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La rocambolesca storia del DNA

Il geco, la cavalletta, il verme e l’anguria, l’elefante e l’escherichia coli, l’essere umano e il
fungo.
Tutti talmente diversi in forma e funzioni, ma incredibilmente identici nel modo in cui si
determina la loro forma e funzione.
Per prima cosa tutti questi organismi sono formati da una o più cellule e ogni cellula di ogni
essere vivente sulla Terra contiene tutte le informazioni necessarie a creare e duplicare se
stessa e ad apportare variazioni.
Le informazioni sono contenute in una lunghissima ma semplice doppia molecola chiamata
DNA, o acido desossiribonucleico. E il DNA di ogni organismo vivente è formato da una catena
di 4 molecole più piccole dette nucleotidi.
Quello che determina la differenza tra un uomo e un fungo è la sequenza di questi nucleotidi
nella lunga catena del DNA.
Le 4 diverse parti di nucleotidi, dette basi sono composti da pochi atomi di carbonio, ossigeno,
idrogeno, azoto e fosforo, e le molecole hanno questo aspetto.
E ognuna di queste 4 basi è attaccata a un’identica molecola portante, uno zucchero detto
desossiribosio, la D del DNA, e a un gruppo di fosfati.
Semplifichiamo l’immagine di questi nucleotidi. Una singola sequenza di nucleotidi uniti dai
loro zuccheri avrebbe questo aspetto. Ed ecco le molecole di DNA in cui sono collocate queste
sequenze.
Ma come può una singola molecola determinare la forma e la funzione di milioni di esseri
viventi differenti?
Immaginiamo il DNA come un’enorme biblioteca piena di informazioni che hanno un solo e
unico scopo: dirigere la costruzione di molecole di proteine diverse. E sono le proteine che
costruiscono le cellule e le mantengono funzionanti, fanno si che cambino e si riproducano. E
qui entra in gioco la parola “gene”.
Se il vostro DNA è una biblioteca d’informazioni, un gene è uno dei suoi libri. Un gene è un
segmento della molecola di DNA.
Diciamo che al vostro corpo serve una particolare proteina, l’insulina. Per ottenerla, alcune
delle vostre cellule rilasciano una proteina nel sangue, un segnale per le cellule del pancreas,
dove l’insulina è prodotta. Quella proteina dice alle altre proteine nei nuclei delle cellule di
aprire una parte della doppia elica del DNA, il gene dell’insulina e di cominciare a produrre
proteine dell’insulina. Appena si raggiunge la quantità necessaria, un altro segnale, sotto
forma di proteine, raggiunge le cellule del pancreas per bloccare la produzione d’insulina. E’
come consultare un libro sull’insulina nella biblioteca del DNA e poi riporlo quando si è finito di
leggerlo.
Nel DNA ci sono geni per cose visibili e invisibili che compongono il nostro organismo, come
per il colore degli occhi, pigmenti proteici per il colore della pelle, dei capelli, per far partire e
bloccare la crescita delle ossa, per il gruppo sanguigno, per quante dita, braccia o gambe
abbiamo, per le proteine che influenzano la lunghezza della nostra vita.
Il vostro DNA probabilmente contiene tra i 25 000 e 40 000 geni, mentre quello di un verme,
di una pianta o di un moscerino ne contiene tra i 12 000 e 20 000.
Alcuni di questi geni presentano sequenze differenti dalle vostre, e altre simili alle vostre.
Sebbene non avvenga di frequente, le nostre sequenze di nucleotidi possono mutare a causa
di danni spontanei o derivati dall’ambiente, i quali possono rimuovere o spostare la posizione
di un nucleotide.
Ciò altera il gene coinvolto, e può alterare la proteina.
Molti di questi cambiamenti, dette mutazioni, hanno effetti trascurabili sull’organismo o sui
suoi discendenti, altri creano lievi danni e alcuni possono rendere l’organismo meglio
adattabile al proprio ambiente.

Sono questi piccoli cambiamenti nelle sequenze dei geni del DNA, nel corso di milioni di anni,
che determinano la differenza tra gli organismi viventi, dal geco alla cavalletta, dal verme
all’anguria, dall’elefante all’escherichia coli e dall’uomo al fungo.