NMUNTAGNA

TuTTO CIO CHE LA NATURA HA DI GRANDE, TUTTO CIO CHE HA DI PIACEVOLE, TUTTO CIO CHE HA DI TERRIBILE

SI PUO PARAGONARE ALL'ETNA

E L'ETNA NON SI PUO PARAGONARE A NULLA.

D. Vivand Denon (Voyage en Sidle)

ROVITTELLO • CASTIGLIONE DI SICILIA.

-.-----. Silvia Maestrelli, produttrice di vino nella sua tenuta Villa Petriolo di Cerreto Guidi, suo marito Roberto Silva e Federico Curtaz hanno deciso di scommettere con passione sulla Sicilia. Nel 2007, affascinati da questa terra dalla straordinaria ricchezza, acquistano un vecchio palmento del XVIII secolo in pietra lavica, che si affaccia su un vigneto del secolo scorso, circa 7 ettari, in prevalenza di Nerello Masca/ese. "/' vigne di Fessina", come la gente di queste parti definisce la tenuta, sono sorvegliate da un grande albero maestoso, con Ie radici che, come una serpe, awolgono i blocchi del muro di cinta del borgo di Rovittello, i cui rami volano verso il cielo a guardare i Nebrodi. II Millicucco 10 chiamano, fascinoso e ieratico custode del borgo.

I' VIGNE DI FESSINA

"A sa/ire verso i/ cie/o in questo piccolo ombelico verde, tra sciare nere che scendono dall'a/to, ci sono mo/te cose. La piu appariscente e que/ pennacchio di fumo che - si vede quando si a/za /0 sguardo - sale da/ cappello da gnomo che sta in cima a/ monte. Non smette mai di sbuffare, da cinquecentomi/a anni e forse piu, e riversa cenere e /apilli che si depositano e si distribuiscono ne/ fluire delle stagioni, a vo/te accumu/ati, a/tre vo/te spazzati via dall'acqua. A volte rimesco/ati e coperti da lava fluente, nascosti a/ verde ed alia co/tivazione per centinaia di anni, fino a quando, paziente, /a natura ricomincia i/ suo /avoro di conquista della roccia e ci rega/a conche irrego/ari, piccoli vasi di terra che, co/tivati per bene, danno frutti meravig/iosi. t' vigne di Fessina sono uno di questi vasi di terra partico/are, ricca della sua poverts. Tra Linguag/ossa e Randazzo si incontrano molte di queste forme che cocco/ano i vigneti come balie generose. Vigneti che per destino danno vini molto diversi, generati da suo/i e microambienti ta/mente partico/ari da render/i unici". (Federico Curtaz)

LA SICILIA,

UN PICCOLO CONTINENTE ALL'INTERNO DEL MEDITERRANEO

Topograficamente, la Sicilia e un'isola dalle coste ben definite. Si pone come un ponte che unisce due continenti: l'Europa, nel Mare Mediterraneo occidentale, all'estrernita dell'ltalia, e l'Africa, nel Mediterraneo orientale, in corrispondenza della Tunisia, ad appena 150 Km di distanza.

Fisicamente, la Sicilia si presenta come un triangolo isoscele, circondata da isole solitarie come Pantelleria, che la lega alia Tunisia, ed Ustica, a largo di Palermo nel mar Tirreno, e da due arcipelaghi, Ie Eolie, a nord della penisola di Milazzo, e Ie Egadi, ad ovest di Trapani.

Le coste, bagnate a nord dal Tirreno, si sviluppano dallo stretto di Messina a Capo San Vito.

Quelle orientali, bagnate dallo lonio, dallo stretto di Messina a Capo Passero. A nord, la costa si presenta alta e scoscesa, dove si incontrano i Peloritani. II massiccio etneo si staglia ergendosi sulla piana Catanese, un tratto piatto, continuando con una costiera frastagliata fino alia punta sud orientale, a causa della formazione calcarea dei monti Iblei.

II fronte sud/occidentale si presenta geologicamente vario. La costa che si affaccia verso l'Africa si presenta per lunga parte formata da sabbie e dune, interrotte qua e la da formazioni gessose, oltre che dai trubi.

CASTIGLIONE DI SICILIA _

Castiglione porta la sua storia nel nome, Castel Leone, antica fortificazione che dominava la valle dell'Alcantara. I Greci la abitano sin dal 403 a.C. per la posizione strategica che occupa: sulla rocca vi costruiscono un punto d'awistamento fortificato a controllo dell'unica via d'accesso per I'interno della Sicilia. Nel corso dei secoli si awicendano i Romani, che costruiscono ponti, poi Arabi, determinanti nell'innovazione dei sistemi d'irrigazione, Normanni e Svevi, sotto i quali Castiglione diventa citta regia. L'attuale Castiglione sorge nel pieno Medioevo, in seguito alia cacciata degli Arabi da parte dei Normanni: portano testimonianza di questo periodo la pianta irregolare del paese e varie tracce architettoniche di solidi baluardi difensivi, tra cui il Castello, 0 Cannizzu, torre d'awistamento che si racconta sia stata spaccata in due da un terribile fulmine. II paese, collocato a 621 mt. s.l.m., controlla visivamente un vasto territorio e domina il fiume dell'Alcantara con gran parte della valle omonima. Ad oggi Castiglione comprende sette frazioni:

Rovittello, Solicchiata, Passopisciaro, Verzella, Grava, Mitogio e Castrorao.

SEGESTA ___

Secondo Virgilio fu fondata da Enea. Stando a Tucidide, invece, furono gli Elimi a porre la prima pietra. II peristilio del tempio, uno dei pill perfetti e meglio conservati esempi di architettura dorica, lascia Ie sue ombre regolari in un solitario paesaggio, sulle pendici del Monte Barbaro, su cui si erge anche uno splendido teatro del III sec. a.C. La citta di cui faceva parte, con Ie altre prossime rovine, era degli Elimi, una gente composita, mista di Sicani e immigrati, greca di costumi. Awersaria di Selinunte, fu tra Ie prime citta a schierarsi dalla parte di Roma nella prima guerra punica. La distrussero Vandali e Saraceni, e un violento terremoto in eta bizantina ridusse a un cumulo di macerie i monumenti dell'antico centro. Scavi compiuti al di sotto della scena del teatro hanno riportato alia luce un abitato del X-IX sec. a.C.

~OTO ___

Tra Ie pill interessanti cltta del Siracusano per storia e impianto urbano, con un territorio caratterizzato da cave e pantani e rivestito da vigneti, mandorleti e agrumeti, si trova in posizione quasi equidistante da Pachino e Siracusa. Impreziosito dalla lavorazione decorativa del calcare, il barocco delle sue architetture si dispiega, per scenografiche prospettive e panorami della costa jonica, su un ordinato reticolo di strade nelle terrazze digradanti di un colle, al piede delle pendici meridionali dei monti Iblei. E' il frutto di un secolo di ricostruzione, in nuovo sito, della cltta annientata dal terremoto delI'll gennaio 1693. L'antica Noto e a una decina di chilometri a nord-ovest, Ie rovine sommerse nella vegetazione.

LA STORIA DELLA SICILIA

"Gelsi di un verde neonato, oleandri sempre fioriti, spalliere di agrumi ( .. J splendore di grandi giardini" (Wolfgang Goethe) Decantata nel mondo classico da politici-Iegislatori, poeti, drammaturghi, filosofi, storici, naturalisti, fu considerata il fulcro di tutti gli awenimenti politici, religiosi e socio-culturali durante la dominazione araba, come tramite tra mondo cristiano e musulmano. Aperta alia cultura italiana ed europea sotto i Normanni, periodo florido che si spense nel 1500, dopo la scoperta dell'America gli interessi si spostarono nell' Europa occidentale. Con il passare degli anni, la Sicilia e rimasta tagliata fuori dai maggiori interessi politici ed economici, lontana dai grandi nodi commerciali e finanziari.

CLIMA E GEOLOGIA

Geograficamente, la Sicilia (situata tra 36° 40' e 38° 40' longitudine) e posta nella stessa fascia dell'Africa nord-occidentale, della parte meridionale della penisola iberica e del Peloponneso. Ha un clima mite d'inverno e caldo d'estate, clima che varia man mana che si penetra all'interno dell'isola, modificando anche la flora, che e tipicamente mediterranea.

La Sicilia e caratterizzata da un clima semiarido: per i trequarti dell'isola Ie precipitazioni sono mediamente comprese tra i 300 e 500 mm di acqua per anno: Ie temperature estive molto alte creane un deficit idrico importante. La Sicilia rappresenta, nella realta, il piu completo e complesso quadro geologico che sia possibile immaginare. I monti Peloritani, al vertice est del triangolo siciliano, appartengono all'arco calabro, caratterizzato da graniti rossi e rocce metamorfiche, parenti stretti dei graniti sardi dai quali si sono separati centinaia di migliaia di anni fa.

PRECIPITAZIONI MEDIE ANNUE (MM)

Dall'edificio vulcanico etneo, che costituisce un ambiente geologico a se stante, e dalla faglia di Taormina, si dipana verso ovest la catena delle Magrebidi, composta dall'insieme alternato di flysche di rocce carbonatiche depositate in mare profondo. Questo sistema comprende nel suo complesso i Nebrodi, Ie Madonie, i monti Sicani ed i monti di Palermo fino a Trapani, da dove si inabissa per ricomparire nell'Africa occidentale. Lo spettacolare quadro e completato dall'avanfossa di Gela, serie di depositi di marne e argille, e dall'avampaese Ibleo, di fatto un insieme di calcari e dolomie, che, ad est, verso Siracusa, mostra i resti rimarchevoli di antiche barriere coralline. Fa da connettore I'immensa distesa di depositi salini del bacino di Caltanisetta testimone della crisi salina, dovuta all'asciugamento del Mediterraneo, a cavallo tra Miocene e Pliocene. Da questa complessa formazione geologica traggono origine suoli dalle caratteristiche piu diverse, che, unitamente aile peculiarita climatiche, consentono aile varleta di vite coltivate di esprimere as petti territoriali ben definiti.

CARTA GEOLOGICA DELLA SICILIA

- 300/400 Falda di Gela _
- 400/500 Calabridi _
- 500/600
- 6001700 5icilidi _
- 800/1000 Flysvh numidico _
- 1000/1000 Unitll interne _
- 100011000
- 1000/1000 (miOCene~~I~rs;~~~~nei -
- 1000/1000 Avanpaese ibleo _ LA VITICOLTURA IN SICILIA

La viticoltura e distribuita su tutta I'isola, ma il peso della parte occidentale della regione e assai rilevante. Nella sola provincia di Trapani e insediato circa il 60% del vigneto siciliano. Le varleta piu diffuse sono il Catarratto, gia in passato utilizzato per la produzione del Marsala, e il Nero d'Avo/a, che ha visto un rapido accrescimento delle superfici e una diffusione in tutta la regione, allontanandosi sempre di piu dai territori di vocazione che sono nella zona sud-orientale. Assieme al Syrah, c'e 10 Chardonnay tra Ie varleta non autoctone che hanno preso slancio dal rinnovamento della viticoltura negli anni '90 dello scorso secolo. II Nerel/o Masca/ese e il Nerel/o Cappuccio, con circa 4.800 ettari, rappresentano circa il 4% della produzione siciliana, pressoche tutti collocati tra Catania e Messina. La viticoltura in Sicilia si e insediata nell'antichita, I Greci, i Fenici, i Romani, ognuno di questi popoli ha testimoniato, con la propria arte, la propria letteratura e nelle suppellettili di artigianato, il rapporto che aveva con il vine, sia nel consumo quotidiano che nelle occasioni cerimoniali e liturgiche. Nell'Odissea viene descritto nei dettagli 10 stratagemma di Ulisse, che prima ubriaca Polifemo, che viveva sulle pendici dell'Etna, e poi 10 acceca per sfuggirgli. Oggi la viticoltura siciliana copre una superficie di circa 120.000 ettari, dei quali circa 105.000 nelle provincie di Trapani, Agrigento e Palermo, la vecchia Val di Mazzara. Circa 10.000 nella storica Val di Noto, distribuiti nelle provincie di Siracusa, Ragusa, Caltanisetta ed Enna. Tra Messina e Catania circa 5.000 ettari in quella che era la Val Demone.

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ETNA, UN GRANDE VULCANO

Racchiuso tra la valle dell'Alcantara, il bacino del Simeto e la piana di Catania da un lato, il mare dall'altro, si trova il massiccio dell' Etna, esteso per 1570 Km2 e con un perimetro di 110 Km. La sua vetta sfiora i 3350 metri di altezza, con falde dolci, fino a 1550 metri, coltivate ed abitate. Si evidenziano colate di lava scura con chiazze di bosco e macchie di ginestre fino ai 2400 metri e poi, a finire, nuda roccia e cenere.

La base del vulcano appare ben rilevata sui livello marino, mentre il cono si erge fino ai 2900 metri, dove si appiattisce in un altipiano ellittico come il residuo di un vecchio cratere, per arrivare al cono terminale, ancora attivo. Centinaia di coni lavici secondari si trovano sparsi lungo il pendio, dai quali occasionalmente fuoriesce materiale lavico che arriva spesso fino alia zona popolata. Nel 1669 una colata raggiunse Catania distruggendone alcuni quartieri, mentre nel 1928 distrusse Mascali. II suolo vulcanico e costituito da lava, basalti, tufi, lapilli e ceneri molto permeabili all'acqua. Sulla cima e sempre presente la neve nel periodo invernale, ma la zona risulta essere arida in quanto priva di fiumi e ruscelli. Questi ultimi si trovano abbondanti in basso, insieme a sorgenti e pozzi.

LA GEOGRAFIA VITIVINICOLA DELL'ETNA

La viticoltura etnea, da sempre, si sviluppa su tre quarti della circonferenza del cono vulcanico, dal versante sud, che guarda la piana di Catania, ad est volto al mare, fino al nord rivolto ai Nebrodi, occupando 2900 ha, per lasciare spazio ai pascoli e al pistacchio sulla parte rimanente del versante ovest.

Nel versante sud si trovano i vigneti plu alti dell'isola, che in alcuni casi superano i 1000 metri di altitudine. La viticoltura di questo versante rappresenta solo una piccola fetta delia notevole estensione presente nel passato. II territorio di Santa Maria di Licodia rappresenta una enclave: in contrada Cavaliere la vite raggiunge quota 1050 metri. Vengono coltivati Nerello Mascalese, Carricante e, qualche volta, Grenache. Ma e opinione diffusa, e cultura tramandata, che nella parte nord del vulcano, tra Piedimonte e Randazzo, si producano i migliori vini rossi dell'Etna. Qui il vitigno per eccellenza e il Nerello Mascalese, affiancato sempre piu raramente dal Nerello Cappuccio. I noccioleti si alternano alia vite, qualche pianta di olivo completa il puzzle agrario delle rasole, che ritagliano i terreni coltivabili ingabbiandoli in scuri muri di pietra lavica.

Circa il 45% della produzione enologica etnea e concentrato in questo areale, in particolare nei Comuni di Castiglione di Sicilia e Randazzo.

Citiamo da una descrizione di Salvo Foti del 2001:

"Ie contrade migliori per la coltivazione della vite, tra cui citiamo Verzella, Rovittello e Valcerasa, ricadono nei comuni di Piedimonte Etneo, Unguaglossa e Castiglione di Sicilia. Qui si trovano i vigneti piiJ vecchi e migliori di Nerello Mascalese, che danno dei vini rossi di buona etcoucit», molto eleganti e dal profumo speziato".

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... LE VARIETA

Nel passato Ie varieta di viti presenti sull'Etna erano molte, forse qualche decina. La situazione ampelografica, a seguito dell'arrivo della fillossera, cambia drasticamente.

Rimangono, oggi, il Nerello Mascalese, il Carricante, il Grenache e, in percentuale minore, la Minnella e il Nerello Cappuccio, fortemente penalizzato dalla sua scarsa produttivita,

NERELLO MASCALESE

II luogo d'origine e la piana di Mascali, aile falde dell'Etna, dove Ie citazioni confermano che questo vitigno si coltiva da almeno quattro secoli. E' caratterizzato dalla grande vigoria vegetativa e produttiva. Sull'Etna trova condizioni di equilibrio dovute principalmente alia scarsa profondita dei terreni agrari, all'abbondante presenza di scheletro nella tessitura dei terreni, aile alte densita di piantagione, all'altitudine piuttosto notevole, oltre che aile pratiche colturali. La variabilita di maturazione, tra contrada e contrada - come vengono comunemente definite Ie zone - e molto alta.

Ancora citando Salvo Foti, "I'esperienza ha ampiamente dimostrato che if sistema d'allevamento migliore per if Nerello Mascalese e quello tradizionale ed antichissimo ad alberello (2/3 branche per pianta can uno sperone portante due gemme) can alte densita di viti per ettaro (6.000/9.000 ceppi per He). Purtroppo I'alberello, anche se e ancora if sistema d'allevamento pili diffuso sull'Etna, e destinato ad essere abbandonato da parte dei viticoltori, a causa degli eccessivi costi di lavorazione e la mancanza di manodopera. I nuovi sistemi d'al/evamento, soprattutto la controspalliera, spesso non danno per if Nerel/o Mascalese dei buoni risultati qualitativi".

Questa varleta e a maturazione piuttosto tardiva, presenta un grappolo allungato con frequente presenza di un'ala. La buccia ha un color rosso tendente al blu, con una presenza abbondantissima di pruina. Secondo recenti studi di Rocco Di Stefano, la composizione antocianica di questa varieta e caratterizzata dalla mancanza della famiglia degli antociani acilati, cos) come e segnalato per il Pinot Noir. AI momenta attuale sembra che il Nerello Mascalese ed il Pinot Noir siano Ie sole uve al mondo ad avere questa caratteristica. I tannini sono abbondanti, profondi, ed awolgenti a piena maturazione della bacca. Dal Nerello Mascalese ci si puo aspettare un aroma varietale molto complesso, dalle note terpeniche fino a quelle di tabacco. II Nerello Mascalese produce circa 70 q.li per ha. Gli ettari di Nerello Mascalese oggi iscritti all'albo dei vigneti Etna a D.O.C. sono circa 220, di cui quasi la meta con oltre 30 anni d'eta,

LE VARIETA

~ERELLOCAPPUCCIO -----------------------------------------------------Presente solo in Sicilia, a volte conosciuto con il sinonimo di Nerello mantellato. Si ignora quale sia I'origine di questo vitigno. Dal Nerello Cappuccio, coltivato sull'Etna, si produce un vino che entra nell'uvaggio della DOC Etna Rosso con il Nerello Mascalese. Da vini rossi particolarmente adatti all'invecchiamento. Ha grappolo piu piccolo del precedente, una buccia fortemente colorata di un blu violaceo. II Nerello Cappuccio presenta antociani totali in numero elevato.

II carattere di questa varieta e legato agli aromi di frutta conservata, di ciliegia.

CARRICANTE __

Vitigno esclusivamente coltivato sull'Etna, si pensa originario della zona di Viagrande. Molto fertile e molto produttivo, ha grappolo grande e alato, apparentemente neutro sui piano aromatico. Produce vini all'elevata acidita fissa, da un pH basso (2.9/3.0) e da un alto contenuto in acido malico. ~e uve della varieta Carricante, con I'invecchiamento, manifestano note complesse. E interessante notare, ad esempio, la presenza, in vini di Carricante di qualche anna di eta, del composto 1,1,6 - TRIMETIL -1,2- DEIDRONAFTALENE, responsabile del tipico aroma dei Riesling invecchiati. Gli ettari di Carricante iscritti oggi all'Albo dei vigneti Etna a D.O.C. sono circa 80, di cui quasi la meta con oltre 30 anni d'eta,

~INNELLA __

Varieta minore a grappolo molto rado, presente in tutti i vigneti vecchi del comprensorio etneo, ha una buccia spessa e un grappolo rado. Matura tardivamente. Ha sempre fatto parte degli uvaggi classici dell'Etna. Non e molto produttivo e sono rari i vini fatti in purezza dalla varieta,

LE VARIETA

~EROD'AVOLA -----------------------------------------------Originario delle terre di Avola, Noto e Pachino, nel sud/est dell'isola, il Nero d'Avola e sicuramente il vitigno siciliano pill conosciuto. Produce vini di corpo e finezza aromatica, che hanno il pregio di partire da una acldlta naturale elevata che mantiene la freschezza, anche se appaiono un po' rudi nella lora naturalezza.

Storicamente, e sempre stato utilizzato come vino da taglio, sovente esportato. Oggi viene utilizzato in assemblaggio con altri vitigni locali, come il Nerello Mascalese, 0 il Frappato di Vittoria, e anche in uvaggio, con i neointrodotti Cabernet, Merlot, Syrah, oltre che in purezza, dove meglio esprime Ie qualita dei vari territori nei quali si e via via insediato. II Nero d'Avola ha foglia grande, grappolo medio, conico, con un'ala sovente grande, mediamente compatto. La buccia di medio spessore, molto resistente, di colore bluastro. Predilige forme di allevamento poco espanse, ad alberello 0 a spalliera, potatura corta e povera. II Nero d'Avola mantiene molti misteri, sia circa I'origine del nome che sulla sua provenienza. E conosciuto anche come "Calabrese", dall'espressione dialettale "Calaurisi", ossia "uva proveniente da Avola" ("cala" significa uva, "aulisi" di Avola, paese in provincia di Siracusa). Questo vitigno dimora da secoli quasi esclusivamente in Sicilia, dove e conosciuto con altri sinonimi, tra cui "Calabrese d'Avola", "Calabrese nero", "Calabrese pizzutello", "Calabrese dolce".

CHARDONNAY _

Nel 1874 Mas e Puillat, nella loro "Histoire, culture et description des vignes a raisin de cuve", parlano dello Chardonnay come "di una veriets di a/to /ignaggio che, sotto ogni /atitudine che g/i sia propria, ci dona dei vini di prima sce/ta". E aggiungono, come da manuale del corretto utilizzo della varieta. "/a sua co/tivazione potrebbe essere estesa aile regioni meridiona/i a una certa a/titudine, oppure su versanti esposti a nord che /0 metterebbero piu 0 meno nelle stesse condizioni nelle qua/i si trova net centro ene/ nord est della Francia". Infine, addentrandosi con competenza nella agronomia pura, "i terreni argillo/ca/carei, ben drenati, secchi dove i/ vigore della vetiets rappresenta uno strumento prezioso per /a durata della pianta e per /a qua/ita dei vini". A dispetto del nostro orgoglio, i nostri avi sapevano gia tutto.

Lo chardonnay e la varieta bianca di maggior pregio che ha un viticoltore per produrre vini longevi e di carattere. L'introduzione in Sicilia di questo vitigno e relativamente recente, ma i risultati nei suoli e nelle esposizioni appropriate sono sorprendenti. Buon produttore, deve essere controllato perche Ie alte rese deprimono I'aspetto qualitativo. Vive un momenta difficile, non essendo un autoctono, ma, nei luoghi giusti, esprime forza e grazia. Un vino cangiante dal grande talento, che ha nel tempo che passa la sua arma migliore.

TENUTA DI FESSINA

E a Rovittello che sono adagiati i vigneti della Tenuta di Fessina.

Rovittello e una piccola frazione del Comune di Castiglione di Sicilia, paese fondato dai Greci, il cui impianto urbano ricalca ancora, con l'agora e Ie altre chiavi architettoniche, I'ispirazione ateniese.

Lungo la statale 120, all'altezza della chiesa e dell'incrocio con la strada provinciale che sale a "quota mille", un viottolo scende, oltrepassandola, la ferrovia circumetnea. E ll che vi aspetta il piccolo borgo di case e palmenti e millicucchi, che in origine appartenevano al signor Musmeci. Un palmento storico a cui avevano - ed hanno tutt'ora - accesso Ie famiglie confinanti. Rovittello e un luogo tranquillo, posto a 650 metri sui livello del mare. Ha un inverno rigido, siamo in montagna, nevica di frequente, una primavera fresca e piovosa, una estate calda e asciutta, un autunno, lungo, tiepido, con un differenziale termico molto elevato tra la notte e il giorno. I vigneti si estendono per circa sette ettari, coltivati ad alberello, piantati tra il 1920 ed il primo dopoguerra, con un sesto quadro 1.15xl.15, per arrivare ad una denslta di circa 8000 piante per ha.

Le piante sono allevate con un fusto centrale, dal quale si dipartono tre 0 quattro speroni corti rinnovati ogni anna per la produzione. Le sorregge un tutore di castagno a cui legare il tronco e la vegetazione annuale, che costituisce la struttura del vigneto. La coltivazione e assai semplice. In inverno la potatura e il ripristino dei pali di castagno usurati, in primavera la spollonatura che lascia 6/7 tralci, la pulizia dell'erba con piccole motozappe e la rifinitura a mano, il diradamento e una sfogliatura a luglio inoltrato. I trattamenti contro I'oidio, e occasionalmente la peronospora, 4/5 volte all'anno. Gli alberelli sono sculture del tempo, potati da generazioni diverse: a volte sono forti ed eretti, a volte sono contorti e awitati su se stessi.

CONTRADA ROVITTELLO, CASTIGLIONE DI SICILIA

TENUTA DI FESSINA

CONTRADA ROVITTELLO, CASTIGLIONE DI SICILIA

I vigneti sono situati tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che, come due grandi braccia, Ii cingono in un gesto quasi materno. Le sciare isolano il vigneto come i vecchi muri dei "Clos" francesi, creando un microambiente unico.

II vigneto, che, per la maggior parte, e situato su una dorsale di terreno poco profondo, nero, ricco di piccole pomici e di fini argille destrutturate, sembra prendere origine dal fronte terminale di una colata posta al centro di queste ali, ormai coltivate a noccioleto, in parte a oliveto, 0 ricoperte di vegetazione spontanea, dove la ginestra aetnensis, dalla lunghissima fioritura primaverile, la fa da padrone, con la presenza di castagni sporadici. Le varieta Nerello mascalese e Nerelio cappuccio sono mescolate come in tutti i vigneti antichi.

Alcune viti di Carricante e di Minnelia costituiscono un'eccezione. Ogni ceppo produce pochi grappoli, che a rnaturlta hanno una gradazione di 20-21 babo e una acldita totale di norma intorno a 7 grammi litro.

La dotazione antocianica non e molto elevata, il tannino e abbondante e fitto. A Fessina la maturazione e molto tardiva.

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VIGNETO

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SEGESTA

Dal 2007 si e deciso di produrre uno Chardonnay proveniente da Segesta, dopo aver individuato e seguito il vigneto da alcuni anni. Un territorio sana e integro, un suolo calcareo argilloso con molto scheletro, una esposizione a nord ovest, una altitudine elevata intorno ai 600 metri, un vigneto maturo e condotto con attenzione. Questi elementi rappresentano la base per produrre un vino fresco e strutturato, senza passaggi in legno, che 1.'1'"11"'1,.19 ha I'aspirazione di invecchiare bene, pur essendo facile da bere fin da oggi. l'eleganza come obiettivo decisive, come stile. Inalterato il metodo di produzione: seguire i vigneti, verificarli negli anni, aspettarne la rnaturlta e poi utilizzare Ie conoscenze per cercare di produrre vini non scontati. Le vinificazioni sono condotte nella Tenuta di Fessina, in una cantina modern a e attrezzata, con molta attenzione alia sernplicita, Nessun desiderio di stupire con effetti speciali. Piuttosto, lavoro profondo sulle qualita della materia prima, I'uva. Senza compromessi. Dando seguito all'esperienza gia awiata con la Tenuta di Fessina, sulle pendici dell'Etna, abbiamo scoperto un altro piccolo angolo di questo giardino dai frutti d'oro che e la Sicilia. La voglia di impegnarsi per cogliere questi frutti ha portato ad individuare e coltivare piccoli vigneti, giardini che si pensano in grado di produrre vini che lasceranno il segno, con la presunzione di fare un percorso alia ricerca di qualcosa di nuovo, di dare una nuova interpretazione ai vini siciliani. Abbiamo scelto la solidita e la forza di un luogo antico. Un vitigno di carattere adatto a durare nel tempo.

IL VIGNETO DELLA VAL DI NOTa

II territorio della Val di Noto si snoda in un reticolo di colline e piccole valli, che digradano al mare. Aile spalle, in lontananza, gli austeri contrafforti dei monti Iblei corrugati dalle "cave" che, come vene, disegnano Ie coste rocciose erose dal tempo. Come una nave con la prua volta ad Oriente, il promontorio si allunga, coperto di viti e di olivi, verso Capo Passero, che sfuma nel mare. I vigneti si appoggiano ai colli dominati dai resti degli antichi feudi, testimoni di una storia passata. Le piccole viti ad alberello sono gomitoli di tralci e foglie che proteggono i grappoli dal sole forte e dal vento, che soffia costante dal mare, proveniente da paesi lontani. La luce e intensa. E qui fa la differenza. Le piante, verdissime, sono raccolte in fazzoletti di terra bianca e calcarea, puntinata qua e la da rare pietre scure di origine vulcanica. Sono suoli asciutti e poveri, che danno alia vite quel che basta alia soprawivenza. I vini di questi vigneti sono caldi e sensuali, colorati, con una acid ita viva connaturata alia misteriosa genetica del Nero d'Avola. Questi luoghi emanano un grande fascino. E' una viticoltura naturale, semplice, iscritta in un ambiente forte che incita alia sfida.

II Nero d'Avola e un vitigno dalla provenienza incerta e con molte interpretazion i.

A noi affascina I'idea della purezza. Un vino diretto e armonioso, che non rinuncia alia freschezza della sua acid ita, ma mantiene gli as petti esotici del frutto, che gli sono propri, per il carattere della varieta e per quel che Ie vigne e gli uomini riescono a carpire dal vento d'Oriente, che qui soffia ogni giorno e racconta storie bellissime.

TENUTA DI FESSINA

I NOSTRI VINI

SE .. .IGT SICILIA.

CHARDONNAY

ERO IGT SICILIA. ERSE ETNA DOC. IL MUSMECI ETNA DOC. _

NERO D'AVOLA NERELLO MASCALESE, NERELLO MASCALESE,

NERELLO CAPPUCCIO NERELLO CAPPUCCIO

SE avessimo potuto continuare a chiamarlo Nakone 10 avremmo fatto molto volentieri.

Ma qualcuno, ph) lesto, ci ha soffiato il nome, registrandone il dominio.

Dunque, SE fossimo stati piiJ svelti, piiJ svegli e meno innamorati di SEgesta e dei suoi terreni, la magia di Nakone, citta mai trovata degli Elimi, avrebbe continuato

ad accompagnare la nostra avventura all'ombra del tempio.

Benvenuto allora SE ... ipotesi di reett», emozione che sgorga liquida, che pervade I'anima e ci in vita a lasciarci andare all'entusiasmo.

Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura control lata

Evocazione del nero, essenza di un vitigno che arriva da lontano.

Radici. Tempo passato del verbo essere. In prima persona, essere in quella terra, fare quel vino. Una sfida al presente reclamarne Ie radici.

Oscuro. Eros che si nasconde.

In etichetta, un serpente piumato. Un soffio, e si svela un vino celato.

L'antico mito di Amore e Psiche alimenta la ricerca di un vino oscuro.

Eppur amato incondizionatamente.

Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura control lata

ETNARosso

Erse, il richiamo del sorgere del sole e della rugiada all'alba.

L'azzurro delle gocce della rugiada.

L'azzurro del cielo dell'Etna. Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura control lata

ETNARosso

ROVITTELLO • CASTIGLIONE DI SICILIA

/I nostro cru di Nerello Mascalese e dedicato alia famiglia Musmeci.

In particolar modo al signor Musmeci, colui che per molti anni ha conservato "I' Vigne di Fessina" con cosl tanto amore da permetterci di lavorare viti di oltre ottant'anni. E' la storia di questa terra straordinaria, con i suoi paesaggi,

i suoi colori, la sua clvitts, che si intreccia al destino delle persone.

E a quello del vino che ne nescere.

Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura control lata; affinamento: 15 mesi in legno (botte grande da hI 36 e tonneaux)

CUNTU IL BLOG

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La Sicilia e da sempre una terra di racconti e di sfide. Mille storie di uomini e donne. Un approdo per viaggiatori di mari in tempesta, una terra che e stata I'obiettivo d i conquistatori orgogliosi e il miraggio per fuggiaschi impauriti e affannati nella ricerca di luoghi sicuri per il corpo e per I'anima, un luogo magico fonte di ispirazione per poeti e filosofi erranti. Terra che unisce principi e popolani nell'isola che ha I'infinito per confine. Terra ricca, natura straripante, civilta sovrapposte, cultura profonda e complessa. Luogo di terra, di cielo, d'acqua e di fuoco. Siamo arrivati sull'Etna in punta di piedi, a Rovittello, come visitatori curiosi, affascinati dalle forme, queste forme vive e mutevoli dei luoghi. Amanti e appassionati del vino, abbiamo trovato un angolo per metterci alia prova, sotto 10 sguardo severo del Vulcano, sapendo certamente che vogliamo interpretare a modo nostro questo destino.

I siciliani ci hanno accolto bene. Abbiamo incontrato persone di grande cultura e persone semplici, tutti ci hanno aiutato a insediarci e di questo saremo sempre riconoscenti, per tutti nutriamo un profondo rispetto.

Cuntu sara un contenitore di racconti, un luogo dove ognuno potra accomodarsi per dire la sua, noi saremo solo maestri del cerimoniale. Sara uno strumento per parlare delle stu pore che suscita risvegliarsi a Fessina la mattina e lavorare il giorno ai nostri vini.

Sara 10 strumento per raccontare dei nostri incontri e di quello che ci emoziona della storia e della cultura di questa meravigliosa montagna in mezzo al mare.

La Sicilia e da sempre terra di paradossi, un luogo dove coesistono e si attorcigliano, in un forte sentimento di vita, il bello e il brutto, I'infimo e il sublime, amore e violenza, arte e abbandono, nobilta e miseria. Rimane di fronte a tutto questo il desiderio di capire, ogni giorno molta emozione, insomma tutto quel che serve per sentirsi vivi.

Da Euripide ai cantastorie, la Sicilia e anche un luogo in cui la ritualita e la teatralita aiutano in chiave quasi psicanalitica a far proprie Ie inquietudini del vivere, e a guardare al futuro con la voglia di diventare piu forti.

Cuntu, un diario che raccontera quel che avviene sui palcoscenico delle Vigne di Fessina dove i personaggi reciteranno la vita di tutti i giorni con I'obiettivo di fare vini che trasmettano emozioni forti. Idee, incontri e progetti troveranno uno spazio per svilupparsi all'ombra della montagna, che, infinitamente piu forte di noi, ci restituira la nostra vera dimensione.

Video Tenuta di Fessina http://it.youtube.com/watch?v=YiYrcnOH08g http://it.youtube.com/watch?v=hQGVZcu35co http://www.youtube.com/watch?v= ?a qC7bmS k http://www.youtube.com/watch?v=ma9wWwngOfc

Interviste suI web:

a Silvia Maestrelli: http://www.youtube.com/watch?v=8cgUvUgMTrE&feature=related a Federico Curtaz: http://www.youtube.com/watch?v=5Hqo4005DJc&feature=related

Note di degustazione a cura di Federico Curtaz: http://www.youtube.com/watch?v=gg VYVDchZc&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=Dep232607RO

ROVITTELLO • CASTIGLIONE DI SICILIA

Contrada Rovittello, Via Nazionale SS 120 n° 22 - 95012 Castiglione di Sicilia (CT) blog: www.cuntu.it - www.divinando.blogspot.com

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