E per inquinamento e mal di traffico maglia nera a Palermo

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Repubblica — 02 dicembre 2004 pagina 5 sezione: PALERMO http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/12/02/per-inquinamento-mal-ditraffico-maglia.html Acqua non depurata, zone a traffico limitato inesistenti e pochissima raccolta differenziata: Palermo perde tre posizioni rispetto all' anno scorso e si piazza al novantaduesimo posto in classifica. I dati snocciolati ieri dal presidente e dal segretario di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana e Giuseppe Messina sono allarmanti: Palermo è settantunesima nella classifica per la presenza di biossido d' azoto nell' aria e quarantaduesima per quella di Pm10. «La qualità dell' aria che respiriamo è scadente - dice Messina - Ci sono picchi di concentrazione degli inquinanti in alcune zone della città come a esempio in centro storico e nelle zone di grande transito come viale Strasburgo e via Belgio. Se gli snodi delle autostrade si realizzassero fuori dai centri abitati si potrebbe migliorare questa situazione. E poi bisognerebbe convincere la gente a camminare a piedi: all' ora di pranzo la concentrazione di agenti inquinanti è altissima perché i genitori vanno a prendere i bambini a scuola sempre e solo con le automobili. Se l' aria è irrespirabile anche i nostri figli ne pagano le conseguenze». Inquinamento e assenza di zone verdi fruibili con solo 2,18 metri quadri per abitante, mentre le condizioni dell' aria sono aggravate dalla mancanza di zone a traffico limitato e di isole pedonali. «Il dato sulle isole pedonali non c' è stato fornito - continua Messina - semplicemente perché non ci sono. Così come non esistono le piste ciclabili». Legambiente pone l' accento anche sulla cattiva gestione dell' acqua: «Neanche il dato sulle perdite di rete durante la distribuzione dell' acqua ci è stato comunicato - dice Fontana - L' omissione è legata al fatto che Palermo spreca tantissimo. Gli impianti urbani per la distribuzione andrebbero rifatti. La responsabilità è del Comune e delle società di gestione dei servizi». La classifica sulla depurazione delle acque poi, pone il capoluogo siciliano al 71° posto: solo il 21 per cento viene depurato, un dato bassissimo rispetto alla media italiana. «La depurazione ha una quota irrilevante - lamenta Messina - Il non riuso delle acque depurate e lo smaltimento delle acque reflue direttamente a mare compromette il nostro sistema ambientale». Settantunesimo posto anche per la produzione di rifiuti urbani con 602 chilogrammi per abitante in un anno, mentre la raccolta differenziata è un' utopia: le frazioni recuperabili sono solo il 3,2 per cento sul totale di rifiuti prodotti. I dati sull' abusivismo non sono aggiornati ma Legambiente ha contato su Palermo, nell' anno 2003 - 2004, più di 4500 abusi censiti. «Oggi si paga il prezzo - conclude Fontana - dell' assenza della pianificazione del territorio. Senza questo importante strumento la qualità della vita in Sicilia è e resterà pessima come si evince dal rapporto. Per migliorare la qualità dell' ambiente, poi, bisogna cominciare da comportamenti virtuosi come l' utilizzo negli uffici della carta riciclata e nelle mense dei cibi biologici, l' acquisto di computer certificati. Speriamo che il governo comunale cambi rotta». - sa.s