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ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01780


Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 506 del 20/10/2015
Firmatari

Primo firmatario: SBERNA MARIO


Gruppo: PER L'ITALIA - CENTRO DEMOCRATICO
Data firma: 20/10/2015
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
GIGLI GIAN LUIGI
PER L'ITALIA - CENTRO DEMOCRATICO 20/10/2015

Destinatari

Ministero destinatario:

MINISTERO DELLA SALUTE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 20/10/2015


Stato iter:

IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01780
presentato da
SBERNA Mario
testo di
Marted 20 ottobre 2015, seduta n. 506
SBERNA e GIGLI. Al Ministro della salute. Per sapere premesso che:
il 22 maggio 1978 veniva promulgata la legge n. 194, Norme per la tutela sociale della maternit e
sull'interruzione volontaria della gravidanza;
uno degli articoli della legge n. 194 del 1978 prevede che ogni anno il Ministero della salute
presenti una relazione sull'attuazione della legge: andamento del fenomeno, caratteristiche delle
donne che fanno ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, modalit di svolgimento e perfino
un monitoraggio ad hoc su interruzione volontaria di gravidanza e obiezione di coscienza; nella
relazione presentata il 15 ottobre 2014 si sottolinea pi volte la riduzione del numero di interruzione
volontaria di gravidanza, che ha subito un decremento del 4,2 per cento rispetto al 2012;
il Ministero della salute ha pi volte sostenuto che questo risultato sia molto positivo e lo lega
direttamente all'efficacia della prevenzione, tanto da affermare, nella Relazione al Parlamento sulla
attuazione della legge contenente norme per tutela sociale della maternit e per l'interruzione
volontaria di gravidanza (legge 194/78) del 15 ottobre 2014, che la riduzione dei tassi di
abortivit osservata recentemente anche tra le donne immigrate sembra indicare che tutti gli sforzi

fatti in questi anni, specie dai consultori familiari, per aiutare a prevenire le gravidanze indesiderate
e il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza stiano dando i loro frutti anche nella
popolazione immigrata;
in data 22 settembre 2015 stata pubblicata dalla testata giornalistica on line Espresso un'inchiesta
sul cosiddetto aborto fai da te. Prolificano, cio, i siti che vendono farmaci per l'interruzione di
gravidanza, che spiegano cio come fare un aborto con pillole di uso comune (medicinali antiulcera
e altro) che hanno lo stesso effetto della RU486, che consigliano l'acquisto del misoprostolo
(conosciuto come Cytotec, Artrotec, Misodex, Misofenac), che causa delle forti contrazioni
dell'utero, il distaccamento del feto dalla placenta e quindi la sua espulsione;
siti che presentano la loro offerta in modo accattivante, garantendo poche domande, anonimato,
prezzi scontati, tutela della privacy. E tacendo gli immani rischi che le pratiche suggerite
comportano per la salute delle donne. Le conseguenze di questa pericolosa tendenza agli aborti fai
da te sono scritte sui referti medici degli ospedali, che si sono poi trasformati in denunce in tutta
Italia e che hanno gi dato inizio a numerose inchieste giudiziarie (Genova dove una
diciassettenne alcuni mesi fa fu salvata dai medici per un soffio , Torino, Pescara, solo per citarne
alcune);
si tratta di una pratica alla quale non ricorrono solamente le donne straniere non in regola con i
documenti terrorizzate all'idea di rivolgersi a un consultorio o a un ospedale o le prostitute costrette
dai loro protettori, ma anche moltissime italiane, fra l'altro giovanissime. I dati Istat, infatti,
rilevano un aumento degli aborti spontanei negli ultimi anni con punte del 67 per cento tra le
giovanissime tra i 15 e i 19 anni;
i farmaci originariamente destinati ad usi diversi sono andati ad alimentare un incontrollabile
mercato nero e un floridissimo business su internet. Infatti, il rischio di incappare in medicinali
contraffatti altissimo. Spesso sono farmaci con un principio attivo minimo o con eccipienti nocivi
per la salute, che sono stati lavorati in condizioni igieniche disastrose;
ma questo espande il ricorso all'aborto clandestino che si voleva combattere e si traduce in una
palese violazione della legge. Se essa infatti stabilisce che la RU486 venga somministrata solo in
ospedale, ci deve essere un motivo;
il numero degli aborti clandestini enorme ed quantificato ottimisticamente, poich non ci sono
dati certi, con una ricognizione ferma al 2005 tra i 12 mila e i 15 mila casi per le italiane e tra i
tremila e i cinquemila per le straniere :
se il Ministro interrogato non ritenga doveroso indagare su un fenomeno che tutte le analisi
reputano in crescita, indicando quali iniziative intenda porre in essere, nell'ambito delle proprie
competenze, per sopperire alla carenza di serie campagne di sensibilizzazione che aiutino a non
dare credito a siti che pubblicizzano in modo ingannevole e vendono il kit per l'aborto, con serie
conseguenze per la salute delle giovani donne coinvolte.
(3-01780)