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U NIVERSIT A` DEGLI STUDI DI C AGLIARI

Dipartimento di Matematica e Informatica

E SERCIZIARIO DI A NALISI M ATEMATICA 2


VERSIONE RIDOTTA

D OTT. P IERMARIO S CHIRRU

Anno Accademico 2014-2015

Indice
1

Funzioni di piu` variabili


1.1 Determinazione del dominio . . . . . . . . . . . . .
1.2 Limiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.3 Leg`ami fra continuit`a, derivabilit`a e differenziabilit`a
1.4 Piano tangente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.5 Polinomi di Taylor . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.6 Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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7
7
11
14
17
18
21

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23
23
28
31
33
36
39

Integrali multipli
3.1 Integrali doppi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.2 Integrali tripli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.3 Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

41
41
48
58

Integrali di linea
4.1 Curve notevoli . . . . . . . . . . .
4.2 Integrali di linea di prima specie .
4.3 Integrali di linea di seconda specie
4.4 Esercizi . . . . . . . . . . . . . .

Punti critici
2.1 Punti stazionari di funzioni di classe C
2.2 Punti stazionari con hessiano nullo . . .
2.3 Punti critici non stazionari . . . . . . .
2.4 Ottimizzazione vincolata . . . . . . . .
2.5 Funzioni armoniche . . . . . . . . . . .
2.6 Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . .

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61
64
67
77

Integrali di superficie
5.1 Superfici notevoli di R3 . . . . . . . .
5.2 Integrali superficiali di funzioni scalari
5.3 Calcolo del flusso di campi vettoriali .
5.4 Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . .

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79
84
89
94

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97
97
106
109
115

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Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza


6.1 Formule di Gauss-Green . . . . . . . . .
6.2 Formula della divergenza nel piano . . . .
6.3 Formula di Stokes nello spazio . . . . . .
6.4 Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3

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Bibliografia

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Introduzione
Questo eserciziario raccoglie gli esercizi che saranno svolti a tutoraggio per il corso di Analisi
matematica 2 dei CdL in Ingegneria a Cagliari.
Leserciziario e` diviso in sette capitoli pi`u appendici. Il capitolo 1 presenta una raccolta di
integrali indefiniti notevoli che saranno utili nello svolgimento di vari esercizi nei capitoli successivi. Dal capitolo 2 al capitolo 7 sono presenti gli argomenti classici del corso: funzioni di
pi`u variabili (continuit`a, derivablit`a, differenziabilit`a, massimi e minimi), integrazione multipla, di linea e di superficie, campi vettoriali. Negli appendici sono presenti tavole sulle funzioni
elementari, sviluppi di Taylor notevoli, coniche e quadriche e trasformazioni notevoli di coordinate.
In ogni capitolo e` presente
Brevi richiami di teoria;
Esercizi con svolgimento;
Esercizi senza svolgimento.
Poich`e in matematica non tutto pu`o essere trasposto in discorso scritto senza perdere in chiarezza, lo svolgimento degli esercizi pu`o essere per alcune parti non completa: in questo modo
il lettore e` invitato a risvolgere da solo e con tutti i dettagli gli esercizi proposti nelle lezioni
frontali.
Si avvisa che in questo testo sono presenti esercizi su argomenti che non sono in genere trattati
nei corsi di Analisi 2 a Ingegneria a Cagliari, come ad esempio la programmazione lineare, la
geometria differenziale delle curve e le superfici non orientabili. Questi argomenti sono stati
aggiunti per dare completezza alla trattazione. In ogni caso linsegnante e in particolare modo
il tutor/assistente, che adotta leserciziario, dovr`a indicare quali esercizi dovranno richiedere
lattenzione degli studenti.
Il libro e` stato composto in LATEX. I grafici sono stati creati con il pacchetto Tikz/Pgf.

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Capitolo 1

Funzioni di piu` variabili


1.1

Determinazione del dominio

In alcuni esercizi potrebbe essere utile la risoluzione di disequazioni in due variabili. Si


far`a uso principalmente di metodi grafici.
Supponiamo di voler risolvere una disequazione del tipo
(x, y) 0.

(1.1)

Si pu`o procedere nel modo che segue: si studia il grafico (che indicheremo per semplicit`a
di trattazione con ) di (x, y) = 0. sar`a una curva, che appartiene alla soluzione di
(1.1), e suddivider`a il piano xy in un certo numero di zone A1 , , An , .
y
A3
A2

A4
x

A1

Per stabilire quali zone appartengono allinsieme delle soluzioni della (1.1), si andr`a a
considerare un punto Pi appartenente a ciascuna zona ma non a : se (Pi ) > 0 allora la
zona Ai fa parte dellinsieme delle soluzioni della (1.1), altrimenti se (Pi ) < 0 la zona
non sar`a soluzione. Se si deve risolvere (x, y) > 0 si procede allo stesso modo, ma non
fa far`a parte della soluzione. La determinazione delle zone Ai prescinde dal disegno di :
questo significa che prerequisito fondamentale e` la conoscenza delle coniche, e abilit`a nello
studio di funzione. Si consideri che il metodo qua descritto va coniugato con le conoscenze
sui metodi di risoluzione delle disequazioni in una variabile.

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


Una funzione reale e` definita da due insiemi A Rn e B Rm , e da una relazione o
legge f : A B che ad ogni elemento di x A, detto dominio di f , associa uno ed uno
solo elemento di y = f (x) B.
Con la determinazione del dominio si intende il ricavare il pi`u grande insieme che pu`o
essere dominio di una legge y = f (x) data.

Relativamente alla definizione di funzione reale su data si introducono le seguenti notazioni:


Per n 1 e m = 1 si hanno le funzioni scalari.
Per n 1 e m 1 si hanno le funzioni vettoriali. In particolare se n = m 2 si
hanno i campi vettoriali.
Esempio 1.1.1. Determinare il dominio della funzione
f (x, y) = log(y + 2x + 1).
Il dominio D e`
D = {(x, y) R2 | y + 2x + 1 > 0}
Risolviamo, inizialmente, lequazione associata: y + 2x + 1 = 0 e` una retta il cui grafico e`
noto. Tale retta, che non fa parte del dominio D, e` il bordo di due semipiani. Siccome lorigine
soddisfa y + 2x + 1 > 0 allora D e` il semipiano che contiene lorigine.
2 y
1
x
2

1
2
Esempio 1.1.2. Determinare il dominio della funzione
q
f (x, y) = log 1 (x2 + y 2 8).
10

Il dominio D della funzione e` costituito dai punti del piano che verificano il sistema di disequazioni

log 1 (x2 + y 2 8) 0
10
x2 + y 2 8 > 0
che corrisponde a
8 < x2 + y 2 9.

1 - Funzioni di piu` variabili

y
2
x
2

2
2

Il dominio D e` , graficamente, una corona circolare di raggio maggiore 3 e raggio minore


centrata nellorigine, in cui il bordo esterno e` incluso e il bordo interno e` escluso.

8,

Esempio 1.1.3. Determinare il dominio della funzione


p
f (x, y) = xy 1.
Il dominio della funzione e` costituito dai punti di R2 tale che xy 1 > 0. Lorigine (0, 0) non
appartiene al dominio poich`e non verifica xy > 1. Graficamente linsieme D e` la parte di piano
avente come bordo liperbole equilatera xy = 1 che non contiene lorigine.
4 y

2
x
4

4
Esempio 1.1.4. Determinare il dominio della funzione
f (x, y) = arcsin(x + 2y).
Il dominio e` linsieme


1 x
1 x
2
D = {(x, y) R | |x + 2y| 1} = (x, y) R | y
2 2
2 2
2

Possiamo interpretare graficamente il dominio come linsieme delle ascisse comprese fra le
quote 12 (x + 1) e 12 (1 x) al variare di x in R, ovvero

10

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

1
x
2

2
1
2

Nel dominio le rette y = 12 (x + 1) e y = 12 (1 x) sono incluse.


Esempio 1.1.5. Determinare il dominio della funzione
s
|x| 1
f (x, y) =
.
2 |y|
Bisogna imporre che
|x| 1
0.
2 |y|
Analizziamo, come e` usuale, numeratore maggiore o uguale a 0 e denominatore maggiore stretto
di 0: avremo
|x| 1 0 x 1 x 1
2 |y| > 0 2 < y < 2.
Rappresentiamo le soluzioni in un piano cartesiano: in blu rappresentiamo le soluzioni del
numeratore mentre in rosso quelle del denominatore:
y
2
x
3

Le soluzioni sono quelle che rendono il rapporto positivo, quindi saranno quelle aree che sono
colorate contemporaneamente di rosso e blu, e quelle che non sono colorate: quindi
D = {x 1, 2 < y < 2} {x 1, 2 < y < 2}
{1 x 1, y > 2} {1 x 1, y < 2}.
Graficamente D si rappresenta come

1 - Funzioni di piu` variabili

11

y
2

x
2

2
2

1.2

Limiti

Sia data la funzione f : A R2 R con legge z = f (x, y), e (x0 , y0 ) un punto di


accumulazione per A e l R. Allora ricordiamo che si definisce
lim

f (x, y) = l

(x,y)(x0 ,y0 )

ovvero che il limite di f (x, y) per (x, y) (x0 , y0 ) e` l se accade che


p
(x x0 )2 + (y y0 )2 < |f (x0 , y0 ) l| < 
 = (, x0 ) |
o equivalentemente che la quantit`a |f (x0 , y0 ) l| e` maggiorabile con una quantit`a infinitesima per (x, y) (x0 , y0 ).
Per le funzioni di pi`u variabili e` pi`u semplice mostrare che un limite non esiste poich`e in
R2 (e pi`u in generale in Rn ) conta anche il modo in cui si arriva al valore a cui (x, y) tende.
Per vedere se il limite non esiste possiamo agire in due modi (supponiamo che (x, y)
(x0 , y0 )):
Si pone y = m(x x0 ) y0 . In questo modo stiamo esaminando il limite della
funzione lungo tutte le rette passanti per (x0 , y0 ) al variare del coefficiente angolare
m. Se il valore del limite dipende da m, allora il limite non esiste (Teorema di unicit`a
del limite).
y

(x0 , y0 )

12

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


Si passa in coordinate polari (vedi Appendice ??) con centro in (x0 , y0 ). Se il risultato
dipende da allora il limite non esiste (Teorema di unicit`a del limite).
y

(x0 , y0 )

Quelli che abbiamo illustrato sono solo due degli infiniti modi per mostrare che un limite
non esiste, poich`e le curve che passano per (x0 , y0 ) sono infinite. Avremo potuto anche
porre, ad esempio, y = y0 + (x x0 )m che al variare di m Z sono le funzioni potenze
passanti per (x0 , y0 ), oppure la chiocciola (x, y) = (t cos t + x0 , t sin t + y0 ).
Esempio 1.2.1. Calcolare

x
.
(x,y)(0,0) x + y
lim

Studiamo ora il limite in esame: poniamo y = mx e avremo


x
1
1
= lim
=
.
x0 x + mx
x0 1 + m
1+m
lim

Poich`e il risultato dipende da m il limite non esiste. Vediamo ora laltro metodo: passando in
coordinate polari si avr`a
lim+

cos
cos
cos
= lim+
=
.
cos + sin 0 cos + sin
cos + sin

Anche con questo metodo otteniamo la dipendenza da .


Esempio 1.2.2. Calcolare

2x y
.
(x,y)(0,0) x + 2y
lim

Poniamo y = mx. Otteniamo


2x mx
2m
=
.
x0 2 + 2mx
1 + 2m
lim

Il risultato dipende da m, da cui segue che il limite non esiste.

1 - Funzioni di piu` variabili

13

Esempio 1.2.3. Calcolare


x3 x2 y + xy 2 + 2y 3
.
(x,y)(0,0)
x3 + 2y 3
lim

Passando in coordinate polari otteniamo


3 (cos3 cos2 sin + sin cos2 + 2 sin3 )
=
lim
0+
3 (cos3 + 2 sin3 )
cos3 cos2 sin + sin cos2 + 2 sin3
= lim+
=
0
cos3 + 2 sin3
cos3 cos2 sin + sin cos2 + 2 sin3
=
cos3 + 2 sin3
Il risultato del limite dipende da e quindi il limite non esiste.
Esempio 1.2.4. Calcolare
lim

(x,y)(0,0) x2

xy
.
+ y2

Passiamo in coordinate polari:


lim+

2 cos sin
= cos sin .
2 (cos2 + sin2 )

Il risultato dipende da , da cui segue che il limite non esiste.


Esempio 1.2.5. Calcolare
3x2 y
.
(x,y)(0,0) 4(x2 + y 2 )
lim

Imponiamo y = mx:
3mx3
3m
=
lim x = 0.
2
2
x0 4x (1 + m )
4 (1 + m2 ) x0
lim

In questo caso dalla sostituzione y = mx otteniamo che il risultato del limite e` costantemente
zero per ogni valore di m: allora il limite potrebbe essere veramente 0. Proviamo
che il limite e`
p
2
2
2
2
0 sfruttando la definizione di limite: ricordando che x x + y e |y| x + y 2
p




3x2 y 3 x2 y 3|y|
3
x2 + y 2 (x,y)(0,0)


=

0.
4(x2 + y 2 ) 4 x2
4
4
Il limite quindi e` zero.
Esempio 1.2.6. Calcolare

xy
p
.
(x,y)(0,0)
x2 + y 2
lim

14

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Passando, come di consueto, in coordinate polari otteniamo (verificare i dettagli) che il limite
potrebbe essere zero. Verifichiamo se ci`o e` vero dalla definizione di limite. Ricordando che
2|xy| x2 + y 2 :


p


x2 + y 2 (x,y)(0,0)
|xy|
1 x2 + y 2
xy


0.
=p
p
=

p 2
x + y2
2 x2 + y 2
2
x2 + y 2
Il limite quindi e` effettivamente zero.

1.3

Leg`ami fra continuit`a, derivabilit`a e differenziabilit`a

Sia data la funzione f : A R2 R con legge y = f (x, y), e (x0 , y0 ) A.


Allora ricordiamo che f (x, y) e` continua in (x0 , y0 ) se accade che
lim
(x,y)(x0 ,y0 )

f (x, y) = f (x0 , y0 ).

Si definisce derivata direzionale di f (x, y) nel punto (x0 , y0 ) lungo la direzione v =


(v1 , v2 )
f (x0 + tv1 , y0 + tv2 ) f (x0 , y0 )
.
lim
t0
t
Se v = (1, 0) allora si ha la derivata prima parziale rispetto a x e indicata fx (x, y). Similmente se v = (0, 1) avremo la derivata prima parziale rispetto a y che indicheremo
fy (x, y).
Si dir`a che f (x, y) e` differenziabile in (x0 , y0 ) se
f (x0 + h, y0 + k) f (x0 , y0 ) fx (x0 , y0 )h fy (x0 , y0 )k

= 0.
(h,k)(0,0)
h2 + k 2
lim

Si generalizza banalmente per le funzioni di pi`u di due variabili.

Ricordiamo che:
Se una funzione e` differenziabile in un punto in cui e` definita allora e` ivi continua e
derivabile parzialmente.
Se una funzione ha derivate prime parziali di classe C 1 in un punto allora e` ivi
differenziabile.
Se una funzione e` differenziabile in un punto allora ivi ammette derivate in ogni
direzione.
Esempio 1.3.1. Dire se la funzione f (x, y) =
(0, 0).

p
x2 + y 2 e` continua e differenziabile in

La continuit`a di f nellorigine e` banalmente verificata, essendo ivi composizione di funzioni


continue.

1 - Funzioni di piu` variabili

15

Le derivate parziali di f sono


x
fx = p
1 x2 y 2

y
fy = p
.
1 x2 y 2

Si nota che in (0, 0) le derivate parziali non sono definite e quindi la funzione non e` ivi differenziabile.
Esempio 1.3.2. Dire se la funzione

x4 y
(x, y) 6= (0, 0)
2
2
f (x, y) =
x +y
1
(x, y) = (0, 0)
e` continua e differenziabile in (0, 0).
Dobbiamo verificare se
lim

f (x, y) = 1.

(x,y)(0,0)

Questo non pu`o essere vero poich`e con la sostituzione y = x abbiamo che f (x, x) =
Quindi la funzione non pu`o tendere a 1 in (0, 0).
Ne consegue che f non e` continua (e quindi non e` differenziabile) in (0, 0).

x3 x0

0.

Esempio 1.3.3. Analizzare la differenziabilit`a della funzione


p
f (x, y) = 1 x2 y 2 .
La funzione ha dominio D = {(x, y) R2 : x2 + y 2 1}. Nei punti interni al dominio la
funzione e` differenziabile essendo composizione di funzioni differenziabili.
Nel bordo del dominio, ovvero D = {(x, y) R2 : x2 + y 2 = 1} vediamo come si
comportano le derivate parziali:
y
x
fx = p
fy = p
.
2
2
1x y
1 x2 y 2
Si nota che in D le derivate parziali non sono definite e quindi ivi la funzione non e` differenziabile.
Esempio 1.3.4. Data la funzione

x2 y
(x, y) 6= (0, 0)
4
2
f (x, y) =
x +y
0
(x, y) = (0, 0).
dire se e` continua, derivabile direzionalmente e differenziabile nel punto (0, 0).
Il grado del polinomio a numeratore (uguale a 3) e` minore del grado del polinomio a denominatore (uguale a 4): da questa osservazione ci aspettiamo che in 0 la funzione non tenda a
zero e quindi che f non sia ivi continua. Con la semplice sostituzione y = x2 otteniamo che
f (x, x2 ) 21 per x 0. Ne consegue che
lim
(x,y)(0,0)

f (x, y) 6= 0

16

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

ovvero che f (x, y) non e` in (0, 0) continua. Il grafico mostra il differente andamento in (0, 0)
lungo y = x2 (blu) e x = y (verde):

1 z
0.5

0.5
x
0.5

0.5
1

La funzione f (x, y) non e` differenziabile in (0, 0) non essendo ivi continua.


Calcoliamo ora Dv f|(0,0) ponendo v = (cos , sin ) in modo da ottenere per (0, 2) tutte
le direzioni possibili. Allora:
f (0 + h cos , 0 + h sin ) f (0, 0)
cos2
=
.
h0
h
sin

Dv f|(0,0) = lim

Quindi per (0, ) (, 2) la derivata direzionale esiste. Esaminiamo il caso = 0 che


corrisponde alla derivata lungo la direzione (1, 0):
f (h, 0) f (0, 0)
= lim 0 = 0.
t0
h0
h

D(1,0) f|(0,0) = lim

Similmente si trova D(1,0) f|(0,0) = 0, che corrisponde al caso = . Quindi possiamo dire
che in (0, 0) esiste in ogni direzione la derivata direzionale di f .
Esempio 1.3.5. Dire se la funzione

xy 2
(x, y) 6= (0, 0)
2
2
f (x, y) =
x +y
0
(x, y) = (0, 0).
e` continua, derivabile parzialmente e differenziabile nel dominio della funzione.
Osserviamo che il dominio della funzione data e` R2 .
La funzione e` continua in (0, 0) essendo lim f (x, y) = 0 (cfr. 1.2.5). Inoltre e` continua
(x,y)(0,0)

anche per R {(0, 0)} essendo composizione di funzioni continue.


Calcoliamo le derivate parziali di f (x, y). Nel punto (0, 0) dobbiamo impostare il limite del
rapporto incrementale:
f (h, 0) f (0, 0)
fx (0, 0) = lim
= lim
h0
h0
h
f (0, h) f (0, 0)
fy (0, 0) = lim
= lim
h0
h0
h

h02
h2 +02

h
0h2
02 +h2

= lim 0 = 0,
h0

= lim 0 = 0.
h0

1 - Funzioni di piu` variabili

17

Quindi
2 2
y (y x2 )
(x, y) 6= (0, 0)
2
2 2
fx =
(x + y )
0
(x, y) = (0, 0).

2x3 y
(x, y) 6= (0, 0)
2
2 2
fy =
(x + y )
0
(x, y) = (0, 0).

La funzione f (x, y) risulta quindi derivabile parzialmente rispetto a x e y in tutto R2 .


Studiamo la differenziabilit`a di R2 : in (0, 0) dobbiamo calcolare il limite
f (0 + h, 0 + k) f (0, 0) fx|(0,0) h fy|(0,0) k
hk 2

= lim
3
(h,k)(0,0)
(h,k)(0,0) (h2 + k 2 ) 2
h2 + k 2
lim

che per`o, dopo una semplice verifica, non esiste. Quindi f in (0, 0) non e` differenziabile.
Potevamo anche notare che in (0, 0) le derivate parziali non sono continue. Invece in R2
{(0, 0)} le derivate parziali sono continue, essendo composizione di funzioni continue, da cui
consegue che f e` ivi differenziabile.
Esempio 1.3.6. Dire se la funzione
3
x y3
(x, y) 6= (0, 0)
2
2
f (x, y) =
x +y
0
(x, y) = (0, 0)
e` continua e differenziabile in (0, 0).
Facendo la sostituizione y = mx, o in coordinate polari, otteniamo che il limite potrebbe essere
proprio 0. Verifichiamo dalla definizione che effettivamente ci`o e` vero:




3
x y 3 |x y| x2 + xy + y 2
|x y| x2 + y 2 + 21 x2 + y 2
=

x2 + y 2
x2 + y 2
x2 + y 2

3
2
x2
+
y
) |x
2 (

2
2

y|

(x,y)(0,0)

x +y


0.

Quindi f (x, y) e` continua in (0, 0). Impostiamo la definizione di differenziabilit`a: dobbiamo


mostrare che
f (0 + h, 0 + k) f (0, 0) fx|(0,0) h fy|(0,0) k

lim
=0
(1.2)
(h,k)(0,0)
h2 + k 2
Calcoliamo fx (0, 0) e fy (0, 0):
f (0 + t, 0) f (0, 0)
fx (0, 0) = lim
= lim
t0
t0
t
f (0, 0 + t) f (0, 0)
fy (0, 0) = lim
= lim
t0
t0
t
Quindi il limite (1.2) diventa
lim
(h,k)(0,0)

h3 k3
h2 +k2

h+k

h2 + k 2

t3 03
t2 +02

03 t3
02 +t2

lim
(h,k)(0,0)

= lim
t0

t3
t2

= 1,

t2
= lim t = 1.
t0 t

h2 k hk 2
3

(h2 + k 2 ) 2

il quale dopo una semplice verifica si mostra che non esiste. Ne consegue che la funzione non
e` differenziabile in (0, 0).

1.4

Piano tangente

18

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Sia data una funzione f : A R2 R con legge y = f (x, y). Supponendo che f sia
derivabile con continuit`a in (x0 , y0 ) A allora lequazione del piano tangente al grafico di
f e`
z f (x0 , y0 ) = fx (x0 , y0 )(x x0 ) + fy (x0 , y0 )(y y0 ).
Esempio 1.4.1. Trovare il piano tangente alla funzione f (x, y) = sin(x + y) nel punto
(x, y) = ( 4 , 0).
Calcoliamo le derivate parziali
fx = fy = cos(x + y)
da cui otteniamo che



2
x+y+1
.
z=
2
4

Esempio 1.4.2. Trovare il piano tangente alla funzione f (x, y) = 8 x + 5|y| + cos(x +
y) ex nel punto (x, y) = (1, 1).
Calcoliamo le derivate parziali
fx (x, y) = 1 ex sin(x + y)

fy (x, y) = 5 sin(x + y)

da cui otteniamo che


z = 9 (1 + e)x 5y.
Esempio 1.4.3. Trovare il piano tangente alla funzione f (x, y) = log(x + y + 1) nel punto
(x, y) = (0, 0).
Le derivate parziali prime sono
fx = fy =

1
.
1+x+y

Quindi lespressione del piano tangente e`


z = fx (0, 0)x + fy (0, 0)y + f (0, 0) = x + y.

1.5

Polinomi di Taylor

Sia data una funzione f : A R2 R con legge y = f (x, y). Supponendo che f
C 3 (A) e (x0 , y0 ) A, allora il polinomio di Taylor di grado 3 e`
P3 (x, y) = f (x0 , y0 ) + fx (x0 , y0 )(x x0 ) + fy (x0 , y0 )(y y0 )+

1
fxx (x0 , y0 )(x x0 )2 + fxy (x0 , y0 )(x x0 )(y y0 ) + fyy (x0 , y0 )(y y0 )2 +
+
2!
1
+
fxxx (0, 0)(x x0 )3 + 3fxyy (0, 0)(x x0 )(y y0 )2 +
3!

+3fxxy (0, 0)(x x0 )2 (y y0 ) + fyyy (0, 0)(y y0 )3 .

Si nota come P1 (x, y) e` lespressione del piano tangente. Senza difficolt`a si trova il

1 - Funzioni di piu` variabili

19

polinomio di Taylor di grado pi`u alto, e per funzioni di pi`u di due variabili.
Esempio 1.5.1. Trovare il polinomio di Taylor di grado 3 della funzione z = cos(x2 + y 2 )
in (0, 0).
Calcoliamo le derivate fino al terzo ordine:
fx = 2x sin(x2 + y 2 )

fy = 2y sin(x2 + y 2 )

fxx = 4x2 cos(x2 + y 2 ) 2 sin(x2 + y 2 )

fyy = 4y 2 cos(x2 + y 2 ) 2 sin(x2 + y 2 )

fxy = 4xy cos(x2 + y 2 )


fxxx = 12x cos(x2 + y 2 ) + 8x3 sin(x2 + y 2 )

fxxy = 4y cos(x2 + y 2 ) + 8x2 y sin(x2 + y 2 )

fxyy = 4x cos(x2 + y 2 ) + 8xy 2 sin(x2 + y 2 )

fyyy = 12y cos(x2 + y 2 ) + 8y 3 sin(x2 + y 2 )

Allora:



fx
(0,0)x
+
fy
(0,0)y+
cos x2 + y 2 f (0, 0) + 
1


 2



fxy(0,
0)xy
+
fxx
0)x2 + 
fyy(0,
0)y
+
(0,

2!
1



 
+
fxxx
(0,0)x3 + 3
fxyy
(0,0)xy 2 + 3
fxxy
(0,0)x2 y + 
fyyy
(0,0)y 3 =





3!
=1
Potevamo anche procedere in un altro modo: ricordando che
cos t = 1

t2
+ o(t2 )
2!

ponendo t = x2 + y 2 avremo

(x2 + y 2 )2
+ o (x2 + y 2 )2
cos(x + y ) = 1
2!
2

da cui

x4 + y 4 + 2x2 y 2
2
e troncando i monomi di grado strettamente maggiore a 3 riotteniamo lo stesso risultato.
cos(x2 + y 2 ) 1

Esempio 1.5.2. Trovare il polinomio di Taylor di grado 2 della funzione z = arcsin(y+x2 )


in (0, 0).
2x
fx = p
1 (x2 + y)2
2(1 + x4 y 2 )
fxx = p
(1 (y + x2 )2 )3

fy = p

1
1 (x2 + y)2

y + x2
fyy = p
(1 (y + x2 )2 )3

2x(y + x2 )
fxy = p
(1 (y + x2 )2 )3

20

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Allora:

+ f 


arcsin y + x2 
f (0,
0)
x (0, 0)x + fy (0, 0)y+
1

 2


fxx (0, 0)x2 + 
fxy(0,
0)xy
+
fyy(0,
0)y
=
2!
= y + x2 .
Anche in questo caso potevamo sfruttare gli sviluppi di Taylor delle funzioni di una variabile:
poich`e
arcsin(t) t
allora
arcsin(y + x2 ) y + x2 .
Esempio 1.5.3. Sfruttando i polinomi di Taylor in una variabile trovare il polinomio di
Taylor di grado 3 della funzione z = y sin(x + y) in (0, 0).
Ricordando che
sin t = t

t3 t5 t7
+ +
3! 5! 7!

da cui ponendo t = x + y
sin(x + y) = (x + y)

(x + y)3 (x + y)5 (x + y)7


+

+
3!
5!
7!

da cui moltiplicando per y avremo


y sin(x + y) = y(x + y)

y(x + y)3 y(x + y)5 y(x + y)7


+

+ .
3!
5!
7!

Dovendo ricavare il polinomio di Taylor al terzo ordine allora P3 (x, y) = y(x + y) = xy + y 2 .

1 - Funzioni di piu` variabili

1.6

21

Trovare lequazione del piano tangente


al grafico della funzione a ().

Esercizi

Esercizio 1.6.1. Trovare il dominio delle se Ricavare la derivata direzionale di f in


guenti funzioni:
(1, 0) per una generica direzione. Per

quali direzioni la derivata direzionale ri1. z = x + y 1;


sulta essere massima o minima?
p
2. z = x2 y 2 ;
Esercizio 1.6.5. Si consideri la funzione
p
3. z = 1 x2 y 2 ;
f (x, y) = |x y|ex+y .
x
Studiare la continuit`a, derivabilit`a parziale e
4. z =
;
1 xy
differenziabilit`a nel dominio di definizione.
5. z =

1 log x
.
1 log y

Esercizio 1.6.2. Calcolare i seguenti limiti:


1. lim(x,y)(0,0)

x2 y 3
;
(x2 + y 2 )2

2. lim(x,y)(0,0)

x2 + xy y 2
;
x2 + y 2

x2 y 2
3. lim(x,y)(0,0) p
;
x2 + y 2
4. lim(x,y)(0,0)

5xy
;
3x2 + y 2

5. lim(x,y)(0,0)

2x + 3y
;
3x 5y

1 cos2 (x + y)
.
x2 + y 2

Esercizio 1.6.3. Si consideri la funzione


2

Si dica se e` continua, derivabile parzialmente


e differenziabile in (0, 0).
Esercizio 1.6.7. Sia data la funzione

xy 2

(x, y) 6= (0, 0)
3
f (x, y) =
2 + y2) 2
(x

0
(x, y) = (0, 0).
Si dica se e` continua, derivabile parzialmente
e differenziabile in (0, 0).

1 exy
;
6. lim(x,y)(0,0) p
x2 + y 2
7. lim(x,y)(0,0)

Esercizio 1.6.6. Sia data la funzione

xy 3
(x, y) 6= (0, 0)
2
2
f (x, y) =
x +y
1
(x, y) = (0, 0).

f (x, y) = x xy + 1.

Esercizio 1.6.8. Sia data la funzione

p xy
(x, y) 6= (0, 0)
2 + y2
f (x, y) =
x

0
(x, y) = (0, 0).
Si dica se e` continua, derivabile parzialmente
e differenziabile in (0, 0).
Esercizio 1.6.9. Sia data la funzione
f (x, y) =

xy
p
(x, y) 6= (0, 0)
2
2
sin( x + y )
0
(x, y) = (0, 0).

Studiare la continuit`a, derivabilit`a parSi dica se e` continua, derivabile parzialmente


ziale e differenziabilit`a nel dominio di
e differenziabile in (0, 0).
definizione.
Esercizio 1.6.10. Sia data la funzione

Trovare lequazione del piano tangente


x sin(x2 + y 2 )
(x, y) 6= (0, 0)
in (1, 1).
f (x, y) =
x2 + y 2
Esercizio 1.6.4. Sia data la funzione
f (x, y) = x + xy y.

(x, y) = (0, 0).

Si dica se e` differenziabile in (0, 0), e in tal caso ricavare ivi lequazione del piano tangente.

22

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esercizio 1.6.11. Sia data la funzione

1 cos(x2 + y 2 )
f (x, y) =
x2 + y 2

(x, y) 6= (0, 0)
(x, y) = (0, 0).

Si dica se e` continua, derivabile parzialmente


e differenziabile in (0, 0).
Esercizio 1.6.12. Sia data la funzione

arcsin(x y) x + y
f (x, y) =
x2 + y 2

(x, y) 6= (0, 0)
(x, y) = (0, 0).

Si dica se e` continua, derivabile parzialmente


e differenziabile in (0, 0).
Esercizio 1.6.13. Sia data la funzione
x2 y2
1
e
(x, y) 6= (0, 0)
4
4
f (x, y) =
x3 + y 3
0
(x, y) = (0, 0).
Si dica se e` continua, derivabile parzialmente
e differenziabile in (0, 0) al variare di R.
Esercizio 1.6.14 (*). Si dica se la funzione f (x, y)
definita come
4
x + y4
(x, y) 6= (0, 0)
2 + |y|
f (x, y) =
x

0
(x, y) = (0, 0).
e` continua, derivabile parzialmente e differenziabile in (0, 0) al variare di R.
Esercizio 1.6.15. Si dica se la funzione f (x, y)
definita come
p
f (x, y) = |y x| + x2 + y 2
e` continua, derivabile parzialmente e differenziabile nel dominio di definizione.

Capitolo 2

Punti critici
Sia data la funzione f : A R2 R. Allora, il punto x0 A e` detto
critico se non esiste almeno una derivata parziale prima o se annulla le derivate
parziali prime (equivalentemente se ivi f = (0, 0)).
stazionario se ivi f = (0, 0).
di estremo o estremale se e` di massimo o di minimo.

2.1

Punti stazionari di funzioni di classe C

Sia data la funzione f : A R2 R differenziabile in A. Allora se x0 e` un punto


stazionario (ovvero in cui f = 0) avremo che:
H(x0 )
x0 `e punto di
<0
Sella
> 0 fxx < 0
Massimo
> 0 fxx > 0
Minimo
=0
Caso dubbio
noto con Hf (x) il determinante della matrice hessiana


fxx fxy
Hf (x) =
.
fyx fyy
In un punto stazionario con hessiano nullo o di non derivabilit`a parziale per stabilire se esso
e` un punto di estremo bisogna applicare direttamente la definizione di massimo o minimo.
Esempio 2.1.1. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione
f (x, y) = x3 xy + y 3 .
Le derivate parziali prime sono
fx = 3x2 y

fy = 3y 2 x.
23

24

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Risolvendo il sistema f = (0, 0) si otterranno i punti stazionari:


 2


3x y = 0
y = 3x2
y = 3x2

3y 2 x = 0
x = 3(3x2 )2 = 27x4
27x4 x = 0
Dalla seconda equazione si ottiene x1 = 0 e x2 =
e y2 = 31 . Quindi i punti stazionari sono:

1
3

da cui sostituendo nella prima si ha y1 = 0




A = (0, 0)

B=

1 1
,
3 3


.

Le derivate parziali seconde di f , dopo un semplice calcolo, sono


fxx = 6x
da cui si ha lhessiano

fxy = 1

fyy = 6y



6x 1

= 36xy 1.
Hf (x, y) =
1 6y

Poich`e Hf (A) = 1 < 0 e Hf (B) = 3 > 0 abbiamo che A e` un punto di sella, e B e` un


punto di estremo, in particolare un punto di minimo relativo essendo fxx (B) > 0. Per esercizio
il lettore provi che B non e` un punto di minimo assoluto.
0.4
0.2

0.8

0.4
0.2

0.5
0

0.8

1
0

1 1

1
1

1
.2

0.5

0.4

0.2

0
0 .2
.4

0
x

0.40.2

0.5

0.8

.2
8
0 0.4
0.

0
2

0.5

Esempio 2.1.2. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione


f (x, y) = (x y)e(x

2 +y 2

).

Le derivate parziali prime sono


fx = e(x
Ricordando che e(x

2 +y 2 )

(1 2x2 + 2xy)

fy = e(x

2 +y 2 )

(2y 2 2xy 1).

2 +y 2 )

non e` mai nullo, uguagliamo a zero le derivate parziali prime:




1 2x2 + 2xy = 0
1 2x2 + 2xy = 0

.
2y 2 2xy 1 = 0
x2 = y 2

Dalla seconda equazione, x2 = y 2 , otteniamo due casi: x = y e x = y. Per il primo caso il


sistema diventa incompatibile:



1 2x2 + 2xy = 0
1 2y 2 + 2y 2 = 0
1=0

x=y
x=y
x=y

2 - Punti critici

25

Nel secondo caso si ha




 2

1 2x2 + 2xy = 0
1 2y 2 2y 2 = 0
4y = 1
y = 21

x = y
x = y
x=y
x = y
da cui si ottengono i punti stazionari


1 1
A= ,
2 2


B=

1 1
,
2 2


.

Per determinare la natura di questi punti bisogna calcolare lhessiano:




fxx fxy
=
Hf (x, y) =
fyx fyy
(x2 +y2 )
2
2
2e
(3x + 2x3 2x2 y + y)
2e(x +y ) (x y) (1 + 2xy)

=
2
2
2
2
2e(x +y ) (x y) (1 + 2xy)
2e(x +y ) (3y 2y 2 x + 2xy 2 )

2
2
= 8e2(x +y ) x4 2x3 y y 2 + y 4 + 4xy 2xy 3 x2 + 2x2 y 2 .

Poich`e Hf (A) = Hf (B) = 8e > 0 abbiamo che A e B sono punti di estremo, in particolare A
e` un punto di massimo relativo essendo fxx (A) < 0, mentre B e` un punto di minimo relativo
essendo fxx (B) > 0.
1

0.5
y

1
1

0.5

Esempio 2.1.3. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione


f (x, y) = x3 + 2xy y 2 .
Calcoliamo le derivate parziali
fx = 3x2 2y

1 1

1
0.

0.25

0.25

25

5
0.

0.5

0.
2
5
0.
1
0.

1
0

0
0

0.5
0
0.5
1

0.5

0.5

0.5

0
.5

0.5

fy = 2x 2y.

Ugualiando a zero le derivate parziali otteniamo i punti stazionari:




2 2
.
A = (0, 0)
B = ,
3 3
Per determinare la natura di questi punti bisogna calcolare lHessiano:


fxx fxy

=
Hf (x, y) =
fyx fyy


6x 2
=
=
2 2
= 12x 4.

0
x

0.5

26

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Poich`e Hf (A) = 0 e Hf (B) = 4 > 0 abbiamo che A e` un punto di sella e B e` un punto di


estremo, in particolare e` un punto di massimo relativo essendo fyy (B) < 0.

2.
5

10
0

22

2
2

2.5

20

0
2.5

2.5

10

y 0

0
20
2

0
x

Esempio 2.1.4. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione


f (x, y) =

2xy
.
1 + x2 + y 2

Le derivate parziali sono

fx =

2y(1 x2 + y 2 )
(1 + x2 + y 2 )2

fy =

2x(1 + x2 y 2 )
(1 + x2 + y 2 )2

le quali si annullano simultaneamente per (0, 0).


Per vedere la natura del punto critico calcoliamo lhessiano di f :


fxx fxy
=
Hf (x, y) =
fyx fyy


4xy (x2 3(1+y 2 ))
2(1+x4 6x2 y 2 +y 4 )

2 +y 2 )3
(1+x
(1+x2 +y 2 )3
= 2(1+x4 6x2 y2 +y4 )
4xy (33x2 +y 2 )

(1+x2 +y 2 )3
(1+x2 +y 2 )3

4 (1 x6 + y 2 + y 4 y 6 + x4 + x4 y 2 + x2 + 22x2 y 2 + x2 y 4 )
=
.
(1 + x2 + y 2 )5
Avendosi che Hf (0, 0) = 4 < 0 ne risulta che il punto e` di sella. Quindi la funzione f non ha
punti di estremo1 .
Questa deduzione si pu`o fare perch`e la funzione e` continua e derivabile in tutto R2 . Si sarebbero dovute fare
altre analisi se ci fosse stato almeno un punto critico non stazionario. Questi esempi verranno esposti in seguito.
1

2 - Punti critici

27

2
0.5
0

22

0
.5

2
0

0
5
0.2

0.25

0.75

y 0

0.75

0.5

0.75

1
0
1
2

0.5

0.5

.5
0

0.25
0

0.2
5

0.75

0
x

Esempio 2.1.5. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione


f (x, y) = (y x2 + 1)(y 3x2 ).
Le derivate parziali sono
fx = 2x(6x2 4y 3)

fy = 1 4x2 + 2y

Uguagliamo le derivate prime a zero per trovare i punti stazionari:



2x(6x2 4y 3) = 0
1 4x2 + 2y = 0.
Inizialmente consideriamo il caso x = 0: abbiamo 1 + 2y = 0 ovvero y = 21 . Ora
consideriamo il caso: abbiamo da risolvere il sistema
 2
6x 4y 3 = 0
1 4x2 + 2y = 0
che per`o e` impossibile.
LHessiano di f e`



8y + 36x2 6 0

.
Hf (x, y) =
0
2

Un semplice calcolo mostra che Hf 0, 21 = 4 < 0 ovvero che il punto e` di sella. Anche in
questo caso f non ha punti di estremo.
4

0
.25

0.5

1
y

1 1

0.25

0.25

0.5

25

0.

y 0

0.5

4
2
0
2
1

.25
0

0.
25

0
x

28

2.2

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Punti stazionari con hessiano nullo

Sia data la funzione f : A R2 R differenziabile in A. Ricordiamo che se x0 e`


punto stazionario con hessiano nullo non possiamo studiarne la natura se non usando la
definizione. Avvertiamo che non esiste un modo generale per procedere.
not

Valutazione lungo rette. Si considerino le funzioni gm (x) = f (x, y0 + m (x x0 ))


not
e g (x) = f (0, x x0 ):
se esistono due valori distinti m1 , m2 R {} tali per cui x0 e` punto di
massimo per gm1 (x) ma e` punto di minimo per gm2 (x) allora x0 non e` punto di
estremo per f ;
se esiste almeno un valore di m R {} tale per cui il punto x0 e` punto di
flesso per gm (x), allora x0 non e` punto di estremo;
se per ogni valore di m R {} il punto x0 e` sempre di massimo, oppure
sempre di minimo, per gm (x) allora non posso concludere nulla sulla natura del
punto stazionario x0 della funzione f , e devo procedere con altre analisi.
Il ragionamento qui scritto vale in generale con qualsiasi famiglia di curve: ad
esempio la famiglia delle funzioni potenze y = y0 + (x x0 )n .
Definizione di punto di estremo. Si studia f in un opportuno intorno D A di x0 :
se si verifica che
f (D) f (x0 )
allora il punto e` di minimo, invece se
f (D) f (x0 )
allora il punto e` di massimo. Se non esiste un tale intorno di x0 diremo che il punto
non e` di estremo. I punti di sella con hessiano nullo non sono qui trattati.
Esempio 2.2.1. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione
f (x, y) = x4 + 3y 2 + 4xy 3 .
Le derivate parziali prime sono
fx = 4x3 + 4y 3

fy = 6y + 12xy 2 .

Dallannullamento delle derivate parziali prime otteniamo che






1
1
1 1
B = ,
C = (0, 0) .
A = ,
2 2
2
2
Un semplice calcolo mostra che lhessiano di f e`
Hf (x, y) = 72 x2 + 4x3 y 2y 4

da cui Hf (A) = Hf (B) = 72 < 0 e Hf (C) = 0. Si deduce che A e B sono punti di sella,
mentre per C dobbiamo effettuare altre analisi.

2 - Punti critici

29

Studiamo landamento di f lungo le rette passanti per (0, 0): consideriamo



f (x, mx) = (1 + 4m3 ) x4 + 3m2 x2 m 6=
gm (x) =
f (0, x) = 3x2
m=
da cui
0
(x)
gm


=

4 (1 + 4m3 ) x3 + 6m2 x = 2x ((1 + 4m3 ) x2 + 6m2 ) m 6=


6x
m = .

0
Dallo studio di gm
(x) si deduce che x = 0 e` punto di minimo per ogni m R {}. Non
possiamo concludere che (0, 0) e` punto di minimo per f .
Usiamo allora la definizione di punto di minimo. La funzione f si pu`o riscrivere come

f (x, y) = x4 + y 2 (3 + 4xy) .
Per 3 + 4xy 0 si ha f (x, y) f (0, 0) = 0: allora prendendo


D = (x, y) R | x2 + y 2 1 {(x, y) R | 3 + 4xy 0}
e avendosi f (D) f (0, 0) = 0 ne consegue che (0, 0) e` punto di minimo relativo per f .
2

52.
5

0
2.5

22

2
2

0
x

52. 0
5

0
y

2.5 5

5
2.5

y 0

100

2.5

50

Esempio 2.2.2. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione

f (x, y) = x2 y 3xy 2 .
Le derivate parziali prime sono
fx = 2xy

3y 2

fy = x2 2 3xy.

Dallannullamento delle derivate parziali prime otteniamo che (0, 0) e` il solo punto stazionario.
Un semplice calcolo mostra che lhessiano e` ivi nullo. Vediamo se (0, 0) pu`o essere un punto
di estremo usando il metodo della valutazione lungo le rette passanti per (0, 0):



f (x, mx) = m 3m2 x3 m 6=
gm (x) =
f (0, x) = 0
m=
Dobbiamo studiare landamento delle curve gm (x): derivando



2 m 3m2 x2 m 6=
0
gm (x) =
0
m=

30

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

0
e` positiva (rispettivamente negativa)h se il coefficiente
2 m
La funzione gm
i

2
3m e` positivo

0
e` positiva per m 0, 33 e negativa nellinsieme complemen(negativo). Ne discende che gm
tare. Ne consegue che x = 0 e` punto di flesso per gm (x) per ogni m: allora (0, 0) non e` punto
di estremo per f .
Vediamo laltro metodo, ovvero cerchiamo di verificare la definizione di punto di estremo:
consideriamo linsieme D definito come


D = (x, y) R2 | x2 + y 2 1

da cui passando in coordinate polari abbiamo2




 3


f (D) = 3 cos sin cos 3 sin =


sin (2) cos 3 sin .
2
Poich`e f (D) f (0, 0) = 0 non e` verificata per ogni valore di [0, 2] e  [0, 1] avremo
che il punto non e` di estremo.

y 00.

2
0
2
1

45
0

0
x

1 1

45
0. 1

1
1

0
y

0.4 1
5
0

5
0.4
0

1
0.45

0.
4

0
x

Esempio 2.2.3. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione


f (x, y) = (x2 + y 2 )e(x

2 +y 2 )

Le derivate parziali sono


fx = e(x

2 +y 2 )



2x(1 x2 y 2 )

fy = e(x

2 +y 2 )



2y(1 x2 y 2 )

Uguagliando le derivate prime a zero troviamo i punti stazionari: abbiamo (0, 0) e x2 + y 2 = 1.


In questo caso nellinsieme dei punti stazionari vi e` un insieme continuo di punti. LHessiano
di f e`


2
2
x2 y2 
2 + 4x4 2y 2 + 2x2 (2y 2 5)
4ex y xy(2 + x2 + y 2 )
e
Hf (x, y) =

2
2
2
2 
x
y
2
2
x
y

4e
xy(2 + x + y )
e
2 10y 2 + 4y 4 + x2 (4y 2 2)


2
2
= 4e2x 2y 1 + x2 + y 2 1 + 2x4 5y 2 + 2y 4 5x2 + 4x2 y 2 .

Abbiamo che H(0, 0) = 4 > 0 e fxx (0, 0) > 0 da cui consegue che (0, 0) e` un punto di
minimo.
in x2 + y 2
= 1 e` nullo: serve unanalisi pi`u approfondita. Consideriamo
 2 Lhessiano
3
2
2 1
D = x + y =  | 2 <  < 2 che e` un intorno di x2 + y 2 = 1.
2

Nel seguito indicheremo con Metodo delle circonferenze concentriche quando, nel metodo della verifica
della definizione di punto di estremo, lintorno D di x0 e` a simmetria polare.

2 - Punti critici

31

0.5 z
0.4
0.3
0.2
3

x
3

0.1

1
1

2
2
3

Vediamo se f (D) f (0, 0) = e1 : usando il metodo delle circonferenze concentriche su D


2
abbiamo f (D) = 2 e : si verifica facilmente, sfruttando gli strumenti del corso di Analisi 1,
che si ha il massimo per  = 1 ovvero per x2 + y 2 = 1.
2

0.1
0.2

0.4

3
0.1

0. 0.2
3

2
1

0.1

0.1
0
y

2.3

22

2
2

0
0.2 .3

0.3

y 0

0.

0.2

2
0.

0 .1

0.3

0.1

0 .2
0.3

0.2

0 .1 . 2
0

0.3

0.1

0
x

Punti critici non stazionari

Esempio 2.3.1. Trovare i punti di massimo, minimo e sella della funzione


p
f (x, y) = x2 + y 2 x2 y 3 .
Calcoliamo le derivate parziali prime:
x
fx (x, y) = p
2x
x2 + y 2

y
fy (x, y) = p
3y 2 .
2
2
x +y

Osserviamo che fx e fy non sono definite in (0, 0) da cui risulta che e` un punto critico non
stazionario.


1
1
Lo studio
 dei
 punti stazionari porge che A = 2 , 0 e B = 2 , 0 sono punti di sella e che

C = 0,

3
3

e` punto di massimo relativo.

32

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Studiamo ora la natura del punto (0, 0). Brutalmente possiamo ragionare in questo modo:
considerando un intorno molto piccolo3 di (0, 0) allora
f (x, y)

x2 + y 2

essendo la quantit`a x2 y 3 in tale intorno trascurabile. Ne consegue che (0, 0) e` un candidato


minimo locale per f (x, y).
Rigorosamente applichiamo il metodo delle circonferenze concentriche. Consideriamo lintorno circolare di (0, 0)


1
2
2
2
.
D = (x, y) R | x + y
4
Se vogliamo mostrare che (0, 0) e` un punto di minimo locale dobbiamo dimostrare che f (D)
f (0, 0) = 0:
0 = f (0, 0) f ( cos t,  sin t) =  2 cos2 t 3 sin3 t =  1  cos2 t 2 sin3 t

(2.1)

che equivale4
0 1  cos2 t 2 sin3 t
la quale e` equivalente a
 cos2 t + 2 sin3 t < 1.
Ricordando che 0 
ottiene

1
,
2

(2.2)

cos2 t 1 e sin3 t 1 e maggiorando nellequazione (2.2) si

 cos2 t + 2 sin3 t <  + 2 <

1 1
+ = 1.
2 2

Quindi (0, 0) e` minimo locale per f (x, y).

0.5

0.2

0.5
0
y

0.5

0.5

0.5

1
1

0.2
5
0.35
0.5
0.75
1

0.5

0.
2

0.3 0.2
5 5
0.5
0.75
1

2
0.1

0.2

0.12

0.35

2
0.

0.12

0.4

0 0.12
0.25
0.35

12
0. 5
2
0.

0.4

0
x

0.5

Esempio 2.3.2. Dire se il punto (0, 0) e` punto di massimo o minimo per


p
f (x, y) = x2 + y 2 x + y.
3

Dire che prendiamo un intorno molto piccolo non vuol dire nulla. Intuitivamente pensiamo di prendere un
intorno circolare di (0, 0) di raggio molto minore di 1.
4
Si ricordi che  e` positivo.

2 - Punti critici

33

Il punto (0, 0) e` punto di non differenziabilit`a. Studiamo la natura di massimo o minimo con il
metodo dei cerchi concentrici, come nellesempio precedente. Consideriamo lintorno circolare
di (0,0)
D = {(x, y) R2 | x2 + y 2 1}.
Tramite il metodo delle circonferenze concentriche vediamo se (0, 0) e` punto di minimo per f ,
verificando se f (D) f (0, 0) = 0: risulta falso perch`e
1  f (C ) =  +  sin t  cos t 2 2.
Per lo stesso motivo (0, 0) non e` punto di massimo per f poich`e e` falso che f (D) f (0, 0) = 0.
1
1.5
1

0.5

0.5

0
0.5

0.2
5

0.5

0.5

0.5
0
y

1.5

1.5

0 0.20.4
0.5 0.4 0.2
x

1
1

0.5

0
x

0.5

Esempio 2.3.3. Trovare i punti di estremo della funzione


p


f (x, y) = x2 + y 2 1 x2 y 2 .

0.5

2
2

0.5

0
.5

0.5

2.4

1
0

0.5
5
0.

.5
0

0.5

y 0

0.5

1
.
0 25
0 .5

.25
1 0.5

0.5

0
0 .5

0.5

0.5

1
.25

0.5

0
x

.25
1

Ottimizzazione vincolata

Si consideri la funzione f : A R2 R e B A. Il nostro problema e` trovare gli


estremi assoluti di f ristretta allinsieme B. Possono presentarsi due casi

34

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


B e` una curva che pu`o essere espressa sostanzialmente in due modi:
Equazione in forma esplicita y = y(x);
Equazione in forma implicita g(x, y) = 0.
Si dovr`a studiare la regolarit`a del vincolo: nel caso dellequazione in forma esplicita
avremo la regolarit`a se la funzione y(x) e` derivabile; nel caso dellequazione in forma
implicita avremo la regolarit`a se g 6= (0, 0) e le sue componenti sono definite nei
punti del vincolo. In genere ci si potr`a sempre rincondurre dalle forme implicita ed
esplicita ad una forma parametrica (t) = (x(t), y(t)). A questo punto si studier`a
la funzione h(t) = f ((t)) = f (x(t), y(t)) come una funzione di una variabile
trovandone i punti di estremo. Se il vincolo contiene un punto di non regolarit`a,
dovremo studiare la natura di tale punto sfruttando la definizione di punto estremo.
B e` un area. Prima studieremo i punti di massimo e minimo non vincolati e considereremo solo quelli che sono punti interni di B. Successivamente studieremo i punti
di estremo su B a , che e` una curva, se questo appartiene a B.
a

Con B indicheremo il bordo di B.

Esempio 2.4.1. Trovare i punti di massimo e minimo assoluto della funzione f (x, y) =
x2 + y 2 sotto il vincolo x + y 1 = 0.
Poniamo g(x, y) = x + y 1. Tutti i punti che appartengono al vincolo sono regolari poich`e
g(x, y) = (1, 1).
2

2 z

3
4

y 0

0.5

1.5

1.5

0.5

3
2

1.5

2
1.5

0.
1

1
x

1
3

1.5

2
1
1

2
2
2 y

3
4

0
x

Consideriamo la parametrizzazione del vincolo (t) = (t, 1 t) con t R: lespressione della


funzione calcolata nei punti del vincolo e`
not

h(x) = f (x, 1 x) = x2 + (1 x)2 = 2x2 2x + 1


la cui derivata e` h0 (x) = 4x 2. Essa si annulla per x = 12 da cui, dopo
 1aver
 notato che
1
1
00
f (x) = 4, si deduce che e` un punto di minimo. Ne consegue che 2 2 , 2 e` un punto
di minimo assoluto f sotto il vincolo considerato. La funzione non e` massimi assoluti sotto il
vincolo.

2 - Punti critici

35

Esempio 2.4.2. Trovare i punti di estremo assoluto della funzione f (x, y) = x2 + y 2 sotto
il vincolo x2 + 2y 2 1.
Poich`e il vincolo non e` una curva ma unarea studiamo innanzitutto i massimi e minimi non
vincolati: le derivate parziali prime sono
fx = 2x

fy = 2y

da cui si deduce che (0, 0) e` punto stazionario. Essendo f (x, y) 0 si deduce che (0, 0) e` punto
di minimo assoluto.
Essendo linsieme D chiuso e limitato, per il Teorema di Weierstrass la funzione ha minimo
e massimo assoluto in D. Studiamo f in D = {x2 + 2y 2 = 1} che e` costituito
da punti


regolari (verificare per esercizio) e che possiamo parametrizzare come (t) = cos t, 12 sin t
con t [0, 2). Allora
f ((t)) = cos2 t +

 not
sin2 t
1
=
1 + cos2 t = h(t).
2
2

Non e` difficile verificare che i punti stazionari di h(t) si hanno per t = k 2 per k = {1, 2, 3, 4}.
Quindi i punti stazionari di f in D sono
 
A1 =
= (1, 0)
A2 = () = (1, 0)
2
  



3
1
1
A3 =
= 0,
A4 = (2) = 0, .
2
2
2
Confrontiamo le quote dei punti trovati:
f (A1 ) = f (A2 ) = 1

f (A3 ) = f (A4 ) =

1
2

f (0, 0) = 0.

Si deduce che A1 e A2 sono punti di massimo assoluto vincolato, e che (0, 0) e` punto di minimo
assoluto vincolato.
2 z
2

y 0

1.
5

1.5

0.5

1
2 y

1.5

0.5

1.5

2
1

1.5

1
x

0.5

0.25

0
x

36

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 2.4.3. Trovare gli estremi assoluti della funzione f (x, y) =

xy
sotto il
x2 + y 2

vincolo x2 + y 2 4 = 0.
Il vincolo e` una circonferenza centrata nellorigine di raggio 2. Inoltre e` regolare essendo
g = 2(x, y) 6= 0 nei punti della circonferenza posto g(x, y) = x2 + y 2 4.
Una possibile parametrizzazione del vincolo e` (t) = 2(cos t, sin t) con 0 t 2 da cui
sostituendo nella funzione f abbiamo
f () = f (2 cos t, 2 sin t) =

4 cos t sin t
not
2 = cos t sin t = h(t).
2
4 cos t + 4 sin t

con k = {0, 1, 2, 3}.


Ricavando i punti di estremo di h(t) si ottengono per t = 4 + k
2
Valutiamo la funzione h per questi valori della t per stabilire la natura degli estremi:
 
 


3
1
1
= f ( 2, 2) =
h
= f ( 2, 2) =
h
4
2
4
2
 
 

5
1
7
1
h
h
= f ( 2, 2) =
= f ( 2, 2) = .
4
2
4
2



2,
2)
e
(
2,

2)
sono
punti
di
massimo
assoluto
vincolato
e
(
2, 2)
Quindi
si
ha
che
(

e ( 2, 2) sono punti di minimo assoluto vincolato.

1 z

2
4

0
.4
0.2

2
y 0
2
1

y
4

2
2

2.5

Funzioni armoniche

Una funzione f : A R2 R e` detta armonica in A se


f C 2 (A);
f = 2 f = fxx + fyy = 0 per ogni (x, y) A.
Loperatore e` detto laplaciano.

0.4
00.2
.2
0
.4

.4
0
0.2

0.2
0.4
0.4
0.2

.2
0
.4
0

0.2
0.4

0
x

2 - Punti critici

37

Esempio 2.5.1. Sia data f (x, y) = ex sin(y). Verificare se f e` armonica e trovare i punti
di massimo e minimo della funzione in D = (1, 1) (0, 2) R2 .
Derivando la funzione abbiamo:
fx = ex sin y

fy = ex cos y

e
fxx = ex sin y

fyy = ex sin y

da cui banalmente
f = fxx + fyy = 0.
Essendo D un sottoinsieme chiuso e limitato di R2 e f C 1 (D), per il Teorema di Weierstrass
f assume minimo e massimo in D. Inoltre essendo f armonica, per il Principio del massimo,
avremo che f assume minimo e massimo vincolato su D.
2 y
6
4
3

1
2

D
2

x
4

Il bordo di D e` costituito da quattro segmenti retti di cui le parametrizzazioni sono:


1 (t) = (1, x)

x [0, 2]

2 (t) = (x, 2)

x [1, 1]

3 (t) = (1, x)

x [0, 2]

4 (t) = (x, 0)

x [1, 1].

Valutiamo f lungo D:
not

f (1 ) = e sin(y) = g1 (y)
not

f (2 ) = ex sin(2) = 0 = g2 (x)
not

f (3 ) = e1 sin(y) = g3 (y)
not

f (4 ) = ex sin(0) = 0 = g4 (x).

Lungo 2 e 4 la funzione
e` costantemente nulla. Lungo 1 otteniamo il minimo
per 1, 3
e il
2



3
massimo
 per 1, 2 . Lungo 3 otteniamo, similmente, il minimo per 1, 2 e il massimo per
1, 2 . Confrontiamo le quote dei punti trovati:


 
3
f 1,
=e
f 1,
= e1
2
2

38

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta





= e1
f 1,
2


3
1,
2

= e1

f (2 ) = f (4 ) = 0.
Quindi 1,
vincolato.


e` punto di minimo assoluto vincolato e 1, 2 e` punto di massimo assoluto


Esempio 2.5.2. Sia data f (x, y) = arctan xy . Verificare se f e` armonica e trovare i punti
di massimo e minimo della funzione in D = {x2 + (y 2)2 1}.
Derivando la funzione abbiamo:
fx =
e
fxx =

x2

y
+ y2

2xy
x2 + y 2

fy =

x2

fyy =

x
+ y2

2xy
x2 + y 2

da cui banalmente
f = fxx + fyy = 0.
Come per lesempio precedente, essendo f armonica e di classe C 2 su D sottoinsieme chiuso e
limitato di R2 , avremo che i minimi e massimi assoluti vengono assunti da f in D.
4 y
3
2
1
x
2

Il bordo di D e` la circonferenza x2 + (y 2)2 = 1 e si parametrizza come:


(t) = (cos x, 2 + sin x)

x [0, 2].

Valutando f lungo D abbiamo



f (D) = arctan

1 + 2 sin t
5 + 4 sin t

not

= g(t)

7
che ha i punti
e t = 11
, da cui rispettivamente si ottengono i punti del
6
 stazionari
 per t=

6 
3 3
3 3
piano A = 2 , 2 e B = 2 , 2 . Valutando la funzione nei due punti avremo che A e` un
punto di minimo vincolato, e B e` un punto di massimo vincolato.

2 - Punti critici

2.6

Esercizi

39

Esercizio 2.6.7. Si trovino i punti di massimo,


minimo della funzione

Esercizio 2.6.1. Si trovino i punti stazionari


(distinguendo fra estremo o sella) delle seguenti funzioni:
1. f (x, y) = x2 + y 3 xy 2 ;
3 2

2. f (x, y) = 2x 2x y xy 1;
3. f (x, y) = 1 x y + 4x2 + 2y 2 ;

f (x, y) = x2 + y 2 xy 3
sotto il vincolo x2 + y 2 = 4.
Esercizio 2.6.8. Si trovino i punti di massimo
e minimo della funzione
f (x, y) = exy + exy

4. f (x, y) = ex+xy+y ;

sotto il vincolo x y 1 = 0.

5. f (x, y) = log(x) log(y);

Esercizio 2.6.9. Si trovino i punti di massimo,


minimo della funzione

6. f (x, y) = xy 2 x3 y;

f (x, y) = 2 y 2 + e(x

2 +y 2

7. f (x, y) = 2x + x + x y;
3

8. f (x, y) = 3x y + 4xy .

sotto il vincolo x2 + y 2 1.

Esercizio 2.6.10. Si trovino i punti di massimo


Esercizio 2.6.2. Si trovino i punti di massimo,
e minimo della funzione
minimo e sella della funzione
xy
f (x, y) = p
2
2
f (x, y) = |1 x y |.
1 + x2 + y 2
Esercizio 2.6.3. Si trovino i punti di massimo, nel cerchio di centro lorigine e raggio 1.
minimo e sella della funzione
Esercizio 2.6.11. Si trovino i punti di estrep
2
2
2
2
mo della funzione f (x, y) = 2x 5y sotto il
f (x, y) = 2x + 3y + x y 3.
vincolo
Esercizio 2.6.4. Si dica se il punto (0, 0) e` di
D = {0 x 1, 0 y 1, y 1 x}.
massimo o minimo per la funzione
p
Esercizio 2.6.12. Si trovino i punti di estremo
f (x, y) = x2 y 2 + x2 + 1.
della funzione f (x, y) = 2x+y sotto il vincolo
Esercizio 2.6.5. Si trovino i punti di massimo
D = {2y 2 x, 2y x 2,
e minimo assoluti della funzione
f (x, y) = x + y
sotto il vincolo 3x2 + y 2 = 3.

y 2x + 1, x 0, y 0}.
Esercizio 2.6.13. Si consideri la funzione

f (x, y) = x3 3x2 y 3xy 2 + y 3 .


Esercizio 2.6.6. Si trovino i punti di massimo
e minimo (distinguendo fra assoluti e relativi)
Si dica se la funzione f e` armonica. Si trovino
della funzione
i punti di massimo e minimo assoluti di f sotto
il vincolo
f (x, y) = sin(x + y)
sotto il vincolo x = y.

D = {(x, y) R2 | |x| 1, |y| 1}.

40

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esercizio 2.6.14. Mostrare che la funzione


 
x
f (x, y) = arctan
y
e` armonica, e calcolare i punti di massimo e
minimo nel triangolo di vertici (1, 1), (1, 2) e
(2, 1).
Esercizio 2.6.15. Si consideri la funzione
 
f (x, y) = log x2 + y 2
.
Per quali valori di la funzione e` armonica?
Trovare i punti di massimo e minimo assoluto nellinsieme
D = {(x, y) R2 | 9 x2 + y 2 16}.
Esercizio 2.6.16. Si trovino gli estremi assoluti della funzione
f (x, y, z) = xy + yz + xz
lungo il segmento che unisce i punti (1, 1, 1)
e (1, 1, 1).
Esercizio 2.6.17. Si trovino gli estremi assoluti della funzione
f (x, y, z) = 3x2 2y 3 z 2 .
sotto il vincolo z = x y.
Esercizio 2.6.18. Dimostrare o confutare la seguente affermazione: sia f : A R2 una
funzione armonica in A, e : [a, b] R
R2 una curva limitata contenuta in A. Allora f ammette massimo e minimo assoluto agli
estremi della curva .
Esercizio 2.6.19. Dimostrare o confutare la seguente affermazione: sia f : A R2 una funzione armonica in A, e : [a, b] R R2
una curva chiusa e limitata contenuta in A. Allora f ammette massimo e minimo assoluto su
.

Capitolo 3

Integrali multipli
3.1

Integrali doppi

Esempio 3.1.1. Calcolare:


ZZ
D

x
dxdy
y2

in cui D e` la parte finita di piano compresa fra la parabole y = x2 e y = 12 x2 con 1 x 2.


y
4

2
x
1

Il dominio D si pu`o descrivere come


x2
D = {(x, y) R | 1 x 2;
y x2 }
2
ovvero e` normale rispetto allasse x.
Un dominio D R2 e` detto normale rispetto allasse x se si pu`o descrivere nel seguente
modo:


D = (x, y) R2 | a x b; f1 (x) y f2 (x)
con f1 , f2 C 0 ([a, b]).
y

f2 (x)

f1 (x)

a
41

x
b

42

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


ZZ
D

"Z

#
x
dy dx =
x2 y 2
1
2
Z 2  1 x2
xy
dx =
=
1 x2
1
2
Z 2
1
=
dx = log 2.
1 x

x
dxdy =
y2

x2

Riassumendo: se D e` un dominio normale rispetto allasse x avremo che


#
Z "Z
ZZ
b

f2 (x)

f (x, y) dxdy =
D

f (x, y) dy dx.
a

f1 (x)

Esempio 3.1.2. Calcolare:


ZZ
(y x) dxdy
D

in cui D e` il triangolo di vertici (1, 0), (0, 1) e (1, 0).


y
1
0.5
x
1

Il dominio D si pu`o descrivere come


D = {(x, y) R | y 1 x 1 y; 0 y 1}
ovvero e` normale rispetto allasse y.
Un dominio D R2 e` detto normale rispetto allasse y se si pu`o descrivere nel seguente
modo:


D = (x, y) R2 | g1 (y) x g2 (y); a y b
con g1 , g2 C 0 ([a, b]).
y
g2 (y)

d
c

g1 (y)

3 - Integrali multipli
ZZ

1y

Z


(y x)dy dx =

(y x)dxdy =
y1
Z 1y

43

=
y1


1
2y 2y 2 dx = .
3

Riassumendo: se D e` un dominio normale rispetto allasse y avremo che


#
Z "Z
ZZ
d

g2 (y)

f (x, y) dx dy.

f (x, y) dxdy =
c

g1 (y)

Esempio 3.1.3. Calcolare:


ZZ
(x + y) dxdy
D

in cui D e` la parte finita di piano del primo quadrante allinterno della circonferenza
centrata nellorigine di raggio 1 e tale per cui lascissa e` maggiore dellordinata.
y
1

0.5

x
0.5

Il dominio D pu`o essere scritto nella forma




D = (x, y) R2 | x 0, y 0, x2 + y 2 1, y x =
n
o
p
= y x 1 y2, 0 y 1
ovvero che il dominio e` semplice rispetto allasse y.
ZZ
Z 2 "Z
(x + y)dxdy =
D

1y 2

(x + y)dx dy =
0

2
2

=
0

2
2

x2
+ xy
2

1y2
dy =
y


p
1
2
2
2y + y 1 y dy
=
2
0

 22
y 2 2 1
=
y (1 y 2 )3/2
=
2 3
3
0
Z

=
1
.
3

44

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

La forma di D pu`o suggerire un passaggio alle coordinate polari (vedi Appendice ??), ovvero
D e` polarmente normale: D pu`o essere descritto come
n
o
(, ) | 0 1, 0
4

Un dominio D R2 e` detto polarmente normale se si pu`o descrivere nel seguente modo


{(, ) | 1 2 ; 1 () 2 ()}
con 1 , 2 C 0 ([1 , 2 ]). Con (, ) si intendono le coordinate polari illustrate nell
Appendice ??.
y
2 ()

1 ()

Z 1Z

ZZ

( cos + sin ) dd =
Z 2
Z 1
1
2
(cos + sin )d = .
d
=
3
0
0

(x + y)dxdy =

Si nota chiaramente che con il passaggio alle coordinate polari il calcolo dellintegrale e` semplificato.
Riassumendo: se D e` un dominio polarmente normale avremo che
Z 2Z

ZZ

2 ()

f (x, y) dxdy =
D

f ( cos , sin ) dd
1

1 ()

Qui abbiamo usato il teorema del cambio di variabili negli integrali multipli. Supposta
una trasformazione biunuvoca di coordinate


u = u(x, y)
x = x(u, v)
1
(x, y) =
(u, v) =
v = v(x, y)
y = y(u, v).
allora

ZZ

ZZ
f (x, y) dxdy =
D


f 1 (u, v) |detJ 1 | dudv
(D)

3 - Integrali multipli

45

in cui J e` la matrice jacobiana definita come




xu (u, v) xv (u, v)
J 1 =
yu (u, v) yv (u, v)
Esempio 3.1.4. Calcolare:
ZZ

(x2 + y 2 )dxdy
D

in cui D e` la corona circolare di raggi 1 e 4.

2
x
4

2
4

Il dominio D pu`o essere descritto come




D = (x, y) R2 | 1 x2 + y 2 16
ovvero in coordinate polari come
{(, ) | 1 4, 0 2} .
Il dominio e` quindi polarmente normale.
ZZ

Z 2Z

3 dd =
Z0 2 1 Z 4
=
d
3 dd =
0
1
 4 4

255
= 2
=
.
4 1
2

(x + y )dxdy =
D

Esempio 3.1.5. Calcolare:


ZZ

2x
p
dxdy
x2 + y 2
D

in cui D e` la parte di corona circolare di raggi 3 e 5 del primo quadrante tale per cui lascissa
e` minore dellordinata.

46

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


6 y
4
2
x
2

Il dominio D pu`o essere descritto come




D = (x, y) R2 | 9 x2 + y 2 25, x y, x 0, y 0
ovvero in coordinate polari come
n
o

.
(, ) | 3 5,
4
2
Il dominio risulta essere polarmente normale.
ZZ

Z 5Z

2x

2 cos
dd =

3 4


Z
Z 5
2
1
d
cos d = 16 1 .
=2

2
3
4

p
dxdy =
x2 + y 2
D

Esempio 3.1.6. Calcolare:


ZZ
D

con

xy
dxdy
x2 + y 2

(
D=

3
1 x2 + y 2 9,
x y 3x .
3

4 y

x
2

Il dominio D e` polarmente normale potendosi descrivere in coordinate polari come


{(, ) | 1 3,

}.
6
3

3 - Integrali multipli
ZZ
D

xy
=
2
x + y2

Z 3Z

47

cos sin
dd =
2

Z 3Z

cos sin dd =

1
3

Z
=

Z
d

cos sin d = 1.

Esempio 3.1.7. Calcolare


ZZ
|2x y| dxdy
D

in cui

D = {0 x 1, 2x2 y 2 x}.

Dalla definizione di valore assoluto abbiamo che

2x y 2x > y
0 2x = y
|2x y| =

y 2x 2x < y.
Il dominio D e` rappresentato nella seguente figura:
3 y
2

1
x
0.5

1.5

Abbiamo dato un diverso colore alle due parti del dominio per enfatizzare che nella parte scura
la funzione integranda e` y 2x e nella parte chiara 2x y.
Ricordiamo la propriet`a di additivit`a dellintegrale multiplo. Se il dominio D e` tale per
cui esistono D1 , D2 D con D = D1 D2 e D1 D2 = allora
ZZ
ZZ
ZZ
ZZ
f (x, y)dxdy =
f (x, y)dxdy =
f (x, y)dxdy +
f (x, y)dxdy.
D

D1 D2

D1

D2

Poniamo

D1 = {0 x 1; 2x2 y 2x} D2 = {0 x 1; 2x y 2 x}

48

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

da cui
ZZ

ZZ
(2x y)dxdy +

(y 2x)dxdy =

D1
1Z 2x

D2
Z 1Z 2x

(2x y)dxdy +

=
2x2

Z
=

(y 2x)dxdy =
0

2x

Z


2
3
2x 4 x + 2x dx +
0

3.2


2
2x2 4x3 + 2x4 dx = .
15

Integrali tripli

Un volume V R3 e` detto normale rispetto al piano xy se si pu`o descrivere come




V = (x, y, z) R3 | f1 (x, y) z f2 (x, y), (x, y, 0) D
con f1 , f2 C 0 (D) e D dominio nel piano z = 0.
z

f2 (x, y)
V
f1 (x, y)
x
D

La formula di riduzione (integrazione per fili) per volumi di questo tipo e`


!
ZZZ
ZZ
Z
f2 (x,y)

f (x, y, z) dxdydz =
V

f (x, y, z) dz
D

dxdy.

f1 (x,y)

Similmente si descrivono volumi normali rispetto ai piani yz e xz e le rispettive formule di


riduzione.

Esempio 3.2.1. Calcolare:


ZZZ
(2x 3y + 5z) dxdydz
V

con V = {(x, y, z) R3 | 0 x 1, 0 y 2, 0 z 3}.

3 - Integrali multipli
ZZZ

49

(2x 3y + 5z) dxdydz =



Z 2 Z 3 Z 1
(2x 3y + 5z) dx dydz =
=
0
0
0
Z 2Z 3
(1 3y + 5z) dydz =
=
0
0

Z 3 Z 2
(1 3y + 5z) dy dz =
=
0
0
Z 3
(10z 4) dz = 33.
=

(2x 3y + 5z) dxdydz =

Esempio 3.2.2. Calcolare:


ZZZ
(z + 1) dxdydz
V

in cui


V = (x, y, z) R3 : y x2 , y 1 x2 , z 0, x y z + 2 0
Possiamo descrivere V come il volume limitato inferiormente dal piano xy e superiormente dal
piano z = x y + 2 che si proietta nel dominio piano
(
)

2
2
D=
x
, x 2 y 1 x2 .
2
2
z
2

0.5

0.5

Quindi

ZZZ

2
2

Z
(z + 1) dxdydz =

1x2

2
2

2
2

Z
=

2
2

2
2

Z
=

2
2

xy+2

(z + 1) dxdydz =

x2
1x2


x2
y2
4 + 3x +
3y xy +
dxdy =
2
2
x2


8 5x
x4 x 6
757
2
3
.
+
5x 5x

dx =
3
2
2
3
210 2
Z

50

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 3.2.3. Calcolare


ZZZ
(2z 1) dxdydz
V

in cui


V = (x, y, z) R3 : x 0, y 0, z 0, y 1 x, z x + y
Possiamo descrivere V come il volume limitato inferiormente dal piano xy e superiormente dal
piano z = x + y che si proietta nel dominio piano
D = {0 x 1, 0 y 1 x} .
1.5 z
1
0.5

0.5

0.5
x

1.5 y

1.5
Quindi, integrando per fili, avremo
Z

ZZZ

1x

x+y

(2z 1) dxdydz =

(2z 1) dxdydz =
V

0
1

0
1x


(x + y)2 (x + y) dxdy =
 3

Z0 1 0
1 1
x
x2
1
=

dx = .
3 2
3
2
12
0

Esempio 3.2.4. Calcolare:


ZZZ
log(x + 1) dxdydz
V

in cui

n
o
y
V = (x, y, z) R3 : y 1 x2 , z , z 0, y 0 .
2

Possiamo descrivere V come il volume limitato inferiormente dal piano xy e superiormente dal
piano z = y2 + 1 che si proietta nel dominio piano


D = 1 x 1, 0 y 1 x2 .

3 - Integrali multipli

51

2 z

1
0.5
x

1
0.5

1
y
1.5
Quindi
ZZZ

1x2

y
+1
2

log(x + 1) dxdydz =

log(x + 1) dxdydz =
1
Z 1

0
1x2

y
log(x + 1) dxdy =
=
1+
2
1 x2

Z 1
5 3 2 1 4
=
x + x log(x + 1) dx =
4 2
4
1
2 log 2 33
.
= log 4
5
25


Esempio 3.2.5. Calcolare il volume


del solido D che e` intersezione fra la parte finita di pia2
no xy compresa fra le curve x e x, limitato superiormente dalla superficie di equazione
z = x2 + y 2 . Si deve considerare la parte di spazio avente coordinate positive.
La descrizione matematica del dominio e`

V = {(x, y, z) R3 | 0 x 1,

x y x2 , 0 z x2 + y 2 }.

Il calcolo del volume e` il seguente:


Z
0

x2

x2 +y 2

dxdydz =
x

=
1

=
=
0

x2 +y 2

dz dxdy =
0

x2

"Z

"Z

x2 +y 2

dxdy =
x

0
x2

x2

#
dy dx =

6
3
x
x
6
x5 +

x4 dx = .
3
3
35

52

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Ricordiamo il teorema del cambio di variabili negli integrali tripli. Supposta una
trasformazione biunivoca di coordinate

u = u(x, y, z)
x = x(u, v, w)
1
v = v(x, y, z)
y = y(u, v, w)
(x, y, w) =
(u, v, w) =

w = w(x, y, z)
z = z(u, v, w).
allora
ZZZ

ZZZ


f 1 (u, v, w) |detJ 1 | dudvdw

f (x, y, z) dxdydz =
V

(V )

in cui J e` la matrice jacobiana definita come

xu (u, v, w) xv (u, v, w) xw (u, v, w)


J 1 = yu (u, v, w) yv (u, v, w) yw (u, v, w)
zu (u, v, w) zv (u, v, w) zw (u, v, w)

Esempio 3.2.6. Calcolare il volume del dominio V definito come


V = {(x, y, z) R3 | x2 + y 2 1, x2 + y 2 z 2

x2 + y 2 }.

z
2
1.5
1
0.5

2
1

1
x
2

1
2 y

Possiamo descrivere V come il volume


limitato inferiormente dal paraboloide z = x2 + y 2 e
p
superiormente dal cono z = 2 x2 + y 2 che si proietta nel dominio piano
D = {x2 + y 2 1}.
Quindi V e` normale rispetto al piano xy. Essendo D polarmente normale come dominio piano,
passiamo in coordinate cilindriche (cfr. Appendice ??):


(V ) = (, , z) | 0 1, 0 2, 2 z 2 .

3 - Integrali multipli

53

Segue che

ZZZ

ZZ Z

x2 +y 2

dxdydz =

dxdydz =
V

D 2
1Z 2Z 2

dddz =
0

Z 1Z

ddz =

0
1

Z
= 2
0


5
2 2 3 d =
.
6

Esempio 3.2.7. Calcolare:


ZZZ

x2 dxdydz

con V = {(x, y, z) R3 | x 0, y 0, z 0, z 1

x2 + y 2 }.

z
1.4
1.2
1
0.8
0.6
0.4
1

0.2
1

Possiamo descrivere
V come il volume limitato inferiormente dal piano xy e superiormente dal
p
2
cono z = 1 x + y 2 che si proietta nel dominio piano
D = {x2 + y 2 1, x 0, y 0}.
Quindi V e` normale rispetto al piano xy. Essendo D polarmente normale come dominio piano,
passiamo in coordinate cilindriche (cfr. Appendice ??):
o

(V ) = (, , z) | 0 1, 0 , 0 z 1 .
2
n

54

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Segue che

ZZZ

ZZ Z

x2 +y 2

x2 dxdydz =

x dxdydz =
V

Z Z 1Z
2

( cos )2 (dddz) =
0 0
Z 1Z 1
2
cos d
3 ddz =

=
=
0

3 (1 ) d =

.
80

Esempio 3.2.8. Calcolare:


ZZZ
V

(x2

yz
dxdydz
+ y 2 )2

p
con V = {(x, y, z) R | x < 0; y > 0; x2 +y 2 +1 < z < 113 x2 + y 2 ; x2 +y 2 > 1}.
3

12 z
10
8
6
4
2
x

2
2
y2

Possiamo scrivere il dominio nella forma


n
o
p
3
2
2
2
2
V = (x, y, z) R | (x, y, 0) D, x + y + 1 z 11 3 x + y
con
D = {x 0, y 0, 1 x2 + y 2 2}.
Quindi V e` normale rispetto al piano xy. Essendo D polarmente normale come dominio piano,
passiamo in coordinate cilindriche (cfr. Appendice ??):
n
o

2
(V ) = (, , z) | 1 2,
, + 1 z 11 3 .
2

3 - Integrali multipli

55

Quindi

ZZZ
V

yz
dxdydz =
2
(x + y 2 )2

ZZ Z

113

x2 +y 2

(x2

x2 +y 2 +1
113

yz
dxdydz =
+ y 2 )2

Z 2Z Z

cos z
dddz =
4
1 2 2 +1
Z
Z 2 Z 113
z
=
cos d
ddz =

2
1
2 +1
2

Z 2
97
7 60 2 33
+ 2

d =
33 log 2.
=
2
2

3
1
=

Un volume V R3 e` detto assialmente normale se


(V ) = {(, , z) | a z b, 1 2 , 1 (, z) 2 (, z)}
con 1 , 2 C 0 ([1 , 2 ] [a, b]), e e` la trasformazione che porta le coordinate cartesiane
nelle coordinate cilindriche illustrate nell Appendice ??.
z

x
2
Per questo tipo di integrale la formula di riduzione e`
Z bZ

ZZZ

f (x, y, z) dxdydz =
V

2 (,)

f ( cos , sin , z) d dzd.


a

1 (,)

Qui si e` mostrato solo il caso di volumi assialmente normali con asse z = 0. Lo studente non avr`a difficolt`a a descrivere il caso in cui lasse e` una retta parallela ad un asse
coordinato.
Esempio 3.2.9. Calcolare:
ZZZ

(x2 + y 2 )dxdydz

V
3

con V = {(x, y, z) R | x + y + z 2 4; x2 + y 2 1}.

56

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


Sezione di V secondo xy
2

Sezione di V secondo xz

1
x

x
2

Abbiamo che V e` normale rispetto al piano xy


p
p
V = {(x, y, z) R3 | 1 x2 + y 2 2, 4 x2 y 2 z 4 x2 y 2 }
ma si ha anche che e` assialmente normale poich`e
V = {(x, y, z) R3 |

3 z 3, 1 x2 + y 2 4 z 2 }.

da cui passando in coordinate cilindriche


n
o

(V ) = (, , z) | 3 z 3, 0 2, 1 4 z 2 .
Scegliamo di sfruttare che V e` assialmente normale per semplificare lintegrazione:
ZZZ

Z 2Z

(x + y )dxdydz =
V

Z 2Z
=
0

Z 2Z

Z
1

4z 2

2 (ddzd) =

4z 2

3 ddzd =

15
z4
2

2z
+
=

4
4
0
3

Z 2
22 3
44 3
=
d =
.
5
5
0



ddz =

Esempio 3.2.10. Calcolare:


ZZZ

dxdydz
+ y2 + z2
V
p
p
z 2, z 3 x2 + y 2 , z x2 + y 2 }.
x2

con V = {(x, y, z) R3 |

1
2

3 - Integrali multipli

1.4

57
Sezione di V secondo yz
1.5 y

1.2
1

0.8
0.6

0.5

0.4
x

0.2

0.5
x
1.5

0.5

1.5

p
p
Il volume V e` la parte di spazio compresa fra i coni z = x2 + y 2 e z = 3 x2 + y 2 e
compresa fra le quote 21 e 1. Il volume e` assialmente normale potendosi riscrivere come


p
z
3 1
V = (x, y, z) R | z 1, x2 + y 2 z
2
3
da cui passando in coordinate cilindriche


1
z
(V ) = (, , z) | z 1, 0 2, z .
2
3
Quindi
ZZZ
V

Z 2Z

1
(ddzd) =
2
1
z
+
z

0
2
3
Z 2
Z 1Z z
1
2
=
d
dzd =
2
1
z + z2
2 0

2
3
 
Z 1
3
=
log
dz =
1
2
2
 

3
= log
2
2

1
dxdydz =
2
x + y2 + z2

58

3.3

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esercizi

Esercizio 3.3.1. Calcolare


ZZ

x2 + 2y dxdy

Esercizio 3.3.9. Calcolare


ZZ
y
p
dxdy
2
x + y2
D

in cui D = {x 1, y 1 x, , y x 1}.

in cui D = {x2 + y 2 2, x2 + y 2 1, x

x
0, y 0, y 3x}.
3

Esercizio 3.3.2. Calcolare


ZZ
xy 2 dxdy

Esercizio 3.3.10. Calcolare


ZZ
x+y
p
dxdy
1 + x2 + y 2
D

in cui D = {x2 + y 2 1, 0 y x, x 0}.

in cui D = {x 0, y 0, x2 + y 2 1} Esercizio 3.3.11. Calcolare


{x 0 , y 0 , y x + 1}.
ZZ
xy
dxdy
2
2
Esercizio 3.3.3. Calcolare
D 1x y

ZZ
in con D = {x2 + y 2 1, y < 3x}.
2 2
2
xy (x + y ) dxdy
D
Esercizio 3.3.12. Calcolare
ZZZ
in cui D = {x2 + y 2 1, |y| x}.
(z + y 2 ) dxdydz
Esercizio 3.3.4. Calcolare
ZZ
(x + y) log(x y) dxdy.
D

in cui D = {0 x + y 1 , 1 x y 2}.

in cui D = {x2 + y 2 z 1}.


Esercizio 3.3.13. Calcolare
ZZZ

x2 + y 2 + z 2 dxdydz
V

Esercizio 3.3.5. Calcolare la misura dellarea in cui V = {x2 + y 2 4, 1 z 2, x 0}.


del dominio piano D = {x 0, y 0, 2x
Esercizio 3.3.14. Calcolare
y 6x, 3 xy 4}.
ZZZ
z dxdydz
Esercizio 3.3.6. Calcolare la misura dellarea
V
del dominio piano D = {|y| x, y > 3x
in cui V = {z 0, z 4 (x 2)2 (y
2}.
2)2 }.
Esercizio 3.3.7. Calcolare
Esercizio 3.3.15 (*). Calcolare
ZZ
ZZZ
z
exy dxdy.
dxdydz
D
V x
in cui D e` la parte finita di piano compresa fra in cui V = {z 25 x2 y 2 , z 0,
le curve xy = 1, xy = 2, y = x2 e y = 2x2 .
y 4 x}
Esercizio 3.3.8. Calcolare
ZZ
xy dxdy

3
x

Esercizio 3.3.16. Calcolare


ZZZ
1
dxdydz
V x+2

D
2

in cui D = {x + 4y 1, y |x|}.

in cui V = {y 2 x2 , y x2 , z 6
2y, z 0}.

3 - Integrali multipli
Esercizio 3.3.17 (*). Calcolare
ZZ
2
2
e[(xy) +(x+y) ] dxdy.
R2

Si suggerisce un cambiamento di variabile.


Esercizio 3.3.18. Calcolare la misura del volume contenuto dalla superficie
z=

1
(x2 + y 2 )4

per z 1.
Esercizio 3.3.19. Calcolare
ZZZ

1 + y 2 z dxdydz
V

in cui V = {0 x 2, 0 y x, 0 z
xy}.
Esercizio 3.3.20. Calcolare
ZZZ
(x + y + z) dxdydz
V

in cui V e` il solido limitato superiormente dal


grafico di z = x+y che si proietta nel dominio
D = {0 x 1, 2x y x + 1} e
inferiormente dal piano z = 0.
Esercizio 3.3.21. Calcolare la misura del volume del solido compreso fra il piano z = 0
x
che si proietta
e la superficie z =
1 + x2 + y 2
nel dominio D = {x 0, 1 x2 + y 2 4}.
Esercizio 3.3.22. Calcolare
ZZ
log(x2 + y 2 )dxdydz
D

con D il dominio x2 + y 2 4.

59

60

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Capitolo 4

Integrali di linea
4.1

Curve notevoli

Una curva (in forma cartesiana) in Rn e` una funzione : [a, b] R Rn la cui legge,
detta parametrizzazione, (t) = (a1 (t), , an (t)) e` una funzione differenziabile a tratti.
Dalla curva (t) si definiscono 0 (t) e 00 (t) che sono rispettivamente il vettore velocit`a
e il vettore accelerazione della curva. Inoltre k 0 (t)k e k 00 (t)k sono rispettivamente la
velocit`a scalare e la accelerazione scalare.
Si distinguano la funzione , che e` la curva, dalla traccia della curva che e` ([a, b]).
Una curva e` detta regolare se la sua parametrizzazione e` differenziabile e la velocit`a scalare
k 0 (t)k e` diversa da zero nel dominio [a, b].
Esempio 4.1.1. Sia data la curva (t) = (4 cos t, sin t). Dire se la curva e` regolare.
Le componenti della curva sono funzioni differenziabili. Il vettore velocit`a della curva e` 0 (t) =
(4 sin t, cos t) da cui si ricava la velocit`a scalare
p
k0 (t)k = 16 sin2 t + cos2 t.
Vediamo se, per qualche t si ha k0 (t)k2 = 0.
k0 (t)k2 = 16 sin2 t + cos2 t =
= 16 15 cos2 t
la quale non si annulla mai. La curva e` quindi regolare per ogni t.
1

x
1

0.5

0.5
1

61

62

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 4.1.2. Si dica se la curva trattrice, avente parametrizzazione


(t) = (t2 , t3 ) t R
e` regolare.
Il
vettore velocit`a e` 0 (t) = (2t, 3t2 ) da cui la velocit`a scalare e` k0 (t)k =
|t| 4 + 9t2 . La velocit`a scalare si annulla solo per t = 0.

4t2 + 9t4 =

1 y
0.5
x
0.5

0.5
1
La curva, pur avendo componenti differenziabili, non e` regolare avendo per t = 0 velocit`a
scalare nulla.
Esempio 4.1.3. Sia data la curva (t) = (t2 t, 1 + 2t).
Si dica se e` regolare.
Si trovi, se possibile, lequazione cartesiana.
Si trovi la retta tangente al grafico di (t) per t = 0.
Le componenti della curva sono funzioni differenziabili. La velocit`a scalare e` k0 (t)k =

4t2 + 4t + 5. Un semplice calcolo mostra che il polinomio 4t2 + 4t + 5 6= 0 per ogni t R,


da cui si deduce che la curva e` regolare.
Dallequazione parametrica di definizione della curva abbiamo

x = t2 t
y = 1 + 2t.
Dalla seconda equazione ricaviamo t:
t=

y1
2

da cui sostituendo nella prima equazione



2
y1
y1
x=

2
2
e semplificando si ottiene lequazione cartesiana:
x=

y2 y + 3
.
4

4 - Integrali di linea

63

Si osserva che la curva non e` altro che una parabola con asse di simmetria parallelo allasse x.
Calcoliamo la retta tangente r alla curva nel punto (0, 1):
r(t) = (0) + t0 (0) = (0, 1) + t(1, 2) = (t, 1 + 2t).
6 y
4
2
x
2

Abbiamo fornito una parametrizzazione della retta tangente r. Per esercizio si trovi lequazione
cartesiana di r.
Esempio 4.1.4. Si dica se la curva astroide, avente parametrizzazione

(t) = cos3 t, sin3 t
t [0, 2]
e` regolare.

y
1
0.5
x
1

0.5

0.5

0.5
1

Le componenti della curva sono funzioni differenziabili. Il vettore velocit`a e` p


0 (t) =
(3 sin t cos2 t, 3 cos t sin2 t) da cui si ricava la velocit`a scalare k0 (t)k = 9 cos2 (t) sin2 (t)
che si annulla per t = 0, 2 , , 3
. Per tali valori di t la curva non risulta regolare.
2
Esempio 4.1.5. Si consideri la curva elica avente parametrizzazione
(t) = (cos t, sin t, t)
Si dica se la curva e` regolare.

t R.

64

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


15 z

10

5
1
1
x

Le componenti della curva sono funzioni differenziabili.


Il vettore velocit`a e` 0 (t) = ( sin t, cos t, 1)

da cui si ricava la velocit`a scalare k0 (t)k = 2. Si deduce che la curva e` regolare per ogni
t R.

4.2

Integrali di linea di prima specie

Sia data una funzione scalare f definita in A R2 (o in R3 e pi`u in generale Rn ) e = (t)


una curva contenuta in A con t [a, b]. Lintegrale di linea di prima specie e` definito come
Z

Z
f ds =

f ((t)) k 0 (t)kdt.

(4.1)

Il ds = k 0 (t)kdt e` detto elemento darco di .


Se f = 1 allora lintegrale (4.1) rappresenta numericamente la lunghezza della curva .
Se f indica una densit`a (nello spazio o nel piano in cui la curva e` contenuta) di massa o
di carica elettrica, allora lintegrale (4.1) rappresenta la quantit`a di massa o carica presente
lungo .
Esempio 4.2.1. Sia data la curva trattrice (t) = (t2 , t3 ). Si calcoli la lunghezza della
curva per t [1, 2].
Per il calcolo della lunghezza della curva utilizziamo lintegrale di linea di prima specie:
Z
Z 2
Z 2

3/2 2
1 
1
0
ds =
k (t)kdt =
t 4 + 9t2 dt =
4 + 9t2
80 10 13 13 .
=
27
27
1

1
1
Esempio 4.2.2. Calcolare la lunghezza della la curva astroide avente parametrizzazione

(t) = cos3 t, sin3 t

4 - Integrali di linea

65

per t [0, 2].


Essendo la velocit`a scalare k0 (t)k =
2

9 cos2 t sin2 t = 3 |cos(t) sin(t)|, avremo

3 |cos(t) sin(t)| dt =

ds =
0

Z
=

3 cos t sin t dt

3 cos t sin t dt+

0
3
2

3 cos t sin t dt

3 cos t sin t dt =
3
2

Z
=4

3 cos t sin t dt = 6.
0

Esempio 4.2.3. Calcolare la lunghezza della la curva cardioide avente parametrizzazione


(t) = (cos t(1 + cos t), sin t(1 + cos t))
per t [0, 2].
y
1

x
1

Essendo la velocit`a scalare k0 (t)k =


Z

2(1 + cos t) dobbiamo calcolare

p
2(1 + cos t) dt =
0
Z 2  


cos t dt =
=2

2
 
Z0
t
dt = 8.
=4
cos
2
0

ds =

Esempio 4.2.4. Calcolare la lunghezza della curva deltoide avente parametrizzazione




2
1
2
1
(t) =
cos t cos(2t), sin t + sin(2t)
3
3
3
3
per t [0, 2].

66

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


1 y
0.5
x
1

0.5

0.5

0.5
1
p
Essendo la velocit`a scalare k0 (t)k = 2 3 2 1 + cos(3t) dobbiamo calcolare
Z
Z 2 p
2 2
ds =
1 + cos(3t) dt =
3

0
Z  
3t
4 2
16
cos
=
dt = .


3 0
2
3

Esempio 4.2.5. Calcolare


Z
2xy ds

in cui (t) = (cos(t), sin(t), t) con t [0, 2 ].


Ricordando la definizione di integrale di linea di prima specie abbiamo:
Z
Z

2
2 cos(t) sin(t) 2dt =
2xy ds =
0

Z 2
2 cos(t) sin(t)dt =
= 2
0
Z 2

= 2
sin(2t)dt = 2.
0

Esempio 4.2.6. Calcolare


Z

z 2 ds

in cui (t) = (cos(t), sin(t), t) per t [0, 2].


Ricordando la definizione di integrale curvilineo di prima specie abbiamo:
Z
Z 2
2
z ds =
t2 2dt =

Z 2 2
= 2
t dt =
0
 
t3 2 8 3
= 2
= 2
.
3 0
3

4 - Integrali di linea
Esempio 4.2.7. Calcolare

67

Z
3

y
ds
3


in cui (t) = cos3 (t), sin (t) per t [0, 2 ].
Ricordando la definizione di integrale curvilineo di prima specie abbiamo:
Z
Z
3 y
2
ds =
sin2 (t) cos(t)dt =
3

0
Z
2
=
sin2 (t) cos(t)dt =
0

sin3 (t)
=
3


 2
0

1
= .
3

Esempio 4.2.8. Calcolare


Z


x2 + y 2 ds

in cui (t) = (et sin t, et cos t, t) per t [0, 1].


Ricordando la definizione di integrale curvilineo di seconda prima abbiamo:
Z
Z 1

2
2
x + y ds =
e2t 1 + 2e2t dt =

#
3/2 1
(1 + 2e2t )
=
=
6
0
3/2 
1
=
3 3 + 1 + 2e2
.
6
"

4.3

Integrali di linea di seconda specie

Sia dato un campo vettorialea F = (F1 , , Fn ) definito in A R2 (o in R3 e pi`u in


generale Rn ) e = (t) una curva contenuta in A con t [a, b]. Lintegrale di linea di
seconda specie e` definito come
Z
Z b
F ds =
F ((t)) 0 (t)dt

in cui ds = 0 (t)dt e` detto vettore spostamento infinitesimo.


Ad ogni campo F si associa una forma differenziale definita come
X
= F ds =
Fi dxi .
i

68

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Nella fisica dato il campo F allora la corrispondente rappresenta lelemento infinitesimo


di lavoro compiuto dal campo nello spostamento infinitesimo ds.
Un campo vettoriale di Rn e` una funzione del tipo F : A Rn Rn con legge F(x1 , , xn ) =
(F1 , , Fn ) in cui le funzioni F1 , , Fn delle componenti del campo sono definite in A.
a

Esempio 4.3.1. Sia F il campo vettoriale definito come


F(x, y) = (x y, x + y) .
Si integri il campo lungo la curva definita come la retta di equazione cartesiana y = x
con 0 x 1.
Seguendo la definizione si ha
Z

F((t)) 0 (t)dt =

F ds =

{(t t) 1 + (t + t) 1} dt

=
0

Z
=

2t dt = 1.
0

Esempio 4.3.2. Sia F il campo vettoriale definito come


F(x, y) = (x2 + y 2 , xy)
Integrare il campo lungo definito come il segmento di retta che unisce i punti (0, 0) e
(1, 1).
La curva pu`o essere parametrizzata come (t) = (t, t) con t [0, 1]:
Z

Z
F ds =

F (t, t) (1, 1) dt =

0
1


2t2 , t2 (1, 1) dt =

=
0

Z
=3

t2 dt = 1.

Esempio 4.3.3. Sia F il campo vettoriale definito come


F(x, y, z) = (x 2y, x y) .
Integrare il campo lungo la curva (la si orienti nel senso antiorario)
= {y = x2 x} {y = x2 + 2x}
con 0 x 23 .

4 - Integrali di linea

69

y
1
0.5
x
0.5

1.5

0.5
Le parametrizzazioni delle due curve tali che formano


3
2
1 (t) = (t, t t) t 0,
2


3
2
2 (t) = (t, 2t t ) t 0,
2
da cui abbiamo i vettori velocit`a


3
= (1, 2t 1) t 0,
2


3
0
2 (t) = (1, 2 2t) t 0,
2

10 (t)

Quindi1
Z

F ds =

F ds +
Z

3
2

=
Z 00
+

F ds =
2

1+


t 2(t2 t), t t2 t (1, 2t 1)dt+

t 2(2t t2 ), t 2t + t2 (1, 2t 1)dt =

3
2

3
2

=
Z 00
+


t 2(t2 t), t t2 t (1, 2t 1)dt+

t 2(2t t2 ), t 2t + t2 (1, 2t 1)dt =

3
2

Z
=

3
2

t + 3t 2t


5t + 6t2 2t3 dt =

dt +
3
2

63 45
27
+
= .
32 32
8

Qui si user`a questa notazione: data la curva (t) definita per t [a, b]. Indicheremo con
+ (t) la curva (t) in cui t varia da a a b;
(t) la curva (t) in cui t varia da b ad a.

70

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Sia dato un campo vettoriale F definito in A Rn e = F ds la forma differenziale


lineare associata.
Ricordiamo che:
Il campo F e` irrotazionale (ovvero e` chiusa) se
Fj
Fi
=
xj
xi

i 6= j = {1, , n}.

(4.2)

Per n = 2 allora la (4.2) diventa


F1
F2
=
.
y
x
e per n = 3 allora la (4.2) diventa
rotF = F = (0, 0, 0).
Il campo F e` conservativo (ovvero e` esatta) se esiste una funzione scalare U =
U (x1 , , xn ) tale per cui
U = (Ux1 , , Uxn ) = F.

Sia dato un campo vettoriale F definito in A R2 (o in R3 e pi`u in generale Rn ), e


= F ds la forma differenziale lineare associata al campo.
Ricordiamo che
Se F e` conservativo (ovvero e` esatta) in B A allora F e` ivi irrotazionale (ovvero
e` chiusa).
Se F e` irrotazionale (ovvero e` chiusa) in B A semplicemente connesso allora F
e` ivi conservativo (ovvero e` esatta).
F e` conservativo (equivalentemente e` esatta) in B A se e solo se:
Per ogni curva chiusa B si ha
I
F ds = 0.

Per ogni coppia di curve 1 , 2 B aventi stesso punto iniziale e punto finale
si ha
Z
Z




F ds = F ds .



1

Esempio 4.3.4. Sia F il campo vettoriale definito come




y
x
F(x, y) =
,
.
x2 + y 2 x2 + y 2

4 - Integrali di linea

71

1. Si dica se il campo e` irrotazionale nellinsieme di definizione.


2. Si dica se il campo e` conservativo nellinsieme di definizione e in caso affermativo
si trovi una funzione potenziale U con il metodo della spezzata.


3. Si integri il campo lungo la curva (t) = (et cos t, et sin t) con t 0, 2 .
Osserviamo che il campo e` D = R2 {(0, 0)}. In D il campo e` irrotazionale essendo

F1
=
y

x
x2 +y 2

y
x2 +y 2

F2
=
x
x

2xy
2
(x + y 2 )2


=

(x2

2xy
.
+ y 2 )2

Il campo e` definito in un insieme che non e` semplicemente connesso. Per verificare se il campo
e` conservativo inizialmente integriamo il campo lungo una curva chiusa che e` bordo di un
dominio che contiene (0, 0): possiamo per semplicit`a prendere x2 + y 2 = 1. Per`o:
I
F ds = 0.
x2 +y 2 =1

Per sapere se il campo e` conservativo lunico modo e` cercare di trovare una funzione potenziale
U nel dominio di definizione. Consideriamo la seguente spezzata: il segmento da (1, 0) a (x, 0)
con x 6= 0 unito al segmento da (x, 0) a (x, y)2 .
y

(x, y)

(1, 0)
(x, 0)

(x,0)

(x,y)

F ds +

F ds
Z y
=
F(t, 0) (1, 0)dt +
F(x, t) (0, 1)dt =
1
0

Z x
t 0
=
,
(1, 0)dt+
t2 t2
1

Z y
x
t
+
,
(0, 1)dt =
x2 + t2 x2 + t2
0
Z x
Z
dt 1 y 2t
=
+
dt =
t
2 0 x2 + t2
1
1
= log(x2 + y 2 ).
2

U (x, y) =

(1,0)
Z x

(x,0)

Osserviamo che a partire da (1, 0) possiamo costruire una spezzata, costituita anche da pi`u di due segmenti,
che raggiunge ogni punto del dominio del campo.

72

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Integriamo il campo lungo la curva data:


Z
Z
2
(et cos t, et sin t) (et cos t et sin t, et sin t + et cos t)dt =
F ds =
o

Z
=

dt =
0

.
2

Potevamo anche usare la funzione potenziale:


Z

1
1

F ds = U (0, e 2 ) U (1, 0) = log(e ) log(1) = .


2
2
2

Esempio 4.3.5. Sia F il campo vettoriale definito come




y
x
F(x, y) = 2
.
,
x + y 2 x2 + y 2
1. Si dica se il campo e` conservativo nel suo insieme di definizione.
2. Si integri il campo lungo la circonferenza centrata nellorigine e raggio 1.
3. Si trovi una funzione potenziale nellinsieme R = {(x, y) R2 | x > 0}.
Il dominio del campo e` D = R2 {(0, 0)}. In D il campo e` irrotazionale essendo


y
x2 +y2
F1
x2 + y 2 y(2y)
x2 y 2
=
=
=

y
y
(x2 + y 2 )2
(x2 + y 2 )2


x
x2 +y2
x2 + y 2 x(2x)
x2 + y 2
F2
=
=
=
.
x
x
(x2 + y 2 )2
(x2 + y 2 )2
Per`o poich`e integrando F lungo x2 + y 2 = 1 abbiamo

Z
Z 2 
cos t
sin t
F ds =
2
,
( sin t, cos t)dt =
cos t + sin2 t cos2 t + sin2 t
x2 +y 2 =1
0
Z 2
=
dt = 2.
0

Il campo quindi risulta non conservativo nel dominio di definizione.


Troviamo una funzione potenziale U in R. Consideriamo la seguente spezzata: il segmento da
(1, 0) a (x, 0) con x > 0 unito al segmento da (x, 0) a (x, y):
y

(x, y)

(1, 0)
(x, 0)

4 - Integrali di linea
Z

(x,0)

73

(x,y)

F ds +

F ds
Z y
F(t, 0) (1, 0)dt +
F(x, t) (0, 1)dt =
=
1
0


Z x
0
1

=
(1, 0)dt+
,
2
1+t t
1

Z y
t
x
2
+
,
(0, 1)dt =
x + t2 x2 + t2
0
Z y
x

=
2  dt =
0 x2 1 + t
x
Z y
1
x

=
  dt =
t 2
0
1+ x

 y
y
t
= arctan
.
= arctan
x 0
x

U (x, y) =

(1,0)
Z x

(x,0)

Esempio 4.3.6. Sia F il campo vettoriale definito come


F(x, y) = (cos x cos y, sin x sin y).
1. Trovare un insieme A R2 tale per cui il campo F sia conservativo.
2. Si trovi una funzione potenziale in A con il metodo della spezzata.
3. Si integri il campo lungo la curva 1 (t) = (t, t2 ) per t [0, 1].
4. Si integri il campo lungo la curva 2 definita come la circonferenza di raggio 1
centrata nellorigine.

1
2
Il campo e` irrotazionale in R2 (insieme in cui il campo e` definito) essendo F
= F
.
y
x
Poich`e F e` irrotazionale in un insieme semplicemente connesso si ha che F e` conservativo.
Cerchiamo una funzione potenziale. Consideriamo la seguente spezzata: il segmento da (0, 0)
a (x, 0) unito al segmento da (x, 0) a (x, y):

(x, y)

(0, 0)
(x, 0)

74

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


Z

(x,0)

(x,y)

F ds +

F ds
Z y
F(t, 0) (1, 0)dt +
F(x, t) (0, 1)dt =

U (x, y) =

(0,0)
Z x

(x,0)

Z0 x

(cos t, 0) (1, 0)dt+

=
Z 0y

(cos x cos t, sin x sin t) (0, 1)dt =


Z y
Z x
sin x sin t dt =
cos t dt
=

= sin x + (1 + cos y) sin x =


= sin x cos y.
Dobbiamo integrare il campo F lungo la curva 1 .
1.5 y
1
0.5
x
0.5

1.5

Abbiamo due modi per risolvere il problema: fare un calcolo esplicito secondo la definizione
Z
Z 1
F(t, t2 ) (1, 2t)dt =
F ds =
1

=
Z0 1
=


cos t cos(t2 ), sin t sin t2 (1, 2t)dt =


cos t cos(t2 ) 2t sin t sin(t2 ) dt

ma il calcolo che porge e` complicato; utilizzare la funzione potenziale: avremo


Z
sin 2
F ds = U (1, 1) U (0, 0) = sin 1 cos 1 sin 0 cos 0 = sin 1 cos 1 =
.
2
1
Ricordando che il campo e` conservativo in R2 e la curva 2 e` chiusa, avremo che
Z
F ds = 0.
2

Esempio 4.3.7. Sia F il campo vettoriale definito come



F(x, y, z) = 6xy, 3x2 + z, y .
Dopo aver indicato un insieme A R3 in cui F e` conservativo, si calcoli il lavoro del cam-

4 - Integrali di linea

75

po lungo la curva (t) = (t, t2 , t3 ) con t [0, 1] sia con un calcolo diretto che sfruttando
la funzione potenziale U del campo.
Il campo e` definito in tutto R3 che e` un insieme semplicemente complesso. Bisogna solo
verificare se il campo e` irrotazionale, ovvero se il rotore del campo e` nullo:


i
j
k

y
z = (0, 0, 0).
rotF = x
2
6xy 3x + z y
Quindi il campo e` irrotazionale. Il campo e` anche conservativo perch`e e` irrotazionale in un
insieme semplicemente connesso. Troviamo una funzione potenziale U = U (x, y, z) con il
metodo della spezzata:
z

(x, y, z)

(0, 0, 0)

(x, 0, 0)

x
(x, y, 0)

(x,0,0)

U (x, y, z) =

(x,y,0)

+
Z

(0,0,0)
x

(x,y,z)

!
F ds =

+
(x,0,0)

(x,y,0)

Z 0z

F(x, t, 0) (0, 1, 0)dt+

F(t, 0, 0) (1, 0, 0)dt +

F(x, y, t) (0, 0, 1)dt =


Z x
Z y
=
(0, 0, 0) (1, 0, 0)dt +
(6xy, 3x2 , t) (0, 1, 0)dt+
0
0
Z z
+
(6xy, 3x2 + t, y) (0, 0, 1)dt =
Z0 y
Z z
2
=
3x dt +
y dt = 3x2 y + yz.
+

Integriamo il campo lungo la curva data:


Z
Z 1
F ds =
F(t, t2 , t3 ) (1, 2t, 3t2 )dt =

(6t3 , 3t2 + t3 , t2 ) (1, 2t, 3t2 )dt =

=
0

Z
=
0


12t3 + 5t4 dt = 4.

76

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Il calcolo dellintegrale pu`o essere anche svolto in questo caso con la funzione potenziale:
essendo (0) = (0, 0, 0) e (1) = (1, 1, 1) avremo ottenuto che
Z
F ds = U (1, 1, 1) U (0, 0, 0) = (3 + 1) 0 = 4.

4 - Integrali di linea

4.4

77

Esercizi

Esercizio 4.4.7. Data la curva (t) unione delle curve

Esercizio 4.4.1. Si consideri la curva


2
1 (t) =(t, t) 0 t
2
(t) = (1 + t, t2 + t).

2 (t) =(cos t, sin t)


t
4
2
Trovare il vettore velocit`a e accelerazio3 (t) =(0, t) 0 t 1.
ne, la velocit`a e accelerazione scalare.
Si dica se la curva e` regolare.
Si dica se la curva e` regolare.
Si dica se la curva e` regolare a tratti.
Trovarne lequazione cartesiana.
Si calcoli
Z
Trovare la retta tangente alla curva per
xy ds
t = 1.

Esercizio 4.4.2. Si consideri la curva

in cui si consideri orientata positivamente.

(t) = (1, t, t2 ).

Esercizio 4.4.8. Sia F il campo vettoriale definito come


Trovare il vettore velocit`a e accelerazio
ne, la velocit`a e accelerazione scalare.
F(x, y) = x3 y, x + y .
Si dica se la curva e` regolare.
Trovarne lequazione cartesiana.

Lo si integri lungo la retta che congiunge nellordine i punti (0, 0) e (1, 1).

Esercizio 4.4.9. Sia F il campo vettoriale deEsercizio 4.4.3. Si consideri la curva elica aven- finito come


te parametrizzazione
x
y+1
F(x, y) =

(t) = (cos t, sin t, t).

,
(x 1)2 + (y + 1)2 (x 1)2 + (y + 1)2

Lo si integri lungo la curva x2 +y 2 2x+2y =


Trovare la lunghezza della curva per t [0, 2]. 0.
Esercizio 4.4.4. Si consideri la curva di para- Esercizio 4.4.10. Sia F il campo vettoriale definito come
metrizzazione


x
(t) = (et cos t, et sin t).
F(x, y) =
, yx .
x2 + 1
Se ne trovi la lunghezza con t [0, 2 ].
Lo si integri lungo la curva

Esercizio 4.4.5. Data la curva definita coy = (x 1)2
0x2
me la retta che collega i punti (1, 0) e (0, 1) si
y = 2 (x 3)2 2 x 4.
calcoli
Z

Esercizio 4.4.11. Sia F il campo vettoriale dex3 y 4 ds.

finito come
Esercizio 4.4.6 (*). Data la curva definita
F(x, y, z) = (2x + y, x + z, y 2z) .
come y = x2 con 0 x 1 si calcoli
Lo si integri lungo il quadrato di vertici (1, 1),
Z
3
(1, 1), (1, 1) e (1, 1) orientato positivamenx ds.

te.

78

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esercizio 4.4.12. Sia F il campo vettoriale de Si integri il campo lungo le curve a,b (t) =
finito come
(a cos t, b sin t) con a, b R+ .

Esercizio 4.4.16. Sia F il campo vettoriale deF(x, y) = 3x2 2xy, 3y 2 x2
finito come


2x
2y
Dire se il campo e` conservativo nellin- F(x, y) =
,
.
2 + y 2 )2 1 + (1 + x2 + y 2 )2
1
+
(1
+
x
sieme di definizione, e se affermativo trovare una funzione potenziale U .
Si dica se il campo e` conservativo nel
suo insieme di definizione.
Integrare il campo lungo la curva y =

3 x2 con 1 x 1.

Si integri il campo lungo le curve r (t)


di equazione cartesiana x2 +y 2 = r2 con
r (0, 1) (1, +).

Integrare il campo lungo la curva (x


1)3 + (y 2)3 = 1 con 1 x 2
(Notare che la presenza del cubo non e` Esercizio 4.4.17. Sia F il campo vettoriale deun errore).
finito come

Esercizio 4.4.13. Sia F il campo vettoriale deF(x, y, z) = 2bx + y, bx 4yz, 2ay 2 .
finito come
Dire per quali valori di a e b tali per cui
(2x, 2)
il campo e` conservativo. Per tali valo.
F(x, y) =
1 + (x2 + 2y)2
ri si trovi nel dominio di definizione del
campo una funzione potenziale U .
Determinare una regione R in cui esso e`
conservativo, e ivi trovare una funzione
potenziale.
Integrare il campo lungo la curva y = x3
con 0 < x < 1.
Esercizio 4.4.14 (*). Si consideri il campo


1
1
F(x, y) =
.
,
x xy y xy
Si dica se il campo e` conservativo nellinsieme di definizione. Se affermativo
trovare una funzione potenziale.
Si integri il campo lungo la curva (t) =
(2 + cos t, 1 + sin t) con t [0, ].
Esercizio 4.4.15. Sia F il campo vettoriale definito come

F(x, y) = x2 + y + y 2 , 2xy x .
Si dica se il campo e` conservativo.
Si integri il campo lungo la curva 1 (t)
di equazione parametrica (x, y) = (t3 , t2 )
con t [1, 1].

Per a = 1 e b = 1 si integri il campo lungo la curva x2 + y 2 = 1 orientata


positivamente.
Per a = 1 e b = 1 si integri il campo
lungo il quadrato di vertici (0, 0), (1, 0),
(1, 1) e (0, 1) orientato positivamente.
Esercizio 4.4.18. Sia F il campo vettoriale definito come
F(x, y, z) =

(x, y, 1)
.
(x2 + y 2 z)2

Determinare una regione R in cui esso e`


conservativo, e ivi trovare una funzione
potenziale.
Integrare il campo lungo la curva
 (t)
 =
(3 cos(t), 2 sin(t), 1) con t 4 , 4
.
3

Capitolo 5

Integrali di superficie
5.1

Superfici notevoli di R3

Una superficie parametrizzata in R3 e` una funzione X : A R2 R3 la cui legge, detta


parametrizzazione, X(u, v) = (x(u, v), y(u, v), z(u, v)) e` una funzione differenziabile. Si
distinguano la funzione X, che e` la superficie parametrizzata, dalla traccia della superficie
che e` X (A) = .
Una superficie parametrizzata e` detta regolare se X(u, v) e` differenziabile e kXu Xv k =
6
0 per (u, v) A.
Esempio 5.1.1. Nello spazio cartesiano e` data la superficie definita attraverso la parametrizzazione
X(u, v) = (u, v, 2u 3v) .
con (u, v) [1, 1][1, 1]. Provare che X e` la parametrizzazione di un piano trovandone
lequazione cartesiana. Verificare che la parametrizzazione e` regolare.
La funzione X e` la parametrizzazione di una parte del piano avente equazione cartesiana z =
2x 3y essendo
z(u, v) = 2x(u, v) 3y(u, v).
Verifichiamo che la parametrizzazione e` regolare, calcolando kXu Xv k e mostrando se e`
diverso da zero per (u, v) [1, 1] [1, 1]:
Xv = (0, 1, 3)

Xu = (1, 0, 2)
e


i j k

Xu Xv = 1 0 2
0 1 3

Essendo kXu Xv k =




= (2, 3, 1).

14 6= 0, la parametrizzazione X del piano z = 2x 3y e` regolare.

Esempio 5.1.2. Sia data la funzione z = f (x, y) differenziabile in A R2 . Nello spazio


cartesiano e` data la superficie definita attraverso la parametrizzazione
X(u, v) = (u, v, f (u, v))

79

80

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

con (u, v) D A. Provare che la parametrizzazione data di e` regolare.


Poich`e
Xu = (1, 0, fu )

Xv = (0, v, fv )



i j k


Xu Xv = 1 0 fu = (fu , fv , 1) .
0 1 fv
p
p
avremo che kXu Xv k = 1 + fu2 + fv2 = 1 + 2 f . Essendo f differenziabile e kXu
Xv k =
6 0 in D ne consegue che la parametrizzazione di e` regolare in D.
Esempio 5.1.3. Sia data la funzione z = f (x, y) differenziabile in D. Nello spazio cartesiano e` data la superficie definita attraverso la parametrizzazione



X(u, v) = u, v, 1 u2 + v 2 .
con (u, v) [1, 1] [1, 1]. Provare che la parametrizzazione data di e` regolare.
La funzione
X e` la parametrizzazione di una parte del cono avente equazione cartesiana z =
p
2
1 x + y 2 essendo
p
z(u, v) = 1 x(u, v)2 + y(u, v)2 .
Possiamo subito affermare che la parametrizzazione di non e` regolare per (0, 0) poich`e X
non e` ivi differenziabile. Studiamo la regolarit`a della parametrizzazione al di fuori di (0, 0):




u
v
Xu = 1, 0,
Xv = 0, v,
u2 + v 2
u2 + v 2
e



i j

k


u
v
u
,
,1 .
Xu Xv = 1 0 u2 +v2 =
u2 + v 2
u2 + v 2
0 1 2v 2
u +v

Avremo kXu Xv k = 2 che e` sempre non nullo. La parametrizzazione quindi e` regolare per
([1, 1] [1, 1]) {(0, 0)}.
Esempio 5.1.4. Nello spazio cartesiano e` data la superficie definita attraverso la parametrizzazione

X(, ) = u3 , v 3 , uv
con (u, v) [1, 1] [1, 1]. Dire se la parametrizzazione di e` regolare.
Troviamo le derivate parziali
Xu = (3u2 , 0, v)
e

X = (0, 3v 2 , u)



i

2 j k

0 v = (3v 3 , 3u3 , 9u2 v 2 )
Xu Xv = 3u
0 3v 2 u

da cui kXu Xv k2 = 9v 6 + 9u6 + 81u4 v 4 che e` mai negativa e nulla solo per (u, v) = (0, 0).
Quindi la parametrizzazione di non e` regolare nellinsieme indicato.

5 - Integrali di superficie

81

Esempio 5.1.5. Nello spazio cartesiano e` data la superficie definita attraverso la parametrizzazione

X(, ) = cos , sin , 2
con (, ) [0, 1] [0, 2]. Provare che X e` la parametrizzazione di un paraboloide
trovandone lequazione cartesiana. Verificare che la parametrizzazione di e` regolare.
La funzione X e` la parametrizzazione di una parte di un paraboloide avente equazione cartesiana z = x2 + y 2 essendo
z(u, v) = x(u, v)2 + y(u, v)2 .
Verifichiamo che la parametrizzazione e` regolare:
X = (cos , sin , 2)

X = ( sin , cos , 0)





i
j
k




sin 2 = 22 cos , 22 sin , .
Xu Xv = cos
sin cos 0
p
Avremo kXu Xv k = 1 + 42 il quale si annulla per = 0: ne consegue che la parametrizzazione data del paraboloide non e` regolare per = 0. Per esercizio si provi che la
parametrizzazione cartesiana di

x(u, v) = u
y(u, v) = v
X(u, v) =

z(u, v) = u2 + v 2
con (u, v) {u2 + v 2 1}, e` regolare.
Questo esempio mostra in dettaglio la netta distinzione fra superficie regolare e superficie con
parametrizzazione regolare: una superficie regolare1 pu`o essere descritta da parametrizzazioni
pi`u o meno regolari; una superficie non regolare sar`a descritta sempre da parametrizzazioni che
saranno non regolari.
Ricordiamo come si ottengono le superfici di rotazione attorno ad un asse cartesiano a
partire da una curva profilo data.
Sia una curva nel piano xz avente parametrizzazione (t) = (a1 (t), 0, a3 (t)). Se e`
la superficie di rotazione ottenuta ruotando la curva attorno allasse z allora una sua
parametrizzazione si ha

cos sin 0
a1 ()
X(, ) = Rz () () = sin cos 0 0 =
0
0
1
a3 ()

x(, ) = a1 () cos
y(, ) = a1 () sin
=

z(, ) = a3 ().
La matrice Rz () e` la matrice che rappresenta una rotazione di angolo attorno allasse z.
In parole povere una superficie di R3 e` detta regolare se e` possibile trovare un unico piano tangente in ogni
suo punto.
1

82

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


z
3
2
1

1
x

1
1
1

2 y

2
Similmente possiamo anche ricavare la superficie di rotazione ottenuta ruotando attorno
allasse x:

1
0
0
a1 ()
X(, ) = Rx () () = 0 cos sin 0 =
0 sin cos
a3 ()

x(, ) = a1 ()
y(, ) = a3 () sin
=

z(, ) = a3 () cos .
La matrice Rx () e` la matrice che rappresenta una rotazione di angolo attorno allasse x.
2 z
2

1
1
1

1
2

x
3

2 y

2
Sia una curva nel piano yz avente parametrizzazione (t) = (0, b2 (t), b3 (t)). Ricaviamo
una parametrizzazione della superficie di rotazione ottenuta ruotando attorno allasse y:

cos 0 sin
0
b2 () =
1
0
X(, ) = Ry () () = 0
sin 0 cos
b3 ()

x(, ) = b3 () sin
y(, ) = b2 ()
=

z(, ) = b3 () cos .
La matrice Ry () e` la matrice che rappresenta una rotazione di angolo attorno allasse y.

5 - Integrali di superficie

83

2 z
1

2
1
1

x 1
2

2
Osserviamo che la scelta di far appartenere, nei tre casi presentati, la curva profilo nei
piani rispettivamente xz e yz e` stata solo casuale: ad esempio, nella superficie di rotazione
avente asse di simmetria lasse z si poteva scegliere anche una curva profilo appartenente
al piano yz con minime modifiche nella trattazione.
Esempio5.1.6.
 Nello spazio cartesiano sia data la curva di equazione cartesiana z =
1
con x 2 , 2 .

1
x

Scrivere le equazioni parametriche della superficie ottenuta dalla rotazione della


curva profilo data attorno allasse z.
Si dica se la parametrizzazione ottenuta e` regolare.
3 z
2

1
2
1
x
2

2
1
1
2 y

Le equazioni parametriche della superficie si ottengono facendo geometricamente ruotare la


curva attorno allasse z. Analiticamente, posta la parametrizzazione della curva profilo (t) =
t, 0 1t . La parametrizzazione di si ottiene da Rz () ():

cos
cos sin 0
X(, ) = Rz () () = sin cos 0 0 = sin .
1
1
0
0
1

Per
se la parametrizzazione di e` regolare dobbiamo vedere se per qualche (, )

 1 vedere
,
2

[0,
2] la quantit`a kX X k e` sempre non nulla.
2

84

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Calcoliamo le derivate parziali della parametrizzazione:




1
X = cos , sin , 2

X = ( sin , cos , 0)

da cui


i
j
k


sin 12
X X = cos
sin cos 0





= cos , sin ,

1
+ 2 che e` sempre diverso da 0 per
2

X di risulta essere regolare.

da cui kX X k =

5.2

1
2

2. La parametrizzazione

Integrali superficiali di funzioni scalari

Sia data una funzione scalare f definita in A R3 e una superficie contenuta in A avente
parametrizzazione X = X(u, v) con (u, v) D. Si definisce lelemento darea
d = kXu Xv kdudv.
Lintegrale superficiale di funzione scalare e` definito come
ZZ
ZZ
f (X(u, v)) kXu Xv kdudv.
f d =

(5.1)

Se f = 1 allora lintegrale (5.1) rappresenta numericamente larea della superficie. Se f


indica una densit`a (nello spazio o nel piano in cui la superficie e` contenuta) di massa o
di carica elettrica, allora lintegrale (5.1) rappresenta la quantit`a di massa o carica presente
su .

Esempio 5.2.1. Si calcoli


ZZ

y(1 z)2 d

p
con il cono z = 1 x2 + y 2 che si proietta in D = {x 0, y 0, y x, y 1x}.

La superficie e` un cono avente vertice nellorigine e rivolto verso il basso che si proietta in D
che si descrive anche come

D=


1
0x , xy 1x .
2

5 - Integrali di superficie

85

1.5 z

0.5
1
1
x

Una possibile parametrizzazione della superficie e`





X(u, v) = u, v, 1 u2 + v 2 .
in cui (u, v) D. Le derivate parziali di X sono:

Xu =

u
1, 0,
u2 + v 2



v
Xu = 0, 1,
u2 + v 2

da cui



i j
k


u


Xu Xv = 1 0 u2 +v2 =
0 1 2v 2
u +v


u
v
=
,
,1
u2 + v 2
u2 + v 2

da cui abbiamo che d = kXu Xv k dudv =


ZZ

y(1 z) d =

1
2

2 dudv. Quindi

1u

v u2 + v 2


2dudv =

Z
= 2

1
2

1
u + 2u2 2u3
4

5 2
du =
.
96

Esempio 5.2.2. Si calcoli


ZZ

x2 d

con = {x + y = 1, x 0, 0 z 1}.
La superficie e` un cilindro di cui si considerano i punti di ascissa positiva e di quota compresa
fra 0 e 1.

86

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


z
1

0.5
1
x

1
1

La superficie ha come possibile parametrizzazione


X (z, ) = (cos , sin , z)


in cui (z, ) = [0, 1] 2 , 2 . Le derivate parziali di X sono
Xz = (0, 0, 1)

X = ( sin , cos , 0)

da cui



i
j
k

0
0
1 =
Xz X =
sin cos 0
= ( cos , sin , 0)
da cui abbiamo che d = kXu Xv k dudv = dudv. Quindi
Z
Z 1
ZZ
Z 1Z
2
2
2
dz
x d =
cos d d =

cos2 d =

.
2

Esempio 5.2.3. Si calcoli


ZZ
(x + y) d

con = {x2 + y 2 + z 2 = 1, z 0}.


La superficie e` una sfera di raggio unitario, centrata nellorigine del sistema di riferimento,
di cui consideriamo solo le quote positive.
2 z

1
1

1
1
1

5 - Integrali di superficie

87

La superficie ha come possibile parametrizzazione


X(, ) = (sin cos , sin sin , cos )
in cui (, ) [0, 2] [0, ]. Le derivate parziali di X sono:
X = (cos cos , cos sin , sin )

X = ( sin sin , sin cos , 0)


da cui



i
j
k


0
X X = sin sin sin cos
cos cos cos sin sin




=



= sin2 cos , sin2 sin , cos sin .

Ne consegue che lelemento darea e` d = kX X k dd = sin dd. Quindi


ZZ

(x + y) d =

(sin cos + sin sin ) sin dd =


0

0
2


sin2 cos + sin2 sin dd =
Z 2
Z0 0
2
(cos + sin ) d = 0.
sin d
=

Esempio 5.2.4. Si calcoli


ZZ
x (2 z) d

n
o
p
con = z = 2 x2 + y 2 , x 0, y 0, z 0 .

La superficie e` un cono con apertura che ha vertice in (0, 0, 2) rivolto verso il basso in cui
4
si considerano i punti di quota positiva, le ascisse positive e ordinate negative.
2.5 z
2
1.5
1
0.5
2
3

1
2

88

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

La superficie ha come possibile parametrizzazione





2
2
X (u, v) = u, v, 2 u + v
in cui (u, v) D = {u2 + v 2 1, u 0, v 0}. Dopo un semplice calcolo abbiamo che
lelemento darea e` d = kXu Xv kdudv = 2dudv. Quindi
ZZ
ZZ

x (2 z) d =
u u2 + v 2 2dudv =

Z 2DZ 2

2 cos 2dd =
=
3
2

Z
= 2

cos d =
3
2

= 4 2.
Esempio 5.2.5. Si calcoli
ZZ


x2 + y 2 d

con = {z = 1 x y , x 0, y 0, z 0}.
La superficie e` il paraboloide di equazione cartesiana z = 1 x2 y 2 in cui considerano le
quote, ascisse ed ordinate positive.
1.4

1.2
1
0.8
0.6
0.4

0.2

1
1

2 y

2
La superficie ha come possibile parametrizzazione
X (u, v) = u, v, 1 u2 v 2

in cui (u, v) = D = {u2 + y 2 1, u 0, v 0}. Le derivate parziali di X sono:


Xu = (1, 0, 2u)

Xv = (0, 1, 2v)

5 - Integrali di superficie

89

da cui

i j
k

Xu Xv = 1 0 2u
0 1 2v

= (2u, 2v, 1) .

Ne consegue che lelemento darea e` d = kX X kdudv = 1 + u2 + v 2 dudv. Quindi


ZZ
ZZ


2
2
x + y d =
u2 + v 2
1 + u2 + v 2 dudv

D
Z 1Z p
2
=
2 1 + 42 (dd) =
0
Z 10 p

3 1 + 42 d =
=
2 0
1

3/2
1 + 25 5
(1 + 42 ) (62 1)
=
.
=

2
120
240
0

Esempio 5.2.6. Calcolare larea della superficie della sfera di raggio R.


La parametrizzazione della sfera di raggio R ha come possibile parametrizzazione
X(, ) = R (sin cos , sin sin , cos )
in cui (, ) [0, 2] [0, ] il quale elemento darea e` d = R2 sin dd. Quindi
ZZ
Z 2Z
d =
R2 sin dd =

0
Z 02 Z
= R2
d sin d =
0

= 4R2 .

5.3

Calcolo del flusso di campi vettoriali

Sia dato un campo vettoriale F = (F1 , F2 , F3 ) e una superficie avente parametrizzazione


X(u, v) in cui (u, v) D. Il flusso (F) del campo F attraverso la superficie si
definisce come
ZZ
ZZ
(F) =
F d =
F (X(u, v)) (Xu Xv ) dudv

in cui d e` detto vettore superficie di definito come


d = nd.
in cui n e` il versore normale a . Si osservi che il segno del flusso dipende dallorientazione
del vettore elemento darea.

90

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 5.3.1. Calcolare il valore assoluto del flusso del campo


F(x, y, z) = (z, x, y)
attraverso la superficie = {z = x + y + 1, 0 x 1, 0 y 1}.

La superficie e` una parte di piano. Consideriamo la parametrizzazione cartesiana di


X(u, v) = (u, v, u + v + 1)
con (u, v) D = [0, 1] [0, 1]Calcoliamo il versore normale di : le derivate parziali di X
sono
Xu = (1, 0, 1)
da cui Xu Xv = (1, 1, 1). Allora d =
Possiamo ora calcolare il flusso

Xu = (0, 1, 1)
(1,1,1)

d.
3

ZZ

ZZ

F (X (u, v))

F d =
D

Z 1Z

(1, 1, 1)

3dudv =
3

(u + v + 1, u, v) (1, 1, 1)dudv =

=
0

Z 1Z

(u v 1 + u + v) dudv =

=
0

Z 1Z

(1) dudv = 1.

=
0

Il valore assoluto del flusso richiesto e` 1.


Esempio 5.3.2. Calcolare il valore assoluto del flusso del campo

F(x, y, z) = 2y z, y 2 , x3
attraverso la superficie = {x2 + y 2 1} {z = y}.

La superficie e` la parte del piano z = y che si proietta nellinsieme {x2 + y 2 1, z = 0} ed


ha come possibile parametrizzazione
X(u, v) = (u, v, v)
con (u, v) D = {u2 + v 2 1}.

5 - Integrali di superficie

91

1 z
1

0.5

1.5

0.5
0.5

1.5 y

0.5
1
1

Calcoliamo il vettore superficie:


Xu = (1, 0, 0) Xv = (0, 1, 1)

da cui Xu Xv = (0, 1, 1) . Il vettore superficie sar`a d = (0,1,1)


dudv. Quindi
2
ZZ
ZZ
(0, 1, 1)

F (X (u, v))
2dudv =
F d =
2
D

Z 2 Z 1
(2 sin sin , 2 sin2 , 3 cos3 ) (0, 1, 1) dd =
=
Z0 2 Z0 1
=
(3 sin2 4 cos3 )dd =
0

0
1
3

sin d



3

cos d =
d

0

.
4

Esempio 5.3.3. Si calcoli il flusso del campo


F(x, y, z) = 5y 2 , 4x2 , y z

uscente dalla superficie


= {z = x2 + y 2 , 0 < z < 1} {z = 2 x2 y 2 , 1 < z < 2}.
La superficie e` chiusa e composta da due pezzi:
La superficie 1 paraboloide z = x2 + y 2 con 0 z 1 avente possibile parametrizzazione

X1 (u, v) = u, v, u2 + v 2
con (u, v) D = {u2 + v 2 1}.
La superficie 2 paraboloide z = 2 x2 y 2 con 1 z 2 avente parametrizzazione

X2 (, ) = u, v, 2 u2 v 2 .
con (u, v) D = {u2 + v 2 1}.

92

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


z
2
1.5
1
0.5

1
1
1

I due vettori superficie sono

d 1 =

(2u, 2v, 1)
(X1u X1v )
d =
d
kX1u X1v k
1 + 4u2 + 4v 2

d 2 =

(X2u X2v )
(2u, 2v, 1)
d =
d.
kX2u X2v k
1 + 4u2 + 4v 2

Entrambi i vettori superficie sono normali alle due superfici 1 e 2 che formano . La consegna per`o richiede il calcolo del flusso uscente da : quindi dovremo prendere lorientazione
dei vettori superficie di 1 e 2 in modo da ottenere un campo di vettori normali uscente da .
Poich`e X1u X1v e` entrante in e X2u X2v e` uscente da , andremo a considerare2

d 1 =

(X1v X1u )
d
kX1v X1u k

d 2 =

(X2u X2v )
d
kX2u X2v k

Si ricordi che dati due vettori v e w di R3 allora v w = w v.

5 - Integrali di superficie

93

che sono uscenti da .


Quindi
ZZ
ZZ
ZZ
F d =
F d 1 +
F d 2 =

1
2
ZZ
(2u, 2v, 1)
F (X1 (u, v))
=
1 + 4u2 + 4v 2 dudv+
2 + 4v 2
1
+
4u
ZZ D

(2u, 2v, 1)
1 + 4u2 + 4v 2 dudv =
+
F (X2 (u, v))
2 + 4v 2
1
+
4u
D
Z 2Z 1

52 sin2 , 42 cos2 , sin 2 (2 cos , 2 sin , 1) dd+
=
Z 02Z 01

+
52 sin2 , 42 cos2 , sin 2 + 2 (2 cos , 2 sin , 1) dd =
Z0 2Z0 1

=
104 cos sin2 + 84 cos2 sin 2 sin + 3 dd+
Z 02Z 01

104 cos sin2 + 84 cos2 sin + 2 sin 2 + 3 dd =
+
0
Z 20Z 1
Z 2Z 1
2
=2
dd
2 dd = .
0

94

5.4

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esercizi

Esercizio 5.4.6. Calcolare larea della porzione di superficie avente equazione cartesiana
2
2
Esercizio 5.4.1. Nello spazio cartesiano e` data z = xy con (x, y) D = {x + y 1}.
la superficie, chiamata sella di scimmia, defiEsercizio 5.4.7. Calcolare larea della superfinita attraverso la parametrizzazione
cie avente equazione cartesiana z = x2 + y 2

che si proietta nel piano xy nel dominio D =
X(u, v) = u, v, u3 3uv 2
{x 0, y 0, x2 + y 2 1}.
con (, ) [1, 1] [1, 1]. Provare che X Esercizio 5.4.8. Calcolare larea della porzioe` la parametrizzazione di un piano trovandone ne di superficie definita come
lequazione cartesiana. Dire se parametrizzan
o
p
= z = 9 x2 y 2 , 5 x2 + y 2 8 .
zione e` regolare.
Esercizio 5.4.2. Nello spazio cartesiano e` data Esercizio 5.4.9. Calcolare larea della porziola superficie definita attraverso la parametriz- ne
p di cono di equazione cartesiana z = 1
x2 + y 2 con z 0.
zazione
X(, ) = ( cos , sin , (sin 2 cos )) Esercizio 5.4.10. Calcolare la misura dellarea della superficie toro (la ciambella) avente
con (, ) [0, 1] [0, 2]. Provare che X parametrizzazione

e` la parametrizzazione di un piano trovandone


x(, ) = (R + r cos ) cos
lequazione cartesiana. Dire se parametrizzax(, ) = (R + r cos ) sin
X(, ) =
zione e` regolare.

z(, ) = r sin
Esercizio 5.4.3. Calcolare
con 0 < R < r e (, ) [0, 2] [0, 2].
ZZ
2y
p
d
Esercizio 5.4.11. Calcolare il valore assoluto
24y 2 + 4z + 1

del flusso del campo vettoriale


in cui e` la superficie di equazione cartesiana
F(x, y, z) = (2x2 y 2 , z, 3x)
2
2
z = x + 3y che si proietta nel piano xy nel
dominio D = {x2 + y 2 1, y x 1, x attraverso la superficie
0}.
= {z = x2 + y 2 , x2 + y 2 4}.
Esercizio 5.4.4. Calcolare
ZZ
Esercizio 5.4.12. Calcolare il valore del flusso
x

del campo vettoriale


d
4z + 1

F(x, y, z) = (2z 2 , x3 , 2x2 y 2 )


in cui e` la porzione di superficie di equazione z = x2 + y 2 che si proietta nel piano xy in attraverso la superficie
D = {x2 + y 2 1, y x 1, x 0}.
= {x2 + y 2 + z 2 = 1,
Esercizio 5.4.5. Calcolare
2z 1, x, y 0}.
ZZ
Esercizio 5.4.13. Calcolare il flusso del campo
(xyz)2 d

vettoriale
in cui e` il cilindro x2 + y 2 = 1 con 0
F(x, y, z) = (2z, x, 3y)
z 1 inferiormente tappato dal piano z = 0
e superiormente tappato dal cono z = 2 uscente dal cono tappato con vertice in (0, 0, 0)
p
x2 + y 2 .
in cui 0 z 1.

5 - Integrali di superficie
Esercizio 5.4.14. Calcolare il flusso del campo
vettoriale
F(x, y) =

xy, y , p

(x 2)2 + (y 3)2

uscente dalla frontiera del volume


p
V = {z (x 2)2 + (y 3)2 ,
z 4 (x 2)2 (y 3)2 }.
Esercizio 5.4.15 (*). Si consideri il campo vettoriale
E(x, y, z) =

Q
(x, y, z)
40 (x2 + y 2 + z 2 ) 32

generato da una carica elettrica q con quantit`a


di carica Q (posta nellorigine del sistema di
riferimento) immersa in un mezzo dielettrico
0 costante nello spazio. Si dimostri il Teorema
di Gauss, ovvero che
ZZ
Q
E d = .
0

in cui e` superficie chiusa e orientabile contenente la carica Q. Basta svolgere lesercizio


nel caso in cui e` una sfera centrata nellorigine con raggio R > 0.

95

96

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Capitolo 6

Formule di Gauss-Green, Stokes e


divergenza
6.1

Formule di Gauss-Green

Ricordiamo le Formule di Gauss-Green. Sia f una funzione definita in A R2 . Sia


D A un dominioa chiuso e limitato avente bordo regolare a trattib . Se f C 1 (D) allora
ZZ
Z
f
f dx
(6.1)
dxdy =
D y
+D
ZZ
Z
f
dxdy =
f dy.
(6.2)
D x
+D
Queste due formule ci permettono di rincondurre lintegrazione multipla allintegrazione
lungo curve.
Dalle (6.1) e (6.2) si deduce unaltra Formula di Gauss-Green pi`u generale (chiamata anche
Formula di Stokes nel piano):

ZZ 
I
F2 F1

dxdy =
F ds
(6.3)
x
y
D
+D
in cui F = (F1 (x, y), F2 (x, y)) e` un campo vettoriale le cui componenti sono C 1 (D). La
formula (6.3) ci permette in particolare di legare il lavoro di un campo lungo una curva ad
un integrale doppio nel dominio che ha la curva come bordo.
Similmente e conseguentemente alla (6.3), se ci riferiamo alle forme differenziali lineari,
abbiamo

I
ZZ 
F2 F1

dxdy =
F1 dx + F2 dy.
(6.4)
x
y
+D
D
Un sottoinsieme D R2 e` chiamato dominio se e` un aperto connesso per archi. Si osservi che D
potrebbe anche non essere semplicemente connesso.
b
Indicheremo con + D lorientazione positiva del bordo di D.
a

Esempio 6.1.1. Utilizzando le Formule di Gauss-Green si calcoli


ZZ

x2 + y 2 dxdy
D

97

98

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

nei casi
1. D1 = {0 x 1, x2 x y 1 + 2x x2 };
2. D2 = {1 y 1, y 1 x y + 1};
Non e` complicata la descrizione grafica dei domini D1 e D2 :
dominio D2

dominio D1
2

1 y

x
0.5

Le Formule di Gauss-Green sono applicabili perch`e i domini D1 e D2 hanno bordo regolare a


tratti, e la funzione integranda e` continua.
Iniziamo con il dominio D1 . Poich`e D1 e` normale rispetto allasse x per semplificare il calcolo
useremo la formula (6.1): questo perch`e, nei tratti di bordo verticali avendosi dx = 0 lintegrale
curvilineo in (6.1) sar`a ivi nullo. Parametrizziamo il bordo di D1 :
1 (t) = (t, t2 t) t [0, 1]
2 (t) = (1, t)

t [0, 2]

3 (t) = (t, 1 + 2t t2 ) t [0, 1]


4 (t) = (0, t)

t [0, 1]

da cui
10 (t) = (1, 2t 1) t [0, 1]
20 (t) = (0, 1) t [0, 2]
30 (t) = (1, 2 2t)

t [0, 1]

40 (t) = (0, 1) t [0, 1].


Quindi1 , applicando la (6.1) e tenendo conto di percorrere il bordo di D1 con orientazione
positiva, avremo
2 y

1
x
0.5
1

Qui si user`a questa notazione: data la curva (t) definita per t [a, b]. Indicheremo con
+ (t) la curva (t) in cui t varia da a a b;
(t) la curva (t) in cui t varia da b ad a.

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza


ZZ

99



Z 
3
y3

2 y
x y+
xy+
(x + y ) dxdy =
dy
dy+
+ 
3
3

1+
D
2


Z 
Z 
3
y3

2
2 y
x y+
xy+

dy
dy =

3
3

3
4


Z 1
Z 0
(t2 t)3
(1 + 2t t2 )3
2 2
2
2
t (t t) +
t (1 + 2t t ) +
=
dt
dt =
3
3
0
1
83
= .
35
2

Vediamo ora il dominio D2 . Poich`e D2 e` normale rispetto allasse y per semplificare il calcolo useremo la formula (6.2): questo perch`e, nei tratti di bordo orizzontali avendosi dy = 0
lintegrale curvilineo in (6.2) sar`a ivi nullo. Parametrizziamo il bordo di D2 :
1 (t) = (t, 1) t [2, 0]
2 (t) = (t, t 1) t [0, 2]
3 (t) = (t, 1) t [0, 2]
4 (t) = (t, t + 1)

t [2, 0]

da cui
10 (t) = (1, 0) t [2, 0]
20 (t) = (1, 1) t [0, 2]
30 (t) = (1, 0) t [0, 2]
40 (t) = (1, 1) t [2, 0]
Quindi, applicando la (6.2) e tenendo conto di percorrere il bordo di D2 con orientazione
positiva, avremo
1

x
2

2
1

ZZ

  Z  3


x3  
x
2
2
xy
(x + y ) dxdy =
dx +
+ xy dx+
+
+
+ 3
3

D

  Z 2 3

Z 1 3

x
x

2
2


+
dx +
+ xy dx+
+ xy
 3
3

4
3


Z 2 3
Z 2  3
t
t
2
2
=
+ t(t 1) dt
+ t(t + 1) dt = 4.
3
3
0
0
2

Questo esercizio mostra come si possano usare le Formule di Gauss-Green e gli integrali curvilinei per semplificare il calcolo di integrali doppi, nel particolare caso di domini di integrazione
normale rispetto ad un asse coordinato.

100

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 6.1.2. Si consideri il campo vettoriale


F(x, y) = (x y, x + y) .
e il dominio
D = {1 x 1, 0 y 1 x2 }.
Si verifichi la Formula di Gauss-Green.
Non e` difficile dedurre che il dominio e` linsieme dei punti allinterno della parabola di equazione y = 1 x2 aventi ordinate positive.
1.5 y
1
0.5
x
1

0.5

0.5

0.5
Le Formule di Green-Gauss sono applicabili perch`e le componenti del campo sono C 1 (R2 ) e il
dominio D ha bordo regolare a tratti.
Calcoliamo il primo membro della formula (6.3):
ZZ 
D

F2 F1

x
y

ZZ
dxdy =

2 dxdy =
D

1x2

dxdy =

=2
1
Z 1

=2
1


8
1 x2 dx = .
3

Calcoliamo il secondo membro2 della Formula di Gauss-Green. Parametrizziamo il bordo di


D:
1 (t) = (t, 0) t [1, 1]
2 (t) = (t, 1 t2 )

t [1, 1]

da cui
10 (t) = (1, 0) t [1, 1]
20 (t) = (1, 2t) t [1, 1].
Quindi, applicando la (6.3) e tenendo conto di percorrere il bordo di D con orientazione positiva,
avremo
2

Per la definizione di integrale di linea di seconda specie il secondo membro della (6.3) e` uguale al terzo
membro.

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

101

1.5 y
1
0.5
x
1

0.5

0.5

0.5
I

F ds =

F ds +

F ds =

+
Z 11

+D

(t, t) (1, 0)dt +


(t2 + t 1, t2 + t + 1) (1, 2t)dt =
1
1
Z 1
Z 1
8
=
t dt +
(2t3 t2 t 1) dt = .
3
1
1

Esempio 6.1.3. Sia dato il campo vettoriale



F(x, y) = x2 + 2y 2 + x, x2 y 2 .
Utilizzando la Formula di Gauss-Green, si integri il campo lungo la curva spezzata
1 (t) = (t, t) t [0, 1]
h i

,
2 (t) = 2(cos t, sin t) t
4 2

3 (t) = (0, t) t [0, 2]


la cui unione deve essere considerata orientata positivamente.
La curva spezzata, orientata positivamente, ha la seguente rappresentazione grafica
1.5

1
0.5
x
0.5

1.5

Indichiamo con D il dominio racchiuso dalle tre curve il quale si pu`o descrivere in coordinate
cartesiane come
n
o

2
2
D = (x, y) R : 0 x 1, x y 2 x .

102

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Poich`e il campo ha componenti C 1 (R2 ) e la curva e` regolare a tratti possiamo applicare la


Formula di Gauss-Green:

ZZ 
I
F2 F1
F ds =

dxdy =
x
y
+D
D
ZZ
=
(2x 4y) dxdy =
D
Z
2

=
0

Z
=2

2 ( cos 2 sin ) dd =

2 d

2 2
(cos 2 sin ) d =
3

!
3 2
1
.
2

Esempio 6.1.4. Sia dato il campo vettoriale



F(x, y) = x2 , y 2 + 2xy .
Utilizzando la Formula di Gauss-Green, si integri il campo lungo il bordo orientato positivamente del dominio
D = {x2 + y 2 1, x2 + (y 1)2 1}.
Il dominio e` intersezione di due cerchi e la sua rappresentazione grafica e`
2 y
1
x
1

1
1

e si pu`o esprimere in coordinate cartesiane come


(
)

3
3 p
D=
x
, 1 (x 1)2 y 1 x2 .
2
2
Le componenti del campo sono C 1 (R2 ) e il bordodi D e` regolare a tratti, quindi applichiamo la
(6.3):

Z
ZZ 
F2 F1
F ds =

dxdy
x
y
+D
D
Z 3 Z 1x2
2
=
2y dxdy =
3
2

3
2

Z
=

23

1(x1)2

(1 2x) dx =

3.

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

103

Esempio 6.1.5. Utilizzare la Formula di Gauss-Green per calcolare


Z
(x2 + y 2 )dx + (x3 )dy
+D

in cui D e` il dominio



x2 y 2
D= 1
+
4 .
9
4

Il dominio e` la parte di piano compresa fra le ellissi

x2
9

y2
4

=1e

x2
9

y2
4

=4

y
4
2
x
5

5
2
4

e lo possiamo descrivere in coordinate polari3 come


(D) = {1 2, 0 2}
Qui abbiamo un caso in cui il dominio D non e` semplicemente connesso.4 Inoltre il dominio D
ha bordo regolare.
Possiamo pensare alla forma differenziale integranda (la quale ha componenti derivabili con
continuit`a) come il prodotto scalare F ds in cui F = (x2 + y 2 , x3 ). Quindi si applicano le
formule (6.3) e (6.4):
I
ZZ

2
2
3
(x + y )dx + (x )dy =
3x2 + 2y dxdy =
+D
D
Z 2
Z 1

=
272 cos2 + 4 sin dd =
0
Z 20
Z 1
Z 2
Z 1
2
3
= 27
cos d
d + 4
sin d
2 d =
0

27
.
=
4
ZZ

x2 dxdy in cui D

Esempio 6.1.6. Utilizzare la Formula di Gauss-Green per calcolare


D
3

Nel caso in oggetto le coordinate polari non sono quelle usuali:


di equazione del
 essendo il bordo delle ellissi
q
2
2
2
x
=
3
cos

2
tipo x9 + y4 = k 2 andremo a porre la trasformazione (x, y) =
da cui = x9 + y4 .
y = 2 sin
4
Un insieme connesso per archi D Rn e` detto semplicemente connesso se ogni curva chiusa contenuta in D
pu`o essere deformata con continuit`a fino a ridursi ad un punto.

104

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

e` il dominio


D = 1 x2 + y 2 2 .

In questo caso il dominio e` una corona circolare di raggio interno 1 e raggio esterno 2: ne
consegue che il bordo e` regolare. Lorientazione positiva di D e` quella per cui il bordo esterno
della corona ha orientazione antioraria e il bordo interno ha orientazione oraria.
y
1
x
1

1
1

Il campo F = (0, x3 ) ha la propriet`a tale per cui


F2 F1
x3

=
x
y
3
e le componenti sono funzioni C 1 (R2 ).
Parametrizziamo il bordo esterno ed interno rispettivamente come

1 (t) = ( 2 cos t, 2 sin t)


t [0, 2]
2 (t) = (cos t, sin t)

t [0, 2].

Quindi applicando (6.3) abbiamo


ZZ
Z
2
x dxdy =
F ds =
+
D
Z D
Z
F ds +
=

F ds =
!

Z 2

2 2 cos3 t
=
0,
( 2 sin t, 2 cos t)dt+
3
0

Z 0
cos3 t
+
0,
( sin t, cos t)dt =
3
2
Z 2
Z 0
cos4 t
4 cos2
=
dt +
dt =
3
3
0
2

3
= =
.
4
4
1+

Esempio 6.1.7. Utilizzare la Formula di Gauss-Green per trovare la misura dellarea del
dominio piano


D = (x, y) R2 | x2 + y 2 1, x 1 y x + 1 .

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

105

Per calcolare un area con la Formula di Gauss-Green dobbiamo cercare un campo F = (F1 , F2 )
tale che x F2 y F1 = 1. Possiamo porre ad esempio5 x F2 = 1 e y F1 = 0 ottenendo
F = (0, x) il quale ha componenti derivabili con continuit`a.
y
1

x
1

1
1

Parametrizziamo il bordo di D (che e` regolari a tratti):

t [0, ]
2

1 (t) = (cos t, sin t)


2 (t) = (t, t + 1)

t [1, 0]

3 (t) = (cos t, sin t)

t [,

4 (t) = (t, t 1)

3
]
2

t [0, 1].

Dobbiamo calcolare
I
ZZ
F ds =
dxdy =
+D
D
Z
2
=
(0, cos t) ( sin t, cos t)dt+
0
Z 1
+
(0, t) (1, 1)dt+
0
3
2

Z
+

(0, cos t) ( sin t, cos t)dt+

(0, t) (1, 1)dt =

+
0

cos t dt +
0

=1+
5

.
2

Z
tdt +

3
2

cos t dt +

t dt =
0

Lo studente non sia ingannato da altri libri che porgono la formula


ZZ
I
1
dxdy =
xdy ydx.
2 +D
D

Un osservazione attenta porter`a a concludere che anche F = 12 (y, x) e` un campo tale per cui x F2 y F1 = 1.
Quindi entrambi i metodi vanno bene e non possono che portare allo stesso risultato.

106

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

6.2

Formula della divergenza nel piano

Ricordiamo la Formula della divergenza nel piano. Sia F = (F1 , F2 ) un campo vettoriale
definito in A R2 . Sia D un dominio chiuso e limitato contenuto in A il cui bordo D e`
una curva regolare o regolare a tratti. Se F1 , F2 C 1 (D) allora
I
I
ZZ
divF dxdy =
F ne ds =
F2 dx F1 dy
(6.5)
+D

+D

in cui ne e` il versore normalea a D esterno al dominio D.


Lugualianza fra secondo e terzo membro in (6.5) discende dalla definizione di integrale di
linea di seconda specie.
Il secondo membro della (6.5) rappresenta il flusso del campo F uscente dal bordo di D.
a

Sia data una curva avente parametrizzazione (t) = (x(t), y(t)) con t [a, b].
(y(t), x(t)) e` definito come il vettore normale esterno a .

Allora ne =

Esempio 6.2.1. Dato il campo vettoriale


F(x, y, z) = x2 , x + y

e il dominio
D = {1 x 1, 0 y 1 x2 }.
Si verifichi la formula della divergenza nel piano.
1.5 y
1
0.5
x
1

0.5

0.5

0.5
Poich`e la forma differenziale ha componenti C 1 (R2 ) e il dominio D ha bordo regolare a tratti,
possiamo applicare la Formula della divergenza nel piano.
Calcoliamo il primo membro:
ZZ

divF dxdy =

(2x + 1) dxdy =
1
Z 1

1x2

(1 x2 )(2x + 1) dx =

1
1

Z
=

(2x3 x2 + 2x + 1) dx =

4
3

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

107

Il bordo di D e` composto dalle due curve aventi parametrizzazione


t [1, 1]

1 (t) = (t, 0)
2 (t) = t, 1 t2

t [1, 1].

Gli elementi darco sono rispettivamente


ds1 = dt

ds2 = 1 + 4t2 dt
e i versori normali esterni sono rispettivamente
ne1 = (0, 1)
(2t, 1)
ne2 =
1 + 4t2
Quindi
I

I
F ne ds =

+D

+
Z 11

t [1, 1]
t [1, 1].

I
F ne ds +

F ne ds =

1
(2t, 1)
(t2 , t + 1 t2 )
1 + 4t2 dt =
(t , t) (0, 1) dt +
1 + 4t2
1
1
Z 1
Z 1
4
=
t dt +
(2t3 + t2 t 1) dt = .
3
1
1

Esempio 6.2.2. Sia dato il campo vettoriale




3 2
4
F(x, y, z) = x y, 5x
2
e il dominio

1
D = {x2 + y 2 }.
2
Si calcoli il flusso del campo uscente dal bordo di D.
Il dominio D e` un cerchio centrato nellorigine e con raggio 12 che ha bordo regolare.
Inoltre poiche il campo ha componenti C 1 (R2 ) possiamo applicare la Formula della divergenza
nel piano. Per risolvere il problema dobbiamo calcolare il primo membro della (6.5):
I
ZZ
F ne ds =
divF dxdy =
+D
ZZD
=
(3xy) dxdy =
Z

D
2

=
0

Z
= 3

1
2


32 cos sin dd =

0
2

Z
cos sin d

1
2

3 d = 0

108

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 6.2.3. Usando la Formula della divergenza nel piano integrare la forma differenziale lineare
= x2 ydx + y 3 dy
lungo il bordo del dominio
D = {x2 + y 2 1, y 1 x}
orientato positivamente.
Il dominio D e` il cerchio di raggio 1 di centro (0, 0) intersecato col semipiano y x + 1
y
1
0.5
x
1

0.5

0.5

0.5
1
il quale si pu`o scrivere come lunione dei due domini

D = D1 D2 = {0 x 1, 1 x2 y 1 x} {1 x 0, y }.
Poich`e il dominio D ha bordo regolare a tratti e la forma differenziale integranda ha componenti
derivabili con continuit`a, possiamo applicare la Formula della divergenza nel piano.
Per poter applicare la formula (6.5) riconduciamo dal terzo membro al secondo membro con il
seguente (semplice) passaggio algebrico:
I
I
2
3
(x ydx + y dy) =
(y 3 , x2 y) (dy, dx) .
{z } | {z }
+D
+D |
F

ne ds

Quindi dobbiamo applicare la formula (6.5) e calcolare il primo membro in cui F(x, y) =
(y 3 , x2 y).
ZZ
ZZ

divF dxdy =
x2 dxdy =
D
ZZD
ZZ


2
=
x dxdy +
x2 dxdy =
D1
1

D2

1x

Z
=


2 cos2 dd =

0
3
2

Z

1

2
3
2
2
x x + x 1 x dx

dxdy +

1x2

3
2

4 + 3
4 + 9
=
.
48
8
48

cos

3 dd =

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

6.3

109

Formula di Stokes nello spazio

Ricordiamo la Formula di Stokes nello spazio. Sia F = (F1 , F2 , F3 ) un campo vettoriale


definito in A R3 . Sia una superficie orientabile e regolare o regolare a tratti contenuta
in e F1 , F2 , F3 C 1 (). Allora
I
ZZ
rotF n d =
F ds
(6.6)
+

in cui
+ e` lorientazione positiva del bordo di , ovvero quella che si lascia alla sinistra
la superficie ;
n e` il versore normale di orientato coerentemente con lorientazione positiva del
bordo esterno di secondo la regola della mano destra.
z

Esempio 6.3.1. Dato il campo vettoriale


F(x, y, z) = x2 , x + y, x + y z
e la superficie definita come

= (x, y, z) | x2 + y 2 1,


z =x+y .

Si verifichi la formula di Stokes, in cui si deve intendere il vettore supercie rivolto verso
lalto.
Descriviamo come
X(u, v) = (u, v, u + v)
con (u, v) {u2 + v 2 1} il cui e` la curva
(t) = (cos t, sin t, cos t + sin t)
con t [0, 2]. Lorientazione positiva del bordo di si ha per valori crescenti di t, poich`e in
questo modo 0 si lascia alla sinistra la superficie , ovvero in tal modo tramite (6.6) otteniamo
il flusso del rotore di F attraverso il cui il vettore superficie e` rivolto verso lalto.

110

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

1 z
0.5

1.5

0.5
0.5

1.5 y

0.5
1
1

Dobbiamo verificare la (6.6) che e` applicabile perch`e il campo ha componenti C 1 (R2 ) e la


superficie e` regolare.
Vediamo il primo membro: le derivate parziali di X(u, v) sono:
Xu = (1, 0, 1)

Xv = (0, 1, 1)

da cui

i j k

Xu Xv = 1 0 1
0 1 1

= (1, 1, 1) .
Il rotore del campo e`

i
j
k

y
z
rotF = x
x2 x + y x + y z




= (1, 1, 1).

Quindi
(1, 1, 1)

3dudv =
F (X(u, v))
3
D
Z 1 Z 2
=
(1, 1, 1) (, , ) dd =
0
0
Z 1 Z 2
=
dd = .

ZZ

ZZ

rotF d =

Vediamo il secondo membro:


I
Z 2

F ds =
cos2 t, cos t + sin t, 0 ( sin t, cos t, cos t sin t) dt =
+
Z0 2

=
sin t cos2 t + cos2 t + cos t sin t dt =
0

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

111

Esempio 6.3.2. Sia dato il campo vettoriale


F(x, y, z) = (2x 3y, 3y 2z, x + 5z) .
Utilizzando la formula di Stokes si calcoli il flusso di rotF attraverso la superficie (il
vettore superficie si intenda rivolto verso lalto) definita come


= z = 2 x2 y 2 , x + z = 2 .
Per calcolare il flusso del rotore del campo dobbiamo integrare F lungo + .
Per ricavare + mettiamo a sistema le due superfici:

 2

2
z = 2 x2 y 2
x + y2 = x
x 12 + y 2 =

x+z =2
x+z =2
x+z =2

1
4

Ne consegue che il bordo di si pu`o anche descrivere come lintersezione fra il cilindro
2
x 21 + y 2 = 14 e il piano x + z = 2: possiamo parametrizzare tale curva come


1 1
1
3 1
(t) =
+ cos t, sin t, cos t
2 2
2
2 2
con t [0, 2]. Lorientazione positiva del bordo di si ha per valori crescenti di t, poich`e in
questo modo 0 si lascia alla sinistra la superficie , ovvero in tal modo tramite (6.6) otteniamo
il flusso del rotore di F attraverso il cui vettore superficie e` rivolto verso lalto.
z

2
1

2
1

1
1

1
2 y

x 1
2

x 1

2 y

Poiche il campo ha componenti C 1 (R2 ) e la superficie e` regolare possiamo applicare la Formula


di Stokes:
ZZ

I
rotF d =

I
F ds =

+
Z 2 

F ds =
+

 

3
3
sin t cos t sin t
sin t, 3 + cos t + sin t, 8 2 cos t
,
,
dt =
2
2
2
2
2
0

Z 2 
5 12 cos t cos(2t) + 28 sin t 3 sin(2t)
5
=
dt =
.
8
4
0
=

1 + cos t

112

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esempio 6.3.3. Sia dato il campo vettoriale



F(x, y, z) = y 2 , x + y, 2x + z 2 .
Utilizzando la formula di Stokes si calcoli il flusso di rotF attraverso la superficie
definita come


1
2
2
2
= x + y + z = 1, 0 z
.
2
Si intenda il vettore superficie rivolto verso lalto.

Consideriamo che si pu`o descrivere tramite la parametrizzazione


X(, ) = (sin cos , sin sin , cos )
in cui [0, 2] e


2
,
: allora
3 3
 
= (cos t, sin t, 0)
1 (t) = X t,
2

 
=
2 (t) = X t,
3

3
3
1
cos t,
sin t,
2
2
2

in cui t [0, 2], costituiscono il bordo di .

z
1

1.5

1.5

0.5

0.5
2
0.5

0.5
x 1
1.5

1 1

1
1.5 y

Lorientazione positiva del bordo di si ha: per 1 per valori crescenti di t e 2 per valore
decrescenti di t: in questo modo i rispettivi vettori velocit`a si lasciano alla sinistra la superficie
, ovvero in tal modo tramite (6.6) otteniamo il flusso del rotore di F attraverso il cui vettore
superficie e` rivolto verso lalto.
Poich`e le componenti del campo sono C 1 (R2 ) e la superficie e` regolare, possiamo applicare la

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

113

formula (6.6):

ZZ

I
rotF d =
=
Z

0
0

+
2

0
0

+
2

Z
=
0

1+


sin2 t, cos t + sin t, 2 cos t ( sin t, cos t, 0) dt+
!
!

3 sin t 3
1
3
3
,
(cos t + sin t) , + 3 cos t
sin t,
cos t, 0 dt =
2
2
4
2
2

=
Z

F ds =

F ds +

F ds =
+
Z 2


sin3 t + cos2 t + cos t sin t dt+
!

3 3 3
3
3

sin t + cos2 t + cos t sin t dt =


8
4
4

Z 0

3

2
2
cos t dt +
cos t dt = .
4
4
2

Esempio 6.3.4. Sia dato il campo vettoriale


F(x, y, z) = y, x, x2 + y 2

p
e la superficie di equazione cartesiana z = 2 x2 + y 2 con 0 z 1, e tappato
superiormente. Utilizzando la formula di Stokes si integri il campo lungo + in cui si
intende il vettore superficie rivolto verso lalto.

La superficie e` regolare a tratti, e composta da due pezzi: il tronco di cono avente come possibile
parametrizzazione



X1 (u, v) = u, v, 2 u2 + v 2

con (u, v) D1 = {1 u2 + v 2 2}, e il tappo superiore al tronco di cono avente come


possibile parametrizzazione

X2 (u, v) = (u, v, 1)

con (u, v) D2 = {u2 + v 2 1}.

114

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta


2 z
1.5
1
2

0.5
2

1
x 2

Per risolvere il problema dato dovremo calcolare il secondo membro della (6.6). Troviamo i
vettori superficie di 1 e 2 : dopo semplici calcoli si ha che


v
u
d 1 =
,
, 1 dudv
d 2 = (0, 0, 1) dudv.
u2 + v 2
u2 + v 2
Con questa orientazione dei campi normali, applicando (6.6) otteniamo lintegrale del bordo di
orientato come in figura.
Il campo F ha le componenti derivabili con continuit`a e la superficie e` regolare a tratti,
potendo quindi applicare la Formula di Stokes. Osservando che rotF = (2y, 2x, 2), avremo
che
ZZ
I
rotF d =
F ds =

+
ZZ
ZZ
=
rotF d 1 +
rotF d 2 .
1

Calcoliamo i due addendi separatamente.



ZZ

ZZ
rotF d 1 =

(2v, 2u, 0)

u
, u2v+v2 , 1
u2 +v 2

D1


ZZ
(2v, 2u, 2)

=
D1

2


u
, u2v+v2 , 1
u2 +v 2

2dudv =

2dudv =

ZZ
=

2 dudv =
Z

D1
2 Z 2

2dd = 4
ZZ
ZZ
rotF d 1 =
(2v, 2u, 0) (0, 0, 1) dudv =
2
D2
Z 2 Z 2
=
2dudv = 4
0

Quindi per la Formula di Stokes abbiamo che il lavoro del campo lungo + D e` 4.

6 - Formule di Gauss-Green, Stokes e divergenza

6.4

Esercizi

Esercizio 6.4.1. Dato il campo vettoriale


F(x, y) = (y x, 1 + x)

115

Esercizio 6.4.7. Utilizzare la Formula di GaussGreen per calcolare


Z p
x2 + y 2 dx
+D

in cui D e` il dominio


lo si integri lungo la circonferenza di centro

x
2
2

D
=

3x,
1

x
+
y

2,
x

0,
y

0
.
lorigine e raggio 3 orientata positivamente uti3
lizzando la formula di Gauss-Green.
Esercizio 6.4.8. Utilizzare la formula di GaussGreen per calcolare
Esercizio 6.4.2. Dato il campo vettoriale
ZZ


2
2
F(x, y) = x, x 2y
x2 + y 2 dxdy
D

lo si integri lungo il bordo del dominio D = in cui




{1y 2 x 22y 2 , 1 y 1} orientato
x2 y 2
2
2
positivamente utilizzando la formula di GaussD = x + y 1,
+
1 .
4
9
Green.
Esercizio 6.4.9 (*). Utilizzare la formula di
Esercizio 6.4.3. Utilizzare la formula di GaussGauss-Green per trovare la misura dellarea del
Green per calcolare
dominio piano D definito come lintersezione
Z
dei cerchi x2 + y 2 1 e x2 + (y 1)2 1.
2
x (y 1)dy
Esercizio 6.4.10. Utilizzare le formule di Gauss+D
Green per trovare la misura dellarea del domiin cui
nio piano D avente come bordo lellisse
o
n

2
D = 1 x 0, 0 y 1 x .
x2 y 2
+ 2 =1
a2
b
Esercizio 6.4.4. Calcolare
con a, b numeri reali strettamente positivi.
ZZ

x2 xy + y 2 dxdy
Esercizio 6.4.11. Sia D il dominio avente coD
me bordo la curva astroide avente
parametriz
3
3
in cui D e` la porzione di piano delimitata da zazione (t) = cos t, sin t con t [0, 2].
x2 + 2y 2 = 2. Poi si verifichi il risultato appli- Utilizzare le formule di Gauss-Green per trocando il teorema di Gauss-Green.
vare la misura dellarea di D.
Esercizio 6.4.5. Calcolare
ZZ
y dxdy
D

Esercizio 6.4.12. Utilizzare la Formula della


divergenza nel piano per calcolare
I
(xy 2 dx + x2 ydy)
+D

in cui D = {x2 + y 2 14 , 2x + 2y 14 , x
in cui D e` il triangolo di vertici (0, 0), (1, 0) e
0, y 0}. Poi si verifichi il risultato applican(1, 0).
do il teorema di Gauss-Green.
Esercizio 6.4.13. Dato il campo vettoriale
Esercizio 6.4.6. Dato il campo vettoriale
F(x, y, z) = (x + y, z y, xy)
F(x, y) = (x + 3y, xy)
e la superficie
lo si integri lungo il bordo del triangolo di ver = {z = 2x 3y + 1, 1 x2 + y 2 4},
tici (1, 1), (1, 1) e (0, 1) orientato positivamente utilizzando la formula di Gauss-Green. si verifichi la formula di Stokes.

116

Esercitazioni di Analisi Matematica 2 - 2015 - Versione ridotta

Esercizio 6.4.14. Calcolare il flusso del rotore


del campo

F(x, y, z) = 2xy 2 , 1 x2 y, x2 yz
attraverso la superficie
p
= {z = 1 x2 + y 2 , z 0}
sfruttando il teorema di Stokes. Si intenda il
vettore elemento darea rivolto verso lalto.
Esercizio 6.4.15. Sia dato il campo vettoriale

F(x, y, z) = y 3 , x3 , z 3 .
Si sfrutti la formula di Stokes per integrare F
attraverso il bordo di


= x 0, y 0, x2 + y 2 + z 2 = 1
orientato positivamente.

Bibliografia
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[FuMaSb1] N. Fusco, P. Marcellini, C. Sbordone - Analisi Matematica uno - Liguori Editore.
[FuMaSb2] N. Fusco, P. Marcellini, C. Sbordone - Analisi Matematica due - Liguori Editore.
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