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Kierkegaard

Vita ............................................................................................................................................................................................................................ 2
Opere.......................................................................................................................................................................................................................... 2
Elementi essenziali del pensiero di Kierkegaard ....................................................................................................................................................... 2
Kierkegaard versus Hegel .......................................................................................................................................................................................... 3
Lo stadio estetico e lo stadio etico: Aut-aut ............................................................................................................................................................... 4
5.1 Vita estetica ........................................................................................................................................................................................................ 5
5.2 Vita etica............................................................................................................................................................................................................. 5
La vita religiosa: Timore e tremore ........................................................................................................................................................................... 6
6.1 La fede: certezza angosciosa .............................................................................................................................................................................. 7
6.2 La fede: paradosso, scandalo e contraddizione .................................................................................................................................................. 7
Gli stadi dellesistenza: sintesi................................................................................................................................................................................... 7
Langoscia e il possibile: Il concetto dellangoscia e La malattia mortale ................................................................................................................ 8
8.1 Il concetto dellangoscia ..................................................................................................................................................................................... 8
8.2 La malattia mortale ............................................................................................................................................................................................. 9
Lattimo e la storia ................................................................................................................................................................................................... 10
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A.G.

Kierkegaard

1 Vita

Nasce a Copenhagen il 5 maggio 1813.


Studia alla facolt di teologia di Copenhagen (dominio del pensiero hegeliano).
1841-2: breve soggiorno a Berlino durante il quale ascolta le lezioni di Schelling (distinzione radicale tra realt e ragione).
Copenhagen: vita esteriormente tranquilla ma intimamente tormentata, dedita alla composizione di libri, grazie a un capitale lasciatogli dal
padre.
o Kierkegaard non si sposa, non fa il pastore senza chiarire le cause, accennando solamente a qualcosa che successo ma della cui
gravit non c traccia negli episodi della sua vita.
Muore a Copenhagen l11 novembre 1855.

2 Opere

1843 Enten-Eller (tradotto di solito con Aut-aut), di cui fa parte il Diario di un seduttore.
1843 Timore e tremore.
1844 Il concetto dellangoscia.
1844 Briciole di filosofia.
1846 Postilla conclusiva non scientifica.
1849 La malattia mortale
1850 Lesercizio del cristianesimo.

3 Elementi essenziali del pensiero di Kierkegaard

Lesistenza umana come possibilit:


o Possibilit che in quanto tale (non essendo necessit) pu anche non realizzarsi e quindi luomo pu sprofondare nel nulla ( la
figura di Adamo dellopera Il concetto dellangoscia: possibilit del tutto che anche la possibilit del nulla).
o Possibilit che si presenta come alternativa esistenziale tra un compito che pu essere assunto o non assunto, una strada che pu
essere intrapresa o non intrapresa. Ci genera nellindividuo unangoscia che lo paralizza, che rende impossibile qualsiasi scelta.
Il carattere contemplativo assunto da Kierkegaard nei confronti della vita.

Le possibilit fondamentali che si offrono alluomo

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o Luomo pu caratterizzare la propria vita scegliendo tra modi di essere o stadi dellesistenza che solitamente si propongono ad
ognuno; i principali sono: stadio estetico, etico e religioso.
Nello stato estetico non abbiamo un individuo perch lesteta rifiuta di scegliere e quindi rinuncia ad essere un singolo che ha
una durata, una continuit nel tempo.
Il singolo nello stadio etico scegliendo la propria vita raggiunge la consapevolezza di s, ma questa evidenzia la
contraddizione tra il suo essere finito e la sua aspirazione allinfinito, tra il suo essere imperfetto e la sua aspirazione alla
perfezione.
Con la fede il singolo pu (pu perch la fede un aiuto che non aiuta, nel senso che il rischio, la vertigine della scelta
spetta sempre al singolo) realizzare la sua aspirazione allinfinito, alla costruzione di un io eterno.
La fede
o La fede rappresenta lunica via per sottrarsi allangoscia e alla disperazione dellesistenza umana.

4 Kierkegaard versus Hegel


KIERKEGAARD

HEGEL

Valore del singolo


Ogni individuo possiede la sua singolarit irriducibile alle altre
coscienze, all'universale. Il singolo fuori dal sistema perch non si
lascia portar via la sua esistenza: il sistema risolve le esistenze
individuali in un essere astratto e universale.
Non possibile un sistema dell'esistenza, perch quest'ultima non si
riduce a pensiero logico, essendo libert contrassegnata da discontinuit
e novit (la vita del singolo non pu essere raccontata nella sua
ricchezza e discontinuit da uno strumento razionale il cui ordine
rigoroso e consequenziale)
Riprendendo l'insegnamento di Aristotele Kierkegaard afferma che il
vero movimento quello esistenziale che si pone fin dall'inizio nel
passaggio dalla possibilit alla realt e procede per crisi e salti (come
quello della scelta iniziale). Contro Hegel ritiene che il movimento non
pu essere prodotto dalla logica perch essa immobile: stabilisce
infatti rapporti necessari tra i concetti ma non descrive la vivacit dei
cambiamenti e delle discontinuit delle esistenze concrete
L'esistenza per Kierkegaard si risolve tuttavia nell'interiorit in cui il
singolo si realizza ricevendo il suo essere da Dio (di Dio quindi si pu

Valore dellAssoluto
Il pensiero pensa se stesso attraverso lindividuo, la cui singolarit
scompare per lasciare il posto alla manifestazione dellAssoluto, che per
conoscersi e realizzarsi ha bisogno del movimento prodotto dal divenire
e governato dalla ragione (dalla legge della dialettica)

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dire che , non che esiste)


Il pensiero non scindibile da un soggetto concreto che pensa una
determinata cosa
Lagire quello proprio di ogni singolo, condizionato dal contesto ma
irriducibile ad esso, a causa di unesperienza esistenziale e religiosa
irripetibile
La storia un semplice scenario, in cui il singolo diviene in modo
incerto e senza garanzie
La dialettica esprime solo la tensione tra contrari, tra cui non possibile
nessuna conciliazione; la manifestazione di un aut-aut
La verit tale solo per me, non loggetto del pensiero, ma una
consapevolezza raggiunta attraverso la mia esistenza. Non pu lasciare
indifferenti, deve essere una verit che salva, che risolve gli
interrogativi ultimi della mia vita. La verit coincide con il
cristianesimo.
Luomo non Dio
Infinita differenza qualitativa tra il finito e linfinito

Il pensiero trascende il soggetto concreto: la logica hegeliana muove


dallidea astratta di essere ( eleatismo), non chiedendosi chi ha
pensato tale idea, concetto
Lagire umano determinato dalla totalit ( Stato etico)

La storia considerata un processo che costituisce il mezzo certo di


attuazione dellAssoluto
La dialettica sintesi che coniuga la tesi con lantitesi; quindi
conciliazione degli opposti, la cui realt non alternativa (et-et)
La verit oggettiva ed posta dal pensiero indipendentemente
dallindividuo. La verit coincide con la ragione, con la sua capacit di
porre l'unit di pensare ed essere, finito e infinito, individuale e
universale, ecc.
Panteismo
Identificazione tra uomo e Dio, risoluzione del finito nellinfinito

L'esistenza una storia e un divenire libero proprio perch il suo movimento non gi predeterminato, non derivabile logicamente da un principio
o riducibile a un sistema chiuso [Philosophica pag. 207].
L'esistenza libert e in quanto tale possibilit: l'uomo posto continuamente di fronte a delle alternative (aut-aut) che possono essere compiendo
la scelta giusta l'occasione per realizzare se stessi, per affermarsi in quanto singoli, oppure compiendo la scelta sbagliata possono condurre alla
perdita di s, esponendoci alla minaccia del nulla. Il dilemma, il rischio della scelta pu paralizzare l'uomo, si pu scegliere di non scegliere ma
cos si rinuncia a esistere, a essere un singolo. Si pone allora una decisione che sia risolutiva per il proprio essere: la scelta assoluta dell'Assoluto in
rapporto al quale solamente possiamo essere dei singoli.

5 Lo stadio estetico e lo stadio etico: Aut-aut


Lopera Aut-Aut (Enten-Eller) una raccolta di scritti che descrivono due stadi fondamentali della vita, alternativi e inconciliabili (aut-aut): la vita
estetica e la vita morale.

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5.1 Vita estetica


La vita estetica la scelta di chi vuole sottrarsi alla monotonia della vita quotidiana e ricerca esperienze sempre nuove e irripetibili. Il protagonista
di tale vita non riesce a compiere una scelta duratura, sceglie di non scegliere lasciandosi trasportare dalle emozioni e dalle circostanze.
La vita estetica allora una forma di vita propria di chi esiste nellattimo, fuggevolissimo e irripetibile.
La figura che incarna questo stadio esistenziale lesteta, il quale costruisce per s un mondo luminoso, da cui tenuto fuori tutto ci che banale,
insignificante e meschino. Rifiutando la continuit, la ripetizione lesteta in fondo rifiuta il peso della scelta definitiva, non sceglie preferendo il
cambiamento continuo.
Esempio per antonomasia di una tale figura Don Giovanni. Egli conduce una vita estetica perfetta, perch sa trarre il godimento dai piaceri pi
intensi e appaganti. Simile a Don Giovanni Johannes, il personaggio del Diario di un seduttore (uno degli scritti di Aut-Aut), che trova il piacere
non nel suo possesso ma nella sua limitazione: egli suscita l'interesse della donna per poi abbandonarla.
Tuttavia, anche se condotta in questa forma brillante la vita estetica alla lunga risulta inadeguata, perch conduce alla noia e quindi alla
disperazione. Non si pu sfuggire alla consapevolezza di essere sul baratro del nulla per aver voluto restare nell'ambito dell'infinita possibilit.
Ad esempio, il numero alto delle conquiste di don Giovanni , in realt, la conseguenza della sua insoddisfazione per ogni relazione. Questa
insoddisfazione il segnale dellincapacit di Don Giovanni di trovare in una donna il piacere perfetto e la piena realizzazione a cui aspira.
Subentra allora la noia e quindi la disperazione per linsoddisfazione profonda verso se stessi e la propria esistenza. Kierkegaard invita a scegliere la
disperazione perch la chiave per compiere il salto verso unaltra alternativa possibile: la vita etica.

5.2 Vita etica


Nella vita etica il singolo si sottopone a una forma, si adegua alluniversale e rinuncia ad essere leccezione. Essa rappresentata dalla figura del
marito fedele, il giudice Guglielmo; il matrimonio, infatti, una forma generale, propone un compito che pu essere proprio di tutti e attraverso il
quale ogni coppia di sposi pu raggiungere la felicit. A differenza dellesteta, il marito compie una scelta continuativa ma avendo scelto entra nel
dominio della libert, perch dipende da lui quello che vuole essere. Il tempo acquista uno spessore diverso, non pi risolto nell'attimo ma vissuto
nella durata. La vita entra nella dimensione della storia, in cui il presente in relazione con un passato e con un futuro che possiamo progettare: non
pi una successione insignificante di attimi.
Un altro aspetto della persona etica il lavoro. Egli vive del suo lavoro, che costituisce la sua vocazione (in tedesco Berufung che simile a Beruf =
lavoro, professione).
Luomo con la vita etica sceglie alla fin fine di scegliere, di poter essere qualcuno. E in questo esprime innanzitutto la propria libert, di volere, di
determinarsi. La sua, in un certo senso, la scelta della scelta stessa.
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Scegliendo di essere una persona egli si rapporta con gli altri individui (portatori di ruoli come lui) e attraverso essi e in se stesso scopre di
possedere una storia, in quanto avendo acquisito una personalit si pone con continuit nel tempo, non vive nellattimo fuggevole ma in un tempo
che si protrae, in una durata.
E questa storia contiene anche aspetti di s e degli altri dolorosi e crudeli che inducono al pentimento. Il pentimento svela all'uomo il suo essere
colpevole, in quanto segnato dal peccato.
Il pentimento rivela linsufficienza della vita etica rispetto allansia dinfinito dellindividuo, al suo desiderio di singolarit rispetto alla gabbia
della forma generale, del ruolo imposto dalla vita etica, quello di marito, che un ruolo generico, non di uno specifico uomo ma di tutti gli uomini.
Il pentimento, in ultima istanza, indica la necessit di passare al campo della religione perch solo Dio pu donarci l'essere che da soli, in quanto
creature fragili, segnate dal peccato, non potremmo mai raggiungere.

6 La vita religiosa: Timore e tremore


Se tra la vita estetica e quella etica c un salto, tra questultima e la vita religiosa c un abisso. Tale opposizione chiarita da Kierkegaard
nellopera Timore e tremore, nella quale la figura di Abramo funge da riferimento per spiegare la differenza.
Ad Abramo che ha sempre seguito la legge morale (vita etica) Dio gli ordina di uccidere il figlio Isacco. La richiesta divina corrisponde
allinfrazione della legge morale in base alla quale Abramo vissuto per settantanni. A questo punto Abramo chiamato a fare una scelta, che
paradossale, assurda perch non vi nessun motivo morale per uccidere il figlio che non ha fatto niente.
Il comando divino in netto contrasto con la legge morale: in altre parole, il principio religioso annulla il principio morale, senza la
possibilit di una loro ricomposizione in una sintesi conciliante.
Accettando il principio religioso, luomo sceglie di obbedire a Dio anche se questo significa andare contro la morale e in quanto questa
espressione di una comunit, il rischio che corre luomo di fede quello di avere tutti contro.
Daltronde la fede una questione privata tra il singolo uomo e Dio. Di fronte a Dio il singolo solo. Il rapporto tra Abramo e Dio un rapporto
esclusivo tra lindividuo particolare che si chiama Abramo e Dio.
Quindi, quello che chiede Dio ad Abramo vale solo per lui, non ha la validit di una legge generale.
il paradosso della fede questo, che il Singolo si trova pi in alto dell'universale.
L'etica si svolge nella dimensione pubblica, la fede impone il silenzio e la solitudine. Per questo la fede incerta e rischiosa, ma solo nell'incertezza
angosciosa con cui egli si pone la domanda circa il disegno di Dio su di lui, pu ottenere indirettamente quella certezza che lo sosterr nella

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sospensione dell'etica e nella rottura dei rapporti sociali fede: certezza angosciosa. Fede poi che un dono divino e quindi la scelta dell'uomo
risulta tanto pi un azzardo, una scommessa.

6.1 La fede: certezza angosciosa


La vita religiosa incertezza rispetto alla scelta di fede che il singolo chiamato a fare ( Abramo): come pu essere certo che la scelta che compie
e che infrange la legge morale non arbitraria, ma corrisponde alla volont divina? Come pu essere sicuro di essere leletto, e quindi di essere stato
lui stesso, prima della sua scelta, scelto da Dio?
Un segno dellelezione divina langoscia con cui chi veramente eletto da Dio si pone queste domande. La certezza della fede consiste perci in
questa angoscia che attanaglia il singolo. La fede certezza angosciosa.

6.2 La fede: paradosso, scandalo e contraddizione


La fede cristiana paradosso, scandalo e contraddizione:
perch chiede di credere in un Dio (che rappresenta l'infinito) che si incarnato nell'uomo (l'essere finito), cosa inaccettabile dalla ragione;
perch annulla la morale comune (va contro lopinione diffusa, le regole morali condivise), esempio di Abramo a cui si chiede di immolare il
figlio;
perch se per un verso il singolo che deve compiere la scelta della fede, cio credere in Dio, per laltro la fede deriva da Dio, un suo
dono; il singolo pu essere leletto ma come pu essere certo di questa elezione?
Ma allora la religione cristiana rivela lessenza, la cifra dellesistenza del singolo: la possibilit che diventa limpossibilit di decidere o langoscia
del possibile.

7 Gli stadi dellesistenza: sintesi


Non scelta; godimento dellattimo, del piacere momentaneo
STADIO ESTETICO
Noia e disperazione
Scelta di una forma, di condurre una vita normale
STADIO ETICO
Pentimento: anelito allinfinito che stride con la tranquilla esistenza e con la zavorra del peccato
originale che sottolinea la finitudine dell'uomo, la sua fragilit; singolarit inappagata, soffocata
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dalluniversalit della forma che tutto e niente allo stesso tempo
Scelta di credere; angoscia per lincertezza del salto che la fede richiede

STADIO RELIGIOSO
Impossibilit di decidere, Dio che dona la fede

8 Langoscia e il possibile: Il concetto dellangoscia e La malattia mortale


Il tema dellesistenza come possibilit che genera nelluomo in maniera costitutiva angoscia e disperazione, affrontato nelle opere Il concetto
dellangoscia e La malattia mortale.

Nella prima opera langoscia nasce dal rapporto delluomo con il mondo, dalle infinite possibilit che il mondo comporta per la sua
esistenza;
nella seconda la disperazione scaturisce dal rapporto delluomo con se stesso, dalla possibilit che luomo ha di essere o non essere se stesso.

Angoscia e disperazione sono il preludio alla fede, attraverso la quale il singolo riconosce la propria dipendenza da Dio e comprende linfinita
differenza qualitativa tra il suo essere finito e lessere infinito di Dio. Solo la fede pu aiutare il singolo finito ad innalzarsi verso Dio infinito e
appagare il suo desiderio di perfezione.

8.1 Il concetto dellangoscia


Posto di fronte al divieto divino Adamo scopre langosciante possibilit di potere, cio egli prende consapevolezza che pu fare qualcosa, ma
nellignoranza delle possibilit paralizzato dallangoscia, che legata a ci che non ma pu essere, alla possibilit del tutto che anche la
possibilit del nulla.
Langoscia qui intesa come il puro sentimento della possibilit, che quello che prende luomo di fronte alla vita.
Una volta infranto il divieto, fatta lesperienza del peccato Adamo si costituisce come singolo, come io singolare, prova vergogna per s, prende
coscienza della sua condizione di creatura fragile, del fatto che le infinite possibilit comprendono anche il male. Il peccato quindi costitutivo del
s, dellio.

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Traslata lesperienza di Adamo ad ogni singolo uomo, langoscia generata dal possibile che lo caratterizza e che lo paralizza. Ma che cos questo
possibile? Perch crea angoscia? Il possibile corrisponde alle infinite possibilit che si pongono al singolo e che riguardano il suo rapporto con il
mondo; in quanto infinite generano angoscia perch nel possibile, tutto possibile, anche e soprattutto il negativo, il peccato. Luomo pu
compiere il male avendo la possibilit di farlo. La libert umana, infatti, la possibilit di scegliere scaturisce dal peccato originale, cio dallaver
posto Dio un divieto che luomo infrange. Abramo prima che Dio ponga il divieto vive in uno stato di innocenza, non peccatore perch non pu
scegliere, ma in quanto non pu scegliere non libero e non neanche un s.
Linfinit o lindeterminatezza delle possibilit rende langoscia insuperabile.

8.2 La malattia mortale


La disperazione sorge dal rapporto del singolo con se stesso. Il bivio a cui si trova di fronte luomo : volere o non volere essere se stesso1; la
disperazione la conseguenza dellassenza di Dio. La disperazione una malattia mortale che consiste nel vivere la morte dellio negandone
lautentica possibilit che si d solo attraverso la fede in Dio.

Volendo essere se stesso luomo si illuder di poter essere autosufficiente, ma questo contrasta con la sua finitezza, con il suo essere
insufficiente a se stesso.
Non volendo essere se stesso luomo cerca di disfarsi di s, ma non pu cancellare ci che ; cerca di evadere da se stesso, di trovare rifugio
in possibilit fantastiche che non si realizzano mai, dimenticando la necessit finita del suo essere che pur aspira allinfinito (contraddizione
insanabile).

La disperazione che conduce a un tentativo di evasione dallio o di illusione di una sua autosufficienza, peccato.
Lopposto del peccato, lantidoto contro la disperazione la fede.
La fede la condizione, infatti, in cui luomo pur volendo essere se stesso, non si illude di essere autosufficiente, ma riconosce la propria
dipendenza da Dio. Solo cos la volont di essere se stessi non entra in contrasto con limpossibilit dellautosufficienza e non fa scivolare
lindividuo nella disperazione.
Il singolo si costituisce in quanto singolo di fronte a Dio.
Lo scandalo del cristianesimo consiste nel fatto che ogni individuo solo2 davanti a Dio.
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Lindividuo deve scegliere se vuole essere se stesso, non pu rimanere nellincertezza paralizzante di Adamo che ignora quale scelta fare. Tuttavia, per scegliere se stesso, il
desiderio dinfinito che ogni individuo porta in s, egli deve porsi nellorizzonte della fede.

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La fede riconduce linstabilit radicale dellesistenza costituita dal possibile, alla stabilit del principio di ogni possibilit, Dio.
Tuttavia questo non significa che luomo venga privato del peso della scelta, luomo deve in ogni caso scegliere perch libero. Perci la fede un
aiuto che non aiuta.

9 Lattimo e la storia
La storia non teofania. Il rapporto tra luomo e Dio non avviene nella storia, in un processo continuo e necessario che si conclude con la
manifestazione dell'Assoluto. L'incontro avviene nellattimo dellesistenza, in cui Dio irrompe con la sua verit nella vita delluomo, che di per s
vive nella non-verit.
Avviene cos il rovesciamento del socratismo che sostiene che luomo possiede la verit e deve soltanto portarla alla luce attraverso il metodo
maieutico.

Nel senso che solo in un rapporto con Dio lindividuo veramente, ma anche nel senso che di fronte a Dio luomo da solo.

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