell o Spirito Santo; e che la terza Parusia (quella che dovrà sopravvenire alla fine del Millennio felice) segnerà la Fine del mondo e l’Entrata nell’eternità. Se le profezie che ci guidano sono autentiche, la terza ed ultima Parusia dovreb be sopravvenire dopo il Millennio felice. [125] Questa ipotesi delle tre Parusie è confermata da numerosi messaggi profetici, fra i quali figura anche il passo che qui riportiamo. Messaggio MSM del 24 dicembre 1978. – La Madonna dice a don Gobbi: «La seconda venuta di Gesù, il suo ritorno nella gloria, sarà prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece ancora nascosta nei segreti del Padre. Essa assomiglierà alla sua prima v enuta, la notte di Natale, [nel senso che, ndr] il mondo si troverà tutto avvolt o nella tenebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, dalla ribellio ne alla sua legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo. Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i grandi neppur e si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi saranno molt o occupati a cercare e ad affermare se stessi. ... “Quando il Figlio dell’uomo v errà, troverà egli ancora la fede sulla terra?”. Verrà all’improvviso, e il mond o non sarà pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio che troverà l’uomo impr eparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno, dopo aver sconfitto ed ann ientato i suoi nemici. Anche in questa seconda sua venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. » C’è un proverbio che dice: “Uomo avvisato, mezzo salvato”. Conoscere in anticipo i diversi aspetti della Parusia intermedia offre un grande vantaggio a coloro c he accettano le informazioni profetiche riguardanti tale avvenimento. Il vantagg io delle persone informate è che avranno il privilegio di trovarsi “in abito di servizio” quando Gesù sarà di ritorno come Re di gloria. Ma chi non ama Gesù più di se stesso, non ha volontà sufficiente per ascoltare i messaggi che il Cielo invia alla Terra tramite i suoi strumenti, le voci profetiche. Le rivelazioni de tte “private” non fanno presa su chi è troppo preso dal mondo, o da se stesso. Q uesto avrà come effetto di aumentare la sua vulnerabilità di fronte alla tempest a che per forza di cose precederà la Parusia intermedia, a scopo di purificazion e, per separare il grano dalla pula. Succederà allora quello che succede alla ba ttitura del frumento: il grano va da una parte, la pula se ne va dall’altra. Ma lo scopo della Purificazione non è il fracasso apocalittico, perché lo scopo del la battitura non è la battitura in se stessa. Lo scopo dell’apparente sconquasso è la ricchezza che il buon grano rappresenta una volta pulito, cioè separato da lla pula e dalle varie immondezze. [126] In conclusione, i suddetti messaggi ci confermano che Gesù sta per tornare sulla terra come Re di gloria. Ciò significa che il Regno messianico è imminente. La Tribolazione che dovrà precedere tale Regno altro non è che un mezzo. Lo scopo è la rinascita dell’umanità, una rinascita fatta di splendore e di gloria. Che cosa dovrebbe fare ognuno di noi per avere il privilegio di essere tra gli e letti ai quali Dio dirà: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto”? [127] Le anime di buona volontà sanno già la rispos ta.

Abbiamo già visto che nella Settimana universale esiste un ordine che non è uman o ma divino. Secondo questo ordine divino, e quindi perfetto, Dio Creatore ha cr eato l’uomo sei mila anni fa, Dio Redentore lo ha redento due mila anni fa, e lo Spirito Santo, che è Dio Santificatore, si appresta a divinizzarlo nel corso de l presente millennio, terzo della cristianità e settimo della storia nostra univ ersale. L’azione dello Spirito santificatore è già iniziata, ma esploderà in tu tta la sua potenza e grandezza non appena la terra sarà purificata. In sintesi: come l’Era del Padre è stata un’era con l’accento sulla Giustizia, e l’Era del Figlio un’era con l’accento sulla Misericordia, così l’Era dello Spir ito Santo sarà un’era con l’accento sulla Santificazione. Accettare questo credo dovrebbe essere una cosa semplice, normale, perché è un credo comprovato sia da lla Rivelazione pubblica (la Bibbia), che dalle Rivelazioni “private” (i Profeti cristiani contemporanei). Benché poco conosciuta, la profezia che segue è un vero gioiello di semplicità e di chiarezza. Ce l’ha trasmessa Magdalena Porsat, un’umile donna che nel secolo scorso visse al servizio di una famiglia della piccola borghesia francese. [128 ] «Ascoltate ciò che Maria, nostra Madre, mi ha incaricata di dirvi. Vedo la Fine dei tempi. Vedo la fine del male e l’inizio del bene. Non si tratta di un avve nimento qualunque, ma di una grande epoca che deve cominciare: la terza. All’in izio il Padre ci ha creati, e questo per permetterci di conoscerlo, amarlo, e se rvirlo. In un secondo tempo il Figlio ci ha redenti. Adesso, per nostra consola zione, il Padre e il Figlio ci mandano lo Spirito Santo trionfatore, con Maria s ua sposa. Questo è un grande miracolo.» Un’altra mistica, Suor Marie Natalie, ha ricevuto da Gesù le parole seguenti: “ Non si tratta della Fine del mondo, ma della fine dei peccati. Si tratta di met ter fine a questo grande flusso d’anime verso la dannazione“. [129] Magdalena Porsat e Suor Marie Natalie sono due esempi di persone carismatiche. A che servono i carismatici? La signora Franca Cornado [130] soleva rispondere: “ Le anime carismatiche servono a correggere gli errori dei teologi...” I teologi, è vero, non dovrebbero sbagliare mai, eppure qualche volta sbagliano, e anche di grosso. Come mai? La sapienza divina e la “sapienza” umana non dovre bbero forse coincidere? Sì, lo dovrebbero, ma i fatti dimostrano che alle volte succede il contrario. E quando ciò avviene non è Dio che sbaglia, ma l’uomo. Dag li errori umani nasce poi la confusione. Parlando di confusione, quella di oggi è talmente grande che per evitare il pegg io Dio è costretto ad intervenire. Lo fa perché è Padre, e come tale cerca di ai utare quei figli che con buona volontà si sforzano di non cadere nei tranelli di Satana. [131] Oggi l’intervento di Dio mira a correggere un errore involontario commesso secoli fa da S. Agostino. L’errore di Agostino riguarda la Parusia int ermedia. Detta Parusia non andrebbe esclusa dalla Settimana universale ma integr ata ad essa. Abbiamo già visto che la Settimana universale è quel grandioso Piano che Dio ha concepito per creare, redimere e santificare il Genere umano. Detto Piano contie ne un “giorno” importante, il settimo, l’equivalente della domenica. A chi fareb be comodo che questo settimo “giorno” venisse obliterato? Al nemico di Dio. Lui solo ha interesse a ingannarci su questa importante verità. Ma Dio vuole che le anime di buona volontà giungano preparate a questo grandioso evento, e visto che il tempo stringe, interviene Lui stesso per aiutare coloro che hanno bisogno di

 

 

 

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Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo.

aiuto e da Lui lo sperano. I due esempi appena citati non sono gli unici. Ce ne sono tanti altri, provenien ti da voci che parlano tutte in nome di Dio. La voce di una monaca di clausura. Messaggio del 31 agosto 1968. Nel libretto italiano: “Il Gran Messaggio d’Amore” , l’autrice del libro, monaca di clausura, testimonia del dialogo seguente avven uto tra lei e la Voce divina: Dialogo tra la Voce divina e una monaca di clausura. Voce divina: «“Mia Madre, in altri tempi, aveva predetto il castigo, ma adesso l ’ora è molto più vicina. I popoli più forti demoliranno quelli più deboli. Ogn i umano diritto sarà sopraffatto. Sangue e fuoco sopra tutta la terra. Cose ma i viste fin dalla fondazione del mondo! Il cielo non avrà che i riflessi del fuo co, non sarà più azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di distruzione. ... Farà buio su tutta la terra, ... e la terra sarà avvolta in un nero mantello”. La monaca: “O Signore! Si direbbe l’Apocalisse!” Voce divina: “Il tempo della vera Apocalisse è molto lontano, e sarà voluto da D io, mentre questo sarà voluto e preparato dall’uomo! Gerusalemme, Gerusalemme, q uante volte ho voluto radunare i tuoi figli come la gallina raduna i pulcini sot to le sue ali, e tu non hai voluto! Questo è il messaggio di cui ti parlavo l’al tra notte. Messaggio d’amore e di dolore. Te lo affido!” La monaca: “Ma, Signore! Se il mondo potesse almeno sapere quel che mi dici!” Voce divina: “Questo mondo incredulo e infedele non crede facilmente a certe cos e, perché è più facile vestirsi di scetticismo che di verità. Fa più comodo! Anc ora una volta ti dico che nessuno è profeta in casa sua. Il mondo ha bisogno di un segno per credere, e lo avrà”. » Le parole suddette confermano che la vera Apocalisse (quella della Fine del mond o), è ancora lontana nel tempo. Essa arriverà fra una decina di secoli, non ora che siamo alla Fine dei tempi (o “Fine del tempo delle Nazioni”), un periodo ch e corrisponde all’inizio del settimo millennio della nostra storia umana, che in tutto ne conta sette. La voce di J. E. Gehrer. L’età di questa nostra umanità non ci è rivelata soltanto da Luisa Piccarreta. Anche il libretto di J. E. Gehrer: “Cœurs Unis de Jésus et de Marie”, contiene r ivelazioni analoghe. Una di queste ci permette di dedurre che la Settimana unive rsale è formata da sette periodi, o “giorni”, e che attualmente l’umanità si tro va all’inizio del suo settimo “giorno”. Quanto segue è la traduzione italiana del testo che si trova alle pagine 15 e 16 di detto libretto. «La voce interiore precisò: “Sì, voi vi alzate all’alba di un nuovo giorno. Pre sso Dio mille anni sono come un giorno, e codesto sarà una domenica: l’era dello Spirito Santo”. Mi sembrava che 4000 anni erano attribuiti al Padre, 2000 anni al Figlio, e 1000 allo Spirito Santo». [132] La voce di Ottavio Michelini. Nel volume: “Confidenze di Gesù ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli”, Gesù affida

a Mgr Ottavio Michelini parecchi messaggi di interesse attuale. Verso la fine d el messaggio del 21 giugno del 1978, e intitolato: Nelle condizioni precedenti a l Diluvio, Gesù dice a Mgr Ottavio Michelini: – «Non è la prima volta che nella storia dell’umanità si verifica questo triste fenomeno per cui, per Volontà Permissiva di Dio, l’umanità viene distrutta nella sua quasi totalità. Al tempo del Diluvio tutti gli abitanti della terra sono s tati distrutti, salvo Noè con i figli e i figli dei suoi figli. Siccome oggi le condizioni sono come quelle precedenti al Diluvio, l’umanità sarà distrutta ad eccezione di quelli che il Signore ha decretato di salvare. È necessario dire c he la grande maggioranza degli esseri umani sono rimasti sordi alle numerose chi amate di conversione che Dio ha indirizzato loro. ». La voce di Maria Valtorta. Il brano che segue descrive il Millennio felice e fa capire che la Parusia inter media che lo deve inaugurare sarà simile alla Parusia finale, ma non identica. M algrado le somiglianze dovute al famoso “parallelismo storico”, [133] la Parusia intermedia e quella finale sono due cose distinte. – Gesù dice a Maria Valtorta: «Quando avrò mondato il Gregge da ciò che è falso e impuro [con la Purificazione che avrà preceduto la sua Venuta intermedia, ndr] , nel mio periodo di Re della Pace [il “Millennio felice”, ndr] istruirò i rimas ti per l’ultima istruzione. Conosceranno Me come ora solo gli eletti mi conoscon o. Saranno non dodici, ma dodicimila volte dodicimila creature chiamate alla con oscenza del Re. Cadranno le eresie e le guerre. Luce e Pace saranno il sole dell a Terra. Si nutriranno del germe vivo della mia Parola e non saranno più languen ti della fame spirituale. Mi adoreranno in spirito e verità. Quando avverrà l’ultima rivolta di Satana a Dio [alla fine del “Millennio felice ”, ndr] non mancheranno gli ultimi Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della Città eterna deve essere depurato per tre filtri per poter divenire turibolo davanti al trono dell’Agnello glorioso. E questo sarà l’ultimo filtro. [134] Ma i “fedeli” resteranno fedeli, conosceranno che Io sono con essi, e che essi sono il mio popolo eterno. Ma fin da ora, o miei diletti, o anima che mi am i e che amo, sappiate che anche prima che Io venga a radunare il mio gregge per portarlo agli eterni pascoli del cielo, voi siete i miei amati agnelli. Prima de gli altri entrerete nel mio Regno, perché voi siete il mio gregge ed Io sono il Signore Iddio vostro, il vostro Pastore che fra voi prende le sue delizie, e che vi chiama alla sua dimora per vivere con voi nella Pace serbata ai fedeli di Cr isto.» [135] La voce di JNSR [136] Nel 1998, la rivista il Segno del Soprannaturale ha pubblicato una serie di arti coli che fanno la sintesi dei messaggi ricevuti da JNSR sulla Parusia intermedia . [137] Questi messaggi spiegano alcuni passi oscuri delle Scritture – come ad e sempio i versetti di Ap 20, 1 6 – ma anche dei passi ritenuti chiari ma contenen ti delle sorprese esegetiche. Per esempio, il famoso “Venga il tuo Regno”, prese nte nella preghiera del Padre Nostro, andrebbe interpretato non in senso simboli co, ma letterale: discesa della Gerusalemme celeste a Dozulé, [138] e instaurazi one del Regno di Dio su tutta la Terra ad opera di Cristo. Alcuni messaggi di JNSR presentano la Venuta intermedia di Gesù come necessaria all’Umanità, che secondo il piano divino è destinata a recuperare i privilegi de l primo Paradiso terrestre. In che modo? I momenti sono tre: 1) Seminare. 2) Col tivare. 3) Raccogliere. Per poter raccogliere qualcosa dalla terra bisogna prima seminare, e poi coltivare. Con la sua morte Gesù ha gettato il seme del suo Reg no, e nei duemila anni successivi ha coltivato il suo campo. La prima e la secon da tappa sono quindi realizzate. Rimane la terza, quella del raccolto. Gesù ci a

 

vverte che lo vuole fare adesso, tra poco, perché la messe è pronta, i tempi son o maturi, come testimoniano i due messaggi che qui seguono. – Gesù dice a JNSR:“Prima della parola “fine” Io fermerò il meccanismo, e vi far ò saltare nel tempo vero, quello della “mia verità” come da un treno in moviment o. Ai miei figli del mondo intero voglio dire che è arrivato il tempo della veri tà (...) Io sono l’unica verità, quella scritta da tutti i santi profeti nella B ibbia. Parole di Gesù. Amen”; – Gesù a JNSR: “Sì, mia piccola, i tempi stanno per precipitare, e tutto si svol ge come ve lo ha indicato il mio Libro santo (...) Io vi darò ancora altri segni della mia prossima venuta. Niente deve turbarvi o spaventarvi, poiché tutto ciò deve accadere. Il mondo è andato troppo in là nella disobbedienza a Dio, e più nulla lo può fermare nella sua follia satanica. Non posso lasciare l’uomo distru ggersi completamente”. [139] Negli scritti di JNSR la Parusia intermedia è come una luce che illumina di nuov a speranza tutte le Scritture sacre. Non dobbiamo quindi meravigliarci se i suoi messaggi si rivolgono a tutti, non solo ai cattolici ma anche agli Ebrei, ai Pr otestanti, agli Ortodossi, a tutte le persone di buona volontà, qualunque sia la religione alla quale appartengono. Gesù dice tramite JNSR: ”Avverto i capi dell e Chiese di tutte le confessioni che Io ritorno presto!” [140] Per quanto riguar da gli Ebrei, essi sono i nostri “fratelli maggiori”. Dio vuole essere riconosci uto come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, e portare a tutti gli uomini il perdono e la pace, cominciando dai figli d’Israele. La voce della Divina Sapienza. I due messaggi seguenti esprimono chiaramente il concetto di Parusia intermedia. Messaggio ODS, del 7 maggio 2000. [141] – Gesù dice: «Sposa amata, quando mai ho detto che fino alla Fine del mondo le c ose resteranno stazionarie? Perché gli uomini non prestano attenzione alle mie P arole? Ho parlato spesso attraverso i miei profeti antichi e nuovi di una mia Ve nuta intermedia, e non in modo velato. Quanti mi attendono per farmi festa e gio ire con me? Pochi, sposa amata, pochi anche di coloro che leggono e rileggono le mie parole; essi dicono: Ma… Forse… Non è ben chiaro… Chissà… Vedremo… Nessuno di questi ha il coraggio di dire: Gesù parla chiaramente di una Venuta grandiosa e intermedia. Prepariamoci tutti ad accoglierlo col cuore ardente di chi attend e Colui che tanto ama, e che sta per ritornare trionfalmente e visibilmente. … Io, Io Gesù, sto per fare tutto questo. Il mistero nascosto da secoli e millenni ora viene palesato, e tutti ne conosceranno l’essenza. La mia prima Venuta sull a Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la continuazione, la terza sarà la conclusione. » Messaggio ODS, del 28 maggio 2000. – Gesù dice: «Oggi, amata sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per capir e il senso del tempo presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più volte dico palesemente, che cioè tornerò, tornerò non solo nell’ultima Venuta (finale e conclusiva), ma che ci sarà una Venuta intermedia precedente. I miei amati pic coli, che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano del mio stesso amore, mi atte ndono perché hanno compreso, alla mia luce, e si preparano di giorno in giorno c on un’adorazione continua, con una dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro propria, non mi attendono, non si preparano, e ripe tono: “Non si parla mai nelle Scritture di una Venuta intermedia”. Essi non saranno pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi che

ho preparato per chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce ed ha cercato tutto da me. Amata, il mio giorno è vicino. Questo sarà anche il giorno meraviglioso e unico delle anime belle che troverò vestite a festa come piccole spose. Ecco, verranno con me al Banchetto di nozze, e nessuna di esse resterà fuori. Resteran no fuori invece coloro che in me non hanno creduto ma hanno confidato troppo in loro stessi, senza capire che le cose devono essere viste e interpretate solo al la mia luce. » La voce di don Gobbi. [142] Don Gobbi va in tutto il mondo per diffondere il Movimento Sacerdotale Mariano. Nel Libro dei messaggi da lui ricevuti si annuncia che Gesù sta per tornare sull a terra come re, e si parla del ripristino del Paradiso terreste. Questo Paradis o, come sappiamo, corrisponde al Regno messianico. La Madonna lo annuncia con qu esti messaggi: Messaggio MSM del 24 dicembre 1978. La seconda Parusia. – La Madonna a don Gobbi: «Simile alla prima sarà la sua seconda venuta, figli p rediletti. Come la sua nascita in questa notte sarà il ritorno di Gesù nella glo ria, prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece a ncora nascosta nei segreti del Padre. Il mondo si troverà tutto avvolto nella te nebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, della ribellione alla su a legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo. Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i grandi neppure si rico rderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi saranno molto occupat i a cercare e ad affermare se stessi. “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli ancora la fede sulla terra?”. Ve rrà all’improvviso, e il mondo non sarà pronto alla sua venuta. Verrà per un giu dizio a cui l’uomo si troverà impreparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno, dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici. Anche in questa second a venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. Come del mio seno verginal e il Verbo del Padre si è servito per giungere fino a voi, così del mio Cuore Im macolato Gesù si servirà per giungere a regnare fra voi.» Messaggio MSM del 1 gennaio 1990. Madre del secondo Avvento. – La Madonna a don Gobbi: «Sono la Madre del secondo Avvento. Lasciatevi dunque formare e preparare da me, in questi anni, così che possiate essere pronti a ric evere Gesù, che verrà nella gloria ad instaurare fra voi il suo Regno di amore, di santità, e di pace.» Messaggio MSM del 13 marzo 1990. Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà. – La Madonna a don Gobbi: «Voi leggete nel Vangelo: Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra? … Vi potete domandare perché Gesù ha pronunziato queste parole. Lo ha fatto per prepararvi alla sua seconda Venut a, e per descrivervi una circostanza che sarà indicativa della vicinanza del suo glorioso ritorno. Questa circostanza è la perdita della fede. … La diffusione d ell’Apostasia è dunque il segno che indica ormai vicina la seconda Venuta di Cri sto. A Fatima io vi ho predetto che sarebbe venuto un tempo in cui si sarebbe pe rsa la vera fede. Questi sono i tempi. » Messaggio MSM del 14 aprile 1990, Sabato santo. Vegliate con me nell’attesa. – La Madonna a don Gobbi: «Vegliate con me nell’attesa in questi ultimi tempi de l vostro così lungo sabato santo, perché è vicino il momento in cui mio Figlio G esù ritornerà sulle nubi del cielo, nello splendore della sua gloria divina.»

Messaggio MSM del 3 giugno 1990. Il tempo dello Spirito Santo. – La Madonna a don Gobbi: «Vi avvicinate al momento in cui si compirà il grande prodigio della seconda Pentecoste. … Così lo Spirito Santo adempie la sua divin a missione di dare piena testimonianza al Figlio, e vi condurrà alla comprension e della Verità tutta intera.» Messaggio MSM del 28 giugno 1990. La seconda Pentecoste. – La Madonna a don Gobbi: «Siete ormai vicini alla seconda Pentecoste. … La seco nda Pentecoste verrà come rugiada sul mondo, e trasformerà il deserto in un giar dino, in cui tutta l’umanità correrà incontro al suo Signore, come sposa, in un rinnovato patto di amore con Lui. Così la Santissima Trinità riceverà la sua gra nde gloria, e Gesù instaurerà il suo glorioso Regno di amore fra voi.» Messaggio MSM del13 ottobre 1990. Il Paradiso terrestre sarà ripristinato. – La Madonna a don Gobbi: «È vicino il Regno glorioso di Cristo, che si stabilir à fra voi con la seconda venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria . È il suo glorioso ritorno per instaurare fra voi il suo Regno, e riportare l’i ntera umanità, redenta con il suo preziosissimo sangue, allo stato del suo nuovo Paradiso terrestre. Quanto si prepara è cosa tanto grande che mai è stata dalla creazione del mondo. Preparatevi con umiltà, con fede, e con intensa preghiera. Preparatevi raccogl iendovi tutti nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato. Preparatevi nel silenzio e nell’attesa. ... Con un piccolo numero di questi piccoli bambini, i l Signore instaurerà presto sulla terra il suo glorioso Regno d’amore, di santit à e di pace.» Messaggio MSM del 24 dicembre 1990. Accogliete i profetici annunci. – La Madonna a don Gobbi: «Siete entrati nei tempi che vi sono stati predetti. S iete entrati negli ultimi tempi. Allora accogliete i profetici annunci che in ta nti modi vi hanno indicato vicino questo secondo Natale. … Per questo, in ogni p arte del mondo mi sto formando la schiera dei piccoli, dei poveri, degli umili, dei puri di cuore per preparare così una culla preziosa a Gesù che torna a voi n ella gloria.» Messaggio MSM del 15 agosto 1991. La Nuova Era. – La Madonna a don Gobbi: «La nuova era verso cui siete incamminati porta tutto il creato alla perfetta glorificazione della Santissima Trinità. Il Padre ricev e la sua più grande gloria da ogni creatura, che riflette la sua luce, il suo am ore, il suo divino splendore. Il Figlio instaura il suo Regno di grazia e di san tità, liberando tutto il creato dalla schiavitù del male e del peccato. Lo Spiri to Santo si effonde in pienezza con i suoi santi Doni, porta alla comprensione d i tutta la Verità, e rinnova la faccia della terra. La nuova era che io vi annun cio coincide con il pieno adempimento della Divina Volontà, così che finalmente si realizzi quanto Gesù vi ha insegnato a domandare al Padre celeste: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. È il tempo in cui dalle creature si compie il divino volere del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.» Messaggio MSM dell’8 dicembre 1991. La porta che si apre. – La Madonna a don Gobbi: «Sono la porta che si apre sulla nuova era che vi atte nde e che sta ormai per giungere sul mondo. Per questo nei vostri tempi sono chi amata ad essere la Madre del secondo Avvento. Come, per mezzo di me, Gesù è giun to a voi nella fragilità e nella umiltà della sua natura umana, così ancora, per mezzo di me, Gesù ritornerà a voi nello splendore della sua gloria, per instaur

are il suo Regno nel mondo.» Messaggio MSM del 31 dicembre 1991. La Fine dei tempi. – La Madonna a don Gobbi: «Vi ho più volte annunciato che si approssima la Fine dei tempi e la venuta di Gesù nella gloria. Ora voglio aiutarvi a comprendere i segni descritti nella Divina Scrittura, che indicano ormai vicino il suo glorios o ritorno. Questi segni sono chiaramente indicati dai Vangeli, dalle Lettere di S. Pietro e di S. Paolo, e si stanno realizzando in questi anni. Il primo segno è la diffusione degli errori che portano alla perdita della fede e all’apostasia . Il secondo segno è lo scoppio di guerre e di lotte fratricide … mentre si fann o sempre più frequenti le catastrofi naturali come epidemie, carestie, inondazio ni, e terremoti. … Il terzo segno è la sanguinosa persecuzione di coloro che si mantengono fedeli a Gesù e al suo Vangelo. … Il quarto segno è l’orribile sacril egio compiuto da colui che si oppone a Cristo, cioè l’anticristo. Entrerà nel te mpio santo di Dio e siederà sul suo trono facendosi adorare lui stesso come Dio. … Il quinto segno è costituito da fenomeni straordinari che avvengono nel firma mento del cielo. … Io sono sempre con voi, per dirvi che la realizzazione di que sti segni vi indica con sicurezza che è vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella gloria.» Messaggio MSM del 24 dicembre 1997. Parusia intermedia e trionfo del Cuore immac olato di Maria. – La Madonna a don Gobbi: «Il mio Divino Bambino … un giorno ritornerà nella pot enza della sua gloria divina, e porterà alla sua pienezza il tempo e la storia. … Voi vivete ora il mistero di questo secondo Avvento, che vi prepara ad accogli ere Gesù quando tornerà a voi sulle nubi del cielo. Solo allora si compirà il se condo Avvento che voi state vivendo. Allora il tempo giungerà alla sua pienezza. Allora il Cuore immacolato della vostra Mamma celeste avrà il suo trionfo, nel definitivo e glorioso trionfo di suo Figlio Gesù.» La voce di Luisa Piccarreta. Da quanto tempo l’uomo è sulla terra? La scienza umana tenta di indovinare, ma l e sue risposte variano da uno scienziato all’altro, da un’epoca all’altra. Nel b rano che segue Gesù ci dice che l’uomo è sulla terra da 6.000 anni. Messaggio del 29 gennaio 1919, sul Divin Volere. – Gesù a Luisa Piccarreta: “Figlia mia diletta, voglio farti sapere l’ordine del la mia Provvidenza: in ogni corso di due mila anni ho rinnovato il mondo. Dopo i primi due mila anni lo rinnovai col diluvio. Dopo i secondi due mila anni i b uoni e gli stessi santi sono vissuti dei frutti della mia Umanità, e a sprazzi h anno goduto della mia Divinità. Ora siamo al termine dei terzi due mila anni, e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco perciò lo scompiglio generale. Esso non è altro che un preparativo, appunto, a questa terza rinnovazione; e se nella seco nda manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità, pochissimo ciò che oper ava la Divinità. Ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed in gran part e distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e co mpirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia U manità, come agiva il mio Volere divino col mio Volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo; ed anche un pensiero di ciascu na creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Volere divino.” [143]

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Luisa Piccarreta

“La Piccola figlia della Divina Volontà”.

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– IV – certezza del mondo nuovo

Nel giro del ventesimo secolo il Cielo ha scelto un’umile donna pugliese per pro porre all’umanità un nuovo ideale di vita concepito per le persone disposte a ri mpiazzare la loro volontà umana con la Volontà divina. Tale donna è Luisa Piccar reta. [145] La proposta divina assomiglia ad un nuovo “contratto” spirituale [14 6] che il Cielo offre all’umanità per permetterle di realizzare la felicità per la quale è stata creata, ma che il Peccato originale le ha fatto perdere. Di tutti i messaggi che il Cielo ha inviato alla terra nei secoli posteriori all a Redenzione, questo di Luisa si presenta come il più importante. Basti sapere c he l’ideale che Luisa propone all’umanità trasformerebbe il mondo in un Paradiso terrestre. Di fronte a una notizia così grande e inattesa molte persone si domandano se que sto Regno è o non è, quello che Gesù ci ha promesso per questa terra. Nel riflet tere a ciò mi sono chiesto: Perché Gesù ha accettato di morire crocifisso? Lui s tesso ha detto che lo scopo finale del suo sacrificio era di vedere un giorno re alizzato il suo Regno. Ora questo Regno, qualificato più tardi di “messianico”, è forse già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con ragione: “Se fo sse esistito, la cosa si saprebbe”. Assumendo dunque che questo Regno deve ancor a venire, è evidente che esso finirà un bel giorno per arrivare. E se quel giorn

 

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Il ripristino del Paradiso terrestre. (J. De Parvulis). Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis). Il Regno messianico annunciato dall’ODS.

Il ripristino del Paradiso terrestre. [144] (J. De Parvulis).

 

(1865

1947)

o fosse domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti affermano proprio quest o, aggiungendo che detto Regno è un anticipo del Regno celeste. Non è solo nel Vangelo che il Regno messianico [147] è presentato come scopo pri ncipale del sacrificio di Cristo. Maria Valtorta, [148] alla quale Gesù ha rivel ato molti segreti, anch’essa ne parla. Per esempio, nel 1943 Gesù le confida le parole seguenti: Messaggio del 27 agosto 1943, riportato da “I Quaderni”, di Maria Valtorta, vol. I, p. 228. – Gesù a Maria Valtorta: «Come uno a cui prema di fare intendere una cosa, Io va do sempre dritto alla cosa che più importa; e qui è il mio Regno. [Regno tempora le, e di riflesso anche quello eterno, ndr]. Perché nel mio Regno è la giustific azione del mio essermi incarnato e morto. Perché nel Regno è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza. Perché nel Regno è la prova della vita eterna , della risurrezione della carne, del mio potere di Giudice. Perciò quando ho pa rlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempr e a corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in se stesso, nella sua creatura, nei suoi precursori. [149] » Questi dati suggeriscono che è possibile, anzi probabile, che codesto Regno mess ianico [150] e il Regno del Divin Volere siano la stessa cosa. Il Cielo ce lo co nferma tramite Luisa Piccarreta, e più recentemente anche tramite don Gobbi. Il 15 settembre 1922 Gesù si è rivolto a Luisa Piccarreta in questi termini: – Gesù a Luisa Piccarreta: «Anelo ardentemente a che siano conosciuti gli effett i del mio Divin Volere. Da esso mi verrà la completa gloria della Creazione ed i l compimento finale e definitivo della Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancor a sospesi, tanto della Creazione quanto della Redenzione, perché il mio Volere n on è conosciuto, e non tiene il suo vero Regno nella creatura, e non regnando, l a volontà umana resta sempre schiava di se stessa! » [151] Il 22 novembre 1992 la Madonna ha parlato a don Stefano Gobbi in questo modo: – La Madonna a don Gobbi: «In questa creazione, rinnovata da una perfetta comuni one di vita col Padre, Gesù Cristo instaurerà il suo Regno di gloria, perché l’o pera della sua divina Redenzione possa avere il suo perfetto compimento. Lo Spi rito Santo aprirà i cuori e le menti in modo che tutti possano adempiere il vole re del Padre e del Figlio, così che sulla terra sia perfettamente realizzata la Divina Volontà, come in cielo. » [152] Se questi messaggi sono di origine celeste – e come si fa a dire che non lo sono ? – essi ci permettono di affermare che l’Era nuova che qui è annunciata garanti rà il compimento definitivo della Redenzione. Stando ai messaggi, inoltre, quest o compimento si realizzerà col trionfo del Divin Volere. La notizia è grandiosa, anche perché la descrizione di questa Nuova Era ci fa pensare al“Millennio feli ce”, il millennio di cui S. Giovanni ci parla all’inizio del ventesimo capitolo dell’Apocalisse. [153] Di fronte a questi annunci profetici, una domanda appare con sempre maggior frequenza: Quando inizierà questo Regno? Le profezie, quelle autentiche, non offrono mai date precise, ma l’interpretazio ne accorta del loro senso nascosto può condurre a delle rivelazioni interessanti . Nel caso attuale un attento esame del loro contenuto permette di dedurre che l ’inizio del Regno messianico coincide con l’inizio del settimo millennio della s toria umana, il quale a sua volta corrisponde al terzo millennio della storia cr istiana. Tutto questo fa parte del Piano di Dio. [154] Continuando il ragionamento, visto che il terzo millennio cristiano è quello che

l’umanità ha appena iniziato, vuol forse dire che il Regno messianico sta per c ominciare? Certamente. Questo è quanto viene annunciato dalle profezie, le quali aggiungono che prima di entrare nel Millennio felice l’umanità dovrà subire una grande purificazione, senza la quale non le sarebbe possibile realizzare la fel icità che di tale millennio è la caratteristica fondamentale. Luisa Piccarreta ci informa che le persone che desiderano vivere nel Divin Voler e già si possono mettere su questa via. Le porte del Regno del Divin Volere sono aperte a partire dal momento attuale. Grazie al ritorno sulla terra del Divin V olere, i dolori e le sofferenze che il Peccato originale ci ha lasciato in eredi tà non esisteranno più. Spariti! L’umanità potrà vivere la felicità per la quale Dio l’ha creata. La felicità si installerà ovunque come conseguenza della comun ione degli esseri, una comunione resa possibile dal Divin Volere presente in tut ti coloro che saranno sopravissuti alla Purificazione. Quante sono le persone invitate a questo appuntamento? L’invito è per tutti, ma già si sa che alcuni l’accetteranno e altri no. Tuttavia, a coloro che accettera nno di essere presenti a tale appuntamento Dio darà la possibilità di recuperare i privilegi persi al momento della Colpa originale. Questo permetterà loro di r ealizzare il sogno dei sogni, quello di diventare Figli di Dio in pienezza.

Il diritto di governare il Mondo, a chi appartiene? A Dio o a Satana? Ai servi d el Primo, o a quelli del secondo? È evidente per noi che questo diritto non appartiene a Satana, ma a Dio. Dio Pad re, creatore di tutto ciò che esiste nel visibile e nell invisibile, ha il dirit to legittimo di governare il Mondo. Ma Dio Padre affida questo potere a Dio Figl io, che per riscattarci dalla morte si è incarnato e ha offerto la sua vita sull a croce. In passato, certo, il Mondo è sempre stato dominato dalle forze del Male. Due mi la anni fa Gesù ha confermato che il “principe di questo mondo” è Satana, e anco r oggi le forze del Male trionfano tramite la complicità degli uomini che si met tono al loro servizio. Questa situazione è forse da considerarsi normale e irreversibile? La risposta p iù verosimile è “no”. Non è possibile che Satana rimanga indefinitamente alla di rezione del Mondo. Cristo ci ha strappati al potere delle tenebre sacrificando l a sua vita. Dunque il Mondo futuro non apparterrà più a Satana, ma a Cristo. Il diritto legittimo di governare il Mondo è di Cristo. Dove si trova la linea che divide questi due poteri, quello di Cristo e quello d i Satana? La linea di divisione è determinata dalla Fine dei tempi. L’Umanità st a raggiungendo questa linea proprio oggi. La salvezza dell’uomo è ormai viciniss ima. La salvezza è Dio. Ed essendo Dio una Trinità, pare che la nostra salvezza assum a la forma trinitaria essa pure. In che modo? Vediamolo. Già ho parlato del Nuovo Ordine Mondiale come di un progetto concepito da uomini senza Dio. [155] Il primo risultato prevedibile di tale sistema sarebbe una ter za guerra mondiale, che come regalo ci lascerebbe in eredità un bel "Cavallo di Troia": la dittatura mondiale degli "Illuminati", seguita a più o meno breve sca denza dall’auto distruzione totale. A questo punto mi chiedo: “Potrebbe Dio permettere che l’umanità si auto distrug

 

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Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis).

ga prima che il suo Piano sia completato?” È difficile pensarlo. Se noi consider iamo il Piano di Dio nel suo insieme, ci accorgiamo che all’epoca di Noè l’umani tà è stata salvata fisicamente per opera di Dio Padre, e all’epoca della Redenzi one è stata salvata spiritualmente per opera di Dio Figlio. È difficile credere che le tre divine Persone vogliano abbandonare l’umanità proprio adesso. I Profe ti cristiani contemporanei dicono che la salvezza ci verrà ancora concessa, e ag giungono che questa volta, la terza, ci verrà concessa in maniera definitiva per opera dello Spirito Santo. In tal modo l’Umanità sarà stata salvata tre volte: la prima nei giorni del Diluvio (salvataggio fisico), la seconda nei giorni dell a Redenzione (salvataggio spirituale), la terza nei giorni dell’inaugurazione de l Regno messianico (salvataggio totale). Il vero “Nuovo Ordine Mondiale”, quindi, non è quello che l’uomo si prepara ma q uello che Dio ci prepara. L’uomo troverà la salvezza in Dio, non in se stesso. E Dio, questa volta, vuole salvare l’Umanità in maniera definitiva. Si servirà di questo suo terzo intervento straordinario per instaurare nel mondo il Regno mes sianico, quello che S. Pietro descrive con le parole: “Regno d’amore e di verità , di giustizia e di pace”, e che la Chiesa ci suggerisce di invocare con la preg hiera del Padre Nostro. I Profeti cristiani contemporanei affermano che Dio ha c oncepito questo Regno per permettere all’uomo di vivere nella felicità che esist eva nel Paradiso terrestre prima del Peccato originale. La Tribolazione che dovr à precedere la sua venuta non ha altro scopo se non quello di purificare la Terr a in vista delle meraviglie che l’aspettano. Conseguentemente, anche se le dodici famiglie dell’anti Chiesa, i sedicenti Illu minati, riusciranno per un po’ a dirigere il mondo, la loro supremazia non durer à più di quel tanto. È possibile che duri il tempo di una sequenza triplice, fat ta un po’ all’immagine di quei “tre giorni” durante i quali Gesù è rimasto nella tomba. Alla fine, come Cristo è risuscitato glorioso, così dovrebbe accadere al suo Corpo mistico, la Chiesa. E con la Chiesa dovrebbe risuscitare l’intera Uma nità. Il Regno di Dio dovrebbe iniziare sulla Terra con questa generale risurrez ione. Chi volesse saperne di più su questo argomento, e magari subito, lo può fare leg gendo le profezie di Isaia nei passi intitolati La nuova Creazione. Lo stesso ar gomento è pure trattato da S. Giovanni in quella sezione dell’Apocalisse che nel la Bibbia ha per titolo: Il Millennio felice. [156] Altre descrizioni provengono dai mistici contemporanei, soprattutto quelli più recenti, presentati e discuss i in questo libro. Tra questi figurano: Maria Valtorta, Vassula Ryden, Mgr Ottav io Michelini, JNSR, don Stefano Gobbi, Françoise, Marie Sevray, Luisa Piccarreta . Il profeta Amos dice: “Il Signore non fa nulla senza prima svelare la sua idea ai suoi servitori, i profeti” [157] Maria Valtorta. [158] Messaggio del 16 agosto 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria V altorta, p. 135. – Gesù dice a Maria Valtorta: «Il mio regno non è di questa terra, secondo quant o vuol dire regnare sulla terra. Ma è Regno della terra. Poiché Io sulla terra a vrò regno. Regno palese e vero, non solo spirituale quale è ora, e di pochi. L’o ra verrà in cui sarò Re solo e vero di questa terra che ho comperata col mio San gue, della quale sono stato creato Re dal Padre, con ogni potere su di essa. » Messaggio del 18 novembre 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, pp. 565 6. – Gesù a Maria Valtorta: «Continuo a parlare ai miei precursori, a coloro che co l loro olocausto preparano le vie del Signore e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita santa. Gioite, o miei servi fedeli, che non v

 

 

i accontentate di salvare la vostra anima ma vi offrite perché la Luce vinca sul le Tenebre e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansiosi. Quan do sarà la mia ora non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa ter ra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho forse prome sso che voi sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno? Come digni tari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra, servendomi c ome luminosi ministri, e erediteranno quel possesso della terra che Io ho promes so ai mansueti, e che diverrà possesso dei Cieli quando la Terra più non sarà.

http://www.parvulis.com/Images/m_valtorta.jpg Maria Valtorta

Mistica italiana, autrice dei volumi: L’Evangelo come mi è stato rivelato, e di altre opere dette “minori” fra le quali i tre volumi intitolati: I Quaderni ”.

Molto prima di quell’ora, o voi, giusti, possederete il Cielo. Esso sta già aper to a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio ultimo, ndr] sarà possesso fulgido, completo, cognito a tutte le creature, assunzione della gloria anche della vostra carne con la quale avet e conquistato il Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio. Vincitori di Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete l’Universo insieme al vostro Dio e sarete specchi di Dio che apparirà in tutto il suo splen dore nelle vostre carni glorificate. Simili al Padre sarete, o figli santi. Simi li a Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avret e la somiglianza intellettiva, e dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somig lianza umana. E poiché avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e do ve è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza del P adre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a Lui, e lo e lesse per figlio. Prima di quell’ora sarete i dignitari del mio Figlio. Vedrete il miracolo d’amor e di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio. Conoscerete quale sarebb e stato il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso col connubio di Sat ana. Non sarete defraudati di quest’ora [il Regno messianico, ndr], o amorosi se guaci dell’Amore fatto carne”. Messaggio del 27 agosto 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria V altorta, p. 288. – Gesù a Maria Valtorta: «Anche nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano , ma non è così. Sarebbe meglio dire: si riflettono nei tempi futuri con aspett i sempre più grandiosi. [159] Ora siamo al periodo che Io chiamo: dei precursori dell’Anticristo. Poi verrà il periodo dell’Anticristo che è il precursore di Sa tana. Questo sarà aiutato da manifestazioni di Satana: le due bestie nominate ne ll’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore dell’attuale [1943 = seconda guerra mond iale, ndr]. Il Male cresce sempre più. … L’epoca anticristiana assurgerà alla ma

ssima potenza nella sua terza manifestazione, quando vi sarà l’ultima venuta di Satana. » Françoise. [160] Messaggio del 13 ottobre 1997. Gesù dice a Françoise: “I miei angeli sono al lavoro per unire e santificare i m iei, quelli che devono appartenermi per l’eternità. Satana, lui, sta facendo cad ere il più grande numero possibile di anime per segnarle col suo sigillo diaboli co. Si tratta di un combattimento vero e proprio tra la luce e le tenebre. Maria apparirà presto, e col suo sguardo spazzerà via il male che rimane sulla terra. Satana sarà obbligato a ubbidirgli, e sarà cacciato. Resteranno sulla terra i p iccoli, quelli che hanno sempre voluto il bene, la giustizia, l’equità, e che ha nno messo Dio al primo posto.” Don Stefano Gobbi. Messaggio MSM del 13 ottobre 1990. – La Madonna dice a don Gobbi: «È vicino il Regno glorioso di Cristo che si stab ilirà tra voi con la seconda Venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gl oria. È il suo glorioso ritorno per instaurare tra voi il suo Regno, e riportare tutta l’umanità, redenta dal suo sangue preziosissimo, allo stato del suo nuovo Paradiso terrestre. » Messaggio MSM del 1 gennaio 1995. – La Madonna a don Gobbi: «Si avvicina il momento di un rinnovamento universale. Satana sarà sconfitto. Il potere del male sarà distrutto. Gesù instaurerà il su o glorioso Regno fra voi, e saranno così formati i cieli nuovi e la terra nuova. » Marie Sevray. – Gesù a Marie Sevray: «Alla Fine dei tempi [161] (...) Io mi riporto al Princip io, e prima di chiudere il Tempo voglio come esaurire tutti i miei poteri di Cre atore! Ci sarà un rinnovamento magnifico, come uno splendido concerto universale , ogni anima che dice la sua nota, quella che gli avrà insegnato lo spirito di L uce e d’Amore, lo spirito delle divine trasformazioni. Magnifico periodo di pace ! Tutto sulla terra mi darà gloria! Ogni creatura mi dirà sulla terra ciò che i miei eletti mi dicono in Cielo!» [162] Mgr Ottavio Michelini. Messaggio del 21 giugno 1978. – Gesù dice a Mgr Michelini: «Figlio mio, ti confermo ancora una volta l’ora del la purificazione, dopo la quale ci saranno dei cieli nuovi, una terra nuova, ed una Chiesa nuova. Evidente apparirà l’intervento decisivo di mia madre, Regina d elle vittorie, come pure la mia gloria ed il mio potere, potere e gloria di vero Dio e di vero Uomo. Un’era nuova avrà corso nella storia dell’umanità. » [163] Vassula Ryden. [164] Messaggio del 1998. – Gesù dice a Vassula: «Come un tempo l’ho detto davanti a tutti, lo ridico ora : giorno verrà – e detto giorno è vicino – in cui il vostro spirito sarà in ciel o a glorificare la nostra Santità trinitaria, anche se voi sarete tra gli uomini

. Mentre il vostro corpo si muoverà tra gli uomini, la vostra anima ed il vostro spirito, catturati nella mia Volontà e pieni della nobiltà della mia Luce, sara nno paragonabili a quelli angelici. Vi troverete a camminare nell’Eden, in Parad iso, tra i miei angeli e i miei santi, perché la vostra unione con Me sarà compl eta. Ah! Noi gioiremo nel riconoscerci in voi. Avrete in voi l’immagine del Dio mai v isto, e Noi contempleremo in voi il Cielo. Il fatto di possederci vi renderà cap aci di vivere quella vita che Noi ci aspettavamo da voi, una vita che raggiunger à la conoscenza più completa della nostra Divina Volontà, e questo grazie ad una saggezza e ad una comprensione spirituale perfette. La vita che vivrete, carissimi figli – voi che siete stati creati per le nostre Corti imperiali – sarà secondo il mio Pensiero sotto tutti gli aspetti. Vi santi ficherò, e sarete capaci di essere assolutamente devoti. Anche se tutte queste cose sono già state annunciate nel Messaggio di Verità, po chissimi tra di voi hanno compreso la mia Parola. Oggi il mondo sente, ma non co mprende. Vede, ma contempla delle immagini che non gli dicono niente. » [165] Queste parole descrivono la parte conclusiva della Settimana universale, che è i l Piano divino di Salvezza. Detto Piano ci appare composto di tre parti distinte : Creazione, Redenzione, Santificazione. Dette parti sono allacciate, solidari t ra loro, e fanno pensare inevitabilmente al Padre, al Figlio, ed allo Spirito Sa nto. La parte finale, la terza, è quella che ora ci riguarda maggiormente, perch é Dio la sta annunciando come imminente, e perché oltrepassa in bellezza tutto c iò che poteva essere immaginato fino ad oggi. Si tratta, nel Piano di Salvezza, del Paradiso terrestre finale, la parte conclusiva del Piano stesso. (Vedere anc he, in appendice, le ultime cinque pagine del testo intitolato: "L’Anticristo ne l suo tempo"). JNSR. [166] Messaggio del 20 luglio 1997. – Gesù dice a JNSR: «Dopo l’evangelizzazione del mondo, allora scenderò dai Ciel i, ed il mio Nome sarà cantato anche dagli uccellini nel loro nido. La natura in tera canterà il mio Ritorno glorioso. Il Vento d’Amore è già alle porte. Ecco ch e vengo. Amen. » Messaggio del 28 novembre 2001. – Gesù dice a JNSR: «Il giorno in cui verrò non aspettatevi di vedermi qui o là. Sì, vi verrà detto: l’ho visto, è nel tal posto. No. Vi ripeto che verrò dalle altezze del mio Cielo di gloria. Tutti mi vedranno. Nulla è impossibile a Dio. La Purificazione è iniziata. Accettate la mia Croce che, unita alla vostra, vi s alverà, e salverà tutti quelli che vi sono cari, perché lo sono ancora più a mio Sacro Cuore. Allora verrò a dire ad ognuno: “Vengo nella mia santa gloria. La t ua vita mi appartiene. Se mi segui, cammineremo insieme affinché il mondo compre nda il valore che do ad ognuno, perché voglio salvare questo mondo con ciascuno di voi”. Il salvataggio della vostra Terra è un affare familiare. Il Padre ve l’ha data i n eredità. È adesso che gliela dovete rimettere, nella sua santa mano, bella, pu lita, innocente soprattutto, perché il Male l’aveva trasformata in una massa inf orme e sporca. Allora i figli del Padre si metteranno al lavoro, guidati da Gesù , il Figlio unico del Padre che scende ad aiutare tutti i suoi fratelli in Dio p er rimettere questa Terra bella quanto Dio ve l’aveva data all’origine.

Metterò nei vostri cuori tanto amore, tanta forza, e lo Spirito Santo vi darà ta nto ardore nella fede, nella speranza, nella carità che i vostri cuori si gonfie ranno come le vele di un veliero di competizione, e che voi trasformerete la vos tra Terra in un giardino più bello dell’Eden. Terra nuova di Dio e degli uomini. Di che annientare l’orgoglio di Satana a cui non sarà più concesso di venire a prendervi a tradimento. L’avrò respinto in fondo all’inferno, dove si batterà co i suoi accoliti; non vi ho detto con le ‘mie anime’. Gli uomini avranno acquistato una tale bontà, una tale intelligenza, che la pace di Dio risiederà su tutta la Terra. Non ti ho detto che non mi vedrete in mezzo a voi. Dio è ovunque. Come potrà il mio Amore scegliere un’anima? Siete tutti i n Me come sono tutto in voi. Sì, mi vedrete, mi toccherete. Quando? Fra poco. Ve rrò nei prossimi giorni, dopo l’Evangelizzazione totale della Terra. Siete giunt i ai tre quarti. Non voglio venire senza che mi si speri e mi si chiami: ‘Vieni, Signore Gesù’! La sera scende su tutta la Terra. La ricopre e la ricoprirà anco ra con molte sofferenze, pene, lacrime. Fatemi conoscere! Vi chiedo di unire le vostre forze, e di continuare a costruir e la mia strada di Croci gloriose, di Croci d’amore a migliaia, e su tutta la Te rra. Il canto delle Croci d’amore si alzerà verso Dio che vede la luce di queste Croci che lo chiamano, le braccia tese da est a ovest: “Vieni, Signore Gesù”! A llora, quando vedrò i cuori dei miei figli, i figli del mio Divin Cuore e della mia Croce luminosa, chiamarmi come fecero i miei beneamati Apostoli in mezzo all e onde scatenate: “Aiuto! Senza di Te, Signore, ci anneghiamo!”. Allora verrò. P erché non ci sarà più orgoglio umano nei loro cuori. I miei figli si riconoscera nno piccoli e deboli senza il loro Dio: “Aiuto, Signore! Senza di Te la Terra mu ore!” Allora verrò. Sarà tempo di tornare, ritornare per ristabilire l’ordine e la pace nel mio Amore infinito. Verrò come un ladro che agisce in premura perché sta per spuntare il Nuovo Giorno. Già l’orizzonte cerca la luce. Il giorno che Dio si è scelto sta arrivando. Giorno di gloria, di pace, di gioia sulla Terra c ome in Cielo. Amen. » Luisa Piccarreta. [167] Messaggio del 21 settembre 1923. – Gesù dice a Luisa: «Per questo Regno... tutto è pronto. Tutto è preparato. Non rimane altro da fare che aprire le sue porte, e farlo conoscere affinché l’uomo ne prenda possesso. »

Gesù verrà sulla Terra una seconda volta, non più per soffrire, ma per “regnare” . Il suo Regno terrestre sarà un anticipo di quello celeste. [169] Quando Gesù è venuto la prima volta non è stato accolto dai suoi. I dottori dell a Legge ebraica e i capi del Popolo ebraico comprendevano il significato lettera le delle Scritture sacre, ma non lo spirito. Di conseguenza essi aspettavano un Messia politico, nazionalistico, non un Messia spirituale e universale. Come han no trattato Gesù? Hanno costretto i Romani a crocifiggerlo. Noi, cristiani, popolo eletto della Nuova Alleanza, siamo forse migliori degli E brei, popolo eletto dell’Antica Alleanza? Siamo forse più istruiti in senso spir ituale? Pare di no. Stiamo ripetendo lo stesso errore commesso due mila anni fa dai sinedristi ebraici. I nostri “grandi” della teologia non sanno leggere lo sp irito dei testi biblici che parlano della Venuta intermedia di Gesù, e rifiutano tutto quello che riguarda la Parusia intermedia. Si direbbe che l’idea di veder e riapparire Gesù li mette in imbarazzo. Dovrebbero preparare il popolo all’inco

 

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Il Regno messianico annunciato dall’ODS. [168]

ntro col Signore, e non lo fanno. Non entrano nel Regno messianico, e fanno di t utto per impedire anche agli altri di entrare. [Mt 23, 13] Fortunatamente i carismatici, quelli veri, obbediscono agli ordini del Cielo. Es si annunciano senza paura il Ritorno glorioso di Cristo. Questo fa sì che coloro che ostruiscono l’ingresso del Regno messianico sono ora costretti a tirarsi in disparte per lasciar via libera a chi vuol passare. Messaggio ODS del 17 giugno 1997. Imminenza della Parusia intermedia… – La Madonna dice: «Dovete avvertire il mondo che il ritorno di mio Figlio è imm inente…» Messaggio ODS del 24 agosto 1999. Questo messaggio parla di “Anno zero”. Ci fa p ensare al messaggio del 25 maggio 2000, sempre dell’ODS, dove Gesù afferma che l a clessidra della storia sarà capovolta perché l’Umanità è matura per un nuovo i nizio. Gesù parla così dell’ “Anno zero”: – Gesù dice: “Sposa cara, questo è un tempo assai significativo. Si appressa l’ Anno zero dell’umanità. È un momento di svolta, un momento di grande cambiamento ”. Messaggio ODS del 22 novembre 1999. I Profeti cristiani contemporanei dicono che in occasione della Venuta intermedia di Gesù tutti gli esseri umani presenti su lla terra vedranno Gesù risorto, Gesù glorioso, Gesù Cristo nei suoi magnifici a biti regali. C’è chi ama Gesù e non vede l’ora di incontrarlo, e c’è chi preferi rebbe non incontrarlo mai. Coloro che non ci tengono proprio ad incontrare Gesù, dicono: “Il Signore ha detto che nessuno può sapere il giorno e l’ora del ritor no di Gesù”. Alle persone che dicono questo, Gesù risponde questo. – Gesù dice: «Così è, ma quando i miei discepoli mi interpellarono il tempo era ancora lontano. Ora tutto è mutato. I tempi grandi ed unici sono giunti. Sono qu esti nei quali vivete. Il momento esatto resta nascosto, ma Io continuo a ripete re con parole, con segni e con opere che esso è giunto. … Perché gli uomini chiudono gli occhi davanti all’evidenza, e gli orecchi al mio annuncio? » Messaggio ODS del 9 febbraio 2000. Vi trovate alla vigilia del mio grande ritorn o. – Gesù dice: «Eletti, amici cari, vengo in gloria e potenza per liberarvi da ogn i schiavitù… Sposa amata, vengo in un mondo che di me si è dimenticato, non mi c erca, non mi desidera, non mi chiama. Ricorda le parole che dissi un tempo: quan do tornerò, troverò la fede? C’è ora la fede sulla terra? Essa è andata sempre p iù scemando dai cuori, lasciandoli vuoti, aridi, senza calore. Questo la madre m ia intese dire a Fatima. Preannunciò questi tempi di grande aridità, di gelo pro fondo, di smarrimento totale allorché disse che solo in pochi luoghi sarebbe rim asta la fede. Amata sposa, il mondo non mi cerca, non mi chiama più, non mi vuol e. Tutto questo accade alla vigilia del mio grande ritorno, non più come fragile bambino, non più come piccolo tremante in fasce, ma come Re di gloria e di pote nza. Quando salii al Cielo tra gli occhi attoniti dei miei amici, i miei messagg eri dissero: “Tornerà un giorno colui che è salito al Cielo. Così com’è andato t ornerà, e tutti lo vedranno”. Il mondo non vuole capire che ora il giorno è vici no, non sa la grandezza di quel giorno unico e meraviglioso. Questo fatto grandi oso, meraviglioso, unico, lo sto annunciando da molto. Desidero trovare tutti pr onti ad accogliermi, pronti col cuore pieno di gioia e d’emozione. » Messaggio ODS del 15 febbraio, 2000. Il Regno di Dio si avvicina a grandi passi.

– Gesù dice: «Sposa amata, l’universo intero annuncia la mia venuta. … Amata, i miei messaggi d’amore preannunciano questo avvenimento unico meraviglioso, unico irripetibile, unico definitivo. È come se dicessi con parole semplici: uomini d ella terra venite tutti nella mia città di luce e d’amore, venite tutti perché h o preparato un posto sublime per ognuno di voi. Venite nella mia città. In essa non c’è più il dolore ma solo gioia, non c’è più guerra ma grande armonia e pace , non c’è più alcun problema, e nessuna schiavitù. ». Messaggio ODS del 24 marzo, 2000. Quanta gioia per gli amici di Gesù, ma quanto turbamento per i suoi nemici! – Gesù dice: «Io verrò, verrò improvvisamente sulla terra. Non aspettato. Non de siderato. Verrò, e la mia luce sarà abbagliante. Gli amici cari gioiranno. Il lo ro cuore esulterà, ma resteranno turbati profondamente gli operatori di iniquità che già gridavano: “Pace e sicurezza senza Dio”, facendo dell’uomo un dio… Quan do si dirà: “Pace e sicurezza”, ed il mondo crederà di avermi tolto di mezzo, al lora apparirò splendente di luce, sfolgorante di splendore, e verrò a prendere g li eletti dai quattro angoli della terra. Essi saranno il mio amato popolo ed Io il loro Dio per sempre. » [170] Messaggio ODS del 7 maggio, 2000. Gesù parla ancora della sua Venuta intermedia, e ci chiede di annunciarla. – Gesù dice: «Tutti mi vedranno apparire nel Cielo. Come gli angeli hanno preann unciato, Io ritorno con potenza e gloria per fare nuove tutte le cose, e regnare come il più grande Re. Non continuate a pensare che Io venga solo nei cuori. Ve ngo visibilmente, e presto tutti mi vedrete! Preparatevi, amici cari, preparatev i e gioite. Il tempo è questo nel quale state vivendo. Annunciate con coraggio i l mio ritorno affinché nessuno si faccia sorprendere impreparato e nel sonno. Vo glio trovare cuori ardenti e palpitanti d’amore per me. » Messaggio ODS del 14 maggio, 2000. Dio mantiene sempre le promesse che fa. – Gesù dice: «Sposa amata, rasserena chi trema, chi geme, chi attende. Rassicura tutti dicendo: “Gesù viene, sta venendo prima di quanto si creda, prima di quan do si aspetti, perché se il mondo vuole fare a meno di lui, Egli non si è diment icato delle grandi promesse fatte, e le manterrà tutte. » Messaggio ODS del 16 maggio, 2000. La stupenda festa preparata da Dio Padre è pr onta. – Gesù dice: «Un padre amoroso un giorno preparò una grande festa nel suo palazz o, e molti doni da distribuire ai suoi figli. Chiamò questi uno ad uno, con invi to personale, dicendo ciò che aveva preparato. Essi dovevano fare solo la fatica di recarsi alla festa ed avrebbero avuto tutto. Alcuni corsero e videro le cose meravigliose che il padre aveva preparato. Si gettarono ai suoi piedi, lo bened irono, lo ringraziarono. Altri invece indugiarono titubanti, preferendo i godime nti vani, e così persero un tempo prezioso. Il padre attese, attese, attese. All a fine disse ai servi: “Chiudete le porte. Chi non si è deciso a venire fino a q uesto momento non lo farà più”. I servi chiusero le porte del palazzo, ed alcuni figli rimasero fuori senza più speranza. Amata sposa, questo Padre amoroso sono Io, Gesù. La festa è pronta per tutti, ma molti figli sono ancora fuori. Ho dato l’ordine di chiudere tutte le porte perc hé il tempo è giunto: ognuno si affretti perché l’ordine è già stato impartito a i servi. C’è solo il tempo stretto che serve per chiudere le varie porte del gra nde palazzo. Lo sappia bene il mondo, e si prepari. » Messaggio ODS del 25 maggio, 2000. La grande clessidra della storia sarà capovol ta. – Gesù dice: «Sposa amata, ancora una volta, l’ultima, chiamo a me con voce poss

ente l’intero genere umano. Tutto il mondo sentirà e capirà. Voglio che anche gl i estremi confini della terra sentano il mio richiamo d’amore. Questa sarà l’ult ima fase, la più grande e decisiva. Anche i sopiti, i superficiali, i distratti sentiranno la potenza del mio richiamo. Nessuno potrà dire: “Nulla ho capito per ché nulla ho sentito”. Sentirai, amata sposa, che tremendo rimbombo! Pensa ad un forte tuono che all’im provviso scuote cielo e terra e fa destare le popolazioni intere. Ognuno si affa ccia alla finestra. Tutti accorrono sui balconi. Il cuore trema. Ecco, voglio ch e il risveglio sia generale, e che tutti capiscano che ciò che avviene non è ope ra d’uomo ma di Dio offeso e dimenticato, Dio creatore di tutto, Dio salvatore d i ogni uomo, Dio Spirito d’Amore che non vuole perduta una sola anima… Amata, ripeti alle anime che seguono il cammino di luce che possono donare ancor a molto ai fratelli nel buio, fino al momento del mio “Basta”. Ecco, allora tutt o si fermerà, e la grande clessidra della storia sarà capovolta. Farà scendere i l primo nuovo granello. Del passato nulla resterà, nulla si ricorderà, perché Io avrò fatto nuove tutte le cose. »

clessidra 5maggio La clessidra sarà capovolta Messaggio ODS del 27 maggio, 2000. Prima, seconda, e terza Parusia. – Gesù parla a sua Madre, e le dice: «Rallegrati, Madre santissima: … Il mistero nascosto da secoli e millenni ora viene palesato, e tutti ne conosceranno l’ess enza. La mia prima Venuta sulla Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la c ontinuazione, la terza la conclusione. » Messaggio ODS del 28 maggio, 2000. I razionalisti dicono: “Nelle Scritture non s i parla mai di una Venuta intermedia di Gesù”. – Gesù risponde: «Oggi, amata sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per c apire il senso del tempo presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più vo lte dico palesemente, che cioè tornerò. Tornerò non solo nell’ultima Venuta fina le e conclusiva, ma ci sarà una Venuta intermedia precedente. I miei amati picco li che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano del mio stesso amore, mi attendo no perché tutto hanno compreso alla mia luce. Si preparano di giorno in giorno c on un’adorazione continua, con una dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro propria, non mi attendono, non si preparano. Ripeto no: “Non si parla mai nelle Scritture di una Venuta intermedia”. Essi non sarann o pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi che ho preparato p er chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce, ed ha cercato tutto da me. » Messaggio ODS del 29 maggio 2000. Ultimo appello… – Gesù dice ancora: «Ecco, ora chiamo a me con voce possente tutti i miei figli. Come un padre che desidera rimettere ordine nella sua casa e richiamare tutti a l loro dovere. Questo è il mio ultimo appello. Ciascuno vi può rispondere oppure no, perché è libero. Chi risponderà subito avrà il perdono e la gioia per sempr e. La sua vita diverrà un meraviglioso sogno che mai immaginava di vivere. Ma gu ai, sposa amata, guai a chi non vuole darmi risposta, e dopo essersi ribellato c ontinua a farlo, continua a girarmi le spalle! Porto al mondo il mio perdono, sp osa amata, ma porto al mondo anche la mia giustizia, la perfetta giustizia alla quale nessun ribelle può sfuggire. » Messaggio ODS di del 21 aprile 2000. Si tratta di un incontro d’amore tra Dio e

 

l’uomo. – Gesù dice: «Ogni uomo della terra tra non molto vedrà il mio volto, e tutto ca mbierà. Beato colui che non ne sarà sconvolto perché si è preparato con cura al meraviglioso incontro d’amore. » Messaggio ODS del 30 maggio, 2000. L’occasione è unica… – La Madonna dice: «Oggi mio Figlio mi ha detto: “Madre santissima, si affrettin o i figli a percorrere la via luminosa che indico. Si affrettino senza perdere u n solo istante. Tutto avverrà con massima rapidità. Il cambiamento sarà repentin o come durante una splendida giornata di sole, quando in un baleno si addensano nubi da ogni parte del Cielo e si scatena una forte pioggia che non lascia scamp o. Oggi è tempo di grazia e di misericordia. Nel Cielo brilla un magnifico sole. Domani potrebbero già addensarsi da ogni parte le nubi della mia perfetta giust izia. Oggi offro il perdono. Colgano tutti questa meravigliosa occasione, perché al tempo di grazia segue quello di giustizia perfetta”. Queste le parole sublimi di mio figlio Gesù. Vedete quant’è grande il suo amore! Non vuole condannare nessuno ma salvare tutte le anime. Siate decisi nel bene. Io sono con voi e vi amo immensamente. Maria santissima. » Negli ultimi decenni molte sette diaboliche si sono messe a predicare che sta pe r venire la “Fine del mondo”. È una bugia enorme, nata da un errore di interpret azione del Piano di Dio. Detto Piano è semplice da capire per chi conosce lo sch ema della Settimana universale, e vi aderisce, ma oggi esistono molti presunti c onoscitori della Bibbia che non conoscono questo schema, oppure lo rifiutano. De tto schema ci permette di affermare che la Fine dei tempi arriverà immediatament e prima del Millennio felice, mentre invece la Fine del Mondo arriverà subito do po. Possiamo dunque affermare con sicurezza che questi due eventi (Fine dei tem pi e Fine del mondo) sono due cose distinte. Esse non sono da confondere, anche se si assomigliano, avendo ciascuna uno scopo diverso. La Fine dei tempi ha per scopo di rinnovare la Terra e l’Umanità in vista del Regno messianico che Gesù v errà ad instaurare, mentre la Fine del mondo avrà per scopo di mettere un termin e definitivo all’esistenza umana. Di conseguenza, la Fine dei tempi non comporta la distruzione del mondo ma soltanto la distruzione del male che da sei millenn i lo tormenta. Oggi ancora Dio ci parla attraverso i suoi strumenti. Ci avverte che per noi è n ecessaria una purificazione. Sotto certi aspetti questa purificazione apocalitti ca assomiglierà a quella del Diluvio universale. Anche a noi, come a Noè, Dio ma nda un previo avvertimento, contenente le istruzioni su cosa fare per trovarci p reparati. Come la disinfezione di un ascesso presente sul nostro corpo fisico comporta del le sofferenze, così sarà per la disinfezione dei numerosi ascessi presenti sul n ostro corpo sociale. La purificazione sarà dolorosa, ma solo per coloro che non vorranno accettarla a causa del male al quale si sono radicalmente votati. Messaggio ODS del 20 giugno 2000. – Gesù spiega: «Non sarà la Fine del mondo, ma sarà la fine di un mondo vecchio . Non sarà la conclusione della storia ma di una fase lunga e dolorosa della sto ria, che ha visto l’uomo ribellarsi a Dio come mai in precedenza. … Eletti, amic i cari, siete i miei strumenti d’Amore. Andate per il mondo a portare la mia par ola. Testimoniatemi davanti agli increduli. Siate gioiosi perché servite me. Ecc o, è entrato il nuovo tempo, quello del grande rinnovamento. Come quando vedete sull’albero crescere le nuove gemme e dite “Ecco, è giunto il tempo nuovo”, così vedendo i germi della nuova terra siate pieni di viva speranza. Anche se ogni r innovamento porta prima un po’ di disordine, poi vedrete compiute le meraviglie

del mio Amore. » [171] Messaggio ODS del 27 giugno 2000. Oggi quasi nessuno attende Gesù. Questo capita proprio quando “l’atteso dalle genti”dovrebbe essere atteso da tutti. – Gesù dice: «Il mondo non mi attende. Il mondo grida “Pace e sicurezza” senza di Me. Ma Io verrò all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, un fulmine che colpisce e scompare. Verrò come luce sfolgorante che abbraccia tutti i suoi fig li amati. » [172] Messaggio ODS del 12 luglio 2000. Non turatevi le orecchie quando vi parlo. Sono Gesù, colui che vi ha redenti. Gesù dice: «Nessuno parla apertamente del mio ritorno. Voi, amati fedeli, tutti miei, gridatelo sulle piazze. Non abbiate paura di parlare. Ognuno sappia che il meraviglioso evento è vicino, imminente, e si prepari. Ho avvertito in tempo og ni invitato. Ho mandato i miei messaggeri ovunque, ma non sono stati creduti. Ho sentito ripetere: “La Rivelazione è conclusa con Gesù, e nulla di nuovo si può aggiungere”. … Non è proprio così: Io, Io Gesù, voglio parlare ancora agli uomin i per annunciare i nuovi eventi prima che essi si compiano. Ho parlato per bocca di Paolo, mio figlio diletto. Ho detto: “Non spegnete lo Spirito! Ascoltate sem pre la sua voce!” Così dicendo ho voluto far capire che Io, Io Gesù, non ho parl ato una volta per tutte, ma che sono sempre in dialogo intimo con le mie creatur e predilette. » Messaggio ODS del 16 luglio, 2000. Anche la Madonna ci parla dell’ “Anno zero”. – La Madonna dice: “L’Anno zero è ormai giunto, e dovrà accadere ciò che gli uom ini hanno voluto”. Messaggio ODS del 29 luglio 2000. Splendido cambiamento per chi lo merita… – Gesù si esprime: «Ho detto a me stesso: grandi cose mi sto preparando ad offri re alle mie creature predilette, ma molte di queste non sono affatto pronte ad a ccoglierle. Mando quindi nel mondo la creatura più bella, quella più santa, più amabile, affinché agisca sui cuori umani. Ho mandato la mia Madre santissima. El la parla ai suoi figli, prega con loro, li aiuta a percorrere il tratto così dec isivo del proprio cammino. Sposa amata, quale figlio non ascolta le parole di un a Madre così amorosa? Solo un figlio stolto e ribelle che non pensa al suo bene ma prepara la sua rovina. La dolcissima Madre opera con la mia potenza. Ella vuo le stringere al suo cuore meraviglioso ogni figlio, e vuole che nessuno si perda . Ogni giorno appare visibilmente, ogni giorno si fa sentire in modo percettibil e. Già la terra tutta dovrebbe bruciare d’amore e di desiderio del mio ritorno, ma vedo ancora tanti cuori gelidi ed impreparati. E l’ora del mio ritorno è vici na. Essa non può essere spostata più in là. Tornerò, tornerò presto, sposa mia, come più volte ti ho detto. Tornerò presto, e la mia luce abbaglierà il mondo. M a non accoglierò tutti. Accoglierò soltanto i preparati, quelli dal cuore ardent e per me. » – Gesù prosegue: «Il mondo deve prepararsi al cambiamento. Che lo voglia o che n on lo voglia, il grande cambiamento ci sarà; vuole o non vuole, Io ritornerò con potenza per regnare sulla terra come il più grande Re. Che lo voglia o che non lo voglia, i fatti si succederanno in rapidissima sequenza. Chi si è preparato g odrà e capirà che ciò che accade non è opera umana ma divina. È opera mia. Porta il mio messaggio d’amore al mondo. Guai a chi indugia e non si prepara. Guai a chi vive come se nulla fosse, perché in un solo attimo tutto accadrà! » – Gesù dice ancora: «In questo grande momento storico i santi messaggeri sono do vunque. Essi annunciano le mie meraviglie che già si stanno dispiegando. Da anni sto preparando gli uomini della terra ad un cambiamento unico e repentino come

mai c’è stato nella storia umana. Amata sposa, in parte ho rivelato ciò che acca drà di splendido, e in parte l’ho taciuto, perché voglio fare ai miei prediletti una grande sorpresa. » Messaggio ODS del 1 agosto 2000. Si appressa l’ “Alba del terzo millennio”. – Gesù dice: “Ecco, amati, si avvicina l’alba del terzo millennio, alba nuova, m agnifica, luminosa come mai ce n’è stata in precedenza. Figli amati, i dubbiosi si chiedono perché proprio in questo tempo deve accadere ciò che mai è avvenuto in passato. Figli cari e tanto amati, il Padre santissimo ha deciso che tutto de ve avvenire proprio ora. Non è quindi la decisione di un uomo, ma quella di Dio” . – Gesù dice: “Ancora poco manca. Ripetilo al mondo, e con decisione. Poco manca ad un grande cambiamento, non operato da uomo ma da Volontà divina. Lo sappia be ne il mondo, perché la mia luce non lo sorprenda improvvisa, e nessuno abbia più scampo. Amata sposa, ognuno capisca che misericordia si accompagna sempre in me a giustizia, ma se la prima non viene accolta resta implacabile la seconda”. Messaggio ODS del 12 agosto 2000. Il progetto d’amore concepito per noi dal Crea tore è in tre fasi. – Gesù dice: «Il mio progetto d’amore per l’umanità si svolge in tre fasi: la mi a prima Venuta sulla terra è stata per redimere le anime, la mia seconda Venuta è per la restaurazione delle cose, la mia terza Venuta è per la conclusione di t utta la storia umana che avverrà con il Giudizio universale. » Messaggio ODS del 4 settembre 2000. Come nella parabola delle dieci vergini… – Gesù dice: «Pensa, amata, alle vergini sagge e a quelle stolte. Queste ultime trovarono le porte chiuse, e rimasero fuori perché insipienti. Così le anime sto lte di questo tempo resteranno fuori, e busseranno dicendo: “Fateci entrare! Fat eci entrare!”. Ma Io, Io Gesù, dirò: non vi conosco! Dico alle anime di tutto il mondo: indossate la veste candida che il mio amore vi porge. Nessuno può entrar e nel mio Regno di pace e d’amore se non la indossa. [173] Occorre affrettarsi p erché le porte si stanno chiudendo. » Messaggio ODS del 5 giugno 2005. Tutto avverrà in modo inaspettato… – Gesù dice: «Eletti, amici cari, vivete bene in me questo tempo conclusivo. Sia te aperti al mio amore, e permettete che Io regni nella vostra vita come Signore assoluto. Voi, amici cari, non siete più del mondo. Esso vi respinge perché non gli appartenete. Con la mia forza sarete sempre vittoriosi, e vedrete con gioia sorgere il nuovo giorno di felicità. Servitemi ogni giorno con tanto zelo, come se fosse l’ultimo della vostra vita. Non ponetevi domande, tipo: “Quando, come, dove avverrà?” Siate sempre pronti e ben desti, perché tutto avverrà in un gior no qualunque, in un momento qualunque, in un’ora che non vi aspettate. »

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– V – Fenomeni connessi alla Parusia intermedia.

Testo di Johannes De Parvulis

Tramite i Profeti cristiani contemporanei Dio ci chiede di credere alla Parusia intermedia e ai fenomeni ad essa concatenati. (Grande Avvertimento, Grande Mirac olo, Grande Castigo, Giudizio interiore, Pentecoste universale, Tre giorni di os curità, Prima risurrezione, Sollevamento degli eletti, Trasfigurazione degli ele tti, ecc… ) Sul piano teologico questi avvenimenti non presentano ostacoli. Anche se ufficia lmente non sono ancora considerati verità di fede, ciò non significa che essi si ano contrari alla fede cristiana. Allora, chi crede alla Parusia intermedia è te nuto a credere anche a questi fenomeni, che sono concatenati tra loro ed uniti a d essa. Per esempio, il Giudizio interiore e la Parusia intermedia sono legati p erché il Giudizio interiore ha per scopo di prepararci alla Parusia intermedia. Tale Giudizio, secondo JNSR, avrà per effetto di purificare gli esseri umani nel le loro tre componenti essenziali: corpo, anima, e spirito. [174] Coloro che sar anno così purificati passeranno ad uno stadio superiore. Saranno trasfigurati… P oi sulla terra inizierà l’Era messianica, quella del Regno di Dio. Siccome non mi è possibile fissare in anticipo la cronologia esatta degli avveni menti che qui sto per descrivere (è una cosa che per il momento non riuscirei a fare con sufficiente sicurezza) mi limito a presentare gli avvenimenti profetizz ati lasciando al lettore la libertà di costruire lui stesso la loro cronologia, là dove gli sembra di poterlo fare con sicurezza sufficiente. Sarà quindi il let tore ad avere l’ultima parola per quanto riguarda la cronologia esatta degli eve nti qui sotto riportati.

Dal 1961 al 1965 la Madonna è apparsa numerose volte a quattro fanciulle del pae se spagnolo di Garabandal. Sulla base delle rivelazioni ricevute, le veggenti di Garabandal hanno detto che alla “Fine dei Tempi” ci saranno tre avvenimenti suc cessivi, e cioè: a) Il Grande Avvertimento. b) Il Grande Miracolo. c) Il Grande Castigo

 

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Introduzione. Sulla Fine dei tempi. (Garabandal) Sul Giudizio interiore. Sulla Pentecoste universale. Sui tre giorni di oscurità. Sulla Prima Risurrezione. Sul Rapimento degli eletti.

Introduzione.

Sulla Fine dei tempi. (Garabandal).

a). Il Grande Avvertimento, che è il primo di questi tre avvenimenti, è stato de scritto dalle veggenti di Garabandal nel modo seguente: – Concita: “L’Avvertimento sarà una cosa che incuterà timore. Attirerà i buoni p iù vicino a Dio, e avvertirà i cattivi che la Fine dei Tempi si avvicina. L’Avve rtimento sarà dato al mondo intero perché si converta”. – Giacinta: “L’Avvertimento sarà qualcosa che si vedrà prima di tutto nell’aria, ovunque nel mondo, e che sarà immediatamente trasmesso all’interno delle nostre anime. Il fenomeno durerà pochissimo tempo, ma ci sembrerà lunghissimo a causa dell’effetto che produrrà in ognuno di noi. L’Avvertimento sarà dato per il be ne delle nostre anime, per permetterci di vedere lo stato della nostra coscienza come se fossimo già davanti a Dio... così da permetterci di vedere il bene che per negligenza non abbiamo fatto, e il male che abbiamo fatto”.[175] – Una delle veggenti ha detto di aver visto in visione che: “Nel momento dell’Av vertimento il Papa fuggiva da Roma”. [176] – Il fratello di Concita, ben piazzato per ricevere le confidenze della sorella, ha detto nel 1965: “L’Avvertimento non è imminente, esso si produrrà più tardi, quando nella Chiesa inizierà uno scisma”. b). Il Grande Miracolo è il secondo di questi tre avvenimenti, e in base alle te stimonianze delle veggenti si dovrebbe produrre al di sopra dei Pini, meno di un anno dopo l’Avvertimento. Si sa che lascerà un segno visibile permanente. Si s a pure che tutte le persone presenti saranno guarite dalle loro malattie. c). Il Grande Castigo è l’ultimo degli avvenimenti profetizzati a Garabandal dal la Madonna. Ma che sarà? Qualche anno prima di morire, dopo i numerosi discorsi ascoltati in Concilio Paolo VI ha gridato al mondo: “Il fumo di Satana è entrato nel Tempio santo di Dio”. Sono parole dense di significato. È possibile che un giorno il Papa sia costretto a fuggire dal Vaticano? Che un falso papa sia nomin ato irregolarmente? Che l’abominio si installi nel Santuario? E che la desolazio ne invada la terra? Se è vero che il Papa fuggirà da Roma, e che l’Avvertimento si produrrà in quel frangente – come sembrano dire le veggenti di Garabandal – q uesto fatto potrebbe servire da conferma e da preavviso per gli avvenimenti succ essivi, Grande Miracolo e Grande Castigo inclusi. A mio avviso, ciò che qui importa maggiormente di sapere è la natura dei tre avv enimenti annunciati, e la loro ragion d’essere. Tutti e tre appaiono in relazion e con la Parusia intermedia nel senso che potrebbero servirle da preparazione, c ome le doglie di un parto servono da preparazione al parto stesso. In questo mod o essi riassumerebbero in sè la famosa Tribolazione, quella che secondo i Profet i cristiani contemporanei dovrebbe precedere la Parusia intermedia. L’Avvertimen to potrebbe allora essere l’equivalente del Giudizio interiore, il Grande Miraco lo l’equivalente della Pentecoste universale, e il grande Castigo l’equivalente dei tre giorni di oscurità. Schematicamente: Giudizio interiore Pentecoste universale Tre giorni di oscurità = = = il Grande Avvertimento? il Grande Miracolo? il Grande Castigo?

Sappiamo che sarà la Parusia intermedia a dare inizio al Regno messianico, [177] e che prima della Parusia intermedia ci sarà la seconda Pentecoste – una Pentec oste universale – e che durante questa Pentecoste tutti gli abitanti della Terra subiranno un giudizio, denominato Giudizio interiore. Come sarà questo fenomeno ? Dai passi che qui riportiamo – quasi tutti ripresi dai Profeti cristiani conte mporanei – il lettore si accorgerà che esso è una specie di esame di coscienza d estinato ad illuminare lo spirito di tutte le persone che in quell’istante saran no presenti sulla Terra. [178] JNSR (sul Giudizio interiore). – Gesù dice: «Questo Giudizio, con i miei santi Arcangeli e i miei santi Angeli, sarà benedetto da ognuno di loro, e il canto del trionfo salirà fino al cielo.. . Questo giudizio sarà la gioia di tutte le mie anime sante, delle vostre anime sorelle che vi accompagnano nel vostro pellegrinaggio terreno. Figlia mia, quest o giudizio non è il Giudizio finale, perché il mondo non muore, non si distrugge . Anzi, al contrario, questo mondo sarà nella dimensione divina, perfetto, come le mie anime divenute divine con la Grazia di Dio, lavate, purificate, santifica te da questa purificazione, la più grande delle confessioni, il pentimento total e di aver offeso Dio, e l’assoluzione completa accordata da Dio stesso, la remis sione dei peccati concessa dal Sacerdote per eccellenza, Gesù Cristo. » [179] Opera Divina Sapienza (sul Giudizio interiore). [180] – La Madonna dice: “Obbedite alle mie parole, quelle che vi ho detto in questi a nni. Rileggete i messaggi, e ripetetevi bene ogni cosa perché questo è il moment o di metterli in pratica tutti. Gesù vi ha parlato di esame. Tale sarà per ciasc uno di voi, figli cari che vi siete preparati in questi anni: un esame che prepa ra alla grande gioia della promozione, del cambiamento di vita. » ODS: messaggio del 3 maggio 2000. Don Gobbi (sul Giudizio interiore). – La Madonna dice: «Lo Spirito Santo verrà per instaurare il Regno glorioso di C risto, e sarà un Regno di grazia, di santità, di amore, di giustizia e di pace. Col suo divino Amore aprirà le porte dei cuori e illuminerà tutte le coscienze. Ogni uomo vedrà se stesso nel fuoco bruciante della divina Verità. Sarà come u n giudizio in piccolo. Poi Gesù Cristo porterà il suo glorioso Regno nel mondo. » [181] S. Pietro e S. Paolo (sul Giudizio interiore). S. Pietro e S. Paolo pongono il Giudizio interiore in relazione alla Parusia int ermedia, ma senza usare la parola intermedia. “Nel giorno della Parusia di Crist o la nostra fede sarà purificata col fuoco dello Spirito” (1Pt 1, 7). “Nel giorn o della venuta gloriosa del Signore verranno svelati i segreti dei nostri cuori” . (1Cor 4, 4 5). Maria Valtorta (sul Giudizio interiore). – Gesù dice: «Quest’ira delle nazioni [1943: seconda guerra mondiale] è il prodr omo dell’ira mia, poiché così deve avvenire. Ora penosa, poveri figli miei che l a subite, ma è inevitabile che ci sia perché tutto deve essere compiuto, di Bene e di Male, sulla Terra, prima che venga la mia ora. Allora dirò: “Basta” e verr ò come Giudice e Re ad assumere anche il Regno della terra [Parusia intermedia, ndr] , e a giudicare i peccati e i meriti dell’uomo.[Giudizio interiore, ndr] » [182]

 

 

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Sul Giudizio interiore.

– Gesù dice: «Il mio sorriso ai miei benedetti nell’ora della mia venuta di Re e Giudice [Giudizio interiore + Parusia intermedia, ndr] accenderà un sole di set te volte tanto il comune sole, e splenderanno i miei cieli di esso, mentre i cor i angelici canteranno le lodi mie e dei miei servi che avranno in quell’ora proc lamate da Me, contro il mondo stolto e cieco, le loro virtù che li fanno miei fi gli. » [183] – Gesù dice: «Verrò, con la mia carne glorificata, a radunare le creature per l’ ultima battaglia contro il Nemico. Giudicherò, con la mia veste splendente di Ca rne glorificata, i corpi dei riviventi per l’estremo giudizio. Tornerò per sempr e al Cielo dopo aver condannato alla morte eterna le carni che non vollero diven ire spiriti, e vi tornerò Re fulgido. … » [184]

Madre C. Venturella (sulla Pentecoste universale). Qualche anno fa Gesù ha predetto a Madre Carolina Venturella, [185] che in prepa razione della sua Venuta intermedia ci sarà sulla terra una Pentecoste universal e. Se il Regno di Dio dovrà venire su questa terra (e tutto sembra confermare ta le ipotesi) è normale che esso sia preceduto da questa grande Pentecoste. I due testi seguenti parlano dell’urgente necessità di una Purificazione general e destinata a preparare l’umanità per il ritorno di Cristo. – La Voce divina: «Ora il mondo corre alla sua perdita. ... Ciò rende necessar ia una Nuova Pentecoste, una nuova ondata di fuoco dello Spirito Santo, che con il suo calore penetri e riscaldi il cuore degli uomini.» [186]

c_vent CAROLINA VENTURELLA ++ 1984

Si tratta della reverenda Madre che a Palestrina (provincia di Roma) ha profetiz zato la Pentecoste universale. In relazione con questa profezia, Mgr Spallanzani, vscovo della diocesi di Pales trina, si è espresso in favore della costruzione di un Tempio da consacrarsi all o Spirito Santo. In questo progetto Mgr Spallanzani è stato imitato dal suo succ essore, Mgr Tomassetti.

– La Voce divina: «È per la carità del Padre e del Figlio che gli uomini sono ri tornati a delle relazioni filiali con Dio. Tutto ciò si è prodotto negli ardori ineffabili dello Spirito Santo. ... È ancora per lo stesso Spirito, che sostie ne e governa tutto, che le cose visibili e invisibili continuano ad esistere. Ec co dunque l’obbligo di un omaggio giustamente dovuto all’eterno Divino Spirito:

 

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Sulla Pentecoste universale.

omaggio d’una più grande adorazione, benedizione e amore. ... Ci si accorgerà d’ avere aperto all’umanità una via nuova, nella quale le anime saranno più portate a riconoscere e ad amare Dio, loro Creatore e Redentore. E una Nuova Era si apr irà per tutta l’umanità. » [187] Don Gobbi (sulla Pentecoste universale). – La Madonna dice: «Una effusione dello Spirito Santo, nuova e universale, è nec essaria per giungere ai tempi nuovi tanto attesi. Bisogna che la seconda Penteco ste venga presto. Essa non può arrivare che nel Cenacolo spirituale del mio Cuor e Immacolato. È per questo che oggi tutta la Chiesa è invitata ad entrare nel Ce nacolo che la vostra Mamma celeste ha preparato per gli ultimi tempi. Vi potete entrare attraverso l’atto di consacrazione al mio Cuore Immacolato. Chiedo che q uesta consacrazione, che vi ho proposta con tanta insistenza e ansietà, sia fatt a da vescovi, preti, religiosi, e fedeli. E che tutti la facciano per accorciare i tempi della grande prova che ormai è arrivata. Lo Spirito Santo vi condurrà allora alla comprensione della Verità intiera. Lo S pirito Santo vi farà comprendere i tempi che vivete. Lo Spirito Santo sarà la lu ce sul vostro cammino, e farà di voi dei testimoni coraggiosi del Vangelo nell’o ra tremenda della grande apostasia. Lo Spirito Santo vi farà capire quanto vi ri velerò di ciò che è contenuto nel libro ancora sigillato. Lo Spirito Santo darà la sua testimonianza perfetta al Figlio preparando i cuori e le anime a ricevere Gesù che ritornerà a voi nella gloria. … “Vieni, Spirito Santo. Vieni per la po tente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua diletta Sposa”. E aprite i vostri cuori alla speranza perché sta per arrivare su di voi il più grande pro digio, quello della Seconda Pentecoste..» [188] – La Madonna dice: «Sarà lo Spirito d’Amore, con la sua potente azione di fuoco e di grazia, a rinnovare dalle fondamenta tutto il mondo. Sarà Lui, lo Spirito d ’Amore, con la sua grande forza di santità e di luce a portare a nuovo splendore la mia Chiesa, a renderla perciò umile e povera, evangelica e casta, misericord iosa e santa. Sarà lo Spirito d’Amore, attraverso il fuoco di innumerevoli soffe renze, a rinnovare tutto il creato, perché torni ad essere quel giardino di Dio, nuovo Paradiso terrestre, in cui Gesù sarà sempre con voi, come un sole di luce che ovunque rifletterà i suoi raggi. » [189] – La Madonna dice: «Allora lo Spirito Santo opererà il nuovo miracolo della tra sformazione universale nel cuore e nella vita di tutti. I peccatori si converti ranno, i deboli saranno sostenuti, gli ammalati otterranno la guarigione, i fuor viati ritorneranno alla casa del Padre. Le vittime della separazione e della div isione ritroveranno la piena unità. Sarà così che si compirà il prodigio della S econda Pentecoste. Essa verrà col trionfo de mio Cuore Immacolato nel mondo. » [190] Marthe Robin (sulla Pentecoste universale). Nel primo incontro che Marthe Robin [191] ebbe con Padre Finet, suo futuro diret tore spirituale, la mistica gli disse: «Dopo la sconfitta materiale dei popoli, assisteremo all’unità dei cristiani. (...) Gli errori diabolici saranno distrut ti. Ne seguirà una risurrezione, una grazia immensa: la Nuova Pentecoste d’amor e. (...) I laici assumeranno un ruolo molto importante, e bisognerà formarli.» Vassula Ryden [192] (sulla Pentecoste universale). – Gesù dice: «Io che sono l’autore di inestimabili meraviglie, sto per aprire i cieli, e farvi conoscere il mistero del mio disegno: l’effusione del mio Spirito Santo. Questa promessa è nelle Scritture. Il mio Spirito agirà sulla creazione come mai l’avrà fatto prima. La solleverà verso il Cielo in tutte le maniere. P

orterà vicino al Cielo tutto ciò che è sulla terra, lo porterà il più vicino pos sibile. Vassula, Io che dirigo ogni cosa, e decido secondo la mia Volontà, non h o mai tradito una promessa. (...) Come ti ho detto, sto per mandare a pezzi le b arriere delle vostre divisioni, e questo tramite la potenza e la grazia del mio Spirito Santo. Sto per unirvi in un solo Corpo, e questo per il mio onore. »

Durante la grande Tribolazione vi saranno tre giorni di oscurità totale. Questi tre giorni, profetizzati e descritti da numerosi carismatici, compreso Padre Pio da Pietralcina, fanno parte di un tema profetico che si rifà alle tre ore di bu io calato sulla terra poco prima della morte di Cristo. È probabile che i tre giorni di oscurità sopraggiungano al momento della peggior desolazione, quando la Chiesa di Cristo non potrà più celebrare con legittimità il sacrificio eucaristico a causa delle persecuzioni dei suoi nemici. Per la Ch iesa sarà come una crocifissione e una morte. Prima di morire essa rivivrà misti camente l’abbandono del Padre, come Cristo lo visse sul Golgota. Le tenebre sara nno, quindi, sia esteriori che interiori. In quel periodo gli uomini dovranno rimanere chiusi in casa ed evitare di guarda re fuori. Chi lo facesse morirebbe, come morì la moglie di Lot quando si fermò a guardare il fuoco distruttivo cadere sulle città di Sodomia e Gomorra. I tre gi orni di buio dovrebbero concludere la grande Purificazione. Alla fine dei tre gi orni di buio ci sarà una nuova Terra e un Cielo nuovo. In vista dei tre giorni di buio, i provvedimenti da prendere per fronteggiare la situazione senza farsi prendere dal panico sono di due tipi, spirituale e prati co. JNSR (sui tre giorni di oscurità, consigli spirituali). Tramite JNSR Gesù ci dà dei suggerimenti spirituali, che qui riportiamo: Gesù dice: «Vi chiedo di prepararvi con fede per resistere a questo terribile co nfronto con il male, che si scatenerà da ogni parte. Ci sono le vostre preghiere , e il vostro Amore per Dio Padre e per i vostri fratelli: – Invocate i nomi benedetti di Gesù, Maria, e Giuseppe. – Invocate i santi nomi del Padre, del Figlio e dello Spirito, facendo ogni volt a su di voi il segno della croce. – Invocate il nome di Maria, Regina e Vergine, terrore dei demoni: “Salvaci! All ontana da noi il Male!” – Invocate il nome di S. Michele Arcangelo: “Difendici da tutti gli attacchi del maligno!”. – Portate lo scapolare della Madonna del monte Carmelo e la croce di S. Benedett o; – Recitate delle Ave Maria. Le vostre armi siano il santo Rosario e la santa Cro ce. – Portate su di voi la medaglia miracolosa. Baciatela spesso. – Recitate ogni giorno la preghiera di Dozulé. È tempo di dire: “ O Croce che sa

 

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Sui Tre Giorni di oscurità.

lvi, salvaci!”. – Raccogliete le sante Ostie abbandonate e rimaste in pericolo. Raccoglietele pr ima che subiscano la profanazione. Nascondetele devotamente. Dio vi ricompenserà . Dio sarà accolto come il Bambino del presepe, santo innocente, protetto da Giu seppe e da Maria. Dio permetterà che questi tormenti durino un po’ di tempo, poi farà scendere dal Cielo un Fuoco che brucerà tutte le cose impure. Colui che in cuore avrà il nom e del salvatore Gesù Cristo sarà salvato. » [193] Padre Albert J. Hebert (sui tre giorni di oscurità, consigli pratici). Padre Albert J. Hebert, S. M., americano, suggerisce dei provvedimenti pratici, che sarebbero i seguenti: «L’umanità sarà certamente spoglia di tutto, anche delle cose basilari, e saprà quanto dipenda da Dio: cosa che molti hanno dimenticato. Molte profezie dicono c he non ci potremo servire di nessuna luce artificiale, per cui sarà necessario, sia per l’illuminazione che per la protezione, che ci siano a portata di mano de lle candele benedette, con dei fiammiferi! Sarà bene fare rifornimento di acqua, in contenitori o bottiglie, e magari riempire anche la vasca da bagno. Ci dovre bbe essere un secchio d’acqua per pulire ogni tanto la toilette. Le medicine che ci occorrono dovrebbero essere a portata di mano, specialmente quelle important i. Siccome è previsto un freddo intenso, saranno utili alcune coperte e un isola mento di emergenza alle porte e alle finestre. Per quanto riguarda cibo e bevand e, sarà bene fare rifornimento di succhi di frutta, di latte in polvere, di succ hi in bottiglia o in scatola, di frutta, e persino di vino. Abbiate liquidi in a bbondanza per rifornirvi di acqua... Per il resto, tenete a mente le parole di C risto: “Guardate gli uccelli dell’aria: non seminano, non raccolgono e non metto no il raccolto nei granai; eppure il Padre vostro che è nel cielo li nutre! Ebbe ne, voi non valete più di loro?” » [194]

S. Giovanni. L’evangelista S. Giovanni scrive: «Beati e santi coloro che saranno ammessi alla prima risurrezione! La seconda morte non avrà nessun potere su di loro, ma sara nno sacerdoti di Dio e del Cristo, con chi regneranno per mille anni». Questo testo di S. Giovanni solleva nuvole di domande nello spirito dei lettori dell’Apocalisse. Fra queste ce n’è una che sembra più frequente: Che significa “prima” risurrezione ? Mi sembra che la risposta sia presente nel testo stesso di S. Giovanni, là dove dice: «Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e n on ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. COSTORO ripresero v ita, e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. » [1 95] Stando a queste parole di S. Giovanni, saranno ammesse alla Prima Risurrezione l e anime che saranno decapitate a causa della testimonianza di Gesù, e le anime d i coloro che rifiuteranno di adorare la bestia e la sua statua, o che rifiuteran no il suo marchio. Se veramente questo – cioè la decapitazione di molti – è quan to dovrà accadere durante la Tribolazione, l’umanità attuale sta per rivivere le

 

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Sulla Prima Risurrezione.

peggiori scene della rivoluzione francese, ma… nessuno lo sospetta. [196] S. Paolo (sulla Parusia intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento deg li eletti). Il rapimento celeste degli eletti in cielo è un tema della dottrina di S. Paolo. Si tratta dei morti in Cristo che poi vengono risuscitati. S. Paolo dice che qu ando il Signore discenderà dal cielo [Parusia intermedia, ndr] essi saranno soll evati sulle nubi assieme ai superstiti rimasti vivi: «Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato. Così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sul la parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, d iscenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. » [197] Lucie (sulla Nuova Pentecoste, la Prima risurrezione, la Trasfigurazione degli e letti, la nuova Gerusalemme). «Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria: da l Golgota al monte Tabor. La Nuova Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino lo facciamo insieme, perché il mio amore, la mia presenza, e la mia graz ia vi accompagnano. Quando il momento sarà venuto, vi lascerò ai piedi del monte Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi chiederò di alzare gli oc chi al cielo, scrutandolo, finché vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella glo ria del Padre. ... Appena lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno renderve ne conto, e verrete davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso f inale fino alla cima [del Tabor, ndr], lo farete trasportati dalla mia gloria, c he si sarà impadronita di voi! Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato la vostra immaginazi one. I miei messaggi conservano un certo mistero, perché non è bene che Dio rive li tutto agli uomini. Vi alzo il velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l ’opera di Dio mentre si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per forti ficare la vostra fede, la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti sul la mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udre te allora il canto degli angeli, e le vostre voci si uniranno alle loro per cant are: “Santo, santo, santo, Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni dell a tua gloria”. In quel momento vi accorgerete di essere entrati nella nuova Geru salemme. Tu portami molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là l e attirerò a Me. » [198] Qualcuno potrebbe chiedersi: Allora la “Prima risurrezione” è come un biglietto d’entrata che permette di essere ammessi al Paradiso terrestre dell’Era nuova? Maria Valtorta. Senza parlare di biglietto d’entrata, Maria Valtorta conferma qu anto fin qui è stato detto. Gesù dice a Maria Valtorta: «Continuo a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore, e evangelizzano senza altra fo rma che non sia quella della loro vita santa. Gioite, o miei servi fedeli, che non vi accontentate di salvare la vostra anima, ma vi offrite perché la Luce vin ca sulle Tenebre, e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansios i. Quando sarà la mia ora, non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da q uesta terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho f

orse promesso che voi sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno? Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra se rvendomi come luminosi ministri. Essi erediteranno quel possesso della Terra ch e Io ho promesso ai mansueti, [199] e che diventerà possesso dei cieli quando la Terra più non sarà. Molto prima di quell’ora, voi, o giusti, possederete il Cie lo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carce re attuale. Ma allora [dopo il Giudizio Universale, ndr] sarà possesso fulgido e completo, cognito a tutte le creature, assunzione alla gloria anche della carne con la quale avete conquistato il Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio. Vincitori di Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi s i agita per eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete l’Univers o assieme al vostro Dio, e sarete specchi di Dio che apparirà nelle vostre carni glorificate in tutto il suo splendore. Simili al Padre sarete, o figli santi. » [Una nota di Maria Valtorta ci avverte che qui interviene Dio Padre, e che è lu i che continua il discorso, ndr] “Simili a Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avete la somiglianza intellettiva e dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la so miglianza umana. E poiché avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza de l Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a Lui e lo elesse per figlio. Prima di quell’ora sarete i dignitari di mio Figlio, vedrete il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio. Conos cerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso col connubio di Satana. Non sarete defraudati di quest’ora, [il Regno messianico , ndr] o amorosi seguaci dell’Amore fatto carne”. » [200] Tutto questo mi dice che il campo che Gesù ha seminato due mila anni fa è veram ente giunto a maturazione! Il frutto germinato dalla Redenzione è pronto, e sta per essere raccolto! Sta arrivando il giorno della mietitura!

Abbiamo già visto che la Parusia intermedia, la Prima risurrezione, e il Solleva mento degli eletti in cielo sono temi presenti nella dottrina di S. Paolo. S. Pa olo ha detto: «Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sul la parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, d iscenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. » [201] In base a queste parole, i morti in Cristo risusciteranno, e i superstiti ancora vivi si uniranno ad essi per essere “trasportati” in cielo. Chi sono i morti ch e risusciteranno per “andare incontro al Signore nell’aria” assieme ai superstit i? E chi sono i superstiti, coloro che S. Paolo identifica come: “noi, i vivi, i superstiti” ? S. Giovanni dice che coloro che si uniranno ai superstiti vivi pe r andare incontro al Signore nell’aria sono i risorti della “Prima Risurrezione”

 

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Sul Rapimento degli eletti.

. [202] I superstiti ancora vivi, all’evidenza, sono coloro ai quali la sorte ha permesso di sfuggire alla terribile persecuzione dell’Anticristo. Secondo l’Apocalisse di Giovanni, la “Nuova Gerusalemme” discenderà dal cielo e si poserà sulla terra, in un punto prescelto da Dio. [203] Io qui mi chiedo: que sta “Nuova Gerusalemme”… ce la potremmo noi immaginare come composta da quelle p ersone che in precedenza sono state rapite “nell’aria”, e che ora stanno per rid iscendere in terra assieme a Cristo? L’idea mi sembra plausibile, ma preferisco lasciare al lettore la risposta finale. Sappiamo che gli angeli raduneranno nume rosi cristiani, e che li trasporteranno fuori dal mondo, in una sezione dell’atm osfera. Sappiamo che le persone “trasportate” vivranno questa esperienza singola re non solo in senso spirituale (con la loro anima) ma anche in senso materiale (con il loro corpo). In tal modo essi saranno preservati dalla Tribolazione in a tto sulla terra. Alla fine, cioè dopo la purificazione dell’umanità, essi dovran no tornare sulla Terra, che non sarà più la Terra di prima, ma un pianeta Terra completamente rinnovato. I due messaggi che qui seguono sembrano offrire un po’ di aiuto supplementare a quanti cercano di rispondere alle numerose domande che inevitabilmente si presen tano alla mente quando si pensa al Rapimento degli eletti. Il primo di essi prov iene dagli scritti della veggente dell’Opera della divina Sapienza per gli elett i degli ultimi tempi, il secondo proviene da Lucie. Nel primo si parla di trasfo rmazione istantanea degli esseri umani, che da umani diverrebbero simili a Crist o: umani nella forma e divini nella sostanza. Il secondo va persino oltre... Opera Divina Sapienza. Messaggio ODS del 10 ottobre 1999. – Gesù dice alla mistica dell’ODS: «Amati, mi verrete incontro tra le nubi del C ielo, felici, esultanti: Io vi trasformerò in un attimo, e sarete simili a me. S iate tutti pronti, non fatevi cogliere impreparati. Cogliete l’istante. Vivete c ome se ogni giorno fosse l’ultimo. Amata sposa, leggete bene e meditate le mie parole attraverso quelle che dice Pa olo, il mio fedele strumento d’Amore che ora è qui nella più grande felicità acc anto a me. Per ogni anima fedele ci sarà una grande, immediata, profonda trasfor mazione. Avverrà in un istante. Il processo, cominciato per scelta libera, conti nuerà per mio dono, per mio sublime dono, e l’anima diverrà libera, completament e libera da ogni genere di schiavitù. Amata sposa, leggo nel tuo cuore l’immensa gioia di sentire queste mie parole. L ’attimo che Paolo preannunciò non era per i suoi tempi ma per i vostri tempi. I l sogno accarezzato da questo mio figlio prediletto lo vivranno alcuni di questo tempo, e le mie promesse per loro avranno pieno compimento. » Lucie. Il messaggio che qui segue è quello già apparso nella sezione intitolata “Sulla prima risurrezione”. Vista le sue qualità, penso sia bene riprodurlo qui per la seconda volta. – Gesù dice a Lucie: « Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria: dal Golgota al monte Tabor. La Nuova Pentecoste sarà un nuov o monte Tabor. Questo cammino lo facciamo insieme, perché il mio amore, la mia p resenza, e la mia grazia vi accompagnano. Quando il momento sarà venuto, vi lasc erò ai piedi del monte Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi chi ederò di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo, finché vedrete apparire il Figl io dell’uomo nella gloria del Padre. ... Appena lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene conto, e verrete davanti a Me, assieme agli angeli ed a i santi. Il percorso finale fino alla cima [del Tabor, ndr], lo farete trasporta ti dalla mia gloria, che si sarà impadronita di voi!

Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato la vostra immaginazi one. I miei messaggi conservano un certo mistero, perché non è bene che Dio rive li tutto agli uomini. Vi alzo il velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l ’opera di Dio mentre si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per forti ficare la vostra fede, la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti sul la mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udre te allora il canto degli angeli, e le vostre voci si uniranno alle loro per cant are: “Santo, santo, santo, Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni dell a tua gloria”. In quel momento vi accorgerete di essere entrati nella nuova Geru salemme. Tu portami molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là l e attirerò a Me. » I due messaggi che qui precedono si completano a vicenda. Il primo parla di tras formazione, e il secondo di trasfigurazione, che è una trasformazione più import ante perché d’ordine soprannaturale. I due messaggi riuniti sembrano dire che le persone rapite in cielo subiranno una trasfigurazione definitiva, non provvisor ia. Non saranno trasfigurati temporaneamente (come avvenne a Pietro, Giacomo, e Giovanni sul monte Tabor), ma definitivamente. Allora mi chiedo: «È forse questa la famosa “restaurazione di tutte le cose” di cui S. Pietro parla negli Atti degli Apostoli? » [204] La Scrittura dice che dop o aver guarito lo storpio, S. Pietro spiegò al popolo la Parusia intermedia con queste parole: «Pentitevi dunque, convertitevi, affinché vi siano perdonati i pe ccati, e venga il tempo della consolazione da parte del Signore, il tempo in cui dovrà tornare [sulla terra, ndr] colui che vi è stato destinato come Messia: Ge sù Cristo! Per ora è necessario che egli rimanga in Cielo fino al tempo della re staurazione di tutte le cose, come Dio l’ha detto fin dall’antichità per bocca d ei suoi santi profeti. » Origene pretendeva che questa restaurazione di tutte le cose fosse da situare al la Fine del mondo, e a modo suo pensava di poterla applicare ai dannati dell’inf erno. Su questo è stato condannato dalla Chiesa. Oggi la babele delle interpreta zioni non è finita, anzi continua in maniera ancora più stravagante: ci sono “es egeti” che interpretano la restaurazione di tutte le cose come applicabile al co smo materiale. (!) Essi dicono che detto cosmo sarà restaurato, per poi durare i n eterno. Aberrazioni...! Altri dicono che il ritorno di Gesù si dovrebbe intend ere come una venuta invisibile, tutta spirituale, o come una specie di apparizio ne, diciamo… mistica. Nessuno di costoro si accorge che così facendo si mette in stridente contrasto col testo evangelico, quello degli Atti, [205] dove gli ang eli – sono in due – dichiarano agli Apostoli: “Uomini di Galilea … questo Gesù c he dalla terra è stato assunto in cielo, un giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”. Gli angeli dicono che Gesù ritornerà sulla terra “al lo stesso modo” in cui gli Apostoli l hanno visto partire. Significa che prima d el Giudizio finale Gesù ha in progetto di ritornare sulla terra. Per che fare? P er instaurare quaggiù il suo Regno, restaurando tutto secondo l’ordine che le tr e divine Persone avevano già concepito fin dai primordi. [206]

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appendicE N. 1

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dell’Anticristo nel suo tempo

Il 25 gennaio 1982, a Nazzano, in provincia di Roma, la mistica mamma Gemma rice ve un messaggio da Gesù, che le parla dell’Anticristo nel modo seguente. – Gesù a mamma Gemma: «Si perderà il senso del Dio vero nella confusione di quei tempi e ciò preparerà la sua venuta. Verrà con grande potenza, e tanti lo crede ranno perché si farà vedere pieno di grazia... Si presenterà come l’incarnazio ne dello Spirito Santo... La forma del fuoco e la fiamma sarà il suo simbolo. Il suo volto è un volto radioso, ma i suoi occhi sono di ghiaccio, e fermi nel tem po. Si farà vedere quasi come disceso dal cielo, e porterà in sè tanta luce, ma non è luce vera. Toglierà il Pane del Padre e si farà pane egli stesso, ma pieno di serpi sarà quel pane! Ecco perché lo Spirito Santo si sta manifestando in tante anime: per rafforzare la devozione a Maria e all’Eucaristia: i due alberi – gli unici – che daranno fr utto, e sazieranno chi ne mangerà. Verrà facendo tanto scalpore, e sarà tanto amato nella confusione che regnerà. S arà di un’intelligenza unica, controllerà ogni potenza, e si avventerà contro l a Chiesa accusandola di essere rimasta ferma nel tempo. Vorrà portare nuove rif orme, vorrà cancellare tutto il clero dicendo che il popolo ormai deve camminare da solo verso Dio, senza l’aiuto di nessuno. Ben poche volte farà il Nome di Di o, nominerà soltanto il “Grande Spirito”. » [207] S. Giovanni, nell’Apocalisse ci parla di una statua, quella della Bestia: statua che parla e fa mettere a morte chi non l’adora. [208] In base ai recenti messag gi della Madonna a don Stefano Gobbi, [209] codesta statua “viva” è l’Anticristo nella sua fase finale di evoluzione storica. La Madonna si esprime con questi t ermini: – La Madonna dice a don Gobbi. «La bestia simile a un agnello (Massoneria eccles iastica, ndr) esercita tutto il potere della prima bestia, in sua presenza, e co stringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la prima bestia. (Massoneria laic a, ndr). La Massoneria ecclesiastica giungerà al punto di costruire una statua in onore della bestia per costringere tutti ad adorare questa statua. … Questo g rande idolo... è un falso Cristo… La statua, o idolo, costruito in onore della b estia per essere adorato da tutti gli uomini, è l’Anticristo”. » (17 giugno 1989 ). Nello stesso messaggio la Madonna rivela a don Gobbi che la cifra 666 ha un sign ificato specifico. La spiegazione fornita è la seguente. Intorno all’anno 666 d. C. l’Anticristo si manifesta attraverso il fenomeno dell’Islam, che nega sia mi stero della SS. Trinità che quello della divinità di Cristo. Attorno all’anno 13 32 (= 666 x 2) la Chiesa si smembra. L’Anticristo si manifesta con un radicale a ttacco alla fede nella parola di Dio, e da questa crisi nascono numerose confess ioni cristiane, orientate tutte verso la libera interpretazione della Sacra Scri ttura. Nella nostra epoca, che è quella dell’anno 1998 (= 666 x 3), l’Anticristo avrà la sua statua. – La Madonna spiega a don Gobbi: «Il 666 indicato tre volte, cioè per tre, espri me l’anno 1998. In questo periodo storico la Massoneria, aiutata da quella eccle siastica, riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da mettere al post o di Cristo e della sua Chiesa. ... Allora sarà aperta la porta per la comparsa dell’uomo, cioè della persona stessa dell’Anticristo! »

La parte finale del messaggio contiene un incoraggiamento: – La Madonna a don Gobbi. «Siate forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il com pito, in questi difficili anni, di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, s opportando ostilità, lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo g regge che ha il compito di combattere, e di vincere alla fine, la forza potente dell’Anticristo. » Per aiutare il suo “piccolo gregge” a riconoscere i seguaci dell’Anticristo, il giorno 8 settembre 1989 la Madonna detta a don Gobbi [210] il messaggio seguente . – La Madonna a don Gobbi. «Il marchio sulla fronte e sulla mano è espressione di una totale dipendenza. … La fronte indica l’intelligenza, perché la mente è sed e della ragione umana. La mano esprime l’attività umana, perché è con le sue man i che l’uomo opera e lavora. … La persona segnata con il marchio dell’Anticristo è segnata nella sua intelligenza e nella sua volontà. » Il 19 maggio 1991 la Madonna ci rivela che i tempi nei quali viviamo sono propri o quelli dell’Anticristo, e detto Anticristo, secondo le Scritture, precederà di poco la Parusia intermedia. – La Madonna a don Gobbi. [211] «Questi tempi sono quelli della grande apostasia e della venuta dell’Anticristo, come già predetto dalla divina Scrittura. » Nel messaggio del 1 gennaio 1995 la Madonna ci parla ancora dell’Anticristo. Lo fa con le parole seguenti: – La Madonna a don Gobbi. «Sono la Madre della Misericordia. È stato affidato a me il compito materno di assistere la Chiesa nell’ora del suo più grande patire, poiché essa deve salire il Calvario della sua immolazione e del suo martirio. Q uesta mia azione misericordiosa si eserciterà nell’aiutarla a portare la Croce d el tradimento e dell’abbandono, quando l’apostasia si farà generale ed in essa e ntrerà l’uomo iniquo, predetto dalla divina Scrittura, il quale porterà nel suo interno l’abominio della desolazione. La mia azione misericordiosa si farà ancor a più forte, quando i miei figli verranno perseguitati ed imprigionati, tormenta ti e condotti al martirio. » Il giorno 11 marzo 1995 don Gobbi si trova a Fatima. La Madonna coglie l’occasio ne per parlargli del Segreto di Fatima e dell’Anticristo. Lo fa con le seguenti parole. – La Madonna a don Gobbi. «Nello stesso luogo dove sono apparsa [cioè a Fatima, ndr], oggi voglio manifestare a voi il mio segreto. Il mio segreto riguarda la Chiesa. Nella Chiesa sarà portata a termine la grande apostasia, che si diffonderà in tutto il mondo; lo scisma verrà compiuto nel ge nerale allontanamento dal Vangelo e dalla vera fede. In essa entrerà l’uomo iniq uo, che si oppone a Cristo, e che porterà al suo interno l’abominio della desola zione, dando così compimento all’orribile sacrilegio [si tratta dell’abolizione della santa messa, ndr] di cui ha parlato il profeta Daniele. [212] Il mio segreto riguarda l’umanità. L’umanità giungerà al culmine della corruzion e e dell’empietà, della ribellione a Dio e dell’opposizione aperta alla sua Legg e d’amore. Essa conoscerà l’ora del suo più grande castigo, che vi è già stato p redetto dal profeta Zaccaria. [213] » In precedenza ci siamo già resi conto di quanto numerose e importanti siano le r ivelazioni che il Cielo ci offre tramite la mistica Maria Valtorta. Parlando con lei, il 20 agosto 1943 Gesù le descrive l’Anticristo nel modo seguente. [214]

– Gesù dice a Maria Valtorta: «Sarà persona molto in alto, in alto come un astro . Non un astro umano che brilli in un cielo umano, ma un astro di un sfera sopra nnaturale. Cedendo alla lusinga del Nemico, egli conoscerà la superbia dopo l’um iltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento. Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere prec ipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padr e di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito. A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo pre cipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi d el pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uo mini alla totale disperazione, di modo che da loro stesi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abis so per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte de i Cieli per farne uscire la grazia e il perdono che fanno degli uomini dei simil i a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io. » Il 25 gennaio 1944, Gesù parla ancora a Maria Valtorta dell’Anticristo. Lo fa pe r affermare quanto segue: [215] – Gesù dice a Maria Valtorta: «Esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nat o dal connubio della stessa con la Bestia... Esso Anticristo, perfezione dell’or rore come Io fui perfezione della perfezione, con le sue infinite armi (simboleg giate nelle dieci corna, nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci, e in fine nel piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà il su o figlio per intossicare l’umanità mentre con la bocca di menzogna la sedurrà f acendosi adorare per dio), tormenterà a dismisura coloro che, piccolo gregge fe dele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menz ogne, crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia, armato di occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero... Dop o i precursori dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo anticristia no simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna ... culminerà nella nascit a e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undicesimo corno, ragione del la caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Di o come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la C hiesa di Cristo. Crederà, poiché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria umana,“di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi ”, e per tre anni e mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo. » In un testo di Padre Martino Penasa troviamo scritto che il mistero del vero Cri sto è quello della pietà, mentre il mistero dell’Anticristo è quello dell’empiet à. La pietà porta alla pratica devota e fervorosa di ciò che si riferisce al cul to di Dio (fede, preghiera, devozione, sacramenti), mentre l’empietà cerca il c ontrario. Siccome il Sacerdozio – e soprattutto il sommo Sacerdozio, che è il pa pato – è il sacramento che assicura l’esercizio del culto sacro, esso verrà cons iderato dall’Anticristo come un intralcio alla sua manifestazione pubblica. Di c onseguenza l’Anticristo farà di tutto per sopprimerlo. Che cos’è dunque l’ostaco lo di cui parla S. Paolo quando dice: «Il mistero dell’iniquità è già in atto (p er l’attività nascosta di Satana, ndr), ma è necessario che sia tolto di mezzo c hi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio… ». Tale ostacolo è il sacerdozio. E siccome il sacerdote per eccellenza è il Papa, l’Anticristo farà

di tutto per eliminarlo, onde poi usurparne il trono. Usurpato che avrà il trono papale, egli cercherà di dimostrare che quel trono gli spetta di diritto. A tal e scopo farà dei miracoli diabolici, strepitosi al massimo. Farà di tutto per co nvincere l’umanità di essere il vero Cristo. Alla fine salirà sull’altare per es sere adorato come Dio, e colui che si rifiuterà di adorarlo sarà condannato a mo rte, come succedeva a Babilonia col re Nabucodonosor (ai tempi di Daniele), e co me più tardi avveniva anche a Roma con certi imperatori romani. Lo studioso Johannes De Parvulis [216] dice che il nostro tempo umano è scandito dalle settimane. Alla fine di ogni settimana esiste un giorno chiamato “domenic a”, e alla fine della settimana creativa – quella descritta nel libro della Gene si – esiste un giorno equivalente. Questo settimo giorno, che secondo la Genesi è quello in cui “Dio si riposò”, risulta l’ultimo della serie, composta in tutto di sette periodi, o “giorni”. Dopo averci fatto notare che la nostra domenica h a un corrispondente nella “Domenica” del Creatore, e viceversa, il De Parvulis d ice che i due suddetti piani settimanali si assomigliano nella struttura, la qua le potrebbe essere rappresentata con la formula matematica [6 + 1 = 7]. [217] Fi n qui, dice il De Parvulis, nulla di nuovo. Quello che si presenta come nuovo è l’esistenza del terzo tipo di settimana, la Settimana universale. Essa pure è fo rmata da sette tempi. Si tratta di sette millenni. Riflettendo sulla struttura d ella Settimana universale, il De Parvulis dice che il millennio attuale, settimo della storia umana, è l’ultimo della serie. In virtù di questa sua posizione, d etto millennio si presenta come la “Domenica” della Settimana universale. Siccom e la struttura della Settimana universale è identica a quella delle prime due st rutture settimanali, il De Parvulis si accorge che riunendo assieme queste tre s trutture si ottiene una formula che “parla” con grande eloquenza. Esempio: 6 + 1 = 7 6 + 1 = 7 6 + 1 = 7 Il discorso che il De Parvulis capta in questa formula triplice è il seguente: Verticalmente, la prima fila di numeri risulta composta da tre “6”. Questi tre 6 rappresentano indubbiamente la pienezza del male [666]. [218] Verticalmente, la seconda fila di numeri risulta composta da tre “1”. Questi tre 1 rappresentano indubbiamente la pienezza del bene [111]. Verticalmente, la terza fila di numeri risulta composta da tre “7”. Questi tre s ette dovrebbero rappresentare qualcosa. Ma cosa? Il De Parvulis lo ha capito gra zie a Padre Martino Penasa, che gli ha detto che il numero 7 ripetuto tre volte [777] rappresenta la perfezione della Pietà alla quale l’uomo deve tendere per m eritare la vita eterna. [219] A questo punto il De Parvulis si chiede: Questo settimo “Giorno” della Settimana universale (l’equivalente della sua “Domenica”) è forse il Millennio felice di cui S. Giovanni parla nell’Apocalisse? Se la risposta è affermativa il suddetto Millennio potrebbe essere da noi considerato come un Millennio domenicale, festi vo, un Millennio di santificazione spirituale e di riposo fisico: tempo propizio per un “Incontro” tra l’uomo e Dio. Il De Parvulis fa notare che durante questo Millennio felice Dio e l’uomo si incontrerebbero per diventare misticamente que llo che l’uomo e la donna diventano umanamente nel loro amplesso nuziale. In ver ità – prosegue l’autore suddetto – che cos’è un connubio nuziale se non un palli do riflesso di questo più grande e splendido Connubio mistico? Il Piano di Dio s arebbe quindi triplice, e ogni sua terza parte avrebbe la stessa struttura setti manale. Schematicamente egli riassume il tutto in questo modo: Settimana

della genesi Sette periodi nel Piano creativo. Settimana umana Sette giorni nel tempo umano. Settimana universale Sette millenni nel Piano divino.

Siccome i tre Piani suddetti hanno la stessa struttura, presente nell’espression e [6+1=7], se per comodità noi volessimo riassumere questo concetto facendolo en trare in una specie di “capsula matematica”, il De Parvulis dice che una equazio ne proporzionale triplice lo potrebbe contenere, e che la sua formula sarebbe: R : C = D : S = M : U da leggersi nel modo seguente: Il giorno di Riposo di Dio sta alla Settimana Creativa, come la Domenica sta alla nostra Settimana umana e come il Millennio felice sta alla Settimana Universale. Sorpresa! Questa proporzione triplice – esclama l’autore – sembra concepita all’ immagine del Creatore trinitario. Volendo, un matematico potrebbe riscrivere la suddetta proporzione triplice nella forma seguente: [220] R : C = 1 : 7 D : S = 1 : 7 M : U = 1 : 7 Chi può dire, sostiene il De Parvulis, che l’ordine presente in questa triplice equazione proporzionale non sia un riflesso della Triade santissima? [221] Detto ordine ci rivela che il millennio attuale, settimo della storia umana, essendo il settimo (ed ultimo) del Piano divino universale, che è settimanale, andrebbe considerato come la Domenica di detto Piano. E che scopo ha la domenica nella se ttimana di cui fa parte? La Chiesa insegna che il giorno domenicale esiste per l a nostra santificazione (individuale e collettiva) e per consentire anche al cor po un po’ di riposo fisico. Santificazione spirituale e riposo fisico sono dunqu e la ragion d’essere del giorno domenicale. Il De Parvulis conclude che il “gior no” che sta bussando alla porta del nostro mondo sarà formato da dieci secoli, t utti consacrati alla santificazione della collettività umana, un ideale che port a con sè la pace, la felicità, il benessere. L’umanità si accorgerà che questo M illennio è quello che S. Giovanni descrive all’inizio del ventesimo capitolo del libro dell’Apocalisse, un “Millennio di felicità e di pace”. Attraversando con

successo la Purificazione attuale (il cui scopo è di farci guadagnare l’ammissio ne al Millennio felice), cioè nel vincere l’Anticristo, il mondo sopravvissuto s i accorgerà di essersi guadagnato il biglietto d’entrata nel Regno messianico, l ’Era dello Spirito Santo, e di aver così superato anche l’ultima tappa della Red enzione. [222]

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Appendice n. 2

Parusia intermedia e Millennio felice Rassegna dei passi biblici che parlano di queste due realtà.

Padre Martino Penasa, esegeta di spicco, e Mgr Aldo Gregori si sono preoccupati di raccogliere i passi biblici che parlano della Parusia intermedia [223] e del Millennio felice. Ambedue hanno poi pubblicato il loro lavoro. [224] Lo scopo delle pagine seguenti, dodici in tutto, è di offrire al lettore di ques to libro la quintessenza di questi due lavori, e qualche piccola testimonianza p ersonale, come quella relativa al passo biblico n. 1, che qui segue.

Passo biblico n. 1 Mt 6, 9 10. Nella preghiera del “Padre Nostro” noi diciamo: “Sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno; sia fatta la tua Volontà come in cielo così in ter ra”. Un giorno la Provvidenza mi ha permesso di udire un vescovo cattolico dire ad un suo confratello: « Non è possibile che le parole del Padre Nostro si riferiscan o alla Venuta finale di Gesù, quella del Giudizio universale, perché in quel mom ento la storia della terra sarà già conclusa. » Ne ho dedotto che le espressioni della preghiera del Padre Nostro ci rivelano che prima di attuarsi nell’eternit à il Regno di Dio si attuerà sulla terra. (Johannes De Parvulis).

Passo biblico n. 2 – Mt 24, 21 22: “Vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’ inizio del mondo fino ad ora, nè mai più ci sarà; e se quei giorni non fossero a bbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni sar anno abbreviati”. Commentando questo passo Mgr Gregori scrive: «È impossibile che questo testo si riferisca alla distruzione di Gerusalemme, quella del 70 dopo Cristo ad opera de i Romani, della quale si parla nei versetti precedenti (Mt 24, 15 20). La tribol azione grande di cui parla il testo si riferisce sicuramente a qualcosa che rigu

 

 

 

arda il mondo intero. … Inoltre, nei versetti seguenti (Mt 24, 23 41) si parla d i un periodo di tribolazioni che “per amore degli eletti sarà abbreviato”. Ne si deduce che la storia dell’umanità dovrà continuare anche dopo tale periodo. Si dice infatti: “nè mai più ci sarà”. Da questo “nè mai più ci sarà” si capisce ch e la suddetta tribolazione riguarda tutta l’umanità, e che non va collocata alla Fine del mondo, ma molto prima. (Gregori op. cit. p. 15):

Passo biblico n. 3 – Mt 24, 37 39. « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’ uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano , prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accors ero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla ven uta del Figlio dell’uomo. » Commentando questo passo, Mgr Gregori scrive: «Non avrebbe senso riferire queste righe alla rovina del Tempio e a quella di Gerusalemme; tanto meno è possibile riferirle alla Fine del mondo. … L’esempio del Diluvio lo fa escludere, perché d opo il Diluvio la vita sulla terra ha continuato con Noè. Quindi la venuta del F iglio dell’uomo alla quale si fa riferimento è un’altra da quella finale. » (Gre gori, op. cit., p. 13).

Passo biblico n. 4 – Lc 19, 11 14: «Essi [i discepoli di Gesù, ndr] credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Allora Gesù disse: "Un uomo di nob ile stirpe partì per un paese lontano allo scopo di ricevere il titolo di re, e poi ritornare. … Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi... » Padre Penasa scrive: «Con l’Ascensione Gesù parte. E il ritorno come avverrà? Av verrà “allo stesso modo…”, e questo suppone una Parusia che sia intermedia (gli angeli la predicono in At 1, 11). La partenza di Gesù è per prendere il titolo d i “Re”, e il suo ritorno avverrà quando sarà l’ora di prendere possesso effettiv o del “Regno”. » (Penasa, op. cit., p. 31).

Passo biblico n. 5 – Lc 21, 28 : “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina". Mgr Gregori commenta: «È evidente che si tratta di una liberazione che deve avve nire su questa terra, durante la nostra vita terrena. La nostra terra sarà liber ata dalla malvagità di Satana, che sarà neutralizzato per mille anni. » (Gregori , op. cit., p. 86 98). Passo biblico n. 6 – Lc 22, 17 18: «Preso un calice, rese grazie dicendo: “Prendetelo e distribuite lo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vit e, finché non venga il Regno di Dio”. » Mgr Gregori scrive: «È evidente che questo passo fa riferimento ad un Regno di D io che esisterà in questo mondo, come anticipo di quello che poi dovrà esistere

 

 

     

nell’eternità. » (Gregori, op. cit., p. 86 98).

Passo biblico n. 7 – At 3, 19 21 ss. «Pentitevi dunque e convertitevi, affinché vi siano rimessi i peccati, e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore , ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Per ora è necessario che egli rimanga in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti . Mosè..., e tutti i profeti, da Samuele in poi. » Padre Penasa commenta questo passo nel modo seguente: «L’apostolo Pietro constat a la risurrezione di Gesù, e assiste poi all’Ascensione. Le parole di Gesù prima dell’Ascensione, e quelle dell angelo dopo l Ascensione, gli fanno capire che l a nuova Gerusalemme non si realizzerà nell’immediato futuro, ma in un futuro rem oto. Capisce pure che questa grandiosa “restaurazione” inizierà con una “Ascensi one” identica a quella alla quale ha già assistito, ma in senso inverso: in “dis cesa” anziché in “salita”. Spiega alle folle che le promesse fatte da Dio al suo Popolo parlano di una restaurazione attuabile in questo mondo. La nuova Gerusal emme, secondo lui, prima ancora di realizzarsi nel mondo futuro (quello eterno) dovrà realizzarsi nel mondo presente. » (Penasa: op. cit., p. 45). È normale che la nuova Gerusalemme abbia inizio con una Parusia, alla quale si d ovrà dare un nome. Padre Penasa la chiama: “Parusia intermedia”.

Passo biblico n. 8 – At 1, 11. «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù ch e è stato di tra voi assunto al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo. » Commentando questo passo biblico Mgr Gregori scrive: «Il Regno di Dio verrà inst aurato il giorno in cui Gesù ritornerà sulla terra “allo stesso modo in cui è pa rtito”. Chi dice che il ritorno prossimo di Gesù si deve intendere come una venu ta invisibile e tutta spirituale (o magari come una specie di apparizione carism atica, o di esperienza mistica) non si accorge di mettersi in stridente contrast o col Vangelo. Gli angeli dicono ai discepoli: “Quel Gesù che avete visto salire … ritornerà allo stesso modo…”. Le parole degli angeli appaiono come una prova d ella Venuta intermedia di Gesù. » (Gregori: op. cit., p. 25).

Passo biblico n. 9 – Ebr 9, 28 «Cristo, essendo stato offerto una volta per togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza rapporto al peccato, a salvezza di colo ro che l aspettano. » Mgr Gregori commenta: «Gesù dovrà apparire una seconda volta. Quando? Alla Fine del mondo? In questo brano non troviamo alcun accenno alla Fine del mondo, nè al la risurrezione dei morti, nè alla glorificazione degli eletti. Quando Cristo to rnerà da noi per la seconda volta, non sarà più per redimerci dal peccato (per la sua opera redentrice il peccato è già stato debellato) ma per salvare “color o che l aspettano”. Chi sono “coloro che lo aspettano”? Non certo i beati del Ci elo che già lo posseggono, ma coloro che debbono essere salvati, cioè coloro che si trovano ancora nel combattimento di questa vita. » (Gregori, op. cit., p. 86

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Conclusione: Il secondo ritorno di Gesù è un ritorno che non chiuderà la storia, ma libererà definitivamente coloro che combattono le insidie del Maligno, al q uale Gesù si è già riferito una volta definendolo: “Il principe di questo mondo” .

Passi biblici n. 10 e n. 11 – 1 Ts 5, 2 4: «II giorno del Signore viene come un ladro nella notte. E quando diranno “Pace e sicurezza”, allora improvvisamente la rovina si abbatterà su di essi come i dolori del parto sulla donna incinta, e non sfuggiranno. Ma voi, o fratelli, non siete nelle tenebre, perché questo giorno vi sorprenda come un l adro. » – 2 Ts 2, 1 10: «Per quanto riguarda la venuta di nostro Signore Gesù Cristo e il nostro adunarci con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi turbare c osì presto ... come se il giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno vi il luda in alcun modo. È necessario che prima si verifichi l apostasia, si manifes ti l iniquo, … colui che si esalta al di sopra di tutto ciò che porta il nome di Dio o è oggetto di culto, fino a insidiarsi nel tempio di Dio e a proclamarsi Dio. ... Voi già conoscete l impedimento attuale, per cui l avversario non può manifesta rsi che nel momento assegnatogli. Il mistero d iniquità infatti già esercita la sua azione nefasta; solo c è chi per ora lo trattiene, fino a che non venga tolt o di mezzo. Allora l iniquo si manifesterà, ma Gesù lo distruggerà col soffio de lla sua bocca, l annienterà con lo splendore della sua venuta. La manifestazione dell empio, per l azione di Satana, sarà accompagnata da ogni sorte di portent i … » Mgr Gregori dice che qui S. Paolo descrive i prodromi del grandioso ritorno di Gesù. Aggiunge che il pensiero di S. Paolo non è fisso all ultima Parusia, ma ad una Parusia destinata ad avverarsi in un futuro più vicino nel tempo, una Parus ia che teoricamente potrebbe cogliere di sorpresa anche i suoi contemporanei. Noi diciamo che si tratta della Parusia intermedia. Il motivo che ci spinge ad a ffermare questo è che l annientamento dell Anticristo di cui S. Paolo ci parla n on è collocabile alla Fine del mondo. Alla Fine del mondo si parlerà di Satana, non dell Anticristo. I segni precursori del ritorno di Gesù, quelli di cui S. Paolo fa menzione, oggi sono già presenti in mezzo a noi: incredulità, abbandono delle pratiche religio se, apostasia, disorientamento teologico e morale. È riconoscibile anche l’ “imp edimento” che trattiene l’Anticristo. Benché esso sia volutamente ignorato dagli esegeti, noi diciamo che tale “impedimento” è il Papato. Il Papato è l unica fo nte di verità e di giustizia che riesca ancora a trattenere la generale catastr ofe. Questo baluardo di verità e di giustizia verrà purtroppo abbattuto. Allora apparirà l Anticristo, e non solo come movimento, ma come persona fisica. Malg rado questa durissima prova, Dio concederà alla sua Chiesa il privilegio di rina scere dalle sue ceneri in vista del Millennio felice. Se è vero che le porte dell’Inferno non prevalsero contro Cristo, perché risusci tò glorioso, esse non prevarranno nemmeno contro il suo Corpo mistico, la Chiesa . Il destino di questa è di camminare sulle tracce del suo Fondatore: da Betlemm e al Calvario, e dal Calvario alla Risurrezione pasquale.

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Passo biblico n. 12 – 1 Ts 1, 9 10: «Tutti raccontano ... come vi siete convertiti a Dio allontanand ovi dagli idoli ... per attendere dai cieli Gesù, suo Figlio, che egli ha risusc itato dai morti affinché ci liberi dall ira ventura. » «Gli esegeti non vanno d accordo sul significato da dare a queste parole. L ira che si approssima è per loro imbarazzante, e qualcuno tra essi pensa alla distr uzione di Gerusalemme. [225] Ma S. Paolo non pensa alla distruzione di Gerusale mme. Pensa invece a Gesù che deve ritornare sulla terra scendendo dal cielo. Ci ò appare dal v. 13 del cap. 3 della stessa lettera. » (Gregori, op. cit., p. 86 98).

Passo biblico n. 13 – Rom 13, 11 12: «È ora che vi scuotiate dal sonno, essendo la nostra salvezza o rmai più vicina di quando abbracciammo la fede. La notte è avanzata e si avvicin a il giorno. » «L accenno di S. Paolo alla salvezza che ormai è più vicina di quanto non lo fos se al momento della loro conversione [quella dei fedeli ai quali S. Paolo sta pa rlando, ndr] non può essere una salvezza personale, quella già ottenuta col batt esimo. Si tratta invece della salvezza completa, suprema, che dovrà venire il gi orno della Parusia intermedia. » (Gregori, op. cit., p. 86 98). «Quando spunterà questo giorno, esso porterà con sè la “luce universale”, quella che Dio ha concepito per scacciare la “notte universale”. » (J. De Parvulis).

Passo biblico n. 14 – II Tim 3, 1 5: «Sappi che negli ultimi giorni sopraggiungeranno tempi diffici li. Infatti gli uomini saranno pieni d amor proprio, amanti del danaro, millanta tori, orgogliosi, diffamatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza cuore e senza pietà, calunniatori, incontinenti, spietati, senz amore per il bene, de latori, temerari, gonfi, amanti del piacere più che amanti di Dio, simulanti una pietà la cui forza disprezzano. Anche da costoro allontanati. » A proposito dell’espressione "negli ultimi giorni" che qui è usata, Mgr Gregori dice che non è possibile che si tratti dei giorni della Fine del mondo, altrimen ti non avrebbe senso la raccomandazione dell Apostolo al suo discepolo: "anche d a costoro allontanati". Dato che l’espressione "negli ultimi giorni" viene spesso usata dai profeti anti chi per indicare l Era messianica, noi diciamo che qui si tratta di un futuro in determinato (un futuro che teoricamente potrebbe riguardare anche lo stesso Timo teo). Questi “ultimi giorni” noi ora li stiamo vivendo. Sembra che S. Paolo li d escriva per noi, uomini d’oggi. La descrizione è applicabile al mondo attuale. ( Gregori, op. cit., p. 86 98).

Passo biblico n. 15 Ap 19, 11 20: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava "Fedele e Verace": egli giudica e combatte con giustizia.

 

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I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; port a scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. E’ avvolto in un mante llo intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo se guono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce un a spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome p orta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re, e Signore dei signori. … Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover gue rra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la best ia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo. Padre Penasa dice che in questo passo è descritta la Parusia intermedia al compl eto. (Penasa: op. cit., p. 25).

Passo biblico n. 16 – Ap 20, 1 8: «Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abis so e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il di avolo, satana e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchi use e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fin o al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di t empo. Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Ge sù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beat i e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha p otere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno co n lui per mille anni”. Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà libera to dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra… » Padre Penasa afferma che questo passo descrive il Millennio felice, e precisa: « Il particolare dei mille anni posteriori a detta Parusia è ripetuto sei volte, q uesto affinché a nessuno venga in mente di dubitarne. » (Penasa, op. cit., p. 25 ). Mgr Gregori, dal canto suo, dice che il dramma umano è destinato a svolgersi int ieramente su questa terra. Siccome il Millennio felice fa parte integrante di qu esto dramma, è evidente che esso corrisponde a quel Regno che Dio vuole avere an che sulla terra, e con diritto. Detto Regno va dunque inserito nella storia dell ’uomo presente sulla terra. Non è possibile pensarlo altrimenti. Per Mgr Gregori le conclusioni sono tre: 1) Il Regno di Dio non può essere collo cato nel Vecchio Testamento perché esso avviene dopo l immolazione dell Agnello. 2) Il Regno di Dio non può essere collocato subito dopo la Redenzione perché il libro dei sette sigilli verrà aperto molto tempo dopo, e parla di guerre, di ca lamità, e di castighi che presuppongono l’esistenza di precedenti infedeltà uma ne. 3) Il Regno di Dio non può essere collocato nell’eternità celeste perché sta scritto che i giusti regneranno sulla terra. Si tratta dunque di un Regno di Di o, ma di un regno terrestre, di un regno che dovrà avvenire dopo gli sconvolgime nti conseguenti all apertura dei sette sigilli, e dopo l imprigionamento di Sata na. (Gregori, op. cit., p. 86 98).

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Passo biblico n. 17 – Ap 20 4 6 : «Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimoni anza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrez ione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di lor o non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e reg neranno con lui per mille anni. » Secondo Mgr Gregori, le anime di “quanti ripresero vita e regnarono con Cristo p er mille anni”, sono anime sopra le quali la seconda morte (la dannazione) non ha potere. Ciò significa che a loro è già stata resa giustizia. Sono anime che g ià godono della ricompensa eterna. Che senso hanno le parole: “Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni” ? Mgr Gregori dice che si tratta di una risurrezione corporale, come corp orale è la risurrezione dei morti alla fine del mondo. Tale risurrezione è riser vata a pochi. Sono i martiri e i santi della Grande Tribolazione. Se la seconda morte – la dannazione – non ha potere su di loro, è perché davanti al nemico di Dio, l’Anticristo, essi hanno preferito lasciarsi decapitare piuttosto che tradi re la loro fede in Cristo.

Passo biblico n. 18 – I Tim 6, 14: “Custodisci il tuo mandato immacolato, irreprensibile, fino all a manifestazione del Signore Nostro Gesù Cristo”. Senza commento.

Passo biblico n. 19 – Fil 4, 5: “Gioite nel Signore, sempre! Di nuovo ve lo dico: gioite! La vostra clemenza divenga manifesta a tutti gli uomini. Il Signore è vicino". Senza commento.

Passo biblico n. 20 – I Cor 1, 7 8: “Non manca dono alcuno di grazia a voi mentre siete in attesa de lla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Sarà lui, appunto, che vi re nderà saldi fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del Signor e nostro Gesù Cristo". Senza commento.

Passo biblico n. 21

 

 

– II Pt 3, 8 10. "Una cosa però non dimenticate, o carissimi, che un giorno sol o presso il Signore è come mille anni e mille anni sono come un solo giorno. Il Signore non ritarda il compimento della promessa. Egli porta pazienza verso di n oi, non volendo che alcuno di noi perisca, ma che tutti si volgano a penitenza. Verrà però il giorno del Signore, come un ladro". Senza commento.

N.B. La Parusia intermedia è stata profetizzata in modo velato anche nel Vecchio Testamento, specialmente dai profeti seguenti: Isaia: 2, 1 5; 9, 5 6; 11, 4 9; 14, 9 ss.; 65, 17 25; 66, 14 ss. Daniele: 7, 9 14; 7, 23 27. Ezechiele: 37.

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CONCLUSIONE FINALE

I testi biblici ci permettono di affermare che la Venuta intermedia di Gesù avrà per scopo di inaugurare il Millennio felice. Durante questo Millennio gli uomin i della terra vivranno per dare gloria a Dio, in pace con i fratelli. Si compira nno le parole profetiche del Padre Nostro: “Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà, come in Cielo e così in terra”. Il Millennio felice non ha nulla a che vedere col Millenarismo, che è un concett o eretico, condannato dalla Chiesa. Il Millennio felice fa parte del meraviglios o Piano che Dio ha concepito per l’uomo vivente sulla Terra. S. Giovanni evangel ista predica a tutti e fa capire a tutti – a tutti gli interessati – che il Regn o di Dio non è una realtà riservata esclusivamente al mondo eterno, quello che v errà dopo la morte, ma è un Regno che dovrà venire anche sulla terra. Anzi, sull a terra prima, e in Cielo subito dopo. La durata di questo Regno terrestre è ind eterminata (S. Giovanni, nella Bibbia, usa l’espressione “mille anni”). Con la Venuta intermedia di Gesù e l’inaugurazione dell’Era nuova si attuerà un’ altra profezia di Gesù: “Ho altre pecorelle che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, sotto un solo pastore”. Dopo la Venuta intermedia di Gesù ci sarà dunque “Un so lo ovile, sotto un solo pastore”. Non si tratta di un “sogno”, come ha detto un qualcuno di recente, ma di una realtà. Lo Spirito Santo farà l’unità. Tutti form eranno un’unica Chiesa, con a capo Pietro (Mt 16, 18). Prima della Venuta intermedia di Gesù, Dio manderà tanti segni in cielo, sulla t

 

 

 

 

 

 

 

   

erra, e nelle coscienze. Questi segni avranno per scopo di far capire a tutti ch e Cristo è l’unico Salvatore del mondo. Ognuno di noi sceglierà liberamente il c ampo che più lo interessa: o con Gesù o contro. Chi sceglierà di essere contro G esù, andrà col demonio. È evidente che chi sceglierà il demonio non entrerà nell ’Era nuova. Pochi teologi hanno saputo finora approfondire i testi biblici che parlano della Parusia intermedia (la Venuta intermedia di Gesù). La maggioranza dei teologi o dierni non si interessa ai messaggi che il Cielo manda alla Terra tramite i Prof eti cristiani contemporanei, che sono persone dotate di carismi straordinari. In mancanza di questo aiuto essi finiscono per fare lo stesso errore che i Capi de l Sinedrio giudaico hanno fatto alla prima Venuta di Gesù. Detti “Capi” hanno re spinto Gesù, non lo hanno accolto, non hanno voluto saperne di cambiare pensiero in favore di un’interpretazione più spiritualistica delle antiche profezie. Questa loro mentalità materialistica li ha allora resi schiavi − e altrettanto s chiavi li rende oggi − di un’utopia letale, quella che li spinge a concepire il “Regno di Israele” (il Regno messianico, diremmo noi oggi) come un Governo mondi ale fatto di potere politico. Secondo il Vangelo, tutta questa contesa di idee è un segno evidente che la Venu ta intermedia di Gesù è imminente. Come figli devoti della Chiesa di Gesù, ci siamo preoccupati di scrivere questo libro con spirito di servizio a Dio e alla Chiesa. Ci rimettiamo quindi al giudi zio della Chiesa cattolica circa i risultati dei nostri studi. Signore Gesù, noi ti aspettiamo. Vieni, e portaci in dono lo Spirito Santo parac lito!

Gli amici della rivista PROFETI DI DIO.

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[1] La question suivante en est une de curiosité spéculative: Si les derniers 2. 000 ans représentent la période de gestation du Royaume messianique, combien d’a nnées pourrait durer la vie du même Royaume toute proportion bien gardée? Un cal cul rapide nous permet de découvrir que toute proportion bien gardée la vie de c e Royaume pourrait se situer entre 200.000 et 250.000 ans. (C’est beaucoup plus que les 1.000 ans que St Jean l’Évangéliste nous donne au début du vingtième cha pitre de l’Apocalypse. Mais St Jean ne dit pas si son Millénaire de Paix signifi e Royaume messianique. En plus, personne ne sait si la durée des années à venir sera la même que celle des années actuels. Avec les cieux nouveaux que Dieu nous a promis, il se peut que le temps futur ne soit pas identique au temps actuel, puisque le temps en général est déterminé par la rotation des astres qui entoure nt la Planète sur laquelle nous vivons). Chose certaine, en lisant Maria Valtort a on découvre que la Fin du Monde pourrait survenir dans 230.000 ans … (Voir Mar ia Valtorta, I Quaderni, vol. 3, p. 124).

NOTE

[2] Siamo un gruppo di autori a cui piace collaborare con la rivista PROFETI DI DIO, pubblicata dalle Edizioni Gamba, di Verdello (BG). [3] Il termine Parusia è un termine greco che significa ‘presenza’ o ‘venuta’. I l termine ha anche un senso più specifico, che nella letteratura greca esprime i l provvidenziale arrivo di una persona influente, sovrana – magari divina – che si presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto la loro fiducia. (Ved i la nota n. 95). [4] Aldo Gregori: “La Venuta intermedia di Gesù”, Terni, 1993. (Questo libro è e saurito). [5] Cf.: “Catechismo della Chiesa cattolica”, articolo n. 94. (CCC = Catechismo della Chiesa Cattolica). [6] Medjugorje: vedere i messaggi del 25 dicembre 1999 e del 25 dicembre 2000. [7] Il 29 ottobre 2005 si è concluso a Corato, diocesi di Trani, la parte dioces ana del processo di beatificazione di Luisa Piccarreta. [8] Chi dice “Venuta intermedia di Cristo” è come dicesse “Parusia intermedia”. Si tratta dello stesso concetto, ma espresso in due modi diversi. [9] Cf.: Lc 19, 11 14. [10] Mgr Aldo Gregori :“La Venuta intermedia di Gesù”, Terni, 1993. [11] La seconda Venuta di Cristo (o seconda Parusia), è chiamata “intermedia” pe rché si piazza tra la prima e la terza. [12] All’inizio del cap. 20 dell’Apocalisse di S. Giovanni ci sono sei versetti che annunciano il Regno di Dio in Terra, quel Regno che dovrebbe durare mille an ni. Di solito nella Bibbia questi sei versetti hanno per titolo: Il Millennio fe lice. [13] Questo Paradiso terrestre ripristinato offrirebbe un vantaggio rispetto a q uello dell’Eden iniziale: la condizione umana non sarà semplicemente uguale a qu ella precedente alla Colpa, ma superiore. Il motivo è che in virtù dei meriti ac quistati da Cristo, i privilegi degli esseri umani redenti dal sangue di Cristo superano quelli che Adamo ed Eva possedevano prima della Colpa. Quindi coloro ch e accetteranno Cristo per amore della Verità saranno divinizzati in Lui, Figlio primogenito di Dio. S. Paolo dice di essi che saranno “figli nel Figlio”. A tale proposito, il n. 420 del CCC dice: «La vittoria sul peccato riportata da Cristo ci ha donato beni migliori di quelli che il peccato ci aveva tolto: "Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia”.» (Rm 5, 20). [14] L’autore Johannes De Parvulis è un professore canadese di origine italiana. Ha pubblicato alcuni studi di esegetica che riassumono le verità bibliche esami nandole alla luce delle Rivelazioni private (quelle dei Profeti cristiani contem poranei). Fra i libri pubblicati dal De Parvulis c’è anche: “Mondo nuovo, vita n uova”, in corso di stampa presso “Gamba Edizioni”, Verdello (BG). Disponibile su Internet all’indirizzo: < http://www.parvulis.com/Documents/2 main it 01.html > . (Per maggiori informazioni, vedi le note n. 55 e 58). [15] La prima forma, quella del millenarismo crasso, fin dai primissimi secoli i nterpretava il Millennio felice come un bengodi di piaceri carnali. La seconda, quella del millenarismo mitigato, è stata respinta anch’essa dal S. Ufficio – la messa in guardia è del 1944 – perché ripeteva lo stesso errore, benché in forma più mitigata. (Vedi la nota n. 90). I millenarismi origeniano e agostiniano son

   

 

 

o anch’essi da rigettare perché inventano un millenarismo immaginario. Questo li bro spiega un po’ più avanti in che cosa consiste la loro specificità. [16] Mgr James Ussher, che fu vescovo di Armagh nel XVII secolo, è considerato u no dei più grandi conoscitori della Bibbia. Dice che la creazione d’Adamo ed Eva è da situarsi nell’anno 4,004 prima di Cristo. Le sue conclusioni sono all’orig ine delle date che dopo di lui sono state inserite ai margini della Bibbia. Si c onsulti, volendo: “Annales veteris e novi testamenti” , di Mgr James Ussher (158 1 1656). [17] I Profeti cristiani contemporanei, quelli veri, sono dei veri carismatici. Alcuni di essi hanno un nome che si riconosce facilmente, come per esempio: Méla nie Calvat, Bernadette Soubirous, Lucia di Fatima, JNSR, l’anonima della Divina Sapienza, don Stefano Gobbi, Maria Valtorta, Luisa Piccarreta, Madre Carolina Ve nturella, Mgr Ottavio Michelini, Vassula Ryden, ecc… [18] Per mezzo di don Stefano Gobbi la Madonna ha fondato il Movimento Sacerdota le Mariano. Su don Stefano Gobbi, vedere la nota n 122. [19] Queste parole fanno parte del “Discorso al Congresso mondiale dei Movimenti ecclesiali”, cfr: L’Avvenire, 28.5.1998, p. 17. [20] Esempi di carismi straordinari sono il dono di Guarigione, quello di Profez ia, quello delle Visioni (apparizioni di Gesù o di Maria Vergine con relativi me ssaggi), e quello delle “Locuzioni interiori” che Dio affida a persone da lui sc elte, e da noi qualificate di “Profeti di Dio”. [21] Cf.: “Dei Verbum”, n. 10. [22] A.S.G.: Novissimum Verbum, anno 2, n. 4, 2003, p. 29. [23] Non tutti i carismatici sono autentici. I falsi mistici si possono ere tramite un dettaglio. (Cf. J. De Parvulis: “Combattimento Mistico”, sezione n. 3: «Falsi mistici: il “dettaglio” da sorvegliare». In corso a presso “Gamba Edizioni”, Verdello (BG). Disponibile anche su Internet rizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2 main it 02.html#c2sez3 ). riconosc cap. II, di stamp all’indi

[24] La perfezione intellettiva non si ferma alla mente, ma raggiunge il cuore. [25] Chi dice Regno di Dio in terra, dice Regno messianico, e chi dice Regno mes sianico dice Millennio felice. Quindi, il Regno di Dio in terra, il Regno messia nico, e il Millennio felice sono la stessa cosa. (Vedi anche la nota n. 147). [26] Tale struttura si può esprimere nel modo seguente: 6+1=7, dove il numero “6 ” rappresenta i sei giorni lavorativi, e il numero “1” rappresenta la domenica. (Vedi la parte finale dell’Appendice n. 1, alla fine del libro). [27] Sappiamo che per tradizione la Domenica è destinata al riposo del corpo e a lla santificazione dell’anima. Se ciò è vero, il millennio attuale corrisponde a l Regno di Dio in Terra, cioè al Regno messianico, quel Millennio felice che S. Giovanni descrive in Ap 20, 1 6. [28] Ap. 20, 7 10: “Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Go g e Magog, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del ma re. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampam ento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove s ono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per il

   

 

 

 

 

secoli dei secoli”. [29] La parola Messia dice in lingua italiana quello che la parola Mashiah dice in lingua ebraica. Essa significa: “consacrato”, oppure “che ha ricevuto l’unzio ne”. Bisogna sapere che nella tradizione ebraica il re riceveva un’unzione in vi rtù della quale la sua autorità diventava sacra davanti a Dio e davanti agli uom ini. L’equivalente greco di Mashiah è la parola Christos, che in italiano si pro nunzia Cristo. Di conseguenza, dire “Gesù Cristo” è come dire “Gesù Messia”. [30] Cf.: Is 11. [31] Salmi di Salomone: salmo 17. Questo testo è del I sec. a. C. In esso ricomp are il messianismo detto “davidico”. I Salmi di Salomone sono un opera composta verso la metà del I sec. a. C. L’autore dimostra di conoscere la conquista di Ge rusalemme da parte dei Romani (63 a. C.). L autore se la prende con gli invasori : per volere divino il trono di Gerusalemme non può appartenere a nessuno, eccet to a un discendente di Davide. [32] Di fronte a Dio gli Ebrei rappresentano l’intera Umanità. [33] Il Piano divino dà forma a tutta la storia umana. È come un grande ponte so stenuto da tre pilastri, che sono le tre Parusie. (Un riflesso della SS. Trinità ?) La Parusia che inizia con la nascita di Gesù a Betlemme è la prima delle tre. Quella chiamata “intermedia” è la seconda. La terza è quella del Giudizio unive rsale, previsto per la Fine del mondo. (Vedi la nota n. 121). [34] La mistica Maria Valtorta ha avuto molte visioni sulla vita di Cristo. Una di queste visioni descrive nei particolari la discussione che Gesù ha avuto coi dottori del Tempio di Gerusalemme all’età di dodici anni. Secondo questa descriz ione, durante la discussione che Gesù ha avuto a proposito della Legge ebraica, i suoi esaminatori si dividono in due fazioni opposte, e questo a causa del Mess ia, che le due fazioni non concepiscono allo stesso modo. Allora come oggi, giud aismo autentico e giudaismo farisaico si oppongono. Cf.: Maria Valtorta: L’Evang elo come mi è stato rivelato, vol. I, pp. 221 228. (Vecchi titolo: Il Poema dell ’Uomo Dio), Cf.: Internet: http://www.parvulis.com/Documents/2 main it 05.htm#go _ch4 . [35] Il sabbatianismo è un movimento religioso e mistico nato da Shabbetaj Zevi, che nel 1665 si proclamò Messia. Esso determinò la rinascita dell attesa messia nica, radunando numerosi fedeli, fra i quali il celebre Nathan di Gaza che si pr esentò come profeta di Zevi. Questa concezione messianica, oltre agli aspetti sp irituali e mistici, riporta a galla gli aspetti storici e politici della liberaz ione messianica. In particolare, il sabbatianismo afferma che il Messia, prima d i manifestarsi pienamente e trionfalmente al mondo, dopo che si è realizzata la redenzione deve scendere nell abisso del male per liberare le scintille di luce che, da sole, non riescono ad innalzarsi nel processo di redenzione. Il sabbatia nismo spaziò dalle forme più moderate a quelle più radicali, diffondendosi anche in Europa e spaccando le comunità ebraiche in due schiere contrapposte: i pro e i contro. Le scomuniche dei rabbini non bastarono a fermarlo. (Questa annotazio ne sul sabbatianismo appartiene a un glossario specializzato). [36] È qui riprodotto lo schema dell’Apocalisse: anticristo + pseudoprofeta. [37] “Quando Sabbatai Zevi volle persuadere se stesso e gli altri di essere il M essia, andò nella piazza del mercato di Smirne e a capo scoperto pronunciò il no me di Dio. Vi era infatti una credenza popolare, che nessuno, a meno di essere i l Messia stesso, potesse portare alle labbra il tetragramma senza che il fulmine dell’ira di Dio lo distruggesse. Ma poiché non successe nulla di simile, allora egli credette in se stesso e loro in lui”. Questo passo proviene dai diari di G ershom Scholem, che quando la scrisse − era il 17 agosto 1914 − aveva solo dicia

   

 

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ssette anni. (L’annotazione proviene dalla copertina del libro di G. Scholem: “S abbetay Sevi”. Einaudi Anno 2001. [38] Lo studioso Piero Mantero ne parla anche lui nel libro: L’Altra faccia dell a storia. Edizioni Segno, Udine. [39] Questa faccenda sembra continuare. Per esempio, che cos’è il cosiddetto “Nu ovo Ordine Mondiale”? Nelle mani di chi sarà concentrato? Durerà? Quanto durerà? È vero che si tratta di una versione dell’Impero Giudaico Universale? E che que sto Impero corrisponde al regno dell’Anticristo descritto nell’Apocalisse…? La r isposta a tutte queste domande si trova nel libro di J. De Parvulis: «Utopia let ale», ovvero: Il sogno dei Farisei , di prossima pubblicazione. In attesa, il li bro è disponibile su Internet, all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/ 2 main it 05.htm [40] La Casa d’Israele rappresenta tutta l’Umanità, anche se pochi lo dicono. (R ivedere la nota n. 31, e il testo dal quale essa dipende). [41] Sul piano etimologico, l’aggettivo “cattolico” significa “universale”. (Chi esa cattolica = Chiesa universale). [42] Per varie ragioni che esporremo in seguito, a partire dal quinto secolo d. C. i teologi hanno smesso di credere alla Settimana universale e di parlare del suo significato, per cui è caduta nel vuoto la voce dei santi Padri che in prece denza annunciavano il Millennio felice, come una realtà da collocarsi nel settim o millennio. [43] La Parusia intermedia corrisponde alla Venuta intermedia di Gesù. Questi co ncetti sono ulteriormente spiegati in questo stesso libro, un po’ più avanti. [44] Il concetto di Settimana universale è definito nella “Messa a punto sul lin guaggio” che segue l’introduzione. (Vedere la domanda risposta n. 15). Questo mo dulo della Settimana universale sarà ripreso dai Padri della Chiesa dei primi qu attro secoli, ma ai tempi di S. Agostino sarà abbandonato. Esiste un primo S. Ag ostino e un secondo. Il primo lo si può accettare tranquillamente, ma il secondo no. Ha preso un grosso abbaglio il giorno in cui si è lasciato influenzare dall e tesi di Origene che come si sa riduce ad una soltanto le due future Parusie pr eviste dalla Bibbia. (Per maggiori informazioni sull’ “Equivoco di S. Agostino”, vedi al cap. seguente la sezione che ha per titolo: “S. Agostino: il grande equ ivoco sul millenarismo” ). [45] Origene dice “simbolica”, ma noi diciamo “iperbolica” (forzata e fantasiosa ). [46] Gabriel Peters I Padri della Chiesa, 1986, Borla, Roma, p. 247. [47] Vincenzo Mercante: Millenarismo e Parusia, p. 159. [48] Il Millennio felice è un effetto della Parusia intermedia, e corrisponde al Regno di Dio in Terra, il Regno messianico. Gli altri effetti della Parusia int ermedia sono: a. Il Giudizio interiore (o delle nazioni). b. La Pentecoste universale (o seconda Pentecoste). c. La prima Risurrezione (quella dei santi martiri decapitati). d. La Trasfigurazione dei viventi.

 

 

   

 

e. I Cieli nuovi e la Terra nuova (mondo purificato dalle contaminazioni). f. L’instaurazione della Gerusalemme messianica e del Regno messianico. g. Il mondo liberato dalla presenza di Satana e dei suoi accoliti. [49] Trappé, Agostino: Agostino: l’uomo, il pastore, il mistico, 1976, Edizioni Esperienze, Fossano, p. 20. [50] L’apo catastasi è una filosofia religiosa che predica la salvezza di tutti, anche dei diavoli dell’inferno. Secondo questa strana teoria i diavoli verrebbe ro purificati dal Logos nonostante la loro ostinazione nel male. Dopo questa lor o purificazione avverrebbe la seconda Venuta di Cristo (confusa con quella final e), e poi la risurrezione di tutti gli uomini (con corpi non materiali, ma spiri tuali). La restaurazione universale non coinciderebbe con la Fine del Mondo, e q uindi con la palingenesi cristiana, ma sarebbe una fase transitoria, dopo la qua le ci sarebbero altre vite da vivere, su altri mondi. Questa teoria era stata in ventata da cristiani pieni di immaginazione e imbevuti di platonismo, i valentin iani. L’apocatastasi fu condannata dal Concilio di Costantinopoli del 553, ma ri presa nel corso dei secoli da teologi ortodossi ed eterodossi. (Cf. Quaesten, Jo hannes: Patrologia. I Primi due secoli, vol. I, Edizioni Marietti, C. Monferrato , 1983, p. 389). [51] Adolf von Harnack parla di “ellenizzazione del Cristianesimo”, un processo secondo il quale l’annuncio cristiano assumerebbe le categorie di pensiero del m ondo ellenistico. Con la scusa di garantirsi la possibilità di penetrazione e di diffusione nel mondo ellenico e romano, questo processo corrompe il kerigma cri stiano originario, generando forme ereticali di tipo valentiniano. (Le tesi di H arnack sono esposte in: Dogmengeschichte, Tübingen, 1898). [52] Da giovane Origene si era fatto castrare, avendo interpretato in senso lett erale il passo evangelico che dice: “Vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. (Mt 19, 12). Ora, la legislazione canonica dice che un muti lato (castrato) non può accedere al sacerdozio. [53] Questo “buonismo” tiene banco tuttora presso alcune università cattoliche e presso molti studiosi, forse ignari del raggiro demoniaco. [54] Nella sua Storia ecclesiastica Eusebio di Cesarea tratta da “millenaristi” tutti coloro che interpretano il passo di Ap 20, 1 6 col metodo letterale. Purtr oppo Girolamo convalida questo falso giudizio. (Questo è spiegato nell’opera di D’Aragon, L.: The Jerome Biblical Commentary, 2, London, 1968, p. 490). [55] Henri De Lubac: Esegesi Medievale: I quattro sensi della Scrittura, 1972°, Edizioni paoline, Milano, p. 437. [56] Il De Parvulis ha coniato l’espressione “Millenarismo biblico” nell’intento di proteggere quello che c’è di vero nel concetto di millenarismo. Egli sostien e che originariamente il Millenarismo è un concetto biblico, e quindi sacro, non condannabile. Condannabili sono invece le diverse forme corrotte di millenarism o. Cf.: Johannes De Parvulis: “Mondo nuovo, vita nuova”. In corso di stampa pres so “Gamba Edizioni”, di Verdello (BG). Disponibile pure su Internet, all’indiriz zo: < http://www.parvulis.com/Documents/2 main it 01.html >. [57] Cf.: I Padri Apostolici, 1998, p. 39. Nella sezione n. 7 dell’ultimo capito lo di questo libro (cap. V), si parla del Sollevamento degli eletti. È possibile che la Nuova Gerusalemme (sta scritto che essa “scenderà dal cielo”) sia format a da questi eletti che in precedenza sono stati sollevati in cielo, ma che poi r idiscendono sulla Terra accompagnando Cristo col loro spirito unito al loro corp o glorioso, un copro divenuto simile a quello di Gesù risorto.

 

   

 

 

[58] Idem, p. 208. [59] J. De Parvulis scrive: “Il giorno di Riposo di Dio sta alla sua Settimana C reativa, come la Domenica sta alla nostra Settimana, e come il Millennio felice sta alla Settimana universale”. (J. De Parvulis, “Mondo nuovo, vita nuova”, cap. 1, sezione n. 2: “L’Equazione proporzionale triplice del Creatore trinitario”). Vedi Internet: http://www.parvulis.com/Documents/mf it 01 02.html [60] Cf.: Martino Penasa: Il grande equivoco di S. Agostino, 1994, p. 114. L’esp ressione “trascorreranno mille anni in Gerusalemme” merita di essere interpretat a “cum grano salis”. All’inizio del Cristianesimo si credeva che la città di Ger usalemme dovesse un giorno ritornare al suo splendore, ma questo non accadrà. Og gi pesa sulla Gerusalemme terrena una condanna irrevocabile. Qui dunque si parla di una Gerusalemme diversa da quella attuale. Siccome nell’Apocalisse è detto c he la Gerusalemme messianica verrà dal cielo, è possibile che ridiscendano dal c ielo gli eletti che in precedenza sono stati rapiti nell’aria per andare incontr o a Gesù. (Vedi cap. V, sezione n. 7: “Sul Rapimento degli eletti”). [61] Origene, Girolamo e Agostino si avventurarono a chiedere ai rabbini ebrei q ualche lume sul messianismo, ma non trovarono presso questi la “veritas hæbraica ”. Trovarono solo un messianismo rielaborato in chiave simbolica. (Sulle questio ni suddette esiste la traccia di una corrispondenza avvenuta tra questi notabili della Chiesa primitiva e i rabbini ebrei). [62] Ireneo:“Adversus Haereses”, libro V, ultimo capitolo. [63] Ireneo: Contro le eresie, vol. 1 (a) e 2 (b), Edizioni Cantagalli, Siena. 1 984, pp. 225 226. [64] Lattanzio: “Institutiones Divinae”, libro VII, c. 7. Il vero nome di Lattan zio è Caecilius Firmianus. Nell’anno 300, dopo essersi convertito al Cristianesi mo, egli diventa precettore di Crispus, figlio dell’imperatore Costantino. [65] Eusebio Gallicano: “Sermone della 27a domenica dopo Pentecoste”. [66] Un lettore interessato è in grado di sentire qui la presenza del concetto d i “Apocalisse intermedia”. (Ndr) [67] Andrea di Cesarea: “Commento all’Apocalisse”, capitoli 28 e 44. [68] Antonino Romeo scrive: “S. Giustino, S. Ireneo, Tertulliano, S. . Metodio, S. Vittorino, Lattanzio, S. Ambrogio, S. Gaudenzio, ecc…, e dopo una prima risurrezione, quella dei martiri decapitati, Cristo ornato sulla terra per regnare (mille anni) insieme ai suoi fedeli”. Bibbia, Marietti, 1963, pag. 844). Ippolito, S dicevano ch sarebbe rit (A. Romeo,

[69] I teologi di oggi non si rendono conto che i cristiani dei primi anni crede vano prossima non la Fine del mondo, non la Parusia finale, ma la Fine di un tem po (di un mondo) dominato dal Maligno. Detta fine coincide con l’avvento della P arusia intermedia la quale non poteva avvenire prima d’oggi per i motivi sopra e splicati. [70] Nel vedere che il tempo passava senza che la Venuta intermedia si avverasse , alcuni cristiani dei primi secoli sospettarono la parola di Dio. Ma Dio non av eva mancato di parola. Era l’uomo che aveva cambiato il senso di detta parola. [71] Il disegno di Dio, per essere capito dalla mente umana, ha bisogno di esser e inquadrato nel suo contesto globale, quello della Settimana universale. Ma coi secoli, purtroppo, il concetto di Settimana universale si era perduto.

     

 

[72] S. Agostino non era Papa, e quindi non era infallibile in materia di dottri na. Alcune sue tesi sono state rigettate, come per esempio la sua concezione mac ulista della Madonna, e una certa opinione espressa sulla grazia divina. Nonosta nte questo, Agostino rimane un santo. La santità non è determinata dai libri scr itti, ma dalle virtù cristiane esercitate in grado eroico. [73] Cfr: A. Hamman, Breve dizionario dei Padri della Chiesa, 1983, Queriniana, Brescia, p. 150. Alla fine del terzo secolo rimangono in circolazione pochi test i dell’Apocalisse, perché la Chiesa orientale considera con sospetto gli scritti di S. Giovanni, e per questo non li ammette nella lista dei libri canonici. La Chiesa orientale, come poi Girolamo e Agostino, non ha saputo condurre una sana apologia, come invece hanno fatto i primi Padri greci, soprattutto S. Ireneo. [74] Origene: De principiis, e Ticonio, Liber Regularum. [75] A differenza del sabatismo ebraico, quello cristiano prevede l’ottavo giorn o –giorno di risurrezione – come rappresentativo dell’eternità, il giorno eterno . [76] Martino Penasa: La Venuta intermedia del Signore, 1994, pp. 139 169. [77] La Settimana universale implica che la storia dell’umanità si estenda su se tte millenni. I fondamenti biblici della Settimana universale sono Gn, 1 2, e 1P t, 3, 8.

[79] Idem, p. 962. [80] Agostino: La Città di Dio, 1992, p. 962 [81] Agostino: Prima catechesi per i non cristiani, traduzione di P. Siniscalco, Città Nuova, Roma, 1993, Le sei età, pp. 174 177. [82] Questo concetto è tipico dell’eresia apo catastatica. La storia − noi sappi amo − avanza progressivamente verso la sua perfezione, ma secondo l’apo catastas i il tempo si sviluppa circolarmente con un inizio e una fine che si ripetono al l’infinito, tante volte quanti sono i mondi (e le vite) che dovrebbero esistere. [83] Agostino: La Città di Dio, 1992: I cicli temporali, pp. 526 532 [84] Idem, p. 965. [85] Lc: 10, 21. [86] Questa struttura si può rappresentare con la formula matematica: 6+1=7, dov e il numero 6 rappresenta il numero dei giorni lavorativi, e il numero 1 rappres enta il giorno finale, quello della santificazione e del riposo domenicale. [87] Nell’escludere il millenarismo (senza precisare di che millenarismo si trat ta), Origene sembra voler escludere il millenarismo biblico, che è sacrosanto. [88] Oggi la Chiesa raccomanda agli esegeti di sfruttare il senso letterale dei testi biblici prima di ricorrere al senso estrapolato (qualificato pure di simbo lico, allegorico, metaforico, figurativo, ecc…). Per quel che riguarda il millen arismo espresso dal testo di Ap 20, 1 6, risulta che S. Agostino non abbia segui to questa regola, che ai suoi tempi forse non esisteva ufficialmente.

 

[78] Agostino: La Città di Dio, 1992, traduzione di C. Carena, Edizioni Einaudi Gallimardi, p. 961.

 

 

 

 

   

 

[89] I teologi di allora non trovarono il bandolo della matassa, oggi succede la stessa cosa perché essi, in maggioranza, non vogliono prendere in conto le veri tà che Dio ci trasmette tramite i Profeti cristiani contemporanei. Davanti a que sto loro rifiuto ostinato, Dio cosa fa? Si rivela ai piccoli, ai piccolissimi. U n altro bel mistero da meditare! (Lc 10, 21). [90] Con l’enciclica Divini Redemptoris, del 19 marzo del 1937, Pio XI condanna questa ideologia utilizzando le parole “falso misticismo” e “contraffazione dell a redenzione degli uomini”. La condanna di Pio XI non è l’unica. Esempi di conda nne simili a quella di Pio XI: Pio XII in Ad Apostolorum Principis, del 1958. Gi ovanni XXIII in Mater et Magistra, del 1961. Paolo VI in Ecclesiam suam, del 196 4. La Chiesa conciliare ha ribadito questi pronunciamenti negli articoli 20 e 21 della costituzione Gaudium et Spes (sulla Chiesa nel mondo contemporaneo). [91] Che significa “… attraverso il giudizio escatologico”? Se per Giudizio esca tologico intendiamo il Giudizio universale, questa dichiarazione equivale a dire che la “Speranza messianica” non può essere realizzata in questo mondo, nell’al di qua della storia, ma solo dopo il Giudizio universale, attraverso di esso, n ell’al di là della storia. Se per Speranza messianica si dovesse poi intendere i l Regno messianico, questa dichiarazione diventa sospetta, perché contraria alla Bibbia. Stando alla Bibbia, è necessario che il Regno messianico (alias “Millen nio felice”, alias “Regno di Dio sulla terra”) preceda su questa Terra il Regno eterno di Dio. (Le spiegazioni continuano nella nota n. 105). [92] A proposito della “forma mitigata” del millenarismo, la dichiarazione del S . Ufficio emessa nel 1944 è la risposta della Chiesa alla posizione di un teolog o spagnolo che qualche anno prima proponeva un millenarismo un po’ meno crasso d i quello già condannato in precedenza. (Il teologo suddetto proponeva di elimina re gli abusi alimentari e sessuali, pur mantenendo la presenza di un Cristo vivo e attivo in senso politico). Questa dichiarazione del S. Uffizio porta la data del 21 luglio 1944 (D. 3839). Le parole esatte della dichiarazione sono le segu enti: “Tuto doceri non posse”. Tradotte dal latino, esse significano: “Non si pu ò insegnare con sicurezza”. Mgr Aldo Gregori commenta: “Il concetto di millenari smo mitigato si può anche insegnare, ma non come cosa certa”. (Le spiegazioni co ntinuano nella nota n. 105). [93] Il De Parvulis scrive: «Padre Martino Penasa spiega che il “millenarismo” c ondannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino, non è una condanna del passo bib lico che parla del Millennio di Pace (Ap 20, 1 6), ma bensì della sua interpreta zione materialistica (o politico materialistica). Condannare un passo della Bibb ia – che è sacra – sarebbe un errore grossolano. Non è possibile condannare la B ibbia in nessuno dei suoi passi, e ancor meno in quello che parla del Millennio felice. Padre Penasa aggiunge che nel 1944 la Chiesa ha pure rigettato una versi one “mitigata” del millenarismo, quella che, pur conservando l’idea di un Cristo politico, proponeva di eliminare gli abusi culinari e sessuali durante il mille nnio. » (Per maggiori informazioni, vedi al cap. 3, la sez. # 2: “Il Millenarism o condannato dalla Chiesa”). [94] Nella versione latina, le parole esatte del Simbolo sono le seguenti. Art. 7: “Et iterum venturus est (Christus) iudicare vivos et mortuos, cuius regni no n erit finis… ”. Art. 12: “Et expecto resurrectionem mortuorum, et vitam venturi sæculi”. [95] Nella sua opera intitolata La città di Dio (417) S. Agostino non si acconte nta di condannare il millenarismo crasso, ma cancella pure la Parusia intermedia e i temi ad essa connessi, identificando la Parusia intermedia con la Resurrezi one, e il Giudizio interiore con quello finale. (Martino Penasa: 1994, Viene Ges ù! La Venuta intermedia del Signore, Edizioni Segno, Udine, pp. 139 168). [96] Braumann, in “Dizionario dei concetti biblici”, p. 1214, sotto il termine “

 

 

 

   

   

Parusia”. [97] Cf.: “Grande Lessico del Nuovo Testamento”, p. 871, sotto il termine “Parus ia”. [98] Cf.: Ap 20, 1 6. “Il Millennio felice”, reperibile anche in questo libro, a l cap. II, sez. n. 1. A proposito del Millennio felice, alias Regno messianico, Maria Valtorta dice che dopo averlo instaurato sulla Terra Gesù Cristo ritornerà in Cielo. (Cf. "I Quaderni del 1943", p. 135 e p. 139). [99] L’eretico Origene, e poi anche S. Agostino e S. Girolamo, hanno preferito l ’interpretazione simbolica (detta pure allegorica). [100] Come già detto, i sette millenni della Settimana universale ripetono la fo rmula della Settimana creativa, che a sua volta ripete quella della Settimana te rrestre. (6+1=7). Rivedere la nota n. 85 e il testo dal quale essa dipende. [101] S. Ireneo ha detto questo nella sua opera intitolata: “Contro le eresie”, v. 2°, Siena, pp. 226 227. [102] Parecchi teologi rifiutano il concetto di Settimana universale, oppure esi tano ad assumerlo. Nel tentativo poi di giustificare se stessi finiscono per rip etere quello che dicono gli scienziati (i quali pretendono che la razza umana si a iniziata milioni o miliardi d’anni fa!). Questi teologi sembrano ciechi e sord i. Non vogliono vedere ciò che altri vedono chiaramente, e cioè che gli scienzia ti si contraddicono continuamente gli uni gli altri su questo argomento. [103] In ebraico il termine linguistico ‘sabbath’ significa riposo, da cui la pa rola sabato. Cf.: A. Farrer, Rebirth, citato in Biguzzi: “I settenari nella stru ttura dell’Apocalisse”, Bologna, p. 31.

[105] Riguardo al testo di Apocalisse sopra citato, fra i teologi che seguono S. Agostino c’è anche Padre Livio Fanzaga, direttore e animatore di Radio Maria. [106] Pare che sia proprio questo il senso dell’art. n. 676 del CCC, là dove si legge: «… la speranza messianica … non può essere portata a compimento che al di là di essa …» (Essa = la storia, la storia umana, il mondo presente, ndr). Cosa si è voluto dire con queste parole? Il significato chiaro sembra essere: “La sp eranza messianica non può trovare compimento nell’al di qua, ma solo nell’aldilà ”. (La speranza messianica = il Regno messianico, il Regno di Dio). Se l’articol o si fosse espresso con queste parole, che sono più chiare di quelle attualmente utilizzate, la formulazione non sarebbe stata accettata dall’autorità infallibi le del Papa. Il Papa si sarebbe subito accorto dell’errore, perché il Regno mess ianico – che in questo articolo è diventato la “speranza messianica” – ci è stat o promesso da Cristo come realizzabile non solo nel futuro eterno, ma anche nel futuro temporale, cioè su questa Terra. In poche parole, prima di esistere nell’ aldilà, il Regno di Dio dovrà esistere nell’al di qua, su questa Terra. Su quest o punto noi facciamo appello all’autorità di Benedetto XVI, oggi Papa. Lo suppli chiamo di riempire il vuoto dogmatico di cui si parla in questo libro, e di prod igarsi affinché cessi la confusione che l’Avversario è riuscito ad introdurre su questo argomento. (Consigliamo ai lettori di rileggere l’ultimo paragrafo del s econdo capitolo, dove si parla della risposta che il Cardinal Ratzinger ha dato ad un giornalista che qualche anno fa, durante il Congresso eucaristico di Città del Messico, gli chiedeva di far luce sulla Parusia intermedia). [107] Dopo il grande equivoco di S. Agostino i cattolici hanno smesso di interro garsi sulla Venuta intermedia di Cristo, lasciando ai Protestanti la predicazion

 

[104] Cf.: Prigent, in: L’Apocalisse in S. Giovanni, Città di Castello, pp. 604 605

   

   

 

 

e di questa Parusia. Purtroppo le argomentazioni dei Protestanti presentano dei punti devianti, che la mentalità protestante interpreta come retti. [108] Rivedere la nota n. 24. [109] È bene ricordare qui il contenuto dell’enciclica Quas primas, per cui con l’istituzione della festa di Cristo Re per opera di Pio XI si è voluta affermare la regalità di Cristo sull’universo, sulle nazioni, sulle famiglie e sugli indi vidui. Al laicismo, definito “peste dell’età nostra” (perché ha detronizzato Ges ù dalla società) Pio XI contrappone la regalità di Cristo, la cui potestà sovran a non si estende soltanto sulle coscienze, ma su tutta la creazione. [110] I libri pubblicati da Martino Penasa sono tre: 1) Viene Gesù! 2) La Venuta intermedia del Signore 3) Il libro della Speranza: commento al libro dell’Apoca lisse. Il tutto è disponibile presso le Edizioni Segno (Udine). [111] Cf.: JNSR, Atti degli apostoli, vol. 1, p. 82. (JNSR significa: “Je ne sui s rien” = Sono un niente. Su JNSR, vedi la nota n. 165). [112] Precisiamo che Padre Penasa, biblista, nel sostenere la tesi della Parusia intermedia non entra in contraddizione con la dottrina della Parusia finale, co me qualcuno ha detto di recente, ma rivela che nel Magistero della Chiesa c’è un “vuoto dogmatico”, un vuoto che la Parusia finale, a lei sola, non riesce a col mare. Manca una Parusia, la Parusia intermedia. [113] Nella risposta alla domanda numero tre della messa a punto introduttiva no i abbiamo già detto che “la Bibbia si lascia leggere dall’inizio alla fine, ma a lcuni dei suoi passi non si lasciano penetrare a fondo prima del tempo stabilito da Dio. Quando però questo tempo arriva è necessario farsi trovare pronti ad ac coglierlo, altrimenti c’è il rischio di arrivar tardi alla sala delle nozze, e d i trovare la porta chiusa”. [114] Le formulazioni dogmatiche hanno per scopo di definire un aspetto o l’altr o della Rivelazione secondo le necessità vitali della Chiesa. Questo è quanto in segna in maniera dottrinale il Concilio Vaticano I. [115] Esiste un libro di Johannes De Parvulis, dal titolo “Mondo nuovo, vita nuo va”. Dimostra che le rivelazioni dei Profeti cristiani contemporanei combaciano con la Settimana universale. Nel medesimo libro è riportata una profezia attribu ita alla carismatica Magdalena Porsat. Anche se poco conosciuta, questa profezia è un esempio di chiarezza. Dice: «Ascoltate ciò che Maria, nostra Madre, mi ha incaricata di dirvi. Vedo la Fine dei tempi. Vedo la fine del male e l’inizio del bene. Non si tratta di un avvenimento qualunque, ma di una grande epoca che deve cominciare: la terza. All’inizio il Padre ci ha creati, e questo per permet terci di conoscerlo, amarlo, e servirlo. In un secondo tempo il Figlio ci ha re denti. Adesso, per nostra consolazione, il Padre e il Figlio ci mandano lo Spiri to Santo Trionfatore, con Maria sua Sposa. Questo è un grande miracolo.» [116] Questa sezione fa parte di un libro scritto da Johannes De Parvulis: Mondo nuovo, vita nuova, in corso di stampa, ma presente su Internet all’indirizzo: h ttp://www.parvulis.com/Documents/2 main it 01.html [117] Il "parallelismo storico" è un concetto che ci permette di dire che certi avvenimenti della storia "si ripetono", ma secondo proporzioni sempre più vaste. Per esempio, in un passo di Maria Valtorta si legge che la Fine del mondo assom iglierà alla Fine dei tempi, salvo che sarà tre volte più grave. Detto passo si trova in: I Quaderni del 1943 di Maria Valtorta, pp. 288 289. Gesù dice a Maria Valtorta : «Anche nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non è cos ì. Sarebbe meglio dire: si riflettono nei tempi futuri con aspetti sempre più g randiosi. … Il male cresce sempre più. »

 

   

 

[118] Vedi nota n. 25. [119] La missione che Gesù ha affidato a Vassula Ryden riguarda la riunificazion e delle Chiese cristiane. Benché Vassula sia di fede ortodossa, non esita a tras mettere al mondo i messaggi di fedeltà al Magistero di Roma, come Gesù le chiede di fare. Ma questo le attira quantità di nemici sia da parte ortodossa che da p arte cattolica: da parte ortodossa perché la tradizione degli ortodossi è di rin negare il Papa di Roma (lei lo rispetta), e da parte cattolica perché alcuni pre lati cattolici non digeriscono l’inesorabile severità di certe sue parole scritt e, le quali denunciano l’infedeltà di alcuni di essi al Magistero di Roma. La si tuazione di Vassula fa pensare a Gesù che ha detto: “Se hanno perseguitato me, p erseguiteranno anche voi”. [120] Questo articolo di Padre Penasa è apparso sulla rivista: “Il Segno del Sop rannaturale”, Aprile 1996, p. 32, Edizioni Segno. [121] Cf. : Articolo n. 676 del CCC. (Rivedere le note n. 90 e 105, e il testo a l quale ognuna di esse si riferisce). [122] Rivedere la nota n. 2, e la nota n. 95. [123] Il giorno 8 maggio 1972, a Fatima, la Madonna ha fondato il M. S. M. (Movi mento Sacerdotale Mariano) per mezzo di don Stefano Gobbi. Questo Movimento perm ette ai sacerdoti e ai laici che lo desiderano, di riunirsi periodicamente per p regare. In occasione di questi incontri, o “cenacoli”, dopo la preghiera del ros ario i partecipanti ascoltano la lettura di un messaggio tratto dal “Libro azzur ro”, il quale contiene gli insegnamenti e le raccomandazioni che don Gobbi ha ri cevuto dalla Madonna per i membri del Movimento. L’insieme mondiale di questi ce nacoli forma una specie di comunità spirituale, che la Madonna considera come il suo “piccolo gregge”. [124] L’ultimo libro della Scrittura Sacra è quello dell’Apocalisse. [125] I momenti esatti dei futuri avvenimenti li conosce soltanto Dio Padre, ma il Piano divino di salvezza è un Piano preciso, costituito da sette millenni, la cosiddetta “Settimana universale”. [126] La battitura del frumento è solo un mezzo, così la Purificazione. Scopo de lla battitura è di ottenere il buon grano, ricchezza materiale, scopo della Puri ficazione (leggi “Apocalisse intermedia”) è di preparare il terreno al Regno di Dio in Terra, che per l’Umanità è la ricchezza delle ricchezze, un periodo di ga udio e di felicità garantiti dalla presenza di Dio. [127] Mt 25, 21. [128] Questa profezia è stata pubblicata dal periodico “Mémorial Catholique” nel giugno del 1869. Nel 1932 è stata ripresa dal reverendo Julio Echevarria nel su o libro: “Predizioni private riguardanti certi avvenimenti mondiali”; imprenta “ Carnet Social”, Morandé 636, Santiago de Chile. Nel luglio del 1995 se ne è parl ato nella rivista: “Il Segno del Soprannaturale”, pp. 23 24. [129] Cf.: Suor Marie Nathalie : “Marie, Reine victorieuse du monde”, éditions d u Parvis, 1990, p. 119. [130] La signora Franca Cornado ha fondato il movimento carismatico di Assisi. C f.: La Francateologia, Megalini, Brescia, 1975, p. 105. [131] Un esempio di intervento divino: S. Bernadette non sapeva che cosa signifi casse “Immacolata Concezione”, ma il Cielo scelse lei per confermare il suddetto

 

 

dogma, che diversi teologi stentavano ad accettare benché la sua proclamazione fosse già avvenuta quattro anni prima. [132] Le parole che qui sono aggiunte tra parentesi quadre sono per aiutare il l ettore a capire la profezia. «La voce interiore precisò: “Sì, voi vi alzate all ’alba di un nuovo giorno. Presso Dio mille anni sono come un giorno, e codesto [questo lasso di tempo] sarà [simile a] una domenica: l’era dello Spirito Santo” . Mi sembrava che 4000 anni [durata del periodo dell’antico testamento] erano at tribuiti al Padre, 2000 anni [nuovo testamento] al Figlio, e 1000 [i mille anni che mancano per completare il ciclo] allo Spirito Santo. [Terzo ed ultimo Testam ento]». Vedi: J. E. Gehrer, OFM, “Cœurs Unis de Jésus et de Marie”. Edizioni “P arvis”. [133] Per quanto riguarda il Parallelismo storico, rileggere la nota n. 116. [134] Secondo l’autore J. De Parvulis, questi “tre filtri” corrispondono a tre “ apocalissi”: 1) Quella del Diluvio universale : Noè 2) Quella della Fine dei tem pi : l’epoca attuale. 3) Quella della Fine del mondo : fra mille anni. Il De Par vulis considera le prime due “apocalissi” come relative, e l’ultima delle tre co me assoluta. (Dunque, l’ultimo dei tre “filtri” è quello dell’Apocalisse finale e assoluta, quella che verrà alla Fine del mondo, dopo il “Millennio felice”). [135] Maria Valtorta: “I Quaderni del 1943”, p. 505. [136] JNSR è francese, e l’acrostico scelto da Gesù per identificarla significa: “Je ne suis rien” (Traduzione = Sono un niente). [137] Questi articoli sono firmati da Teofilo il Siculo, e hanno per titolo: La Parusia intermedia negli scritti profetici di JNSR. [138] Dozulé è un paese della Normandia, patria di Maddalena Aumont, la mistica alla quale il Signore aveva chiesto alcuni anni fa di avvertire la Chiesa di eri gere a Dozulé una grandissima croce, chiamata poi “Croce gloriosa”. [139] JNSR: Testimoni della Croce, Messaggi di Vita, Edizioni Segno, 1995, Udine , p. 163 e pp. 174 175. [140] Cf.: JNSR, Testimoni della Croce. Messaggi di Vita. “Ecco mia Madre: fate tutto ciò che Ella vi dirà”, vol. 3, Edizioni Segno, 1996, Udine, p. 162. [141] ODS significa: “Opera Divina Sapienza”. Il suo titolo completo è: “Opera s critta dalla Divina Sapienza per gli eletti degli ultimi tempi”. Sono messaggi c elesti in forma dialogata. L’interlocutrice umana è una donna ordinaria, una mad re di famiglia che vive in Italia. I messaggi dell’ODS sono pubblicati anche su Internet nel sito: www.sapienzaweisheit.com e nella rivista: “PROFETI DI DIO”. [142] Su don Stefano Gobbi, rivedere la nota n. 122. [143] Informazioni riprese dal libro di Johannes De Parvulis: “Mondo nuovo, vita nuova”, cap. I “Pianificazione del mondo rivelata”, sezione n. 2: “L’Equazione proporzionale triplice del Creatore trinitario”. In corso di stampa presso le Ed izioni Gamba, Verdello (BG). Disponibile anche su Internet, all’indirizzo: http: //www.parvulis.com/Documents/mf it 01 02.html. (Vedi anche alla fine di questo l ibro, l’appendice n. 1: “Sull’Anticristo nel suo tempo”, la parte finale). [144] Questa sezione riassume idee presenti nel libro di J. De Parvulis “Il Sole del Divin Volere”, Edizioni Gamba, Verdello (BG) Italia. Marzo 2006. [145] Luisa è vissuta dal 1865 al 1947. La parte che riguarda la vita e le opere di Luisa Piccarreta si trova all’inizio del cap. 3 (sezioni 1 e 2) del libro di

     

 

J. De Parvulis “Il Sole del Divin Volere”. [146] Nuovo “contratto” nel senso di: nuovo patto, nuova intesa. [147] Con linguaggio matematico si potrebbe forse dire: « Regno messianico = Reg no del Divin Volere = Millennio felice = Regno di Dio in Terra = Paradiso terres tre ripristinato. » [148] Maria Valtorta (1898 1961) è una mistica italiana di rilievo. Ha scritto i volumi di: “L’Evangelo come mi è stato rivelato”. Essa ha pure scritto altri libri, tra i quali si trovano i tre grossi volumi intitolati “I Quaderni”. Quest o brano proviene dal primo volume de: “I Quaderni”. [149] Secondo Maria Valtorta l’Anticristo che verrà dopo il “Millennio felice” s arà Satana in persona (“Satana in se stesso”). L’Anticristo che verrà prima del “Millennio felice ”, sarà una persona posseduta da Satana (“Satana nella sua cre atura”). I precursori di Satana sono persone invasate, come Hitler, Stalin, etc. [150] Il Regno messianico, che è il Regno di Dio in terra, potrebbe essere pure chiamato: Regno del Divin Volere. È il terzo in ordine di successione. Il primo è attribuibile al Padre (Antico Testamento = Regno di Giustizia), il secondo è a ttribuibile al Figlio (Nuovo Testamento = Regno di Misericordia), il terzo è att ribuibile allo Spirito Santo. Esso sarà un Regno di Santificazione. (Nella simbo logia proposta da Stefano Cagnola a proposito della Tenda di Mosè, il terzo Regn o coincide con quella parte della tenda che gli Ebrei chiamavano: “Il Santo dei Santi”). [151] Pablo Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta “La piccola figlia della Divina V olontà”», p. 57. [152] Cf.: “Libro azzurro” di don Gobbi, in data 22 novembre 1992. [153] Cf.: Ap 20, 1 6. Questo passo biblico è riportato all’inizio del secondo c apitolo di questo libro. Informazioni supplementari sul significato escatologico di questo passo sono accessibili nel volume: “Mondo nuovo, vita nuova”, in cors o di stampa presso l’editore “Gamba Edizioni”, di Verdello (BG). Disponibile anc he su Internet: http//www.parvulis.com/Documents/2 main it 01.html [154] Tramite i suoi profeti Dio ci rivela che l’uomo è sulla terra da sei mila anni. Molti scienziati profani non sembrano d’accordo con questa cifra, ma le te orie che inventano per rimpiazzarla sono tirate per i capelli. E manca l’unanimi tà. Per maggiori informazioni leggere: “L’Equazione proporzionale triplice del C reatore trinitario”, presente nel libro: “Mondo nuovo, vita nuova”; cap. 1, sez. # 2. Accessibile anche su Internet. (Vedi nota precedente). [155] Questi uomini dicono di accogliere Dio, ma siccome rigettano l’amore compa ssionevole che è l’essenza stessa di Dio, il loro modo di accogliere Dio è solo nominale, un pro forma. [156] Sulla Nuova Creazione, vedi Is 11, 6 9; e Is 65, 17 25. Sul Millennio feli ce, vedi Ap 20, 1 6. (In certe Bibbie il passaggio riguardante il Millennio feli ce ha per titolo: “L’Era di Pace”). [157] Am 3, 7. Dio ci ama e ci avverte delle cose che devono avvenire, se sono i mportanti; e noi diciamo spesso: “Uomo avvisato, mezzo salvato”. [158] Maria Valtorta (1897 1961) è una carismatica vera, autentica. Oltre a farc i amare i Vangeli attraverso i volumi intitolati: L’Evangelo come mi è stato riv elato, ci aiuta a comprendere il libro dell’Apocalisse. Le spiegazioni che Gesù le detta sull’Apocalisse si trovano soprattutto nei tre volumi intitolati: “I Qu

   

 

 

 

 

 

 

 

 

aderni”. [159] Stando al parallelismo storico spiegato da Gesù in questo brano, c’è da as pettarsi che il Giudizio interiore sia una specie di Giudizio universale in scal a ridotta, cioè individuale anziché collettivo. Ma non bisogna confondere questo con quello. [160] Françoise è un’anima mistica della regione di Parigi. Riceve da Gesù messa ggi a carattere profetico; li riceve dal 1994. [161] Certe persone confondono ancora “Fine dei tempi” e “Fine del mondo”. La “F ine dei tempi” è la fine del periodo chiamato Tempo delle Nazioni, cioè il tempo che il popolo ebraico ha dovuto passare in esilio, tra le Nazioni da essi consi derate pagane. Questo esilio è iniziato nell’anno 70 dopo Cristo, l’anno della d istruzione del Tempio di Gerusalemme, e si è protratto fino in 1948, anno della nascita dello stato d’Israele. [162] Marie Sevray. “Divins Appels”, p. 32. [163] Mgr Ottavio Michelini: Confidenze di Gesù ai suoi preti e ai suoi fedeli. A Mgr Michelini Gesù affida parecchi messaggi di interesse attuale. Questa citaz ione è presente nel messaggio del 21 giugno 1978, intitolato: “Nelle condizioni che precedettero il Diluvio”. [164] Su Vassula Ryden, rileggere la nota n. 119. [165] Questo messaggio è compreso nei dettati ricevuti da Vassula tra il 21 magg io 1997 ed i 22 giugno 1998. [166] JNSR è una sigla che in francese significa: Sono un niente. Si tratta dell a signora Fernande Navarro, una madre di famiglia che vive in Francia. Gesù l’ha scelta come strumento per comunicarci i suoi messaggi. Questi riguardano l’Era nuova, la Purificazione che la deve precedere, e la Croce gloriosa di Dozulé. [167] Luisa Piccarreta ha vissuto a Corato, in Italia, dal 1865 al 1947. I suoi messaggi, altamente profetici, potrebbero essere riassunti con queste brevi paro le: Gli uomini che accetteranno di ridare al Divin Volere il posto d’onore che e sso occupava nell’anima umana prima del Peccato originale, ritroveranno sulla Te rra la felicità del primo Paradiso terrestre. Questo accadrà fra poco, non appen a la Terra sarà purificata. [168] Sul significato di ODS, vedi la nota n. 141. [169] Parecchi numeri della rivista “PROFETI DI DIO” mostrano che i Profeti cris tiani contemporanei hanno per missione di annunciare l’avvento del Regno di Dio in terra, come conseguenza della Parusia intermedia. Vedere il messaggio M. S. M . (Libro azzurro, di don Gobbi) in data 3 aprile, 1994: “La Risurrezione di Pasq ua avrà il suo pieno compimento solo quando Gesù ritornerà nella gloria ad insta urare tra voi il suo Regno, nell’adempimento da parte di tutti del Volere del Pa dre, e nella perfetta glorificazione della Santissima e Divina Trinità”. [170] Il messaggio appena inteso fa capire meglio il passo della prima lettera d i S. Paolo ai Tessalonicesi, dove si legge: “Riguardo poi ai tempi e ai momenti (della Venuta del Signore), fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatt i voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si dirà : “Pace e sicurezza”, allora all’improvviso li colpirà la rovina , come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. Ma voi, fratelli, non si ete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tu tti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte , nè delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e sia

mo sobri”. (I Ts 5, 1 6). [171] Questo messaggio è stato citato nella rivista “PROFETI DI DIO”, n. 19/20. [172] Luca 21, 25 28. Vedi anche At 1, 11. [173] Indossate la veste candida significa: “Confessatevi con cuore sincero. Con vertitevi. Cambiate vita”. [174] Cf.: JNSR, 1995: 237. [175] Due secoli fa, Anna Maria Taïgi, una mistica di Roma, ha predetto che negl i Ultimi Tempi un Avvertimento universale porterà la salvezza a molte anime, tra le quali parecchi giovani. Queste anime si dovrebbero pentire e convertire graz ie all’Avvertimento. [176] La profezia di S. Pio X: Dalla biografia di S. Pio X appare che il suddett o Papa abbia avuto una visione analoga. Gli apparve la figura di un Papa, che pe r fuggire dal Vaticano era costretto a camminare fra i cadaveri di parecchi vesc ovi e monsignori stesi al suolo. Papa Pio X avrebbe allora detto: “Non so chi sa rà. Spero che non si tratti di me”. [177] Cf.: JNSR 1995: 48 49; 94 96; 135; 208. [178] Abbiamo già visto che lo scopo della Pentecoste universale è di rendere l’ umanità idonea alla Parusia intermedia. Il Giudizio interiore – da non confonder e col Giudizio universale, nè col giudizio particolare – è un giudizio che perme tterà a tutte le persone presenti sulla Terra di essere spiritualmente valutate in funzione dell’Era nuova. [179] JNSR, 1995: 83. [180] Prima del ritorno di Gesù Cristo come Re del mondo, tutte le persone prese nti sulla terra avranno subìto un giudizio da parte di Dio. Tale giudizio è stat o denominato: “Giudizio interiore”. [181] Don Stefano Gobbi: Ai sacerdoti, figli prediletti della Madonna, 22 maggio 1988. (21 edizione). [182] Maria Valtorta: I Quaderni, vol. 1, p. 242. [183] Idem, p. 243. [184] Idem, p. 139. [185] Madre Venturella (++ 1984) ha scritto un libro intitolato “Potenza Divina d’Amore”. Tale libro riporta le parole che Gesù le ha affidato circa la Pentecos te universale, e circa l’Era dello Spirito Santo che con essa dovrebbe iniziare. I messaggi ricevuti da Madre Venturella sono stati raccolti dal reverendo Padre cappuccino Davide De Angelis (++ 1996) che in vita fu suo direttore spirituale. Dopo queste rivelazioni, un’opera è sorta a Palestrina, la cui missione è la gl orificazione dello Spirito Santo. Ciò comprende la costruzione di un tempio a Lu i consacrato. Quest’opera è stata approvata da Mgr Tomassetti, vescovo di Pales trina, e dal suo predecessore, Mgr Spallanzani. Il libro “Potenza Divina d’Amore ” si può ottenere a Palestrina (provincia di Roma), presso l’Opera per la glorif icazione dello Spirito Santo, che si trova in Via delle Piagge n. 28. [186] Madre Carolina Venturella: “Potenza Divina d’Amore”, p. 145. [187] Idem, p. 51.

 

 

 

 

 

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[188] Don Stefano Gobbi: Ai sacerdoti, figli prediletti della Madonna, 22 maggio 1994. [189] Idem: 28 gennaio 1984. [190] Idem: 4 giugno, 1995. [191] Marthe Robin (++ 1981) è una mistica francese del ventesimo secolo. Ha vis suto a Châteauneuf de Galaure. Padre Georges Finet, suo direttore spirituale, l’ ha aiutata a fondare i Foyers de Charité che in seguito si sono moltiplicati nel mondo intiero. [192] Su Vassula Ryden, rivedere la nota n. 118. [193] Cf.: JNSR: Testimoni della Croce, vol. IV, Edizioni Segno, Udine, 1998, p. 125. [194] Cf.: Albert J. Hebert, I Tre Giorni di Buio, Edizioni Segno, Udine 1999, p p. 146 147. (Vedi pure: Mt 6, 26). [195] Nessuno capiva bene queste parole prima del 1989, perché la Madonna le ha spiegate a don Gobbi nel 1989. La prova si trova nei messaggi di don Gobbi, quel li appunto del 1989. Da notare che alla fine degli anni quaranta la Madonna è ap parsa a Bruno Cornacchiola sotto il vocabolo di “Vergine della Rivelazione”. (Av eva in mano un libro, quello dell’Apocalisse. Apocalisse = Rivelazione). Una qua rantina d’anni più tardi, cioè nel 1989, la “Vergine della Rivelazione” ha apert o il “Libro sigillato” (l’Apocalisse) e tramite don Gobbi lo ha spiegato nei suo i significati nascosti. [196] Qualche anno fa al sottoscritto è capitato di raccogliere involontariament e le confidenze di un camionista canadese che faceva la spola tra il Canada e gl i Stati Uniti, e che diceva, mezzo esterrefatto e mezzo divertito, che alcuni de i suoi carichi erano delle ghigliottine (!). [197] Cf.: 1Ts 4, 13 18. [198] Brano tradotto dal francese da J. De Parvulis, che lo ha ripreso alle pagi ne 108 110 del libro di Lucie: “L’Œuvre accomplie de Dieu”, finito di stampare i l 14 settembre 1998 presso le edizioni Téqui, 53150 Saint-Céneré, (Francia). [199] Promessa fatta da Gesù in Mt 5, 4 (le Beatitudini). [200] Cf.: "I Quaderni", primo volume (1943), pp. 565-566. [201] Cf.: 1Ts 4, 13-18. [202] Cf.: Ap 20, 1-6. [203] Ap 21, 2. [204] At 3, 19-21. [205] Cf.: At 1, 9-11. [206] Per quest’ultimo paragrafo, cf.: Penasa, Martino: “La Venuta intermedia di Gesù. Viene Gesù”, p. 45. [207] Questo brano è tratto dal libro: “Signore ti ascolto”, Edizioni Piccoli Cu ori, 1989, p. 190-191 (Nazzano, Roma).

 

   

[208] Cf.: Ap 13, 15. [209] Per 25 anni – dal 1972 al 1997 – don Stefano Gobbi ha ricevuto centinaia d i locuzioni interiori, e i messaggi soprannaturali da lui percepiti sono stati r accolti in un libro intitolato “Ai Sacerdoti figli prediletti della Madonna”. Qu esto libro è stato tradotto in parecchie lingue, ed ha ricevuto diversi Imprimat ur, compreso quello di Mgr Francesco Cuccarese, vescovo di Pescara. [210] I membri del MSM hanno formato dei cenacoli di preghiera, che nell’insieme vengono considerati dalla Madonna come il suo “piccolo gregge”. [211] Nel 1998, all’inizio dell’anno, un membro influente dell’alta gerarchia ca ttolica ha fatto pressione su don Stefano Gobbi affinché scrivesse che i messagg i contenuti nel suo “Libro azzurro” non sono locuzioni interiori – di origine so prannaturale – ma meditazioni sue personali. Don Gobbi, intimorito, ha ceduto al le pressioni, e nella presentazione della XXII edizione del “Libro azzurro” ha d ichiarato (lo ha fatto tramite Padre G. D’Ercole) che il “Libro azzurro” non con tiene messaggi dettati dalla Madonna, ma meditazioni sue personali, fluenti dal suo cuore umano “imbevuto di spiritualità mariana”. Questa dichiarazione è fuorv iante, ma siccome è stata imposta a don Gobbi (che ha ceduto per timore, e forse un giorno piangerà sul suo atto, come Pietro stesso ha pianto sopra il suo rinn egamento), il valore dei messaggi del “Libro azzurro” continua per noi ad essere quello di sempre – soprannaturale – visto che nessuna mente umana, anche la mig liore, sarebbe in grado di parlare in modo simile. [212] Mt 24, 15-20. [213] Zc 13, 7-9. [214] Brano tratto da: “I Quaderni del 1943”, Edizioni CEV, pp. 147-148. Isola-d el-Liri (FR). [215] Brano tratto da: “I Quaderni del 1944”, Edizioni CEV, pp. 100-101. Isola-d el-Liri (FR). [216] Questa parte finale proviene dal libro di Johannes De Parvulis: Mondo nuov o, in corso di stampa presso Gamba Edizioni, Verdello (BG). (Internet: http://ww w.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html ). [217] In questa semplice espressione matematica [6 + 1 = 7], il numero “6” rappr esenta i sei giorni lavorativi, e il numero “1” rappresenta l’ultimo giorno dell a settimana, la domenica. [218] Mi permetto di attirare l’attenzione del lettore su di una frase presente nel testo appena riportato. Padre Penasa dice: «L’organizzazione attuale più svi luppata di questa ipocrisia è la Massoneria. Chi agisce così arriva pian piano a ll’empietà dell’Anticristo, caratterizzato dal 6+60+600, cioè dal numero 666. » [219] Padre Penasa dice: «Il numero 7 sta alla base del buon esito della prova a lla quale Dio sottomette l’uomo, affinché dimostri coi fatti che egli aspira al l’eternità beata. Il tempo dato da Dio per la prova è tutto scandito da scadenz e basate sul “7”: 7 giorni, 7 settimane, 7 anni, 7 settenni. I 6 giorni iniziali sono destinati al lavoro per lo sviluppo delle cose temporal i, necessarie al fisico (l’animalità corporea). Il 7° elemento invece è riservat o allo sviluppo delle cose eterne, necessarie per la crescita della nostra vita spirituale (l’anima). Chi concentra tutta la sua attività nel programma dei 6 gi orni e trascura il programma del 7° giorno, pian piano uccide in sè l’angelo, e diventa lui stesso una bestia.

L’evoluzione del male comincia con il 6 (il corpo), poi passa per il 60 (valori della psiche razionale, che conosce e vuole) e infine può raggiungere il 600 (cu lto religioso dedicato agli spiriti maligni anziché a Dio, pratica dell’occultis mo e della superstizione). Così facendo si acquista l’aiuto di Satana per lo svi luppo dei beni materiali. … Chi fa questa scelta non vuole essere molestato dai rimproveri degli onesti, e finge di praticare i doveri religiosi del 7° giorno, ma limitandosi solo alle esteriorità: la sua è tutta ipocrisia. L’organizzazione attuale più sviluppata di questa ipocrisia è la Massoneria. Chi agisce così arriva pian piano all’empietà totale, che è quella dell’Anticristo, caratterizzata dal 6+60+600, cioè dal numero 666. Chi invece rispetta il 7° gio rno integralmente, arriva pian piano alla perfezione della Pietà, sacrificando a Dio l’animalità come l’agnello, la ragione psicologica come il credente nel Ver bo di Dio, e praticando la religiosità autentica come il Figlio di Dio: 7+70+700 = 777. » [220] Per poter leggere questa equazione proporzionale, e capirla, bisogna tener conto del significato dei simboli utilizzati. Tale significato è il seguente: D S R ), = = = La Domenica della nostra settimana. La Settimana del nostro tempo umano. "Riposo" di Dio, (il settimo “giorno” menzionato nella Genesi Creazione. (I sette “giorni” della Creazione, secondo la Gen Millennio felice. = Settimana Universale. (alias: Piano divino di Salvezza).

C = esi). M U =

[221] Il De Parvulis dice che il Creatore trinitario risulta Unico come consegue nza della perfezione che esiste nell’unità delle tre Persone divine. Tale perfez ione è perfezione d’amore. (Le creature umane che accettano la legge d’amore pre dicata da Cristo, vengono poi ammesse, come premio, alla perfezione di Dio). [222] Sappiamo che la manifestazione dell’Anticristo servirà da elemento purific atore, e precederà di poco la Parusia intermedia. Così quando Gesù ritornerà sul la terra non troverà molte persone, ma quelle che troverà saranno state purifica te al massimo nel crogiuolo della Grande Tribolazione. La persecuzione dell’Anti cristo avrà servito a separare i buoni dai cattivi in maniera suprema. Questo pe rmetterà a Gesù di instaurare il suo Regno messianico con persone estremamente s elezionate. Negli scritti di Maria Valtorta si può leggere che dopo aver instaurato il suo R egno sulla terra, Gesù ritornerà di nuovo al Padre. (Cf. Maria Valtorta: I Quade rni, vol. 1, p. 139; vedi anche la nota n. 183). JNSR conferma questo dato dicen do che dopo aver instaurato il suo Regno messianico, Gesù ascenderà al cielo. Ci sarà dunque una seconda Ascensione di Gesù al cielo. [223] I testi biblici escatologici si possono dividere in due gruppi: 1) Quelli del primo gruppo parlano chiaramente della Venuta di Gesù alla Fine del mondo. 2) Quelli del secondo gruppo parlano di una Parusia che però non è quella della Fine del mondo. Noi diciamo che tale Parusia (o Venuta) è destinata a precedere (di “mille anni”) quella finale, perché il racconto biblico fa capire che la sto

ria dell’umanità continuerà dopo di essa. (Questa Parusia è detta ”intermedia” p erché viene a trovarsi tra la prima Parusia e la terza). [224] Il libro di Padre Penasa ha per titolo “Le Venuta Intermedia di Gesù. Vien e Gesù!” (Edizioni Segno, Udine, 1999), quello di Mgr Aldo Gregori ha per titolo : “La Venuta Intermedia di Gesù” (Edizioni Alone, Terni, 1993). [225] Cf.: Francesco Spadafora: Bibbia Marietti, vol. I, pag. 396.

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