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Edizione italiana

II. 2007

Editoriale

Cari lettori, il sedicesimo numero della nostra rivista è un numero veramente corposo con contributi che arrivano dalle nostre filiali in Europa, ma anche dai nostri distributori nel mondo. In questo numero viene presentato il progetto che ha visto la collaborazione con la Brembo all’interno del primo Parco Scientifico Tecnologico italiano, secondo il masterplan di Jean Nouvel. Come sempre i settori d’intervento sono molto diversi fra di loro: l’architettura contemporanea di Nouvel e l’allestimento museale di Palazzo Madama a Torino, un’abbazia inglese ed una mostra presso il Grand Palais di Parigi, la sede di un’azienda danese ed il memoriale per le vittime dell’attentato dell’undici marzo in Spagna. In questo numero viene presentato inoltre la seconda edizione del progetto “Conoscere la Forma” che il Centro Studi e Ricerca della iGuzzini ha ideato in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro e che tra marzo e giugno 2007 è stato allestito presso il Louvre. Adolfo Guzzini

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Incontroluce

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Sommario

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Editoriale Le Marche Industria e Territorio: sostegno alla scuola e all’attività sportiva giovanile Progettazione Il potere della luce Progetti Nuovo Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo Palazzo Madama e il Museo Civico di Arte Antica della Città di Torino Nhow Hotel Vuoto Azzurro. Memoriale per le vittime dell’1 marzo. 1 Avinguda de Meritxell Trésors englouits d’Egypte Una nuova illuminazione per l’Abbazia di Romsey GN Store Nord Illuminazione per il divertimento. Sihlcity e Rüsterei La luce ideale per i negozi Bally Augustinus Muziekcentrum Aeroporto di Melbourne, arrivi internazionali Il piano della luce per l’Avana Vieja Ideapark Cultura dell’azienda “Praxitele, connaitre la forme” Ron Arad a Designer’s Days Less CO2ReLighting “Renzo Piano Building Workshop. Le città visibili” iGuzzini al Salone del Mobile Uno spettacolo per i Partners iGuzzini Primavera italiana del film d’autore & Fotografie Alinari Workshop sui Piani della Luce Presentazione “More than Vision”

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Le Marche

Industria e Territorio: sostegno alla scuola e all’attività sportiva giovanile

Un’impresa è forte quando può contare su risorse umane con una valida preparazione culturale e predisposizione all’innovazione. Per ritrovare queste caratteristiche sul proprio territorio la iGuzzini ha creato una serie di legami e rapporti, con il territorio in cui si colloca, che vanno dalle collaborazioni con le scuole locali alla creazione di opportunità culturali. Quella di creare rapporti con le scuole del proprio territorio e quelle nazionali legate all’ambito specifico della propria attività, mettendo a disposizione le proprie strutture ed offrendo spazi e opportunità per un rapporto più stretto fra mondo del lavoro e mondo della scuola, è un’azione molto importante per l’azienda. Da una parte l’azienda sostiene in questo modo gli alunni e le famiglie offrendo percorsi formativi legati alle opportunità d’impiego presenti sul proprio territorio. Dall’altra offre alla scuola delle possibilità per ampliare la propria offerta didattica. Le azioni svolte dall’azienda vanno quindi dalla possibilità di svolgere stages, alla collaborazione per la realizzazioni di tesi (da circa 20 anni abbiamo contribuito a circa 70 tesi), alla partecipazione all’attività didattica con docenze e interventi specialistici nei corsi, fino alla vera e propria adozione di una scuola come è successo nel 2001. In quell’anno l’azienda (in collaborazione con Fratelli Guzzini, Teuco Guzzini, comune di Recanati e il Provveditorato agli Studi di Macerata) ha adottato l’Istituto scolastico di Istruzione Secondaria Superiore “Enrico Mattei” di Recanati, che è stato uno dei primi istituti in Italia ad organizzare corsi per il rilascio della patente per ciclomotori.

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Foto: Istituto “Enrico Mattei” 1.2. Momenti di vita scolastica 3. Progetto “Itis in moto”, sviluppato in collaborazione con l’azienda Campetella che progetta e produce robot per l’industria, sistemi di iniezione e veicoli elettrici. 4. Incontro con Carlo Campetella

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L’adozione prevede sostegno economico per la realizzazione di percorsi didattici specifici, acquisto di attrezzature. Il ruolo dell’azienda è anche quello di offrire nuove opportunità didattiche: per esempio visite a centri di design industriali, come il Centro Design Mercedes, e musei d’impresa, come il Museo Ducati, realtà con cui la iGuzzini ha collaborato. Sempre nel 2001 la iGuzzini ha contribuito alla realizzazione di due corsi I.F.T.S. (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) per la formazione di tecnici progettisti per l’illuminazione, conservazione e valorizzazione di Beni artistici e culturali ed il corso “Progettazione e Design dell’oggetto”. Il livello di adesione a questo tipo di corsi è molto alto e c’è una notevole selezione: 25 è il numero massimo di iscritti a cui si è arrivato selezionando 120 candidati. Il livello d’occupazione alla conclusione del corso è stato pari all’ 80%, mentre il 15% degli iscritti ha poi deciso di continuare gli studi. L’Istituto “Enrico Mattei” ha ormai una storia consolidata:

nel dicembre 2006 ha compiuto quaranta anni di vita che sono stati festeggiati con una cerimonia che si è svolta presso il Teatro Persiani di Recanati a cui ha partecipato il ministro per le Politiche giovanili e attività sportive, Giovanna Melandri. La vitalità della scuola è testimoniata dall’incremento delle iscrizioni e delle specializzazioni: nel 2004 si è creato il corso in Informatica e nel 2005 un corso professionale in elettronica, proprio per rispondere alla richiesta sempre più forte che viene dalle aziende del territorio. Un’altra specializzazione molto richiesta dal territorio è quella di figure preparate nel settore della meccanica. Anche in questo caso i corsi sono stati potenziati. Il ministro inoltre ha premiato durante questa cerimonia anche i calciatori della “US Recanatese”, la società sportiva che vanta una squadra vincitrice, per il 2006, a livello provinciale nella sezione “giovanissimi”, squadra che l’Itis Enrico Mattei sponsorizza, perché lo scopo educativo e formativo non si fermi ai banchi di scuola.

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Progettazione

Il potere della luce

Un commento personale di Jonathan Speirs

È tutta una questione di passione - o almeno questa è la mia modesta opinione! Sono convinto che soltanto chi ama il magico potenziale della luce possa manipolarne i poteri, e con la pratica e l’esperienza possa creare spazi e ambienti meravigliosi di cui le persone possano godere. Ci sono ovviamente molti altri aspetti da considerare, e anche per questi la mia opinione potrebbe apparire in qualche modo parziale, ma sono persuaso che, per essere un architetto e lighting designer di talento, sia essenziale essere in grado di vedere la tridimensionalità, amare e apprezzare tutti gli aspetti dell’architettura, avere capacità di autocritica (sostenendo il processo creativo finché l’idea è assolutamente quella giusta)… e amare il gioco del tennis! Quello che intendo dire con questa analogia sportiva è che quando voi, in qualità di lighting designer, lavorate fianco a fianco con l’architetto o il designer d’interni, e uno di voi lancia un’idea sul campo di gioco, può capitare che quell’idea torni a voi di rimbalzo con un certo effetto, e che con una sorta di allungo mentale voi riusciate a ribatterla con un abile pallonetto in modo da indurre il vostro interlocutore a fare uno scatto e se è veramente bravo a rispondervi con un’idea ancora migliore. È così che l’idea o la soluzione creativa prende finalmente forma e i giocatori segnano tutti insieme il punto decisivo della partita. Nel vero e proprio gioco del tennis, quando il pubblico assiste a un grande scambio tra due giocatori, che termina con il punto decisivo segnato da uno dei giocatori, quello cui il pubblico applaude è in definitiva lo scambio più che il punto finale segnato. In altre parole, non è importante chi ha avuto l’idea conclusiva, poiché se questa è assolutamente l’idea migliore per il progetto, è il progetto in definitiva a vincere! Io adoro giocare a tennis e amo la fase in cui si palleggiano le idee per il tempo necessario a individuare una soluzione veramente creativa. Mi preoccupo un po’ quando sento dire a lighting designer che preferiscono lavorare sui progetti senza il contributo di architetti o designer d’interni. Il lighting design ovvero la progettazione di sistemi d’illuminazione ha fatto molta strada negli ultimi 25 anni. Ed è esattamente lo stesso numero di anni dai quali esercito la professione, da quando cioè ho deciso che la “luce” offre maggiori opportunità in termini di sbocchi professionali e soddisfazioni personali rispetto ai rami dell’architettura principali. Da quando ho preso questa decisione, ho avuto incredibili opportunità di lavorare e imparare da alcuni tra i migliori architetti del mondo. Questo processo di apprendimento continuo mi ha dato l’opportunità di approfondire ethos e filosofie dell’architettura diverse, e mi ha permesso di confrontarmi in modo significativo con l’architettura a livello sia pratico sia teorico. Il mio originale interesse per l’illuminazione è nato con la scoperta del mio teatro scolastico, quando avevo 12 anni, che si è poi trasformata in un profondo interesse per le diverse forme di spettacolo, sia teatrale sia musicale. Il mio interesse è sempre stato rivolto tanto alla musica quanto all’aspetto della produzione degli eventi. Mentre studiavo architettura, ho lavorato con rock band locali che nelle proprie performance impiegavano luci, suoni e persino giochi pirotecnici! La mia tesi di laurea, dal titolo “Architecture Using Theatrical Lighting Techniques and Technology to Create Atmosphere in Buildings” riassumeva il mio interesse di allora e di oggi per l’uso delle tecniche e tecnologie dell’illuminazione teatrale in architettura. Tutte queste influenze ed esperienze mi hanno permesso di acquisire una prospettiva molto più ampia in termini di design e progettazione da quando ho intrapreso questo affascinante percorso professionale. La co-fondazione della “Lighting Design Partnership” di Edinburgo (Scozia) come primo Studio professionale indipendente di lighting design nel Regno Unito, nel 1983, ha segnato un passo davvero importante, e grazie al puro entusiasmo, alla creatività e al duro lavoro si è guadagnata una reputazione nel campo della progettazione di sistemi d’illuminazione per edifici che non aveva precedenti in ambito europeo. Credo sappiate che verso la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, non vi erano concrete opportunità di carriera come lighting designer in architettura:

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Foto: Gabriele Basilico, Adam Mork, Sophie Milligan 1. Apparecchio speciale realizzato per GOGGS - Government Offices at Great George Street

GOGGS, Londra, Regno Unito Architetto: Foster + Partners Nell’ambito della ristrutturazione degli uffici governativi britannici ospitati nella Whitehall di Londra, ci è stato chiesto di sviluppare una soluzione d’illuminazione per la grandiosa scalinata d’ingresso ed abbiamo ideato un elemento sospeso in grado di utilizzare luce riflessa. L’idea si è poi evoluta in una serie di anelli riflettenti in acrilico, sospesi sotto downlight a fascio stretto inseriti nel soffitto a cupola. Dietro la semplicità degli oggetti realizzati, si cela una grande mole di lavoro necessaria per mantenere il loro aspetto “pulito”. In un certo senso, la scelta della forma e delle dimensioni dei componenti è stata imposta dalle caratteristiche della luce più che dalle nostre preferenze di designer.

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Progettazione

Il potere della luce

Made of Light Questo progetto è un’analisi, fatta cercando di identificare gli elementi di ispirazione, del processo di lighting design e del modo di pensare alla luce e all’architettura da parte di Major e Speirs. L’analisi è stata compiuta durante un weekend di lavoro con l’organico dei due studi presso la sede di Londra per una sessione di brainstorming sul tema dell’“ispirazione”. “Made of Light” ha prodotto quattro risultati: il libro edito da Birkhauser, ora alla sua terza ristampa; l’esposizione sinora ospitata dalla sede centrale del “Royal Institute of British Architects” e dall’ARC 06 a Londra, dalla Biennale dello “Swiss Institute of Architects” a Berna (Svizzera) e dal PALME INSTALL a Dubai, più recentemente inserita in un evento svoltosi a Graz (Austria) e prossimamente in tour in Scandinavia, in Germania ed in Italia nel 2008; una conferenza tenuta a Francoforte, Las Vegas, New York, Dubai e Graz, e infine il sito web www.madeoflight.com. Il sito web è ancora nella fase iniziale e diventerà, secondo le intenzioni dei due Lighting Designers, un giacimento di materiale stimolante ed ispiratore: tutta l’attività di ricerca e la produzione progettuale sono stati finanziati dalla SaMA non come veicolo autopromozionale ma con l’intento di istruire e ispirare i designer sul formidabile mezzo con cui essi lavorano. I fondi di sponsorizzazione dell’esposizione sono stati raccolti presso aziende sensibili e interessate al progetto, grazie alle quali è stato possibile acquistare le attrezzature necessarie per organizzare l’esposizione itinerante. Alla realizzazione del volume hanno contribuito con materiale testuale e iconografico molti dei collaboratori interni degli studi, ma anche persone operanti al di fuori di essi. Il risultato ottenuto non sarebbe stato possibile senza il contributo e il supporto editoriale di Anthony Tischauser.

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questo campo era di dominio dell’ingegnere elettrico che di solito preferiva la via della scienza a quella dell’estetica artistica. L’uscita dalla LDP, nel 1992, e la successiva fondazione della Jonathan Speirs and Associates mi hanno offerto l’opportunità di reinventare il mio modo di lavorare, permettendomi di dirigere le attività di uno studio come mai mi era stato possibile fare sino a quel momento. In quel periodo, ho potuto riprendere le fila della mia amicizia e collaborazione professionale con Mark Major che aveva lavorato con me alla LDP per un certo numero di anni, verso la metà degli anni ‘80. Ne sono seguite la costituzione a Londra della “Speirs and Major” e nel 2003 la fusione dei due Studi nella “Speirs e Major Associates” (SaMA). È stato al momento della fusione che Mark e io abbiamo deciso di imbarcarci in un progetto didattico interno che ha poi varcato i confini dello studio sotto forma del progetto denominato “Made of Light”. Non vogliamo con ciò affermare che questo è l’unico modo di progettare o considerare la luce, ma piuttosto che questo è l’unico modo per noi di considerare un progetto. Anche il cammino verso lo sviluppo del progetto si è rivelato istruttivo per tutti i soggetti coinvolti. Al futuro del lighting design e della nostra professione emergente, ora guardiamo con grande ottimismo velato solo da alcune incertezze, che analizzeremo nel prossimo numero.

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2.3.4. Mostra “Made of Light” 5. Jonathan Speirs 6. Immagine notturna della Copenhagen Opera House

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Copenhagen Opera House, Danimarca Architetto: Henning Larsen Tegnestue Un dono fatto da un generoso e illuminato benefattore alla popolazione danese. Questo progetto ha richiesto un uso ingegnoso del lighting design per nascondere gli apparecchi di illuminazione alla vista e rendere l’architettura elegantemente luminosa durante la notte. La vista dall’esterno era molto importante data la posizione dell’edificio sull’acqua. L’aspirazione era quella di attirare lo sguardo dell’osservatore verso l’interno dell’edificio, facendo in modo che esso funzionasse come una “lanterna”. Gran parte dell’illuminazione del foyer è stata ottenuta con un apparecchio speciale grazie al quale si è evitato di cospargere di downlight il soffitto. La conca dell’auditorium è stata illuminata con apparecchi a incasso nel tetto che utilizzano lampade con due diverse temperature di colore: fredda durante il giorno e calda per le ore serali. Di giorno, la luce naturale permea lo spazio, mentre di notte una luce blu illumina il foyer creando un piacevole contrasto con l’arancio dei pannelli lignei. La fibra ottica è stata utilizzata per gran parte della platea. Ogni testa lenticolare è stata messa a fuoco, puntata e fissata su ogni seduta. I frontali della balconata presentano una successione di apparecchi ad incasso lineari a LED bianchi. Tutte le teste a fibra ottica e le unità a LED sono accessibili singolarmente.

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Progettazione

Il potere della luce

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The Eden Project, Cornovaglia, Regno Unito Architetto: Grimshaw Il brief di progetto dell’illuminazione per questa opera verteva su due principali obiettivi: in primo luogo quello di realizzare l’illuminazione per il “Time of Gifts Festival” ed attuare una strategia di illuminazione generale per l’intero sito. I due obiettivi si sovrapponevano alla richiesta principale di un sistema di illuminazione per gli interni dei Biomi (le cupole che contengono l’insieme di animali e vegetali che vivono in un determinato luogo o ambiente geografico). Un budget ed un tempo limitato, fra il brief e l’inaugurazione c’erano solo cinque mesi, sono state le difficoltà da superare. Apparecchi di illuminazione a bassa tensione e apparecchi ad alogenuri metallici con varie dotazioni accessorie sono stati installati in punti strategici all’interno dei biomi, scegliendo colore, orientamento ed esposizione in funzione della vegetazione, delle sculture e dell’architettura di ognuno di essi. L’illuminazione dall’alto delle torri di servizio ha creato giochi di luci e ombre sul terreno. All’esterno, sono state impiegate luci diffuse ad alogenuri metallici come sfondo per i biomi e per le nicchie a parete, sottolineando il carattere dinamico del contesto paesaggistico in cui si trova inserito l’Eden Project. I principali sentieri pedonali sono stati illuminati con luci blu nelle colonnine esistenti o con luci a LED blu inserite negli alberi.

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7. Eden Project 8. Apparecchio speciale realizzato per la sede centrale della HBOS.

Sede centrale HBOS, Edimburgo, Regno Unito Architetto: Malcolm Fraser Architects Questo importante intervento di ristrutturazione di un edificio storico (Grade I), con tutti i rigorosi vincoli architettonici e di illuminazione che ne conseguono, ha posto i progettisti di fronte a un certo numero di sfide. L’obiettivo prioritario era riuscire a inserire gradevolmente un’illuminazione contemporanea in un edificio storico, abbinando il rispetto per le caratteristiche originarie dell’edificio per creare un armonioso equilibrio tra vecchio e nuovo. Molti dei soffitti dell’edificio sono decorati con intonaci: per l’integrità estetica non sono stati utilizzati apparecchi ad incasso. L’illuminazione della Great Hall deve essere sufficientemente versatile per potervi svolgere diverse funzioni e nel contempo inserirsi armoniosamente in questo contesto d’epoca senza disturbare l’intonacatura decorativa del soffitto. Abbiamo creato sei aperture per l’incasso delle luci nel soffitto che pur essendo visibili non interferiscono con l’elaborato disegno dell’intonacatura. Le luci illuminano i punti principali, valorizzando le opere e i dettagli architettonici. Luci bianche e blu a catodo freddo sono celate nel cornicione per illuminare la doratura del soffitto. Il tocco finale è dato da uno straordinario lampadario centrale di 5 metri di altezza per 3 metri di larghezza, in acciaio inox lucidato a specchio, che è stato realizzato appositamente.

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Progetti

Nuovo Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo
Stezzano - Bergamo, Italia

Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione artistica Jean Nouvel Consulente di Jean Nouvel Hubert Tonka Capo progetto Alessandro Carbone

Il nuovo Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo è il primo edificio ad essere completato nell’ambito dei nuovi interventi architettonici individuati dal Master Plan di Jean Nouvel per l’area del Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso. Il nuovo Centro Ricerche ospita uffici direzionali e amplia gli spazi di ricerca di Brembo, prima azienda a insediarsi all’interno di Kilometro Rosso. L’unico edificio preesistente nell’area del Parco Scientifico, infatti, firmato dal grande studio statunitense SOM, Skidmore Owings & Merrill, originariamente costruito per HewlettPackard, ospita già da alcuni anni le attività di ricerca di Brembo e Brembo Ceramic Brake

System, joint venture con il gruppo DaimlerChrysler. Il nuovo Centro Ricerche e Sviluppo deve il progetto architettonico a Jean Nouvel, già autore del Master Plan di Kilometro Rosso, il progetto degli interni allo Studio Blast Architetti, Bombassei, Siccardi, Traversa e il progetto del verde allo Studio Land. Il Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso, che copre un’area di 392.000 mq per 90.000 mq di superficie coperta si trova alle porte di Bergamo, lungo l’autostrada A4 Milano-Venezia. Concepito al suo interno come un campus immerso nel verde, è caratterizzato, lungo l’autostrada, da una spettacolare quinta architet-

tonica in alluminio estruso di colore rosso “Kilometro Rosso”. Il Muro Rosso ideato da Jean Nouvel, concepito essenzialmente come barriera di protezione degli edifici e del parco contro il rumore e l’inquinamento delle auto, è sorretto da una struttura in cemento armato e acciaio interamente rivestita da profili alettati in alluminio estruso. La continuità del fronte lamellare è interrotta da grandi aperture, che ricordano le prese d’aria di una scocca d’auto. Queste sono state realizzate per consentire sia il passaggio delle auto che l’accesso pedonale ai vari edifici nel Parco. Tra le diverse opere d’architettura di Kilometro

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Team Livia Tani, Cristina Ventura, Andrea Ciofi degli Atti, Raffaella Falbo, Andrew Todd, Gwenola de Quelen, Sergio Noero, Cristiano Benzoni, Laurent Pereira, Anna Ugolini. Blast Architetti - Luca Bombassei, Simona Traversa, Franz Siccardi

Coordinamento progettuale, progetto degli interni, direzione artistica. Capi progetto Luca Bombassei Simona Traversa

Team Francesca Ciuffreda, Antonio Runco, Luigi Pezone, Chiara Giussani, Aria Behbehani, Luca Cattaneo, Anna Cattaneo, Andrea Fiorucci, Matteo Mazzola, Paola Badoino

Foto: Matteo Piazza, Pietro Savorelli 1. Visione notturna del Kilometro Rosso dall’autostrada A4 2. Schizzo dello Studio Land per il Parco 3. Rendering dell’area del Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso

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Rosso Nouvel ha previsto il fluire del verde, privo di recinzioni, ha ridotto al minimo la viabilità automobilistica in superficie e ha affidato a percorsi interrati la possibilità di raggiungere in auto le nuove costruzioni. In questo contesto di eccellenza architettonica sono promosse attività multidisciplinari di ricerca e innovazione tecnologica, finalizzate a creare un network della conoscenza e in grado di occupare oltre 3000 persone nei prossimi sei-otto anni. Il Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo ha una superficie di 11.000 mq e si trova, all’estremità sud-occidentale dell’area del Parco Scientifico tecnologico Kilometro Rosso. L’edificio si integra nel Muro Rosso che qui si dilata per accoglierne i percorsi orizzontali principali e si compone di volumi parallelepipedi che si allungano verso il Parco. Questi sono collegati e composti tra di loro

secondo una logica che prevede variazioni di dimensioni, slittamenti e aggetti. L’ingresso avviene attraverso un cilindro, rivestito in acciaio che si incunea nel Muro. Le pelli vetrate esterne delle facciate ventilate sono in realtà un sofisticato sistema di lamelle che possono essere regolate a seconda delle necessità; le facciate assumono così uno spessore e una densità simili a quelli del ghiaccio, lasciando intuire la presenza interna di svariate funzioni vitali. Sono tre i materiali esterni: la lamiera del Muro Rosso, che racconta la scala territoriale, il vetro dei parallelepipedi, simbolo del lavoro amministrativo, e il metallo argenteo che riveste il piano più alto e il cilindro d’ingresso che ci illustra il lavoro concettuale. Questi tre materiali corrispondono a tre forme diverse (la linea, il volume puro, la forma libera) e ci parlano di tre anime,

ciascuna corrispondente a un diverso messaggio. Gli sbalzi, quattro, due a sud e due a ovest, sono realizzati tramite una soluzione strutturale che combina travi-parete in calcestruzzo con solette metalliche in travi in acciaio e lamiera grecata. Il più ardito a ovest, al piano più alto e viene accentuato dal fatto che appoggia su un fronte che arretra con dei gradoni. Il Centro Ricerche di Brembo è accessibile direttamente dal parcheggio lungo l’autostrada che si trova a una quota superiore rispetto a quella del parco su cui si imposta il complesso. L’ingresso all’edificio, al primo piano, quindi, avviene attraverso il cilindro che introduce agli spazi interni diventando il fulcro di smistamento dei vari percorsi. Qui si connettono le “rue corridor” di distribuzione orizzontale che ricavate nello spessore del Muro Rosso si dilatano verso

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Progetti

Nuovo centro Ricerche e Sviluppo di Brembo

il Parco con una sezione curva. La “rue corridor” principale dall’ingresso conduce, con un andamento sinuoso, a ovest ad alcuni uffici e alla sala conferenze ospitata interamente in un corpo aggettante; verso est scende collegando il nuovo edificio con il preesistente edificio dei SOM. Ai piani superiori questo spazio longitudinale ospita, oltre ai percorsi orizzontali, lo showroom dei prodotti Brembo e una caffetteria. Mediante due collegamenti a ponte che si staccano dal corpo del Muro si raggiungono, al primo

e al secondo piano, i blocchi longitudinali, adibiti ad uffici. L’ultimo piano, parallelo al muro è raggiungibile dal cilindro d’ingresso. Al piano terreno sono presenti gli open-space dei laboratori di ricerca e gli spazi produttivi di prototipazione. Le scelte dei materiali e delle cromie adottate dallo studio Blast Architetti per tutti gli interni sono improntate ad un’estetica rigorosa: la matericità del cemento armato a vista delle pareti perimetrali dialoga con il rigore delle superfici verticali finite con gesso

cerato e con la leggerezza e la trasparenza delle partizioni in vetro serigrafato che suddividono gli uffici e garantiscono la continuità visiva verso il parco circostante. Le nicchie espositive, scavate nello spessore dei muri laterali della “rue corridor” principale contengono raffinati pezzi meccanici prodotti da Brembo; all’interno di queste nicchie la luce può virare di tonalità e di colore, grazie all’adozione di particolari led. Esternamente l’edificio Brembo è composto da blocchi ortogonali, come fosse un Lego

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Sistemazione del verde e degli spazi aperti Progetto completo e assistenza tecnica alla direzione dei lavori Studio LAND Capi Progetto Andreas Kipar Giovanni Sala

Team Mauro Panigo, Giuliano Garello, Anna Comi, Alain Carnelli, Prisco Ferrara, Andrea Giuradei, Mina Fiore

4-5. Visione diurna e notturna del Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo

assemblato con una certa casualità, all’interno i percorsi lineari fanno apparire l’architettura più semplice e più chiara. La complessità distributiva risulta ampiamente compensata dalla ricchezza delle vedute dei percorsi che ne scaturiscono, e dal grado di autonomia e di identità di cui gode ciascun reparto dell’azienda. Le passerelle che collegano il Muro Rosso ai parallelepipedi vetrati rappresentano punti nevralgici di cerniera; da qui lo sguardo abbraccia a 360° il panorama completo del progetto e ne riassume il concept.

Negli uffici, le partizioni interne di vetro serigrafato si confondono con le vetrate esterne, i controsoffitti in metallo microforato richiamano il metallo argenteo che riveste il piano del terzo livello e il cilindro d’ingresso. Per quanto riguarda le tonalità cromatiche, Blast lavora quasi sempre sulle nuances dei grigi. Le luci, sempre incassate, bagnano le superfici verticali e orizzontali senza creare forti contrasti di densità: si crea un’atmosfera avvolgente e quasi priva di ombre. La luce e il colore si

combinano, negli spazi di transito, a rappresentare la mobilità. Il progetto illuminotecnico per questo grande centro si è basato sulla integrazione fra luce naturale e luce artificiale: durante il giorno la luce naturale si diffonde e garantisce comfort visivo, durante la notte l’illuminazione rende le grandi superfici vetrate delle quinte luminose. Negli uffici gli incassi Optica garantiscono 500 lux medi sulle superfici orizzontali e non creano problemi di abbagliamento e riflessioni sui videoterminali.

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Progetti

Nuovo centro Ricerche e Sviluppo di Brembo

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Nelle sale riunioni sono stati utilizzati dei Cestello a fluorescenza che forniscono sia luce d’ambiente che luce d’accento. Gli incassi Lineup, con ottica wall washer, sono installati lungo i corridoi e la luce emessa si combina con quella fornita dal basso dagli incassi Linealuce. Il progetto del verde del Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo è parte del disegno complessivo realizzato dallo Studio Land (Landscape Architecture Nature Development) per l’intero Parco Scientifico.

Il progetto di Land intende Kilometro Rosso come la metafora di una galleria del vento, intorno alla quale “l’elemento fluido, scontrandosi con le geometrie rigide dell’architettura, genera movimenti, onde, gorghi e vortici”. I gorghi e i vortici sono, tradotti nella realtà, morbidi rilievi di terra e specchi d’acqua. Il terreno è cosparso da increspature raffigurate come piccole dune collocate a protezione della viabilità interna o a delimitare i diversi comparti. Le alberature sono disposte secondo la logica

della progressiva diminuzione, a partire dalle aree prossime al Muro Rosso verso il tessuto agricolo circostante. Il Parco è illuminato attraverso apparecchi dal limitato impatto visivo, per cui sono stati utilizzati incassi Ledplus per i percorsi pedonali e apparecchi iWay per quelli stradali.

Scritto liberamente tratto dal testo di Sebastiano Brandolini contenuto in “Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo 2004-2007”.

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6. Particolare notturno di uno dei percorsi 7. Jean Nouvel e Luca Bombassei 8-9. Variazione del colore nei corridoi

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Studio Blast Architetti Bombassei, Siccardi, Traversa Luca Bombassei (Bergamo, 1966), e Simona Traversa (Milano, 1968) fondano lo studio Blast a Milano nel 2001. Nel 2005 si unisce a loro Franz Siccardi (Milano, 1964). Accomunati dal luogo di studio, la Facoltà d’Architettura del Politecnico di Milano, Luca Bombassei, Simona Traversa e Franz Siccardi, dopo la laurea, svolgono diverse esperienze formative e professionali in Italia e negli Stati Uniti che oggi arricchiscono la versatilità dello studio Blast, attualmente composto da venti professionisti. Numerose sono le opere ultimate recentemente tra le quali troviamo il recupero di diversi edifici storici a Venezia, il nuovo stand Brembo, la Casa del Habano di Milano. Oltre a numerose abitazioni private, sono in fase di ultimazione la sede milanese di Rezia Energia Italia, il Master Plan di un insediamento residenziale in Costa d’Avorio, il progetto per la riqualificazione funzionale e ambientale di un’area industriale dismessa in Toscana. Il Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso nato su Master Plan di Jean Nouvel rappresenta l’esperienza più completa dello studio. Il Centro delle Professioni, primo intervento architettonico nella provincia di Bergamo con rendimento energetico certificato, sarà completato entro la fine del 2007. L’edificio raggiunge un fabbisogno energetico complessivo inferiore alla metà di quello necessario ad un edificio tradizionale e una riduzione del 70% delle emissioni nocive nell’aria. Tali risultati consentono al Centro delle Professioni di rientrare nei parametri di eccellenza definiti dai protocolli di certificazione più prestigiosi, quali la classe A secondo il protocollo italiano CASACLIMA e il livello Platinum secondo la certificazione americana LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Risultati questi che Blast si è posto di superare con il progetto del Distretto Interdisciplinare della Ricerca e della Tecnologia (completamento previsto per fine 2008).

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Progetti

Palazzo Madama e il Museo Civico di Arte Antica della Città di Torino
Torino, Italia

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Nel dicembre 2006, con la riapertura del Museo Civico di Arte Antica di Palazzo Madama si sono conclusi i lavori di restauro, recupero funzionale e riallestimento iniziati nel 1997. La considerevole durata delle attività di studio e intervento sul Palazzo sono da imputare alla complessità del progetto. Durante questi anni, in parallelo alle attività di restauro del Palazzo è stata condotta, in collaborazione tra il Politecnico di Torino, dipartimento di Energetica, ed il gruppo incaricato del “Progetto Palazzo Madama”, una

attività di ricerca inerente l’illuminazione e la climatizzazione negli ambienti espositivi. Il bimillenario Palazzo Madama presenta un’eccezionale stratificazione di testimonianze architettoniche di diversi periodi storici: in origine porta romana di ingresso alla città, diviene, nel corso del Trecento, un castello fortificato. In seguito l’austera fortezza viene ridisegnata dall’architetto Filippo Juvarra e trasformata in residenza, prima di Maria Cristina di Francia, poi di Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours; al palazzo viene

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Direzione del progetto Arch. Carlo Viano Assistente alla direzione del progetto Arch. Diego Giachello Progetto impianti tecnologici Ing. Alfonso Famà

Progetto illuminotecnico Gruppo di progetto della Città di Torino e il Politecnico di Torino, Dipartimento di Energetica nell’ambito dei contratti di ricerca e consulenza: “Attività di ricerca progettuale e sperimentazione in laboratorio sui problemi di illuminazione e climatizzazione in ambienti espositivi temporanei e permanenti, responsabile prof. Marco Filippi; gruppo di lavoro:

Chiara Aghemo, Anna Pellegrino, Laura Galeazzo; “Definizione di sistemi di illuminazione artificiale delle sale e dei percorsi espositivi del Museo Civico di Arte Antica in Palazzo Madama, responsabile prof. Anna Pellegrino. Consulenza al progetto illuminotecnico per gli allestimenti museali Anna Pellegrino

Foto: Paolo Carlini 1. Camera di Madama Reale 2. Sala Quattro Stagioni

inoltre aggiunto un grandioso avancorpo, completato nel 1721, che diviene uno degli esempi più rilevanti del barocco europeo. Il monumentale scalone d’onore che in esso si trova si caratterizza per la presenza di grandi superfici finestrate che creano una reciproca comunicazione tra l’esterno e l’interno, caratteristica peculiare dell’architettura juvarriana. Durante il giorno, le grandi aperture consentono alla luce naturale e alla “vita esterna” di penetrare all’interno, durante la notte invece gli spazi interni illuminati e le attività che vi si svolgono, sono visti all’esterno dai cittadini presenti sulla piazza. Per ottenere la percezione della profondità dell’avancorpo, si è creato un contrasto di luminanza tra le superfici interne al volume dello scalone, visibili dall’esterno, e le superfici esterne della facciata. Per l’illuminazione dello scalone monumentale si è deciso di sostituire i tre lampadari esistenti con nuove strutture luminose, in grado di rispondere ai requisiti specificati mantenendo i punti di alimentazione esistenti ed evitando nuovi interventi sull’edificio. I nuovi “lampadari”, realizzati da iGuzzini sulla base dell’apparecchio Cestello, garantiscono la percezione dell’architettura e dell’apparato decorativo dell’ambiente, sono strutture flessibili, dotate di sorgenti orientate verso l’alto per l’illuminazione della volta, i lati per l’illuminazione delle pareti e il basso per l’illuminazione funzionale della scala. Considerando le dimensioni dell’avancorpo e le caratteristiche materiche e cromatiche dell’apparato decorativo, sono state scelte sorgenti a ioduri metallici da 70W con temperatura colore di 3000 K.

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Progetti

Palazzo Madama e il Museo Civico di Arte Antica della Città di Torino

3. Sala Acaja 4. Scalone dell’avancorpo juvarriano

Le caratteristiche formali di questo sistema sono state un riferimento per le soluzioni individuate in seguito per il resto del Palazzo, per mantenere unitarietà progettuale e formale. In particolare una struttura analoga, anche se di dimensioni ridotte e dotata di sorgenti alogene QR 111 (tecnologia IRC) è stata adottata nella Sala Acaja e nella Sala Stemmi del primo piano. Nel progetto la necessità di molti e diversificati terminali impiantistici e la volontà di non aumentare le tracce esistenti hanno portato all’individuazione di una soluzione tecnica integrata multifunzionale (concentratore di impianti), studiata dal gruppo di progettazione e realizzata ad hoc. Nell’ambito dell’intero percorso espositivo del Palazzo il concentratore di impianti riunisce i terminali degli impianti di segnalazione e diffusione sonora, ed è l’unico elemento tecnico ed accoglie anche gli apparecchi d’illuminazione. Questa scelta, funzionale al principio di limitare gli interventi sull’edificio, ha rappresentato una sfida particolarmente ardua per il progetto illuminotecnico: la posizione dei concentratori di impianti era predeterminata dai punti di alimentazione esistenti; il numero di punti luce era limitato in base alla dimensione del concentratore e alla co-presenza con gli altri elementi dell’impianto. In alcune sale è stato necessario integrare sorgenti alogene (QR111 di potenza e apertura di fascio diverse, tecnologia IRC), con sorgenti a ioduri metallici per poter garantire, pur nella limitatezza della disponibilità di spazi, la quantità e la distribuzione di luce necessari.

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Progetti

Nhow Hotel

Committente - Investor DHD - Design Hotel Development Emanuele Garosci Progetto Architettonico Daniele Beretta

Milano, Italia

Interior design Matteo Thun & Partners

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L’Hotel Nhow nasce a Milano dalla ristrutturazione di una ex fabbrica della General Electrics, uno dei più grandi edifici industriali presenti in zona Tortona, fin dagli anni Trenta area industriale e oggi quartiere della moda e del design. L’intervento architettonico di Daniele Beretta è stato guidato dalla volontà di conservare la memoria storica del luogo, perchè la zona, pur se in piena fase di espansione, mantiene il suo carattere originario con strutture industriali dismesse diventate showroom, laboratori, studi creativi. Anche l’edificio della General Eletric ha mantenuto i tratti originari nei volumi grazie alla copertura a shed tipica delle architetture industriali e all’intonaco grigio delle pareti esterne che sono state alleggerite e vivacizzate da grandi finestre con vetri colorati. L’interno, progettato da Matteo Thun, vede una compresenza di materiali industriali come il cemento per i pavimenti e il ferro delle colonne accanto a materiali più tradizionali come le pietre naturali e il legno, che su alcune superfici non è trattato per trasmettere, oltre all’effetto visivo, anche una diversa sensazione tattile. Nhow, inoltre, non è solo albergo ma anche spazio espositivo dove strutture e arredi possono cambiare e combinarsi per la realizzazione di eventi come esposizioni, sfilate, mostre allestite in collaborazione con la Triennale di Milano e con una rete di gallerie d’arte. L’illuminazione degli interni risponde a questa esigenza: accanto ad apparecchi appartenenti al settore decorativo sono stati installati proiettori Trimmer che sono stati incassati in gole, poco profonde, sul soffitto. Questa soluzione permette delle modifiche in base alle esigenze illuminotecniche dei diversi eventi che possono crearsi. All’esterno l’apparecchio Glimcube con led blu sottolinea invece le cornici delle finestre.
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Foto: Giuseppe Saluzzi 1. Zona espositiva 2.3. Esterno dell’edificio. Glimcube colora le cornici delle finestre

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Progetti

Vuoto Azzurro. Memoriale per le vittime dell’1 marzo 1
Madrid, Spagna

Progetto architettonico Studio Fam Collaboratori SON3-Produzioni Digitali, Alvaro León-Keloide, Rubén Coca (video) Oliver Acosta (assistenza tecnica)

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Nell’aprile 2007, tre anni dopo il terribile attentato dell’11 marzo alla metropolitana di Madrid, è stato inaugurato dai Reali di Spagna il monumento alla memoria delle vittime: un imponente cilindro situato davanti alla stazione di Atocha. Il monumento è una scultura formata da una cupola cilindrica in cristallo di 11 metri di altezza, costruita con blocchi speciali di 30x20x7 centimetri, le misure più grandi che consente questo materiale, secondo Esaú Acosta, architetto dello studio “Fascinante Aroma a Manzana” (FAM) vincitore del concorso per la progettazione del monumento in memoria delle vittime. Mauro Gil-Fournier, un altro componente dello studio FAM insieme a Raquel Buj, Pedro Colón de Carvajal e Miguel Jaenicke, spiega che l’opera ha senso solo se correlata alla grande sala interna denominata “Vuoto azzurro” nella quale si possono leggere i messaggi scritti dopo gli attentanti: solo da questa sala, di quasi 500 metri quadrati e costruita sotto il livello del suolo si può comprenderne il significato, nonostante la parte superiore, composta da una cupola di cristallo, sia quella più visibile. La sala sotterranea è costruita con una membrana di un materiale denominato ETFE. Questa sala è isolata dal

rumore esterno, per cui il silenzio e la luce sono protagonisti. Il monumento pesa complessivamente 160 tonnellate ed è totalmente trasparente e incolore, dato che i blocchi di cristallo massiccio sono uniti tra loro con un materiale adesivo speciale. I messaggi saranno visibili attraverso lo strato di cristallo durante il giorno e assumeranno un’altra forma durante la notte. Questa cupola interna totalmente smaterializzata è formata solo da lettere che danno forma e dimensione alla lamina che ha la caratteristica di non essere visibile con un 97% di trasparenza. L’accesso alla sala si trova all’interno della stazione di Atocha, nell’androne principale. Una volta all’interno della sala, lo spazio scompare per consentire alla luce di essere protagonista. Uno spazio di colore azzurro dove l’unica distrazione è l’“occhio” che permette di osservare la cupola dall’interno; tutto il resto è pensato e realizzato solo in funzione di ciò. La luce, con le sfumature ed i riflessi creati dal cristallo e dall’ETFE, inonda la sala creando un effetto spaziale discreto e delicato. Di notte le parole scritte sull’ETFE sono evidenziate grazie a 12 ColourWoody che sono posti tra un materiale e l’altro.

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Partners Assistance iGuzzini illuminazione España, S.A.

Foto: José Hevia 1. I Reali ed il Primo Mnistro Zapatero alla inaugurazione del memoriale 2. Simulazione 3. Visione notturna di “Vuoto Azzurro”

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Progetti

Avinguda de Meritxell

Cliente Comune di Andorra la Vella Manel Blasi, assessore Jordi Pujol, consigliere Joan Rodríguez, architetto Víctor Soto, responsabile dell’illuminazione

Andorra la Vella, Andorra

Il principato di Andorra è un piccolo stato situato nel cuore dei Pirenei, tra Francia e Spagna. Il turismo è la principale entrata dell’economia del paese. Il notevole patrimonio culturale racchiuso tra le valli del principato, gli sport di montagna e l’attività commerciale permettono di mantenere un elevato numero di turisti durante tutto l’anno. Andorra la Vella è la capitale del principato e qui vive la maggior parte della popolazione. Si trova nel punto di confluenza dei fiumi Valira del Nord e Valira d’Orient che formano il Valira. Ad Andorra la Vella si trova la maggior parte degli organismi e istituzioni più importanti del Principato. Si tratta di una città che combina gli elementi storici, con i suoi importanti monumenti, al cosmopolitismo di una capitale con grande afflusso di visitatori.

La Avinguda de Meritxell è l’arteria principale della città con una grande vitalità commerciale. Lungo questo viale vi sono un’infinità di negozi e la vivacità che lo caratterizza si protrae fino a notte fonda. L’Amministrazione locale, con l’intento di rivitalizzare l’asse commerciale che forma la Avinguda de Meritxell, ha avviato un progetto di rinnovamento e ristrutturazione che include nuova pavimentazione, arredo urbano, illuminazione allo scopo di rendere l’area pedonale. Il progetto dello studio ACXT voleva una illuminazione urbana originale, caratteristica ed efficiente per un viale commerciale con un elevato transito di pedoni. ACXT ha progettato un palo di 8 metri di altezza con una sezione rettangolare di 400x200 mm. Nella parte superiore della colonna c’è un pannello, che forma un angolo retto con il supporto verticale, con una lunghezza di 1700 mm e una larghezza che va da 400 a 900 mm. Questo pannello include un elemento riflettente con finitura bianca. Il palo, in acciaio galvanizzato, include gli elementi luminosi: 2 proiettori Maxiwoody con ottica stradale per lampada da 150 W ad alogenuri metallici posti a 6 metri di altezza. Questi proiettori sono orientati verso la strada e il marciapiede e sono stati sistemati su entrambi i lati della colonna. A 6,6 metri di altezza si trova un proiettore Colourwoody orientato verso la superficie riflettente del pannello superiore. Questo proiettore, con luce dinamico-cromatica, presenta un’ottica spot e permette l’uso di una lampada ad alogenuri metallici da 250 W. In questo modo l’apparecchio su palo combina la funzionalità, con i proiettori Maxiwoody con ottica stradale che permettono di ottenere livelli di illuminazione eccellenti, con l’originalità, grazie alla luce indiretta dinamico-cromatica prodotta dai Colourwoody sul pannello riflettente. Gli apparecchi luminosi sono stati installati con una disposizione bilaterale sfalsata ad una distanza di circa 18 metri. Si ottiene così un livello di illuminazione medio di circa 70 lux con un’uniformità media di circa 0,5.

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Progetto architettonico ed ingegneristico ACXT-Idom Ingeniería y Sistemas S.A. Impianti GEA, General Eléctrica Andorrana S.A. Partners Assistance iGuzzini illuminazione España, S.A.

Foto: José Hevia 1.2.3. Avinguda de Meritxell

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L’impianto elettrico è stato realizzato prevedendo di avere 3 accensioni per colonna, oltre al cavo di segnale per il controllo dei Colourwoody. Mediante il controllo di questi proiettori il Comune può scegliere, a seconda che si tratti di giorni festivi, feriali oppure di festività nazionali, il colore riflesso nel pannello superiore degli apparecchi luminosi: monocromatico oppure una determinata sequenza di colore. Trattandosi di un elemento di arredo urbano, il palo prevede la possibilità di inserire un portastendardo per le occasioni in cui il Comune voglia appendere insegne e bandiere ed è predisposto per le luminarie natalizie. L’apparecchio luminoso, prodotto appositamente da iGuzzini è stato battezzato con il nome di Meritxell.

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Progetti

Trésors engloutis d’Egypte

Organizzatore della mostra Franck Goddio e Hilti Arts & Culture GmbH Progetto illuminotecnico Thierry d’Oliveira

Grand Palais, Parigi, Francia

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Tra il settembre 2006 e il marzo 2007, presso il Grand Palais di Parigi, si è svolta la mostra Trésors engloutis d’Egypte. Sono stati presentati per la prima volta al pubblico francese quasi 600 oggetti, che costituiscono solo una piccola parte dei reperti riportati alla luce in occasione delle missioni archeologiche sottomarine condotte da Franck Goddio e dalla sua equipe nella baia di Aboukir e nel porto di Alessandria, in particolare in corrispondenza dei siti dell’antico porto di Alessandria e delle città di Eraclion e di Canope, nella baia di Aboukir. Questi siti furono sommersi nel corso dell’VIII

secolo della nostra era, a seguito dell’innalzamento delle acque del mar Mediterraneo. Tra i principali pezzi esposti in occasione dell’esposizione, tre statue colossali, tra cui la più grande statua di Hapy, conosciuto in Egitto come divinità delle inondazioni del Nilo, simbolo di opulenza e di fertilità, e le imponenti sculture di granito rosa, di oltre cinque metri, di un re e di una regina tolemaici. Realizzare l’illuminazione di questa mostra, progettata da Thierry d’Oliveira, con l’assistenza di Jacques Biderman, è stato particolarmente complesso, vista la completa assenza di apparecchi sulla

volta del Grand Palais, alta 40 metri, ad eccezione di alcuni elementi sospesi per l’illuminazione di sicurezza. Philippe Délis, scenografo dell’esposizione degli stessi pezzi a Berlino, ha ovviato a questo problema creando spazi semi-chiusi mediante paraventi alti sette metri sui quali sono stati installati gli apparecchi in modo che i fasci luminosi emessi si incrocino per ottenere luce d’accento sui pezzi più significativi. L’esposizione è illuminata con proiettori Gabbiano e Le Perroquet Professional con sorgenti alogene, installati a binario. Le stesse apparecchiature, sempre su binario, sono state

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Scenografia Philippe Délis Partners Assistance iGuzzini illuminazione France S.A.

Foto: Didier Boy de la Tour 1. Illuminazione tematica del Grand Palais 2. Uno degli spazi della mostra

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Progetti

Trésors engloutis d’Egypte

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3.4. Diversi ambienti della mostra

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utilizzate nella libreria e nel ristorante. Sono stati realizzati e messi in opera 400 impianti led da 1 watt, che hanno permesso di illuminare le vetrine, ideati da Thierry d’Oliveira e realizzati da Panavision. Philippe Berthé, visto l’argomento della mostra, si è ispirato all’acqua per l’illuminazione della facciata usando luce colorata blu-verde increspata da onde ottenute con una tecnica tradizionale usando cioè specchi dorati mossi al minimo soffio d’aria.

Per le colonne e le cornici della facciata sono stati utilizzati proiettori Platea con ottica superspot. Il retro delle colonne è illuminato con proiettori Platea Spot con filtro blu. Contribuiscono all’effetto acquatico i proiettori Woody, con alimentazione a scarica: il fascio luminoso è riflesso dal sistema di specchi dorati. L’entrata della mostra è messa in luce mediante proiettori molto potenti Maxiwoody, con filtro blu e proiettori Platea Superspot a fasci stretti.

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Progetti

Una nuova illuminazione per l’Abbazia di Romsey
Hampshire, Gran Bretagna

Cliente Comitato Romsey PCC Fabric Main contractor A.C. Lighting

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La splendida chiesa normanna di Romsey è situata in un luogo di culto che è stato occupato fin dalle più lontane epoche sassoni, molto prima della fondazione di un convento nel 907. In seguito ad invasioni vichinghe e danesi la chiesa fu abbandonata. In seguito la chiesa venne invece ripristinata ed ingrandita. La chiesa normanna fu iniziata non più tardi del 1120. È cruciforme, lunga 77,7 metri e fatta principalmente di pietra di Binstead, proveniente dall’isola di Wight. Fu completata all’inizio del XIII secolo, con gli ultimi archi nello stile ‘Early English’. Di recente indicata come uno dei 100 luoghi di culto più amati della Gran Bretagna secondo

un’indagine giornalistica a livello nazionale, ogni anno l’Abbazia ospita numerosi concerti di alto livello e diverse attività della comunità. Tra gli ospiti abitudinari si annoverano the Romsey Singers, Romsey Choral Society, the Bournemouth Symphony Orchestra e the City of Southampton Orchestra. Nel corso del 2007 è stato realizzato un nuovo sistema di illuminazione in cui sono stati utilizzati oltre 300 singoli apparecchi. L’Abbazia si è rivolta alla ditta A.C. Lighting per far fronte alla scarsa illuminazione generale e agli elevati costi di funzionamento del vecchio sistema esistente nella Chiesa. In qualità di principale appaltatore dell’illuminazione del progetto, A.C. Lighting ha assunto David Atkinson Lighting Design (DALD) per progettare e realizzare un nuovo sistema di illuminazione, e successivamente ha fornito, installato, commissionato e programmato il sistema di gestione. Per aumentare i livelli di illuminazione generale lungo la navata, la crociera, i transetti nord e sud, il presbiterio e il tabernacolo, l’apparecchio speciale ETC Source 4 Pars è stato innalzato e posto alla base delle finestre. Gli apparecchi sono stati dotati di griglia antiabbagliamento per ridurre al minimo questo fenomeno che in passato invece era molto forte. Pensando principalmente alla facilità di manutenzione e al risparmio energetico, il team del progetto ha ridotto al minimo l’uso di lampade a incandescenza. Si è concordato quindi di posizionare nella galleria lampade agli alogenuri metallici da 150 W a risparmio energetico, per l’illuminazione generale quando non ci sono funzioni o eventi. Un obbiettivo del progetto era inoltre far risaltare gli straordinari particolari architettonici dell’Abbazia e per far questo sono stati utilizzati proiettori Woody con distribuzione luminosa a lama di luce che illuminano gli archivolti e le finestre.

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Progettazione illuminotecnica DALD - David Atkinson Lighting Design Partners Assistance iGuzzini illuminazione UK LTD

Foto: A.C. Lighting Special Projects 1.3. Immagini della Navata centrale 2. Particolare dell’illuminazione delle trifore

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Per tutelare e proteggere dalle radiazioni ultraviolette le pareti affrescate ed i pannelli di legno incisi sono stati utilizzati filtri UV e bassissimi livelli di illuminazione. A piano terra sui capitelli delle varie colonne sono stati collocati apparecchi a basso voltaggio, per illuminare in alto la struttura a volta e in basso le navate laterali e le cappelle. Sono state usate lampade a risparmio energetico in tutta l’Abbazia con l’ulteriore vantaggio di poter utilizzare un sistema di dimmerizzazione. Il sistema di dimmerizzazione è controllato da quattro pannelli LCD tattili che danno accesso a numerosi schemi personalizzati e preimpostati per i diversi eventi e funzioni dell’Abbazia.

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Progetti

GN Store nord

Cliente GN Store Nord Progetto architettonico NOBEL arkitekter Ingegneria EKJ Rådgivende ingeniører as

Copenhagen, Danimarca

GN Store Nord è una società famosa in tutto il mondo per la produzione di cuffie auricolari wireless, la cui espansione ha richiesto nuove soluzioni per la sistemazione degli impianti. Per garantire l’espansione della produzione si è reso necessario abbreviare il percorso di comunicazione tra i settori sviluppo e produzione. Per raggiungere l’obiettivo dell’ottimizzazione del flusso di lavoro, GN Store Nord ha acquistato un vecchio edificio civile del 1995 già rimaneggiato al quale era stato aggiunto un piccolo fabbricato di uffici. L’edificio è stato completamente riconvertito e rinnovato, dotato di un nuovo ingresso principale e di 500 postazioni di lavoro strutturate come uffici in uno spazio aperto flessibile. In questo modo si è arrivati ad una estensione di 34.500 mq. La consulenza architettonica del progetto è stata affidata completamente allo studio NOBEL arkitekter, il quale ha sistemato i nuovi laboratori di sviluppo nella vecchia zona degli impianti dell’edificio. Uno dei compiti più importanti è stata la creazione di un collegamento tra i vari reparti in modo da ottenere una maggiore coesione

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Landscape Henrik Jørgensen landskabsarkitekter plr. Acustica Jordan Akustik Partners Assistance iGuzzini illuminazione Danmark

Foto: Hviidphotography - Anders Hviid 1.2. Corridoi e sala per il relax 3. Atrio

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e un flusso di lavoro più agile. Tutto ciò si è ottenuto modificando l’area esterna, originariamente adibita a giardino. Questa area è stata coperta con una nuova struttura d’acciaio e vetro in modo da creare un vasto atrio di accesso. Dal punto di vista architettonico, l’atrio unisce gli elementi che compongono il nucleo del complesso in modo logico e convincente.

Le passerelle che attraversano l’atrio collegano i vari reparti e simbolizzano, allo stesso tempo, la dinamicità della società. In GN l’atrio svolge anche un ruolo di spazio rappresentativo e d’incontro, oltre ad essere il punto focale del complesso con il suo auditorio, le sale per conferenze e riunioni e i sistemi di collegamento quali ascensori e scale.

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Progetti

Illuminazione per il divertimento. Sihlcity e Rüsterei
Zurigo, Svizzera

Cliente Sihlcity Karl Steiner AG Progetto Architettonico Sihlcity Theo Hotz AG Progetto illuminotecnico Sihlcity Reflexion AG

Sihlcity, il nuovo paradiso del tempo libero e dello shopping a sud della città di Zurigo, è stata progettata dallo studio di architettura Theo Hotz come affascinante combinazione di vetro, cemento e mattoni. Quattro edifici dell’originario complesso della antica cartiera da cui è stato ricavato questo centro sono rimasti intatti a ricordare un capitolo di storia della città di Zurigo. Gli edifici della fabbrica sono stati accuratamente restaurati e integrati alla nuova costruzione. Emblema distintivo di Sihlcity è il camino della cartiera alto sessanta metri, il suo cuore il centro commerciale a più piani. Per quanto riguarda l’offerta gastronomica spicca la Rüsterei - ristorante, bar, event location e negozio di specialità in uno progettata dal noto artista di Zermatt Heinz Julen e gestita dalla Five AG di Zurigo. La particolare atmosfera architettonica di Sihlcity è accentuata dalla illuminazione. La Reflexion di Zurigo, incaricata della progettazione delle luci, si è posta l’obiettivo di rimarcare l’idea di “città nella città”, operando a tal proposito una distinzione fra interni ed esterni. All’esterno la luce è concentrata e vive attraverso spot, cioè i luoghi aperti al pubblico, le facciate e gli edifici vengono valorizzati con fasci di luce concentrati che accentuano determinati elementi evidenziando la tridimensionalità della struttura. All’interno invece è stata scelta una illuminazione diffusa dell’ambiente, senza luce d’accento. Il progetto ha richiesto diversi adattamenti dei prodotti standard: fissaggi e cavi hanno dovuto essere adeguati agli impianti elettrici esistenti, cercando di abbinare i colori delle parti visibili a quelli dell’edificio. Una peculiarità del progetto Sihlcity è rappresentata dall’illuminazione della Rüsterei. L’artista Heinz Julen e il responsabile esecutivo Ralf Gubler dello studio di architettura Eidos AG si sono rivolti per la progettazione delle luci alla

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Cliente Rüsterei Sihlcity Gastro AG Five AG Progetto architettonico Rüsterei Eidos AG Ralf Gubler, Heinz Julen

Progetto illuminotecnico Rüsterei Lichtkompetenz GmbH Partners Assistance iGuzzini Schweiz

Foto: ARTCOM Architekturfotografie - Günter Laznia 1. Esterno di Sihlcity 2.3.4. Cambio colore all’interno del ristorante

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Lichtkompetenz GmbH di Zurigo. Lo studio di progettazione ha compreso il concept artistico alla base dell’uso delle luci voluto da Heinz Julen e lo ha realizzato con apparecchi e tecnologie iGuzzini. L’illuminazione si fonda sull’uso di luci laterali proiettate sugli elementi in tessuto che si trovano sui lati e al centro del locale. A completare l’effetto spettacolare provvedono tavoli e banconi con tubi fluorescenti incassati il cui colore può essere modificato tramite una centralina RGB gestita con il sistema Colour Equalizer e pre-programmata secondo gli effetti voluti da Heinz Julien. Per garantire la luce più adeguata alle diverse ore del giorno e ai vari tipi di eventi nel bar e nel ristorante, sono stati definiti numerosi programmi statici e dinamici.

Ad esempio, si è scelta una modalità statica da usare durante i pasti per non modificare il colore delle pietanze e per non creare disagio agli ospiti cambiando continuamente, mentre in occasione di eventi è permessa una maggior libertà. Indipendentemente dalle regie luminose preprogrammate, la centralina RGB consente di variare i colori e di utilizzarli in modo mirato, ad esempio, con tonalità più fredde nei caldi giorni d’estate e più calde in quelli invernali. A richiedere una maggiore flessibilità al sistema di illuminazione concorre anche la possibilità che cambi la distribuzione degli spazi: in occasione di alcuni eventi, è possibile chiudere le gambe dei tavoli e sollevare le superfici luminose verso il soffitto come pannelli.

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Progetti

La luce ideale per i negozi Bally
Basilea, Svizzera

Cliente Bally Schuhfabriken AG Progetto architettonico Studio d’architettura Mach Partners Assistance iGuzzini Schweiz

Il nuovo Store Concept di Bally, uno storico marchio di calzature e abbigliamento, è espressione di armonia a partire dalla struttura della facciata dell’edificio fino alla presentazione dei prodotti, una soluzione adottata come standard in tutto il mondo. Il vetro sfumato marrone scuro con il classico logo bianco e le vetrine esterne mettono in risalto la lussuosa qualità dei prodotti. All’interno, gli ambienti trasmettono calma e tranquillità grazie ai colori e ai materiali naturali utilizzati. La iGuzzini, attraverso la propria filiale svizzera, ha lavorato in stretta collaborazione con lo studio di architettura Mach di Zurigo, incaricato della progettazione e dell’esecuzione degli interventi costruttivi. Per quanto riguarda l’illuminazione l’architetto ha previsto un complesso sistema di canaline in cui sono integrate luci con due diverse sorgenti luminose. La scelta degli apparecchi è stata ulteriormente limitata dall’enorme altezza del locale in uno delle zone principali del negozio, dove è stato impiegato un proiettore Metro in esecuzione speciale, ovvero in gruppi da tre. Per il locale più basso si è optato per il proiettore Frame, nel corridoio per la lampada da parete Astra. Tutte le luci sono integrate con un sistema di gestione che consente di creare diverse atmosfere. Negli orari di apertura del negozio la massima intensità luminosa garantisce una presentazione ottimale dei prodotti. Di notte solo le vetrine rimangono illuminate con una luce discreta. L’illuminazione dell’ambiente accentua la profondità della parte frontale del negozio, trasformando l’arredamento di questo store esclusivo in una vera e propria vetrina.

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Foto: ARTCOM Architekturfotografie - Günter Laznia 1.2.3. Interni del negozio

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Per gli eventi che vengono organizzati regolarmente viene utilizzata prevalentemente luce d’accento. La collaborazione fra Bally e iGuzzini è iniziata nell’agosto 2006, per la progettazione del primo negozio di Basilea e dopo l’apertura avvenuta a fine gennaio 2007 la collaborazione si è estesa a tutte le altre filiali Bally nel mondo: al momento sono sette i progetti in fase di attuazione.

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Progetti

Augustinus Muziekcentrum
Anversa, Belgio

Progetto architettonico Vanhecke & Suls Partners Assistance iGuzzini Benelux

Nel gennaio 2006 è stato inaugurato ad Anversa un nuovo centro musicale dedicato alla musica antica. L’Augustinus Muziekcentrum, con l’acronimo AMUZ, ospita una singolare sala concerti realizzata in un ambiente storico, ma dotato di tutti gli ausili tecnologici necessari a un auditorium moderno. La chiesa di Saint Augustinus, una chiesa barocca sconsacrata nel cuore di Anversa, è stata restaurata con il solo obiettivo di renderla una sala hi-tech per spettacoli e registrazioni di musica antica. La riconversione di questa chiesa è unica nel suo genere in Europa ed è stata resa possibile grazie all’esperienza degli architetti Vanhecke & Suls, i quali si sono occupati in passato, di questo tipo di restauri. Il progetto è stato eseguito con la massima cura del monumento storico e proprio in seguito a questi interventi, il trittico dell’altare, opera dei maestri belgi Rubens, Jordaens e Van Dyck, ha ripreso il posto che aveva originariamente all’interno della chiesa, aggiungendo così un ulteriore motivo di interesse per questo spazio.

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Foto: Paul Van Den Brande 1. Cappella Invernale, ora foyer 2. Palcoscenico 3. Elementi di diffusione sonora nella navata destra

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Il centro musicale può essere suddiviso visivamente e pragmaticamente in due parti. Da un lato, la nuova costruzione comprendente gli uffici, i palchi e l’atrio e, dall’altro, la parte restaurata, che funge da sala concerti e foyer, in cui è intervenuta la iGuzzini. Nella sala concerti barocca si è optato per una illuminazione discreta dello spazio, anche perché in essa ci si avvale dell’impianto di illuminazione teatrale che è di

per sé alquanto imponente. Nelle navate laterali sono state utilizzati apparecchi Le Perroquet per illuminare il passaggio del pubblico, mentre gli apparecchi Cestello, con lampade alogene, illuminano i dipinti. Il foyer si trova nella cappella invernale del XVII secolo, con affreschi dell’epoca. Qui si è optato per una sospensione Cestello, in posizione centrale, con 21 sorgenti luminose AR111 ed ottiche di diversa apertura.

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Progetti

Aeroporto di Melbourne, arrivi internazionali
Melbourne, Australia

Cliente Australia Pacific Airports (Melbourne) Pty Ltd Progetto architettonico DesignInc.

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Nel 2006, con l’adozione del nuovo velivolo Airbus A380 e del conseguente aumento del numero di passeggeri, è stato necessario per l’aeroporto di Melbourne un ampliamento del sistema di distribuzione dei bagagli. Il terminal degli arrivi è stato sottoposto ad un potenziamento che ha riguardato inoltre l’area dell’accoglienza e del ricevimento dei viaggiatori.

Il progetto di ristrutturazione è stato assegnato alla DesignInc che ha utilizzato in questo nuovo spazio i Greenwich con lampada ad alogenuri metallici da 250W che proiettano il loro fascio di luce verso l’alto su delle strutture circolari di grande diametro e producono così l’illuminazione indiretta dell’ambiente.

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Building Services Engineer Meinhardt (Vic) Pty Ltd Partners Assistance ECC Lighting LTD

Foto: Infinite Photography - Justin Matthews 1.2. Interni

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Progetti

Il piano della luce per l’Avana Vieja

Committente Oficina del Historiador y Consejo de Estado Coordinatore Progetto José Linares y Ing Jorge Candelaria

L’Avana, Cuba

La Oficina del Historiador ha deciso nel corso del 2006 di affrontare il problema del risparmio energetico cominciando a riorganizzare e ristrutturare l’illuminazione pubblica de l’Avana Vieja, secondo un progetto che si concluderà attraverso un paio di anni di intervento. Il piano della luce de l’Avana Vieja è stato steso, quindi, con l’obbiettivo principale di ottenere un notevole risparmio energetico: si basa quindi sull’utilizzo di apparecchi con lampade fluorescenti, a scarica e LED per sostituire le alogene. La iGuzzini sarà il partner principale di questo intervento e fornirà consulenza illuminotecnica ed apparecchi secondo l’accordo stilato nell’aprile 2007 in accordo con L’Oficina del Historiador e del Consejo de Estado. In realtà la collaborazione fra la iGuzzini e le istituzioni di Cuba risalgono al 1998, per l’illuminazione della Cattedrale in occasione della visita di Giovanni Paolo II e per l’illuminazione dei Musei che costituiscono il Museo De Bellas Artes, de l’Avana. Nel 2007 una nuova occasione di collaborazione si è creata per l’illuminazione di alcuni edifici storici del centro storico, in particolare l’esterno del “Palacio de los Capitanes Generales” che raccoglie reperti storici provenienti dalle collezioni delle diverse famiglie reggenti spagnole di Cuba. In questo caso si sono utilizzati Miniwoody a scarica con braccetto per le pareti basse e a basetta verso l’alto per l’illuminazione del perimetro. I cavi di alimentazione sono stati celati nei balconi dell’edificio limitando così la loro intrusività. Altro edificio interessato è l’edificio Santo Domingo, un ex convento, adibito a sede ministeriale e infine a università: oggi è sede della Facoltà di Architettura e Restauro.

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Foto: Enrique Padron 1. Edificio Santo Domingo Sopra al portale si può notare “la scatola” voluta dall’architetto 2. Piazza della cattedrale 3. Firma dell’accordo stilato nell’Aprile 2007 da sinistra: l’Ambasciatore italiano Domenico Vecchioni, Paolo Guzzini, l’Historiador de La Havana Vieja Eusebio Leal

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I primi due piani dell’edificio mantengono un raccordo storico con la facciata dell’ex convento per i materiali utilizzati, i mattoni e per la presenza di una torre e del portale di ingresso. Per esaltare gli elementi architettonici tipici di questo edificio storico, per questi due piani sono stati scelti dei Linealuce con sorgenti luminose allo xenon e dei Radius per gli archi. Dal terzo al quinto, invece c’è stata un’integrazione contemporanea: una struttura in vetro ingloba la torre campanaria. L’architetto José Linares voleva ottenere una sorta di “scatola luminosa”: l’effetto è stato ottenuto utilizzando un Lineup wall washer per finestra.

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Progetti

Ideapark

Cliente ldeapark Development Ltd Progetto architettonico Schauman Architects Oy Arkkitehtuuri Oy TAKT

Tampere, Finlandia

Ideapark si trova in Finlandia vicino all’autostrada Helsinki-Tampere, a circa un’ora e mezzo di macchina da Helsinki e a 12 km da Tampere, la terza città del paese per dimensione. La tipologia costruttiva e la distribuzione degli spazi sono state sviluppate nell’autunno del 2004 come risultato di unione fra progetto architettonico, strategia commerciale e business plan. L’idea progettuale era quella di ricostruire l’atmosfera di una cittadina attraverso due strutture principali: Business City, un ambiente coperto e accogliente e City Wall che circonda la zona pedonale del centro città con i suoi edifici e vicoli. L’atmosfera da centro cittadino è accentuata dalla piazzetta del mercato nel parco adiacente l’area Old Town. Il profilo spezzato degli edifici è una semplice e ideale soluzione per creare strette e oblunghe zone verdi. Le circostanti aree di parcheggio disposte a ventaglio intorno alla struttura della tettoia che circonda le mura rendono breve e sicuro l’accesso dei pedoni ai quattro ingressi. I progetti d’illuminazione

di facciate, area pedonale, piazza del mercato e Old Town sono stati elaborati da Timo Alhanen della InLight Oy e Jaakko Kiukkanen della TAKT. L’illuminazione stradale di Ideapark è stata creata basandosi sul principio “non troppa luce” principio che riduce i consumi energetici legati all’illuminazione, ma anche in maniera indiretta i consumi energetici legati al condizionamento. Le soluzioni per l’illuminazione degli ingressi e delle piazzette sono concepite per facilitare l’orientamento del visitatore. Dall’alto, la luce proviene da apparecchi installati sulle travature principali e orientati verso gli alberi dell’area pedonale in modo che, filtrata attraverso i rami, essa crei un’atmosfera accogliente. Ideapark occupa oltre 10 ettari di superficie, ci sono 180 negozi di dimensioni variabili da 11 a 6600 mq; il centro occupa 1200 addetti. Il numero di visitatori per anno va da 6 a 8 milioni. Secondo il concept di Ideapark, l’area vendita si articola intorno ad un nucleo centrale dedicato ai mobili e all’arredamento.

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Impresa costruttrice Teräselementti Oy Impianti elettrici Sähköinsinööritoimisto Matti Leppä Oy

Impianti d’illuminazione TAKT - Jaakko Kiukkanen InLight Oy - Timo Alhanen Partners Assistance Pejan Oy

Foto: Voitto Niemelä, Topi Jalonen 1. Ingresso al centro commerciale 2.3. Zone interne di Ideapark

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L’impostazione dei negozi è concepita come un mercato in continuo rinnovamento durante tutto l’anno. Lo stesso spazio vendite è dedicato alla moda e ai prodotti di bellezza. Qui si possono trovare concept store e boutique di molte case non presenti fino ad ora in Finlandia. Sotto lo stesso tetto, accanto alle boutique di moda, trovano posto anche budget store. L’area Old Town si distingue dal resto della città per la sua architettura. La Old Town si propone di essere diversa dagli odierni centri commerciali di tipo

simile fornendo l’opportunità di partecipare anche ad imprese di piccole dimensioni. Questa area di piccole dimensioni è il baricentro dello spazio che la circonda e rende più agevole l’orientamento nel centro. All’interno di Ideapark sono stati utilizzati apparecchi Le Perroquet a luce indiretta e Le Perroquet spot, per fornire illuminazione diffusa e luce d’accento. Nelle aree in cui la viabilità è più intensa sono stati utilizzati apparecchi per esterni come Platea con ottica asimmetrica e Citywoody.

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Cultura dell’Azienda

“Praxitele, connaitre la forme”

Ideazione Centro Studi e Ricerca iGuzzini Istituto Centrale per il Restauro Collaborazione Scientifica Museo Tattile Statale Omero

23 marzo - 18 giugno 2007, Ala Sully, Sala Saint Luis, Museo del Louvre

Il progetto “Conoscere la Forma” che aveva avuto la sua prima edizione nel maggio del 2006 a Milano è stato allestito dal marzo al giugno 2007 presso il Louvre. L’aspetto didattico di questo progetto ha particolarmente interessato Cyrille Gouyette, responsabile della programmazione didattica del Museo parigino che ci ha chiamato ad allestire la mostra in occasione di un’esposizione dedicata a Prassitele. Abbiamo chiesto ad Alain Pasquier, direttore del dipartimento di Antichità greche, etrusche e latine del Louvre, Jean-Luc Martinez conservatore

presso lo stesso dipartimento di antichità greche estrusche e latine del Louvre, Agnès Robert cantante lirica ipovedente di interpretare attraverso la luce questa scultura. Alain Pasquier ha iniziato la sua lettura dai dettagli: con la luce ha evidenziato alcuni particolari della scultura, come per avere uno zoom fotografico. Poi ha legato questi dettagli in una lettura dinamica, quasi una graduale scoperta emotiva dell’opera. Jean-Luc Martinez si è messo di fronte alla scultura cercando di utilizzare la luce per appiattirla fino ad una forma bidimensionale

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Ringraziamenti Soprintendenza di Trapani per la gentile concessione all’utilizzo della copia del Satiro danzante Museo del Louvre

Foto: Didier Boy De La Tour, Archivio iGuzzini 1. Struttura per l’illuminazione del Satiro 2.3. Fasi di lavoro 4. Illuminazione di Alain Pasquier. 5. Inaugurazione del 19 marzo. Da sinistra: Juan Velasquez, iGuzzini France, Jean-Luc Martinez, Henry Loyrette, direttore del Museo del Louvre, Adolfo Guzzini. 6. Una delle combinazioni di colore volute da Agnes Robert

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per rispondere al quesito che si pone nella discussione scientifica attorno all’opera e cioè se questa forma è nata prima in due o in tre dimensioni. Agnes Robert ha usato come primo mezzo di conoscenza il tatto, poi ha approfondito la lettura dell’opera attraverso la luce, in particolare la luce colorata, che la signora ipovedente riesce a distinguere meglio della luce neutra. Per realizzare tutte le regie luminose è stata costruita una struttura con delle pareti luminose, all’interno delle quali un sistema RGB permette la creazione di molte sfumature di colore. La struttura inoltre ingloba dei proiettori Tecnica dotati di diverse ottiche e sorgenti luminose con diverse temperature colore, per avere la massima flessibilità. Tutti gli effetti ottenuti sono poi gestiti, memorizzati e richiamati attraverso il sistema “Scene Equalizer”. Alla serata d’inaugurazione della mostra del 19 marzo hanno partecipato l’ex ministro della cultura francese Renaud Donnedieu de Vabres ed il direttore del Museo del Louvre, Henry Loyrette. Il 24 aprile si è svolto inoltre un incontro con rappresentanti di molte istituzioni museali francesi a cui ha partecipato Roberto Farroni, Direttore del Museo Tattile Statale Omero.

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Cultura dell’azienda

Ron Arad a Designer’s Days

Parigi, 14 -18 giugno 2007

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L’associazione francese Designer’s Day ha la missione di promuovere il design e creare collegamenti fra tutti gli attori coinvolti nel processo della produzione industriale di oggetti di design. Da alcuni anni l’associazione individua un tema ed attorno al tema individuato si sviluppa una visita ai luoghi di design della città di Parigi. Nel 2007 il tema è stato il “desiderio” e la iGuzzini, grazie alla propria filiale parigina, ha partecipato per la prima volta all’inziativa. Il 15 giugno la sede parigina ha aperto le porte a giornalisti e ad esponenti

del mondo del design per un incontro con Ron Arad che ha curato l’allestimento dello spazio, giocando con la sua ultima lampada disegnata per iGuzzini. La lampada si chiama PizzaKobra: nome che riassume le molteplici forme che essa può avere: piatta come una pizza o sinuosa come un cobra. Ron Arad ha pensato ad una lampada che utilizza tecnologie innovative, come i LED (6 cool white da 1W), snodi che permettono forme sempre variabili e di poter orientare al meglio il flusso luminoso sul piano di lavoro.

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Per maggiori informazioni: http://pizzakobra.iguzzini.com

Foto: Didier Boy De La Tour 1. Ron Arad 2.3.4.5.6. Serata del 15 giugno 7. Allestimento presso la iGuzzini France

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Cultura dell’azienda

Less CO2ReLighting
iGuzzini Partner Assistance Milano, 17 - 21 aprile 2007

Durante le giornate del Fuori Salone 2007 a Milano, in concomitanza di Euroluce 2007, il nostro showroom ha ospitato l’iniziativa: “Less CO2ReLighting” per dimostrare cosa la iGuzzini può fare per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Da decenni parliamo attraverso la nostra campagna di comunicazione di cultura della luce, di risparmio energetico, di lotta all’inquinamento luminoso: l’annuncio “Chi ha rubato la Via Lattea” risale al 1993. Oggi parliamo di “Better Light for a Better Life” perché una illuminazione ben progettata, che utilizza le migliori tecnologie a disposizione, riduce il consumo di energia e di conseguenza le emissioni di anidride carbonica. Giorgio Di Tullio ha reinterpretato attraverso la sua poetica l’impegno iGuzzini e ne è derivata l’installazione “Visioni di Terratre” che è stata esposta presso il nostro show room durante il Salone del Mobile.

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Foto: Carlo Anastasio 1.2. L’installazione “Visioni di Terratre” 3.4. La serata d’inaugurazione

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Cultura dell’azienda

“Renzo Piano Building Workshop. Le città visibili”
Milano, La Triennale, 22 maggio - 16 settembre 2007 a cura di Fulvio Irace

La Triennale di Milano ha dedicato all’opera di Renzo Piano una grande mostra monografica: “Renzo Piano Building Workshop. Le città visibili” ed ha inaugurato con questo evento la quarta edizione della Festa per l’Architettura. L’attività di Piano è raccontata attraverso i progetti che lo hanno reso uno dei più importanti architetti sul piano internazionale e che hanno contribuito a trasformare il nostro paesaggio urbano: dal prototipo parigino del Beaubourg alla riconversione torinese del Lingotto, dalla Cité Internationale di Lione al porto di Genova, alla berlinese

Potsdamerplatz, Renzo Piano ha lavorato alla trasformazione del vecchio modello di città industriale in quello di città dell’informazione e della cultura. Gli esperimenti sulle aree dismesse di Milano e di Sesto San Giovanni, di Lione e di Parigi, di Harlem a New York, mostrano invece il passaggio dalla città della produzione a quella degli scambi. La città di Piano propone un’idea di spazi multifunzionali che traducono l’irrequietezza della contemporaneità attraverso l’esaltazione della complessità, della trasparenza e della permeabilità: concetti cari a Italo Calvino,

uno degli autori che più hanno influenzato la sensibilità dell’architetto, e a cui il titolo della mostra fa omaggio con il richiamo a “Le città invisibili”. La mostra è curata da Fulvio Irace ed il progetto di allestimento è stato realizzato dallo studio Renzo Piano Building Workshop con Franco Origoni. La iGuzzini illuminazione è sponsor tecnico dell’illuminazione per disegni, fotografie, modellini, prototipi, in alcuni casi sospesi al soffitto. Sono stati utilizzati proiettori Le Perroquet, a versione sospensione, insieme a proiettori a luce sagomata di tipo teatrale.

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Cultura dell’azienda

iGuzzini al Salone del Mobile
Milano, Euroluce, 18-21 Aprile 2007

La iGuzzini è tornata dopo alcuni anni a partecipare al Salone del Mobile presentando le soluzioni più innovative per il risparmio energetico che è stato il leit-motiv della presenza in Fiera e fuori. Durante questa edizione iGuzzini ha partecipato come protagonista di un percorso della sostenibilità (Less CO2ReLighting) a “Best Up. Circuito dell’Abitare Sostenibile”. Best Up è l’acronimo di Bello Equo Sostenibile e nasce per promuovere i temi della sostenibilità applicati al design e all’abitare e divulgarli presso imprese, cittadini, professionisti. L’illuminazione per “Alba a Mezzanotte” evento-performance organizzato da Studio Azzurro, è stata realizzata usando Platea e Woody. Il nuovo spot Tecnica è stato utilizzato per illuminare le installazioni di Michele De Lucchi, Denis Santachiara, Luca Scacchetti della mostra “All you need is light”, a cura di Aldo Colonetti. Proiettori Light Up illuminano la torre Ssssth di Michele De Lucchi per “Decode Elements”: designer e progettisti si confrontano sul tema della lettura attraverso una serie di installazioni dedicate agli elementi acqua, aria, terra, fuoco.

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Cultura dell’azienda

Uno spettacolo per i Partners iGuzzini
Roma, Complesso di Santo Spirito in Saxia 5 giugno 2007 Circa 250 persone fra architetti, lighting designers e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura sono stati ospiti della iGuzzini per una serata conviviale che si è svolta presso il complesso di Santo Spirito in Saxia. La serata è stata animata dallo spettacolo del comico romano Enrico Brignano.

Primavera italiana del film d’autore & Fotografie Alinari
Genk, 5 maggio - 7 giugno 2007 La iGuzzini illuminazione attraverso la propria filiale che ha sede ad Anversa ha contribuito alla realizzazione dell’evento “Primavera italiana”. Questa manifestazione è stata organizzata nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario del trattato di Roma e realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Bruxelles. La iGuzzini ha fornito Cestello Applique e Le Perroquet a binario per illuminare la mostra, “L’Autocelebrazione, la Sacralità, i Capolavori”, costituita da foto tratte dagli archivi Alinari, si svolge all’interno dell’antica miniera di Winterslag.

Foto: Paul Van Den Brande In alto a destra: Da destra: Il governatore del Limburgo belga, il console francese, il console tedesco, il console spagnolo, l’agente consolare italiano, il borgomastro del Limburgo.

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Cultura dell’azienda

Workshop sui Piani della Luce

L’attività di formazione per chi lavora alla iGuzzini è continua: in maggio si sono svolti due incontri presso la iGuzzini illuminazione con Pietro Palladino. Durante questi incontri e sotto la guida del Lighting Designer, i tecnici delle nostra agenzie hanno svolto un vero e proprio workshop sull’illuminazione dei centri urbani.

Presentazione “More than vision”
Milano, Forma - Centro Internazionale per la Fotografia, 26 giugno 2007 “More than vision”, l’ottavo volume della collana curata dal Centro Studi e pubblicata in collaborazione con EditorialeDomus è stato presentato a Milano, il 26 giugno 2007. All’incontro hanno partecipato Adolfo Guzzini, Luigi Spinelli per l’Editoriale Domus, Mark Rea, Direttore del Lighting Research Center di Troy e Fulvio De Nigris, il fondatore di “La Casa dei Risvegli di Luca De Nigris”. In occasione della presentazione del volume Mark Rea ha illustrato alcune delle ultime scoperte degli studi circa il rapporto luce e benessere.

Foto: Carlo Anastasio

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Incontroluce

II. 2007

Incontroluce Rivista internazionale, semestrale di cultura della luce anno IX, 16 Redazione Centro Studi e Ricerca iGuzzini Fr.ne Sambucheto, 44/a 62019 Recanati MC +39.071.7588250 tel. +39.071.7588295 fax email: rc@iguzzini.it iGuzzini illuminazione spa 62019 Recanati, Italy via Mariano Guzzini, 37 +39.071.75881 tel. +39.071.7588295 fax email: iguzzini@iguzzini.it www.iguzzini.com video: 071-7588453 Progetto grafico Studio Cerri & Associati Editore iGuzzini illuminazione spa Hanno collaborato a questo numero iGuzzini illuminazione Benelux Bvba/Sprl iGuzzini illuminazione Danmark iGuzzini illuminazione España S.A. iGuzzini illuminazione France S.A. iGuzzini illuminazione Schweiz AG iGuzzini illuminazione UK E.C.C. Lighting LTD, Australia Peyan Oy, Finlandia

Foto di copertina Pietro Savorelli Finito di stampare: Ottobre 2007 Tecnostampa, Recanati

La Redazione non è responsabile di inesattezze e mancanze nell’elenco dei credits relativi ai progetti e forniti dai collaboratori. Le integrazioni o correzioni verranno riportate nel numero successivo.
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Incontroluce XVI / Le Marche: Industria e Territorio: sostegno alla scuola e all’attività sportiva giovanile / Progettazione: Il potere della luce / Progetti: Nuovo Centro Ricerche e Sviluppo di Brembo / Palazzo Madama e il Museo Civico di Arte Antica della Città di Torino / Nhow Hotel / Vuoto Azzurro. Memoriale per le vittime dell’1 1marzo / Avinguda de Meritxell / Trésors englouits d’Egypte / Una nuova illuminazione per l’Abbazia di Romsey / GN Store Nord / Illuminazione per il divertimento. Sihlcity e Rüsterei / La luce ideale per i negozi Bally / Augustinus Muziekcentrum / Aeroporto di Melbourne, arrivi internazionali / Il piano della luce per l’Avana Vieja / Ideapark / Cultura dell’azienda: “Praxitele, connaitre la forme” / Ron Arad a Designer’s days / Less CO2ReLighting / “Renzo Piano Building Workshop. Le città visibili” / iGuzzini al Salone del Mobile / Uno spettacolo per i Partners iGuzzini / Primavera italiana del film d’autore & Fotografie Alinari / Workshop sui Piani della Luce / Presentazione “More than Vision”

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