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Sostegno e recupero: usiamo la formazione

in rete e gli strumenti digitali


Pierfranco Ravotto
CIDI Milano
Via San Dionigi, 36 - 20139 Milano
pfr@tes.mi.it

Il Decreto Fioroni, erroneamente etichettato come


"reintroduzione degli esami a settembre", si propone di
eliminare l'abitudine al "trascinarsi" dei debiti da un anno
all'altro. E impone alle scuole la definizione di strategie e
soluzioni organizzative per il recupero.
Ne sta derivando una ripresa del dibattito sulla valutazione e
sulle metodologie didattiche. Ma non sono state ancora
prese sufficientemente in considerazione le potenzialità del
ricorso all'integrazione fra formazione in rete e formazione in
presenza. O, ancora più in generale, dell'uso delle
tecnologie digitali di comunicazione.

1. Premessa

Momenti epifanici di un immigrante digitale


1999. In laboratorio. Il solito problema del lavoro di gruppo; quanto fatto
nella lezione precedente ce l'ha lo studente assente. Jessica: "Prof, posso
usare il cellulare e mandare un messaggio? che me lo spedisca subito per e-
mai". Detto e fatto.
Ancora 1999, solito laboratorio, produzione di pagine web. Arrivo alle spalle
di Sofia che evidentemente non sta né usando l'editor, né visualizzando le
pagine prodotte ma navigando altrove. "Prof, voglio mettere un effetto acqua sul
titolo e questo sito spiega come fare".
2002. Entro in classe. Katia: "Scusi prof, ma non ho fatto l'esercizio perché
l'ho visto solo ieri sera alle 11.30". L'ho spedito alle 23.25, è l'esercizio che
assegnerò oggi!
Momenti epifanici: mi si disvelano scenari nuovi. Ho provato ad affrontarli.

E' la rete, baby, al tempo dell'ADSL


L'ho già scritto per un convegno a Bressanone: "Io mando le correzioni e i
voti nell'ambiente di lavoro in rete. E ultimamente rimango sbalordito dalla
velocità di risposta: alle volte mi sembra che siano lì, pronti, in agguato.
Questione di 1, 2 minuti e c'è uno che mi spedisce una risposta/una domanda e
un altro che mi chiama in chat. "E' la rete baby, al tempo dell'ADSL e dei
contratti internet 24 su 24".

A. Andronico, T. Roselli, B. Lamborghini (Eds.): DIDAMATICA 2008, ISBN: 978-88-902981-2-7


DIDAMATICA 2008

Non sono lì per aspettare i miei voti. Stanno scaricando musica con
LimeWire o eMule e caricando le loro foto su Flickr, stanno chattando con
Messenger e intanto alternano la visione di video su YouTube con giochini
online. Una finestra tira l'altra ... tengono aperto anche il nostro ambiente di
lavoro in rete dove, fra l'altro, c'è anche un "pub" in cui scherzare con gli amici.
E a questo punto – sorpresa! – succede che si "distraggano" dal giochino e si
mettano a rifare l'esercizio che avevano sbagliato" [1].
E' la potenzialità della rete, e delle tecnologie digitali. In alcuni casi pratiche
già in atto. Ma esistono anche forti incomprensioni e resistenze.

Vietare Internet e i telefonini?


Il Ministero della Pubblica istruzione, sotto il Ministro Fioroni, si è
preoccupato di emanare norme e direttive relative ai telefonini - "Uso dei
cellulari a scuola e sanzioni disciplinari" [2], "Linee di indirizzo e chiarimenti …
all’utilizzo di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici …" [3] -
fondamentalmente incentrate su una logica di preoccupazione e di divieti.
Non è atteggiamento solo italiano. Due notizie fra le tante: "New York,
cellulari vietati in classe" (La Repubblica) [4], "Docente vieta agli studenti
Google e Wikipedia" (La Stampa) [5]. La docente in questione, Tara Brabazon,
insegna "Comunicazione e media" (!) all’Università di Brighton e non ha certo
torto a porre il problema: "Troppi ragazzi non usano più il proprio cervello.
Dobbiamo recuperare il valore della ricerca e dell’analisi. Per questo vieto loro
di usare Google, Wikipedia o altri siti simili. Fornisco una lista di libri su cui
lavorare e mi aspetto che siano quelle le fonti che vengono citate regolarmente
nei loro progetti".
Questione antica e intimamente connessa alla tecnologia che facilitandoci la
vita può indurci alla pigrizia del corpo e della mente. Nel Fedro, Platone
attribuisce a Socrate queste parole: «Quando giunsero all’alfabeto: “Questa
scienza, o re – disse Theuth – renderà gli Egiziani piú sapienti e arricchirà la
loro memoria perché questa scoperta è una medicina per la sapienza e la
memoria”. E il re rispose: “O ingegnosissimo Theuth, una cosa è la potenza
creatrice di arti nuove, altra cosa è giudicare qual grado di danno e di utilità
esse posseggano per coloro che le useranno. E così ora tu, per benevolenza
verso l’alfabeto di cui sei inventore, hai esposto il contrario del suo vero effetto.
Perché esso ingenererà oblio nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno di
esercitarsi la memoria perché fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla
mente non piú dall’interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei:
ciò che tu hai trovato non è una ricetta per la memoria ma per richiamare alla
mente.
Né tu offri vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne dai solo l’apparenza perché
essi, grazie a te, potendo avere notizie di molte cose senza insegnamento, si
crederanno d’essere dottissimi, mentre per la maggior parte non sapranno

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nulla; con loro sarà una sofferenza discorrere, imbottiti di opinioni invece che
sapienti”». [6]
Il libro, che la professoressa inglese raccomanda, come il web, che vieta,
non garantisce l’uso del cervello. Se la preoccupazione è giusta (oggi come ai
tempi di Platone e di Socrate e in quelli del re egizio) il “vietare” è, ben che
vada, una finta soluzione. Non basta che le informazioni siano a disposizione,
su un libro o su Wikipedia. Bisogna saperle cercare ed usare, occorre saper
usare il cervello per valutarle, collegarle, estrarne dati, rielaborarle.
Ma per educare all'uso del cervello usiamo tutti gli strumenti a disposizione.
L'alfabeto, e poi la stampa, sono stati uno strumento potente. Il digitale e
internet lo sono altrettanto. Usiamoli.

2. La questione "recupero"

DM 80 e OM 92
All'inizio di quest'anno scolastico il ministro della PI, Giuseppe Fioroni, ha
emesso un Decreto, il DM 80 [7] sul recupero dei debiti formativi cui ha poi fatto
seguire, per rispondere alle richieste delle scuole, un'ordinanza, OM 92 [8].
Il decreto "preso atto che le attuali modalità di recupero … non assicurano
una adeguata risposta al tempestivo superamento delle carenze riscontrate …
considerato opportuno che il recupero dei debiti venga effettuato entro la
conclusione dell’anno scolastico in cui questi sono stati contratti …" stabilisce:
- dopo gli scrutini intermedi le scuole devono organizzare "interventi didattico-
educativi di recupero" che gli studenti sono tenuti a frequentare …;
- "al termine di tali attività saranno effettuate, da parte dei docenti delle
discipline della classe di appartenenza, verifiche intermedie …";
- nell'organizzare gli interventi di recupero le scuole possono utilizzare:
• la quota del 20% dei curricoli rimessa all'autonomia delle istituzioni
scolastiche (D.M. n. 47 del 13.06.2006),
• "una articolazione diversa da quella per classe",
• "modalità diverse ed innovative di attività di recupero … volte a
soddisfare gli specifici bisogni formativi di ciascuno studente";
- "il recupero dei debiti formativi può avvenire anche utilizzando modalità
laboratoriali";
- nello scrutinio di fine anno, "nei confronti degli studenti per i quali … è stato
constatato il mancato conseguimento della sufficienza in una o più
discipline, che non comporti tuttavia un immediato giudizio di non
promozione, il Consiglio di classe procede al rinvio della formulazione del

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DIDAMATICA 2008

giudizio finale"; di tale decisione, delle materie in questione, delle carenze


rilevate e del voto proposto viene data comunicazione alla famiglia,
- "contestualmente vengono comunicati gli interventi didattici finalizzati al
recupero dei debiti formativi che la scuola è tenuta a portare a termine entro
la fine dell’anno scolastico, le modalità e tempi delle relative verifiche", … i
genitori che non intendano avvalersene devono comunicarlo, "fermo
restando l’obbligo per lo studente di sottoporsi alle verifiche …",
- "a conclusione dei suddetti interventi didattici, di norma entro il 31 agosto
… e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico
successivo, il Consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio
finale, procede alla verifica dei risultati conseguiti e alla formulazione
del giudizio definitivo che, in caso di esito positivo, comporta
l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva";
- le modalità di recupero e di verifica dei debiti deve essere esplicitato nel
piano dell’offerta formativa; per l’anno scolastico 2007/2008 ciò deve
avvenire entro il 31 dicembre 2007 e deve essere comunicato alle famiglie.

Una ripresa della riflessione pedagogica


Erroneamente presentato sulla stampa come reintroduzione degli esami a
settembre e accolto con preoccupazione (e proteste) da parte degli studenti cui
toglie la prospettiva di poter rendere cronici alcuni debiti, il decreto è teso
principalmente a rendere cogente il dovere delle scuole di creare le condizioni
per il superamento dei debiti. E sta producendo effetti.
Le scuole sono impegnate a organizzare gli interventi di recupero e ad
esplicitarli alle famiglie. Ciò ha comportato una ripresa della riflessione sulla
valutazione e sulla stessa didattica, come è avvenuto nel riuscito convegno
indetto dal CIDI a Milano, "Recupero dei debiti per il successo formativo", e
come sta avvenendo in tante scuole.

I momenti del recupero


Una valida strategia di recupero dovrebbe prevedere una pluralità di azioni
(vedi Fig. 1): il recupero vero e proprio ma anche accoglienza e sostegno tesi a
prevenire l'insorgere dei debiti e dunque la necessità del recupero.
Perché sia efficace, ognuna delle attività dovrà chiedere all'apprendente sia
momenti individuali di studio (compreso l'ascolto della lezione), di rielaborazione
e di autovalutazione, che momenti di interazione con il docente (richieste di
spiegazioni, correzioni) e con il gruppo dei pari.

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Sostegno e recupero: usiamo la formazione in rete e gli strumenti digitali

Fig.1 - La sequenza delle azioni di recupero ed i momenti del recupero

3. Integrare l'apprendimento in presenza con l'apprendimento


in rete.

Le difficoltà di organizzare il recupero


Nell'organizzare efficaci corsi di recupero durante l'anno ci si scontra con i
seguenti problemi:
- lo stesso studente deve, in molti casi, seguire corsi di recupero in più
materie; questo induce a ridurre la durata temporale dei corsi per evitare
sovrapposizioni;
- il fatto di fermarsi a scuola per corsi di recupero pomeridiani, specie in
situazioni di pendolarità, risulta alternativo ad uno studio individuale a casa;
- la breve durata del corso e la presenza in esso di studenti con caratteristiche
diversificate (per dirla in termini politicamente scorretti: quelli un po' tonti,
quelli intelligenti ma lazzaroni, quelli timidi, quelli prepotenti, …) fa sì che il
corso di recupero sia spesso una ripetizione "accelerata" di quanto fatto a
lezione, senza possibilità di rispondere alle specifiche esigenze del singolo.

Organizzare i corsi dopo gli scrutini di giugno aggiunge a tali problemi


quelli del periodo estivo, che rendono difficile scegliere il periodo in cui
collocarli:
- sarebbe opportuna una pausa fra fine della scuola e inizio delle attività di
recupero per lasciar riposare gli studenti;

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DIDAMATICA 2008

- molti insegnanti sono impegnati nella seconda metà di giugno e all'inizio di


luglio con gli esami di stato;
- esistono diversificate esigenze delle famiglie;
- esistono consolidate abitudini del corpo docente per il quale il lungo periodo
estivo è il contraltare del basso stipendio.

Il forte rischio è quello che, per conciliare le esigenze diversificate, i corsi di


recupero divengano una full immersion concentrata nella prima settimana dopo
gli scrutini e/o nell'ultima di agosto, probabilmente con una interessante
retribuzione per gli insegnanti (la retribuzione delle ore di recupero è stata
portata a 50 €), ma con uno scarso risultato didattico.

Il ricorso alla rete


Iniziative di recupero e di sostegno efficaci possono essere attuate
utilizzando un modello di formazione in rete centrato su:
- realizzazione di un ambiente di lavoro in rete che preveda e favorisca
l'interazione fra i soggetti del processo formativo,
- disponibilità di materiali didattici che sfruttino le potenzialità del media, che
non siano, cioè, semplici trasposizioni a video di materiale cartaceo, ma che
utilizzino la multimedialità e le possibilità di simulazione e di interazione,
- integrazione dell'attività in rete con momenti in presenza.

I vantaggi
L'uso della rete (e di materiali didattici multimediali/interattivi) permette:
- il superamento delle barriere di spazio e di tempo: non è necessario che
gli studenti e il docente si trovino nello stesso luogo nello stesso momento;
- l'adeguamento ai ritmi del singolo: ogni studente può soffermarsi su ogni
argomento di studio o esercizio da svolgere per tutto e solo il tempo che gli
serve;
- la personalizzazione del percorso di studio: ogni studente, in base alle
proprie esigenze e ai consigli del docente, può scegliere gli argomenti da
affrontare o la metodologia con cui affrontarli (compatibilmente con la
disponibilità di materiali didattici).
- l'attivazione di meccanismi di coinvolgimento attivo che favoriscono
l'apprendimento: la presenza di audio e di video, di animazioni, di test con
autocorrezione, di simulazioni che permettono di manipolare e osservare,
sono tutti strumenti che favoriscono un atteggiamento attivo che produce un
apprendimento non semplicemente mnemonico;

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Sostegno e recupero: usiamo la formazione in rete e gli strumenti digitali

- l'assistenza individualizzata da parte del docente: ogni studente può porre


domande senza esser in questo frenato né da limiti di tempo né da una
maggior prontezza o "prepotenza" dei compagni; il docente può esaminare
risposte ed esercizi di ogni componente del gruppo e fornire ad ognuno le
indicazioni necessarie;
- il confronto e il sostegno del gruppo di pari: le attività anche individuali
avvengono in un contesto comune in cui ognuno può imparare anche dal
lavoro e dagli errori dei compagni e può ricevere sostegno e rassicurazioni
dal gruppo.
Inoltre la predisposizione di attività di recupero in rete ha il forte vantaggio
della replicabilità. Lo stesso corso (ambiente, percorso formativo, materiali
didattici) utilizzato per una classe può essere riutilizzato per un'altra, quanto
preparato per un recupero durante l'anno può essere riutilizzato per il recupero
estivo (ovviamente il tempo di lavoro in rete dell'insegnante - correzioni,
spiegazioni, indicazioni di lavoro, consigli, sostegno - deve invece essere
messo a disposizione ogni volta).

Come si colloca l'attività in rete rispetto all'ordinanza 92?


Non esiste nessuno specifico riferimento, nell'ordinanza, ad attività di
sostegno e di recupero in rete. Attività in rete possono, in ogni caso, essere
considerate una risposta ai seguenti due punti dell'ordinanza:
- quello che suggerisce di "individuare anche modalità diverse ed
innovative di attività di recupero …";
- quello che indica la possibilità di "ulteriori modalità di supporto … realizzate
assegnando ad uno o più docenti … compiti di consulenza e assistenza
agli alunni nella promozione dello studio individuale …".

Il ricorso ad attività in rete è sicuramente una modalità "diversa e innovativa"


e, d'altro canto, il docente che svolge tutorship in rete può essere considerato
un docente che svolge consulenza e assistenza ad alunni impegnati in
un'attività individuale.
Ancor più, il ricorso alla formazione in rete è quello che meglio permette di
rispondere, in un contesto di risorse "limitate", all'indicazione metodologica
dell'ordinanza che sembra proporre un sostegno/recupero lungo tutto l'arco del
percorso annuale: "in ogni periodo dell’anno scolastico, a cominciare dalle
fasi iniziali"; sostegno iniziale per prevenire le insufficienze, corsi subito dopo
gli scrutini intermedi, per recuperare tempestivamente le insufficienze, ulteriore
sostegno dopo le verifiche conseguenti tali corsi, corsi di recupero estivi.

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DIDAMATICA 2008

Come può essere organizzato il recupero in rete?


Le attività che un docente deve fare per organizzare e gestire il recupero in
rete sono le seguenti.
- Definire in modo preciso gli obiettivi formativi e le relative prestazioni
richieste agli studenti a fine percorso, ovvero le modalità attraverso le quali
si verificherà il raggiungimento o meno degli obiettivi. Obiettivi e prestazioni
dovranno essere esplicitati agli studenti che devono poter controllare il
proprio raggiungimento degli obiettivi.
- Predisporre un ambiente di lavoro in rete
• in cui sia tracciato un percorso formativo,
• siano presenti i materiali di studio,
• esistano ambienti (forum) di discussione/confronto.
- Avviare l'attività formativa
• stipulando un patto formativo che renda gli studenti partecipi del
controllo sul proprio apprendimento (attraverso la possibilità di
misurare il proprio raggiungimento delle prestazioni richieste),
• assicurando agli studenti le capacità di accedere e operare
nell'ambiente in rete. (Se in una scuola tutti gli insegnanti utilizzano,
come è probabile, uno stesso ambiente in rete, la capacità di lavorare
in esso va raggiunta, per ogni studente, una sola volta,
indipendentemente da quante siano, nel corso dei cinque anni, le
volte in cui è coinvolto in iniziative di recupero).
- Monitorare le attività degli studenti, sostenerne la motivazione e favorirne
l'apprendimento inviando risposte, correzioni, consigli.

4. Le condizioni per il recupero in rete

Il versante studenti
Nativi digitali, spesso gli studenti sono pronti ad accogliere favorevolmente
una proposta di questo genere. Generalmente hanno a disposizione un
computer che sanno utilizzare senza difficoltà ed un accesso internet in cui
sanno muoversi con sufficiente sicurezza.

Il versante tecnologia a disposizione delle scuole


Molte scuole hanno una rete di computer sviluppata e un server che
gestiscono autonomamente; in questo caso hanno prevedibilmente le
competenze necessarie per l'installazione, se non lo hanno già, e la
manutenzione di un Learning Management System per le attività di recupero in
rete. In caso contrario i costi per l'acquisto di spazio su un server di un provider

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Sostegno e recupero: usiamo la formazione in rete e gli strumenti digitali

sono accessibili ad ogni scuola e, a parte eventualmente l'installazione e la


manutenzione, la gestione di un LMS è alla portata di qualsiasi docente che
abbia familiarità nell'uso del computer.

Il versante insegnanti
Con riferimento alla loro familiarità con il computer e con la rete, gli
insegnanti sono fortemente differenziati. Appassionati delle nuove tecnologie
coesistono con colleghi che hanno con esse una sufficiente familiarità, con altri
che le usano con difficoltà e con veri e propri "analfabeti digitali".
Non si può quindi pensare che tutti gli insegnanti possano organizzare
attività di recupero in rete, ma vi è comunque una consistente parte della
categoria a cui la proposta può essere rivolta, accompagnata, eventualmente,
da alcuni interventi formativi.

Il versante materiali didattici


E' questo il punto più critico. Materiali didattici ben fatti non si improvvisano.
La produzione di risorse didattiche con le caratteristiche, più sopra indicate, di
multimedialità, interattività, capacità di simulazione, … richiede notevole tempo.
Non è pensabile che le singole scuole riescano a produrre in tempi brevi la
mole di materiali che sarebbero necessari e, almeno fino ad ora, il progetto
DigiScuola non sembra aver dato i risultati sperati.
Si può superare, in tempi abbastanza brevi, tale punto critico se si innesca
un meccanismo di collaborazione fra le scuole di produzione collaborativa e di
messa in condivisione dei contenuti digitali, secondo il modello Open Content
rappresentato per un verso dall'Open Courseware del MIT, per un altro verso
da Wikipedia.
E' un modello che il progetto SLOOP [9], Sharing Learning Object in an
Open Perspective, ha applicato ai learning object. FreeLOms [10], sviluppato in
SLOOP dall'Istituto Tecnologie Didattiche del CNR (sezione di Palermo), è sia
una repository di free/open LO sia uno strumento per la standardizzazione dei
LO e per la loro evoluzione collaborativa. Ed è a libera disposizione di tutte le
scuole e singoli docenti.

5. Conclusioni
Attivare in molte scuole e in molte materie forme di recupero basate sulla
formazione in rete sarebbe un ottimo modo per attuare quanto richiesto dal
decreto Fioroni del 3 ottobre. Esistono, sia sul versante utenza che su quello
insegnanti, le condizioni tecnologiche e quelle culturali per farlo.

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DIDAMATICA 2008

Il punto critico è quello dei materiali didattici, ma si può superarlo con una
strategia collaborativa.

Bibliografia
[1] Pierfranco Ravotto, 2007, FreeLOms: uno strumento, prodotto nel progetto SLOOP,
per la condivisione e la realizzazione collaborativa di “learning object”, Convegno "E-
Learning. Esperienze e prospettive future: quali applicazioni?" (Bressanone, 9 giugno
2007)
www.sloopproject.eu/file.php/1/SloopDownload/Articles/Ravotto_Bressanone_def.pdf
[2] MPI, 15 marzo 2007, Uso dei cellulari a scuola e sanzioni disciplinari - Linee di
indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di "telefoni cellulari" e di altri dispositivi
elettronici durante l'attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di
vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti.
www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/prot30_07.pdf
[3] MPI, Direttiva 104 del 30 novembre 2007, Linee di indirizzo e chiarimenti
interpretativi ed applicativi in ordine alla normativa vigente posta a tutela della privacy
con particolare riferimento all’utilizzo di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici
nelle comunità scolastiche allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini, filmati o
registrazioni vocali.
www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/dir104_07.pdf
[4] La Repubblica, 28 aprile 2006, New York, cellulari vietati in classe, braccio di ferro
tra scuola e genitori.
www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scuola_e_universita/servizi/divietiscuola/newyork-
cellulari/newyork-cellulari.html
[5] La Stampa, 16 gennaio 2008, Docente vieta agli studenti Google e Wikipedia.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID
_articolo=3818&ID_sezione=38&sezione=
[6] Platone, Fedro, Opere, vol. I, Laterza, Bari, 1967, pagg. 790–792
[7] MPI, Decreto Ministeriale 80 del 3 ottobre 2007, Decreto recupero debiti
www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/dm80_07.pdf
[8] MPI, Ordinanza Ministeriale 92 del 5 novembre 2007, Attività recupero debiti
www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/om92_07.pdf
[9] Pierfranco Ravotto, Giovanni Fulantelli, L'idea base di SLOOP: condividere
free/open learning object, in "Condividere free/open Learning Object. I risultati del
progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
www.sloopproject.eu/file.php/1/SloopDownload/Booklet/0_Booklet_IT.pdf
[10] Giovanni Fulantelli, Mario Allegra, Manuel Gentile, Davide Taibi, FreeLOms: un
learning object management system, Ibidem

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